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Corsi Allievo allenatore 2011

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Quaderno Tecnico dei corsi
ALLIEVO
ALLENATORE




Estate 2011




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STAFF ORGANIZZATIVO E TECNICO
Vercelli Torino
Roberto CAVALLARO Resp. Amministrativo Roberto CHIEPPA
Luca COLOMBI Resp. Organizzativo Andrea CORRADO
Wannes POMELARI Formatore Pietro CARDILE
Michele MASCARINO Assistente
Loretta FABIANI Metodologo Mirella RONCO
Lorenzo PIRAZZI Arbitro Federico BRINDISI
Manuel TORBOL Preparatore Fisico Denis MARANGON




Elenco corsisti TORINO:

Alluffi Roberto, Baroso Tommaso, Battaglia Christian, Bevilacqua Mirko, Bisi Daniel,
Borrello Simone, Calamita Stefano, Campanelli Leonardo, Fiorito Davide,
Gentile Edoardo, Germark Vittorio, Hilmi Mohammed, Maccone Edoardo,
Menegon Stefano, Mina Roberto, Plumitallo Mauro, Ramazzina Marco,
Randazzo Sergio,Sanino Alessandro, Tinello Fabio, Tunzi Edoardo, Zabaldano Enrico,
Zabaldano Fabio,Zedda Antonio.





Elenco corsisti VERCELLI:

Agliotti Valerio, Berardi Fabrizio, Briacca Raffaele, Cavagna Davide, Dangella Antonio
Defabianis Antonello, Dongiovanni Luca, Fusano Fernando, Giannini Gabriele
Mangolini Stefano, Mari Luciano, Pessano Edoardo, Peverada Andrea,
Pioppi Massimiliano, Pironi Pietro, Pontesilli Paolo, Rabbolini Edoardo,Ramella Ermanno,
Regaldi Matteo, Rivella Giancarlo, Simone Davide, Trapella Tommaso, Valentini Fabrizio







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IL GIOCO DELLA PALLACANESTRO


Federazione Italiana Pallacanestro F.I.P.
E una associazione con personalit giuridica senza fini di lucro. Costituita nel 1921 con
scopo di promuovere , regolare e sviluppare il basket in Italia , nel rispetto dei principi
costituzionali, legislativi e regolamenti della FEDERATION INTERNATIONALE DI
BASKETBALL (F.I.B.A.) cui affiliata, e delle direttive del CONI e del CIO.
Dal 1994 stato variato lo statuto, introducendo il regime di professionismo.
La FIP ha autonomia tecnica, organizzativa e di gestione e svolge la sua attivit sotto la
vigilanza del CONI.
Presidente FIP Dino Meneghin (dal 15 maggio 2010)

La FIP ha come proprio rappresentante in ogni regione il COMITATO REGIONALE che
quindi lorgano federale pi importante.

Presidente regionale Giorgio Mapelli
Consiglieri: Federico Danna
Davide Dalmasso
Luciano Mitton
Fedele Valente
Alex Cardano
Marida Pellegrini
Fabio Manca
Piero Piermattei


Comitato Nazionale Allenatori C.N.A.
E un organismo federale di settore della FIP con obiettivo il reclutamento , formazione,
coordinamento e organizzazione degli Istruttori Tecnici, degli allenatori e Preparatori Fisici.

Presidente CNA Giovanni Piccin
Consiglio Direttivo Riccardo Bocci
Roberto Chieppa
Massimo Meneguzzo
Giampiero Ticchi
Gianni Zappi
Responsabile Tecnico Andrea Capobianco



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Il CNA ha in ogni regione il proprio organo rappresentativo. Il presidente del C.N.A.
Piemontese GIUSEPPE CARBONE, mentre gli altri due componenti della CRA
(commissione regionale allenatori) sono MAURO FERRERO e PIETRO CARDILE


Comitato Italiano Arbitri C.I.A.

E un organismo federale di settore della FIP con obiettivo il reclutamento , formazione,
addestrare , organizzare , istruire e valutare arbitri, ufficiali di campo, miniarbitri ed i
componenti delle strutture Tecniche del settore. Il CIA ha autonomia organizzativa per
assolvere i compiti affidati dal consiglio federale della FIP.

Presidente CIA Tiziano Zancanella

Anche il CIA ha in ogni regione il proprio organo rappresentativo, in Piemonte il
presidente DENIS QUARTA, mentre i componenti della commissione sono PIERLUIGI
BRAGANOLO e GIAMPIERO MARIOTTO.


In ogni provincia vi rappresentata la FIP con il proprio delegato, il CNA con presidente e
2 membri e CIA con i propri rappresentanti.






Lattivit organizzativa vastissima e vuole raggiungere in modo capillare ogni provincia,
pi territorio possibile. Ci sono diverse iniziative che partono dallalto ed a cascata
raggiungono tutti perch tutti noi, e voi tra un po , fate parte di un movimento.
E tendenza degli ultimi anni liberalizzare iniziative che vadano a migliorare gli aspetti di
ogni regione. Si sono create commissioni tecniche composte da allenatori, la stessa
formazione stata regionalizzata, sempre previa autorizzazione di chi ci dirige,
ma il tutto viene fatto per andare incontro alle esigenze territoriali.
Lobiettivo della FIP del CNA del CIA di aumentare i numeri di tesserati, far crescere la
passione, aumentare la qualit degli Allenatori, degli arbitri e soprattutto dei giocatori.
Tutti noi dobbiamo sentirci RESPONSABILI dei successi della nostra nazionale.




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Le origini

A Springfield, nel dicembre 1891, James Naismith (1861-1939), canadese, insegnante di
educazione fisica presso la Ymca International Training School, elabor in una notte
cinque principi fondamentali, poi sviluppati in tredici regole, per un nuovo gioco da
praticare al chiuso, durante i mesi invernali..
Il 15 gennaio 1892 lidea venne pubblicata. Perch inventare un nuovo gioco? Semplice:
per sconfiggere la noia di cui erano preda gli studenti durante il gelido inverno del
Massachusetts. Alla Ymca esisteva gi un corso di educazione fisica sotto la
responsabilit del preside Luther Hasley Gulick, che sollecitava i suoi allievi a un grande
impegno agonistico puntando sui giochi di squadra per consolidare sempre pi
lo spirito di gruppo e la reciproca assistenza, considerati fondamentali nelleducazione dei
giovani.

Linverno, per, costituiva un problema e non solo per le temperature polari: il baseball, si
giocava e si gioca tuttora dalla primavera a ottobre; Il football americano sport autunnale
e non si spinge oltre gennaio. Per gli studenti del college, quindi, i primi mesi del nuovo
anno erano puntualmente caratterizzati da lunghi vuoti che i tradizionali e ripetitivi corsi di
educazione fisica non riuscivano a colmare.
Cos Gulick si rivolse a un suo giovane collaboratore, James Naismith, chiedendogli di
trovare qualcosa per tenere impegnati gli allievi, che la noia stava rendendo sempre pi
irrequieti. Doveva essere un gioco da praticare al coperto, con luce artificiale, che fosse
divertente e facilmente assimilabile, che non presentasse occasioni di violenza e,last but
not least, che non incidesse molto sulle casse della scuola. Naismith si mise al
lavoro.Linventore del basket proveniva da Almonte, un piccolo villaggio contadino tra le
foreste dellOntario. Figlio di immigrati scozzesi, perse i genitori in giovanissima et e fu
cresciuto dallo zio. Continu a vivere tra i boschi, alternando lo studio al lavoro di
taglialegna.
Ricevuto ordine di inventare un nuovo passatempo atletico, James Naismith si immerse
nella riflessione, come uno scrittore in cerca di ispirazione per il romanzo della vita. I primi
tentativi andarono a vuoto: era arduo per lepoca soddisfare quelle particolari richieste.
Poi, pian piano, unidea inizi a farsi strada nella mente dellex boscaiolo di Almonte. Gli
torn in mente il duck-on-a-rock, un gioco che aveva imparato da bambino in Ontario,
letteralmente anatra su una roccia. Si trattava di una gara a chi per primo riusciva a far
cadere, colpendola con un sasso da una distanza prestabilita, la pietra (detta duck),
collocata su un masso.
Una volta fatta cadere, bisognava correre a recuperare il proprio sasso, mentre
il goalkeeper, rimesso il duck al suo posto, doveva tentare di afferrare lavversario. Pi si
arcuava la parabola, pi aumentavano le possibilit di successo: Era un gioco che
richiedeva finezza e accuratezza a chi lo praticava. Inoltre a Naismith vennero in mente
anche gli antichi giochi praticati dai Maya (po-ta-pok) e dagli Aztechi (tchlatchli), in cui una

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sfera andava fatta passare dentro anelli dal significato religioso. Perch pens Naismith
non sostituire un pallone al sasso e un cesto al duck, mantenendo il gesto tecnico della
parabola?
Dopo due settimane di riflessione, poco prima di Natale, in una leggendaria notte insonne,
chino sulla scrivania al solo lume di una consumata candela, James Naismith elabor
cinque principi fondamentali di un nuovo gioco, poi tradotte in tredici regole di base. Li fece
battere a macchina dalla segretaria del college, la signorina Lyons, e il 15 gennaio 1892 il
regolamento fu pubblicato su Triangle, il giornalino studentesco, con il titolo A new game.
l problema dellattrezzatura fu rapidamente risolto: si impiegarono i palloni di cuoio usati
nel soccer, mentre le ceste di vimini furono messe a disposizione dalleconomo del
college, Mr. Stebbins. Furono fissate al bordo pi alto della palestra, su due lati
fronteggianti. Una volta contenevano pesche. Agli inizi le ceste utilizzate non erano bucate
e dopo ogni canestro si era costretti ad arrampicarsi su una scala per recuperare il
pallone. Il gioco fu chiamato basketball da uno dei primi giocatori, Frank Mahan, dopo che
linventore aveva respinto lidea di chiamarlo Naismith Game.
Linnovazione pi grande della pallacanestro consiste nel suo non essere uno sport di
contatto, sostituendo alla forza fisica e alla potenziale violenza altre qualit come
lintelligenza, la destrezza, labilit.
Non c alcuna forma di fuorigioco e si prevede esclusivamente luso delle mani. Le regole
della pallacanestro furono pensate per produrre un gioco dattacco, estremamente veloce
e tecnicamente tra i pi esigenti.

Ecco i cinque principi ideati da Naismith:

1. Il gioco viene praticato con un pallone rotondo che pu essere trattato solo con le mani.
2. Non consentito camminare con il pallone.
3. I giocatori possono prendere una posizione sul campo di gioco in qualsiasi momento e
dovunque preferiscano.
4. Non permesso il contatto fisico tra i giocatori.
5. Il goal collocato orizzontalmente in alto.

Il 21 dicembre 1891 nella palestra di Armory Street a Springfield venne disputata la prima
partita sperimentale. Le due squadre schieravano nove giocatori ciascuna: diciotto infatti
erano gli alunni del corso di Naismith, e le sue regole non indicavano il numero di
componenti di ciascuna formazione. Il match termin un punto a zero con un canestro
messo a segno da William Chase. La prima gara ufficiale fu giocata il 2 o l11 marzo
1892, tra una squadra di insegnanti (tra cui lo stesso Naismith) e una composta da
studenti. Davanti a duecento spettatori vinsero i primi per cinque canestri a uno. Amos
Alonzo Stagg segn tutti i punti dei docenti, Ruggles lunico canestro degli studenti. Presto
si appassionarono al nuovo gioco anche le ragazze. Anzi, un dizionario inglese del 1895,
dava alla pallacanestro la definizione di gioco per ragazze, evidentemente con intenti

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poco lusinghieri. Lascesa del basket femminile sar per lentissima, in quanto frenata da
regole restrittive fino allinizio degli anni 70.
A differenza di altri sport nati negli Stati Uniti, come il baseball e il football, il basket
divenne gioco globale, esportato in Europa nel 1893
e approdato alle olimpiadi di Berlino nel 1936 (ma il femminile solo nel 1976) a cui
presenzi lo stesso Naismith. Il basket nel vecchio continente divenne per popolare
soltanto dopo la seconda guerra mondiale, grazie alla presenza delle truppe americane.
Intanto nel 1950 negli Stati Uniti si giocava la prima partita della nuova lega
professionistica, la NBA, tra Minneapolis e Syracuse.
A differenza di altri sport nati negli Stati Uniti, come il baseball e il football, il basket
divenne gioco globale, esportato in Europa nel 1893 e approdato alle olimpiadi di Berlino
nel 1936 (ma il femminile solo nel 1976) a cui presenzi lo stesso Naismith. Il basket nel
vecchio continente divenne per popolare soltanto dopo la seconda guerra mondiale,
grazie alla presenza delle truppe americane. Intanto nel 1950 negli Stati Uniti si giocava la
prima partita della nuova lega professionistica, la NBA, tra Minneapolis e Syracuse.
Nel 1893 fu introdotto il pallone simile a quello attuale ma di colore marrone.. Nel 1894 fu
introdotto il tabellone dietro al canestro , diventato un anello di metallo con una rete ancora
per chiusa. Nel 1912 ne venne tagliato il fondo.
Il numero dei giocatori (9) and progressivamente a diminuire, passando a sette per poi
diventare 5 come ora. Nel 1933 vennero introdotte le regole dei 3 e 10 secondi e nel 1954
i 24 sec. In Italia il primo incontro ufficiale di basket si disput l8 giugno 1919 allArena di
Milano.
Fu unesibizione tra due squadre militari, gli Avieri della Malpensa in maglia azzurra e la
Compagnia degli Automobilisti di Monza in maglia gialla, che doveva intrattenere il
pubblico in attesa dellarrivo dellultima tappa del Giro dItalia di quellanno. Cos la prima
partita di palla al cesto della storia fin 11-11, con uno storico e irripetibile pareggio.
Oggi a livello internazionale la pallacanestro regolamentata dalla FIBA (Fdration
International de Basketball) che conta 213 federazioni nazionali affiliate.
Se ci si vuole per immergere nei momenti pi entusiasmanti di questo sport, bisogna
recarsi ancora una volta nella cara vecchia Springfield, per visitare uno dei migliori musei
sportivi del mondo, la Hall of Fame, che anche una vera e propria istituzione preposta a
eleggere di volta in volta i pi significativi personaggi nella storia del basket.




Le 13 regole originali di J ames Naismith:

1.La palla pu essere lanciata in qualsiasi direzione con una o entrambe le mani.
2.La palla pu essere colpita in qualsiasi direzione con una o entrambe le mani, ma mai
con un pugno.

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3. Un giocatore non pu correre con il pallone, deve lanciarlo dal punto in cui lo ha preso.
4. La palla deve essere tenuta in una mano o tra le mani; le braccia o il corpo non possono
essere usate per tenerla.
5. Non possibile colpire con le spalle, trattenere, spingere, colpire o scalciare in qualsiasi
modo un avversario; la prima infrazione da parte di qualsiasi giocatore di questa regola
contata come un fallo, la seconda squalifica il giocatore fino alla realizzazione del punto
seguente o, se stata commessa con il chiaro intento di infortunare l'avversario, per
l'intera partita; non sono ammesse sostituzioni.
6. Un fallo consiste nel colpire la palla con il pugno, nella violazione delle regole tre e
quattro e nel caso descritto dalla regola 5.
7. Se una squadra commette tre falli consecutivi, conter come un punto per gli avversari;
consecutivi significa senza che gli avversari ne commettano uno tra di essi.
8. Un punto viene realizzato quando la palla tirata o colpita dal campo nel canestro e
rimane dentro, a meno che i difensori non tocchino o disturbino la palla; se la palla resta
sul bordo e l'avversario muove il canestro, conta come un punto.
9. Quando la palla va fuori dalle linee del campo, deve essere rimessa in gioco dalla
persona che per prima l'ha toccata; nei casi dubbi, l'umpire deve tirarla dentro il campo;
chi rimette in campo la palla ha cinque secondi: se la tiene pi a lungo, la palla viene
consegnata agli avversari; se una squadra continua a perdere tempo, l'arbitro dar loro un
fallo
10. L'umpire il giudice dei giocatori e prende nota dei falli, comunicando all'arbitro
quando ne sono commessi tre consecutivi; ha il potere di squalificare un giocatore
secondo la regola 5.
11. L'arbitro il giudice della palla e decide quando la palla in gioco, all'interno del
campo o fuori, a chi appartiene e tiene il tempo; decide quando un punto segnato e tiene
il conto dei punti con tutte le altre responsabilit solitamente appartenenti ad un arbitro.
12. La durata della gara di due tempi da quindici minuti, con cinque minuti di riposo tra di
essi.
13. La squadra che segna il maggior numero di punti nel tempo utile dichiarata la
vincitrice dell'incontro. Nel caso di pareggio, il gioco pu continuare, se i capitani sono
d'accordo, fin quando non viene segnato un altro punto



LA PALLACANESTRO IN ITALIA

E' il 1907 quando a Siena, la signorina Ida Nomi Venerosi Pesciolini, dopo aver tradotto il
regolamento di Naismith ed essersi fatta un'idea sommaria del nuovo sport, ne insegna i
principi di base alle giovanissime allieve della Mens Sana in Corpore Sano che, in divisa
da marinarette, con blusa bianca e gonna blu, si esibiscono a Venezia

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nella "palla al cerchio, gioco ginnastico per giovinette", allo stadio militare di Sant'Elena
durante il Concorso Ginnastico Nazionale di quello stesso anno.
L 8 giugno 1919: si disputa la prima partita ufficiale di basket che si ricordi in Italia.
Si gioca all'Arena di Milano, tra la II Compagnia Automobilisti di Monza e gli Avieri della
Malpensa. La gara finisce in parit, 11 a 11, di fronte a un pubblico eccezionale, oltre
trentamila persone. L'enorme afflusso si spiega non tanto per la considerazione di cui
godeva il basket (assai scarsa allora), ma perch quel giorno sulla pista dell'Arena, si
concludeva il Giro ciclistico d'Italia e tutti attendevano che dal sottopassaggio sbucasse
fuori trionfalmente la maglia rosa di Costante Girardengo .
Nel 1922 s'inizia il primo campionato nazionale che sar vinto dall'ASSI di Milano.
Il 1924 propone nuovamente il basket come sport dimostrativo alle Olimpiadi di Parigi. In
Italia ha luogo il primo campionato femminile, vinto dalle ragazze del Club Atletico Torino
1925/1926: cambia il quadro politico, il fascismo sale al potere, la FIB si trasforma in
Federazione Italiana Palla Al Cerchio e nasce anche la Nazionale che bagna il suo
esordio, il 4 aprile 1926, con una vittoria a Milano sulla Francia per 23 a 17.
Nel 1933 il basket entra nel programma dei Giochi Universitari , a Torino .



I PIAZZAMENTI

OLIMPIADI : MOSCA 1980 ARGENTO ATENE 2004 ARGENTO
EUROPEI : RIGA 1937 ARGENTO GINEVRA 1946 ARGENTO - ESSEN1971
BRONZO BELGRADO 1975 BRONZO NANTES 1983 ORO STOCCARDA 1985
BRONZO ROMA 1991 ARGENTO BARCELLONA 1997 ARGENTO PARIGI 1999
ORO - STOCCOLMA 2003 BRONZO

Ci sono state squadre che hanno segnato la storia della Pallacanestro Italiana dominando
anche in Europa tra le quali vanno citate :Ignis Varese, Cant, Milano con le scarpette
rosse.




LA PALLACANESTRO IN PIEMONTE

La nostra regione ha sempre presentato importanti realt, modelli da cui molte altre
squadre hanno preso spunti nella programmazione, nelle idee, negli investimenti.
Negli anni 70 abbiamo la Sacl Asti, societ in cui vi giocavano giocatori nazionali come
Carlo Caglieris, e giocatori che hanno fatto la storia della nostra pallacanestro (Romeo
Sacchetti, Alberto Merlati)

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Nel 1974 a causa della indisponibilit del capo di gioco la societ astigiana si sposta a
Torino, in casa Auxilium, societ presieduta da Don Gino Borgogno.La nuova societ
retrocede e torner nella massima serie nella stagione 78-79 vi rimarr sino alla
stagione 88-89. Nel arriv persino a giocare la finale della coppa Korac contro la
Jugoplastika Spalato. Sono le stagioni in cui Torino vede nelle proprie fila giocatori come
Pino Brumatti, Merlatti, Marietta, Giampiero Savio, Scott May, Riccardo
Morandotti. Davide Pessina, Carlo Dlla Valle Joe Kopicki, Darryl Dawkins, Kevin Magee,
oltre ai 3 campioni europei Romeo Sacchetti Carlo Caglierise Renzo Vecchiato. Ultima
stella del basket torinese stato Alessandro Abbio, prima di trovar fortuna a Bologna.
Nel 1993-94 la societ si retrocede dal campionato di serie A2 in B eccellenza. Nel
frattempo ri-nasce in Piemonte la societ Pallacanestro Biella che si avvale della guida di
un allenatore proveniente da Torino, Federico Danna. La societ arriva in serie A, serie in
cui la troviamo ancora oggi. Unaltra importante realt che si sviluppata la Junior
Casale del presidente Cerrruti, societ che attualmente lotta per arrivare nella serie
maggiore. Molti sono gli allenatori che hanno lasciato un segno a livello nazionale passati
nella nostra regione. Dal geniale Tracuzzi a Dodo Guerrieri, Fabrizio Frates, Federico
Danna, Mario De sisti , Gianni Asti, e molti altri .



I RUOLI NEL BASKET

Durante i primi cinque decenni dell'evoluzione della pallacanestro, vi erano tre ruoli che un
giocatore poteva ricoprire. In campo, infatti, c'erano: due guardie, due ali ed un centro.

Il playmaker (in inglese point guard) uno dei ruoli standard della pallacanestro.
chiamato anche ruolo 1.
Normalmente si tratta del giocatore con il miglior trattamento di palla. Essenzialmente, il
playmaker ha il compito di guidare l'attacco della squadra, portando avanti il pallone e
controllandolo, assicurandosi di far partire l'attacco

Le guardie tiratrici (in inglese shooting guard) sono generalmente pi basse, veloci ed
agili rispetto alle ali (forwards). Si tratta solitamente, come si intuisce anche dal nome, del
miglior tiratore della squadra, che sia per anche in grado di penetrare verso il canestro se
serve.
Molte guardie tiratrici possono generalmente giocare anche come ala piccola (small
forward).

Lala piccola generalmente pi bassa rispetto all'ala forte (power forward) e al centro
(center o pivot) ma generalmente pi alta e massiccia rispetto alla guardia tiratrice e al
playmaker. In attacco, trova il suo equilibrio tra i movimenti tipici di una guardia come il
tiro o la penetrazione e il gioco di forza di un'ala forte, specie a rimbalzo.


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Tra tutti e cinque i ruoli standard, infatti quello che riesce a combinare meglio i due
aspetti del gioco e non di rado alcune "ali piccole" sono in grado di ricoprire diversi ruoli a
seconda delle esigenze della squadra. Per quanto riguarda la difesa, l'ala piccola d il suo
apporto con le palle rubate e rimbalzi.

L'ala grande o ala forte (in inglese power forward) un ruolo molto fisico, simile a quello
del centro, un ruolo nel quale pu capitare anche di dover giocare se mancano giocatori
pi alti. L'ala forte spesso gioca spalle al canestro in attacco, mentre in difesa si posiziona
sul fondo insieme proprio al centro.
A rimbalzo deve essere aggressiva e segnare la maggior parte dei punti in post basso.

Il centro (in inglese center) o pivot ("perno" della squadra) .
Solitamente deve sfruttare la sua grande massa soprattutto nei pressi del canestro.
All'interno dellarea dei tre secondi deve saper segnare, difendere, 'stoppare' i tiri degli
avversari, cio spazzare via con le mani il pallone mentre vola verso il canestro, tagliare
fuori" il pari ruolo avversario (facendolo restare dietro la propria schiena) e catturare
rimbalzi.
Un centro che riesca ad unire la stazza all'atletismo pu essere un giocatore dominante ed
insostituibile per una squadra. Un centro deve possedere un buon movimento spalle a
canestro e un buon tiro dalla media distanza.

Oggi, come ben si vede non solo nel campionato italiano, ma soprattutto in EUROLEGA ,
e nella NBA in realt queste differenzazioni di ruoli, sono meno evidenti, ed in molti casi
giocatori alti portano palla, giocatori lunghi giocano sul perimetro e tirano da tre punti, ed
esitono pure giocatori in grado di giocare in pi ruoli.





Tornando a noi

Per noi, futuri allenatori, importante vedere il gioco della Pallacanestro con altri occhi:
Gioco di iniziativa: chi ha liniziativa? Chi gestisce meglio spazio/tempo
Gioco di squadra: si pu prendere un vantaggio individualmente, ma per
mantenerlo bisogna essere squadra
Gioco di letture: insegnare a leggere continuamente
Gioco di situazione: in ogni azione e nella stessa azione le situazioni cambiano
Gioco con un gran numero di movimenti difficilmente prevedibili

Elementi caratterizzanti
Il regolamento
Il campo da gioco
Le attrezzature
Fasi di gioco


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Fasi di gioco

ATTACCO contropiede campo


DIFESA uomo pressing campo
zona
mista




La piramide dellallenatore:

Allievo Allenatore: primo step, con questa qualifica possibile essere assistenti in
tutti i campionati regionali o essere posti come 1allenatore nei campionati a libera
iscrizione;

Allenatore di Base: secondo step, si tratta di un corso residenziale della durata di
7/8 giorni consecutivi, con questa qualifica possibile essere il 1allenatore in tutti i
campionati regionali, fatta eccezione per leccellenza giovanile:

Allenatore: terzo step, per poter diventare allenatore bisogna essere stato almeno
2 anni allenatori di base, successivamente sar possibile frequentare un corso
residenziale della durata di 15 giorni consecutivi al termine del quale verr
effettuato un esame;

Istruttore giovanile: nuova figura;

Allenatore Nazionale: quarto step, corso accessibile possedendo gli step
precedenti e costituito da un pre-esame, il corso vero e proprio, ed un esame finale.

Allenatore Benemerito













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LA FIGURA DELLALLENATORE






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Ma cosa fa un allievo allenatore???

Sicuramente studia la pallacanestro e deve essere:
Competente tecnicamente;
Autonomo nelle scelte.

Per poter essere competente tecnicamente ed essere autonomo nelle scelte un allenatore
deve:
Sapere;
Saper Fare;
Saper Fare in Campo;
Saper Comunicare.

Lallievo allenatore ha come obiettivo principale quello di essere in grado di soddisfare
almeno il punto A ed il punto B del precedente paragrafo, cio SAPERE e SAPER
FARE, mentre i punti C e D fanno parte dellallenatore di base.
Questo lobiettivo del corso, e del nostro Formatore, ovvero creare, istruire, formare
persone durante le lezioni apprendano il Sapere ed il Saper Fare.


SAPERE
Per sapere bisogna possedere;
- conoscenza delle regole del gioco
- una buona conoscenza della preparazione fisica;
- elementi di metodologia per inter-relazionarsi con i giocatori;
- elementi di base tecnica;

Sintesi dei 3 livelli:
- tecnico / tattico
- fisico / atletico
- mentale (emozioni, percezioni, capacit di giudizio, ragionamento, memoria, etc.)

Totalit e parti:
- autonomia - collaborazione
- 1 vs 1 - 5 vs 5
- giocatore - squadra

Lequilibrio un fattore determinante nella pallacanestro, tra attacco e difesa deve esistere
una continuit.



SAPERE FARE
Saper fare significa:
- saper dimostrare ed eseguire i movimenti tecnici e gli esercizi;
(molto importante soprattutto nelle categorie giovanili)

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- saper osservare, dopo aver dimostrato, saper correggere gli atleti, segnalando loro cosa
non stato recepito, cosa non sono riusciti ad eseguire, fornendo la soluzione al
problema correzione;
- trovare le soluzioni per correggere gli errori collettivamente ed individualmente;
- scrivere elaborare disegnare
(in partita non esiste troppo tempo per parlare un buon disegno colpisce prima)
- arbitrare
(regole del gioco)




COSA SIGNIFICA ESSERE ISTRUTTORI/ALLENATORI/COACH

Essere allenatore /istruttore di basket vuol dire essere appassionati, significa mantenere
un aggiornamento costante ,significa conoscere perfettamente il Regolamento.
Essere istruttore/allenatore significa assumersi il ruolo di riferimento della squadra
ponendosi come guida; significa essere un costante esempio fuori o in palestra.
Significa , inoltre, educare responsabilmente senza, nei casi delle giovanili, sostituirsi alla
famiglia, ponendo come primo obiettivo la buona educazione civica ;dare delle regole
come il rispetto verso tutti i componenti della squadra, lordine, la puntualit, la pulizia della
persona ecc. Nel caso di atleti senior cambia lapproccio ma non le regole, le quali
possono e devono essere gestite con dinamiche diverse.
Mantenere, nella gestione di una squadra giovanile, molta attenzione allaspetto
scolastico, prendendo eventuali provvedimenti nel caso di gravi insufficienze.
Tecnicamente occorre essere sempre preparati e aggiornati, in quanto ogni allenatore ha
la responsabilit di dare le migliori possibilit ai propri allievi, giocatori.
Occorre essere responsabili in situazione dinfortuni o di primo soccorso, avendo quindi
conoscenze in merito.
Non dobbiamo mai sottovalutare il discorso Etico, argomento di grandissima attualit nei
nostri giorni; mantenere quindi un comportamento eticamente integerrimo con tutte le
componenti del gioco, arbitri, atleti, genitori , dirigenti, custodi.





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Strumenti base dellAllenatore



saper disegnare




Ai corsisti vengono consegnati diagrammi per esercitarsi a disegnare.
Le richieste sono diverse:
completare i diagrammi seguendo le relative indicazioni
orale
descrivere esercizi e movimenti da diagramma disegnato




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Foglio allenamento







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Occorre distinguere lallenamento in almeno tre fasi differenti:
riscaldamento
fase centrale
fase finale.



Fase di riscaldamento: preparate il giocatore fisicamente e mentalmente

1- attivazione generale:
creare un giusto clima psicologico e portare anima e mente dei giocatori in palestra;
utilizzo dello stretching.

2- attivazione specifica:
presentazione dellobiettivo;
utilizzo.


Fase centrale obiettivo tecnico / tattico)

1- fase istruente:
progressione didattica
utilizzo metodologia corretta;
movimento difesa guidata difesa guida libera

2- verifica:
utilizzo dei parziali di gioco (1vs1; 2vs2; 3vs3; 1vs1+A; 1vs2; etc);
5vs5;
gara.


Fase finale:

scarico (mentale e fisico);
b. osservazioni varie (di allenamento e non);
c. saluti











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Lo scout







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Lo scouting




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REGOLAMENTO

Introduzione
Nel 3 modulo tenuto dallarbitro si parlato del regolamento tecnico della pallacanestro.
Questo perch per allenare correttamente occorre essere a conoscenza delle regole
del basket.
Inoltre, stata una lezione propedeutica per gli allievi allenatore in quanto in futuro
dovranno arbitrare un certo numero di partite per soddisfare uno dei requisiti per
lammissione al corso allenatori di base.
La lezione ha trattato principalmente quattro argomenti: una breve introduzione sul
regolamento tecnico e su quello esecutivo, una spiegazione molto dettagliata su come si
compila un referto di gara, una dimostrazione sul campo di come si muove la coppia
darbitri e, infine, un approfondimento sullinfrazione di passi e sul come riconoscerla.

Obiettivi
Conoscere il regolamento tecnico della pallacanestro.
Saper compilare un referto di gara.
Sapere come si muovono degli arbitri in campo.
Riconoscere uninfrazione di passi.



I regolamenti della pallacanestro

I regolamenti su cui si basa il gioco della pallacanestro sono i seguenti:


REGOLAMENTO ORGANICO

Il regolamento di organico stabilisce le norme per la gestione dei diversi organi
(assemblea federale , atleti , regionale , provinciale )

Esempi:
Come e quando convocare assemblee
Quanti delegati possono essere eletti

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Chi pu partecipare al voto
Compiti delle diverse figure (presidente , vice presidente ecc..)



REGOLAMENTO CIA

Il regolamento CIA stabilisce le norme per la gestione e regolamentazione del comitato
italiano arbitri.
Il Comitato Italiano Arbitri un organismo federale di settore della Federazione Italiana
Pallacanestro ed ha lo scopo di reclutare, formare, addestrare, organizzare, istruire e
valutare gli Arbitri, gli Ufficiali di Campo, i Miniarbitri ed i componenti delle Strutture
Tecniche del Settore.

Il Comitato Italiano Arbitri composto da:
Presidente
Vice Presidente
Consiglio Direttivo
Commissione Tecnica
Consulta Nazionale



REGOLAMENTO CNA

Il regolamento CNA stabilisce le norme per la gestione e regolamentazione del comitato
nazionale allenatori.
Il Comitato Nazionale Allenatori (C.N.A.) un organismo federale di settore della
Federazione Italiana Pallacanestro preposto dal Consiglio Federale al reclutamento,
formazione, coordinamento ed organizzazione dei Formatori, degli Allenatori e dei
Preparatori Fisici ed assolvere, nell'ambito delle proprie competenze, i compiti che gli
vengono affidati dal Consiglio Federale della F.I.P.

Il C.N.A. composto da:
Presidente;
Consiglio Direttivo;
Responsabile Tecnico





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REGOLAMENTO SANITARIO

Il regolamento sanitario disciplina le esigenze specifiche del settore sanitario federale,
nonch delle normative e delle disposizioni del CIO , della FIBA e del CONI al fine di
tutelare lo stato di salute dei propri tesserati.

Il settore sanitario federale composto da:
Commissione organizzativa sanitaria
Commissione scientifica
Medico federale
Medici addetti alle squadre nazionali
Medici fiduciari regionali
Personale parasanitario

Tutti i componenti del settore sanitario federale devono essere tesserati per la federazione
di appartenenza e non devono avere subito provvedimenti disciplinari a causa di doping,
n essere stati espulsi o radiati dalla federazione di appartenenza.




REGOLAMENTO DEI PROCURATORI

Il regolamento dei procuratori norma e disciplina lattivit dei procuratori di atleti di
pallacanestro che operano allinterno di tutti i Campionati senior organizzati dalla
Federazione Italiana Pallacanestro e che si occupano dei rapporti tra atleti e societ, in
vista della stipula dei contratti o degli accordi economici.

Presso la FIP sono istituiti:
il Registro dei Procuratori di atleti di pallacanestro
la Commissione Procuratori

Solo i Procuratori iscritti nel Registro FIP e/o FIBA possono qualificarsi come: Procuratore
autorizzato FIP.
Chi esercita lattivit di Procuratore di Atleti di pallacanestro pu anche rappresentare gli
iscritti alla categoria degli allenatori.






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REGOLAMENTO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

Il regolamento degli impianti sportivi contiene lindicazione dei requisiti necessari a
garantire gli standard ottimali di utilizzabilit e sicurezza degli impianti e a incentivare il
continuo sviluppo e miglioramento degli stessi, traendo elementi significativi dalla
normativa FIBA adottata dalla
FIP che riguarda tutte le specifiche necessarie alla realizzazione ed allesercizio di un
impianto dedicato al gioco della pallacanestro ed al conseguente uso nellattivit
agonistica.
Tali criteri mirano ad assicurare che la classificazione dellimpianto venga effettuata per
livello di fruizione dellevento sportivo, cio tenendo conto della possibilit di ospitare vari
tipi di manifestazione.

Livello Base livello di impianto sportivo allaperto o al coperto idoneo ad ospitare
manifestazioni a carattere locale.

Livello Silver livello di impianto sportivo idoneo ad ospitare le manifestazioni a carattere
nazionale sia maschili che femminili.

Livello Gold livello di impianto sportivo che per caratteristiche pu ospitare manifestazioni
a carattere nazionale e internazionale, sia maschili che femminili.




DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE ANNUALI

Le DOA (disposizioni organizzative annuali) rappresentano le disposizioni della
federazione per lanno sportivo in corso.
In esse sono contenute, tra le altre:
termini per laffiliazioni delle societ e il tesseramento di atleti e allenatori
crediti minimi previsti per il progetto di aggiornamento obbligatorio (PAO)
giorni e orari di gara per le diverse categorie
regole per lomologazione dei campi di gioco
disposizioni sanitarie
regolamento dei play-off o play-out
disposizioni particolari per i campionati under 13-14





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REGOLAMENTO TECNICO
Spiega le regole del gioco e viene aggiornato ogni 4 anni, in corrispondenza del
quadriennio olimpico, viene aggiornato annualmente con quaderni tecnici FIP.


REGOLAMENTO ESECUTIVO
spiega il comportamento da seguire in caso di irregolarit (ferro alto, problemi con i
documenti dei giocatori, ecc)

Interpretazioni FIBA: vengono aggiornate ogni quadriennio olimpico e trattano
situazioni tecniche particolari (palla che si incastra tra ferro e tabellone su possesso
alternato, giocatore che perde la lente a contatto, ecc)


IL CAMPO DI GIOCO
Linea perimetrale
Linea centrale, cerchio centrale e semicerchi di tiro libero
Linee di tiro libero, aree dei tre secondi e spazi per il rimbalzo
Area di tiro da tre punti
Aree delle panchine delle squadre
Linee delle rimesse

ATTREZZATURE DI GIOCO


LA POSIZIONE LEGALE DI DIFESA
Assunta dal difensore che fronteggia lavversario, coi piedi entrambi a terra, allinterno del
proprio cilindro.
Le gambe devono essere divaricate in proporzione allaltezza del giocatore e le braccia
possono essere alzate sopra la testa, ma sempre allaltezza del proprio cilindro.


IL fallo di SFONDAMENTO
Il regolamento recita: lo sfondamento un contatto personale illegale, con o senza palla,
causato da una spinta o da un movimento contro il tronco del giocatore avversario.
Perch lo sfondamento si verifichi devono verificarsi questi fattori:
assunzione della posizione legale di difesa
muoversi lateralmente o allindietro
arrivare per primo in una posizione e subire un contatto sul tronco

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IL BODY CHECK
Nel rispetto dello spazio tempo possono comunque verificarsi situazioni di body check,
che vengono solitamente associate alla difesa ma possono invece essere utilizzate dagli
attaccanti per avere un vantaggio.
Si verifica spesso nei tagli a canestro.

LHAND CHECKING
Viene tollerato il contatto delle mani sul corpo dellavversario, ma non in caso il contatto
condizioni i movimenti dellattaccante, sempre comunque nellambito della posizione
legale di difesa

TIPOLOGIE DI FALLI
Personale: contatto illegale di un giocatore con un avversario, sia a palla viva che morta.
Doppio fallo: Si verifica un doppio fallo quando due giocatori avversari commettono fallo
personale, luno contro laltro, approssimativamente nello stesso tempo.
Antisportivo: contatto falloso di un giocatore che, secondo il giudizio dellarbitro, non un
tentativo legittimo di giocare direttamente le palla nello spirito e nellintendimento delle
regole.Molto incide lo status della palla, ad esempio un fallo compiuto a palla morta,
ovvero quando questa nelle mani dellarbitro, considerato antisportivo.Ma antisportivo
anche un fallo da ultimo uomo ovvero da un difensore in svantaggio sullattaccante
lanciato a canestro, se il contatto deliberatamente troppo duro.
Fallo tecnico: il regolamento lo definisce una deliberata violazione alla collaborazione ed
allo spirito di corretta condotta improntata sulla sportivit ed il fair play. Pu essere
comminato ai giocatori, ma anche alla panchina ( e ricade sullallenatore), allallenatore
stesso.
Larbitro pu effettuare dei richiami, prima della decretazione di un fallo tecnico, al singolo
giocatore o alla squadra intera, per poi comminarlo se i richiami non sono stati rispettati.
Da espulsione: generalmente sono conseguenza di atti di violenza, che verbale o fisica,(il
regolamento dice flagrante comportamento antisportivo) da parte di giocatori, allenatori o
accompagnatori. Gli arbitri sono tenuti a segnalare questi episodi nel referto,lente
responsabile del organizzazione delle gare deve esserne messo a conoscenza.
Rissa: scontro fisico tra due o pi giocatori o avversari in genere. Da rimarcare il fatto che
se durante una rissa entrano in campo persone a referto sedute in panchina queste sono

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automaticamente espulse, discorso che non vale per lallenatore ed il suo vice che entrano
in campo per aiutare gli arbitri a placare i giocatori coinvolti.
Le sanzioni comminate sul campo (ad es. tiri liberi e palla a met campo), si annullano in
tutti i casi in cui si compensino con quelle comminate alla squadra avversaria.

USO IRREGOLARE DELLE MANI:
Si parte da un principio semplice ovvero che toccare con la mano (i) e/o con il braccio(a)
lavversario non sempre necessariamente fallo in quanto larbitro che deve decidere se
il giocatore che ha causato il contatto ha ottenuto un vantaggio. Se il contatto da un
giocatore limita in qualche modo la libert di movimento di un avversario, tale contatto
un fallo.
Luso illegale della mano(i) o di un braccio(a) esteso si ha quando un difensore in
posizione difensiva e la sua mano(i) e/o braccio(a) sono posti su di un avversario, con o
senza palla e ne rimangono a contatto per impedire di avanzare. Toccare ripetutamente o
punzecchiare un avversario con o senza palla un fallo perch pu condurre ad un
aumento del gioco sporco.
Viene considerato fallo di un attaccante con la palla:
Lavvinghiare o agganciare con un braccio o con un gomito il difensore nel tentativo di
ottenere un vantaggio indebito.
Lo spingere il difensore per impedirgli di giocare o tentare di giocare la palla, o per
ottenere pi spazio per se stesso.
Luso dellavambraccio esteso o della mano durante il palleggio per impedire allavversario
di ottenere il controllo della palla.

Viene considerato fallo di un attaccante senza palla lo spingere per ottenere di:
Liberarsi per ricevere palla
Impedire al difensore di giocare o tentare di giocare la palla
Creare pi spazio per se stesso.


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BLOCCO IRREGOLARE ( bloccaggio )
Il blocco irregolare viene anche definito bloccaggio ed un contatto personale illegale che
impedisce ad un giocatore avversario di avanzare liberamente, con o senza palla.
Un giocatore che sta cercando di portare un blocco commette un fallo di bloccaggio se il
contatto avviene mentre in movimento e il suo avversario fermo o sta retrocedendo. Se
un giocatore si disinteressa della palla, fronteggia un avversario e modifica la propria
posizione contemporaneamente a quella dellavversario egli il principale responsabile
per ogni contatto che ne derivi a meno che non subentrino altri fattori.
Lespressione a meno che non subentrino altri fattori si riferisce a spinte, urti o
trattenute volontarie da parte del giocatore che sta subendo il blocco.
E legale per un giocatore allungare il braccio(a) o gomito (i) fuori dal suo cilindro nel
prendere posizione sul terreno, ma gli stessi devono essere riportati allinterno del cilindro
qualora un avversario tenti di superarlo. Altrimenti, se avviene un contatto, si verifica un
fallo di bloccaggio o di trattenuta.

TRATTENUTA
La trattenuta un contatto personale illegale con un avversario che interferisce con la sua
libert di movimento. Questo contatto ( trattenuta ) pu essere provocato con qualsiasi
parte del corpo.

Spinta o sfondamento senza palla e con palla

LO SFONDAMENTO
un contatto personale illegale, con o senza palla, causato da una spinta o da un
movimento contro il tronco del giocatore avversario.





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VIOLAZIONI
Definizione una violazione uninfrazione alle regole.
Sanzione La palla deve essere assegnata alla squadra avversaria per una rimessa in
gioco da fuori, nel punto pi vicino a quello in cui stata commessa linfrazione, tranne
che direttamente dietro al tabellone, salvo diverse indicazioni delle regole .

DOPPIO PALLEGGIO
Definizione Un palleggio il movimento di una palla viva causato da un giocatore in
controllo di quella palla che la lanci,batta,rotoli sul terreno o deliberatamente la lanci
contro il tabellone. Un palleggio inizia quando un giocatore, avendo acquisito il controllo di
una palla viva sul terreno, la lancia, la batte,la rotola, la palleggia sul terreno o la lancia
deliberatamente sul tabellone e la ritocca prima che essa venga toccata da un altro
giocatore , e termina quando il giocatore tocca la palla con entrambe le mani o trattiene la
palla con una o entrambe le mani. E quando un giocatore palleggia per una seconda volta
dopo aver interrotto il suo primo palleggio, a meno che non avvenga dopo aver perso il
controllo della palla sul terreno di gioco a causa di:
Un tiro a canestro su azione
Un tocco della palla da parte di un avversario
Un passaggio o presa difettosa che abbia toccato o sia stato toccato da un altro
giocatore
si genera uninfrazione di doppio palleggio.

TRE SECONDI
Regola Un giocatore non deve rimanere nellarea dei tre secondi avversaria per pi di
tre (3) secondi consecutivi, mentre la sua squadra ha il controllo di una palla viva nella
zona di attacco ed il cronometro di gara in movimento.
OTTO SECONDI

VENTIQUATTRO SECONDI

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Il referto di gara

Larbitro deve presentarsi almeno 30 minuti prima dellinizio della partita per espletare la
parte burocratica.

Le 2 squadre devo presentare la lista R con lelenco dei giocatori convocati con la quale
si deve compilare il referto se non vi nessun dirigente o genitore in grado di farlo.
Sul referto bisogna innanzitutto riportare i dati relativi alla gara e al campo di gioco
(indirizzo, ingresso a pagamento, etc...).
Le due squadre sono indicate come squadra A e squadra B, la squadra A quella di casa,
quella B la squadra ospite. Per ogni squadra si indica il nome e il colore della maglia cos
come riportato in lista R, indicando eventuali sponsorizzazioni.
I giocatori sono elencati per cognome che va riportato per esteso mentre del nome si
mette solo liniziale.
I numeri ammessi sono: dal 4 al 20, dal 21 al 25, dal 30 al 35, dal 40 al 45 e dal 50 al 55.
Per i giocatori del quintetto iniziale si fa un cerchio attorno alla X dellentrata da inserire
nellapposita casella alla destra del nome e del numero, il capitano si indica scrivendo K
tra il nome ed il cognome del giocatore.
Questa procedura importante poich vi sono campionati (esordienti, u13, u14) dove le
entrate sono regolamentate: per questo utile distinguere i quarti dispari da quelli pari con
due colori differenti.
I falli dovrebbero essere segnati con le lettere P (personale), U (antisportivo), D (espulso),
T (tecnico).
Nota bene: possibile prendere cinque tecnici ma solo due antisportivi.

Allenatore: per lallenatore vi sono le caselle per il numero della tessera e per i falli tecnici.
I falli tecnici sono di due tipi: i falli C (coach) sono i tecnici presi personalmente
dallallenatore, mentre i falli B (bench) sono quelli legati al comportamento scorretto dello
staff (che comprende anche i dirigenti accompagnatori) o di un giocatore che fuori per
raggiunto limite di falli. Vale la pena di distinguere i termini espulso e allontanato:
lespulsione prevede lallontanamento pi due tiri liberi per la squadra avversaria,
lallontanamento non prevede sanzioni, se non quella delluscita dal campo del giocatore.
Un allenatore pu essere allontanato con due C, tre B o due B e una C.


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Accompagnatore: siede a fianco al cubo dei cambi e comunica con la panchina in maniera
orizzontale. Non gli concesso diagitarsi e no pu avere dialogo con il direttore di gara.

Secondo dirigente: ha gli stessi compiti dellaccompagnatore e siede in panchina. La sua
funzione quella di aiutare laccompagnatore (se questultimo viene espulso, il secondo
dirigente deve sostituirlo vicino al tavolo).
Medico: richiesto dal regolamento solo dal alcune categorie in su: se tesserato pu
stare in panchina, altrimenti vicino al campo.
Addetto arbitri: luomo a disposizione degli arbitri


I punti si barrano nella casella rispondente al punteggio raggiunto e in quella accanto si
mette il numero della maglia del giocatore che ha segnato, se viene realizzato un tiro da 3
si cerchia il numero della maglia.


Squadra vincente: nome integrale della squadra vincente. Se per un qualsiasi motivo non
suona la sirena finale (sospensione partita, non possibile iniziarla a causa di problemi
burocratici ecc..) il riquadro va lasciato in bianco.
A fine periodo si tira una linea e si cerchia il punteggio
A fine partita si tirano 2 righe sotto il punteggio

Punteggi parziali: i punteggi non sono quelli progressivi, bisogna effettuare a sottrazione e
scrivere il punteggio relativo al periodo indicato.

Inizio/fine: orari effettivi, i quali possono scostarsi da quelli ufficiali.
Firme: firma prima il secondo arbitro e poi il primo, poich questultimo che a le
responsabilit riguardanti la compilazione del referto

Il referto composto da 4 copie: la copia bianca per la federazione o per il responsabile
del torneo, la copia verde per il 1 arbitro, la copia rosa per la squadra vincitrice e la
copia gialla per la squadra perdente

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Come si arbitra

Ogni met campo viene divisa idealmente in 6 settori.

Se si arbitra in singolo si segue lazione sui 3 punti delle 2 met campo controllando tutti i
settori, se si arbitra in coppia ci si divide le zone di competenza.
La divisione non in rapporto 1:2 varia in funzione della situazione e della posizione della
palla. Generalmente un arbitro controlla 3 coppie di giocatori e laltro le restanti, ma la
regola non costante. Quando la palla si trova in post ad esempio larbitro sotto canestro
si occuper dell 1c1 mentre laltro controller gli altri 8 giocatori. L'arbitro sotto canestro
detto "guida" mentre quello che posizionato fuori dall'area detto "coda". I due arbitri ad
ogni cambio di possesso si alternano nelle posizioni di guida e coda.

1 ARBITRO 2 ARBITRI
Il criterio principale per giudicare una situazione potenzialmente fallosa o meno quello
della luce tra i due giocatori. Se larbitro vede luce tra i due giocatori generalmente non c
fallo, nel caso in cui questa non ci sia bisogna valutare il tipo di contatto.












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La regola dei passi

Definizione
Passi il movimento illegale di uno o entrambi i piedi in una direzione qualsiasi
trattenendo una palla viva in mano.
Un giro il movimento legale che si ha quando un giocatore, in possesso di una palla viva
sul terreno si muove una o pi volte in una direzione qualsiasi con lo stesso piede mentre
laltro piede, chiamato piede perno viene tenuto fermo sul suo punto di contatto col
terreno.


Regola
Come si stabilisce un piede perno per un giocatore che prende un palla viva sul
terreno:

Mentre ha entrambi i piedi sul terreno di gioco: entrambe i piedi sono perno.

Mentre in movimento:
Se un piede a contatto con il terreno, quel piede diventa perno
Se entrambi i piedi sono sollevati dal terreno ed il giocatore ricade sul terreno ed il
giocatore ricade sul terreno con entrambi i piedi simultaneamente, nel momento in
cui viene sollevato un piede, laltro diviene perno.
Se entrambi i piedi sono sollevati dal terreno ed il giocatore ricade sul terreno su un
piede, allora quel piede diventa perno. Se poi il giocatore salta con quel piede e
ricade sul terreno di gioco simultaneamente con entrambi i piedi, allora nessuno dei
due piedi pu essere considerato piede perno.


Come avanzare con la palla per un giocatore, in controllo di una palla viva sul terreno, che
ha stabilito un piede perno:

Mentre ha entrambi i piedi sul terreno di gioco:
- Per iniziare un palleggio, il piede perno non pu essere alzato prima che la palla
abbia lasciato la mano(i).
- Per passare o tirare a canestro, il giocatore pu saltare con il piede perno, ma non
pu ritoccare il terreno prima che la palla abbia lasciato la mano(i).

Mentre in movimento:

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- Per passare o tirare a canestro, il giocatore pu saltare con il piede perno e
ricadere su uno o entrambi i piedi simultaneamente. Dopodich, uno o ambedue i
piedi
possono essere sollevati, ma non possono ritoccare il terreno prima che la palla
abbia lasciato la sua mano(i).
- Per iniziare un palleggio, il piede perno non pu essere alzato prima che la palla
abbia lasciato la mano(i).
Mentre compie un arresto, nel caso in cui nessuno dei due piedi il piede perno:
- Per iniziare un palleggio, nessuno dei due piedi pu essere sollevato prima che la
palla abbia lasciato la mano(i).
- Per passare o tirare a canestro, uno o entrambi i piedi possono essere sollevati,
ma non possono ritoccare il terreno prima che la palla abbia lasciato la mano(i) del
giocatore.


Giocatore caduto, sdraiato o seduto sul terreno di gioco:
Lazione legale quando un giocatore cade e scivola sul terreno, mentre trattiene la palla,
oppure se ottiene il controllo della palla, mentre sdraiato o seduto sul terreno di gioco.
Il giocatore commette violazione se, mentre trattiene la palla, rotola o tenta di alzarsi
senza palleggiare.

PROBLEMI :
Palleggio: NO staccare perno prima della palla
a)Nel caso in cui il giocatore abbia entrambi i piedi sul terreno per iniziare un palleggio, il
piede perno non pu essere alzato prima che la palla abbia lasciato la mano;
b)nel caso in cui il giocatore compia un arresto, nel caso in cui nessuno dei due piedi il
piede perno,per iniziare un palleggio, nessuno dei due piedi pu essere sollevato prima
che la palla abbia lasciato la mano.

Liberarsi della palla: NO ritorno del perno a terra
a) nel caso in cui il giocatore sia in movimento per passare o tirare a canestro, il giocatore
pu saltare con il piede perno e ricadere su uno o entrambi i piedi contemporaneamente.
Dopodich, uno o ambedue i piedi possono essere sollevati, ma non possono ritoccare il
terreno prima che la palla abbia lasciato la sua mano;
b) Per iniziare un palleggio, il piede perno non pu essere alzato prima che la palla abbia
lasciato la mano.

Caduta con la palla :
a)Se un giocatore cade e scivola sul terreno, mentre trattiene la palla, oppure se ottiene il
controllo della palla, mentre sdraiato o seduto sul terreno di gioco linfrazione di passi
non sussiste;

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b)se il giocatore trattiene la palla, rotola o tenta di alzarsi senza palleggiare sussiste
linfrazione.

Piede perno:
A)Nel caso il giocatore abbia entrambi i piedi sul terreno di gioco e solleva un piede laltro
e il piede perno;
b) nel caso in cui il giocatore sia in movimento il piede che viene a contatto per primo con
il terreno diventa il piede perno;
c)nel caso in cui entrambi i piedi sono sollevati dal terreno ed il giocatore ricade sul terreno
con entrambi i piedi contemporaneamente,se solleva un piede laltro e il piede perno;
d) Se entrambi i piedi sono sollevati dal terreno ed i giocatore ricade sul terreno su un
piede, allora quel piede diventa piede perno. Se poi il giocatore salta con quel piede e
ricade sul terreno di gioco contemporaneamente con entrambi i piedi, allora nessuno dei
due piedi pu essere considerato piede perno.

Arresto in uscita da taglio

Pivot






















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METODOLOGIA DELLINSEGNAMENTO SPORTIVO


Introduzione

Per essere un buon allenatore bisogna essere motivati e saper motivare sempre gli altri (al
di l della vittoria o sconfitta), saper comunicare e interagire con TUTTI (soprattutto con i
ragazzi meno dotati), in-segnare (lasciare cio un segno sia nel basket che nella vita),
comunicare in modo idoneo ed efficace utilizzando vari canali (verbale, gestuale, con lo
sguardo,). Per fare ci un allenatore deve avere organizzazione e gestione, didattica,
tecnica e tattica, empatia e psicologia.
Detto questo interessante leggere questa definizione di coach:
Carattere (averne uno proprio, non scimmiottare quello di un altro)
Organizzazione
Abilit nellinformarsi, conoscere, riassumere, trasmettere
Comunicazione (saper far giungere il messaggio)
Help (non aver paura di farsi aiutare, coinvolgere pi persone per lavorare meglio)



Partendo dalla definizione di metodologia, che si pu definire come "l'analisi dei
fondamenti dei metodi, delle regole e dei postulati utilizzati in una disciplina, individuiamo,
nel nostro campo la metodologia come strumento fondamentale per mettere a punto la
macchina atleta. Pi precisamente utilizzare tutto ci che serve per rendere ottimale il
funzionamento di una qualsiasi attivit, valorizzando le nostre conoscenze specifiche e
la nostra esperienza. Per ottenere questo risultato, bisogna conoscere bene la
metodologia ed unire la buona tecnica con i buoni metodi, ovvero esperienza applicata
con gli strumenti corretti.
La base di partenza per l allievo allenatore da individuare allinterno dellAREA DEL
SAPERE (che raccoglie tutte le conoscenze tecniche) e DEL SAPER FARE (che raccoglie
tutte le capacit organizzative).

Col SAPERE si parte dalla consapevolezza dei propri mezzi e qualit (il mestiere), per
passare allo studio, allaggiornamento costante e quindi al miglioramento. Il vecchio
assioma io sono fatto cos o faccio sempre cos non basta pi, non funziona. Bisogna
aggiungere le competenze metodologiche alla pratica comune.


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Col SAPER FARE applico ed organizzo tutte le attivit, programmando gli interventi sia
nel lungo, che nel medio, che nel corto periodo basandosi sui questi concetti base:
lobiettivo che si vuole raggiungere, la programmazione e la coerenza degli interventi che
porta ad una progressione didattica.


PROFILO E COMPETENZE DELLALLIEVO ALLENATORE
Listruttore un tecnico ed un educatore, attraverso lo sport realizza cio una funzione
educativa che, nel nostro caso, consiste nelleffettuazione di unATTIVITA LUDICA da
eseguire nel rispetto delle REGOLE. E attraverso il gioco e le regole, listruttore deve
tirare fuori le qualit dei suoi ragazzi/atleti.
Attraverso lo sport, latleta apprende perch:
Riesce ad esprimersi: vengono fuori solitamente la sua natura ed il suo carattere;
Riesce ad acquisire autonomia fisica e decisionale nonch la coscienza delle
proprie capacit e dei propri limiti;
Deve impegnarsi per realizzare quegli obiettivi precedentemente concordati con lui;
Ha lopportunit di ricevere gratificazioni sia di tipo fisico che mentale; ad esempio
la volont di raggiungere un determinato obiettivo gli fa dimenticare la stanchezza;
Si rapporta con s stesso e con gli altri allinterno di un contesto aggregativo;
Rispetta le regole.


Ma perch non basta sapere?
Perch linterazione tra processi psicologici e processi di apprendimento motorio non
vanno improvvisati. Proprio per svolgere i punti elencati qui sopra, listruttore deve saper
PROGRAMMARE il proprio intervento secondo un progetto metodologico consapevole.




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Le COMPETENZE che deve possedere un allievo allenatore sono:
Inquadrare la pratica degli atleti e la didattica attraverso le tre fasi che
contraddistinguono ogni esercizio: spiegazione, dimostrazione e correzione;
Organizzarla adeguandola alle caratteristiche dei singoli atleti, al contesto
ambientale in cui ci si trova (tipo di palestra e/o di attrezzature a disposizione) ed
alle finalit specifiche (uno stesso esercizio pu avere finalit diverse);
Prendere decisioni rapide e pertinenti, poich i ritmi ed i tempi dellallenamento non
permettono pause di riflessione;
Comunicare in maniera efficace;
Gestire i rapporti comunicazionali e relazionali allinterno del gruppo;
METODI DIDATTICI Facilitare lapprendimento degli allievi;
Sostenere adeguatamente la MOTIVAZIONE.

Gli ATTEGGIAMENTI rivestono un ruolo fondamentale nel rapporto con gli atleti.
Bisogna saper incoraggiare e sostenere il ragazzo senza cadere nella tentazione di
promettere un qualcosa che potrebbe rivelarsi dannoso o ingiusto nei confronti del
gruppo;
E necessario creare empatia, cio mettersi nei panni dellinterlocutore, per
comprenderne sia lo stato danimo derivante da situazioni sia interne che esterne
allo spogliatoio, sia le eventuali difficolt tecniche e fisiche di fronte ad una certa
richiesta prestazionale;
Bisogna sostenere un atteggiamento positivo verso il contesto organizzativo ed
istituzionale in cui si opera; mai ripercuotere sui ragazzi situazioni non ottimali in
ambito societario bens creare sinergie con loro atte a rendere insignificanti tali
situazioni.

I METODI DIDATTICI sono legati alle competenze pedagogiche di un allenatore e sono
finalizzati a fare conseguire, a chi apprende, gli obiettivi programmati. Perci prevedono
lutilizzo delle seguenti strategie:

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Lutilizzo di metodologie didattico operative per scegliere il tipo di allenamento, di
esercizi, etc.:
Essere in grado di programmare situazioni di allenamento in base ad una corretta
progressione didattica
Riuscire ad analizzare il comportamento motorio degli atleti
Saper leggere gli atleti sia dal punto di vista tecnico che comportamentale
Sapere verificare e valutare lefficacia dellinsegnamento
Saper motivare gli atleti
Come si creano le condizioni ottimali?
Escogitando diverse soluzioni di apprendimento
Suggerendo, caso per caso, diversi comportamenti motori e di condotta
Pianificando gli interventi nel corso dellanno
Scegliere i metodi opportuni

Partenzo da qui, bisogna scegliere il metodo pi adatto tenendo presente:
Caratteristiche del giocatore
Tipologia dei materiali a disposizione
Livello di competenze personali dellistruttore

Si arriva quindi alla formulazione di due tipi intervento didattico, il METODO DEDUTTIVO
e il METODO INDUTTIVO

METODO DEDUTTIVO
Il metodo deduttivo e principalmente incentrato sulle capacita
dellistruttore/allenatore, di poter descrivere e dimostrare lesercizio da compiere.

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Il concetto di metodo deduttivo si pu dividere in tre direttive:
Metodo prescrittivo-direttivo cio descrizione verbale precisa dellesercizio da
compiere
Metodo misto cio sintesi-analisi-sintesi; spiego lesercizio, lo dimostro, lo
rispiego.
Metodo dellassegnazione dei compiti ovvero divisione in gruppi ed esecuzione
continuata dellesercizio.

METODO INDUTTIVO
I metodi induttivi (da indurre = condurre fuori) sono centrati sulle risposte dellatleta che,
stimolato dallallenatore, porta a termine un esercizio, un gioco.
I metodi sono tre:
Metodo della risoluzione dei problemi
Metodo della scoperta guidata
Metodo della libera esplorazione

Il metodo della risoluzione dei problemi non prevede una dimostrazione strutturata
dellesercizio o del problema, ma si lascia il ragazzo o latleta a risolvere il caso in maniera
autonoma con, al pi, qualche aiuto da parte dellallenatore. La soluzione del problema e
la conseguente risoluzione dellerrore verranno risolte in tempo via via calanti a seconda
dellesperienza che possiede latleta. Per aiutare i ragazzi bisogna proporre loro dei quesiti
in modo tale che essi possano arrivare alla soluzione,quindi bisogna stimolare la scelta del
giocatore.
Collegandoci ai punti successivi si pu dire che la scoperta pu essere fatta in due modi
diversi. La scoperta guidata dove lallenatore ha il compito di guidare gli atleti alla
soluzione e la scoperta solitaria, meglio chiamata di libera esplorazione in cui latleta, in
base alla propria esperienza, scopre lambiente e le regole che lo governano, scegliendo
autonomamente, i mezzi e i contenuti pi adatti.

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Il controllo di questi processi complesso ma possibile; ad esempio, con condizionamenti
del tipo stringo il campo riproponendo lo stesso esercizio, il bambino o latleta indotto a
formulare nuove soluzioni per adattarsi agli spazi nuovi.

Principi metodologici generali di riferimento
Individualit - il metodo deve essere pensato per tutti i bambini, senza escluderne
alcuno.
Trasversalit - ogni esercizio deve essere utile anche per altro e non deve avere
solamente un obiettivo, ma anche altri fini; ad esempio, far palleggiare in uno
spazio ristretto tutti i giocatori insieme, per condizionare il palleggio a testa alta e
come secondo fine raggiungere una buona visualizzazione del gioco.
Variabilit - cambiare esercizi durante gli allenamenti, ma mantenendo sempre lo
stesso obiettivo che si prefissato
Contestualizzazione - bisogna sempre programmare gli esercizi in base al luogo in
cui ci si trova e agli attrezzi che sono disponibili in palestra.
Globalit - si deve partire da una situazione principale e, in seguito, arrivare al
piccolo problema.
Regia - lallenatore deve sapere, esattamente, dove porta lesercizio, quali
miglioramenti si deve aspettare dai propri giocatori, anche in caso di utilizzo di
metodi aperti.
Riconoscimenti dei ruoli - lallenatore deve sempre avere il proprio ruolo in campo,
anche se si fanno degli esercizi a circuito in cui il giocatore sa cosa bisogna fare.
Listruttore deve sempre intervenire per correggere errori e stimolare soluzioni.


Prerequisiti dellapprendimento motorio

Idoneit del ragazzo - deve essere predisposto fisicamente in modo naturale, senza
particolari impedimenti.
Disponibilit latteggiamento del ragazzo ad apprendere: positivo, aperto,
disponibile o chiuso, refrattario.
Opportunit - il ragazzo non deve essere un analfabeta sportivo ci vuol dire che
deve essere in grado di partecipare agli allenamenti.

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In questo contesto il ruolo dellallenatore diventa quello del facilitatore
dellapprendimento motorio. Deve rispettare i parametri funzionali del giocatore, usando
esercizi giusti e graduati per contribuire allo sviluppo funzionale e a quello motorie
dellatleta, valutandone let e la sua capacit di reazione allo sforzo.
Deve proporre le attivit con caratteristiche ludico-motorie, cercando di fare giochi mai
banali ma vari.
Deve sollecitare aspetti affettivo- relazionali e formulare adeguatamente gli obiettivi.
Fare, quindi, esercizi in modo chiari, non equivocabili, raggiungibili, ma elevati, tenendo
presente la capacit di adattarli al singolo atleta bel suo contesto.
Gli esercizi non devono essere lontani nel tempo e comunque sempre inseriti nel contesto
dellintera vita dellatleta stesso, analizzati e calibrati nelle difficolt.




REQUISITI DELLE INFORMAZIONI

Nel momento in cui vengono date delle informazioni allatleta e questultimo le assimila per
poi trasformarle in azioni, determinante capire quali debbano essere i requisiti di tali
informazioni, per fare in modo che il processo di apprendimento sia immediato. Tali
informazioni dovranno essere:
Chiare e lineari;
Separate da quelle che possono essere delle opinioni personali (per esempio la
classica frase tira bene dopo un tiro sbagliato);
Espresse in modo personale;
Appropriate allet dellatleta ed al momento in cui vengono date;
Inequivocabili, non devono dare adito a dubbi interpretativi.




LA MOTIVAZIONE

La motivazione nasce sostanzialmente dalla passione e dalla voglia di fare attivit sportiva
ed ha la funzione di spingere ogni atleta a soddisfare quelli che sono i suoi bisogni e cio:
Divertirsi;
Imparare;
Stare con gli altri.

La motivazione lagente psicologico, fisiologico e cognitivo che serve a fare in modo che
un individuo superi le difficolt.

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La motivazione influisce su:
Ci che faccio;
Quanto tempo impiego a farlo;
Come lo faccio.

Il piacere nel fare una determinata attivit, per esempio, un forte agente motivante, e
lallenatore non deve fare altro che applicare delle metodologie che accentuino tali agenti
motivanti per il conseguimento del successo attraverso il gioco.
E necessario innanzi tutto individuare degli obiettivi raggiungibili;
Bisogna sempre tenere nel giusto rapporto labilit dellatleta con la difficolt del
compito assegnato;
Bisogna riuscire a programmare allenamenti variabili con alternanza di esercizi mai
troppo prolungati;
Bisogna essere in grado di dare risposte coinvolgenti ad ogni atleta, mai evasive od
incomplete;
Non bisogna sempre valutare il livello prestazionale dellatleta, perch non
sempre sotto esame ma si trova quasi sempre nella fase di apprendimento;
E necessario coinvolgere latleta attraverso limpiego di attivit stimolanti.




COME ORIENTARE GLI ATLETI?

Il concetto fondamentale quello per cui si riesce ad arrivare al successo solamente
passando attraverso limpegno.
Bisogna pertanto indirizzare latleta verso tutto ci che:
Favorisce lattenzione
Sollecita limpegno
Crea degli stati emozionali positivi
Migliora la comunicazione
Crea autostima
Crea soddisfazione personale









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METODOLOGIA DELLALLENAMENTO

L'elemento fondamentale per rendere un allenamento efficiente la programmazione .
Una volta scelto gli obiettivi dell'allenamento bisogna procedere con una
programmazione che ci permetta di allenarli in modo efficace e che faciliti la
comprensione da parte degli atleti .
Preparando a priori una corretta progressione didattica ci consentir di sfruttare al
massimo il tempo che abbiamo a disposizione al fine di raggiungere gli obiettivi stabiliti.
La programmazione di un allenamento deve sempre essere scritta nella maniera pi
dettagliata possibile usando il linguaggio della pallacanestro (simboli) e annotazioni
necessarie .
Per effettuare la programmazione di un allenamento corretto bisogna tenere in
considerazioni alcuni elementi importanti quali:

periodo della stagione (se sono in una fase di campionato , oppure inizio stagione
ecc.)
programmazioni precedenti (obiettivi e progressioni didattiche degli allenamenti
precedenti)
esigenze del momento ( situazioni particolari es. partita importante)

Dovr in oltre tener ben presente:

chi avr davanti
attrezzature che avr a disposizione
l'orario e la durata dell'allenamento
il numero di atleti che avr a disposizione
la palestra dove si svolger lallenamento

ma soprattutto dovr fare in modo che nel verificarsi di un imprevisto la mia
programmazione sia facilmente modificabile .
molto importante, specialmente nelle categorie giovanili, prima di iniziare l'allenamento,
effettuare una piccola fase introduttiva che consenta all'atleta di prepararsi mentalmente
ad affrontare con la giusta concentrazione l'allenamento .(es palleggiare a tutto campo
liberi di interagire tra compagni e successivamente breve riunione e spiegazione
dell'allenamento).

L' allenamento suddiviso in tre fasi principali che sono :

ATTIVAZIONE : la fase iniziale dell'allenamento e pu essere esclusivamente
fisica dove l'atleta comincia a riscaldarsi e attivare il proprio metabolismo o
introduttiva agli obbiettivi dell'allenamento dove si comincia a lavorare con esercizi

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facili aumentando gradatamente la difficolt . una fase importantissima perch
predispone l'atleta alla fase pi importante dell'allenamento detta fase istruente.


FASE ISTRUENTE : la fase pi importante dell'allenamento dove attraverso una
accurata progressione didattica si sviluppano pienamente gli obiettivi
dell'allenamento con tanti esercizi progressivi fino ad arrivare a situazioni vere e
proprie di gioco in coerenza con gli obbiettivi stabiliti

SCARICO : la fase finale dell'allenamento ed la fase dove si comincia a calare
di intensit dal punto di vista metabolico e si a diminuiscono le richieste mentali ma
senza dimenticarsi che comunque una fase di allenamento .

Gli esercizi che compongono l'allenamento possono essere definiti globali o analitici.

GLOBALE : si intende un esercizio attuo ad allenare un contesto in maniera pi
generale senza focalizzare l'attenzione ai dettagli

ANALITICO : si intende un esercizio atto ad allenare un dettaglio dell'obbiettivo
curando tutti i particolari di quel fondamentale o movimento .

Queste tipologie di esercizi sono caratteristici della fase istruente dove si comincia ad
allenare un obbiettivo in modo generico andando successivamente a curare i particolari e
ritornando successivamente alla fase globale per verificare che il tutto funzioni ( es. prova
di uno schema di gioco)



APPRENDIMENTO

Per apprendimento si intende un processo dinamico dinterazione nel quale lallievo non
deve solo ricevere, ma deve portare anche il suo contributo.
un processo continuo e pu essere di tre tipi:

APPRENDIMENTO MOTORIO: cambiamento interno, relativamente permanente, che
riflette il livello di capacit individuale di prestazione. Questo apprendimento sviluppa la
personalit dellindividuo, e pu essere:
Spontaneo: in seguito a interazioni casuali fra lorganismo e lambiente
Orientato: quando lambiente, tramite un educatore, indirizza allorganismo
stimoli specifici che provocano cambiamenti nella personalit

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Ogni atleta poi, recepisce gli stimoli e le informazioni in modi differenti:
Visivo: deve vedere per apprendere
Auditivo: focalizza tramite le spiegazioni vocali ricevute
Cinestetico: apprende solo provando


Lapprendimento motorio legato anche alla memoria motoria, che la capacit di
riconoscere e rievocare sequenze motorie, posture, percezioni; ed a breve o a
lungo termine.


Il processo di apprendimento motorio una successione di periodi NON reversibili
(perch non posso fare cose complesse se prima non ho appreso le basi), ma
flessibili (perch i tempi variano da persona a persona), e si sviluppa su tre fasi:
Fase 1 Coordinazione grezza: prevede una comprensione, una prima
rappresentazione e primi tentativi di esecuzione del movimento
Fase 2 Coordinazione fine: miglioramento, una fase molto lunga e
delicata. Ci vuole molta motivazione perch qui che gli atleti si
demoralizzano se non vedono subito i risultati
Fase 3 Stabilizzazione della coordinazione fine e sviluppo delle
possibilit di variazione: una fase aperta che non tutti magari
raggiungono


APPRENDIMENTO COGNITIVO: un apprendimento che consiste nel progettare
unazione in vista di uno scopo e rievocarla nella mente, differenziarla e adattarla in
base al contesto in cui ci si trova, e infine acquisire il controllo del nuovo programma.
Durante lapprendimento, la fase cognitiva molto importante perch consente al
giocatore di comprendere, controllare e modificare situazioni sulla base di scelte,
permette di adattarsi tempestivamente ai cambiamenti dellambiente e del contesto.
Bisogna per aspettare che lindividuo abbia i requisiti giusti e non deve mai avere un
ruolo eccessivo rispetto alla pratica.

APPRENDIMENTO AFFETTIVO





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La comunicazione

C una grossa differenza tra sapere e sapere comunicare; spesso, anche persone dalle
conoscenze tecniche fuori dal comune hanno grossissime difficolt a trasmetterle ad altri
proprio a causa della loro incapacit nel comunicare.
Molta di queste capacit sono innate, ma altrettante posso essere sviluppate e migliorate.
Si sa che molte cose si comunicano senza dirle, con latteggiamento e via dicendo. Per
essere pi precisi il 10% della nostra comunicazione sono le parole ed il loro significato, il
30% la cosiddetta comunicazione para-verbale cio il tono della nostra voce (timido,
insicuro, forte, deciso, ecc.) ed il restante 60% nel linguaggio del corpo, quindi tutto ci
che il nostro corpo/atteggiamento comunica e che viene letto dagli occhi di chi ci parla.
Ci significa che il 90% di ci che comunichiamo, non esce dalla nostra bocca.

Come comunichiamo
Si comunica attraverso diversi canali, che vengono compresi in maniera diversa, in base ai
diversi tipi di ricevimento.
Per questo si dice che importante mettersi sulla stessa frequenza. Proprio come due
ricetrasmittenti, per parlare con determinate fasce det, bisogna adeguare tutta una serie
di strategie comunicazionali per farsi comprendere dai propri interlocutori.
E pi un allievo giovane, maggiori dovranno esser le capacit e le competenze
comunicazionali.
Ricordiamoci che lallenatore sempre visto come un modello, ma perde molto di questo
ruolo se non riesce a interloquire nella giusta maniera con i propri ragazzi.

I parametri della comunicazione
Contesto: dove mi trovo, in che situazione mi trovo (oratorio, campetto, societ)
Contenuto: cosa devo dire, il messaggio che voglio far passare, quello che devo
trasmettere.
Relazione: in che rapporto sono con il mio interlocutore. La gestione di queste
differenze (asimmetria) uno degli aspetti pi difficili da gestire.

La metacomunicazione
Tutto ci che facciamo, che diciamo o che non diciamo comunicazione. Il nostro corpo
comunica continuamente e non possiamo impedirgli di farlo.
Banalmente restando zitto con le braccia conserte, comunico che non voglio comunicare.
Comunque mando un messaggio.
Come gi detto ogni gesto, atteggiamento, postura corporea, comportamento comunica
qualcosa, molto pi efficacemente delle parole.

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Pertanto ci deve sempre essere sempre coerenza tra ci che diciamo ed il nostro
atteggiamento, altrimenti si corre il rischi che il linguaggio del nostro corpo smentisca ci
che la nostra bocca sta dicendo.
Se non si crede in ci che si dice, spesso chi ci ascolta lo percepisce.


CRITERI DI COMUNICAZIONE EFFICACE
Essere consapevoli di comunicare qualcosa a qualcuno
Contribuire a creare auto-stima (cercare sempre di essere costruttivi)
Considerare i bisogni individuali e di gruppo
Motivare gli atleti
Capire le relazioni tra gli atleti





























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PREPARAZIONE FISICA

Introduzione
Nella lezione di preparazione fisica tenuta dal preparatore fisico abbiamo affrontato i temi
salienti del modello prestativo della pallacanestro. Ci siamo resi conto di quanto
importante e incisiva sia la parte fisica in questo sport. A questo proposito sarebbe bene
assimilare i concetti di base di preparazione specifica, ovvero formare degli atleti che
fisicamente assomiglino , ed abbiano le caratteristiche, che pi si avvicinano a quelle di un
giocatore di pallacanestro. Per far ci bisogna far lavorare i giocatori in una determinata
maniera. Abbiamo fatto la distinzione tra vecchio tipo di preparazione e nuovo tipo cosi
da renderci conto come cambiato il panorama delle varie metodologie in tal senso. Ci
stato utile, inoltre conoscere le varie risposte a livello organico, durante la sollecitazione
dell'organismo, sotto sforzo, a riposo, nei momenti di pausa, abbiamo quindi affrontato
temi come i sistemi energetici, le articolazioni , i muscoli, e quali siano effettivamente i
distretti corporei pi a rischio per quanto concerne gli infortuni.

Obiettivi
Perch ad un allenatore utile avere nozioni di base sulla preparazione fisica?
Innanzitutto va detto che le figure di preparatore ed allenatore sono 2 figure professionali
diverse, si distinguono sia per conoscenze che per competenze, ma un buon coach sa
utilizzare i fondamenti dell'allenamento nella maniera pi completa possibile a seconda del
contesto, soprattutto nel caso in cui, non si possa servire dell'aiuto quotidiano di una figura
professionale quale il preparatore fisico.
Ci utile anche in virt del fatto che trattando con delle persone che sollecitano il proprio
organismo deve essere un buon conoscitore dei fisici stessi, come reagiscono, come
rispondono, cosa si va a sollecitare, quando ed in che modo. A questo proposito un
allenatore deve sapere che nella pallacanestro si mettono in gioco metabolismi di tipo :

AEROBICO
ANAEROBICO (lattacido ed alattacido)

Questi 2 sistemi si distinguono per svariati procedimenti.
Il sistema aerobico si presenta in situazioni in cui l'esercizio fisico sia di intensit medio
bassa ma si protragga per un periodo di tempo relativamente lungo, esso sfrutta per lo pi
gli zuccheri e i grassi.

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Il sistema anaerobico si divide in lattacido ed alattacido, 2 vocabili che distinguono la
presenza o meno di lattato (sostanza proveniente dalla scissione del glucosio mediante la
glicolisi).
E' inoltre utile conoscere sia i distretti muscolari che le articolazioni maggiormente
sollecitati durante l'attivit, perci abbiamo fatto la distinzione fra le due cose




Lo scheletro una struttura rigida formata da un insieme di ossa e tessuto
cartilagineo che sostiene il corpo umano.
Le funzioni dello scheletro sono molteplici:
Sostegno e protezione di parti molli e delicate, come nella scatola cranica e nella
gabbia toracica
Equilibrio, insieme a muscoli e articolazioni e sotto il controllo dei nervi
Movimento, essendo strettamente connesso ai muscoli
Emopoietica, ovvero la produzione di globuli rossi, bianchi e piastrine tramite il
midollo osseo

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Plastica, in quanto d forma al corpo
Deposito di sali minerali
Il preparatore fisico deve conoscere lapparato scheletrico per valutare le problematiche
dei giocatori che si trover ad affrontare.





Il sistema muscolare l'insieme di tessuti che permette la locomozione del soggetto e lo
scorrimento di sostanze organiche interne come sangue e cibo, ed costituito da due
tipologie di muscoli:
muscoli volontari (circa 400), che sono di natura striata e che permettono il
movimento del soggetto. Sono legati alle ossa tramite tendini e vengono spesso
indicati anche come muscoli scheletrici

muscoli involontari, che sono invece di natura liscia. Vengono detti anche muscoli
viscerali perch si trovano a ricoprire gran parte delle pareti degli organi interni,
come nel tratto digestivo, nella vescica, nei dotti, nelle arterie, nelle vene, ecc.


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Il preparatore di occuper solamente dei muscoli volontari ma non andr ad allenare il
muscolo in s ma il movimento che andr ad effettuare il gruppo di muscoli che
intervengono in un determinato movimento. Oppure andr a tonificare e recuperare quelli
danneggiati da un infortunio.

I muscoli che sono maggiormente sollecitati sono essenzialmente quelli degli arti superiori
e degli arti inferiori.
Per quanto riguarda gli arti superiori essi sono :

Bicipite/tricipite brachiale
supinatori e pronatori dell'avambraccio
flesso-estensori delle dita

Nell'arto inferiore invece troviamo :

Il gruppo del quadricipite (Retto del femore, vasto laterale, intermedio, obliquo)
il gruppo degli ischio-crurali (o adduttori: Bicipite femorale, semitendinoso,
semimembranoso)
gastrocnemio e soleo (tricipite surale)
peroneo lungo
flesso estensori delle dita

Ci sono chiaramente momenti diversi di sollecitazione di gruppi muscolari ma quelli
sopraelencati sono essenzialmente i pi utilizzati durante il carico di lavoro tramite i tipi di
contrazione muscolare in esso presenti :

CONTRAZIONE ISOMETRICA (muscolo contratto senza accorciamento o
allungamento)



CONTRAZIONE CONCENTRICA (contrazione mediante la quale il muscolo
si accorcia)



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CONTRAZIONE ECCENTRICA (contrazione che frena il peso contro
gravit)





Le articolazioni sono dispositivi giunzionali tra capi ossei, interconnessi tramite i tessuti
connettivi. A seconda della loro differente mobilit, cio della loro escursione, possono
essere di tipo mobile (ad esempio l'articolazione della spalla), semimobile (fra le vertebre)
o fisso (ossa del cranio).








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Le articolazioni sono quelle che procurano il maggior numero di infortuni, quindi il lavoro
del preparatore fisico aumentarne o mantenerne lefficienza e recuperare ove possibile
la totale funzionalit di unarticolazione infortunata.

Dopo ci si anche parlato di tempi di sforzo e di recupero, Denis ha fatto delle
considerazioni per quanto riguarda il lavoro intervallato, in cui si ha LO SFORZO
PROPORZIONALE AL TEMPO DI RECUPERO es:a 20 minuti di lavoro seguono 20
minuti di riposo.
Particolare attenzione l'abbiamo inoltre rivolta alle articolazione ed agli infortuni, che sono ,
rispettivamente numerosi e frequenti. Bisogna sapere che le articolazioni maggiormente
sollecitate sono l'articolazione FEMORO-ROTULEA (gionocchio) , la TIBIO-TARSICA
(caviglia) e SCAPOLO-OMERALE (spalla) e la COXO-FEMORALE (anca).
Nel finale ci siamo cimentati in maniera pratica nello sperimentare osservare e correggere
la posizione fondamentale, secondo precisi standard, basandoci soprattutto sulle strategie
di controllo e sulle caratteristiche anatomo-fisiologiche di ognuno di noi, come ad esempio
la curva della lordosi lombare, cervicale e della cifosi dorsale. Non stato facile, anche
perch la formazione varia da individuo ad individuo e correggere le posture, le strategie di
controllo, come la propriocezione, il feedback visivo o la compensazione con gli arti non
cosa da poco. Ognuno ha gi automatizzato i propri gesti, e indubbiamente sono un
qualcosa che va allenato fin da piccoli ( cat. Giovanili).



La preparazione fisica nella pallacanestro

Acquisite le nozioni precedentemente riportate possiamo definire la pallacanestro una
disciplina di impegno metabolico aerobico-anaerobico alternato con alte richieste di
velocit ed esplosivit' muscolare.

L'impegno alternato poich lo svolgimento del gioco caratterizzato da momenti di alta
e bassa intensit, intervallati da pause. Durante una gara il 70 % delle azioni dura meno di
60 secondi e all'aumentare del tempo consecutivo di gioco aumenta anche il tempo di
pausa successivo in rapporto 1:1.

L'alternarsi delle varie fasi di gioco porta di conseguenza all'alternarsi dellutilizzo dei vari
metabolismi, di varie stimolazioni cardiache e di diverse tipologie di sforzo pi' o meno
dinamico.

I giocatori vanno quindi allenati non in maniera generica ma a sopportare esclusivamente
determinate e precise sollecitazioni a cui saranno sottoposti in partita.

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La PRIMA DOMANDA da porsi a questo punto : cos richiesto ad un giocatore
di pallacanestro?

LA RISPOSTA:

essere esplosivo-reattivo
avere elevati livelli di forza specifica
avere elevati livelli di controllo del movimento
avere elevati livelli di controllo del corpo
essere sano


Detto questo la SECONDA DOMANDA : come alleno un giocatore per portarlo a
sviluppare queste capacit?

LA RISPOSTA: partendo dal presupposto gi espresso precedentemente ossia che la
metodologia di allenamento negli sport di squadra tanto pi qualificata quanto pi si
avvicina al modello prestativo e avendo focalizzato lattenzione sulle caratteristiche
principali da allenare nei nostri giocatori possiamo definire le parole chiave nella
preparazione fisica nella pallacanestro.

I nostri giocatori dovranno essere allenati a:

continue accelerazioni e decelerazioni
alta intensit, bassa intensit e pause
rapidit di piedi
baricentro basso
sopportare linstabilit dovuta ai contatti
appoggi prevalentemente monopodalici

Queste caratteristiche vanno allenate con esercizi specifici a discapito di altre inutili alla
nostra disciplina. Un esempio portato dal relatore quello della tipologia di esercizi che si
possono svolgere durante la fase di riscaldamento. Molti allenatori iniziano lallenamento
facendo correre i giocatori a velocit costante per un determinato periodo di tempo (fondo)
in modo da riscaldare la muscolatura. Il preparatore propone in alternativa a questo
esercizi di torsione del busto utilizzando degli elastici, in modo da ottenere lo stesso
risultato, ossia quello di attivare la muscolatura per prepararla allallenamento,
cominciando per ad allenare una caratteristica specifica del giocatore di pallacanestro
(cio quella di effettuare continue torsioni del busto nei cambi di direzione e durante il
gioco) piuttosto che una corsa di fondo pi adatta ad un maratoneta.



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LA POSIZIONE FONDAMENTALE
La posizione fondamentale del giocatore di pallacanestro una posizione attiva, non
statica.
I piedi devono essere dritti e divaricati quanto la larghezza delle spalle, il busto e le tibie
devono essere allineati, le ginocchia non devono trovarsi oltre la punta dei piedi, le spalle
devono essere pi avanti delle anche, ci deve essere una tensione tra le scapole (per
guardare avanti) e una leggera curva lombare..
Detta anche posizione di prontezza, perch mi deve consentire di essere pronto ad
eseguire qualcosa daltro, (prendere e mantenere uniniziativa).
Come spiegatoci dal preparatore fisico nel suo intervento, la posizione fondamentale,
una posizione estremamente individuale, dipende dalle caratteristiche fisiche del
giocatore, dalle sue qualit strutturali, muscolari ed articolari.


Teoricamente pu essere definita:
piedi paralleli aperti quanto la larghezza delle spalle
peso del corpo distribuito su entrambe i piedi, con leggera prevalenza sugli avampiedi
ginocchia e caviglie piegate Corso Allievo Allenatore
mani protese a ricevere la palla
schiena leggermente piegata in avanti
occhi a canestro

Errori pi comuni:
talloni sollevati, cifosi lombare, ginocchia che cadono oltre la punta dei piedi, poca o
assente tensione tra le scapole, tibie e tronco non allineati
mancanza di equilibrio cadendo in avanti o indietro.
In questo caso la correzione da proporre quella di piegare maggiormente le ginocchia e
le caviglie, per essere pronto a muovermi avanti o indietro. Non inclinare maggiormente il
busto
fuori equilibrio lateralmente.
Per ovviare a questo errore, necessario allargare la base di appoggio.


Ecco alcuni esercizi per allenare i giocatori ad assumere una corretta posizione
fondamentale:
2-3 passi camminando e arresto a un tempo, mantengo la posizione per qualche
secondo e riparto (pian piano si fa aumentare la velocit dei passi per lavorare sul
recupero dellequilibrio).

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2-3 salti e ricado poi in posizione fondamentale, mantengo la posizione per qualche
secondo e riparto (latleta tende spesso a sbilanciarsi troppo in avanti e a perdere
lequilibrio).
Breve corsa laterale e arresto a un tempo, mantengo la posizione per qualche
secondo e riparto (in questo caso possibile che si sbilanci lateralmente).
Breve corsa frontale e poi chiudo a lato con un arresto.
Breve corsa laterale, arresto a un tempo, 2-3 scivolamenti in direzione opposta alla
corsa e arresto di nuovo a un tempo, mantengo la posizione per qualche secondo e
riparto (qui importante controllare il corpo e mantenere lequilibrio al primo arresto
per poter effettuare un rapido cambio di direzione).
Breve corsa allindietro e arresto a un tempo (movimento complicato per i pi giovani,
richiede un buon controllo del corpo).
Gli arresti monopodalici sono molto difficili e richiedono grande equlibrio e controllo
del corpo, si lavora su questi quando latleta ha il controllo completo della posizione
fondamentale e degli arresti bipodalici
o Breve corsa frontale e arresto monopodalico, mantengo la posizione per
qualche secondo e riparto (alternando sempre il piede dappoggio).
o Breve corsa laterale e arresto monopodalico con il piede esterno, mantengo la
posizione per qualche secondo e riparto (passo successivo pu essere larresto
monopodalico con il piede interno).

CONCLUSIONI

La pallacanestro una disciplina ad impegno metabolico aerobico-anaerobico alternato
con alte richieste di velocit ed esplosivit muscolare, pertanto si richiedono giocatori:
sani
esplosivi e reattivi
con elevati livelli di controllo del movimento
con elevati livelli di controllo del corpo
con elevati livelli di forza specifica



Tornando alla tecnica, al SAPERE!

Strumenti base per il gioco senza palla sono alcuni movimenti individuali specifici, che
sono anche propedeutici al gioco con la palla.


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Equilibrio e rapidit dei piedi ne sono il presupposto fondamentale per
unesecuzione efficace: posizione fondamentale
cambio di velocit
cambio di direzione
cambio di senso
giro in corsa
giro
Giocando con un solo pallone a disposizione per 5 giocatori in attacco, si evince che l80%
del tempo di gioco in attacco viene trascorso senza palla, mentre solo il 20% del tempo di
gioco si ha la palla a disposizione. Inoltre dalla lezione di preparazione fisica abbiamo
appreso che per un playmaker il possesso di palla dura di pi, per esempio rispetto a un
centro, in quanto il playmaker deve portare avanti palla, mentre gli altri giocatori, devono
giocare senza palla. Diventa determinante la loro capacit tecnica nei movimenti
individuali senza palla, non solo per agevolare l1c1 del giocatore con palla, ma bens per
giocare altri 1c1 senza palla



Corsa cestistica
E una corsa controllata, che mi permette di andare ad occupare spazi vantaggiosi in
tempi vantaggiosi, tenendo presente la posizione della palla, degli avversari e dei
compagni.
Questa corsa speciale, mi permette di eseguire cambi di velocit, cambi di direzione e
cambi di senso.



Cambio di velocit
Permette di cambiare velocit di movimento per eludere il proprio difensore. La tecnica
semplice ed intuitiva, vuol dire passare da un andatura lenta ed una pi rapida, o
viceversa.
Concentrarsi sullidea piano. forte

Errori pi comuni:
non si efficaci nel movimento.
Bisogna quindi portare le spalle in avanti e concentrasi sul cambio di ritmo piano-
forte. Spingere con il piede posteriore.





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Cambio di direzione
Permette di cambiare direzione destra sinistra, ed sempre associato ad un cambio di
velocit. Concentrarsi sullidea destra.sinistra



Cambio direzione frontale
Tecnicamente pu essere suddiviso in:
passo accorciato nella direzione originale di corsa
abbassarsi piegando le ginocchia
rotazione sullavampiede di appoggio e contemporanea torsione del busto
spingere nella nuova direzione, spostando il peso del corpo
passo lungo e cambio di velocit


Cambio direzione dorsaledetto anche virata o giro
La tecnica analoga, ma si utilizza lappoggio come perno



Cambio di senso
Tecnicamente pu essere suddiviso in:
passo accorciato nella direzione originale di corsa
abbassarsi piegando le ginocchia
rotazione di 180 sull avampiede di appoggio e torsione del busto
spingere nella nuova direzione, spostando il peso del corpo
passo lungo e cambio di velocit

Errori pi comuni:
non si efficaci nel movimento,perch si usano piccoli passi prima di effettuare il
cambio di direzione oppure movimenti curvilinei.
Per correggere lerrore si pu provare ad accorciare solo lultimo passo, concentrandosi
sia sul
cambio di velocit che di direzione
si perde lequilibrio durante il cambio di direzione o il giro.
Si pu consigliare di abbassare il baricentro in modo da rendere anche pi efficace
il cambio di velocit





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ESERCIZI ANALITICI

Andature per attivazione
corsa in avanti lungo una linea, idem indietro
corsa incrociando piede sx a dx della riga e piede dx a sx della riga, idem indietro
corsa laterale incrociata, agevolata da torsione del busto e delle braccia

Rapidit dei piedi
line step orizzontale, verticale, combinato, ovvero mettendo le strisce a L, in un senso o
nellaltro, oppure a U, anche qui in un senso o in un altro
percorso usando la campana.

Andature ad onde
corsa in avanti e arresti a un tempo (assumendo la corretta posizione fondamentale),
ripartendo al segnale sonoro. Possiamo utilizzare voce, fischietto, oppure ritmi sul
computer,
idem aggiungendo un quarto di giro e ritorno (F-D e D-F, alternare perni sx e dx)
idem aggiungendo mezzo giro e ritorno
idem con mezzo giro, senza ritorno, e ripartenza invertendo il senso di corsa

Cambi di senso e direzione
corsa in avanti e cambio di senso e velocit al segnale
corsa a zig-zag con cambio di direzione classico e poi incrociato ogni 3-4 passi, con
cambio di velocit
idem con virata e cambio di velocit


Nel momento in cui i giocatori iniziano a padroneggiare lutilizzo dei fondamentali
individuali senza palla, proponiamo esercitazioni di 1c0 con la ricezione ed il tiro, variando
le porzioni di campo in cui si svolge lazione, prima campo, poi 1/4 di campo etc












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PALLEGGIO
Arresti e Partenze

Il palleggio il fondamentale motorio naturale per eccellenza!
Se si d una palla a un bambino, questo automaticamente la fa rimbalzare per terra. un
fondamentale della pallacanestro allenabile autonomamente (senza lausilio di compagni
o del canestro), legato alle capacit di ball handling e di sensibilit delle dita, che
consente un maggior controllo di palla senza doverla guardare.
A cosa serve?
Serve per:
Andare in contropiede
Trasferirsi sul campo
Battere lavversario
Migliorare langolo di passaggio
Uscire da una situazione di pericolo
Dare inizio ad un gioco organizzato

Ma non bisogna perdere di vista i postulati:
SPAZIO/TEMPO: muoversi nello spazio con i giusti tempi (per andare in contropiede,
per penetrare, per giocare a difesa schierata)
AUTONOMIA/COLLABORAZIONE: usare il palleggio per creare un vantaggio
individuale o cercare una linea di passaggio
EQUILIBRIO: mantenere sempre lequilibrio del corpo in qualsiasi tipo di palleggio

Il fondamentale del palleggio, spesso trascurato, rimane uno degli elementi essenziali che
formano la qualit dellatleta, la sua capacit di muoversi lungo il campo di gioco (nello
spazio) e in sincronia con il resto della squadra (nel tempo). Per una sua corretta
esecuzione tecnica, risulta imprescindibile che esso venga realizzato in equilibrio, dal
punto di vista del singolo atleta (che non deve essere sbilanciato per non perdere il
controllo della palla) e dal quello pi generale della squadra (ad esempio se un giocatore
palleggia troppo crea una situazione di disequilibrio dellintero gruppo). Inoltre, il palleggio
un fondamentale che permette di compiere, in relazione alle differenti situazioni di gioco,
scelte specifiche che mettono in gioco lautonomia dellatleta o lo stesso in collaborazione
con i compagni. In base a come e quanto uso il palleggio, io detto il mio ritmo di gara,
perci importante non abusare di questo fondamentale ed essere sempre mentalmente
pronti per leggere le situazioni e per usarlo nel modo pi attento e responsabile.

Di seguito un esempio di esercizio in cui il palleggiatore chiamato a leggere una
situazione, decidendo in autonomia come uscirne; il difensore lo fronteggia assumendo

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una posizione difensiva che vuole influenzare lattaccante ponendogli la possibilit di
superarlo passando a destra oppure a sinistra. Si evidenzia come il superamento del
difensore deve essere effettuato il pi vicino possibile al difensore stesso, per impedirgli di
poter recuperare immediatamente la sua posizione difensiva.



Come si vede sono stati qui richiamati tutti i postulati che fondano il gioco del basket.
Per questo stretto legame che il fondamentale del palleggio intrattiene con essi, va sempre
migliorato, mediante specifici esercizi e modalit (che vedremo in seguito), con particolare
riferimento alle funzioni che esso permette, se correttamente eseguito, di espletare: esso
infatti consente, in primo luogo e come gi rilevato, di gestire efficacemente lo spazio e il
tempo di gioco; in secondo luogo, di battere il proprio difensore, creando un situazione di
gioco vantaggiosa; inoltre esso permette di migliorare langolo di passaggio, cos da
rendere pi efficace lazione offensiva. A queste principali si aggiungono altre funzioni,
legate principalmente a ristabilire gli equilibri di squadra, attendendo il corretto
posizionamento dei compagni di squadra, oltrech a traslare al palla dalla zona di difesa a
quella dattacco.
Qui di seguito una prima rappresentazione grafica che permette di intuire quale sia una
delle principali funzionalit del palleggio, ossia la definizione di un corretto angolo di
passaggio, tenendo in considerazione anche la gestione dei tempi e della posizione dei
compagni di squadra.


Tornando al dettaglio evidenziamo come a livello grafico, il movimento del palleggio reso
con una freccia ondulata, che indica, nella continuit del tratto la sua parentela con lo
spostamento senza palla (freccia continua diritta), ma che ammette nel suo andamento

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serpentino le affinit di movimento della palla nel gesto stesso. Graficamente, risulta
quindi essere cos disegnato:




Di seguito un esercizio che evidenzia alcuni movimenti fondamentali allinterno del campo
di gioco, come la corsa, il cambio di senso, il cambio di direzione, il passaggio, il palleggio
e la conclusione a canestro.





A questo punto importante definire la posizione di triplice minaccia. Questa posizione si
chiama cos perch, partendo da questa, si pu fare ricorso ai tre fondamentali: tiro,
palleggio e passaggio. La postura del corpo ricorda in tutto e per tutto quella della
posizione fondamentale vista nella lezione sui movimenti individuali senza palla. Lunica
differenza sta nel fatto che il giocatore in possesso del pallone e questo tenuto in
modo tale che entrambe le mani lo tengano lateralmente, con i due pollici che si guardano
ma non si toccano. Come la posizione fondamentale, anche la posizione di triplice
minaccia si basa sul fatto che il baricentro del corpo sia basso e quindi che ci sia un ottimo
equilibrio da parte del giocatore.
Riferendosi direttamente al palleggio, si evidenzia come sia un fondamentale spesso non
adeguatamente allenato, soprattutto nelle categorie senior. Infatti, bisogna essere
consapevoli che il palleggio va continuamente allenato, perch viene costantemente
utilizzato durante tutte le fasi di gioco. Esistono due grossi ambiti di esercizi propedeutici al
palleggio: quelli che allenano la sensibilit e quelli che allenano principalmente il
movimento. Il concetto di ball handling pu identificarsi con il concetto di sensibilit. E
bene capire che gli esercizi per il ball handling, sebbene spesso lontani dal rappresentare
situazioni specifiche di partita, sono una fase allenante, e non di scarico. Vanno eseguiti
con la massima attenzione. E suggeribile, quindi, che vengano inseriti subito dopo la fase
di attivazione, non tanto alla fine dellallenamento. La posizione fondamentale (PF) un
concetto di base da tenere sempre presente anche in queste fasi. Gli esercizi di ball

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handling che richiedono una posizione tendenzialmente eretta vanno infatti eseguiti con
una corretta PF.
Una corretta PF deve avere:
- gambe piegate,
- Schiena Posizionata in modo che la proiezione della testa vada a cadere fra le
gambe(equilibrio),
- piedi poggiati a terra, ma peso sullavampiedi e talloni scarichi (sfiorano il terreno),
- spalle non incassate in avanti,
- testa che guarda in avanti.


Ball handling (trattamento di palla)

OBIETTIVI:
Esercizi per rapidit mani
Esercizi per sensibilit dita
Esercizi propedeutici per movimenti tecnici (palleggio, passaggio, 1 vs 1)

ESECUZIONE:
Da fermo in movimento
Senza palleggio con palleggio
Con un pallone con due palloni
Individuale a coppie

MIGLIORAMENTO:
Aumentare velocit
Combinare pi esercizi




Tipi di palleggio

Palleggio PROTETTO :
Posizione fondamentale, cos da rendere il palleggio pi basso e veloce, proteggere il
pallone attraverso luso del corpo, dita che puntano verso la direzione in cui procediamo
(non necessariamente le dita devono puntare a canestro in quanto non sempre il palleggio
rivolto verso il canestro), testa alta senza guardare il pallone; fondamentale lutilizzo di

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entrambe le mani, palleggio che deve essere eseguito con la spinta di braccio e polso (che
conclude il movimento), il pallone deve essere trattato coi polpastrelli e non col palmo
delle mani; il palleggio deve essere laterale e non tra le gambe. Es: palleggio mano dx,
protezione del pallone con mano sx e gamba sx. Vi sono diversi esercizi utili per questo
tipo di fondamentale.
Es: esercizio tutti contro tutti, met campo, ognuno con un pallone, obiettivo: privare del
pallone gli avversari spingendo lattrezzo fuori dal campo. Il palleggio protetto
fondamentale in ogni azione di gioco offensiva, poich consente allattaccante di
mantenere il possesso del pallone. Importante e fondamentale mantenere basso il
palleggio (con forte intensit) cos da consentire una protezione ottimale

Palleggio in VELOCITA:
Per quanto riguarda il gesto tecnico possiamo evidenziare come, a differenza del palleggio
protetto, la spinta della mano sar questa volta dietro la palla e laltezza del palleggio sar
allincirca quantomeno allanca. Il lavoro principale sar svolto dal braccio e dal gomito,
che attueranno principalmente la spinta della palla, oltrech dal polso che conclude
sempre il movimento. Questo tipo di palleggio viene usato ad esempio per spingere il
contropiede, quando si ha spazio e lidea spingere la palla avanti e inseguirla correndo
dietro alla stessa. Pu essere effettuato sempre con la stessa mano o, in base alla
presenza o meno del difensore, con entrambe le mani alternate.

Di seguito un esempio di esercizio legato al palleggio in velocit. Evidentemente il
giocatore in possesso di palla deve cercare di esprimere la maggiore velocit possibile,
per fare in modo che lavversario non riesca a raggiungerlo e superarlo mettendosi in
corretta posizione difensiva.



Palleggio in ARRETRAMENTO:
Fondamentale eseguito soprattutto nel basket moderno, viene spesso utilizzato per uscire
da un raddoppio, creare spaziatura o angolo di passaggio, viene eseguito con posizione
fondamentale, palleggio protetto e movendosi con movimenti di scivolamento. In sostanza

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si modifica la direzione di palleggio, rispetto al palleggio protetto, tuttavia questo comporta
una pi difficile protezione del palleggio stesso.


Movimenti connessi al palleggio

Gestione spazio/tempo

CAMBIO DI VELOCITA: dopo ogni cambio di mano necessario aumentare la
propria velocit per poter battere lavversario
CAMBIO DI DIREZIONE: consiste nel palleggiare in un senso, puntare il piede e
dirigersi nella direzione opposta (se ad esempio sto andando verso destra, punto il
piede, cambio direzione e vado verso sinistra)
CAMBIO DI SENSO: se sto palleggiando in avanti, punto il piede, ruoto il corpo di
180, riprendo il palleggio con laltra mano e vado indietro
ARRETRAMENTO: per effettuare questo movimento la palla va spinta da davanti
verso dietro (rientra nel palleggio protetto)
SPOSTAMENTO LATERALE: usato soprattutto quando si vuole migliorare langolo
di passaggio. I piedi scivolano e la palla va spinta lateralmente verso la direzione in
cui si vuole andare


Cambi di mano

CAMBIO DI MANO FRONTALE: il primo cambio di mano che si impara per la sua
facilit. La palla viene fatta rimbalzare per terra davanti al palleggiatore, spingendo la
palla lateralmente con una mano e riprendendola con laltra. La traiettoria della palla
deve essere leggermente indietreggiata per proteggere il pallone con la spalla.
Questo cambio di mano poco protetto, ma dinamico.
Tale gesto tecnico viene sostanzialmente realizzato attraverso questa sequenza di
movimenti: 1) palleggio controllato allaltezza del ginocchio 2) palleggio protetto con
larto superiore opposto alla mano che palleggia 3) la mano del palleggio passa da
sopra a laterale 4) spinta della palla dallesterno verso linterno 5) palleggio basso
sotto le ginocchia 6) mano opposta alla mano che palleggia pronta per ricevere il
pallone 7) controllo della palla con laltra mano. Nel momento vero e proprio del
cambio di mano si evidenzia anche una seconda opzione: ossia un movimento in
arretramento della gamba opposta a l palleggio, in modo tale da creare maggiore
spazio per spostare la palla e fare quindi il cambio di mano frontale in maggior

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sicurezza. Il cambio di mano frontale il pi veloce tra i possibili cambi di mano, ma
ha bisogno del giusto spazio tra lattaccante ed il difensore (la seconda opzione
evidenziata infatti utilizzata quando la distanza dal difensore ancora pi ridotta,
ma il movimento di riflesso pi lento).
Di seguito un esempio di esercizio nel quale viene richiesto un cambio di mano
frontale ad ogni aggiramento (cambio di direzione) degli ostacoli fissi posizionati sul
campo di gioco. Applicativamente risulta interessante integrare tale esercizio con
anche un secco cambio di velocit ogni volta che si effettua un cambio di direzione
con cambio di mano frontale.




CAMBIO DI MANO FRA LE GAMBE: il piede opposto alla mano che palleggia viene
portato avanti e si esegue un cambio di mano frontale in mezzo alle gambe (non pi
davanti al palleggiatore). Questo tipo di cambio di mano statico ed il pi lento, ma
anche il pi protetto (proteggo la palla con la spalla e la gamba). necessaria una
buona coordinazione
Tale tipologia di cambio di mano viene realizzata attraverso lesecuzione dei seguenti
dettagli: 1) testa alta e guardare il campo 2) palleggio laterale e controllato
allaltezza del ginocchio 3) piede lontano dalla palla leggermente pi avanti 4)
mano che palleggia passa da sopra a laterale 5) mano che non palleggia pronta a
ricevere il pallone 6) spinta del pallone dallesterno verso linterno sotto le gambe
7) controllo della palla con laltra mano. Il cambio di mano sotto le gambe il pi
lento tra i possibili cambio di mano, ma deve essere fatto quando il difensore a
contatto, e quindi non esiste la possibilit di un cambio di mano frontale, in situazioni
di palleggio controllato.


CAMBIO DI MANO DIETRO LA SCHIENA: questo cambio di mano unisce la
velocit di quello frontale e la protezione di quello fra le gambe (la palla viene
protetta con tutto il corpo). La mano che palleggia deve essere portata dietro la
schiena e dare quasi uno schiaffo sul gluteo opposto (il tutto con un unico movimento
rapido) e riprendere la palla con la mano opposta a quella di partenza.

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Questa seconda tipologia di cambio di mano abbastanza utilizzata, tuttavia a livello
teorico non si segnalano particolari situazioni in cui veramente consigliato usarla,
se non situazioni a tutto campo o situazioni di giochi a 2 (blocchi).
A livello pratico il gesto si realizza: 1) testa alta guardando il campo 2) spinta della
mano sulla palla verso dietro 3) spinta della palla da dietro in diagonale sul nuovo
lato facendo passare la stessa dietro la schiena 4) controllo della palla con laltra
mano



CAMBIO DI MANO IN VIRATA: si esegue puntando il piede opposto alla mano che
palleggia, si effettua un giro dorsale trasportando la palla sempre con la stessa
mano, terminata la virata si riprende la palla con laltra mano. Questo cambio di
mano, oltre ad essere dinamico, anche quello con il maggior grado di protezione,
lunica pecca che durante la virata il giocatore perde completamente, per un
istante, la visione di gioco
Si tratta di un cambio di mano un po particolare, che comunque viene realizzato
frequentemente durante il gioco della pallacanestro. E da intendersi evidentemente
soltanto in ottica di prosecuzione del palleggio, mentre la virata proattiva ad un tiro a
canestro un gesto tecnico differente. Nel concreto si realizza: 1) testa alta
guardando il campo 2) mano che palleggia leggermente avanti alla palla 3) piede
opposto alla mano che palleggia leggermente avanti (perno) 4) baricentro basso
5) spostare il piede posteriore nella nuova direzione 6) tirare la palla con la stessa
mano nella nuova direzione 7) cambiare mano. La virata viene usato quando il
giocatore con palla viene pressato dal suo difensore e, non avendo spazio per poter
cambiare mano frontalmente, usa il giro E molto rischioso perch si perde di vista il
campo per qualche frazione di secondo. Con la pallacanestro moderna, e quindi con
difese di squadra pi pressanti, la virata viene sempre meno usata, essendo appunto
anche parecchio rischiosa






Padronanza nella tecnica di palleggio

FINTE DI CAMBIO DI MANO: un cambio di mano frontale interrotto. La palla viene
spinta dallesterno, come nel cambio di mano frontale, per essere per poi ripresa
subito con la stessa mano, spingendola dallinterno verso lesterno

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ESITAZIONE: consiste in un cambiamento del ritmo di palleggio sul posto
(mantenendo i piedi sempre in movimento), decidendo poi improvvisamente quando
e dove ripartire per rubare il tempo allavversario.
Particolare movimento, in cui bisogna stare molto attenti a non interrompere il
palleggio e non portare la mano sotto alla palla. Si realizza: 1) testa alta e guardare il
campo 2) palleggio in velocit 3) fintare larresto 4) alzare le spalle 5) gambe
piegate pronte a ripartire 6) palleggio leggermente pi lento e pi alto 7)
ripartenza con cambio di velocit (con cambio di mano o con la stessa mano).
Questo gesto viene usato specialmente in campo aperto, contro un difensore pronto
in difesa, per rompere lequilibrio dellavversario e per poi attaccarlo leggendo lo
spazio in cui pi vulnerabile, cambiando mano o continuando con la stessa.








Gli arresti e le partenze
sono movimenti fondamentali del gioco della pallacanestro; possono essere legati fra di
loro oppure ad altri movimenti (ad es. ricezione e arresto; partenza e palleggio; palleggio
ed arresto).

Le situazioni in cui questi vari aspetti tecnici del gioco si trovano assieme possono essere:
ricezione e arresto: qui il lavoro dei piedi molto importante, come anche lequilibrio;
una volta ricevuto il pallone ci si arresta e le situazioni si moltiplicano ancora perch si
potrebbe tirare, ci si potrebbe girare, si potrebbe partire in palleggio o passare la palla;
partenza e palleggio: come prima, lequilibrio del corpo fondamentale, infatti in questo
caso ci si potrebbe arrestare, ma anche tirare o passare;
palleggio e arresto, dopo di che ci si pu girare su un perno, si pu tirare o passare la
palla, ma non ripartire in palleggio, per non commettere violazione di doppio palleggio

Altro elemento comune agli arresti ed alle partenze lequilibrio che risulta essere
determinante per lefficacia del singolo movimento.




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Rispetto allesecuzione gli arresti si distinguono in:

arresto ad un tempo
Gli arresti ad 1 tempo sono quegli arresti in cui il contatto di entrambi i piedi con il terreno
avviene simultaneamente. Anche a livello sonoro, si pu riconoscere un arresto ad 1
tempo, dal singolo rumore dellappoggio sul terreno. La distribuzione del peso in questa
tipologia di arresto suddiviso su entrambi gli avampiedi, come nella posizione
fondamentale.

arresto a due tempi
Negli arresti a 2 tempi il contatto dei piedi con il terreno avviene in due tempi diversi,
quindi a livello sonoro si riconoscono due rumori distinti. Il contatto avviene quindi con due
appoggi successivi,destro e poi il sinistro: larresto a 2 tempi classico.

arresto rovescio
utilissimo nelle fasi conclusive di una azione 1c1 e nella conclusione di un contropiede.
un arresto in due tempi con appoggio piede esterno - piede interno


Errori pi comuni:
Nellarresto ad 1 tempo un piede tocca prima dellaltro.
Lidea per correggere quella di fare eseguire un piccolo saltello, piegando comunque le
spalle e le
ginocchia in modo da avere una posizione pi raccolta.
perdita di equilibrio nellarresto ad 1 tempo.
Dovuta probabilmente al fatto di avere tutto il peso del corpo sugli avampiedi, per cui
diventa importante distribuire il peso del corpo su tutta la pianta del piede.
perdita di equilibrio nellarresto a 2 tempi.
Controllare la distanza dei piedi e la rullata tallone-avampiede.


Rispetto alla situazione invece, gli arresti si distinguono:
arresto dopo il palleggio
arresto in seguito alla ricezione della palla







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Le partenze
Le partenze si distinguono in:

partenza incrociata
il palleggio avviene con la mano opposta al piede che si muove in avanti.

Tecnicamente:
lattaccante sta fronteggiando il canestro, legge la penetrazione opposta al lato della
palla ( in base a posizione del difensore )
effettua un passo lungo, ad incrocio, oltre il difensore e contemporaneamente effettua un
palleggio oltre la difesa con la mano esterna.
Spinge con il piede perno
Protegge con la mano interna e con la spalla interna
Cambio di velocit in palleggio a battere lavversario



partenza omologa (stessa mano stesso piede)
meno usata, perch pi difficile e meno naturale, richiede grande coordinazione
nelleffettuare il primo passo ed il palleggio; .

Tecnicamente:
lattaccante sta fronteggiando il canestro, legge la penetrazione sullo stesso lato della
palla ( in base a posizione del difensore )
effettua un passo lungo, diretto, oltre il difensore e contemporaneamente effettua un
palleggio con la mano esterna.
Spinge con il piede perno
Protegge con la mano interna e con la spalla interna
Cambio di velocit in palleggio a battere lavversario

Errori pi comuni:
Infrazione di passi.
Va da s che bisogna palleggiare prima di alzare il piede perno, per cui bisogna lavorare
sullequilibrio e enfatizzare lo stare bassi
Palleggio sul posto,
con conseguente perdita del vantaggio perch il difensore recupera. Sul palleggio
bisogna muovere il piede portando oltre la difesa spingendo la palla in avanti
Cattiva lettura.
Bisogna innanzi tutto fronteggiare il canestro, poi percorre la strada pi breve per
impedire il recupero del difensore

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uno sguardo ai postulati

aspetti tecnici: la posizione della mano sul pallone molto importante, per spingere la
palla nella direzione voluta;
aspetti mentali: in primo luogo la consapevolezza del perno, poi in base a questo e ad
altri aspetti legati al gioco (ad esempio la reazione della difesa), la scelta di tipo e
direzione di partenza;
aspetti fisici: avere e mantenere una posizione fondamentale in equilibrio e avere una
buona coordinazione tra gli arti inferiori e gli arti superiori.




attenzione al PIEDE PERNO

importante sottolineare che nellarrestarsi si deve fronteggiare il canestro, per tirare, poi
in seguito alla lettura della difesa, si sceglier se farlo, se penetrare, oppure passare.
Altro punto di lavoro lo sviluppo delle capacit tecniche dei giocatori e della qualit delle
loro scelte, in base a come ci si arresta si definisce un piede perno e si stabilisce la
possibilit di utilizzare diverse partenze in palleggio.

Il lavoro sul piede perno e conseguentemente sulla partenza in palleggio, un aspetto da
curare, partendo dal minibasket, proseguendo nelle prime categorie giovanili , in modo da
risolvere uno dei maggiori problemi nel gioco , fonte di numerosi errori ed infrazioni.

Bisogna porsi degli obiettivi primari:
gestione di un corretto EQUILIBRIO
rapidit e coordinazione dei movimenti di braccia e gambe
padronanza dei movimenti
gestione della palla

Il mantenimento, ed il recupero di un corretto equilibrio, in situazioni statiche e dinamiche,
deve essere sviluppato con lutilizzo della palla, strumento che cambia il baricentro del
corpo e che quindi crea difficolt di movimenti coordinati.
Per cui si lavorer non solo per evitare di commettere infrazioni, ma per creare le
condizioni di una partenza efficace nel primo passo, con conseguente miglioramento della
capacit di esecuzione di un gesto tecnico molto importante nell 1c1.



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LAVORI GENERICI SU ARRESTI E PARTENZE


Da autopassaggio
autopassaggio e arresti frontali ad 1 tempo
autopassaggio e arresti frontali a 2 tempi
autopassaggio e arresti a 2 tempi con di giro


gli stessi esercizi vengono ripetuti facendoli seguire da una delle possibili partenze in
palleggio:
incrociata con perno sx
incrociata con perno dx
concorde con perno sx
concorde con perno dx


Esercizi a coppie
a coppie, passaggio battuto a dx e a sx, recupero con arresto e passaggio di ritorno
idem come sopra, partendo schiena al compagno, correndo in avanti e girandosi a 180
a questo punto possiamo aggiungere la partenza in palleggio dopo la ricezione,
scambiando posizione con il compagno.



Esercizi specifici finalizzati alla conclusione a canestro
esercizio Caspoggio con partenza incrociata e concorde
idem con difesa passiva guidata dal coach

Progressione didattica:
riconoscimento e utilizzo del piede perno
miglioramento pre-requisiti
esecuzione in situazioni-problema generali
esecuzione in situazioni agonistiche di 1c1








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Durante gli esercizi proposti dal formatore, alcuni corsisti fungono da dimostratori, mentre
altri compilano la scheda palleggio.



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scheda PALLEGGIO
Cognome e nome




OGGETTO: POSIZIONE CORRETTA DELLA MANO

buona discreta ha difficolt grosse difficolt







OGGETTO: PALLEGGIA SENZA GUARDARE LA PALLA

bene

discretamente ha difficolt
ha grosse
difficolt







OGGETTO: USO OPPORTUNO DI ENTRAMBE LE MANI

buono discreto ha difficolt
ha grosse
difficolt





In seguito discussione






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PASSAGGIO


IL PASSAGGIO: OBIETTIVI E PECULIARITA

Il passaggio un fondamentale spesso sottovalutato, erroneamente, da molti allenatori.
Durante una partita, una squadra si trova mediamente a dover gestire circa 80 possessi
offensivi. In ogni azioni ci sono almeno 3,4 passaggi, ognuno di essi diverso in tecnica, e
situazione. Fermo restando che un giocatore dovr necessariamente collaborare con il
resto della squadra per poter arrivare a canestro, risulta evidente limportanza di curare
questo fondamentale.
Il passaggio ha come scopo quello di mantenere una posizione di vantaggio nei confronti
della difesa (es: il difensore aumenta la pressione sul portatore riducendo il vantaggio,
mentre un passaggio ad un giocatore libero ripristina il vantaggio) o di aumentarla (es:
passo la palla ad un giocatore che effettua un taglio portandosi libero sotto canestro,
aumentando notevolmente il mio vantaggio).
Il passaggio una vera forma di comunicazione allinterno della squadra, e deve essere
esercitato fin da piccoli. Un esercizio semplice, usato con i bambini alle prime esperienze
di minibasket, quello di passare la palla chiamando per nome il compagno. Questo aiuta
a conoscersi e riconoscersi come parte di un gruppo , a comunicare in maniera verbale (ti
chiamo) e non verbale (ti passo la palla).
Il passaggio un fondamentale che abbraccia tutti i postulati: Spazio, Tempo, Autonomia,
Collaborazione ed Equilibrio.

Il passaggio la prima collaborazione a 2 con palla, infatti il modo per allacciare una
relazione tra passatore e ricevitore ovvero tra due iniziative autonome/individuali che
diventano collaborazione.
Questa relazione si pu realizzare solo se i soggetti coinvolti nel passaggio comunicano.
Il passatore deve dimostrare la volont di passare la palla, mentre il ricevitore deve
dimostrare di volerla ricevere.

Nel passaggio, come in tutti gli altri fondamentali, importantissimo lequilibrio. Un
passaggio in equilibrio precario, infatti, mancher sicuramente di forza e di precisione,
mentre una ricezione in disequilibrio quasi sicuramente provocher una palla persa,
oppure una perdita del vantaggio acquisito o mantenuto con quel passaggio.
Quando un passaggio non ha successo, spesso se ne d la colpa al passatore, ma la
responsabilit v equamente distribuita tra i due giocatori.



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Spazio: Posso passare palla soltanto se sono sufficientemente distante dal mio
avversario e/o trovo lo spazio per effettuare il passaggio. Non solo, ma effettuo il
passaggio se il compagno che deve ricevere palla sufficientemente distante
dallavversario per non essere intercettato, o se la distanza tra il mio compagno e il suo
avversario permette la ricezione (smarcamento auto-blocco).
Inoltre, lo spazio tra il giocatore con la palla e il giocatore che dovr ricevere dovr essere
libero (linea di passaggio libera).

Tempo: Il timing (scelta del tempo) per il passaggio dovr essere corretto. Se io vedo
un compagno libero devo effettuare il passaggio molto rapidamente, perch meno di un
secondo dopo lui potrebbe non esserlo pi. Esiste inoltre una correlazione tra tempo e
spazio nel passaggio in movimento. Se io passo la palla ad un compagno in corsa, in
base alla velocit del compagno (velocit = rapporto spazio/tempo), e alla mia scelta del
momento di passaggio, dovr indirizzare la palla non dove vedo il mio compagno, ma
dove intuisco che sar nel momento in cui ricever la palla. Questo influenza il tipo di
passaggio che far, la forza e la traiettoria che dovr imprimere al passaggio, la rapidit di
esecuzione ecc...

Autonomia: Decidere di passare la palla anzitutto una scelta autonoma. Il giocatore in
possesso della palla dovr, in un determinato momento di gioco, decidere quale
fondamentale usare; il passaggio, in quanto fondamentale, pertanto una sua scelta, che
dovr compiere nel momento in cui questa si riveler essere la soluzione pi vantaggiosa
per la squadra.

Collaborazione: Passare la palla forse la pi emblematica forma di collaborazione
allinterno di una squadra. Nel momento in cui un giocatore passa la palla:

- Si mette al servizio del gruppo rinunciando ad una soluzione personale
- Manifesta fiducia verso il proprio compagno (concetto importantissimo, molto
evidente nei piccoli, che inizialmente passano la palla solo al compagno amico,
poi a quello pi forte ecc)

Equilibrio: La collaborazione non per solo a carico di chi passa la
vantaggiosa per ricevere il pallone, e questo determina che la squadra debba trovarsi in
una situazione di equilibrio offensivo. Una squadra in equilibrio quando in grado
coprire tutta le zone del campo interessate dallazione , pronta a ricevere palla, andare
verso canestro o rientrare velocemente in caso di perdita di possesso della palla. Lo
stesso passatore o ricevitore devono trovarsi in una posizione di equilibrio; cos facendo la
tecnica del passaggio sar sicuramente migliore , cos come la ricezione.



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RICEZIONE
Per ogni palla passata dovr essere effettuata, necessariamente, una ricezione. Ogni
ricevente deve dare un chiaro bersaglio, cio il punto in cui vuole che la palla sia passata.
Questo solitamente 1 mano. La presa della palla va fatta con 2 mani. Anche nel caso in
cui si riceva con 1 mano, immediatamente laltra mano deve prendere e chiudere la presa
della palla.

Tipi di ricezione
Le ricezioni possono essere distinte in due macro tipi:
- In movimento
- da fermo
Le ricezioni in movimento necessitano di un successivo arresto, che verr distinto in
Arresto a un tempo quando entrambi i piedi toccano terra nello stesso momento
Arresto a due tempi quando i piedi toccano terra in due momenti diversi. Tecnicamente il
primo piede tocca terra prima con il tacco e poi con la punta.

Richiamo al Piede perno
Nellarresto a due tempi il primo piede che toccher terra ver denominato piede perno e
non potr essere staccato da terra prima che la palla abbia lasciato la mano del giocatore
per un palleggio, per un passaggio o per un tiro.
Nellarresto a un tempo, come nella ricezione da fermo, il giocatore potr
indifferentemente scegliere come perno uno dei due piedi, avendo per laccortezza, una
volta effettuato il movimento di uno dei due piedi, di non staccare laltro da terra (a questo
punto divenuto perno), fino a quando non avr rilasciato la palla con la mano.
Una volta effettuato larresto, il giocatore dovr trovarsi in posizione fondamentale, pronto
per effettuare qualsiasi scelta di fondamentale ritenga necessaria. Questa posizione viene
definita posizione di triplice minaccia, perch da essa possono derivare una palleggio,
un passaggio o un tiro.

Dallarresto a 1 o 2 tempi nascono due movimenti di giri:
Giro frontale: questo tipo di rotazione prevede un movimento del piede in avanti rispetto
al piede perno ed ha come obiettivo quello di mettere il giocatore con la palla nella
condizione migliore per potere eseguire il fondamentale desiderato. Questo tipo di
rotazione potr essere effettuato solo se c sufficiente spazio, per cui la pressione del
difensore non eccessiva.
Giro dorsale: in questo tipo di rotazione il piede in movimento viene spostato allindietro
rispetto al perno. Questo tipo di rotazione viene effettuato quando la pressione molto
forte ed necessario creare spazio per poter eseguire il fondamentale desiderato.



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Ricezione e presa della palla
La presa deve essere sicura e funzionale, e deve avvenire sempre con entrambe le
mani, indipendentemente dal numero di mani con cui la palla viene chiamata


ANALISI DEL PASSAGGIO NELLE SUE COMPONENTI
Perch ci possa essere un passaggio servono un passatore, un ricevitore e una
relazione tra i due.

Il passatore deve curare in particolare:
la posizione di partenza della palla, in relazione alla presenza di un difensore e della sua
postura e distanza rispetto al pallone, da cui si sceglie il tipo di passaggio da usare;
scelta della traiettoria, che pu essere diretto, lob (con tanta parabola) o battuto a terra;
spinta delle braccia: dipende dalla distanza tra passatore e ricevitore, non quindi
sempre massima;
precisione dellunico punto di arrivo corretto, che non dipende dal punto di partenza, ma
da due diverse situazioni:
se il ricevitore fermo
se il ricevitore in movimento , dove il punto di arrivo sar avanti rispetto alla posizione
che occupa nel momento in cui vedo il ricevitore, nella direzione della sua corsa
(verso canestro o verso lesterno, se il ricevitore si sta smarcando sullarco dei 3p).

Il ricevitore invece deve curare maggiormente:
la capacit di chiamare la palla: si intende la capacit di dare un bersaglio al passatore
mostrando una mano, se si vuole la palla lontano dal corpo, oppure mostrando due mani
(o10 dita) se si vuole la palla precisamente davanti al tronco;


Quando bisogna passare la palla?
Quando le cose stanno per accadere, e non quando sono gi avvenute
Quando il compagno si liberato e chiama la palla

nel posto giusto dove il compagno la vuole
nel modo giusto lontano dalle mani del proprio difensore e lontano dalle mani del
difensore del compagno che deve ricevere
con la forza giustane troppo forte, ne troppo lenta e dipende comunque dalla
distanza tra chi passa e chi riceve
nel momento giusto


.

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TIPOLOGIA DI PASSAGGIO

I passaggi, in base alla loro modalit di esecuzione, possono essere classificati come :
1 mano;
2 mani;

Oppure come :
Diretti: nel passaggio diretto la palla passa direttamente dalle mani del passatore a
quelle del ricevitore senza toccare terra.
Indiretti: in questo caso la palla viene fatta rimbalzare a terra dal passatore prima
che questa giunga nelle mani del ricevitore.


PASSAGGIO DUE MANI AL PETTO
E il pi classico dei passaggi, il primo ad essere insegnato ai ragazzi. Rifacendoci alla
classificazione precedente, si tratta di un passaggio diretto e a due mani.
Questo tipo di passaggio viene normalmente effettuato quando non c forte pressione da
parte del difensore sul passatore.

Dettagli tecnici
Passatore
1. Posizione fondamentale
2. Palla tenuta ai due lati con le mani allaltezza del petto
3. Le braccia vengono distese completamente prima del rilascio della palla
4. Contemporaneamente alla distensione delle braccia pu essere portato in avanti
un piede per ridurre lo spazio tra passatore e ricevitore
5. Una volta distese completamente le braccia, nel rilasciare la palla vengono ruotati i
polsi verso il basso. Questo movimento imprimer una rotazione alla palla che
servir a facilitare la presa da parte del ricevitore.
Ricevitore
1. Posizione fondamentale
2. Rivolgendosi in direzione della palla deve distendere una o due mani per indicare il
punto dove il passatore dovr indirizzare la palla (offrire il bersaglio) e per
comunicare di essere pronto a ricevere il passaggio
3. Effettua un movimento in direzione della palla per ridurre lo spazio del passaggio







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PASSAGGIO A 2 MANI SCHIACCIATO A TERRA
Si tratta di un passaggio indiretto a due mani effettuato normalmente quando il passatore
sottoposto ad una certa pressione da parte del difensore o quando la distanza tra
ricevitore e passatore limitato.

Dettagli tecnici
Passatore
1. Partenza col corpo in posizione fondamentale
2. Palla tenuta ai due lati con le mani allaltezza del petto
3. Le braccia vengono distese verso terra con una angolazione di circa 45 rispetto al
piano del pavimento
4. Contemporaneamente alla distensione delle braccia , laddove possibile, verr
portato in avanti un piede per ridurre lo spazio tra passatore e ricevitore
5. La palla dovr rimbalzare con una angolazione di circa 45 tra le braccia distese del
passatore ed il terreno. Questo angolazione consentir alla palla di cadere a circa
met strada tra passatore e ricevitore e rimbalzare con la stessa angolazione verso
il ricevitore raggiungendo laltezza del petto.
Ricevitore
1. Partenza col corpo in posizione fondamentale
2. Rivolgendosi in direzione della palla deve distendere una o due mani per indicare il
punto dove il passatore dovr indirizzare la palla (offrire il bersaglio) e per
comunicare di essere pronto a ricevere il passaggio
3. E necessario che, nel momento in cui il passatore effettua il passaggio, abbia gi
preso posizione per la ricezione, perch, nel caso in cui continuasse a muoversi
verso la palla, falserebbe langolazione del rimbalzo rischiando di renderlo
impreciso.



PASSAGGIO SOPRA LA TESTA
Si tratta di un passaggio diretto a due mani effettuato normalmente in due situazioni
diverse.

Passaggio lob: in questo tipo di passaggio, il giocatore passa la palla al compagno
scavalcando il difensore posizionato sulla linea di
passaggio. Trattandosi di un passaggio lento, perch la palla sale descrivendo una
parabola terminata la quale il ricevitore dovr essere sufficientemente distante, o in
allontanamento ,dal difensore, per evitare un suo eventuale recupero

Passaggio skip: si tratta di un passaggio lungo, normalmente utilizzato nei ribaltamenti al
fine di spostare la palla da un settore del campo a quello opposto.

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Dettagli tecnici
Passatore
1. Posizione fondamentale ;
2. Palla tenuta sopra la testa, mai dietro la nuca;
3. La palla tenuta a met tra i lati ed i centro da entrambe le mani;
4. Il movimento di spinta deve essere effettuato utilizzando entrambi i polsi che
effettueranno una frustata come nel movimento di tiro. Anche in questo caso, il
movimento di frusta imprimer una rotazione che agevoler la ricezione.
Ricevitore
1. Posizione fondamentale
2. Come precedentemente detto, nel passaggio lob il movimento del ricevitore dovr
essere in allontanamento dal difensore, a causa della lentezza del passaggio,
mentre nel passaggio skip dovr muoversi in direzione della palla per abbreviare lo
spazio


PASSAGGI AD UNA MANO
Potranno essere diretti o indiretti.
Abbiamo:


PASSAGGIO LATERALE: un passaggio che viene effettuato normalmente quando sia
passatore che ricevitore subiscono una certa pressione o per ribaltare velocemente il lato
Dettagli tecnici:
Il passaggio viene fatto dalla mano esterna del passatore verso la mano esterna del
ricevitore, con una distensione del braccio e movimento di frusta del polso. La palla pu
essere passata direttamente o schiacciato a terra.
Lesecuzione del fondamentale pu essere accompagnato dal movimento dei piedi, il
quale potr essere concorde o incrociata rispetto alla mano di passaggio

PASSAGGIO BASEBALL: il tipico passaggio usato in contropiede. Si tratta di un
passaggio molto forte, capace di coprire una lunga distanza in tempo molto breve.
Presuppone una certa forza da parte di chi lo effettua, per cui difficilmente praticabile dai
bambini o dai ragazzi in giovane et.
Dettagli tecnici
Il braccio effettua una distensione completa e violenta a partire dalla spalla verso
lobiettivo
La palla viene rilasciata tesa in direzione del ricevitore con un colpo di frusta del polso
.



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ALTRI TIPI DI PASSAGGIO

PASSAGIO CONSEGNATO (HAND OFF):
Si tratta di un passaggio piuttosto rischioso perch richiede un timing perfetto tra
passatore e ricevitore e nellattivit giovanile viene utilizzato come movimento precursore
al pick & roll.
Dettagli tecnici
La palla viene trattenuta dal passatore ai due poli
Il ricevitore passer vicino al passatore prelevando la palla direttamente dalle sue mani.
In una collaborazione pi organizzata il passatore effettuer un giro dorsale proteggendo
la palla col corpo e creando cos spazio per una ricezione pi vantaggiosa.

FINTA
La finta un movimento interrotto effettuato con lo scopo di indurre in errore lavversario al
fine di prendere vantaggio.
La finta, perch sia efficace, deve essere credibile, per il cui il movimento deve essere
compiuto in modo di indurre lavversario ad una azione. Un esempio classico di finta
quella di un finto scarico in corso di esecuzione del terzo tempo. Le finte servono quindi
possono servire per crearsi uno spazio o ampliare quello gi esistente.




ESERCIZI

Esercizio 1
Obiettivi
Migliorare il passaggio due mani al petto
Composizione dei gruppi
Due gruppi da cinque giocatori con 4 palloni o 6 con 5 palloni
Esecuzione
Giocatore senza palla in lunetta
Gli altri, con palla, fuori dalla linea dei tre punti
In sequenza ogni giocatore passa palla a quello in lunetta che la restituisce velocemente
Vince il gruppo che arriva prima ai 10 passaggi
Se la palla cade si riparte da zero


Esercizio 2
Obiettivi
Migliorare il passaggio due mani al petto

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Migliorare le rotazioni frontali e dorsali sul piede perno
Composizione
Quattro gruppo da tre cinque giocatori con un pallone a gruppo disposti a triangolo
Esecuzione
Giocatore A palleggia ed effettua arresto a un tempo
Ruota frontale sul perno verso B ed effettua passaggio 2 mani al petto
B riceve , ruota frontale verso C ed effettua il passaggio
C spalle a canestro riceve ed inizia a palleggiare
A e B scalano e vanno ad occupare le nuove posizioni (A al posto di B e B al posto di C)
Progressione
Stessa esecuzione ma con giro dorsale sul perno
Definire un numero di passaggi da effettuare in un arco di tempo prestabilito per
aumentare intensit


Esercizio 3
Obiettivi
Migliorare il passaggio due mani al petto
Esercitare la visione periferica
Composizione
Quattro gruppo da tre cinque giocatori con due palloni a gruppo disposti a triangolo
Esecuzione
Giocatore A passa a B mentre B passa a C
B riceve da A ed immediatamente passa a C
C riceve da B ed immediatamente passa ad A
Progressione
Stessa esecuzione ma con richiesta di cambi di senso da parte dellistruttore
Definire un numero di passaggi da effettuare in un arco di tempo prestabilito per
aumentare intensit


Esercizio 4
Obiettivi
Migliorare il passaggio in movimento sulla corta e lunga distanza
Esercitare la visione periferica
Composizione
Tre file, ognuna composta da tre giocatori
Due giocatori ( A B ) , di cui uno con palla, sul lato dx del campo
Un giocatore ( C ) sul lato opposto del campo
Esecuzione
A e B procedo rapidamente a tic tac fino a centro campo

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C scatta sullaltro lato
A centro campo B passa a C che penetra in terzo tempo
Progressione
Aggiunta di un difensore tra A e B
Aggiunta di un difensore non attivo su C
Aggiunta di difensore attivo su C
Riduzione del numero di passaggi tra A e B o di tempo per arrivare a canestro


In campo i corsisti hanno eseguito questi esercizi
esercizi di passaggi statici a coppie, partendo dai passaggi a due mani dal petto,
fino a quelli a una mano laterale.
Si poi aggiunto il palleggio, quindi il passaggio dal palleggio, a questo seguita
laggiunta del movimento da parte del ricevitore, il che obbliga il passatore a tenere la
testa alta e a non guardare la palla.
Dopo questa serie di esercizi a coppie, si passati a un esercizio da effettuare a
terzetti (XOX), consistente nel passaggio ostacolato da un difensore, il passatore
era libero di scegliere il tipo di passaggio da utilizzare, in relazione alla situazione
creata dal difensore.
Questo ha rappresentato la prima eccezione ad una fase di esercizi prettamente analitici,
ai quali si tornati con il box.Lesercizio prevede di passare su un lato e correre sullo
stesso lato o su quello opposto.
Altre variazioni prevedono linversione del senso dei passaggi e/o del senso della
rotazione.
Ultima variazione, propedeutica al penetra e scarica, prevede un palleggio verso il centro
del quadrato, uno scarico laterale e un taglio sullangolo opposto.

Seconda parte
Sono state proposte sequenze a tutto campo di tipo tic tac a due, a due con palleggio e
passaggio, a tre, a tre con due palloni, a quattro con due palloni.
La presenza della difesa passiva dei due coach offre ai giocatori unopportunit di scelta
del tempo del passaggio e delluso del palleggio, facendo virare lesercizio, nato in forma
analitica, verso una direzione pi globale, ovvero di situazione.
tic-tac a tre andata, ritorno 2 contro 1
tic-tac a tre e 2 contro 1 a met campo
tic-tac a cinque andata, ritorno 3 contro 2
diverse situazioni 2 c 1 e 3 c 2 in campo con diverse partenze.

Durante gli esercizi proposti dal formatore, alcuni corsisti fungono da dimostratori, mentre
altri compilano la scheda passaggio.

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SCHEDA PASSAGGIO
Cognome e nome




OGGETTO: USO DEL PIEDE PERNO

buona discreta ha difficolt grosse difficolt







OGGETTO: PRECISIONE

buona discreta difficoltosa pessima







OGGETTO: RICEZIONE

buona discreta difficoltosa pessima







Questi esercizi e le schede compilate hanno offerto lo spunto per discussione e per
tornare a parlare di postulati





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TIRO


Il TIRO e' il movimento piu' personalizzato nel gioco della pallacanestro e coinvolge tutte
le parti del corpo ( dai piedi/caviglie sino a scapole / braccia / mani ....) fino anche alla
parte mentale . Il vero tiratore deve possedere una notevole forza mentale che gli
permetter' di essere lucido nel selezionare il momento/posizione giusti
indipendentemente dalle precedenti percentuali di tiro , quindi non deve mai scoraggiarsi /
demoralizzarsi .

Insieme al passaggio , il tiro e' il fondamentale in cui e' indispensabile possedere talento
per raggiungere alti livelli .

Per i ragazzi , dal minibasket sino alla U14 , il tiro rappresenta il movimento piu'
gratificante e divertente , crescendo capiscono se e quando si puo' e/o si deve tirare ,
considerando quest'azione come finalizzazione di un'azione di gioco della propria squadra

Il tiro abbraccia tutti i postulati della pallacanestro :
-Spazio : da dove si tira
-Tempo : quando si tira o quando devo iniziare un movimento idoneo che mi porti ad un
buon tiro
-Autonomia : Decidere autonomamente e terminare l'azione di tiro
-Collaborazione : Azione che conclude uno schema oppure azione dettata dalla scelta
della squadra di far tirare un loro compagno che ritengono in posizione pi' idonea .
-Equilibrio : Fisico del giocatore stesso e della squadra in modo che possa essere ben
equilibrata per poter andare a rimbalzo e chiudere l'eventuale contropiede .


Ogni giocatore avr un suo percorso di correzione della tecnica di tiro, individualizzato e
specifico, nel quale lallenatore ha il compito importante di portare il proprio giocatore a
centrare lobiettivo primario del gioco: tirare e fare canestro.









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COME SI TIRA

Per effettuare,tecnicamente parlando,un buon tiro e' necessario partire dalla posizione
fondamentale e cio'

- Essere in EQUILIBRIO :

a)TIRO DA FUORI : Il movimento parte dai piedi che non devono mai essere troppo vicini
ma ad un'ampiezza che varia da giocatore a giocatore ma in media rispecchia l'ampiezza
delle spalle.
Dai piedi passa attraverso le gambe e termina con l'estensione delle braccia e il
movimento del polso che da la direzione e la parabola.

b) TIRO IN CORSA : Viene dato dalla corsa cestistica .

E' necessario essere COORDINATI , che significa:
-Nel caso del tiro da fuori : seguire la catena cinetica ( movimento fluido dai piedi sino al
piegamento del polso) -Nel caso del tiro in corsa : nel eseguire in modo armonico ,1
oppure 2 passi pi la distensione finale delle braccia e piegamento del polso .

E' necessaria la FORZA, che viene data dalle gambe e dalla coordinazione dei movimenti
, quindi bisogna sempre stare correttamente piegati sulle gambe considerando che la loro
spinta e' pi importante( essenziale) di quella delle braccia.

Bisogna focalizzare sempre un PUNTO di MIRA che varia se il tiro e' da lontano oppure da
vicino :
da lontano : e' molto soggettivo , ognuno ha il suo punto che potrebbe essere il centro del
canestro oppure la parte dietro del ferro ecc.....
da vicino : e' indispensabile ed imperativo imparare l'uso del tabellone e del rettangolo
disegnato sopra il cerchio .

Questo particolare deve essere ben allenato affinch i giovani giocatori capiscano quanto
possa essere d'aiuto se il tiro viene indirizzato verso il punto giusto che permetta alla palla
di toccarlo in fase di discesa e quindi mantenere la sua corretta parabola .

La PARABOLA : E' necessario dare sempre parabola al tiro.






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BASI DELL'ALLENAMENTO AL TIRO

Ai ragazzi deve essere spiegato in modo chiaro che ( partendo dalla posizione
fondamentale) :

1) I piedi danno l'equilibrio :
Allenare molto la distanza dei piedi ( all'incirca pari all'ampiezza delle spalle , ma
comunque e' soggettiva da giocatore a giocatore ) Avere tutto il corpo in equilibrio
Spiegare che per ben tirare dopo un movimento e quindi un arresto e necessario che i
piedi non siano MAI vicini . Insegnare ed allenare la capacit' di fermarsi ed essere in
grado di tirare sempre in equilibrio ( quindi piedi mai vicini )

2)Le gambe danno la forza :
Devono essere sempre piegate , altrimenti non trasmetteranno la forza sufficiente per un
buon tiro

3)Le braccia danno la direzione :
Allenare il rispetto della regola dei 3 angoli :
BUSTO CON BRACCIO
BRACCIO CON AVANBRACCIO
AVAMBRACCIO CON POLSO

4) La mano e il polso danno la frustata e quindi la parabola e la roteazione della palla
stessa.
la palla deve essere presa in modo avvolgente con 2 mani , deve poggiare sui polpastrelli
della mano forte .
La frustata serve per dare la giusta parabola e il giusto SPIN che da '
dolcezza ' al movimento della palla favorendo anche un rimbalzo sul cesto migliore .
La frustata viene ottenuta dal corretto movimento del polso e delle 3 dita principali della
mano .

5) Quali mani allenare per il tiro ?
Normalmente si usa/allena la mano forte per il tiro da fuori, la mano debole serve solo per
sostenere e proteggere e deve staccarsi quando il tiro e pronto .








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ALTRI TIPI DI TIRI :
la posizione della mano durante un tiro pu essere :

- Sotto la palla,Sottomano : si usa nel terzo tempo , secondo tempo o tiri speciali,
inventati dai giocatori( Navarro)
- laterale : si usa nel Semi-gancio -Gancio tradizionale ( poco usato poich molto difficile
da imparare) -Passo & tiro -Tiri rovesciati ( altra parte del ferro)
- sopra la palla, utilizzato nella Schiacciata

Per i tiri in avvicinamento si usano/allenano tutte due le mani .



QUANDO E UN BUON TIRO? :

1) quando e' in equilibrio
2) quando e' libero
3) quando si esegue un tiro alla sua portata di chi lo compie.
4) quando la squadra e' in equilibrio e quindi qualcuno pu andare a rimbalzo e gli altri in
difesa
5) quando si effettua il tiro in collaborazione con la squadra ( alla fine di uno schema p.e.)



TIPOLOGIE DI TIRO

-TIRO da FUORI : Si effettua normalmente solo con la mano forte. Il ritmo e' sempre lo
stesso (seguire la catena cinetica) , i tiri devono essere sempre uguali come movimento .

Il tiro da fuori pu' essere :

- Piazzato ( giocatore e' gi in posizione e deve solo alzarsi e tirare o tirare con i piedi per
terra )
- In Elevazione ( dopo un palleggio o un passaggio si tira saltando )
- In Sospensione ( si tira quando si e' al massimo dell'elevazione )
-
- Tiro Libero : si tratta di un tiro molto speciale. E' indispensabile che il ritmo e il
movimento siano sempre gli stessi .In questo tiro una componente molto importante e'
quella mentale e la concentrazione . Per aiutarsi i giocatori ( senior) creano dei riti che
eseguono per ogni tiro libero .

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- TIRI IN CORSA :
- Sono tiri simmetrici (si possono effettuare con mano destra e sinistra), quindi sono da
allenare molto e sin da subito , gi ai giovanissimi .

I tiri in corsa sono :

Il 3 tempo : 2 appoggi +il tiro.
si usa quando c'e' spazio ma senza abusarne al fine di evitare lo sfondamento .

Il 2 tempo : 1 appoggio +tiro.
Si usa quando vogliamo rubare il tempo all'avversario oppure quando non abbiamo
spazio per poter eseguire il 3 tempo
Pu essere utilizzato per allenare la capacit di cercare equilibrio.

-TIRO di FORZA : Per effettuarlo e' necessario un arresto al contrario ( SX DX sul lato
destro ) e la mano debole protegge il pallone .
Si utilizza quando posso sfruttare un contatto con il difensore oppure per tentare di far
canestro subendo anche fallo.

- TIRI SPECIALI
Gi nominati precedentemente abbiamo:
1. Passo e tiro (arresto 1 tempo pi un altro passo per evitare il difensore)
2. Semi gancio, tiro ad una mano, si compie saltando con entrambi i piedi.
3. Gancio, tiro ad una mano, si compie saltando con 1 gamba.
4. Schiacciata, si deposita direttamente la palla nel canestro. Si effettua a 1 o 2 mani.





INSEGNAMENTO ed ESERCIZI PROPEDEUTICI

Si inizia ad insegnare il tiro quando i ragazzi hanno sufficiente forza e coordinazione per
poter eseguire il gesto. Probabilmente la categoria in cui i giovani giocatori incominciano
ad avere queste capacit U14/15.

Nel minibasket e sino U13 non e' necessario .
Il tiro pu essere insegnato in modo
Globale agli U14
globale ed Analitico agli U15

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Analitico agli U17 ma con situazioni pi complesse (rilevamenti anche statistici)
Analitico agli U19 in tante differenti situazioni ma tenendo sempre sotto controllo
tutte le percentuali

Esercizi Propedeutici al TIRO

Il tiro e' un movimento che comprende tutte le parti del corpo quindi vanno tutte allenate .

Si pu' iniziare con esercizi di BALL HANDLING , con i giocatori in :

-posizione fondamentale : tirare la palla facendo movimento completo di tiro e recuperare
pallone saltando , stessa cosa ma caricando polso e dare frustata e far ruotare il pallone,
ecc ecc, in tutti questi esercizi bisogna cercare di curare al massimo la telecinetica , cio
la coordinazione tra piedi/gambe e braccio -sdraiati : distendere il braccio , tirare e
raccogliere pallone -seduti per terra a gambe incrociate: uno di fronte all'altro , rilasciare
pallone con frustata e curare la parabola

Seguir' una parte pi' attiva con movimento e tiro :
Alcuni esercizi ( in progressione didattica ) potrebbero essere :

3 gruppi intorno al canestro
( un gruppo a DX , uno al centro e uno a SX )tirando in senso orario e cominciare
con :

- tiro ad una sola mano (quella forte )
- tiro a due mani ( la debole per proteggere)
- tirare su un solo piede
- tirare ad una sola mano facendo prima un saltello con altro piede
- saltello a due piedi e poi tirare in equilibrio

2 gruppi uno a DX e uno a Sx in posizione di guardia :
palleggio - arresto e tiro e rimbalzo

Intorno all'area si tira da fermi e chi realizza cambia di posizione seguendo il senso orario
Potranno poi seguire gare di tiro : ad esempio segnare per primo 10 canestri , poi segnare
un certo numero di canestri di fila senza sbagliare , oppure , alla fine 3 tiri liberi di fila , chi
riesce va velocemente a bere .





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- Esercizi specifici per allenare il tiro in 3 tempo :

Essendo un tiro in avvicinamento , possiamo scomporlo nei singoli movimenti con
insegnamenti analitici :
- 1 passo e tiro ( senza palleggio)
- 2 passi e tiro ( senza palleggio)
- Spiegare in piccoli che devono imparare l'uso del tabellone e colpire morbidamente il
rettangolo sopra il ferro

-Seguir poi l'insegnamento globale , facendo eseguire il movimento completo portando il
ginocchio in alto cosi come il palmo della mano con il pallone appoggiato sui polpastrelli .
Eseguire questo esercizio a DX e SX

-Stesso esercizio recuperando il pallone prima che cada dopo il tiro .
-Passaggio ricezione e tiro a DX e SX
-Durante l'esecuzione del 3 tempo fare :
- 1 passo corto e 2 lungo
- 1 passo lungo e 2 corto
- 1 e 2 corti
- 1 e 2 lunghi


Per allenare il 2 tempo : due file una a DX e una a SX : palleggiare un passo e tiro e poi
invertire le parti.
Idem per il TIRO DI FORZA


ALLENARE I GIOCATORI AI CONTATTI

A partire dagli U17 e' utile / necessario allenare i giocatori al tiro in avvicinamento dopo
aver subito dei contatti .
Alcuni esercizi propedeutici possono essere :

-Posizionare due giocatori con pallone in mano ( uno a DX e uno a SX ) lungo la direzione
che segui' un terzo giocatore per fare il terzo tempo.
I due giocatori con il pallone dovranno cercare di colpire chi sta entrando in 3 tempo
Iniziare da lato DX e poi stessa cosa da lato SX .

-Lanciare il pallone contro il giocatore che sta entrando in 3 tempo -Usare le FIT-BALLS
durante gli allenamenti


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LE FINTE

Le finte sono movimenti interrotti che ti permettono , se ben fatte , di trarre benefici per
liberasi dall'avversario .
Sono difficili da allenare poich il giocatore non riesce a rendersi conto se la sua finta
messa bene in pratica , quindi e' necessario fare dei filmati e mostrarli ai giocatori stessi .
Oppure si pu' insegnar loro delle finte pi' semplici ed allenarle costantemente in modo
che diventino di uso comune .



CONSIDERAZIONI GENERALI

In conclusione , possiamo dire che , per ben allenare il giocatore al movimento del tiro , e'
necessario tener bene in conto i seguenti concetti :

1) Aumentare costantemente le difficolt' in un contesto di continua evoluzione degli
esercizi
2) Porre la massima attenzione al movimento dei piedi affinch il giocatore possa
mantenere sempre l'equilibrio necessario per effettuare un buon tiro
3) Prima di prendere/ricevere il pallone , per tirare da fuori , rallentare la velocit' e
abbassarsi ancora di pi' sulle gambe per poter sfruttare al meglio la forza proveniente
dalle gambe e quindi effettuare un tiro seguendo la corretta telecinetica. Nel caso di
passaggio consegnato , prima del tiro , passare radente al giocatore che ha il pallone in
mano
4) Allenare anche il ' tempo ' del tiro e cio far capire al giocatore di scegliere il momento
giusto mantenendo sempre una posizione di equilibrio data da una corretta posizione dei
piedi





TECNICA DI TIRO

In questa sezione, vediamo il posizionamento e la meccanica del tiro piazzato
Ecco una tabella di allenamento veloce dei fondamenti del tipo piazzato :

1. Occhi sul punto di mira
2. Posizione ed equilibrio
3. Posizione corretta di tiro

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4. Presa
5. Elevazione e ritorno
6. sequenza dopo tiro


POSIZIONE FONTAMENTALE DI TIRO

- Avvolgere la palla correttamente con entrambe le 2mani e spostandola verso la parte
della mano forte .
- Posizionare la palla in modo che formi una linea retta con gli occhi che stanno guardando
al punto di mira
- Posizionare la palla parecchi centimetri sopra la tua vita.
- Afferrare la palla correttamente ed essere pronto a tirare.
- Eseguire questo movimento di tiro sempre nello stesso modo .





GRIP PRESA

- Posizionare il foro d'aria tra il medio e l'indice.
- Allineare la punta del dito parallelo alle cuciture lungo la palla, in modo da poter
monitorare lo spin .
- Lasciare spazio tra la palla e la met del palmo della mano.
- Spiega le tue dita abbastanza lontane per bilanciare comodamente la palla in una mano.
- La palla deve toccare solo i polpastrelli.







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- La mano debole deve stare al lato della palla.
- La mano debole non deve aggiungere forza al tiro e neppure direzione .
- La mano forte non dovrebbe muoversi nel momento in cui inizia lazione di tiro


- La palla deve iniziare il movimento verso l'alto direttamente dalla posizione
fondamentale (senza fa indietreggiare il pallone).
- Il gomito deve essere posizionato sotto la palla , in modo da creare un angolo retto tra
braccio e avambraccio.
- La palla deve rimanere di fronte e non andare dietro la testa.






- Sviluppare lazione di tiro in modo coordinato(catena cinetica) ,partendo dai piedi poi
dando forza con le gambe sino alla corretta distensione del braccio e frustata del polso ..
- Il gomito e il polso devono estendersi in linea retta verso il canestro.



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- Al momento del tiro deve essere posizionata in modo rettilineo rispetto al cerchio o al
punto di mira.
- La posizione della mano forte sulla palla e di estrema importanza poiche dovra fare si
che la palla quando esce dalla mano abbia una giusta parabole e il necessario back spin .

- Dalla foto sotto si pu notare come la mano debole non influenzi affatto la parabola della
palla .











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ELEVAZIONE E RITORNO

- Lasciare il pallone durante lelevazione , poco prima di raggiungerne il punto piu alto .
- Usa le tue gambe per generare elevazione.
- Si deve ritornare nello stesso punto dal quale si saltato, il che dimostra di avere un
buon equilibrio durante lazione di tiro





SEQUENZA DOPO TIRO
- Il polso deve rimanere rilassato
- Le dita devono essere direzionate verso il bersaglio (soprattutto le 3dita principali ) .
- Continuare a seguire la palla sino a quando non tocchi il canestro(solo in allenamento).





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Errori pi comuni:

Il tiro corto pu essere dovuto ad un ritmo lento e discontinuo, oppure al fatto di non
aver utilizzato le gambe in fase di spinta
Il tiro lungo probabilmente il braccio non si esteso verso lalto, con conseguente
tiro piatto perch le spalle restano indietro
Il tiro esce alternativamente corto o lungo dipende dalla non completa estensione
del gomito e dalla chiusura
Il tiro esce a destra verificare la posizione fronte a canestro, la posizione della palla
sulla mano e quella del gomito rispetto al corpo
Il tiro esce a sinistra verificare la posizione fronte a canestro, e la posizione della
mano che tira, probabilmente non alta e la posizione della mano di appoggio sulla palla,
perch potrebbe dare uno spin indesiderato.
Il tiro esce alternativamente corto o lungo a destra o a sinistra curare la
coordinazione della spinta delle gambe, la posizione della palla in partenza e la chiusura
del tiro






ESERCIZI DI TIRO INDIVIDUALI


Esercizio da fermo
Si inizia fronteggiando il canestro, tirando con una mano sola senza luso delle gambe, da
una distanza che permetta di gestire la tecnica di esecuzione .
Poi in seguito si possono piegare le gambe, andando sulla punta dei piedi e si rilascia la
palla accompagnando il movimento.
In seguito si fa un passo indietro, aumenta la distanza e si ripete la progressione.


Esercizio per tiro in sospensione
Si sceglie un punto (arco di tiro), si esegue un tiro in sospensione, seguire il tiro e andare
in palleggio al punto esattamente opposto ( nellaltro di campo). Tirare e seguire il tiro e
andare in palleggio al punto di prima. Totale 10 tiri ( 5+5)
si stabiliscono 3 punti in ogni di campo, in modo da avere 3 giocatori in ogni di
campo e 12 giocatori che tirano contemporaneamente.



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Esercizio per tiro da autopassaggio
Si inizia da fondo campo, auto passaggio al prolungamento tiro libero, Sulla corsa mettersi
con il corpo, sotto la mano, con la mano sotto la palla, e tirare.
Eseguire in diverse le posizioni.


Esercizio per finta di tiro
Si scelgono 5 punti su ogni di campo , si inizia da uno dei 5 punti con le ginocchia
piegate e la testa alta. Si esegue una finta di tiro portando la palla allaltezza della testa,
uno, max due palleggi, si fronteggia canestro e si tira. Eseguire in tutte e 5 le posizioni dx
e sx


Esercizio di tiro dopo palleggio
Da met campo si palleggia verso canestro, bassi per esplodere in sospensione.
Si tira allinizio da una distanza che permetta di gestire tutto il movimento in massima
fluidit ed equilibrio in seguito si pu aumentare la distanza.
Successivamente, durante la corsa in palleggio, si possono eseguire vari cambi di mano o
direzione anche con lutilizzo di ostacoli


Esercizio di tiro in sospensione sconfiggi kobe
Il giocatore deve immaginare di giocare contro kobe. Si inizia con un tiro libero, se viene
realizzato il giocatore ha 1 punto, se sbaglia kobe ottiene 3 punti.
Gli altri tiri verranno eseguiti in sospensione ed in velocit di gioco dalle pi varie posizioni
del campo. Ogni volta che il giocatore realizza ottiene un punto. Ogni volta che sbaglia,
kobe ottiene due punti.
VINCE chi arriva prima a undici punti.



Esercizio di tiro a coppie, tirare e seguire
Si inizia con un passaggio forte e rapido e si corre dietro al tiratore.
Il tiratore afferra la palla con gambe piegate, mani aperte, pronto a riceveree tirare con
movimento continuo e fluido. Seguire il tiro e passare al compagno che tira a sua volta., e
correre n ella posizione successiva.
Vince che realizza 5 canestri consecutivi.
Variante a) dopo aver passato vado ad ostacolare il tiro
b) dopo aver passato si gioca agonisticamente.

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SCHEDA TIRO
Cognome e nome




OGGETTO: POSIZIONE INIZIALE DELLA PALLA

buona discreta ha difficolt grosse difficolt







OGGETTO: RILASCIO DELLA PALLA

buono discreto ha difficolt
ha grosse
difficolt







OGGETTO: COORDINAZIONE ( Gambe/Braccia)

buona discreta ha difficolt
ha grosse
difficolt






Durante gli esercizi proposti dal formatore, alcuni corsisti fungono da dimostratori, mentre
altri compilano la scheda passaggio
Questi esercizi e le schede compilate hanno offerto lo spunto per discussione e per
tornare a parlare di postulati


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1 VS 1 IN ATTACCO

Il basket si basa essenzialmente sul gioco dell 1 VS 1. E definito come lessenza del
gioco; la sfida continua che si crea tra i vari compagni di squadra mentre si allenano,
con lavversario in partita, sul campo da basket come al campetto. Se batto lavversario,
mi si aprono mille strade per andare a canestro, da solo o con laiuto dei compagni.

L1 vs 1 in attacco significa acquisire un vantaggio spazio-Tempo, giocando
individualmente, autonomamente, con o senza palla, e collaborando attraverso i
movimenti di giocatori e palla in un contesto di 5 vs 5.

All 1 VS 1 in attacco appartengono tutti i postulati che conosciamo:

Spazio: chi attacca deve trovare lo spazio giusto per fronteggiare lavversario, per liberarsi
per una collaborazione, per avvicinarsi a canestro o per impedire un movimento di
marcatura.

Tempo: lattaccante deve trovare il tempo giusto per giocare e battere o anticipare
lavversario, per creare una collaborazione proficua oltre al rispetto della regola dei 24
secondi per andare al tiro.

Autonomia: latleta con la palla e quelli senza devono essere in grado di giocare il proprio
1 VS 1 autonomamente, in base alle loro caratteristiche tecniche, a quelle dellavversario
che stanno fronteggiando e alla capacit di leggere la situazione del momento .

Collaborazione: ogni azione che parte da un contesto di 1vs1 passa ad un contesto di
5vs5 grazie alle collaborazioni tra compagni che attaccano

Equilibrio: non solo equilibrio fisico del singolo giocatore (vedremo limportanza di questo
concetto gi sottolineata nei precedenti moduli), ma anche equilibrio di squadra per
permettere le collaborazioni

Giocare un 1 VS 1 con o senza palla in sintesi significa andare a canestro per attaccare,
trovando uno spazio vantaggioso in un certo lasso di tempo .Significa quindi leggere le
situazioni di gioco, sia dell attacco che della difesa, con palla in movimento o ferma.
Si introduce quindi il concetto del mentre: mentre mi smarco, devo capire se port tirare,
mentre palleggio devo capire se posso andare a canestro o se devo passare la palla. E
tutte queste situazioni devono essere lette in autonomia dai giocatori.



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Domanda: l 1vs1 diminuisce il concetto di squadra?

Risposta: no, creo comunque una collaborazione se batto il difensore.

Quando viene giocato l 1vs1, in base alla lettura, il giocatore deve compiere la scelta
autonoma basata sul fondamentale da utilizzare per realizzare un vantaggio o una
collaborazione successiva.




Giocare 1 contro 1 in attacco significa Prendere un vantaggio individualmente

Cos un VANTAGGIO
Conquista di SPAZIO, anticipo di TEMPO, situazione di miglior EQUILIBRIO nei confronti
dellavversario.

Come si conquista un VANTAGGIO
Molto spesso in situazioni di 1c1 il vantaggio si acquisisce individualmente, AUTONOMIA.
per mantenere poi il vantaggio acquisito spesso occorre una COLLABORAZIONE.


Il vantaggio si pu acquisire in due modi
con palla,
senza palla.

Con palla abbiamo due situazioni:
1c1 da partenza in palleggio (situazione iniziale STATICA)
Questa situazione nel basket moderno viene raramente utilizzata in quanto non si adatta
alle caratteristiche di gioco odierne che prevedono velocit e dinamismo
1c1 dal palleggio (situazione iniziale DINAMICA)

Senza palla abbiamo due situazioni:
Con movimento dellattaccante dal canestro verso la linea da 3 punti (il vantaggio
acquisito deve poi essere concretizzato in un secondo momento utilizzando collaborazioni,
tiro, penetrazione).
Con movimento dellattaccante dalla linea dei 3 punti verso canestro ( una situazione
che crea un vantaggio per andare direttamente a canestro nel modo pi veloce).




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Nellinsegnamento del 1c1 vanno affinati e curati i seguenti aspetti tecnici:
palleggio (partenze incrociate o concordi, cambi mano),
passaggio.

Mentre i contenuti tecnici senza palla sono:
cambio di direzione,
cambio di velocit
back-door
presa della palla

Questultimo uno degli aspetti tecnici pi importanti ma pi trascurati, prevede le
seguenti tipologie:
presa dal palleggio con mano forte,
presa dal palleggio con mano debole,
presa in corsa,
presa in corsa e palleggio (con mano forte e mano debole),
presa in corsa e tiro.



Un attaccante per poter trarre massimo vantaggio da tutti i fondamentali elencati sopra
avr bisogno di specifiche caratteristiche fisiche:
esplosivit: dovr avere una buona rapidit muscolare che si manifester
nellesplosivit dei movimenti.
rapidit di piedi: padroneggiare una reattivit di piedi costituisce la base per la buona
riuscita di arresti e partenze e di cambi di direzione e di velocit.
fisicit: il giocatore offensivo dovr aver una prestanza fisica nella parte superiore del
corpo; questa caratteristica lo aiuter durante le penetrazioni a gestire situazioni di
disequilibrio dinamico che potrebbero derivare dal contatto fisico.
atletismo: possedere delle ottime capacit atletiche per massimizzare la resa del
giocatore in ogni momento della partita, sia allinizio che negli ultimi minuti
equilibrio: in qualsiasi situazione di 1c1 offensivo con palla fondamentale per il
giocatore mantenere un buon equilibrio in ogni situazione per poter trarre il massimo
vantaggio.
aggressivit: che si esprime non solo palleggiando ma prima di tutto fronteggiando il
canestro e utilizzando varie finte per prendere vantaggio sul difensore.

Inoltre un buon attaccante di 1c1 con palla dovr avere delle caratteristiche
psicologiche specifiche che gli permetteranno di affrontare questa situazione offensiva.
In primo luogo dovr avere la lucidit mentale e la freddezza di analizzare e leggere la
situazione in ogni circostanza, soprattutto sotto pressione; dovr avere anche una buona.

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Ogni attaccante deve avere chiaro che deve voler battere il proprio avversario, con
idee chiare:
Attaccare lo SPAZIO VANTAGGIOSO, nel MOMENTO GIUSTO , per andare a
canestro.
Ricevere il pallone in POSIZIONE VANTAGGIOSA, arco di tiro
Rubare lo SPAZIO alla difesa, leggendo la situazione PRIMA di ricevere, CONCETTO
DEL MENTRE
Ricevere con un idea chiara, prendere e mantenere un iniziativa, nei confronti della
difesa.
,
In base alla posizione occupata sul campo, l1vs1 offensivo si gioca principalmente in 2
modi:
1. Frontale a canestro (lattaccante rivolto a canestro)
2. Spalle a canestro
Entrambi i giochi possono essere svolti con o senza palla per un totale quindi di 4
situazioni di gioco.




1VS1 FRONTALE SENZA PALLA

Nell1 vs 1 senza palla, il giocatore pu o smarcarsi o tagliare a canestro.

Lattaccante fronte a canestro (lattaccante rivolto a canestro) senza palla, deve
avere iniziativa e deve battere il proprio avversario in velocit:
Smarcamento
Taglio /backdoor
Rimbalzo offensivo
Utilizzo fondamentali senza palla, cambi di velocit, direzione, senso


Lo smarcamento
Consiste nello spostamento rapido dellattaccante in modo tale da distanziarsi dal
difensore creando uno spazio utile per una ricezione/tiro o una collaborazione. Il tipo di
smarcamento dipende sia dalla posizione che in quel momento ha la palla ed il difensore;
se questultimo difende in modo passivo si riceve semplicemente andando verso il
compagno con la palla mentre questultimo effettua il passaggio



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Smarcamento a V
Lattaccante deve creare un contatto non falloso, ad esempio, appoggiando lavambraccio
o una mano, ma non spingendo) contro il proprio difensore, mettendo un piede in mezzo a
quelli del difensore e fare un cambio di direzione e di velocit verso il compagno con la
palla, facendo in modo che si crei un angolo. I vertici di questangolo, della V, sono il
punto di partenza e il punto di arrivo durante lo smarcamento. Una volta ricevuta la palla,
decide come proseguire. In alternativa, il movimento a V pu essere fatto verso la parte
opposta del passatore in modo da creare un passaggio profondo lontano dal difensore.




Preparatore fisico interviene, puntualizzando sulla necessit che il giocatore compia il
movimento di smarcamento molto rapidamente e in equilibrio, mettendo laccento sul
movimento di contatto da fare in corsa cestistica per avere il massimo della rapidit in
uscita.
Istruttore CIA, inoltre, aggiunge il punto di vista arbitrale e dice che sono molto
influenzati dal contatto e dagli effetti che questo produce. Quindi attenzione a non
spingere o spostare palesemente il difensore per non creare un fallo in attacco.

Lo smarcamento, quindi, pu portare lattaccante verso o lontano dalla palla. Dipender
dalla posizione del difensore; attenzione quindi a leggere se aperta, o chiusa su un lato,
o se concede qualche spazio verso canestro.






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In questo caso inutile andare a cercare un contatto con un movimento a V. Lattaccante
perderebbe soltanto tempo, per cui meglio che si smarchi velocemente verso il
compagno seguendo una direzione diritta



Smarcamento conautoblocco.
lattaccante cerca il contatto e, senza fare spostamenti verso o lontano dal compagno,
resta in posizione mettendo il proprio corpo a difesa del braccio che far vedere per
ricevere la palla (bersaglio). Attenzione a non nascondersi dietro lattaccante.




Dallazione di smarcamento in poi, lattaccante sceglier autonomamente come andare al
tiro. O con un arresto e tiro o con un secondo o terzo tempo.
Preparatore fisico interviene infine, riassumendo i prerequisiti dello smarcamento:

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Equilibrio
Cambio di velocit con accento sullaccelerazione e sulla decelerazione (decelero
quando provoco il contatto o sfondo accelero quando mi libero dal contatto)
Baricentro basso condizione dinamica fondamentale per tutti i movimenti o i
contatti perch mi aiuta ad essere immediatamente reattivo per ricevere, scattare,
saltare, tirare, etc.

Intervento formatori
unosservazione sulla necessit che esista una condizione di intesa tra passatore e
attaccante, nonch la lettura dellattaccante che lo porter a muoversi e ricevere in
maniera efficace. Inoltre, diventa importantissima anche la lettura dello spazio che
concede il difensore; quando si muovono attaccante e difensore si muovono come se
fossero su due rette parallele e sta allaattaccante trovare il modo di gestire gli spazi in
maniera adeguata. Per arrivare a questobiettivo bisogna cos trovare il fondamentale
giusto.
Come allenare lo smarcamento con palla lontana? A met o tutto campo 2vs1, non
azzerando il numero di palleggi durante gli esercizi, ma limitandoli a 1, massimo 2.


Tagli

Laltro strumento che lattaccante ha a disposizione per battere il difensore sono i tagli. Il
taglio consiste in un movimento davanti o dietro al difensore, passando spalla a spalla ,
quindi il pi vicino possibile, con questo, in modo tale da impedirgli o annullargli qualunque
movimento difensivo in recupero.







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Anche in questo caso diventano determinanti luso dei piedi, lequilibrio e i cambi di
direzione e velocit. Laspetto fondamentale per quello del spalla a spalla facendo
per attenzione a non sbattere sul difensore (fallo).Il taglio, inoltre, provoca la creazione di
uno spazio che successivamente potr essere occupato da un compagno per una
collaborazione eventuale col passatore o col tagliante stesso.

Un particolare tipo di taglio il backdoor, in cui lattaccante, compie un cambio di senso
per passare dietro il difensore, che si sbilanciato andando a chiudere in anticipo verso il
passatore.


Intervento Preparatore fisico sostenendo la necessit di allenatore i propri giocatori su
tutti i fronti motori, soffermandosi in questo caso sullopportunit di allenare i movimenti
monopodalici (lappoggio su di un solo piede) per favorire larresto e linversione del senso
di marcia. Accento anche sul movimento di taglio addosso al difensore (spalla a spalla)
con limplicazioni di torsioni del busto e la tenuta dellequilibrio sullinversione, sul mettere
il piede avanti al difensore per scattare.

formatori un appunto importante sulla conclusione a canestro: dopo lo smarcamento o il
taglio, come pi utile concludere lazione, ricevendo in corsa (se possibile) o con un
arresto a 1 o 2 tempi?
Non c una risposta precisa a riguardo: dipende dalla situazione che si creata in
funzione della velocit dellattaccante (se sono molto veloce sar pi difficile controllare
larresto), dalla posizione del difensore (c spazio a sufficienza? a contatto?) e dalla
velocit del passaggio in arrivo. In ogni caso, bisogna allenare ogni situazione!
Si rammenta anche limportante aspetto dell1vs1 per andare a rimbalzo e creare un
vantaggio anche in questa situazione, evitando allattacco il taglia fuori della difesa.





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I tagli possono essere anche effettuati:

DAL LATO FORTE: cio dal lato dove c il pallone e non sempre vengono
effettuati per ricevere il pallone;
DAL LATO DEBOLE: cio dal lato senza palla;
LONTANO DAL CANESTRO: fatti cio per prendere una posizione determinata o
prestabilita o per ridare equilibrio di squadra.



I concetti base sono gli stessi dell1VS frontale , quindi scelta del tempo con cui muoversi e
spazio da utilizzare, il quale sar per decisamente inferiore al caso precedente. La
richiesta da fare allattaccante che si muova in funzione del movimento della palla
creando un angolo utile per il passaggio con un conseguente angolo nuovo e in funzione
della posizione del difensore.




1VS1 FRONTALE CON PALLA

Lattaccante fronte a canestro (lattaccante rivolto a canestro) con palla deve
avere iniziativa e per battere il proprio avversario deve valutarne e leggerne la distanza:
Difensore vicino partenza incrociata
partenza concorde
Difensore lontano arresto-tiro


Questa situazione pu nascere:
1. Dal palleggio
2. Da una ricezione.

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In palleggio gli elementi fondamentali diventano: la possibilit di creare una
collaborazione col movimento, la cura e lefficacia del palleggio, luso del corpo con
eventuali finte sui movimenti e lutilizzo del spalla a spalla per togliere al difensore lo
spazio per il recupero.
Tutti elementi da allenare con moltissimi tipologie di esercizi, in ogni posizione e handicap
per favorire o lattacco o la difesa.
Laltro versante di questo tipo di gioco l1vs1 da ricezione e arresto. A questo punto
diventano di fondamentale importanza le partenze con la palla.

Le partenze in palleggio sono 2 e sono:

Partenza incrociata - nella partenza incrociata si porta avanti la gamba opposta rispetto la
mano che palleggia. Durante una partenza incrociata si ha una torsione del busto; gambe
e spalla vanno leggermente in avanti in modo da tagliare fuori il proprio difensore.Il peso
del corpo passa da entrambe le gambe quasi totalmente alla gamba perno.

Partenza concorde - la partenza chiamata comunemente stessa mano stesso piede in
cui si muove la gamba corrispondente alla mano che palleggia. Viene spesso sanzionato
dagli arbitri se non eseguito perfettamente.
Pu essere eseguita :
- Facendo il primo passo molto breve per poi fare di fatto una successiva partenza
incrociata.
- facendo il primo passo lungo per battere direttamente il proprio avversario

In entrambe le situazioni lattaccante dovr eseguire una partenza molto decisa
lasciandosi cadere in avanti, senza compiere passi strani allindietro o laterali. Diventa
decisivo il primo passo in avanti, per prendere il tempo e lo spazio al difensore che,
normalmente, fa muro proprio davanti allattaccante.
Anche in questo caso utile allenare lo spalla a spalla con esercizi specifici.



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Il preparatore fisico e listruttore CIA pongono particolare attenzione allequilibrio.
Fisicamente determinante mantenere lequilibrio in questo movimento molto intenso,
condotto con le spalle che si abbassano, le gambe che si piegano per una spinta efficace,
il busto che si torce e la testa che deve rimanere alta. Il tutto senza incorrere
nellinfrazione di passi, spesso fischiata nella partenza concorde, dove il controllo del
piede perno che deve necessariamente rimanere a contatto del terreno finch la palla non
ha abbandonato la mano.

Come affrontare il problema dei passi sulla partenza concorde?
Ci sono due modi: o mettendo immediatamente gi la palla e, quasi contemporaneamente,
muovere la gamba concorde, oppure fare un piccolo passo con la gamba concorde, quasi
fosse unesitazione, per partire col palleggio muovendo la gamba opposta (diventa una
partenza incrociata).


esercizio per partenze: consiste nel far ricevere lattaccante nei pressi del gomito dellarea
(dopo uno smarcamento a V). Quando riceve, deve strappare la palla con movimento
delle braccia a ruotare verso il basso per poi iniziare la partenza incrociata.




Altro esempio di esercizio per la partenza. Si chiede allattaccante di compiere una
ricezione in due tempi. I due passi consentono allattaccante di girarsi verso canestro
(condizione sempre auspicabile, quando possibile) e di muoversi in incrocio per andare
al tiro. La difficolt in caso di partenza nell1vs1 frontale sta nel riconoscere quale sia il
piede perno conseguente al tipo di arresto effettuato:
non ci sono problemi per larresto ad un tempo,
Mentre in caso di arresto a due tempi il perno gi determinato.


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Intervento formatore, infine, propone una serie di esercizi che, con progressione
didattica, vogliono sollecitare gli attaccanti in maniera sempre maggiore. Si va da partenze
in incrocio libero, a partenze con o senza finte, a attacchi condizionati dalla presenza di un
difensore. Questultimo ha facolt di: avanzare o arretrare rispetto allattaccante. Nel primo
caso lattaccante strappa, incrocia e tira, nel secondo, fa un arresto e tiro, decidendo in
funzione del gesto del difensore.
In questo esercizio lattaccante compie un taglio sul difensore e poi, in incrocio va a tirare
(arresto e tiro o terzo tempo).
Laspetto da sottolineare la progressione dellallenamento. Il lavoro pian piano aumenta
e comprende tutta una serie di valenze tecniche, di rispetto delle regole, di
stimolo della correzione dellesercizio (la progressione fa aumentare naturalmente gli
errori), di aumento dellintensit (discorso fisico- atletico).





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Anche il preparatore fisico interviene sottolineando laspetto metabolico
dellallenamento. Usare tanti esercizi, vari e che coinvolgano il maggior numero di
giocatori. Allinizio dellanno magari si ha pi tempo per curare alcuni aspetti che poi,
durante il campionato si trascurano. Ma questo non vuol dire che si debba stravolgere la
programmazione a favore di sedute atletiche inutili ai fini del gioco della pallacanestro, o di
forzare solo gli aspetti tattici durante lanno. Ci vuole sempre equilibrio anche nel saper
fare dellallenatore e programmare gli interventi in maniera sempre varia e coinvolgente.





1VS 1 SPALLE A CANESTRO SENZA PALLA

Lattaccante posizionato spalle a canestro senza palla, deve battere il proprio
avversario diretto, andando a conquistare una posizione vantaggiosa, per cui:
Uso della posizione fondamentale, in equilibrio
Uso dei piedi in spazi piccoli
Arresto in avvicinamento, chiusura di uno spazio
Arresto in allontanamento, apertura di uno spazio





1VS 1 SPALLE A CANESTRO CON PALLA

Lattaccante posizionato spalle a canestro con palla, per battere il proprio avversario
deve attaccare lo spazio vantaggioso:
Palleggio di forza
Palleggio sul fondo


Giro e tiro Questo tipo di attacco ha come principale attore il giocatore che occupa le
zone vicino a canestro, dentro e fuori larea. Non sempre detto che debba essere per
forza il lungo della squadra o lala grande a doversi cimentare con questo tipo di
soluzione; di fatto, sar un giocatore che, in autonomia, dovr decidere sul momento quali
soluzioni adottare per andare al tiro e battere il difensore.
La parola chiave di questo attacco : contatto. Lattaccante deve sentire il corpo del
difensore; lo scopo duplice. Serve per avere un punto di riferimento di dove sia
esattamente il difensore, visto che volgendo le spalle a canestro, non viene inquadrato con

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gli occhi e, tanto meno, non c il tempo per girarsi. Inoltre, serve per crearsi un vantaggio
con luso dei movimenti appropriati di smarcamento.
Il punto di partenza per tutte le soluzioni di tiro quindi il contatto col difensore da
compiersi appoggiandosi con la schiena o il fondo schiena allavversario, pronto per
andare incontro alla palla e ricevere. Nel momento in cui lattaccante si appoggia, senza
spingere invadendo il cilindro dellavversario, deve protendere uno o due braccia verso il
compagno con la palla, offrire un bersaglio per il passaggio e poi adottare la soluzione di
smarcamento e tiro migliore.


Da rimarcare laspetto didattico del contatto, soprattutto coi ragazzi molto giovani che,
per natura, scappano dal contatto. Bisogna insistere con loro facendo capire il vantaggio
che si ottiene da un contatto.





Smarcamento senza anticipo del difensore
Lattaccante, gi spalle a canestro, cerca e trova il contatto col difensore, da un bersaglio
al proprio passatore, va incontro alla palla si gira e tira. Il giro pu essere con o senza
palleggio, dorsale o frontale. Di norma lattaccante usa un palleggio per andare verso il
centro dellarea e battere il difensore tirando in terzo/secondo tempo. Pi difficile un
arresto e tiro.





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Smarcamento con anticipo del difensore
Se il difensore particolarmente aggressivo e cerca lanticipo sul passaggio protendendo
un braccio in avanti, oltre la figura dellattaccante, il movimento pi adatto per lattaccante
quello di puntare lavversario, compiere una virata sul posto alzando il braccio interno in
modo tale che, mentre si gira, scavalchi il difensore e possa occupare uno spazio utile
davanti ad esso. Sempre rimando in contatto, dovr poi smarcarsi per il tiro.


intervento preparatore fisico interviene sulla presa di contatto e rileva come, dal punto di
vista fisico, sia assolutamente necessario che lattaccante, qualunque movimento compia,
lo faccia a gambe piegate ma non troppo larghe. Questo perch, in questa serie di
movimenti in cui ci sar una presa di spazio contemporanea ad una pressione o spinta da
dietro dellavversario, lattaccante deve trovare lequilibrio fisico per non venire sbilanciato
o spinto via dalla propria posizione, e riesca a compiere tutti i movimenti per andare a tiro
in rapidit e senza ulteriori condizionamenti della difesa.




MOVIMENTI DOPO LA RICEZIONE

Dopo aver ricevuto si possono fare diverse scelte, tra le quali:
tirare senza palleggio con un giro dorsale o frontale a seconda di dove si trova il
difensore
fare un palleggio di forza tra le gambe, compiere un giro e tirare
fare 1-2 palleggi (sempre in mezzo alle gambe)mentre si gira intorno al difensore,
come se si stesse e tiro o di forza o in arresto.
giro dorsale dove diventa molto utile alzare la palla sopra la testa in posizione di
tiro. Questo movimento consente allattaccante di essere gi pronto per il tiro (il giro
dorsale stato fatto a gambe piegate), oppure pu compiere una finta. Se il
difensore salta, lattaccante po batterlo facilmente in palleggio.

Intervento istruttore CIA sottolinea infine la difficolt di giudicare i contatti in questo tipo
di attacco. Lelemento discriminante ancora una volta lequilibrio dei giocatori e il
vantaggio che deriva dai loro movimenti. Siccome spesso lattaccante porta fuori il
difensore, si valuta proprio dove avviene la ricezione e su chi ha poi il vantaggio. La
raccomandazione finale di prestare attenzione ai passi e alle braccia fuori dal cilindro.

Intervento preparatore infine evidenzia che probabile non fare passi se il baricentro
basso, oltre a tutta la serie di vantaggi gi descritti in precedenza


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1 VS 1 IN DIFESA


PREMESSE DI PREPARAZIONE FISICA PER UNA CORRETTA POSIZIONE
FONDAMENTALE

La posizione fondamentale (PF) la base per qualsiasi movimento di gioco. Per quanto
riguarda latteggiamento difensivo ancora pi determinate mantenere una corretta
posizione per poter applicare al meglio le componenti tecniche.

Le caratteristiche di una buona PF sono le seguenti:
- gambe non troppo divaricate; in generale la distanza fra i piedi, pur essendo un fattore
abbastanza soggettivo, deve essere uguale (o di poco maggiore) alla distanza fra le
spalle;
- ginocchia piegate s, ma non troppo, in modo di preservare la rapidit dei movimenti;
l'angolo coscia-gamba dipende molto dalla potenza che le gambe possono sviluppare;
spesso, gli atleti di colore sono in grado di mantenere una PF efficace con gambe
molto piegate. In generale, si pu pensare ad un angolo coscia-gamda superiore ai
90;
- schiena in avanti, con un'angolazione che, vista di lato, la porta ad essere all'incirca
parallela alla linea delle gambe;spalle dritte, testa che guarda in avanti;sulla parte
anteriore dei piedi (sempre ovviamente in modo da essere in equilibrio); i talloni sono
per scarichi quasi appoggiati,

I principali problemi che si possono riscontrare nella PF di in un atleta sono dei seguenti
tipi:
Base di appoggio troppo stretta o larga. Non bisogna dimenticare che la PF
deve essere funzionale a movimenti rapidi ed in equilibrio.
Spalle insaccate in avanti: vero che le schiena va in avanti, ma non deve
curvarsi in avanti. Le scapole, usando un'immagine efficace, devono quasi
"incollarsi" fra loro;
Scarsa mobilit di caviglie. In tal caso, l'atleta rischia di non essere in equilibrio o
perch sta troppo sulle punte con i talloni sollevati (e quindi rischia di squilibrarsi in
avanti), o perch, mantenendo una postura corretta dei piedi, tende ad avere un'
angolo fra gambe e terreno troppo vicino ai 90 (e quindi rischia di squilibrarsi
all'indietro);
Scarsa mobilit di bacino. E' un difetto molto comune, e va corretto ed allenato fin
dalla pi tenera et. I rischi connessi ad una scarsa mobilit di bacino sono degli
stessi due tipi di quelli visti al punto precedente: l'atleta si sbilancia in avanti o

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all'indietro, a conseguenza dell'incapacit di mantenere la linea della schiena
parallela a quella delle gambe, le spalle dritte e la testa alta contemporaneamente.
Scarsa tenuta addominale: la posizione della schiena e delle spalle deve essere
sorretta da una buona muscolatura, perch una posizione di fatica. Una scarsa
tenuta addominale porta, in generale, a curvare la schiena in avanti e
conseguentemente ad insaccare le spalle.






COME SI ALLENA LA PF?

Innanzitutto, un paio di concetti legati ad ogni forma di preparazione fisica:
far fare all'atleta quello che fa su un campo da basket; nel preparare gli esercizi
fisici, partire sempre dai movimenti del giocatore.
meglio che di preparazione se ne faccia un po' ad ogni allenamento. Manuel Torbol
suggerisce circa 10-15 minuti ad ogni allenamento, e di non impostare un singolo
allenamento solo sulla preparazione fisica.

Per esempio, una buona norma far fare esercizi di mobilit di schiena-spalle-busto-
bacino nei minuti precedenti (5-10) all'allenamento.






2 esercizi per la posizione corretta della schiena.

a coppie. Quello dietro con un pallone, quello davanti in PF. Quello dietro tiene il pallone
contro la schiena di quello davanti, che si muove su e gi piegando le gambe e sentendo
scorrere la palla sulla schiena.

in singolo. Da PF, "incollare le scapole" e rilassarle ripetutamente.





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ESERCIZI DI CORE STABILITY, CIOE STABILIZZAZIONE DELLA PARTE CENTRALE
DEL CORO

STATICI
"da posizione dei piegamenti": braccia tese e corpo che forma un piano diritto, in posizione
di fatica. Staccare una gamba alla volta, e distenderla parallelamente al parquet.
L'esercizio pu essere reso pi difficile distendendo, contemporaneamente alla gamba, il
braccio opposto ("posizione di superman");
da posizione prona a terra, sollevare gambe e busto appoggiandosi sui gomiti e punte dei
piedi, mantenendo il corpo su un piano diritto diritta dalle caviglie alla testa ("posizione dei
piegamenti, appoggiandosi sui gomiti");
da posizione schiena a terra, gambe flesse e piedi a terra, sollevare il bacino ed una delle
gambe in modo che la gamba sollevata ed il busto mantengano una linea diritta.
Appoggiati a terra sul lato, tenersi in appoggio su gomiti e punte mantenendo una linea
diritta busto-gambe-testa.

DINAMICI
giocatori disposti sulla linea di fondo. Si parte in contemporanea, ognuno fa due passi e
arresto in PF, a velocit sempre crescente, fino alla linea di fondo opposta, incollando le
spalle ad ogni arresto;
(progressione didattica) uguale a prima, ma facendo scivolamento invece dei due passi in
avanti; (progressione didattica) uguale a prima, ma con corsa (cestistica) all'indietro.
(progressione didattica) uguale a prima, ma arresti fatti su un piede solo mantenendo
l'equilibrio;
(progressione didattica) uguale a prima, ma procedendo a zigzag;
(progressione didattica) uguale a prima, ma ogni giocatore ha uno dietro che su ogni
arresto in PF cerca di squilibrarlo con una leggera spinta, da dietro o laterale;




La difesa il fondamentale della pallacanestro che pi degli altri richiede, per il suo
carattere faticoso e apparentemente poco gratificante, non solo uno sviluppo dinamico -
tecnico del giocatore, ma anche e soprattutto un forte incentivo motivazionale. Lobiettivo
dellinsegnamento e allenamento della difesa 1 vs 1 togliere spazio e/o tempo
vantaggioso prima che venga sfruttato dall attaccante.

Come si evince dal principio sopra enunciato fondamentale che latteggiamento
dellatleta sia attivo nel togliere lo spazio e il tempo utile allattaccante.
Di particolare interesse sar quindi il concetto di attaccare lattacco.

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La base di qualsiasi idea difensiva la difesa uomo contro uomo che (componente
caratteriale a parte) un fondamentale allenabile. Come stimolo allaggressivit deve
essere presentata la possibilit di un
conseguente gioco in velocit e numerosi canestri ad alta percentuale.
Nella formazione di giocatori pensanti, la capacit di lettura dellattacco necessita allo
stesso tempo dello sviluppo di autonomia e collaborazione del difensore. In questottica
pu essere allenata labilit di reazione in base alle caratteristiche offensive
dellavversario, sempre secondo il principio di attaccare lattaccante.
Resta valido il principio di un equilibrio di difesa a met campo dalla transizione difensiva,
restringendo gli spazi in collaborazione con i compagni e anticipando lattacco.




1 VS IN DIFESA

1 vs 1 difensivo, lessenza del gioco di squadra nella fase difensiva. In essa sono
implicati tutti i fondamentali difensivi. Dal punto di vista dei postulati del basket la difesa
deve occupare un dato spazio entro un determinato tempo. Pi precisamente, il difensore
deve togliere quello spazio che procura un vantaggio allattacco, prima che esso venga
occupato dallattaccante stesso. Affinch ci avvenga necessario che il difensore sia in
equilibrio, in modo tale da poter individuare ed effettuare la scelta autonoma del
fondamentale in relazione allo spazio di cui dispone entro un dato tempo, sottraendolo
allattaccante. Laspetto individuale sempre da considerarsi anche in relazione con
quello collaborativo.

La difesa data da una somma di fattori: mentali, tecnici, fisici (questi ultimi gi trattati
precedentemente nella sezione dedicata alla preparazione fisica). Il fattore mentale su cui
occorre insistere quello della responsabilit: fin dal mini-basket, ognuno tenuto a
marcare un avversario, insistendo sul concetto che la difesa compito specifico del
giocatore (Questo mio). In seguito, una volta interiorizzato il concetto nella forma
basilare, si introduce la responsabilit di aiuto, per cui ogni giocatore tenuto ad aiutare il
compagno qualora questo si trovi in difficolt (Io devo anche aiutare), secondo il
postulato base della collaborazione. Naturalmente, il medesimo concetto ammette anche
la lettura speculare: Io devo ricevere aiuto, nel momento in cui ho fatto il possibile nella
mia azione difensiva. Come si vede l1 vs 1 difensivo prevede scelte autonome individuali
e collaborative: il suo fondamentale tecnico di primo piano lo scivolamento.

Dal punto di vista tecnico la posizione fondamentale in questo caso lievemente
modificata: lapertura dei piedi infatti leggermente pi ampia, rispettando comunque il
fattore equilibrio soggettivo gi evidenziato in altri momenti. In fase difensiva le parti del

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corpo maggiormente coinvolte sono: i piedi, le mani e le braccia, la testa. Al difensore si
richiede una grande reattivit di piedi, in modo da riuscire a eseguire con la necessaria
rapidit scivolamenti, corsa, cambio di senso e di direzione (che si presentano spesso
combinati tra loro). Le braccia e le mani, sempre staccate dal corpo, devono cercare di
impedire il cambio di mano dellavversario, il passaggio e occupare lo spazio. La testa, in
riferimento soprattutto agli occhi, e in particolare nel caso in cui la difesa sia effettuata su
un giocatore senza palla, non mai ferma, poich compito del difensore controllare
tanto il proprio avversario, quanto lo svolgimento del gioco in generale (compresi gli altri
avversari). Emerge qui limportanza del concetto di responsabilit nella sua duplice
articolazione.

Pi nel dettaglio laspetto mentale coinvolge i seguenti concetti:
Mai farsi battere: bisogna insegnare a difendere con massimo impegno e
responsabilit (concetto della difesa a muro, vedi oltre)
Attaccare lattaccante: occorre cercare di condizionare le scelte dellattaccante
mantenendo liniziativa, anche nel caso in cui il mio avversario non ha il pallone.
Non far ricevere lavversario, adottando la posizione di anticipo.
Costringere lavversario a una cattiva ricezione: rompere il timing allavversario
Costringere a far fare il peggior tiro possibile.

Allenare il coraggio: importante insistere sul concetto per cui la difesa non deve essere
un atteggiamento passivo (sia nella difesa su un giocatore senza palla che con palla) ma
attivo; stimolare fin da subito il giocatore a provare ad agire, ad avere il coraggio di
compiere scelte autonome, fino alle scelte pi coraggiose, quale ad esempio quella di
ricevere uno sfondamento.
Per analizzare la fase difensiva si ricorre ad una terminologia codificata in funzione della
palla: per linea della palla si intende quella linea tracciata parallelamente alla linea di met
campo intersecante il pallone (difficilmente un difensore sar dietro tale linea); per linea di
penetrazione, si intende quella linea idealmente tracciata tra la palla e il canestro; per linee
di passaggio, quelle linee che partono dalla palla e si diramano verso tutti i giocatori in
attacco, ossia i possibili ricevitori di un passaggio.
Unaltra terminologia riguarda la suddivisione del quarto di campo difensivo: viene detto
lato forte quello interessato dalla presenza della palla; viceversa, e specularmente,
chiamato lato debole, quello pi lontano dalla palla. Al lato forte associata la posizione di
anticipo, consistente nel mettersi sulla linea di passaggio con la mano rivolta alla palla cos
da intercettare leventuale passaggio. Questa posizione non statica ma dinamica,
richiede sempre la posizione fondamentale. A quello debole associata la posizione di
aiuto, dove necessario avere sotto controllo simultaneamente il proprio avversario e la
palla; per fare ci occorre staccarsi dallattaccante, cos da creare ladeguato angolo
visivo. Man mano che lattaccante si avvicina alla palla (ad esempio con un taglio) la
posizione di aiuto si trasforma in quella di anticipo.

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1VS1 DIFENSIVO FRONTALE SENZA PALLA

Una regola fondamentale prevede il tipo di difesa in base al numero di passaggi che
intercorrono fra lattaccante senza palla e quello con la palla: se il difensore a un
passaggio si tende a richiedere sempre lanticipo; se a due o pi passaggi, si
sempre in posizione di aiuto (staccati dallattaccante). In questo caso (difesa senza palla
lontano da canestro) si danno due possibilit: o si intercetta la palla, o bisogna cercare di
fronteggiare lavversario non appena questi riceve la palla: occorre dunque muoversi
mentre la palla in volo. Ad essa associata, vi anche la capacit di mutare la posizione
se il giocatore senza palla si sposta da due passaggi a un passaggio. Per allenare
queste abilit inizialmente utile avvantaggiare la difesa creando handicap allattaccante
(ad es. si impedisce al passatore, con difesa, di palleggiare).
Di seguito un esercizio in cui lattaccante deve operare uno smarcamento senza palla,
mentre il difensore deve cercare lanticipo sulla linea di passaggio. In questa prima
situazione si vuole avvantaggiare la difesa dando come handicap allattacco il fatto che la
palla pu riceverla soltanto in guardia/ala e non con movimenti di allontanamento o back-
door.

Unevoluzione in progressione didattica dellesercizio precedente pu essere quello in cui
viene invece data libert allattaccante di smarcarsi sia in uscita, sia attraverso
lallontanamento o il back-door (situazione 2 nel diagramma). Il difensore quindi
chiamato a difendere su pi opzioni (come succede in situazioni reali di gioco) e deve
quindi mantenere una posizione fondamentale sempre pi corretta in modo tale da essere
reattivo ad ogni evenienza.






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1VS1 DIFENSIVO VICINO A CANESTRO SENZA PALLA

Difesa senza palla vicino al canestro: esistono varie modalit di possibile posizione di
difesa, che devono essere utilizzate a seconda della situazione; esse sono riassumibili
sostanzialmente in anticipo, a tre quarti, tutto davanti allattaccante, o dietro. In
questultimo caso ad esempio lattaccante cerca di prendere contatto per avere un
vantaggio: la scelta e labilit del difensore tante volte consiste nel dare e togliere
lappoggio (togliere la sedia) in modo tale da andare a togliere proprio quello che
lattaccante per sua scelta reputava un vantaggio.

Abbiamo in generale visto quelli che sono gli atteggiamenti difensivi, e le loro tecniche
esecutive, da tenere quando si difende su un giocatore non in possesso di palla; ora
andiamo ad analizzare nel dettaglio le altre due situazioni, ossia l1vs1 difensivo frontale
con palla e l1vs1 spalle a canestro con palla.






1VS1 DIFENSIVO FRONTALE CON PALLA

Iniziamo con il dire che tendenzialmente lo spazio che c tra il difensore e lattaccante
proporzionale a quello che c tra lattaccante e il canestro, in quanto questo un fattore di
pericolosit, che quando si riduce (la distanza) induce il difensore a diminuire anche la sua
rispetto allavversario. Quando ci si trova vicino alla propria area difensiva si dice che la
distanza tra il difensore e lattaccante deve essere di un braccio.
Il movimento principale difensivo lo scivolamento: tecnicamente precisiamo come il
primo piede che si muove in uno scivolamento quello della direzione di scivolamento. Il
buon difensore deve saper operare scivolamenti in tutti le direzioni e saperli rapidamente e
correttamente alternare in corsa (scivolamento/corsa/scivolamento/corsa/eccetera).
La distanza tra i piedi deve comunque rimanere sempre in linea con la posizione
fondamentale, quindi non si devono fare scivolamenti con apertura di gambe troppo
ampia, altrimenti si perde tutta la reattivit per il successivo scivolamento (a maggior
ragione se il successivo scivolamento dovesse essere fatto con un cambio di direzione: da
scivolamento a destra a scivolamento a sinistra, e viceversa).
Lobiettivo di un corretto scivolamento quello di fare sempre muro di fronte
allattaccante con palla, ossia essere sempre ad esso frontali frapponendosi tra lui e il
canestro, cio essendo sempre sulla sua linea di penetrazione.

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Un primo esercizio che pu allenare questa situazione quello di seguito rappresentato, in
cui il palleggiatore vaga per il campo a suo piacimento e il difensore deve sempre fare
muro muovendosi di conseguenza.



Esercizio molto semplice per allenare la difesa sul palleggiatore quello esemplificato di
seguito, dove il difensore gioca il suo 1vs1 difensivo frontale al palleggiatore.
Latteggiamento richiesto al difensore quello attivo, non semplicemente una posizione di
reazione nei confronti delle scelte fatte dallattaccante.



In progressione didattica si passa poi a fare lo stesso esercizio con il difensore che passa
il pallone allattaccante, il quale immediatamente lo attacca. In questo momento si genera
un leggero handicap per il difensore che deve muoversi verso lattaccante quando quest
ultimo gi in movimento dattacco, quindi si genera un leggero controtempo che
avvantaggia lattacco.





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Infine, concludendo la progressione didattica, si pu pensare di aumentare lhandicap del
difensore, quindi al via dellallenatore il difensore deve andare a toccare la linea del tiro
libero e poi recuperare fronteggiando lattaccante. In questo modo il controtempo
ancora pi accentuato e il vantaggio dellattaccante pi nitido.


A livello generale risulta utile precisare come la difesa comunque si concluda sempre con
un recupero della palla: le situazioni possono essere molteplici, ma particolare rilevanza
viene assunta dal rimbalzo difensivo, in quanto si dice appunto che si levoluzione
consequenziale di tutte le tipologie di difesa evidenziate.

Due aspetti tecnici relativi a questo momento del gioco sono:
tagliafuori vicino a canestro (contatto diretto con lattaccante , frapponendosi tra lui
e il canestro)
tagliafuori lontano da canestro (solitamente nasce da un contatto minimo con
lattaccante, ma poi importante andare incontro alla palla occupando gli spazi che
si creano lontano da canestro)



1VS1 DIFENSIVO SPALLE A CANESTRO CON PALLA

Il braccio pu essere utilizzato dal difensore per contenere il contatto, non per spingere
deliberatamente lattaccante al fine di metterlo fuori equilibrio. Tecnicamente la difesa
deve realizzarsi attraverso piccoli e rapidi scivolamenti, al fine di ripristinare sempre e
comunque il pi velocemente possibile la posizione di muro. Nel momento che precede il
tiro si dice sempre di alzare le braccia, in quanto il movimento regolare (si sta nel proprio
cilindro) che pu essere di opposizione al tiro; altri movimenti delle braccia sono
tendenzialmente sanzionabili con il fallo, fatto salvo che si riesca a colpire unicamente ed
indiscutibilmente soltanto la palla e mai lavversario.
Come evidenziato anche nei movimenti senza palla evidente che anche qui lattaccante
cerchi di ottenere un determinato tipo di contatto/appoggio, assumendolo come un
vantaggio per se stesso: il difensore di riflesso deve valutare questa cosa e mirare a
togliere il vantaggio allattaccante, ad esempio dando/togliendo lappoggio o negandolo
completamente.

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Questi sono i quattro tipi di difesa 1c1 analizzati:

difesa su giocatore con palla fronte a canestro (esterno)
difesa su giocatore con palla spalle a canestro (interno)
difesa su giocatore senza palla fronte a canestro (esterno)
difesa su giocatore senza palla spalle a canestro (interno)


Difesa su giocatore con palla fronte a canestro (esterno)
Latteggiamento del difensore pu essere fortemente aggressivo o di contenimento a
seconda delle qualit dellavversario.
Strumento tecnico fondamentale della difesa 1 vs 1 lo scivolamento rapido, per il quale
necessario allenare la velocit di piedi.
Associabile a questo la corsa, alternata allo scivolamento, qualora il difensore si trovi a
dover recuperare uno svantaggio sullattaccante.

Difesa su giocatore senza palla, spalle a canestro (interno)
Lo scopo sempre quello di non fare conquistare allattaccante spazi e tempi vantaggiosi.
A partire da questo, le posizioni difensive possono essere diverse tenendo in
considerazione le caratteristiche dellavversario (mano forte, tiro dal
perimetro,). Resta valido il postulato dellequilibrio che dipende dalla posizione e dalla
rapidit dei piedi e permette di non farsi tagliare davanti.

Difesa su giocatore senza palla, fronte a canestro (esterno) Lo scopo sempre quello
di togliere spazio e tempo allattaccante; in base a questo postulato si sceglie se difendere
a guardia chiusa o aperta.
Se lattaccante a un passaggio diretto dalla palla il difensore in anticipo sulla linea di
passaggio.


Difesa su giocatore con palla, spalle a canestro (interno)
Mentre lattaccante riceve palla il difensore si sposta dietro; le difese sono quindi
molteplici
(contenimento con avambraccio, togliere appoggio,) per le quali importanti rimangono
laggressivit e la lettura.



Tagliafuori
Situazione allenabile di 1 vs 1 su giocatore senza palla il tagliafuori.

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A questo proposito importante sviluppare la giusta mentalit e il giusto coraggio nel
prendere un contatto fisico con lavversario.



scheda difesa
Cognome e nome




OGGETTO: EQUILIBRIO

buono discreto ha difficolt grosse difficolt







OGGETTO: USO DEI PIEDI

buono discreto ha difficolt
ha grosse
difficolt







OGGETTO: POSIZONE E USO DELLE BRACCIA

buono discreto ha difficolt
ha grosse
difficolt







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CONTROPIEDE

Se l 1vs1 lessenza del gioco in attacco, il contropiede lessenza dello stare in campo.
Sono coinvolti tutti i fondamentali ma la difficolt aumenta considerevolmente a causa del
loro utilizzo alla massima velocit possibile per ogni giocatore coinvolto.
In base ai postulati si pu affermare che il contropiede la conquista di spazi vantaggiosi
nel minor tempo possibile, utilizzando al meglio tutte le parti del campo.
Raggiungere questobiettivo difficile, specialmente coi i ragazzi giovani; chiedere loro di
attaccare facendo scelte autonome, collaborando tra loro, occupando gli spazi e rimanere
in equilibrio molto complicato. Soprattutto lequilibrio porta dei problemi; bisogna quindi
convincerli che o tutta la squadra in equilibrio o tentare un contropiede e condurlo male,
il miglior modo per subire un canestro.

A riguardo pu diventare utile disegnare ai ragazzi questa esemplificazione di movimenti
lungo il campo, in modo tale da cominciare a ragionare sul fatto che io giocatore, posso
muovermi in tutte le direzioni (ed altre ancora) segnate dalle frecce e non solo verso quei
punti che sono abituato ad occupare o raggiungere.
La vera difficolt, quindi, dove mi muovo, ma anche in quanto tempo lo faccio.




Conquistare gli spazi vantaggiosi in tempi brevi

Il contropiede la massima espressione dei postulati:

autonomia e collaborazione,

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spazio (allargare il campo, ossia occupare gli spazi pi vantaggiosi) e tempo (velocit
nellesecuzione dellazione),
equilibrio.

inoltre unottima soluzione offensiva perch permette di arrivare a tiri ad alta
percentuale con conseguente gratifica dei giocatori che la eseguono.


Ma il contropiede solo una questione di soprannumero? La risposta no, posso
condurre un contropiede anche in situazione di pari numero o, paradossalmente,
anche di sotto numero!

La differenza non la fa il numero di giocatori coinvolti, ma il rispetto dei postulati che
dicono: spazi vantaggiosi in tempi brevi. Ad esempio, se un giocatore lanciato in attacco,
legge bene la posizione dei due difensori, uno largo che non pu difendere e uno lento in
marcatura, e li batte, ha realizzato un contropiede, pur essendo da solo ad attaccare.

Il contropiede pu essere:
Primario: da rimbalzo, palla rubata o anche rimessa, generalmente in soprannumero o
pari numero , con un numero di giocatori coinvolto molto basso.E una situazione che si
concluder molto velocemente .
Generalmente di possono individuare le situazioni di 1VS0, 1VS1, sino ad arrivare ad un
2VS2
Secondario: nasce sempre dalle situazioni precedenti, in cui la differenza il
coinvolgimento di un numero maggiore di giocatori. Vengono cos interessati i rimorchi,
ovvero i giocatori che arrivano in attacco dopo la palla. Le situazioni interessate arrivano
sino al 4c4.
Organizzato (transizione): contropiede organizzato con regole precise su ruoli,
assegnazione di posizioni e azioni da compiere.

Fino alla categoria U17 raccomandabile insegnare e condurre contropiedi di tipo
primario e secondario. DallU19 si pu introdurre la transizione. E proprio il passaggio da
un contropiede libero ad uno organizzato il punto di difficolt maggiore, per cui si ha
bisogno di giocatori molto esperti, mentalmente e fisicamente pronti ,motivati.

Il contropiede nasce da molti aspetti di gioco che possono essere:
Palla recuperata da un 1vs1 difensivo con un muro efficace, con un anticipo, da
un errore dellattacco
Rimbalzo da un taglia fuori o da un rimbalzo senza attaccante in pressione
Rimessa dal fondo da un canestro subito

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Rimessa laterale pi difficile da attuare perch la palla ce lha un mano larbitro
che la consegna allattacco
Tutti questi tipi di contropiede hanno un comune denominatore: laspetto mentale. La
squadra, giovane o senior che sia, deve avere voglia di fare tutto rapidamente e deve
anche capire in anticipo cosa fare per occupare gli spazi utili nel minor tempo possibile in
funzione dei propri movimenti e di quelli della difesa.

Nel contropiede ci sono :
1. giocatori con palla;
2. giocatori senza palla.


Giocatore con la palla

I fondamentali e le caratteristiche che deve avere un giocatore con la palla in mano per
spingere o completare un contropiede sono:
Palleggio, non tanto protetto, quanto veloce con capacit alta di eseguire cambi di
mano repentini.
Visione periferica, per inquadrare tutti compagni ed individuare le linee di passaggio
pi utili.
Passaggio, a una o due mani, preciso, rapido e anche in profondit (baseball).
Tiro.
Inoltre, chi ha palla, deve avere la capacit di concludere lazione a canestro: un ottimo
contropiede viene vanificato se lultimo giocatore con palla in mano indeciso su come
finire lazione o tecnicamente poco adatto. Infine, richiesto lequilibrio sia individuale,
che di squadra. Di seguito un paio di esercizi per stimolare il contropiede. Un 1vs0 in met
campo alla max velocit, e un 2vs1 sempre a met campo con possibilit di introdurre
handicap per lattacco (es. non possibile passare la palla sopra la testa del difensore)





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Giocatore senza la palla

In un contropiede organizzato o meno, ci sono alcune figure di giocatore senza palla che
si possono individuare, indipendentemente dai loro ruoli reali in campo. Queste figure
sono: il rimbalzista, lapertura, il/i giocatore/i che scappano e il rimorchio.
Il rimbalzista colui che cattura la palla dopo un tiro della squadra avversaria. Il rimbalzo
potr essere vicino o lontano da canestro, con avversario a contatto su taglia fuori o
smarcato; in qualunque caso le caratteristiche che deve possedere un rimbalzista sono:
Capacit di tagliare fuori lattaccante
Saper passare la palla
Saper palleggiare se non trova subito modo di passare la palla, pu portarla in
avanti autonomamente se ha campo libero o per creare un angolo di passaggio
migliore
Saper leggere cosa fare, in funzione della posizione dei compagni e della difesa
che sta arretrando




Lo sviluppo del contropiede

Il contropiede composto da 3 fasi :
apertura,
conduzione,
conclusione.




Apertura
L apertura (1 o 2 giocatori) colui che riceve il primo passaggio dal rimbalzista nella
propria met campo. Non esiste una posizione precisa in cui deve trovarsi unapertura.
Generalmente si indica come possibile zona in cui ricevere, la parte di campo sul
prolungamento della linea del tiro libero, tra larea e la linea perimetrale del campo. Ma, in
funzione delleventuale marcatura, potr anche essere spostato pi avanti o verso il centro
del campo.
Per lapertura necessario:
Smarcarsi avere una linea di passaggio aperta e dare il bersaglio
Saper passare la palla
saper palleggiare
saper leggere cosa fare

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Attenzione ai tempi tra rimbalzo e apertura. Il contropiede nasce proprio da questi due
momenti e una lieve indecisione in questa fase, vanifica il contropiede stesso.
Attenzione anche alla ricezione dellapertura; allenare la ricezione da fermo, in movimento
verso il pallone, in corsa veloce in avanti, in taglio verso il centro del campo.
Il contropiede fondamentalmente collaborazione; il primo giocatore che legge una
situazione, obbliga gli altri, di fatto, a fare altre cose che andranno sfruttate o meno a
seconda del livello di autonomia e decisione di chi in possesso della palla. Ad esempio,
se, palla in mano il giocatore vede i compagni che allargano i difensori, potr andare ad
una conclusione diretta senza ulteriori passaggi.
Il giocatore che scappa sar colui che, inizialmente, far un movimento molto intenso di
corsa nella met campo di attacco alla ricerca di uno spazio utile, in attesa dellarrivo o
della palla o di un compagno con la palla. Non dovr per solamente correre/scappare in
linea retta (dovrebbe valere il principio, faccio meno strada - impiego meno tempo), ma
muoversi anche tagliando il campo in diagonale o perpendicolarmente alle linee laterali,
sempre in funzione della lettura del contropiede che si sta sviluppando. Sar colui che
principalmente, dovr avere la capacit di concludere a canestro lazione, malgrado i
contatti che potr subire. Non facile possedere questa caratteristica, specialmente nei
ragazzi molto giovani che, notoriamente, scappano dai contatti. Per cui un aspetto
importante su cui soffermarsi in allenamento.


Conduzione
la fase in cui si conquistano gli spazi in tempi brevi muovendo i giocatori (per es. col
passaggio) e/o la palla (per es. in palleggio).
Il criterio da utilizzare che se c un compagno libero davanti al portatore di palla, che
pu vedere il campo, gli si passa il pallone. Se non ci sono possibilit di passaggio, la
palla viene portata avanti in palleggio direttamente verso il canestro, con palleggio libero
se non marcati o con la mano lontana
dal difensore, se marcati.
La palla pu arrivare nella met campo offensiva centralmente o anche lateralmente.


Conclusione
Si possono avere generalmente due situazioni di vantaggio nella conclusione del
contropiede:

in soprannumero
pari o addirittura in sottonumero ma con la difesa non organizzata

Il vantaggio ottenuto deve essere mantenuto tramite collaborazioni.

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Se la palla viene portata centralmente, ci sono due possibilit di passaggio (sugli scarichi
laterali)
Se portata lateralmente, bisogna lavorare per creare lo stesso vantaggio (ad es. taglio
delluomo sul lato debole e collaborazione degli altri attaccanti)

Infine il rimorchio sar chiunque, rimbalzista o apertura, che ha seguito velocemente il
contropiede e che arriva da dietro la linea della palla a dare un contributo
allazione,facendosi trovare libero per uno scarico, un arresto e tiro, per una penetrazione
su difesa sbilanciata , rovesciando il gioco o andando a sua volta a rimbalzo.


Di seguito, una serie di esercizi e di spunti per il contropiede pari numero.

1vs1
Il giocatore da rimbalzo, cerca di battere il difensore in palleggio.
Un handicap, a favore dellattacco, consiste nel far correre il difensore fino nella propria
met campo con entrambi i piedi e di ritornare verso lattaccante.


2vs2 3vs3
2-3 giocatori in attacco e 2-3 giocatori in difesa corrono intorno al cerchio dellarea. Al
comando, lattacco raccoglie la palla e inizia il contropiede con unapertura. Si termina il
contropiede col tiro a canestro.
Varianti possibili: apertura senza palleggio,condizionare la difesa a un handicap, etc.




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3vs3 a invertire
La squadra che difende apre subito il gioco per il terzetto che aspetta a fondo campo,
impegnandosi in un contropiede veloce. Per favorire lattacco, si pu far partire il terzetto
in attesa dalle linee laterali, in posizione praticamente di apertura, sollecitando, quindi il
ritorno rapido della difesa.

Le situazioni di soprannumero vanno allenate facendo attenzione al fatto che un 2vs1 sar
molto diverso da un 3vs2 in funzione degli spazi molto diversi tra giocatore e giocatore. Se
un 2vs1 prevede spazi molto grandi tra i giocatori in attacco da ridurre possibilmente per
non perdere posizioni e tempo di passaggio, un 3vs2 pi complicato in quanto la
gestione di spazi minori in tempi minori pi difficile da leggere.


3vs2
Tipica situazione da contropiede in cui un rimbalzista deve leggere lapertura possibile in
funzione della posizione della difesa. Posso aprire subito? Posso avanzare con la palla?
La difesa subito pronta o aspetta nella propria met campo?


3vs2
Si parte da una situazione di apparente 3vs3 e si condiziona il difensore che fronteggia il
rimbalzista a correre a fondo campo (handicap). Parte quindi un contropiede 3vs2 da
condurre o subito con unapertura o in palleggio verso la met campo, inizialmente
libera da difensori







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2vs1
2 attaccanti e due difensori appoggiano al tabellone e prendono il rimbalzo a rotazione. Al
segnale, un difensore esce dallo schema e va a fondo campo (da un 5 al coach) e cerca
di recuperare sul 2vs1 che partito nel frattempo.
Handicap che si pu variare, cambiando la posizione del coach



3vs2
Si dividono i giocatori in due squadre e lingresso in campo dovr avvenire lateralmente
mediante unapertura verso i compagni, fuori dalla linea laterale che sono in attesa
dellattacco.
Gioco in successione con continui contropiedi grazie alla posizione di vantaggio
dellattacco in fase di apertura.












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CONSIDERAZIONI FINALI

UTILE allenare il contropiede fin dalle categorie giovanili. Abitua alluso degli spazi ed
alle scelte in tempi brevi. Bisogna domandare sempre ai giocatori equilibrio singolo e di
squadra. Insegneremo il controllo del ritmo di gioco che non da confondersi con la
velocit. Velocit muoversi rapidamente, mentre ritmo la capacit di fare rapidamente
la scelta giusta del fondamentale, leggere gli spazi giusti, muoversi (anche non al
massimo della velocit) ma in maniera efficace per sostenere la velocit della palla.
Per arrivare a buoni risultati, bisogna fare allenamenti intensi, stressando il fondamentale
giusto; da evitare i ritmi blandi di allenamento!
Domanda: meglio muoversi in contropiede in funzione della palla o privilegiare posizioni
prestabilite?
Risposta: comanda la palla
Domanda: cosa privilegiare in allenamento, velocit o precisione?
Risposta: insegno il fondamentale, quindi la precisione. Poi viene la velocit. Quando
cresceranno, naturalmente diventeranno pi veloci ma la richiesta dovr diventare
maggiore in questo senso; unire velocit alla precisione.