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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI PAVIA

Facolt di Medicina e Chirurgia, Ingegneria


Corso di Laurea Interfacolt in
scienze e tecniche delle attivit motorie preventive e
adattate

LA VIDEOANALISI, METODO DI VALUTAZIONE


DEL MOVIMENTO

INDICE
Introduzione

Pag. 3

CAPITOLO I : Le capacit
motorie
Le capacit coordinative
Le capacit condizionali
I tests e le analisi nello sport

Pag. 5
Pag. 7
Pag. 14

La macchina motoria umana


Le basi del funzionamento della video
analisi
Apprendimento degli schemi motori e
allenamento ideomotorio
Allenamento ideomotorio

Pag. 25
Pag. 25

Cos e come funziona


Dartfish, la storia
La video analisi dal punto di vista del
preparatore

Pag. 48
Pag. 50
Pag. 50

Outdoor: perch possibile in serie D


Indoor, valutazione sul metodo
kettlebells

Pag. 53
Pag. 60

CAPITOLO II : Cenni di
fisiologia e psicologia

Pag. 34
Pag. 42

CAPITOLO III : La video


analisi

CAPITOLO IV: La video


analisi, metodo di valutazione
del movimento

Conclusione
Bibliografia
Ringraziamenti

Pag. 65
Pag. 66

INTRODUZIONE
Questa tesi nasce con lobiettivo di mostrare quanto la video analisi possa essere daiuto
al personale qualificato. Utilizzando un software di nome Dartfish, loperatore in
grado di visualizzare ed elaborare i parametri desiderati, oggettivando e facendo cos
uno studio scientifico ed attendibile sul gesto preso in esame.
Il soggetto analizzato completamente privo di qualsiasi vincolo. Lunica attrezzatura
da utilizzare sono dei marker adesivi da posizionare ad esempio sulle articolazioni, sul
baricentro, sullo sterno ecc. e una macchina fotografica digitale.
La macchina fotografica consigliata per questo software la Casio Exilim EX-FH20
dotata di particolari opzioni a noi utili. La Casio EX-FH20 scatta 40 foto al secondo ed
esegue riprese filmate ad alta velocit fino a 1.000 fotogrammi al secondo.
Con la ripresa di immagini in serie highspeed possono essere scattate fino a 40 foto al
secondo. La velocit delle immagini pu essere variata durante la ripresa da 1 a 30 foto
al secondo fino a 8 megapixel o a 40 foto fino a 7 megapixel. Si possono scattare al
massimo 40 foto in un secondo, oppure passo passo 1, 3, 5, 10, 15 o 30 foto in
brevissimo tempo, come ad esempio 10 foto in 4 secondi.
Loperatore eseguir dei filmati o delle fotografie multi scatto che verranno poi scaricati
ed analizzati tramite Dartfish.
possibile esportare i dati creando cos dei files in formato excel, tabelle, immagini
facilmente utilizzabili in presentazioni o da utilizzare come archivio dellatleta.
Dartfish un programma in grado di analizzare molteplici parametri tra cui capacit
coordinative, capacit condizionali, momenti particolari di una partita, salti, corsa e non
solo. Nella sezione dedicata ci sar lapprofondimento.
Inoltre ho utilizzato la video analisi per oggettivare il metodo kettlebells dato che non
esistono studi veri e propri su questo attrezzo. Tramite i filmati da me eseguiti e il
software Dartfish stato possibile registrare alcuni parametri molto significativi, sia
positivi che negativi.
Ho applicato la video analisi al metodo kettlebells collaborando con la palestra Life
Fitness Sport di Urgnano (BG).
La tesi articolata in quattro parti.
La prima prende in analisi le capacit motorie (capacit coordinative e capacit
condizionali) e i tests sportivi. Ricordo che le capacit motorie sono parametri
analizzabili.
Passiamo alla seconda parte dove troviamo cenni di fisiologia e cenni sullattivit
psichica. Questo per fare capire perch la video analisi cos utile come feedback
allatleta. Non serve solamente per trarre dati biomeccanici; voglio ricordare che luomo
il risultato dellunione tra la mente e il corpo.
Nella terza parte vi la descrizione della video analisi, la storia di Dartfish il suo
impiego, come si utilizza e perch si utilizza.
Quarta ed ultima parte la sezione dedicata alla parte pratica: finalmente riporto tutti
i dati ricavati tramite il software. Ho rilevato dei dati outdoor e dei dati indoor in sport
molto diversi tra loro proprio per mostrare anche la versatilit di questo programma
oltre allutilit.

CAPITOLO I

LE CAPACIT MOTORIE
L'obbiettivo fondamentale della preparazione fisica di migliorare o di potenziare le
qualit fisiche, o meglio, le capacit motorie, espressione quest'ultima che, da qualche
anno, nella letteratura internazionale si preferisce usare in sostituzione di quella di
qualit fisiche.
Nello sport infatti appare pi appropriato il termine "capacit" che definisce una misura
di potenziale motorio dell'atleta, di valore per estremamente modulabile, invece di
qualit "fisiche" che indica gi valori elevati in qualsiasi ambito di prestazione.
L'insieme delle capacit motorie si soliti suddividerlo in due gruppi fondamentali: le
capacit condizionali e le capacit coordinative. Il primo gruppo indica un insieme di
capacit determinate prevalentemente da processi metabolici e da valori di disponibilit
e di estrinsecazione energetica. Il secondo gruppo indica invece un insieme di capacit
determinante essenzialmente dalla funzione della coordinazione motoria, cio della
capacit di organizzare, controllare, regolare il movimento. Le capacit condizionali
sono rappresentate dalla forza, dalla velocit, dalla resistenza e dalla flessibilit,
capacit quest'ultima che viene ad assumere una posizione intermedia tra le capacit
condizionali e quelle coordinative, avendo sia una componente anatomico condizionale
che una componente coordinativa.
Quelle coordinative sono un gruppo sintetizzabile secondo Blume ed altri autori in:
- capacit di orientamento spazio temporale;
- capacit di reazione;
- capacit di trasformazione del movimento;
- capacit di differenziazione;
- capacit di equilibrio;
- capacit di combinazione dei movimenti;
- capacit di ritmizzazione.

LE CAPACITA COORDINATIVE
Definite anche con i termini di destrezza, coordinazione, abilit motorie, ecc., le
capacit coordinative sono determinate dai processi di organizzazione, controllo e
regolazione del movimento.
L'apprendimento di un gesto sportivo facilitato dalla presenza in memoria di un ricco
bagaglio di precedenti coordinazioni acquisite, pertanto il miglioramento della destrezza
permette di:
- coordinare movimenti precisi;
- apprendere facilmente e rapidamente nuovi movimenti;
- adattare velocemente le precedenti esperienze motorie a nuove situazioni;
- esprimere in maniera efficace le doti di forza, resistenza e rapidit.
Il periodo migliore per allenare le capacit coordinative compreso tra i 7 e i 16 anni. Il
nostro caso riguarda il periodo definito come prima et scolare ( 7-11 anni).
Questo un periodo ottimale per intervenire sulle capacit coordinative, infatti,
l'apprendimento molto veloce, anche se non corrisponde un'adeguata fissazione dei
movimenti. Per questa ragione, quanto di nuovo appreso deve essere ripetuto un
numero sufficiente di volte, se si vuole che sia integrato stabilmente nel bagaglio
motorio del bambino.
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Le capacit coordinative generali sono:


- capacit di adattamento e trasformazione del movimento : consiste nella capacit di
adattare o trasformare il programma motorio prestabilito a mutamenti inattesi ed
improvvisi della situazione, quindi interruzione del movimento di risposta programmato
con una prosecuzione che adotti altri schemi e programmi motori ugualmente efficaci;
- capacit di controllo motorio : la capacit di controllare il movimento in funzione
dello scopo previsto, e cio di raggiungere esattamente il risultato programmato del
movimento o dell'esercizio;
- capacit di apprendimento motorio : consiste nella capacit di modificare ogni
situazione motoria vissuta, in relazione all'esperienza.
Un ruolo importante dato dall'assunzione delle informazioni, attraverso gli
analizzatori (tattile, visivo, vestibolare, acustico e cinestetico), che assume importanza
diversa secondo la disciplina sportiva praticata.
Le informazioni da parte degli analizzatori sono indispensabili alla realizzazione dei
processi nervosi.
Esistono anche le capacit coordinative speciali, vale a dire espressioni precise della
capacit pi generale del movimento
- capacit di coordinazione segmentarla o di combinazione e accoppiamento dei
movimenti : permette di coordinare adeguatamente tra loro i movimenti dei segmenti del
corpo stesso; ( es: coordinazione segmentaria nella corsa, allenabile con gli skip)
- capacit di orientamento spazio-temporale: consente di modificare la posizione e il
movimento del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo di azione
definito; (es: colpo di testa nel calcio, tip-in del basket, battuta- ricezione nella
pallavoloecc)
- capacit di anticipazione : permette di prevedere correttamente, sulla base di un
calcolo probabilistico, sia l'andamento che il risultato di un'azione motoria,
riprogrammando tempestivamente le operazioni successive. es: giochi di squadra
- capacit di trasformazione : in base ai cambiamenti della situazione che sono stati
percepiti o previsti mentre si sta eseguendo un'azione, di adattarne il programma alle
nuove esigenze; ( es: giochi di squadra, adattarsi continuamente con compagni e
avversari, considerando anche l'attrezzo).
- capacit di equilibrio : consente di mantenere in equilibrio il corpo o di recuperare la
posizione desiderata dopo ampie sollecitazioni e spostamenti;
- capacit di reazione : permette di rispondere agli stimoli di un segnale, con azioni
motorie adeguate ( es: giochi di squadra)
- capacit di ritmo : rende organizzabili gli impegni muscolari di contrazionedecontrazione secondo un ordine cronologico ed un particolare adattamento ritmico.
L'et migliore per intervenire sui processi coordinativi va dai 6 agli 11 anni, dopo si
tende ad una stabilizzazione o regresso nei non allenati ( es: danza artistica, alcune
discipline dell'atletica, in tutti gli sport).

LE CAPACITA CONDIZIONALI
FORZA
Forza: molti di noi usano ogni giorno questa parola, con cui ci sentiamo a nostro agio
per lintimo rapporto che abbiamo con essa; in realt esprime un concetto estremamente
complesso che non sempre pu essere spiegato e compreso limitandosi ad una semplice
definizione, tanti sono i fattori che interagiscono per produrla.
La letteratura sportiva definisce la forza come la capacit delluomo di vincere o di
opporsi ad una resistenza esterna mediante impegno muscolare.
La prestazione della forza pu essere limitata da diversi fattori che possono essere
strutturali-anatomici, fisiologici-biochimici, psiconeurologici-psicosociali, esterniambientali.
Tra questi ricordiamo:
La qualit delle fibre muscolari: distribuzione nel muscolo del patrimonio di
fibre rosse (ST) e fibre bianche (FT). Soggetti pi ricchi di fibre FT sono pi
forti rispetto ai soggetti con un numero maggiore di ST.
La capacit di attivare pi fibre muscolari possibili: la frequenza di impulsi che
i neuroni motori trasmettono ai muscoli consente di superare il limite di soglia
nel coinvolgimento di pi fibre. Viene definita coordinazione intramuscolare
lottimale sincronismo di intervento massimale delle fibre; il reclutamento
muscolare segue il principio di Hennmann.
Lintervento coordinato dei muscoli sinergici: la prestazione di forza
maggiore se il muscolo agonista coadiuvato dallintervento dei muscoli
sinergici che partecipano allo stesso movimento (coordinazione
intermuscolare).
La sezione trasversa del muscolo: un muscolo a sezione trasversa maggiore
sviluppa pi forza (2-3 kg per cm al quadrato).
Gli attriti interni dovuti alla viscosit e al grado di elasticit delle componenti
muscolari.
Laumento del peso corporeo (massa magra): dovuto allaumento delle sezioni
trasverse dei muscoli.
La disponibilit delle riserve energetiche e il loro ottimale utilizzo.
La corretta modulazione di intervento dei muscoli antagonisti: la contrazioni di
questi ultimi ostacola il movimento.
La corretta esecuzione del gesto tecnico: migliorando la tecnica di esecuzione
del movimento specifico migliora anche la prestazione di forza.
La forza, nel suo significato pi generale, fondamentale per tutti gli atleti e per tutti
gli sport a patto di saper chiaramente distinguere di quale tipo abbiamo bisogno e da
dove viene lenergia per produrre la massima potenza.
I vari tipi di forza
possibile distinguere diversi meccanismi che lorganismo utilizza per produrre
energia, resintetizzando lATP (adenosintrifosfato).

A seconda del tipo di sport o attivit praticata noi utilizziamo uno di questi sistemi che
si distinguono in anaerobici e aerobici.
Il meccanismo anaerobico si suddivide ulteriormente in anaerobico alattacido e in
anaerobico lattacido.
Il primo sistema utilizza, per resintetizzare lATP, la fosfocreatina (CP); il sistema
pi potente che il nostro organismo ha a disposizione, consente di effettuare sforzi ad
intensit massimale per un tempo per estremamente breve (max 6-8 secondi). Intensit
e durata sono sempre inversamente proporzionali, ovvero, pi alta sar lintensit di
sforzo e minore sar la possibilit di protrarre lo sforzo nel tempo.
Viene definito alattacido quando non vi accumulo di acido lattico.
Il secondo sistema produce energia utilizzando, mediante la glicolisi, gli zuccheri
(glicogeno) come carburante. Essendo lintensit di sforzo sub-massimale ed essendo
insufficiente lapporto di ossigeno vi accumulo di acido lattico (per ogni molecola di
glicogeno utilizzato si producono due molecole di acido lattico), con conseguente calo
di prestazione (durata intorno ai 40-60 secondi).
Il terzo sistema invece produce energia utilizzando a scopo energetico glicogeno e
grassi.
Siccome lintensit di sforzo bassa lossigeno respirato e sufficiente a coprire le
necessit organiche e quindi durante la glicolisi lorganismo in grado di riconvertire
lacido lattico prodotto in acido piruvico e quindi non si ha accumulo. A causa
dellintensit bassa sar possibile prolungare lo sforzo per tempi lunghi.
Tipi di forza differenti sono caratteristici di ognuno di questi meccanismi; trascurare
lallenamento della forza uno degli errori pi gravi che un atleta possa fare; il
secondo errore allenarsi per un tipo di forza sbagliato.
Espressioni di forza
La forza pu essere manifestata con espressioni dinamiche o statiche.
Le dinamiche comprendono espressioni:
Concentriche (o superanti o vincenti o positive): quando la forza superiore alla
resistenza.
Eccentriche (o cedenti o negative): quando la forza inferiore alla resistenza.
Combinate (o pliometriche): quando la fase concentrica viene preceduta da una
contrazione eccentrica che prepara e favorisce una veloce inversione di
movimento.
Isocinetiche: quando, mediante lutilizzo di particolari attrezzature
computerizzate, si riesce a mantenere costante la velocit angolare di
movimento.
Auxotoniche: quando mediante lutilizzo di particolari resistenze (elastici) la
tensione muscolare aumenta durante il movimento.
Le statiche comprendono espressioni:
Isometriche: quando non vi variazione della lunghezza del muscolo durante la
contrazione.
Classificazione
La letteratura sportiva classica segue tre forme fondamentali della forza che
vengono codificate con il nome di forza massimale, forza veloce (o rapida), forza
resistente.
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La forza massimale la forza pi elevata che il sistema neuromuscolare in grado


di esprimere con una contrazione muscolare volontaria. Prevale la componente
carico a discapito della velocit.
La forza veloce la capacit del sistema neuromuscolare di superare delle resistenze
con una elevata rapidit di contrazione. Prevale la componente rapidit con
diminuzione del carico.
La forza resistente la capacit dellorganismo di opporsi alla fatica durante
prestazioni di forza di lunga durata. Carico e velocit mantengono valori medi e
costanti per un periodo di tempo relativamente lungo richiedendo un notevole
supporto organico mediante gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio.
La forza massimale pu essere ulteriormente distinta in:
Forza assoluta
Forza relativa
Per forza assoluta si intende la massima prestazione di forza che il soggetto in grado
di esprimere senza tenere conto del peso corporeo.
Per forza relativa si intende invece la massima prestazione di forza messa in relazione
con il peso corporeo dellatleta (Fmax / peso corporeo). Il valore di forza relativa
consente di confrontare la forza massimale di atleti con diverso peso corporeo.
Esiste poi una ulteriore classificazione di forza, definita forza speciale, che consente nel
particolare tipo di forza richiesto da una data disciplina sportiva o attivit fisica.

VELOCITA
Fattori fondamentali della velocit
Secondo Zaciorskj si possono distinguere tre fattori fondamentali:
1. il tempo di reazione motoria;
ha un tempo di latenza di:
0,11 sec. Nella reazione motoria semplice
Da 0,25 a 1 sec. Nelle reazioni motorie complesse (sono legate allesperienza)
2. la rapidit del singolo movimento;
3. la frequenza dei movimenti.
Sviluppo della velocit
Lo sviluppo della velocit condizionato dalla crescita complessiva dellindividuo in
primo luogo dalla sua maturazione fisiologica.
Rispetto alle altre capacit fisiche, la sua alienabilit, di norma, sensibilmente
inferiore: secondo Filin gli incremento non superano il 18/20% e le possibilit
dintervento si possono realizzare solo in et precoce.
Il periodo pi importante per lo sviluppo della velocit va dai 6 ai 14 anni. In seguito
savranno modesti progressi solo attraverso sforzi rilevanti.
Relazione tra velocit di movimento e di reazione
stato dimostrato che non esiste relazione tra velocit di movimento e velocit di
reazione motoria. Nella velocit di movimento sia ciclico sia aciclico concorrono anche
in forma determinante la forza veloce e la mobilit articolare.

Reazione motoria: sviluppo massimo 18-25 anni poi decade. A 45 anni uguale 8 12
(Pieron)
Velocit di movimento: aumento notevole tra gli 812 anni. Et in cui secondo Hery e
Rogers savrebbe un incremento del 52/54%. Il massimo livello raggiunto tra i 15/17
anni negli individui non allenati.
Metodo per lo sviluppo della velocit
Metodo per cui una distanza breve percorsa una sola volta o ripetuta, con
partenza da fermo (es. 30/50 mt. Nella corsa, 15/18 mt. Nel nuoto, 100 nel
ciclismo ecc.);
metodo a staffetta;
esercizi di reazione con scatto;
metodo ludico (piccoli giochi e giochi sportivi)
metodo dellesecuzione ripetuta in serie di esercizi alternati di rapidit e di forza
veloce.
Lallenamento della velocit va svolto preferibilmente allinizio della seduta, dopo un
breve riscaldamento poco faticoso.
In genere per lo sviluppo di una buona quantit di lavoro dedicato alla velocit bisogna
avere una buona capacit aerobica, per se nettamente inferiore a quella necessaria alle
specialit di resistenza.

MOBILITA ARTICOLARE
La mobilit articolare,detta anche articolarit, articolabilit, flessibilit, estensibilit,
ecc., la capacit che permette di compiere movimenti ampi ed al massimo della
escursione fisiologica consentita dalle articolazioni.
Questa possibilit condizionata:
- dalla struttura ossea dellarticolazione (incongruenza delle superfici articolari a
contatto);
- dalle sue componenti anatomiche e funzionali (grado di estensibilit dei legamenti,
tendini e muscoli);
- dalla bassa la temperatura ambientale;
- dallinsufficiente livello di riscaldamento del corpo.
Fra gli 11-14 anni, sia nei maschi che nelle femmine, abbastanza facile incidere sulla
articolabilit in quanto, ad una massa muscolare ridotta, si unisce una struttura tendineolegamentosa particolarmente elastica. Dopo ladolescenza, con la maturazione
progressiva dellapparato muscolare, inizia a decrescere.
Effetti degli esercizi di allungamento muscolare
- riduzione della tensione muscolare;
- prevenire o limitare i traumi allapparato locomotore;
- attenuazione di dolori e contratture muscolari;
- miglioramento della circolazione sanguigna e, quindi, facilitazione nellallenamento e
nel recupero;

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- migliorare la coordinazione e rendere il gesto pi economico ed efficace;


- eseguire i movimenti in maniera pi ampia e, quindi, veloce;
- migliorare la consapevolezza del proprio corpo e agevolazione del rilassamento
generale.

Lo sviluppo della mobilit articolare


Dal punto di vista metodologico, per migliorare la mobilit articolare, possiamo
utilizzare le seguenti tecniche:
allungamenti balistici;
stretching statico;
stretching con facilitazione neuro-muscolare;
stiramenti attivi

Allungamenti balistici
Metodo del contromovimento
Consistono nel far precedere lesercizio di mobilitazione da un contromovimento, in
modo che linerzia della regione corporea messa in movimento riduca la resistenza del
tessuto connettivo.
I movimenti possono essere lenti o ad azione balistica intensa. Sono da preferire i
movimenti lenti. Questo metodo, infatti, in soggetti non allenati, soprattutto dopo le
prime sedute, pu causare dei dolori muscolari che durano 2 o 3 giorni.
Questo tipo di allungamento pu evocare un forte riflesso miotatico e lasciare il
muscolo in posizione pi accorciata di quanto non fosse prima di cominciare lesercizio.
Carico di lavoro: serie continua di 8/15 ripetizioni alla massima ampiezza articolare.
Metodo della contrazione attiva dei muscoli antagonisti
Il metodo che produce uno stiramento pi efficace del precedente, sfrutta le tecniche
propriocettive e consiste nel far accompagnare il movimento balistico lento da una
contrazione attiva dei muscoli antagonisti, quindi mantenere la posizione per 10 secondi
prima di un ulteriore stiramento.
Stretching statico
Si tratta del metodo per lo sviluppo della mobilit articolare pi diffuso grazie alla
pubblicazione di Bob Anderson. Si ricerca, con questo metodo, la massima ampiezza
articolare raggiungibile spontaneamente, attraverso un movimento lento e dolce (per
inibire il riflesso miotatico di stiramento) e si mantiene questa posizione per 20/30
secondi.
La tensione facile
Durante la ricerca della massima ampiezza articolare, quando si inizia a sentire una
certa tensione sui muscoli stirati, occorre fermarsi per 10/30 secondi. La tensione
dovrebbe diminuire.
La tensione di sviluppo
Dopo la fase di tensione facile si passa lentamente alla tensione di sviluppo. Si
raggiunge lentamente una tensione discreta e la si mantiene per 10/30 secondi. La
tensione dovrebbe diminuire.

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Stretching con facilitazione neuro muscolare


Consiste nel far precedere lo stiramento da una contrazione isometrica dei muscoli
prima dellestensione per ottenere risultati migliori rispetto al solo allungamento.
Alcune tecniche di stretching con facilitazione neuro muscolare:
mantieni e rilassa
irradiazione
contrai rilassa
CRAC contrai rilassa contrai lagonista.
Stiramenti attivi
Delle tecniche di stiramento attivo si possono considerare schematicamente due aspetti:
auto trazione attiva e stiramento con rotazione.
Auto trazione attiva
Gli auto stiramenti sono esercizi per la mobilit articolare che vengono effettuati
attraverso la contrazione potente della muscolatura agonista che produce un auto
stiramento da parte del corpo.
Stiramento con rotazione
Sono esercizi in cui si utilizzano le rotazioni articolari per migliorare la scioltezza
articolare. Nel corso degli stiramenti si inseriscono delle rotazioni delle articolazioni
che contribuiscono ad aumentare la tensione intramuscolare conservando la possibilit
di una ampiezza articolare sotto massimale.

LA RESISTENZA
Concetto di resistenza e classificazioni
In primo luogo tenteremo di definire loggetto che cercheremo di valutare, in questo
caso la resistenza. Incontriamo un concetto ampio e complesso, che richiede un
trattamento dettagliato e minuzioso che, per ragioni ovvie, in questa occasione non
affronteremo.
Genericamente possiamo definire la resistenza come la capacit di realizzare uno sforzo
pi o meno intenso nel minor tempo possibile. Weineck la definisce come la capacit
psichica e fisica che utilizza uno sportivo per resistere alla fatica.
Presentiamo una concettualizzazione e classificazione chiare e succinte, dando per
scontato che il lettore conosca gi teoricamente la resistenza.
Come tutti sappiamo, lessere umano utilizza diverse vie metaboliche per fornirsi
di energia nelle varie situazioni. Quando un soggetto realizza una determinata
attivit fisica, mette in funzione le differenti vie metaboliche che gli
forniscono
lenergia necessaria per poter sviluppare questa attivit. Lentrata in funzione
di una distinta via metabolica, dipende fondamentalmente dallintensit e dalla
durata dellattivit fisica che si sta realizzando.

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In questo modo possiamo stabilire una classificazione dellesercizio in funzione


della via metabolica di somministrazione dellenergia che ponga lindividuo
in grado di soddisfare le richieste energetiche che richiede lattivit che sta
realizzando.
In sintesi, classifichiamo gli esercizi nel seguente modo:

Esercizi di potenza anaerobica alattacida.


Esercizi di resistenza anaerobica alattacida.
Esercizi di potenza anaerobica lattacida.
Esercizi di resistenza anaerobica lattacida.
Esercizi di potenza aerobica.
Esercizi di resistenza aerobica.

In primo luogo cerchiamo di differenziare i termini potenza e resistenza, che


risultano di grande importanza per la corretta interpretazione della classificazione
presentata.
Potenza: presuppone la capacit per realizzare uno sforzo intenso nel minor tempo
possibile.
Resistenza: presuppone la capacit di mantenere unelevata intensit nel maggior
tempo possibile.
Definiti questi termini, cerchiamo di spiegare, nellambito di ogni tipo di
esercizio proposto, la via metabolica utilizzata, cos come un esempio del tipo
di sforzo utilizzato.
Negli esercizi di potenza anaerobica alattacida e negli esercizi di resistenza
anaerobica alattacida, la via metabolica di somministrazione di energia
utilizzata formata dalla degradazione dei fosfageni immagazzinati (ATP e CP).
Un esercizio di potenza anaerobica alattacida sar uno sforzo esplosivo di
altissima intensit come un lancio del giavellotto.
Un esercizio di resistenza anaerobica alattacida sar uno sforzo molto intenso con una
durata intorno a 5, 6, 7 secondi (secondo gli autori), come una corsa a massima
velocit di 60 metri.
Negli esercizi di potenza anaerobica lattacida e negli esercizi di resistenza
anaerobica lattacida, la via metabolica di somministrazione di energia utilizzata
formata dalla degradazione anaerobica del glucosio per mezzo della glicolisi
anaerobica.
Un esercizio di potenza anaerobica lattacida sar uno sforzo molto intenso con una
durata che osciller tra i 12 15 secondi, ed incluso fino a 20 secondi, come una corsa
di 200 metri piani.

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Un esercizio di resistenza anaerobica lattacida sar uno sforzo di forte intensit con una
durata da 30 secondi ai 2 minuti, come una corsa di 800 metri.
Negli esercizi di potenza aerobica e negli esercizi di resistenza aerobica la via
metabolica di somministrazione di energia sar formata dalla degradazione aerobica del
glucosio per mezzo della glicolisi aerobica.
Un esercizio di potenza aerobica sar uno sforzo intenso con una durata approssimativa
intorno ai 3 6 minuti, come una corsa di 1500 metri.
Un esercizio di resistenza aerobica sar uno sforzo di moderata intensit per una lunga
durata, a partire dai 6 minuti di durata, come una corsa di 5000 metri.

I TESTS E LE ANALISI NELLO SPORT


Test di marcia sul miglio
Obiettivo: test predittivo VO2 max.
Procedura:
Camminare il pi veloce possibile per 1 miglio (1,6 km) o su pista o su strada. Questo
test pu anche essere eseguito sul treadmill.
Completato il miglio, prendere numero battiti per 15 secondi ed annotare il tempo
impiegato.
Equazione per il VO2 Max
132,853 - (0.0769 x peso in libbre*)
- (0.3877 x et)
+ (6.315 x sesso**)
- (3.2649 x minuti)
- (0.1565x FC )
Sesso : 0 = uomini; 1 = donne
1 libra = 0,453 kg

Test di Cooper
Obiettivo: test predittivo VO2 max, valutazione resistenza aerobica.
Procedura:
Percorrere la pi grande distanza possibile in 12 minuti dopo aver effettuato il
riscaldamento.
Le formule pi utilizzate sono:

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Vo2 max in ml/min/kg= (Distanza percorsa in metri - 504.9) / 44.73VO2max = (Y 133) x 0,17 + 33 Y = numero di metri al minuto nel test dei 12 minuti
Vo2max = 22,351 x distanza (in km) - 11,288
Nota: lo studio di Cooper limitato per valori compresi tra 29 e 60 ml/min/kg

Test di Bricki e Dekkar


Obiettivo: test predittivo VO2 max.
Procedura:
Percorrere la maggior distanza possibile in 5 minuti dopo aver effettuato il
riscaldamento.
Velocisti : VO2max in ml/min/kg = 2,27 x Velocit in km/h + 13,3
Corridori di fondo : VO2max in ml/min/kg = 8,67 x Velocit in km/h - 113

Margaria e Coll
Obiettivo: test predittivo VO2 max.
Procedura:
Percorrere la maggior distanza possibile in un tempo prestabilito dopo aver effettuato il
riscaldamento.
Per un tempo superiore ai 10 minuti
VO2max = (distanza in metri + (30 x tempo in minuti)) / (5 x tempo in minuti)
Per un tempo inferiore ai 10 minuti :
VO2max = [(distanza in metri + (30 x tempo in minuti)) / ((5 x tempo in minuti) + 5 )]

Test di corsa a navetta


Altre denominazioni: Test di Lger-Lambert
Obiettivo: Valutare la potenza aerobica massimale. Determinare il VO2 max.
Procedura:
Consiste nel percorrere ininterrottamente una distanza di 20 metri, al ritmo
segnato da un registratore in relazione al protocollo corri- spondente. Si
accender il registratore nel momento del segnale di partenza dellesecutore, e
tenter di superare la linea opposta (20 metri) al segnale successivo. Egli deve
seguire il ritmo del registratore che progressivamente andr aumentando al ritmo
della corsa. Si ripeter costantemente questo ciclo fino a che non riesce pi a
superare la linea nel momento del segnale dato dal registratore. Questo tempo

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ritmico si chiama periodo ed ha una durata di un minuto. Il risultato si pu


valutare con una tabella.
Il VO2 max si calcola partendo dalla velocit di corsa che raggiunge lesecutore
nellultimo periodo che pu sopportare, secondo questequazione:
VO2 max = 5,857 x Velocit (Km/h) 19,458
Norme: In ciascuno degli spostamenti si dovr superare la linea, altrimenti la prova
viene annullata. Lesecutore non potr superare la successiva linea se non ha
sentito il segnale. Questo segnale andr accelerandosi con laumento dei periodi.
Quando lesecutore non potr seguire il ritmo del registratore, abbandoner la
prova e si annoter lultimo periodo o met del periodo
eseguito.
Materiale: Pista di 20 metri di lunghezza, registratore a cassette secondo il
protocollo del Test di Corsa a Navetta.

Test dellUniversit di Montreal


Obiettivo: Valutare la potenza aerobica massimale.
Procedura:
Si utilizzano gli stessi principi metodologici del Test di Lger- Lambert. Il test si
inizia con un ritmo di corsa di 8 km/h e aumenta la velocit di un chilometro
ogni 2 minuti. Il risultato si pu valutare con la tabella di riferimento
corrispondente. Il VO2 max si calcola partendo dalla seguente equazione:
VO2 max = 22,859 + (1,91 x vel. (km/h ) (0,8664 x et) + (0,0667 x vel. (km/h) x
et
Norme: Gli stessi del Test Lger-Lambert.
Materiale: Pista di 20 metri di lunghezza, registratore con la cassetta del
protocollo del Test dellUniversit di Montreal.

Test di Cooper
Altra denominazione: Test dei 12 minuti.
Obiettivo: Valutare la resistenza aerobica. Determinare il VO2 max.
Procedura:
Consiste nel coprire la massima distanza possibile in 12 minuti
di corsa continua. Si annoter la distanza nei 12 minuti. Il risultato si pu
valutare con la tabella di riferimento corrispondente.

16

Teoricamente, un carico costante che provoca lo sfinimento al termine dei 12 minuti,


in correlazione significativa con il valore del VO2 max. Secondo questo, il
VO2 max si pu determinare secondo la seguente equazione:
VO2 max = 22,351 x distanza (km) 11,288
Norme: Quando finiranno i 12 minuti, lallievo si distender e verr rilevata
la distanza percorsa.
Materiale ed installazioni: Cronometro, pista di atletica o, in mancanza, un
terreno piano segnalato ogni 50 metri.

Test dei 5 minuti


Obiettivo: Determinare il VO2 max.
Procedura:
Consiste nel coprire la massima distanza possibile in 5 minuti di corsa continua. Si
annoter la distanza corsa alla fine dei 5 minuti. Il VO2 max si pu determinare
secondo la seguente equazione:
VO2 max = 340,6 34,14 x velocit (km/h) + 1,01 x velocit
Norme: Quando finiscono i 5 minuti, lallievo si distender e verr rilevata la
distanza percorsa.
Materiale: Cronometro, pista di atletica o, in mancanza, un terreno piano
segnalato ogni 50 metri.

Test di Balke
Altra denominazione: Test dei 15 minuti
Obiettivo: Valutare la resistenza aerobica
Procedura:
Consiste nel coprire la massima distanza possibile per 15 minuti
di corsa continua. Si annoter la distanza percorsa alla fine dei 15 minuti. Il risultato si
pu valutare nella tabella corrispondente.
Norme: Quando finiscono i 15 minuti, lallievo si distender e verr rilevata la distanza
percorsa.
Materiale ed installazioni: Cronometro, pista di atletica o, in assenza, un terreno
piano segnalato ogni 50 metri.

17

Test del chilometro


Obiettivo: Valutare la resistenza aerobica-anaerobica.
Procedura:
Consiste nel percorrere la distanza di un chilometro nel minor tempo possibile. Si
annota il tempo impiegato. Il risultato si pu valutare con
la tabella corrispondente.
Materiale ed installazioni: Cronometro e pista di atletica o terreno piano senza
molte curve e perfettamente delimitato.

Test di Rockport
Altra denominazione: Test del miglio.
Obiettivo: Determinare il VO2 max in soggetti di bassa condizione fisica.
Procedura:
Consiste nel percorrere la distanza di un miglio (1609,3 metri), andando secondo
il ritmo personale dellesecutore, controllando la frequenza cardiaca al termine della
corsa, cos come il tempo impiegato. La determi- nazione del VO2 max si realizza
partendo dalla seguente equazione:
VO2 max = 132,6 (0,17 x PC) (0,39 x et) + (6,32 x S) (3,27 x T) (0,156 x FC)
Legenda:
PC = peso corporeo
S = sesso (0 = femmine; 1 = maschi) T = tempo in minuti
FC = frequenza cardiaca
Materiale ed installazioni: Cronometro, pista di atletica o terreno piano senza molte
curve e perfettamente delimitato.

Test di George-Fisher
Obiettivo: Determinare il VO2 max.
Procedura:
Consiste nel percorrere la distanza di 2400 metri nel minor tempo possibile.
Ogni 10 secondi si rilevano le pulsazioni, e con questo dato
e il tempo impiegato per realizzare la prova si calcola il VO2 max applicando
la seguente equazione.
VO2 max = 100,5 + (8,344 x S) (0,1636 x PC) (1,438 x T) (0,9128 x FC)
Legenda:
S = sesso (0 = femmine; 1 = maschi) PC = peso corporeo
T = tempo in minuti

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FC = frequenza cardiaca
Materiale ed installazioni: Cronometro, pista di atletica o terreno piano senza molte
curve e perfettamente delimitato.

Test su differenti distanze: 5, 6, 8, 10, 12, 15, 20 e 25 chilometri


Obiettivo: Valutare la resistenza aerobica.
Procedura:
Consiste nel percorrere la distanza di 5, 6, 8, 10, 12, 15, 20 e 25 chilometri nel minor
tempo possibile. Si annota il tempo impiegato. Il risultato dei test si pu
valutare con una tabella corrispondente per ciascuno
di essi.
Materiale ed installazioni: Cronometro, pista di atletica o terreno piano senza molte
curve e perfettamente delimitato.

Cat-Test
Altra denominazione: Test di Chanon e Stephan. Curva di recupero cardiaco
di Raymond Chanon.
Obiettivo: Determinare lindice del VO2 max. Determinare le soglie aerobica e
anaerobica. Determinare la curva di recupero della frequenza cardiaca.
Procedura:
Consiste nel realizzare tre prove di intensit e distanza crescenti separate tra loro da
10 minuti di recupero. Quanto maggiore sar la capacit aerobica del soggetto,
maggiore sar la distanza che riuscir a percorrere.
Prima prova: la distanza da percorrere sar di 800, 100 o 1200 metri, in un
tempo approssimato di 6-8 minuti e con una frequenza cardiaca di 140 p/m. Seconda
prova: la distanza da percorrere sar di 800, 100 o 1500 metri, e con una
frequenza cardiaca di 160 p/m.
Terza prova: la distanza da percorrere sar di 100, 1500, 2000 o 3000 metri,
e con una frequenza cardiaca uguale a quella massima.
Alla fine dellultima prova si rilever il polso nei 30 secondi iniziali dei
successivi 5 minuti, ed il numero ottenuto si metter in un grafico in cui ci sono
le indicazioni sul recupero dellesecutore. Lindice del VO2 max, le soglie aerobiche e
anaerobiche e la curva di recupero della frequenza cardiaca si determiner
partendo dalle tabelle corrispondenti.
Materiale ed installazioni: Cronometro, cardiofrequenzimetro con il software
corrispondente, pista di atletica o terreno piano senza molte curve e perfetta- mente
delimitato.

19

Test di Conconi
Obiettivo: Valutare la potenza aerobica. Determinazione della soglia anaerobica.
Procedura:
Consiste nel realizzare uno sforzo di intensit progressiva di corsa o su bicicletta
controllando la frequenza cardiaca in funzione dello aumento della velocit.
Secondo Conconi la frequenza cardiaca aumenta con laumento dellintensit
dellesercizio, fino a quando la frequenza cardiaca si stabilizza. Questo punto di
inflessione corrisponde alla soglia anaerobica.
Il protocollo per la corsa proposto da Conconi consiste nel correre in una pista
di atletica di 400 metri, incrementando la velocit di corsa ogni 200 metri. Il
protocollo per la bicicletta consiste nellincrementare la velocit ogni chilometro. La
valutazione della potenza aerobica si realizza secondo la mas- sima velocit ottenuta
e la tabella con i dati corrispondenti. Il punto corri- spondente della soglia
anaerobica, apparir a diverse velocit per ciascuna persona e si pu rilevare con la
tabella corrispondente.
Norme: Per il protocollo della corsa, lesecutore porter alla cintura un
magnetofono che gli segnaler il ritmo di corsa al raggiungimento di ogni cono.
Ciascun segnale sentito dal magnetofono dovr coincidere con il
raggiungimento del cono.
Materiale per la corsa: Pista di atletica di 400 metri, cronometro, cardiofrequenzimetro con software corrispondente, magnetofono a cassette con la
gradazione del protocollo corrispondente, coni.
Test del gradino di Harvard
Altra denominazione: Step Test.
Obiettivo: Misurare la capacit aerobica massima.
Procedura:
Consiste nel salire e scendere un gradino di 50,8 centimetri di altezza per 5
minuti con una frequenza di 30 cicli al minuto. Un ciclo si considera eseguito
quando lallievo mette un piede sopra il gradino, vicino allaltro piede, estende
completamente le gambe e le spalle, e immedia- tamente discende, e
ricomincia con il piede che sceso per ultimo. Quando lallievo termina la prova
si siede e vengono fatti tre rilevamenti del polso, di
30 secondi ciascuno, nel seguente modo: una ad un minuto dalla fine
dellesercizio (P1), laltra al 2 minuto (P2), e lultima i 3 minuto (P3). Si
ottiene il risultato del test secondo la seguente equazione:
(Durata dellesercizio x 100) : 2 (P1 + P2 + P3)
Questo risultato si pu confrontare con la tabella corrispondente.

20

Esiste una forma semplificata che consiste nel realizzare unicamente un primo
rilevamento delle pulsazioni dopo un minuto dalla fine dellesercizio. Lequazione
da applicare la seguente:
(Durata dellesercizio x 100) : (5,5 pulsazioni)
Norme: Il ritmo deve essere mantenuto costantemente durante tutta la prova. Se
lallievo si ferma per pi di 10 secondi la prova si considera finita. Per facilitare
il ritmo desecuzione si pu utilizzare un metronomo.
Materiale: Panca o gradino da 50,8 centimetri di altezza (anche di 50
centimetri sono validi), cronometro e metronomo.
Test del gradino del Forest Service
Obiettivo: Misurare la capacit aerobica massima.
Procedura:
Consiste nel salire e scendere un gradino di 38 centimetri per i maschi e di 33
centimetri per le femmine, per 5 minuti e con una frequenza
di 22,5 cicli per minuto. Si considera un ciclo quando lallievo colloca il piede sopra lo
scalino, lo raggiunge con laltro ed estende le gambe, immedia- tamente discende,
e ricomincia con il primo piede. Quando lallievo termina
la prova si siede e si riposa per 15 secondi, dopo si rilevano le pulsazioni per
i successivi 15 secondi. Con questi dati ed in funzione del sesso e del peso
corporeo si determina il punto ottenuto in una tabella di riferimento.
Norme: Il ritmo deve essere mantenuto costantemente lungo tutta la prova. Per
facilitare il ritmo di esecuzione si pu utilizzare un metronomo o stru- mento
equivalente.
Materiale: Panca o gradino con altezza appropriata (38 centimetri per i
maschi e 33 centimetri per le femmine), cronometro, metronomo con una cadenza
di 90 pulsazioni per minuto e una bilancia.

Test di Balke
Altra denominazione: Test della panca ergometrica di Balke.
Obiettivo: Determinare il VO2 max.
Procedura:
Consiste nel salire e scendere un serie di panche di 10, 20, 30,
40 e 50 centimetri in questo ordine, per due minuti in ciascuna di esse e ad un
ritmo di 30 salite al minuto. Quando lallievo non pu mantenere il ritmo
si ritiene terminata la prova. Il massimo consumo di ossigeno si calcola
grazie alla seguente equazione:
VO2 max = (h x n x 1,33 x 1,78) + 10,5

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Legenda:
h = altezza in metri dellultima panca completata n = numero di aumento per minuto
Materiale: Panca di 10, 20, 30, 40 e 50 centimetri di altezza, cronometro,
pulsometro e metronomo.
Test di Burpee
Obiettivo: Misurare la resistenza anaerobica.
Procedura:
Lallievo esegue il seguente esercizio per il maggior numero di volte possibile in
un minuto. Lesercizio consta di cinque posizioni. Posizione
1: lallievo in piedi con le braccia lungo il corpo. Posizione 2: lallievo con le
gambe piegate. Posizione 3: con lappoggio delle mani al suolo, e realizza
unestensione delle gambe. Posizione 4: piegamento delle gambe e ritorno alla
posizione 2. Posizione 5: estensione delle gambe e ritorno alla posizione
1. Il risultato del test si pu confrontare con la tabella corrispondente.
Norme: Si considera un esercizio completo quando lallievo, partendo dalla
pozione 1 passa alla posizione 5 realizzando correttamente le posizioni 2, 3 e 4.
Materiale: Cronometro.
Test Indice di Ruffier
Obiettivo: Misurare ladattamento cardiovascolare allo sforzo.
Procedura:
Si effettua un rilevamento delle pulsazioni a riposo (P). Lallievo,
in piedi, spalle diritte e mani ai fianchi deve realizzare 30 piegamenti-estensioni
delle gambe in 45 secondi. Alla fine dellesercizio si rilevano nuova- mente le
pulsazioni (P1). Un minuto dopo lesercizio, si ripete nuovamente il rilevamento
delle pulsazioni (P2). Si applica la seguente equazione:
(P + P1 + P2 200) : 10
Il risultato un valore che si conosce come Indice di Ruffier. Questo indice si pu
valutare con la tabella corrispondente.
Norme: Il rilevamento delle pulsazioni si realizza in 15 secondi, moltiplicando per 4.
Materiale: Cronometro.

Test Indice di Ruffier-Dickson


Obiettivo: Misurare ladattamento cardiovascolare allo sforzo.

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Procedura:
Ha le stesse caratteristiche del test di Ruffier, modificando lesecuzione nel
modo seguente:
[(P1 70) + (P2 P)] : 10
Materiale: Cronometro

Test di Zintl
Obiettivo: Determinare la capacit di recupero cardiaco.
Procedura:
Consiste nel rilevamento della frequenza cardiaca tra uno sforzo
di carico costante (come il test di Cooper), determinando il tempo che lo
esecutore impiega ad alzare la frequenza cardiaca di 100 p/m. I rilevamenti delle
pulsazioni si realizzano in lassi di 10 secondi. La valutazione si realizza, secondo il
tempo di recupero, utilizzando una tabella di riferimento. Si possono
realizzare anche tra carichi massimi di breve durata (frequenza cardiaca
massima), annotando la frequenza cardiaca a 5 minuti dalla realizzazione
della prova. La valutazione viene ottenuta utilizzando una tabella di
riferimento.
Materiale ed installazioni: Cronometro, pista di atletica o terreno piano senza molte
curve e perfettamente delimitato.
Test di Lian
Obiettivo: Determinare la capacit di recupero cardiaca.
Procedura:
Consiste nel realizzare skipping per un minuto. Si rilevano le pulsazioni in 15
secondi, prima dellesercizio e dopo la prova fino a che si produca il ritorno alla
frequenza cardiaca iniziale. La valutazione si realizza, secondo il tempo di
recupero, utilizzando una tabella di riferimento.
Norme: Lo skipping si realizza sul posto e toccando i glutei con i talloni.
Lesecutore deve tenere il ritmo di due passi al secondo.
Materiale: Cronometro.

23

CAPITOLO II

24

LA MACCHINA MOTORIA UMANA


LE BASI FISIOLOGICHE DEL FUNZIONAMENTO DELLA VIDEO ANALISI
Come agisce sulla performance? Come sullapprendimento motorio?
Una gru.
Chi di noi non ha mai visto loggetto rappresentato a fianco? Questa macchina costruita
dalluomo compie per lo stesso lavori altrimenti impossibili da
portare a compimento. Certo nessuno di noi si sogna di
ritenerla superiore allessere che lha creata o di ritenerla
autonoma solo perch compie un lavoro che a noi come esseri
umani risulta impossibile. Nemmeno pensiamo che essa possa
funzionare senza lintervento e il controllo delluomo stesso.
Quindi se dovessimo identificare la parte prioritaria del
funzionamento della gru non avremmo difficolt a identificarla nel suo operatore, un
essere umano.
Avrebbe senso quindi pensare ad una gru funzionante solo come a un insieme di leve e
parti meccaniche, separate e indipendenti da chi le comanda? Avrebbe senso
concentraci sul lavoro che queste svolgono dimenticando chi le comanda? O peggio
nella progettazione della gru dimenticarci del sistema/posto di comando con relativi
sistemi che lo colleghino al sistema operativo? (le leve in questo caso sono gli effettori
del movimento). Lasciamo le domande in sospeso sperando che il documento che state
leggendo risponda ad esse.
Certi anche che sia comprensibile che parlando della gru la pensiamo come sistema
uomo/macchina, quindi non togliamo limportanza alle leve o ai sistemi effettori ed alla
loro progettazione ma sottolineiamo limportanza di ricordarci che questi senza un
sistema di controllo e gestione non funzionerebbero o mal funzionerebbero anche se ben
progettate.
Perch lesempio della gru? Perch questo paragonabile a ci che la macchina
umana e a come ad essa si pensa. Ma prima di spiegarci meglio importante ricordare
come questa mirabile opera funzioni, attraverso una descrizione semplice dei principi
fisiologici che Chi ha progettato la macchina medesima ha stabilito.
La macchina motoria umana ha potenzialit veramente incredibili e il suo equilibrio
fondamentale per il suo buon funzionamento.
Questo equilibrio si definisce come la sua omeostasi e diversi fattori concorrono al suo
mantenimento. Pensate ad esempio alla temperatura corporea: sistemi come
levaporazione del sudore quando questa si alza o un aumentato metabolismo o i brividi
di freddo (contrazioni della muscolatura liscia autonoma che contraendosi producono
calore) quando questa si abbassa, intervengono per mantenerla.
Le macchine che conosciamo funzionano attraverso luso di energia; era un processo
sconosciuto in natura? O unico? No, anche la macchina umana funziona attraverso luso
di energia e a differenza delle macchine costruite dalluomo questa ha bisogno di essere
creata partendo dalle sostanze che si inseriscono nella macchina umana; questo
processo, che rappresenta il metabolismo della macchina umana, avviene per
disgregazione delle sostanze che ingeriamo, il catabolismo, ma a differenza delle
macchine motorie costruite dalluomo la stessa fonte di nutrimento serve come raccolta
di materia prima per riparare, mantenere e sostituire parti della macchina stessa,
lanabolismo. Infatti dalle proteine che ingeriamo ricaviamo alcuni aminoacidi (sono i

25

costituenti della catena proteica) essenziali per la vita che il nostro corpo non in grado
di produrre.
Come una buona macchina, anche noi abbiamo dei serbatoi conservando quegli
elementi indispensabili in caso di richiesta energetica suppletiva, come avviene durante
una attivit fisica. Il nostro corpo ha bisogno di zuccheri (cervello e muscoli ne sono i
principali usufruitori) e allora li conserviamo sotto forma di glicogeno nel fegato pronto
a trasformarli e nei muscoli, pronti ad usarli. Inoltre sottoforma di trigliceridi nel tessuto
adiposo immagazziniamo gli acidi grassi che verranno mobilizzati quando ci sar
bisogno di molta energia. Infatti questultimi pi degli zuccheri attraverso il loro
catabolismo possono produrre molta dellenergia che usata per far funzionare la
macchina umana, lATP. Senza che dimentichiamo anche la produzione di CP,
creatinfostato, che concorre con lATP al mantenimento del flusso energetico al corpo.
Per questo questa parte viene definita energetica in quanto quando la si considera o
allena si pensa ad ottimizzarla.
Questa tiene anche conto dei valori di acqua persa e acqua introdotta ben consapevoli
che quello che ingeriamo e metabolizziamo poi, attraverso i fluidi ematici verr
distribuito ai tessuti e quindi anche a muscoli e cervello. Questi li utilizzeranno durante
il gesto atletico consumandoli per permettere ai muscoli stessi di funzionare, i crampi o
il rigor mortis sono la conseguenza di una
mancanza di ATP che irrigidisce il muscolo
bloccando il ciclo dei ponti quel
meccanismo del sarcomero che sfruttando
laccoppiamento delle proteine dellactina e
della miosina e lenergia dellATP
permettono la contrazione del muscolo e
quindi il movimento. Quindi un atleta ben
allenato sapr utilizzare bene le sue
potenzialit contrattili e le sue riserve
energetiche affaticando meno il cuore
(frequenza, gettata cardiaca)
e
permettendo inoltre una buona ossigenazione dei tessuti con una frequenza respiratoria
ottimale per lattivit che si sta svolgendo (debito dossigeno). Quindi sin qui
comprensibile, da questa semplice spiegazione, del perch ci sia concentrati
nellallenare gli aspetti energetici, il cuore e i polmoni, allo sforzo attraverso
lallenamento funzionale o muscolare, cio quello dei muscoli ( gli effettori del
movimento). Ma proprio come nel nostro esempio iniziale non andrebbero dimenticati
gli altri fattori.
Fattori come quello meccanico o biomeccanico e quello psicologico sebbene siano
conosciuti sono poco approfonditi e soprattutto utilizzati nel mondo sportivo allo scopo
di incrementare performance e prevenire traumi. Sopratutto questi ultimi sono diventati
per molti club un vero problema, ha dunque tutto questo senso? Penso che la naturale
risposta sia NO.
Proviamo a fare un breve esempio per sottolineare questo aspetto prima di addentrarci
nel tema vero di questo documento; un normale stato di ansia o di preoccupazione
normalmente presente in un atleta prima della gara, questo aspetto psicologico (e con
esso molti altri) agendo sul sistema ortosimpatico possono aumentare la frequenza
cardiaca, introdurre un maggior numero di catecolamine in circolo che concorrono allo
stesso effetto, alterando con la frequenza anche la gettata sistolica e conseguentemente
quella cardiaca. Laumento della velocit del flusso di sangue conseguente, riduce la
permanenza del sangue venoso (o meglio del globulo rosso) allinterno dellalveolo ed

26

essendo ridotto il suo tempo di


passaggio (generalmente 0,75 sec
necessari allo scambio dei gas in
condizioni normali) la perfusione
dossigeno potrebbe risultare alterata.
Dato che lossigeno un elemento
ossidativo necessario a produrre
energia sottoforma di ATP (nel
contesto aerobico) comprendiamo come anche semplici eventi emozionali o della
ragione possano alterare la performance, nonostante si sia lavorato ottimamente in
settimana. Mentre nei contesti di anaerobiosi eventi emozionali possono giocare sulla
motivazione ad eseguire un gesto alterando comunque la prestazione finale ottenuta,
questo nonostante lallenamento (degli aspetti psicologici relativi alla video analisi si
parler in altro documento).
Questo ci porta al Controllo o al SNC , cio al sistema nervoso centrale che presiede
tutte queste attivit e quindi anche quelle motorie.
Ma come fa il SNC o coordinare, elaborare ed eseguire un gesto sottoposto a comando o
riflesso (autonomo)?
La macchina motoria umana dotata di molti sensori, alcuni registrano e notificano al
cervello dati relativi la pressione, vibrazione, altri relativi alla propriocezione (cio alla
posizione del corpo) altri sono termici, altri chimici, altri osmotici altri passano
informazioni di pericolo o di dolore, i nocicettori.
Alcuni di loro presiedono la percezione di accelerazione, velocit ed equilibrio o ci
riferiscono circa i sapori, rumori e circa ci che vediamo. Questi sensori inviano al
cervello permettendoci di analizzare, capire e reagire a ci che ci circonda. Ci
permettono per esempio di correlare noi stessi al movimento di oggetti che
osserviamo programmando di conseguenza il nostro gesto e le nostre reazioni.
Alcuni sensori sono invece sulla pelle, conducendo le informazioni relative a ci che
tocchiamo o se nei piedi al punto in cui mettiamo il nostro peso. Ognuno dessi media
ad una risposta diversa alcune si adattano allo stimolo lentamente, tonici, conducendo
anche lentamente il segnale al cervello, altri
invece inviano segnali al medesimo a
velocit da formula 1, con tempi di
adattamento allo stimolo brevi, fasici, tutti
questi, come in una ordinata rete stradale
danno precedenza ai segnali proveniente dai
sensori del dolore che avvertono di un
pericolo e sono in grado di creare stimoli
riflessi di esecuzione rapidissima (0,40
msec) come lallontanamento di un arto da
una fonte calda.
Alcuni sono nei muscoli stessi e forniscono
informazioni o mediano la contrazione muscolare anche a velocit differenti.
Il complesso del Golgi ad esempio posto in serie rispetto al muscolo da indicazioni
circa un suo stiramento eccessivo proteggendo il medesimo; il fuso neuromuscolare da
informazioni sullo stato di contrazione muscolare e permette il mantenimento del tono
che ci consente di vivere vincendo la forza di gravit.
Infatti questa tenderebbe a far cadere il tronco con piegamento delle ginocchia ma lo
stiramento muscolare attiva i sensori del muscolo che lo contraggono permettendoci la
stazione eretta o il mantenimento della postura. Con questi sensori cooperano altri che

27

sono allocati allinterno delle articolazioni, queste sinergie ci permettono il movimento


volontario attraverso riflessi involontari (il miotatico ad esempio) che attivano senza il
bisogno di un nostro controllo diretto i fasci
muscolari o meglio le unit motorie pi adatte a
correggere tali disequilibri. Va detto che mentre i
riflessi sono innati, i gesti ad esso correlati sono
allenabili per tutta la durata della nostra vita
essendo il nostro SNC molto plastico. Cosa manca
dunque? Il collegamento tra ci che percepiamo e
ci che facciamo. Come mostrato in figura lo
stimolo afferente raggiunge il corno posteriore del
midollo spinale il quale in modo diretto e quindi
senza il coinvolgimento del SNC invia un segnale
attraverso un motoneurone alfa, posto nel corno
anteriore, al muscolo, il quadricipite in questo caso,
che contraendosi mantiene la postura eretta
( effettore ).
Questi stimoli non necessitando di una risposta
programmata. Sono, come gi detto, velocissimi
nella loro risposta. Se cosi non fosse sarebbe per
noi impossibile gestire lequilibrio. Ma che dire se
la risposta motoria necessita di qualcosa di pi complesso come nel caso degli stimoli e
delle risposte che spesso si attuano in attivit motorie sportive? Ci dobbiamo aspettare
tempi pi lunghi di risposta dovendo lo stimolo percorrere un tragitto pi lungo prima
di dare il comando alleffettore, cio al muscolo.
Infatti i gesti conseguenti ad una attivit volontaria possono avere anche tempi di 0,200
millisecondi, nel caso dei pi veloci come quelli balistici, arrivando anche a tempi di
esecuzioni addirittura doppi rispetto a quello citato.
Ma pu lapprendimento del gesto ridurli? E se si, come si ottiene e perch?
Occorre cominciare a chiarire quali siano gli organi sensoriali coinvolti nellanalizzare
il movimento, come questo avviene, attraverso quali vie e quindi da questo concludere
se
lapprendime
nto di un
gesto
pu
ridurre
i
tempi
esecutivi
e
qual

il
metodo
pi
efficace per
ottenerlo.
Perfezionar
e un gesto
atletico
anche
complesso
senzaltro
possibile, a

28

molti di noi verrebbero in mente i ballerini di danza classica che provano e riprovano il
gesto o il movimento di fronte ad uno specchio osservandosi, perche questo?
Losservazione di se stessi o di altri mentre mostrano il compito motorio da eseguire
uno dei sistemi di apprendimento pi accettati, losservazione stimola una parte
neuronale scoperta di recente, attraverso studi sui macachi confermata poi sulluomo
con RMN, che non a caso si chiama larea dei neuroni a specchio. Si visto che questi
interagiscono non solo nellapprendimento vocale di una nuova lingua, ascoltandola, ma
anche nellapprendimento motorio osservandolo. Quindi nella fisiologia dei rapporti
che locchio o la visione intrattiene con il SNC che dobbiamo cercare le nostre risposte.
Nella corteccia cerebrale larea visiva ben rappresentata nella zona occipitale, quindi
posteriore della testa.
La parte centrale di questarea
corrisponde alla fovea oculare larea retinica
maggiormente ricca di ricettori a forma conica deputati alla visione fine, quella centrale
di fronte ai nostri occhi posta in buona illuminazione, le area periferiche corrispondono
alla visione periferica o corpuscolare.
Questarea capovolgendo limmagine retinica elabora quello che percepiamo attraverso
la vista inviandolo alle aree sensoriali, cio a quelle aree che dal punto di vista della
percezione visiva costruiscono il movimento, danno
continuit allo stesso
permettendoci di vederlo non a scatti e ci consentono di vedere i gesti di essere biologici
che si muovono attorno a noi.
Lelaborazione sensoriale cosi accurata e precisa, (non solo per luso dellocchio ma
anche grazie al concorso degli altri sensori) che sulla corteccia cerebrale potremo
costruire unimmagine stilizzata di come vengono percepite le aree del nostro corpo,
questa immagine si chiama homunculus motorio ed una rappresentazione
somatotopica.
Non a caso le aree maggiormente rappresentate sono quella del viso e della mano con
quella degli arti inferiori, stato appurato che questa rappresentazione plastica, cio
pu variare nel corso della vita e lallenamento motorio e lapprendimento possono
giocare a questo scopo un ruolo molto importante.
Abbiamo visto che gli occhi sono la via principale dingresso del vissuto da un punto di
vista visivo, lelaborazione continua dellarea visiva della corteccia e la sinergia con le
parti (come vedremo) motorie permettono non solo di avere una perfetta
rappresentazione del proprio corpo ma di elaborare delle strategie di feedback e di
feedforward .
La prima consente di ricordare errori e strategie errate commesse nel passato
correggendo in questo modo il movimento mentre lo si esegue, la seconda consente di
poter prevedere la strategia migliore di movimento , basando la stessa sulle esperienze
vissute.
La relazione tra larea delle corteccia visiva e aree sensoriali poste nella zona parietale
del cervello permette inoltre di costruire delle mappe relative al movimento, tale aree
creano in sincronia schemi e percezioni modificabili continuamente, se ad esempio il
soggetto nella figura a lato tenesse in mano un asta sarebbero interessate larea della
presa PGF e quella del braccio PAF e questultima verrebbe estesa a tutta lasta come se
fosse una continuazione del braccio stesso. Se siamo in macchina e stiamo facendo un
parcheggio complicato il nostro sistema sensoriale estende larea PEF a tutta la
macchina permettendoci di parcheggiare.
Qual il range visivo dellocchio e della visione binoculare? Fino a dove possiamo
sviluppare la nostra capacit cinematica?

29

Fino a 62 siamo in grado di avere una visone binoculare, centrata maggiormente nei
punti della retina pi ricca di bastoncelli quindi con una definizione e chiarezza
dellimmagine non ottimale.
Abbiamo quindi sin qui stabilito limportanza dellocchio come sensore nello stabilire,
forme posizione e movimento degli oggetti, abbiamo visto che osservando un altro
possiamo imparare imitandolo o migliorarci facendo meglio, abbiamo in poche parole
sviluppato una capacit cinematica, registrando una sorta di film che ci creer a
feedback degli schemi di comportamento e motori.
Come dunque avviene la trasformazione da questa capacit cinematica a quella
cinetica?
La corteccia del nostro cervello divisa per aree a seconda del compito che quella zona
di corteccia deve presiedere. La collaborazione e la sinergia di queste aree si fa tanto
pi efficiente e fluida quanto la si usa, quindi pi stimoli passano dallarea somato sensoriale a quella motoria tanto pi questi passeranno con minor dispendio energetico
e con efficacia.

Il flusso delle informazioni segue la seguente direzione:


Dallarea somato sensoriale le informazioni vengono inviate allarea prefrontale, poi a
quella premotoria.
Alcune passano direttamente dallarea somatosensitiva a quella motoria primaria.
Per rafforzare i concetti sin qui espressi, cio quelli relativi al passaggio delle
informazioni tra unarea della corteccia e laltra, possiamo paragonare tale flusso di
informazioni allacqua piovana che cadendo su una collina si crea il miglior percorso
per arrivare a valle. Pi acqua passer in questo piccolo torrente dacqua pi il suo letto
sar profondo quindi le sue sponde alte , quindi con meno rischi che lacqua nel rivolo
esondi. Lo stesso vale per il gesto ripetuto a cui stato dato un input tale da
indirizzarlo nel percorso pi ottimale per il raggiungimento del movimento finale,
maggiore saranno i passaggi del segnale e se preferite le ripetizioni sottoposte a
controllo del sistema visivo dello stesso atleta maggiori saranno la facilit nelleseguire
il compito motorie e maggiore sar lefficacia riducendo rischi di errori nellesecuzione
dello stesso.
Inoltre da un punto di vista energetico stato dimostrato che tale processo riduce
affaticamento e sforzo. Limmagine a fianco mostra a sinistra le aree di sinapsi che si
stabiliscono con lapprendimento di un nuovo gesto, cio quelle are di collegamento tra
neuroni dove lassone di uno entra in contatto con il dendrite o il corpo cellulare di
un'altra cellula nervosa passando cos il segnale elettrico di depolarizzazione della
30

membrana cellulare, che rappresenta linformazione o il comando. Il dendrite (da


dendros = albero) quella parte della cellula che ricorda i rami di un albero. A destra
troviamo un grafico dove sulle ordinate (asse verticale) viene rappresentata la frequenza
dei potenziali dazione cio del segnale elettrico che passa da una cellula nervosa
allaltra. Dato che il passaggio del segnale richiede luso di energia (la depolarizzazione
della membrana cellulare avviene attraverso lapertura dei canali del sodio e quella dei
canali del calcio con luso poi successivo della pompa del sodio per riportare la
membrana a riposo ripolarizzandola con uso di ATP) una frequenza di scarica maggiore
determina un incremento energetico quindi di deplezione delle sostanze che presiedono
allenergetica del gesto (fatica ). Sulle ascisse (asse orizzontale) il numero delle
ripetizioni, ora ci chiaro che maggiori sono le ripetizioni maggiore sia
lapprendimento che lottimizzazione dellenergetica relativa al gesto stesso, infatti
superato il 60esimo tentativo la fatica diminuisce notevolmente. Questo dimostra che in
soggetti che compiono attivit motoria sportiva a fini agonistici con cadenza periodica e
che quindi con la medesima cadenza si allenano possono in tempi relativamente brevi
migliorare e rinsaldare la propria capacit motoria. ( con 5 ripetizioni al giorno per 5
giorni
settimanali
si
ottiene
lapprendimento
in
3
settimane!)
Non dovremo inoltre dimenticare che la creazione di schemi motori a cui la corteccia
frontale (quella del lobo frontale deputata agli schemi motori) pu attingere protegger
anche latleta da eventi inaspettati ottimizzando la risposta a riflessi che come sappiamo
sono per lo pi automatizzati ma che poi richiedono una risposta volontaria atta ad
evitare danni o cadute. Cos vedendo la cosa si pu prospettare tale allenamento cinetico
motorio
come
un
elemento
di
prevenzione
ai
traumi.
Altre strutture importanti come strutture cooperanti alla programmazione al movimento
sono i gangli della base, che svolgono un ruolo di filtro, nei gangli troviamo il talamo
importante
crocevia
di
tante
afferenze
sensitive.
Anche il cervelletto collabora allo sviluppo del programma motorio oltre che a
presiedere lequilibrio e la postura della macchina motoria.

31

Come si mappa dunque il movimento secondo questi principi fisiologici?

Semplificando la sequenza con la quale avvengono i passaggi e la velocit con la quale


vengono elaborati rappresenta il fattore in pi per il miglioramento della performance in
gara.
Infatti quando il movimento diventato unidea motoria (questo avviene dopo la
costruzione di schemi motori controllati dallindividuo stesso attraverso la sua
osservazione) allora questo seguir le vie sopracitate nella figura venendo esso
costantemente sottoposto a controllo dalle vie di retroazione che afferiscono alle
strutture del SNC gi citate come cervelletto e gangli della base.
Essendo un processo plastico, cio modificabile quindi anche allenabile, perch
dunque non farlo?
Per coloro che ancora possono nutrire dubbi al riguardo vale la pena ricordare che
esperienza comune restare stupiti dopo aver ascoltato la propria voce; come la voce,
spesso ipotizziamo ed immaginiamo il nostro movimento o gesto in modo difforme
dalla realt e solo guardandoci possiamo apprezzare che la nostra idea di noi stessi e di
come ci muoviamo andrebbe modificata. Anche perch proprio questo schema che ci
induce a prendere decisioni di tipo motorio che possono non essere in quel momento,
alla nostra portata, cosi si
ingenera lerrore o il
movimento scomposto che
potrebbe degenerare anche in
un infortunio di tipo
traumatico.
Riassumendo:
Se volessimo seguire lo
svolgimento
e
la
programmazione
del
movimento volontario o
32

intenzionale e quindi volessimo ordinare per importanza le strutture ad esso proposte


potremo
pensare
ai
gradi
di
un
esercito.
il sensore o i sensori percepiscono lambiente e la postura del corpo, essi sono i
sottotenenti.
Le fibre nervose conducono il segnale al midollo, le fibre nervose sono i tenenti.
Midollo spinale le vie piramidali ed extrapiramidali conducono alla sede del comando,
questi
sono
i
capitani.
La sede del comando, corteccia, cervelletto , tronco encefalico, talamo ricevono le
informazioni, le elaborano, le associano, le correlano al vissuto, le modificano o
correggono e le salvano nellarea della memoria. Poi inviano il comando tramite fibre
nervose discendenti (tenenti) al o ai corni anteriori del midollo spinale (capitani) che
tramite motoneuroni alfa ( sottotenenti) comandano il movimento. Larea di comando
rappresentata dai generali, i pi alti in grado.
Il movimento a questo punto e nel motoneurone alfa ( sottotenente) che comanda alle
unit motorie, cio a quel gruppo di fibre muscolari ( il muscolo come un mazzo di
asparagi dove ogni asparago una fibra) che necessita reclutare per il movimento e per
le caratteristiche dello stesso, forza (generalmente fibre bianche o intermedie),
resistenza (le fibre rosse) o la velocit (fibre bianche o pallide esclusivamente gli
colitiche anaerobiche). Lunit motoria il maresciallo maggiore. Come il muscolo nel
suo insieme. Non dimentichiamoci che internamente al muscolo ci sono fibre ( strutture
intra fusali)che lo controllano e lo coordinano che funzionano da sensori posti in
parallelo (fusi neuro muscolari) o in serie (sistema del Golgi) e che queste sono i suoi
sottotenenti.
Il maresciallo a sua volta agisce su tendini, i caporali , i quali a loro volta a motivo
della contrazione muscolare agiscono sulle strutture ossee del sistema locomotore, i
soldati.
Stando a questo esempio semplice ma efficace, chi stiamo allenando oggi? Solo i
sottufficiali e la truppa! Ma potrebbe un esercito reggersi ed essere efficace senza
laddestramento anche dei suoi ufficiali e generali? La risposta ovvia, rispondere
positivamente andrebbe contro ogni logica e ogni esperienza comune. Ma questo ci
che avviene oggi nello sport!
Sappiamo che ufficiali e generali sono allenabili nellesercito che rappresenta la
macchina corporea umana e sappiamo che esistono metodi, come la video analisi che lo
permettono. Perch non avvalercene?

33

Apprendimento degli schemi motori e


allenamento ideomotorio
La ricerca continua della prestazione e laumento degli impegni nel calcio privano
spesso gli addetti di tempo utile alla ricerca di metodiche e strumenti nuovi necessari al
modificarsi delle situazioni connesse alla gara, alla velocit di gioco ed alla frequenza
con cui le stesse gare si tengono nellarco della stagione, spesso la mancanza di tempo
per gli allenamenti non favoriscono lapprendimento.
Gli interessi in gioco relativi ad una vittoria, purtroppo ormai unica ragione per fare
sport, rendono indispensabile lesigenza di proteggere e tutelare lintegrit fisica degli
atleti per tutelare in questo modo anche gli interessi di chi lo ha tesserato oltre che di
migliorarlo nella sua performance sportiva tutelandolo cos anche nella sua integrit
fisica.
E opportuno ricordare che sia latleta in fase evolutiva sia quello maturo sono
migliorabili, mentre sul primo i margini di miglioramento sono ipoteticamente pi
grandi che nel secondo, nellatleta maturo si pu svolgere un lavoro di miglioramento e
perfezionamento molto importante.
Inoltre come registrare nellatleta in fase evolutiva i progressi e lapprendimento, pu
questo diventare un metodo per discernere il talento?
E sulla base dellelaborazione di tali ragionamenti che nasce questa nuova proposta di
valutazione e allenamento dellatleta, partendo dallambiente che lo circonda, dalle sue
capacit di apprendimento, degli aspetti relativi agli schemi motori e corporei e di tutte
le componenti condizionali e coordinative che il sistema in grado di raccogliere
relative al suo gesto ed alla sua performance.
Il primo grande vantaggio della video analisi che non richiede la collaborazione
dellatleta, in altre parole lallenamento avviene senza che esso venga disturbato da
interruzioni di qualunque sorta, solo richiesto allo staff di concordare protocolli
allenativi che siano in grado di rilevare pattern motori o dati del soggetto. Quindi
allinterno , ad esempio di un circuito allenante, si possono rilevare, come vedremo, dati
utili allo staff tecnico del Club ed al giocatore stesso.
Un altro notevole vantaggio sta nellanalizzare latleta in un momento di vera
espressione del gesto, in una condizione per lui abituale e normale senza sentirsi sotto
test e quindi senza veder alterato o artefatto il movimento. Vedi ad esempio foto 1
In questa foto appare evidente
che latleta stia saltando stando
attento a non cadere fuori
dallarea di prova.
Il movimento del capo a
guardarsi i piedi ci indica questa
sua esigenza legata anche alla
gestione dellequilibrio ed al
voler eseguire bene il test.
Ma questo gesto ripetibile in
gara? O meglio quale atleta
salter in gara guardandosi i
piedi?

34

FONDAMENTI BIOLOGICI DELLATTIVITA FISICA


Tutte le attivit psichiche dell'uomo si basano su un fondamento biologico che si esplica
studiando l'uomo dal punto di vista anatomico (struttura dei vari organi e apparati) e
fisiologico (modalit di funzionamento degli organi).
I) L'organo pi importante del corpo umano il sistema nervoso, che regola e coordina
ogni altra attivit fisiologica e presiede al rapporto organismo/ambiente. Le funzioni
principali del sistema nervoso sono tre:
1.

ricezione (attraverso gli organi di senso, esso capta i diversi stimoli


dell'ambiente o quelli interni dell'organismo);

2.

elaborazione/controllo (attraverso le fibre nervose di connessione gli stimoli


giungono al cervello che li rielabora);

3.

risposta (dai centri nervosi altre fibre di connessione ritrasmettono lo stimolo


alla periferia: muscoli, ghiandole, ecc.).

Anche negli organismi unicellulari vi sono le fondamentali propriet funzionali del


sistema nervoso: capacit di essere sensibili a determinate variazioni (stimoli) che si
verificano nell'ambiente, capacit di reagire a tali variazioni.
II) Correlato al sistema nervoso vi quello endocrino: un insieme di ghiandole a
secrezione interna (gli ormoni che producono vengono riassorbiti nel sangue e trasmessi
a tutto l'organismo). Gli ormoni determinano la crescita corporea, lo sviluppo sessuale,
il metabolismo generale e influenzano il temperamento (ad es. l'ipertiroidismo provoca
dimagrimento, eccitabilit neuromuscolare, labilit emotiva; viceversa l'ipotiroidismo
porta a nanismo, cretinismo, iposessualit...).
La funzione energetica come punto di incontro tra psiche e soma
Se si incontrassero uno psicanalista ed un fisiologo tradizionalista, potrebbero non
capirsi assolutamente sul concetto di energia. Il primo parlerebbe di energia psichica e
laltro, si riferirebbe all energia chimica legata alla combustione dello zucchero. Parlare
di energia psichica prevede lutilizzo di termini come pulsione non condivisibili con i
termini fisiologici.
Se, invece di energia psichica si parlasse di eccitazione, allora potremmo dire che
esiste una condizione umana in cui si ha un accumulo di eccitazione ed una condizione
in cui questa eccitazione pu ridursi.
Dietro il termine eccitazione, ognuno di noi avr un suo immaginario, che prevede un
accumulo progressivo di eccitazione a cui segue una scarica. Ma laccumulo dov ?
Nellattivit del sistema nervoso o nellattivit dei muscoli ?
Il termine eccitazione pu essere riferito innanzitutto alla attivit del sistema nervoso
centrale. Come conseguenza rilevabile un coinvolgimento dei muscoli. Leccitazione
a livello dei muscoli pu essere tradotta con il termine di tensione muscolare.
Parlando di muscoli si pensa alla loro funzione: quella di contrarsi. Esistono due
modalit di contrazione, una, detta isotonica, si avverte quando il muscolo si accorcia in
virt dello stimolo del S.N.C., laltra detta isometrica, dove il muscolo non si accorcia.
35

Cosa succede quando un muscolo stimolato non si accorcia ? Aumenta il tono


muscolare, quindi nella contrazione isometrica non cambia la misura del muscolo, ma
aumenta la tensione. In questo modo, se si contraggono simultaneamente i muscoli
agonisti e i muscoli antagonisti, si avr un aumento della tensione muscolare; questo
gioco di contrapposizione di gruppi muscolari, che agiscono sulla stessa struttura in
modo opposto, crea una condizione di isometria, cio di sollecitazione allattivit di
contrazione di distretti muscolari che non possono per realizzare la loro aspirazione.
Questaspetto relativo alla tensione, costituisce un nodo importante del ragionamento
psicofisiologico, perch spiega qualcosa che compare continuamente nella vita di tutti i
giorni, poich ogni attivit che implica sforzo introduce elementi di isometria.
E qui che nasce lintreccio psicomotorio, poich lorganizzazione motoria che
simpasta di isometria, diventa vissuto soggettivo di sforzo, cio lesperienza personale,
fortemente segnata da questo gioco, per cui nasce un vissuto di sforzo-tensione.
La nostra tensione psicologica, se avvertita, una tensione fisica. Possiamo quindi
capire che il sistema muscolare di per s un generatore psichico, perch rappresenta la
base di tutti i vissuti di tensione.
E quindi sulla base di questo ragionamento che nasce la proposta di oggettivazione
della risposta allo stimolo pi ampiamente descritta successivamente.
Per tornare al discorso dellenergia, si deduce che questo gioco isometrico non
soltanto utile ai fini della produzione di uno sforzo, ma anche importante per creare
una tensione preparatoria ai comportamenti successivi.
Si pensi allatleta sulla linea di partenza, al pronti che precede il via. Egli si trova in
una condizione di isometria.
Tale esempio facilmente riconducibile a situazioni preattentive legate alla vigilanza.
Questa condizione di estrema tensione isometrica ha il vantaggio di ridurre il salto fra
inattivit e movimento, perch nel gioco di contrapposizioni muscolari aumentano le
tensioni; basta che una delle due venga meno, che laltra crea una risposta riflessa
rapidissima automatizzata, gi pronta nella sequenza programmata.
La prontezza di risposta, che qui prende il nome di tempo di reazione ( T.R. ), legata a
questo aumento di attivit muscolare che il prodotto appunto di un gioco isometrico.
Una volta che entriamo in questo orizzonte mentale, ci rendiamo conto che questo gioco
di tensione preparatoria non solo dello sport e non soltanto dei comportamenti
aspecifici, di tensione senza nome, ma che quasi tutti i comportamenti emozionali sono
segnati da questo aumento di tensione.
Quindi, in rapporto alle emozioni, la tensione muscolare diventa lelemento centrale.
Essa anche lelemento centrale perch si possa costruire il vissuto soggettivo, che si
riferisce a quello che succede nel proprio corpo.
Le emozioni sono autosegnali: il provare ansia rappresenta un segnale di pericolo, cio
il corpo spiega, attraverso un particolare gioco di tensioni muscolari, che
fondamentale per l integrit dello stesso mettere in atto un comportamento difensivo
( in senso lato ). Si capisce subito che chi lavora con le esperienze corporee, lavora con
le emozioni.
Ricordiamo che noi usiamo gli stessi muscoli per stare in piedi, per camminare, per
stare seduti e per provare emozioni, dando per forme e contesti funzionali diversi ad
ognuna delle circostanze. Immaginate un atleta arrabbiato, usa gli stessi muscoli di uno
che non lo . Un po di rabbia qualche volta gli fa fare goal, troppa rabbia interferente,
gli impedisce di fare goal.
Un determinato stato di allerta potrebbe salvare la vita, se esasperato si negativizza e
inibisce.

36

Arousal , motivazione ed energia psichica


Con il termine arousal si indica, in psicofisiologia, lintensit dellattivazione
fisiologica e comportamentale dellorganismo: quando lorganismo deve effettuare una
prestazione deve attivarsi, cio mettere in moto una serie di processi caratteristici dello
stato di arousal;.
Essi sono:
1) aumento della vigilanza e dellattenzione (attivazione del sistema nervoso centrale)
2) i muscoli si preparano allo sforzo (attivazione del sistema muscolo-scheletrico)
3) cuore e polmoni si attivano per sopportare lo sforzo (sistema vegetativo simpatico)
Per molti autori e studiosi larousal collegabile allenergia psichica, a sua volta questa
collegata alla motivazione.
Perch possiamo collegare la motivazione a quanto sin qui scritto?
La motivazione definibile come segue: processo di attivazione dellorganismo
finalizzato alla realizzazione di un determinato scopo in relazione alle condizioni
ambientali.
Tale processo fondamentale, poich da esso dipendono lavvio, la direzione,
lintensit, la durata e la cessazione di una condotta da parte di ciascuno di noi.
Quello di motivare un costrutto psicologico complesso che si articola su diversi livelli
ordinati in maniera gerarchica, dalle risposte automatiche semplici e dalle spinte
elementari fino a condotte molto complesse ed elaborate.
Definiti, arousal e motivazione importante anche definire cosa si intende con energia
psichica.
Lenergia psichica lattivazione della mente e sta alla base della motivazione; quando
associata ad emozioni come eccitazione e felicit positiva, quando associata ad
emozioni come ansia e rabbia negativa.
Lo stato di stress si verifica quando gli atleti intuiscono che c uno squilibrio tra quello
che chiesto loro di fare (sfida) e quello che invece essi sentono di essere capaci di fare
(livello
di
abilit).
Quindi per Energia Psichica si intende il vigore naturalmente associato ad emozioni
spiacevoli
o
piacevoli.
Queste ultime sono responsabili della qualit del vigore suddetto, mentre riguardo la
sua quantit, occorre precisare che esiste un livello ottimale di energia psichica che,
comunemente, si definisce flow. Per comprendere dove si rintraccia e come si pu
raggiungere utile visualizzare le due dimensioni implicate (Energia Psichica e Stress)
come in fig. 1.
Massimo livello di
energia psichica FLOW
ANSIA
RABBIA
Alto livello
di stress
NOIA

ECCITAZIONE
FELICITA
Basso livello
di stress
SONNOLENZA
Minimo livello di
energia psichica
Figura 1

37

LIVELLO DI PRESTAZIONE

Lo stato di flow si raggiunge quando massimo il livello di energia psichica e minimo


quello di stress; infatti, quando questo aumenta, latleta pu, per esempio,
deconcentrarsi rispetto alla prestazione.
Si pu individuare uno stato di flow nel caso in cui latleta dimostri:
- Unattenzione focalizzata sullo svolgimento della prestazione
- Lassenza di autocritica
- Un obiettivo diretto alla prestazione piuttosto che al risultato
- La massima percezione di controllo delle proprie azioni
- Una percezione vivida del feedback
In questi termini, va aggiunto che la qualit dellandamento prestativo direttamente
proporzionale allaumento dellenergia psichica, ma questo vero fino ad un livello
ottimale oltre il quale la relazione si inverte e la prestazione comincia gradualmente a
deteriorarsi.
La relazione pu essere espressa graficamente nel rispetto del principio teorico della U
invertita (vedi fig. 2), in base al quale anche comunemente riconosciuto che il livello
ottimale di prestazione coincide con un alto il livello di energia psichica e un ridotto
grado di stress.

Energia
psichica

Zona di
energia

Energia
psichica

In questi termini, diventa essenziale che latleta sappia osservare la propria Energia
Psichica rispetto alle variabili capaci di influire sulla propria prestazione; tra queste
sono comprese le seguenti:
- La fatica fisica e mentale,
- Il gioco avversario (una partita facile riduce il livello di Energia Psichica),
- Le decisioni arbitrali,
- I comportamenti dei tifosi,
- Gli infortuni,
- I messaggi (positivi o negativi) di compagni di squadra e allenatori.
E dunque vero che ogni atleta necessita di unevoluzione personalizzata per
lincremento della propria energia psichica cos come del proprio allenamento fisico,
occorre dunque che chi segue latleta dal punto di vista psicologico sia altamente
qualificato
come
chi
lo
segue
dal
punto
di
vista
fisico.
Per concludere, premesso che ciascun atleta possiede la propria zona di energia ottimale
(IZOF: Individual Zones of Optimal Functioning), per poterla individuare occorre
rispettare le seguenti fasi:
1) acquisire consapevolezza della propria energia psichica nelle diverse situazioni
possibili
2) adottare un diario per la valutazione delle variazioni dellenergia psichica

38

3) allenarsi nel gestire lenergia psichica, tramite lesercizio delle abilit attentive e di
rilassamento, valutando le richieste ambientali
4) prevedere sedute di allenamento specificatamente rivolte alla gestione dellenergia
psichica.
La necessit di trovare un metodo di oggettivazione della Risposta
Potrebbe, ad una prima analisi, sembrare strano collegare tre momenti o stati di
attivazione psicologica come la motivazione, larousal e lenergia psichica anche perch
i medesimi processi psicologici hanno anche altre implicazioni, non sportive, nel
vissuto
di
un
individuo.
Ma a mio parere essi sono direttamente collegati nello sport, come una sorta di catena
psichica e influenzano fortemente la risposta e lacquisizione da parte dellatleta degli
stimoli.
Inoltre la necessit di poter personalizzare lallenamento psichico richiede anche di
poter analizzare ad personam le risposte allo stesso allenamento.
Mi sono posto due esigenze nell identificare lo strumento pi adatto per analizzare nel
modo pi oggettivo e significativo le risposte dellindividuo/atleta.
1. Uno strumento in grado di non richiedere la collaborazione dellatleta e quindi
escludente la necessit di motivare ulteriormente lo stesso allabitudine al test, in
questo modo lunica motivazione/energia psichica dellindividuo e quella
presente in se stesso durante lesecuzione del test.
2. Trovare un ambiente per un test iniziale sulla risposta allo stimolo il pi
possibile privo di stimoli ambientali, infatti il campo di allenamento non
rappresenta quasi mai la scelta iniziale essendo pieno di distrazioni e
riferimenti che potrebbero a mio avviso alterare il test iniziale che si pone
lobbiettivo di creare un golden standard o una situazione di idealit.
Superata poi la fase del primo test confrontare latleta con se stesso collocato nel suo
ambiente abituale di allenamento potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di studio.
La video analisi come elemento oggettivante della risposta psicologica.
La collaborazione con Dartfish e la Casio mi ha consentito unimplementazione della
medesima analisi video.
Casio, oggi produce video-foto camere in grado di rallentare il movimento fino a 1200
frame al secondo e Dartfish si evoluto in una serie di funzioni molto utili per lanalisi
del movimento senza richiesta di collaborazione da parte dellatleta.
Lunione di questi due elementi potrebbe a mio avviso divenire utile anche in ambito di
analisi psicologica considerando le forti connessioni tra lattivazione muscolare e quella
psichica descritta sopra e ben riconosciuta in ambito scientifico.
Protocollo di analisi
Si scelto di analizzare attraverso la video analisi un individuo inserito allinterno di
una stanza priva di ogni stimolo ambientale, in cui vi stato inserito solamente una
sedia, una scrivania molto semplice e un paio di cuffie audio.
Le medesime trasmettono musica al soggetto sotto studio.
Al tester stato chiesto tramite questionario di esprimersi a riguardo della musica
preferita e di quella mal sopportata.

39

Si considerata la musica preferita come uno stimolo positivo e quella mal sopportata
come stimolo negativo.
Con la video tracking analisi abbiamo registrato le reazioni.

Si pu notare un aumento dellampiezza del movimento tra lo stimolo negativo e quello


positivo, reazione al discomfort acustico?
Anche il numero delle volte che il soggetto ha cambiato posizione maggiore nel test
con stimolo negativo, accentuazione dello stress?
Di certo c una reazione diversa a seconda dello stimolo ricevuto, potrebbero questi
fattori fungere da analisi psicologica ed essere precursori della parametrizzazione del
comportamento?

Analisi del tempo di reazione? Del gesto atletico, oppure delle capacit attentive?

Analisi del gesto tecnico, oppure dellapprendimento?

40

Analisi del movimento e del gesto, oppure della reazione ad uno stimolo?

Analisi del salto, delle capacit percettive? (musica)

41

ALLENAMENTO IDEOMOTORIO
Ritengo lallenamento ideomotorio e quello legato allautomatizzazione degli schemi
motori un aspetto spesso trascurato nellambito dello sport di situazione come il calcio.
Il vedersi e il capire come ci si muove, a velocit normale o al rallentatore in un effetto
moviola, aiuta latleta ad avere una diversa consapevolezza di se e di come esso si
muove nello spazio, aiuta la ricostruzione e lanalisi dei propri schemi motori, quelli che
precedono lesecuzione dei gesti, ottimizzando il movimento e rendendolo pi congruo
e versatile alla diverse situazioni proposte dalla gara, lo prepara inoltre
allimponderabile preparandolo a proteggersi da danni di tipo traumatico.
Schema Corporeo:
Il concetto di schema corporeo, molto caro ai psicomotricisti, difficilmente
circoscrivibile declinato com in molte specialit mediche e paramediche.
Diversi studiosi hanno affrontato largomento cercando di definirlo, una delle migliori
definizioni che ho trovato quella di Ciro Pisaturo (1996) che lo definisce come: una
sintesi unificante della rappresentazione mentale della struttura reale e funzionale del
corpo e della interiorizzazione delle caratteristiche affettivo emozionali che hanno
impegnato e modellato, durante ogni attivit, la percezione come conoscenza del
proprio corpo.
Quindi da quanto ho compreso lo schema corporeo o motorio uno schema plastico
in cui la persona coglie lidea di s, ne risulta una rappresentazione mentale sintetica
sempre presente e consapevole di se, del proprio corpo, della propria persona esso
costantemente soggetto a modificazioni o adattamento sia micro che macro a seconda
delle afferenze percettivo emotivo ambientali e alle modalit di risposta ad esse.
Sviluppiamo il nostro schema corporeo e quindi quello motorio durante
lapprendimento, sia per compiti motori semplici ma non ancora automatizzati che per
gesti complessi parte di uno sport.
Lo schema corporeo-motorio entra in gioco prima dellesecuzione del gesto atletico, ci
immaginiamo mentre lo eseguiamo e cerchiamo di eseguirlo come ce lo siamo
immaginati.
Che ruolo hanno i neuroni specchio nellapprendimento motorio, nellimmagine dello
schema corporeo e nellallenamento ideomotorio?
Cosa sono i neuroni specchio?
I neuroni specchio sono una tipologia di neuroni la cui esistenza stata rilevata per la
prima volta verso la met degli anni '90 da Giacomo Rizzolatti e colleghi presso il
dipartimento di neuroscienze dell'Universit di Parma. Utilizzando come soggetti
sperimentali dei macachi, questi ricercatori osservarono che alcuni gruppi di neuroni si
attivavano non solo quando gli animali erano intenti a determinate azioni, ma anche
quando guardavano qualcun altro compiere le stesse azioni.
Studi successivi, effettuati con tecniche non invasive, hanno dimostrato l'esistenza di
sistemi simili anche negli uomini. Sembrerebbe che essi interessino diverse aree
cerebrali, comprese quelle del linguaggio.
I neuroni specchio permettono di spiegare fisiologicamente la nostra capacit di porci in
relazione con gli altri. Quando osserviamo un nostro simile compiere una certa azione si
attivano nel nostro cervello, gli stessi neuroni entrano poi anche in gioco quando siamo
noi a compiere quella stessa azione. Per questo possiamo comprendere con facilit le
azioni degli altri: nel nostro cervello si accendono circuiti nervosi che richiamano
analoghe azioni compiute da noi in passato.
Quest'ultima precisazione molto importante. Infatti sembrerebbe che il "sistema
specchio" entri in azione soltanto quando il soggetto osserva un comportamento che egli
42

stesso ha posto in atto in precedenza. Ad esempio, si visto che in un danzatore classico


i neuroni specchio si attivano esclusivamente di fronte a una esibizione di danza
classica, e non di fronte al ballo moderno, e viceversa, oppure in un esperimento
effettuato nella nostra Universit pattinatori su ghiaccio di valore internazionale
riuscivano a gestire il loro equilibrio, su una pedana propriocettiva, solo immaginandosi
sul ghiaccio o ricevendo come stimolo la musica del loro esercizio.
Che ruolo avrebbe questo in uno sport di situazione come il calcio, cio che ruolo hanno
nel calciatore i neuroni specchio e sono allenabili?
La pianificazione di un'azione richiede la previsione delle conseguenze. Ci significa
che quando stiamo per eseguire una data azione, siamo altres in grado di prevederne le
conseguenze. Questo tipo di predizione il risultato dell'attivit del modello di azione.
Se fosse possibile stabilire un processo di equivalenza motoria tra ci che agito e ci
che viene percepito, grazie all'attivazione dello stesso substrato neuronale in entrambe
le situazioni, una forma diretta di comprensione dell'azione altrui si renderebbe
possibile. La ricerca neuroscientifica ci dice che le cose stanno proprio cos grazie
alluso dei neuroni a specchio, che si attivano sia quando compiamo un'azione sia
quando la vediamo eseguire da altri. Sia le predizioni che riguardano le nostre azioni,
sia quelle che riguardano le azioni altrui, possono quindi essere caratterizzate come
processi di modellizzazione fondati sulla simulazione. La stessa logica che presiede alla
modellizzazione delle nostre azioni presiede anche quella delle azioni altrui. Percepire
un'azione - e comprenderne il significato - equivale a simularla internamente. Ci
consente all'osservatore di utilizzare le proprie risorse per penetrare il mondo dell'altro
mediante un processo di modellizzazione che ha i connotati di un meccanismo non
conscio, automatico e pre-linguistico di simulazione motoria.
Ne desumiamo che nei giochi di squadra o negli sport di situazione saper prevedere e
valutare correttamente le proprie azioni e quelle altrui permette un miglioramento
complessivo del gioco sia del singolo atleta sia dellintera squadra.
Rimane da descrivere lallenamento ideomotorio:
Con lallenamento ideomotorio, si parte dal presupposto che alcuni problemi che si
manifestano in ambito sportivo, possono essere corretti e migliorati immaginando le
stesse situazioni tecnico-tattiche con un risultato positivo. La mente non fa differenza
fra una esperienza realmente vissuta e una immaginata. Gli impulsi nervosi, che
circolano nel cervello quando si vive o si immagina una esperienza, formano una sorta
di traccia del percorso, rendendo pi facile il richiamo dello stesso programma o
pensiero in un momento successivo; questa traccia viene influenzata dalla quantit dei
passaggi dello stimolo nervoso, cio, pi ci si esercita, maggiormente si apprende.
Pertanto, quando si ripetono mentalmente delle azioni come se si svolgesse un
allenamento. Affinch lallenamento ideomotorio sia realmente efficace, ci vuole
predisposizione psicologica, ripetizione e una visualizzazione ricca di sensazioni:
visiva,
muscolo-articolare,
uditiva,
tattile,
organica.
Questo processo di immaginazione, pu avere un carattere riproduttivo riguardo a
esperienze precedenti; creativo quando si anticipano degli eventi possibili;
programmatico riferito allazione da compiere; regolatorio in relazione al controllo e
allazione dei movimenti; allenante volto al miglioramento del gesto.
Rappresenta unaltra variante dellallenamento mentale, che interviene sulla psiche
dellatleta; deve fare parte integrante, senza sostituire ma completare, dellallenamento
tradizionale. In uno sport come il calcio, che viene definito psicologico e di situazione,
si pensi quale importanza pu assumere questo aspetto che, purtroppo, in Italia, viene
ancora poco considerato. Prima di procedere a questo tipo di allenamento mentale,

43

sempre utile praticare alcuni esercizi di rilassamento, per fare diminuire la tensione
muscolare e acquisire un livello di concentrazione tale, da permettere il pieno
assorbimento delle tecniche ideo-motorie.
La seduta non deve durare pi di 30 minuti (compreso il rilassamento).
Il metodo consiste nel riprodurre e visualizzare mentalmente azioni di gioco,
interventi tattici e correzioni tecniche che hanno lo scopo di aiutare il portiere a viverle
in partita in maniera positiva, vincente, con minore ansia, maggiore freddezza e
sicurezza. Un esempio pratico pu essere la rappresentazione mentale di un' uscita per
un portiere su gioco aereo; la rappresentazione esatta di un'azione tecnica e tattica che
deve essere migliorata .Ogni esercitazione viene proiettata mentalmente tre-quattro
volte per poi passare alla prossima.
Queste esercitazioni possono essere fatte negli allenamenti, prima e durante la gara
riducendo ovviamente la loro durata.
Quando immaginiamo di compiere un certo gesto, inconsciamente i muscoli deputati a
quel gesto aumentano il loro tono muscolare (stato di leggera contrazione a riposo
determinato dal sistema nevoso centrale) dimostrando come ci sia una preattivazione nervosa solo pensando al movimento. Tant che negli stati
emotivi il tono muscolare generale aumenta (sensazione di pericolo, paura, lotta,
oppure euforia ecc) o diminuisce (sensazione di abbandono, rilassamento,
depressione). Laumento del tono muscolare ha la funzione di pre-attivare la
contrazione per essere pronti allazione. La diminuzione del tono muscolare nei
momenti di rilassamento svolge il compito di risparmio energetico e di silenziare le
sensazioni provenienti dal corpo per porre maggiore attenzione agli stimoli esterni
(es. nella meditazione contemplativa) o al lavoro mentale.
Ma come si realizza lapprendimento di un gesto complesso? Gli impulsi nervosi che
circolano nel nostro cervello quando viviamo una esperienza motoria (ma non solo
motoria) determinano una sorta di traccia del percorso tra le cellule cerebrali che
ne facilitano un successivo passaggio determinando quello che chiamiamo
apprendimento. Il meccanismo il seguente. Quando un segnale passa attraverso
delle connessioni (sinapsi) tra un particolare gruppo di cellule nervose, esso lascia in
qualche modo una traccia in tali connessioni in modo che il passaggio in tempi
successivi attraverso le stesse sinapsi sia facilitato.
Pertanto, quando nel cervello prende il via un certo programma d'azione (o anche
un pensiero) esso lascia una traccia nelle sinapsi utilizzate e ci rende pi facile il
richiamo dello stesso programma (o pensiero) in un momento successivo. Questa
traccia nelle connessioni tra cellule nervose sembra essere influenzata dalla
quantit di passaggi dello stimolo nervoso che determina lo sviluppo dei neuroni
dei dendriti, degli assoni e delle sinapsi utilizzati. Quindi, questo fa comprendere la
funzione dell'esercizio e della ripetizione nell'apprendimento in genere. Quelli che
inizialmente erano sentieri diventano con lesercizio delle autostrade.
Perci se ci ripetiamo mentalmente delle azioni (visualizzazione) come se le
facessimo veramente e quindi come se ci allenassimo. Per cui possiamo aumentare
notevolmente il carico di esercizio per l'apprendimento di un gesto, visualizzando
mentalmente le azioni che dobbiamo fare nel compierlo.
Ma ci sono delle condizioni affinch l'allenamento ideomotorio sia veramente
efficace e produttivo:

44

1. bisogna sapersi concentrare


2. bisogna avere una certa esperienza motoria realmente vissuta (anche di diverso
genere rispetto al gesto da apprendere ma che abbia un carattere di similitudine
anche di massima)
3. la visualizzazione deve essere molto vivida cio ricchissima di sensazioni non
solo visive ma anche muscolo-articolari, uditive, tattili, organiche (interiorizzazione).
4. Ci deve essere ripetizione.
Infatti la capacit di lavorare con le immagini della mente richiede una certa
capacit di saper dirigere lattenzione e non farla fuggire in pensieri secondari e
non necessari. Inoltre non si pu imparare una cosa se non si ha fatto mai
movimento giacch la visualizzazione sarebbe molto povera di sensazioni specifiche
(sensibilit) e quindi l'allenamento ideomotorio non funzionerebbe. Inoltre la
visualizzazione deve essere molto ricca di particolari (interiorizzazione) altrimenti
sarebbe troppo superficiale e non innescherebbe quei passaggi neuronali
necessari a determinare l'apprendimento. La ripetizione ha parimenti importanza: non
si pu visualizzare una certa cosa una volta ogni tanto e pretendere di imparare!
La visualizzazione non la ripetizione di parole o frasi, ma lutilizzo di
rappresentazioni mentali;
non deve essere rapida e superficiale. La sua efficacia potente solo se molto vivida.

Fig. 3 e 4 Teoria sullapprendimento motorio a livello neuronale

LE FASI DELLALLENAMENTO IDEOMOTORIO NELLAPPRENDIMENTO


Lutilizzo
dellallenamento
ideomotorio (detto anche apprendimento
intelligente con programmazione cosciente) per apprendere un gesto complesso o per
perfezionarlo segue 3 fasi fondamentali.
1^ fase: acquisizione visiva del modello tecnico da apprendere mediante dimostrazione
di un atleta
45

o visione di un filmato. In questa fase il canale visivo esterno a condurre


lapprendimento per lacquisizione dello schema globale e dellobiettivo.
2^ fase: acquisizione della struttura ritmica del movimento. Essa infatti funge da trama e
conduce
la mente nella temporizzazione (timing) delle singole azioni degli arti (appoggi, slanci,
tiri ecc).La capacit di percepire e sentire su se stessi il ritmo delle azioni
fondamentale per la riuscita dell'apprendimento. Chi ha difficolt a percepire il
ritmo in generale ha maggior difficolt a imparare gesti complessi. Il caso pi
eclatante si ha nel ballo liscio dove anche gesti semplici come fare dei passi possono
costituire una cosa difficile per chi non ha senso del ritmo. Il tiro in corsa della
pallacanestro pu essere appreso con maggiore facilit se prima ci si esercita sul
ritmo dei movimenti. La struttura ritmica del tiro in corsa, partendo da fermi ed
eseguendo un palleggio prima
dei due passi- salto e tiro, la seguente:
tam-tatam-ciuf;
O
O O O
tam corrisponde al primo passo in contemporanea al palleggio (piede sinistro-mano
destra), tatam ai due appoggi dei piedi (destro-sinistro, quest'ultimo con salto
verticale) e ciuf al tiro. Saper interiorizzare il ritmo significa essere in grado di
eseguirlo battendo le mani e/o i piedi.
3^ fase: cenestesi + visio interno. in questultima fase che si compie lallenamento
ideomotorio. Dopo aver compiuto qualche prova pratica necessaria per richiamare dal
proprio vissuto motorio le sensazioni cinestesiche che scatenano il gesto vero e proprio,
occorre procedere alla visualizzazione non pi dallesterno come era nella prima
fase di acquisizione del modello (visio esterno), ma immaginando ci che si
vedrebbe realmente coi propri occhi e secondo il ritmo reale dellazione.
Ad esempio nellallenamento ideomotorio del salto in alto, vedere
lavvicinamento durante la rincorsa allasticella, la sua focalizzazione precisa al
momento dello stacco, secondo la successione temporale degli appoggi, della
sensazione di volo e di atterraggio ecc. In questa fase il ritmo degli appoggi deve essere
sentito molto nettamente (una cadenza progressivamente pi frequente con un tatam
finale determinato dallultimo passo pi veloce). Ma la cosa pi importante la
rappresentazione delle sensazioni cinestesiche derivanti dalla pianta del piede,
dallinclinazione indietro del tronco rispetto al piede nel punto di stacco, dal
caricamento del ginocchio e dallo sforzo della coscia, dal caricamento e slancio delle
braccia, dalla rotazione longitudinale dellasse corporeo, dalla posizione della testa al
momento dello stacco e della fase di volo successiva (proiezione del tronco verso lalto,
compimento della rotazione longitudinale, arco dorsale, chiusura dellarco per atterrare
sulle spalle).

46

CAPITOLO III

47

LA VIDEO ANALISI
Ma cos la video analisi e come funziona?
Si tratta di uno strumento che permette di analizzare lo stesso colpo o gesto da pi
angolazioni e con differenti velocit per evidenziare il particolare che quasi sempre
sfugge ad una analisi ad occhio nudo.
A chi utile?
Lallievo di turno, principiante o professionista che sia, trae grande vantaggio nel
vedersi sullo schermo rendendosi conto di aspetti posturali, prendendo coscienza di
schemi corporei talvolta sconosciuti, facilitando il miglioramento di gesti gi
automatizzati e lapprendimento di nuovi compiti motori.
Il principiante accelera i processi di apprendimento. Il giocatore intermedio/giocatore di
club migliora e corregge errori e cattive abitudini. Nel lavoro svolto con giocatori
agonistici e giocatori professionisti la video analisi individua e corregge il particolare in
grado di fare la differenza.
La video analisi sfrutta i pixel del video per attaccarci un marker che permette di vedere
anche in movimento il dato, es. angolo, relativo al soggetto. Il programma software in
grado di elaborare tabelle che possono essere esportate con tutti i dati su un programma
di calcolo (excel) per le elaborazioni di tipo scientifico o statistico.
Lelaborazione video pu essere trasformata in file
immagine, potendo facilmente inserirla in
Presentazioni, documenti report, schede dellatleta,
cartellonistica ecc.
Inoltre il programma permette di trasformare il video
dellanalisi dellatleta o della squadra in momenti
chiave facilmente ritrovabili, con commenti scritti e
sonori (richiami ad esempio alle percezioni degli
stimoli sonori in gara) e costruito gi in modalit flash
quindi utile allesportazione tramite internet e visibile
con qualunque browser. In questo modo
limmagazzinamento dei dati semplificato e ridotto
cos come la condivisione degli stessi.

Nella mia esperienza duso di questi strumenti mi sono resa conto della loro utilit in
queste aree della pratica sportiva:
1. Analisi del gesto senza collaborazione dellatleta

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2. Valutazione della capacit condizionali dellatleta; forza, resistenza e velocit


sono facilmente analizzabili anche senza che latleta sappia di essere ripreso.
3. Valutazioni di alcune capacit coordinative, es. orientamento spazio-temporale,
capacit cinestetica e di trasformazione ed equilibrio.
4. Valutazioni funzionali di tipo posturale sia statico che dinamico legate ad
elasticit di alcuni distretti corporei.
5. Metodo utilissimo in ambito riabilitativo, soprattutto se avevamo gi dati
sullatleta precedente al trauma.
6. Metodo per il miglioramento tecnico del gesto, posture, atteggiamenti ecc
7. Metodo per lanalisi tattica della gara
8. Metodo per lo scouting o riconoscimento del talento ed il match analisi.
9. Utile allallenamento del soggetto in fase evolutiva motoria e psicologica
10. Utile allallenamento ideomotorio e degli schemi motori.
11. Miglioramento della percezione di se e dellautostima.
12. Motivazione per latleta a migliorarsi gareggiando contro se stesso
13. Migliore comprensione delle tematiche psico-motorie come attenzione,
concentrazione, stato di flow, apprendimento e tempi di reazione con luso e la
quantificazione dei tempi preattentivi.
Le possibilit di analisi del Sistema sono legate alla capacit del software di analisi e del
tipo di macchina fotografica/video (e delle sue impostazioni) in uso dallAnalista
Biomeccanico durante le riprese a scopo di analisi.
Attualmente il software maggiormente affidabile e preciso un software svizzero
(Dartfish) nato per lanalisi del golf e successivamente evoluto in diversi ambiti
sportivi.
La macchina fotografica che anche in grado di fare video slow motion consigliata la
Casio Exilim FH 20.

Questa macchina fotografica rende possibili foto come questa, consente di rallentare il
movimento in video da 7 a 34 volte la velocit normale e di scattare ben 40 foto in un
solo secondo!
49

Attualmente gli sport che maggiormente usano, gi da tempo, tale strumento sono: lo
sci, il tennis, il golf, latletica, lhockey e il ciclismo.
DARTFISH
Nel 1997 dopo della lunghe ricerche sui trattamenti di immagine e di visione per
computer, la tecnologia SimulCam stata inventata alla scuola del politecnico federale
di Losanna (EIFL), Svizzera.
Incoraggiati dallaccoglienza entusiasta di questa invenzione, sia dai produttori tv che
dai telespettatori, cinque uomini daffare decisero nel dicembre 1998 di creare la societ
Dartfish (fondata inizialmente sotto il nome di InMotion Tecnologie) con il fine di
lanciare la commercializzazione di SimulCam e anche altre applicazioni basate
sullimmagine e la video numerica. Lo Start-Up si in seguito rapidamente sviluppato
ed divenuto conosciuto internazionalmente per le sue immagini inedite diffuse durante
le trasmissioni televisive di eventi sportivi. SimulCam stato rapidamente seguito da
StroMotion, lanciato nel gennaio 2001.
Basato sul suo savoir-faire tecnologico, Dartfish si allora interessato ad altri domini in
diffusione come il miglioramento del contenuto interattivo su internet o ancora lo
sviluppo di applicazioni dedicate allintrattenimento dello sport.
Dartfish impiega attualmente pi di cinquanta persone nella sua sede principale a
Fribourg (Svizzera) e le sue succursali ad Atlanta (Usa), Sophia-Antipolis (Francia),
Sidney (Australia), Tokio(Giappone) e Soul(Corea).
Dartfish largamente riconosciuto per le sue applicazioni nello sport per la formazione,
per leducazione, per la salute e altri campi ancora.
LA VIDEO ANALISI DAL PUNTO DI VISTA DEL PREPARATORE
La metodologia applicata alla preparazione nel calcio in continua evoluzione, ci
vengono proposti metodi moderni e applicazioni sempre nuove, spesso studiate a
tavolino o in laboratorio. La sperimentazione che viene, poi, applicata sul campo
consente di dare dati e risultati specifici sul quel gruppo di lavoro, in quelle circostanze
specifiche, per quella categoria, non sempre esportabili per tutte le realt.
Tutti i preparatori cercano in base alle proprie possibilit e con la strumentazione che
hanno a disposizione di indagare a fondo sul proprio metodo di lavoro, sulla sua
efficacia ed utilit. Ma la domanda che mi pongo e che pongo ai miei colleghi se
esiste attualmente un modo valido, continuativo e discreto per valutare lefficacia del
proprio operare sul campo. La risposta si e si chiama video analisi.
La video analisi consente a noi preparatori di avere, quasi in tempo reale, informazioni
sullo stato di forma fisica dei nostri atleti; ci permette di raccogliere dati sulla forza,
nelle sue varie espressioni, sulla velocit e sulla resistenza. E possibile valutare il
livello di alcune capacit coordinative e dellatteggiamento posturale dinamico dei
nostri calciatori. Ci da, inoltre, la possibilit di sovrapporre dati diversi creando, quindi,
una data base ricco di utili informazioni.
Unaltro aspetto sorprendente quello di poter raccogliere tutte queste notizie
specifiche senza interrompere lallenamento, la sua fluidit ed intensit esecutiva.
E sufficiente scegliere alcuni mezzi operativi, divisi per obiettivi, che possano
diventare esercizi test, da riproporre con cadenza da stabilire in base alle proprie
esigenze valutative, per determinare i progressi dei propri atleti o il loro stato di forma.

50

La video analisi analizza situazioni specifiche, in un contesto vicino al modello


prestativo del gioco del calcio a differenza dei test classici che leggono una realt
spesso fine a se stessa.
La video analisi non soppianta lutilizzo dei test classici, ma si propone come supporto a
quel tipo di indagine spesso finalizzata a quel momento e a quel contesto ed in
circostanze non specifiche. Ad esempio il risultato ottenuto con un jump test con contro
movimento confrontabile con la forza esplosiva dellatleta nellesecuzione di un colpo
di testa? Con il sistema di video analisi questa comparazione possibile.
Infine, ma non per importanza, la possibilit di far vedere ai nostri atleti i loro errori,
soprattutto per ci che riguarda gli aspetti coordinativi e posturali, un elemento di
estrema importanza per la capacit di migliorarsi attraverso lapprendimento ideo
motorio. Diventa una forma autocorrezione continua che ci permette di creare
discussioni ricche di spunti con i nostri atleti.

51

CAPITOLO IV

52

LA VIDEO ANALISI, METODO DI


VALUTAZIONE DEL MOVIMENTO

OUTDOOR: PERCHE LA VIDEO ANALISI E POSSIBILE IN SERIE D


Chi ha detto che la video analisi possa essere realizzata solo nei campionati
professionistici? Ecco tre buoni motivi per i quali squadre militanti nel campionato
nazionale dilettante possono avvicinarsi a questo nuovo e innovativo sistema:
La maggior parte delle squadre che disputano il campionato di serie D effettua
dalle cinque alle sei sedute settimanali oltre ad una o due gare ufficiali. In serie
D c una programmazione seria e accurata, ci sono atleti con buone capacit
tecnico-tattiche, fisiche e coordinative; c la cultura del lavoro, c lintensit
negli allenamenti e una ripartizione dei carichi studiata e valutata attentamente.
Tutto questo rende il campionato nazionale dilettante non dissimile dalle
categorie superiori e se la video analisi trova una sua applicazione tra i
professionisti perch non dovrebbe trovarla nelle squadre di serie D?
La serie D, visto lobbligo dei giovani, si presenta con rose dallet media molto
basse. Questo aspetto da tenere in forte considerazione da parte dello staff
tecnico nella stesura della programmazione e nella scelta dei mezzi operativi da
applicare. I margini di miglioramento per i giovani sono maggiori ed forte
anche la determinazione nel perfezionarsi rispetto ai propri compagni con
qualche anno in pi. In questa situazione la possibilit di utilizzare la video
analisi per poter ottenere informazioni utili sulle carenze dei nostri giovani per
poi studiare protocolli di lavoro finalizzati al loro miglioramento di estremo
interesse.
In ambito dilettantistico non essendoci potenzialit economiche elevate non
possibile avvalersi di grandi strumentazioni o di centri di ricerca allavanguardia
per la valutazione dei propri atleti. Spesso ci si affida allesperienza del proprio
staff e al dialogo con i propri atleti per capire il loro stato di forma. La
possibilit di avvalersi anche periodicamente di esperti di video analisi
consentirebbe una conoscenza maggiore da parte dello staff tecnico dei propri
atleti e della loro condizione fisica di quel momento.
Attualmente il software maggiormente affidabile e preciso un software svizzero
(Dartfish) nato per lanalisi del golf e successivamente evoluto in diversi ambiti
sportivi.
Attualmente gli sport che maggiormente usano, e gi da tempo, tale strumento sono; lo
sci. il tennis, il golf, latletica , lhockey e il ciclismo.
I metodi duso ovviamente variano a seconda dello sport a cui ci si riferisce, nel calcio
mi piacerebbe proporre alcune possibilit.

53

Analisi del gesto:

Gesto del calcio, analisi posturale e motoria

Analisi della corsa, le spalle

Rinvio del portiere e traiettoria di tiro

Posizione dei piedi e distanze

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Valutazione del gesto


Avendo le distanze percorse dal punto materiale ed il tempo semplice calcolare
velocit in m/s ed accelerazione in m/s2

Velocit, accelerazione, angoli del gesto tempi di reazione, altezze

55

Analisi di due gesti simili

Lunghezza falcata, tempi di contatto, altezza e


movimento del baricentro corporeo, traiettoria
del capo nella corsa.

Sovrapposizione del gesto tra


prove diverse analisi di due
gesti simili

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Capacit Condizionali:
Forza:

Appare evidente la asimmetria e la differenza di forza tra lato sinistro e destro del
corpo, inoltre possibile lanalisi del cambio di direzione.

Movimento preparatorio del capo (in viola) prima del salto, analisi della forza
esplosiva e del gesto atletico.

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Capacit di utilizzo pliometrico della muscolatura da parte dellatleta, valutazione della


forza esplosiva.
In serie con ripetizioni maggiori sia in questo esercizio che nel precedente pu
manifestarsi un decadimento della prestazione dovuta a fatica, si pu dunque analizzare
la resistenza alla forza o forza resistente.

Il programma pu essere usato come se ci fossero due o pi fotocellule in campo.


Lanalisi del tempo molto affidabile, il programma sfrutta i frame del video che sono
30 in un secondo o di pi nei video con effetto moviola.
Quindi a velocit normali, non rallentate, il tempo preciso al millesimo.
Il vantaggio consiste anche nel poter prendere un tempo considerando il cambio di
direzione, o meno, contando il numero di passi nei 10 metri, utilizzati per
laccelerazione e il numero di passi usati per la decelerazione prima del cambio di
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direzione. Avendo tempo e spazio si pu calcolare la velocit. Lanalisi dunque pi


affidabile e completa di quella che si pu ottenere con le fotocellule tradizionali.
Lanalisi della velocit e del tempo ci permette in un circuito di valutare la Resistenza.
Analisi posturale;
es. la flessibilit della colonna.

Il programma ci permette di mettere delle linee, una o pi, sulle parti che vogliamo
verificare come parti non in movimento oppure una grata a rete a simulare lo
scogliosometro.
Nella foto si verifica la non rotazione del bacino e latleta si flette su un paletto , il
programma misura la distanza minima da terra della mano.
Analisi del gesto nella gara; in condizioni di stress.

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Attacco e difesa analisi dei movimenti.

Movimenti della squadra su azione a seguire il pallone, il primo a destra si disinteressa


dellazione, quello centrale reagisce, quello a destra perde interesse e attenzione
allazione.
Queste immagini o video aiutano a memorizzare schemi o movimenti, incoraggiano la
concentrazione e lattenzione, va sottolineato che le riprese sono state fatte dagli spalti
senza la collaborazione di alcun atleta.
INDOOR: VALUTAZIONE DEL METODO KETTLEBELLS
Abbiamo visto quanto la video analisi si possa ben adattare al calcio (oltre che al tennis,
al golf, allo sci), quanti parametri abbiamo rilevato. Sia per quanto riguarda le capacit
motorie, sia sullanalisi del gesto, sia sugli schemi di gioco e di tattica, e ancora come
feedback per latleta, la sovrapposizione di due gesti simili, il confronto tra gesti
simili. Ora applichiamo la video analisi indoor, sul metodo Kettlebells. Esistono
pochi studi su questo metodo. In collaborazione con la palestra Life Fitness Club di
Urgnano (BG) stato possibile applicare Dartfish anche a questa disciplina.
Ho preso in esame due soggetti: un uomo esperto ed allenato e una donna non esperta e
non allenata. Ho chiesto loro di eseguire 5 serie con 6 ripetizioni luna. La ragazza
utilizza un kettlebells da 12 Kg, il ragazzo da 20 Kg.

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Vediamo i risultati:

1 serie Andrea

5 serie Andrea

1 serie Manuela

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5 serie Manuela

Liperlordosi di Andrea pi accentuata rispetto quella di Manuela. Diversa


langolazione del busto e della caviglia.

In questa immagine ho affiancato una posizione significativa mentre viene eseguito lo


swing. visibile la differenza di altezza del baricentro tra Andrea e Manuela con

62

conseguente differenza di angolazione del busto. Il carico di Andrea distribuito sulle


gambe mentre il carico di Manuela grava di pi sulla zona lombare.
Nelle immagini precedenti analizziamo la forza della spinta tramite laltezza dal
baricentro al suolo:
ANDREA

FORZA

ANGOLAZIONE
BUSTO

1 ripetizione 1 serie

0,62 m

71,8

6 ripetizione 1 serie

0,63 m

63

ANDREA

FORZA

ANGOLAZIONE
BUSTO

1 ripetizione 5 serie

0,62 m

69,5

6 ripetizione 5 serie

0,59 m

65,5

La forza di spinta di Andrea rimane allincirca costante. C una differenza notevole di


4 cm tra lultima ripetizione della prima serie e lultima ripetizione dellultima serie.
Caricando il peso sulle gambe e non sulla zona lombare Andrea flette in avanti il busto
molto pi di Manuela, infatti langolazione del busto di Andrea nettamente inferiore di
quella di Manuela.
MANUELA

FORZA

ANGOLAZIONE
BUSTO

1 ripetizione 5 serie

0,85 m

92

6 ripetizione 5 serie

0,84 m

84,7

MANUELA

FORZA

ANGOLAZIONE
BUSTO

1 ripetizione 5 serie

0,87 m

92,7

6 ripetizione 5 serie

0,85 m

84,3

63

Manuela ha il baricentro molto alto facendo lavorare cos la zona lombare oltre alle
gambe e i glutei. Come detto prima langolazione del busto molto maggiore di quella
di Andrea.
Queste sono immagini ricavate dai filmati. Infatti in questi ultimi seguiamo per tutta la
durata del video tutte le angolazioni mentre il soggetto esegue indisturbato il suo
esercizio. Ho posto in evidenza i piedi dei soggetti. Nel video vediamo che Manuela
tiene i piedi ben piantati al suolo, mentre Andrea spesso, per eseguire lesercizio, si
sbilancia sollevando le punte dei piedi e portando il carico sui talloni.

Inserisco altri due esempi di video analisi utilizzata in ambiente indoor:

Nella tabella vediamo laltezza del punto deciso in ogni frazione di secondo. Tutti i dati
riportati in tabella possono essere estrapolati e convertiti in formato Excel. Sar facile
usare questi dati in presentazioni e conferenze ad esempio.

In questa immagine per esempio analizziamo la traiettoria del bilancere dal momento
dello stacco alla fine del gesto.

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CONCLUSIONE
Quelli presentati sono solo alcuni esempi delle possibilit del programma, la creazione
di protocolli di lavoro la standardizzazione delle posizioni di ripresa eviteranno errori di
misurazione.
Inoltre consentiranno la sovrapposizione di video o foto contenenti gesti compiuti in
tempi diversi o da atleti diversi.
Ridotto da un protocollo rigoroso, lindice di errore, la video analisi diventa un valido
strumento per avere dati relativi agli atleti tesserati dal club senza richiedere tempo
allatleta o collaborazione o per aiutarli a migliorarsi o anche solo a conoscersi meglio
dal punto di vista motorio.
Limportanza per il Club di una banca dati relativa ai propri tesserati semplice da
intuire, pu servire per conoscere meglio i propri atleti, condividere con loro i risultati
motivandoli a superarsi tramite sedute di allenamento intense e ben vissute.
La letteratura scientifica evidenzia unimportante relazione tra la gestualit, e il modo di
esprimerla, con la condizione psicologica del soggetto in quel preciso momento.
La ricerca in ambito di nuove tecnologie spesso produce nuovi strumenti utili in diversi
ambiti, potrebbe questo essere il caso della video tracking analisi nata per lo studio del
movimento ma utile anche a chi si occupa dellallenamento psicologico di un team o di
un atleta?
La volont di fornire un nuovo strumento di analisi alla ricerca , psicologica in questo
caso, test e prove ripetute sul campo forniranno la risposta a questa domanda.
Sono convinto che visto laumentare della frequenza con cui si giocano le gare, visto
laumento della velocit di gioco del calcio e visto che il metodo di valutazione non
richiede nulla allatleta, luso di questi sistemi si debba ritenere come utile e come una
possibile innovazione da inserire nella standardizzazione del lavoro di ogni Club
professionistico e non.
Inoltre la ricerca per migliorare sempre pi questo strumento di valutazione sempre in
atto. Infatti ci sar un incremento con nuovissime e sofisticate tecniche che
permetteranno la visione delle immagini e dei filmati in 3D. E facilmente intuibile
limportanza i numerosi vantaggi che potremo ottenere grazie a questa imminente
tecnica!

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BIBLIOGRAFIA

Gianni Leali "lallenamento sportivo" Teoria e metodologia, NARDINI Editore


1996
Hatfield F.C. Power a scientific approach, Contemporary books publish, New
York, 1989
Lucio Garbelli, Corso di teoria e didattica degli sport di squadra, La Goliardica
Pavese,2001

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