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K;-r

PARADOSSI EDUCATIVI

T
GIUSEPPE PBEZZOLINI

PARADOSSI EDUCATIVI

5 (^^

ROxMA
La Voce

Societ Anonima Editrice


1919

Propriet Riservata

Societ Anonima Poligkakica Italiana

Eoma,

19iii.

Dedico a

te.

caro

Lombardo-Radice, questa
fatto sospettare

raccolta, perch

mi hai

tu che

potessi essere anch'' io, a

mio modo, un educatore.


Roma,
10 giugno 1919.

LA COLTURA POPOLARE.
Esiste una

coltura popolare >?

Se ne parla spesso. Ma ci non prova che


si

esista.

parla che poi


distriizioue,

si

scopre

sono
talora,

Di quante cose un equivoco,


vestiti diversi

uua

una confusione,
o,

sopra uno stesso corpo con uno stesso vestito!

corpi diversi

A prima vista^ del resto, si direbbe davvero che una coltura popolare non pu esistere. Perche dovrebbero esistere varie colture ? La coltura
la stessa

per

tutti,

come

la scienza

u<ruale per tutti.

La
vi

verit parla a tutti

nello

stesso modo.

Xon

pu essere una coltura


il

per

il

popolo e una coltura per

signore,

come

pu essere una coltura socialista e una repubblicana, una scienza cattolica ed una provi

non

testante.

Se noi guardiamo addentro a questa concezione vi


p(?r la

troviamo proprio annidata la ragione

quale la coltura popolare non progredisce abbastanza e i tentativi di Universit popolari,


a detta dei loro stessi pi caldi partigiani,

hanno

bisogno di grandi riforme. Le Universit popolari in quanto popolari non sono state

un fallimento

in Francia ed in Italia?

Quando

sono Universit non sono popolari, quando sono


popolari non sono Universit.
in generale

il

pubblico che

ne frequenta le conferenze e i corsi non puramente utilitari e tecnici in generale di piccola borghesia. Son cose note a tutti i
fautori delle Universit
si

popolari ed alle quali


i

cerca di rimediare intensificando

corsi e

prolungandone l'efficacia mediante libri, il cui tipo stato magnificamente indovinato dalla Federazione delle Biblioteche Popolari e dalla
Universit popolare di Milano: la Collana Rossa,

che un miracolo di volgarizzazione scientifica, di buon mercato librario e di opportunit


tipografica.

Ma in questo senso credo che ci sarebbe da andare pi avanti portando la critica pi addentro al concetto stesso di coltura e di popolo.
Si arriverebbe probabilmente a spiegarci
il

suc-

cesso piccolo-borghese delle Universit popolari


e
il

loro relativo insuccesso popolare, e

si

po-

trebbero forse offrire alcune direttive ai volon-

che gi tanto hanno fatto per l'elevazione intellettuale del popolo italiano.
terosi

Le Universit Popolari.
Il

principale disordine di cui


minori,

soffrivano le
so-

Universit popolari, di cui tuttora soffrono,


prattutto
lo

la

disorganicit

degli


insegnamenti e la loro superficialit. Si inviuna conferenza su il popolo ad ascoltare l'arte etrusca, una sul telaio da filare, una sulla poesia decadente, una su Carlo YIII in Firenze,
tava
e si

pretendeva che quei brani

mozziconi

di

sapere, di diversa provenienza,

di colore e sa-

pore differentissimi potessero essergli utili, soddisfarlo, generar nella sua mente qualche cosa

che non fosse la confusione. Il popolo da prima frequent queste conferenze, poi dirad e fin per andarsene. La famosa Universit popolare non fece pi concorrenza alla bettola. Vennero
viceversa
i

piccoli

borghesi per

quali

corte

conferenze, soprattutto se illustrate da proiezioni,

erano un diletto e uno svago. La coltura, il sapere non erano il fine di quelle persone. Le conferenze andavano a prender posto in colture rudimentali ma gi formate, si stendevano come
pellicole sopra rozzi nuclei di convinzioni e di

esperienze sui quali non avevano efficacia profonda.

questo difetto

generale e non
ovviare,

voglio

ho sempre parlato in affatto negare che vi

siano casi ed esempi diversi

si

tentato di

come ho aocennato^ con


quali
libretti

corsi di lezioni,

a rassodare l'opera dei


distribuzione di

deve

seguire la

ben fatti, riassuntivi del corso. Ecco la Collana Rossa e la sua ragione di essere. Ecco che accanto all'Universit popolare si sente necessaria la presenza di una

Biblioteca popolare.
Il

10

il

libro riacquista di fronte

alla parola del conferenziere

suo grande van-

taggio di stimolare la riflessione personale.

La

conferenza

tocca due o duecento parsone,


:

ma

superficialmente un libro arriva soltanto a dieci ma a quelle profondamente.

Benissimo.
esterni.

Ma

siamo sempre

nei

rimedi
la

La

disorganizzazione resta,
pi
o

mentre

coltura tutta questione di organicit.

porta che una coltura sia


dei

Non immeno vasta,


fatti,

abbracci un numero maggiore o minore di


:

campi pi o meno ampi quello che importa che il suo materiale sia armonicamente tenuto insieme, che le sue parti rispondano ritmicamente, che si abbia in esse un disegno. Dobbiamo
dire la parola? Occorre che la coltura sia
sofica per essere coltura
filo-

Un
noti,

erudito,

per

quanti

siano

fatti

lui

non

colto.

Un

giovane ignorante di tan-

tissime cose,
centralo,

ma

nella cui vita c'


colto.

un pensiero

Noi potremmo conoformiche e quanti quante esempio, scere, per formicai ci sono sul globo terrestre; che numero immenso di " fatti conosceremmo! Eppure che cosa varrebbe? Non avrebbero nessun significato e i fatti nuovi che apprenderemmo non si disporrebbero con essi in un ordine. Non si gridi all'esempio vano, perch quanti scienziati ed eruditi non sanno altro che un grandissimo numero di questi f;itti. < (|u;iiite menti ili uomo

un uomo

11

sono riempite unicamente di questa pula nemmen rattenuta da involucro di idee


!

Dunque: necessit
necessiti stata cgs

di

una

filosofia.

questa

bene intuita dai fautori

rinnovamento organico delle Universitfi ponell'ultimo Congresso di Firenze, che essi propugnano infatti una restaurazione integrale deirinseguamento popolare, a
del
polari, vittoriosi

base di scienze naturali, ossia

di

positivismo.
lo

scopo che propongono? Ossia, essa veramente capace di dare una organicit di pensiero ad un movimento di coltura popolare? Vorremmo esaminarlo, se ci sar possibile, in un altro scritto. Per ora fermiamoci ad altri caratteri che ha
la

questa

filosofia migliore

per

si

assunti) la coltura popolare,

quali

ci

potranno

servire dopo di guida nella ricerca

intrapresa.

La coltura non
Se
la coltura

riassunto.

organicit,

se la coltura

totalit,

breve o grande non importa,

ma

totalit

che basta a se stessa, evidente che in generale il carattere dell'insegnamento popolare stato sbagliato, e ci non soltanto nelle Universit popolari,

ma

anche

in moltissime scuole

e specialmente nelle elementari.

Qual'

il

carattere dell'insegnamento che

si

impartisce quasi sempre nelle Universit popolari e in quasi tutte le scuole? Quello del rias-

12

sunto e del frammento. Si prende il nostro sapere, il sapere delle classi superiori e degli
scienziati, lo si sterilisce in trattatelli, in sunti,

compresse di sapere, in formule astratte, in date ed in cronologie, e si pretende che questo seccume venga ingerito e digerito dalla mente del bimbo e del popolo. Oppure si
in scatole
taglia

una

delle fette pi succulente della nostra

scienza

pii

reconte,

per

giungere

alla

quale

sono occorse migliaia di anni airumanit e die


cine di anni ad uno scienziato, e la
tale
si

trasporta

quale davanti ad un pubblico

ignaro dei

principi e della storia di quelle idee.

Gli effetti? Si sono visti.

Nel

primo caso
l'antipatia
sia

l'incomprensione, l'odio del sapere,

per la scuola, l'idea che

la

scienza

cosa

vana ed
di

arida. Xel secondo caso la vanagloria


le

conoscere

ultime cose senza la

capaciti^

per di
tutti

farne

quindi la
i

sangue della prpria carne, e presunzione, il misconoscimento di


alti,
si

valori negati superficialmente.


o dei rami

Si sono presi dei rami pi

secchi dell'albero della scienza e

sono portati
invece dis-

sul terreno vergine, che bisognava

che bisognava anche esaminare por vedere se non producova esso degli
sodare e seminare;
alberi suoi. In questo senso nulla di

meno

po-

polare delle Universit contrastante con

popolari,

nulla di pi

le abitudini, le

consuetudini, la

mentalit, la poesia popolare.


A me
prosa che
la

13

coltura delle Universit popolari e

quella di molte scuole ricorda


gli

italiani

sempre la sorhanno avuto in Libia,

dove credevano di portare la " civilt e dove spesso hanno dovuto imparare la " civilt dagli arabi. I famosi pozzi tanto derisi dai quali si tirava su rac<|ua con lo secchie, invece che con sistemi moderni meccanici, ebbene, le nostre Commissioni agricole li hanno dovuti riconoi

scere
di

come il migliore e pi economico sistema prendere acqua. La coltura a palme, l'uso parco delle acque, l'avvicendamento di certe
piante, tutto
si

trovato nell'oasi cos perfetto

che l'agricoltore italiano che vi si recher avr ben poco da insegnare all'arabo, e moltissimo da imparare da lui.
Cos molti insegnanti e
verso

conferenzieii
"

delle

L'niversit popolari e delle scuole, sono


il

discesi

popolo come se andassero dai barbari, credendo che il popolo fosse sprovvisto assolu^

tamente

di

nna sua
il

civilt, di

una sua

"

coltura

che questa situazione del loro spirito non era fattii per inspirare la maggior simpatia, essi si sono trovati spesso davanti ad una coltura e ad una mentalit che si aspetEd, a parte
fatto

tavano di essere sviluppate nel loro senso


frettolosa,

ori-

ginario non di venire violate con l'imposizione

frammentaria

di un'altra coltura.

Si insegnato al popolo

non quello che


che
alle

al

popolo importava,

ma

quello

classi

14

colte e ricche

si

credeva che importasse e intela


:

ressasse. Si son regalate al popolo tutte le cose

pi raffinate che

ha saputo creare
le

la

borghesia di tutto il mondo sua arte, i suoi romanzi,


si

sue scienze:

ma

non

pensato di

doman-

dare al popolo che cosa volesse. Si creduto che il popolo non sapesse rispondere.
tale

Quando ripenso a questo errore fondamenmi ricordo sempre della favola di Bertoldo.
immortale,
quel
Bertoldo.

Libro

Bertoldino

Cacasenno pi celebre e pi letto dalla grande

massa

degli italiani, che non il pi celebre dei pi celebri poeti, libro per che la nostra borghesia ignora ed ha sempre trattato con disprezzo

(prova ne sia che, per averne


cente,
si

un'edizione

de-

dovuto asp'^ttare l'anno scorso, ed uscita ma per bambini !). Ebbene nel Bertoldo si insegna che l'arguto contadino portato a corte languiva e stava male di stomaco. I medici gli

davano
chiedeva
quelli,

medicine
la

manicaretti.

Invano

egli

polenta e l'aria della sua casupola;

toldo per
cos si

purghe e piattini delicati. Cos mor Bernon poter mangiar rape e fagioli e secca il popolo per non poter avere
rozzo,

quello che pi gli aggradirebbe,

ma

al-

meno

nutriente per

il

suo stomaco forte.

11

lavoro e la coltura popolare.

Sento qui qualcuno che mi domanda: ma che cosa vuole il popolo? Ce lo sa dire lei?

lo

Mi dispiace che mi manchi lo spazio per potermi spiegare convenientemente, ma spero di tornare su Taroromento. TI popolo si distingue dalla classe che in generale insegna nelle Universit popolari, perch lavora. Intendo lavora manualmente. Il centro della sua vita il lavoro. Il lavoro gli d da mangiare. Il lavoro gli d l'orario della giornata. Il lavoro gli d il suo
domicilio. Il lavoro
gli

d la compagnia.
(che
si

Il

lavoro la
lavoro.

sua preoccupazione
i

non

gli

manchil. Tutti

suoi

pensieri

rivolgono al

Ora, per l'appunto, con la civilt industriale,


il

lavoro mantiene l'uomo in uno stato di segresi

gazione dal mondo. Ogni operaio

specializza.

Ogni operaio fa una piccola cosa. Mensua bottega, l'artigiano partecipava alle vicende della materia prima, che tra mano gli si trasformava completamente, per esempio, da cuoio in scarpa, oggi un operaio cuce, un altro fa i buchi, un terzo ripulisce e d la cera, un quarto taglia i pezzi. Xon c' pi un calzolaio che faccia la scarpa intiera e la venda al suo vicino di casa. L'operaio non partecipa al ritmo del mondo. Di qui la sua estrema facilit a diventare elemento di rivolta sociale. l'abbandono in cui viene lasciato che si ripercuote nella facilit con cui sciopera, nella sua solidariet con il vicino di officina e nella sua ostilit verso il padrone e la societ.

noto.

tre prima, nella


La sua

16

scienza, la sua coltura, la sua poesia

partono da quel suo mondo economico. I miti pi antichi che l'uomo abbia creato apparten-

gono
gono.

al lavoro dei
Il

campi.

Essi tuttora ci reginver-

Natale e la Pasqua sono feste

nali e primaverili. Dall'officina e dalla bottega

dovrebbero nascere nuovi miti e nuove scienze. Le Universit popolari dovrebbe pardi oggi
tire dal

centro della vita stessa del lavoratore,

scuole dovrebbero essere legate e immedesimate con gli organismi economici locali. Se gli Istituti tecnici dovrebbero essere uniti alle Banche e alle Industrie, le Universit pole

come

polari dovrebbero crescere accanto alle


di

Camere
ri-

Lavoro.

E
la

loro insegnamanti dovrebbero


alla

condurre
il

coscienza operaia

pace con

in cui vive, facendo vibrare in esso onde dol lavoro mondiale che sono necessarie perch ogni singolo lavoratore compia
tutte le

mondo

la

sua piccola opera. jSTc non interesseremo

dogli del suo lavoro, che voro. Bisogna trovare

il popolo che parlanpartendo dal suo la-

resse e di calore, e

un nuovo centro di intequesto centro non pu essere

che

il

lavoro.

Bisogna partire non dalle altezze nostre per scendere al popolo. Bisogna partire dalle altezze del popolo, dalla sua morale, dai suoi miti, dalla sua filosofia, dai suoi interessi umani, per raggiungere altre altezze.


Quando
nit si

17

si guarda bene la storia dell'umavede che non esistono selvaggi, cio popoli senza civilt esistono popoli la cui civilt non si sviluppata interamente. E si vede che tentare di applicare ad essi la nostra civilt
:

gi sviluppata, costringerli alla morte. I popoli cos detti selvaggi sono uccisi dalla nostra
civilt.

Badate che non avvenga

lo stesso al popolo.

(1914).

SFURIATA CONTRO GLI ESAMI.


Se un ministro della Pubblica Istruzione vonon avrebbe che da proporre l'abolizione degli esami di promozione sarebbe una commozione peninsulare, un rapimento di entusiasmo, un grido di gioia, un sorriso delle madri, una strotta di mano dei padri, un glande schiamazzo degli allievi, un viva viva ed un monumentare sicuro indefettibile nella materia prima pi resistente al tempo, in platino o in diamante, perpetuando l'immagine di colui che avrebbe tolto dai tormenti mezza na:

lesse diventar popolare

zione.

non so se questa prospettiva seduca l'onorevole attuale ministro della Pubblica Istruzione
Io

od alcuno dei cinqueceatotto papabili e segretamente candidati ad un ministero qualsiasi. So di certo che la sarebbe una gran bella cosa, un'azione di buon senso e di logica e porterebbe infallantemente i suoi effetti benefici.
Io dico che l'esame, mentre non prova nulla per la valentia dell'alunno, una tale offesa
ai professori,

geriscano
infelici

ohe non capisco come se la dipurtroppo lo capisco se penso alle condizioni in cui sono i professoi'i, tra
;


hi

19

ingollare e
la
fi-

minestra del governo da

nestra del

medesimo da

saltare.

Saltare dove?
prete, che

Vn

profossore su por gi

come un

che faccia il facchino o diventi pastore protestante, o prenda una moglie ricca quando non ha lui beni di fortuna perch la Chiesa l'ha roso incapace a
sf vuol lasciar la tonaca bisogna
:

qualsiasi funzione.

professori lo stesso, salvo

che in generale hanno gi moglie e figlioli e il loro caso desterebbe meno scandalo e quindi

meno

interesse romantico.

Che r esame non provi quasi nulla tutti quelli che ne han fatto o fatto fare, lo sanno. Non prova KuUa scritto, perch ci sono mille mezzi per arraffare il tema in qualche modo o farsi aiutare dal compagno. Non prova nulla
nella sua brevit orale, perch
si

tratta di rim-

pinzarsi di materia a

memoria

e poi c' la for-

tuna o la sfortuna che decide, o la bonaiiet la malignit del professore che pone una dodifficile, senza contare i casi manda facile
-di

malattia, di malessere, di debolezza, e


i

il

fatto

j-che gli spregiudicati e


'

ciarlatani riescono me-

glie dei bravi davvero.

Ma
Come
?

tutto questo

poco

di fronte al brevetto

di bestialit che l'esame appiccica al professore.

un maestro che
i

stato

tutto l'anno

contatto con

suoi allievi,

non sa

dire alla fine


di

dell'anno quali di essi

meritano

passare a

la classe seguente, oss-ia quali egli si sente di

20

condur con s per una strada pi difficile ? E quello che non ha saputo dire con un contatto
di tutto l'anno,

sapr dirlo con un contatto di


di

mezz'ora

L'esame
dice

un brevetto

incapacit

di

L'esame si d una garanzia a l'alunno che il professore non lo respinga per antipatia. Buggere Come se un professore che non vuole passare un alunno non sapesse benissimo da che parte rifarsi per dargli uno sgambetto come se un professore che vuole passare un alunno a tutti i costi non sapesse trovare il buco por farlo sgattaiolare fuori E dire che queste cose si danno ad intendere ai buoni e creduli genitori, 1 quali, evidentemente, o non sono mai stati a scuola. si sono dimenticati di tutto il maneggio tra comico e tragico che avveniva fra loro
sospetto gettato sul professore.

professori.

Con
fessori.

il

sospetto entra l'avvilimento

con
che

l'av-

vilimento entra la separazione fra allievi e pro-

Quante scuole non sono


!

altro

un
di

gioco tra ladri e carabinieri


sori si

e quanti profes-

vedono unicamente
!

ridotti al

compito

quanti allievi considerano il loro professore come un apostolo da schivare e come L'esame un gendarme da menar per il naso
poliziotto
e
!

come

il

conto della spesa tra serva e padrona

nelle case borghesi, dove la prima cerca di in-

gannare

la

seconda e questa finisce

di

fare


conti,

21

di

auche quando tornano, col vao'O sospetto non essere stata abbastanza abile. So le nostre scuole fossero istituti per tirar

su dei furbi, dei giocolieri, degli imbroglioni, credo che non ;potrebbero essere meglio conU'gnate. Ascoltate
giorni
:

discorsi dei ragazzi in questi

essi vertono

cipale

sopra un argomento prinda che parte? passer il tema?

dalla latrina?

dentro una pallottola di pane?

si

dentro una cannuccia?

di

e via dicendo.

Ed

tutto

un seguito

informazioni sui

professori. Il tale socialista, quindi nel

tema

bi-

far allusione al sole dell'avvenire.

Il tale

cattolico, quindi se

domanda

di

Leene

sogner stare attenti a separar la Chiesa dagli


errori del Papa.

L'esame
ai

demoralizzante.

Spinge
il

il

ragazzo
ipocriti

peggiori accorgimenti, favorisce gli

a danno dei franchi. Costringe

professore

basse bisogna, lo mette in lotta di accorgimenti

con

suoi allievi

restando quasi sempre incontro


interessati.

feriore perch solo contro molti t adulto contro

giovani e

meno

interessato

L'esame
nulla.

di promoi^ione dev'essere abolito.

Non

prova nulla, non

ripara

nulla,

non conclude
della

L'esame corrisponde

ai

sistemi

demo-

sempre sul sospetto. Per timore che si rubino mille lire in un ufficio, la democrazia paga tre ispettori che cocrazia burocratica fondati


mille. Cos l'esame
:

22

il

stano diecimila e non impediscono

furto delle

qualche sopruso e qualche ingiustizia per le quali meglio si rifarebbe con un appello a giudici o

per impedire

professori superiori
scolari a

si

sottomettono

tutti gli

un lavoro esagerato,

falso, inutile, ofla

frendo loro roccasione di vincere mediante


esplicazione delle loro qualit pi basse.

Riescire all'esame

non

tanto dei

bravi,

quanto dei furbi. Altrettanto varrebbe mettere un palo di cuccagna e invitare gli scolari a salirlo.

Ma

allora ?

mi hai ascoltato fin qui, disinteressato accusatore di esami che non ho pi da dare e che non ho mai fatto
Allora, benevolo lettore che

dare, vuol dire che nel

mondo ed
di pi

in particolar
si

modo

in questo

mondo

italiano dove io e tu

vive, c'

una sciocchezza

da cancellare,

potendo.

Ripetiamo: il professore che ha seguito un alunno nel suo sviluppo d'uu anno, deve sapere se pu condurselo seco Tanno dopo, senza che gli abbia a far da freno e da zavorra. Ma che cosa contano le medie ? nulla. Prendo un esempio uno scolaro che nel primo bimestre ha 5, nel secondo 6, nel terzo 7, nel quarto 8, ha la stessa media di uno che comincia con 8, scende a 7. poi a G, poi a 5. Media eguale per ambedue
:
:


6 e mezzo.
la

23

il
il

Ma quar^

rimbecille cho non vede

differenza essenziale, che

primo
?

in prore-

gresso e merita di passare,

secondo in

gresso e merita di non passare

Si dir che occorre nei professori molta co-

scienza per giudicare. Verissimo. Ma, prima di


tutto,

credete che anche con

il

sistema dei punti

e delle

medie

e degli

esami non ce ne voglia

altrettanta ?

poi, date

un p

il

modo a

questi
co-

professori di

esercitarla

questa benedetta

scienza

Ma

se ne avete fatte tante macchine...

registra trici ?
e

Ma

se sono
il

l,

come termometri

come

bilancio, tutto

giorno a segnare, som?

mare, sottrarre, e mediare


Chi che crede che
greco
il

giudizio

sopra

uno

scolaro possa essere 7 italiano -h 6 latino

5 matematica H- 8 condotta ? Un individuo un individuo. Va giudicato in blocco,


in

+8

un

totale

assoluto

che,

dopo,

per

comodo

d'analisi, potrete spezzare,

ma

che dovete avere

mente fin dal principio. Condotta? Ma come si pu riescire bene in italiano o in latino senza buona condotta, ossia senza una certa autodisciplina, un ordine di studio, un'attenzione
nella
ai libri e alle

parole del maestro ? E come si pu essere di buona condotta se non si impara? forse buona condotta starsene quieti e tran-

quilli a scuola,

come

bestie rintalpate nella beo-

taggine del silenzio e della compostezza, senza


fare

sforzo

mentale

se

viceversa

questo


sforzo mentale
vivi

24:

si traduce in alcuni ragazzi pi con un bisogno di gestire, di muoversi, di comunicare con i compagni, di burlare magari
il

professore, o
?

non

questa

la

buona concat-

dotta
Il

controllo agli arbitri di

un professore

maligno potr essere dato dal Consiglio stesso dei professori o da Commissioni di appello, le quali, facendo un esame piuttosto lungo, prendendo cio contatto vero con l'anima dello scolaro, potranno vedere se il professore che non lo ha voluto al corso superiore aveva ragione o torto. Ma aboliamo le medie, ma aboliamo gli esami vogliamo mettere le grucce a tutri i sani perch ci sono quattro
tivo o
!

zoppi

Dico aboliamo esami da classe a


liscano gli

gli

esami

di

promozione,
si

gli

classe,

non dico che

abo-

esami,

ma

allora

esami sul

serio,

cio abbastanza lunghi, di ammissione.

Ci

do-

vrebbero essere
al

uno per entrare Ginnasio, uno per entrare al Liceo, uno per
tre soli

esami

entrare all'Universit

(e lo

stesso va detto per

Tecniche e quando l'allievo


le

l'Istituto).

ignoto,

L'esame si capisce quando il professore

deve sapere se pu prenderselo in classe senza timore che abbia a pesare con la sua impreparazione sopra la capacit dei pi. Meno esami, esami di ammissione ed esami orali totali.


so
il

25

testo si pu vedere osami che devono quella conoscenza di

Soltanto di fronte ad

un

raoazzo capisco e

sa.

apprezzare non questa e


di materia

ma

la

Un
un

maestro

di trinnastica

capacit generale deirallievo. non misura la forza di

una gamba, il peso di un corpo, la sveltezza di un occhio, ma di tutto un corpo sa dire se pu essere quello di un buon ginnasta. Cos il maestro deve saperci diro non se quello scolaro conosce certe date cose ma se ha uno spirito abbastanza vivo per impararne certe altre. Xon il passato che
braccio, la resistenza di

deve guardare, ma il futuro. Mi diranno che questo modo


pi difficile di e degli

di

procedere
Basti
il

quello delle medie dei punti


IN^on

osami su materie.

vero.

dire che tutta la vita

non burocratizzata,
il

comdei

mercio, l'industria, le fabbriche,

lavoro

procedono cos per esami totali dell'uomo e non per esami parziali. Io credo che anzi sia pi facile e pi naturale e certamente meno noioso e senza alcun dubbio pi spicciativo. Che se poi qualcuno
campi,
le arti,
il

giornalismo

osservasse che anche nel mio sistema

o per

meglio dire nel sistema di cui parlo, che mio ci sono degli inconvenienti, io prego non umilissimamente questo qualcuno di dimostrarmi che l'altro sistema non ha inconvenienti^ o che vi sono sistemi senza inconvenienti. Per ora veduto che la vita secrue una strada e la scuola


e lascio
i i

26

il

un'altra, credo pi naturale

sistema della vita


i

burocrati,

macchinai,

contapunti,

d'uomo, padronissimi di pensare che sono un imbecille garantendoli che ricambio la loro opinione con una profondit di
registri in veste

convizioni di cui non hanno l'idea.


(1914).

LE MACCHINE NELLA SCUOLA


Una
delle cose che pi

mi

fa stizza
gli

il

ve-

uomini sanno adattarsi alle nuove situazioni di fatto, e vado sempre pi apprezzando quei pochi che scorgo pronti a modificare il loro atteggiamento mentale di fronte al presentarsi di nuove realt, Queste persone son scarse soprattutto dove
dere con quanta poca elasticit
pi occorrerebbero: nell'educazione che si rivolge ai giovani, tra i pi pronti, per la loro
verginit

mentale,

cogliere

la

novit

del

mondo ed a
Le pi
rizzi

valersene,

come

critica dei sistemi

dei loro insegnanti.

gravi deficienze sono

quelle

che

si

riferiscono a punti di vista generali e ad indi-

mentali,

ma non
si

sono di poca importanza


di dimostrare.

anche quelle che


zioni pratiche,

verificano rispetto alle crea-

come intendo

Mi dispiace proprio tanto tanto per


gnanti ed
i

gli inso-

cultori

della
si

calligrafia,

ma non

capisco perch mai

continui ad insegnare la

bella scrittura. Tale insegnamento poteva avere

una ragion d'essere in tempo in cui non esistevano macchine da scrivere, ma non si sa perch


si

28

debba dare tanta importanza ad essa ancora

oggi che qualunque straccione di "negoziante o

qualunque misero avvocatuzzo ha la dattilografa che trasforma i suoi scarabocchi in nitide pagine
e,

se

vuole,

pu

addiritturra

comporre

preziose comparse e stupefacenti conti da solo

con fatica di dita pi leggera che se scrivesse a penna. Oggi quando uno sa fare la propria firma di scrittura a mano ne sa abbastanza e la firma, come ognun sa, meglio somigli ad un geroglifico che a un testo notarile. Io credo, fra Faltro, che lo studio della bella
scrittura

deprima

il

carattere.

Ho

letto

infatti

che chi vuole proprio scaratterizzare la propria scrittura, in modo da renderla irriconoscibile persino ad un perito, non adopera gi la mano sinistra, non impiega lo stampatello, non cerca di contraffare l'inclinazione e le forme delle
lettere,

al

"

ma, anzi si d alla scrittura perfetta, modello , nel quale si perde appunto ogni
sia
il

individualit.

Qualunque
dizio, certo

valore di questo mio giu-

buona scrittura non serve si ha il diritto di imporla a tanti ragazzi i quali hanno ben altro da fare di utile: una passeggiata per i boschi, una partita al " tutti liberi o il sempre pii
che
la

proprio a nulla, e non

istruttivo gioco dell'oca.

scuola, senza ptirecchie

Siamo pi moderni. Non ci dovrebbe essere macchine da scrivere.


Non
si

29

dovrebbe pi aocettare un compito che non fosse scritto a macchina. Ci guadaonerebbe


l'

la vista e

intelligenza.
il

C' in tutto

nostro ordinamento scolastico

una paura

terribile a servirsi dello


il

macchine.
del
cer-

Si crederebbe di diminuire
cello facendolo aiutare

valore

da quello che il cerha creato per suo uso e per suo innalzamento. Io credo che quando fu inventata la scrittura, ci deve esser stato qualche professore che ha protestato perch non si faceva pi lavorare la memoria. Ma la scrittura, anzich abolire la memoria, ha permesso alla memoria di passare ad altri servizi e ad altre categorie, diventando essa una specie di memoria
vello

per
io

tutti,

pi indelebile dell'altra.
si

Cos oggi chi sa quanti

scandalizzano se

sostengo che

le

dacch sono state inventate macchine per calcolare, lo studio cui si obi

bligano

giovani per

calcoli

minori

reso

pressoch inutile. Vedere ancora persone che ad oprano la loro testa per fare quello che compie benissimo
fetto quello di

una macchinetta il cui unico dicostare un po' caro, fa per-

dere proprio la pazienza. Ci sono Istituti Tecnici da noi ohe adopriuo correntemente mac-

chine da calcolare

Io credo di no.

Eppure

la

macchina da calcolare

una

suppellettile

ne-

cessaria alle Scuole Tecniche,


lo studio della geografia.

come

le carte

per

30

Ma dove ci si disamina nel vedere come dopo secoli che stato inventato il libro e dopo cinquantanni che stato reso oggetto di buon mercato, gli insegnanti si ostinano, sebbene un po' meno di prima, a far studiare a
memoria molte cose perfettamente inutili, dacch, come ho spiegato, la scrittura ed il libro devono essore considerati come un prolungamento della memoria. L'insegnamento a memoria un residuo dei tempi in cui il libro costava molto e le biblioteche erano assai rare. Ma pi in l si va con i tempi e pi queste condizioni di cose tendono a cambiare. I " classici ossia i libri fondamentali, saranno ristampati in edizioni sempre pi a buon mercato, e le biblioteche si moltiplicheranno dovunque. L'insegnante dovrebbe capire che oggi, con tanta abbondanza di enciclopedie, di manuali, di repertori, perfettamente inutile ingombrare
la testa di dati

di

date,

quando

la

stessa
di
ri-

testa deve essere formata alla

capacit

trovare questi dati e queste date appena le occorrono. Soltanto a questo

modo

si

potr elele

vare

il

livello degli

studi,

dedicando

fun-

zioni intellettivo sempre pi a scopi superiori e

permettendo ad esse
feriori al

di

abbandonare quelli
delle

in-

meccanismo

biblioteche,

delle

bibliografie, delle

enciclopedie.
sa
in

studente perch non

Bocciare uno che anno preciso

mori

l'Ariosto, un' infamia,

quando

egli

abbia

31

bene in mente una sua impressione del mondo ariosteseo e possa trovare le rifiniture (dati e date) in qualche libro di sua conoscenza. Si creduto, per una tradizione che ci viene dalle scuole del settecento, che fosse necessario per la coltura mandare a memoria molti versi e molti brani di buoni autori e non ci si accorgeva che si obbediva cos soltanto alla povert di quei tempi in cui un libro costava tanto che soltanto i signori potevano procurarselo. L* insegnamento a memoria nelle scuole letterarie, equivarrebbe all'istruzione con l'arco e con la balestra nelle scuole militari, con la
scusa di esercitare
le

braccia e l'occhio.

Ma

bisogna

ricordare

che

sommamente
inil

antieducativo l'esercizio a vuoto fatto senza


teresse e quale interesse deve avere
a imparare a
tersi

ragazzo

memoria un brano che sa di poleggere comodamente a casa tutte le volte


vuole? Tale interesse,
il

che

lo

invece,
libro
di

esisteva

nelle civilt passate allorch

non

esi-

steva

era raro e l'unico

modo

avere una

biblioteca era quello di mobiliarsi bene la testa.

Con

fizzata

non si creda che la memoria sar atroquando sar abolito V insegnamento a memoria, perch la memoria verr adoprata
ci

per

altri scopi:

ecco

tutto.

Un'altra macchina che deve trovare un largo posto nella scuola, il cinematografo, non soltanto

come mezzo

di distrazione o

per istruire


di oose lontane,
gli

32

ma io credo addirittura per insegnamenti pratici, fin ora affidati alla voce del maestro. Per es. il cinematografo dovrebbe essere applicato invece della lavagna, per far vedere nascere le lettere dalla penna; per dimostrare come si devo tener la penna e come si deve tenere la schiena scrivendo; per dettare compiti. Indispensabile poi diventa per le geografia e per la storia. La storia deve essere insegnamento del come vissero gli uomini che ci precedettero e nulla meglio del cinematografo potr insegnare ai ragazzi com si vi'
vesso nel castello feudale, nel palazzo
del
ve-

scovo, nella fortezza del signore, nella corte dei


re,

nei parlamenti antichi. Dalla visione viva e

moventesi, essi impareranno molto di pi

non dal

testo scolastico,

sempre

arido,

che anche se

illustrato.

Non oi dovrebbe essere scuola elementare media, senza cinematografo e lanterna magica,

abbondantemente fornite

di pellicole e di

lastre.

Non passeranno

molti anni che la case

editrici scolastiche si

daranno a produrre questi generi come ora producono libri e quaderni. Bisogna smecoanicizzaro le menti dei nostri insegnanti o studiosi di cose scolastiche per
necessit
di

persuaderli della

meccanicizzare

una buona parto delP insegnamento. I troni non hanno abolito le gambe n gli ascensori pararalizzato gli arti delle nuove oenerazioni. Hanno


permesso

33

modo. Cosi deve


:

di adoprarle ia altro

essere delle macchine nella scuola

liberare la

mente dai compiti

inferiori,

per permetterle di

dedicarsi ai superiori.

LA PATRIA NELLA SCUOLA


Si combatte.

Ma
in

anche

anche si lavora, ma anche si pensa, ma si prepara il futuro. L'Italia tutta in trincea, ma non tutte le trincee sono al
meraviglioso vedere come
le
il

fronte.

nostro Paese,

mentre d

sue pi giovani energie alla guerra,

conservi tanta vitalit da discutere, da studiare,

domani. Con l'animo tutto proarmonia ed in spirituale con i loro fratelli che comcontatto battono, ci sono italiani che fermano i propopositi comuni di azione, che stabiliscono i programmi di ideo, che fissano la parola d'ordine e pronunziano i giuramenti di future Associa-

da preparare
teso

il

verso

l'avvenire, in piena

zioni

lanciano

le

prime direttive

di

nuove
legit-

correnti.

N
tanti

ci

compion soltanto coloro che un


stati alla guerra, o ci

timo impedimento tiene lontani dalle armi,

ma

che sono

sono, o

sono prossimi a parteciparvi, e conosco pi di

un combattente che
le

tiene

rivolta la

mente a

questi movimenti importanti ai suoi occhi quanto

vicende dello battaglie, perch so la guerra

35

pu^ doeidero del destino d'una Nazione, ne decidono anche quegli interni contrasti e travagli ideali dai quali la sua anima esce maturata o infiacchita, pi grande e pi pura, ovvero pi meschina e pi terrena. Sembra che la guerra,
sconvolgendo interessi, famiglie, societ, destando rapidamente ricchezze e generando improvvise povert, costringendo al lavoro chi oziava
e invitando al lusso chi penava,

come un

aratro

pone alla luce strati di terra pi nuova, riveli qua brutture, l tesori, altrove sabbie infeconde, e renda necessario il provvedere a tanti nuovi prol)lemi che tutte le menti ne sono scosse e spinte a riflettere ed a riparare.
che
I.

problemi che pi oggi appassionano una pubblica opinione e in modo spe^ ciale quella classe alla quale affidata la prima educazione pubblica dei fanciulli italiani, la classe dei maestri elementari, il problema del posto che deve occupar nella Scuola il sentiFra
i

parte

della

mento nazionale.

Due riviste magistrali, piccole di formato ma molto pi importanti delle loro voluminose congeneri in Italia, per
i

collaboratori, per le idee

che

informano, per la seriet con cui sono compilate, per la nobilt dei fini che si proponle

gono, hanno iniziato in questi mesi una discussione sul problema, alla quale han partecipato


educatori,

36

Sono due
riviste

deputati, scrittori.

che a

me

piace affratellare, sebben diverse di

concezione,

perch

ambedue propugnano una

redenzione del

maestro elementare che nasca

da

lui stesso: l'una per,

La

Critica Magistrale.

ed alla vita economica, l'altra. La Nostra Scuola, intende invece pi alla vita intima, alla rinascita intellettuale, all'autonomia spirituale del maestro.

piuttosto rivolta alla vita pratica

La prima, domanda per questo insegnante una


maggiore dignit sociale, una pi grande libert, uno stipendio pi decente: la seconda, vorrebbe che studiasse di pi, che fosse lui pi degno e
pi libero, e oserei dire che tenesse pi a certa ricchezza la quale nasce piuttosto dallo sviluppo
dell'animo

che dalla gonfiezza del portafoglio.


i

L'amicizia personale che c' tra


principali delle

collaboratori

secondo me, all'unit del compito che perseguono, senza saperlo, con sforzi inscindibili verso uua medesima elevazione. inutile aggiungere che esse furono e sono per l'intervento dell' Italia Esse rappresentano quanto di migliore per coltura, per aspirazioni, per sentimento di dovere, per seriet di intendimenti abbia prodotto negli ulriviste corrisponde,

^ue

anni la classe magistrale italiana. Ed naturale che iu mezzo ad una tale aristocrazia
timi
di carattere e
di

intelligenza, fosse subito di-

problema della Scuola di fronte alla guerra: problema che trovava il suo punto foscusso
il


cale nel

37

una Scuola
nazio-

grido:

Occorre

nale

ir.

C' voluto la guerra perch ci s'accorgesse che non esiste la Patria nella Scuola. Interrogate gli educatori. Yi diranno che cos. Molti se ne rammaricano, pochi se ne van-

tano; quelli che abbiamo citato vogliono che

si

provveda.
I maestri italiani durante gli ultimi quindici anni subirono, come molte altre classi sociali,

l'influenza delle

idee socialiste e pacifiste.

La

educazione del fanciullo fu diretta ad un ideale


slavato di
di
ieri

uomo
di

senza patria, che non eia n

oggi,

ma

di

domani,

che

non
vaga-

era n italiano u francese n cinese,

ma

mente europeo, che amava


speranza del lavoro,
'

la

ma

per la

pace non per la paura del dolore

indietreggiava dinanzi allo spettacolo del san-

gue non per consenso umano, ma por preoccupazione personale.


In questa Scuola c'era un vuoto. Xel suo can-

mino l'alunno faceva un

salto.

Famiglia all'Umanit senza toccare della Patria. Era magari municipale


cittadino del

Passava dalla il gradino e insieme

tronco o

foglio

mondo: ma non cittadino d'Italia. ma non albero completo

di tronco, di rami, di foglie.

vuoto,

Ecco una Scuola ingannatrice, fondata sul come il muro di un appaltatore disone-


sto

38

ma
se lo saggi

con

che agli occhi sembra sodo le nocche sona e svela il


Il

ripieno: terra,

calcinacci e raccogliticcio.

quale ripieno, in
il

questo
fa:

caso, era

propriamente

vangelo dei

provinciali

della coltura dieci o quindici anni

speranze vaghe date per realit, sogni spesi

come presenze, bugie misericordiose insinuate come verit e tutto l'ordito mal tenuto del pacifismo d'allora.

La guerra

stato

il

grande controllore

di

questa circolazione fiduciaria di idee. Essa ha dimostrato quale realt potente sia ancora la
Patria nel cuore degli uomini e come
delle lotte sanguinose
i

giorni
cessati.

non siano ancora


di

Sono bastate poche settimane


prezzare
del
alla

guerra per deridare valore


tosata o

tutta

la fantastica

creazione titolare

pacifismo umanitario

e per

moneta, vecchia

ma non

ancora

o fuori corso, della Patria.


III.

L'idea di patria rientrer dunque nella Scuola.

Ma non
Una

vedo nel movimento bellissimo che ho


criticare.
l'Italia

tracciato proposte pratiche e indicazioni precise.

debbo Si dice in un programma che


sola ho letto e quella

dovr

essere presa, per l'insegnamento della geografia


e della storia,

come

il

centro del mondo.

Dico

la

verit:

marca

tedesca.

mi pare una proposta di Nessuna Nazione e pu essere


Oggi
il

39

E
tanto

centro del mondo.

meno

l'Italia

che, da poco tempo formata a ^S^azione, da pochissimo ha avuto, confessiamolo, il sentimento pieno della propria indipendenza e del compito grande ohe le impone il suo passato. programma non corrisponde alla realt. Il

Esso
quali
tari.
si

criticabile per le demolito


il

stesse ragioni per le


degli umani-

programma
centro del

L'Italia

intorno
la
lotta.

mondo. Non ad essa che si svolge principalmente Non n modestia n rinunzia rico-

non

il

in questo momento altre Nazioni sono pi grandi e pi potenti, come per nessuno suona offesa o mancanza dire che egli

noscere che

non il pi ricco o mondo.


dell'italiano.

il

pi sapiente

uomo

del

L'Italia deve essere, bens,

il

primo interesse

Chi nasce qui, trova e riceve una

Lingua, tradizioni, bellezze, miglioramenti del suolo, strade, tutto un patrimonio lo circonda e lo tiene, senza il quale n vivrebbe n potrebbe operare. Il suo primo dovere di
eredit.

uomo

di continuare, di accrescere, di difenil

dere e di salvare questo patrimonio. Esso

suo strumento. Persino


di

difetti,

persino

vizi

quel luogo ove nasce, di quella societ che


lo

prima
chiare
il

alleva

gli

sono proprii.

La Scuola

perci dovr essere pregna di italianit, rispecil

nostro Paese, la nostra gente, portare

fanciullo a sentirsi tutt'uno con quella.

Ma
la si

con quella com'. Non con quella come sogna, centro irreale del mondo.
IV.

Io lodo

maestri che

si

accingono a questo

lavoro di
fetto e

ricostruzione.

Tinganuo.

Hanno scoperto il diDa buoni lavoratori frucano


per riprendere
solide.
il

e svellono altre pietre


dalle sue

muro

fondamenta pi
attenti!

Per dico:
zione difatti

La Scuola deve
una

essere

realt.

mentichi la realt Nazione una realt


zione

La NaUna Scuola che dinon una Scuola. Ma la come la Famiglia. Ma la Nas

nazionale.

una

realt

come l'Umanit. Ma
il

la realt

non

il

spesso che

resultato d'una speranza.

Ma
ieri.

domani

il

frutto dell'oggi

sommato

allo

l'Umanit deve essere, deve restare in cima a tutto, ragione ultima, fastigio di tutto l'edificio morale che vuole edificare il maestro nell'animo dello scolaro. Dico: guai a chi si dimentica d'essere italiano
!

Ma dunque

Ma

si

pu essere

italiano dimenticandosi

di essere

uomo?
fare soltanto degli ita-

La Scuola non deve


liani.

Deve fare principalmente degli uomini. E uomini non si se non si ha una patria. Se
;

voi vi proponete di educare degli uomini, edu-

cherete dei patrioti ma se voi vi proponete di educare soltanto dei patrioti pu darsi che non educhiate degli uomini.

41

Bisogna dirlo proprio oggi, che uoi combattiamo la pi grande lotta che mai da secoli
abbia domandato sacrificio di beni e di vite. Noi combattiamo per le nostre patrie ma sopratutto combattiamo per una umanit che rispetti le patrie. Noi popoli dell'Intesa non possiamo contentarci dei destini del nostro PaeseEssi sono legati ai destini di un mondo in cui ogni Paese abbia i proprii destini assicurati. Oggi sono in lotta due concezioni di patria: c" la patria dei tedeschi, che la patria senza diritto per le altre patrie di esistere; ci sono
le

nostre
Si vuole

patrie che vogliono per so


il

per

le

altre patrie

diritto di esistere.

una Scuola italiana? Nulla

di pi

italiano di questa concezione


sta,

generosa, altrui-

universale della patria.


nazionale in Italia
si

Da Dante

I nostri

a Mazzini
educatori

l'idea

sempre associata
mavera

ad un

compito universale.

non
il

lo

scordino. Murino sodo, murino sul

cigno e massiccio.

Ma non dimentichiamo mai


il
il

coronamento
il

fastigio.

Questa
di

la

tradizione
l'Italia

italiana,

vero

modo

fare del-

centro del mondo.

Se no, per amor

dell'Italia,

potrebbero far credere di non essere


(l{)16)

italiani.

IL

METODO MONTESSOEl
il

Tutti sanno che


rica.

pepe fece scoprire l'Ametempo, la pi ap-

Infatti

il

pepe

era, a quel

prezzata delle droghe, tanto

come

l'oro, di

moneta.

le

da servire, quasi droghe ci venivano,

pepe in

testa, dalle Indie, e

Colombo cercava

la strada delle Indie, ossia la strada delle droghe,

ossia la strada del pepe; trov invece l'America.

Molte scoperte umane appartengono a questo si moltiplicano per la strada. Si cerca un centesimo e si trova un marengo il che
genere:
:

sempre un bel fatto, anche se chi ha trovato un marengo crede d'aver trovato soltanto un
centesimo.

La
starla

signorina professoressa Montessori non

si

abbia a male se in questo mi permetto accoa Cristoforo Colombo. Tale mi pare il caso di quel suo ormai famoso metodo, che

molto pi di un metodo ed ben altro che una pedagogia scientifica, sebbene la signorina Montessori creda e ci tenga proprio tanto a sostenere che quello e nulla di pi o di
meglio.

La

cosa and cos: la


il

signorina

Montessori
i

studiava

modo

di

rendere pi intelligenti
un'altra insegnante

bambini

stupidi.

Dove

meno


dotata di
lei

43

avrebbe trovato soltanto il modo di rendere stupidi anche i bambini intelligenti, essa riescila a creare nn'ambiente-tipo, dove si ragcriunto come realt il inondo dei bambini, la considerazione del bambino, il rispetto del bambino. Essa riescila a scrivere intorno a ci alcune pagine vive, belle, santo di anisicch capisco che abbia suscitato matrice una specie di religione, di feticismo, e che nelle suo prefazioni ricordando coloro che l' hanno aiutata e seguita, ci faccia vivere in un ambiente un po' mistico, dove si parla di precur:

sori, di

sacrifici, di apostolato.

disprezzano, ed essa ha disprezprima che questi si accorgessero di lei. Essa ha disprezzato la filosofia, e i filosofi non si sono voluti accorgere della sua pratica. Un po' pi di buona volont e di studio, da ambedue le parti, ed essi si sarebbero
I filosofi la
i

zato

filosofi

accorti che quella pratica rispondeva alla loro


filosofia, essa si

filosofa era la
!N^on soltanto

sarebbe accorta che la loro vera radice di quella pratica.


nei

drammi

del

Metastasio

gli

amanti

inseguono senza trovarsi e non soltanto nelle commedie di Plauto i fratelli senza
ei

saperlo rivalizzano.

La signorina Mon tesseri


per
i

partita dallo scuole

deficienti caricata del

bagaglio del

pi

soffocante positivismo, e con questo


sulle spalle, eenza accorgersene,

ingombro arrivata ad


una considerevole
tato idealista.

44

altezza dalla quale pu scorgere orizzonti vasti come quelli d'un ben do-

La sua anima stata d'una ricchezza meravigliosa poich persino a quegli stupidi strumenti di misurazione che hanno incretinito

pi

di

una generazione

di

maestri,

essa riescita a daie piacevole aspetto di giochi istruttivi. Ci che essa fa

oggi la

nega-

La sua azione in contrasto colle sue teorie. La sua giustizia non risponde al suo codice. Le pagine pi belle
zione di quello che insegna.

bruciano

tutto

l'ingombrante

bagaglio

della

scolastica positivistica

e nella grande

fiamma
si

d'amore purificano quella bruttura. Positivismo meccanica ed essa

fonda
il

sulla libert.

Il

positivismo fa
il

dello

spirito

molle materiale che


riempio,
piega,

mondo

esterno
essa

forma,
in

indiriy^za

ed

sente

ogni spirito una inalienabile

creativit, per la

quale scocca la sua ora opportuna, che ha il suo calendario, che deve sbocciare come un fiore o scatenarsi naturale come una tempesta. Positivismo misura, regolarit, militarismo e
burocrazia spirituale ed in ossa ogni apprendimento del bambino assume l'aria d'un miracolo.

Io
al

non mi sento

cos professore

da credere

professoralismo della signora Montessori ed


professoralismo dei professori che non vedono
il

al

altro che

suo

bagaglio

professorale. Quelle

45

sue arie d scienziata, quelle sue lezioncine fondate sul Bain o sul Lombroso, quello pedanterie di cui sono riempiti
i

suoi libri

come

un muro

di cattivo appaltatore si inzeppisce di

rottami di fabbriche, non m'impediscono di vedere, di riconoscere, di

ammirare
buono.

tutto ci

che

ha inteso ed ha
tessori e le
pili del
"
"

fatto

di

La

signorina

Montessori migliore della professoressa Moncase dei bambini


".

valgono molto

metodo Montessori Che cosa importa che essa creda alla scienza dello spirito come ad una scienza naturale, che
chiami esperimenti le sue comunioni con 1' anima infantile, che traduca amare con osservare, che insomma conservi la moda che fu viva ai tempi della sua prima esperienza intellettuale, come una nonna conserva ancora l'abito di giovinetta, e crede di essere ancora quello che non pili? I^on siamo pi professoralmente professori di lei, e sotto le etichette cerchiamo di vedere quello che , quello che fa, quello che crea. Evviva il pepe, quando il pepe serve a scoprire l'America
!

Le case dei bambini.


Nel solo nome,
il

programma. Non pi

il

mondo

degli adulti che viene a imporsi con la


la

sua grandezza, con la sua perfezione, con

46

sua pesantezza, ai fanciulli


alla loro mente,

ma

il

loro

mondo,

piccolo, adatto ai loro muscoli, alla loro vista,

e crescere,

un mondo che deve formarsi un mondo che abbandoneranno ma

quando sar giunto il suo tempo. Xon vestite il bambino alla grande, di abiti o di idee; non
umiliatelo con le vostre capacit perfettamente sviluppato; non soffocatelo con la vostra forza

strapotente
tezza;
le

non
i

lo assillate

con

la vostra svel-

non

toglietegli l'occasione di conquistare

sue verit e

suoi

offensivo e diseducativo;

movimenti con l'aiuto non dategli giocattoli


di

senza interesse perch complicati, indipendenti


dalla sua capacit di creazione e
fantasia.

Qui mi pare che


zioni

sia

una
s,

delle migliori realizza-

della

Montessori:

l'ambiente

scolastico

nuovo, l'ambiente a
i

l'ambiente bambino per

bambini.
Cito
"

una delle pi belle pagine: Guardiamoci intorno: fino a ieri nulla era

preparato per ricevere


(il

bambino).
i

Non

questo ospito sublime molto tempo che si fabi

bricano

piccoli letti per

cate per loro,

bambini: ma cerfra tante e tante produzioni sulusso, cercate gli oggetti


destinati,

perflue, barocche, di

^on lavabi, non polspazzole. Tra tante tavolini, non non trone, case non una casa per loro; solo alcuni fanciulli ricchissimi, privilegiati, hanno una stanza, quasi un luoo-o di relegazione.
che
sono loro


"
il

47

Immaginiamo di subire per un oriorno solo tormento a cui vengono condannati. " Supponiamo di trovarci tra un popolo di
con
le

giganti,

gambe lunghissime

in confronto

alle nostre, col

corpo enormemente grande, ma

assai pi snello a vostro confronto.

Gente

agi-

lissima, intelligentissima a nostro paragone. Vo-

gliamo salire nelle loro case: i gradini sono alti fino al ginocchio, e bisogna pur tentare di
salire

con loro; vogliamo

sederci,

il

sedile ci

arriva quasi
fatica

alle spalle; arrampicandoci con giungiamo finalmente ad appollaiarci l

sopra.

Vorremmo

spazzolarci

il

vestito

ma

ci

sono spazzoloni che la nostra mano non pu neanche abbracciare n sostenere, tanto il loro peso per spazzolare le unghie ci presen:

tano una spazzola da

vestiti.

Nella catinella del


braccio

lavabo faremmo volentieri un bagno ad immersione;

ma
ci

la forza del nostro

non

po-

trebbe mai sollevarla; se sapessimo che questi


giganti

aspettavano,

dovremmo

dire:

hanno
vita

fatto niente per riceverci, per offrirci


Il

non una
che

comoda.
Il

bambino trova

tutto

ci

desidera sotto forma di giocattoli per le


bole....

bam-

bambino per tra tutte queste cose non pu viverci: egli pu solo giocarci. Il mondo
dato per ischerzo, perch nessuno ancora ammette che egli sia un uomo vivente...
gli stato

Che

il

fanciullo

rompa
di

giocattoli tanto noto,

che questo atto

distruzione

delle

sole cose


fabbricate per
intelligenza.

48

lui, ci sembra la prova della sua Noi diciamo ^ egli distrugge perch vuol capire ; in verit il bambino va cercando se dentro i giocattoli ci fosse qualche cosa di interessante perch fuori non hanno nessun interesse per lui: qualche volta li spezza rabbiosamente, come un uomo offeso. Allora, secondo

noi, distrugge
"

"

per cattiveria
lo

Il

bambino tende a vivere realmente


che

di

tutte le cose

circondano; egli vorrebbe

proprio usare

veramente

capelli di
i

un lavabo da s, vestirsi pettinare una testa vivente; spazpavimenti;

zare proprio

vorrebbe

anch'egli

possedere sedie,

tavoli, poltrone, attaccapanni,

rare, di raggiungere

armadi; quello che desidera proprio di lavouno scopo intelligente, di avere un comfort della sua vita. Con ci non deve soltanto " funzionare da uomo ,ma deve " costruire l'uomo : questa "la tendenza prepotente della sua natura, la sua " missione .
"

Noi

lo

abbiamo

visto nelle

"

Case dei bamesatto,


il

bini
il

beato e paziente, lento

ed

come

pi meraviglioso lavoratore, e

conservatore

pi scrupoloso degli oggetti. Ecco un fatto semplicissimo: offrirgli

un ambiente, ove
si

tutte le

cose siano costituite secondo le sue proporzioni:

l,

lasciarlo
"

vivere, allora

svolge
tanto

in

lui

quella

vita attiva

che ha

fatt'}

mera-

viffliare...


"

49

bambini che agiscono

Quando

si

redono

cos, iatenti

alla loro opera, lenti nell'eseguirla

per rimmaturit;\ della loro costituzione, come sono lenti nel camminare, perch ancora le

gambe sono

corte, si

ha proprio l'intuizione che


;

essi stanno elaborando la loro vita

come una
dentro

crisalide elabora lentamente la farfalla


al

suo bozzolo.
fa

Impedire

le

loro occupazioni,

sarebbe una violenza alla loro


cosa
si

vita. Invece che generalmente coi bambini Tutti li interrompiamo senza alcun riguardo, senza alcun rispetto, con le maniere che usavano i pa-

droni verso gli schiavi... Avere


a

"

dei riguardi

un bambino, come

una persona adulta, sem-

brerebbe perfino ridicolo a molte persone. E pure noi con quanta severit diciamo al bambino: " non ci interrompere . Se il piccolino sta facendo una cosa, per esempio se mangia da s, viene un'adulto e lo imbocca;... tutti si
sostituiscono a
lui.

senza

il

minimo

rispetto.

pure noi siamo sensibilissimi alla " propriet del nostro lavoro; chi cerca di sostituirsi a noi,
ci offende...
" Che ci accadrebbe se cadessimo schiavi di un popolo incapace di comprendere i nostri sentimenti, di un popolo gigantesco, pi forte di noi ? Mentre stiamo mangiando tranquillamente

la nostra minestra,
(e

gustandola a nostro piacere

sappiamo che godimento questo " essere in libert ) ecco un gigante che ci strappa il cuc*
4


chiaio di

50

mano

e ci fa deglutinare cosi in fretta,

che per poco non restiamo soffocati. La nostra " per carit, piano protesta accom sarebbe pagnata da uno stringimento di cuore: la nostra
:

digestione
nutr '.ione
ghiottita...

sarebbe

compromessa....

La

nostra
in-

non viene proprio dalla minestra

anche dalla libert che accompagna tutte queste cose, ^ol ci sentiremmo ribelli ed offesi, non certo per odio a quei giganti ma solo per amore a una tendenza interiore a
far funzionare liberamente la nostra vita,
" Con la lotta e con la ribellione i bambini debbono difendere le lora piccole conquiste nell'ambiente; quando vogliono esercitare sensi, come quello del tatto, ognuno li condanna: non toccare Se cercano di prendere in cucina qualche oggetto, qualche detrito per impastare un
i
!

ma

piccolo piatto tutti

li

scacciano. Essi sono spie-

Quante volte uno di quei meravigliosi momenti, in cui la loro attenzione si fissa e va iniziandosi allMntatamente ricondotti ai giocattoli.
terno quel processo di organizzazione che deve
svilupparli,

sar

stato

bruscamente interrotto

negli sforzi spontanei dei bambini, cercanti alla

cieca nell'ambiente, le cose di cui nutrire Fintelligenza!

Non abbiamo

forse tutti l'impressione

per che qualche cosa sia stato

soffocato

per

sempre nella nostra vita? Senza sapere bene


spiegarcene la ragione, sentiamo per che qualche cosa di prezioso fu perduto nel cammino


della nostra vita: che

51

fummo
defraudati,

noi

diminuiti. Forse nel

per creare noi


guitati.
.

momento in cui stavamo stessi, venimmo interrotti, perse-

brano perch d, compiutamente, una delle pi belle intuizioni della perch dei pi rivelatori del suo Montessori
riportato questo
;

Ho

tono personale; perch

dei

pi

caratteristici;

filosofia? perch dei pi veri e Xo. metodo? No. scienza? Xo. pedagogia? Nemmeno. pur qualche cosa, illustri professori e filosofi. Si tratta di (jualche cosa
vivificatori.

buono che, catalogatela come vorrete, e la battezzi l'autrice come vuole, resta pur sempre
di

buona.

Su che concetto
concetto di libert.

si

fonda la Montessori? Sul

La

libert.

La Montessori un'empirica. Invano, in tanto suo pMilare di libert, cercheresti questo suo
concetto concepito filosoficamente.
fino a

La

libert,

un certo punto, la lil)ert, fino a che non nuoce essa si contenta di siffatti concetti
;

banali e all'ingrosso.

Senonch, realizzare meglio che teorizzare, per essa: ed essa realizza, facendo crescere nel bambino quella disciplina interiore che la
vera libert:
il

dominio

di

s,

la

capacit

di


ricondurre
tere
al

52

la

proprio
vi

centro
il

disperdentesi

personalit sensoriale,

formarsi
riesce

come

carat-

deiruomo. Essa

senza lo
ecc.
il

sforzo

anchilosatore del vecchio sistema del: non muovotevi! fermi tutti! zitti! ecc.,

battere questi sistemi, comodi per


soffocatori dello scolaro, riesce

Nel commaestro e
bene.

assai

pagine belle han scritto maestre gi sue allieve sul formarsi, quasi improvviso, di questa disciplina interiore nel bambino, che nasce da un ordinato interesse agli oggetti e che certamente viene agevolato da quelle trovfvte sul sistema
Montessori, che sono
gli esercizi di incastro, di

abbottonatura,

di

colori,

di

cubi,
e

di

giochi
quali

sensoriali, spesso fatti in

comune
e
la

dai

sorgo, spoixtanea, la
sociale.

gara

collaborazione

Ottimi poi certi esercizi, come quello del


lenzio.

si-

La
di

nostra societ moderna, con

la

sua

fretta

religiooe, sta uccidendo

vivere e con l'allontanamento della uno dei pi importanti

elementi di progresso umano, che quello della meditazione. Oggi il meditare minaccia di diventare una specialit che sembra propria di certe
professioni sociali,

un

ferro del mestiere, tollerato


:

in quanto loro necessario e redditizio


sori, religiosi, poeti.

profes-

Non sembra

pi necessario

agli altri

il

raccogliersi.

di igiene psichica di

Eppure un elemento non scarsa importanza.

L'uomo non pu

fare a

meno

di

raccogliersi,

di

53

comudella

rivedersi, di esaminarsi, di mettersi in

nicazione con s stesso, se non vuole diventare

un bruto o una macchina.


tali

Il

ripiegarsi

coscienza sopra s stesso uno dei fondamen-

momenti

e mezzi per la formazione del cadisfarsi,


il

rattere.
tirsi,
il

il

banalizzarsi,

l'appiat-

polverizzarsi psichico di molte coscienze

dipende dal non aver creato in esse quel raccoglimento che rassoda e che rafforza l'indi sidualit. Per la libert questa scuola del silenzio eredo sia di un gran giovamento. Soltanto chi abituato a far conti con
d'ot^tri.

l'abito a

la

propria coscienza, pu,


libero.

al

momento opporil

tuno, far sentire nel

mondo

valore

di

un

animo
tesseri

Si vede da questi cenni che

non

il metodo Monun metodo. Per fortuna! Sono

suggerimenti e

consigli

con grande

tatto e

pratici da intendersi che possono dare frutti sol-

tanto se la interpretazione, la finezza, la capacit pedagogica, l'amore dell' insegnante


usarli, applicandoli in vario
l

sanno

modo

ai vari carat-

teri,

intuendo pi che astraendo. Esso vale in

quanto valgono i maestri. andato con un personale scelto, con locali


spese notevoli sussidiarie.

bene
scelti,

ora,

E un
e,

eccitante

con che

ha risvegliato molti animi

preso in dose op-

portuna, molti ancora ne risveglier.

Ma

se

il

cos detto n^etodo Montessori dovesse


in

domani cadere

mano

di pedanti applicatori,

54

e se tendesse a diventare

una scolastica impifacendo


grente l'animo degli

insegnanti,

loro

credere, con quella feticista parola di


e con raggiunta superstiziosa di

metodo

scientifico

che essi possono, senza sforzo personnle, spingerli avanti con quegli espedienti di cassettine,
di giochic di osservazioui tenute a giorno
il

come

libro d'un contabile

guai!
i

La sua sarebbe

la sorte di tanti, anzi di tatti

metodi

pe-

dagogici, Froebel

non escluso, che servono quanto por un certo tempo richiamano a

in so

le. persone pi cnpaci, pi av.-nizMle di idee, pi disposte a lavorare por rifarsi vergine l'anima

davanti al fanciullo
quali nel

poi,

cascano

in

mano
i

dei pigri, dt^li stanchi, dei poveri di

spirito

metodo credono di trovare ci che la loro anima incapace di dare e cercano col metodo di liberarsi dalle loro fatiche come pi tardi cercheranno accusando il metodo
di liberarsi delle loro colpe.

iSviluppo personale.

Finora

il

metodo Montessori

stato atti-

vatore di energie. Esso anzi ha costretto molti insegnanti a un indirizzo di maggiore umilt e
di

maggiore lavoio. In qnesto


<

sen^iO

stato

perfettamente
si

idealistico

;>

e tale, per esempio,

mostrato

nel
(hI

sjstem:! impif^'.^ato por impaa

rare a leggere

sciivere,

il

quale sistema.

comunque
gabile)
e
f(i

55

me

si

voglia giudicarlo dal punto di vista

della sua efficacia pratica (e a


s

parsa innecomporre,
preciso,

che ogni bambino impari a leggere


e

a scrivere,

faceta

progressi

nel

proprio alla sna ora, nel


e

sno momento

come ina scoperta sua personale, conquistando da solo quell'abulia che gli altri bambini delle scuole comuni acquistano passivamente, tutti insieme,

ad orario

fisso, col

calendario scolastico.

Nelle scuole Montessori ogni bambino ha

una
ne

linea di sviluppo che la maestra deve rispettare,

senza curarsi troppo


resultano.

delle

differenze

che

benefici effetti di questo iniziale

sviluppo personale, fino in quelle che sembrano


operazioni materiali,

come

lo scrivere e

il

leg-

gere, si vedono pii tardi nelle spontaneit di composizione scritta o disegnata che in tenera et si manifesta nelle Caso dei bambini con esempi che colpiscono chiunque si avvicini ed

osservi senza pregiudizi.

A me

pare questo uno

dei bambini. cade troppo spesso, quasi per sua natura, nella oppressione e quando si trova uno sforzo bien riescilo per renderla sviluppa trice di personalit, e si sente nel suo

dei pi grandi meriti delle Case


collettiva

La scuola

indirizzo che roriginalit vi viene

rispettata e

tenuta in quel conto che

si

deve, bisogna pre-

cipitarsi a vantarlo ed a farlo conoscere

come

somma

rarit e magnifico esempio.

66

Concludendo.
Degli
altri espedienti trovati dalla
il

Montessor

per interessare
sorialmente

bambino
suo

accompagnare sen-

ogni

apprendimento, persino

grammaticale e di calcolo, non sto a riferire e a discutere. Quei cartellini, quei colori, quei
pacchettini, quelle
letture

rappresentate, deb-

bono certo dare qualche fratto. Forse, pi avanti che si va, e pii occorre che la mente del bambino si abitui ad abbandonare quei sostegni
materiali ed a lavorare su se stessa;
e nel
si-

da notare una soverchia e positivistica preoccupazione sensoriale. Ma saputi adoprare a tempo opportuno, c' da cavarne dei buoni resultati. Il bambino sentir

stema Montessori

c' forse

le

cose astratte piti sue, le ricorder pi facilmente, vi metter pi amor proprio. Gli insegnanti avranno su ci 1" ultima parola. Sarebbe

bene che pi d'uno


,

sperimentasse,

senza pre-

Fra un'acattivo metodo e nima di un buon metodo applicato da una mediocre anima d'insegnante, riescir sempre meglio la prima. Altre osservazioni ci sarebbero da fare ma tutte concluderebbero cosi. La signorina Montessori ha dei grandi meriti, che sono simili, secondo me, a quelli dello
giudizi contrari
feticismi.

come senza insegnante con un

scuole igienisto

contrapposte

allo

scuole

mediche d'oggi. Le scuole igieniste hanno sempre avuto pi fiducia nella natura o nella forza di tutto Torganisino umano, che nelle medicine e nelle cure parziali. Esse hanno insistito nel

tenere lontane le malattie, nel preve-

nirle, nell'impedirle. piuttosto

che nel reprimerle

quando scoppiavano. Ed in ci avevano ragioneDove avevano torto, era nel credere che tutti
i

medici, salvo

loro, fossero

degli

ignoranti;

che nessun medico riescisse a curare lo malattie una volta scoppiate; e che le loro scoperte provocavano una rivoluzione in tutta la scienza per

non dire
il

in

tutta

la societ e

magari in tutto

pensiero umano. Qualche cosa di simile

tessori.

c' nel sistema MonLa signorina Montessor ha una gran


si

fiducia nella natura; vuole che


:

lasci svilup-

pare da s e impone all'insegnante di osservare senza intervenire (si intende poi che anche qui, ci sono le sue eccezioni e potrei mostrarne
tante).
di

credere tutte sue,

Tutte cose ottima, ma che ha il torto scoperte e invent:ite da

iei.

come un nuovo vangelo. Essa non esce dalla Xon una madre, Xon si sente mai una parola di ci che pu fare la famiglia, le amiscuola.
cizie, la strada, nell'educazione del bambino. Essa crede che gli altri maestri non sappiano che cosa libert. Anzi nessun pedagogista lo avrebbe mai saputo, e ci sarebbero volute le

scienze

biologiche per scoprirlo. Sono cose

dell' altro

58

nate in

mondo, che devono esserle perdovirt del gran bene che ha fatto per
stati

altra via. 31a in ci rassomiglia molto a quello

che
gli

sono

per

la

medicina
gente
d'avere
i

gli

Kneipp,
idee

Arnaldi, ecc., bravissima

dalle

strapazzate, che credevano

ragione in
malati. Nes-

queste, soltanto perch -guarivano

suno dubita che li guarissero, ma non li guarivano certamente con le loro idee. E quel che c'era di buono nelle loro idee veniva preso dalla medicina ufficiale, e rispondeva ai criteri dei buoni medici. Cos quel che c' di giusto e di sano nelle idee della signorina Montessoii, certamente e sar sempre pi accettato dai buoni maestri, anzi, senza intenzione di far complimenti, i buoni maestri in tutio il sistema Montessori non avranno che da scegliere quel che proprio della Montessori, ed avranno il buono, da quello che non le pro[)rio. ma vecchio frantume e imbottitura di Bain, di Spencer, di Sergi, di Lombroso e rester il
cattivo.
(1917).

Dr. Mrl). Maria Montessori Il metodo della pedagogia scientifica applicato all'educazione infantile nelle Cane dei Bambini, Koiiia. LooschtT. 1913. elementari. Roma. Tj autoeducazione nelle scuole
:

Mafrlion e Strini, succ. Loeschcr, 1917.

rROBLEMI DEL CINEMATOGRAFO


La battaglia del cinematografo contro il teatro ormai vinta: ed a coloro che affettano di parlare con disprezzo del cinematografo, questo pu rispondere mostrando le folle che abbandonano le platee e i loggioni dove si sente, per le sale dove si vede, come al filosofo che negava il

moto

si

rispondeva camminando. Poich la stessa


al

gente che andava


nulla di
pii

teatro va ora
il

al

cinemaoffre oggi

tografo, ben segno che

teatro

non

del cinematografo e che se

artistico lo
lo ,

anche

l'altro,
il

come
primo.

se l'altro

Tuno non

non

lo

nemmeno
Cinema

e teatro.

Se dovessimo

dire

schiettamente
volentieri

il

nostro
la se-

pensiero confesseremmo

che

conda ipotesi ci soddisfa di pii della prima e che oggi teatro e cinematografo si rassomigliano in questo punto: nell'esser fuori dell'arte vera e propria. Il teatro un divertimento che

richiede tempo e spesa maggiore e


sotto la

si

presenta

forma un poco equivoca

dell'arto, ilei-

60

nemato^rafo costa poco, dura poco e si presenta schiettamente per quello che , cio per un passatempo.
Difatti un'opera d'arte vera non ha nessun bisogno di essere rappresentata, per essere ca-

pita e gustata. Anzi

si

sa

che

le

sue qualit
delle

artistiche sono in ragione

contraria

sue

qualit

teatrali, e
tutti
i

che nei

grandi

capolavori

drammatici
pili liriche,

direttori di

compagnia sono

costretti a fare tagli e

precisamente delle parti

immaginazione e di pensiero. Shakespeare non regge intero sulla scena; e chi assisterebbe ad una rappresentazione integrale del Faust? Alla scena occorre tutto ci che interesse d'intreccio, schematismo d'azione,
ricche
d'

movimento rapido. E a questi


bedisce
teatro
il

stessi motivi ob-

cinematografo
di

ma con

maggiore schietquel-

tezza e brutalit. Esso della stessa specie del

ma

un genere pi avanzato. Su

l'abbassamento dell'arte che il teatro richiede, il cinematografo rappresenta un progresso di

cinematografo dice: pi avanti Voi del teatro abolite ci che pi propriamente lirico, il lungo monologo, la descrizione degli stati d'animo intimi, le digressioni e divagazioni, le immagini suntuose. Io abolisco addirittura la praola, mi contento del puro e nudo avvenimento, del semplice intreccio, faccio quello che fa il teatro ma con maggior coraggio e il pubblico mi segue .
sincerit. Il

ancora

61

Il

cinema far da

s.

Ma
sto,

il

cinematografo non

si

con tonta di quealtri

esso mette in

movimento

istrumenti

che mancano al teatro. Finoia, in geuorale, il cinematografo si accanito nel fare concorrenza al teatro, nel riprendere al teatro schemi e sceno dei suoi
di

emoziono e

di divertimento

drammi
al

e dei suoi balli. L'imitazione giunta


di ottenere

punto
si

mediante sincronismi ecceldell'orchostra al ballo;


il

lenti

Taccompagnamento
lavora e
si

e
al

spera che

fonografo riunito

cinematografo possa dare l'illusione completa

e la possibilit di riprodurre all'infinito le scene

del teatro. Io credo che questa sia

una strada

sbagliata.

cinematografo non deve correre dietro al teatro, deve anzi sviluppare s stesso indipendentemente dal teatro, con i mezzi che gli
Il
,

sono propri, e dei quali non fa uso allorquando si contenta di imitare il teatro.

mezzi? uscito or ora un libro tedesco nel quale un gruppo di giovani artisti dei pi avanzati si proposto di pensare cinemdtogra fica niente '{Das Kinobiich,
Quali sono
questi
Leipzig,
1914'.

Essi
le

si

sforzano

di

far

rile-

vare

piuttosto
il

condizioni

che rendono

dif-

ferente

cinematografo dal teatro che quelle


che
lo

62

lo sviluppo di

rendono simile. L'essenziale del teatro un avvenimento, espresso meanimato da un'azione mediante Fazione e il gesto.
il

diante la parola: l'essenziale del cinematoorrafo


l'ambiente divertente

afferrabile, espressa

L'essenziale del teatro, cio


interdetto al cinema.
tale del
Il

dialogo, la parola,

contenuto fondamen-

cinema

dato

invece

possibilit che

il

teatro deve evitare o

appunto dalla appena


acri-

sospettare: la natura animata, l'ambiente strano,


il

trucco sorprendente, le scene fortemente


dialocro spiritoso, gli scherzi,

tate.
il

Tutto quello che sta bene sul teatro, come i doppi sensi,

si

molto bene

appanna nel cinematografo. Mentre qui stanno i paesaggi, i movimenti delle masse,
esplosioni
insufficienti e ridicoli.

le cptastrofi materiali, le rovine, le

che sulla scena sono vero che resta in comune una


tore, l'uomo,
il

cosa:

l'at-

centro dell'azione.

Ma anche
la

qui

quale differenza!

Un buon

attore da teatro

non

un buon

attore da

cinema, e

questo, che ,deve da sola dire

essere uguale a quella dell'altro


Inoltre

mimica di non pu che accompagna


tutto,

o completa o rinforza la parola.


il cinema pi adatto del teatro per avvenimenti fantastici e comici. 11 romanticismo che riposa nel cuore d'ogni buon impiegato sar risvegliato facilmente dallo lunghe

gli

avventure in

tutti

paesi del

mondo che

il ci-

nema pu

offrire.

Eccoci liberati

da ogni ob-

63

bligo di logica, saltiamo

dal

cavallo

del

Far

Wost
nale,

sulla

locomotiva deWexpress

internazio-

rigibile e

da questa sul transatlantico e poi col dimagari facciamo una gita in aeroplano. Oppure alla fantasia del povero diavolo si offrono i tesori dei Rajah, le carovane del deserto,
i

palazzi
i

dei

miliardari,

la

vita

della

aristocrazia,

balli delle ambasciate, tutto quello

che

il

povero diavolo ha sognato di vedere legil

gendo

romanzo. E la comicit offre motivi inesauribili, che i trucchi fotogra<i moltiplicano: fatemi un po' vedere in teatro una suocera che ruzzola sopra i tetti e casca
giornale o
il

dal quarto piano con

soddisfazione
del

di

tutti

generi

frequentatori

cinematografo;

o la

moglie gelosa che entra come una bomba nella


casa della supposta rivale e tempesta di busse

una signora che non c'entra


nio del trucco fotografico
il

affatto.

cinema

Nel domi ancora

poco avanzato

credo che sarebbe facile rappresentare tutte le metamorfosi e le avventure


e

pi ariostesche e divertenti.

Pinocchio stata una vera delizia per

bam-

bini e opere prettamente fantastiche nelle quali

una

fantasia

decoratrice e

bizzarra

potrebbe

bene accolte' dai grandi. il piccolo commerciante, il padre di famiglia, il commesso che formano la grande massa dei frequentatori del cinema non domandano di meglio che essere divertiti
-sfogarsi,

sarebbero

La donna

di servizio,


(nel senso

64

parola,
cio,
tratti

originale

della

fuori) dal corso abituale della loro

vita

quoti-

diana, ciiiusa nella casa o nel negozio. L'azione

benefica del cinematografo in questi casi indubbia; essa distribuisce un po' di felicit e d
solletico, di risa

e
il

di

paradiso.

Il

cinemato-

grafo consola, con

suo quarto d'ora d'oblio e di sogno, tanti disgraziati, che io arrivo beniscerti
artisti

simo a capire come


cinematografo, privi

secondari

da

di tutte le qualit di quelli

del teatro, abbiano trovato delle rendite enormi.

giusto che

siano bene

ricompensati

poich

hanno

distribuito tanta felicit a tanti uomini.

Per un cinemfttografo nazionale.


Perci la vera
nella sua

strada

del

parte

istruttiva.

cinema non Nessuno vorr

sta

neil

gare
tifico.

la

sempre maggiore importanza che

cinema avr nell'insegnamento popolare e

scien-

Leggo ora
tato

in

una

rivista cinematografica
"

che

a Milano una Scuola di

chauffeurs

ha adot-

alcune
di

"

in casi di guasto al motore;

strazione

per insegnare le riparazioni o che alla dimooperazioni chirurgiche come alla


film

diffusione delTigiene popolare, nelle Universit


e nelle

portando

il cinematografo sta suo contributo pratico. Ma senza voler affatto negare i servizi che pu rendere

scuole elementari
il

65

popolarit e
altro
lato,

airistruzione, diciamo che la sua


ma(iriore efficacia gli verr

da uu
si

cio dalTiuteresse
nello
"

umano che

sapr mettere

film

si interessa veramente che alanche il cinematogr.ifo scientifico dovr animare le sue " film scientifiche con un'azione umana. Io ho spesso sognato un cinematografo nazio-

L'uomo non
e

l'uomo,

nale it.iliano che avesse per soggetto la nostra


vita sociale, per
attori
i

ambiente
le

nostri

paesi, per

tipi

rappresentativi

dell'italiano
i

mo-

derno, che narrasse


rattere,
la

nostre gioie e

nostri

sconforti, la forza e le debolezze del

nostro cacivilt

nostra

collaborazione

alla

per
vendo
vero, anni,

mondiale. Attraverso alla vita di un emigrante

esempio
per

che parte dal suo


e

paese,

a-

tutto venduto, e lo lascia

sudicio

e potanti

ritornarvi

costruirvi,

dopo

lacciua
fici

una casetta pulita e chiedere la scuola e come aveva all' estero, quanti magniil

quadri

cinematografo
lavoro,
1'

potrebbe

dare,

paesi, porti di mare, la vita sul piroscafo, l'arrivo, la ricerca del


il

ostilit straniera,

buon console
"

il

console cattivo; e quanti


questo, se

elementi di viva istruzione in tutto


la

film

potesse

penetrare nei piccoli paesi


in-

ed accompagnare quei maestri che sono ora caricati di fare i corsi per gli emigranti.


Oppure
si

66

rico-

potrebbe

col cinematografo

struire la storia di qualche

merce
di

o prodotto di

grande uso, come un paio

scarpe, partendo

dalle praterie dell'Argentina, dove

vive a branchi, passando per le


di di carne in

bestiame grandi fabbriche


il

gli animali vengono venendo nell'America del nord dove si fabbricano le macchine per tagliare e cucire le scarpe, e finendo da noi dove si tagliano e si cuciono i pezzi e nella bottega dove si vendono. Ci sarebbe modo di far sentire a tutti la complessit della vita industriale moderna, per la quale ad un semplice pranzo borghese collabora la pianura russa col suo grano per il pane, l'Atlantico con le sardine, il golfo di Guascogna con le sogliole, la Valle di Chiana con il

conserva dove

uccisi e le pelli conciate,

vitello, la California o l'Egitto

con

le frutta, le

colline toscane con


Il

il

vino, ecc., ecc.

cinematoorrafo messo al servizio di grandi


passioni

idee e di grandi

destinato

fare

molta strada. Esso potr anche essere pi artistico se le case cinematografiche avranno il coraggio di aprire le loro porte ai tentativi che
si
i

fanno di pensare cinematograficamente, e se giovani artisti si persuaderanno che l'a-rte

stata

sempre

arte del proprio tempo, e

che se
"

Aristofane vivesse oggi farebbe forse delle


teatro.

film

il

per cinematografo e non delle commedie per


(1914)

PER UN CINEMATOGRAFO NAZIONALE


Si fondata a Milano
si

una Associazione che


cinemae

propone

di fornire proiezioni fisse e

tografie istruttive e morali alle associazioni di

coltura popolare. Dico subito che


;

l'approvo

che applaudo e che scrivo per trovare altri che l'approvi e l'aiuti con me. Mentre da Eoma ci vengono progetti stupidamente restrittivi, a Milano si pensa sul serio a migliorare uno stato di cose che tutti deploriamo. Ecco un'iniziativa che giover alla sanit morale degli italiani pi del progetto Calabrese sui cinematografi e dei propositi bracbettai di babbo Luzzatti. Il bene per forza stato sempre la pi grande sventura che sia capitata alla morale, e al male
spettacoli non ai ripara se non con l'opporre spettacoli buoni e sopratutto a buon mercato. La maggioranza composta di indifferenti e di persone moralmente poco caute: le quali cadon nel vizio molto spesso perch non si loro offerta con eguale facilit la via della virt. Moralmente parlando certo ohe le reclute cos guadagnate non contano molto, ma

evidente di certi

socialmente trattando,
tibile.

il

vantaggio

indiscu-


Ma vediamo

68

che
cosa

piiittosto

pu

fare

questa nuova associazione.


del cinematografo
stata

La

forza persuasiva,

subito

compresa

afferrata nei piesi anglo-sassoni dai partiti politici,

dalle stte religiose, dalle associazioni di

coltura e di propaganda morale. Ricordo che a

Firenze una delle societ che per la prima fece tentativi di questo genere fu appunto la Salvation

Army.

Noi Tabbiamo lasciato sfruttare per pi anni dai commercianti ed gi meraviglioso che non abbian coltivato di pin il genere osceno, xlncora non s" visto sui cartelloni del cinematografo La prima notte di matrimonio o Le avventure di S Lisetta
.

Ma

in

mancanza dell'osceno

grande abbondanza di gnere flaccido e falso, morale neiretichetta e immorale nella sostanza, che nessuna legge mae del solleticante, v'
teriale

pu colpire

e che la legge della coscienza

dolciastro della parola

condanna. Cinematografie morali nel senso non mancano davvero, anzi sono la porzione fondamentale del cibo misto largito al pubblico minuto di quegli spet-

Le virt cardinali fano immancabilmente e.


tacoli.

e
di

teologali

vi
i

trion-

rimpetto,

sette

peccati mortali vi

si

vedono schiacciati senza

remissione. Tutte le figure del


lare e burattinesco e della
vi

dramma popocommedia dell'arto


innamopoeta
di-

compaiono. Al tiranno

crudo, agli
al

rati sventurati, alla

madre misera,

Sgraziato, fanno

69

il

degno riscontro
il

ribello popoil

lare e coraggioso,
caritatevole,
il

giudice severo,
generoso.

ricco
gli

mecenate

Tutti

stampi stereotipi e sbocconcellati dall'uso delle vecchie illustrazioni da serve rugiadose e da furieri romantici, da parrucchieri viziosi e da portiere rugginose, hanno emigrato con armi e
bagagli nel cinematografo.

Speriamo che da questa peste dell'anima la nuova associazione si sappia tener lontanissima e non si faccia illudere dai manipolatori di cinematografie, architettate ed eseguite da comche, anche indorate da medianti e comparse sette strati di moralismo , l'effetto disastroso
:

per

la vita etica.

Anche
la

le virt della Pulzella,

la rivolta di Balilla,

morte

di

Anita,

pas-

sate attraverso

il

gesto

glutinoso
del

d'un

guitto

manierato, insegneranno al popolo le commedie


dell'eroismo e la finzione

sentimento,
solo

ma
di

non lasceranno dietro


tivo.

di s

un

germe

forza morale e uccideranno ogni candore istin-

vedo annunziata in un cinema scena sentimentale mi vien rispetto al pudore o rivoglia di gridare penso con disgusto a una scena veduta da me in una sala domenicale di cinematografo in una atmosfera mefitica e grassa dove disperate s'agitavano le braccia d"un ventilatore. Era una di quelle scene di famiglia povera e onesta con
io
:
!

Quando tografo una

l'attesa dell'inevitabile portafoglio

guarnito di

biglietti

70

buon borghese
della
al

da cento che

il

estrarr

dalla

saccoccia

interna

pelliccia.

Una
per
triste

donna, che probabilmente, oltre


il

posare
altro

cinematografo,
si

faceva

qualche

mestieraccio,

mimmo

di forse

sdilinquiva d'affetto per un cinque anni, coi capelli a par-

rucchina ricciuta e quella cera un po' allungata che diiuo i troppo dolciumi e i conseguenti troppo intrugli dei medici queste due
:

canaglie figuravano l'affetto materno tormentato


dalla

fame del
il

figlio.

La mamma

d'occasione

con quelle sue boccaccio e quel mostrare il bianco degli occhi, come quando faceva cenno ai mercanti venuti il venerd in
suscitava
riso,

bimbo era addirittura repellente Aveva del ballerino e della donna di mal af
citt
;

ma

il

fare

si sentiva che doveva esser tutto profu mato e impataccato di cerotto come i baffi d un contadinotto indomenicato metteva i piedi con arte uno in fila all'altro per, camminando,
:

aveva ripieni di borra sotto la vita attilata gestiva con curve sinuose dei bracci, mostrando le dita come fusoli e, probabilmente, stirate e palpeggiate due e tutt'involte per settimana dal manicure sieme, insomma, offriva uno spettacolo tale di vizio precoce e marciume spirituale, da esser pi immorale d' ogni sgambetto di caff concerto e d'ogni sgonnoUo di femmina da marfar ondeggiare
i

fianchi che
;

ciapiede.


Che
e

71

stupido
irreale

dire poi
:

dell'intreccio,

nauseante degli altri personaggi tolti di peso dai romanzi d'appendice: dei vestiti e della mobilia che fingevano una miseria o un lusso di convenzione; se non che erano in perfetto

accordo spirituale con l'azione della femmina e


del

bimbo ballerino'? Sembrava che il cinematografo avesse


le
il

rias:

sunto tutte

malattie letterarie del moralismo

l'amore del gesto,

gusto dalla frase,

l'adora-

zione del manierato; che Cicerone,

De

Amicis,

Ussi e Puccini
zione,

si
il

fossero

messi

in

collabora-

uno per

periodo tondo,
e

l'altro

per la per
il

facile lacrimosit e l'ottimismo imbecille, questo

per

il

robivecchie romantico

quello
odiare,

melodramma

tubercolotico. C'era tutto

quel che noi italiani

dovremmo

insieme e che

nessuna legge Calabrese potr mai colpire.


L'associazione della quale ho parlato avrebbe davvero davanti a s un bel compito, morale e nazionale. Un'opera di moralit dev'essere pratica, batter sul sodo, esser fondata sulle condizioni storiche d'un paese, comprendere il momento. Ora l'Italia traversa un magnifico periodo: la crisi di due mondi, uno che si sfascia da una parte, un altro che sorge o non sapendo ancora i compiti che dovr assumere si travaglia per giungerne alia piena coscienza. L'Italia

mal consciuta dagli

italiani,

mal

conosciute

sono
le

72

re-

sue vere glorie, coperte dalla solita

torica le sue vergogne. Gli ultimi vent'anni del

mezzogiorno d'Italia, per esempio, appariranno a chi ne far la storia, ricchi di eroismo rassegnato e umile. Gli emigranti hanno, senza che Governo e Paese se ne accorgessero minimamente, compiuto laggi una rivoluzione pacifica,

rovesciato

il

potere

economico

d'una

classe di oziosi e ignoranti borghesi,


salari, cresciuto

estirpato

l'usura meglio delle banche rurali, fatto salire


i

il

valore delle terre e

il

loro

reddito, chiesta l'istruzione con

quale

l'istruito

una avidit della settentrione non ha idea. Ora


saprebbe

di questi fatti

l'italiano d'oggi nulla

non avessero rivelato al pubblico i fatti constatati dalla Commissione di Inchiesta sul Mezzogiorno, e se una Societ, non avesse mandato giovani a studiar
se alcuni giornalisti di

ingegno

quei paesi.
L'associazione di

Milano

dovrebbe

portare

a conoscenza visiva di tutti gli italiani questi grandi fenomeni della nostra Italia. Che magnifica serie,- per esempio, sarebbe quella dell'emigrante, colto sul vivo, al jjaese dove vende le poche masserizie e si ingaggia con l'agente,
al porto coi sacchi sulle spalle,

sul

iDiroscafo,

||

all'arrivo in terra straniera, poi


stieri,

nei

vari

me-

sorbettiere, lustrascarpe, contadino, nelle

suo avventure, nei suoi pericoli, poi al ritorno con il gruzzolo in tasca per comprare al paese


casetta.

73

nativo nn pezzettino di terra

costruire

una
fine-

far

vedere allora
italiani

le

caso degli amefiori sulle

ricani
stre.

l>ian('lie

linde e con

Allora

gli

saprebbero a che prezzo


tanto
alla

fu conquistato quell'oro

che giov conversione della loro rendita.


Ci sarebbero le nostre
le

industrie

lombarde,
gli

grandi bonifiche del Ferrarese che con tanto


parola
si

fervore di

illustr

il

Borelli,

sta-

bilimenti che

trale intorno ai corsi rapidi


la

vanno fondando nell'Italia cendelTAppennino, e


si

Maremma
le

toscana che

ripopola con le sue


il

cave e
Italia

sue industrie metallurgiche, e


di

porto

crescente d'importanza
stero dove, finalmf^nte,

Livorno.

E questa

bisognerebbe farla conoscere anche alFenon pii di buon gusto

considerarci

come
si

tanti suonatori di chitarra e

d'organetto, sfaccendati importuni e mendicanti.

E poich
in
Istria

parla

tanto

delle

nostre
far

terre

irredente, e tanto pochi italiani

vanno a Trieste
vedere
e dal-

Fiume,

si

potrebbe

quei paesi,
l'alto

ma non
citt

soltanto a

panorama

come
di

in piacevole escursione, bens nella

loro vita

esponendo le scuole della Lega nazionale, i Ginnasi mantenuti dai Comuni italiani, le campagne donde provengono gli slavi a cercare lavoro, le dimostrazioni nazionali in tempo d'elezioni, e anche
che
lottano,
le

scuole sussidiate dalle societ slave e tedesche,


presentano.

74

per avere un'idea esatta del pericolo che rap-

E
si
i

poi esporre anche le nostre miserie: perch

ripari.

Messina ancora
con

di legno,

Napoli con
la

suoi antri fetidi, la


(e

Campagna romana con

malaria,

la nobile istituzione delle scuole

dell'Agro).
Il

cinematografo dovrebbe diventare per mezzo

della associazione milanese


e di italianit.

una scuola
ci

di verit

Non un

attore! Tutta la nazione

per scenario

quanto agli eroi non

sarebbe
baste-

bisogno di incomodare quelli che s'equilibrano


sui piedistalli dei

monumenti
le strade.

patriottici

rebbe cercarli per

(1914).

CONTRO LA STAMPA OSCENA


Salutiamo con simpatia il recente Convegno milanese contro la pornografia; ogni mano che
lavora a rifare
nella
il

tessuto della nostra vita civile,

squarcio, io la vedo con

ha aperto cos grande gioia, sintomo di saben povera se che sarebbe lute d'una nazione fosse tutta assorbita dalle guerra e dalle preoccupazioni che questa reca. Coloro che han risollevata la questione della
quale la

guerra

pornografia e condotto un'abile campagna contro la

giusto,

stampa oscena, han colto il momento perch in nessun altro avrebbero trovato
il

cos disposto

pubblico a limitazioni di libert


riflessioni.

e dai lutti e dai rischi che si corrono pi facil-

mente attirato a severe una virt pi facile


I.

La
di

castit

in

tempo

guerra.

Ma

fatti

questi doverosi elogi all'idea e

alla

buona intenzione che ha riunito tanti valenti uomini al Congresso milanese, sar pur permesso, nell'interesse stesso della causa che ci accomuna, agitare e sollevare dei dubbi sui

mezzi e sulle direttive che sono sembrate pi opportune per raggiungere il fine.

76

Senza entrare nei particolari tecnfci del riesumato progetto Luzzatti e delle aggiunte modificazioni proposte, si pu affermare che il Congresso non ha fatto che domandare restrizioni di libert di stampa e di vendita; essa non ha chiesto che provvedimenti legislativi e aumento di pene; ha fatto appello al carcere e alle manette; si rimesso al giudice, ed ha affidato
al poliziotto la

funzione di

purificatore; senza

ad alcune di quelle energie che possono condurre un popolo a non aver bisogno di repressioni, a giungere per sue vie dove mal
far appello
lo si

conduce con la frusta e col pungolo. Ora a me sembra indirizzo sbagliato, sia come direzione sia come mezzi. Questi poi, nonch inadeguati mi paiono addirittura pericolosi. Finch un partito, il cattolico, disposto ad abbandonare parte della libert di stampa e di diffusione con la speranza che la morale rialzi, senza domandarsi se da questa diminuzione non
abbia a sortire, per avventura, un'immoralit maggiore, so pur ipocrita: non c' da meravigliarsi
lici
li
;

perch della libert di stampa


stati

catto-

son

sempre pronti a

disfarsi. Ci

che

preoccupa, nella loro concezione tridentina, non tanto la corruzione quanto lo scandalo, non l'immoralit segreta e profonda ma quella
esteriore
e palese.

Ma

che

questa diminu-

zione possano acconsentire elementi liberali, ci

non pu avvenire che

in virt di

un equivoco


e per causa
di

77

esame
della

un

iusufficiente

questione.

Cominciamo infatti col domandarci realisticameuto come potranno essere applicate le nuove restrizioni e d^i chi. Coloro che vegliano alla loro applicazione, sono uomini e non treni; sono uomini, la maggior parte, medi se non
addirittura mediocri; la loro coltura, la loro sen-

non eccellono certo, ed che (jualcuno di loro conti qualche cosa nel mondo dell'arte e del pensiero; sono uomini medi del nostro tempo, del nostro paese,
sibilit,

la loro finezza

eccezione

della nostra classe dirigente.

Sono

giudici, avdi

vocati, giurati, delegati e guardie

pubblica

sicurezza.

Quale garanzia
il

essi offrono

che

in-

vece di colpire la
l'arte

pornografia non colpiranno

ed

pensiero,

non

scambieranno
del ribelle

la

fantasia del poefa


le

e l'audacia

con
e

miserabili speculazioni del venditore di carin

toline

busta

chiusa?

11

limite

tra

arte

che occorrerebbe ben altra delicatezza di giudizio che non quella d'un delegato di pubblica sicurezza per
pornografia spesso csi sottile
deciderne. Eppoi esiste questo limite? Per

un

impuri tutto impuro. Copriremo i nudi dei musei perch uno scolaro di ginnasio potrebbe esser solleticato dalle natiche d'una naiade giambolognesca dal seno d'una venere romana? Metteremo
puro, tutto puro;

uomo

per

gli

la focrlia di fico a tutti

David

delle

nostre

78

piazze perch qualche casta donzella non conosca la realt fisica della virilit? E a questa
stregua, se ogni visione sessuale potesse offen-

dere e corrompere, perch non arriveremo a multare i cani che si accoppiano per le strade
e a mettere

un paio

di

mutandine

ai

ciuchi

troppo in calore?
colpa

Sono argomenti e questioni vecchie. Ma non mia se il Congresso di Milano andato

ancora a battere contro l'impossibilit di colpire con leggi eccezionali la pornografia. storico che tutte le restrizioni poliziesche mentre non riescono a frenare la vergogna pornografica,

procurano

noie

danni

ai

veri artisti.

Che io mi sappia Paul De Kock non fu minimamente disturbato dalla pudorata legislazione napoleonica mentre Baudelaire e Flaubert s'ebbero
il

loro processo

per

oltraggio al

pudore e dai Fleurs du Mal ben cinque liriche dovettero esser tolte. Avremo anche noi D'Annunzio spurgato a cura del Procuratore del Re?
II.

Se le leggi gi esistenti, che sono pur gravi, non vengono applicate, credere che una legge
pi rigorosa possa essere
pii

applicata,

somma
opera
le

ingenuit. I congressisti avrebbero


assai pi utile ricercando per quali
leggi esistenti

fatto

ragioni

non vengono

applicate con severit.


si

allora forse taluno di loro

sarebbe

ricor-

79

"

dato dei Promessi Sposi delle

grida
,

una pi
pure

severa dell'altra contro

'*

bravi

e che

non riescivano a estirparli. Le leggi non contano se non quando rispondono a uno stato, ad una coscienza sociale che, agendo sulle menti dei giudici, le applichi. Se la classe dirigente italiana, la quale ci provvede appunto degli uomini che dovrebbero applicare rigorosamente
le leggi

contro la pornografia, quella


si

stessa

che non

sente offesa

dalla

stampa oscena,
corrotto, dal

dalle cartoline sudice. dal

teatro

romanzo sporco, dal


ai venditori di

linguaggi,, grassoccio, se
i

quella stessa anzi che fornisce

migliori clienti

stampe

e di oggetti pornografici,

che

certo grande clientela


e nei piccoli paesi

^on har.no nelle

campagne
le leggi

come

volete che
stato gi
la

siano

davvero

applicate?
in

osservato con

fondamento eh
si

Francia

legge contro l'adulterio

risolveva in burletta

perch troppo la coscienza della classe borghese, dalla quale provenivano i giudici, ammetteva l'adulterio come un peccato sul quale si poteva scherzare non come un delitto che si poteva condannare.
,

Ora, signori congressisti antipornografici, met-

tiamoci una
verit
;

mano

sul cuore e
di

osiamo dire

la

cerchiamo
di

ricordarci

un

po'

della

nostra vita di studente, di recluta, ui volontario


di

un anno,

frequentatore di circoli, di caff


giovir

e di balli ecc., della nostra vita cio di

sonetti

risolleviamo

nostri ricordi e facciamo


i

rivivere

un momento

discorsi,

progetti, le

consuetudini di coloro che

oggi

sono

giudici,

giurati, delegati, prefetti, autorit in

genere e

domandiamoci poi

se,

salve le debite eccezioni,

che dappertutto ci sono (se non altro per confermare la regola), la vita, il linguaggio, le consuetudini, i propositi di costoro fossero i pi adatti per formarne degli apostoli della morale
sessuale.

No,

se

signori

dirlo, lo dir io:

congressisti non volessero dobbiamo confessare che nella


ci

nostra classe
la

borghese per
si

che riguarda

pornografia

di

manica

larga. Tutti, pii

meno, son tratti allo scherzo grasso e alla licenza. Nei discorsi dei giovani raro che la donna entri altrimenti che come oggetto di piacere.

Guardiamo come una giovane


sola,

sia trattata

per
i

via, se

sentiamo

frizzi,

osserviamo
le

notiamo le seccature che Avviciniamoci ad un crocchio di


gesti,

toccano.
e

giovani

ascoltiamo.

Diamo un'occhiita
i

ai

muri delle

nostre vie ed alle iscrizioni di cui sono coperti.

Prendiamo
teraria in

classici della nostra tradizione let-

mano.

In coscienza, signori congressisti, vi pare che

gente cos educata voglia lottare sul serio contro


la pornografia a forz.i di anai di carcere?

81

III.

Se

volessi riassumere

con una formula la


il

di-

ver<;euza

mia

di

idee

con

Congresso, direi

che per i congressisti la stampa oscena una causa, per me un sintomo. Anche se si potr reprimerla, il male rester lo stesso, pi pericoloso perch nascosto, pi venefico perch compresso. Si sar tolta l'espulsione e
il
:

si

sar

la-

tumore si -ara levata la febbre e absciato bandonato il corpo airinfezioue. Domani Tuna
e l'altra riappariranno inguaribili.

Se vogliamo dare una soddisfazione platonica adottiamo pure il sistema di chiepi severa oggi, per domandarne una legge dere una ancor pi severa visto che dopo una settimana di terrore nei chioschi, tutto si ripeter come prima. In Italia, quando non si sa che cosa fare contro un partito, si muta il nome a una via; e quando si vuol combattere un male si crea una nuova legge che resta morta. Sono uomini, coscienze, giovent nuova che occorre, non leggi Qui sta il vero rimedio. Non vorrei che queste mie osservazioni da advocatus diaboli inducessero taluno a pensare che io sono un partigiano della stampa oscena. Io non la leggo pi da quando mi sono accorto che noiosa. Non
ai moralisti,
!

C'

nulla di pi breve, di pi

limitato, di pi

noioso dell'oscenit.

Son sempre quei cinque

o sei angoli di sporcizia nei quali

si

va a finire
nel
fatto

e vi sarebbe qualche cosa di strano

che essa riesca ancora interessante a tante persone, se non si pensasse all'estrema cortezza
della

mente dei

pi.

mi pare, un poco pi a fondo dei nostri valenti congressisti di Milano,


Io vedo per le cose,

Credo che bisogni agire sulla nazione


sulla stampa, sugli spiriti e

non

non

sulle

manife-

stazioni esterne. Credo che bisogni


e riempire le anime,

persuadere

veda un Francia. Era ritenuta l'immoralit personificata


Si
in
tore

non legarle. esempio recente, quello della

una nazione. Tutte le leggi del signor senaBranger non avevano potuto guarirla dalforme
illu-

l'esser l'emporio pi prolifico di tutte le

pi graziose di pornografia, dalla

stampa

strata al romanzo, dalla canzonetta agli oggetti

per uso intimo. Ebbene: venuta la guerra, tutta


ficiale, di
si rivelata un male superpoche classi di persone, molto esteriore e poco profonda, e tutta la nazi'jne francese, resa seria e grave dalla tragedia mondiale e dalla minaccia dello straniero e da lutti familiari, si fatta ammirare da tutti per la robustezza del suo carattere e persino del suo

questa pornografia

fisico.

Ci vuol dire che

l'uomo

civile

di

oggi,
la

il

borghese,
vita

si

non

d animata da un vivo

alla pornografia

quando
e

sua
iu-

profondo

teresse,

83

da un idea. La pornografia corrisponde semplicemente al benessere troppo facile ed all'ozio. Purch nella vita ci sia una convinzione robusta, una fede attiva, una solennit
del pensiero,
la

pornografia (questa

vilt del
sol-

pensiero) scompare, e son sicuro che .non


tanto la necessit della guerra,

ma

ogni grave

avvenimento allontani individui e popoli dalla pornografia e che contro di essa, pi che leggi pericolose e sempre applicate, in fine, secondo lo stato d'animo della classe dominante, giovi l'opera di educazione del popolo tutto, cercando di farlo vivere con intensit, dandogli un ideale,
portandolo
al l'ischio

ed alla battaglia

(e

parlo

anche

di battaglie sociali), ispirando nelle fami-

glie, nei ritrovi, nei giornali, nelle societ

un

pii

profondo rispetto per la donna e un pi sacro amore per la vita. Allora quella forma di pigrizia dello spirito che la poriiografia,
quella vilt egoistica per cui l'uomo
possibilit, sar
si

compiace
le
i

del solletico fisico e ne va indagando tutte

abbandonata. Proibire

giornali
facile

osceni forse facile a legiferare e


;

meno

ad ottenere ma le vere vittorie non sono quelle facili. Abbandonare alle cure del poliziotto la funzione di vivificatore morale pur facile ma
;

la

vera vittoria diretta

sarebbe

suscitare

nel-

Tanimo
la

degli italiani tale interesse per la vita

sociale, politica,

economica, da far abbandonare

stampa

e le ricreazioni sconce.

.- 84

potessero soi

Si fatto abbastanza, negli ultimi anni, perch


il

popolo e la borghesia italiana

stituire le loro letture grassoccie e

loro spet-

tacoli serali lascivi ?

Dove

si

fatto abbastanza,

credo

la
.

legge superflua. Vuol dire ohe c' un


di sporcaccioni ai

residuo

quali la legge non

sar d'impaccio per scoprire altre e forse


pericolose Soddisfazioni.
fatto abbastanza,

pi
si

Dove per non


ha
diritto di

non

si

chiedere

ad una legge quello che non si sa suscitare da soli spontaneamente. Reprimere la cattiva stampa? ma creiamo, ma aiutiamo la buona! Abolire le corrispondenze di quarta pagina col favore delle quali si stabiliscono commerci sessuali ? Ma cominciamo col condannare questi commerci nell' educazione media borghese! Miglioriamo gli italiani e non ci sar bisogno di migliorare le leggi. Aboliamo i bravi e pomo tremaudare tutte le grida negli archivi del
dottore Azzeccagarbugli.
(1917).

SCUOLA E STKADA
Sono molti anni che sento congressi e stampa domandare con autorevole voce che il bambino
povero
sia

levato dalla stiada


Io

per esser tenuto

nella scuida.

ho

sempre avuto una certa


per questo autorela

istintiva e aeut?. diffidenza

volissimo programma, e

mia diffidenza

si

tramutata da un inconfessato ma sentito disajuio mentale ad una convinta persuasione a mano a mano che meglio conoscevo le scuole e riescivo rivedere la mia infanzia non pi a traverso r. i veli del pedagogismo, ma con il sano occhio dell'uomo ohe ha vissuto. E. fatte le debite
eccezioni per alcuni

pochi e maltrattati

inse-

gnanti apostolici, e per alcuni pochi e semioonosciuti tipi di

scuole

umane, mi sono venuto


noi, a tutta la giovent,

convincendo che guai a

alla felicit infantile, airiutelligenza, se la scuola

non Venisse completata


mi sento oggi
nali,

neutralizzata

dalla

strada nelFeducazione dei piccoli poveri. Io non


di unire la

mia non autorevole

voce a quella di tanti congressi e di tanti giorperch se alla strada manca forse qualche
cosa della scuola, alla scuola inanca tutto della
strada; e t^uanto a profitto vitale
io

sono con-

vinto che la strada insegni pi al


scuola.

bambino

della

mia molto non stracciate subito questo foglio di carta sul quale mi permetto di segnare il mio pensiero. Vi prego: se non dimentico le parolacce e le bestemmie, il sudiciume e i pericoli della strada, non ignoro, ricordiamocene tutti, le turpitudini 9 le ipocrisie, le scemenze e le malattie infettive della scuola. Se facessimo un bilancio, non so cM ci guadagnerebbe. Molti dei malanni della strada derivano dalI^on
soffocate con grida feroci la

tranquilla

asserzione

l'insufficienza della scuola e della


stica di casa. Gridate

vita

scola-

pure il bambino che col gesso scrive sul marciapiede e col carbone disegna sul muro e pubblica le sue invettive, spande i suoi messaggi, stfibi lisce le sue leggi. Il muro e il marciapiede sono la lavagna e la carta dei bambini poveri ai quali proibito scrivere nella lavagna di scuola o imbrattare la carta di casa. I pi sinceri componimenti e i pi deliziosi disegni, saranno sempre quelli fatti fuori della porta di classe. Col vibra il senso poetico e l'interesse del bambino. " Piero un asino. " Maria e Beppe fi.nno all'amore e " Abbasso l'aritsi baciano dietro la porta. Piero e questa verits^ s Vivaddio, metica . Maria e Beppe sono i i-eali personaggi del (Irainma (juotidiano del bimbo, che non lia mai


conosciuto
gli

87

modellati
sulle
false
scolastici.

esemplari
scritti

righe delle morali correnti dei libri


Io leggo gli
dei migliori

pedagogisti

e maestri. Essi cercano di colmare l'abisso fra

due termini che con disperazione eterna dell'uomo sembrano correre paralleli senza mai incontrarsi: la Scuola e la Vita. Essi gettano nell'abisso le loro buone volont, gli studi e l'esperienza, l'amore e l'intelletto. Tutto sembra invano. La scuola continua ad essere separata dalla vita, e la vita seguita ad avere una scuola
sua. che
si

infischia dell'altra.

Oggi

io

sento

molti

insegnanti

cercare
si

di

sollevare la scuola dalla crisi in cui


col renderla pi naturale. Si

dibatte,
il

abbandona
con
il

si-

stema

di Froebel,

negli

asili,

quegli

in-

trecci di palline e di pagliuzze in cui

bambino

non sentiva nulla

di suo. e si cerca di costruire


l'asilo stesso.

per lui un interesse entro

Come

uno degli
e

ultimi, pi re-jenti e pi

dove i insegnano ai pi piccini a spogliarsi e vestirsi, e magari aiutano un po' da cucina: un ordine, almeno, del quale il bambino vede l'immediata utilit. Pulizia a parte, questo pure l'insegnaportati, si cita

un

asilo

ammirevoli bambini lavano

asciugano

piatti,

mento dello scugnizzo napoletano, il quale a andare a scuola, ha gi imparato tanti mestieri quante dita ha sulle mani sa vendere cerini, cuocere delle pizze, fare da
otto anni. s?nza
.*

ccerons, guidare

un carro a

cavalli, tirare

un

carretto, raccogliere le cicche, scernere la spaz-

zatura, cantare
e altrettanti

accompagnato da una chitarra ingegnosi modi di guadagnarsi coevolute del

lazione e pranzo.

Nelle
Svizzera

scuole pi
i

Belgio e della
di societ

bambini formano

specie

cooperative per coltivare terreno di giardini e


i locali o comperare i libri e i quaOra queste avanguardie scolastiche non fanno che battere una via gi conosciuta. Esse

migliorare
derni.

riprendono, migliorata e organizzata, quella che

forma
strada.

la forza dell'insegnamento della pubblica

Che

cos' che

il

bambino impara dalla

strada pi che dalla scuola? la vita sociale.


l ad organizzare combriccole, a combattere le sue battaglie, a conquistare i suoi tesori, a compiere i suoi primi mercati, a sopportare le prime tirannie e a fare scoppiare le

Egli impara

sue prime ribellioni.

Non parliamo
tivo
!

poi dell'insegnamento
i

ogget-

Che cosa sono anche

pi forniti nostri

musei scolastici queste morte cose che con di fronte alla un morto nome noi indichiamo

strada, con la sua miracolosa variet di vite, uo-

mini
bazar

e donne, vecchi e fanciulli, asini, cavalli,


fiori,

muli, sassi ed erbe, frutta e


di tutte le realt,

enciclopedico

che se il bambino dovesse imparare nello fredde aule della scuola stenterebbe anni ed anni cercando invano di

89

toccare, dietro

fantasmi e

fantocci, qualche

cosa di solido

Soltanto

la

strada gli insogna

quella reale
:

con i lividi quella rigida legge di grnvit. che si conosce bene soltanto con le cadute; quel miracoloso dipingere della luce, che si sente soltanto stando l dove sole e ombra si rincorrono gaiamente
durezza del sasso,

che

s'impara

secondo Tumore del

cielo.

L'ultimo verbo, la

pi moderno della pedagogia l'autoeducazione molto pi soddisfatto nella strada pubblica

moda

pi recnte,

il

grido

che in novanta nov.e su cento delle nostre scuole. L'animo del bambino cupido di libert e di espansione, affamato di creazione spontanea e di logica infantile, sente prepotente l'amore per
quelle formo di istruzione che sa scoprire nella
via anzich in quelle dure, scheletrite, astratte
verit irreali, che

non toccano n

il

suo cuore,

n
si

la sua mente, n i pretende istruirlo, a bacchetta, fermo sul suo banco, chiuso nella scatola scolastica, con dei punti in il ridicolo giudizio salsamentario

suoi muscoli, con le quali

condotta, in italiano, in
sente,

scrittura,

esso che

si

essere tutto

anche senza averne piena uno che cresce e si sviluppa mezzo all'attraente vita del suo mondo.
coscienza,
;

un
in

dei bambini,
sori.

Scuola all'aperto, gridano gli igienisti case domanda la pedagogista Montes-

Ad

*''<i

ha dato risposta da molto tempo


il

90

bambino
,

del popolo, fuggendo la casa avara

di luce e di spazio,

per la strada, vera


i

scuola

all'aperto
adatti, del

e facendosi

suoi oggetti e giochi

peso e della misura che gli conviene, come nei pi rinomati asili Montessori. Insomma io non voglio proprio dire che la strada sia la migliore scuola di questo mondo;

ma

senza pretendere affatto

al

paradosso posso

sostenere con rettezza scientifica che moltissime


scuole sono peggiori della strada.

Quando

ve-

diamo con quale gioia sgorgano dalle aule scolastiche i bambini per rovesciarsi sulle strade,
e
l

si

trattengono infervorati delle opere pro-

creando i loro giochi e i loro spiriti, io mi chiedo se in questo fatto non c' l'avvertimento palese di qtiello che richiede, col corpo e con l'anima, con gli occhi e con le orecchie,
prie,

con la mente e ocu


piccino.

il

sentimento,

il

nostro caro

sempre quei bambini, gracili d'ossa, che andavano cercando nella calce dei muri, attirati da un'oscura sapienza medica
ricordo
ch'era in loro,
il

E mi

rimedio alla

loro

debolezza;

quei bambini che parevano affetti da un insano desiderio e che invece la sapevan pi lunga
dei dottori e delle

mamme.
dagli
i

Io non vorrei che,

quando
si

si

domanda
si

autorevoli

congressi

pedagogici, che

tolgano

bambini dalla strada,


di

commetta
S,

lo sitesso errore.
il

certamente:

ragazzo

strada maloigtio*

ducato, spesso grossolano, e anche magari

vanto.

Ma

por

la

vita piestMita sposso delle par:

ticolarit di iioQ piccola importanza

esso

co-

nosce meglio di quello


forza e dell'astuzia,

di scuola*

il

valore della

temprato alla lotta od alle improvvise continf;enzo che l'ichiedono nuovi atteggiamenti di spirito e, insomma, sa meglio cavarsela. Nella vita non sono spesso le nozioni che mancano, ma l'autonomia e l'indipendonza o la capacit di farne uso.
ui
(1919).

NOTA
Questo volume raccoglie articoli di giornale che trat-

tano di problemi

.scolastici

ed educativi; la loro forma,


le

qualche volta, accentua un poco


e

verit che contengono

loro

una

leggera apparenza

di paradsso. Sempli.vt

cemente per spiegare certi accenni che vi


gii articoli

incontrano,

portano

la

data delVanno in cui furono pubResto del Carlino, nella Xostra

blicati

nel

Secolo, nel

Scuola.

INDICE
Dedica
l^ag

6 ^
18

La

coltura popolare

Sfuriata contro gli esami

Le macchine

nella scuola

27
3-4

La
Il

patria nella scuola

metodo Montessori

42 59
67
75

Problemi del cinematografo

Per un cinematografo nazionale


Contro
la

stampa oscena

Scuola e strada
J^ota

85

-92

T.

B.

f.

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ROMA
procura qualsiasi pubblicazione italiana o straniera in commercio; ricerca qualunque pubblicazione esaurita o rara;
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i

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di un'opera sar

5.

le quali

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iniziare il commercio e lo scambio dei libri fuori commercio o comunque divenuti rari, l'Istituto annunzia la prossima pubblicazione di un catalogo di opuscoli che pu mettere fin d'ora a disposizione questo catalogo altri seguiranno periodoorli studiosi.
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Per

esauriti

dicamente.

cio,

Chiunque desideri acquistare opere fuori commern avverta l'Istituto che, ove aia possibile, procurer nel pi breve tempo l'opera richiesta, avvertendo
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duta.

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del

prezzo cui l'opera pu esser ce-

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Il

liilgllDre

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l
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ed estero, o desiderano complete informazioni sopra

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dai

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centri, e

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di repertori, biblio-

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ai bibliofili e ai collezionisti
in esso

che

avranno

un prezioso collaboratore;

agli industriali che desiderano creare presso


le loro officine,

biblioteche professionali, o

han bisogno

di

informazioni bibliografiche

di carattere tecnico-scientifico;

agli studenti che desiderano aiuti e consigli


bibliografici per le loro ricerche.

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