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Eduard Bernstein Le ragioni del revisionismo

Da: I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia, 1899


Nata nel 1889 in seno al congresso dei partiti marxisti tenutosi a Parigi, la Seconda internazionale si presentava come l'organizzazione attraverso la quale l'intero movimento socialista avrebbe dovuto assumere una condotta unitaria e mirata alla tutela del proletariato di tutti paesi europei. All'interno di questa organizzazione, tuttavia, si manifestarono ben presto alcune correnti "revisioniste ", che criticavano le teorie sancite fino dal 1848 dai padri fondatori del socialismo scientifico, Marx ed Engels. In particolare la mancata crisi del capitalismo indusse alcuni dirigenti socialisti a mutare le strategie attraverso le quali attaccare l'intera sovrastruttura borghese.

Io mi sono opposto all'idea che noi siamo alla vigilia di un imminente crollo della societ borghese, e che la socialdemocrazia debba definire, e quindi far dipendere la sua tattica dalla prospettiva di una tale imminente catastrofe sociale generale. Questo, lo confermo pienamente. I fautori di questa teoria catastrofica si appoggiano sostanzialmente sulle affermazioni del Manifesto comunista. A torto, sotto ogni riguardo. La prognosi che il Manifesto comunista fa dello sviluppo della societ moderna era esatta nella misura in cui delineava le tendenze generali di questo sviluppo. Ma sbagliava a proposito di varie conseguenze particolari, e prima di tutto nella valutazione del tempo che lo sviluppo avrebbe richiesto. Ci stato riconosciuto senza reticenze da Friedrich Engels, il coautore del Manifesto, nella prefazione alle Lotte di classe in Francia. Ma evidente che 10 sviluppo economico ha richiesto un lasso di tempo molto pi1ungo di quanto era stato ipotizzato, esso ha dovuto anche configurarsi, cio assumere forme che nel Manifesto comunista non furono ne potevano essere previste. L'acutizzazione dei rapporti sociali non si compiuta nel modo raffigurato nel Manifesto. Nascondersi questo non solo inutile, ma una vera e propria follia. Il numero dei possidenti non diminuito, bens aumentato. L' enorme aumento della ricchezza sociale non accompagnato dalla progressiva diminuzione numerica dei magnati del capitale, ma da un aumento numerico di capitalisti di ogni grado. Gli strati intermedi mutano il loro carattere ma non scompaiono dalla scala sociale. La concentrazione della produzione industriale ancora oggi non si attua dappertutto con la stessa forza e velocit. E' vero che in molte branche di produzione essa giustifica tutte le predizioni della critica socialista, ma in altre branche rimane ancor oggi arretrata rispetto ad esse. Ancora lento il processo di concentrazione nellagricoltura. La statistica industriale mostra un'articolazione straordinariamente graduata delle aziende, e nessuna classe di grandezze d segno di comparire. Ne possono trarre in inganno, su questo fatto, le importanti modificazioni nella struttura interna delle aziende e nelle loro relazioni reciproche. Dal punto di vista politico noi vediamo che i privilegi della borghesia capitalistica, in tutti i paesi progrediti, cedono gradualmente il passo a istituzioni democratiche. Sotto l'influenza di queste e sotto la spinta dell'agitazione sempre pi vigorosa del movimento operaio si prodotta una reazione sociale contro le tendenze sfruttatrici del capitale, la quale oggi in verit procede ancora molto timidamente e a tentoni, ma pure esiste e attira sotto la sua influenza settori sempre pi vasti della vita economica. La legislazione di fabbrica, la democratizzazione delle amministrazioni comunali e l'estensione delle loro competenze, la liberazione dei sindacati e delle cooperative da tutte le pastoie legali, la consultazione permanente delle organizzazioni operaie da parte delle pubbliche autorit negli appalti dei lavori - tutto ci caratterizza l'attuale livello dello sviluppo. Che in Germania si possa ancora pensare ad ammanettare i sindacati, segno non dell'alto livello, bens dellarretratezza del suo sviluppo politico. Ma quanto pi le istituzioni politiche delle nazioni moderne vengono democratizzate, tanto pi si riducono le necessit e le occasioni di grandi catastrofi politiche. Chi insiste sulla teoria delle catastrofi deve cercare, se gli possibile, di combattere e frenare lo sviluppo qui delineato, come del resto hanno fatto precedentemente gli apologeti coerenti di questa teoria. Ma la conquista del potere politico da parte del proletariato significa semplicemente che la conquista di questo potere passa attraverso una catastrofe politica? Significa l'impossessamento e l'uso esclusivo del potere politico da parte del proletariato contro l'intero mondo nonproletario? A chi risponde affermativamente, vogliamo rammentare due cose. Nel 1872 Marx ed Engels, nella prefazione alla ristampa del Manifesto comunista, dichiararono che la Comune parigina aveva fornito la prova che la classe operaia non pu semplicemente impossessarsi della macchina statale bell'e pronta e metterla in moto per i propri fini .E nel 1895 Engels, nella prefazione alle Lotte di classe ha
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dettagliatamente spiegato che il tempo dei colpi politici a sorpresa, delle rivoluzioni condotte da piccole minoranze coscienti alla testa di mas- se incoscienti oggi passato, che un conflitto di grandi proporzioni con l'esercito sarebbe il mezzo per arrestare e persino rigettare indietro per un certo tempo l'accrescimento continuo della socialdemocrazia -insomma, che la socialdemocrazia prospera molto meglio con i mezzi legali che con i mezzi illegali e con la sommossa .E, conseguentemente, egli indica come compito immediato del partito mantenere ininterrotto il ritmo d'aumento dei suoi voti - ossia un lento lavoro di propaganda e l'attivit parlamentare. Questa la posizione di Engels, il quale, come si vede dai suoi esempi statistici, con tutto ci ancora sopravvalutava alquanto la celerit del processo di sviluppo. Si rinfaccer anche a lui di aver rinunciato alla conquista del potere politico da parte della classe operaia, perch voleva impedire che l'accrescimento continuo della socialdemocrazia, assicurato dalla propaganda legale, fosse interrotto da una catastrofe politica? Se ci non si fa, se si sottoscrivono le sue argomentazioni, nessuno avr allora il diritto di scandalizzarsi quando io affermo che per molto tempo ancora il compito della socialdemocrazia, invece di speculare sul crollo generale, quello di organizzare politicamente la classe operaia e formarla alla democrazia, e di lottare per tutte quelle riforme politiche che sono adatte ad elevare la classe operaia e a trasformare il sistema politico nel senso della democrazia. [...] Nessuno ha mai messo in dubbio la necessit per la classe operaia della lotta per la democrazia. Il punto controverso stato la teoria del crollo e il problema se, dato lo sviluppo economico della Germania e il grado di maturit della sua classe operaia urbana e rurale, possa essere opportuna per la socialdemocrazia una catastrofe improvvisa. Al problema io ho risposto e continuo a rispondere negativamente, perch, a mio giudizio, ai fini di un successo duraturo c' pi garanzia nell'avanzamento costante che non nelle possibilit offerte da una catastrofe. E poich sono fermamente convinto che esistono epoche importanti nell'evoluzione dei popoli che non possibile saltare, io attribuisco il massimo valore ai compiti immediati della socialdemocrazia, cio alla lotta per i diritti politici dei lavoratori, alla agitazione politica dei lavoratori, nella citt e nel comune, per gli interessi della loro classe, all'opera di organizzazione economica dei lavoratori. In questo senso a suo tempo io ho scritto la frase: per me il movimento tutto, e ci che comunemente chiamato obiettivo finale del socialismo nulla, -e in questo senso lo sottoscrivo ancora oggi. [...] La conquista del potere politico da parte della classe operaia e lespropriazione dei capitalisti non sono, in se stesse, obiettivi finali, ma soltanto mezzi per realizzare determinati obiettive e aspirazioni. Come tali esse sono dei postulati del programma della socialdemocrazia, e nessuno le contesta. Sulle circostanze in cui saranno raggiunte non si pu predire nulla, si pu solo lottare per realizzarle. Ma per conquistare il potere politico occorrono i diritti politici, e perci l'importante problema di tattica che la socialdemocrazia tedesca deve oggi risolvere mi sembra essere quello del miglior modo di allargare i diritti politici e professionali dei lavoratori tedeschi. Se non si trova una risposta soddisfacente a questo problema, accentuarne altri sarebbe, alla fine, pura declamazione.