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Lesorcismo come ministero esercitato nella Chiesa

NEL MIO NOME CACCERANNO I DEMONI


Cristo, unico vincitore di Satana, ha dato degli insegnamenti e dei poteri precisi contro il demonio. Il potere apologetico degli esorcismi, all'epoca di Ges, allo scopo di attirare i pagani. L'istituzione dell'esorcistato e la pratica degli esorcismi nel corso dei secoli. La situazione attuale nella Chiesa latina. Chi sono gli esorcisti, quanti sono, che cosa fanno e quando ricorrere a loro.

Incomincio precisando i limiti di questo articolo. Non parlo dellantichit, ossia dei secoli prima di Cristo, e neppure dei popoli non cristiani. Mi limito a dire che presso tutte le religioni e presso tutti i popoli ci sono sempre stati diavoli ed esorcisti, anche se con nomi diversi. Anche prima degli ebrei, degli egiziani, degli assiri, dei babilonesi, ogni popolo ha avuto lintuizione dellesistenza di spiriti del male da cui occorreva difendersi, liberarsi, o che bisognava ingraziarsi. Naturalmente la concezione di questi spiriti dipendeva e tuttora dipende dalla mentalit socio-culturale dei vari popoli, e cos pure i rimedi: riti, stregoni, danze, sacrifici... Non parler delle Chiese cristiane non cattoliche. Mi limito a dire che una prima grande differenza di comportamento avvenne gi nel IV secolo, quando la Chiesa latina istitu il sacramentale dellesorcistato, affidato ai vescovi. La Chiesa dOriente non ha mai accettato tale istituzione, senza per questo venir meno allunit. Quando poi avvennero gli altri "strappi", con le scissioni delle Chiese della riforma, anche le pratiche esorcistiche si sono differenziate lungo i secoli, secondo le varie confessioni. LEnciclica Ut unum sint, del 25 maggio 1995, sottolinea limportanza di conoscere le Chiese sorelle e rileva che in esse certi aspetti del mistero cristiano a volte sono stati messi in luce pi efficacemente (n. 14). Mi pare che si possa applicare questa osservazione al caso della fedelt alla lettura della Bibbia da parte del popolo; credo anche che si possa fare la stessa osservazione a proposito degli esorcismi, che nel mondo ortodosso in generale e in talune confessioni del protestantesimo costituiscono una pratica pastorale ordinaria, come in passato era anche nella Chiesa latina, cosa che purtroppo oggi non pi. Ges e gli apostoli. Premettiamo unosservazione basilare. Solo con la rivelazione divina luomo giunto ad una cognizione esatta, bench parziale, del mondo invisibile. Per cui anche le forze del male, di cui tutti i popoli hanno avuto una vaga conoscenza, hanno acquistato chiarezza con la cognizione dei demoni: esseri spirituali e personali, creati buoni da Dio, ossia creati angeli, e ribellatisi a Dio giungendo ad una totale e irreversibile perversione. Solo con lavvento di Cristo anche lesorcismo acquista piena efficacia. Perch Ges venuto per distruggere le opere di Satana (1 Gv 3,8), venuto, come afferma lo stesso Signore, per distruggere il regno del demonio e instaurare il regno di Dio (cf Lc 11,20). Quando Pietro riassume lopera di Ges alla presenza di Cornelio, il primo pagano che si converte al cristianesimo, si limita a dire: Pass facendo del bene e liberando coloro che erano schiavi del demonio (At 10,38). Satana, principe di questo mondo, come lo chiama Ges (Gv 14,30) e dio di questo mondo, come lo chiama Paolo (2 Cor 4,4), era il forte, padrone di tutti i regni della terra, che si sentiva sicuro del suo dominio. Ges il pi forte, che lo disarma (Lc 11,21-22). Il Maestro Divino ha dato degli insegnamenti precisi e dei poteri precisi contro il demonio, chiarendo dubbi che anche al suo tempo erano ricorrenti, sulla stessa esistenza del maligno: i farisei ci credevano, i sadducei no. Ha messo in chiaro lazione di Satana contro Dio; si pensi, ad esempio, alle spiegazioni che lui stesso ha dato alla parabola del buon grano e della zizzania e alla parabola del seminatore. Ha liberato gli indemoniati, distinguendo con chiarezza la liberazione dal demonio dalla guarigione dei malati; saranno certi teologi e biblisti di oggi, pasticcioni e traditori del vangelo, a confondere e negare la chiarezza evangelica, per cercare di imporre la loro incredulit.

Anche conferendo i suoi poteri agli apostoli, Ges ha sottolineato bene la distinzione tra il potere di liberare da Satana e il potere di guarire i malati. E ha proceduto progressivamente: prima ha dato il potere di cacciare i demoni agli apostoli; poi lo ha esteso ai discepoli; infine lo ha conferito a tutti coloro che avrebbero creduto in lui e agito con la forza del suo nome (Mc 16,17). Seguendo le parole del Maestro e lesempio degli apostoli, nei primi tre secoli, tutti i cristiani che lo volevano facevano esorcismi. Questo fatto ha avuto anche un grande valore apologetico perch i pagani indemoniati si rivolgevano ai cristiani per essere liberati. Scrive Giustino: Cristo nato per volont del Padre e salvezza dei credenti e a rovina dei demoni. Voi potete farvene la convinzione da ci che vedete con i vostri occhi. In tutto luniverso e nella vostra citt (Roma) ci sono numerosi indemoniati che gli altri esorcisti, incantatori e maghi non hanno potuto guarire. Invece molti di noi cristiani, comandando loro nel nome di Ges Cristo, crocifisso sotto Ponzio Pilato, abbiamo guarito riducendo allimpotenza i demoni che possedevano gli uomini (Apologia, VI, 5-6). Tertulliano conferma lefficacia con la quale i cristiani liberano dai demoni sia gli stessi cristiani, sia i pagani. E insiste sullefficacia degli esorcismi non solo sulle persone, ma anche sulla vita sociale, impregnata di idolatria e di influenze malefiche. un aspetto molto importante, tenuto ben presente anche nei discorsi sul demonio pronunciati da Paolo VI e da Giovanni Paolo II. Pu essere colpita una famiglia, una particolare societ, unintera corrente politica che pu giungere a detenere il potere (penso alle orrende aberrazioni del nazismo; agli eccidi di Stalin e seguaci: si parla di 20 milioni di vittime). a questo proposito che Paolo VI ci ricorda: La Scrittura acerbamente ci ammonisce che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno (23.2.1977). Origene aggiunge elementi nuovi quando testimonia che, nel nome di Ges, si possono cacciare i demoni non solo dalle persone, ma anche dagli oggetti, dalle case, dagli animali. Sono liberazioni che noi esorcisti abbiamo sempre fatto anche se i documenti ecclesiastici non ne parlavano (il Diritto Canonico e il Rituale Romano contemplano solo il caso di possessione personale); ma ne parla ora il Catechismo della Chiesa Cattolica. Interessante Cipriano: Vieni a udire con i tuoi propri orecchi i demoni, vieni a vederli con i tuoi occhi nei momenti in cui, cedendo ai nostri scongiuri, ai nostri flagelli spirituali e alla tortura delle nostre parole, essi abbandonano i corpi dei quali avevano preso possesso (Contro Demetrio, c. 15). Ho insistito sul potere apologetico degli esorcismi, allo scopo di attirare i pagani, perch oggi ci troviamo sul versante opposto: i cristiani non trovano pi nessun aiuto, nessuna comprensione negli uomini di Chiesa; perci si rivolgono ai maghi, ai cartomanti, alle stte, ad altre religioni. Ricordo infine come la pratica degli esorcismi si sia andata sviluppando, fin dai primi tempi, in due direzioni: per liberare gli ossessi e come parte integrante del battesimo, in cui veniva attribuito ad esso un grande valore, perch si sottolineava cos come il catecumeno veniva sottratto a Satana e incorporato a Cristo. Abbiamo uneco di questo trapasso nei voti battesimali. Purtroppo nellultima riforma liturgica lesorcismo battesimale, specie dei bambini, stato cos minimizzato che lo stesso Paolo VI ha manifestato pubblicamente il suo disappunto, nel discorso del 15 novembre 1972. Ma oggi i liturgisti nel demonio credono pochino; basti vedere come, nel nuovo Benedizionale, sono state accuratamente tolte tutte le invocazioni al Signore, per essere protetti dal maligno. La svolta del IV secolo. Tra le grandi figure di esorcisti che la storia della Chiesa ci ricorda, non possiamo dimenticare san Martino di Tours e poi i primi monaci, come Antonio, Pacomio, Ilarione. Il popolo intuisce che chi pi dedito alla preghiera e al digiuno pi adatto a fare esorcismi. il motivo per cui ancora oggi, nella Chiesa ortodossa, per trovare un esorcista

basta rivolgersi a un monastero; amministrare esorcismi considerato un carisma e, come affermano le Costituzioni Apostoliche del 380, si diventa esorcisti non per ordine sacro, ma per decisione personale, buona volont, fortezza danimo e grazia. In Occidente invece forte la tendenza, in parte dovuta al diritto romano, di voler regolarizzare tutto. Gi alla fine del II secolo s. Ireneo parla con ammirazione degli esorcisti come di un ceto a parte, bench tutti vi potessero appartenere. A Roma, papa Cornelio, in una sua lettera del 251 il primo a parlare degli esorcisti come di aventi un ufficio sacro. Penso che si possa considerare conclusa questa istituzione del sacramentale dellesorcistato con lanno 416, quando papa Innocenzo I stabilisce che gli esorcismi possano essere amministrati solo dietro autorizzazione vescovile. Questa la disciplina tuttora vigente (con la precisazione che il vescovo pu dare la facolt desorcista solo a sacerdoti); trattandosi di istituzione ecclesiastica, sono possibili e augurabili cambiamenti. importante unosservazione. Non che con listituzione dellesorcistato si sia misconosciuto il potere che Cristo ha dato a tutti coloro che credono in lui, di cacciare i demoni; e neppure da ritenersi che lesorcismo sia lunica forma per potersi liberare da possessioni o da influenze malefiche. Restano sempre efficacissimi, direi indispensabili e spesso sufficienti, i comuni mezzi di grazia: preghiere, sacramenti, penitenze, opere di carit... E restano validissime le preghiere private di liberazione; come pure rimane la libert piena dello Spirito Santo di dare carismi a chi vuole e quando vuole, anche il carisma di liberare dai demoni. La differenza sta nel fatto che la Chiesa, istituendo e regolamentando gli esorcismi come preghiera pubblica, ha voluto anche sottrarre i fedeli dagli imbroglioni e falsi carismatici, che non sono mai mancati. Fino al secolo XII la pratica degli esorcismi in pieno e pacifico sviluppo, sia in Oriente sia in Occidente. Le Chiese sono ben fornite di esorcisti, per cui lesorcismo quello che deve essere: quando occorre, fa parte della comune attivit pastorale e non c nessuna difficolt a trovare un esorcista. In questo modo esiste anche quella che io chiamo la scuola, che adesso scomparsa per il lungo disuso: lesorcista anziano aiutato da giovani che, venendo meno lui, sono preparati a sostituirlo. anche un periodo di grande creativit di formule esorcistiche; menziono in particolare i formulari di Alcuino (+ 804), che entrarono nel Messale Romano Gallicano e poi in parte nel Rituale Romano promulgato nel 1614. Un merito di questepoca anche che sia il popolo sia i teologi hanno respinto la credenza delle streghe, che stava divulgandosi. Furono invece assai tristi i secoli seguenti. Si incomincia a dare il nome di streghe a quelle donne un po matte, che venivano chiamate bonae feminae; e invece di esorcizzare le persone, si incomincia a perseguitarle e addirittura a condannarle al rogo. il crollo di ogni giustizia pastorale e giuridica, che fa perdere la testa anche alle persone pi responsabili le quali, sperando di moderare e regolare queste cattive tendenze, emanano disposizioni dalle conseguenze gravissime. Nel 1252 Innocenzo IV autorizza la tortura agli eretici; nel 1326 Giovanni XXII autorizza linquisizione contro le streghe. Si incomincia a demonizzare tutto, ma avviene questo fenomeno: dove non si fanno pi esorcismi, il loro posto viene occupato dalle persecuzioni; altrove, come nella Spagna nota per lInquisizione di Torquemada, si continuarono a fare esorcismi e le streghe non furono perseguitate. Gli anni peggiori furono dal 1560 al 1630, e le nazioni dei protestanti furono assai pi colpite che quelle cattoliche. giusto ricordare qualche nobile eccezione. ben documentato il caso di suor Giovanna Fery (1559-1620). Da vari anni aveva stretto patti col diavolo: era una vera strega da consegnare allInquisizione e da condannare al rogo, secondo le norme di quellepoca. Per sua fortuna trov un prelato di grande cultura e sensibilit pastorale, mons. Luigi de Berlaymont, arcivescovo di Cambrai. Questi ordin che la suora non fosse processata, ma sottoposta ad esorcismi. Fu liberata e visse poi come suora esemplare. In seguito scoppi la ribellione contro simili metodi barbari. Merita un particolare ricordo il gesuita Friedrich Spee, che nel 1631 pubblic il libro Cautio criminalis, in cui faceva una critica spietata contro la tortura e la caccia alle streghe.

La reazione fu irrazionale, come era stata irrazionale la persecuzione. Tutto cess di colpo. Ma non avvenne che le torture venissero sostituite dagli esorcismi, come ci si sarebbe aspettato. La reazione fu pi radicale: si era giunti a demonizzare tutto, e ora, dal secolo XVIII in poi, si neg ogni esistenza del demonio, che tuttal pi fu visto come un pupazzo o come lidea astratta del male. A questo brusco passaggio contribu la cultura laica, lateismo predicato alle masse, il razionalismo del mondo scientifico e culturale. Ne stata conseguenza quella perdita di fede che stiamo vivendo tuttora, e la crescita dogni forma di superstizione, con lespandersi dogni specie doccultismo. A che punto ci troviamo. Anche lambiente ecclesiastico stato molto influenzato da tutti questi rivolgimenti. Mi limito al campo di mio interesse. Nel mondo cattolico si pu dire che gli esorcisti sono quasi scomparsi da tre secoli. Notiamo bene: qualche esorcista c sempre stato; ed interessantissimo leggere le biografie dei santi, per vedere come molto spesso, pur non essendo esorcisti, hanno liberato le persone possedute. Oggi il mondo ecclesiastico sprovveduto sia in teoria, sia soprattutto in pratica. In teoria. Da decenni nei seminari e nelle universit ecclesiastiche (salvo sempre eccezioni) non si studia pi quella parte di teologia dogmatica che, parlando di Dio Creatore, parla degli angeli, della loro prova, della ribellione dei demoni; cos negli studi i demoni non esistono pi. Non si studia pi la teologia spirituale, che tratta dellazione ordinaria del demonio, la tentazione, e della sua azione straordinaria, la possessione e i mali melefici; tratta quindi anche dei rimedi, tra cui gli esorcismi. Di conseguenza agli esorcismi non si crede pi, confermati in questa incredulit dal fatto di non averne mai fatti e mai visti. Non si studia pi, in teologia morale, quella parte che riguarda certi peccati contro il Primo Comandamento: la magia, la negromanzia, lo spiritismo, ossia le forme di superstizione pi condannate dalla Bibbia e oggi pi diffuse. Per cui non si istruito il popolo di Dio che, quando avvicina i sacerdoti su queste materie, si trova quasi sempre di fronte a un muro di ignoranza e di incomprensione. Se a queste due grandi carenze, di studio e di esperienza diretta, aggiungiamo gli errori dottrinali di tanti teologi e biblisti, che arrivano perfino a negare gli esorcismi del vangelo, ritenendoli "linguaggio culturale", "adattamento alla mentalit dellepoca", la frittata completa. vero che contro questi errori si alzata la voce dei Pontefici, soprattutto di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, a cui va aggiunto il documento sulla demonologia, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicato il 26 giugno 1975 e inserito tra i documenti ufficiali della S. Sede. Ma questo non bastato a dissipare il nebbione della ormai radicata incredulit. E i vescovi, che hanno il monopolio della nomina degli esorcisti? Anchessi si trovano ad agire in mezzo a queste difficolt: da una parte il Diritto Canonico d a loro e solo a loro il potere di nominare esorcisti (can. 1172), per cui un potere-obbligo gravissimo; daltra parte anchessi hanno gli stessi limiti di tutto il clero: non hanno mai studiato questa materia, non hanno mai visto n praticato esorcismi (salvo rare eccezioni), subiscono linfluenza delle idee errate di certi teologi e biblisti; in conclusione, ci credono solo in teoria. difficile credere alle cose che vediamo noi esorcisti, se non ci si assiste. Aggiungo anche che questo abbandono di tre secoli ha fatto s che, non conoscendosi pi gli esorcismi e il loro svolgimento, agli occhi di molti appaiono come un qualche cosa di abnorme, di mostruoso, a cui si deve ricorrere assolutamente meno che si pu, e meglio ancora se non si fanno mai. Cos trovare un esorcista nella Chiesa cattolica latina diventato un dramma; solo in Italia si incominciato a muovere qualcosa negli ultimi anni; ma la maggior parte delle altre nazioni ne sono quasi sprovviste. La gente si sente non capita, abbandonata, e si rivolge altrove, come abbiamo detto: a maghi, cartomanti, stte, altre religioni. In compenso chi non ha mai dormito stato il demonio. Dice chiaro il Vaticano II: Tutta intera la storia umana pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dallorigine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino allultimo giorno (Gaudium et spes, 37). E Giovanni Paolo II: Alla vittoria di Cristo sul diavolo partecipa la Chiesa: Cristo infatti ha dato ai suoi discepoli il potere di cacciare i

demoni. La Chiesa esercita tale potere vittorioso mediante la fede in Cristo e la preghiera che, in casi specifici, pu assumere la forma dellesorcismo (20 agosto 1986). Ci sono le parole del vangelo; ci sono le parole del magistero ecclesiastico e le norme del Diritto Canonico; ma, in pratica, nonostante la grande richiesta, vedo molto lontano il tempo in cui gli esorcismi torneranno a far parte, in ogni diocesi, del comune servizio pastorale. E sbagliano di grosso quelle persone che avvicinano lesorcista come se avesse dei poteri straordinari, un po come se fossero dei "buoni maghi". Per avvicinare un esorcista ci vuole tanta fede in Ges Cristo e tanta fede nella Chiesa, in nome della quale lesorcista opera. Che cosa fa un esorcista? Prima di tutto un uomo di ascolto, per vedere che cosa il caso richiede. Il pi delle volte la nostra gente ha solo bisogno di avvicinarsi a Dio; non si tratta di aver bisogno di esorcismi, ma di conversione. Credo che ogni esorcista possa testimoniare di aver avvicinato alla preghiera, ai sacramenti, alla pratica cristiana, molte pi persone lontane da quando ha iniziato il ministero di esorcista, che in antecedenza, quando ricopriva altri incarichi apostolici. Vivere in grazia e ci che questo comporta (preghiera, sacramenti, istruzione religiosa...) resta anche sempre il mezzo preventivo e curativo pi efficace. Un secondo compito dellesorcista quello di tranquillizzare le persone. Oggi sono proprio tanti coloro che ritengono di avere la jella, di essere stati raggiunti da un qualche maleficio ad opera di persone invidiose, gelose, perverse, concorrenti in affari e via dicendo. Inutile dire che spesso questa convinzione viene confermata o fatta nascere da persone sbagliate che si sono consultate: maghi, cartomanti, sedicenti veggenti o carismatici, di cui c uninvasione e una continua pubblicit da parte dei mass media. Ogni sacerdote e ogni persona di buon senso sarebbe in grado di tranquillizzare questi tormentati; ma la parola dellesorcista pi efficace perch un po considerato un professionista in questo campo. Infine il compito dellesorcista di esorcizzare, quando vede che ne sono presenti le condizioni. Ci possono essere semplici motivi di sospetto, che con una brevissima preghiera esorcistica vengono chiariti. Si inizia sempre con molta semplicit e brevit. Solo chi ha unignoranza totale di questo ministero immagina che lesorcismo sia un qualche cosa di spaventoso, di traumatico. Tale effetto pu verificarsi nei presenti inesperti, non nella persona colpita, se nel corso dellesorcismo o addirittura al suo inizio, si manifestano reazioni esterne violente o fenomeni strani. Proprio perch lesorcismo, e solo lesorcismo, pu verificare se i fenomeni "di sospetto" nascondono una causa malefica o no, i primi esorcismi hanno importanza diagnostica pi che curativa. Ogni esorcista segue poi dei criteri personali, sia nel modo di condurre gli esorcismi sia nellesaminare le persone che a lui si rivolgono. Alcuni fanno riempire dei questionari che essi stessi hanno preparato. Io consiglio sempre che la persona per prima cosa intensifichi la sua vita di preghiera; normalmente chiedo anche che, prima di essere ricevuta da me, abbia chiesto una serie di preghiere di guarigione e liberazione, o fatte da un sacerdote, o fatte da un gruppo di preghiera del Rinnovamento, abituato a questo; e ricevo le persone solo se il sacerdote che ha guidato queste preghiere mi segnala lopportunit di fare esorcismi e me ne specifica i motivi. Nella lotta contro il demonio non si insiste mai abbastanza sui criteri da seguire. Quando si tratta dellazione ordinaria del demonio, la tentazione, il vangelo stesso ci dice che i rimedi sono due: Vigilate e pregate per non entrare in tentazione. Se si tratta dellazione straordinaria del demonio, possessione o disturbi malefici, io metto allottavo posto il ricorso agli esorcismi, sia come efficacia sia come rimedio a cui ricorrere. Questa la mia successione: 1) vivere in grazia di Dio; 2) la confessione; 3) la Messa; 4) la comunione; 5) ladorazione eucaristica; 6) ogni preghiera, soprattutto i salmi e il rosario; 7) le preghiere di liberazione; 8) gli esorcismi. Naturalmente si vede la contemporaneit di questi mezzi di grazia e la diversa frequenza; ad esempio la preghiera, come successione di tempo,

precede e accompagna tutto. Coloro che crederanno in me, nel mio nome cacceranno i demoni... imporranno le mani sugli infermi ed essi guariranno (Mc 16,17-18). Se almeno i sacerdoti credessero alle parole del Signore e al potere che hanno, non si stancherebbero di benedire tutte le persone che domandano anche solo una semplice benedizione. Credo che tanti mali guarirebbero e che un esercito di persone (maghi, cartomanti, sensitivi e simili) finirebbero in cassa integrazione. uno degli scopi che noi esorcisti, almeno indirettamente, cerchiamo di ottenere. Gabriele Amorth
da "Vita Pastorale", gennaio 1998

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Tratto da: " ... E LIBERACI DAL MALIGNO". Intervista con padre Gabriele Amorth, 30giorni, pp. 28-34, n 6 del 2001.

... E LIBERACI DAL MALIGNO. Intervista con padre Gabriele Amorth Il fumo di Satana nella casa del Signore Sono trascorsi 29 anni da quel 29 giugno del 1972, festa degli apostoli Pietro e Paolo, quando papa Montini parl del nemico di Dio per antonomasia: Attraverso qualche fessura il fumo di Satana entrato nella Chiesa. E oggi? Beh, quel fumo si diffonde in stanze insospettate di Stefano Maria Paci Sono trascorsi 29 anni da quel 29 giugno del 1972. Era la festa di san Pietro, principe degli apostoli. Era la festa di san Paolo, colui che ha portato il Vangelo di Cristo fino allestremo Occidente. E in quel 29 giugno, festa dei santi protettori di Roma, il successore di Pietro che aveva preso il nome di Paolo lanci un grido drammatico. Paolo VI parl del nemico di Dio per antonomasia, di quel nemico delluomo che si chiama Satana. Il nemico della Chiesa. Attraverso qualche fessura denunci Paolo VI il fumo di Satana entrato nella Chiesa. Un grido angoscioso, che lasci stupiti e scandalizz molti, anche allinterno del mondo cattolico.

E oggi, 29 anni dopo? Quel fumo stato allontanato, o ha invaso altre stanze? Siamo andati a chiederlo a uno che con Satana e le sue astuzie ha a che fare tutti i giorni. Quasi per professione. lesorcista pi famoso del mondo: padre Gabriele Amorth, fondatore e presidente ad honorem dellAssociazione internazionale degli esorcisti. Siamo andati da lui anche perch poche settimane fa, il 15 maggio, stata approvata dalla Cei la traduzione italiana del nuovo Rituale degli esorcismi. Per entrare in uso attende solo il placet della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Una nuova arma che ha la Chiesa per combattere il Nemico? Per scacciare, se ancora non stato fatto, quel fumo penetrato nel tempio del Qui sopra, padre Amorth mostra il Signore? Macch! Sentite cosa racconta padre frontespizio del vecchio Rituale degli esorcismi; a sinistra, in alto, il nuovo Rituale Amorth. Scoprirete che la guerra, in corso da millenni, infuria pi furibonda che mai. Che la battaglia adesso si spostata soprattutto allinterno della casa del Signore. E quel fumo... beh, quel fumo si diffonde in stanze insospettate. Padre Amorth, finalmente pronta la traduzione italiana del nuovo Rituale per gli esorcisti. GABRIELE AMORTH: S, pronta. Lanno scorso la Cei aveva rifiutato di approvarla perch cerano errori di traduzione dal latino. E noi esorcisti, che dovremmo utilizzarla, avevamo approfittato per segnalare ancora una volta che su molti punti del nuovo Rituale non siamo daccordo. Il testo base in latino resta immutato in questa traduzione. E un Rituale tanto atteso alla fine si trasformato in una beffa. Un incredibile legaccio che rischia di impedirci di operare contro il demonio. Unaccusa pesante. A cosa si riferisce? AMORTH: Le faccio solo due esempi. Clamorosi. Al punto 15 si parla dei malefici e di come comportarsi. Il maleficio un male causato a una persona ricorrendo al diavolo. E pu essere fatto in diverse forme, come fatture, maledizioni, malocchi, vud, macumba. Il Rituale romano spiegava come bisognasse affrontarlo. Il nuovo Rituale, invece, afferma categoricamente che c proibizione assoluta di fare esorcismi in questi casi. Assurdo. I malefici sono di gran lunga la causa pi frequente delle possessioni e dei mali procurati dal demonio: non meno del 90 per cento. come dire agli esorcisti di non operare pi. Il punto 16, poi, afferma solennemente che non si debbono fare esorcismi se non c la certezza della presenza diabolica. un capolavoro di incompetenza: la certezza che il demonio sia presente in una persona si ha solo facendo lesorcismo. Tra laltro, gli estensori non si sono accorti di contraddire, in entrambi i punti, il Catechismo della Chiesa cattolica, che indica di compiere lesorcismo sia nel caso di possessioni diaboliche che di mali causati dal demonio. E dice anche di farlo sia sulle persone che sulle cose. E nelle cose non c mai la presenza del demonio, c solo la sua influenza. Le affermazioni contenute nel nuovo Rituale sono gravissime e dannosissime, frutto di ignoranza e inesperienza. Ma non stato compilato da esperti? AMORTH: Assolutamente no. In questi dieci anni sul Rituale hanno lavorato due commissioni: quella composta da cardinali che ha curato i Prenotanda, ossia le disposizioni iniziali, e quella che ha curato le preghiere. Io posso affermare con certezza che nessuno dei membri delle due commissioni ha mai fatto esorcismi n ha mai assistito ad esorcismi n ha mai avuto la pi pallida idea di cosa sono gli esorcismi. Questo lerrore, il peccato originale, di questo Rituale. Nessuno che vi ha collaborato era esperto di esorcismi. Come possibile? AMORTH: Non lo chieda a me. Durante il Concilio ecumenico Vaticano II ogni commissione era coadiuvata da un gruppo di esperti che affiancavano i vescovi. E labitudine si mantenuta anche dopo il Concilio, ogni volta che si sono rifatte parti del Rituale. Ma non in questo caso. E se cera un argomento su cui servivano degli esperti, era questo.

E invece? AMORTH: Invece noi esorcisti non siamo mai stati consultati. E, tra laltro, i suggerimenti che abbiamo dato sono stati ricevuti con fastidio dalle commissioni. La storia paradossale. Vuole che gliela racconti? Certo. AMORTH: Man mano che, come aveva chiesto il Concilio Vaticano II, le varie parti del Rituale romano venivano riviste, noi esorcisti attendevamo che venisse trattato anche il titolo XII, cio il Rituale esorcistico. Ma evidentemente non era considerato un argomento rilevante, dato che passavano gli anni e non succedeva nulla. Poi, improvvisamente, il 4 giugno del 1990, usc il Rituale ad interim, di prova. Fu una vera sorpresa per noi, che non eravamo mai stati consultati prima. Eppure da tempo avevamo preparato delle richieste, in vista di una revisione del Rituale. Chiedevamo, tra laltro, di ritoccare le preghiere, immettendovi invocazioni alla Madonna che mancavano completamente, e di aumentare le preghiere esorcistiche specifiche. Ma eravamo stati completamente tagliati fuori dalla possibilit di dare qualsiasi contributo. Non ci scoraggiammo: il testo era stato fatto per noi. E dato che nella lettera di presentazione lallora prefetto della Congregazione per il culto divino, il cardinale Eduardo Martnez Somalo, chiedeva alle conferenze episcopali di far avere, entro due anni, consigli e suggerimenti dati dai sacerdoti che ne avranno fatto uso ci mettemmo al lavoro. Riunii diciotto esorcisti scelti tra i pi esperti del pianeta. Esaminammo con grande attenzione il testo. Lo utilizzammo. Abbiamo subito elogiato la prima parte, nella quale venivano In queste pagine, alcuni particolari del riassunti i fondamenti evangelici dellesorcismo. Giudizio universale di Michelangelo, Cappella laspetto biblico-teologico, su cui non mancava certo Sistina, Roma la competenza. Una parte nuova, rispetto al Rituale del 1614 composto sotto papa Paolo V: del resto, allepoca non cera bisogno di ricordare questi princpi, da tutti riconosciuti ed accettati. Oggi, invece, indispensabile. Ma quando siamo passati ad esaminare la parte pratica, che richiede una conoscenza specifica dellargomento, si palesata la totale inesperienza dei redattori. Le nostre osservazioni sono state copiose, articolo per articolo, e le abbiamo fatte avere a tutte le parti interessate: Congregazione per il culto divino, Congregazione per la dottrina della fede, conferenze episcopali. Una copia fu consegnata direttamente nelle mani del Papa. Come sono state accolte le vostre osservazioni? AMORTH: Accoglienza pessima, efficacia nulla. Ci eravamo ispirati alla Lumen gentium, in cui la Chiesa descritta come Popolo di Dio. Al numero 28 si parla della collaborazione dei sacerdoti con i vescovi, al numero 37 si dice con chiarezza, addirittura riferendolo ai laici, che secondo la scienza, la competenza e il prestigio di cui godono, hanno la facolt, anzi talora anche il dovere, di far conoscere il loro parere su cose concernenti il bene della Chiesa. Era esattamente il nostro caso. Ma ci eravamo illusi, ingenuamente, che le disposizioni del Vaticano II fossero giunte alle congregazioni romane. Invece ci siamo trovati di fronte un muro di rifiuto e di disprezzo. Il segretario della Congregazione per il culto divino fece una relazione alla commissione cardinalizia in cui diceva che i loro unici interlocutori erano i vescovi, e non i

sacerdoti o gli esorcisti. E aggiungeva testualmente, a proposito del nostro umile tentativo di aiuto come esperti che esprimono il loro parere: Si dovette prendere atto del fenomeno di un gruppo di esorcisti e cosiddetti demonologi, quelli che in seguito si sono costituiti in Associazione internazionale, che orchestravano una campagna contro il rito. Unaccusa indecente: noi non abbiamo mai orchestrato nessuna campagna! Era indirizzato a noi il Rituale, e nelle commissioni non avevano convocato nessuna persona competente: era pi che logico che tentassimo di dare il nostro contributo. Ma allora vuol dire che il nuovo Rituale per voi inutilizzabile nella lotta contro il demonio? AMORTH: S. Ci volevano consegnare unarma spuntata. Sono state cancellate le preghiere efficaci, preghiere che avevano dodici secoli di storia, e ne sono state create di nuove, inefficaci. Ma per fortuna ci stata gettata, allultimo, una scialuppa di salvataggio. Quale? AMORTH: Il nuovo prefetto della Congregazione per il culto divino, il cardinale Jorge Medina, ha affiancato al Rituale una Notificazione. In cui si afferma che gli esorcisti non sono obbligati ad usare questo Rituale, ma se vogliono possono utilizzare ancora il vecchio facendone richiesta al vescovo. I vescovi devono chiedere lautorizzazione alla Congregazione che per, come scrive il cardinale, la concede volentieri. La concede volentieri? una ben strana concessione AMORTH: Vuol sapere da dove nasce? Da un tentativo compiuto dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e dallo stesso cardinale Medina di introdurre nel Rituale un articolo allora era larticolo 38 in cui si autorizzavano gli esorcisti ad usare il Rituale precedente. Indubbiamente si trattava di una manovra in extremis per farci evitare i grandi errori che ci sono in questo Rituale definitivo. Ma il tentativo dei due cardinali venne bocciato. Allora il cardinale Medina, che aveva compreso la posta in gioco, ha deciso di darci in ogni caso questa scialuppa di salvataggio, aggiungendo una notifica a parte. Come venite considerati, voi esorcisti, allinterno della Chiesa? AMORTH: Siamo trattati malissimo. I confratelli sacerdoti che vengono incaricati di questo delicatissimo compito sono visti come dei matti, degli esaltati. In genere sono appena tollerati dagli stessi vescovi che li hanno nominati.

Il fatto pi clamoroso di questa ostilit? AMORTH: Abbiamo tenuto un convegno internazionale degli esorcisti vicino a Roma. E abbiamo domandato di essere ricevuti dal Papa. Per non dargli laggravio di aggiungere una nuova udienza alle tantissime che gi fa, abbiamo semplicemente chiesto di essere ricevuti in udienza pubblica, quella in piazza San Pietro del mercoled. E senza nemmeno la necessit di essere citati tra i saluti. Abbiamo fatto regolare domanda, come ricorder perfettamente monsignor Paolo De Nicol, della Prefettura della casa pontificia, che ha accolto a braccia aperte la nostra richiesta. Il giorno prima delludienza per lo stesso monsignor De Nicol ci ha detto a dire il vero con grande imbarazzo, per cui si visto benissimo che la decisione non dipendeva da lui di non andare, che non eravamo ammessi. Incredibile: 150 esorcisti provenienti dai cinque continenti, sacerdoti nominati dai loro vescovi in conformit con le norme del diritto canonico che richiedono preti di preghiera, di scienza e di buona fama quindi un po il fior fiore del clero , chiedono di partecipare a unudienza pubblica del Papa e vengono buttati fuori. Monsignor De Nicol mi ha detto: Naturalmente le prometto

che le invier subito la lettera con le motivazioni. Sono passati cinque anni, e quella lettera la aspetto ancora. Certamente non stato Giovanni Paolo II ad escluderci. Ma che a 150 sacerdoti venga proibito di partecipare a una udienza pubblica del Papa in piazza San Pietro spiega quanto sono ostacolati gli esorcisti dalla loro Chiesa, quanto sono malvisti da tante autorit ecclesiastiche. Lei col demonio ci combatte quotidianamente. Qual il pi grande successo di Satana? AMORTH: Riuscire a far credere di non esistere. E ci quasi riuscito. Anche allinterno della Chiesa. Abbiamo un clero e un episcopato che non credono pi nel demonio, negli esorcismi, nei mali straordinari che il diavolo pu dare, e nemmeno nel potere che Ges ha concesso di scacciare i demoni. Da tre secoli la Chiesa latina al contrario della Chiesa ortodossa e di varie confessioni protestanti ha quasi del tutto abbandonato il ministero esorcistico. Non praticando pi esorcismi, non studiandoli pi e non avendoli mai visti, il clero non ci crede pi. E non crede pi nemmeno al diavolo. Abbiamo interi episcopati contrari agli esorcismi. Ci sono nazioni completamente prive di esorcisti, come la Germania, lAustria, la Svizzera, la Spagna e il Portogallo. Una carenza spaventosa. Non ha nominato la Francia. L la situazione differente? AMORTH: C un libro scritto dal pi noto esorcista francese, Isidoro Froc, dal titolo: Gli esorcisti, chi sono e cosa fanno. Il volume, tradotto in italiano dalleditrice Piemme, stato scritto per incarico della Conferenza episcopale francese. In tutto il libro non si dice mai che gli esorcisti, in certi casi, fanno esorcismi. E lautore ha pi volte dichiarato alla televisione francese di non avere mai fatto esorcismi e che mai li far. Su un centinaio di esorcisti francesi, solo cinque credono al demonio e fanno gli esorcismi, tutti gli altri mandano chi si rivolge a loro dagli psichiatri. E i vescovi sono le prime vittime di questa situazione della Chiesa cattolica, da cui sta scomparendo la credenza nellesistenza del demonio. Prima che uscisse questo nuovo Rituale, lepiscopato tedesco ha scritto una lettera al cardinale Ratzinger in cui affermava che non occorreva un nuovo Rituale, perch non si dovevano pi fare gli esorcismi. compito dei vescovi nominare gli esorcisti? AMORTH: S. Quando un sacerdote viene nominato vescovo, si trova di fronte ad un articolo del Codice di diritto canonico che gli d lautorit assoluta per nominare degli esorcisti. A qualsiasi vescovo il minimo che si pu chiedere che abbia almeno assistito a un esorcismo, dato che deve prendere una decisione cos importante. Purtroppo, non accade quasi mai. Ma se un vescovo si trova di fronte a una seria richiesta di esorcismo che cio non viene fatta da uno svitato e non provvede, commette peccato mortale. Ed responsabile di tutte le terribili sofferenze di quella persona, che a volte durano anni o una vita, e che avrebbe potuto impedire.

Sopra, padre Amorth con Giovanni Paolo II il 1 marzo scorso. Sotto, padre Amorth con il suo maestro, padre Candido Amantini, passionista, esorcista per 36 anni alla Scala Santa, durante un pellegrinaggio a Lourdes

Sta dicendo che la maggior parte dei vescovi della Chiesa cattolica in peccato mortale? AMORTH: Quando ero ragazzino il mio vecchio parroco mi insegnava che i sacramenti sono otto: lottavo lignoranza. E lottavo sacramento ne salva pi degli altri sette sommati assieme. Per compiere peccato mortale occorre una materia grave ma anche la piena avvertenza e il deliberato consenso. Questa omissione di aiuto da parte di molti vescovi materia grave. Ma questi vescovi sono ignoranti: non c dunque deliberato consenso e piena avvertenza. Ma la fede rimane intatta, cio rimane una fede cattolica, se uno non crede nellesistenza di Satana? AMORTH: No. Le racconto un episodio. Quando incontrai per la prima volta don Pellegrino Ernetti, un celebre esorcista che ha esercitato per quarantanni a Venezia, gli dissi: Se potessi parlare con il Papa gli direi che incontro troppi vescovi che non credono nel demonio. Il pomeriggio seguente padre Ernetti tornato da me per riferirmi che il mattino era stato ricevuto da Giovanni Paolo II. Santit, gli aveva detto, c un esorcista qui a Roma, padre Amorth, che se venisse da lei le direbbe che conosce troppi vescovi che non credono nel demonio. Il Papa gli ha risposto, secco: Chi non crede nel demonio non crede nel Vangelo. Ecco la risposta che ha dato lui e che io ripeto. Mi faccia capire: la conseguenza che molti vescovi e molti preti non sarebbero cattolici? AMORTH: Diciamo che non credono a una verit evangelica. Quindi semmai li taccerei di propagare uneresia. Per intendiamoci: uno formalmente eretico se viene accusato di qualcosa e se persiste nellerrore. Ma nessuno, oggi, per la situazione che c nella Chiesa, accusa un vescovo di non credere nel diavolo, nelle possessioni demoniache e di non nominare esorcisti perch non ci crede. Eppure potrei farle tantissimi nomi di vescovi e cardinali che appena nominati in una diocesi hanno tolto a tutti gli esorcisti la facolt di esercitare. Oppure di vescovi che sostengono apertamente: Io non ci credo. Sono cose del passato. Perch? Purtroppo perch c stata linfluenza perniciosissima di certi biblisti, e potrei farle molti nomi illustri. Noi che tocchiamo ogni giorno con mano il mondo dellaldil, sappiamo che ha messo lo zampino in tante riforme liturgiche. Per esempio? AMORTH: Il Concilio Vaticano II aveva chiesto di rivedere alcuni testi. Disobbedendo a quel comando, si voluto invece rifarli completamente. Senza pensare che si potevano anche peggiorare le cose anzich migliorarle. E tanti riti sono stati peggiorati per questa mania di voler buttare via tutto quello che cera nel passato e rifare tutto daccapo, come se la Chiesa fino ad oggi ci avesse sempre imbrogliato e ingannato, e solo adesso fosse finalmente arrivato il tempo dei grandi geni, dei superteologi, dei superbiblisti, dei superliturgisti che sanno dare alla Chiesa le cose giuste. Una menzogna: lultimo Concilio aveva semplicemente chiesto di rivederli quei testi, non di distruggerli. Il Rituale esorcistico, per esempio: andava corretto, non rifatto. Cerano preghiere che hanno dodici secoli di esperienza. Prima di cancellare preghiere cos antiche e che per secoli si sono dimostrate efficaci, bisognerebbe pensarci a lungo. E invece no. Tutti noi esorcisti, utilizzando per prova le preghiere del nuovo Rituale ad interim, abbiamo sperimentato che sono assolutamente inefficaci. Ma anche il rito del battesimo dei bambini stato peggiorato. stato stravolto, fin quasi ad eliminare lesorcismo contro Satana, che ha sempre avuto enorme importanza per la Chiesa, tanto che veniva chiamato lesorcismo minore. Contro quel nuovo rito ha protestato pubblicamente anche Paolo VI. stato peggiorato il rito del nuovo benedizionale. Ho letto minuziosamente tutte le sue 1200 pagine. Ebbene, stato puntigliosamente tolto ogni riferimento al fatto che il Signore ci deve proteggere da Satana, che gli angeli ci proteggono dallassalto del demonio. Hanno tolto tutte le preghiere che cerano per la benedizione delle case e delle scuole. Tutto andava benedetto e protetto, ma oggi la protezione dal demonio non esiste pi. Non esistono pi difese e neppure preghiere contro di lui. Lo stesso Ges ci aveva
nel 1988

insegnato una preghiera di liberazione, nel Padre nostro: Liberaci dal Maligno. Liberaci dalla persona di Satana. In italiano stata tradotta in modo erroneo, e adesso si prega dicendo: Liberaci dal male. Si parla di un male generico, di cui in fondo non si sa lorigine: invece il male contro cui nostro Signore Ges Cristo ci aveva insegnato a combattere una persona concreta: Satana. Lei ha un osservatorio privilegiato: ha la sensazione che il satanismo si stia diffondendo? AMORTH: S. Tantissimo. Quando cala la fede aumenta la superstizione. Se uso il linguaggio biblico, dico che si abbandona Dio e ci si d allidolatria, se uso un linguaggio moderno, dico che si abbandona Dio per darsi alloccultismo. Lo spaventoso calo della fede in tutta lEuropa cattolica fa s che la gente si getti tra le mani di maghi e cartomanti, mentre prosperano le sette sataniche. Il culto del demonio viene reclamizzato a masse intere attraverso il rock satanico di personaggi come Marilyn Manson, e viene dato lassalto anche ai bambini: giornali a fumetti insegnano la magia e il satanismo. Diffusissime le sedute spiritiche, in cui si evocano morti per averne risposte. Ora si insegna a fare sedute spiritiche con il computer, con il telefono, con il televisore, con il registratore ma soprattutto con la scrittura automatica. Non c pi nemmeno bisogno del medium: uno spiritismo fai da te. Secondo i sondaggi, il 37 per cento degli studenti ha fatto almeno una volta il gioco del cartellone o del bicchierino, che una vera seduta spiritica. In una scuola in cui mi avevano invitato a parlare, i ragazzi hanno detto che la facevano durante lora di religione sotto gli occhi compiaciuti dellinsegnante. E funzionano? AMORTH: Non esiste distinzione tra magia bianca e magia nera. Quando la magia funziona, sempre opera del demonio. Tutte le forme di occultismo, come questo grande ricorso verso le religioni dOriente, con le loro suggestioni esoteriche, sono porte aperte per il demonio. E il diavolo entra. Subito. Io non ho esitato a dire immediatamente, nel caso della suora uccisa a Chiavenna e in quello di Erika e Omar, i due ragazzi di Novi Ligure, che cera stato un intervento diretto del demonio perch quei ragazzi erano dediti al satanismo. Proseguendo lindagine la polizia ha poi scoperto, in entrambi i casi, che questi ragazzi seguivano Satana, avevano libri satanici. Su cosa fa leva il demonio per sedurre luomo? AMORTH: Ha una strategia monotona. Glielo ho detto, e lui lo riconosce Fa credere che linferno non c, che il peccato non esiste ma solo unesperienza in pi da fare. Concupiscenza, successo e potere sono le tre grandi passioni su cui Satana insiste. Quanti casi di possessione demoniaca ha incontrato? AMORTH: Dopo i primi cento ho smesso di contarli. Cento? Ma sono tantissimi. Lei nei suoi libri dice che i casi di possessione sono rari. AMORTH: E lo sono davvero. Molti esorcisti hanno incontrato solo casi di mali diabolici. Ma io ho ereditato la clientela di un esorcista famoso come padre Candido, e quindi i casi che lui non aveva ancora risolto. Inoltre, gli altri esorcisti mandano da me i casi pi resistenti. Il caso pi difficile che ha incontrato? AMORTH: Ce lho in cura adesso, e da due anni. la stessa ragazza che stata benedetta non stato un vero esorcismo dal Papa a ottobre in Vaticano e che ha creato scalpore sui giornali. colpita 24 ore su 24, con tormenti indicibili. I medici e gli psichiatri non riuscivano a capirci nulla. pienamente lucida e intelligentissima. Un caso davvero doloroso. Come si cade vittime del demonio? AMORTH: Si pu incappare nei mali straordinari inviati dal demonio per quattro motivi. O perch questo costituisce un bene per la persona ( il caso di molti santi), o per la persistenza nel peccato in modo irreversibile, o per un maleficio che qualcuno lancia per mezzo del demonio, o quando ci si dedica a pratiche di occultismo. Durante lesorcismo di posseduti, che tipo di fenomeni si manifestano? AMORTH: Ricordo un contadino analfabeta che durante lesorcismo mi parlava solo in inglese, e io avevo bisogno di un interprete. C chi mostra una forza sovrumana, chi si solleva completamente da terra e varie persone non riescono a tenerlo seduto sulla poltrona. Ma solo per il contesto in cui si svolgono, che parliamo di presenza demoniaca. A lei il demonio non ha mai fatto del male? AMORTH: Quando il cardinale Poletti mi chiese di fare lesorcista io mi raccomandai alla

Madonna: Avvolgimi nel tuo manto e io sar sicurissimo. Di minacce il demonio me ne ha fatte tante, ma non mi ha mai fatto nessun danno. Lei non ha mai paura del demonio? AMORTH: Io paura di quella bestia? lui che deve avere paura di me: io opero in nome del Signore del mondo. E lui solo la scimmia di Dio. Padre Amorth, il satanismo si diffonde sempre di pi. Il nuovo Rituale rende difficile fare esorcismi. Agli esorcisti si impedisce di partecipare a una udienza con il Papa a piazza San Pietro. Mi dica sinceramente: cosa sta accadendo? AMORTH: Il fumo di Satana entra dappertutto. Dappertutto! Forse siamo stati esclusi dalludienza del Papa perch avevano paura che tanti esorcisti riuscissero a cacciare via le legioni di demoni che si sono insediate in Vaticano. Sta scherzando, vero? AMORTH: Pu sembrare una battuta, ma io credo che non lo sia. Non ho nessun dubbio che il demonio tenti soprattutto i vertici della Chiesa, come tenta tutti i vertici, quelli politici e quelli industriali. Sta dicendo che anche qui, come in ogni guerra, Satana vuole conquistare i generali avversari? AMORTH: una strategia vincente. Si tenta sempre di attuarla. Soprattutto quando le difese dellavversario sono deboli. E anche Satana ci prova. Ma grazie al cielo c lo Spirito Santo che regge la Chiesa: Le porte dellinferno non prevarranno. Nonostante le defezioni. E nonostante i tradimenti. Che non devono meravigliare. Il primo traditore fu uno degli apostoli pi vicini a Ges: Giuda Iscariota. Per nonostante questo la Chiesa continua nel suo cammino. tenuta in piedi dallo Spirito Santo e quindi tutte le lotte di Satana possono avere solo dei risultati parziali. Certo, il demonio pu vincere delle battaglie. Anche importanti. Ma mai la guerra. INDIETRO

Padre Cantalamessa: Che guaio aver dimenticato che il diavolo c' Dopo l'intervento di Prosperi e le critiche del direttore di Radio Maria, il predicatore del Papa ammette che siamo in una fase di "silenzio sul demonio". Padre Cantalamessa: "Che guaio aver dimenticato che il diavolo c'". Davvero la Chiesa si dimenticata del diavolo? Sul Corriere di ieri lo storico Adriano Prosperi ha documentato la scomparsa di Satana dalla predicazione e dalla teologia. Ma, nella stessa pagina, si faceva notare che al vertice della classifica dei libri religiosi c', da mesi, un libro intitolato "Il falsario", che il direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga, ha scritto proprio per ricordare che il diavolo esiste. Sembra insomma di capire che, a fronte della reticenza dei pastori, sta un popolo di credenti che, invece, delle "cose ultime" vuol sentir parlare, eccome. Anche se sono sgradevoli. Dunque, la predicazione della Chiesa accusata di tacere un dato essenziale della fede. Ma proprio vero? Forse nessuno pi indicato, per rispondere, di padre Raniero Cantalamessa, 66 anni, cappuccino. Da vent'anni il predicatore ufficiale del Papa (il che significa che ogni venerd, in Quaresima e in Avvento, Giovanni Paolo II ascolta le sue omelie); ed anche il pi popolare "predicatore televisivo": quando, negli anni scorsi, ha condotto la trasmissione del sabato sera su Rai Uno "Le ragioni della speranza" (che riprender dall'11 marzo) ha toccato i

tre milioni di telespettatori. - Padre Cantalamessa, le giriamo la domanda iniziale: davvero la Chiesa si dimenticata del diavolo? "Certamente no, non se ne dimenticata. C' una maggiore discrezione nel parlarne, ma non bisogna pensare che sia venuta meno, nella Chiesa, la credenza nel demonio o che ci sia confusione su questo punto. Come ha ribadito Paolo VI, il male non pi soltanto una deficienza, ma un'efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Una terribile realt misteriosa e paurosa". - Ma non pensa che di questa "terribile realt" oggi non si parli quasi mai? "Questo vero, siamo in una fase caratterizzata dal 'silenzio sul demonio'. Un silenzio che corrisponde alla sua negazione. Il nemico non esiste pi , oppure, se esiste, solo il semplice male che l' uomo porta in s. Il demonio diventato un semplice simbolo dell'inconscio collettivo o dell'alienazione collettiva. Una metafora del male, insomma". - E da cosa derivano questo "silenzio", questa "negazione"? "Da una posizione intellettualistica, che coinvolge anche certi teologi, i quali trovano impossibile credere nell'esistenza del demonio come entit non solo simbolica ma reale e personale. Il fatto che gli intellettuali non trovano il diavolo perch lo cercano nel posto sbagliato, cio nei libri. Ma al demonio non interessano i libri, interessano le anime". - Quindi... "Quindi per rendersi conto dell'esistenza del diavolo non bisogna frequentare gli istituti universitari, le biblioteche e le accademie, ma le anime, specialmente certe anime. E guardi che non parlo dei peccatori e degli ossessi, ma soprattutto dei santi. In tutte le vite dei santi c' la testimonianza della lotta contro questa oscura realt . Cos come nel Vangelo la prova pi evidente dell'esistenza del diavolo non si ha nelle numerose liberazioni di ossessi, ma nell'episodio delle tentazioni di Ges". - Dunque, ha ancora senso, nel Duemila, parlare di Satana? "Certo. Va fatto con prudenza, e non bisogna ripetere le esagerazioni di una certa predicazione del passato, quando si visto il demonio anche dove non c'era e si sono commessi torti e ingiustizie con il pretesto di combatterlo. Vedere il demonio dappertutto non meno fuorviante che non vederlo. Ma guai a dimenticare ci che scritto nella Bibbia, dove il demonio - una potenza personale, intelligente - presente fin dalla prima pagina. Certo, stato sconfitto da Cristo sulla croce. Ma opera ancora, tentando di sedurre gli uomini. L'averlo dimenticato non ci ha resi pi sereni, ma al contrario pi ottusi e assuefatti di fronte agli orrori del male". Michele Brambilla Da il "Corriere della Sera" - domenica, 27 febbraio 2000

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Dalla Rivista FEDE e CULTURA:

L'ESPERIENZA DI UN PRETE ESORCISTA

"A proposito di demonio, le frasi fatte e gli slogan faciloni sono sempre gli stessi: "E' roba da medioevo". "Ma che sono queste cretinate?". "A queste cose io non ci ho mai creduto". E con poche frasi insulse ci si libera del problema. La vastit del fenomeno della magia e dell'occulto in Italia, ormai un'affermazione condivisa da tutti. (cfr. Raul Salvucci, Indicazioni pastorali di un esorcista, Ed. Ancona Milano, 1995, pp 15-22). Padre Cipriano esiste un'associazione internazionale esorcisti o almeno un'associazione Italiana? Esiste un'associazione internazionale che comprende anche esorcisti italiani che costituiscono la maggior parte, mentre gli esorcisti esteri sono molto pochi. Questo fa gi capire che la pastorale esorcistica non molto curata all'estero, in Italia ci arrangiamo meglio. Ho letto che ci sono addirittura delle nazioni nelle quali non ci sono esorcisti. Le risulta questo? In una rivista riferito che ci sono delle nazioni prive d'esorcisti, come la Germania, la Svizzera, l'Austria, la Spagna e il Portogallo. Le risulta? Si, almeno nei nostri convegni da queste nazioni non ne vengono mai e questo fa pensare che non ve ne siano. Da altre informazioni risulterebbe che in queste nazioni e nella stessa America, cos grande, ci sono solo uno o due preti esorcisti. Perch nata questa associazione internazionale esorcisti? Ci siamo dati una specie d'ordine interno: stabilire chi dovesse dare delle direttive, chi dovesse seguirle, come seguirle, che tipo di direttive usare, ecc. Fare in modo che tutti gli esorcisti seguano la stessa prassi. Quali sono le finalit e le caratteristiche? Quali incontri organizza questa associazione internazionale? Si tratta d'incontri annuali: un anno sono a livello nazionale, l'anno dopo a livello internazionale. Il tema dell'incontro darci un ordine per quanto riguarda il modo con cui si svolgono gli esorcismi, istruirci ancora meglio sulla realt degli esorcismi: esorcismi nella storia, esorcismi secondo il Vangelo, ecc. Gli incontri hanno lo scopo d'aggiornamento ma anche di coordinamento. Pi di una volta ho insistito per un tipo di scuola, un corso per esorcisti, perch imparare la storia degli esorcismi (nella Chiesa ortodossa, tra i protestanti, nella Chiesa Cattolica) una bella cosa, per chi viene nominato dal Vescovo esorcista deve sapere cosa deve fare oggi, deve avere in mano, uno strumento facile ed efficace da usare oggi. Padre Cipriano Lei esorcista da 48 anni? Si quasi 50 ! La pratica esorcistica deve entrare nell'ordinaria programmazione pastorale? La cura dei disturbati dal maligno, dei cosiddetti "ossessi" deve diventare una prassi pastorale. Nel Documento CEI, "La Chiesa Italiana e le prospettive del paese" (23/10/1981), la Chiesa italiana ha fatto la scelta di mettersi al fianco dei poveri e degli emarginati. Perch le persone

colpite da forme d'occultismo, vengono di fatto emarginate, trascurate, derise, abbandonate a se stesse oppure lasciate in balia di ciarlatani ed imbroglioni, di un esercito di speculatori e di sciacalli dell'occulto ? Perch non c' chi li cura con amore e pi attenzione ? Ogni sacerdote, perch il sacerdote ha gi un certo grado di potere esorcistico, per Lei stato nominato esorcista dal Vescovo e ci sono dei sacerdoti che scoprono di avere grandi attitudini e capacit in questo campo. Lei pensa che essere esorcista una vocazione? Ci vuole sicuramente una certa inclinazione per questo tipo di lavoro: nessuno si pu autoinvestire, e se qualcuno intraprende questo apostolato con leggerezza ed incompetenza intraprende una battaglia perduta in partenza. Questo tipo d'apostolato impegna tutta una preparazione spirituale del sacerdote, una preparazione culturale, implica l'obbedienza al proprio Vescovo, l'obbedienza alle leggi della Chiesa; nessuno pu fare esorcismi a casaccio, solo perch ha letto qualche libro, incuriosito da qualcosa, oppure perch ha letto qualche articolo, ecc. E' assurdo fare esorcismi senza essere autorizzati dal proprio Vescovo. Ricevuto il mandato dal Vescovo si pu agire solo nella sua diocesi. Nella Nota della Conferenza Episcopale Toscana "A proposito di magia e demonologia", si legge che: "Alcuni segni che possono fare pensare alla presenza demoniaca sono: forza fisica abnorme, comunicazione attraverso lingue ignote, conoscenza di cose lontane o segrete, atmosfera malsana (spinta al peccato, ecc.) avversione alle realt religiose". C' anche qualche altro segno? Sono i segni usuali. In questa nota, a partire dalla prefazione del Card. Silvio Piovanelli, si ribadisce spesso che l'attivit dell'esorcista un'applicazione della Signoria di Cristo. L'esorcista, rende presente e prolunga l'assoluta Signoria di Cristo nella Sua vittoria sulle potenze delle tenebre. La Nota prima parte dell'esistenza della magia, dalla sua diffusione, dalla gravit del fenomeno della magia e dello spiritismo, poi ripropone il giudizio dottrinale della Chiesa, quindi parla delle varie forme della magia, dalla possessione diabolica, soffermandosi sui problemi specifici del "maleficio" e della possessione diabolica e infine indica il senso e le condizioni dell'intervento della Chiesa. Nel contesto della magia nera tutti sanno che viene praticato il maleficio. Tutti sanno che esistono sette magiche, pratiche esoteriche, riti vud, magia nera. Anche in televisione, in trasmissioni su questo tema, hanno fatto vedere i rituali, le pratiche, i simboli, le riunioni, le bambole piene di spilli, ecc. Il mercato di maghi, fattucchiere, occultisti, l'industria del magico fattura miliardi ed ha clienti numerosi. Verso questi argomenti si nota per una prevenzione strana. Si pu e si deve discutere sull'efficacia concreta di queste pratiche di magia nera, ma non si pu discutere sul fatto che ci siano persone che tentano di fare del male agli altri, attraverso pratiche occulte. S. Tommaso d'Aquino, annovera il maleficio (una forma particolare di magia nera finalizzata a nuocere al prossimo) tra i peccati mortali ) (S. Th..11-11, q.76, q.3) spiega che cos' e ne indica anche le caratteristiche. Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla di pratiche magiche che si accompagnano all'intenzione di nuocere agli altri (n.2117). Il Rituale degli esorcismi della Chiesa Cattolica ne parla da sempre e contiene preghiere specifiche per affrontare questi casi. Anche la Chiesa greco ortodossa ha una preghiera specifica per questo tipo di liberazione. Perch allora tutte queste difficolt, perch tante perplessit? Perch questa freddezza nei riguardi dell'azione straordinaria del maligno? Eppure nel Vangelo si parla dell'azione del demonio e di Ges stesso che fa molti esorcismi. Quindi la Chiesa non fa altro che prolungare ed attualizzare quello che faceva Ges. Perch invece, oggi, c' tutta questa prevenzione? Non sar forse conseguenza della generale crisi che abbiamo attraversato? Noi abbiamo avuto una scia di teologi che si sono avventurati in troppe negazioni. Quando Ges scaccia i demoni, dicono che si tratta solo di un modo di dire dell'evangelista per mettere in evidenza la potenza di Cristo! Se Cristo potente, contro chi sarebbe potente? Non logico dover quindi concepire anche l'avversario? In un convegno di sacerdoti, dopo che ebbi esposto i passi del Vangelo dove Ges scaccia i demoni, un sacerdote chiese la parola e mi apostrof dicendo:" Si, lei ha citato il Vangelo ma non l'ha interpretato bene. Il Vangelo un'espressione continua di parabole. Sono tutte parabole. Ges ha sempre insegnato per parabole". Questa convinzione proprio deviante, se non eretica. Quando Ges vuole usare una parabola, il Vangelo lo dice chiaramente. "Ges rifer loro questa parabola" (Mt13,3.24,31.33,51; 21,33; 22,1-14). Mentre il Vangelo distingue nettamente fatti storici realmente accaduti (Ma2,1; 3,112), le guarigioni (Mt 8,1-16; 9,1-8; 12,9-14) gli insegnamenti (Mt 5,1-48; 10,5-32; 11,1) i rimproveri (Mt 11,20-24; 23,13-30) gli esorcismi ( Mt 8,28-34; 9,32-34; 17,14-21);,

distinguendoli dalle guarigioni (Mt 4,24). Quando scaccia i demoni non si tratta di una parabola, ma di una realt. Non ha combattuto un fantasma, ma una realt, altrimenti si sarebbe trattato di una farsa. Tanti santi hanno combattuto col demonio ( si pensi a Padre Pio), tanti santi sono stati tentati dal demonio, si pensi anche alle esperienze in tal senso dei Padri del Deserto, tanti santi hanno operato esorcismi; allora sarebbero stati tutti falsi, tutti nevrotici? Come si fa a non credere? Qualche altro teologo o biblista afferma:" Ges con la sua risurrezione ha vinto tutto, ha vinto anche il demonio". Si ha vinto ma questa vittoria si deve applicare e deve essere incarnata nella vita di ognuno di noi e l'azione del demonio non stata completamente annullata. Il demonio non stato distrutto. Il Vangelo dice che il demonio esiste e che ha tentato persino Cristo. Ges ci ha dato le armi, anche a noi, per vincerlo. Il demonio pu ancora tentarci, tutti possiamo essere tentati, come dimostra la preghiera contro il maligno che Ges stesso ci ha insegnato, nel Padre nostro. Fino al Vaticano II al termine della messa si diceva la preghiera a S. Michele Arcangelo, il piccolo esorcismo composto da Papa Leone XIII e si leggeva il Prologo del Vangelo di S. Giovanni proprio in chiave liberatoria. Padre Cipriano, ho qui un resoconto un po' desolante fatto da una rivista sulla situazione esorcistica. Glielo leggo e poi lei mi dice che ne pensa, se d'accordo, oppure intende correggere qualcosa. "Nella formazione dei sacerdoti non c' nulla che riguarda questo tema. Non questa una conseguenza della debolezza teologica di certe posizioni che circolano nella Chiesa da circa 20-30 anni? Una buona quantit del clero non crede pi agli esorcismi. Ci sono nazioni completamente prive d'esorcisti come la Germania, l'Austria, la Svizzera, la Spagna e il Portogallo. Una carenza spaventosa. Prima che uscisse questo Nuovo Rituale, l'episcopato tedesco ha scritto una lettera al Cardinale Ratzinger in cui affermava che non occorreva un nuovo Rituale, perch non si dovevano pi fare gli esorcismi. Le edizioni Piemme hanno pubblicato il libro scritto dal pi noto esorcista francese. Isidoro Froc, dal titolo "Gli esorcisti, chi sono e cosa fanno", scritto per incarico della Conferenza episcopale francese. L'autore ha pi volte ribadito alla televisione francese di non avere mai fatto esorcismi e che mai li far. Su un centinaio d'esorcisti francesi solo cinque credono all'esistenza del demonio, tutti gli altri mandano, chi si rivolge a loro, dagli psichiatri. Ci sono tantissimi vescovi e cardinali che appena nominati in una diocesi hanno tolto a tutti gli esorcisti la facolt di esercitare. Ci sono Vescovi che sostengono apertamente: "Io non ci credo. sono cose del passato". Su questa situazione c' stata, purtroppo l'influenza perniciosissima di certi biblisti. Il rituale esorcistico va corretto, non rifatto. Questa mentalit che da buttare via tutto quello che c'era nel passato e bisogna rifare tutto daccapo segno della crisi che attraversa alcuni settori del mondo cattolico "Intervista a Padre Gabriele Amorth, 30 giorni, giugno 2001, n.6., p.31-33). Oggi sembra che l'atteggiamento della Chiesa di fronte all'opera di satana nel mondo, sia quello del pudore: si vergogna di ammettere questa realt. Dagli anni Cinquanta in poi la religiosit tradizionale in Italia ha subito un pauroso crollo con infinite emorragie da ogni parte: nel clero, nel costume, nella pratica religiosa, nella forza delle strutture. C' uno sforzo generoso, specialmente da parte dell'episcopato, di recuperare le perdite cercando di migliorare l'immagine della Chiesa con una presentazione, del suo messaggio e della sua vita, pi moderna ed aggiornata: si direbbe che si sta facendo un abitino nuovo per presentarsi alla societ d'oggi. /.../ Dover ammettere che satana opera ancora oggi nella comunit dei credenti, come ha detto ripetutamente anche l'attuale Pontefice, dover ammettere che bisognerebbe nominare qualche esorcista, a qualcuno sembra che come buttare una macchia nera da medioevo retrivo su un vestito bianco e pulito. Una macchia scura su un vestito moderno. Ci si voluti dare a tutti i costi un'immagine di modernit secondo i pregiudizi di moda: questo vestito moderno non ammette macchie oscure o presunte tali. I Vescovi che accettano di nominare esorcisti, lo fanno con precise condizioni, che espongo con delicata ironia: 1) l'esorcista rimanga e operi discretamente nascosto dietro un sicuro paravento; 2) sia gratificato dalla diffidenza e, in qualche caso, dal disprezzo dei confratelli, cosicch non comprometta la categoria; 3) a chi, a lungo, con impegno, ha fatto l'esorcista, sia vietato, anche se capace, l'accesso a posti di un certo rilievo. Perch il metterlo in un posto importante, renderebbe pi vistosa la macchia oscura sul vestito moderno" (Raul Salvucci, Indicazioni pastorali di un esorcista. Editrice Ancora, Milano, 1995, pp. 33-34). Confermo sostanzialmente quest'esposizione fatta da Padre Amorth e da Padre Raul Salvucci. Molti sacerdoti non credono pi a questa realt attestata dal Vangelo, ribadita da Magistero

della Chiesa e testimoniata nella vita di tutti i santi e sante della Chiesa. A cura di Don Guglielmo Fichera INDIETRO

I RACCONTI DI UN PRETE ESORCISTA. Dalla rivista "Fede e cultura"

Come ha iniziato, come si accorto di questa vocazione? Me ne sono accorto, quasi per caso. Non avevo mai pensato a quest'attivit, a questo apostolato. Ero in provincia di Avellino, come rettore di un nostro seminario a Gesualdo. Il 07/12/1952, di pomeriggio, bussano alla porta del convento alcune persone. Non and ad aprire il portinaio e ci andai io. Vidi tre persone, di cui una donna tutta attorcigliata in uno scialle di lana, e due uomini di cui uno era il cognato e l'altro il fratello (in seguito scoprii che proprio quel cognato era l'autore del male verso quella donna). Ho chiesto loro cosa desiderassero. Siccome sembravano dei poveri ho subito chiesto se volessero mangiare qualcosa, ma nessuno rispondeva. Allora, per rompere il silenzio, a quella donna che aveva degli occhiacci fuori dalle orbite (degli occhi molto strani) chiesi come si chiamasse. Stranamente mi rispose la voce di un uomo, ed esultando, mi disse: " Mi chiamo diavolo!". Ebbi qualche attimo di brivido, poi mi ripresi subito e quasi scherzando, mi presentai e dissi:" Tanto piacere, tu ti chiami "diavolo" ed io mi chiamo Padre Cipriano". Siamo stati per un'ora a parlare di tante cose, ma avevo capito che mi trovavo davanti ad un fatto strano, una cosa nuova. Ne parlai al mio superiore ma lui non volle interessarsene, e mi ingiunse di occuparmene io, perch lui aveva paura. Presi l'iniziativa di andare a parlare con l'allora Vescovo d'Avellino Mons. Gioacchino Pelicini il quale mi autorizz a portare avanti quella battaglia. Questo caso mi impegn per tre anni e in quei tre primi anni di questa attivit ho imparato tante cose, ho visto anche tanti inganni, sono stato anche vittima d'inganni, data la mia inesperienza. Per affrontare questo caso ebbi l'aiuto spirituale di Padre Pio al quale io mi rivolsi. Egli mi fece sapere che avrebbe pregato perch non mi stancassi. La lotta col demonio, infatti, dura e lunga e naturalmente stanca. Grazie a Dio fino ad oggi non mi sono mai stancato. Padre Pio ha sempre combattuto col diavolo, sin dall'inizio, e con la preghiera e la sua benedizione lo ha scacciato e colpito, ma ne ha ricevuto anche tanti "disturbi". Il diavolo ha l'abitudine di vendicarsi! Ma l'importante sapere quali armi usare quando ci si trova, con certezza, dinnanzi ad offensive e strategie maligne. Padre, in questi 50 anni di servizio, quali sono stati i casi pi difficili, quelli che l'hanno colpita di pi? Ce ne sono tanti, ed ogni caso ha avuto la sua sfaccettatura, la sua singolarit. Ho imparato

molto da questa lunga battaglia col demonio: la sua subdola cattiveria, le sua sottili astuzie, le preghiere che pi gli danno fastidio e quelle che pi odia; qual' il tipo di vita pi efficace per il sacerdote esorcista. Tutti i casi certi che ho affrontato sono documentati in un libro che sto finendo di scrivere e che presto verr pubblicato. Racconter le cose pi essenziali: c' una parte dottrinale (l'ecclesiologia, cosa insegna la Chiesa, cosa credere) e una parte operativa (come operare, cosa utilizzare, ecc.). In che modo lei opera il discernimento? Come fa a distinguere i casi di persone disturbate dal demonio, da quelle che hanno solo disturbi psichici o psichiatrici ? Normalmente, noi esorcisti usiamo questo metodo: quando c' un caso dubbio si fa l'esorcismo e l'esorcismo ha anche valore terapeutico. Nel nuovo rituale per si trova la proibizione di fare l'esorcismo se non si certi della presenza del demonio. Noi non abbiamo accettato di buon grado questa proibizione. In ultima istanza per verificare se c' presenza demoniaca, si fa la verifica proprio con l'esorcismo, con la formula che si trova nel rituale. Pur rimanendo dell'idea che l'esorcismo ha valore terapeutico, per obbedienza alla Chiesa mi servo di altre preghiere per vedere se c' l'azione o meno in questo senso. Comincio sempre col segno della croce, l'imposizione delle mani sulla testa e una preghiera alla Madonna, possibilmente in comune con i parenti o l'interessato, poi altre preghiere, e se il caso concludo con l'esorcismo. Padre, in tutti questi mercoled che sono venuto qui a San Severo ad aiutarla, ho notato che Lei spesso prega in silenzio su queste persone. So, per esperienza, che la preghiera silenziosa da molto fastidio all'avversario. Pi di una volta, mi sono sentito dire: " Perch non parli ?". Ma io non ascolto ci che viene dallo spirito della menzogna. Padre Lei ha parlato dell'imposizione delle mani solo sulla testa, perch evidentemente Lei pensa o sa che ci sono degli abusi con questa "imposizione delle mani"? Purtroppo per esperienza so che molti sacerdoti toccano dappertutto il corpo della persona. Questa non mai stata la prassi di noi esorcisti. Nella nostra esperienza, mai stato approvato un metodo del genere. Tutt'al pi si tocca con un crocefisso, con un oggetto sacro, per non con le mani dappertutto, specialmente se si tratta di donne e questo per motivi di prudenza. Il mercoled, quando preghiamo insieme per questi particolari tipi di " ammalati ", Lei prima prega nella stanzetta sulla persona, se si accorge che effettivamente un caso serio, lo rimanda alla celebrazione della Messa che si svolge sempre a porte chiuse e solo con le persone che Lei autorizza, per motivi di prudenza. Perch fa cos?. La partecipazione alla S. Messa il pi grande tormento che si pu dare allo spirito maligno. La S. Messa, in un certo senso, il primo e il pi potente e fondamentale.... esorcismo! Nei tanti mercoled che sono stato con Lei, ho visto persone che tornano tante volte, qualcuno in cura da anni. Come mai, a volte, la "terapia" cos lunga ?. Dipende dalla profondit del male, da quanto radicato, da quanto la persona collabora, ecc. Si tenga conto che sempre la cura di questi casi introduce e promuove un vero cammino di fede, nel quale la persona cresce e si fortifica nella fede e questo coinvolge anche i parenti e gli amici che accompagnano il "paziente". La durata dovuta al tempo necessario per avere persone robuste e mature nella fede. Lei giustamente, invita tutte le persone a confessarsi, ad andare a Messa, a pregare il S. Rosario, ecc. perch senza un loro coinvolgimento, senza una qualche partecipazione da parte loro non si danno guarigioni magiche. L'esorcismo non pu essere pensato come uno strumento magico. La "lungaggine" pu essere dipesa anche dal fatto che loro non collaborino con la Grazia? Mi sono accorto che alcuni di loro sono incostanti, negligenti, anzi cercano di tenersi lontano dalla Grazia, per cui Lei deve faticare di pi. Allora, in qualche caso di ritardo nella guarigione, si pu pensare anche a delle negligenze da parte degli "ammalati" ? Certo, io chiedo sempre una qualche collaborazione sia dell'interessato che dei parenti. Se le persone sono nel peccato o vogliono rimanere nel peccato, inutile che mi vengano a dire o a chiedere una benedizione o un esorcismo perch non ha senso. Per prima cosa bisogna mettersi in grazia di Dio e quindi innanzitutto una buona confessione.

Padre Lei ha conosciuto personalmente Padre Pio? Certo. Sin dal primo caso che ho avuto, pensai di portarlo da Padre Pio e lui, scherzosamente mi rispose: "Ho gi tanti diavoli attorno, pure questo mi vuoi portare ? Pregher per te in modo che tu non ti stanchi mai". Quando, durante un esorcismo, mi fu detto che in un paziente c'erano quattro spiriti maligni (cfr: Mc 5,8-10) mandai un mio confratello a San Giovanni Rotondo per chiedere a Padre Pio, quando mi sarei sbrigato con quel caso. Padre Pio mi rispose con queste testuali parole: "Di a Padre Cipriano che non sono quattro, ma uno solo il vero diavolo, che fa quattro voci!". Il demonio mira a ingannare il sacerdote, gli interessati e pure gli altri che stanno attorno. Invece in questi lunghi anni, ho curato una diecina di veri grossi casi, cio di possessioni, che spesso mi hanno portato via anche degli anni. C' stato il caso di una ragazza che durato dieci anni. Una ragazza che, a prova fatta, era posseduta da dodici spiriti maligni che sono usciti, man mano, a forza di preghiere ripetute. Nella preghiera del Mercoled, nella Chiesetta di S. Matteo, a San Severo, ho visto alcuni ammalati che a volte sono pi calmi, a volte invece sono proprio furiosi e cercano spesso di aggredirla anche fisicamente oltre ad insultarla e disturbarla durante la Messa. Quella una tecnica. Il fatto di presentarsi un giorno calmi e un altro giorno furiosi perch cercano di ingannare il sacerdote il quale vedendo che la persona sta calma, pu pensare che la vittoria sia prossima e quindi rallentare il ritmo delle preghiere. Invece non bisogna mai farsi illudere, perch il demonio muove guerra ed usa tutte le armi. Quando Lei certo che una persona stata liberata definitivamente ? In genere si vede che non reagisce pi alle preghiere, che ha intrapreso una ricca e convinta vita sacramentale, ha amore alla preghiera e alla Parola di Dio. Il momento della liberazione in genere accompagnato con un segno esterno, come potrebbe essere anche il vomito. Ci sono casi in cui la persona ha espulso materiale che ho fatto esaminare da medici e istopatologi. Mi hanno risposto che non si trattava di cose del corpo umano ma che erano pelli di lucertola, di rospi, ecc. Padre, quali sono le pi importanti differenze tra questo nuovo rituale per l'esorcismo e il rituale romano classico ? La parte dottrinale la stessa. E' nella parte pratica che ci sono delle differenze. Sono state tolte tante preghiere importanti che la nostra esperienza ci ha confermato essere molto efficaci e sono state tolte le invocazioni alla Madonna. Ricordiamo comunque che, in ultima istanza, quello che decisiva la santit della persona, la ricchezza di grazia personale. Io so per che il Card. Medina, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, a questo nuovo rituale ha aggiunto una notificazione in cui si afferma che gli esorcisti non sono obbligati a usare solo questo nuovo rituale ma, se vogliono, possono utilizzare anche il vecchio rituale facendo una richiesta al Vescovo. Il Vescovo chiede l'autorizzazione alla Congregazione che la concede senza difficolt. Cos grazie a questo cardinale c' una scialuppa di salvataggio. La Scuola per esorcisti ha anche il compito di far studiare la storia del fenomeno e la storia dei vari strumenti messi a disposizione dalla Chiesa, nelle varie epoche, per combattere il male. Io credo che oggi i Vescovi abbiano difficolt a nominare esorcisti, anche perch non facile trovare sacerdoti e religiosi disponibili per questo compito. Forse non neanche facile trovare persone che abbiano tutti i requisiti previsti dal Diritto canonico. Quanti esorcisti ci sono in Italia ? Ma io non credo che ce ne siano tanti: c' qualcuno che parla di duecento, trecento, ma io non ci credo. In teoria in ogni Diocesi ci dovrebbe essere un esorcista, ma in pratica questo non accade. Sicuramente nominati ufficialmente dai Vescovi dovremmo essere un'ottantina. Quali sono, secondo Lei, i maggiori abusi che avvengono in questo campo ? Per esorcista bisogna intendere solo il sacerdote autorizzato dal proprio Vescovo. I sacerdoti non devono servirsi di presunti sensitivi che credono di avere poteri superiori a quelli del prete o addirittura del Vescovo. Bisogna evitare l'abuso dei sacramentali: mettere il sale in ogni angolo della casa, ungere tutte le mura con olio benedetto, oppure usare acqua santa prelevata da...sette chiese!!! Si pu cadere in un uso superstizioso dei sacramentali. Quindi innanzitutto uso corretto dei sacramentali e mai mettere al primo posto i sacramentali, al di sopra cio dei sacramenti. E' una cosa ridicola.

E' prima il sacerdote che deve fare una valutazione su questi casi e poi, se lo ritiene opportuno, manda dallo psichiatra oppure Lei pensa che bisogna mandare prima la persona dallo psichiatra e poi lo psichiatra che, eventualmente, lo manda dal prete? Il sacerdote, quando gli viene presentato uno di questi possibili casi, fa la sua benedizione e le sue preghiere. Se poi vede, onestamente, che c' qualcosa di patologico allora manda dallo psichiatra. Il sacerdote stesso chiede la collaborazione, quando necessaria. Il sacerdote deve dire, onestamente:" fin qua posso; questo altro fenomeno competenza del neurologo, del medico o dello psichiatra". Dunque viene prima il sacerdote, con i suoi mezzi, con la preghiera, con le sue benedizioni i suoi sacramenti, e il suo ufficio specifico, se poi nonostante tutto il disturbo continua o si manifesta come non di competenza dell'esorcista, allora si manda la persona dal medico competente. A cura di Don Guglielmo Fichera INDIETRO

TEOLOGIA E VITA Il teologo della Casa pontificia: il demonio stato creato buono da Dio ma ha usato male la sua libert: si messo in opposizione al Regno rendendosi cattivo. Per invidia e gelosia dell'uomo cerca costantemente di portarlo al peccato con la tentazione suprema: sostituirsi al Signore Il diavolo tra noi Cottier: un mistero tremendo lamore del Padre pi forte. sbagliato pensare che ogni prova venga da Belzeb, anche se quelle pi forti e pi sottili, spirituali, ne hanno la impronta Egli agisce sulla storia umana: la morte, il peccato e la menzogna sono i suoi segni nel mondo Eppure il nostro peggiore nemico siamo noi stessi con la superbia Il demonio, probabilmente. C' forse il grande ingannatore dietro la mano assassina che domenica scorsa ha ucciso nella cattedrale di Santiago, in Cile, un missionario italiano, padre Faustino Gazziero De Stefani. Il giovane omicida, dopo aver inferto il colpo mortale al sacerdote, avrebbe invocato Satana. Il diavolo, probabilmente, anche dietro la catena di sconvolgenti delitti che stanno emergendo nel Varesotto. Ma in questo caso gli inquirenti stanno ancora cercando di capire se, al di l delle croci rovesciate e della passione per la musica heavy metal, ci sia esplicitamente un progetto satanico. Forse, in questi come nelle altre decine di casi in cui la cronaca associa la presenza demoniaca alla malvagit dell'uomo, il pi grande successo di Satana quello di insinuare l'inquietudine del dubbio. vero - conferma il cardinale Georges Cottier, teologo della Casa pontificia - il diavolo agisce nell'ombra e lascia l'uomo nell'incertezza. Uno scrittore francese aveva fatto dire a Satana: "Io sono quello che non esiste". Il principe del male agisce di nascosto. Se si manifestasse apertamente sarebbe terrificante, ma almeno sarebbe chiara la sua presenza. Ma nel grande mistero del male quanto conta l'azione del diavolo e quanta parte ha invece la responsabilit dell'uomo? Il diavolo senz'altro il grande seduttore perch tenta di portare l'uomo al peccato

presentando il male come il bene. Ma la caduta porta la nostra responsabilit perch coscienza ha capacit di distinguere ci che buono da ci che cattivo. Perch il diavolo vuole indurre l'uomo al peccato? Per invidia e gelosia. Il diavolo vuole trascinare con s l'uomo perch lui stesso un angelo caduto. La caduta del primo uomo stata preceduta dalla caduta degli angeli. un'eresia affermare che anche il diavolo fa parte del progetto di Dio? Satana stato creato da Dio come angelo buono perch Dio non crea il male. Tutto quello che esce dalla mano creatrice di Dio buono. Se il demonio divenuto cattivo per colpa sua. lui che usando male della sua libert, si reso cattivo. Ci sar mai redenzione per il demonio, come afferma qualche teologo? Facciamo una premessa: l'uomo caduto nel peccato perch il primo peccatore, cio il demonio, l'ha trascinato nel suo abisso di male. Di cosa si tratta in sostanza? Del rifiuto di Dio e, soprattutto, dell'opposizione al Regno di Dio come progetto di provvidenza sul mondo. Questo rifiuto che nasce dalla libert di una creatura del tutto spirituale come il diavolo un rifiuto totale, irrimediabile e radicale, come ci dice anche il catechismo della Chiesa cattolica. Nessuna speranza quindi che alla fine la misericordia di Dio possa vincere l'odio del diavolo? Il carattere perfetto della libert dell'angelo caduto fa s che la sua scelta sia definitiva. Questo non significa porre un limite alla misericordia di Dio, che infinita. Il limite semmai costituito dall'uso che il diavolo fa della libert. lui che impedisce a Dio di cancellare il suo peccato. Perch il diavolo, che spirito intelligentissimo, usa in questo modo di quella libert che pur sempre un dono di Dio? Qui siamo davanti al mistero. Il mistero del male prima di tutto il mistero del peccato. Siamo colpiti, giustamente, dai mali fisici, ma c' un male molto pi radicale e pi triste che il male del peccato. Il diavolo si fissato nel suo rifiuto. Oltretutto il peccato dell'angelo sempre pi grave di quello dell'uomo. L'uomo ha tante debolezze in s che in qualche maniera la sua responsabilit pu risultare velata; l'angelo, essendo spirito purissimo, non ha scuse quando sceglie il male. Il peccato dell'angelo una scelta tremenda. Sembra impossibile che un angelo creato nella luce di Dio abbia poi potuto scegliere il male... Quando parliamo di un angelo caduto a causa del peccato affrontiamo un argomento molto serio e dobbiamo quindi trattarne con grande seriet. Nella tentazione dell'uomo abbiamo quasi un riflesso di quello che stato il peccato stesso dell'angelo. Ecco la seduzione suprema: mettersi al posto di Dio. Anche Satana non ha riconosciuto la sua condizione di creatura. Perch il demonio chiamato principe di questo mondo? un'espressione del vangelo di Giovanni. Significa che il mondo, quando dimentica Dio, dominato dal peccato. L'azione del demonio guidata dall'odio verso Dio e pu fare gravi danni quando seguiamo le sue tentazioni. Il male principale del demonio il male spirituale, quello del peccato. Questa azione tocca sia l'individuo sia la societ. Dio non avrebbe potuto impedire tutto questo? S, ma ha permesso che sia il demonio, sia l'uomo avessero la libert di agire e, qualche volta, di peccare. un mistero tremendo. San Paolo dice: "Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio". Quando cio siamo con Dio, anche il male concorre al nostro bene. Difficile da accettare...

Pensiamo ai martiri. Allo straordinario bene spirituale che, alla luce della fede, deriva da una tragedia come un martirio. Sant'Agostino commentando Paolo dice: "Dio non avrebbe permesso il male se non avesse voluto fare di questo male un bene pi grande". Ci sono beni che l'umanit non avrebbe conosciuto se non ci fosse stato la presenza del peccato e del male. difficile affermare questo, ma la verit. Come agisce il diavolo nella realt di tutti i giorni? Lo possiamo capire da alcune espressioni del vangelo di Giovanni, laddove si dice che il demonio omicida fin dal principio. Cio distruttore e fa morire, sia in senso proprio, sia spiritualmente. Per questo chiamato il grande tentatore. Facciamo riferimento al diavolo quando nel Padre Nostro diciamo "non ci indurre in tentazione"? S, chiediamo a Dio di resistere alla tentazione. sbagliato pensare che ogni tentazione venga dal demonio, ma quelle pi forti e pi sottili, quelle pi spirituali, hanno certamente la sua impronta. E sono sia tentazioni individuali, sia collettive. Il demonio agisce sulla storia umana. Il suo influsso negativo. La morte, il peccato e la menzogna sono segni della sua presenza nel mondo. Padre Cottier, lei dice che non tutte le tentazioni vengono dal demonio. Da cos'altro dobbiamo guardarci quindi? La tradizione cristiana ci dice che le fonti di tentazioni sono tre. La pi terrificante, certo, quella del demonio. Poi c' il mondo, la societ, gli "altri" nell'accezione giovannea. E infine c' la "carne", cio noi stessi. San Giovanni della Croce dice che di queste tre tentazioni la pi pericolosa l'ultima, cio noi stessi. Per ciascuno di noi il pi perfido nemico siamo noi stessi. Prima di attribuire le tentazioni al demonio e al mondo, pensiamo a noi stessi. L ritroviamo anche l'importanza dell'umilt e del discernimento. Lo Spirito Santo ci d il dono del discernimento e ci preserva dalla superbia di fare troppo affidamento su di noi. Qual l'atteggiamento pi corretto che il cristiano dovrebbe osservare di fronte al mistero del Maligno? Non dimenticare mai che la passione e la morte di Ges hanno per sempre trionfato sul demonio. Questa una certezza. Ce lo dice San Paolo. La fede la vittoria sul padre del peccato e della menzogna. Questo vuol dire che il demonio, essendo una creatura, non ha un potere infinito. Malgrado tutti i suoi sforzi il demonio non potr mai impedire l'edificazione del Regno di Dio che cresce malgrado tutte le persecuzioni. Il cristiano, grazie alla fedelt nella fede, vince il male. In conclusione... Dobbiamo prendere il demonio molto sul serio ma non dobbiamo pensare che sia onnipotente, C' gente che ha una paura irrazionale del demonio. La fiducia cristiana, che si alimenta di preghiera, umilt e penitenza, dev'essere soprattutto fiducia nell'amore del Padre. E questo amore pi forte di tutto. Dobbiamo avere la consapevolezza che la misericordia di Dio cos grande da vincere ogni ostacolo.
Fonte: Avvenire, 28 luglio 2004, Luciano Moia

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CIO' CHE PIACE E CIO' CHE DISPIACE AL DEMONIO

Traggo dal libro di padre Pellegrino Ernetti, esorcista, libro dal titolo "La catechesi di Satana" (prefazione di padre Gabriele Amorth), come trovate scritto da pagina 156 a pagina 160. Naturalmente questo libro non e' Magistero infallibile, ma molte cose sono straordinariamente attuali. Cio' che PIACE a Lucifero (da alcuni esorcismi). 1) La Particola alla mano, cosi' posso calpestare il vostro Dio, quel Dio che io ho ucciso; e posso celebrare le mie messe (le messe nere) con i miei sacerdoti che ho strappato a Lui... 2) I Preti vestiti come netturbini, cammuffati, cosi' li porto dove voglio io, negli alberghi e nelle case private, in cerca di donne e di omosessuali e faccio commettere tanti sacrilegi e li porto nel mio regno! Quanti, quanti Preti mimetizzati sono nel mio regno! E non mi scapperanno piu' (risate forti...). 3) I Preti e i Vescovi iscritti alla massoneria e alle mie sette... oh quanti, oh quanti ce ne porto col denaro e con le donne... quanti, quanti diventano miei amici fedeli... col denaro e con le donne... ne prendo quanti ne voglio, li porto nel mio regno. 4) Le gonne corte, con le quali accalappio uomini e donne e riempio il mio regno (risate lunghe....sganasciate); che contento... che gioia... che contento... 5) La televisione... uh, la televisione... e' il mio apparecchio, l'ho inventato io.. per distruggere le singole anime e le famiglie... le separo, le disgrego con i programmi miei, sottilissimi e penetranti... uh, la televisione e' il centro di attrazione dove attiro anche tanti preti, frati e suore, specialmente nelle ore piccole e poi non li faccio piu' pregare: ahahahahahah... In un attimo mi presento in tutto il mondo... mi ascoltano e mi vedono tutti... mi aiutano assai bene i miei fedeli servi, i maghi, le streghe, cartomanti, chiromanti, astrologi... ahahahahahah...! 6) Le discoteche... che bello... sono i miei palazzi d'oro dove attiro le migliori speranze della societa', che io faccio mie, distruggendo le loro anime e i loro corpi... quante migliaia e migliaia ne porto con me con l'alcool, con la droga e col sesso... oh, che continua mietitura... Le ho affittate a tanti politici, miei fedeli servi, a consacrati... Io sono il vero re del mondo, e non gia' il vostro Dio, che io ho crocifisso. 7) Il divorzio... la separazione degli sposi, sono stati inventati da me; ne rivendico la proprieta'... E' una delle mie piu' intelligenti scoperte... cosi' distruggo la famiglia e distruggo la societa', dove io sono adorato come vero re del mondo... Il sesso... il sesso... non ascoltate quell'uomo impiccato in croce che non vi da' niente... il vero piacere ve lo do soltanto io col sesso libero... il mio regno e' soprattutto liberta' del piacere sessuale, con cui regno sulla terra. 8) L'aborto... l'uccisione degli innocenti... oh... urrah! urrah! E' stata la mia trovata piu' bella e piu' gustosa! Ammazzare gli innocenti invece dei colpevoli e degli omicidi della mafia! Distruggo l'umanita' e cosi' finiscono, prima di nascere, gli adoratori del vostro falso Dio... urrah...urrah... 9) La droga... e' il cibo piu' gustoso che io faccio mangiare ai giovani per renderli pazzi... e cosi' ne faccio quello che voglio... ladri... assassini... lussuriosi... feroci come me... dominatori del mondo... miei ministri. 10) Ma soprattutto mi piacciono e mi rallegrano quei Vescovi e quei Preti che negano la mia esistenza e la mia opera nel mondo... e sono tantissimi... oh, che gioia, che gioia per me... lavoro tranquillo e sicuro... persino i teologi oggi non credono alla mia esistenza... che bello... che gioia... e cosi' negano anche quel loro Dio che era venuto per distruggermi.... invece l'ho vinto... l'ho inchiodato io sulla Croce... ahahahah...! Bravi questi Preti... bravissimi questi Vescovi... bravissimi questi teologi... sono tutti miei fedeli servitorelli... ne faccio quello che voglio... ahahahaha....! Ormai sono miei... li porto dove voglio... vestiti da beccamorti... con la sigaretta sempre in bocca... profumati come gaga'... in cerca di donnicciole facili... con aiuto di ultima moda... pieni di danaro... si ribellano ai dogmi del loro falso Dio... e della falsa Chiesa di quel Crocifisso mia vittima... sono i miei soldati piu' sicuri del mio regno, pieno pieno di loro... Con essi metto confusione e smarrimento nel popolo, che allontano sempre piu' dal falso Dio... e porto nel mio regno di odio e di disperazione eterna... per sempre con me, con me...hahahahaha! Quanti di essi ne ho fatti iscrivere alle sette mie... allettati dalla mia carriera e dal mio denaro... li compro con facilita'... perche' finalmente sono riuscito a non far amare piu', ne' quel falso loro Dio, ne' quella Donna che pretende di avermi vinto..." Cio' che DISPIACE a lucifero (da alcuni esorcismi): 1) La Confessione... che stupida invenzione... Quanto mi fa male... mi fa soffrire... il Sangue di quel vostro falso Dio... quel Sangue come mi schiaccia... mi distrugge... lava le vostre anime e

mi fa scappare... (strilli orribili di pianto!)... Quel Sangue, quel Sangue... e' la mia pena piu' atroce... Pero' ho trovato quei preti che non ci credono piu' alla Confessione e mandano i cristiani a ricevere quel falso Dio in peccato... Bene, bene... bravissimi... quanti sacrilegi faccio commettere. 2) Il pasto dove mangiate la Carne e il Sangue di quel Crocifisso che ho ucciso io... E' qui che mi trovo disarmato... non ho piu' le forze per lottare... quelli che si nutrono di questa Carne e bevono di questo Sangue diventano fortissimi contro di me, diventano invincibili alle mie scaltre seduzioni e tentazioni, sembrano diversi dagli altri, sembra abbiano una luce speciale ed una intelligenza velocissima... mi fiutano subitaneamente... e si allontanano da me e mi scacciano come fossi un cane... che tristezza, che dolore aver a che fare con questi cannibali... (strilli di pianto!)... Ma io li perseguito ferocemente... e tanti vanno a mangiare quell'Ostia in peccato...hahaha! che contento... che gioia... odiano il loro Dio e Lo mangiano, hahaha! Vittoria mia... vittoria...urrah... urrah... 3) Quanto sono insensati quelli che perdono ore e ore di giorno e di notte, in ginocchio, ad adorare un pezzo di pane nascosto in una scatola sull'altare di quel falso Dio! (e' l'ora di Adorazione). Quanta rabbia mi fanno queste persone! Mi distruggono tutte le mie opere, che ottengo da tanti sacrileghi cristiani, Preti, Suore e Vescovi... Quanti sacrilegi mieto in continuazione, e' una mia incessante vittoria... Quanto dolore... Quanta rabbia queste adorazioni irrazionali...! 4) Odio il rosario... quell'arnese guasto e marcio di quella Donna li', e' per me come un martello che mi spacca la testa... ahiiiii! E' l'invenzione dei falsi cristiani che non mi ubbidiscono, per questo seguono quella donnaccia! Sono falsi, falsi... invece di ascoltare me che regno su tutto il mondo, questi falsi cristiani vanno a pregare quella donnaccia, mia prima nemica, con quell'arnese... oh, quanto male mi fanno... (strilli di pianto)... 5) Il male piu' grande di questo tempo, per me, sono le continue presenze (apparizioni) di questa donnaccia... in tutto il mondo... in tutte le nazioni appare e mi perseguita, strappando dalle mie mani tante anime... migliaia e migliaia... per ascoltare i suoi falsi messaggi... Per fortuna mi difendono i vescovi e i preti miei che non credono a quella ignobile Donna... non credono e cosi' apportano scompiglio... bravi, bravi questi miei apostoli dell'eresia... hahaha... 6) Ma cio' che maggiormente mi distrugge e' l'asinesca obbedienza a quell'uomo, vestito di bianco (il Papa), che comanda a nome del falso Redentore e del falso vostro Salvatore... che asini... pecore... che conigli...! Obbedire a un uomo che ama quella donnaccia li'... che mi perseguita da sempre... che vergogna... questo mi distrugge il mio regno... Ma io ho suscitato centinaia di preti, frati, teologi e vescovi che gli fanno guerra... guerra senza frontiere a quel pagliaccio bianco... Vincero' io, vincero' io... hahaha! Lo faro' morire, assassinare... una brutta fine gli faro' fare... E' odioso ai miei seguaci, quel polacco che ama quella donnaccia li'... che propaganda il Rosario di quella ignobile Donna, come la sua preghiera preferita... che vigliacco... che asino... mi schiaccia... mi schiaccia.... ohohohohoh (urli di pianto)....! La lista e' tremenda. Merita riflessione. Merita esame di coscienzaper tutti. Ma soprattutto merita preghiera assidua e penitenza. Merita la frequente pratica lla Confessione sacramentale, ove il Sangue di Gesu' ci purifica e ci dona uno scudo fortissimo con cui vincere il nostro nemico. Ivittoriosi, ci dice l'Apocalisse, sono coloro che "hanno purificato le loro anime nel Sangue dell'Agnello... hanno vinto il dragone nel Sangue dell'Agnello"
(padre Pellegrino Ernetti - La catechesi di satana)

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Il diavolo si "confessa" da padre Pio.

"Una mattina mentre stavo confessando gli uomini mi si presenta un signore alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Inginocchiatosi questo sconosciuto incomincia a palesare i suoi peccati che erano di ogni genere contro Dio, contro il prossimo, contro la morale: tutti aberranti. Mi colp una cosa. Per tutte le accuse, anche dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la parola di Dio, il magistero della Chiesa, la morale dei santi, questo enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilit e con ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato, svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente indifferenti tutti gli atti peccaminosi. E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti contro Dio, Ges, la Madonna, i Santi, che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli, ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della pi stomachevole cloaca. Le risposte, che questo enigmatico penitente dava di volta in volta alle mie argomentazioni, con abile sottigliezza e con ovattata malizia, mi impressionavano. Tra me e me, domandandomi, dicevo:"Chi costui?" Da che mondo viene? Chi sar mai?". E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere eventualmente qualcosa tra le pieghe del suo viso; e allo stesso tempo aguzzavo le orecchie a ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfggisse per soppesarle in tutta la loro portata. A un certo momento, per una luce interiore vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. E con tono deciso e imperioso gli dissi:"Di' viva Ges, viva Maria". Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, satana sparisce all'istante in un guizzo di fuoco, lasciando dietro a s un insopportabile irrespirabile fetore".

Padre Pio a padre Tarcisio da Cervinara.


Tratto dal libro: "Padre Pio e il diavolo: Gabriele Amorth racconta... ", Marco Tosatti, editrice Piemme. 2004

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Il diavolo si "confessa" da padre Pio.

"Una mattina mentre stavo confessando gli uomini mi si presenta un signore alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Inginocchiatosi questo sconosciuto incomincia a palesare i suoi peccati che erano di ogni genere contro Dio, contro il prossimo, contro la morale: tutti aberranti. Mi colp una cosa. Per tutte le accuse, anche dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la parola di Dio, il magistero della Chiesa, la morale dei santi, questo enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilit e con ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato, svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente indifferenti tutti gli atti peccaminosi. E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti contro Dio, Ges, la Madonna, i Santi, che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli, ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della pi stomachevole cloaca.

Le risposte, che questo enigmatico penitente dava di volta in volta alle mie argomentazioni, con abile sottigliezza e con ovattata malizia, mi impressionavano. Tra me e me, domandandomi, dicevo:"Chi costui?" Da che mondo viene? Chi sar mai?". E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere eventualmente qualcosa tra le pieghe del suo viso; e allo stesso tempo aguzzavo le orecchie a ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfggisse per soppesarle in tutta la loro portata. A un certo momento, per una luce interiore vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. E con tono deciso e imperioso gli dissi:"Di' viva Ges, viva Maria". Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, satana sparisce all'istante in un guizzo di fuoco, lasciando dietro a s un insopportabile irrespirabile fetore". Padre Pio a padre Tarcisio da Cervinara.
Tratto dal libro: "Padre Pio e il diavolo: Gabriele Amorth racconta... ", Marco Tosatti, editrice Piemme. 2004

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Il vescovo che non credeva a satana... (...il suo superiore, il Padre Provinciale Benedetto da S.Marco in Lamis, chiedeva a Padre Pio di far cessare i rumori che provenivano dalla sua cella, perch " necessario che questi rumori cessino una buona volta"). La preghiera fu esaudita, e il baccano che tanto scompiglio creava nei frati ebbe termine. Non la curiosit; perch, gli assalti anche se silenziosi, e sempre all'ora di cena, continuavano. Non mancavano dei frati, fra i pi anziani, che volevano verificare la realt di quelle lotte, e si fermavano talvolta nella cella di Padre Pio, in sua compagnia. Padre Paolino da Casacalenda, allora guardiano del convento di San Giovanni Rotondo, in quel periodo comp una visita a Foggia e ne ha lasciato una testimonianza: "Mi recai nella stanza di Padre Pio e, facendo lo spiritoso, dissi al padre che giacch mi trovavo presso di lui sarei rimasto all'ora della cena nella sua stanza per vedere se il diavolo aveva il coraggio di venire in mia presenza. Padre Pio sorridendo mi sconsigli dicendo che aveva molta speranza che il fatto non avvenisse quella sera. Io per tenni duro e rimasi. A un certo punto gli dissi:"Vedi? Finora niente avvenuto, ma non andr a cena se prima i confratelli non escono dal refettorio". E cos fu. Mi avviai verso il refettorio, non l'avessi mai fatto! Non appena discesi il primo scalino udii immediatamente un tonfo formidabile che, essendo la prima volta per me, mi scosse da capo a piedi. Come un bolide raggiunsi la stanza del padre, pieno di rammarico perch non mi sarei aspettato un colpo cos improvviso e rimasi veramente male nel trovarlo pallidissimo come sempre accadeva. Mi accorsi che il sudore era abbondantissimo e che tutto corrispondeva a quello che mi era stato detto. Satana era passato di l". Lo stesso episodio, ma con una ben maggiore ricchezza di dettagli, e con l'aggiunta di un episodio che non va molto a onore di un vescovo, lo ha ricordato Luigi Peroni: "Avviene che durante la permanenza di Padre Pio nel convento, ogni tanto si sentono dei rumori fortissimi, come dei colpi violenti. Nessuno ne capisce il motivo. Ma... i colpi si verificano quando Padre Pio solo in camera, che si trova al primo piano, proprio sopra il refettorio dei frati. Una sera, dopo aver consumato la quarta parte di un gelato, Piuccio chiede al Superiore di potersi ritirare in camera. Il Superiore lo accontenta, sapendo che lui non cena. D'un tratto un colpo violento rimbomba sulla testa dei commensali che, come per intesa,

ammutoliscono tutti insieme. Il laico, Fra' Francesco da Torremaggiore, corre di sopra, per chiedere al padre di che cosa si tratti. Padre Pio lo rassicura di non aver bisogno di nulla; e quando i frati salgono nella sua camera per una breve ricreazione, lui non solo si associa alla loro allegria, ma ne un po' l'anima. Infatti sa raccontare gustosi aneddoti o simpatiche barzellette con un'arguzia tutta propria che rende attento e divertito l'uditorio. Cos la prima sera, poi la seconda, poi la terza. I frati in refettorio, quando arriva l'ora della "botta" sul soffitto, cominciano ad ammutolire, a levare quasi di sfuggita gli occhi verso l'alto, a ritirare la testa dentro il saio. Poi dopo la ricreazione si rifugiano nella loro celletta e chiudono ben bene a chiave. Un giorno, mentre i frati sono a pranzo, presente il vescovo della diocesi di Foggia, monsignor Salvatore Bella, si sente un fracasso indiavolato e un rotolamento di sassi, casse ed altro materiale per le scale, mentre nuvoloni di polvere e fumo oscurano il corridoio. Si crede sia caduto il soffitto della stanza. Corrono tutti assieme al vescovo per vedere che cosa sia successo. Niente di anormale, tutto al suo posto, ma Padre Pio disfatto, madido di sudore, pallido come la cera e respira a stento. "Padre Pio, che cosa successo?". "Niente, niente!... Lasciatemi riposare un poco, andate a mangiare". I frati escono, ma il guardiano resta, deciso a tenergli compagnia. "Questo no, lasciamo solo", insiste Padre Pio. "Ma Padre Pio, io non posso tollerare tanto strazio che si fa della tua persona senza venire incontro alle tue necessit e bisogni". "Per il bene dell'anima tua, vattene e lasciami solo con Dio". Padre Nazareno, nell'udire la misteriosa minaccia, allibisce per lo spavento, bacia la mano a Padre Pio e si allontana frettolosamente. E lecito dedurre che si tratti di lotte per vincere tentazioni contro la virt della purezza. Una sera ospite illustre del convento mons. D'Agostino, vescovo di Ariano Irpino. E' inevitabile che la conversazione cada sui colpi e su congetture, supposizioni e sospetti circa la loro origine. C' persino chi osa sospettare che si tratti di opera del demonio! Ampie risate del monsignore che allargando le braccia, quasi in segno di sconforto, esclama:"Ma via, Padre guardiano, il Medioevo finito e voi credete ancora a queste panzane?". La cena volge al termine. Quando a un tratto si sente in alto, proveniente dal soffitto, come un calpestio; poi, gi una botta, e un boato da far tremare tutto il refettorio. Il domestico del vescovo, che mangia nella vicina foresteria, arriva come un bolide, di corsa, con i capelli irti per la paura, chiedendo che cosa sia successo. Il vescovo non fiata, perch non ha fiato; ma pallido e tremante. Chiede al guardiano che un frate gli faccia compagnia la notte e appena fattosi giorno se ne va per non mettere mai pi piede nel convento di Sant'Anna. Mentre fugge, il vescovo di Ariano Irpino forse si chieder come mai sia possibile che, al lampo del pensiero modernista, possa far eco il tuono di un superato Medioevo! Nel frattempo padre Nazareno si decide a esorcizzare il convento e poi, entrando in cotta, stola e secchiello dell'acqua santa nella camera di Padre Pio, gli dice di confidargli il motivo di tutti quegli strepiti. Padre Pio ride e cerca di sviare la conversazione. Ma il guardiano lo avvisa che se rifiuta di parlare, gli imporr di farlo per obbedienza. Cos Padre Pio narra che il demonio cerca di tentarlo con tutte le forze e avviene fra loro una colluttazione, nella quale Padre Pio vince sempre "per grazia di Dio". "E perch questa detonazione?". "Satana, per rabbia schiatt", o, come dice nel suo colorito dialetto: "pe" la rabbia, schiatta". (Il colloquio fra Padre Pio e il padre Guardiano stato tratto dagli appunti di padre Nazareno. Anche Padre Paolino, nelle sue "Memorie", conferma il fatto...)

Tratto dal libro: "Padre Pio e il diavolo: Gabriele Amorth racconta... ", Marco Tosatti, editrice Piemme. 2004

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Enrica Plebani 8 aprile 1960 - 27 febbraio 1990

Edizioni San Paolo Cinisello Balsamo (MI) 2004, 1 ed. di Balconi Giovanni

Enrica Plebani, nata l8 aprile 1960 a Rescaldina, una grossa borgata dellhinterland milanese, stata una ragazza normale: educata allosservanza dei comandamenti e al rispetto della fede, nel periodo della sua giovinezza segu la scia della contestazione giovanile, lasciando in disparte i valori cristiani, valori che riscopr in occasione della morte del pap. Ritrovata la fede smarrita, la visse con dedizione piena nella vita normale di tutti i giorni e nellassistenza dei pi poveri al seguito del camilliano fr. Ettore Boschini, assai noto a Milano per aver dedicato la sua vita allassistenza dei barboni. Morta nel febbraio 1990, a soli 30 di et, lascia una testimonianza luminosa, che il presente volume vuol far conoscere, anche in vista dellintroduzione della causa di beatificazione. *** Dal libro "Il Sogno di Enrica", stampato dai camilliani nel 1994 in occasione del 4 anniversario della morte. Enrica una ragazza che segue fratel Ettore nella sua avventura e poi, poco dopo, si ammala di tumore. Enrica Plebani muore il 27 febbraio 1990 a 28 anni... Pochi mesi prima, il 25 dicembre 1989, nel dolore della malattia che si fa di giorno in giorno pi aggressiva (linfosarcoma gastrico, poi una paralisi facciale) Enrica sogna una grande croce rossa, luminosissima, che si allarga nell'azzurro di un cielo troppo terso per essere naturale. La croce diventa sempre pi luminosa, fino a perdere il colore e a diventare essa stessa luce intensissima nel cielo che trascolora e sfuma nell'infinito. Enrica si sveglia confusa. ha in cuore una gioia che un turbamento ed un'angoscia. Il primo desiderio rivelare tutto e subito a fratel Ettore. Il camilliano ascolta il sogno prodigioso ed ha quasi un mancamento:"Ma straordinario, lo stesso sogno che nel 1550 fece la mamma di san Camillo quando ancora lo portava in grembo. Quella rossa la nostra croce, il simbolo della carit e della sofferenza. Adesso non ci sono pi dubbi. Tu sei destinata a diventare la mamma della nostra Opera, la mamma dei pi poveri tra i poveri". Una mamma per che negli ultimi giorni di dicembre non riesce ormai pi ad alzarsi dal letto. Enrica consapevole di essere ad un passo dalla fine, ha ormai dolori in tutto il corpo, spasimi atroci che non le danno tregua. L'11 gennaio, in uno dei pochi attimi tranquilli scrice: "Oh Signore, tu che hai permesso questa mia piccola crocefissione che a me pare tanto pesante, non abbandonarmi nel mio dolore fisico ma benedicilo, cos che io possa condividere con Te la croce. Ti ringrazio madre perch

restandomi vicina mi dai consolazione e gioia...".

Dal diario di Enrica Plebani - 9 gennaio 1990 Ho passato quindici giorni a Casa Betania adesso sono a casa, a letto e non riesco quasi pi a camminare per i forti dolori alle gambe. Ho passato parecchie notti insonni a causa di questi dolori lancinanti, uniti allinfiammazione del nervo trigemino che mi ha dato altrettanti disturbi. Ma ci che importa di credere almeno di aver accettato la volont del Signore anche quando sembrava impossibile farcela. Il Signore continua a farmi sentire il suo grande Amore per me e mi riempie di gioie e di privilegi che non merito affatto. Dopo aver festeggiato il Natale in famiglia, sono ritornata a Casa Betania ma purtroppo mi venuta la febbre. Volevo tornare a casa per curarmi, ma neanche a farlo apposta, fratel Ettore si ammala con me e non c nessuno ad assisterlo. Sogno una grande croce rossa, e lo racconto a fratel Ettore che ne rimane entusiasta, nominandomi Mamma dellOpera voluta da Dio e non da lui. Anche la Mamma di San Camillo aveva fatto lo stesso sogno. Povera me! O Beata me, chi pu saperlo! Rimango vicina a fratel Ettore che continua a ripetermi che in me trova lamore di sua madre, della Mamma Celeste e di non abbandonarlo pi. Io sento il mio corpo sempre pi debole, sempre pi fragile, ma offro tutte le mie sofferenze al mio Ges per lespiazione dei peccati e la salvezza delle anime, poi dico che non basta questo dolore che comunque atroce, ma di aumentarlo. Di notte ormai non dormo pi e di giorno ho spesso crisi di pianto per il male che soffro, penso che potrebbe venirmi una paralisi. Nonostante tutto questo, continuo a sorridere, so che ci da gioia a fratel Ettore e agli altri fratelli e quindi fa piacere a Ges. A volte vorrei arrabbiarmi con fratel Ettore che sembra non capisca le mie sofferenze e mi fa correre su e gi, mi impedisce di curarmi nel modo pi appropriato ed io vorrei mettermi ad urlare e dirgli che ho diritto di curarmi anchio e che anche il mio corpo tempio di Dio. Ma poi mi riempie di consolazioni e di premure per cui non posso pi oppormi. Lui cos felice di vedermi condividere la croce e perci, con amore, non posso fare altro che tenermela e abbracciarla. A proposito di quel certo Giuseppe che aveva incendiato tutto qui in questi giorni ed sempre irrequieto. Mentre fratel Ettore telefonava al figlio di questuomo per dirgli che in fondo doveva voler comunque bene a suo padre, lui, guardandomi, mi chiese con voce rauca e sguardo cattivo: Tu hai paura del demonio?. Io, con il cuore a mille battiti, dico: No, perch dovrei averne?. Perch non hai paura del demonio?, mi risponde furioso. Perch io sono con Ges e la Madonna e non temo nulla. E se io fossi satana incarnato?. Peggio per te quante lingue parli?.

Lui mi risponde in inglese, tedesco, olandese e non so cosaltro. Gli chiedo se parla laramaico. Quello posso parlarlo solo io. Poi mi fissa a lungo e mi dice: Tu sei fortunata perch sei protetta da quella Donna lass (e indica la Madonna). Anche questo povero frate lunico contro il quale non posso fare nulla. Poi per fortuna arriv qualcuno, lui si ricompose come se niente fosse e se ne and. Mah! Fratel Ettore continua a chiamarmi mamma dellOpera e lo dice a tutti. Io per non ho ancora fatto nessuna scelta, anche perch lambiente malsano, con tante gravi malattie infettive e al mio fisico posso permettere fino a un certo punto di restare. Piuttosto avrei pensato di collaborare da Padre Claudio che tanto bravo e come ambiente pi adatto a me. Vedremo la volont del Signore. Ieri sono andata al Tribunale ecclesiastico, faceva molto freddo e le mie gambe si sono irrigidite. Cos almeno posso scrivere, leggere, sentire Radio Maria, incontrarmi con gli amici che mi telefonano o che possono venire a trovarmi. Ieri ho sentito Ruggero, era molto gi e non sapeva dirmi il motivo. Mi dispiace proprio, ma daltra parte lui cos ostinato a non cambiare, a non ascoltare, che mi sembra inutile dirgli ci che non sente Mi ha telefonato anche Donato. O Ges! Quanta disperazione se non entri Tu con la Tua grazia, con la Consolazione e lAmore che solo Tu e la Madre Tua (e nostra) potete dare. Ti prego aiutali, convertili, sorreggili, fa provare loto il Tuo Amore cosicch non possano pi farne a meno. Aiuta anche i miei fratelli ed amici pi intimi a ritrovarli a tornare a Te; ti amo Ges. Ti amo Mamma. Perdonateci e non abbandonateci. Piet di noi miseri peccatori. Ma figli Tuoi. *** 10 gennaio 1990 Se potessi rubare all'albero il segreto della sua forza contro il vento e le intemperie... Se potessi rubare al sole uno dei suoi raggi per darti calore... Se potessi rubare alla luna il suo argento per dare luce al buio intorno a te... Se potessi rubare alle stelle il loro splendore per illuminarti le lunghe notti... Te li donerei. A te che hai bisogno di amare, di tenerezza, di comprensione, a te che piangi, che ridi, che gioisci, a te che mi sei vicino, che mi sei lontano... Fratello mio carissimo, non trovo le parole per dirti ci che vorrei... Oggi sei uomo e paghi duramente incomprensioni e dolori che con il tempo hai trascinato celandoti dentro di te. Spesso i miei pensieri si perdono nel vento per raggiungerti... perch tu sei come me, vieni dalla mia stessa strada, hai bevuto alla mia stessa fonte, hai vissuto nella mia stessa terra. Vorrei tanto che anche tu ti lasciassi prendere per mano per camminare verso chi non si mai stancato di aspettare, di bussare ripetutamente, di amarti. Vorrei tanto che tu spalancassi la porta dell'anima a chi si chinato su di te, su di me, su di noi, per lasciarti riempire di quell'Amore che da tempo sta bussando dolcemente al tuo cuore. Digli di s, ed incontrerai l'Amore. Digli di s, corri incontro all'Amore e lasciati amare. "Io sto cercando te".

Ti abbraccio. *** Altre testimonianze di Fede Rubrica sulle verit dell'Inferno

Per la terza volta l'angelo delle tenebre... si presenta a suor Chiara Scarabelli (1912-1994)

Agosto 1953 Una sera mi ero messa da poco a letto e stavo pregando. Ad un certo momento sentii un piccolo rumore nella cella, ma non ci faci caso. Dopo poco sento come una mano posata sulla testa. Mi impressionai. Allungai il braccio per accendere la luce, ma non la trovai. Mi spaventai. Mentre ero l, che non sapevo cosa fare, sentii la voce del giovane che avevo visto le due volte precedenti, che mi diceva: - Non temere, sono io, l'angelo del Signore. Allora guardai: era proprio lui! Egli prosegu: - Non avere paura, vengo per il tuo bene. Perch non mi hai ascoltato? Sii buona, ascolta il mio consiglio, altrimenti ti pentirai quando sar troppo tardi. Se continui cos non farai che ingannare! Confessa che questa storia stata tutta una tua illusione e non pensare pi a queste cose. Ero titubante e piena di paura, ma mi ricordai di quello che mi aveva detto il Padre. Volevo prendere l'acqua santa che tenevo sul comodino accanto al letto, ma ebbi paura. Allora presi il Crocifisso che tenevo sempre sul petto e alzandolo dissi: - "In nome di Cristo e della Vergine Immacolata, va via di qua!"

Egli fece una smorfia, con voce severa disse: - Maledetta tu e chi ti ha suggerito questa cosa: me la pagherai! Se non ci fosse "Lei" ti strozzerei! Divent come un carbone acceso e fugg lasciandosi dietro come una scia di fuoco, che dur alcuni minuti. Le lascio immaginare, Padre dell'anima mia, il terrore che provai. Mi prese ancora pi forte il timore che tutto quello che cera stato tra me e la cara Mamma fosse veramente illusione mia. Quale tormento! Non riuscivo pi a dormire per la paura. Allora decisi di chiamare di nuovo quel Padre e gli raccontai tutto. Dopo aver ascoltato mi disse - Questa la rabbia del demonio! Ora sono ancora pi convinto che ti ha parlato veramente la Vergine santa per dare quel suo dono all'umanit, come pegno del suo amore di Mamma per la salvezza delle anime. Non avere paura! - Padre, temo tanto! - No, sta' serena! Ti assicuro che la Vergine non permetter che Satana ti faccia del male. Non sei forse nel suo cuore? - S, Padre, mi aiuti lei perch io mi sento tanto piccola e povera!... E lui: - Abbi fiducia e vivi il tuo abbandono totale in Lei che ti ama con cuore e tenerezza materna!

L'ANGELO DELLE TENEBRE GETTA LA MASCHERA "Ecco, sono qui, ora me la pagherai!" Novembre 1953 In quel periodo c'era in uno dei due dormitori pericolo di cedimento, per lo spostamento delle travi, e fummo perci costrette a ritirarci tutte nell'altro. Ci eravamo perci accordate di dormire in due per ogni cella, con un piccolo paravento a separazione dei letti. Qui avvenne il colpo pi grosso. Quella sera io ero gi a letto, cos pure la sorella vicina, e mi sembrava che lei gi avesse preso sonno. Non so il perch, ma non ero capace di dormire. Dopo circa un'ora, mi sentii chiamare da una voce che mi impaur dicendo: - Ecco, io sono qui: ora me la pagherai! Aprii gli occhi e mi vidi davanti quel giovane che diceva di essere l'angelo del Signore. Solo Dio sa quale fu lo spavento che provai!, solo Dio lo sa. (...) Egli mostrava di volersi avvicinare al mio letto (...) Non so, caro Padre mio, se pu immaginare quello che provai! Fuggire non potevo... Quanta angoscia avvertii dentro di me...! Mi vidi perduta e, senza volerlo, mi misi a chiamare aiuto. La sorella si svegli chiedendomi se mi sentissi male. Subito si avvicin al mio letto, vedendomi

tremare dalla paura mi chiese: - Che cosa hai? Le risposi: - Per carit; butta acqua santa, che c' il demonio! Prega la Vergine Santa che allontani da me questo mostro, mi sento morire! La poverina, si mise a fare segni di croce con l'acqua benedetta e recitare l'Ave Maria. Non so spiegare quello che avvenne. So che quel giovane si trasform in un mostro ributtante e fugg urlando, facendo tremare la stanza. Avendo chiesto alla sorella che dormiva nella stessa cella con me, se avesse visto qualche cosa, mi rispose: - No, per sentivo che succedeva qualche cosa che non sapevo spiegarmi. (). Scusi, Padre dell'anima mia, se le ho raccontato tutto questo. Mi sono fatta violenza solo per ubbidire (). Rubrica: "Inferno" Approfondimento su: Suor Chiara Scarabelli