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Gli inganni di Satana - Le false devozioni

Pure le feste patronali se non vissuti nella semplicità della fede possono diventare
veri e propri rituali pagani che nulla hanno a che vedere con il sano culto del proprio
santo. Ciò al solo scopo di fare spettacolo senza concentrarsi sulla preghiera o sulla
processione.
Ecco che vediamo persone ferirsi pesantemente con cospicui dolori e copiose perdite
di sangue per essere graditi al santo o a Gesù, oppure sfidare la sorte facendosi
correre dietro da tori furiosi confidando nella protezione del patrono. Questi e tanti
altri esempi rappresentano la superficialità con la quale alcuni si prodigano in false
devozioni che nulla hanno a che vedere con la fede e che casomai arrecano disgusto e
repulsione nei confronti del santo oltre che in Dio.
Molto celebri sono anche le cosiddette "catene di Sant’Antonio" o "catene di Santa
Rita" che ultimamente circolano in dose massiccia per posta elettronica e che
riguardano i più svariati ambiti. Iniziano sempre con qualche introduzione
commovente e toccante e finiscono per incitare a spedirle a tutti i conoscenti. Ciò al
fine di attirare su di se la fortuna con la minaccia che, se ciò non venisse fatto, si
rivolgerebbe contro di noi arrecando molte sciagure e sfortune. Inoltrare ad altre
persone queste catene significa cadere nella superstizione e farci cadere di seguito
molti altri. Non vanno prese alla leggera poiché ciò costituisce peccato.
Diffuso è anche il famoso "dolce di Padre Pio" la cui ricetta di preparazione
costituisce un vero e proprio rituale di magia scandita da procedure da seguire,
numeri e tempi da rispettare, desideri da esprimere. In questo infame modo viene
oltraggiato il nome di San Pio e tutta la sua figura.
State lontani da questa forma di superstizione e non mangiate questo dolce, non
cucinatelo né offritelo ad altri.
Un accenno anche alla cosiddetta "pianta magica" che deve essere annaffiata con il
thé mentre si esprimono dei desideri. Tale operazione è inoltre integrata con la
pronuncia di parole misteriose che altro non sono che formule magiche ed evocazioni
di spiriti.
Tutte le forme di superstizione vanno rigettate come provenienti dal maligno (gatto
nero che attraversa la strada, specchio rotto, sale che cade, passare sotto la scala, non
regalare coltelli, non fare incrociare gli oggetti, né di Venere né di Marte.., numeri 13
e 17, toccare ferro, fare i corni scaramantici, indossare portafortuna ecc.).
Se si pretende di conciliare la fede con queste pratiche si sbaglia di grosso. E’ Dio che
permette ogni cosa e non la sorte o le pratiche superstiziose personali (cfr. Mt 10,29).