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N O R M A

Norma Italiana

I T A L I A N A

CEI

CEI 7-2
Data Pubblicazione Edizione

1997-09
Classificazione

Quarta
Fascicolo

7-2
Titolo

3350 C

Conduttori di alluminio, alluminio-acciaio, lega dalluminio e lega di alluminio-acciaio per linee elettriche aeree

Title

Overhead electrical conductors, aluminium, steel-aluminium, aluminium alloys and steel-alluminium alloys

APPARECCHIATURE ELETTRICHE PER SISTEMI DI ENERGIA E PER TRAZIONE

COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO

CNR CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE AEI ASSOCIAZIONE ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA

NORMA TECNICA

SOMMARIO
La Norma fornisce le prescrizioni sulle caratteristiche meccaniche ed elettriche ed indica le modalit per lordinazione, la fornitura ed il collaudo di conduttori nudi per linee elettriche aeree. Essa inoltre comprende i conduttori di lega di alluminio per telecomunicazione, e pertanto sostituisce per tale parte la Norma 7-3. Questa Norma integrata da tabelle CEI-Unel per la parte dimensionale. La presente Norma costituisce la ristampa consolidata, secondo il nuovo progetto di veste editoriale, della Norma pari numero ed edizione (Fascicolo 373); essa incorpora lErrata corrige pubblicata precedentemente in Fascicolo separato (Fascicolo 472 S).

DESCRITTORI
conduttori; alluminio; linee elettriche aeree;

COLLEGAMENTI/RELAZIONI TRA DOCUMENTI


Nazionali Europei Internazionali Legislativi

(SSP) CEI 7-12:1991-01 ;

(IDT) IEC 207:1966; IEC 208:1966; IEC 209:1966; IEC 210:1966;

INFORMAZIONI EDITORIALI
Norma Italiana Stato Edizione Varianti Ed. Prec. Fasc. Comitato Tecnico Approvata dal

CEI 7-2 In vigore Nessuna 1936; 1941; 1955 (Fasc. 91) 7-Materiali conduttori Presidente del CEI

Pubblicazione Data validit

Norma Tecnica 1975-4-30

Carattere Doc. Ambito validit

Nazionale

in Data in Data

1975-2-25

Sottoposta a Gruppo Abb. ICS CDU

inchiesta pubblica come Progetto P. 140 3


Sezioni Abb.

Chiusa in data

1973-11-30

LEGENDA

(SSP) La Norma in oggetto stata sostituita solo parzialmente dalle Norme indicate dopo il riferimento (SSP) (IDT) La Norma in oggetto identica alle Norme indicate dopo il riferimento (IDT)

CEI - Milano 1997. Riproduzione vietata.


Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente Documento pu essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi senza il consenso scritto del CEI. Le Norme CEI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione sia di nuove edizioni sia di varianti. importante pertanto che gli utenti delle stesse si accertino di essere in possesso dellultima edizione o variante.

INDICE GENERALE
Rif. Argomento Pag.

CAPITOLO GENERALIT 1 SEZIONE 1 OGGETTO

E SCOPO DELLE NORME

SEZIONE DEFINIZIONI 2 SEZIONE OFFERTE 3

E ORDINAZIONI TECNICI GENERALI

CAPITOLO REQUISITI 2 SEZIONE 1 FILI


Tab. 1

DI ALLUMINIO E DI LEGA DI ALLUMINIO Fili di alluminio ......................................................................................................................................................................... DI ACCIAIO ZINCATO. GENERALIT E CARATTERISTICHE MECCANICHE Fili dacciaio 135 ....................................................................................................................................................................... Fili dacciaio 170 ....................................................................................................................................................................... DI ACCIAIO ZINCATO. CARATTERISTICHE DI ZINCATURA

3 4

SEZIONE FILI 2
Tab. 2 Tab. 3

5 6 6

SEZIONE FILI 3

SEZIONE CORDE 4
Tab. 4 Tab. 5 Tab. 6 Tab. 7 Tab. 8 Tab. 9

Rapporto di cordatura delle corte di alluminio e di lega di alluminio ............................................. 9 Rapporto di cordatura delle corde di alluminio-acciaio e lega di alluminio-acciaio ........... 10 Corde monometalliche ...................................................................................................................................................... 12 Corde bimetalliche ................................................................................................................................................................ 12 Corde monometalliche ...................................................................................................................................................... 13 Corde bimetalliche ................................................................................................................................................................ 13 DI FORNITURA A FILO UNICO
14

CAPITOLO 3 MODALIT

SEZIONE CONDUTTORI 1 SEZIONE CORDE 2 CAPITOLO 4 PROVE

14

15

E COLLAUDI DELLE PROVE DEI COLLAUDI

16

SEZIONE ELENCO 1

16

SEZIONE ESECUZIONE 2 SEZIONE PROVE 3 SEZIONE 4 PROVE

18

SUI FILI SULLE CORDE

19

24

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APP ENDIC E A APP ENDIC E B

MODULO DI ELASTICIT E COEFFICIENTE DI DILATAZIONE TERMICA PIANO DI CAMPIONAMENTO DOPPIO, SENZA RICOLLAUDO, PER CONDUTTORI UNIFILARI E FILI COMPONENTI CONDUTTORI CORDATI NOTA SULLA DETERMINAZIONE DELLA MASA DI ZINCO COL METODO PER SVILUPPO DI IDROGENO (APPARECCHIO KELLER-BOHACEK E DERIVATI)

26

28

APP ENDIC E C

29

NORMA TECNICA CEI 7-2:1997-09 Pagina iv

1
CAPITOLO

GENERALIT

1
S E Z I O N E

OGGETTO E SCOPO DELLE NORME


Le presenti norme danno prescrizioni sulle caratteristiche meccaniche ed elettriche e indicano le modalit per lordinazione, la fornitura ed il collaudo di conduttori nudi per linee elettriche aeree formati: a) da li cilindrici o da corde piene spiroidali di alluminio crudo ad alta purezza; b) da corde piene spiroidali di alluminio-acciaio, formate da unanima di lo o corda composta da li di acciaio zincato e da un mantello ad uno o pi strati formati da li di alluminio crudo ad alta purezza; c) da li cilindrici o da corde piene spiroidali formate da li di lega di alluminio per conduttori; d) da corde piene spiroidali di lega di alluminio-acciaio, formate da unanima in lo o corda composta da li di acciaio zincato e da un mantello ad uno o pi strati formati da li di lega di alluminio per conduttori. Le presenti norme sono anche applicabili alle corde di soli li di acciaio usate come funi di guardia. Sono pure date le prescrizioni per li di alluminio ricotto ad alta purezza, impiegati usualmente per le legature dei conduttori di cui sopra agli isolatori, per giunzioni e scopi analoghi. Per corde piene di differente composizione (come a esempio corde a pi trefoli, corde spiroidali ma con i li dei singoli strati parte di alluminio (o lega di alluminio) e parte di acciaio zincato, corde spiroidali con pi di tre strati di alluminio o di lega di alluminio, ecc;) le prescrizioni valgono solo per quanto applicabili. Le norme non danno prescrizioni per corde cave n per quelle formate anche parzialmente da li sagomati; valgono per, in quanto applicabili, per le caratteristiche dei li cilindrici componenti. Agli effetti delle presenti norme, sono considerate le seguenti qualit di materiali: a) alluminio di prima fusione per conduttori elettrici designato ALP E 99,5 UNI 3950 (1), o materiale equivalente b) lega ternaria alluminio-silicio-magnesio per conduttori elettrici, Si 0,5% Mg 0,5% designata P-Al Si 0,5 Mg nella tabella UNI 3570 (2)o da altre leghe equivalenti; c) acciaio con composizione tipica: C 0,400,85% - Mn 0,401,00% Si 0,100,35% - S non oltre 0,035% - P non oltre 0,035%.

1.1.01.

(1) La tabella UNI 3950 indica come contrassegno la sigla AP5 e prescrive il titolo minimo 99,50% con le seguenti impurit tollerate: Fe 0,30%; Si 0,15%; Cu 0,02%; Zn 0,07%; Ti 0,02%; Ti + Cr + V + Mn 0,03%; somma delle impurit considerate per la determinazione del titolo convenzionale Fe + Si + Cu + Zn + Ti + Cr + V + Mn 0,50%; ciascuna altra impurit 0,02%. Se si richiede alluminio per ottenere conduttori elettrici, bene indicare ALP E 99,5 UNI 3950 adatto per ottenere conduttori secondo le Norme 7-2 ed. 1975. (2) La tabella UNI 3570 indica come contrassegno P-A S 0,5 G, e come composizione chimica teorica: Si 0,5% e Mg 0,5% alluminio resto; e praticamente Si = 0,5 0,1; Mg 0,5 0,1%; Fe mass 0,3%; Cu mass 0,04%; Mn e Ti ciascuno mass 0,03%; Zn mass 0,07%; Ni e Cr ciascuno mass 0,01%; impurit globali, escluso ferro: mass 0,08%.

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2
S E Z I O N E

DEFINIZIONI
Diametro (teorico) di un lo
il diametro al quale si riferiscono le prescrizioni delle presenti norme.

1.2.01

1.2.02

Sezione (teorica) di un lo
la sezione corrispondente al diametro (teorico)

1.2.03

Composizione di una corda


denita dal numero e dal diametro (teorico) dei li che costituiscono la corda. Se i li non sono tutti dello stesso materiale, la composizione denita dal numero e dal diametro (teorico) dei li componenti di ciascun materiale. Se la corda formata da li di diverso diametro, la composizione denita dal numero, dai diametri (teorici) dei li e, per corde composte di li di diverso materiale, dal materiale dei li costituenti i singoli strati.

1.2.04

Sezione (teorica) di una corda


la somma delle sezioni rette (teoriche) dei li componenti la corda. Per corde formate con li di diversi materiali, si indica la somma delle sezioni rette (teoriche) dei li di ciascun materiale componente.

1.2.05

Grandezze nominali
Sono quelle che si usano per la designazione dei li e delle corde: per i li possono essere il diametro o la sezione; per le corde la composizione o la sezione. Per corde con li di diversi materiali, si devono indicare le sezioni di ciascun materiale. Il valore del diametro nominale dei li coincide con quello del diametro teorico. Il valore della sezione nominale dei li o delle corde si ottiene arrotondato il valore della sezione teorica o delle sezioni teoriche.
Nota La designazione per mezzo della sezione nominale priva di signicato, a meno che non fac-

cia riferimento a una tabella nella quale siano precisati per ogni sezione nominale i valori corrispondenti del diametro (per i li) e delle composizione (per le corde). Di conseguenza la designazione per mezzo della sezione nominale ammissibile soltanto in sede di unicazione, ed utile per ragioni di semplicit nel caso delle corde.

1.2.06

Senso di cordatura
Una corda ha senso destro di cordatura, ovvero cordatura a Z, quando i li componenti si vedono disposti come lasta mediana nella lettera Z. Una corda ha senso sinistro di cordatura, ovvero cordatura a S, quando i li componenti si vedono disposti come la parte mediana della lettera S.

1.2.07

Passo di cordatura
Passo di cordatura la lunghezza assiale di un completo giro dellelica formato da un singolo lo.

1.2.08

Rapporto di cordatura
il rapporto tra il passo di cordatura ed il diametro esterno dellelica formata dal lo.

1.2.09

Corda spiroidale
il conduttore costituito da 3 o pi li cilindrici disposti in uno o pi strati concentrici.

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3
S E Z I O N E

OFFERTE E ORDINAZIONI
Dati da indicare
Si devono indicare i seguenti dati: qualit del materiale (1.1.01); diametro nominale dei li (per conduttori unilari) o composizione delle corde (nel caso di conduttori unicati si pu, in alternativa, fare riferimento alla sezione nominale per li o corde monometalliche, o alle sezioni nominali dei due materiali componenti per corde bimetalliche); senso di cordatura (se diverso da quello indicato in 2.4.01); modo di ingrassatura delle corde (qualora questa venga richiesta: 2.4.07); modalit di fornitura (pezzatura e imballo, articoli da 3.1.01 a 3.2.03); modalit di collaudo (se diverse di quelle indicate al Capitolo IV).

1.3.01

1.3.02

Osservanza delle norme


Se lofferta e lordinazione contengono la clausola che il conduttore deve essere conforme alle norme C.E.I., esso deve soddisfare a tutte le prescrizioni delle presenti norme.

2
CAPITOLO

REQUISITI TECNICI GENERALI

1
S E Z I O N E

FILI DI ALLUMINIO E DI LEGA DI ALLUMINIO


Generalit
I li devono presentare, allesame a vista, aspetto omogeneo e supercie liscia, cilindrica regolare, esente da rigature, paglie, screpolature, sbavature, ammanchi di materia, inclusioni o altri difetti. Non sono ammesse saldature effettuate dopo la tralatura, salvo quanto consentito in 2.4.03.

2.1.01

2.1.02

Diametro
I li di alluminio e di lega di alluminio, considerati nelle presenti norme, hanno un diametro da 1,50 a 4,50 mm.

2.1.03

Tolleranze sul diametro teorico


Sul diametro teorico si ammettono le seguenti tolleranze: 1% per li di diametro teorico uguale o superiore a 2,5 mm; 0,025 mm per li di diametro teorico inferiore a 2,50 mm.

2.1.04

Densit
Viene assunta convenzionalmente, a 20 C, pari a 2,703 kg/dm3 per lalluminio e pari a 2,70 kg/dm3 per la lega di alluminio.

2.1.05

Caratteristiche di trazione
Per i li di alluminio crudo destinati sia a conduttori a lo unico, sia alla formazione di corde, la resistenza unitaria alla rottura sotto trazione e lallungamento alla

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rottura su di una lunghezza utile di 200 mm devono essere, per i li prima e dopo la cordatura, non inferiori a quelli risultanti dalla tabella 1. Per i li di alluminio ricotto, il carico di rottura unitario non deve risultare inferiore a 6 daN/mm2 n superiore a 10daN/mm2; lallungamento percentuale alla rottura su 200 mm non deve risultare inferiore al 20%. Per i li di lega di alluminio, sia prima, sia dopo la cordatura, il valore minimo del carico di rottura unitario a trazione non deve risultare inferiore a 30 daN/mm2. Prima e dopo della cordatura i li devono avere su 200 mm un allungamento alla rottura di almeno il 4%.
2.1.06

Prova di avvolgimento
I li di alluminio crudo devono sopportare, prima e dopo la cordatura, lavvolgimento su di un mandrino di diametro uguale a quello del lo, in modo da formare unelica di otto spire serrate. Sei spire devono essere poi svolte e riavvolte strettamente nello stesso senso. I li di lega di alluminio devono sopportare, prima e dopo la cordatura, lavvolgimento su di un mandrino di diametro uguale a quello del lo, in modo da formare unelica di otto spire serrate. Il lo non deve rompersi. Criccature superciali non costituiscono motivo di riuto.

Tab. 1

Fili di alluminio
Carico unitario minimo di rottura espresso in daN/mm2 Prima della cordatura 19,3 18,8 18,4 18,0 17,6 17,2 16,8 16,5 16,3 16,1 15,9 15,8 Dopo la cordatura 18,3 17,8 17,5 17,1 16,7 16,3 15,9 15,6 15,5 15,3 15,2 15,1

DIametro teorico del lo mm

Allungamento percentuale minimo a rottura misurato su 200 mm Prima della cordatura 1,0 1,1 1,2 1,4 1,5 1,5 1,6 1,7 1,7 1,8 2,0 2,5 Dopo la cordatura 0,5 0,6 0,7 0,9 1,0 1,0 1,1 1,2 1,2 1,3 1,5 2,0

Oltre

1,50 1,50 1,75 2,00 2,25 2,50 2,75 3,00 3,25 3,50 3,75 4,25

no

1,75 2,00 2,25 2,50 2,75 3,00 3,25 3,50 3,75 4,25 4,50

2.1.07

Resistivit
Per i li di alluminio crudo (sia per conduttori a lo unico, sia per li destinati a corde o prelevati da corde), la resistivit non deve essere superiore a 0,028264 mm2/m a 20 C (1). Tale valore viene assunto per il calcolo della resistenza elettrica dei conduttori. Per i li di alluminio ricotto la resistivit media non deve superare 0,0278 mm 2 /m, a 20 C (1) , essendo per singoli campioni tollerata una
(1) I valori 0,028264, 0,0278, 0,0280, 0,0325, 0,0328 mm2/m della resistivit media dei fili di alluminio crudo, alluminio ricotto, lega di alluminio, corrispondono, in cifra arrotondata alla quarta decimale, a conduttivit pari rispettivamente al 61%, 62%, 61,6%, 53%, 52,6% di quella del rame ricotto campione internazionale (che ha una resistivit di 1/58 = 0,017241... mm2/m).

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resistivit massima di 0,0280 mm 2 /m a 20 C. Per i li di lega di alluminio la resistivit media (sia per conduttori a lo unico, sia per li destinati a corde o prelevati da corde) non deve essere superiore a 0,0325 mm2/m, a 20 C (1). Fermo restando tale valore per la resistivit media (4.2.02) da assumere per il calcolo della resistenza elettrica di conduttori, su singoli campioni ammesso un massimo valore della resistivit di 0,0328 mm2/m, a 20 C.

2
S E Z I O N E

FILI DI ACCIAIO ZINCATO. GENERALIT E CARATTERISTICHE MECCANICHE


Generalit
I li devono presentare, allesame a vista, aspetto omogeneo e supercie liscia, cilindrica regolare, esente da rigature, paglie, screpolature, ammanchi di materia o altri difetti. I li di una pezzatura non devono presentare saldature, ad eccezione di quelle effettuate elettricamente per resistenza prima dellinizio della tralatura nale. Nelle presenti norme sono considerati li di acciaio tipo 135 e tipo 170.
Nota I numeri con i quali sono indicati i tipi di acciaio rappresentano il carico di rottura nominale

2.2.01

dei li espressi in kg/mm2 del sistema pratico.

Il secondo tipo pu essere adottato quando si richieda al conduttore un carico di rottura particolarmente elevato (ad esempio nelle grandi campate di attraversamento).
2.2.02

Diametro
I li di acciaio zincato considerati nelle presenti norme hanno diametro da 1,25 mm a 4,75 mm per il tipo 135 e diametro da 1,25 mm a 3,50 mm per il tipo 170.

2.2.03

Tolleranze sul diametro teorico


Sul diametro teorico si ammettono le seguenti tolleranze: diametro inferiore a 2,00 mm tolleranza 0,04 mm 2,00 mm ed oltre 2%

2.2.04

Densit
Viene assunta convenzionalmente pari a 7,80 kg/dm3.

2.2.05

Caratteristiche di trazione dei li di acciaio tipo 135 e tipo 170


Nella tabella 2 e 3 sono dati i rispettivi valori delle caratteristiche di trazione che devono essere raggiunti dai li zincati prima e dopo della cordatura: Il carico unitario per allungamento dell1% pu essere controllato prima o dopo la cordatura; nel secondo caso tale prova va effettuata sul lo danima oppure secondo modalit di prelievo dei li componenti il trefolo, concordate fra fornitore e committente. Per il carico di rottura il valore massimo, riscontrato al collaudo dei li di ciascuna pezzatura di corda, non deve scostarsi di oltre il 20% dal valore minimo riscontrato; se si tratta di collaudo su matasse di lo, la prescrizione di cui sopra va riferita al numero di campioni che rappresentano un lotto.

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Tab. 2

Fili dacciaio 135


Carico unitario minimo per lallungamento 1% Carico unitario minimo di rottura Prima della cordatura daN/mm2 no a 2,25 3,00 4,75 117,2 113,6 110,2 daN/mm2 132,3 132,3 132,3 Dopo la cordatura daN/mm2 124,3 124,3 124,3 4 4 4 3,5 3,5 3,5 Allungamento percentuale minimo alla rottura misurato su 200 mm Prima della cordatura Dopo la cordatura

NORMA TECNICA CEI 7-2:1997-09 Pagina 6 di 30

Diametro teorico del lo mm Da Oltre 1,25 2,25 3,00

Tab. 3

Fili dacciaio 170


Carico unitario minimo per lallungamento 1% Carico unitario minimo di rottura Prima della cordatura daN/mm2 no a 2,50 3,00 3,50 127,4 127,4 122,5 daN/mm2 166,6 166,6 161,8 Dopo la cordatura daN/mm2 158,2 158,2 153,5 3,5 4,0 4,0 3,0 3,5 3,5 Allungamento minimo percentuale alla rottura misurata su 200 mm Prima della cordatura Dopo la cordatura

Diametro teorico del lo mm Da Oltre 1,25 2,50 3,00

2.2.06

Duttilit
Per controllare la duttilit del lo si pu fare ricorso alla prova di torsione o a quella di allungamento (a scelta del fornitore del trefolo di acciaio). Nel caso di li di acciaio tipo 135, il numero minimo di torsioni che deve sopportare il lo di 18 prima della cordatura e 16 dopo la cordatura, riferito ad una lunghezza di lo pari a 100 volte il suo diametro. La prova pu essere eseguita su una diversa lunghezza e il numero di torsioni ammesso varia in modo proporzionale. La sezione di rottura deve essere liscia e perpendicolare allasse del lo; In alternativa alla prova suddetta, si pu controllare lallungamento a rottura del lo, che non deve essere minore del 4% prima della cordatura e del 3,5% dopo la cordatura (vedere tabella 2). Nel caso di li di acciaio tipo 170, il numero minimo delle torsioni che deve sopportare il lo di acciaio di 12 prima della cordatura e di 10 dopo la cordatura, riferito ad una lunghezza di lo pari a 100 volte il suo diametro. La prova pu essere eseguita su una diversa lunghezza ed il numero delle torsioni ammesso varia in modo proporzionale. La sezione di rottura deve essere liscia e perpendicolare allasse del lo. In alternativa alla prova suddetta si pu controllare lallungamento a rottura del lo, che non deve essere minore dei valori dati nella tabella 3.

2.2.07

Prova di avvolgimento
I li di acciaio zincato devono sopportare, senza rompersi, lavvolgimento ad elica, ad otto spire serrate, su di un mandrino di diametro pari a quello del lo stesso, nel caso di li di acciaio tipo 135 e, nel caso di li di acciaio tipo 170, su di un mandrino di diametro pari a 2 volte quello del lo stesso per li di diametro 2,50 mm e pari a 3 volte per li di diametro > 2,50 mm. Criccature superciali non costituiscono motivo di riuto.

2.2.08

Resistivit
Nelle corde bimetalliche non viene considerata la conduttivit dellanima acciaio. Nessuna prescrizione quindi data per quanto riguarda la resistivit dei li di acciaio.

3
S E Z I O N E

FILI DI ACCIAIO ZINCATO. CARATTERISTICHE DI ZINCATURA


Generalit
La zincatura considerata nelle presenti Norme pu essere effettuata sia per immersione in bagno di zinco fuso (zincatura a fuoco) sia elettroliticamente. Il rivestimento di zinco dei li di acciaio deve essere formato con uno strato liscio, continuo, di spessore uniforme, che deve aderire perfettamente allacciaio. Le prescrizioni riportate si applicano sia ai li di acciaio tipo 135, sia ai li tipo 170.

2.3.01

2.3.02

Qualit dello zinco


Lo zinco da impiegare deve essere di qualit Zn A 99,90 UNI 2013 (1). Le impurit, di cui il bagno di zinco fuso entro il quale scorre il lo in corso di lavorazione viene ad arricchirsi, non devono superare l1% per quanto si riferisce al piombo, e l1,20% per la somma totale di tutte le impurit, piombo compreso. Lacquirente ha il diritto di controllare che tale percentuale di impurit non venga superata. Per tale eventuale controllo, il campione deve venire prelevato verso il centro della vasca e ad una profondit, dal pelo libero del bagno, allincirca uguale a quella di scorrimento dei li in corso di zincatura.
(1) Massime impurit in%: piombo 0,06 - ferro 0,02 - cadmio 0,04 = Cu 0,005 - altre, comprese alluminio 0,02. Totale massimo impurit 0,10%.

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2.3.03

Generalit sulle prove


Esse hanno lo scopo di controllare: a) la massa di zinco; b) luniformit dello spessore dello strato di zinco (prova di immersione in soluzione acquosa di solfato di rame - prova di Preece); c) laderenza dello zinco.

2.3.04

Massa di zinco
La massa di zinco riferita a 1 m2 di supercie di lo non deve essere inferiore ai valori seguenti:
Diametro teorico del lo mm Da Oltre 1,25 1,50 1,75 2,25 2,75 3,50 4,25 no a 1,50 1,75 2,25 2,75 3,50 4,25 4,75 Massa minima dello strato di zinco g/m2 183 198 214 229 244 259 275

Detti valori si applicano a prove effettuate sui fili di acciaio zincato non cordati, o ricavati da corda danima prima e dopo lavvolgimento del mantello di alluminio o di lega di alluminio.
2.3.05

Uniformit dello strato di zinco


Viene controllata mediante immersioni in soluzione di solfato di rame al 36%, densit 1,186 (soluzione di Preece (4.3.11)). IL numero minimo delle immersioni che qualsiasi campione deve sopportare senza che si riscontri lapparizione di un deposito aderente di rame, dato dalla seguente tabella:
Diametro teorico del lo mm Da Oltre 1,25 1,75 2,25 2,75 3,50 no a 1,75 2,25 2,75 3,50 4,75 Numero minimo delle immersioni due immersioni di un minuto due immersioni di un minuto e una di mezzo minuto tre immersioni di un minuto tre immersioni di un minuto e una di mezzo minuto quattro immersioni di un minuto

Il numero minimo indicato di immersioni si applica a li di acciaio zincato prima e dopo la cordatura ed il rivestimento con mantello di alluminio o di lega di alluminio.
2.3.06

Aderenza dello strato di zinco


Viene controllata avvolgendo il provino a spire aderenti con una velocit non superiore a 15 giri/min su mandrino di diametro 4 volte il diametro del lo, per li di diametro uguale o inferiore a 3,50 mm, ed a 5 volte il diametro per li di diametro superiore a 3,50 mm: la zincatura deve rimanere aderente e lo strato di zinco non deve scagliarsi (e quindi non deve poter essere rimosso dal lo sfregando con le dita). Nei casi dubbi, il provino avvolto ad elica viene tuffato nella soluzione di Preece

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e deve sopportare il seguente numero di immersioni, dato nella tabella seguente, senza dimostrare deposito di rame aderente.
Diametro teorico dei li mm Fino a 2,00 Oltre 2,00 2,50 3,50 no a 2,50 3,50 4,75 Numero minimo delle immersioni una immersione di un minuto una immersione di un minuto e una di mezzo minuto due immersioni di un minuto due immersioni di un minuto e una di mezzo minuto

Nel caso di diametri no a 3,50 mm limmersione pu essere fatta dopo aver svolto il provino. Questa prova viene eseguita prima o dopo la cordatura e lavvolgimento del mantello di alluminio o di lega di alluminio.

4
S E Z I O N E

CORDE
Generalit
I li componenti la corda (ed in particolare quelli dello strato esterno) devono aderire bene tra loro, in modo da ottenere corde ben chiuse (che non presentino rigonature o aschi) e rotonde. Nelle corde spiroidali contemplate dalle presenti norme, due strati successivi vanno sempre cordati in senso inverso. Salvo indicazioni in contrario, il senso di cordatura dello strato esterno deve essere destro. Nelle corde bimetalliche lanima interna di acciaio zincato, se in forma di corda, deve presentare lo strato esterno cordato in senso sinistro, se il mantello ha un numero di strati dispari, cordato in senso destro, se il mantello ha un numero di strati pari.

2.4.01

2.4.02

Rapporto di cordatura
Per le corde monometalliche il rapporto di cordatura deve essere compreso fra i limiti indicati nella tabella 4. Per le corde bimetalliche vale invece la tabella 5. In ogni caso il rapporto di cordatura di uno strato qualsiasi non deve essere superiore a quello dello strato sottostante, con una tolleranza di 0,5. Nella misura del passo di cordatura ammessa una tolleranza del 4%.

Tab. 4

Rapporto di cordatura delle corte di alluminio e di lega di alluminio


Rapporto di cordatura N. dei li del conduttore 7 19 37 61 91
Nota

Strato a 6 li min. 10 10 10 10 10 max. 14 16 17 17 17

Strato a 12 li min. 10 10 10 10 max. 14 16 16 16

Strato a 18 li min. 10 10 10 max. 14 15 15

Strato a 24 li min. 10 10 max. 14 14

Strato a 30 li min. 10 max. 13

Per comodit di calcolo della massa e della resistenza elettrica del conduttore il rapporto di cordatura medio viene assunto pari alla media aritmetica dei valori minimi e massimi corrispondenti, indicati in tabella.

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Nota

Tab. 5

Rapporto di cordatura delle corde di alluminio-acciaio e lega di alluminio-acciaio


Rapporto tra il diametro del Rapporto di cordatura dellanima di acciaio lo di alluminio o di lega e Strato di 6 li Strato di 12 li il diametro del lo di acciaio min. max. min. max. 1,000 3,000 1,000 1,000 1,000 1,500 1,286 1,125 1,000 1,666 1,500 1,000 1,666 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 28 28 28 28 28 28 28 28 28 28 28 12 12 12 12 24 24 24 24 Rapporto di cordatura dei li di alluminio o di lega di alluminio Strato esterno min. 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 max. 14 14 14 14 14 14 14 14 14 14 14 14 14 Strato intermedio min. 10 10 10 10 10 10 10 10 10 max. 16 16 16 16 16 16 16 16 16 Strato interno min. 10 10 max. 17 17

Numero di li Alluminio o lega di alluminio 6 6 12 18 18 24 26 28 30 30 32 54 54 Acciaio 1 7 7 19 1 7 7 7 7 19 19 7 19

Per comodit di calcolo della massa e della resistenza elettrica del conduttore il rapporto di cordatura medio assunto pari alla media dei valori minimi e massimi indicati in tabella.

2.4.03

Saldature (giunzioni)
Le saldature sui li di alluminio e di lega di alluminio, effettuate dopo la tralatura, devono essere eseguite di testa elettricamente a resistenza, oppure a pressione a freddo; nel primo caso la zona di saldatura deve essere riscaldata a temperatura di ricottura da una parte e dallaltra del punto di giunzione, per almeno 20 centrimetri. A richiesta dellacquirente, allatto del conferimento dellordine, pu essere effettuata una prova di qualicazione della saldatura secondo le modalit indicate nellart. 4.3.07. Le eventuali saldature (giunzioni) non devono distare sulla corda meno di 15 metri luna dallaltra e nell prove di trazione della corda si deve raggiungere il carico di rottura prescritto anche se vi sono li saldati, e questi non devono rompersi prima degli altri. Il numero delle saldature deve essere ridotto al minimo possibile e comunque su una singola pezzatura non si deve in alcun caso superare il seguente numero di saldature: a) corde omogenee di alluminio e lega di alluminio: nessuna saldatura nel lo centrale delle corde a qualunque numero di li; nessuna saldatura nelle corde a 7 li o meno; non pi di 5 saldature nelle corde a pi di 7 e sino a 19 li; non pi di 10 saldature nelle corde a pi di 19 e sino a 37 li; non pi di 15 saldature nelle corde a pi di 37 e sino a 91 li; sullo strato esterno delle corde di alluminio non pi di 5 saldature. Sullo strato esterno delle corde di lega di alluminio non pi di 2 saldature, se detto strato formato da pi di sette li; b) corde bimetalliche: nessuna saldatura ammessa sui li dacciaio zincato formanti lanima, ad eccezione di quelle effettuate elettricamente per resistenza prima dellinizio della tralatura nale; non pi di una saldatura sulle corde con mantello sino a 6 li; non pi di 5 saldature sulle corde con mantello da 7 a 25 li; non pi di 7 saldature sulle corde con mantello da 26 a 30 li; non pi di 10 saldature sulle corde con mantello da 31 a 53 li; non pi di 12 saldature sulle corde con mantello di 54 li; sullo strato esterno delle corde di alluminio-acciaio non pi di 5 saldature; Sullo strato esterno delle corde di lega di alluminio-acciaio non pi di 2 saldature, se detto strato formato da pi di sette li. I valori massimi del numero delle saldature, sia per le corde monometalliche come per quelle bimetalliche, sono riferiti a una lunghezza di pezzatura di 1000 metri; per lunghezze diverse sono modicati proporzionalmente alle lunghezze. Le saldature esterne devono sempre essere segnalate sullesterno della corda con vernice rossa o nastro adesivo e indicate sulla bobina o matassa.

2.4.04

Massa
Per le corde monometalliche, la massa teorica della corda viene valutata in base alla densit convenzionale del materiale, alla sezione teorica e alla lunghezza effettiva dei li che la compongono, tenendo presente la tabella 6 basata su un passo di cordatura medio. Pertanto la massa di una lunghezza determinata di corda si otterr moltiplicando la massa di una pari lunghezza di lo diritto per i fattori indicati nella tabella stessa.

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Sulla massa teorica di una corda monometallica viene ammessa una tolleranza del 2%. Per il calcolo della massa delle corde bimetalliche si fa riferimento alla tabella 7. Su detta massa teorica vengono ammesse tolleranze del 4% per lanima di acciaio e del 2% per il mantello di alluminio o lega di alluminio.
Tab. 6

Corde monometalliche
Numero dei li di alluminio o di lega di alluminio 7 19 37 61 91 Fattore per la valutazione della massa 7,091 19,34 37,74 62,35 93,26

Tab. 7

Corde bimetalliche
Numero dei li Alluminio o lega di alluminio 6 6 12 18 18 24 26 28 30 30 32 54 54 Fattore per la valutazione della massa Acciaio Alluminio o lega di alluminio 6,091 6,091 12,26 18,45 18,34 24,50 26,56 28,61 30,67 30,67 32,66 55,23 55,23 Acciaio

1 7 7 19 1 7 7 7 7 19 19 7 19

1,000 7,032 7,032 19,15 1,000 7,032 7,032 7,032 7,032 19,15 19,15 7,032 19,15

2.4.05

Resistenza elettrica
La resistenza elettrica teorica di una corda calcolata facendo astrazione dalla eventuale presenza di unanima di acciaio ed valutata in base alla resistivit massima dei li di alluminio ed a quella media per i li di lega di alluminio (2.1.07), alla sezione teorica e alla lunghezza maggiorata delle stesse percentuali ammesse per la massa secondo le tabelle 8 e 9. Pertanto la resistenza di una lunghezza determinata di corda si otterr moltiplicando la resistenza di una pari lunghezza di un lo qualunque di essa per i fattori indicati nella tabella relativa. Sulla resistenza elettrica teorica ammessa una tolleranza del 2% in pi.

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Tab. 8

Corde monometalliche
Numero dei li di corda di alluminio o di lega di alluminio 7 19 37 61 91 Fattore per la valutazione della resistenza elettrica 0,1447 0,05357 0,02757 0,01676 0,01126

Tab. 9

Corde bimetalliche
Numero dei li Alluminio o lega di alluminio 6 6 12 18 18 24 26 28 30 30 32 54 54 Acciaio 1 7 7 19 1 7 7 7 7 19 19 7 19 Fattore per la valutazione della resistenza elettrica 0,1692 0,1692 0,08514 0,05694 0,05660 0,04253 0,03928 0,03649 0,03408 0,03408 0,03189 0,01894 0,01894

2.4.06

Carico di rottura
Per le corde monometalliche: il carico di rottura viene assunto pari alla somma dei carichi di rottura minimi dei li componenti (calcolati in base alla sezione teorica e al corrispondente carico di rottura unitario minimo ammesso prima della cordatura) moltiplicata per il seguente coefciente: 0,95 per corde da 3 a 37 li di alluminio o di lega di alluminio; 0,95 per corde di oltre 37 li di lega di alluminio; 0,90 per corde di oltre 37 li di alluminio. Per le corde bimetalliche: a) il carico di rottura della corde danima di acciaio zincato viene assunto pari alla somma dei carichi di rottura minimi dei li componenti (calcolati in base alla sezione teorica e al corrispondente carico di rottura unitario minimo ammesso prima della cordatura) moltiplicata per: 0,96 per corde da 3 a 6 li; 0,95 per corde da 7 a 12 li; 0,93 per corde da 13 a 19 li; 0,90 per corde da 20 a 37 li; b) il carico di rottura delle corde alluminio-acciaio viene assunto pari alla somma dei carichi di rottura minimi dei singoli li di alluminio pi la somma dei carichi minimi a trazione all1% dellallungamento dei li componenti lanima di acciaio.

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c) Il carico di rottura delle corde di lega di alluminio-acciaio viene assunto pari alla somma dei carichi di rottura minimi dei singoli li di lega di alluminio pi il 90% della somma dei carichi di rottura minimi dei li di acciaio. Su tali valori del carico di rottura della corda completa ammessa nelle prove una tolleranza del 5% per corde di alluminio, di lega di alluminio ed alluminio-acciaio e del 10% per corde di lega di alluminio-acciaio.
2.4.07

Ingrassatura delle corde


Qualora venga richiesto dal committente, le corde possono essere ingrassate: le corde monometalliche tanto sugli strati interni quanto sullo strato esterno, e le corde bimetalliche sia sullanima di acciaio, sia sui singoli strati dei li di alluminio o lega di alluminio, sia anche esternamente. Si deve in ogni caso adottare un grasso chimicamente stabile, che non sia corrosivo rispetto allalluminio ed allacciaio zincato dei conduttori bimetallici, avente un punto di goccia non inferiore a 100 C. Il committente deve precisare dove desidera lingrassatura e il fornitore deve specicare qual il grasso che viene impiegato e lapprossimativo aumento di massa conseguente per unit di lunghezza del conduttore.

3
CAPITOLO

MODALIT DI FORNITURA

1
S E Z I O N E

CONDUTTORI A FILO UNICO


Pezzature
I conduttori a lo unico possono essere forniti in matasse o bobine. Ogni matassa deve contenere una sola pezzatura. Per li avvolti in matasse, la massa di ogni pezzatura non deve essere inferiore a: 10 kg per li di diametro da 1,50 e no a 2,00 mm; 15 kg per li di diametro oltre 2,00 e no a 2,50 mm; 20 kg per li di diametro oltre 2,50 e no a 3,00 mm; 25 kg per li di diametro oltre 3,00 mm. ammesso che il 20% delle matasse della fornitura contenga pezzatura di massa minore di quella indicata, purch superiore alla met di essa. Qualora ragioni tecniche richiedano particolari prescrizioni sulle masse delle matasse, il valore di tali masse e le tolleranze devono sempre essere ben precisate nellordinazione. Per i li avvolti su bobine, il numero delle pezzature di ciascuna bobina e la massa minima delle pezzature devono essere stabilite daccordo tra lacquirente e il fornitore. Se su di una bobina vi sono pi pezzature, le estremit vanno riportate allesterno.

3.1.01

3.1.02

Imballaggio
Per ogni matassa devono essere eseguite almeno tre legature, circa equidistanti, con lo di alluminio ricotto, o con lo o corda non metallici. Inoltre le matasse devono essere imballate in carta.

NORMA TECNICA CEI 7-2:1997-09 Pagina 14 di 30

Se il committente desidera limballaggio in carta e juta, ovvero con altri sistemi, deve precisarlo allatto dellordinazione. Il diametro interno della matassa non deve essere inferiore a 25 cm. Il committente deve precisare, allatto dellordinazione, se desidera che la matassa venga spalmata esteriormente con un grasso protettivo (che deve essere neutro rispetto allalluminio). Per limballaggio in bobine, queste devono essere di costruzione robusta e appropriata al peso contenuto. Se il committente desidera una protezione con doghe ed eventualmente con foglio protettivo, deve indicarlo allatto dellordinazione. Ogni matassa o bobina deve essere contrassegnata allesterno da una targhetta metallica indicante: diametro del lo - massa o lunghezza di ciascuna pezzatura - indicazione del fabbricante e data di fabbricazione del conduttore (mese ed anno). Nel caso di bobine deve essere pure indicata la tara della bobina.

2
S E Z I O N E

CORDE
Pezzature
Le corde possono essere fornite in matasse o su bobine; di regola le corde di sezione di 50 mm2 o superiore devono essere fornite solo su bobine. Ogni matassa deve contenere una sola pezzatura. La massa delle matasse non deve essere inferiore a 30kg; sul 10% delle matasse ammessa una tolleranza di 10 kg. Salvo accordi particolari tra committente e fornitore, le corde devono essere fornite nella lunghezza richiesta, sulle quale ammessa una tolleranza del 3% con le seguenti clausole: a) il 5% delle pezzature (con un minimo di 2 pezzature) pu avere una lunghezza ridotta, ma tuttavia superiore ad un terzo della lunghezza nominale; b) il 20% delle pezzature (con un numero minimo di 1 pezzatura) pu avere una tolleranza sulla lunghezza del 5%; c) la tolleranza sulla lunghezza delle pezzature delle anime di acciaio destinate ai conduttori bimetallici deve essere contenuta nei limiti del 2%.

3.2.01

3.2.02

Imballaggio delle matasse


Devono essere eseguite almeno tre legature, circa equidistanti, con lo di alluminio ricotto di conveniente diametro, o con lo, corda o nastro non metallici. Inoltre le matasse devono essere imballate con carta. Se lacquirente desidera limballaggio con carta e juta, o altri sistemi, deve precisarlo allatto dellordinazione. Cos pure deve precisare allordinazione se desidera che la matassa venga spalmata con grasso protettivo sullo strato esterno. Il diametro interno dell matasse non deve essere minore di 20 volte il diametro esterno della corda, e comunque mai minore di 40 centimetri.

3.2.03

Bobine
Le bobine possono essere sia di legno, sia di ferro. Le bobine di legno devono essere di costruzione robusta, con ange rinforzate da piastre di acciaio portanti un foro che permetta il passaggio di un asse a sezione circolare di 80 mm di diametro.

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Le ange devono essere di diametro adatto alla pezzatura della corda, in modo che rimanga un margine di almeno 10 cm dallultimo strato al bordo della angia. Le bobine devono essere proporzionate in modo da sopportare tutte le operazioni normali, di carico, di scarico, di trasporto, di rotolamento e permettere lo svolgimento sotto un tiro massimo di 1,5 daN/mm2 (~ 1,5 kg/mm2) di sezione della corda. Le parti interne della bobina a contatto con il conduttore devono essere in ogni caso di materiale pi tenero del conduttore stesso e non devono dare luogo a corrosioni di contatto. Lestremo interno della corda deve essere saldamente e convenientemente ssato al tamburo, in modo da non danneggiare gli strati superiori, oppure pu essere portato allesterno. La corda deve essere accuratamente avvolta in spire ben serrate senza scavalcamento da uno strato allaltro, salvo per la prima e per lultima spira di ciascun strato. La corda deve essere protetta per la spedizione con doghe di legno ssate sulle ange delle bobine oppure mantenute contro lo strato esterno da nastro di ferro; salvo diversi accordi tra committente e fornitore, le doghe di legno non devono essere a stretto contatto, per lasciar circolare laria, e devono essere sufcientemente robuste in relazione al modo di ssaggio. Se il committente desidera sullo strato esterno un foglio protettivo, o una ingrassatura di protezione, lo deve precisare nellordine. Le bobine devono portare le seguenti indicazioni su targhetta metallica: natura del metallo del conduttore (alluminio o lega di alluminio); formazione e sezione della corda; lunghezza di ciascuna pezzatura avvolta; massa del conduttore avvolto; tara della bobina; indicazione del fabbricante; data di fabbricazione del conduttore (mese ed anno).

4
CAPITOLO

PROVE E COLLAUDI

1
S E Z I O N E

ELENCO DELLE PROVE


Generalit
Le prove da eseguire si distinguono in: a) prove su conduttori a lo unico (4.1.02); b) prove su corde. Queste si distinguono in: prove da eseguire sui li prima della cordatura (4.1.03); prove da eseguire su campioni di li prelevati dalla corda (4.1.04); prove da eseguire sulla corda completa (4.1.05).

4.1.01

4.1.02

Prove sui conduttori a lo unico


Le prove da eseguire sui li di alluminio crudo o di lega di alluminio, sono: a) verica allaspetto esterno (2.1.01);

NORMA TECNICA CEI 7-2:1997-09 Pagina 16 di 30

b) verica del diametro (4.3.01); c) verica dei requisiti meccanici: carico di rottura a trazione (4.3.02 e 4.3.03); allungamento alla rottura (4.3.02 e 4.3.03); avvolgimento (4.3.06); d) verica della resistivit elettrica (4.3.08).
4.1.03

Corde. Prove sui li prima della cordatura


Per le corde monometalliche o per il mantello delle corde bimetalliche, si eseguono le prove indicate in 4.1.02. Per i li di acciaio zincato, si eseguono le seguenti prove: a) verica dellaspetto esterno (2.2.01); b) verica del diametro (4.3.01); c) verica dei requisiti meccanici: carico unitario a trazione per allungamento dell1% (4.3.04); carico di rottura a trazione (4.3.02 e 4.3.03); duttilit: allungamento alla rottura (4.3.02 e 4.3.04) oppure caratteristiche di torsione (4.3.05); avvolgimento (4.3.06); d) verica della zincatura: massa di zinco per unit di supercie (4.3.09); uniformit di spessore dello zinco (prova di Preece) (4.3.11); aderenza dello strato di zinco (4.3.12). Le prove di cui sopra devono essere eseguite dal fornitore nel corso della lavorazione su almeno il 10% delle matasse di lo di alluminio, di lega di alluminio o di acciaio, da impiegare nella costruzione delle corde delle partite in ordinazione. Agli effetti della verica valgono anche le pezzature aventi lunghezze di fabbricazione. A richiesta dellacquirente devono essere presentati i bollettini delle prove eseguite.

4.1.04

Corde. Prove sui li prelevati dalle corde


Sono le stesse di cui allart. 4.1.03 e si eseguono su li prelevati statisticamente dalle pezzature di conduttore costituenti le partite presentate al collaudo. Per i li di acciaio le prove possono essere effettuate su li prelevati dallanima di acciaio gi cordata (qualora non si tratti di lo unico) ma non ancora rivestita del mantello di alluminio o lega, ovvero da corde bimetalliche complete.

4.1.05

Prove sulla corda completa


Per le corde monometalliche le prove sono le seguenti: a) verica dellesecuzione, formazione e sezione delle corde; b) verica della massa (4.4.01); c) verica del carico di rottura (4.4.02); d) verica (calcolo) della resistenza elettrica (4.4.03). Per le corde bimetalliche, nelle quali lanima composta da una corda di acciaio, la verica delle caratteristiche a) b) c) di cui sopra sulla corda danima completa, pu essere eseguita prima della cordatura del mantello di alluminio.

NORMA TECNICA CEI 7-2:1997-09 Pagina 17 di 30

2
S E Z I O N E

ESECUZIONE DEI COLLAUDI


Generalit
I collaudi vengono di regola eseguiti nello stabilimento di produzione. Il fornitore deve mettere a disposizione dei collaudatori il personale, i campioni, gli apparecchi, gli utensili e tutti i mezzi adatti per lesecuzione delle prove o assumere il relativo onere, qualora non disponga dellattrezzatura necessaria. In questultimo caso il laboratorio ove dette prove verranno eseguite sar scelto di comune accordo tra fornitore e cliente.

4.2.01

4.2.02

Valore di media
Quando fra i requisiti tecnici dei li viene indicato che un certo valore prescritto valore di media (vedi 2.1.07 e 2.4.02) si intende la media aritmetica dei valori riscontrati nelle pezzature presentate al collaudo per ciasun lotto.

4.2.03

Collaudo dei conduttori a lo unico e dei li non cordati


Il committente deve dichiarare in ordinazione se intende effettuare le prove sui li prima della cordatura; il fornitore non appena pronte le pezzature di lo per il collaudo deve invitare tempestivamente il committente al collaudo. Ai ni del campionamento si considera come lotto linsieme delle pezzature di uno stesso tipo di lo (qualit del metallo e diametro del conduttore) presentate contemporaneamente al collaudo. Da ciascuna delle pezzature prescelte deve essere ricavato, da un estremo, un campione di lunghezza sufciente per eseguire tutte le prove. Il prelievo delle pezzature dalle quali ricavato il campione deve essere effettuato statisticamente secondo il piano di campionamento doppio senza ricollaudo, grado di severit ordinario (B.1.01). Il campione di conduttore a lo unico, oppure di li facenti parte di matasse destinate alla fabbricazione di corde, va sottoposto alle prove di cui in 4.1.02 e 4.1.03. Qualora una prova non dia esito soddisfacente, deve essere ripetuta su due tratti della stessa pezzatura vicini al campione provato; se anche una sola di queste due prove d esito negativo, il campione considerato difettoso. Il lotto giudicato non conforme quando il numero dei campioni difettosi ha superato il numero di accettazione (B.1.01).

4.2.04

Collaudo delle corde


Il controllo del diametro ed i controlli dei requisiti relativi alla formazione ed allaspetto esterno devono essere eseguiti su almeno il 20% delle pezzature presentate al collaudo; in caso di dubbio lesame pu essere esteso, a giudizio del collaudatore, a tutte le pezzature costituenti il lotto. Se il 6% o pi delle pezzature esaminate non corrisponde alle prescrizioni, lintero lotto presentato al collaudo deve essere considerato non conforme alle presenti norme. Per le prove di accettazione sui li elementari componenti le corde, ai ni del campionamento, si considera come lotto il numero complessivo di li di uno stesso tipo (qualit di metallo e diametro) appartenente alle pezzature presentate contemporaneamente al collaudo. I campioni di lo devono essere prelevati a caso da spezzoni di corda tagliati ad una estremit delle pezzature e devono essere di lunghezza sufciente per eseguire tutte le prove. Il numero degli spezzoni di corda da prelevare di regola pari al 10% delle pez-

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zature presentate al collaudo. Da detti spezzoni deve essere prelevato il numero di li che risulta dal piano di campionamento doppio, senza ricollaudo, riportato in B.1.01. Nel caso di corde bimetalliche, il prelievo deve essere effettuato separatamente per i due metalli. Se un lo appartenente ai campioni prescelti non soddisfa ad una prova di cui allart. 4.1.03, la prova deve essere ripetuta su due tratti dello stesso lo vicini a quello provato; se anche una sola di queste prove d esito negativo, il lo considerato difettoso. Il lotto presentato al collaudo giudicato non conforme quando il numero di campioni di lo difettoso ha superato il numero di accettazione. Nel caso di corde bimetalliche, la partita giudicata non conforme quando risulta non conforme anche uno solo dei lotti dei due metalli di cui fanno parte i li elementari. La prova al carico di rottura delle corde (4.4.02) viene eseguita solo se esplicitamente richiesta dal committente. Per la prova si prelevano due campioni di corde da due pezzature fra quelle presentate al collaudo. Se anche una sola delle prove eseguite d risultato sfavorevole, devono essere provati altri due campioni prelevati da altre pezzature. Qualora anche uno solo di questi due campioni dia risultato sfavorevole, lintero lotto dichiarato non conforme alle presenti norme. La verica della massa viene effettuata solo quando sia richiesta dal committente (4.4.01). La resistenza elettrica della corda viene valutata in base a quella dei singoli li di alluminio o di lega dalluminio, componenti la corda, secondo 4.4.03. A richiesta del committente, prima dellinizio delle operazioni di collaudo, il fornitore deve presentare dei campioni di lo di alluminio o di lega di alluminio saldati con lo stesso sistema usato nella costruzione delle corde, sui quali il collaudatore pu effettuare prove meccaniche (4.3.07).
4.2.05

Certicato di conformit
Quando il committente non chiede che le prove siano effettuate in sua presenza, il fornitore deve fornire al committente un certicato sul quale siano indicati i risultati delle prove effettuate sui campioni prelevati dai li, secondo 4.2.03.

3
S E Z I O N E

PROVE SUI FILI


Diametro dei li
La verica dei li si esegue su diverse sezioni e su due o pi diametri per ogni sezione. Un qualsiasi diametro misurato non deve differire dal teorico pi della tolleranza stabilita. La differenza tra due diametri misurati in una stessa sezione non deve superare il valore numerico indicato per la tolleranza sul diametro teorico in 2.1.03 per i li di alluminio e di lega di alluminio ed in 2.2.03 per i li di acciaio zincato. Agli effetti della determinazione della sezione del lo si prende come valore del diametro la media delle letture fatte in diverse sezioni e, per ciasuna di queste, in due direzioni a 90. Come prova di controllo si pu ricorrere alla pesata di campioni lunghi almeno un metro, accuratamente raddrizzati, assumendo come valori della densit 2,703 g/cm3 per i li di alluminio e di 2,70 g/cm3 per i li di lega di alluminio, e 7,80 g/cm3 per i li di acciaio zincato.

4.3.01

NORMA TECNICA CEI 7-2:1997-09 Pagina 19 di 30

4.3.02

Resistenza alla trazione e allungamento: generalit


I campioni prima di essere provati devono essere, se necessario, accuratamente raddrizzati, avendo cura di alterare il meno possibile le propriet siche. Il carico unitario a trazione va sempre riferito alla sezione calcolata in base al diametro misurato prima della prova. Per i li di alluminio e di lega di alluminio, viene determinato il carico di rottura a trazione e lallungamento percentuale alla rottura. Per i li di acciaio zincato destinati a conduttore alluminio-acciaio e di lega alluminio-acciaio si determina il carico per allungamento 1%, il carico di rottura a trazione e lallungamento percentuale alla rottura (4.3.04) (questultimo in alternativa alla prova di torsione).

4.3.03

Determinazione del carico di rottura e dellallungamento sui li di alluminio e di lega di alluminio


Esse vengono eseguite su provini di circa 500 mm, ssati su morsetti di tiro distanti circa 300 mm, mantenendo il pi possibile costante lincremento dello sforzo, e in modo che la velocit di allontanamento dei morsetti non sia inferiore a 25 mm per minuto, n superiore a 100 mm per minuto. Se la rottura avviene a distanza inferiore a 40 mm rispetto a uno dei due morsetti e ad un carico inferiore a quello prescritto, la prova viene ripetuta su altro campione. Lallungamento alla rottura viene valutato sulla lunghezza di riferimento di 200 mm, e viene misurato accostando gli estremi dopo la rottura; se non stato raggiunto lallungamento prescritto e la rottura avvenuta fuori della lunghezza di riferimento ovvero a distanza inferiore a 25 mm da uno degli estremi di detta lunghezza la prova va ripetuta su altro campione.

4.3.04

Determinazione del carico per allungamento 1% e del carico di rottura sui li di acciaio zincato destinati ad anima di conduttore bimetallico
Il provino di circa 500 mm di lunghezza, viene collocato tra i morsetti aventi distanza di circa 300 mm, applicando inizialmente una tensione del valore qui sotto indicato e regolando contemporaneamente lestensimetro in funzione di detto carico:
Regolazione iniziale dellestensimetro mm su 50 mm 0,025 0,050 0,075 mm su 200 mm 0,10 0,20 0,30 mm su 250 mm 0,125 0,250 0,375

Diametro teorico mm Da Oltre 1,25 2,25 3,00 no a 2,25 3,00 4,75

Carico iniziale (daN/mm2) 10 20 30

Si aumenta quindi il carico no a che lestensimetro indica un allungamento di 0,50 mm su di una lunghezza di 50 mm oppure di 2 mm su di una lunghezza di 200 mm oppure di 2,5 mm su di una lunghezza di 250 mm. A questo punto si legge il carico corrispondente e se ne deduce, mediante calcolo, il carico unitario corrispondente all1% dellallungamento. Si prosegue la prova no alla rottura secondo quanto indicato in 4.3.03. Lallungamento alla rottura va valutato sulla lunghezza di 200 mm, dopo aver accostato gli estremi: se non stato raggiunto lallungamento prescritto e la rottura avvenuta fuori della lunghezza di riferimento ovvero a meno di 25 mm da uno degli estremi di detta lunghezza, la prova viene ripetuta su un altro campione.

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4.3.05

Prova di torsione
Questa prova non viene eseguita sui li di alluminio e di lega di alluminio ed facoltativa per i li di acciaio, in alternativa con la prova di allungamento. Per le prove di torsione il lo deve essere perfettamente raddrizzato, teso tra due morsetti coassiali, con una lunghezza che normalmente di 200 mm tra i morsetti. La velocit di torsione deve essere mantenuta uniforme e deve risultare dellordine di un giro per secondo, senza superare sensibilmente tale valore. La prova va effettuata sotto una sollecitazione di trazione iniziale che non deve essere superiore al 2% del carico di rottura; Le torsioni vengono proseguite sino a rottura contando il numero delle torsioni; la prova non valida se la rottura avviene in un morsetto. La rottura deve presentare una sezione liscia ad angolo retto rispetto lasse del lo. Il numero delle torsioni raggiunto su 200 mm deve essere rapportato ad una lunghezza di lo pari a 100 diametri. Le prove di torsione vanno fatte di preferenza su li prima della cordatura; se si vogliono eseguire su li gi cordati, si devono impiegare campioni che non presentino rigature o altri danneggiamenti meccanici e siano stati accuratamente raddrizzati.

4.3.06

Prova di avvolgimento
Sui li di alluminio la prova si esegue avvolgendo il lo su un mandrino di diametro pari a quello del lo, in modo da formare unelica di 8 spire serrate. Si svolgono quindi 6 spire, che si riavvolgono nuovamente e strettamente nel senso primitivo. Sui li di lega di alluminio, dopo lavvolgimento ad 8 spire serrate, non viene effettuato lo svolgimento ed il riavvolgimento. Nel caso di li di acciaio tipo 135 detti li devono sopportare, senza rompersi, lavvogimento ad elica per 8 spire serrate su di un mandrino di diametro pari a quello dello stesso lo. Per i li di acciaio tipo 170, il diametro del mandrino su cui va avvolto il lo deve essere 2 volte quello del lo stesso, nel caso di diametro 2,50 mm e 3 volte quello del lo stesso nel caso di diametro > 2,50 mm. In ogni caso (alluminio, lega di alluminio oppure acciaio) il lo non deve rompersi; criccature superciali non costituiscono motivo di riuto.

4.3.07

Prova di qualicazione delle saldature (giunzioni) dei li di alluminio e di lega di alluminio


A richiesta del committente, che deve essere precisata allatto dellordinazione, pu essere effettuata una prova tipo sui li saldati di alluminio e di lega di alluminio, destinati alla formazione di corde; Trattandosi di li di alluminio, nel caso di saldatura elettrica a resistenza seguita da ricottura, deve essere raggiunto un carico minimo di rottura compreso fra 6 e 10 daN/mm2 mentre nel caso di saldatura a freddo a pressione, tale carico non deve essere inferiore a 15 daN/mm2. Per i li di lega di alluminio il carico di rottura minimo deve essere di 11 daN/mm2 qualunque sia il sistema di saldatura adottato.

4.3.08

Determinazione dalla resistivit


La determinazione della resistivit si effettua in base alla misura della resistenza elettrica, della lunghezza e della sezione del provino. Il lo prima della prova deve essere raddrizzato accuratamente. La misura della resistenza viene eseguita a temperatura compresa tra 10 e 30 C.

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La misura della lunghezza viene effettuata tra le due prese di tensione; la sezione determinata in base alla misura del diametro (articolo 4.3.01). Gli errori di misura, totalizzati, non devono superare il 3 per mille; di ci stato tenuto conto nello stabilire i valori prescritti per la resistivit, riportati in 2.1.07. Il valore della resistivit va riportato a 20 C mediante le formule approssimate:
20 = [ 1 0 ,00403 ( 20 ) ] per i conduttori di alluminio , 20 = [ 1 0 ,00360 ( 20 ) ] per i conduttori di lega di all

4.3.09

Generalit sulla determinazione della massa dello strato di zinco


La massa dello strato di zinco viene determinata in base alla differenza di massa con limmersione del provino nella soluzione di Aupperle. Altri metodi come il Keller-Bohacek (vedere Appendice C) possono essere utilizzati per la determinazione della massa dello strato di zinco, ma in caso di contestazioni i risultati ottenuti per immersione nella soluzione dAupperle devono considerarsi determinanti.

4.3.10

Determinazione della massa dello strato di zinco col metodo di Aupperle


Si deve usare un campione la cui massa in grammi non sia inferiore al suo diametro in millimetri moltiplicato per 4, in ogni caso di lunghezza non inferiore a 30 cm, accuratamente pulito e sgrassato con solventi organici volatili (trielina, benzolo, benzina ben retticata) e successivamente pulito con alcool, piegato a U e pesato al centigrammo. Si prepara la soluzione sciogliendo 20 g di sesquiossido di antimonio (Sb 2O3) ovvero 32 g di cloruro di antimonio (SbCl3) in un litro di acido cloridrico pure concentrato (circa 37% - densit 1,18-1,19). La soluzione per la prova deve essere formata da acido cloridico puro concentrato addizionato con la soluzione ottenuta come sopra, nella proporzione di 5 cm3 di questa per 100 cm3 di acido. Questa soluzione per la prova viene immessa in un bicchiere avente 5 cm di diametro e 15 cm di altezza. La temperatura della soluzione allinizio della prova non deve superare 30 C e nel corso della prova non sorpassare 38 C. Il provino viene immerso completamente nella soluzione (la soluzione deve servire per non pi di tre immersioni di tre provini contemporaneamente). La reazione energica che si sviluppa viene rapidamente a smorzarsi e normalmente (in soluzione fresca) non dura pi di 20 a 30 s. Non appena la reazione nita (e comunque mai oltre 2 minuti di immersione), il provino viene risciacquato accuratamente, lavato con alcool, asciugato e di nuovo pesato con precisione al centigrammo. La differenza tra le due pesate divisa per la seconda pesata rappresenta, per il provino in esame, il rapporto r tra le masse dello zinco e dellacciaio. La massa P dello strato di zinco in g/m2 di supercie di lo data da: P = 1950 dr essendo d il diametro in mm del lo privato dello zinco.

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4.3.11

Prova di uniformit dello strato di zinco


La prova, afnch dia risultati esattamente ripetibili, deve essere eseguita osservando strettamente le modalit seguenti. I provini devono essere ben puliti con solventi organici volatili (come trielina, benzina retticata, benzolo), lavati in acqua corrente e asciugati con cascami di cotone pulito. La soluzione di Preece va formata sciogliendo 36 g di solfato di rame puro cristallino per ogni 100 cm3 di acqua distillata; se necessario, per completare la soluzione del solfato di rame si pu scaldare la soluzione che poi viene lasciata raffreddare. La soluzione deve essere neutralizzata con laggiunta di un eccesso di ossido ramico (CuO) (si consiglia laggiunta di 0,8 a 1 g per litro di soluzione), che deve depositarsi sul fondo. In luogo dellossido di rame si pu anche usare idrossido di rame in eccesso; La soluzione cos preparata deve essere lasciata depositare per 24-28 ore e poi ltrata e decantata. La soluzione per la prova deve avere una densit di 1,186 a 18 C allinizio di ogni prova: questo valore va ottenuto con aggiunta di acqua distillata o di soluzione ltrata di solfato di rame di maggior densit. I recipienti di vetro per le prove devono avere unaltezza di 15 cm e diametro interno minimo di almeno 5 cm per li di diametro uguale o inferiore a 2,75 mm o di almeno 7,5 cm per li di diametro superiore a 2,75 mm. I recipienti devono essere riempiti per unaltezza di almeno 10 cm. La soluzione pu servire per la prova di 1 a 7 li, e sino a 5 immersioni consecutive: in seguito va sostituita con soluzione fresca. I campioni immersi non devono risultare a contatto. La soluzione durante la prova va mantenuta a temperatura compresa tra 16 e 20 C; i campioni vanno provati con le successive immersioni di un minuto (o di mezzo minuto) (2.3.05) di durata ciascuna e mantenuti in posizione ssa per la durata di ogni immersione; durante limmersione la soluzione non va agitata. Dopo ogni immersione i provini devono essere immediatamente lavati in acqua corrente e asciugati con delicatezza, senza stronarli, con cascami di cotone pulito o con carta assorbente. Le immersioni vanno eseguite di seguito (lavando e asciugando come prima detto il campione dopo ogni prova) a meno che la comparsa di un deposito di rame lucido aderente di almeno 7 mm2 di supercie (pari a quella di un cerchio di 3 mm di diametro) indichi che in questo punto lo strato di zinco stato completamente rimosso e che il metallo base stato direttamente esposto alla soluzione. La comparsa del deposito aderente di rame indica la ne della prova, limmersione in cui si ha la comparsa del deposito di rame non conta nel numero utile delle immersioni sopportate. La comparsa di un deposito di rame sullestremo del campione, o a meno di 25 mm da detto estremo, non viene presa in considerazione. La comparsa di macchioline di rame aderente, di supercie inferiore, in mm2, al numero che indica in mm il diametro del lo o di una sottile linea di rame partente dallestremo, con carattere localizzato, su un solo campione di quelli sottoposti a immersione, non sta a indicare la ne della prova. Qualora invece tali difetti localizzati siano riscontrati su diversi provini, la prova va ripetuta su altri provini prelevati dagli stessi li, a distanza di almeno un metro dal punto in cui si ricavato il precedente provino.

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Il deposito di rame aderente sul metallo base non deve essere confuso con leventuale deposito di rame su dello zinco ancora aderente al metallo base. Per sincerarsene, si pu asportare con un raschietto o una lama lo strato di rame e determinare se sotto vi il metallo nudo o lo zinco, immergendo nella soluzione il campione e ritraendolo immediatamente. Un deposito di rame aderente dimostra che il metallo base era stato messo allo scoperto. Se anche uno solo dei li provati simultaneamente non resiste alle immersioni prescritte, o se vi sono ragioni di dubbio sulla natura del deposito, si fanno due nuove prove di controllo sulla pezzatura in esame, con provino tagliato ad almeno un metro di distanza da dove sono stati tagliati i primi campioni: dette prove di controllo devono tutte portare a esito favorevole. Il numero di immersioni che devono sopportare i li di acciaio zincato prima e dopo la cordatura, indicato in 2.3.05.
4.3.12

Prova di aderenza della zincatura


I provini si ricavano dai li prima della cordatura, oppure dal trefolo danima gi cordato ed eventualmente con mantello di alluminio o lega di alluminio gi avvolto. La zincatura deve rimanere aderente, e lo strato di zinco non deve scagliarsi (e quindi poter essere rimosso dal lo sfregando con le dita) quando il provino viene avvolto, con le spire aderenti, su un mandrino avente 4 volte il diametro del lo elementare per i li di diametro 3,50 mm, e su mandrino avente 5 volte il diametro del lo elementare per li di diametro > 3,50 mm. La velocit di avvolgimento non deve superare 15 giri/min. Nei casi dubbi, il provino viene tuffato nella soluzione di Preece e devono essere sopportate le immersioni secondo quanto indicato in 2.3.06 escludendo dallesame le parti prossime alle estremit per un tratto di un quarto della lunghezza totale del provino. Eventuali piccole macchie puntiformi di rame aderente lungo una generatrice non sono da considerarsi come un indice che la prova non abbia dato risultato soddisfacente.

4
S E Z I O N E

PROVE SULLE CORDE


Massa
La verica della massa si deve fare su uno spezzone lungo almeno 3 metri.

4.4.01

4.4.02

Carico di rottura
Salvo accordi diversi tra acquirente e fornitore, le prove per la determinazione del carico di rottura a trazione di corde monometalliche (di alluminio crudo o di lega di alluminio) devono essere eseguite su una lunghezza tra i morsetti preferibilmente pari a 200 volte il diametro e comunque di almeno 5 metri per le corde sino a 40 mm2 di sezione e di almeno 8 metri per le corde di maggior sezione; i morsetti di amarro devono essere di gradimento tanto del fornitore quanto dellacquirente. Per le corde bimetalliche (alluminio-acciaio, lega di alluminio-acciaio), se si tratta di provare il carico di rottura dellanima (non ancora rivestita del mantello di alluminio) si possono ammettere prove su spezzoni con teste formate per piombatura e lunghezza utile di non meno di 50 cm. Su corde bimetalliche complete, salvo accordi diversi tra acquirente e fornitore,

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la lunghezza tra i morsetti non deve essere inferiore a 8 metri e i morsetti di amarro devono essere di gradimento tanto del fornitore quanto dellacquirente. La prova considerata valida e positiva se nessun lo elementare si rompe ad un carico della corda inferiore al valore prescritto, ovunque tale rottura avvenga. La prova non considerata valida se la rottura di uno o pi li elementari del conduttore avviene ad un carico inferiore al prescritto, ma a una distanza inferiore a 25 mm dallestremit dei morsetti o allinterno dei morsetti stessi. La prova considerata valida ma non soddisfacente se la rottura di uno o pi li elementari del conduttore avviene ad un carico inferiore al prescritto e ad una distanza maggiore di 25 mm dallestremit dei morsetti.
4.4.03

Resistenza elettrica
La verica della resistenza elettrica viene effettuata misurando (4.3.08) la resistenza dei singoli li di alluminio o di lega di alluminio componenti il campione in esame, e valutando la resistenza offerta da tutti detti li messi in parallelo, tenendo conto della loro effettiva lunghezza. Per le corde bimetalliche, nella valutazione della resistenza elettrica della corda non viene considerata quella dei li di acciaio.

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APPENDICE

A A.1.01

MODULO DI ELASTICIT E COEFFICIENTE DI DILATAZIONE TERMICA (1)


Fili e corde di alluminio
Il modulo di elasticit per i li pu ritenersi E = 6500 kg/mm2. Per le corde il modulo di elasticit vero e proprio che corrisponde solo agli allungamenti elastici, pu considerarsi mediamente E = 6000 kg/mm2. Tenendo conto della sistemazione delle corde, e dei relativi allungamenti permanenti che sono da attendersi, agli effetti del calcolo delle freccie, si consiglia di adottare un modulo di elasticit nale secondo la tabella seguente:
Modulo di elasticit nale (effettivo) kg/mm2 6000 5700 5700 5500 5500

Numero dei li 7 19 37 61 91

Come coefciente di dilatazione termica lineare si adotta = 0,000023 sia per i li che per le corde.
A.1.02

Fili e corde di lega di alluminio


Per i li pu adottarsi come modulo di elasticit E = 6700 kg/mm2; per le corde il modulo di elasticit vero e proprio pu considerarsi mediamente E = 6300 kg/mm2, ma agli effetti del calcolo delle freccie, per tener conto degli allungamenti permanenti si consiglia di adottare gli stessi valori della tabella riportata precedentemente relativa alle corde di alluminio. Come coefciente di dilatazione termica lineare di adotta = 0,000023 sia per li che per corde.

A.1.03

Corde di alluminio-acciaio e di lega di alluminio-acciaio


Per i li di acciaio zincato possono adottarsi i seguenti valori del modulo di elasticit o del coefciente di dilatazione termica lineare:

= 20000 kg/mm2;

= 0,000015.

Per le corde danima di acciaio zincato si adottano i valori di: E = 18500 per corde a 7 li, E = 17500 19

(1) Per comodit di utilizzazione si sono adottate le unit del Sistema Pratico (kilogrammo forza) anzich quelle del sistema SI (newton).

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Per le corde alluminio-acciaio e lega di alluminio-acciaio i valori medi del modulo di elasticit nale e del coefciente di dilatazione termica lineare sono dati dalla seguente tabella:
Numero dei li Alluminio o lega di alluminio 6 6 12 18 18 24 26 28 30 30 32 54 54 Acciaio Modulo di elasticit nale (effettivo) kg/mm2 1 7 7 19 1 7 7 7 7 19 19 7 19 8100 7700 10700 12300 6700 7400 7700 7900 8200 8000 8200 7000 6800 Coefciente di dilatazione termica lineare (calcolato) per C 19,1 10-6 19,8 10-6 15,3 10-6 13,9 10-6 21,2 10-6 19,6 10-6 18,9 10-6 18,4 10-6 17,8 10-6 18,0 10-6 17,5 10-6 19,3 10-6 19,4 10-6

Note: 1 2

I valori sopra indicati sono dati a titolo informativo e non devono essere considerati come prescrizioni di prove. I valori del modulo di elasticit devono essere considerati approssimati a 300 kg/mm2 e si riferiscono a conduttori sottoposti ad uno sforzo di trazione pari al 15 20% del loro carico di rottura. I valori del coefciente di dilatazione termica lineare sono stati calcolati in base a quelli dellalluminio (o della lega di alluminio) e dellacciaio, pari rispettivamente a 23,0 10 -6 e 11,5 10 -6.

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APPENDICE

PIANO DI CAMPIONAMENTO DOPPIO, SENZA RICOLLAUDO, PER CONDUTTORI UNIFILARI E FILI COMPONENTI CONDUTTORI CORDATI
Il piano di campionamento riportato di seguito corrisponde a LQA 1% no ad una grandezza del lotto di 400 ed LQA 2% per una grandezza di lotto maggiore di 800. Per lotti da 401 a 800 il livello di qualit accettabile intermedio fra 1% e 2%. n1 = grandezza del primo campione; n2 = 2 n1, grandezza del secondo campione costituito da li diversi dal primo campione c1 = numero di accettazione del primo campione c2 = numero di accettazione combinata del primo e del secondo campione d1, d2 = numero di elementi non conformi, relativi rispettivamente alla prima ed alla secondo campionatura.

B.1.01

Grandezza del lotto 50 51 101 201 401 801 1601 2501 100 200 400

n1
10 16 25 35 35 35 50 75 100 150 200

c1
0 0 0 1 1 1 1 3 3 5 6

n2
20 32 50 70 70 70 100 150 200 300 400

c2
1 1 2 2 3 4 5 5 9 13 16

- 800 - 1600 - 2500 - 5000

5001 - 10000 10000 - 20000 > 20000

Per numero dei li si intende il numero delle matasse di conduttore unilare, oppure il prodotto del numero delle pezzature, di uno stesso tipo di corda presentate contemporaneamente al collaudo per il numero dei li, appartenenti ad una stessa qualit di metallo, costituenti la corda stessa.

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APPENDICE

NOTA SULLA DETERMINAZIONE DELLA MASA DI ZINCO COL METODO PER SVILUPPO DI IDROGENO (APPARECCHIO KELLER-BOHACEK E DERIVATI)
Determinazione della massa dello strato di zinco in base allidrogeno sviluppato per reazione
Facendo reagire, su una supercie zincata, acido cloridrico diluito (eventualmente con un inibitore come Sb Cl3, Sb2 O3, As2 O3, ecc.) si sviluppa dellidrogeno, il cui volume in relazione alla massa di zinco disciolto. Un centimetro cubo di idrogeno, a 0 C e 760 mm Hg di pressione barometrica, corrisponde a 2,9 mg di zinco disciolto; a 20 C e 760 mm Hg, corrisponde a 2,72 mg di zinco. Dalla misura del volume di idrogeno, sviluppato dalla reazione, si deduce la massa di zinco disciolto. Dalla massa dello zinco cos determinata si pu risalire al valore percentuale di massa di zinco ed al valore della massa di zinco per metro quadrato di supercie del lo.

C.1.01

C.1.02

Descrizione dellapparecchio Keller-Bohacek


Lapparecchio Keller-Bohacek nella sua realizzazione normale combina assieme il recipiente di reazione e quello di misurazione. Il recipiente di reazione formato da una provetta a bulbo, terminante con un tubo a scala graduata; allestremit inferiore e superiore vi sono rubinetti. La provetta collegata, mediante un tubo di gomma, con un vaso di livello. Per mezzo di questo vaso si riempie la provetta con la soluzione di acido cloridrico (una parte di HCl puro concentrato per una parte di acqua); la soluzione serve anche da liquido di chiusura. Attraverso il rubinetto superiore si fa quindi entrare il provino, che uno spezzone di lo di acciaio zincato di lunghezza ssa (normalmente 50 ovvero 100 mm). Il lo di acciaio deve essere stato preventivamente sgrassato. Quando la rapida reazione ultimata, si egualizza la pressione mediante il vaso di livello e si legge per differenza la quantit di idrogeno sviluppata. Una tabella che accompagna lapparecchio indica la corrispondenza tra i centimetri cubi di idrogeno sviluppato e la quantit in g/m2 di zinco per una data lunghezza e nelle condizioni di 20 C di temperatura e 760 mm Hg di pressione. Se la lunghezza del lo o la temperatura o la pressione sono diverse, i valori della tabella devono essere accuratamente corretti secondo le istruzioni allegate. Per i controlli di fabbricazione, i valori di tabella possono essere semplicemente moltiplicati per un numero corrispondente alla lunghezza del provino e alla pressione barometrica media, ottenendo la messa dello zinco in g/cm2; oppure si possono dividere i valori garantiti in g/m2 per detto numero, ottenendo valori virtuali di garanzia, ai quali si devono comparare i numeri letti sulla tabella. In altra realizzazione dellapparecchio la lunghezza del provino da introdurre deve variare in dipendenza del diametro: la scala sul tubo della provetta pu essere quindi graduata direttamente in grammi per metro quadrato di lo, qualora si rinunci alla correzione in funzione della temperatura e della pressione.

Fine Documento

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La presente Norma stata compilata dal Comitato Elettrotecnico Italiano e benecia del riconoscimento di cui alla legge 1 Marzo 1968, n. 186. Editore CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano, Milano - Stampa in proprio
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