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Massimo Minarelli

Catechismo dei piccoli

Introduzione

Lasciate che i bambini vengano a me, perch di questi il Regno dei Cieli (Mt 19,14)

Cari bambini*, quella che desidero raccontarvi non una favola, ma una meravigliosa Verit. Ogni bambino deve conoscere Dio. Ogni bambino deve sapere quanto egli bello, buono e dolce con tutti noi. Ogni bambino deve capire con quanto Amore egli ci ha creati, con quanta tenerezza ci guida nella nostra vita e con quanto desiderio aspetta di averci per sempre con se. Ascoltate questa bella storia che non inventata, ma proprio vera! Passo dopo passo, imparerete tante cose e sarete sempre pi contenti di conoscere la Verit! Venite qui e diciamo insieme una piccola preghiera: Mio Dio, ti amo! Apri la mia mente e il mio cuore perch io possa conoscerti e amarti sempre di pi!.

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------* Questo libretto, anche se stato scritto principalmente per i piccoli, pu essere utile anche agli adulti, almeno a quelli che sanno farsi piccoli.
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La Voce di Dio
Cari bambini, certamente vi sar capitato di sentire nel vostro cuore una Voce che vi parla. Non dico una voce che si sente con le orecchie, ma una Voce che si sente col cuore. Se quella Voce vi ha dato gioia, pace e amore, sappiate che quella la Voce di Dio! Tutti quelli che cercano di essere buoni sentono la Voce di Dio. Da quella Voce comprendiamo come Dio! Nel nostro cuore sentiamo che egli buono, tanto buono! E affettuoso, ci vuole bene, ci vicino, si cura di noi, ci aiuta a vivere bene, a risolvere i nostri problemi. E bello vivere con lui! Pi lo conosciamo e pi capiamo che non solo Dio vuole essere vicino a noi, ma vuole vivere dentro di noi! Vuole abitare nel nostro cuore, come un bimbo nella culla! E, come un bimbo, vuole essere amato, accarezzato, baciato! Che bello avere un Dio cos piccolo che si fa bambino per amarci ed essere amato! Voi, bambini, avrete visto tante volte dei bimbi piccoli: forse in famiglia avete un fratellino o una sorellina Vedete come sono carini! Sono cos teneri! Fanno dei bei sorrisi e amano essere coccolati. Cos anche Dio! Ci vuole tanto bene, ma desidera tanto che anche noi gli vogliamo bene! I bimbi piccoli non amano la confusione, ma preferiscono il silenzio, per ascoltare meglio la nostra voce e per gustare di pi le nostre tenerezze. Anche Dio cos! Ama il silenzio e la pace per parlare meglio al nostro cuore e sentire pi chiaramente le nostre parole.
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Chi Dio?
Dalla Voce di Dio, capiamo che egli tanto buono. Infatti, possiamo dire che Dio Amore infinito! Un Amore cos grande che non possiamo nemmeno immaginare! Per, come vi ho gi detto, pur essendo tanto grande, Dio anche infinitamente piccolo! Cos piccolo da stare interamente nel nostro cuore! Come fa Dio a essere tanto grande e, nello stesso tempo, tanto piccolo? Se noi guardiamo gli esseri viventi che abbiamo intorno, vediamo che tutti hanno una certa dimensione. Se prendiamo, ad esempio, una giraffa (quellanimale dal collo tanto lungo), ci rendiamo conto che essa non potrebbe vivere dentro lo casetta di un piccolo cagnolino! Non basterebbe neanche fare un buco nel tettuccio! Infatti, tutti gli animali hanno un corpo che pu essere pi grande o pi piccolo. E quando lanimale ha un corpo troppo grande non pu stare nella tana di un animale piccolo. Anche noi esseri umani abbiamo un corpo e questo corpo ha una certa dimensione. Il pap non pu certo stare nella culla del suo bimbo appena nato! Allora perch Dio, che cos grande, riesce a stare tutto nel nostro cuore? Sapete perch? Perch Dio non ha un corpo ma puro Spirito. Voi direte: Che cosa vuol dire puro Spirito? Per rispondervi, vi faccio un esempio. Pensiamo che tu, mio caro bambino, sei in cucina con la tua mamma. Lei sta preparando la cena e tu stai facendo i compiti. Ogni tanto, mentre fai gli esercizi, c qualche cosa che non riesci a capire e allora chiedi alla mamma come devi fare. La mamma si ferma un attimo, guarda il tuo quaderno e ti aiuta a risolvere il problema.
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Tu sei contento che la tua mamma ti abbia aiutato e senti che ti vuole bene. Pi tardi, dopo aver cenato, viene lora di andare a dormire. Dopo aver salutato il pap e la mamma, tu vai nel tuo letto, spegni la luce e, prima di addormentarti, pensi allaiuto che ti ha dato la mamma. Mentre eri in cucina con lei, tu sentivi il bene che ti voleva. E ora che sei nella tua cameretta da solo, non penserai certo che la tua mamma non ti voglia pi bene! Anzi, tu senti che il suo bene c sempre, perch il suo amore ti segue ovunque, anche quando dormi o vai a scuola. Come fa la tua mamma a seguirti ovunque, se il suo corpo rimane a casa? Il fatto che la tua mamma non ha solo un corpo, ma ha anche uno spirito (che pieno di amore per te). Certo, quando sei lontano da lei, i suoi occhi non ti vedono, le sue orecchie non ti sentono, ma il suo cuore sempre con te. Questo solo un esempio. Ma pensa come infinitamente pi facile per Dio, che puro Spirito, senza corpo, seguirti in qualsiasi posto e amarti dovunque sei. Dio talmente immenso che ama tutti gli esseri umani insieme e in modo molto pi grande di quanto possiamo fare noi. Ecco perch possiamo dire che Dio Amore infinito. Cari bambini, non vi dimenticate quello che abbiamo appena detto, cio che DIO AMORE INFINITO !

La Vita di Dio
Tutti gli esseri umani iniziano a vivere sulla terra dal momento della loro nascita. Ogni bimbo nasce dalla sua mamma. Prima di nascere, rimane per circa nove mesi nella pancia della mamma, dove viene nutrito e diventa sempre pi grande, finch pronto per uscire e cominciare a vivere in mezzo agli altri. Voi direte: Anche Dio nato? No, cari bambini, egli non mai nato, perch Dio esiste da sempre. Poco fa abbiamo detto che Dio Amore infinito. E come potrebbe essere infinito se fosse nato in un certo giorno? Se Dio avesse cominciato ad esistere in un determinato momento, ci domanderemmo: Chi cera prima di lui? Ma, in realt, non cera nessuno prima di lui, perch Dio esiste da sempre, cio Dio eterno! Eterno vuol dire non solo che esiste da sempre, ma anche che egli non finir mai di esistere. Allora voi direte: Ma che cosa faceva da solo, prima che nascessero gli esseri umani? Vedete, bambini, il tempo di Dio non come quello degli uomini. Per noi passare anche una sola ora senza fare niente gi motivo di noia. Ma Dio ha i suoi tempi! Egli sa aspettare cento anni, mille anni e pi, perch ha i suoi progetti che sono spesso molto lunghi. E poi egli non si annoia mai, perch il suo Spirito sempre pieno di gioia e di Amore. Eppure, nemmeno Dio, pur essendo tanto felice, rimasto da solo! Egli sentiva che la sua Vita sarebbe stata ancora pi bella se avesse potuto amare uno Spirito uguale a lui. E cos Dio ha generato un Figlio che gli assomiglia in tutto.

Non difficile per voi, cari bambini, farvi unidea di questa bellissima realt! Basta pensare ad una mamma che d alla luce un bimbo. Sappiate, per, che la generazione del Figlio di Dio una realt molto pi grande. Diciamo, quindi, che la nascita di un bimbo solo un piccolo riflesso della generazione del Figlio di Dio. Infatti, abbiamo visto che Dio non ha un corpo come noi esseri umani. Egli puro Spirito. Inoltre, Dio Amore infinito che pu fare da solo qualsiasi cosa. Per noi esseri umani, la nascita di un figlio comporta la presenza di una mamma e di un pap, che amandosi generano una nuova vita. Ma per Dio non cos: Egli pu generare un Figlio da se stesso. Da quel momento Dio non pi una Persona sola, ma due Persone, che noi possiamo chiamare Dio-Padre e Dio-Figlio, perch il Figlio stato generato dal Padre ed puro Spirito come il Padre, infinito come il Padre, perfetto come il Padre, pieno di Amore e di tutte le virt come il Padre. Noi non potremo mai comprendere con quanto Amore Dio-Padre ha generato il suo Figlio! Lamore di una mamma per il suo bambino solo un piccolo riflesso dellAmore di Dio-Padre verso il suo Figlio Divino! E lamore di un bambino per la sua mamma solo un piccolo riflesso dellAmore di Dio-Figlio verso il suo Padre Divino! Ma Dio-Padre voleva condividere con il suo Figlio la gioia immensa di generare una terza Persona Divina. Ed ecco, allora, che dallAmore fra Dio-Padre e Dio-Figlio stato generato lo Spirito Santo. Da quel momento, le Persone Divine sono tre: Dio-Padre, Dio-Figlio e Dio-Spirito Santo. Esse costituiscono, per cos dire, la Famiglia Divina che noi chiamiamo Santissima Trinit. Noi esseri umani vediamo un piccolo riflesso della Famiglia Divina nella famiglia umana, in cui il padre e la madre per mezzo del loro amore generano una nuova vita, quella del loro figlio.
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Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono sempre uniti fra loro da un Amore meraviglioso. Essi hanno lo stesso modo di pensare, lo stesso modo di agire, lo stesso modo di amare. Fra loro esiste ununit cos perfetta, che quando diciamo Dio, li comprendiamo tutti e tre insieme. Se pensiamo ad una famiglia umana costituita dal pap, dalla mamma e dal loro figlio, che vivono fra loro in perfetta armonia, che non discutono mai, che non si dividono mai, che si vogliono un bene grandissimo, figuriamoci come vive la Famiglia Divina, cio la Santissima Trinit! *

------* E bene mostrare ai bambini unimmagine (cartellone o altro) raffigurante tre grandi Cuori, avv olti di Luce, per simboleggiare la Santissima Trinit. Al di sopra due Cuori (il Padre e il Figlio) e sotto di Essi il terzo (lo Spirito Santo). I tre Cuori uniti insieme sembrano formare un unico Cuore di Luce, per significare che Dio , nello stesso tempo, Unico e in tre Persone. Un modello pu essere quello riprodotto qui sopra.
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La Creazione
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono cos felici fra loro, che non avrebbero bisogno di altro. Eppure, nel loro grande Amore, hanno pensato: Creiamo altri esseri che possano partecipare alla nostra gioia! La Santissima Trinit era gi completa: non occorreva generare altre Persone Divine, perch il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo formavano una Famiglia Divina perfetta. Ma tutti e tre insieme potevano creare altri esseri che, pur non essendo come Dio, potessero comunque partecipare alla gioia di Dio. Ecco allora che lAmore di Dio si diffuso anche allesterno della Santissima Trinit e ha dato vita alla Creazione. Allinterno delle Persone Divine parliamo di generazione, perch il Figlio stato generato dal Padre e lo Spirito Santo stato generato dal Padre e dal Figlio, e tutti e tre hanno la stessa Natura Divina (come nella famiglia umana il pap, la mamma e il loro bambino hanno la stessa natura umana). Al di fuori delle tre Persone Divine parliamo, invece, di creazione, perch gli esseri creati da Dio non hanno la stessa Natura Divina. Essi vengono chiamati creature. Ci sono tanti tipi di creature. Prima di tutto possiamo parlare di due grandi categorie: - le creature che non sono fatte di materia (e che, quindi, sono dette anche creature immateriali: si tratta degli angeli, che non hanno un corpo come gli esseri umani, ma sono semplicemente spiriti); - le creature che sono fatte di materia (che sono dette anche creature materiali, come gli esseri umani che hanno un corpo). Le creature materiali si dividono ancora in due grandi categorie: - le creature dotate di vita (che possono essere vegetali, come le piante, e animali, come gli uccelli che volano nellaria, i pesci che nuotano nellacqua, gli animali che si muovono sulla terra); - le creature non dotate di vita (come le rocce che non si muovono da se stesse, non crescono e non si riproducono).
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Le creature animali, che sono dotate di vita, si dividono poi in altre due categorie: - le creature che sono dotate di unanima immortale - cio che non muore mai - (a parte gli angeli, che sono per creature immateriali, le uniche creature materiali dotate di unanima immortale sono gli esseri umani, che oltre ad avere un corpo, hanno anche unanima che non vive solo per il tempo della vita terrena, ma continua a vivere anche dopo di essa); - le creature che non sono dotate di unanima immortale (sono tutti gli altri animali che possiedono un soffio di vita che li rende capaci di crescere, di muoversi, di nutrirsi, di riprodursi, ma che vivono solo per il tempo della loro vita terrena). * So che non facile, cari bambini, tenere a mente tutte queste distinzioni, ma dovete sforzarvi di ricordarle bene perch sono molto importanti. Esse vi permetteranno di mettere ogni creatura al suo giusto posto. Facciamo un esempio. Se io vi domandassi: Che tipo di creatura il fiume?, qualcuno di voi mi potrebbe dire: E una creatura dotata di vita!, ma questa risposta sarebbe sbagliata. Perch? E vero che il fiume si muove e va verso il mare, ma non n un vegetale, n un animale. Il fiume pu essere pieno di piante (come le canne, le ninfee ecc.) e di animali (ad esempio i pesci, le rane ecc.), ma non n un vegetale, n un animale, perch fatto di acqua. Vedete, quindi, che bisogna avere le idee chiare, altrimenti a qualcuno pu scappare detto che la zanzara ha unanima immortale! (Speriamo proprio di no!).

------* Anche qui opportuno che venga mostrata ai bambini unimmagine (cartellone o altro) che r affiguri in modo distinto le diverse categorie di esseri, con almeno un rappresentante per ogni categoria.

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La creazione degli angeli


Prima di tutto Dio (e quando diciamo Dio, intendiamo sempre la Santissima Trinit: Padre, Figlio e Spirito Santo) ha creato gli angeli, che sono creature immateriali, cio prive di corpo. Essi sono semplicemente spiriti e vengono chiamati anche spiriti angelici. Essi sono stati creati a somiglianza di Dio, ma non sono uguali a Dio. Ad essi (in quanto dotati di spirito) Dio ha donato, in misura pi limitata, molte delle proprie qualit e capacit: fra queste ricordiamo la capacit di amare (carit), di conoscere (sapienza), di capire (intelligenza), di volere (libert), di partecipare alla Vita di Dio (comunione divina). In particolare, Dio ha donato agli angeli la libert, cio la capacit di agire secondo la propria volont. Questo dono stato fatto sia agli angeli che agli esseri umani, cio alle creature superiori. La libert necessaria perch lamore sia vero. Infatti, se la creatura non fosse libera, non potrebbe nemmeno amare veramente. Facciamo un esempio. Se tu, bambino, hai un uccellino in una gabbia, ti chiedo: E libero di andare dove vuole?. Tu mi risponderai: No. Infatti, chiuso nella gabbia e non pu uscire. Ma se tu gli apri la porticina e lo lasci andare, esso libero di volare fuori. Se poi vola fuori dalla gabbia, luccellino libero di andarsene lontano, oppure pu tornare a trovarti ogni tanto. Se ogni tanto ritorna sul davanzale della tua finestra e si mette a cinguettare per salutarti, vuol dire che ti vuole bene e te lo vuole dimostrare. In questo caso, luccellino non stato costretto a rimanere nella tua casa, ma ha scelto di tornarci ogni tanto e il suo amore per te pi bello perch libero.
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Quindi, possiamo dire che la libert una condizione necessaria dellamore: per questo, lo ripeto, se la creatura non fosse libera, non potrebbe nemmeno amare veramente. Dio Amore e ha fatto le sue creature superiori (angeli ed esseri umani) perch anchesse partecipino al suo Amore. Egli sa che esse, per vivere bene, devono essere in una continua comunione di vita con lui: perci le creature superiori devono essere legate a Dio da un costante vincolo di fedelt e di amore. Per essere fedeli a Dio, bisogna che le sue creature siano sottomesse e obbedienti verso di lui. Esse sono tanto pi in comunione di vita con Dio quanto pi sono umili e fedeli in tutto. Perch lamore delle sue creature superiori fosse autentico, Dio le ha sottoposte ad una prova di umilt e di fedelt.

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La prova degli angeli


Come abbiamo gi visto, quando Dio ha creato gli angeli, ha donato loro, in misura pi limitata, molte delle proprie qualit e capacit. Ma Dio non voleva creare solo degli esseri cos grandi e potenti. Voleva esprimere tutto il suo Amore anche verso le creature inferiori: in questo modo egli avrebbe dimostrato di non fare preferenze fra le sue creature, ma di amarle tutte, sia grandi che piccole. Per questo, dopo aver creato gli spiriti angelici, Dio cre gli esseri umani, che sarebbero stati inferiori rispetto a loro, essendo dotati di un corpo e di uno spirito meno elevato. Lucifero era il pi bello fra gli angeli e il pi dotato di doni: attraverso di lui la Luce Divina era trasmessa agli altri angeli. Dio comunic a loro che avrebbe creato il genere umano e che il suo stesso Figlio Divino avrebbe assunto la natura umana, divenendo il Re degli uomini. Lucifero si indign molto, perch avrebbe voluto essere lui il capo degli uomini. Ma quando, poi, il Padre rivel che il suo Figlio, pur essendo Dio, sarebbe nato da una Donna (Maria), la quale sarebbe diventata addirittura Regina degli angeli, Lucifero si ribell decisamente e cov dentro di s un sentimento di orgoglio e di odio, che divenne quello che noi chiamiamo male. Egli incit alla disobbedienza anche gli altri spiriti angelici e si formarono due schiere: quella degli angeli ribelli e quella degli angeli fedeli. Questi ultimi erano guidati da San Michele Arcangelo, il quale invit gli angeli a rimanere fedeli a Dio e a non obbedire al loro capo supremo Lucifero. La lotta fra le due formazioni angeliche fu tremenda. Alla fine prevalsero gli angeli fedeli e gli angeli ribelli vennero scacciati per sempre dal Cielo e precipitati sulla terra. Lucifero divenne il ribelle, colui che noi chiamiamo Satana, il diavolo, il demonio, il serpente antico, il tentatore.
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La condanna degli angeli ribelli fu definitiva e non potr mai pi essere cancellata, perch la volont di ribellarsi a Dio stata piena, libera e responsabile. Essi hanno perso per sempre la comunione di vita con lui. Cari bambini, vedete quanto importante essere fedeli a Dio! Egli ci lascia liberi, ma se noi non ci fidiamo di lui e vogliamo fare di testa nostra, sicuramente sbagliamo, perch la volont di Dio perfetta e i suoi consigli sono sempre giusti! A che cosa servito per Lucifero ribellarsi a Dio? A nulla! La sua luce si trasformata in buio, il suo amore si trasformato in odio. Non sar mai pi felice! Fare il male non gli d alcuna soddisfazione! Pi male fa e pi soffre ma, a causa del suo orgoglio, non vuole smettere di fare il male e quindi soffrir per sempre! Questo tradimento di Lucifero stato permesso da Dio, perch noi esseri umani ci ricordiamo che le virt pi gradite a Dio sono lumilt, la purezza e lobbedienza. A Dio piacciono quelli che si fanno piccoli, che rispettano la sua Legge di Amore e che cercano di osservarla con tutto il loro cuore.

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La creazione delluniverso
Dopo aver creato gli spiriti angelici, Dio decise di creare luniverso. Cari bambini, non sappiamo esattamente in che modo Dio ha creato luniverso. E probabile che Dio abbia creato una stella grandissima, che scoppiando ha dato vita a tantissime altre stelle che si sono sparse in tutto lo spazio. Dalle stelle si sono staccati i pianeti e i satelliti, che raffreddandosi hanno perso la loro luminosit. Anche se non siamo sicuri di come siano andate realmente le cose, possiamo dire che oggi noi viviamo su un pianeta chiamato Terra e che la stella a noi pi vicina il Sole. Dio ha fatto in modo che sulla Terra nascesse la vita e che questa vita fosse alimentata dalla luce e dal calore del Sole. Dio ha fatto in modo che sul nostro pianeta ci fossero distese di acqua (chiamate mari e oceani) e la terra ferma, e che attorno al globo terrestre ci fosse uno strato di aria che noi chiamiamo atmosfera. Dio ha fatto in modo che lacqua, la terra e laria fossero popolate da diverse forme di esseri viventi. Lacqua si popolata di pesci grandi e piccoli; sulla terra si sono moltiplicati i vegetali (erba, piante, alberi ecc.) e gli animali (dai pi piccoli ai pi grandi); nellaria si sono diffusi gli uccelli. Nellaria si formano le nuvole che, sotto forma di pioggia, portano lacqua che necessaria a tutte le creature viventi. Sulle montagne si formano la neve e il ghiaccio, che sciogliendosi danno origine ai ruscelli, ai torrenti e ai fiumi. Dalla terra nasce lerba e germogliano le piante che danno nutrimento agli animali. Il sole fa crescere le piante e le rende verdi. Questo spettacolo meraviglioso stato voluto da Dio, che lha creato con tanta sapienza e amore, donando a ogni forma di vita il necessario per nutrirsi e moltiplicarsi.
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Cari bambini, soffermatevi spesso a guardare la natura! Guardate i paesaggi! Guardate come grande il mare! Guardate come sono alte le montagne! Guardate come sono belle le valli verdi! Guardate come la luce del sole illumina tutte le cose, mostrando il colore di ciascuna di esse! Quando c buio le cose non hanno colore! Guardate come bello il tramonto del sole in una giornata serena! Guardate il cielo in una notte limpida! Quante stelle! Come bello pensare che tutto questo stato creato da Dio! Dalle cose che vediamo sulla terra e nel cielo, la nostra anima deve capire che la creazione stata un atto di infinito Amore da parte di Dio. S, perch tutta questa meraviglia stata fatta per essere donata allumanit!

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La creazione degli esseri umani


Dopo aver preparato un mondo cos bello, Dio ha dato vita a delle creature speciali alle quali ha affidato tutto questo. Dio ha creato gli esseri umani. Gli esseri umani hanno un corpo che assomiglia ad altri animali creati da Dio (come le scimmie pi evolute). Ma hanno diverse cose che li distinguono da tutti gli altri animali. Hanno un corpo molto agile perch si muovono su due gambe, sono in grado di camminare, correre, saltare, nuotare ecc. Hanno unintelligenza molto superiore: riescono a fare ragionamenti molto complessi, calcoli, invenzioni e tante altre cose. Sono capaci di fare opere grandiose: palazzi, strade, ponti e cos via. Hanno il gusto dellarte, della musica e del canto. Tutte le cose di cui abbiamo parlato fin qui sono bellissime, ma non abbiamo ancora detto la pi importante di tutte. Dio ha creato gli esseri umani a sua immagine e somiglianza. Che cosa significa questo? Significa che Dio, come aveva gi fatto per gli angeli, ha donato agli essere umani (anche se in misura pi limitata) molte delle proprie qualit e capacit: fra queste ricordiamo la capacit di amare (carit), di conoscere (sapienza), di capire (intelligenza), di volere (libert), di credere in Dio (fede), di tendere a Dio (speranza), di partecipare alla Vita di Dio (comunione divina). In particolare, Dio ha donato agli esseri umani la libert, cio la capacit di agire secondo la propria volont. Come abbiamo gi detto parlando degli angeli, la libert necessaria perch lamore sia vero. Infatti, se la creatura non fosse libera, non potrebbe nemmeno amare veramente. E bene ripetere ancora una volta che Dio Amore e ha fatto le sue creature superiori (angeli ed esseri umani) perch anchesse partecipino al suo Amore.
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Egli sa che esse, per vivere bene, devono essere in una continua comunione di vita con lui: perci le creature superiori devono essere legate a Dio da un costante vincolo di fedelt e di amore. Per essere fedeli a Dio, bisogna che le sue creature siano sottomesse e obbedienti verso di lui. Esse sono tanto pi in comunione di vita con Dio quanto pi sono umili e fedeli in tutto. Come aveva fatto per gli angeli, Dio ha sottoposto anche gli esseri umani ad una prova di umilt e di fedelt, per verificare se il loro amore era autentico.

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La prova degli esseri umani


Come abbiamo gi detto, quando gli esseri umani sono stati creati, gli angeli esistevano gi. Lucifero si era gi ribellato a Dio, si erano gi formate le due schiere di angeli: quella degli angeli ribelli e quella degli angeli fedeli. Fra le due schiere di angeli cera gi stato quel famoso combattimento in cui hanno vinto gli angeli fedeli. Perci, gli angeli ribelli, trasformati in demoni, erano gi stati precipitati sulla terra. I nostri progenitori (cio i primi esseri umani) erano pieni di doni che Dio aveva fatto a loro nel momento in cui li aveva creati: avevano la sapienza, la conoscenza di Dio, lintelligenza, la bellezza. Essi non erano soggetti alla sofferenza, alla malattia e alla morte. Dio, infatti, aveva preparato tutto il necessario per loro. Il mondo era bellissimo, pieno di paesaggi meravigliosi. Il clima era mite. Cerano tanti tipi di piante che, ad ogni stagione, producevano frutti gustosi. Lavorare in quel mondo non era faticoso: bastava raccogliere i frutti della natura ed aiutare gli animali a vivere in modo ordinato. Dio aveva fatto in modo che gli esseri umani, come le altre specie animali, si potessero riprodurre e crescere di numero. Secondo il suo progetto, il momento della nascita di una nuova vita sarebbe stato stupendo: i bambini sarebbero venuti al mondo senza dolore per loro e per le mamme, in mezzo alla gioia di tutte le famiglie. Gli anziani, al termine di una lunga vita, non sarebbero morti, ma sarebbero stati portati in Cielo dagli angeli, e nessuno si sarebbe addolorato per loro, dato che i loro familiari li sapevano nella felicit eterna del Paradiso. Quindi, gli esseri umani erano nella condizione migliore per vivere nella gioia fin dalla loro vita terrena. Bastava che essi vivessero nellAmore di Dio e in comunione di vita con lui: cio nella sua Grazia (ricordatevi questa parola!).

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Dio faceva sentire la sua Voce nel cuore degli esseri umani, in modo che essi capissero tutto ci che bene. Essi sapevano che era giusto fare la volont di Dio, che il vero bene, e che se avessero seguito una strada diversa, avrebbero conosciuto il male. Abbiamo gi detto che Dio ha dato agli esseri umani anche la libert. Dio non poteva togliere loro la libert di scegliere, altrimenti sarebbero diventati come dei burattini. Voi, cari bambini, sapete chi sono i burattini, vero? Sono quei pupazzi che vengono animati dal burattinaio, che li muove con le sue mani e d loro la sua voce, in modo che sembrano vivi. Tutti i bambini che assistono allo spettacolo (e anche gli adulti) si divertono un mondo e applaudono i burattini. Ma il merito del divertimento tutto del burattinaio, che ha recitato da solo la commedia. Infatti, appena finito lo spettacolo, si chiude il sipario del teatrino e quei burattini restano distesi sul palco, dietro le quinte, senza vita. Facciamo un altro esempio. La mamma, durante il pomeriggio, deve uscire di casa per fare un po di spesa per la cena. Tu, bambino, sei in cucina e stai facendo i compiti. La mamma ti dice: Resta qui in cucina a fare i compiti fino a quando torno a casa. Se la mamma ti chiudesse a chiave in cucina, per timore che tu vada nella tua cameretta a giocare mentre lei fuori, ti costringerebbe a studiare. Se invece ti lascia la porta aperta, ogni tanto tu senti il desiderio di andare nella tua cameretta a giocare, ma ti viene in mente che la mamma ti ha detto di restare in cucina a fare i compiti. Se sei obbediente, nel tuo cuore dirai: Non vado a giocare: faccio come mi ha detto la mamma. Ecco, allora, che quando lei torner a casa ti trover ancora in cucina e vedr che hai appena finito i compiti. Sar molto contenta di te e ti dir: Sei stato proprio bravo: non sei andato a giocare, ma sei rimasto qui a finire i compiti, come ti avevo detto io! Allora ti dar un bacio e ti dir di andare subito a giocare!
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Se avrai fatto cos, tu avrai tutto il merito di esserti comportato bene e sarai felice. Se, invece, tu avessi disobbedito e fossi andato a giocare nella tua cameretta, la mamma tornando ti avrebbe rimproverato e tu non saresti per nulla felice oltre a dover ancora finire i compiti. Vedi, bambino mio, per darti la possibilit di fare il bravo, la mamma ha fatto bene a lasciarti libero. Obbedendo alle sue parole, tu lhai resa felice! E stato un atto di amore che tu le hai offerto, facendo il tuo dovere! Allo stesso modo, Dio invita gli essere umani a fare il bene e poi li lascia liberi! Se gli esseri umani sono obbedienti e fanno ci che Dio desidera, lui felice e li ricompensa mille volte. Ma se disobbediscono, Dio li rimprovera e li punisce. Appena gli esseri umani furono creati, Satana inizi subito a tentarli. Egli cerc di farli cadere nello stesso peccato che lui aveva commesso: il peccato di superbia e di disobbedienza. Satana sugger loro di non credere ai consigli di Dio e di comportarsi come volevano loro. Disse che essi potevano diventare uguali a Dio (superbia) e che non dovevano obbedire a lui (disobbedienza). I nostri progenitori avevano ricevuto tanti doni da Dio, per cui non era difficile per loro rispondere a Satana: Vattene! Noi non ti crediamo! Noi vogliamo bene a Dio e crediamo a tutto quello che lui ci ha detto! Noi non siamo come lui: siamo soltanto delle povere creature e vogliamo essergli fedeli! Che bello sarebbe stato se essi avessero risposto cos! Dio li avrebbe premiati per essere stati obbedienti! Ma, purtroppo, i nostri progenitori disobbedirono a Dio e commisero quello che noi chiamiamo il peccato originale (cio il peccato commesso alle origini dellumanit), che ha portato nella nostra vita lesperienza della fatica, del dolore e della morte, e che soprattutto ha tolto al genere umano la confidenza con Dio e la sua Grazia.
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La condanna del genere umano non fu identica a quella degli angeli ribelli, perch i nostri progenitori erano stati indotti a peccare da uno spirito pi astuto di loro e quindi la loro colpa era inferiore. Gli angeli ribelli hanno perso per sempre la comunione di vita con Dio. I nostri progenitori, invece, hanno perso la comunione di vita con Dio, ma non per sempre. Infatti Dio ha stabilito di dare agli esseri umani la possibilit di riottenere la comunione di vita con lui, per mezzo della Redenzione operata dal suo Figlio fatto uomo. Parleremo fra poco di questo grande dono, cercando di spiegare queste parole un po difficili. Per il momento, dobbiamo chiarire che, prima della venuta fra noi del Figlio di Dio, sono occorsi diversi millenni, perch gli esseri umani non erano ancora pronti ad accoglierlo. Il peccato li aveva cos abbruttiti che ci voleva unopera lenta e paziente da parte di Dio per prepararli. Nel frattempo Dio ha mandato nel mondo uomini ai quali ha concesso il dono di conoscere la sua volont e di comunicarla agli altri: essi sono stati i patriarchi e i profeti. Questi ultimi avevano anche la capacit di conoscere il futuro, ma solo quello che Dio rivelava a loro. Inoltre, Dio ha scelto un popolo fra i tanti, il popolo ebreo, al quale si rivelato in un modo particolare. Fino alla nascita di Ges, gli ebrei sono stati il popolo eletto, che aveva il compito di preparare la venuta del Salvatore, chiamato da loro Messia. Purtroppo, quando il vero Messia arrivato, molti ebrei non gli hanno creduto e da allora il nuovo popolo eletto la Chiesa, cio la comunit di coloro che credono in Ges, che non pi rappresentata da una nazione, ma diffusa in tutto il mondo. Quando Ges venuto a portare lannuncio del Regno di Dio, lumanit era pronta per riceverlo ed egli ha potuto compiere lopera della Redenzione, che ci ha fatto ritornare alla comunione di vita con Dio. Tuttavia, nonostante questo dono grandissimo, non possiamo pi eliminare le conseguenze del peccato originale, cio la fatica, il dolore, la malattia e la morte.
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La Redenzione
Quando gli esseri umani hanno commesso il peccato originale le tre Persone Divine, Padre, Figlio e Spirito Santo, si sono riunite insieme per prendere una decisione, come si fa anche nelle nostre famiglie quando bisogna discutere qualche cosa di molto importante. Il peccato commesso dai nostri progenitori era molto grave, perch si trattava di una vera ribellione a Dio. Tuttavia, essi non sarebbero caduti nel peccato se non fossero stati tentati dal demonio, che era molto furbo. Vedete, bambini, quando in una famiglia ci si vuole bene, ognuno pronto ad aiutare gli altri. Dio ha messo questo vincolo di amore anche fra gli esseri umani. Se uno sbaglia, tutti dovrebbero essere pronti a riparare lerrore per salvare chi ha sbagliato. Questo legame che unisce tutti gli esseri umani si chiama solidariet. Per capire un po meglio questa realt, facciamo lesempio del nostro corpo. Supponiamo che tu, bambino, durante una corsa appoggi male un piede per terra e ti fai male ad una caviglia. Il tuo piede diventa gonfio e senti molto dolore. I tuoi genitori ti portano dal medico che ti fascia il piede e ti dice di non appoggiarlo per terra per almeno due settimane. Allora i tuoi genitori passano dallortopedico e ti prendono un paio di stampelle, che ti permetteranno di muoverti senza appoggiare il piede. Quando usi le stampelle, lunico a stare fermo il piede che si fatto male. Tutto il resto del corpo, invece, lavora e si sforza per rimediare. Laltro piede e laltra gamba portano pi peso, i muscoli delle braccia devono spostare le stampelle, con le quali ti muovi da un posto allaltro. La tua fronte suda e quando sei stanco ti devi sedere, per riprendere forza. Vedi, allora, che tutto il tuo corpo viene in soccorso al tuo povero piede, che si fatto male! Cos deve essere anche fra gli esseri umani: quando uno di loro ha sbagliato, tutti gli altri devono aiutarlo.
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Quando i nostri progenitori hanno commesso il peccato originale, per poter riacquistare la Grazia (cio la comunione di Vita con Dio) bisognava chiedere perdono a Dio e fargli un grande dono di Amore, per riparare un cos grave peccato! Anche voi, bambini, se vi capita di comportarvi molto male coi vostri genitori, sentite nel vostro cuore che giusto chiedere scusa a loro e, per farvi perdonare, dare a loro un bacio cos forte da far dimenticare tutto! Ma il peccato dei nostri progenitori era stato cos grave che ci voleva un atto di Amore cos perfetto, che nessuno degli esseri umani era in grado di offrirlo. Eppure, per quella solidariet di cui abbiamo parlato prima, doveva essere proprio un essere umano a offrire quellatto di Amore perfetto: doveva essere Uno della famiglia umana a riparare il male commesso! Ecco, allora, che la Santissima Trinit ha preso una decisione molto importante: la seconda Persona Divina (cio il Figlio) avrebbe preso la nostra natura umana, cio sarebbe diventato uomo come noi, per poter offrire la sua Vita per la nostra salvezza! Guardate, bambini, che questa una cosa stupenda, che solo Dio poteva pensare! Farsi uomo per salvare lumanit! Vi rendete conto? Dio non aveva alcun bisogno di farsi uomo: egli, nella sua Vita Divina, infinitamente felice perch Amore infinito! Eppure, il pensiero di lasciare gli esseri umani al loro destino, lo rendeva triste. Non voleva perderli e, piuttosto che abbandonarli, avrebbe fatto qualsiasi cosa. Voi, bambini, siete abituati a pensare che un essere vivente non pu avere che una sola natura: il gatto un gatto, il cane un cane luomo un uomo. Ma Dio non ha i nostri limiti, perch a lui tutto possibile. Egli pu continuare a essere Dio, pur assumendo anche la natura di uomo. Capite bene! Non che Dio perda la sua natura divina: egli rimane sempre Dio! Ma, in pi, assume anche la natura di uomo.
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Questa realt stupenda la vediamo realizzata in Ges! Egli vero Dio e vero Uomo! Come Dio, puro Spirito. E infinito, pu fare qualsiasi cosa, immortale ed eterno. Come Uomo, ha un corpo e unanima. Avendo un corpo, sente il bisogno di bere, mangiare, respirare e dormire, sente la fatica e il dolore, ma anche la gioia e la pace. Avendo unanima, sente il bisogno di pregare e di amare. In Ges, la natura divina e la natura umana sono fuse fra loro cos bene, che in ogni momento Ges sia Dio che Uomo, si comporta come Dio e come Uomo, prova i sentimenti di Dio e i sentimenti dellUomo. Ci sono, tuttavia, alcune cose da dire. Come Dio, Ges stato generato dal Padre prima della creazione. Come Uomo, invece, Ges ha avuto una Mamma: Maria. La Santissima Trinit non ha voluto cambiare le regole della nostra natura umana: dato che tutti i bambini nascono dalla loro mamma, anche Ges ha voluto nascere alla vita terrena da una Mamma! Come doveva essere, bambini, questa Mamma, per ricevere nel suo grembo un Bambino cos meraviglioso? Doveva essere buonissima, dolcissima, senza difetti! Cio, doveva essere tutta Santa! Non poteva essere macchiata dal peccato originale, altrimenti Ges, che tutto Santo, non avrebbe trovato un grembo abbastanza bello per lui che era Dio. Ecco, allora, che Dio, nella sua Sapienza infinita, ha fatto in modo che Maria, la Mamma di Ges, fosse una Creatura nuova, senza il pi piccolo peccato, fin dal momento in cui lei stata generata nel grembo della sua mamma, che si chiamava Anna, moglie di Gioacchino. Per esprimere la Purezza meravigliosa di Maria, diciamo che lei Immacolata, cio senza alcuna macchia di peccato.
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Voi, cari piccoli, sapete bene che ogni bimbo che nasce ha una mamma e un pap. Ma, per la nascita del suo Figlio Divino, Dio Padre ha voluto provvedere in un modo speciale. Come abbiamo gi detto, Dio Puro Spirito e non ha un corpo come noi esseri umani. Allora, egli ha mandato lo Spirito Santo a fecondare Maria, cio a renderla Madre di Ges. Dio pu fare qualsiasi cosa! Egli stesso ha generato Ges nel grembo di Maria! Quindi, Ges ha una Mamma, ma non ha un pap umano, perch stato generato da Dio stesso. Quando una donna non si mai unita ad un uomo, si dice che Vergine. Dato che Maria, per un privilegio unico, cio per una Grazia speciale concessa da Dio, non si mai unita ad alcun uomo, possiamo dire che veramente Vergine, nonostante che abbia dato alla luce un Bambino, Ges. Voi, cari piccoli, avete sentito parlare di Giuseppe. Vero? Egli era lo sposo di Maria, ma non il padre di Ges. Maria e Giuseppe, quando si sono sposati fra loro, hanno fatto un patto: di non vivere come le altre coppie di sposi e di non cercare di avere figli propri. Questa scelta si chiama: vita di castit. Maria e Giuseppe si aiutavano e si volevano molto bene, ma erano daccordo fra loro che i loro corpi appartenessero solo a Dio. Quando nato Ges, Giuseppe si sempre comportato con lui come un ottimo pap, sapendo che in quel Bambino si nascondeva Dio stesso. Tutti credevano che Ges fosse figlio di Maria e di Giuseppe, mentre loro custodivano il loro segreto. Cari bambini, parlando di tutte queste cose, abbiamo scoperto alcune bellissime qualit di Maria! Maria Immacolata, perch stata concepita nel grembo materno senza alcuna macchia di peccato. Maria Vergine, perch non si unita ad alcun uomo per generare Ges. Maria la Madre di Dio, perch Ges Dio.
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La nascita di Ges
In tutte le buone famiglie, nei giorni che precedono il Natale si usa fare il presepe. Che cos il presepe? E la rappresentazione della nascita di Ges. Ci sono tanti modi di fare il presepe. Normalmente, si costruisce un paesaggio fatto di colline, con tante casette in miniatura sparse qua e l. Con il muschio si fa lerba dei prati, con delle piccole piantine si fanno gli alberi. C chi usa un vecchio specchio per fare un laghetto. Con dei piccoli sassolini bianchi si tracciano delle stradine in mezzo al verde. Nei prati e sui sentieri si mettono tante statuette di pastori, con le loro pecorelle, uomini e donne, coi loro bambini, tutti quanti in cammino In questo bello scenario, la parte pi importante la capanna dove nasce Ges. Nella capanna si mettono delle statuette che rappresentano Maria e Giuseppe, e poi un bue e un asinello che, secondo la tradizione, hanno scaldato lambiente col loro fiato. Sopra la capanna c un angelo che annuncia la nascita del Salvatore. Fra Maria e Giuseppe c una culla vuota. Chi manca? Manca il Bambino Ges! La sua statuetta si mette il giorno di Natale, cio il giorno in cui nato Ges. Questa bellissima scena che rappresenta la nascita del Bambino Ges serve a ricordarci ogni anno che Dio si fatto Uomo! Questo grande dono di Dio si chiama Incarnazione, perch Ges si fatto carne, cio ha preso un corpo come il nostro. E veramente nato come tutti i bimbi! E stata Maria che lo ha generato e lo ha deposto nella culla. Ma questa culla non era elegante e pulita come le culle in cui vengono messi i bimbi piccoli. Era ricavata in una misera mangiatoia (che il posto dove mangiano gli animali), nella quale era stata messa un po di paglia, per fare da materasso. Cari bambini, non vi viene in mente una domanda? Come mai, Dio ha scelto un luogo cos povero e misero per nascere?
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Egli poteva scegliere una reggia, un palazzo elegante o, almeno, un albergo per venire alla luce! E invece ha scelto come casa una semplice capanna, una stalla dove venivano tenuti gli animali, e come culla una mangiatoia che serviva loro per mangiare. Sono certo che voi, bambini, avreste offerto a Ges la vostra cameretta e lo avreste messo a dormire nel vostro letto! Ma Ges ha preferito nascere nella povert! Perch? Perch ha voluto insegnare a tutti noi esseri umani lumilt! Che cos lumilt? E il sapersi accontentare di poco! E il fare a meno di tante cose inutili per vivere solo di ci che veramente necessario! Quanto importante mettere in pratica questa grande virt: lumilt! Maria e Giuseppe non si sono mai lamentati del lungo viaggio che hanno fatto per arrivare a Betlemme, del freddo che hanno sofferto a causa della stagione invernale. Non si sono lamentati quando bussavano alle porte delle case per chiedere ospitalit e nessuno li accoglieva. Non si sono lamentati quando lunico posto che hanno trovato era una povera stalla, senza legna da bruciare per fare un po di calore. E nemmeno Ges si lamentato per aver sofferto il freddo e dormito sulla paglia. Impariamo anche noi dalla Sacra Famiglia, cio da Ges, Maria e Giuseppe, a praticare lumilt nella nostra vita.
(Il seguito di questo capitolo molto importante, ma si consiglia di leggerlo a bambini sufficientemente maturi per capirne il significato in modo semplice e naturale)

Un ultimo pensiero riguardo alla nascita di Ges! So che siete abbastanza maturi per capire quello che vi dir. Voi sapete che i bimbi vengono concepiti nella pancia della mamma. Per nove mesi crescono e si nutrono nel grembo materno e, quando sono abbastanza grandicelli per venire alla luce, escono dalla pancia della mamma e cominciano a respirare laria come noi, a nutrirsi del latte materno, finch diventano capaci di camminare e cos via
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Il momento in cui il bambino esce dalla pancia della mamma si chiama parto. Quel momento abbastanza doloroso sia per la mamma che per il bambino. Nel momento della nascita di Ges, invece, n lui n Maria, la sua Mamma, hanno provato dolore. Come mai? E bene che sappiate che Dio aveva preparato per la nascita dei bimbi un parto che non era assolutamente doloroso n per il bimbo, n per la sua mamma. Quando i nostri progenitori hanno peccato e si sono allontanati da Dio, essi hanno perso questo dono speciale che era stato fatto da lui, in vista della nascita di tanti bimbi. Da allora il parto diventato doloroso. Ma con Maria e Ges, Dio ha voluto rinnovare le stesse condizioni che esistevano prima del peccato originale, cio quelle condizioni che facevano parte del suo progetto iniziale. Gi abbiamo visto che Maria era stata generata senza peccato originale, cio Immacolata. Anche Ges, essendo stato generato direttamente da Dio nel grembo di Maria ed essendo lui stesso Dio, era senza peccato originale. Ora, il progetto iniziale di Dio si rinnovato nel momento della nascita di Ges, che venuto alla luce senza dolore per lui e per Maria, la sua Mamma. Questo ci fa capire che, se gli esseri umani non avessero commesso il peccato originale, sarebbero nati tutti senza dolore, come stato per Ges e Maria. Il dolore non stato voluto da Dio, ma stato causato dal peccato degli esseri umani.

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La vita terrena di Ges


Non possibile racchiudere in un piccolo libretto tutti gli episodi della vita terrena di Ges. E comunque nessun libro potrebbe sostituire il Vangelo, dal quale si possono imparare non solo le opere e i miracoli di Ges, ma anche i suoi insegnamenti. Cari bambini, appena siete in grado di farlo, leggete il Vangelo! Non si pu essere veri cristiani se non si conosce il Vangelo! Esso contiene la stessa Parola di Dio, uscita dalla bocca di Ges, vero Dio e vero Uomo! Nella sua vita terrena Ges ha realizzato perfettamente tutto ci che era stato deciso dalla Santissima Trinit per la salvezza del genere umano. Vi ricordate, bambini, che cosa hanno deciso il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo dopo che i nostri progenitori hanno commesso il peccato originale? Labbiamo gi visto parlando della prova degli esseri umani. La Santissima Trinit ha preso una decisione molto importante: la seconda Persona Divina (il Figlio) avrebbe preso la nostra natura umana, cio sarebbe diventato uomo come noi, per poter offrire la Sua Vita per la nostra salvezza! Questa era la sua Missione! E cos Ges ha fatto! In che modo Ges ha offerto la sua Vita per noi? In tanti modi! Vediamoli insieme.

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La giovinezza di Ges
Da piccolo Ges stato sempre obbediente a Maria e Giuseppe, come devono fare tutti i bambini coi loro genitori. Nello stesso tempo egli conosceva bene la Grande Missione che Lo attendeva. A questo proposito, il Vangelo racconta un episodio molto importante. Leggiamolo insieme. I suoi genitori (cio Maria, sua Madre, e Giuseppe, che era considerato suo padre) si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo lusanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Ges rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che Ludivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua Madre gli disse: Figlio, perch ci hai fatto cos? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo. Ed egli rispose: Perch mi cercavate? Non sapevate che Io devo occuparmi delle cose del Padre mio?. Ma essi non compresero le sue parole. Part dunque con loro e torn a Nazaret e stava loro sottomesso. sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Ges cresceva in sapienza, et e grazia davanti a Dio e agli uomini. Cerchiamo di capire il significato di questo episodio. Prima di tutto, ai tempi di Ges si pensava che gli adolescenti allet di dodici anni acquistassero una certa maturit. Essi diventavano responsabili davanti alla legge divina e alla comunit. Ges sceglie questo momento per dare un segno della sua Missione: mentre Maria e Giuseppe partono da Gerusalemme, credendolo nella carovana, cio nella lunga fila di persone che ritorna a casa, egli resta a Gerusalemme e si trattiene nel tempio a parlare coi dottori della legge, facendo domande e dando risposte che manifestano chiaramente la sua
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grande sapienza riguardo alle cose divine. Daltro canto, egli era vero Dio e vero Uomo, come abbiamo detto. Viene da pensare: Ges si dimenticato che Maria e Giuseppe erano in partenza da Gerusalemme? Perch non li ha avvisati? Ha forse commesso un peccato verso di loro? No, cari bambini! Ges non ha commesso alcun peccato! Egli, certamente, non ha avuto la possibilit di avvisare Maria e Giuseppe. Se avesse potuto avvisarli, lavrebbe fatto. Ma le cose sono andate in modo tale che Ges non poteva allontanarsi dal tempio, forse perch avrebbe perduto loccasione di dialogare coi dottori della legge. Fra le due possibilit, cio quella di avvisare Maria e Giuseppe e quella di non perdere il dialogo coi dottori della legge, egli ha giustamente preferito la seconda, perch questa era la volont del suo Padre Celeste. Allora, potremmo domandarci: Hanno sbagliato Maria e Giuseppe, quando hanno detto a Ges quelle parole: Figlio, perch ci hai fatto cos? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo? E stato questo un rimprovero? No, non stato un rimprovero! Maria e Giuseppe non potevano sapere che il Padre Celeste in quel momento voleva che il suo Figlio Divino restasse a Gerusalemme! Essi, fino ad allora, erano abituati a dire a Ges: Fai questo! Fai quello! e lui obbediva sempre, come il migliore dei figli. Il loro stupore, quindi, era giustificato. Perci, neppure Maria e Giuseppe hanno commesso una colpa verso Ges. Ogni tanto Dio permette che avvengano dei fatti che fanno soffrire senza che nessuno ne abbia colpa, ma egli fa cos per mettere alla prova la nostra obbedienza, fedelt e docilit. E, inoltre, Dio ha voluto far capire a tutti che fra i desideri di Dio e i desideri degli esseri umani, sono pi importanti quelli di Dio. Per questo Ges ha risposto: Perch Mi cercavate? Non sapevate che Io devo occuparMi delle cose del Padre Mio?. Vedete, bambini? Ges conosceva gi molto bene la sua Missione.
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Maria e Giuseppe si sono certamente ricordati delle parole che lArcangelo Gabriele aveva detto a Maria nel momento in cui le aveva annunciato la nascita di Ges: Ecco concepirai un Figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Ges. Sar grande e chiamato Figlio dellAltissimo. Ges sapeva di essere il Figlio dellAltissimo e a dodici anni ha voluto dare un piccolo segno della sua Divinit e della sua Missione. Maria e Giuseppe si sono ricordati che il Figlio a loro affidato aveva un compito pi grande di un qualsiasi altro figlio. Hanno capito e accettato. Tornando a casa con Ges non hanno avuto alcun risentimento verso di lui, anzi il loro amore diventato ancora pi forte. Il Vangelo, poi, aggiunge: E Ges cresceva in sapienza, et e grazia davanti a Dio e agli uomini. Questo ci fa capire che Ges, pur vivendo con Maria e Giuseppe, in mezzo alla gente di Nazareth, giorno dopo giorno si preparava sempre di pi alla sua Missione. Cari bambini, facciamo unultima riflessione che riguarda proprio voi. In certi momenti, vi potreste trovare nel dubbio: Devo fare la volont dei miei genitori o la mia volont? La regola questa: Onora il padre e la madre. Questo comandamento significa che bisogna obbedire ai genitori. Soltanto se i vostri genitori vi chiedessero di fare qualche cosa che contro la volont di Dio, allora dovreste preferire Dio ai vostri genitori. Ma in tutti gli altri casi avete il dovere di obbedire ai vostri genitori. Daltro canto, quando voi bambini leggerete queste mie parole, i genitori saranno tutti buoni! Tutta lumanit sar diventata buona! E quindi non succeder pi che un pap o una mamma si mettano contro la volont di Dio!

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La Grande Missione di Ges


Quando giunto il momento stabilito da Dio, Ges ha iniziato la sua Grande Missione. Prima di cominciarla, Ges ha voluto ricevere il battesimo e sottoporsi alle tentazioni nel deserto. Leggiamo che cosa ci dice il Vangelo riguardo a questi due momenti, cominciando dal battesimo di Ges. In quel tempo Ges dalla Galilea and al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni per voleva impedirglielo, dicendo: Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? . Ma Ges gli disse: Lascia fare per ora, poich conviene che cos adempiamo ogni giustizia. Allora Giovanni acconsent. Appena battezzato, Ges usc dallacqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: Questi il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Abbiamo gi detto che Ges, essendo Dio, non aveva alcun peccato. Allora, perch ha voluto essere battezzato? Anche Giovanni Battista se l domandato! Ges non stato battezzato per essere purificato dai suoi peccati (che non esistevano) ma per purificare tutti gli esseri umani dai loro peccati. Vi ricordate, bambini, quando abbiamo detto che tutti gli esseri umani costituiscono una grande famiglia? Facendo lesempio del nostro corpo, abbiamo visto come tutte le parti di esso si aiutano a vicenda e che questo vincolo che le unisce si chiama solidariet. Dopo che i nostri progenitori hanno commesso il peccato originale, doveva essere proprio un essere umano a offrire un atto di Amore perfetto che riparasse loffesa fatta a Dio: doveva essere Uno della famiglia umana a riparare il male fatto!
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Solo Ges era cos puro e cos santo da offrire un atto di Amore perfetto! Ai tempi di Ges, fra gli ebrei cera una tradizione. In un giorno particolare, la comunit degli israeliti offriva due capri uguali fra loro, da sacrificare nel Tempio di Gerusalemme in espiazione dei propri peccati. Il sommo sacerdote compiva un'estrazione a sorte tra i due capri. Il primo era immolato nei pressi dell'altare dei sacrifici, posto all'ingresso dell'edificio del Tempio. Il suo sangue era utilizzato per purificare il tempio e l'altare profanati dai peccati degli Israeliti. Il sommo sacerdote, poi, poneva le sue mani sulla testa del secondo capro e confessava i peccati del popolo di Israele. Il capro veniva quindi condotto in un'area desertica ad alcuni chilometri da Gerusalemme, dove, secondo la tradizione, veniva precipitato da una rupe. Tutti e due i capri servivano come sacrificio espiatorio. In particolare il secondo serviva a cancellare i peccati, portandoli via con s nel deserto. Da questa usanza venuto il termine di capro espiatorio, che significa vittima per i peccati. Ges ha voluto essere la vittima per i peccati di tutti gli uomini e per questo stato trattato come un capro espiatorio, essendo stato sacrificato sulla Croce fuori da Gerusalemme. Esisteva anche unaltra tradizione presso gli ebrei. Quando essi furono liberati dalla schiavit in Egitto, la sera prima della partenza essi immolarono un agnello e col suo sangue intinsero lesterno delle porte, come segno di appartenenza a Dio, e furono salvati dal castigo. Poich Ges ha voluto offrire il suo Sangue per salvare lumanit, in ricordo di quellevento viene chiamato spesso col nome di Agnello immolato, dato che si lasciato sacrificare, come un povero agnello innocente. Anche Giovanni Battista ha chiamato Ges col nome di Agnello, quando lo indicava ai suoi discepoli dicendo: Ecco lAgnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!
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Vedete, bambini, che cosa ha fatto Ges per noi! Per salvarci dal castigo eterno ha offerto la sua stessa Vita! Ritornando al battesimo di Ges, in quel battesimo era raffigurato il sacrificio che egli avrebbe accettato per la nostra salvezza. Per questo, in un altro punto del Vangelo, Ges dice: C un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finch non sia compiuto!. Si riferiva alla sua Passione e Morte. Parliamo ora delle tentazioni nel deserto. Leggiamo il Vangelo. Allora Ges fu condotto dallo Spirito (cio dallo Spirito Santo) nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accost e gli disse: Se sei Figlio di Dio, d che questi sassi diventino pane. Ma egli rispose: Sta scritto: Non di solo pane vivr luomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Allora il diavolo lo condusse con s nella citt santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se sei Figlio di Dio, gettati gi, poich sta scritto: Ai suoi angeli dar ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perch non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede. Ges gli rispose: Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo. Di nuovo il diavolo lo condusse con s sopra un monte altissimo e gli mostr tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: Tutte queste cose io ti dar, se, prostrandoti, mi adorerai. Ma Ges gli rispose: Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto. Allora il diavolo lo lasci ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano. Come tutti gli esseri umani, anche Ges si sottopone alle tentazioni. Che cosa sono le tentazioni? Sono i tentativi che Satana (cio il demonio) fa per allontanarci da Dio, per metterci contro di lui. Fin dal peccato originale, tutti siamo sottoposti alle tentazioni del demonio.

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Vedete, bambini, avere le tentazioni non peccato. Il peccato sta nel lasciarsi cadere nelle tentazioni. Facciamo un esempio. I vostri genitori vi hanno detto di non mangiare il dolce che in frigorifero perch serve per la festa di domenica. Mentre i genitori sono fuori, voi sentite un certo languorino nello stomaco e vi viene in mente che nel frigorifero c una torta molto gustosa. Sentite il desiderio di andare a prendere un bella fetta di dolce, ma vi viene in mente che i vostri genitori ve lhanno proibito. Dentro di voi sentite due voci. Una dice: Mangia la torta! e laltra dice Non mangiare la torta!. Se sarete buoni e obbedienti, deciderete di sopportare un po di fame e di attendere lora di cena. Se sarete cattivi e disobbedienti, vi lascerete prendere dalla tentazione di mangiare la torta e farete dispiacere al pap e alla mamma, i quali saranno costretti a punirvi per la vostra golosit. Qualcuno potrebbe dire: Ma non farebbe meglio Dio a toglierci le tentazioni? No, bambini! Dio permette che noi proviamo la tentazione, perch se rimaniamo obbedienti abbiamo un merito maggiore! Daltro canto, prima della tentazione, Dio ci avvisa: Non fate cos! Sta a noi essere fedeli e, se rispettiamo quel divieto, saremo premiati. Come abbiamo gi visto, Dio lascia libero lessere umano, altrimenti non avrebbe alcun merito nel fare il bene. Per questo anche Ges, come ogni essere umano, ha dovuto vincere le tentazioni del demonio, per insegnarci ad essere forti quando siamo nella prova. Tutta la nostra vita una lunga prova di fedelt a Dio! Se faremo la sua volont saremo premiati al di sopra di ogni nostra aspettativa! Vivremo per sempre con Dio nella gioia pi grande!
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Lannuncio del Regno di Dio


Dopo aver superato le tentazioni del demonio, Ges inizia la sua Grande Missione, cominciando dalla regione chiamata Galilea. Ges predica a gran voce a tutti gli abitanti che incontra: Il tempo compiuto e il Regno di Dio vicino; convertitevi e credete al Vangelo. Questo annuncio molto importante sia per la gente di allora, che per quella di oggi. Perch? La Santissima Trinit, come abbiamo visto, ha deciso di venire incontro agli esseri umani che erano decaduti a causa del peccato. La venuta di Ges sulla terra il momento pi importante del disegno di Amore di Dio. Dopo la sua venuta si salver soltanto chi crede in lui. Non rimarremo per sempre in questo mondo. Un giorno Dio ci chiamer a s e in quel momento solo chi sar buono sar salvato. Ecco perch necessario e urgente credere in Ges, che il Figlio di Dio, mandato dal Padre. Non sappiamo quando Ges torner sulla terra a prenderci, ma in quel giorno dobbiamo essere preparati allincontro con lui. Per essere preparati non basta credere che Ges venuto nel mondo. Bisogna conoscerlo, credere in lui e amarlo con tutto il cuore. Chi ama Ges, deve seguire i suoi insegnamenti e vivere nel modo che egli ci ha indicato. Anzi, bisogna diventare suoi amici, avere i suoi stessi desideri, i suoi stessi pensieri, i suoi stessi sentimenti. Questo il vero Amore! Tutto questo contenuto nelle parole di Ges: Convertitevi e credete al Vangelo Credere al Vangelo non tanto difficile, perch Ges ci chiede proprio quello che il nostro cuore ci suggerisce.
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La scelta degli apostoli


Ges non poteva restare sulla terra duemila anni e pi. La sua vita terrena ha avuto una durata limitata, molto pi corta di quella di tanti altri uomini, perch stato ucciso quando era ancora giovane. Per portare a termine il progetto della Santissima Trinit, Ges doveva fare in modo che la sua opera continuasse anche dopo il suo ritorno al Padre. Per questo Ges si servito della collaborazione degli esseri umani e ha istituito la Chiesa. La Chiesa costituita da tutti coloro che sono in comunione con Ges, e attraverso di lui con la Santissima Trinit. Allinizio Ges non aveva bisogno di tanti collaboratori. Limportante era che imparassero bene i suoi insegnamenti e che fossero ben preparati ad annunciare al mondo che Ges il Figlio di Dio. Ges ne ha scelti dodici. Questi sono gli Apostoli, che significa inviati, cio mandati nel mondo ad annunciare il Vangelo. Tra questi dodici Ges ha scelto Pietro come il primo degli Apostoli. Ancora oggi, il compito di Pietro svolto dal Papa, che il suo successore nel corso dei secoli. Oltre agli Apostoli, che avevano un compito particolare, Ges ha chiamato a s tanti altri discepoli, che significa allievi del Maestro, cio seguaci di Ges. Egli si servito degli Apostoli e dei discepoli per diffondere la sua dottrina in tutto il mondo, fra tutte le nazioni. Il Vangelo ci riferisce i nomi degli Apostoli: Simone (detto Pietro) e Andrea, Giacomo e Giovanni, figli di Zebedo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Giuda Taddeo, Simone il Canano e Giuda Iscariota, quello che poi lo trad.
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I miracoli di Ges
Il Vangelo ci racconta tanti miracoli che Ges ha fatto durante la sua Grande Missione. Questi miracoli sono serviti a dimostrare che Ges non era solo Uomo, ma era anche Dio, perch solo Dio pu fare delle cose cos grandi. I miracoli sono stati di tanti tipi. Ges ha guarito molti malati (sordi, muti, ciechi, paralitici, lebbrosi ecc.) e ha resuscitato alcuni morti (cio li ha riportati in vita). Ha scacciato molti demoni, perch essendo Dio ha potere su tutti, anche sul diavolo che costretto ad obbedirgli. Ha domato la tempesta sul lago, ha camminato sullacqua. Ha moltiplicato pochi pezzi di pane e di pesce, dando da mangiare a migliaia di persone. Ha fatto tante profezie che si sono avverate. Ges faceva i miracoli soprattutto quando la gente credeva in lui. In questo modo egli premiava la fede: Va! La tua fede ti ha salvato! Fra tanti miracoli che Ges ha fatto ve ne voglio ricordare uno, che stato il primo fra tutti e che stato fatto da lui quando ancora non aveva deciso di manifestarsi. Si tratta del miracolo compiuto alle nozze di Cana. Ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e cera la Madre di Ges (Maria). Fu invitato alle nozze anche Ges con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la Madre di Ges gli disse: Non hanno pi vino. E Ges rispose: Che ho da fare con te, o Donna? Non ancora giunta la Mia ora. La Madre dice ai servi: Fate quello che vi dir. Vi erano l sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Ges disse loro: Riempite dacqua le giare; e le riempirono fino allorlo. Disse loro di nuovo: Ora attingete e portatene al maestro di tavola. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato lacqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che
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avevano attinto lacqua), chiam lo sposo e gli disse: Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono. Cos Ges diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifest la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Maria, Ges e i suoi discepoli sono invitati a partecipare a una festa di matrimonio. Ad un certo punto, viene a mancare il vino. Maria se ne accorge e lo riferisce a Ges. Ges comprende che sua Madre si rivolge a lui perch faccia un miracolo. Maria, infatti, sapeva che Ges, essendo Dio, poteva farlo. Ges sa che non ancora arrivato il momento di fare miracoli e, per questo, dice a sua Madre che non ancora giunta la sua ora. Tuttavia, vedendo la premura di Maria, che vuole evitare agli sposi la brutta figura di non aver fatto una buona provvista di vino, e volendo premiare la sua fiducia in lui, decide di fare il miracolo e trasforma lacqua che si trovava nei pressi del banchetto di nozze in un vino squisito. Cos la festa si conclusa in allegria e i discepoli di Ges hanno creduto in lui. Questo episodio importante per tanti motivi. In particolare, ci fa capire che Ges molto sensibile nei confronti di chi crede in lui. Per un atto di fiducia disposto anche a cambiare i suoi programmi. Egli sempre attento alle nostre necessit, ma desidera che siamo noi a invocarlo, perch in questo modo gli dimostriamo la nostra fede e il nostro amore. Inoltre, il miracolo delle nozze di Cana ci mostra la straordinaria capacit di Maria di ottenere Grazie da Dio. Maria non solo Madre di Ges, ma anche Madre di tutti noi (lo vedremo meglio pi avanti). Perci, ricorriamo a lei con fiducia quando abbiamo bisogno di aiuto!
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Maria la pi tenera e amorosa fra tutte le mamme e non ci lascer mai soli, perch sa quanto abbiamo bisogno di lei! A Dio piace concedere a Maria tutto quello che lei chiede per il nostro bene: per questo Maria chiamata giustamente Mediatrice di tutte le Grazie. In conclusione, parlando dei miracoli di Ges, abbiamo visto come Ges voleva premiare la fede di coloro che incontrava e talvolta lo faceva anche in maniera prodigiosa. Ma esiste un grande miracolo che Dio compie ancora oggi, ogni giorno e ogni momento: il MIRACOLO DELLAMORE! Vedete, bambini, come bello vivere di Amore per Dio e per i nostri fratelli! La vita non mai noiosa o triste quando amiamo! Sapendo che lAmore ci rende sempre pi pronti allincontro con Dio, dobbiamo vivere ogni momento della nostra vita trasformandolo in un atto di Amore. Facciamo un esempio. Quando vi svegliate la mattina, invece di perdere tempo a sonnecchiare nel letto, dite a Ges: Eccomi, Ges! Per amore tuo voglio alzarmi subito! Con tutto il mio cuore ti offro questo nuovo giorno! Dammi la forza di compiere ogni mio dovere e di fare sempre la tua volont! Quando andate a scuola, siate allegri e non tristi. Ascoltate i vostri insegnanti, state attenti a quello che dicono, fate tesoro di ci che imparate, perch vi servir nella vita. Non infastidite gli insegnanti e i vostri compagni. Quando vi concesso un po di riposo, fra una lezione e laltra, potete stare in libert. Comportatevi bene: non dite bugie, non usate parole volgari, non arrabbiatevi, non siate violenti. Non siate pigri, ma operosi. Dio vi d la libert, ma ricordatevi di usarla bene.
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Quando tornate a casa, siate servizievoli e rispettate le abitudini della famiglia. Quando siete chiamati a mangiare, non perdete tempo in giochi o altre occupazioni: correte a tavola! Durante i pasti, non urlate e non fate confusione: piuttosto, ascoltate quello che vi dicono i vostri genitori, perch sono loro che hanno la prima parola. Dopo aver pranzato, un breve momento di riposo e poi subito a fare i compiti di scuola, perch giusto il proverbio che dice: Prima il dovere, poi il piacere! Finiti i compiti, se non avete altre cose da fare, dedicatevi pure al gioco. Se giocate con altri bambini, cercate di essere altruisti. Non pretendete di scegliere il gioco che piace a voi: cercate di accontentare anche gli altri, meglio ancora: cercate di accontentare prima gli altri! Durante la giornata, non trascurate di soffermarvi a pensare a Dio e parlategli col cuore! Questa la preghiera pi gradita a Dio: la preghiera del cuore! Bello sarebbe che in tutte le famiglie si dedicasse un po di tempo alla preghiera! Se nella vostra famiglia esiste gi labitudine di pregare, partecipate con impegno e senza distrazioni. Ogni famiglia che prega come un fiore bellissimo e profumatissimo posto davanti a Dio! Mettetelo nelle mani di Maria e lei lo offrir alla Santissima Trinit! Non siate mai tristi! Sorridete! Il vostro sorriso un bel dono che fate a chi vi incontra! Non preoccupatevi di nulla! Quando il vostro cuore nella pace, significa che Dio con voi! Affidate a lui tutti i vostri problemi! Lultimo pensiero della vostra giornata sia per Dio e per Maria! Ecco! Abbiamo fatto un esempio di una giornata offerta a Dio! Questo un grande miracolo: il MIRACOLO DELLAMORE!
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Gli insegnamenti di Ges


Cari bambini, chi potrebbe racchiudere in poche pagine tutti gli insegnamenti di Ges? Nessuno! Come vi ho gi detto, lunico modo per comprendere bene il messaggio di Ges allumanit leggere il Vangelo passo per passo. Qui possiamo soltanto riassumere gli insegnamenti principali che sono: lannuncio del Regno di Dio e il messaggio dellAmore. Quando Dio ha creato gli esseri umani, li ha fatti a sua immagine e somiglianza e li ha chiamati ad essere suoi figli: non Figli Divini (solo Ges Figlio Divino), ma figli umani. Come sapete, i nostri progenitori hanno commesso il peccato originale e hanno perduto la comunione di vita con Dio. E come quando un figlio rinnega il padre e la madre, dicendo che essi non sono pi i suoi genitori. E una cosa orribile! Il padre e la madre sono molto addolorati, ma non vogliono rinnegare il loro figlio. Piuttosto, gli mandano qualcuno perch cerchi di convincerlo a ritornare a casa. Intanto aspettano, aspettano, aspettano. Allo stesso modo, Dio-Padre non ha voluto rinnegare i suoi figli umani, ma ha mandato loro il suo Figlio Divino per riportarli a lui. Per realizzare questo desiderio di Dio-Padre, il suo Figlio Divino si fatto uomo e ha pagato lui stesso il prezzo della ribellione dellumanit. Con la sua Passione e Morte ha riacquistato la comunione di vita fra gli esseri umani e Dio. Essi ora possono ritornare alla casa del Padre e vivere con lui. Lunica cosa che viene richiesta agli esseri umani di credere in Ges e di seguire i suoi insegnamenti. Dio ci ha donato la salvezza, ma siamo noi a doverla accettare. Guardate, bambini, questo molto importante! Non basta che Ges abbia offerto la sua Vita per noi! Noi dobbiamo ricambiarlo col nostro amore e fare quello che lui ci ha detto!
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Ecco, allora, che Ges venuto fra gli esseri umani per annunciare il Regno di Dio, quel Regno che si ottiene credendo in Ges e vivendo secondo i suoi insegnamenti. Ges sapeva che questo Regno non si sarebbe realizzato completamente in poco tempo, ma che sarebbero serviti tanti secoli di lotta fra il bene e il male perch il suo Regno trionfasse anche sulla terra. Ges ha dato inizio al suo Regno nel momento in cui si fatto uomo, per realizzarlo completamente alla fine del mondo. Noi siamo suoi collaboratori nel portare a compimento questo progetto grandioso e dobbiamo aiutarlo col nostro amore e la nostra vita. Ges ha promesso che sar sempre con noi e che ci dar la sua forza. Inoltre, ci ha donato la sua Chiesa che ci guida verso la piena realizzazione del Regno di Dio.

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Il grande messaggio di Amore


Ora parliamo del grande messaggio di Amore, che Ges venuto a portarci. Molto tempo prima della nascita di Ges e, possiamo dire, fin dalle origini dellumanit, Dio aveva fatto capire agli esseri umani che il loro compito su questa terra era quello di amare. Amare significa partecipare alla stessa Vita di Dio che Amore. Chi ama sta lontano dal peccato, perch il peccato contro lAmore. Per evitare il peccato, bisogna amare! Facciamo un esempio, cari bambini. Supponiamo che uno di voi alla mattina si senta svogliato e non si impegni a fare il suo dovere. Non per malattia, ma per cattiva volont! Comincia col non ascoltare la mamma che gli dice di alzarsi per andare a scuola. Poi, costretto a vestirsi in fretta, esce di casa e va a scuola, ma non ha voglia di stare attento. Appoggia la testa sul banco, come per dormire, e viene subito ammonito dallinsegnante che lo rimprovera, mentre gli altri scolari si mettono a ridere e lo prendono in giro. Poi si mette a scrivere sul quaderno, ma fa un mucchio di errori perch distratto e non cerca di stare attento. Alla fine della lezione, linsegnante controlla il quaderno, vede che tutto pasticciato e gli d un brutto voto. Finisce la scuola e va a casa. I genitori lo chiamano a pranzo e lui non obbedisce, trattenendosi a giocare nella sua camera. Poi, dopo essere stato sgridato, si decide ad andare a tavola. Il pap gli chiede: Ci sono novit a scuola?. Il bambino si ricorda di aver preso un brutto voto, ma non lo dice. Durante il pomeriggio, non ha voglia di fare i compiti per il giorno dopo e si perde a giocare con le figurine. Il giorno dopo, torna a scuola malvolentieri. Linsegnante controlla il quaderno del bambino e vede che, oltre al brutto voto che ha preso ieri, non ha nemmeno fatto i compiti per oggi.
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Alla fine della mattina, linsegnante telefona ai suoi genitori e si lamenta del suo cattivo comportamento. Quando arriva a casa, il bambino trova il pap e la mamma che lo stanno aspettando. Che cosa succeder? Immaginatelo voi! Quel bambino ha commesso una lunga lista di peccati: pigrizia, disobbedienza, cattivo comportamento a scuola e a casa, bugia, brutta figura sua davanti ai compagni, brutta figura dei genitori davanti allinsegnante, e cos via Perch tutto questo? Perch non ha voluto vivere con amore! Se avesse amato, avrebbe fatto il suo dovere, avrebbe fatto contenti linsegnante e i suoi genitori e, soprattutto, avrebbe fatto contento Dio! S, perch Dio vede ogni nostro comportamento e gli dispiace quando non amiamo, perch da noi desidera amore! Ecco, quindi, cari bambini, che se amiamo facciamo piacere a Dio e agli altri. E viceversa se non amiamo facciamo dispiacere a Dio e agli altri. Per questo motivo, Ges ci ha detto che esistono due comandamenti principali: lamore verso Dio e lamore verso il prossimo. Voi capite che il primo pi importante del secondo, perch se non amiamo Dio, non siamo nemmeno capaci di amare il prossimo. Alla fine della vita Dio ci giudicher sullamore! Egli esaminer tutta la nostra vita e vedr tutti i nostri comportamenti. Se avremo amato, ci dir: Cari figli miei, voi siete stati obbedienti e avete esaudito il mio desiderio di amore, facendo opere buone! Venite nella mia casa e vivete per sempre con me nella gioia! Se non avremo amato, ci dir: Figli cattivi, io vi avevo creati per amore e desideravo che anche voi riempiste la vostra vita di amore. Ma voi non avete amato n me, n il vostro prossimo! Via dalla mia casa! Andatevene nel luogo che avete meritato, dove vivrete per sempre senza di me e nellinfelicit! Vedete, bambini, come importante amare! Per non dovete essere buoni solo per paura di essere puniti! Dovete essere buoni per fare contento Dio e per fare felice anche il vostro prossimo!
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Il perdono
Ma adesso cerchiamo di capire ancora meglio ci che ci chiede Ges. Prima di Ges, fra la sua gente cera unidea molto diffusa: Se uno ti fa del bene, fagli del bene anche tu! Se uno non ti fa del bene, non fargli del bene neanche tu! Questo modo di pensare metteva dei grossi limiti allamore. Sembrava giusto amare solo quelli che ci amano. Ges venuto a cambiare questa mentalit e ha detto: Amate i vostri nemici. Perch Ges ci chiede questo? Facciamo un esempio. In una famiglia ci sono il pap, la mamma e tre figli. Due dei tre figli sono buoni e ubbidienti, ma il terzo capriccioso e disobbediente. Quando i genitori gli dicono: Fai i tuoi compiti!, lui non li fa. Quando gli dicono: Non dire bugie!, lui continua a dirle. Quando gli dicono: Smetti di urlare!, lui non smette. I due figli buoni soffrono di vedere laltro figlio cos disobbediente e nel loro cuore provano dolore anche per i genitori che cercano di educarlo. Perci gli dicono: Dai! Smetti di fare cos! Sii obbediente e farai felici il pap e la mamma! Ma il fratello capriccioso non ascolta nemmeno loro. Che cosa dovranno fare allora i due fratelli buoni? Mettersi a fare anche loro come quello capriccioso? No, certo. Trattarlo male, come se non fosse nemmeno loro fratello? No. Allontanarlo e disprezzarlo perch non si comporta da figlio buono? No. Piuttosto essi cercheranno di aiutarlo a correggersi, per quanto possibile, e porteranno pazienza con lui. Inoltre, cercheranno di consolare i genitori, comportandosi bene con loro e facendo tutto il possibile perch siano sereni.
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Supponiamo che il figlio capriccioso, col passare del tempo, cambi il suo comportamento. Pu darsi che sia stato un suo compagno cattivo a dargli il brutto esempio. Oppure, pu darsi che il figlio non avesse ancora capito lamore che i suoi genitori hanno per lui. E cos via. Sta di fatto che il figlio che prima era capriccioso, poco alla volta diventa pi buono e obbediente: vede che si sta meglio a fare il proprio dovere, ad essere obbedienti verso i genitori, a voler bene a tutti. Alla fine anche lui diventa un figlio buono. Ecco, allora, che i suoi fratelli che sono stati sempre obbedienti, hanno fatto bene a portare pazienza con lui, a non allontanarlo, a non disprezzarlo. Ora la famiglia tutta unita e felice! Se i due fratelli obbedienti avessero trattato male quello capriccioso, lavessero allontanato, lavessero disprezzato e avessero parlato male di lui coi genitori, forse egli si sarebbe sentito escluso e, diventato pi grande, se ne sarebbe andato da casa, conducendo una brutta vita. In questo caso, si sarebbe perduto per sempre e i due genitori sarebbero vissuti nel dolore per tutta la loro esistenza. Vedete, cari bambini, la cosa pi importante e cercare di salvare tutta la famiglia! I genitori cercano di non perdere nemmeno uno dei figli! Questo soltanto un piccolo esempio. Ma figuriamoci quanto pi Dio, che ci ama immensamente, cerca di salvare tutta la famiglia umana! Egli desidera che noi facciamo tutto il possibile per salvare i nostri fratelli, anche se sono nostri nemici! In fin dei conti, che cosa c di pi bello di ritrovarsi tutti insieme a vivere nella felicit eterna con Dio? Dio aiuta tutti i suoi figli a salvarsi. In particolare, continua a mandare grazie su grazie a quelli che vivono in modo sbagliato. Ma non vuole fare tutto da solo!
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Come, nellesempio della famiglia umana, i genitori hanno avuto bisogno dellaiuto dei due figli buoni, cos anche Dio desidera che tutti i suoi figli si aiutino a vicenda! Oltre ai modi pi diretti per aiutare i nostri fratelli che sono nellerrore, come il buon esempio, le buone parole e la correzione fraterna, Dio ci offre due mezzi straordinari e molto validi: la preghiera e il sacrificio! Ges ci ha insegnato questi principi: Amate i vostri fratelli! Aiutateli! Perdonate loro se vi fanno del male! Pensate solo al loro vero bene, che la salvezza eterna! Fate tutto il possibile perch si convertano e si salvino anche loro! Correggeteli, se potete, altrimenti pregate e sacrificatevi per loro! Quando sarete in Cielo, essi vi ringrazieranno per aver portato pazienza con loro e per averli aiutati con le vostre preghiere! Cos, voi farete felice anche me, perch io desidero che tutti si salvino!

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La parabola del figlio ritrovato


Cari bambini, ora vediamo insieme una parabola che Ges ha raccontato ai suoi discepoli. Che cosa significa parabola? Ges faceva spesso degli esempi, per mezzo di racconti che egli inventava per spiegare meglio i suoi insegnamenti. Anche in questo catechismo avete trovato degli esempi di cose che accadono nella vita e, in un certo senso, si pu dire che anche quelli sono delle piccole parabole. Un giorno Ges, per spiegare bene il perdono cristiano, ha raccontato ai suoi discepoli questa parabola. Un uomo aveva due figli. Il pi giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio pi giovane, raccolte le sue cose, part per un paese lontano e l sperper le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominci a trovarsi nel bisogno. Allora and e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mand nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientr in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi lever e andr da mio padre e gli dir: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono pi degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Part e si incammin verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gett al collo e lo baci. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono pi degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito pi bello e rivestitelo, mettetegli lanello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perch questo mio figlio era morto ed tornato in vita, era perduto ed stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
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Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, ud la musica e le danze; chiam un servo e gli domand che cosa fosse tutto ci. Il servo gli rispose: tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perch lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbi, e non voleva entrare. Il padre allora usc a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ci che mio tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch questo tuo fratello era morto ed tornato in vita, era perduto ed stato ritrovato. * Di tutte le cose importanti che sono racchiuse in questa parabola, ne esaminiamo in particolare tre. La prima che Dio ci lascia liberi. Egli ci dona la vita e ci insegna a viverla bene. Ma se noi ci comportiamo male, egli non ce lo impedisce. Dio cerca in tutti i modi di farci ritornare a lui (anche attraverso le disgrazie che ci accadono), ma vuole che il nostro ravvedimento sia spontaneo e non imposto. La seconda cosa che, per poter essere riammessi alla comunione di vita con Dio, indispensabile il pentimento. Solo il vero pentimento dei nostri peccati, unito al desiderio di non commetterli pi, ci rende degni di ritornare a Dio. Per questo nella parabola Ges sottolinea che il primo atto del figlio che ritorna dal padre un sincero pentimento dei suoi peccati: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te.
------* Questa una parabola molto bella e occorre spiegarla bene ai bambini, soffermandosi passo per passo a commentarla insieme a loro. Non si devono tacere certe parole ed espressioni, pensando che non siano adatte a loro. I bambini devono conoscere la Verit. Anche la conoscenza delle cose negative, se indirizzata al conseguimento del bene, pu essere utile. Se la parabola dice che il figlio ha speso tutti i suoi averi con le prostitute, non si deve tacere questo fatto. Piuttosto bisogna spiegare ai bambini che le donne devono offrire il loro corpo soltanto ai loro mariti e che gli uomini non devono cercare altre donne che loro mogli. Bisogna dire che le donne e gli uomini che vanno contro questa volont di Dio, o che addirittura lo fanno per denaro, commettono un grave peccato, del quale saranno giudicati.
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Senza pentimento non c neanche perdono. Perch? Perch, per tornare a Dio, dobbiamo ricominciare ad amarlo e il primo atto di amore riconoscere di averlo fatto soffrire col nostro peccato. Dopo questo ravvedimento, tutto semplice! Lanima si sente come rinata, ripulita da ogni colpa, capace di amare di nuovo! Se vi capitato, cari bambini, di aver fatto qualcosa che ha addolorato i vostri genitori e voi siete andati da loro a chiedere scusa, pensate come siete stati felici quando vi siete liberati della vostra mancanza. I vostri genitori si sono riempiti di gioia vedendo la vostra sincerit e vi hanno amato ancora di pi! Hanno dimenticato tutto in un attimo e sono stati pronti a fare festa con voi! Cos anche Dio fa festa coi suoi figli che, dopo aver sbagliato, ritornano a lui con cuore sincero! La terza cosa che volevo ricordarvi questa. Quando vediamo che Dio cos buono e generoso verso i figli che si ravvedono e si rallegra moltissimo quando essi ritornano a lui, anche noi dobbiamo rallegrarci con lui. Se noi ci siamo mantenuti nellobbedienza verso Dio e non ci siamo mai allontanati da lui, non dobbiamo essere gelosi se egli felice del ritorno dei figli che hanno sbagliato. Proprio come abbiamo visto prima, limportante salvare tutta la famiglia e non escludere nessuno. Perci anche noi dobbiamo unirci con sincera esultanza alla gioia di Dio che un Padre misericordioso.

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La misericordia e la giustizia di Dio


Cari bambini, leggendo la parabola del figlio ritrovato abbiamo capito quanto Dio sia misericordioso. Non dobbiamo dimenticare, per, che Dio anche giusto. La misericordia e la giustizia sono due qualit di Dio, che in lui sono presenti in modo perfetto. La misericordia non lotta contro la giustizia e la giustizia non lotta contro la misericordia. Per comprendere meglio questa realt, facciamo un esempio, utilizzando unimmagine che ci molto familiare: limmagine del fuoco che brucia nel camino. Nel camino vengono messi alcuni pezzi di legno: sono piccoli e secchi, perci pi facili da accendere. Viene avvicinata a loro una piccola fiamma e subito iniziano ad ardere. Nel camino si forma un piccolo fuoco. Ora occorre per avvicinare alla fiamma altri pezzi di legno, pi grossi per aumentare il calore del camino. Ecco allora che questi pezzi di legno vengono messi a contatto col fuoco, che cerca di avvolgerli con la sua fiamma per farli ardere. Alcuni, avendo una corteccia meno spessa ed essendo abbastanza secchi, si scaldano in fretta, raggiungono la temperatura del fuoco e cominciano a bruciare: ora anchessi fanno parte della fiamma. Altri, avendo una corteccia pi spessa ed essendo intrisi di umidit, fanno maggiore resistenza e non bruciano. Allora bisogna aggiungere al fuoco altra legna secca, perch la temperatura aumenti e la fiamma si allarghi. Alcuni dei pezzi di legno, che prima opponevano resistenza, si lasciano avvolgere dal fuoco fino al punto di infiammarsi anche loro. Ora nel camino c veramente un bel fuoco! E gli altri pezzi di legno che resistono ancora e non vogliono bruciare? Vengono gettati via, perch non servono a nulla.
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Cerchiamo di capire il significato dellimmagine. Il camino il mondo dove il Fuoco dellAmore Divino vuole bruciare. I pezzi di legno sono le creature umane. Quelli pi piccoli e secchi, che fanno presto a bruciare, sono le anime umili e miti. Quelli pi grossi sono le anime pi resistenti e che hanno bisogno di pi tempo per bruciare. Fra questi ultimi, alcuni si sforzano di bruciare: sono le anime che amano il Fuoco e cercano di vincere le loro resistenze e le loro debolezze umane per lasciarsi infiammare. Esse collaborano col Fuoco, si lasciano scaldare e gradualmente iniziano ad ardere. Altri pezzi di legno, per, oppongono ancora resistenza e sembra che non vogliano collaborare col Fuoco: sono le anime dei peccatori incalliti, che tuttavia sono molto care al Fuoco. Allora il Fuoco ricorre ai pezzi di legno che bruciano pi facilmente per aumentare la temperatura del camino e per allargare la fiamma dellAmore Divino: essi sono le anime docili che si offrono totalmente a Dio, che pregano e soffrono per ottenere misericordia per le anime in pericolo. Quei pezzi di legno che fino allultimo resistono al Fuoco, perch non vogliono bruciare con Lui, sono le anime dei cattivi che non fanno nulla per meritare la salvezza e non servono ad altro che ad essere gettate via, cio allInferno. Ecco, bambini, in questo esempio vediamo sia la misericordia che la giustizia di Dio. La misericordia fa di tutto per salvare i peccatori (che sono raffigurati nei pezzi di legno che non si lasciano bruciare), ma, quando tutti i tentativi si sono dimostrati inutili, i cattivi vengono abbandonati a se stessi per sempre. Ges ci ha insegnato che esistono due realt molto precise: il Paradiso e lInferno. In Paradiso vanno le anime dei buoni, che sono quelli che hanno amato sia Dio che i loro fratelli. AllInferno vanno le anime dei cattivi, che sono quelli che non hanno amato n Dio n i loro fratelli.
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Esiste, poi, una terza realt che si chiama Purgatorio (che significa luogo di purificazione) dove vanno quelle anime che non sono state n cos buone da meritare di andare direttamente in Paradiso, n cos cattive da meritare lInferno. Queste anime hanno dato un po di amore a Dio e ai loro fratelli, ma non si sono sforzate abbastanza per fare tutto ci che Dio si aspettava da loro: non sono state abbastanza generose, non sono state abbastanza umili, non sono state abbastanza pure. Ecco perch queste anime hanno bisogno di purificarsi per arrivare in Paradiso e stare per sempre alla presenza di Dio. Per loro Dio ha creato il Purgatorio, dove si rendono conto dei loro peccati e soffrono di non aver amato abbastanza Dio e i loro fratelli. Questo dolore che provano in continuazione le purifica da tutte le loro colpe, rendendole belle e splendenti come le anime che sono in Paradiso. Solo allora Dio le accoglie presso di s. Il Paradiso, il Purgatorio e lInferno sono tre luoghi. Non sappiamo con precisione come sono fatti: Dio li ha mostrati solo a poche anime prescelte, perch vuole che li conosciamo a tempo debito. Di certo sappiamo che il Paradiso sar un luogo bellissimo, dove le nostre anime vivranno in compagnia di Dio per leternit! Ci sar Maria, con tutti gli angeli e i santi! Sar un luogo pieno di luce, di gioia, di canti! Quando i nostri corpi risorgeranno, noi potremo vedere coi nostri occhi, udire con le nostre orecchie, parlare con la nostra lingua e lodare Dio con il nostro cuore! Del Purgatorio abbiamo gi parlato. LInferno un luogo di grandissima sofferenza, superiore a quella che si pu provare sulla terra. Ci abitano i demoni (cio gli angeli che si sono ribellati a Dio) e gli esseri umani che non hanno voluto salvarsi. Noi dobbiamo credere veramente che queste realt esistono. Tutta la nostra vita deve essere usata per amare Dio e i nostri fratelli, in modo da meritare il Paradiso ed evitare di andare allInferno. Fare la volont di Dio non difficile: basta vivere con amore ogni giorno della nostra vita.
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La parabola di Lazzaro e delluomo ricco


Per confermarci che il Paradiso e lInferno esistono realmente, Ges ha raccontato una parabola. Cera un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero mor e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Mor anche il ricco e fu sepolto. Stando nellinferno tra i tormenti, lev gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi piet di me e manda Lazzaro a intingere nellacqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perch questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di pi, tra noi e voi stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, n di cost si pu attraversare fino a noi . E quegli replic: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perch ho cinque fratelli. Li ammonisca, perch non vengano anchessi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mos e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andr da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mos e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi.* In questa parabola notiamo che dalla vita che conduciamo sulla terra dipende realmente la nostra vita futura. Se nella vita abbiamo avuto molte difficolt e sofferenze, nel Paradiso saremo ripagati con tanta gioia e felicit.
------* Anche questa una parabola molto significativa. Occorre spiegare ai bambini il significato di alcuni termini (vestiva di porpora e di bisso, banchettava lautamente, fu portato dagli angeli nel seno di Abramo - questa espressione va messa in relazione col nostro Paradiso -, Mos e i Profeti - che oggi noi possiamo sostituire con Sacre Scritture-, e cos via.
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Se nella vita abbiamo cercato soltanto piaceri e soddisfazioni, senza dare amore n a Dio n ai nostri fratelli, nellInferno saremo ripagati con dolori e tormenti. Le anime che sono in Paradiso non possono aiutare quelle che sono allInferno, perch esse hanno avuto durante la loro vita tutti gli aiuti che Dio poteva dare a loro. Le anime che sono allInferno non possono pi pentirsi e andare in Paradiso, perch il tempo a loro disposizione finito. Non bisogna farsi ingannare dalle parole che dice luomo ricco! Quando egli dice: Padre Abramo, abbi piet di me e manda Lazzaro a intingere nellacqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perch questa fiamma mi tortura chiede una cosa ingiusta, perch dopo essere stati condannati non c pi consolazione. Quando dice: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perch ho cinque fratelli. Li ammonisca, perch non vengano anchessi in questo luogo di tormento, non lo dice per amore dei suoi fratelli, ma per chiedere anche qui una cosa ingiusta: essi hanno gi tutto il necessario per salvarsi. Quando dice: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andr da loro, si ravvederanno, non chiede una cosa possibile, ma una cosa impossibile: abbiamo gi la Parola di Dio, che cosa ci manca? Quindi luomo ricco non pentito, ma cerca solo di imbrogliare il padre Abramo! Oggi possiamo dire che il Vangelo per noi una scuola completa, una fonte di grazia e benedizione, una via di perfezione e di salvezza! Vi ripeto ancora, cari bambini, leggete il Vangelo! Imparerete a conoscere Ges e ad amarlo al di sopra di tutti e di tutto!

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Le beatitudini
E ora veniamo al punto pi importante della predicazione di Ges. Vedendo le folle, Ges sal sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: Beati i poveri in spirito, perch di essi il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perch saranno consolati. Beati i miti, perch erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perch saranno saziati. Beati i misericordiosi, perch troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perch vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perch saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perch di essi il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perch grande la vostra ricompensa nei cieli. Cos infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. Cari bambini, nella parabola di Lazzaro e delluomo ricco abbiamo visto come quelli che soffrono sulla terra, accettando tutte le difficolt che Dio permette (nel suo disegno di salvezza che ha stabilito per noi), nella vita eterna ricevono un premio molto superiore alle loro fatiche! In questo discorso sulle beatitudini, Ges innalza il suo insegnamento ai pi alti livelli. Beati i poveri in spirito, perch di essi il regno dei cieli. Qui Ges si riferisce agli umili, cio a quelli che non sono vanitosi, che non cercano di apparire grandi, che non vogliono sembrare pi bravi degli altri, che non pretendono i primi posti, ma si accontentano di vivere nella semplicit, nel silenzio, nel nascondimento (cio senza essere al centro dellattenzione). In questo abbiamo un esempio meraviglioso: Maria, la Madre di Ges e di tutti noi.
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Beati i miti, perch erediteranno la terra. Quando queste mie parole saranno lette, il mondo sar gi cambiato. Il demonio sar gi stato sconfitto e scacciato da questo mondo, nel quale oggi sembra avere un potere invincibile. Allora si vedr chiaramente la realizzazione delle parole di Ges, che ha promesso di restituire la terra alle persone miti, che la possederanno, la governeranno, la renderanno ancora pi bella, partecipando al Regno di Ges che si estender a tutto il mondo. Beati i puri di cuore, perch vedranno Dio. Quando il demonio sar stato vinto e gli sar tolto ogni potere, sparir dai cuori degli uomini la malizia. Essi non cercheranno pi di fare il male, ma vivranno solo per fare il bene. Allora i cuori degli uomini saranno puri! Ogni persona sar bellissima e splender di una luce spirituale: la luce della grazia! Non ci saranno pi le tenebre del male, dellerrore, dellinganno e tutti potranno vedere la luce di Dio! Beati gli operatori di pace, perch saranno chiamati figli di Dio. Il Regno di Ges sar un Regno di Pace, nel quale, dopo tante guerre, violenze e soprusi, finalmente i pacifici si riposeranno! Essi saranno chiamati figli di Dio perch Dio sar la loro pace e la loro consolazione. Beati i misericordiosi, perch troveranno misericordia. Chi avr continuato ad amare i propri fratelli, chi avr avuto la forza di perdonare anche i suoi nemici, chi sar stato misericordioso con tutti verr amato da Dio, che si dimenticher dei suoi peccati. Beati gli afflitti, perch saranno consolati. Tante persone oggi sembrano tartassate nella vita: chi ha delle malattie, chi deve affaticarsi molto per mantenere la sua famiglia, chi non aiutato, chi non si sente amato, chi non si sente capito. Dopo il peccato originale, tutti gli esseri umani hanno dolori e sofferenze, ma Ges, portando la sua grande Croce, ci ha insegnato a portare la nostra piccola croce e ci ha promesso che un giorno saremo consolati: avremo uneternit di gioia e di felicit!
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Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perch saranno saziati. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perch di essi il regno dei cieli. Cari bambini, voi non potete immaginare quante ingiustizie sono state commesse nella storia dellumanit, quanti esseri umani sono stati offesi, maltrattati, torturati, uccisi! Quanto hanno sofferto i deboli, gli oppressi, gli abbandonati! Ma Ges liberer tutta questa povera umanit facendo trionfare il suo Regno di Amore e di Pace gi qui sulla terra. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perch grande la vostra ricompensa nei cieli. Cos infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. Ges ci invita addirittura a rallegrarci e ad esultare quando ci accade di essere insultati e perseguitati. Vi sembra strano? No. Voi, bambini, avete gi capito che Ges ci chiede di offrirgli tutto, soprattutto le incomprensioni e le tribolazioni che soffriamo perch con queste noi possiamo salvare non solo le nostre anime ma anche quelle di tanti nostri fratelli che hanno bisogno del nostro aiuto per arrivare in Paradiso. Quando saremo in Cielo, gioiremo non solo per noi, ma anche per loro! Questa la grande ricompensa che Ges ci promette!

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La santit
Chi vive secondo gli insegnamenti di Ges, contenuti nel discorso sulle beatitudini, diventa sicuramente santo! Abbiamo visto che Ges parla di alcune categorie di persone: gli umili, i miti, i puri di cuore, gli operatori di pace, i misericordiosi, gli afflitti, ecc. Ognuna di queste categorie di persone pratica una particolare virt. Che cos la virt? Possiamo dire che la virt lesercizio del bene, continuato nel tempo. Fare un atto di bene non difficile, ma riuscire a continuarlo per molto tempo pi difficile. Facciamo un esempio. Un tuo compagno di scuola si fatto male a una gamba e deve rimanere a casa per un mese. Durante questo periodo non riesce ad andare a scuola e non sa come fare a procurarsi i compiti che linsegnante d al resto della sua classe. Un giorno ti senti di andare a casa sua per fargli compagnia. Gli domandi come sta, se sente molto dolore. Poi gli racconti come va la vostra classe, che cosa successo di particolare, quali nuove cose avete studiato, e cos via. Tutto questo una bella cosa, certo! Il tuo compagno di scuola ti sar riconoscente perch sei andato a trovarlo e se ne ricorder. Ma se, parlando con lui, ti accorgi che desidererebbe seguire da casa i compiti che vengono dati alla classe e ti senti di portarglieli tu stesso ogni giorno, fino a quando non torna a scuola, questo una cosa ancora pi bella! Infatti, offrendogli il tuo aiuto, tu fai non un solo atto di bene, ma molti atti di bene. Ti coster fatica uscire di casa ogni giorno per un mese intero, andare a trovare il tuo amico, spiegargli ci che avete studiato e dettargli i compiti da fare, ma alla fine gli avrai reso un servizio molto utile e lui ti sar ancora pi riconoscente! Un solo atto di generosit ha gi un certo valore, ma quando la generosit diventa una qualit abituale, essa si trasforma in virt.
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Ecco, allora, che quelle categorie di persone, di cui ha parlato Ges nel discorso delle beatitudini, hanno tutte una qualit in comune: hanno fatto non un solo atto di bene, ma tanti atti di bene, durante tutta la vita! Gli umili si sono sempre comportati con semplicit e modestia. I miti non si mai arrabbiati, ma sono rimasti tranquilli e sereni anche nelle difficolt. I puri di cuore si sono sempre tenuti lontani dalla malizia e hanno conservato la loro anima bianca come la neve. Gli operatori di pace non si sono stancati di aiutare gli altri ad andare daccordo fra loro. I misericordiosi hanno saputo perdonare quelli che hanno fatto loro del male. Gli afflitti hanno avuto la pazienza di sopportare tante tribolazioni, senza disperarsi e avendo sempre fiducia in Dio. E bello essere uno di quelli che fanno parte di queste categorie! Ges li chiama Beati!, perch essi riceveranno in premio il Paradiso! Ancora pi bello possedere pi di una virt! Dio se ne compiace molto! Sono pochi quelli che riescono a possedere tutte le virt insieme! Un esempio meraviglioso di perfezione Maria Santissima! Larcangelo Gabriele lha chiamata Piena di Grazia!, perch in Maria sono presenti tutte le virt al pi alto livello! Chi si sforza di praticare le virt, con laiuto di Dio, diventa santo! Dio vuole che ognuno di noi diventi santo! Infatti Ges ha detto: Siate perfetti (cio santi) come perfetto il Padre vostro celeste. Diventare santi gi su questa terra significa essere pronti per entrare direttamente in Paradiso al termine della nostra vita terrena. Ma non solo! Essere santi significa anche aiutare tanti nostri fratelli a raggiungere il Cielo, perch la santit attira le grazie di Dio anche su di loro!
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Naturalmente, per diventare santi ci sono delle condizioni! Bisogna scacciare dalla nostra vita tutto ci che non piace a Dio! Che cos che non piace a Dio? Il peccato! Quindi, dobbiamo liberarci da ogni peccato! Come si fa? Chi vuole essere umile non deve mai inorgoglirsi. Chi vuole essere mite non deve mai arrabbiarsi. Chi vuole essere puro deve evitare i pensieri impuri, i sentimenti impuri, le azioni impure. Chi vuole essere paziente deve accettare tutte le prove della vita. Chi vuole essere caritatevole deve essere generoso col suo prossimo. In conclusione, bisogna togliere dal proprio cuore tutto ci che male, in modo che esso sia pronto per riempirsi di tutto il bene! Solo a questo punto Dio pu entrare nel nostro cuore! Per questo Ges ha detto: Se uno mi ama, osserver la mia parola e il Padre mio lo amer e noi (cio il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo) verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Prendere dimora significa abitare: Dio vuole abitare in noi! Dio Amore e quando entra nelluomo lo riempie di S, cio di Amore. Perci, dopo essersi donato interamente a Dio, luomo ama con lAmore di Dio, pensa in conformit al pensiero di Dio, comprende ci che gli insegna la sapienza di Dio.

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La preghiera
Cari bambini, voi sapete bene che, per vivere su questa terra, occorre respirare. Attraverso la bocca e il naso lossigeno che contenuto nellaria entra nei polmoni, rigenera il sangue e d forza a tutto lorganismo. Quindi, la respirazione una funzione importantissima! Anche se noi nemmeno ci accorgiamo di respirare, perch lo facciamo automaticamente, senza laria non potremmo vivere! Noi esseri umani, per, abbiamo sia un corpo, che unanima. E possiamo dire che, in un certo senso, anche lanima deve respirare. Come il nostro corpo ha bisogno dellaria, cos il nostro spirito ha bisogno della preghiera. Che cosa succede nella preghiera? Nella preghiera la nostra anima si distacca dalle cose materiali e si innalza verso Dio. Poco alla volta, il nostro spirito (che la parte pi elevata dellanima) raggiunge Dio, lo sente presente, entra in comunione con lui e si lascia avvolgere dal suo Amore. Possiamo dire che, nella preghiera, ci sentiamo abbracciati a Dio e, in questo abbraccio, ci scambiamo tanto Amore. Vedete, bambini, anche noi esseri umani, quando vogliamo trasmetterci amore sentiamo il desiderio di abbracciarci. Se incontriamo una persona cara che non vediamo da tempo, non possiamo fare a meno di stringerla fra le nostre braccia e salutarla con un bacio. Questo molto bello! Anche con Dio possiamo fare la stessa cosa! Se cerchiamo un luogo adatto per stare con lui e facciamo silenzio fuori e dentro di noi, dopo un po sentiamo il suo Amore che si avvicina a noi e ci avvolge. Se ci lasciamo abbracciare da lui e anche noi lo abbracciamo, che sensazione di pace, di gioia e di felicit!
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Se rimaniamo con lui per un po di tempo, fino a quando lui desidera, Dio ci comunica tante cose: ci ispira pensieri buoni e giusti, ci d la forza di amare, di vivere bene e di essere generosi coi nostri fratelli! Ecco perch possiamo dire che la preghiera il respiro dellanima! E molto utile dire preghiere che gi conosciamo (come il Santo Rosario ecc.), ma poco alla volta dobbiamo imparare a dire preghiere spontanee, che ci sgorgano dal cuore! Queste sono le preghiere pi gradite a Dio! Col passare del tempo, se siamo costanti nel cercare questi momenti di incontro con Dio, arriveremo alla preghiera del cuore, che la forma pi bella di preghiera! Ci accorgeremo che, durante la nostra giornata, saranno sempre di pi le occasioni per rivolgerci a Dio e la nostra diventer una preghiera continua, che avvolger tutti i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni! Non crediate, bambini, che la preghiera tolga tempo al gioco, al divertimento e a tanti altri interessi! Quando lanima in pace con Dio e con i fratelli, pu fare qualsiasi cosa e continuare a pregare! Facciamo un esempio. State giocando a pallone coi vostri amici. Avete fatto due squadre e state per iniziare la partita. Raccoglietevi un attimo dentro voi stessi e impegnatevi a giocare in modo corretto, senza fare male ai vostri avversari, senza dare spinte e urti, senza ritenervi troppo bravi, senza voler fare tutto da soli, ma dando occasioni di gioco anche ai vostri compagni, senza arrabbiarvi se le cose non vanno come voi desiderate e se, addirittura, perdete la partita. Alla fine, il vostro spirito sar in pace, perch vi siete comportati bene! E questa vostra lealt piacer molto a Dio! Un ultimo consiglio. Nella preghiera, cercate di rimanere raccolti, senza distrazioni, senza agitazione, senza fretta, senza preoccupazione per ci che farete dopo. E importante che quei momenti, in cui state con Dio, siano solo per lui! Egli vi ricompenser con tante e tante grazie!
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Veri amici di Ges!


Il pi bellaugurio che vi posso fare, cari bambini, quello di diventare veri amici di Ges! Dopo quello che abbiamo visto fin qui, non tanto difficile dire come si fa a diventare veri amici di Ges! Bisogna imparare a conoscerlo, leggendo il Vangelo che riporta la vita di Ges, le sue opere, le sue parole. Bisogna imparare ad amarlo, seguendo i suoi insegnamenti e dedicando la propria vita a lui. Bisogna praticare le virt, cio essere umili, miti, puri di cuore, pazienti, misericordiosi, caritatevoli verso tutti. Bisogna evitare i peccati e mantenersi in grazia di Dio.* Bisogna fare le opere di bene e ricevere i sacramenti.** Bisogna pregare spesso ed avere confidenza con Ges. Bisogna essere suoi testimoni davanti a tutti, dando un buon esempio di vita cristiana. Bisogna cercare di capire i desideri di Dio su di noi e fare sempre la sua volont. Bisogna accettare i momenti di fatica, di sacrificio e di dolore, senza pensare troppo a se stessi, ma offrendo tutto a Dio. In definitiva, bisogna amare tanto Dio e i fratelli! Seguendo questa via possiamo diventare veri amici di Ges! Ges sar felice di noi e in Cielo ci ricompenser mille volte di pi di quello che abbiamo fatto per lui! Questa la via della santit!
------* Bisogna spiegare ai bambini, che, se commettono qualche peccato, non si devono disperare o avvilire. Basta che si pentano subito del dispiacere che hanno dato a Dio ed eventualmente al prossimo, che chiedano perdono a Dio e a chi hanno offeso, ricorrendo appena possibile al sacramento della penitenza. ** In questo libretto non possibile parlare diffusamente dei sacramenti, per i quali occorre una specifica preparazione. Basta ricordare ai bambini quelli che hanno gi ricevuto e che, quindi, conoscono meglio, come il battesimo, la comunione, la cresima ecc.
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LEucaristia
Cari bambini, allinizio di questo catechismo vi ho detto: quella che desidero raccontarvi non una favola, ma una meravigliosa Verit. Spero di avervi dato unidea di questa meravigliosa Verit, cominciando col parlare di Dio, della Santissima Trinit, della creazione degli angeli, delluniverso e degli esseri umani. Poi abbiamo visto come gli esseri umani hanno peccato e come Dio non li ha condannati per sempre, ma ha stabilito di offrire loro una via di salvezza, per mezzo del suo stesso Figlio che si fatto uomo, che ha annunciato il Regno di Dio, ha fatto molti miracoli e ci ha donato i suoi insegnamenti. Prima di parlare dellultima parte della vita terrena di Ges, cio della sua Passione, Morte e Risurrezione, dobbiamo parlare dellistituzione del sacramento dellEucaristia. Nella sera del Gioved Santo, Ges ha voluto cenare coi suoi dodici apostoli. Durante questa cena ha dato loro molti insegnamenti. Ha voluto lavare loro i piedi, per insegnare come bisogna essere servizievoli gli uni verso gli altri. Ha pregato il Padre e gli ha chiesto di custodire sempre i suoi discepoli e di conservarli uniti e fedeli. Ha promesso di inviare loro lo Spirito Santo che li avrebbe fortificati. In particolare Ges, durante quellultima cena, ha istituito il sacramento dellEucaristia, nella quale sono realmente presenti il suo Corpo e il suo Sangue, che lui ha voluto offrire per la nostra salvezza e per nutrirci di s per tutti i secoli futuri. Nellofferta del suo Corpo e del suo Sangue Ges ha anticipato tutto ci che avrebbe vissuto poche ore dopo. E ha voluto fare di questa offerta del suo Corpo e del suo Sangue un dono perpetuo ai suoi amici di allora, di oggi e di sempre.
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Ges ha detto: In verit, in verit vi dico: se non mangiate la carne del Figlio delluomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la Vita eterna e io lo risusciter nellultimo giorno. Perch la mia carne vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la Vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos anche colui che mangia di me vivr per me. Questo il Pane disceso dal Cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo Pane vivr in eterno Quando riceviamo lEucaristia, il Corpo e il Sangue di Ges entrano veramente in noi per nutrire la nostra anima, per donarci tutte le grazie, per renderci puri e santi, per far s che un giorno anche noi possiamo risorgere alla Vita eterna. Con quanta gioia, con quanta riconoscenza, con quanto amore dobbiamo ricevere questo grandissimo dono! NellEucaristia Ges stesso che si dona a noi! Noi dobbiamo ricambiarlo in tutti i modi, ringraziandolo, amandolo, promettendogli di seguire i suoi insegnamenti e di vivere santamente! Oltre a riceverlo nellEucaristia, possiamo anche andare a visitarlo in chiesa dove Ges sempre presente, dentro il tabernacolo! L possiamo soffermarci a parlare con lui, per dirgli che lo amiamo! Anche una breve visita rende Ges tanto felice! Con il dono del suo Corpo e del Suo Sangue Ges ci ha dimostrato come desidera vivere in noi e renderci partecipi della sua vita divina. Purtroppo, per, la sera del Gioved Santo mentre Ges cenava coi suoi apostoli, uno di loro chiamato Giuda Iscariota, che aveva gi deciso di tradirlo, dopo aver ricevuto lEucaristia si allontan da loro e and dai sommi sacerdoti a prendere le guardie che dovevano arrestarlo.
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La Passione e Morte
Dopo aver finito la cena, Ges prese con s gli apostoli e si avvi verso un giardino, chiamato lOrto degli Ulivi. Qui si mise a pregare, per prepararsi a quello che doveva accadere. Mentre pregava, prov un dolore immenso, vedendo tutta la cattiveria che avrebbero riversato su di lui non solo gli uomini di allora, ma anche tutta lumanit futura. La sua angoscia fu tale che arriv a sudare sangue. Quando si alz dal suo luogo di preghiera, trov gli apostoli addormentati, perch non erano stati capaci di vegliare e di pregare con lui. Mentre stava per allontanarsi da quel luogo, fu raggiunto dalle guardie dei sommi sacerdoti e Giuda Iscariota, per farlo riconoscere, gli diede un bacio, un bacio non di amore ma di tradimento! Le guardie presero Ges, lo legarono e lo portarono via. Allora i suoi apostoli lo abbandonarono e scapparono. Quella notte Ges fu giudicato dal sommo sacerdote Caifa, che poi lo fece mettere in prigione. Al mattino del Venerd Santo, Ges fu incatenato e condotto da Ponzio Pilato, che era il governatore romano, il quale lo interrog e non trov in lui alcuna colpa. Era usanza che, in occasione della Pasqua degli ebrei, il governatore liberasse un prigioniero ebreo. Ponzio Pilato avrebbe voluto liberare Ges, perch capiva che era innocente. Poich, per, tutta la gente continuava a gridare, Pilato condusse Ges davanti al popolo e chiese chi doveva liberare, Ges (che era innocente) o Barabba (che era un delinquente). Il popolo a gran voce chiese che venisse liberato Barabba e che Ges fosse crocifisso.

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Ponzio Pilato, si lav le mani, come segno che non voleva assumersi la colpa di uccidere un innocente, poi fece flagellare Ges e lo consegn ai suoi soldati perch fosse crocifisso. La crocifissione era una pena di morte terribile, inventata dai romani. Il condannato veniva inchiodato o legato ad una croce di legno e lasciato morire su di essa. Ges dovette caricare sulle sue spalle la croce e salire con essa fino alla sommit di un colle chiamato Calvario.* La gente si era messa sui due lati della via che conduceva al Calvario per vedere come si sarebbe comportato Ges. La maggior parte era cattiva e urlava, dicendo brutte parole contro di lui. I soldati erano severi e tiravano Ges con una corda perch non si fermasse. Immaginiamoci in che stato era ridotto Ges! Dopo aver passato una notte di dolore in prigione, dopo essere stato flagellato con dei dolorosissimi colpi di frusta, dover ricevuto sul capo una corona di spine che gli faceva scendere molto sangue sul viso, ora doveva anche trasportare una pesantissima croce e con essa percorrere tutta la strada che conduceva fin sulla cima del Calvario! Ges aveva una febbre fortissima e la perdita di sangue dovuta alla flagellazione e alla corona di spine gli toglieva le forze. Per questo, lungo la via del Calvario, Ges caduto per ben tre volte, tirandosi addosso la pesante croce. I soldati romani non volevano che lui si fermasse, perch tutto doveva concludersi entro quel giorno, dato che il giorno successivo sarebbe stato un giorno di festa per gli ebrei.
------* C una preghiera molto bella che contiene il racconto della Passione di Ges e si chiama La via della Croce (Via Crucis in latino, cio nella lingua degli antichi romani). Quando partecipiamo alla Via della Croce, il nostro cuore entra nel momento pi duro della sofferenza di Ges e penetra nelle profondit del suo dolore. Questo fa bene alla nostra anima, perch ci riempie di amore per Ges e di gratitudine per quanto ha patito per noi.
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A un certo punto, vedendo che Ges non ce la faceva pi, i soldati presero un uomo che si trovava l e gli imposero di portare la croce. Poi, quando Ges giunse sulla collina, gli tolsero le vesti, lo distesero sulla croce e lo inchiodarono mani e piedi. Quindi, alzarono la croce alla quale avevano inchiodato Ges e la misero dritta, infilandola in un buco fatto nel terreno. Di fianco a Ges si trovavano due delinquenti, anche loro crocifissi, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Sotto la croce cerano Maria, la Madre di Ges, lapostolo Giovanni ed alcune donne che volevano bene a Ges. Insieme lo consolavano con la loro presenza. La gente, invece, non si stancava di urlare offese e bestemmie contro Ges, invitandolo a scendere dalla croce, dato che egli aveva dichiarato di essere Figlio di Dio. Ma Ges voleva arrivare fino in fondo e offrire la sua vita per noi. Perci, sopportava tutto in silenzio, con grande umilt. Quando Ges sent che stava per morire, guardando Maria, sua Madre, e lapostolo Giovanni, che erano sotto di lui, disse a Maria: Ecco il tuo figlio! e a Giovanni: Ecco la tua Madre!. Dopo aver passato tre ore di grandissima sofferenza sulla croce, sfinito per la grande perdita di sangue e non riuscendo pi a respirare, Ges ha emesso lultimo respiro ed morto. Cari bambini, questo solo un riassunto della Passione e Morte di Ges. Bisogna leggere il Vangelo: l sono raccontati tutti i particolari! L si pu comprendere fino in fondo quanto Ges ci ha amati e quanto dolore ha voluto patire per salvare le nostre anime!

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Un pensiero particolare vogliamo rivolgere anche a Maria Santissima. Pensate quanto ha sofferto Maria! Lei lo aveva generato, sapendo che in lui, oltre alla natura umana, cera anche la natura divina. Lo aveva fatto crescere, lo aveva assistito giorno per giorno, fino a quando ha iniziato la sua missione. Lo aveva sempre ascoltato, come la pi attenta dei suoi discepoli. Aveva capito che Ges doveva morire, perch era nato per salvare lumanit. Ma, come Madre di lui, non si mai opposta alla sua missione di redentore. E anche sotto la croce del figlio, non si mai ribellata, pur sapendolo innocente, come un Agnello senza macchia. Eppure, il suo dolore stato immenso, perch lei vedeva in Ges sia il suo Figliolo, sia il suo Dio. A sua Madre Ges ha affidato lapostolo Giovanni e, insieme a lui, le ha affidato tutti noi. Perci, come Giovanni, anche noi siamo figli di Maria. Lei nostra Madre e per questo ancora oggi, dal Cielo, continua ad occuparsi di noi con un amore e una premura superiore a quella di tutte le mamme terrene. Dopo la morte di Ges, Maria ha accolto fra le sue braccia il suo corpo senza vita ha pianto su di lui. Ma non ha perso la certezza della sua risurrezione, perch credeva fermamente alle parole di Ges che aveva detto che sarebbe risuscitato il terzo giorno. Il Sabato Santo, mentre il corpo di Ges era deposto nel sepolcro, Maria era lunica a credere totalmente nella sua risurrezione. Per questo il giorno di sabato dedicato a Maria. Maria ha certamente visto Ges risorto e ha esultato della sua bellezza indescrivibile. Quando Ges, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, asceso al Cielo, ha voluto che la sua Mamma Santissima rimanesse in terra ancora per un po di tempo, per aiutare la Chiesa che era appena nata. Con gli apostoli Maria ha atteso nel cenacolo larrivo dello Spirito Santo. Poi li ha seguiti nella loro predicazione, confortandoli e sostenendoli col suo amore e la sua sapienza. Oggi noi siamo immensamente riconoscenti a Maria per il dolore che ha sofferto per noi e per lamore con cui ci segue dal Cielo!
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La Risurrezione
Allalba del terzo giorno, la Domenica, Ges risorto. Ascoltiamo il racconto del Vangelo. Passato il sabato, allalba del primo giorno della settimana (che era la Domenica), Maria di Mgdala e laltra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accost, rotol la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma langelo disse alle donne: Non abbiate paura, voi! So che cercate Ges il crocifisso. Non qui. risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; l lo vedrete. Ecco, io ve lho detto. Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare lannunzio ai suoi discepoli. Ed ecco Ges venne loro incontro dicendo: Salute a voi. Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Ges disse loro: Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e l mi vedranno. Che cos accaduto? Allalba della Domenica il corpo senza vita di Ges si trovava nel sepolcro. Ad un certo punto il corpo inizia a riprendere vita, il cuore ricomincia a battere, il sangue inizia a circolare, i polmoni riprendono a respirare. Ges apre gli occhi e si alza dalla pietra su cui era disteso. Langelo rotola via il masso che chiudeva la porta del sepolcro e Ges esce fuori splendente di una luce intensissima: egli realmente vivo! Le donne che si erano recate al sepolcro lo vedono in tutta la sua bellezza. Ges le invita ad andare ad annunziare agli altri discepoli la sua Risurrezione! Ridare vita a un corpo morto una cosa impossibile agli uomini. Ma a Dio nulla impossibile! Come egli ci ha dato la vita nel momento in cui siamo stati generati, cos pu ridare la vita anche a chi morto!
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Quello che accaduto a Ges si realizzer anche per noi! Non subito dopo la nostra morte, ma alla fine dei tempi, quando Ges verr a giudicare tutta lumanit. Prima di essere giudicati, tutti gli esseri umani del passato, del presente e del futuro risorgeranno, cio i loro corpi riprenderanno vita e si riuniranno alle loro anime. Con la sua Risurrezione Ges ha voluto farci capire che tutti noi siamo destinati a risorgere! Se faremo la sua volont, risorgeremo per una vita eterna di felicit. Se non faremo la sua volont, risorgeremo per una vita eterna di dolore. Dipende da noi, dalle nostre scelte di vita! Sapendo che Ges risorto, noi siamo veramente felici perch non abbiamo pi paura di restare morti per sempre. La certezza della vita eterna ci aiuta a vivere la nostra vita terrena nel modo migliore possibile, per raggiungere al pi presto il Paradiso! Qualcuno di voi potrebbe domandarsi: Perch alla fine della nostra vita terrena non andiamo subito in Cielo? Vedete, cari bambini, questo era il progetto di Dio! Se gli esseri umani non avessero commesso il peccato originale, al termine della vita terrena essi si sarebbero addormentati e sarebbero stati portati in Cielo dagli angeli! Dio ci ha dato un esempio molto chiaro in Maria Santissima che, alla fine dei suoi giorni, ha chiuso gli occhi serenamente e li ha riaperti mentre gli angeli la portavano in Cielo ad abbracciare Ges. Dio ci ha dato questunico esempio perch (a parte Ges che Dio) Maria Santissima lunica creatura senza peccato originale, e quindi era giusto che lei non rimanesse nel sepolcro come noi che siamo nati col peccato originale. Giustamente Dio ha deciso che la risurrezione di tutti gli altri esseri umani avverr solo alla fine dei tempi!

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Dopo la sua Risurrezione Ges rimasto ancora quaranta giorni sulla terra; poi asceso al Cielo per prepararci un posto che andremo ad occupare a suo tempo. Dopo la morte, la nostra anima sar subito giudicata da Dio (questo si chiama giudizio particolare, per distinguerlo dal giudizio universale che avverr alla fine del mondo). Se la nostra anima sar giudicata santa, andr subito in Cielo. Se essa sar giudicata degna della salvezza, ma non ancora pronta per salire in Cielo, andr prima in Purgatorio per purificarsi dalle sue colpe, e poi, quando sar diventata tutta bella, andr in Paradiso. Se lanima sar giudicata indegna della salvezza, sar condannata allInferno, dove rimarr per sempre. Tutto questo deve forse spaventarci? No, bambini! Se ci manterremo puri e se faremo il bene durante la nostra vita, non avremo nulla da temere! Il nostro cuore sar nella pace e aspetteremo serenamente il momento in cui Dio ci chiamer a lui. Ricordiamoci sempre che Ges risorto e vuole che tutti noi, un giorno, risorgiamo per vivere eternamente con lui! Nel frattempo, dobbiamo forse credere di essere soli? No, di certo! Ges ha detto: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Dove possiamo trovare Ges? In tanti luoghi e in tanti momenti! Lo possiamo trovare prima di tutto nellEucaristia, perch nellOstia consacrata Ges veramente presente col suo Corpo, Sangue, Anima e Divinit! Poi, Ges presente nella sua Chiesa! E presente nel cuore di chi lo ama! E presente dove si prega! E presente nel nostro fratello che ha bisogno di noi! Ges veramente sempre con noi!
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Conclusioni
Alla fine di questo catechismo, quali sono le conclusioni che possiamo trarre insieme? Abbiamo visto che Dio ci ha creati per amore, per farci partecipare alla sua stessa vita divina gi qui sulla terra e poi in Cielo per tutta leternit! Egli ha fatto in modo che la nostra vita quaggi sia allietata da tante cose belle! Il cielo, il mare, la terra, le piante, gli animali! Il sole, la luna, le stelle! Laria che respiriamo, lacqua che beviamo! Ci ha dato tanti fratelli, perch ci aiutiamo tutti a vicenda! Ci ha dato la capacit di conoscere lui che Dio, di amarlo, di pregarlo! Quando abbiamo peccato, ci ha mandato il suo Figlio divino a salvarci! Ci ha preparato un posto in Cielo per stare eternamente con lui nella gioia! Che cosa desidera in cambio da noi? Soltanto una cosa: AMORE! Desidera che amiamo tanto lui e i nostri fratelli, che facciamo la sua volont, che cerchiamo di diventare sempre pi buoni! Se seguiremo gli insegnamenti di Ges, vivremo davvero come figli di Dio e lui abiter in noi e ci render santi! Non forse questa lavventura pi desiderabile? La nostra vita non potrebbe avere una prospettiva migliore! Diventare collaboratori di Ges nella sua Grande Opera di Amore la cosa pi bella che ci sia! Non dimentichiamoci mai che, oltre allaiuto di Ges, abbiamo anche quello di una Mamma meravigliosa: Maria! Lei ci guida continuamente, ci protegge, ci sostiene, ci d tanta dolcezza e amore! Non abbiamo paura se le nostre forze sono deboli, non dubitiamo mai di poter crescere nella santit! Maria pu fare di ognuno di noi un fiore bellissimo da offrire a Dio per leternit! 15 - 16 giugno 2012 - Feste dei Santissimi Cuori di Ges e Maria Massimo Minarelli
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Introduzione * * * * * La Voce di Dio * * * * * Chi Dio? * * * * * La Vita di Dio * * * * * La Creazione * * * * * La creazione degli angeli * * * La prova degli angeli * * * La creazione delluniverso * * * La creazione degli esseri umani * * La prova degli esseri umani * * La Redenzione * * * * * La nascita di Ges * * * * La vita terrena di Ges * * * La giovinezza di Ges * * * La Grande Missione di Ges * * Lannuncio del Regno di Dio * * La scelta degli apostoli * * * I miracoli di Ges * * * Gli insegnamenti di Ges * * * Il grande messaggio di Amore * * Il perdono * * * * * * La parabola del figlio ritrovato * * La misericordia e la giustizia di Dio * La parabola di Lazzaro e delluomo ricco Le beatitudini * * * * * La santit * * * * * La preghiera * * * * * Veri amici di Ges! * * * * LEucaristia * * * * * La Passione e Morte * * * * La Risurrezione * * * * * Conclusioni * * * * *
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pag. 3 * 4 * 5 * 7 * 10 * 12 * 14 * 16 * 18 * 20 * 24 * 28 * 31 * 32 * 35 * 39 * 40 * 41 * 45 * 47 * 49 * 52 * 55 * 58 * 60 * 63 * 66 * 68 * 69 * 71 * 75 * 78