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1.

Sebbene nel precedente capitolo con una riduzione all'assurdo si sia dimostrato che l'autorità
dell'Impero non è condizionata da quella del Sommo Pontefice, non per questo è dimostrato
affatto che essa discende direttamente da Dio, se non per conseguenza. Infatti, se non discende
dal vicario di Dio, discende da Dio. E perciò, per la compiuta definizione del nostro assunto,
bisogna dimostrare per via diretta che l'Imperatore o Monarca universale è legato senza
intermediari al Signore dell'Universo, che è Dio.

4. Per intendere questo, bisogna tener presente che l'uomo solo fra le creature è intermedio fra il
mondo corruttibile e il mondo incorruttibile, e perciò con ragione i filosofi lo paragonano alla linea
dell'orizzonte che corre nel mezzo tra i due emisferi. Perché l'uomo, considerato nel complesso
delle due parti che ne formano l'essenza, anima e corpo, è corruttibile; considerato in rapporto a
una sola, l'anima, è incorruttibile.

11. Perciò il Filosofo, parlando di quest'ultima come della parte incorruttibile, nel secondo libro
del De anima, dice benissimo: "Solo a questa parte, in quanto eterna, spetta separarsi dalla parte
corruttibile".

12. Se dunque l'uomo è un termine medio tra il mondo corruttibile e l'incorruttibile, siccome ogni
medio risente della natura degli estremi, viene da sé che l'uomo ha dell'una e dell'altra. E siccome
ogni natura è orientata verso un fine ultimo, ne segue che duplice è la finalità dell'uomo; sicché,
come fra tutti gli esseri è il solo partecipe della essenza corruttibile e della incorruttibile, così è il
solo disposto al conseguimento di due mete ultime: una, la finalità sua di corruttibile, a l'altra,
quella di incorruttibile.

19. Dunque l’ineffabile Provvidenza indicò all’uomo due fini da perseguire: e cioè la felicità di
questa vita, che consiste nella realizzazione della potenzialità propria dell’uomo ed è raffigurata
nel paradiso terrestre; e la felicità della vita eterna, che consiste nel godimento della visione di
Dio, cui la potenzialità propria dell’uomo non può arrivare se non è aiutata dalla luce divina, e che
è raffigurata nel paradiso celeste. A queste due forme di felicità, come a obiettivi diversi, è
necessario giungere attraverso mezzi diversi.

24. Infatti giungiamo alla prima per mezzo degli insegnamenti filosofici, purché li seguiamo
operando secondo le virtù morali e intellettuali; e alla seconda giungiamo attraverso gli
insegnamenti spirituali che trascendono l’umana ragione, purché li seguiamo operando secondo le
virtù teologali, cioè fede, speranza e carità. 

29. A questi fini e a questi mezzi – benché ci siano stati mostrati, i primi dall’umana ragione che
tutta ci è stata spiegata dai filosofi, e i secondi dallo Spirito Santo che rivelò la verità
soprannaturale e a noi necessaria attraverso i profeti e gli agiografi, attraverso Gesù Cristo figlio di
Dio a lui coeterno – la cupidigia umana volterebbe le spalle se gli uomini, simili a cavalli che vagano
nella loro bestialità, non fossero trattenuti nel loro viaggio “con morso e briglie”. 

33. Per cui fu necessaria all’uomo una duplice guida, in relazione al duplice fine; e cioè il Sommo
Pontefice, che conducesse il genere umano alla vita eterna secondo la Rivelazione, e l’Imperatore,
che dirigesse il genere umano alla felicità temporale secondo gli insegnamenti della filosofia.

36. E poiché a questo porto non può pervenire nessuno – o possono farlo in pochi, e questi pochi
con estrema difficoltà – se il genere umano, calmati i flutti della seducente cupidigia, non riposa
libero nella tranquillità della pace, ecco qual è lo scopo al quale sopra ogni altro deve tendere colui
che ha cura del mondo, che è chiamato Principe romano: e cioè che in questa aiuola dei mortali si
viva liberamente in pace. 

40. E, poiché l’ordinamento di questo mondo segue l’ordinamento risultante dalla rotazione delle
sfere celesti, è necessario, affinché gli utili insegnamenti della libertà e della pace siano applicati
adeguatamente ai luoghi e ai tempi, che colui che deve averne cura sia ispirato da Colui che ha
presente al suo sguardo l’intera disposizione dei cieli. E questi può essere solo Colui che preordinò
tale disposizione, provvedendo Egli stesso affinché, attraverso di essa, ogni cosa fosse stabilmente
collocata al posto che le spetta. Perciò, se così stanno le cose, solo Dio elegge, solo Dio conferma,
perché non c’è nessuno al di sopra di lui.

46. Da ciò si può ancora dedurre che, né questi che ora sono detti “elettori”, né gli altri che in
qualunque modo furono detti così, debbano essere chiamati in questo modo: che piuttosto
devono esser considerati “annunciatori della divina provvidenza”. 

48. Per cui avviene che ogni tanto abbia luogo un dissenso tra quanti sono stati investiti del
compito di annunciarla, perché tutti, o alcuni di essi, ottenebrati dalla nebbia della cupidigia, non
discernono l’aspetto della divina disposizione. 

50. Così dunque è evidente che l’autorità del Monarca temporale discende, senza alcun
intermediario, dal Fonte dell’autorità universale: il quale Fonte, indivisibile nella rocca della sua
semplicità, scorre in molteplici fiumi per abbondanza di bontà.

54. E già ritengo di aver raggiunto la meta prefissata. Si è infatti giunti alla verità intorno
all’interrogativo se l’ufficio del Monarca fosse necessario per il bene del mondo; intorno
all’interrogativo se il popolo romano si sia attribuito l’impero a buon diritto; e infine intorno
all’interrogativo se l’autorità del Monarca discenda direttamente da Dio o da un altro soggetto. 

58. Ma questa verità sull’ultima questione non va intesa in modo forzato, concludendo che il
Principe romano non sia in nulla soggetto al romano Pontefice, giacché questa felicità mortale è in
qualche modo finalizzata alla felicità eterna. 

61. Abbia dunque Cesare verso Pietro quella reverenza che il figlio primogenito deve avere verso il
padre: affinché, illuminato dalla luce della paterna grazia, illumini con maggiore efficacia la terra,
alla quale è stato preposto da Colui solo che è guida di tutte le cose spirituali e temporali.

SFERA TEMPORALE SFERA SPIRITUALE


Finalità da felicità della vita terrena (realizzazione felicità della vita eterna
perseguire: dell’intelletto possibile) (visione di Dio)
È raffigurata
Paradiso terrestre Paradiso celeste
attraverso:
Si raggiunge
insegnamenti filosofici insegnamenti spirituali
attraverso:
Richiede l’esercizio: delle virtù morali e intellettuali delle virtù teologali
Ci è stata mostrata: dai filosofi dallo Spirito Santo
Richiede la guida: dell’Imperatore del Pontefice