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COMUNE DI ROMA

Municipio Roma II

Municipio Roma II
Piano Regolatore Sociale
2008 -2010

A cura dell’Ufficio di piano del Municipio II


Indice Piano regolatore sociale 2008-2010

Indice dei Capitoli

1. Introduzione pag. 1 - 11

2. Il contesto territoriale pag. 12 - 46

3. Le persone anziane pag. 47 - 110

4. Le persone con disabilità pag. 111 - 160

5. Le persone adulte pag. 161 - 195

6. Minori e famiglia pag. 196 - 244

7. L’integrazione delle politiche sociali con le altre politiche dello sviluppo


urbano pag. 245 - 246

8. Il Piano Municipale per l’infanzia e l’adolescenza (Legge 285/97) pag. 247 - 251

9. Gli altri Piani e progetti territoriali pag. 252

10. La programmazione delle azioni di sistema pag. 253 - 260

11. La programmazione delle risorse finanziarie pag. 261 - 270

12. I processi di attuazione e le procedure di revisione pag. 271

Bibliografia pag. 272

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Indice Piano regolatore sociale 2008-2010

Il Piano Regolatore Sociale costituisce il quadro unitario entro il quale realizzare una nuova fase
nella pianificazione sociale del territorio, quella che, dopo i Piani di zona, porterà alla costruzione
di un Piano Regolatore Sociale in ciascuno dei 19 Municipi romani.

Lo stesso itinerario di costruzione del Piano con la convocazione degli attori sociali, l’ascolto dei
cittadini, la progettazione partecipata rappresenta già di per sé un importante intervento di
costruzione di una partnership diffusa.
Costruire il Piano Regolatore Sociale non vuol dire infatti solo confezionare un buon documento,
quanto attivare in modo permanente una nuova modalità di lavoro fondata sull’incontro tra
responsabilità istituzionali e responsabilità civiche.
E’ un impegno graduale, da affrontare rafforzando le occasioni di comunicazione, di formazione e
aggiornamento, di valorizzazione dei saperi professionali.

Il percorso di confronto e concertazione si è concretizzato nei tavoli di co-progettazione che hanno


avuto luogo nella stessa sede del Municipio.
I protagonisti sociali chiamati in causa nella preparazione del Piano hanno avuto l’occasione, in
questa sede, di operare sia un’azione di verifica sui servizi finora prestati che quella di ideare i
nuovi servizi in coerenza con le esigenze manifestatesi.

Il potenziamento dei servizi già attivi, come l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili, insieme
ai servizi di sostegno alle famiglie e di prevenzione dei disagi hanno costituito il nucleo di
interesse maggiore, mentre i servizi cosiddetti di prossimità e di creazione di strutture leggere e
polivalenti sono nei fatti da sperimentare, in questi anni, introducendo alcuni accorgimenti tecnico-
giuridici, come protocolli di intesa locali ed accordi di programma con le forze produttive o con
istituzioni ed organismi pubblici, che formeranno la cornice strutturata di regole entro i cui ambiti
si dovrà operare.

Attraverso la concertazione, intesa come struttura contrattuale avanzata ed innovativa (si pensi alla
creazione di consorzi/fondazioni con centri studi, fondazioni bancarie e non-profit, operatori
privati e pubblici) è possibile lo sviluppo delle vere potenzialità del Municipio e delle risorse
presenti sul territorio, in cui l’amministrazione svolga una funzione di supervisione, in termini di
regolazione e monitoraggio.

Le azioni di sistema debbono soprattutto riguardare la verifica della logica sociale delle politiche
cittadine con l’attivazione di momenti di pianificazione urbana integrata (interazione del piano
regolatore sociale con i piani urbanistici, per gli alloggi, formativi ed occupazionali, per la tutela
dell’ambiente, per i trasporti e le mobilità, etc).

Solamente una visione larga del sistema del Welfare, la volontà di cogliere l’opportunità che la
legge offre di mettere mano ad una riforma del sistema locale, permette il coinvolgimento di tanti
soggetti, che si occupano di attività culturali, sportive, religiose, sindacali, di associazioni di
impresa, categoriali, degli organismi del volontariato.

Lavorare sull’integrazione dei servizi e del sistema è l’obiettivo che la legge pone; con la Asl, con
il distretto territoriale e con i Dipartimenti.
Ma l’ottica dell’integrazione va applicata anche agli altri attori sociali, ad altri soggetti e alle altre
politiche.

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Indice Piano regolatore sociale 2008-2010

Dal lavoro dei tavoli di co-progettazione sono scaturiti alcuni percorsi di lavoro su cui impiantare
il sistema di welfare locale e che potranno rappresentare opportunità di confronto su:
- politiche abitative;
- politiche della formazione e del lavoro;
- politiche per il tempo di vita;
- politiche per la vita di relazione;
- politiche per la sicurezza, l’ambiente, la salute.

Molti soggetti sono stati parte attiva nel lavoro dei tavoli, ma è necessario che la partecipazione
raggiunga livelli di maggiore coinvolgimento. Per questo motivo, accogliendo anche una richiesta
pervenuta da più parti, il Municipio si attiverà nel futuro per la costruzione di tavoli permanenti
di confronto con i cittadini e tutte le realtà sociali del territorio.
La costruzione di tavoli permanenti, seppure compito impegnativo, rappresenta senza dubbio una
utilissima risorsa ed opportunità di comunicazione tra cittadini ed istituzioni per la creazione di
servizi sempre maggiormente rispondenti alle esigenze provenienti dal territorio

SCELTE STRATEGICHE E PRIORITARIE


Obiettivi di priorità sociale

 Sostegno delle responsabilità familiari e delle capacità genitoriali


 Sostegno dei diritti dei minori
 Contrasto della povertà
 Sviluppo dei servizi di domiciliarità
 Sostegno delle persone non autosufficienti
 Prevenzione delle dipendenze
 Azioni di integrazione
 Percorsi di inclusione sociale per soggetti socialmente fragili e a rischio di esclusione
sociale

Il Piano Regolatore del Municipio Roma II fa propri gli obiettivi di priorità sociale del Piano
nazionale individuando le seguenti linee di azione:

Integrazione di strategie, interventi e servizi

 Organizzazione unitaria degli accessi


 Individuazione del responsabile del caso
 Presa in carico del nucleo familiare come tale
 Uso sinergico delle risorse strutturali e operative
 Forme di monitoraggio della tenuta dei servizi
 Metodi tesi a ricomporre bisogni e interventi rispetto alle famiglie e al territorio

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Indice Piano regolatore sociale 2008-2010

 Servizi alla persona

L’INTEGRAZIONE DELLE POLITICHE SOCIALI

CON LE ALTRE POLITICHE

Questo capitolo ha lo scopo di definire i soggetti, le aree e le metodologie per il coordinamento, la


collaborazione e l’integrazione tra i diversi sistemi e i servizi che contribuiscono alla realizzazione
del welfare locale.

Questa sezione fornirà perciò informazioni su “chi, cosa, come e quando” si farà per lavorare in
rete, a livello intra-municipale ed intermunicipale e integrare i servizi e gli interventi sociali con
quelli del sistema sanitario, dell’istruzione, della formazione e dell'educazione non formale, del
lavoro e per l'occupazione, del credito e della finanza, dell’abitare, della mobilità, delle politiche
familiari e giovanili, ambientali, culturali e sportive.

I livelli definiti dal Piano Regolatore Sociale sono:

 accesso ai servizi e alle opportunità;


 responsabilità civiche; welfare di prossimità;
 inclusione sociale e autonomia;
 welfare residenziale;
 emergenza sociale.

E’ importante distinguere i “servizi”, che hanno carattere di stabilità e continuità, dai “progetti”, che
invece hanno una durata temporanea e presuppongono un’organizzazione provvisoria (per la durata
del progetto).

Al riguardo, il Piano Regolatore Sociale prevede l’organizzazione di servizi a livello di “quadrante”


(area di 3 o 4 Municipi, coincidente con quella della Azienda Sanitaria Locale).

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Indice Piano regolatore sociale 2008-2010

“Azioni di Integrazione”

Sono azioni e progetti di integrazione tra le Politiche Sociali e le altre Politiche di sviluppo
cittadine. Per ogni azione di integrazione il piano indica ipotesi progettuali specifiche. In
particolare:

Quadro sintetico delle azioni di integrazione


Azioni Ipotesi Progettuali
- Anziani, Alzheimer e Demenze senili correlate
Integrazione con la - Famiglie, infanzia ed età evolutiva
rete dei servizi sanitari - Disagio mentale
- Cittadini con diverse abilità
- Accompagnamento e tutoring in azienda
- Orientamento ed inserimento socio-lavorativo
Integrazione socio-lavorativa
- I laboratori sociali
- Le cooperative sociali
Integrazione con le politiche
- Riforma della delibera 163/99 (contributo affitto)
della casa e del patrimonio
Integrazione con le politiche -Inserimento e sostegno agli alunni svantaggiati
formative ed educative -Laboratori intergenerazionali

Integrazione con le - Nuovi spazi per la fruizione e produzione della cultura diffusa per la
politiche culturali e sportive soddisfazione di bisogni sociali a carattere trasversale

Integrazione con le - Opportunità di lavoro per impresa sociale e persone svantaggiate


politiche ambientali - Utilizzo sociale degli spazi verdi cittadini
- Rete di solidarietà fra condomini (Sportello del Condominio presso il Municipio II
Integrazione con le )
politiche della sicurezza - Mediazione dei conflitti
- Sportello legale per anziani
Integrazione con le - Dialogo fra le comunità cittadine
politiche per la multietnicità - Elezione consigliere aggiunto ( nel 2004 si eleggerà )

Integrazione con le
- Sostegno alla genitorialità
Politiche per la Famiglia

L’integrazione tra il Piano Regolatore Urbanistico e il Piano regolatore Sociale

I due livelli di piano stanno cominciando a correlarsi.

Si ritiene utile introdurre, come prospettiva progettuale, una modalità di pianificazione degli spazi
urbani che parta dalla lettura dei bisogni sociali dei quartieri della città.
In particolare nell'ambito del Piano Regolatore Sociale vengono individuate una serie di azioni
specifiche:

Azioni Ipotesi Progettuali


- Valutazione dell'impatto sociale dei nuovi interventi urbani
- Accessibilità facilitata a livello urbanistico
Integrazione con il - Abitazioni protette per la terza età
Piano Regolatore Urbanistico - La città e il riequilibrio della rete dei servizi sanitari
- Nuovi spazi urbani per lo sviluppo sociale
- Il centro per il diritto alla mobilità dei portatori di handicap

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 1
INTRODUZIONE

La legge 328-quadro del 2000, ha reso possibile la riforma dei servizi e degli interventi sociali e
costituisce senza dubbio il punto di riferimento fondamentale per i cittadini e per tutti gli attori
sociali.
In particolare, la legge 328/2000 prevede la realizzazione di un sistema integrato di interventi e
servizi sociali per una protezione sociale attiva, capace di mettere in campo opportunità, servizi e
trasferimenti economici a sostegno delle persone e delle famiglie, anche attraverso la definizione
del Piano di zona
Sulla base di quanto disposto dagli artt 6 e 19 della legge 328/00, il piano regolatore sociale è il
dispositivo-quadro che impegna il Comune nella programmazione e realizzazione del sistema
cittadino degli interventi e servizi sociali.
Nel 2002, nella nostra città, è stato avviato il processo che ha portato all’adozione del Piano
regolatore sociale del Comune di Roma, approvato dal Consiglio comunale con la delibera n.35 del
15 marzo 2004.
La costruzione del Piano è avvenuta a livello cittadino, con un’attività di coordinamento supportata
dall’Ufficio centrale di Piano e dalla Commissione di esperti; un lavoro di raccordo tra Assessorati
per l’individuazione e la definizione degli assi trasversali di politiche integrate; a livello
municipale, attraverso "un processo di costruzione partecipata e negoziata dei Piani di zona
municipali, che ha visto il coinvolgimento e la mobilitazione degli attori sociali presenti a livello
micro territoriale; a livello intermunicipale attraverso le conferenze sanitarie locali e gli accordi di
programma congiunti per ciascuna Asl referente dei rispettivi municipi.
Il Piano regolatore sociale generale è stato il riferimento programmatico dell’azione
dell’amministrazione comunale in questi anni.
Il Piano regolatore sociale generale, è quindi il documento programmatico triennale che definisce
le politiche sociali del Comune, in attuazione della legge 328, formato dal Piano Cittadino e da 19
Piani di Zona municipali.
I Piani regolatori sociali dei municipi costituiscono una evoluzione dei Piani di zona avviati in tutti
i Municipi a partire dal 2002; l’esperienza dei piani di zona è risultata positiva in quanto ha
consentito di ampliare il raggio di azione dei servizi sociali, mediante nuove progettualità, ed
inoltre, ha innovato profondamente il metodo della pianificazione partecipata dell’intervento
sociale.
A partire dai risultati ottenuti in questi primi anni di lavoro, si rende necessario riprendere il
percorso e avviare una nuova fase con la predisposizione di veri e propri Piani regolatori
sociali municipali.
Il Piano Regolatore Sociale si differenzia dal Piano di zona anche per la maggiore considerazione
degli aspetti di integrazione delle politiche sociali con quelli dello sviluppo territoriale e della
qualità della vita nei diversi quartieri di Roma.
Si tratta di costruire una effettiva integrazione territoriale dei servizi, delle risorse e dei sistemi,
mettendo in rete gli interventi e i servizi sociali con:
il  sistema sanitario e sociosanitario;

i sistemi della scuola, della formazione e dell'educazione non formale;
il  mondo della ricerca, della cultura e dello sport;
gli interventi di promozione e di sostegno della famiglia e dei giovani;
il  mondo produttivo e le agenzie per l'occupazione; il comparto del credito e della finanza;

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

il  sistema di sostegno per l'abitazione;


gli interventi di pianificazione urbanistica e dei trasporti;
le  azioni di tutela dell'ambiente e della qualità della vita urbana.

Per ciascun sistema è necessario individuare i soggetti con cui ci si raccorda (dirigenti, responsabili,
referenti, ecc.); le aree e i settori di integrazione; le modalità di integrazione (a livello istituzionale,
gestionale e professionale); le iniziative e i progetti innovativi.

Il percorso di costruzione del Piano Regolatore Sociale diventa per i Municipi un’occasione
importante per avviare un’azione più sistematica di lavoro in rete, di collegamenti e accordi
interistituzionali, di progetti condivisi.

Passaggio indispensabile per la costruzione del piano regolatore sociale è la partecipazione degli
attori sociali del territorio, pertanto il secondo Municipio ha organizzato due spazi significativi di
partecipazione:

Uno spazio aperto di analisi e valutazione partecipata dei progetti, interventi ed attività realizzate
nel precedente Piano di zona.
L’8 ottobre è stata organizzata, presso la sala conferenze del Museo civico di zoologia, la giornata
dal titolo “Verso il nuovo piano regolatore sociale” alla quale sono stati invitati cittadini,
associazioni e cooperative.
Nel corso della giornata gli operatori del servizio sociale hanno illustrato i progetti del piano di
zona cercando di evidenziare i risultati raggiunti, ma anche analizzando criticità e prospettive per il
futuro.
La collaborazione degli enti gestori dei progetti ha consentito di accompagnare i report con
immagini, dati e riflessioni sulle diverse attività svolte.

i tavoli tematici di coprogettazione come spazi di confronto e di proposta su specifiche aree di


intervento e di programmazione.
La necessità di rispettare i tempi per la stesura del nuovo piano regolatore sociale implica la
necessità di concentrare l’attività dei tavolo in un tempo abbastanza ristretto.
La scelta dei titoli dei tavoli tematici, oltre a seguire le indicazione del Dipartimento V scaturisce
dal desiderio espresso dalle assistenti sociali, di uscire da una categorizzazione troppo netta delle
tematiche per fasce di età, ma di tentare una analisi e quindi anche una progettazione che sia
trasversale alle categorie di utenti.
Il sostegno alla famiglia, la casa, l’occupazione, il tempo libero, la solitudine, rappresentano
tematiche che possono coinvolgere le diverse fasce di età della popolazione. Progettare uscendo da
una rigida suddivisione per fasce di età vuol dire aprire lo sguardo verso una dimensione di famiglia
e società più allargata.

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

RELAZIONE SUI LAVORI DEI TAVOLI DI COPROGETTAZIONE

Il lavoro dei tavoli tematici di coprogettazione si è avviato a novembre.

DATE TITOLO DEL TAVOLO

22/11/2007 Tavolo generale

26/11/2007 Tavolo scuola, formazione, educazione

30/11/2007 Tavolo sostegno alla famiglia e sostegno all’autonomia

3/12/2007 Tavolo politiche abitative

6/12/2007 Tavolo lavoro

7/12/2007 Tavolo Sport, cultura, ambiente tempo libero

9/1/2008 Tavolo scuola, formazione, educazione – (conclusioni)

14/1/2008 Tavolo sostegno alla famiglia e sostegno all’autonomia (conclusioni)

16/1/2008 Tavolo politiche abitative (conclusioni)

21/1/2008 Tavolo lavoro (conclusioni)

23/1/2008 Tavolo Sport, cultura, ambiente tempo libero (conclusioni)

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il calendario degli incontri viene inviato, soprattutto attraverso la posta elettronica alle associazioni
presenti sul territorio, alla Consulta dell’handicap, alla Consulta del volontariato, alle scuole, a tutte
le associazioni sportive e culturali

Il primo tavolo generale di coprogettazione, si è tenuto il 22/11/08 presso la sala consiliare del
Municipio, al quale erano state invitate la maggior parte delle realtà sociali presenti sul territorio
(membri della consulta del volontariato, membri della Consulta sull’handicap, sindacati, scuole,
cittadini).
E’ l’occasione per illustrare brevemente gli obiettivi del nuovo piano regolatore sociale, con
particolare riferimento alle indicazioni fornite dal Dipartimento V e per concordare le modalità con
le quali si terranno i successivi tavoli di coprogettazione.
Per ciascuno dei cinque tavoli tematici viene stabilito di realizzare un primo incontro di dibattito e
confronto ed un successivo incontro conclusivo nel quale raccogliere anche le eventuali proposte
progettuali scaturite dai gruppi di lavoro che si sono spontaneamente costituiti al termine del primo
incontro.
Nel relazionare sull’esito e sui risultati dei tavoli di coprogettazione si è ritenuto opportuno
elaborare un resoconto che, seppure sintetico, consentisse di riportare nel modo più fedele possibile
istanze, richieste, proposte e riflessioni dei partecipanti.

Il primo tavolo “Scuola formazione, educazione”, a causa della indisponibilità della sala consiliare
per la giornata programmata viene spostato al 10/12/07.
Le presenze sono numerose, vi sono rappresentanti delle scuole dei diversi ordini (asili nido, scuole
materne, elementari e medie). Sono assenti invece rappresentanti delle scuole superiori. E’ presente
soltanto un genitore quale rappresentante del Consiglio d’istituto. Il servizio sociale ritiene che sia
indispensabile successivamente indagare per comprendere meglio le ragioni di tale assenza e per
individuare nel futuro delle modalità di coinvolgimento delle scuole superiori che accolgono nel
loro ambito ragazzi in una fascia di età particolare che esprime sovente disagi o problematiche a
livello sociale e psicologico.Sono presenti inoltre alcuni rappresentanti di organismi del terzo
settore.
Numerosi sono gli spunti che emergono nel susseguirsi degli interventi. Alcune delle
argomentazioni sono più attinenti alle tematiche del Piano regolatore sociale, altre sembrano forse
discostarsene, ma ne esce comunque un confronto interessante e stimolante.
SINTESI DELLE TEMATICHE:
• DIRITTO ALLO STUDIO degli alunni diversamente abili: in riferimento al personale AEC
viene proposto da parte di alcune scuole che il servizio con le cooperative possa essere
gestito autonomamente; viene inoltre richiesta la possibilità di una gestione più condivisa.

• IMMIGRAZIONE: tutte le scuole segnalano la necessità di dedicare tempo e progetti a


questa tematica emergente legata all’accresciuto numero di bambini e ragazzi stranieri nelle
scuole.
Viene proposto di individuare e far conoscere attraverso il Piano regolatore sociale i progetti che
alcune scuole hanno già attivato su questo tema.
Viene ritenuta particolarmente utile la creazione di corsi di italiano per genitori stranieri perché
spesso il problema della lingua impedisce loro di rapportarsi con la scuola e seguire e comprendere
ciò che fanno i propri figli che talvolta si trovano ad essere investiti del ruolo di “mediatori” tra i
genitori e la realtà esterna.
Ritenuta valida la possibilità già sperimentata in passato(presso la scuola Settembrini) di creare
corsi di diversi livelli di alfabetizzazione degli adulti (corso base, corso avanzato, corso orientato
al mondo del lavoro).

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

Proposta anche la possibilità di pensare a delle forme di educazione sociale dei ragazzi: viene
riferito che nelle scuole dove la presenza di alunni stranieri è ridotta pare vi sia un atteggiamento di
minore tolleranza (Forse l’abitudine quotidiana alla condivisione contribuisce a sviluppare una
sensibilità maggiore e ad accendere la cultura della tolleranza).

• SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’


Viene evidenziata anche la necessità che in alcuni contesti territoriali e per alcune fasce di età
(scuole dell’infanzia) vengano pensate forme di sensibilizzazione degli adulti genitori e forme di
sostegno alla genitorialità a partire dall’asilo nido. In alcune scuole sono stati avviati dei tentativi
di sperimentazione per la creazione di uno spazio per nonni e genitori in cui un educatore fa da
mediatore. E’ importante poter creare un collegamento anche con le famiglie dei ragazzi più grandi
perché talvolta le famiglie sembrano preoccuparsi maggiormente degli aspetti “materiali” della vita
dei figli piuttosto che interrogarsi sugli aspetti psicologici e relazionali.

• SUPPORTO AI GIOVANI (preadolescenti, adolescenti) soprattutto per prevenire fenomeni


di devianza quali il “bullismo” o la “tossicodipendenza”. Viene proposta la realizzazione di
progetti di pare-education (educazione tra pari) che consente attraverso l’individuazione di
“leader positivi” di costruire delle attività e dei progetti in cui possano essere parte attiva
consentendo una maggiore incisività: infatti è più probabile che un messaggio raggiunga un
giovane se gli viene proposto da un suo pari piuttosto che da un adulto.

• SCUOLE SUPERIORI Viene evidenziata la scarsa disponibilità delle scuole superiori ad


accogliere ragazzi “diversamente abili”. Solo una scuola nel nostro territorio ha maturato nel
corso degli anni una tradizione di accoglienza in questo senso. Viene auspicata una
maggiore collaborazione e collegamento tra scuole medie e scuole superiori.
Emerge anche la necessità di creare degli spazi di incontro e confronto per le famiglie.
Le occasioni di incontro per le famiglie di ragazzi che frequentano le scuole superiori sono
estremamente ridotte, c’è invece l’esigenza di creare questo tipo di risorsa per avere
l’opportunità di affrontare problematiche connesse alla adolescenza e preadolescenza.
A tal proposito viene citato un progetto “Coltiviamo le emozioni” che ha consentito (nella
scuola Settembrini) un buon coinvolgimento dei genitori.
Viene evidenziato il problema di ragazzini (11/12) anni che frequentano le discoteche. Ed
anche la realtà di ragazzi che, seppure appartenenti a famiglie le cui condizioni socio
economiche sono particolarmente agiate, presentano delle problematiche che meriterebbero
di essere affrontate, ma in queste situazioni è più difficile trovare una modalità di contatto
con la famiglia.
Viene proposto di fare opera di sensibilizzazione tra i giovani delle scuole affinché prestino
opera di volontariato, stimolati dall’opportunità di acquisire crediti formativi e supportati da
organismi del volontariato facenti parte della consulta del Municipio.

Il secondo incontro si tiene in data 9/1/08.


Probabilmente in considerazione della concomitanza con la coincidente riapertura delle
scuole dopo la pausa natalizia, in questa giornata la partecipazione è più contenuta, non
perviene alcun progetto da parte delle scuole.
Nel tempo intercorso tra i due tavoli un gruppo di lavoro, di cui però non hanno fatto parte
rappresentanti delle scuole, si è incontrato presso la sede del CESV (Centri di servizio per il
volontariato).
Viene presentato un solo progetto “AIUTARSI AIUTANDO-LA COMUNITA’ CHE
APPRENDE”-Apprendimento durante tutto l’arco della vita. : il progetto è incentrato sulla
costituzione di “circoli di riflessione” che rappresentano degli spazi in cui i cittadini
possono affrontare tematiche di vario genere. Progetto a costo zero.

NOTA : Progetto che è possibile utilizzare in collegamento con attività di centri diurni o in
collegamento con altri progetti della 328.

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il secondo tavolo Sostegno alla famiglia, sostegno all’autonomia” si tiene il 30/11/2007, la


partecipazione è buona. Le tematiche emerse sono diverse come si può evincere dal verbale
allegato.
SINTESI DELLE TEMATICHE:
• PREVENZIONE E SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA
Viene evidenziata la necessità del lavoro di prevenzione del disagio, già a partire dalla
prima infanzia. Viene proposta l’istituzione di un centro di riferimento per le famiglie, che
in collaborazione con i servizi già operanti (consultori della ASL, servizi sociali municipali)
possa avviare attività mirate di sostegno alla genitorialità, oppure spazi di incontro e
confronto tra famiglie (gruppi di auto-mutuo aiutoecc.). Necessità questa avvertita anche
dalle famiglie con figli affetti da disabilità: viene evidenziato come talvolta il processo di
autonomia tanto sollecitato nei ragazzi possa incontrare delle resistenze proprio da parte dei
genitori che, pertanto, necessiterebbero di un sostegno per supportarli nel processo di
distacco dai figli.
Emerge l’esigenza di fornire informazioni e consulenza alle donne anche per prevenire
fenomeni drammatici quali l’abbandono dei neonati.

• FAMIGLIA E PSICHIATRIA
La famiglia spesso è costretta a farsi carico di problematiche per le quali i servizi non hanno
ancora individuato delle risposte: ad esempio adulti con disagio psichico che rientrano a casa
dopo un ricovero, viene proposto di istituire un servizio di dimissioni protette per gli
adulti con disagio psichico, tenendo conto del fatto che per questo genere di pazienti i
familiari di riferimento sovente sono anziani.
Viene evidenziata la mancanza di servizi per anziani con disagio mentale e viene lanciata
la proposta di avviare degli spazi di riflessione sul tema “anziani e psichiatria”.
Emerge la necessità di predisporre progetti ed interventi per la fascia adulti –anziani con
disabilità e/o disagio mentale perché è una fascia di persone poco supportata dai servizi.

Il secondo incontro si tiene in data 14/1/08.


La partecipazione è più contenuta rispetto al primo incontro, ma vengono comunque
evidenziate proposte e necessità
Viene richiesta la possibilità della costruzione di un tavolo permanente di confronto sulle
tematiche sociali, necessità forse scaturita proprio dall’occasione dei tavoli di
coprogettazione. Da tutti è stata apprezzata al possibilità di incontro e confronto sulle
tematiche e problematiche sociali, anche se in questa occasione si è lamentata da più parti la
ristrettezza dei tempi a disposizione, a causa delle scadenze legate alla stesura dei PRS.
Viene ribadita la richiesta di creare un punto di riferimento fisso per i familiari dei
disabili.
Sollecitata l’attenzione, nella realizzazione dei progetti, a creare dei punti di riferimento
stabili nel tempo e nella collocazione, viene riportata infatti come criticità la circostanza
per cui l’affidamento di un servizio ad un ente gestore per un breve periodo ed il successivo
cambiamento, non consentano talvolta alle famiglie la creazione di punti di riferimento
stabili, generando una sorta di disorientamento.
Viene sollecitata la creazione di case per malati psichici gravi di cui le famiglie non
riescono ad occuparsi.
Proposta la creazione di residenzialità temporanee per fornire sollievo alle famiglie, per
aiutarle e sostenerle nel processo di distacco dai ragazzi e per consentire a questi ultimi di
essere aiutati nel percorso verso una vita autonoma ed indipendente.
Chiesta inoltre l’attivazione delle porte sociali per agevolare l’accesso e la conoscenza dei
servizi.
Evidenziata la necessità di un centro Alzaheimer, per i pazienti affetti da questa patologia,
in continuo aumento e che costituiscono per le famiglie un problema pesante, difficile da
gestire, che comporta sovente un totale stravolgimento di tutta la struttura familiare.

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

Presentato il progetto della associazione Solaris per una integrazione dell’assistenza


domiciliare nelle strutture di accoglienza gestite dalla associazione stessa

Il terzo tavolo “Le politiche abitative, strumenti per inclusione sociale” si tiene il 3/12/2007,
partecipano soprattutto rappresentanti delle cooperative sociali, membri delle consulte ed operatori
sociali.
SINTESI DELLE TEMATICHE

• ABITARE E DISABILITA’
Parte del dibattito è incentrato sulle problematiche legate ai percorsi di autonomia dei disabili,
in particolare alla necessità di un supporto alle famiglie ed ai disabili per agevolare il processo
di distacco dalle famiglie di origine qualora, divenuti adulti, possano ipotizzarsi progetti di
costruzione di un proprio nucleo familiare.
Alcuni genitori di ragazzi disabili evidenziano come, spesso, un ostacolo a questo percorso sia
rappresentato da resistenze psicologiche dei genitori stessi che vivono talvolta sensi di colpa.
Viene pertanto ribadita la proposta della creazione di residenzialità temporanee per fornire
sollievo alle famiglie, per aiutarle e sostenerle nel processo di distacco dai ragazzi e per
consentire a questi ultimi di essere aiutati nel percorso verso una vita autonoma ed indipendente.
Per i ragazzi sperimentare dei periodi di allontanamento dalla famiglia di origine costituisce
sovente una occasione che stimola l’attivazione di risorse personali e l’espressione di nuove
modalità comunicative.(tali esiti sono stati spesso riscontrati in occasione di soggiorni o week-
end).
Pertanto, l’opportunità di sperimentare questo tipo di esperienza con regolarità nell’ambito di un
contesto abitativo e di condivisione con altri ragazzi, viene ritenuta utile e costruttiva.
Evidenziata la necessità di non pensare più al problema della residenzialità solo come
emergenza, ma come attivazione di un processo culturale che vede coinvolte anche le
famiglie che talvolta rischiano di essere vissute dai servizi solo come “creatori di problemi”.
Viene proposta la realtà di alcune case famiglie nate dall’iniziativa di familiari di disabili(fisici
o psichici).
Emerge con forza la necessità di costruire una rete territoriale, un forte collegamento tra le
famiglie, le istituzioni e le diverse realtà del territorio auspicando la creazione di un rapporto di
collaborazione e fiducia reciproci.

• ABITARE E TERZA ETA’


Sovente gli anziani si trovano a vivere situazione di emergenza abitativa legate alla esecuzione
degli sfratti ed a bassi redditi pensionistici che non consentono la possibilità di soluzioni
immediate.
Anche per queste situazioni viene proposta la possibilità di creare residenze temporanee per
anziani in emergenza abitativa per poi permettere l’inserimento in un contesto stabile
(alloggio di edilizia popolare, casa di riposo ecc.).
Vengono evidenziati in questo senso i risultati raggiunti dalla Comunità alloggio ritenuta
esperienza significativa cui assicurare una certa continuità, analizzando eventualmente modalità
che possano consentire un contenimento dei costi.

• ABITAZIONI E TERRITORIO
Emerge la difficoltà legata al nostro territorio di reperire alloggi a costi contenuti e la scarsa
disponibilità di spazi da utilizzare per la realizzazione di progetti sociali.
Una ulteriore difficoltà è legata talvolta a pregiudizi sociali , che si manifestano con
atteggiamenti di ostilità e diffidenza di proprietari di abitazioni e condomini qualora vengono a
conoscenza della possibilità di realizzazione di una struttura sociale nel proprio palazzo.

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il secondo incontro si tiene in data 16/1/08.


La partecipazione è più contenuta rispetto al primo incontro, ma vengono comunque evidenziate
proposte e necessità. Presente anche una rappresentante della “cabina di regia” del
DipartimentoV.
Nel tempo intercorso tra i due tavoli si è costituito un gruppo per elaborare dei progetti.
Il tema della residenzialità ha stimolato riflessioni e proposte.
Viene proposto di organizzare iniziative di sensibilizzazione sul tema della residenzialità, per
cercare di abbattere i pregiudizi e per cercare di reperire quelle risorse che talvolta esistono ma
rimangono “nascoste” . ( ad es. la possibilità di donazioni da parte di enti o persone facoltose di
spazi da utilizzare per scopi sociali, o la possibilità di creare forme di co-housing ).
L’attività di sensibilizzazione potrebbe condurre al risultato che la famiglia possa mettere a
disposizione il proprio appartamento per la costruzione di un progetto di coabitazione.
Viene ribadita la necessità di una programmazione che prevede la creazione di residenzialità
temporanee per pazienti psichici, legate alla terapia ed alla cura di residenzialità a medio
termine (massimo tre anni) e residenzialità a lungo termine.
Proposta di creare un tavolo permanente su queste problematiche che possa consentire
l’elaborazione di progetti.
Viene proposto di predisporre un censimento conoscitivo tra le famiglie di disabili fisici e
psichici per verificare il bisogno di”residenzialità”
Viene proposta una mappatura delle strutture che potrebbero essere adatte per attività sociali.
Altre criticità legate al tema dell’abitare riguardano in particolare gli anziani; molti sono
proprietari di un alloggio ma i bassi redditi pensionistici non sono sufficienti per sostenere spese
e tassazioni che incidono sulla casa;gli appartamenti, spesso necessitano di lavori di
manutenzione.
Viene proposta la possibilità di creare un servizio di aiuto agli anziani per i lavori di piccola
manutenzione nell’abitazione.
Emerge anche il problema del cosiddetto “barbonaggio”in casa; la proposta è quella di
pervenire alla stesura di un protocollo d’intesa che consenta di intervenire in maniera
tempestiva e chiara in queste situazioni senza inutili “passaggi”.
Sollecitata inoltre la possibilità di creare forme di co-housing per gli anziani

Presentati i progetti
1. “Le chiavi di casa” per la creazione di “abitazioni assistite” :della associazione Solaris
2. “Verso il mio futuro” per la creazione di una residenzialità temporanea presentato dal
gruppo di lavoro sulla residenzialità e redatto dalla signora Papini

Il quarto tavolo “ Il lavoro” in entrambe le date previste registra un livello basso di partecipazione.
Significativa la presenza di una rappresentante del Dipartimento XIV che illustra le linee che il
Comune di Roma intende perseguire in tema di formazione, orientamento al lavoro, tirocini e borse
lavoro.
Anche in questo tavolo la tematica centrale del lavoro viene riferita prevalentemente ai cittadini
affetti da disabilità.
Evidenziata la necessità di poter assicurare ai ragazzi adulti affetti da disabilità fisica o psichica
l’opportunità di una esperienza di lavoro , correlata non esclusivamente ad esigenze economiche
quanto alla necessità di non interrompere il processo di autonomia avviato. Per i ragazzi portatori di
disabilità, spesso, dopo la scuola di formazione, c’è il rischio della inattività.
Emerge con forza l’esigenza di non interrompere l’esperienza delle borse lavoro e dei tirocini
mirati, ne viene chiesto anzi l’ampliamento.
Viene proposta l’attivazione di una campagna di sensibilizzazione per le aziende e la costruzione
di una banca dati delle aziende affinché si aprano maggiori opportunità di tirocini e borse lavoro.
Proposta la possibilità che le aziende stesse possano essere testimonial per pubblicizzare e
promuovere la disponibilità ad accogliere soggetti svantaggiati per esperienze di lavoro.

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le famiglie dei disabili sottolineano la necessità di trasformare l’esperienza di tirocinio in qualcosa


di più stabile, anche con esperienze part-time.
Viene proposto di inserire nei bandi ed avvisi pubblici la possibilità di riservare un punteggio
aggiuntivo agli enti gestori che possono offrire delle opportunità di lavoro part-time

Presentato il progetto delle associazioni dei familiari “Oltre le barriere” –“Aresam” per il
collocamento al lavoro delle persone con disagio psichico.

Il quinto tavolo “Sport , cultura, ambiente e tempo libero” ha visto la partecipazione di alcune
significative rappresentanze delle realtà culturali e sportive presenti sul territorio. Questo incontro
ha consentito di verificare che sul territorio del Municipio II sono presenti numerose attività ed
associazioni che promuovono iniziative e progetti estremamente interessanti.

E’ intendimento del servizio sociale del Municipio di procedere nel futuro ad un lavoro di
mappatura più sistematica di queste preziose attività (associazioni cinematografiche, teatrali,
musicali, ambientali) e creare un collegamento costante anche per l’inserimento in progetti a sfondo
sociale.
Il giorno 23 gennaio si è tenuta la riunione conclusiva del tavolo.
Nel tempo intercorso tra i due tavoli si è costituito un gruppo di associazioni che si è incontrato in
tre riunioni preparatorie per elaborare delle proposte progettuali.
Le proposte principali emerse sono le seguenti:
• Creare nel Municipio uno spazio specifico dedicato a tutte le associazioni e a tutte le
realtà del terzo settore, per far conoscere progetti, iniziative comuni, informazioni
specifiche, possibilmente con la disponibilità di un paio di stanze di cui una per le riunioni
(naturalmente accessibili ai disabili)
• Realizzare attività dedicate alla cittadinanza dove possano trovare espressione
l’associazionismo, il volontariato ecc. in spazi del Municipio (ad esempio biblioteca
municipale, laboratori e corsi)
• Promuovere i progetti (qualcosa è già in atto) che prevedono cicli di concerti di musica
classica, che possano includere guida all’ascolto, aperti alle scuole ed ai centri anziani.
• Realizzare manifestazioni ed eventi di sensibilizzazione su sport e giovani, natura ed
ambiente nelle aree verdi del secondo municipio, domeniche ecologiche, eventi sportivi,
eventi sulla raccolta differenziata, mercatini ecc.
• Realizzare un laboratorio sperimentale autobiografico sulla memoria per rendere
protagonisti i “vecchi” e “nuovi anziani” in quanto soggetti portatori di “memoria collettiva”
del territorio
• Promuovere i valori positivi eliminando ogni forma di discriminazione nello sport
giovanile
• Sollecitare gli organi competenti per la realizzazione di una piscina comunale, facilmente
accessibile e fruibile a tutti i cittadini (senza preclusioni di orario, accessibile ai disabili, con
prezzi contenuti)
• Sollecitare gli organi competenti affinché le risorse verdi presenti sul territorio(percorsi
lungo il fiume, piste ciclabili ecc) vengano tenute in uno stato “decoroso” e venga garantita
l’accessibilità e la sicurezza a tutti

Presentati i progetti
1. “Panathlon” l’etica nello sport giovanile che si propone di eliminare ogni forma di
discriminazione nello sport giovanile attraverso la conoscenza e diffusione dell
“Carta dei diritti del ragazzo nello sport”
2. “Mi ricordo di quando” laboratorio sperimentale autobiografico per rendere
protagonisti “vecchi” e “nuovi” anziani.

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

Dopo la conclusione dei tavoli di coprogettazione, si è avviata l’analisi dei materiali raccolti
(appunti, verbali, note, bozze di progetti) per individuare con maggiore chiarezza bisogni ed
esigenze del territorio.
Dai tavoli di coprogettazione sono scaturite poche bozze di progetto, ma sono stati estremamente
fecondi in quanto ad idee, proposte e richieste emerse nel corso dei dibattiti e che rappresenteranno
per gli uffici del servizio sociale spunto e stimolo a trasformarle in progetti concreti a servizio dei
cittadini.
Molte delle proposte forse non potranno trovare una immediata attuazione ma riteniamo che
possano costituire un obiettivo a lungo termine verso il quale orientare le scelte delle politiche
sociali nel nostro territorio. Significativo in particolare il tema di un Centro di riferimento per la
famiglia specializzato ed aperto a molteplici attività con idonei spazi (Obiettivo forse realizzabile
con fondi progettualità 285).

I componenti municipali dell’ufficio di piano hanno inoltre realizzato incontri con i referenti ASL
delle diverse aree e con i responsabili dei rapporti interistituzionali per acquisire tutti i dati relativi
ai servizi della ASL e per concordare contenuti ed obiettivi dei diversi progetti.
I criteri utilizzati dai servizi per l’elaborazione delle nuove schede progettuali sono i seguenti:
 mantenimento dei progetti che si sono rivelati efficaci e per i quali è ancora
permanente il bisogno nel territorio: in questo ambito rientrano i progetti che intervengono sulle
liste di attesa per l’assistenza domiciliare e che offrono la possibilità di interventi in situazioni di
emergenza ( progetto “Attendere protetti” e “Tutti a casa” per gli anziani - progetto “Sesa” ,
“Non ti scordar di me” e “Hinsieme” per i disabili)
 mantenimento di progetti la cui attivazione è recente e per i quali pertanto
non è ancora possibile disporre di dati di monitoraggio che consentano una valutazione del
progetto ( ad esempio “donne in sicurezza)
 mantenimento di progetti che possano considerarsi quasi a rilevanza
cittadina, in quanto presenti in parallelo in tutti gli altri municipi della città ( progetto
“Dimissioni protette”)
 rimodulazione di alcuni progetti in un’ottica di economicità dei costi di
gestione e secondo criteri di efficacia ed efficienza che consentono di garantire adeguati
standard qualitativi. La rimodulazione è avvenuta in alcuni casi attraverso l’accorpamento di
progetti similari con l’eventuale ritaratura di obiettivi e tipologie di utenti (ad esempio il
progetto “Borse lavoro adulti”e “Lavoriamo insieme-tirocini mirati”) in altri casi attraverso la
ridefinizione delle modalità di attuazione del progetto ( “comunità alloggio per anziani”)
 integrazione di progetti esistenti attraverso la valutazione che a fronte di un
contenuto incremento economico è possibile ottenere un valore aggiunto anche per altri servizi (
progetto intersettoriale azioni di Liveas)
 inserimento di nuovi progetti attraverso la valutazione delle problematiche
rimaste scoperte e attraverso la realizzazione di progettualità già delineate (“centro diurno
Alzheimer)
 inserimento di nuovi progetti scaturiti dalle richieste del territorio e dalla
integrazione con la ASL (progetto per adolescenti, prolungamento del SISMIF)
 conclusione di progetti la cui efficacia viene aumentata dall’introduzione di
progetti alternativi ( progetto “Non più soli. Sollievo alle famiglie per malati di Alzheimer)
Congiuntamente alla elaborazione dei progetti finanziati con la legge 328, nel piano regolatore
sociale vengono inseriti anche i progetti finanziati con i fondi della 285.

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Capitolo 1 Piano regolatore sociale 2008-2010

In questo caso la proposta progettuale dei servizi scaturisce da una attenta analisi dei progetti
realizzati con la legge 285 che ha portato alla formulazione di un programmazione più sinergica ed
integrata tra le progettualità afferenti alle due fonti di finanziamento.
I servizi propongono pertanto che a luglio 2009, allo scadere del progetto Arteinsieme (finanziato
con fondi 285) ed alla concomitante scadenza del progetto Centro per il bambino e la
famiglia(finanziato con fondi 328) si possa dare attuazione alle seguenti rimodulazioni :
Centro per il bambino e la famiglia : attuare delle rimodulazioni per agevolare l’inserimento nelle
attività di bambini disabili (possibilità di incrementare il numero di operatori ecc.) in modo che
molte delle attività che facevano parte del progetto Arteinsieme possano confluire in questo
progetto.
Arteinsieme : concludere il progetto includendo le attività svolte nei progetti Centro per il bambino
e la famiglia e Fuoricentro
Centro polivalente per la famiglia :attivare un progetto per la costruzione di un centro polivalente
per la famiglia che possa garantire attività diverse in favore delle famiglie:
- creazione di uno spazio di incontro per le famiglie
- organizzazione di giornate ed eventi su tematiche utili alle famiglie(prevenzione,
pianificazione familiare, genitorialità, disturbi dell’alimentazione, adolescenza ecc.)
- promozione ed attivazione di gruppi di auto mutuo aiuto per le famiglie
- creazione di un servizio di mediazione familiare
- attività di divulgazione su tematiche inerenti la famiglia (affidamento familiare, adozione
ecc.)
- creazione e gestione di uno spazio “neutro” per gli incontri.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 2

IL CONTESTO TERRITORIALE

Il profilo multidimensionale della comunità territoriale

Il contesto di riferimento

Passeggiata
Nella
storia

Il Municipio II è delimitato, nel tratto suburbano dalle strade consolari Flaminia e Salaria, oltre che
dalla Nomentana ed è costellato da Ville e Parchi pubblici che nel corso dei secoli hanno dato
un'impronta particolare a questo territorio. Le strade sono caratterizzate da molte testimonianze di
aree cimiteriali tante e tali che è impossibile citarle tutte, ma merita almeno ricordare:

Via Salaria: la Necropoli Salaria (muri di contenimento della via nel sottopassaggio di Piazza
Fiume, lato Via Nizza - Corso d’Italia, 38 tombe nella casa generalizia dei Carmelitani Scalzi - Via
Po angolo Via Sgambati nella rampa del garage), l'ipogeo di Via Livenza, il Sepolcro di Lucilio
Peto in Via Salaria 125, il Mausoleo di Massimo o Felicita (Via Simeto, 2) aperto solo il 23
novembre, il Cimitero di Trasone in Via Taro, le Catacombe di Priscilla.

Via Flaminia: le Catacombe di San Valentino Martire e Vescovo di Terni, in Via Maresciallo
Pilsudski angolo Viale Tiziano, aperte il 14 febbraio; testimonianze della traslazione del capo di
S.Andrea (conservato nella Basilica di S.Pietro) a Ponte Milvio.
A proposito di Ponte Milvio c'è da ricordare che è uno dei ponti più antichi e storicamente più
importanti di Roma. La sua origine risale al IV - III secolo a.C. ed era inizialmente di legno; fu poi
rifatto completamente e prese il nome dal magistrato che autorizzò la costruzione, tale Molvius,
donde Molvio e quindi Milvio. Ma per i romani fu e resta ponte Molle, anzi più esattamente Mollo,
denominazione che sarebbe derivata, secondo una strana versione, dal fatto che anticamente esso
molleggiava!

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

La statua di S.Andrea opera di Paolo Taccone (1462/63) eretta da Pio II Piccolomini ricorda la
presa in consegna della testa del Santo presso il Cimitero dei Pellegrini.

La Via Flaminia acquistò un'importanza notevole durante il medioevo con il diffondersi dei
pellegrinaggi. Era infatti l'arteria consolare più frequentata e la più sicura per arrivare a Roma dal
nord. Per questa ragione il tratto che da Ponte Milvio va a Porta del Popolo (circa 2,5 km) era
destinato alle grandi scenografie per l'accoglienza di personaggi illustri In visita al Pontefice.

Villa Giulia era utilizzata proprio per la sistemazione ed il soggiorno di coloro che andavano in
ricevimento al Vaticano (vedere ad esempio le grandi macchine scenografiche progettate da G.L.
Bernini e dal Canova).In Epoca Napoleonica, la Via Flaminia, nel tratto suburbano, fu scelta per
accogliere un maestoso parco pubblico dedicato a Napoleone Bonaparte, che non fu mai realizzato,
ma che influenzò il progetto di M.L. Berthauld della collina del Pincio nella sistemazione attuale.

Sulla Via Nomentana si trovano importanti cimiteri, tra questi, quello di Sant’Agnese sotto
l'omonima Basilica ed il Coemeterium Majus a cui si accede da Via Asmara e quello di Santa
Costanza.

Questo antichissimo Mausoleo


di Costantina (erroneamente noto
col nome di Costanza e che si
trova appunto in Piazza S.
Costanza), fu detto nel
Rinascimento Tempio di Bacco
per le scene di vendemmia
raffigurate nei suoi mosaici (IV
secolo).

Quattro sono, le porte che, dalle mura Aureliane, immettono nel Municipio:

Flaminia, Pinciana, Salaria, Nomentana.

La storia di queste porte ha origine nel terzo secolo dell’era volgare, (272 – 273 d. C.) quando
l’imperatore Aureliano cinse l’intera città di un ampio giro di mura, per una lunghezza di 19
chilometri, con quindici porte.

Porta Flaminia, più nota come Porta del Popolo, che per diversi secoli del I millennio si chiamò
porta S. Valentino, è stata negli ultimi cinquecento anni il massimo ingresso in città per chi veniva
da nord seguendo la via Francigena (Cassia) e Romea (Flaminia).

Porta Pinciana dava accesso alla via Salaria antica, oggi in via Pinciana . E’ una porta disadorna,
ma è interessante per una caratteristica militare: il generale bizantino Belisario, il cui busto è

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

incastonato nelle mura, la ricostruì dopo la distruzione ad opera dei Goti, ed ebbe un accorgimento
ancora visibile: l’arco d’ingresso, serrato tra due torri, fu posto di sbieco rispetto all'asse delle mura,
in modo che l'invasore a piedi o a cavallo, scoprisse il fianco coperto dallo scudo, dovendo
improvvisamente svoltare per l'entrata.

Porta Salaria semidistrutta dai bombardamenti del 20 settembre, unica porta del recinto Aureliano
ad essere stata demolita, per ben due volte, è stata definitivamente cancellata dalla storia nel 1927.
Dopo il 1870 fu ricostruita come era, con le due torri accanto ad un semplice arco. Nel 1921 fu
totalmente demolita e al suo posto, nacque piazza Fiume.

Porta Pia, nei pressi di Porta Nomentana (chiamata per molto tempo Porta S. Agnese), deve la sua
fama moderna al noto fatto d'armi che, il 20 settembre 1870 ha dato all'Italia Roma capitale.
La porta è una struttura fortificata, con un cortile interno. La parte interna è uno degli ultimi lavori
di Michelangelo che la progettò per volere di Papa Pio IV Medici nel 1560. I suoi ornamenti
segnano l’inizio del barocco.
La parte esterna che guarda alla via Nomentana, voluta da Pio IX, fu eretta dal suo architetto,
Virginio Vespignani e fu ornata da due statue ottocentesche, che indicano le due maggiori
catacombe che si possono visitare uscendo su via Nomentana: l’una indica le catacombe di Santa
Agnese l’altra le catacombe di S. Alessandro Papa situate al 14.mo chilometro della stessa via
Nomentana.
L’insediamento intensivo e l’urbanizzazione di questi quartieri del Municipio inizia ai primi del
‘900.

Tra il 1909 ed il 1911 furono realizzate Piazza Pitagora, piazza Ungheria, piazza Regina
Margherita, mentre via Monti Parioli e viale Maresciallo Pilsudski si sovrapponevano agli
antichi tracciati romani.
Nel quartiere Flaminio fu realizzato proprio nel 1911 lo stadio Nazionale e furono costruite le case
di viale Tiziano.
Il viale, oggi denominato viale Bruno Buozzi, mise in comunicazione tutta la zona costruita intorno
a piazza Pitagora e piazza Ungheria con via Flaminia.
Con il piano edilizio, redatto da Sanjust, approvato con R.D. del 30 marzo 1912, si poterono salvare
le aree verdi previste dal piano stesso: villa Borghese, villa Chigi, villa Savoia e dei Monti
Parioli.

Tra il 1908 e il 1926 fu costruito il quartiere Coppedè, il cui nome deriva dall’omonimo architetto
fiorentino Gino Coppedè, che lo progettò per civili abitazioni. Il cuore del quartiere è segnato dalla
originale prospettiva della via Diagonale (oggi via Doria).
Sotto un massiccio arco ribassato tra due palazzi, detto “arco Ambasciatori”, serrato tra due torri
cariche di ornamenti eclettici, si può ammirare un enorme lampadario di ferro battuto.

Nel 1922 fu realizzato viale delle Belle Arti: la zona fu poi urbanizzata con vie scalinate destinate a
rimanere per la pubblica utilità.

Tra via Nomentana e Corso Trieste si sviluppò un’edilizia fatta di palazzine borghesi, nascoste nel
verde; più tardi fu realizzata viale Eritrea.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Gli anni ‘50 videro il grande boom edilizio soprattutto nella zona dei Parioli. Comunque tutta
l’edilizia degli anni fra il ’42 e il ‘60 procedette con la tecnica dei saldamenti, quartiere con
quartiere, attraverso strade ed infrastrutture urbanistiche primarie.
Si salvò Villa Ada che, con il piano del 1931 venne vincolata a parco privato in quanto residenza
della famiglia reale.
Villa seicentesca, fatta costruire lungo l’antica via consolare come sede del Collegio Irlandese in un
territorio ricco di siti archeologici e di catacombe.
Risistemata agli inizi dell’800 con gusto neoclassico da Luigi Pallavicini, il parco presentava viali
regolari nei pressi del Casinò nobile (Casinò Pallavicini).
Nel 1872 la villa fu acquistata dal re Vittorio Emanuele II, che la destinò a riserva di caccia
facendovi costruire vari immobili, al fine di accogliere la famiglia reale e la corte, tra cui la
residenza reale e una torre di stile neogotico ( con un'abbondanza di decorazioni, teste di cavallo in
stucco e stemmi Savoia), che doveva mascherare un serbatoio, mentre altri edifici rurali vennero
ampliati e trasformati per ospitare le scuderie, costruite da Emilio Richter, direttore dei parchi reali.
La tenuta è stata trasformata, sotto Vittorio Emanuele II, in un grandioso parco all’inglese,
arricchito da numerose piante ed alberi, con l’inserimento di due laghi, poi prosciugati, di voliere e
serre per le piante esotiche. La villa fu ceduta al conte svizzero Tellfner, che le diede il nome della
moglie Ada.
Fu riacquistata nel 1904 dai Savoia, che ne fecero la residenza privata fino a Vittorio Emanuele III.

In tempi più recenti, con l’apertura al pubblico, sono stati costruiti viali per il passeggio ed un lago e
sono state inserite molte specie arboree, quali i salici, completamente estranee al modello romano di
giardino. Nel 1957 c’è stata una divisione consensuale tra il demanio statale e gli stessi Savoia. Nel
1987 sono rinati i timori di riedificazione della parte privata, poiché gli eredi Savoia hanno ceduto
la loro parte a privati. Il Comune ha avviato lunghe e complesse procedure per l’esproprio.

Le olimpiadi del 1960 sono strettamente collegate al progetto olimpico che prevede l’edificazione
di un intero quartiere: il Villaggio Olimpico.

Il 16 novembre 1994, il Municipio consegna l’area di parcheggio del Villaggio Olimpico


all’amministrazione comunale affinché si inizino gli interventi preliminari alla costruzione
dell’Auditorium. Progettato dall’ing.Piano ha contribuito a far diventare Roma una delle capitali
mondiali della musica: con le sue tre “casse armoniche”, le tre sale coperte e il grande semicerchio
all’aperto, la cavea.
L’inaugurazione è avvenuta il 21 aprile 2002, ricorrenza coincidente con il “Natale di Roma”.
Durante i lavori per la realizzazione dell’Auditorium sono venuti alla luce i resti di una grande villa
suburbana che è stata adeguatamente inserita nel complesso moderno dell’Auditorium grazie ad una
variante del progetto che prevede la valorizzazione degli scavi e la creazione di un piccolo museo
archeologico.

Nel 1995, nella zona di Monte Antenne, viene inaugurata la Moschea e il Centro Culturale
islamico progettato dall’Arch. Paolo Portoghesi che costituisce il centro islamico più grande di
Europa.

Da qualche anno, una parte del territorio del Municipio è attraversato dai cantieri per la costruzione
di una nuova linea di metropolitana che potrà costituire una sorta di moderna “porta” di accesso a
questa parte della città oltre che uno snodo e collegamento sulla “rete del ferro” che consentirà una
diversa mobilità del territorio

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

L'Auditorium di Roma è un complesso multifunzionale dedicato esclusivamente alla musica, che


contribuisce ad arricchire il già immenso patrimonio della città eterna.Il progetto è caratterizzato da
tre "casse armoniche" che sembrano volare sopra un mare di vegetazione.
Il luogo scelto per la costruzione dell’Auditorium è situato nella leggera pianura che si estende tra le
rive del Tevere e la collina dei Parioli, tra il Villaggio Olimpico costruito per i giochi del 1960 e il
Palazzo dello Sport e lo Stadio Flaminio progettati da Pierluigi Nervi. Il sito così decentrato
presentava il vantaggio di potere accogliere e gestire con facilità un grande afflusso di pubblico
(grazie alle vicine infrastrutture preesistenti), ma anche quello di occupare uno spazio che aveva
rappresentato per lungo tempo una sorta di frattura artificiale, un «buco» nel tessuto cittadino.
La "città della musica" diventa così un nuovo elemento urbano.
La frattura è ora riassorbita da un parco di circa 30000 metri quadrati, dove sono stati piantati 400
alberi. La vegetazione lussureggiante che funge da legame tra il quartiere romano Flaminio
l’adiacente Villa Glori, si apre per lasciare spazio all’anfiteatro, un focus urbano che dà luogo a una
quarta sala, all’aperto, destinata alle rappresentazioni e ai concerti, dove possono trovare posto circa
3000 spettatori.

AUDITORIUM - La pianta

Il complesso comprende inoltre una serie di spazi per attività commerciali, ricreative, di studio e di
esposizione.
Tutto il progetto rispetta le normative della legislazione italiana attualmente in vigore in materia di
disabili motori e visivi. Per i disabili motori sono previste uscite di sicurezza, ascensori antincendio,
luoghi sicuri e posti riservati nelle sale concerto per un totale di 26. Per quanto riguarda i disabili
visivi sono previsti percorsi tattili e mappe tattili.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il Municipio II si potrebbe chiamare “la città delle ville”, grazie al notevole numero di giardini e
ville presenti su tutto il territorio del Municipio:

 Villa Glori (tra Ponte Milvio e la sorgente dell'Acqua Acetosa)


 Villa Ada
 Villa Albani Torlonia (in via Salaria, presso il mausoleo di Lucilio Peto)
 Villa Chigi (nell’omonima via)
 Villa Giulia (nella valle omonima, sulla via Flaminia)
 Villa Balestra (quartiere Parioli, in Via B. Ammannati, 21)
 Villa Strohl-Fern (tra villa Borghese e villa Giulia, è sede del liceo francese Chateaubriand)
 Villa Grazioli tra Via Salarla e Via Bruxelles proprio sul confine con Villa Hertz
 Villa Poniatowsky (nella zona di valle Giulia, dal 1992 sede di una parte del Museo etrusco
di Villa Giulia)
 Villa Leopardi (tra via Nomentana, Via Asmara, Via Senafé, Via Makallé)
 Villa Borghese (7 accessi)
 Parco Nemorense (Virgiliano) (via Nemorense).

Numerosi nel territorio del Municipio II anche altri luoghi di interesse culturale, quali ad esempio:

 Propilei Greci, Ingresso monumentale a Villa Borghese (Luigi Canina 1827). piazzale
Flaminio
 Scalo Francesco de Pinedo, il famoso pilota dell’idrovolante "Gennariello". Le scale e le
rampe ripropongono lo schema dell’antico Porto di Ripetta. Lungotevere Arnaldo da Brescia
 Palazzina di Giuseppe Capponi (1932). Lungotevere Arnaldo da Brescia 6
 Ponte Giacomo Matteotti (Augusto Antonelli 1924-1929), dedicato alla memoria del
deputato, rapito il 10 giugno 1924 ed ucciso dai fascisti.
 Ministero della Marina (Giulio Magni, 1914, realizzato tra il 1924 e il 1928) ispirato al neo
barocco o tardo eclettismo romano. Lungotevere delle Navi - via Flaminia
 Oasi ecologica del WWF. WWF Lazio Lungotevere delle Navi, all’altezza del Ministero
della Marina
 Ponte del Risorgimento, è il primo ponte romano in cemento armato, con una sola arcata di
m. 100 di luce.
 Palazzina Vagnuzzi, originaria della metà del Cinquecento, oggi sede dell’Accademia
filarmonica Romana. via Flaminia 118
 Villa Poniatowski, edificio cinquecentesco trasformato dal Valadier. via di Villa Giulia
 Villa Borghese
 Palazzina di Pio IV, eretta alla metà del Cinquecento, attorno alla monumentale fontana
dell’Acqua Vergine. via Flaminia, angolo via delle Belle Arti
 Casina del Curato, costruita a cavallo tra la fine del ’400 e gli inizi del ’500, con graffiti
sulla facciata. via Jacovacci
 Chiesa di S. Andrea, cinquecentesca progettata dal Vignola (1552-53) e restaurata dal
Valadier (1805). via Flaminia 19
 Catacombe di S. Valentino. viale Maresciallo Pilsudski
 Oratorio di S. Andrea a Ponte Milvio. via Flaminia 441, piazza Cardinale Ercole Consalvi
 Ponte Milvio, costruito nel 109 a. C. dal censore Marco Emilio Scauro.
 Fontana dell’Acqua Acetosa, eretta da Pio V nel 1616 e rifatta da Alessandro VII nel 1662.
 Palazzina (Ugo Luccichenti 1940). piazzale delle Muse 6
 Villa Polissena, in grazioso stile rococò. viale Romania

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

 Villa Giulia, costruita per Giulio III tra il 1551 e il 1555, sede del Museo Etrusco.
 Direzione Generale per i Beni Archeologici, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
 Villino Astaldi, ristrutturato e sopraelevato da Mario Ridolfi negli anni Cinquanta. via
Porpora
 Istituto Poligrafico Zecca dello Stato (Garibaldi Burba 1913-18). piazza Verdi
 Casino Borghese (Flaminio Ponzio, 1608-13, Giovanni Vasanzio,1617, Giovanni Lanfranco
1624-25). Villa Borghese
 La Fortezzuola, casa secentesca del Gallinaro, trasformata poi in castello medievale. Villa
Borghese
 Tempietto di Esculapio del giardino del lago (Antonio e Mario Asprucci 1785-87). Villa
Borghese
 Monumento di Quinto Sulpicio Massimo del I secolo d.C. piazza Fiume
 Ex stabilimento Birra Peroni (Gustavo Giovannoni 1908-22, ristrutturato da A.M. Racheli
1987-92). piazza Alessandria
 Memoria della breccia aperta nelle mura il 20 settembre 1870. Corso d’Italia
 Porta Pia, facciata esterna di Virginio Vespignani (1853-69) ed interna di Michelangelo
(1561-64).
 Mausoleo di Lucilio Peto, tomba a tumulo della fine del secolo I a.C. via Salaria 125/a
 Villa Albani (1747-67). via Salaria 92
 Piazza Mincio: quartiere progettato da Gino Coppedé (1919-26). piazza Mincio
 Parco Virgiliano, sistemato da Raffaele de Vico nel 1930. via Nemorense
 Villa Ada. Secentesca, acquistata nel 1872 da Re Vittorio Emanuele, che vi fece il Palazzo
Reale.
 La chiesetta del Divino Amore. Villa Ada
 Catacombe di Priscilla. via Salaria 430
 Catacombe di Giordani. via Salaria, angolo via Taro
 Resti della città di Antemnae e forte militare (1882-94). Monte Antenne
 Ponte Salario, edificato in muratura, già nell’Età Repubblicana, fu distrutto nel 1867 e
ricostruito nel 1874.
 Villa Chigi (Tommaso Bianchi, Pietro Camporese 1763).
 Tomba di Elio Callistio (metà secondo secolo), detta Sedia del Diavolo. Piazza Elio Callistio
 Cimitero maggiore dove, secondo la tradizione, San Pietro avrebbe battezzato i primi
cristiani. Via Asmara 6
 Edificio di Piero Aschieri (1931) Piazza Trasimeno 6
 Basilica di Santa Agnese fuori le mura, Catacombe di S. Agnese e Mausoleo di Costanza.
Via Nomentana 349

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il territorio del Municipio II

Mappa del Municipio II (Tratta dal Piano Regolatore di Roma)

Il territorio del Municipio II si estende su di una superficie di 1367,19 ettari ed è formato da


cinque quartieri:

• Flaminio
• VillaggioOlimpico
(compreso tra via Luisa di Savoia, fiume Tevere, via Flaminia)
• Parioli
(tra Viale Liegi, Viale Parioli, Viale Maresciallo Pilsudski, Via Flaminia, fiume Tevere,
fiume Aniene, Via Salaria)
• Pinciano
(tra Viale Liegi, Viale Parioli, Viale Maresciallo Pilsudski, Viale Tiziano, Via Flaminia,
Viale Muro Torto, Corso d’Italia, Via Salaria)

• Salario
(tra Viale Regina Margherita, Via Salaria, Corso d’Italia, Via Nomentana)

• Trieste-Vescovio
(tra Via Nomentana, Viale Regina Margherita, Via Salaria, fiume Aniene, Circonvallazione
Salaria)

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

• Africano
(tra Viale Etiopia, Piazza Gondar e Piazza Annibaliano)

Composizione generale della popolazione residente nel Municipio II

Popolazione 124.897
Maschi 55.546
Femmine 69.351
(dato aggiornato a dic. 2006)

STRANIERI

Nel II Municipio risiedono 14.650 stranieri


5.406 Maschi
9.244 Femmine
(dato aggiornato a dic. 2006)

Rispetto al fenomeno dell’immigrazione è doveroso rammentare che si tratta di un dato parziale a


causa del numero sommerso rappresentato da tutte quelle persone che sfuggono a qualsiasi tipo di
rilevazione, a causa dei propri stili di vita oppure di collocazioni abitative precarie ed itineranti.
Il Municipio II presenta la maggior presenza di donne straniere di tutto il Comune di Roma e la
predominanza dei paese asiatici come aree di provenienza.
La composizione etnica, tipica comunque dell’intera Regione Lazio, può spiegare la maggiore
presenza di donne straniere: alcune comunità estere prediligono una immigrazione basata
sistematicamente sulle donne, come è il caso tipico delle Filippine che sono presenti nel II
Municipio; ulteriore spiegazione può essere fornita dalla facilità di impiego delle donne straniere in
qualità di colf e di aiuto ai nuclei familiari italiani, soprattutto in presenza di anziani.

PROFILO ISTITUZIONALE
Il Presidente
Il Presidente rappresenta il Municipio, convoca e presiede la Giunta.
È eletto a suffragio universale e diretto, secondo le disposizioni dettate dalla Legge per l'elezione
del Sindaco.
Esercita le funzioni attribuitegli dai regolamenti del Comune, nonchè quelle delegategli dal
Sindaco, quale Ufficiale di Governo, indice i referendum del Municipio e sovrintende al
funzionamento degli uffici e servizi.
Il Presidente del Municipio nomina i membri della Giunta e può affidare a uno o più Consiglieri
compiti specifici, delimitandone funzioni e termini.
Segreteria - Telefono: 06 69602 203 - 204 – 202
Fax segreteria: 06 69602 336
La Giunta è composta dal Presidente del Municipio, che la presiede, e da quattro Assessori, di cui
uno con funzioni di Vice Presidente.

20
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

La Giunta collabora con il Presidente del Municipio nel governo del Municipio, in attuazione degli
indirizzi generali del Consiglio e opera attraverso deliberazioni collegiali.
In particolare, la Giunta compie tutti gli atti rientranti nelle funzioni di indirizzo e di controllo
politico-amministrativo che la legge, lo Statuto o i regolamenti comunali disciplinanti l'ordinamento
dei Municipi non attribuiscano alla competenza del Consiglio o del Presidente del Municipio;
riferisce annualmente al Consiglio del Municipio sulla propria attività e svolge attività propositive e
di impulso nei confronti dello stesso.
Il Presidente del Consiglio del Municipio
Il Presidente dell’assemblea consiliare, presiede, mantiene l’ordine e assicura l’osservanza delle
Leggi, dello Statuto e dei Regolamenti nello svolgimento dei lavori del Consiglio, vigila sulla
correttezza formale e procedurale degli atti del Consiglio e ne valuta l’ammissibilità, anche
acquisendo, ove lo ritenga necessario, e prima di sottoporli all’espressione del Consiglio medesimo,
il parere di assistenza giuridico amministrativa da parte del Direttore del Municipio.
Il Presidente assicura la regolarità delle discussioni, dirige e modera la presentazione e il dibattito
sugli argomenti all’ordine del giorno, concede la facoltà di parlare, precisa i termini delle questioni
sulle quali si discute e si vota, proclama il risultato delle votazioni. Ha facoltà di sospendere e/o
chiudere la seduta per motivi inerenti l’ordine e la legittimità della stesse o riguardanti la migliore
conduzione dei lavori, quando ritenga necessaria l’acquisizione di ulteriori elementi o un
approfondimento delle tematiche attraverso atti a tal fine ordinati (ad esempio per concedere la
parola ai cittadini presenti in aula o per consultare gli Uffici o convocare la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi Consiliari). Convoca e presiede la conferenza dei capigruppo.
Il Presidente cura i rapporti del Consiglio con il Presidente del Municipio e la Giunta e promuove
gli interventi e le iniziative più idonee per rendere effettivo e costante il rapporto del Consiglio
Municipale con il territorio e gli organismi di partecipazione. Svolge funzioni di coordinamento
delle attività delle Commissioni Consiliari.

Il Consiglio
Il Consiglio del Municipio è l’organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo e rappresenta
le esigenze della popolazione del Municipio, nell’ambito dell’unità del Comune.
È composto da venticinque consiglieri, compreso il Presidente, è eletto a suffragio diretto, secondo
le disposizioni del Comune di Roma, contemporaneamente al Consiglio Comunale e dura in carica
per un periodo di cinque anni.
Il Consiglio adotta Deliberazioni relative alle funzioni assegnate al Municipio, esprime indirizzi e
proposte su tutte le questioni di interesse del Municipio stesso, con l’approvazione di apposite
Risoluzioni, approva Mozioni e Ordini del Giorno.
Il Consiglio del Municipio adotta le iniziative necessarie nel caso di segnalazione da parte del
Difensore Civico di gravi e persistenti inadempimenti.
Svolge apposite sessioni per l’esame annuale della realizzazione degli istituti di partecipazione.
Le sedute del Consiglio del Municipio sono pubbliche.

Le Commissioni Consiliari
Le Commissioni Consiliari Permanenti sono istituite in rapporto ad argomenti e questioni di
interesse territoriale o relativamente a materie di competenza del Municipio.
Sono nominate dal Consiglio e svolgono, per conto dello stesso Consiglio, ciascuna nell'ambito

21
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

delle proprie competenze, funzioni istruttorie, referenti e propositive. Il fine è quello di ottenere,
attraverso una più approfondita e specifica trattazione, un migliore esercizio delle funzioni di
indirizzo e di controllo politico-amministrativo svolte dal Consiglio stesso.
La Commissione delle Elette è composta da tutte le Consigliere facenti parte del Consiglio del
Municipio. Ha il compito di avanzare proposte e osservazioni su ogni questione che possa avere
attinenza con una politica di promozione e valorizzazione femminile e con il perseguimento di una
politica di pari opportunità. Promuove incontri pubblici su singole tematiche connesse alla
condizione femminile.
Le Commissioni Consiliari Speciali sono nominate per la trattazione di particolari argomenti.

Il Consigliere Aggiunto
Il Consigliere Aggiunto rappresenta gli stranieri residenti o aventi domicilio nel territorio del
Municipio.
Ha titolo a partecipare, senza diritto di voto, alle sedute del Consiglio e delle Commissioni, con
diritto di parola sugli argomenti iscritti all’Ordine del Giorno.

ORGANIZZAZIONE E SEDI DEGLI UFFICI

Direzione del Municipio


Direzione Amministrativa

via Dire Daua 11, 00199 Roma (RM)

Tel 06 69 602 302 - 06 69 602 364


Il Direttore è responsabile della gestione coordinata delle risorse professionali e strumentali
attribuite al Municipio per la realizzazione degli obiettivi programmatici assegnati.

Direzione Secs
(Socio Educativa Culturale Sportiva)
via Asmara 29/a, 00199 Roma
Tel 0686210038 - 06 86213737
Fax 06 86213737

Direzione Tecnica
via Nomentana 423, 00162 Roma
Tel 06 69602 801 - 06 69602 803
Fax 06 86327576

Direzione Comando Polizia Municipale


Viale Parioli 202, 00197 Roma
Tel 06 6769 3902 - 06 6769 3904

Direzione XV U.O. di Ragioneria


viale Adriatico 136, 00141 Roma (RM)
Tel 068175434 - 0669604903

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

RISORSE DEL MUNICIPIO II

Sportello per le attività produttive


Aperto presso lo sportello Unico del Commercio del II Municipio.
via Dire Daua 11, 00199 Roma (RM)

E’ destinato ai cittadini ed imprenditori che intendano avviare nel territorio del Municipio
un’attività produttiva o ricettiva.
Il processo di innovazione innescato dalla nascita dello Sportello Impresa nell’ambito dello
Sportello Unico del Commercio (SUCI) si posiziona all’interno del quadro generale di riforma
della nostra amministrazione rappresentata dalla semplificazione delle procedure secondo i
principi di sussidiarietà, di ragionevolezza, di trasparenza e di partecipazione.

Le innovazioni sono connesse al tentativo di risolvere la complessità procedimentale che


caratterizza gli adempimenti a carico dell’utente per l’avvio di un’attività commerciale ed
artigianale.
L’obiettivo è quello di facilitare i rapporti tra impresa e pubblica amministrazione dando alla prima
un unico interlocutore per tutto il complesso di procedimenti amministrativi che riguardano
l‘istituzione di un’attività o la ristrutturazione o la conversione di un impianto produttivo. Con il
nuovo disegno normativo, infatti, l’imprenditore presenta allo sportello impresa un’unica domanda
e riceve, in tempi certi, una unica risposta in forma di provvedimento finale rilasciato dal
responsabile della struttura unica.
E’ possibile scaricare dal sito internet dello Sportello Unico Attività Produttive centrale la nuova
modulistica.

Sportello unico del commercio integrato


Via Dire Daua, 11 –
Tel. 06 696 021 Fax 06 86 21 89 14
Con l'apertura nel 1999 dello Sportello Unico del Commercio, integrato dall'Ufficio Affissioni e
Pubblicità, tutte le numerose e complesse procedure relative all'attività commerciale sono state
unificate: il commerciante può svolgerle tutte contestualmente presso un unico operatore e un unico
ambiente lavorativo.

Commercio al minuto

• vendite straordinarie promozionali e liquidazioni


• pubblici esercizi
• artigianato
• parrucchieri barbieri e mestieri affini
• commercio su aree pubbliche (ambulante)
• manifestazioni socio culturali con annessa vendita (i cosiddetti "mercatini")
• affissioni, pubblicita’ e insegne
• occupazione suolo pubblico
• i.c.i. e tributi

Lo sportello del catasto (momentaneamente disattivo)

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Eroga certificazioni e visure catastali (immobili e terreni) per Roma e tutto il territorio italiano per
compravendita, mutui e successioni.

Lo sportello del condominio


I consulenti ANACI offrono una qualificata risposta di carattere giuridico, legale, tecnico e
contabile, per la soluzione di problemi connessi alla vita in condominio.

È possibile avere una consulenza tutti i martedì dalle ore 14:30 alle ore 17:00 direttamente presso la
sede del Municipio II. Per ottenere una consulenza in altri giorni (sabato escluso), rivolgersi ai
seguenti numeri telefonici ed ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
Consulenza tecnica e contabile
Ore 15:00 - 17:30
Tel 06 363 032 74
Consulenza giuridica e legale.
Ore 16:00 - 19:00
Tel 06 85 46 381

Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP)


via Dire Daua 11 - 1° piano - 00199 Roma
Tel 06 69602 333/334 - 06 8607305
Fax 06 86210726
L’Ufficio relazioni con il pubblico (URP) fornisce un’ampia informazione ed orientamento sia
sull’attività direttamente svolta dal Comune, sia sui principali servizi della Pubblica
Amministrazione.L’Ufficio Relazioni con il Pubblico ha il compito di
 Informare sulla documentazione necessaria da produrre e sulle procedure da seguire, sul
nome ed indirizzo dell’ufficio a cui rivolgersi.
 Ricevere e gestire le richieste di accesso agli atti dell’Amministrazione.
 Accogliere segnalazioni, proposte e reclami.
 Ascoltare e orientare il cittadino così che possa usufruire di tutte le opportunità offerte
dall’Amministrazione.
 Fornire assistenza telefonica rispetto alle richieste di informazioni.
 Coordinare i Servizi di accesso Polifunzionale.
I moduli
• Accesso agli atti
Modulo di richiesta di accesso ai documenti amministrativi
• Comunicazioni dei cittadini
Modulo per reclami, segnalazioni, suggerimenti
Per la trasmissione all’URP dei moduli tramite FAX è indispensabile allegare copia del documento
d’identità.

Il Difensore Civico
Via Dire Daua, 11

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il difensore civico, su sollecitazione di cittadini singoli o associati, tutela i loro diritti e interessi nei
confronti dell'Amministrazione Comunale (Uffici centrali, Municipi e Polizia Municipale) e delle
aziende e società partecipate (AMA, ATAC, ACEA, STA, Trambus ecc.).
Verifica che l'azione amministrativa sia svolta rispettando le normative e i parametri di legalità,
imparzialità e economicità. Rileva disfunzioni, ritardi, negligenze, abusi.
Interviene, se ci sono le condizioni, nei casi di diniego o differimento al diritto di accesso previsto
dalla Legge 241/90 sulla trasparenza degli atti amministrativi.
Come chiedere l'intervento del Difensore Civico
Presso il punto di ascolto del Municipio II, Via Dire Daua 11, oppure direttamente presso l'Ufficio del
Difensore Civico www.difensorecivico.roma.it - info@difensorecivico.comune.roma.it

Servizio giardini
via Salaria (interno Villa Ada)
06 86 20 61 47 FAX 06 86 20 7363

AMA
Sede AMA Via Dire Daua, 11

Ufficio di collocamento
Iscrizione (numero verde) 800 81 82 82
Iscrizione (residenti nel Municipio II) via D'Onofrio 60
Tel 06 40 80 17 70

ASILI NIDO MUNICIPALI

Joan Mirò via Boito, 47


Il piccolo Pinocchio via Cirenaica, 5
Villa Chigi via Piccinni, 60
Villa Ada via Ponte Salario, 99
L’Arca via Venezuela, 40
Pollicina via Francesco Gai, 9
Il piccolo principe via Adigrat, 2
Il mondo incantato via Bolivia , 3

Sezione Ponte c/o Scuola dell’infanzia S.PioX Via Boccioni, 14


Spazio Be.bi. via Adigrat, 2
Spazio Be.bi via Tripoli , 64

SCUOLE COMUNALI DELL’INFANZIA

G. Ronconi Via P.A. Micheli, 21


S. Pio X Via Boccioni, 12
G. Alessi Via Flaminia, 225
Il giramondo Via Venezuela, 33
G. Mazzini Via Volsinio, 25

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’albero azzurro Via Novara, 22


C. Ferrini Via di Villa Chigi, 22
Principessa Mafalda Via Lovanio, 15
Grazioli Lante della Rovere Via Tevere, 22
I colori del mondo Via Adigrat, 2
I sei colori di Ugo Via Tigrè, 96
Giardino incantato Via Pinciana,10

SCUOLE STATALI PRIMARIE (ELEMENTARI)

G. Ronconi Via P.A. Micheli, 21


S. Pio X Via Boccioni, 12
G. Mazzini Via Volsinio, 25
XX Settembre Via Novara, 22
C. Ferrini Via di Villa Chigi, 22
Principessa Mafalda Via Lovanio, 15
Grazioli Lante della Rovere Via Tevere, 22
U. Bartolomei I plesso, Via Asmara, 32
U. Bartolomei Via S. Maria Goretti,43
G. Alessi Via Flaminia, 233
G. Alessi Via Venezuela, 33
Montessori Via S. Maria Goretti,41
Succ. Montessori Via di Villa Paganini, 18

SCUOLE STATALI SECONDARIE (MEDIE)

G. Alessi Via Flaminia, 233


G. Sinopoli Via P. Mascagni, 172
succursale Via Asmara, 31
V. Alfieri Via Salaria, 159
Esopo Via Volsinio, 23
I. Nievo Via Boccioni, 12
L . Settembrini Via Sebenico, 1

SCUOLE MEDIE SUPERIORI

Liceo Classico “Lucrezio Caro” Via Venezuela, 30


Liceo Classico “Giulio Cesare” Corso Trieste, 48
Liceo Classico “Mameli” Via P. A. Micheli, 29
Liceo Scientifico “Avogadro” Via Brenta, 26
Succ. Via Cirenaica, 7
Liceo Scientifico “Azzarita” Via T. Salvini, 20
Succ. Via Novara, 20
Ist. Magistrale Carducci Via Asmara, 28
Liceo Maria Montessori Via Livenza, 8
Succ. Via Casperia, 21
VI Liceo Artistico Viale Pinturicchio, 71
Succ. Via India, 12

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Ist. Tecnico Attività Sociali A. Celli Via Salvini, 24


Succ. Via Novara, 20
Ist. Tecnico Commerciale Genovesi Via Salvini, 20
Succ. Via Novara, 20

IMPIANTI SPORTIVI

A.S. Circolo delle Muse via R. Fauro, 150. Principalmente attività ginnico-motoria, privato
Bowling Brunswik Lungotevere dell’Acqua Acetosa, 10 privato
Circolo Sportivo Giulio Onesti Largo Giulio Onesti, 1 Gestione Coni, attività principale: Baseball
Galoppatoio Villa Borghese Viale del Galoppatoio, 25,Sport equestri
Ginnastica Roma Via del Muro Torto, 5.Principalmente attività ginnico-motoria
Palazzetto dello Sport Viale Tiziano snc. Gestione Coni, attività principale: pallavolo
Parioli Tiro a Volo Via E. Vajna, 21 attività principale: pallavolo
Polo Club Via dei Campi Sportivi, 43
Stadio Flaminio Piazzale dello Stadio. Gestione Coni
Stadio Paolo Rosi Via dei Campi Sportivi, 7.Gestione Coni, attività principale: atletica leggera
Tennis Club Parioli Largo O. De Morpungo, 2. Privato, attività principale: calcetto
Tennis Flaminio Lungotevere Salvo D’Acquisto, 6

TEATRI

Degli Archi via Taro 33°


Euclide P.za Euclide 34°
Greco via Ruggiero Leoncavallo 16
Instabile dello Humour via Taro 14
Negli Appartamenti via degli Scialoja 6
Olimpico P.za Gentile da Fabriano 17
Politecnico via G.B. Tiepolo 13a
Parioli via G. Borsi 20

BIBLIOTECHE

Biblioteca Comunale Flaminio via C. Fracassini 9


Biblioteca Comunale Villa Leopardi via Makallè s.n.c.
Biblioteca Novara via Novara 28
Biblioteca Baldini via di Villa Sacchetti

MUSEI

Macro Museo di arte Contemporanea via Reggio Emilia 5


Galleria Borghese piazzale Scipione Borghese 5
Bioparco e Museo Civico di Zoologia via Ulisse Aldrovandi 18
Museo Canonica viale P. Canonica,2
Museo Storico dei Bersaglieri piazzale di Porta Pia, 3
Galleria Nazionale d’Arte Moderna via delle belle Arti 70
Museo d’arte Villa Giulia piazzale di Villa Giulia, 9
Centro per le Arti Contemporanee via Guido Reni.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

CENTRI DI ASCOLTO PARROCCHIALE - CARITAS DIOCESANA

- Parrocchia SS Cuori di Gesù e Maria Via Poggio Moiano, 12 tel. 06.86208272


- Parrocchia S. Maria della Mercede Via Basento, 100 tel. 06.8554648
- Parrocchia S. Maria Goretti Via S. Maria Goretti, 29 tel. 06.86208326
- Parrocchia San Roberto Belarmino Via Panama,13 tel. 06.85300915
- Parrocchia San Saturnino Martire Via Avigliana, 3 tel. 06.8548696
- Parrocchia S. Teresa del Bambino Gesù Via G. Spuntini,17 tel. 06.8414209
- Parrocchia SS. Trinità a Villa Chigi Via F. Marchetti, 36 tel. 06.8600733
- Parrocchia di S. Agnese fuori le mura Via Nomentana, 349 tel. 06. 8610840
- Parrocchia del S.Cuore Immacolato di Maria P.zza Euclide 5/12 tel. 06.8083155
- Parrocchia di S. Croce al Flaminio Via Guido Reni, 2 tel. 06.3240509
- Parrocchia di S. Eugenio V.le delle Belle Arti, 10 tel. 06.3201923
- Parrocchia di San Luigi Gonzaga Via di Villa Emiliani, 15 tel. 06.8083124
- Parrocchia di Santa Teresa d’Avila Corso d’Italia, 37 tel. 06.85377322
- Parrocchia di San Valentino Via Germania,13 tel. 06.8086141

LE CONSULTE
Le Consulte sono un organismo di partecipazione dei cittadini alla vita politica del Municipio ,
attraverso il confronto con le istituzioni. Sono state istituite per rappresentare le varie Associazioni
che operano in un determinato settore.
I requisiti di partecipazione degli organismi alle consulte sono attualmente regolati dall’art. 9 del
regolamento del Municipio, modificato dalla Delibera del Consiglio del Municipio n. 8 del 26
febbraio 2008
Consulta per i problemi dei cittadini disabili
Il compito della consulta è proporre e stimolare la realizzazione di tutte le iniziative necessarie volte
a garantire il rispetto dei diritti del cittadino disabile.
In particolare, la Consulta elabora proposte per il Consiglio del Municipio e per tutti gli organi
istituzionali competenti cui spettano le scelte attuative e ne verifica la realizzazione; promuove
indagini, studi, rilevazioni particolari sulle condizioni e sui problemi dei cittadini disabili.
La Consulta dura in carica quattro anni e il rinnovo della stessa avviene con apposito atto
deliberativo del Municipio. La Consulta si riunisce, di norma una volta al mese per discutere e
promuovere azioni rivolte a mantenere e migliorare i servizi ai disabili.
Alla Consulta possono partecipare membri esterni esperti dei problemi in discussione, invitati dalla
Consulta stessa.
La domanda di adesione deve essere presentata al Presidente del Municipio e al Presidente della
Consulta corredata di:
 Statuto;
 Atto Costitutivo;
 Curriculum delle attività svolte nell'ambito delle problematiche delle persone disabili.
Le richieste di adesione vengono esaminate ed esaudite con periodicità trimestrale, previa
approvazione da parte del Consiglio del Municipio.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

ELENCO ASSOCIAZIONI CONSULTA PER I PROBLEMI DEI CITTADINI DISABILI


(Dopo rinnovo a gennaio 2006 e successive modifiche a febbraio 2008)
1. CENTRO SOCIALE CARLO IAVAZZO, Via Tagliamento 76 – 00198 Roma tel 06 8558625
2. IL TAMBURO ONLUS” Ass.ne Culturale, Via Pietro Mignosi 43 – 00189 Roma tel 06 822250
3. PERLHA, Via Amatrice 19 – 00199 Roma tel 06 86203769
4. FIADDA Sez. ROMA, Via Poggio Moiano 6 – 00199 Roma tel 06 86211012
5. IL MARSUPIO – Volontari per l’handicap, Via Valnerina 22 - 00199 Roma tel 06 7821359
6. Ass.ne ALBERTO PARISI, Viale Parioli 79 H – 00197 Roma tel 06 8072129
7. AGRIFOGLIO Cooperativa Sociale, Via Bressanone 5 – 00199 Roma tel 06 86214322
8. EUROPA Cooperativa Sociale, Via Dalmazia 31 – 00198 Roma tel 06 8542686
9. C.N.A.( Centro Nuovo Apprendimento) Coop. Sociale, Via Dalmazia 31 – 00198 Roma tel 06 8542686
10. HARMONIA ONLUS, Viale Etiopia 4 – 00199 Roma tel 06 86329530
11. ARAP Ass.ne per l’Assistenza Psichiatrica, Via Nomentana 91 – 00161 Roma tel 06 8553804
12. ASS.NE DISABILI VISIVI, Via Lima 22 – 00198 Roma tel 06 8550260
13. ALTOVOLTAGGIO ONLUS, Via A. Volta 43 - 00153 Roma tel 06 5756341
14. IL FARO ONLUS, Via Poggio Moiano 6 – 00199 Roma tel 06 32501659
15. CASALIO’ ONLUS, Viale Regina margherita 15 – 00198 Roma tel 06 8411682
16. GRUPPO ASPERGER ONLUS, Via Tirso 101 - 00198 Roma tel 06 85350663
17. UN PASSO AVANTI
17. DACIAMIRRO’ ONLUS, Via della Bufalotta 1530/a – 00138 Roma
18. COMITATO AURORA ONLUS, Via Nomentana 643 - 00141 Roma tel 06 45438146
19. Ass.ne ITALIANA SINDROME X FRAGILE ONLUS, Via Isidoro Carini 18 - 00135 Roma tel 06
30815730
20. IL FILO DALLA TORRE, Via Tripolitania 151 – 00199 Roma tel 06 66165072
21. P.S.I. ONLUS, Via Gentile da Mogliano 154/156 – 00176 Roma tel 06 299965
22. AISM (Ass.ne Italiana Sclerosi Multipla) – Sezione di Roma, Via dell’Olmata 30 - 00184 Roma tel
06 4743355
23. SOLARIS ONLUS, Corso Trieste 185 - 00198 Roma tel 06 8558579

Consulta del volontariato


Il Municipio II, grazie al Regolamento sul Decentramento e degli istituti di partecipazione dei
cittadini, ha istituito la Consulta del Volontariato.
L’obiettivo principale della Consulta è la promozione di iniziative volte ad acquisire una più ampia
conoscenza dei bisogni sociali del territorio, al fine di offrire al Consiglio del Municipio un
contributo nella programmazione di servizi sociali più rispondenti alle effettive richieste della
popolazione.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

La Consulta del Volontariato dura in carica quattro anni ed il rinnovo avviene con apposito atto
deliberativo del Consiglio del Municipio II.
La Consulta si riunisce una volta al mese per discutere problematiche riguardanti i bisogni della
cittadinanza, con particolare attenzione ai soggetti "deboli", suggerendo iniziative mirate alla
prevenzione e/o risoluzione del disagio.
La domanda di adesione, rivolta al Presidente del Municipio e al Presidente della Consulta, deve
essere corredata di:
 Statuto;
 Atto Costitutivo;
 Curriculum dell’associazione delle attività per il volontariato;
 I nominativi del rappresentante e del sostituto.
Le richieste di adesione devono essere presentate entro il 15 gennaio o entro il 15 aprile o entro il
15 luglio o entro il 15 ottobre.

ELENCO ASSOCIAZIONI CONSULTA DEL VOLONTARIATO


(Dopo rinnovo a marzo 2006 e successive modifiche del 19/06/2006 e 8/01/2008)
1. ARES ANTEMNAE Organizzazione Protezione Civile Ambiente Animali,
Via Ponte Salario 35 – 00199 Roma tel 06 86200977
2. VOLONTARIATO SAN SATURNINO ( Gruppo Caritas c/o Parrocchia)
Via Avigliana 3 – 00198 Roma tel 06 86200366
3. A.RE.SA.M Onlus Ass.ne Per la Salute Mentale
Via Tor di Nona 43 – 00186 Roma tel 066977925
4. INSIEME CON TE ONLUS
Via Nizza 152 – 00198 Roma tel 068107378
5. VOLONTARIATO VINCENZIANO S. EMERENZIANA
Via Lucrino 53 -00199 Roma tel 06 86218048
6. VOLONTARI TELEVITA
Via Caviglia,2 00139 Roma tel 06 8804877
7. VOLONTARIATO S. TERESA D’AVILA (Parrocchia)
Corso Italia 37 00198 Roma tel 06 85377301
8. C.I.F. Centro Italiano Femminile
Via della Pigna 13 a 00186 Roma tel 0669880531
9. VOLONTARIATO SAN BELLARMINO ( Gruppo CARITAS c/o Parrocchia)
Via Panama 13 00198 Roma
10. VOLONTARIATO SS TRINITA’ A VILLA CHIGI ( Parrocchia)
Via Monte Buono 41 00199 Roma tel 06 86211892
11. VOLONTARIATO PARROCCHIA SACRI CUORI DI GESU’ E MARIA
Via Poggio Moiano 12 00199 Roma tel 06 86324850

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

12. ARAP Ass.ne Per l’Assistenza Psichiatrica


Via Nomentana 91 00161 Roma tel 06 8553804
13. SOLARIS ONLUS
Corso Trieste 185 00198 Roma
14. IL CANTIERE Ass.ne Culturale
Via Fracassini 10 00196 Roma tel 06 36000205
15. AUSER Lazio
Via Buonarroti 12 00185 Roma tel 06 48882501
16. VOLONTARIATO PARROCCHIA S. AGNESE ( Gruppo CARITAS )
Via Nomentana 331 00162 Roma
17.FIADDA ( Famiglie Italiane Assistenza Difesa Diritti Audiolesi) sez. Roma
Via Poggio Moiano 6 00199 Roma tel 06 86211012
18. VOLONTARIATO PARROCCHIA S. MARIA DELLA MERCEDE
Via Basento 100 00198 Roma tel 06 8554648
19. IL SOGNO Coop.Soc S.R.L. Onlus
Via Adda 111 00198 Roma tel 06 85301758
20. CENTRO CARITAS PARROCCHIA S. MARIA GORETTI
Via S. Maria Goretti 25 00199 Roma
21. ADA Lazio
Via Genova 24 00184 Roma tel 06 4740616
22. LIDU-2 ONLUS Associazione di cooperazione con i paesi in via di sviluppo
Via Basento 37 00198 Roma tel 06 8542412
24. ROMAIL Sezione di Roma dell’ Associazione Italiana contro le Leucemie- Linfomi e Mieloma
ONLUS - Via Rovigo 1 00161 Roma tel 06 85795802
25. M.A.S.C.I. Movimento Adulti Scouts – Comunità Roma 2
Via Vallisnieri 3 00199 Roma tel 06 8077047
26. ARTICOLO 3 Associazione Culturale – diritti sociali e civili del volontariato
Via Dancalia 9 00199 Roma tel 06 86399797
27. IL TELEFONO D’ARGENTO
Via Panama 13 00198 Roma
28. ABCHILDREN CHARITY ONLUS Organizzazione Umanitaria di Volontariato
Via Sebino 11 00199 Roma tel 06 85352508
29. AMICI PER CASO
Viale U. Tupini 113 c/o avv. Corbo 00144 Roma
30. CENTRO WELCOME ONLUS
Via Panama 13 00198 Roma tel 06 85300916

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

31. SOCIETA’ SAN VINCENZO DE’ PAOLI Conferenza del sacro cuore Immacolato di Maria
(Parrocchia Basilica ai Parioli) Piazza Euclide 00197 Roma tel 06 8070358
32. A.L.I.C.E. Sezione Regione Lazio – ONLUS Associazione per la lotta all’ictus cerebrale
Via Arrigo Devila 16 00179 Roma

U.O.S.E.C.S. Unità organizzativa socio educativa culturale sportiva

Premessa

All’interno del più complesso piano di riassetto della struttura comunale e del processo di
decentramento, la U.O. S.E.C.S. di questo Municipio ha elaborato un’ipotesi di riorganizzazione
della propria struttura disegnando una architettura operativa ritenuta più idonea a costituire le basi
per lo sviluppo di un sistema integrato di interventi e servizi rivolti alla persona ed alla collettività.

Per quanto riguarda i Servizi alla persona e gli interventi prestati dall’unità organizzativa è
necessario sottolineare che essi comprendono tutte le attività preminentemente sociali, ma non
solo, poiché anche gli interventi in tema di servizi educativi e culturali rappresentano un fitto ed
intersecato ambito di intervento a sostegno di tutti i cittadini.

L’organizzazione è un sistema complesso e dinamico nel quale si articolano le finalità, gli obiettivi,
le strategie, i metodi e gli strumenti di decisione e controllo, le risorse (manageriali, professionali,
umane, tecniche, finanziarie, patrimoniali, …), i sistemi di relazione e di comunicazione, gli
strumenti operativi.

L’organizzazione operativa di una unità deve pertanto rispondere a tre diverse esigenze :
− trasformare in progetti esecutivi il piano programmatico dell’organo politico;
− realizzare con efficacia, efficienza e trasparenza i progetti;
− rendere fruibili i risultati a tutti i soggetti destinatari .

Ripensare gli Uffici e i Servizi, pertanto, ha come scopo quello di assicurare economicità, efficacia,
efficienza e rispondenza al pubblico interesse dell’azione amministrativa, nel rispetto del principio
della distinzione dei ruoli e delle responsabilità e della valorizzazione delle risorse umane e
finanziarie del Municipio.

La riorganizzazione dell’unità deve anche tener conto di tutti quei fattori, interni ed esterni, che
costituiscono l’asse di innovazione del Municipio Roma II cercando di costruire un sistema
allargato dei servizi nel quale si possa essere in grado di gestire la promozione sociale, la
coprogettazione territoriale e la partecipazione attiva della cittadinanza superando un welfare
residuale a favore di una condizione di tutela generalizzata dei diritti della persona e dei diritti del
cittadino.

Al Municipio sono ormai decentrate e trasferite importanti funzioni per la concreta attuazione degli
interventi in favore della persona e delle famiglie e per assicurare protezione e promozione della
solidarietà sociale. Il nuovo quadro giuridico di riferimento, la posizione dei destinatari dei servizi,
l’organizzazione del nuovo sistema integrato degli interventi, le trasformazioni nei rapporti fra
pubblico e privato, il nuovo ruolo del terzo settore, il riordino della disciplina delle IPAB, i nuovi

32
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

strumenti e le nuove tipologie di interventi, impongono di conseguenza un ripensamento


dell’organizzazione degli Uffici e dei servizi affinchè si possa essere in grado di svolgere i nuovi e
sempre più complessi compiti.

L’unità organizzativa Socio Educativa Culturale Sportiva ha attualmente competenza su tutti i


servizi e le attività rivolte alla persona ed alla collettività , in particolare si occupa :
• di servizi prestati a particolari categorie di utenti socialmente fragili (attività del servizio
sociale)
• di servizi di carattere educativo (rivolti a sostenere bambini e la loro famiglia, sia
direttamente gestite dal Municipio quali asili nido e scuole dell’infanzia comunali, sia per le
competenze comunali rivolte alle scuole statali )
• di provvedere alla realizzazione di iniziative ed eventi culturali e sportivi (rivolti a tutta la
popolazione del territorio ).
Da non sottovalutare , nell’ipotesi di riordino degli uffici e servizi , è la peculiarità della
U.O. SECS del Municipio Roma II che deriva dal fatto che questa Unità Organizzativa è
chiamata a dare risposte non solo ai residenti del territorio, bensì anche a persone che
quotidianamente provengono, per motivi di lavoro, da altre zone della città e dall’interland
romano.

Inoltre le novità previste dalla legge n. 328/00 implicano un nuovo percorso nell'attuazione dei
servizi. La legge quadro del sistema integrato dei servizi alla persona n. 328/2000, rappresenta in
realtà il nuovo fulcro sul quale far convergere il pensare e l’agire dei servizi ; essa riscrive le regole
dell’assistenza con l’obiettivo di realizzare politiche e prestazioni coordinate nei diversi settori della
vita sociale.

IL nuovo quadro normativo e l’applicazione di esso prevedono pertanto:

• A LIVELLO ISTITUZIONALE:

1. l’evoluzione normativa nel settore socio sanitario integrato impone nuovi ruoli interistituzionali
;
2. la trasformazione dell’ente locale e, per conseguenza diretta del decentramento territoriale, il
Municipio passa da erogatore di servizi a regolatore, responsabile della "cabina di regia dei
progetti "
3. nasce l’esigenza di sviluppare una capacità di governance, promuovendo, coordinando ed
interagendo con gli altri attori del tessuto socio-economico.

• A LIVELLO DI GESTIONE/ ORGANIZZAZIONE:

1. l’esigenza di acquisizione generalizzata da parte della Pubblica Amministrazione di


comportamenti tesi alla efficienza ed economicità;
2. la diminuzione delle risorse, finanziarie ma soprattutto umane , che impone una politica di
razionalizzazione e di ottimizzazione delle stesse ;
3. il diffondersi di metodologie, strumenti gestionali e tecnologici più avanzati;
4. l’esigenza di sperimentare ed attuare nuovi modelli di gestione, integrati e misti , capaci di
offrire un sistema più agile, più flessibile e meno costoso nei servizi, senza perdere in qualità,
mantenendo la conoscenza degli stessi e aumentandone la diffusione a tutti i cittadini .

33
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

• A LIVELLO SOCIALE:

1. la conoscenza più approfondita della società, la capacità di lettura dei suoi bisogni e l’analisi
dinamica delle esigenze individuali e collettive;
2. l’entrata in vigore della “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e
servizi sociali (328/2000) stabilisce il ruolo di regia dell’Ente locale;
3. la nuova architettura della programmazione e dell’integrazione socio-sanitaria a livello
nazionale, regionale e zonale attraverso la stesura di un Piano di Zona Sociale del Municipio;
4. lo sviluppo e il riconoscimento di un ruolo forte del terzo settore, nella progettazione oltre che
nella realizzazione di progetti;
5. una cresciuta cultura e coscienza dei diritti del cittadino che impone un servizio
qualitativamente sempre più alto, trasparente, misurabile, e soprattutto oggettivamente
valutabile.

E’ indispensabile incrementare lo sviluppo di interventi integrati mirati e in contemporanea dotarsi


di strumenti di conoscenza e di analisi dei fenomeni e dei flussi ( possibilmente con la creazione di
un Osservatorio Sociale) fondando le basi di un impianto di lavoro capace di misurarsi in futuro
nella valutazione del risultato degli interventi in relazione all’investimento economico (
programmazione del Bilancio, Peg, indicatori, etc.).
Il nuovo impianto dei servizi dovrà funzionare anche con un meccanismo di " marketing sociale"
che permetta la valutazione delle prestazioni, la misurazione della qualità dei servizi e, soprattutto,
il grado di soddisfazione dei cittadini fruitori dei servizi.

Il lavoro di rete, quanto più possibile integrato con il settore sanitario e con le scuole, dovrà dare
capacità e competenza alle persone per renderle in grado di utilizzare al meglio le risorse che esse
stesse hanno, per garantire un intervento sempre più capillare e mirato alle necessità ed alle
esigenze dei cittadini .

Standard e parametri di utilità e di efficienza , sistema di accreditamento dei servizi , definizione di


interventi d’eccellenza, realizzazione dei servizi integrati, erogazioni di interventi adeguati alle
singole esigenze dei cittadini sono i nuovi orizzonti delle prestazioni per le quali occorre che gli
Uffici si riorganizzino all’interno di una cornice più ampia dell’integrazione interistituzionale e
della collaborazione di realtà formali ed informali del territorio.

Risorse umane

L’area sociale è organizzata secondo un modello che comprende il servizio sociale professionale
suddiviso in vari settori, costituiti da gruppi di assistenti sociali e altri operatori (quale l’educatore
professionale e lo psicologo) e dal personale amministrativo.
Responsabile del servizio sociale è un’assistente sociale direttivo (titolare di posizione
organizzativa).
Per area sociale si intende quindi il complesso dei servizi assistenziali, delle prestazioni e delle
professioni che si intrecciano nel lavoro sociale.
La legge 328 del 2000, per realizzare il processo di integrazione prevede l’impegno combinato di
tre grandi aree in cui si articolano i servizi alla persona: Area Sociale - Area Sanitaria - Area
Educativa.

34
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’Area Sociale costituisce l’ambito complessivo del lavoro sociale pubblico a prevalente carattere
assistenziale, dove l’assistenza rappresenta un’attività rivolta ai cittadini.
L’assistenza si può infatti realizzare e sviluppare anche con semplici prestazioni professionali
erogate tramite figure professionali formate e/o abilitate ad esercitare abilità intellettive, educative
e conoscenze pratiche per azioni concrete di aiuto quotidiano; tutto ciò dopo aver svolto una attenta
valutazione ed analisi dello stato di bisogno e predisponendo progetti personalizzati, con
l’attivazione di risorse pubbliche preferibilmente in collegamento anche con le realtà territoriali del
volontariato o della solidarietà familiare o del vicinato in un’ottica di lavoro di rete.
L’assistente sociale è la figura fondamentale e centrale quale profilo tipo dell’area sociale.
E’ presente in tutti i processi specifici dell’area con due funzioni prevalenti, la valutazione del
bisogno e la “presa in carico” del caso socio assistenziale.
L’educatore professionale rappresenta una professione che interviene su alcune problematiche
tipiche delle società moderne dove si evidenzia la necessità di un’azione educativa intensiva nel
percorso di aiuto alla persona.
Lo psicologo presta il suo lavoro intellettuale, soprattutto nel settore minori e famiglie, attraverso
interventi specialistici.

Servizio Sociale Professionale

Assistenti Sociali: n. 13 di cui:

- 1 Assistente Sociale Direttivo con Posizione organizzativa - Area Sociale


- 6 Assistenti Sociali, ( 3 a tempo indeterminato e 3 a tempo determinato nel settore Minori)
- 6 Assistenti Sociali (5 a tempo indeterminato ed 1 a tempo determinato) nel settore anziani e
adulti
- 1 Educatore professionale nel settore Handicap
- 2 psicologi ( 1nel settore minori e famiglia e 1 responsabile dell’area adozioni)

Servizio Sociale Amministrativo: n. 7 di cui:

- 1 Funzionario Direttivo
- 5 Istruttori amministrativi (di cui 1 unità con contratto interinale in scadenza)
- 1 CPT ( terminalista )

Area Educativa (Ufficio Scuola,Sport e cultura): n. 15 unità di cui:

- 1 Funzionario direttivo con posizione Organizzativa nell’area educativa


- 1 Psicologo direttivo con posizione Organizzativa nell’area educativa
- 1 Funzionario direttivo
- 2 Istruttori amministrativi
- 1 Insegnante
- 2 Dietiste
- 1 Operatore Sportivo
- 2 Esecutori Amministrativi

La attuale disponibilità di risorse umane è senza dubbio inadeguata in rapporto ai compiti ed alle
attività previste.
In virtù dell’impegno programmatorio e progettuale evidenziato anche in questo Piano e delle

35
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

relative responsabilità di coordinamento, di programmazione e di raccordo previste, che


coinvolgono tutto il personale dell’area sociale, sia tecnico che amministrativo, si evidenzia, con
maggiore intensità che nel passato, la necessità di un incremento dell’organico, al fine di
ottemperare in modo congruo agli impegni intrapresi e garantire ai cittadini prestazioni e servizi con
standard qualitativi sempre più soddisfacenti.

Alla luce della attuale normativa e delle più ampie indicazioni europee, si rileva comunque il
fulcro su cui tutti gli interventi debbono convergere : i servizi diventano rilevanti non solo
per il benessere individuale, ma anche per la crescita economica e culturale di tutta una
collettività.

In questa prospettiva è necessario che i servizi sociali debbano mettersi in asse con i servizi
sanitari, le scuole, gli interventi di formazione, i servizi per l’impiego.
Anche se forniti da enti diversi, i cittadini si aspettano che questi servizi funzionino come
un’unica rete integrata.
Rispondere a questa attesa è la sfida che i Servizi Sociali debbono raccogliere, anche se è
necessario prevedere un tempo affinché ciò avvenga.

Nel nuovo sistema integrato dei servizi, il servizio sociale deve pertanto agire nelle seguenti
direzioni di sviluppo:
- oltre che incentivare un ulteriore incremento quantitativo dei servizi, occorre elaborare
innovazioni finalizzate ad una minore segmentazione dei percorsi istituzionali per gli individui,
evitando i servizi solo per i minori, per le donne, per gli handicappati;
- rendere i servizi il più possibile flessibili ed adattabili alle esigenze dei cittadini
- orientare l’intervento sia sul disagio manifesto, sia sulle problematiche della vita quotidiana;
- potenziare l’integrazione tra servizi, in particolare con la ASL , le scuole, altre istituzioni
- trasformarsi da erogatori di prestazioni ad attivatori di risorse sociali
- far sì che l’intervento dei gestori, affidatari della realizzazione dei progetti, sia armonico e
concertato con altre iniziative progettuali e attività istituzionali già presenti nel territorio e che
interessino lo stesso ambito di intervento

In questo senso dobbiamo interpretare anche il Piano Sociale di Zona del Municipio che diventa
espressione della realtà di un territorio.

Il lavoro di rete, grazie anche alla partecipazione delle consulte, e alla sinergia di tutti i soggetti
attivi del territorio, dovrà ridare capacità e competenza alle persone per renderle in grado di
utilizzare al meglio le risorse che esistono e che possono concorrere, ciascuna con la propria
specificità, a modificare le condizioni che creano il disagio.

Nella struttura organizzativa del nuovo sistema integrato è di fondamentale importanza il ruolo
degli operatori del Servizio Sociale in particolare gli Assistenti Sociali che dovranno essere formati
a svolgere un più articolato lavoro di coordinamento dei servizi affinché interpretino un nuovo ruolo
e svolgano la loro attività nei seguenti ambiti :
1. elaborazione di progetti e programmazione degli interventi di servizi sociali
2. pianificazione, organizzazione e gestione
3. monitoraggio dei servizi prestati
4. analisi e valutazione della qualità degli interventi e della soddisfazione dell’utente
5. ricerca sociale per orientare gli indirizzi verso il versante più necessario

36
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

6. l’attivazione di buone prassi di intervento


7. il consolidamento delle procedure di programmazione dei progetti ed interventi sociali.

Risorse strutturali

La U.O.S.E.C.S., unità organizzativa di cui fanno parte i servizi sociali, è attualmente ubicata in Via
Asmara 29/a, presso una sede distaccata rispetto a quella centrale, (sita in V . Dire Daua 11);
La attuale collocazione dovrebbe avere carattere di temporaneità e si auspica nel prossimo futuro la
possibilità di trasferimento in una sede maggiormente idonea alle attività ed ai compiti del servizio
sociale: sono necessari infatti ambienti idonei all’accoglienza del pubblico con una suddivisione
degli spazi che possa offrire l’opportunità di attivare ed utilizzare nel modo migliore tutti gli
strumenti del lavoro professionale.
La strumentazione informatica è sufficientemente adeguata.

SPORTELLO POLIFUNZIONALE

Tale sportello, operativo dal 2001, offre un primo momento di accoglienza e di filtro delle richieste
dei singoli cittadini.
Inoltre svolge i seguenti compiti:
- fornire informazioni corrette ed aggiornate sui servizi sociali, educativi, culturali e sportivi,
anche attraverso materiale esplicativo messo a disposizione degli utenti;
- aiutare il cittadino a compilare i moduli e i fac-simile di domande , al fine di accedere agli uffici
e servizi con maggiore consapevolezza;
Lo sportello persegue i seguenti obiettivi:
- Accogliere, sostenere ed aiutare il cittadino a superare lo stato di incertezza iniziale nell’accesso
ai servizi pubblici;
- evitare al cittadino-utente di fare lunghe file e razionalizzare i tempi di attesa;
- favorire la collaborazione e l’integrazione tra i diversi servizi dell’unità organizzativa;
- sperimentare e migliorare la collaborazione interna ed esterna attraverso strumenti di rilevazione
- snellire il percorso di attivazione dei vari servizi, attraverso una accoglienza più mirata.
Lo sportello è aperto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì , nel rispetto degli orari del Municipio.
L’apertura quotidiana, oltre che ad orientare e facilitare il cittadino, permette agli uffici percorsi più
diretti.

SEGRETARIATO SOCIALE

Il 13 Novembre 2007, in linea con quanto previsto dalla legge 328/2000 il Municipio II di Roma, ha
attivato il servizio di accoglienza sociale, affidandone la gestione al C.E.I.S. (Centro Italiano di
Solidarietà).
L’attivazione di questo spazio, rappresenta il primo passo verso la costruzione di un efficace
segretariato sociale che parte dall’obiettivo di informare e orientare i cittadini residenti, sulle risorse
e sui servizi socio-sanitari presenti nel territorio, creando un luogo di accoglienza in rete con i
servizi e le realtà territoriali.
Si vuole inoltre garantire la possibilità a tutti i cittadini, ed in particolare a quelli che vivono una
condizione di maggiore fragilità, di poter trovare uno spazio accogliente in cui essere ascoltati ed in
cui poter esprimere i propri problemi rivolgendosi a figure professionali in grado di comprendere e
leggere “il bisogno”.

37
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il rispetto della dignità umana, l’importanza dell’ascolto attento e partecipato, l’accoglienza senza
pregiudizi, sono alcuni dei fondamentali principi che muovono l’attività del segretariato sociale.
Il segretariato sociale, più che un servizio assistenziale, costituisce un intervento che può essere
inquadrato nei compiti istituzionali degli enti locali e muove dal fondamentale diritto del cittadino di
conoscere le risorse del territorio in relazione al suo bisogno, e di essere orientato e sostenuto per
fronteggiare le esigenze della vita che mutano con il variare delle situazioni personali o sociali.
Il segretariato sociale opera in una logica di prevenzione, riduzione e, laddove sia possibile,
eliminazione delle condizioni di disagio individuale e/o familiare derivanti da inadeguatezza di
reddito, difficoltà sociali, disturbi psichiatrici e di dipendenza, comunque in condizioni di scarsa
autonomia.
Rendere accessibile alla cittadinanza l’informazione sociale ha una valenza particolare, infatti, così
facendo, si promuove la partecipazione dei cittadini alla vita sociale e democratica.
Molti diritti sociali non vengono goduti perché molti cittadini ne ignorano l’esistenza. Altri invece
rimangono disattesi perché i possibili interessati si arrendono di fronte alle complessità burocratiche
e procedurali che incontrano. Numerosi interventi potrebbero essere affrontati positivamente dal
sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, ma rimangono inevasi per mancanza di un
orientamento chiaro e spesso incomprensibile. Ne deriva che spesso un numero consistente di
cittadini vive un senso di marginalità e di isolamento che contrasta con il precetto costituzionale
secondo il quale: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,
che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,
economica e sociale del Paese”1.
Risulta più evidente con questa premessa quanto sia fondamentale la funzione del segretariato
sociale, la cui valenza innovativa rischia di essere sacrificata a fronte dell’inadeguatezza delle
risorse, della carenza di modelli operativi e forse, in senso lato, della difficoltà di percepirne la
funzione strategica.
La legge 328/2000 prevede un sistema integrato di Welfare incluso un livello essenziale di
prestazioni erogabili sotto forma di beni e/o servizi, informazioni adeguate e consulenze.
Il segretariato sociale rappresenta di fatto un’opportunità organizzativa nuova nel sistema dei servizi:
è il punto di confluenza delle informazioni, nonché di riferimento e di raccordo per lo sviluppo di un
lavoro che crea integrazione tra le risorse e gli operatori del territorio.
Al personale del segretariato sociale viene chiesto di assolvere, in modo particolare, a tre funzioni
specifiche alle quali ne aggiungiamo una quarta che riteniamo fondamentale ed in linea con la
filosofia della legge stessa.
1. Informare con precisione e con dati aggiornati, decodificando la domanda. Informare
significa anche promuovere la partecipazione della comunità locale.
2. Fornire conoscenza e aiuto assumendo un ruolo attivo e di mediazione tra cittadino e
servizio richiesto.
3. Monitorare la situazione a livello di zona, per essere in grado di segnalare con puntualità di
dati, alle sedi decisionali, la realtà aggiornata sulla situazione dei servizi e dei bisogni
emergenti,: “per assicurare una compiuta conoscenza dei bisogni sociali…e poter disporre
tempestivamente di dati e di informazioni necessari alla programmazione, alla gestione e
alla valutazione delle politiche sociali.”
4. Attuare, attraverso l’accoglienza, un ascolto attento, cercando di cambiare l’ottica
assistenziale, in un’ottica globale di erogazioni di servizi di chi si avvicina ai servizi socio-
sanitari.

1
Articolo 3 comma 2 Costituzione della Repubblica Italiana3

38
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

IL SERVIZIO SOCIALE DI BASE E IL SEGRETARIATO SOCIALE

L’art. 22, comma 4 lett. a della 328/2000 prevede, tra i livelli minimi di assistenza da garantire in
ogni ambito territoriale, la presenza diffusa dello Sportello di Segretariato Sociale al fine di
consentire una adeguata informazione a tutti i cittadini sui diritti e le opportunità offerte, nel rispetto
di progetti individualizzati d’intervento.
I principi cardine che ispirano l’attività del segretariato sociale e del servizio sociale di base sono:
• garantire a tutti i cittadini il diritto ad un’informazione puntuale e personalizzata in merito ai
diritti, alle prestazioni e alle modalità di accesso ai servizi;
• assicurare che l’erogazione dei servizi si svolga effettivamente nel rispetto dei principi di
equità, imparzialità, unitarietà di accesso alla rete dei servizi;
• sviluppare processi di integrazione tra i diversi servizi;
• promuovere lo sviluppo di reti di solidarietà e processi di partenariato con gli organismi di
terzo settore e con le risorse sociali presenti sul territorio comunale.
Il servizio di segretariato sociale è definito nel piano di zona come “servizio territoriale di primo
livello” che ha compiti di informazione, di prevenzione, di rilevazione dei bisogni dell’utenza e di
prima risposta.

Le principali funzioni:
• analisi della domanda sociale e orientamento del cittadino alla rete di servizi e opportunità
presenti sul territorio;
• primo filtro ed eventuale presa in carico del caso;
• segnalazione, collegamento e integrazione con gli altri servizi specialistici (di secondo
livello) e con le altre risorse della comunità locale quando la situazione è multiproblematica
e richiede l’intervento integrato di più operatori/servizi;
• intervento di co-progettazione con le famiglie;
• promozione di risorse della comunità locale;
• sviluppo di azioni preventive con l’obiettivo di rimuovere e diminuire i fattori di rischio che
possono provocare condizioni di emarginazione e di disagio sociale;
• partecipazione ai processi di verifica e valutazione degli interventi attuati a livello
comunale.

Le attività si dividono in due azioni distinte: una di segretariato sociale di base rivolta
all’orientamento, al filtro e all’informazione, e l’altra dedicata alle prese in carico, per quei “nuovi
casi” che hanno bisogno di un approfondimento:
• colloqui individuali,
• analisi dei bisogni,
• invio ai servizi presenti sul territorio ed extra territorio,
• elaborazione di progetti sociali individuali,
• visite domiciliari,
• costruzione di un data base per la registrazione, il protocollo e l’archiviazione delle richieste
del cittadino,
• orientamento e accompagnamento del cittadino ai servizi di secondo livello o sanitari,
• raccolta dati e informazioni,
• lavoro e organizzazione di back-office,
• partecipazione alle riunioni di coordinamento promosse dai servizi sociali o con operatori di
altri enti,

39
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

• partecipazione alle commissioni delibera 154/97,


• interazione con l’amministrazione comunale e in particolare con il personale
amministrativo.

Obiettivi

L’obiettivo centrale del segretariato sociale è quello di migliorare le risposte alle domande di
informazione per l’accesso ai servizi socio - sanitari, con riduzione della complessità e della
ridondanza delle modalità in atto.
Rendere più accessibile, qualificato e fruibile il sistema di risposte ai bisogni di persone e famiglie.
Realizzare il passaggio da un accesso ai servizi socio-sanitari, complesso e differenziato, ad una
soluzione che favorisca la semplificazione dei percorsi e un’efficace presa in carico di chi si trova in
difficoltà personali o sociali.
Inoltre tra gli obiettivi è importante citare:
- ampliare competenze professionali, capacità operative e relazionali ed abilità di lettura del
bisogno dei cittadini;
- costruire un sistema distrettuale di rilevazione e diffusione delle informazioni sull’esistenza,
sulla natura e sulle procedure necessarie per accedere ai servizi;
- facilitare al cittadino l’espletamento delle prassi;
- smistare e/o segnalare le richieste dei cittadini ai servizi ed agli enti competenti;
- collaborare con il servizio sociale di II livello, per fornire supporto di assistenza tecnico-
amministrativa;
- svolgere attività di osservazione sulla situazione globale dei servizi presenti nella comunità:
valutazione costante del loro funzionamento, individuazione delle carenze e delle relative cause,
rilevazione dei bisogni emergenti nella zona in base alle richieste;
- effettuare analisi e sintesi qualitative e quantitative dei dati rilevati sulla situazione locale dei
servizi per contribuire al processo di programmazione ed organizzazione degli interventi;
- promuovere la partecipazione dei cittadini alla programmazione dei servizi sociali e socio -
sanitari, come attivazione della comunità locale e promozione di azioni di cittadinanza attiva;
- sensibilizzare e diffondere buone prassi ed interventi in favore dei diritti dei cittadini disagiati;
- sviluppare reti sociali di supporto.

Strategie usate

Basandosi sul concetto che il sistema di Welfare deve rinnovarsi considerato che da “ State” si
sta trasformando in “mix” ossia “Sistema integrato degli interventi e servizi sociali”, la
strategia che si intende perseguire è quella di:

- Migliorare il livello dei servizi ed aumentare il tasso di personalizzazione, attraverso un


maggiore impegno teorico e metodologico nell’organizzazione e gestione dei servizi, nel
rapporto con l’utenza, nell’azione promozionale, nei rapporti con la comunità per
evidenziare e mettere in rete le forze positive presenti.
- Sviluppare la partecipazione attiva dell’utente, cercando di fare emergere le risorse
attraverso colloqui motivazionali.
- Rendere funzionale e tempestivo il servizio dotandolo di una strumentazione tecnico-
logico- amministrativa adeguata.

40
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

DEFINIZIONE DELLE ATTIVITA’ PREVISTE

Attività previste e processo di erogazione/ fruizione dei servizi e delle prestazioni:

Attività di front-office
− Informazioni e diffusione di notizie di carattere generale.
− Raccolta della domanda avanzata dal cittadino.
− Istruttoria di istanze del cittadino per l’accesso ai servizi.
− Accompagnamento e attivazione delle risorse esistenti per il soddisfacimento del bisogno
espresso dal cittadino.
− Presa in carico per nuovi casi che accedono al servizio.

Attività di back-office
− Visite domiciliari.
− Sviluppo dei progetti a favore degli utenti presi in carico.
− Monitoraggio e ricerca sulla realtà sociale locale.
− Raccolta e diffusione dati sullo stato globale del servizio.
− Costruzione di “mappe“ di reti istituzionali e di risorse formali ed informali del territorio.
Il servizio affidato ad operatori, già nella dotazione organica dei comuni, sarà diretto alla gratuita e
corretta informazione dell’intera comunità, nel rispetto delle pari opportunità, della riservatezza a
garanzia della privacy del cittadino.

I tempi di attesa per l’accesso al servizio:


Per le attività di front office:
- è previsto che il servizio sia reso in tempo reale.
Per le attività di back office:
- è previsto che il servizio sia realizzato entro un massimo di cinque giorni lavorativi.

LE FASI DI ATTIVAZIONE:

Il servizio svolge compiti di filtro per l’accertamento dei bisogni e di primo osservatorio sociale
fornendo:
• Pubblicizzazione del servizio.
• Rilevazione e monitoraggio, qualitativa e quantitativa dei Servizi e degli utenti che si mettono in
contatto con il segretariato sociale.
• Archiviazione dei dati rilevati.
• Informazioni sui Servizi presenti nel territorio e i relativi criteri di accesso per la fruizione degli
stessi.
• Compilazione della domanda.
• Analisi qualitativa e quantitativa sulle istanze dei cittadini.
• Istruttoria delle istanze per la fruizione dei servizi.
FINALITA’ DEL PROGETTO:

• Avvicinare i soggetti e le famiglie alle istituzioni, alla cultura della partecipazione alla
programmazione dei servizi mediante una maggiore conoscenza, un’aumentata semplicità di

41
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

approccio alle prassi tecnico-amministrative, nonché una riduzione dei tempi di accesso alle
attività ed alla rete dei servizi.
• Orientare e accompagnare il cittadino verso l’autonomia e verso scelte consapevoli.
• Creazione un software relativo all’inserimento dati degli utenti, che oltre alla funzione di
archivio, risulti efficace per elaborazioni statistiche mirate alla lettura dei bisogni dei
cittadini per semplificare ed orientare la futura progettazione di servizi.

ATTIVITA’ DI COMUNICAZIONE INTERNA ED ESTERNA

Comunicazione interna: viene attuata attraverso incontri/riunioni, seminari formativi/informativi,


circolarità delle informazioni con i vari uffici e servizi coinvolti, con gli operatori impegnati nel
servizio.
Comunicazione esterna: sarà realizzata sul territorio attraverso la diffusione di un report
periodico e la rete Internet

COMPOSIZIONE DEL TEAM


Assistente sociale: Stefania Scardala
Assistente sociale: Sandro Lavenia
Ammnistrativa: Lidia Cecere
Sociologo: Guido Antonelli
Coordinatrice: Adrienne Ciaravino

DESTINATARI DEL PROGETTO


Tutti i cittadini residenti nel II Municipio

SPORTELLO SOCIALE II MUNICIPIO


I PRIMI NUMERI

Nel periodo di riferimento, ossia dal 13 novembre 2007 al 30 Gennaio 2008, lo Sportello Sociale
del II Municipio ha accolto 235 persone. Di queste 138 sono donne (58,7%) e 91 uomini (38,7%)

genere

Frequency Percent
F 138 58,7
M 91 38,7
dato mancante 6 2,6
Total 235 100,0

42
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Grafico n: 1
Differenze di genere

150

numeri assoluti
100

50

0
Donne Uomini

L’età media degli utenti è di 58,8 anni, con una variazione che va dai 13 ai 91 anni.
La loro nazionalità è in prevalenza italiana con 169 utenti (72%), tra gli stranieri l’area geografica
di provenienza con maggiore utenza è quella dal Sud America con 22 utenti (9.4%) e, a seguire,
quella proveniente dall’Africa del Nord con 17 utenti (7,2%)

nazionalità

Frequency Percent
Italia 169 71,9
Sud America 22 9,4
Africa Nord 17 7,2
Est Europa 9 3,8
Africa Sud 6 2,6
Asia 5 2,1
dato mancante
7 3,0

Total 235 100,0

Grafico n: 2

Nazionalità dell'utenza
Numeri assoluti

200
150
100
50
0
Ita Su Af Es Af As
lia d ric tE ric ia
Am a ur a
de o de
er lN pa lS
ic ud
a or
d

Paesi di provenienza

43
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

La tipologia di utenza vede soprattutto interessato il settore degli anziani con 95 persone (40%),
seguiti dagli adulti con 81 persone (34,5%) e infine i minori con 48 casi (20,4%).

settore

Frequency Percent
anziani 95 40,4
adulti 81 34,5
minori 48 20,4
adulti/m 2 ,9
adulti/a 1 ,4
celibe 1 ,4
Handicap 1 ,4
minori/a 1 ,4
dato mancante 5 2,1
Total 235 100,0

Grafico n: 3

Classe d'area
numeri assoluti

100
80
60
40
20
0
A

H
nz

du

an
in
or
ia

di
lti
ni

ca
p

Fasce d'età

La principale richiesta con cui gli utenti giungono allo sportello, è di rinnovo di un contributo
economico con 145 casi (61,3%), la mensa diurna o notturna con 34 (13,4%), e una richiesta di
assistenza domiciliare con 16 utenti (6,7%). Il dato mancante, presente nella tabella, rappresenta
tutte quelle situazioni in cui la richiesta non rientrava nelle categorie preesistenti, necessiteranno in
futuro di un approfondimento.

44
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Richiesta

Frequenza Percent
Rnnovo contributo 145 61,3
Mensa diurna e/o serale 34 13,4
Assistenza domiciliare 16 6,7
Richiesta Modesta Valente 3 1,3
borsa lavoro 3 1,4
Accogleinza notturna 3 1,4
Inserimento al nido 3 1,4
Aiuto per alloggio 3 1,4
Inserimento centro diurno 2 ,8
Altro 9 4,2
Dato mancante 15 6,4
Total 236 100,0

Richieste utenti
numeri assoluti

200
150
100
50
0
Ri Me As "M Ins Am Inf
nn ns sis od er m op
ov a ten es im in en
o co d iur za t a ent istra sio
nt na do V ale o to ne
rib m aln re so
ut ici nti " id di
o lia o cia
so le
re ste
tipologie di richieste gno

CONTATTI TELEFONICI

Dalle prime ed elementari elaborazioni operate sulle telefonate ricevute e fatte, possiamo stabilire
quanto segue:

Contatti telefonici Anziani in entrata Contatti telefonici Anziani in uscita

14 14
12 Richiesta 12 Richiesta
contributo contributo
10 10
SAISA SAISA
8 8
6 Centri diurni 6 Centri diurni
4 4
2 Rete interna Rete interna
2
0 0
Rete esterna Rete esterna
A B C F G A B C F G

45
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Contatti telefonici Adulti in entrata

20
Richiesta contributo
15
SAISA
10 Centri diurni
Rete interna
5
Rete esterna
0
A B C F G

Contatti telefonici Minori in entrata

3,5
Richiesta
3 contributo
2,5
Centri diurni
2
1,5
Rete interna
1
0,5
0 Rete esterna
A B C F G

Contatti telefonici Minori


in uscita

6
Richiesta contributo
4 Centri diurni
2 Rete interna
0 Rete esterna
A B C F G

Da questo breve elaborato, appare chiaro come ad una prima analisi dei dati raccolti (telefonici e
attraverso i colloqui effettuati) la richiesta degli utenti viene focalizzata su:
1. un aiuto economico per quanto riguarda gli adulti
2. una valida assistenza domiciliare per gli anziani
3. un altro punto che ci sembra degno di nota è quello che riguarda le “nuove emergenze” ossia
tutte quelle problematiche legate ai senza fissa dimora, o le difficoltà legate alla casa e al
lavoro.

L’attività di registrazione ed analisi di tutti i dati relativi all’afflusso di cittadini al servizio di


segretariato sociale e delle relative richieste, proseguirà in maniera sistematica con l’obiettivo di
realizzare ad un anno dall’attivazione del servizio una pubblicazione.
Tale pubblicazione avrà una funzione divulgativa delle attività svolte dal segretariato sociale, ed
inoltre costituirà un utile contributo per ampliare la conoscenza del territorio, con una modalità
che parte dal contatto diretto con il cittadino, dall’ascolto dei suoi bisogni e delle sue
problematiche.

46
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 3

SETTORE ANZIANI

PERSONE ANZIANE
“Penso alla mia condizione di anziano e mi rendo conto del piacere che provo a stare a casa mia e di essere aiutato in casa ,
nel luogo dove sono sempre stato , dove potrei girare ad occhi chiusi.
La mia casa è il luogo della mia vita.
Guai se mi sradicassero”

Da : Norberto Bobbio e Maurizio Viroli ,


Dialoghi intorno alla Repubblica , Ed. Laterza, Roma - Bari 2001

Via Asmara 29/a , 00199 Roma


Telefono+39 06 86208648 - 86399737
Fax +39 06 86211017

47
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

INTRODUZIONE

CONSIDERAZIONI AGGIORNATE SULLA CONDIZIONE DELLA


PERSONA ANZIANA

Come già evidenziato nell’analisi del Primo e del Secondo Piano di Zona, si conferma il dato che
gli anziani vivono più a lungo e ciò rappresenta indubbiamente una grande conquista di civiltà, la
realizzazione di un traguardo a lungo sognato.
Tuttavia, in questa profonda rivoluzione delle possibilità di vita della popolazione, spesso si
colgono e si evidenziano solo i lati negativi, cioè in termini di maggiori costi ed oneri a carico
della collettività.
Esiste, però, anche un’altra faccia della medaglia, importante da rimarcare: l’allungamento della
vita libera risorse umane preziose, crea nuove opportunità, apre nuove possibilità, un tempo
precluse dagli elevati livelli di mortalità.
Rimarcare i risvolti positivi dell’invecchiamento non significa negare che esso ponga dei problemi
nuovi alla società ed alle politiche.
Il progressivo aumento della popolazione anziana comporta indubbiamente maggiori interventi di
protezione e cura delle persone.
Tale aumento impone soprattutto un ripensamento profondo delle politiche di protezione sociale
ed un allargamento dell’orizzonte degli interventi.
Una parte consistente di anziani non è più soltanto portatrice di domande di servizi assistenziali e
sanitari: chiede anche interventi di natura integrativa, di informazione e di formazione, di
sicurezza, di tempo libero.
Stando alle proiezioni statistiche, questo quadro prevede un aumento della quantità e della qualità
delle richieste nel corso dei prossimi decenni.
Si ritiene necessario rimarcare tali considerazioni, soprattutto per dare un taglio preciso alla
definizione del Piano regolatore sociale cittadino e municipale, orientato al superamento delle
rigidità che contraddistinguono attualmente il rapporto tra domanda ed offerta; l’una in costante
crescita, l’altra in continua, affannosa rincorsa.
In questa ottica anche questo Terzo Piano regolatore sociale municipale individua, come scelta
prioritaria, la consapevolezza che il territorio non può reggersi senza promuovere al suo interno
lo spirito di comunità di chi la vive, per permettere a tutti i suoi cittadini di godere non solo di
affermazioni personali isolate, ma della crescita della qualità sociale complessiva dell’intero
ambito urbano.
Quindi, la progettazione ed organizzazione del Piano deve sviluppare strategie e misure di
prevenzione del disagio e dell’esclusione sociale, considerare i cittadini e le famiglie non
“oggetto” di interventi, ma soggetti protagonisti della rete degli interventi e dei servizi sociali.
E’ necessario aprire nuovi spazi ed opportunità per l’esercizio della cittadinanza attiva nel campo
sociale (soprattutto della popolazione anziana della cosiddetta terza età), attuando un principio di
reciprocità, per cui a fronte di tale impegno vi sia un riconoscimento concreto, sostenendo l’auto
organizzazione dei cittadini, tramite la messa a disposizione di spazi, servizi, opportunità di
impegno.
In questo modo si può costruire un Welfare delle “responsabilità e dei diritti”, non un sistema
soltanto assistenziale,(dove l’organizzazione dei servizi viene decisa tra ente pubblico e soggetti
erogatori e il cittadino è un mero utente destinatario degli interventi), ma un sistema basato sulla
combinazione avanzata tra responsabilità istituzionali pubbliche e responsabilità socialmente
diffuse.

48
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

PROMUOVERE UNA VISIONE POSITIVA DELLA PERSONA ANZIANA


(analisi generalizzata sui bisogni sulla popolazione anziana )

In Italia i “grandi vecchi“, di età superiore agli 80 anni, rappresentano il 22% degli anziani.
L’allungamento delle aspettative di vita, insieme alla riduzione del tasso di fecondità totale ha
portato l’Italia ad essere il primo paese in cui la popolazione degli ultrasessantacinquenni ha
superato quella dei giovani con meno di 15 anni.
L’invecchiamento della popolazione, soprattutto in alcune regioni e comunità locali, sta
modificando fortemente le reti familiari e l’insieme dei bisogni cui esse tradizionalmente facevano
fronte.
Come già evidenziato, gli anziani che vivono soli sono oltre 2,6 milioni, di cui circa l’81 % donne.
Particolarmente a rischio sono le persone anziane sole che non hanno figli, fratelli, sorelle, oppure
hanno figli che vedono raramente.
L’invecchiamento è un processo naturale che riguarda tutte le persone e che si sviluppa in modo
differenziato secondo i contesti sociali, culturali e familiari nei quali esso avviene.
Non si tratta di un processo omogeneo e lineare:le condizioni che esprimono la vecchiaia sono
diverse, come sono diversi i bisogni ad essa correlati.
Dal punto di vista funzionale ci sono situazioni di totale autonomia e situazioni di totale
dipendenza.
Rispetto ai legami con la comunità e quindi ai meccanismi di appartenenza sociale, mentre
aumentano le persone anziane che contribuiscono alla vita sociale, permangono situazioni di
debolezza e fragilità dipendente dall’invecchiamento dei ruoli sociali.
L’invecchiamento si sviluppa all’interno delle reti e nei contesti comunitari, per cui ciò implica
l’assunzione di precise responsabilità da parte delle componenti giovani e adulte della famiglia,
relativamente ad ognuna delle varie fasi in cui si sviluppa l’invecchiamento e non soltanto nel
momento in cui si manifesta la dipendenza in rapporto a condizioni di non autonomia.
Nella famiglia tali responsabilità riguardano di norma i figli, indipendentemente dalla condizione
di convivenza, figli che a loro volta possono essere già coinvolti in un loro processo di
invecchiamento.
Tale dato è in aumento.
Riconoscere e valorizzare il rapporto di tutela e di sostegno che i figli possono offrire ai genitori
anziani, comporta offrire ai figli una serie di servizi e di aiuti, destinati ad integrare il lavoro di
cura (quotidianamente o per periodi di sollievo), a sostenere psicologicamente la persona, ad
offrire risorse economiche (quando necessarie) per far fronte ai maggiori impegni.
Questo complesso di fenomeni legati ai mutamenti demografici e sociali, richiede una forte
innovazione e diversificazione nell’offerta dei servizi degli interventi nonché nella creazione di
sinergie e collaborazioni tra i servizi, reti familiari, associazioni di auto e mutuo
aiuto,volontariato.
In tale logica vanno valorizzate e sostenute le risorse che la comunità può mettere a disposizione,
in particolare attraverso le associazione e i gruppi di volotariato (anche di volontariato anziano),
secondo i principi di solidarietà inter ed intra-generazionali.
E’ sempre utile ricordare che il Piano Nazionale Sociale 2001-2003 propone che le Regioni e gli
Enti Locali, nel progettare il sistema integrato di interventi e servizi , affrontino esplicitamente il
problema relativo al sostegno alle famiglie con a carico persone anziane non autosufficienti,
prevedendo misure ed interventi volte a potenziare i servizi di assistenza domiciliare e sviluppare
l’offerta di servizi di sollievo.
A tale riguardo si pone l’obiettivo di promozione di una visione positiva dell’anziano ed anche
questa terza programmazione triennale deve orientarsi in questa ottica.

49
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Anziani parzialmente autosufficienti

La condizione di parziale autosufficienza è certamente la più diffusa tra gli anziani di questo
territorio. Essa è caratterizzata da difficoltà motorie, decadimento psicofisico ed un isolamento
sociale solitamente conseguente.
Difficoltà motorie:

con il passare degli anni l’apparato osteo-articolare subisce una serie di modificazioni strutturali e
funzionali, che si traducono spesso, a causa di una scarsa attività, in processi patologici tipici
dell’anziano.
L’osteoporosi, l’artrosi, l’artrite , gli esiti di fratture, costringono l’anziano ad una deambulazione
difficoltosa che necessita di supporti (bastoni, grucce, deambulatori) o, comunque, di
accompagnamento.
Subentra, inoltre, una certa dose di timori relativi alla paura di cadere che impediscono all’anziano
di uscire da solo.
In questo Municipio, caratterizzato dalla presenza di barriere architettoniche, da un traffico
intenso con mezzi pubblici di trasporto spesso inadeguati, recentemente anche modificati nel loro
itinerario e nella loro denominazione numerica, la vita sociale della persona anziana, parzialmente
autosufficiente è messa in seria difficoltà.
Inoltre, occorre sottolineare che la frequenza ai tre Centri anziani, è resa difficoltosa dalla
collocazione distanziata rispetto agli itinerari dei mezzi pubblici, oltre che dal tipo di attività
proposte calibrate sulla popolazione anziana pienamente autosufficiente.
I rappresentanti la cosiddetta terza età costituiscono, infatti, i frequentatori prevalenti, mentre gli
anziani parzialmente autosufficienti sono di solito i rappresentanti la quarta età (dai 75 anni in su)
e non usufruiscono di tali strutture.
Si è infatti assistito recentemente alla nascita di un nuovo tipo di conflitto “intergenerazionale tra
terza e quarta età”.

Decadimento psicofisico

Nel processo fisiologico dell’invecchiamento si verifica una diminuzione della percezione


sensoriale (vista, udito, tatto) ed un rallentamento delle risposte motorie a livello cerebrale e del
sistema nervoso centrale.
Queste limitazioni funzionali che variano da un individuo all’altro nel loro livello di gravità,
possono essere vissute in maniera molto negativa dalla persona che invecchia. Il rifiuto di queste
limitazioni, il percepirle più gravi della loro realtà, può provocare un restringimento degli interessi
culturali, sociali e relazionali, un isolamento che favorisce la depressione; possono insorgere
sensazioni di inutilità, di emarginazione, che inducono un aggravarsi del decadimento psicofisico,
una perdita di contatto con la realtà esterna, il disinteresse verso l’aggiornamento e l’adattamento
al nuovo.
Nel momento in cui tale decadimento si somma alle difficoltà motorie, si instaura un progressivo
meccanismo di isolamento sociale in cui l’anziano sperimenta la difficoltà a reperire informazioni
sui servizi e, quindi, a fruire degli stessi.
Il problema è accentuato in questo Municipio a causa dell’elevata presenza di persone anziane che
vivono sole.
Anche laddove sono presenti i familiari, spesso questi ultimi si trovano sprovveduti, senza
strumenti di aiuto nei confronti di un anziano che tende sempre di più a chiudersi, scontrandosi
con la scarsità/assenza di interventi che riguardano la prevenzione del disagio psicofisico e con
una visione generale di medici, servizi, ambiente circostante che tende a svalutare le possibilità di
cura dell’anziano.
50
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Anziani a rischio:
Nella nostra società fortemente orientata al lavoro, a modelli giovanili e produttivi, essere anziani
e senza lavoro può significare perdere potere e sentirsi soli.
Nel Municipio II si assiste frequentemente ad un fenomeno di isolamento progressivo in seguito
all’impoverimento di persone che in passato sono state benestanti, ma con un tenore di vita troppo
elevato per le possibilità economiche presenti.
Spesso si tratta di persone che hanno lavorato nello spettacolo, o che hanno comunque frequentato
l’alta borghesia.
L’impoverimento determinato dalla necessità di sopravvivere con la sola pensione sociale, ha
comportato per loro l’impossibilità di frequentare quelle “amicizie“, la vergogna per
l’abbassamento del tenore di vita, la reticenza a chiedere aiuto.
Si assiste, di solito, in questi casi all’instaurarsi di tendenze depressive che tendono a ridurre
l’autonomia anche dove non ci sono le premesse di tipo organico.
Tali fenomeni sono anche rinforzati dalle carenze di risorse familiari in quanto, di solito, si tratta
di persone immigrate da altri paesi e città d’Italia che non hanno parenti a Roma.
Data la particolarità di tale Municipio in cui si assiste alla coesistenza di ceti stratificati, si
incontrano all’estremo opposto casi di persone anziane, di solito domestiche o sarte, quindi con
una prevalenza femminile, che attualmente percepiscono i minimi pensionabili o la pensione
sociale. Queste persone hanno sviluppato una loro dignità che le porta ad essere reticenti nel
chiedere aiuto e, solitamente, provengono da altre città e paesi e sono prive di riferimenti familiari
a Roma.
Anche in questi casi si assiste ad un isolamento progressivo, legato ai decessi delle poche amiche
coetanee, che pone le persone anziane a rischio di depressione e di decadimento psicofisico, anche
laddove le premesse di tipo organico consentono buoni livelli di autonomia.

Anziani non autosufficienti


In questo Municipio, dove è molto elevata la presenza di ultraottantenni, il problema della non
autosufficienza è particolarmente sentito dai familiari e dai singoli anziani.
La soluzione più comune, in caso di persona sola, è l’inserimento in strutture di lungodegenza o,
comunque, in strutture residenziali protette.
In caso di persone con risorse familiari, economiche e sociali, scatta il ricorso alla collaboratrice
domestica fissa.
In alcuni casi esiste una buona integrazione con i servizi territoriali di assistenza domiciliare
sanitaria e municipale e ciò può consentire discreti livelli qualitativi nella vita della persona non
più autosufficienti.

51
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

IL CONTESTO TERRITORIALE

DATI DI SFONDO
Dati demografici

La tipologia degli interventi sociali evidenzia che il Municipio Roma II ha nel tempo realizzato
servizi alle persone caratterizzati da elementi di innovazione e flessibilità, ampliando la gamma di
prestazioni a disposizione dei cittadini e rendendo progressivamente più agevole il loro accesso.
I dati evidenziati nella parte generale e nel sistema di offerta attuale costituiscono la base da cui
partire per una migliore e reale definizione del piano.
Il Municipio Roma II ha una componente anziana decisamente rilevante sull’intera popolazione
residente; è cospicua la presenza della terza età ma è ancor più importante rilevare la massiccia
presenza degli anziani che superano i 75 anni ( cosiddetta quarta età ).
È inoltre diffusa la condizione di vedovanza, soprattutto tra le donne over 75 anni, e proprio gli
anziani rimasti vedovi costituiscono le famiglie monoparentali.
Il processo di invecchiamento è in trend positivo da ormai un decennio: il II Municipio risulta
essere il terzo sul territorio comunale per la presenza di anziani tra gli 80 e gli 84 anni e primo per
la presenza degli anziani che hanno più di 84 anni, superando così di gran lunga anche la quarta
età. La percentuale dei centenari è altissima.
I problemi relativi alla popolazione anziana sono di diverso genere: possono dipendere dallo stato
di salute delle persone stesse e quindi sollevare i problemi del decadimento psicofisico, della
autosufficienza; al pari non possono essere trascurate anche le problematiche relative
all’isolamento, all’esclusione sociale, alla povertà che conseguono alla situazione di solitudine in
cui versano gli anziani. I tre grafici sottostanti sono stati elaborati dai dati dell'ultimo censimento
della popolazione.
Essi mostrano la distribuzione per fasce di età nel II Municipio in confronto con la stessa
distribuzione su scala comunale, un grafico che esalta le differenze fra la distribuzione comunale e
quella municipale ed infine un grafico che evidenzia la composizione di genere per ogni fascia di
età nel II Municipio.
L'andamento della curva ricalca fedelmente quello della media comunale; pur evidenziando che
esistono delle differenze fra la parte sinistra del grafico e la parte destra, fra le fasce più giovani e
quelle più anziane.
La corretta interpretazione dei dati, però, deve tenere conto anche della collocazione geografica
del municipio e della sua storia.
Dai cinquanta anni in su le cose cambiano, si inverte la tendenza e la popolazione è
percentualmente più numerosa rispetto al totale comunale, in particolare dai 50 anni ai 65: è lo
"zoccolo duro" dei residenti attivi,
ancora coinvolti nel lavoro e che
probabilmente risiedono nel municipio
da diversi anni ma che comunque
dobbiamo considerare come persone
"giovani", certamente non anziane.

I cittadini "anziani" sono quelli oltre i


65 anni: le due fasce da 65 a 74 anni
(come quella centrale dei 45-49
anni) sono perfettamente allineate
con il totale comunale. La vera
differenza, invece, si trova nelle fasce
dai settantacinque anni in poi e con andamento positivo la popolazione del II Municipio resiste
felicemente al tempo in proporzione maggiore rispetto alla media comunale.
52
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Sono proprio queste persone a fare la differenza, non i giovani.


In particolare la presenza degli "ultraottantaquattrenni" è un dato tipico del II Municipio: sono
i cittadini "storici", quelli che probabilmente hanno visto e fatto la storia, sia del municipio
che del Paese.
La superficie del II Municipio, però, è abbastanza ampia.
In mancanza di dati più dettagliati possiamo soltanto dedurre dall'osservazione che la
distribuzione degli anziani sul territorio non è probabilmente costante:
esistono alcune zone, come il Villaggio Olimpico, dove la popolazione anziana è probabilmente
più numerosa rispetto a zone più attive e centrali.

Distribuzione per genere

Dal grafico sulla destra è evidente una


tendenza costante sull'intero territorio
nazionale, in particolare nel II
Municipio:

il genere femminile è
percentualmente più presente del
maschile dai 25 anni in su.

In particolare, dopo gli ottanta anni, il segmento di età che più caratterizza il municipio per la sua
massiccia presenza, le donne sono la drastica maggioranza.
Prima di parlare di "anziani", quindi, si dovrebbe approfondire come minimo l'appartenenza al
genere, oltre che la distribuzione sul territorio municipale.
Essere consapevoli del dato relativo al genere consente di prendere decisioni più efficienti.
Ci sono pochi giovanissimi ma molti, anzi molte "anzianissime" oltre gli ottanta anni.

DATI DEL MUNICIPIO II

aggiornati al 31.12.2006 - Fonte Comune di Roma Assessorato alle Politiche Sociali e


Promozione della salute - Progetto Nonna Roma / Pony della solidarietà)

POPOLAZIONE ULTRA65ENNE
% sul totale
Municipio 65 - 69 70 - 74 75 - 79 80 - 84 Oltre Totale pop.
II Municipio
7.759 6.253 5.832 4.968 5.814 30.626 25%
Roma 21%

ANZIANI POVERI
Situazione socio-economica

Le pensioni al minimo erogate a Roma in favore di anziani sono circa 171.329, pari al 44,9% sul
totale delle pensioni erogate ad anziani.
Il rapporto tra le pensioni al minimo erogate ad anziani e gli anziani complessivamente residenti
evidenzia un "indice di povertà anziana" comunale pari al 33,9%. Significativamente al di sopra
del valore medio si collocano il I (52,5%) e il VII (47,9%) Municipio, con circa una pensione
53
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

povera ogni due. Valori più modesti di povertà anziana si registrano, invece, nell’ XI (17,3%), III
(23,6%), XVII (24,0%), II (25,2%) e IX Municipio (26,9%).

Indice di povertà anziana

Popolazione Pensioni Indice di povertà


Municipio
anziana povere anziana
I 26.544 13.937 52,5
II 30.501 7.677 25,2
III 13.617 3.207 23,6
IV 38.155 13.340 35,0
V 26.665 9.239 34,6
VI 28.091 11.135 39,6
VII 22.330 10.703 47,9
VIII 24.066 8.656 36,0
IX 32.175 8.671 26,9
X 31.918 10.939 34,3
XI 29.845 5.159 17,3
XII 21.535 6.202 28,8
XIII 25.287 8.896 35,2
XV 25.414 10.480 41,2
XVI 30.892 9.416 30,5
XVII 18.634 4.467 24,0
XVIII 25.245 10.860 43,0
XIX 32.271 11.722 36,3
XX 22.949 6.623 28,9
Roma 506.134 171.329 33,9

Graduatoria dei Municipi sulla base dell’indice di povertà anziana.


54
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Se osserviamo le caratteristiche della distribuzione con riferimento alle differenze di genere, si


evidenzia una differenza significativa tra uomini e donne.
Delle 171.329 pensioni al minimo erogate agli anziani, infatti, 136.147 (pari al 79,5%) sono
erogate a donne anziane .

Se si guarda, poi, ai singoli Municipi, il risultato è quello mostrato dalla tabella, da cui emerge, in
generale, un sostanziale equilibrio, ad eccezione del III e del I Municipio, che riportano i valori
che più si discostano dal valore romano (rispettivamente al di sopra e al di sotto della media
romana).
Donne anziane povere
Municipio anziani poveri di cui F %
I 13.937 10.825 77,7
II 7.677 6.162 80,3
III 3.207 2.659 82,9
IV 13.340 10.654 79,9
V 9.239 7.363 79,7
VI 11.135 8.741 78,5
VII 10.703 8.471 79,1
VIII 8.656 6.909 79,8
IX 8.671 6.891 79,5
X 10.939 8.566 78,3
XI 5.159 4.044 78,4
XII 6.202 4.879 78,7
XIII 8.896 7.049 79,2
XV 10.480 8.409 80,2
XVI 9.416 7.569 80,4
XVII 4.467 3.635 81,4
XVIII 10.860 8.639 79,5
XIX 11.722 9.394 80,1
XX 6.623 5.288 79,8
Roma 171.329 136.147 79,5
Se si scende ancora di più nei particolari, un dato molto interessante è quello relativo alla
condizione degli "anagraficamente soli", ovvero degli iscritti all’anagrafe come celibi/nubili,
divorziati/e o vedovi/e.
55
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

In particolare, sono soprattutto i Municipi XVII, III, I e II a presentare una concentrazione elevata
di anziani "poveri" e "anagraficamente soli", mentre sono i Municipi XII, la X e la XI a trovarsi
nella condizione opposta.
Va evidenziato, inoltre, che l’84,7% degli anziani "poveri" e "soli" è di genere femminile.
Graficamente, la distribuzione degli "anziani poveri soli" per sesso è quella descritta dal grafico
sottostante:

Anziani poveri anagraficamente soli per sesso


Roma dati 2001

Le pensioni complessivamente erogate a Roma sono, per la maggior parte dei casi, di importo al
minimo o medio-basso.

Percentuale di pensioni per classi di importo

Graduatoria dei Municipi sulla base del numero di pensioni di importo "al minimo"

56
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Graduatoria dei Municipi sulla base del numero di pensioni di importo "medio-basso"

Per quanto concerne le pensioni di importo medio-basso (dal minimo fino a un massimo di 750
euro), troviamo significativamente al di sopra della media comunale (pari a 24,6%) l’VIII
Municipio (28,1%) e il V 26,8%). Significativamente al di sotto, invece, sono l’XI e il XII
Municipio e (entrambi al 20,0%) e, a seguire, il XIII (22,1%)

Graduatoria dei Municipi sulla base del numero di pensioni di importo "medio-alto"

Per le pensioni di importo medio-alto (compreso tra 750 euro e 1250 euro), il valore medio
romano è pari al 13,3%. Al di sotto di questa classe di importo troviamo soprattutto i Municipi I e
XX (entrambi con l’11,7%); al di sopra troviamo, invece, ai primi posti, il X Municipio (14,5%) e
il IX (14,2%).

Graduatoria dei Municipi sulla base del numero di pensioni di importo "alto"

Infine, con riferimento alle pensioni di importo "alto" (oltre i 1250 euro), rispetto ad una media
comunale del 13,9%, l’VIII Municipio (7,3%) e il VII (9,7%) sono in modo evidente al di sotto
della media; il XII (21,9%), il XIII (21,2%) e l’XI Municipio (20,2%), invece, si collocano al di
sopra di essa .
57
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Per quanto riguarda le pensioni di importo alto, c’è, inoltre, da aggiungere che nell’80% circa dei
casi, queste riguardano gli uomini.

Nel prospetto sottostante si sono elaborati i dati relativi alle richieste di sostegno economico
soddisfatte nel 2007, con i fondi del bilancio comunale, suddivisi per quartiere.
Si evince che il quartiere Africano è quello in cui si evidenzia maggiormente il bisogno
socioeconomico, seguito dal Trieste e dal Flaminio.

ANNO 2007 ( Del. G. C. n. 154/’00 )


Dati relativi alle richieste di sostegno economico
QUARTIERI

non
AFRICANO VESCOVIO NOMENTANO TRIESTE FLAMINIO PARIOLI SALARIO residenti TOTALE
o altro

55 17 11 20 20 11 10 1 145

LE DOMANDE ED I BISOGNI SOCIALI DEL TERRITORIO

Il capitolo ha lo scopo di descrivere ciò che costituisce il fondamento primo della pianificazione
sociale, cioè i bisogni degli abitanti del Municipio.
La prima parte si concentra sulla domanda esplicita, cioè sulla descrizione delle richieste di
prestazioni sociali da parte dei cittadini (numero, tipologie, evoluzione della domanda, eventuali
domande insoddisfatte, liste d'attesa, ecc.).
Una seconda parte tenta di ricostruire i bisogni reali, che non sempre coincidono con la domanda
(ad esempio perché a volte le domande sono “indotte” dall’offerta oppure perché alcuni bisogni
rimangono "sommersi" a causa di barriere che ne inibiscono l’evoluzione verso una domanda
esplicita di intervento).

INTERVENTI E SERVIZI A SOSTEGNO DELLE PERSONE ANZIANE

(Sulla base del sistema integrato di interventi e servizi sociali)

Nel Municipio II, dall’analisi aggiornata dei bisogni sociali delle persone anziane, si individua la
necessità di impostare azioni volte al:

Potenziamento del Servizio di assistenza domiciliare (integrata con i servizi sanitari) - Parziale e
graduale abbattimento delle liste di attesa esistenti
con personale qualificato, con particolare cura dello sviluppo delle capacità relazionali degli
operatori nel leggere le richieste non espresse e nel saper dare risposte che tengano conto del
bisogno di ascolto;
• Consolidamento territoriale dei centri diurni per anziani fragili che sappiano
coniugare il sollievo alle famiglie e l’offerta di attività riabilitative, ricreative, di
58
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

socializzazione per le persone a rischio di decadimento psicofisico e possano dare una


risposta alle esigenze dei diversi quartieri
• Attivazione di servizi a sostegno della domiciliarità, con trasporti adeguati che
permettano una sufficiente mobilità e un’autonomia nelle attività quotidiane, attraverso
interventi di assistenza domiciliare leggera;
• Creazione di strutture alloggiative che possano offrire una residenzialità protetta, per
problematiche anche di carattere temporaneo,;
• Attivazione del Servizio di assistenza domiciliare integrata per malati di Alzheimer
e/o demenze correlate ;
• Creazione di un centro diurno territoriale per malati di Alzheimer ;
• Abbattimento delle liste di attesa per l’inserimento di persone anziane in case di
riposo;

L’art. 2 della L . 328/00 indica il DIRITTO ALLE PRESTAZIONI come basilare per tutti i
cittadini, i quali hanno necessità di usufruire di prestazioni e servizi organizzati in un sistema
integrato di interventi.
Tale sistema di protezione sociale ha carattere di universalità.

Gli Enti Locali, le Regioni e lo Stato sono tenuti a realizzare tale sistema, garantendo i livelli
essenziali di prestazioni e per consentire l’esercizio del diritto soggettivo a beneficiarne.
Tale legge evidenzia anche, all’art. 15, la quota da riservare ai servizi a favore delle persone
anziane non autosufficienti (30 %), per favorirne l’autonomia e sostenere il nucleo familiare
nell’assistenza domiciliare alle persone anziane che ne fanno richiesta.

LE RISORSE SOCIALI DEL E NEL MUNICIPIO

Questa sezione ha lo scopo di presentare un quadro generale delle “risorse sociali” presenti sul
territorio, mediante una ricognizione e una mappatura dei gruppi, degli organismi, dei servizi e
degli interventi attivi nel Municipio. Ciò è importante per prendere coscienza collettivamente di
“ciò che c'è e ciò che si fa” nel territorio.
LE RISORSE DEL MUNICIPIO:
Il settore degli anziani richiede una funzionale e costante collaborazione tra i Servizi Sociali del
Municipio e i servizi sanitari della Asl; molti servizi e altrettante strutture sono co-gestiti e
prevedono personale specializzato da ambedue gli Enti, oltre alla meritevole azione del
volontariato locale e delle parrocchie.
Gli interventi integrati formalmente tra Municipio ed Asl riguardano principalmente:
• le dimissioni protette.
Sono in fase di definizione formale, con la stipula di accordi di programma e protocolli d’intesa
operativi, gli interventi per:
• gestione di centri diurni per anziani fragili o affetti da particolari patologie (Centri Diurni
per malati di Alzheimer e/o demenze correlate)
• le Residenze Sanitarie Assistite per gli anziani parzialmente e non autosufficienti
• Assistenza domiciliare integrata (ADI).

Partendo dalla sfera del contributo economico erogato dai Servizi Sociali, uno dei primi interventi
riguarda l’integrazione della retta per l’inserimento in casa di riposo: la copertura economica
offerta dal Municipio è limitata al 40% dell’intera somma necessaria.
59
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Per tale erogazione il Municipio si avvale dei fondi provenienti dal bilancio comunale.
L’integrazione è concessa a quegli anziani che richiedono di entrare nelle case di riposo che
godono dell’autorizzazione prevista: nel Municipio II non esistono case di riposo pubbliche e solo
5 delle 8 case private presenti sono dotate della suddetta autorizzazione.
Il Municipio ha istituito una Commissione preposta alla vigilanza delle case di riposo private, per
garantire il controllo della qualità dei servizi, rivolti a tutti gli anziani che vi risiedono, compiere
controlli funzionali, architettonici, strutturali e di tipo tecnico-professionale, per vigilare sullo
stato generale delle case e per verificare la presenza dei requisiti che sono necessari per
accreditarsi territorialmente.
Al 31.12.2007 sono assistiti n. 25 anziani.
Sono in lista di attesa n. 10.

CASA DI RIPOSO INDIRIZZO TELEFONO MUNICIPIO


S. Francesca Romana Via S. Maria in Cappella 6 06/5812917 1°
S. Margherita P.zza S. Balbina 8 06/5750955 1°
Missionarie del S. Cuore di Gesù Via Sicilia 215 06/42881251 1°
Suore Minime di N.S. del Suffragio Via dei Taurini 13 06/4957834 3°
Comunità Alloggio "Casa FAI" Via Valdinievole 8 06/8173718 4°
Madonna delle Salve Via Alba 1 06/7016993 9°
S. Giuseppe Via Longobucco 19 06/7183462 10°
Sant'Andrea Via Giusto Fontanini 35/b 06/7230209 10°
Figlie della Carità "S. Giuseppe" Via Tommaso M. Fusco 55 06/5061792 12°
Povere Figlie della Visitazione Via della Magliana 173 06/55262709 15°
Mater Gratiae Via dell'Imbrecciato 103 06/55262341 15°
Congregazione Figlie S. Giuseppe Via S. Pantaleo Campano 44 06/5237993 15°
Opera Don Orione Via A. Poerio 36 06/5816145 16°
Teresa Grillo Michel Via della Divina Provvidenza 41 06/66415586 18°
Villa Primavera Via della Stazione Ottavia 86 06/30810900 19°
Villa S. Emerenziana Via del Forte Tionfale 2/f 06/3050054 19°
Suore Francescane Immacolata di
Lipari Via delle Benedettine 36 06/3387644 19°

STRUTTURE ESIDENZIALI PROTETTE NEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II

STRUTTURA INDIRIZZO TELEFONO


Casa di Riposo P.zza Caprera, 2 06/8542008
Comunità Alloggio P.zza Sabazio, 15 06/8415816
Casa di Riposo Via Tagliamento, 42 06/8548115
Comunità Alloggio Via Ostriana, 25 06/86216008
Casa Famiglia P.zza Trento, 25 06/8417676
Comunità Alloggio Via Malta, 18 06/8551092
Casa di Riposo Via Lagrange, 18 06/8074777
Casa di Riposo Via dei Monti Parioli, 64 06/3612067
Comunità Alloggio Via Poggio Moiano, 34/C 06/86328086

Gli interventi di assistenza economica sono regolati dalla Delibera C.C. n. 154/97 che prevede la
definizione di un “progetto di sostegno globale” alla singola persona e/o ai nuclei familiari; il
60
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

contributo economico è finalizzato ad una integrazione del reddito pensionistico, per


problematiche concrete quali il pagamento dell’affitto, la copertura di debiti, morosità
accumulate, il pagamento di utenze varie, o le spese sanitarie per patologie cronicizzate.
I contributi vengono quindi finalizzati al soddisfacimento di un bisogno particolare o ad un
progetto d’intervento ( ad esempio per impedire la istituzionalizzazione di un anziano).
È previsto anche un contributo integrativo per l’acquisto dei farmaci.

Chi può fare domanda?


- Gli anziani residenti nel Comune di Roma;
- gli anziani che vivono soli e che non superino il reddito di € 516 mensili, se debbono sostenere
un canone d’affitto superiore a € 129;
- gli anziani appartenenti a un nucleo familiare composto da almeno due persone il cui reddito
mensile, al netto delle ritenute fiscali, previdenziali ed assistenziali, non supera € 671 aumentato
di € 25,82 per ogni componente in più; vengono considerati "nuclei familiari" anche le unioni di
persone che, pur senza vincoli di parentela, vivono stabilmente sotto lo stesso tetto e partecipano
alla formazione e alla gestione del bilancio familiare.

Dove e come fare domanda?


Presso il Segretariato Sociale dei Municipi di residenza, si presenta la seguente documentazione:
- autocertificazione relativa alla composizione e alla residenza del nucleo familiare, ai sensi
dell’art. 2 della legge n. 15/68;
- attestazione dei redditi (cedolino della pensione, mod. 201);
- ogni altro documento utile alla identificazione e alla determinazione del bisogno del nucleo
familiare (spese per l’affitto, spese per i medicinali, disoccupazione di componenti del nucleo
familiari).
Nel 2007 gli utenti che hanno beneficiato del contributo economico sono stati complessivamente
n. 205 (richieste inserite e valutate in tre Commissioni tecnico-amministrative, soddisfatte con i
fondi di bilancio ordinario e con contributi elargiti da IPAB/Opere Pie).
Al 31.12.2007 si sono soddisfatte n. 175 richieste con i fondi di bilancio ordinario.

INTERVENTO DI SOSTEGNO ECONOMICO PER IL SUPERAMENTO


DELL’EMERGENZA ALLOGGIATIVA (Del 163/98)

L’intervento è destinato a tutti i residenti, da almeno 1 anno, nel Municipio II, con un reddito
complessivo inferiore a € 10845,59 annui e che abbiano subìto:
- uno sfratto esecutivo;
- eventi calamitosi e catastrofici;
- sgomberi, disposti dalla forza pubblica, per motivi vari.

Consiste nell’erogazione, per un periodo massimo di 4 anni (non rinnovabili), di un contributo


economico finalizzato al reperimento, da parte dei beneficiari, di un nuovo alloggio.
L’importo del contributo economico può arrivare ad un massimo di € 516,00, ed in ogni caso non
può superare il 90% del canone di locazione.

I documenti necessari da presentare al momento della richiesta sono:


- Attestazione del reddito;
- Sfratto esecutivo o sgombero;
- Nuovo contratto di casa, debitamente registrato o in via di registrazione.
I beneficiari hanno la possibilità di reperire il nuovo alloggio anche fuori dal Comune di Roma.
Al 31.12.2007 si sono soddisfatte n. 20 richieste.

61
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO (Legge 6/2004)

Chi è l’amministratore di sostegno?


È un familiare o una persona di fiducia, nominata dal giudice tutelare, che assiste la persona che,
per un infermità o impossibilità, anche parziale o temporanea, non è in grado di provvedere ai
propri interessi:
“ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone
prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana,
mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente.

Chi può beneficiare dell’amministratore di sostegno?


Tutte le persone che si trovano nell'impossibilità (anche parziale o temporanea) di provvedere alla
cura della propria persona o dei propri interessi, a causa di:
• infermità o menomazione (fisica o psichica);
• età avanzata.

Chi può richiedere il procedimento?


Il beneficiario stesso, il coniuge, la persona stabilmente convivente, i parenti entro il 4° grado, gli
affini entro il 2° grado, il tutore o curatore, il pubblico ministero, i responsabili dei servizi sanitari
e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona.
L’istituto dell’amministratore di sostegno si pone, quindi, in aiuto delle persone anche
temporaneamente deboli, tanto che loro stesse possono richiederlo, anche indicando chi
desiderano sia il proprio amministratore.
Procedura
Il procedimento di nomina dell'amministratore è gratuito e gli atti ed i provvedimenti relativi sono
esonerati dal pagamento del "contributo unificato" (ex bolli) e di altri oneri.
La competenza del provvedimento di nomina è del giudice tutelare. Non è richiesta l'assistenza da
parte di avvocato.
Il giudice tutelare deve sentire personalmente la persona cui il procedimento si riferisce recandosi,
ove occorra, nel luogo in cui questa si trova e deve tener conto, compatibilmente con gli interessi e
le esigenze di protezione della persona, dei bisogni e delle richieste di questa.
Il decreto rilasciato è immediatamente esecutivo e, soprattutto, sarà motivato e dettagliato secondo
il caso personale specifico, stabilendo: durata, limiti, oggetto dell'incarico ed atti che la persona in
difficoltà potrà compiere solo con l'assistenza dell'amministratore di sostegno.

Chi può essere amministratore di sostegno


L'amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in previsione della
propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Nella scelta, il giudice tutelare preferisce, ove possibile, il coniuge che non sia separato
legalmente, la persona stabilmente convivente (a prescindere dal legame di parentela), il padre, la
madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto
designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o
privati che hanno in cura o in carico il beneficiario.

I compiti dell’amministratore di sostegno


Sono ben precisati nel decreto di nomina dell’amministratore di sostegno:
1. gli atti che il beneficiario può compiere solo con l'assistenza dell'amministratore di sostegno;
2. i limiti, anche periodici, delle spese che l'amministratore di sostegno
può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità;
62
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

3. la periodicità con cui l'amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l'attività svolta e
le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

L'amministratore di sostegno deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da


compiere, nonché il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso.
Il presente istituto ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di
agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia, nell’espletamento delle funzioni della vita
quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente.
Il Servizio Sociale Professionale può chiedere l’apertura del procedimento per l’Amministrazione
di sostegno, su sollecitazione anche di coloro che non rientrano nelle sopradette categorie
(volontari, vicini di casa, ecc.).
In tal caso, l’Assistente Sociale accoglie la segnalazione, attraverso un colloquio professionale con
il segnalante, per una prima conoscenza del caso.
Successivamente, si organizza una visita domiciliare di ulteriore approfondimento, finalizzata a
valutare l’opportunità e la congruità della segnalazione, condividendo, ove possibile, il progetto
di intervento con l’interessato.
Una volta acquisita tutta la documentazione necessaria (certificazione medica e reddituale),
l’Assistente Sociale redige la relazione professionale contenente tutte le indicazioni relative alla
situazione socio-ambientale ed economica del beneficiario, specificando l’eventuale presenza di
parenti o affini.
Tutte le convocazione vanno notificate presso il Tribunale Civile.
Attraverso le notifiche, il Giudice Tutelare invia una convocazione per una udienza, oltre che al
beneficiario, anche ai parenti ed al Servizio Sociale richiedente.
L’Assistente Sociale, referente del caso, presenzierà alla suddetta udienza, riferendo direttamente
al Giudice ogni notizia utile.
Il Giudice Tutelare provvede, entro 60 giorni dalla data di presentazione della richiesta, alla
nomina dell’Amministratore di sostegno, con decreto motivato e direttamente esecutivo.
Con la nomina dell’Amministratore di sostegno, ha inizio un lavoro di collaborazione
professionale, attraverso ulteriori colloqui professionali, visite domiciliari, incontri periodici con
l’amministratore di sostegno, relazioni professionali di aggiornamento al giudice Tutelare.
Casi Attivati al 31.12.2007: 15

SERVIZI A BASE SOCIALIZZANTE

L’incremento della popolazione anziana ha comportato per riflesso un maggiore attenzione ai


bisogni di socialità.
Il Servizio Sociale si occupa altresì di gestire le domande per partecipare ai Punti Blu e Punti
Verdi che sono rispettivamente gite giornaliere estive presso una zona del litorale romano e
presso aree verdi, per un gruppo massimo di 50 persone ciascuno.
La partecipazione ad ambedue le iniziative è vincolata alla valutazione del reddito della persona
e alle condizione di autonomia psico-fisica ( certificata a livello sanitario); sono affidate per la
loro gestione a cooperative o associazioni accreditate e vincitrici del relativo avviso pubblico.

L’iniziativa dei Soggiorni Estivi consiste in 14 giorni in luoghi di vacanza: la partecipazione ad


essi è subordinata al reddito, in base al quale gli anziani devono dare un contributo che varia dal
20% all’100% dell’intera spesa.

Un'altra attività socializzante, con le caratteristiche analoghe ai Soggiorni estivi è quella


denominata “Capodanno e Pasqua insieme”, si tratta di soggiorni fuori Roma di alcuni giorni,
nei periodi festivi.

63
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Nel territorio del Municipio II sono presenti tre Centri Sociali per anziani:

1) Villa Leopardi sito in Via Makallè 06.862100024


2) Villaggio Olimpico sito in Via degli Olimpionici 06.3224151
3) Nuovi Orizzonti sito in Via Frescobaldi 06.8417092

Sono frequentati da anziani autosufficienti a livello psicofisico, interessati ad incontri sociali e


ricreativi; i Centri godono della piena autonomia di programmazione e di gestione, sono sede di
iniziative ricreative di vario genere, di gite, spettacoli, anche a seconda dei locali e della
disponibilità del Centro stesso.
Gli anziani attuano una propria efficace autogestione, le attività proposte sono finanziate con fondi
municipali; possono iscriversi le persone di età superiore ai 55 anni, pensionati che hanno
raggiunto i 60 anni e persone sopra ai 45 anni con un grado di invalidità superiore al 70%; le
iscrizioni sono gratuite, effettuabili in qualsiasi periodo dell’anno, gli unici requisiti sono il
territorio di appartenenza e l’iscrizione esclusiva ad un solo Centro.
Il numero totale degli iscritti è: 3.200 persone.

Un progetto molto voluto dal Servizio Sociale Professionale del Municipio per arginare situazioni
di emergenza abitativa e sociale dei cittadini anziani è quello della realizzazione di una Comunità
Alloggio. Rientra tra i progetti finanziati con la legge 328/00.

Attualmente è ubicata in V. Poggio Moiano, 34 Tel . 06.86328086

La comunità alloggio si propone come alternativa alle strutture di lungo degenza, fornisce
l’accoglienza indicando un modello di vita comunitaria, caratterizzato da reciproca solidarietà,
dalla sperimentazione della armoniosa convivenza e della vita di relazione, opponendosi al
decadimento psico-fisico e all’isolamento sociale
La comunità alloggio per anziani costituisce una struttura residenziale protetta a carattere
familiare capace di accogliere fino ad un max di 8 persone anziane autosufficienti o parzialmente
autosufficienti che per ragioni psicofisiche, relazionali, familiari, socioeconomiche e ambientali
necessitano di una vita comunitaria improntata sulla “reciproca solidarietà”.
Il suddetto numero è stabilito dalla normativa regionale vigente.
Gli obiettivi del progetto sono:
▪ sostenere e tutelare le persone anziane con gravi ed emergenziali problemi abitativi per sfratti
esecutivi, impossibilità di assolvere al pagamento del canone di locazione eccessivamente elevato,
per problemi socio-economici e prive di riferimenti familiari in grado di sostenerle concretamente,
offrendo loro un alloggio protetto;
64
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

▪ promuovere il recupero dell’autonomia dell’anziano, attivando le risorse e le capacità individuali


e favorendo l’instaurarsi di relazioni sociali significative e positive;
▪ prevenire il decadimento psicofisico e/o il recupero delle capacità residue, al fine di migliorare la
qualità della vita della persona anziana;
▪ realizzare esperienze di benessere e di partecipazione a momenti collettivi, promuovendo attività
di socializzazione all’interno e all’esterno della comunità, che coinvolgano la rete dei servizi
territoriali esistenti nel quartiere (volontariato, vicinato, associazioni, ecc.).
L’ammissione degli ospiti è disposta dal Servizio Sociale professionale del Municipio II, nello
specifico dall’Assistente Sociale responsabile del progetto e dall’équipe professionale
dell’organismo accreditato che gestisce la Comunità, accertato il pieno consenso dell’anziano, a
seguito della presentazione dei seguenti documenti:
1) modulo di domanda corredato dalla documentazione richiesta (scheda medica,
documentazione diagnostica, terapie farmacologiche, ecc.);
2) libretto sanitario.
Inoltre, per sostenere adeguatamente gli ospiti nel percorso di inserimento e di permanenza nella
struttura, l’Assistente Sociale responsabile del progetto effettua dei colloqui di sostegno psico-
sociale, coinvolgendo, laddove possibile e/o esistenti, risorse familiari e/o amicali di riferimento.
Poiché l’inserimento in struttura non è da intendersi definitivo, in quanto volto a contenere
situazioni di emergenza alloggiativa, si possono individuare, in accordo con l’utente e le risorse
familiari e/o amicali di riferimento, soluzioni alternative consone e maggiormente definitive (ad
es.: casa di riposo, alloggio popolare, residenza sanitaria assistita, ecc.).
A tutt’oggi tali risorse alternative sono estremamente carenti ed esistono liste di attesa consistenti.
La Comunità Alloggio ha iniziato la sua attività nel Municipio II a maggio 2004.

● Inserimenti effettuati al 31.12.2007: n° 20

● Utenti in carico: n° 6

Il finanziamento di tale progetto è a carico dei fondi Legge L . 328/’00 e si evoluto in tale modo:

2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007



€165.257,90 €155.258,00 -- € 116.109,88 € 24.330,60 €90.000,00
90.000,00

Per il nuovo triennio, si prevede una rimodulazione progettuale, in un’ottica di co-housing


protetto.
Per approfondimenti, vedere la scheda progettuale in allegato.

Nel maggio 2000 il Municipio II attivava, in via sperimentale, l’apertura del “Centro Diurno per
Anziani Fragili”, sito in V. Mascagni 156/B.

65
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

La “fragilità” a cui ci si riferisce è quella determinata dallo stato psico-fisico precario, dalle prime
manifestazioni di decadimento cognitivo; come risposta a tale fragilità si è pensato di superare la
sola assistenza domiciliare per offrire un luogo specifico, a carattere semiresidenziale, in cui
proporre agli anziani attività socializzanti, la possibilità di pranzare, di vivere relazioni
interpersonali estranee al contesto domestico, assicurando anche alla famiglia un momento di
sollievo.
Il Centro, attivo dal 2000, denominato “Il Girasole”, è stato affidato alla Cooperativa San
Saturnino con un finanziamento pari a € 182.000,00 annui.
I fondi afferiscono al bilancio comunale ordinario.
Comprende un servizio di trasporto gratuito destinato agli anziani privi dell’accompagno dei
famigliari o prossimi alla non autosufficienza.
Il servizio organizza una serie di laboratori, di attività ricreative e socializzanti, con attenzione
alla riabilitazione motoria, cognitiva e di contrasto del decadimento psicofisico, cercando di
stimolare le capacità residue.
Alcuni laboratori sono di taglio “intergenerazionale” e questo ha consentito di creare una fattiva
collaborazione con alcune scuole del territorio.
A dicembre 2007 gli iscritti complessivi erano n. 40; la presenza media giornaliera si attesta sui
25 partecipanti, compresa la permanenza al pranzo.
La frequenza variabile è giustificata dall’interesse degli anziani ai diversi laboratori e corsi e dalla
loro frequentazione non giornaliera.
Attualmente sono in lista d’attesa n. 7 anziani.
Gli anziani che desiderano usufruirne possono essere in temporanea o permanente condizione di
parziale autosufficienza; la domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, è
accolta e valutata dal Servizio Sociale professionale che, in accordo con gli operatori del Centro
Diurno, definiscono un piano di intervento individualizzato, con adeguati programmi di
socializzazione.
La collocazione del Centro “Il Girasole” consente di essere facilmente raggiunto dai cittadini
provenienti dai quartieri Vescovio, Trieste ed Africano.
Tuttavia la difficoltà manifestata da molti anziani, residenti in altri quartieri, a raggiungere il
Centro diurno e l’aumento della richiesta di inseriment, hanno stimolato il municipio alla
progettazione di un secondo Centro, denominato “ Lo Scacciapensieri”, attivato nei quartieri
Flaminio - Villaggio Olimpico – Parioli., In queste zone, attualmente l’unica risorsa per gli
anziani è il Centro Sociale, sito in Via degli Olimpionici, che offre un servizio ben diverso da
quello che può proporre un Centro Diurno per anziani fragili , perché indirizzato ad un target
diverso.

Centro Diurno per anziani fragili “Lo scacciapensieri”Via Tiepolo ,21


E’ rivolto sempre ad anziani in condizioni di “fragilità “ ed offre un luogo specifico, a carattere
semiresidenziale, in cui proporre agli anziani attività socializzanti, la possibilità di pranzare, di
vivere relazioni interpersonali estranee al contesto domestico, assicurando anche alla famiglia un
momento di sollievo.
La iniziale sperimentazione di tale struttura si è trasformata ormai in un servizio alla persona
consolidato nel territorio.
Il Centro, attivo dal 2004, è stato affidato alla Cooperativa San Saturnino con un finanziamento
del Fondo Sociale/Legge quadro 328/’00.
Comprende un servizio di trasporto gratuito destinato agli anziani privi dell’accompagno dei
famigliari o prossimi alla non autosufficienza.
Il servizio organizza una serie di laboratori, di attività ricreative e socializzanti, con attenzione
alla riabilitazione motoria, cognitiva e di contrasto del decadimento psicofisico, cercando di
stimolare le capacità residue.
66
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Alcuni laboratori sono di taglio “intergenerazionale” : si è così creata una fattiva collaborazione
con alcune risorse e realtà sociali del territorio.
La presenza media giornaliera si attesta sui 22 partecipanti, compresa la permanenza al pranzo.
Gli anziani che desiderano usufruirne possono essere in temporanea o permanente condizione di
parziale autosufficienza.
La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, è accolta e valutata dal
Servizio Sociale professionale, dall’Assistente Sociale responsabile del progetto che, in accordo
con gli operatori del Centro Diurno, definisce un piano di intervento individualizzato, con
adeguati programmi di socializzazione.
Al 31.12.2007 gli anziani frequentanti sono n. 25.
Attualmente non esiste lista di attesa.

Un altro servizio rivolto alla popolazione anziana del territorio, fondato sul principio
dell’integrazione socio-sanitaria, è il

Centro Diurno per Malati di Alzheimer e Demenze Senili correlate “La Pineta argentata”
Nasce il 2 Dicembre 2002, attraverso un programma diffuso del Dipartimento V, come presa in
carico delle patologie in questione, collocato nel territorio del IV Municipio; è affidato alla
Cooperativa Sociale “ Il Cigno”; la struttura è ubicata nel complesso della Casa di riposo
comunale, in Via di Casal Boccone 112.
Il Centro è un servizio integrato gestito dal Dipartimento V, dalla Asl Rm/A e dai Municipi I, II,
III e IV, secondo un accordo di programma concordato; è previsto un servizio di trasporto gestito
sempre direttamente dall’Amministrazione Comunale.
La capienza giornaliera massima è di 20/22 persone; ciascuna può frequentare per un periodo di
tempo definito dalla valutazione multidimensionale socio-sanitaria, la presenza è di 2 o 3 volte a
settimane, in base alle esigenze della famiglia.
Inoltre, il personale dei Municipi coinvolti e quello della Asl hanno costituito una unità valutativa
geriatrica che provvede alla citata valutazione multidimensionale degli interventi integrati.
E’ necessario stabilire il grado di gravità del disturbo (il target previsto è per persone con disturbi
medio-lievi), individuare in base ad esso un piano di intervento individualizzato e concordarlo con
la famiglia e con gli operatori.
È importante sottolineare che qualora non sia possibile accogliere la richiesta di alcuni anziani
poiché portatori di un disturbo di livello grave, l’equipe si occupa di indirizzare la famiglia ad
altre realtà del territorio, dapprima a quelle associazioni che sono operative nel settore come l’
AIMA - ROMA ONLUS e la Associazione Alzheimer Roma Onlus , attori fondamentali della rete
sociale.
Le attività organizzate all’interno del Centro sono:
 assistenza generica alla persona,
 cura dell’igiene personale e dell’alimentazione,
 somministrazione di cure mediche, terapie psicologiche e di sostegno al nucleo familiare,
 terapie occupazionali e ricreative,
 stimolazione motoria e cognitiva attraverso terapie specifiche,
 ginnastica dolce,
 musicoterapia.
Oltre all’intervento sul malato, l’obiettivo è quello di sostenere la famiglia e di concederle
momenti di sollievo.
Ulteriore obiettivo è di migliorare le condizioni di vita del paziente, evitando di compromettere
ulteriormente le facoltà motorie e mentali, evitare l’isolamento totale e l’abbandono pratico e
morale della famiglia del malato.
Al 31.12.2007 sono inseriti n. 7 anziani residenti nel Municipio II, abitanti nei quartieri
Africano, Flaminio e Villaggio Olimpico.
67
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le persone anziane residenti nei quartieri Vescovio, Trieste e Nomentano possono presentare
domanda di inserimento presso il Centro Diurno “S. Eufemia”, sito in Via Guattani (nel
territorio del Municipio Roma III).
Ad oggi vi sono inserite n. 6 persone anziane.

E’ stato inoltre predisposto un progetto per l’apertura di un Centro Diurno presso il territorio
del nostro Municipio. Sono in corso le verifiche tecniche di fattibilità negli spazi individuati.
Per approfondimenti vedere la scheda progettuale in allegato al Piano.
In attesa dell’apertura di un Centro specifico per i malati di Alzheimer, il Municipio aveva già
predisposto un progetto di sostegno alle famiglie di questi pazienti denominato:

“Non più soli”


Sollievo alle famiglie per malati di Alzheimer e/o demenze correlate

ALLOCAZIONE RISORSE PER ANNUALITA’ DI FINANZIAMENTO:


( Fondi L . 328)

2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007


€ €
30.000,00 30.000,00

TARGET DI RIFERIMENTO:
Anziani residenti nel Municipio II, parzialmente autosufficienti e/o con problematiche di demenza
medio - grave.
Gli obiettivi progettuali sono:
• Offrire momenti di sollievo ai familiari;
• Contenere il decadimento psico - fisico della persona anziana;
• Stimolare l’anziano a recuperare una dimensione sociale ed eventuali capacità residue;
• Evitare istituzionalizzazioni improprie.
Organizzato attraverso la costituzione di piccoli gruppi di anziani (max. 6) con problematiche di
Alzheimer e/o demenze correlate, offre loro la possibilità di incontrarsi il sabato e/o la domenica in
situazioni di semi residenzialità.In tali contesti si svolgono attività di accoglienza e di stimolo delle
capacità cognitive e relazionali residue.
Gli ospiti sono coinvolti in attività di terapia occupazionale.
Vengono realizzati laboratori specifici: decoupage, pittura, lavoro a maglia per stimolare la
manualità residua, lettura individuale e di gruppo per stimolare le capacità attentive e mnemoniche,
ginnastica dolce per stimolare la psicomotricità .
E’ prevista la somministrazione dei pasti.
La metodologia utilizzata è improntata al lavoro di rete ed al potenziamento dell’empowerment
individuale, di gruppo e di comunità.
Viene anche attivato un raccordo con la rete familiare, sociale e sanitaria che ruota intorno alla
persona anziana.
Per la realizzazione del servizio sono stati impiegati operatori con specifica preparazione
professionale, con esperienze formative e lavorative nel campo dell’Alzheimer.

Al fine di un’ottimizzazione dei costi, in relazione alle riflessioni emerse nei tavoli di co
progettazione, si è ritenuto opportuno utilizzare la sede di un Centro Diurno per anziani fragili,
già attivo nel territorio del Municipio, nei giorni di chiusura (sabato e domenica).
Ciò ha consentito l’abbattimento dei costi relativi alle spese di affitto, condominio, utenze varie ed
attrezzature.
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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

 Utenti attualmente frequentanti: n. 6


 Domande in fase di valutazione per l’inserimento: n. 6

Valutazione Socio-economica ed ambientale per l’accesso alle R.S.A.


(Residenze Sanitarie Assistenziali)
Le residenze sanitarie assistenziali sono strutture sanitarie finalizzate a fornire ospitalità, prestazioni
sanitarie, assistenziali, di recupero funzionale e di inserimento sociale, nonché di prevenzione
dell’aggravamento del danno funzionale per patologie croniche, nei confronti di persone non
autosufficienti, quali anziani, disabili, anche mentali, non assistibili a domicilio.
Gli oneri relativi alle prestazioni di carattere sanitario gravano sul fondo sanitario regionale, mentre
gli oneri relativi alle prestazioni di natura alberghiera e socio-assistenziale sono a carico dell’utente,
fatta salva la partecipazione alla relativa pesa da parte del Comune di residenza, in tutto o in parte,
in rapporto al reddito dell’utente stesso.
L’assistente Sociale referente procede alla valutazione socio-economica finalizzata a stabilire, in
rapporto al reddito dell’anziano, la quota parte a carico dello stesso, la partecipazione da parte del
Comune e l’eventuale partecipazione da parte dei familiari tenuti all’obbligo degli alimenti ai sensi
dell’art. 433 del C.C.
Detta valutazione richiede da parte dell’assistente sociale il contatto e la collaborazione dei familiari
dell’anziano per la conoscenza dell’ambito familiare, nell’ottica di un inserimento nella struttura
meno traumatico possibile e per l’approfondimento dell’aspetto reddituale, necessario per la
quantificazione della quota parte.
L’esito della valutazione viene comunicato all’Ufficio del Dipartimento V, competente per la parte
economica.
Da marzo 2007 una nuova normativa regionale ( Deliberazione della Giunta Regionale 20 febbraio
2007, recante “Attuazione per il risanamento, lo sviluppo ed il riequilibrio e la modernizzazione
della Sanità del Lazio. Rimodulazione diaria giornaliera R.S.A.), impone la presentazione dell’ISEE
per la valutazione reddituale e la definizione della diaria giornaliera.
La rimodulazione, fermo restando quanto previsto in materia di partecipazione alla spesa dei
Comuni, prevede il concorso del Comune territorialmente competente esclusivamente nel seguente
caso:
- utenti in possesso di reddito ISEE pari ad un importo non superiore a € 13.000,00 annui;
- quota direttamente a carico dell’assistito = 40% ( con concorso del Comune territorialmente
competente);
- quota a carico del fondo sanitario nazionale = 60%.
Il concorso del Comune in caso di reddito annuale ISEE superiore a € 13.000,00 non è previsto.
Al 31.12.2007 si sono valutate n. 64 richieste di rimodulazione retta.

AREA DELLA DOMICILIARIETA’

Comprende tutti gli interventi ed i servizi che si svolgono a domicilio dell’anziano e che consentono
di garantirne la permanenza a casa. Si articola in diversi progetti con finalità e fondi diversificati:

1. Assistenza domiciliare SAISA:

Il servizio si articola in interventi domiciliari, con l’obiettivo di mantenere la persona anziana nel
suo ambiente familiare, attraverso la cura ed il sostegno all’anziano e alla sua famiglia.
Il servizio SAISA (Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione Sociale per le persone Anziane),
finanziato con i fondi di bilancio Comunale assegnati al Municipio, è affidato alla Cooperativa

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Sociale “San Saturnino”, consiste nell’attivazione di progetti individualizzati di assistenza


domiciliare per anziani parzialmente autosufficienti al fine di evitare il ricorso
all’istituzionalizzazione (spesso impropria) e l’abbandono sociale sia del singolo sia di eventuali
riferimenti familiari; per ogni utente si struttura un piano di intervento individualizzato (pacchetto
di intervento) che tende al miglioramento della qualità di vita dell’anziano.
La presenza di personale qualificato nel settore consente all’anziano di mantenere la residua
autonomia e di gestire situazioni quotidiane, quali cura dell’igiene personale e dell’alimentazione,
espletamento di pratiche burocratiche, igiene degli ambienti, compagnia, interventi socializzanti,
anche fuori dalle mura domestiche, accompagnamenti vari.
È un servizio risalente alla fine degli anni ’80, finanziato con fondi del bilancio ordinario del
Municipio.
L’erogazione del servizio di assistenza domiciliare non dipende più dal tipo di reddito della singola
persona o del nucleo familiare:
con l’introduzione dell’ISEE (l’indicatore economico), in base alla Delibera Comunale n. 535 del
17/09/02, recante norme per “Approvazione delle linee guida - applicazione ISEE per le prestazioni
assistenziali non residenziali alle persone anziane”, si inseriscono in progetti di aiuto le persone in
base al proprio reddito.
Chi risulta sotto soglia, viene protetto socialmente ed il servizio domiciliare è gratuito.
Risulta esente dal pagamento del servizio anche chi è titolare di certificazione sanitaria afferente
alla L . 104/’92 - art. 3 7 comma 3.
Nonostante alcune integrazioni e l’ottimizzazione razionale delle risorse sussiste una insufficiente
copertura economica e c’è lista di attesa.
Al 31 dicembre sono 115 gli anziani che usufruiscono del servizio in forma ordinaria; ci sono
tuttavia 92 persone anziane la cui domanda di aiuto risulta insoddisfatta.
Per contrastare il persistere della lista di attesa, poiché l’assistenza domiciliare è il servizio
sociale più richiesto dai cittadini anziani del Municipio, si sono previsti anche nei precedenti piani
di zona, progetti di intervento finalizzati al parziale abbattimento di tale lista.
Sono di seguito descritti:

2. Potenziamento servizio SAISA / Progetti finanziati dalla L . 328/’00

 TUTTI A CASA”, Ampliamento del servizio di assistenza domiciliare/Parziale


abbattimento delle liste di attesa esistenti“per cittadini anziani del Municipio II, in lista di
attesa.
L’obiettivo prioritario è il mantenimento della persona anziana presso il proprio domicilio ed il
sollievo ai familiari presenti.
I fondi utilizzati sono afferenti ad i finanziamenti della L. 328/’00

ALLOCAZIONE RISORSE PER ANNUALITA’ DI FINANZIAMENTO


2003 2004 2005 2006 2007
€ 17.485,60
(ad integrazione dei
€ 150.000,00 € 80.000,00 € 80.000,00 € 100.000,00
fondi assegnati nel
2006)

Il target di riferimento sono i cittadini anziani parzialmente autosufficienti e/o ai limiti della
parziale autonomia, residenti nel Municipio II, o totalmente non autosufficienti in maniera stabile
e/o temporanea.
Gli obiettivi del progetto sono:

70
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

 Prevenire il decadimento psico-fisico, favorendo il mantenimento e/o il recupero di


capacità residue;
 Sostenere il nucleo familiare;
 Mantenere l’utente presso il propri domicilio ed assicurare sollievo ai familiari che
si prendono cura di anziani con gravi problematiche;
 Evitare l’istituzionalizzazione ed il ricorso a ricoveri frequenti ed impropri;
 Costituire un punto di riferimento nella rete socio-sanitaria;
 Favorire la socializzazione, la vita di relazione ed alleviare il senso di solitudine;
 Abbattere le liste di attesa esistenti.

Nel 2007, si sono assistiti n. 45 anziani.

 “ATTENDERE PROTETTI” Risposte di emergenza per anziani in lista di attesa


Servizio di trasporto protetto / SANIBUS

Si tratta di piani di intervento domiciliari a termine ( max. due mesi ) destinati ad anziani per i
quali non è possibile attivare immediatamente l’assistenza domiciliare richiesta e che, quindi, si
trovano in lista di attesa.
Mentre “attendono”, gli anziani possono andare incontro a peggioramenti e/o difficoltà temporanee
( cadute, influenze, pratiche burocratiche urgenti, prescrizioni sanitarie, accompagnamenti per
terapie).
Il risultato ottenuto è stato quello di una risposta adeguata a situazioni di emergenza e ha fornito
supporto e sollievo agli anziani ed alle loro famiglie.

ALLOCAZIONE RISORSE PER ANNUALITA’ DI FINANZIAMENTO:

2005 2006 2007

€ 34.555,00 €50.000,00 € 40.000,00

TARGET DI RIFERIMENTO:
Anziani residenti nel Municipio II parzialmente autosufficienti e/o ai limiti della parziale
autonomia, o totalmente non autosufficienti in maniera stabile o temporanea, che hanno già
presentato domanda per il servizio di assistenza domiciliare e che, al momento, si trovano in lista di
attesa.

Obiettivi progettuali:
• Offrire soluzioni in situazioni di emergenza ( cadute, stati influenzali, ecc…);
• Prevenire il decadimento psico - fisico della persona anziana;
• Offrire sollievo ai familiari (care giver);
• Evitare istituzionalizzazioni improprie.
Nel corso del 2007 hanno usufruito di questo intervento n. 40 persone.

 ASSISTENZA DOMICILIARE INPDAP:


Il servizio domiciliare, fino a dicembre 2007, è stato offerto ad anziani ex dipendenti pubblici, in
convenzione con il Dipartimento V del Comune di Roma ed il loro Ente Previdenziale.
Il servizio è stato affidato alla Cooperativa Sociale San Saturnino e alla Cooperativa Sociale
Nuova Sair.

71
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Al 31.12.2007 si assistono n. 15 anziani.

Da gennaio 2008 tale convenzione non è più stata operativo ed il Municipio si è fatto carico, con i
fondi del bilancio ordinario SAISA, dei 13 pacchetti di intervento esistenti, evitando di lasciare
sole le persone, in condizioni psicofisiche piuttosto precarie.

 “DIMISSIONI PROTETTE”, Il progetto “Dimissioni protette”, offre l’assistenza


domiciliare ed il rientro protetto all’anziano successivamente alla dimissione ospedaliera, al
fine garantirgli una permanenza nella propria abitazione che favorisca il mantenimento della
cura e del sostegno, pur favorendo la graduale ripresa della autonomia.
La progettazione e la realizzazione di questo servizio merita una citazione particolare poiché può
risultare esemplificativo dell’integrazione socio-sanitaria necessaria per l’espletamento di servizi
efficienti e globali.
E’ doveroso inquadrare questo servizio in un contesto normativo che rimanda sempre alla legge
328/00 ed in particolare all’art.15- comma 3- che prevede la destinazione di fondi per “investimenti
e progetti integrati tra Assistenza e Sanità volti a sostenere ed a favorire l’autonomia delle persone
anziane e la loro permanenza nell’ambiente familiare”.
Fasi del progetto:
Segnalazione
E’ necessario che l’individuazione del paziente destinatario del progetto avvenga durante il ricovero
nella struttura sanitaria.
Il reparto provvederà, con un utile tempo di anticipo (almeno una settimana), a segnalare, tramite
fax, il caso sia ai Servizi Sociali del Municipio di residenza che al CAD del Distretto
territorialmente competente.
Ricevuta la scheda di segnalazione, verrà attivata l’Unità Valutativa Multidimensionale (UVM)
composta da uno o più operatori del CAD e dall’Assistente Sociale del Servizio Sociale Municipale
che provvederà ad effettuare la verifica del paziente nel reparto in cui è ricoverato per individuare le
esigenze di cure sanitarie e sociali della persona.
Rientro a domicilio
Il giorno stesso delle dimissioni o alcuni giorni dopo, in accordo con l’interessato e/o i suoi
familiari, vengono attivati i servizi domiciliari programmati.
L’Assistente Sociale municipale predisporrà il piano di intervento individualizzato e realizzerà il
monitoraggio delle prestazioni sociali stabilite, attraverso visite domiciliari, colloqui telefonici,
incontri in sede con i familiari e con i referenti dell’organismo accreditato, deputato alla gestione
del servizio, predisponendo eventuali variazioni fino alla dimissione dal servizio.
Dimissione dal Servizio
Il Servizio Dimissioni Protette provvede, durante il periodo della presa in carico (circa due mesi), a
realizzare il collegamento tra la persona anziana e la rete dei servizi territoriali. In caso di necessità,
i servizi territoriali proseguono gli interventi attivati.
La sperimentazione di questo servizio, nel Municipio II, è stata avviata ad Ottobre 2003.
Il finanziamento è reso possibile dal fondi provenienti dalla legge 328/00 ed è pari a € 70.000,00
annui; il progetto è affidato attualmente alla Cooperativa San Saturnino che impiega per la sua
gestione un assistente sociale in qualità di coordinatore e un team di assistenti domiciliari.
La Asl impiega altresì un assistente sociale, un infermiere professionale ed un terapista della
riabilitazione, oltre al responsabile del CAD; è naturalmente coinvolto il Servizio Sociale
professionale del Municipio e un’assistente sociale è responsabile della programmazione,
coordinamento e raccordo progettuale dell’intero Servizio(vedere scheda progettuale).
Dall’avvio del servizio al 30.06.2007 casi attivati: 210

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

ALLOCAZIONE RISORSE PER ANNUALITA’ DI FINANZIAMENTO:

2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007

€ 82.000,00 € 73.000,00 € 70.000,00 € 70.000,00 € 70.000,00

 TUTTI A CASA E NON PIU’ SOLI : Una risorsa preziosa ed utile è costituita
dall’attività svolta dai giovani volontari del servizio civile nazionale che il municipio II ha
inserito anche in un progetto di sostegno agli anziani.
Fino al 3.12.2007 il Settore anziani del Municipio ha avuto a sua disposizione 4 giovani volontari
per fornire un servizio di assistenza domiciliare leggera, denominato “Tutti a casa e non più soli”,
a 27 utenti anziani della lista d’attesa.
Si trattava comunque di anziani con condizioni di disagio medio-lieve e che necessitavano del
sostegno per il disbrigo di questioni pratiche, spesa, compagnia, accompagnamenti vari
Gli anziani che hanno usufruito di questa risorsa non sono stati però eliminati dalla lista d’attesa,
per il carattere di temporaneità del servizio fornito inoltre l’interruzione del progetto per l’anno
2008, comporterà il loro inserimento in altri servizi di assistenza domiciliare.
Il servizio si è rivelato comunque molto utile, gradito agli anziani ed estremamente “formativo”
sotto ogni punto di vista per i giovani volontari che vi hanno aderito, pertanto il Municipio ha
ripresentato il progetto all’ufficio centrale di servizio civile del Comune di Roma, auspicando per il
futuro di poterlo riattivare

CASI DI EMERGENZA SOCIALE


Nel momento in cui arriva al Settore anziani una segnalazione di emergenza sociale (forze
dell’ordine, sala operativa sociale del Dipartimento V, N.A.E dei Vigli urbani., privati cittadini,
amministratori di condominio, strutture sanitarie, volontariato, uffici centrali del Comune), è
possibile individuare più fasi d’intervento:
- contatti telefonici con il segnalante per un ulteriore approfondimento della situazione;
- organizzazione del progetto d’intervento, attraverso un lavoro di rete, di collegamento con
eventuali altri servizi per costituire un’ equipe multidimensionale;
- visita domiciliare congiunta con i rappresentati dei servizi coinvolti (CAD, Igiene Pubblica,
N.A.E., Dipartimento Salute Mentale, Forze dell’ordine), per la condivisione di un percorso
con gli stessi obiettivi, nel rispetto dell’ autonomia professionale;
- si definisce il piano d’intervento individualizzato con l’attivazione delle eventuali soluzioni
da creare o potenziare;
- si monitora in itinere l’andamento del caso attraverso contatti telefonici, colloqui
professionali e visite domiciliari.
Non è possibile quantificare il numero dei casi sociali segnalati, in quanto, spesso, questi ultimi
vengono presi in carico anche attraverso altre risorse a disposizione del Municipio
( SAISA, Del. 154/’97, Centri diurni anziani fragili, etc).
E’ in aumento il carico di lavoro per l’attivazione dell’istituto dell’Amministrazione di sostegno e
ciò comporta un consistente lavoro professionale.
Sempre più frequentemente Municipio, ASL (CSM e Servizio Adulti ed Anziani), NAE ed Ufficio di
Igiene Pubblica vengono chiamati ad intervenire su situazioni di grave disagio e pericolosità
sociale.
Nella maggior parte dei casi i servizi di cui sopra sono impossibilitati ad intervenire poiché il
segnalato non permette l’accesso all’abitazione , quindi, il mancato intervento rende sempre più
grave e pericolosa la situazione e, comunque, le segnalazioni non hanno un seguito operativo.

73
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Risulta perciò necessario stipulare un protocollo di intesa per definire: competenze dei singoli
Servizi coinvolti, modalità operative, responsabilità in caso di mancato intervento ed eventuali
oneri finanziari.

74
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

ALTRI SERVIZI PER ANZIANI DEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II

I Centri di ascolto parrocchiale - Caritas diocesana rappresentano un momento di osservazione


privilegiato per la conoscenza dei bisogni, della povertà, delle situazioni di emarginazione esistenti
su tutto il territorio municipale.
L’elenco è riportato nel capitolo IL TERRITORIO

Centro informativo “Penelope II”

La Cooperativa Sociale San Saturnino ha attivato dal 15 giugno 2002, insieme ad altre 14
cooperative romane, la ”Rete di Città Visibile per la Comunicazione Sociale”, denominata
“Penelope.”
Attraverso questa rete si intende fornire ai cittadini uno spazio di accoglienza, informazione e
orientamento sulle risorse e i servizi presenti sul territorio con il duplice obiettivo di potenziare, da
un lato, la rete dei servizi stessi e dall’altro, di promuovere il reale esercizio del diritto di scelta dei
cittadini, delle famiglie e della comunità.
Il lavoro dei Centri informativi ha come principali obiettivi quello di favorire la fruizione dei
servizi sociali alle fasce deboli o marginali della popolazione; diffondere conoscenza e
informazione; raggiungere tutti i cittadini e non solo quelli che sono individuati secondo un
particolare problema; contribuire alla crescita dei territori attraverso politiche sociali che siano a
conoscenza di quanto esiste nello specifico Municipio e tengano conto dei bisogni reali della
popolazione.
Destinatari:
La famiglia, quale realtà in cui sono presenti le diverse età e, dunque, una molteplicità di situazioni
e di bisogni correlati.
E’ individuata come uno dei principali destinatari del Centro Informativo.
Attraverso il Centro si intende offrire orientamento nella risoluzione dei bisogni informativi legati
alla “quotidianità” della vita familiare, spesso connessi a momenti di “crisi” .
Attività:
 Accoglienza, ascolto, informazione, e orientamento relativi alle risorse formali ed informali
presenti sul territorio in relazione alle seguenti aree: sociale, sanità, scuola, cultura e tempo
libero
 Mappatura costante con immediato aggiornamento dei dati rispetto ai servizi pubblici e
privati esistenti nel II Municipio e zone limitrofe

75
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

 Attività itinerante di informazione ed orientamento nei luoghi significativi del Municipio II


e durante eventi pubblici.
 Rilevazione dei bisogni espressi dai cittadini italiani e stranieri che afferiscono al servizio al
fine di realizzare una lettura delle domande emergenti per costruire strumenti di
progettazione sociale capaci di realizzare servizi rispondenti ai bisogni rilevati in maniera
diretta ed immediata
 Analisi dei dati raccolti inseriti in un database informatico condiviso da tutti i centri

Nel servizio sono impiegati 1 educatore professionale ed 1 assistente domiciliare entrambi


specificatamente formati nel corso di operatore di sportello a valenza sociale. 1 volontario del
servizio civile

Sede: V.le Regina Margherita, 157


Tel . e fax: 06.8540928
APSTE ( Associazione per lo studio e per l’assistenza psicologica agli anziani)
Sede legale: Via Bertoloni ( quartiere Parioli), 49
tel. / fax: 06.8084787
Svolge servizi sanitari, di consulenza psicologica e di sostegno alle persone anziane ed ai loro
familiari.
Offre anche formazione professionale e promuove iniziative culturali per l’affermazione e la
diffusione di una cultura degli anziani.

CENTRO WELCOME
Via Panama, 13 tel. 06.85358586

E’ un’associazione di volontariato che si rivolge agli stranieri, con un’attenzione particolare alle
famiglie immigrate ed ai problemi di salute dei componenti, soprattutto donne, bambini e anziani.
E’ una risorsa territoriale utilizzata dai servizi del nostro Municipio.

Associazione “Amici di Villa Flaminia”


Sede operativa Via del Vignola, 56 tel. 06.3391225198
Offre servizi di accompagnamento, mensa, distribuzione di beni di prima necessità, ascolto,
promozione culturale a persone anziane e cittadini in stato di povertà, immigrati, profughi.

Insieme con te
Via Nizza, 152 tel. 06.8552925
Offre attività di sostegno, relazionali e di animazione in strutture riabilitative, accoglienza
temporanea, informazione, ascolto, sostegno psicologico ed auto-tutela dei cittadini.

SIADOV ( Società italiana assistenza domiciliare odontoiatrica volontaria)


Via Chiana, 5 tel. 06.88641450
Offre assistenza ad anziani e bambini.

Ambulatorio antiusura ONLUS


Via Messina,19 tel. 06.44252248
Offre assistenza, tutela e consulenza legale a vittime di usura e soggetti sovraindebitati.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

SERVIZI PER GLI ANZIANI A VALENZA CITTADINA

EMERGENZA SOCIALE: SALA OPERATIVA SOCIALE DEL COMUNE DI ROMA


Cosa è e come si attiva?
Una sala operativa, per segnalare telefonicamente e intervenire sulle emergenze sociali, 24 ore su
24.
Per attivarne l’intervento è necessario telefonare al numero verde 800.440.022, tutti i giorni 24 ore
su 24.
Cosa fa?
Raccoglie segnalazioni e interviene sulle emergenze.
Dispone di 10 macchine attrezzate, di psicologi, educatori, assistenti sociali che intervengono nelle
situazioni di emergenza, attiva i servizi esistenti.

INFORMAZIONI: SPORTELLI E TELEFONI

Numero unico per le informazioni del Comune di Roma: 06.06.06


Cosa è?
Il servizio di informazioni telefoniche del Comune di Roma rivolto ai cittadini ed ai servizi, è il
nuovo “numero unico” per promuovere, semplificare e rendere più veloce il contatto tra i cittadini e
il Comune di Roma:Aiuto e assistenza sociale 43
- fornisce informazioni sugli orari di apertura al pubblico, sulle sedi e sulle attività degli uffici e dei
servizi;
- inoltra le telefonate a tutti i numeri del Comune, dei Municipi e delle Aziende del Gruppo Comune
di Roma (AMA, ATAC, ACEA, ecc.);
- trasferisce la chiamata allo sportello telefonico di secondo livello, in grado di soddisfare le
esigenze più specifiche del singolo cittadino;
- se non è possibile risolvere subito il problema, richiama il cittadino non appena la risposta è
pronta;
- orienta i cittadini e li segue nel rapporto con il Comune fino alla soluzione del problema;
- attiva i procedimenti a distanza, laddove è possibile, utilizzando gli strumenti disponibili (fax,
internet, posta elettronica);
- prenota un appuntamento con l’ufficio.
Come usufruire del servizio:
Il servizio di informazioni telefonico è disponibile 365 giorni all’anno, 24 ore su 24 telefonando al
numero Tel. 06.06.06

Nel corso del 2007 sono pervenute molte richieste di intervento sociale da parte della Sala
Operativa per casi di anziani a forte rischio di esclusione sociale.

Il progetto Pony della Solidarietà/“Nonna Roma” è un servizio gratuito è rivolto agli over 65 ed è
finalizzato a fornire a domicilio dell'anziano, compagnia, accompagnamento e disbrigo piccole
pratiche quotidiane attraverso il servizio di volontari.
I Pony della Solidarietà costituiscono un supporto alle reti dei servizi professionali nelle attività di
"aiuto leggero", poiché assicurano alle persone anziane sole la possibilità di vivere in un tessuto
sociale caratterizzato dalla solidarietà, dalla compagnia e dal "buon vicinato".
Il servizio era inizialmente nato per rispondere alla emergenza estiva relativa ai mesi di luglio e
Agosto.
77
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Subito dopo la scorsa estate si è, però, deciso di rendere il progetto permanente.


E' coordinato dalla Casa Comunale del Volontariato, in collaborazione con 18 associazioni di
volontariato (Ada, Ass. Frà Albenzio, Ass. Mamme e non solo, Ass. Moby Dick, Ass. S.Ignazio,
Ass. Televita, Ass. Un Sorriso, Caritas, Arvuc, Auser, Antea, Comunità S. Egidio, Filo D'argento,
Età Libera, Insieme Fidam, Insieme per la Solidarietà, Ospedale Domiciliare, Telefono Dorato).
I volontari impegnati nel servizio sono stati complessivamente 1.040.
Come è organizzato e a chi è rivolto?
È un servizio di assistenza domiciliare leggera rivolto a tutti gli anziani che vivono a Roma,
indipendentemente dal reddito.
È coordinato dal Comune di Roma e sponsorizzato da TIM; il servizio è offerto da varie
associazioni di Volontariato, che aderiscono al Pony della solidarietà, rispondendo alle richieste
d’intervento.
Come si attiva?
Telefonando al numero 060606 o alla Casa del Volontariato
Tel . 06.3722154 - 06.3722654 ore 9.00/19.00.
numero verde (sala operativa sociale) 800 44 00 22
Quanto costa?
Il servizio è gratuito.

Dal 1 gennaio 2008 hanno usufruito di tale servizio (soprattutto per l’accompagnamento a visite
mediche) n. 183 anziani del Municipio.
Nel corso del 2007 il totale delle richieste del Municipio è stato di 473, il 3,8% di assistenza
leggera, il 7,9% di trasporto , per un totale di incidenza di richieste di trasporto del 79% e del
21% di richieste di assistenza leggera.
Dati forniti dall’Assessorato Politiche Sociali e Promozione della Salute - Casa del Volontariato/
Progetto Pony del Volontariato.

IL SERVIZIO DI TELEASSISTENZA è gestito direttamente dal Comune di Roma - Assessorato


alle Politiche Sociali - insieme all'Azienda Comunale Farmacap.
Il servizio è completamente gratuito per gli anziani con un reddito personale annuo fino a 11.000 €.
Per tutti gli altri è prevista una partecipazione al costo in base al reddito fino a un massimo di 15 €
al mese.
Il servizio prevede l'installazione a casa dell'anziano (solo o che vive in coppia) di un apparecchio
collegato con la centrale Teleassistenza della Farmacap.
Gli operatori di centrale ricevono le segnalazioni di allarme dell'anziano ma soprattutto chiamano
con regolarità l'anziano per verificarne i bisogni e le condizioni, e sono in grado di attivare i servizi
necessari.
COSA OFFRE LA TELEASSISTENZA "NON PIU' SOLI"
• Contatto quotidiano: l'operatore telefona, anche ogni giorno, in base a un calendario
concordato con l'utente e che terrà conto di esigenze specifiche (ad esempio l'orario di
assunzione dei farmaci) chiamate da parte dell'utente in qualunque momento.
• Consulenza a distanza: orientamento e aiuto per l'accesso ai servizi.
• Sostegno psicologico: interventi psicologici specializzati in problematiche geriatriche per
anziani con acuto o cronico stato di depressione o con altro disagio di natura psicologica.
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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

• Aiuto a domicilio: punto di riferimento per l'attivazione di interventi nei momenti di


difficoltà (consegna farmaci, pratiche burocratiche, etc.).
• Reti di solidarietà e di assistenza: attivazione dei servizi sociali e del volontariato del
territorio a sostegno dell'anziano in difficoltà.
Il servizio é attivo tutti i giorni della settimana (365 giorni l'anno), 24 ore su 24.
La richiesta di attivazione può essere fatta chiamando lo 060606 o direttamente lo 06.57088700.
Presso la sede di Farmacap è attivata una centrale operativa che riceve le chiamate e che, sopratutto
con operatori qualificati (assistenti sociali, psicologi.), chiama direttamente l'anziano al domicilio
con orari preconcordati e programmati (nella fascia oraria 08.00/20.00). Ad ogni utente del servizio
sarà installato presso il domicilio un apparecchio, collegato alla linea telefonica.
IL SERVIZIO DI TELEASSISTENZA è gestito direttamente dal Comune di Roma - Assessorato
SilverNET:
rete di telemonitoraggio per gli anziani di Roma Il servizio comunale di teleassistenza "Non più
Soli" attiva nuove tecnologie per il sistema di telesoccorso: monitoraggio continuo con apparecchi
innovativi per tutelare gli anziani fragili.
Roma è il primo comune italiano a dotarsi di un innovativo sistema di telemonitoraggio che si
affianca al servizio comunale di teleassistenza "Non più Soli" per gli anziani che vivono da soli.
SilverNET, questo il nome del sistema, prevede l'installazione a domicilio dell'anziano di una
speciale apparecchiatura collegata alla linea telefonica e di un "orologio della salute", un speciale
cinturino da allacciare al polso che monitora alcuni aspetti fisiologici e del movimento e da
l'allarme in caso di parametri anomali. L'allarme viene inviato anche manualmente tramite la
pressione di un pulsante posto sull'Orologio della Salute".Il sistema di telemonitoraggio si integra
con il sistema di teleassistenza, sempre gestito da Farmacap attraverso la medesima Sala Operativa.
Alcuni anziani del Municipio, soprattutto quelli soli in casa e privi di riferimenti familiari
significativi, hanno attivato il servizio di tele assistenza e di telesoccorso.
Le richieste sono in aumento.

Il progetto "Insieme si può", finanziato dal Comune, ha l'obiettivo di ampliare e qualificare


l'offerta di servizi per gli anziani della città, intercettando la domanda di lavori di cura per gli
anziani non autosufficienti e realizzando specifici percorsi formativi per gli assistenti familiari.
In particolare l'obiettivo è quello di garantire agli anziani non autosufficienti la possibilità di
accedere a servizi di cura domestici di qualità, sostenendo nel contempo che sono impegnati in
attività di assistenza a favore della terza età.
Per far ciò il Comune ha previsto una serie di azioni collegate che si concretizzano in:
 realizzazione di percorsi di formazione e aggiornamento per i lavoratori/lavoratrici addetti al
lavoro di cura a favore di anziani;
 realizzazione del Registro Cittadino Assistenti Familiari;
 erogazione di un contributo finalizzato al pagamento dei contributi INPS per i lavoratori
interessati mediante la costituzione da parte dell'Amministrazione di un Fondo di
compartecipazione;
 pagamento e nell'invio della sostituzione (in occasione dei corsi formativi frequentati
dall'Assistente);
 sostegno della famiglia nella gestione amministrativa delle spettanze delle lavoratrici/lavoratori,
nei confronti dell'INPS;

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Chi può accedere al servizio


Al servizio possono accedere gli anziani non autosufficienti o parzialmente autosufficienti (che
abbiano almeno 65 anni) che hanno assunto (o che stanno assumendo) assistenti familiari e che
decidono di sottoscrivere con il Comune di Roma un accordo della durata di un anno per consentire
al lavoratore di frequentare il percorso formativo personalizzato.

Come si accede al servizio


Gli anziani interessati potranno chiamare al numero telefonico 06.44341246 (lun e gio 9:00-18:00,
ven 9:00-16:00) per avere informazioni sul servizio.
I moduli per la richiesta potranno essere ritirati presso via Merulana, 19 - p. 2 int. 2, presso l'Ufficio
Relazioni con il Pubblico del Dipartimento 5° (viale Manzoni, 16), presso gli U.R.P. dei Municipi o
su Internet.
Le richieste di accesso saranno valutate da una Equipe interdisciplinare dipartimentale.
L'iscrizione al Registro Cittadino degli Assistenti Familiari sarà aperta a tutti gli assistenti
familiari (stranieri o italiani) che lavorano nella nostra città ed in possesso di determinati requisiti.
Saranno organizzati una serie di appuntamenti formativi periodici finalizzati alla crescita
professionale degli Assistenti, per favorire l'acquisizione di competenze, di conoscenze, di saperi
complementari, specifici e trasversali.
Obiettivo ulteriore sarà quello di prevedere un percorso per il riconoscimento formale dei corsi da
parte di Enti competenti in materia di formazione professionale.

Organismi coinvolti nel progetto


Il progetto, che concretizza quanto espresso con una specifica memoria di Giunta, è frutto anche
degli accordi siglati con le organizzazioni sindacali, costantemente coinvolte in un tavolo di
valutazione e di monitoraggio.
Per informazioni:
Tel. 06.44341246
Fax 06.44389415
web: www.insiemesipuo.net
e-mail: info@insiemesipuo.net
Orario Call Center telefonico:
lun e gio 9:00-18:00
ven 9:00-16:00
Orario apertura al pubblico:
lun e ven 9:00-14:00 mar e gio 14:00-17:30

Molte famiglie del Municipio, con a casa delle persone anziane, soprattutto non autosufficienti,
hanno richiesto tale servizio, rinunciando al servizio di Assistenza Domiciliare e preferendo
un’assistenza continuativa più stabile e sicura.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

LA SPESA A DOMICILIO

Al progetto hanno già aderito questi gruppi:


Carrefour-GS-Diperdì, Eurospin, Mercurio (Sidis, Maxisidis, SERFRanco), PAM-Panorama, SMA
(Cityper, Simply, Punto SMA), TuoDespar, Unicoop Tirreno (Coop e Ipercoop).
Faranno la loro parte, con facilitazioni e sconti sulle tariffe abituali, anche alcune ditte di trasporti:
Easy Shopping, Fiege Borruso, Romana Promotion.
Si stanno concretizzando le adesioni di mercati rionali e negozi.

Come avere, dunque, la spesa a domicilio?


Chiedendola all'atto di pagare alla cassa, dopo gli acquisti.
Si deve dichiarare di avere almeno 70 anni e di vivere soli, o con un familiare anziano o disabile.
Quindi si firma una richiesta e ci si fa dire quando avverrà la consegna che, ripetiamo, è gratuita.
Il servizio funziona solo per una spesa di almeno 25 euro.
Gli esercizi commerciali possono escludere dalla consegna a domicilio i surgelati e i cibi freschi se
non si possono garantire sicurezza e igiene del trasporto.
Gli stessi negozi possono delimitare l'area entro cui fare la consegna: un Municipio per
supermercati e mercati, un quartiere per i piccoli negozi. E hanno facoltà di stabilire fasce orarie per
il servizio.
L'elenco degli esercizi aderenti all'iniziativa è consultabile a partire dal 15 giugno 2007, chiamando
il call center del Comune /ChiamaRoma 060606.
I punti vendita che vogliono aderire al servizio “spesa a domicilio” possono scrivere all'indirizzo e-
mail romanonspreca@gmail.com.

Ammissioni Case di Riposo

Dipartimento V Area della Terza età / Ufficio case di riposo


Viale Manzoni, 16
00185 Roma
il lunedì e il mercoledì dalle 10,00 alle 13,00
il giovedì dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00
Tel . 06.67105219

Case di riposo comunali e case di riposo private

Le Case di Riposo rappresentano uno dei cardini del sistema assistenziale. Il Comune di Roma
gestisce direttamente 3 Case di Riposo ed una Comunità Alloggio per anziani:

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

 Casa di Riposo RM/1


Via Rocco Santoliquido, 88
Tel. 06.30365207
 Casa di Riposo RM/2
Via Casal Boccone, 112
Tel. 06.822809
 Casa di Riposo RM/3
Via Gioacchino Ventura, 60
Tel. 06.6280657
 Comunità Alloggio Bruno Buozzi
Via Torre Spaccata, 157
Tel. 06.261950

Per poter essere ammessi nelle Case di riposo comunali occorre possedere i seguenti requisiti:

• età 60 anni se uomini e 55 anni se donne;


• autosufficienza sia dal punto di vista fisico che psichico;
• residenza nella regione Lazio;
• essere titolare di pensione erogata da: INPS, ENPALS, INPDAI, IMPGI, ENASARCO.

"Un Amico per la Città"

Davanti alle scuole materne, elementari e medie della città sono presenti ogni giorno, anche
per l'anno scolastico 2008/2009, oltre 2000 anziani volontari, in collaborazione con 9
associazioni di volontariato cittadine.
Il progetto, partito sperimentalmente nell'anno scolastico 2001/2002, è giunto ormai al quinto anno
di attività, vede complessivamente impegnati oltre 2.000 anziani volontari.
Il servizio aveva visto l'avvio nel settembre 2001, impegnando all'epoca 500 volontari davanti a 100
scuole della città.
Il compito dei volontari è quello di assistere i bambini all'entrata ed all'uscita di scuola, offrendo
così un punto di riferimento per affrontare e risolvere piccoli problemi di ogni genere.
Un aiuto concreto anche per le famiglie, che possono con maggior tranquillità accompagnare i loro
bambini a scuola, sapendo di poter contare su volontari che li aiutano ad attraversare la strada o ad
aspettare all'uscita l'arrivo dei genitori. Inoltre i volontari hanno il compito di segnalare agli uffici
competenti problemi di vario genere relativi alle condizioni delle zone circostanti gli edifici
scolastici (degrado ed altre situazioni di difficoltà). Ciò permette loro anche di presentare proposte
di miglioramento dell'ambiente urbano, dall'indicazione di un miglior posizionamento dei segnali
stradali all'indicazioni di guasti dell'illuminazione pubblica, solo per citare alcuni esempi.
Tutti i volontari, che prestano il loro servizio in forma gratuita, hanno seguito un corso di
formazione specifico. Sono dotati di un giaccone identificativo (fratino giallo), e sono
costantemente in contatto - tramite cellulare - con la rete di coordinamento.

82
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

L'iniziativa prevede per ogni scuola interessata un "pool" di 5 volontari che si alternano per
garantire la presenza ogni giorno. Un coordinatore gestisce l'intervento di ogni gruppo di scuole del
Municipio.
I volontari anziani hanno un'età media di 67 anni (il più anziano ne ha 84) e tra di loro è possibile
contare una maggioranza di uomini (67%). Solo il 30% aveva precedenti esperienze di volontariato
Un'esperienza decisamente positiva visto che il 95% dei volontari impegnati lo scorso anno ha
riconfermato la propria disponibilità per questo anno scolastico.
Le scuole, materne, elementari e medie, sono state scelte in base alle segnalazioni pervenute da
Assessorato alle Politiche Educative, Municipi, Comandi della Polizia Municipale e famiglie.
Nel corso dell'anno è possibile comunque per altre scuole della città richiedere la presenza del
servizio. La presenza dei volontari davanti alle scuole sarà garantita ogni giorno nell'orario di
entrata (8.00-8.45) e in quello di uscita (12.15-12.50 o 16.00-16.30 per le scuole che hanno il tempo
pieno).
Il progetto, coordinato dalla Casa Comunale del Volontariato, prevede la partecipazione di nove
associazioni (Auser Lazio, Anteas, ADA, Insieme Fidam, Sant'Ignazio, Insieme per la solidarietà,
Arvuc, V.V. Mae ed Età Libera).
Tutti gli anziani della città possono offrire la loro disponibilità al servizio telefonando alla
Casa del Volontariato - tel. 06.3722654
dal lun. al ven. ore 9.00-18.00.
Saranno richiamati per un colloquio preliminare cui seguirà un corso di formazione al termine del
quale diventeranno anche loro "volontari civici".

Progetto Penelope
Consiste in centri di informazione sulle risorse sociali, sanitarie, del privato sociale e del
volontariato del territorio e della città, promossi dal Comune di Roma e realizzati da “Città
Visibile”, un’associazione di imprese sociali costituita da 19 cooperative sociali romane.
Ci si può rivolgere direttamente o telefonicamente.
Dove?
I Centri Penelope sono attualmente presenti in 10 Municipi del Comune di Roma
Municipio II
Coop. Sociale “S. Saturnino” Tel. 06.8602690
e-mail: penelope2@retepenelope.it
lun. merc. sab. 9.00/12.30
giov. 15.30/18.30

Molti anziani del Municipio si sono rivolti a tale servizio per essere aiutati nella ricerca di risorse
private( soprattutto per la ricerca di assistenti familiari fisso e per servizi domiciliari notturni).

LINEE TELEFONICHE DEDICATE AGLI ANZIANI

Caritas di Roma Centro di ascolto telefonico per la terza età.


Tel. 06.4464641
Orari: dal lun. al ven.
9.00/15.00; sab. 9.00/14.00.

83
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Filo d’Argento / AUSER


L’Auser dedica questa linea Tel. 06.4815768 – 800-868116 all’ascolto e alla compagnia telefonica
degli anziani
Orari: 9.00/13.00 -14.30 /17.30.

S.A.V.E.R. Dal lun. al ven. 9.00/20.00;


(Sportello per sab. 9.00/13.00; (ad anziani vittime di reato)
Tel. 06.57305104
Durante la notte è attivo un servizio di segreteria telefonica così da garantire l'attivazione degli
interventi nella giornata lavorativa successiva alla raccolta della richiesta.

Call Center Alzheimer

Informazioni sui servizi per malati di Alzheimer


dal lun. al ven.10.00/18.00 sab. 9.00/13.00.
Informazioni: 800.915379

Servizio Prontomed Informazioni sulle problematiche dell’assistenza medica domiciliare e


sull’accesso ai servizi domiciliari sanitari.
Raccoglie le indicazioni in merito alle disfunzioni del sistema sanitario.
Numero verde: 800.697576 50

SERVIZIO DI ANAGRAFE A DOMICILIO


Certificati anagrafici a domicilio in carta semplice e/o bollata.
Telefonare al n. 186 e dire i dati anagrafici all’operatore.
Per il certificato in carta semplice: addebito sulla bolletta telefonica.
Per il certificato in carta bollata: come sopra; inoltre il postino riscuote il prezzo del bollo.
Carta d’Identità
Alcuni Municipi sono attrezzati anche per scattare foto a domicilio.
Cambio residenza - Atti notori - Autenticazione della firma
Una persona, con delega in carta semplice e un certificato in cui si attesta che l’anziano è
impossibilitato a deambulare o uscire da casa, si reca al servizio anagrafico del proprio Municipio di
residenza e fissa un appuntamento con un impiegato che andrà al domicilio.
Il servizio è gratuito.

BUONO CASA
Consiste in contributi integrativi per il sostegno al pagamento del canone d'affitto (legge n. 431 del
9/12/98/, art. 11).
E’un contributo economico di sostegno per il pagamento dell’affitto, proporzionale al reddito e al
canone pagato.
I contributi integrativi per il canone d’affitto sono regolati dalla legge n. 431 del 9/12/1998, art. 11.

Chi può richiedere il buono casa?


- chi risiede nel Comune di Roma;
- chi ha un contratto di affitto regolarmente registrato;

84
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

- chi non ha altri contributi per la casa;


- chi non è assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
- chi non ha immobili in proprietà e/o usufrutto;
- chi ha un reddito ISEE (relativo all’anno precedente) non superiore a due pensioni minime INPS
(€ 10.716,68); in tal caso l’incidenza del canone di locazione - al netto degli oneri accessori - sul
reddito, non deve essere inferiore al 14%;
- per i nuclei familiari che includono ultrasessantacinquenni, disabili o persone in analoghe
situazioni di debolezza sociale, i limiti di reddito fissati per l’accesso al contributo sono innalzati
del 25%;
- chi ha un reddito ISEE complessivo (relativo all’anno precedente) non superiore al limite per
l’assegnazione di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica (€ 12.799,00); in tal caso l’incidenza
del canone di locazione - al netto degli oneri accessori - sul reddito, non deve essere inferiore al
24%;
- il canone d’affitto annuo dell’alloggio per il quale il contributo viene richiesto, al netto degli oneri
accessori, non deve essere superiore ad € 12.799,00.ecessità economiche 75
Come e quando si presentano le domande?
Le domande devono essere presentate entro la data di scadenza del bando (generalmente febbraio-
marzo di ogni anno, compilando l’apposito modulo ed inviandolo (a mezzo raccomandata con
avviso di ricevimento o tramite le organizzazioni sindacali degli inquilini) a:
Ufficio Politiche Abitative
servizio contributi
Viale Civiltà del Lavoro n. 4 00144 Roma
Anche chi ha usufruito negli anni precedenti del contributo deve presentare di nuovo la domanda
con tutta la documentazione allegata.
I moduli sono disponibili presso gli Uffici Relazione con il Pubblico (URP) di tutti i Municipi del
Comune di Roma.
Documentazione da allegare alla domanda:
1. copia di un documento di riconoscimento del dichiarante in corso di validità (obbligatorio – pena
l’inammissibilità della domanda);
2. copia del contratto di locazione regolarmente registrato (obbligatorio, pena l’inammissibilità
della domanda);
3. copia del provvedimento di rilascio dell’immobile, se si è ricevuto un avviso di sfratto;
4. copia del certificato attestante l’invalidità non inferiore a due terzi, se nel nucleo familiare ci sono
delle persone riconosciute invalide civili;
5. copia della dichiarazione ISEE, riferita all’intero nucleo utilizzatore dell’alloggio e completa in
tutte le sue parti (obbligatorio, pena l’inammissibilità della domanda);
6. copia di tre ricevute di pagamento del canone di locazione (obbligatorio, pena l’inammissibilità
della domanda).
7. eventuale relazione dei Servizi Sociali che seguono il nucleo familiare.
Per ulteriori informazioni sui requisiti e sulla documentazione da allegare è opportuno consultare il
sito del Comune di Roma (www.comune.roma.it) o chiamare il numero 060606.
Usufruiscono di tale intervento economico circa 50 anziani assistiti dal nostro Municipio, con
gravi problematiche di carattere socio economico ed alloggiativo.

Contributo per il pagamento del gas


Per contrastare i problemi economici e di salute che devono affrontare gli anziani a basso reddito
per il pagamento delle utenze per il riscaldamento, il Comune di Roma ha deciso di destinare un
contributo economico.

85
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Chi ne usufruisce?
- Gli anziani con più di 75 anni, titolari di assegno/pensione sociale che vivono soli, o con coniuge o
altro familiare privi di reddito (l’80% del fondo è destinato a questa categoria di persone).
- Nuclei familiari, persone singole, anziani e invalidi in situazione di disagio socio-economico, per
interventi straordinari relativi alle utenze gas per cottura e riscaldamento (il 20% del fondo è
destinato a questa categoria di persone).
Come si ottiene il contributo?
- Gli anziani ultrasettantacinquenni riceveranno direttamente i benefici economici sulla bolletta
della fornitura del gas, accompagnata da una lettera informativa.
- Nel secondo caso, i servizi sociali del Municipio valuteranno le varie situazioni personali,
erogando contributi economici secondo quanto previsto dalla Del. 154/97.
L’anziano a basso reddito o disabile, con meno di 75 anni si dovrà quindi rivolgere ai servizi sociali
del proprio Municipio di residenza e fare domanda di contributo economico.
Nel Municipio II , al 30.11.2007, hanno usufruito di tale sostegno n. 15 anziani
78 Le necessità economiche
Riduzione del canone telefonico
I nuclei familiari con un anziano che percepisce la pensione sociale o un anziano al di sopra di 75
anni di età con un reddito annuo non superiore a € 6.713,93 (circa 13.000.000 di lire).
Come si richiede?
È necessario inviare a mezzo raccomandata alla Telecom il modulo compilato, un’attestazione
rilasciata dall’INPS, da un centro di assistenza fiscale (CAF), o dal comune, contenente tutte le
informazioni necessarie per il calcolo dell’Indicatore di Situazione Economica Equivalente ossia del
reddito e la fotocopia di un documento di riconoscimento.
Le necessità economiche 79
Esenzione dal ticket
Esenzione sulle analisi, lastre, ecografie, visite specialistiche, diagnostica in genere, possono essere
richieste per le seguenti categorie:
1. Età superiore ai 65 anni e reddito lordo inferiore a € 36.151, pari a 70.000.000 di lire
2. Età superiore ai 60 anni, titolari di pensione al minimo con reddito lordo inferiore a € 8.624, pari
a 16.000.000 di lire per il singolo € 11.362, pari a 22.000.000 di lire
3. Familiari a carico di cittadiini titolari di pensione sociale o assegno sociale
4. Invalidi civili con percentuale maggiore del 67%, ciechi parziali e sordomuti
5. Invalidi di guerra
6. Grandi invalidi per servizio o per lavoro
7. Persone affette da alcune patologie (carcinoma, ipertensione, diabete ed altre); in tal caso
l’esenzione riguarda gli accertamenti diagnostici e le visite relative alla patologia.
Come si richiede?
Tutte le esenzioni devono essere documentate con un tesserino che viene rilasciato dagli Uffici
Esenzioni della ASL di residenza dell’interessato.
- Per le esenzioni per reddito è necessario presentare un’autocertificazione.
Talvolta anche senza cartellino di esenzione, le ASL accettano di non far pagare gli aventi diritto,
previa firma dell’interessato dietro la ricetta medica (che autocertifica i propri redditi di volta in
volta)
- Per le esenzioni per invalidità è necessario presentare il verbale
- Per le esenzioni per patologia è necessario presentare un certificato medico specialistico.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Riduzione delle spese postali


Un anziano con più di 70 anni, che deve pagare un conto corrente intestato a suo nome.
Come si richiede e quanto si paga?
È necessario esibire un documento di identità prima di pagare il ccp, presso qualsiasi Ufficio
Postale.

Call center del Comune di Roma per la casa


Il Comune di Roma ha aperto un Call Center del Dipartimento delle Politiche Abitative per
informazioni, attivo lunedì mercoledì e venerdì.
ore 9.30/12.30 Tel. 06.67106278.

Edilizia popolare
(il servizio Alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, in affitto a canoni agevolati)
Tutti i cittadini italiani residenti anagraficamente o che lavorano nel Comune di Roma e gli stranieri
regolarmente soggiornanti, o in possesso di carta di soggiorno.
Le domande vanno fatte su apposito modello distribuito presso gli Uffici URP e spedite tramite
raccomandata con ricevuta di ritorno.
Il bando non ha termini di chiusura.
Due volte l’anno vengono fatte le graduatorie delle domande pervenute entro il 31 maggio ed entro
il 31 dicembre.
Per informazioni sulle assegnazioni degli alloggi si può contattare l’Ufficio del Consigliere delegato
per le emergenze abitative; Via della Civiltà del Lavoro, 4a o a Via dell’Urbanistica, 18 martedì ore
9.00/13.00 e giovedì ore 9.00/16.00 Tel. 06.67106114/5.
Nel 2007 due anziane, sfrattate e assistite a livello socio economico, dal settore anziani del
Municipio II, hanno ottenuto alloggio popolare.

Residenza anagrafica in caso non si disponga di dimora fissa


In caso in cui, successivamente ad uno sfratto o ad altra situazione, non si disponga di un’abitazione
in cui far risultare la propria residenza, è possibile:
• rivolgersi al servizio sociale dei Municipi che provvederà all’iscrizione anagrafica presso una via
convenzionale, appositamente istituita: Via Modesta Valenti;
oppure
• rivolgersi ad una delle seguenti associazioni, che forniscono il loro indirizzo come recapito ai soli
fini dell’iscrizione anagrafica.
Nel nostro Municipio, assistiti dal settore anziani, hanno la residenza di soccorso n. 3 persone
anziane.

Sfratto
Lo sfratto è l’atto giuridico con il quale il proprietario di un immobile fa valere il suo diritto al
rilascio dello stesso da parte dell’affittuario.
Lo sfratto può essere intimato all’affittuario sia in caso di scadenza del contratto d’affitto sia per la
morosità (mancato pagamento della pigione).
In caso di scadenza del contratto d’affitto si deve parlare più precisamente di licenza per finita
locazione. Tale atto può essere notificato anche prima della scadenza del contratto, con la
contestuale
citazione per la convalida dello sfratto.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

In caso di sfratto per morosità l’atto deve essere notificato con le stesse modalità precedenti e con lo
stesso atto il proprietario della casa può ottenere l’ingiunzione per il pagamento delle pigioni
non pagate.
In caso di sfratto:
1) Si può presentare la richiesta di proroga dello sfratto.
L’istanza va presentata personalmente o tramite un difensore presso gli uffici della Pretura su
apposito modulo. È opportuno rivolgersi ad un sindacato, per avere l’assistenza legale.
2) Si può fare opposizione allo sfratto.
Con il provvedimento, che ordina all'inquilino di rilasciare l'appartamento, il Giudice indica anche
la data di rilascio.
Questa data non è prorogabile nei casi di necessità, morosità e inadempienza contrattuale.
La data può essere, invece, prorogata per gli sfratti per finita locazione, nei Comuni ad alta tensione
abitativa e nei capoluoghi di provincia, in particolare rispetto ai vecchi contratti (c’è qualche
discussione in merito alla possibilità di prorogare lo sfratto per finita locazione sui nuovi contratti).
In questo caso si può chiedere al Magistrato che fissi nuovamente il termine di rilascio, concedendo
quindi una proroga, che normalmente non può superare i sei mesi, ma in alcuni casi specifici
di bisogno sociale (anziani ultrasessantacinquenni, invalidi civili, disoccupati e cassaintegrati, ecc.)
può arrivare al termine lungo di diciotto mesi. Alla domanda si deve allegare, oltre che le
attestazioni di reddito e la certificazione sulla composizione familiare, ogni altro documento utile ai
fini della valutazione dello stato di bisogno e della necessità della proroga.
Esecuzione dello sfratto
Esauriti tutti i termini di proroga, dopo la data di fissazione del rilascio stabilita dal Giudice, se
l'inquilino non riconsegna l'immobile, il proprietario ha diritto ad eseguire forzatamente il
provvedimento, con l'Ufficiale Giudiziario e con l'ausilio della Forza pubblica.
La problematica degli sfratti in questo Municipio sta diventando un reale problema.
Il luogo comune che le persone anziane non vengono sfrattate è da sfatare.
Sono in aumento le segnalazioni da parte dei vari Commissariati di quartiere e degli Ufficiali
Giudiziari di accessi domiciliari per finita locazione o, soprattutto, per morosità.
Le eventuali proroghe a tali provvedimenti necessitano, attraverso valutazioni individualizzate dei
casi sociali segnalati e conosciuti, l’individuazione di soluzioni alternative che, per le persone
anziane, sono assai limitate.
I canoni di locazione sono elevatissimi e l’attivazione di nuovi contratti di affitto a persone anziane
è piuttosto improbabile.
Gli anziani soli e privi di riferimenti familiari significativi, in grado di sostenere economicamente
gli anziani sono in aumento, pertanto, tale situazione risulta essere un nuovo rischio sociale da
considerare e contenere.
La proposta progettuale di consolidamento della Comunità alloggio è in linea con questa emergenza
sociale oramai in aumento.
a casa 101
SINDACATI INQUILINI CHE FORNISCONO ASSISTENZA E CONSULENZA LEGALE
SUNIA (area CGIL)
Via Galilei, 55 - Roma Tel. 06.70495228 - 06.70450383
SICET Sindacato Inquilini Casa Tel. 06.4958736 - 06.4958701 e Territori (area CISL) Fax
06.4958646 Via Cattaneo Carlo, 23 – Roma
ANIA Associazione Tel. 06.5757360 - 06.57300454
Nazionale Inquilini ed Assegnatari Sede Nazionale
Via Giovanni Da Empoli, 33-Roma
UNIAT Unione Nazionale inquilini Ambiente e Territorio (area UIL)

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Via Lucullo 6 - Roma Tel. 06.4753205/323


Fax 06.4753208
Unione Inquilini
Tel. 06.4745711
Via Cavour, 101 - Roma Fax 06.4882374

UFFICIALE GIUDIZIARIO
Viale Giulio Cesare, 52 Tel. 06.3720465 - 06.37352467
Notifica di atti giudiziari Atti urgenti in scadenza dal lun. al ven. 8.00/12.00 sabato 8.00/9.00

TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA


P.le Clodio Tel. 06.38791
Richiesta di copia dei certificati di sfratto

TELEFONO CASA: SERVIZIO DI ASSISTENZA E CONSULENZA TELEFONICA


È un numero telefonico del Comune di Roma tramite cui è possibile avere informazioni su
contributi per l’affitto, graduatorie per la casa popolare, ricorsi. ecc.
Il numero di riferimento è: 06.67106278 (con tre linee di ricerca automatica) lunedì, mercoledì e
venerdì
ore 9.30/12.30.
È possibile recarsi di persona nei giorni di apertura al pubblico:
martedì ore 9.00/13.00 e giovedì ore 9.00/16.00

ASSISTENZA AI MALATI ONCOLOGICI


(Assistenza domiciliare)
Consiste nell’erogazione di prestazioni socio-sanitarie a livello domiciliare e non da parte di
strutture socio-sanitarie territoriali quali: servizi sociali municipali, CAD di residenza, associazioni
di volontariato, Hospice, ecc…
A chi rivolgersi?
Il malato oncologico può richiedere tutti i servizi previsti per i malati non autosufficienti:
l’assistenza domiciliare sanitaria dei CAD, il riconoscimento dell’invalidità civile ed eventualmente
dell’indennità di accompagnamento, l’erogazione di presidi sanitari (pannoloni, carrozzine, letti
ortopedici,…..), l’esenzione dal ticket.
Per attivare il servizio è necessario rivolgersi al CAD del proprio distretto.
Esiste inoltre un Centro di Coordinamento, “La Mela Blu”, creato da sette associazioni no profit
che operano nel settore oncologico, allo scopo di dare:
 informazioni sulle strutture ed i servizi oncologici
 presenti sul territorio;
 orientamento sulla scelta delle prestazioni;
 collegamento tra strutture ospedaliere ed extra-ospedaliere;
 sostegno ed aiuto pratico da parte degli operatori e dei volontari del centro;
 consulenze legali per assistere ed informare i cittadini sull’utilizzo degli strumenti giudiziari
a tutela dei loro diritti.
Il Centro “La mela Blu” ha sede presso Casa Vittoria in Via Portuense, 220 - Tel. 06.55301765
o numero verde 800.942546 dal lunedì al venerdì ore 9.30/14.30.

Le Associazioni di assistenza ai malati oncologici operanti a Roma sono:

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

ANT ITALIA - Assistenza medica e infermieristica domiciliare


Via F. Paolini, 54/
Tel. 06.56368534 con reperibilità 24 ore su 24
Fax 06.56388161
AIMAC - Informazione oncologica
Via Barberini, 11 Tel. 06.4825107
Numero verde 840503579 dal lunedì al venerdì 9.30/18.00
ALT Associazione per la Lotta ai Tumori Via Piediluco, 6
Tel. 06.8411925
AMSO - Servizio di sostegno (Associazione per l’assistenza informazioni nei reparti di:
degenza, dayhospital, Oncologici)
Via delle Messi d’Oro, 156 Regina Elena a Mostacciano
Tel. 06.4181822 - Azione di educazione sanitaria
rivolta ai parenti dei ricoverati
Numero verde per informazioni - Servizi di riabilitazione psicooncologiche e sostegno morale fisica
per laringectomizzati, con
800015341
- Scuola di formazione assistenti
AMSO
- Casa AMSO (Via Gaeta 19) dove sono ospitati gratuitamente i malati in day hospital, i loro
familiari ed i parenti indigenti
ANTEA - Ospedalizzazione del malato e ai familiari e assistenza domiciliare secondo un
programma di cure palliative con prestazioni mediche e paramediche gratuite
Via Pienza, 281/283, Tel. 06.8100800
Tel. 06.66412303
dal lunedì al venerdì 9.30/12.30 - Assistenza domiciliare secondo un programma di sostegno morale
psicologico ed informativo nei confronti del malato e dei suoi familiari
14.30/17.30 il sabato 9.30/12.30
ANVOLT Associazione - Assistenza domiciliare e/o Nazionale Volontari ospedaliera,
infermieristico che psicologico
Lotta contro i Tumori Viale Tirreno, 44 un servizio di trasporto e accompagnamento
Medico disponibile per i pazienti al numero Tel. 06.8173379
verde 800822150 dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00
Fondazione Nazionale - Assistenza domiciliare ai malati oncologici Gigi Ghiotti, attraverso
gruppi di 2 volontari organizzati-
Informazione attraverso Centro di ascolto psico/sociale e la pubblicazione di un notiziario
attraverso il numero gratuito trimestrale e volumi di carattere scientifico e divulgativo
Via Fratelli Ruspoli, Tel. 06.8840612
800301510 dal lunedì alla domenica ore 10.00/20.00
Si organizzano corsi di formazione attraverso l’organizzazione periodica di corsi di
specializzazione, seminari e convegni per l’aggiornamento degli operatori socio-sanitari.
RYDER ITALIA - Assistenza domiciliare effettuata da personale specializzato e da volontari che
assicurano un valido contributo per una migliore qualità della vita.
Via del Nuoto, 11 Tel. 06.3294323 Tel. e Fax 06.3292316°
ROMAIL - ONLUS - Supporto al Centro di Ematologia dell’Azienda Policlinico
Via Benevento, 6 Tel. 06.85795290/291 Umberto I
- Finanziamento della ricerca

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

- Assistenza Domiciliare ai malati


oncologici seguiti dal Centro
- Ospitalità agli ammalati e ai loro familiari residenti fuori Roma presso la “Residenza Vanessa”
in Via Forlì, 36
- Campagna per incrementare i donatori di sangue.

Gli Hospice
Sono strutture di ricovero per malati oncologici in fase terminale, in cui è prevista l’assistenza
continua da parte dei parenti, che organizzano anche un servizio di assistenza domiciliare.

ASL RM/A
S. Antonio da Padova
Via Mecenate, 14
Tel. 06.4872413
La domanda deve essere presentata direttamente alla struttura San Francesca Romana Vicolo del
Canale, 14 Tel. 06.5883436
La domanda deve essere presentata al CAD della ASL RM/A IV Distretto
S. Francesco Caracciolo Viale Tirreno, 200
Tel. 06.8172526

CAD (CENTRO ASSISTENZA DOMICILIARE SANITARIA)


Il CAD fornisce servizi sanitari domiciliari a persone che non sono in grado di recarsi presso gli
ambulatori, per una disabilità temporanea o permanente.
Cosa si può avere?
Assistenza infermieristica domiciliare, prelievi per le analisi a domicilio, medicazioni, visite
specialistiche a domicilio, prescrizione di ausili e protesi (pannoloni, carrozzine ….), fisioterapia a
domicilio.
Come si richiede?
Va inoltrata la domanda presso il CAD del proprio distretto sanitario della ASL di residenza
attraverso il medico curante, che deve compilare la scheda per la richiesta del servizio.
Il CAD dopo aver effettuato una visita di verifica presso il domicilio del paziente stabilirà con il
medico curante gli interventi da effettuare.
Dove presentare le domande:
ASL RM A
2° Distretto Municipio II
Piazzale Porta Pia, 121/ V. Nomentana 1
06.44162822
lunedì, mercoledì e venerdì 9.00/12.00

INVALIDITÀ CIVILE - INDENNNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO


Cosa è il riconoscimento dell’invalidità civile?
La certificazione da parte di una Commissione medica della ASL dell’esito invalidante di patologie
importanti di cui è affetta la persona che chiede il riconoscimento dell’invalidità. La Commissione,
dopo una visita medica e la visione della documentazione sanitaria, redige un verbale su cui indica
la percentuale dell’invalidità.
A che cosa serve?
• A richiedere alcuni ausili

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

• Con il 67% ed oltre: a richiedere la tessera Metrebus a costo agevolato, all’esenzione sulle analisi,
lastre, ecc.
• Con il 75% ed oltre: alla riduzione della tassa comunale per la nettezza urbana, alla riduzione
dell’ICI.
• Con il 100% dell’invalidità :
dall’esenzione totale del Ticket, alla riduzione del prezzo dei treni (carta blu), all’esenzione dal
bollo automobilistico, all’acquisto di autovettura con IVA agevolata al 4%, al contributo per
l’abbattimento delle barriere architettoniche, alla tessera Metrebus a costo agevolato e viaggio
gratuito per l’accompagnatore, ai buoni taxi.
• Con il 100% dell’invalidità e l’incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita o a deambulare
senza l’aiuto permanente di un accompagnatore (sul verbale è barrato il codice 5 oppure 6 e viene
fatto riferimento alla legge 18/80) si ha diritto all’indennità di accompagnamento. Assistenza
Sanitaria
Che cos’è l’indennità di accompagnamento
È un’indennità economica mensile che viene data all’invalido perché la utilizzi come ritiene più
opportuno per la propria assistenza: viene concessa alle persone riconosciute invalide al 100%, non
deambulanti autonomamente e/o non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.
Ogni anno l’importo dell’indennità è rivalutato.
Tale contributo non è vincolato a limiti di reddito e di età, può percepirlo anche chi è titolare di altre
pensioni o rendite.
Ulteriore requisito indispensabile è che il richiedente non sia ricoverato in via continuativa presso
case di cura con retta a carico di EntiPubblici.
Come si richiede?
La domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile deve essere presentata all’Ufficio Invalidi
Civili, compilando un apposito modulo (disponibile presso tutte le ASL), in cui barrare le seguenti
caselle:
■ riconoscimento, ■ invalido civile.
È utile barrare anche la casella ■ legge 104/93, che consente all’anziano cui viene riconosciuto lo
stato, di avere alcune agevolazioni e a parenti e affini di persone gravemente invalide, anche non
conviventi,
di fruire di alcuni benefici sul lavoro.
È necessario allegare alla domanda: 1) la fotocopia di un documento valido di riconoscimento;
2) il certificato del medico curante o di un medico di una struttura pubblica con data non anteriore ai
tre mesi, attestante le patologie per le quali si chiede il riconoscimento dell’invalidità.
Nel caso in cui si intenda chiedere l’indennità di accompagnamento il certificato deve riportare la
seguente dicitura:”Necessita di assistenza continuativa, non essendo in grado di compiere gli atti
quotidiani della vita”, oppure ”Necessita di assistenza continuativa, in quanto non deambulante
e quindi non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”. 137
Se la visita della commissione deve essere fatta al domicilio, il medico curante lo deve specificare
sul certificato.
Se la patologia dell’anziano lo pone in pericolo di vita, il medico può aggiungere che è necessaria la
procedura d’urgenza.
Al momento della presentazione della domanda, l’Ufficio Invalidi Civili rilascia una ricevuta, in cui
sono indicati la data e il numero di protocollo.
È importante conservare questa ricevuta, perché offre la possibilità, esibendola, di richiedere alcuni
ausili, anche prima del riconoscimento dell’invalidità.
La visita

92
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Dopo un periodo di tempo (mediamente circa tre mesi) dalla presentazione della domanda, al
richiedente viene comunicata la data e il luogo della visita tramite lettera raccomandata.
È necessario portare al momento della visita:
- cartelle cliniche
- eventuali accertamenti radiografici
- eventuali esami specialistici
- eventuali relazioni o certificazioni redatte da medici specialisti.
È preferibile che la documentazione sia rilasciata da Enti Pubblici.
Durante la visita medica è possibile farsi assistere da un medico di fiducia.
La documentazione sanitaria deve essere presentata in originale, ma una copia di essa verrà
trattenuta dalla Commissione, pertanto è opportuno farne precedentemente una fotocopia.
Nel caso in cui la commissione medica riscontri che l’invalidità è suscettibile di modificazioni nel
tempo, fissa un termine, alla cui scadenza, la persona sarà riconvocata a visita e sottoposta a nuovi
accertamenti sanitari.
L’aggravamento
In caso di peggioramento delle condizioni di salute dell’anziano e dell’invalidità, già riconosciuta
dalla Commissione della ASL, può essere presentata una richiesta di aggravamento.
La domanda deve essere presentata compilando l’apposito modulo con allegati: Sanitaria
1) la fotocopia del precedente verbale d’invalidità;
2) la fotocopia di un documento di riconoscimento;
3) il certificato del medico curante e la documentazione medica che attestano l’aggravamento delle
patologie per le quali la persona è già stata riconosciuta invalida o l’eventuale insorgenza di altre
patologie.
Dove si richiede?
La domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile e la richiesta di aggravamento si devono
presentare all’Ufficio Invalidi Civili della ASL di residenza.
La risposta della visita dell’invalidità
L’accertamento da parte delle Commissioni ASL deve concludersi entro nove mesi dalla
presentazione della domanda (DPR 21 settembre 1994 n. 698).
La Commissione medica che ha visitato l’anziano e preso visione della documentazione sanitaria
esprime un giudizio medico legale, indica una percentuale di invalidità e redige un verbale. Il parere
espresso dalla Commissione di Prima Istanza deve essere convalidato dalla Commissione Medica di
verifica del Ministero del Tesoro, che opera in Roma, Via di Villa Fonseca 3, cui viene inviata una
copia del verbale.
Tale Commissione può richiamare a visita l’anziano, se lo ritiene opportuno, oppure confermare il
parere espresso nel verbale dalla Commissione della ASL.
Il verbale dell’invalidità viene inviato a casa del richiedente per raccomandata:
esso contiene
1) l’indicazione delle malattie che la Commissione Medica ha riscontrato;
2) la percentuale di invalidità che è stata riconosciuta
al richiedente;
3) il riconoscimento o meno del diritto all’indennità d’accompagnamento. DISTRETTI DIRIZZ
Se viene riconosciuto il diritto all’indennità di accompagnamento
Se il diritto all’indennità è stato riconosciuto, dopo il ricevimento del verbale di invalidità della
ASL, l’Ufficio INPS di zona invierà a casa dell’interessato dei moduli da compilare, in cui devono
essere riportati i requisiti socio-economici e la modalità scelta per la riscossione del contributo.
Vengono corrisposti tutti gli arretrati a partire dalla data della visita medica per l’accertamento

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

dell’invalidità. È importante indicare se si intende riscuotere l’indennità presso un Ufficio postale o


attraverso l’accreditamento su un conto corrente bancario o postale.
In tutti e due i casi deve essere riportato sul modulo, nella parte specificata, il timbro di accettazione
dell’Ufficio postale o della Banca.
Il ricorso
Nel caso in cui l’esito del riconoscimento dell’invalidità civile non sia stato soddisfacente, è
possibile presentare il ricorso.
Il ricorso si dovrà presentare al Tribunale di Roma “Sezione Lavoro e Previdenza” ed è di tipo
giurisdizionale. Tale ricorso deve essere presentato a pena di decadenza entro 6 mesi dalla ricezione
del verbale della visita. È importantissimo quindi conservare la busta di spedizione del verbale
poiché il timbro che vi è apposto fa piena prova della data di decorrenza dei sei mesi. Essendo un
atto giudiziario, i tempi d’attesa sono lunghi. È comunque consigliabile farsi assistere nella
presentazione del ricorso da un legale o da un Patronato o da Associazioni di Categoria, per valutare
i vari aspetti.

LINEE TELEFONICHE DEDICATE AGLI ANZIANI


Caritas di Roma Centro di ascolto telefonico per la terza età.
Tel. 06.4464641
Orari: dal lun. al ven.
9.00/15.00; sab. 9.00/14.00.

Filo d’Argento / AUSER


L’Auser dedica questa linea Tel. 06.4815768 – 800-868116 all’ascolto e alla compagnia telefonica
degli anziani
Orari: 9.00/13.00 -14.30 /17.30.

S.A.V.E.R. Dal lun. al ven. 9.00/20.00;


(Sportello per sab. 9.00/13.00; (ad anziani vittime di reato)
Tel. 06.57305104
Durante la notte è attivo un servizio di segreteria telefonica così da garantire l'attivazione degli
interventi nella giornata lavorativa successiva alla raccolta della richiesta.

Call Center Alzheimer


Informazioni sui servizi per malati di Alzheimer
dal lun. al ven.10.00/18.00 sab. 9.00/13.00.
Informazioni: 800.915379

Servizio Prontomed Informazioni sulle problematiche dell’assistenza medica domiciliare e


sull’accesso ai servizi domiciliari sanitari.
Raccoglie le indicazioni in merito alle disfunzioni del sistema sanitario.
Numero verde: 800.697576 50

Servizio di anagrafe a domicilio


Certificati anagrafici a domicilio in carta semplice e/o bollata.
Telefonare al n. 186 e dire i dati anagrafici all’operatore.
Per il certificato in carta semplice: addebito sulla bolletta telefonica.
Per il certificato in carta bollata: come sopra; inoltre il postino riscuote il prezzo del bollo.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E ASSOCIAZIONI DI ANZIANI


ADA
(Associazione Diritti per gli Anziani)
Via Genova, 24 - Roma. Tel. 06.4740616 e Fax 06.4740964
È un’associazione di volontariato promossa dalla UIL Pensionati.
Aderisce a numerose iniziative di volontariato del Comune di Roma, come il Pony della Solidarietà,
un amico per la città. È possibile rivolgersi all’ADA anche per avere contatti e/o indicazioni su
assistenti
familiari e badanti.
AIMA Roma
(Associazione Italiana Malattia di Alzheimer Roma)
Sede legale: Via Poerio, 100 – 00152 Roma. Tel. e fax 06.58899300
e-mail: aimaromaonlus@mclink.it sito internet: www.aimaroma.it
Punti AIMA:
U.O.C di Geriatria P.le dell’Umanesimo, 10
Ospedale S. Eugenio Tel. 06.5915306
- telefono “A”: giovedì ore 13.30/16.30
- gruppo di sostegno per i familiari:
primo giovedì ore 17.00/19.00
- assistenza legale
U.O.C. di Neurologia Isola Tiberina
Ospedale Fatebenefratelli Tel. 06.6837363
- telefono “A”: lunedì ore 13.30/16.30
- gruppo di sostegno per i familiari: un sabato al mese
CEMI Largo Francesco Vito,1
Policlinico Gemelli Tel. 06.3388546
- presenza di volontari:
lunedì ore 10.00/12.00
U.O. di Neurologia Viale del Policlinico 155
Policlinico Umberto I Tel. 06.49914454 - telefono “A”: mercoledì ore 10.30/12.30
È un Associazione attiva al fine di ottenere cure adeguate per i malati di Alzheimer e l’appropriato
sostegno alle famiglie, che si propone come interlocutore e portavoce dei malati e dei loro familiari,
presso le Istituzioni pubbliche e private.
Offre sostegno, consulenza e orientamento alle famiglie.
Gestisce il “Telefono A”: “A” come ascolto, amicizia, assistenza, anziano, a sostegno dei familiari
dei malati di Alzheimer.
Organizza gruppi di sostegno per i familiari. Offre assistenza legale gratuita.

ANCESCAO
(Associazione Nazionale Centri Sociali Comitati Anziani e Orti)
Via Fioravanti, 14 - 40129 Bologna. Tel. 051.352178
Piazza S. Ignazio, 153 - 00186 Roma. Tel. 06.69380458
All’ANCESCAO aderiscono più di 1000 centri sociali e culturali per anziani, in tutta Italia, con
oltre 330.000 aderenti. Propone temi sociali e culturali, segue l’iter delle leggi di rilievo per gli
anziani.
Il fine principale è quello di aiutare gli anziani a vincere la solitudine e l’emarginazione
proprie dell’età.
95
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

ANLA
Viale Ostiense, 131 - Roma Tel. 06.57305153
Segreteria Tel. 06.57250046 ore 9.00/12.30
È un’associazione nazionale riservata ai lavoratori anziani; offre servizi ed agevolazioni ai propri
soci e familiari.
Promuove e sostiene le iniziative della LAV, Associazione Lavoratori per il Volontariato, a sua
volta impegnata in:
attività di sostegno a persone sole e con handicap, in casa ed in strutture residenziali.

ANTEA
Via Mattia Battistini, 46 - Roma Tel. 06.66412303
Amministrazione e volontariato: Via Pienza, 281/283 Roma
Tel. 06.8100800 www.anteahospice.org
È una ONLUS composta da personale medico, paramedico e volontario, specializzato
nell’assistenza dei malati oncologici a domicilio.
Organizza:
- un servizio di ospedalizzazione a domicilio per malati oncologici terminali, comprese le cure
palliative;
- un hospice gratuito per i malati terminali con necessità di ricovero.

ANTEAS (Associazione Nazionale Terza Età Attiva)


Via Castelfidardo, 47 – Roma
Tel. 06.44881265 Fax 06.4453693 Numero Verde 80040803/5/6
e-mail: antea@fnp.cisl.it
Ha una sede anche nel territorio del Municipio II in Via Alessandria, 26 tel. 06.442025525
È un’associazione promossa dalla Federazione Italiana Pensionati della CISL.
Promuove, sostiene, coordina il volontariato rivolto agli anziani.

APICI (Associazioni Provinciali Invalidi Civili e Cittadini Anziani)


Via della Magliana Nuova, 37/39 – Roma
Tel. 06.55282222 Fax 06.55282255 Numero Verde 800960990
dal lunedì al venerdì ore 9.00/17.00
(è attiva una segreteria telefonica, lasciando nome e numero di telefono si verrà richiamati) sito
web: www.apiciroma.org
Organizza:
- trasporto per persone con ridotta autonomia motoria (a pagamento parziale);
- assistenza domiciliare;
- assistenza legale;
- consegna a domicilio di beni alimentari e farmaceutici;
- pratiche presso enti e ritiro certificati.

ARVUC (Associazione Vigili Urbani in congedo)


c/o Comando Vigili Urbani.
Piazza della Consolazione, 4 - Tel. 06.67692875
Assistenza ai vigili urbani in pensione.
Attività di volontariato con il Comune di Roma.

96
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Associazione Alzheimer Roma ONLUS


Via Monte Santo, 54 – Roma
Tel. e Fax 06.37500354 - 06.37354750
da lunedì a venerdì ore 10.00/13.00, martedì e giovedì anche ore 15.30/19.00,
e-mail: alzroma@tiscalinet.it sito internet: www.alzheimeroma.it
Costituita a Roma nel 1998 per volontà di un gruppo di parenti e amici di malati di Alzheimer con
l'obiettivo di individuare percorsi e coinvolgimenti istituzionali per migliorare la qualità della vita
dei parenti e loro familiari, svolge le seguenti attività:
- promozione di strutture specializzate e rapporti con le istituzioni interessate (Comune di Roma,
Centri Diurni, Centri U.V.A., assistenza a domicilio, case di cura, etc.);
- corsi e seminari di formazione e di aggiornamento per operatori socio-sanitari, infermieri,
volontari, familiari;
- organizzazione di manifestazioni ed eventi al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica e reperire
fondi;
- pubblicazioni e libri sul tema;Cultura, tempo libero, volontariato,
- sostegno alle famiglie;
linea telefonica di ascolto, informazioni sanitarie, gruppi di sostegno psicologico, informazioni
generali;
- su appuntamento consulenze gratuite: legale, neurologica, psicologica e previdenziale;

AUSER Filo d’Argento ( telefono per l’informazione, la solidarietà, la tutela dei diritti degli
anziani)
Tel . 06.4815768
Ha una sede legale anche nel territorio del Municipio II in Via Nizza, 154.
Tel.. 06.8440771
- Ascolto telefonico;
- sostegno psicologico;
- informazioni su pratiche pensionistiche e sanitarie.
Esiste anche un numero verde gratuito - 800.995.988

Telefono d’Argento ONLUS


Via Panama, 13 tel. 06.84407449 per i cittadini anziani e disabili del Municipio II.
Associazione Età Libera
Presso Casa Vittoria, Via Portuense, 220 Roma Tel. e Fax 06.5579717 (giovedì ore 10.00-12.00)
Presso Casa del Volontariato, Via Filippo Corridoni, 13 – Roma Tel.
06.3722154 (lunedì e venerdì ore 15.00-17.00) Via de Pisis, 1 Roma Tel. 06.22751052
Di recente costituzione, l’Associazione nasce dalla volontà dei coordinatori dei Centri Anziani di
Roma. Opera nell’ambito del volontariato, in particolar modo coinvolgendo gli anziani, come
risorsa attiva della società solidale moderna.
L’associazione è impegnata in varie iniziative in campo sociale e del volontariato in alcuni
Municipi della città.

Associazione di Volontariato “Insieme per la Solidarietà”


Via Oreste Castellani, 1 - Roma Tel. 06.9136972
Si occupa di disabili, minori e anziani. A Roma è presente con volontari anziani nel progetto di
vigilanza davanti alle scuole e assiste a domicilio gli anziani con piccole commissioni e compagnia.
Aderisce al Pony della Solidarietà.

97
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

AUSER
(Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà)
Via Buonarroti, 12 - Roma Tel. 06.4888251
È un’associazione laica attiva soprattutto nel settore delle attività culturali. In particolare organizza:
- corsi di formazione per vigilanza e guida turistica nei musei;
- attività musicali;
- attività di assistenza sanitaria con personale volontario;
- corsi di formazione nei centri anziani;
- gruppi di auto aiuto.

Caritas Diocesana
Piazza San Giovanni in Laterano, 6 - Roma Tel. 06.69886138/112
06.69886417 (Comunicaz.) www.caritasroma.it
Promuove il volontariato, sia singolo che organizzato, nelle diverse aree dei bisogni della città,
attraverso attività di animazione e formazione.
Organizza centri di ascolto del bisogno presso le parrocchie, cui è possibile rivolgersi o sostenere
con il proprio aiuto. Gestisce mense sociali e centri di accoglienza per i bisognosi.

COMIDAN
(Comitato Italiano per I Diritti degli Anziani)
V.le F. Baldelli, 41 - Roma Tel. 06.5410603/06.5410603/288
Promosso dall’Ente Italiano di Servizio Sociale nel 1995, coordina e promuove iniziative in favore
di una cultura per l’anziano, con l’adesione di vari organismi nazionali e locali.

Croce Rossa Italiana - Volontari del soccorso


Via Toscana, 12 - Roma Tel . 06.47591
È un’organizzazione internazionale, attiva soprattutto nel campo sanitario.
Organizza anche:
- attività di volontariato a favore degli anziani indigenti;
- attività ricreative per gli ospiti delle case di riposo.
- aiuti alimentari.

Gruppo Volontariato Vincenziano


Via Pompeo Magno, 21 - Roma Tel . 06.3216585
È un’associazione cattolica presente in 100 parrocchie romane.
I suoi volontari si occupano di persone indigenti e malati, fra cui gli anziani, svolgendo un’attività a
carattere prevalentemente domiciliare.
Organizzano:
- servizi di assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti;
- centri ricreativi;
- soggiorni estivi;
- incontri culturali;
- centri di ascolto e di accoglienza.

TELEFONO D’ARGENTO
Via Panama, 13 - Roma Tel. 06.844074229

98
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

È un’associazione di volontariato attiva nei settori dell’assistenza sociale, socio sanitaria, della
beneficienza, dell’assistenza legale, della promozione culturale. Collabora con il Pony della
Solidarietà.
Opera nel Municipio II.

TELEVITA
Sede legale: presso la Parrocchia di San Frumenzio, in Via Cavriglia, 8 Roma
Sede operativa è: Via Lina Cavalieri 3a, Tel 06.8804877/791
Fax 06.8804844
e-mail: televita@romacivica.net - kamea@tiscalinet.it
sito internet: http://www.romacivica.net/televita/.
Associazione di matrice religiosa, operante prevalentemente nei territori del IV e II Municipio,
nell’assistenza ai bisognosi, in particolare agli anziani, dotando le persone seguite di telesoccorso e
assistenza telefonica.
È collegato con un gruppo di volontariato dal nome “Buon Samaritano”, che visita gli anziani e li
aiuta nella vita quotidiana.

UNITALSI
Via Luigi Lilio, 62 - Roma Tel . 06.51955963
L’associazione, che ha compiuto 100 anni nel 2003, è nata ed ha sempre operato per il trasporto
degli ammalati a Lourdes . volontariato, associazionismo
Organizza anche soggiorni di vacanza per persone non autosufficienti, per consentire alle famiglie
un periodo di sollievo e agli ammalati un periodo di riposo.

U.N.I.VO.C.
(Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi)
Sede legale: Via Borgognona, 38 - ROMA - Tel. 06.699881 - Fax 06.6786815
Sezione di Roma: Via Mentana, 2/B - ROMA Segreteria: 06.4940544
– 06.4469321 – 06.44361173 Volontariato: 06.4441678 – 06.490595 –
06.4456164 - numero verde 800701701
È una ONLUS, iscritta al registro delle organizzazioni di Volontariato.

BANCA DEL cosa è?


La Banca del Tempo è uno scambio di tempo e servizi tra persone: per esempio, lezioni di computer
in cambio di una torta.
A Roma oggi le "agenzie" aperte sono 22, presenti in quasi tutte le zone della città. Si organizzano
diverse attività culturali e di volontariato.
Dove?
Coordinamento delle Banche del Tempo di Roma
Via Achille Campanile, 65
Tel. e Fax 06.5000.400
Municipio I Centro Anziani Testaccio
Piazza Giustiniani, 4 Associazione “Articolo Nove”
Tel. 06.57287682
Fax 06.57133896
Nel nostro Municipio opera l’ Ass.ne “Il Marsupio”
Via Eugenio Vaina, 21/a
Tel. 06.80690231

99
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

BIBLIOTECHE COMUNALI Municipio II:


 Flaminia Via Fracassini, 9
Tel. 06.3227434/06.3225477
 Villa Leopardi Via Makallé, entrata nel Parco
Tel. 06.8601066

UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ


Che cosa è e che offre?
Centri culturali riconosciuti dalle Regioni con la finalità di promuovere la cultura fra i cittadini e
favorire l’inserimento degli anziani nella vita sociale e culturale della città in cui vivono.
Sono istituiti centinaia di corsi che vanno dalla storia dell’arte e archeologia, alle tecnologiche
sessioni di informatica e Internet.
Ci si può dedicare alla pratica dello yoga, alle tecniche di fotografia, alla pittura, al canto.
Ogni Università offre servizi accessori, quali attività ricreative e turistiche, convenzioni con
palestre, teatri, librerie.
Le Università della terza età prevedono un contributo per la frequenza ai corsi, che varia a seconda
della specialità.

CONTRASSEGNO SPECIALE DI CIRCOLAZIONE PER GLI INVALIDI


Il contrassegno speciale di circolazione è un tagliando di forma quadrata arancione, con il simbolo
Consente alle persone diversamente abili di sostare liberamente negli spazi a loro riservati e nelle
strisce blu, di accedere alla zona a traffico limitato (ZTL), di circolare nelle corsie preferenziali
riservate a mezzi pubblici collettivi e taxi (eccetto quelle a rotaie).
Chi può richiederlo?
Cittadini diversamente abili che hanno elevata difficoltà alla deambulazione e ai non vedenti.
I contrassegni possono essere rilasciati anche a persone con invalidità temporanea (l’autorizzazione
sarà rilasciata a tempo determinato).
Le pratiche possono essere fatte non solo dall’interessato, ma anche da una persona incaricata,
purchè munita di una delega in carta semplice e della fotocopia del documento del delegante.
Chi desidera o ha necessità di ottenere il contrassegno in tempo reale può comunque rivolgersi allo
Sportello al Pubblico Atac.
Presentando, invece, la richiesta presso il Municipio di residenza (ad eccezione dei cittadini
residenti nei Municipi XVI e XVII che possono richiederlo esclusivamente ad Atac) sarà possibile
avere un permesso provvisorio.
Nel nostro Municipio, nel 2006, sono stati rilasciati n. 697 contrassegni di cui 469 nuovi e/o
rinnovi con validità superiore a 5 anni e 176 con validità inferiore a 5 anni.
Nel 2007, al 30.10.2007, sono stati rilasciati n. 569 contrassegni di cui n. 479 nuovi e/o rinnovi
con validità superiore a 5 anni e 110 con validità inferiore a 5 anni.
( dati forniti dal Servizio Sociale Amministrativo del Municipio II).

TRASPORTO GRATUITO DEL COMUNE DI ROMA: “NONNA ROMA” PONY DELLA


SOLIDARIETÀ
Da maggio 2004 è possibile richiedere il trasporto gratuito del Comune di Roma con pulmini da 9
posti donati dal Comune di Roma con i contributi di Centrale del Latte, Camera di Commercio di
Roma e Fondazione Viti.
Chi può chiederlo?
Gli anziani residenti nel Comune di Roma
100
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Come si prenota?
Telefonando con qualche giorno di anticipo alla Casa del Volontariato dal lunedì al venerdì dalle
ore 9.00 alle ore 18.00 - Tel. 06.3722154/06.3722654 o al numero unico del Comune di Roma
06.06.06.
Molti anziani del nostro Municipio hanno usufruito di questo servizio.

CENTRI DI ASSISTENZA FISCALE


(Come essere assistiti negli adempimenti fiscali)
Esistono i Centri di Assistenza Fiscale (Caf), che informano e assistono a prezzi agevolati i cittadini
per il pagamento delle tasse, la compilazione
dei modelli 730 per la dichiarazione dei redditi.
I Caf possono anche calcolare l’ISEE, certificazione obbligatoria e necessaria per l’accesso ai
servizi socio-assistenziali del Municipio a favore ei cittadini anziani ( assistenza domiciliare e
semiresidenziale, RSA).
Dove sono?
Presso le sedi INPS è presente un Caaf a cui rivolgersi.
Alcuni enti hanno numerose sedi sul territorio romano. Riportiamo i telefoni e gli indirizzi dei
Centri di Assistenza Fiscale che possono indicare qual è il Centro più vicino al proprio domicilio.
Nel nostro Municipio ce ne sono diversi.
Tra quelli più utilizzati:
- V.le Regina Margherita, 83 tel. 06.84438320
- Via Massaciuccoli, 61 tel. 06.86214552
- Via Tor Fiorenza, 35 tel. 06.86210597
- INAS CISL Viale Regina Margherita, 83/A Tel . 06.844381
(numerose sedi operative).

PATRONATI
- ITACO Via Messina, 19 Tel. 06.44250267
- ITAL Via Po, 162 Tel. 06.852331
Rispetto al pagamento dell’ISEE, previsto per l’attivazione dei servizi domiciliari e semiresidenziali
a favore delle persone anziane (Del. C.C. n. 535/’02), tutti gli anziani del Municipio che desiderano
usufruire dei servizi socio-assistenziali su indicati debbono rivolgersi a tali Centri.
Per gli anni 2006 e 2007 hanno contribuito al pagamento dei suindicati servizi n. 50 persone
anziane.

SINDACATI PENSIONATI
SPI - CGIL
Via Ricasoli, 7 - Roma - Tel. 06.4474001
FNP CISL ROMA E LAZIO
Via Alessandria, 26 - Tel. 06.44254001
UIL Pensionati
Via Cavour, 228/c - Tel. 06.4870897

SPORTELLO PER ANZIANI VITTIME DI REATO - SAVER


E’ un servizio organizzato dall’Assessorato alla Sicurezza del Comune di Roma, che fornisce
gratuitamente consulenza legale sui temi di diritto

101
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

privato e pubblico, civile e penale, e che provvede a segnalare i singoli casi ai servizi territoriali
competenti. Offre assistenza psicologica.
Se un anziano ha subito un furto con scasso, gli operatori dello sportello possono provvedere alla
riparazione del danno e alla sostituzione della serratura di casa. Negli ultimi tempi ha offerto
consulenza anche su sfratti e amministratore
di sostegno.
A chi è rivolto il servizio
A tutti gli anziani residenti a Roma, vittime di reato.
Come contattare il servizio
Telefonare al numero 06.57305104 dal lunedì al venerdì ore 9.00/20.00; il sabato ore 9.00/13.00.
Durante la notte è attivo un servizio di segreteria telefonica, così da garantire l’attivazione degli
interventi nella giornata lavorativa successiva alla raccolta della richiesta.
Per alcuni casi particolarmente problematici il Servizio Sociale del municipio - Settore anziani si è
rivolto a tale sportello ed ha attivato una consulenza di sostegno alla gestione dei casi sociali più
problematici.

3.1 GLI OBIETTIVI E LE PRIORITÀ SOCIALI

Questo capitolo ha lo scopo di descrivere i cambiamenti che si vogliono produrre (obiettivi)


nell'arco di tempo di validità del Piano per rispondere adeguatamente ai bisogni e alle domande dei
cittadini, precisando quelli più importanti e urgenti (priorità).
Il capitolo costituisce una vera e propria "valutazione ex ante" del rapporto tra i bisogni dei
cittadini e il sistema dei servizi e degli interventi sociali del territorio, a partire dall’analisi dei
risultati dei Piani di zona e di altre programmazioni locali.

Ai fini della valutazione della qualità dei servizi, si inserisce un lavoro effettuato dal settore
anziani del Municipio II, relativo alla rilevazione della qualità dei servizi domiciliari:

negli anni 2003, 2004,2005 e 2006 si è voluto monitorare i livelli di qualità delle prestazioni
SAISA (servizio di assistenza domiciliare per anziani), effettuando un monitoraggio della
qualità erogata e percepita nel Servizio di Assistenza Domiciliare del Settore Anziani.

Il sistema di monitoraggio ha la finalità di fornire uno strumento indispensabile, sia per la gestione
dei servizi sia per la definizione degli obiettivi politici ed amministrativi.
Il sistema di rilevazione della qualità viene gestito attraverso:
il “monitoraggio della “qualità percepita
il “monitoraggio della “qualità erogata”
i cui risultati sono riportati nelle tabelle e nell’analisi dei risultati complessivi della rilevazione.
I dati si riferiscono all’anno 2006 e sono stati rilevati su un campione rappresentativo di 30
persone anziane, su una totalità di 120 persone.
Si è costituito un gruppo di lavoro all’interno del Servizio Sociale Professionale, formato da
operatori sociali (Assistenti Sociali ed Educatore Professionale) dei Settori Anziani, Minori,
Handicappati, afferenti al Servizio di Assistenza domiciliare.

102
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il sistema di monitoraggio è stato definito attraverso una valutazione della significatività


degli indicatori individuati.
E’ stato prodotto un questionario di rilevazione dei dati che è stato somministrato direttamente
presso il domicilio degli utenti del Servizio dagli operatori sociali del Municipio.
L’ultima attività di monitoraggio della Qualità del Servizio di Assistenza domiciliare è stata
effettuata tra Ottobre e metà Novembre 2006.
Gli operatori suddetti hanno provveduto ad elaborare i dati raccolti e ad illustrarli nel presente
rapporto.
TIPOLOGIA DELL’UTENZA

SESSO
MASCHI FEMMINE TOTALE

1 29 30 (campione)

3,3% 96,7% 100%

ETA’
Meno di 55 Da 55 a 64 Da 65 a 74 Da 75 a 84 Oltre 85 TOTALE
0 1 2 17 10 30
0% 3,3% 6,7% 56,7% 33,3% 100%

TITOLO DI STUDIO
Nessuno Elementare Media Inf. Media Sup. Laurea TOTALE
0 18 9 3 0 30
0% 60% 30% 10% 0% 100%

STATO CIVILE
Celibe/Nubile Coniugato/a Separato/a Divorziato/a Vedovo/a TOTALE
7 1 0 2 20 30
23,5% 3,3% 0% 6,7% 66,8% 100%

RILEVAZIONE DELLA QUALITA’ del Servizio di Assistenza Domiciliare Anziani

GRADO DI SODDISFAZIONE DEL SERVIZIO RICEVUTO


Molto Abbastanza Poco Per nulla Non sa rispondere TOTALE
9 18 2 1 0 30
30% 60% 6,7% 3,3% 0% 100%

103
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

PRESTAZIONI DOMICILIARI CONSIDERATE PIU’ IMPORTANTI


(max due risposte)
Aiuto dome

Compagnia

Fuori casa

Socializza
personale

Collegam

Vigilanza
Comm.ni

Accomp.

strutture
sanitarie
pratiche

ospedal
Ass.per
ricoveri

farmaci
Igiene

Disbr.

spesa

zione
stico

TOTALE

14 11 4 4 13 9 2 0 0 3 60

23,4% 18,4% 6,7% 6,7% 21,7% 15% 3,4% 0% 0% 5% 100%

MIGLIORAMENTI DA APPORTARE (max due risposte)


precisioni orari
attività esterne

Miglioramenti

Il Servizio va
Aumento ore

limitato Ass.
Turn-over
Maggiore

Ass.Dom.
Aumento

bene così
Cambio

diversi
settim.

domic.

Dom.

Altro
TOTALE

12 3 6 21 0 2 4 48
25% 6,25% 12,5% 43,75% 0% 4.4% 8.34% 100%

Dai dati rilevati sull’item - Miglioramenti da apportare al servizio alla persona anziana si
evidenziano i seguenti punti di criticità:

Dai valori numerici riscontrati emerge una prevalenza del 25% degli intervistati che richiede
un’aumento delle prestazioni settimanali.
Da rilevare che negli ultimi anni i servizi hanno potuto ottimizzare le risorse finanziarie
ottemperando a richieste di aumento di dotazione oraria settimanale, implementando la progettualità
in tal senso.
Ma è necessario evidenziare una continua richiesta di aiuto pertanto il fabbisogno non risulta mai
completamente esaudito.
Da qui le inevitabili liste di attesa e la necessità di affrontare l’urgenza nell’emergenza.
Il dato del Turn-over degli assistenti domiciliari, pari al 43,75% esprime la notevole richiesta
degli utenti ad un maggior rispetto della privacy e della riservatezza della persona assistita, sia per
quanto concerne la domiciliarità delle prestazioni che per la stessa intimità.
A fronte di questa richiesta, l’amministrazione ha richiesto a tutti gli Enti gestori, accreditati nel
Registro Municipale – settore anziani, la propria mission e, nello specifico, la beatiful - exit.
Inoltre, il disciplinare di servizio, regolamenta il personale impegnato nelle prestazioni SAISA,
impegna l’Ente gestore a rispettare le disposizioni vigenti in materia di contratto di lavoro e,
specificatamente, la Del. Com. n. 135/2000.
Il problema dello staff operativo dei Servizi domiciliari può essere affrontato in maniera più incisiva
attraverso:
104
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

- una specifica contrattualità di lavoro


- una specifica professionalità dell’operatore domiciliare, una maggiore qualificazione
possibile, attraverso un continuo supporto professionale ed una permanente supervisione al
fine di prevenire la demotivazione lavorativa o un sovraccarico emozionale che
caratterizzano la ben nota sindrome del burn out.
Una maggiore considerazione sulla professione di cura delle persone e sulla relazione di aiuto può
promuovere un’identità professionale anche dell’operatore domiciliare.
Pertanto, per Miglioramento continuo di un sistema di gestione della qualità si intende anche
l’aumento delle probabilità di accrescere la soddisfazione dei fruitori dei Servizi e della altre parti
interessate.
Dare voce, mettere al centro degli interventi sociali le stesse persone che di questi ne usufruiscono,
è uno degli elementi principali per accrescere la qualità del lavoro.
Stimolare la motivazione al lavoro, aiutare il personale a correggersi autonomamente e,
conseguentemente, soddisfare i bisogni delle persone come parametro del successo, orientare
all’impegno per il raggiungimento di risultati reali e concreti.
Nell’effettuare questo monitoraggio della qualità percepita ed erogata nel Servizio SAISA la L.
328/00 definisce la mission del suddetto Servizio:
- ridefinire il profilo complessivo delle politiche sociali
- arrivare a superare il tradizionale concetto passivo e puramente risarcitorio dell’assistenza
- muovere verso un sistema di protezione sociale attiva
- offrire effettive possibilità di autonomia e sviluppo ai cittadini che si vengono a trovare in
condizione di bisogno
- costruire un sistema integrato di servizi e prestazioni caratterizzato da livelli essenziali di
prestazioni, con degli standard minimi di riferimento, accessibili a tutti
- coinvolgere soggetti istituzionali e della solidarietà.
Il disagio sociale degli anziani, diffuso nel territorio, si presenta come un fenomeno trasversale che
colpisce tutte le classi sociali.
Esso è dovuto essenzialmente alla presenza di patologie sanitarie, di difficoltà economiche, spesso,
all’isolamento sociale e culturale.
Il progressivo decremento della popolazione, legato all’aumento della mortalità, alla diminuzione
della natalità, alla ridistribuzione della popolazione in zone periferiche o nell’hinterland della città,
dove i costi degli alloggi sono più accessibili, ha prodotto il fenomeno dell’invecchiamento della
popolazione.
In trentasei anni il Municipio ha perso più di 71.543 residenti, con un decremento medio di circa
2000 unità in meno ogni anno.
Numerosi sono i Centri parrocchiali ed i gruppi di volontariato organizzato della San Vincenzo e
della Caritas, annessi alle Parrocchie, come quella di S. Maria Goretti, S. Emerenziana Santa
Croce, S.Agnese, San Saturnino, San Bellarmino, Santa Bonosa, Sant’Eugenio, San Valentino ed i
Centri di ascolto che, oltre alle occasione di incontro rivolte prevalentemente ad anziani, offrono
assistenza anche a domicilio a malati ed anziani (consegna generi alimentari, compagnia, aiuto nel
disbrigo delle pratiche)

105
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Alcune criticità
(da evidenziare ai fini dell’impostazione di progetti di aiuto e di miglioramento continuo)

 Cronicizzazione delle liste di attesa per l’assistenza domiciliare con conseguente richiesta da
parte dei cittadini anziani di maggiori interventi domiciliari e prestazioni mensili.
 Carenti offerte di servizi territoriali di prossimità.
 Difficoltà nell’attivazione formale di percorsi formalizzati per facilitare l’accesso alle
prestazioni sanitarie.
 Mancanze di strutture intermedie per facilitare il servizio di de-ospedalizzazione

LA PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI E DEGLI INTERVENTI SOCIALI

In questo capitolo sono descritti i servizi e gli interventi da realizzare nel periodo di validità del
Piano. E’ opportuno ricordare che non si tratta solo dei progetti finanziati con le risorse di cui
all’articolo 20 della legge 328/00 (Fondo Nazionale Politiche Sociali trasferito al Comune dalla
Regione Lazio).
La pianificazione riguarda tutti i servizi, gli interventi e i progetti che sono attivi nel Municipio o
che saranno avviati nel periodo di riferimento del Piano.
In relazione agli obiettivi indicati nel capitolo precedente, il Piano descriverà dunque i servizi e gli
interventi necessari per il loro raggiungimento:

quelli a cui dovrà essere assicurata semplicemente la continuità rispetto al periodo precedente;

quelli che si prevede di innovare, migliorare, ridimensionare
quelli da attivare “ex novo” (tenendo conto della sostenibilità finanziaria)
quelli  eventualmente da portare a conclusione in modo ordinato.

106
Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Livello di welfare
("accesso ai servizi e alle opportunità")
Piano Regolatore Sociale 2008 - 2010

Servizi ed interventi da
Servizi ed interventi a cui Servizi ed interventi
sviluppare, integrare, Servizi da chiudere
assicurare continuità da creare ex novo
rimodulare

 Dimissioni Protette
 Tutti a casa/SANIBUS  Centro Diurno
 Secondo Centro
 Comunità alloggio/Co- Alzheimer e/o  Attendere
Diurno per anziani
housing temporaneo demenze Protetti
fragili “Lo
per anziani correlate
Scacciapensieri”

ELENCO DEI PROGETTI REALIZZATI CON I FINANZIAMENTI DELLA L . 328/’00

TABELLA RIASSUNTIVA

PROGETTI presentati e/o realizzati nei PIANI DI ZONA DEL MUNICIPIO II

SETTORE ANZIANI

Anni 2001-2003 ( primo piano di zona )

Anni 2003-2005 ( secondo piano di zona )

Anni 2006-2007

1 Abbattimento lista d’attesa/potenziamento del servizio di assistenza domiciliare anziani “Tutti


a casa”.
Finanziato ed ancora in corso.
Ripresentato nel nuovo Piano.
2 Attivazione di servizio domiciliare per Anziani affetti da Alzheimer e/o demenze correlate
“L’isola Protetta”.
Presentato ed, a oggi, non realizzato.
Ripresentato nel nuovo Piano.
3 Abbattimento lista d’attesa nuovi inserimento in case di riposo “Questa è la nostra Casa”.
Presentato e non realizzato.
4 Centro Diurno per anziani fragili “Lo Scacciapensieri”(quartieri Flaminio-Villaggio
Olimpico).
Finanziato ed ancora in corso.
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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Ripresentato nel nuovo Piano.


5 Dimissioni protette
Finanziato ed ancora in corso.
Ripresentato nel nuovo Piano.
6 Attendere protetti ( Risposte per persone anziane in lista di attesa, con interventi di assistenza
domiciliare leggera).
Finanziato ed ancora in corso.
7 Non più soli. Sollievo ai malati di Alzhimer e/o demenze correlate ed alle loro famiglie.
Finanziato ed ancora in corso.
8 Comunità alloggio per anziani.
Finanziato ed ancora in corso.
Rimodulato e ripresentato nel nuovo Piano.

ESPERIENZE DI INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA

Il Comune di Roma ed i Municipi, anche in seguito dell’impulso data dall’elaborazione del Piano
regolatore sociale e dai Piani di zona Municipali, hanno promosso una serie di azioni finalizzate a
consolidare, potenziare, migliorare la rete dei servizi rivolti ai cittadini.
Una delle azioni di grande rilievo è il tema dell’integrazione socio-sanitaria che, a tutt’oggi,
impegna molto in un fitto confronto e dialogo con i vari attori istituzionali e territoriali.
L’azione integrata, oltre a favorire la qualità e l’efficacia degli interventi a garanzia dell’unitarietà e
della globalità della persona, consente anche di razionalizzare e riqualificare la spesa pubblica nella
gestione dei servizi e nella erogazione delle prestazioni.
In un ottica di integrazione socio-sanitaria ad oggi, gli interventi integrati formalmente tra il
Municipio e l’ Azienda sanitaria Locale / Distretto II riguardano principalmente:

MUNICIPIO II

AREA INTERVENTO

Anziani Dimissioni Protette

Si sta lavorando con l’obiettivo, per la prossima triennalità, di conseguire la formalizzazione


degli interventi socio-sanitari, attraverso protocolli di intesa operativi specifici, anche per le
altre progettualità a favore dei cittadini anziani

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Tali progetti riguardano:

 SAISA (assistenza domiciliare sociale), a favore dell’attivazione dell’ADI (assistenza


domiciliare integrata a livello sociosanitario),

Con fondi della L .328/’00:

 Attendere Protetti ( Assistenza domiciliare leggera, con fondi della L . 328)


 Tutti a casa/SANIBUS (Assistenza domiciliare per graduale abbattimento delle liste
di attesa/ Servizio di trasporto protetto nel Municipio )
 Centro Diurno Anziani Fragili (interventi a carattere semi residenziale)
 Comunità Alloggio per Anziani ( struttura residenziale protetta )
 Non più soli …( per anziani affetti da Alzheimer e/o demenze correlate, presso il
Centro Diurno anziani fragili, con frequentazione il sabato e/o la domenica).

Come già indicato, si sta procedendo alla definizione progettuale di un proprio Centro Diurno
territoriale per anziani malati di Alzheimer e/o demenze correlate e l’integrazione degli interventi
a livello socio-sanitario risulta indispensabile e già definita dall’accordo di programma esistente
tra la ASL Rm A ed i quattro Municipi afferenti.

Appare utile fare riferimento alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 601 del 31 luglio 2007,
relativa al Fondo regionale per la non autosufficienza ed ai conseguenti criteri e modalità per la
ripartizione delle risorse del fondo ed indirizzi della Regione, per la realizzazione degli interventi e
dei servizi a favore delle persone non autosufficienti.
Tali risorse, per quanto riguarda gli anziani, vengono assegnate ai Comuni, il 25% in base al dato
relativo alla popolazione compresa tra i 65 ed i 75 anni e per il 35% per la popolazione di età
superiore ai 75 anni.
Come già indicato, il principio dell’integrazione socio sanitaria assume valore strategico ai fini della
programmazione del sistema integrato dei servizi e degli interventi in quanto, oltre a favorire lo
sviluppo di processi innovativi nell’organizzazione e nelle gestioni dei servizi e la creazione di
nuove figure e competenze professionali, prefigura una più elevata qualità ed efficacia dei servizi e
permette di coinvolgere, nel rispetto delle relative competenze, tutti i soggetti che a vario titolo sono
chiamati a svolgere un ruolo nel sistema integrato.
Il suddetto Fondo realizza il proprio impatto positivo in una duplice direzione in quanto da un lato,
incide sullo sviluppo quantitativo e sul miglioramento qualitativo dei servizi che erogano
prestazioni sociali e dall’altro, riduce il peso finanziario degli oneri che il singolo utente e/o la sua
famiglia devono sostenere per ricevere le prestazioni di cui hanno bisogno.
Per non autosufficiente si considera la persona che, anche in maniera temporanea, non può
provvedere alla cura della propria persona né mantenere una vita di relazione senza l’aiuto
determinante di altri soggetti.
L’individuazione di tali soggetti è affidata alle unità valutative territoriali delle ASL, realizzate in
ogni distretto.
La non autosufficienza può dipendere dall’età avanzata, dall’invalidità, dalla malattia cronica, dalla
malattia terminale, eventualmente congiunte con altri disagi di natura sociale( solitudine,
abbandono, indigenza…).
Gli interventi ed i servizi finanziabili riguardano l’erogazione di prestazioni di natura sociale o
socio assistenziale, anche a rilevanza sanitaria di competenza dei Comuni.
Fa, quindi, riferimento a coprire oneri anche di natura sanitaria.

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Capitolo 2 Piano regolatore sociale 2008-2010

Nello specifico, sono finanziabili con le risorse del Fondo:


- specifici interventi di assistenza domiciliare, sociale e sanitaria, per anziani non autosufficienti,
allo scopo di evitare il ricovero in strutture residenziali;
- servizi di sollievo alla famiglia nell’accudimento della persona non autosufficiente;
- dimissioni protette ospedaliere;
- assistenza domiciliare integrata per i soggetti con patologie cronico-degenerative;
- interventi economici straordinari;
- centri diurni per malati di Alzheimer.
Gli interventi sono gestiti dagli Enti Locali, direttamente o tramite convenzione con organismi del
Terzo settore accreditati.
Nel Municipio II, facendo riferimento alla Deliberazione G.R. n. 601 /’07, sono stati assegnati
€ 120.000,00( per l’annualità 2007).

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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 4
Ufficio di piano

SETTORE HANDICAP

PERSONE CON DISABILITA’

“Voglio solo il mio braccio


sopra un altro braccio amico
e spartire con altri occhi quello
che guardano i miei”
“ L. Cernuda”

Via Asmara 29/a , 00199 Roma


Telefono+39 06 86399297 – 8608687
Fax +39 06 86211017

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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

“il nostro errore più grande è quello di cercare negli


altri le qualità che non hanno, trascurando di
esaltare invece quelle qualità che possiedono”.
(Margherite Youreenar)

INTRODUZIONE

VERSO UNA VISIONE POSITIVA DELLA PERSONA DIVERSAMENTE ABILE

Negli ultimi anni si è verificata una crescente sensibilizzazione in merito al mondo della disabilità.
Al di là delle varie definizioni di handicap, preferiamo partire dal semplice presupposto che
l’handicap non deve essere una condizione fisica, sensoriale, psichica, ma un modo di pensare, e
tutti possono esserne prigionieri o esserne liberati.
Il superamento delle barriere archittettoniche e delle barriere emotive, degli impedimenti sociali
continuano ad essere un punto di criticità ed un ostacolo all’ambito e all’anelato concetto di
accessibilità facilitata.
I principi cui si ispira la legislazione nazionale e le indirizzi dell’Unione Europea sono:
- Non discriminazione e pari opportunità,
- Partecipazione,libertà ed autonomia,
- Trasparenza,rispetto,facilità di accesso alle prestazioni e ai servizi
- Coinvolgimento dell’utente e della sua famiglia nell’elaborazione ed attuazione del progetto
riabililitativo e di integrazione sociale.
La Legge 328/00 basa i propri interventi sul concetto di rete e sulla integrazione del sistema di
servizi sociali, sanitari, della istruzione, formazione e lavoro.
In questi ultimi anni è cresciuta e si sta sviluppando la collaborazione tra le Istituzioni,il privato
sociale, le famiglie ed in generale con i cittadini-utenti.
Una integrazione che si è resa necessaria soprattutto per tutti gli interventi rivolti alle persone
disabili, anche in riferimento all’art.14 della legge 38/96 che prevede la possibilità di

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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

richiedere, da parte della persona disabile un progetto individualizzato di riabilitazione ed


inserimento sociale.

Nel nostro territorio si è venuta a delineare una crescente cultura dell’handicap; espressione di ciò è
anche la presenza di una Consulta per i problemi dei cittadini disabili del Municipio II, formata
da rappresentanti designati da Associazioni e Gruppi qualificati di volontariato effettivamente
operanti sul territorio.

Obiettivo della Consulta è quello di proporre e stimolare la realizzazione di tutte le iniziative volte
a garantire il rispetto dei diritti del cittadino disabile.
Anche l’apertura dello sportello Handicap in questo Municipio risponde al desiderio di garantire
per i disabili del Municipio II un punto di riferimento specifico e di facile accesso nell’ottica di
favorire una maggiore qualità di vita al cittadino con disabilità e un Ben-essere collettivo .

La riforma dei servizi e degli interventi sociali, attivata grazie alla legge 328/2000 rappresenta un
punto di riferimento fondamentale per i cittadini e per tutti gli attori sociali. Lo stesso itinerario di
costruzione del piano di zona – convocazione degli attori sociali, ascolto dei cittadini, progettazione
partecipata – rappresentano già di per sé un importante intervento di costruzione di una
partnerschip diffusa.

Riferimenti normativi importanti, a livello cittadino, per la regolamentazione del servizio alla
persona disabile, sono la deliberazione n. 90/05 del Consiglio Comunale e le deliberazioni della
Giunta Comunale n.479/06 e n.730/06 che ne definiscono anche le modalità attuative, fissando tra
l’altro:
 livelli di intensità assistenziale cui far riferimento per definire il piano di intervento
personalizzato;
 costi massimi di ogni singolo pacchetto individuale corrispondenti ai diversi gradi di
intensità assistenziale;
I concetti chiave che vengono assunti per la definizione delle azioni di servizio sono quelli riferiti a
autosufficienza, autonomia e partecipazione sociale ( o socializzazione)
Successivamente a tale valutazione, previa verifica della disponibilità delle risorse economiche,
viene definito un piano d’intervento concordato e condiviso con i Servizi sociali del Municipio e i
Servizi della ASL. Il piano deve essere specifico per i bisogni da soddisfare, prevedibilmente
efficace, di tutela della parte più debole, di aiuto a superare stati di dipendenza. Nella definizione
del piano viene concordata la modalità di attuazione dell’intervento: diretta – indiretta – mista.
In estrema sintesi: tutte le persone con disabilità possono accedere alla modalità di assistenza
indiretta per gli interventi riferiti al superamento di stati di non autosufficienza che hanno l’effetto
di limitare la persona nello svolgimento di funzioni essenziali della vita; tale possibilità -
subordinata alla disponibilità di idonee risorse finanziarie - sarà concordata con il Servizio Sociale
del municipio sulla base di un progetto personalizzato e condiviso dalla persona interessata e/o dai
familiari e dal competente servizio della ASL.
E’ opportuno e necessario riservare all’assistenza diretta tutti gli interventi per lo sviluppo di
processi di autonomia e di partecipazione sociale, garantendo la possibilità di scelta dell’ente
gestore (deliberazione C.C. 90/05).

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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

IL CONTESTO TERRITORIALE

In una metropoli così grande ed eterogenea come Roma, dove ogni Municipio equivale a una vera e
propria città, è necessario lavorare in ciascun territorio per rimuovere ostacoli e criticità e cercare
di raggiungere una omogeneità qualitativa nell’erogazione dei servizi alla persona disabile, affinchè
la residenza in un territorio piuttosto che un altro non costituisca una discriminante.
Nel nostro territorio, i lavori di costruzione della nuova linea Metro hanno modificato molte zone
del Municipio II, creando problematiche di viabilità e nuove barriere architettoniche.
Le presenza di barriere architettoniche costituisce ancora un punto di debolezza nel nostro territorio.

In modo particolare parzialmente applicata è la Legge Regionale n. 62 del 19.9.1974 in riferimento


al superamento delle barriere architettoniche, presenti ancor oggi con marciapiedi, scalinate, forti
dislivelli etc che costituiscono un concreto ostacolo alla accessibilità territoriale e
all’autosufficienza

Nel Municipio II non sembra sia possibile riferire dati confortanti in merito sia al numero dei
parcheggi custoditi riservati per handicappati che dei parcheggi riservati.
Il numero dei parcheggi in generale, di per sé appare insufficiente a sostenere l’enorme peso degli
abitanti e della vita sociale e commerciale della zona, ma il problema è ulteriormente aggravato dal
non rispetto degli spazi riservati ai disabili, continuamente occupati da automobilisti in crisi di
parcheggio.

Appaiono insufficienti i semafori con segnalazioni acustiche per i soggetti con gravi difficoltà
visive.
E’ facilmente intuibile come i punti di debolezza normali possano diventare gravissimi quando ad
usufruire di spazi, zone, musei, marciapiedi sono soggetti con difficoltà fisiche e di movimento
(disabili,anziani,mamme con passeggini etc).

In questo Municipio, caratterizzato dalla presenza di barriere architettoniche, percorsi impervi


(salite) e da un traffico intenso con mezzi pubblici di trasporto spesso inadeguati, recentemente
anche modificati nel loro itinerario e nella loro denominazione numerica, la vita sociale della
persona disabile, totalmente o parzialmente autosufficiente è messa in seria difficoltà.

Le difficoltà motorie instaurano un progressivo meccanismo di isolamento sociale in cui il soggetto


fragile sperimenta la difficoltà a reperire informazioni sui servizi e, quindi, a fruire degli stessi.

Il disagio sociale dei disabili si presenta come un fenomeno trasversale che colpisce tutte le classi
sociali. Esso è dovuto essenzialmente alla presenza di patologie sanitarie, di difficoltà economiche
ma , soprattutto , all’isolamento sociale e culturale.

Connessa ai problemi della mobilità ci pare opportuno riportare i dati relativi all’attività dell’ufficio
contrassegni del nostro Municipio.

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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Nell’anno 2007 sono pervenute 548 richieste di contrassegni definitivi e 133 richieste di
contrassegni provvisori.

Si illustrano i dati con la seguente tabella esplicativa:


UFFICIO CONTRASSEGNO DIVERSAMENTE
ABILI
1° 1° Rinnovo
richiesta richiesta rinnovo 5 Inferiore P.P. P.P. Bollo
5 anni inf. 5 anni aa .5aa ZTL domic. lav. DECESSI DUPLIC. Camb.Pal. virt.
GENNAIO 32 9 22 6 68 1 1 3 2 1 15
FEBBRAIO 32 10 28 2 77 2 3 6 4 1 14
APRILE 31 8 11 2 50 0 0 12 0 0 10
MAGGIO 33 9 17 1 66 0 0 5 5 0 10
GIUGNO 23 8 20 3 60 2 0 5 2 0 11
LUGLIO 22 8 16 2 56 0 0 5 4 0 10
AGOSTO 17 6 9 4 40 1 0 6 1 0 10
SETTEMBRE 17 8 23 2 61 0 0 5 5 0 10
OTTOBRE 34 6 23 2 76 0 0 7 4 1 8
NOVEMBRE 31 6 21 3 59 0 0 4 1 0 8
DICEMBRE 17 11 12 3 45 0 0 9 2 0 14

TOTALE 329 101 219 32 725 8 4 74 33 4 135

PERMESSI 5 aa 548
PERMESSI inf. 5 aa 133

TOTALE 681
BOLLO virtuale 135

Inoltre, a livello normativo ,è utile ricordare che il Piano Nazionale Sociale dal 2001, propone che le
Regioni e gli Enti Locali, nel progettare il sistema integrato di interventi e servizi , affrontino
esplicitamente il problema relativo al sostegno alle famiglie con a carico persone disabili non
autosufficienti, prevedendo misure ed interventi volte a potenziare i servizi di assistenza domiciliare e
sviluppare l’offerta di servizi di sollievo.

Dal 2003 è attivo lo Sportello H, uno dei primi progetti rientrati nel primo Piano di zona del
Municipio II. Un progetto connotato da un alta valenza sociale, che costituisce un’opportunità di
primo contatto, di orientamento, informazione, e divulgazione delle tematiche relative alla
disabilità.
Riportiamo un resoconto sintetico dei dati principali relativi al triennio 2005-2007

2005 2006 2007

CONTATTI ALLO SPORTELLO 458 274 271

CONTATTI TELEFONICI 307 200 369

TOTALE 765 474 640

115
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

800
700
600
contatti allo
500 sportello
400 contatti telefonici
300
totale
200
100
0
2005 2006 2007

Nel corso dell’anno 2007 sono pervenute complessivamente 613 richieste, così articolate:
Agevolazioni
Orientamento Barriere Assistenz Settore
Mobilità fiscali Varie
al lavoro architettoniche a sanitario

212 31 18 26 25 41 287

300

250 mobilità
agevolazioni fiscali
200
orientamento al lavoro
150 barriere architettoniche

100 assistenza

br
e e settore sanitario
50 e m br
br e e m
m brnov ce varie
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LE DOMANDE ED I BISOGNI SOCIALI DEL TERRITORIO

Per quanto riguarda le problematiche connesse alla disabilità, la Asl è certamente uno dei
protagonisti nel settore seppure con qualche difficoltà a pervenire ad un dato statistico complessivo
ed attendibile.
Non è infatti ancora possibile quantificare con precisione il dato numerico complessivo degli
invalidi residenti nel Municipio II.
Il settore Handicap, si presenta il più carente dal punto di vista dei dati quantitativi poiché
dipendono dalle rilevazioni congiunte del Municipio, delle scuole, della Asl e delle associazioni
settoriali, dati che difficilmente convergono realmente e che si riferiscono talvolta a momenti
temporali diversi.
Una ulteriore difficoltà per la rilevazione statistica scaturisce dalle diversa denominazione ed dalla
differenziazione tra le diverse tipologie di disabilità relative ad handicap mentale, handicap fisico ed
handicap plurimo.
Dal punto di vista normativo, il riferimento è rappresentato dalla Legge n. 104/92 “Legge quadro
per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” e legge 162/98
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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

“modifiche alla legge 5 febbraio 1992,n.104,concernenti misure di sostegno in favore di persone


con handicap grave” che si è focalizzata in particolar modo sull’individuazione di interventi e
servizi che assicurino l’integrazione sociale.
Importante è anche l’art. 2 della L. 328/00 che indica il DIRITTO ALLE PRESTAZIONI come
basilare per tutti i cittadini, i quali hanno necessità di usufruire di prestazioni e servizi organizzati in
un sistema integrato di interventi.
Tale sistema di protezione sociale ha carattere di universalità.
Gli Enti Locali, le Regioni e lo Stato sono tenuti a realizzare tale sistema, garantendo i livelli
essenziali di prestazioni e consentendo l’esercizio del diritto soggettivo a beneficiarne.
Tale legge evidenzia anche, all’art. 15, la quota da riservare ai servizi a favore delle persone disabili
non autosufficienti (30 %), per favorirne l’autonomia e sostenere il nucleo familiare nell’assistenza
domiciliare ai cittadini che ne fanno richiesta.
Il Settore Handicap Adulti della ASL RM/A II Distretto riferisce di avere in carico 266 utenze (143
maschi e 123 donne).
Il dato dell’utenza disabile in carico del settore Handicap dell’Area sociale del Municipio II per il
servizio SAISH indica 206 utenti ( di cui 157 adulti e 49 minori).

Infatti la popolazione disabile già fruitrice del Servizio Saish è pari a 199 utenti ( di cui 153 adulti
e 46 minori) mentre il dato numerico della lista di attesa nella quale sono comprese persone che
non fruiscono di alcun servizio, è pari a 7 disabili (4 adulti e 3 minori).
Precisiamo altresì, che a questi 7 utenti, sono da aggiungere altre richieste in attesa
dell’adeguamento dei pacchetti prestazioni saish alla fascia assistenziale di riferimento
Sono pari a 74 le richieste di aumento del pacchetto SAISH (nel rispetto della fascia assistenziale
di appartenenza).
Mentre 39 disabili fruiscono di un budget superiore alla fascia assistenziale di appartenenza.

Il Municipio fronteggia provvisoriamente e parzialmente la lista di attesa anche con prestazioni di


sollievo e compagnia effettuata da volontari del Servizio Civile nell'ambito del progetto
"Specialmente noi".
Inoltre in questi mesi sono state offerte opportunità progettuali temporanee attraverso
l’implementazione del 15% del servizio Saish conseguente alla firma delle convenzioni con gli enti
gestori accreditati per l’adeguamento del costo dei pacchetti previsti dalla del. 479( parziale
abbattimento della lista di attesa attraverso una prestazione settimanale di due ore a 8 persone, e
iniziative socializzanti con frequenza a rotazione-2 uscite al mese per 3 utenti e/o una gita
giornaliera al mese per un gruppo di 5 persone.)

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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

TABELLA utenze suddivise per quartieri

DISABILI MINORI SUDDIVISI PER QUARTIERI


Africano Vescovio Nomentano Trieste Flaminio Parioli Salario Totale
8 11 7 4 8 5 4 47

DISABILI ADULTI SUDDIVISI PER QUARTIERI


Africano Vescovio Nomentano Trieste Flaminio Parioli Salario Totale
25 22 26 17 27 31 11 159

Totale Utenti Disabili fruitori pacchetti saish (adulti e minori)


Africano Vescovio Nomentano Trieste Flaminio Parioli Salario Totale
33 33 33 21 35 36 15 206

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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

I servizi sociali, in questi ultimi anni, hanno registrato la persistenza di una forte domanda di
interventi in quasi tutti i settori e la risposta dei servizi è legata sia alla disponibilità economica sia
all’esigenza di inserire ogni singolo intervento in una logica integrata e di progettualità, al fine di
superare definitivamente l’ottica meramente assistenzialista dei servizi.
Il servizio di maggiore importanza offerto dal Municipio ai cittadini disabili, sia minori sia adulti, è
rappresentato dal S.A.I.S.H. (Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione Sociale a favore della
persona portatrice di Handicap), che si presenta come un servizio per la cui buona riuscita è
fondamentale la concertazione e la co-progettazione tra i vari attori sociali che sono chiamati a
gestirlo nelle sue diverse modalità di attuazione.
Il Servizio si realizza attraverso l'integrazione socio-sanitaria: i Settori Handicap dei Servizi Sociali
territoriali del Municipio II e del II Distretto della ASL RM/A, concordano un piano di intervento
SAISH che viene proposto all'utenza per una opportuna condivisione.
L'attuazione delle prestazioni domiciliari ed extradomiciliare viene affidata ad Enti Gestori
accreditati sul territorio.
Il S.A.I.S.H. prevede la fornitura di un servizio di assistenza personale a individui con gravi
disabilità, che spazi dalla cura dell’igiene personale fino alle attività di socializzazione, ricreative,
culturali, occupazionali, laboratoriali, di assistenza e sollievo al nucleo familiare di riferimento; il
servizio si esplica attraverso il lavoro degli assistenti domiciliari degli organismi del privato sociale
presso le abitazioni degli utenti o in attività esterne.
Per ogni utente si struttura un piano di intervento individualizzato (pacchetto di intervento) che
tende al miglioramento della qualità di vita del disabile.
Altra forma di assistenza rivolta ai disabili minori è quella che si realizza nel SAISH scuola che
consente di agevolare il percorso di inserimento scolastico dei bambini in difficoltà
Nell’anno scolatico.2006/2007 è stato attivato il SAISH SCUOLA in favore di 96 alunni del
Municipio II e 20 alunni hanno usufruito gratuitamente del servizio trasporto convenzionato con
la società Trambus.
I cambiamenti demografici degli ultimi anni, con il progressivo invecchiamento della popolazione e
la formazione di nuclei familiari ristretti, trovano riscontro anche nel territorio del Municipio II
dove emerge con sempre più frequenza la realtà di persone con gravi deficit fisici e psichici assistiti
da genitori anziani, famiglie monoparentali spesso composte appunto da un anziano solo o da
genitori di quarta età, nella maggior parte dei casi una donna vedova; dall’altro lato della scala
dell’età, i minori che, a seconda delle loro fasi del ciclo vitale, pongono richieste diverse, dalla
socializzazione della preadolescenza ed adolescenza all’esigenza di sostegno al nucleo quando sono
più piccoli.
La panoramica delle diverse disabilità è notevolmente cambiata : aumentano le patologie da traumi
per incidenti e le malattie neurologiche.
Particolarmente a rischio sono:
 i nuclei familiari isolati, immersi in un contesto di solitudine o di “incomprensione
sociale”
 i nuclei familiari usurati psicologicamente per la gestione della quotidianità in
presenza di disabili
 soggetti con disabilità che non hanno riferimenti familiari presenti o validi.

Molteplici casi di cronaca e il ricordo del caso di omicidio relativo ad un padre che uccise il figlio
(il 13 giugno 2003 in un quartiere del Municipio II ), perché esasperato dalle violente aggressioni
del ragazzo, portano alla luce il grido di sofferenza di famiglie usurate e logorate psicologicamente
ed emotivamente.
L’assistenza domiciliare rappresenta la possibilità di un supporto alla famiglia, ma non può
certamente costituire una risposta esauriente alle richieste di famiglie esasperate da una estenuante

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Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

attesa di inserimento del proprio figlio in strutture residenziali specifiche per casi gravi e
problematici.
Ma è la metodologia di raccordo tra i servizi socio-sanitari e le risorse informali orientata al lavoro
di rete, che deve perseguire l’ ottimizzazione dell’integrazione di tutte le potenzialità del disabile e
le risorse territoriali. Infatti un solo intento progettuale non può esaurire le risposte per i complessi
e molteplici bisogni delle persone disabili, né può caratterizzarsi come servizio autonomo e
autosufficiente.
L’integrazione deve connotarsi come risorsa metodologica, ogni intervento può e deve essere
collaborativo per sostenere l'efficacia dell'azione progettuale, operando in forma sincronica e
complementare ad essa.
La cultura di una community-care può, in una città così vasta, essere una risorsa per garantire un
Ben-essere sociale collettivo: il problema del vicino se viene risolto è un problema affrontato per
tutta la collettività.
A tale riguardo ci si pone l’obiettivo generale di promuovere una visione positiva della persona
disabile ed è necessario aprire nuovi spazi ed opportunità per l’esercizio della cittadinanza attiva
nel campo sociale attuando un principio di reciprocità, per cui vi sia un riconoscimento concreto,
sostenendo l’auto-organizzazione dei cittadini, tramite la messa a disposizione di spazi, servizi,
opportunità di impegno.
E in questo modo si può costruire un Welfare delle responsabilità e dei diritti, e non un sistema
soltanto assistenziale.
In questi ultimi anni forse è possibile cominciare a fare dei bilanci e a verificare, in chiave critica,
cosa è successo nelle realtà dei nostri territori, dopo la L . 328/00.
Senza dubbio una legge così innovativa nei suoi intenti ha creato delle forti aspettative di
cambiamento nella gestione delle politiche sociali rivolte alla cittadinanza, ma è stata sicuramente
uno stimolo avvincente per chi opera nell’ambito dei servizi sociali, per entrare in una logica nuova
La legge 328/00 ha dato il via ad una spinta culturale nuova nella gestione dei servizi: siamo oramai
entrati in una logica di collaborazione e confronto costante fra attori sociali che si occupano di
medesimi bisogni, che hanno un occhio vigile verso la forza di risorse comuni che si possono
mettere in campo per costruire risposte utili alla cittadinanza.
Certo, le emergenze rimangono, sembrano aumentare a dismisura i numeri relativi a nuovi bisogni
sociali, ma rimane la necessità di leggere i territori in cui viviamo anche come opportunità.
E’ in questa nuova prospettiva che da anni ci confrontiamo attivamente con le tematiche relative
alla disabilità, nel territorio del Municipio II.
In questa prospettiva il disabile è in primo luogo un cittadino che ha il diritto a star bene, a
sviluppare e conservare le proprie capacità e potenzialità, a svolgere una soddisfacente vita di
relazione a riconoscere e coltivare le risorse personali, ad essere, laddove possibile, membro attivo
della società e protagonista della propria esistenza. E’ importante, per chi, come noi, opera in questo
settore da tanti anni, essere consapevoli di rappresentare un supporto alla condizione di singolarità
e unicità del soggetto disabile, e tale supporto deve essere finalizzato alla trasformazione dei vincoli
( biologici, ma anche culturali e di contesto) in risorse e in nuove possibilità.

120
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

LE RISORSE SOCIALI “DEL” E “NEL” MUNICIPIO:

Le risorse “del” Municipio:

Gli interventi formalmente integrati tra l’Amministrazione Municipale ed la Asl RM/A II distretto
riguardano tutte le progettualità afferenti il settore H del Municipio. Gli strumenti principi per
l’attuazione progettuale sono i protocolli di intesa con i servizi Asl di competenza e le convenzioni
con gli Organismi affidatari dei servizi alla persona accreditati nel Municipio II.
Dall’ultimo aggiornamento(effettuato nel 2007) in seguito alla ricognizione degli organismi
accreditati per l’erogazione del servizio di assistenza alla persona disabile, nel registro del
MunicipioII sono iscritti:i
• ASSOCIAZIONE CULTURALE “IL TAMBURO ONLUS”, Via Pietro Mignosi 43
• ASSOCIAZIONE “HARMONIA ONLUS”, V.le Etiopia 4
• COOPERATIVA SOCIALE “EUROPA”, Via Dalmazia 29
• COOPERATIVA SOCIALE “C.N.A.”, Via Dalmazia 29
• COOPERATIVA SOCIALE “a.r.l. FAI”, Via Galilei 35
• SOC.COOPERATIVA SOCIALE “CONTRAD ONLUS”, Via Cavour 325
• COOPERATIVA SOCIALE “LE MILLE E UNA NOTTE”, Via Cheren 8
• COOPERATIVA AGRICOLA SOCIALE “a.r.l. AGRIFOGLIO”, Via Bressanone 5.
Altra importante risorsa del territorio, cui già si è fatto cenno, è la Consulta per i Problemi dei
Cittadini Disabili del Municipio II ( il cui elenco aggiornato è riportato nel capitolo relativo al
TERRITORIO)

Per ciò che concerne la sfera della socializzazione e del tempo libero un ruolo importante viene
svolto anche dalle parrocchie e dalle associazioni di volontariato che coinvolgono quotidianamente
molti disabili in attività animative,ludico ricreative e socializzanti (cfr tabelle)

ASSOCIAZIONI PRESENTI NEL 2° MUNICIPIO

ISCRIZIONE AL
REGISTRO
RECAPITI PRINCIPALI SERVIZI
NOME SEDE OPERATIVA DESTINATARI REGIONALE DELLE
TELEFONICI OFFERTI
ORGANIZZAZIONI DI
VOLONTARIATO

consulenza legale,
servizio di ascolto
IL TELEFONO 06/84407449;
VIA PANAMA, 13 ANZIANI; DISABILI telefonico, animazione SI
D'ARGENTO FAX: 06/8416706
socio-culturale,
sostegno psicologico
attività di sostegno,
animazione socio-
ASSOCIAZIONE VIALE REGINA TEL E FAX:
DISABILI culturale, SI
CASALIO' MARGHERITA, 15 06/8411682
accompagnamento,
servizio di informazione

ASSOCIAZIONE
06/8604498; ricerca, studio e
LOTTA AI TUMORI VIA ALFREDO ADOLESCENTI E
FAX: documentazione, SI
NELL' ETA' CASELLA, 49 GIOVANI; FAMIGLIE
06/86202482 sostegno psicologico
GIOVANILE

consulenza legale,
DISABILI; MALATI ricerca e studio,
ASSOCIAZIONE 06/85301100;
GRAVI finanziamento di borse
RISVEGLIO VIA PO, 9 FAX: SI
CEREBROLESIONI di studio, ascolto,
ONLUS 06/85823300
ACQUISITE servizio di ascolto
telefonico

121
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

promozione donazione
NUOVARMONIA -
organi, sostegno alle
ASSOCIAZIONE
06/44249734; famiglie dei bambini
PER I BAMBINI PIAZZALE DI
FAX: BAMBINI; FAMIGLIE neuropatici, SI
TRAPIANATATI E PORTA PIA, 116
06/44249824 promozione culturale,
LE EMERGENZE
ricerca, studio,
PEDIATRICHE
documentazione
SOCIETA'
ITALIANA
ASSISTENZA prestazioni sanitarie,
DOMICILIARE VIA CHIANA, 5 06/88641450 ANZIANI; DISABILI assistenza domiciliare SI
ODONTOIATRICA e/o domestica
VOLONTARIA
(SIADOV)

tutela e promozione dei


diritti civili, consulenza
AMBULATORIO TEL E VITTIME DI USURA
legale, sostegno
ANTIUSURA VIA MESSINA, 19 FAX:06/4425224 E SOGGETTI SI
psicologico,
ONLUS 8 SOVRAINDEBITATI
rieducazione/
reinserimento

segretariato sociale,
tutela e promozione dei
LEGA ITALIANA
VIA diritti civili, servizio di
PER LA LOTTA TEL E FAX: SIEROPOSITIVI E
ALESSANDRIA, informazione, attività di SI
CONTRO L'AIDS 06/8848492 MALATI DI AIDS
129 sostegno, autotutela dei
(LILA)
cittadini e
partecipazione

ADOLOSCENTI E
ASSOCIAZIONE 06/36000205;
VIA CESARE GIOVANI; DISABILI; promozione culturale,
CULTURALE IL FAX: SI
FRACASSINI, 10 DIPENDENTI DA attività socio-culturale
CANTIERE 06/36092885
SOSTANZE

ANZIANI; PERSONE
IN CONDIZIONE DI
POVERTA'; accompagnamento,
ASSOCIAZIONE IMMIGRATI, servizio mensa,
VIALE DEL 06/322941; FAX:
AMICI DI VILLA PROFUGHI, ascolto, distribuzione SI
VIGNOLA, 56 06/3221708
FLAMINIA NOMADI, beni di prima necessità,
RIFUGIATI, promozione culturale
DETENUTI ED EX
DETENUTI

prestazioni sanitarie,
ASSOCIAZIONE 06/85300916; IMMIGRATI, rieducazione/reinserime
CENTRO VIA PANAMA, 13 FAX: PROFUGHI, nto, attività di SI
WELCOME 06/85358586 NOMADI, RIFUGIATI formazione, sostegno
scolastico, ascolto

orientamento al lavoro,
ASSOCIAZIONE servizio di
06/3604795;
GRUPPO ADOLOSCENTI E informazione,
VIA VOLSINIO, 14 FAX: SI
SOCIALE CARLO GIOVANI; DISABILI riabilitazione,
06/57004026
IAVAZZO accompagnamento,
sostegno psicologico

ANZIANI, BAMBINI,
ASSOCIAZIONE
IMMIGRATI, DONNE assistenza domiciliare
NAZIONALE
06/44202525/250 CON e/o domestica,
TERZA ETA' VIA
; FAX: PROBLEMATICHE promozione della SI
ATTIVA PER LA ALESSANDRIA, 26
06/44202664 SPECIFICHE, pratica sportiva,
SOLIDARIETA'
SENZA FISSA accompagnamento
(ANTEAS)
DIMORA
ADOLOSCENTI E
accoglienza
GIOVANI; ANZIANI;
temporanea, attività di
06/8552925; COPPIE E
INSIEME CON TE VIA NIZZA, 152 formazione, SI
FAX: 06/8107378 FAMIGLIE; MALATI
riabilitazione, servizio di
E VITTIME DI
informazione e ascolto
INFORTUNI

122
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

gestione di case
famiglia rivolte ai
333/1072919;
CORSO TRIESTE, disabili, riabilitazione, PROCEDURA IN
SOLARIS ONLUS FAX: DISABILI
185 assistenza domiciliare CORSO
06/96216449
e/o domestica,
orientamento al lavoro

servizio di ascolto
telefonico, sostegno
ASSOCIAZIONI
VIA psicologico,
PER LE TEL E FAX: BAMBINI; FAMIGLIE
TRIPOLITANIA, accompagnamento, SI
MALFORMAZIONI 06/86219821 E COPPIE
211 promozione e
ANO - RETTALI
coordinamento di forme
di auto- aiuto

ascolto, servizio di
ASSOCIAZIONE MALATI
informazione sui centri
PER LA RIFORMA VIA NOMENTANA, 06/8553804; PSICHIATRICI;
di salute mentale, SI
DELL'ASSISTENZ 91 FAX: 06/8841311 FAMILIARI DEI
assistenza domiciliare
A PSICHIATRICA MALATI
e/o domestica

BAMBINI;
prestazioni sanitarie;
MISSIONE POPOLAZIONI
06/85865700; promozioni adozioni a
FUTURO ONLUS E VIA SEBINO, 11 INDIGENE SI
FAX: 06/8414531 distanza, aiuto allo
ONG DELL'AFRICA E DEL
sviluppo
BRASILE

BAMBINI,
ADOLESCENTI E attività di formazione,
VIALE REGINA 06/85358051; GIOVANI, ANZIANI, consulenza legale,
LEGAMBIENTE
MARGHERITA, FAX: COPPIE E promozione culturale, NO
LAZIO
157 06/85355495 FAMIGLIE, interventi per la tutela
DETENUTI ED EX dell'ambiente
DETENUTI

ADOLESCENTI E
GIOVANI, ANZIANI,
DISABILI, GIOVANI
SCULTARCH - riabilitazione, attività di
TEL E FAX: CON PROBLEMI
ANIMA MUNDI IL VIA TARO, 14 sostegno, animazione SI
06/8416057 COMPORTAMENTA
TEATRO E' VITA socio – culturale
LI E/O SOTTOPOSTI
A PROCEDIMENTI
PENALI

BAMBINI; SENZA
promozione adozioni,
FISSA DIMORA,
sostegno scolastico,
ABCHILDREN TEL E FAX: SENZA TETTO, PROCEDURA IN
VIA ARNO, 40 sostegno a distanza,
CHARITY ONLUS 06/85352508 PERSONE IN CORSO
servizio di informazioni,
CONDIZIONE DI
promozione culturale
POVERTA'
BAMBINI,
ADOLESCENTI E
ECOLES DU VIA GAETANO TEL E FAX: GIOVANI, DONNE
sostegno scolastico SI
SAHARA ONLUS DONIZETTI, 24 06/8555862 CON
PROBLEMATICHE
SPECIFICHE
ASSOCIAZIONE prestazioni sanitarie,
MALATI
LAZIALE TEL E FAX: sostegno psicologico,
VIA PO, 162 ATOMIZZATI ED SI
STOMIZZATI ED 06/49970501 assistenza domiciliare
INCONTINENTI
INCONTINENTI e/o domestica

Collaborazione
all'organizzazione di
TUTTI I CITTADINI
convegni, seminari e
INTERESSATI ALLE
VIA ULISSE TEL: congressi, ricerca,
OLETEPSIUCHE' ATTIVITA' DI SI
ALDROVANDI, 18 06/67109270 studio e
TUTELA
documentazione,
AMBIENTALE
interventi per la tutela
dell'ambiente

123
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

eventi culturali sulla


TUTTI I CITTADINI storia dell'energia
GRUPPO PER LA
INTERESSATI ALLA solare, servizio di
STORIA VIA NEMORENSE, TEL E FAX:
TUTELA E informazione, SI
DELL'ENERGIA 18 06/8411649
SALVAGUARDIA promozione culturale,
SOLARE
DELL'AMBIENTE interventi per la tutela
dell'ambiente

MALATI E VITTIME
DI INFORTUNI; area sociale, sanitaria e
VITTIME DI di tutela di diritti, area
ORGANIZZAZION
INCIDENTI educativa-formativa,
E PROTEZIONE VIA PONTE TEL E FAX:
STRADALI, area ricreativa, sport e SI
CIVILE "ARES SALARIO, 35 06/86200977
TERREMOTI, promozione culturale,
ANTEMNAE"
ALLUVIONI, tutela e valorizzazione
CALAMITA' ambiente e animali
NATURALI

ASSOCIAZIONE attività di sostegno,


PER LA LOTTA TEL: relazionali e di
BAMBINI;
CONTRO I VIA ALFREDO 06/86216443; animazione; ospitalità
ADOLESCENTI E SI
TUMORI CASELLA, 49 FAX: per familiari degenti,
GIOVANI
INFANTILI "IO 06/86202482 ascolto e sostegno
DOMANI" psicologico

Il settore H richiede una funzionale e costante collaborazione tra i Servizi Sociali del Municipio e i
servizi sanitari della Asl; molti servizi e altrettante strutture sono co-gestiti e prevedono personale
specializzato da ambedue gli Enti, oltre alla meritevole azione del volontariato locale e delle
parrocchie.

I Centri di ascolto parrocchiali, rappresentano un momento di osservazione privilegiato per la


conoscenza dei bisogni, della povertà, delle situazioni di emarginazione esistenti su tutto il
territorio municipale e per l’attivazione di forme di aiuto.(l’elenco è riportato nel capitolo IL
TERRITORIO)

Esistono, nel nostro Municipio, altri servizi rivolti ai disabili, quali: soggiorni estivi, gite, week-
end, centri diurni, percorsi di riabilitazione, ecc.
La sintesi delle tipologie di servizio con rispettivo numero di utenti che coinvolgono è riportata
nelle seguenti tabelle:

Servizi per i portatori di handicap gestiti con risorse ASL (dati al 31 dicembre 2007)

NUMERO UTENTI
TIPOLOGIA SERVIZIO
COINVOLTI
Soggiorni estivi 50
Week-end 4
Gite 7
Tirocini di lavoro 13 maschi e 14 femmine
Centri Diurni 26 maschi e 18 femmine
Inserimenti in case famiglie territoriali ed 10 maschi e 12 femmine
Extraterritoriali
Inserimenti in Centri Diurni 26 maschi e 18 femmine

124
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Strutture socio-sanitarie pubbliche, private, accreditate e non,


presenti nel territorio Municipio II

Utenza: n.utenti che


Denominazione Prestazioni Tipo di
Tipologia fascia di può Sede
e Ente Gestore erogate struttura
età accogliere
ECO1 Handicappati
Socio assistenziali CASA Corso Accreditata V
Cooperativa adulti medio- 7 fissi
educative Famiglia Trieste 165 Dipartimento
EUROPA LIEVE
Comunita’ Handicappati
Socio assistenziali CASA Piazza Accreditata
ACQUAVIVACoo adulti medio- 8 Fissi
educative Famiglia Vescovio 3 V Dipartimento
perativa Europa mediogravi
Casa 6 come 6 Socio assistenziali CASA Diversi gradi Via Accreditata
6
Coop.Perla Onlus educative Famiglia di disabilità Amatrice 19 V Dipartimento
Casa GIRASOLI
Fondazione Socio assistenziali CASA 5 persone 5 persone Via Ma Accreditata
italiana VERSO IL educative Famiglia Down adulte down scagni 7 V Dipartimento
FUTURO
Disagiati
Alloggio protetto
Residenza Residenza mentali adulti 4 posti mista Via Turchia
ASL RM/A D.S.M. Pubblica
protetta temporanee parzialmente M/F 7/c
autonome
DAY
HOSPITAL
DAY HOSPITAL Unità Operativa Disagiati
Ricovero da Max 15 utenti Via Sabrata Pubblica
Asl RM/A D.S.M. ospedaliera adulti mentali
2a4
settimane
Laboratori
professionalizzanti Handicappati Piazza
Centro Diurno Centro
; adulti medio- 20 utenti Gentile da Pubblica
ASL RM/A D.S.M. Diurno
cartotecnica, gravi Fabriano 7
computer
Adulti con
disagio
Comunità Residenza mentale
Max 12 utenti Via Sabrata Pubblica
terapeutica temporanea grave dai
18anni ai 40
anni
Frequentanti
attuali:6 utenti .
Centro Diurno Handicappati Il numero
Riabilitazione Centro Forte
FORTE adulti medio- aumenterà al Pubblica
Diurno Antenne
ANTENNE gravi termine dei
lavori di
ristrutturazione.

Strutture sanitarie accreditate presenti nel territorio del Municipio II


destinate ai portatori di handicap:
Utenza: n. utenti che
Prestazioni Tipo di
Denominazione Tipologia fascia di può Sede
erogate struttura
età accogliere
Trattamenti Handicappati
Centro Audiofono- Ambu- 60 utenti Via Poggio
riabilitativi Adulti e Accreditata
logopedia latoriale giornalieri Moiano 6
logoterapici minori
Trattamenti Ambulatorial Handicappati
Centro di Ortofono- 80 utenti Via Salaria
riabilitativi i, domiciliari, Adulti e Accreditata
logia giornalieri 30
logoterapici extramurali minori
Soggetti con
minorazioni
Centro Diurno Recupero Centro fisiche, Posti con
Via delle
INFANZIA funzionale e semiresi- psichiche e Deroga della Accreditata
Isole
TARDIVA sociale denziale sensoriali,dai Regione 44
16 anni ai 35
anni

125
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le risorse progettuali sociali “del” e “nel” Municipio:

DISABILI IN CARICO AL SETTORE HANDICAP DEL II MUNICIPIO E AI SERVIZI TERRITORIALI ASL II DISTRETTO (N. 206
(157adulti e 49 minori)
UTENTI FRUITORI Progettualità Saish n. 199 (153 adulti e 46 minori)
TIPOLOGIA DI
TITOLO DESTINAT ENTE GESTORE OBIETTIVI DURATA
INTERVENTO COSTI SEDE FONDI
ARI

Garantire una struttura di 7 laboratori dal


FUORICENTRO
riferimento ai disabili minori, lunedì al sabato € 100.000,00 Viale L. 328/00 Affidamento dal 2
INSIEME
32 minori giovani adulti e relativi nuclei pomeriggio. Etiopia, 4 (finanziamenti anno 2004 Aprile 2007 al 31
Capofila dell’Ati familiari del territorio; Musica, CSI di Via +2006) Dicembre 2007. La
“Associazione Consolidare spazi innovativi e danza,gioco, Montona – conclusione sarà
Harmonia”(06/86 quelle attività dove incontrare sport,globalità Largo posticipata a fronte di
DURATA: dal
329530)-“Coop sia i bisogni individuali che linguaggio, Monte economie da progetto
20/1/2008
le Mille e una sociali dei soggetti disabili e cavallo, S.Giusto,
Al 31 ottobre
notte” rafforzare un rapporto attivo e autonomia Maneggio
2008
(06/86210833) di sostegno alla famiglia; Fonte di
rafforzare nel minore un Papa,
cammino di crescita personale Palazzo
verso la socializzazione, Baronale
l’autonomia e l’integrazione, Torrita
creando spazi aperti e integrati Tiberina e
di aggregazione e territorio
socializzazione significativi e cittadino
___________
rassicuranti
NON TI
SCORDAR DI
ME
Cooperativa
13 disabili Sociale” Le mille
DURATA: dal 6
minori e una notte” Fronteggiare la lista d’attesa,
agosto 2007 al
(06/86210833) favorire l’autonomia, Pacchetti di € 50.000,00
5 agosto 2008
promuovere forme di interventi
integrazione sociale, creare domiciliari ed L. 328/00
opportunità di ben – essere extradomiciliari (finanziamenti anno 2006)
sociale per la Affidamento dal 6
promozione, Domicilio e agosto 2007 al 5 agosto
l’autonomia e territorio 2008. La conclusione
l’integrazione sarà posticipata a
sociale fronte di economie da
progetto

126
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

ATI Assodare una struttura di L. 328/00


54 adulti Associazione riferimento ai disabili e relativi (finanziamenti
con Harmonia nuclei familiari del territorio anno 2007) Affidamento dal 25
SPAZI APERTI disabilità (06/86329530) del Municipio II, struttura ad 11 laboratori dal Ottobre 2006 al 24
Coop.Mille e una alta valenza sociale, lunedì al sabato € 145.000,00 Centro di ottobre 2007
DURATA: notte socializzante ricreativa e di : giardinaggio, socializzazi
Dal 25 ottobre (06/86210833) sollievo alle famiglie; gruppo one Durante
2007 Rafforzare la promozione delle autonomia, Noi, Libero
Al 15 gennaio sinergie con le opportunità che grafico-pittorico, laboratorio,
2009 il lavoro offre, in una cucina, musica e Liceo
prospettiva che vada al di là movimento, Avogadro,
del mero assistenzialismo, ma teatro, brico e Circolo
che si configura come decoupage,grup Canottieri
approccio alla persona e al po amici di Tirrenia,terr
suo contesto; Creare infanzia, attività itorio
opportunità di autonomia, si sportiva, cittadino
socializzazione, di interesse informatica ,
culturale e di community – ballo, autonomia
cure; consolidare gli obiettivi
precedenti e promuovere le
risorse umane di operatori,
esperti, volontari e disabili per
il raggiungimento di altri
obiettivi inerenti il progetto
stesso.

____________

LAVORIAMO Associazione Consolidare l’inserimento Strutture L. 328/00


INSIEME 4 cittadini Harmonia professionale lavorativo a Attività € 30.000,00 ospitanti: (finanziamenti
TIROCINI con (06/86329530) cittadini a rischio di formative Sma, anno Affidamento dal 3
MIRATI disagio emarginazione prevenendo il lavorative in Biblioteca 2006) Settembre 2007 al 30
sociale in disagio sociale; Offrire strutture Comunale giugno 2008
DURATA: carico al opportunità di consolidare il lavorative con Villa
dal 3 settembre Settore proseguimento di esperienze totur aziendale e Leopardi,
2007 al 30 adulti e formative e lavorative e di rimborso libreria
giugno 2008 minori, e 8 rafforzare le competenze con frequenza pro Feltrinelli,
utenti con lo scopo di accrescere la die Mense
disabilità in possibilità di reinserimento scuole
carico al lavorativo: facilitare la realtà Paganini,
settore del diversamente abile nel XX
handicap mondo del lavoro e di Settembre,
potenziarne le capacità asilo nido
lavorative, al fine di Pinocchio,
raggiungere l’autonomia in un Ass.ne
contesto sociale e lavorativo Gente e

127
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

secondo i riferimenti della paesi,


Legge 68/99 Coop.Boog
Offrire una maggiore qualità di an,
vita al disabile e al nucleo Struttura
familiare; offrire un supporto Moscatelli
alla famiglia; fronteggiare le
richieste di ore straordinarie

SESA Prevalente Questo progetto ha inteso Pacchetti di


mente Coop. “Le mille fronteggiare e offrire risposte interventi
DURATA: dal 1 utenze e una notte” al nucleo familiare del domiciliari ed € 30.000,00 Domicilio e L. 328/00 (finanziamenti Dall’1 giugno 2007 al 31
giugno 2007 al disabili (06/86210833) Municipio II logorato extra domiciliari territorio anno 2006) Maggio 2008. La
31 maggio 2008 adulte psicologicamente e per fronteggiare conclusione sarà
fisiologicamente emergenze posticipata a fronte di
dall’assistenza quotidiana del urgenti economie da progetto
familiare disabile offrendo
opportunità per una maggiore
qualità di vita al disabile.

Promuovere un processo di
crescita e di autonomia
personale; stimolare le risorse
HINSIEME personali; supportare il
Municipio II percorso di individuazione del Contributo una Domicilio e L. 328/00 Progetto realizzato e
CONCLUSO 12 utenti sé; favorire un supporto alle tantum rimborso € 17.000,00 territorio (finanziamenti concluso
primo semestre disabili famiglie; favorire processi di spese per anno
2007 adulti integrazione sociale; ridurre pagamento 2005)
l’istituzionalizzazione; favorire spettanze
opportunità di sollievo operatori
privati/badante
per interventi
domiciliari ed
extra domiciliari

___________
Coop Cna Promuovere un processo di
SAISH (06/8542686), crescita e di autonomia Pacchetti di Fondi
112 Ass Harmonia personale; stimolare le risorse interventi a € 1.196.893,56 assegnati al
pacchetti (06/86329530), personali; supportare il favore di adulti e Domicilio Municipio Come da singolo
Saish Coop Le mille e percorso di individuazione del minori in carico utenti e progetto e/o piano di
(affidati alla una notte sé; favorire un supporto alle per la territorio intervento

128
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Coop. Cna, (06/86210833), famiglie; favorire processi di promozione


Ass. Agrifoglio integrazione sociale; ridurre dell’autonomia e
Harmonia, (06/86214322) l’istituzionalizzazione; favorire l’integrazione
Coop. Le opportunità di sollievo sociale
mille e una
notte,
Agrifoglio)

_____________

Prooetto Coop.CNA Domicilio Fondi del Come da singolo


temporaneo di 6 utenti Offrire ad utenti in attesa € 10.432,80 utenti e Municipio progetto e/o piano di
4 mesi adulti dell’attivazione dell’assistenza Pacchetti territorio intervento
denominato l’opportunità di un supporto prestazioni
ASPETTANDO assistenziale per 4 mesi individuali
L’INDIRETTA dirette

_____________

IMPLEMNTAZIO
NE 15% 8 utenti Offrire una prestazione di 2 ore Domicilio Nessun Come da singolo
parziale adulti+altri Coop.CNA settimanale a 8 persone e utenti e Costo progetto e/o piano di
:abbattimento 8 utenti a iniziative socializzanti con Pacchetti € zero territorio Aggiuntivo intervento
Lista di attesa rotazione frequenza a rotazione 2 uscite diversamente Per il
iniziative al mese per gruppo di 3 utenti articolati Municipio
DURATA mensili e/o una gita giornaliera al
ANNUALE mese per un gruppo di 5
persone

ASSISTENZA Favorire processi di autonomia 14 pacchetti Affidamento dal 27


INDIRETTA Municipio II e integrazione sociale; Saish autogestiti marzo 2007 al 31

129
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

14 adulti promuovere sollievo al nucleo realizzati da Domicilio L. 162/98 + dicembre 2007 salvo
familiare; favorire forme di operatori/badant € 55.292,64 utenti e fondi economie da progetto
supporto alle incombenze i scelti (€35.015,77 territorio assegnati
quotidiane dall’utente, nel fondi 162/98 al Municipio
rispetto di un insufficienti)
programma € 84.983,04
condiviso con i (fondi Saish)
servizi territoriali
_____________

ASSISTENZA
INTEGRATIVA
Prevalente Ente affidatario Opportunità di integrazione del Pacchetti di Domicilio L. 162/98
mente del pacchetto pacchetto e fronteggiare interveneti € 20.100,00 utenti e
utenze Saish richieste integrazione domiciliari ed territorio
disabili dotazione oraria extra domiciliari
minori e a favore di
straordinari minori in carico
età per la
afferenti a promozione
progettualit dell’autonomia e
à afferenti dell’integrazione
il Settore sociale
Handicap

_____________

ARTE INSIEME

Nell’arco Territorio
DURATA: della Cooperativa Promuovere forme di sollievo Interventi di € 70.916.25 dei cittadini,
da aprile 2007 progettualit Agrifoglio a nuclei familiari con minori, sollievo a favore provincia, Ex L. 285/97
al 31 marzo à fruitori (06/86214322) soprattutto il fine settimana e di famiglie con hotel
2008 complessiv in periodi di chiusura minori disabili Paradiso
i 25 scolastica. Promuovere forme attraverso gite, (Pescasser
disabili di integrazione sociale week end e oli),
minori soggiorni struttura
agrituristica
agrifoglio

____________

SPECIAL

130
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

MENTE NOI 2 nuclei Municipio II Area Sostenere il nucleo familiare; Attività di Costo a carico Municipio, Legge 64/01
familiari UO.SECS promozione autonomia e assistenza del Servizio territorio,
DURATA: con utenze Servizio Sociale integrazione sociale, dando leggera, di Civile domicilio,
annuale con professionale priorità a utenti in lista attesa sollievo, di Nazionale laboratori
disabilità Settore disbrigo pratiche
prevalente Handicap burocratiche, di
mente in (06/86399297) supporto ad
attesa di contesti
attivazione laboratoriali
o
integrazion
e saish

__________

PROGETTO
CASALIO’ A famiglie e Consorzio Sostenere il nucleo familiare; Attività di € 25.000,00 Centro Fondi
FAVORE DI disabili ITACA (Coop.Le promozione autonomia e socializzazione, Durante Noi V Dipartimento
DISABILI adulti mille e una integrazione sociale attività Bioparco
ADULTI notte,Coop.Sopr ricreative, Via
alerighe,Coop.N culturali, Fescobaldi
Durata annuale uova sollievo famiglie
Prospettive,Coo
p.Azzurra

131
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Questi interventi integrativi e sperimentali hanno consentito un avvicinamento ad obiettivi non


secondari a quelli dell’assistenza,che dovranno essere perseguiti per giungere ad una cultura
dell’Handicap locale: il sostegno pratico e psicologico al nucleo familiare, la promozione
dell’autonomia personale ed il potenziamento delle risorse personali, la promozione della
socializzazione e dell’inserimento nella comunità locale, una maggiore qualità di vita e un ben-
essere collettivo.

ALTRI SERVIZI PER I DISABILI A VALENZA CITTADINA

SEDE
NOME RECAPITI DESTINATARI SERVIZI OFFERTI
OPERATIVA

orientamento, informazione
sui servizi di assistenza alla
persona in favore delle
persone con disabilità;
06/45434734; modalità di reperimento e
349/3828546
selezione degli assistenti
AVI Via delle
personali; info sulle
Sportello vita Canapiglie, persone disabili
(AgVitaIndipendenteibero. agevolazioni in favore delle
indipendente 112
it), persone con disabilità;
supporto nella gestione del
rapporto personale tra
datore di lavoro e lavoratore
e nel rapporto di lavoro con
l'assistente personale
06/35075707; fax:
Via 06/35073152
HANDYTURISMO dell'Acquedot Persone disabili Informazione sul turismo
(www.handyturismo.it), accessibile e sull etematiche
to Paolo, 73
della disabilità

CIDHA 06/2382210; fax:


( Centro Via delle 06/23270084 info su: turismo, tempo
informazione Canapiglie, persone disabili libero, sport, scuola, sanità,
(cidha.datacooplashnet.it), lavoro, barriere
Documentazione 112
Handicap) architettoniche, assistenza
socio economica
SPORTELLO 06/66048874; sportello con lo scopo di
M.I.D.A. (UILDM) 06/66048886 orientare e supportare i
Via Prospero
(Mobilità (www.QUANTOSEI
Santacroce, persone disabili giovani con disabilità e non
internazionale UTILE.ORG) nell'esperienza di
5
diversamente (MIDAILDMLAZIO.ORG), volontariato in un paese
abile) europeo
info ai disabili e ai loro
familiari sulle strutture
sanitarie, assistenziali;
consulenze legali e fiscali;
Via E. 06/7008838; fax: persone
ANPVI-ONLUS sostegno per la
Filiberto, 191 0677072837 disabili, invalidi
partecipazione delle
persone disabili alla vita
sociale e alle attività
associative

132
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Per tutti i servizi a favore dei disabili si rimanda prevalentemente ai seguenti riferimenti
informatici

• comune di Roma (www.comune.roma.it),

• Provincia di Roma (provinciabile.it

• Riferimenti legislativi (www.handylex.it

• Infohandicap(infohandicapandyturismo.it)

• Centro per l’autonomia (www.centroperlautonomia.it)

• informativa disturbo asperger (www.asperger.it.)

• Infosportroma.it wwww.sportroma.it

• www.dopodi noi.it

• www.assodelfini.it (SO.S. DISABILITA’ Servizio informazioni telefonico problematiche


disabilità promosso dalla Regione Lazio)

Call center

• 06.06.06 (Comune di Roma)

• 800.567.662 (Regione Lazio)

GLI OBIETTIVI E LE PRIORITÀ

Obiettivi e priorità raggiunti

La tipologia dell’utenza impone obiettivi che, pur mirando al mantenimento e allo sviluppo delle
potenzialità residue, siano idonei a soggetti in età adulta con handicap fisici e psichici. Le attività
proposte agli utenti sono state organizzate cercando di fornire adeguate risposte educativo -
riabilitative, in base ad obiettivi a breve termine, che una volta raggiunti daranno modo di attivare
piccole strategie mirate a fornire ad ogni utente strumenti pratici e psicologici. Alcuni di questi
obiettivi sono :
Obiettivi interni:
- Mantenimento delle capacità specifiche;
- potenziamento delle autonomie dei singoli;
- sviluppo delle capacità relazionali;
- contenimento ed elaborazione del disagio;
- positivizzazione delle capacità e potenzialità dei singoli;
- sostegno, sensibilizzazione, formazione alle famiglie.
Obiettivi esterni
- Promuovere la socializzazione e l’integrazione con il territorio;
- allontanare la prospettiva dell’istituzionalizzazione degli utenti;

133
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

- favorire il mantenimento presso le famiglie d’origine;


- valorizzare e positivizzare la “personalità sociale” degli utenti.

E’ stato, fondamentale, inoltre, avviare dei rapporti stabili e continuativi con altre strutture che
seguono l’utente sotto altri aspetti (servizi sanitari, centri diurni, ecc.) per avere un quadro completo
ed esaustivo.
Nello stesso tempo è stato possibile conoscere e iniziare a valutare le capacità presenti per quanto
riguarda le autonomie personali, le modalità di comunicazione, le capacità cognitive e creative, le
modalità di relazione in situazioni di gruppo, ecc.
Pertanto l’attività dei servizi opera secondo logiche di :
• continuità ed integrazione con gli altri interventi di natura sociocomunitaria (comune,
privato sociale e famiglia),sanitari (ASL).
• globalità, situandosi all’interno di un progetto di vita più ampio che considera, anche come
obiettivi, il miglioramento della qualità della vita dell’utente e la possibilità di inserimento
futuro in contesti di vita diversi (case famiglia, comunità alloggio)
• sperimentalità, si è proposto un modello di intervento che prevedeva la partecipazione
attiva, laddove possibile, del gruppo di utenti, nella scelta delle attività e iniziative, e nella
elaborazione finale degli eventi vissuti, garantendo quel protagonismo autorganizzativo in
grado di promuovere autostima e benessere.

Gli intenti progettuali,afferenti il settore handicap, prevedono quindi

Obiettivi generici:

 Consolidare e rafforzare l’esperienza intrapresa con le progettualità in atto al fine di consolidare


degli interventi per favorire l’acquisizione della massima autonomia e la qualità di vita dei cittadini
disabili attraverso attività socializzanti, iniziative ricreative legate al tempo libero finalizzate anche ad
alleviare i carichi quotidianamente sostenuti dalle famiglie con particolare attenzione agli utenti in lista
di attesa.
 Sostenere il nucleo familiare;
 Mantenere l’utente presso il proprio domicilio ed assicurare sollievo ai familiari che si prendono
cura dei disabili con gravi problematiche ;
 Prevenire il decadimento psico-fisico, favorendo il mantenimento e/o il recupero di capacità residue;
 Evitare l’istituzionalizzazione,facilitando il mantenimento del disabile nel proprio nucleo familiare ;
 Costituire un punto di riferimento nella rete socio-sanitaria;
 Favorire la socializzazione , la vita di relazione ed alleviare il senso di solitudine.

La responsabilità della famiglia è comunque notevole (il 34% dei disabili di età compresa tra i 25 -
44 anni vive con i genitori, rispetto al 19% dei non disabili, il 17% dei disabili della stessa età vive
con un solo genitore,rispetto al 6% dei non disabili), il suo compito non è facile anche in
considerazione delle implicazioni psicologiche conseguenti alle modalità stesse di rapporto con il
figlio diversamente abile.
La presenza di un disabile in un nucleo familiare comporta un surplus maggiore rispetto alle
famiglie cosiddette normali. Questo aggravio emozionale è ancora maggiore e complicato in una
città metropolitana come Roma.

134
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Obiettivi specifici:

 Attuare un intervento mirato teso alla promozione di una maggiore qualità di vita per la persona
disabile e dell’eventuale nucleo familiare, per favorire un Ben-essere collettivo, alleviando i carichi
quotidiani e, soprattutto, sostenere l’autosufficienza e il conseguimento del grado massimo di
autonomia personale e di socializzazione, per far sentire meno sola la persona ed ancora utile
la sua presenza nella società;
 Coadiuvare e rafforzare gli intenti progettuali in via di realizzazione per i cittadini disabili del
Municipio ;
 coadiuvare e consolidare gli intenti progettuali per i soggetti disabili in attesa del servizio per
l’autonomia e l’integrazione sociale e tale intento progettuale consentirà di favorire il superamento
dell’isolamento sociale .
 Offrire l’opportunità al disabile di sperimentare la gioia e la difficoltà di gestire spazi propri e
abilità,favorendo al tempo stesso l’acquisizione dell’autonomia (l. 104/92 art.9, L.328/2000, l.21
maggio 1998,n162).
L’intento dell’Amministrazione é di proseguire il percorso della cultura dell’handicap, al fine di
promuovere un passaggio dalla cultura del disagio a quella dell’agio, offrendo una maggiore qualità
di vita al disabile e al suo nucleo familiare nel rispetto della dignità umana.
In un ‘ottica valutativa, il Municipio II partecipa al dialogo sistematico con gli attori del sistema di
erogazione dei servizi di assistenza domiciliare nel territorio, affidato all’Agenzia per il controllo e la
qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma; collabora per le modalità e gli strumenti con
cui si intende procedere alla valutazione della qualità erogata e percepita dei servizi di assistenza
domiciliare.

Intanto, già nell’anno 2004, il Municipio ha inteso monitorare i livelli di qualità delle prestazioni
SAISH, SAISA, SISMIF, effettuando un monitoraggio della qualità erogata e percepita nel Servizio di
Assistenza Domiciliare del Settore Handicap,Anziani e Minori.
Il sistema di monitoraggio ha voluto fornire uno strumento indispensabile, sia per la gestione dei
servizi sia per la definizione degli obiettivi politici ed amministrativi. Il sistema di rilevazione della
qualità è stato gestito attraverso:
• il monitoraggio della qualità percepita
• il monitoraggio della qualità erogata
Si è costituito un gruppo di lavoro all’interno del Servizio Sociale Professionale, formato da
operatori sociali (Assistenti Sociali ed Educatore Professionale) dei Settori Anziani, Minori,
Handicappati, afferenti al Servizio di Assistenza domiciliare.
Il sistema di monitoraggio è stato definito attraverso una valutazione della significatività degli
indicatori individuati.
E’ stato prodotto un questionario di rilevazione dei dati che è stato somministrato direttamente
presso il domicilio degli utenti del Servizio dagli operatori sociali del Municipio.
Gli operatori suddetti hanno provveduto ad elaborare i dati raccolti e ad illustrarli nel presente
rapporto.
Tale lavoro può essere utile per fissare maggiormente gli obiettivi specifici del progetto e cercare di
attivare servizi sempre più rispondenti alle esigenze ed ai bisogni delle persone.

135
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

1) Rilevazione qualità Servizio assistenza domiciliare Handicap Anno 2004

I dati si riferiscono all’anno 2004 e sono stati rilevati su un campione rappresentativo di 30 persone
disabili, su una totalità di 142 persone
L’ attività di monitoraggio della Qualità del Servizio di Assistenza domiciliare è stata effettuata tra
Ottobre e metà Novembre 2004.

TIPOLOGIA DELL’UTENZA / CAMPIONE:

SESSO
MASCHI FEMMINE TOTALE

19 11 30

63,33 36,67 100

ETA’
Meno di 10 Da 10 a 18 Da 18 a 30 Da 30 a 60 Oltre 60 TOTALE

- 4 11 14 1 30

0% 13,3% 36,7% 46,67% 3,3% 100%

TITOLO DI STUDIO
Nessuno Elementare Media Inf. Media Sup. Laurea TOTALE

- 4 19 3 4 30

0% 13,33% 63,33% 10,00% 10,34% 100%

STATO CIVILE
Celibe/Nubile Coniugato/a Separato/a Divorziato/a Vedovo/a TOTALE

29 - 1 - - 30

96,67% 0% 3,33% 0% 0% 100%

RILEVAZIONE DELLA QUALITA’ del Servizio di Assistenza Domiciliare Handicap

GRADO DI SODDISFAZIONE DEL SERVIZIO RICEVUTO


Molto Abbastanza Poco Per nulla Non sa rispondere TOTALE

7 18 4 1 - 30

23,33% 60,00% 13,33% 3,34% 0% 100%

136
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

PRESTAZIONI DOMICILIARI CONSIDERATE PIU’ IMPORTANTI (max due risposte)

Piccole Non sa
Aiuto
Supporto Igiene e Supporto commissioni Accomp. Partecipazion nessuna
pratiche
alla Cura Alla e Fuori e ad attività di di queste TOTALE
Ammini
famiglia Persona autonomia fare la casa gruppo indicazioni
strative
spesa Non sa
18 7 17 - - 5 9 - 56

32,14% 12,50% 30,36% 0% 0% 8,93% 16,07% 0% 100%

MIGLIORAMENTI DA APPORTARE (max due risposte)

Maggiore
Aumento Turn-over Cambio Altro. Il Servizio
Aumento ore precisioni Non
attività limitato Assistenti Miglioramenti va bene TOTALE
Settimanali. orari sa
esterne Ass. Dom. Domiciliari diversi così
domic.
14 12 - 9 1 4 9 - 49

28,57% 24,49% 0% 18,37% 2,04% 8,16% 18,37% 0% 100%

Dai dati rilevati sull’indicatore - Miglioramenti da apportare al servizio alla persona disabile si
evidenziano i seguenti punti di criticità:

emerge una prevalenza del 28% degli intervistati che richiede un’aumento delle prestazioni settimanali.

I servizi già da molto tempo hanno avuto modo di riscontrare una continua richiesta di aiuto anche
da parte di coloro che già usufruiscono di qualche servizio: pertanto il fabbisogno non risulta mai
completamente esaudito.
Da qui le inevitabili liste di attesa e la necessità di affrontare l’urgenza nell’emergenza.
L’indicatore del Turn-over degli assistenti domiciliari, pari al 18,37% esprime la notevole richiesta
degli utenti ad un maggior rispetto della privacy e della riservatezza della persona assistita, in
maniera particolari per quelle attività di cura personale che toccano la sfera più intima per le quali è
necessario un rapporto stabile e di fiducia
A fronte di questa richiesta, l’amministrazione del Municipio ha richiesto a tutti gli Enti gestori,
accreditati nel Registro Municipale - settore handicap-, di indicare chiaramente la propria
mission, e nello specifico, la beatiful - exit.
Inoltre il disciplinare di servizio regolamenta il personale utilizzato nelle prestazioni SAISH e
impegna l’Ente gestore a rispettare le disposizioni vigenti in materia di contratto di lavoro .
Pertanto , nell’ottica del Miglioramento continuo di un sistema di gestione della qualità, si intende
anche considerare la possibilità di accrescere la soddisfazione dei fruitori dei Servizi e della altre
parti interessate.
Mettere al centro degli interventi sociali le persone e dare voce proprio a coloro che ne
usufruiscono, è uno degli elementi principali per accrescere la qualità del lavoro.
Stimolare la motivazione al lavoro, aiuta il personale a correggersi autonomamente e,
conseguentemente, soddisfa i bisogni delle persone.
Dal campione intervistato emerge un dato interessante: il 24% esprime una specifica richiesta di
attività extradomiciliari.

137
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Questo monitoraggio conferma la necessità di figure differenti da quelle dell’assistente domiciliare


ed anche in tal senso, si individua la risorsa umana dei volontari del servizio civile, in un ruolo
“integrativo e
non sostitutivo” , per la realizzazione di una serie di attività di sollievo al disabile e ad eventuali
figure parentali, al fine di migliorare la qualità di vita del cittadino e farlo sentire meno solo.
Il Municipio,II anche attraverso il lavoro dell’Ufficio di Piano, desidera, nel futuro, impegnarsi per
la creazione di una cultura basata sul BEN-ESSERE e sull’agio , per mezzo di un confronto con la
cittadinanza del territorio, in parte rappresentata dalla Consulta dell’Handicap e la Consulta delle
Associazioni di volontariato e con l’obiettivo di attivare iniziative finalizzate al rispetto dei diritti
del cittadino nel corso della sua crescita evolutiva ed alla sua inclusione sociale.

Altra indagine legata sempre ad una maggiore conoscenza delle esigenze dei cittadini è quella di
seguito riportata, realizzata nel 2007, nell’ambito dell’attività svolta dallo sportello H

2) PROGETTO D’INDAGINE CUSTOMER SATISFACTION


Sportello H Municipio II e progetti a favore dei disabili Municipio II Anno 2007

SCHEMA SPORTELLO
L’indagine è stata sviluppata nell’Area Sociale Settore Handicap del Municipio II, con l’obiettivo
di verificare il livello di conoscenza e di gradimento del servizio ed il grado di soddisfazione dei
progetti fruiti dai disabili del Municipio II, di testare le caratteristiche di qualità, gli indicatori e gli
standard di qualità stabiliti dal progetto, di analizzare punti di forza e criticità del servizio, di
fornire elementi per proposte di miglioramento.
L’indagine è stata rivolta agli utenti dello Sportello H degli ultimi 18 mesi.

L’indagine è stata realizzata attraverso la somministrazione di un questionario di rilevazione redatto


dal gruppo di lavoro, elaborato in base agli standard di qualità del servizio stabiliti nel progetto
denominato “Interventi di semplificazione amministrativa per il miglioramento della qualità dei
servizi rivolti alle persone disabili e realizzazione dello Sportello h in alcuni Municipi”, approvato
dalla Giunta Comunale nella Deliberazione n.338 del 19/05/2004.
Nella modalità di raccolta dei dati si sono distinte tre fasi.
- fase 1. Indagine preliminare. Reperimento delle informazioni qualitative di base necessarie
a circoscrivere adeguatamente il campo di ricerca e ad impostare correttamente l’indagine
attraverso lo strumento del focus group.
- fase 2. Indagine quantitativa. Somministrazione del questionario in modalità diretta o
telefonica.
- fase 3. Elaborazione ed analisi dei dati raccolti.
Modalità di campionamento adottata nella ricerca:
per quanto concerne l’estrazione del campione d’indagine, la modalità scelta dal gruppo di lavoro,
dopo un’ attenta analisi, è quella del Campionamento per randomizzazione semplice (o
campionamento casuale semplice) si effettua estraendo una certa quota di unità dalla popolazione
attraverso un metodo che garantisce la casualità delle estrazioni. La casualità viene ottenuta, ad
esempio, con il classico sistema dell'estrazione di un numero, a partire da un elenco (detto "lista di
campionamento") in cui sono presenti tutti gli individui della popolazione da studiare (nella pratica
si utilizza un computer provvisto di apposito software oppure le cosiddette «tavole generatrici di
numeri casuali»).Il campione d’indagine, estratto con l’ausilio dell’applicazione Microsoft Office
Excel, è di 38 utenti, che costituiscono il 20% del totale della popolazione presa in esame.

138
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

DATI ANAGRAFICI

Sesso

MASCHI
FEMMINE
39%

61%

Età
5%
19%

15 - 29 anni
30 - 65 anni
oltre 65 anni

76%

Titolo di studio
Nessuno/scuola
elementare
Media inferiore
49%
Media superiore
21%

Università/Laure
a

5%

25%
Professione

11% 2% lavoratore
dipendente
9% pensionato
4% 4 1%
disoccupato

4%
libero professionista
9% commerciante
20%
studente

139
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Come è venuto a conoscenza dell’esistenza dello Sportello h?

6% 4% 0% internet
7%
volantini/giornali
altri uffici
33%
passaparola
non so
altro

50%

Per quale/i motivo/i si è rivolto allo Sportello h?


Ottenere informazioni relative a:

0%
18%
mobilità
32% agevolazioni fiscali
orientamento al lavoro
barriere architettoniche
settore Sanitario/Prevedanziale
sport
scuola
15% tempo libero
altro
4%
4% 6%
2%
19%

Con quale frequenza si rivolge allo Sportello h?


2%
0% 6%
13%

da 1 a 3 volte al mese
una volta al mese
una volta ogni 2 mesi
più raramente
non so

79%

Quanto è soddisfatto/a:
Della cortesia del personale:
0% 4%

39%
per niente
poco
mediamente
abbastanza
molto

57%

140
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Dell’adeguatezza degli ambienti

0%
21% 18%
per niente
poco
mediamente
abbastanza
molto

61%

Dell’accoglienza degli ambienti

0%
20%
27%

per niente
poco
mediamente
abbastanza
molto

53%

Della competenza del personale

58% per niente


poco
mediamente
abbastanza
40% molto

2%
0%

Della chiarezza e completezza dell’informazione ricevuta


0%

35% per niente

poco

mediament
e
abbastanza

molto
65%

141
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Del livello di aggiornamento dell’informazione ricevuta


0%
per niente
43% poco
mediamente
abbastanza
molto
57%

Della capacità del servizio di rispondere alle Sue esigenze


0%
per niente
poco
mediamente
49% abbastanza
molto

51%

Degli orari di apertura

0% 5%

33% per niente


poco
mediamente
abbastanza
molto

62%

Usufruisce di un Servizio di Assistenza Domiciliare o di uno dei Progetti sulla


disabilità?

44%
SI
NO

56%

142
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Di quale Progetto usufruisce?

9
saish specialmente noi
8
ass.indiretta
7
fuoricentro
6
sp.aperti
n° persone

5
4
3
N.T.S.D.M.
2
tiroc.mirati arte insiemehandyturismo
1
0

progetti

Quanto è soddisfatta del servizio ricevuto?

MEDIA DEL
PROGETTO MOTIVAZIONE
GIUDIZIO

Assistenza indiretta 3.4 il contributo economico è esiguo

Saish 3.6 le ore di assistenza sono poche

le attività proposte sono interessanti, ottimo


Spazi Aperti 4.2
passatempo.
Progetto SERVIZIO CIVILE
4.2 i volontari sono molto disponibili
Specialmente noi

Tirocini mirati 5 esperienza molto piacevole

Fuoricentro 4 le attività proposte sono interessanti; gratificanti;

Non ti scordar di me 4 le attività proposte gratificano i fruitori

Arte insieme 4 le attività proposte sono divertenti

Handyturismo 5 non motivato

143
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Come si evince dal grafico, i valori indicati sottolineano un ottimo gradimento e grado di
soddisfazione da parte dei fruitori della progettualità SPECIALMENTE NOI 1 grazie all’operato
dei volontari del servizio Civile, affidati per 12 mesi al Settore Handicap del Municipio II.

E’ stata, a tal proposito, effettuata una analisi dei dati relativi all’attività svolta dai volontari del
servizio civile:

Rilevazione qualità Servizio Civile Progetto SPECIALMENTE NOI 1

Utenti intervistati telefonicamente: 24

DATI GENERALI

1. Sesso
87%

maschi

femmine

13%

2. Stato civile

50% Celibe/Nubil
e
Coniugato/a
13%
Divorziato/a
Vedovo/a

4%

33%

3. Titolo di studio
Nessuno
41% Elementare
Media inferiore
Media superiore
Laurea

38%

21% 0%
0%

144
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

4. Quanto è soddisfatto/a dell’assistenza fornitaLe dai volontari del Servizio civile?


per nulla
poco
41%
abbastanza
molto
non so

54%

5%
0%
0%

5. Quali prestazioni domiciliari considera più importanti?

8% 12%
supporto alla famiglia
28%
supporto all'autonomia
24%
aiuto nello svolgimento di pratiche
amministrative
svolgimento di piccole commissioni

accompagno fuori casa

partecipazione ad attività di gruppo

altro
10% 6%
12%

6. Desidera apportare miglioramenti al servizio?

12% supporto alla famiglia


8%
supporto all'autonomia
28%
24% aiuto nello svolgimento di pratiche
amministrative
svolgimento di piccole commissioni

accompagno fuori casa

partecipazione ad attività di gruppo

altro
10% 6%
12%

ALTRO:
- Maggiore organizzazione: se il volontario non può recarsi dall’utente dovrebbe farsi sostituire
- Maggiore disponibilità da parte dei volontari a svolgere mansioni quali: lavare i piatti, rifare i letti,
etc..
- Volontari professionalmente qualificati
- Maggiore servizio nei giorni festivi e serali

Dai dati rilevati sull’item miglioramenti da apportare al servizio alla persona disabile si evidenziano
i seguenti punti di criticità:
Dai valori numerici riscontrati emerge una prevalenza di 28% di intervistati che richiede una
integrazione di dotazione oraria settimanale Saish. Negli ultimi anni i servizi hanno potuto
ottimizzare le risorse finanziare ottemperando a richieste di aumento dotazione oraria settimanale,
implementando progettualità in tal senso, ma il fabbisogno delle famiglie continua a crescere.

145
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’intento dell’Amministrazione è di proseguire il percorso della cultura dell’handicap, al fine di


promuovere un passaggio dalla cultura del disagio a quello dell’agio, offrendo una maggiore
qualità di vita al disabile e al suo nucleo familiare nel rispetto della dignità umana.

Un altro dato interessante evidenzia una percentuale pari al 24 % che esprime una specifica
richiesta di aumento di attività socializzanti quali attività culturali, ricreative, gite, uscite,
minisoggiorni sempre nell’ottica dell’integrazione sociale.
Appare, in questo suggerimento sottolineato dal campione intervistato, un interessante punto di
forza: il 24% degli intervistati danno come priorità, per i miglioramenti da apportare al servizio
alla persona disabile, la richiesta di ore per realizzare attività extra-domiciliari e quindi esprime la
possibilità di una condivisione della stessa prestazione tra più utenti.
Il percorso della cultura della condivisione è iniziato con fatica nell’anno 1997, ma deve ancora
proseguire al fine di consentire una graduale estensione del servizio alla persona disabile al fine di
rispondere ad un bacino di utenza più ampio:.

Molti dei progetti approvati e in via di realizzazione a favore della disabilità rispecchiano questo
nuova tipologia di erogazione di servizio.

La nuova procedura dell’accreditamento e dell’affidamento di pacchetti di servizio a seconda del


grado di intervento assistenziale a Enti gestori iscritti nel Registro del Municipio II indica una
nuova cultura di gestione del Servizio domiciliare.
Inoltre il disciplinare di servizio regolamenta il personale impegnato nelle prestazioni Saish,
impegna l’Ente gestore a rispettare le disposizioni vigenti in materia di contratto di lavoro e
specificatamente la Delibera Comunale n. 135/2000
Le problematiche relative alla erogazione dei servizi domiciliari come quella ad esempio dello staff
operativo, sono comuni al tema della domiciliarità inteso in senso globale.
Pertanto si rimanda al capitolo relativo agli anziani. dove abbiamo avuto modo di esporle.

Tutti i progetti integrativi al SAISH attivati e sopraelencati, al di là della specificità della loro
offerta, si basano sulla costituzione di gruppi di persone fuori dal proprio domicilio ed, in base a
ciò, raggiungono due obiettivi ormai prioritari nell’organizzazione dei servizi per l’handicap:
• qualificano gli interventi poiché l’asse dell’azione passa dal mero accadimento passivizzante
all’attivazione ed al potenziamento delle risorse personale;
• riqualificano la spesa fornendo, a parità di risorse, più assistenza tramite l’inserimento di più
utenti e, a livello del singolo, più ore nella stessa giornata e nell’intera settimana.

Per i minori disabili esiste la possibilità di partecipare a Soggiorni estivi organizzati dalla ASl,
oppure a quelli finanziati dalla Legge 285/97.
Il quadro normativo più recente definisce l’assistenza domiciliare ai disabili come servizi essenziali
e il Municipio II raccoglie la tendenza erogando a molti utenti il S.A.I.S.H, tuttavia sono
particolarmente importanti tutti quei progetti integrativi che hanno implementato il classico
S.A.I.S.H e sfoltito le liste d’attesa fronteggiando anche eventuali emergenze.

Negli ultimi anni la cultura della disabilità nel Municipio II è andata crescendo grazie anche
all’opera della Consulta dell’Handicap composta dai rappresentanti degli Enti e delle Associazioni,
che ha il compito imprimere sempre nuovi impulsi ed azioni per sensibilizzare la cittadinanza.

146
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Per il futuro e per continuare la strade della sperimentazione dei servizi, è fondamentale che si attivi
l’area dell’integrazione lavorativa dei disabili: è necessario che conclusa la fase scolastica siano
proposti ulteriori percorsi formativi e la possibilità concreta di inserimento nel mondo del lavoro,
con il Municipio attivo per svolgere un’opera di mediazione tra esigenze dei lavoratori disabili e
delle aziende, avvalendosi della rete rappresentata dalla cooperazione sociale.

L’integrazione lavorativa dei disabili consente di raggiungere obiettivi distinti: nell’immediato,


anch’essa, valorizza le risorse personali e l’autonomia, ed, in prospettiva, si configura come una
risorsa utile rispetto alla scomparsa dei genitori e dei parenti più prossimi del disabile che il più
delle volte sono gli unici sostegni.
A tale proposito è in via di sperimentazione ( con lo specifico intento di un ampliamento) l’avvio di
progetti trasversali attuati dal Settore Handicap e dal settore Adulti dell’Area sociale del Municipio
II.
Si intende implementare una progettualità trasversale di tirocini mirati a favore di minori,adulti e
diversamente abili.
Infatti, per quanto concerne i soggetti disabili residenti nel territorio del Municipio II sono attive 20
esperienze formative in via di sperimentazione presso vari centri pubblici e privati.
Per quanto riguarda il percorso formativo adeguato ai disabili nel nostro territorio non ci sono
Centri di Formazione Professionale, per cui si evidenziano i seguenti problemi:
- Spesso i ragazzi seguono un percorso scolastico non adeguato alle loro potenzialità
- Per frequentare corsi di formazione professionale devono allontanarsi notevolmente per
raggiungere le sedi formative, ciò presuppone una autonomia personale per fronteggiare il
percorso in modo autonomo oppure utilizzare un’ assistenza domiciliare per accompagnarlo
a scuola (es sono presenti nel territorio ragazzi che frequentano la sede del quartiere
Testaccio o del Casilino, mentre altri disabili non hanno potuto effettuare una formazione
mirata perché impossibilitati a raggiungere la scuola).

Persiste ancora la necessità di formulare un protocollo di intesa con dei Centri di Formazione (1
oppure 2 centri) per attivare un servizio trasporto per un gruppo di utenti ( per es. taxi collettivo) al
fine di promuovere interventi di gruppo finalizzati all’accompagno, con un conseguente risparmio
di risorse servizi alla persona disabile.
Tale risposta consentirebbe un percorso più adeguato alle possibilità del disabile con un
conseguente vantaggio economico per la collettività.
Dopo il percorso scolastico – formativo è ancor più difficile per questi ragazzi essere accolti in una
realtà lavorativa. Questa difficoltà penalizza i disabile non solo dal punto di vista d’identità
professionale ma anche dal punto di vista relazionale.
Inoltre il prolungato allontanamento dai luoghi di apprendimento, favorisce una regressione
repentina sia sul piano delle competenze acquisite e sul piano dell’autonomia.

A fronte di una saturazione di inserimenti lavorativi in strutture pubbliche, avvicendatesi nel corso
dell’ultimo decennio, si ritiene utile riportare alcune indicazioni che possono favorire
l’applicazione della legge 68/99 relativo all’inserimento mirato.Molte di queste indicazioni sono
scaturite con forza dal lavoro dei tavoli di coprogettazione.
• Potrebbe essere importante l’attivazione sul nostro territorio di una campagna di
sensibilizzazione verso le aziende e la costruzione di un albo di imprese “solidali”,
disponibili ad accogliere soggetti svantaggiati.
Tali risorse potrebbe essere individuate in tre ambiti lavorativi

147
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

1) commercianti
2) uffici e holding
3) artigiani

• Le varie Amministrazioni Pubbliche potrebbero privilegiare, nell’ambito delle gare di


appalto che effettuano per l’espletamento di vari servizi, quelle ditte che sono disponibili
ad inserire nelle loro attività produttive un disabile e favorire inoltre la costituzione di
Cooperative Integrate.
Tutto ciò richiede un tavolo di trattative con le forze sociali e produttive del territorio.

Il mondo della attività produttive, le imprese (in primis le aziende del Gruppo Comune di Roma)
possono e devono essere invitate a svolgere una “cittadinanza di impresa”
• Una qualifica che rende più agevole l'inserimento nel mercato del lavoro si può ottenere
attraverso i corsi di formazione professionale che prevedono anche stage nelle aziende.
I corsi sono gratuiti, finanziati e riconosciuti dalla Regione;sono gestiti da enti pubblici e privati. Si
riferiscono ai settori: agricoltura, ambiente, artigianato, beni culturali, commercio, gestione
aziendale, industria, informatica, servizi socio-sanitari e turismo.
I corsi e tirocini per disabili hanno durata diversificata fino a un massimo di quattro annualità. I
corsi finanziati dalla Regione aprono le iscrizioni il 1° luglio di ogni anno. I corsi finanziati dal
Fondo sociale europeo possono essere avviati durante tutto l'anno previa pubblicazione di bandi
pubblici.
Il Municipio II è sprovvisto di Centri di formazione professionale.

148
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

LA PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI E DEGLI INTERVENTI SOCIALI

PR0GETTI REALIZZATI CON I FINANZIAMENTI DELLA L. .328/’00

Analisi dell‘esperienza dei progetti del Piano di zona del Municipio II a favore dei
disabili realizzati anno 2007
Progettualità rivolte agli adulti :

Spazi Aperti Spazi Aperti


Lavoriamo insieme - tirocini mirati tirocini mirati
Hinsieme
Sesa
Spazi aperti
Area d’intervento: 54 adulti con disabilità (frequenze complessive settimanali 103
disabili)
Obiettivi: Consolidare una struttura di riferimento ai disabili e relativi nuclei familiari del territorio
del Municipio II, struttura ad alta valenza sociale, socializzante ricreativa e di sollievo alle famiglie;
Rafforzare la promozione delle sinergie con le opportunità che il territorio offre,in una prospettiva
che vada al di là del mero assistenzialismo, ma che si configura come approccio alla persona e al
suo contesto;
Creare opportunità di autonomia, di socializzazione, di interesse culturale e di community- cure;
Tipologia d’intervento: 11 laboratori dal lunedì al sabato: Giardinaggio,Autonomia,Grafico-
pittorico ,Cucina, Musica,Teatro, Brico e decoupage, Attività Sportiva, Alfabetizzazione
informatica, Ballo, Autonomia autogestita
Sede Attività: Centro di socializzazione Durante Noi+ libero laboratorio+Avogadro+Circolo
canottieri Tirrenia + territorio
Ente gestore: Ati Associazione Harmonia e Coop. Mille e una notte
Fondi: l.328/00 (finanziamenti anno 2007)
Durata: Affidamento dal 25 ottobre 2007 al 15 gennaio 2009.
Costo: euro 145,000,00

Lavoriamo insieme: Tirocini mirati


(Progetto trasversale)
Area d’intervento: 4 cittadini con disagio sociale in carico al Settore adulti e minori e 8 utenti con
disabilità in carico al settore Handicap
Obiettivi: Consolidare o avviare l'inserimento professionale lavorativo a cittadini a rischio di
emarginazione. Rafforzare le competenze con lo scopo di accrescere la possibilità di reinserimento
lavorativo; facilitare la realtà del diversamente abile nel mondo del lavoro e di potenziarne
lecapacità lavorative,
Tipologia d’intervento:attività formative- lavorative in strutture lavorative con tutor aziendale e
rimborso frequenza pro die

149
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Ente gestore: Associazione Harmonia


Sedi ospitanti: Supermercato SMA,Biblioteca Comunale Villa Leopardi, libreria Feltrinelli, Mense
Scuole Paganini,XX Settembre, asilo nido Pinocchio,Coop. Il Sogno,Coop. Boogan,Ditta
Moscatelli Attività Ricreativa,Ass.Sportiva Talenti.
Fondi: L.328/00 (finanziamenti anno 2006)
Durata: Affidamento dal 3 settembre 2007 al 30 giugno 2008.
Costo complessivo: euro 30.000,00

Hinsieme
Area d’intervento:12 utenti disabili adulti
Obiettivi: Questo progetto ha inteso fronteggiare e offrire risposte al nucleo familiare logorato
psicologicamente e fisiologicamente dall’assistenza quotidiana del familiare con disabilità offrendo
opportunità per una maggiore qualità di vita al disabile.
Tipologia d’intervento:contributo economico una tantum, rimborso spese per pagamento spettanze
operatori privati/badanti per interventi domiciliari ed extradomiciliari
Ente gestore: Municipio II
Sede: domicilio utenti e territorio
Fondi: L.328/00 (finanziamenti anno 2005)
Durata: Progetto realizzato nel corso dell’anno 2007
e concluso
Costo: euro17.000,00

SESA
Area d’intervento: prevalentemente utenze disabili adulte
Obiettivi: ·Offrire una maggiore qualità di vita al disabile e al nucleo familiare;
Offrire un supporto alla famiglia;
Fronteggiare le richieste di ore straordinarie, urgenti offrire risposte temporanee per urgenze lista
attesa
Tipologia d’intervento: pacchetti di interventi domiciliari ed extradomiciliari per fronteggiare
emergenze urgenti
Sede Attività: domicilio e territorio
Ente gestore: Coop. Le Mille e una Notte
Fondi: l.328/00 (finanziamenti anno 2006)
Durata: Affidamento dall'1 giugno 2007 al 31 maggio 2008. La conclusione sarà posticipata a
fronte di economie da progetto
Costo: euro 30.000,00

Non ti scordar di me
Area d’’intervento: rivolto a 13 disabili minori ( 10 pacchetti con interventi individuali, un
intervento di gruppo per 4 adolescenti per un percorso di autonomia e di socializzazione realizzato
il sabato pomeriggio)
Obiettivi: Fronteggiare la lista di attesa, favorire l'autonomia, promuovere forme di integrazione
sociiale, creare opportunità di ben-essere sociale
Tipologia d’intervento: pacchetti di interventi domiciliari ed extradomiciliari per la promozione,
l'autonomia e l'integrazione sociale

150
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Sede Attività: domicilio e territorio


Ente gestore: Cooperativa Sociale le Mille e una notte
Fondi: L.328/00 (finanziamenti anno 2006)
Durata: Affidamento dal 6 agosto e 2007 all 5 agosto2008. La conclusione sarà posticipata a fronte
di
economie da progetto
Costo: euro 50,000,00

Fuoricentro Insieme
Area d’intervento: 32 minori
Obiettivi: Garantire una struttura di riferimento ai disabili minori,giovani adulti e relativi nuclei
familiari del territorio; consolidare spazi innovativi e quelle attività dove incontrare sia i bisogni
individuali che sociali dei soggetti disabili e rafforzare un rapporto attivo e di sostegno alla
famiglia;
rafforzare nel minore un cammino di crescita personale verso la socializzazione,l’autonomia e
l’integrazione creando spazi aperti e integrati di aggregazione e socializzazione significativi e
rassicuranti.
Tipologia d’intervento: 7 laboratori dal llunedì al sabato pomeriggio. Musica,Danza,, Gioco,Sport,
Globalità Linguaggio, Cavallo, Autonomia..
Sede Attività : Viale Etiopia 4,, Largo Monte S.Giusto CSI di Via Montona, Maneggio Fonte di
Papa, Palazzo Baronale Torrita Tiberina e territorio cittadino.
Ente gestore:: 'ATI Associazione Harmonia –Cooperativa Sociale Le Mille e una notte.
Fondi: l.328//00 (ffinanziamenti anno 2007).
Durata:: Affidamento dal 20 gennaio 2008 al 31ottobre 2008..La conclusione sarà posticipata a
fronte di economie da progetto.
Costo: euro 100,,000,00

151
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

PROPOSTE PROGETTUALI PRESENTATE NEI TAVOLI DI CO- PROGETTAZIONE

Obiettivi e priorita’ da raggiungere

Uno dei problemi emerso con maggiore forza e frequenza è quello della difficoltà quotidiane dei
genitori con figli portatori di handicap ad accudire il proprio figlio. Ciò che verrebbe a mancare è
una efficace rete di servizi di sollievo e di supporto alle famiglie. Il supporto dovrebbe potersi
configurare anche in termini di counseling, in modo tale da fornire alla famiglia degli strumenti per
gestire le competenze genitoriali in situazioni di difficoltà e di disagio.
Oltre alla problematiche legate alla quotidianità, altre difficoltà riguardano l’annoso problema del
“dopo di noi”, che in termini concreti si configura come assenza di strutture che possano ospitare il
disabile nel momento in cui verranno a mancare i familiari o quella rete parentale che garantisce
l’accudimento.
Altrettanto sentito è il problema della poca presenza di gruppi di socializzazione per disabili con
patologie lievi e centri diurni per disabili gravi e gravissimi sia adulti che minori, che possano
offrire la possibilità di posti letto per gestire emergenze di pochi giorni che possono riguardare la
famiglia nel suo complesso ( ospedalizzazione dei genitori, ecc).
Altra priorità rilevata è quella relativa al trasporto: non esiste un servizio organizzato che garantisca
la mobilità delle persone non autosufficienti, inoltre, le eventuali soluzioni al problema vengono
ostacolate dalle controversie legislative, assicurative e burocratiche che rendono poco chiare le
modalità che si potrebbero adottare per garantire questo servizio, sia a livello pubblico che a partire
dal privato sociale.
Anche il fabbisogno in merito alle residenzialità è molto alto. Attualmente le strutture devono
essere accreditate dal V° Dipartimento del Comune di Roma.
L’assistenza domiciliare non può essere una riserva per ottemperare alle richieste di famiglie
esasperate da una estenuante attesa di inserimento del proprio figlio in strutture residenziali
specifiche per casi gravi e problematici .
Ai Municipi infatti è stato decentrato il SAISH e non tutto ciò che ruota intorno ai servizi alla
persona. L’H 24, ovvero l’ assistenza garantita nell’arco di tutte le 24 ore, può essere realizzata
attraverso progetti mirati alla creazione di strutture residenziali di emergenza-sollievo e dai
cosiddetti progetti “dopo di noi”.
Per tali progettualità è necessaria e indispensabile una compartecipazione sanitaria in termini di
risorse sia umane che finanziare.
Molti utenti con disabilità gravi hanno genitori anziani, soli senza o con un carente supporto
parentale che reclamano ai Servizi disperatamente percorsi “durante noi” ” per un sereno dopo di
noi”
Nel Municipio II sono carenti Centri Diurni socio-sanitari: è presente solo il Centro INFANZIA
TARDIVA; mentre per quanto riguarda le residenzialità sono presenti quattro strutture accreditate
a favore di disabili e vigilate dal Dipartimento V : due gestite dalla Cooperativa Europa e un’altra
casa famiglia per persone down gestita dall’Associazione Verso il Futuro. Un’attenzione
particolare va posta all’ultima nata “Casa famiglia sei come sei” gestita dalla coop.Perla.
Negli ultimi tempi, considerata la gravità dell’argomento, soprattutto per i genitori anziani di
disabili gravi sembra si stia tentando di investire le energie e le risorse economiche per la
realizzazione di case famiglia, quale unica risposta all’angosciante problema del “Dopo di Noi”.

La nuova casa Sei come Sei rispecchia un nuovo modello del “ Poi ”: Renato e Giuliana si sono
trovati ad affrontare la disabilità poco più di 30 anni fa. Impreparati come tutti i genitori che si
sentono dire che il loro figlio è diverso dagli altri……prendono man mano coscienza della reale

152
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

dimensione del problema e si “attrezzano” per affrontarlo. Con l’aiuto dei giovani
volontari,insostituibile risorsa, e insieme a tante altre famiglie,ognuna portatrice della voce del
proprio figlio, sin da allora si confrontano e collaborano con le istituzioni, convinti che solo una
forte intesa tra queste realtà (istituzione- famiglie-volontariato) può garantire dignità,rispetto e
tutela a tutti coloro che non sono in grado di conquistarli da soli. Ora “la casa di Daniele” è
diventata la casa di sei disabili “Casa sei come sei”, queste stesse forze unite hanno consentito la
realizzazione di un nuovo modello di “dopo di noi”.
Si individua la necessità di favorire Progetti di interventi di aiuto personale a favore dei portatori
di handicap di particolare gravità. L’esperienza di assistenza domiciliare ha permesso
l’acquisizione di notevoli conoscenze in merito ai bisogni delle persone disabili e l’attivazione di
esperienze innovative che hanno dato risultati molto positivi
( progetto residenzialità – saish).
Nell’ambito di questa esperienza abbiamo spesso rilevato una notevole difficoltà delle famiglie nel
sopportare il peso di una presenza continuativa nella gestione di handicap particolarmente gravi.

Le situazioni più gravose ovviamente sono quelle in cui l’assenza di servizi rende indispensabile la
presenza dei familiari: durante la notte e nei giorni festivi.
Le famiglie in questi casi hanno un carico di sofferenza e di responsabilità che, prolungato nel
tempo e senza alcuna speranza di soluzione, può essere destabilizzante e provocare nelle persone
uno stato di prostrazione ulteriore.
Inoltre, negli ultimi anni si è constatata la carenza di supporti adeguati a soddisfare alcune
specifiche esigenze, quali un progetto di rimborso parziale di eventuali spese, per permettere alle
persone disabili di usufruire di assistenza, soprattutto nelle ore diurne e notturne dei giorni festivi, o
fuori del comune di residenza. Il rimborso assume la caratteristica di complementarietà ai servizi
esistenti, permettendo un’autogestione finalizzata al bisogno della persona e della sua famiglia
rispettando un programma preventivamente concordato con gli Enti locali competenti.
Tuttavia, il settore Handicap del Municipio II di concerto con i servizi territoriali ASL di
competenza, attraverso il Saish intendono offrire una maggiore qualità di vita al disabile e al
relativo nucleo familiare al fine di garantire il Ben-essere.

Ma ricordiamo anche che, sino a quando scarseggeranno strutture socio-sanitarie integrate di


riferimento a favore di disabili gravi con genitori anziani, il budget assegnato alla realizzazione
del Servizio per l’autonomia e l’integrazione sociale della persona disabile risulterà insufficiente a
coprire tutte le problematiche sopra accennate.
Pertanto gli strumenti per garantire il Ben-essere dell’individuo affetto da disabilità, devono essere
plurimi e non legati esclusivamente all’assistenza domiciliare.

153
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

PROGETTI DA REALIZZARE NELL’ANNO 2008

Programmazione finanziaria 2008-2010

Servizi ed Inter- Servizi ed Interventi da Servizi ed


Servizi da
venti a cui assicu- sviluppare, integrare, Interventi da creare
concludere
rare continuità rimodulare, innovare ex novo

Elenco: Anni 2008-2010 Anno 2008-2010 Anno 2008-2010


Elenco: Elenco:
La continuità sarà • Progetto Centro
assicurata dai continuativo con polivalente per la
progetti inseriti nella cambiamenti famiglia 1. Progetto “Non ti
seconda colonna, (accorpati due (ipotesi da scordar di me”
mentre un potenzia- progetti e reso realizzare con i (confluisce in
mento sarà realizza- trasversale) fondi legge 285) progetto unico)
to se garantito un “Lavoriamo 2. Progetto
implemento finan- insieme Borse “SESA”(conflui
ziario. lavorio- tirocini sce in progetto
mirati “ unico)
• Rimodulazione 3. Progetto
(accorpamento di Hinsieme
tre progetti: (confluisce in
“SESA” – “Non ti progetto unico)
scordar di me”- 4. Tirocini mirati
“Hinsieme” in un (confluisce in
unico progetto progetto unico)
rivolto a disabili
per un
potenziamento di
assistenza
domiciliare
• Laboratori per
minori
“Fuoricentro
Insieme”
• Laboratori per
adulti “Spazi
aperti”

154
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’INTEGRAZIONE DELLE POLITICHE SOCIALI CON LE ALTRE POLITICHE DELLO


SVILUPPO URBANO

MODELLO DI INTEGRAZIONE ATTUATO PER IL


SETTORE HANDICAP II MUNICIPIO

- Area disabili V Dipartimento Comune di Roma


- Area UOSECS II Municipio Servizio Sociale
- XVII Dipartimento Ufficio Servizio Civile
- ASL RM/A II DISTRETTO - U.O. Serv. Handicappati adulti
- ASL RM/A II DISTRETTO - U.O T.S.M.eR.E.E.
- Consulta per l’handicap
- Consulta del volontariato
- Enti Gestori servizi alla persona
- Scuole

⇑ ⇓

RETE OPERATIVA GIA’ ATTIVATA PER LA DISABILITA’ E NELLO SPECIFICO


PER ASSISTENZA DOMICILIARE SAISH, CENTRI ATTIVITA’ LABORATORIALI
PER DISABILI ADULTI E MINORI, GRUPPI DI SOCIALIZZAZIONE

DESCRIZIONE DELLE
ATTIVITA’
INERENTI ASSISTENZA
ENTI ATTIVITA’ IN ESSERE DOMICILIARE (SAISH),
CENTRO DIURNO E
SOCIALIZZAZIONE

Individuazione tipologie
utenza, programmazione
Programmazione e verifica
Servizio Sociale Municipale progettuale,autorizzazioni,
interventi
verifica tecnico-
ammministrativa

ASL RM/A II Distretto - UO.


Individuazione tipologie
TSMeREE Programmazione e verifica
utenza, progettazione attività
- UO Servizio Handicap interventi
e verifica tecnica
Adulti

155
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

Un valido strumento per regolamentare il servizio alla persona disabile è il Disciplinare per
l’attuazione del servizio di aiuto alla persona disabile (SAISH) – fornito dal V Dipartimento con
D.D. n.2424 del 25 giugno 2007 , che ha definito informazioni su “chi,cosa,come e quando”nel
territorio.

1. Competenze e responsabilità
Occorre innanzi tutto constatare che esiste una notevole confusione sulle competenze in materia di
cura, riabilitazione e assistenza delle persone con disabilità.

In particolare per i servizi alla persona si riscontra che molti cittadini considerino i Servizi attivati
dal Comune come l’unica risposta a tutti i problemi, non potendo, a volte, disporre di informazioni
e/o di risposte da altri settori pubblici quali, ad esempio, il settore sanitario e sociosanitario.
Accade allora che il Comune venga considerato di fatto come l’unico responsabile in materia di
assistenza alle persone disabili e venga chiamato a torto a rispondere su prestazioni e diritti che per
legge devono invece essere garantiti dal Servizio Sanitario, quali, ad esempio tutti gli interventi di
riabilitazione funzionale e sociale, che rientrano tra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Giova ricordare che i LEA sono prestazioni sanitarie e sociosanitarie che riguardano il diritto
costituzionale alla salute e sono, pertanto, da considerare “diritto soggettivo” esigibile sempre e,
quindi, irrinunciabile.

La legge 289/2002 - art. 54 - ha stabilito che i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sono quelli
definiti nell’allegato 1C del DPCM 29 nov. 2001.
Per le persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale i LEA riguardano gli interventi sanitari e
sociosanitari necessari per attivare programmi riabilitativi e si realizzano (per la parte che qui
interessa) attraverso:

 le prestazioni ambulatoriali, riabilitative e socioriabilitative presso il domicilio (art. 26 L.


833/78 – Provv. 7.5.78 “Linee guida del Ministero Sanità per le attività di riabilitazione”);
 la “tutela del disabile attraverso prestazioni di riabilitazione, in regime domiciliare (L.
104/92 – L.162/98)”;
 l’assistenza protesica.

In tal senso l’assistenza alla persona attivata dal Comune non può che caratterizzarsi come
assistenza di base – non specialistica – ed essere parte integrativa e non sostitutiva degli interventi
abilitativi/riabilitativi di competenza della ASL.
In effetti si è tutti consapevoli che non possa essere l’intervento socio/assistenziale del Comune a
garantire da solo lo sviluppo massimo della personalità e l’inserimento sociale più attivo e
partecipato della persona disabile. La complessità e i molti fattori che interagiscono (cognitivi,
affettivi, relazionali, familiari e sociali) richiedono un progetto complessivo sociosanitario ed
educativo (cui può senz’altro concorrere anche l’assistenza non specialistica del Comune) per
garantire unitariamente il benessere della persona nonché il sostegno e il sollievo della famiglia.
Poiché gli interventi socio/assistenziali non rientrano nei LEA (e quindi non possono essere ancora
considerati un diritto soggettivo, ma solo un interesse legittimo), è del tutto evidente e logico,
nonché giuridicamente corretto, ritenere che il Comune di Roma debba garantire un’assistenza –
sempre non specialistica – sulla base della disponibilità di risorse finanziarie e sulla base di
comparazione con le esigenze di altri cittadini utenti.

156
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

2. La natura delle prestazioni


In attuazione della normativa vigente (L. 104/92 e L.162/98) e in risposta ai bisogni assistenziali e
di integrazione sociale delle persone disabili, è stato istituito fin dal 1986 un servizio di assistenza
denominato SAISH (Servizio per l’autonomia e l’integrazione sociale della persona handicappata).
l'insieme delle prestazioni di aiuto si riferiscono a interventi socio/assistenziali (la cui competenza è
assegnata al Comune) per soddisfare alcuni dei bisogni della persona disabile in relazione a
problemi di autosufficienza e/o autonomia e/o partecipazione sociale.
Con deliberazione n. 90/05 del Consiglio Comunale, l’Amministrazione ha inteso regolamentare il
servizio e con le deliberazioni Giunta Comunale n.479/06 e n.730/06 ha poi definito le modalità
attuative del servizio in ordine:

 ai livelli di intensità assistenziale cui far riferimento per definire il piano di intervento
personalizzato;
 ai costi massimi di ogni singolo pacchetto individuale in relazione ai diversi gradi di
intensità assistenziale.

I concetti di riferimento che vengono assunti per la definizione delle azioni del servizio sono quelli
riferiti a: autosufficienza, autonomia e partecipazione sociale (o socializzazione).
Tale scelta è da ritenersi fondamentale e strategica per l’individuazione dei bisogni, per una corretta
definizione degli ambiti d'intervento (vedi ICF dell’OMS), per la programmazione degli interventi
stessi e delle strutture di supporto da mettere a disposizione e infine per coerenza e rispetto della
normativa vigente e sopra richiamata.
L’autosufficienza (da non confondere con l’autonomia) presuppone la capacità di svolgere da soli le
normali attività relative alla cura ed al mantenimento del proprio corpo e agli interventi nella sfera
motoria e sensoriale, essere in possesso di abilità per l’alimentazione, per l’igiene della persona e
dell’ambiente di vita, per la mobilità, ecc..
La non autosufficienza si ha quando la persona non possiede, in tutto o in parte, tali abilità e quindi
ha bisogno di interventi di aiuto per compensare deficit di natura motoria e/o sensoriale. Può quindi
manifestarsi, ad esempio, come difficoltà nel camminare, nel salire le scale, nel chinarsi o nel
sedersi; oppure può riguardare l’avere difficoltà nel vestirsi, nel lavarsi, nel fare il bagno o nel
nutrirsi.
Quando la non autosufficienza deriva da una disabilità intellettiva o psichica il programma di aiuto
dovrà avere anche valenza educativa.
Alcuni problemi di non autosufficienza possono essere risolti con programmi di riabilitazione
funzionale, con l’aiuto di protesi, ortesi e ausili (garantiti dalla ASL).
Quando tali interventi non sono risolutivi occorre prevedere l’intervento di aiuto di un'altra
persona.
L’autonomia riguarda il campo delle competenze che attengono allo sviluppo della persona.
L’autonomia è il risultato di un processo di apprendimento e di crescita che, partendo da un uso
corretto e proficuo di interventi educativi familiari, scolastici e sociali, sviluppa capacità di
autodeterminazione per la propria esistenza, fino, ove possibile, alla rappresentazione e alla
costruzione di un personale progetto di vita.
Tutto ciò implica uno sviluppo di capacità che permette di dotarsi di obiettivi, di fare delle scelte,
di prendere iniziative, di avere orientamenti e piaceri a cui tendere, di stabilire, esercitare e
sviluppare relazioni sociali.
La non autonomia è, al contrario, la dipendenza massiccia da persone e/o da cose; è la mancanza di
una rappresentazione adeguata del mondo esterno e quindi la impossibilità a dare risposte efficienti
e produttive, che siano segno di integrazione sociale personalmente voluta e perseguita.

157
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

La partecipazione sociale (o socializzazione) è un processo di acquisizione di abilità per consentire


l’autonoma gestione di spazi, movimenti, relazioni formali e informali e strumenti conoscitivi
necessari per interagire con il proprio ambiente.
La socializzazione è quella sfera di azione che permette alla persona l’interscambio tra
autopercezione e senso di appartenenza ad un gruppo ed il situarsi all’interno di un sistema di
relazioni significative ed anche affettive.
Per la persona disabile la socializzazione è strettamente legata alle azioni per l’acquisizione
dell’autonomia e dell’autosufficienza in quanto suscita o rafforza la motivazione ed il senso per
accettare e condividere gli interventi più strettamente orientati all’abilitazione e/o alla riabilitazione.
Diversamente tali interventi avrebbero tutta la qualità di essere più un bisogno tranquillizzante per
l’operatore o per la famiglia che un interesse partecipato e quindi avere quella intensità operativa
che permette di raggiungere, anche in termini di efficienza, i risultati attesi.

3. Le diverse forme attuative


Per la programmazione degli interventi per le persone disabili l’articolo 7 della legge 104/92
stabilisce che “la cura e la riabilitazione della persona handicappata si realizzano con programmi
che prevedano prestazioni sanitarie e sociali integrate tra loro, che valorizzino le abilità di ogni
persona handicappata e agiscano sulla globalità della situazione di handicap, coinvolgendo la
famiglia e la comunità…”.

L’articolo 3-septies del Decreto Legislativo n.502/92 riafferma il concetto di progetto integrato e
globale per la persona con disabilità. “le prestazioni sociosanitarie sono assicurate, mediante il
concorso delle aziende sanitarie locali e dei comuni, dall’erogazione integrata delle prestazioni
sanitarie e sociali necessarie a garantire una risposta unitaria e globale ai bisogni di salute, che
richiedono interventi sanitari e azioni di protezione sociale”.
La legge 162/98 all’art.39 c.2 afferma che la regione deve disciplinare “allo scopo di garantire il
diritto alla vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione
dell’autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non
superabili medianti ausili tecnici, le modalità di realizzare programmi di aiuto alla persona, gestiti
in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con
verifica delle prestazioni erogati e della loro efficacia”.
L’art.9 della deliberazione del Consiglio Comunale n.90/05 recita: “Titolare del piano d’intervento
è il Servizio Sociale del Comune di Roma che, in accordo con il cittadino utente, individua obiettivi
e prestazioni del piano di intervento medesimo e definisce le risorse necessarie per la sua
realizzazione. In relazione ai soggetti con disabilità il Piano di intervento è predisposto in
integrazione con il competente servizio della ASL ai sensi della normativa vigente”.
In relazione al SAISH, la normativa ricordata prevede: la predisposizione di un piano d’intervento
personalizzato, definito sulla base dei livelli di intensità assistenziale; il concorso alla definizione
dei Servizi sociali comunali, dei servizi sanitari e sociosanitari della ASL, dell’interessato e/o della
sua famiglia; la definizione del budget di copertura finanziaria del progetto; le modalità di
attuazione del progetto.

Le forme attuative previste del servizio sono:


-attraverso la libera scelta di un ente gestore che con suoi operatori attuerà il progetto personalizzato
(forma diretta);
-attraverso l’assunzione dell’assistente personale da parte dell’interessato o della sua famiglia
(forma indiretta);
-attraverso un insieme delle due forme (forma mista).

158
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

4. L’assistenza in forma indiretta


Sulla base delle prestazioni da erogare e in relazione ai diversi bisogni della persona con disabilità
l’Amministrazione, a seguito di diverse controversie e ricorsi al TAR del Lazio, ritiene di dover
tornare a definire il disciplinare riguardante l’assistenza da attuare in forma indiretta.
Nel rispetto della normativa richiamata, ogni piano d’intervento dovrà essere concordato e
condiviso dall’interessato e/o dei suoi familiari, dal Servizio Sociale Municipale e dal Servizio della
ASL che esercita la presa in carico. Il piano deve essere specifico per i bisogni da soddisfare,
prevedibilmente efficace, di tutela della parte più debole, di aiuto a superare stati di dipendenza.
Nella definizione del piano viene stabilita di comune accordo la modalità di attuazione
dell’intervento: diretta – indiretta – mista.
A tale proposito si stabilisce quanto segue:

1. E’ possibile accedere a forme di assistenza indiretta quando il progetto personalizzato


richieda prestazioni inerenti il superamento di stati di non autosufficienza, relativi a
situazioni personali che impediscono lo svolgimento di una o più funzioni essenziali della
vita (cura e mantenimento del proprio corpo, interventi nella sfera motoria e sensoriale,
interventi per l’alimentazione, per l’igiene della persona e dell’ambiente di vita, per la
mobilità).
Gli interventi di aiuto richiesti sono da considerare interventi di assistenza di base, attuabili
da personale non particolarmente qualificato.
2. E’ opportuno e necessario riservare all’assistenza diretta (con operatori qualificati con la
costante supervisione della ASL e non direttamente dipendenti dalla famiglia) quella parte di
interventi che richiedono un complessivo intervento socio-sanitario ed educativo poiché
sono riferiti a processi di sviluppo dell’autonomia e di socializzazione che richiedono un
processo di apprendimento e di crescita che, partendo da un uso corretto e proficuo degli
interventi educativi, familiari, scolastici e sociali, tenda a sviluppare capacità di
autodeterminazione per la propria esistenza, fino, ove possibile, alla prospettiva di decisioni
autonome per la partecipazione sociale.

8. Il Piano Municipale per l’infanzia e l’adolescenza (legge 285/97)


I progetti relativi alla fascia della disabilità, finanziati con i fondi della legge 285/97 sono riportati
nello specifico capitolo 8 .

9. Gli altri Piani e progetti Territoriali


Alcuni progetti inerenti la disabilità sono di titolarità Dipartimentale per es. sito web V, Handy
Turismo, CIDHA (Centro informazione Documentazione Handicap),Sportello vita
indipendente,Turismo accessibile.
Mentre si riferiscono al VII Dipartimento le progettualità afferenti il Servizio Civile e lo Sportello
Handicap.
I progetti di assistenza indiretta, rimborso spese, assistenza integrativa rispettano l’intento
progettuale della legge 162/98, e prevedono una serie di interventi per una maggiore qualità di vita
e di ben-essere del cittadino disabile e del suo nucleo familiare.
Ma l’esiguità dei fondi negli ultimi anni, hanno permesso una debole risposta all’utenza attraverso
l’assistenza indiretta e integrativa, lasciando insoddisfatte delle richieste di assistenza domiciliare da
autogestire. Alcune richieste sono state soddisfatte, trasformando agli utenti il pacchetto saish in
dotazione,

159
Capitolo 4 Piano regolatore sociale 2008-2010

trasformando la gestione dell’assistenza da diretta in indiretta: ma ciò è stato possibile grazie ai


fondi destinati al saish.

Per quanto concerne l’ assistenza gestita in forma indiretta grazie ai fondi assegnati dalla Regione
Lazio legge 162/98, fondi sinora ripartiti dal V° Dipartimento è stato possibile garantire
parzialmente il fabbisogno territoriale di vita indipendente.
E’ altresì possibile accedere a forme di assistenza indiretta quando il progetto personalizzato
richiede prestazioni inerenti il superamento di stati di non autosufficienza, relativi a situazioni
personali che impediscono lo svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita (cura e
mantenimento del proprio corpo, interventi nella sfera motoria e sensoriale, interventi per
l’alimentazione, per l’igiene della persona e dell’ambiente di vita, per la mobilità).
Pertanto, tutte le persone con disabilità possono accedere alla modalità di assistenza indiretta per
tutti gli interventi riferiti al superamento di stati di non autosufficienza che hanno l’effetto di
limitare la persona nello svolgimento di funzioni essenziali della vita. Tale possibilità – ovviamente
subordinata alla disponibilità di idonee risorse finanziarie – viene concordata con il Servizio
Sociale comunale sulla base di un progetto personalizzato e condiviso dalla persona interessata e/o
dai familiari e dal competente servizio della ASL.

160
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 5

Ufficio di piano

SETTORE ADULTI

ADULTI :INCLUSIONE SOCIALE

Tel 0686398348
Fax 0686211017
E mail : e.defazio@comune.roma.it

161
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

INTRODUZIONE

“La cittadinanza è la visibilità della dignità della persona e dei suoi diritti nella sua comunità di
residenza. E’ altresì la garanzia che i diritti umani fondamentali della persona vengano garantiti e
tutelati e che ogni persona possa partecipare allo sviluppo civile della comunità di appartenenza.”
Dalla prima stesura della Carta dei Valori del Volontariato (FIVOL Gruppo Abele)

Analisi generalizzata sui bisogni della popolazione adulta

Tra le persone adulte che possono trovarsi esposti a rischio di precarietà ed esclusione sociale si
rilevano non solo i giovani in cerca di prima occupazione ma anche chi, avanti negli anni, si ritrova
con un occupazione precaria e mal retribuita .
La legge 328/2000 all’art. 22 indica, tra gli interventi volti a garantire la qualità della vita, misure
di contrasto della povertà e di sostegno al reddito e servizi di accompagnamento, attraverso la
prevenzione, la riduzione e l’eliminazione delle condizioni di bisogno e di disagio individuali e
familiari.
Il lavoro sociale si è confrontato da sempre con il problema del bisogno e della povertà.
Accanto alle povertà tradizionali emergono però, a ridosso dello sviluppo, povertà mai sperimentate
in precedenza e perciò definite “ nuove povertà”.
Si tratta di carenze che non sempre sono legate a reddito inadeguato.
In Italia 2 milioni 623 mila famiglie sono povere (pari all'11,1% dei nuclei residenti). In difficoltà si
trovano 7 milioni 537 mila persone, pari al 12,9% dell'intera popolazione. E' quanto emerge dagli
ultimi dati Istat sulla povertà nel nostro paese.
La stima dei dati sulla povertà però, solitamente, si riferisce alla povertà economica in senso stretto
alle quali sono da aggiungere tutte quelle situazioni di disagio, marginalità, estraneità e difficoltà
estreme. Si tenga conto infatti, che l’indagine, per modalità di esecuzione, non può raggiungere una
quota di popolazione nella quale prevalgono condizioni di estrema povertà: persone senza fissa
dimora o in abitazioni precarie; immigrati arrivati di recente; invalidi dalla salute malferma. Una
massa che ammonta sicuramente a qualche centinaio di migliaia di persone difficilmente
raggiungibili dai tradizionali strumenti di sostegno.
Come hanno dimostrato molte ricerche italiane e straniere i motivi per cui si entra in povertà sono
diversificati così come lo sono le risorse per uscirne.
La povertà è fortemente associata a bassi livelli di istruzione, a bassi profili professionali (working
poor) e all'esclusione dal mercato del lavoro: l'incidenza tra le famiglie dove due o più componenti
sono in cerca di occupazione è di quasi quattro volte superiore a quella delle famiglie senza
disoccupati.
Vi è chi è povero nonostante abbia una occupazione stabile perché la remunerazione non è adeguata
ai bisogni familiari o anche solo ai bisogni individuali.
Tuttavia se un occupazione adeguatamente remunerata è la via maestra per contrastare la povertà
non sempre in un momento e in un contesto dato vi è una domanda di lavoro sufficiente a coprire
l’offerta e non sempre chi si trova in povertà è immediatamente in grado di accettare una eventuale
occupazione (per formazione inadeguata, per fragilità fisica o psichica, per gravosità del carico
familiare di cura).

162
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Gli interventi di contrasto della povertà riguardano innanzitutto le politiche attive del lavoro e di
sviluppo locale e le politiche formative; in parte esse riguardano anche le politiche di conciliazione
tra partecipazione al mercato del lavoro e responsabilità di cura familiare, nella misura in cui molta
povertà è dovuta all’esclusivo impegno domestico della madri, specie nel caso di famiglie con un
solo genitore e nelle famiglie numerose. Anche le misure di sostegno economico alla crescita dei
figli costituiscono una forma di prevenzione e contrasto della povertà in quanto correggono la
potenziale inadeguatezza del reddito familiare rispetto al numero di persone che da questo
dipendono.
In questa prospettiva è importante che le iniziative di sviluppo locale si pongano esplicitamente
obiettivi di contrasto e prevenzione della povertà, individuando sia i soggetti potenzialmente più
vulnerabili, sia gli strumenti più adatti a sostenerne le potenzialità attraverso l’orientamento alla
valorizzazione delle capacità e potenzialità dei soggetti e lo sviluppo di forme di accompagnamento
sociale in collaborazione con i diversi soggetti pubblici non lucrativi e privati presenti sul territorio.
Le politiche di alleviamento della povertà inoltre, devono essere rivolti anche a chi in modo più o
meno temporaneo, non ha le risorse personali o le opportunità necessarie per essere
economicamente autonomo tramite politiche di sostegno e incentivazione alla formazione, per i
giovani, e di riqualificazione, per gli adulti, di facilitazione all’accesso all’abitazione per le famiglie
a basso reddito .

IL CONTESTO TERRITORIALE

Il contesto territoriale del Municipio II è suddiviso in cinque quartieri, caratterizzati da una estrema
diversità dal punto di vista socio-economico e culturale. Tuttavia il disagio sociale si presenta come
un fenomeno trasversale che colpisce tutte le classi sociali con un’alta presenza di nuclei familiari
multiproblematici, dove la presenza di minori rappresenta un “rischio” più elevato.
Nel II Municipio si rileva la presenza di una popolazione non omogenea per fasce di reddito e
livello culturale e ciò determina la crescita di situazioni sociali multiproblematiche e a rischio di
emarginazione sociale per i quali si attivano interventi non solo di prevenzione del disadattamento
sociale ma anche di riabilitazione e reinserimento lavorativo.

Il grafico sottostante è stato elaborato dai dati dell'ultimo censimento della popolazione.

Esso mostra la distribuzione per fasce di età nel II Municipio in confronto con la stessa
distribuzione su scala comunale, un grafico che esalta le differenze fra la distribuzione comunale
L'andamento della curva ricalca
fedelmente quello della media
comunale; pur evidenziando che
esistono delle differenze fra la parte
sinistra del grafico e la parte destra,
fra le fasce più giovani e quelle più
anziane.
La corretta interpretazione dei dati,
però, deve tenere conto anche della
collocazione geografica del
municipio e della sua storia.
Dai cinquanta anni in su si inverte
la tendenza e la popolazione è

163
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

percentualmente più numerosa rispetto al totale comunale, in particolare dai 50 anni ai 65: è lo
"zoccolo duro" dei residenti attivi, ancora coinvolti nel lavoro e che probabilmente risiedono nel
Municipio da diversi anni. Per quanto riguarda la differenza di genere, dalla figura sottostante, è
evidente una tendenza costante sull'intero territorio nazionale, in particolare nel II Municipio:
il genere femminile è percentualmente più presente del maschile dai 25 anni in su.

A determinare questo dato può essere importante la presenza di stranieri nel Municipio, in
particolare di donne filippine e capoverdiane occupate come badanti. Infatti, il II Municipio, dai dati
in possesso (Ufficio Statistica-Comune di Roma), risulta il quarto per numero di immigrati in esso
presenti, con una presenza di 14.446 immigrati registrati alla anagrafe su una popolazione di
123,711, di cui 9.073 donne – pari al 62,8% del totale - e 5.373 uomini – pari al 37,2% del totale.
La comunità filippina è la comunità più forte per presenza numerica e anche la più radicata e
“organizzata”.

La popolazione immigrata nel II Municipio

Dal Rapporto 2005 sull’immigrazione a Roma curato dall’Osservatorio Romano sulle Migrazioni,
che fa capo alla Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Roma e alla Caritas
diocesana di Roma si rilevano i dati aggiornati sulla popolazione immigrata nel Comune di Roma.
Gli stranieri registrati nel Comune di Roma da 201.663 a fine 2003 sono diventati 223.879 al 31
dicembre 2004 con aumento dell’11%.
L’incidenza media degli stranieri residenti è del 7,9%; se invece si fa riferimento alla popolazione
immigrata complessivamente presente, pari a 242.194 persone, l’incidenza aumenta all’8,5%.
I Municipi a più alta incidenza di immigrati residenti sono il I (20,4%), il XX (13,6%), il II (11,4%)
e quindi, con l’incidenza dell’8%, l’VIII, il VI, il XVII e il XVIII, mentre si attestano sul 7% i
Municipi VII, VIII, XV, XVI e XIX. I Municipi più popolati da immigrati, con oltre 20.000 unità,
sono il I e il XX; superano le 10.000 unità il VI, l’VIII, il XIII, il XV, il XVI, il XVIII e il XVIII
Municipio. L’incidenza degli immigrati conosce i valori più alti nel Centro e nei Municipi esterni,
tuttavia anche negli altri Municipi la presenza è tutt’altro che trascurabile.
Le donne straniere incidono per il 52,6% sul totale e toccano l’apice nel II Municipio (62,6%),
mentre perdono la maggioranza assoluta nei Municipi VI, VII, VIII, XIII e XV. In linea generale,
l’alta incidenza femminile è tipica in una città come Roma, che abbisogna dell’apporto delle donne

164
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

immigrate nelle famiglie italiane; invece i valori differenti riscontrati per Municipio dipendono
dalla prevalenza di determinati gruppi, alcuni dei quali sono ad alto tasso di mascolinità.
La composizione continentale della presenza immigrati si differenzia nei singoli Municipi. I
comunitari superano un quinto delle presenze in diversi Municipi (I, II, III, XIII, XVI, XVII,
XVIII); anche gli africani raggiungono un quinto delle presenze nei Municipi VI, VII, VIII e XV;
gli asiatici sono un terzo delle presenze nei Municipi II, IX, XI, XVII e XX e ben il 45% nel VI,
realizzando così uno dei due casi di maggiore incidenza di un’area continentale in un Municipio.
Gli europei dell’Est superano il 25% nei Municipi V, VII, XII, XIII, XV e raggiungono anch’essi il
45% nel Municipio VIII.
Questa analisi condotta a livello territoriale aiuta a individuare anche i fattori che hanno influito
sulla composizione per paesi, da riferire spesso al relativamente agevole mercato degli alloggi nei
Municipi periferici, o alla possibilità di trovare il lavoro in loco o di abitare addirittura presso il
datore di lavoro (come non di rado avviene per i lavoratori domestici), o alla possibilità di avviare
un’attività commerciale o imprenditoriale o all’influenza delle reti familiari-etniche.
Da un’analisi elaborata dall’Ufficio di Statistica del Comune di Roma, relativa alla popolazione
straniera iscritta in Anagrafe, si evidenzia un aumento del numero dei residenti stranieri nel II
Municipio che al 31/12/2006, sono 14650, di cui 5406 maschi e 9244 femmine (dato provvisorio).

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Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

COMUNE DI ROMA . Stranieri residenti per Municipio (31.12.2004)


Popolazione pop. It + Stran Pop. straniera % su pop. Totale % minori % femmine % coniugati % celibi/nubili
1 122.634 25.004 20,4 7,8 42,8 29,6 67,3
2 124.114 14.122 11,4 10,6 62,6 41,7 54,1
3 55.660 4.669 8,4 9,6 57,1 34,9 61,0
4 203.325 9.853 4,8 13,8 57,9 41,0 55,0
5 183.761 8.200 4,5 15,9 51,2 40,8 55,7
6 129.039 11.439 8,9 20,1 46,5 42,7 54,9
7 124.297 8.899 7,2 21,7 49,0 40,3 57,4
8 208.592 15.371 7,4 20,6 46,3 45,4 52,4
9 130.520 8.728 6,7 14,6 58,3 35,3 60,7
10 180.936 6.856 3,8 17,5 53,4 44,0 52,8
11 136.566 9.626 6,9 14,5 52,9 38,2 58,1
12 168.705 8.914 5,3 13,5 55,9 45,5 50,7
13 205.300 13.653 6,7 13,8 49,7 45,7 50,5
15 153.145 11.337 7,4 19,1 49,9 40,6 56,7
16 144.740 10.417 7,2 11,6 58,0 35,5 61,2
17 73.496 6.207 8,4 9,2 59,4 34,9 61,0
18 135.583 13.335 9,8 11,9 53,1 31,9 65,6
19 181.706 13.349 7,3 16,0 57,1 40,6 56,2
20 149.910 20.369 13,6 14,9 56,4 42,2 54,6
Non localiz 3.531 38,5 9,5 45,7 32,7 62,2
Totale 223.879 7,9 14,3 52,6 39,2 57,5
% Eur. non
Provenienze pop. Totale % Africa % America % Asia UE % Eur. UE % Oceania
1 25.004 14,9 15,0 34,4 10,7 23,2 1,8
2 14.122 12,8 17,7 35,9 11,3 21,0 1,3
3 4.669 16,0 16,1 29,6 11,1 24,6 2,6
4 9.853 15,6 15,9 27,9 21,5 17,9 1,1
5 8.200 19,7 13,8 26,9 25,5 13,5 0,6
6 11.439 20,6 10,5 45,5 15,1 7,7 0,6
7 8.899 26,8 10,7 24,4 28,3 9,1 0,6
8 15.371 21,5 7,7 19,4 45,5 5,7 0,2
9 8.728 11,0 18,9 35,4 16,5 16,9 1,3
10 6.856 13,2 15,6 28,5 28,5 13,5 0,6
11 9.626 12,0 16,4 32,7 19,8 18,1 1,1
12 8.914 10,5 15,6 27,2 26,0 19,7 1,0
13 13.653 17,4 9,8 19,0 28,1 25,0 0,8
15 11.337 20,3 10,6 30,0 25,7 12,8 0,7
16 10.417 14,2 17,9 28,3 15,7 22,7 1,3
17 6.207 11,0 18,6 32,1 12,5 24,6 1,3
18 13.335 13,2 17,1 27,2 19,6 20,9 1,9
19 13.349 14,4 18,2 29,3 21,6 15,6 0,8
20 20.369 12,9 18,0 33,6 18,9 15,5 1,1
Non localiz 3.531 20,4 13,1 18,1 19,3 20,0 9,0
Totale 223.879 15,8 14,8 29,9 21,0 17,3 1,2
FONTE : Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes . Elaborazionisu dati Comune di Roma / Ufficio di Statistica

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Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Soggetti a rischio di esclusione sociale


Tra coloro che si trovano in situazione di rischio di esclusione sociale particolare attenzione va
rivolta ai “senza fissa dimora” per i quali, una volta entrati nel circuito dell’isolamento e
dell’emarginazione a causa di sfratto, perdita del lavoro etc.., diventa difficile il percorso verso il
reinserimento.
Il Municipio II da diversi anni conta circa il 3% della presenza dei “senza fissa dimora”, ed è un
dato da considerare in maniera trasversale poichè la popolazione dei senza fissa dimora risulta
eterogenea e quindi comprensiva di anziani, adulti emarginati, poveri, giovani tossicodipendenti,
persone affette da disturbi mentali ed immigrati.
A queste persone sono dirette misure volte al mantenimento e reinserimento sociale attraverso
- iniziative di collaborazione tra servizi sociali, sanitari, del lavoro;
- servizi di seconda accoglienza e di accompagnamento verso un percorso di recupero delle
capacità personali e relazionali.
Altra fascia di adulti a rischio di esclusione sociale sono i tossicodipendenti e gli ammalati di
AIDS.
La tossicodipendenza sembra essere sempre più un modo per manifestare sofferenza e disagio
soprattutto nella fascia di popolazione adolescenziale e giovanile.
L’aumento numerico dei soggetti tossicodipendenti evidenzia che non si può trattare il problema
solo in un ottica sanitaria ma bisogna ricercare le cause nel tessuto sociale, nelle difficoltà di
crescita, di socializzazione, di integrazione sociale che portano a nuove forme di marginalità e
devianza.
La difficoltà a costruire e delineare progetti personali, a individuare percorsi verso il proprio futuro,
un ritardato ingresso nel mondo del lavoro, sono motivi di profondo disagio personale e sociale.
Nella variabilità delle situazioni e di comportamenti entro cui si sviluppano complessi meccanismi
di causa-effetto, è determinante l’interazione costante di alcuni livelli problematici:
- le caratteristiche personali dell’individuo;
- il contesto familiare e socio-culturale in cui si manifesta.
Si è concordi perciò nel riconoscere la pluricausalità del fenomeno e l’interdipendenza tra persona
ed ambiente in particolare in un territorio come quello del Municipio II in cui la presenza di una
popolazione non omogenea per fasce di reddito e livello culturale determina la crescita di situazioni
sociali multiproblematiche e di rischio di emarginazione sociale.

La popolazione nomade a Roma e nel Municipio II


Cresce in modo significativo la presenza dei nomadi a Roma.
Nella capitale rappresentano ormai una polis autonoma che vive soprattutto nei campi abusivi,
improvvisati, senza acqua ne' luce. I rom sono aumentati negli ultimi quattro anni: secondo l'Opera
nomadi sono aumentati del 50% passando da 10 mila a 15 mila. La maggior parte, il 60% -sempre
secondo i dati dell'Opera Nomadi- sono minorenni.
Di questi il 70% ha meno di 14 anni.
Sarebbero quindi 5000 - secondo queste stime - i nomadi arrivati a Roma negli ultimi quattro anni,
che si sono aggiunti ai circa diecimila che erano già presenti nel 2001, quando la cifra ufficiale era
di 6.500 unità di residenti nei campi e di circa 3500 rom italiani che vivevano in abitazioni.
Secondo l'Opera Nomadi, i 5000 arrivati dal 2001 in poi però vivono per lo più nei campi: si tratta
di rumeni, molti clandestini, dediti alle attività più svariate ma soprattutto all'accattonaggio. La
maggior parte vive in campi abusivi nei quali - sempre secondo l'Opera Nomadi- sono lievitate a
dismisura le presenze e si vive in condizioni di vero sovraffollamento. Oggi dei 15 mila nomadi
presenti a Roma - dicono all'associazione che rappresenta i rom - molti vivono in condizioni di

167
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

estrema difficoltà, con un tasso di disoccupazione pari al 90 per cento, in 26 campi nomadi, gli unici
rimasti dei 51 insediamenti spontanei del 1996.
Per cercare di migliorare le condizioni di quasi 5000 bambini, il Comune di Roma ha avviato un
progetto di scolarizzazione e monitoraggio sui piccoli zingari con un servizio di pulmini per
raggiungere le strutture scolastiche. Nell'anno scolastico 2004-2005 sono stati iscritti a scuola 1804
tra bambini e adolescenti rom, un dato in crescita se si pensa che nel biennio 1999/2000 erano 1161.
Anche i più piccoli, cioè quelli che frequentano la scuola materna o la scuola dell'infanzia, sono
aumentati tra il '99 e il 2005, passando da 230 a 319.
Se le iscrizioni sono cresciute, esiste però un'alta percentuale di bambini che non rispondono con
frequenza all'appello, collezionando assenze e arrivando persino all'abbandono nel corso dell'anno
scolastico.
Sul territorio del Municipio II, esiste un insediamento spontaneo in Via del Foro Italico, 531 dotato
di WC chimici ed acqua.
Nasceva come insediamento provvisorio nel 1991.
Il campo viene controllato e regolamentato dal N.A.E. del II Gruppo della Polizia Municipale. Oltre
all’Opera Nomadi e alla Caritas, lavora attivamente nel campo l’Associazione ARCI che cura
sopratutto l’inserimento scolastico dei minori.
Un problema da affrontare riguarda sicuramente la regolarizzazione del campo che non è
ufficializzato dal Comune; questa condizione non permette agli abitanti di avere la residenza e
ottenere il permesso di soggiorno; senza ciò non hanno diritto all’assistenza medica.

Mappa degli insediamenti nomadi sul territorio comunale

168
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

LE DOMANDE ED I BISOGNI SOCIALI DEL TERRITORIO

Dall’analisi dei bisogni sociali delle persone adulte, si sono individuati gli ambiti di intervento. Gli
interventi di contrasto della povertà riguardano innanzitutto le politiche attive del lavoro e di
sviluppo locale e le politiche formative; in parte esse riguardano anche le politiche di conciliazione
tra partecipazione al mercato del lavoro e responsabilità di cura familiare.
Di conseguenza all’aumento degli stranieri in questi ultimi anni, sono aumentati i problemi connessi
all’accoglienza, all’inserimento lavorativo e sociale, all’accesso ai servizi pubblici territoriali, ad
una sana integrazione. Il fenomeno migratorio è caratterizzato da una consistente quota di persone
stabilitesi ormai da un certo numero di anni e da quote più ridotte di soggetti venuti da poco tempo.
Si pongono pertanto esigenze differenziate per ognuna di queste categorie di destinatari. Per i nuovi
arrivati deve essere reso più agevole l’accesso ai servizi pubblici; per gli immigrati da tempo
residenti è indispensabile una mediazione culturale più pregnante che non si occupa solo di
facilitare l’accesso del singolo immigrato ai servizi bensì attraverso un insieme di iniziative si
faccia carico di favorire i percorsi di libero scambio. In particolare bisogna mettere in atto una
strategia di integrazione socio-culturale con riferimento:

• alla promozione di politiche lavorative più adeguate e di una più efficace formazione
professionale;
• di concessione di spazi di protagonismo alle associazioni degli immigrati e ai loro
rappresentanti;
• alla valorizzazione della loro specificità culturale e delle loro espressioni culturali;
• all’integrazione nel territorio delle nuove presenze, con una concezione di mediazione
culturale che non la riduca a mero strumento di accesso agli uffici pubblici.

LE RISORSE SOCIALI DEL E NEL MUNICIPIO

In attuazione alla legge 328/00 che formalizza la collaborazione interistituzionale e promuove


progettualità integrate nel sistema dei servizi sociali, sanitari, educativi, del lavoro, nel Municipio
II si sono avviate e sperimentate esperienze di integrazione tra servizi, enti, associazioni di
volontariato e cittadini. Questo nell’ottica di un lavoro comunitario di promozione e prevenzione in
cui il cittadino diviene soggetto e non oggetto di prestazioni e partecipi attivamente alla costruzione
di una rete efficace di interventi volti a garantire risposte globali, unitarie e continuative ai bisogni
emergenti.
Il Settore degli adulti lavora in costante collaborazione con i servizi sanitari della Asl;, in particolare
con il Centro di Salute Mentale e il Sert oltre che con le associazioni di volontariato locale e delle
parrocchie.

Interventi a favore della popolazione adulta con disagio socio/economico


Per i cittadini residenti nel Municipio II in età compresa tra i 18 anni fino all’età pensionabile (60
anni per le donne e 65 per gli uomini) che versano in uno stato di disagio socio-economico, il
Servizio Sociale prevede interventi di sostegno economico e interventi per il superamento
dell’emergenza abitativa a favore di nuclei familiari e adulti che si trovino privi di un’adeguata
abitazione in conseguenza di eventi calamitosi e catastrofici, sgomberi per motivi di sicurezza

169
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

disposti dalla competente autorità, rilascio di immobili in seguito a provvedimenti di sfratto (si fa
riferimento alle Delibere consiglio Comunale n° 154/97 e n° 163/98).
L’assistenza economica è regolata dalla delibera C.C. n. 154/97.
Prevede la definizione di un “progetto di sostegno globale” alla singola persona e/o nuclei familiari;
è finalizzata ad una integrazione del reddito pensionistico, per problematiche concrete quali il
pagamento dell’affitto, la copertura di debiti, morosità accumulate, il pagamento di utenze varie,
delle spese sanitarie per patologie cronicizzate.
Si propongono interventi assistenziali di natura economica (“sussidi” economici), erogabili a rate o
in unica soluzione.
I contributi vengono finalizzati al soddisfacimento di un bisogno particolare o ad un progetto
d’intervento. L’articolo 7 prevede interventi di recupero: risocializzazione e reinserimento che
possono riguardare:

a) borse di studio e corsi di formazione professionale, sia per giovani che per adulti;
b) tirocini di lavoro, borse-lavoro, lavori socialmente utili;
c) sostegno al reperimento e al pagamento iniziale di un appartamento in locazione.

Possono presentare la domanda:

a) Gli adulti residenti nel Comune di Roma;


b) gli adulti che vivono soli e che non superino il reddito di € 516 mensili, se debbono
sostenere un canone d’affitto superiore a € 129;
c) gli adulti appartenenti a un nucleo familiare composto da almeno due persone il cui reddito
mensile, al netto delle ritenute fiscali, previdenziali ed assistenziali, non supera € 671
aumentato di € 25,82 per ogni componente in più; vengono considerati "nuclei familiari"
anche le unioni di persone che, pur senza vincoli di parentela, vivono stabilmente sotto lo
stesso tetto e partecipano alla formazione e alla gestione del bilancio familiare.

Le domande possono essere presentate in qualsiasi momento dell’anno presso il servizio di


accoglienza sociale sito in Via Sabrata 32; successivamente alla presentazione della domanda una
apposita commissione (composta da figure professionali del servizio sociale) provvede alla
valutazione della richiesta e alla eventuale elaborazione di un progetto di intervento..

Residenza anagrafica in Via Modesta Valenti

Nel caso in cui, successivamente ad uno sfratto o ad altra situazione, non si disponga di
un’abitazione in cui far risultare la propria residenza, è possibile:

a) rivolgersi al servizio sociale dei Municipi che provvederà all’iscrizione anagrafica presso
una via convenzionale, appositamente istituita: Via Modesta Valenti;
b) rivolgersi ad una delle associazioni, che forniscono il loro indirizzo come recapito ai soli
fini dell’iscrizione anagrafica.

Via Modesta Valenti n. 21 è l’indirizzo che viene eventualmente attribuito alle persone senza fissa
dimora in carico al servizio sociale del Municipio II.

Attualmente le persone residenti in Via Modesta Valenti, 21 sono n.46.

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Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Assistenza alloggiativa

L’intervento è destinato a tutti i residenti, da almeno 1 anno, nel Municipio II, con un reddito
complessivo inferiore a € 10845,59 annui e che abbiano subìto:

1) uno sfratto esecutivo;


2) eventi calamitosi e catastrofici;
3) sgomberi, disposti dalla forza pubblica, per motivi vari.

Consiste nell’erogazione, per un periodo massimo di 4 anni (non rinnovabili), di un contributo


economico finalizzato al reperimento, da parte dei beneficiari, di un nuovo alloggio.
L’importo del contributo economico può arrivare ad un massimo di € 516,00, ed in ogni caso non
può superare il 90% del canone di locazione.
I documenti necessari da presentare al momento della richiesta sono:

1) Attestazione del reddito;


2) Sfratto esecutivo o sgombero;
3) Nuovo contratto di casa, debitamente registrato o in via di registrazione.

I beneficiari hanno la possibilità di reperire il nuovo alloggio anche fuori dal Comune di Roma.
Nel 2006 sono state soddisfatte 23 domande di assistenza alloggiativa, mentre nel 2007, i
progetti sono stati 20.

Mensa sociale

Per le persone che versano in condizioni di grave disagio sociale ed economico possono essere
attivati interventi di: mensa sociale e servizio di accoglienza notturna presso Enti che li gestiscono
attraverso la stipula di apposite convenzioni.
Le Mense sociali sono nate per soddisfare il bisogno primario dell'alimentazione, anche se un
obiettivo prevalente rimane quello della promozione della persona umana. Nelle mense sono
presenti quotidianamente operatori fissi che coordinano il servizio , ma costituiscono anche un
importante riferimento per persone in difficoltà; il pasto è un'occasione per stabilire tra ospiti e
volontari un rapporto di fraterna accoglienza.
Per fruire del pasto occorre una apposita autorizzazione rilasciata dai Centri di Ascolto della Caritas
o, per i residenti, dai servizi sociali del Municipio.
Il pasto offerto si compone di un primo, di una pietanza con contorno, di pane e frutta di stagione.
Le Mense cercano di rispondere alle esigenze degli Ospiti, offrendo loro un ambiente familiare e
dignitoso. Sono attrezzate con linea self-service. Il materiale occorrente al consumo del pasto
(posate, bicchieri, piatti) è del tipo "usa e getta": ciò consente una maggiore efficienza e maggiore
garanzia igienica.
E' in atto una distribuzione quindicinale di pacchi viveri, sostitutiva della Mensa, alle
persone/famiglie segnalate dai Centri di Ascolto Diocesani o parrocchiali.
Il rapporto esistente tra le Mense e le altre Strutture Caritas, gli altri organismi di volontariato, le
comunità ecclesiali territoriali, le pubbliche autorità, si svolge in uno spirito di reciproca
collaborazione. In particolare con il Comune di Roma - con il quale è in atto una convenzione che
prevede il parziale rimborso delle spese sostenute per i pasti - la collaborazione si mantiene a livelli
ottimali.

171
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

I cittadini del II Municipio possono accedere alle seguenti mense previa autorizzazione da parte del
Servizio Sociale del Municipio.

MENSE SOCIALI
Mensa “Colle Oppio” diurna Mensa Esercito della Salvezza

Mensa “Via Marsala” notturna Mensa Ponte Casilino

Attualmente gli utenti adulti che usufruiscono delle mense sociali sono:
• mensa diurna Colle Oppio: n. 8
• mensa serale Via Marsala: n. 10
• mensa diurna Ponte Casilino: n. 4
• mensa serale Ponte Casilino: n. 4
• mensa serale Esercito della Salvezza: n.6

Accoglienza notturna

Per l’accoglienza notturna di persone che si trovano in situazione di precarietà alloggiativa, si fa


riferimento alla Sala Operativa Sociale del Comune di Roma.
Come per le mense sociali, le persone che alloggiano nei centri di accoglienza della Caritas
convenzionati con il Comune di Roma o presso l’Esercito della Salvezza, devono avere
autorizzazione da parte del Servizio Sociale del Municipio.
Attualmente le persone del nostro territorio, autorizzate a pernottare presso tali centri sono n. 9.
La Sala Operativa Sociale del Comune di Roma è una sala operativa deputata ad intervenire sulle
emergenze sociali, 24 ore su 24.
Per attivarne l’intervento è possibile telefonare al numero verde 800.440.022, tutti i giorni 24 ore su
24.
Dispone di 10 macchine attrezzate, di psicologi, educatori, assistenti sociali che intervengono nelle
situazioni di emergenza, attiva i servizi esistenti.

Piano Inverno per i senza fissa dimora

A livello cittadino, ogni anno viene predisposto il "piano inverno" che prevede i seguenti servizi:

Una autoambulanza "dedicata"

Grazie alla collaborazione dell’ARES 118, un servizio medico dedicato all’assistenza delle persone
senza fissa dimora durante il periodo invernale.

Le "Isole della Solidarietà"

Sono strutture di accoglienza e transito per le persone senza fissa dimora realizzate in tende con
struttura in alluminio e copertura in Pvc, riscaldate. Funzionano come centro di sosta e di
accoglienza di “prossimità” per le persone senza fissa dimora, in particolare per quelle con maggior
fragilità sociale e per le quali è più difficoltoso l’accompagno nei centri di accoglienza comunale. Il
centro, infatti, ha l’obiettivo di offrire un riparo immediato dal freddo, con la possibilità di

172
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

rifocillarsi e riposarsi, ma soprattutto di divenire un punto di incontro per poter avviare gli interventi
di accompagno ed inserimento nella rete di prima accoglienza.

Bus della Solidarietà

Sono bus gran turismo che faranno servizio tutte le notti per assistere le persone senza fissa dimora
ed accompagnarle ai centri di accoglienza. Il servizio prevede che lungo il percorso le vetture
effettuino una serie di fermate per consentire alle persone di salire, prendere una bevanda calda,
riposarsi, scendere oppure decidere di proseguire la corsa che termina in un centro di accoglienza.

Mense, vestiario e coperte

Prevede la distribuzione di coperte e sacchi a pelo e capi di abbigliamento (maglioni, pantaloni,


cappelli, giacche, ecc…). Nei “Bus della Solidarietà” sono distribuiti speciali “cuscinetti
autoriscaldanti” (grazie al contributo Farmacap).

Casi di emergenza sociale

Nel momento in cui arriva al Settore Adulti una segnalazione di emergenza sociale (forze
dell’ordine, sala operativa sociale, N.A.E., privati cittadini, amministratore di condominio, strutture
sanitarie, volontariato, uffici centrali del Comune) è possibile individuare più fasi d’intervento:

 contatti telefonici con il segnalante per un ulteriore approfondimento della situazione;


 organizzazione del progetto d’intervento, attraverso un lavoro di rete, di collegamento con
eventuali altri servizi per costituire un èquipe multidimensionale;
 visita domiciliare con i rappresentati dei servizi coinvolti (Igiene Pubblica, Servizio
Veterinario, N.A.E., Dipartimento Salute Mentale, Forze dell’ordine) per la condivisione di
un percorso con gli stessi obiettivi, nel rispetto dell’ autonomia professionale;
 definizione del piano d’intervento individualizzato con l’attivazione delle eventuali
soluzioni da creare o potenziare;
 monitoraggio in itinere circa l’andamento del caso attraverso contatti telefonici, colloqui
professionali e visite domiciliari.

Atti prodotti:

 Relazione di risposta ai servizi o persone segnalanti;


 Note professionali di aggiornamento e verifica;
 Note professionali di ulteriore segnalazione sociale a Servizi più competenti in materia
(Giudice Tutelare, Carabinieri etc);
 Organizzazione di riunioni pluridisciplinari;
 Contatti telefonici vari

Nell’ultimo anno sono raddoppiate le segnalazioni da parte del Pronto Intervento Sociale di persone
adulte in situazioni di forte degrado e di isolamento sociale, derivanti da difficoltà diverse quali
alcolismo, disagio mentale, povertà, invalidità e problemi sanitari, perdita dei riferimenti affettivi.

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Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Progetti lavorativi/formativi

Lo status di lavoratore si accompagna ad una definizione di indipendenza e di capacità, permette


una autonomia economica, favorisce un migliore funzionamento sociale, promuove interazioni
sociali ed una posizione attiva.
Il lavoro è uno strumento di prevenzione dall’esclusione sociale e garantisce il diritto di cittadinanza
attraverso la restituzione dei diritti formali e la costruzione dei diritti sostanziali (affettivi, materiali,
relazionali).
Il mercato del lavoro sul territorio del Municipio Roma II presenta tuttora alcuni sostanziali punti di
criticità:

 tasso di disoccupazione, in particolare di lungo periodo: 7,6% della popolazione attiva;


 alto tasso di disoccupazione giovanile,
 permanenza di un basso livello di scolarità media tra gli occupati, soprattutto quelli con età
superiore ai 35 anni;
 disparità di opportunità occupazionali a parità di livello di istruzione;
 per le donne ancora un basso tasso di attività rispetto agli uomini e un alto tasso di
disoccupazione.

Al fenomeno della marginalità dal mercato del lavoro vengono ad associarsi situazioni materiali di
svantaggio economico. Questo, in termini di disuguaglianza, si traduce in evidenti disparità di
reddito tra coloro che accedono e permangono nel mercato del lavoro e coloro che incontrano
difficoltà o che rimangono ai margini.
Il Municipio II, partendo da questi presupposti, ha attivato diversi progetti di reinserimento
formativo/ lavorativo allo scopo di:

 fornire ai partecipanti del progetto strumenti validi ed efficaci per promuovere l’autonomia
personale e sociale, finalizzata all’inclusione occupazionale;
 promuovere e sviluppare interventi di formazione e di accompagnamento al lavoro e la
formazione alla cultura del lavoro, anche al fine di ridurre l’erogazione di contributi
economici di tipo assistenziale;
 individuare ed attivare nelle persone percorsi di crescita che siano in grado di determinare il
consolidamento dell’autonomia personale;
 stimolare e valorizzare le risorse personali per un definitivo reinserimento sociale e
lavorativo.

Dall’anno 2004, l’ Unità Operativa di Salute Mentale della ASL RM A II Distretto, il Servizio
Sociale del Municipio II, il Servizio Giardini del Comune di Roma, con il finanziamento del V
Dipartimento Assessorato Politiche Sociali e della Salute del Comune di Roma, hanno organizzato
un percorso formativo teorico-pratico rivolto ai cittadini del II Municipio con disagio psichico e
sociale al fine di promuovere specifiche competenze lavorative denominato Progetto “Borse
Lavoro Verdi”.
Il progetto nasce sia dalla rilevanza che l’acquisizione di capacità lavorative occupa per l’individuo
che dalla constatazione che l’esclusione sociale è tanto più grave e dannosa se marcata
dall’esclusione dall’attività produttiva.
Il progetto prevede, per un numero massimo di 15 adulti, uomini e donne tra i 18 ed i 45 anni con
disagio sociale e/o psichiatrico, una parte di formazione teorica ed una pratica per una durata
complessiva di 600 ore da svolgersi nell’ arco di un anno.

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Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’acquisizione delle capacità lavorative avviene attraverso diversi livelli di formazione specifica: il
tirocinio formativo e di osservazione e il tirocinio d’inserimento.
Il corso è rivolto ai cittadini del II Municipio che presentano un disagio sociale, segnalato dal
Servizio Sociale del Municipio ed a tutte le persone della ASL RM A che presentano un disagio
mentale segnalate dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma A.
Nell’aprile 2007, Il Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM A, il Servizio Giardini del
Comune di Roma, l’U.O. HDm del Dipartimento V del Comune di Roma e la U.O. SECS del
Municipio II, nel quadro delle iniziative rivolte al sostegno della persona e della famiglia, allo
sviluppo di competenze lavorative, alla diffusione di una cultura ambientale hanno firmato un
protocollo di intesa della durata triennale per la prosecuzione e la realizzazione del progetto.
La convenzione di tirocinio è stata attivata attraverso il Centro per l’impiego e le assicurazioni
contro gli infortuni e la responsabilità civile contro terzi dallo Sportello Tirocini del Comune di
Roma.
Nel presentare questa iniziativa vogliamo evidenziare come solo la partecipazione fattiva e
convinta di più servizi ed istituzioni abbia reso possibile un programma di lavoro così articolato e
significativo.
Pensiamo che attraverso un percorso d’inserimento socio lavorativo così strutturato, sia possibile
rispondere ai bisogni dei cittadini e sostenere il senso di cittadinanza come perseguono le politiche
sociali che, ispirandosi ad un welfare attivo, vedono al centro la rete sociale e la formazione al
lavoro.

Negli 2004 e 2005, con i fondi del Primo Piano di Zona L . 328/2000, è stato realizzato un Progetto
di Borse lavoro per 10 Adulti, segnalati dal Servizio Sociale del Municipio II e dalla ASL RM A
Centro Salute Mentale, disoccupati, con difficoltà di inserimento o reinserimento nel mondo del
lavoro. La realizzazione del Progetto è avvenuta attraverso l’affidamento all’ Associazione Progetto
Laboratorio onlus.
All’interno del Progetto Borse Lavoro, l’Associazione apriva anche uno Sportello di orientamento
al lavoro, prima presso la propria sede e successivamente presso lo Sportello Unico del II
Municipio in Via Asmara 29A. Tale idea scaturiva dalla considerazione che nel Municipio era
assente un COL territoriale e nasceva quindi, la necessità di strutturare un servizio territoriale per
offrire al cittadino uno spazio per il riavvicinamento alle risorse e di facilitazione nella
identificazione dei bisogni, di orientamento per prevenire ogni forma di dispersione delle
potenzialità della persona e di sostegno alla motivazione di cambiamento.
Nel periodo di apertura presso lo Sportello Unico del Municipio, da ottobre 2005 a febbraio 2006,
45 sono state le persone che si sono rivolte agli operatori in cerca di informazioni per opportunità
lavorative e formative. In totale, per tutto il periodo del progetto, gli accessi allo sportello sono stati
131.
Nell’ambito di tale progetto, per alcuni mesi, si sperimentava anche l’apertura dello sportello presso
la Scuola Pantaleoni al fine di ampliare il servizio anche ai giovani adulti, arricchendo l’offerta
informativa sui corsi di studio proposti dalle diverse università cittadine.
A conclusione del progetto, si è evidenziata la positività dell’esperienza di tirocinio per gli utenti
che ne hanno beneficiato. Le persone che hanno concluso tale attività hanno acquisito nuove
capacità lavorative e ulteriori stimoli di inserimento sociale, alcuni sono stati inseriti in corsi di
aggiornamento professionale. Tutti hanno migliorato le capacità relazionali all’interno del gruppo di
lavoro.
Nell’anno 2008, il Municipio Roma II, promuovendo il progetto Integrazione territoriale per
l'orientamento , l'inserimento al lavoro e la lotta alla povertà, ha attivato, al fine di sostenere e

175
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

incentivare lo sviluppo del Sistema Produttivo Locale e intervenire sulla lotta alla povertà, ha attivato
10 tirocini formativi – lavorativi con affidamento del Progetto all’Associazione Antropos onlus.
Rilevando l’importanza di un supporto alle numerose richieste di orientamento e consulenza relative alle
tematiche del lavoro, in modo da fornire una risposta integrata non solo agli utenti del progetto in
convenzione ma anche a tutte quelle persone bisognose di un supporto nella ricerca del lavoro,
l’Associazione Antropos, ha deciso di attivare in via sperimentale, uno sportello di orientamento e
sostegno al lavoro aperto al pubblico del territorio.
Lo sportello sarà aperto da Marzo a Luglio 2008 con frequenza di un giorno a settimana ancora da
concordarsi, presso la sede del Segretariato Sociale in Via Sabrata, 32.
Lo sportello si configura come un ulteriore servizio al progetto sopra menzionato.

Dall’anno 2005, con i fondi del Piano di Zona, si è realizzato anche un progetto trasversale
denominato “Lavoriamo Insieme- Tirocini Mirati” con affidamento all’Associazione Harmonia
Onlus.
Il progetto nasceva con l’intento di facilitare l’ opportunità formativa-lavorativa a favore di adulti
con disabilità fisico, sensoriale, mentale o con disagio sociale conosciuti dal Servizio Sociale del II
Municipio o dalla ASL RM/A II Distretto, con età compresa tra i 16 e i 35 anni.
Nel 2005 partecipavano a tale progetto 8 utenti adulti di cui 6 segnalati dal Centro di Salute
Mentale.
Per ulteriori dettagli in merito alla trasversalità, si indica quanto descritto nei capitoli del
Settore Handicap e Settore Minori.

Dati sulle persone assistite nell’anno 2006


Nel 2006, sono state 115 le persone prese in carico dal Servizio Sociale Settore Adulti, di questi
alcuni hanno usufruito di consulenza psicologica o di progetti integrati con altri Servizi territoriali,
alcuni del Servizio di mensa sociale o di accoglienza notturna, altri del cambio di residenza in Via
Modesta Valenti.
I cittadini che hanno usufruito del contributo economico ai sensi della D. C. C. 154/97 sono 79, di
cui 19 cittadini stranieri, 21 malati di AIDS, 30 di sesso femminile e 49 di sesso maschile.
Riguardo alla dislocazione territoriale, 16 persone sono residenti al quartiere Africano, 20 al
quartiere Trieste, 3 al Vescovio, 11 al Flaminio/Villaggio Olimpico, 8 in zona Parioli, 7 al quartiere
Pinciano e 14 persone hanno preso la residenza presso Via Modesta Valenti, 21. I dati relativi al
2007 si mantengono sostanzialmente in tendenza con quelli dell’anno precedente.
Inoltre, nell’ottica del superamento della logica della pura assistenza-integrazione al reddito e
quindi per investire maggiormente in progettualità mirate all’inserimento nella società produttiva, e
nell’ottica di quanto previsto dall’art 7 della D.C.C. 154/97, il Servizio Sociale ha attuato progetti di
Borsa/Lavoro e Percorsi Formativi nei confronti di disoccupati, invalidi, malati di AIDS, ex
detenuti e, in integrazione con i Centri di Salute Mentale territoriali, malati psichiatrici ai fini di un
reinserimento lavorativo.

Interventi per persone con tossicodipendenza

Il Settore Adulti del Servizio Sociale del Municipio II collabora fattivamente con il SERT di Via dei
Frentani, 6 per progetti personalizzati riguardanti soggetti con tossicodipendenza.
Nell’anno 2006, il Sert di Via dei Frentani, territorialmente competente anche per la popolazione
del II Municipio, ha preso in carico 127 utenti residenti nel Municipio. Inoltre attraverso un lavoro

176
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

in integrazione tra Servizio Sociale del Municipio ed ASL sono stati seguiti 7 casi di minori,
segnalati dall’Autorità Giudiziaria, con genitori tossicodipendenti.
L’equipe del Sert di via dei Frentani, 6 è composta da:
• 1 Responsabile
• 1 Capo Sala
• 2 Assistenti Sociali
• 2 Psicologi
• 7 Medici
• 10 Infermieri
Sede: Indirizzo: VIA DEI FRENTANI, 6
C.A.P.: 00185
Fax: 064959227

Per progettualità riguardanti persone con tossicodipendenza, si fa riferimento anche all’Agenzia


Comunale per le Tossicodipendenze (scheda illustrativa al capitolo 4.a)

Interventi per persone affette da AIDS


Quella dei tossicodipendenti è la categoria a rischio più colpita dall’AIDS, malattia che interagisce
spesso con situazioni individuali, familiari e sociali di per sé difficili e complesse.
Si rileva la necessità di sviluppare e creare gli opportuni sostegni per permettere agli ammalati
condizioni di vita adeguate possibilmente all’interno del loro ambiente socio-familiare.
Dai dati aggiornati relativi agli utenti sieropositivi o in AIDS conclamato che si sono rivolti al
servizio sociale del Municipio II nel 2006 si rileva che 21 persone hanno usufruito dell’aiuto
economico ai sensi della D.C.C. 154/97.
Si è evidenziata altresì la presenza di cittadini affetti da HIV già inseriti in un contesto lavorativo
con un reddito medio-alto che pur non manifestando ancora un disagio economico si trovano
tuttavia in temporanea difficoltà a causa dei frequenti ricoveri ospedalieri e presentano perciò il
bisogno di essere informati, accompagnati e sostenuti nell’evoluzione della malattia.
Per le persone affette da questa patologia ed in condizioni socio economiche difficili, esiste la
possibilità di accoglienza in una struttura residenziale che si divide in 3 strutture alloggiative: Il
Varco che accoglie 4 persone, Villa Glori che ne accoglie 10 e Don Orione che ne ospita 10 per un
totale di 24 utenti.
La segnalazione dei casi assegnati spetta al CCTAD istituito presso l’Ospedale L. Spallanzani che
verifica le richieste e provvede all’invio.
Vi lavorano 30 operatori, 1 psicologa, 1 medico, 1 assistente sociale, 3 infermieri. Tra le attività
ricreative vengono organizzati: laboratorio teatrale, laboratori di ceramica e corsi di computer.
Gli operatori della Casa Famiglia promuovono altresì, un lavoro di informazione con le scuole e con
le parrocchie del territorio.
A livello comunale esiste un servizio di assistenza domiciliare per malati di AIDS. Per usufruirne
occorre presentare la richiesta al Servizio Sociale dell’Ospedale in cui si è seguiti oppure al:

Comune di Roma Dipartimento V° - Prevenzione e assistenza malati di AIDS:


06/67105298
06/67105337-8
Numero Verde AIDS Istituto Superiore Sanità: 800.861061

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Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Interventi per persone affette da disagio psichico


Le persone con disagio psichico rientrano tra coloro per i quali si ritiene indispensabile realizzare
interventi integrati tra i servizi psichiatrici, ospedalieri e territoriali dell’ASL, gli interventi
economici, abitativi, informativi del Municipio, i centri per il lavoro, le associazioni di volontariato
e le cooperative di solidarietà sociale per la riabilitazione relazionale e lavorativa.
In particolare l’integrazione tra sociale e sanitario è di assoluta necessità per costruire una rete
efficace d’interventi e per garantire risposte globali,unitarie e continuative al bisogno di assistenza
per quegli adulti con disagio, che perdono il sostegno familiare, spesso a seguito del decesso dei
genitori e vengono a trovarsi soli, con grossi problemi d’integrazione e di autonomia, nella gestione
del proprio spazio/tempo e reddito basso o nullo.
Si avverte pertanto la necessità d’istituire servizi ed interventi mirati a contrastare l’isolamento e
l’esclusione sociale degli adulti affetti da disagio psichiatrico.
Si riportano di seguito la descrizione dei servizi, dell’organigramma e delle funzioni del
Dipartimento di Salute Mentale II Distretto ASL RM/A.
I dati riportati si riferiscono all’anno 2006.

Centro di Salute Mentale

OPERATORI CSM Sabrata CSM Fabriano Totale CSM


Psichiatri tempo pieno 6 1 7
part time 0
SUMAI 3 1 + 1 (a 15 ore) 5
Psicologi 4 1 5
Assistenti Sociali tempo pieno 2 1 3
part time 1 1
Infermieri tempo pieno 5 3 8
Amministrativi 1 1
Altro 2 2

CSM Sabrata CSM Fabriano Totale CSM

Bacino di utenza 59,2% 40,8% 108.920


Trattamenti nel 2006 592 540 1.132
Prestazioni nel 2006 51,5% 48,5% 18.657
Utenti in Comunità Terapeutiche
16 0 16
pubbliche
Assegni terapeutici ordinari 14 6 20
Borse lavoro 4 3 7

Per bacino di utenza si intende la popolazione adulta dai 15 anni in poi

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Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Attività Riabilitativa Diffusa

È una attività terapeutico-riabilitativa che viene svolta generalmente al di fuori delle strutture del
DSM (palestre, cinema ecc…) ed è articolata in:

• Attività sportiva (tennis)


• Attività sportiva (palestra)
• Attività sportiva (calcio)
• Gruppi auto mutuo aiuto
• Gruppo teatrale, in collaborazione con anziani del territorio
• Progetti personalizzati (iscrizione UPTER, palestre e piscine territoriali, teatro)
• Gruppi mensili per familiari

Ad ognuna di queste attività corrisponde un gruppo di pazienti che sono coinvolti anche in attività
meno strutturate come gite, cene , visite a musei ecc..
Tutti i progetti sono sottoposti a valutazione secondo alcune scale di valutazione

Strutture residenziali

Comunità Terapeutica Sabrata

La Comunità terapeutica, aperta alla fine del 1999, nel corso del 2000 ha progressivamente
aumentato la propria attività.
Assistenza sulle 24 ore.
La Comunità può accogliere 16 utenti.

Casa Famiglia Via Turchia

La Casa famiglia è organizzata con:


Assistenza di base fornita da personale a convenzione
Assistenza specialistica fornita dal personale del CSM di Via Sabrata
Destinata a 4 ospiti.

Centro Diurno di Piazza Gentile da Fabriano

Si rivolge ad una popolazione con età compresa tra i 18 e i 46 anni, con varie patologie
psichiatriche (disturbi della personalità, disturbi schizofrenici e dell’umore)
Si svolgono attività di preformazione professionale: (Circolare del Comune di Roma 40001/1996)

• un atelier ricreativo ed espressivo


• laboratori propedeutici al lavoro
o cartotecnica

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Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

o informatica
• gruppo terapeutico settimanale con i pazienti
• incontro mensile con pazienti ed operatori per verificare l’andamento del lavoro

Personale Numero
Psicologi 1
Infermieri 2
Operatori di Cooperativa 51 ore

Dall’aprile 2004 è attivo un servizio di assistenza domiciliare, in integrazione tra il Municipio II e il


CSM ASL RMA II Distretto. Il progetto è stato finanziato dalla L328/2000.
E’ rivolto ad adulti autonomi o parzialmente tali, privi di sostegno familiare valido che manifestano
un disagio mentale medio lieve. Gli obbiettivi di tale progetto sono:

• Assicurare le condizioni, le cure e l’assistenza necessarie per facilitare la permanenza nel


domicilio degli utenti;
• Facilitare l’acquisizione ed il potenziamento del massimo livello di autonomia possibile;
• Creare e sostenere una rete di relazioni sociali a sostegno dell’utente e della sua famiglia

I beneficiari dell’intervento sono stati ad oggi:

- residenti in 1 gruppo appartamento ( attivo dal 2004 )


- 2 residenti in 1 gruppo appartamento ( attivo da febbraio 2007);
- 1 residente da solo e senza supporto familiare (avviato a giugno 2006 ed interrotto a marzo
2007 per decesso);
- 1 residente da solo (assistenza avviata nel 2004 ed interrotto ad agosto 2006 per modifica
progetto);
- 1 residente da sola e senza supporto familiare (avviata dal 2004)
- 1 assistita per circa 1 anno per un progetto d’inserimento in comunità terapeutica
positivamente concluso;
- 1 assistito dal 2004 a settembre 2006 ed interrotto per modifica progetto;
- 2 avviati nel 2004 ed interrotti dopo circa 1 anno per inadeguatezza del progetto alla
patologia del soggetto;
- 1 residente con madre anziana (attivo dal 2005);
- 2 residenti con famiglia che non supportava (attive dal 2006);
- residente con i familiari (avviato nel 2004 e terminato nel 2006 per cambio residenza);
- 1 residente da solo con rifiuto contatti familiari (attivo dal 2007);
- 2 residenti da soli con famiglia scarsamente supportiva (attivi dal 2007);

Attualmente le ore a disposizione del servizio sono terminate e vi sono 8 pazienti in lista di attesa,
tutti residenti soli e senza supporti familiari adeguati.

Interventi a favore della popolazione straniera


Gli uffici e i servizi che rispondono a richieste della popolazione immigrata sono:

180
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

• Ufficio Relazioni con il Pubblico, attraverso l’accoglienza, ascolto, informazione, filtro ed


orientamento del cittadino;
• Servizio Sociale Professionale, attraverso azioni di Front-Office (Sportello Unico
Polifunzionale),e attraverso il servizio di accoglienza sociale (segretariato sociale) si occupa
di cittadini stranieri, regolarmente presenti sul territorio, e li sostiene trasversalmente nei
loro bisogni di varia natura;
• Servizi scolastici, per quanto di competenza municipale, favoriscono l’integrazione
scolastica ed organizzano momenti formativi.
• Servizi Culturali e Sportivi;
• Servizi Anagrafici (eseguono le procedure burocratiche inerenti l’ambito amministrativo).
• Servizio Commercio;
• Consulta del volontariato: che promuove uno stretto rapporto fra le associazioni di
volontariato, di operatori e le Istituzioni.

Criticità, opportunità, punti di forza

L’esperienza di lavoro con le persone straniere ha consentito di comprendere che per raggiungere
migliore obiettivi è necessario:

• Integrazione tra gli uffici, per l’integrazione di informazioni sulle procedure e per migliorare
l’impatto delle procedure che spesso di sovrappongono;
• Impostazione di un lavoro di rete all’interno delle amministrazioni e con soggetti del
territorio
• Attivazione e miglioramento del servizio di mediazione culturale (il municipio ha
un’esperienza in merito che va ulteriormente aggiornata rd implementata);
• Attenzione specifica nei confronti di anziani immigrati;
• Analisi ed attenzione al fenomeno delle nuove migrazioni
• Costituzione e definizione del ruolo della consulta degli immigrati;
• Attenzione alle opportunità dei programmi lanciati dal Dipartimento V del Comune di Roma
(Porte sociali e Piano cittadino per l’immigrazione).

Nel 2006, su 79 cittadini che hanno usufruito dell’aiuto economico 19 erano stranieri con
regolare permesso di soggiorno e residenti sul Municipio II.

181
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

ALTRI ORGANISMI DEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II

Nel corso degli anni, il lavoro con le persone adulte ha fatto ravvisare la necessità di avviare
rapporti di collaborazione con altre strutture del territorio:
C. O. L.
Oggi non solo non è facile trovare lavoro, ma è anche difficile sapersi orientare nella scelta
professionale delle proposte e delle offerte che si trovano sui giornali, nelle varie bacheche oppure
on line, sui vari portali specializzatati. A Roma c’è chi si occupa proprio dell’orientamento: si tratta
dei C.O.L. ovvero dei Centri Orientamento Lavoro, sparsi un po' su tutto il territorio della città, che
hanno tra gli obiettivi:anche quello di fornire informazioni agli utenti che cercano lavoro e motivare
le loro scelte.
L’attività dei COL si può riassumere in una sorta di mediazione tra le ricerche degli utenti e le
opportunità di lavoro. Un utente che si rivolge ad un centro orientamento al lavoro troverà delle
persone competenti che analizzeranno i suoi bisogni anche utilizzando dei test psicologici, inoltre
avrà a sua disposizione dei momenti formativi per acquisire tutte le competenze necessarie che lo
aiuteranno a trovare la strada professionale tanto cercata.
Nel territorio del Municipio II non è ancora stato attivato un Centro di Orientamento al Lavoro, il
Servizio Sociale pertanto, ha attivato un percorso di collaborazione con il C.O.L. del III Municipio
situato in Via degli Apuli, 5 dove i cittadini possono avere colloqui di orientamento al lavoro, avere
a disposizione gli annunci di lavoro e gli ultimi bandi dei concorsi, tutto il materiale didattico che
serve per ricercare un lavoro qualificato, compilare in maniera corretta il curriculum e inserirlo
anche nel data base del Centro per essere sempre aggiornati sulle proposte di lavoro che il territorio
offre.
Sono in corso le procedure per l’elaborazione di un protocollo di intesa.
Sede: Via degli Apuli, 5
Tel 0644704735 Fax 06 49385092

SPORTELLO PER L’ORIENTAMENTO AL LAVORO

Lo Sportello nasce con l’intento di sopperire alla mancanza di un Col municipale. Offre servizi
gratuiti di orientamento, in collegamento con il Centro per l’impiego della Provincia di Roma. Offre
i seguenti servizi:

• analisi del percorso formativo


• analisi delle competenze professionali
• consulenza nella ricerca del lavoro
• preparazione ai colloqui di selezione
• redazione del curriculum vitae-europass.

Lo sportello è aperto il giovedì dalle ore 18 alle ore 20.


Sede: Via Dancalia, 9 presso l’Associazione Articolo3.
Tel. 06 86399797

182
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

CENTRO INFORMATIVO PENELOPE

La Cooperativa Sociale San Saturnino ha attivato dal 15 giugno 2002, insieme ad altre 14
cooperative romane, la ”Rete di Città Visibile per la Comunicazione Sociale”, denominata
“Penelope.”
Attraverso questa rete si intende fornire ai cittadini uno spazio di accoglienza, informazione e
orientamento sulle risorse e i servizi presenti sul territorio con il duplice obiettivo di potenziare, da
un lato, la rete dei servizi stessi e dall’altro, di promuovere il reale esercizio del diritto di scelta dei
cittadini, delle famiglie e della comunità.
Il lavoro dei Centri informativi ha come principali obiettivi quello di favorire la fruizione dei servizi
sociali alle fasce deboli o marginali della popolazione; diffondere conoscenza e informazione;
raggiungere tutti i cittadini e non solo quelli che sono individuati secondo un particolare problema;
contribuire alla crescita dei territori attraverso politiche sociali che siano a conoscenza di quanto
esiste nello specifico Municipio e tengano conto dei bisogni reali della popolazione. Svolge le
seguenti attività:

 Accoglienza, ascolto, informazione, e orientamento relativi alle risorse formali ed informali


presenti sul territorio in relazione alle seguenti aree: sociale, sanità, scuola, cultura e tempo
libero
 Mappatura costante con immediato aggiornamento dei dati rispetto ai servizi pubblici e
privati esistenti nel II Municipio e zone limitrofe
 Attività itinerante di informazione ed orientamento nei luoghi significativi del Municipio II
e durante eventi pubblici.
 Rilevazione dei bisogni espressi dai cittadini italiani e stranieri che afferiscono al servizio al
fine di realizzare una lettura delle domande emergenti per costruire strumenti di
progettazione sociale capaci di realizzare servizi rispondenti ai bisogni rilevati in maniera
diretta ed immediata
 Analisi dei dati raccolti inseriti in un database informatico condiviso da tutti i centri

Nel servizio sono impiegati 1 educatore professionale ed 1 assistente domiciliare entrambi


specificatamente formati nel corso di operatore di sportello a valenza sociale. 1 volontario del
servizio civile
Sede: V.le Regina Margherita, 157
Tel. e fax: 06.8540928
Molti adulti del Municipio si sono rivolti a tale servizio per essere aiutati nella ricerca di occasioni
lavorative per assistenza domiciliare ad anziani, disabili o come baby sitter.

CENTRO WELCOME

E’ un’associazione di volontariato che si rivolge agli stranieri, con un’attenzione particolare alle
famiglie immigrate ed ai problemi di salute dei componenti, soprattutto donne, bambini e anziani.
E’ una risorsa territoriale utilizzata dai servizi del nostro Municipio.
Sede: Via Panama, 13 tel. 06.85358586

183
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

LILA LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO L’AIDS

La Lila, Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, è un'associazione di volontariato che dal 1987
opera sulle tematiche dell'Hiv/Aids attraverso le sue sedi presenti sull'intero territorio nazionale.
Alla Lila lavorano fianco a fianco persone sieropositive e non, mosse dal comune impegno per la
difesa del diritto alla salute, per affermare i principi di solidarietà contro ogni forma di
emarginazione e discriminazione, per la promozione di una cultura della prevenzione ad ogni
livello.
Le attività prevedono:
• Difesa dei diritti: servizio di consulenza legale e previdenziale
• Servizi di volontariato presso strutture ospedaliere
• Informazione, ascolto e orientamento ai servizi attraverso un centralino telefonico
• Colloqui di counselling e peer support
• Informazione e prevenzione: interventi nelle scuole, discoteche, luoghi d'incontro...
• Gruppi di auto-aiuto di persone sieropositive
• Riduzione del danno rivolta alle persone che si prostituiscono
• Corsi di informazione e formazione rivolti ad operatori dei servizi socio sanitari, della
scuola, del carcere

Sede: Via Alessandria 129, 00198 – Roma


Tel. 06 8848492 / 06 8848451 Fax 06 8848429
Servizio di assistenza legale 06 8419507
Servizio Counselling (informazioni e ascolto): 06 8848426
lilalazio@tiscali.it
www.lilalazio.it

CONSULTA DEL VOLONTARIATO

Il Settore Adulti ha avviato rapporti di collaborazione attiva con alcune associazioni della Consulta
del Volontariato anche per la risoluzione di casi sociali.
Per ulteriori notizie relativa alla Consulta si rimanda al capitolo IL TERRITORIO

ALTRI SERVIZI PER GLI ADULTI A VALENZA CITTADINA

Per la popolazione adulta, oltre a quelli già indicati nel capitolo relativo al Settore Anziani, si
riportano alcuni servizi più specifiche per la popolazione adulta:

AGENZIA COMUNALE PER LE TOSSICODIPENDENZE

Nel Comune di Roma l'Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze ha il ruolo di coordinare gli
attori coinvolti nel trattamento delle dipendenze: Istituzioni comunali e municipali, Aziende
Sanitarie, Ser.T. e privato sociale.
L'ambito in cui opera è quello dell'analisi dei bisogni, della programmazione di servizi e delle
sperimentazioni, nonché del reperimento di risorse.
L'Agenzia ha inoltre messo a disposizione di ASL, Ser.T. e Municipi il proprio lavoro di mappatura
e di raccolta dati realizzando un report finale allo scopo di favorire l'implementazione della rete dei
servizi esistente sul territorio comunale descrivendone le caratteristiche.

184
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Grazie alla mappatura dei progetti presenti sul territorio è possibile divulgare, attraverso il web e le
guide cartacee, informazioni sui servizi relativi al fenomeno della tossicodipendenza. Sono state
descritte attività, target di utenza, criteri e modalità di accesso proprie di ogni servizio e tipologia
delle figure professionali coinvolte, consentendo in tal modo agli operatori di conoscere i servizi
approvati e al singolo utente di orientarsi sul territorio secondo i propri bisogni.
Nell'ambito del Progetto Net, nel corso dell'anno 2006, sono stati istituiti dei tavoli di lavoro
tematici differenziati per tipologie di servizi, per la pianificazione di un sistema di regole, di una
gerarchia di priorità in grado di stabilire scelte organizzative e comunicative tra i partner
provenienti da aree operative differenti.
Il percorso scelto è stato quello mirato alla creazione di uno spazio comune di discussione tra i vari
soggetti istituzionali e del privato sociale, consentendo di incentivare la loro capacità di auto-
organizzazione per far sì che spontanee ed episodiche forme di contatto e di relazioni reciproche tra
i servizi diventino un sistema di rete.
Durante i lavori gli operatori dei servizi hanno condiviso obiettivi e ricercato linguaggi comuni,
condiviso valori e "missioni" e accettato un sistema di conduzione e verifica delle azioni e dei
risultati.

Sede: Via Savona, 12


Tel. 06 70305343 Fax 06 70309238
Sito web: www.actroma.i e-mail: act@comune.roma.it

CENTRI PER L’IMPIEGO DI ROMA

Può usufruire del servizio chi è in cerca di occupazione con un’età minima 15 anni ed avendo
assolto l’obbligo scolastico.
L’operatore del Centro per l’Impiego aiuta ogni utente, sia esso un cittadino oppure un’azienda, ad
individuare il genere di servizio più adatto alle sue esigenze fornendo informazioni non solo su tutti
i servizi erogati dal Centro ma anche da tutte le altre strutture presenti sul territorio che a vario titolo
si occupano di lavoro.
Per essere inseriti nella banca dati provinciale occorre dichiarare la propria disponibilità al lavoro
tramite un colloquio con l’operatore, durante il quale sarà redatta la scheda anagrafico –
professionale che sarà poi contestualmente sottoscritta e consegnata in copia all’utente.
Al momento dell’iscrizione, o reiscrizione, è necessario presentarsi personalmente muniti di un
documento di riconoscimento valido.
Dal 1° marzo u.s. a tutti gli iscritti nei Centri per l’Impiego della Provincia di Roma viene rilasciato
un tesserino magnetico ed un codice personalizzato che permettono di usufruire di una serie di
vantaggi. Utilizzando una delle postazioni di autoconsultazione presenti in tutti i Centri per
l’Impiego, oppure tramite il proprio pc è possibile verificare via internet la propria posizione
anagrafica, visitare i siti relativi al mondo del lavoro, conoscere in tempo reale tutte le offerte di
lavoro.
I Centri per l’Impiego di Roma sono i seguenti:

Centro Impiego ROMA CINECITTA’


Viale Rolando Vignali, 14 – 00173 Roma
Tel. 06.67668278-8215 Fax 06/7213302
e.mail: impiego.roma1@provincia.roma.it

Centro Impiego ROMA DRAGONCELLO

185
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Via Fattiboni, 77 – 00126 Roma


Tel. 06/52169707 Fax 06/5216633
e.mail: impiego.dragoncello@provincia.roma.it

sede periferica di FIUMICINO


Via del Canale, 16 - 00054
Tel. 0665047933 fax 0665047433 (aperto lun-mer-ven h.9.00-12.30)
e.mail: impiego.fiumicino@provincia.roma.it

Centro Impiego ROMA PRIMAVALLE


Via Decio Azzolino, 7 – 00167 Roma
Tel-06/61662682 Fax 06/6270798
e.mail: impiego.primavalle@provincia.roma.it

Centro Impiego ROMA TIBURTINO


Via E. D’Onofrio, 60 – 00155 Roma
Tel. 06/40801770 Fax 06/4070124
e.mail: impiego.tiburtino@provincia.roma.it

Centro Impiego TORRE ANGELA


Via Jacopo Torriti, 7 – 00133 Roma
Tel. 06/2017542-2014192-20627827 Fax 06/20627827
e.mail: impiego.torreangela@provincia.roma.it

Presso la sede di Via dei Vignali, 14 è in funzione il Servizio per l’impiego Lavoratori Disabili.
L’ufficio ha il compito di curare l’inserimento lavorativo delle persone portatrici di disabilità
realizzando azioni positive per la loro integrazione nel mondo del lavoro. Promuove attività di
sperimentazione di nuove prassi e gestisce gli avviamenti mirati e le relative iniziative di
accompagnamento e tutoraggio (Match, tirocini prelavorativi ecc.). Il servizio si occupa
dell’istruttoria per la definizione e la stipula delle convenzioni ex art. 11 L. 68/99, l’istruttoria e
l’esame delle denunce aziendali periodiche.
E-mail: coll_obbligatorio@provincia.roma.it

SPORTELLO TIROCINI

Il Comune di Roma ha attivato, dal marzo del 2000, lo Sportello Tirocini, che opera attuando
l'art.18 della Legge 196/97, il cosiddetto "Pacchetto Treu"
I tirocini sono un'interessante opportunità per agevolare le scelte professionali mediante l'alternanza
tra studio e lavoro, permettendo una conoscenza diretta del mondo della produzione di beni e
servizi.
Il Comune di Roma stipula con l'Azienda, per ciascun tirocinante, una convenzione, in cui vengono
esplicitate le modalità di svolgimento del tirocinio (luogo e mansioni da svolgere, durata, nomi dei
responsabili) e il progetto indicante gli obiettivi formativi da raggiungere, le competenze da
sviluppare e/o rafforzare, le mansioni da svolgere, le procedure da rispettare.
Il progetto è redatto dal tutor del Comune di Roma, da quello aziendale e condiviso dal tirocinante.
Il servizio è gratuito sia per i candidati sia per le aziende (pubbliche e private) che si dichiarano
disponibili ad ospitare tirocinanti. Le attività dello Sportello sono:

186
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

• accoglienza delle candidature di quanti, in uscita dal percorso scolastico-formativo-


universitario, intendono effettuare un tirocinio in strutture pubbliche o private;
• consulenza alle aziende;
• cura della selezione dei candidati secondo le indicazioni ricevute dalle aziende, attraverso
colloqui di orientamento, valutazione dei curricula dei candidati e di altri requisiti;
• segnalazione dei possibili candidati all'azienda, che comunque effettua la scelta finale;
• cura delle pratiche burocratiche ed amministrative;
• Assicurazione INAIL e RCT per i tirocini attivati;
• Comunicazioni obbligatorie;
• monitoraggio dell'attività;
• rilascio dell'attestato finale di riconoscimento delle competenze acquisite.

Sede: Via Macedonia,120 (vicino Piazza Zama)


(Metro A Furio Camillo, AUTOBUS 628)
Telefono 06/67102195
Fax 06/67102209 - e-m@il: sportello.tirocini@comune.roma.it
Lunedì, Mercoledì, Venerdì: 9,00 - 12,00 Giovedì: 14,00 - 17,00

PID (PRONTO INTERVENTO DETENUTI)

E' un servizio del Comune di Roma per l'accompagnamento ai servizi socio-sanitari di detenuti ed
ex detenuti. Operativo presso tutti gli Istituti, è indirizzato sia a chi sta ancora scontando la pena, sia
ad ex detenuti che vogliono reinserirsi nella società e nel mercato del lavoro. Il PID è attivo dal
lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 19.00. tel. 06.69190417. e-mail: pid@libero.it

SPORTELLO PER PUBBLICO IMMIGRATO Fondazione Silvano Andolfi

La Fondazione "Silvano Andolfi", è un Ente no-profit che nasce nel 1989 come spazio di studio e
ricerca sulla famiglia, con particolare riguardo ai mutamenti socio-culturali che ne influenzano lo
sviluppo. Negli ultimi anni, un'attenzione speciale si è rivolta ad interventi e ricerche sul fenomeno
migratorio.
La Fondazione si avvale di equipe multidisciplinari e multiculturali ed in particolare coordina
gruppi di mediatori culturali esperti nelle diverse aree di intervento: scuola, sanità, giustizia e
servizi territoriali.
Fra le attività principali, da segnalare un servizio di sostegno psicologico gratuito ad individui,
coppie e famiglie straniere in situazioni di difficoltà di adattamento connesse al fenomeno
migratorio. Importante è anche lo "Sportello di ricevimento al pubblico immigrato", all'interno del
quale una equipe costituita da figure professionali esperte nel settore dell’immigrazione,
prevalentemente mediatori culturali non italiani, offriva supporto su tutte le problematiche inerenti
la loro integrazione nel territorio nazionale.
Oltre che nell’area dell’intervento, l’Ente è attivo anche nel settore della ricerca e della formazione,
organizzando ogni anno corsi per mediatori culturali.
Per ulteriori informazioni, rivolgersi ai numeri qui di seguito riportati, nei seguenti orari:
lun-ven 9-13 e 15-19 sab 10-13
via Adolfo Venturi, 20/22
tel. 06 86203842 tel./fax 06 86203702
fondando@tin.it- www.fondazioneandolfi.org

187
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

GLI OBIETTIVI E LE PRIORITA’

Il monitoraggio dei progetti già attuati negli anni precedenti ci consente di perseguire alcuni
obiettivi e priorità per rispondere adeguatamente ai bisogni e alle domande dei cittadini, precisando
quelli più importanti e urgenti.
Il bilancio dei progetti di borse/lavoro realizzati negli anni 2004/2005 con il Progetto “Borse
Lavoro” per adulti residenti nel Municipio II inserito nel Primo Piano di Zona L.328/2000 è
estremamente positivo.
Alcune delle persone inserite, al termine del progetto hanno acquisito competenze professionali che
hanno consentito un più facile accesso al mondo del lavoro, altre hanno maturato l’intenzione di
proseguire con percorsi formativi, altri hanno continuato ad essere sostenute con altri percorsi di
borsa lavoro supportati dal Servizio Sociale, in quanto non ancora autonomi per affrontare da soli il
mondo del lavoro.
Per tutti è stato utile lo sviluppo di capacità relazionali e trasversali.
L’apertura dello Sportello di Informazione e Orientamento al lavoro, nella sede dello Sportello
Unico del Municipio, ha confermato ulteriormente la validità dello strumento come sostegno alla
ricerca di lavoro evidenziando l’importanza di avere sul proprio territorio un centro informativo
facilmente raggiungibile.
Negli anni 2005 e 2006 sono stati realizzati due corsi annuali di giardinaggio rivolti a n. 15 adulti
( di cui 10 con rimborso spese e 5 uditori) residenti nel II Municipio, disoccupati, con difficoltà di
inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro, con difficoltà socio-economica e/o con disagio
mentale. Al termine dei corsi è stato rilasciato un attestato di partecipazione a tutti.

188
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

Dei partecipanti del corso 2005, 4 hanno lavorato nel 2006 con contratto a tempo determinato, per
la manutenzione del verde, presso la ROMA MULTISERVIZI; di questi, due dal 05/02/07 sono
stati assunti a tempo indeterminato presso la suddetta società.
Altri due hanno intrapreso un tirocinio annuale nello stesso ambito, mentre uno ha ripreso gli studi
sollecitato da questa esperienza formativa.
Dei partecipanti del 2006, tre sono in attesa di essere assunti a tempo determinato presso la ROMA
MULTISERVIZI (questo rappresenta una sperimentazione delle capacità acquisite), altri due,
fortemente stimolati, pur non intraprendendo un percorso lavorativo nello stesso ambito, hanno
ritrovato una giusta motivazione per sperimentarsi in ambiti a loro più consoni.
Altri due sono in attesa di una diversa collocazione, sempre nell’ambito del giardinaggio.
Per quanto suddetto, ci sembra importante che queste esperienze possano proseguire negli anni,
individuando ulteriori fondi per il finanziamento e rafforzando le collaborazioni già attivate.

LA PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI E DEGLI INTERVENTI SOCIALI

In questo capitolo sono descritti i servizi e gli interventi da realizzare nel periodo di validità del
Piano. E’ opportuno ricordare che non si tratta solo dei progetti finanziati con le risorse di cui
all’articolo 20 della legge 328/00 (Fondo Nazionale Politiche Sociali trasferito al Comune dalla
Regione Lazio). La pianificazione riguarda tutti i servizi, gli interventi e i progetti che sono attivi
nel Municipio o che saranno avviati nel periodo di riferimento del Piano.
In relazione agli obiettivi indicati nel capitolo precedente, il Piano descriverà dunque i servizi e gli
interventi necessari per il loro raggiungimento:

• quelli a cui dovrà essere assicurata semplicemente la continuità rispetto al periodo


precedente;
• quelli che si prevede di innovare, migliorare, ridimensionare
• quelli da attivare “ex novo” (tenendo conto della sostenibilità finanziaria)
• quelli eventualmente da portare a conclusione in modo ordinato.

Livello di welfare
"accesso ai servizi e alle opportunità"
Piano Regolatore Sociale 2008 – 2010
Servizi ed interventi a Servizi ed interventi da
Servizi ed interventi servizi da
cui assicurare sviluppare, integrare,
da creare ex novo chiudere
continuità rimodulare
Elenco:

• Lavoriamo Insieme
(Borse Lavoro per adulti
e Lavoriamo insieme
tirocini mirati)
• Entrare Fuori
(Disagiatamente e
Verso l’autonomia)

189
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

ELENCO DEI PROGETTI REALIZZATI CON I FINANZIAMENTI DELLA L.328/’00

TABELLA RIASSUNTIVA PROGETTI


presentati e/o realizzati nei PIANI DI ZONA DEL MUNICIPIO II

SETTORE Adulti

Anni 2001-2003 ( primo piano di zona )

Anni 2003-2005 ( secondo piano di zona )

Anni 2006-2007

1. Disagiatamente

Finanziato ed ancora in corso.

2. Verso l’autonomia

Finanziato ed ancora in corso.

3. Lavoriamo Insieme Tirocini Mirati

Finanziato ed ancora in corso.

4. Borse lavoro per adulti

Finanziato ed ancora in corso.

190
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

PROGETTI DA REALIZZARE NELL’ANNO 2008

In questo capitolo si inseriscono i progetti a cui dare continuità e quelli innovativi approvati. Il
Piano definisce tre obiettivi strategici: l’assicurazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali,
la riduzione delle disuguaglianze nell'accesso ai servizi, l’ampliamento e la diversificazione dei
beneficiari degli interventi.

Si allega un breve riassunto dei progetti proposti

“ENTRARE FUORI”

(Già Disagiatamente e Verso l’autonomia)

Interventi a Domicilio a favore di adulti con disagio psichico lieve

Il Progetto è continuativo con cambiamenti


Il progetto è integrato con la A.S.L.

1. Destinatari del Progetto


Adulti con disagio psichico lieve privi di sostegno familiare valido

2. Localizzazione e sede delle attività


Il servizio si esplica presso il domicilio della persona.

3. Durata del Progetto


Si ritiene necessaria una durata continuativa del progetto, sulla base del suo già avvenuto
consolidamento territoriale

4. Budget di riferimento:
€ 80.000

Si precisa che la richiesta di finanziamento fa riferimento all’accorpamento dei due progetti


“Disagiatamente” e “Verso l’Autonomia”

IPOTESI
FINANZIAMENTI 2008 2009 2010
TRIENNIO

ENTRARE FUORI
Assistenza Domiciliare
€ 80.000,00 €85.000,00 € 90.000,00
Malati Psichici Lievi

191
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

“LAVORIAMO INSIEME”

Il Progetto è continuativo con cambiamenti


Il progetto è integrato con la A.S.L.

1. Destinatari del Progetto


Percorso mirato a favore di cittadini con disagio sociale e soggetti diversamente abili (borse lavoro
e tirocini mirati per 15 cittadini con disabilità e 15 con disagio sociale

2. Localizzazione e sede delle attività


Il servizio si esplica presso i posti di lavoro, aziende, esercizi commerciali, etc…individuati per lo
svolgimento del tirocinio.

3. Durata del Progetto


1 Anno

4. Budget di riferimento:
€ 90.000,00

PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA

FINANZIAMENT0
2008 2009 2010
TRIENNIO

€ 90.000,00 € 95.000,00 € 100.000,00

192
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’INTEGRAZIONE DELLE POLITICHE SOCIALI CON LE ALTRE POLITICHE DELLO


SVILUPPO URBANO

Questo capitolo ha lo scopo di definire i soggetti, le aree e le metodologie per il coordinamento, la


collaborazione e l’integrazione tra i diversi sistemi e i servizi che contribuiscono alla realizzazione
del welfare locale.
Integrare i servizi e gli interventi sociali con quelli del sistema sanitario, dell’istruzione, della
formazione e dell'educazione non formale, del lavoro e per l'occupazione, del credito e della
finanza, dell’abitare, della mobilità, delle politiche familiari e giovanili, ambientali, culturali e
sportive.
I livelli definiti dal Piano Regolatore Sociale sono:

 accesso ai servizi e alle opportunità;


 responsabilità civiche;
 welfare di prossimità;
 inclusione sociale e autonomia;
 welfare residenziale;
 emergenza sociale.

E’ importante distinguere i “servizi”, che hanno carattere di stabilità e continuità, dai “progetti”, che
invece hanno una durata temporanea e presuppongono un’organizzazione provvisoria (per la durata
del progetto).
Al riguardo, il Piano Regolatore Sociale prevede l’organizzazione di servizi a livello di
“quadrante” (area di 3 o 4 Municipi, coincidente con quella della Azienda Sanitaria Locale).

Il Servizio Sociale è membro attivo al “tavolo trasversale permanente per il sostegno e


l’accompagnamento al lavoro per cittadini in condizione di svantaggio sociale”, istituito dal
Comune di Roma, Dipartimento XIV nell’ambito del Piano per lo sviluppo locale e la buona
occupazione del Comune di Roma. Nel tavolo confluiscono, con le peculiari competenze
complementari di ognuno, le politiche di natura socio-assistenziali, quelle del lavoro e della
formazione e quelle economiche. Tale iniziativa raccoglie dati e informazioni dettagliate sulle scelte
operate dai 19 municipi romani per la realizzazione di percorsi di tirocini protetti, conosciute come
“borse-lavoro municipali”, destinate agli utenti dei Servizi Sociali.
Sulla base dell’analisi delle esperienze descritte, vuole proporre uno “spazio di confronto
trasversale” che esamini approfonditamente il target seguito, le problematiche affrontate, gli
ostacoli da superare, individuando congiuntamente aree comuni sulle quali lavorare così da definire
le prospettive da sviluppare per partecipare al processo di inclusione sociale.
L’impegno della compresenza di queste tre aree strettamente correlate, Sociale/Lavoro/Economia
potrà garantire un contributo globale e sostanziale alla lotta contro l’esclusione sociale.

193
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

ESPERIENZE DI INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA

In un ottica di integrazione socio-sanitaria ad oggi, gli interventi integrati formalmente tra il


Municipio e l’ Azienda sanitaria Locale / Distretto II riguardano principalmente:

 Progetto Disagiatamente

 Progetto Verso l’autonomia

 Progetto Lavoriamo Insieme

 Progetto Borse Lavoro Verdi

194
Capitolo 5 Piano regolatore sociale 2008-2010

GLI ALTRI PIANI E PROGETTI TERRITORIALI

Piano per lo sviluppo locale e la buona occupazione del Comune di Roma.

Come già ampiamente ribadito è fondamentale l’integrazione con le politiche del lavoro e la
formazione professionale. A tale scopo esiste un’integrazione con il Dipartimento XIV del Comune
di Roma.

Per i malati di AIDS esiste a livello comunale, un Progetto di Assistenza domiciliare.

Piano cittadino per il carcere

Il Servizio Sociale del II Municipio ha preso parte alla stesura del Piano Permanente Cittadino per il
Carcere del Comune di Roma.

E’ un documento con il quale il Comune si impegna a garantire ai cittadini detenuti gli stessi
interventi e servizi previsti per i cittadini liberi ed a promuovere un percorso di lavoro che pone al
centro una lettura delle problematiche riguardanti la popolazione detenuta e di quella ex detenuta
per realizzare reali opportunità di recupero e reinserimento sociale.

195
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

MUNICIPIO II

UFFICIO DI PIANO

CAPITOLO 6

ANALISI GENERALIZZATA SUI BISOGNI DEL MINORE

E DEL SUO NUCLEO FAMILIARE

A CURA DELLE ASSISTENTI SOCIALI DEL SETTORE MINORI

196
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

INTRODUZIONE

La famiglia da sempre considerata cellula primaria di ogni società è attualmente una delle istituzioni
maggiormente in difficoltà nella nostra epoca. E’ un’organizzazione familiare su base biologica e
naturale e, può essere considerato la prima istituzione sociale e culturale dell’uomo.
La famiglia intesa come istituto è andato modificandosi nei vari periodi storici-culturali,
determinando varie tipologie di situazioni secondo i diversi modi di espressione dei ruoli e delle
funzioni da parte dei membri presenti all’interno della stessa.
La famiglia di oggi è diversa da quella di una volta, è connotata infatti da due elementi, che la
rendono diversa da quella patriarcale: la nuclearizzazione e il nuovo ruolo sociale della donna
.Abbiamo così che dal declino progressivo della struttura familiare di tipo patriarcale, soppiantata
da quella nucleare, si hanno situazioni sempre meno istituzionalizzate come le unioni di fatto e il
sorgere in parallelo sia di nuclei monogenitoriali che di famiglie ricostituite.
E’ proprio la monogenitorialità infatti la condizione familiare successiva alla separazione in cui
sono presenti i figli, ed è quella maggiormente diffusa e che riguarda principalmente la donna.
Altrettanto numerose sono le famiglie ricostituite con i nuovi nati. Le difficoltà di questo processo
ricostitutivo non sono di poco conto: i figli sono stati generati da qualcun altro che ha già fatto
progetti e fornito regole educative. I problemi educativi più frequenti riguardano: l’autorevolezza
(il genitore biologico è delegittimato, il genitore acquisito è rifiutato), l’identificazione e i modelli.
Le tensioni e la mancanza di riferimenti certi rendono queste famiglie fragili ed esposte a crescenti
conflittualità e i figli a loro volta a rischio di comportamenti devianti.
Si può notare pertanto che la coppia coniugale ha assunto connotazioni diverse nel corso degli anni
nella prima metà degli anni ’60 sosteneva un sistema valoriale fondato: sulla fiducia incondizionata
nel matrimonio, sulla stabilità coniugale, sull’incremento del numero dei figli. Inizia a modificarsi
nella seconda metà degli stessi anni in cui si avvicina ad un periodo meno legato alle certezze
tradizionali e agli schemi classici di conduzione del menage familiare.
Anche le numerose sollecitazioni provenienti dal contesto esterno hanno messo in crisi i ruoli
tradizionali: la stessa realtà in cui entrambi i coniugi lavorano, la divisione del lavoro e della
responsabilità negli impegni intrafamiliari da parte dei due partners.
Le evoluzioni sono state determinate dal fatto che la famiglia è un sistema vitale che interagisce
attivamente con l’ambiente culturale, sociale, storico-geografico, influenzandolo ed essendone
influenzata.
Sono stati principalmente i cambiamenti registrati all’interno della famiglia negli ultimi 15 anni che,
ci portano a prendere atto della profonda crisi del legame coniugale, tanto che le giovani
generazioni scelgono di sposarsi sempre più raramente e di conseguenza ad avere anche meno figli.
Sempre più dati statistici evidenziano sia la diminuzione dei matrimoni al pari di un incremento
delle separazioni e dei divorzi in Italia che la loro fragilità, soprattutto di quelli contratti nell’ultimo
decennio.
Separazioni e divorzi coinvolgono i figli in una fase di transizione dal nucleo familiare, che li priva
del loro abituale punto di riferimento, dovendo ricostruire un proprio equilibrio in relazione allo
spazio vitale.
La frattura della separazione infatti spezza una continuità e segna una svolta irreversibile per i figli,
poiché cambia per sempre la fisionomia familiare precedente, ma è anche una frattura che apre
nuove circostanze trasformative che richiedono una riformulazione delle precedenti modalità
relazionali.
Per i figli c’è spesso un “passato mitico” con cui rapportarsi. Non importa se il legame dei genitori
era conflittuale e precario, ma la famiglia era almeno unita. Adesso invece c’è un presente incerto e
pieno di sofferenza e un futuro fantasticato, difficile e angoscioso.

197
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Nonostante gli evidenti cambiamenti socioculturali che hanno influenzato enormemente gli stili
familiari, rimane certa una costante: la famiglia è ancora una significativa ed importante risorsa.
Non mancano, certo, le componenti di crisi, ma nel complesso la famiglia mostra di continuare a
svolgere in modo soddisfacente le fondamentali funzioni che ogni gruppo sociale tende ad
attribuirle.

IL CONTESTO TERRITORIALE

Gli interventi sociali realizzati dal Municipio Roma II a favore delle famiglie con figli minori
sono stati favoriti, in questi ultimi anni, dal processo di progettazione territoriale promosso dalla
legge 328/2000 attraverso l’estensione dalla sfera dell’infanzia e dell’adolescenza ( L.285/97) alle
altre aree di politica sociale.
In particolare rispetto ai nuovi servizi progettati si è tenuto conto della necessità di rispondere ai
bisogni espressi dall’utenza afferente al Servizio sociale e rilevati dagli operatori quindi dalla
tipologia familiare residente e dal contesto territoriale.
Il municipio II è abitato da 16.948 minori così distribuiti per fascia d’età:

Fascia d’età Minori Minori stranieri


residenti residenti

0-5 anni 5.208 619

6-10 anni 4.450 420

11-13 anni 2.837 237

14-17 anni 4.453 332

TOTALI 16.948 1.608

Popolazione residente al 31.12.05 FONTE: Caritas Osservatorio Romano Migrazioni

La definizione del target relativo ai minori seguiti dal II Municipio, viene individuata sulla base dei
dati relativi alla popolazione minorile residente, delle conoscenze del territorio acquisite nel tempo
dagli operatori del servizio sociale professionale che comprende prevalentemente:

• minori appartenenti a nuclei monoparentali o ricostituiti;


• minori stranieri per lo più conviventi con la sola figura materna;
• minori appartenenti a nuclei caratterizzati da contenziosi nella coppia genitoriale
(separazioni e divorzi);
• minori appartenenti a nuclei con problemi psichiatrici.
Negli ultimi tre anni si è registrato un picco storico nell’aumento graduale delle fasce d’età
(popolazione 0-6 anni), indotto per lo più dall’incremento delle comunità straniere.
Il municipio è, infatti, al terzo posto nella graduatoria cittadina relativa alla presenza di cittadini
immigrati, che è pari all’8% della popolazione straniera a Roma.

198
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le aree geografiche di provenienza principalmente interessate sono:

Area geografica Numero residenti


Europa 1.954
Africa 589
Asia 2.028
America 896

Popolazione residente per area geografica di provenienza (Dati ISTAT)

Le richieste d’aiuto e sostegno da parte di famiglie con presenza di figli minori, giunte al servizio
sociale professionale provengono per lo più da nuclei dell’America Latina e dell’Africa residenti
nei quartieri Parioli, Trieste e Vescovio.
Un’alta percentuale di tali richieste è relativa al contributo economico e proviene dal quartiere
Vescovio (27 % anno 2006 e 26 % anno 2007- grafico n. 1) ; ciò si può spiegare dall’aumento dei
residenti stranieri in questi quartieri residenziali in cui è alta la domanda di collaborazioni
domestiche.

Residenti Stranieri per zone urbanistiche (31.12.2005)


Zona urbanistica Popolazione Immigrata

Villaggio Olimpico 199


Parioli 4592
Flaminio 1141
Salario 3048
Trieste 5047
Villa Ada 190
Villa Borghese 220
Non localizzati 9
Totale 14446

FONTE: Caritas/ Osservatorio Romano Migrazioni. Elaborazioni su dati Comune di Roma-


ufficio Statistica.

199
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Grafico n.1 – Richieste totali contributo economico

anno 2006 anno 2007

Quartiere Africano Quartiere Africano


Vescovio 5% 18% Vescovio
15% 4% 21% 17%
Nomentano Nomentano
13% Trieste 17% 26% Trieste
27% 8% 9%
13% 7% Flaminio Flaminio
Parioli Parioli
Salario Salario

Il grafico n° 2 evidenzia come le richieste pervenute dall’utenza straniera, relativamente agli anni
2006 e 2007, sono di gran lunga superiori a quelle di utenti italiani.

Grafico n.2 – Richieste pervenute per nazionalità

anno 2006 anno 2007

29%
35%

65%
71%

Utenza straniera Utenza italiana Utenza straniera Utenza italiana

A questi nuclei familiari stranieri con problemi di integrazione nella realtà italiana (problemi di
lingua, di adeguamento a usi e costumi del nostro paese, problemi scolastici del minore) si
sommano problemi economici, alloggiativi e lavorativi che destabilizzano il nucleo familiare.
Molti degli immigrati lavorano nell’ambito dell’assistenza domiciliare o come collaboratori
domestici e spesso vivono presso l’abitazione del proprio datore di lavoro. Le difficoltà che si
riscontrano operativamente riguardano, soprattutto, i nuclei madre-bambino.
Il ruolo dell’Ente Locale è quello di sostenere le madri, facilitare la ricerca di alloggi e una
maggiore stabilità lavorativa per evitare uno sfaldamento del nucleo.
Il II Municipio si contraddistingue per la più alta incidenza femminile: le donne rappresentano il
62,8% dei residenti stranieri, una quota nettamente superiore alla media cittadina (52,8%).
Sono infatti principalmente le donne che presentano richieste di aiuto al Servizio Sociale come
dimostra il grafico n° 3.

200
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Grafico n° 3 – Utenza per sesso

anno 2006 anno 2007

9% 9%

91% 91%

Utenza maschile Utenza femminile Utenza maschile Utenza femminile

Nel II Municipio è presente inoltre un circoscritto insediamento spontaneo di famiglie nomadi che
raccoglie circa 20 famiglie rom di provenienza dall’ex Jugoslavia, con gravi difficoltà di
integrazione nel tessuto sociale di riferimento, spesso accompagnata dalla mancanza di documenti
validi.

DOMANDE E BISOGNI SOCIALI DEL TERRITORIO

Le problematiche prevalenti tra le famiglie che si rivolgono sia spontaneamente al servizio sociale,
settore minori, sia prese in carico su richiesta dell’Autorità Giudiziaria minorile, sono negli ultimi
tre anni ricorrenti, manifestate in modo sempre più intenso e riguardano:
 difficoltà economiche;
 progressivo aumento delle domande di ammissione ai nidi, che superano le possibilità di
accoglienza;
 separazioni conflittuali;
 crisi della coppia che sovente conducono ad un vero e proprio contenzioso
 incapacità a svolgere una o più funzioni genitoriali (in particolare l’accudimento fisico e
psicologico del bambino);
 emarginazione del nucleo rispetto al contesto sociale;
 presenza di un solo genitore
 presenza di disturbi psicologici e/o psichiatrici all’interno del nucleo familiare.
La domanda esplicita che perviene al servizio riguarda spesso una richiesta di contributo
economico.
Analizzando i grafici di seguito elaborati si rileva,infatti, che a livello di percentuale la
richiesta prevalente è proprio quella di aiuto economico ( 76% anno 2006), con un lieve
aumento rispetto all’anno 2007 (84%).

201
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Tipo di richieste pervenute - Anno 2006 Tipo di richieste pervenute - Anno 2007

0%
6% 4%
11% 0%
14%
2% 1%
1%
1%

76%
84%

aiuto psicologico aiuto psicologico


inserimento nido e esonero mensa inserimento nido e esonero mensa
inserimento in C.F. inserimento in C.F.
Consulenza legale Consulenza legale
Via Modesta Valenti Via Modesta Valenti
Contributo economico pervenute Contributo economico pervenute

Alla domanda esplicita segue la decodifica da parte dell’operatore da cui spesso emerge una
lettura del bisogno che va oltre il solo contributo economico. Dalla richiesta di questo tipo si
evince che le problematiche in realtà sono di diversa natura: appartenenza a famiglie
multiproblematiche, minori appartenenti a nuclei con problemi psichiatrici, minori conviventi
con la sola figura materna.
A tali problematiche, così come previsto dalla D.C.C. 154/97, il servizio risponde con risorse
di altra natura: inserimento in centri diurni, Sismif, Spazio B.e.b.i., esonero mensa scolastica,
esenzione retta nido, esenzione sport etc.
Il grafico sottostante, evidenzia la percentuale delle richieste di contributo economico
soddisfatte (40%) e quella delle richieste (60%) alle quali è stata data una risposta diversa dal
contributo economico.

Richieste contributo economico soddisfatte e non


anno 2006 anno 2007

40% 38%

60% 62%

Richieste pervenute Richieste soddisfatte Richieste pervenute Richieste soddisfatte

202
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Si tratta di utenti con una rete familiare spesso assente o non adeguata.
Le famiglie che più delle altre si trovano in difficoltà sono quelle in cui è presente un solo genitore
di genere femminile.
E’ comune nelle donne, spesso straniere, che si rivolgono ai servizi sociali, la condizione di separate
di fatto, anche laddove è avvenuto il riconoscimento della paternità, con scarso o assente impegno
economico e affettivo da parte dei padri nei confronti dei figli minori.
Parlare di minori stranieri significa far riferimento a una molteplicità di tipologie: minori richiedenti
asilo e rifugiati, apolidi, profughi di guerra o sfollati. Inoltre si può parlare di quei minori, accolti
temporaneamente, provenienti da paesi colpiti da carestie, guerre civili, catastrofi ecologiche,
irregolari e minori privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o altri adulti. Ad essi va
senz’altro dedicato un’ attenzione particolare, sia per i problemi di lacerazione dell’identità spesso
connessi alla loro situazione di immigrati o figli di immigrati, che soprattutto per le significative
trasformazioni di cui sono portatori. Ad esempio: la nascita di un bambino,venendo a modificare in
modo sostanziale il progetto migratorio del singolo individuo, è tra i fattori fondamentali che
inducono gli immigrati a stabilizzarsi e li costringe ad uscire dalla “condizione di invisibilità
sociale” in cui spesso si trovano a vivere.
Rispetto ai minori e alle famiglie residenti presso il campo nomadi di via del Foro Italico è da
rilevare che le famiglie di questa comunità risiedono nel campo dal 1991, nonostante fosse
considerato provvisorio; i nuclei stabili abitano infatti in baracche di legno e sono state censite dalla
Polizia Municipale nel 1996 e successivamente aggiornate.
Il censimento del 1996 contava 22 famiglie, 134 persone delle quali 75 minori, oggi le famiglie
sono circa la metà.
Il settore minori del servizio sociale professionale attua progetti prevalentemente legati a decreti del
Tribunale per i Minorenni, che coinvolgono i minori e le famiglie del campo nomadi, inoltre
sostiene le famiglie che richiedono sussidi.
Dal lavoro svolto in questi anni dall’Associazione ARCI che si occupa della scolarizzazione dei
minori rom nelle scuole territoriali e dagli interventi svolti dal servizio sociale settore minori, si
evidenziano le seguenti criticità:
- coinvolgimento di minori di 14 anni in reati a danno del patrimonio
- matrimoni precoci tra minori, con conseguente nascita dei figli da infrasedicenni
- non adesione ai programmi di recupero della prole che non coincidono con gli usi e la
mentalità dei “capifamiglia”.
- scarsa frequenza scolastica, nonostante l’ARCI si occupi di favorire l’iscrizione scolastica di
tutti i minori del campo in età scolare.
Nel territorio comunale sono 21 i bambini nomadi iscritti nelle scuole dell’Infanzia Comunale e
Statale.
La Scuola Elementare Statale “M. Mazzini”, la Scuola Elementare Statale “G. Alessi” e la scuola
elementare “M. Montessori” rappresentano le istituzioni scolastiche che hanno offerto ampia
disponibilità all’accoglienza di minori provenienti dal campo di Via del Foro Italico ed hanno
operato per garantire la piena integrazione scolastica degli stessi.
Il settore minori agisce a tutela dei bambini nomadi a rischio di emarginazione e devianza, con
progetti che favoriscono l’inserimento presso gli asili nido e le scuole materne territoriali .

Con Delibera della Azienda USL RM/A n. 971 del 28.09.2007 è stata istituita una Equipe Aziendale
Territoriale Interdistrettuale che interviene in modo continuo e sistematico negli insediamenti rom
di Via del Foro Italico e di Via della Cesarina e negli insediamenti spontanei che si costituiscono
nel territorio dell’Azienda ASL RM/A.

203
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Gli obiettivi specifici delineati da delibera riguardano:


- analisi dei bisogni e monitoraggio delle condizioni di vita e dello stato di salute della
popolazione rom,
- analisi dei bisogni e monitoraggio delle condizioni di vita e dello stato di salute della
popolazione immigrata, presente all’interno dei campi e negli insediamenti spontanei,
- interventi di orientamento attivo ai servizi, di offerta attiva di educazione alla salute e di
prestazioni sanitarie negli insediamenti,
- formazione specifica del personale socio-sanitario e amministrativo della ASL RM/A,
- collaborazione con i municipi, NAE e associazioni del privato sociale,
- redazione di una relazione semestrale sull’attività svolta.
Gli operatori, del servizio sociale settore minori che periodicamente svolgono visite presso il campo
nomadi, dalla loro esperienza evincono diverse criticità :
- la necessità di ripristinare il sottopassaggio di Via del Foro Italico al momento inagibile,
- la mancata revisione dei bagni chimici e aggiungerne altri,
- il permanere della spazzatura ai bordi del fiume,
- la mancata derattizzazione,
- la necessità di stimare e revisionare fili elettrici.
Il rafforzamento della rete territoriale di intervento sulla comunità deve rimanere assolutamente
l’obiettivo prioritario per migliorare le condizioni attuali di vita al campo. Il municipio rappresenta
inequivocabilmente un nodo rilevante di questa rete .
Uno degli obiettivi prioritari dovrebbe essere inoltre quello di individuare e valorizzare una o più
figure di rappresentanti della comunità rom, che si assuma la responsabilità di riportare direttamente
nella rete le istanze delle famiglie.
Un’altra priorità è quella di aggiornare il censimento in relazione alle nuove nascite e ai matrimoni
e conseguentemente alla costituzione di nuovi nuclei familiari.

Dati relativi ai minori seguiti dal Servizio Tutela Salute Mentale Età Evolutiva

I dati riportati nelle seguenti tabelle si riferiscono esclusivamente alle prime visite effettuate nel
2006 c\o la sede distrettuale del ns. servizio.
Di questi 200 casi, circa il 90% rimane in carico per trattamenti riabilitativi rivolti sia alla famiglia
che alle istituzioni educative territoriali frequentate dai minori e vanno aggiunti ai casi ancora in
trattamento degli anni precedenti.
I dati del 2007 sono in corso di elaborazione e in costante aumento.
Dalla analisi delle tabelle si può già evincere che il maggior numero (112) si situa nell’area dei
disturbi relazionali e comportamentali.

Particolare rilevanza assume la fascia d’età 6-18 perchè la frequenza scolastica contribuisce a far
emergere le difficoltà di apprendimento e di comportamento, prima sottovalutate.
Inoltre particolarmente critica risulta la fascia 12\18 ( pre e adolescienziale) poiché i disturbi si
sono strutturati e gli interventi di recupero devono essere conseguentemente più complessi e
articolati.
A questi dati vanno aggiunti le segnalazioni di n. 46 casi della magistratura minorile e civile, n. 45
casi seguiti dal SAISH e n. 7 casi dal SISMIF.

204
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

TABELLE PRIME VISITE ANNO 2006

…… Fascia età minori


0- 5 6-10 11-14 15-18 TOTALI
Figure Professionali
NPI :Neuropsichiatra inf.(1) 7 6 9 7 29
NPI+ TR (3 Terapiste riabilitazione) 16 11 2 - 29
NPI+ PS (10 Psicologi) 2 3 1 1 7
PS (10 Psicologi) 21 57 19 15 112
A.S. (4 Assistenti sociali ) 7 8 6 2 23
TOTALI 53 85 37 25 200

Fascia età minori 0- 5 6-10 11-14 15-18 TOTALI


Figure
Motivo consultazione
Professionali
Probl. Affettivo-relazionali 4 4 7 3

Condotta 2 1 2 3
NPI 29
Linguaggio\apprendimento 1 1 - -

Certificazioni 104 - - - 1
Linguaggio\apprendimento 12 10 2 -
NPI+ TR 29
Motricità 4 1 - -
Probl. Affettivo-relazionali - 2 - -

NPI+ PS Condotta 1 1 1 1 7

Linguaggio\apprendimento 1 - - -
Probl. Affettivo-relazionali 18 30 10 7

Condotta 2 16 9 8
PS 112
Apprendimento - 8 - -

Certificazioni 104 1 3 - -

A.S. Consulenza sociale 23


7 8 6 2
TOTALI 53 85 37 25 200

Dati elaborati a cura della D.ssa G. Mostardi D.ssa L. Giambenedetti della U.O. TSMREE
2° Distretto.

205
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’INTEGRZIONE SOCIO- SANITARIA CON RIFERIMENTO ALL’AREA


DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA NEI CASI SEGNALATI DALL’AUTORITÀ
GIUDIZIARIA.

Lo sviluppo dei processi d’integrazione socio-sanitaria e di pianificazione integrata, nell’ambito


delle politiche pubbliche per l’infanzia e l’adolescenza, viene realizzato dal 2006 attraverso
l’istituzione delle UIM ( Unità Interdistrettuale per Minori).
La UIM rappresenta uno spazio interistituzionale per la pianificazione, programmazione e
attivazione di servizi di quadrante ( ASL RM/A) secondo modalità integrate; questa unità
interviene per la diffusione delle buone prassi realizzate e sistematizzate a livello municipale:
procedure, sistemi di coordinamento, modelli organizzativi, per la formazione continua a livello di
quadrante in chiave inter-professionale e inter-istituzionale; e per favorire il raccordo coordinato
con altri nodi istituzionali esterni al sistema ASL-Municipi-V Dipartimento ( Tribunali,altri
Dipartimenti comunali).
Con l’istituzione della UIM si è dato avvio ad incontri integrati Municipi/Distretti dai quali è
emersa la necessità di: implementare la conoscenza reciproca, valutare le risorse esistenti,
confrontarsi sulle competenze, sulle prassi adottate e ritenute valide. Tali prassi possono essere
migliorate anche all’interno di un’ottica tesa alla omogeneizzazione e miglioramento degli
standards dei servizi erogati.
Questo processo ha portato alla: revisione, stesura ed approvazione, nel mese di luglio 2007, tra i
Municipi I, II, III, IV e l’Azienda ASL RM/A, del nuovo protocollo d’intesa, che intende garantire
lo sviluppo dell’integrazione socio sanitaria. Questa stipula tutela quelle specifiche attività integrate
svolte in favore di minori e famiglie sottoposte a provvedimenti della magistratura, dette attività
integrate si devono considerare pertanto parte del più complesso sistema territoriale dei servizi ai
minori e ai loro nuclei familiari.
La nuova metodologia di lavoro prevista dal protocollo d’intesa era già stata avviata, in via
sperimentale, nel corso dell’anno 2006 dal Servizio sociale integrato Municipio II/ Asl II Distretto.
Tale metodologia di lavoro prevede lo studio della richiesta proveniente dai Tribunali in sede CTI
(Coordinamento Tecnico Integrato), previa visione del fascicolo presso il Tribunale di provenienza,
per individuare tempestivamente il contesto giuridico e la problematica su cui dover intervenire.
Ciò significa che il criterio d’assegnazione del caso tra psicologi, assistenti sociali o altri specialisti
non è in base alla dicitura giudiziaria “indagine ambientale o indagine psico-socio-ambientale” ma
sulla riformulazione del bisogno individuato come prioritario del caso.
Questa nuova modalità di lavoro, ha determinato, rispetto agli anni precedenti, un aumento del
lavoro integrato con una riduzione dei tempi di risposta al Tribunale e ha garantito anche, un più
adeguato e tempestivo intervento con la famiglia in difficoltà, per la costruzione di un progetto di
tutela del minore.
Dalla rilevazione statistica, effettuata dal Servizio Sociale, dei minori sottoposti a provvedimenti
dell’Autorità Giudiziaria o segnalati all’Autorità Giudiziaria si evidenziano alcuni indicatori quali:
il numero di casi in carico, le richieste dell’intervento, la metodologia dell’intervento
(presenza/assenza di équipe), i tempi di risposta al Tribunale, etc.
Analizzando le singole tabelle si evidenzia che il Servizio è stato impegnato a gestire, relativamente
all’anno 2006, complessivamente 46 casi e relativamente all’anno 2007 n. 44 casi.
( Tabella A).
Si precisa che non rientrano in questo dato tutte quelle richieste del Tribunale pervenute che a
seguito di verifica anagrafica del Servizio sono risultate non di competenza dello stesso.

206
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Al totale dei casi seguiti vanno sommati quelli che provengono dagli anni precedenti all’anno 2007
e che rappresentano una presa in carico con continuità di intervento, per i quali non si è in grado al
momento di fare una quantificazione.
Rimane stabile l’alta percentuale delle richieste provenienti dal Tribunale per i Minorenni n.20 casi.
Rispetto al 2006 sono significativamente aumentate le richieste del Tribunale Ordinario, 24% per il
2006, 32% per il 2007, tutte riguardanti il contenzioso tra coppie in fase di separazione o che
hanno richiesto interventi particolarmente complessi e articolati.

Tabella A – Segnalazione dell’Autorità Giudiziaria anno 2006

Autorità Giudiziaria n. casi


1 Tribunale Ordinario 11 20

2 Procura della Repubblica 13


presso il T.M.
10
3 Tribunale per i Minorenni 20
4 Corte d’Appello 2
Totale 46
0
Procura Tribunale
Tribunale Corte
della per i
ordinario d'Appello
Repubblica Minorenni
n. Casi 11 13 20 2

Tabella A – Segnalazione dell’Autorità Giudiziaria anno 2007

Autorità Giudiziaria n. casi


20
1 Tribunale Ordinario 14

2 Procura della Repubblica 8


presso il T.M. 10
3 Tribunale per i Minorenni 20
4 Corte d’Appello 2
0
Procura Tribunale
Totale 44 Tribunale Corte
della per i
ordinario d'Appello
Repubblica Minorenni
n. Casi 14 8 20 2

Nel 40 % dei casi (contenzioso senza rischio) sono stati sufficienti interventi di mediazione del
conflitto e di sostegno alla genitorialità per individuare un progetto condiviso per lo sviluppo del
minore.
Dalla statistica del 2007 si evidenzia una presa in carico con trattamento successivo (affidamento al
Servizio Sociale, vigilanza, monitoraggio, collocamento in casa famiglia, incontri protetti) pari al 27
% (12 casi).

207
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

La Tabella B evidenzia la tipologia delle richieste pervenute, raggruppate in: indagine socio-
ambientale,indagine psico-sociale, e indagine psico-sociale con attivazione di incontri protetti.

Tabella B – Tipologia delle richieste pervenute - Anno 2006

25
Richieste pervenute n.
20
1 Indagini socio-ambientali 22
15
2 Indagine psico-sociale 20
10
indagine psico – sociale
3 con attivazione di incontri 4 5
protetti
0
Totale 46 Ind. Psico-
Ind. Socio- Ind. Psico-
sociale con
ambientale sociale
incontri
n. Casi 22 20 4

Tabella B – Tipologia delle richieste pervenute - Anno 2007

25
Richieste pervenute n.
20
1 Indagini socio-ambientali 21
15
2 Indagine psico-sociale 21
10
indagine psico – sociale
3 con attivazione di incontri 2 5
protetti
0
Totale 44 Ind. Psico-
Ind. Socio- Ind. Psico-
sociale con
ambientale sociale
incontri
n. Casi 21 21 2

La Tabella C riporta la classificazione delle richieste sulla base della nuova riformulazione, con le
seguenti categorie:
 contenzioso tra genitori separati, sia del tribunale per i Minorenni che del Tribunale
Ordinario, che non ha determinato un rischio evolutivo per il minore e la conflittualità si è
risolta con l’intervento tecnico professionale degli operatori psico-sociali singoli o integrati,
in un tempo limitato.
 contenzioso in separazione con rischio evolutivo, quando l’alta conflittualità tra i genitori ha
determinato il rischio valutato dai Servizi, prevalentemente adolescenti in contenzioso
giudiziario cronicizzato,
 contenzioso nonni-genitori: quando il conflitto generazionale nella famiglia non garantisce
al minore il diritto alla relazione parentale allargata,
 rischio evolutivo: quando il disagio del minore non dipende dal contenzioso in separazione
tra genitori ma da relazioni patologiche e disfunzionali all’interno della famiglia. (Sono

208
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

questi i casi in cui la segnalazione per la tutela può essere fatta al Tribunale dai Servizi e
viceversa).
 patologie delle cure: incuria e ipercura - quando la trascuratezza o l’eccesso nelle cure
parentali determina disagio e rischi nella crescita; nella realtà territoriali si riferisce in
particolare ai minori che vivono nel campo nomadi o in situazioni abitative ed economiche
inadeguate.
 stato di abbandono: quando la mancanza di cure materiali ed educative permanenti o il non
riconoscimento del minore alla nascita determina l’intervento giudiziario a tutela con
affidamento o adozione.

Tabella C – Riformulazione e tipologia della richiesta dei Tribunali - Anno 2006


4%
Tipologia Richieste n.
0%
1 Contenzioso tra genitori 15 0%
separati 2%
34%
Contenzioso in 30%
2 separazione con rischio 13
evolutivo
3 Contenzioso nonni- 1
genitori
4 Rischio evolutivo 14 2%
28%
5 Patologie delle cure 1 Contenzioso tra genitori
6 0 Contenzioso in separazione
Stato di abbandono
Contenzioso nonni genitori
7 Affidamento 2 Rischio evolutivo
eterofamiliare Patologie delle cure
8 Ipotesi abuso sessuale su 0 Stato di abbandono
minore
Affidamento eterofamiliare
Totale 46 Ipotesi abuso sessuale

Tabella C – Riformulazione e tipologia della richiesta dei Tribunali - Anno 2007


0%
Tipologia Richieste n. 2%
2%
1 Contenzioso tra genitori 17 2%
separati
Contenzioso in 25% 39%
2 separazione con rischio 11
evolutivo
3 Contenzioso nonni- 2
genitori 5%
4 Rischio evolutivo 11 25%
5 Patologie delle cure 1 Contenzioso tra genitori
6 Stato di abbandono 1 Contenzioso in separazione
Contenzioso nonni genitori
7 Affidamento 0 Rischio evolutivo
eterofamiliare
Patologie delle cure
8 Ipotesi abuso sessuale su 1
minore
Stato di abbandono
Affidamento eterofamiliare
Totale 44
Ipotesi abuso sessuale

209
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Rispetto all’assegnazione del caso all’operatore ( Tabella D ) si rileva, in seguito all’avvio della
sperimentazione, l’aumento del 12% dei casi presi in carico dall’èquipe integrata Municipio/ASL
nell’anno 2007 rispetto all’anno precedente.
Ciò ha determinato una modalità operativa multidisciplinare integrata degli operatori che, in seguito
alla riformulazione della richiesta del tribunale, ha permesso una conoscenza più appropriata del
caso e una più tempestiva operatività con famiglie e minori.
Sono stati così individuati i casi in cui il rischio evolutivo del minore appariva più alto con una
tempestiva azione tutelante degli operatori e una più efficace collaborazione con lo stesso
Tribunale.
Complessivamente il modello integrato tra operatori ha permesso, come vedremo nelle successive
tabelle E, di ridurre i tempi di risposta e qualificare gli interventi di tutela relativamente all’anno
2006, al 24% dei casi è stata fatta una prima relazione entro un mese dalla richiesta, mentre rispetto
all’anno 2007 il dato è significativamente aumentato al 39%.

Tabella D – Assegnazione - Anno 2006

22%
35%
Autorità Giudiziaria n. casi
1 Municipio + ASL 10

2 Municipio 20
43%
15 (+n.1
3 ASL consultor
io
Municipio + ASL
Totale 46 Municipio
ASL

Tabella D – Assegnazione - Anno 2007

36% 34%
Autorità Giudiziaria n. casi
1 Municipio + ASL 15

2 Municipio 13
30%
3 ASL 16 Municipio + ASL
Totale 44 Municipio
ASL

210
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Tabella E – Tempi di risposta - Anno 2006


9% 17%
13%

Tipologia Richieste n.
1 Inferiore ad 1 mese 8 17%
2 Entro 1 mese 8
44%
3 Da 2 a 3 mesi 20
4 Oltre 3 mesi 6 Inferiore a 1 mese
Casi di sola vigilanza e Entro 1 mese
5 4
monitoraggio
Da 2 a 3 mesi
Totale 46
Oltre 3 mesi
Casi di sola vigilanza

Tabella E – Tempi di risposta - Anno 2007

8% 5%
21%
34%

Tipologia Richieste n.
1 Inferiore ad 1 mese 2 32%
2 Entro 1 mese 13
3 Da 2 a 3 mesi 12 Inferiore a 1 mese
4 Oltre 3 mesi 8 Entro 1 mese
Casi di sola vigilanza e Da 2 a 3 mesi
5 3
monitoraggio Oltre 3 mesi
Totale 44 Casi di sola vigilanza

Sono numerosi gli interventi di rete che gli operatori dei servizi svolgono nell'ottica di potenziare e
migliorare le risposte e sostenere concretamente i nuclei familiari ritenuti a rischio.
Tali interventi dovranno essere implementati per prevenire il contenzioso, unicamente in sede
giudiziale, attraverso una più incisiva formazione/informazione delle coppie genitoriali prima della
separazione e dopo per il raggiungimento di una continuità consapevole e responsabile
dell’affidamento dei figli.
In tal senso è fondamentale l’attivazione di uno spazio specialistico territoriale per la mediazione
del conflitto.
In altri casi dove l’alto conflitto determina un rischio evolutivo, il servizio mette in atto interventi
più articolati e complessi quali: incontri protetti; Sismif; compagno adulto (educatore finalizzato al
contenimento del disagio del minore); consulenza e valutazione psicologica e neuropsichiatrica;
lavoro in rete con il CBM, il Tetto Azzurro e il Centro Antiviolenza; inserimenti in casa Famiglia.
In tal senso si rileva la necessità di istituire un centro polivalente quale spazio per la famiglia. Gli
obietti prefissati dal centro sono: la presa in carico globale, specialistica e interprofessionale della

211
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

famiglia con minori a rischio, uno spazio di trattamento per le famiglie multiproblematiche.
Quest’ultime inoltre sono portatrici di difficoltà di diversa natura: invischiamenti tra generazioni,
problemi di tossicodipendenza, disagio psicologico, conflittualità affettiva ed economica in caso di
separazione.

Il dato complessivo dei minori a rischio evolutivo segnalati dalla magistratura, 60% per l’anno 2006
e 50% per l’anno 2007, evidenzia la fragilità dei contesti familiari con possibili comportamenti non
adeguati, rispetto allo sviluppo psico fisico dei minori.
La criticità rilevata come rischio evolutivo dei ragazzi è prevalentemente caratterizzata dalla
mancanza di risorse per prevenire la cronicizzazione delle dinamiche familiari devianti.
Particolare attenzione richiede la fase adolescenziale dove il disagio si manifesta maggiormente con
difficoltà scolastiche e/o abbandono, fughe da casa e comportamenti antisociali, disturbi di
personalità etc.

In tal senso è necessario implementare gli interventi psicologici e i progetti individualizzati con
educatori ( compagno adulto) che possano sostenere il minore in difficoltà nel recupero scolastico e
orientamento lavorativo per il potenziamento delle risorse e il sostegno all’autonomia.
Il dato relativo alla patologie delle cure, 2%, (Tabella C) e, che nella realtà territoriale del
municipio si riferisce in particolare ai minori che vivono nel campo nomadi o in situazioni abitative
ed economiche inadeguate, richiede una più approfondita elaborazione per individuare efficaci piani
di integrazione socio-sanitaria. Gli attuali interventi sia di tipo economico che sociale risultano
scarsamente utili per un miglioramento delle condizioni di vita dei ragazzi e delle loro famiglie.
Si riportano di seguito alcuni grafici che visualizzano il quartiere di residenza dei minori segnalati
dall’Autorità Giudiziaria Minorile.

Tabella F – Casi Autorità Giudiziaria per quartiere - Anno 2006

13%
13%
4%
16%
Richieste Autorità
n.
Giudiziaria
1 Africano 6 23% 2%
2 Vescovio 7 20%
9%
3 Fomentano 1
4 Trieste 9 Africano Vescovio
Flaminio 4
Parioli 10 Nomentano Trieste
Salario 2 Flaminio Parioli
5 non residenti o altro 6
Totale 45 Salario Non residenti

212
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Tabella F – Casi Autorità Giudiziaria per quartiere - Anno 2007

10%
10%
12% 17%

Richieste Autorità
n.
Giudiziaria 0%
12%
1 Africano 4
10%
2 Vescovio 7 29%
3 Fomentano 0
4 Trieste 4 Africano Vescovio
Flaminio 12
Nomentano Trieste
Parioli 5
Salario 5 Flaminio Parioli
5 non residenti o altro 4
Salario Non residenti
Totale 41

Gli obiettivi d’integrazione socio-sanitaria fin qui raggiunti possono essere garantiti grazie al lavoro
di coordinamento ed interconnessione tra i Municipi, i Distretti e gli altri servizi socio-sanitari
operanti sul territorio e l’azione costante di raccordo istituzionale e territoriale della UIM,
attraverso:

• attuazione del protocollo d’ intesa per l’integrazione tra servizi socio- sanitari nei casi di
minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria,
• svolgimento di azioni di formazione integrata sulla metodologia e i contenuti delle azioni a
favore dei minori e delle famiglie, in termini di aggiornamento e di formazione continua,
• maggiore conoscenza dei bisogni espressi dai minori e dalle famiglie, attraverso il
monitoraggio delle situazioni dei minori sottoposti a provvedimenti dell’A.G.

La UIM si propone inoltre di sostenere lo studio e la realizzazione di messa in rete di servizi


interdistrettuali di quadrante riferiti più propriamente agli interventi di :

a) sostegno alle famiglie nell’esercizio delle responsabilità e delle funzioni genitoriali verso i
figli;
b) sostegno all’autonomia degli adolescenti.

Il tutto in un’ ottica di ottimizzazione delle risorse esistenti nel territorio dei Municipi/ Distretti
afferenti al quadrante RM/A.

213
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

LE COMPETENZE DEL SETTORE MINORI

Del. C.C. n. 154 del 29/07/97

Uno degli interventi attivati a favore dei cittadini è relativo alla Del. C.C. n. 154 del 29/07/97 che
propone un “progetto d’intervento globale” al nucleo familiare con interventi programmati,
successivi alla valutazione del Servizio delle effettive necessità e comunque sempre al fine di
stimolare l’autonomia della famiglia stessa. All’interno di tale progetto può essere prevista
l’assistenza economica indirizzata al soddisfacimento di bisogni concreti del nucleo, a patto che
l’erogazione del contributo economico sia sempre associato al recupero e all’attivazione delle
risorse autonome. Il servizio è gestito in modo diretto e si attiva in risposta alla presentazione della
domanda dell’utente la cui situazione deve essere valutata in modo “globale”.
Il progetto d’aiuto alla famiglia consiste in un lavoro di rete con i servizi del territorio preposti alla
tutela dei minori quali centri diurni, scuola, sport, ASL, servizi educativi in genere.
Attivando progetti con gli adulti del nucleo e con gli adolescenti si programmano, inoltre, stage
con borsa lavoro e tirocini formativi.
Molte delle attività a favore dei minori vanno attivate per gli adulti del nucleo poiché esistono
problemi di altissima conflittualità, disoccupazione, instabilità affettiva, difficoltà abitativa,
dipendenze da alcool o sostanze stupefacenti o dal gioco patologico, o ancora si tratta di fragilità
relativa all’igiene mentale.
Dall’anno 2003 il V Dipartimento ha inviato ai Municipi la competenza Ex Provincia, competenza
questa che consisteva in un sostegno economico trimestrale alle madri nubili.
I criteri per l’erogazione di tali contributi rientrano attualmente nei dettami della Delibera n.154/97
non più per categoria ma sulla base del raggiungimento di obiettivi progettuali.

Competenze ex Provinca

In seguito all’applicazione della L.328/00, nel settembre 2002 si è dato avvio al trasferimento
definitivo delle competenze in materia di “minori riconosciuti dalla sola madre”, categoria fino ad
allora seguita dai Servizi Sociali dell’Amministrazione Provinciale e demandata poi al Comune di
Roma in base alla legge Regionale n 40 del 20/12/2001.

Questo è l’ultimo passaggio di un processo di cambiamento, sempre in continuo divenire, nel quale
la persona/utente diviene sostanzialmente attore/fruitore del proprio progetto di vita.
Ai Servizi Sociali dei vari Municipi è affidato il delicato compito di promuovere e stimolare
progetti e interventi socio-economici orientati alla graduale e relativa autonomia del nucleo
familiare. Tali progetti s’intendono al momento in una logica d’intervento di tipo “orizzontale”,
ovvero calibrati sulle difficoltà/richieste/esigenze del nucleo familiare in stato di necessità, ad opera
dell’Ente (il Municipio).Quest’ultimo più degli altri può risultare capace di leggere il contesto
socio-ambientale nel quale il nucleo è inserito, decifrando il difficile intreccio dei vincoli e delle
risorse presenti sul proprio specifico territorio.

Per la maggior parte dei casi ci si trova di fronte a nuclei “monoparentali”, che ogni giorno
sperimentano le difficoltà legate a questo tipo di configurazione familiare, ma che nelle varie
situazioni si manifestano forse nelle forme più difficili e penalizzanti.

214
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le relative difficoltà sono:


parziale o totale assenza di relazioni affettive significative (parenti, amici,ecc.), capaci di offrire
sostegno anche nelle più semplici difficoltà quotidiane;
difficoltà di instaurare e conservare rapporti di lavoro stabili, o perlomeno soddisfacenti, già solo in
conseguenza del fatto che la madre, per ogni esigenza del minore ( scolastiche, di salute, ecc.), è
chiamata a rispondere in prima persona;
reddito inferiore al minimo d’inserimento, quando è rintracciabile un rapporto lavorativo part-time,
altrimenti il cosiddetto “reddito zero”.
donne che si avvicinano al servizio, quando spesso hanno riconosciuto da sole il proprio figlio ed
esprimono nella loro richiesta, principalmente, l’esigenza di un aiuto economico.
La condizione in cui vivono queste donne sono prevalentemente situazioni disagiate, in quanto il
costo della vita è alto e, attualmente, soddisfare i bisogni di un nucleo familiare con una sola
retribuzione diventa molto difficile.
L’intervento dell’assistente sociale, a livello municipale, relativamente a questa tipologia di
richiesta, può agire in base al finanziamento concesso dal Dipartimento V, con l’erogazione di un
contributo economico specificatamente a quelle donne che da sole hanno riconosciuto il figlio,
l’importo di tale erogazione può variare quantitativamente a seconda della gravità della situazione.
L’operatore nell’analisi del problema non si deve limitare, come abbiamo accennato
precedentemente, al soddisfacimento della richiesta espressa, soprattutto se solo economica, ma
deve attentamente esaminare la situazione della donna e, attraverso la costruzione di una relazione
di fiducia, cogliere i segnali che esprimono altri bisogni impliciti, non manifestati chiaramente
perché non vi è una consapevolezza di fondo, o vi è un sentimento di vergogna.
E’ importante evidenziare come gli interventi realizzati devono tener conto di alcune variabili, come
per esempio: la tipologia della popolazione presente nel territorio circoscritto e la disponibilità di
esso nel rendere concreti i progetti ideati, secondo le risorse finanziarie disponibili.
E’ emerso, da una ricerca svolta all’interno del II Municipio, che delle ragazze madri, seguite dal
Servizio Sociale, la presenza dell’utenza straniera è superiore a quella italiana (segue tabella).

Ragazze Madri residenti nel II Municipio

anno 2006 anno 2007

28%
34%

66%
72%

Straniere Italiane Straniere Italiane

215
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Ragazze madri per paese di provenienza

anno 2006 anno 2007

34% 32% 33%


40%

3% 5%
14% 10%
9% 20%
Sud America Africa Europa dell'Est Sud America Africa Europa dell'Est
Asia Italia Asia Italia

Le madri sole sono una categoria a rischio perché più vulnerabili emotivamente, il livello
economico si abbassa, le difficoltà organizzative aumentano e subentrano difficoltà nello
svolgimento del ruolo educativo assunto in solitudine, anche dopo una separazione.
A paragone con gli altri municipi di Roma, la percentuale di divorziati nel Municipio II è la più
alta della città. (dati Coop. S. Saturnino in progetto spazio baby).
Di fronte al forte aumento delle famiglie monoparentali, a cui non sempre corrisponde una adeguata
offerta dei servizi di cura ed educazione dei figli e, all’aumento dell’intensità del disagio, laddove si
manifesta, si rende sempre più necessario attivare servizi a sostegno del nucleo familiare, volti
all’educazione, alla socializzazione e alla protezione dei minori.
L’ esigenza di molte famiglie con un solo genitore, senza rete familiare di riferimento, è di
organizzare il tempo libero dei propri figli in orario extrascolastico, inoltre diventando
fondamentale trovare un lavoro o allungare l’orario lavorativo, per esigenze economiche queste
madri non possono spesso accudire i figli in modo adeguato.

Interventi integrativi con il settore educativo

Altri interventi sono in collaborazione con il settore educativo relativamente alla segnalazione per
l’esenzione della refezione scolastica per le scuole che effettuano il tempo pieno ed il modulare.
La retta versata dalle famiglie, viene calcolata in base all’ISEE (Indicatore della Situazione
Economica Equivalente) riferita all’intero nucleo familiare. Per i bambini assistiti dal Servizio
Sociale del Municipio è prevista così l’esenzione del pagamento della retta.
Lo stesso servizio inoltre si attiva per l’inserimento sociale nella scuola materna o nell’asilo nido
per quei casi che presentano un disagio psicofisico del minore o l’esigenza di allontanarlo da una
grave situazione di disagio familiare, attraverso segnalazioni all’Area Educativa- Ufficio asili Nido.

Affidamento Familiare

Il Municipio con il Centro Comunale Pollicino coordina il servizio di”Affidamento familiare”


(legge 184/83 modificata con la legge 149/2001).

216
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’art. 2 della suddetta legge recita “Il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare
idoneo, nonostante gli interventi di sostegno disposti ai sensi dell’art.1, è affidato ad una famiglia,
preferibilmente con figli minori o ad una persona singola in grado di assicurargli il mantenimento,
l’educazione, l’istruzione, e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno.”.
L'affidamento familiare si caratterizza come un aiuto offerto al minore ed alla sua famiglia in
difficoltà con problemi di salute ed organizzativi, di conflittualità ed inadeguatezza
genitoriale/educativa e si realizza attraverso l’inserimento temporaneo del minore presso una
famiglia idonea .
Quando la famiglia d’origine si trova in difficoltà, non essendo in grado di occuparsi
momentaneamente in modo adeguato del figlio, può rivolgersi al Servizio Sociale per un sostegno.
La richiesta, al momento, è numericamente poco rilevante sia per mancanza d’informazione
adeguata, sia per i sentimenti di diffidenza e di competizione che la famiglia d’origine nutre.
L’affidamento familiare deve garantire le migliori condizioni per lo sviluppo psicofisico del
bambino o del ragazzo, configurandosi così come un servizio per tutto il nucleo.
Lo scopo è non solo di tutelare e prendersi cura del minore ma altresì di dare modo alla famiglia di
origine di riorganizzarsi e ritrovare o acquisire quelle risorse affettive ed educative necessarie allo
sviluppo armonico del bambino, una volta ricongiunto.
L’affidamento familiare può essere:

 a tempo pieno: quando il bambino vive con la famiglia affidataria mantenendo rapporti con
la propria famiglia,
 part-time: quando il bambino trascorre con la famiglia affidataria parte della giornata ,
ricongiungendosi di sera con la famiglia.

L’Affidamento familiare consensuale è disposto dal Servizio Sociale, con Decreto del giudice
Tutelare. L’ affidamento giudiziale, laddove manchi il consenso, si dispone, sempre per una durata
massima di due anni, con Decreto del Tribunale per i Minorenni.
Il provvedimento inerente l’affidamento familiare deve indicare: motivazioni, tempi e modi
dell’esercizio dei poteri riconosciuti all’affidatario quindi quelle modalità attraverso le quali i
genitori e gli altri componenti del nucleo familiare possono mantenere i rapporti con il minore.

Compito prioritario del servizio sociale del municipio è quello di riconoscere il disagio del minore
e successivamente individuare e mettere in atto gli interventi di tutela quindi sostenere la famiglia di
origine nel superare le proprie difficoltà.
All’assistente sociale spetta in particolare il lavoro di rete con le persone e le istituzioni coinvolte:
genitori, affidatari, scuola, operatori sanitari, quindi quello di relazionare periodicamente
all’autorità giudiziaria.
Lo stesso tecnico deve vigilare inoltre affinché vengano rispettati gli interessi del minore e di tutti
gli attori che ruotano attorno al progetto di affidamento familiare favorendo i rapporti tra il minore e
la famiglia d’origine.

Il Servizio Sociale risponde con questo provvedimento all’esigenza di protezione e tutela dei
minori, all’orientamento e al sostegno psicologico degli affidatari, favorendo inoltre il rapporto tra
quest’ultimi e la famiglia d’origine.
Tra le situazioni di disagio più ricorrenti che inducono a mettere in atto un progetto di affidamento
familiare quella più comune è rappresentata dai genitori tossicodipendenti, con problemi
alloggiativi, con disturbi mentali, con madri sole spesso straniere in difficoltà economiche e
alloggiative.

217
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le campagne di informazione per gli affidamenti familiari sono attivate dal Centro comunale per
l’affido Pollicino e dagli stessi operatori del servizio sociale Municipale anche se al momento sono
ancora pochi.
Gli affidamenti di minori residenti presso il Municipio II sono 12, i minori collocati presso parenti
sono 5, per questi c’è il Decreto del Tribunale per i Minorenni.
Il Municipio svolge l’attività di prevenzione e tutela dei minori a rischio in collaborazione spesso
con il Servizio Materno Infantile della ASL. Lo stesso però trova difficoltà nell’elaborazione di un
progetto d’affidamento consensuale. La famiglia si presenta spesso rigida e spaventata preferendo
l’inserimento del minore in struttura. Questa soluzione è considerata più cautelante, rispetto al
collocamento presso una famiglia, in relazione alla paura di perdere il ricongiungimento.

Si ritiene indispensabile pertanto avviare un progetto d’informazione e sensibilizzazione per


l’affido, in base anche al Piano Territoriale per l’Affido, in relazione alle famiglie del territorio ed
ai percorsi di sostegno per le stesse famiglie affidatarie.

Tale progetto dovrà prevedere:

 incontri formativi/conoscitivi sull’affidamento familiare;


 organizzazione di gruppi mensili di sostegno;
 azioni d’auto-mutuo aiuto;
 incontri programmati tra le famiglie affidatarie del Municipio e gli operatori;
 nell’ottica di promuovere una maggiore informazione e collaborazione delle reti pubbliche e
di creare uno spazio che metta in relazione tutti i soggetti coinvolti nel processo di affido.

Adozioni

L’attività del G.I.L. Adozioni della RMA, alla quale il Settore Adozioni afferisce, è regolata dal
protocollo d’intesa firmato dai distretti I, II, III, IV della ASL RMA e dai Municipi I,II,III e IV
del Comune di Roma, con il quale si è inteso omogeneizzare sul quadrante della RMA un modello
di intervento operativo finalizzato alla preparazione delle coppie all’adozione.

Competenze del G.I.L. Adozioni :


- Informazione, orientamento e sensibilizzazione sull’adozione e sulle forme di solidarietà nei
confronti di minori in difficoltà.
A tale proposito, attiva corsi di informazione e sensibilizzazione all’adozione nazionale e/o
internazionale per le persone interessate, con l’obiettivo di un approfondimento delle
problematiche relative all’adozione, perché la coppia possa avviare una serena e critica
autovalutazione, prima di presentare la propria dichiarazione di disponibilità al Tribunale
per i Minorenni.
I temi proposti sono: dal desiderio di un figlio alla realtà dell’adozione; il bambino adottivo;
la condizione di genitori adottivi; il bambino e la nuova famiglia.

- Dalla presentazione della domanda alla definizione del procedimento.


In questa fase l’équipe, composta da un assistente sociale e da uno psicologo, su mandato
del Tribunale per i Minorenni, prepara la coppia ed acquisisce gli elementi sulla situazione
personale, familiare e sociale degli aspiranti genitori ed in generale ogni elemento utile a
valutare le motivazioni, le risorse e le capacità degli stessi ad accogliere un minore in stato
di abbandono.

218
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Al termine dei colloqui il GIL Adozioni trasmette al T.M. , entro i quattro mesi successivi
alla presentazione della dichiarazione di disponibilità all’adozione, una relazione completa
di tutti gli elementi raccolti nell’indagine.

- L’incontro con il bambino e il sostegno al nucleo adottivo, la relazione adottiva.


Al fine di ottemperare a quanto disposto dal T. M., che incarica i Servizi di vigilare
sull’inserimento dei minori nell’anno di affidamento pre-adottivo, viene offerto un sostegno
al nuovo nucleo familiare (che spesso si mantiene nel tempo anche dopo il suddetto anno di
affidamento pre-adottivo) attraverso visite domiciliari, colloqui con la coppia genitoriale ed
osservazioni del minore in ambito scolastico, strutturando un raccordo tra le diverse
istituzioni e le altre agenzie educative.
Viene inoltre proposta alle coppie l’opportunità di prendere parte ai gruppi tematici nei quali
approfondire aspetti specifici del processo adottivo.

Nel Municipio II, lo scorso anno, sono pervenute 37 richieste di adozione e 24 affidamenti pre-
adottivi.

Case Famiglia per minori.

In linea con la tutela del minore e a fronte di situazioni di emergenza a seguito di Decreti del
Tribunale per i Minorenni, sono previsti inserimenti in Strutture Residenziali e semi- residenziali.
L’inserimento curato dal Servizio Sociale viene proposto con progetto individualizzato sul minore
con l’obiettivo del rientro in famiglia, collocamento presso un parente o affidamento familiare.
Si tratta spesso di adolescenti a rischio evolutivo con problemi familiari, scolastici e di natura
psicologica.
Attualmente i minori seguiti dal Servizio Sociale del Municipio e inseriti nelle strutture accreditate
del comune di Roma sono 11 di cui 3 minori con progetto di semi-autonomia con il proposito di
tutelare il minore e accompagnarlo nel raggiungimento di alcune tappe quali la conclusione del
percorso scolastico e l’inserimento sociale e lavorativo.
Le strutture accreditate sul territorio del Municipio II sono:

• Gruppo Appartamento “Il Focolare” della Coop. Soc. Buenos Aires Onlus per sei minori
maschi adolescenti sito in P.zza Buenos Aires, 5 Roma. La struttura prevede altresì il
servizio di semiautonomia per 4 adolescenti maschi.

• Casa Famiglia “Giardino di Pace” per nuclei madre-bambino del Protettorato S.Giuseppe in
Via Nomentana, 63 – Roma

• Casa Famiglia “Il Grillo Parlante” per adolescenti dai 10 ai 14 anni del Protettorato
S.Giuseppe sita in via Nomentana, 63 – Roma

• Casa Famiglia “Pollicino” per bambini 3 – 11 anni del Protettorato S.Giuseppe

• Gruppo Appartamento “ Girasole” della Congregazione delle Suore Carmelitane di S.


Teresa in via Gradisca, 16 - Roma

• Gruppo Appartamento “ Arcobaleno” della Congregazione delle Suore Carmelitane di S.


Teresa.

219
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Sismif

Tra le risorse istituzionali di cui il servizio sociale dispone a favore di famiglie in difficoltà,
residenti nel municipio II, l’Assistenza Domiciliare per minori a “rischio evolutivo” (Servizio per
l’Integrazione ed il Sostegno ai Minori in Famiglia) riveste un ruolo primario.
Il Sismif promuove interventi a carattere socio-educativo presso il domicilio del minore e si
connota quale intervento progettuale ad alta valenza preventiva che tende: a sviluppare e valorizzare
l’autonomia della famiglia; a favorire i rapporti familiari interni e con il contesto socio-ambientale
esterno.
Nel 2007 hanno usufruito dell’assistenza domiciliare n. 28 minori assistiti con le loro famiglie dal
Servizio Sociale.
Macro-obiettivo del servizio è evitare l’istituzionalizzazione del minore e l’allontanamento dal
nucleo familiare, promuovendo le risorse familiari in relazione ai bisogni emersi.
Per meglio comprendere le caratteristiche del servizio domiciliare ed il target delle famiglie a cui si
rivolge, si riportano fedelmente i dati elaborati e commentati dalla Cooperativa S. Saturnino
scaturiti da un’ attenta analisi derivante da 15 anni di lavoro sul territorio come ente gestore del
Sismif.

II S.I.S.Mi.F. si rivolge a minori in età compresa tra 0 e 18 anni e si orienta verso:

• minori adolescenti e preadolescenti con problemi di relazione intrafamiliare, evasori


dell'obbligo scolastico;
• minori appartenenti a gruppi di microcriminalità per un mancato processo di
socializzazione;
• minori già avviati alla tossicodipendenza, all'alcolismo e alla farmacodipendenza ma non
ancora compromessi in tali circuiti;
• minori per i quali si è aperto un contenzioso tra genitori separati;
• minori appartenenti a nuclei disgregati e conflittuali;
• minori deprivati da un punto di vista socio-culturale ed economico;
• minori istituzionalizzati le cui condizioni familiari permettano il rientro nel nucleo
d'origine.

Il fattore unificante di tutti i minori seguiti in educativa domiciliare è la loro appartenenza a nuclei
familiari problematici di vario tipo, che per la loro esistenza e la loro natura sono all'origine
di difficoltà, specifiche e non, nel bambino. Tali problematiche familiari possono essere sintetizzate
in :

• incapacità a svolgere o ricoprire una o più funzioni genitoriali (in particolare


l'accudimento fisico e psicologico del bambino) ;
• disgregazione del nucleo familiare (morte, immigrazione, separazione, nucleo
monoparentale) ;
• emarginazione del nucleo rispetto al contesto sociale ;
• assenza di risorse a livello di famiglia allargata ;
• organizzazione disfunzionale (assenza di regole di gestione e conduzione familiare);
• presenza di disturbi psicologici e/o psichiatrici all'interno del nucleo familiare;
• Procedimenti penali in corso.

220
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Solo una percentuale minima di famiglie (10%) viene inserita nel progetto S.I.S.MÌ.F. perché vive
un momento critico (disoccupazione, separazione, crisi evolutive), ma la maggior parte delle
famiglie seguite dalla cooperativa in questi anni hanno evidenziato di avere spesso gravi carenze in
diverse aree di funzionamento.
I minori seguiti sono stati prevalentemente bambini compresi nella fascia 5-9 anni (42%) mentre
nelle altre fasce 0-4 anni, 10-14 anni e 15-18 anni mediamente intorno al 20% per ogni fascia di età.
Probabilmente la maggiore richiesta per la fascia di età 5-9 anni è riconducibile all’ingresso nella
scuola elementare, dove le problematiche del bambino divengono più evidenti per insegnanti e
genitori.
Età dei minori seguiti

19% 18%

21%
42%

0 - 4 anni
5 - 9 anni
10 - 14 anni
Triest15 - 18 annie

I nuclei familiari che hanno usufruito del Sismif , sono così suddivisi:
Nuclei familiari seguiti

1% 10% 6%
5% 18%

5%

55%

Con 1 figlio
Con 2 figli
Con più di 3 figli
Monoparentali (madre)
Monoparentali (padre)
Monoparentali (nonni)
Ricostituite

221
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le famiglie che maggiormente sono state seguite sono quelle in cui è presente un solo genitore di
genere femminile.
Molto spesso nella famiglia monoparentale l’attivazione del Sismif è dovuta alla presenza di
disturbi di personalità nel genitore e gravi difficoltà nella gestione dei figli.
Le famiglie con un genitore che soffre di una psicopatologia sono il 60%. E sono così divisibili:
famiglie con un genitore con problemi di alcol 5%, famiglie con genitore con problemi di
tossicodipendenza 8%, famiglie con genitore con problemi di natura psichiatrica 47%.

Problematiche familiari

40%
47%

5% 8%

Genitore "sano"
Genitore tossicodipendente
Genitore alcolista
Genitore psichiatrico

Si può aggiungere inoltre che nel 40% di famiglie monogenitoriali il genitore ha anche problemi
psicologici. Queste famiglie hanno spesso bisogno di una rete di interventi tra loro integrati quali:
un sostegno economico, un sostegno psicologico o un psicoterapia, un sostegno scolastico ed
educativo per i figli.
I problemi riscontrati maggiormente nei minori seguiti sono: problemi scolastici 80%, disturbi della
comportamento e della condotta 69%, deficit cognitivi 35%, disturbi fobici 5%, disturbi depressivi
10%.
Problematiche minorili

3% 5%
18%
39%

35%

Problemi scolastici
Disturbi del comportamento
Defcit cognitivi
Disturbi fobici
Disturbi depressivi

222
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Circa il 30% dei casi S.I.S.MÌ.F. sono stati attivati dopo una segnalazione proveniente dal tribunale,
che dava l'affidamento del minore ai servizi sociali. Circa il 20% dei casi si è concluso con una
segnalazione al tribunale per l'insorgere o la recidività di comportamenti maltrattanti all'interno
della famiglia. Il 5% dei minori seguiti sono stati dati in affidamento a parenti o strutture
specializzate.
L’esperienza ha dimostrato che gli interventi riusciti, che si concludono nel primo anno, sono
interventi circoscritti per ìl raggiungimento di obiettivi specifici e/o situazioni di crisi temporanee
(sostegno scolastico temporanea difficoltà lavorativa e organizzativa dei genitori, spazi neutri).
Gli interventi che si sono conclusi raggiungendo tutti gli obiettivi prefissati sono una percentuale
del 30%, mentre la maggior parte si sono conclusi con il raggiungimento solo parziale degli
obiettivi (50%). Purtroppo c'è una percentuale minore di interventi che non hanno raggiunto alcun
obiettivo (20%).
Di quest'ultima categoria fanno parte soprattutto interventi in cui il contratto fatto tra cooperativa
sociale e servizio sociale da una parte e utenti dall'altra non è mai completamente condiviso e
quindi tendono ad interrompersi presto. In questo caso si verifica che le famiglie non riconoscendo
gli evidenti problemi al loro interno attuano delle dinamiche espulsive decidendo di interrompere
l'intervento per paura del cambiamento. Nelle maggior parte degli interventi S.I.S.MÌ.F invece si
riscontra un raggiungimento degli obiettivi in modo parziale (50%). La famiglia è riuscita a
mobilitare alcune delle sue risorse interne per cambiare alcune delle disfunzioni al suo interno, ma
non ha raggiunto un livello elevato di funzionamento. In alcune famiglie alcuni elementi hanno
iniziato un percorso di riflessione e di elaborazione dei propri vissuti e dei propri stili di vita che
però non sono stati condivisi e seguiti da altri membri della famiglia. In alcuni casi si è assistito
perciò a separazioni familiari, in altre ad un aumento dell’ aggressività tra i componenti della
famiglia. Per finire famiglie in cui i minori hanno fatto dei grandi miglioramenti sul versante
caratteriale o su quello cognitivo e scolastico, a cui però non hanno fatto seguito miglioramenti e
cambiamenti dei genitori. Almeno il 30% dei casi seguiti ha raggiunto tutti gli obiettivi che si erano
prefissati. Alcuni di questi casi sono situazioni in cui le famiglie attraversano un periodo critico ma
la struttura familiare è sana e ci sono risorse al suo interno. Altri casi sono di famiglie che
richiedono un intervento mirato e specifico e non ci sono altri problemi occultati. In genere
parliamo di famiglie in cui il bambino ha dei piccoli problemi scolastici o contenuti problemi di
socializzazione che sono emersi in concomitanza di crisi evolutive o familiari. Altri interventi che
raggiungono tutti gli obiettivi prefissati sono quelli in cui gli obiettivi iniziali sono circoscritti e i
tempi sono ben scanditi. In questo caso parliamo di bambini dati in affidamento in cui il compito
educativo è stato quello di costruire insieme alla famiglia un percorso di elaborazione
dell'allontanamento del figlio. Altri interventi riusciti sono stati quelli che hanno previsto
l'effettuazione di "spazi neutri" o di "incontri protetti". In questo caso l'obiettivo principale del
S.I.S.MÌ.F. è stato quello di dare l'opportunità al genitore non affidatario di vedere il figlio e di far
crescere la relazione. Altri interventi che hanno raggiunto gli obiettivi prestabiliti sono stati quelli in
cui il lavoro di empowerment sui minori ha raggiunto i suoi risultati, mentre il lavoro di
potenziamento sui genitori è stato delegato alle strutture di sostegno e cura del territorio in un
lavoro di attivazione della rete. Altri casi S.I.S.Mi.F. che hanno raggiunto tutti gli obiettivi sono
stati quelli in cui non si è teso raggiungere uno stato di benessere ottimale, ma solo soddisfacente
per cui gli obiettivi proposti e raggiunti sono stati circoscritti.

Come evidenziato dai dati sopra riportati, è alta la percentuale di famiglie monoparentali in cui è
presente un solo genitore di genere femminile, assistite dal Sismif.

223
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Tale indicatore è d’altro canto conforme alla tipologia familiare diffusa nel territorio e
rappresentativa delle famiglie che più delle altre si rivolgono al municipio per ricevere assistenza.
Una buona parte dei casi S.I.S.MÌ.F. sono stati attivati dopo una segnalazione proveniente dal
tribunale, che dava l'affidamento del minore ai servizi sociali.
Ogni famiglia in carico al Sismif, deve essere costantemente seguita progettualmente dal servizio
sociale municipale, a cui spetta l’oneroso compito di “tenere insieme” la rete dei servizi e degli
interventi attivati a favore del nucleo familiare.
La scarsa integrazione di interventi è spesso causa di non raggiungimento degli obiettivi posti dal
Sismif.
Il Sismif non può da solo esaurire tutte le risposte al disagio del nucleo familiare e lo dimostrano i
dati relativi alla percentuale di situazioni concluse positivamente: famiglie che richiedono un
intervento mirato e definito nel tempo e non ci sono altri problemi occultati.
Laddove emergono nel nucleo problematiche diversificate che richiedono una pluralità di interventi,
l’assenza di servizi specialistici che siano in grado dal punto di vista organizzativo e di risorse
umane, di prendere in carico i minori e le loro famiglie, per il tempo necessario a risolvere le
difficoltà emergenti, produce imprescindibilmente un fallimento anche degli interventi domiciliari,
nell’impossibilità per i singoli educatori professionali domiciliari, di gestire in modo isolato la
complessità del disagio.
Tali servizi specialistici dovrebbero essere garantiti istituzionalmente su ogni territorio. Laddove
questo non sia possibile per carenze organizzative, strumentali e finanziarie si devono prevedere
progetti integrati che perseguano obiettivi di presa in carico globale, specialistica e
interprofessionale della famiglia con minori a rischio.
Fondamentale l’integrazione e la rete che si è creata intorno ad alcune famiglie tra il sismif e gli
interventi attuati dal progetto “Sportello Famiglia” (finanziato con fondi regionali) quali:
mediazione del conflitto familiare, incontri protetti, sostegno alla genitorialità, consulenza
psicologica e sostegno rivolti a bambini, adolescenti e genitori, consulenza legale.
Con la chiusura del progetto, che avverrà a marzo 2008 in base ai fondi disponibili, non esistono
altri spazi idonei nel territorio di cui si possa avvalere il servizio sociale professionale per garantire
l’attuazione dei decreti disposti dall’autorità giudiziaria minorile e per dare risposte adeguate alle
problematiche familiari diffuse sul territorio, come dimostrato dai dati statistici relativi al contesto
territoriale e al target di famiglie assistite in questi anni dalla Cooperativa S. Saturnino attraverso il
Sismif.

224
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

LE RISORSE SOCIALI DEL E NEL MUNICIPIO RELATIVE AI MINORI E ALLE


FAMIGLIE

Questo capitolo presenta le “risorse sociali” presenti sul territorio finanziati con fondi regionali
L.328/2000 e con fondi L. 285/ 97 e altre risorse presenti nel Municipio.

Tirocini mirati

Il progetto “Lavoriamo Insieme Tirocini Mirati” finanziato con fondi L.328/00 è trasversale rispetto
ai settori d’intervento minori - adulti e handicap dell’area sociale professionale e offre percorsi
mirati a favore di cittadini con disagio sociale minori e adulti e soggetti diversamente abili,
rappresentando una risorsa per i servizi sociali territoriali al fine di:

 Offrire nuove opportunità di esperienze lavorative con lo scopo di accrescere le possibilità


d’inserimento socio-lavorativo a cittadini a rischio di emarginazione, prevenendo il disagio
sociale;
 Rafforzare le competenze con lo scopo di accrescere la possibilità di reinserimento
lavorativo;
 Offrire ai diversamente abili opportunità di autonomia e di integrazione sociale, attraverso
forme attive di esperienze di tirocini formativi;
 Creare un nuovo tessuto di relazioni tra Enti Locali, Associazioni di categoria, esercizi
commerciali ed aziende del territorio.

Il progetto è stato destinato nella prima annualità a 20 cittadini, 10 disabili adulti e 10 cittadini di
età compresa tra i 16 e i 40 anni, conosciuti dai servizi sociali municipali e del II distretto ASL
RM/A mentre si è rivolto a 12 cittadini residenti nel II municipio, 8 disabili adulti e 4 cittadini tra i
16 e i 40 anni con disagio socio-economico, nella seconda annualità.
Le attività previste dal progetto riguardano:

1. conoscenza del caso segnalato dai servizi sociali e socio-sanitari;


2. analisi e bilancio delle competenze individuali;
3. servizio di tutor dell’Ente affidatario articolato in modo flessibile secondo l’esigenza e le
problematiche relazionali di ogni singolo tirocinante;
4. elaborazione, in stretto accordo con il servizio sociale integrato territoriale, di un piano di
intervento individualizzato per l’inserimento lavorativo;
5. individuazione mirata della struttura lavorativa e raccordo con le imprese e le aziende del
territorio;
6. monitoraggio del tirocinio di lavoro e verifiche periodiche con il servizio sociale proponente;
7. erogazione di un rimborso spese al tirocinante pro-die; pro-capite;
8. gruppo di mutuo aiuto rivolto ai tirocinanti per fronteggiare problematiche relazionali;
9. creazione di una rete di relazioni e collaborazioni tra Enti Locali, Associazioni di categoria,
esercizi commerciali ed aziende del territorio.

Per ciascun tirocinante viene redatto un progetto indicante gli obiettivi formativi da raggiungere.

225
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le esperienze intraprese negli anni precedenti hanno avuto un buon esito in termini costruttivi e di
arricchimento formativo a favore di 30 utenti.
Le borse lavoro intraprese sono state strutturate in modo mirato e flessibile rispetto alle esigenze di
ogni singolo utente, nel pieno intento di un complesso lavoro di rete e di progettualità trasversale.
Si ritiene utile riproporre tale progettualità che rappresenta una forma di intervento realmente
trasversale, flessibile, integrata tra Municipio e ASL RM/A, favorendo il continuum dell’esperienza
e creando un punto di riferimento stabile sul territorio per la rete di collaborazione con le aziende
lavorative territoriali.
Si sottolinea che gran parte degli interventi attivati a favore di minori sono diretti agli adulti del
nucleo, affinché possano superare gli ostacoli di ordine sociale, economico e lavorativo che
impediscono lo sviluppo della piena autonomia familiare e la reale emancipazione e integrazione
nel contesto sociale di appartenenza.

Centro per il bambino e la famiglia

Il “Centro per il bambino e la famiglia” ha iniziato le proprie attività nell’ ottobre 2006 ed il
progetto è stato affidato alla Cooperativa Sociale Boogan, da anni operante nei servizi per
l’infanzia.
L’istituzione del Centro, articolato con interventi diversificati e rispondenti alle esigenze dei
bambini e delle loro famiglie, rappresenta un potenziamento a quanto già esistente nel nostro
Municipio. Gli interventi sono rivolti principalmente a favorire la crescita dei bambini e dare
sostegno alle famiglie, alla prevenzione del disagio sociale e a supportare la genitorialità, delle
famiglie socialmente fragili.
Lo sportello di sostegno alla genitorialità e consulenza psicopedagogica, previsto all’interno del
centro, si pone come punto di ascolto per le famiglie del Municipio II. E’ previsto inoltre un
servizio di informazione per i genitori circa le risorse e le iniziative presenti sul territorio.
Si accede al servizio tramite appuntamento proprio per quei colloqui di consulenza psicopedagogia
e di sostegno alla genitorilaità.
Questo sportello è divenuto nel tempo uno spazio d’ascolto e di accoglienza volto alla valutazione e
all’esplorazione delle situazioni vissute come problematiche, permettendo al genitore di scoprire e
migliorare le proprie competenze educative o di ottenere risposte alle perplessità che riguardano la
crescita dei propri figli.
Il Centro si configura pertanto come un progetto articolato e complesso, che racchiude in sé diversi
servizi per i genitori, i bambini e gli operatori del territorio e che si propone di sostenere le famiglie
attraverso interventi di primo livello adeguatamente strutturati. Si è riscontrato che trattandosi
d’interventi di primo livello, è opportuno, per la maggior parte delle situazioni, continuare con una
vera e propria presa in carico da parte del servizio pubblico e delle strutture territoriali presenti.
Gli obiettivi specifici del centro sono:

 il sostegno alla genitorialità ;


 la consulenza pedagogica e familiare;
 la valorizzazione del ruolo educativo e sociale delle famiglie;
 l’arricchimento della rete dei servizi socio-educativi e socio-assistenziali rivolti a bambini e
alle loro famiglie (grazie a reti di mutuo aiuto e solidarietà);
 l’offerta di un insieme di servizi che migliorino la qualità della vita delle famiglie.

226
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

La proposta progettuale in questo modo ha voluto offrire una risposta concreta al disagio, alla
prevenzione e al sostegno educativo.
Il Centro propone un progetto capace di agire per e con le famiglie intervenendo sulla formazione e
sullo sviluppo del bambino. Per il minore si punta sull’aggregazione, sulla responsabilizzazione e
sulla partecipazione dei genitori-cittadini, sono numerosi i momenti di confronto e dibattito
attraverso il quale si possono condividere i programmi educativi, tra questi anche dei momenti
formativi.
I seminari infatti condotti da un esperto e dedicati ai genitori vertono su argomenti relativi alla
comunicazione e alla mediazione, ponendosi come obiettivo quello di creare uno spazio interattivo
e di scambio. Nella definizione degli obiettivi generali e specifici del progetto il genitore diventa
destinatario diretto dell’intervento assieme al bambino.

I servizi educativi e sociali volti all’infanzia e alle famiglie sono lo Spazio B. e Bi e la ludoteca.

• Spazio B.e-B.i. (18 – 36 mesi), è un asilo nido rivolto ai bambini inseriti nelle liste d’attesa
del II Municipio – si configura come un modello di attività educativa di supporto alle
famiglie che per motivi diversi scelgono un luogo di cura per i propri figli con orari limitati.
Questo spazio offre un luogo sicuro di socializzazione, crescita e confronto che è in
collegamento costante con le altre istituzioni scolastiche, in particolare con le scuole
dell’infanzia e con le istituzioni sociali, sanitarie e culturali presenti nel territorio.
Il servizio, è rivolto complessivamente a 24 bambini dai 18 ai 36 mesi e si suddivide in due
sezioni: antimeridiana (8 – 13 ) con 12 posti e, pomeridiana (14 – 19) con 12 posti.
• Ludoteca è uno spazio con programmazione e articolazione di laboratori ludici rivolti a
bambini di diverse fasce d’età (da 12 a 36 mesi in orario antimeridiano dalle h. 9oo alle h
13oo; da 3 a 6 anni e da 7 a 12 in orario pomeridiano); la ludoteca è finalizzata alla
promozione dello sviluppo cognitivo socio affettivo relazionale dei bambini. Il servizio
prevede animazione e giochi, laboratori creativi, corsi, uscite e visite guidate, mediateca,
centri ricreativi, soggiorni estivi e soggiorni studio, scambi culturali. La ludoteca è aperta
dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 mentre nel tempo di non scuola l’orario è 8.30 – 16.30.
Gli ingressi in ludoteca sono controllati e registrati con riconoscimento biometrico; gli utenti
che non raggiungono le tre presenze a trimestre saranno automaticamente sospesi e sostituiti
con altrettanti bambini inseriti nelle liste d’attesa rispettando l’ordine della graduatoria. Agli
iscritti alla Ludoteca, nei periodi di chiusura prolungate delle scuole, è offerto il servizio di “
Tempo di non scuola” che prevede oltre ai consueti centri ricreativi, soggiorni estivi e
soggiorni studio.

I Servizi antimeridiani prevedono:

• Spazio gioco genitore – bambino, è uno spazio appositamente attrezzato nel quale i
bambini di 24–36 mesi e i loro cari (genitori, nonni, baby-sitter) possono ritrovarsi insieme
per giocare, sperimentare materiali, scambiare pensieri e condividere momenti ludici e
formativi. L’accesso è consentito per un massimo di tre ore giornaliere tra le 9 e le 13.
Promuove le relazioni e sostiene il genitore nella sua funzione educativa. La frequenza è
libera e gratuita.
• Micro – ludoteca, è uno spazio ludico e di crescita, attivo tre giorni a settimana dalle 9 alle
13 che accoglie fino a sei bambini tra i 12 – 24 mesi non accompagnati. La frequenza è
libera e gratuita.
• Sportello di Consulenza Legale

227
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

• Mediazione familiare: lo sportello di mediazione sostiene e promuove la mediazione dei


conflitti, come innovativo strumento di gestione della conflittualità. Il percorso di
mediazione, prevede due step: il primo interno al Centro, svolto da professionisti esperti, il
secondo esternamente, a seguito d’invio ad uno dei centri di mediazione familiare facenti
parte del network. Il Servizio di Mediazione Familiare ha come obiettivo quello di offrire
oltre ad un servizio di mediazione familiare vero e proprio, uno sportello informativo
finalizzato all’informazione e ai colloqui di primo livello.
• Mediazione culturale, offre consulenze con mediatori linguistico / culturali; si può
accedere attraverso i canali istituzionali (servizio sociale, Asl, scuola, o direttamente dallo
Sportello Famiglia del Centro).
• Sostegno genitoriale, prevede uno sportello famiglia (analisi del bisogno, orientamento),
uno sportello psicopedagogico (consulenza), seminari e incontri con esperti, gruppi di
discussione e auto – aiuto.

Dati relativi all’ A. S. 2006 - 2007

Sostegno alla
Frequenze Frequenze genitorialità e Consulenza Mediazione
Spazio B.e.-B.i. Ludoteca consulenza legale Familiare
psicopedagogica
N° 259 (di cui n° 19
- Turno P.M. n°11
assisiti dal Servizio N° 21 N° 1 N° 1
- Turno A.M. n°13
Sociale)

Centro per il Bambino e la famiglia A. S. 2006 - 2007

7% 0% 3% 8%

82%

Frequenze B.e - B.i


Frequenze ludoteca
Sostegno alla genitorialità e consulenza psicopedagogica
Consulenza legale
Mediazione familiare

228
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Un’importante osservazione anche rispetto ai dati sopra citati, è che contrariamente alle direttive
progettuali che prevedono esclusivamente consulenze limitate e interventi di primo livello, per
quanto concerne il sostegno alla genitorialità, per la consulenza psicopedagogia e la mediazione
familiare è prioritaria l’esigenza di attuare vere e proprie prese in carico soprattutto per la
consulenza psicopedagogica e per la mediazione familiare; ciò anche in considerazione dell’ analisi
dei dati relativi alle richieste dell’Autorità Giudiziaria minorile : nell’anno 2007 su 44 nuove
richieste pervenute al Servizio Sociale la metà riguarda i conflitti tra genitori separati o in via di
separazione.

Sportello Famiglia

Il progetto “Sportello per la Famiglia”, finanziato con fondi della Regione Lazio, è stato avviato dal
20 febbraio 2006 per 12 mesi di attività; dal 20 febbraio 2007 fino alla fine di marzo 2007 le
attività sono proseguite grazie ad economie di gestione.
Con D.D. n. 3014 del 8/07/2006 del Dipartimento Sociale della Regione Lazio, sono stati assegnati
ai Municipi i fondi per la prosecuzione dei progetti.
Al Municipio II è stata ripartita la somma di € 31.443,31 per il periodo 1 aprile 2007-31 marzo
2008.
In considerazione della validità progettuale e della positiva realizzazione da parte dell’organismo
affidatario, il progetto è stato prorogato in continuità rappresentando un’economia per
l’amministrazione, non dovendo essere affrontate nuove spese di impianto della sede in quanto già
in possesso dell’organismo affidatario.
I servizi realizzati riguardano:
- Sportello per informazione, ascolto, ed orientamento presso la sede dello sportello unico in Via
Asmara 29°. Gli orari di risposta al cittadino sono: martedì 9.00/12.30 giovedi 14.30/17.00
- Sostegno e Consulenza psicologica per singoli, coppie, famiglie; ( Interventi rivolti a bambini,
adolescenti e genitori orientate al miglioramento delle relazioni familiari ed al superamento di
difficoltà evolutive.
- Spazio Neutro-Incontri protetti; (Servizio che consente ai genitori non affidatari o non collocatari,
a parenti che hanno interrotto per vari motivi le relazioni affettive con i minori, di incontrare il
bambino/i in luogo protetto con il supporto professionale di personale specializzato che sostiene la
funzione genitoriale e/o parentale).
- Mediazione del conflitto genitoriale al fine di recuperare un dialogo ed una collaborazione in
qualità di genitori, a prescindere dalla separazione.
Nello Sportello per la Famiglia sono impiegati n. 4 operatori: 1 psicologo coordinatore, 1 psicologo
psicoterapeuta, 1 educatore per gli incontri protetti, specializzato in mediazione familiare e 1
Assistente Sociale.
I casi segnalati e seguiti nel 2006/07 sono stati 28 di cui 18 segnalati dal municipio settore minori e
10 accessi diretti allo sportello informativo; a partire da aprile 2007 a febbraio 2008 sono stati
segnalati altri 19 nuclei familiari. Si tratta di segnalazioni provenienti dal servizio sociale
professionale dell’area minori, principalmente sulla base di decreti dell’autorità giudiziaria
minorile.
Inoltre nel 2007 sono stati portati avanti n. 5 casi la cui segnalazione era stata fatta nel 2006, perché
richiedevano un lavoro di continuità.
I dati quantitativi relativi al lavoro svolto dall’equipe di Sportello per la Famiglia nel 2006/07
riguardano 28 nuclei familiari di cui:
n. 7 casi di consulenza psicologica;
n. 5 casi di sostegno alla genitorialità;

229
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

n. 4 mediazione del conflitto familiare;


n. 6 incontri protetti;
n. 6 casi di accoglienza, analisi della domanda ed invio.

Casi in carico anni 2006 - 2007


21%

26%

18%
21%
14%

Consulenza psicologica
Sostegno genitoriale
Mediazione conflitto familiare
Incontri protetti
Accoglienza e invio

Nell’ultimo anno 2007/08 i dati relativi ai casi presi in carico dallo sportello per la famiglia sono i
seguenti:
n. 4 mediazione del conflitto (di cui 1 in corso dal 2006)
n. 3 incontri protetti (di cui due in corso dal 2006)
n. 4 sostegno alla genitorialità (di cui due in corso dal 2006)
n. 7 casi di consulenza psicologica (di cui uno in corso dal 2006)
n. 4 casi di accoglienza, analisi della domanda ed invio
n.1 consulenza legale in diritto di famiglia

Casi in carico anni 2007 - 2008


21%

26%

18%
21%
14%

Consulenza psicologica
Sostegno genitoriale
Mediazione conflitto familiare
Incontri protetti
Accoglienza e invio

230
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Allo stato attuale lo Sportello Famiglia ha ancora in carico:


n.1 incontri protetti
n.1 mediazione del conflitto associata agli incontri protetti
n. 1 sostegno alla genitorialità
n. 2 consulenze
n. 1 consulenza legale
Ogni caso sia inviato dalle istituzioni sia sotto forma di richiesta spontanea è documentato da
schede di rilevazione.
Le richieste spontanee nell’ultimo anno sono aumentate grazie alla presenza costante dell’assistente
sociale presso lo sportello unico e sono giunte soprattutto da donne di età compresa tra i 25 e 40
anni, portatrici di difficoltà legate all’ area della coppia e della genitorialità. Alcuni casi non sono
stati più seguiti per la difficoltà di coinvolgere i mariti nella consulenza.
I casi in carico allo Sportello famiglia hanno riguardato principalmente:
minori di età compresa tra 1 e 10 anni;
coppie genitoriali in fase di separazione o post separazione; dinamiche conflittuali che derivano da
esse;
famiglie multiproblematiche ossia portatrici di difficoltà di diversa natura: invischiamenti tra
generazioni, problemi di tossicodipendenza, disagio psicologico, conflittualità affettiva ed
economica in caso di separazione;
soprattutto le utenti di sesso femminile sono state portatrici di esplicite richieste di sostegno
genitoriale per la facilitazione del loro rapporto con i figli.
La metodologia applicata è ispirata alla presa in carico totale della famiglia al di là dello specifico
intervento richiesto . Infatti lo svolgimento degli incontri protetti è sempre associato ad un lavoro di
mediazione del conflitto tra coniugi ed alla consulenza psicologica offerta ad entrambi; allo stesso
modo coloro che hanno fatto richiesta del sostegno psicologico sono stati altresì sostenuti nelle
funzioni della genitorialità, talora con il coinvolgimento attivo di altre persone appartenenti al
nucleo familiare in difficoltà.
Quando per ragioni diverse non è stato possibile seguire direttamente il caso, l’equipe ha comunque
predisposto una fase di accoglienza e, ove richiesto, un approfondimento psicologico che
consentisse un invio verso terze strutture in modo ragionato ed attivando concreti collegamenti tra
gli operatori.
Le aree degli incontri protetti, della consulenza psicologica e del sostegno alla genitorialità si sono
confermate sempre dense di invii e come aree specialistiche di trattamento della famiglia e delle
sue complessità.
Il servizio non opera direttamente sulla realtà della mediazione familiare ma ha potuto constatare il
beneficio di un lavoro mirato alla mediazione ed alla riduzione del conflitto familiare nei casi in cui
sono coinvolti i minori e si richiedono incontri protetti.
La prese in carico di adolescenti o famiglie con minori nell’età della preadolescenza è stata
impossibile dai pochi mesi di attivazione garantita; infatti il lavoro di consulenza psicologica con un
adolescente e di supporto alla famiglia richiede un tempo congruo per la costruzione della relazione
e per la gestione di una terapia breve.
Le situazioni in carico al settore minori sono spesso già rese complesse da anni di vicende
giudiziarie e/o dall’intervento pregresso di altri servizi, richiedono una programmazione flessibile e
la definizione di un tempo di trattamento confacente alla valutazione del problema presentato.
Programmare servizi ai minori nel municipio II deve tenere conto del target di riferimento
caratterizzato da famiglie multiproblematiche per la cui risoluzione si richiede una integrazione di
interventi socio-educativi e specialistici di consulenza e sostegno psicologico, genitoriale, di

231
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

mediazione dei conflitti, che prevedano tempi congrui alle azioni da promuovere , tempi che devono
essere definiti almeno nell’arco di un biennio.
Le aree degli incontri protetti, della consulenza e del trattamento psicologico e del sostegno alla
genitorialità si sono confermate sempre dense di invii e come aree specialistiche di trattamento della
famiglia e della sua complessità.
Con la chiusura del progetto, che avverrà a marzo 2008 in base ai fondi disponibili, non esistono
altri spazi idonei nel territorio di cui si possa avvalere il servizio sociale professionale per garantire
l’attuazione dei decreti disposti dall’autorità giudiziaria minorile e per dare risposte adeguate alle
problematiche familiari diffuse sul territorio, come dimostrato dai dati statistici relativi al contesto
territoriale.

Centro Diurno per adolescenti “Spazio Giovani”

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento costante di richieste da parte di genitori relative al
contenimento di comportamenti a rischio dei propri figli.
Da una analisi più approfondita dei bisogni espressi è emerso che si tratta di disagio prettamente
psico-affettivo, relazionale e familiare, manifestato principalmente da giovani adolescenti.
Il dato fondamentale è che disagio giovanile non è sinonimo di devianza giovanile, in qualsiasi
contesto, confondere le due cose, significa sbagliare l'analisi del problema.
Il disagio giovanile è una forma di malessere che può prendere diverse forme e arrivare,qualche
volta, a trasformarsi in devianza giovanile.
Uno degli aspetti più evidenti delle difficoltà che i giovani incontrano si manifesta nell’alto tasso di
dispersione scolastica , nella diffusione del consumo di sostanze illegali e di alcolici e negli episodi
di bullismo fenomeno sempre più diffuso nelle scuole elementari e medie.
Nell'ambito di questo problema,l’educazione e la socializzazione come prevenzione e integrazione
sociale acquistano un particolare rilievo.
Emerge il bisogno di sviluppare reti di solidarietà primaria e secondaria, gruppi amicali, di vicinato,
di mutuo aiuto, e l'area del privato sociale e del volontariato che possono aiutare i giovani a vivere
in un una comunità sociale che assicuri valori e certezze stabili.
Si evidenzia, cioè, la necessità di interventi integrati e la creazione di luoghi che superino il
significato prettamente ricreativo, assumendo una funzione promozionale ed innovativa di
accoglienza, sostegno, integrazione e formazione.
Il Centro Diurno per adolescenti “Spazio Giovani”, nasce quale luogo di prevenzione e di
aggregazione aperto al territorio, in cui i giovani possono socializzare, confrontarsi e acquisire
conoscenze e competenze con gli obiettivi di gestire azioni finalizzate ad educare il giovane nel
processo di scelta facilitando la socializzazione, la comunicazione e stimolando la curiosità, la
creatività e il senso critico del singolo all'interno del gruppo mediante la partecipazione attiva.
Si configura, in particolare, come interlocutore privilegiato per favorire una relazione basata
sull'ascolto che stimoli il giovane a diventare protagonista dei propri processi formativi che mirano
a rendere coscienti i propri disagi, aiutandolo ad esternarli e contenerli.
Le attività principali che caratterizzano il Centro diurno sono possono essere sintetizzate in:
Gruppi di incontro dove l'utente attraverso il confronto e la condivisione può sviluppare il senso
critico e il senso del reale e raggiungere un buon livello di consapevolezza ed autonomia.
Attività esperenziali a carattere ludico ricreativo: laboratori di ceramica, disegno, musica, arti
marziali, animazione teatrale atti a sviluppare la creatività, la capacità comunicativa e la gestione
delle proprie emozioni e migliorare l'equilibrio psicomotorio.
Attività seminariali ed informative che trattino tematiche relative ai problemi dei
giovani e degli adolescenti (affettività, sessualità, conflittualità/aggressività identità. Ecc.)

232
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

L’insieme di tali attività contribuisce a sviluppare la fiducia, l'autostima, l'integrazione,la capacità


relazionale e lo sviluppo psico-fisico nonché a prevenire comportamenti e attitudini
psicologicamente a rischio e socialmente inadeguati, creando uno spazio d'informazione,
orientamento e sostegno rivolto ai giovani e ai loro genitori.
II Centro Diurno "Spazio Giovani" è stato aperto da maggio del 2004 a tutt'oggi, con sede in Via
Catalani 31, ed è stato finanziato per due anni (Marzo 2004- marzo 2006) con fondi legge 328/00
ed in seguito con risorse proprie e due contributi della Fondazione Unidea.
II progetto si rivolge ad un minimo di 20 ragazzi e ragazze nelle fasce di età comprese tra i 12/18
anni in situazione di disagio psico-socio-relazionale e alle rispettive famiglie del territorio.
II centro si è proposto come obiettivo iniziale quello di offrire i seguenti servizi:
sportello ascolto; sostegno alla genitorialità; accompagnamento al disbrigo di pratiche burocratiche;
orientamento al lavoro e inserimento scolastico; sostegno didattico; sostegno psicologico per gli
utenti e le famiglie di questi che ne fanno richiesta; interventi nelle scuole atti a informare i giovani
sulle opportunità offerte dal centro e del suo funzionamento; attività che favoriscono l'integrazione
di ragazzi stranieri, laboratorio di teatro; laboratorio di dolci; laboratorio ludico ricreativo di
ceramica; counselling alle famiglie dei giovani; 4 postazioni internet.
Attraverso un'attenta "analisi della domanda", vengono approntati progetti mirati,individuali e
funzionali alle esigenze di ognuno.
Le modalità di accesso al servizio sono di 2 tipi: dirette, accesso attraverso il passaparola dei
ragazzi, e indirette, con l'invio attraverso altri enti, quali:
• Municipi II
• ASL Roma A/consultori ;
• T.S.M.R.E.E;
• Scuole medie e superiori;
• Comunità per stranieri;
• SISMIF;
• Parrocchie e reti informali;
• Centri di orientamento al lavoro;
• Altri Centri e associazioni presenti sul territorio.
Tra gli obiettivi per promuovere e prevenire il benessere psico-fisico del minore il centro ha
individuato:
- Effettuare interventi di natura socio-educativa, socio-assistenziale e di sostegno
scolastico;
- Motivare i ragazzi allo studio e alla cura del sé;
- Favorire il senso di aggregazione, e stimolare l'esperienza ludica;
- Divenire un luogo di riferimento per l'utilizzo del tempo libero e valorizzazione delle reti
amicali
- Promuovere l'integrazione tra agenzie educative diverse (famiglia, scuole - servizi) per
favorire una maggiore conoscenza delle problematiche adolescenziali.
Le richieste più frequenti dei ragazzi che si rivolgono al centro sono: accompagnamento scolastico,
sostegno psicologico,socializzazione,integrazione sociale e culturale,integrazione e sostegno
nell'handicap lieve, prevenzione alla dispersione scolastica, prevenzione ai comportamenti devianti
e antisociali.

Si riportano di seguito i dati relativi al primo anno di attività 2004/2005 così come elaborati e
presentati nella “Carta dei Servizi” di Spazio Giovani a cura del CEIS che continua a gestire il
progetto, rifinanziato con L. 328/2000 per l’anno 2008.

233
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il Centro Diurno “Spazio Giovani” è frequentato principalmente da ragazzi appartenenti a fasce di


età che va dagli 11 ai 14 anni; infatti oltre 550 delle 712 attività erogate nell’anno di attività preso
in considerazione, hanno avuto come destinatari ragazzi e ragazze compresi in quella fascia d'età.

Età dell’utente per Frequenza/Presenza giornaliera


Classi d’età Frequenza
11-12 201
13-14 369
15-16 88
17-18 41
19 > 10

Anticipando alcune considerazioni che si svilupperanno in seguito, si fa notare come la maggiore


partecipazione dei dodici- quattordicenni riguarda sia gli utenti di nazionalità italiana che quelli di
nazionalità estera.
Invece si notano delle differenze tra le ragazze. Le italiane che frequentano maggiormente il Centro
hanno un'età media di 17 anni e usufruiscono quasi esclusivamente di counselling. Invece le ragazze
straniere risultano essere più giovani (13 anni) ed utilizzano il Centro in maniera più "trasversale".
Tra i ragazzi italiani e quelli stranieri la differenza di età tra i due gruppi è minore e in questo caso
sono quest'ultimi ad essere leggermente più grandi, con un età medie più vicina ai 14 anni, mentre
per gli italiani è più vicina ai 13 anni.
In generale l'utenza che accede al servizio ha una situazione familiare in cui i genitori sono
coniugati legalmente o coppie di fatto (rappresentano il 58% circa del totale), mentre il 30% degli
utenti ha i genitori separati.
Situazione familiare genitori utenti
8%
30%
4%

58%
separati uniti divorziati missing

Leggendo il dato sulla situazione familiare incrociato con il genere degli utenti, si nota che nel caso
delle ragazze si ha una equidistribuzione (circa il 47%) tra genitori coniugati e separati, mentre tra i
ragazzi circa il 70% hanno alle spalle genitori coniugati.
Approfondendo l'analisi e prendendo in considerazione anche la nazionalità degli utenti, si osserva
che nel caso delle ragazze e dei ragazzi immigrati si ha una forte concentrazione di famiglie

234
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

separate e/o disgregate. Su 22 utenti stranieri, 10 (pari al 45,5 %) hanno genitori separati. Invece sui
28 utenti italiani, solo 6 (pari al 21 %) sono figli di separati.
La grossa presenza di utenti stranieri con famiglie disgregate alle spalle si spiega tenendo in
considerazione che la maggior parte di questi utenti appartengono ad un nucleo familiare costituito
dalla sola madre, la quale generalmente lavoro come colf o badante nel nostro paese.
La presenza degli utenti stranieri è particolarmente importante per il servizio, in quanto pur
rappresentando il 41,5% dell'utenza complessiva (22 utenti su 53) queste ragazze e questi ragazzi
hanno fatto registrare il 63% delle presenze giornaliere (quindi di attività svolte) presso il Centro
(455 attività su un totale di 712).
Questo dato sta ad indicare che i figli di immigrati, per le motivazioni sopra riportate riguardo la
tipologia di lavoro svolto dai genitori con il conseguente impegno di orario, hanno tendenzialmente
un maggiore bisogno di un luogo di aggregazione altro dalla strada. Mentre i figli delle coppie
italiane stanno a casa con le badanti, i figli delle bandanti frequentano il Centro, che viene così a
svolgere un importante lavoro di prevenzione rispetto al rischio della vita da strada ed un altrettanto
importante lavoro di aggregazione giovanile tra ragazzi di nazionalità estere diverse (si vedano i due
grafici successivi), e tra loro ed i ragazzi italiani che, ricordiamo, costituiscono comunque una parte
importante degli utenti del Centro.

Su totale utenti distribuzione in base alla nazionalità

Nazionalità

Romania
30 29
Shrilanka
25 Brasile
44% Filippine
20
Bengala
56% 15 Capoverde
Equador
10
Etiopia
5 5
5 3 3 Bulgaria
1 1 1 1 1 1 Perù
0
Utenza straniera Utenza italiana Italia

Le Attività del Centro


Come scritto in precedenza, nel periodo di riferimento il Centro ha erogato 712 attività principali
rivolte a 53 utenti. Per ogni presenza giornaliera di ogni singolo utente si è registrata solo l'attività
principale svolta in quella occasione, questo significa che nella stessa giornata il soggetto può aver
partecipato anche ad altre attività ma che queste non sono riportate in questa analisi.
Principalmente al Centro sono arrivate richieste di utilizzo di Internet (33%) di partecipazione ai
laboratori (25%) e di sostegno scolastico (19%).
Altro lavoro importante svolta dal Centro è stato l'invio e l'accompagno effettuato con 9 dei 53
utenti presso altri servizi. In modo particolare questa attività ha riguardato utenti che presentavano
un problema di uso di sostanze psicotrope (eroina e cocaina). In questi casi si è preferito rivolgersi a
strutture specializzate, non essendo il Centro predisposto per la cura delle tos-sicodipendenze.
Un'altra considerazione riguarda l'uso di sostanze psicotrope e di abuso di alcool da parte degli
utenti del Centro. Durante il periodo di riferimento 14 utenti hanno riportato di usare sostanze, in
maggioranza cannabis (5 casi), ed allucinogeni (4 casi), in 3 casi cocaina e per i restanti 2 eroina.

235
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Mentre per i consumatori di cannabinoidi non si è proceduto ad invii presso altre strutture, per i di-
pendenti da eroina e cocaina si sono presi contatti con centri specializzati effettuando un accompa-
gnamento presso di essi. Per quanto riguarda l'abuso di alcool, in due casi questo si accompagna
all'uso di altre sostanze, mentre in altri due casi si tratta di dipendenza singola.
Analizzando la tipologia dei contatti telefonici avuti dal Centro (con la scuola, i familiari e gli utenti
stessi) emerge che su 179 contatti totali ben 131 sono avvenuti con i familiari, 33 con gli utenti e 15
con le scuole. Quindi la tendenza degli operatori è quella di stabilire una relazione più significativa
con i familiari rispetto alla scuola, in quanto i servizi per i minori devono lavorare con i genitori dei
propri utenti.
Il Centro inoltre tende a costruire relazioni collaborative con le famiglie organizzando incontri tri-
mestrali a cui invita tutti i genitori, dove lo scopo è di ridefinire il ruolo che il Centro ricopre
rispetto al percorso educativo e di crescita dell'utente, che non sostituisce le figure genitoriali.
Ad esempio, nel caso del percorso scolastico si è osservato che c'era un effettiva tendenza da parte
delle famiglie a delegare al Centro questo compito.
Il Centro ha svolto attività informativa, ossia si è proposto al territorio di riferimento come un
"luogo"di distribuzione di informazioni su tematiche diverse: mondo della scuola, i servizi socio-
sanitari,i servizi legali, il mondo del lavoro.
L’insieme complessivo di questo lavoro di informazione ha riguardato, a livelli diversi, la quasi
totalità degli utenti del centro.
Il progetto Spazio Giovani prevede per l’anno 2008 degli aspetti innovativi:
particolare attenzione sarà posta all’ interculturalità: sono previsti scambi tra ragazzi di altri Paesi
da attuare attraverso alcuni progetti del “Programma Gioventù” , che prevede incontri a Roma e a
Riga (Lettonia) per 10 ragazzi dai 15 ai 25 anni.
Un ulteriore elemento innovativo è dato dalla realizzazione di un “corto” pensato, sceneggiato e
girato direttamente dai ragazzi e che avrà come tema “il bullismo”, argomento fortemente sentito
dagli adolescenti.

Life Skills

Nel corso del 2008 sarà attuato, con finanziamenti L.328/2000 anno 2007, il progetto “Life Skills”:
promozione del benessere attraverso la valorizzazione delle abilità sociali, cognitive e relazionali.
Tale progetto, in rete tra le istituzioni scolastiche secondarie di I° grado del II Municipio, mira ad
offrire strumenti efficaci per l’apprendimento di abilità utili alla gestione dell’emotività e delle
relazioni sociali. Il progetto, realizzato all’interno dell’istituzione scolastica, è finalizzato a
promuovere il benessere dei giovani.
All’interno della scuola Media Esopo è presente inoltre uno sportello gratuito di accoglienza e
informazione scolastica per alunni stranieri e le loro famiglie.
Lo sportello è realizzato in collaborazione con la Cooperativa Sociale “Le Mille e una notte” con il
finanziamento del Comune di Roma, Dipartimento XI.
L’obiettivo è quello di informare ed orientare i genitori degli alunni stranieri sul funzionamento e
l’accesso al sistema educativo in Italia e sull’importanza di essere partecipi nel processo formativo
dei propri figli/figlie.
La finalità dello sportello è quella di favorire l’integrazione scolastica degli alunni stranieri e
promuovere la loro partecipazione reale nella società italiana stimolando attività che si sviluppano
nelle scuole con l’obbiettivo di favorire sia l’accesso e la permanenza degli alunni immigrati nel
sistema educativo, che il loro progresso linguistico, accademico e personale.

236
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Donne in sicurezza

Il progetto “ Donne in sicurezza”, rivolto alle donne residenti nel territorio del Municipio II e
avviato nel mese di febbraio 2007 presso i locali del consultorio, rappresenta uno spazio per la
tutela dei diritti e della sicurezza delle donne.
In particolare, si propone l’obiettivo di accogliere le donne con problemi familiari, di coppia, di
inserimento sociale/lavorativo o socialmente fragili, le gestanti e le madri sole in difficoltà. E’
garantito alla donna che si rivolge allo sportello un percorso collaudato per aiutarla ad uscire da
una situazione di vittima e diventare la protagonista delle proprie scelte. Un’attenzione particolare è
dedicata alle donne immigrate per sostenerle nel difficile processo di inserimento e di integrazione.
Si prevede tra l’altro uno sportello “itinerante”che operi nelle zone territoriali del Municipio a più
alto rischio di isolamento sociale.

Obiettivi:
L’equipe interdisciplinare,formata da psicologa, avvocato, mediatrice culturale, esperta in
orientamento al lavoro opera con la finalità di raggiungere i seguenti obiettivi:

 Promuovere il benessere psicologico e sociale


 Accogliere le domande individuali
 Far emergere la violenza dentro e fuori le mura domestiche
 Aiutare le donne ad elaborare vissuti personali
 Evidenziare situazioni a rischio sia a livello personale che in ambito familiare
 Fornire attività di consulenza e tutela legale
 Fornire consulenza per le difficoltà inerenti al rapporto di lavoro, permessi di soggiorno,
ricongiungimenti familiari e quanto previsto dalle leggi sull’immigrazione
 Fornire informazioni ed orientamento al lavoro
 Orientare le donne sulle risorse presenti sul territorio

Il mutare della società fa sì che l’analogia fra comunità di diversa lingua, cultura, religione, etnia,
sullo stesso territorio sia sempre più la norma e non un'eccezione, soprattutto nelle grandi città.
Ricordiamo inoltre che, quando si parla di violenza contro le donne, ci si riferisce a diversi tipi di
violenza: alla violenza sessuale (stupro, tentato stupro, molestie), alla violenza fisica, (botte, ferite,
omicidio), a quella economica (privazione di fondi e risorse), alla violenza psicologica e verbale
(minacce, ricatti, denigrazioni, svalutazioni).

Spazio Insieme

Il progetto “Centro Diurno Spazio Insieme” è stato attivato come intervento a favore dei bambini
dai 18 mesi agli 11 anni, articolato con laboratori ludico ricreativi per bambini dai 3 agli 11 anni,
attivi nei quartieri Trieste, Flaminio, Pinciano e con uno spazio Be.Bi antimeridiano rivolto a 12
bambini dai 18 mesi ai 3 anni di età, inseriti nelle liste di attesa del II municipio per l’inserimento
in un asilo nido comunale.
La progettualità realizzata ha voluto offrire una risposta alla ormai cronica carenza di strutture
ricreative- educative in un territorio specifico del II municipio, come il flaminio-villaggio olimpico.

237
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

E’ inoltre previsto uno spazio genitori con incontri formativi per coinvolgere attivamente le
famiglie nell’elaborazione di nuove attività e strategie per affrontare i problemi legati al ruolo
genitoriale.
Il centro ha iniziato le attività dal 15 settembre 2007 e proseguirà fino al 15 luglio 2008 per
riprendere poi dal 15 settembre 2008 fino al 15 luglio 200,9 con i finanziamenti dell’anno 2007 a
valere sull’anno 2008.
L’ente affidatario è la Cooperativa S. Saturnino che da anni collabora con il municipio Roma II
nella realizzazione di servizi rivolti ai minori e alle loro famiglie.
Dall’avvio del servizio avvenuta a settembre 2007, l’inserimento dei bambini nelle attività
antimeridiane di spazio be-by, su segnalazione dell’ufficio asili nido del municipio, è stato
completato alla fine di dicembre 2007.
E’ stata avviata l’attività “Tempo del non scuola” per consentire l’apertura straordinaria dello
spazio be.bi durante le festività natalizie nei giorni: 27, 28, dicembre e 2,3,4 gennaio. Le giornate
previste hanno rappresentato una risposta di servizio supplementare ai genitori che lavorano.
Nel mese di gennaio sono state avviate le attività “Spazio Genitori” con una psicologa dell’età
evolutiva che ha coinvolto attivamente le famiglie al fine di elaborare strategie per affrontare i temi
che riguardano la crescita evolutiva dei bambini e la relazione genitori/figli.
I laboratori attualmente attivi riguardano:
Laboratorio di danze popolari sede Flaminio Attivo il lunedì e venerdì ore 16,30/19,30 nel quale
sono iscritti 38 bambini di età 3/7 anni. Il periodo del laboratorio va da Ottobre a Gennaio 2008
Laboratorio Musicale : Viaggiando tra le note sede trieste-salario Attivo il martedì e giovedì ore
16,30/19,30 Iscritti 19 bambini di età 3/7 anni. Il periodo del laboratorio va da Ottobre a Gennaio
2008.
Considerata la particolarità del laboratorio che richiede di lavorare con gruppi di max 12 bambini
nella stessa giornata sono attivati 2 gruppi che svolgono l’attività in due fasce orarie, il I gruppo
accoglie bambini dai 3/5 anni il II bimbi dai 5/7. Nel restante tempo del pomeriggio i bambini si
fermano al centro e partecipano ad attività ludico-manuali ed espressive organizzate dagli educatori.
Le attività previste nei mesi di dicembre /gennaio prevedono l’avvio del laboratorio “Sviluppo
musicale” nel quartiere Pinciano - presso la scuola dell’infanzia Il Giardino Incantato.
Il laboratorio, il cui avvio è stato concordato con la dirigente scolastica, nasce dall’interesse di
realizzare un’attività integrativa che risponda in maniera flessibile alle richieste dei genitori , infatti
la possibilità di realizzare il laboratorio fuori dall’orario scolastico agevola i genitori
nell’ottimizzazione i tempi quotidiani.
Dopo un proficuo incontro con la dirigente scolastica della scuola dell’infanzia Guido Alessi è nata
l’idea di lavorare in modo congiunto al “Progetto multiculturale sul Continente Africano”. Il
suddetto progetto già attivo nel percorso educativo vede coinvolte alcune classi della scuola.
Negli incontri tra la Responsabile del progetto per l’ente affifatario e i genitori dei bambini
frequentanti, è emerso molto forte l’apprezzamento per l’attivazione di laboratori in un territorio
come quello del quartiere flaminio dove i servizi rivolti all’infanzia sono esigui.

Piccoli e Grandi

Il progetto denominato “ Piccoli e Grandi” finanziato con fondi L. 285/97 é affidato al Centro
Nascite Montessori, all’Università “La Sapienza” e alla Cooperativa Sociale “San Saturnino” dal
gennaio 2003. Le attività sono destinati ai bambini dai 0 ai 6 anni con o senza la presenza di
genitori o familiari, con lo scopo di promuovere un confronto sui modelli educativi, sulle situazioni

238
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

da adottare nelle situazioni difficili,favorendo un rapporto più forte e strutturato tra scuola e
famiglia.
Sono previste attività attraverso laboratori di espressione manuale, musicale e narrativa per bambini
dai 3 ai 5 anni; spazio genitori bambini da 0 a 6 anni per giocare e apprendere insieme; gruppi di
socializzazione e confronto per insegnanti, genitori, educatori, operatori sociali e sanitari che
vogliono arricchire le loro modalità educative e relazionali. Le diverse attività sono organizzate sia
presso la sede del Centro che presso le scuole.
Piccoli e Grandi via Lago di lesina, 20 A . Tel. 0686328261

ALTRE RISORSE NEL TERRITORIO


Asl RmA Distretto II

CONSULTORIO

Utenti: famiglie, minori, bambini, adolescenti, coppie, donne


Modalità d’accesso: telefonicamente o presentandosi direttamente negli orari di apertura
Competenze:

• promozione della salute riproduttiva in menopausa,


• tutela della salute sessuale e la prevenzione delle MST nelle varie fasi della vita,
• consulenza pediatrica,
• sostegno nella risoluzione dei conflitti di coppia e della gestione delle competenze parentali,
• risoluzione dei compiti di crescita degli adolescenti,
• sostegno psicologico e psicoterapia breve
• educazione sociale, sanitaria, e psicologica
• prevenzione ed assistenza della patologia materno-infantile nel periodo pre-peri e post natale

Attività:
-organizzazione di corsi per la preparazione alla nascita ed alla genitorialità;
 educazione sanitaria del bambino nei primi anni di vita (aspetti fisici-psichici e sociali);
 preparazione alla maternità e paternità consapevoli;
 iniziative di informazione ed educazione alla sessualità rivolte al singolo e a gruppi di utenti
(attività rivolte agli studenti per le scuole del territorio, “gruppi scuola” nei consultori)
 assistenza psicologica e sociale alla donna nei casi di interruzione volontaria o spontanea
della gravidanza;
 assistenza psicologica e sociale nei casi di interruzione di gravidanza di una minorenne,
procedure per l’assenso di chi esercita la podestà o la tutela giuridica;
 G.I.L. (gruppo integrato di lavoro) minori e le loro famiglie sottoposti a provvedimento
dell’autorità giudiziaria civile (affidi, adozioni, conflitti, separazioni, divorzi, ecc.) ed è
svolto in accordo con i Municipi su segnalazione del tribunale;
 Assistenza e consulenza educativa, sociale, sanitaria e psicologica in favore dei singoli, della
coppia o della famiglia 8terapia breve, mediazione familiare, couseling)
 informazione sull’uso di tutti i mezzi contraccettivi, esistenti nella loro prescrizione o
somministrazione in base alle esigenze;
 Individuazione dei fattori di rischi della gravidanza;

239
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

 Assistenza e consulenza ai fini dell’adozione e dell’affidamento, gruppi informativi e di


orientamento alle coppie che devono presentare domanda di adozione al tribunale dei
minori;
 promozione di incontri con le scuole del distretto;
 collaborazione con l’Autorità Giudiziaria;
 Orientamento ed informazione sulla prevenzione di difficoltà o di malattie che incidono
sulla vita sessuale, sulla gravidanza e sulla salute del neonato e del bambino.

FIGURE
TELEFONO ORARIO RESPONSABILE
PROFESSIONALI
Da lunedì al
venerdì dalle Ginecologa,
08:30 alle 13:30 ostetrica,
Via salaria 140 06/77302623 Dott.Carmosino
lunedì e giovedì segretaria,
dalle 15:00alle assistente sociale
17:00
Ginecologa,
ostetrica,
Via Garigliano 55 06/77302609 infermiera,
assistente sociale,
psicologa

TUTELA SALUTE MENTALE E RIABILITAZIONE ETA’ EVOLUTIVA

Utenti: minori e i loro genitori o i tutori dei minori, il dirigente scolastico per le scuole
Modalità d’accesso: per appuntamento
Competenze:

• attività di consulenza,
• diagnosi e trattamento relative alle problematiche legate ai bambini, ragazzi, adolescenti;
• attività di consulenza nei confronti dei genitori, docenti, ed educatori;
• promozione nelle scuole d'ogni ordine e grado statali e comunali e degli asili nidi

Attività:
 consulenza sociale alle famiglie e alle istituzioni educative
 diagnosi e interventi di neuropsichiatria infantile
 problematiche affettivo-relazionali nella famiglia, a scuola, con i coetanei
 problematiche legate allo sviluppo dell’infanzia e dall’adolescenza
 consulenza al Tribunale dei minori in Gruppo di lavoro integrato con il Municipio II (GIL)
 consulenza psicologica, psicodiagnosi, psicoterapia per il minore e famiglia
 terapie neuromotorie, cognitive e per il linguaggio
 collaborazione con insegnanti, pediatri, medici di base per tutte le attività di prevenzione,
cura e riabilitazione
 ritardi dello sviluppo psicomotorio
 difficoltà dell’apprendimento e del linguaggio
 certificazioni attinenti ai compiti del servizio

240
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

 programmazione, attuazione e verifica degli interventi sociali per i minori

FIGURE
TELEFONO ORARIO RESPONSABILE
PROFESSIONALI
Assistenti sociali,
educatori
professionali,
06/86324038 dal lunedì al
Dott.ssa psicologi,
Via Asmara 29/a fax sabato dalle
D'Andrea neuropsichiatrici
06/86320898 8:30 alle 13,30
infantili, terapisti
neuromotorio e
logopedisti

CENTRO DI CONSULENZA PSICOLOGICA “COLPO D’ALA”

Utenti: ragazzi da 18 ai 25 anni e ai genitori in difficoltà


Modalità d’accesso: tramite appuntamento telefonico è attiva anche una segreteria telefonica per
richiamare la persona) o accesso diretto martedì e mercoledì dalle 16 alle 19 a Via Salaria, 140
Attività:
 accoglimento e valutazione (massimo 5 incontri)
 consultazione
 accoglimento e valutazione per genitori e famiglie
 consultazione per genitori e famiglie
 psicoterapie di gruppo
 consulenza a gruppi ed istituzioni
 attività di educazione alla salute
 terapia di coppia in funzione alla genitorialità

FIGURE
TELEFONO ORARIO RESPONSABILE
PROFESSIONALI
Da lunedì al
Via Sabrata, 12 06/77302441 venerdì dalle Dott. Milizzo psicologi
8:00 alle 15:00

CENTRO DIURNO TERAPEUTICO “AL DI LA’ DEL BORDO”

Utenti:adolescenti con rischio psicopatologico compresi nella fascia 12-18 anni


Modalità d’accesso:accesso diretto o tramite appuntamento telefonico

241
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

Competenze: eroga interventi terapeutico-riabilitativi ed educativi di disturbi affettivo-relazionale,


psichiatrici e situazioni psicosociali associate in età adolescenziale. L’assistenza viene eroga
secondo un preciso piano terapeutico.
Attività:
 interventi terapeutico-riabiliativi ed educativi di disturbo affettivo-relazionale, psichiatrici e
situazioni psicosociali associate;
 laboratori
 supporto scolastico
 consulenze sociali e diagnostiche
 collaborazione con il Tribunale
 organizzano soggiorni e fine settimana oer persone che hanno un percorso terapeutico alle
spalle
 supporto ai genitori che fanno un lavoro parallelo individuale insieme ai figli

FIGURE
TELEFONO ORARIO RESPONSABILE
PROFESSIONALE
assistente sociale,
06/6875406 dal lunedì al
Via dei neuropsichiatra,
fax venerdì dalle Dott. Farruggia
Cappellari, 100 psicologa, educatori
06/6875419 9:00 alle 17:00
della cooperativa

CENTRO DIURNO TERAPEUTICO “LINUS”

Utenti: bambini dai 2 ai 6 anni con disturbo di sviluppo e i loro genitori


Modalità d’accesso:
Competenze: eroga interventi terapeutici-riabilitativi ed educativi affettivo-relazionali, psichiatrici
e situazioni psicosociali associate, in età compresa dai 3 ai 6 anni
Attività:

 cicli di terapia riabilitativa intensiva di gruppo per due mesi;


 focalizza l'intervento in momenti evolutivi critici per contenere le difficoltà emergenti e
sviluppare le risorse spontanee;
 integra l'intervento riabilitativo con il lavoro psicologico;
 offre ai genitori un intervento parallello al percorso terapeutico dei bambini attraverso
incontri settimanali di gruppo.

FIGURE
TELEFONO ORARIO RESPONSABILE
PROFESSIONALI
educatore, assistente
dal lunedì al
Piazza 06/77306014 Dott.ssa Licia sociale, logopetista,
venerdì dalle 8:00
Castellani, 23 Facci pediatra, fisioterapista,
alle 13,30
psicologa

242
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

PROGETTO GIOVANI PROMOSSO DAL SERT

Utenti: ragazzi dai 18 ai 25 anni


Modalità d’accesso: accesso diretto o tramite appuntamento telefonico la mattina
Attività:

 colloqui di orientamento e supporto psicologico


 assistenza a livello ambulatoriale
 promozione ed educazione alla salute
 colloqui di gruppo per la famiglia e i ragazzi

FIGURE
TELEFONO ORARIO RESPONSABILE
PROFESSIONALI
Da lunedì a
Via dei 06/84483536
venerdì dalle Dott. Cesarini Medico e psicologo
Frentani, 6 06/4940538
7:30 alle 19:30

TRATTAMENTO DEI DISTURBO ALIMENTARI DEL COMPORTAMENTO


ALIMENTARE

Utenti: tutti i cittadini di Roma di tutte le età


Modalità d’accesso: tramite appuntamento telefonico
Attività:
 valutazione diagnostica ed orientamento terapeutico nel campo dei disturbi del
comportamento alimentare (bulimia, anoressia, alimentazione compulsava, obesità);
 supporto psicologico
 colloqui diagnostici ed informativi tramite test psicologici specifici
 collaborazione con l’università “Tor Vergata” e “La Sapienza” per una valutazione anche ai
danni organici in atto e per un eventuale ricovero

FIGURE
TELEFONO ORARIO RESPONSABILE
PROFESSIOANLI
Da luned’ a
CSM di Via Psicologo, Psichiatra,
06/4941115 venerdì dalle Dott. Scavo
Palestro, 39 internisti della RMA
08:30 alle 13:00

MEDICINA PREVENTIVA PER L’ETA’ EVOLUTIVA

Attività:
 prevenzione (vigilanza igienico sanitaria, screeening e diagnosi precoce di malattie di
interesse sociale, promozione ed educazione alla salute presso gli Istituti di ogni ordine e
grado)
 di controllo (controllo e profilassi malattie infettive, controlli sanitari per invio di minori nei
soggiorni di vacanza, campeggi e simili, tutela sanitaria delle attività motorie e sportive dei
soggetti in età evolutiva, esoneri di educazione fisica)

243
Capitolo 6 Piano regolatore sociale 2008-2010

INDIRIZZO TELEFONO ORARIO

Via Tripoli, 39 06/86391234 Dal lunedì al venerdì 8:30-9:30

VISITE APPRENDISTI E MINORI (PER AVVIO AL LAVORO)


Modalità d’accesso: tramite prenotazione telefonica
Attività: certificati di idoneità al lavoro per i minorenni, su richiesta dei centri dell’impiego o dei
datori di lavoro, per lavoratori con sede lavorativa in uno dei 4 Distretti della Asl Rm A

INDIRIZZO TELEFONO ORARIO


Lunedì, mercoledì e venerdì 10-
Via Dario Niccodemi, 105 06/87137786
12 e martedì e giovedì 15-17

VACCINAZIONI MINORI (0-18 ANNI)

Modalità d’accesso: appuntamento telefonico


Attività: Servizio ambulatoriale per le vaccinazioni obbligatorie e/o raccomandate dal piano
Sanitario Nazionale e dalla regione Lazio

INDIRIZZO TELEFONO ORARIO


Da lunedì a venerdì 9-12 e martedì
Via Tagliamento, 19 06/84242142
e giovedì 15-17

244
Capitolo 7 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 7

L’INTEGRAZIONE DELLE POLITICHE SOCIALI

CON LE ALTRE POLITICHE

Questo capitolo ha lo scopo di definire i soggetti, le aree e le metodologie per il coordinamento, la


collaborazione e l’integrazione tra i diversi sistemi e i servizi che contribuiscono alla realizzazione
del welfare locale.

Questa sezione fornirà perciò informazioni su “chi, cosa, come e quando” si farà per lavorare in
rete, a livello intra-municipale ed intermunicipale e integrare i servizi e gli interventi sociali con
quelli del sistema sanitario, dell’istruzione, della formazione e dell'educazione non formale, del
lavoro e per l'occupazione, del credito e della finanza, dell’abitare, della mobilità, delle politiche
familiari e giovanili, ambientali, culturali e sportive.

I livelli definiti dal Piano Regolatore Sociale sono:

 accesso ai servizi e alle opportunità;


 responsabilità civiche; welfare di prossimità;
 inclusione sociale e autonomia;
 welfare residenziale;
 emergenza sociale.

E’ importante distinguere i “servizi”, che hanno carattere di stabilità e continuità, dai “progetti”, che
invece hanno una durata temporanea e presuppongono un’organizzazione provvisoria (per la durata
del progetto).

Al riguardo, il Piano Regolatore Sociale prevede l’organizzazione di servizi a livello di “quadrante”


(area di 3 o 4 Municipi, coincidente con quella della Azienda Sanitaria Locale).

245
Capitolo 7 Piano regolatore sociale 2008-2010

“Azioni di Integrazione”

Sono azioni e progetti di integrazione tra le Politiche Sociali e le altre Politiche di sviluppo
cittadine. Per ogni azione di integrazione il piano indica ipotesi progettuali specifiche. In
particolare:

Quadro sintetico delle azioni di integrazione


Azioni Ipotesi Progettuali
- Anziani, Alzheimer e Demenze senili correlate
Integrazione con la - Famiglie, infanzia ed età evolutiva
rete dei servizi sanitari - Disagio mentale
- Cittadini con diverse abilità
- Accompagnamento e tutoring in azienda
- Orientamento ed inserimento socio-lavorativo
Integrazione socio-lavorativa
- I laboratori sociali
- Le cooperative sociali
Integrazione con le politiche
- Riforma della delibera 163/99 (contributo affitto)
della casa e del patrimonio
Integrazione con le politiche -Inserimento e sostegno agli alunni svantaggiati
formative ed educative -Laboratori intergenerazionali

Integrazione con le - Nuovi spazi per la fruizione e produzione della cultura diffusa per la
politiche culturali e sportive soddisfazione di bisogni sociali a carattere trasversale

Integrazione con le - Opportunità di lavoro per impresa sociale e persone svantaggiate


politiche ambientali - Utilizzo sociale degli spazi verdi cittadini
- Rete di solidarietà fra condomini (Sportello del Condominio presso il Municipio II
Integrazione con le )
politiche della sicurezza - Mediazione dei conflitti
- Sportello legale per anziani
Integrazione con le - Dialogo fra le comunità cittadine
politiche per la multietnicità - Elezione consigliere aggiunto ( nel 2004 si eleggerà )

Integrazione con le
- Sostegno alla genitorialità
Politiche per la Famiglia

L’integrazione tra il Piano Regolatore Urbanistico e il Piano regolatore Sociale

I due livelli di piano stanno cominciando a correlarsi.

Si ritiene utile introdurre, come prospettiva progettuale, una modalità di pianificazione degli spazi
urbani che parta dalla lettura dei bisogni sociali dei quartieri della città.
In particolare nell'ambito del Piano Regolatore Sociale vengono individuate una serie di azioni
specifiche:

Azioni Ipotesi Progettuali


- Valutazione dell'impatto sociale dei nuovi interventi urbani
- Accessibilità facilitata a livello urbanistico
Integrazione con il - Abitazioni protette per la terza età
Piano Regolatore Urbanistico - La città e il riequilibrio della rete dei servizi sanitari
- Nuovi spazi urbani per lo sviluppo sociale
- Il centro per il diritto alla mobilità dei portatori di handicap

246
Capitolo 8 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 8

IL PIANO MUNICIPALE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA (LEGGE 285/97)

La legge 285/97 detta disposizioni per la promozione dei diritti e delle opportunità per l’infanzia.
Nell’ambito della programmazione del II Piano Territoriale Cittadino per l’infanzia e l’adolescenza,
il municipio II ha inteso realizzare progetti a favore della promozione della qualità della vita, della
educazione e della socializzazione dei minori e delle loro famiglie.
In particolare si è tenuto conto della necessità di rispondere ai bisogni espressi dalle famiglie del
territorio; di fronteggiare e di sostenere la genitorialità anche delle famiglie con minori disabili.
Evidente il progressivo aumento del numero di domande di ammissione ai nidi, che superano le
possibilità di accoglienza e l’esigenza di molte famiglie, senza rete familiare di riferimento, di
organizzare il tempo libero dei propri figli in orario extrascolastico.
L’esigenza di molti genitori in particolare delle donne sole con figli, di trovare un lavoro o di
allungare l’orario lavorativo implica spesso una difficoltà nel conciliare le esigenze dei minori con
le opportunità professionali.
In relazione alla tipologia di famiglie afferenti ai servizi del II municipio, si è resa sempre più
necessaria la programmazione di servizi a sostegno del nucleo familiare, volti all’educazione, alla
socializzazione e alla protezione dei minori.
La promozione delle opportunità aggregative per bambini e la realizzazione di spazi bebi e attività
ludico-ricreative è nata come risposta allo stato di deprivazione in cui spesso si trovano i minori che
per varie cause non hanno figure genitoriali di riferimento e che sono collocati in contesti familiari
multiproblematici.
Attraverso spazi di socializzazione “aperti” sul territorio, i bambini residenti possono incontrarsi,
far parte di un gruppo, acquisire capacità e abilità di base e soprattutto vivere esperienze di cura
delle relazioni interpersonali.Tali realtà socializzanti svolgono inoltre un essenziale ruolo di
sostegno genitoriale, aiutando le famiglie a conciliare i tempi di vita e di lavoro.
I progetti previsti dal secondo piano territoriale cittadino per l’attuazione della L . 285/97, sono i
seguenti:

- scheda –progetto n. 7/05 “Centro Diurno Spazio Insieme” la cui continuità è stata garantita
fino al 15 luglio 2009( si prevede la continuità del progetto per la triennalità).

- scheda –progetto n. 8/05”Centro Diurno Arte Insieme”, la cui continuità è stata garantita fino
al 15 luglio 2009 ( si prevede la rimodulazione del progetto a partire da agosto 2009 per garantire
ai minori disabili esperienze di maggiore integrazione nell’ambito dei centri diurni già attivi sul
territorio, attraverso il potenziamento del progetto “Centro per il Bambino e la Famiglia”).
Pertanto la scheda progettuale n. 8/05 viene riformulata nella scheda progettuale “Centro
polivalente per la Famiglia”, con finanziamenti ex L . 285/97 da agosto 2009 a dicembre 2010.

- scheda –progetto n. 9/05 “La bottega dell’arte e dei mestieri” , terminato a novembre 2007.

Relativamente alla scheda progettuale n. 7/05 Centro Diurno “Spazio Insieme”, l’attività è stata
rimodulata per l’anno scolastico 2007-2008, potenziando le attività ed i servizi rivolti a sostenere la
genitorialità e le diverse fasce di età, a supporto di altri servizi ampiamente richiesti dalle famiglie.

247
Capitolo 8 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il progetto “Centro Diurno Spazio Insieme” è stato attivato come intervento a favore dei
bambini dai 18 mesi agli 11 anni, articolato con laboratori ludico ricreativi per bambini dai 3 agli
11 anni, attivi nei quartieri Trieste, Flaminio, Pinciano e con uno spazio Be.Bi antimeridiano
rivolto a 12 bambini dai 18 mesi ai 3 anni di età, inseriti nelle liste di attesa del II municipio per
l’inserimento in un asilo nido comunale.
La progettualità realizzata ha voluto offrire una risposta alla ormai cronica carenza di strutture
ricreative- educative in un territorio specifico del II Municipio II, come il Flaminio-Villaggio
Olimpico.
E’, inoltre, previsto uno spazio genitori con incontri formativi per coinvolgere attivamente le
famiglie nell’elaborazione di nuove attività e strategie per affrontare i problemi legati al ruolo
genitoriale.
Il centro ha iniziato le attività dal 15 settembre 2007 e proseguirà fino al 15 luglio 2008 per
riprendere poi dal 15 settembre 2008 fino al 15 luglio 2009 con i finanziamenti dell’anno 2007 a
valere sull’anno 2008.
E’ necessario precisare una cronostoria e l’evoluzione degli intenti progettuali assicurati con fondi
285/97 per i disabili minori del Municipio II.

La Legge 285/97 ha riservato da subito, nel nostro territorio, progettualità a favore anche dei
minori disabili.

1. Inizialmente questa opportunità ha favorito l’istituzione di un primo centro diurno con attività
laboratoriali per minori con disabilità.
Il progetto Arte Insieme ha, così, avviato anticipando il percorso integrato proseguito e
consolidato poi con la legge 328/00.
Il progetto sino a marzo 2007 è stato affidato e realizzato dall’Associazione Harmonia.
2. Successivamente, rispettando il fabbisogno territoriale, i laboratori del centro diurno
“Fuoricentro” sono stati consolidati grazie ai finanziamenti del piano di zona e sono stati realizzati
dall’Ente Gestore Coop. Agrifoglio, sino a marzo 2007.
3. Grazie ai finanziamenti L . 285/97, da aprile 2007, il progetto sempre a favore dei minori ha
trasformato le attività in iniziative ricreative e di sollievo.
Infatti, il Progetto “ARTE INSIEME: Territorio e Famiglia”, è stato affidato sino al 31 marzo
2008 alla Cooperativa Agrifoglio ed ha garantito a 25 famiglie un servizio di sollievo offrendo ai
propri figlioli con disabilità iniziative a carattere ricreativa,culturale e socializzanti (gite,
minisoggiorni, week-end).
4. Dal 1 aprile 2008 a luglio 2009 il Municipio offrirà ai minori disabili il progetto Arte Insieme,
con l’intento di garantire nell’arco della settimana a 30 disabili minori ( dai 4 ai 18 anni con
problematiche inerenti la sfera psico-socio-relazionale) soggiorni residenziali e week-end in
strutture ricettive in grado di accogliere i minori disabili,differenziate a seconda delle necessità
individuali e di gruppo, attività sportive non agonistiche, integrate (calcetto, mini-maratone, ecc),
laboratori ludici all’aperto.
Questo progetto mira a sostenere la genitorialità con disabili soprattutto nel periodo di chiusura
scolastica al fine di supportare il nucleo familiare in periodi critici dell’anno.

248
Capitolo 8 Piano regolatore sociale 2008-2010

Programmazione risorse L . 285/97 Anno finanziario 2006


Municipio 2
Importo assegnato Periodo finanziato Rimodulazione
Codice Titolo (anno finanziario con le risorse
2006) anno 2006 SI NO
120.000,00
7/05 Centro diurno Spazio Insieme 120.000,00 dal 15/09/2007 al X
15/07/2008
Centro Diurno Arte Insieme - € 70.916,25
8/05 Handicap,Territorio e 86.714,25 dal 01/04/2007 al X
Famiglia 31/12/2007
La bottega dell'arte e dei -------------
9/05 ------------
mestieri non finanziato
Totale per continuità progetti in atto 206.714,25
Importo disponibile per eventuali nuovi
0
progetti
Totale assegnato per progetti 206.714,25
Totale assegnato per azioni di sistema (2%) 4.218,66
Totale ex legge 285/97 210.932,91

Programmazione risorse L . 285/97. Anno finanziario 2007


Municipio 2

Importo assegnato Periodo finanziato


Rimodulazione
Codice Titolo (anno finanziario con le risorse
2007) anno 2007 SI NO
120.000,00
7/05 Centro diurno Spazio Insieme 120.000,00 dal 15/09/2008al
15/07/2009
Centro Diurno Arte Insieme -
dal 01/04/2008 al
8/05 Handicap,Territorio e 86.714,25
15/07/2009
Famiglia
La bottega dell'arte e dei -------------
9/05 ------------
mestieri non finanziato
Totale per continuità progetti in atto 206.714,25
Importo disponibile per eventuali nuovi
0
progetti
Totale assegnato per progetti 206.714,25
Totale assegnato per azioni di sistema (2%) 4.218,66
Totale ex legge 285/97 210.932,91

In conclusione, il Municipio II intende favorire, sino all’anno 2010, la prosecuzione del


progetto Centro diurno SPAZIO INSIEME , in considerazione dell’esigenza di continuare a
garantire uno spazio di accoglienza per l’infanzia sia con lo spazio be-bi che con l’attività
laboratoriali che potranno essere rimodulate nei modi e nei luoghi di realizzazione,in seguito ad un
monitoraggio sull’efficacia del servizio. I laboratori dovranno sempre più integrarsi sia per il target

249
Capitolo 8 Piano regolatore sociale 2008-2010

sia per le altre attività anche di volontariato presenti di territorio(associazioni culturali,sportive e


ricreative)
Per il progetto Diurno ARTE INSIEME, si è evidenziata la necessità di garantire ai minori disabili
la possibilità di esperienze di maggiore integrazione. Pertanto si è prevista un’azione congiunta che
consenta da un lato il potenziamento del progetto Centro per il bambino e la famiglia, al fine di
implementare l’accoglienza di minori disabili, nell’ambito delle attività ludiche e ricreative
realizzate e dall’altro creare nell’ambito dei finanziamenti ex l. 285/97 il Centro Polivalente per la
Famiglia: un progetto che possa garantire attività diverse in favore delle famiglie:

- creazione di uno spazio di incontro per le famiglie


- promozione ed attivazione di gruppi di auto mutuo aiuto
- creazione di un servizio di mediazione familiare e di mediazione del conflitto genitoriale
- attività di divulgazione su tematiche inerenti la famiglia (affidamento familiare, adozione
ecc.)
- creazione e gestione di uno spazio “neutro” per gli incontri protetti tra genitori non
affidatari e figli minori

Tale progettualità consente di rispondere sia alle esigenze emerse in sede di tavoli di co-
progettazione, anche da parte delle famiglie dei disabili, sia di soddisfare i bisogni espressi dalle
famiglie residenti, per evitare il cronicizzarsi di dinamiche familiari e garantire la presa in carico
globale della famiglia in uno spazio di ascolto, sostegno e trattamento dei problemi relazionali,
psico-affettivi e giuridici in cui può incorrere nelle varie fasi del ciclo vitale.

Programmazione risorse L . 285/97 . Anno finanziario 2008-2009-2010


Municipio 2

Importo anno Importo anno Importo anno


Codice Titolo
finanziario 2008 finanziario 2009 finanziario 2010

7/05 Centro diurno Spazio Insieme €120.000,00 € 120.000,00 €120.000,00

Non finanziato
perché rimodulato
Centro Diurno Arte Insieme -
8/05 nel progetto Centro
Handicap,Territorio e Famiglia
per il bambino e la
famiglia.

8/05 Centro polivalente per la famiglia € 86.714,25 € 86.714,25 € 86.714,25

Totale per continuità progetti in atto € 206.714,25 € 206.714,25 € 206.714,25

Importo disponibile per eventuali nuovi


0
progetti
Totale previsto per progetti € 206.714,25 € 206.714,25 € 206.714,25
Totale previsto per azioni di sistema (2%) € 4.218,66 € 4.218,66 € 4.218,66
Totale ex legge 285/97 € 210.932,91 € 210.932,91 € 210.932,91

Le schede Progettuali sono riportate in allegato

250
Capitolo 8 Piano regolatore sociale 2008-2010

Scheda – Progetto n. 7/05

TITOLO DEL PROGETTO:“CENTRO DIURNO SPAZIO INSIEME”

Scheda – Progetto n. 8/05


Titolo del progetto:“Centro Diurno Arte Insieme, Handicap, Territorio e Famiglia”

Scheda – Progetto n. 8/05


Titolo del progetto “Centro polivalente per la Famiglia”

251
Capitolo 9 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 9
Gli altri Piani e progetti Territoriali

Alcuni progetti inerenti la disabilità sono di titolarità Dipartimentale, per es. sito web V, Handy
Turismo, CIDHA (Centro informazione Documentazione Handicap),Sportello vita
indipendente,Turismo accessibile.
Mentre si riferiscono al Dipartimento VII le progettualità afferenti il Servizio Civile e lo
Sportello Handicap.
I progetti di assistenza indiretta, rimborso spese, assistenza integrativa rispettano l’intento
progettuale della legge 162/98, e prevedono una serie di interventi per una maggiore qualità di vita
e di ben-essere del cittadino disabile e del suo nucleo familiare.
Ma l’esiguità dei fondi negli ultimi anni, ha permesso una debole risposta all’utenza attraverso
l’assistenza indiretta e integrativa, lasciando insoddisfatte delle richieste di assistenza domiciliare da
autogestire.
Alcune richieste sono state soddisfatte, modificando agli utenti il pacchetto saish in dotazione,
trasformando la gestione dell’assistenza da diretta in indiretta: ma ciò è stato possibile grazie ai
fondi destinati al SAISH.
Per quanto concerne l’ assistenza gestita in forma indiretta grazie ai fondi assegnati dalla Regione
Lazio legge 162/98, fondi sinora ripartiti dal Dipartimento V è stato possibile garantire
parzialmente il fabbisogno territoriale di vita indipendente.
E’ importante sapere che è possibile accedere a forme di assistenza indiretta quando il progetto
personalizzato richiede prestazioni inerenti il superamento di stati di non autosufficienza,
relativi a situazioni personali che impediscono lo svolgimento di una o più funzioni essenziali della
vita (cura e mantenimento del proprio corpo, interventi nella sfera motoria e sensoriale, interventi
per l’alimentazione, per l’igiene della persona e dell’ambiente di vita, per la mobilità).
Pertanto, tutte le persone con disabilità possono accedere alla modalità di assistenza indiretta per
tutti gli interventi riferiti al superamento di stati di non autosufficienza che hanno l’effetto di
limitare la persona nello svolgimento di funzioni essenziali della vita. Tale possibilità, ovviamente
subordinata alla disponibilità di idonee risorse finanziarie, viene concordata con il Servizio
Sociale comunale sulla base di un progetto personalizzato e condiviso dalla persona interessata e/o
dai familiari e dal competente servizio della ASL.

Per quanto riguarda il piano territoriale affido ed il piano carceri si rimanda ai capitoli
afferenti ai settori interessati.

252
Capitolo 10 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 10

La programmazione delle azioni di sistema

Nel periodo di validità del presente Piano triennale proseguirà l’attività di miglioramento e di
• implementazione delle azioni di sistema già previste nel Piano precedente.
• Interventi finalizzati alla costruzione/attivazione del Sistema Informativo Sociale e
miglioramento della Comunicazione
• Porte sociali
Nel mese di giugno 2007 è stato firmato il Protocollo di intesa tra il Municipio Roma II ed il
Dipartimento V.
Verrà, in seguito, aperta la Porta Sociale all’interno del Segretariato Sociale Municipale e si
prevede di realizzare una microrete territoriale.
• Integrazione accoglienza con la ASL (segretariato sociale/pass/pua).
Il Municipio in accordo con la ASL RomaA, intende condividere un percorso integrato socio
sanitario di accoglienza ai cittadini residenti nel nostro territorio.
Tale proposta si inserisce all’interno di una nuova organizzazione del servizio di Segretariato
Sociale che il Municipio intende attuare contestualmente con l’avvio della sperimentazione della
Porta di Accesso ai Servizi Socio Sanitari (PASS) del Distretto II della ASL ROMA A.
Nel triennio 2008/2010 è prevista la costituzione di uno Sportello Integrato socio sanitario (PUA -
Porta Unitaria di Accesso).

• SISS/SOCIAL

Prosegue la collaborazione del Servizio Sociale del Municipio con il Dipartimento V e la Regione
Lazio, promotrice del Progetto del Sistema Informativo dei Servizi Sociali del Lazio (SISS).
Tale collaborazione, iniziata nel maggio 2006, ha fino ad ora portato al
completamento del censimento di tutte le strutture e dei servizi socio assistenziali del
territorio municipale, alla messa a punto e all’avvio del processo di estensione degli
strumenti di gestione dei servizi all’intero territorio regionale.
La suddetta attività di rilevazione e di censimento è confluita nel Portale informatico della Regione
Lazio

• Guida ai servizi sociali e sito del segretariato sociale •


Nel corso del 2008 verrà realizzata la Guida ai servizi sociali del Municipio, la nuova carta dei
servizi del Municipio e il sito del Segretariato Sociale.

Azioni per migliorare la Qualità

• Manuale della qualità

Nel corso della triennalità del Piano il Municipio intende certificare le attività del proprio Servizio
Sociale in conformità alla normativa UNI EN ISO 9001:2000 e la realizzazione del “Manuale sul
Sistema di gestione della qualità nel Servizio Sociale”.

253
Capitolo 10 Piano regolatore sociale 2008-2010

Il Servizio Sociale, oltre alla verifica degli atti prodotti dai richiedenti l’autorizzazione, provvede al
controllo della effettiva corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto in seguito rilevato tramite
sopralluogo.
Al termine del processo di accoglienza e verifica, il Servizio Sociale procede al rilascio
dell’Autorizzazione mediante una Determinazione Dirigenziale.
Al Servizio compete inoltre l’attività di vigilanza che si esplica mediante visite periodiche
ordinarie e straordinarie per la conferma del possesso dei requisiti.
Per rendere più efficiente tale attività, con una recente disposizione, all’interno del
Servizio Sociale, verrà istituito un ufficio speciale per la concessione delle autorizzazioni e
la vigilanza delle strutture residenziali e semiresidenziali per anziani e minori, costituito da
due tecnici, un amministrativo e personale dell’Ufficio tecnico del Municipio., al fine di consolidare
una buona prassi già esistente.

STRATEGIE DI INTERVENTO - LIVELLI DI AZIONE

Arco temporale : anni 2008 - 2010

Il Piano Regolatore Sociale prevede un consolidamento graduale di servizi strutturati in base alle
diverse categorie di beneficiari ad un sistema territoriale ad impronta universale articolato in sei
"livelli di azione":

1. azioni per facilitare l'accesso al sistema degli interventi e dei servizi sociali
2. promozione e sostegno delle responsabilità civiche
3. interventi territoriali di "prossimità"
4. percorsi di inclusione sociale per la crescita dell'autonomia
5. servizi residenziali
6. interventi e servizi di emergenza sociale

254
Capitolo 10 Piano regolatore sociale 2008-2010

"Azioni di Welfare“
Sono volte al consolidamento, adeguamento o creazioni ex novo di interventi e servizi per i
cittadini, in particolare per quelli più in difficoltà, assicurando i livelli essenziali delle prestazioni
sociali previste. Il Piano ne individua 6, per ognuna stabilisce obiettivo e misure:

Quadro sintetico delle azioni di Welfare


Indicazioni progettuali
Livello Obiettivi Misure
Promuovere l’accesso di tutti i cittadini ai
1. servizi, rimuovendo gli ostacoli
Accesso ai servizi e comunicativi, fisici, culturali e burocratici 1. Il Segretariato sociale e le porte sociali
alle opportunità che oggi ne impediscono od ostacolano la
fruizione.
Rafforzare le responsabilità diffuse e i
legami familiari, comunitari e di vicinato,
come espressione di cittadinanza attiva e
2. prevenzione del disagio e dell’insicurezza 2.1. Servizio civile e volontariato civico
sociale; dare opportunità a tutti, anche a chi 2.2. Il Centro del volontariato
Responsabilità si trova in condizioni di fragilità, di essere 2.3. La responsabilità sociale delle imprese e del
civiche una “risorsa” e non un “problema” per la mondo produttivo
comunità; promuovere e sostenere
l’esercizio da parte dei cittadini di funzioni di
interesse pubblico.
3.1. Assistenza domiciliare e “pacchetti di servizi ”
Assicurare una presenza solidale sul
per tutti i servizi alla persona (minori, anziani, adulti e
territorio, andando incontro ai cittadini che
diversamente abili, con l’applicazione della Del.G.C.
non arrivano agli sportelli o agli uffici;
n. 479/’07)
operare su strada per una presa in carico
3. 3.2 Potenziamento dei servizi domiciliari e
delle situazioni di vulnerabilità sociale;
abbattimento liste di attesa
intervenire a domicilio per consentire ad un
Welfare di prossimità maggior numero di persone di vivere in
3.3. Teleassistenza e telesoccorso (richieste mediate
dal Servizio Sociale del Municipio)
casa in un ambiente socialmente protetto.
3.4. Dimissioni protette
Mobilitare tutti gli operatori di prossimità su
3.5. Centri di sollievo e centri diurni (a carattere
obiettivi di benessere sociale.
semiresidenziale)
Promuovere l’uscita dalla spirale 4.1. Potenziamento contributi economici alle
4. dell’emarginazione e dell’assistenzialismo, persone singole ed alle famiglie
rafforzando le capacità e le risorse delle 4.2. Fondazione “Dopo di noi" (presenza di un lavoro
Inclusione sociale e persone attraverso l'accompagnamento di rete con i servizi sociali integrati ASL e Municipio))
autonomia sociale in percorsi di inserimento lavorativo, 4.3. Inserimento - reinserimento socio-lavorativo e
abitativo, economico. lavoro protetto
5.1 Case di riposo per anziani (qualità efficienza ed
efficacia delle strutture del territorio)
Potenziare la rete di accoglienza
5.2 Integrazione socio-sanitaria e assistenziale e
residenziale, garantendo in tutte le strutture
5. strutture per la lungodegenza
adeguati standard di qualità e di cura,
5.3. Accoglienza residenziale per minori, anziani (
superando l'anonimato dei grandi istituti e
Welfare residenziale promuovendo nuclei a dimensione familiare,
co-housing protetto temporaneo)
5.4 Centri di accoglienza semi-residenziali o diurni a
ben inseriti nel tessuto cittadino.
carattere comunitario (minori,anziani, soggetti
diversamente abili)
Gestire efficacemente le situazioni di
6. emergenza sociale per una tempesti-va In collaborazione con il Servizio Sociale
presa in carico di chi si trova ad aver Professionale del Municipio:
bisogno urgente di soccorso; promuovere il 6.1. Sala Operativa Sociale
Interventi di
coordinamento tra i servizi di emergenza 6.2. Prima accoglienza (socio-economica ed
emergenza sociale sociale e altri servizi (sanità, protezione alloggiativa )
civile, ecc.)

255
Capitolo 10 Piano regolatore sociale 2008-2010

Le "Azioni di Sistema"
Sono dispositivi, risorse e servizi che sostengono la programmazione, la realizzazione e la
valutazione del sistema dei servizi sociali e ne permettono l'operatività, l'efficacia, la continuità e la
crescita.
Le "Azioni di Sistema" individuate nel Piano sono 3, ad ogni azione corrispondono alcune
"misure":
Quadro sintetico delle azioni e delle misure di sistema
Azioni Misure
1. Comunicazione sociale
A. Informazione e comunicazione
2. Sistema Informativo Sociale
3. Sistema di assicurazione della Qualità Sociale
4. Carta dei servizi
5. Riforma delle procedure di autorizzazione, accreditamento
e affidamento dei servizi
6.Adeguamento, formazione e aggiornamento degli operatori
B. Qualità sociali
Supervisione professionale al lavoro sociale
7. Adeguamento delle risorse logistiche e strumentali
8. Osservatorio dei servizi, dei processi e dei risultati:
Monitoraggio e valutazione permanente a cura dell’Ufficio di
Piano del Municipio II
9.Governance della riforma sociale
C. Governance 10. Un nuovo paradigma organizzativo

Come punto di riferimento per la valutazione dei processi e dei risultati, si inserisce la scheda
progress relativa al monitoraggio dei servizi, indicata dal Dipartimento V, nel precedente
piano di zona.

256
Capitolo 10 Piano regolatore sociale 2008-2010

SCHEDA PROGRESS
 INTERVENTO PROMOSSO DAL MUNICIPIO N. _____________
 INTERVENTO A VALENZA CITTADINA PROMOSSO DAL DIPARTIMENTO

Titolo

1 UTENZA DEL SERVIZIO

2 (ANNOTARNE LE CARATTERISTICHE CHE SI RITENGONO SIGNIFICATIVE)

Eventualmente segnalare i motivi della discrepanza tra destinatari previsti ed effettivi:

Ci sono state richieste insoddisfatte (eventuali “liste di attesa”)? SI  NO 

257
Capitolo 10 Piano regolatore sociale 2008-2010

Se si, per quale motivo? __________________________________________________________________


In che modo è possibile accogliere tali richieste?
___________________________________________________________________________

3 AZIONI REALIZZATE NEL TRIMESTRE

4 AZIONI PIANIFICATE 5 STATO DI IMPLEMENTAZIONE E DESCRIZIONE (SE


IMPLEMENTATA, DESCRIVERNE LA REALIZZAZIONE, SE NON IMPLEMENTATA,

SPIEGARNE LE RAGIONI)

Si è reso necessario eliminare, modificare o aggiungere alcune azioni rispetto a quelle


descritte nel piano progettuale, rispetto al periodo considerato?

SI  NO  Se si, indicare quali sono e per quale motivo:


Azione Modificata Eliminata Aggiunta

258
Capitolo 10 Piano regolatore sociale 2008-2010

5.1 Sono operativi gli accordi stabiliti, riportati nella Scheda Base, con gli altri organismi
pubblici o privati coinvolti nella pianificazione e realizzazione dell’intervento?

SI  NO 
Se no, specificare i motivi

Sono intercorse nuove forme di collaborazione con organismi diversi da quelli previsti nella
Scheda Base ?
SI  NO  Se si, indicare:

Nome dell’organismo Attività di riferimento Finalità della collaborazione Protocolli di


intesa sottoscritti
Si  No 
Si  No 
Si  No 

Descrivere i problemi e le difficoltà incontrate nell’attuazione dell’intervento

Nel trimestre di riferimento sono stati previsti nuovi fondi per l’intervento in corso?

NO  SI  Se sì, indicare:
Fonte del finanziamento Importo

259
Capitolo 10 Piano regolatore sociale 2008-2010

6 ALTRE VARIAZIONI

…………………………………………………………………………………………………………
.

…………………………………………………………………………………………………………
.

…………………………………………………………………………………………………………
.

…………………………………………………………………………………………………………
..

Data ………………………………….

Firma ……………………………………..

260
Capitolo 11 Piano regolatore sociale 2008-2010

CAPITOLO 11

La programmazione delle risorse finanziarie


In questo capitolo si presenta il quadro della spesa sociale del territorio, con un'articolazione
annuale e triennale (2008-2009-2010).
Essa comprende sia la spesa cosiddetta "storica", sia quella relativa a nuovi e diversi interventi.
Si riportano tutte le risorse disponibili, a prescindere dalla diversa fonte di finanziamento (bilancio
comunale, legge 285/97, ecc.).
In una logica di "bilancio allargato", è importante non limitarsi ad evidenziare le risorse messe in
campo dal Comune, ma indicare possibilmente anche quelle impegnate dalla ASL e da altri soggetti
(es. IPAB, fondazioni...).
Il Piano individua 5 obiettivi, articolati in 12 "misure", da realizzarsi in collaborazione con
l’Assessorato al bilancio.
Obiettivi Misure

- Programmazione delle risorse finanziarie con relazione ai bisogni socio-assistenziali


individuati, secondo criteri di equità, superando il metodo del riparto dei fondi sulla base della
"spesa storica".
Istituzione del Fondo Comunale per le Politiche Sociali, codificato per fonti di finanziamento e voci
di spesa; individuazione e applicazione di indicatori per il riparto delle risorse; collegamento tra la
programmazione economico-finanziaria e quella sociale.

- Superamento dello scarto esistente tra i bisogni individuati e l'offerta dei servizi.
Aumento delle risorse destinate alla spesa sociale (processo già avviato nel 2002)

- Diversificazione delle fonti di finanziamento, per caratterizzare l'intervento del Comune sempre
più in termini di cofinanziamento, con un ruolo propulsivo e catalizzatore.
Sistematico accesso ai finanziamenti europei; coinvolgimento di Fondazioni Bancarie e IPAB;
partecipazione di imprese, terzo settore, istituzioni religiose e singoli individui.

-Razionalizzazione del sistema dei finanziamenti.


Sinergie con altri comparti dell'amministrazione pubblica; concorso alla definizione dei criteri di
integrazione tra spesa sociale e spesa sanitaria; ingegnerizzazione finanziaria tra le fonti di
finanziamento.

-Aumento dei livelli di trasparenza e di efficienza della spesa sociale Osservatorio della spesa
sociale.
E’ importante evidenziare questo livello di programmazione, partendo da un’analisi strutturale
del Fondo Comunale per le Politiche Sociali.
E' un fondo istituito per l'attuazione del Piano Regolatore Sociale.
E' "alimentato":
- da risorse del Comune ( bilancio dei Municipi)
- da risorse trasferite dal Fondo Sociale regionale (Legge 38/96)
- da risorse previste da leggi di settore, a valere sul Fondo Nazionale per le Politiche Sociali
- da risorse non finalizzate del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, ex art. 20 legge
328/2000
- da risorse provenienti da altri settori della Pubblica Amministrazione

261
Capitolo 11 Piano regolatore sociale 2008-2010

- da risorse provenienti dai Fondi Strutturali Europei


- dalla partecipazione degli utenti ai costi delle prestazioni sociali (ISEE - Servizio di
assistenza domiciliare alle persone anziane)
- da donazioni, liberalità e altre risorse (es : donazione dalle Opere Pie).

Da ricordare ulteriormente l’ISEE (Indicatore Economico di Situazione Economica Equivalente),


un indicatore che serve a misurare la situazione economica di coloro che chiedono di accedere ai
servizi.
Il Piano prevede l'estensione graduale di questo strumento e l'applicazione alla maggior parte dei
servizi.
Dal 2004 è operativo per le prestazioni socio- assistenziali domiciliari e semi residenziali alle
persone anziane.

Ciò consente a tutti i cittadini anziani di accedere ai servizi ed alle prestazioni sociali,
introducendo forme di compartecipazione dei costi, con l'individuazione delle condizioni per
l'eventuale esenzione.
Si presuppone che il budget ricavato dalla compartecipazione ai servizi socio-assistenziali da parte
delle persone anziane possa, in prospettiva prossima, rientrare nel bilancio del Municipio per poter
essere reinvestito circolarmente negli stessi servizi coinvolti.

Analisi delle risorse finanziarie

L’attuale spesa sociale del Municipio Roma II, nelle voci relative sia alla spesa storica, sia quella
rivolta a nuovi servizi, ricade sui fondi assegnati al bilancio, da fondi messi a disposizione da altri
Enti, quali il Dipartimento V, Dipartimento XI, Regione Lazio, Opere Pie.

Circa la gestione dei fondi i servizi cosiddetti LIVEAS e i servizi innovativi, continueranno ad
essere assicurati dai finanziamenti previsti in bilancio e con fondi finanziati dal Fondo Sociale
Unico e Fondi della Regione Lazio (legge 328/00).

262
Capitolo 11 Piano regolatore sociale 2008-2010

FONDI DI BILANCIO anno 2008/2010

AREA ADULTI

Servizio/progetto Costi Fonti finanziamento Note

Piani
individuali
Assistenza economica 2008 euro 80,000,00
Bilancio ordinario del Delibera 154/98
Adulti indigenti e malati di 2009 euro 90,000,00
Municipio II numero di adulti assistiti 66
AIDS 2010 euro 90,000,00
malati di AIDS
assistiti 22
2008 euro 24.536,35 Contributi per assistenza
Bilancio ordinario del
2008 euro 50.463,65 Alloggiativa
Emergenza abitativa Municipio II
2009 euro 75.000,00 erogati n. 20
Dipartimento V
2010 euro 75.000,00

AREA HANDICAP

Servizio/progetto Costi Fonti finanziamento Note

Saish assistenza n. 111 utenti ass. domiciliare


2008 euro 1.139.767,20 Bilancio ordinario del
domiciliare: gestione in diretta n. 8 utenti ass.
2009 euro 1.318.600,00 Municipio II
forma diretta e indiretta domiciliare indiretta
2010 euro 1.318.600,00

2008 euro 25.000,00


Progetto Casaliò Dipartimento V
2009 euro 25.000,00
2010 euro 25.000,00
2008 euro 35.000,00
L . 162: assistenza
2009 euro 35.000,00 Dipartimento V n. 6 utenti
indiretta
2010 euro 35.000,00
2008 euro 20.100,00
2009 euro 20.100,00
Assistenza integrativa Dipartimento V
2010 euro 20.100,00

Assistenza ad alunni
2008 euro 576.000,00
disabili delle scuole Bilancio ordinario del
2009 euro 695.000,00 n. assistiti 95
materne elementari e Municipio II
2010 euro 695.000,00
medie

263
Capitolo 11 Piano regolatore sociale 2008-2010

AREA ANZIANI

Servizio/progetto Costi Fonti finanziamento Note


2008 euro 565.730,00
Assistenza a domicilio Bilancio ordinario del n. utenti in a . domiciliare
2009 euro 685.000,00
SAISA Municipio II 115
2010 euro 685.000,00
2008 euro 260.000,00
Centro diurno anziani Bilancio ordinario del n. utenti presenti nei centri
2009 euro 260.000,00
fragili "Il Girasole" Municipio II diurni 40
2010 euro 260.000,00
2008 euro 163.027,51
Bilancio ordinario del
Assistenza residenziale 2009 euro 196.000,00 n. 28 utenti
Municipio II
2010 euro 196.000,00
2008 euro 131.820,60
Bilancio ordinario del
Assistenza economica 2009 euro 156.000,00 n. 166
Municipio II
2010 euro 170.000,00
2008 euro120.000,00
Fondi per non
2009 euro 120.000,00 Dipartimento V
autosufficienza
2010 euro 120.000,00
2008euro 24.000,00
Socializzazione: 2009 euro 24.000,00 Dipartimento V
2010 euro 24.000,00
n. totali iscritti 2.355
2008 euro 10.000,00 Bilancio ordinario del
Centri sociali anziani n.3 2009 euro 10.000,00 Municipio II
2010 euro 10.000,00
2008 euro 38.000,00
Bilancio ordinario del
Soggiorni estivi e festivi 2009 euro 38.000,00 n. 141
Municipio II
2010 euro 38.000,00
2008 euro 12.050,00
Soggiorni diurni 2009 euro 12.500,00
cittadini: punti blu 2010 euro 12.500,00
Bilancio ordinario del n. 50 per punti blu
Municipio II n. 50 per punti verde
2008 euro 10.000,00
punti verdi 2009 euro 10.000,00
2010 euro 10.000,00

AREA MINORI

Servizio/progetto Costi Fonti finanziamento Note


Assistenza economica e 2008 euro 101.030,88
Bilancio ordinario del
affidamento familiare 2009 euro 130.000,00
Municipio II
delibera 154/97 2010 euro 150.000,00
2008 euro 70.000,00
contributi ex provincia 2009 euro 70.000,00 Dipartimento V
2010 euro 70.000,00
2008 euro 86.200,00
Assistenza domiciliare Bilancio ordinario del
2009 euro 123.000,00 n. 30
Sismif Municipio II
2010 euro 123.000,00
2008 euro 235.000,00
Assistenza residenziale Bilancio ordinario del
2009 euro 300.000,00 n. 14
Municipio II
2010 euro 300.000,00

264
Capitolo 11 Piano regolatore sociale 2008-2010

Circa i fondi afferenti alla Legge 328, per la nuova triennalità, si parte dal finanziamento per l’anno 2007, pari ad € 732.485,60.

MUNICIPIO ROMA II LEGGE 328 - Finanziamenti Fondo Nazionale Politiche Sociali


Annualità Annualità Annualità Annualità Annualità Annualità
MACRO
PROGETTO 2001 2002 2003 2004 2005 2006 Note Progetto
AREA
D.R.L. 471 D.R.L. 807 D.R.L. 977 D.R.L. 610 D.R.L. 81 D.R.L. 500
Il Centro risponde a
bisogni di quartieri a forte
isolamento sociale,
1) Centro Diurno Anziani Fragili quindi, si ritiene
Flaminio- Vill.Olimpico "Lo Anziani € 182.825,00 € 172.825,00 € 116.000,00 essenziale il suo
Scacciapensieri" consolidamento. Si
stanno utilizzando fondi
delle annualità
precedenti.
Si consolida una
2) Dimissioni Protette Anziani € 82.000,00 € 73.000,00 € - € 70.000,00 € 70.000,00 €. 70.000,00 progettualità essenziale
per i bisogni del territorio