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LE PASSIONI DEGLI ANTICHI E DEI MODERNI.

Etimologie & pratiche di significato


di Raffaele Ventura

OGNI

PAROLA HA LA SUA ANIMA, LA QUALE NON MANCA DI

REAGIRE SU COLORO CHE LUSANO INCONSIDERATAMENTE.

Jorge Luis Borges nel suo saggio dinganno Pierre Mnard, autore del Chisciotte (1939) racconta di un intero capitolo del Don Chisciotte riscritto nei primi anni del novecento in Francia, parola per parola. Ma il senso che ne traggono i lettori (a dispetto della perfetta identit dei due testi) affatto differente: il medesimo significante, riferito ad altro contesto di produzione, risponde ad altri criteri di interpretazione e produce altrosignificato. Unode alle armi a maleficio delle lettere, che scritta nel 1600 sarebbe stata perfettamente in armonia con lesprit du temps, nelle parole di un letterato del 1919 pu invece rivelare influenze nietzscheane, o una rassegnata ironia. Pur senza doverci rivendicare seguaci del decostruzionismo possiamo fornire indefinite interpretazioni alla pur semplice proposizione vano il discorso di quel filosofo che non cura le passioni dell'uomo se la supponiamo scritta da Seneca, Spinoza, Goethe, o, come in effetti , da Epicuro; altro non fosse perch lavrebbero scritta in lingue differenti (cio usando, in luogo di passione, termini distinti). La traduzione , in questo caso, un atto di fede nella continuit del senso; ma vi un medesimo atto di fede in assenza di traduzione. George Steiner in Dopo Babele rileva che la restituzione filologica di un testo si scontra con una certa violenza al lento slittare dei codici interpretativi e che in effetti il significato originario (ci che Eco chiamerebbe intentio operis) viene parzialmente roso dallinevitabile peso della storia sulle convenzioni dinterpretazione. Dacch si evince che il fondamentale metafisico fine della filologia non tanto ovviare allerosione dei significanti (stabilendone versioni ultime e insindacabili) quanto dei codici. A un modello di storia delle idee come serie di continue riscritture in differenti forme di medesimi concetti[1] (modello archetipale vedi Ecclesiaste della mitologia postmodernista) si pu opporre una storia delle idee costituita da testi materialmente identici che soltanto la ricostruzione dei rispettivi codici interpretativi pu restituire ai loro significati differenti: la storia delle passioni, o del modo in cui gli uomini le hanno pensate, potrebbe allora iscriversi nelleterna ripetizione (in tragedia, poi in farsa) di quel vano il discorso di quel filosofo che non cura le passioni dell'uomo, che di volta in volta assumerebbe significati diversi, ristabiliti i debiti codici dinterpretazione. Lo stesso accade per una qualsiasi parola del Don Chisciotte, scritta nel XVII piuttosto che nel XX. Se il testo significante si fissa su di un supporto fisico che bene o male traversa le epoche, i criteri della sua interpretazione sono una realt puramente immateriale che diventa impossibile fissare[2]. Ci non implica che questi significati non possano essere ricostruiti: se accettiamo il presupposto pragmatista, larcheologia degli usi del termine ci baster a identificare i diversi sensi assunti dallo stesso segno linguistico. Si tratta di tracciare la storia del supporto segnico, mostrando come questo vaso di coccio sia stato riempito da svariati liquidi; analizzando inoltre le

logiche di queste impercettibili metamorfosi. Come nota Erich Auerbach (Passio als Leidenschaft , 1941) il sostanziale mutamento che subisce il termine nellarco di una storia che lo porta da pathos a passione (in tedesco Leidenschaft) nel passare dalla passivit allattivit; assestandosi pressappoco attorno al XVII secolo nel senso che conosciamo. Non si tratta di una trasformazione di poco conto, poich salvo casi rarissimi tra passio/pathos e il nostro concetto di passione non c reciprocit di traduzione. *
Die Lindt Maitres Chocolatiers bringen ihre Chocoladen-Leidenschaft in der Excellence Range zum Ausdruck. LINDT & SPRUENGLI, VANILLE NATURELLE BLANC EXTRA FIN FABRIZIO VITTIMA DI UNA PASSIONE... COME UNA SEMPLICE MALATTIA. CONTESSA ANNA RISTORI DI RIVOMBROSA.

Luniverso semantico originario della passione tuttaltro che connotato di romantico ardore: almeno fino ai secoli XVII e XVIII esso si adombra di passivit e sofferenza come da radici latina e greca. Gli usi dipassio, dal II al IV secolo, spaziano dal mite (o perlomeno filologicamente pacifico) fatto di subire o sopportare, a variazioni sul tema come azione di subire dallesterno (eventualmente opposto a natura, come normaintrinseca dellagire) e dolore morale; ma pi generalmente indica sofferenza fisica, dolore, addirittura malattia. Il sostantivo passio formato su passum, supino del verbo pati, cio soffrire (o pi esaustivamente:sopportare, subire...) o anche essere passivo, paziente. Dalla stessa forma verbale trae origine nel latino ecclesiastico (II sec.) passivus, suscettibile di subire, soffrire, che gi dal IV secolo viene usato come termine grammaticale: laggettivo definisce una voce verbale, in contrasto con quella attiva: una dicotomia che avr grande fortuna nello svolgersi del pensiero occidentale (Descartes nel suo Trattato sulle Passioni dellanima, 1649, la fissa distinguendo tra ci che un soggetto prova, aristotelicamente la passione, e ci che invece fa provare agli altri, lazione). Dal XV secolo passivo indica correntemente una persona di carattere remissivo introducendo al carattere politico che il termine assumer successivamente (obissance passive, 1751). Aspetti simili li troviamo in paziente (dal participio presente aggettivato patiens), cio persona che dapprima subisce avversit (1150) e castighi (1617) e infine ne subisce la cura medica (XIV secolo). Nel linguaggio filosofico gi nel 1350 troviamo il termine declinato nella dicotomia che lo vede opposto ad agente. Da patiens deriva invece patientia, azione di subire e sopportare: splendidamente paradossale, se non fosse che denota una virt di strenua forza e grandezza, vicina a quella che viene attribuita a Cristo nella sua (appunto) Passione. Luso religioso di passione molto precoce: ne testimoniano (prendendo le mosse dai Vangeli) i testi patristici fin da Tertulliano e nel 397 gli atti del concilio di Cartagine; che fanno proprio, cristianamente, un termine gi di suo assai truce. Il senso del verbo pati trova il suo corrispettivo nel greco paschein[3] (ricevere unimpressione o una sensazione, avere un'esperienza sensuale, subire, soffrire, sopportare, essere castigato, soffrire malinconicamente,essere nei guai): da questo eredita inoltre la funzione grammaticale, quella medica, e lopposizione a facere (in greco dran). Il verbo patire ne integra tutti i sensi, andando per di pi a significare in linguaggio mistico, per contributo cristiano, essere in contemplazione passiva (Bossuet, 1697).

Vista la livida atmosfera, non sarebbe del tutto incongruo ricondurre alla medesima radice anche i vari pma (sofferenza), ponos (pena), pens epenikhros (povero), e supporre che di questi significati si sia tenuto conto andando a tradurre lebraico psah (pasqua, cio la festa del sacrificio) con pascha. Senza dubbio per da paschein deriva in modo diretto il sostantivo neutro pathos, che indica ogni esperienza subita, e specificamente una calamit, disavventura, male, afflizione, ma anche semplicemente emozione dellanima o passione, e addirittura un atto appassionato. In questambiguit si cela il germe di una discendenza tanto difforme: anche in Aristotele, comunque molto chiaro nellidentificare con pathos ogni forma di passivit (la percezione di caldo e freddo per esempio, o del dolore) e nello specifico le alterazioni che provocano danno e le sventure, per metonimia viene definito con lo stesso termine anche unazione, in quanto il moto di un ente in effetti moto inflitto da un agente esterno. In questo caso un pathos dellanima diventa kinesis tes psyches (motus animi), nellambigua sovrapposizione di azione e passione. Va notato che la terminologia aristotelica nelle lingue latine rende pathos con affezione. Il moderno significato di passione (o meglio del suo plurale) corrisponde in greco antico, pi che alla radice da cui trae i natali (e senza giungere a mania), al termine epithumia, cio desiderio, brama, passione (easpirazione, nel Menone), che assieme a phobos realizza la coppia polare desiderio/paura. La radice thymos evoca anima, soffio vitale, volont, cuore, slancio, coraggio, talvolta tingendosi di una certa violenza, e partecipando a formare etimologia (indagine sul senso vero di una parola, la sua anima). Nella suddivisione platonica delle parti dellanima thymos va a indicare la reattivit collerica caratteristica della classe dei guerrieri, mentre la sfera dei desideri puri (lanima concupiscibile) indicata con il termine epithumetikon. ovvio per che questa identificazione di epithumia con passione assai approssimativa, sebbene pi corretta: nel bilancio complessivo di una tale traduzione (che daltronde quella ufficiale) vanno a iscriversi come acquisizioni una serie di connotazioni negative legate al desiderio puramente carnale (laddove spesso passione perlomeno al singolare rinvia invece a una sfera ideale, che solca i margini di ci che i greci chiamavano eros o addirittura agape), e come perdite gli echi di origini passive apparentemente cos distanti, e che pur necessariamente sopravvivono nellinconscio del linguaggio. Nel Nuovo Testamento[4] il termine passione non appare mai al singolare, e ben diciassette volte al plurale, che notoriamente peggiorativo: si abbozzano le coordinate di un universo duso nel quale le passioni sono forze indefinite ed estranee che interferiscono con lautodeterminazione dellagente, rendendolo schiavo. Ancora oggi le passioni (cio i desideri, le tentazioni, le debolezze della carne) mantengono cristianamente medesimi tratti. Questa condanna ben espressa dai propositi di Lev Tolstj successivamente alla sua violentissima svolta spirituale degli anni 1880, e rende molto chiaramente luniverso duso (anche contemporaneo) del termine :
Se lo scopo dellumanit quello enunciato dalle profezie, ossia che tutti gli uomini si uniranno nellamore, che il ferro delle lance verr trasformato in falci, e cos via, allora che cosa impedisce di raggiungere questo scopo? Le passioni. Dalle passioni nasce il pi forte, il pi cattivo, il pi ostinato di tutti gli amori: lamore sessuale, carnale; per questo, se si eliminassero le passioni, compresa lultima, la pi forte di tutte, lamore carnale, ecco che la profezia si avvererebbe, gli uomini diventerebbero una cosa sola, lo scopo dellumanit sarebbe raggiunti e non ci sarebbe pi nessun motivo per continuare a vivere. Finch lumanit vive, di fronte ad essa c un ideale; si capisce, non certo lideale dei conigli o dei porci, di moltiplicarsi il pi possibile, n quello delle scimmie o dei Parigini, di godere nel

modo pi raffinato possibile dei piaceri della passione sessuale, bens lideale del bene, da raggiungersi con la castit e la purezza.

Con una certa segreta coerenza di passioni si parla esclusivamente nel Nuovo Testamento, e se ne parla in questi termini poco lusinghevoli: passioni infami; passioni peccaminose; passioni ingannatrici; passioni, desideri cattivi e cupidigia; passioni disordinate; passioni giovanili; empie passioni; passioni mondane (et cetera). Questa concezione delle passioni mutuata in gran parte dal pensiero stoico. Sebbene Agostino prenda le distanze sostenendo che ve ne siano anche di bonae, le passiones sono delle perturbatio, e appaiono come agitazioni caotiche che distruggono la tranquillit del saggio. Ci che fondamentale notare che, a dispetto delle citazioni patristiche fornite da Auerbach (passionum turbelis et tempestibus agitari, scrive Agostino) nel Nuovo Testamento passiones (o pathe) non praticamente mai usato in questo senso. Accade soltanto due volte[5] che passioni traduca effettivamente il latino passiones (che nei restanti venti casi viene tradotto nel campo semantico della sofferenza); e viene inteso, caso pi bino che raro, nel senso diconcupiscenze (sebbene esistano gli appropriatissimi termini desideriam e concupiscentiam, che dabitudine traducono derivati di epithumia e che in italiano moderno vengono resi con passioni, desideri, concupiscenze). Queste due traduzioni anacronistiche di passiones avvengono in corrispondenza con derivati di pathos, che vengono resi con passioni in quattro occasioni (le ulteriori due[6] passando per libidinem e vitiis), svelando quellambiguit gi contenuta nel termine greco, che in parte spiega lo slittamento di senso. Ma in generale, come si vede, i derivati del greco paschein traducono perlopi espressioni di patimento. Nella traduzione tedesca di Martin Lutero, grandiosamente parca di sinonimi ed estranea ad una certa promiscuit etimologica, si identificano distintamente i due concetti in questione (che nelle altre traduzioni tendono talvolta a interpolarsi, fondendosi definitivamente in italiano nei molteplici sensi di passione): Lust e Leid (desiderio e sofferenza). Al di l delle eccezioni gi esaminate anche il greco permette la medesima distinzione, traepithumia e pathos: tutte le quarantotto occorrenze del verbo paschein rinviano al campo di significato della Leidenschaft luterana (soffrire: 1; dovere patire: 1; morire: 1; patire: 1 soffrire: 35; sopportare: 1; subire: 1;tribolare: 1) mentre tutte le trentotto occorrenze di epithumia esprimono passioni carnali (a passione: 1; avidit: 1; concupire: 10; desiderare: 13; desiderare peccare: 1; di passione: 1; disordinare: 1; in passione: 1; passione: 7; vivere: 1; volere: 1), cos come le sedici occorrenze di epithume (desiderare: 1; bramare: 3; bramare di: 1; concupire: 2; desiderare: 6; desiderare di: 1; essere: 1; volere: 1).[7] Ci che si evince dalla seguente tavola di corrispondenze tra le diverse traduzioni che, con le debite eccezioni citate, nessuno degli antenati del termine passione disposto a tradurlo. Il plurale passioni, poich forgiato su secoli di ideologia cristiano-stoica, riesce a tradurre (con approssimazione accettabile) le varie espressioni della concupiscenza, ma certo non passiones. Nel testo biblico passiones/pathe e passioni appaiono irrimediabilmente sfasati, non corrispondono: significano, semplicemente, due cose assai distinte.

Tavola di corrispondenza delle traduzioni del Nuovo Testamento. TRADUZIONE LATINA (VULGATA) TRADUZIONE ITALIANA (NUOVA RIV)

TERMINE GRECO

TRADUZIONE LUTERO

FONTI 1Pietro 4:13; Romani 8:18; 2Timoteo 3:11; Ebrei 2:10; 1Pietro 1:11; 2Corinzi 1:5; Ebrei 10:32; Colossesi 1:24; Matteo 16:21; Matteo 17:12; Luca 22:15; Luca 24:26; Atti 9:16; Filippesi 1:29; Filippesi 2:19; Colossesi 1:24; 1Tessalonicesi 3:4; Ebrei 9:26; 1Pietro 3:14; 1Pietro 3:17; 1Pietro 4:15; Apocalisse 2:10; 1Tessalonicesi 4:5

SOFFERENZA (paschein, pathos)

pathmasin pathmatn pathein paschein

passionibus passionum passionum passurus pati patiamini

sofferenze dolorosa afflizioni soffrire

Leidet leiden leidens Leide Leiden

SUBIRE (pathos)

Pathei [epithumias]

Passione [desiderii]

Abbandonarsi a In der Brunst [der [passioni] Lust]

DESIDERIO (epithumia)

epithumia epithumian epithumseis epithumiais epithumian

desideria desiderium

passioni

Lste Lust gelsten

Efesini 4:22; 2Timoteo 2:22; 2Timoteo 3:6; Tito 2:12; Tito 3:3; 1Pietro 1:14; 1Pietro 4:2; 1Pietro 4:3; Giuda 16; Giuda 18; 1Tessalonicesi 4:5 Galati 5:16; Filippesi 1:23

desideri

concupiscentiam concupisces concupiscentiis

concupiscenza concupire desideri Begierden [schndliche] Brunst passioni Lsten Lste

Romani 7:7; Giacomo 1:15; 1Giovanni 2:16; Colossesi 3:5 Galati 5:24

DESIDERIO (pathos)

pathos pathmasin pathmata path

libidinem vitiis passiones

Colossesi 3:5 Galati 5:24 Romani 1:26; Romani 7:5

Questo lungo, torturato percorso d per assai pochi lumi sulle ragioni della metamorfosi del significato di passione da espressione di patimento a forza attiva, connotata perlopi positivamente. Ci sarebbe inoltre da dirimere se a mutare sia stato un ipotetico concetto di passione (e quindi una forma mentis), o se piuttosto si siano riconfigurate le relazioni di corrispondenza tra mondo e linguaggio, facendo corrispondere lo stesso significante a due concetti in sostanza distinti. Se vi sia quindi una mutazione antropologica (in linea con lidea del linguaggio come coordinante lesperienza della comunit che lo pratica) o un prosaico, neutrale (se questo ha un senso), riassestamento dei codici, come suggerisce Auerbach quando afferma il sentimento esistere al di l di una sua rappresentazione linguistica. Usi attivi di passio possono essere rilevati verso la fine del III secolo, in Agostino per esempio: se ne parla allora per indicare movimento, affezione e sentimento dellanima traducendo con il termine latino lambiguit gi insita nel pathos greco, e in particolare aristotelico. Nelle lingue romanze verso il XIII secolo si fanno spazio definizioni attive, sebbene svariati secoli saranno necessari per reprimere definitivamente ogni emergenza dellantico e genetico significato. In Ronsard (1569) la passione souffrance torturante provoque par lamour, e malgrado gli echi di dolore (il poeta sottoposto a indicibili torture) sembra compiersi la mutazione verso una passione come moto dellanima nellimplicita rivendicazione della sopportazione come pura metafora poetica. il XVII secolo per il teatro della rivoluzione definitiva del senso di passione: se ne parla allora per indicare una viva affezione nei confronti di qualche cosa, un trasporto, e addirittura il calore e la sensibilit che anima unopera artistica. Auerbach attribuisce questa definitiva mutazione alla raggiunta reciproca autonomia delle categorie di passione (Leidenschaft) e sentimento (Gefuhl che implica lessere riempito del soggetto, la sua passivit) nel pensiero di autori come Shaftesbury, Rousseau, Mendelsshon, che affranca la passione dalla passivit. La distinzione fondante tra emozione e passione che stabilisce Kant nellAntropologia Pragmatica (1789) invece una dialettica tra Leidenschaft e Affeckt, termine eminente filosofico pi vicino alla tradizione aristotelica (che come si visto lo rendeva con pathos) che alla comune lingua tedesca. Va notato che cos come passione, anche Leidenschaft cela in s origini oramai quasi totalmente rimosse dal livello

di coscienza del linguaggio: Leid significando il dolore. Come nel termine tedesco, anche in italiano, francese, inglese (ecc.) moderni luso corrente totalmente affrancato dalla passivit, anzi assume valore attivo e positivo. La passione diviene allora lamore sregolato di Werther per Carlotta, forza tellurica e inestinguibile; che pur non rinnega la dimensione torturante dellamore romantico. I dolori del giovane Werther (che mai ci sogneremo di sostituire con passioni, se non con riferimento ironico ad un significato cristico[8]) traducono in effetti linequivocabile termine Leiden. Come in Ronsard, anche nei romantici limpressione che si trae che il poeta tenti di reintrodurre nella metafora ci che stato espunto dalluso comune del termine; come in una strenua lotta per mantenere nella parola lintera sua storia e le sue contraddizioni. Lintuizione di Auerbach, densamente documentata, che passione cambi di significato sotto i colpi del pensiero religioso medievale e rinascimentale: unendo in una medesima categoria il tormento e lestasi, in una mistica del sacrificio che congiunge i due poli. lo sviluppo di un discorso attorno alla Passione di Cristo, unito a complesse teorie del rapporto del credente alla fede, a spingere verso unassimilazione di fervor in passio. Come se la sofferenza essendo segno dellamore, la sofferenza fosse lamore (le relazioni tra significante e significato avendo come naturale tendenza di annullarsi fino allidentificazione delluno allaltro). La Passione di Cristo, supremo segno dellamore di Dio, diviene esso stesso Amore. La mistica si spesso articolata in forme di erotismo persino estreme (esempio comune ne Santa Teresa di Avila), mentre liconografia ha sviluppato un discorso attorno al corpo martoriato, umano troppo umano, del figlio di Dio: percosso, graffiato, frustato, sanguinante, spossato. Tutto un campo semantico della sofferenza permea le narrazioni pittoriche della sua morte (della sua Passione) si pensi alla Crocifissione di Grnewald, trucicidissima in un accumulo di segni che incidono sul corpo stesso quel che poi verr tradotto in parole nei Vangeli. Tradizione eroticamente truce che torna dattualit nella discussa pellicola di Mel Gibson sulla Passione. In pathos vanno quindi a convergere a incrociarsi agape e eros, battezzando la nascita della concezione moderna della passione. Senza dubbio questa dialettica tra eros e sofferenza gi la dialettica del Dio cristiano (Dio damore e Dio sacrificato, Dio sacrificato per amore); ed seguendone il profilo tumefatto che si forgiato un termine dal significato tanto anomalo, violentemente incongruo che finisce addirittura, dopo una breve e intensa convivenza, per estromettere dal significante il significato originario. Ma va inoltre notato che questa configurazione linguistica che il pensiero cristiano edifica non affatto implicita nel testo biblico, che neppure si premura di distinguere la distanza che pare ovvia tra sofferenza e desiderio (e altrettanto distinti rimangono desiderio e amore), e che invece la storia far collidere. Da qui, scrive Auerbach, il nuovo senso di passione va a contaminare la poesia damor profano, Petrarca; si consolida nel XVI secolo con lindebolimento dellinfluenza delle scuole stoiche e aristoteliche; esplicita il suo nuovo senso in Boiardo e Lorenzo de Medici; e si realizza pienamente nel seicento francese allorch Corneille in Nicodme se ne esce con un definitivo Jai tendresse pour toi, jai passion pour elle. * A simili rivolgimenti di significato si assiste comunemente. Anche termini come rivoluzione o atomo sembrano essere intrinsecamente contraddittori (lorigine nega il senso), ma ad unindagine pi accurata rivelano le loro verit. Lo stesso vale per soggetto, altra vittima di unambigua oscillazione tra passivo e attivo. Nella relazione tra soggetto e oggetto

s'intende solitamente quest'ultimo dipendere passivamente dal primo, in senso innanzitutto grammaticale; tant' che si parla, per esempio, di donna-oggetto, sottomessa cio a uomo presumibilmente soggetto. In generale, l'oggetto ci che agito dal soggetto (il soggetto l'agente e l'oggetto la sua superficie d'azione). Questa gerarchia stranamente invertita dallimpiego feudale di soggetto: il soggetto allora il sottomesso, ed essere soggetti forma di passivit (in francese pi esplicito, poich il termine sujettraduce suddito). In effetti l'etimologia latina giustifica in misura maggiore questo secondo uso: da subito il prefisso sub stabilisce una subordinazione, che si sviluppa in subjicere (mettere sotto, ecc.), e nella forma subjectus(sottomesso, asoggettato, ecc.). Il termine assumer nelle lingue romanze un significato pienamente "politico" attorno ai secoli XII e XIII. Pi difficile stabilire il punto di rottura che ha dato origine al primo senso (quello opposto a oggetto): i dizionari etimologici non fanno che rinviare il problema alla lingua latina, nella quale esisteva gi distintamente unsubjectum (soggetto in senso grammaticale), comunque derivato dalla stessa radice "passiva", per sostantivazione del neutro di subjectus. Posto che la diade soggetto-oggetto caratteristica del pensiero moderno (Heidegger parler addirittura di una metafisica della modernit fondata su questa deprecabile relazione), l'intrinseca passivit del soggetto (cio poi di chi in effetti agisce) un paradosso assai interessante, che si pu intravedere nella teoria della sostanza di Aristotele (cio, nella sua Metafisica). Pare cio che la relazione tra soggetto e predicato sia la traduzione grammaticale di una relazione tra un sostrato (sub-stratum) e le determinazioni che vanno ad incidersi sulla sua accogliente superficie: il soggetto quindi soggetto ai suoi predicati. Ogni azione si configura quindi come passione; e il soggetto come materia degli eventi che crede di produrre (di nuovo ci troviamo di fronte ad una perversa metonimia: si dice che il soggetto agisce poich subisce il negativo dellazione che compie). Il passaggio da un soggetto passivo al soggetto onnipotente, nietzscheano e liberaldemocratico, traccia un percorso parallelo tra storia della parola e storia del pensiero politico; un percorso che lo stesso che porta luomo da schiavo delle passioni a fonte di passioni. A disegnarsi forse il profilo delluomo faustiano, luomo spostato a centro delluniverso come norma e criterio di ogni cosa, lindividuo assoluto. In questo senso se luomo moderno si rivendica scientificamente determinista, la sua morale parossisticamente volontaristica; mentre luomo cristiano, il cui libero arbitrio ripetutamente ribadito, si presenta come continuamente soggetto a forze che lo distraggono dalla retta via. Concezioni che trovano inoltre riscontro nellordinamento sociale del mondo nel quale rispettivamente vivono (societ aperta contro societ chiusa): che vanno cio di pari passo non soltanto con la teoria politica, ma anche con la prassi. un processo ideologico a riconfigurare grammatiche e semantiche della passione.

Milano, marzo 2004

[1]

Che ben si esplicita, per esempio, nellipotesi che la teoria dellanima di Platone e la psicanalisi freudiana siano due pensieri simili espressi in due linguaggi diversi.

[2]

Limpossibilit di esprimere questo scarto di significato tanto pi angosciante che nel medesimo segno materiale si svolge larco di definizione di due o pi universi antropologici ( quindi il reale contenuto dellespressione a essere oltre lesprimibile). Come intuisce Heidegger, la lingua non cessava di distruggere ci di cui si stava discutendo (Entretien sur la parole, p.90). [3] Oscura letimologia: la pista lituana prosegue sui medesimi spazi semantici, mentre quella indoeuropea rimanda al verbo legare.
[4]

Scelta necessaria, per ragioni puramente tecniche: si tratta di un testo sufficientemente vasto, abbiamo a disposizione

una versione originale greca, una versione latina di riferimento, una versione italiana moderna (La Nuova Riveduta del 1994) e la versione tedesca di un sommo traduttore, possiamo fare uso di strumenti di ricerca potentissimi (La Parola v. 6.20, compilato da Richard Wilson), e infine si tratta di un testo fondante, linguisticamente e concettualmente, della forma di vita occidentale. Potremmo analizzarvi il significato dei singoli termini greci e latini in funzione del contesto e delle reciproche traduzioni, tentando di stabilire una prammatica del senso. [5] dia touto paredken autous ho theos eis path atimias; hai te gar thleiai autn metllaxan tn fusikn chrsin eis tn para fusin, propterea tradidit illos Deus in passiones ignominiae nam feminae eorum inmutaverunt naturalem usum in eum usum qui est contra naturam Perci Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che contro natura (Romani 1:26) hote gar men en ti sarki, ta pathmata tn hamartin ta dia tou nomou enrgeito en tois melesin hmn eis to karpoforsai ti thanati cum enim essemus in carne passiones peccatorum quae per legem erant operabantur in membris nostris ut fructificarent morti Infatti, mentre eravamo nella carne, le passioni peccaminose, risvegliate dalla legge, agivano nelle nostre membra allo scopo di portare frutto per la morte (Romani 7:5) [6] hoi de tou Christou tn sarka estaursan sun tois pathmasin kai tais epithumiais qui autem sunt Christi carnem crucifixerunt cum vitiis et concupiscentiis - quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. (Galati 5:24) Nekrsate oun ta mel ta epi ts gs, porneian, akatharsian, pathos, epithumian kakn, kai tn pleonexian htis estin eidlolatria, mortificate ergo membra vestra quae sunt super terram fornicationem inmunditiam libidinem concupiscentiam malam et avaritiam quae est simulacrorum servitus Fate dunque morire ci che in voi terreno: fornicazione, impurit, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che idolatria. (Colossesi 3:5)
[7]

agap (amore fraterno, affezione, amore, benevolenza; pasto di amore): amare: 1; amare: 123; agape: 1; essere: 1 (totale: 116) agapa (accogliere cordialmente, intrattenere, volere bene, amare profondamente; essere piaciuto, essere contento di una cosa): dilettare: 1; preferire: 2; allogare: 1; amare: 139 (totale: 143) non vi sono occorrenze di eros.
[8]

Il riferimento a Cristo invece mantenuto nel titolo del film di Carl Theodor Dreyer, La passione di Giovanna dArco (1928), con la forza di un anacoluto.