Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
2K visualizzazioni6 pagine

Il Carattere Degli Edifici - Giorgio Grassi

Caricato da

Raniers Scoccia
Copyright
© Attribution Non-Commercial (BY-NC)
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
2K visualizzazioni6 pagine

Il Carattere Degli Edifici - Giorgio Grassi

Caricato da

Raniers Scoccia
Copyright
© Attribution Non-Commercial (BY-NC)
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
li carattere degli edifici Giorgio Grassi Quando mi & stato chiesta di tenere questa lezione, come pro- lusione ai’anno accademico, ho pensato di apprefittare del- Voccasiene per propor ai docentie agli student di questa no- stra scuola una questione che, s2condo me, é centrale della Patica def nostro voro di architétie ai apprendisti arcitet- ti, mia che raramente viene messa in discussione, raramente Vien€ discussa nelle sue modalita operative da parte di chi-a, Mi rferieo alla qucstionc del earettere (del carattere di un ecdificio, del carattere di un’architettura), visto apounto co- ime problema tecnicofpratico di chia, Dice adit: casa intendiamo, noi come architett, quendo par- lisme del carettere di un edificio (per es. in un nostro proget- to), a quale prerogatva atequisto paticolare ciritetiamo, in che Imaco e in che misure fo assurmiamo, come intendiamo rispen- «dari ne! momento de fae, come lo affrontiama e, se lo affron- tiamo come tale, con quali madalita o accorgimerti tecnic E-di conseguenza: cosa succede in un progetto (in senso tec- nico/pratico) not poasaggie dall‘oggetto necessaiia elle ww- siddetta forma eloquente, quanto e come intervengono gli obiettivi espressivi gi chi-fe e se @ come quegli obiettivi si ‘modificano nel corso del lavoro per arivare alla forma ap- unto elaquente, cio’ espressione del suo propria carattere- Una questione di cui si parla poco e che invece, secondo me, importante afirontare tanto pid in uns situaziona di disagio edi grande confusione come quella attuale e tanto pil nel- la scuala owiamente, che di questo disaglo e di questa con- fusione & lo specchio fedele. Uns questions altres! camplicete da vecchi edule Uae i ‘comprensibiliresistenze di chi-ta, quasi foss® un Segrete di bottega (sono ormai pochi quelli che parlano volentieri ein ‘modo diteto, ma soprattuto in rade comprensibile, del come fe dal perché dei loro progett Quinci una questicne che nan si sa bene da ete parte pren- Casualmente, la rsposta @ quest ultimo problema & vanuta da s& sfogliando quel libro, curiaso @ asselutamente personale, che il Dzionari critica ilusrato delle weet pit util alarchitetto ‘moderne di Luciano Semrereni, dove compace effellivaitenle una voce "carattere” (a firma E. Mantese), della quale mi ha “coipitesoprettattetfatteche fosserttostrat ‘opere dell'architetio Maneo, @ dove le stessa cosa succede alla voce “appropriatezza" (a firma dello stesso Semerani), anche questa ampiamente illustrate con opére di Moneo. La cosa mi ha incuriosito @ anche un po' provecato, devo dir- lo, @ allora ho Ueciso di fare una cosa che non faccio mai, che non ho mai fatto prima dere, e di parlare stevoltasolo per questa volta, senza remore, anche del lavoro degli ait (consapevole di volare una specie ti tabi) edi iniziare quin- di propria da uno di quegli esempi che sono illustrat nel di- Zonario (del resto Maneo @ un vecchio amico, oltre che un ar- chitetto che stimo e iui lo'sa bene) E cost, invece di partire da un enuciato per poi cercare di susteiery cu degli ese lw Ueciso Ul fare Il conttano, clos di partie da un esempi, 0 meglio ca due eseripi messi a con- ‘ronto, per cercare di risaliraa qualcosa di pil generale, che mi permettesse di mostrare nel modo pid chiaro possibile il mio punto di vista sulla questione del carattere e anche il mio mo- do di effrontara nel mio lavoro, risvetto a quella di alt Ii prime esempio-® appunto-uno dei lavor pic femosi di: Mo neo eI'altro invece @;'per forza di case, un mio lavoro, fatto con Manuel Portaceli, enche-questa piuttosto neto, ma pid che altro per motivi giudiziat. It primo & i museo romene di Merida e Valtro@ i teatro romana di Sagunto. —Tuttavia vorei che una cosa fosse chiara fin dallinizio e cic che io qui non vogli parlare tanto dei risultat, della qualita dei rsultati di questi favor (che lascio ad altri i giudicare)," Quanto piuttosto dell'crigine, della causa, di cid che ha de ‘terminate apounto il caraitere di un edificio e dell'aito~ Si traita di due lavori apparentemente analoghi, inftti si mi ‘surano entrambi con I'architettura romana, sono entrambi for- temente infiuenzati dal mondo della figurazione architetton'- cc romana, ma le parentele finiscono qui. Si tretta df un eu- seve Ui ult Weal (dove perd il aie & aucire un uipeu), Aquind) due musei che hanno al centro 'architettura romana, uno dei quali perd@ anche un teatro, famano beninteso. Invece le ditferenze sono molto fort slmeno seconde me, mo to pil fort di quarto passa sembrare a prima vista e sono de- terminanti nella definizione del carattere dei due edific. -defe-né-tanto-meno, da dove incomimeiare: Natural ents QUEST CHTeTEnze VigUarGaTe-anauroT PURO vista! punto di vista, cio’ a dire I'cechio con cui guardiamo Vogaetto del progetto, 'oggetto nacessaro, la regione pratica ‘el progetto, @ Fecchio con cui guardiamo l'oggetto del'eve- Ccazione, cio8 il mondo che viene evocato'(e in un certo senso ail promesy0) ala fri assuiila Ua'aggetio necesser9, {che in entramii quest progetti ® comunque l'architetture 1 Sone quindi differenze che riguardano soprattutto scette ci ‘metodo, diciemo cosi, in vista di definiti obietivi generale risultatl esoressivi. Differenzé che possono partare'a lines di lavoro anche diametralmente opposte, cos] come dimo: strana éppunte questi due esemgi Infeti nel caso di Merida (ma questo, seconde mé, si verii- cca semare nel caso di Moneo) l'ognetto del progetto ¢ I'og- getto dell'evacazione (cid che viene evocato dalla forma fina: Te del progetto) sono chiaramente dstint, divergono, anzi, nel museo di Merida sona in aperta céntradlzione fra loo e, m grado cid, coesistono entra nella figura finale, cicé si so- \rappongono pur restande chiaramente distin {probabilmen- te per Moneo I caratiere ui questo pruxelld view fuut! pro- prio da questa sovrapposizione lasciata ape, irisolta). Nal secondo caso, irvece, nel ca8o'di Saguinto (ma questo si verifice sempre nel mio caso) "oggetto. del progetto e og: kgetto dell'evecazione coincidono, anzi, sone propria la stessa ‘raca (o almenn quisto & Yobiettivo'Uel progetto. la sua ambi zione). Tutte le difference fra i due lavori vengono da qui Nel caso di Moneo''gggeito det progetto'®'un mused, ifatto che sia romano non modificeVoggetto necessario, @ un museo in sense canonico, un museo di tipo ottocentesco, un museo coon i suc percorsi ban defini, con [2 sua brava illuminazio- ne aail'alto ece., mentte Foggetto Us! l'evocazione & eviderite- ‘mente 'architettura romana, ma vista, per C08} dire, con ac- chia sintetico, 'achitettura romana massa in,opera attraver- oi suoi segnali pil riconoscibill, Come se per identificare, Clot per caratterizzare,\'edificio dal museo, ci quel particola- ra tina ai mugen, fossa condizione nécessatia e sufficiente il ‘collegarlo visivamente e allusivamente al suo contenuto. Del resto anche questa @ Un'idea tipicamente ottocentesce (i fatto cio’ di allestire nel museo una sorta di scenografia allusiva del suo contenuto) “Vedi invece lesterna aailealticlo, cne non cerca oi stabil re alouna relazione con is cittd romana che @ I intorno~. In questo modo, e sole all'interno dellecificio, viene messo in ‘opera non la feat dellarchitetiura romana, mil suo spetta- cca. Nan una massa in opera quindl, ma ina mecca in ena 1a allinternio dlledificio “Questa scelia generale & résa molto evidente da alcune scel- te operative che risulteranno poi decisive per I'ffetto finale Una riguarda la struttura delle murature ad “archi-dlafram: na" tipicamente gotica, un'altra lo spessore di quelle stesse ‘murature, Una terza 'impiego dt maton “afla romanar™ (Da una parte I'uso di una'stuttura totalmionte estranea all'ar- ‘te di-costruire'presso i romani, dall/atra l'uso di miurature a che rigua ‘saeco "alla romana” ma dino spessore troppo evidentemen- te esiguo per non essere voluto, dall'altra infing:l'uso, per quelle stesso murature, in paramenta muratia dichisrsta- ‘mente mimetico (abbiamo qui ci la sovrappesizione di piu linee-operative ed espfessive in contraddizione fre loro). =a e come filtrata-con, E evidente in questo lavoro la preaccupazione di interpretare $o- prattuttovisvamente questo lgarne con Vrchittturaromarae Avlascore opera la contadizione con la fborica dl musco. La realt3 della faborica de! museo ron viene intaceata da questa messa in scena, né fvoriné dentro, Nella grande s3- la centrale Ia successione degli archi-diaframma ha un solo punto di vista dal quale quegl archi sembraro romani (cioe Tuo este centae, ln vate dellingreao), do ttt gi alr punti di vista e3sicichiorano le loro origine neogetic, mal reco la muratura di matton “ala romana” che li awolge tha anche questa centaddizione &evidentemente un apetto Gel rsultat finale che & voto e, in ogni caso, acettato sen ze orb. architsttura romana & ci che deve eppsrite da un'angola dion privilegiata sotanto: il suo spettacole, Ma tutto que- tto deve restare appunto sul piara dello Spettacco atferto Galleiticio, la cui stutturaarentettonica neogatica non ve- ne da cid modificata, mane intatta esi ripropane nella sus integita cyst vate iw, sca Tau distane, torniom © a3" Sorvare con attanzione le forme éiquel'eificio Qui Farchitattura romana & un surplus e eventa ersamento nel senso pit loasiano del termine. I caratere romano dal Fedifico-di Moneo@ suo ornamentoe ven messin pers secondo | modi ele tezniche che sono prop di un alles tanto teatrale, In realta oi romano in quel musee ci sono so- to | repert archeologic In ogni cato qi, nella determinazione cel caratere del’ difci, swolge un rus, atrettanto importante ci quello svl- to dalla messinscena romana, la sceta neogotica le solv- zion teenie agotatenalacestuzion, ioe Vinge de taiticio industrial ottocentesco, che resta pir sempre una parte importante del momento evacativo'di quel progetto. Devo anche aggiungere che, secondo me, nei progett di Mo- fen quanda viene aunrata la stern, questa & sempre osserve- thi. ottacentesco.(e quss!a_ner me, €.una cifte costante dell'architettura di. Moneo)—- In altri pfogetti di Moneo lo sdoppiamento fra [Link] progetto e oggetto dell'evocaziane & ancora pil radicale, 2 "mesa in seena in atte situazion! arvva fino a cancellare lux" getto necessario| © quantoreno qualia parte delevoazione plaggetts Aah esta Merida, appunto edificio “neogotico")> In alte progeti, come ad esempio nel’eeroporto di Sil (Per fare un golo esampio), eagetto necesearin riatta soltanto & {uel pochi elementi tecnici che ancora permettona ai identii- came la funzione, il resto @ evacazione visa: all'intezno lo spe

Potrebbero piacerti anche