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Roberto Tombesl - Rlccardo Tesl

#
storia, struttu ta, tecnlca e dldattlca
(ln muslca e Tnlavolatura)

contiene compact-disc con Ia registtazione di


23 brani tratti dal repertorio tradizionale italiano,
eseguiti dai pi noti organettisti

BERBEN

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I

ffifEffii CAIury,tWl'WA,
il
l

E) er organetto si intende Ia piccola fisar-

monica diatonica a doppia inlonazione.


OrganologicamenLe, si tratta di un aerofono
meccanico che ulihzza iI principio delle
ancieliberc.
I suoni sono organizzali secondo scale diato-

niche'

tono-tono-semitono-tono-tono-tono-

semitono (cio Ia scala massiore), con Ia


caratteristi ca - fon d amenlale p er I' influenza
che ha sulla tecnica esecutivaedi! fraseggio
- della doppia intonazione: ad oni bottone
corrispondono due suoni diversi a seconda
della direzione del mantice (come avviene
nell'armonica a bocca inspirando ed espirando).

I modelli piu usati sono i suenti:

fIIa + tre vocette lnterne)


piu
E iI modello
semplice e suona solo in
DUE BASSI (una

AB-

cI

4 5 6 7 I 9 lo 2
3

del canlo (mano destra)


Mantice
Cassa dei bassi (mano sinistra)
Cassa

Tracolla
Dilale per il pollice
Tasti del canto
Traforo
Registro del canto
Serramantice
Manale

Valvola dell'aria
Tasti dei bassi
Registro dei bassi

una tonalit. Nella pralica lradizionale 1o si


trova soprattutto in Calabria ed in Abruzzo,
dove viene chiamato "dtt botte".

OTTO BASSI (due fIIe)


E il modello pi diffuso a livello mondiale,
tanto da essere considerato Io standard;
suona in due tonalit (esempio, SOL-DO o
DO/FA).

DODICI BASSI (trc IlIe)


Meno diffuso del precedente, suona in lre
tonalit (esempio, SOLDO,/FA), ma spesso
la terza, fIa (F,4) usata pet lnsertre quelle
alteraziorti che mancano alle prime due
tonalit, in modo daavere Ia disponibilit di
tultele note per evenluaTi passaggi cromatici.

STORIA
,l,l.,*'i'RGANETTO
.... BRE"ITE

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ffi

nventato neI lB29 a Vienna da C.


Demian, I'organetto ha avuto inizialmenle una rapida diffusione nel mondo
della borghesia delle grandi citta europee, per poi passare nelle campagne,
dove ha sostituito, nella funzione e nelI'uso, gli strumenti popolari piu arcaici.

T
I

Le ngioni di questo successo sono evidenlr nelle carallerisliche dello strumento: forte impatto sonoro, grande manegevotezza, assenza di manutenzione, telativa facilita di esecuzione, possibilita di
eseguit e contempo taneamente melodia
e accompagnamento (in contrasto con Ia
fuagilitt, le preparazioni e le continue
accordature che zampogne e launeddas
nchiedevano).
II suo arrivo nelle campagnehapermesso Ia sopravvivenza di un repertorio
tradizionale minato dalla progressiva
scomparsa degli strumenti musicali gia
descritti, portando per allo stesso tempo una trasformazione del sistema musi-

&ss4"

cale popolare (perdrla del bordone, Iivetr-

lazione degli inlervalli, ecc.) e introducendo tutta una sefie di nuovi balli di
imporlazione allora molto in voga (pXche, mazurche e valzer).

A seconda dellevarte zone di diffusione,


si sviluppata una grande variet di
lecniche esecutive, lutle lunzionali aIIa
riproducibilit di un repeftorio preesistente nonch all'imitazione degli strumenti che I'organetto andato via via
sostituendo.

el corso degli annl, Ia sua struttura


"bitonica-diatonica" stata progressivamente sostituita da quella "unitonica/ctomalica" della fisarmonica, ma
I'oranetto rimane tuttavia ancora fortemenle radicato in quelle zone dove sopravvive la lradizione degli antichi balli
elnici; in Italia, 1o ritroviamo in tutto il
centro-sud, in Sardegna e, pi. limitatamenle, nel Fuli-V enezia Giulia.

D),W"':rrrrrrrrrrrr"

T I folk music revival nasce in Italia alla


I fine degli anni '5O, diventando ben presto un movimento culturale rilevanle, che
ha come obiettivo Ia riscoperla del patrimonio musicale delle classi subalterne. Esaurita la prima fase (carallerizzala dal recupero
e dalla riproposta del canto sociale e politico), alf inizio degli anni '7O il folk revival
rivolge l'allenzione alle altre forme e suoni
della cultura popolare.

il definitivo affermarsi di una disciplina


come I'etnomusicologia e I'intensi{icarsi di
uno strumento d'inda$ine come la ncerca.
sul campo (svolta in maniera orgErnica e con
crrteri sempre pi scientifici), portano alla
scoperta e alla documentazislls di un ricco
reperlorio di musichetradizionah e alla conslalazione che un gran numero di strumenti
elnici (e, primo fra tutti, proprio I'organetto)
gode ancora di insospettala vitalit e diffusione.

In ltalia, Ia riscoperla elavalotizzazione del


nostro strumento devono molto a Francesco
Giannattasio, nella duplice veste di etnomusicologo ( autore del libro L'organetto e ha
curato l'edizione del disco sull'organetto in
Sardegna) e di musicista (vedere Ia discografa a pag. 117). Ma dobbiamo atlendere
f inizio degli anni 'BO, con I'esplosione della
moda della danza lradizionale, perch l'organ etto to rn i v eram enle alla r ib alla, calapullalo nelle srandi metropoli ad animare giganteschi bal folk, che si propongono come
importanti occasion i di aggr egazione.
.la dan=al'elemenlo chiave di quesla lerza
fase del revival e I'organetto - pq lradizione

RN|VAL"
il protagonista numero uno in questo ruolo
- ne condivide la fortuna. Ha inizio cos

quella che si pu giustamenle defrnire una


seconda giovinezza dello strumento, che si
impone come protagonista nell'organico dei
numerosi gruppi ilaliani di revival che calcano Ie scene dei folk festival europei.
Nel frattempo, una sempre pi fiorente atli-

vit didattica, organizzala sia in forma di

corsi stabili presso levarie scuole di musica


popolare, sia in forma di stases residenziali
(sull'esempio della vicina Francia), porta
allaformazione di un numero considerevole
di esecuton, la cui prqaraziorte migliora
notevolmente di anno in anno. Questa diffusione della pratica strumentale daerrnina
naturalmente un immer{iato incremento
della domanda presso i costruttori, Ia cui
produzione ottiene una notevole impennata.

Anche le riviste di musica folkcominciano a


dedicare apposite rubriche all'organetto e
nascono addirillura due pefiodici interamenle consacrati al nostro strumento, Anche libre e Diatonisch nieuwsblad (rispellivamenle in Francia e in Olanda).

a portata di tale movimento e Ia sua


durata nel tempo hanno avuto come
losica conseguenzala cteazione di una nuova immagine ed una nuova pratica dell'organetto, che definiremo qui revivalistica per
distinguerla da quella lradizionale, con Ia
quale conserva forti legami di liiazione, ma
da cui si differenzia per tutta una serie di
motivi che illustreremo a fondo nel prossimo capitolo.

nnanzilulto, gli esecutori "revivalistici" non possono essete definili"ltadizionali" (per estrazione cuhurale, formazione, motivazioni e funzione che svolgono). Essi, infalti, non appartengono
alla cosidetta "fascia folclorica", ma provengono da siluazioni urbane, e quindi
da una cultura diversa da quella a cui si
riferiscono, avvicinandosi allo strumento con motivazioni varie, che vanno
dall'interesse specifico per lamusica folk
alla passione pq la danza, dal possibile
utilizzo di una cefta pratica nellapropria
professione (insegnanti, animatori, ecc.)
aI desiderio di fare musica in prima
persona, attratti dalla apparenle semplicita dello strumento e dal fatto che non
richieda una conoscenza della leoria

T
I

aIla categoria degli strumenti "orali" per


cui, nella tradizione, 1o si impara, 1o si
suona e 1o si tramanda "ad orecchio",
senza la mediazione della scrittura. II

folk revival, nel momento in cui si

posto il problema di una pedagogia degli

strumenti elnici, ha adottato Io stesso


sistema orale, tntesrandolo per in parte
con Ia nolazione classica per rcnderlo
adeguato e funzionale alle nuove situazioni (corsi co llettivi, stages), senza tutlavia snaturarc te specificit dello strumento, del tipo di musica trasmesso e
della tipologia degli allievi. Da qui nata
intavolatura come sistema di scrittura associato all'uso del
l' elabor azione delf

rcgislralorc.

musicale.
Ne consegue che l'area di diffusione delIa pratica "revivalistica" sl r{iscosta molto
da quella lradizionale. Ar.z:i, sernbra
quasi che segua una sorta di compensa-

zione, diffondendosi soprattutto nelle


grandi citta de| centro-nord, Iaddove
non mai esistita (o scomparsa da
molto tempo) una tradizione dello strumento. Dove invece essa ancora radicata, I'operazione di recupero non esiste
e, quando c', assume Ia forma della
compelizione fra suonatori ft adizionali,
per i quali l'eventuale vittoria fonte di
fama e rispetto alf interno della propria
comunit.

Anche il sistema di trasmissione subisce


un mutamento nel passaggio da una
pratica all'altra, I'organetto apparliene

er quanto riguarda invece il repertorio, nella pratica tradizionale esistono ar@ stilistictre ben precise e deftnite,
che differiscono talvolta in maniera radicale fra loro guanto a tecnica strumentaIe, tipo di balli, strutture musicali, ritmo,
ecc. II musicista popolare si trova quindi
a suonare quasi esclusivamente i balli
della propria zorla (spesso del proprio
villaggio), aggiunendovi tutt'al piu brani di dqwazione moderna (come il "liscio'o canzoni alla moda).

ID

Nella pratica "revivalislica",Ia vasta attivit concertistica, Ia consistenle produzione discografi ca, 1' attiv ita didattic a e la
forle ckcolazione di informazioni e di
materiali hanno portato alla creazione di
un reperlorio che si presenta multiforme
e allo stesso tempo "standardizzalo" .

-- :-:::--::::az:one

di tale rcpetlofio ha

Jl- -=-:,:-:::: :'ie fasi diverse. La prima


.=-= -1-'-'.e:-zzala dallo studio e dall'ap: : ;:-::::-z::ia delle musiche tradtzionalt
z :2""2 :z1'-1y? tecniche eseculive allta-,-;i:": -:::contro diretto con gli esecutori
;-;:'-z:- ? I'ascolto dei sempre pi, nu'

:--:s:

-? . ::-? sesnato da una forle predomi:--:za del reperlorio del centro-sud.

seguita una seconda fase tesa all'am:-:a-irento del repertorio secondo varie
^.i^1:,:
-__--*atlLd:

Questo tipo di operazione ha portato


all'elaborazione di nuove lecniche esecutive e all'appropfiazione dt lecniche
specifiche dt altri paesi.

:.ocumenti sonori messi a dispo.-

:" -::-e laIla rrcetca etnomusicologica. E


:--r.:: :- periodo del ricalco edellaripro::s'-a r,il piu fedele possibile all'origina-

3) Creazione di malenale originale.

T:asposizione suII'organetto di music:e originariamenle eseguile da altri


s':umenti.
Acquisizione del repeftorio estero (ordivenuto parle importante nei
=ai
:rogrammi dei bal folk).

nche I'organologia dello strumento


ha subto, in alcuni casi, delle lrasformazioni: pd ovviare ai limili dell'oranetto vengono ora aggiunti bassi e
tasti supplemenlari contenenlr le allercziont funzionali all'esecuzione dr lalune
musiche; le lerze degli accordi vengono
bloccate per dar modo di suonare sia in
massiore che in minore; al classico "B
bassi/Z file" vengono affiancati " 12bassi/3 file" varlamente assortiti, che presentano molte pi possibilita armonico/
melodiche, pl1r conservando Ia doppia
inlonazione (che rimane la caralleristica
basilare dello strumento).

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lWl

T brani presentati in
I stampati sia secondo

questo libro sono


la nolazione classica, sia in forma di intavolalura.La prima ha
la {unzione di rendere accessibili queste
musiche a tutti gli strumenli, la seconda
(che si ispira direllamenle a quelle notazioni
musicali impiegate nei secoli XVI-XVII soprattutto per gli strumenti a lasliera e a
pizzico) specifica dell'organetlo e melio si
adatta alle sue carallerisliche.

Questo strumento, infalli, presentando il


limile della tonalit in cui costruito (esistono modelli in SOL,tDO, LA,/RE, DO,/FA,
ecc.), costringerebbe l'*ecutore a continue
trasposizioni per adallare le varie musiche
alla tonalil del modello di cui diq)one,
menlreinvece Ie posizioni sui tasti (indipendenlemenle dalla tonalit) rimangono invariale.
Inoltre, esaminando un organetto (ad esem-

pio in SOL/DO), vediamo che le note Sd


DO, RE e MI hanno la possibilit di essere
eseguite in due diverse posizioni, una in
aprire e una in chiudere' Ia scelta lrale due
possibilita va delerminata in base a criteri di
stile, armonizzazione e lecnica strumentale,
e tutto ci richiede una lunga esperienza.
Si deciso quindi di annotare direttamente
il tasto da premere ela direzione del mantice, cosi da evilare esecuzioni macchinose o
stilisticamenle ercale, e favorendo tra I'altro
Ia possibilit di accesso allo strumento anche da parle di coloro che non hanno nozioni dilellura musicale.

di trascrivere i brani per


organetti a 8 bassi (due file in SOL,IDO) e a2

Abbiamo scelto

,****'

bassi (una lla + vocette in SOL e in DO),


considerandoli quelli maggiorm ente diffusi
in Italia, ma ricordiamo che I'intavolatura
pu essere ulilizzalasu strumenti di qualsia-

'::-':::::::::*'::::::l _
Come leggerc I'intavolatura

Q i assesnato un numero progressivo (da


r) 1 a 1l) ai tasti dell'organetto, procedando datl'alto verso il basso. I numeri dei

bottoni ddle file interne (sia dei bassi che


del canto) sono evidmziati da un cerchietto,
pa d{faanarli da quelli de17efi7e esterne-

I tasti della mano destra sono cotrlocati nella


pafie supaiore delf intavoliatura, que1li delIa mano sinistra nella parte inferiore- [a
direzione del mantice (di impofiaua,fondamenlale data Ia "bitonicit" dello strumento)
segnalata dallo spessore della linea, mer{iaoa:

Llnea sottile:

chiusura del mantice


Llnea marcata:
apertura del mantice

D
I

er maggior chiarezza e per agevolare i

principianti, sotto le cifre dellamelodia e


sopra le cilre dei bassi abbiamo fipetuto la
Irgurazione lmica della notazione classica;
consigliamo tuttavia chi fosse sprovvisto di
nozioni di leofia musicale di consultare uno
dei lanti metodi di solfeggio ritmico in commercio.

l6

L'INTAVOL}TTURA

(
J

empre riguardo la nolazione classica, per semplificare Ia scrittura abbiamo deciso di non
segnare inleramenle gli accordi, ma di sottintenderli con Ia nota del basso all'ottava
superiore. Esempio (8 bassi SOL,/DO),

B57

ACCORDI

4 @ 2 @@ 2 1 1 1 OO I

1@

:Q
Do La-Sol Fa Mi

Re

Sempre per esigenze di chiarezza, iI basso di DO (4 in chiuderc) viene indicato neI secondo
spazio, un'ottava sopra il relalivo suono reale (vedere lo schema a pasina 2O).
rendendo come esempio le prime dueballule della Mazurca a pagina 48, possiamo cos
riassumere'

accotdo
6asso
{1Ia

lnterna

IlIa esterna

tnarto destra

tnafio slnlstra

apertuffi
(linea sottile)

er quanto riguarda Io strumento a due


bassi, abbiamo fatto partire la numerazione della fla pfincipale dal numero 2 per
manlenete Ia corrispondenza delle note con
il modello a otto bassi, visto che Ia tonica si
trova sul tasto 6. Anche le "vocelle" @ e @
corrispondono alle note dello strumento a

D
I

(Iinea marcata)

otto bassi, ma non Ia O, le cui note risultano

inverlile.
Chi volesse quindi eseguirele musiche rclalive al reperlorio del modello a due bassi su

quello a otto bassi dovr lenere conto di


questa differenza (vederc gli schemi delle
lastiere alle pagine seguenti).

Schema organdto a due e quattto bassi (DO)

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3

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L'INTAVOLATURA

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MANO DESTRA

MANO SINISTRA

TECNICA SIR

pubblicazione non abbia n il taglio n Ie {inatitC un


"metodo",
tY veto e proptio
abbiamo ritenuto importante dedicare un caprtolo
^Tonostante
ad
alcuni problemi di carattere generale concernenli Ia tecnica strumentale, visto
e considerato che in ltalia, fino"ra, quasi nulla stato fatto in questo campo.
Ia presente

Trattandosi di uno strumento popolare, infatti, non esistono regole codifcate,


ma una serie di tecniche differenti che si sono tramandate oralmente e che
variano in rappottg agli stili e ai singoli musicisti. Le indicazioni generali che
segu_ono, Iungi dall'essere esaustive, sono frutto di attenta osservazione e studio
degli strumentisti piu rapprcsentativi, e di vari anni di esperienza didattica.

POSIZIONE
posizioni fondamentali sono due, in
T epiedi
te seduli. La seconda la piu diffu-

sa perch, olfte ad essere pi comoda, perm4l9 un miglior controllo ed una maggiore


stabilit dello strumento, che viene uli&ior-

menle ancorato all'esecutore pd mezzo della trac9lla e del pollice destro appoggiato
Iungo il lato della tastiera (con ta pssiOitita
di essere inserito nell'apposito ditale irx
cuoio).

La parle destra dello strumento (cassa dei


canto) deve rimanere il piu possibile illrmctbile; la si pu appoggiare sulla gamba si-rrstra, facendo pero aitenzione a lasciare -:be-

ro il movimento del mantice,

cFre -r-le-a
azionalo esclusivamenle dalla ffxene ff_-L
stra. Sono da evitare posizioni r:g1iaa e :cose.

22

TECNICA STRUMENT.ATE

MANO DESTRA
p mqo destra hala funzione di eseguire
T
t',-la melodia. Le posizioni possono
essere

varie; vediamo le principali,


l) Con il pollice appoggiato al Iato della
tastiera (e I'uso facoltativo del dltale).

che nella posizione n. 3 (derivata


Q 4yf
rJ
dalla fisarmonica e raramenle utilizza-

ta),le dita impiegateper suonare sono quat_


tro, con un uso piuttosto ridotto del migno_
1o. Sempre ben rilassate, le dila dev"ono
s

coff er e legger e sui botton

senza irrigidi rsi,

evitando soprattutto il loro utilizzo come


punti di appoggio per il controllo dello struqelto (cio permefier una maggiore velocit di esecuzione). Si consigli- inoltre di
lenere le dita a marlelletto, piemendo i tasti
con Ia punta e non con il plpastrello.

i44l.-*
I

MANO SINISTRA

a mano sinistra e Ia piu difficile da


T impostare
lz
poich ha il compito di svol_

gere tre importanti funzioni,

2) Con llpolllce dietro Ia tastiera.

L) Esecuzione dell'accompagnamento

rilmi-

co-armonico con indice, medio, anulate e


mignolo.
2) Controllo della valvola dell,aria con iI
pollice.
3) Controllo del movimento del mantice con
il dorso (aprire) e con il palmo (chiudere).

I
i

3) Con iI pollice llberc e usato anch'esso


Per suonare.

L'esecuzione (a volte contemponnea) di


questi tre diverci movimenti obbliga ad un
notevole sforzo di coordinazione irichiede
una particolare allenzione. innanzitutto
important e impar ar e a separ ar e il movimen_
lo delle dita sui bassi da quello del palmo e
del dorso della mano. L'isiinto , infaiti, porta
a spingere o lirare il mantice in corriipon_
denza della pressione sui bassi, e a blocarlo
inpresenza d_elle pause, con Ia conseguenza
di una melodia "a singhiozzo,,.

A tale proposito, un buon esercizio di par_


lenza quello di tenere una o piu ote
Iunghe alla mano destra, urugrurrdo .orr-

temporaneamenle un ritmo qulsiasi con Ia


mano sinistra (sia in aprire che in chiudere).
Affinche Ia nota tenuta risulti nitid,a e di
intensit omogenea, bisogna manlenete co_
stante Ia pressione del antice e sfrorare
Ieggermente i bassi con Ie dila, senzausare
queste ultime come punti di appoggio.

Mano sinistra

23

ESEMPIO:

J-l J':
21

2t

.r':
?t

r-']
aa
2l

a valvola dell'aria svolge una funzione


eslremamenle importante poich permelle di immagazzinare o espellere aria in
base alle esigenze del brano musicale. Se,
ad esempio, si deve eseguire per due volte
di sesuito un tema di B misure (di cui le
prime 7 sono in aprire e soltanto I'ultima in
chiu der e), b i so gner ap p ro f ttar e dell' ultima
battuta per riporlare Io strumento quasi in
posizione di chiusura ed essere cos pronti
ad affrontare il secondo giro. A lal fine,
necessario eseguire I'ultima misura aprendo
contempotaneamente Ia valvola, in modo
che il mantice si richiuda pi velocemente
(senza che lale operazione, owiamente, influisca sul risultato sonoro).

T
tt

Come esercizio, in questo caso, si pu riprendere quello sopra illustrato ed eseguirlo


alternando misure con Ia valvola aperla a
misure con Ia valvola chiusa. Ci si rendert
tacilmenle conto che l' ap er lur a delle valvo I e
richiede una compensazione in lermini di
pressione del mantice che con l'esercizio
divenlert progressivamenle istintiva e pre-

))
2l

J-t
2t

J2l

aa
-

2,

mo ha un'importanza fondamenlale nella


lecnica esecutiva perch, oltre ad assolvere
funzioni espressive e dinamiche (come nella
{sarmonica), ha in pi il ruolo di determinare le nole che saranno suonate.

Una raccomandazione che ci sentiamo di


fare quella di ridurre al minimo i movimenti ed evilarelulti quelli"inutili" , all'insegna di una economicit che porta ad una
maggiore precisione esecutiva e ad un minore dispendio di energie. consigliabile
mantenere Ie stanghettelatqali del mantice
il piu possibile parallele fra di loro, evitando
esagerati movimenti della cassa dei bassi
verso iI basso o verso I'alto, come quello
illustrato nella foto segfuente:

cisa.

MANTICE

T a principale caralleristica che differenzia


L in maniera sostanziale I'organetto diatonico dalla fisarmonica l,a sua bitonicita (la
nota cio cambia a seconda della direzione
del mantice). E chiaro quindi che quest'ulti-

uo infine essere ulile esercitarsi davanti


ad uno specchio, per rendersi conto di
ev enluali dif elli d' imposta zione.

D
I

24

TECNICA STRUMENTALE

TECNICA LINEARE
E TECNICA INCROCIATA

COORDINAZIONE

nalizzando Io schema delle note del


6
I \ normale organetto a 8 bassi in SOL,IDO
(a pag. 2O), ci si rende conto che, ad esclusione dellenote SOI (solo in chiudere) e LA,
lA e FA diesis (solo in aprire),le rcstanti SI,

DO, RE e MI (che appartengono sia alla scala


di.SOL maggiore che a quella di DO maggiore) sono disponibili in entrambi i seni su
file diverse (ad esempio, DO @ in chiu-

dereeSinaprire).

T T na delle maggiori difficolt che presenta


L,l Io studio dell'organelto l'escuzione
contempotaflea di vari movimenti che fichiedono una perfelta sincronizzazione. Ollre a quelli gi presi in esame per Ia sola
mano sinistra, vediamone allri lre,
1) Mano destra e sinistra (si tratta di effettuare due movimenti differcnli con Ie
due mani impegnate una ad eseguire la
melodia, l'ahra a mantenere u ritmo
costante).

Da questa carallerislica derivano due diversi modi di pensare Io strumento e due


tecniche eseculiv e diff er enli.

i tasti di una sola fila,


sfruttando a fondo iI gioco del mantice con
notevoli effetti ritmici e melodici. E una
tecnica (definita lineare) molto ulilizzata in
Francia e nel nord Europa, dove si affer
mato I'organetto ad una fila (sprowisto delle lre vocetle che caralterizzano il modello
italiano), ma la ritroviamo anche in molti
brani di musica sarda.
La prima utilizza

La seconda tecnica (detta incrociata) approfitta ampiamentedelle possibilit di incrocio


lrale due file, riducendo al minimo il lavoro
del mantice, e trova largo impiego nella
musica del nostro centro-sud

In generale, si pu affermare che, nella


pratica "revivalistica" , enlrambe le lecniche
sono ampiamenle usate e allernale fra di
Ioro (anche all'inlerno di uno stesso brano).
La scelta tra una o I'altra, oltre che a motivi
stilistici, subordinata molto spesso ad esigenze di armonizzazione o di fraseggio.

ediamo un esempio sulla scala di SOL


maggiore,

tecnlca lncroclata:

67(6)8ee10e

tecnlca llneare:

67 7 8 8 910

2) Le due mani ed il mantice (spesso si


presentano frgurazioni complicale fra le
due mani, a cui si sovrappogono repentine inversioni di mantice).
3) AIIe due precedenti, si puo aggiungerela
complicazione di dover usare Ia vlvola
dell'aria.

Come gi detto, in questa sede non c'


spazio per propoffe una serie di esercizi
progressivi utili al superamento di tali pro_
blemi. Ci limitiamo quindi a consigliaie qualora vi imbattiate in un passaggio particolarmente complesso - di estrafolar dal
resto del brano lebattute piu complicate ed,
eseguirle molto lentamente, fipelendo piu
volte Ia sequenza dei movimeti necessari
(in_queste circoslanze puo essere di grande
utilita la leftura v erticale dell'intavotura).
In seguito, quando i gesti risulteranno ben

aulomalizzali, sar sufficienle accelerare


progressivameflle fino ad arrivate allavelo_
cit prescritta.

STACCATO E LEGATO
uesti importanti effefii dipendono dal
modo in cui le dita si appoggiano sui
bottoni. Nello staccato il movimZito deve
essere molto rapido, rilraendo le dita immediatamente dopo aver sfiorato il tasto. Nel
legato, invece, bisogna indugiare maggiormente, sollevando le dita solo all'r?ivo
della nota successiva. La scelta tra le due
possibilita ovviamente condizionala dalle
caralleristiche dei brani, dallo stile e dalla
personalit dell'esec ulote.

6
\s{

A@gqiatuft

DITEGGIATURA
a scelta delle dita da impiegare per I'esecuzione deivari passaggi ha una grande
importanza e si consiglia quindi di dedicarle

T
t-

grande altenzione, soprattutto

in fase di

studio. Infatti, una diteggialura efficace rende molto pi accessibile un brano che, se
eseguito con diteggialura errala, pu apparire insormonlabile.
Vediamo di esaminare a fondo questo importante problema, indicando le dita della
mano destra con Ie seguenti lellere,

I
M
A

indice
medio
anulare
Mi mignolo

il mignolo), ma se iI brano veloce si


possono tuttavia incontrare problemi diprecisione nell' esecuzione.
ln

generale, sempre convenienle operare


delle sostiluzioni, facendo cos in modo che
la mano risulti il piu possibile in una posizione ottimale. Vediamo alcuni esempi,

345676s4

i-- i-
aaaaaaaa
-@ I M A MiMtI M A (errato)
@ I M A I M I A M(corretto)

#
icordando che I'anulare e iI mignolo
presentano maggiori difficolt di articolaztone tlspetto all indice e al medio (non a
caso i vecchi organettisti marchigiani suonano quasi esclusivamente con quesle ullime
due dita), analizziamo intanto le seguenli ke
diteggiature, relalive alla scala ascendente
di SOL massiore:

676)8cel09
,il

a.aaaa.a

I
l)

ualora ci si imbatta in una melodia con


notevole estensione, non poi ercalo
suonare due bottoni adiacenti con un solo
dito (meglio saltare con I'indice che non con

I M I A M MtMtA

I MI AMA

MtA

I MI MI A

MtA

facile verificare che la migliore diteggialura (quella cio che permelle velocit e
precisione) Ia C, menlre la A risulta parlicolarmente diftrcile a causa del salto del
mignolo; la B, infine, pur accellabile, presenta Ia non acevole artrcolazione M-A-ML.

@ I MI

MAMI

M(corretto)

T T na buona occasione per eftettuare la


LJ sostituzione si presenta ln coincidenza

con una nota'lunga'' si potr cosi cambiare


dito tenendo il bottone sempre premuto.
Se, ad esempio, si arriva al bottone

I'indice ed

il

con

brano continua verso note

gravi (parle alta dello strumento), ipolizzando che il6 duri 2,/4 si pu sostituirel'indice
con il mignolo ed avere cosi Ia mano ben
impostata per continuare verso tali note:

)
4
Ia sostituzione va fatta sul 6 $./Mi)

TECNICA STRUMENTALE

ros le sctituzioni possono essere utili


IEI, arrhe per ottenere un effello di maggio_
cst rato nella tecnica lineare,

e1l'eseguire queste figurazioni, il polso


I11
\l deve rimanere ben fermo , menlre le

dita devono essere ben articolate fra di loro

e allo stesso tempo raccolte. Ci si eserciti


dapprima molto lentamente (magari con

I'ausilio di un metronomo), aumentndo poi


radatame nte la velocit.

7788877

i-i
-T
.aaadaaa
-I MI

MI

MI

ABBELLIMENTI

f^_li abbellimenff hanno Io scopo di arric-

\J

chire Ia semplice melodia, rendendo il

fraseggio piu complesso ed articolato; spes-

so svolgono anche una {unzione ritmica

RIBATTUTO
del ribattuto molto ulile,
tl- ae diteggiatura
viene ulilizzala per e{feltuare veloci

frgurazioni rilmiche sulla stessa nota, conservando precisione ed effello "staccato,,.


Vediamo alcuni esempi,

888

666
-l
aaa

=!ioe

.f,II
8sB
.

III
-

666

Fl
qPPute: )))

MIM

8 8 8
oPFte: l,

IMI

) oppure: o

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6

666

'a

aoa

666
t=.r
oppurc: )))

8 8

III

dell'esecstore.

II mordente

n questi casi sar molto pi facile usare


IT piu dita per Io stesso bottone che non
@rcre di risolvere il problema con un solo
dito e vari colpi di polso (tecnica da usare
irrvece inpresenza di doppie note),

666

dell' esecutore. Nelle nostre lr asciizioni, salvo alcuni casi, abbiamo deciso di omellerli,
per non complicare eccessivamente Ia grafia, Iasciando il loro ulilizzo alla discrezione

Vediamo comunque - molto sinteticamente


- gli abbellimenti piu usati nell'organetto.

6 666
.X ),)
-rI
'd

aaa

delerminante (come in sud \talia e in Sardegna), contribuendo alla realizzazione del


cosiddetto "ritmo interno". Owiamente il
tipo di abbellimento varia in rclazione allo
stile della musica e al temperamento

8
a

I MI

scrlttuta:

esecuzlone:

:el mordente vengono -suonate lre nole


al posto di una. La nota principale
viene precedula dalla stessa nota piu una
superiore o inferiore. eseguita molto rapidamenle. Di solito si usa iI mordente superiore
e Ia nota di abbellimento pu appartenere
alla stessa lila della nota principil, ,, t

oa7l'altra,to7

_l

-?.a

_ic

L'assenza del taglio trasversale, .nJ


indica che Io stesso movimento eseguito
con minor rapidita (con risultato sonoro pi
vicino alla terzina).

AtuIlimanti

27

Lacciaccatura

II'pico,tage'

gitfrtra:

esecuzlone:

ell'acciaccatura, Ia nota principale


precedula da un'altra nota esesuila
molto rapidamente, col risultato di una
maggiore "spinta" nell'attacco. Anche in
questo caso, Ia nota ornamentalepu essere
superiore o inferiorc e apparlenere sia alla
fila della nota principale, I t

molto
A ilritmico di una

bbellimento
utiliz-ato in Francia,
picotage serve ad accentuare il caratlere
melodia- Facciamo un
esempio'

lI

.x

a.

sia all'altra fila,

@s
"hl

Le dopple note

T
t-

,)

q
\,

uddividiamo ora le semiminime in crome e sostituiamo Ia seconda croma di


ogni coppia cos ottenuta con una nota che
funge da "bordone inletmillenle" (normalme.nle Ia quinta all'ottava inferiore); la meIodia sar sempre chiaramente peicepibile,
ma risultera pi ritmica:

e doppie nofepossono assolvere sia una

funzione armonica (vedere il brano II


porto e i clarini a pagina g5), sia melodica
(controcanlo in lerza), sia ritmica (vedere i
brani Tarantella Petron a pagina 76 e Su

passu Torrau a pasina 84).

')-

657s

. .- +l

7588

tI..-

p
I

oich I'organetto da sempre -

strumento profondamente legato aIla


danza, uno dei crilefi che abbiamo cercato di lenere presenle nella scelta del
repertorio per questa pubblicazione
stato queIlo che deriva dalla srande ricchezza e variet di musiche da ballo
diffuse inltalia.

Der analizzare Ie dlerse fasi che hanI no portato alla sffutlurazione del re-

pertorio nella pratica "revivalislica", abbiamo preso in esame tretipi di musiche


per organetto:

1) Musiche da ballo tradizionalmente esesuite dall'organetto (n.8, 13, 15,

16, L7, 18 e 19 del compact-disc alIegato), riproposte nell'interp rctazione di musicisti dell'area "revivalistica", impegnati in questo caso in una
operazione di ricalco.

In molte aree della penisola I'organetto


viene suonato con tecniche e stili particolari, ed anche le musiche ela struttura
coreulica delle relative danze hanno caratteristiche singolari. Alf interno di quesla intercssante eleroseneit, possibile
individuare due correnti principali,

2)

Musiche da ballo tradbionali, eseguite originariamente da altri strumenti e


qui adattate alle possibitt espressive dell'organetto (n. 1, 2,3, 4,5, 6,7 ,
9, 10 e L2 del CD).

3)

Nuove composizioni originali per organetto, alcune chiaramente ricollegate alla fiadizione (n.11 , 14,20 e23
del CD), altre ispirate da influerwepi
apefie (n.21 e22 del CD).

l) Musiche a carafiere tematico

(diffuse
soprattutto nel centro-nord), nelle
quali pr ev ale una struttura spesso ben
codificata (ad esempio,, A-A1-B-n17 pitt

o meno ripetula, dove le variazioni

risultano essere limitale ad una sefie


di acciaccatute, mordenti ebrevi lrasi
melodiche.
2) Musiche a carattere modulare (tipiche del centro-sudelegate alla cultura
medilerranea), nelle quali Ia struttura
aperta e le frasi musicali - sett?.
mai svolgere funzione dr tema - si
susseguono in manieta libera, secondo Ia discrezione dell'eseculore, chele
compoRe sul momento variando e
alterna-ndo in maniera sempre diversa
piccole cellule ritmico-melodiche.

D er owie esigenze di spazis, abbiamo


I necessariErmente tralasciato in questa

sede Ie musiche dr altre nazioni, che


meriterebbero sicuramente approfondimerrti specilci in pubblic azioni separate.

Ci rendiamo altres conto che alcune


realt non sono pienamenle rapptesenlale, ma questo lavoro considerata

-:t:--i:5*
--'.*-/=e

-=

sia s.,4rttura

non poteva che

'-::: spaccato del vasto e mullifor-

:-. ; a:::llicnio organettistico della peni*q:-= iiia nuce di lali considerazioni,


=:::a=c ,,'oIuto tndirizzare questo libro

---..:SJ,-

::3:s:

q'regli strumenti maggiormente

:n ltalia,

1'B

bassi

eil2

bassi (detto

r='j:iem enle du botte').

a :ascrizioni musicali si riferiscono al

"

:::::ro "giro" di ogni brano,

registrato
.::--a cassetta in modo volutamente "pu.::: - (cos da permeltere al prrncipianle

un approccio graduale), mentre gli

ab-

belhmenli e tuttele variazioni lemaliche,


ritmiche ed espressive compaiono nei
giri successivi al primo. Fanno eccezione
solo alcunibrani del centro-sud, nei quaIi, come gi detto, Ia struttura e di tipo
apefto e la sequenza delle frasi puo
essere pertanto variata continuamenle in
funzione di qitefi stilistici Ia cui ftafiazione non puo essere approfondita in
questa sede (in tali casi stata quindi
riportata una delle tante versioni possibi1i)

MEM

e# &,* 6ry@"
B6se@W,ffiffim,

ffiw%

&i@se

LE MUSICHE

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ll

2'34"
llil
Dutto-pag. 36 L:)

counENTA (tradizlonale)
esecutore Gian Renzo

GIGADI ROCCAGRIMALDA

(tradizionale) I'LZ'
esecutore Beppe Greppi

_pag.

Tqnbi

-pag.

39

TARANTELLA DI MONTEMARANO (lradiztsnals) 3'22u


esecutote Mario Salvi _

pgg. 40

Vncqtzo C4fuli

esecutote Robeto

l-l

Tombesi-pag.

NLVURCA (tradzionale) 1'56"

l!';;;;;;;';;;"

PAIRIS (fiad.r:ionale) 2' L3u

-pag

pag. 49

BERGAMASCO E TRESCA (trad.)


2'5lu - esecutore Nccardo Tesi _pag. 52
POLESANA (tradrzionale) 2'55u

56

esecutore Roberto Tombesi

tPoLKA

2',16u

di Giuliano Cameli

lesi

-pag.pag. 58

(trad.) 1'40"
esecutore Roberto Tombesi

_pag-

76

(tnd.) 2'26'

esecutore Nccardo Tesi

rEg"

]ffi':'3ffi8#l'E!"_pag
ILPORTOEICI.,RINI
di Roberto Tombesi - 2'52u

U
88

pag.

95

MORESCA NUZIALE (1'58'') dI


Daniele Craighead e Nccardo Tesi

(esecutore Nccardo Tesl

_pag.

100

LE MARIONETTE DI RE EVARI-

STO di Roberto Tombesi

2'45" pag. 103

SALTARELLO PER EUGENIO

GIGA FERMRESE

-pag.

SU PASSUTORRAU

46

48

Greppi

esecutorc Roberto Tombesi

l'44"

** Elflf%ffi_*7.-

MONFRINA (tradizionale) 3'OO"

aa

(t:ffi)
mnseW

W,- 42

B".XT,Yeffi**

pag. 70

TARANTELI.A PETRONA,

MANFRINA DELI.A, VAI.CAMONICA (tradizionale) 1'12'


e secutote

64

LA RIPANELIA di Giuliano Cameli


(versi di V. Bernardini) - 2'55" _ pag. 67

BALLO IAVIENNA CORENTINA


E SUO SALTARELIO (trad.) 1'58"

esecttore Rofuto

CASTELH,NA (tradizionale) 1'30'


esecutore Nccardo Tesi

62

di Nccardo Tesi

- 4'O5u

pag. 108

36

LE MUSICHE

ecutote;

struttura:
ABCD - ABCD - ABCD. AB

GIAN RENZO DUTTO

di alternanza ffa tecnica incrociata e tecnica lineare, questa


Coutenta u^rtu-urii'"irn"na proveniente d,a Vernante (valle
Vermenagna,
Cuneo), dove tuttora d,anzata.
T 7 alido esemoio

COURENTA

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"GIGA DI ROCCAGRIMALDA"

39

eSeCUtofet

struttura:

BEPPE GREPPI

AB.

A,B - AB

p articolatmenleulrle-pet gli_studi iniziali sullo strumento, questo brano fa parte deitreballi


(Laclterq G!g? - Calisun) che accompagnano Ia rappreseniazione.u.ne,ruiesca popolare
di
*Roccagrimalda
,
(Alessandria).
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LE MUSICHE

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struttural

MEERTO TOMBESI

AB-AB-AB-CD-CD-CD

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p:"":liente da una raccolta


dei primi dell'goO, questo brano d,ell,area
I trentina stato qui adattatoviolinistica
alle possibilita'espressive duil'rgunetto, con un uso
pretralente della tecnica lineare (attinzione;i
;.. dei bassi-r,Zttu parti B e D). 1
sltatello, che in questo caso da

eseguito leggermente pi veloce.

consid"riiuna sorta divariazione deltema, va

BALLO LA VIENNA CORENTINA E SUO SALTARELLO

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43

LE MUSICHE

cqfirtorc:
IIITTCETZO C.GLIOTI

ivace danza di corteggiamento raccolta da A. Citelli a Cimbergo (Brescia), questa


Manfrina si presta ad un'esecuzione di tipo "staccato", punteggiala da una serie di
veloci abbellimenti.

MANFRINA DELLA VALCAMONICA

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LE MUSICHE

IfEtrnDCI

TESI

dalla versione originale per violino e chitarra (raccolta da R. Leydi nel l95g),
Tt -=Ttto
questo brano p.roviene daBarigazzo (Modena), paese dell'area in cui ancora presenle
I*tnteressanle lradizione del maggio' , ed particoiarmente indicato per i princrpianti d,ala la
"

sua struttura pacata el'assenza

di reali difficolt.

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LE MUSICHE

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uesla versione per organetlo di urLa monfrina "fuori catnevale" appatliene alla
tradizione deiballi di Bagolino e diPonte Caffaro (Brescia). Tra gli abbellimenti, va
segnalato I'uso del picotage, menlre gli accordi RE m 7 e MI m 7 sono ottenuti con
I'incrocio "anomalo" dei bassi (vedere Io schema a pagina20).

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LE MUSICHE

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sttuttuta:

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rano di vecchio liscio popolare provenienle dalla Valle Borbera (Alessandria), questa
Mazurca lralla dalle ricerche svolte dall'esecutore e da M. Martinotti.

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49

"PAIRIS"

eSecutorl

ROBERTO TOMBESI

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uesta danza (diffusa nel bellunese e direllamenle rmparentata con le scottish del nord
Europa), faceva parte del rcperlorio di un organettista di Costa di Lamon (Belluno), ed
stata raccolta da M. Dalla Valle, G. Pinna e dall'eseculore.

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con bassl lateraft (seconda met'8OO)

52

I.E MUSICHE

secdtrel

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struttura:

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RIECARDO TESI

ABCD-ABCD-"TRESCA'

a versione originale di questo ballo saltato de11'Appennino tosco-emiliano tratta dal

repertorio del fisarmonicista Primo Pansacchi. I limiti lecnici deII'oranetto impediscolro Ia riproduzione esatta deII'originaleper quanto riguarda taparle B (minore), che
stata pertanto trasposta un tono sopra (da SOt minore a LA minore), mentre la linea
melodica stata leggermente modifcata nella parle finale. Al Beramasco (come
normalmente awiene in questo tipo di reperlorio) segue Ia Tresca. L'esecuzione
prevedeun abbondante uso dello "staccato" epresenlaalcune diteggiature impegnalive
(come il "ribattuto" della Tresca).

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LE MUSICHE

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LE MUSICHE

sttwttura:

esecuto[el
ROBERTO TOMBESI

INTRODUZIONE CANTATA"
A,BCD - ABCD - ABCD - D (ad libitum)
"

anto a ballo legato ai riti nuziali del delta del Po (Rovigo), questa Polesana, pur
rientrando nel genere delle vilote con liolela. presenta un particol,are andamento
dato dal contrasto trale 6 battute dei versi (A-q eb 8 della liolela (B-D).Dal punto di
vista strumentale, previsto un uso articolato della mano sinistra.

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58

LE MUSICHE

eecutote:

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GIULIANO CAM,ELI

strattutaz

"INTRODUZIONE'1 . A,BC . ABC - "CODA'

p olche, u.alzgr e. mazurche (oltre ai saltarelli) hanno una impo rtanza fondamen tale nel
teperlotio degli organettisti abruzzesi e marchigiani di "2 bassi" che partecrpao alle
:frequenti
gare organizzate-inqueste

regioni. In questa"p olkaveigorro


-"5u particolarm enlein
risalto alcune caratteristighe di questo-stilu, come il"iibattuto" lo "staccato"
(esecuzioie con
organetto "2 bassi" in DO).

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62

LE MUSICHE

struttural

esecutore|
ROBERTO TOMBESI

AB. AB. AB

uesta Giga ferrarese una danza dell'Appennino tosco-emiliano raccolta da


Gaspare Ungarelli alla fine del secolo scorso. Anche se non documentata una
specifica versione per organetto, risulta piuttosto agevole Ia trasposizione sullo strumento, con una equa alternanza di tecnicalineate e inctociala.

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LE MUSICHE

struttural

esecutorel
RICCARDO TESI

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ratto dal repertorio di G. Pierantoni (uno degli oranettisti fiadizionali piu rappresentativi
dello stile marchigiano), questo brano carallerizzalo da un uso del tutto particolare dei
bassi e dell'armonizzazione, con il risultato di una sonorit anomala e suggestiva. La parle A
(che normalmenle cantata) si allerna regolarmente alla B, con uno stile che richiede una
esecuzione "staccata" e 11n frequenle uso del "ribattuto".

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RIPANELLA"

struttata:

esecutotel

"INTRODUZIONE"
ABC. ABC - ABC - ABC - AB

GIULIANO CAMELI

dalema
T n questo brano, che si ispira allo stile del saltarellopet 2 bassi, iI canto fungg
"ribattuto"
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I altrnato ad una frase sirumentale carallefizzala dal frequente uso del
del mordenle superiore (esecuzione con oranetto "2 bassi" in DO).

LA RIPANELLA
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spesso
eseguita con I'organetto, risultando certo
meno ricca divariazioni ma ritmicamente piu
vivace,
in quanto diviene meno netto iI confine tra
battuta
non poteva essere pero facilmenle evid,enziata in 12/g eaii-a.Lir"rt" ambiguit ritmica
didattiche, si ritenuto opportuno unifo rmare ietiapresente ftascrizione, dove, per esigenze
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LE MUSICHE

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I in senso ritmico-armonico, nell'ambito di una semplice struttura composta da quattro

frasi.

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7A

LE MUSICHE

esctltot:

DA,ILO GATTO

uesta danza calabrese riconducibile al generc della tarantella, con Ie conseguenti


variabili inlerprelalive che tale stile sottintende. Va segnalato I'uso particolare del
tasto dell'accordo, che rimane premuto duranle l'intera esecuzione, Iasciando al tasto
del basso gran parte della funzione filmica. Come per allri brani con bassi ripetitivi,
sono state fiporlate solo alcuneballule esemplificative della filmica della mano sinistra
(esecuzione con organetto "2 bassi" in SOL).

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RICCA,RDO TESI

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all'elevato numerc di suonatori popolari, al loro virtuosismo, e alla variet e

complessita del tepettofio. La musi.a-sarda si discosta molto da quella continent


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costituisce un universo sonoro a s stante, che motivi di spizio ci impedisconoe
purtroppo di approfondke]n questa sede; vediamo qui comurrqru I'esempio
i uno dei
balli piu caratteristici e piu abbordrabili i questo stile. La sucessione elle frasi-puo
essere modificata a discrezione dell'esecuiore ed alcuni moduli presentati
in una
tonalita. possono essere riproposti nell'altra. Da nolare, infrne, ii particolare
uso dei
bassi, che a volte eseguonounostinato melodico e a volte rrr rupiice
bordone, nonch
I'uso ritmico delle doppie note e |effetto di mantice.

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LE MUSICHE

ese?Utotel

DANILO GATTO

questo, un tipico esempio di ballo del sud Italia, dove |'elemento fondamenlale
E costiluilo
dal continuo ostinato ritmico , menlre Ia melodia eseguemicrovariazioni
! I
che dipendono dall'estro dell'esecutore.

Si noti I'uso accentuato delle doppie nole e


I'accompanamento che alterna un colpo al basso e te all'accordo (eseizione con
orsanetto "2 bassi" in SOL).

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ABCDE - CDE

ROBERTO TOMBESI

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alla lradizione padana, questo brano un piccolo omaggig u 991?i
| 7 alzer ispirato"";;;
musiale all' atto unico di
;ni;;"to quate rema tondu ore nel commentoper
V N ;i ;
la teSia di D' De Rosa'
teatretie venete

L. Pirandello La iara, allestito dalla compagnia,Le


inleparticolarit" stiiistiche, vanno segnalate alcune frasi con nole lenule'

ILPORTOEICLARINI
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I uOOiumo trasciitto queste ullime sempre in 3/4, ma con raggruppamento in 6. La
prima parle eseguila con I'accompagnamento degli accordi privati della loto letza;
pertanto, chi non-ha lale registro sul proprio strumento, user i singoli bassi come
indicato nelf intavolatura.

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"LE MARIONETTE DI RE EVARISTO"

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cutot:
ROBERTO TOMBESI

strutturaz

BA-CDCD-BA

uesto brano stato composto pet lo spettacolo di marionelle E il re Evaristo non si piu
visto della compagnia toscana Burattini del sole, e proprio dai movimenti asimmelrici
tipici delle marionette si preso spunto per uno sviluppo tematico che si basa sull'alternanza
ritmica dei bassi. Ollre alle diffcolta connesse al continuo cambiamento di tempo e ai vari
abbellimenli, va considerata quellainerenle I'impiego, in vari passaggi, delIa valvola dell'aria.
Un doveroso ringraziamento va a Corrado Corradi (del gruppo Calicanto) per lavariante D.

LE MARIONETTE DI RE EVARISTO
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LE MUSICHE

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frase segnale - accompagnamento canto - llvariazione
frase segnale - lV variazione

frase senale - agcompagnamento santo - v variazione (non trascritta)


frase segnale -Vlvariazione - frase segnale:e chiusa

SCUtOfz

RICCARDO TESI

edicato al suonatore popolare laziale Eugenio Lancia, questo saltarello basato su


11
t-l vatiazioni personali sullo schema di un ballo tradizionale, in uno stile mediterra-

neo, carallefizzato da una struttura apefia con alcuni elemenli formali ricorcenti. il.
canto (che nella trascrizione stato omesso, lasciando solo Ia frase di accompug"urr!o) ha la funzione di lema ed preannunciato da una frase segnale. Tra una"strofa e
I'altra c' una pafte improwisata Ia cui durata a completa dislrezione dell'esecutore,
mentte Ia _quinta variazione stata omessa perch rtpeeva gli stessi crileri improvvisativi della p,rima. Fra Ie tecniche usate (tipiche dell'Iialia cetrale), sono da nore il
"ribattuto" della quarta variazione e l'effelt ritmico del mantice nella prima
e iesta
vafiazione (quest'ultima fichiede uno studio piuttosto accurato).

SALTARELLO PER EUGENIO


Introd.

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