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Invierno

Tango 1937
Msica: Horacio Petorosi
Letra: Enrique Cadcamo
Volvi el invierno con su blanco ajuar, ya la escarcha
comenz a brillar en mi vida sin amor.
Profundo padecer que me hace comprender que
hallarse solo es un horror.
Y al ver cmo soplan en mi corazn, vientos fros de
desolacin quiero llorar.
Porque mi alma lleva brumas de un invierno, que
hoy no puedo disipar

Torn
l'inverno con il suo bianco corredo
gi la brina cominci a brillar
nella mia vita senza amor.
Profondo soffrire
che mi fa comprendere
che restare solo
un orrore.
E al vedere
come soffiano nel mio cuore,
venti freddi di desolazione
voglio piangere.
Perch la mia anima porta
nebbie di un inverno
che oggi non posso dissipare

Invierno
5. AGOSTO 2011 BY REDAZIONE 2 COMMENTI

Il protagonista di questo post il bellissimo tango Invierno, composto nel 1937 dal
chitarrista Horacio Petorosi con parole del poeta Enrique Cadcamo.
Horacio (1886 - 1960) dedic tutta la sua vita alla musica, spaziando tra i differenti generi
in voga all'epoca. Lo possiamo incontrare proprio per questa sua versatilit tra i
componenti di orchestre di importanti musicals, come accompagnatore di grandi nomi del
tango, tra tutti Ignacio Corsini, in formazioni che proponevano folklore e canzoni popolari.
Viaggiatore per passione, agli inizi degli anni '20 intraprese numerose tuornes all'estero,
viaggi che in quegli anni erano delle vere e proprie avventure pi che delle semplici
opportunit di lavoro. Il suo nome italo-argentino compare tra quelli di artisti viaggiatori che
si esibirono in Romania, Grecia, Turchia, oltre che nei consueti itinerari italiani o francesi.
Al suo attivo ci sono diversi brani tra i quali forse il pi importante il Vals interpretato nel
'33 dal grande Carlos Gardel: Noches de Atenas.

L'autore del testo di Invierno, il poeta Cadcamo, senza dubbio alcuno occupa un luminoso
spazio tra i poeti del tango, non solo per l'estensione della sua opera ma anche per la
diversit dei suoi temi e la singolarit della sua poesia, che pu essere a volte seria,
oppure ironica, tenera, drammatica, descrittiva, o tutto questo in una volta sola.
Rimandiamo allinteressante post pubblicato sul nostro sito per un approfondimento di
Enrique Cadicamo.

Il tema trattato in questo brano l'inverno con la sua immediata metafora con la vita
solitaria e senza amore. Cadcamo crea con semplicit delle sensazioni poetiche e
suggestive riuscendo con due sole parole a spostare l'ascoltatore in dimensioni lontane ed
inaspettate: l'inverno e il suo bianco corredo, i venti freddi del cuore, la nebbia nell'anima.
Suggestivo anche l'utilizzo del tempo: il passato per la stagione ormai trascorsa ed il
presente per l'inverno costante della solitudine.
L'unica registrazione che dovrebbe esistere di Invierno quella incisa dalla magnifica
coppia Canaro-Maida, registrata nel 1937. Usiamo il condizionale perch proprio in questi
giorni tra la ristretta ed esclusiva cerchia dei ricercatori d'oro, ossia dei tanghi introvabili, si
diffusa la voce che esista un'altra registrazione di questo brano, un'incisione unica che
darebbe onore e gloria al suo possessore. In realt l'autore dello scoop si
spontaneamente confessato, ammettendo la sua burla. Questo banale aneddoto ci fa
capire qualcosa di pi profondo, ossia la magia che a volte trattenuta in queste musiche,
i sentimenti e le passioni che vengono rilasciati al semplice ascolto, e che fanno diventare
questi brani delle vere e proprie perle preziose, dei veri elisir sonori.