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LUOGHI:INFINITC cpr. editoriale fl volto dell’amato L ‘opo la cacciata di Adamo ed Eva, 'wmanici’ rimasta con la struggente nostalgia di vedere il volto di Dio. Di quesce nostalgia & pervasa cuca la Scritaura: «ll tuo volo, Signore, io cerco.,. Mostrami il uo voleols (Sel 27,8; Bs 33,18). Dio si fa percepire presente, ma riserva Ia vsione del suo volto glorioso a chi, riconeiliato con Lui econ i fiateli, entra nel Paradiso cele- sce. Tuteavia Peterno Padre si é fatto vicino, vicinissimo all uo- ‘mo inviando nel mondo il Filio come sua icona vivente. Gestt stesso all'apostolo Filippo che gli chiedeva di poter vedere il Padre, rispose: «Chi ha visto me, ha visto il Padres (Gv 14,9). Viene ovviamente da esclamare: bati gli ocehi che videro Ge su! Ma, come dicono i Padi, uesta beatitudine non ci pre- lus, perché lo sguardo della fede penetra git nelle profondia del Cielo. Tuecavia, Gest & venuro incontro a questo aostto de- siderio in modo davvero sorprendente. Anche sein quel rempo rion si conosceva Ia tecnica della Fotografia, Fi ci ha lasciato una riproduaione fedele del suo volto misteriosamente impres- so sul ling con cui lo avevano coperco nel sepolcr. Ta Sindone ¢ una foto straordinaria anzi, molto pitt che una foro, e anche pitt di un riratto, perché non & dipinea da mano uomo, ma dallo Spirto, a caratteri di sengue (cf. 2Cor 3,3). Essa ci permerte di vedere non solo i trati nobilissimi del volto di Gest, ma anche i segni della sua Passione, ponendoci quasi avanti al Figlio di Dio glorificato sulla Croce. Di Lui il Selmi- sta aveva profeticamente cantato: «Tu sei il pitt bello trai fight del?'uomo, sulle rue labbra é diffusa la grazian (Sal 45,3). Ma il volto della Sindone # quello di Gesi schiaffeggiato, coperto spt, deviso; @ il volto dell’Uomo dei dolori udavanti al quale isi copre la facca» (Is 53,3), tanto il suo aspecto & sfigurato. Eppure quale sovrana maesta traspare dz quel volto! Pit lo si contempla, ptt se ne & attract. Si, perché il volzo della Sindone 2 itvoleo del Figo di Dio fatto uoro ¢ morta per amore. Bil voleo dell’Amozerifiutato ancora oggi da noi. Contemplando- lo, sentiamo che Gesi ci chiede compassione. E ce la chiede nei mille e mille volt di noscei fracllisofferenti, i martsi dei nostri giomi. Sapremo dargliela, come quella bembina che, guardando Ia Sindone, scoppid in singhiozei come se avesse ayuto realmente davanti Gesia morto? Noi forse preferiremmo vedere soo il bel volto del Risorzo, ma la luce della resurrezione haa la sua sorgente nella Croce. E la che bisogna guardare, per scorgere la multiforme bellenza di Gest che @ sempre bello: «Bello nei miracoli, bello nella Aagellazione, bello sulla croce, bello nel sepolero, bello in cielo» (Agostino, En. in Ps, 44,3). ‘Volto di silenzo, che dice amore: volto sempre adorabile! “hades del monatero Mater Exclesae, Orta San Gio editoriale il senso di un pellegrinaggio nuovo di Cesate Nosigliat ¢ della Sindone ci porea, ogni volta, nel cuore del i profondo della nostra fede, quello della morce e resurrezione del Signore Gesti Cristo. Di que! mistero vediamo solo i concotni quelli che immagine presente sul Tlo ci sest- tuisce. E perb quel Volto, le piaghe di quel corpo sono scolpiti nei nostri occhi e nel nostra memoria, la forza di quel tratti & come un “vestto della Fede", esprime il bisogno di immaginare il Cristo Salvatore cosi come Dio ha voluto, scegliendo di con- dividere la nostra umaniea imperfeta e divise, lacerara dalla ‘morte e dal peccato. Non é matetia di fede, la Sindone. Non & tun dogma: né, come forse qualcuno vorrebbe, “la prova della | Fesuctezione”, Ma il pellegrinaggio a quell immagine & davvero itinerario di penitenza e di conforto, come ¢ nella tadizione ctistiana il viaggio ai luoghi sanci (Dante, raccontando del Giu- bileo del 1300, descrve i pellegrini che, spinei aper Pantica fa tne», vengono a cercare a Roma il volto della Veronica, doman- dandosi: Segnor mio Gesi Cristo, Dio verace, / or fs facta la sembianza vostra?s). Quello che conduce alla Sindone & un viaggio di speranza, e nella speranza. Lo abbiamo voluro sorto- lineaze, nel'ostensione 2015 (19 aprile-24 giugno), dedicando tur‘atcenzione particolae ai giovani ¢ al mondo dei malatie di chi & nella sofferenza: due “categorie” che di speranza hanno bisogno, ne comprendono il valore essenaiale, Ma la parola delfostensione, il motto che la caracteriza, & rivolta a tutti: chiediamo di guardare amore pitt grande» (Gy 15), il dono che Dio fa noi di se stesso; una real che non pud non spin- gerci a moltiplicare questo amore nel servizio a tuti i frateli e sorele, ea realizare cosi la nostra ptt profonda vocazione. Per ‘questo veniamo alla Sindone, in usfostensione promossa con il concorso di tutte le isttuzioni¢ le forze socialt torinesie pie- ‘montesi. Abbiamo invitato, da Torino, i giovani d'Taliae del mondo a fare fesca con la famiglia salesiana che ricorda i due- ‘ento anni dalla nascita di don Bosco. Con noi il 21 « 22 giu- go ci sark papa Francesco, che domanda di «lasciasi guarda- rev dalla Sindone, lasciarsiinterrogare da quel Volto, che parte dalla morte ma ci pacla della vita. Lattenzione del Papa é di ‘grande conforto: segnala che la Chiesa intera condivide questo ‘camming, cost particolare ¢ distinto dalle modalit classiche del pellegrinaggio. La Sindone non & “reliquia’, per molt versi simane una realeinesplicabile con gli strumenti della scienza e della storia. Ma le miglisia di pellegrini che verranno a Torino iicono che questo viaggio ha un senso-nella prospertiva del fede. Una fede che ha bisogno di mistero quanto di bellezza “wxivescove di Torin, CustodepotifiadelaSindoe et, eon | soere Sindone PET Scnnied tn < ‘spina di pesce che misure in honghezza on Ss BT | 497 contin ‘ein lorghezza "11 centimet 5 Per a tradizionw | eillenzuolo che ho await it corpo di Cis. (Arcidiocesi i Torino! "> Giondurante 2010} - ugh dell ni 'S Nella Croce non solo-si-compie la-salvezza ma si rivela per intero la gloria del Dio uno e trino testo di Bruno Forte" presentazione della Tiinita nell'ico- ia crsciana offre una vera ¢ pro- a teologia per immagini. Losi coglie jrurto nella tadizione occidentale razione della Croce, dove la SB ppreseniaa mediante (GBocifisso sostenuto dalle ‘mani del Padte, mentre la colomba dello Spirito separe e unisce al tempo stesso TAbbandonante e fAbbandonato (si ve- da ad exernpio la Thinitt di Masaccio in Santa Maria Novella a Firenze e il moci- ‘vo del Trono delle Grazie - Gnadensuh! nella tradizione germanica). Quest'ra- ‘magine la uaduzione iconografca della profonda idea reologica che vede nella Croce i luogo della rivelazione della Tsi- nit idea presente sin dagiiinii del exi- stianesimo come dimostra non solo il grande spazio dato al racconto della Pas- sione nelfannunci delle origin’, ma an- che la struecura teologica che soggiace ak Je sue stese narration. E possibile cogliere questa struttura nel ritorno costante, certamente noo. ca- suale, del verbo “consegnare” (paradids- amis in greco) le sicorrenze consentono di distinguere due gruppi di “consegne”. I primo é costiwito dal succedersi delle consegne” umane del Figlio dell'uomo. 1 adimento dell’amore lo mette nelle mani degli awersar: wAllora Giuda Tsea- riota, uno dei Dodici, si eb dai sommi seoerdoti, per consegnare loro Gest (Me 14,10). Il Sinedrio, custode © rap- presentante della Legge, consegna colui 8 Luoghi delTafinito ‘che considera il bescemmiatore al rappre- sentante di Cesare: «Al mattino i sommi sacerdosi, con gli anciani, gi scribie cut- to il sinedrio, dopo aver tenuto consi glio, misero in catene Ges, lo condusse- ro ¢ lo consegnarono a Pilato» (Me 15,1). Questi, pur convinto del’inno- ‘cenza del prigioniero ~ «Che male ha fat- 102» (Me 15,14) — cedendo alla pressione della folla, sobillaca dai capi (25,11), dopo aver fatto lagellare Gest, lo con- segnd perché fosse crocifisso» (15,15) ‘Abbandonato dai suoi, titenuvo un be- stemiatore dai signori della Legge € un sovversiva dal rappresentante del potere, Gest va inconero alla morte: se tutto si fermasse qui, la sua sarebbe una delle tante ingiuste morti della storia, dove un innocence rantola nel suo fllimento di fronte al? ingiustizia del mondo. Le fede ella Chiesa nascente sa, perd, che non & cost: per questo essa ci parla di tre ale rnisteriose consegne. La prima é quelle che il Figlio fa di se stesso. ha espressa con evidenza Polo: Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato ha consegnato se stesso pet mex (Gal 2,20; vedi anche EF5,2) Il Figlio si con- segna al Padre per amore nostro e al no- stro posto: eNessuno ha amore pit gran- de di questo: dare Ia vita per i props amici. Voi siete miei amici.» (Gv 15,13). Arraverso questa consegna il Grocifsso prende su di sé il carico del dolore ¢ del peccato del mondo, entra nell'esilio dei peceatori da Dio per assu- rmerlo nelfoffera ¢ nella riconciliazione ppasquale: «Cristo ci ha riscattati dalla ‘aledizione della legge, divencando lui stesso maledizione per noi, come sa scrtto: maledetto chi pende dal legno, pesch¢ in Cristo Gest la benedizione di ‘Abramo passaste alle enti noi riceves- simo la promessa dello Spirito mediante Ja fedew (Gal 3,13), Il grido di Gest: mo- rente 2 il segno del'abisso di dolore e di csilio che il Figlio he voluto assumere per entrare nel pitt profondo della soffe- renza del mondo e portarlo alla riconci- liazione col Padre: ¢Mio Dio, mio Dio,~ perché mi hai abbendonato?s . (Mc 15,345 vedi anche Mr 27,46), Alla con- segna che il Figlo fa di sé, corrisponde Ja consegna del Padre; essa traspare dalle formule del cosidderco “‘passvo divino”: «ll Figo dell'uomo sta per essere conse- ‘gnato nelle mani degli uomini ¢ lo ueci- derannos (Mc 9,31). A consegnarlo non satanno gl uomini, che iavece lo ricevo- no, né sari lui solo a consegnare se stes- 0, peiché il verbo @ al passivo. Chi lo consegneri sari Dio, suo Padre: «Egli. non ha risparmiato il proprio Figlio, ma Jo ha consegnaco per tutti noin (Rm 8,32). Bin questa consegna che si rivela | la profonditd del suo amore per gli vo- | mini: «Dio infaeti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, | pperché chiunque cred in lui non muo- ia, ma abbia la vita eernay (Gv 3,16; ve- di anche 1Gv 4,10 ¢ Rm 5,611). La A pagina 7, negativofolegralico del voto dalla Sincone (OArcidicces di Trino/Gianduranle 2010} ‘Alla pagina precedente, Robert Campin, Trini (1433-1435), oa sv tavola San Pieroburgo, Museo del Emitoge (Scola Nella pagina a fianco, ‘Alig Sess, Crocifsione (1941), oo 3 na Loree, MuseorAnicoTescre dele Sonto Cota (Max Mand). Croce rivela che «Dio (il Padre) & amo- res (IGv 4,8-16)! Alla sofferenza del Fighio fa dunque ti- scontro una sofferenza del Padre: Dio soffre sulla Croce come Padre che offie, ‘come Figlio che si offre, come Spirco. che é amore promanante dal loro amo- re sofferente, La Croce ¢ storia dell'amo- re tinitatio di Dio per i mondo: un amore che non subisce la sofferenza, ma la scegli. Diversamente dalla mentalith sgreco-occidentale, che non sa concepire altro che una sofferenza passiva, subita e dungue imperfetta, ¢ percid poscula uunastratta impassibilita divina, i! Dio cristiano rivela un dolore attvo, libera- mente scelto, perferto della perfezione delfamore. I! Dio di Gesit non & fuori della sofferenza del mondo, spettatore imapassibile: eg 2 nel senso pitt profon- do il Dio con noi, che soffe con chi sof- fre ¢ interviene in nostro favore con la prossimita della Croce det Figlio. Questa Ia rivelazione del cuore di Dio: il Padre @ colui che softe perché per amore ci ha creati, esponendasi volontariamence al sischio della nostra liber’, e nell Unige- nigo, che con loro si& fato soldale, ama anche i peccatori. Proprio cos, egi é il Dio “compassionato” dell'taliano te- ‘centesca, il Padre che soffie con chi sof- fre, custodia misteriosa del senso del do- Tore umano con Pabisso del suo amore. Storia del Figlio, storia del Padre, la Croce & patimenti storia dello Spirito: arto supremo della consegna 8 Vofferta sactficale dello Spirito, come ha colto Pevangelista Giovanni: «Chinato il capo, 10 Luoghi deliafinito consegnd lo Spitito» (Gv 19,30). Il Cro- cifisso consegna al Padre nell'ora della Croce Jo Spirito che il Padre stesso gli aveva donato, e che gli sari dato in pic- znezza nel giorno della resurrezione: il Ve- nerd) Santo, giorno della consegna che il Figlio fa di sé al Padre e che il Padre fa del Figlio alla morte peri peccator, 2 i giomo in cui fo Spiro & consegnato dal Figlio al Padre suo, perché il Crociiso resti abbandonato, nella lontananza da Dio, in compagnia del peccatori. Come Fresilio fa per Israel il tempo in oui gli venne sottrarto lo Spitito, cosi la conse- gna che Gest crocifisso fa dello Spirito al Padre lo introduce nelfesilio dei senza Dio ¢ come la patria messianica sari per { profeti quell in cui lo Spica veeraef- faso su ogni came (GI 3,1 ¢ seguenti), cosl effusion pasquale dello Spirto sul Figlio (Rm 1,4) consentir& ai peccatori di entrare con lui nella comunione della vita eterna di Dio, Nella luce della con- segna dello Spivito la Croce ci appare in rurta la sua radicalied di evento trinitaio € salvifico: «Colui che non aveva cono- sciuto peccato, Dio lo tated da peceato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giusezia di Dio» (2Cor 5,21; vedi anche Rm 8,3). Storia del Figo, del Padre e dello Spi- tito, la Croce & dunque storia tinitaria di Dio: per amore la Tini fa suo Tesi lio del mondo sottoposto al peccato, peiché questo esilio ents, a Pasqua, nel- fa patra della comunione trinitaria. Co- 3 un mistero di sofferenza si lascia seru- tare nell'abisso della divinitt: come af ferma Penciclica Dominum et vivifcan- zem di Giovanni Paolo U, «il Libro sax cto. sembra intravvedere un dolore, in- concepibile ¢ inesprimibile nelle “pro- fondita di Dio” ein un certo senso, nel ccuore stesso dellineffabile Trina... Nel- le “profondits di Dio” ¢é un amoze di Padre che, dinanzi al peccato dell'uomo, secondo il linguaggio biblico, reagisce fino al punto di dire: “Sono pentivo di aver fatto l'omo"... i ha cosl un para dossale mistero d'amore: in Cristo soffre tun Dio rifutato dalla propria creacurt.. ‘ma, nello stesso tempo, dal profondo di questa sofferenza Io Spirito wae una ‘nuova misura del dono fatto all'uomo € alla ceazione fin dal'inizio. Nel profon-~ do del mistero della Croce agisce P'amo- re» (nn. 39 € 41). La sofferenza divina non & dunque, segno di debolezza o di limite come la sofferenza passva, che si subisce perché non é possibile farne a meno: riferendosi 8 questo tipo di sofferenza, segno di im- perfecione, i! Catechismo di Pio X affer- ma che, come Dio, Gesii non poteva sof frre. Nelle profondité divine perb c& tuna sofferenza, dicevamo, di tipo diver- 50, attiva, iberamente scelta per amore, La Croce, in quanto storia tinitaria di Dio, non proclama la bestemmia di tunatea morte “di” Dio che faccia spazio alla vita del uomo, prigioniero della sua autosufficienza, ma la buona novella del- Ja morte “in" Dio, perché Puomo viva della vita del Dio immorale nella parte- cipazione alla comunione trinitaria, resa possibile grazie quella motte. Nella pagina @ fianco, Beomanfino, Cristo rizoro (1490 circa, lio sy tvol, Markid, Museo Thysvon-Bormenisza (Seale ‘Questa morte in Dio non significa al- in alcun modo la morte di Dio che elle” di Nietasche va gridando sulle piezze del mondo: non esiste né mai es- era un cempio dove si posse cantare nella verith il "Requiem aeternam Deo"! amore tinitario, che lege 'Abbendo- ante all’Abbandonato ¢ in questi al ‘mondo, vinceri la morte, nonostante Papparence trionfo di quest'ultima, Tl fruto dell'albero amaro della Croce & la gioiosa noticia di Pasqua: il Consolatore del Crocifiss, consegnato da Gest mo- rents al Padre, viene effuso da questi sul Figlio nella resurrezione, perché a sua volta il Figlio lo effonda su ogni carne © siail Consolacore di tutti crocifisidel- la storia, tivelando aocento a ess la pre- senza comtoborante ¢ trasformante del Dio cristiano. In questo senso, la soffe- renca divina riveata sulla Croce & vera~ mente la buona novella: «Se gli uomini sapessero — serive Jacques Maritain — che Dio “soffie” con noi e molto pitt di noi di cutto il male che devasta Ia teas ‘molte cose cambierebbero senza dubbio, fe molte anime sarebbero liberates. La eparola della Crocer (1Cor 1,18), cos, Gi chiama in maniera sorprendente alla sequela: ¢ nella debolezza, nel dolore © nella riprovanione del mondo, che trove- remo Dio. ‘Nella vita di ogni creatura umana pub cormai essere siconoscluta la Croce del Dio vivo: nel sofftire diventa possibile ‘aprrsi al Dio presente, che si offte con no € per noi, ¢ tasformare il dolore in amore, il soffie in offie. La Chiesa ¢ i singoli discepoli vengono allora a confi- guezssi come il popolo “sotto la Croce”. Nulla 2 pit lontano dallimmagine del CCrocifisso che una comunit& tranquilla € sicura, che riponge la sua fiducia nei ‘merai mondani: «La cristanitd stabilica 12 Luoghi dll'Infinieo dove tut sono cristiani, ma in incere ta segrea, non somigla alla Chiese mil tante pid che il silenzio della morceall’e- loquenaa della passioner (Kierkegaard) «Se qualcano vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua eroce ¢ smi segua. Perché chi vorra salvare a pro- pria vita Ie perder’; ma chi perder la propria vita per causa mis e del vangelo, Ia salveran (Mc 8,34-35). ‘Al Vangelo della Croce si unisce cost inseparabilmente, sin dal primo inizio del ctistianesimo, Pannuncio di Pasqus: in real, ¢ Fincontro col Signore Risorto ie illamina Fevento della crocifisione del Figlio dell'Uomo e cumbia in pro- fondith la vita dei discepoli grazie alle fasione dello Spirito Santo, La resurre- tione ® annunciate come V'atto in cui iL «Dio di Abramo, di Isacco ¢ di Giacob- be, il Dio dei nostri padri» (At 3,13) ha agito sul Crocifisso «con potenza secon- do lo Spitito di santificazione» (Rm 1,4). In quello stesso arto, Dio dimostra il suo amore per noi e in Cristo risorto ct benedice econ ogni benedizione spiritua- Je», rivesando su di noi il dono dello Spiriso Santo (vedi V'inno di BF 1,3-14). Grasie « questa azione potente del Padre le consegne della Croce vengono capo- volee: dove aveva trionfaro T'infedeled dellamore nel dramma del tradimento, trionfa la fedetd di Dio, che effonde nei nostri cuoti Jo Spirito della Sua carith (Rem 5,5); dove il pocere c la Legge ave- yano condannato il soveersivo € il be- stemmiatore, regna ormai la libert® dei figli il dono della Grazia, che vince ogni prigiona dela vita e del cuore (vedi jl *Vangelo” di Paolo nelle lerere ai Ga Jati ¢ ai Romani). Se sulla Croce il Fglio avera consegna- to lo Spirito al Padre entrando nell'esilio dei peeracor, nell’ora pasquale il Padre dona lo Spiro al Figlio, assumendo con Luiein Lui il mondo intero nella comu- nione divin: @ questa [intuizione cespressa dall'iconografia orientale della “Tinita angelica Il gioco delle te figure saccolte intomo alla coppa del bancheto — come avviene ad esempio nella Trinixd «di Andrej Rubléy ~ @ carico di un dina- rismo che si trasmerce € si completa in ‘chi contempla immagine: chi guarda diviene a sua vole icona della Teinith ti: flesso della vita dei Tie nel tempo grazie all'effusione pasquale dello Spisivo, at- tualizzata nel banchetto della vita, sog- gett dell'icona. Di tutto cid fa Chiesa pascente ha reso testimonianza nel rac- conto della resurrezione come storia tri pitaria: Dio ha resuscitato suo Figlio nel- [a forza dello Spiito (At 2,24: la formula ‘toma di continuo negli Atti). Protago- sisti del nuovo inizio del mondo sono, dunque, il Padre, il Figlio ¢ lo Spirito Santo, datore i vite [a resurrezione & anzitusto, iniziativa del Padte: @ Lui che ha costituito Gest: ‘Suo Figlio «con potenza secondo lo Spi- rito di sancificaxione mediante la tisurte- tione dai mortin (Rm 1,4), Il Padre & il principio, a sorgente e Forigine della vi- ta divina nell amore. Agostino appella il Padse etotius Trinitais principiurm». 1 Pa- | dei delfOrience lo chiamano “sorgente della cart”. Questo linguaggio della fe- de intende sottolineare fassoluta libercd f gratuita dellamore del Pade, che solo jpud suscitare levenco dell’amore, poiché gl solo pud cominciare senza motive ad zumare, anzi ha cominciato da sempre ad amate, Dio ama da sempre e per sempre: senza essere necesstato 0 causato 0 moti= vvato dal di fuori, egli ha cominciato nel'eterno ad amare; senza essere neces- sitar 0 causato 0 estrinsecamente moti- ‘ato eg ama e continue per sempre ad Nella pagina a fianco, ‘Agostino Arivobene, Resurecia Chris (2013, alo su lino (Mx Mende amare. Il Padre 2 Veverna proveniemza dellamore, Colui che ama nel/assoluca liber, da sempre per sempre libero rel'amore, libero per amare, eterno ‘Amante nella pitt pura grtuitédell’amo- re infinito. ‘Se nel Padre risede la sorgivia del?a- more, nel Figlio @ posta {a recectivich dell’amore. Il Figlio, che sulla Croce por- ta a compimento lobbedienza pitt alae nella resurrezione ticeve lo Spirito dela vita, @ accoglienza pure, infinita obbe- dienaa damore, gratitudine eerna: eg & eamato prima della creazione del mon- do» (Gv 17,24), in cui scorre nel tempo la vita divina, sgorgante dalla pieneza dei Padre: «Come il Pade ha la vita in se stesso, cosi ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso» (Gy 5,26). Leterno ‘Amante si distingue dall'ecerno Amato petché questi procede da Lui per la tra- boccante pienezza del suo amore: il Fi- glo Yaluro nell'amore, Colui sul quale posal movimento della generosit inf- rnita del?Amore fontale. LAmante principio dell’Amato: Amore sorgivo @ fonte dell Amore accogliente, nellinson- dabile unith dellamore eterno. Questo processo per cui il Vivente nell’amore fontale & principio eterno di Colui che vive come amore eremamente recerivo, a Lai indissolubilmente congiunto, & la “genermione", l'ecemna nascita del Figlio, ilfsuo uscire “dal seno del Padre”. In rap- porto 2 Colui che & principio ¢ fonte, ‘Amore erernamente amante, il Figlio &il generato, 'etemnamente amato: egli ¢ la Barola del Padre. La recettivit del'amo- re ha in Dio una consistenza infinia:ti- cevere Hamore non @ meno petsonaliz~ zante che dare Pamore; lasciarsi amaze rnon & meno amore che Pamare. I! Figlio ci rivela che anche il ricevere é divino, cche divina @ la geetitudine, non meno 14 Luoghi delfiaioio che la gratuit! In questa storia di amore cexerno &icolloea infine lo Spitito Santo, cche unisce a Pasqua il Generato al Gene- rante, manifestando come l'incancellabi- le distinzione dellamore non sia sepata~ zine: egli é la comunione dell’Amance € dell’Amato, che garantisce anche la co- munione del Padre con le sue creanure, non a prescindere dal Figli, ma proprio in Lui e mediante Lu Eifuso nel giomo di Pasqua, egli ticoncilis i Padre con TAbbandonato del Venerd Santo ¢ in Lui com la passione del mondo. Si coglie ‘ui il duplice ruolo dello Spirico nel rap- porto frail Padre e il Figo: ssperto alla loro distinzione egli& vincolo personale di comunione, distinto dall'uno e dall’a- tro, perché dall'uno donato ¢ dall'lero riceruto; rispetto alla loro comutione cegli 2 il “condiletus” (Riccardo di San Vitore), Famato dell'ano e del?altro, il *cerzo”nell"amore’, I“estasi” di Dio, co- ‘me dicono i Padci di Oriente. Nello Spitio, ciod, Dio esce da sé, sia alle origini (sLo Spirito di Dio aleggiava sulle acque...», Gen 1,2), sia neglt inizi della redenzione («Lo Spirito Santo scen- deri su dite..», Le 1,35; vedi anche Mt 1,20), sia nel pieno compimento di essa (Rm 1,4). In questo senso lo Spitiso compie la verita delfamore, mostcando come questo non sia mal chiusura 0 pos- sessivi gclose, ma apertura, dono, usci- ta dal cerchio dei due: egli spezze ogat sufficienza del “faecia a faccia’. In Dio vale al livello pitt alto quanto afferma delfamore Antoine de Saint-Exupécy: «Lamore non significa stare a guardasi negli occhi, ma guatdare insieme vetso la stessa meta evento pasquale rivela, cos, a “sto- ria! winitazia di Dio, la Thinicd come cxerno evento dell'amore, ato pusissime ¢ infinito dell”amore exetno: non solo, ciog, la storia del Padre, del Figo e dello Spitito, che in esso si rivelano nella fe- condicd delle reciproche relazioni ¢ nella ‘meravigliosa gracuith de! loro amore per il mondo, ma anche linsondabile unica dei Tie che in quell’evenco fanno storia, unith dellevento dell'amore che ama (il Padre), delPamore che # amato (il Figlio) ¢ delamore che unisce nelle liberta € nella pace (lo Spirito: 1Gv 4,7-16). ‘A partire dalla rivelatione dell'amoze ‘Amante, Amato e Unificante nella liber- 18, che é la stosia di Pasqua, si pud affer- mare allora che il Dio unico ¢ Amore, rnelfincancellabile differenciaaione cxini- ‘aria dell Amante, dell’Amato ¢ dell’A~ more personale. E la via intravista de ‘Agostino nel De Triniate: dn verita vedi Ja Teinita, se vedi l'amores (8, 8, 12)s «Boco sono ere: Amante, Amato € PA more> (8, 10, 14); Enon pit di tre: uno ‘che ama colui che viene da Iui, uno che ama colui da cui viene, amore stesso. E se questo non @ niente, in che mods Dio ¢ amore? E se questo non &sostanza, in che modo Dio & sostanza’» (6, 5, 7). Lesscaza unice del Dio vivo & dungue il suo amore in eterno movimento: di wsci- ta da sé come Amore amante, di acco slienza di sé come Amore amato, di ri- tomo a sé e di infinita apertuta allaltro nella liberta come Spiito dell amore ci- nitario, Lessenza del Dio cristiano ¢ 'a- | _more nel suo processo eterno, Di fronte allabisso del Dio Trinita ‘Amore, che amando chiama ad amate, la risposta del diseepolo non pud che essere quella di celebrare fa glocia di un cost grande amore: a contemplazione del mi- stero santo diviene sfida lla nostra liber the domanda alla sequela della fede € dell'amore *elog, arcvescov di Chie Vato } di un colle che si erge alle por te della cice, in posizione esposta a chi guarda dalle mura ea chi giunge da lon- ano, si levano uisti eofei di morte. I Golgota, “Iuogo del cranio”,& seelto per Tesecuzione capitale inlitca per crocifis- sione, Nella Pasqua di que'anno, probs- bilmente il 30 del ealcolo cristiano, ven- gon crocifisi ee uomini: due sono rei confess di gravi elit, uno & vitima di tun complotto ordito renacemente da ‘membti autorevoli del’ autorithreligiosa locale, nonostante la scarse convinzione del govematore romano, che perd si le~ scia indurre a emanare [a sentenza € @ portarla a esecuzione, La regione si chia- ma Gludea ed @ amministrata dive mente da un alto funzionario romano, che gestisce il potere in dialogo non faci- le con la classe sacerdotale locale, ¢ da tuna ricea oligacchia che trae i suoi pro- 16 Laugh dellInfaizo venti da agricolrura, commercio ¢ introl- ti provenienti da un fusso di pellegrini costante, diretto al centro religioso della ia capitale. Amministrativamente Gerusalemme ha perso il primato in vvore di Cesarea Maritima, ma continua a esercitare unfattrazione indiscussa nei confront di tutto ebraismo sparso nel bacino mediterranco. Lesecuzione della condanna avviene secondo un rituale fiss0, rvissuto ogni volta con nuovi apporti di fantasia. I procedimento messo in atto pet la crock fissione di Gesit di Nazareth & riassunto nel racconto che ne fanno aleuni docu ‘menti, ognuno con proprie caratersti- che. I principali sono indubbiamence i cosiddetti "vangeli canonici” di Matceo, Marco, Luca e Giovanni la letceraura deca “apocrifa” non arricchisce le nostre conoscenze in materia Perlare di crocifissione & cosa assai eri- sce. Gid Pantichie’ aveva coniaco appella- tivi esctemi, come summum supplicium (Cicerone) ¢ mors surpisima crucis (Ori- gene). La sua realizzazione fu varia: com- prendeva sempre una sospensione del condannato, per lo pitt in rapporto con un palo o con due pali, uno verticale ¢ uno orizzontale, Tra le forme di sospen: sione si poteva verifcare quella este dellimpalamento per penetrazione (so- ain tilievi asi), che pro- morte veloce della vivima Pit speso la sospensione aweniva a braccia congiunce oppure, normalmente, a bracciaallargaceefissate a un trave, ag stipiti di una porta, a un architrave 0 semplicemente inchiodati a un mur. p braccia al sostegno si ricor- reva.a corde 0 a chiodi: nel primo caso la sofferenca eta inizialmente minore ma La Sindone é una guida che ci conduce fin sulla soglia della morte per mostrarci come oltrepassarla testo di Giuseppe Ghiberti* pitt durarura. A questo trattamento po- tevano aggiungersi cormenti di ogni ti- po. Era abbastanza frequente la lagella- 2ione, spettacolare e particolarmente de- bilieace, al punco che la si do trollare, perché il condannato non mo- risse anaitempo. Poi crudelts fsiche mori div T Vangeli st inquadrano perf in quescacasistica:anzi, sono pes abbondanci in particolari che parte delle cestimoniane antic £9 crocifssione, cio’ quella soi Gesit, ha viseo la macabra preparazione con la flagellaaione e varie battture, 50 prateutto sul capo ¢ sul volto, Pinchioda- ‘mento di mani e piedi einfine un misce Yios0 eolpo di lancia al petto del crocfis- 0 ormai cadavere. Non gli fi infero in- ‘eee il “eruriftagio”, la rorcura delle osa delegate, che potea serve ad ze io genere. pil lerare la morte, ma che per lui non era piu necessatio. Lagonia di Gest fu reac vamente breve, forse per la durezza delle toreute precedenti. Delle componenti psicologiche di questo supplizio i Vange- Ji danmo pochissimi partcolark le lasca- no intuire alcune parole ne! Getsemani eLanima mia é triste fino alla morce» ¢ «Padre mio, se & possibile, passi da me questo calices (Mec 26,38-39), subito corretto con ecuttavia, non come voglio Te parole pro nunclace in eroce & struggente il grido (che cita Vinizio del Saimo 22) «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbando- natods (Me 27,46). Ma siricordano altre parole che ttestano abbandono in Dio € 1a misericordia oltre ogni misura All morte di Gest fa seguito una se- polcura, che da iniio a novie inattes. La vergogna massima della erocifissione 2 Pultimo arco di una umiliazione estre- sma, perché il eadavere non é lasiato pre da a bestie rapaci aé getrao in una fossa comune, come da regola, bensi compo- sto in un onorevole indumento funcbre c deposto in un sepolcro che non ha an- cota ospisato altri cadaver. E il momen- to delfassenza pitt totale della vita, ma anche quello di un silenzio che genera Sepolero e indumenti mortuarl sono testimoni di questo. momento estremo. Quel sepolcro fr molto visitato net secoli, elo & mokissimo ancora oggi. Gli indu- ment funebri hanno avuto tna sorte as sai movimensats. Da parte dei Vangeli rnon se ne patla pitt negli inconeri con Gesitrisoreo e document successivi sod- disfacenti & ben difficile trovame, Cid onostante rmillerecenco anni dopo il dramma del Golgota @ segnalata non Luoghi dll In8inito 17 Nelle pagine precedenti, negativ ftogrtic della Sindone. In queste pagine, perticolac delle man e dei piel [Per ate le immogini del servizio @Arcidices i Torino/Giandurante 2010). Jontana da noi, in Francia, Ia presenza di una “sindone”, che viene subito identi cata con il lenzuolo funebre di Ges. Al- ai si oceupano, in queste pagine, del! scaria e delle vicende di questa compas; noi interessa un fatto primordiale di quella Sindone: & unica in tutta la storia € ancora oggi, ¢ contiene unlimmagine che “racconta”esattamente quanto i van- geli narrano della Passione e morte ¢ poi della sepoltura di Gest ‘Nessuno nega Ia prima parte di questa affermazione, Tunicied del reperto, al ‘massimo si cerca di minimizarla, La sensibilit comune invece da grande rie lievo a questo fatto, dal quale ha origine un immediato rapporto di cuore tra chi sene rende conto e quell oggett, che di- venta caro, intelocucore di vie. 1 tempo znon ha mortficato questa consapevolez- 1a; si direbbe anzi che Pha accentuata Pud addiritura stupire che dopo il ver- detxo scaturito nel 1988 dallanalisi del Carbonio 14 presente in un campione ‘marginale di questo telo(dichiarante una sua Origine medioevale) la devorione per Ja Sindone ha accennato piuttosto a ce- scere che ad aflievolirs. wvanni Paolo TI ha chiamaco questa immagine especchio del Vangelo» ¢ tale caraterstca @ avvertia prima che ini ogni disquisiione 0 ricerca di natura scientifice; quanto vert’ elaborato dalla scienza non inficerd questa conscatazio- zn, perché viene prima e non dipende da ez. Man mano che si approfondisce questa consapevolezza, tanto pi fa commozione per una uniciei qu ‘mai signficativa, Non cé nel mondo ¢ nella storia conosciuta nessun esempio di indumenco funebre che sia in qualche ‘modo paragonabile a questa semplice © misteriosissima realty e nessuno scien- tito serio osa affermare di avere scoper to, fino a ora almeno, il processo di for- ‘mazione di quellimmagine. La leteratu- a nota sulla casstca della crocifission non conosce nessun altro caso di pr 18 Luoght dell iafiaico osname za contemporanea di una corona di spine di un colpo di arma da taglio nel petto di un crocifsso, come invece & areestara contemporaneamente sulla Sindone € nei Vangeli. Giovanni XXIII ebbe a dire: «Qui £8 il dito di Dios. Quale significato si deve riconoscere 2 questo fatto e quale rapporto 2 giusto stabilire con esso? Proprio perché raccon- a2 le.cose del Vangelo, la Sindone pub essere chiamata anche, in veri, eco del Vangelo. Specchio 0 eco sono richiami a tuna funzione di segno che & propria di questa realta benedetta. B questo il isolo di nobiltS e lindicaxione del limite della Sindone: segno in funzione del segnato, alsuo servizio, nel quale esaurisce tucia la sua fanzione. B real ausiiaia nel pro- cesso della fede, non suo oggerto. Né ha fondamento obiezione di chi vede in un rapporto religioso (pitt ancora in uno “sfrurcamento” di natura pestorale) nei riguardi della Sindone una disubbidienza verso la riserva che la Bibbia ha enuncia- to a riguardo delle immagini, Nell’Anci- co Testamento questa disposizione aveva [a sua motivazione, ma Tintervento di Dio nell storia umana attraversol'incar- nazione del suo Figlio ha dato origine ptoprio a una “economia” dellrmmagi- ne, 2 partire dal voleo umano di Gest, Figlio eterno del Padre. Paolo VI ricordava che Gesit val’ wlei- sma Cena, quando uno con ingenuo trax sporto gli chiede di fargi vedere il Padre invisbile e ineffabile, dichiaa: “Chi vede ime, vede il Pade’ ‘Attraverso questo vedere passa lespe- vienza ineffibile della solidarieth pitt ra- dicale con il Figlio di Dio che ~ diceva Benedetto XVI nel 2010 davanti alla Sindone ~ srimanendo nella morte, ha cltrepassato la porta di questa solitudine ultima per guidare anche noi ad oltrepas- sarla con Li “bible, presidente emerito delle Commnisionedioesana per la Sidone Luoghi delIafnito 19 Religione, politica, scienza: la Sindone fin dal Trecento é stata oggetto di letture (e polemiche) sempre diverse testo di Gian Maria Zaccone* Jcostruire dal punto di vista do- ‘camentatio la storia della Sindone @ pos- sibile solo a parire dal XIV secolo, quan- do compare in Francia, «Lire, nelle ma- ni di un cavaliere di grande fina, Geof froy de Charny. Da allora a oggi una soddisfacence catena di eventi documen- tati consente di ricostruire una storia ar- ticolat ¢ interessante. Prima di quel mo- mento emergono notzie che atestano fa vvenerata conservazione di oggesti che si ppensava potessero essere appartenuti al corredo funeratio di Gest ~ tra cui fa sindone citata dai Vangeli ~ edi immagi- ni “miracolose” raffigurant quello che si riteneva essere il vero ritratto di Gest — pet la verich con una iconografia molto vieina al volto sindonieo. Nel 1204 un cavaliece della quartacrociaa ha desexit- ‘oun lenauolo con una immagine di Ge- si che sembrerebbe sccostabile alla no- stra Sindone e che in ogni caso dimostra non estranea allepoca la possbilct delfesistenza di una immagine di Cristo impress in un telo, Tatevia da un pun- toi visea sreeamente documencale non 20 Loghi dellTafinico ‘bbiamo’clementi cali da dare per dimo- strato un legame tra questi oggettie i lenzuolo comparso a Lirey. Sono state farce molteipotesi,alcune pit inceressan- ti, are fantasiose come le teorie che vor- rebbero coinvolei i Templari. It silenzio delle fonci curcavia non si pud considers- re come un verdetto defintivamente ne- gativo sulla possbilita che la Sindone sia parte del corredo funeratio di Gest. Oc- corre privilegiae i daci emersi allo stu- dio direito dell oggetto per averersposte ai vatiinterrogacivi ‘Tomando alla storia nota, seppiamo comunque che nel primo secolo di pre- senza della Sindone in Europa la situa- ione non fr semplice. La comparsa di tun oggetto tanto insolito quanto affasci- rnante suscitd un notevole interesse nella popolezione ~ attratta dalla drammatici- 18 di quella immagine che richiemava in ‘maniera immediata lz Passione del Si- gore — ma anche il sospetto ela cautela ‘verso una novith tanto straordinaria. Gli avvenimenti di questo petiodo ci resticu- iscono dunque una Sindone la cui pre- senza & meramente tollerata dalle autori- 1 teligiose. Le cose iniziano a muare quando nel 1453, a Ginevra, Pultima di- scendente di Geoffroy de Charny, Mar guerite, nonostante le proteste dei can, nici di Lirey cede la Sindone ai Savoia, dei quali, de allora, ha seguito senza in- terruzione sortie vicende. Innanzitutto i viaggi, che la portarono presto — anche se ignoriamo quando fu lz prima volta — in Piemonte, ben prima cche gli interessi policii della dinastia si rivolgessero al di qua delle Alpi. Nel 1476 Jolanda di Savoia, moglie del duca Amedeo IX il Beato, spesso raffigurato nell'atto di venerare la Sindone, atraver- sale Alpi recando con sé le rliquie della Cappella di Chambéry, ¢ quindi verosi- iilmente anche la Sindone. Circa gli spostamenti occorre sorcolineare che non sempre @ agevole detcrminare il percorso che la Sindone compie nei suoi viaggi specie sino al suo trasferimento definiti- yo a Torino. La scarsiti di documenti, unita anche a una certa reicenaa decrata da motivi di sicurezza, impedisce rico- Nella pagina precedente, Peer Paul Rubens, Deposizione [1616-1617], alo stale ile, Musée des SeauxArs (Scola Nella pagina @ fiance, dallalte, dlsintvo di pllerinoggio can lo Sana Sindone struzioni precise. Nel 1478 la Sindone & comunque a Pinerolo, dove si fecero i ppreparativi per una ostensione il Sabato santo, Ancora abbianto notizie della sua presenza in Piemonte nel 1488, ne! 1494 nel 1495 con una ostensione « Torino. E anche possibile che abbia compiuto al- tri viagi in Piemonte tra la fine del "400 ce Minizio del '500, considerasi i requenti spostamenti della Corte, che cuttavia znoa sono stati tramandati. T Savoia vedono nella Sindone la “tel ‘quia dinastica’ che legitima il loro ruo- fe per questo motivo la cizcondano di avtencioni ¢ onoris La Sainte-Chapelle nel castello di Chambéry diventa luogo di conservazione del Lenzuolo; iniziano le pubbliche ostensioni e nel 1506 si ot tiene la concessione del culto pubblico da parte dela Santa Sede, Bil petiodo in cai la Sindone marcia verso la notoriett: ron pi solo tollerata ma anai accolts. Tarce leattenzionie gli onori nom la pre- servano perd dai pericoli: nel 1532 un incendio che danneggia seriamente la Sainte-Chapelle rischia di distuggerl, ‘ma viene forrunosamente salvata nono- sante alcuni danni ancora oggi visibil. Con il uasferimento del centro aramini- srativo ¢ politica dello stato a Torino, anche la Sindone saggiunge la nuova co pitale nel 1578. Tnizia di qui il suo nuovo ruolo I cul- +0 ¢ la conoscenza vengono promossi in ogni modo, sia per esigenze dinastiche 22 Luoghi dellIafinieo (0V.XV seco. Pari, Muse nafenal du Moyen Age (@UNGrond Palais/Alinri: lo Scine-Chopelle el casillo di Chembéry, dove era conserva Te Sindone pita del osferiment ‘Torino (Scale sia pastoral nel rinnovato clima della ri- forma cattlica, grazie anche all'incer- ‘vento di personalith straordinarie, come il santo arcivescovo di Milano Carlo Borromeo. Llepoca barooca sara quella di raggior splendore, ricca di ostensioni € 6 lerteratura: la Sindone diviene oggetto privilegiato di catechesi, piet e devorio- ne. Qualche crepa iniziera a palesarsi nella seconda meta del Serceceato, quan- do in alcune élitesfa breccia un certo 1 ionalismo, anche in ambito ecclesiasti- co, e di conseguenza cominciano a ser peagiare crtiche e dubbi su queste forme didevozione. Nel!’ Oxtocento, dopo il petiodo della ‘Resaurazione, anche la dinastia inizid a distaccars dalla Sindone, per motivi non solo politici. A fronte tuttavia della robu- sia per nulla artenuata devorione popo- lare la Chiesa non solo non abbandond fa Sindone ma anzi occupd anche gli spazilasciat dall'allontanamenco dei Sa- voiz, appropriandosi definisivamente dalla gesione del Lenzuolo, Si rovd tat tavia ad affrontare un periodo molto complesso in quanto con la scoperta de le singolaricarateristiche dell immagine, svelate dalla forografia eseguita da Se- condo Pia nel 1898, si ape la stagione del dibattito scientific che spesso ti- schid di distorcer il rapporto con la Sin- done. I] problema della cosiddeca au- tenticit,intese quale dimostrazione del- la rele appartenenza del lenzuolo al cor- redo funeratio di Gesi, attivd 2 condi- sionare le modalita e la stessa opportuni- 8 di celebrare le ostensioni, a fronte di tun dibattico molto spesso non sereno, con posizioni esereme sia da parte dei d- fensori sia dei negatori, che ha rischiato di compromettere il profondo messaggio che quellimmagine trasmette. ‘La fotografia di Secondo Pia easform® Ia Sindone da oggerto di devorione limi- tara a fenomeno mediatico planctario, | auale da allora non cessa di essere. Tra i primi ad accostare Ia questione scientifi ca fu Yves Delage, agnostico dichiarato, rmembro dell’ Accademia delle Scienze di Parigi, ditewore ¢ fondatore dela rivista ‘Tannée biologique, Perio Darwin e Pre- sidente della Societa Zoologica di Fran- cia, che studid le caratetstiche oggertive | dellimmagine impressa sulla Sindone, giungendo ala conclusione dellimpossi- Dilita di uma falsifcazione. La sua ricerca, cche non aveva implicazioni di caratere spiritual, gli cost® tutavia Ia disappro- vvazione ¢ Fostracismo ideologico di una parte della communica scientific pavigina Accademia delle Scienze di Patigirfiu- 8 di pubblicare un suo intervento sullargomento, che venne diffuso da tana importante rivisa scientific, B ft tuna forcuna, perché al di a delle questio- ni prettamente scientifiche che portato tno Pautore a propendere pet aucentic ‘8 timane oggi modello insuperato di approceio la rigorosith del swo metodo. Nella pagina a fianco, Finterne della Coppell della Sindone Torino con lo scenegraico aor, prima delfincendio del 1997 (Scola), Giustamente celebre il passo in cui Dela ge lamenca infacti che se le sue ricerche «mon sono state accettate come meitava- no da parte di certe persone, un incon- veniente dovuto al fato che si indebi- famente innescta su questa vioenda scientfica una questione religiose, che hha soffocato gli spititi ¢ falsato il reo pensiero. Se al posto di Cristo si fosse trateato di un Sargon, di un Achille o di tun Faraone qualsiasi, nessuno avrebbe avuto da ridicen, Qui Delage toceava un nervo tuttora soperto. La Sindone, nella sua realta primaria di immagine, ha due punti di riferimento ben precisi. Da un lato & stax ta prowidenzialmente messa sul nostro ‘cammino perché gli uomini si confronti- no con essa, La guardino, perché & og- get da guardare con gli occhi del coxpo €-con quelli della mente, Senza di esi, senza gli vomini, la Sindone non & in grado di esistere nella sua complesstt € completezza. Daltra parte, ess non sa- rebbe nulla se non fesse wlo specchio del Vangelo» (san Giovanni Paolo 11}, quin- di se non fosse siferimento straordinario a Ctisto, Senza Crist la Sindone sempli- cemente non sarebbe. Ed é proprio que- sto ineludibile riferimento che ancora ‘oggi speso condiziona pesantemente il rapporto scientifco con la Sindone. Di fatzo dobbiamo ricordare che lapproccio alla Sindone & di carattere “prescientif- 24 Luoghi delTainito co”, proprio per la sua carateristca di immagine che simanda senza dubbio al- uno ai racconti della Passione del Si- |gnote, con turto quanto ne consegue sul piano spiritualee pastorle. La questione se sia realmente la Sindo- ne di Gest, che reca la sua vera immmagi- ne, edunque si poss utilizar il termine “reliquis” & subordinata un epprofon- dimenco delfoggetto, ed ecco che inter- ene la ricerca ~la Sindone eprovocazio~ ne allintelligenza» (san Giovanni Paolo 1D) —con i suol rsulat. ‘A oggi i riscontri che possediamo ren- dono possibile Fappartenenza della Sin- done & Gest, anche se sussstono ele- ‘menti ancora controversi che non con- sentono di considecatla dimoseraca. Sempre Delage: «Quanto allidentifica- zione della persona con Cristo, fo credo tutto ben consideraro che ci sono ragiont pil fort per ammeterla che per tigetat~ Ja, e fino a prova contraria, ammetto come fondata. Ma riconasco volentieti che vi é una componente soggettiva di valutazione, che il coefficiente che da va- lore alle diverse argomentazioni contiene qualcosa di arbitrario, e che alti possono giudicare diversamente. Sforcunatamen- te io non vedo cosa potré mai chiudere la questione in un senso 0 nellaltro», Dun- que la decisione relativa alla cosiddetta autenticia dela Sindone & personae, nel sispecto delle opiniani di ciascuno, a- che differenti, ma con la coscienza che peril credente essa conserva il suo valore indipendensemente dal giudizio relative alla sua origine La dolorosa immagine contenuta nel Lenauolo & uno strumento straordinatio che ci consente di meditare sul mistero delfincaznazione del Verbo, sulla sua passione, morte e resurrezione. Come insegna [a dottrina della Chiesa, «Ponore reso ad urvimmagine appartiene a chi vi 2 rappresencatos, ¢ wchi venera Pimmagi- ne, venera la realta di chi in essa &tipro- otto» (Catechismio della Chiesa cartolica, 2132). Per questo la Chiesa non teme di ostendere la Sindone, non teme il giudi- zio della scienza, ma la offre come sem- pre ha fatto nella storia per la crescita spiritual di ciascan fedele. B in efferi gli intervent del beato Paolo V1, in occa sione dell'oscensione televisva del 1973, fe quelli dei suoi successori hanno con- sentito di ricondurre da parte della Chie- sa il discorso all'essenziale, ponendo le basi di una pastorale della Sindone che, con il contributo degli arcivescovi della citti e di quanti nell'ambito della Com- ‘missione diocesana della Sindone vi haa- no lavorato, ha proficuamente connota- to le ultime ostensioni e la preparazione di quella atuale *dietwore scientific del Maso della Sindone ssc Tia Oriente e Occidente sono molti i teli con i tratti di Cristo: tutti con storie avuenturose e affascinanti resto di Franco Cardini* 26 Luoghi delfinfinico Ls sit 4 | | palazzo Bocca di Leone era tanto ricco ¢ cosi ben costruito come vi desctiverd. Dentro quel palazo ci saran- no state almeno trenta cappelle, grand ¢ piccole, ¢ ce n’era una che chiamavano la Santa Cappella. Dentro quella cappella si trovavano molte ricche relique: vi si ‘varono due pezzi della Vera Croce, grossi ‘quanto la gamba di un uomo e lunghi ee piedi e visi ov il fero della Lancia da cui Nostro Signore ebbe il costato trapas- sato¢ i due chiodi che gli furono confic- cati nelle mani e nei piedi. E si trovd an- che una fala di crstallo con una gran parte del Suo Sangue. Evi si trové la eue rica che sveva indosso quando lo spo- sfiarono ¢ lo portarono al Monte Calva- fio {...]. Cetano anche alte reliquie in quella cappella, che noi abbiamo dimen- ticato di descrivervi, Cerano infiri due ricchi recipienti @’oro che pendevano in mezzo alla cappella da due grossecatene argento. In uno di questi recipient ¢e- ‘a.una cegolae nelfaltro un pezzo di tela: ota vi racconteremo da dove erano giun- te quelle reliquie, Un buon uomo eveva indosso un pezzo di tela ¢ Nostro Signo- re gl disse: “Su, dammi quel pezzo di te- le" E Puomo glielo diede e Nostro Si- gnore elo avvolseintomo al vio in mo- do che la sua fisionomia vi restasse im- presse, poi glelo ridiedee gli dise che lo prendesse elo facese toccare ai malati € chiunque avesse avuto fede sarebbe gua- rico da qualsiasiinfesmit.B il buon uo- mo lo prese ¢ lo portd via, ma prima di portarlo via, non appena Gesi gli ebbe res0 il pezzo di tela, 'uomo buono lo prese e lo nascose sorto una tegola fino al tramonto. Al tramonto, quando seava per andarsene, prese il sua pezzo di tela sma, come sollev la tegoa, si accorse che il voto divino era impress sulla cegola cosi come sulla teas allora prese il pezzo di tela einsieme la tegola eda allora gua- rirono molt ammalatis, ‘Con queste parole il cronista piccardo Robert de Clari descriveva il esoro di re- liguie che git imperatori bizantini veva- ‘no raccolto nella Santa Cappella di Pha- 10s, presso il Grande Palazzo. Ed & pro- babilmente Pultima descrizione che se ne fece, dal momento che Robert aveva visi- tata il luogo poco prima del saccheggio i Costantinopoli del 1204 (che siamo abituati a chiamare "quacta crociata), quando veneziani ¢ “crociat diserusero © rubarono Vintero patsimonio di reli- quie sul quale riuscirono 2 mecece le ‘mani, Pochi decenni pit edi Luigi [Xl Sento, re di Francia, avrebbe fatto co- sure [a Salnce-Chapelle di Pargi per accogliere le rliquie di Pharos cher riu- scito ad acquistare. Fra queste, la pitt celebre era quella conrenuta (con la sua copia su tego, i eramidion) nel vaso oro che pendeva dal soffito: il mandylion di Edessa, che aleuni hanno voluto mettere in rapport con la Sindone, sebbene si tratti di og- getti_molto differenti tra loro. Il ‘mandylion (“asciugamano” 0 “fazzolet- 0") era alepoca una delle reliquie pit importanti della Cristanica, ma dalle otigini e dai contorni piutrosto confusi. ‘Legenda vuole che questo Santo Volto sarebbe il risultato di un mirzcolo com- puto dal Cristo per Abgar, re dell’ Osroe- ‘ne, poco prima della Passione. I primo a patlarne & Eusebio di Cesarea nel IV se- colo, ma nel suo racconto mancano sife- rimenti a urvimmagine: Gest invia ad ‘Abgar, per il ramite del discepolo Ad- dai/Taddeo, una lettera; ¢ inizialmente cra questa la eliquia conservata a Edessa, capitale del regno, come testimonia la pellegrina Egeria che vi passd nel 384, Nel secolo successive la Dottrina di Addit Taddeoabbelisce il racconto di al- uni particolati e per la prima volea in- twoduce i riferimento a unfimmagine. ‘Taddeo & sempre inviato da Gesit presso ite, il quale perd esprime il desiderio di Luoghi dellTafniso 27 bere ea In apertura, Alorecht Diver, vlo delle Veronica corso dda dve angel {1513}, incisions (Aline In queste pagine, da sinistra, ‘elquiaria di Napoleone 1 per la corona di spine (7806). Pri, Tesoro dela eatedrole di Notre-Dame {Scola}; Sevola i Gioto, Crocfsione (1330 cic, Tempera sv tovelo, Peril, Museo del toure {Kim Yeunglae/leemage/Alinari 28 Luoghi dllTnfinico vedere il Cristo di persona. I a Gesit la richiesta € quest ial pitrore del re Anania. Alla f- rede! VI secalo fo storico bizantino Eva- Brio Scolastico parla delle doti raumatur- giche di unlimmagine acheropita (cio’ fatta da mano umana) del Cristo a Bessa 4 questo punco ogni sferimenco al pitore Anania é sparitoe il mandylion 2 ormai us‘immagine impressa miracolo- samente, Nel frattempo, in citi compa- ze ana reliquia del Santo Volto, che si af fianca alla leer, Entrambe passarono @ Costantinopoli, sispertivamente nel 944 e nel 1032, visto che Edessa era stata conquistata dai mu- sulmani; andarono quindi a rimpinguare il esoro di Pharos, dove Robert de Clari le aveebbe descritte. La Sainte-Chapelle voluta da Luigi DX avrebbe accolto il ‘mandylion a partire dagli anni Quaranta del Duecento, et era ancora segoalato in inventati di eta moderna, prima della di- spessione di una parte di quel patrimo- rio durante la rivoluzione francese. An- che se, fa le reliquie acquistate da sovra- no fiancese, la corona di spine quella che avrebbe avuto il maggior successo; sopravwissuta alla rivolusione, oggi & conservata, sempre a Paiigi, nel Tesoro di Notse-Daine, 1a ragione del prevalere della corona di spine sta forse nel fatto che in Europa si conoscevano altre “copie” del Santo Volto: immagini dipinte come i mandylion di Roma o quello di San Bar- tolomeo degli Armeni a Genova, che spesso i detencori facevano passare per YPoriginale edesseno. Ma soprattutto per- eh in Occidente vi era ormai un Santo Volto “concorrente”, ossia la Veronica, dda vere ikon, cod “autentica immagine” che, a partire dalfepisodio evangelico del'emorroiss, dette ardivamente luo- go alla Ieggenda di una donna (Vemor- roissa guarita) che avrebbe asciugato il volto insanguinato e sudato del Signore sulla via del Calvasio conservando poi i dérappo sul quale erano rimasti impress tuaet divin. La vicenda dellemorsoissa& natrata in modo pressoché identico nei ‘Vangeli di Matceo, Luca e Marco, ma la leggenda si deve al cosiddero “ciclo di Pilaco”, inseme di testi lazini alromedie- vali. Qui Veronica @ ormai il nome di tuna donna che ticeve da Cristo un pane zo sul quale é miracolosamente impressa ‘a Sua immagine; il modello & probabil- mente sempre Ia leggenda edessena. E come in quel caso, anche lareliquia della Veronica si macerializza a un cero pun- to, ciot intorno al Mille, quando il Chro- nicon di Benedetto menziona un orato- rio dedicaco alla Vergine al'interno delle ‘mura di San Pierro, edificato ai tempi di paps Giovanni VII e del re longobardo “Axiberto I, dunque ta fine del VI e ini- 2io dell VII secolo. ‘A.questa tesimonianza ne seguono al- tre; dal XII secolo diventano anai fie-y quent’ e alcuni pellegrini-scriteori, come } Gervasio di Tilbury ¢ Geraldo di Cam- | bras, visitano la cittd e descrivono la reli- gui come Vincenzo d Bess iI nestoriano Rabban Sauma, fanno con- fusione ¢ credono di erovarsi dinanzi al | mendglion di Edessa. A pactire dal primo | Giubileo indetto da Bonifacio VII, che j ssvevatichiamato folie di pellegrni, la re- | iio del Cinquecento, divenen do anche fonte di ispirazione per nume- ose rappresentazioni iconografiche, Ma { dopo questa daca se ne perdono a lungo } le tracce, tanto da far supporre che sia } andata distrutca durante il saccheggio dei lanzichenecchi del 15275 anche se una spiegazione potrebbe venire dalla gior cautela nei confionti delle reliquie voluta dal Concilio di Trento in risposta? alla Riforma. In ogai caso, inet’ moder- Nolla pagina a fianco, lo Sine Chapa ari, faa coshire ro 1246, 1248 do il par aie ere proveioi do Cosetiopot (Alinori), nna una reliquia viene conservata nella ba- silica di San Pietro e portarain processio- ne nella domenica di Passione.Ispezioni dei primi del Novecenco hanno consta- tao che dellimmagine, se mai C8 stata, nulla rimasto a parte alcune macchie. Non mancano poi reliquie che, pur provenendo dalf’Oriente, sono in un cer- to senso “alternacve” rspetto a quelle co- stantinopoliane. Ci siferiamo in partico- Iare a quelle delassedio di Antiochia del 1098, episodio miliare pit importante nel corso della prima crociata, durante il ‘quale i “franchi" si erano trovati in gravi difficolt: dopo aver conquistato la cit, erano infactia loro volta assediat. 1 10 giugno un pellegrino provercale, Pietto Barzolomeo, si era presentato al conte di Tolose, Raimondo di Saint-Gilles, uno dei capi della spedizione, dicendogli che nella catredrale di San Pietro in Antio- chia giaceva sepolta la Santa Lancia che ‘vera ferito il costa del Cristo durante la crocifisione, Sarebbe stato sant’An- crea, accompagnato da Cristo steso, a ti- velarglelo durante diverse visioni avvenit~ te nel mesi precedenti, Ademaro di Mon- teuil,vescovo di Le Puy e legato pontif- cio, cra scettico, anche perché sapeva che Ja reliquia della Santa Lancia era a Co- stantinopoli. Ma i pellegrini stremati ferano pronti a credere a qualsiasi miraco- lo, mentre i comandant della spedizione si rendevano conto che il rinvenimento della supposta reliquia avrebbe suscitato entusiasmo guertiero dei cristiani. E zon soltanto quello, visto che otmai in molti affermavano di ricevere visioni. Raimondo ¢ Boemondo decisero quindi di assecondarel'encusiasmo religioso, an- che perché il 12 giugno i turchi erano ri- scitiaimpadronirsi di una delle ton di sud-ovest e quasi erano penetrat in cite 1115 cominciarono gli scavi nella cappel- le indicara da Pietro Bartolomeo, ma 30 Luoghi delfIainito rnon portarono a nulla, almeno fino a quando lo stesso Pietro si cald nella fossa «ene emerse con tina punta di lancia Non tutti erano convinti dell’autenti- ith del itrovarento; ma quando il con- te di Tolosa si amma, il normanno Bo- ‘emondo di Taranto, concorrente rispetto a Raimondo, decise di sfrurtare fa situe- zione e appoggiare espliciamente non solo la veridicie della reliquia ma anche I visione in cui san¢Andrea aviebbe chiesto ai crisdani di contrattaccare in campo aperto. B molto probabile che Boemondo sapesse dalle sue spie che relaccampamento ayversario le cose non andavano bene, in quanto, sia da Damasco sia dz Aleppo, gli emiri non vedevano di buon occhio il trionfo del condortiero Kerbogha, ¢ conseguente- ‘mente molti dei capi 2 loro fedel lo ste- vvano abbandonando. Insomma, miracoli vision sembravano opportuni per spingere i franchi ad aderire al piano di Boemondo. Il 28 giugno lesercito franco usci al ‘completo ripartico in sei squadce: i pro- vyenzali erano posti sotto T'autorith di ‘Ademaro, a Banco del quale venne issata Ja Santa Lancia, La battagla fu breve € vistoriosa. II_misterioso riavenimento della reliquia fa il frurco deincontro fra le autentiche tensioni religiose che per correvano i pellegrini stremati dall'asse- dio ¢ la volonti dei baroni (Boemondo in testa) di sfruetarle a proprio vantaggio. Non é chiaro quale fu, nella vicenda, il ruolo di Piero Barcolomeo: si rattava di lun impostore 0 era davvero convinto delle sue visioni? Dopo la vitetia, i dub- bisu di lui non fecero che aumentare, f- no a condurlo ad acetate 'ordalia del Fuoco; provd a passare su di un percorso di fiamme, ma restd ortibilmente ustio- rato e moni dopo dodici giomi di ago- nia, La Santa Lancia di Antiochia venne presto dimenticata. Non venne invece ddimenticata usfalera reliquia ehera sta pure rinvenuta da Piet, ma che al mo- mento aveva avuco minore imporranza si trata del cosiddetto “santo sudario” di Cadouin. Recaro in Francia de un ano- rnimo prete dopo la morte di peste del legato pontificio, esso fa portaco nella cchiesa di Brunet presso Cadouin, in “Aquitania, da dove i cistercensi delPab- basia vicina Vavrebbero trafugato; tua via di un culto della reliquia non st ha notizia prima di un dono che a quelist- ‘tuto religioso fu presentato da Simone di Monefore nel 1214. Nei seco successivi fu oggerto di litigh fra chiese different, come quelle di Tolo- | sae di Carcassonne, che se ne disputava- | no la propeierd. Salvaro anche dai perico- | licorsi durante la rivoluzione, Poggerto 8} artivao fino a noi continvando a riceve- | re un culto fino a tempi relativamente; recenti, Tuttavia nel 1935 il padre gesui- | ta Jean Francee espose in un libro ben documentato le ragioni secondo le quali il sudario di Cadouin ere da considera; tun manufattomusulnano. Un altro} esperto, Gaston Wier, precsb che si trat- | tava di un lavoro di ambiente fatimide } risalente allXI secolo: ed era molto ce} dibile che pertanto esso veisse dal boct- fo crocinto delle reiquie di Antiochia | prelevate nel 1098. Sul sudario sono oot cite due bande colorate con isrizioni arabe di tipo cufico. In seguito a queste | precisarioni le autorith religiose hanno ‘ordinato la sospensione del culto. ( ibliografia breve: Hans Belting, JI} uta delle immagini, Carocc, 2001; Fes-j dinando Mokteni, Memoria Christi, Val! teh’ 1996 Pano Cardin, Mating Moncesano, La Sindone ai Torino oltre i pregiudicio, Medusa, 2015). | “once mates! i P, IL Da Claudel a Benedetto XVI, le meditazioni di coloro che si sono lasciati interrogare dalla “nobile fisionomia martoriata” testo di Roberto Gottardot "4 ilioni di persone nei se- coli passat, avvicinandosi alla Sindone hanno poruto scorgere in quella debole immagine dai contorni sfuggenti, © an~ cot pit nei segni delle ferite, il vimando inequivocabile alla vicenda stotica di Ge- si.di Nazareth ‘Ma nel 1898 con la prima forografia cseguita da Sccondo Pia emerse con chiz- tezza cid che fino ad allora si poreva sola- rence intravedere: un volto, in tuera. fe sua singolaicl, Limpressione fu grandes senaa tueto 'armamentario crtico di noi postmoderni, agli occhi di coloro che ‘guardavano si svelava semplicemence il Yoleo di Cristo, eccolo finalmense. Paul Claudel fuera questi: «B luit Bil so volto! Questo volto che tanti profes eanti santi hanno desideraro ardente- mente di contemplare. cid che traspare ieglio su questa nobile fisionomia cost tremendamente martotiata é un senso straordinaria pace, di solennith unita a dolce seenita e a calma profonda, senaa traeee di passione umana ¢ senza im- pronca di debolerza. Si rest eonquistati dalla sua noble, dalla sua maest, dalla ‘sua seriet’, dalla sua tristezza. B davvero il yolto di un morto che ¢risusczator. Nei deceani successvi gli scienaias, sezionando ¢ analizzando, hanno cercato Ja verith di quel volto ma forse non questa la serada per svelame il mistero. ‘Altri, pitt semplicemente, lo hanno guardato come si guarda qualsiasivolto, espressione sintetica € non scomponibile della persona, e anche la Chiesa ha con nnuato 2 mostrarlo nonostante le obiezio- ni ¢ le critiche che giungevano da pit parti. Si obiertava che prima di offticlo alla venetazione si sarebbe dovuco aspe- tare la certezza di una risposta definitiva della scienza. Fino ad allora, secondo co- ‘st010, i sazebbe dovuto tenere ben chiu- sa la misteriosa immagine. Questa obieaione erascura perd un aspetto che rende la Sindone unica in ‘mezzo ai tanti oggetti che hanao 0 pre- tendono di avere un qualche rapporco con il divino ¢ le sue manifestazioni. La Sindone é un gelo ma anche e sopeattut- to una immagine; per vedetia non oceor~ re essere credenti né scienaiati, & suif- cience essere vedenti ~e da quando &sta- t0 il caleo in tre dimensioni anche i non vedenti possono percorrerne col tatto i contorni € commuoversirico- noscendo i trai di quel volto ei deccagli perfercamente cortispondenti alla vicen- dda narrata dat Vangeli. Quella immagine parla di Gesi, immediatamence, prima che la scienaa possa dare la sua versione € prima che la fede rivli chi ¢ Gesit. Tutto ‘questo non significa che la Sindone sia certamente il lenzuolo portato da Giu- seppe di Arimatea sotto la croce ma cee tamente chiunque I guardi vi tova un rimando immediato a quell storia. Cosi tanto ['umile pellegrino come 1 pontefici davanti alla Sindone meditano le vicende dei Vangeli ¢, accompagnaci da quel volto, ne ricevono un aiuto di immedesimazione, Paolo VI, nel messeggio in occasion della prima ostensione televisiva del 1973, raccont la sua impressione quan- do pote vedere nel 1931 il voto sindoni- co proiettato su di un grande schermo, € il grande fascino che ne emanava: «Qua- Junque sia il giudizio storico scientifico che valenti studiosi vorranno esprimere circa cotesta sorprendente ¢ misteriosa reliquia... i volro di Cristo, ivi rafigure- Laoghi dell infinico 33, } Alle pagine 32 © 34, Fem dela Sindone in pono ein negative (por tuto le immagini del servizio @Arcidioces di Torno/ Giandurarte 2010), Co, ci apparve cosi vere, cost profondo, cosl umano e divin, quale in nessuna altra immagine avevamo poruto ammi- saree venerare; fu quello per noi un mo- mento d'incanto singolares. Parlava prima che venisse effecuato Vesame del Carbonio 14, quello che in- tind la serena convinaione circa la au- tenticith del Telo, ma che oggi lascia in- travedere anche i suoi limit, che sono poi quelli della scienza e degli uomini che la praticano. Venticingue anni dopo, in occasion dallostensione della Sindone che si svol- se nel 1998, san Giovanni Paolo II an- dando olte a prima impressione cos eF Ficacemente descrtta da Paolo VI valo- ‘zz il ruola della scienaa (ela Sindone & provocazione ala intelligenzas), ma alo stesso tempo ne indicb anche le condli- zion! invitendo gli seudiasi ad agite senza posizioni precostcuite, con libertince- Hore e prermuroso tspert sia della meto- dologia scientific sa della sensibilis dei caedenti». La sua meditazione ci ha la- seiato parole che sono ormai entrate nel lessico di tueti coloro che si accostano al- {a preciosa immagine: ea Sindone & specchio del Vangelo» e quindi allo stes- 50 tempo riproduzione fedele ma anche ¢ solamente unilissimo segno il eui uni- co scopo & quello di rimandare a Colui che vi rappresentato. La Sindone & an- che wianmagine della soferenza umanas, quella esperienaa che in varia misura at- ‘eaversa Iesistenza di ogni persone e pet- mette di riconoscere in quell uomo uno di noi, ma & anche immagine della vio- lenza che ha procurata e dunque aiuto a ricordare che il male rimane una teste ppossibilita della libered di ciascuno. La Sindone, infine, alla luce della fede di- vyenta anche simmagine dell'amore di Dio» che ha dato il Suo Figlio per noi Quel discorso si concludeva sul senso di appacente impotenaa e sul silenzio cui sembrano richiamare quei tratitisti ma compost, impotenza e silenzio che sap- piamo non essere ultima parola, In una specie di ideale passaggio del testimone, papa Benedetto XVI nel 2010 ha voluto ripartire proprio da quel silenzio e da quella impotenza ma rife rendoli a Dio stesso: Dio dopo «i lage i gulag, Hiroshima e Nagasakis. La Sindone wicona del Sabato Santo», quel misterioso incervallo di tempo in cui Dio stesso sembra tacere e invece & il tempo del seme che germina sotto tera a Sindone pud parlare anche agli uomi- ni di questo tempo proprio perché parte da una apparence negazione immagine sindonica, infaci, dal punto di vista fotografico, un negaivo: «ll mistero pitt oscuro della fede & nello stesso tempo il segno pitt luminoso di tuna speranca che non ha confinis, E infine Pultima meditazione di papa Francesco che nel 2013, da poco elezto al soglio pontifcio, offtiva il suo messaggio in occasione della seconda ostensione te- levisiva dopo quella del 1973. Col suo stile incisivo, in poche fas, faceva emer agere urfaltra esperienza che tanti pelle- srini vivono di fronte alla Sindone, quel- Ia dellessere guardat: «Questo Volto ha sli occhi chiusi, éil volto di un defunto, eppure misteriosamence ci guarda, e nel silenzio ci parlay. E in effet: forse solo per questo si va alla Sindone, non per chiedere qualche cosa ma per vedere € per essere guardati; essa ci ricorda che al- Ia fine tutto si risolverd nella contempla- ione di uno sguardo di amore posato definiivamente su di noi, e non ei sark pit nulla da chiedere, Le fiasi che i pellegrini hanno lasciaro sul libro delle dediche del 2010 ne sono loquente testimonianza, nessuna pre- sentava tichieste, in tutte dominavano due sole parole: stupore e gratitudine. La Sindone parla di Cristo ma anche dell'uomo e in particolare del pitt debo- Je, umiliato © abbandonato: «Questo Volto sfigurato asomigia a tanti vole di wwomini ¢ donne feriti da una viea non ti- spercosa della loro dignic’, da guerre ¢ violenze che colpiscono i pitt dbo Quel corpo, quel volto, quel sangue che vediamo sul prezioso lino ci ricorda- no che Pannuncio cristiano non @ una teoria sullesistenza dopo a morte, ¢ nemmeno una sapienza per vivere me- sto in questo mondo; ci ricordano che eremo di Dio & entrato nel nostro tem- po, che linfinito di Dio ha preso luogo “pode dela Commision deca er la Sindone ‘Luoghi dell'infinico 35° ~ li studi sciencfici sulla Si dlone ebbero inizio nel 1898 con la pri- ‘ma fotografia seattata da Secondo Pia. Le sicerche effercuate in questi anni hanno consentito di giungere ad aleune conch La negativith dell immagine. Limma- gine ha carateerisiche simili a quelle di tun negadivo forograico, ossia presenta tuna distribuzione di luminositt oppost a quella che percepiamo nella reals per tanto é sul negativo che possiamo osser- vate il vero asperto dell'uoro della Sin- done, come se si trovasse di fronte a noi Lanalisi delle ferite. Le eetura “‘opo- grafic” dellimmagine, effereuat dai me- dlici legal, ha meso in evidenza numerose ferite lesion visibiliin modo anatomica: mente perfeto: dalle cumefezioni al voto alle ferite da punca sulla frontee sulla nu- ca dovute ad aculei, dalla feria da punta e taglio all'emicorace desto inferta a morte gid awenuta 2 quelle ai polsi e ai piedi provocate dalla penetrazione di oggetti appuntit simi a chiodi, da quelle al dor- 50, ai glute e alle gambe caratteristiche del suppliio delle fagellazione alle esco- Flazioni sulle spalle dovute al tasporto di tun oggerto pesantee cos vie. Quest studi hanno consentito di provare che si tatta delimmagine lasciara dal cadavere di un tuomo dapprima flagellatoe poi crocifiss. Le macchie ematiche. Le macchie di colore r0ss0 sono realmente macchie di sangue umano di gruppo AB prodotte da ferite di origine taumatica, come stato dimostrato da due équipe di studios! in eguito agl exami eferruai sul campioni prelevati nel 1978. Le microuacce biologiche. Nel 1973 ¢ nel 1978 vennero effettuati sulla Sindo- ne, mediante lapplicazione di nasi ade- sivi,aleuni prelievi di microtracce, rinve- nnendo granuli di polline provenienti da cinguantoo pianteforifere Poiché alcuni di essi provengono da piante che crescono solo in Palestina e in Anatolia si pud concludere che & alte ‘mente probabile Ia permanenza prohun- gaa della Sindone, oe che in Eaope anche in tli regioni. 136 Luoghi dell afinivo Le ferite, i pollini, la tridimensionalina: i punti certi e gli elementi controversi delle analisi scientifiche testo di Brano Barberis* Nella pagina @ fianco, dall’aito, claborazione ridimensiondl delle Sindone elletuato nel 1984 ‘dl arfessorTamburell con la calldborazione cel’ingegner Goriboto Lanalisi digitale dell’immagine, Nel pposero a elaborazione electronica Pim- imagine della Sindone (effettuandone in pratica una speciale scansione) scopren- do che essa contiene in sé carateristiche tridimensionali possedute né da dipinci iné da normali focografie. Un anno dopo tan'équipe di studiosi torinesi otenne, indipendentemence, immagini tridimen- sionali ad alta definizione tali da meteere in evidenaa numerosi particolari altti- ‘menti non visibili, come, ad esempio, le tracce sulla palpebra desea lasciate da un coggetto probabilmente identificabile con luna moneta romana coniaca nella prima ‘meth del primo secolo dopo Cristo. Iaol- tee riuscirono @ ottenete un’ wleeriore im- imagine del volto privo delle ferite delle colanure di sangue, ricevando in tal mo- do il volto reale dell'uomo della Sindo- ne. Qualehe ann dopo effeteuarono Ye- laborazione eletronica in parallelo del volo dell'uomo della Sindone ¢ delle principal icone del volo di Gest rise- leati al primo millennio evidenziando un altissimo numero di punti simi tli a far itenere moleo probabile l'iporesi che il volto dell'uomo della Sindone sia stato il prototipo delficonografia cristia~ na (almeno a partire dal VI secolo). Vi sono poi due temi di ricerca sui quali gi studiasi non sono ancore giunti aconclusioni cercee condivise. Te modalita di formazione del! imma- sine corporea. Numerose sono state le te- rie proposte ealtreteant i tentativi spe- rimentali di riprodurre (a partire da un cadavere o attraverso un metodo artifi- ale) unYimmagine simile a quella sindo- nica. Qualeuno ha supposto che l causa dellimpeonea siano state le reazioni chi- riche tra vapori cadaveric ammoniacalt Valoe e lx mirra presenti sul lenauolo, Altri hanno ipatizzato che Pimpronca sia staa realiazata da un artista con tecniche pittoiche di vario genere. Altri ancora hanno pensato che @ generare limpronta possano essere state radicioni di diverso ‘ipo provenienti dal corpo o da sorgenti ‘stem a esso (solar, elercromagnetiche, nucleari, cermiche...) oppure fenomeni effet Kirlian ealeri ancora. Per fortuna conosciamo ormai in mo- do sulficientemente dettaglaco le princ- ali caratteristiche chimico-fisiche dellimmagine sindonica, sopraceutto in seguito agli studi effertuati dagli scien ziati statunitensi dello Sturp (Shroud of Turin Research Project) sui dati ¢ sui campioni raccolti sulla Sindone ne! 1978. Furono effettuati vari esami (spet- twoscopia nel visibile ¢ nell'ultrvioletio per rifletanza per fluorescenca, spet- troscopia ai raggi X e infrarosi, spertro- scopia di massa, veemografia infrarossa, radiografia, eccerera) sia sulle zone inte- ressae dallimmagine sia sulle zone ema- riche, accertando I'assoluta mancanza sul Ienzuolo di pigmenti e colorant, dimo- strando inoltre che immagine corpores @ assente al di sotto delle macchie emati- che (e dunque si @ formata successive- mente a esse), che &dovura a unlossida- rione-disidratanione della cellulosa dele fibre superficiali de tessuto con forma- Hone di gruppi carbonilici coniugat. Te- Ie alterazione @ rilevabile solo superfcial- ‘menee per una profondita di pochi mi- cromett; infati sul recto della Sindone Pimmagine comporea é assente, mencre sono ben visbili le macchie di sangee. E stato inolere dimostrato che la colo- saaione delle fibre nelle zone dellImma- gine ¢ uniforme e le variazioni di intensi- ta dallimmagine sono dovute l numero di fibre colorate per units di superficie, E pertanto evidente che per poterafferma- re di aver ottenuto (non importa con quale tecnica © metodo) unimmagine identica a quell sindonica é indispensa- bile effeeeuare su di essa Je stesse analisi farce sulla Sindone © ottenere tutti gl stessiidencic sulci Le teotie proposte fino a oggi sono sempre risultate carenti o perché non so- no state correlate da verifiche sperimen- cali serie 0 perché ali verifiche hanno cevidenaiato sulle immagini ottenute ci- rateeristichefisico-chimiche motto diver- se da quelle possedute dall'immagine i rommento del Sacro lina utlizato pe la dotozione con il metodo del radiocarbonio Cl (@Arcdioces di Torino/Gienduronte 2010), sindonica, Pertanto quest ultima deve \_f 1977 alcuni scienaiati_americani sowo- _ fisici o biologici come Meffetto corona, ancora essere considetaca sostanzialmen: te irsiproducibile La datazione del tessuto della Sindone. Nel 1988 furono prelevaci dalla Sindone tre campioni di tessuto per essere sottopo- sti alla datazione con il metodo de! radio carbonio (il cosiddetto C14). [ risuleati ‘orcenit dai ee laboratoiincaricati del’ -- same assegnarono al tessuto sindonico tuna daca compresa trail 1260 e il 1390 dopo Cristo. Quest risulcati sono tutto- za oggerto di un ampio dibattico ca gli studiosi circa l'actenibilita dell'uso del metodo del radiocarbonio per datare un oggetco con earatterstiche storiche €chi- smico-isiche cosi peculiaci come la done. La datazione medioevale contrasta con vari risultati ottenuti in altri campi di ricerca e non @ facile accertare se nei secoli non si sia aggiunto nuovo C14 a quello presente al momento del taglio del ino utilizato per tessere la Sindone. Seudi effercuati su tessuti antichi han- no ulteriormente riaperto il dibattivo scientific sulla datazione della Sindone, fornendo risultati sperimentali che sem- brano provare che contaminazioni di ti- po biologico, chimico ¢ tessile sono in grado di alteraré considerevolmente Fett radiocarbonica di un tessuto, Poiché la Sindone cereamente stata sottoposta a contaminazioni di tipo biologico (lo provano le microtracce ritrovate su die s), chimico (in conseguenza dell'incen- dio patico a Chambéry) e cesile (fa zona del prelievo sembra possedere caratteri- stiche diverse dal resto del tessuco, facen- do presumere che possa essere stata og- geo di un rammendo), i suddett risul- tati sperimentali necessitano di essere ve~ vifcati al fine di valucare il problema dallintroduzione di un opportune fatto- re di costezione alla data radiocarbonica dl tessuto sindonico, Pertanto al mo- ‘mento atcuale il problema della darazio- ne del ressuto sindonico risulea aperto € non ancora risolto. “tier del Centr internasonale Ai Sindenolgi di Trine Luoghi delIafnio 37 38 hk Ne FONE 1.2 come Lourdes 0 Fatima, dove si commemo- rano le appariioai della Vergine; non & come Santiago o glial tri santuat in cul si prega sul logo di un mario o si venera tina eeliguia, Non & naturalmence, né Roma né la Tera Santa 1a visca alla Sindone si presenta con una cipologia unica nel panorama dei pellegrinagy. Le ostensioni non hanno cadenza regolare; ¢ urtavia, da una allure, cresce a percezione del viaggio » Torino come momento fort di una devozione popo- lare ches va radicando ta i grand itinerar della fede. ‘a scoia recente delle ostensioni inzia nel 1978, quando il cardinaleBallestrero, giunto da pochi mesi a Torino come azc- ‘vescovo, volle promuovere la prima esposizione pubblica del dopoguetsa; loceasione era il 400" anniversario del easeri- mento dela Sindone da Chambéry a Torino, deciso per abbre- viare il viaggio dellarcivescovo di Milano Carlo Borromeo, in- tenzionato @_venerare 'icona “miserios” che sichiama con tanta forza i racconti evangelici della Pasione di Cristo. Quella prima ostensione fu un grande success” ~ si pasld di te milio- nit di pellegrini -, un risuzato tanto pit importante se si rico da che in quegli anni Torino veva soto Passedio del terori- smo organizzat. Ma Fostensc- he ataversd senza problemi quel dima di paura, divenendo anai uno dei segnali che indicee vvano che era posible andare oltre gl anni di piombo. Il mes- saggio force, «Torino vivi in pace, venne ribadito da Giovani Paolo If nella sua visita del 13 aprile 1980.11 Papa poleceo (che cra git venuto, da cardinale, per lostensione del 1978) vide la Sindone in untostensione privaa erornd poi per quella pubbli- adel 1998, quando patld cel Tlo come esfda all'intelligensa» ‘evspecchio del Vangelow. ‘T*enigma’ vero della Sindone sembra non consistere tanto nelle question’ scientifiche che intorno a essa si continuano a sollevare e che mertano la masima attenzione ¢ rispetto, ma sono ciccoscite agli expersi 0 occasione di dibario sui mass sedi. La gente, invece, sembra accoglere la provocazione del- fa Sindone soprattutto nel suo essere xpecchio del Vangel, immagine impressionance e colavolgente che richiama ciascu- ro a ticordace (a face memoris) della Passione di Cristo. In questo contesto crescono, quasi in parallelo,Finteresse dei pe IL RICHIAMO DEL SEGNO La valenza religiosa e civile delle ostensioni contemporanee testo di Marco Bonatti* legrini¢ Fattenzione della Chiesa, al suo massimo livllo: Paolo “Vi mand3 un mesiggio toocante per lostensione del 1978 (che iniid il 26 agosto, venti giomi dopo la sua morte), Gio- vanni Paolo I presenzid, come ricordato, a quella del 1998, Benedetto XVI venne a Torino nel 2010, ¢ Francesco ha an- ‘nunciato che sara nel eapoluogo piemontese il 21 giugno. Eppure Postensione si configura sempre pitt non solo come celebrazione religiosa ma anche come evento laico, che coin- volge lintera cit e il suo territorio, La “svolta” si ebbe nel 1997, con il terrible incendio che distrusse Tincemo della Cappel il capolavoro creato dal Guarini per custodire la Sin- done (i Telo non era pit ma in Duomo, e non subi danni) Era la notee dell'1] aprile tra sabato e domenica, ¢ i rorinesi usciti da cinema e ristoranti si richiamarono, con il passaparo- la, in piazza San Giovanni, im- potenti di fionte alle famme che savano cancellando il cuore del- la cite: i! Duomo, la Cappella, il Palazzo Reale. Quell’incendio fu anche un richiamo allidentic, quasi una rearione Porgogli. Lostensione del 1998 (come poi tutte quelle successive) si fece con Ia Chiesa affiancata, nei compiti organizzativi e promo- ionali, dagli enti local Non si cattava solamente di valorizzare il curismo su Torino © i Piemonte. Lavorare insiem® per Fostensione un modo di consolidare tna collaborazione che tante volte in questi anni si 2 resa necessria: nei moment pil bui della erisi del’auro, in cuit la Fiat ha cambiato completamente il suo rapporto con la itt, il vescovo di Torino ~ si chiamasse Poietto © Nosiglia - Cera”, a stimolar il confronto, a chiedere di costruize speran- za cercando strade nuove peril dialogo come per 'occupazio- ne. La Sindone non serve a risolvere a crisi, ha decto chiara- ‘mente monsignor Nosigia presentando lostensione 2015; ma serve si a“lavorate insieme” sul tercitorio, costruendo esperien- ze comuni ta Chiesa, isticuzioni, sistema delle imprese ¢ del cxedito,sindacati, cero settore. Bin questo modo che, da urfostensione allalera, la Sindone divenca un richiamo mondiale, ma anche un “amore” che sta nel cuore di Torino. * diretore della Comuncazion pr Vesesione 2015 Nella pagina a fianco, un momento dllostensione sracrdinoria del 2013 (Arciioces di Tern. Luoghi delinfinio