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La Madre di Dio
“del Segno”
commento e spiegasionPer introdurci alle “Icone”
‘Quando guardlamo una icona sentiamo uaa insolita Timilianti. Probabilmente,
(anche se non Jo sospetteremmo mai), & perché ci ttoviamo di fronte a qualcosa che
avvertiamo come molto legata alla vita di tutti i giomi; probabilmente Poggetto pid vicino
al quotidiano che tutti ci sitroviamo in casa: Ia televisione.
Licona infatti si presenta come uno schermo. Ci sono alcuni patticolari che ci
aiutano a capize questo. II bordo rosso che ne delimita il petimetro esterno infatti ha una
fanzione precisa ¢ delimita la realti esterna (visibile con i nostri occhi) dalla realtd interna
(altsimenti invisibile). In senso pid preciso delimita il “profano” che si trova fuoti dal
“sacto” che si trova dentro Pimmagine. Lo sbalzo interno alla tavola delimita invece il
bordo esterno da una zona pid interna chiamata anche “finestra” 0 “culla”. Questo é lo
“schermo” vero e proprio dove ci & data la possibilita di vedere una immagine che non
appartiene alla nostra realti visibile.
Quindi, se vogliamo forzare questo paragone icona-tv potremmo dire che: quando
vediamo Jerry Scotti in tv (Jerry Scotti & preso come esempio proprio per la sua mole),
noi in realta vediamo come miracolosamente apparite sullo schermo una realta invisibile
ai nostri occhi: infatti Jerry non & presente chiaramente nel nostro salotto, Quindi la Tv &
uno strumento adeguato per recepire ¢ rendete visibile qualcosa che pur esistente non &
realmente né presente né visibile, It dove siamo noi, Dell'icona si possono dite le stesse
cose. Appare davanti ai nostti occhi una immagine soprannaturale ¢ che diventa visibile
attraverso uno strumento adeguato: Ficona stessa appunto.
‘Trovarsi davanti ad una icona significa guardare a traverso una “finestra” che ha una
vvista sull’invisibile. La psima cosa che si pud notare infatti @ che le icone non hanno il
cielo azzurro, ma hanno dei fondi in oro zecchino. L’oro @ il materiale pid prezioso che
esiste in natura ed ha una sifrazione perfetta della luce. Per questo gli iconografi lo
utilizzarono per significare la luce increata, che é la luce di Dio.
Guardiamo con attenzione: possiamo notare che le figure non hanno le ombre.
Questo perché le cose ¢ Je figure contenute nellicona appartengono ad una realtd
“trasfigurata”, ¢ non prendono luce dall’esterno ma contengono esse stesse 1a luce:
questo concetto é una eco di quanto si dice nell’Apocalisse: “Gl elett vedranno la faccia delSignore porteranna il svo nome sulla fronte. Non vi sad pitt notte ¢ non avranno pit bisogno di luce di
Lampada, né di ce di sole, perché il Signore Dio Hi iltuminerd ¢ ragneranno nei secol dei seoli” Ap
22,45. Dal punto di vista pittorico questo @ evidenziato attraverso particolari molto
singolasi. Dalle vesti trasparenti escono raggi di luce sempre pid intensi fino ai tratti vivi
di colore bianco puro, nei punti dove la pelle tocca le parti di tessuto a maggior contatto
con il corpo diluce.
Questo fenomeno raggiunge la massima intensiti nei volti. Il colore della pelle molto
scura ¢ i colpi di luce molto intensi, rendono Videa del’abbaglio che i nostri occhi hanno
davanti ad una sorgente luminosa troppo intensa: se noi guardiamo direttamente il sole
abbiamo una esperienza analog: vediamo il sole nero ¢ tutto attorno scorgiamo un alone
luminosissimo. Un maestro russo infatti consigliava di immaginate i volti delle icone
come se fossero costeuiti su di ua scheletro trasparente con una lampadina dentro
ricoperti di pelle, questo esempio pud aiutare a capire ancora meglio.
Le figure non hanno alcuni aspetti tipici della pittura come la consideriamo
tradizionalmente “noi moderni”: la costruzione dei volumi attraverso il chiaroscuro ¢ la
prospettiva. Questo per accentuate il fatto che ci troviamo di fronte a corpi celesti che
non seguono la logica rappresentativa naturale. La profonditi e il volume vengono
raggiunti qui attraverso la sovrapposizione di colori molto leggeri ¢ trasparenti ¢ il
movimento verso l'esterno viene sottolineato con lo spostamento dell’asse della figura
‘verso sinistra nel “profilo avanzante”,
Un altto particolare da considerare é quello della “prospettiva rovesciata”, Un aspetto
ancora molto discusso fra gli interpreti delle icone antiche. Sappiamo dalla scrittura che
Dio disse a Mosé che Egli non pud essere mai visto di fronte, perché “hedere Dio di fromte
signficherebbe morin”, quindi. Bgli si fa vedere “di spalle”. Probabilmente gli iconografi
cercarono di fare delle raffigurazioni con la prospettiva inversa, dove “il punto di fuga”
non @ dietro le figure ma davanti. Questo significa che noi abbiamo una visione di
qualcosa che avremmo potuto vedere solo di spalle. Non @ comunque facile capire
questo ed & un punto controverso.
Liscrizione: tutte le icone hanno una scritta che designa o il titolo o il nome di un
personaggio. Normalmente sono scritte in slavo antico 0 in greco. Probabilmente sono
fanzionali alla collocazione. Nelle chiese ortodosse ci sono centinaia di icone e i fedeli
dovevano poter capite attraverso Tiscrizione a quale scena o personaggio si rifetisse
Vicona.Le icone si dipingono con una emulsione formata da tuotlo di uovo, vino € di
essenzz di lavanda e sono simboli rispettivamente: della tisurtezione di Gest
(anticamente infatti la sisutrezione veniva paragonata al pulcino che spezza il guscio ed
el
esce dalFuova); del sactilicio, dove Gest offie il vino dicendo che € il sto sangue;
profumo, come ticordo delPunzione con un balsamo da 300 denari)di Maria Maddalena a
Betania (segno della dedizione completa dell'uomo al mistero di Dio). I colori sono
possibilmente pigmenti naturali, in genere terre € piette preziose tritate, questo vuole
sottolineare che tutto cid che c’é di pid prezioso in natura viene messo a servizio di
queste rappresentazioni “trasfigurate” della ealt3. A pittura ultimata il dipinto viene
ticopesto da olio di lino cotto bollente con sali di cobalto che conferisce, una volto
essiccato quella particolare patina “vetrosa” e profumata che caratterizza il dipinto
iconografico.
La Madre di Dio del Segno
Licona dipinta per la piccola Cappella delle Missionatie di Padre Kolbe a Pian
del Voglio presenta un modello nuovo, tielaborato a partire dalla tadizione. La
sottolineatura peculiare & da ricercare soptattutto nello sguatdo della Madre di Dio, la
tensione spitituale che lo illumina traduce per quanto possibile la frase evangelica di Le
2,51 “Macia, da parte sua meditava tutte queste cose serbandole nel suo cuore”. E? uno
sguardo che si piega verso PintetiositA e custodisce abbracciandolo tutto il mistero della
storia della salvezza
La tipologia detta del “Segno”, trova Ia sua otigine diretta nelle prime
taffigurazioni delle Catacombe, con queste caratteristiche peculiari: le braccia protese
verso Palto ¢ le palme delle mani aperte, simbolo del’anima cristiana, mentre loda €
adora Dio,
La tipologia era gid ampiamente rappresentata nella cultura pagana, chiamata “orante”
da cui i cristiani Yanno mediata. Su di una moneta viene rappresentata con il titolo di
“pietas”, ¢ simbolizza la virtd ideale per i pagani, la dedizione per la famiglia ¢ pet lo
stato. Un altro significato deriva dalla celebrazione dei misteti di Bleusi: Porante & detta
anche la “veggente”, poiché congiunge idealmente le proprie pale delle mani che siinnalzano verso il cielo con le palme del dio che dal cielo si congiunge a Iei scendendo
verso la terra.
Linterpretazione cristiana delle catacombe, reinterpreta i modello del Orante,
alla luce della profezia di Issia 7,14 “Ecco la Vergine concepiri un Figlio che sari
chiamato Emmanuele Dio-con-noi.”
Il culto dellicona, vera e propria, si sviluppa in epoca post-costantiniana, a pattire da
Bisanzio, mentze non trova seguito appatente nella tradizione occidentale. Nel quastiere
delle Blacherne, verti intronizzata una Vergine del Segno nel 550 in una cappella, da qui
verti identificata anche come Blachermitissa dalla tradizione orientale,
Nel 1040 una vergine del Segno alta cinque metri a mosaico apace nella
Cattedrale di Kiev in Russia. Da questo pesiodo in poi, la Vergine non viene pitt
rappresentata da sola ma anche all’interno delficona di una festa, precisamente
PAscensione'. Benché la Vergine sia al centro della scenajaon sembra partecipare alle
‘emozione dei discepoli attomo a lei: sivolta verso lo spettatote, lei leva Je sue mani verso.
il cielo ¢ verso suo Figlio che appare dal cielo. Cosi Matia diventa la mediatrice fra i
fedeli e il Cristo, simbolo nello stesso tempo di salvezza per tutta la Chiesa.
Fra le icone russe, la Vergine del Segno é una delle pid venerate. La sua storia ¢
legata alle vicende dell citta di Novgorod, una delle prime citté delantica Russia. Questa
icona, celebre dopo il XII a causa di un miracolo” fu chiamata “Znamenie” che significa
“apparizione” o meglio “segno” nel senso italiano di “del miracolo”. Al senso teologico
di “Segno” che si siferiva gia alla profezia di Tsaia, si aggiungeri questo ulteriore
significato che contribuita sensibilmente ad incrementarne la devozione ¢ la diffusione.
‘Altre taffigutazioni particolasi della Madonna del Segno di trovano
nelPiconografia tussa, ad esempio Maria viene rappresentata a Novgorod con due angeli
che le fanno da corona attorno allaureole, oppure un’altea rappresentazione di tre Santi
protettori la vede saffigurata in alto allinterno di una mandotla. Il significato profondo
cerca la connessione con i titoli di “segina degli angeli e di tutti i Santi”, e indica nel caso
1 Benché appaia gid acoennato 2 Banitin Bgitto nel V secolo. Queste note seguono in paste il testo di
Senles, Lr icone Bites dela Mere de Dia, Belarmnin, Pris 1992.
2 Le icone in genere venivano considearate miracolose quando seampavano ad un incendio, Gli incendi
‘erano frequenti perché le chiete erano interamente in legno e gl incendi frequent.degli angeli la superioriti della divinizzazione conferita all'uomo, sulla diginith originale
degli angeli, reminiscenza del primo capitolo agli Ebrei, Il rifetimento ai Santi patroni
indica invece il movimento tipico della divinizzazione che si opera attraverso la gtazia nel
Santo. La santit’ viene concepita molto oppoitusamente come una “generzione”
spitituale nel senso di Gv 12, I Santo ad immagine di Maria, genera, o meglio ri-genera il
figlio secondo lo Spitito che lo inabita.
‘Accanto alla tipologia orientale
Yoccidente sembra avere elsborato
tuna diversa tipologia iconografica
ma sostanzialmente prossima a
f| quella orieatale, Simone dei
Crocifssi nel XIV dipinge la pala
del “sogno di Maria”, che rafigura
Ia Veigine distesa che sogna un
albero che fuoriesce dal suo
grembo e sul quale viene crocifisso
Ges, in alto dello stesso albero
poi viene raffigurato il pellicano
mentre strappa le sue carni per
sfamate i suoi piccol, Piero della Francesca nel XV Secolo dipinge una pala collocata in
tun archivolto all'entrata di un Camposanto! che saffiguea la Madonna nel pieno della
gttvidanza, mentee lei stessa indica con la mano la sua incipiente gravidanza
Lindicazione alla luce del contesto sembra indicare una teologia spitituale simile al
nostro modulo: Maria sta partorendo nel suo grembo i defunti di questo Camposanto in
vista della vita.
Questi e sumerosi altri esempi potrebbero essere citati per evidenziare quanto il modulo
della Vergine del Segno abbia innervato nei secoli entrambe le tradizioni
Interpretazione spitituale
> Consecvato alla Pinacoteca di Feecar.
41 Cimiteco di Monterchi (4), attualmente conservato in un Museo dell stessacittadinaLiidea di fondo del modulo “Vergine del Segno”sembra essere questa: la sctittata
intravvede da sempre che la maternita, 0 pit espressamente la fecondita, non & legata
allaspetto materiale della generazione dei figi, anche perché i figli generati dalla carne,
Fimangono sotto Peconomia della carne, nascono, ma sono destinati alla morte.
La sterile che partotisce 0 la Vergine che non conosce Fuomo ¢ che desidera
ardentemente un figlio, sono invece considerate come vee madti, perché la loro
genetazione viene legata strettamente allorigine divina. Ora, generate secondo Ia
sctittura coincide con la possibilith di attingere da Dio la sua stessa vita, infatti é diffuso
abbondantemente il vocabolario della “generazione dallo Spitito”, che significa
essenzialmente partecipare alla vita stessa di Dio. Non esiste materniti pid feconda di
quella che genera la vita che proviene da Dio, da qui detivano anche Je formule
metaforiche del “generare la parola”, “quel che é in lei é genetato da Spirito”, dette di
Maria.
Possiamo patlare paradossalmente di “verginiti feconda” in Maria proprio
perché mettiamo in tisalto la generazione spitituale, che dal punto di vista biblico supera
senza paragone la generazione fisica. B’ infatti nel “‘segno” del bambino che viene
indicata la dimensione soprannaturale della nascita spirituale donata da Dio. Ma, non
dobbiamo dimenticare che le “cose” che si compiono in Maria, benché uniche, si
iscrivono in tutto il cammino di rivelazione gid iscritto nella riflessione di Israele: lei é la
‘Vergine , in qui si compiono le promesse di Dio.
Come tutte le veriti di fede, anche quella della verginiti feconda contiene un
messaggio per il credente. E’ il credente stesso che a immagine di Maria & chiamato a
diventare fecondo ¢ a generare la vita spirituale nella sua interioriti nel processo della
“divinizzazione”. Mi sembra quindi che meditare sull’anno di apprendistato delle
Vergini® nel’antico Israele possa diventare occasione per maturare quelle virtt che
preparano all’accoglienza e all”incontro con Dio, metaforicamente inteso come “spos0”:
il desiderio, la pazienza, il distacco dal figlio e la consactazione a Dio del proptio figlio.
Qui c’ tutto Titinerario che il credente & chiamato a percotrete nel suo ptocesso di
rigenerazione dalPalto: scoprite la sua provenienza da Dio, desiderare la vita eterna,
consegnarsi nelle mani di Dio, fare della propria vita una offerta per Dio, come il
profumo delfincenso mentre brucia,
5 Cle. Le parabola delle 10-vergini di Me 25.La Madre di Dio
VLADIMIRSKAIJA
Lettura e interpretagione delViconaUna parola sulPicona
Quando guatdiamo una icona sentiamo una insolita familiariti, Probabilmente,
(anche se non lo sospetteremmo mai), & perché ci troviamo di fronte a qualcosa che
avvertiamo come molto legata alla vita di tutti i giomi: probabilmente Poggetto pit
vicino al quotidiano che tutti ci riteoviamo in casa: la telvisioe.
Liicona infatti si presenta come uno schermo. Ci sono alcuni particolari che ci
siutano a capire questo; il bordo rosso che ne delimita il perimetzo estemo infatti ha
una funzione precisa ¢ delimita la realth esterna (visibile con i nostri ocehi) dalla realta
interna (altsimenti invisibile). In senso pid preciso delimita il “profano” che si trova
fuori dal “sacro” che si trova dentro l'immagine, Lo sbalzo interno alla tavola delimita
invece il bordo esterno da una zona pid interna chiamata anche “finestra” o “culla”;
questo @ Jo “schermo” vero € proprio dove ci é data la possibliti di vedere una
immagine che non appastiene alla nostra realti visibile.
Quindi, se vogliamo forzare questo paragone icona-tv potremmo dire che: quando
vediamo Jerry Scotti in tv (Jerry Scotti é preso come esempio proprio per la sua mole),
noi in realti vediamo come miracolosamente apparice sullo schermo tna tealta invisibile
ai nostri occhi: infatt Jerry non é presente chiaramente nel nostro salotto. Quindi la Tr
@ uno strumento adeguato per recepire e rendere visibile qualcosa che pur esistente non
@ realmente né presente né visibile, Ii dove siamo aoi, Delt'cona si possono dire per
analogia le stesse cose, appate davanti ai nostri occhi una immagine invisibile di origine
: Hicona stessa
soprannaturale che diventa visible attraverso uno stramento adegua
appunto,
‘Trovarsi davanti ad una icona significa guardare attraverso una “finestra” che ha
una vista sullinvisibile. La prima cosa che si pud notare infatti é che le icone non hanno
il cielo azzurro, ma hanno dei fondi in oro zecchino, loro @ il materiale pid prezioso
che esiste in natura ed ha una riftazione perfetta della luce; Per questo gli iconografi lo
utilizzarono per significate la luce increata, che é la luce di Dio.Guardiamo con attenzione: possiamo notare che le figure non hanno le ombre.
Questo perché le cose ¢ le figure contemute nel’icona appartengono ad una sealti
“trasfigurata”, e non prendono luce dallesterno ma contengono esse stesse la luce:
‘questo concetto & una eco di quanto si dice nellApocalisse: “Gi elt vedranno la faccia del
Signore ¢ porteranno il suo none sulla fronts, Now vi sard pit notte ¢ non avranno pid bisogno ai luce
i lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio & illuminerd e regneranno nei secoli dei secoli" Ap
224-5. Dal punto di vista pittorico questo é evidenziato attraverso pasticolari molto
singolari. Dalle vesti trasparenti escono raggi di luce sempre pid intensi fino ai tratti vivi
i colore bianco puro, nei punti dove la pelle tocca le patti di tessuto a maggior contatto
con il corpo di luce.
Questo fenomeno raggiunge la massima intensiti nei volti. Il colore della pelle
molto scura ¢ i colpi di luce molto intensi, rendono Videa delabbaglio che i nostri occhi
hanno davanti ad una sorgente luminosa troppo intensa: se noi guardiamo direttamente
il sole abbiamo una esperienza analoga: vediamo il sole nezo € tutto attorno scorgiamo
tun alone luminosissimo. Qualcuno consigliava di immaginare i volti delle icone come se
fossero costruiti su di un scheletro trasparente con una lampadina dentro ¢ ticoperti di
pelle: questo esempio pud aiutare a capire ancora meglio.
Le figure non hanno alcuni aspetti tipici della pittura come la consideriamo
tradizionalmente “noi modern?’ la costruzione dei volumi attraverso il chiaroscuro € la
Prospettiva. Questo per accentuate il fatto che ci troviamo di fronte a corpi celesti che
‘non seguono la logica sappresentativa naturale. La profondita e il volume vengono
raggiunti qui attraverso la sovrapposizione di colori molto leggeri ¢ trasparenti e il
movimento verso Testerno viene sottolineato con lo spostamento delasse della figura
verso sinistra nel “profle avangant?”.
Un altro particolate da considerare & quello della “prospettiva rovsciata”. Un aspetto
ancora molto discusso fra gli interpreti delle icone antiche. Sappiamo dalla scrittura che
Dio disse a Mosé che Egli non pud essere mai visto di fronte, perché “dere Dio i fronte
signifcerebbe morin”, quicdi Bgli si fa vedere “di spalle”. Probabilmente gli iconografi
cercarono di fare delle raffigutazioni con la prospettiva inversa, dove “il punto di fuga”
fon é dietro le figure ma davanti. Questo significa che noi abbiamo una visione di
qualcosa che avremmo potuto vedere solo di spalle. Non & comungque facile capire
questo ed @ un punto controverso.Liserizione: tute le icone hanno una scritta che designa o il titolo o il nome di un
personaggio. Notmalmente sono scritte in slavo antico o in greco. Probabilmente sono
funzionali alla collocazione. Nelle chiese ortodosse ci sono centinaia di icone ¢ i fedeli
dovevano poter capire attraverso Viscrizione a quale scena o personaggio si siferisse
Vicona.
Le icone si dipingono con una emulsione formata da tuotlo di uovo, vino ¢ di
essenza di lavanda € sono simboli rispettivamente: della tisurtezione di Gest,
anticamente infutt la risurrezione veniva paragonala al pulcino che spezza il guscio ed
sce dall'uovo; del sactficio, dove Gest offre il vino dicendo che & il suo sangue; del
profumo, come ricordo dellunzione con un balsamo da 300 denasi di Maria Maddalena
4 Betania, segno della dedizione completa del?uomo al mistezo di Dio. I colori sono
possibilmente pigmenti natural, in geneze terze ¢ pietre preziose tritate, questo vuole
sottolineare che tutto cid che c’é di pid prezioso in natura viene messo a servizio di
queste rappresentazioni “trasfigurate” della sealti. A pittusa ultimata il dipinto viene
ricoperto da olio di lino cotto bollente con sali di cobalto che conferisce, una volto
essiceato quella pasticolare patina “vetrosa” e profumata che catatterizza il dipinto
iconografico.
La Madre di Dio di Vladimir
Premessa storica
La tradizione vuole che la Madre di Dio di Vladimir, come aumerose altte
icone, sia stata dipinta da San Luca. Secondo il rcconto di un cronista, Ficona fu
portata nel XII secolo da Costantinopoli a Kiev. Fu dipinta da un artista greco, ed
appactiene all'arte bizantina dell’epoca macedone. Trovd collocazione definitiva nella
citta di Vladimir (da cui il nome di Viadirmiskaija) nel 1164. Dopo il 1395 @ stata
trasferita nella Cattedrale della dormizione al Cremlino, Celebre per i suoi interventi
miracolosi, @ sfuggita a diversi saccheggi ed incendi; la si trova presente ad ogni
importante avvenimento della Russia come vero tesoro sacro della nazione.
Nel 1919, fu ritirata a causa dei trascorsi della sivoluzione ottobre dalla
Cattedrale della dormizione al Cremlino e dopo prolungati restauri fu trasferita allagalleria Tretiakov di Mosca, dove si trova attualmente. Da sempre considerata “la pitt
bella” fra le icone della Made di Dio, ha continuato ad esercitare il suo fascino anche
nel museo di stato, durante regime sovietico sono sempre stati numetosi i credenti che
Je hanno reso omaggio in clandestiniti; alcuni testimoni parlano di persone che
“nascostamente” si tracciavano segni della croce e si mettevano a piangere a causa dei
loro peccati davanti a questa immagine.
Desctizione deWimmagine
Per Ja sua perfezione ¢ Vincredibile purezza di stile, questicona raggiunge il
culmine del”arte iconografica. Nel viso della Vergine pieno di maesti celestiale
presente anche tutta la sua umaniti, E’ il suo miracolo. Chi Pha vista, non pud
dimenticare il suo sguardo. Di dimensioni contenute (68 per 78 em), estese a 70 per 100
em per una cornice riportata, si presenta senza la “riga” di metalli preziosi con cui eta
stata ricoperta ¢ venerata per diversi secoli.
Le itwrizioni sono particolarinente significative. La Madonna viene presentata
come Meter Theou (Madre di Dio’), secondo la celebre formulazione di uno dei primi
Concili: Maria ha generato Colui che Pha creat, non & semplicemente Ia madre di un
bambino, ma attraverso di lei comincia una nuova umaniti, e lei consegna al mondo
Dio, che non disdegna di entrare nel suo grembo. Il Bambino invece qualificato come
lesus Christos (Gest Cristo). Non “di Nazareth”, ma “Cristo”. La sottolineatura anche
10 & unto di Dio, e in questo modo
in questo caso € profondamente teologica: il bam!
deve essere pensato, Inoltre Paureola ¢ contrassegnata da una croce che contiene una
iscrizione (di cui solo una parte & visibile, ¢ altre volte viene omessa): “o av”,
contrazione del passo biblico di Es 3,14, dove Dio si presenta a Mosé come
“Eyo eyo @v”, “To sono colui che &", Questa accentua ultesiormente la posizione di
Gesii che non é soltanto il Cristo ma Dio stesso che si incarna in questo bambino.
Questa icona a die perronagg! presenta Vindicazione delVordine digradante ia
selazione alla digait®: anzitutto il bambino, poi la Madre di Dio. Il Bambino indossa un
abito che irradia taggi di oro puro, questi viene raffigurato nelle icone con la
* Le iscrizioni presentano una tipiea contrazione diffusa nella antichidh: Ad un teemine cimangono la
prima ¢ Yulin lettera. Es. Metes (rade) viene segnato con M (et) R
——comporatura di un dodicenne (ci si richiama allepisodio di Gest dodicenne al tempio
che viene ritrovato fra i dottor: Le 2,41-50) e con il volto da bambino, probabilmente si
‘vuole sottolineare il fatto che Gesii cresceva in “sapienza eti e gtazia” (Le 2,52), e pid
complessivamente viene richiamata simultaneamente tutta la vicenda stotica di Gest a
partite dalla nascita ¢ conclusa con la croce-risurrezione, da notare che la frase di Le
2,51 “E sua Madre serbava nel suo cuore tutte queste cose”, & compreso nello stesso
episodio.
‘Liabito della Madre di Dio @ color porpora, siminiscenza delPabito che indossavano
le imperatrici bizantine che contrassegna Ia straordinaria dignitd. Le tre stelle sull'abito
alValtezza del capo e delle spalle, indicano la triplice verginita di Matia, prima, durante e
dopo il parto; e simboleggiano anche Ja luce di Dio che illuminando la Vergine, fa
nascere per noi un Salvatore.
Lettura simbolica
La Madre di Dio Viadimirskaija appartiene al genere di Madonne dette
“eleousa” (della tenerezza); dipende cio® da un modulo iconografico che sottolinea la
particolare tenetezza che esprimono la Madre ¢ il bambino nel loro abbraccio che si
esptime —soprattutto nel
contatto delicato delle guance.
Le prime icone della Madre di
Dio non utilizzarono tuttavia
questo modulo del?eleousa, ma
«si preferi utilizzare una
tappresentazione pid) composta
che sembrava_sottolineare
maggiormente Paspetto
teologico del rapporto Maria
esi, si tratta del genere detto
“odighitria” (colei che indica la
via); in queste icone Maria &
colei che indica la via al
credente che contemplaimmagine, Maria é la perfezione massima a cui pud tendere ogni uomo, tuttavia lei
stessa indica verso un “di pit” che & appunto suo Figlio. Appattiene al genere
“odighitria” anche la famosa “Madonna di San Luca” conservata a Bologna.
Si discute ancora
molto sul motivo del
passaggio nelle icone della
Madre di Dio dal modello
“odighitria” =a quello.
“eleousa” (della tenetezza).
Sembretebbe che la Madonna
} della tenerezza_—_voglia
sottolineare Paspetto pith
umano della tenerezza che
intercorre fra la Madre ¢ ill
H proptio Figlio, da questo
scaturisce anche
Vinterpretazione tradizionale
che legge in questo modulo la
penetrazione della sensibiliti
naturalistia occidentale che
avtebbe modificato loriginale
stile bizantino-orientale. Non
sembra perd tutto cost
semplice: Padre B. Sendler
(gesuita ¢ iconografo) nel testo “Le icone bizantine della Madre a Dio? fa notare che Ia
Madonna di Viadimir & dipinta anche nel retro, ma soprattutto il soggetto del retro fa
pensare.. Dietro la Madonna é stata dipinta una croce che si eleva su di un altare e porta
Viscrizione “IC XC- NIKA” cio’ (Gest Cristo il vincitore), questo mostra che questa
icona fu utilizzata come immagine processionale da utlizzare durante Pufficio della
Passione. Con tutta probabilitA il modello della tenerezza non sottolinea il sentimento
materno della madre di Dio, ma evidenzia il mistero teologico della sofferenza causato
dalfopera della redenzione. Con tutta probabilith si é passati dalla Madonna odighitria aquella della tenerezza a causa di un approfondimento della teologia contenuto
nelFicona.
Alla luce di queste siflessioni appare pid semplice dare una lettura simbolica
delPimmagine. Singolari sono gli sguardi: tziste quello della Madre di Dio, gioioso quello
di Cristo e altrettanto singolasi le pose: stable ¢ fermo il Cristo, piegata e in movimento
la Madse di Dio. Licona propone e genera un rovesciamento di prospettiva nella
visione immediata di chi la guarda. Non é una madre che abbraccia il suo bambino
¢ Jo consola, ma, piuttosto, un bambino che sostiene e consola una madre.
Questa acquisizione si colloca probabilmente, al centro della comprensione di
questa icona e c’8 un particolare linguistico che concorda con questa ipotesi: in russo
questa Madonna si chiama “umilienie” che non é Pesatta trasposizione del greco
“eleousa”. Bleousa significa “colei che si intenerisce”, mentre “umillenie” significa
“colei per cui ci siintenerisce”, quindi non @ propriamente Maria che si intenerisce per
Cristo, ma Cristo siintenerisce per Maria.
Lo sguardo incantevolmente triste proteso verso estemno della tavola (NB.
Maria non guarda Ges, mentre @ guardata da luil) & attratto da colui che contempla
icona. Maria dunque, guarda verso il credente e attraverso di lui a tutta l'umaniti ¢ si
rattrista a causa del peccato € dei peccati che vede. Triste e intimamente ferita si china
verso Gest per cercate consolazione e incontra il bambino che Ia illumina con la gioia e
la investe con ill messaggio del Vangelo “Il Padre ha perdonato ¢ anch'io perdono”
Rm 8,31-39)
Si completa inoltre il principio evangelico secondo cui il piccolo ¢ il debole
sostengono il grande e il forte. Il Bambino apparentemente fragile sostiene in realti
Maria, e Masia a sua volta fragile e apparentemente insignificante davanti alla malvagit’
delPuomo sostiene Fumaniti intera con Ja sua preghiera
2-"Che dizemo dungue in proposito? Se Dio & per noi chi saci contzo di noi? Bgl che non he risparmiato
il propsio Figho, ma lo ha dato per euti noi, come non cidonesh ogni cota insieme con lui? Chi accuserh
ali clei di Dio? Dio giustifica. Chi condanneri? Czsto Ges, che & morto, anzi che & ssusctato, sta alla
destea di Dio ¢ intercede per noi? Chi ei separerk dunque dallamoze di Cristo? Forse la tribolazione,
angoscia, a persecusione, la fame, la audit il percolo, Ia spada?(.) Ma in ratte queste cose aoi siamo
pid che vincitosi per vist i coli che ci ha amat. To sono infats perseaso che né morte né vita, né angeli
1é principai,né presente né avvenie, né potenze, néaltezz, né profondlti,né sleu’altsa creatura pots
mai separarci dal!amoce di Dio, in Cristo Gest, nostso Signoze.Excursus
Vergine e Madre
Una riflessione-sulla“Verginita-feconda” di Maria
Perché la Madonna ha tre stelle sull’abito? Come pittore di icone, impegnato
anche a tradurre i conteauti peculiari dell’iconografia nelle parrocchie © attraverso
articoli pubblicati sulle siviste, mi sento spesso rivolgere questa domanda. Le stelle: una
sul capo e due sulle spalle? indicano la verginita di Maria, prima, durante e dopo il patto.
Pattiamo da qui per sviluppare alcuni concetti basilar.
Con ogni probabiliti quello della Verginiti di Maria @ uno dei punti pid
controversi del mistero della nostra fede, reso ulteriormente pitt incomprensibile, dalla
pretesa scientista che la cultura occidentale porta con sé. E’ di espetienza comune avete
sostenuto nella vita almeno una controversia con un “non credente” che non se la sente
proptio di credere ad una cosa cosi inaccettabile come la Verginita di Matial
Mi sembra importante allora fate un passo indietro e ricercare nella scrittura le
origin’ di questa verith di fede per ricomprenderla meglio e renderla fruibile per noi
ong
La parola ebraica per designare una vergine, & propriamente “‘Almi” , come la
troviamo ad esempio nella classica profezia di Isaia: “Ecco la Alma concepiri ¢ partorir’a
un figlio.” (7,14). Questo termine & tecnico ¢ non ha un siferimento -come
generalmente sottolineiamo noi- ad una donna che “non conosce uomo”. Per la cultura
ebraica questo termine indica una cosa ben precisa: AlmA é pid propriamente “Ya ragazza
durante Vanno fra i dedi ei tredici anni che si prepara al matrimonio”. Ul suo cortispettivo & il
“bar-mitzvi”, il sagazz0 maschio viene iniziato per un anno (fra il dodicesimo e il
tredicesimo) alle scritture alla fine sosterri un commento pubblico davanti agli
anziani, nella Sinagoga del Villaggio, o pid eccezionalmente al Tempio, di un passo della
5 Generalmente & visbile una stella soltanto sulla spalla, perché Paltea & coperta dal bambino, questo
accade sia nelle madonne “odighitde” e in quelle della tenerezza. Nella Madonne “oranti” sono invece
visibili entoarmbe,Bibbia‘: se fosse possibile una analogia contemporanea, potremmo pensare alPanno di
catechismo che prepara i nostri ragazzini a sicevere il sacramento della cresima.
Fra le altre cose abbiamo anche una parabola di Gest, che ci dice abbastanza
dettagliatamente cosa faceva una Almi, durante questo anno. Nel Vangelo di Matteo
(25,113) troviamo la famosa patabola delle dieci vergini che in realti sono dieci Alma.
Cio? non dobbiamo pensare a dieci donne che per svatiati motivi si sono trovate in uno
stato di verginiti, ma a dieci ragazze durante Panno dell’Alma: sono sagazze che stanno
facendo il loro apprendistato al matrimonio ¢ il culto le avvia a questo attraverso una
iniziazione composta da riti patticolari. A loro, sembra di capire dalle parole di Gesi, &
affidato un compito particolatissimo, che si ripete spesso durante Panno; di scortare in
corteo lo sposo, con Pausilio di una lampada, nelle vatie peregrinazioni che deve
compiere prima di sposarsi. Nel caso particolare della parabola, le ragazze stanno
aspettando lo sposo alla soglia perché 2 andato dal padre della sposa, a concordare il
prezzo della sposa stessa. Queste usanze abituavano Alm’ a prendere “‘confidenza”
con Vistituzione del matrimonio, che lei stessa avrebbe celebrato alla fine di questo
particolarissimo anno di “noviziato”. Liintento di questo itineratio era di abinuare
progressivamente durante questo periodo annuele la candidata a concentrate il proprio
cuore su di una cosa sola: maturare ¢ approfondire il desiderio peril suo futuro sposo.
Ora queste sagazze “Alma”, non sono vergini perché non conoscono 'uomo,
come se il termine avesse una connotazione privativa, ma piuttosto é pit opportuno
pensare un significato pienamente positivo. Queste ragazze sono propriamente vergini
perché vivono nel desiderio: sono siempite dal desidetio, ¢ tutto il loro essere & come
spinto ¢ “bruciato” dallaspettativa delf'unione con lo sposo ¢ dal suo coronamento
ella materniti, Da spose saranno riempite dalla presenza dello sposo € dalla presenza
dei figli, ma adesso sono piene di un’altra cosa, di desidetio e di attesa,
‘Aggiungiamo un altro aspetto: alla ragazzina Alma veniva poi insegnato a
desiderare un figlio che fosse anzitutto maschio (tipico di ogai cultura, soprattutto se
arcaica, abituata a legare sopravvivenza ¢ forza fisica), e ad abituarsi allidea che il
« episodio di Gest dodicenne al tempio @ chiaramente episodio della sua ber mitzva, chiamato @
commentare un passo della sesitturs, suseita Vntecesce degli anziani che colpti dalla sua sapienza gli
pongono domande,
10maschio primogenito appartiene a Dio’, in realti questo comprende anche la singolare
idea che il vero Padre del bambino sia Dio stesso, Videa che i figli siano di origine
divina la sileviamo gid nel discorso di Eva quando partotisce Caino “Ho acquistato un
‘uomo dal Signore!” (Gen 4,1). L’Alma si abituava cosi, attraverso questa invocazione ad
amare Dio che attraverso lo sposo le avrebbe donato un figlio. Dopo quaranta giomni
nel sito della purificazione ella lo avrebbe consacrato al Signore. Questo insegnamento
era teso 2 purificate, nella ragazza che si preparava alla materniti, Vistinto materno, €
tendeva a farle comprendere che esisteva reale materniti, e ultimamente fecondita
‘quando esisteva una stretta connessione fra amore matemo ¢ affidamento a Dio e alla
sua volonti, Se sileggiamo la descrizione di Maria nel Vangelo di Luca, nei primi due
capitol, ci accorgiamo che la vicenda di Maria & tutta intessuta sui tichiami di questi
insegnamenti dati alle Alma,
Questa é la Vergine-Alma: & una designazione ben precisa che va aldili di una
constatazione meramente fisica riferendosi ad un complesso atteggiamento interiore
cche caratterizza una ragazza nel petiodo che Ia prepara al matrimonio. A questo
significato peculiare dobbiamo irrieunciabilmente riferirci quando incontriamo il
termine generico di “vergine” nella nostra lingua.
Leggendo la vicenda di Maria, nei Vangeli dell'infanzia di Luca, ci sono tante
cose che si chiatiscono alla luce di quanto & stato esposto, dobbiamo sempre ricordare,
cche se da una parte il nuovo testamento @ radicalmente nuovo se paragonato a quanto
precede, tuttavia si iscrive anche in un linea di continuiti con Vantico testamento. I
registro della verginita feconda @ quasi un luogo comune nella sctittura, possiamo citare
gui ad esempio: Sara che non pud avere figli perché troppo vecchia, Rachele che é la
moglie pit amata ma che non pud avere figli, Ia giovane moglie di Acaz del capitolo
settimo di Isaia, che non pud avere figli perché ¢ una Almd, ¢ si potrebbe allungare
parecchio questo elenco.
idea di fondo sembra essere questa: la serittura intravvede da sempre che la
materniti, 0 pith espressamente la feconditi, non & legata all’aspetto materiale della
generazione dei figli, anche perché i figli generati dalla camne, rimangono sotto
5 11 maschio primogenito va consaceato a Dio, come possiamo vedere nellepisodio della Purificazione al
‘Tempio nei Vangeli delInfanzia di Luca, attcaverso un sito consolidato ¢ codificato,
uPeconomia della cazne, nascono, ma sono destinati alla mozte. La sterile che partotisce
© Alma che non conosce I'uomo e che desidern ardentemente un figlio, son invece
considerate come wre madri, perché la loro genetazione viene legata strettamente
alPorigine divine. Ora, generare secondo la scrittur coincide con la possibiliti di
attingere da Dio la sua stessa vita, infats @ diffuso abbondantemente il vocabolario della
“generazione dallo Spirito”, che significa essenzialmente pastecipare alla vita stessa di
Dio. Non esiste matezniti pit feconda di quella che genera la vita che proviene da Dio,
da qui derivano anche le formule metaforiche del “generate la parola”, “quel che é in lei
@ generato da Spirito”, dette di Maria,
Possiamo parlare paradossalmente di “verginiti feconda” in Masia proprio
perché mettiamo in risalto la generazione spiituale, che dal punto di vista biblico
supera senza paragone la generazione fisica. E’ infatti nel “segno” del bambino che
viene indicata la dimensione sopranaaturale della nascita spitituale donata da Dio. Ma,
non dobbiamo dimenticare che le “cose” che si compiono in Maria, benché uniche, si
isctivono in tutto il eammino di rivelazione gia iscritto nella siflessione di Israele: lei & la
‘vera Almi, in qui si compiono le promesse di Dio.
Come tutte le verité di fede, anche quella della verginiti feconda contiene un
messaggio per il credente. E? il credente stesso che a immagine di Maria é chiamato a
diventare fecondo ¢ a generare la vita spirituale nella sua interiorith nel processo della
“divinizeazione”. Mi sembra quindi che meditare sull’anno di apprendistato delle Alm’
nelfantico Israele posta diventare occasione per maturare quelle virth che preparano
alFaccoglienza ¢ allincontro con Dio, metaforicamente inteso come “‘sposo”: il
desiderio, la pazienza, il distacco dal figlio ¢ la consacrazione a Dio del figlio. Qui c’8
tutto Hitinerasio che il credente @ chiamato a percorrere nel suo proceso di
rigenctazione dalfalto: scoprire Ja sua provenienza da Dio, desiderare la vita eterna,
consegnarsi nelle mani di Dio, fare della propria vita una offferta per Dio, come il
profumo dellincenso mentre brucia,
2La Trinita di Andrej Rublev
Descrizione delWicona della Triniti
Fin dai primi secoli, episodio dell'incontro dei tre angeli con Abramo alle querce
di Mamre, @ stato considerato patticolarmente significative, ed é stato ampiamente
rappresentato nei dipinti
Questi antichi pittori etano colpiti dalla misteriosa appatizione di questi “tre
angeli”. Infatti nel passo di Genesi 18 si dice enigmnaticamente che:
“Signore apparve a li alle Querce di Mamre, mentre eli sedeva allingresso della tenda nellora pit
ala del giorno, Eli al gl och « vie cbe tre nonin’ stavano in pied press di li. Appena li vide,
corse loro incontro dall'ingresso della tenda¢ si prostr fina a terra, dicendo: “Mio Signor, se bo trovato
granja ai tuoi och, non pascare oltre senza firmarti dal tuo serv, Si vada a prendere um po! dacgua,
Javatevi i piedi « accomdatesi sotto Valbero. Permettete che vada apprendere un boccone di pane ¢
rinfrancateo il cvore; dopo, poteteproseguire, (.)” (Gen 18,155)Si pud notare che si parla altesnativamente del Signore (al singolare) che
alternativamente diventa i tre angeli (al plurale). Se potessimo dare uno sguardo ad una
carrellata di dipinti (cone e affteschi) a pattie dal periodo delle catacombe fino al 1400
potremmo notare lo sforzo impiegato per rappresentare questo misterioso incontro.
Inoltre questo episodio sigilla una fase determinante del “ciclo” di Abramo, infatti Dio
glisi rende presente a Mamre per dirgli che si avvereri definitivamente la promessa fatta
da Dio: sua moglie Sara, ormai vecchia ave un figlio. Cosi si @ progressivamente
ctistallizzato uno schema rappresentativo che vede i tre angeli seduti su seggi attorno ad
un tavola imbandita con Abramo (alla destra) e Sara (alla sinistea) che servono gli ospiti,
alle spalle il paesaggio raffigura poi la casa (tenda) di Abramo, la Quercia e il Monte
(Probabilmente il monte Moria: Iuogo del sactificio di Isacco). Con un po’ di
immaginazione si pud pensare ad una icona simile a Quella di Rublev, ma con ia pitt Sara
¢ Abramo ela tavola con molte vivande
Questa diventd Vicona chiamata “delPospitalita di Abramo” oppure “della Tziniti
dellAntico Testamento”. I pittori volevano descrivere con una immagine un momento
saliente della vita di Abramo e anche il mistero di questo Dio che si rendeva visibile in
tre persone-angeli
Liicona che ci troviamo di fronte & opera di Andrej Rublev, massimo iconografo
russo, era monaco ed @ considerato Santo dalla Chiesa Ortodossa. Ha operato nei primi
decenni del 1400 dipingendo per le pitt importanti basiliche russe. Rublev conosceva
sicuramente Ficona delPospitalita di Abramo perché era un dipinto molto diffuso ai suoi
tempi. Liispitazione originale che gli dobbiamo fa la reinterpretazione del dipinto in
quellicona che noi abbiamo sotto gli occhi e che venne poi chiamata “Tsinita del Nuovo
testamento”.
Alla luce di quanto dicono le seritture Rublev pensd che i tre angeli che
visitarono Abramo potessero essere rappresentati anche nella loro posizione celeste.
Ciot affermd che Dio pud essere rappresentato in se stesso attraverso la metafora dei tre
angeli che sedettero alla tavola di Abramo alle Querce di Mamnre,
Un digressione importante: Y'icona della Trinitk fu considerata per almeno un
secolo una icona “dubbia” se non additittura “eretica”, Infatti si persava che Dio in sé
stesso non potesse essere sappresentato in nessun modo. Infutti nella scxittura inpatticolate in Gv 1,18 si legge che: “Dio nessuno lo ha mai visto, il Figlo che sta nel seno del
Padre, li ci ba rivelato il suo voto”. Da cui detiva che la massima rappresentazione di Dio
_consentita per una icona coincide con una immagine di Gest. Rubley quindi fece un
dipinto che si muoveva contro la tradizione iconografice, rappresentando Dio in sé
stesso. La Chiesa ortodossa nel concilio dei 100 capitoli (del 1551) comungue dichiard
canonica Picona della Trinita, dichiard santo Andrej Rublev, ¢ lo scelse come modello fra
tutti gli iconografi
Questa icona intende rappresentare Dio in Sé stesso. Quindi troviamo in questo
panorama celeste: i tre angeli apparsi ad Abramo che sono diventati le tre persone della
Trinitd. Il Padre, alla sinistra vestito di rosa. Il Figlio al centro, vestito in rosso e in blu
con il clavo giallo-oro con cui vestivano i diaconi. Lo Spitito Santo alla sinistra, vestito di
blue di verde.
Gi altzi simboli, che originariamente erano legati alVincontro stotico degli angeli
2 Mamte sono diventati invece: la casa di Abtamo @ ora il Tempio; la quercia di Mamre é
Ja cxoce di Cristo; la Montagna del sactificio di Tsacco é la roccia del deserto battuta dalla
-verga di Mosé da cui usel Pacqua. La tavola @ Paltare su cui si 8 consumato il sactificio di
Gest, ¢ al centro i vati cibi sono diventati semplicemente un vitello immolato (nb. Non &
chiazo cosa ci sia dentro la coppa: chi dice ci sia un pane eucaristico, chi dice ci sia
volto di un ragazzo, chi pensa ad un vitello), segno di Gest “Agnello-vittima” immolata,
Lettura simbolica
Liicona & caratterizzata anzitutto da un movimento rotatotio complessivo, che tende
a imprimere un movimento di passaggio dello sguardo fra le varie figure: Questo aspetto
@ reso dal punto di vista pittorico dal fatto che i tre angeli sono compresi entro un
cerchio perfetto, che ha il centro nella coppa ¢ i limiti esterni nel capo di Gest ¢ nei piedi
del Padre ¢ dello Spitito. Inoltre i simboli alle spalle dei tre: casa, albero, montagna,
hanno un andamento che prolunga la posa del personaggio di tiferimento, che
contribuisce ad accentuate il movimento di rotazione.
Ancora: lo sguardo @ invitato a possi anzitutto sul capo del Padre, 2 causa della
stabiliti di questa figura. Sguardo che poi tende a scivolare lungo questa figura fino ai
piedi e viene simandato ai piedi dello Spitito. Qui risale fino al capo attraverso la manica¢ raggiunto il capo finisce sul volto del Figlio. Di qui poi si divatica. © scende lungo le
manica e si ferma sul gesto di benedizione sulla copa; oppure si posa sul volto del Padre
¢ sicomincia il ciclo rotatotio.
La dinamica rotatoria sottolinea l'idea di perfezione dell’amore che lega le tre persone
della Trinita. Sono distinte ma decidono di offrirsi una altra. Tutto questo avviene nella
delicatezza e nella pace. Inoltre si dice implicitamente che questo amore non rimane fine
a se stesso, infatti il ciclo rotatorio che si conclude con la benedizione della coppa indica
che questo amore dei tre, ¢ anche sivolto verso il sactificio @amore che Dio compie
verso Fumaniti.
E’ impostante la posizione che le figure assumono perché sembrano suggerire una
Jettura delPattivita di Dio nella storia degli uomini. Il Padre infatti & immobile e stabile sul
suo seggio. Infatti Eglié colui che crea e conserva nell’essete il mondo e che attraverso la
sua pazienza ¢ misericordia accoglie !'uomo nella sua casa. Il Figlio invece sembra che si
stia posando: come fosse attivato in questo momento ¢ stia prendendo ancora posto:
probabilmente ci si riferisce qui alla missione del Figlio sulla tetra, dopo la sua morte €
risurrezione @ ritornato al Padre. Lo Spirito invece sembra stia per alzatsi, infatti Gest
diceva che la sua partenza dal mondo avrebbe aperto la strada ad un “Consolatote” che
avrebbe accompagnato la vicenda storica dei eredenti. Quindi Yicona della Trinita
sembrerebbe saffigurate anche Vavvicendamento delle persone del Figlio ¢ dello Spirito
nella loro missione sulla terra.
‘Una ulteriore interpretazione la si ottiene attraverso Vassociazione fra la piccola
coppa che sta sullaltare ¢ la grande coppa che si forma al centro dellicona. La grande
coppa si forma, con un po’ di immaginazione prendendo come base i piedi esterni del
Padre e dello Spirito e come pateti estetne i contorni interni sempre del Padre ¢ dello.
Spitito fino alla spalla. Poi si congiungono le spalle e si ottiene una grande coppa che
contiene al suo intemo la figura del Figlio: osservando sati molto pit facile capire
comunque,
La simbologia @ comunque molto puntuale. E sembra sottolineate che il sactificio ¢
la pazienza che Dio dimostra nei confronti delumaniti, non é una fra le tante cose che
fa, Ma indica che tutta Pessenza del mistero di Dio si potrebbe riassumere nel sacrificio.benedice il sacrifi
Un sactificio cosi totale che contiene la persona del Figlio. Questa interpretazione
probabile, dilaterebbe ulteriormente il significato di questa icona: Dio non soltanto
, ma la sua essenza si riassume nell’amore per l'womo. Un amore cosi
forte che si spinge fino al sacrficio di Dio stesso per ognuno di noiL’ icona di san Nicolo
elude, ancestors dimstrato al
Nicola cow Put bai oggunto le stte
| ‘pit ele, con la porta la risbeage. Padre « Veseowe, propa Cito Dio dé
salar nste anime
Dalla Lituia Bigantna
Introduzione all’icona
Guardando una icona possiamo avvertire sentiamo una insolita familiariti
Probabilmente, (anche se non lo sospetteremmo mai), é perché ci troviamo di fronte aqualeosa che avvertiamo come molto legata alla vita di tutti i giorni; probabilmente
oggetto pit vicino al quotidiano che tutti i ritroviamo in case: la televisione.
Liicona infatti si presenta come uno schermo. Ci sono alcuni particolari che ci
| ———aiutano-a-capire questo: Il bordo-rosso-che me delimiar ib perimetro-esterneinfatti-ha——
una funzione precisa ¢ delimita la realth esterna (visibile con i nostei occhi) dalla realti
interna (altrimenti invisible). In senso pid preciso delimita il “profano” che si trova
fuori dal “sacto” che si trova dentro Pimmagine. Lo sbalzo interno alla tavola delimita
invece il bordo esterno da una zona pit interna chiamata anche “finestra” 0 “culla”.
Questo é lo “schermo” vero e proprio dove ci @ data Ia possibiliti di vedere una
immagine che non appartiene alla nostra realta visibile.
Quindi, se vogliamo forzare questo paragone icona-tv potremmo dire che: quando
vediamo un personaggio in tv, noi in realtA vediamo come miracolosamente appatite
sullo schermo una realtA invisible ai nostri occhi: infatt il personaggio televisivo non &
presente (chiaramente) nel nostro salotto. Quindi la Tv @ uno strumento adeguato per
ecepire € rendere visibile qualcosa che pur esistente non & realmente né presente né
visibile, i dove siamo noi. Dell'icona si possono dire le stesse cose. Appate davanti ai
nostri occhi una immagine soprannaturale e che diventa visibile attraverso uno
strumento adeguato: Picona stessa appunto.
‘Trovarsi davanti ad una icona significa guardare attraverso una “finestra” che ha
una vista sullinvisibile. La prima cosa che si pud notare infatti& che le icone non hanno
il cielo azzurro, ma hanno dei fondi in oro zecchino. L’oro @ il materiale pid prezioso
che esiste in natura ed ha una sifrazione perfetta della luce. Per questo gli iconografi lo
utilizzarono per sigaificare la luce increata, che é la luce di Dio.
Guardiamo con attenzione: possiamo notare che le figure non hanno le ombre.
Questo perché le cose € le figure contenute nellicona appartengono ad una realti
“tasfigurata”, e non prendono luce dalPesterno ma contengono esse stesse la luce:
questo concetto & una eco di quanto si dice nell’Apocalisse: "Gli elit sedvanno la faecia del
Signore « porteranno il uo nome sulla front. Non vi sara pit note ¢ non aoranno pit bisegno di lee
i lagpada, nbd ced sol, perch il Signore Dio Hi illuminerd e regneranno nei stolid: secoh" Ap
224-5. Dal punto di vista pittorico questo é evidenziato attraverso particolari molto
singolari. Dalle vesti trasparenti escono raggi di luce sempre pit intensi fino ai tratti vivi
di colore bianco puto, nei punti dove la pelle tocca le parti di tessuto a maggior contatto
con il corpo di luce.Questo fenomeno raggiunge la massima intensiti nei volti, Il colore della pelle
molto scura ¢ i colpi di luce molto intensi, rendono Videa dell’abbaglio che i nostti occhi
hanno davanti ad una sorgente luminosa troppo intensa: se noi guardiamo direttamente
i'sole-abbiamo uns esperienza analoga: vediamo il sole-neroe tutto-attorno-scorgiamo
un alone luminosissimo. Un maestro russo infatti consigliava di immaginare i volti delle
icone come se fossero costruiti su di un scheletzo trasparente con una lampadina dentro
¢ ricoperti di pelle, questo esempio pud afutare a capire ancora meglio.
Le figure non hanno alcuni aspetti tipici della pittura come Ia consideriamo
tradizionalmente “noi moderni”: la costruzione dei volumi attraverso il chiaroscuro ¢ la
prospettiva. Questo per accentuare il fatto che ci troviamo di fronte a corpi celesti che
non seguono la logica rappresentativa naturale. La profondita il volume vengono
raggiunti qui attraverso la sovrapposizione di colori molto leggeri ¢ trasparenti ¢ il
movimento verso Pesterno viene sottolineato con lo spostamento dell'asse della figura
‘verso sinistra nel “profilo avanzante”.
Un altro particolare da considerate 2 quello della “prospettiva rovesciata”. Un
aspetto ancora molto discusso fra gli interpreti delle icone antiche. Sappiamo dalla
scrittura che Dio disse a Mosé che Egli non pud essere mai visto di fronte, perché
“vedera Dio di fronte significherebbe morin”, quindi Egli si fa vedere “di spalle”
Probabilmente gli iconografi cercarono di fare delle raffigurazioni con la prospettiva
inversa, dove “il punto di fuga” non é dietro le figure ma davanti. Questo significa che
noi abbiamo una visione di qualcosa che avzemmo potuto vedere solo di spalle. Non &
comunque facile capite questo ed é un punto controverso.
Liiscrizione: tutte le icone hanno una scritta che designa o il titolo o il nome di un
personaggio. Normalmente sono sctitte in slavo antico o in greco. Probabilmente sono
fanzionali alla collocazione. Nelle chiese ottodosse ci sono centinaia di icone e i fedeli
dovevano poter capire attraverso Pisctizione a quale scena o personaggio si rifetisse
Picona.
Le icone si dipingono con una emulsione formata da tuorlo di uovo, vino e di
essenza di lavanda e sono simboli rispettivamente: della risurrezione di Gesit
(anticamente infatti la risurrezione veniva paragonata al pulcino che spezza il guscio ed
esce dall'uovo); del sactificio, dove Gest offte il vino dicendo che é il suo sangue; del
profumo, come ricordo dellunzione con un balsamo da 300 denati)di Maria Maddalena
a Betania (segno della dedizione completa dell'uomo al mistero di Dio). I coloti sono
possibilmente pigmenti naturali, in genere terre e pietre preziose tritate, questo vuolesottolineare che tutto cid che c’é di pitt prezioso in natura viene messo a servizio di
queste sappresentazioni “trasfigurate” della realti. A pittura ultimata il dipinto viene
ricoperto da olio di lino cotto bollente con sali di cobalto che conferisce, una volto
essiceato-quella-particolare~patinw~“vetrosa’”-e~profumnata-che-caratterizza”il-dipinte
iconografico.
Icona “immagine di Dio”
Cosa significa che Picona & “immagine di Dio”?. Si tratta di una frase molto
diffusa ¢ abusata, Ci sono svariate teorie sulle icone, perché soprattutto in occidente
non vi sono lavori organici che propongono una sintesi esauriente. Esistono sintesi di
teologi ortodossi , fia questi ricordo il famoso Eudokimov e i meno famosi Uspenskij
€ Alpatov. Un teologo occidentale tende a presentare Picona alla luce della storia della
pittura occidentale, non esiste un’opera organica di questo, da cui le diverse teorie, che
tendono a considerate un aspetto settoriale come univoco e totalizzante.
Quale idea aveva un uomo antico in relazione al concetto di “materia”? Nel
XIII secolo vi @ stato in occidente Vingresso del pensiero di Aristotele da cui & desivata
una diversa visione del mondo da parte dell'uomo medioevale. Sia sufficiente ricordare
Vaffresco de “Ja scuola di Atene” di Raffuello, che si conservava nella “stanza della
segoatura” ai Musei Vaticani di Roma, che rende plasticamente la diversa visione di
Platone e Atistotele, Al centro del dipinto fia i flosofi campeggiano appaiati Platone ed
Acistotele: il primo indica con il dito verso il cielo, il secondo indica, con la mano tivolta
verso il basso, la terra, Lrorizzonte platonico e successivamente neoplatonico da cui
deriva il pensicro cristiano dei primi secoli ¢ che si é cristallizzato nei grandi Concili
ecumenici a partire da Nicea (325) passando per Calcedonia (451) fino al Niceno II
(787), relativo alla controversia iconoclasta, postula che lo spirituale sia la sostanza pet
eccellenza, mente la materia viene considerata come effimers, “umbratile”, vedi i
concetti tipicamente platonici del “corpo prigione dell’anima” ecc. La visione del
mondo secondo Aristotele & diametrilmente opposta: Prima viene ls materia,
osservabile, tangibile, reale, poi viene lo spirituale dato come ulterior.
Da Aristotele poi si passa a Descattes che introduce il pensiero illuminista e dice
siferimento alla visione del mondo attuale. Pet cui pet noi contemporanei, la sostanza
Ja materia e Pultesiosith @ lo spisituale, cioé implicitamente siamo dentro a categorieatistoteliche: Da qui detiva Ia consapevolezza, razamente avvertita che, qualoze
volessimo accostarci ad una opera che viene prima del XIII secolo (o posteriore ma che
non ha accettato la visione dellaristotelismo, come sono le icone russe), dobbiamo
| - ~sempre~operare~questo~ passagyio~dei~piani~di-riferimentopena-il-giudicare~com
| parametti inadeguati una realta che non ci appartiene e che concettualmente si trova agli
antipodi del nostro modo di rapportarc alla realt
‘La valutazione positiva della materia pet un uomo modezno é un dato acquisito, mentre
tun uomo medievale con tutta probabiliti resterebbe perplesso meravigliato di questa
stessn valutazione.
Questo uomo, che possiamo immaginare vittualmente, aveva categorie diverse,
mediate appunto dal neoplatonismo. Poi aveva la percezione che la vita era insicura ¢
instabile: Veti media ai tempi delVimpero romano é valutata a 18 ansi, a 40 quella ai
tempi dei communi, C’etano poi fenomeni pet noi sconosciuti ¢ inimmaginabill, la
“grande peste” che colpi I'Buropa nelI'asco di tempo che va dal 1347 al 1358 uecise da
1/3 a 2/3 di tata Ia popolazione, giusto per fare un esempio. Questo per dare una idea
della precarieti della vitae della sfiducta nella materia
Quando un pittore medievale si accingeva a rtrarre una immagine di Cristo, si
avvicinava a questo compito con un pudore immenso: si trovava a disagio a
rappresentare una matetia con una consistenza ¢ un significato immediatamente
positive, Per cui difficilmente avrebbe mppresentato una raffigurazione umana in
analogia con quello che poteva mutuare da una ossevazione di un modello reale. E? pet
questo motivo che la piteura iconografica non si presenta mai come usa raffigurazione
mutuata dalla realti (ed @ anche per questo motivo che sono di cost difficile letura
immediata pet un modetno). Infatti noi vediamo figure piatte che non hanno tre
dimensioai, non hanno ombreggiature, non esprimono passioni ¢ stati d’animo, non
existe neppure la volta celeste. Si potrebbe dire infatti che Vconografia @ una “pittura
astratta espressa in maniera Sgurativa”, ¢ un dipinto che non nasce mai da una
osservazione della realta che viene poi trasposta in pittura, ma nasce da una experienza
spitituale e che viene poi “tadotta” figueativamente.
Per spiegace. Raffacllo rappresenta la Madonna prendendo una donna a
modelo, nel rappresentarla poi la spititualizza perfezionandola, ad es. arrotonder’
maggiormente Viride, assottglier il naso la rendera pit alta di stature ecc.. Qui si tratta
di pittura figurativa, mentre nel caso di un iconografo, prima viene una esperienza di
Dio che si “materializza” nella sua interioriti ¢ ne trasforma intimamente ¢progressivamente Pesistenza (¢ per questo che Ia santiti di vita @ un ingrediente
fondamentale per Viconografo), poi viene la “traduzione” pittorica, che esprime
soprattutto questa subordinazione del materiale nei confronti dello spisituale.
Proprio: per questo motive e per sottolineare-che nom si tate di una immagine —
che deriva dalla realti ma da una espetienza del divino, Picona presenta personaggi
forme ¢ simbologie che si presentano come volutamente indecifiabili per chi vogtia
leggesli nel registro figurativo (tn uomo modemno dit spesso: quelle figure sono troppo
alte , nella scuola di Dionisj le figure sono in rapporto capo-corpo 1/12 fino a 1/14
mentre il modulo reale @ 1/7: quelle figure sono alte il doppio del normale! Si
potrebbero fare altri esempi). E fa questo proprio per dare maggiore evidenza a questa
itineratio che va dallesperienza spirituale verso la raffigurazione.
Ci sono poi sfumature diverse nella raffigurazione. Un iconografo russo, ha
davanti a sé nomini e donne con tratti somatici mssi, lo stesso & per un italiano ecc,
Questo significa che una icona russa @ diversa da una icona italiana, e significa
soprattutto che nel presente iconografi che hanno intetiotizzato sia una espetienza
spirituale e assimilato i moduli tradizionali, possono eseguire opportunamente nuove
icone.
Lessenziale @ comunque questa esperienza di Dio, che si avverte come
“maggiormente esistente” della realtt stessa ed esistenzialmente diventa cost
tivelaate da diventare il riferimento su cui appoggiare Mesistenza stessa. Cito a
proposito la parabola di Mt 13,45-46: “I! ragno dei cel ® simile a un mercante che va in cerca
i perke prexint; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i swoi averi ¢ la compra” .
Questa & Vesperienza della risurrezione, che doviebbe essere prevalente in chi
dipinge, altsimenti si scade nella ricerca di quanto non & essenziale € si va verso la
sicerea della siuscita pittorica.L’icona di san Nicolo
San Nicold, detto di Myra, dove fu Vescovo, e di Bari dove é sepolto, @ uno
dei Santi pi popolari. Nacque a Patara, attuale Turchi, Non si conosce la data esatta
della nascita, che pud essere fissata comungue verso il 255 dopo Cristo. La leggenda
attribuisce virth miracolose al Santo fin dallinfanzia: si sarebbe limitato a prendere il
latte una volta sola al giorno il mercoledte il venerdi (giorni di digiuno). Da giovane
si trasferl a Myra. Li Nicola si conquist una grande stima da parte dei cittadiai
Senza neppure essere avviata al Sacerdozio, la comunit lo elesse Vescovo.
Il racconto agiografico esprime questa volonti del popolo come elezione
divina. Dio rivela ad un Vescovo che il neo-eletto sari colui che alPalba per primo
entreta in Chiesa. Appena Nicola entré, il Vescovo lo titd da parte ¢ lo present al
popolo. A differenza di molti Vescovi dell’antichitt non ha lasciato sctit, ma si
consacrd allannuncio della Parola. Non va dimenticato che i Myresi erano in grande
‘maggioranza ancora pagani. Nel 325 prese parte al Concilio di Nicea, che condanné
Peresia di Ario.
L’episcopato di Nicola si svolse sotto Pimperatore Costantino (306-337), Nulla
si sa delle circostanze della sua morte, che dovette avvenie intotno al 333/334. Fu
sepolto nella citta di Myra. Qualche anno dopo, sulla tomba sorse una Chiesa, che fu
ben presto meta di pellegrinaggi. La gente accorreva dai pid svatiati paesi della
cristianita attirata dalla fama di santiti ¢ dei miracoli che il santo continuava
compiere dopo la morte. Un fenomeno straotdinario colpiva tutti: quello della
“qasudazione” attraverso il cozpo di un olio chiamato manna ¢ anche mytion, che
tutti volevano portate con sé a casa.
Nel 1087, due sacerdoti di bari, Lupo ¢ Grimoaldo (indubbiamente bei tipi),
trafugarono il corpo del santo a Myra e Jo portarono a Bari. Da allora la salma é
custodita nella citti di Bari dove il fenomeno della manna non si é mai intetrotto. 1
domenicani che hanno in custodia la cattedrale di San Nicola ne hanno fatto un
centro di studi e un luogo di pellegrinaggio ecumenico. La devozione a san Nicola,
nel corso dei secoli, si @ trasformata in devozione collettiva, assumendo talvolta
aspetti assai interessanti per la vita di inteti popoli. In Russia, Nicola é venerato in
modo commovente come patrono della nazione. In Romania egli gode di grande
simpatia e popolatitt. In Grecia non si contano le chiese, cappelle, edicole ¢ localiti
aventiil suo nome. Si pensi che di sole chiese parrocchiali ve ne sono circa 900 nella
7sola Grecia. In Italia specie in quelle terre che facevano parte della Magna Grecia,
San Nicola resta il santo pid venerato.
Nella Chiesa orientale si celebrano due feste del Santo, la prima & settimanale e
sicelebra- ogni giovedis la seconda, annuale; si celebra il 6-dicembre, data probabile
della morte. Il proprio delle due feste @ molto ricco e riflette la grande venerazione
peril santo Abbiamo posto alcuni inni di fronte all'cona.
Liconografia di Nicola & estesissima, ma conserva in genere questi tratti di
tiferimento: abbigliamento da Vescovo (caratterizzato non dalla mitria ma
dall’omophorion, simile al nostro pallio, indossato dai metropolit), Il capo con un
nimbo dorato. Nel volto si ritrovano i tratti che lo rendono immediatamente
siconoscibile: fronte alta ¢ latga, occhi espressivi ¢ penettanti, bocca socchiusa,
capelli canuti, barba rotonda,
Il nome Nicola, dal greco Niké significa vincitore (anche le scarpe Nike) ha
subito variazioni a contatto con le diverse culture. In alcuni casi ¢ Nicold in altti
Sankta Klaus, nei paesi nordici vi é addirittura una estrapolazione della figura di San
Nicola che diventa Babbo Natale.
icona é una copia conforme di un dipinto di San Nicola della Meti del XVI
secolo. Appartiene alla Scuola di Mosca ed @ attualmente conservata al Museo
Rubley di Mosca, misura 107 pet 70 em,
San Nicola é rappresentato attraverso una gamma cromatica calda tutta basata
sulle variazioni del rosso, quasi puro nel taglio del Vangelo, con variazioni ciliegia nel
manto e arancio in varie gradazioni nella copertina del libto, nei polsini ¢
nell’omophorion (pallic)
San Nicola rappresenta per la spirinualitt russa !”alter Christus” (posizione
detenuta in occidente da San Francesco d’Assisi), il santo che tipercorre sulle orme
del Salvatore la terra russa per recate consolazione e salvezza a quanti lo invocano:
nella sua fisionomia si savvisano i tratti propri del santo, che nel suo amore a Cristo
si fa prepodobny} (pronuncia prispadabnai, molto somigliante) alPimmagine che Dio
ha di lui. E? proprio a pastice dalla fiamma della catiti in nome di Cristo che nasce
Valtea virti per cui Poriente venera san Nicola, e ciot lo zelo nella difesa della vera
fede (ortodossia); questo soggetto iconografico con le raffigurazioni della Vergine ¢
di Cristo che porgono a Nicola il Vangelo e Fomophorion ricotda infatti il miracolodi Nicea (325), quando Nicola, imprigionato per aver schiaffeggiato Veretico Ario,
ricevette in carcere Vappatizione celeste che gli restituiva la dignith episcopele.SAN GIORGIO
Licona di San Giorgio appartiene alla scuola di Novgord ed é stata dipinta nel XV secolo, non &
di grandi dimensioni, questo particolare aiuta a pensare che si trattasse di una icona data per il culto
privato in una abitazione. Lo sfondo rosso € non dorato, oltre ad avere un significato simbolico ben
preciso, lascia pensare ad una realizzazione in economia.
Descrizione dell'immagine
In basso a sinistea troviamo Ia caverna nera simbolo degli inferi, inquadeata dalla terra che si
prolunga nelle montagne trafigurate dalla luce ¢ protese verso Valto nel movimento ascendente della
“nuova creazione”, Esce dalla caverna il drago o serpente, che si richiama alla figura del mostro
biblico “Leviatan”, desctitto come informe ¢ strisciante, viene trafitto dalla lancia. Soveasta la
composizione la coppia cavallo-cavaliere. Il cavallo domina tutto lo spazio e la particolare posizione
rafforzata anche dal colore totalmente bianco da Pidea di una forza sovrumana che si appoggia sul
deago. San Giorgio cavalea con sorprendente faciliti e impugna un’arma esile e leggerissima, tanto
esile che la pud piegare con la mano destra. E’ vestito molto accuratamente, & abbastanza semplice
pensare ad un rimando biblico della lettera agli Efesini 6,10-17: Peril resto, attngete forga nel Signore ¢ nel
vigore della sua potenza. Rivstteui dellarmatura di Dio, per poter resstere alle insiie del diavole. La nostrabattagla infatt non 3 contro creature fated sangue di carne, ma contro i Principaie e Potesta, contr i dominatori
i questo mondo di tenebra, contro ght sprit del male che abitano nelle regini celsti. Prendste percid Varmatura di
Dia, perc passiate resisters nel giorno manag ¢ restare in pedi dopo aver superato tutte le prove, State dngwe ben
for, cnt fianci cna eit rivet con la cornea della ginstigia,e avendo come calzatura_ai pie lo zelo per =e
“propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo seudo delta fede, com il quale potrete spegnere tutti i dardi
infuocati del maligno; prendete anche elmo della salvexga e la spada dello Spirito, iat la parola di Dio. Hail
volto splendente, come un eroe che gode gid i frutti di una vittoria lungamente desiderata. Dietro
campeggia lo sfondo rosso intenso indicazione simbolica del religioso e della presenza del regno di
Dio, che invade tutta la realta e spinge verso il basso la montagna e soprattutto preme sulla caverna
tenebrtosa. Infine, sulla destra in alto la mandorla (cerchio, semicerchio o ellissi, color azzurro),
segno della presenza attuale di Dio nella storia degli uomini: questo segno & sempre stato utilizzato
nelliconogtafia a causa della proibizione di farsi immagini dirette di Dio, la mandotla indica Dio
attraverso i simboli: il colore della profonditi ¢ delVintensitA della presenza aella forma geometiica
pid pesfetta il cerchio. Da questa mandotla a volte pud uscize una mano che benedice: é la mano di
Dio che interviene sostenendo una azione dell'uomo.
Interpretazione
Lo scenario di fondo poggia su di una contrapposizione di fondo fra gli spazi che si scontrano
¢ interagiscono. Lo Spazio dominante & chiaramente il campo t0sso, indicazione del regno di Dio,
che con la suo forza spinge verso il basso lo spazis terrestre (montagne e grotta) che simboleggia il
regno del “principe di questo mondo” o Satana. Se si guarda con attenzione si osserver’ che @ lo
stesso spazio tosso che si incunea al centro come una spada a trafiggere 1 drago che esce dalla
grotta. Ancora prima di entrare nei dettegli abbiamo gii una chiara formulazione della teologia
contenuta nel’icona: é il zegno di Dio che con la sua presenza mete a morte le forze del male, anche
se attualmente il male conserva ancora una sua energia, ¢ anche se questo & deducibile solo da chi ha
uno sguardo spirituale capace di fissare Palto. Se uno & immerso nella tenebra del peccato, si ripiega
su se stesso e guardando verso il basso vede soltanto la tetta e l'apparente strapotere del male.
Ancora su questo tema si possono osservare le montagne che oltre ad apricsi in mezzo presentano
tuna crepa allaltezza del collo del drago, ¢ indicino ulteriormente che il regno del Satana si sta
decomponendo, mentre allo stesso tempo é la tert stessa che inizia il movimento verso V'alto della
resuztezione: le cime delle montagne sembrano scafnificarsi e uscire dalla terra, mentre si illuminano
a
della luce interiore di Dio.Al centro campeggia il cavallo che domina ‘di fatto la scena, mentre sopra ¢ sotto stanno
tispettivamente San Giorgio ¢ il Drago. Interessantissima la figura del drago: non deve sfuggire il
colore azzutro che é lo stesso colore che indica fa presenza di Dio (vedi mandorla nel riquadro
destro in alto), non solo la figura possiede le stesseumeggiature che hanno normalmente le creature
trasfiguiste inteormente dalla presenza di Diofiimentre il colore dorato della testa e delle ai
indicano normalmente la dimensione della carne,,probabilmente qui si vuole sottolineare la realth
della presenza del male, che non é un’idea ma una forza reale che insidia 'uomo. La raffigurazione
del drago @ talmente raffinata che contiene da sola tutta una concezione del male. Qui occorre fare
un passo indietro € ricordare Pidea biblica dellorigine del male. Secondo la Bibbia Dio ha creato
tutte le cose per Pesistenan poiché & buono, e proprio per la grandezza della sua mente ba lasciato
nelle creature la liberta di potersi inserite 0 di evaidere da questo disegno. Per fede sappiamo che
alcuni angeli si sottassero allinfluenza di Dio ¢ firono scaraventati sulla tetra, preseio possesso
degli inferi ¢ il mondo divenne proprieta del “Satana o Principe di questo mondo”. Di fatto il
peceato dell'uomo @ una sproposizione del peccato degli angeli. Resta comunque questa idea
fondamentale ¢ che & proprio soltanto del cristianesimo: Dio non ha un nemico che gli sta a pati
livello € che si chiama Satana (principio dualistico), ta piuttosto occorre dire che Dio ha lasciato la
libertd alle creature ¢ che queste timangono fondementalmente buone anche se si sottraggono alla
sua volonti, producendo il male. Ben consapevdle di questa concezione Viconografo ha voluto
rappresentare il Drago con il colore pit spitituald ed elevato che possedeva: 'azzurro, ha inoltze
indicato che il male non esiste intrinsecamente, ma existe in quanto perversione di una natura che
non pud che essere buona; sintetizzando si potsebbe dise che il male & una sottrazione al bene, 11
Drago poi é informe ¢ rapidissimo, da questo ricava la sua forza: non pud essere preso con la lotta
diretta perché sfugge in quanto viscido, e non sipud avvertire se non con una intensa vigilanza
petché si nasconde ¢ striscia con eccezionale sapiglit: se non viene aiutato, 'uomo si accorge del
morso solo dopo averlo ricevuto. . :
San Giorgio 2 In figura del ctistiano che indossa Je armi della fede, come veniva indicato da San
Paolo nella lettera agli Bfesini, quando considefa. il “Combattimento spisituale”. Soprattutto @
interessante Ia lancia che egli impugna: sottilssima, versatile e leggerissima. H? gii una indicazione
perfetta delle qualita che caratterizzano il credente, ne troviamo un rimando nelle parole di Gest che
riguardano Vinvio in missione degli Apostoli: “!6Eap: io vi mando come pecore in mezzo ai lnpis siate duangue
prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Cuaiatti agli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e
i flagelleranno nelle loro sinagoghe; 182 sarete condotti evans ai governatori ¢ ai re per causa mia, per dare
iestimonianza a loro ¢ ai pagani. 19 quando vi consegneranno nelle loro mani, non prececupateri di come o di che cosa
dovrete dire, pershé vi sard suggerito in quel momento cié che dovrate dire: 20 nom siete infatti voi a parlare, ma 8 lo Spiritodel Padre vostro che parla in voi” (Mt 10,16-20). Anche:
ostre cinture, wb bisacsia da viaggio, né due tunicbe, af sang né bastone”, (Mr 10,9-10). Saxk proprio questo
atteggiamento umile ¢ “disarmato” quello che consentira al credente di vincere Ia battaglia contro il
‘Nom procuratei oro, né argento, né moneta di rae nee
peccato.. = pecs =
Il Cavallo domina completamente la scena, sia per le dimensioni eccezionali, la macsta della
posizione che per il colore di un bianco putissimo, La posizione é molto ticercata: tutto il peso del
cavallo, infatti_grava verso il basso e conferisce presdoché totalmente la forza alla lancia di San Giorgio.
L'indicazione voleva sottolineare 'aspetto fondamentale del ruolo dello Spirito nella vita del credente:
Tuomo non potrebbe aulla contro il male, se non ci fosse una forza straordinaria che combatte per lui,
dandogli nello stesso tempo appoggio € forza (¢ la Inetafora che si deduce si pensa a cosa rappresenta
tna cavaleatura per un cavalier). Il cavalo 2 simbolp dello Spisito Santo (l bianco & sempre simbolo
delle realta spirituali), che aiuta e sostiene il credente fiella lotta contro il peccato, L’uomo che vincer la
tentazione di poter fare tutto da solo e si “arrendesi” al proprio orgoglio umiliandosi nella supplica, si
troveri sulla sella dello Spitito che agit’ con lui potensiandone le facolta ¢ gli garantisa sicurezza,
consolazione ¢ vittoria,LVINCONTRO DI GESU’ CON LA DONNA
SAMARITANA A SICHAR
iCommento ed intrpintarjone del! Toona
Una parola sulle Icone
Quando guardiamo usa Icona sentiamp una insolita familiatiti. Probabilmente,
(anche se non lo sospetteremmo mai), 2 perché ci troviamo di fronte a qualcosa che
tevertiamo come molto legate alla vita di tutti gioeni; probabilmente Yoggetio pid
vvicino al quotidiano che tutti ci itroviamo in casa: la televisione
Lilcona infatti si presenta come uno schermo. Ci sono alcuni particolati che ci
aiutano a capize questo. II bordo rosso che ne delimita il perimetto esterno infatti ha una
fanzione precisa ¢ delimita la realta esterna (visibile con i nostti occhi) dalla realta
interna (altrimenti invisibile). In senso pid preciso delimita il “profano” che si trova
fuori dal “sacro” che si trova dentro immagine. Lo sbalzo interno alla tavola delimita
invece il bordo estemno da una zona pit interna chiamata anche “finestra” 0 “culla”.
Questo 2 lo “schermo” vero e proprio dove ci é data la possibilita di vedere una
immagine che non appartiene alla nostra realta visibile.
Quindi, se vogliamo forzase questo paragone Tcona-tv potremmo dire che: quando
vediamo wna persona in tv, noi in realtA vegiamo come miracolosamente apparice sullo
schermo una realti invisibile ai nostei occhi: infatti il personaggio televisivo non &
presente chiaramente nel nostro salotto. Quindi la Tv & uno strumento adeguato per
recepire e rendere visibile qualeosa che pur esistente non é realmente né presente né
visibile, li dove siamo noi. Con una analogia si possono dire le stesse cose di una Icona:
Appate davanti ai nostri occhi una immagine soprannatutale ¢ che diventa visibile
attraverso uno strumento adeguato, l'Icona stessa appunto,
‘Trovarsi davanti ad una Icona significa guardare attraverso una “finestra” che ha una
vista sull’invisibile. La prima cosa che si pud' notare infatti é che le Icone non hanno il
ciclo azzurro, ma hanno dei fondi in oro zecchino. L’oro & il materiale pit prezioso che
csiste in natura ed ha una sifrazione perfétta della luce. Per questo gli iconografi lo
utilizzatono per significare la luce increata, che é la luce di Dio.
Guardiamo con attenzione: possiamo notare che le figure non hanno le ombre
Questo perché le cose ¢ le figure contenute nell"Icona appartengono ad una realti“trasfigurata”, € non prendono luce dall’esterno ma contengono esse stesse la luce:
questo concetto @ una eco di quanto si dice fell’ Apocalisse: “Gli elt’ vedranno la faccia del
Signore e porteranno il suo nome sulla font, Non vi sari pit notte ¢ non avranno pitt bisogno di ce
di lampada, né di luce di sole, perohé il Signore Dia Vi illeminerd e regneranno nei secoli dei seol!” Ap
224-5. Dal punto di vista pittorico questo, é evidenziato attraverso patticolari molto
singolati. Dalle vesti trasparenti escono raggi di luce sempre pit intensi fino ai tratti vivi
di colore bianco puro, nei punti dove la pelle tocca le parti di tessuto a maggior contatto
con il corpo di luce.
Questo fenomeno saggiunge la massima intensiti nei volt. Il colore della pelle molto
scura ei colpi di luce molto intensi, rendono Pidea dell’abbaglio che i nostsi occhi hanno
avanti ad una sorgente Iuminosa troppo iritensa: se noi guardiamo direttamente il sole
abbiamo una esperienza analoga: vediamo il'sole neto e tutto attorno scorgiamo un
alone luminosissimo, (Un Maestro russo infarti consigliava di immaginare i volti delle
cone come se fossero costruiti su di un scheletro trasparente con una lampadina dentro
e sicoperti di pelle, questo esempio pud aiutare a capire ancora meglio).
Le figure non hanno alcuni aspetti pici della pittura come la consideriamo
tradizionalmente “noi moderni”: Ia costruziéne dei volumi attraverso il chiaroscuro ela
prospettiva. Questo per accentuare il fatto ¢he ci troviamo di fronte a corpi celesti che
non seguono la logica rappresentativa naturale, La profondita e il volume vengono
raggiunti qui attraverso la sovrapposizione ti colori molto leggeri e trasparenti ¢ il
movimento verso l’esterno viene sottolineato con Jo spostamento dellasse della figura
‘verso sinistea nel “profilo avanzante”.
Un altro particolare da considerare é"quello della “prospettiva rovesciata”. Un
aspetto sncor molto discusso fra gli interpreti delle Icone antiche, Sappiamno dalla
sctittura che Dio disse 2 Mosé che Egli non pind essere mai visto di fronte, perché “oedere
Dio di fronte signifcherebbe morire”, quindi Egli si fa vedere “di spalle”. Probabilmente gli
iconografi cercarono di fare delle zaffigurazioni con la prospettiva inversa, dove “il
punto di fuga” non é dietro le figure ma davanti. Questo significa che noi abbiamo una
visione di qualcosa che avremmo potuto vetlere solo di spalle. Non @ comunque facile
capize questo ed @ un punto controverso.
Liscrizione: tutte le Icone hanno una scritta che design o il titolo o il nome di un
personaggio. Normalmente sono scrite in ajavo antico 0 in greco. Probabilmente sono
funzionali alla collocazione. Nelle Chiese ortodosse ci sono centinaia di Icone ¢ i fedelidovevano poter capire attraverso Viscrizione a quale scena 0 personageio si iferisse
Vlcona. 3
Le Icone si dipingono con una emulsiéne formata da tuotlo di uovo, vino ¢ di
essenza di lavanda e sono simboli rispettivamente; della risurrezione di Gest
(anticamente infatti la sisurrezione veniva paragonata al pulcino che spezza il guscio ed
esce dall'novo); del sactificio, dove Gest offte il vino dicendo che @ il suo sangue; del
profumo, come ricordo dell’unzione con un balsamo da 300 denari)di Maria Maddalena
1 Betania (segno della dedizione completa del uomo al mistero di Dio). I coloti sono
possibilmente pigmenti naturali, in genere terre e pietre preziose tritate, questo vuole
sottolineare che tutto cid che c’é di pid pfezioso in natura viene messo a servizio di
queste rappresentazioni “trasfigurate” della wrealti, A pittura ultimata il dipinto viene
sicoperto da olio di lino cotto bollente cor} sali di cobalto che conferisce, una volto
essiccato quella particolare patina “vetrosa” ¢ profumata che caratterizza il dipinto
iconografico.
Icona “immagine di Dio”
Cosa significa che PTcona & “immagine ai Dio”? B? una definizione diffusa ¢
abusata e che occonte precisare
Ci sono evasiate teorie sulle Icone, perché soprattutto in occidente non vi sono
lavoti organici che propongono una sintesi esauriente relativamente a questo particolare
ambito della storia delParte. Esistono sintesi di teologi ortodossi (i famoso Eudokimov
€ i meno famosi Uspenskij ¢ Alpatov). Un teologo occidentale tende a presentare
Picona alla luce della storia della pittura occidentale, ¢ non esiste ancora sm’ppera organiza
4d esnariente, Questa assenza lascia spazio a teorie disparate, che tendono a considerare un
aspetto settoriale come univoco e totalizzante.
Pet capite cosa significhi che l'Icona é “immagine di Dio” occosre fare qualche
ptecisazione riguardo alla comprensione che poteva avere un uomo antico del concetto
i “materia”, Nel XIII secolo vi é stato in occidente Fingresso del pensiezo di Aristotele
da cui é desivata una diversa visione del mondo da parte dell'uomo medioevale. Sia
sufficiente ricordate Paffresco de “Ia scuola ‘di Atene” di Raffaello, che si conservava
nella “Stanza della segnatura” ai Musei Vaticani di Roma, che rende plasticamente la
diversa visione di Platone ¢ Atistotele. Al centro del dipinto fia i flosofi campeggiano
' 4appaiatiPlatone ed Atistotele: il primo indica con il dito verso il ciel, il secondo indica,
con Ia mano sivolta verso il basso, la terra. L’orizzonte platonico e successivamente
neoplatonico da cui deriva il pensieto cristiano dei primi secoli e che si é cristallizzato
nei grandi Concili ecumenici a partie da Nicea (525) passando per Caleedonia (451) fino
al Niceno II (787), zelativo alla controversia iconoclasta, postula che lo spiritual sia la
sostanza per eceellenza, mentre la materia viene considerata come effimera, “umbratile”,
vedi i concetti tpicamente platonici del “corpo prigione dell’anima” ecc. La visione del
mondo secondo Aristotcle & diametralmente opposts: Prima viene la materia,
osservabile tangibile, reale, pi viene lo spitituale dato come ulteriore
Da Asstotele poi si avverte il passaggio al pensiero illuminista, cui fe
siferimento alla vise de! mondo attuale, Da contemporanei riteniamo che Ia sostanza
delle cose tangibili sia “materia” mente Tultetiorita invisibile sia “spirituale”
Implicitamente, quindi, valutiamo Ia realté a partite dalle categorie aristoteliche. Da qui
deriva la consapevolezza, raramente avvertita, che qualora volessimo accostarci ad una
opera anteriore al XIII secolo (0 posteriore ma che non ha accettato la visione del
mondo di Atistotele, come sono le Icone russe), dobbiamo sempre operare questo
passaggio dei piaai di siferimento, pena il giudicare con parametzi inadeguati una realta
che non ci appartiene e che concettualmente si tova agli antipodi del nostro modo di
sapportart alla real
La valutazione positiva della materia, per un uomo moderno é ua dato acquisito,
mentze un uomo medievale con tutta probabilitresterebbe perplesso © meravigliato di
questa stessa valutazione. Questo uomo che possiamo immagioare virtualmente aveva
categorie di pensieto diverse, mediate appunto dal neoplatonismo. Poi aveva la
percezione che la vita era insicura ¢ instabile: 'eti media ai tempi dell'Impero romano &
valutata a 18 anni, « 40 quella ai tempi dei Comuni. C’erano poi fenomeni per noi
sconosciuti ¢ inimmaginabil, la “Grande Peste” che colpi Europa nel’arco di tempo
che va dal 1347 al 1358 uccise da 1/3 a 2/3 di tutta la popolazione, giusto per fare un
esempio, Questo per date una idea della precatieta della vita e della sfiducia nella
materia
Quando un pittore medievale si accingeva a sitearse una immagine di Cxisto, si
avvicinava a questo compito con un pudore immenso: si trovava a disagio a
tappresentare una materia con una consistenza c un significato immediatamente
positivo. Per cui diffciimente avrebbe mappresentato una raffigurazione umaoa in
analogia con quello che poteva mutuare da una ossetvazione di un modello reale. B? perquesto motivo che la pittura iconografica non si presenta mai come una raffigurazione
mutuata dalla realta (ed @ anche per questo motivo che sono di cost difficile lettura
immediata per un moderno). Infatti noi vediamo figure piatte che non hanno tre
dimensioni, non hanno ombregpiature, non esptimono passioni e stati d’animo, non
esiste neppure la volta celeste. Si [Link] infatti che Piconografia ¢ una “pittura
asteatta espressa in maniera figurativa”, @ un dipinto che non nasce mai da una
osservazione della realti che viene poi trasposta in pittura, ma nasce da una esperienza
spizituale ¢ che viene poi “tradotta” figurativamente.
‘Una spiegazione pud essere opportuna: Raffaello rappresenta la Madonna
ptendendo una donna a modello, nel sappresentatla poi la spiritualizza perfevionandola,
ad es, artotonder’ maggiormente Vide, assottigliera il naso la render’ pid alta di statura
‘ecc., Qui si tratta di pittura fgurativa, mentie:nel caso di un iconografo, prima viene una
espetienaa di Dio che si “materializza” nelld sua intetioritt e ne trasforma intimamente €
progressivamente Pesistenza (e per questo che la santita di vita @ un ingrediente
fondamentale per Piconografo), poi viene la “traduzione” pittorica, che esprime
soprattutto questa subordinazione del materiale nei confronti dello spirituale.
Proprio per questo motivo ¢ per sottolineare che non si tratta di una immagine
che deriva dalla realti ma da una esperienza del divino, V'Icona presenta pessonaggi
forme e simbologie che si presentano come volutamente indecifrabili per chi voglia
Jeggerli nel registro figurativo (un uomo moderno dir’ spesso: quelle figure sono troppo
alte , nella scuola di Dionisj le figure sono in sapporto capo-corpo 1/12 fino a 1/14
mente il modulo reale ¢ 1/7: quelle figure sono alte il doppio del normale! Si
potrebbero fare altsi esempi). E fa questo propio per dare maggiore evidenza 2 questa
itinerasio che va dallesperienza spirituale verso la raffigurazione.
Ci sono poi sfumature diverse nella raffigurazione, Un iconografo russo, ha
davanti a sé vomini e donne con tratti somatici russi, o stesso & per un italiano ecc.
Questo significa che una Icona sussa @ diversa da una Icona italiana, e significa
soprattutto che nel presente iconografi che hanno interiorizzato sia una esperienza
spirinuale ¢ assimilato i moduli tradizionali; possono eseguire opportunamente nuove
Teone. a
Lressenziale @ comunque ‘/[Link] Dio”, che si avverte come “maggiormente
esistente” della realti stessa ed esistenzialmente diventa cosi rivelante da diventare il
riferimento su cui appoggiare il “cuore”. Citg a proposito le parabola di Mt 13,45-46: “I
‘regno dei cil 8 civil a wm mercante che va in ceca di perle previose; trovata una perla di grande valore,
69a, vende tutti i suoi averi e la compra” . Questa Vesperienza della tisurtezione, che
dovrebbe essere prevalente in chi dipinge, alfrimenti si scade nella ricerca di quanto non
Gessenziale e si va verso la ricerca della riuscita pittorica.
Breve storia delle Icone
La Chiesa non ba posseduto immagini di Cristo che lo rappresentassero nella sua
individualita personale, o detto altsimenti dei “ritrati”, fino al VI secolo". La causa va
sicercata nella proibizione biblica del “farsi ignmagini della divinita” (Dt 4,12-19), ¢ nella
ricezione popolare del pensiero neoplatonico relativo al rapporto fra immagine ©
persona zeale. C’era, soprattutto pet i cristishi provenienti dal paganesimo, la tendenza
ad identificaze, come nel culto agli idol, limmagine con la persona adorata.
I primi tentativi di eseguire un sitratto di Cristo possono tisalire indicativamente al
‘Visecolo?, Essi sono legati al modulo “Acheropita”, ovvero ai “non dipinti da mano di
uomo”. Queste sappresentazioni erano riproduzioni, su tavola, del velo che Gesit stesso
durante la sua vita avrebbe consegnato al pittore di corte del Re Abgar di Edessa. La
tradizione racconta che Re Abgar, avendo sentito parlare delle gesta di Cristo, invid in
Galilea il migliore pittore di corte affinché * ne eseguisse un ritratto, che avrebbe poi
conservato. Il pittore perd dopo diversi tentativi non sarebbe riuscito a eseguire il
ritratto pezché “troppo luminoso exa il’ volto di Cristo” risultava impossibile
rappresentatlo. Tuttavia prima di ritornare ad Edessa si accost3 a Gesit porgendogli un
velo dopo averlo bagaato nel Giordano ¢ chiedendo che si asciugasse il volto con
questo. Durante il viaggio di ritorno successe un miracolo: i! velo asciugandosi aveva
tuattenuto le sembianze di Cristo che si expo impzesse indelebilmente. Il velo venne
conservato a Edessa e verti chiamato successivamente “Mandylion”™.
* Non mi siferseo qui aé alle rappresentazioni di Celso attraverso simbol!(egnello, buon pastore), né
saffigorazioni narrative delle gesta di Cristo (I pesca miracolos, la chiamata di Pietro), che sisalgono ai
primi secol.
2 La menzione pit antica conosciuta celativa ad una immagine Acheropita & nel documento Ia Dothina di
Adde, Addai esr vn, Vescovo di Edessa morto nel S41, L. USPENSKH, Le tobgia delflona, La Casa di
‘Matsiona, Milano 1995, 21-22. Relativamente alla trdizione delle immagini dipinte dicettamente da San
Lea, in particolace della Madce di Dio eft L, USPENSKI, 0.2, 26-31,
2 L. UspENsKy, Le Tioga deliona, La Casa di Mationa, Milsno 1995, 19 (n paticolace la nota n2)Liconogeafo quando si accingeva a siffigurare la persona di Cristo copiando
fedelmente il Mandylon dichiasava di non"aggiungere nessuna invenzione umana; si
limitava infatti a riprodusre cid che Gesif stesso aveva di fatto consegnato come
modello, L’artficio con cui venivano eseguitg le Icone achropite, permette di capire con
quali giochi di equlibrio si siano potute introdusre al culto immagini di Cristo ¢ con
uale difficolta si sia potuti pervenire alle loro realizzazione.
Diffusosi uso delle immagini advrpite, videro la luce successivamente veri €
propri ritratti di Cristo a mezzo busto che riprendevano da vicino Puso egizio della
“maschera funetatia”: si trattava di dipinti di scuola romana che risentivano l'influenza
stilizzatrice della scuola egiziana’
Originariamente questi dipinti venivano eseguiti prima
della morte di una persona e applicati successivamente
sul volto del gorpo mummificato, L'aspetto interessante
i questa pittura antesignana della ritrattistica moderna,
2 il sapporto stretto che si stabilisce fra la persona e la
sua immagine: la persona in cazne ed ossa viene meno,
ma la sua presenza si sipropone nelliimmagine. Gli
iconografi recuperszono questo genere di pittura
proprio perché aiutava ad individuare Ia persona ¢ si
rendeva frubile per mffigurare Gest di Nazaret, non
come eta accaduto in precedenza, attravesso simboli o
nella descrizione delle sue gesta, ma nei tratti peculias
della sua persona, E’ Tacquisizione fondamentale che
Demetri la diffusione capillare dell Teone. "Il pid famoso di questi titra detivat
dalle maschere funeratie é l'Icona del “Cristo del Sinai”®; possiamo raffigurarci cosi
le immagini in circolazione ai tempi della lotta iconoclasta,
4M. ZiBavu, Lem, Jaca Book, Milano 1995, 121-129.
5 Una ottims immagine si pud vedere in: [Link],, I! sollo dei soli Cris, Velas, Gosle (BG) 1997, 216.
LiTeona stale al 549 ed @ conservata nel Convento di Santa Caterina del Monte Sina|
7
L'Icona dell’incontro a Sichar
di Gesu con Ja Samaritana
Lilcona non @ compresa fra le raffigurazione canoniche delle iconostasi.
Occorreva quindi “inventare” una Icona relativa a questo episodio. L’invenzione di una
nuova Icona @ possibile, purché l'iconografo si attenga strettamente ad alcuni principi
fissati nella tradizione; il lessico iconografico, infatti si 2 ctistallizzato attraverso i secoli
attorno a forme e dich? ben definiti, che, una volta conosciuti possono essere poi
reimpiegati in una nuova raffigurazione.
I siferimento complessivo si deve
FY" ali'icona della increduliti di Tommaso,
dipinta dal Maestro Dionisij della scuola
di Mosca attorno al 1500, ultimo
esponente del petiodo aureo-classico
delconografia russe. Come si pud
vedere dallimmagine limpianto non &
stato variato: al centro campeggia il
Cristo, alla desta un primo gruppo di
discepoli, osserva mentre alla sta sinistra
un secondo gruppo discepoli dal quale
fuoriesce Tommaso che con un gesto
plateale tocca il costato fetito di Cristo.
Alle loro spalle la stanza del cenacolo ¢ la
citi di Gerusalemme — (raffigurate
secondo il canone iconografico della
prospettiva rovesciata). Questa scelta
compositiva indica gii un primo significato perché cerca una analogia fra le due scene
(Tommaso nel Cenacolo e La Samatitana al pozzo di Sichat) mettendole in relazione.
Cost come Tommaso cercava segni sensibili per poter credere viene rimandato ad una
esperienza interiore “Perché mi hai veduto hai creduto: beath quelli che pur non avendo visto
erederanno” (Gv 20,19-20), altrettanto succede nella scena della Samatitana che viene
rimandata ad una esperienza interiore di fede che si esptime in un culto in “Spinto «
9Veritd?. Alla donna viene promesso che “dal suo seno sgorgheranno fiumi che zampillano per la
sita eternd”. Pits complessivamente presenta Jo schema di rifetimento dell'incontro fra
Pumanita incredula e bisognosa di segni la nuova esperienza della risurrezione portata
da Gest.
Descrizione dellimmagine
Litseriziont, CIXAP. Da leggere SICHAR, anticamente si apponevano iscrizioni in
lingua greca traslitterate con Palfabeto cisillico: la C sta per la, la X per CH e la P perla
R. Nel contesto della sezione che va dalle nozze di Cana al “secondo segno” compiuto a
Cana (2,1-4,54) Evangelista sitma gli episodi a partire dalla collocazione geografica
Cana, Gerusalemme, Sichar-Samaria, Galilea, indicando attraverso un crescendo le
diverse situazioni teologico-geografiche che il Vangelo incontra. Da qui limportanza di
intitolare episodio evangelico attraverso la cbllocazione geografica.
Gli edif, la montagna, il pozgp, Sullo sfindo si stagliano, a sinistra le case, simbolo
della cittA € al centro un edificio sacro‘simbolo del Tempio di Gerusalemme. Sulla destra
‘una montagna, il monte Garizim, luogo di culto dei Samatitani e dietro il Cristo il Pozzo
di Giacobbe. i
Gii abiti. Al centro il Cristo indossa gli abiti tradizionali. Sono due indumenti: Tunica
(Chyton) © Mantello (Hymatioa) e riprendono da vicino Pabbigliamento dei senator
romani, La tunica porta due bande laterali che si sviluppano per la lunghezza delPabito: i
Clavi, Le modifiche cromatiche che la tradizione ha apportato si colosi originali di epoca
romana (bianco € 10850) hanno un evidente significato teologico. Il rosso della tunica
indica la regalita terzena, cioé la perfetta umaniti di Gest Il blu del mantello indica la
natura celeste e la sua perfetta divinta. Il davo dorato (oro perché & il materiale che
tiassume tutte le perfezioni terrestre ed @ immagine delle perfezioni celesti)esprime la
separazione della natura terzena da quella celeste, come viene affermato di Cristo pit a
partize dai Concili Cristologici dei primi secoli: “In due nature, senga confusions immmutabi
© Si presenta come la stiizzazione di una Chiesa ortodossa, con una cupola centrale (del Cristo) attoriata
da quattro eupole pit basse (degli Bvangelist). B’ un esempio tpico di come il eanone pieghi esiduca a sé
la sappretentazione di alcune sealti. In questo caso il Tempio di Gerusalemme viene raffigueato attaverso
LPunico e possibile immagine di una Chiesa ortodossa,
10indivise, inseparabili, non essendo venuta meno la differenza delle due nature a causa della loro unione,
‘ma esendo stata, ane, salvaguardata la propreta di iascuma natura, e concorrendo a formare wna sola
persona e pastas gli non @ dvisoo separato in due persone, ma unico ¢ medesimo figho”.
‘A desta gli apostoli, Sono Pietro e Andcea
Pietco veste i colori che la tradizione gli ha
assegnato: blu e giallo (il verde @ da considerate il
tisvolto interno del mantello giallo). Sono gli stessi
colosi che la tradizione assegna anche a Giuseppe lo
sposo di Maria’, Come possiamo vedere nell'Icona
della nativiti mentre viene tentato da Satana
durante un sogno (Fiquadro in basso a sinistra). Si
delinea cosi tutta Ia vicenda di Pietro chiamato da
Ges come capo della Chiesa (dimensione
spirituale, sottolineata dalPabito blu), pur nella sua
a a ta
dimensione di debolezza umana (il giallo infatti richiama la tentazione e il dubbio).
Andrea totalmente sivestito di un abito verde indica la dimensione ideale del discepolo
che prolunga nel tempo ¢ con le stesse prerogative il mandato di Gesit (pud essere
presente anche una apologia della Chiesa ortodossa nei confronti di quella cattolica)
A sinistra la donna Samaritana. Vestita di un
mantello rosso ¢ di una tunica verde, Tl rosso
indica un contesto esistenziale legato al peccato, il
mantello rosso @ legato tradizionalmente nelle
Teone a Maria Maddalena, Eva ¢ Salomone (ad
esempio come qui accanto nella raffigurazione
della discesa agli infer), @ associato alla
Samatitana in siferimento ai “cinque matiti”,
simbolicamente siferiti all'idolatria ¢ alPincapacita
di sestare fedeli al patto stipulato da Dio con il
suo popolo, La tunica verde indica al contratio la
dimensione spisituale, il volume ampio disegnato
a ana
dal movimento delle vesti sottolinea la sovrabbondanza di questa dimensione, indica
7 Apparentemente Giuseppe porta vest veri gilli mentee Pietro li porta blue gill. Ma nel confconto
ei modell bls eil verde sono intercambiabil,
11sommariamente che il peccato sicopriva e* nascondeva la realti pid profonda dello
Spitito, ¢ fondamentalmente che amore di-Dio pet P'uomo supera sempre il peccato
attraverso il quale l'uomo cerca di nascondersi da questo sguardo amoroso (Rm 5,15).
Le pose, Al centro campeggia il Cristo che attira e subordina a sé i personaggi e le
realti inanimate (cliché tipico nelle Icone). Il Cristo disegna un ampio movimento
ampliato dal gesto del braccio, che ne sottolinea la centralita e il siferimento
irrinunciabile, tutte le cose visibili nell’Tcona sono chiamate a farsi da parte ¢ a lasciare lo
spazio al Figlio di Dio in un culto “nello Spitito e nella Veriti”, A Sinistra la Samaritana
& raffigurata nel suo aspetto “glorioso” di colei che é gia stata attratta ¢ convertita dalla
predicazione di Gest, atteggiamento sottolipeato dallo slancio proteso in avanti e dalla
Jeggetacurvatua del volo, Lo stesso attepgigmento & visible anche nei due discepo
La Mandorla. A sinistra in alto un semicerchio color lapislazzuli da cui parte un
raggio che arriva al “cuore” di Gest. NelPiconografia il cerchio, oppure un parziale
semicerchio con un cromatismo digradasie dallo scuro al chiaro indica sempre la
presenza di Dio, o meglio, sottolinea una azione in cui Dio interviene in modo reale in
relazione ad una vicenda particolare. Fra le'Icone delle feste la mandorla compare nella
‘Trasfigurazione, nella Discesa agli inferi, nella Dormizione della Madre di Dio. Qui
viene inserita per sottolineare la frase di Gest in 4,13-15: «Chinmgue beve di guest acqua aora
di nuovo sete; oa chi beve delacqua che io gli [Link] avra mai pitt sete, anzg, Vacqua che io gli dard
diventera in lui sorgente di acqua che xampilla per la vita sterna», Il credente godra della presenza
stessa di Dio al’interno ¢ al centro della’ propria esistenza, come realta tangibile ¢
personale.
I ibro, la giara, I Czisto esprime il proptio pensiero attcaverso il libro dei Vangeli, un
libro sigillato a cui solo Egli poteva aprisme i sigili. Normalmente nelle Icone il libro
aperto contrassegna un fiase centrale del pensiero di Gest, qui siporta la frase centrale
del dialogo avato con la Samaritana in relazione al culto; Piscrizione, in greco, riporta
“TINEYMATI KAIAAE@EIAN’:
‘Veriti. La Giara ha una forma patticolare, allungata ¢ scomoda da portare, sottolinea la
credente @ richiesta una adorazione in Spitito
bellezza estetica della forma snella e allungata mettendola in relazione con Finutilita ¢
Vinadeguatezza per il trasporto dell’acqua. Gesi stesso ricorda infatti alla donna che dal
12pozzo si ricava un acqua che non disseta pet sempre ¢ richiede una raccolta quotidiana,
disseta ma non soddisfa.
T voli. La spiritualita Esicasta da cui deriva anche Viconografia si ispira ad un ideale
di uomo, che sotto Pazione dello Spirito si trasfigura ¢ si affranca dal movimento
convulso delle passioni, Per questo motivo le Icone hanno espressioni appena accennate
ed fondamentalmente statiche. I volt dell’Tcona presentano quindi espressioni di questo
tipo: leggermente adirati e diffidenti i discepoli “stupiti perché lo avevano trovato
mentre patlava con una donna”, cosa che nessun Rabbi in Isracle avrebbe fatto; la
Samatitana ha un volto ispirato alla gratitudine e all’accoglienza mentre il volto di Cristo
& Maestoso ed accogliente. Diversa @ anche la luminositt dei volti e sottolinea la
gerarchia dei personaggi allinterno dell'Icona, come viene richiesto dal canone.
Lettura simbolica
Liicona colloca il Cristo al centro dell’episodio evangelico. II tempio alle spalle e
la posizione preminente rispetto al pozzo con la sottolineaturm di una preminenza
dovuta alla predella sotto i pied, indicano chiaramente che Cristo assume ¢ sostitusce i
simbolilegat allAntico Testamento.
| In particolare la posizione di Ctisto che si lascia
alla spalle i pozzo tichiama Yanslogia con il
sepolcro (la forma stessa del pozzo ricerca questa
analogia, cf. il sepolcro nella icona della
resuttezione dela scuola di Novgorod XV sec).
dicazione suggerisce di ricordare il
movimento di discesa agli inferi ¢ di risalita al
ciclo(émorte ¢ sisurrezione) compiuto da Cristo,
che bat reso possibile Peffusione dello Spitito, IL
Pozzo dato da Giacobbe era la figura del “nuovo
pozzo” consegnato da Cristo. Il credente che
ripenforre lo stesso itinerario di discesa e risalita
nel battesimo (Rm 6) riceve il dono di Dio. B’ dunque evidente il richiamo al
simbolismo battesimale.
13Complessivamente Tassortimento ctomatico e Ia funzione delle posizioni
contribuisce a sottolineare chiaramente la centralita di Cristo, che assume a sé le realta
animate ¢ inanimate che lo circondano. La posizione maestosa ¢ il volto raggiante
indicano anche Ia destinazione conclusiva del credente che sottoponendosi al mistero
delVtineratio battesimale vede trasformare “di gloria in gloria? la sua interiorita verso la
“divinizzazione”.
4La discesa agli inferi
Macsiro Dionis, Mosca XVI secolo
Latura ¢ interpretagion dellconaUNA PAROLA SULL’ICONA
Quando guardiamo una icona sentiamo na insolita familiariti. Probabilmente, (anche
se non lo sospetteremmo mai), é perché ci troviamo di fronte a qualcosa che avvertiamo
come molto legata alla vita di tutti giorni: probabilmente Poggetto pid vicino al quotidiano
che tutti ci ritroviamo in casa: la televisione.
Licona infatti si presenta come uno schermo. Ci sono aleuni particolari che ci aiutano a
capite questo. Il bordo rosso che ne delimita il perimetro esterno infatti ha una funzione
precisa ¢ delimita la realti esterna (visibile con i nostsi occhi) dalla realti interna (altrimenti
invisible), In senso pid preciso delimita il “profano” che si trova fuosi dal “sacto” che si
trova dentro Fimmagine, Lo sbalzo interno alla tavola delimita invece il bordo esterno da
‘una zona pitt intesna chiamata anche “finestra” o “culla”. Questo é lo “schetmo” vero €
proprio dove ci é data la possibilitt di vedere una immagine che non appartiene alla nostra
realta visibile.
Quindi, se vogliamo forzare questo paragone icona-tv potremmo dire che: quando
‘vediamo Jerry Scotti in tv (Jetty Scotti @ preso come esempio proprio per la sua mole), noi
in realta vediamo come miracolosamente appatire sullo schermo una realth invisibile ai
nostri occhit infattiJecry non @ presente chiaramente nel nostro salotto. Quindi la Ty @ uno
strumento adeguato per recepire e rendere visible qualcosa che pur esistente non é
realmente né presente né visibile, H dove siamo noi. Dellicona si possono dire le stesse
cose. Appate davanti ai nostti occhi una immagine soprannaturale ¢ che diventa visibile
attraverso uno strumento adeguato: Picona stessa appunto.
‘Trovarsi davanti ad una icona significa guardare attraverso una “finestra” che ha una
vista sullinvisibile. La prima cosa che si pwd notare infatti é che le icone non hanno il cielo
azzusro, ma hanno dei fondi in oro zecchino. L’oro & il materiale piti prezioso che esiste in
natura ed ha una sifrazione perfetta della luce. Per questo gli iconografi lo utilizzarono per
significare la luce increata, che é la luce di Dio.
Guardiamo con attenzione: possiamo notare che le figure non hanno le ombre. Questo
perché le cose e le figure contenute nell’icona appartengono ad una realti “trasfigurata”, €
non prendono luce dall’esterno ma contengono esse stesse Ia luce: questo concetto & una
eco di quanto si dice nell’Apocalisse: “Gl elt! vedranno la faccia del Signore ¢ porteranno il suo
‘nome sla fronte. Now vi sara pit note e non aoranno pi birogno a luce di lampada, né di lve di sole_perché il Signore Dio lt ilkuminerd e regneranno nei seoli dei secoli” Ap 22,4-5. Dal punto di vista
pittorico questo é evidenziato attraverso particolari molto singolasi, Dalle vesti trasparenti
escono raggi di luce sempre pid intensi fino ai teatti vivi di colore bianco puro, nei punt
dove la pelle tocca le parti di tessuto a maggior contatto con il corpo diluce.
Questo fenomeno raggiunge la massima intensiti nei volti. Il colore della pelle molto
scura ¢ i colpi di luce molto intensi, rendono Videa del?abbaglio che i nostri occhi hanno
davanti ad una sorgente luminosa troppo intensa: se noi guardiamo direttamente il sole
abbiamo una esperienza analoga: vediamo il sole nero ¢ tutto attorno scorgiamo un alone
Juminosissimo. Un maestro russo infatti consigliava di immaginare i volti delle icone come
se fossero costruiti su di un scheletro trasparente con una lampadina dentro e ticoperti di
pelle, questo esempio pud aiutare a capire ancora meglio.
Le figure non hanno alcuni aspetti tipici della pittura come la consideriamo
tradizionalmente “noi moderai”: la costruzione dei volumi attraverso il chiatoscuro ¢ la
prospettiva. Questo per accentuare il fatto che ci troviamo di fronte a corpi celesti che non,
seguono la logica rappresentativa naturale. La profonditi e il volume vengono raggiunti qui
attraverso la sovrapposizione di colori molto leggeri ¢ trasparenti e il movimento verso
Yestetno viene sottolineato con lo spostamento dell’esse della figura verso sinistra nel
“profilo avanzente”.
Un altro pasticolare da considerate & quello della “prospettiva rovesciata”. Un aspetto
ancora molto discusso fra gli interpreti delle icone antiche. Sappiamo dalla scrittura che Dio
disse a Mosé che Egli non pud essere mai visto di fronte, perché “dedere Dio di fronty
signifchersbbe morire”, quindi Bgli si fa vedere “di spalle”. Probabilmente gli iconografi
cercarono di fare delle rafigurazioni con la prospettiva inversa, dove “il punto di fuga” non
@ dietro le figure ma davanti. Questo significa che noi abbiamo una visione di qualcosa che
avremmo potuto vedere solo di spalle. Non & comunque facile capire questo ed @ un punto
controverso.
‘Liscrizione: tutte le icone hanno una scritta che designa o il titolo o il nome di un
personaggio. Normalmente sono setitte in slavo antico o in greco. Probabilmente sono
funzionali alla collocazione. Nelle chiese ortodosse ci sono centinaia di icone e i fedeli
dovevano poter capire attraverso Tiserizione a quale scena o personaggio si riferisse
Vicona.
Le icone si dipingono con una emulsione formata da tuotlo di uovo, vino e di essenza
di lavanda ¢ sono simboli sispettivamente: della risuttezione di Gesi (anticamente infatti larisurtezione veniva paragonata al pulcino che spezza il guscio ed esce dall'uovo); del
sactificio, dove Gesi offre il vino dicendo che @ il suo sangue; del profumo, come ricordo
dePunzione con un balsamo da 300 denari)di Maria Maddalena a Betania (segno della
dedizione completa del'uomo al mistero di Dio). I colori sono possibilmente pigmenti
natural, in genete terse ¢ pietre preziose tritate, questo vuole sottolineare che tutto cid che
di pid prezioso in natura viene messo a servizio di queste sappresentazioni “trasfigurate”
della realta. A pittura ultimata il dipinto viene sicoperto da olio di lino cotto bollente con
sali di cobalto che confetisce, una volto essiccato quella particolare patina “vetrosa” €
profamata che carattetizza il dipinto iconografico.
L’ICONA DELLA DISCESA AGLI INFERI
Ca: "Per sempre tte le coe della tua ghia sei deo nel profonita
della tera” (Ode
Adame: "Sei dicero sulle tera per salvare Adame, 0 Signor, ¢ now
avndel tosate sla tera, andeto a rare fio al! Ade” (Bhar!
tanga)
Bra: ‘Del tno fame trait das lca, o Selatre tu dsl la vite sw
Ea, ke mace cella vita, hemi cide sit, «con evo anche me
(Babomia ange)
Orizzonte teologico
Nella tradizione orientale V'icona della risurrezione non rappzesenta Cristo nell’atto
di uscire dalla tomba, ma in quello di sprofondatla. Cristo non esce dalla tomba come uno
che si é Hberato dalla morte ¢ scappa via, II Signore infatti non ha vinto la morte per se
stesso come fosse un superuomo. La grandezza della tisurrezione del Cristo consiste nel
fatto che Egli entra nell'impero del principe delle tenebre (Mc 3,22-30) che tiene in
schiavith Adamo ed Eva e la sua discendenza.
Dopo la fuga di Caino, 'uomo si é sifugiato nella morte, rassicurato dalla viscerale
convinzione che per nascondersi davanti a Dio, per sfuggirgli davvero, occotra sifugiassi
nella tomba, Hsiste la convinzione che Dio (che in tutte le religioni é associato alla vita) non
centri nella tomba, che la morte sia agli antipodi della vita e di Dio, Per questo il principe
delle tenebre si pone come una diviniti altemnativa, un’opposizione a Dio. In questo mondoJontano da Dio, mai penetrez’ la sua luce che inquieta ¢ fa vergognare, quando sorprende
Yortido delle opere che nella notte non si vedono. I Padti dicevano che, quando il diavolo
ha tentato Cristo nel desetto e non é riuscito a corromperlo, si é titirato, convinto che la
‘sua sconfitta fosse solo temporanea e che Cristo, prima o poi, sarebbe venuto nel suo
regno di notte e di tenebre, cio? della morte, L'icona presenta infatti Cristo che scende,
spalancando gli stipiti degli inferi, ed entra vivo nellimpero della morte, Ora si che pud
cantare “o morte dov’é la tua vittoria?” (1Cor 15,55). Il regno della motte é finito perché ha
accolto un vivo. Scende la luce vera, il sole della giustizia che illumina “quelli che stanno
nelle tenebre e nelPombra della morte” (Le 1,79).Una grande luce illumina coloro che sono
nella vale della paurs, delPangoscia, della dimenticanza, chi 2 morto, caduto, chi @ fuggito
davanti a Dio e Lo ha voluto dimenticare. Cristo atriva nel suo splendore, con la mano tesa
‘verso i motti per tivelare che Dio non dimentica. L’umaniti @ chiusa nella tomba, volendo
evitare e dimenticate Dio. La discesa agli inferi & una rivelazione della memoria divina che
non dimentica nessuno, Cristo trapassa le tombe. I sepolcti si aprono ¢ tutta la terra &
scossa. Cristo passa in mezzo ai mort pet illuminare il legame d'amore che Dio sempre
mantiene con tutti coloro che ha chiamato alla vita. Cristo sprofonda negli abissi della terra,
affinché la terra possa sitrovare la sua verith ¢ servire ad Adamo, non per nasconderlo
avanti a Dio, ma per ridarlo a Dio'.
Licona ci presenta anche due sfere della vita spirituale, Liimpero della morte,
sprofondato da Cristo, @ governato attraverso i vizi e i pensiesi che inducono l'uomo a
servire a questo regno. Sono le raffigurazioni nere della cavita sotterranea. L’arte di tali viei
& quella di far appatire le loro proposte come affermazione di qualcosa che l'uomo gia
persegue. Se infatti i vii si dichiarassero tal, nessuno ne satebbe attratto. Devono allora
agice nelombra, in maniera nascosta, canoffata. Lialtra sfera é di Cristo, che agisce in
modo opposto. Cristo presenta apertamente la virti, alla quale 'uomo artiva seguendo i
pensiesi spisituali e sacrificando Pegoismo
Descrizione dell'icona
Questa icona prende in considerazione la drammatica discesa agli
1 Spidlk, MLL. Rup, Namatnadel!inmgint, Lipa 1996, 51-52Limpianto genetale divide il dipinto in due piani che simbolizzano due realti.
Partendo dal basso viene evidenziata la grotta degli inferi, allinterno della quale sono
contenuti i demoni — contrassegnati ognuno per nome e simboli delle passioni ¢ dei vizi
capitali ~ mentre al centro il Satana (principe delle tenebre) viene legato da due angeli, cost
come era stato indicato da Gesit nella disputa con gli Scribi, brano che costituisce un
sifecimento narrative certo di questa icona in Mc 3,22-30: “Nessuno pad entrare nella casa
del! woo fore rapire le sue cose se prima non aoré gato Pome forte, allora ne sacchegged la cara”.
Salendo verso alto incontriamo i sepoleri dai quali fuoriescono i Giusti dell’Antico
‘Testamento, Aazitutto vi sono Adamo ed Eva, stretti da Cristo per il polso, poi, il Battista
le schiere dei Profeti (con la famma sul capo) dei Re (contrassegnati dalle corone) ¢ i
personaggi salienti della Storia Sacra. Sono chiaramente identificabili: Davide ¢ Salomone
(alla sinistra) i Battista ¢ No& con Parca fia le braccia (alla destra). Sullo sfondo le
montagne, dipinte nel consueto schema iconografico della “creazione trasfigurata”, che
“geme per le doglie del parto”(Rm 8): rocce che si innalzano verso il cielo attirate dal
movimento ascensionale della risurtezione.
‘Al centro la “Mandorla” segno iconografico che indica sempre la presenza di Dio in
una delle sue azioni mimabili (nelle icone lz Mandotla contrassegna gli episodi della
Annunciazione del Battesimo di Gest ¢ della Trasfigurazione). In questo caso la Mandorla
contiene le schiere angeliche, ogni angelo @ contrassegnato da un nome che indica una virt
‘evangelica (Gal 5,22). Ogni angelo con una lancia trafigge un demone negli inferi che porta
il nome del vizio cortispondente,
Alinterno della Mandozla il Cristo raffignrato nel doppio movimento di discesa agli
inferi © di salita verso il Padre. Poggia i piedi sulle porte degli infexi che sono state
abbattute. Sopra la Mandotla, infine, tre angeli che sostengono la ctoce, per indicare la
stretta ed inscindibile connessione del mistero Pasquale nella sua interezza.
Liicona sealizzata per la Parrocchia di [Link], si presenta come sintesi del
capolavoro di Maestro Dionisj, volendo & uno “zoom” della parte centrale.
La Mandotla @ rappresentata con quattro cerchi concentrici che vanno dal colore
pit scuro del centro verso Pazzurro chiaro delle estremiti, irraggiato con luminescenze
dorate. Realizzata con i colori della profonditi (azzuttite ¢ lapislazeuli) espressione della
forza e della bellezza dell’azione di Dio nell’evento della Risurrezione.Gli inferi sono tidotti come dimensione, € contengono all'interno gli strumenti
necessati per scalzare le porte degli inferi: Tenaglie, Scure, Leve...e oggetti delle porte stesse
che sono stati scalzati: Chiavistello, Serratura, Cardini.... Una antica tradizione vede
saffigurati qui anche gli strumenti della passione di Gest: Flagelli, Chiodi.. da cui deriva una
interpretazione dubia ma suggestiva: Cristo avzebbe aperto le invalicabili’ porte degli infer
proprio con gli strumenti usati per la sua tortura, utilizzando la forza stessa del male
proprio per vincere il male (Questi oggetti sono presenti in molte raffigurazioni della
Discesa agli Inferi vedi il modello molto famoso della Scuola di Novgorod).
Il Cristo campeggia Picona e la domina con la sua ptesenza luminosa, interamente
Jumeggiato con raggi di oro puro indica una diversiti ontologica rispetta agli altri
petsonaggi: @ il Figlio di Dio, nel quale @ tacchiusa tutta Ja pienezza della diviniti. La
posizione particolare oltre ad indicare la gia segnalata possibilith di lettura di un duplice
movimento, ascendente ¢ discendente; assegna al Cristo anche il paradosso di un duplice
atteggiamento di forza che scardina le porte ¢ di debolezza che trova un fragile equilibrio
sulle porte del inferi stesse appena scalzate, facendo luce cosi sul mistero del Cristo che
nella debolezza della croce opera la redenzione dell’umaniti. Il volto stesso sottolinea il
medesimo paradosso: Il Cristo ha tratti signorili ¢ maestosi: “Tw sei il pitt bello tra i fight
delluome, sulla tua bocce ? diffisa la Grazia” , aa ello stesso tempo conticne i tratti dello
sfinimento ¢ della fatica
Le due figure di Adamo e di Eva sono strappate dai sepolcri ¢ tenuti da Cristo per il polso
(il luogo dove si misura la vita) che li iporta alesistenza.
‘Alla sinistra Adamo avverte ia modo visibile il contatto con il Cristo che ridona
vita come primogenito dei sisorti, II manto verde si illumina con lumeggiature intensissime,
la manica sinistra, che avverte maggiotmente il contatto con il Cristo cambia addirituara
colore ~giallo come il Cristo — per diventare poi nel risvolto lumeggiato addirittura con
Foro puro (prerogativa unica di Ges, nel lessico iconografico). Liidea & quella della
divinizzazione, molto cata ai Padri del deserto e alla spiritualita orientale: Dio si é fatto
come noi perché noi diventassimo come Lui. La grazia di Cristo penetra al punto tale
Pumaniti da renderla “nuova creazione”, Il volto stesso di Adamo é Iuminosissimo ¢
pervaso di speranza, la speranza evangelica che non delude perché “Pamore di Dio é stato
siversato nei nostri cuori” (Rm 5,5). La scena di Adamo ¢ di Cristo @ comunque un
continuo richiamo al capitolo quinto della lettera ai Romani ¢ al parallelismo di San Paolo
sui due Adami,‘Alla destra Eva si presenta molto diversamente se paragonata ad Adamo. Le
lumeggiature sul manto rosso sono appena accennate ¢ il colore stesso — il rosso —
uitilizzato generalmente nell'iconografia per sottolineate un vissuto negativo (ad esempio
contrassegna il passato di Maria Maddalena, sempre vestita con il rosso, in questa icona si
pué confrontare anche il mantello di Salomone - visibile nella versione originale del
ipinto di Dionisj - come conteassegno del peccato compiuto in tarda eta, ecc.). Il volto
stesso & molto diverso da quello Adamo, se quello esptimeva slancio e speranza, questo
esprime piuttosto un intoxpidimento e una indisponibilita allazione del Cristo evidenciata
nella resistenza al movimento che Cristo le imprime. Eva sembra ancora ripiegata sul suo
peccato e avvolta dalle sue spire
Liconogtafo volle probabilmente assegnare tipologie cosi differenti alla coppia per
attificio scenografico, assegnando ad Adamo tutte le caratteristiche dell'uomo redento,
mentre ad Eva assegnd il segno della fatica e dell’indolenza che Puomo avverte quando
viene raggiunto dalla Grazia di Csisto. E? probabile anche una riminiscenza dallo schema
paolino dell'womo capo delle donna, tenuto molto caro nell’antichiti. Per Cui solo uomo,
contrassegnato dalla ragione pud accedere alla grazia del Cristo, mentre la donna accede alla
stessa grazia solo attraverso Possequio all'uomo. Sono schemi chiaramente legati al passato,
ma che possono aver caratterizzato la peculiatiti dellimpianto iconografico. Quale sia
Vintespretazione da accordace alla disomogeneiti delle figure, resta comunque il particolare
suggestivo della asimmetriciti dei sepoler: piti basso lontano quello di Adamo, pitt alto €
pid vicino a Cristo quello di Eva. Se Viconografo volle sottolineare la primazialita di
‘Adamo, non dimenticd tuttavia che dal punto di vista evangelico “dl primo e ultimo si
trovano sovesciati”, Dove abbondé il peccato sovrabbondd In grazia, Eva, pid
contrassegnata dal peccato, fu quella che Cristo amé di pit e chiamé pid vicina a sé.
Le isczizioni, in greco, sono da leggere come segue (considerando sempre che nella
traslitterazione paleo-slava la sigma assomiglia alla nostra C maiuscola).
H ANA IC X CTACIC
H-LA ANACTACIC-RISURREZIONE IC X(C) -(d) GESU’ CRISTO
AAAM EvA,
AAAM - ADAMO BvA - EVA"La figra de Cit 2 ote anand Dio, lo Spire Santa
ipa in ier la Blige esol, din-wmana, che
essn‘arte pd mai rendereadguatamente, «che cana pb
sages maint a rfigiraione”
P, Budokimes
Lica 9,23
Poi, a tut, diceva «Se qualeuno vuol venice dieto a me, sinneghi se stesso, prenda a sua croce ogni giorno
«¢ mi segua. 24 Chi vor salvar la propaia vita, Ia penderd, ma chi perder Ia propria vita per me, la salverh 25
Che giovaallvomo guadagnace il mondo intero, se poi si perde o covina se stesso? 26 Chi si vergognest di me
«delle mie parole, di lui si vergognerd il Figlio dell'vomo, quando verti nell gosia sua ¢ del Pace ¢ degli
angel anti
27 Tn veeth vi dico: vi sono aleuni qui present, che non morranno prima di aver visto il regno di Dion,
2 Ceca otto gioeni dopo quest discorsi, prese con sf Pietro, Giovanni ¢ Giacomo ¢ sali sul monte a pregare.29 E, mentre pregava, il suo volto cambi daspetto e lz sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Bd ecco
due vomini parlavano con lui: erano Mosé ed Bi, 31 apparsi nella loro glove palavano dell sua diparia
che avrebbe portato a compimento a Gerustlemme, 32 Pieto ¢ i suoi compagni erano oppresti dal sonno;
uttavia-restarono-svegli-e videro Ia sua gloria ¢-i due uomini che stavano_con lui, 33 Mentee questi si
separavano da lu, Pieto disse « Gesi: eMaestro, @ ello per noi stare qui. Facciamo tre tend, una pes te, una
per Mos? e una per Ela. Bgli non sapeva quel che diceva. 34 Mentre parva coti, veane una nube © li
vvole;allentrace in quell ube, ebbero pauca. 35 B dalla nube usci una voee, che diceva: «Quest & il Figlio
mio, Teletto; ascoltatelon, 36 Appena la voce cessb, Gest cestd solo. Ess tacquero e in quei giorai non
sifecrono a nessuno cié che avevano visto.”
nib niall een enn Aa EAA AEE AAAS SS I AAAAAAE.
La tiasfigurazione occupa un posto di straordinario iilievo per un pittore di icone,
anticamente P'apprendistato si concludeva con la pittura di questo soggetto che prevedeva
(fia Paltro) un mese di digiuno, affinché ci si potesse presentare preparati a questo compito.
Non casualmente questo @ i primo ed emblematico soggetto da dipingere, perché si
potrebbe oppottunamente dite che chi stringe la sostanza del mistero della trasfigurazione
abbia nello stesso tempo colto la radice che regge Ja pittura iconografica: Ia luce increata
che entra nella came ¢ la divinizza trasformandola in una luce che si irradia verso l’esterno ¢
“trasfigura” Ia natura dell'uomo.
La festa
er la Chiesa, la trasfigurazione esprime nella maniera pid completa la teologia della
divinizzazione delPuomo. In un inno si canta “In questo giorno sul monte Tabor, Cristo trasform
Ja natura peccatrice di: Adama. Avendola coperta del suo splendare, la divinizgd”. Secondo wna antica
tradizione, Ia Trasfigurazione di Gesti avrebbe avuto luogo quaranta giorni prima della sua
crocifissione, ed @ stata fissata il 6 agosto, in telazione alPesaltazione della croce il 14
settembre, La festa entid in uso alla fine del V secolo e gia nel VI secolo se ne trovano
insigni rappresentazioni nei mosaici, a Ravenna ¢ a Santa Caterina del Sinai. Lo’schema
iconografico riproduce il momento centrale del racconto evangelico ¢ poche sono le
vatianti oi particolasi aggiunti nei vasi secoli’
1G, Passazelli, Teone, JacsBook 2000, p.258Descrizione dell'immagine
Limpianto fondamentale dell'icona ricalca fedelmente Pepisodio evangelico, Gest &
sulla sommiti del monte Tabor ¢ accanto a lui appaiono Mosé ¢ Elia, sotto si trovano
invece i tre discepoli che Ges aveva portato con sé: Pietro, Giacomo e Giovanni.
Tipicamente iconografico @ il tentativo di cristallizzare la narrazione in una visione unitaria
€ senza tempo: non vi é il desidesio di narrare ma di rendersi contemporanei all’evento
stringendolo in una sola visione d’insieme che introduce nella contemplazione del Mistero.
Una prima bipastizione divide chiaramente il dipinto in due riquadri: in alto Gest
entro la mandorla con Mosé e Elia indica la sfera celeste ¢ Ja visione che sostituisce i due
pit alti rappresentanti della sivelazione antica con la figura di Gests in basso i tre discepoli
colmi di paura pet Ja visione che si contorcono nella fuga. La bipartizione in sealed
sottolinea la figura di Cristo che campeggia al centro ¢ in alto. Egli @ mandato per
sostituire © superare Mosé ed Elia (la Legge e la Profezia) e si pone come autore ¢
perferionatore di una nuova umanith “trasfigurata” dall’azione dello Spirito che divinizza
Puomo: soste che gi investe i tre discepoli che si contorcono per i primi effetti di questa
azione.
Ii colore della montagne, verde delicatissimo brillante evoca Vinizio della nuova
ceeazione gid sottolineata dal movimento verso Valto € nel processo di “scatnificazione’
delle rocce (tipicamente iconografico), ma sottolineata particolazmente dal colore che si sf
con probabilita alla menzione biblica telativa ‘ai paseoli di erba weds”. B? Cristo il buon
pastore che conduce i suoi discepoli verso una nuova terra, una nuova realti, che
essenzialmente si tiassume nel mistero della divinizzazione (Soprattutto ricorda che dove
avevano fallito Mosé ed i Profeti, & invece riuscito Gest). Gli arbusti, che escono dalle
rocee, con sisvolti dorati indicano ulteriormente che Ja cteazione pattecipa al moto
ascensionale git impresso dalla vittoria di Cristo sul “Principe di questo mondo”.
Gest & rappresentato secondo gli stilemi ricorrenti. E’ contenuto allinterno della
“mandorla”, che indica la presenza di Dio in una azione mirabile (presente soltanto nel
Battesimo, nell’Annunciazione, nella Trasfigurazione, nella Discesa agli inferi ¢ nelle
Dosmnizione di Maria) ¢ sottolinea Ia straordinaria portata del mistero peculiare conteauto
jin questo episodio. La mano destra benedice, mentre la sinistra contiene il rotolo del
“chisografo” del peccato, cio’ il documento che secondo Ia tadizione conteneva Iacondanna del peccato di Adamo ed Eva: chiaca anche la simbologia, al maledizione viene
stornata dalla misesicordia e dalla benedizione, Il movimento della figura, grazie al sicercato
movimento che rende instabile Pequlibto, tchiama invece il duplice movimento di Salita e
di Discesa impresso dalla Discesa agli infer e la successiva vittoria sul male, la liberazione
deg uominie a salta al cielo. Il close, bianco, @ inusuale ¢ viene applicato a causa del
richiamo esplicito del Vangelo alle “vesti diveaute bianchissime”, Videa della “bianchezza
supedlatva” viene resa qui attraverso la Iameggatura dort, prerogativa unica di Cristo ¢
indica soprattatto Vinaggiamento verso Vesterno causato dalla sovsabbondanza della
presenzn divina che avvolge ¢ trasforma “tasfigura” appunto Pumaniti.
Filia, sulla sinistea & uno dei personagei di maggior silevo del'antico testamento, la
tradizione vuole che noa abbia visto la morte, ma che sia stato assunto in cielo trsportato
da un carro di fuoco, chiara indicazione di una santithe di una vieinanza con Dio rageiunta
gid a panize da questa vita. Qui appare in un attegginmento di adorazione verso Cristo,
entre con la mano destza lo indica come colui verso il quale occozre orientars, i coloti
delle vest, verde ¢ azzurro, indicano entrambi a spiritualitisVidea sembra questa: la ricerca
delluomo ai salite verso Dio nel desidesio di spisitualizarsiriceve il coronamento nella
persona di Gest.
Most, sulla desta sappresenta Valtzo personaggio eminente dell’antico testamento,
chiamato da Dio per liberate il popolo dallaschiavit, @ col che riceve le tavole della legge
(che nella mppzesestazione eg stringe fra le mani). Qui appare in atteggiamento di colui
che adora “uno pid grande”. I coloti della vest, estremamente suggestivi, sono il bu, segao
dello Spicito ¢ i sso segno della urnanita. In reali il colore rosso si mescola con il gill,
che nella simbologia indica il dubbio e la fatica della vit di fede. Sono colori che parlano
del vissuto di Mos? ¢ inditettamente dellimpossibilita del’'uomo di avvicinarsi 2 Dio
attraverso Posservanza della legge
‘Mos8 ed Elia sembrano rappresentare quindi gli estremi della ricerca del'uomo di
raggiunge Dio, oattraverso la pusficazione spisitunle El) ole scerca delPosservanza dei
comandamenti (Mosé). Entrambe queste vie vengono giudicate come inefficaci ¢ viene
rovesciata la prospettiva: Puomo & salvo grazie alla condiscendenza di Dio che in Gest
sivela ¢ comunice il suo amore per gli uomini.
Pietro sulla destra @ sappresentato con le vesti tradizionali colose blu ¢ giallo, che
indicano la vicinaaza con Dio (Pelezione) ¢ il dubbio, Diversamente dagl altsidiscepoli eg
2 in posizione erett, ad indicare la dignti di “capo” della Chiesa, sotcolineatora che si
avvale anche della veste che si alza verso Tato attorno al capo. B? anche l'unico che pud
4fissare gli occhi sull'apparizione che lo sovrasta (i vangeli infatti riportano il dialogo che egli
tiene con Gest facciamo tre tende...), mentre come gid Elia indica agli altri la direzione da
seguire: Ie visione di Gest trasfigurato. B’ pensabile che Pautore abbia voluto sottolineare il
paradosso della forza del'lezione di Pietro. Proprio perché umiliato dal peso del
rinnegamento fatto a Ges per tre volte € toccata con mano la misericordia tenerissima di
Dio egli pud essere a capo dei discepoli (“pase le mie pecrellz: Go 21”), pexché in grado di
“compatire” le debolezze che accompagnano ogni uomo che intraprende un itinerario di
fede.
Giovanni sulla sinistra rappresentato con le vesti del “discepolo amato”, ¢ appare
in numerosissime rappresentazioni iconografiche (Ja Crocifissione, L’ultima cena, ec.)
Giacomo il fratello viene rappresentato con una variazione: la veste rossa (probabile
indicazione del martcio).
1 discepoli portano tutti la stessa veste blu, segno della elezione ¢ della presenza di
Dio, ma variano il colore del mantello: Giallo, Rosso ¢ Porpora. Si vuole indicare che la
chiamata & intessuta concretamente dalla fatica multiforme di vivere un itinerario da
credenti, La chiamata di Dio si esprime e si costruisce come itinerario attraverso il dubbio
(Giallo), la sofferenza e il sangue (ross0), la fatica e lo slancio di un amore incondizionato
(porpots). I tre discepoli rappresenterebbero quindi il “tipo” dell'umanita coinvolta nel
processo di “‘tiplasmazione” generata dallazione dello Spirito. Le pose plastiche:
rovesciamenti, contorcimenti, mancanza di equilibrio esptimono mirabilmente azione
dello Spirito Santo nel contatto con la carne segnata dal peccato dell'uomo. La citazione di
Gv 16,23 & forse la pit calzante: “La donna quando pattorisce geme e soffre, ma dopo il
suo dolote si trasforma in gioia, perché ecco, é venuto alla luce un uomo”. Le pose dei
iscepoli tentano di rappresentare appunto la devastante, ma trasformante azione dello
Spisito quando investe Puomo.
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