Sei sulla pagina 1di 1

Sulle tracce di una generazione perduta Nel novembre dello scorso anno stato dato alle stampe un volume

e di immagini poco notato, ma di una bellezza commovente, semplice e struggente. Si tratta di un libro che, pubblicato oggi nella nostra lingua, usc nel 1986 in Germania col titolo di Bilder aus dem Wandervogel Leben (Immagini dalla vita del Wandervogel il nome del movimento significa uccello migratore) a seguito della donazione, da parte di Julius Gro, del suo intero, immenso repertorio fotografico allArchivio del Movimento giovanile tedesco conservato nel castello di Ludwigstein a Witzenhausen. Julius Gro, come racconta Winfried Mogge nel testo, in qualit di fotografo dei Wandervgel [], aveva messo insieme una documentazione fotografica unica, dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo, sulla storia della giovent tedesca nei primi trentacinque anni circa del XX secolo. Di quella giovent, cio, che armata di strumenti musicali e calzettoni alla zuava, in una rivolta esistenziale globale contro il mondo moderno, tornava alle campagne, alle escursioni, ai fienili e ai castelli diroccati, evitando le comodit di una vita borghese, civilizzata e cittadina. Questo movimento, che tanta parte ebbe in seno al movimento ideale della rivoluzione conservatrice, era composto da giovani di varia estrazione sociale, che dimostravano con ci stesso il loro rifiuto del mito astratto e alienante della lotta di classe in seno alla Repubblica di Weimar; ragazzi che privilegiavano quali forme artistiche il canto, la danza, la pittura e, appunto, la fotografia. Anche il corpo nudo, specie femminile, spesso presente in queste immagini (allora) di forte rottura: scriveva della spiritualit Wandervogel Charly Strsser nel 1926, giungendo a teorizzare una vera e propria Weltanschauung neopagana: la nostalgia della redenzione in una religiosit che abbraccia corpo e anima nel grande divenire della natura una religiosit che, partendo prima di tutto dal corpo, supera lincarcerazione cristiana, degradante, profanatrice; che travolge il mondo, ormai crollato, e in macerie, dellAlto Culto dello Spirito; la profonda, interiore religiosit della corporeit. I valori contadini, della terra e del sangue, il sapore dellamicizia, lamore per la natura in tutte le sue forme, la profonda, incontenibile gioia di vivere: queste le caratteristiche della giovent Wandervogel, che traspaiono con potenza e carica suggestiva dal centinaio di fotografie del volume. In una di queste si vede un gruppetto di ragazzi su un poggio, accanto a una pentola sul fuoco; sullo sfondo stanno arbusti, alcune grandi latifoglie e un lago; in unaltra rappresentato un alloggio per la notte, con il pagliericcio per meglio riposare: una dozzina di giovanissimi stanno sdraiati insieme; unimmagine raffigura due fanciulle che hanno raccolto dei fiori in una radura illuminata da un fascio di luce; in una, particolarmente riuscita, sotto il tronco di una grande quercia, di notte, si formato un cerchio di ragazzi e ragazze, che cantano accompagnandosi con chitarre e violini. Queste fotografie comunicano direttamente la realt di un tentativo, quasi unico nel suo genere, di conciliare la rivolta contro lindustrializzazione e il decadimento moderni con la ripresa di valori assiali ed eterni: ed per questi motivi che il libro si rivela in questepoca di cos grave crisi tanto pi accattivante e significativo. Con esso si offre una preziosa opportunit di conoscere a fondo lo spirito animatore del movimento Wandervogel. [Winfried Mogge, I Wandervgel: una generazione perduta. Immagini di un movimento giovanile nella Germania prenazista, Edizioni Socrates, Roma 1999, pp. 140, 19000]. Alberto Lombardo