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04/06/13

La coordinazione mente-corpo

in quiete
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La coordinazione mentecorpo di Koichi Tohei


Tratto dal libro: Book of Ki: Coordinating Mind and Body Traduzione di Marco Forti Koichi Tohei, nato nel 1920, si laureato nel 1942 in economia all'Universit di Keio. Come studente si impegn nel Judo e successivamente nell'Aikido sotto la guida del Maestro fondatore Morihei Ueshiba. Nel 1971 ha fondato la KI NO KENKYUKAI (Associazione internazionale del Ki) nella quale sono insegnati i principi del Ki e della coordinazione mentecorpo. La potenza della mente e del corpo coordinati Nannosono iwao omo tosu kuwa no yumi (quando un uomo ha una volont ferrea, pu penetrare una roccia con una freccia di legno). Tanto tempo fa, avvenne in Cina che di notte un giovane uomo camminasse, quando d'un tratto s'accorse che lungo il bordo della strada era accovacciata una tigre pronta a saltargli addosso. Per salvarsi l'uomo prese una freccia per l'arco e tir con tutto il suo cuore. La freccia infilz la tigre che per non ferce il minimo movimento. Allora l'uomo trepidante s'avvicin e guard. Non si trattava di una tigre ma di una grande roccia la cui forma ricordava una tigre accovacciata. Quella freccia tirata con tutto il cuore era penetrata in una roccia. Storie simili si trovano in tutte le epoche e in tutti i luoghi. Bench siano troppe per raccontarle una ad una, tutte ci parlano della grande potenza di una mente ed un corpo unificati (coordinati). Tutti i grandi uomini, i veri artisti, santi e buddisti, devono aver acquisito la coordinazione tra mente e corpo. La difficolt nel coordinare mente e corpo Tutti riconosciamo la necessit di coordinare mente e corpo. Ma sta di fatto che pochi ci riescono. Non si raggiunge la coordinazione della mente e del corpo praticando la meditazione Zazen in cima ad una montagna per venti o trent'anni se la si perde quando si ritorna nel mondo ad affrontare la vita di tutti i giorni. Gi prima di tornare in citt, si potr perdere la coordinazione solo perch si
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La coordinazione mente-corpo

mossa una mano o una gamba. Non avendo n forma n colore, la mente libera di spaziare come le piace. Ma il corpo ha forma e colore e si trova costretto e ristretto nei suoi movimenti. Dato che ognuno possiede qualit cos diverse tra loro, difficile unire la mente con il corpo. molto pi facile coordinare la nostra mente mentre il corpo rimane fermo, come in Zazen o Seiza. molto pi difficile mantenere l'unione tra mente e corpo quando questo in continuo movimento, come accade nella vita di tutti i giorni. Gi da tempi remoti si dice che la coordinazione tra mente e corpo la cosa pi difficile da acquisire. Lo Zen insiste sull'esercitazione continua del discepolo, anche quando ha avuto l'illuminazione, cio dopo aver raggiunto il Satori. Lo stesso K'ung Fu Tzu (Confucio) arriv all'et di settant'anni prima di raggiungere quello stadio che gli permise di fare ci che voleva senza perdere la coordinazione di mente e corpo e senza deviare dalla strada dell'Universo. Cos, bench molte persone credano che sia una cosa buona e necessaria raggiungere la coordinazione tra mente e corpo, pensano che per loro ci sia impossibile, e allora lasciano perdere. Mente e corpo in origine erano uniti La mente ed il corpo sono nati dal Ki dell'Universo. Non esiste una frontiera fra la mente ed il corpo, nessun punto dove inizia la mente e termina il corpo o viceversa. In origine mente e corpo erano tutt'uno. Per noi persistiamo nell'errore di considerare la mente ed il corpo due entit ben distinte e separate, e cerchiamo futilmente di unire e riconciliare le caratteristiche opposte di ambedue. Ma ci contro la natura. Altro che difficile! impossibile unire mente e corpo finch continuiamo a considerarli due cose diverse tra loro. In verit per non difficile unire la mente ed il corpo se ci rendiamo conto che in origine essi erano un'unit e, se agiamo secondo questo principio, otterremo facilmente la coordinazione mentecorpo in ogni momento della nostra vita quotidiana. La legge della mente e la legge del corpo Bench abbiano la stessa origine, i nostri capelli e la nostra pelle hanno funzioni a loro proprie ed obbediscono a codici vitali diversi. Cos anche se la mente ed il corpo sono entrambi nati dal Ki dell'Universo, ognuno obbedisce a leggi proprie. Ci sono maestri che esaltano la vita dello spirito cio della mente e lavorano solo con la mente, altri inneggiano alla potenza e alla bellezza del corpo e, di conseguenza, lavorano solo con il corpo. In questo modo, l'enigma della coordinazione tra mente e corpo non trover mai soluzione. Tutti i Paesi hanno palestre per l'allenamento fisico e scuole per lo studio ma non ho mai sentito parlare di Paesi in cui esistano centri per l'insegnamento della coordinazione tra mente e corpo. Erroneamente credono di poter crescere una giovent di grande spirito e carattere, solo con l'allenamento fisico. Cos i problemi dei giovani non solo rimangono, ma di anno in anno aumentano e peggiorano. Se il seguire solo le leggi del corpo bastasse per diventare un uomo di grande spirito, tutti i lavoratori manuali dovrebbero essere automaticamente uomini di spirito. Ci non corrisponde alla realt. Naturalmente anche tra loro esistono uomini di grande spirito, ma perch hanno allenato non solo il loro corpo ma anche la loro mente.
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Uomini religiosi predicano sulla mente e sul mondo spirituale. Ma se essi si dimenticano del corpo e disprezzano il mondo fisico, sono in errore anche loro. Il corpo e l'anima sono uniti, ed impossibile risolvere un problema con la sola mente. Per esempio, se abbiamo fame, possiamo sopportarla per un certo tempo mantenendo la nostra mente positiva. Ma non possiamo soddisfare la fame, perch la legge del corpo mangiare quando si ha fame. Perci molto importante comprendere a fondo sia la legge del corpo che quella della mente. Quando le due leggi si muovono unite, sono come le ruote di una macchina, allora per la prima volta possiamo coordinare mente e corpo anche quando ci muoviamo nella vita di ogni giorno. I quattro princpi per coordinare mente e corpo Per chiarire le leggi del corpo e della mente, ed il modo per unirle, vi presento i seguenti quattro princpi. Questi princpi non hanno paralleli nella storia umana: 1. MANTENERE IL PUNTO; 2. RILASSARSI COMPLETAMENTE; 3. MANTENERE IL PESO SOTTO; 4. INVIARE IL KI. Questi quattro princpi sono essenziali per poter coordinare la mente ed il corpo. Se non ci atteniamo a queste regole, sar impossibile raggiungere tale coordinazione. Io ho stabilito queste quattro regole ed esse sono l'oggetto primario dell'insegnamento nella Ki No Kenkyukai (Associazione internazionale del Ki). Da tempi antichi gli uomini hanno raggiunto la coordinazione fra mente e corpo, ma nessuno ha mai insegnato queste quattro semplici regole. Tali uomini si impadroniscono della coordinazione con anni di ascetismo e severissimo esercizio. Ma non potendo articolare quest'esperienza in concetti e parole semplici come i quattro princpi, non potevano tramandarla ai posteri. Al loro prossimo potevano solo dire: sia la tua abilit a trovare il modo di raggiungere l'unit tra mente e corpo o, come recita un detto Zen: siediti e lascia che tu ti illumini. Oggi, in questo indaffarato e complicato mondo non possiamo andare su una montagna a meditare per dieci o vent'anni. Proprio per questa ragione l'Universo ci ha dato il metodo per coordinare mente e corpo anche nei movimenti che compiamo ogni giorno. Ed io spero che molti di voi, specialmente i giovani, lo pratichino sempre, e lo insegnino ad altri, e questi ad altri ancora.

1. Mantenere il punto
Il centro dell'universo L'universo un cerchio con un raggio infinito. una sfera infinita. Perci, posso dire che io sono il centro di una sfera senza limiti. Anche se io mi sposto di un passo a destra, non si pu dire che il lato destro dell'universo si sia accorciato di un passo, esso rimane sempre infinito. Vale a dire che dovunque io vada, corra o salti, rimango sempre il centro dell'Universo.
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Era questo l'insegnamento del Buddha quando diceva: " Tenjo tenga yuiga dokuson", che significa " io sono il mio padrone in cielo e sulla terra. Non sono uomo di nessun altro, ma solo di me stesso". Per, con l'andare del tempo, i preti mal interpretarono questa frase e le davano il significato di " solo Buddha sacro". Questa una versione molto limitata ed egoistica. In verit, il Buddha diceva anche: " Banbutso ni busho ari ", cio: " tutte le cose dell'Universo portano in s l'essenza del Buddha". In parole pi semplici, Buddha insegna la verit dicendo che ogni cosa il centro dell'Universo e che ogni cosa Uno con l'Universo. L'Universo condensato diventa se stesso. Questo, a sua volta condensato, diventa quell'unico punto centro dell'Universo. L'unico punto, in realt, non tangibile, ma il punto che, condensato all'infinito, non diventa mai zero, ma diventa tutt'uno con l'Universo. Mentre stai in piedi, se rilassi il tuo corpo, il tuo peso trover il suo baricentro nella parte inferiore dell'addome. L'unico punto il centro del basso ventre, all'incirca quattro o cinque centimetri sotto l'ombelico. In altre parole devi semplicemente credere che l, cinque centimetri sotto l'ombelico, si trovi il centro dell'Universo. L'unico punto nel centro del basso ventre. Esiste in giapponese una frase " kinkon ichi ban" che potrebbe essere tradotta come " prepararsi ad un grande sforzo". Nello Zen dicono spesso " Sikatanden ni chikara o irete shikkari suware ", cio " contrai i muscoli dell'addome e rimani seduto, fermo". Questo un grande sbaglio. Proprio per tali metodi, la coordinazione tra mente e corpo diventata pi difficile. Il punto non il lugo dove concentri la tua forza fisica, ma la mente per calmarla, e cos poter coordinare mente e corpo. Dato che la parola tanden significa area (zona), viene spesso male interpretata, e si tende a mettere in tensione l'addome. Questo mi spinge a proporre di cambiare la parola seikatanden, trasmessaci dai tempi antichi, e sostituirla con la frase seika no itten, cio " il punto nel basso ventre ". Se vuoi imparare a coordinare mente e corpo, devi prima imparare a mantenere il punto.

2. Rilassarsi completamente
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Malattie del sistema nervoso Secondo recenti rapporti di medicina, il 7080 percento delle malattie sono di origine nervosa e o causate dallo stress. Spesso il medico consiglia al suo paziente di rilassarsi. Per, spesso, il medico stesso soffre di ulcera o di una disfunzione cardiaca. Bench egli si renda conto dell'importanza del rilassamento, e che ci debba essere prescritto ai suoi pazienti, il medico stesso trova difficolt a rilassarsi. A dire il vero rilassarsi non solo difficile ... impossibile se non sai come fare. Se per mantieni il punto (regola n. 1 v. Irimi online n. 5) potrai per la prima volta avere l'esperienza del vero rilassamento. La gente, di norma, associa l'idea di rilassamento con una situazione di debolezza fisica. Perci, quando sono di fronte ad un'emergenza, non solo non si rilassano, ma mettono in tensione il loro corpo. Si deve comprendere che la vera distensione la pi naturale e la pi forte condizione del corpo. Immobilit passiva ed immobilit attiva Come aspetto esterno, la calma e la stabilit possono essere passivi o attivi senza che uno, solo vedendo la persona, possa sapere in quale dei due stati essa si trovi. Una di queste condizioni viene chiamata ugokazaru shisei , una stabilit che non pu essere disturbata anche se le montagne dovessero crollare. Per, la persona che possiede questa stabilit (attiva), pu effettuare qualsiasi attivit e muoversi in piena libert con la massima calma. L'altro tipo di immobilit viene descritta come ugokesaru shisei , un'immobilit totale, che non permette alla persona che si trova in queste condizioni di muoversi, anche se lo volesse fare. Questa un'immobilit passiva. Infatti, quando uno si trova in questa condizione, se qualcuno brandisce un coltello o una spada davanti ai suoi occhi, non potr muoversi, perch immobilizzato dalla paura. questa la differenza tra le due condizioni che, a prima vista, sembravano identiche. Purtroppo noi tendiamo ad identificare quest'ultima condizione come quella del vero rilassamento, ed allora, quando siamo faccia a faccia con un'emergenza, non siamo capaci di rilassare il nostro corpo, e diventiamo sempre pi tesi, con il risultato di essere immobili ed incapaci di reagire. La vita senza stress
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In un mondo che diventa sempre pi complicato e sempre pi confuso, noi abbiamo la tendenza a diventare ipersensibili e a perdere il controllo delle nostre reazioni, spesso esagerate. Supponiamo che una pressione fatta col dito della mano sinistra sul dorso della mano destra corrisponda ad uno stimolo di forza "uno". Se anche il nostro cervello percepisce questo stimolo al suo reale valore, cio di forza "uno", allora la nostra mente funziona bene ed in maniera naturale. Ma, se il nostro cervello registra lo stesso stimolo a forza "cento" o "mille", ci un segno inequivocabile che la nostra mente sovraccarica ed ipersensibile. Ne segue che le nostre reazioni sono sproporzionate (di solito in eccesso) e che ci esponiamo ad un inutile stress. Di solito, quando qualcuno ci tocca i capelli, non proviamo fastidio ... per, quando abbiamo un forte raffreddore o mal di testa, possiamo provare fastidio o brividi. Quando siamo arrabbiati, ci offendiamo facilmente per parole che, normalmente, verrebbero recepite senza scatenare alcuna reazione. Bench l'accaduto sia di poca importanza, siamo angosciati per un nonnulla. Tutte queste reazioni smisurate sono da attribuire ad una percezione errata, causata da una mente sovraffaticata ed ipersensibile. Il fatto che stiamo vivendo tempi difficili ed il nostro cervello, gi esposto ad un certo stress, non pu permettersi di sovraccaricarsi di problemi immaginari. Dato che il cervello il centro dei nostri sistemi nervoso, muscolare e circolatorio, se viene troppo gravato, la regolare funzionalit di tutti questi sistemi verr compromessa. La conseguenza un generale deperimento del nostro organismo. La seguente poesia giapponese rende chiaro il discorso precedente: " sokoinaki fuchiyama sawagu yamakawa no asaki seniloso adanami wa tate ". Tradotta liberamente dice: " Le acque profonde di un fiume scorrono tranquillamente. Il torrente che scorre su un letto sassoso poco profondo ha le acque tormentate ". Cos anche noi, se mettiamo in tensione il nostro corpo, siamo come l'acqua del torrente, e, come le onde agitate che si infrangono sulle pietre, cos noi passiamo da una errata decisione all'altra. Ma se manteniamo il punto, rilassiamo il notro corpo e teniamo il peso "sotto", la nostra mente sar calma ed il nostro essere assomiglier a quel fiume dalle acque profonde. E, simili a questo fiume agiremo con calma e tranuillit nella nostra vita, senza sovraccaricarci. Cos lo stimolo di forza "uno" sul dorso della nostra mano verr correttamente riportato al nostro cervello ed i piccoli problemi non assumeranno un'importanza sproporzionata. Per di pi, se ci imponiamo di non riportare al cervello ogni sciocchezza, ma ci sforziamo di risolverla e sistemarla non appena si presenta, potremo vivere una vita libera da falsi problemi.
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La calma in mezzo al caos " Neoshimete kaze ni makaseru yanagi kana". Il salice affonda bene le sue radici, per questo l'albero si pu donare al vento. Se applichiamo l'analogia del salice a noi stessi, le radici profonde corrispondono ad una mente calma perch manteniamo il punto e donarsi al vento significa rilassarsi completamente ed armonizzarsi volontariamente ai moti dell'universo. Proprio perch manteniamo il punto, possiamo rilassarci completamente ed essere uno con l'universo. Gi da sempre, quegli uomini considerati eccezionali e grandi non perdevano il loro equilibrio n si arrabbiavano ma, in qualsiasi situazione, anche le pi caotiche, mantenevano sempre la loro calma. Se noi comprendiamo l'origine dell'universo, non saremo pi confusi e disturbati dai problemi incalzanti che si fanno avanti giorno dopo giorno. Bench la luna sia una sola, perch la brezza ne pu spargere il riflesso qua e l sul fiume? Non dobbiamo farci confondere dai fenomeni terreni, e prendere i riflessi distorti e rotti per la luna vera. Possiamo sempre trovare uno spiraglio, anche se molto pressati dal lavoro. E, simili alla luna che non si sposta nel cielo anche quando i venti soffiano, noi dobbiamo comprendere la nostra vera natura e vivere la nostra vita con calma e compostezza.

3. Mantenere il peso sotto


Il significato della calma Si dice "la calma potere". Tutti conosciamo l'importanza della calma. Nel baseball, nel golf ed in altri sport, spesso avviene il fallimento nel momento critico. Perch noi perdiamo la calma quando c' una situazione critica, non riusciamo a fare le cose che in momenti naturali ci vengono facilmente. Un altro esempio, un uomo quando deve parlare con un'altra persona lo fa naturalmente, ma se deve parlare davanti a mille persone, solo pochissimi sono capaci di farlo con naturalezza. Perch, nel momento che sale sul podio, duemila occhi lo fissano, ed come se si sentisse colpito fisicamente da quegli sguardi, il sangue affluisce alla testa, e vede solo un vuoto. Infatti molti non riescono ad aprire bocca davanti ad una platea. Spesso i genitori si lamentano dei loro bambini emotivi. Dubito per che gli stessi genitori sappiano mantenere la calma in situazioni d'emergenza. In genere, bench tutti diciamo che necessario mantenere la calma, ci impossibile, se non sappiamo come farlo. La calma vivente lo stato naturale in cui il peso di un oggetto naturalmente cade sul suo lato inferiore. Anche il corpo umano va considerato un oggetto, per cui il suo peso si focalizza su un punto preciso. Se riusciamo a mantenere tale punto, il nostro peso sotto. Questa la vera calma vivente. La calma innata dell'uomo Uomini, rocce e tronchi di legno sono tutti oggetti naturali. Perci se non facciamo niente e lasciamo il nostro corpo tranquillo, il peso verr a trovarsi naturalmente sotto. Ma, a causa di cattive abitudini acquisite attraverso i tempi, spesso mettiamo il peso sopra e non riusciamo a mantenere la calma. Spesso si dice che la rabbia sale alla testa. Infatti, quando siamo arrabbiati, cio perdiamo la calma, il peso non pi sotto ma sopra. Perci per i primi tempi dobbiamo continuamente esercitarci nel mantenere tutto il peso del nostro corpo sotto. Col tempo questa buona abitudine rimpiazzer quelle cattive ed il peso del nostro corpo si collocher sotto anche
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se non ci pensiamo consciamente. naturale che abituiamo il nostro corpo a mantenere calma la nostra mente, senza far altro, quando stiamo seduti in posizione Seiza o Zazen. Unit di calma e azione Se si pensa che calma e azione siano cose diametralmente opposte, potr sembrare strana l'idea di unificare calma e azione. In realt tutte le tecniche delle arti marziali tradizionali richiedono che l'esecutore sia in uno stato di calma ed azione coordinate. Tra le discipline che ricercano la calma possiamo menzionare la meditazione, i metodi di respirazione, gli esercizi spirituali. Tra le discipline che consistono nell'azione gli sport e tutti i lavori manuali. Le persone che si dedicano esclusivamente a discipline statiche rischiano di cadere nell'abitudine di apprezzare soltanto la calma e di arrivare ad un grado di staticit simile alla morte. D'altro canto, chi pratica soltanto l'esercizio fisico, rispetta soltanto questo e finisce per diventare schiavo dell'agitazione. Sebbene a parole facciamo una distinzione tra calma e azione, in realt esse sono due aspetti della stessa cosa. Ognuna delle due presuppone la presenza dell'altra. L'azione nella calma e la calma nell'azione indicano che uno stato di reale e completa calma implica la presenza di un'azione estremamente sottile e dinamica, mentre un'azione molto rapida e violenta richiede una calma assoluta. Se ci sediamo perfettamente immobili ci sembra di essere in uno stato di calma assoluta, ma in effetti, sulla superficie della terra che ruota, ci stiamo muovendo a grande velocit. Le trottole che i bambini fanno ruotare raggiungono uno stato di maggiore calma quando pi velocemente stanno girando. Possiamo dire che la calma che raggiungono massima quando massima anche la velocit. La calma reale contiene la natura del movimento pi rapido. Questo quanto intendiamo quando parliamo di "azione nella calma". La vera calma non semplicemente stare tranquillamente seduti e permettere alla mente di vagare; uno stato di questo tipo tempo sciupato e rende inutili i tentativi di praticare la respirazione o la meditazione. Se sentite che questo quanto vi succede quando praticate qualche disciplina che richiede presenza mentale, allora sicuramente meglio dormire, e fare cos naturalmente rifornimento di KI . Dobbiamo essere in grado di muoverci istantaneamente a grande velocit anche se, esternamente siamo perfettamente calmi ed immobili. Ci possibile solo se manteniamo il peso sotto.

4. Inviare il ki
Il Ki dell'Universo uno; non pu essere frantumato o segmentato in diversi Ki. Da questo Universo assoluto sorsero due forze opposte che diedero origine al mondo relativo. In Oriente a questo dualismo si da' il nome di Yin e Yang, in occidente si parla di forze positive e forze negative. In ogni cosa coesistono forze positive e negative e, dovunque sia necessario fare una scelta, ci si presenta davanti un bivio fra due strade; una che porta alla luce, l'altra che porta alle tenebre. La scelta operata influisce sulla nostra visione della vita. Si pu scegliere se
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vivere una vita di lacrime o una vita di sorrisi. Dobbiamo sinceramente credere che il positivo richiami il positivo ed essere consapevoli che il negativo richiama il negativo. Tutto ci che positivo attira il positivo; la gioia entra dalla porta dell'allegria. Il negativo invece funge da magnete per altre cose negative, la sfortuna raramente arriva sola. Un generale coraggioso non ha soldati codardi perch la potenza del suo Ki si trasmette ai suoi soldati e li rende altrettanto coraggiosi. Per contro, un generale codardo influenzer col suo Ki negativo anche i suoi uomini pi valorosi. Se vogliamo una vita serena e felice dobbiamo scegliere sempre il lato positivo, dobbiamo vivere con il Ki positivo, dobbiamo inviare il nostro Ki. "Inviare il Ki" l'ultimo dei quattro principi basilari per unificare mente e corpo. Le nostre vite sono parte del KI dell'Universo. L'acqua che possiamo raccogliere nelle nostre mani rispetto all'oceano, quello che la nostra persona nei confronti dell'Universo. Questo quello che noi chiamiamo "io". Quando il nostro Ki interagisce con il Ki dell'Universo, siamo vivi. Quando estendiamo il Ki, un nuovo rifornimento di energia vitale fluisce nel nostro organismo ed il ricambio ampificato. Inviare il Ki il nostro stato naturale fino a quando rimarremo in vita. Se manteniamo il punto, ci rilassiamo o manteniamo il peso sotto, in ogni caso siamo in uno stato nel quale stiamo inviando il Ki con la massima intensit. I quattro principi non possono essere separati. Se uno di essi soddisfatto, anche gli altri tre saranno naturalmente rispettati. Se uno di essi viene perduto, vengono perduti anche gli altri tre. Mantenere il punto ed inviare il Ki, vale a dire il primo ed il quarto principio, sono principi della mente; rilassarsi completamente e mantenere il peso "sotto", il secondo ed il terzo principio, sono principi del corpo. Solo quando i quattro principi operano in armonia possibile mantenere uno stato di vera coordinazione tra mente e corpo nella vita quotidiana.

Da: www.irimi.it
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