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E NXT

Rivista di Cultura Connettivista

Iterazione 03 - Euro 3.00

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IN QUESTO NUMERO

Iterazione

Poesia Racconti Frame Connessioni Un altro orizzonte Zoom Recensioni

8 RACCONTI VISIONI DI

Picnic sul ciglio della strada

X Zoon Pykmil Filth Sphinx 2x0 Fata Morgana Good


Inverno 2005

Tempi Moderni Focus Ai Posteri

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Electronic Noises di Zoon I Mecatronici di Pykmil Evocando di Good Cento bytes di solitudine di Sphinx Senso di Fata Morgana Credo in un solo dio di 2x0

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Picnic sul ciglio della strada Te c n i c h e non convenzionali di estensione della vita. Lo stato della tecnologia connettiva Il ricordo lontano dellumanit Link utili, recensioni e Centri Connettivi HSF di Marco Milani Il nuovo Fantascienza. com

27 liriche connet/ tiviste realizzate da X Zoon Pykmil Fata Morgana

...A pagina 25 fa il suo Fiaba di pee s o r d i o tali e nebbia Frame (a di Filth cura di Nel nome del Zoon) con Signore Spiando il di X presente... ... e in pi a pagina 13 continua la rubrica Un altro orizzonte (a cura di X) con la macchina dei sogni.

Nel 1815 gli Allan si trasferiscono in Inghilter ra, dove il piccolo Edgar inizia gli studi, che poi prose guir anche al rientro ne gli Stati Uniti, iscrivendosi allUniversit della Vir ginia, dove studia lingue antiche e moderne.

Edgar Allan Poe

In principio era lo Zero. Lo Zero era p r e s s o Next. Lo Zero era Next.

Impaginazione e Progetto Grafico a cura dello Studio Cagliostro. Illustrazioni di Lady Chatterley. In copertina: Angel of the Death di Lady Chatterley; in quarta di copertina: Broken Life di Lady Chatterley. Art Gallery di Amarilli Arenosto. Illustrazioni per il Manifesto del Connettivismo: Daniele Cascone. NeXT una rivista autoprodotta, non a scopo di lucro ma a parziale recupero delle spese sostenute. I contenuti sono di propriet degli autori ed vietato riprodurre totalmente o parzialmente lopera senza lespresso consenso degli autori.

EDITORIALE

Questo mettiamo le mani avanti fin dalla prima parola non un numero come tutti gli altri, per diverse ragioni. Innanzitutto, la simbologia attribuisce da sempre una valenza non trascurabile al 3. Alle 3, se si vuol dar retta alla tradizione cristiana, il Cristo venne assunto in cielo, con esplicito richiamo alla Trinit divina che nel dogma regge le sorti delluniverso. Per chiara contrapposizione, daltro canto, le 3 di notte lora del Maligno, che troverebbe questo momento gioiosamente propizio per giocare i suoi tiri mancini ai fedeli timorati. Il 3 ricorre nella simbologia sacra di diverse altre religioni. La Trimurti presiede allaffollato pantheon ind. Le tre Parche filano, intessono e recidono la trama della vita nella mitologia ellenica. Ma il numero ha un significato che si spinge al di l della sua natura teologica. Il 3 un numero importante gi per Pitagora, come maggior divisore del 6, il numero perfetto per eccellenza in quanto pari alla somma dei suoi sottomultipli. Ma con la matematica dei gruppi che esso assurge a unimportanza quasi mistica: 3 il numero del superamento, della vita, del movimento, in riferimento al 2 che statico, possiamo anche dire privo di vita, fondamento della logica binaria e dellalternativa obbligata, riflesso del ciclo e dellEterno Ritorno. Il 3 supera il limite, infrange la barriera e dischiude alluniverso una nuova via verso linfinito e limmortalit. Vogliamo forse leggere dietro il numero pi di quanto esso stesso rappresenti? Forse cos. Ma con il numero 3, si chiude davvero un ciclo e se ne apre un altro. Un anno fa, di questi tempi, per iniziativa di Zoon ripescavamo dal cassetto dei sogni, dove lavevamo provvisoriamente ibernato, in

Picnic sul ciglio della strada.

Il 3 ricorre n e l l a simbologia sacra di diverse altre religioni. La Tr i mu r t i presiede all affollato pant h e o n ind. Le tre Parche filano, intessono e recidono la trama della vita nella mitol o g i a ellenica. Ma il numero ha un significato che si spinge al di l della sua natura teologica.

attesa che tempi migliori ci ispirassero una maggiore fiducia e una pi profonda consapevolezza, un mio vecchio sogno. Il manifesto tornava alla vita e, subito dopo, acquisiva la forma e la consistenza di queste pagine. Sono trascorsi quattro numeri ( un caso che in molti sistemi di numerazione orientali, lo 0 goda di una dignit non inferiore a ogni altro numero? Noi crediamo di no) da allora, e molta strada abbiamo percorso. Gli ultimi mesi sono stati un tripudio di collaborazioni, di confronti e di spunti di crescita. Ci siamo pericolosamente avvicinati alla soglia critica del salto prigoginico e forse labbiamo addirittura varcata senza rendercene conto. Fatto sta che il conto dei nostri articoli su Fantascienza.com ha raggiunto la quota delle 3 cifre e nel frattempo abbiamo trovato il modo per mettere in cantiere un cortometraggio che verr prodotto dalla Filmhorror di Francesco Cortonesi e centrare almeno altre due pubblicazioni, con Marco Milani (HSF per Prospettiva Editrice) e Giovanni De Matteo (Revenant per Ferrara Editore). E molto altro bolle in pentola. Naturale che, a distanza di un anno dallinizio di questo viaggio, ci prendesse la mano il desiderio di offrire un piccolo omaggio ai nostri lettori e ai collaboratori che in questi mesi si sono uniti al nucleo originario, apportando la loro linfa al connettivismo. Ecco dunque literazione 03, un numero straordinario sotto molti aspetti. La narrativa, in primo luogo. Next, fin dalla sua prima uscita, ha saputo imporsi come punto di riferimento per lunderground SF del nostro paese. I racconti, sempre di buona qualit (quando non ottima), frutto di una selezione attenta e di un accurato lavoro

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di editing, hanno meritato le Picnic sul sulle nostre pagine di 2x0, con lodi di pi di un lettore. ciglio del- un racconto come sempre doQuesta uscita nasce nellin- la strada. minato da un talento visionario

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tento di offrire un tributo a quanti ci seguono, in sintonia con il clima di festa che si respira in questi giorni. Il Natale vicino, dopo il Solstizio dInverno il Sole ricomincer la sua scalata caprina delle vette siderali. Allora, ecco a voi una bella cernita di fiabe. Niente di troppo leggero o ottimista, come potrebbe credere qualcuno che non ha ancora avuto il tempo per imparare a conoscerci. Le uniche favole che sappiamo raccontare noialtri, sono racconti gotici, fiabe dellorrore. Quando va bene scorrono al ritmo di rock, se va meglio le parole danzano sulle note di qualche antica ballata nera. E allora eccovi Nel Nome del Signore di X, un biglietto di andata e ritorno per linferno e un omaggio al maestro Alan D. Altieri. Credo in un solo dio segna il graditissimo ritorno

Un anno fa, di questi tempi, per iniziativa di Z o o n ripescavamo dal cassetto dei sogni, dove lavev a m o p r ov v i s o riamente iber n ato, in attesa che tempi migliori ci ispirassero.

sfrenato. Potrebbe sembrare che abbiamo voluto dedicare una monografia allEterno con questo numero per molti versi speciali, ma a farci ricredere giunge Filth, che con il suo Fiaba di petali e nebbia ci trasporta in unatmosfera da sogno, pronta a mutare in incubo. Un piccolo gioiello di sensibilit gotica, scritto con mano lieve e tocco delicato da unaltra firma gi nota al nostro pubblico. Anche Sphinx, dopo lapparizione sullo scorso numero, torna con un piccolo scorcio narrativo sospeso tra la fantasia e il futuro: il suo Cento Bytes di Solitudine un richiamo a Gabriel Garcia Marquez, incentrato sui temi della dipendenza e dellalienazione. Pykmil ci offre invece la cronaca di uninvasione: quella dei Meccatronici, che non

si accontentano di conquistare il nostro pianeta per i loro macabri fini. Da un viaggio attraverso gli abissi cosmici passiamo allodissea nellanima di Electronic Noises, con una discesa nei meandri pi reconditi di Zoon. Ma questo numero segna (e, permettetecelo di dire, finalmente!) lesordio sulle nostre pagine di non una, bens due autrici. Parlavamo di occorrenza straordinaria, no? E allora eccovi la fantasy stratificata di Good che in Evocando compie un piccolo miracolo narrativo, condensando in una manciata di righe una complessit di livelli di lettura fuori dal comune. E infine Fata Morgana, con il suo Senso, ci introduce a un futuro luminoso di possibilit e alternative: ma corpi creati su misura possono soddisfare i sogni (e, aggiungiamo, i bisogni di affetto, comprensione, amore) di ognuno di noi? Fata Morgana e Good non sono le sole presenze femminili di questo numero. In attesa che la loro riscossa investa la narrativa, le donne la fanno da padrone nella sezione grafica. Ad Amarilli dedichiamo lo spazio della nostra galleria, con due dipinti ispirati e particolarmente in sintonia con lo spirito di questo numero. Lady Chatterly ci ha invece offerto le sue splendide illustrazioni per impreziosire questo volume: le sue sono schegge di visioni sovrannaturali, frammenti di una realt che talvolta si rivela tra le pieghe dei sensi. Le opere di queste due artiste interpretano la nostra sensibilit contribuendo ad amplificare, quasi fossero una cassa di risonanza psichica, londata emotiva delle nostre parole. Con la galleria poetica di questo numero siamo lieti di offrirvi, in aggiunta ai componimenti di X, Pykmil e Fata Morgana, una suite di versi composta da Zoon sul limitare dellautunno: come sempre, il riferimento langolo delle

L u n i c o sforzo che vi chiedo, di immaginare che ogni storia di questo volumetto vi sia narrata di persona, dalla voce del suo autore, magari a seguito di una incursione nottur na in una casa abbandonata, durante una passeggiata tra i boschi, oppure nel corso di un picnic sul ciglio della strada.

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Connessioni. E poi, come di consueto, le nostre rubriche Con Frame inauguriamo una nuova sezione curata da Zoon che si affianca alla sua attivit sulle pagine di Fantascienza.com. Questa va ad aggiungersi alle due rubriche gi dedicate alla speculazione sullimpatto delle nuove tecnologie col nostro mondo e alla loro ricaduta sul futuro: Zoom e Focus. Se Un altro orizzonte aggiunge un nuovo tassello alla mappa geografica del connettivismo, Tempi Moderni si addentra in un argomento delicato e che si spera potr incontrare linteresse dei lettori. Il tema, meno esoterico delle precedenti puntate, incentrato sulle tecniche sperimentali di estensione della durata della vita. Pykmil invece traccia nella sezione Ai posteri un breve profilo di un grande maestro: signore e signori, Edgar Allan Poe! Che ne dite, pu bastare come men natalizio? Come sempre, vi invitiamo a far sentire la vostra voce, per proposte, commenti e osservazioni. Il riferimento sempre lo stesso: next@domist.net. Per concludere, rinnovo a nome del gruppo la mia pi sincera gratitudine nei confronti di Giorgio Messina, promotore e fondatore dello Studio Cagliostro di Palermo, che ormai per la terza volta ci omaggia della sua preziosissima collaborazione. Se NeXT ha questa veste cos accattivante, esclusivamente merito suo. A questo punto, non mi resta altro da fare che augurarvi la buona lettura. Lunico sforzo che vi chiedo, di immaginare che ogni storia di questo volumetto vi sia narrata di persona, dalla voce del suo autore, magari a seguito di una incursione notturna in una casa abbandonata, durante una Picnic sul passeggiata tra i boschi, oppuciglio del- re nel corso di un picnic sul cila strada. glio della strada.

il manifesto del connettivismo


Siamo i Custodi della Percezione, i Guardiani degli Angeli Caduti in Fiamme dal Cielo, i Lupi Siderali. Un gruppo di liberi pensatori indipendenti. Viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto. Non conosciamo frontiere. Questo il nostro manifesto.
1. Noi vogliamo cantare la resurrezione dellanima consumata nella tecnologia. La notte, il sogno, la visione e la connessione. E tutto ci che sublima le nostre anime a un livello superiore di conoscenza. Laudace intensit, la d i s c r e z i o n e , lintrospezione, la ricerca delle corrispondenze arcane che intessono la trama della realt: saranno questi i punti cardinali della nostra poesia. Nessun languore, o facile sensazionalismo. Nessun tentativo di rottura con la tradizione. Nostro unico scopo esplorare le oscure implicazioni del futuro reperendone tracce esplicative nella trama della realt attuale: scavare a fondo sotto la copertura alla quale i sensi comuni si arrestano, penetrare sotto lepidermide del mondo e raggiungerne il midollo pulsante. La parola, limmagine e la musica sono i virus che trasportano la nostra infezione. Noi vogliamo scivolare indietro nei secoli cavalcando londa irrequieta della nostalgia, perch nella nostra storia tramandata e taciuta che sono state assemblate le nostre personalit. Non vogliamo resuscitare il passato nei suoi simboli, nelle sue vestigia, negli orpelli carichi di fascino antico ma ormai privi di ogni significato. Noi vogliamo riesumare i cadaveri del tempo, richiamarli alla vita nel corso di un rituale di negromanzia elettronica e lasciarli cantare. E poi danzeremo al suono delle voci dei morti. 5. Noi siamo quelli che camminano da soli per strada, lo sguardo perso nel vuoto, sulle superfici dei palazzi. Siamo quelli che escono di rado, sospesi tra la vita del mondo virtuale e la realt esterna percorsa dalleco remota del passato. Scorriamo i sentieri eterei della Rete, navigando nelloceano dellinformazione, fluendo come impulsi di adrenalina nei cavi che cablano la realt. Siamo quelli che sostano allombra degli alberi, in ascolto del respiro avvolgente delle presenze. Noi siamo quelli che faticano a prendere sonno la sera, consapevoli che il sogno la met oscura della vita diurna, e per questo siamo pronti a vivere in eterno nelle lande sospese delle nostre proiezioni oniriche. Non abbiamo nomi: i nostri nomi non ci identificano, sono solo una forma di controllo. Ognuno di noi un codice custodito in una base di dati: da qualche parte, un file personale traccia la nostra corrispondenza privata tra un identificativo e un profilo commerciale. Il nostro nome un sussurro nel buio, un rumore nascosto nella radiazione di fondo delluniverso, un segnale immerso nel rumore della materia. Il nostro nome

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vaga libero nella notte. 7. I crepuscolari, i simbolisti, i metafisici, gli ermetici, i dannati, gli astrattisti, gli impressionisti, gli espressionisti, i surrealisti, i futuristi sono nostri precursori: nei loro riguardi abbiamo maturato un debito artistico, per il modo di sentire le cose, per le modalit di approccio alla realt, per la consuetudine di scavare senza timore tra le viscere sue e delle sue rappresentazioni astratte, simboliche, linguistiche. Siamo la retroguardia della Decadenza. Noi cerchiamo una verit possibile nellordito primordiale della realt. Ricerchiamo i legami invisibili, sondiamo la costituzione primaria delle cose, e come rabdomanti cibernetici aneliamo alle connessioni segrete che fondono nel Tutto Unico Superiore il significato e lo spirito di tutte le cose. Il nostro campo dazione lAssoluto, dove ogni siste-

ma, ogni processo, ogni azione vive di un senso intrinseco nella successione concatenata degli eventi. 9. Noi siamo lupi siderali alla deriva sulle correnti mistiche dei venti solari, che cantano alla notte per ascoltare leco delle loro voci risuonare in lontananza. Immersi nel flusso ininterrotto dellinformazione, seguiamo le voci remote che spazzano le lande deserte della realt: gli spettri sono le nostre guide. Intrepidi percorriamo le immense distese silenziose di periferie entropiche adagiate nel crepuscolo dei sensi. Ci schiariamo la voce per far risuonare il nostro silenzio; dissipiamo parzialmente le ombre davanti ai nostri occhi. Desideriamo non parlare per non disciogliere lascolto che passa dentro di noi, lascolto delle cose arcaiche e future che sanno trasmettere. Noi siamo chiusi nelle nostre percezioni a coloro che

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non hanno altre mire che riempire i luoghi di falsi colori, falsi rumori, false risate. Il nostro mondo occupato da altri universi esistenti qui, di fianco a noi. Prestiamo ogni senso al suo ascolto, ne rimaniamo estasiati e rapiti. 11. Noi vibriamo al suono di musiche oscure, passate o future. Con esse ci costruiamo il nostro mondo psichico architettando note intriganti, e l passiamo gran parte del nostro tempo cerebrale mentre ci connettiamo. Noi inseguiamo la condivisione delle anime, dei luoghi, del tempo, usando antichi percorsi mistici. Siamo protesi verso la connessione. Le strade deserte sospese nella notte, i campi spettinati dal vento, le periferie immerse nel buio, i monumenti congelati nel silenzio, i cimiteri di campagna, le luci al neon della metropolitana di sera, le stazioni affollate di anime in partenza e di altre in arrivo, i reperti dellarcheologia postindustriale, le strade morte, le autostrade abbandonate, le citt rase al suolo dai bombardamenti, i territori ai margini, la mor-

bida geometria dei corpi, i silenzi remoti di stanze dalbergo abbandonate, il rumore di fondo delle metropoli, la carica erotica della promiscuit tecnologica, il caos, la connessione neurale, le reliquie del passato. I flussi di emozioni elettriche che confluiscono nella sfera senziente della percezione. Le impressioni cangianti, i deliri mistici di note, fragranze e sfumature: il tripudio dei sensi. Il respiro della notte, il ruggito delle novae e i sospiri delle stanze che deformano la nostra comprensione dei sogni. Questo noi canteremo, nellansia fremente di sviscerare e portare alla luce gli oscuri sentieri che tracciano percorsi sotto la superficie delle cose. Noi siamo il tumore psichico indotto, infiltrato nellintegrit rasserenante del cadavere in animazione sospesa consegnatoci dallordine costituito. Noi siamo le ali del CONNETTIVISMO.

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una notte dellinverno 2001 a Edmonton (Canada) quando Erika Norby, appena 13 mesi, scende dal lettone dove stava dormendo con la madre ed esce davanti casa. Indossa solo una t-shirt e il pannolino, e fuori la temperatura di 24 C sotto zero: Erika si accuccia a terra e si addormenta. Sar la mamma a trovarla il mattino seguente. La bimba non respira, il suo cuoricino fermo da almeno due ore e la sua temperatura corporea scesa a 16 C. I medici che si occuparono di lei la rianimarono, riscaldando e ossigenando gradualmente il suo corpo. Quando 15 giorni dopo il ricovero fu dimessa dallospedale, la piccola Erika non recava segni della sua escursione notturna nel gelo dellinverno canadese. La letteratura scientifica abbonda di casi simili, soprattutto bambini sopravvissuti grazie al gelo e, alla luce delle acquisizioni della medicina, in maniera ancora inspiegabile. A differenza del caso dei Mus musculus, comuni topolini indotti in uno stato di animazione sospesa dai ricercatori, il cui esperimento stato illustrato sul numero del 22 aprile scorso della rivista scientifica Science. Ancora pi eclatante la scoperta di batteri estremofili compiuta nel Mare Artico da Axel Schippers dellIstituto Federale di Scienze Geologiche e Risorse Naturali di Hannover (Germania): a 400 metri di profondit e in totale assenza di ossigeno, da 16 milioni di anni giacciono in uno stato di animazione sospesa. Il miraggio dellanimazione sospesa, a lungo inseguito dalluomo e vastamente esaminato in letteratura (allegorica e fantascientifica), comincia a ridurre la distanza che realisticamente lha sempre separato da fenomeni naturali quali il letargo degli animali e la quiescenza di piante e batteri. 1. Un tentativo sommario di classificazione. Ovviamente, c letargo e letargo. Vista la variet di specie viventi, anche normale che sia cos. In alcuni casi una sorta di quiescenza, in altri si tratta di un torpore, in altri ancora possiamo parlare di sonnolenza e, infine, c libernazione vera e propria. Stati diversi comportano diversi gradi di riduzione dellattivit cellulare. Cos lorganismo si adatta a sopportare meglio le temperature estreme, la carenza di ossigeno e persino le lesioni fisiche. Risale allo scorso anno la scoperta del singolare comportamento di una specie di lemure del Madagascar che per sette mesi allanno si rintana nel cavo di un albero e qui si addormenta, affidandosi per la sopravvivenza alle scorte di grasso accumulate nella sua coda. Anche lorso, in letargo, non abbassa la propria temperatura corporea al di sotto dei 28 C. Lo scoiattolo artico, invece, riduce la sua temperatura fino a 0 C, con punte di minima di -2.9 C misurate allinterno dellintestino, senza congelamento. Dal canto suo, la Rana sylvatica canadese gela tutta, a eccezione dellinterno delle cellule, grazie a uno zucchero simile allantigelo delle auto, sopravvivendo in animazione sospesa fino a primavera. Ma cosa possiamo dire delluomo? Anche qui, occorre fare i dovuti distinguo. Crioconservazione di cadavere, coma profondo, letargo e animazione sospesa non sono la stessa cosa. Differiscono per lattivit cerebrale: nel coma profondo e nel cadavere conservato criogenicamente, le cellule cerebrali sono irreversibilmente morte, e per questo nessuno mai tornato in vita. Nellanimazione sospesa e nel letargo, invece, le cellule cerebrali sono vive, ma lattivit metabolica al minimo: il 47% dei soggetti in animazione sospesa tornano a vivere, come dimostrato da Beat Walpoth dellUniversit di Berna, i cui studi hanno preso in esame 32 pazienti ricoverati in ipotermia (temperatura corporea compresa tra 17 e 25 C), in arresto cardiocircolatorio e con pupilla dilatata fissa. 15 dei suoi pazienti sono sopravvissuti senza conseguenze. 2. Fiabe e viaggi spaziali. Fino a dieci anni fa, lanimazione sospesa esisteva solo nelle favole e nei racconti di fantascienza. Biancaneve e la bella addormentata nel bosco, a seguito di un sortilegio, sprofondano in un sonno che sembra destinato a non aver fine. Nel leggendario 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, la prima spedizione umana su Giove condotta da una nave spaziale, la Discovery, con a bordo due membri di equipaggio attivi e quattro astronauti ibernati. In Alien di Ridley Scott (e nei successivi Aliens Scontro finale di James Cameron e Alien3 di David Fincher), la diaspora dellumanit tra le stelle si compiuta vincendo il muro della distanza (ma non quello del tempo) grazie allanimazione sospesa degli equipaggi. A cavallo fra gli anni 60 e 70 del secolo scorso, la NASA ave-

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Nel le ggendario 2 0 0 1 : Odissea nello spadi zio Stanley Kubrick, la prima spedizione umana su Giove condotta da una n a v e spaziale, la Discovery, con a bordo due membri di equipaggio attivi e quattro astronauti ibernati.

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va in effetti un programma finalizzato alla riduzione dellattivit metabolica del corpo umano, ma labbandon ritenendo lobiettivo irrealizzabile. La ricerca biomedica, invece, and avanti senza arrendersi. Oggi lipotermia sfruttata in molte branche della medicina. Da tempo la si usa nel corso di interventi in circolazione extracorporea. Si anche verificato che un abbassamento di 3 C della temperatura del cervello durante operazioni particolarmente impegnative riduce il rischio di danni neurologici. La tecnica, pur non riconosciuta unanimemente dal mondo scientifico, viene adottata su pazienti rianimati dopo un arresto cardiocircolatorio oppure colpiti da ictus con risultati notevoli, e riduce mortalit e danni in bambini traumatizzati o nati anossici (cio, con grave carenza di ossigeno). Finora, tuttavia, non si ancora riusciti a raggiungere lanimazione sospesa scendendo al di sotto dei 30 C. Intorno a questa soglia, infatti, cominciano i problemi cardiaci e intono a 27-28 C il cuore entra in fibrillazione, ovvero le cellule cardiache cominciano a battere in modo non sincronizzato. Eppure i vantaggi dellanimazione sospesa in medicina sarebbero molteplici. In questo stato le esigenze di ossigenazione delle cellule sono quasi nulle e i tessuti vedono aumentare la propria resistenza. Dalle osservazioni finora condotte, si ipotizzata lutilit di tecniche di animazione sospesa nella terapia dei tumori, perch consentirebbero ai pazienti di tollerare lesposizione a dosi massicce di radiazioni senza alcun danno ai tessuti sani. Si potrebbe inoltre applicare la tecnica per ridurre il metabolismo delle cellule di organi e tessuti in modo da poterli conservare a lungo prima del loro trapianto. Lanimazione sospesa potrebbe anche accelerare la guarigione delle ferite dei diabetici, nei quali il rischio di amputazione maggiore, oppure circoscrivere il danno seguito a un ictus o a un grave trauma vertebrale, concedendo ai medici un maggior margine dintervento.

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Non si ancora riusciti a raggiungere lanimazione sos p e s a scendendo al di sotto dei 30 C. Intor no a questa soglia, infatti, cominciano i problemi cardiaci 3. Alternative davanguardia. Non potendo abbassare la tempera- to.
tura corporea delluomo al di sotto dei 30 C, sono state escogitate altre tre strade per ridurre celermente il metabolismo cellulare, senza effetti collaterali. Due mirano a diminuire lossigeno disponibile, mentre la terza cerca di indurre il letargo utilizzando una molecola sintetica. noto che riducendo lossigeno disponibile molti esseri viventi possono essere indotti in uno stato di animazione sospesa: vermi, moscerini della frutta, rane e alcuni pesci di piccola taglia. Studiando questi animali,

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i ricercatori hanno capito che la soglia che divide la ripresa della vita dalla morte definitiva una sottile lama di rasoio, sulla quale diversi team hanno cominciato ad avventurarsi. Il Caenorhabditis elegans un nematode, un vermiciattolo lungo appena 1 mm che quando lossigeno nellaria pochissimo (0.1% invece del 21%) riduce, fin quasi a bloccarla, lattivit delle proprie cellule, entrando in questo modo in animazione sospesa. Ma se la percentuale di ossigeno eccede la soglia dello 0.1% le sue cellule, anzich fermarsi, continuano a funzionare e si autodistruggono. La sua capacit non una prerogativa unica. Lo stesso pu essere fatto con i cani. Patrick Kochanek dirige uno dei centri allavanguardia nelle tecniche di rianimazione dei traumatizzati, il Safar Center for Resuscitation Research dellUniversit di Pittsburgh (USA). Malgrado il nome, che sembra preso letteralmente di peso da qualche pellicola horror o dalle pagine di un libro di Philip K. Dick (chi ricorda il Moratorium Diletti Fratelli di Ubik?), listituto non ha niente a che fare con il paranormale o le criptoscienze. Si tratta invece di un dipartimento di medicina fondato da Peter J. Safar (1924-2003), che durante la sua attivit medica si sempre distinto per limpegno nella ricerca di nuovi metodi per salvare vite umane in condizioni disperate, contribuendo a strappare alla morte

migliaia di persone in tutto il mondo. Il fondatore dellistituto accreditato dellideazione delle tecniche di respirazione bocca a bocca e di rianimazione polmonare. Nel caso in esame, la tecnica sperimentata non particolarmente dissimile dalle condizioni che gi vengono create durante determinate operazioni chirurgiche, quando grazie allanestesia e alla circolazione extracorporea vengono ridotte di molto le attivit cerebrali e cardiocircolatorie. Ma stavolta si pu parlare addirittura di morte cerebrale. 3.1 Lesperimento di Kochanek. Il gruppo di ricerca del Safar Center ha preso alcuni cani, ha svuotato di tutto il sangue il loro sistema cardiocircolatorio e lo ha sostituito con una soluzione salina alla temperatura di 7 C, che ha ridotto la loro temperatura corporea di 3 C al minuto. A mano a mano che la temperatura si abbassa, il battito cardiaco rallenta fino ad estinguersi, e cos la respirazione e il metabolismo cellulare. Come prevedibile, a questo punto, le cavie hanno smesso di respirare, azzerato la loro attivit cardiaca e il loro elettroencefalogramma diventato una linea piatta (Gibson avrebbe parlato di flatline nellEEG). I cani erano clinicamente morti. Poi, tre ore dopo, quando nel loro corpo stato ripompato il sangue tolto in precedenza, dopo che cuore e polmoni degli animali sono stati stimolati con elettroshock e ossigeno, i loro corpi hanno ripreso a vivere, senza alcun danno apparente agli organi vitali. Pi la temperatura scende, maggiori sono le probabilit che un lungo periodo di arresto cardiaco sia privo di spiacevoli conseguenze: a 30-35 C il cuore pu stare fermo 15-20 minuti, a 10 C anche 90. Ovviamente, esperimenti di questo tipo sollevano una marea di dubbi etici e perplessit. Ma i risultati aprono nuovi orizzonti alla ricerca. evidente che riportare in vita cellule morte sarebbe di straordinaria importanza dal punto di vista medico. Capire il meccanismo della morte cellulare, in particolare quella dei neuroni, a seguito di eventi traumatici, fondamentale per salvare vite in condizioni pi che disperate. Proprio per questo, si rende necessario un approfondimento dello studio. A questo proposito, la sperimentazione sulluomo stata annunciata per il 2015. 3.2 Lesperimento di Roth. Una soluzione alternativa stata proposta da Mark Roth, del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. Il suo team ha mandato in animazione sospesa alcuni topolini facendo loro respirare solfuro di

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diidrogeno in luogo dellossigeno, che come questo si lega ai globuli rossi, senza per alimentare le cellule del corpo. La conseguenza di ci? I topi sono diventati animali a sangue freddo, come i rettili ha spiegato Roth sulle pagine di Science. Pensiamo che lanimazione sospesa sia praticabile anche nelluomo, ma non sappiamo ancora come attivarla e disattivarla. Il gas in questione, in effetti, tossico ed considerato una grave minaccia per la salute dei minatori. I topi lo hanno respirato per 6 ore e la loro temperatura corporea scesa di 11 C, la respirazione scesa da 120 a 10 insiprazioni al minuto, il metabolismo cellulare si ridotto di un fattore 10. Poi, alla fine dellesperimento, gli animali sono stati riportati in vita. Malgrado i rischi e le difficolt incontrate, Roth ha fondato una societ privata, Ikaria, che ha gi ottenuto un finanziamento di 10 milioni di dollari da vari gruppi di venture capital. 3.3. La via chimica allibernazione. Meglio ancora sarebbe poter imitare la strategia della natura, ricorrendo a molecole sintetiche che mimino quelle naturali. Nei primi anni 80, Tsung-Ping Su, del National Institute on Drug Abuse, venne a conoscenza di una proteina chiamata Hit, hibernation induction trigger (ovvero, scatenatore dellibernazione), isolata nel sangue delle marmotte in letargo. Tsung-Ping Su la somministr destate a degli scoiattoli e questi caddero in letargo fuori stagione. Non pago di ci, scopr che se somministrava agli scoiattoli il naloxone, un farmaco usato negli interventi durgenza per bloccare leffetto della cocaina, la proteina veniva inibita. Da questa constatazione, dedusse quindi che si trattava di un oppioide endogeno, cio una proteina simile ai derivati delloppio prodotto da un organismo animale. A seguito della sua scoperta, fra le tante molecole prodotte dai farmacologi, Tsung-Ping Su trov Dadle, acronimo di D-Ala D-Leu encefalina. Bastano 1,5 mg di questa molecola sintetica al giorno per kg di peso dellanimale per mandare in ibernazione gli scoiattoli. Ma sia Hit che Dadle hanno anche altre caratteristiche: riducono il danno muscolare e quindi le conseguenze per lapparato cardiocircolatorio dovute a mancanza dossigeno e proteggono fegato e polmoni destinati ai trapianti. Adesso, Carlo Zancanaro, Manuela Malatesta (dellUniversit di Urbino) e Marco Biggiogera (dellUniversit di Pavia), stanno cercando di capire se possibile usare Dadle sui mammiferi che non vanno in letargo e con quali risultati. Biggiogera e

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Nozione, quella dellinterferenza associata allosser vazione, che trovava una efficace esemplificazione nel popolare paradosso del gatto di Schroedinger.

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Malatesta studiano Dadle sulle colture cellulari di marmotta e umane: la molecola ha la capacit di addormentare entrambi i tipi, rallentandone lattivit e la trascrizione dei geni. Zancanaro invece lavora sugli animali e sta allestendo un laboratorio per scoprire cosa accade quando si somministra Dadle ai ratti. I loro risultati spiegano linteresse dellESA (lAgenzia Spaziale Europea), che sta finanziando le loro ricerche nella speranza di realizzare un sogno nel cassetto: il programma Aurora. 4. Domani, le stelle. Il programma Aurora prevede linvio delluomo su Marte, fra 25 anni. La distanza del pianeta rosso dalla Terra, pari a oltre 80 milioni di chilometri, rende irrealistico un viaggio di breve durata, anche disponendo di eventuali motori superveloci alimentati dallenergia solare, per il momento ancora in fase di studio teorico. In termini concreti, anche nelle stime migliori il viaggio non durerebbe meno di 6-9 mesi. Inviare 6 astronauti in una missione biennale richiederebbe quindi, secondo i calcoli degli esperti dellESA, un carico di 30 tonnellate di cibo, a cui andrebbero aggiunti i rifornimenti daria. Uno spreco immane di spazio e risorse. Lanimazione sospesa dellequipaggio risolverebbe dunque molti problemi. 5. Nel nome delle Parche. Ma forse, almeno in casi in cui la riduzione dei consumi non sia una specifica determinante, gli uomini di domani potranno accontentarsi di un pi banale allungamento della vita, stimabile in qualche ulteriore decennio di permanenza su questa Terra. Senza bisogno di capsule criogeniche, iniezioni chimiche o altre diavolerie. La notizia pi recente viene dallAmerica ed di quelle che non possono passare inosservate. possibile allungare la vita, anche del 30% rispetto alla sua durata media. Almeno nelle cavie di laboratorio. La scoperta merito di un gruppo di ricercatori dellUniversit del Texas guidati da Makoto Kuroo. I risultati della loro ricerca, pubblicati su Science, hanno visto lestensione della vita nei topi come effetto della mutazione di un gene. Il gene in questione era gi noto dal 1997 e la sua scoperta porta la firma dello stesso team, che allepoca lo battezz Cloto dal nome di una delle tre Parche della mitologia greco-romana, divinit amministratrici del destino che filavano e tagliavano il filo della vita di ogni uomo. I progressi nello studio del suo funzionamento compiuti in questi anni hanno mostrato come questo gene controlli

Te c n i ch e non convenzionali di estensione della vita.

Una terapia genica, quindi, potrebbe consegnarci in futuro il sogno dellimmortalit, un po come accade ai protagonisti di Fuoco Sacr o di Bruce Sterling e del ciclo M e n d i canti in Spagna Spagna di N a n c y Kress.

la via di segnalazione dellinsulina e del fattore di crescita insulino-simile 1 (insulina/IGF1). Mutazioni di questo gene erano gi state associate nei topi allinvecchiamento precoce e negli uomini alla predisposizione a malattie come osteoporosi e arteriosclerosi. Dopo lisolamento di Cloto in roditori che mostravano i segni di un invecchiamento precoce perch provvisti da una versione difettosa del gene, i ricercatori hanno deciso di verificare il legame tra lormone da esso prodotto e la durata di vita degli esemplari esaminati. Hanno quindi creato dei topi transgenici, provvisti di una versione del gene pi attiva del normale, e hanno notato nei maschi una sopravvivenza mediamente maggiore del 20,0-30,8% rispetto ai maschi normali, e nelle femmine un incremento del 18,8-19%. I ricercatori hanno anche esaminato il meccanismo dazione dellormone, scoprendo che esso, legandosi al suo recettore posto sulla superficie cellulare, riesce a interdire il meccanismo di segnalazione insulina/IGF1, ben noto agli esperti di longevit trattandosi di un sistema per il controllo della durata di vita condiviso da moltissime specie animali. Secondo gli studiosi, Cloto potrebbe funzionare come estensore della lunghezza della vita inibendo il meccanismo insulina/IGF1. Una terapia genica, quindi, potrebbe consegnarci in futuro il sogno dellimmortalit, un po come accade ai protagonisti di Fuoco Sacro di Bruce Sterling e del ciclo Mendicanti in Spagna di Nancy Kress. Il prezzo da pagare, per, sarebbe in termini di salute, visto che questo meccanismo svolge un ruolo determinante nel metabolismo degli zuccheri. Lestensione della vita potrebbe quindi essere vincolato a una modifica nei costumi alimentari, costo tutto sommato accettabile nella prospettiva di una vita lunga e felice.

TEMPI MODERNI
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Riferimenti bibliografici: Ci vediamo fra 20 anni, Amelia Beltramini, Focus n. 157. Al di l, andata e ritorno, Alessandro Vietti, Corriere della Fantascienza (http:// www.fantascienza.com/magazine/notizie/5937/). Il gene della longevit, Giovanni De Matteo, Corriere della Fantascienza (http:// www.fantascienza.com/magazine/notizie/6110/). Ubik, Philip K. Dick, pubblicato da Fanucci. Fuoco Sacro, Bruce Sterling, pubblicato da Fanucci. Mendicanti in Spagna, Nancy Kress, pubblicato da Delos Books. Il ciclo completo disponibile nella collana Urania di Mondadori.

La macchina dei sogni


Parlavamo, la volta scorsa, dei propositi che avevano trasformato NeXT in una realt, degli obiettivi futuri del movimento, della sostanziale mancanza di praticit della nostra condotta. Labbiamo confessato senza troppe remore: stiamo dando la caccia a una chimera, mossi dal sogno di trasformare un movimento fatto di poche persone (allinizio solo tre, ormai diverse decine, ancora poche tutto sommato) in una sorta di sogno collettivo, qualcosa che possa ambire al rango di fenomeno di costume ma che pure in esso non vada esaurito. Il connettivismo, nato dalla convergenza dintenti di tre saltimbanchi, sta crescendo. gi evoluto abbastanza, negli ultimi mesi, da essere ormai qualcosa di nuovo, seppure non del tutto diverso, rispetto alla forma che era stata partorita, nello scorso dicembre, dal nucleo originario. Come sin dal suo esordio ci siamo proposti, il connettivismo in uno stato di mutamento continuo. Cos, rileggendo le cose che scrivevamo solo pochi mesi fa, non difficile accorgersi della sostanziale maturazione delle idee che allepoca erano state buttate l in forma embrionale, quasi fossero nientaltro che semi lasciati a germogliare, con calma. E, con calma, le intuizioni stanno germogliando. Ma la strada ancora lunga. Parafrasando Sterling in un passo illuminante de La Matrice Spezzata, un impegno concreto dalla parte della cultura esige latto morale della creazione. Atto, non potenza. Mai come adesso, nella tanto celebrata era dellinformazione, il monopolio delle idee si retto su un equilibrio instabile e precario. Chiunque pu permettersi il lusso di mettere in discussione il sistema, a patto di volerlo. La conoscenza, ormai, a portata di mouse. Non occorre molto per avere unidea della mole

UN ALTRO ORIZZONTE

ll connettivismo, nato dalla convergenza dintenti di tre saltimbanchi, sta crescendo.

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UN ALTRO ORIZZONTE
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gargantuesca di dati che ci circonda. Basta un collegamento internet, e nemmeno troppo veloce. I siti dinformazione sono una rete inestricabile, che si ramifica secondo uno schema capillare fino alla dimensione di pi facile fruibilit dei blog. Ma guardare questo albero delle conoscenze non la stessa cosa che mangiarne la polpa dei frutti. Per assimilarne il succo, necessaria una partecipazione attiva da parte dellutente. Ed ecco che questi si trasfor-

Per assimilarne il succo, necessaria una partecipazione attiva.

ma da mero consumatore di una brodaglia accuratamente predigerita in autentico interprete. Lo Zeitgeist, lo spirito dei tempi, ha preso a viaggiare lungo i cavi. Lo dicevamo gi nellormai storico (se ci passate il termine) articolo di lotta civile del numero 0. Sembra passato un secolo, da allora, ma come il mondo La mac- evoluto nel frattempo evoluto che ci circonda? Non china dei affatto, questo il punto. Loro sogni stanno cercando di normalizza-

re la realt che ci circonda: forze cospiratrici occulte sono al lavoro per preservare lo stato attuale. Queste forze invisibili hanno un unico fine: immobilizzare, congelare, bloccare. E, nellimmobilit, attendere latrofizzazione. Di cosa? Degli slanci personali, del desiderio di partecipazione, della volont attiva, dei sogni, delle emozioni e continuate voi lelenco con quello che vi pare. il mondo che ci circonda, non farete fatica ad accorgervene. Fermatevi un attimo a riflettere. Basta una manciata di minuti, non toglieremo ulteriore tempo prezioso al vostro frenetico affanno quotidiano. Forse un reato imporre la propria visione al mondo. Forse, il futuro delluomo davvero quello di estinguersi in un regime di assuefazione alla mediocrit. Permetteteci, almeno in questo, di esprimere il nostro dissenso e di imporre una concreta speranza di riscatto dalla condizione subordinata e passiva che la regola di questi tempi di illusoria democrazia. Noi auspichiamo un cammino di liberazione del-

La mac- luomo, un percorso che si china dei snodi attraverso tappe fondamentali come il libero accessogni

UN ALTRO ORIZZONTE

Ci piacerebbe che, allimprovviso, una b o m b a memetica esplodesse in tutti gli studi televisivi del mondo e, attraverso letere, si diffondesse nelle case della gente un proc e s s o a n a m nestico.

so alle fonti, la riappropriazione del territorio, larte. Ci piacerebbe che, allimprovviso, una bomba memetica esplodesse in tutti gli studi televisivi del mondo e, attraverso letere, si diffondesse nelle case della gente un processo anamnestico, in modo da permettere il risveglio collettivo delle coscienze dalloblio. Noi siamo il movimento che si oppone alla stasi. Cosa state aspettando? Scendete in strada e camminate con noi. Salite a bordo Abbiamo costruito la macchina dei sogni, un congegno precario e instabile, lo ammettiamo noi stessi. Il motore fa degli strani rumori e anche a vedersi sembra pi una carriola sgangherata che un treno dei desideri. Ma si tratta pur sempre di un modello sperimentale, ancora in fase di prototipo. Eccovi dunque lultimo ritrovato della tecnica. A voi il piacere di farlo funzionare, alimentandolo con la sostanza dei vostri sogni.

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La macchina dei sogni.

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Abbiamo costruito la macchina dei sogni, un congegno precario e instabile, lo ammettiamo noi stessi. Il motore fa degli strani rumori e anche a vedersi sembra pi una carriola sgangherata che un treno dei desideri. Ma si tratta pur sempre di un modello sperimentale, ancora in fase di prototipo. Eccovi dunque lultimo ritrovato della tecnica. A voi il piacere di farlo funzionare, alimentandolo con la sostanza dei vostri sogni.

venuto il momento, dopo che ogni giorno si leggono scampoli di tecnologia e protocolli innovativi, di tirare una somma cos da capire in quale stadio dellevoluzione tecnologica, relativamente al solo ramo delle comunicazioni, ci troviamo. Soprattutto verso quale scenario ci stiamo muovendo. Bisogna comprendere, innanzitutto, il momento storico in cui viviamo: unumanit sempre pi invasa dai gadget elettronici che trova sempre pi difficile digerire tali apparati. Significa che ci avviciniamo progressivamente al limite strutturale delle nostre carni, alla capacit intrinseca del nostro organismo di allocare e/o maneggiare nuovi e variegati device quali, ad esempio, auricolari Bluetooth, computer palmari, telefoni cellulari di terza generazione, videocamere e televisioni sempre pi votate al concetto del digitale; inoltre, come si diceva nellincipit, nuovi protocolli di comunicazione senza fili si sovrappongono settimanalmente, in un rincorrersi forsennato che non fa altro che disorientare il fruitore medio, quello disinteressato ai dettagli tecnici perch dedito soltanto alluso degli apparati dalto profilo tecnologico (il cosiddetto power user). Ancora: il nostro organismo rifiuta lintegrazione invasiva dei gadget e ne subisce le conseguenze, con fatiche duso impalpabili che si risolvono in unostilit montante verso gli algoritmi interni di tali nuovi apparecchi, cos da prediligerne soltanto lusabilit; siamo posseduti da una specie di consacrazione della pragmaticit che ci fa somigliare a una sorta di nuovi stregoni, ignoranti del vero perch accadono le cose. Cos, in questo scenario le novit tecnologiche fioriscono e con esse le regole tecniche che le permettono. Nel campo della comunicazione senza fili esistono svariati protocolli che pro-

Lo stato della tecnologia connettiva

FOCUS

Significa che ci avviciniamo progressivamente al limite strutturale delle nostre carni, alla capacit intrinseca del nostro organismo di allocare e/o maneggiare nuovi e variegati d e v i c e quali, ad esempio, auricolari Bluetooth, computer palmari, telefoni cellulari di terza generazione, videocamere e televisioni sempre pi votate al concetto del digitale.

mettono di esplodere nel prossimo futuro, cos da imporsi come standard dominanti; in ballo il predominio e la garanzia di velocit estrema delle linee della telefonia mobile a scapito di quelle fisse, mentre questultime si appellano disperatamente a ogni nuova sottigliezza tecnica cos da rendere liberi gli utenti dai vincoli fisici del filo, tenendoli legati al caro vecchio numero fisso. Al momento, per, oltre lADSL, la fibra ottica e il 3G, non c nientaltro di certo: gli hot-spot del Wi-Fi (che in alcuni casi si trasformano in Wi-Fi Max), gli esperimenti per ottimizzare e velocizzare lUMTS fino a portarlo alla poco pi che teorizzata 4G, i poco diffusi EDGE e HSCSD, a volte il GPRS stesso, tutto rientra in un calderone di tecnologie che funzionano ma non decollano, a volte per poca affidabilit oppure per poca convinzione dellindustria stessa, seduta sui suoi allori e persuasa che i carrier telefonici non facciano abbastanza promozione commerciale delle novit, mentre questultimi accusano le industrie di scarsa usabilit e diffusione dei terminali da loro prodotti. Ci significa che lelemento di rottura di questo circolo vizioso salta fuori sporadicamente e non determina, di certo, un salto epocale. Lintegrazione tra telefoni cellulari e dispositivi in grado di memorizzare files musicali pare essere sulla bocca di tutti, in questi giorni. Apple sembra apparentemente in grado di dare lo scossone salutare al mercato indicando la strada: un Ipod su un telefonino cellulare; ma questa non una novit perch da anni ormai esistono i Pc-Phone, ovvero computer palmari a cui stata aggiunta la possibilit di usare la fonia mobile. Inoltre, i Pc-Phone sono funzionalmente espandibili e supportano completamente, anche se con minore capacit

a cura di Zoon

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elaborativa e di memorizzazione dei dati, le possibilit di un normale pc da tavolo; sono in arrivo, anzi, i primi hard-disk per computer palmari e questo non pu far altro che indicare la via verso unintegrazione dei vari device; tutto diverr sempre pi piccolo e intrinsecamente legato. In ogni caso lo scontro vero si consumer, presumibilmente, sulla capacit che questi oggetti avranno di integrare i nuovi protocolli di comunicazione sopra descritti, compresi quelli a venire, quelli ancora in embrione. E non solo: lo scontro sar anche, e soprattutto, sulla sicurezza dei dati personali detenuti da tali oggetti e sulle comunicazioni in genere, perch di una cosa si pu star certi, ovvero che i prossimi anni vedranno laffermazione del wireless a scapito dellormai desueto cavo. Si parlava di sicurezza, ed eccola levidenza: qualsiasi malintenzionato abbia unapparecchiatura adeguata potr mettersi in ascolto, on the air, e captare tutte le comunicazioni che avverranno nellarea fisicamente prossima a lui. Questindividuo ascolter, magari, soltanto dopo aver disseminato come fa un pescatore con i pesci - vermi ovvero virus atti a destabilizzare le difese dei gadget elettronici, cos da rendere molli le barriere destinate a proteggere i dati sensibili - noto che i telefonini con sistema operativo Symbian gi soffrono di questo malessere, e il momento in cui essi cederanno sotto i colpi del primo vero

Lo stato della tecnologia connettiva

FOCUS

Lintegraz i o n e , quindi, di tutti gli apparecchi por tatili sembra essere la via verso cui ci si mu ove r nei prossimi anni.

attacco dei virus sembra essere soltanto una questione di tempo. Lintegrazione, quindi, di tutti gli apparecchi portatili sembra essere la via verso cui ci si muover nei prossimi anni; tale strada non sar pregiudicata dalleventuale mancanza di sicurezza perch, come ha dimostrato Windows (molti utenti hanno deciso di usarlo pur sapendo delle sue notevoli falle, per il solo fatto che era facilmente configurabile e gestibile) il fruitore in genere preferisce lasciare lastrusit dei manovellismi ai tecnici, magari sacrificandosi e avendo un po meno sicurezza a vantaggio della semplicit duso. Se ci continuasse ad avverarsi potremmo accedere a un nuovo e maggiore livello di difficolt nellassimilare le peculiarit e il funzionamento dei nuovi oggetti tecnologici, almeno per lutente medio (non parliamo dei soliti nerds, quelli si troveranno sempre bene con qualsiasi geek abbiano a che fare); si presenterebbe la necessit di unevoluzione che, al momento, possiamo considerare finale: lintegrazione degli oggetti nella carne. Lintegrazione degli oggetti tecnologici di comunicazione nel corpo umano, tramite linguaggi naturali e neurali di comando, ci apre la strada della fantascienza che termina, al momento, con una transenna su cui raffigurato il limite della tecnologia davvero immaginabile, ora: lesplosione incontrollata della nanotecnologia.

CONNESSIONI

Autunno
di x
Esala dai campi deserti, spargendosi per coste e per valli, lo stanco sospiro dautunno. Echi remoti riverberano lungo gli antichi sentieri, linee occulte tracciate nei boschi. E dalle pietre dimentiche in coro si levano avvolgenti i canti perduti dei morti.

Time out of Joint


di x
Affilati come lame, pensieri senza meta vagano irrequieti, nel silenzio siderale che avvolge queste ore, e il tempo esplode in una pioggia torrenziale di frequenze mute rumore bianco che si innesta di forza nel substrato cognitivo della memoria.

Odalisque Express
di x
Asfalto che riflette architetture in fuga e luci che annegano la strada mentre scruto segmenti di vita straniera danzanti fuori dal tempo. Nella notte, guardando attraverso una lente imperlata di umori, sogno la posa assonnata di una odalisca annoiata.

Notturno nr. 1
di x
La pioggia imperversa sulle strade, sommo flagello dissolve le luci dei fari, i lampioni, le insegne, in un carnevale scrosciante di mille riflessi. Le gomme sullinfido asfalto intessono larmonioso spartito di una risacca industriale. Pressante, dal grigio screziato vien gi il tormento e bersaglia grondaie e persiane. Nellaria riverbera lodore antico dellautunno, quando la rugiada imperla i campi, e la fine pioggia inonda le foglie. Il vento sfuma la soglia, frammenti della memoria placidi confluiscono nel sonno.

a cura della redazione

Nottetempo
di x
Nel rumore di fondo il passato galoppa sul segnale radio di stazioni morte. Mi tengo in ascolto delleco sussurrata di parole non dette.

Il mondo dopo la Pioggia


di x
Dalla quiete del tempio, il simulacro del Dio contempla con occhi spenti il caos del mondo.

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Bambolascordata
di x
Nel museo della memoria attraverso corridoi in penombra. Una immagine a caso dal mazzo di carte del passato: lento respiro che riempie le stanze, volto dormiente di donna. Immobile, resto a fissarla, paziente, in attesa. Le onde del tempo lambiscono linconscio: insistente ritorno del ricordo rimosso di una bambola scordata.

CONNESSIONI
a cura della redazione

Midnight Express
di x
E si vive sospesi tra un passato perduto e un futuro sfuggente, reiterando ostinati linganno perpetuo di un falso presente. Larrivo solo un miraggio, sogno di equilibrio incastrato tra una partenza e il successivo ritorno.

Funebre
di Pykmil
Umane usanze, inutili motivi. Accompagnare la morte verso una fossa in terra. Spropositate esequie, per le spoglie di chi, uomo come tutti, stato posto dagli uomini qualche scalino sotto a Dio.

Novembre
di x
Novembre il mese dei morti: effimere ore di azzurro preludono a tenebre avvolgenti e sussurranti percorse da una musica sconosciuta, tappeto vibrante di voci sorde. Novembre il mese dei morti. Ma temo che a loro non interessi.

Adam
di Pykmil
Si muove la terra in un senso nel tempo regolata da leggi che non recedono mai. Scritta nel cosmo la firma di chi luomo ha deportato fin qui. Libero crede in una cella mortale prigioniero di un globo limitato nel tempo.

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CONNESSIONI

Orsi e Orologi
di Pykmil
Se un secolo dura invero centanni e un secondo di terrore uneternit, qual la vera dimensione del tempo? Se di tempo si pu parlare la domanda : esiste? E se fosse solo una menzogna, delimitata in uno sferico quadrante tra numeri e simboli e piccoli angoli segnati? quindi cos piccolo, insignificante il tempo, da poterlo relegare in una scatola di puerile e grezza materia? Qual la dimensione dellorologio universale, quante nostre vite passano per un suo solo ticchetto, oppure un battito una vita che va o viene E se fosse solamente silenzio? Qualcosa di meramente nostro? Non abbiamo inventato anche lorso di peluche?

Vega 12
di Pykmil
Brullo e silente, paesaggio fatale, terra astrusa dal vento. Sabbia stravolta dunico moto a ricordo di quando era ancora la vita. Ferma e imponente, pietra immortale, corrosa da sabbia guidata dal vento. Eterna presenza di un pianeta vissuto, che impronta vitale ha ormai scordato da tempo.

a cura della redazione

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CONNESSIONI
a cura della redazione

Ho il cuore in punta di lacrima


di Fata Morgana
Ho il cuore in punta di lacrima. Lecca adesso il mio sangue, prima dellalba Leccalo adesso, sulla pelle stanca di assenze. Assapora il mio lacrimevole nulla. Domani sar solo il tuo pi ignoto frammento.

E tu che te ne vai cos


di Fata Morgana
E tu che te ne vai cos da me lacerando, carne e sangue in ununica memoria, io insulsa trama, insulsa poesia con ritornello uguale a tante. Vorrei aver lasciato almeno una ferita, e tra le labbra leggere un soffio che mi ricordi pi bella di quella che sono. La mia libert pelle strappata. La tua un canto dangelo.

Ferite Cangianti
di Fata Morgana

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Ferite cangianti assommano ai baci i nostri silenzi. Continuiamo cos, fingendo bellezza.

FROM HOLIDAY TO HERE


versi di Zoon
Il volto Nel silenzio che sa di fragore marino ho cominciato cominciato a rientrare. un viaggio intrinseco, mi sono seduto l ho ripreso ci che vivevo nel fondo del tempo. Rimbombo visto da oltre una vetrata e mi ascolto davvero immortale tra i mortali. La risacca, i semi Ho contaminato, impresso, marcato e configurato, il mare. Il mare. Con parti di me e ora lo vedo riportarsi su s fino a schiarirsi. E ci vedo me! Me! Me... Il lento andare fa clamore e movimento dal sapore, aspro. Nella perfetta solitudine mi sdraio e suono dal mio repertorio istanti di preimmersione.

CONNESSIONI

La nazione di Nyarlatothep Scivola sinsinua come unimpressione di barriera impenetrabile alla luce ora che notte. Notte. Ora che la percezione sottile si affila. Sono stretto, da ogni lato e il disagio un pretesto, comprensione dappresso. Non ha lati n dimensioni terrificante labisso verso altre, dimensioni. Questa notte intima e parlo gesticolo ragiono col nulla in riva al mare buio che seduce come rive su Tersicore.

Cronache Le cronache sintensificano danno di s unimmagine SVGA piena densa di condensa connettiva. Cronache esotiche di mondi posti oltre Oort e mi sento trascendere.

Giano Periferia di un sentimento i giorni passati sembrano anni le vicende si appiattiscono e quando intervieni ho dimenticato ho cancellato sono cambiato. Ripristino quella configurazione, di me e cambio interprete del codice. Annaspo nel continuum grafico ma quel fragore marino come il nostro tempo: ormai eliso. Ho raggiunto la fine della reiterazione. Posseggo altre due inflessioni di me.

a cura della redazione

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CONNESSIONI
a cura della redazione

Iati Il diario segue le orme di un percorso elettrico si adagia sui meandri di un sogno subliminale e oltre, ecco, mi scuote mi segna lascia andare la musicalit doverflow. Scandisci mi cerchi rifrazioni del mare di notte mi colpiscono, e nero buio profondo come un pozzo gravitazionale cieco. Stentoreo . Mistico, . Shuffle... Ricordo della mia oscena voglia di stupirmi perch desidero ancora camminare in questo teorico modello. Oltre te. Dentro te. Fior di loto Con gli occhi chiusi scendo nella valle, mi preparo alle ombre e rido e penso e mi struggo di pensieri. Nuoto, tra i toponimi. Scendo, nelle vaghe percezioni del buio. Come stare imprigionato nei lievi manovellismi del sogno e il sogno forse un link simbolico al paradigma occulto? To dissolve

Linterpretazione Come un viaggio sei distante e folto e sprechi pensieri allattenzione ne ricavi diverticoli guglie esasperate di nullit un capestro che sa di plastica. Ho voluto parlare nel modo noioso e arte e la plastica conduzione di info. Mi cerco tra le scatole e palpo la mia strada scansando con le dita le ostruzioni olografiche. L sul palco Le note di un atto intimisto si aggrappano alla mia parete sensoriale. Muoio, e vivo in soluzioni saline bizzarre, ed mare in cui mimmergo. Per cercare, cercarti. Per ascoltare questa musica sintointeriore, in parte io lautore. Arcane Greek Mi trovo a urlarmi in faccia il mio nome. Il mio nome la mia anima sono io. Tutto me stesso. E quando mi chiamano lappello lepilogo. Il sabba consumato. Scendo e mutuo. Ricordo lisola quando la notte qualcosa si percepiva. Sento di guadagnare luscita affinch io viva. Perch io esista. In altre forme. Io conscio dellenergia. Resti

Domenica un giorno e la retorica sintetica mi sostiene mi contiene. Il giorno sa di lieve attesa, in parte immeritata. Ricordi dei flutti e dei riverberi di luce deviata e ogni pensiero un sapore in fondo al palato.

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Scosso come un resto da tenere e gli strali confusi delle onde continuano ad assillarsi mentre io sono via su altre strade su altri piani. Ho visto la selva devastata e vorrei soltanto vivere dentro senza dare i resti. Di me.

Spiando il presente
Parte, con questo numero, una nuova rubrica di NeXT: Frame. un nuovo spazio che si collocher a monte di Focus e di Zoom. I pi attenti tra i nostri lettori capiranno il perch di questo nuovo dettagliare, di questo sviscerare il mondo attuale, ma ci rendiamo conto che non facile cos, su due piedi, comprenderne al volo il significato. Ci siamo accorti che manca il passo preliminare, in sostanza, alloperazione del focusing (ovvero della messa a fuoco) e dello zooming (ovvero dellesaltazione di certi particolari); se prima non si decide cosa interessante riprodurre su pellicola fotografica o su supporto elettronico allora le due operazioni successive non sussistono, diventano solo una mera speculazione intellettuale. come parlare del futuro senza aver presente la Storia: si rischiano brutte figure e si arriva a conclusioni facilmente errate, oltre che esporsi ai pescecani che, facilmente, faranno di voi individui (in senso generico, ovvio) poco acculturati un sol boccone. Ecco, allora, la necessit delloperazione del framing, cio della scelta accurata dei soggetti, degli ambienti, della location in generale. Scopo di queste pagine , quindi, esaminare attentamente i granelli del presente gi immersi nel basso futuro, e da l ricavare i segnali divinatori dei giorni che ci aspettano; unoperazione quella che tentiamo assai simile alla lettura dei fondi del caff o del fegato e delle viscere degli animali. Siamo Sibille, in sostanza, e come tali vogliamo comportarci; vi daremo, quindi, piccoli segnali da cui sar importante capire i macrocambiamenti che i prossimi anni porteranno nella nostra vita. Seguiteci, e occhi ben incollati al terreno, come solo i nati nei segni di terra sanno ben fare. In questo numero prendiamo in esame 6 piccoli eventi. Sono piccole notizie estrapolate dallenorme rumore di fondo dellinformazione, rimaste intrappolate nel reticolo informativo esposto al pubblico e trattate come detriti, parassiti da eliminare. Voci da passare in silenzio, perch possono rilevare verit non scomode, ma comunque fastidiose per lordine sociale; iati da cui possono passare i pensieri molesti che autorizzano a sperare, a dare il necessario ossigeno per alimentare un senso di libert svincolato dalla necessit di far parte di un sistema chiuso. Pensateci quando vi dicono che la Rete libera e che non ha padroni, che chiunque pu essere della partita senza essere, per questo, facilmente identificato; se vi dicono che nessuno detiene la possibilit di uccidere questo media che, di per s, favoloso, abbiate almeno il dubbio che ci sia falso. Netsukuku, ovvero le reti liberate. Cosa potrebbe mettere fuori uso Internet in men che non si dica? Non solo un colossale black out o un sabotaggio contemporaneo dei nodi fondamentali delle dorsali principali, ma anche una decisione unilaterale di aziende e istituzioni che detengono le redini della grande rete di chiudere o disattivare i loro servizi. Con questo concreto scenario in mente, AlpT, uno dei membri delleffervescente collettivo del Freaknet medialab di Catania, supportato dai suoi colleghi, ha programmato un ambizioso software che crea reti spontanee in collegamento fra loro, senza alcuna necessit tecnica n possibile controllo delle loro attivit. Netsukuku, infatti un protocollo di rete peer-to-peer (ossia punto-punto) che risolve il routing dei pacchetti attraverso un protocollo di rete chiamato Npv7_HT. Con questo protocollo ogni pc collegato diventa un router e lintera rete strutturata come un frattale. Inoltre i singoli indirizzi IP sono sempre dinamici e scelti a caso, in modo che essi non siano mai associabili direttamente con un utente particolare o con una zona territoriale. La Rete quindi totalmente distribuita ed esiste solo perch qualcuno la inizia da qualche parte e altri vi si connettono fisicamente. In questo modo il controllo pressoch impossibile e lunica maniera di fermare lo scambio dei dati di distruggere fisicamente ogni nodo. Questa struttura anarchica risulta liberatoria per lessenza stessa della Rete; se adottata su scala sufficiente e se portata sulle principali piattaforme, potrebbe concretamente realizzare quelle zone temporaneamente autonome teorizzate in letteratura. Altri aspetti della Rete risultano interessanti; dai film cyberpunk del decennio scorso abbiamo imparato che lambiente umano circostante sarebbe mutato, nel futuro, in modo da essere pervaso da icone dei nostri simili. Sarebbe stato un metaverso ossessivo di fantasmi digitali prementi sulla nostra psiche per ricordarci dei rapporti sociali, delle tensioni delluniverso economico e delle societ interessate ai nostri profili commerciali o sessuali. Quello che ci mancava, ancora, era avere sul nostro pc palmare una simulazione realistica del mondo relazionale in cui siamo quotidianamente calati.

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a cura di Zoon

Scopo di queste pagine , quindi, esaminare attentamente i granelli del presente gi immersi nel basso futuro, e da l ricavare i segnali divinatori dei giorni che ci aspettano; unoperazione quella che tentiamo assai simile alla lettura dei fondi del caff o del fegato e delle viscere degli animali.

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a cura di Zoon

My Social Fabric. Uno studente dellInteraction Design Institute di Ivrea, Steven Blyth, ha creato un software per palmari e smartphone che trasforma i contatti di una rubrica telefonica in avatar. Il progetto pronto per essere riportato in codice e si chiama My Social Fabric. A livello pratico si tratta di una comunissima rubrica resa unica dalle molte funzioni in pi. Ogni contatto, infatti, viene rappresentato mediante un avatar con caratteristiche simili alla persona reale ovviamente a ogni contatto va preventivamente assegnato un avatar in base alla fisionomia reale, cos da renderlo immediatamente riconoscibile trasformando amici e parenti in una specie di tamagochi. Non pi, quindi, la fredda e semplice scheda riepilogativa con numeri di telefono e indirizzi, ma tanti avatar che interagiscono con noi e hanno bisogno delle nostre attenzioni. Ogni personaggio presente nella rubrica sensibile al tipo di atteggiamento che mostriamo nei suoi confronti ed in grado di mostrarci i diversi sentimenti che prova in base a quattordici diverse posture, che rappresentano quelle che ogni uomo assume realmente nelle relazioni interpersonali. Se lavatar (alias il nostro contatto) riceve molte telefonate, SMS, MMS e via dicendo, avr un aspetto felice e sorridente; se al contrario non riceve nostre notizie da svariato tempo si mostrer triste e infelice, fino a girarci le spalle come estremo segno di malcontento. Insomma, un modo semplice, per non perdere di vista chi ci circonda, per non scordarci compleanni e feste varie e per concretizzare i sentimenti che probabilmente abbiamo provocato con il nostro comportamento nelle persone pi o meno vicine. Molto simpatica anche la rappresen-

Spiando il presente

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Le grandi citt sono invase da messaggi pubblicitari, ovunque e di ogni tipo; i l paradigma tanto caro alle corporazioni di m e z z o m o n d o non , checch se ne dica, lhabitat in cui prosperare: non necessario comprare e supportare le multinazionali per migliorare la nostra qualit di vita, n seg u i r e pedissequamente i loro stili plastici di comportamento.

tazione generale: i nostri amici sono infatti raffigurati in una piazza virtuale e vengono posizionati in base al tipo di rapporto che abbiamo avuto negli ultimi tempi. Basta dimenticarsi di fare gli auguri a qualcuno e la sua rappresentazione virtuale nella piazza comincer a dare segni di insofferenza. Per tranquillizzare lavatar infelice, baster mandare una e-mail o un SMS alla controparte in carne. Linvadenza del circuito pubblicitario, altres, reca notevole disturbo alla dimensione prettamente umana. Le grandi citt sono invase da messaggi pubblicitari, ovunque e di ogni tipo; il paradigma tanto caro alle corporazioni di mezzo mondo non , checch se ne dica, lhabitat in cui prosperare: non necessario comprare e supportare le multinazionali per migliorare la nostra qualit di vita, n seguire pedissequamente i loro stili plastici di comportamento. giusto aver bisogno della Rete ma soltanto per avere uno sbocco dallasfittico modello occidentale, tra laltro innaturale; per cui pu essere importante respirare, almeno con gli occhi. SeeFree Visual Spam Blocking System. Ridurre drasticamente il numero di elementi visivi a cui far fronte nello spazio pubblico sta diventando unesigenza sentita non solo dagli intellettuali. Laltissima densit, infatti, con cui i messaggi si compongono nel panorama visivo pubblico comporta uno sforzo ricettivo e di decodifica che, cresciuto inesorabilmente nel tempo, sta comportando un adattamento forzato dei nostri apparati percettivi. Sul malessere fisico che questa condizione comporta si basa il marketing di una fake company il cui prodotto di punta il SeeFree Visual Spam Blocking System, un paio di occhiali acquistabili online capaci di generare una visione di augmented reality che offusca con tinte piatte gli spazi pubblicitari urbani ed extraurbani. Opera del celebre artista russo Alexei Shulgin, dedito negli ultimi tempi a progetti che coinvolgono la visione elettronica (come New Age of Television), lopera spiega nella sua FAQ tutte le controindicazioni del prolificare indiscriminato degli spazi pubblicitari pubblici, con un senso comune che batte ogni possibile considerazione economica. Il prodotto al centro di questa operazione concettuale viene illustrato in tutti i suoi (possibilissimi) dettagli tecnici, ma ha il suo fulcro paradossale nel creare una realt aumentata togliendo informazioni, invece di aggiungerne, creando contemporaneamente uno spazio meno informativo, ma che genera maggiore conoscenza. Gli occhiali di SeeFree Inc. renderebbero, infine, universale il processo che gi Christoph Steinbrener aveva re-

alizzato nel settimo distretto di Vienna per una settimana con la sua performance, Delete! Delettering the Public Space, cancellando con carta giallo lucida segni e loghi di ogni tipo. Anche la TV ha bisogno di una ridefinizione dei suoi ruoli. Nata ormai pi di 50 anni fa essa mostra, ormai, la corda; il malessere maggiore di cui soffre lanacronistica posizione che ricopre, schiacciata com dalla ridondanza quasi asfissiante della Rete. Ha bisogno, quindi, di una rivitalizzazione che, per forza di cose, non pu venire dal mezzo televisivo stesso; Internet sembra essere il terreno su cui pu ricrescere la pianta. Occorre, per, portare tutto lesistente modello televisivo online e rimpinguarlo, dargli nuovo materiale fiorente. Larchivio della TV nellhard disk del pc. Si sta provando di tutto per rivitalizzare la cara, vecchia e amata TV. Si studiano nuove tecnologie per gli apparecchi televisivi come per le modalit di invio dei contenuti, ma nonostante ci sembra inesorabile il declino di popolarit che, soprattutto tra i pi giovani, questo media sta subendo. Una possibile soluzione allimpasse, in parte gi sperimentata da Fastweb in partnership con la RAI (ma questa unoperazione pi vicina alla vera PayTV che ad altro) sembra essere suggerita dallinglese BBC. Questultima, forte dello sconfinato archivio in suo possesso (ben 600.000 ore di repertorio) sta per avviare le sperimentazioni su cinquemila suoi spettatori che riceveranno un software da installare nel proprio pc; tale programma permetter loro di scaricare in diretta, ovvero nel mentre che le trasmissioni si stanno svolgendo lintero palinsesto del servizio pubblico inglese, scegliendo tra ben 190 ore di tv e 310 di radio prodotte ogni settimana.

La Microsoft ha scritto il softwar e necessario (iMP) per la fruizione de gli arc h i v i multimediali, che si distruggeranno dopo 7 g i o r n i esatti dal download tramite un algoritmo di autodanneggiamento.

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a cura di Zoon

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La Microsoft ha scritto il software necessario (iMP) per la fruizione degli archivi multimediali, che si distruggeranno dopo 7 giorni esatti dal download tramite un algoritmo di autodanneggiamento; inoltre, una volta arrivati sul computer tali file non potranno essere copiati, mentre iMP potr essere installato, in prospettiva, anche su altri dispositivi che non siano i pc, aprendo cos allapplicazione un vasto ventaglio di possibilit commerciali. Il servizio sar utilizzabile solo dai computer che si troveranno fisicamente sul suolo britannico, grazie a un sistema di geolocalizzazione gi presente allinterno del software scritto da Microsoft. La BBC convinta che questa sia la strada del futuro; dice di aver imparato la lezione da Apple (che ha creato il mercato delliTunes, un enorme archivio di musica in mp3 da scaricare a pagamento) e sembra affermare che soltanto lei in grado di investire lenorme cifra richiesta in una tale operazione (si parla di 180 milioni di euro) in quanto ente pubblico, non obbligato a guadagnare subito sul denaro investito. In ogni caso, alla BBC cercano di sfruttare lunico vero mezzo interattivo a disposizione dalla odierna tecnologia: Internet. Altro che il Digitale Terrestre. Sbagliato, per, concentrarsi soltanto sul mondo terrestre. Il nostro futuro anche lo spazio profondo, e parte delle nostre radici affondano nelle credenze ancestrali, nelle convinzioni che gli spiriti ed entit disincarnate, demoni o chiss che altro (ah, Lovecraft) siano intorno a noi. Ecco che la notizia di qualcuno che cerca di rendere pubblici i suoi dubbi riguardo la completa materialit del mondo merita rispetto, e noi del connettivismo sappiamo bene quanto importanti siano queste spigolature. Un problema di fantasmi russi nello spazio siderale. Latrati di cani, musica dai confini delluniverso, voci di antenati e molto, molto altro ancora. Sono solo alcune delle esperienze vissute dai cosmonauti russi nel corso di oltre quarantanni di attivit spaziale, sempre rigorosamente taciute dai protagonisti per timore di diventare oggetto di beffe o, peggio, di inimicarsi le autorit sovietiche. A rendere giustizia a questa pagina oscura dellastronautica moscovita, ci pensa oggi uno studio di Kirill Butusov, professore dellIstituto superiore dellaviazione civile di San Pietroburgo, pubblicato sulle pagine del tabloid Komsomolskaia Pravda. E il suo articolo si regge sulle confidenze strappate a un numero di tutto rispetto di eroi dello spazio della defunta Urss e della nuova Russia. La storia comincia con Yuri

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Gagarin, nel lontano 1961. lui il primo uomo a mettere piede nello spazio, lo sanno anche i bambini. Non tutti per sanno che il viaggio di Gagarin accompagnato da percezioni sinistre, cose sensazionali che avrebbe confidato di poter riferire se solo le autorit gliene avessero dato il permesso. Dopo di lui, Vladislav Volkov, morto nel 1971 insieme ad altri due colleghi nel corso di una delle pagine nere dellesplorazione spaziale russa. Nel corso di una precedente missione rifer di aver udito il latrato di una cagna e il pianto di un bambino e fantastic che ad abbaiare nel buio fosse stata Laika, la mitica cagnetta lanciata nello spazio nel 1957 e mai pi tornata indietro. E se Gheorghi Grechko fu assalito da un raptus di angoscia mentre sorvolava il Capo di Buona Speranza (come se una tigre mi stesse saltando addosso alle spalle avrebbe detto pi tardi), Aleksei Leonov si scopr avvolto dalle note di una musica classica piovutagli addosso direttamente dalle stelle. Unesperienza piuttosto comune, stando alle confessioni dei cosmonauti, sarebbe anche la percezione spesso agghiacciante di invisibili presenze. Uno degli intervistati ha rivelato, sotto promessa di anonimato, di aver ascoltato un lungo discorso nel corso di uno di questi stranissimi incontri. Sono un tuo antenato lo avrebbe avvertito una voce senza corpo. Sei arrivato troppo presto. Non restare qui. Ritorna sulla Terra. Non violare le leggi del Creatore. Esperienza, questa, che ricorda uno dei passi pi mirabili di 2010 Lanno del contatto, il libro di Arthur C. Clarke portato sul grande schermo da Peter Hyams. Come innegabile che suggestioni kubrickiane segnano tutte le percezioni musicali dello spazio profondo. Ma nella casistica compilata dal prof. Butusov, non mancano sprazzi di una qualche originalit, se non altro perch le affinit non potrebbero essere ricercate nei fin troppo facili riferimenti cinematografici. Serghei Cricevski, per esempio, ha sperimentato la trasformazione nellessere di unaltra razza. Mi sembrava di essere diventato un dinosauro e di muovermi con le mie grosse zampe su un pianeta sconosciuto. Qualcosa di non diverso da quanto provato dal protagonista di un breve racconto lovecraftiano del 1935, Sfida dallinfinito, e di molto simile alla sfida sostenuta da Abelard Lindsay ne La Matrice Spezzata di Bruce Sterling, di molto posteriore. Mentre per i resoconti di Valeri Sevastianov e Ieri Glaskov il termine di confronto potrebbe essere il Solaris di Stanislaw Lem, con le sue invarianze di scala che alludono alla geometria frattale e il viaggio a ritroso nella memoria: Sevastianov avrebbe avvistato,

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dallabissale distanza di 300 chilometri, la citt di Soci, le strade, la casa a due piani dove sono nato. Glaskov, dal canto suo, avrebbe invece scorto una stradina brasiliana, con in mezzo un autobus azzurro. Miraggi da spazio profondo? Allucinazione da disagio gravitazionale? Su queste visioni il mondo pronto come sempre a spaccarsi a met. Da una parte gli scettici, che sospettano confessioni artefatte per arrotondare le misere pensioni statali, e i razionalisti, convinti che lesperienza estrema del vuoto, immersi in assenza di gravit nel buio e nel silenzio esterno, sottoponga inevitabilmente il sistema nervoso umano a una grave condizione di stress. Dallaltra i possibilisti che, se non proprio inclini ad accettare la versione della regia aliena cara a XFiles, almeno ammettono leventualit che l fuori, in un ambiente alieno e ancora largamente sconosciuto alluomo, possano succedere cose altrettanto inconcepibili per lesperienza umana. Infine, una gustosa pratica che potremmo definire necrocibernetica sta prendendo piede negli States. Nulla da eccepire, stavolta; la notizia interessante soltanto perch strappa un sorriso nemmeno denigratorio, da trattare come una sorta di scongiuro per rivederci direttamente al numero 4 di NeXT Il morto in video. La Vidstone, unazienda della Florida, ha messo a punto il Vidstone Serenity Panel, un oggetto che ha s del macabro, ma dotato altres di un fascino vagamente dark che lo rende, anche, esclusivo. Si tratta di un piccolo schermo LCD resistente allacqua e alimentato a luce solare, da incastonare nella pietra tombale del defunto cos da poter visionare un istante significativo di vita (o anche del funerale) del caro estinto. Nel kit sono comprese delle cuffiette per non disturbare latmosfera di raccoglimento tipica dei luoghi dedicati alla memoria di chi non pi. Il Vidstone Serenity Panel permette lesecuzione di un video della durata massima di 10 minuti ed solo la punta di un iceberg crescente che rende il business del funerale sempre pi bizzarro e raffinato; esistono, infatti, i cosiddetti registi del funerale, una sorta di sottocategoria dei direttori cinematografici, specializzati nel filmare le esequie con punti scenici e fotografici adattati ad hoc per il tipo devento.

Fonti delle news: www.neural.it/nnews/netsukuku.htm www.corriere.fantascienza.com/notizie/6194/ www.neural.it/nnews/seefree.htm www.corriere.fantascienza.com/notizie/6160/ www.corriere.fantascienza.com/notizie/6154/ www.corriere.fantascienza.com/notizie/6094/

Esiste un software complesso in grado di simulare il Governo di uno Stato. Questo software tende a imitare le manovre, le linee di forza che si determinano allinterno di una coalizione governativa; come se si potesse ricostruire virtualmente il patrimonio umano del nostro Parlamento e del Senato: la rappresentazione di unalleanza di Governo riedificata virtualmente che per, al momento, non pu rappresentare altro che un puro esercizio di speculazione mentale. Questo software si chiama Progetto Machiavelli, ed evidente il perch; inoltre, esso capace di emulare le crisi politiche che portano alla caduta di unamministrazione ed in grado, quindi, di decidere quando e come organizzare nuove elezioni, cos da scegliere la rinnovata compagine governativa. Progetto Machiavelli pu ripetere le sottili linee dinamiche che intercorrono tra pi schieramenti politici - omogenei o avversi - ed quindi capace di riproporre lalgoritmo del conservatorismo, del progressismo e della tendenza al moderatismo. Tutto ci uno dei tanti aspetti dellintelligenza artificiale ed importantissimo, strategico; ma non usabile per limmediato futuro, se vogliamo escludere i prevedibili interessamenti che alcuni gruppi politici proveranno per la simulazione delle loro azioni (per comprendere meglio, magari, cosa fare durante un iter parlamentare di qualche importante legge). Quello che pi ci appare importante ora sottolineare lesercizio di fantasia ma non troppa, come al solito che possiamo compiere su questo dato reale. Prima di tutto, siamo in grado di vagheggiare che lo Stato pu trasferirsi in Rete; attualmente gi molte nostre commissioni amministrative possono espletarsi per via telematica e cos quasi come

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Cos si parla di uomini con installate protesti prostetiche: ginocchia in t e f l o n , estensioni c i b e r netiche atte a favorire connessioni con sis t e m i esperti, ausili meccanici in grado di combattere malattie e di aumentare, a piacere, il battito del cuore e lefficienza dei polmoni e cos via .

se alcune parti del Governo fossero non pi fisiche, ma elettroniche. Del resto, soltanto per scherzo ma fattivamente, esistono degli Stati che vivono esclusivamente su Internet, come la KAOS-SF, ovvero la nazione oscura; molti di voi ricorderanno dallanno scorso latto di nascita del nuovo Paese per averlo letto su www.kipple.it o su NeXT Iterazione 02, e notevolmente interessanti erano i passaggi che identificavano la capitale del nuovo Stato, la sua forma di governo, la nomenklatura e cos via. Certo, come si diceva, questo un gioco, ma non nemmeno il primo realizzato: negli anni passati si avuta da pi parti la notizia di nascite simili, e anche la moneta ufficiale individuata da ognuna di quelle nazioni portava a degli effetti concreti come, per esempio, una forma dacquisto dello spazio web che, con un non difficile sforzo dimmaginazione quasi indescrivibile a parole, porta a una traslitterazione del dominio umano verso il paradigma elettronico. Ci significa approntare il viatico affinch luomo si trasferisca in Rete. Lo ripeto: ci significa approntare il viatico affinch luomo si trasferisca in Rete. Affinch egli abbia ancora una dimensione forse fisica, ma sicuramente dotata di semantica software. Non ci saranno pi orpelli fisici o almeno, niente pi orpelli fisici predominanti; essi comunque non saranno pi invasivi o dolorosi. Questo sar il prologo al postumanismo, alla versione 2.0 dellumanit, come pi volte sostenuto su queste pagine in altre discussioni. Il completamento della vita disincarnata sar preparato anche dallo standard di vita raggiungibile in quello stato; un modo di standardizzare lesistenza sar ottenuto anche tramite la softwarizzazione delle unit di misura che abitualmente usiamo. Per esempio, c gi

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chi sta trasformando il chilogrammo campione da fisico a elettronico; noi non ci accorgiamo ancora dellutilit di questa conversione, la vita di tutti i giorni ancora sufficientemente misurata dalle unit analogiche, ma quando ci sposteremo in Rete avremo bisogno di una precisione atomica, perch il mondo in cui vivremo sar modellato su quelle misure, e sar intrinsecamente ed elettronica-

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mente preciso. Un altro aspetto da considerare, se non vogliamo scadere nel pi classico discorso cyberpunk, sar quindi: luomo non solo flusso di dati, men che meno lo sar il postumano. Va considerato, perci, anche laspetto misterico dellumanit, quello che ha interessato in ogni epoca gli studiosi, i mistici, i sacerdoti di tutte le confessioni; in

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flusso dati, che postumano. luomo non solo flusso di dati, men che meno lo sar il postumano

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Rete dovranno andare anche i brandelli energetici di tali manifestazioni e convinzioni. In Rete la parte oscura e occulta che ci compone dovr essere sintetizzata e realizzata, come se il buon Lovecraft dovesse ancora scriverne. Intorno a noi dovr continuare a esserci quel senso acuto di nero ed empatia, quellimpressione di sottile percezione e quellaffilato cuneo che si insinua nelle manifestazioni intime. E tutto quanto sar software che confluir nellintelligenza artificiale. Nel sociale. Intelligenza artificiale del sociale. Ovvero una folgorante emulazione dei flussi dinamici che governano la socialit delluomo. Tutto diventer emulazione, ma a quel punto sar riduttivo parlare demulazione: tutto diverr realt, e questa sar il nuovo metro di paragone assoluto. E se vero che la storia si ripete, e se sar vero che la nuova umanit verr ricavata dalla vecchia, allora avremo movimenti filosofici e artistici della Rete che nasceranno, si svilupperanno e sintersecheranno tra loro per via software, cos da dare vita a nuove idee, proprio come avviene ancora adesso e

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Tutto diventer emulazione, ma a quel punto sar riduttivo parlare demulazione.

da sempre nel nostro vecchio mondo; nuove dinamiche per nuove problematiche che si svilupperanno fino a dimenticarsi del punto dorigine (il mondo si muove in clade) ci che accade anche nelle nostre normalissime vite umane. Sar lapoteosi; il postumanismo morr per far posto a qualcosaltro che non nemmeno configurabile ora, in linea di massima dipendente dal grado di complessit che le IA, i sistemi esperti e quantaltro raggiungeranno in quella data. Essere delle divinit sar quindi per la razza postumana, persa nella Rete, alquanto facile: vivremo in un paradigma diverso e superiore rispetto a quello che conosciamo ora fin dagli albori della civilt, e irrompervi dal livello elettronico, dal software, ci far sentire n pi n meno che entit superiori, intrinsecamente potenti e detentrici della conoscenza. O della Sophia.

Fonti da cui nata lestrapolazione: w w w. r e p u b b l i c a . i t / 2 0 0 5 / j / s e z i o n i / scienza_e_tecnologia/robot3/robot3/robot3.html w w w. r e p u b b l i c a . i t / 2 0 0 5 / j / s e z i o n i / scienza_e_tecnologia/chilo/chilo/chilo.html

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editoria elettronica e fumetti nel gratuito formato ebook

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Avvampando gli Arcangeli caddero, profondo il tuono riemp le loro rive bruciando con i roghi i Campi Elisei. Una tromba rieccheggi un peana di guerra. 25 anni fa la Convulsione. la serie di fantascienza e misticismo che ormai un vero cult del web italiano, In cima a tutte le classifiche di download di ebook a fumetti. non perdete ogni quindici giorni le avventure degli eoni dorcas e spyros, di maria, joshua, sir malakand e atlante coucagne, eroi di un mondo nuovo dominato occultamente dagli arcangeli e dal grimorio divino.

LaTelaNera.com, on line dal gennaio 2003, un sito dedicato alla narrativa horror, noir e fantastica, ricco di interviste, recensioni, racconti, concorsi, lezioni, e una vasta produzione di ebook disponibili gratuitamente al download. Nella sua edicola virtuale vengono distribuiti raccolte di racconti, romanzi, riviste, saggi, e fumetti.

isola di futura, crocevia dimensionale da dove un manipolo di eroi difende le infinite realt. una profezia, un prescelto, lorda dei dimensionali che divora il multiverso, la devastazione imminente e a difendere lesistenza delluniverso ci sono il supervisore jared la telepate rhea, il misterioso , golem e la sua arma perfetta. la miniserie in sette parti che ha incollato al monitor senza respiro i lettori di comicus.it e de latelanera.com quattro delle sfere dellarca dellalleanza delle trib nibiru sono state trafugate con linganno da un traditore. byron, memphis, nora e zeta, guidati dallenigmatico ichs sono la squadra cibridi dn4 contro lorrore nero dei nibiru, la raZza dei crucimorfi che vuole impadronirsi di neo babilonia dopo un sonno millenario. solo il sistema dn pu salvarci da un nuovo medioevo e da una oscura dominazione. hardware, software, carne e sangue, ogni mese sulle pagine ebook di dn4, la nuova serie realizzata e coprodotta dallo studio cagliostro e dalla scuola del fumetto fantasia di china di cassino.

le avventure di gehenna e jemma arrivano finalmente anche in italia con le traduzioni e gli adattamenti di franco bonalumi, il responsabile della sezione estera della cagliostro epress. la vita di due adolescenti sulla colonia terrestre di marte alle prese con i problemi quotidiani e la difficolt a trovare lavoro dopo gli studi, questo e altro nel cliccatissimo webcomic in stile manga creato dal talento ironico e realista di jesper nordqvist, giovane e promettente cartonist svedese. ogni mese in formato e-book on line su www.latelanera.com.

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Evocando
di Good
Il fuoco incandescente venne assorbito dalla rugiada. La lava cess di inondare il tunnel piatto. Le accelerazioni dei battiti cardiaci si attenuarono sino a convergere in un fremito corale. Lingresso del demone fu glorificato. Successe ci che si aspettava di trovare una volta imboccato latrio maestro. I volti deturpati si sollevarono davanti alle sue lame. Il terrore era la sua arma e per loro rappresentava linfa vitale. Il suo mondo di oggi si assembl con quello di ieri. Il calore inumano si diffuse come pittura a olio sulla tela con grumi densi di furore. Era il sangue purpureo che zampillava dai vulcani intorno alle colonne dellentrata principale, che emanavano questo bruciore intenso. Il demone si muoveva nello spazio circostante penetrando, attraverso squarci profondi, le carni. Corpi dilaniati in ammassi di cellule vacillavano sinuosi lungo la linea di demarcazione tra la morte e la vita, danzando in perpendicolare e in obliquo. Li guard di traverso. Coloro che disgustarono il suo fine palato li pun cavalcandone i pensieri e impossessandosi della loro misera eredit spirituale. Divennero selva putrida, ma loro non se ne accorsero e perpetuarono la danza selvaggia. Il demone continu ad avanzare, puntando di fronte a s. Sotto il suo pesante passo scricchiolava la paglia ricamata da ossa frammentate. Oltrepass loracolo e sintrufol nel tunnel. Nessuno os ostacolarlo. Man mano che avanzava sentiva che lo scenario precedente lo stava abbandonando. Lo sentiva pi lontano ed evanescente. Percep unaria nuova, gelida e densa come fosse materia. Trasse languidamente piacere dalla contrazione involontaria dei suoi muscoli accarezzati da un clima non consono al suo corpo. Distese le lunghe zanne affilate, dilat le narici appena il sipario sapr sulla parte finale del tunnel e sul promontorio che susseguiva. Il tremore era il velo del luogo che gli comparve. Non si sofferm un solo istante. Lo attravers inesorabile e vi simmerse completamente. Il ghiaccio assunse gigantesche posizioni mistiche. Lo avvolse, lo fagocit e lo sput in una dimensione estemporanea. Il demone vol tra rami rampicanti in un verde inverosimile. Mosse la testa intorno al corpo massiccio e si stup delle proprie ali di ghiaccio. Guard con occhi infiammati il grigio ghiaccio sotto di s e vintravide rovi intersecati, abbracciati in un orgiastico connubio di ostentata muraglia pungente. Si strinse dentro il suo guscio e si scagli contro di essi. Sent i pruni conficcarsi nella corazza. Sent schegge della mostruosa pelle staccarsi dalle ossa con dolore e le cellule disperdersi sopra spine taglienti. Resistette e oltrepass lostacolo entrando in un nuovo tunnel. La dimensione che lo aspettava era tuttaltro che rassicurante. Ormai il demone era rimasto vergognosamente nudo in uninconsapevole, antica fragilit. La carne era scorticata sino alla radice della sua essenza, ma respirava ancora.

RACCONTI
a cura della redazione

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Evocando - di Good

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Il sangue muschioso sgorgava come la piena di un fiume. Nei pressi della bocca del tunnel ud il vento sputare imperioso vagiti delettricit. Per un millesimo di secondo gli parve udire voci del passato. Forse del suo passato. Sarrest. Ebbe un moto desitazione, che scomparve al tocco dellennesimo getto daria scintillante. Entr in quello spazio siderale con insolita attenzione. Lattese una distesa sterminata di anime erranti. Per la prima volta davanti ad essa sent un senso di disagio risalire le viscere. Unumanit ripugnante che non gli apparteneva. Pun il suo istinto e si cal in trucide vesti avanzando minaccioso nel terreno bruciato. Fulmini provenienti dal niente lo colpirono. Incass senza scomporsi quelle frecce elettrostatiche. Prosegu senza lasciarsi distrarre dallambiente rurale, violentato dal torpore della distruzione che lo circondava via via che camminava sospeso tra la vita e la morte. Subentr nellultimo spazio vitale dopo il quale il disegno non sera delineato e oltre il quale non poteva andare. Impossibile varcare la soglia dellinconfondibile e dellimprobabile. Cos attravers lultimo luogo quasi correndo, incurante delle parti corporee che si staccavano pezzo a pezzo, scoprendo un fascio incolore e informe. Sabbia cristallina e insinuante gli si gett contro. Socchiuse le palpebre con prontezza e nonostante la forza che lo spingeva indietro prosegu. Entr nellultima sfera, sarrest e si guard. Non era pi lo stesso di quando era partito. Le innervature erano scoperte e il volto indecifrabile, ma si sentiva bene. Inspir profondamente e butt allesterno laria che si trasform in granelli di sale. Inquadr lobiettivo e gli corse incontro temerario. Il baratro al di sotto del quale regnava labisso laspettava. Ovunque sarebbe finito sarebbe sprofondato nel nulla. Ma lui intravide una differenza, per la quale si propose di superare lostacolo. Sfrutt la potenza delle ali di ghiaccio, che si sgretolarono al contatto con la gravit dellimmenso di ci che non stato descritto, ma che in quellistante esisteva. Lasci andare un grido liberatorio, unevocazione rivolta al buio che lo circondava. Evocando rimase momentaneamente sospeso nel vuoto. Riusc nel suo intento. Arriv dove voleva andare. Il demone concluse il suo viaggio e termin nellignoto. Divenne umano.

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I Meccatronici
di Pykmil Vero o falso? Ragione o torto? Spesso solamente una questione di punti di vista. I Meccatronici? Leviatani. La somiglianza troppo marcata, per non dire speculare. Sicuramente le leggende riferite a questi esseri enormi, mostruosi, pinnati e carnivori sono scaturite in qualche modo a causa dei contatti con i Meccatronici in tempi remoti. Avete presente i vecchi films del ventesimo secolo tipo Aliens, Predator, La Creatura degli Abissi e lo stesso Leviathan (chiss se ci sar ancora qualcuno che potr ricordarli)? Tutti parenti prossimi, cos vicini allaspetto reale dei Meccatronici da far pensare che gli ideatori di quelli che un tempo erano considerati films fantastici avessero avuto realmente dei contatti alieni e quindi, la fantasia orripilante che ne decret il successo, non era altro che un ricopiare spudorato dalloriginale. La mia condizione attuale di Cybertron mi permette di ricordare, senza recriminazioni o atteggiamenti di parte, i fatti avvenuti sia prima che dopo larrivo sulla Terra dei Meccatronici e di dare un resoconto non influenzato da esasperate psicologie umane. Un resoconto imparziale ma per chi? Forse per me, giacch non rimasto pi nessuno ad ascoltarmi, o per non atrofizzare la mia capacit di elaborare pensieri. Comunque, una volta abituati ad averli sottocchio non che i Meccatronici abbiano poi un aspetto cos repellente. Forse per i miei canoni di bellezza hanno subto col tempo una qualche variazione basilare. Ma partiamo dallinizio, lanno era il duemilasette, met estate. Ricordo ancora lafa che in quel periodo, se la mia capacit di valutare il passare del tempo non si alterata circa una decina danni fa, rendeva laria soffocante e, a temperature normali tra i trenta e quaranta gradi centigradi con un grado di umidit minimo del sessanta per cento, ad ogni movimento i pori della pelle liberavano litri di acqua, lasciando i vestiti costantemente appiccicosi. Giunsero i Meccatronici, sulle loro grandi navi, nellordine di chilometri, e scintillanti al sole. Una flotta extraterrestre di migliaia e migliaia di dischi dorati che apparvero tutti insieme offuscando la luminosit dellastro come in uneclisse parziale. Il genere umano non reag minimamente, per il semplicissimo motivo che non poteva. Era stato bloccato tutto lapparato energetico mondiale con un campo magnetico a rete disposto attorno al pianeta. E solamente impedendo allelettricit di lavorare, la Terra rimase alla merc degli invasori, alla stessa stregua di un pollaio dove entrano un gruppo di faine. E quella fu la fine che fecero gli uomini, la fine dei polli. Come Cybertron sono collegato al terminale dati della base centrale dei Meccatronici, un ammasso di materia organica che occupa lo spazio di una stanza con assolutamente niente a che fare con la tecnologia terrestre di inizio millennio, che orbita attorno alla Terra sulla pi piccola delle uniche tre astronavi rimaste a presidio. La quantit di notizie e dati cui ho potuto accedere cospicua, e a parte quelle di carattere tecnico e scientifico, per una buona parte ancora fuori dalla mia comprensione, quelle storiche mi hanno dato parecchie risposte sul passato della Terra e dellumanit (ora passato sul serio), riservandomi molte novit che non hanno mancato di stupirmi. In altre condizioni di acquisizione, cio se qualI Meccatronici - di Pykmil

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cuno me lo avesse detto quando ero ancora solo un uomo, probabilmente non vi avrei mai creduto, ma ora posso semplicemente prendere il tutto come dati di fatto. Ritornando alla venuta dei Meccatronici, la Terra fu subito nelle loro mani, per usare un eufemismo, dato che quegli arti informi erano color rosso sangue come la carne spellata e viva, variabili in lunghezza e diametro, che parevano tentacoli gommosi con artigli lunghi e affilati come rasoi. Le nostre armi, le poche rimaste utilizzabili, contro di loro sortivano il medesimo effetto di un sasso nellacqua. Perch i Meccatronici erano interessati alla Terra? Risposta semplicissima. Rifornimenti. Una storia lunga di secoli, secoli e secoli, fin dallalba dellapparizione di esseri viventi senzienti nelluniverso, che si ripete allinfinito, come regola di sopravvivenza: cibo e materiali. Ora come ora, lo stato o meglio il profilo, o meglio ancora lutilizzo della Terra, pu essere paragonato ad un grande magazzino-mercato. Oppure, per rendere pi chiara lidea, ad una grande stalla cooperativa autosufficiente, con tanto dallevamenti, selezionatori, prodotti agricoli e daltro genere per il loro mantenimento e nutrimento. Ma questo solamente la parte indotta dal progetto primario, cosa ben pi importante, e cio il recupero di una notevole quantit di materie prime per applicazioni meccatroniche: tanti cervelli intellettualmente capaci e sviluppati per produrre Ipersoftware in primo luogo, e poi Cybertroni e Biotroni come prodotti e sottoprodotti affini secondari. Non che vari di molto il tipo di intelligenza umana da quella meccatronica, la differenza sta in circa un milione di anni di sviluppo anticipato di questultima, ma la sostanza identica. Ponendo la questione da un altro punto di vista, diciamo sotto un profilo matematico, cio impostando unequazione nel senso: Meccatronici stanno agli Umani, come gli Umani stanno alle galline (tanto per non variare troppo con gli esempi), si ha unindiscutibile logicit nel susseguirsi degli eventi. Considerando che gli umani tiravano il collo alle galline per farne cibo e ne usavano le uova, i Meccatronici hanno potuto benissimo e senza problemi di coscienza, peraltro inesistenti, mangiare carne umana e usarne lintelligenza per lipersoftware. Non scartare nulla di ci che pu essere usato; una delle loro prime regole, da buona societ civile di consumatori, e soprattutto ecologica. Capiter di porsi la domanda: perch proprio la Terra e gli uomini? Non che la cosa sia successa per antipatia a prima vista, o tirata a sorte come una carta in mezzo al mazzo no! I Meccatronici, da validi mercanti cosmici quali sono, diventati tali con lesperienza, hanno una mente logica sopra le spalle (dalla forma, perlomeno sembrano spalle) e hanno agito come ottimi amministratori delle loro gestioni. Diciamo pure che noi terrestri siamo stati allevati, curati, selezionati, aiutati, finch non siamo stati pronti. Come risulta dal terminale dati, non ci hanno creato, ma ci hanno trovato parecchio tempo fa quando eravamo, per cos dire pulcini. Ai tempi della nostra preistoria eravamo in pochi, carne buona, selvatica, ma niente intelligenza utilizzabile ovvero troppo poca e di pessima qualit, e un affarista che si rispetti non mangia poche uova oggi quando domani pu avere a disposizione uninfinit di pollame. Dopo tempo, sforzi e sacrifici e non pochi interventi da parte dei Meccatronici, nellestate del duemilasette, anno dei faraoni era stato denominato, purtroppo (io odio i faraoni) in ricordo degli antichi Egizi, finalmente gli umani avevano raggiunto le condizioni ideali di sfruttamento, anche perch se aspettavano ancora un po probabilmente non ne sarebbero rimasti molti, data la capacit autodistruttiva umana ormai esasperata. Carne pi delicata anche se meno saporita, ma ancora ottima e assai I Meccatronici - di Pykmil

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migliore di quella animale inferiore, che per rimaneva la pi diffusa e facilmente reperibile, in mancanza di meglio. La carne umana costa parecchio e non tutti possono permettersela. Il grado di intelletto aveva raggiunto il livello sette, il massimo dello sviluppo nelle specie umanoidi e quindi lideale. Materia ricercatissima e di immenso valore per ottenere i migliori ipersoftware. Lumanit nel senso carnale della parola, non esiste pi come specie terrestre. Non so dove sia finita, probabilmente in giganteschi freezer spaziali fuori dalla portata di batteri e sostanze degeneranti, conservata dal freddo cosmico molto meglio di un qualsiasi impianto di congelamento. Sopravvive solamente una piccola parte a livello mentale; infatti alcuni cervelli, scelti non so in conformit a quali criteri pi o meno scientifici o attitudinali, sono stati collegati a circuiti simbiotici meccanici e biologici. Come ho gi detto ora la Terra come una mega-fattoria, con le mandrie di animali da allevare e campi da coltivare. Per ha bisogno di essere gestita e il sistema di unefficacia estrema. La nave comando orbita attorno alla Terra con le altre due e fa capo ai Cybertroni, come me. Noi Cybertroni controlliamo alcune migliaia di Biotroni ciascuno, i quali, a loro volta, curano tutta lattivit manuale dei robotidi semplici. Gli elementi composti dintelligenza meccanico-elettronica, quelli che luomo stava inizialmente scoprendo nei robot di gamma auto-decisionale, stando sempre alle scarse informazioni del terminale dati, si sono rivelati, dopo migliaia di anni di uso da parte dei Meccatronici, pericolosi. Non viene trasmesso il tipo di pericoli che potevano creare o che hanno creato, ma viene sottolineata la necessit di usare materia prima di genere umano, qualitativamente superiore ed affidabile in quanto di tipo emozionale e quindi facilmente controllabile. In ogni caso, dopo la mia trasformazione in Cybertrone ho iniziato ad apprezzare il nuovo modo di vivere del pianeta Terra, anche se lentamente e con abitudine. Penso mi abbiano bypassato qualche circuito emozionale in ogni caso. Tenendo conto delle cattive qualit e capacit dellessere umano, violento, litigioso, mentalmente instabile, votato alla ricerca di meschine soddisfazioni, sempre contro qualcuno o qualcosa, non rimpiango nulla. Neppure un corpo di carne, come invece hanno i Biotroni (sostanza organica ricavata artificialmente mediante pluri-clonazioni a livello molecolare), che per contro, non hanno grande capacit di pensiero autonomo, ma sono stati programmati allesecuzione di mansioni specifiche. Posso vedere, sentire, percepire, gustare, toccare, anche da dentro questa struttura elettro-metallica totalmente abiologica a parte il mio cervello. Non per esatto dire che sono dentro a quello che in pratica un grosso e ingombrante involucro, visto che mi da la sensazione, ogni tanto, di una massa eccessiva per un contenitore. Non il mio cervello imprigionato in un nuovo e indistruttibile guscio, dotato di sensori sofisticati, come un computer e le sue periferiche. Io, Cybertron, sono tutto linsieme, la coesione perfetta oltre luomo-macchina. Sto cominciando a rendermene conto. Sento le parti rispondere al mio comando come se avessi ancora un sistema nervoso, sento laria scaldarsi per lattrito al mio passaggio, volando sopra i campi e sentendone lodore da grano maturo. Dovrei anche essere praticamente immortale, se si ricorderanno di sostituire i pezzi quando ce ne sar bisogno. Solo una cosa non mi piace, ma purtroppo mi ci dovr abituare, visto che non posso farci nulla. Come ho gi spiegato ho sempre mal sopportato lEgitto, in tutte le sue sfaccettature e in special modo le sue antiche costruzioni cos assurde, e adesso mi ritrovo guarda il caso, ad essere strutturato come una piramide. I Meccatronici - di Pykmil

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Ha ancora senso parlare damore in questo mondo stravolto dalla tecnologia, dalla mania, e dalla perfezione? Mi guardo allo specchio. Guardo la mia nuova faccia, il mio nuovo corpo. Guardo Raul, pensando quanto lho voluto, quanto ho pensato che solo cos sarei stata completa. E invece E invece dopo un anno ancora non mi riconosco allo specchio. Tuttaltro che completa. Tuttaltro che felice. Tuttaltro che veramente me stessa. Il vento artificiale, regolato a temperatura ottimale, entrava dalla finestra, accarezzando il viso di Pietr, per andare poi ad arruffare i pochi fogli sul tavolo. Io domani vado in ospedale, per gli esami pre-operatori. Colsi il brivido lungo la pelle delle sue braccia nude. Si pass la mano sulla faccia. Maia Finsi di non averlo sentito. Sarebbe bello se potessero operarci, non dico lo stesso giorno, ma almeno in giorni vicini. La voce mi si stava incrinando, dannazione. Lo sapevo, non sarei riuscita a contenere lemozione. Pietr corse ad abbracciarmi. Anche lui aveva gli occhi umidi. Hai paura che quando ti risveglierai, io avr cambiato idea? Annuii. Come una bambina consolata per la sbucciatura ad un ginocchio. Lui sorrise. Aveva la luce tra le labbra. Lo sai perch non mi faccio operare con te? Perch almeno per qualche giorno dallintervento voglio starti vicino. Lo sai che non sar facile, no? Finch potr, voglio occuparmi di te. Mi accarezzava e mi parlava. Poi sarebbe toccato a lui. Per lui sarebbe stato altrettanto doloroso e difficile. E io non ero neanche sicura che mi sarei ripresa a sufficienza per potergli stare accanto. Pensai che il suo pensiero nei miei confronti fosse meraviglioso. Un bacio sulla fronte. Domani, se vuoi, ti accompagno allospedale. Dice che mi faranno vedere anche un modello grafico di come sar dopo. Un motivo in pi per non mancare, amore. Mi chiamavo Maia. Ero una donna. Una donna che desiderava fin dallinfanzia essere un uomo. N gay n transessuale. Uno scherzo della natura frutto della tecnologia sperimentale sui feti umani dellanno 3.013, nata, cresciuta, scartata, vittima di pulsioni contrastanti, una bella ragazza castrata nellanimo, con in tasca solo la promessa che se solo avessi voluto, una volta maggiorenne avrei potuto operarmi per diventare quello che veramente volevo essere. E certo che lo far, mi ripetevo in continuazione. Finch non incontrai Pietr. Sorte ironica. Un uomo capace di tirar fuori di me pulsioni e atteggiamenti femminili. Lo psicologo recentemente mi ha detto che ci sicuramente dovuto al fatto che Pietr era me al contrario. Un altro figlio della provetta, unaltra cavia. Un uomo che desiderava essere una donna, n gay, n transessuale. Nella nostra intimit ci completavamo, perch in realt, non solo fisicamente uno era ci che laltro avrebbe voluto essere, ma interiormente uno era anche ci che laltro cercava. Per gli esami, cera una lunga fila in ospedale. Gli interventi di chirurgia estetica e di perfezionamento sono frequentissimi, molti, ormai, fatti in day-hospital. Siamo una generazione di insicuri, di paranoici, di ossessionati dallaspetto fisico. E, non dimentichiamocelo, anche di figli della provetta scartati. Lunico modo in cui il nostro mondo pu ripagarci dei suoi errori regalandoci benessere, illusioni, e chirurgia gratis a go-go. Molti erano l per cambiare sesso, stanchi di vivere come animali in un circo. Alcuni spinti, pi che altro, dallidea di aver trovato finalmente la loro strada, altri dallamore di un partner (o dallillusione di averne finalmente trovato uno). Ho conosciuto anche un paio di persone disposte a cambiare sesso per fare carriera. Credo che oltrepassata una certa barriera, non ci siano pi limiti che possano definirsi tali. La stanza degli esami era invasa dalla luce del sole. Le protesi appese alle pareti a scopo dimostrativo erano fredde e affascinanti come opere darte in un museo. Il dottor Mua, che seguiva il mio

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caso, ci fece accomodare alla scrivania, mentre linfermiera preparava le provette. Questo il suo prototipo, Maia mi disse porgendomi un grafico in 3D che doveva raffigurare quello che sarei diventata. Pietr scrut il mio futuro. Rimase piacevolmente impressionato dal fisico asciutto ed energico che, secondo i medici, avrei raggiunto dopo circa 6 mesi dal completamento dellintervento. Io ero emozionata e confusa allo stesso tempo. Come le ho gi detto, abbiamo deciso di non intervenire in modo massiccio sui lineamenti del viso. molto importante, da un punto di vista psicologico, che lei possa riconoscere sempre delle tracce del suo passato io. Inoltre, ci permetter di ridurre luso massiccio di protesi facciali e silicone, che col tempo possono portare a un precoce invecchiamento della pelle, a meno di non ricorrere ad ulteriori interventi chirurgici. No, grazie. Non ero l per un mero fattore estetico. Ero l per riprendermi la mia vera identit. Daltra parte il mio viso era sufficientemente neutro da poter appartenere tranquillamente sia a un uomo che a una donna. Io e Pietr ci sorridemmo a vicenda, emozionati, come se stessimo guardando lecografia del nostro futuro figlio. Mua ci sorrise di rimando. Se crede disse, rivolto al mio compagno ho gi pronto anche il suo prototipo. Beh, ma io non sono ancora vicino allintervento Certo, certo ma se vuole, pronto. Io spinsi perch Pietr lo guardasse. Volevo provare la stessa emozione che lui aveva provato guardando il mio. Il dottore ci pass il foglio, compiaciuto come un prete che abbia appena sposato la coppia pi bella e felice della sua carriera. Io arrossii. Ma avrai delle tette enormi! esclamai, guardando istintivamente le mie. Una misera seconda misura. Oh, ma quello che ha richiesto il signore! ribad Mua imbarazzato. Guardai Pietr che non parlava. Comunque sarai bellissima. Perfetta. E tutta per me! scherzai. Pietr si scosse. Mormorando un certamente. Anche Mua si rilass. Sarete una coppia deliziosa. Esattamente come adesso. Linfermiera mi chiam per iniziare gli esami di routine. Dei 15 giorni conseguenti allintervento ricordo poco o niente Facce come ombre attraverso il velo che mi ottenebrava gli occhi Voci indistinte Dolore subito attenuato dai farmaci. Il risveglio fu sudato. Mi sentivo leggera Anzi, leggero, a questo punto. E bagnato. Percepivo lodore del mio sudore misto a quello dei disinfettanti e dei farmaci. Cercai subito Pietr, o la donna che poteva essere lui. Cercai qualcuno che mi dicesse, ecco la tua compagna. Ma erano tutti dello staff medico. Ricaddi sul cuscino stremato. Una strana sensazione mi stava letteralmente azzannando lo stomaco, ma pensai fosse la debolezza. Mua in persona venne a somministrarmi un calmante. Hai sofferto un po pi del previsto. Forse avevamo leggermente sopravvalutato la tua resistenza fisica. Ma sta procedendo tutto alla perfezione. Non preoccuparti. Pietr? mormorai prima di lasciarmi andare ai farmaci del sonno. Maia rispose. Ora si chiama Maia. Quando mi risvegliai, mi alzai, e mi guardai per la prima volta allo specchio, ero Raul. Avevo il corpo maschile che avevo sempre desiderato. I chirurghi avevano fatto un lavoro splendido: darmi unaltra identit senza stravolgere la precedente. Ma in me rimaneva ancora molto di Maia. Ad esempio tutto un bagaglio di ricordi e sensazioni legati al mio essere femminile. Ad esempio il bisogno di Pietr, che era ancora legato ai miei ricordi e istinti di donna. Entrai nel panico. Era tutto normale, mi dicevano. Lo psicologo sarebbe intervenuto entro pochi giorni con il suo programma di supporto. Voglio solo la mia met, pensavo. Datemi la mia met e sar finalmente completo. Ma solo dopo 5 giorni acconsentirono a condurmi nella sua stanza. Camminai lungo un corridoio, che ricordo invaso di luce, e di rare infermiere silenziose che portavano biancheria pulita nelle stanze. Sentivo solo il battito del mio cuore (non andava troppo veloce? Ero ancora convalescente!), e il sangue scorrere nelle mie vene. Maia. Aveva scelto il mio nome. E io stavo per vederla.

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Toccarla. Mi sarei eccitato come quando Maia toccava e abbracciava Pietr? Feci scivolare casualmente la mano sullinguine. Per un attimo mi preoccupai pure del fatto che prima o poi avrei dovuto mettere alla prova il mio nuovo accessorio. E Questa la stanza mi disse linfermiera. Ancora luce. Non riuscivo a vedere bene chi ci fosse dentro, udii solo una risata brillante. Terribilmente familiare. Linfermiera buss sullo stipite. Maia, ci sono visite. Entrai nel silenzio pi totale (a parte il cuore che mi pompava nelle orecchie, ma non credo che gli altri potessero udirlo), le ginocchia che mi tremavano come a un ragazzino, la bocca cos secca, cos amara E come in una scena a rallentatore, vidi Maia (perch, s, finalmente era Maia), un fagotto sul letto, coperta di fasce e cerotti, ma vitale. Solo un braccio spuntava dalla pila di coperte che lavvolgevano, ed era perch lei potesse farsi tenere la mano da un uomo. Per qualche minuto i miei occhi misero a fuoco solo quello: le loro mani unite come in un eterno giuramento. Sentii uno strano calore salirmi su per il corpo. Ogni mia estremit doleva come se fosse prossima al fuoco. Poi il mio sguardo si spost sul profanatore. S, perch in quel momento pensai che, tranne i medici, io avrei dovuto essere il primo a sfiorare la mia donna. Finalmente la mia donna. Luomo avr avuto 40-45 anni. Biondo. Stempiato. Una faccia grande, ossuta. Una bocca larga che non riusciva, in quel momento ad atteggiare in un sorriso sincero. Era un uomo. Un uomo vero. Lo percepii subito, e immediatamente dopo caddi in confusione. Perch nessuno parlava. Perch nessuno faceva qualcosa? Non era cos che avevo immaginato il mio primo incontro con Maia. Qualcosa non stava funzionando come doveva. Avrei voluto dire una frase a effetto per spezzare lincantesimo che mi teneva prigioniero di quellincubo. Ma riuscii solo a voltarmi e a uscire dalla stanza mentre la flebile voce di Maia tentava di presentarmi il signor Kim. I primi tempi da solo a casa avrei potuto passarli a letto, senza mangiare n bere, se non avessi avuto il supporto psicologico, e gli assistenti che venivano ad accertarsi che prendessi certe medicine, e mi nutrissi sufficientemente. I primi tempi sono fondamentali per il nuovo corpo. E per la nuova identit. Poi arriv Maia. La vidi scendere dallauto bianca dellospedale, sostenuta dal signor Kim. Lui voleva accompagnarla dentro, ma con un gesto lei lo allontan gentile. Immaginai dal movimento delle sue labbra e dallespressione del (bellissimo) viso, che vedevo solo allora per la prima volta, che gli dicesse, fammi sistemare questa situazione con quello lass, ti prego, devo farlo da sola. Quando entr, feci finta di non sapere che stava arrivando, finsi di essere sul divano a leggere un libro come in una qualunque domenica. Maia era un lavoro persino pi riuscito del mio. Non una donna. Una bambola. Semplicemente perfetta. Erotica. Niente che il prototipo aveva potuto lasciar immaginare, a parte le dimensioni del seno. Pi che il risultato di una chirurgia plastica, sembrava il frutto di pura computer grafica. Lasci cadere la borsa sulla poltrona e scosse i lunghi capelli. Quel briciolo di donna che ancora rimaneva sepolto sotto il mio testosterone si vergogn per limmagine banale e ordinaria che laveva contraddistinta. Ancora la trama non era quella che avevamo scritto insieme prima che il bisturi compisse la magia. Non si gett tra le mie braccia, n io tra le sue. Ci limitammo a fissarci, come due bestie che si annusano. Mi spiace mormor infine lei, con voce estremamente roca. Ma ho perso la testa. Capii subito a cosa si riferiva. La gelosia mi incendi, accesa dalla mia natura maschile. Cosa cazzo vuol dire ho perso la testa?! urlai. Non la testa che comanda, il cuore! Se la gente usasse meno la testa e pi il cuore, ci dicevamo in passato, toccandoci col pugno chiuso una volta la fronte, e poi il cuore con il palmo della mano aperto, la natura umana non avrebbe pi limiti. Le tipiche frasi di chi, messo allangolo dalla societ imperante, finisce per ritenersi speciale, e si inventa filosofie e motti atti a giustificare che lui diverso perch migliore. Non la testa! urlai ancora, sbattendomi il pugno sulla fronte. Il cuore! Ma Maia sembr non riconoscere quel gesto. Quelle parole. Testa o cuore rispose, non cambia molto. Io non ti amo pi.

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Mi guardava aspettando il congedo. Qualcosa tipo: grazie, allora, stato bello, se capiti da queste parti, sali per un caff. Ma io non ero disposto a lasciarla andare cos. E mentre mi aggiravo nelle stanze della mia interiorit ferita, alla ricerca di qualche strumento che potesse risvegliare il suo amore, trovai solo limmagine di lei che scendeva dalla macchina con un altro uomo, e poi di lei nella stanza dospedale, con un altro uomo. Da quanto dura? chiesi, reprimendo un singhiozzo. Maia si sedette sulla mia poltrona, ormai incerta sui tacchi delle scarpe eleganti che portava. Un po di tempo. Un po di tempo? Un po di tempo. Forse era morto il suo amore, ma non il legame mentale che ci aveva unito fino a renderci molto spesso telepatici, perch un secondo prima che glielo chiedessi, lei mi conferm: Tutto questo e indic con la mano il suo corpo, mi spiace, ma non lho fatto per te. Il mio analista mi chiede se ho smesso di pedinare Maia. Gli dico di s, non una bugia. Ma vorrei urlargli che non ha molto senso, visto che la penso il 99,9% delle volte che la mia testa concepisce un pensiero. Credo si chiami ossessione. O almeno la chiamano ossessione quelle creature equilibrate che non hanno mai conosciuto lamore e il bisogno. A volte sogno di poterle dire che neanche io sono diventato uomo per lei, ma per me stesso. Ma io senza di lei cosa sono? Potrei benissimo essere uomo, donna, cane, pianta rampicante quasi non esisto. Eppure ho ripreso una vita normale. I miei ormoni maschili hanno annientato ogni apparenza di fragilit emotiva. Mi percepisco come mi percepiscono gli altri: deciso, compatto. Ma io so di covare una sacca di dolore che fermenta e fermenta. Qualcosa che nessuna operazione chirurgica potr strapparmi. Appena Maia usc da quella porta, seppi che io ero diventato Raul solo per lei. E allora niente aveva veramente pi senso. Cominciava invece la fase del ricordo, del dolore e dei perch. Cominciava la fase del dare un senso a questo corpo maschio senza la sua controparte femmina. E per me era pi improbabile che imparare a volare. Anche Maia aveva indubbiamente mantenuto qualcosa della sua natura maschile. Non mi cerc mai pi. Tranne una volta. Due squilli di telefono. La mia risposta apatica. Tre secondi di interminabile silenzio, in cui capii che era lei ancor prima di sentire la sua voce. Parl come se recitasse il verso di una poesia. Penso che esista una specie di maledizione, che ti colpisce quando ferisci qualcuno fino a farlo piangere. E riagganci. Non mi stup che lei sapesse delle mie lacrime anche se non le aveva mai viste. Lanalista parla. Parla a quella parte della mia testa che gli dedico. Forse un 10% della mia attenzione. Dice che forse io non sono mai stata n tutto uomo, n tutto donna. Parla di un ibrido dei due generi, un essere fatto pi che altro di anima, non asessuato ma pansessuale, per cui il sentimento-in-divenire pi importante dellidentit. Che forse non trover mai la mia personalit nei canoni pragmatici della societ, ma rimarr fluttuante tra i meandri del mio sentire cos totalizzante. Chiude dicendo che dovrei sviluppare il mio lato artistico. Sarebbe un ottimo sbocco per la mia psiche. Dice che potrei comunque realizzarmi. Ma ha senso che un essere come me trovi sbocchi e realizzazione in questo mondo stravolto dalla tecnologia, dalla mania, e dalla perfezione? No, non seguo pi Maia. Ma ogni tanto mi fermo sotto casa sua, ad osservare la sua finestra. Chiusa. Attraverso uno strano giro di voci, ho saputo che il suo corpo si sta come smontando. Un fallimento della nostra avanzatissima chirurgia plastica. Ma un margine di errore e di insuccesso sempre preventivato. Uno spiraglio. Ma lei ci passata completamente attraverso. Vorrei darle il mio corpo, adesso. Davvero. Forse si accontenterebbe anche di tornare uomo, pur di sopravvivere. E per me, lo ammetto, sarebbe come se tornassimo insieme.

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Fiaba di petali e nebbia


di Filth a Giulia Cera una volta un mostro, fatto di squame di carta nera, aveva occhi di diamante, artigli e zanne dargento. Era magro come una betulla e alto come due uomini. Viveva in una grande villa abbandonata ricoperta dedere e rovi, in compagnia di ratti e pipistrelli. Non era un mostro malvagio, gli bastava essere lasciato in pace a guardare la luna e passeggiare per i boschi. Una volta un prete aveva tentato di cacciarlo e lui se lo era mangiato. Agli abitanti del paese, che si chiamava Quindici Marzo, la cosa non era piaciuta ovviamente, ma non erano molto religiosi e avevano sopportato. Quelli di Quindici Marzo erano gente strana, ancora legata alle vecchie tradizioni e ai vecchi riti di campagna. Se ne stavano tranquilli a coltivare i campi e allevare galline nere, che erano la specialit del paese, nel bel mezzo della Pianura Nebbiosa. Il nostro mostro era un mostro triste, che non aveva pi lacrime da versare. Secoli prima era stato un uomo, un poeta da quattro soldi ma anche un grande studioso dellocculto e dei misteri del tempo e dello spazio. E i suoi studi lavevano portato a diventare quasi un mago, o meglio, uno stregone. Per non aveva mai osato varcare i confini del consentito, non per timore ma per Amore. Amava profondamente una zingara, giovane e bellissima, Iulia il suo nome. Lei era bianca come una colomba e aveva occhi azzurri intensi come loceano, veri e propri gioielli. Purtroppo proprio come gioielli i suoi occhi erano inutili, Iulia era cieca. Ma un poeta non poteva non amarla e cos trascorrevano le loro giornate passeggiando sul fiume. Lui sarebbe stato ore a guardarla, lei ad ascoltarlo. Si amavano ed erano felici. Anche se lei ignorava a quali attivit lui si dedicasse durante la notte. Un brutto giorno del tardo autunno Iulia si ammal gravemente: come una rosa appassita allimprovviso il suo corpo si stava disfacendo e quasi non riusciva pi a parlare. Il dottore disse che non le restava molto da vivere e che non cera pi nulla da fare. Lui pianse molto eppure non si diede per vinto, consult i suoi testi dalchimia e trov una pozione in grado di guarire Iulia ma oberata da una maledizione: il creatore della pozione sarebbe stato punito in maniera terribile dalla Morte, che esigeva almeno una parte della vita che le era stata sottratta. Il poeta amava troppo per avere paura e fu cos che miscel il sangue di capra ad alcune erbe azzurrognole che crescevano vicino alla palude, recitando lantica formula magica. Il cielo si tinse di viola e la rabbia della Morte si scaten sul poeta, che venne fatto a pezzi e ricomposto con la carta dei suoi libri bruciati. La notte era nera e nebbiosa quando si rec da Iulia, che dormiva. La guard a lungo, la sfior coi suoi nuovi artigli affilati. Si chiese se sentiva lamore vibrare sotto il metallo. Vers delicatamente la pozione sulle labbra di Iulia, che presto avrebbero recuperato il loro colore e la loro morbidezza, petali di rosa. La guard ancora un secondo. Poi fugg nella speranza di non rivederla mai pi. E cos fu. Trov la sua dimora da infestare, divenne un mostro, una delle tante creature che i bambini di Quindici Marzo immaginavano scivolare nelle tenebre della loro cameretta, sotto i loro letti. Di certo doveva essere impressionante vedere due occhi di diamante brillare nella penombra dei boschi, ai pochi viaggiatori che si attardavano nel raggiungere il paese allimbrunire. Ma torniamo alla nostra storia, a quella notte, la vigilia di Natale, a Quindici Marzo. Luci colorate serpeggiavano sugli alberi e sui muri, il cielo zeppo di stelle e una nebbia strana, alta non pi di mezzo metro ma densa, un Fiaba di petali e nebbia - di Filth

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vero e proprio manto che si arrampicava dal bosco al cimitero. E poi cerano i canti delle famiglie in festa, echeggiavano lontani per le strade, confondendosi, mescolandosi in una nenia di gioia spettrale. Alla mezzanotte tutti si sarebbero recati in chiesa, per la tradizionale veglia di mezzanotte. Tutti tranne Giorgio, un giovane contadino, basso, tarchiato, duro come un chiodo da bara. Aveva capelli corti e biondi come il grano, occhi dun azzurro glaciale e zigomi affilati. Era fidanzato con la figlia del becchino, ricca e sensuale, una venere tenebrosa. Lindomani le avrebbe chiesto di sposarlo, cos sarebbe diventato a sua volta un ricco becchino. Non gli interessava se la gente avrebbe maledetto ogni suo saluto e augurio. Per prima di una simile richiesta bisognava trovare un regalo allaltezza, uno di quelli che lei non avrebbe mai potuto rifiutare: gli occhi del mostro, diamanti grandi come uova. Giorgio era povero, ma coraggioso oltre ogni buon senso. Ascoltando con attenzione le storie degli anziani dopo qualche bicchiere di troppo, aveva scoperto lessenza cartacea del mostro, e tanto era bastato per fargli venire lidea giusta. Giorgio aveva una mente pratica e calcolatrice. Frecce infuocate. Il mostro sarebbe bruciato ed estrarre i gioielli dalla cenere sarebbe stato un gioco da ragazzi. Allimbrunire di quella notte, fra le pi strane che i vecchi ricordassero, Giorgio si appost davanti alla vecchia villa armato di arco e frecce ricoperte di panni imbevuti dalcol. Era un po spaventato, ma voleva assolutamente quei diamanti. Non avrebbe aspettato un altro giorno, sarebbe andato ad aspettare la sua futura sposa direttamente fuori dalla chiesa. Dopo lennesimo sorso di grappa, alle undici, si decise ad abbandonare il suo nascondiglio e affrontare il mostro a viso aperto. Scavalc il cancello, si distric fra i rovi del giardino, il portone principale era aperto. Giorgio sgattaiol dentro e accese la sua prima freccia, tremante ma sicuro di quello che doveva fare. Sal le scale, diverse rampe, fino a quando non giunse alla mansarda e vide dalla finestra rotta il corpo ricurvo e intricato della sua preda, seduta sulla grondaia per ammirare la luna. Non ebbe esitazione alcuna, il mostro non fece in tempo a voltarsi, cadde trafitto, schiantandosi con un tonfo sordo quattro piani pi sotto. Giorgio scese le scale correndo ma quando giunse al giardino scopr che la freccia e la caduta non erano bastati. La sua preda era gi fuggita anche se una scia di cenere e la vista di fiamme lontane, nella boscaglia, facilitavano il suo inseguimento. Giorgio corse, guidato dal chiaro di luna, attraverso gli alberi. Ad ogni passo avvicinava le fiamme del mostro, poteva sentire lodore di carta bruciata. Dieci metri li dividevano quando il mostro cadde esausto nel mezzo di una radura. Giorgio si blocc immobile, si trovavano nel vecchio cimitero degli zingari. Per la prima volta in quella notte comprese chiaramente quello che aveva fatto e cosa stava sfidando. Il mostro, in tutta la sua massa scheletrica, innaturale e fumante, strisciava verso un cumulo di pietre. Giorgio sentiva che il suo rivale stava morendo ma una paura inspiegabile e violenta cominciava a fluttuare nelle sue membra. Il mostro raggiunse le pietre, ne tocc una coi suoi temibili artigli dargento, e in quellistante mor. La luna, la notte e le stelle parvero immobilizzarsi in un secondo di dolore. Poi il vento sparse le ceneri, lasciando solo due diamanti grossi come uova e argento affilato. Giorgio lesse il nome sulla pietra che il mostro aveva toccato prima di cessare la sua arcana esistenza. IULIA. Prese i diamanti, li mise in tasca, e corse via silenzioso. Impaurito come un ramoscello nelle forti acque del torrente. La messa finita, andate in pace. Disse il vecchio don Gugliemo, la sua voce era roca e i suoi occhi piangevano la stanchezza di una giornata speciale ma provante. E lindomani sarebbe stato ancora peggio. Melissa si attard a osservarlo prima di uscire. Nella sua mente contorta quelluomo possedeva una grande carica sessuale. Quando anche il prete se ne fu andato, si decise ad alzarsi. Sentiva i canti e le grida dei bambini Fiaba di petali e nebbia - di Filth

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provenire dal piazzale. Era sola, il suo ragazzo era scomparso senza dire nulla da almeno due giorni, niente di preoccupante conoscendolo, suo padre era troppo impegnato a infilare la grassa signora Marangoni in una bara mal costruita e a mamma Olga non era proprio il caso di chiedere. Le piaceva il Natale, con tutte quelle luci e quei colori per le strade e quellatmosfera strana che cera nel suo strano paese. Sembrava che anche i pazzi e i poveri fossero meno poveri e pazzi per un giorno. E poi le piacevano tutte quelle storie su Babbo Natale, sul Dio dellInverno e sulla Befana. Era proprio un giorno bello e strano. Vide Giorgio che laspettava. Aveva una faccia stravolta, impaurita e eccitata allo stesso tempo. Le si fece incontro e la abbracci con forza, lasciandola senza parole. Poi disse: Buon Natale Melissa. Buon Natale Giorgio, ma cosa In grembo lui teneva un cofanetto in velluto blu, lo apr estraendo una collana piuttosto rozza ma composta con due diamanti enormi, di una bellezza sovrannaturale. Gliela mise al collo, i suoi occhi brillavano, lei continuava a guardare quelle meraviglie, incredula. Giorgio sorrise soddisfatto e disse: Melissa, mi vuoi s Il grido di una bambina a pochi passi da loro spezz la magia del momento. Nevica! Nevica! Nevica! E il cielo nero venne sommerso da miriadi di cose bianche e profumate, non fiocchi di ghiaccio ma petali di rosa. Una pioggia di petali candidi e vellutati. I pi piccoli, beata la loro ignoranza, saltavano giocondi, ma gli adulti imprecavano atterriti e gli anziani si facevano il segno della croce. Giorgio guard Melissa, era pi pallida degli stessi petali, i suoi occhi fissavano vitrei lorizzonte. Giorgio le prese la mano e lei scoppi in lacrime. Tremava. Che succede Melissa? Che succede? Non vedo pi niente. E a nulla serv toglierle la collana. Fiaba di petali e nebbia - di Filth

Cento bytes di solitudine


di Sphinx Pochi minuti alla fine di Macondo City. Aureliano immobile davanti al monitor. Dalla fronte una goccia di sudore scende nellocchio, ma non lo distrae dalla sua tristezza. Dal lo screensaver - sarriccia i baffi invadendo il desktop. Aureliano sfiora il mouse facendo emergere una babele di files e cartelle. Tra questi un collegamento di cui non riesce o non vuole leggere il nome: una connessione ad un server internet mai utilizzata, ancora vergine di click. Sfiora licona col puntatore, le mani tremanti e gelide sul mouse. Dissolvenza: il suo cervello si riposa oscurandogli per qualche secondo la vista. Ritorna a vedere, i pixel emergono dallombra scintillando. Si parte. Connessione standard. Ultime notizie da Macondo City, una citt virtuale, una soltanto tra le esistenti e le infinite possibili: [02:47] Trovata morta la figlia del Signor Cancelli. Continua la tragedia familiare. Salgono a due le vittime della illustre famiglia minacciata via email da un killer sconosciuto. [02:48] Prosegue lesodo da Macondo City: disconnessi 3.532.003 utenti su 6.000.000 complessivi. [02:49] Medico del reparto Malattie Infettive pestato a sangue da un cittadino inferocito. Un sorriso spastico solca il volto di Aureliano. Ha freddo. Dovrebbe alzarsi per bere qualcosa di caldo o indossare un maglione. Ancora no. Un altro giro, un altro ancora e poi basta. Dissolvenza. Click! [02:51] Rivelata lidentit dellefferato killer: stato il Signor Cancelli ad uccidere sua moglie e sua figlia. Il Nucleo Informatico della Polizia ha appurato che era lo stesso Cancelli ad inviare da un altro account di posta elettronica le e-mail di minaccia. Per lomicida dissociato si profila il manicomio criminale. [02:52] Macondo City: 5.789.000 utenti disconnessi su 6.000.000. [02:53] Rese note le motivazioni dellaggressore: il medico avrebbe rifiutato di ricoverare il suo personal computer nel reparto Malattie Infettive poich colpito da virus. [02:53] Memento Mori: solo 1000 utenti connessi su Macondo City. La risata di Aureliano, mista ad attacchi violenti di tosse, tanto forte che lo fa diventare paonazzo. Dissolvenza. Monitor. Tastiera. Dissolvenza. Una capatina per vedere come sta Remedios, la sua amica virtuale pi Cento bytes di solitudine - di Sphinx

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fedele e sincera. Aureliano lancia il programma Messenger / Live Chat. [Aureliano] Visto gli ultimi sviluppi del caso Cancelli? [Remedios] Visti e pre-visti. Qua va tutto a puttane. Tutti si stanno disconnettendo e... [Aureliano] Perch? [Remedios] Ecco appunto: nessuno sa il perch. [Aureliano] Ma... [Remedios] Ti saluto amico. Io stacco. Alla prossima. Click! [03.01] Un utente connesso a Macondo City. Dissolvenza. Ritorno al desktop. Licona della connessione remota mai utilizzata sempre l. Aureliano esita. Vuole cliccarci sopra ma sente la mano paralizzata. Adesso legge cosa c scritto sotto: REALT. Il dito finalmente si muove sul mouse. Aureliano chiude gli occhi. Click! Connesso alla Realt. Macondo City finita, sprofondata per sempre nelloceano della Rete. Prima di scomparire emette un urlo di morte in linguaggio binario. Un ultimo rantolo pesante 100 byte. Ora non esiste pi. Le Citt condannate a Cento Byte di Solitudine non hanno una seconda possibilit nella Rete. Dissolvenza.

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Xavier sedeva nella sua stanza. La sua casa era tutta l, compresa tra un cucinotto assai piccolo e un bagnetto e la sua camera era travolta dagli oggetti in essa contenuti. Essendo un ingegnere elettronico specializzato in cibernetica, Xavier vi aveva raccolto le apparecchiature pi impensabili ma necessarie per effettuare le misurazioni elettroniche, e le aveva accatastate, come meglio poteva, accanto ai suoi piccoli computer, tanti e tutti autoprogettati, ognuno avente spiccate caratteristiche adatte specificamente ad una problematica sola, di cui, di tanto in tanto, Xavier si invaghiva. Si rammentava spesso di quando aveva risolto un problema di comunicazione con il satellite, oppure di quando si era occupato, pur non conoscendo la materia, di medicina chirurgica e trapianti e aveva messo a punto un particolare software, che girava solo su un circuito da lui costruito ed integrato agli elaboratori della nuovissima generazione. Il risultato era una perfetta emulazione del tocco del chirurgo sul corpo umano, che invecchiava o ringiovaniva tramite complessi parametri matematici, simulanti tutte le trasformazioni subite da ogni organo, anche il pi piccolo, nel corso degli anni. Ogni stagione aveva la sua particolare fissazione per Xavier, il disordine di quella piccola casa ne era la dimostrazione. Lultima in ordine di tempo riguardava la costruzione di un recettore di messaggi informativi, trasmessi questi da pi stazioni clandestine sparse per il globo, che fosse anche in grado di decodificare tutti i possibili messaggi criptati, compresi quelli sonori. La sua stanza era perci invasa dai suoni pi disparati, pi dissonanti e pi strani che si potevano sentire e venivano poi decodificati sullo schermo annesso allhardware da lui realizzato. Altre apparecchiature minori utili per la gestione elettronica della casa completavano larredamento tecnico, il tutto in completo stridore con il mobilio decisamente antico, cos come la costruzione dove era sito lappartamento, un palazzo fatiscente del XVIII secolo, costruito a Venezia. Quei giorni erano per Xavier un po avversi, era sempre di pessimo umore ma, daltronde, il suo carattere non era cos gioviale. Cera un netto contrasto tra la mentalit tecnica e quella sua, quella intima e segreta che soltanto lui conosceva, poich appariva spesso in modo alquanto lugubre e perch soleva vestire completamente di nero. Anche il suo cipiglio ispirava un senso di tristezza, a volte di orrore incipiente e proveniente da non si sapeva cosa: forse il vivere per lunghi anni in quella splendida citt, anche se cos decadente e pervasa da un senso prepotente di morte, ne aveva accentuato quelle caratteristiche che lo facevano rifuggire, o forse era il contrario, dalla gente. Quella sera, si era ormai verso la fine di dicembre, Xavier stava finendo di mettere a punto una nuova apparecchiatura che finalmente sembrava dovesse unire le peculiarit della sua persona, ovvero la genialit e il suo essere cupo: stava finendo di costruire un recettore di onde particolari, quelle emesse dalle forze invisibili dellocculto. Era composta, questa attrezzatura, da unantenna collegata ad una memoria ROM ripulita e riprogrammata secondo una tecnica personalissima di cui, ancora una volta, egli era stato linventore. Aveva appurato, infatti, che gli atomi dei semiconduttori conservavano il ricordo dei loro precedenti stati fisici e, maggiormente, lo facevano quelli appartenenti a tali memorie nel caso che, appunto, fossero state ripulite e riprogrammate; esse sviluppavano in tali condizioni, inspiegabilmente, una spiccata inclinazione alla conservazione dei ricordi delle loro polarizzazioni precedenti, divenendo cos quasi

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consapevoli di se stesse. La componentistica del congegno era poi completata dal collegamento ad un visore ad alta risoluzione, poich Xavier ipotizzava la ricezione di segnali molto deboli, non fosse altro per la precaria realizzazione dellantenna. Ormai, comunque, aveva finito lassemblaggio e cos decise di provare il tutto. Pensava che quella poteva essere la sera adatta, infatti lo scenario che vedeva fuori della sua finestra era tipicamente invernale ed oscuro; delle folate di vento stavano portando i primi fiocchi di neve sulle piccole banchine intorno al canale, sulle barche ancorate ad esse, sui pochi passanti che, infreddoliti, si avviavano verso casa per la cena mentre la fioca luce delle lampade dava un senso sconfortante a tutta la scena, e unimpressione di desolazione si stava rapidamente impadronendo di quellangolo di laguna, quasi che essa stesse facendo la prova generale per la conquista di tutta la citt. Ma, forse, tutto ci era gi avvenuto. Anche le luminarie del Natale sembravano soffrire quella serata ed in previsione di una nottata ancor pi lugubre si erano spente improvvisamente, per riaccendersi solo di tanto in tanto. Sembrava quasi che volessero sorvegliare gli elementi, sia naturali che soprannaturali, segnalando pericoli impalpabili e divenendo cos simili a dei catalizzatori dellocculto, almeno cos piaceva pensare a Xavier.

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Attiv il collegamento elettrico e, per lalto assorbimento di corrente richiesto dalla nuova apparecchiatura, la luce, gi tenue, si abbass ulteriormente. Non sapeva perch ricordasse in quei momenti dei brevi versi letti in qualche libro, chiss quanto tempo prima, e che recitavano pi o meno cos: Bisogna rimanere sul precipizio e morire di paura invisibile, stare sullorlo e sentire tutto quanto premere dallintorno, fino a schiacciarsi di nero. Gli sembrava avessero un senso misterioso, adatto a quella sera che si preannunciava strana, ignota. Guard lo schermo animarsi di figure strane, piccoli movimenti indecifrabili apparivano sotto forma di ombre senza volto, senza coerenza apparente; anche lattrezzatura che riceveva i segnali clandestini di informazioni riempiva ora la stanza di rumori evanescenti, a volte sognanti ma con macabri significati sottintesi, cupi e percepibili soltanto da una mente allenata al buio, quale Xavier credeva di avere. Egli infatti pens di capire questa sottile ambiguit insita nei suoni, ne percep il carattere ingannatorio e cerc di tenere i pensieri il pi possibile lontano dalla voglia di inseguire quelle immagini, che gli suggerivano spontaneamente emozioni attribuibili, chiss perch, alloppio. Guardava quelle figure muoversi in modo strano: sembravano roteare su un asse immaginario e variabile. Altre volte uscivano dal dominio di questo asse e fluttuavano libere, immerse in uno sfondo cupo che non facilitava certo la comprensione degli atti da loro eseguiti: il loro volto era ora percepibile ma ci avveniva assai raramente, Xavier ricordava di essersene accorto solo un paio di volte, sempre in modo vago e indecifrabile. Forse questi erano uomini con la barba o forse erano semplicemente degli anziani, comunque egli non era in grado di pronunciarsi sullidentit, almeno generica, di quegli spettri. Diede uno sguardo fuori dalla finestra e vide che infuriava quasi una tempesta di neve. I pochi passanti di prima erano scomparsi e la desolazione sembrava farla da padrona. Sent il suo umore calare, sent tutta la solitudine di questo mondo impadronirsi della sua anima. Sapeva che ci non poteva essergli stato portato dalle suggestioni delloltretomba perch egli era stato per tutta la vita un solitario, uno che si teneva i suoi dolori morali soltanto per s, tuttavia non capiva perch si sentisse cos proprio ora. Percepiva se stesso come un fallimento, un dolce fallimento denso, per, di solitudine armoniosa, perfettamente autosufficiente ma comunque destinato al fallimento. Gli restava difficile spiegare questo concetto, riconosceva che se avesse dovuto giustificare davanti a qualcuno la sua vita sarebbe stato da questi irrimediabilmente condannato; poteva solo dire, ma non a sua discolpa, che aveva perseguito un ideale di dolore, quale mezzo per accedere a conoscenze superiori, precluse se lui avesse svolto una vita emozionalmente normale. Ora si vedeva come un artista stanco, arrivato al termine della sua esistenza e che si alza dal tavolo di lavoro per fare lultima comparsa in scena, dopo aver composto lultima opera. Questi era invecchiato, sconfitto, infreddolito, tristemente solo, sicuro di aver lasciato il suo testamento morale nellultimo scritto, nellultima incisione della sua voce su una musica struggente, da lui stesso scritta. Xavier sentiva che gli elementi naturali lo stavano attendendo: il buio, il vento, la neve, il freddo. Sapeva di non essere quellartista che vedeva nella sua immaginazione, ma non riusciva a fare a meno di identificarvisi parossisticamente, di scivolare sempre pi in uno stato di torpore impercetti-

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bilmente sempre pi pesante. Ora si sentiva in dovere di uscire di casa, di immergersi nel buio e nella neve portata dal vento, di farsi aggredire dal freddo intenso che sembrava gi minacciarlo dal di l del vetro. Era in preda ad un sentimento di fine, invecchiato, sconfitto, immalinconito dai sentimenti e dal ricordo dellunica donna che lo aveva amato nella sua vita, che ora immaginava lo stesse salutando con un groppo in gola, con un triste addio. Non gli era mai capitato di scrivere versi e cos compose quasi per gioco, meccanicamente, la sua opera che per scherzosa, ma seriosa e rapita analogia, pensava essere lultima composizione di quel suo artista immaginario: disposto dentro noi e si lascia accarezzare, dolcemente, lultima cosa che ci tocca, lultima cosa che ci sfiora, lultima, ultima sensazione di s, e lei guarda. La neve, fall, fall, ricorda i dolori e sorrisi: tutte le case sommerse e le persone dentro abbracciate a se stesse, infreddolite, tu chiudi la valigia e devi partire, nel buio, nel gelo, nella solitudine. Ora tocca a te, solo a te... Lasci il foglio sul tavolo e, quasi ipnoticamente e comunque solo in parte padrone di s, usc di casa scendendo la rampa di piccoli gradini consunti dal tempo, trovandosi allaria aperta e pungente, silenziosa di Venezia. Ebbe la sensazione di essere fortemente ubriaco. II Il passeggiare gli risult assai strano. I pensieri passavano nella sua mente senza troppo sostarvi, non riusciva a scrollarsi di dosso quella sensazione di invito, come se qualcuno o qualcosa lavesse spinto ad uscire, a fare quella passeggiata strana e incomprensibile, solitaria. S, perch la citt era veramente solitaria; se non avesse avuto con s la prova di vivere nella sua epoca aveva infatti in tasca alcune chincaglierie elettroniche sarebbe facilmente caduto nel tranello di credere di essere nel XVIII secolo. Provava invece la sensazione che tutti gli spiriti antichi, vissuti in quellepoca, uscissero dalle loro dimore solo quella notte, o forse tutte le notti, e che andassero senza meta liberi di ricordare e di rivivere la loro vita. Xavier pensava ora, anzi ne aveva la certezza, che Venezia fosse rimasta sempre nel passato, in unaltra epoca e che non si sarebbe mai piegata al moderno: era una citt di spiriti, una specie di passaggio temporale rimasto miracolosamente, pericolosamente in piedi per chiss quale motivo. Respirava questa sensazione a pieni polmoni mentre osservava le abitazioni, tutte con le luci spente e apparentemente disabitate; nelle strade non vedeva nessuno, non udiva rumori e nemmeno nei canali riusciva a scorgere

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la presenza umana, tutte le barche erano ormeggiate e ricoperte da un ormai consistente velo di neve. Sentiva questultima ancora soffice sotto i suoi piedi, non si era ancora formato quello strato di ghiaccio che rende quella magica polvere bianca impura, volgare: tutto era ancora allo stato di magia e il vento, che pareva ben comprendere questo, aveva cessato di agitarsi, lasciando dietro di s una impalpabile nuvola di fiocchi, quasi fermi in aria. Xavier si sentiva minacciato. Non si reputava pi solo ma non riusciva a razionalizzare questo pensiero. Lo scenario non era assolutamente cambiato, per quelle immagini e suoni che aveva visto e sentito dentro la sua stanza gli ritornarono in mente, sembrarono esistergli intorno, talmente vicini da fargli udire la loro presenza densa di mistero e di fastidio. I suoi vestiti facevano contrasto con il candore intorno. Si scopr a divertirsi a lasciare impronte sulla neve il pi possibile deformi, era forse un innocuo passatempo per distrarsi e inconsciamente dare un segnale alle forze che sentiva stringersi intorno, di come volesse far perdere le sue tracce. Camminava spesso sul bordo del marciapiede e il canale, la laguna intera lo guardavano in modo felino, pronti per saltargli addosso e fargli abbandonare quel poco di ragione rimastogli. Ma Xavier non si arrendeva e rimaneva aggrappato ad una sensazione, ad una impressione di vitale che aveva in s, nascosta da qualche parte della coscienza: era un ultimo baluardo inconsapevole e che tale doveva restare, pena la piena comprensione e razionalizzazione della vicenda che avrebbe causato, conseguentemente, la dissoluzione di quel magico velo notturno. Lassalto, o quello che aveva la sensazione che fosse, gli venne portato

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subito dopo quei pensieri. Il Passato emerse da un punto imprecisato e in un colpo solo si sbarazz dellepoca moderna; tutto riprese ai ritmi del tempo andato spiazzando la sensibilit di Xavier che, in cuor suo, aveva sempre sperato in un incontro di questo tipo, se incontro poteva chiamarsi. Non aveva mai avuto idea di come difendersi, daltronde ora non sapeva bene se ci che stava vivendo era reale oppure soltanto una proiezione della sua mente, una estensione della Realt Virtuale che tanto aveva sperimentato, ampliato concettualmente e praticamente e che ora se fosse stato realmente cos poteva portarlo in territori a lui sconosciuti. Decise che doveva scontrarsi mentalmente con quelle potenze, perch quello era lunico modo che pensava gli consentisse di controbattere quel senso di vuoto che provava adesso, quella spossatezza che lo stava vincendo. I chiari messaggi di vita che mandava loro si scontravano potentemente con gli istinti di morte che gli salivano da dentro, che erano sempre esistiti in lui anche se non se ne era mai accorto. Immagini sempre pi violente di disfacimento si accavallavano velocemente e lo sommergevano, come le onde tempestose inghiottono il bagnasciuga, lasciandolo stordito a contemplare lo spettacolo di Venezia notturna, senza la minima traccia degli oggetti elettronici che la ponevano al passo del resto del mondo. La paura cominci a nascergli dentro e da allora non lo lasci pi. Tutto quanto sembrava essere pi solitario, se possibile, e il silenzio era diventato troppo irreale per non scatenare un ulteriore allarme nella psiche. Gli istinti erano sempre pi rivolti ad una fine che essi stessi ritenevano prossima, ignorando completamente quellultimo barlume di coscienza che era rimasto sempre l a suonare lallarme. Allimprovviso Xavier ebbe una sensazione di schiacciamento, come si prova quando ci si trova in mezzo alla folla scomposta, e si sent trascinato verso lacqua che attutiva, anzi assorbiva tutti i rumori, tutta la vitalit, tutto il moderno e la gaiezza che esso comporta. In breve comprese che il passato era emerso da l e proprio verso quel luogo egli era sospinto: era sullorlo del precipizio e lottava con tutte le sue forze, senza risvegliarsi dal torpore. Si guard per caso addosso: se i suoi vestiti erano neri ci poteva dirsi anche per le sue mani, sporche di unincredibile polvere scura ebbe a pensare che poteva essere carbone o qualcosa di simile che veniva da chiss dove. Pens, con un flash che folgor la sua mente, che quella era la polvere del tempo, del disfacimento, della putrefazione dei cadaveri e dellanima: era la polvere di tutti quegli esseri che gli stavano strisciando addosso e lo stavano spingendo verso il canale. Era, in altre parole, il Passato stesso. Lo scontro mentale era inutile, sterile, lo aveva gi perso. Rimase inorridito e in bilico per degli istanti lunghissimi di cui non seppe valutare la durata, sommerso comera da altre immagini dense di paesaggi spettrali, di terreni incolti, di uomini tristi e soli, disperati, di Venezia che sogghignava con un altro aspetto: laspetto di chi ha tolto la maschera e mostra il suo volto in disfacimento, reale, lontano dagli abbellimenti necessari per ingannare. Anche la resistenza finale di Xavier era sconfitta, loscuro che gi lo aveva stuzzicato nel passato gli aveva svelato tutti i suoi misteri, ma lo aveva fatto solo quando era diventato impossibile resistergli. Una valanga di putridume croll su quella figura in bilico tra il marciapiede e la laguna, mostrandogli le varie diversificazioni delle Potenze, mostrandogli i significati pi veri dellesistenza e con essa i dolori pi cupi della morte, come in fondo al suo cuore Xavier aveva sempre sperato di conoscere. Non fece neanche in tempo a suonare un dispositivo che aveva sempre con s, e che una volta attivato lo avrebbe reso localizzabile, poich esso

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generava delle onde radio recepibili da un grande elaboratore, responsabile della distribuzione e razionalizzazione dei ponti radio digitali: cadde in acqua e scomparve senza un lamento, senza essere visto, con la neve che continuava a cadere nel buio blandamente illuminato.

III Quando forzarono la porta del suo appartamento erano passati parecchi giorni dalla sua scomparsa. Il vicino di pianerottolo si era preoccupato non vedendolo pi, non sentendo pi neanche i rumori del ticchettio della tastiera. Trovarono la stanza come era stata lasciata da Xavier, con il foglio dove era stata scritta la sua unica ed ultima composizione posato sul tavolo, con tutte le apparecchiature ed elaboratori vari ancora accesi, compresa anche lultima creazione, quel recettore di onde che giustamente Xavier aveva previsto essere le frequenze su cui si muovevano gli spettri. Il suo vicino, dopo essersi ambientato quanto bastava, si accorse ed indic ai soccorritori, tra lincredulo e il divertito, il visore che mostrava tutte quelle forme cos bizzarre. Rimasero tutti sorpresi alla vista di quei movimenti cos incomprensibili. Ci che comunque il solerte compagno di pianerottolo ebbe paura di dire, anche a se stesso, era che per qualche istante gli sembr di aver riconosciuto le sembianze di Xavier in mezzo a quegli spettri; ne era tuttavia insicuro, poich tutto era cos poco nitido e talmente volubile che le figure potevano essere benissimo ombre cinesi. Egli aveva il dubbio, infatti, che quello fosse il risultato di un semplice programma simulatore di ombre cinesi, a cui Xavier stesso aveva dato un comando di casualit per far comparire alcuni tratti somatici del suo volto inseriti precedentemente. Spensero linterruttore generale dellappartamento, anche per far cessare quei suoni fastidiosi generati dal decodificatore di messaggi informativi clandestini, e chiusero la porta dietro di loro, ignari della sorte che era toccata allo scomparso.

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di 2x0 Non c garanzia. I produttori non assicurano nulla su tenuta, durata, prestazioni, neppure degli accessori. Nessun reclamo, per quanto accompagnato da estensivo corredo di prove e suffragato da numerose testimonianze, verr accolto. I rivenditori declinano ogni responsabilit, precedente, durante o successiva alla consegna. Il prodotto non gode di alcuna copertura assicurativa; eventuali graffi, abrasioni, fratture, piaghe da decubito, infezioni, ruggine, infiltrazioni, cedimenti strutturali non danno diritto ad alcun risarcimento, n in denaro n di altra natura. Casi di incuria, manomissione o dolo non verranno perseguiti a termini di legge; per contro, non sono ammesse restituzioni o sostituzioni per difetti di fabbricazione o guasti spontanei. Non si accettano permute. I produttori consigliano di seguire i consigli di utilizzo forniti nel pratico foglio illustrativo, e raccomandano la lettura del manuale distruzioni, originariamente stampato in oltre quattromila lingue e da tempo non pi disponibile; ma osservano che da questo non conseguir necessariamente un funzionamento pi stabile o pi efficace o migliore da qualsivoglia punto di vista. Esortano a conservare la bolla di consegna e la scheda identificativa del prodotto, per quanto non siano di alcuna utilit, oltre a dimostrare che il medesimo non detenuto abusivamente. Si complimentano infine per la scelta, se mai ne sia stata fatta una. Sarebbe infatti impossibile, ma piccole deroghe, pi formali che sostanziali, non intaccano lintegrit del complesso, come potrebbero? Per quanto imprevedibili, allettanti spiragli di porte socchiuse, pertugi di serrature la cui chiave si perduta per sempre, ferite mal rimarginate, cuciture lasche della tenda celeste, smagliature che ammiccano, e in trasparenza si indovina un chiarore, uno sfondo che non puoi toccare, ma l, quasi evidente. Lapparizione non pass inosservata. Eppure, come ogni mattina, il grande spiazzo era affollato di uomini daffari che andavano e venivano, accompagnati da un deferente stuolo di segretarie, assistenti, ambasciatori, diaconi. Alcuni conducevano dietro di s veri e propri cortei, folti di scimmie ammaestrate, buffoni, sbandieratori e saltimbanchi; altri passavano cupi, senza neppure alzare gli occhi, al riparo di monumentali guardie del corpo. Alle loro spalle ledificio spiccava, faraonico, contro il pallore del cielo. Migliaia di ritagli di vetro delle forme e misure pi diverse erano i suoi occhi noncuranti, occhi che dominavano la pianura, sorvegliavano i traffici e gli scambi, davano il loro tacito assenso agli accordi, ai soprusi, alle guerre lontane. Lungo i muri si materializzavano scene animate e iscrizioni in caratteri cubitali: massime di buona condotta, sani principi, citazioni di immobile e acquiescente antichit si alternavano a brevi esibizioni di pomate esilaranti, pillole per la serena evacuazione, digestivi cerebrali, ultraprotesi contro linvecchiamento cutaneo. Nessuno seppe dire, in seguito, se fosse scesa da uno di quegli autogetti che le grandi societ riservano ai dirigenti pi importanti, con autista, servit laureata, sauna, sarcofago chemiorilassante, gusci velocissimi che non conoscono ingorghi, incidenti, piogge, foschia, e sono fra i pi ambiti privilegi delle aristocrazie aziendali. Forse la videro quando il mezzo si era gi dileguato, forse aveva viaggiato con un trasporto personale, pi discreto, per non destare curiosit. Chi lavesse vista non dubitaCredo in un solo dio - di 2x0

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va della sua elevata posizione, bench non si notassero decorazioni, fasce o altre insegne del grado. Portava un abito grigio a righe di foggia maschile, che vestiva con ambigua eleganza il corpo magro e nervoso; le scarpe scure, di raffinata fattura, risuonavano secche e precise sul porfido dello spiazzo. I capelli biondi erano raccolti in una treccia che si avvolgeva sul capo, fermata da forcine doro alle cui estremit oscillavano piccoli teschi eburnei. Una ciocca, sfuggita allintreccio, scendeva libera a lato del viso, e questa ciocca era bianca. Il volto, serico e teso, del tutto privo di trucco, dimostrava meno di ventanni; ma lincisione degli zigomi, la piega severa che stringeva le labbra, gli occhi chiari come lame parlavano di giochi che prendono molte vite. Con la mano sinistra reggeva una borsa nocchiuta e lisa, reduce di mille battaglie; pelle di capra, secondo alcuni, che giuravano di averne sentito lodore acre, come se la concia e luso non fossero riusciti a cancellare il sentore di selvatico. Borchie correvano lungo i bordi, catenelle e lacci serravano le tasche esterne, e un numero imprecisato di ciondoli bizzarri, medaglie, piume, denti di belva erano cuciti ai lembi, pendevano legati ai brandelli degli strappi, dondolavano al ritmo del passo. Svan, infine, oltre la parata delle porte a vetri. Gli ulivi millenari cessano di stormire, le spighe si acquietano. Non successo niente. Non c niente da vedere. Circolare, forza, circolare. Oggi si riunir il consiglio di amministrazione. Chi lo dice? Nessuno. un presagio che gira per i corridoi, bussa alle porte dei gabinetti, soffia nelle orecchie alle segretarie fingendo di dire qualcosa e farfuglia a bella posta, poi ci sono i bene informati che gi dissertano di ordini del giorno, un sottofondo salmodiante appena percepibile tra gli ottoni e le grancasse della sinfonia societaria. Lattesa, dietro lapparenza distratta degli uscieri, malgrado gli sbadigli senza ritegno, febbrile, si propagata in fretta tra gli uffici, ha preso possesso delle rotative e degli impianti di aerazione, fin gi negli scantinati. Si mormora di delitti e di punizioni. Delitti commessi lass, fra i grandi, gli irraggiungibili, che il consiglio chiamato a giudicare. Storie per ingannare il tempo? Futilit diffuse ad arte dai soliti mestatori, fin troppo abili ad alimentare il disfattismo, la disaffezione, il malanimo? Perch la sola visibile certezza lo spiazzo dove si incrociano atomi carichi di clientele, contratti e azionariato, levidenza dei grafici sempre svettanti, la cavalcata dei titoli, il ticchettio degli orologi ai piani alti, le firme che regolano quantit, stabiliscono prezzi, conferiscono valore. Si mormora del direttore generale che la squadra di pulizie labbia trovato questa mattina, assiso sul suo trono di pelle nera e lucenti lamine metalliche, la testa appena reclinata da un lato, la calotta dargento che copre la tonsura, segno della dignit dirigenziale, appena scostata dal colpo che laveva inchiodato, ieratico eppure sorridente di un duplice sorriso, quello accomodante della bocca e quello osceno della ferita. Il pesante fermacarte di cristallo a forma di civetta era stato accuratamente ripulito e rimesso sulla scrivania; solo uno spigolo scheggiato testimoniava laccaduto. Si insinua che lassassino, amante e braccio armato della signora moglie dellucciso, si sia improvvisato carnefice su istigazione di lei, che intendeva vendicare la messa in liquidazione della sua compagnia prediletta, una graziosa societ di intermediazione che aveva cresciuto e svezzato con materno trasporto. Infine lancora pi incredibile epilogo del dramma, diffuso con dovizia Credo in un solo dio - di 2x0

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di varianti da lustrascarpe e facchini, non senza che avventurosi e probabilmente arbitrari rammendi abbiano colmato alla meglio le lacune: che entrambi, lamante e la signora, siano stati rinvenuti del tutto privi di calore e respiro, massacrati luno sullaltro dal signor figlio di lei con un affilato tagliacarte. Improvvidamente rientrato dal collegio doltremare dove simpratichiva in vacanze di capitali, cosmetica dei bilanci e altre scienze applicate, il giovane di belle speranze si era oltremodo irritato per lomicidio del padre, che rischiava di sottrargli molti appannaggi e opportunit di carriera. O almeno, cos la raccontano nelle cucine, tra scongiuri e invocazioni ai santi patrimoni. Altri, soprattutto gli inservienti lavandai, fantasticano di incesti dovuti ai noti e non infrequenti disguidi dellufficio anagrafe; di parricidi annunciati, inconsapevolmente commessi e infine svelati a reti unificate; alla strage compiuta da cinquanta agenti di cambio sugli sventurati che le avevano sposate per puro disinteresse. Ma tutto, in questa tarda mattinata, cos confuso, si dubita volentieri, quasi con sollievo, per tenere lontani i mastini. Si accettano le contraddizioni senza troppo discutere, come porte aperte da cui fuggire. La sala circolare dove si tiene il consiglio il vanto della corporazione dirigenziale, la gloria dei piani alti, il mito televisivo, altrimenti immaginario delle moltitudini. Alle pareti grandi affreschi raffiguranti scene di storia sacra: il conio del primo mirocredito dargento, nellumile fucina oggi visitata da migliaia di pellegrini reverenti; la carica dei burocrati a cavallo, alla cui testa si vede brillare la stilografica del primo amministratore delegato, durante la battaglia decisiva per il monopolio della torba; la strage dei consulenti globali, caduti nel coraggioso tentativo di evangelizzare lallora selvaggio settentrione; linvenzione miracolosa dello sviluppo progressivo permanente, che contrappone, sulla destra, lespressione saggia e lungimirante del dodicesimo direttore commerciale, fautore del progetto, alla meraviglia bambinesca di una torma di increduli, ammassati sulla sinistra, che indicano con latavico terrore dei primitivi le complicate formule ecopolitiche vergate sulla lavagna che domina la scena. Anche il grande tavolo al centro circolare; nove sono gli scranni dirigenziali, cui si aggiunge, pi grande e fastoso, quello riservato allamministratore delegato, che destinato a rimanere vuoto. Da generazioni infatti la carica non viene conferita a persona vivente, ma al pi meritevole tra i dirigenti trapassati, in modo che possano vegliare e consigliare con avvedutezza ancora maggiore, dal momento che sfogliano non soltanto i listini di quaggi ma anche quelli di l. Sospesa al di sopra del tavolo, una robusta struttura sorregge una corona di schermi, su cui scorrono i continui aggiornamenti delle quotazioni, espressi volta a volta da nude cifre, barre, torte, linee dentate. quasi mezzogiorno quando le nove porte della sala si spalancano, e i sommi burocrati, quattro uomini e cinque donne, si dirigono ai loro scranni. I vestiti cerimoniali sono impreziositi da ricami dargento lungo le maniche e sui baveri delle giacche, le camicie hanno bottoni dargento, uno dei quali ritualmente strappato in memoria della crisi dei papaveri, quando, in seguito al crollo delleconomia virtuale, il mirocredito scese ai minimi storici; sul petto e le spalle sono appuntate placche dargento con i principali marchi societari. Procediamo. Lordine del giorno?. Il consiglio di amministrazione si riunisce oggi in sessione giudiziale, Credo in un solo dio - di 2x0

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con lautorit e il potere di raddrizzare torti, dirimere liti, sanare guasti, imporre il rispetto di leggi, norme e regolamenti, affinch sviluppo e profitto procedano liberi e senza ostacoli con piena soddisfazione di tutti. Si faccia lelenco dei capi dimputazione. Il calo dei titoli preterintenzionali. Il fallimento di due nostre consociate del settore biochimico. La vendita sottocosto di quindicimila tonnellate di rifiuti alimentari. Lomicidio del nostro venerabile direttore generale. La conseguente morte della sua signora moglie e del nostro stimato responsabile delle risorse umane, amante di lei. Limputato? Ho qui la sua scheda personale. Leggo?. Solo lessenziale. alle nostre dipendenze da quindici anni. Nessuna nota di demerito. Nessuna nota di nessun genere. Svolge la mansione di lucidatore di maniglie. Bene. Le garanzie? Chiunque, senza discriminazione di sesso, razza, fede politica o religiosa, appartenenza a circoli sportivi o ricreativi o culturali, pu, qualora in possesso di prove a discarico dellimputato, presentarsi personalmente o inviare un messaggio elettronico autenticato entro i prossimi trenta secondi. Purch non sia risultato insolvente negli ultimi dieci anni a qualunque titolo e per qualunque somma, nel qual caso verr egli stesso sottoposto a giudizio e la sua testimonianza a favore considerata nulla. Sono passati i trenta secondi? In questo momento. Si proceda con la votazione. I presenti estraggono da un astuccio due biglie: la nera per la condanna, la bianca per lassoluzione. A turno, ciascuno posa una delle biglie nellapposito incavo davanti a s, dove una lieve pendenza la condurr nellincavo pi grande, al centro del grande tavolo. Colpevole. Colpevole. Colpevole. Colpevole. Quattro biglie nere hanno gi raggiunto lincavo centrale. Non manca che la quinta per sbrigare la procedura, emettere il verdetto e ordinare lesecuzione della condanna. Questione di un momento. Ma proprio mentre la quinta biglia nera viene deposta e inizia la sua lenta e inarrestabile discesa, una delle porte si socchiude, ed entra nella sala una giovane donna in grigio, con una borsa puzzolente e una ciocca bianca che scende lungo il viso sottile. Tutti sgranano gli occhi, impietriti per la sorpresa. La quinta biglia arriva a destinazione con un rumore secco che in quellattonito silenzio pare echeggiare come una fucilata. Lintrusa si avvicina al tavolo, conta le biglie, scrolla la testa, sbuffa. Il gesto, nella sostanza pi sbarazzino che irrispettoso, desta tuttavia lo sdegno dei sommi, che riprendendosi dallo sbalordimento rompono in un coro dissonante. Ma cosa... Ma chi... Ma da dove... La donna alza le braccia, con fastidio. Per favore. Cerchiamo di non perdere tempo, lo dico per voi. In primo luogo, inutile chiamare. Non verr nessuno. Poi, vedo dalle vostre facce che non avete idea del perch io sia qui. Quanta pazienza ci vuole, a volte. Credo in un solo dio - di 2x0

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E io ne ho cos poca. Una vecchia dalla pelle di pesca, una voluminosa massa di riccioli neri dai riflessi violetti, la giacca tesa a racchiudere le esclusive plasmosfere pulsanti, scatta in piedi, rabbiosa. Vattene immediatamente, ragazzina! Cosa credi, che stiamo giocando? Lo sai chi siamo? Lo sai? Ne hai mai sentito parlare, dal tuo tugurio di ufficio in periferia? Non voglio sentire altro, quella la porta. Va via, prima che ti prenda a schiaffi. La donna non replica, solo impallidisce leggermente. Per un attimo, la mano stringe con forza la maniglia della borsa. Va bene. A questo punto potrei andarmene davvero, e addio. Ma sono qui. Andr fino in fondo. Ho sempre cercato di essere discreta, ma non mi lasciate scelta, teste di legno che non siete altro. Tende la mano, il palmo rivolto in avanti. Il gesto fa brillare gli spessi anelli doro, su cui sono sbalzati serpenti, fregi geometrici, arabeschi sinuosi. I membri del consiglio si guardano lun laltro, eccitati e inquieti. E vedono. Vedono sugli schermi le quotazioni crollare, i grafici invertire la rotta, interrompere la marcia trionfale e precipitare irrimediabilmente, migliaia di miliardi di mirocrediti svanire senza tracce, economie e mercati spazzati via da una marea devastatrice, che infine, ritirandosi, non lascia altro che il liscio e sterile nulla. Si alzano, montano in piedi sugli scranni, piangendo cercano di abbracciare gli schermi, testimoni impassibili di un potere gi quasi cancellato. Poi anche gli schermi si spengono. Allora ricadono seduti, la testa fra le mani, chi in preda a singulti isterici, chi fissando il vuoto, gli occhi senza sentimento, chi nel vano tentativo di mettersi in contatto con avvocati, banchieri, fiduciari, soci sostenitori. Ma stato solo un momento. I collegamenti ora sono ripristinati, le informazioni fluiscono. Le transazioni riprendono, dapprima a ritmo rallentato, poi sempre pi vicine alla consueta frenesia. Limmenso corpo valutario, dopo il breve intervallo di un coma che pareva senza speranza, esce dallagonia, respira quasi normalmente, il polso batte con regolarit. Le merci si comprano, le anime si vendono, il denaro circola, riscattato, almeno momentaneamente, della sua nuda consistenza cartacea. Linganno della filigrana, delle firme, lipnosi delle cifre torna a funzionare. La donna in grigio passa in rassegna tutte quelle facce disfatte, alcune ancora rigate di lacrime. Sospira, rassegnata. Se solo vi vedeste. Se solo vi rendeste conto di quanto siate noiosi e prevedibili. Con le vostre manovre, gli intrallazzi, le carte truccate, gli imbrogli. Qualcuno vi ha mai chiesto di essere onesti? Non credo. Eravate liberi. Vi abbiamo insegnato a giocare, voi nemmeno ve lo ricordate. Regole e infrazioni, essere leali o tradire, scegliere lonore o ricorrere al raggiro; che importa? Non siete mai stati felici, in sogno forse, ma eravate vivi. E ora? Ve ne state seduti, a invecchiare e a tramare per il prezzo della lattuga, travestiti da spaventapasseri di lusso, cullandovi in questi rituali pretenziosi e strampalati, con lillusione di incutere rispetto. Vorreste essere importanti, e non vi riesce neppure di essere ridicoli. Credetemi, se fosse per noi ce ne saremmo gi andati da tempo; ma non dobbiamo, non possiamo. facile distrarsi, abbassare le palpebre e prender sonno; intanto, nella vostra scempiaggine, rischiate di compromettere qualcosa di pi dei vostri affari di bottegai. Vi lascer concludere la votazione; ma ricordate che tengo molto a questuomo, questo lucidatore di maniglie a cui volete far scontare le vostre sciocchezze. Il consiglio, annichilito, vota. Una dopo laltra, quattro biglie bianche si uniscono alle cinque nere gi raccolte nellincavo. La giovane depone la Credo in un solo dio - di 2x0

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borsa sul tavolo, rovista con energia fino a profondit insondabili, scioglie lacci, apre lucchetti. Finalmente ne cava una biglia bianca. Non avete niente in contrario se partecipo, vero? Non ne ho diritto? No, avete ragione. Non quel diritto che vi arrogate in virt dei coperchi di latta che portate con tanta pompa sopra le vostre zucche vuote. Ma devo, gi questo basterebbe. E poi, mi sempre piaciuto giocare a biglie. Che volete, siamo bambini. Magari lo foste anche voi. E con un guizzo improvviso lancia la biglia, che piomba nellincavo, spacca in mezzo una delle biglie nere, ne scheggia altre due, le altre schizzano via come proiettili. I membri del consiglio si sono rifugiati distinto dietro gli scranni, carponi, le calotte dargento rotolano a terra tintinnando, le tonsure luccicano di sudore. Ora le sorti sono pari. Secondo la legge questa unassoluzione, giusto? Mi auguro di non dover tornare per la ratifica, sapete com. Bene, ho finito, me ne torno a casa. Buon pomeriggio. Il rumore dei passi sfuma lentamente, di l dalla porta aperta. Tra le storie del nuovo mondo, una delle pi popolari riguarda luomo che costru il primo leviscafo. Non volle brevettare la sua rivoluzionaria invenzione. Non apr fabbriche per la produzione in serie, n societ per organizzarne lo sfruttamento commerciale. Insegn come costruirlo a chiunque lo desiderasse. Una notte senza luna i leviscafi si alzarono a migliaia, decine di migliaia, e abbandonarono il paese per sempre. Il geniale inventore guid la flotta attraverso le insidie della spirale galattica, fin dove le nubi di polvere si assottigliano, il cielo sgombro, non c pericolo di secche. Laggi le alte scogliere lasciano un varco, oltrepassato il quale si stendono lembi di terra buoni per piantare il grano, colline e boschi e montagne. E raccontano che questuomo, cui il nuovo mondo deve la sua fondazione, avesse trascorso quindici anni a lucidare maniglie, nel dedalo degli uffici centrali.

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I Curvo sul cadavere, lAlchimista stava dicendo: vero, senza ombra di dubbio alcuno, che il Sole e la Luna ti hanno concepito, e che il Vento ti ha portato in grembo, mentre la Terra ti ha nutrito Con uno sforzo il vecchio riusc a inserire lultimo ferro nel suo comodo alveo. Lapparato di sintesi ebbe un sussulto e sprigion leco del tuono, che percorse la vasca propagandosi dalla soluzione salina al corpo che vi era parzialmente immerso. Ci fu un tremito orgasmico, poi uno zampillo di sangue tinse il metallo di rosso. Gocce di rubino imperlarono le mani dellAlchimista mentre questi continuava a recitare la sua litania. Il padre di Tutto, il Telesma di tutto il mondo qui, la Sua potenza illuminata se viene convertita in terra LAlchimista prese dalla cintura un sacchetto, lo apr e lo capovolse sulla vasca uterina. Un pugno di sabbia, raccolta direttamente dai piedi del rogo, si rivers nella soluzione salina. Tu separerai la terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso, dolcemente, con gran cura La macchina sembrava sul punto di scoppiare: sussultava e tremava e produceva un rumore infernale. Lacqua prese a bollire. Dai condensatori scariche di luce si produssero lungo i legacci di metallo. Il cadavere, scosso da un nuovo fremito, espulse dalle ferite zampilli di a cura sangue torbido. A quel punto la celebrazione della liturgia era prossidella ma a un acme di intensit mistica. Ascendi dalla terra al cielo e ridiscendi alla terra raccogliendo le redazione forze delle cose tutte, superiori ed inferiori! Cristalli cominciarono a condensarsi nella vasca e a precipitare verso il fondo, mentre lacqua si andava via via schiarendo. Una nuova scossa, questa volta di intensit notevole, si scaric lungo i cavi fino al cadavere sospeso nella vasca. Nel ritrarsi dal fulmine, lAlchimista prov una fitta lancinante alla schiena. Pronunci le parole dellevocazione a denti stretti. Tu avrai con questo mezzo fatta la Gloria del mondo, epperci ogni oscurit uscir da te. la forza forte di ogni forza, perch vincer tutto ci che sottile e penetrer tutto quanto c di solido. Col metallo messo a regola darte, tempo di rinascere Sorgi alla Nuova Vita! E mentre il rituale si compiva, lurlo finale dellinvocazione al Trismegisto si confuse allurlo della resurrezione, che recava in s lo stupore attonito del vagito natale e la rabbia fino ad allora inespressa che si era accompagnata alla morte. Elementi non usuali fusi in una sintesi superiore. Per ultima, fu fatta la luce. Il cavaliere di ferro attraversava la lugubre distesa di morte che era stata teatro della battaglia. Il cielo di piombo aveva da poco pianto lacrime di rame. Resti di artiglieria, rottami di varia natura, pezzi di armatura, armi inservibili, membra mutilate e ossa scarnificate ornavano quel paesaggio di desolazione. La pioggia doveva aver posto fine
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alla battaglia: gli eserciti si erano ritirati come bestie feroci nelle tane rispettive quando il sangue dei caduti era ancora lungi dal dissetare il suolo. Ma non i corvi. Gli uccelli erano calati dal cielo sulle pozzanghere di fango e ruggine che stagnavano tra i relitti. Sulle rive di quei laghi di putredine avevano consumato il loro immondo banchetto. Con uno sbuffo di vapore, il cavaliere spinse il cavallo lungo un sentiero di morte. Crani spaccati, facce sudice cristallizzate nella smorfia del dolore, corpi scomposti di uomini e di bestie si riflettevano nella geometria parabolica della sua corazza, in un susseguirsi di visioni che parevano istantanee dellinferno. Un lugubre vento invernale si alz da est e prese a spazzare il campo abbandonato, sferzando le facce di pietra dei cadaveri, insinuandosi nelle ferite aperte nelle armature da fendenti di spada e proiettili di moschetti o archibugi. Negli stagni si disegnarono torbide increspature. Sabbia si sollev mista a croste di sangue rappreso. I corvi parvero intonare un nome. Forse tutti i nomi, Forse nessun nome in particolare. Un movimento delle nuvole grosse masse di grigio che galleggiavano sopra la devastazione apr un sipario sul tramonto. Il cielo esplose in unapoteosi magenta. Leco delle voci dei morti gli parl. Racconti macabri di una sofferenza senza eguali gli risuonarono nella mente. Un ricordo alieno lampeggi in fondo alla sua coscienza. Restava ancora molta strada da percorrere. Cloppete-cloppete-cloppete. Lavanzata del vendicatore proseguiva inesorabile, accompagnandosi al clangore metallico dei paramenti del destriero. Una falcata dopo

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a cura signori incontrastati della landa deserta. Incedendo tra i cadaveri scomposti, mentre rostri neri e maledetti si della dedicavano alla loro opera di ripulitura, il cavaliere ebbe il presentiredazione mento di tornare a casa. Lodore di morte che gli saliva alle narici era
solo pi vecchio di quello che lo aveva avvolto mentre scivolava nel sonno, mentre si concedeva alle tenebre eterne. No, non eterne. Nessuna cosa eterna. Escluso il Dolore. II Il rogo era pronto. Presto il fuoco sacro acceso da Padre Ortega avrebbe punito la blasfemia, strappando allempiet un nuovo, importantissimo fazzoletto di terra sul campo di battaglia del mondo umano. Il Male, nelle sue forme pi turpi e infami come in quelle pi ingannevoli, non sarebbe stato tollerato. Il Male, in tutte le sue forme, sarebbe stato sconfitto. La piazza era gremita. I contadini erano accorsi dalle campagne per assistere al fuoco inquisitionis. Gli urbani si erano riversati per le strade dalle loro case. Sui volti di tutti il terrore si fondeva allattesa. Qualcuno trovava il coraggio per accennare delle preghiere a fior di labbra. Sulla faccia di Padre Ortega una beatitudine pronta a sconfinare in estasi disegnava nei lineamenti un simulacro della collera divina. Padre Vargas si aggrapp al nome di Maria Santissima e trov il coraggio di sollevare gli occhi al volto della strega che attendeva la sua fine e, con essa, il castigo dei cieli. Un luridume innominabile macchiava la pelle della dannata. Il cranio rasato mostrava segni di ferite in
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laltra, una processione immersa nel gracchiare da incubo dei corvi,

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suppurazione, dello stesso tipo di quelle nascoste dagli stracci pidocchiosi che il Tribunale le aveva concesso per ammantare le sue ignobili nudit, in modo che alla sua opera di corruzione delle carni umane non fosse concesso nemmeno un ultimo spiraglio. E poi, percorrendo la sua figura costretta al palo da legacci sporchi di sangue, Padre Vargas per errore incroci il suo sguardo Lo sguardo della megera era stato ormai scaraventato nei pi cupi abissi della follia da otto giorni di infaticabile opera di inquisizione condotta da Padre Ortega e dai suoi validissimi collaboratori. Otto giorni, non era stato nemmeno troppo lungo come processo per strappare una confessione completa e definitiva dei suoi peccati. Ma un qualche sortilegio aveva condensato negli occhi della dannata la formula matematica per il passaggio al passato. Cos la mente di Padre Vargas scivol lungo il tempo, trascinato da una corrente sovrannaturale. Il rogo avvamp nella notte, rosso come metallo fuso. Una colonna di fumo si lev al cielo dal sagrato della Cattedrale ed esplose in una nube, oscurando le flebili stelle del sud. La danza delle fiamme si rincorse sui volti della gente: sguardi incerti testimoniavano il nervosismo dei cittadini accorsi per presenziare alla sentenza e al successivo auto-da-f, oscillando tra il rapimento del fervore mistico e una pi che legittima, atavica paura. I condannati erano tre giovani mestizos accusati di stregoneria. Una famiglia intera condannata al sermo generalis. Della fanciulla, conosceva il nome: Rosario. Dei gemelli, di cui Rosario si era presa cura dopo che la Peste aveva inghiottito entrambi i loro genitori, coprendo il ruolo di sorella e quello di madre, ignorava pure let. Sapeva solo quello che i suoi occhi gli suggerivano: erano giovanissimi, poco pi

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che bambini. A uno dei due gemelli era stata strappata la lingua, laltro recava i segni inconfondibili delle marchiature a fuoco. Durante il processo Padre Vargas era stato ammesso a presenziare ad alcune fasi, di certo le meno cruenti. Alla fanciulla non era stata risparmiata nessuna delle specialit dei supplizianti, tecniche antiche come luomo per dispensare sofferenza, dolore, paura, per somministrare dosi pi che ragionevoli di dubbio e mettere a nudo ogni peccato. Solo quando anche ai gemelli era stato fatto conoscere il ferro, Rosario aveva confessato. Padre Vargas non aveva potuto fare niente per nessuno di loro. E adesso voci innocenti, contratte in grida acute di dolore e spavento, raschiavano il cielo fumoso. La sorella maggiore si sforz di preservare il suo contegno e, tra le lacrime, li invit a pregare. Pater noster, Qui est in coelis Quando Padre Vargas si era recato dal vecchio Lamas, questi aveva ancora il volto sconvolto dalla sofferenza. Il vecchio era un costruttore di lenti, il maniscalco della citt. Aveva perso il resto della sua famiglia nello strascico dellonda nera che si era abbattuta sullEuropa. Rimasto solo, non gli era rimasto altro che i suoi libri, i suoi strumenti di precisione e le sue lenti. Quando Rosario si era presentata alla sua porta, non aveva esitato un solo attimo. Aveva offerto a lei un lavoro come domestica e ai gemelli il riparo di un tetto. Rosario, lunghi capelli corvini e carnagione baciata dal sole, aveva ricompensato il vecchio con la dedizione di una figlia, la figlia che al vecchio era stata strappata dal dilagare della Peste Nera. Padre Vargas era l per recare conforto. Ma negli occhi spenti del maniscalco, afflitti dal dolore immane di una seconda perdita, il barlume della speranza era bandito per sempre. III Padre Ortega, Magister Inquisitionis, Domenicano di Saragozza, devoto rappresentante di Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana e servo indegno del Signore Dio Onnipotente, spinto dal furore della Fede e guidato dallinflessibilit, stava dicendo:
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Il Signore furibondo! Quando unombra nera cal sulla piazza, davanti alla Cattedrale imponente. F u g a c e come unimpressione, lombra pass e scomparve. Padre Ortega cerc di non perdere il filo della sua predica. Il Signore furibondo con i Suoi figli, le creature della Sua opera a cura magistrale che adesso della Lo ripagano di tanta benevolenza col peccato. E il Signore tanto pi furioso di fronte ad ogni nuova manifestazione del peccato, perch redazione essa la prova che un altro passo stato compiuto sul sentiero della perdizione. E il Signore sa, come voi sapete, che quel sentiero ci porter alla catastrofe. Ancora lombra nera, questa volta un guizzo sui volti degli astanti, come se un angelo avesse fatto unimprovvisa irruzione sulla scena e avesse subito ripreso il volo. Padre Ortega si sforz di ignorare quella sensazione e ritorn alla sua orazione. E cosa troveranno i Suoi figli nella catastrofe? Solo dolore Dolore e disperazione. Per questo si rende necessaria unopera di prevenzione e intervento terreno, per arginare il dilagare del Male, per tenere vivo il monito del Signore. Perch il Male striscia in ogni cosa e insidia in ogni forma lagire umano, corrompendo anche le pi pure delle intenzioni. Padre Ortega fece una pausa per lasciare che il climax montasse tra i presenti. Quando uno degli investigatori delleresia, rigorosamente nascosto sotto un cappuccio nero, gli porse la torcia fiammante, si decise a concludere: E per questo si rende ora necessario questo fuoco purificatore, per mondare dal peccato questi tre figli peccatori che hanno preferito la via della perdizione a quella del rigore. La nostra unopera di estirpazione del male doverosa e infaticabile! Ma proprio in quellistante fece la sua comparsa sulla piazza una mostruosit partorita dal pi immondo degli incubi. Padre Ortega ri-

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mase pietrificato a met del gesto che avrebbe portato la torcia al contatto con la pira. La condannata, ancora una fanciulla, stavolta processata in solitudine, non si accorse nemmeno di quanto si andava compiendo attorno a lei. I presenti si volsero verso il punto fissato dal Magister e videro un cavaliere nero stagliarsi contro il cielo torbido di novembre. Padre Vargas ebbe un sussulto e scivol ancora una volta nel passato. La Cattedrale, dopo i vespri, restava in genere immersa in un silenzio tanto sacro quanto rarefatto. Quella sera la messa era stata celebrata da Padre Ortega in persona, Magister Inquisitionis che aveva appena concluso un processo di eresia che aveva visto tutti gli imputati, una donna e due uomini, condannati per stregoneria e peccati contro la natura. Padre Ortega, quella sera, aveva deciso di concedere il conforto di una messa alla sua anima e della carne fresca per il suo corpo. E cos si era attardato nella sacrestia con il chierichetto della messa. Quella sera, la Cattedrale veniva percorsa dai gemiti del Padre in comunione, quando Rosario percorse lenorme, fredda navata deserta in cerca di uno dei suoi fratelli, attardatosi senza spiegazione. La scoperta delle ragioni di quel ritardo le aveva strappato un urlo. La vista del fratello inginocchiato davanti a Padre Ortega sfidava ogni possibilit di comprensione per la sua mente cristiana. Ma non per la mente

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a cura della del Magister, che aveva subito trovato una punizione per quellinvasio- redazione
ne della sua intimit. Dal confessionale, Padre Vargas, nascosto nellombra, aveva assistito inerme alla catastrofe. In quel momento si era compiuto il futuro di Rosario e dei suoi due fratelli, rei del peccato altrui. Il cavallo aveva denti di acciaio e schiumava dalla bocca mostruosa un liquido denso e nero. Dalle sue narici un vapore miasmatico eruttava al cielo. Le zampe erano blocchi di granito piantati sul selciato. Era in tutto e per tutto il prodigio di una mente contorta, al punto che vedendolo nessuno avrebbe potuto credere ai suoi occhi. Ma quello che pi di ogni altra cosa pareva sfidare le capacit di comprensione delluomo era il cavaliere che si ergeva fiero e possente sulla sella, unombra nera percorsa da guizzi metallici. In quel nero senza forma, la carne sembrava continuare direttamente nel metallo che la compenetrava, che la possedeva e la rendeva immortale. Quando la furia del cavaliere si abbatt sulla piazza i presenti poterono solo guardare senza capire. Gli indagatori delleresia caddero al suolo sotto i fendenti dellacciaio, cappucci neri a coprire le loro grottesche smorfie di dolore. Il cavaliere strapp la strega al rogo e rest a fronteggiare il Magister, ancora pietrificato in un gesto eterno.
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Chi sei tu? trov il coraggio di chiedere Padre Ortega. Il cavaliere non rispose. Non ve nera bisogno. Lazione parl per lui quando la sua mano regal il conforto delle fiamme a Padre Ortega. Il Magister si dimen, cerc laiuto dei fedeli ma nessuno si fece avanti. Un abisso di compassione lo separava dallintervento della folla che aveva arringato fino a pochi minuti prima. Un abisso di indifferenza lo condannava ora a una purificazione solitaria, intrisa dellodore della sua carne bruciata. Mentre il cavaliere tirava la fanciulla sulla sella, qualcuno dei presenti credette di vedere il suo volto mutare in quello di Rosario, la ragazza del maniscalco che solo qualche settimana prima era stata consegnata al battesimo delle fiamme. Ma il movimento del cavallo non diede loro il tempo di mettere a fuoco quella percezione. Padre Vargas assistette immobile al truce spettacolo. Come pietrificate, le sue gambe non volevano saperne di schiodarlo di l. Riprendendo la sua cavalcata, il cavaliere lo invest in una furia di zampe nere e sospiri di vapore bollente. Il corpo del prelato fin calpestato sotto gli zoccoli dacciaio del cavallo da incubo, mentre sul rogo le fiamme divoravano le carni ormai inerti di Padre Ortega. Nessuno fece caso al maa cura niscalco, il vecchio Lamas, che si defilava dalla piazza. della Erano tutti intenti a guardaredazione re lepilogo di quellincubo inghiottire lo straniero e la sua preda. Alla fine della strada, le loro ombre si dissolsero in un tramonto di metallo rovente.

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Amarilli Arenosto

Amarilli Arenosto una fine Titolo delpittrice che risiede nella Tosca- l o p e r a : na pi profonda e agreste. Che cosa centra col Connet- Veggente tivismo? Provate a scrutare fino in fondo i suoi quadri, quelli che abbiamo inserito qui sotto, e vi accorgerete di un senso mistico ma non passato, addirittura futuro. Vi accorgerete di una trascendenza che cerchiamo

perennemente attraverso le maglie di una tecnologia artificiale, ancora in fase emulativa di quella naturale. Quel potente senso di sole e di calore che sinterseca col buio e col gelo tutto fissato in queste tavole, e provate a scandirle pensando di avere addosso degli ausili genetici... (Zoon) Connettiamoci ora allartista...

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Veggente: Volevo rendere latmosfera di silenzio interiore e di bilanciamento, necessaria alla ricezione di quelle percezioni sottili che quando sono consapevoli fanno di una persona una veggente. Gli occhi chiusi, la figura che sfugge dallinquadratura, il cristallo nel quale si centra lattenzione, la tazza (per me sinonimo di quieto raccoglimento, di quando si assapora qualcosa che piace), la finestra con panorama sfocato/grigioblu ma pacifico, sono Titolo deli dettagli che ho usato per ren- l o p e r a : Launeddas dere questa atmosfera.

Launeddas: Lo strumento pi affascinante che io conosca, il cui suono mi incanta e mi fa nascere delle sensazioni inspiegabili razionalmente, come se mi proiettasse in un passato conosciuto ma dimenticato non so quando, il cui ricordo non riesce a riaffiorare alla memoria consapevole, ma scatena una nostalgia viscerale. Trovo un nesso tra certe musiche sarde (per launeddas) e quelle pi conosciute celtiche. Per questo c un accenno celtico nel disegno (luomo che suona con treccione celtico).

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Francesco DIsa

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Poe nasce a Boston il 19 gennaio 1809 da due attori itineranti. Quando ancora egli era piccolissimo, 2 anni, la madre muore di tisi e il padre scompare. Di lui si prende immediatamente cura un commerciante scozzese di Richmond, John Allan, assieme alla m o g l i e F r a n c e s K e e l i n g Valentine, cui lo scrittore rimarr per sempre legato affettivamente. Nel 1815 gli Allan si trasferiscono in Inghilterra, dove il piccolo Edgar inizia gli studi, che poi proseguir anche al rientro negli Stati Uniti, iscrivendosi allUniversit della Virginia, dove studia lingue antiche e moderne. Ben presto, nonostante i buonissimi voti, viene espulso dallUniversit per i suoi eccessi alcolici e per i suoi debiti di gioco. In contrasto con il patrigno al compimento dei 18 anni decide di andarsene da casa e si trasferisce a Boston, dove pubblica a sue spese Tamerlano ed altre poesie. Quasi subito Poe decide di arruolarsi nellartiglieria federale e vi rimane fino al 1829, interrompendo e congedandosi per andare a Richmond per la morte della signora Allan. Alla fine dello stesso anno si trasferisce da una parente a Baltimora, Maria Clemm, una zia paterna, e qui ha modo di pubblicare Al Aaraaf, Tamerlane and Minor Poems. Nel 1830 decide nuova-

Edgar Allan Poe La vita e le opere

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Nel 1815 gli Allan si trasferiscono in Inghilterra, dove il piccolo Edgar inizia gli studi, che poi prose guir anche al rientro negli Stati Uniti, iscrivendosi allUniversit della Virginia, dove studia lingue antiche e moderne.

mente di intraprendere la vita militare iscrivendosi allAccademia di West Point, da dove per sar ben presto espulso per la sua incapacit di adattarsi alla rigida disciplina da esercito. Nel 1831 a New York, dove pubblica Poems, la sua terza raccolta di poesie. Ritorna presto a Baltimora. Su The Courier, giornale locale pubblica i suoi primi cinque racconti: Metzengerstein, The Duc of lOmelette (Il D u c a dellOmelette), A Tale of Jerusalem (Racconto di Gerusalemme), A decided Loss (Una perdita decisa), The Bargain Lost (Laffare perso). Nel 1833, con il racconto M.S. Found in a Bottle (Manoscritto trovato in una bottiglia), pubblicato sul Baltimora Saturday Visiter, vince un premio di cento dollari. Nel frattempo inizia a lavorare come giornalista nella redazione del Southern Literary Messenger, dove, dopo un paio danni, viene promosso vicedirettore. Muore John Allan, senza menzionare Edgar nel testamento. Il 22 settembre 1836 sposa a Richmond la cugina Virginia Clemm, figlia quattordicenne di Maria Clemm. Nel 1838 pubblica La storia di Arthur Gordon Pym, suo primo ed unico romanzo, che per non ha successo. Lanno successivo a Filadelfia pubblica una raccolta di tutti i suoi racconti, dal titolo Racconti del

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grottesco e dellarabesco. Qui trasferitosi trova lavoro presso la redazione del Gentlemans Magazine, e sue notevoli capacit di giornalista portano il giornale ad aumentare vertiginosamente la tiratura. Si fa stimare sia come scrittore di racconti che come critico letterario, ma i rapporti con il direttore si fanno via via sempre pi critici e Poe decide di andarsene e fondare un giornale tutto suo. Raccoglie i fondi necessari e parte con The Stylus, cos aveva chiamato il suo giornale. Lesperienza dura un paio di anni e le cose non vanno come aveva sperato. Riesce comunque a pubblicare vari racconti tra cui The fall of the House of Usher, William Wilson e Ligeia. Tra alti e bassi arriva al 1841, diventando redattore del Grahams Magazine e pubblica I delitti della Rue Morgue e subito dopo inizia il periodo pi tremendo di tutta la sua vita. La moglie si ammala gravemente e lo scrittore, senza i mezzi per farla curare, inizia a bere e si d alluso del laudano. Tuttavia scrive alcuni dei suoi racconti pi belli e significativi, come The Pit and the

Edgar Allan Poe

Viene ricoverato al Washington Hospital ma ormai non c pi nulla da fare. Muore di delirium tremens alle cinque del mattino del 7 ottobre.

Pendulum (Il pozzo e il pendolo), The Oval Portrait (Il ritratto ovale), The Tell-Tale Heart (Il cuore rilevatore), The gold Bug (Lo scarabeo doro) e The Black Cat (Il gatto nero). Nel 1844 di nuovo a New York. Nel 1845 pubblica sulla rivista The Evening Mirror la sua ode pi famosa The Raven (Il corvo), con la quale ottiene finalmente il successo che inseguiva da tutta la vita. Arriva nel 1846 a pubblicare il saggio Philosophy of Composition. Ma per una serie di circostanze il suo periodo di successo non dura a lungo. Infatti si ritrova di nuovo indebitato a causa del gioco e ricomincia a bere smodatamente. Nel 1847 la moglie muore di tubercolosi, e da questo momento in poi, Poe cede ad uno stato di prostrazione e di disperazione assoluta da cui non uscir mai pi. Pubblicher solamente il poema in prosa Eureka. Il 3 ottobre 1849 viene trovato in una locanda a Baltimora, incosciente. Viene ricoverato al Washington Hospital ma ormai non c pi nulla da fare. Muore di delirium tremens alle cinque del mattino del 7 ottobre.

AI POSTERI
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Segnalazioni Connettiviste
HSF di Marco Milani
lavoro. Ora, nella mia immagine mentale di unopera, e in particolar modo della carriera di un artista, mimmagino che la sua seconda uscita debba essere una conferma ma anche un profondo sentiero su cui lautore deve incamminarsi; in altre parole, se con il primo lavoro si pu anche giochicchiare a fare il bravo, la seconda volta bisogna davvero dimostrarlo, senza tuttavia perdere nessuna delle qualit positive che ti hanno fatto notare. E Milani cammina in pieno su questo solco: appare maturo, e potente. Certo, alcuni passi delle sue descrizioni sembrano - solo a volte leggermente prolissi, ma pu essere una scelta dellautore quella di perdersi in barocchismi appena accennati; i dialoghi, invece, sono sempre ben calibrati, sempre asciutti e della lunghezza giusta per trasmettere credibilit al lettore. Dellelenco dei racconti che compongono HSF vorrei citare ancora La casa vicino a Firenze (mirabile atto damore verso H. P. Lovecraft) e Tanti auguri, una folle corse nei meandri di universi paralleli a volte a noi visibili, densi di ombre e presenze inquietanti, nel puro stile che il Connettivismo esige e a cui Milani ha aderito, essendone un membro fondatore. Il canto della sirena , invece, un puro gioco di cinismo degno del miglior Tarantino, e chiss che dallimmagine suggerita nel romanzo il maestro americano non tiri fuori qualcosa degno del suo nome? Ecco, a questo punto, attendiamo la terza fatica. E sappiamo che potr essere un gran libro. Pi di questo qui che gi splendido.
HSF di Marco Milani 13 racconti horror e fantahorror Prospettiva Editrice Il Foglio Noir ISBN 88-7418-328-3 Euro 8,00 (acquistabile nelle migliori librerie e su www.internetbookshop.it)

INTERAZIONI

Marco Milani ha pubblicato un altro libro. Unaltra antologia di suoi racconti horror e neri in genere, 13 per la precisione, che in qualche modo si riallacciano a quelli contenuti in Sognando e dintorni, la sua opera prima. Va detto, subito, che non ci sono soltanto racconti dentro questa raccolta come quelli apparsi in Sognando e dintorni; a piccole perle come Chi ha paura del gatto nero, o come il fumatore o ancora Ho visto una nuvola che somigliava allala di un angelo, ovvero novelle nere intrise del classico stile disincantato di Marco, scorrevoli e leggere ma efficaci, si affiancano altre robuste storie, su cui mi sento di mettere in prima linea In nomine Patris, lapertura del libro. Qui sembra di ingranare unaltra marcia: tutto ben descritto, come sempre; tutto plausibile e facilmente comprensibile, eppure i dettagli si fanno pi importanti, si dotano di unaurea granitica tale da far capire che Marco, con questa sua seconda fatica, vuole salire di professionalit e bravura, nel mentre che illustra la vera storia della conquista americana da parte dei cattolicissimi Spagnoli. E ci riesce. E cos si nota che questo libro davvero il suo secondo

a cura della redazione

Va detto, subito, che non ci sono soltanto racconti dentro questa raccolta come quelli a pparsi in Sognando e dintorni.

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Segnalazioni Connettiviste
Il nuovo F a n t a scienza. com
le pi illustri onorificenze della fantascienza. Dopo la normalizzazione della Nord (che, assorbita nel gruppo Longanesi, ha visto marginalizzarsi il suo orientamento verso la fantascienza a favore di generi dalla maggiore appetibilit commerciale, come laction thriller e il fantasy) e la soppressione di Solaria (collana per edicola e librerie sfornata un po di tempo fa da Fanucci e poi cancellata), Odissea viene a colmare un vuoto. Qualit sembra essere la parola dordine sulla quale i tipi di Delos puntano tutto: sia per quanto riguarda la veste grafica, accattivante, sobria ed elegante al contempo, sia per i contenuti, con romanzi brevi vincitori di Premi Hugo e Nebula. I libri, oltre che nelle migliori librerie dItalia, sono acquistabili anche sul Delos Store (www.delosstore.it) e su IBS (www.internetbookshop.it). Adesso, non ci resta che attendere lapparizione dei primi nomi italiani nella lista dei titoli. Nellattesa, agli amici di Delos vanno i nostri pi sinceri auguri per un avvenire radioso e ricco di soddisfazioni. Se lavoreranno come sono abituati a fare, la fantascienza italiana gliene sar grata.

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Alla fine, come annunciato nella scorsa primavera, la transizione si compiuta. Delos e il Corriere della Fantascienza, le due gloriose testate del network Delos che da anni nutrono le armate virtuali degli appassionati di fantascienza, si sono unite in unico magazine, la versione 2006 di Fantascienza.com (http:// www.fantascienza.com/magazine/ home/). Il rinnovamento della grafica e la riorganizzazione dei contenuti sono state le linee guida di questo rinnovamento, finalizzato al guadagno di una pi facile navigazione e a una maggiore fruibilit dei contenuti. Dopo un anno, quindi, ecco tornare gli approfondimenti di Delos, accanto alla consueta messe di news e recensioni che in questi mesi ha continuato a sfornare, a un ritmo crescente, il Corriere. Nel primo aggiornamento, datato 17 ottobre, lEditoriale di Silvio Sosio, Grande Antico e Sommo Artefice della Rinascita, ci illustra le ragioni che hanno portato a questa scelta e le principali conseguenze della sua attuazione. Lo Speciale Firefly Serenity punta lobiettivo sullesordio cinematografico di Joss Whedon, con un film tratto dalla sua serie TV, mentre Marco Spagnoli intervista regista e sceneggiatore de Lesorcismo di Emily Rose, una piacevole sorpresa di questo finale di stagione cinematografica. Salvatore Proietti approfondisce un suo saggio sul cyberpunk gi apparso sulle pagine di Intercom, mentre Pino Cottogni intervista Giampietro Stocco, autore emergente specializzato in storie alternative dimpronta nera E, per finire, parlando di Delos non poteva mancare la narrativa. Per celebrare il ritorno on line, la testata si affida al canadese Douglas Smith con Verso lilluminazione, vincitore della penultima edizione del Premio Aurora. Questo e molto altro, potrete trovarlo su Fantascienza.com, il pi grande portale di genere in Italia, un pianeta su cui potr capitarvi di incontrare pi di una firma del connettivismo Odissea: nuovi viaggi per la fantascienza Lattivit della Delos Books infaticabile. Lo dimostra il suo approdo sugli scaffali delle librerie con una nuova collana di fantascienza curata da Gianfranco Viviani, storico fondatore e direttore della Nord, per anni la maggiore casa editrice italiana orientata al settore. Il nome della collana, Odissea, gi programmatico e i primi quattro titoli presentano al pubblico italiano autori di indiscutibile valore: I Simulacri di Vernor Vinge, Mendicanti in Spagna di Nancy Kress, Dramma nelle Terrefonde di Harry Turtledove e LEra del Flagello di Walter Jon Williams, tutti insigniti del-

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Link utili Centri connettivi: Il connettivismo nato on line! Vieni a trovarci sui nostri blog e sul portale della letteratura Domist.net: Cybergoth (http://cybergoth.splinder.com) Domist (http://www.domist.net) Uno Strano Attrattore (http://junction.splinder.com) Altri posti da vedere: http://www.cieloprovvisorio.net http://www.carmillaonline.com http://continuum.altervista.com I nostri ringraziamenti vanhttp://www.ctrl-alt-canc.blogspot.com/ no al ClubGhost (http:// http://www.cut-up.net/cms/ www.clubghost.it) a cui va il http://www.disinformazione.it/ merito di averci stampato in dihttp://www.fantascienza.com/ gitale questo libercolo. http://www.horrormagazine.it/ http://www.latelanera.com/ http://www.kipple.it/ http://www.kultvirtualpress.com http://www.othersider.com/ http://www.neural.it/ http://www.cbh.splinder.com/ http://paesedottobre.splinder.com/ http://marsilioblack.splinder.com/ http://inatreb.altervista.org/ http://www.cartaigienicaweb.it http://www.filmhorror.com http://cybercity.splinder.com http://acrida.splinder.com http://www.eymerich.com http://www.gizart.com http://www.artoutofline.com Ringraziamo, altres, lo Studio http://www.danielecascone.com Cagliostro, per la sua compehttp://www.ritualtheclub.com tenza grafica, che si riversahttp://www.minushabens.com ta positivamente su questo Siti dautore numero. http://blog.wired.com/sterling/ http://www.joerlansdale.com/ http://www.philipkdick.com/ http://www.hyperarts.com/pynchon/ http://www.williamgibsonbooks.com/ blog/blog.asp http://www.fieldsofthenephilim.co.uk http://www.velvetacidchrist.com/blueprint.htm

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