Metodologie
di insegnamento linguistico:
un percorso diacronico
Teoria, approccio, metodo
• Teoria: modo di interpretare un insieme di dati basandosi su una
generalizzazione. Funzioni fondamentali: a) organizzare in modo
sistematico dati derivati dall’esperienza; b) consentire di operare
generalizzazioni partendo dai dati dell’esperienza; c) guidare la
previsione di altri fenomeni
• Approccio:complesso ideologico generale nel quale possono
svilupparsi uno o più metodi
• Metodo: traduzione dell’approccio in: a) modello operativo per il
lavoro degli allievi sui materiali raccolti; b) modalità di presentazione
dei contenuti in un percorso di educazione linguistica; c) strategia
didattica che armonizzi obiettivi didattici, ritmi di apprendimento e
struttura della lingua oggetto di insegnamento.
Approccio formale
Comprende:
1. Metodo traduttivo-grammaticale
2. Metodo della lettura
Approccio formale: metodo
traduttivo grammaticale
1. Metodo traduttivo-grammaticale:
- Modellato sull’insegnamento del latino nel mondo antico, si suddivide in tre
sottospecie:
a) Metodo traduttivo-grammaticale sintetico: l’apprendimento avviene per
deduzione e per sintesi (traduzione di materiali scelti da cui si desumono
le regole)
b) Metodo traduttivo-grammaticale analitico: l’apprendimento avviene per
induzione e analisi (testo letterario integrale da tradurre, analizzare e
spiegare)
c) Metodo traduttivo-grammaticale storico-genetico: continuo confronto
fonetico, morfologico e sintattico tra lm, ls e lingue antiche
Approccio formale: metodo
traduttivo grammaticale (segue)
Cause del successo del metodo:
1. Ragione intrinseca (è naturale trasferire i meccanismi noti della
lingua materna ad una nuova lingua di apprendimento)
2. Ragione storico-culturale: in passato l’obiettivo che muoveva ad
imparare una nuova lingua era quello di accostarsi alle grandi
opere letterarie nella loro forma originaria
Critiche mosse al metodo:
3. Prevalente (o esclusivo) rilievo alla lingua scritta
4. Mancata selezione dei materiali
5. Mancata selezione del lessico
6. Punta in toto sull’esercizio di traduzione, che non garantisce
l’apprendimento della lingua
Approccio funzionale
e approccio strutturalistico
Includono tutti i metodi subordinati all’obiettivo di portare lo
studente a contatto diretto con la lingua parlata,
ovvero:
a) Metodi diretti
b) Metodo intensivo
c) Metodo audio-orale
d) Metodi audio-visivi
Metodi diretti
• Basati sul contatto diretto e operativo con la lingua di studio senza il
ricorso alla lingua madre e senza intermediazione teorica. Includono:
a) Metodo Berlitz 1. uso costante della ls senza riferimenti alla lm
dell’allievo; 2. preminenza della lingua parlata rispetto alla scritta; 3.
lessico presentato in frasi; 4. ricorso a tecniche ostensive (ricostruire i
significati mostrando gli oggetti e presentare la grammatica tramite
illustrazioni visive); 5. rifiuto del confronto con la tradizione e tra l1 e l2
b) Metodi intuitivi: 1. conoscenza pratica della lingua; 2. rifiuto assoluto della
grammatica; 3. rifiuto assoluto della lm
c) Metodo diretto eclettico: 1. attenzione agli aspetti fonologici; 2. selezione
e graduazione dei materiali secondo la frequenza d’uso; 3. reintroduzione
della grammatica
d) Metodi di semplificazione (Basic English e metodo diretto graduato):
limitazione e selezione dei materiali per garantire un apprendimento
rapido degli elementi basilari di una lingua
RUOLO DELLA GRAMMATICA: inesistente
Metodo audio-orale (audio-lingual)
• Origini: lo strutturalismo di Bloomfield (linguaggio:
meccanismo stimolo-risposta)
• Testo di riferimento: Outline guide for the practical
study of foreign languages (1942). Punti cardine:
1. Preminenza lingua parlata su lingua scritta;
2. Natura mimetica dell’apprendimento linguistico;
3. Diversità strutturale delle lingue, dunque impossibilità
di creare un modello unico di insegnamento;
4. Linguistica= costruzione tassonomica (Lingua: insieme
di elementi discreti da mettere insieme come
costruzioni)
Metodo audio-orale (segue)
• Allo studio delle regole si sostituisce l’apprendimento meccanico di
frasi-modello (patterns) che realizzano certi meccanismi
grammaticali
• L’apprendimento avviene attraverso la pratica strutturale (pattern
practice: imitazione, memorizzazione e generalizzazione delle
strutture)
“Il controllo della lingua non è questione di conoscenza (…) Il
controllo della lingua è questione di pratica (…) E’ utile sapere come
questa funziona, però questa conoscenza non serve finchè non si
siano praticate le forme linguistiche ripetutamente e non si possa
parlare rapidamente senza difficoltà”.
Metodo audio-orale (segue)
• Preminenza assegnata alla lingua parlata
• Grammatica della lingua: va appresa tramite il contatto diretto con
la lingua stessa e senza la mediazione di uno studio formale
• Compito del docente:selezionare e graduare il materiale dal più
semplice al più complesso
• Introduzione dell’analisi contrastiva dei materiali: “I materiali più
efficienti nascono dall’analisi scientifica della lingua da imparare,
accuratamente condotta insieme ad una analisi descrittiva parallela
della lingua madre del discente”(Fries).
Metodo audio-orale (segue)
• Successo di questo metodo: legato alla sua commistione con le
teorie di comportamentismo psicologico (behaviorismo)
• Principale sostenitore della lingua come comportamento: Skinner
(parla di comportamento verbale evitando addirittura di usare i
termini lingua, linguista, lingua parlata)
• Critiche al metodo audioorale: Chomsky (1959): 1. le scoperte fatte
in laboratorio su organismi inferiori e applicate al comportamento
verbale umano non hanno fondamento che le giustifichi; 2. se prese
singolarmente, le definizioni di Skinner non riguardano quasi mai
aspetti o contenuti linguistici; 3. limite di Skinner: eccessiva
attenzione al comportamento esterno
• Conoscenza linguistica: deve svilupparsi lentamente attraverso la
ripetizione e l’addestramento. Comportamento linguistico: non
regolarità e abitudini, ma innovazione e creatività.
Metodo audio-orale (segue)
Osservazioni:
RUOLO DELLA GRAMMATICA: funzionale
al processo comunicativo (se serve a
comunicare più efficacemente la si
include, altrimenti no)
Metodi audiovisivi
• Uso sistematico e coordinato degli stimoli di natura sia visiva che
acustica per consentire lo sviluppo delle facoltà globali di
percezione, discriminazione auditiva e fonazione senza ricorrere
alla lm.
• Origini: il metodo TAVOR (Teacher’s audio-visual oral aids) creato
per l’insegnamento ai militari del Comando supremo delle forze
armate della NATO in Europa (S.H.A.P.E.)
• Obiettivo: condurre l’allievo a ricavare un significato finale
complessivo risultante dalla somma dei significati veicolati dal
codice sonoro e dal codice visivo (ovvero dalla situazione extra-
linguistica)
• Importante: evitare ogni significante della l1 che possa essere di
disturbo alla comprensione del messaggio visivo-sonoro della l2.
Metodi audiovisivi (Segue)
Principi e caratteristiche:
• Priorità della lingua orale sulla scritta;
• Insegnamento della lingua in un contesto situazionale (punto di
partenza: quasi sempre un dialogo)
RUOLO DELLA GRAMMATICA: assai limitato (quando non inesistente)
Approccio comunicativo
• Spostamento del focus dall’insegnamento
all’apprendimento, dal prodotto al processo
• Obiettivi didattici: stabiliti sulla base di una concezione
comunicativa della competenza linguistica
• Conoscenza linguistica: valutata in rapporto ai fini della
comunicazione (conoscere una lingua= saper interagire
servendosi di quella lingua)
• RUOLO DELLA GRAMMATICA: rivalutato (anche se
sempre in funzione dei processi comunicativi)
Approccio comunicativo (segue)
Acronimo di Hymes:
• Setting e scena
• Participants
• Ends
• Acts (atti linguistici)
• Keys (indizi)
• Instrumentalities
• Norms
• Genre
A questi si aggiungono a) il canale (lingua orale o scritta); b) il
contenuto (espresso dagli acts)
Approccio comunicativo (segue)
METODO SITUAZIONALE
• Presupposto di partenza: la lingua si realizza in un contesto sociale
di comunicazione e può essere compresa solo facendo riferimento a
quel contesto
• Scelta delle forme da insegnare: condizionata da a) fattori
morfologici e sintattici; b) determinate caratteristiche della
situazione sociale
• Insegnamento: deve tener conto dell’allievo e delle sue esigenze e
prevedere le situazioni in cui si verrà a trovare
Approccio comunicativo (segue)
TECNICHE E PROCEDURE DEL METODO SITUAZIONALE
• Lavoro didattico: si muove attorno ad un dialogo scelto come fulcro
dell’unità didattica. Dialogo: deve consentire attività di
comprensione, ripetizione e drammatizzazione
• Esercizi: devono fare riferimento al contesto situazionale
• Situazione: deve coinvolgere l’allievo anche sul piano emotivo-
affettivo (dialoghi realistici che favoriscano interventi spontanei)
• Passaggio lingua orale-lingua scritta: implica la simulazione di
attività e situazioni comunicative
Approccio comunicativo (segue)
LIMITI DEL METODO SITUAZIONALE
• Ritiene che alcune intenzioni e interazioni possano avvenire solo in
determinate situazioni comunicative. In realtà non sempre le
informazioni e i messaggi hanno a che fare con il luogo in cui
vengono espressi (es entrare in un bar per fare una telefonata)
• Carattere arbitrario della scelta e sequenziazione delle situazioni
(come si fa a stabilire quali sono le situazioni più frequenti, e
dunque più utili?)
RUOLO DELLA GRAMMATICA: “grammatica delle situazioni”
(contingente, può non avere validità generale)
Approccio comunicativo (segue)
SILLABO NOZIONALE-FUNZIONALE
• Punto di partenza: la capacità comunicativa dell’apprendente (perché e
cosa comunicano i parlanti mediante la lingua)
• Prende in considerazione in pari misura fattori linguistici ed extra-
linguistici
• Centrali sono 3 elementi: 1. funzioni comunicative; 2. varietà linguistiche;
3. allusioni socioculturali.
1. Raggruppate in macro-funzioni, a loro volta suddivise in micro-funzioni.
Le macro-funzioni sono:
a) personale; b) interpersonale; c) direttiva; d) referenziale; e) ideativa (o
immaginativa)
2. Condizionate da: a) fattori geografici (dialetti); b) fattori sociali; c) fattori
situazionali (registri)
3. Età degli allievi, motivazione, livello culturale, bisogni linguistici, azione
dell’insegnante, natura dei materiali linguistici
Approccio comunicativo (segue)
CARATTERISTICHE DEL SILLABO NOZIONALE-FUNZIONALE:
• Centralità della componente pragmatica
• Diverse funzioni possono essere raggruppate nella stessa UD
(es invito: indicativo, condizionale, imperativo…)
• Non c’è coincidenza tra strutture grammaticali e funzioni: una
struttura può essere usata per esprimere più funzioni
• Discente al centro delle scelte didattiche e degli obiettivi di
insegnamento (individuazione delle variabili motivazionali,
esperienziali e cognitive; identificazione permanente degli specifici
bisogni)
Approccio comunicativo (segue)
SILL. NOZIONALE-FUNZ. E BISOGNI DEL DISCENTE
Discente: al centro del processo didattico. Dunque:
• Individuazione delle diversità di natura motivazionale,
esperienziale e cognitiva
• Appronta mezzi di dialogo, negoziazione e
partecipazione
• Cerca compromessi tra risorse, obiettivi e programma
del discente e quelli della istituzione scolastica
Approccio comunicativo (segue)
IL LIVELLO SOGLIA (TRESHOLD LEVEL)
• Si riferisce alla richiesta dell’UE di progettare le linee generali di un programma
intereuropeo di educazione linguistica per adulti
• Risposta: il progetto Lingue Moderne. Obiettivo: consentire a tutti di crearsi un
programma di apprendimento personalizzato e un profilo di studio adeguato ai propri
bisogni attraverso l’acquisizione successiva di unità, riconosciute come crediti.
Progetto iniziale: prevedeva 5 livelli:
• Livello Soglia (o livello di sopravvivenza): lessico dalle 750 alle 1500 parole
• Livello di base
• Livello di competenza generale
• Livello avanzato
• Livello professionale (autorealizzazione)
Livelli realizzati finora:
• Livello soglia
• Livello di competenza generale (o intermedio o vantage level)
Approccio comunicativo (segue)
LIVELLO SOGLIA
• Documento concepito per estensori, programmatori e responsabili
di corsi di ls
• Inventario di nozioni e funzioni linguistiche definite sulla base
dei bisogni e inventario di forme ritenute adeguate alla
soddisfazione di tali bisogni
• Indica il livello minimo di capacità linguistica, prevalentemente
orale, che consente ai discenti di sopravvivere in un paese
straniero.
• Lingua da proporre: analizzata in base a 1. funzioni comunicative ( o
scopi comunicativi); 2. nozioni (da distinguere in nozioni generali e
nozioni specifiche)
Approccio comunicativo (segue)
DESTINATARI DEL TRESHOLD LEVEL (nel documento italiano):
• Visitatori temporanei in veste non professionale (turisti)
• Studenti stranieri iscritti ad università estere
• Studenti stranieri che si iscrivono a università italiane
• Tecnici e lavoratori stranieri che vengono in Italia per corsi di
addestramento
• Commercianti e operatori economici
• Studiosi e ricercatori
Approccio comunicativo (segue)
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO NEL LIVELLO SOGLIA
• Argomenti (quello di cui si parla condiziona la lingua in cui lo si dice)
• Ruoli (sociali e psicologici)
• Situazioni ambientali: determina la scelta degli atti e il grado di
formalità
• Interazione connessa con gli argomenti
• Attività linguistiche (coincidono con le abilità)
• Atti comunicativi
• Nozioni generali e specifiche
• Grado di abilità (nel treshold level: “Se un parlante non riesce a farsi
capire, non ha raggiunto l’obiettivo, né lo ha raggiunto colui che
ascolta e non riesce a trarre alcun senso da ciò che viene detto”
(van Ek)
Approccio comunicativo (segue)
IL VANTAGE LEVEL
Stadio “avanzato” del livello soglia. Differenze rispetto al precedente:
• Amplia e raffina le categorie funzionali e le nozioni generali con
conseguente crescita degli esponenti linguistici a disposizione
• Offre un notevole ampliamento del lessico concreto per esprimere nozioni
specifiche in aree tematiche
• Presenta una varietà più ampia dei registri importanti
• Consente un accrescimento dell’abilità di comprendere e produrre enunciati
complessi
• Permette un incremento di ampiezza e controllo delle strategie
conversazionali (interazioni meno vincolate)
• Assicura maggiore competenza socio-culturale e socio-linguistica
• Migliora le abilità di lettura e consente l’approccio a diverse tipologie testuali
• Assicura un livello più alto di produzione e ricezione linguistica
APPROCCI UMANISTICO-AFFETTIVI
• Origini: furono sperimentati in Europa e negli USA negli anni ’60
• McD: ruolo della sfera affettiva e studio dei fattori che incidono
negativamente sull’apprendimento (1. sfiducia in se stessi o percezione
negativa di sé; 2. competizione nel gruppo-classe; 3. rapporto conflittuale
con l’insegnante)
Tratti comuni a tutti i metodi (alcuni parecchio differenti tra loro):
• Discente: visto come persona(lità) in evoluzione che affronta un compito
complesso
• Infantilizzazione: creare nella classe una situazione che sia il più possibile
simile a quella in cui è stata acquisita la lm
• Primato della pedagogia: attenzione agli aspetti psicologici e motivazionali
(più importante ‘come’ del ‘cosa’ ( o ‘quanto’) si apprende)
• Multimodalità (pluralità delle forme di accesso alle conoscenze; approccio
multisensoriale)
• Ruolo del docente
APPROCCI UMANISTICO-AFFETTIVI (segue)
APPROCCIO NATURALE (KRASHEN-TERREL)
• “Naturale”: l’apprendimento della l2 deve avere gli stessi ritmi e
meccanismi dell’apprendimento della l1 così come osservata nei
bambini
• Acquisizione: legata al concetto di comprensione. Se non si capisce
quello che si ascolta (o che si legge, o a cui si è esposti), non si
apprende la ls
• Punto fondamentale: esposizione all’input (che deve restare valido
anche fuori dalla classe)
APPROCCI UMANISTICO-AFFETTIVI
(segue)
LE 5 IPOTESI DELL’APPROCCIO NATURALE
1. Ipotesi dell’apprendimento\acquisizione
2. Ipotesi del monitor
3. Ipotesi dell’ordine naturale
4. Ipotesi dell’input
5. Ipotesi del filtro affettivo
1. Acquisizione: secondo Krashen è “il processo naturale di
assorbimento attraverso la comprensione e l’uso della lingua
bersaglio” (target language). Apprendimento: studio cosciente della
l2, in autonomia o in situazione scolastica. E’ possibile passare
dall’acquisizione all’apprendimento, ma NON il contrario (assioma
contestato da Mc Laughlin)
APPROCCI UMANISTICO-AFFETTIVI (segue)
LE 5 IPOTESI DELL’APPROCCIO NATURALE (segue)
2. Monitor: meccanismo mentale di correzione e controllo dell’output
collegato sia ad acquisizione che ad apprendimento. Il controllo
avviene se si verificano le condizioni di:
• tempo (l’apprendente deve avere tempo sufficiente per elaborare e
analizzare i dati)
• Attenzione alla forma più che al messaggio
• Buona conoscenza delle regole linguistiche
Problema aperto: distinguere le produzioni linguistiche frutto di
acquisizione da quelle frutto di apprendimento
APPROCCI UMANISTICO-AFFETTIVI (segue)
• LE 5 IPOTESI DELL’APPROCCIO NATURALE (segue)
3. L’ordine naturale
Le regole di una lingua vengono apprese in un ordine naturale,
a seconda della difficoltà e della frequenza d’uso, sia nel caso della
lm da parte dei bambini sia nel caso di una l2 da parte di adulti.
• Secondo Mc Laughlin non si può parlare di ordine fisso (di fronte ad
aspetti particolarmente difficili, l’apprendente ricorrerà alla lingua
madre approfittando di somiglianze grammaticali, sintattiche e
morfologiche)
• Domanda: apprendenti con lm differente (una somigliante alla lingua
target, l’altra no) come potranno avere lo stesso ordine di
apprendimento?
IPOTESI UMANISTICO-AFFETTIVE (segue)
4. Input
“Gli esseri umani imparano il linguaggio solamente in un modo – comprendendo i
messaggi, o ricevendo un input comprensibile. (…) Passano dal livello a cui si
trovano (…) al livello successivo (…) seguendo l’ordine naturale” (Krashen 1985). Se
un apprendente è esposto a una quantità sufficiente di input nella ls e impara a
comprenderli, imparerà automaticamente anche la grammatica di quella lingua.
• Input comprensibile: condizione necessaria. Krashen distingue diverse tipologie di
input:
• Input accuratamente regolato: parlante e insegnante adeguano il proprio registro al
livello più elevato raggiunto
• Input approssimativamente regolato: parlante e insegnante cercano in tutti i modi di
farsi capire dall’ascoltatore, senza selezionare l’input
(es. baby talk e foreigner talk)
• Aspetto originale: importanza della comunicazione in interlingua
• Limite: Krashen non chiarisce cosa sia l’input comprensibile
IPOTESI UMANISTICO-AFFETTIVE (segue)
5. Definizione: blocco mentale, barriera che impedisce di utilizzare gli input
(anche comprensibili)
• Impedisce la trasformazione dell’input in intake
• Cause principali dell’innalzamento del filtro affettivo:
a) Ansia
b) Scarsa fiducia in se stessi
c) Assenza di motivazione
NB: Krashen fonda quest’ipotesi sull’individuo singolo; quindi, il superamento
del filtro affettivo dipende unicamente dall’apprendente.
NB2: spesso l’innalzamento del filtro affettivo è causato da incomprensioni di
natura morfosintattica e lessicale (dunque grammaticale)