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La velocità

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Rapidità o velocità?
In quasi tutte le discipline sportive la velocità, cioè la capacità di
compiere movimenti nel più breve tempo possibile, ha assunto un
ruolo sempre più importante per raggiungere la prestazione.
Alcuni autori distinguono:
1) La rapidità, se il gesto si sviluppa alla stessa velocità
programmata dal S.N.C.: la resistenza esterna è molto piccola e
non richiede un grande impiego di forza.
La rapidità si manifesta come:
 Reazione motoria (ad uno stimolo)
 Movimenti semplici, isolati e senza sovraccarico (aciclici)
 Movimenti complessi interessanti più articolazioni senza elevate
resistenze esterne
 Frequenza dei movimenti senza sovraccarico
E’ geneticamente condizionata, quindi poco migliorabile, e dipende
dal S.N.C.

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Rapidità o velocità?
2) La velocità, laddove il gesto è eseguito contro una
resistenza esterna (anche per lungo tempo quindi con
grande dispendio energetico) e dipende oltre che dal
sistema nervoso, dalla forza, dalla resistenza e dalla
coordinazione. Infatti si manifesta:
 In gesti aciclici con impegno isolato e concentrato
 Nell’accelerazione di partenza
 Nella capacità di esprimere alti livelli di frequenza dei
movimenti contro resistenze esterne
 Nel lavoro prolungato con obiettivo il mantenimento
della massima velocità

La velocità non ha limiti di sviluppo poiché la possibilità


di sviluppo della forza, della resistenza e della
coordinazione sono molto ampie. 5
Movimenti sportivi e velocità
La velocità dipende:
1. Da condizioni esterne (tecnica sportiva, regolamenti, attrezzi di gara, livello di preparazione
fisica...). Si devono considerare:
 La resistenza esterna da vincere
Se le resistenze esterne sono scarse la velocità dipende prevalentemente dal S.N.C. (rapidità).
Al crescere delle resistenze il ruolo decisivo viene assunto dalla capacità di esprimere forza
 La durata del lavoro
 Il carattere del lavoro
 L’intensità del lavoro

2. Dall’organizzazione dei movimenti


 La formazione della struttura del movimento
 L’utilizzo ottimale dei meccanismi di lavoro del corpo

3. Dalla potenza di lavoro del sistema motorio, cioè la quantità di energia spesa nell’unità di
tempo

4. Dalla stabilità delle funzioni dell’organismo


 La capacità di mantenere in equilibrio le funzioni dell’organismo.
 La capacità di svolgere le funzioni necessarie col minimo dispendio energetico.

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Fattori influenti della rapidità
Fattori influenti determinati dalle doti, dallo sviluppo, dall’apprendimento
 Età – Negli adulti diminuisce con il crescere
 Sesso – I maschi sono più veloci del 10-15%
 Costituzione fisica
 Livello tecnico

Fattori influenti psicologici e cognitivi


 Concentrazione (attenzione selettiva) su uno sforzo massimale
 Capacità di scegliere rapidamente l’azione giusta (cioè elaborare le informazioni
sulla base delle conoscenze e dell’esperienza) e capacità di anticipazione.
 Motivazione, cioè la forza di volontà

Fattori influenti nervosi


 Frequenza degli impulsi e reclutamento delle unità motorie
 Rapida alternanza tra eccitazione ed inibizione del sistema nervoso e capacità
di rilassamento (che permette la cooperazione tra muscoli agonisti e antagonisti ed
il reclutamento di un maggior numero di unità motorie)
 Velocità di conduzione nervosa, correlata alla grandezza dei neuroni.

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Fattori influenti della rapidità
Fattori influenti biochimici
 Velocità di demolizione dell’ATP all’arrivo degli impulsi nervosi
 Riserve di ATP, CP e Glicogeno muscolare e la parallela attività degli enzimi
implicati nella mobilizzazione di questi substrati energetici (ATPasi, miochinasi,
creatinfosfochinasi)

Fattori influenti tendineo – muscolari


 Tipo di fibre muscolari (correlazione tra velocità e percentuale di fibre veloci)
 Superficie della sezione trasversa muscolare, particolarmente delle fibre veloci
 Qualità elastiche della muscolatura
 Livello di forza veloce
 Livello di mobilità articolare
 Temperatura del muscolo: il riscaldamento diminuisce la viscosità (attriti interni),
rinforza l’elasticità e la capacità di allungamento del muscolo, aumenta la reattività
del sistema nervoso (aumento della capacità di reazione) e migliora il metabolismo
(le reazioni chimiche sono più rapide ad una temperatura ottimale).
 Fatica: con la fatica diminuisce il numero e la frequenza degli impulsi motori
inviati ai muscoli: è impossibile ottenere una velocità massimale in stato di
affaticamento.

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Manifestazioni della rapidità
Tempo di reazione – Capacità di rispondere
velocemente ad un segnale

E’ suddivisibile (Zaciorskij,1992) in 5 componenti:


1. Eccitazione di un recettore nervoso
2. Trasmissione dell’eccitazione al SNC
3. Formazione del segnale effettore
4. Arrivo ai muscoli del segnale
5. Eccitazione dei muscoli ed inizio dell’attività
meccanica _
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Tempo di reazione semplice
Si parla di “tempo di reazione (tdr) semplice” quando si
deve rispondere prontamente ad un segnale noto e
sempre uguale con una risposta anch’essa nota e
uguale (partenza in una gara di velocità). Varia con:
 Il tipo di stimolo - tdr aumenta passando da uno stimolo sonoro ad uno visivo.
 Numero di organi stimolati - il tdr aumenta passando da stimoli bisensoriali a quelli monosensoriali
 Numero di recettori stimolati - il tdr è minore con un maggior numero di recettori
 Intensità dello stimolo
 Età - tdr minimo tra 18 e 25 anni
 Sesso - nell’uomo è inferiore
 Periodo di avvertimento - il tdr dipende dallo stato di preparazione precedente (minimo tra 1,5 e 8 secondi)
 Atteggiamento - in stato di tensione muscolare il tdr aumenta
 Arto che risponde - il braccio risponde prima della gamba
 Natura dei movimenti - il tdr è inferiore nei movimenti semplici rispetto a quelli complessi, nei liberi rispetto agli
orientati, all’inizio piuttosto che all’arresto del movimento

Il tdr semplice presenta limitati margini di


miglioramento: le esercitazioni prevedono utilizzo di
segnali e risposte simili a quelle di gara.
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Tempo di reazione complessa
L’altra forma è il tempo di reazione (tdr) complesso” quando
l’individuo deve rispondere prontamente a stimoli che variano, con
azioni diverse ed adeguate al tipo di stimolo (pugile, schermitore,
atleta dei giochi sportivi…)

Essa dipende da:


 Rapidità nel percepire lo stimolo
 Rapidità nel decodificarlo anticipando la mossa dell’avversario
 Capacità di adeguare rapidamente il comportamento scegliendo la giusta risposta motoria

Il tdr complesso presenta ampi margini di miglioramento (fino al 30-40%).


Acquista grande importanza l’esperienza maturata in molteplici situazioni vissute in allenamento e in
gara, che migliorano la capacità di anticipazione e quella di fornire prontamente una risposta
adeguata. Poiché il tdr spesso è fisiologicamente superiore al tempo necessario a percepire gli
stimoli esterni (es: la stoccata nella scherma, o l’arrivo in porta di un pallone in occasione di un
calcio di rigore), l’atleta non riesce a reagire servendosi dei segnali acustici, visivi, tattili,
propriocettivi: il suo tempo di reazione sarà efficace solo se si serve della reazione di
anticipazione, cioè prevedere nel tempo e nello spazio quando e come reagire, realizzando così
una sorta di previsione probabilistica.

L’allenamento prevede svariate forme di risposta a segnali improvvisi e sempre diversi.

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Velocità in un gesto unico
(aciclico)
Capacità di spostare il proprio corpo, parti di esso o un attrezzo velocemente

La velocità dei movimenti aciclici dipende dalla capacità di raggiungere il massimo impegno di forza
nel più breve tempo possibile, e cioè:
 Dalla capacità del SNC d’inviare un’intensa scarica di impulsi al sistema muscolare.
 Dalla velocità di contrazione e dalla qualità delle fibre muscolari
 Dal livello di forza veloce in relazione alla resistenza esterna
 Dall’aumento della potenza dei meccanismi energetici
 Dalla formazione di una struttura del gesto sempre più razionale e automatizzata

La velocità di movimento in un gesto unico varia con:


o Arto impiegato (braccio più veloce della gamba. Lato dominante più veloce dell’altro)
o Direzione – Per esempio portare il braccio avanti è più veloce del portarlo indietro
o Sesso – L’uomo è più veloce della donna
o Età – Massima velocità dopo i 15 anni
o Specificità – Attitudine soggettiva a compiere più o meno velocemente un determinato gesto

Per migliorare la velocità d’azione dobbiamo insistere sulla coordinazione tra muscoli agonisti e
antagonisti.

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Evoluzione della corsa

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velocità massima (m/sec)

8
soggetti allenati
7 soggetti non allenati

4
8 10 12 14 16 18 20
anni

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Evoluzione della corsa

4,5
4,45
4,4
numero dei passi/sec

4,35
4,3
soggetti allenati
4,25
soggetti non allenati
4,2
4,15
4,1
4,05
4
8 10 12 14 16 18 20
anni

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Evoluzione della corsa

240

220
Lunghezza passi (cm)

200

soggetti allenati
180
soggetti non allenati
160

140

120
8 10 12 14 16 18 20
anni

15
40

35

30

25
Evoluzione reazione
motoria
sec

20
Evoluzione velocità
15 di movimento

10

0
5 10 12 15 20 25 30 35 40
anni

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Frequenza
E’ la capacità di esprimere velocità in un gesto
ripetuto, cioè il numero di ripetizioni di un
determinato gesto ciclico nell’unità di tempo.
Ad esempio: il numero di passi in una corsa

Essa dipende da:


 La velocità di contrazione – Tipo di stimolo nervoso e qualità muscolari
 Padronanza del gesto tecnico
 Forza veloce in relazione alla resistenza esterna
La frequenza dei movimenti senza particolari resistenze esterne è massima nell’individuo
tra gli 8 e i 10 anni.

Tradizionalmente si identifica la massima frequenza gestuale di un individuo con la sua


velocità di spostamento. Non è corretto! La velocità di spostamento è data da:
1. Capacità di frequenza
2. Forza veloce
3. Costituzione fisica
4. Caratteristiche del movimento.
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Capacità di accelerazione
E’ la capacità di raggiungere prima possibile la massima velocità.

E’ importante nella fase di partenza nelle gare di sprint dell’atletica


leggera, del ciclismo, del nuoto…. nei giochi sportivi dove è
importante raggiungere per primi il pallone…nelle variazioni di
velocità come il ciclista che vuole staccarsi dal gruppo…

Per la capacità di accelerazione nella corsa, l’allenamento deve


prevedere:

 Esercizi specifici di forza, tecnica, coordinazione per la partenza


 Vari tipi di salti (contributo importante)
 Allenamento speciale di forza massima, veloce, elastica
(pliometrica)

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Criteri dell’allenamento della
rapidità
La velocità deve essere allenata, con mezzi adeguati all’età, fin
dall’infanzia, nel periodo di tempo in cui il S.N.C. può essere
ancora “modellato”, prima di arrivare alla piena maturazione.

1. Esecuzione di esercizi a velocità max – Con impulsi nervosi di


altissima intensità.

2. Esercizi dove l’impegno sia rivolto alla rapidità del gesto e


non alla tecnica dello stesso, perciò di facile esecuzione
(padronanza del gesto) – Se parte dell’attenzione dell’atleta è
rivolta all’esecuzione corretta del gesto, la velocità viene
rallentata.

3. Esercizi che non facciano sorgere stanchezza (diminuirebbe la


velocità esecutiva) – La durata delle pause tra le ripetizioni e il
volume devono garantire un recupero ottimale.

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Criteri dell’allenamento della
rapidità
4. Esercizi variati per non creare stereotipi – La ripetizione di allenamenti
con contenuti, metodi e carichi identici provoca la nascita della barriera di
velocità, uno stereotipo gestuale che rende difficile o impossibile un
ulteriore sviluppo della velocità (stagnazione): per evitarla, soprattutto con
i giovani, si devono utilizzare stimoli di allenamento sempre nuovi.
Quando
compare, si devono utilizzare mezzi e metodi che permettano all’atleta di
oltrepassare la sua velocità massima, con esercitazioni in condizioni
facilitate che inviano al sistema neuromuscolare nuove sensazioni e
conducono a nuovi automatismi motori.

5. Esercizi eseguiti con la giusta motivazione psicologica – E’ importante


creare in allenamento il giusto stato emotivo ricreando situazioni simili a
quelle di gara. L’esercizio di gara è il miglior mezzo della preparazione!

6. Sviluppo a tappe – Passaggio dalla prima tappa (miglioramento


differenziato delle singole componenti come tempo di reazione, velocità
di un singolo movimento, frequenza), alla seconda (il miglioramento
integrale, in cui le singole capacità si riuniscono in atti motori globali, tipici
della disciplina sportiva). 20
Ambiti sportivi di utilizzo delle
caratteristiche della rapidità
1) Reazione ad un segnale
 Atletica: partenza dai blocchi
 Calcio: parare un calcio di rigore
 Tennis: risposta al servizio

2) Capacità di accelerazione
 Mezzofondo: cambi di ritmo
 Calcio: raggiungere per primo il pallone
 Ciclismo: tentare la fuga

3) Raggiungere e mantenere la massima velocità


 Ostacoli: mantenere efficienza a velocità massima
 Atletica: “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ nei 100 metri
 Calcio: manovrare il pallone a velocità massima

4) Limitare l’effetto della fatica sulla velocità


 Atletica: efficienza anaerobica nei 400 metri
 Tennis: efficienza tecnica nel quinto set

5) Capacità di adeguare rapidamente il comportamento


 Calcio: neutralizzare la finta dell’avversario
 Tennis: anticipare la risposta dell’avversario

6) Capacità di scegliere le azioni giuste


 Atletica: decidere quando superare un avversario
 Calcio: scegliere il compagno a cui passare il pallone. 21