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TESI 25

Sonata
Nel XVI secolo la musica strumentale nasceva soprattutto dalluso da parte dei musicisti dellepoca di trascrivere, per uno o pi strumenti, le composizioni vocali e per distinguere luna dallaltra veniva aggiunto a quella strumentale il termine da sonar oppure sonata. Nel XVII secolo, il termine sonata indicava una composizione divisa in pi tempi (sezioni contrastanti per andamento e scrittura, alle quali venivano indicate per iscritto precisazioni agogico-emotive, come Allegro o Adagio). A partire dal 1630 circa si inizi a ridurre il numero dei tempi, da circa una ventina si pass a quattro o a tre tempi, che diventarono progressivamente pi ampi. Tale tipo di composizione prendeva, a seconda delle parti (da non confondere con il numero degli esecutori, in quanto ogni parte poteva essere raddoppiata da pi strumentisti), il nome di sonata a solo (solitamente per violino pi il sostegno del basso continuo) oppure di sonata a tre (o in trio) (solitamente per due violini pi un fagotto o un clavicembalo o un organo). Inoltre, la sonata si distingueva in sonata da camera e in sonata da chiesa, ambedue divise i tre o quattro tempi in forma bipartita monotematica, solo che nella sonata da chiesa i vari tempi portavano il nome degli andamenti (di solito adagio, allegro, adagio, allegro), mentre in quella da camera portavano il nome delle danze (allemanda, corrente, sarabanda e giga) di origine profana. Una differenza sostanziale, per, sta nel tipo di scrittura prevalentemente usato: monodico-accompagnato nella sonata da camera, contrappuntistico-imitativo nella sonata da chiesa. Tra i primi compositori di sonate ricordiamo Biagio Marini, un violinista virtuoso: il suo stile caratterizzato da sezioni lente introduttive, da collegamenti tematici tra pi movimenti, dalla predilezione verso ornamentazioni e passaggi virtuosistici e dalluso di svariate tecniche violinistiche, tra cui le scordature (i violini venivano accordati diversamente dal normale), i glissando, i tremoli, i pizzicato e i colpi darco col legno sul ponticello, che venivano indicate esplicitamente sulla partitura.

La musica da ballo
Fino alla met circa del XVI secolo le musiche da ballo, sviluppatesi soprattutto in Italia e in Francia, servivano perlopi per accompagnare i balli di societ nelle corti oppure le azioni mimiche durante le feste o le rappresentazioni ed erano scritte, per la maggior parte, per liuto o per clavicembalo. Nel secondo Cinquecento, invece, la musica da ballo viene sottratta alla sua funzione di accompagnamento e affidata alla prassi musicale da camera e domestica. Le musiche da ballo hanno in comune la tendenza alla semplicit della scrittura, prevalentemente omofonica, con accordi che accentuano la regolarit ritmica e che spesso si susseguono per moto parallelo; prevale la simmetria dei periodi di quattro, otto, sedici battute, e ciascuna sezione nettamente articolata con cadenze; predomina in assoluto la melodia principale che spesso affidata alla voce superiore. Nacque il termine suite per designare laggruppamento di diverse variet di danze, tra le quali ricordiamo: la Pavana, in metro binario moderatamente lento con uno schema AABBCC; il Saltarello, in metro ternario di andamento veloce con uno schema a quattro frasi con ritornello; la Gagliarda, simile al Salterello composta da tre sezioni di otto o dodici o sedici battute luna; la Corrente, in vivace metro ternario con uno schema AABB; lAllemanda, in metro binario lento con uno schema composto di due (o tre o quattro) sezioni simmetriche ritornellate e con una scrittura imitativa; la Sarabanda, in metro ternario lento e veloce con uno schema composto di due sezioni ritornellate; la Giga e la Padovana, in vivaci metri composti e con schemi simili alla Sarabanda; il Passamezzo, in metro binario tagliato simile alla Pavana ma di andamento leggermente pi mosso.

Girolamo Frescobaldi (1583-1643)


Girolamo Frescobaldi, esempio pi rappresentativo della musica strumentale tastieristica del Seicento, rappresenta il modello ideale delle composizioni per tastiera, come Palestrina lo fu per la polifonia vocale. Nelle sue opere risalta la mescolanza di perizia tecnica dei procedimenti contrappuntistici e di estro immaginoso, di straordinaria improvvisazione. Visse a Ferrara, poi a Roma, dove lavor come organista della Cappella Giulia in San Pietro, e in Toscana al servizio del granduca Ferdinando II de Medici. La sua attivit di cembalista e organista si svolgeva nelle accademie presso i palazzi signorili. Il virtuosismo compositivo e le capacit improvvisative di Frescobaldi sono molto chiari nei due libri di toccate, composizioni caratterizzate da strutture sciolte e imprevedibili, animate da virtuosismi molto complessi. Frescobaldi impiega il sistema modale tradizionale e le tonalit maggiori e minori, con inconsuete sperimentazioni cromatiche. Il Primo libro delle fantasie una chiara testimonianza della sua perizia tecnica e dello straordinario talento compositivi: la struttura divisa in quattro gruppi di tre fantasie ciascuno. Nelle prime tre fantasie si assiste ad un lavoro di variazione continua sullo stesso tema, nelle altre temi diversi si presentano e ritornano in tutte le voci, creando complesse combinazioni. Il Primo libro di capricci comprende 12 composizioni, caratterizzate da una scrittura polifonica lineare, tipica degli studi di contrappunto. Con i Fiori musicali di diverse composizioni, la sua pi celebre opera, raggiunge il culmine della letteratura organistica, per la sua padronanza tecnica e contrappuntistica.

Arcangelo Corelli (1653-1713)


La musica per archi fu influenzata per molto tempo dallopera di Corelli, cos come quella per tastiere dallopera di Frescobaldi. Il compositore coltiv esclusivamente musica strumentale (72 composizioni divise in sei opere), che vide unenorme quantit di edizioni a stampa e di copie manoscritte. Molti furono i musicisti accorsi a Roma per studiare sotto la sua guida. Nacque a Fusignano, vicino Ravenna, e visse fino alla morte a Roma, dove lavor al servizio del cardinale Ottoboni, il periodo pi glorioso della sua carriera. Divenne ben presto un virtuoso violinista, sintetizzando i modi di scrittura che si erano formati fino ad allora. Il suo virtuosismo ben temperato e alla portata del suonatore medio. La tessitura dei violini si mantiene di solito limitata, a differenza che nellultima sonata sul tema de La follia, dove lesecutore impegnato in arpeggi su tre corde e in lunghe successioni di quartine che richiedono una straordinaria agilit dellarco. Nei concerti grossi, Corelli mette in relazione due livelli sonori contrastanti: un piccolo complesso di strumenti solisti, denominato concertino (organico a tre, due violini e un basso continuo), e lintera orchestra di archi, chiamata concerto grosso. Il contrasto con il tutti di natura prevalentemente sonora e non riguarda il tema. I due organici si alternano rapidamente e a volte gli episodi affidati ai solisti sono molto pi estesi. Il concerto grosso di Corelli da considerare come un precursore del concerto solistico.

La musica per clavicembalo in Francia e in Germania


Il pi noto autore francese di musica per clavicembalo del Seicento Chambonnires. Nei suoi movimenti di danze abbondano i segni di abbellimento (trilli, arpeggi, mordenti, gruppetti ecc.) e gli effetti dello style bris (stile spezzato), caratterizzato da arpeggi e note in successione rapida. Il suo stile influenz notevolmente le musiche tastieristiche dei compositori tedeschi. Fra questi il pi importante Froberger, che adopera diversi elementi stilistici tedeschi, francesi e italiani, avendo viaggiato molto. Il genere pi importante della sua opera la Suite: ha scritto 30 Suite, in cui predomina la scrittura bris, con veloci movimenti di crome e semicrome talvolta con sviluppi anche fugati di temi diversi. Neo primi decenni del Settecento tra i clavicembalisti francesi spicca Franois Couperin, detto poi le Grand. Fu organista nella cappella reale di Luigi XIV e divenne maestro di clavicembalo e di composizione dei figli del re. Scrisse i quattro libri dei Pices de clavecin: 233 brani con alla base forme di danze stilizzate con uno schema bipartito. La forma preferita il Rondeau, costituito da un refrain e da alcuni couplets. Couperin compensa lesilit di suono e la fissit dinamica del clavicembalo con una certa ricchezza della scrittura imitativa.