BANCA DATI RISPOSTE SINTETICHE PROVA SCRITTA
1) Il Procedimento amministrativo: criteri da cui deve essere retta l’attività amministrativa e
compiti del responsabile del procedimento
L'attività amministrativa (art. 1, co. 1, L. 241\1990) è retta dai criteri di:
- economicità, per cui s’intende l’obbligo per la P.A. di realizzare il miglior risultato possibile in
rapporto alla quantità delle risorse a disposizione,
- efficacia, che implica il raffronto tra i risultati programmati e quelli ottenuti;
- imparzialità, ossia una posizione di equidistanza dell’amministrazione rispetto a tutti gli interessi
coinvolti;
- pubblicità, con cui si rendono accessibili agli interessati notizie e documenti dell’operato della P.A.;
- trasparenza, ossia l’immediata controllabilità dei momenti e dei passaggi dell’operato della P.A.
Per ciò che concerne i compiti del responsabile del procedimento (art. 6, L.241\1990) gli vengono
conferite tutta una serie di attribuzioni finalizzata alla cura della FASE ISTRUTTORIA e all’adozione
del provvedimento finale ove ne abbia la competenza. Ai sensi dell’art.5, L.241\1990, il responsabile
viene individuato dal dirigente all’interno dell’unità responsabile organizzativa dell’istruttoria. Il
responsabile può essere, inoltre, il dirigente stesso o altro dipendente. Fin quando non viene effettuata
l’assegnazione è considerato responsabile il funzionario preposto all’unità organizzativa.
In particolar modo:
- VALUTA, a fini istruttori, i requisiti, le condizioni e i presupposti per l’emanazione del
provvedimento.
- ACCERTA d’ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari e ADOTTA ogni
misura per l’adeguato svolgimento dell’istruttoria. Può, infatti, chiedere il rilascio di dichiarazioni e
la verifica di dichiarazioni e istanze erronee o incomplete;
- PROPONE l’indizione o, qualora ne avesse la competenza, INDICE le conferenze di servizi;
- CURA le comunicazioni, la pubblicazione e le modificazioni come previsto dalla legge;
- ADOTTA, ove ne abbia la competenza il provvedimento finale.
L’ art. 6bis, L.241\1990, prevede, inoltre, l’ASTENZIONE IN CASO DI CONFLITTO DI
INTERESSI.
[Il responsabile del procedimento, nominato dal dirigente di ciascuna unità organizzativa, ha il compito
di curare, sovrintendere e coordinare l'istruttoria, garantendo la trasparenza e l'efficienza dell'azione
amministrativa]
2) GLI OBBLIGHI DEL PUBBLICO DIPENDENTE. LA RESPONSABILITA’ DISCIPLINARE
I doveri del dipendente pubblico sono principalmente orientati a garantire l'imparzialità, l'efficienza e la
trasparenza dell'azione amministrativa. Questo include doveri come l'obbligo di servizio, fedeltà alla
Repubblica, diligenza, obbedienza, e rispetto delle regole di comportamento (art. 3, DPR 16 aprile
2013, n. 62). Il dipendente si astiene, inoltre, dal partecipare all’adozione di decisioni o attività che
possano coinvolgere interessi propri o di parenti entro il secondo grado, conviventi, persone con cui
abbia frequentazioni abituali e soggetti con cui egli o il coniuge abbiano cause pendenti o rapporti di
inimicizia (art. 7, DPR 16 aprile 2013, n.62).
La responsabilità disciplinare implica l’osservanza da parte del dipendente, pubblico o privato, degli
obblighi contrattualmente assunti pena l’applicazione di sanzioni da parte del datore di lavoro. Ogni
provvedimento disciplinare, salvo il rimprovero verbale, deve essere adottato previa tempestiva
contestazione scritta dell’addebito al dipendente (art.55, co.5, [Link]. n.165 del 2001)
3) IL CONSIGLIO COMUNALE: COMPOSIZIONE, RUOLO E FUNZIONI
Il consiglio comunale è un organo collegiale composto dal Sindaco e da un numero di consiglieri che
varia a seconda del comune (art. 37, TUEL).
Il consiglio ricopre il ruolo di organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo. Tra le funzioni
ci sono quelle di:
-DELIBERARE su atti fondamentali come lo statuto del comune, i regolamenti e il bilancio di
previsione;
-PARTECIPARE alla definizione delle linee programmatiche;
- STIPULARE mutui e altri atti finanziari;
-DECIDERE su acquisti, alienazioni e appalti;
-CONTROLLARE l’attività dell’amministrazione;
- RAPPRESENTARE la collettività (art. 42, TUEL).
4) L’ACCESSO CIVICO DI CUI ALL’ART.5, [Link] 33\2013
L’accesso civico è un istituto correlato all’obbligo per le amministrazioni pubbliche di pubblicare
informazioni, documenti e dati sui propri siti istituzionali.
Dall’art.5, D. lgs 33\2013 emergono due volti dell’accesso civico:
- da un lato l’accesso civico semplice (art.5, co.1, D. lgs. 33\2013) per cui chiunque può prendere
visione dei dati, delle informazioni e dei documenti detenuti dalla P.A.;
- dall’altro l’accesso civico generalizzato (art.5, co.2, [Link]. 33\2013) secondo il quale chiunque ha
diritto di accedere a documenti, dati e informazioni ulteriori rispetto a quelli oggetto di
pubblicazione. Si parla, dunque, di <<Freedom of Information Act>> (FOIA).
Entro 30 giorni le amministrazioni dovranno rilasciare gratuitamente i dati, documenti e le informazioni
richieste. Fanno eccezione quelli legati ad interessi pubblici come la sicurezza e l’ordine pubblico, la
sicurezza nazionale, i rapporti internazionali, ecc… (art. 5 bis, D. Lgs. 33\2013).
L’istanza di accesso civico non richiede motivazione, ma deve identificare dati, informazioni o
documenti richiesti. Può essere trasmessa per via telematica o presentata all’ufficio che detiene i dati, le
informazioni o i documenti richiesti, all’URP, altro ufficio indicato o al responsabile della prevenzione
della corruzione e della trasparenza. Qualora si verificasse il rifiuto del rilascio il cittadino può ricorrere
al responsabile della trasparenza, al difensore civico e\o al T.A.R.
5) LE MODALITA’ DI AFFIDAMENTO DEI CONTRATTI PUBBLICI SOTTOSOGLIA
Le modalità di affidamento dei contratti pubblici sottosoglia sono disciplinate dall'art. 50 del [Link].
36/2023.
La prima modalità è quella dell’affidamento diretto per lavori inferiori a 150.000 euro e servizi e
forniture inferiori a 140.000 euro.
La procedura negoziata, invece, prevede la consultazione di almeno 5 operatori per lavori tra
150.000 euro e 1 milione di euro.
Infine, la pubblica amministrazione può scegliere il contraente più idoneo sulla base di un confronto con
i diversi operatori.
6) L’atto amministrativo: elementi costitutivi essenziali, vizi di legittimità e di merito,
conseguenze dell’invalidità
Gli elementi essenziali dell’atto amministrativo sono:
-l’AGENTE o SOGGETTO: un organo della P.A.;
-DESTINATARIO: soggetto pubblico o privato verso cui si producono gli effetti del provvedimento;
-VOLONTA’;
-FINALITA’ che deve essere CONCRETA e COLLEGATA ALLA FUNZIONE
AMMINISTRATIVA;
-OGGETTO: ciò su cui incide l’atto;
-FORMA: il modo di essere in cui l’atto si manifesta e che può essere ESPRESSA o TACITA.
Un atto può essere viziato quando è:
-INVALIDO
-IRREGOLARE
-IMPERFETTO
-INEFFICACE
Per INVALIDITA’ si intende una difformità dalla norma che disciplina l’atto. Se la norma è
GIURIDICA l’atto sarà ILLEGITTIMO; se la norma rientra in quelle di BUONA
AMMINISTRAZIONE, il vizio sarà di MERITO e, pertanto, l’atto sarà INOPPORTUNO. A seconda
della gravità dei vizi, l’atto può essere NULLO o ANNULLABILE.
7) Ruolo e funzioni del Responsabile del procedimento negli appalti pubblici
Ai sensi dell’art. 15 del [Link]. 36\2023, il RUP (Responsabile unico del progetto) assicura il
completamento dell’intervento nei termini previsti, il raggiungimento degli obiettivi, supervisiona,
coordina e indirizza. Il RUP viene nominato dalla stazione appaltante e dall’ente concedente per le fasi di
PROGRAMMAZIONE, PROGETTAZIONE ed ESECUZIONE delle procedure. Questo viene
scelto tra i dipendenti, anche a tempo determinato, e il suo nominativo è indicato nel bando o nell’avviso
di indizione della gara o, in mancanza, nell’invito a presentare un’offerta o nel provvedimento di
affidamento diretto.
8) Le fasi per l’affidamento di un contratto pubblico
La procedura di affidamento è contenuta nell’art.17 del [Link]. 36\2023. Il primo step è la DECISIONE
DI CONTRARRE. Una volta concluse le procedure di SELEZIONE entro i termini, ogni concorrente
può presentare UNA sola offerta che rimane vincolante per un periodo specificato o per 180 giorni. Le
offerte vengono valutate dall’organo preposto che, in seguito, predispone l’AGGIUDICAZIONE.
Questa non equivale all’accettazione dell’offerta. Una volta divenuta efficace l’aggiudicazione si passa
alla STIPULA del contratto.
9) L’ANNULLAMENTO DELL’ATTO AMMINISTRATIVO
L’annullamento è un provvedimento amministrativo di 2° grado con cui viene ritirato con efficacia
retroattiva un atto amministrativo illegittimo per la presenza di vizi di legittimità originari dell’atto.
L’art.21 nonies L.241\1990 dispone che il provvedimento amministrativo può essere annullato d’ufficio
qualora sussistano ragioni di pubblico interesse entro un termine ragionevole non superiore a 18 mesi e
tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati. L’atto di annullamento, inoltre, ha
efficacia retroattiva facendo venir meno l’atto annullato dal momento in cui fu emanato.
10) GLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA E PROTEZIONE DEI DATI
Ai sensi dell’art.5 del regolamento 2016\679 i dati personali devono essere trattati in modo LECITO,
CORRETTO e TRASPARENTE, in maniera che non siano incompatibili con le finalità iniziali
limitando, dunque, la finalità. I dati devono essere, inoltre, adeguati, pertinenti e limitati
(minimizzazione dei dati), esatti e conservati per un arco di tempo non superiore al conseguimento
delle finalità.
11) I motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, ai sensi della legge n. 241/1990
Ai sensi dell’art.10 bis della L.241\1990 nei procedimenti ad istanza di parte, il responsabile del
procedimento o l’autorità competente prima della formale adozione di un provvedimento negativo deve
comunicare tempestivamente agli interessati i motivi ostativi all’accoglimento della domanda (cd.
Preavviso di rigetto). Gli interessati entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione hanno il
diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni.
12) Fasi e gli atti del procedimento amministrativo relativo alla deliberazione della giunta
comunale
La deliberazione della Giunta comunale si svolge in diverse fasi:
1. Stesura della proposta di delibera:
La proposta deve contenere: l'intestazione, le premesse (preambolo e motivazione), il dispositivo, la data
di emanazione, la votazione e la sottoscrizione.
2. Esame e approvazione della Giunta:
La Giunta esamina la proposta in seduta, con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti.
La delibera viene approvata a maggioranza assoluta dei voti.
3. Registrazione del verbale:
La deliberazione viene registrata in un verbale.
4. Pubblicazione:
La deliberazione viene pubblicata all'albo pretorio, per renderla conoscibile a tutti.
5. Esecuzione:
La deliberazione diventa esecutiva una volta trascorsi 10 giorni dalla pubblicazione, a meno che non sia
prevista una diversa modalità di esecuzione.
Inoltre, se la Giunta assume poteri del Consiglio per necessità e urgenza, le deliberazioni decadono se
entro 30 giorni il Consiglio non le ratifica.
13) Diritto di accesso
L’art.22 L.241\1990 definisce il DIRITTO DI ACCESSO il diritto degli interessati di prendere visione
ed estrarre copia di documenti amministrativi. Gli interessati sono tutti i soggetti privati, anche quelli
portatori di interessi pubblici o diffusi che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale corrispondente
ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.
14) Comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi della legge n. 241/1990
Ai sensi degli artt. 7 e 8, L. 241\1990 la comunicazione di avvio del procedimento, in cui devono essere
comunicati l’oggetto del procedimento, l’amministrazione competente, il nominativo del
responsabile del procedimento, la data entro cui deve concludersi lo stesso e i rimedi esperibili in
caso d’inerzia della P.A., va effettuata sia nei confronti dei destinatari del provvedimento, che dei
soggetti che per legge devono intervenire nel procedimento e dei terzi che possono ricevere un
pregiudizio dal provvedimento finale.
15) Fasi e gli atti del procedimento amministrativo relativo alla determinazione del dirigente /
responsabile di servizio
La "determinazione del dirigente/responsabile di servizio" è un atto amministrativo attraverso cui il
dirigente, o il responsabile del servizio, manifesta la propria volontà in ambito gestionale, tecnico,
finanziario e amministrativo. È l'atto conclusivo di una fase decisoria, che può riguardare un intero
procedimento o ogni singola fase in procedimenti complessi.
Fasi:
1. 1. Fase istruttoria:
Si raccolgono dati, informazioni e si svolge un'analisi preliminare.
2. 2. Fase decisoria:
Si elabora la determinazione, definendo il contenuto dell'atto da adottare.
3. 3. Fase di emanazione:
La determinazione viene redatta e firmata dal dirigente/responsabile del servizio.
4. 4. Fase di notifica/pubblicazione:
L'atto viene portato a conoscenza degli interessati (se necessario), o pubblicato in un registro
specificamente dedicato.
16) Fasi di gestione della spesa
Le fasi di gestione della spesa sono (art. 182 TUEL):
1) Impegno: È la prima e più importante fase del procedimento di spesa, con la quale si determina la
somma da pagare, il soggetto creditore, la ragione del credito, apponendo in quel momento il
relativo vincolo sul bilancio di previsione.
2) liquidazione: Una volta effettuata l’attività o fornito il bene viene predisposta la liquidazione ossia,
in base ai documenti che comprovano il diritto del creditore, si determina la somma da pagare nei limiti
dell’impegno assunto (art. 183 TUEL)
3) ordinazione e 4) pagamento: Con l’emanazione del mandato di pagamento l’ente impartisce
l’ordine al tesoriere di pagare la somma al creditore (art.184 e 185 TUEL)
17) Funzioni e prerogative del Sindaco
Il Sindaco, ai sensi dell'articolo 50 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali), ha le seguenti funzioni
principali: rappresenta l'ente locale, convoca e presiede la Giunta e il Consiglio (se non è previsto il
Presidente del Consiglio), sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici, e all'esecuzione degli
atti. In veste di ufficiale di governo, ha anche funzioni di pubblica sicurezza e di vigilanza, informando
preventivamente il Prefetto.
18) Strumenti di programmazione del Comune
Gli enti locali dispongono di diversi elementi utili e imprescindibili per poter attuare un percorso
di programmazione stabile e delineato, e sono:
Il Documento Unico di Programmazione, altresì noto come DUP: È lo strumento che permette
l’attività di guida strategica ed operativa degli enti locali con lo scopo di consentire di fronteggiare
in modo permanente, sistemico ed unitario le discontinuità ambientali ed organizzative; costituisce il
presupposto necessario di tutti gli altri strumenti di programmazione.
Il Bilancio di Previsione: un documento contabile che riporta le previsioni di entrate e uscite per un
periodo futuro;
Il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) e delle performances: strumento di programmazione
finanziaria e di gestione che collega la programmazione strategica con la gestione quotidiana
dell'ente.
19) Funzioni e prerogative della Giunta comunale
La Giunta comunale, organo collegiale e a carattere esecutivo, secondo l'articolo 48 del TUEL, collabora
con il Sindaco nel governo del Comune ed è responsabile dell'attuazione degli indirizzi generali del
Consiglio. È composta dal sindaco, che la presiede, e da un numero variabile di assessori. Gli assessori sono
nominati dal sindaco, che li può scegliere anche al di fuori dei componenti del consiglio comunale (art 47,
commi 3 e 4, TUEL). Essa ha competenze generali e residuali, compiendo tutti gli atti di amministrazione
che non siano riservati dalla legge al Consiglio o al Sindaco.
20) I beni patrimoniali e demaniali
I beni demaniali, cioè immobili o universalità di mobili indicati tassativamente all’art. 822 c.c.,
che possono appartenere solo ad enti territoriali (cioè lo Stato, le Regioni, le Province e i
Comuni), che a loro volta si distinguono in beni del demanio necessario, cioè il demanio
marittimo, idrico e militare, e beni del demanio accidentale, cioè strade, autostrade, immobili di
interesse storico ed artistico, raccolte di musei etc.
I beni patrimoniali indisponibili, mobili e immobili, che appartengono ad enti pubblici anche non
territoriali, che si individuano in via residuale quali beni non appartenenti alla categoria precedente.
Anche questi possono essere distinti in beni patrimoniali per natura (quali miniere, acque minerali
termali..) e per destinazione (come gli edifici adibiti a sede di pubblici uffici e i relativi arredi).
I beni patrimoniali disponibili, cioè beni di diritto privato, che potrebbero appartenere a qualsiasi
soggetto, non gravati da alcun vincolo o regime particolare.
21) LE FASI DELL’ENTRATA
Le fasi di gestione dell’entrata sono (art. 178 TUEL):
1. Accertamento: In questa fase si verifica la sussistenza del credito, si identifica il debitore e si
determina l'importo dovuto, sulla base di una documentazione idonea (legge, regolamento, ecc.) (art.179
TUEL)
2. Riscossione: È la fase successiva all’accertamento e consiste nel materiale introito delle somme che il
debitore deve all’ente (versate al tesoriere o ad altri incaricati) (art.180 TUEL)
3. Versamento: materiale trasferimento delle somme riscosse nelle casse dell’ente (art. 181 TUEL)
22) I regolamenti comunali
I regolamenti comunali sono delle disposizioni normative emanate dalle autorità locali, sulla base
dei principi generali stabiliti dalla legge, ma adeguati alla realtà della comunità e alle peculiarità del
territorio che li ha prodotti.
22) Funzioni e prerogative Presidente della Provincia
Il Presidente della Provincia, secondo l'articolo 50 del T.U.E.L., rappresenta l'ente, convoca e presiede
la Giunta, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici, e vigila sull'esecuzione degli
atti. Inoltre, convoca il Consiglio provinciale quando non è previsto un presidente del consiglio. Il
presidente della provincia nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuiscono e definiscono gli
incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo le modalità ed i criteri stabiliti dagli
articoli 109 e 110, nonché dai rispettivi statuti e regolamenti comunali e provinciali.
23) Il Consiglio Provinciale
Il Consiglio Provinciale, secondo l'art. 38 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali), è l'organo di
indirizzo e di controllo politico-amministrativo della Provincia. Svolge funzioni di approvazione e
deliberazione su atti fondamentali come statuto, regolamenti, piani finanziari, bilanci e rendiconto.
24) Funzioni del Direttore Generale e dei Dirigenti responsabili dei servizi
I responsabili dei servizi, secondo l'art. 107 del TUEL, sono i dirigenti che hanno la direzione degli
uffici e dei servizi dell'ente locale. Sono direttamente responsabili della correttezza amministrativa,
efficienza e risultati della gestione.
Il direttore generale, come previsto dall'articolo 108 del TUEL, è il responsabile della gestione
dell'ente locale e ha il compito di attuare le direttive degli organi di governo, sovrintendendo
all'organizzazione e alla gestione dell'ente. Le sue funzioni principali includono la gestione
finanziaria, tecnica e amministrativa, la predisposizione del piano dettagliato di obiettivi e la
proposta del piano esecutivo di gestione.
25) Concessione di servizi ed appalto di servizi
La principale differenza tra una concessione di servizi e un appalto di servizi risiede nel rischio e nel
corrispettivo. Nell'appalto, l'appaltatore esegue il servizio in cambio di un corrispettivo fisso, mentre
nella concessione, il concessionario assume sia la responsabilità esecutiva che gestionale, sopportando il
rischio economico legato alla domanda e alla gestione del servizio.
26) Principali tipi di atti emanati dagli organi di governo:
Ordinanze:
Sono atti monocratici emanati dal Sindaco o da altri funzionari delegati, spesso per affrontare situazioni
urgenti o per imporre determinati comportamenti.
Delibere:
Sono atti collegiali adottati dalla Giunta Comunale o dal Consiglio Comunale, esprimono la volontà
dell'ente locale in materia di indirizzo politico, e possono riguardare diversi aspetti, come la gestione del
bilancio, la programmazione urbanistica, o l'approvazione di regolamenti.
Determinazioni dirigenziali:
Sono atti di competenza dei dirigenti degli uffici comunali, riguardano l'esecuzione di decisioni già
adottate dagli organi politici e possono riguardare la gestione dei servizi pubblici.
Decreti:
Emanati dal Sindaco nell'ambito della sua qualità di Capo dell'amministrazione comunale.
Disposizioni del Sindaco:
Sono provvedimenti che il Sindaco emana per gestire l'amministrazione comunale.
Disposizioni del Segretario generale e del Direttore generale:
Sono atti emanati dai funzionari di livello dirigenziale per garantire il corretto funzionamento
dell'amministrazione comunale.
27) IL PEG (Piano Esecutivo di Gestione)
Il PEG è uno strumento di programmazione e gestione con cui l’organo operativo trasforma gli obiettivi
strategici definiti dal Consiglio in obiettivi operativi. Contiene oltre gli elementi essenziali (il
responsabile, gli obiettivi e gli stanziamenti), i valori finanziari, i dati quantitativi e parti descrittive. Il
PEG, dunque, dettaglia le previsioni contenute nel bilancio in capitoli, unità ancora più piccola dei
macroaggregati, per le spese, e alle categorie, per le entrate. Il PEG è redatto in termini di cassa e
competenza, è obbligatorio nei comuni oltre i 5000 abitanti e viene approvato dalla Giunta entro 20
giorni dall’approvazione del bilancio che attribuisce le risorse e gli obiettivi ai dirigenti (art.169, c. 1 e
3, TUEL).
28) Il sistema dei controlli
Il sistema dei controlli si articola in diverse tipologie:
- CONTROLLI DI LEGITTIMITA’ E DI MERITO relativamente alla rispondenza formale
dell’atto o dell’attività;
- CONTROLLI INTERNI all’amministrazione ed ESTERNI su soggetti diversi dalla P.A.;
- CONTROLLI ORDINARI, necessari e abituali, e STRAORDINARI a discrezione dell’ente.
I CONTROLLI AMMINISTRATIVI, invece, esaminano l’operato di organi amministrativi con
funzione di amministrazione attiva e concernono i controlli sugli atti, sui soggetti, sull’attività e sulla
gestione.
Tra i controlli interni, inoltre, si annoverano anche quelli sulla performance, sulla regolarità
amministrativa e contabile e sui dirigenti.
La Corte dei Conti è uno strumento di controllo esterno che valuta la rispondenza delle attività rispetto
agli obiettivi stabiliti per legge.
29) Funzioni della Provincia
Ai sensi dell’art. 19 del TUEL, spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse
provinciale che riguardino vaste zone intercomunali o l'intero territorio provinciale in settori che
vanno dalla pianificazione territoriale e ambientale alla gestione dei servizi pubblici di interesse
generale, alla promozione dello sviluppo economico e sociale. In particolare, le province si occupano
di viabilità, trasporti, tutela ambientale, valorizzazione del patrimonio culturale, e promozione
delle attività economiche. Inoltre, svolgono funzioni di coordinamento tra i comuni, di gestione
della rete scolastica, e di supporto agli enti locali.
30) Anticorruzione e trasparenza
L’azione amministrativa è sempre più votata all’affermazione del principio della trasparenza e
dell’anticorruzione. Per trasparenza s’intende un’accessibilità totale, anche in termini digitali con la
pubblicazione sui siti web istituzionali, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione e
delle azioni della pubblica amministrazione tra cui: l’accesso ai documenti amministrativi, l’obbligo
di motivazione dei provvedimenti e gli istituti della partecipazione al procedimento
amministrativo. Materia trasversale è quella dell’anticorruzione e tra i soggetti in primo piano a
svolgere un ruolo fondamentale c’è l’A.N.A.C. (Autorità nazionale anticorruzione). Uno dei compiti
fondamentali è quello dell’adozione del Piano nazionale anticorruzione, aggiornato annualmente, ma
con validità triennale, per prevenire i fenomeni corruttivi. L’Autorità gestisce, inoltre, la Banca dati
nazionale dei contratti pubblici e monitora l’intero sistema contrattualistico.
I soggetti operanti all’interno delle singole amministrazioni sono:
- l’organo di indirizzo politico che individua il Responsabile della prevenzione e della trasparenza;
- il Responsabile della prevenzione e della trasparenza;
- l’OIV (Organismo Indipendente di valutazione) che verifica la coerenza tra il PNA e gli obiettivi
stabiliti.
31) GLI ENTI
Il comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo
sviluppo (art. 3, co.2, TUEL). Tra le funzioni PROPRIE ci sono quelle che riguardano la popolazione e
il territorio nei settori organici; tra quelle CONFERITE servizi correlati ad interessi generali.
Gli organi principali sono:
-il CONSIGLIO COMUNALE, l’organo di indirizzo politico amministrativo (art. 42 TUEL);
- la GIUNTA, organo esecutivo, con competenza residuale (art. 47 TUEL), 5 anni, nominata dal
Sindaco;
- il Sindaco, organo monocratico, capo dell’amministrazione comunale (art. 50 TUEL), ufficiale di
governo, 5 anni.
La Provincia, ente che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo
(art. 3, co.3, TUEL). Svolge le funzioni amministrative che, nel rispetto dei principi di
SUSSIDARIETA’, ADEGUATEZZA e DIFFERENZIAZIONE non possono essere attribuiti al
Comune. Sono titolari sia di funzioni PROPRIE che CONFERITE. Tra quelle FONDAMENTALI:
-PIANIFICAZIONE TERRITORIALE;
-SERVIZI DI TRASPORTO;
-PROGRAMMAZIONE RETE SCOLASTICA;
-ELABORAZIONE DATI;
-EDILIZIA SCOLASTICA;
-CONTROLLO FENOMENI DISCRIMINATORI.
Il presidente della Provincia, eletto dai Sindaci e dai Consiglieri della Provincia, dura in carica 4 anni,
rappresenta l’ente, convoca e presiede il consiglio e l’assemblea, sovrintende al funzionamento dei
servizi, degli uffici e dell’esecuzione degli atti.
Il Consiglio, organo di indirizzo e controllo, i cui membri sono eletti dai consiglieri comunali dei comuni
della Provincia e restano in carica 2 anni.
L’Assemblea dei Sindaci, costituita dai Sindaci dei comuni appartenenti alla Provincia, ha poteri
propositivi, consultivi e di controllo. Inoltre, adotta o respinge lo Statuto.
32) LE FASI DEL PROCEDIMENTO
[Link] D’INIZIATIVA: prende avvio il procedimento e vengono introdotti sia l’interesse pubblico
PRIMARIO che gli interessi SECONDARI. Si possono avere procedimenti ad INIZIATIVA
PRIVATA, i cui atti tipici sono le ISTANZE, LE DENUNCE e i RICORSI o ad INIZIATIVA DI
UFFICIO che è AUTONOMA quando l’attività propulsiva promana dallo stesso organo prominente o
ETERONOMA quando promana da amministrazione diversa.
[Link] ISTRUTTORIA: si acquisiscono e si valutano i singoli dati pertinenti e rilevanti ai fini
dell’emanazione del provvedimento. Le attività tendono all’acquisizione dei fatti, degli interessi e
all’elaborazione degli stessi.
[Link] COSTITUTIVA: FASE DELIBERATIVA DEL PROCEDIMENTO in cui si determina il
contenuto dell’atto. Al termine di questa fase l’atto è PERFETTO.
[Link] D’INTEGRAZIONE DELL’EFFICACIA: l’atto perfetto diviene efficace. Rientrano gli atti di
CONTROLLO e COMUNICAZIONE.
33) I PRINICPI DI CUI ALLA LEGGE SUL PROCEDIMENTO (art.1 L.241\1990)
[Link] DI LEGALITA’: conformità dell’azione amministrativa alla normativa espressa;
[Link] DEL GIUSTO PROCEDIMENTO: diritto di partecipazione degli interessati;
[Link] DI SEMPLIFICAZIONE: eliminazione degli oneri informativi o delle fasi
procedimentali che appaiono sovrabbondanti;
[Link] DI NON AGGRAVAMENTO DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
(art.1, co.2, L. 241\1990) se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento
dell’istruttoria;
[Link] DI CONCLUSIONE ESPLICITA DEL PROCEDIMENTO (art.2, L.241\1990);
[Link] GENERALE DI MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO
(art. 3, L.241\1990)
[Link] TELEMATICA NELL’AZIONE AMMINISTRATIVA (art.3 bis, L.241\1990).
34) ELEMENTI ACCIDENTALI E STRUTTURA DELL’ATTO AMMINISTRATIVO
Gli elementi accidentali possono essere apposti ad atti discrezionali purché non ne alterino il contenuto
tipico e sono:
[Link] CONDIZIONE: avvenimento futuro ed incerto al cui verificarsi inizierà o cesserà l’efficacia
dell’atto;
[Link] TERMINE: momento futuro e certo a partire dal quale o fino al quale l’atto avrà efficacia;
[Link]: obbligo posto a carico del destinatario;
[Link]: facoltà della P.A. di adottare futuri provvedimenti in relazione ad un dato atto.
Per ciò che concerne l’atto amministrativo, questo si compone delle seguenti parti:
-INTESTAZIONE: indicazione dell’autorità da cui l’atto promana;
-PREAMBOLO: norme o regolamenti in base ai quali l’atto è stato adottato;
-MOTIVAZIONE: indicazione degli interessi coinvolti. A tal proposito, si parla, inoltre, di presupposti
di fatto, ossia degli elementi acquisiti durante l’istruttoria e che sono oggetto di valutazione della P.A.; le
ragioni giuridiche comprendono le argomentazioni condotte sul piano del diritto ossia le norme da
considerare applicabili nella fattispecie concreta all’esame dell’amministrazione procedente. La RATIO
va individuata nell’esigenza di garantire agli interessati la ricostruzione dell’iter logico seguito
dall’amministrazione.
-DISPOSITIVO: parte precettiva dell’atto;
-LUOGO E DATA DI EMANAZNIONE;
-SOTTOSCRIZIONE.
35) IL SILENZIO AMMINISTRATIVO
Ai sensi dell’art.2 L. 241\1990, la P.A. ha l’obbligo di concludere il procedimento con un
provvedimento espresso determinando l’illegittimità dei comportamenti omissivi e delle inerzie della
P.A. ed attribuendo al privato un vero e proprio diritto alla conclusione del procedimento.
Vi sono dei casi in cui la legge attribuisce al silenzio della P.A. un valore significativo:
-SILENZIO ASSENSO che equivale all’accoglimento dell’istanza;
-SILENZIO DINIEGO ossia il diniego di accoglimento dell’istanza o ricorso per cui decorsi
inutilmente 30 giorni dalla richiesta d’accesso ai documenti questa s’intende respinta;
-SILENZIO DEVOLUTIVO quando il silenzio di una P.A. comporta l’attribuzione della competenza
ad altre autorità;
-SILENZIO INADEMPIMENTO quando la P.A. di fronte alla richiesta di un provvedimento da parte
del privato abbia omesso di provvedere entro i termini previsti dalla legge.
36) VIZI ATTO AMMINISTRATIVO
INVALIDITA’ (VEDI SOPRA)
-NULLITA’: quando manca degli elementi essenziali; quando è viziato da difetto assoluto di
attribuzione; adottato in violazione o elusione del giudicato;
-ILLEGITTIMO: vizio degli elementi essenziali;
-INCOMPETENZA ASSOLUTA: quando l’atto adottato dalla P.A. è inerente ad una materia riservata
ad altro potere dello stato;
-INCOMPETENZA RELATIVA: quando un organo amministrativo invade la sfera di un altro organo
appartenente allo stesso settore amministrativo o comunque allo stesso ente.
37) TEMPISTICA PROCEDIMENTALE (art.2 L.241\1990)
Il termine generale è di 30 giorni per le amministrazioni statali; possono essere individuati termini non
superiori a 90 giorni in presenza di particolari presupposti. Il termine di 90 giorni può essere ampliato
fino a 180 giorni mediante D.P.C.M. Il mancato rispetto dei termini procedimentali (art. 2 bis) comporta
il danno ingiusto cagionato nei confronti dell’interessato.
38) IL PRINCIPIO DI PARTECIPAZIONE (TRASPARENZA, ECONOMICITA’, EFFICACIA,
IMPARZIALITA’)
La comunicazione di avvio del procedimento va effettuata sia nei confronti dei destinatari del
provvedimento finale che dei soggetti che per legge devono intervenire nel procedimento e dei terzi che
possono ricevere un pregiudizio del provvedimento finale.
39) LA CONFERENZA DEI SERVIZI (artt. 14 e ss. L.241\1990)
È una forma di cooperazione tra le pubbliche amministrazioni che ha lo scopo di realizzare attraverso
l’esame contestuale dei vari interessi pubblici coinvolti la semplificazione di taluni procedimenti. Vi
sono:
-la CONFERENZA ISTRUTTORIA che porta all’esame contestuale di vari interessi pubblici;
-DECISORIA in cui vengono assunte decisioni concordate. Questa si svolge in forma
SEMPLIFICATA e ASINCRONA (senza riunioni fisiche); solo quando estremamente necessaria
questa è convocata in forma SIMULTANEA e in modalità SINCRONA;
-PRELIMINARE per progetti di particolare intensità.
40) Nella Provincia chi è direttamente responsabile, in via esclusiva, in relazione agli obiettivi
dell'ente, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione (DLGS
267/2000 art. 107)?
L'articolo 107 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali - TUEL) stabilisce che ai dirigenti compete la direzione degli uffici e
dei servizi dell'ente locale, secondo i criteri e le norme dettati dagli statuti e dai regolamenti. In
particolare, il comma 6 di questo articolo afferma che i dirigenti sono direttamente responsabili, in via
esclusiva, per la correttezza amministrativa, l'efficienza e i risultati della gestione dell'ente.
41) Chi, all’interno della Provincia, svolge stabilmente un'attività di controllo sull'adempimento
degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente (DLGS 33/13 art. 43)?
All'interno della Provincia, la figura che svolge stabilmente un'attività di controllo sull'adempimento
degli obblighi di pubblicazione previsti dal [Link]. 33/13 è il Responsabile per la prevenzione della
corruzione e della trasparenza, di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190.
42) Il pubblico dipendente deve seguire un ordine nella trattazione delle pratiche d’ufficio e, nel
caso, quale? (Codice di comportamento DPR 62/13 art. 12)
Il dipendente pubblico è tenuto a rispettare un ordine nella trattazione delle pratiche di ufficio per
garantire il buon andamento dell'attività amministrativa e la tutela dei diritti dei cittadini. L'articolo 12
del Codice di comportamento (DPR 62/13) non specifica un ordine preciso, oltre ma sottolinea
l'importanza di agire con diligenza, efficienza e trasparenza nella gestione delle pratiche.
43) Come è accertato il risultato contabile di amministrazione (DLGS 267/2000 art. 186)?
Il risultato contabile di amministrazione, come definito dall'articolo 186 del DLGS 267/2000, si accerta
con l'approvazione del rendiconto dell'ultimo esercizio chiuso. È pari al fondo di cassa aumentato dei
residui attivi e diminuito dei residui passivi. Questo risultato riflette la situazione finanziaria dell'ente al
termine dell'esercizio e costituisce una sintesi delle operazioni di cassa e delle attività finanziarie, come
entrate e spese, debiti e crediti.
44) In caso di falsa attestazione di servizio, falsità documentale o dichiarativa, gravi condotte
aggressive, insufficiente rendimento, quale sanzione disciplinare si applica al dipendente (art.
55quater comma 3 del DLGS 165/2001)?
In base all'articolo 55-quater, comma 3, del decreto legislativo 165/2001, in caso di falsa attestazione
di servizio, falsità documentale o dichiarativa, gravi condotte aggressive o insufficiente rendimento, la
sanzione disciplinare applicabile al dipendente è il licenziamento.
45) Le determinazioni dirigenziali devono essere motivate e in tal caso in cosa deve consistere la
motivazione?
Le determinazioni dirigenziali, come altri atti amministrativi, devono essere motivate e la motivazione
deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno portato alla decisione. In pratica, la
motivazione serve a spiegare perché l'atto è stato emanato in quel modo, consentendo di capire il
percorso logico-giuridico seguito dall'amministrazione.
46) A chi compete l’apposizione del visto di regolarità contabile sulle determinazioni dirigenziali
(DLGS 267/2000 art. 153?
Il visto di regolarità contabile sulle determinazioni dirigenziali, in base all'articolo 153 del DLGS
267/2000, compete al Responsabile del servizio finanziario (o un soggetto a cui è delegata tale
competenza). Questo visto attesta che la spesa prevista nella determinazione è coperta finanziariamente e
che la stessa è conforme alle regole contabili.
47) Cosa si intende nel GDPR per dato personale ([Link] UE 679/2016 art. 4)?
Nel Regolamento UE 679/2016 (GDPR), un dato personale si definisce come qualsiasi informazione che
riguarda una persona fisica identificata o identificabile, direttamente o indirettamente (art. 4). Ciò
significa che può essere una semplice informazione che identifica direttamente una persona (es. nome,
cognome) o anche un'informazione che, combinata con altre, consente di identificare una persona.
48) Come deve essere denominata nella home page della Provincia la sezione al cui interno sono
contenuti i dati, le informazioni e i documenti pubblicati ai sensi del DLGS 33/13 sulla
trasparenza amministrativa (DLGS 33/13 art. 9)?
La sezione dedicata alla trasparenza deve essere denominata "Amministrazione trasparente" e deve
contenere tutti i dati, le informazioni e i documenti pubblicati ai sensi del DLgs 33/2013.
49) Le funzioni degli organi di governo e quelle dei dirigenti (DLGS 165/01 art. 4)
L'articolo 4 del [Link]. 165/2001 stabilisce la distinzione tra le funzioni degli organi di governo e quelle
dei dirigenti. Gli organi di governo hanno funzioni di indirizzo politico-amministrativo, mentre i
dirigenti svolgono funzioni di gestione e attuazione.
50) Gli accordi di programma
Gli accordi di programma sono convenzioni stipulate tra enti territoriali (regioni, province, comuni) e
altre amministrazioni pubbliche per coordinare le attività finalizzate alla realizzazione di opere,
interventi o programmi di intervento che richiedono un'azione integrata. Sono uno strumento
amministrativo per la concertazione e il raccordo delle competenze e attività delle diverse
amministrazioni, con l'obiettivo di raggiungere risultati in modo più efficiente ed efficace.
51) Pareri dei responsabili dei servizi sulle proposte di deliberazione
L'articolo 49 del Decreto Legislativo 267/2000 (TUEL) stabilisce che per ogni proposta di
deliberazione sottoposta a Giunta e Consiglio, che non sia un mero atto di indirizzo, devono essere
espressi pareri dai responsabili dei servizi. In particolare, il responsabile del servizio interessato esprime
un parere sulla regolarità tecnica, mentre il responsabile di ragioneria un parere sulla regolarità contabile
se l'atto ha riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'ente.
52) Gli istituti di semplificazione
Gli istituti di semplificazione dell'attività amministrativa sono strumenti volti a rendere più snelle e rapide le
procedure amministrative, riducendo i tempi e i costi per i cittadini e le imprese. Tra questi, ricordiamo la
conferenza di servizi, gli accordi tra pubbliche amministrazioni, il silenzio-devolutivo e il silenzio-assenso,
oltre a strumenti più recenti come l'uso di piattaforme digitali e la semplificazione normativa.
Elaborazione:
Conferenza di servizi:
È uno strumento che permette di riunire in un unico procedimento tutti i soggetti interessati all'emanazione di
un determinato atto amministrativo, favorendo il coordinamento e la semplificazione delle procedure.
Accordi tra pubbliche amministrazioni:
Consentono di definire modalità di collaborazione e coordinamento per l'esercizio di competenze
amministrative di interesse comune, riducendo la frammentazione e la duplicazione di attività.
Silenzio-devolutivo e silenzio-assenso:
Sono istituti che consentono di risolvere le controversie amministrative senza dover necessariamente
ricorrere a un giudizio. Il silenzio-devolutivo prevede che, in mancanza di un parere entro un determinato
termine, la pratica si consideri conclusa. Il silenzio-assenso, invece, prevede che in mancanza di risposta a
una richiesta, l'atto si ritenga approvato.
Piattaforme digitali:
La diffusione di portali e applicazioni online permette di effettuare molte pratiche amministrative online,
riducendo la necessità di spostarsi fisicamente e di attendere in fila.
Semplificazione normativa:
La semplificazione delle leggi e dei regolamenti amministrativi aiuta a rendere le procedure più chiare e
intuitive, riducendo il rischio di errori e controversie.
53) Convenzioni tra enti locali
L'articolo 30 del T.U.E.L. (Testo Unico delle Enti Locali) regola le convenzioni tra enti locali,
permettendo loro di coordinare lo svolgimento di determinate funzioni e servizi. Queste convenzioni
devono stabilire fini, durata, modalità di consultazione, rapporti finanziari e obblighi reciproci tra gli enti
coinvolti. Inoltre, possono prevedere la costituzione di uffici comuni, la delega di funzioni o la gestione
di servizi o opere a tempo determinato, anche mediante disciplinari-tipo.
54) Funzione e i principali contenuti dello statuto provinciale
La funzione dello statuto provinciale è definire le norme fondamentali per l'organizzazione e il
funzionamento della Provincia, regolando le competenze degli organi, le forme di partecipazione dei
cittadini e le modalità di esercizio della rappresentanza legale dell'ente. Il suo contenuto principale
riguarda l'assetto istituzionale, le competenze degli organi (Consiglio Provinciale, Presidente, Giunta), le
forme di partecipazione popolare, la disciplina delle attività della Provincia e le modalità di gestione del
bilancio.
55) Ruolo e funzioni del direttore generale della Provincia
Il Direttore Generale della Provincia ha il compito di attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli
organi di governo, secondo le direttive impartite dal Presidente della Provincia, e di sovrintendere alla
gestione dell'ente. In sostanza, è un punto di riferimento operativo e strategico per la gestione quotidiana
e la pianificazione a lungo termine della Provincia.
56) Atti amministrativi che non sono provvedimenti
Gli atti amministrativi che non sono provvedimenti, o atti non decisionali, sono tutti gli atti amministrativi
che non hanno l'effetto di incidere direttamente sulla sfera giuridica dei destinatari e non comportano una
decisione amministrativa vincolante.
Esempi di atti amministrativi che non sono provvedimenti:
Atti preparatori:
atti che preparano la decisione finale, come gli atti di istruttoria, le comunicazioni, le richieste di pareri,
etc.
Atti di conoscenza:
atti con i quali la pubblica amministrazione prende atto di fatti o situazioni, senza adottare una
decisione o un provvedimento.
Atti endoprocedimentali:
atti che si svolgono durante il procedimento amministrativo, ma non hanno l'effetto di concludere il
procedimento o di incidere sulla sfera giuridica del destinatario.
Atti di giudizio:
atti con i quali la pubblica amministrazione esprime un giudizio o un parere, ma non adotta una
decisione o un provvedimento.
Atti di volontà paritetici:
atti con i quali la pubblica amministrazione, tenuta a far fronte a un obbligo, ne determina
unilateralmente il contenuto.
Atti dichiarativi:
atti con i quali la pubblica amministrazione dichiara o attesta un fatto o una situazione.
57) La pubblicazione delle deliberazioni provinciali
L'articolo 124 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) regola la pubblicazione delle deliberazioni
comunali e provinciali. In base a questo articolo, tutte le deliberazioni devono essere pubblicate all'albo
pretorio della sede dell'ente per 15 giorni consecutivi. Questa pubblicazione è fondamentale per garantire
la trasparenza e il diritto di accesso agli atti amministrativi.
58) Funzioni e responsabilità dei dirigenti provinciali
I dirigenti provinciali svolgono un ruolo chiave nell'amministrazione territoriale, adottando atti e
provvedimenti che impegnano l'ente verso l'esterno e gestendo risorse finanziarie, umane e
strumentali. Sono responsabili in via esclusiva della gestione e dei risultati dell'attività amministrativa.
59) Controllo di regolarità amministrativa e contabile Articolo 147-bis
1. Il controllo di regolarità amministrativa e contabile è assicurato, nella fase preventiva della formazione
dell'atto, da ogni responsabile di servizio ed è esercitato attraverso il rilascio del parere di regolarità
tecnica attestante la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa. Il controllo contabile è
effettuato dal responsabile del servizio finanziario ed è esercitato attraverso il rilascio del parere di
regolarità contabile e del visto attestante la copertura finanziaria.
2. Il controllo di regolarità amministrativa è inoltre assicurato, nella fase successiva, secondo principi
generali di revisione aziendale e modalità definite nell'ambito dell'autonomia organizzativa dell'ente,
sotto la direzione del segretario, in base alla normativa vigente. Sono soggette al controllo le
determinazioni di impegno di spesa, i contratti e gli altri atti amministrativi, scelti secondo una selezione
casuale effettuata con motivate tecniche di campionamento.
3. Le risultanze del controllo di cui al comma 2 sono trasmesse periodicamente, a cura del segretario, ai
responsabili dei servizi, unitamente alle direttive cui conformarsi in caso di riscontrate irregolarità,
nonché ai revisori dei conti e agli organi di valutazione dei risultati dei dipendenti, come documenti utili
per la valutazione, e al consiglio comunale.
60) Documento unico di programmazione (DUP)
Il Documento Unico di Programmazione (DUP) è il principale strumento di programmazione per gli enti
locali, come i comuni. È il presupposto necessario per tutti gli altri documenti di programmazione, come
il bilancio di previsione, e guida la programmazione strategica e operativa dell'ente locale.
Elaborazione e contenuto del DUP:
Redazione:
La giunta comunale redige il DUP e lo presenta al consiglio comunale entro il 31 luglio di ogni anno.
Contenuti:
Il DUP contiene:
Sezione strategica: Definisce gli obiettivi strategici dell'ente locale per il mandato
amministrativo.
Sezione operativa: Definisce i programmi di attività e le risorse necessarie per raggiungere
gli obiettivi strategici.
61) Finalità del testo unico del pubblico impiego
La finalità principale del Testo Unico del Pubblico Impiego (TUPI), il Decreto Legislativo 165/2001, è
quella di modernizzare e razionalizzare la disciplina dei rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche
amministrazioni. In altre parole, mira a rendere più efficiente e moderno il modo in cui le amministrazioni
gestiscono i dipendenti pubblici, garantendo al contempo la migliore utilizzazione delle risorse umane.
62) Servizio economico-finanziario (153 TUEL)
Con il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi sono disciplinati l'organizzazione del servizio
finanziario, o di ragioneria o qualificazione corrispondente, secondo le dimensioni demografiche e
l'importanza economico finanziaria dell'ente. Al servizio è affidato il coordinamento e la gestione dell'attività
finanziaria.
2. È consentito stipulare apposite convenzioni tra gli enti per assicurare il servizio a mezzo di strutture
comuni
5. Il regolamento di contabilità disciplina le modalità con le quali vengono resi i pareri di regolarità contabile
sulle proposte di deliberazione ed apposto il visto di regolarità contabile sulle determinazioni dei soggetti
abilitati. Il responsabile del servizio finanziario effettua le attestazioni di copertura della spesa in relazione
alle disponibilità effettive esistenti negli stanziamenti di spesa e, quando occorre, in relazione allo stato di
realizzazione degli accertamenti di entrata vincolata secondo quanto previsto dal regolamento di contabilità.
63) Il rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione
Il pubblico impiego è il rapporto di lavoro che lega un soggetto alla pubblica amministrazione. Le
Amministrazioni pubbliche sono costituite da tutte le amministrazioni dello stato, compresi: - istituti e scuole
di ogni ordine e grado e le istituzioni educative - aziende e amministrazioni dello Stato ad ordinamento
autonomo - Regioni, Province, Comuni e Comunità montane - Istituzioni universitarie - Istituti autonomi di
case popolari - Camere di commercio industria, artigianato e agricoltura - enti pubblici non economici
nazionali, regionali e locali - Aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale.
Il rapporto di lavoro pubblico è un rapporto di lavoro speciale, perché intercorre tra una pubblica
amministrazione e un soggetto privato. Questa peculiarità trova fondamento nelle norme costituzionali che si
riferiscono alla figura del dipendente pubblico. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede
mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge. Questa norma (art. 97, co. 3 Cost. It.) costituisce la
regola generale su cui si basa l’instaurazione di un rapporto di impiego con la pubblica amministrazione.
Esistono peraltro eccezioni, cioè casi in cui il rapporto di impiego non è subordinato a un concorso (vedi
capitolo “Assunzioni senza concorso”). Inoltre, dagli anni ’90 si è assistito a una progressiva riconduzione
della disciplina del rapporto di lavoro pubblico al diritto privato. In particolare, il [Link] n. 165/2001
(“Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”) che
costituisce il testo unico di riferimento, insieme alle modifiche apportate in anni recenti, prevede che le
amministrazioni pubbliche possano avvalersi delle forme contrattuali di assunzione flessibile e che incarichi
di funzioni dirigenziali possano essere conferiti a tempo determinato e con contratto di diritto privato.
64) Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza
Il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) è un funzionario di una
pubblica amministrazione nominato per gestire e monitorare le attività legate alla prevenzione della
corruzione e al rispetto delle normative sulla trasparenza. In generale, è scelto tra i dirigenti di ruolo in
servizio, con autonomia e poteri adeguati a svolgere le sue funzioni, secondo quanto stabilito dalla legge
190/2012.
65) Regole per l'assunzione di impegni e per l'effettuazione di spese 191 TUEL
Gli enti locali possono effettuare spese solo se sussiste l'impegno contabile registrato sul competente
programma del bilancio di previsione e l'attestazione della copertura finanziaria di cui all'articolo 153,
comma 5. Nel caso di spese riguardanti trasferimenti e contributi ad altre amministrazioni pubbliche,
somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, il responsabile del procedimento di spesa
comunica al destinatario le informazioni relative all'impegno. La comunicazione dell'avvenuto impegno e
della relativa copertura finanziaria, riguardanti le somministrazioni, le forniture e le prestazioni professionali,
è effettuata contestualmente all'ordinazione della prestazione con l'avvertenza che la successiva fattura deve
essere completata con gli estremi della suddetta comunicazione. Fermo restando quanto disposto al comma
4, il terzo interessato, in mancanza della comunicazione, ha facoltà di non eseguire la prestazione sino a
quando i dati non gli vengano comunicati.
66) PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE 169 TUEL
La giunta delibera il piano esecutivo di gestione (PEG) entro venti giorni dall'approvazione del bilancio di
previsione, in termini di competenza. Con riferimento al primo esercizio il PEG è redatto anche in termini di
cassa. Il PEG è riferito ai medesimi esercizi considerati nel bilancio, individua gli obiettivi della gestione ed
affida gli stessi, unitamente alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei servizi.
2. Nel PEG le entrate sono articolate in titoli, tipologie, categorie, capitoli, ed eventualmente in articoli,
secondo il rispettivo oggetto. Le spese sono articolate in missioni, programmi, titoli, macroaggregati, capitoli
ed eventualmente in articoli. I capitoli costituiscono le unità elementari ai fini della gestione e della
rendicontazione, e sono raccordati al quarto livello del piano dei conti finanziario di cui all'art. 157.
67) Bilancio di previsione
1. Gli enti locali deliberano annualmente il bilancio di previsione finanziario riferito ad almeno un triennio,
comprendente le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio del periodo considerato e le
previsioni di competenza degli esercizi successivi, osservando i principi contabili generali e applicati allegati
al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni. L'unità temporale della gestione è
l'anno finanziario, che inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre dello stesso anno; dopo tale termine non
possono più effettuarsi accertamenti di entrate e impegni di spesa in conto dell'esercizio scaduto. Se il
bilancio di previsione non è approvato dal Consiglio entro il 31 dicembre dell'anno precedente, la gestione
finanziaria dell'ente si svolge nel rispetto dei principi applicati della contabilità finanziaria riguardanti
l'esercizio provvisorio o la gestione provvisoria. Nel corso dell'esercizio provvisorio o della gestione
provvisoria, gli enti gestiscono gli stanziamenti di competenza previsti nell'ultimo bilancio approvato per
l'esercizio cui si riferisce la gestione o l'esercizio provvisorio, ed effettuano i pagamenti entro i limiti
determinati dalla somma dei residui al 31 dicembre dell'anno precedente e degli stanziamenti di competenza
al netto del fondo pluriennale vincolato. L'unità di voto del bilancio per l'entrata è la tipologia e per la spesa è
il programma, articolato in titoli. 2. Il bilancio di previsione finanziario ha carattere autorizzatorio,
costituendo limite, per ciascuno degli esercizi considerati: a) agli accertamenti e agli incassi riguardanti le
accensioni di prestiti; b) agli impegni e ai pagamenti di spesa. Non comportano limiti alla gestione le
previsioni riguardanti i rimborsi delle anticipazioni di tesoreria e le partite di giro. Le previsioni di entrata del
bilancio di previsione sono classificate, secondo le modalità indicate all'art. 15 del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, in: a) titoli, definiti secondo la fonte di provenienza delle entrate; b) tipologie, definite
in base alla natura delle entrate, nell'ambito di ciascuna fonte di provenienza. Il fondo è utilizzato, con
deliberazioni dell'organo esecutivo da comunicare all'organo consiliare nei tempi stabiliti dal regolamento di
contabilità, nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio o le dotazioni degli interventi di
spesa corrente si rivelino insufficienti.
68) Classificazione entrate e spese
Le spese possono essere ulteriormente suddivise in missioni, programmi, macroaggregati, capitoli e, infine,
articoli. I capitoli costituiscono l'unità elementare di bilancio per la gestione e la rendicontazione, e sono
raccordati al piano dei conti finanziario. Le categorie di entrate possono essere ulteriormente suddivise in
capitoli e articoli per consentire una maggiore precisione nella gestione e nel rendiconto delle entrate.
69) Nuovo codice dei contratti pubblici, in particolare del principio della fiducia
L’attribuzione e l’esercizio del potere nel settore dei contratti pubblici si fonda sul principio della reciproca
fiducia nell’azione legittima, trasparente e corretta dell’amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori
economici.
2. Il principio della fiducia favorisce e valorizza l’iniziativa e l’autonomia decisionale dei funzionari
pubblici, con particolare riferimento alle valutazioni e alle scelte per l’acquisizione e l’esecuzione delle
prestazioni secondo il principio del risultato.
70) Il controllo di gestione
Il controllo di gestione negli enti locali è uno strumento strategico che monitora e valuta la gestione
finanziaria e operativa per garantire l'efficienza e l'efficacia nell'erogazione dei servizi pubblici. Questo
processo coinvolge responsabili dei servizi, organi di direzione politica e utilizza indicatori di performance
per valutare il raggiungimento degli obiettivi.
71) I residui attivi e passivi
Residui attivi:
Sono le somme accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio.
Rappresentano crediti dell'ente locale nei confronti di terzi.
Possono riguardare entrate accertate ma non ancora riscosse, oppure entrate riscosse ma non ancora
versate.
Vengono mantenuti nel bilancio se sussistono i presupposti giuridici e contabili per la loro
esigibilità.
Vengono ricogniti annualmente per verificare la fondatezza giuridica e l'affidabilità della loro
esigibilità.
Residui passivi:
Sono le somme impegnate, liquidate o liquidabili nel corso dell'esercizio, ma non pagate.
Rappresentano debiti dell'ente locale verso terzi.
Vengono mantenuti nel bilancio se sussistono i presupposti giuridici e contabili per la loro
esigibilità.
Vengono ricogniti annualmente per verificare la fondatezza giuridica e l'affidabilità della loro
esigibilità.
72) Determinazione a contrarre
La "determinazione a contrattare", nota anche come "decisore a contrarre" nel nuovo Codice Appalti, è un
atto amministrativo che precede l'avvio di un procedimento di affidamento di un contratto pubblico. Serve a
definire gli elementi essenziali del contratto, come l'oggetto, l'importo, la procedura da seguire e le ragioni
della scelta. La determinazione a contrattare è un atto interno, cioè, rivolto esclusivamente alla stazione
appaltante, a differenza del bando di gara che invece ha rilevanza esterna.
73) Il consiglio provinciale
Il consiglio provinciale; è composto dal presidente della provincia e da un numero di consiglieri variabile
in base alla popolazione residente:
- 16 consiglieri, se la popolazione è superiore a 700.000 abitanti;
- 12 consiglieri, se la popolazione è compresa tra 300.000 e 700.000 abitanti;
- 10 consiglieri, se la popolazione è inferiore a 300.000 abitanti.
È l'organo di indirizzo e controllo, approva regolamenti, piani, programmi e approva o adotta ogni altro atto
ad esso sottoposto dal presidente della provincia; ha altresì potere di proposta dello statuto e poteri decisori
finali per l'approvazione del bilancio. Per il consiglio provinciale hanno diritto di elettorato attivo e passivo i
sindaci e i consiglieri dei comuni della provincia. La durata del consiglio provinciale è più breve di quella del
presidente della provincia, in quanto il consiglio resta in carica due anni. Il sistema elettorale è del tutto
analogo a quello previsto per l'elezione del consiglio metropolitano ossia l’elezione diretta a suffragio
universale.
74) Digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti nel nuovo codice dei contratti pubblici
La digitalizzazione dell’intero ciclo di vita di un contratto pubblico comporta che le fasi di programmazione,
progettazione, pubblicazione, affidamento ed esecuzione vengano gestite mediante piattaforme di
approvvigionamento digitale certificate. Di conseguenza, una stazione appaltante o un ente concedente che
intende affidare un contratto di appalto o concessione, di qualunque importo, deve ricorrere ad una
piattaforma di approvvigionamento digitale certificata per provvedere a tale affidamento.
75) Comportamento dei dipendenti pubblici
l codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a cui dovrebbero conformarsi tutti i dipendenti pubblici,
stabilisce una serie di obblighi e principi riguardanti il comportamento sia in servizio che nei rapporti con il
pubblico. Questi includono diligenza, lealtà, imparzialità, buona condotta, rispetto della legge e delle regole
interne dell'amministrazione, nonché l'obbligo di agire con integrità e trasparenza.
Comportamento in servizio:
Diligenza:
Il dipendente deve svolgere le proprie funzioni con impegno e assiduità, senza ritardare o delegare il
compimento di attività o decisioni che gli competono, salvo giustificato motivo.
Rispetto dei tempi:
Il dipendente deve rispettare i termini previsti per la conclusione dei procedimenti amministrativi.
Uso dei mezzi dell'amministrazione:
Il dipendente deve utilizzare i mezzi, le attrezzature, i servizi telematici e telefonici dell'ufficio in modo
appropriato e nel rispetto delle disposizioni dell'amministrazione.
Assenza dal lavoro:
Le assenze dal lavoro devono essere limitate a quelle strettamente necessarie e devono essere comunicate
secondo le disposizioni contrattuali.
Imparzialità:
Il dipendente deve agire in modo imparziale, evitando comportamenti che possano pregiudicare la
correttezza e l'efficienza dell'azione amministrativa.
Confidenzialità:
Il dipendente non deve diffondere informazioni riservate di cui è venuto a conoscenza per ragioni di ufficio.
76) Compiti del responsabile unico del progetto
Il Responsabile Unico di Progetto (RUP), ai sensi dell'articolo 15 del Codice dei Contratti, ha il compito di
assicurare il completamento dell'intervento pubblico entro i termini previsti e nel rispetto degli obiettivi. Il
RUP coordina tutte le fasi del progetto, dalla programmazione all'esecuzione, e si assicura che siano rispettati
i tempi, i costi e la qualità richiesta.
77) Cause esclusione contratti pubblici
Cause di esclusione automatica (art. 94):
Condanne per reati specifici:
Condanne con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile per reati come
associazione a delinquere, corruzione, frode, riciclaggio, terrorismo, e altri reati che comportano l'incapacità
di contrattare con la pubblica amministrazione.
Ragioni di decadenza, sospensione o divieto previste dal codice delle leggi antimafia:
Sanzioni che impediscono agli operatori economici di contrattare con la pubblica amministrazione.
Mancanza di idoneità tecnico-professionale, esperienza inadeguata, false dichiarazioni:
Avere un livello di esperienza o capacità tecnico-professionale non adeguato all'appalto, presentare
dichiarazioni false o fuorvianti.
Altre cause di esclusione specifiche:
Si possono verificare altre cause di esclusione determinate da leggi specifiche o regolamenti.
Cause di esclusione non automatica (art. 95):
Grave negligenza o imprudenza professionale:
Comportamenti che dimostrano una mancanza di attenzione e diligenza nella conduzione delle attività
professionali.
Gravi infrazioni di norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ambientali, sociali e del
lavoro:
Violazioni gravi di normative che possono mettere a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori o
l'ambiente.
Conflitto di interesse, distorsione della concorrenza:
Situazioni in cui l'operatore economico ha un interesse personale o professionale che potrebbe influenzare la
sua partecipazione alla gara o che potrebbero danneggiare la concorrenza.
Illecito professionale grave:
Attività che possono mettere in dubbio l'affidabilità e l'integrità dell'operatore economico.
Gravi violazioni non definitivamente accertate agli obblighi relativi al pagamento di imposte e
tasse o contributi previdenziali:
Ritardi o mancati pagamenti di importi significativi che possono mettere in dubbio la stabilità finanziaria
dell'operatore economico.
78) Rendiconto della gestione (art. 227 TUEL)
Il rendiconto della gestione, secondo l'art. 227 del TUEL, è un documento contabile che illustra i risultati
finanziari e patrimoniali di un ente locale in un determinato esercizio finanziario. Esso include il conto del
bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale, ed è approvato dal consiglio comunale entro il 30 aprile
dell'anno successivo alla chiusura dell'esercizio.
79) Novità Nuovo Codice dei contratti pubblici
Il nuovo Codice degli Appalti mette a regime le deroghe varate durante la pandemia per accelerare
l’assegnazione degli appalti di piccolo/medio importo e, in particolare, stabilizza le soglie previste per
l’affidamento diretto e per le procedure negoziate introdotte dal Decreto Semplificazioni.
Il Codice ha un approccio decisamente innovativo, caratterizzato dall’enunciazione di numerosi principi
generali, tra i quali ne emergono due che assumono un ruolo di primaria importanza: il principio del
risultato ed il principio della fiducia.
Il nuovo testo risponde ai requisiti di:
Semplificazione
Accelerazione
Digitalizzazione
Tutela
80) Le entrate tributarie della Provincia
Le entrate tributarie di competenza della provincia includono l'OSAP (Canone Unico Patrimoniale per
l'occupazione di spazi ed aree pubbliche), l'IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione), e l'imposta sulle
assicurazioni RC Auto. In aggiunta, le province possono anche avere entrate derivanti da tributi regionali
come l'addizionale provinciale all'IRPEF e dalla compartecipazione al gettito IRPEF.
81) Subappalto e dell'avvalimento nel nuovo codice dei contratti pubblici
Nel nuovo codice dei contratti pubblici ([Link]. 36/2023), l'avvalimento e il subappalto sono istituti che si
distinguono, ma presentano alcuni aspetti in comune. L'avvalimento permette di utilizzare i requisiti di altre
imprese (ausiliarie) per partecipare a una gara, mentre il subappalto prevede l'affidamento di parte delle
prestazioni dell'appalto a terzi. L'avvalimento può essere utilizzato non solo per acquisire requisiti mancanti,
ma anche per ottenere un punteggio più elevato in sede di valutazione dell'offerta (avvalimento "premiale").
82) Utilizzo delle tecnologie informatiche, dei mezzi di informazione e dei social secondo quanto
dettato dal codice di comportamento dei dipendenti pubblici
L'articolo 11 del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, in particolare gli articoli 11-bis e 11-ter,
regola l'uso delle tecnologie informatiche, dei mezzi di informazione e dei social media. L'obiettivo è
garantire il corretto uso di questi strumenti, tutelando la privacy, la sicurezza e l'immagine della pubblica
amministrazione.
Utilizzo delle tecnologie informatiche (art. 11-bis):
Uso per attività lavorative:
Le tecnologie informatiche (computer, email, ecc.) fornite dall'amministrazione devono essere utilizzate
esclusivamente per attività lavorative o ad esse riconducibili.
Restrizioni:
L'utilizzo per scopi personali è ammesso solo in tempi ristretti e senza pregiudicare i compiti istituzionali.
Privacy e sicurezza:
È vietato divulgare o diffondere informazioni riservate o che possano compromettere la sicurezza
dell'amministrazione.
Uso di caselle di posta elettroniche:
L'utilizzo di caselle di posta personali per comunicazioni di servizio è da evitare, a meno di casi di forza
maggiore.
Identificazione:
I messaggi di posta elettronica non devono essere adespoti, e il dipendente che li invia deve essere
chiaramente identificabile.
Utilizzo dei mezzi di informazione e dei social media (art. 11-ter):
Attenzione alle opinioni:
Nel caso di espressioni personali su social media, il dipendente deve garantire che le proprie opinioni non
siano attribuite all'amministrazione.
Divieto di pregiudizio:
Il dipendente deve astenersi da qualsiasi commento o intervento che possa danneggiare il prestigio o
l'immagine dell'amministrazione.
Comunicazioni riservate:
Le comunicazioni che riguardano il servizio devono, di norma, essere effettuate in modo riservato, evitando
conversazioni pubbliche su piattaforme digitali.
Social media policy:
Le amministrazioni possono adottare una "social media policy" per definire regole più specifiche sull'utilizzo
dei social media.
83) Affidamento diretto nel nuovo codice dei contratti pubblici
Nel nuovo codice dei contratti pubblici, l'affidamento diretto è consentito per lavori fino a 150.000 euro e per
servizi e forniture fino a 140.000 euro, senza la necessità di consultare più operatori economici. Questa
procedura permette alla pubblica amministrazione di assegnare un contratto senza avviare una gara
d'appalto.
84) Finanza dei Comuni e della Provincia
La finanza dei Comuni e della Provincia è composta da entrate provenienti da diverse fonti: imposte proprie,
addizionali e compartecipazioni ad imposte erariali o regionali, tasse e diritti per servizi pubblici,
trasferimenti erariali e trasferimenti regionali. Questi enti hanno autonomia finanziaria, nel rispetto
dell'equilibrio dei bilanci e dei vincoli dell'Unione Europea.
85) Debiti fuori bilancio
I debiti fuori bilancio, disciplinati dall'articolo 194 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), sono
obbligazioni contratte da un ente locale senza un regolare impegno di spesa, quindi senza il regolare
passaggio di spesa previsto nel bilancio. Questi debiti possono essere riconosciuti e pagati dall'ente locale,
previa deliberazione consiliare, a determinate condizioni e entro i limiti previsti dalla legge
86) Funzioni e responsabilità dei dirigenti provinciali
I dirigenti provinciali svolgono un ruolo chiave nell'amministrazione territoriale, adottando atti e
provvedimenti che impegnano l'ente verso l'esterno e gestendo risorse finanziarie, umane e strumentali. Sono
responsabili in via esclusiva della gestione e dei risultati dell'attività amministrativa.
Funzioni:
Gestione:
I dirigenti gestiscono l'ente in base alle direttive degli organi politici, implementando le politiche e i
programmi definiti.
Adottare atti amministrativi:
Hanno il potere di adottare atti e provvedimenti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, compresi
quelli relativi alla gestione finanziaria, tecnica e amministrativa.
Gestione delle risorse umane:
Si occupano della selezione, valutazione e gestione del personale, nel rispetto dei principi di pari opportunità
e di un buon andamento dell'ufficio.
Controllo:
Esercitano funzioni di controllo sulla correttezza e legalità dell'attività amministrativa, assicurando il rispetto
delle norme vigenti.
Responsabilità:
I dirigenti sono direttamente responsabili in via esclusiva in relazione agli obiettivi dell'ente, della
correttezza dell'attività amministrativa e dei risultati raggiunti.
Responsabilità:
Responsabilità di gestione:
I dirigenti sono responsabili della correttezza e legalità dell'attività amministrativa, dei risultati raggiunti e
del rispetto dei principi di trasparenza, efficacia ed efficienza.
Responsabilità contabile:
Sono responsabili del corretto uso dei fondi pubblici e del rispetto del bilancio.
Responsabilità per i danni:
Possono essere chiamati a rispondere per eventuali danni arrecati all'ente o a terzi in conseguenza di loro atti
o omissioni.
Responsabilità civile:
I dirigenti sono responsabili civilmente per danni cagionati da loro atti o omissioni, quando sono gravi e
dolosi, o quando l'atto o l'omissione è in contrasto con una norma imperativa.
Responsabilità amministrativa:
Possono essere soggetti a sanzioni disciplinari o a provvedimenti di revoca dell'incarico per gravi
inadempienze.
Responsabilità penale:
In alcuni casi, i dirigenti possono essere chiamati a rispondere penalmente per reati commessi nell'esercizio
delle loro funzioni.