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Francesco Tampoia

La comunicazione mediata dal PC

Cultura e Informazione

Pur muovendo da diverse postazioni, scienziati, filosofi, studiosi per orientarsi nel flusso continuo delle informazioni, del sapere e della cultura, oggi si riferiscono al modello/metafora di complessit ponendo di fronte al locale il globale e viceversa, al concreto limmaginario, allimmaginario il materiale, al materiale limmateriale, mostrando di seguito un labirintico intreccio di problemi, di interessi, di situazioni, di contesti, portando, infine, in modo pi o meno palese, ogni discorso e ricerca della verit e del senso della vita a esiti estremi, anche anarchici. Si parla, in un quadro tratteggiato pi dallarte, dalla sociologia, dalla filosofia, di et del di e postmoderno et le e si parla in ambito per diverso, ma oltremodo attuale, di rivoluzione microelettronica, di rivoluzione significare Certamente informatica, le si tratta di dellinformatizzazione trasformazioni alquanto vaghe, in rivoluzioni corso.

formule

generiche,

enfatiche e imprecise, se non proprio di slogan, con cui si vuole offrire unidea o meglio unimmagine dellepoca presente o pi ancora futura, in cui ci sentiamo immersi.

Con il passare del tempo il dibattito si fatto rapidamente vivace e pi approfondito spostandosi alla nuove e disinvoltamente sociologia, quali senso del dalle arti alla letteratura, filosofiche rapporto moderna. Parallelamente, in ambito strettamente scientifico, fra le teorie della complessit quella del caos ha portato nel cuore della scienza il dubbio, nel concetto tradizionale e moderno di causalit lincertezza, con la prospettiva che ogni sistema fisico possiede un profondo status dindecidibilit e quindi oppone difficolt insuperabili allesatta previsione del suo stato futuro. Anche i modelli scientifici di teorie del caos, privi di certezza, di qualit, di realt, sorretti da una nuova ermeneutica, rientrano a pieno titolo nella concezione postmoderna. Tali modelli, ha detto J. Baudrillard, non possono essere n confermati n falsificati, come si intendeva fino ad alcuni decenni fa. Tali modelli, costruiti per mezzo di calcoli fatti con i computer, sono assoggettati al criterio di eventualit di errori in entrata ed eventualit di errori in uscita. Sarebbe come dire che il paradigma dellunit si rotto in favore della molteplicit e della diversit, in favore di modelli o metafore di razionalit non pi omogenea, non pi riconducibili luno allaltro, che il paradigma dellunit si rotto in favore dellinstabile. Al metodo stata affiancata o contrapposta la negazione del metodo e al credere nella verit il lasciarsi guidare dal sospetto, dal porre dicotomie, di cui si diceva allinizio, ma anche superarle con realt virtuali. F. Lyotard, considerato il padre del postmoderno, ha sostenuto che il allestetica, vecchie coinvolgendo progresso tematiche e della

Illuminismo, Idealismo,

tecnica/metafisica,

secolarizzazione, con una critica palese alla modernit, alla ragione

post-moderno nasce dalla dissoluzione del moderno, che la societ in cui viviamo non cerca pi un linguaggio universale, conoscenze stabili e durature, che la societ contemporanea pu essere vista come una rete di giochi linguistici in cui la comunicazione e le tecnologie della comunicazione rivestono un ruolo preponderante. Di conseguenza il sapere dei linguaggi, le conoscenze veicolate per mezzo dei linguaggi devono, devono cio, tradursi poter in saper fare, divenire applicate, performative, essere dimostrate,

eseguite. Ora il saper fare non quello tradizionale, adeguato a un mondo materiale e meccanico, moderno, bens operativo nella sfera del simbolico, perch questa la sfera vera/non vera del reale. Ora prevale il gioco al posto del lavoro, il linguaggio al posto dellagire, il segno e il simbolico al posto della materia. Ma esploriamo pi direttamente, almeno per alcuni filoni, loggetto della cultura e informazione, cercando di addentrarci, senza la pretesa di esaurirlo, nel complesso e intricato scenario degli sviluppi della tecnologia informatica, della tecnologia tecnologia del computer, che sarebbe della comunicazione. meglio chiamare una infraLa rivoluzione informatica, sotto i nostri occhi, laffermarsi della tecnologia in senso orizzontale, perch entra in ambiti scientifici, amministartivi, economici, sociali apre ogni giorno orizzonti sempre pi nuovi e meravigliosi, anche se forieri di preoccupazione. Il computer, se vogliamo, sinserisce: per un verso nella lunga storia delle macchine calcolatrici manuali e meccaniche (da Pascal a Babbage); per laltro nellarea del sapere logico-matematico in cui i modelli e le entit sono traducibili in versione digitale, sottoponibili cio ad analisi binaria; per laltro ancora nella serie di strumenti capaci di trasformare il macrocosmo del sapere in unenciclopedia digitale globale, fatta di comunicazione telematica, sistemi esperti, banche dati, archivi di testi, ecc. Luomo comune, luomo della strada, non ha ancora a disposizione una bussola che lo guidi in questa travolgente trasformazione della vita e della societ, perci si rende necessaria una riflessione da persone comuni, da filosofi, su questo strumento che racchiude un insieme o fascio di tecnologie e di saperi.

* La rivoluzione informatica, secondo molti studiosi, comincia dallimmediato dopoguerra. Nel 1973, quattro anni dopo lo sbarco degli Americani sulla luna, il microprocessore stato gi costruito, ma nessuno parla di microelettronica come di un fenomeno sociale; vi una sfasatura temporale, come spesso accaduto, tra il momento di una scoperta o invenzione tecnologica e il momento in cui essa diventa un fenomeno sociale. I tempi di diffusione della tecnologia hanno i loro ritmi che non possono essere accelerati nemmeno per ragioni di mercato; soprattutto la visibilit sociale della tecnologia richiede tempi relativamente lunghi ed spesso innescata da fenomeni imprevedibili. Negli anni Settanta nessuno vede la microelettronica, anche se essa apparsa in alcune realizzazioni di automazione industriale. La sua esplosione dellanno. aspetti sociale coincide con laffermarsi del personal computer quando, allinizio del 1983, definito dalla rivista Time luomo Il contesto storico nuovo, diverso, molteplice sotto gli culturali, la artistici, crisi politici, ideologici. come Si economici, si

accetta la perdita di alcune certezze, come quella di uno sviluppo illimitato, riconosce delle ideologie quadri onnicomprensivi allinterno dei quali inserire ogni evento e fenomeno, si ammette la moltiplicazione degli scenari tecnologici. Baudrillard ha sostenuto che linformazione, la comunicazione, i messaggi culturali e artistici hanno avuto nel tempo varie connotazioni e possibilit di circolare tra il pubblico, tra gli utenti. Nello schema classico tra autore, artista e pubblico vi era una completa condivisione di ideali di vita, una identica comprensione della realt. Nello schema concettuale moderno il pubblico effettivo si restringeva agli esperti in materia. Nello schema postmoderno il pubblico frammentato e si riduce a quei singoli che sono in grado di avere unesperienza. Nel mondo classico il messaggio mostra, in quello moderno dimostra, in quello postmoderno seduce. Quando Baudrillard parla di seduzione vuol dire che il messaggio, nellepoca riconosciuti postmoderna, come esiste solo allo nellesperienza stesso gruppo. dei Nel singoli Le spettatori e per questi basta soltanto potersi riconoscere ed essere appartenenti libro

strategie fatali Baudrillard osserva che lincredulit e la diffidenza, largamente diffusi su quanto offerto con i mezzi di comunicazione, hanno una loro giustificazione Noi registriamo tutto, ma non vi crediamo poich noi stessi siamo diventati degli schermi, e chi pu chiedere a uno schermo di credere a ci che registra? Alla simulazione rispondiamo non crede con la simulazione, alla siamo diventati anche gli noi dei dispositivi simulatori. C gente, oggi (sono i sondaggi a dirlo), che nemmeno navicella spaziale! Tutti antichi dispositivi di conoscenza, il concetto, la scena, lo specchio, cercano di creare illusione, sottolineano dunque una proiezione veridica del mondo I media hanno realizzato un mondo virtuale intorno a noi, un mondo virtuale che di fatto pi reale del reale, o meglio un mondo virtuale che si mescola con il mondo reale a tal punto che non riusciamo pi a distinguere luno dallaltro. Crediamo ancora, se interpellati, alla distinzione tra reale e virtuale ma in effetti i due mondi si equivalgono e compenetrano, sia per luno che per laltro non vige criterio di verit, distinzione tra vero e falso. Luomo non si trova, n gioca pi nello spazio-tempo classico, n vi giocano i media, luno e gli altri sono collocati in una nuova dimensione, incerta, relativa, virtuale. Il nuovo orizzonte, generato di a parere di Baudrillard crescita dallaccumulazione sproporzionata informazione, dalla

mostruosa di sapere, porter al collasso e alla fine delluniverso. Questo scenario, senza dubbio ricco di spunti e per certi aspetti credibile, va rivisto nellinteresse dellumanit. La comunicazione mediata dal computer Nella vita quotidiana siamo alle prese con realt fortemente influenzate dai moderni mezzi di comunicazione, siamo di fronte a situazioni molto pi complesse di una volta. I diversi momenti esistenziali, vissuti in contesti sociali che sono, oltre che naturali, culturali, e fortemente condizionati dalla pi avanzata tecnologia vanno pertanto considerati e riguardati nella loro cornice simbolica. Se in tempi ancora vicini quando si parlava di strumenti, di mezzi materiali, meccanici, tecnologici si pensava ad artefatti, ora bene

cominciare a pensare, cosa che avvenuta inconscio, alla strumentazione non solo

nel passato magari in modo come qualcosa di fisico e

tecnico bens concettuale, ossia come lequivalente di forme mentali per comprendere e trasformare la realt. Facendo rientrare, agli cosa del tutto alle legittima per alla lantropologo, stessa la tecnologia nella grande voce della cultura, si conferisce un valore simbolico artefatti, macchine, tecnologia informatica, non solo ma, diversamente che in passato, con il computer si registra una situazione nuova nel senso che si avverte il pericolo che la macchina possa prendere decisioni senza consultare loperatore umano, e che gli uomini debbano ad essa ubbidire religiosamente. La novit della civilt informatizzata consiste, quindi, nel fatto che i suoi strumenti sono artefatti cognitivi, software pieni di significati, di differenti sensi, cio macchine che interagiscono in profondit con la mente umana, che a loro volta creano un certo disorientamento, non possono spina. I sistemi telematici, i computer, in quanto mezzi di comunicazione, superano il modello tradizionale di conduttura, di trasferimento di informazioni da una emittente a un ricevente, sono altro dal mezzo di comunicazione meccanico, chiamato da qualche studioso modello del pacco postale. Nelluso dei mezzi telematici determinante la componente cooperativa, di interazione dello scambio tra i diversi interlocutori o comunicanti, richiesta soltanto la precondizione della base comune tra i partecipanti, la precondizione dello spazio comune, del comune ground, network paradigm, la rete interconnessa. Questo paradigma, ispirato a una concezione razional-tecnica dei rapporti, implica una serie di problematiche: rischia di non tener conto delle modificazioni, delle influenze che si hanno sia sulluomo e sugli uomini sia sui computer, rischia di ignorare gli adattamenti reciproci. Questo paradigma, infine, sembra superato da problematiche emergenti superficiali o profonde della comunicazione, mediata via computer, quando si cerca di capire lessenza della stiamo cercando di capire in queste pagine. realt virtuale, quello che essere facilmente controllate dallalto, salvo spegnare la

La realt virtuale quel tipo di realt che sviluppa in pieno il modello del network paradigm perch porta allestremo la caratteristica della comunicazione e elettronica saltando in una linterazione rete attiva, fisica degli interlocutori Ad essere trasformandosi il termine potenzialmente che non

infinita in cui informazione e realt coincidono. precisi virtuale indica qualcosa veramente reale bens potenziale e pertanto non una realt conchiusa, definita. Il virtuale, come dice Mark Weiser, solo una mappa, non un territorio, e non va confuso con il mondo reale; sulla stessa scia Heim pu affermare che il cyberspazio un laboratorio metafisico, uno strumento per mettere alla prova il nostro senso della realt. Lespressione realt virtuale, introdotta nel 1989 dallo studioso Jaron Lanier vuole indicare una realt, un mondo in cui prende forma il traffico globale di conoscenza, di sapere, di informazione presente in un luogo di comunicazione totale e totalmente accessibile chiamato cyberspace. Il cyberspazio, cos definito, appare come lultimo spazio mistico, ideale, platonico realizzato e costruito dalla pi avanzata computer science. Intorno alla realt virtuale, in questi ultimi anni, si sono affermate due principali tendenze: quella che la considera una realt da collocare a fianco di quella reale, che ne costituisce unintegrazione, quella del cyberspazio che si colloca sopra, oltre la realt e la vita quotidiana. La seconda pi avveniristica, in essa la distinzione tra il nostro corpo e il resto del mondo diventa sfuggente, la distinzione tra realt e illusione tanto sfumata da scomparire; tutte, di pari grado, sono da interpretare. In tal caso si accoglie una posizione metacognitiva non solo sul piano sensoriale ma anche su quello del giudizio per i diversi lvelli di realt. M. Heidegger e la questione della tecnica Facendo qualche passo indietro esaminiamo, molto brevemente, il pensiero del filosofo tedesco M. Heidegger che ha riportato, verso la met del secolo, la riflessione del nostro tempo ai moduli greci di pensare con unaccurata e profonda indagine, a misura epocale, rivolta a fissare con

sguardo penetrante pi di duemila anni di civilt. Come epoca della tecnica, la nostra, nella speculazione heideggeriana appare lestremo esito della storia, e pensare la tecnica, oggi, lunico modo di riportare lumanit a prendere coscienza del proprio destino, a intendere il vero senso della vita e della morte, dellEssere e della Verit, a pensare lo svolgersi dellEssere come totalit, compresenza di natura-pensiero-tecnica, quale si avuta a parere di Heidegger, con la svolta metafisica di Platone. Platone ha fondato un dualismo tra mondo sensibile e materiale, tra mondo intelligibile e costretto e a ideale, cercare ponendo lidea, nel ma mezzo nello luomo stesso destinato, tempo non proteso, natura. La storia della civilt occidentale fino ai nostri giorni segnata da questa svolta metafisica, ogni aspetto della vita e del pensiero stato determinato da questa svolta, le scienze, la societ, la tecnica. La societ contemporanea ha portato allestremo lo spirito metafisico di Platone realizzando un sistema razional-tecnico gigantesco, che con gli attuali storia. Senza trattare delle ipotesi alternative di Heidegger, dei rimedi per luomo e di altre forme in cui lessere si rivela, e il principale sarebbe quello di attendere la fine della metafisica, il momento in cui essa stessa si esaurir, fermiamo lattenzione su quanto il filosofo dice sulla tecnica in particolare. La pi importante raccomandazione heideggeriana alluomo del nostro tempo detta con uno slogan suonerebbe cos: pensare la tecnica. Pensare la tecnica che significa, oggi, capirla uno spirito che non sia metafisico, essenza. Lessenza della tecnica non pu essere qualcosa di tecnico perch la considerazione estrinseca della tecnica, ossia il tecnicismo, preclude alluomo la possibilit di porsi in modo autentico di fronte ad essa. Finch luomo si limiter a rappresentarsi la tecnica e a praticarla, a rassegnarsi ad essa o a fuggirla rester prigioniero della tecnica e partendo dalle sue origini con cercare di capirla nella sua risultati della tecnologia scrive lultimo capitolo della

inconsapevole di allontanarsi e dimenticare la sua vera, originaria

incatenato ad essa sia che la accetti sia che la neghi. Come afferm decenni fa il filosofo H. Marcuse la nozione tradizionale di neutralit della tecnica non pu pi essere sostenuta; la tecnologia come tale non pu essere isolata dalluso cui adibita, la societ tecnologica un sistema di dominio che principia a operare sin dal momento in tecniche sono concepite ed elaborate. Heidegger dice che ritenere la tecnica uno strumento, un mezzo di cui luomo si serve per raggiungere determinati fini esatto, ma in questo modo si resta allinterno di una concezione antropologico-metafisica della tecnica, una concezione viziata da una mentalit soggettocentrica, prometeica. La considerazione essenziale della tecnica, invece, fa s che gli oggetti tecnici ci parlino in modo nuovo e diverso. Nelle fasi di storia dellumanit a economia primitiva (caccia, pesca, allevamento) la tecnica, non molto complessa e sofisticata nella strumentazione, asseconda la produzione della natura; nella civilt contemporanea, invece, la tecnica consiste soprattutto nellaccumulo di energia, nella traduzione della natura in fondo energetico disponibile. Se luomo e la natura si appartengono originariamente, come si vede dalla storia e dalla preistoria, varia, invece, nel tempo latteggiamento umano. La concezione puramente strumentale, antropologica della tecnica caduca nel suo stesso principio perch lo strumento non mai qualcosa in s conchiuso, esso sempre per qualcosaltro, rimanda perennemente ad altro. La tecnica del nostro tempo ha stravolto il rapporto uomo/natura, ha forzato la seconda per accumulare, immagazzinare materia ed energia. Una centrale idroelettrica, per esempio, coinvolge in modo totale e complessivo la natura, il fiume, luomo, le macchine che insieme danno un qualcosa che deve essere pronto allimpiego, alluso. E non si pensa al valore simbolico dellacqua del fiume, della sorgente da cui sgorga lacqua, non si pensa, n si provano pi le piacevoli sensazioni dello scroscio di una sorgente. Ma la tecnica non potr mai sostituirsi alla natura; ai nostri giorni, purtroppo, abbiamo di frequente sentore che l'umanit corra all'impazzata verso questa meta, che luomo voglia produrre tecnicamente se stesso; se ci riuscir luomo avr fatto saltare in aria se stesso, avr decretato la sua fine. cui le

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Per Heidegger la tecnica del nostro tempo ci che abbiamo per scoprire il nostro destino, le nostre future possibilit. Queste possibilit sono due: la prima restrittiva, che largamente diffusa possiamo far rientrare nella concezione superficiale e consumistica, la seconda che avvia luomo verso una riflessione radicale, originaria. Sia nelluna sia nellaltra luomo in pericolo, come sullorlo del precipizio. Finch pensiamo la tecnica come strumento restiamo legati alla volont di dominarla, ma di fatto ne siamo dominati; resta, in alternativa, la possibilit di pensare la sua essenza. Luomo del nostro tempo pu pensare la tecnica nella sua essenza, nel suo valore originario, in modo libero, non facendosi condizionare o coinvolgere dallusura. dallo Mentre e strumentalismo, la civilt e metafisico dalla continua fa della venalit a tecnica degli uno oggetti, pensiero strumento produrre

rappresentativo

onnipotente, il filosofo, il sapiente pu riscoprire associando fusis e poiesis, armonizzando natura e tecnologia, tecnologia e ambiente la smarrita connessione unitaria di mezzo e fine, potr far uso dei prodotti della tecnica senza dipendere da essi. In alcuni scritti degli ultimi anni Heidegger parso convinto che la cibernetica possa costituire lunica disciplina in grado di unificare tecnicamente i vari saperi in virt dei suoi strumenti teorici come linformazione, il feedback, un lessico che espunge i tradizionali concetti di causa, effetto, sostanza. Si tratta di un esito problematico e ambiguo perch porta alla luce qualcosa di impensato: da un lato la negazione dellantropologia, la fine della filosofia, dallaltro una transizione dallo schiacciante potere della tecnica a una nuova civilt. La filosofia nel suo dissolversi rimpiazzata da un nuovo tipo di unificazione delle scienze, quello della cibernetica, che per non , non pu essere costruita su fondamenti come si intendeva in passato. Ma bene fare alcune ossevazioni. Il filosofo tedesco in alcuni scritti fa la distinzione tra tecnica antica e tecnologia moderna, la prima in armonia con la natura, la seconda contro la natura; e tuttavia resta imbrigliato nel considerare la tecnica allinterno del pi ampio orizzonte della sua ontologia.

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Attenti alle variazioni delle tecniche, ai diversi momenti e contesti della storia altri studiosi si sono occupati della tecnica classica, moderna e contemporanea con approccio internista. A giudizio di J. Vernant, per citare qualche esempio, la tecnica e la scienza greche non sono figlie della filosofia, erano soggette al caso, scaturivano dalla concomitanza di fattori favorevoli e occasionali. In effetti, nella concezione della tecnica di Heidegger non sembra adeguatamente sostenuta la connessione/sconnessione, la continuit/differenza tra tecnica e logos. Qui la tecnica priva di delucidazioni tecnologiche, ignorando la diversit dei materiali cos come si susseguono nella storia, resta una categoria, non spiega quanto effettivamente si verifica con la tecnologia del nostro tempo. Lidea della tecnica di Heidegger per unepoca come la nostra appare astratta e inadeguata. Lintelligenza collettiva Lo studioso francese P. Lvy, oggi dimenticato, alcuni anni or sono us lespressione di intelligenza collettiva, unintelligenza distribuita ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta a una mobilitazione effettiva delle competenze oggetto in cui ideale e reale, idea e materia, cultura e natura si fondono in un tutto fluido e immanente che fa interagire tecnica e sapere, uomo e collettivit. Lintelligenza collettiva di cui dovrebbero far parte tutti gli esseri umani, aggiungerei non solo, unintelligenza nuova che produce sapere e utilizza gli esiti di questa ricerca comune. Su un piano economico con questa attivit ognuno produce e usa il bene divenuto comune e non vi luogo ad alcuna differenza tra produttori e consumatori; i mezzi di produzione riproposto, tecnocrate, isolatamente sono di propriet luomo, per di ma la tutti. un sua uomo Al centro un delluniverso tecnologo che, se povera quindi, come nuovo, non non vista e

valorizzato

intelligenza

singola

intelligenza,

nulla,

limitata; mentre fonte di ricchezza, fonte primaria di ricchezza quando si esprime come intelligenza collettiva. Tale intelligenza per attuarsi in modo completo deve basarsi sul controllo della vita, della materia e dellinformazione.

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Se la selezione naturale di darwiniana memoria, in modo quasi cieco, si manifesta come volont di potenza, che senza motivo inconsciamente crea e conserva la specie, la selezione artificiale un tipo di selezione che, utilizzando gli stessi meccanismi della prima, li innova finalizzando e accelerando la formazione della specie. Se le tecniche di controllo della materia sono quelle note (meccaniche, energetiche, termodinamiche, a freddo, chimiche) le tecniche di controllo dellinformazione si suddividono in somatiche, mediatiche, digitali. Le prime coinvolgono lenergia e la sensibilit dei corpi nella produzione dei segni (gesti, parole, danza, canto, musica), sono tecniche variano che adattano a il messaggio del continuamente contesto. Le alla situazione, (tecniche continuamente seconda seconde

mediatiche) fissano e riproducono i messaggi in modo da assicurare loro un effetto duraturo, producono oggetti durevoli e trasportabili; si tratta dei mass media di cui la scrittura con altre tecniche un protomedia. evidente che i mezzi corporei non potrebbero mai sortire i vantaggi dei media nel riprodurre e diffondere i messaggi. Le terze (le tecniche digitali), hanno il vantaggio su quelle mediatiche di consentire di costruire messaggi, modificarli, far interagire bit e bit. Nella comunicazione scritta tradizionale il testo, una volta stampato, fisso, immobile; con lipertesto digitale il testo riorganizzato, adattato dal navigatore secondo i suoi bisogni e le diverse situazioni. La tecnica digitale fa riacquistare la mobilit e la presenza che si aveva con la comunicazione corporea. Un compact disc, un CD ROM, ormai obsoleto, anche se ha caratteristiche interattive, appartiene ancora ai media; il trattamento molecolare (digit) nel cyberspazio, invece, interconnette virtualmente tutti i messaggi, moltiplica i ricevitori e gli emittenti di segnali, generalizza le interazioni in tempo reale. E, con lapertura del cyberspazio, si consente agli umani laccesso a un sapere esauriente, completo in tempo reale, si prospettano forme di organizzazione collettiva. allaltro economica del e sociale incentrate ha reso sullintelligenza anche la le Lapertura cyberspazio obsoleta

trascendenza, perch i messaggi del cyberspazio interagiscono da un capo delluniverso ormai deterritorializzato, oltrepassano

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gerarchie, piegano Lintelligenza discussione risultati.

ripiegano, continuamente modificano il tessuto cerca unagor, una piazza virtuale, il

metamorfico delle citt intelligenti future. collettiva per cyberspazio che pu diventare un luogo di esplorazione di problemi, di pluralista Un luogo decisioni pu collettive, di una valutazione dei diretta, ove si realizzare democrazia

mondiale, luogo in cui ci si esprime e si ascolta pi che informare e comunicare. Lascolto per tutti e il parlare di tutti d origine a un dispositivo postmediatico, d vita a un mercato trasparente di idee, di argomenti, di proposte, di competenze che operano in un modo molto rapido. Lintelligenza collettiva non corrisponde alla folla che non pensa, costruisce un dibattito collettivo e interattivo consapevole, serio, rigoroso. Il collettivo intelligente simile al Dio di Leibniz calcola nel migliore dei mondi possibili, in cui ogni monade non possiede il potere, ma libera, non detiene la conoscenza assoluta, ma sa quello che pu e vuole sapere in una citt virtuale in cui vige la regola della reciprocit, dello scambio, dellascolto, del riconoscimento, dellapprendimento reciproco. Il cyberspazio uno spazio metaforicamente assimilabile allo spazio teologico ma che si caratterizza per essere uno spazio tecnologico. come se il trascendente si sia trasferito nellimmanente, nel tecnologico o, che fa lo stesso, che il tecnologico si sia trasferito nel trascendente. Durante il Medio Evo alcuni filosofi arabi ispirandosi liberamente ad Aristotele e al Neoplatonismo sostennero la teoria di unintelligenza unica e saparata per tutto il genere umano, un intelletto agente e comune. Lintelligenza collettiva di cui parla Lvy immanente ai singoli uomini come lo era per quei filosofi arabi che la collocavano entro la sfera sublunare. un mondo angelico e sublunare in espansione, spazio di comunicazione, di navigazione degli intellettuali collettivi, un mondo tecnologico, semiologico, sociorganizzato. Questo spazio un luogo per la collettivit delle intelligenze che si esprimono nelle forme pi varie, diverse e libere possibili. Dalle intelligenze concrete e dalle pratiche di tanti individui e gruppi

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emerge un mondo virtuale simile a una rete fatta di informazioni, di saperi, di idee, di opere. Ma, a chi spetta controllare il mondo virtuale (i mondi virtuali)? A nessuno, perch sotto la prospettiva del potere il mondo virtuale non pu che essere organizzato anarchicamente, in modo totalmente autonomo. Il mondo virtuale, del resto, non altro che linsieme delle vaste reti digitali, le memorie informatiche, le interfacce multimediali, interattive, leggere, nomadi. Un mondo che vive non per il singolo bens per lattivit della collettivit. In tal modo il multimedia interattivo a supporto digitale pone esplicitamente la questione della fine del logocentrismo, della destituzione di una certa supremazia del discorso su altre modalit di comunicazione. Lapparizione degli ipermedia riapre uno spazio ante-scrittura, un piano semiotico deterritorializzato che d vita a una cultura dellesodo e della metamorfosi. E tuttavia lo spazio del sapere, di cui si detto, propriamente non esiste ancora, appare unutopia. Lo possiamo delineare, prefigurare come uno spazio in cui composizione, ricomposizione, comunicazione, rilancio dei pensieri hanno in cui luogo. uno spazio abitato da intellettuali collettivi gli esseri, i segni, le cose ritrovano una

relazione dinamica di mutua partecipazione, uno spazio che continuamente si disegna e ridisegna in una comunicazione post-mediatica, un sistema di segni che rif il mondo, divenuto post-capitalista, al di l delle merci. Il sapere, contenuto in questo spazio totalmente nuovo, un sapere che va al di l delle scienze umane e se enciclopedia significa cerchio della conoscenza in ben si adatta allo spazio deterritorializzato, negazione, di Lvy e il della multimediale Ma, in continuo cambiamento, discussione,

elaborazione collettiva(Vikipedia ne vuole essere una realizzazione). margine allequazione, pi o meno accolta nelle tesi di altri studiosi, per cui a maggiore comunicazione corrisponde pi democrazia, che pi informazione disponibile d pi democrazia dellinformazione democrazia, e che in coerente questo con credo le si immagini cela un occidentali certo dibattito molto vivace. Mentre non v dubbio che la nuova tecnologia determinismo la nuova

tecnologico, sul piano pratico, almeno oggi, va detto che

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comunicazione telematica e informatica non

funziona in modo uniforme

sul pianeta, nei diversi contesti e ambienti. Resta, infine, da saldare, cosa non facile, lo stacco tra informazione e decisione, tra sapere e prendere delle decisioni in sede democratica e sociale. Molti studi eseguiti per approfondire queste diverse posizioni hanno dimostrato che le barriere sociali e gerarchiche nelle organizzazioni restano comunque; fisiche anzi degli si consolidano Nelle le disparir di esistenti, dialogo, si di rafforzano i moduli gi presenti di interazione, permangono le diversit culturali, utenti. situazioni comunicazione faccia a faccia anche con il multimediale i componenti di uno status pi elevato tendono a parlare di pi, a dominare la scena; nella comunicazione mediata dal computer resta la diversit tra gli interlocutori, la loro specifica diversit e individualit che dipende da moltissimi fattori sociali, psicologici, fisici, culturali, ecc. Nelle tesi di Lvy si ha limpressione che manchi una qualunque saldatura tra visione pluralistica e visione monadistica dellattuale e futura societ umana di intellettuali (intelligenza collettiva), che lo scenario prefigurato sia inficiato di mentalit tardo illuministica, laddove lintelligenza collettiva appare un tutto in cui ogni mente individuale si confonde se non annulla. Nelle pagine in cui scrive che il collettivo intelligente simile al dio di Leibniz, calcola nel migliore dei mondi, manifesta leibnizianamente piena fiducia in un cyberspazio che il migliore degli spazi possibili, sorretto da unarmonia prestabilita; ma quando tratta del singolo intelletto, senza potere e senza nome e nello stesso tempo libero, laporia uno/molti, cogito/cogitamus che affiora. Nel cyberspazio del sapere lumano si restringe sempre pi, anche il suo corpo diventa si un sistema ad cognitivo, in un entra in contatto di segni, con altri cervelli, unisce essi sistema linguaggi,

tecnologie, partecipa a comunit pensanti che esplorano e creano mondi plurali. Luomo ridiventa monade, rende plurale la propria identit, esplora mondi eterogenei, egli stesso eterogeneo e multiplo, in divenire. E allora, partendo proprio da questi spunti, pi che saldare sarebbe stato coerente unire le due umanit, quella singola e quella collettiva,

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approfondendo delle macchine

la

transizione, che

la

metamorfosi, pu darsi

la per

mutazione. il tramite

Una di

metamorfosi del soggetto e delloggetto, delluomo, della societ e intelligenti non tecnologie intese strumentalmente, come pare intenda Lvy, bens per altra via. Verso la societ delle menti La costruzione di macchine digitali ha avuto sin dallinizio lo scopo non Oggi solo con computazionale lI.A., ma anche pi ardito di materializzare di fronte al il pi pensiero, le idee, di tradurli in forma soggetta a manipolazione. intelligenza artificiale, siamo avanzato tentativo di informatizzare processi intellettuali,siamo alle prese di una macchina pensante che simbolicamente rappresenta laspetto pi originale della nostra civilt, oggetto di indagine e ricerca non solo da parte di esperti della computer science ma anche di fisici, matematici, biologi, semiologi, filosofi. Il noto ricercatore di I. A. R. Shank di recente, muovendo da un versante Platone, epistemologico, dal e ha affermato platonico, platonica che i nuovi filosofi e sono i ricercatori di I.A.; sono questi gli eredi di Platone, visto che da razionalismo dallepisteme dalla si grammatica generata la sintassi platoniche, costruzione

logica e tecnica del mondo, da questa stato fondato lumanesimo della scienza e della tecnica moderna e contemporanea. Ma daltro canto non legittimo nascondere o colmare un fossato, il fatto che tra il concetto di tecnica platonico e la tecnologia del computer vi come una falda, una differenza che si spiega vuoi per i diversi contesti,vuoi per la particolarit dellI.A.che unisce in s varie tecniche e saperi, logica ed elettronica, software e hardware. Quando nel lontano 1983 la rivista Time defin il computer personaggio dellanno, ossia luomo dellanno, si riferiva certamente allI. A., prendendo atto di una presenza persino ingombrante nella civilt del nostro tempo, perch il computer poteva spodestarlo, spingerlo in periferia, intellettuali e scrittori. assumere come hanno il posto pensato delluomo, e scritto,

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In questo caso luomo postindustriale, postmetafisico si troverebbe in una posizione scomoda, anfibia, costretto a instaurare un rapporto obliquo, scettico di fronte al mondo e di fronte a se stesso, costretto a rivedere molte idee e posizioni, un uomo-mente, oltre che cuore, costretto a imparare, a muoversi liberamente nel gioco infinito e aperto degli orizzonti e dei rimandi, che prende dimora in una comunit-insieme di menti, un uomo che ha compreso il caso di confine tra uomo e I. A., linterfaccia uomo/computer. Certamente la relazione uomo-computer d luogo a un dialogo tra luomo e il calcolatore perch questultimo in condizioni di creare, manipolare e trasmettere oggetti simbolici, dunque linguistici, di creare nuovi dizionari. Alcuni studiosi sono giunti persino a parlare di identit cervello/mente artificiale. Senza entrare nel merito di un dibattito molto acceso si pu affermare, alla luce di esperimenti effettuati, che nel dialogo tra uomo e computer si instaura uninterazione in cui luomo assume un atteggiamento intenzionale nel senso che attribuisce alla macchina credenze, desideri, saperi. Ancora, il dialogo tra luomo e il computer diventa un vero e proprio dialogo per il semplice motivo che essi sono contigui, perch il primo la mente, il secondo la mente della mente, il suo doppio, pur non essendo propriamente secondo. Con la societ delle menti si scopre uno scenario nuovo, non a senso unico, sinizia un viaggio in compagnia delluomo e il computer. In prospettiva, e si tratta di una ipotesi operativa da approfondire, tocca alluomo dotato tecno-logo philin, del che di dialogo, sta al agente posto di di nella logo societ e delle menti, di del gli di philin per che capace quella lega

ascoltare, di trasformare ed essere trasformato, di parlare all I.A., accantonare philia, lipotesi dissidio, dissociazione solidariet congiungimento e partecipazione, credere in un rapporto di amicizia, di dellaccoglimento amichevole, appartenenti a un medesimo gruppo sociale, rapporto di ospitalit tra due persone che consente di non trattare pi il mezzo, divenuto I.A., appunto come strumento, bens come alter ego.

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Bibliografia J.Baudrillard, Milano 1996 F. Tampoia, Socrate non Elisa, per (un raffronto tra intelligenza umana e intelligenza artificiale) Firenze 1993 Le strategie fatali, Milano 1984 P. Levy, Lintelligenza collettiva, Per unantropologia del cyberspazio,