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Guicciardini Ricordi

Francesco Guicciardini sottolinea l'importanza della discrezione nel giudizio, evidenziando che le regole generali non possono governare la complessità della realtà. Critica i vizi dei preti, esprimendo un desiderio di riforma, e riconosce il potere della fortuna nel determinare gli eventi umani. Inoltre, mette in guardia contro l'uso degli esempi storici come guida per l'azione, poiché ogni situazione è unica e richiede un discernimento acuto.

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Guicciardini Ricordi

Francesco Guicciardini sottolinea l'importanza della discrezione nel giudizio, evidenziando che le regole generali non possono governare la complessità della realtà. Critica i vizi dei preti, esprimendo un desiderio di riforma, e riconosce il potere della fortuna nel determinare gli eventi umani. Inoltre, mette in guardia contro l'uso degli esempi storici come guida per l'azione, poiché ogni situazione è unica e richiede un discernimento acuto.

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Francesco Guicciardini

Ricordi

6 C ([Link]

È grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente e assolutamente e, per dire così, per
regola; perché quasi tutte hanno distinzione e eccezione per la varietà delle circunstanze, le quali
non si possono fermare1 con una medesima misura: e queste distinzione e eccezione non si truovano
scritte in su' libri, ma bisogna le insegni la discrezione2.

Note
1. fermare: definire.
2. discrezione: è una delle parole-chiave del pensiero e della mentalità guicciardiniana. Va intesa
nel suo significato etimologico: essa deriva dal verbo latino discernere, che significa "saper
distinguere", avere la capacità di classificare i fatti e le cose per quello che sono e separare quelli
buoni da quelli cattivi, quelli utili e vantaggiosi da quelli dannosi. La discrezione di Guicciardini ha
notevoli punti di contatto con la virtù di Machiavelli, anche se si distingue per una più ampia
portata: essa non è una qualità da "spendere" specificamente in un settore o in un campo d'azione,
come potrebbe essere quello politico, ma estende la sua valenza sia per l'attività pubblica sia per
quella privata. Il termine dà un senso più "personalistico" e privato all'agire di chi si regola secondo
i suoi dettami. Questo ricordo esalta il valore della discrezione in relazione ad un altro punto
fondamentale del pensiero di Guicciardini, la negazione dell'esistenza di regole generali alle quali
conformare il comportamento, o in base alle quali interpretare e classificare la realtà. Su questo si
apre una profonda distanza tra il pensiero di Guicciardini e quello di Machiavelli; il problema è di
carattere generale: l'autore del Principe ritiene che la ragione possa fornire gli strumenti per
individuare, attraverso la molteplicità dei fenomeni, alcune costanti generali, mentre Guicciardini
insiste sulla impossibilità di ridurre la molteplicità e la varietà delle forme dell'esistenza; la regola
ha sempre un'eccezione.

28 C ([Link]

Io non so a chi dispiaccia più che a me la ambizione, la avarizia e la mollizie 13 de' preti: sì perché
ognuno di questi vizi in sé è odioso, sì perché ciascuno e tutti insieme si convengono poco a chi fa
professione di vita dependente da Dio, e ancora perché sono vizi sì contrari che non possono stare
insieme se non in uno subietto molto strano14. Nondimeno el grado che ho avuto con più pontefici15,
m'ha necessitato a amare per el particulare mio16 la grandezza loro; e se non fussi questo rispetto,
arei amato Martino Luther17 quanto me medesimo: non per liberarmi dalle legge indotte dalla
religione cristiana nel modo che è interpretata e intesa communemente 18, ma per vedere ridurre
questa caterva di scelerati a' termini debiti19, cioè a restare o sanza vizi o sanza autorità20.

Note
13. mollizie: l'amore per i piaceri.
14. se non... strano: se non in un individuo molto particolare.
15. el grado... pontefici: gli alti incarichi che ho ricoperto sotto Leone X e Clemente VII.
16. per el particulare mio: per il mio interesse. Il particulare è la finalità che, per Guicciardini,
l'uomo deve avere come obiettivo; esso si presenta con caratteri assai meno epici ed esaltanti di altri
ideali che furono indicati come scopo della vita umana, anzi può apparire addirittura gretto e
meschino. Il concetto riassume in sé non solo l'interesse materiale ed economico, ma anche quello
di onorabilità dell'individuo e della sua famiglia, che è l'unico aspetto che conserva intatta la
dignità umana. Inoltre, soltanto chi si adopera attivamente per il proprio particulare risulta essere
un elemento utile alla società nel suo complesso.
17. arei... Luther: avrei seguito le dottrine di Lutero; il quale viene alla mente di Guicciardini non
tanto nella sua dimensione riformistica, ma come colui che ha criticato i vizi dei preti e li ha
concretamente combattuti.
18. dalle legge... communemente: dai precetti religiosi introdotti nel mondo dal cristianesimo, così
come si presenta nella dottrina cattolica.
19. a' termini debiti: nei modi di vita dovuti.
20. o sanza... autorità: il relativismo morale di Guicciardini lo porta ad ammettere che chi è uomo
possa cedere ai vizi, ma ciò che è inaccettabile è che costui detenga anche il potere sugli altri.

30 C ([Link]

Chi considera bene, non può negare che nelle cose umane la fortuna ha grandissima potestà, perché
si vede che a ognora ricevono grandissimi moti da accidenti fortuiti21, e che non è in potestà degli
uomini né a prevedergli né a schifargli22: e benché lo accorgimento e sollicitudine degli uomini
possa moderare molte cose23, nondimeno sola non basta, ma gli bisogna ancora la buona fortuna.

Note
21. ricevono... fortuiti: (le cose umane) subiscono molti mutamenti per casi determinati dalla
fortuna.
22. schifargli: schivarli, evitarli.
23. benché... cose: per quanto la previdenza e l'opera tempestiva degli uomini possano moderare
molti effetti negativi; v'è una reminescenza di Machiavelli, che attribuisce questa possibilità di
limitare i danni della fortuna alla virtù.

110 C ([Link]

Quanto si ingannono coloro che a ogni parola allegano e' romani!74 Bisognerebbe avere una città
condizionata come era loro75, e poi governarsi secondo quello esemplo: el quale a chi ha le qualità
disproporzionate è tanto disproporzionato76, quanto sarebbe volere che uno asino facessi el corso di
uno cavallo77.

Note
74. a ogni... romani: in ogni discorso portano l'esempio degli antichi romani; si pensa subito a
Machiavelli!
75. condizionata... loro: con le stesse condizioni, organizzata come l'antica Roma.
76. el quale... disproporzionato: il quale esempio, per chi ha una situazione non paragonabile a
quella dei romani, risulta così incommensurabile, fuori proporzione.
77. volere... cavallo: pretendere che un asino corra come un cavallo. La similitudine, che produce
un voluto abbassamento di tono, vuole sottolineare come questo "allegare" i romani mantenga
costantemente il discorso lontano dalla realtà pratica, in un ambito di astrattezza teorica. Mancando
regole generali per l'azione, l'esempio non può sostituirle, in quanto non esistono due situazioni
perfettamente uguali.

117 C ([Link]

È fallacissimo el giudicare per gli esempli78, perché, se non sono simili in tutto e per tutto, non
servono, conciosia che79 ogni minima varietà nel caso può essere causa di grandissima variazione
nello effetto: e el discernere queste varietà, quando sono piccole, vuole buono e perspicace occhio 80.
Note
78. giudicare per gli esempli: interpretare la realtà attraverso gli esempi passati.
79. conciosia che: perché.
80. el discernere... occhio: per distinguere queste modificazioni, quando sono piccole, occorre un
occhio acuto ed esercitato, ci vuole discrezione.

181 C ([Link]

Sono stato undici anni continui ne' governi della Chiesa e con tanto favore a presso a' superiori e e'
popoli, che ero per durarvi lungamente se non fussino venuti e' casi che nel '27 vennono in Roma e
in Firenze. Né trovai cosa alcuna che mi vi conficcassi drento più che el procedere come se non mi
curassi di starvi119: perché con questo fondamento facevo sanza rispetto e summissione120 quello che
si conveniva al carico121 che io tenevo; il che mi dava tanta riputazione che questa sola mi favoriva
più e con più degnità che ogni intrattenimento, amicizia e industria che io avessi usata 122.

Note
119. Né trovai... starvi: e non ho trovato nulla che mi permettese di rimanere ben piantato in mezzo
agli affari politici, più dell'agire come se non mi importasse di rimanervi.
120. summissione: sottomissione, servilismo.
121. quello che... carico: ciò che era competenza della carica che rivestivo.
122. che ogni... usata: di qualsiasi relazione, amicizia o sforzo (industria) io facessi.

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