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En 3452-2

La norma UNI EN ISO 3452-2:2001 specifica i requisiti tecnici e i procedimenti di prova per i materiali utilizzati nell'esame con liquidi penetranti, coprendo sia la prova di tipo che quella del lotto. Essa è la versione italiana della norma europea EN ISO 3452-2, approvata nel 2000, e include anche requisiti e metodi per prove sul posto. La norma è attualmente in vigore e raccomandata per l'uso nel campo delle prove non distruttive.

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En 3452-2

La norma UNI EN ISO 3452-2:2001 specifica i requisiti tecnici e i procedimenti di prova per i materiali utilizzati nell'esame con liquidi penetranti, coprendo sia la prova di tipo che quella del lotto. Essa è la versione italiana della norma europea EN ISO 3452-2, approvata nel 2000, e include anche requisiti e metodi per prove sul posto. La norma è attualmente in vigore e raccomandata per l'uso nel campo delle prove non distruttive.

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N° RIF. 00016699 Filename UNINI345202_2001_EIT.

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UNI EN ISO 3452-2:2001 - 30-09-2001 - Prove non distruttive - Esame con liquidi penetranti - Prove dei materiali utilizzati nell'esame con liquidi penetranti - Non-destructive testing - Penetrant testing - Testing of penetrant materials

PROVE NON DISTRUTTIVE

NORMA TECNICA UNI EN ISO 3452-2:2001


DATA 30/09/2001
AUTORI PROVE NON DISTRUTTIVE

TITOLO ITALIANO Prove non distruttive - Esame con liquidi penetranti - Prove dei materiali utilizzati
nell'esame con liquidi penetranti
TITOLO INGLESE Non-destructive testing - Penetrant testing - Testing of penetrant materials
SOMMARIO La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN ISO
3452-2 (edizione aprile 2000). La norma specifica i requisiti tecnici e i procedimenti di
prova per i materiali utilizzati nell'esame con liquidi penetranti per la prova di tipo e la
prova del lotto. Contiene inoltre i requisiti e i metodi per la prova sul posto.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 19.100


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO CEN/TC 138 - PROVE NON DISTRUTTIVE
GRADO DI COGENZA Raccomandata
STATO VALIDITA' IN VIGORE

LINGUA Italiano
PAGINE 27
PREZZO NON SOCI 51,50
PREZZO SOCI 25,75
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Prove non distruttive


NORMA ITALIANA Esame con liquidi penetranti UNI EN ISO
Prove dei materiali utilizzati nell’esame con liquidi penetranti 3452-2

SETTEMBRE 2001

Non-destructive testing
Penetrant testing
Testing of penetrant materials

CLASSIFICAZIONE ICS 19.100

NORMA EUROPEA
SOMMARIO La norma specifica i requisiti tecnici e i procedimenti di prova per i mate-
riali utilizzati nell’esame con liquidi penetranti per la prova di tipo e la prova
del lotto. Contiene inoltre i requisiti e i metodi per la prova sul posto.

RELAZIONI NAZIONALI

RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN ISO 3452-2:2000 (= ISO 3452-2:2000)


La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN ISO 3452-2 (edizione aprile 2000).

ORGANO COMPETENTE Commissione "Prove non distruttive"

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 23 luglio 2001

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 9 UNI EN ISO 3452-2:2001 Pagina I


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PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del-
la norma europea EN ISO 3452-2 (edizione aprile 2000), che assu-
me così lo status di norma nazionale italiana.
La traduzione è stata curata dall’UNI.
La Commissione "Prove non distruttive" dell’UNI segue i lavori euro-
pei sull’argomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

UNI EN ISO 3452-2:2001 © UNI Pagina II


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INDICE

INTRODUZIONE 1

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 TERMINI E DEFINIZIONI 1

4 PRECAUZIONI DI SICUREZZA 2

5 CLASSIFICAZIONE 2
prospetto 1 Prodotti di prova ............................................................................................................................................ 2

6 PROVA DEI MATERIALI UTILIZZATI NELL’ESAME CON LIQUIDI


PENETRANTI 3
prospetto 2 Proprietà dei liquidi penetranti e prove richieste ................................................................................ 3
prospetto 3 Proprietà dei solventi per il penetrante in eccesso e prove richieste .......................................... 4
prospetto 4 Proprietà degli sviluppatori e prove richieste ...................................................................................... 5

7 METODI DI PROVA E REQUISITI 5


figura 1 Esempio di traccia da un’apparecchiatura per la misurazione della visibilità
dell’indicazione .............................................................................................................................................. 7
figura 2 Criteri per i livelli di sensibilità .................................................................................................................. 8
prospetto 5 Determinazione del livello di sensibilità per i liquidi penetranti a contrasto di colore ............ 9
figura 3 Bomba calorimetrica Parr ....................................................................................................................... 11

8 IMBALLAGGIO ED ETICHETTATURA 13

APPENDICE A CONFRONTO DELLA LUMINOSITÀ FLUORESCENTE 14


(normativa)

APPENDICE B PROVE DI CONTROLLO DEL PROCESSO 16


(normativa)
prospetto B.1 Prova di controllo ....................................................................................................................................... 17

APPENDICE C DETERMINAZIONE DEI LIVELLI DI SENSIBILITÀ DEL LIQUIDO


(informativa) PENETRANTE FLUORESCENTE 25
figura C.1 Due esempi di tracce da un’apparecchiatura per la misurazione dell’intensità di
discontinuità ................................................................................................................................................. 25

APPENDICE D ESEMPIO DI APPARECCHIATURA PER LA MISURAZIONE DELLA


(informativa) VISIBILITÀ DELLE INDICAZIONI 26
figura D.1 Apparecchiatura per la misurazione della visibilità dell’indicazione ......................................... 26

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Prove non distruttive


NORMA EUROPEA Esame con liquidi penetranti EN ISO 3452-2
Prove dei materiali utilizzati nell'esame con liquidi penetranti

APRILE 2000

Non-destructive testing
EUROPEAN STANDARD Penetrant testing
Testing of penetrant materials (ISO 3452-2:2000)
Essais non destructifs
NORME EUROPÉENNE Examen par ressuage
Essais des produits de ressuage (ISO 3452-2:2000)
Zerstörungsfreie Prüfung
EUROPÄISCHE NORM Eindringprüfung
Prüfung von Eindringprüfmitteln (ISO 3452-2:2000)

DESCRITTORI

ICS 19.100

La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 17 settembre 1999.


I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi
aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden-
ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai
membri del CEN.
La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e
tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria respon-
sabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il me-
desimo status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

© 2000 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.

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PREMESSA
Il testo della EN ISO 3452-2:1999 è stato elaborato dal Comitato Tecnico CEN/TC 138
"Prove non distruttive", la cui segreteria è affidata all’AFNOR, in collaborazione con il Co-
mitato Tecnico ISO/TC 135 "Prove non distruttive".
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o mediante
la pubblicazione di un testo identico, o mediante notifica di adozione, entro ottobre 2000, e le
norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro ottobre 2000.
La presente norma europea è stata elaborata nell’ambito di un mandato conferito al CEN
dalla Commissione Europea e dall'Associazione Europea del Libero Scambio. La presen-
te norma europea è considerata una norma di supporto per quelle norme di applicazione
e di prodotto che sono esse stesse di supporto ad un requisito essenziale di sicurezza di
una Direttiva Nuovo Approccio che fanno riferimento alla presente norma europea.
In conformità alle regole Comuni CEN\CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei se-
guenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimar-
ca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia,
Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.
La EN ISO 3452 comprende una serie di norme europee sull'esame con liquidi penetranti
costituita da:
EN 571-1 Non destructive testing - Penetrant testing - Part 1: General principles
EN ISO 3452-2 Non-destructive testing - Penetrant testing - Part 2: Testing of penetrant
materials
EN ISO 3452-3 Non-destructive testing - Penetrant testing - Part 3: Reference test
blocks
EN ISO 3452-4 Non-destructive testing - Penetrant testing - Part 4: Equipment

UNI EN ISO 3452-2:2001 © UNI Pagina VI


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INTRODUZIONE
Allo stato attuale, una parte della presente norma è pubblicata distintamente in ambito
europeo e ISO, mentre le altre parti rientrano nell'Accordo di Vienna e di conseguenza a
livello europeo hanno la numerazione ISO. Tuttavia, l'accordo di Vienna è stato applicato
durante i lavori, così alcune norme europee fanno loro riferimento con il loro precedente
numero europeo. Il prospetto che segue fornisce la corrispondenza tra questi numeri
differenti.

Numero CEN

Numero precedente*) Numero ufficiale


Prove non distruttive - Esame con liquidi penetranti
Parte 1: Principi generali EN 571-1
Parte 2: Prove dei materiali utilizzati prEN 571-2 EN ISO 3452-2
nell'esame con liquidi penetranti
Parte 3: Blocchi di riferimento per le prove prEN 571-3 EN ISO 3452-3
Parte 4: Attrezzatura prEN 956 EN ISO 3452-4
*) Numero con il quale si fa riferimento a questo documento in alcune norme europee.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma europea specifica i requisiti tecnici e i procedimenti di prova per i
materiali utilizzati nell'esame con liquidi penetranti per la prova di tipo e la prova del lotto.
Contiene inoltre i requisiti e i metodi per la prova sul posto.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati
del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate dette pubblicazioni, valgono unicamente se introdotte
nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non
datati vale l’ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento.
EN 473 Qualification and certification of NDT personnel - General
principles
EN 571-1 Non-destructive testing - Penetrant testing - General principles
EN 10204 Metallic products - Types of inspection documents
prEN ISO 3059 Non-destructive testing - Penetrant testing and magnetic particle
testing - Viewing conditions
EN ISO 3452-3 Non-destructive testing - Penetrant testing - Reference test blocks
(ISO 3452-3:1998)
EN ISO 12706 Non-destructive testing - Terminology - Terms used in penetrant
testing (ISO 12706:1999)

3 TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano le definizioni contenute nella EN ISO 12706 e la
seguente definizione.

lotto: quantità di materiale prodotto in una operazione avente proprietà omogenee e con
un unico numero di identificazione del marchio.

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4 PRECAUZIONI DI SICUREZZA
I materiali richiesti dalla presente norma includono sostanze chimiche che possono
essere dannose, infiammabili e/o volatili. Tutte le precauzioni necessarie devono essere
rispettate. Tutte le relative disposizioni europee, nazionali e locali riguardanti la salute e la
sicurezza, i requisiti ambientali, ecc. devono essere rispettate.

5 CLASSIFICAZIONE
I materiali per le prove con liquidi penetranti contemplati dalla presente norma devono
essere classificati nel modo seguente:

5.1 Prodotti di prova


I prodotti di prova sono classificati in conformità al prospetto 1:

prospetto 1 Prodotti di prova


Liquido penetrante "Solventi" per il liquido Sviluppatore
penetrante in eccesso

Tipo Denominazione Metodo Denominazione Modulo Denominazione


I Liquido penetrante A Acqua a Secco
fluorescente
B Emulsionante lipofilo b Solubile in acqua
II Liquido penetrante a 1 Emulsionante a base di
contrasto di colore olio c In soluzione acquosa
2 Risciacquatura con
III Penetrante misto (liquido acqua corrente d A base di solvente
penetrante a contrasto di (umido non acquoso)
colore fluorescente) C Solvente (liquido)
e A base di acqua o
D Emulsionante idrofilo solvente per speciali
1 Pre-risciacquo facoltativo applicazioni (per
(acqua) esempio replica)
2 Emulsionante (diluito con
acqua)
3 Risciacquo finale (acqua)

E Acqua e solvente

5.2 Livelli di sensibilità

5.2.1 Famiglia di prodotto fluorescente


Livello di sensibilità 1 (normale)
Livello di sensibilità 2 (alta sensibilità)
Livello di sensibilità 3 (ultra-elevata per usi specializzati)

5.2.2 Famiglia di prodotto a contrasto di colore


Livello di sensibilità 1 (normale)
Livello di sensibilità 2 (alta sensibilità)

5.2.3 Famiglia di prodotti misti


Non ci sono livelli specifici di sensibilità per penetranti misti. La classificazione può essere
eseguita come per i sistemi a contrasto di colore.

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6 PROVA DEI MATERIALI UTILIZZATI NELL’ESAME CON LIQUIDI PENETRANTI

6.1 Attrezzature di prova

6.1.1 Prova di tipo


La prova di tipo deve essere eseguita su materiali penetranti conformemente alla
EN 571-1 per garantire la loro conformità ai requisiti della presente norma europea. La
prova deve essere eseguita da un laboratorio indipendente.

6.1.2 Prova del lotto


La prova del lotto in base ai requisiti della presente norma europea deve essere eseguita
su ogni lotto di produzione in conformità alla EN 571-1 per garantire che, ove applicabile,
questo abbia le stesse proprietà del campione approvato durante la corrispondente prova
di tipo. In caso di materiale penetrante imballato in bombolette spray, il contenuto di zolfo
e di alogeni deve essere inoltre determinato in conformità a 7.12.

6.1.3 Prova sul posto


La prova di verifica deve essere eseguita o commissionata dall'utente in conformità ai
requisiti di EN 571-1, EN ISO 3452-2 e EN ISO 3452-3.

6.2 Resoconto di prova

6.2.1 Prova di tipo


Il laboratorio indipendente (vedere punto 6.1.1) deve fornire un certificato di conformità
alla presente norma e un resoconto che descriva nei dettagli il risultato ottenuto.
Nel caso in cui siano apportate modifiche alla composizione del materiale penetrante,
deve essere richiesta una nuova prova di tipo e una nuova identificazione del prodotto.

6.2.2 Prova del lotto


Il produttore dei materiali penetranti deve fornire un certificato di conformità alla presente
norma, per esempio come specificato nella EN 10204.

6.2.3 Prova sul posto


I risultati ottenuti devono essere annotati (vedere appendice B).

6.3 Prove richieste

6.3.1 Liquidi penetranti


La prova di tipo e/o del lotto devono essere eseguite per verificare le proprietà dei liquidi
penetranti, utilizzando i metodi di prova conformemente al prospetto 2.

prospetto 2 Proprietà dei liquidi penetranti e prove richieste


Proprietà Prova Metodo di prova
conformemente al punto
Aspetto Lotto 7.1
Sensibilità Tipo e lotto 7.2
Densità Tipo e lotto 7.3
Viscosità Tipo e lotto 7.4
Punto di infiammabilità Tipo e lotto 7.5
Lavabilità del liquido penetrante (solo Lotto 7.6
liquidi penetranti metodo A)
Luminosità fluorescente (liquidi Lotto 7.7
penetranti di tipo I)

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prospetto 2 Proprietà dei liquidi penetranti e prove richieste (Continua)


Proprietà Prova Metodo di prova
conformemente al punto
Stabilità ai raggi UV (liquidi penetranti Tipo 7.8
di tipo I)
Stabilità termica (liquidi penetranti di Tipo 7.9
tipo I)
Tolleranza all'acqua (soltanto liquidi Tipo 7.10
penetranti metodo A)
Proprietà corrosive Tipo e lotto 7.11
*)
Contenuto di zolfo e di alogeni Tipo e lotto 7.12
Altri contaminanti su richiesta (come Lotto
richiesto)
*) Richiesto solo per prodotti denominati "A basso contenuto di zolfo e di alogeni".

6.3.2 Solventi asportatori per il liquido penetrante in eccesso (escluso metodo A)


La prova di tipo e/o del lotto devono essere eseguite per verificare le proprietà dei solventi
asportatori per il penetrante in eccesso, utilizzando i metodi di prova riportati nel
prospetto 3.

prospetto 3 Proprietà dei solventi per il penetrante in eccesso e prove richieste


Proprietà Prova Metodo di prova
conformemente al punto
Aspetto Lotto 7.1
Sensibilità Tipo e lotto 7.2
Densità Tipo e lotto 7.3
Viscosità (solamente per il metodo B e D) Tipo e lotto 7.4
Punto di infiammabilità Tipo e lotto 7.5
Tolleranza all'acqua (soltanto per il Tipo e lotto 7.10
metodo B)
Proprietà corrosive Tipo e lotto 7.11
*)
Contenuto di zolfo e di alogeni Tipo e lotto 7.12
Residuo evaporazione (soltanto Tipo e lotto 7.13
metodo C ed E)
Tolleranza al liquido penetrante Tipo 7.14
(soltanto metodo B e D)
Altri contaminanti su richiesta (come Lotto
richiesto)
*) Richiesto solo per prodotti denominati "A basso contenuto di zolfo e di alogeni".

6.3.3 Sviluppatori
La prova di tipo e/o del lotto devono essere eseguite per verificare le proprietà degli
sviluppatori utilizzando i metodi di prova conformemente al prospetto 4.

UNI EN ISO 3452-2:2001 © UNI Pagina 4


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prospetto 4 Proprietà degli sviluppatori e prove richieste


Proprietà Prova Metodo di prova
conformemente al punto
Aspetto Lotto 7.1
Punto di infiammabilità (soltanto Tipo e lotto 7.5
modulo d)
Proprietà corrosive (tranne modulo a) Tipo e lotto 7.11
*)
Contenuto di zolfo e di alogeni Tipo e lotto 7.12
Contenuto solido (solo modulo d) Tipo e lotto 7.13
Prestazione dello sviluppatore (tranne Tipo e lotto 7.15
modulo e)
Redispersibilità (solo modulo c e d) Tipo e lotto 7.16
Densità (del liquido vettore) (solo Tipo e lotto 7.17
modulo d)
Altri contaminanti su richiesta (come Lotto
richiesto)
*) Richiesto solo per prodotti denominati "A basso contenuto di zolfo e di alogeni".

6.3.4 Prove di verifica del lotto per aerosol


Le prove di verifica del lotto devono essere eseguite utilizzando la prova seguente:
Prestazione del prodotto, vedere 7.18.
Deve essere sottoposto a prova il primo aerosol di ogni lotto.

7 METODI DI PROVA E REQUISITI

7.1 Aspetto
L'aspetto del campione deve essere lo stesso di quello del materiale qualificato durante la
prova di tipo.

7.2 Sensibilità del sistema penetrante


Vedere anche appendice C.

7.2.1 Liquidi penetranti fluorescenti

[Link] Pannelli di prova


Sono utilizzati pannelli di prova di 10 µm, 20 µm e 30 µm del blocco di riferimento di tipo 1
conformemente alla EN ISO 3452-3. Questi pannelli di prova devono essere riservati
soltanto all'uso con liquidi penetranti di tipo I.

[Link] Apparecchiatura
La misurazione della visibilità delle indicazioni è fatta elettronicamente.
Un'apparecchiatura di misurazione della visibilità è composta per esempio dai seguenti
elementi (vedere appendice D):
- microscopio,
- supporto del pannello di prova e tavola mobile,
- sistema di registrazione,
- sorgente di illuminazione adatta,
- provino di taratura strumento.

UNI EN ISO 3452-2:2001 © UNI Pagina 5


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[Link] Taratura
L'apparecchiatura di misurazione della visibilità deve essere tarata utilizzando un provino
di taratura in lamiera lucidata, di circa 33 mm × 95 mm, con delle scanalature trasversali
in tutta la sua larghezza.
La lunghezza della scanalatura dovrebbe essere maggiore di 20 mm, la larghezza della
scanalatura dovrebbe essere 0,15 mm ± 0,015 mm e la profondità dovrebbe essere
maggiore di 1 mm. Queste scanalature devono essere riempite con una polvere adatta1).
Il provino deve essere utilizzato per tarare l'apparecchiatura per la misurazione della
visibilità, l'altezza del picco nel registratore del diagramma provocata dalla polvere nella
scanalatura deve essere assunta come il 100%, quando utilizzato in conformità a [Link].

[Link] Metodo
Per ogni pannello di prova il numero di discontinuità deve essere conteggiato utilizzando
un microscopio con un ingrandimento di 20 volte.
Poichè i fotomoltiplicatori sono sensibili alle variazioni di temperatura, della luce e di
campo magnetico, dovrebbero essere protetti adeguatamente. Lasciare stabilizzare
l'apparecchiatura prima dell’utilizzo.
L'apparecchiatura deve essere messa a punto utilizzando un campione di fluorescenza di
riferimento (vedere D.4) per fornire approssimativamente un 50% di deviazione
sull’altezza totale della scala. Lo zero dovrebbe essere regolato in modo da leggere zero
con un pannello di prova non trattato del blocco di prova di tipo 1.
Il pannello di prova con una profondità di 30 µm del blocco di prova di tipo 1 deve essere
trattato in conformità alle raccomandazioni del produttore del liquido penetrante, utiliz-
zando uno sviluppatore modulo d e un tempo di sviluppo di 10 min. La lucentezza delle
indicazioni è quantificata utilizzando l'apparecchiatura per la misurazione dell'intensità
della discontinuità.
Se è necessario modificare i campi di sensibilità su un registratore del grafico fra la messa
a punto con il campione di riferimento e la messa in funzione del pannello di prova, le
regolazioni dello zero e dell’altezza totale della scala devono rimanere invariate. In questi
casi l'altezza di picco di riferimento e le altezze di picco campione devono essere
confrontate, prendendo in considerazione le diverse sensibilità del registratore del grafico.

[Link] Interpretazione dei risultati


Dopo che l'apparecchiatura per la misurazione della visibilità è stata messa a punto
secondo [Link] ("A" in figura 1), la base è assunta come 0% ("B" in figura 1). Sono
annotate le altezze singole di picco tranne quelle influenzate dalla movimentazione, ecc.
I picchi raggruppati ("C" in figura 1) sono registrati come il loro valore medio.
Sono determinate l'altezza di picco media (x) e lo scarto tipo dell'altezza di picco (σn-1) e
il livello di sensibilità è quindi ottenuto facendo riferimento alla figura 2.

1) KEMK 63/M è un esempio di prodotto adeguato disponibile in commercio da parte della Phosphor Technology Ltd.
Middle Stray, Nazing Essex, EN9 2LP, U.K. Questa informazione è fornita a beneficio di coloro che utilizzano la presente
norma e non costituisce alcuna approvazione da parte del CEN del prodotto menzionato.

UNI EN ISO 3452-2:2001 © UNI Pagina 6


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figura 1 Esempio di traccia da un’apparecchiatura per la misurazione della visibilità dell’indicazione


Legenda
Per questo esempio
x = 41,8% del livello di taratura di riferimento
σn-1= 8,54% di x

UNI EN ISO 3452-2:2001 © UNI Pagina 7


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figura 2 Criteri per i livelli di sensibilità


Legenda
1 Livello di sensibilità 1
2 Livello di sensibilità 2
3 Livello di sensibilità 3

7.2.2 Liquidi penetranti a contrasto di colore

[Link] Pannelli di prova


Pannelli di prova di 30 µm e 50 µm del blocco di prova di tipo 1. I pannelli di prova devono
essere riservati per l’utilizzo solamente con i liquidi penetranti di tipo II.

[Link] Metodo di utilizzo


I pannelli devono essere trattati in conformità alle raccomandazioni del produttore del
liquido penetrante, utilizzando uno sviluppatore modulo d e un tempo di sviluppo di
10 min.

[Link] Interpretazione dei risultati


Il numero di indicazioni integre che coprono almeno l'80% della larghezza del pannello
chiaramente visibili ad occhio nudo (con occhiali, se questi sono indossati abitualmente)
deve essere contato e confrontato con il numero noto di indicazioni che può essere
ottenuto dallo stesso blocco di prova. (Il numero che può essere ottenuto è il numero che
è trovato in occasione della prima prova a cui il blocco è sottoposto utilizzando un liquido
penetrante fluorescente di livello 3, utilizzato in conformità alle raccomandazioni del
produttore e controllato in conformità alla EN 571-1, dopo che i pannelli sono stati sotto-
posti a una pulizia completa).

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[Link] Requisiti
Il livello di sensibilità deve essere determinato facendo riferimento al prospetto 5.

prospetto 5 Determinazione del livello di sensibilità per i liquidi penetranti a contrasto di colore
Livello di % di discontinuità trovate
sensibilità
30 µm 50 µm
1 - >90
2 75 100

7.3 Densità

7.3.1 Metodo di prova


La densità a 20 °C deve essere determinata utilizzando un metodo con un’accuratezza
maggiore di ±1%.

7.3.2 Requisiti
Questo risultato deve essere registrato per la prova di tipo (valore nominale). Per la prova
del lotto deve essere permessa una tolleranza di ±5% sul valore nominale.

7.4 Viscosità

7.4.1 Metodo di prova


La viscosità deve essere determinata con un metodo adeguato con un’accuratezza superiore
a ±1%. Il risultato deve essere annotato alla temperatura utilizzata per la prova di tipo.

7.4.2 Requisiti
Questo risultato deve essere annotato per la prova di tipo (valore nominale). Per la prova
sul lotto deve essere permessa una tolleranza di ±10% sul valore nominale.

7.5 Punto di infiammabilità

7.5.1 Metodo di prova


Il punto di infiammabilità deve essere determinato per mezzo di un metodo adeguato
stabilito con un’accuratezza maggiore di ±2 °C per i materiali con un punto di infiamma-
bilità minore di 100 °C o un’accuratezza maggiore di ±5 °C per i materiali con un punto di
infiammabilità maggiore o uguale di 100 °C.
Occorre prestare particolare attenzione ai rischi connessi nel sottoporre a prova i
materiali con punto di infiammabilità minore di 25 °C.
Per la prova sul lotto, la misurazione del punto di infiammabilità deve essere richiesta solo
se il punto di infiammabilità presunto è compreso fra 20 °C e 110 °C. Il punto di infiamma-
bilità deve essere determinato con un metodo adeguato.

7.5.2 Requisiti
Il risultato deve essere annotato per la prova di tipo (valore nominale). Il punto di infiam-
mabilità per la prova sul lotto non deve essere più di 5 °C al di sotto del valore nominale.

7.6 Lavabilità (liquidi penetranti metodo A)


Quando rimosso con un leggero spruzzo d'acqua a 20 °C ± 5 °C il liquido penetrante
campione non deve lasciare più residuo sul blocco di prova di tipo 2 per le zone con
ruvidità superficiale con Ra = 5 µm e Ra = 10 µm rispetto al campione di prova di tipo dello
stesso liquido penetrante risciacquato alle stesse condizioni. Per i liquidi penetranti fluore-
scenti questa prova deve essere eseguita con irraggiamento a raggi UV-A maggiore
di 3 W/m2.

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7.7 Luminosità fluorescente

7.7.1 Metodo di prova


La luminosità del fluorescente deve essere determinata in conformità all'appendice A
utilizzando il campione di prova di tipo di liquido penetrante come campione normalizzato.

7.7.2 Requisiti
La luminosità fluorescente deve essere almeno il 90% del campione di prova di tipo.

7.8 Stabilità ai raggi UV

7.8.1 Metodo di prova


Sono preparati 10 provini di carta da filtro con il liquido penetrante per la prova e il metodo
descritto in A.2. Cinque di questi sono protetti dal calore, dalla luce e dalle correnti d'aria, mentre
gli altri 5 provini sono esposti alle radiazioni da raggi UV-A (365 nm) di 10 W/m2 ± 1 W/m2
rimanendo protetti dal calore e dalle correnti d'aria per 1 h. La luminosità fluorescente di ogni
provino è determinata in conformità al metodo descritto in A.3.

7.8.2 Requisiti
La luminosità fluorescente media dei provini irradiati con raggi UV deve essere maggiore
dell'80% dei provini non irradiati.

7.9 Stabilità termica della luminosità fluorescente

7.9.1 Metodo di prova


Sono preparati 10 provini di carta da filtro con il liquido penetrante per la prova e il metodo
descritto in A.2. Cinque di questi sono protetti dal calore, dalla luce e dalle correnti d'aria,
mentre gli altri cinque provini sono collocati su una lastra di metallo pulita in un forno ad
aria morta a 115 °C ± 2 °C per 1 h. La luminosità fluorescente di ogni provino è deter-
minata in base al metodo descritto in A.3.

7.9.2 Requisiti
La luminosità fluorescente media dei provini riscaldati deve essere maggiore dell'80% dei
provini non riscaldati.

7.10 Tolleranza all'acqua

7.10.1 Metodo di prova


La tolleranza all'acqua deve essere determinata aggiungendo accuratamente acqua a
una quantità costantemente agitata, accuratamente misurata di materiale di prova (tipica-
mente 20 ml), fino a quando il materiale di prova diventa non uniforme, più denso o si
separa. Questa prova deve essere eseguita a 15 °C ± 0,5 °C.
La tolleranza all'acqua è la percentuale di acqua aggiunta nel volume finale (quantità di
acqua e materiale di prova per cui si verifica la non uniformità/l'aumento di densità).

7.10.2 Requisiti
La tolleranza all'acqua deve essere maggiore del 5%.

7.11 Proprietà corrosive


La compatibilità del materiale penetrante e dei materiali da controllare deve essere
confermata dai seguenti metodi.

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7.11.1 Prova di tipo

[Link] Compatibilità con i metalli


Per i materiali penetranti destinati ad essere utilizzati con componenti metallici la prova
deve essere eseguita su semplice lega di alluminio 7075-T6, o equivalente, lega di
magnesio AZ-31B, o equivalente, e acciaio 30CrMo4, o equivalente. I pannelli di prova di
ognuno di questi materiali devono essere lucidati con carta al carburo di silicio
(grana n° 240) e quindi sciacquati con un solvente volatile, a base di idrocarburi, privo di
zolfo (per esempio acetone di qualità analitica), subito prima dell'uso.
I pannelli di prova devono essere immersi per metà della loro lunghezza nel materiale
penetrante sottoposto alla prova, collocati in un bicchiere di vetro di misura adeguata,
dentro una bomba calorimetrica Parr (o contenitore equivalente in grado di sostenere una
pressione interna di 700 kPa) come descritto in figura 3.
Il calorimetro stagno è quindi posto in un forno, o bagno di acqua calda, mantenuto a
50 °C ± 1 °C per 2 h ± 5 min. Alla fine di questo periodo il pannello di prova è tolto e sciacquato
leggermente con acqua distillata o con solvente organico, per rimuovere tutti i residui dei
materiali penetranti. Il pannello di prova deve quindi essere controllato.
figura 3 Bomba calorimetrica Parr
Legenda
1 Bicchiere
2 Materiale penetrante
3 Pannello di prova
4 Calorimetro

[Link].1 Requisiti
Non ci deve essere traccia di macchia, corrosione puntiforme o altra corrosione, quando
il provino è esaminato con un ingrandimento di 10 volte.

[Link] Compatibilità con gli altri materiali


Il procedimento utilizzato in [Link] può essere adattato per essere usato con altri
materiali con cui il penetrante si utilizza, sostituendo il pannello di prova di metallo con un
pannello di altro materiale.

[Link].1 Requisiti
Non ci deve essere traccia di degradazione del materiale sottoposto alla prova.

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7.11.2 Prova sul lotto

[Link] Compatibilità con i metalli


Per i materiali penetranti destinati ad essere utilizzati su componenti metallici, i pannelli di
prova dei materiali indicati in [Link] devono essere preparati come descritto in tale
punto. Questi pannelli devono quindi essere immersi per metà della loro lunghezza nel
materiale penetrante sottoposto alla prova in un bicchiere di vetro. I pannelli devono
essere lasciati per un periodo di 24 h a temperatura ambiente, dopo tale periodo di tempo
devono essere puliti e controllati conformemente a [Link].

[Link].1 Requisiti
Non ci deve essere traccia di macchia, corrosione puntiforme o altra corrosione.

[Link] Compatibilità con gli altri materiali


Il procedimento utilizzato al punto [Link] può essere adattato per essere usato con altri
materiali con cui il penetrante si utilizza, sostituendo il pannello di prova di metallo con un
pannello di altro materiale.

[Link].1 Requisiti
Non ci deve essere traccia di degradazione del materiale sottoposto alla prova.

7.12 Contenuto di zolfo e di alogeni (per prodotti con denominazione a basso contenuto di
zolfo e di alogeni)

7.12.1 Metodo di prova


Il contenuto di zolfo e di alogeni deve essere determinato con un metodo adeguato
stabilito, che si è dimostrato avere un’accuratezza di ±10 10-6 per un contenuto di zolfo/
alogeni <200 10-6 di zolfo/alogeni per i liquidi e un’accuratezza di ±50 10-6 per i solidi.
Nel caso di prodotti condizionati in una bomboletta spray, spurgare questi per 5 s prima
della campionatura e, al momento della pesatura, spruzzare il contenuto della bomboletta
in un bicchiere da 100 ml, quindi versare immediatamente il prodotto in una cassetta di
platino. L'operazione non deve durare più di 2 min dall'inizio della campionatura alla
chiusura della bomba calorimetrica.

7.12.2 Requisiti
Il contenuto totale di zolfo deve essere minore di 200 × 10-6. Il contenuto totale di alogeni
(cloruro e fluoruro), senza evaporazione, deve essere minore di 200 × 10-6.

7.13 Residuo sull'evaporazione/sul tenore di solido

7.13.1 Solventi asportatori


Un campione con un volume iniziale di 100 ml ± 1 ml deve essere fatto evaporare per
un'ora su una capsula di Petri di 15 cm ± 1 cm, in un bagno d'acqua o in un forno a una
temperatura di 15 °C ± 1 °C sopra al punto di ebollizione finale del prodotto. Dopo questo
periodo di tempo deve essere misurata la massa del residuo.

[Link] Requisiti
La massa deve essere minore di 5 mg.

7.13.2 Sviluppatori modulo d


Un campione con una massa iniziale di 100 g ± 1 g deve essere fatto evaporare per un'ora
su una capsula di Petri da 15 cm ± 1 cm in un bagno d'acqua o in forno a una temperatura
di 15 °C ± 1 °C sopra al punto di ebollizione finale del prodotto. Dopo questo periodo di
tempo la massa del residuo deve essere misurata e registrata come percentuale della
massa iniziale.

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[Link] Requisiti
Il risultato deve essere riportato per la prova di tipo (valore nominale). Per la prova sul lotto
deve essere permessa una tolleranza di ±10% sul valore nominale.

7.14 Tolleranza del penetrante

7.14.1 Emulsionante lipofilo (Metodo B)


L'aggiunta del 20% (V/V) del(i) penetrante(i), con cui l'emulsionante si utilizza, non deve
dar luogo a un aumento del fondo, trovato quando il liquido penetrante e l'emulsionante
sono utilizzati conformemente alle raccomandazioni del produttore.

7.14.2 Emulsionante idrofilo (Metodo D)


Alla concentrazione di qualificazione dell'emulsionante, l'aggiunta di 1% (V/V) del(i)
penetrante(i), per il quale il solvente asportatore è certificato, non deve dar luogo a un
aumento nel fondo trovato quando il liquido penetrante e l'emulsionante sono utilizzati
conformemente alle raccomandazioni del produttore.

7.15 Rendimento dello sviluppatore


Quando applicato secondo le raccomandazioni del produttore, lo sviluppatore deve dare
uno strato fine, uniforme, non riflettente e non fluorescente.
Quando utilizzato insieme al penetrante appropriato, lo sviluppatore deve aumentare la
visibilità delle indicazioni del liquido penetrante.

7.16 Solubilità

7.16.1 Sviluppatori in sospensione acquosa


I solidi devono essere solubilizzati immediatamente quando sono mescolati o agitati.

7.16.2 Sviluppatori a base di solvente (non acquosi)


I solidi devono essere solubilizzati immediatamente quando sono mescolati o agitati. I
contenuti solidi degli aerosol devono essere solubilizzati mediante 30 s di agitazione.

7.17 Massa volumica del liquido vettore

7.17.1 Metodo di prova


La massa volumica del liquido vettore deve essere determinata mediante un metodo con
accuratezza maggiore di ±1%.

7.17.2 Requisiti
Per la prova di tipo il risultato deve essere riportato (valore nominale). Per la prova sul lotto
deve essere permessa una tolleranza di ±5% sul valore nominale.

7.18 Rendimento del prodotto (contenitori pressurizzati)


Quando utilizzato secondo le raccomandazioni del produttore, il prodotto spruzzato da
contenitore pressurizzato deve soddisfare i requisiti di produzione del lotto normale e il
requisito di 7.12.

8 IMBALLAGGIO ED ETICHETTATURA
L’imballaggio e l'etichettatura devono essere conformi a tutti i regolamenti internazionali,
nazionali e locali applicabili. I contenitori e i loro contenuti devono essere compatibili. I
contenitori devono essere marcati con il numero di lotto al fine di garantire la rintraccia-
bilità con la relativa documentazione e la data di scadenza.

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APPENDICE A CONFRONTO DELLA LUMINOSITÀ FLUORESCENTE


(normativa)

A.1 Attrezzatura

A.1.1 Deve essere utilizzato un misuratore di fluorescenza avente le seguenti caratteristiche:


- Lunghezza d'onda di eccitazione: 365 nm ± 20 nm
- Luce emessa misurata a 550 nm ± 25 nm
Il misuratore di fluorescenza deve essere equipaggiato in modo da tenere i campioni di
carta da filtro (vedere A.2) e avere tenuta alla luce all'interno di uno scomparto campione.

A.1.2 Articoli di vetro


Pipette e provette cilindriche graduate adeguate per la preparazione accurata di soluzioni
a 1,0%. Bicchieri da 50 ml.

A.1.3 Carta da filtro non fluorescente, adeguatamente assorbente, ad esempio Whatman (R)
n° 42). Tagliata in 2 cm × 2 cm oppure al formato richiesto per il misuratore di fluorescenza.
Queste carte devono essere tenute asciutte in un essiccatore fino al momento dell'utilizzo.

A.1.4 Fermagli "Crocodile" di supporto per asciugare la carta da filtro o dispositivi simili per
mantenere i provini di carta in verticale prendendoli per il bordo/gli angoli.

A.1.5 Essiccatore adatto per tenere la carta da filtro come descritto in A.1.4.

A.1.6 Materiale assorbente


Un materiale assorbente adeguato, per esempio gel di silicio, per essere utilizzato
nell'essiccatore, come descritto in A.1.5.

A.1.7 Solvente
Un solvente ad asciugatura veloce, volatile al 100%, non fluorescente, asciutto, comple-
tamente miscibile con il liquido penetrante sottoposto alla prova.

A.2 Preparazione di provini di carta da filtro

A.2.1 Preparare accuratamente soluzioni separate 1,0% V/V di liquidi penetranti di prova e
penetranti di riferimento normalizzati in un solvente adeguato.

A.2.2 Versare ogni soluzione in un bicchiere di vetro separato e in ognuno, collocare, uno per
volta, 5 provini di carta da filtro per 5 s ciascuno.

A.2.3 Lasciare asciugare ogni provino di carta (circa 5 min) appendendolo in verticale nell'essic-
catore mediante fermagli "Crocodile" o simili.

A.3 Misurazione della luminosità fluorescente


Dopo aver lasciato che il misuratore di fluorescenza si sia stabilizzato, azzerare lo
strumento e quindi introdurre i provini di carta da filtro, uno alla volta nel portacampione.
Chiudere il coperchio impermeabile alla luce e misurare l'intensità della luce emessa
quando il provino è illuminato nel misuratore di fluorescenza.

2) Whatman (R) n° 4 è un esempio di un prodotto adeguato disponibile in commercio. Questa informazione è fornita per
interesse di coloro che utilizzano la presente norma e non costituisce alcuna approvazione da parte del CEN del
prodotto menzionato.

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A.4 Calcolo

A.4.1 Calcolare il valore medio dato dai 5 provini di riferimento (S).

A.4.2 Calcolare il valore medio dato dai 5 provini di prova (T).

A.4.3 Luminosità fluorescente del campione sottoposto alla prova = T/S × 100%.

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APPENDICE B PROVE DI CONTROLLO DEL PROCESSO


(normativa)

B.1 Generalità
Queste prove di controllo del processo si utilizzano quando la prova è eseguita conforme-
mente alla EN 571-1.
Per mantenere l'integrità di un processo penetrante, il processo nel suo complesso e i
singoli componenti del sistema devono essere controllati regolarmente per garantire che
soddisfino le specifiche richieste. Questo requisito è applicabile soltanto alle linee di
processo dato che i prodotti forniti negli aerosol o nei liquidi penetranti tixotropici sono
utilizzati solo per un controllo singolo. Inoltre alcuni materiali utilizzati nelle linee di
processo possono essere applicati al pezzo in lavorazione sia con spruzzatura conven-
zionale che elettrostatica. Dato che anche in questo caso il materiale è utilizzato
solamente per un controllo singolo queste prove non sono applicabili.
Nota Quando alcuni elementi del processo sono spruzzati, non è eliminata la necessità di eseguire controlli su altre
parti del processo.

B.2 Prove di controllo


Il seguente prospetto mostra nei dettagli le prove di controllo da eseguire e la loro
frequenza. È responsabilità di una persona di livello 3, conformemente alla EN 473,
decidere quali prove sono applicabili a una particolare linea di processo. Le prove
possono essere eseguite a intervalli più frequenti o possono essere eseguite prove
supplementari se necessario per garantire le corrette condizioni di lavorazione.

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prospetto B.1 Prova di controllo
Modulo di rendimento del sistema

In base al punto Frequenza Registrazione

Prove di controllo Inizio di ogni Settimanale Mensile Ogni 12 mesi Altro Valore numerico Valutazione a vista
periodo di lavoro (Firma)
Revisione del B.4.1 X Non applicabile
sistema
Livelli dei materiali
(compresa la rete
dei sistemi di spruz-
zatura)
Rendimento del B.4.2 X Non applicabile

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sistema utilizzando
il blocco di prova
tipo 2
Revisione generale B.4.3 X Non applicabile
Aspetto del
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penetrante
Aspetto dell'acqua B.4.4 X Non applicabile
di risciacquo
Temperatura B.4.5 X Non applicabile
dell'acqua di
risciacquo
Temperatura del B.4.6 X Non applicabile
forno
Area di lavoro B.4.7 X Non applicabile
Filtro dell'aria B.4.8 X Non applicabile
compressa
Integrità dei filtri B.4.9 X Non applicabile
UV-A (sistema
fluorescente)

© UNI
Irraggiamento UV-A B.4.10 X Non applicabile
(sistema fluore-
scente)
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prospetto B.1 Prova di controllo (Continua)
Modulo di rendimento del sistema

In base al punto Frequenza Registrazione

Prove di controllo Inizio di ogni Settimanale Mensile Ogni 12 mesi Altro Valore numerico Valutazione a vista
periodo di lavoro (Firma)
Intensità della luce B.4.11 X Non applicabile
visibile nella cabina
di controllo (sistema
fluorescente)
Intensità della luce B.4.12 X Non applicabile
visibile (sistemi a
contrasto di colore)

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Liquidi penetranti B.4.13 X Non applicabile
Intensità
fluorescente1)
Intensità del B.4.14 X Non applicabile
contrasto di colore1)
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Controllo dei B.4.15 X Non applicabile


fornitori
Emulsionanti B.4.16 X Non applicabile
Concentrazione di
solvente idrofilo
appena diluito
Sviluppatori B.4.17.1 X Non applicabile
Aspetto della
polvere asciutta
Fluorescenza della B.4.17.2 X Non applicabile
polvere asciutta
Sviluppatore
solubile in acqua
a) Concentrazione B.[Link] X Non applicabile

© UNI
b) Prova di bagna- B.[Link] X Non applicabile
bilità
c) Temperatura B.[Link] X Non applicabile
d) Fluorescenza B.[Link] X Non applicabile
della soluzione
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Pagina 18
prospetto B.1 Prova di controllo (Continua)
Modulo di rendimento del sistema

In base al punto Frequenza Registrazione

Prove di controllo Inizio di ogni Settimanale Mensile Ogni 12 mesi Altro Valore numerico Valutazione a vista
periodo di lavoro (Firma)
Sviluppatore in
soluzione acquosa
a) Concentrazione B.[Link] X Non applicabile
b) Temperatura B.[Link] X Non applicabile
c) Fluorescenza B.[Link] X Non applicabile
della sospen-
sione

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Taratura B.4.18 ≤24 mesi Non applicabile
radiometro UV-A
Taratura B.4.19 ≤24 mesi Non applicabile
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luxmetro
Taratura B.4.20 X Non applicabile
termometri
Manometri B.4.21 X Non applicabile
1) Non applicabile per aerosol.

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B.3 Moduli delle prove di controllo


I risultati di ogni prova di controllo devono essere registrati su un modulo prova di
controllo. Un modulo separato deve essere utilizzato per ogni impianto con liquido
penetrante. Qualsiasi scostamento trovato deve essere riferito alla persona responsabile
e deve essere eseguita un'adeguata azione correttiva.
Devono essere incluse le seguenti informazioni:
- società e luogo,
- identificazione della linea di processo,
- data,
- turno,
- nome e qualifica,
- firma.

B.4 Prova di controllo

B.4.1 Livelli dei materiali


Il livello del materiale in tutti i sistemi del processo deve essere esaminato a vista per
garantire che vi sia sufficiente materiale da permettere la copertura completa dei compo-
nenti da trattare. Se il materiale nel sistema è insufficiente, deve essere aggiunto e
mescolato altro materiale prima di eseguire altre prove.

B.4.2 Rendimento del sistema


Questa prova è eseguita utilizzando il blocco di prova di riferimento di tipo 2 descritto nella
EN ISO 3452-3. È spesso vantaggioso utilizzare anche un componente con discontinuità
conosciute rappresentative di quelle abitualmente attese dal controllo.
Una registrazione sotto forma di una replica permanente, di una fotografia o altri mezzi
adeguati, che mostri le discontinuità, compreso il livello del rumore di fondo, deve essere
preparata e trattata utilizzando gli stessi parametri generalmente in uso e conservata
come riferimento. Questa registrazione deve essere usata come un confronto per i
risultati pratici ottenuti utilizzando la stessa prova per il controllo giornaliero del rendi-
mento del sistema. Le indicazioni da replica non sono le stesse di quelle ottenute utiliz-
zando sviluppatori abituali. Le indicazioni sul lato placcato in cromo del blocco di prova di
riferimento di tipo 2 oppure sul componente con discontinuità note devono mostrare lo
stesso numero di indicazioni e lo stesso aspetto di quelli della registrazione preparata
utilizzando gli stessi materiali e la stessa sequenza di processo. In modo analogo il livello
del rumore di fondo deve essere lo stesso di quello mostrato nella registrazione.

B.4.2.1 Pulizia delle parti di prova di riferimento


Per garantire che le parti di prova di riferimento siano abbastanza sensibili a una varia-
zione nei parametri del processo penetrante, è necessario estrarre tutto il penetrante che
rimane intrappolato nelle discontinuità dopo la prova. È assolutamente importante non
modificare fisicamente le discontinuità.
La strada migliore è agire contro l'effetto di assorbimento sul liquido penetrante intrap-
polato dovuto alle pareti delle discontinuità con un effetto capillare più forte. Uno svilup-
patore a base di solvente (bagnato non acquoso) è un mezzo adeguato.
Deve essere utilizzato il seguente procedimento:
a) subito dopo il trattamento, rimuovere lo sviluppatore con un risciacquo d'acqua;
b) asciugare, cioè senza strofinare;
c) applicare uno strato spesso di sviluppatore modulo d. Lo strato deve arrivare
bagnato sulla superficie;
d) lasciare riposare da 10 min a 15 min;
e) ripetere le operazioni da a) a d), lasciare riposare lo sviluppatore per 30 min;

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f) controllare la presenza di tracce di penetrante sotto un'illuminazione adeguata. Se


queste sono presenti ripetere le operazioni da a) a d) fino a quando tutte le tracce di
penetrante sono state rimosse;
g) infine lavare con acqua e asciugare;
h) non tenere le parti nel solvente. Le parti possono essere conservate in un avvolgi-
mento protettivo per prevenire graffiature, torsioni e qualsiasi shock termico o
meccanico.

B.4.3 Aspetto del liquido penetrante


Controllare ogni aspetto anormale del liquido penetrante (ad esempio aspetto latteo,
contaminazione visibile, depositi di acqua sul fondo o sulla superficie del liquido
penetrante).

B.4.4 Aspetto dell'acqua di risciacquo


Quando si utilizza acqua riciclata, controllare la presenza di opacità, fluorescenza,
schiuma e colorazione dell'acqua di risciacquo. Uno qualunque di questi effetti indica che
il sistema di trattamento non sta funzionando efficacemente.

B.4.5 Temperatura dell'acqua di risciacquo


Controllare che la temperatura dell'acqua di risciacquo sia entro i limiti specificati.

B.4.6 Temperatura del forno


Controllare che la temperatura del forno sia entro i limiti specificati nell'area dei pezzi in
lavorazione.

B.4.7 Area di lavoro


Assicurarsi che l'area di lavoro sia pulita e in ordine. Nel controllare i componenti trattati
con un sistema a liquido penetrante fluorescente, non ci deve essere superficie riflettente,
per esempio carta bianca sul banco di prova o nelle immediate vicinanze della zona di
controllo. Inoltre non ci devono essere fonti di luce bianca diffusa vicino alla zona di
controllo.

B.4.8 Filtro(i) dell'aria compressa


Assicurarsi che il(i) pozzetto(i) sia(no) privo(i) di contaminanti.

B.4.9 Integrità dei filtri UV-A


Assicurarsi che le lampade con filtri UV-A siano in buone condizioni.

B.4.10 Irraggiamento UV-A


Misurare l'irraggiamento UV-A come descritto nel prEN ISO 3059.

B.4.11 Intensità della luce visibile nella cabina di controllo (sistema fluorescente)
Misurare l'intensità massima della luce visibile nella cabina come descritto
nel prEN ISO 3059.

B.4.12 Intensità della luce visibile (sistemi a contrasto di colore)


Misurare l'intensità minima della luce visibile nella zona di lavoro come descritto nel
prEN ISO 3059.

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B.4.13 Intensità fluorescente

B.4.13.1 Utilizzare campioni di riferimento normalizzati di liquidi penetranti di livello 1 e 2 a 1%,


0,9%, 0,8% in kerosene a punto d’infiammabilità elevato. Per i liquidi penetranti di livello 3
utilizzare campioni di riferimento normalizzati a 0,1%, 0,09%, 0,08%. I campioni di riferi-
mento devono essere conservati in contenitori sigillati a tenuta di luce.
Per preparare i campioni di riferimento si suggerisce di preparare prima diluizioni del 10%,
9%, 8% e quindi effettuare un’ulteriore diluizione da 1 a 10 o da 1 a 100 rispettivamente.

B.4.13.2 Per i liquidi penetranti di livello 1 e 2 preparare una soluzione a 1% del liquido penetrante
sottoposto a prova nello stesso solvente, come in B.4.13.1. Per i liquidi penetranti di livello
3, preparare una soluzione a 0,1% del liquido penetrante sottoposto a prova nello stesso
solvente come in B.4.13.1.

B.4.13.3 Utilizzando provette, confrontare a vista l'intensità fluorescente del liquido penetrante sotto-
posto a prova con i campioni di riferimento dello stesso liquido penetrante. L'illuminazione
UV-A deve essere distribuita uniformemente con una radiazione di almeno 10 W/m2
(1 000 µW/cm2).
Annotare il livello in cui le intensità fluorescenti sono simili.
In alternativa, può essere utilizzato il metodo descritto in 7.7.
Requisiti: L'intensità fluorescente deve essere maggiore del 90% del riferimento.

B.4.14 Intensità del contrasto di colore

B.4.14.1 Utilizzare i campioni di riferimento normalizzati del liquido penetrante a contrasto di colore
a 1%, 0,9%, 0,8% e 0,7% in kerosene a punto d’infiammabilità elevato o in qualsiasi altro
solvente non volatile adeguato.
Per preparare i campioni di riferimento si suggerisce di preparare prima le diluizioni al
10%, 9%, 8% e 7% e quindi di diluire da 1 a 10.
Questi campioni di riferimento devono essere conservati in contenitori sigillati a tenuta di
luce.

B.4.14.2 Preparare una soluzione a 1% del liquido penetrante sottoposto a prova nello stesso
solvente come in B.4.14.1.

B.4.14.3 Usando provette, poste sotto una luce visibile distribuita uniformemente, confrontare
l'intensità di colore del liquido penetrante sottoposto a prova rispetto ai campioni di riferi-
mento.
Registrare il livello a cui le intensità di colore sono simili.
Requisito: L'intensità di colore deve essere maggiore dell'80% del riferimento.

B.4.15 Controllo generale da parte dei fornitori


Un campione rappresentativo di liquido penetrante in uso deve essere prelevato almeno
una volta all'anno e inviato ai fornitori o ad altro laboratorio adeguato per una nuova certi-
ficazione. Altrimenti il liquido penetrante deve essere scartato e sostituito.
Il laboratorio di controllo deve rilasciare un rapporto che dichiari che i parametri
fisico-chimici del liquido penetrante sottoposto a prova sono tutti entro limiti accettabili se
confrontati con i valori nominali per un liquido penetrante nuovo. Si raccomanda che il
rapporto indichi i valori attuali e non solo una dichiarazione.
È responsabilità del fornitore scegliere i parametri da controllare.

B.4.16 Concentrazione del mezzo di rimozione idrofilo


La prova è adeguata per soluzioni appena preparate ed è eseguita utilizzando un rifratto-
metro.

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Il rifrattometro di prova deve essere tarato utilizzando soluzioni preparate accuratamente


di emulsionante idrofilo nuovo. Devono essere utilizzate almeno cinque soluzioni. Una
deve essere alla concentrazione nominale, due devono essere al di sopra e due al di sotto
della concentrazione nominale. I valori devono essere tracciati graficamente.
Per valutare la concentrazione del mezzo di rimozione idrofilo, leggere il valore fornito da
un campione di prodotto appena preparato e determinare la sua concentrazione dal
grafico.
Tutta la prova deve essere eseguita a temperatura ambiente.
I risultati di questa prova devono essere riportati.
Requisiti: Correggere la concentrazione in base al valore richiesto. Mescolare bene prima
di ricontrollare.
Nota Questa prova è destinata principalmente alle soluzioni appena preparate. Può comunque essere usata per
correggere la concentrazione di serbatoi in uso aggiungendo o l'emulsionante o l'acqua, ma questo può dare
risultati non precisi.

B.4.17 Sviluppatori

B.4.17.1 Aspetto della polvere secca


Assicurarsi che la polvere sia priva di grumi e sia friabile.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.

B.4.17.2 Fluorescenza della polvere secca


Esaminare un campione di polvere sotto una luce ultravioletta per assicurarsi che sia
privo di fluorescenza.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.

B.4.17.3 Sviluppatore solubile in acqua

B.[Link] Concentrazione
Per questa prova si utilizza un grafico concentrazione/densità fornito dal fabbricante per
determinare la concentrazione dello sviluppatore.
- Controllare il livello del serbatoio e riportarlo al suo livello originale aggiungendo
acqua e mescolando completamente.
- Prelevare un campione del contenuto del serbatoio e regolare la temperatura a
20 °C oppure alla temperatura alla quale l'idrometro è stato tarato.
- Misurare la densità del campione utilizzando un idrometro.
- La densità permette di determinare la concentrazione dello sviluppatore dal grafico.
I risultati di questa prova devono essere riportati.

B.[Link] Prova di bagnabilità


Assicurarsi che l'intera superficie del blocco di prova di riferimento di tipo 2 utilizzato per
il controllo del rendimento del sistema sia stata ricoperta uniformemente con lo svilup-
patore.

B.[Link] Temperatura
Assicurarsi che la temperatura dello sviluppatore sia entro i limiti specificati.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.

B.[Link] Fluorescenza della soluzione


Esaminare un campione della soluzione sotto la luce ultravioletta per assicurare che sia
privo di fluorescenza.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.

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B.4.17.4 Sviluppatore che può essere sospeso in acqua

B.[Link] Concentrazione
Questa prova utilizza un grafico concentrazione/densità fornito dal fabbricante per deter-
minare la concentrazione dello sviluppatore.
- Controllare il livello del serbatoio e, se necessario, aggiungere acqua per portarlo al
suo livello originale e mescolare completamente per assicurare una sospensione
completa e uniforme.
- Prelevare un campione del contenuto del serbatoio e regolare la temperatura a
20 °C oppure alla temperatura alla quale l'idrometro è stato tarato.
- Misurare la densità del campione utilizzando un idrometro.
- La densità permette di determinare la concentrazione dello sviluppatore dal grafico.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.

B.[Link] Temperatura
Controllare che la temperatura dello sviluppatore sia entro i limiti specificati.
I risultati di questa prova devono essere riportati.

B.[Link] Fluorescenza della sospensione


Agitare bene il bagno dello sviluppatore per garantire che la polvere sia in sospensione.
Esaminare un campione della sospensione dello sviluppatore sotto la luce ultravioletta
per assicurare che sia privo di fluorescenza.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.

B.4.18 Taratura del radiometro ultravioletto


Il radiometro ultravioletto in uso deve avere etichette di taratura valide o un'identificazione
che faccia riferimento al prEN ISO 3059.
Prima di utilizzare il radiometro l'operatore deve controllare le date sulle etichette "valido
fino a" oppure "tarare prima del". L'unità deve essere tarata almeno ogni 24 mesi.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.

B.4.19 Taratura del luxmetro


Il luxmetro deve avere etichette di taratura valide o un'identificazione che faccia riferi-
mento al prEN ISO 3059.
Prima di utilizzare il luxmetro l'operatore deve controllare le date sulle etichette
"valido fino a" oppure "tarare prima del". L'unità deve essere tarata almeno ogni 24 mesi.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.

B.4.20 Taratura dei termometri


Controllare che tutti i termometri abbiano una valida identificazione di taratura.
Il risultato di questa prova deve essere riportato.
I termometri possono essere tarati sul posto, collocandoli prima in ghiaccio fondente
(0 °C) e quindi in acqua bollente (100 °C).

B.4.21 Taratura dei manometri


Controllare che tutti i manometri siano regolati entro i valori nominali stabiliti dal procedi-
mento di processo applicabile. Controllare che questi abbiano una valida identificazione
di taratura. Il risultato di questa prova deve essere riportato.

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APPENDICE C DETERMINAZIONE DEI LIVELLI DI SENSIBILITÀ DEL LIQUIDO


(informativa) PENETRANTE FLUORESCENTE
In passato sono stati utilizzati una varietà di metodi per determinare i livelli di sensibilità.
In molti casi, comunque, questi sono risultati dipendenti da campioni di prova e/o attrez-
zatura di misurazione unici. Questo rende la verifica indipendente dei livelli di sensibilità
virtualmente impossibile da eseguire. Inoltre, la maggior parte dei metodi tradizionali
basava i livelli di sensibilità direttamente o indirettamente sulla quantità del materiale
fluorescente nel liquido penetrante, ossia in questi casi si supponeva che la luminosità
fluorescente fosse un indice di sensibilità. In realtà, mentre la luminosità fluorescente è
uno dei fattori principali nella sensibilità del penetrante, le prove hanno mostrato che la
probabilità di rilevamento di una discontinuità dipende anche dal fatto che un penetrante
rimanga in una discontinuità e, se è così, come sia riproducibile.
Questa specifica si prefigge come obiettivo di risolvere questo problema utilizzando un
metodo per determinare la sensibilità che:
a) sia verificabile, tramite riproduzione, da parte di un laboratorio indipendente adegua-
tamente attrezzato;
b) prenda in considerazione sia la luminosità fluorescente che la riproducibilità dei
risultati per fornire una migliore misura della probabilità di rilevamento.
Esempio:
Le due tracce riprodotte in figura C.1 sono state entrambe ottenute con il metodo descritto
dettagliatamente nel punto 7.2 di questa norma. Entrambe hanno una luminosità media
simile delle indicazioni e, così verrebbero etichettate come sensibilità equivalente da
alcuni metodi di prova. Ciò nonostante, la variabilità della traccia 2 è molto più grande di
quella della traccia 1. Questo significa che il liquido penetrante usato per dare la traccia 2
potrebbe essere meno adatto per rilevare una discontinuità specifica a causa dell'ampia
variazione nella luminosità della discontinuità. Per questo motivo, con questo metodo, il
liquido penetrante 2 verrebbe qualificato "a minore sensibilità" rispetto al penetrante 1.
Il metodo dettagliato in 7.2 utilizza uno scarto tipo come misura di riproducibilità e quindi
determina una differenza fra i prodotti in termini di sensibilità.
figura C.1 Due esempi di tracce da un’apparecchiatura per la misurazione dell’intensità di discontinuità

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APPENDICE D ESEMPIO DI APPARECCHIATURA PER LA MISURAZIONE DELLA VISIBILITÀ


(informativa) DELLE INDICAZIONI

D.1 Configurazione generale


Il microscopio è fissato in posizione verticale sopra al portapannello di prova e alla tavola
mobile, in modo che il porta-pannello di prova, contenente o un pannello di prova della
serie dei blocchi di riferimento di tipo 1 o un pannello di prova per la taratura dello
strumento, possa essere mosso a velocità riproducibile e costante sotto il microscopio e
perpendicolarmente alla direzione della scanalatura. Il registratore del diagramma è
collegato direttamente al tubo del fotomoltiplicatore. La fonte di radiazione UV-A è
posizionata vicinissima ai pannelli di prova.
figura D.1 Apparecchiatura per la misurazione della visibilità dell’indicazione (esempio)
Legenda
1 Tubo del fotomoltiplicatore, uscita per il sistema di registrazione
2 Filtro ottico
3 Otturatore
4 Tavola mobile
5 Pannello di prova
6 Comando di velocità costante
7 Porta-pannello di prova
8 Lente fotografica
9 Fonte UV-A
10 Tubo del microscopio

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D.2 Microscopio
Il microscopio è composto da un semplice tubo con una lente fotografica a un'estremità e
un tubo fotomoltiplicatore all'altra estremità. Fra la lente e il fotomoltiplicatore vi è un
otturatore e un filtro ottico. L’otturatore ha un'apertura per garantire che il fotomoltipli-
catore riceva la luce emessa da una sola discontinuità alla volta del pannello di prova. Il
filtro ottico trasmette luce visibile da 550 nm ± 25 nm.

D.3 Porta-pannello di prova e tavola mobile


Il porta-pannello di prova è composto da una tavola piatta in grado di serrare un singolo
pannello di prova in una posizione riproducibile e identica. Il porta-pannello di prova è
montato su una tavola mobile comandata da un motore che muove il porta-pannello
avanti e indietro a circa 25 mm/min.

D.4 Sistema di registrazione


Il sistema di registrazione è composto da un registratore di diagramma o sistema infor-
matico per la raccolta di dati equivalente, la cui entrata è fornita dall'uscita del tubo
fotomoltiplicatore.
Le specifiche del tubo fotomoltiplicatore e del registratore di diagramma sono tali che
quando illuminati in base a D.5 il provino di taratura normalizzato produca un picco sul
registratore con un'altezza di 50% ± 5% della totalità della scala.

D.5 Illuminazione
Il pannello di prova o provino di taratura è illuminato su tutta la zona visibile dal sistema ottico
con un livello UV-A compreso tra 10 W/m2 e 20 W/m2 (da 1 000 µW/cm2 a 2 000 µW/cm2) e
un livello di luce visibile al di sotto di 10 lux. I livelli di illuminazione sul pannello di prova non
dovrebbero essere alterati durante la prova.

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UNI
Ente Nazionale Italiano La pubblicazione della presente norma avviene con la partecipazione volontaria dei Soci,
di Unificazione dell’Industria e dei Ministeri.
Via Battistotti Sassi, 11B Riproduzione vietata - Legge 22 aprile 1941 Nº 633 e successivi aggiornamenti.
20133 Milano, Italia

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