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Estetica Di Platone

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Lezione 3 - estetica di Platone

venerdì 25 ottobre 2024 15:23

Non si può è pensare all'estetica antica senza Platone, non ha scritto nessuna opera in ambito estetico. l'arte da Platone vi ene più
spesso criticata che valorizzata. Il bello ha una funzione enorme per Platone ma non è quello che pensiamo noi. Allora perché
possiamo dire che è un figura irrinunciabile, perché troviamo nelle sue opere dei temi di arte e bello che danno a questi con cetti
un ruolo ben preciso. È il primo che dedica delle riflessioni a questi concetti
La repubblica, e le leggi, testi con fine politico, parla del bello e dell'arte. In un'altra opera dedicata all'amore finisce a parlare in
modo approfondito delle bellezza, intesa in senso ideale. In un'altra opera, filego, quasi tutte le opere di Platone hanno il nome
dell'interlocutore principale dell'opera, analizza l'esperienza estetica. In fine, ippia maggiore, chiude dicendo alla fin fi ne il bello
è difficile da definire, ovvero è difficile definire la bellezza. Possiamo affermare che in queste opere ha il merito di aver inserito
molti temi che parlando di….. Che finiranno a nobilitare le arti e la bellezza.

Platone allievo di Socrate, scrive di filosofia in un contesto di corruzione nella polis ateniese, questo ha portato a conda nnare a
morte una delle persone più sagge, Socrate. Da questo interrogativo nasce il ragionamento di Platone. Su quali principi fonda la
polis corrotta? Quella dei sofisti. Conta solo la convenienza dello scopo, la bellezza della forma, ecc
Non si accontenta di questo, se si vuole governare la città in modo giusto, lo si deve fare secondo giustizia, che si deve
conoscere. Platone si chiede che se noi pensiamo di giudicare il vero, il giusto, il bello possiamo giudicare sulla base di c he
cosa? Alla luce di una conoscenza assoluta. Se posso giudicare in questo modo Atene la posso giudicare secondo un criterio di
verità assoluto, di bene assoluto, allora potrò dire che la città va riformata solo se conosco quelli che sono i valori sui q uali
bisogna ricostruirla. Ho c'è un criterio assoluto (della giustizia, delle bene) o come posso dire che i sofisti sbagliano?
Nel mondo di cui facciamo esperienza c'è un qualcosa di assoluto? Nel mondo non troviamo nulla di assoluto. Se ci può essere
qualcosa di assoluto lo cerco su. Quindi Platone ipotizza che deve esistere una realtà trascendente, oltre il mondo terreno, oltre i
cieli, ci deve essere una realtà di enti perfette che Platone chiama idee, le idee sono le essenze di tutto ciò che esiste (essenza:
vuol dire ciò in virtù del quale un ente è ciò che è e non altro)
In terra non faccio esperienza di queste essenze, ciò è la matrice di tutto ciò che esiste. Se organizzo la polis in modo giu sto devo
conoscere l'essenza della giustizia, se voglio produrre qualcosa di bello devo conoscere l'essenza della bellezza.
Queste essenze, rispetto al mondo hanno due funzione
La causa della loro esistenza; se sono uomo vuol dire che la mia umanità la prendo dall'idea di uomo
l'idea/essenza funge da criterio di giudizio; ci permette di distinguere nel mondo quello che conosciamo
il rapporto che lega tutto ciò che esiste alle essenze si lega a tre modi diversi, tre modi in cui gli enti empirici si rapp ortano alle
essenze:
Mimesis; imitazione delle idee corrispondenti, gli enti empirici sono imitazione di queste essenze
Metesi: partecipazione, io partecipo nell'essenza corrispondente, prendo parte
Parusia: presenza, l'ente che ha una sua caratteristica , in questo ente è presente l'idea corrispondente, richiama l'essenza.
La bellezza è tale quando vedo la partecipazione dell'essenza della bellezza
Grazie all'anima la posso ricordare la mia essenza. l'anima prima di incarnarsi stava nel mondo delle essenze, quindi le ha v iste
tutte quindi le deve soltanto ricordare, deve fare lo sforzo nel momento in cui in un corpo, di innalzarsi verso quel mondo e di
ricordarsi le idee, avendole già viste non deve inventarle ma ricordarle.

Nel momento in cui l'anima si trova in un corpo, l'anima sarà interessata se non a tenerlo in vita, dove gli verrà la volontà di
ricordare le essenze. l'anima umana ha tre dimensioni; per soddisfare le esigenze vitali, per desiderare i valori ideali, che serve
per ricordare i valori più alti le essenze (concuscibile, irrascibile, conoscbile). Risponde in primis risponde principalment e ai
valori della dimensione concuscibile, l'anima fa esperienza nel mondo di un qualcosa che trova nel mondo ma che è
necessariamente ideale, incontra qualcosa da cui è attratto è un qualcosa di ideale, dice che l'anima incontra qualcosa che l o
attrae ma che non è materiale ma ben si materiale, ed è il bello, la prima bellezza che incontro è un quando la trovo in un c orpo
che riconosco bello

La bellezza apparitene a un corpo o è universale? Quando mi rendo conto che la bellezza non è solo in un corpo ma è universal e,
quello che mi attira è un qualcosa di universale ovvero l'essenza della bellezza

Dai sofisti si ricavano riflessioni sul rapporto fra arte e natura, distinzione che compare fra le arti utili e piacevoli, ar te e bellezza
e il loro rapporto, forma e contenuto ed rapporto fra talento ed educazione, arte è frutto di ispirazione? o è rispetto delle regole
che deve essere educato?
arte e natura
troviamo come categoria portante la distinzione che l’arte è prodotto umano e la natura indipendente dall’uomo, ciò che
definisco arte è qualcosa prodotto dall’uomo > si possono applicare regole, come il costruire e il fabbricare. si fa distinzi one fra
campo (natura) che se c’è indipendenza dall’uomo è necessaria e può essere legata al caso, le regole che la natura segue sono
indipendenti. se l’arte è un prodotto umano l’arte può sottostare a regole e norme, essendo alla base dei prodotti deve perse guire
delle finalità.
sono democrazia in Atene, sono coloro che ritengono in campo democratico essere necessario di essere in grado di affermare i
propri valori e ideali.
sono uomini politici e in questo contesto è utile saper persuadere > vuol dire saper convincere i cittadini, ovvero che il po litico
abbia l’arte della retorica.

i prodotti utili vs piacevoli


utile può essere retorica e non solo vasi o oggettistica.
il piacere deve procurare diletto, un piacere, non deve essere subordinato alla verità ma lo è solo ai sensi.

estetica Pagina 1
il piacere deve procurare diletto, un piacere, non deve essere subordinato alla verità ma lo è solo ai sensi.
fra arti destinate al piacere vengono collocate poesia + scultura -> la bellezza sensibile è diversa da quella morale. nasce un
legame fra i piaceri dei sensi dando priorità significa dare priorità al piacere.
relativismo estetica, “di tutte le cose l’uomo è misura” Pitagora. il relativismo si sintetizza in questa massima.
definire quali devono essere le regole e forme con cui costruire oggetti piacevoli dipende dall’uomo non valori assoluti > l’ uomo
come fonda le regole? le fonda in un'ottica tale per cui ciò che riterrà vero o bello lo considera in base alla convenienza.
un’altra opposizione è forma e contenuto, non conta il contenuto, se quello che sostengo risulta utile e piacevole.
in realtà in questo contesto ci sono due figure: Pitagora sostiene che se l’obiettivo è l'efficacia la saggezza è più efficac e
dell’ignoranza, secondo Gorgia conta solo la forma se uso i versi e ritmo (essenza delle parole) il contenuto non serve >
comunicazione dei totalitarismi. è frutto del talento o dell’educazione? C’è una diversità fra talento ed educazione, Socrate dice
che chi sa ben parlare è perché ha talento non perché ha studiato > retorica frutto di estro individuale. Protagora pensa ad un mix,
sia talento che educazione (allo stesso livello).
se conta utilità e piacere, si può fare arte per eccitare sensi, per convincere ma comunque viene fuori che ci deve essere un a
relazione fra la capacità individuale e la regola > in un contesto come questo prevale la regola perché il soggettivismo muor e
perché se devo insegnare una cosa vuol dire che c'è l’ho intrinseca e so la verità.

arte utile si estende a tutte le arti, rapporto fra norma regola e talento? chi deve primeggiare? i sofisti pensando
all'incompatibilità, se conta solo il talento le regole non servono -> si forma una figura intellettuale, Platone che ci ha fatto
conoscere Socrate.

Platone
non ha scritto nessun opera dedicata a tematiche di ambito estetico, è un filosofo che all’arte non si interessava siccome cr itica
più che valorizzata. il bello ha una funzione fondamentale ma non è quello che pensiamo noi. Troviamo all’interno delle sue
opere le prime riflessioni su arte e bello che danno a questi concetti un ruolo ben preciso, è il primo che lo fa per fini di altro
genere ma è il primo > l’opera si chiama Repubblica, Le Leggi parla del bello e arte, le opere sono opere di natura politica o
giuridica. in un’altra opera dedicata all’amore finisce per parlare della bellezza e bellezza intesa in senso ideale. In filebo
(personaggi presi dai dialoghi di Socrate) analizza l’esperienza estetica, in ippia maggiore Platone chiude dicendo che il be llo è
difficile da definire, non è possibile definite la bellezza.
nelle opere dove parla del bello Platone deve avere inserito temi delle età successive dentro un quadro filosofico successivo
elevandole ad un rango nobilitato perché prima non hanno mia avuto questo valore. riconosce a loro un ruolo fondamentale.
è un allievo di Socrate fa filosofia in un contesto di corruzione della polis ateniese questo ha portato a condannare l’uomo più
saggio della città (Socrate). se la polis ha messo a morte Socrate non funziona su che principi si fonda? sulla cultura dei s ofisti,
non esiste alcuna regola se non lo scopo ma la bellezza della forma > se si può governare la città in modo giusto lo si deve fare
secondo giustizia e si deve conoscere non facendo come i sofisti che pensavano solo alle cose convenienti a loro. se noi
giudichiamo il vero giusto e bello si può giudicare alla luce di che? delle conoscenza che deve essere assoluta, un bene asso luto.
posso dire che la polis va riformata solo se conosco i valori sulla base di come riformarla e ricostruirla.
dov’è il criterio assoluto della giustizia e bene? c’è un bello? fin qui bello è ciò che serve e piace, Platone dice che se l a verità se
c’è è assoluto, nel mondo c’è qualcosa di veramente assoluto o destinato a finire? nel mondo non c’è nulla di vero per tutti, tutto
è contingente e imperfetto. se ci può essere qualcosa di perfetto devo cercarlo nei cieli (dio), deve esistere una realtà tra scendente
oltre il mondo terreno oltre i cieli fatta da enti perfetti, che sono le idee. le idee sono le essenze in tutto ciò che esist e. essenza
vuol dire “ciò in virtù del quale un ente è se stesso e non altro”.
L'idea è la matrice di tutto ciò che esiste, se organizzo la polis devo conoscere l’essenza della giustizia. queste essenze r ispetto al
mondo hanno due funzioni, sono la causa delle loro esistenze perché derivano da quelle idee (se sono un uomo è perché la caus a
sta nel mondo) + idea funge da criterio di giudizio, e scerne qualcosa che conosciamo > vedo che rispetto all’idea di uomo
questo risponde a quelle caratteristiche.
tutto ciò di qui faccio esperienza è in rapporto all’essenza. il rapporto che lega tutto ciò esiste all’essenza si esprime in 3 modi
diversi:
mimesis (imitazione): enti sono imitazione dell’essenza. se sono uomo non sarò mai uomo in senso assoluto ma sono
un’imitazione dell’essenza dell’uomo
metessi (partecipazione): io partecipo prendendo parte dell’essenza corrispondente -> se produco qualcosa deve essere
imitazione e partecipazione dell’idea
parusia (presenza): l’ente richiama l’essenza è presente l’idea corrispondente perché senno non può partecipare e imitarla.
la bellezza è tale quando in qualcosa di bello quando vedo la presenza dell’essenza della bellezza. non posso pensare di creare
qualcosa di bello ma solo imitare.
come faccio a conoscere il mondo ideale? se sono uomo sono uomo perché sono tutti e 3 i principi, imita l’essenza ne prende
parte ed è presente > l’anima è perfetta e incorruttibile, è l’essenza dell’uomo fatta della stessa natura delle idee.
posso conoscere tutte le essenze o solo la mia? tutte le realtà perfette perché l'anima prima di incarnarsi nel mio corpo sta va nel
cosmo e tutte le essenze l’anima le ha già viste le deve soltanto ricordare, deve fare lo sforzo di innalzarsi verso quel mon do >
innatismo.
come fa l’anima a ricordare le idee? si conosce ricordando e si riconosce perché conosciamo le essenze.

La bellezza
Platone dice che nel momento in cui l’anima si trova in un corpo si trova interessata a mantenerlo in vita, da dove viene la
volontà? l’anima umana ha 3 dimensioni:
soddisfare esigenze vitali > concupiscibile
desiderare valori ideali > irascibile
ricordare i valori più alti, le essenze > razionale
Se l’anima deve rispondere ai bisogni dell’anima concupiscibile come fa a desiderare di elevarsi nell’iperuranio? fa esperien za

estetica Pagina 2
Se l’anima deve rispondere ai bisogni dell’anima concupiscibile come fa a desiderare di elevarsi nell’iperuranio? fa esperien za
nel mondo di un qualcosa che trova nel mondo ma che è necessariamente ideale, qualcosa da cui è attratta ma che non è
materiale ma ideale > il bello, quando si vede la bellezza incarnata in un corpo che si vede bello. io vedo la bellezza di un corpo
mi innamoro di un corpo bello che ha determinati caratteristiche, ne vedo un altro e me ne innamoro anche di quello ma ha
caratteristiche completamente diverse, e ne trovo altri diversi. la bellezza appartiene ad un corpo o è qualcosa di universal e che
appartiene ad un corpo. quello che cerco che mi piace non è un corpo ma l’essenza della bellezza. l’essenza dell’amore è la
bellezza che porta all’innamoramento, la mia anima è portata a cercare la bellezza, quando è nascente verso le idee si intere ssa di
tutte le altre idee come giustizia, fedeltà e altro.
se arriva a desiderare la bellezza universale si interessa delle essenze, quindi a partire dalla bellezza si estende a cercar e tutte le
altre bellezze.
la bellezza è un valore ideale e assoluto e non posso che imitarla, se io artista devo produrre il bello non posso farlo con l’estro
ma imitandolo.
c’è un eros celeste che ricerca la bellezza e un eros volgare, che risponde agli impulsi dei sensi.
le conseguenze del sistema che Platone ha costruito, il merito delle riflessioni platoniche nascono dall’aver collocato la be llezza
in una realtà complessa, articolata e libera dalla convenienza alla quale era stata collegata inizialmente > ruolo rilevante nella
filosofia, è la molla che conosce all’anima umana di conoscere le essenze.
gli permettono di criticare alcune concezioni delle bellezza a suo tempo dominanti: bellezza era collegata a scopi diversi, s e
serve a raggiungere i fini materiali (eteronomi) finisco per farle perdere valore.
dice che se il bello viene legato ai sensi dovrei dire che ciò che bello per l’udito deve essere bello anche per gli altri se nsi, gli
organi non sono in comunicazione > bellezza unica non è bellezza mista, bello è estendibile a livello universale e non sensib ile.
bello è un termine anche a ciò che non è materiale, naturale, esistono bei vasi, corpi, cavalli ecc ma la bellezza non si lim ita a
ciò, esistono belle leggi, belle virtù ecc

se la bellezza è ideale io la posso riscontrare nella realtà ma se la riscontro è sempre un'imitazione del bello ideale, arte che
funzione ha rispetto alla bellezza?
distingue nell’arte due forme diverse di mimesis, imitazione delle idee, può aiutarci a cogliere il vero? no. arte ha uno sco po
esclusivamente edonistico, legato al piacere e divertimento, scopo ludico > legato ai piacere dei sensi, ha come fine il
soddisfacimento dei sensi. l’arte è in grado di produrre bellezza affinché questa possa essere evoluta o contemplata.
una è tesa a soddisfare i sensi > fine ludico e piacere, arte che imita una realtà che è già imitazione delle idee, ed è molt o lontana
dalla verità. -> mimesis fantastica che serve ad alterare la realtà la distorce e la fa diventare pura immagine
arte che si collega a finalità contemplative sulla mimesis icastica > è imitazione della realtà ricercandone le forme ideali in modo
più conforme al modello ideale della bellezza -> i canoni dell’antichità ne sono un esempio (doriforo). ha un valore anche
educativo non è paragonabile a una conoscenza alta come filo e mate perché agiscono su forme ideali, anche se al di sotto può
avere una funzione educativa per le conoscenze.

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