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Capitolo 13
ll vicario é descritto con l'aggettivo
sventurato, Manzoni ci da un preannuncio,
cioé gli capitera qualcosa di non piacevole. II
vicario é il notaio Ludovico melzi, un
personaggio storico ma coerisponde poco
alla realta storica. Ferrer é una caricatura del
personaggio storico, simbolo grottesco di un
potere inefficiente. Dato che i corrieri
dovevano portare il pane a casa dei nobili, il
vicario non aveva ricevuto il pane di giornata
e attendeva la fine della burrasca. Antitesi
lontana e addosso a lui, mette in evidenza il
carattere inaspettato degli avvenimenti che
stanno per accadere. Stato di agitazione del
vicario, si interrompe la descrizione dei gesti
e impressioni del volto per la paura non
colma con l'invenzione la mancanza di dati
storici. Simbolo del potere che non é
all'altezza delle problematiche politiche e
sociali, incidono sulla storia ma non sonoattribuiti a loro la profondita psicologica.
Renzo aveva avuto la possibilita di scegliere
se dirigersi al convento per poi proseguire nel
suo cammino oppure seguire la folla. La sua
decisione é seguire la folla, si é cacciato
deliberatamente in mezzo al tumulto. Lui va li
in mezzo al pericolo solo per curiosita per la
sua ingenuita. Nel monento in cui sente la
folla che minaccia la vita del vicario Renzo si
impaurisce, é ingenuo ma anche buono. Nel
momenro in cui li sente parlare di voler
uccidere il vicario e alcuni lo volevano
salvare, Renzo voleva salvarlo e con questa
intenzione era arrivato fino alla porta. Pid un
pensiero é condiviso piu é persuasivo, quindi
anche Renzo pensava fosse colpa del vicario
ma voleva salvarlo.
Renzo richiama al concetto di giustizia,
sebbene sia un ragazzo ingenuo e curioso,
appene vede che la situazione stadegenerando in un crimine, come quando
volevano uccidere il vicario, qui un signore
voleva uccidere il vicario e appenderlo fuori
dalla sua porta, Renzo si inorridisce, perché la
giustizia é piu forte di ogni timore di
ripercussioni su di lui da parte della folla, fa
un richiamo alla giustizia. Il vociferare porta
delle informazioni non vere. Renzo si rende
conto che la situazione é critica, degli uomini
stanno portando una scala davanti alla casa
del vicario, Renzo ne approfitta e fugge per
andare da padre Bonaventura. Ogni volta che
la situazione sembra normalizzarsi, interviene
un fatto nuovo per creare instabilita. Levento
che crea instabilita é l'arrivo di ferrer, nella
folla c'é chi vuole ucciderlo, chi urla, chi
bestemmia, parallelismo sintattico che mette
in luce le diverse reazioni della folla al suo
arrivo. Ferrer ci viene descritto come un
uomo che non aveva sollevato l'economia,
ma aveva creato disordini, grazie a questesue colpe é diventato estremamente noto. II
cancelliere sta affrontando da solo la folla
per salvare il cancelliere attenua il giudizio
negativo della sua persona.
Parentesi riflessiva
Manzoni sta analizzando i mezzanino che si
scatenano durante le rivolte. Si possono
identificare tre gruppi di persone: quelli che
fanno di tutto per spingere le cose al peggio,
amano la violenza; gli umani, cioé che
provano orrore del sangue e dei fatti atroci; la
massa, é priva di una volonta proprio, é
materiale del tumulto. La dinamica interna
alla sommossa cosine nella lotta tra le prime
due fazioni per assicurarsi il favore e il
controllo della massa e volgere la massa a
proprio favore. Lautore propende per la
seconda fazione. Il suo biasimo va verso la
massa, 6 come una bandiera che si volge a
seconda del vento. Lautore recrimina la
violenza, condanna la massa che si lasciamanovrare. Sottolinea che grazie all'arrivo di
ferrer chi vuole la giustizia e odia la violenza
ha la meglio, riesce ad avere un vantaggio su
coloro che voleva il sangue e la violenza.
La folla é a favore di ferrer quindi fanno
passare ferrer per raggiungere il vicario,
pensando che lo portasse in prigione. Ferrer
sta impiegando l'opinione pubblica per
salvare il vicario e non portarlo in prigione.
Doppiezza del personaggio di ferrer. Renzo
non si é allontanato quando ha visto arrivare
ferrer, ma chiede se é dawvero lui e gli viene
confermato che é un galantuomo. Renzo
decide di tornare indietro per raggiungere
ferrer e arriva alla sua carrozza. Aspetto di
ferrer bonario per accattivarsi la simpatia
della folla che di solito usava con il re. Mostra
un viso affabile alla folla, promette pane,
abbondanza e giustizia. Poi parla in spagnolo
per non far capire alla folla cosa sta dicendo,con lo spagnolo dice quello che veramente
pensa, cioé impreca contro la folla e il suo
volere di salvare il vicario ma non ci riesce,
rivela le sue vere intenzioni di spagnolo
doppiezza del personaggio di ferrer.
Manzoni ci descrive ferrer attraverso gli occhi
di Renzo, ferrer ha una decorosa vecchiezza,
abbellita dal desiderio di togliere la gente
dalla rovina, vecchio mal vissuto che istigava
al malvissuto, autorita. Ingenuita di renzo, i
sorrisi di facciata a Renzo li coglie come
ringraziamenti del suo aiuto. Ferrer inserisce
degli elementi in spagnolo che non vengono
compresi dalla folla, alla folla si propone
come colui che vuole aiutare i bisognosi e
salvare il vicario, ma in realta vuole calmare
la situazione e non vuole che il vicario
subisca ulteriori ripercussioni. Ferrer non
vuole che succedano degli incidenti che
vanno a rompere il prestigio che ha nella
folla. Similitudine per descrivere il movimentodella toga, la serpe fa riferimento ad un
animale infido, fa riferimento alla doppiezza
del personaggio.
Utilizzo di diverse esclamazioni conferendo al
dialogo una particolarita vocale. Ridicolizza il
vicario che sta attaccato a ferrer e ridicolizza
anche ferrer che viene paragonato a una
madre.
Discorso di ferrer privo di una coerenza
interna, sconnesso, raggiunge pero il suo
scopo, cioé rabbonire la folla. Le parole in
spagnolo smentiscono tutto cid che dice in
italiano. Ogni parola é rivolta al vicario per
rassicurarlo che cid detto in italiano non
accadra. "Le armi cedano alla toga’ in latino,
citazuone di cicerone, le armi cioé I'autorita
militare cede il posto alla diplomazia.
Ferrer é riuscito nel suo intento, il vicario si
vuole ritirare alla vita privata. II capitolo sichiude con l'affermazione del narratore
| vicario non subi il processo, Manzoni non lo
sapeva lerché non aveva accesso a aueste
informazioni. Oltre all'attaggemaneto di
Renzo, c’é la figura di antonio ferrer, mette in
scena il personaggio del demagogo sottile
linea tra l'essere e l'apparire. La folla é attenta
di piu all'apparire che all'essere. In ferrer
quindi vede un eroe delle giustizia e un amico
del popolo, cioé il suo opposto. II goudizio di
Manzoni é chiaro dall'inizio. Quando lo
presenta dice: spende una popolarita mal
acquistata, utilizza la sua popolarita per
riuscire a tenere il controllo della situazione.
Similitudine con ferrer, coda di una serpe
figura ambigua, doppiezza, ingannevole.
Falsita del cancelliere e doppiezza, uso di due
lingue.
Capitolo 14
Renzo aveva provato a portare aiuto dovec'era bisogno, la situazione si era accuietata.
Non sapeva dove andara, era troppo tardi per
andare in convento. Con il troppo tardi
Manzoni vuole spttolineare che era troppo
tardi per tornare in dietro non solo dsl punto
di vista temporale ma anche sul fatto che non
poteva tornare indietro per rimedoare ai suoi
errori. Va a mangiare in un osteria e capita in
un gruppo di persone che parlano di cid che é
accaduto. Renzo si inserisce nei discorsi,
ingenuo, e inneggia alla democrazia e alla
giustizia. Sottoliea l'importanza di dover
protestare nel momento in cui i tiranni
compiono degli abusi di potere, cercs di dire
la sua attuando un discorso che si basa degli
ideali della vita cristiana, cioé giustizia e
democrazia. Renzo inneggia alla giustizia che
vengono definite in tutte le grida. Quella
dell'azzeccagarbugli era una grida firmata da
ferrer, quindi Renzo continua a sottolineare la
necessita di comuncicare a ferrer che le gridanon si dovevano effettuare. Ingenuita di
Renzo anche qui. Renzo chiede di applicare le
regole e le leggi presenti, ma le sue parole
hanno un peso. Questo sconosciuto che
aveva ascoltato il discorso di Renzo si
rivelera un poliziotto in borghese che si era
confuso nella folla per vedere chi fossero i
piu ostili per incarcerati. Quest'uomo é abile
nel celare la sua identita e in questo si trovera
una giustificazione all'indennita di Renzo.
Nemmeno Manzoni lo comunica al lettore
subito. Renzo decide di non seguire le
indicazioni dello sbirro in borghese e va
nell'osteria. Dice che lascia la decisione alla
provvidenza e la scelta dell'osteria si rivela
provvidenziale perché lo sbirro non riesce a
portare Renzo in prigione e quindi arrestarlo.
Loste conosce perfettamente il personaggio
che lo sta accompagnando e sa
perfettamente che potra portargli dei guardi.Guardando Renzo, essendo accompagnato
da un cacciatore di uomini, Renzo potrebbe
essere 0 un complice o una preda. Il
poliziotto sa bene che uno stato alterato
causato dall'ubriachezza puo far confessare
qualunque cosa. In questo momento sembra
una cosa amichevole, perche gli versa il vino
"per bagnarsi le labbra". Renzo é ancora
euforico per gli eventi ai cui ha partecipato e
si sente un protagonista e gli piace attirarre
su di sé gli sguardi. Non riesce ben a
focalizzare chi sono le persona attorno a lui.
Nell'osteria c'é un gruppo di gentaglia, di
balordi. Renzo da loro non riceve
complimenti, ma viene preso in giro e
scherzato. "Con la grazia e l'amore di dio" I'ha
trovato casualmente, senza pagare nulla.
Renzo giustifica il suo gesto che non viene
compreso dagli altri, pensano stia
scherzando. Renzo si vanta di non aver
riportato danno a se stesso nella calca,mentre il pane é stato schiacciato. Sta
ammettendo la sua partecipazione alla
sommossa, cioé quello che voleva sapere lo
sbirro. II poliziotto non ha intenzione di
arrestare Renzo in mezzo alla gentaglia, ma
cerca di bloccare Renzo nell'osteria per agire
il giorno dopo. Loste vuole registrare il
pernottamento di Renzo. Renzo sta facendo
resistenza e non vuole dire perché non vuole
registrare il suo cognome. Non vuole che il
suo nome e cognome attiri l'attenzione dei
bravi di don rodrigo. Vedere la grida dell'oste,
fa riaffiorare la rabbia per il sopruso subito,
quindi comincia a rivelare delle informazioni
sulla sua identita, il nome di don rodrigo non
viene ancora nominato. Renzo si sta
ubriacato e Manzoni si rivolge direttamente al
lettore, prova dispiacere nel raccontare
questo episodio della vita di Renzo, Manzoni
é un cronista fedele, che non tralascia nessun
dettaglio, preludio di cid che attende renzo=Renzo sta bevendo cosi tanto e non gli
portera nulla di buono. Il narratore interviene
volendo spiegare al lettore il significato di
poeta. Nel dialogo fanno una battuta sul
perché vengano scritte le grida, secondo loro
é un passatempo. Renzo definisce costui
poeta. Nel linguaggio popolare poeti sono
persone con cervelli malsani, discorsi senza
un senso logico, definiti come strambi. Renzo
ribadisce cid che era stato gia esplicitato
prima, cioé | galantuomini abusano della loro
conoscenza per potersi imporre sugli umili e i
meno dotti, fa riferimento a don Abbondio e
all'azzeccagarbugli. Cultura é strumento per
la giustizia corrotta. Quel giorno si sono fatte
grandi cose senza l'uso del latino e della
cultura. Renzo fa un errore: lo sbirro, fingendo
di rivelare la sua identita e la sua condizione
familiare, induce Renzo a comunicare le sue
generalita e ubriaco non si accorge
dell'imbroglio. II narratore interviene persottolineare per riportare cosa @ successo a
Renzo per causa sua perché é ubriaco, il
protagonista in teoria dovrebbe essere senza
macchia, va contro le caratteristiche solite
del protagonista. Attenzione alla realta dei
fatti, caratteristica della narrazione
manzoniana. Manzoni, facendo riferimento
all'altro narratore cioé l'anonimo, tanto piu le
abitudine ordinate e oneste vengono radicate,
appena ci si allontana ci si pente, di solito é
un errore che non si compie mai. Alla fine del
romanzo Renzo tra le cose che riferisce di
aver imparato é di non alzare troppo il
gomito. Il narratore sta facendo ironia sulla
situazione che sta vivendo Renzo, non fa
riferimento a tutte le parole che dice Renzo
perché non hanno senso. Renzo non
riconosce la differenza tra lo spagnolo di
ferrer e il latino di don Abbondio, con questo
sottolinea l'ambiguita e il doppio gioco di
queste persone. Riferimento allo scampanionelle campane della notte degli imbrogli che
lo aveva fatto scampare il matrimonio a
sorpresa. Renzo é diventato lo zimbello
deriso da tutti, pero l'unica cosa che riesce a
trattenere Renzo sono i nomi di Lucia, don
rodrigo ecc. Rigore molare e senso di
religiosita in Lucia rendono impossibile e
impensabile la pronuncia del suo nome in un
contesto come quello dell'osteria, non viene
nominata da Renzo e nemmeno dal narratore.
Renzo abbandona l'osteria e con l'oste arriva
alla camera che glie é stata preparata.
Capitolo 15:
Quando l'oste lo accompagna cerca di fargli
dire le sue generalita ma Renzo non cede,
quindi lo lascia dormire nel suo letto. Loste
ha intenzione di andare al palazzo di giustizia
per denunciare Renzo e affida la cura
dell'osteria alla moglie. Loste va a Milano in
centro e arriva al palazzo di giustizia edenuncia la presenza di un criminale
alliinterno della sua osteria. Ma il poliziotto
conosceva il suo nome quindi aveva gia il
rapporto. Vengono mandati due sbirri per
arrestarlo. Renzo si trova in tranquillita,
contrasto tra gli aventi che stanno per
accadere. Renzo nella sua mente comincia a
delinearsi una tattica che sara vincente, cerca
l'appoggio della folla. Accomulazione, vedeva
pensava e rideva(?) Renzo aveva passato la
sbornia, questo lo spinge a pensare
lucidamente. Vengono descritte le manette
del tempo, dolorose, strumento di tortura,
corda cosparsa di chiodi stretta a piacimento,
utilizzate per il prigioniero colpevole o non. II
notaio impiega le sue parole per manipolare
Renzo, le buone parole sono le menzogne per
mascherare i tristi fatti. Uso menzogne del
linguaggio. II notaio si rivolge ai due poliziotti
nello stesso modo. Renzo non si lamenta
troppo e non fa troppe storie. Renzo cominciaacrescere, si dimostra non piu ingenuo.
Comportamente piu maturo. Del discorso del
funzionario non crede a una sola parola.
Manzoni inizia una digressione dei furbi
come se fosse una categoria professionale,
fanno dell'inganno e della falsita la loro
seconda natura, suscitano la riprovazione del
narratore. emeva nuove rivolte all'interno
della popolazione, non era attento
abbastanza per pronunciare un discorso.
Manzoni va a sottolineare che c'é molta
gente che non ordine ai tranelli e non compie
azioni sleali é in grado di ammirare chi li fa,
non li fanno perché non sono abbastanza in
grado. Applauso universale. Quando sono
sotto pressione nemmeno i furbi riescono a
mettere in atto le loro intenzioni. Chi 6 meno
furbo di loro riesce a capire l'inganno e
ingannare i furbi. Comandano chiedono e
pregano: climax che definisce un
comportamente sempre meno autoritariodegli sbirri che si trovano circondati dalla
folla che voglio appoggiare Renzo. Renzo
riesce a chiedere aiuto alla folla e per riuscire
a proteggersi dalla folla abbandonano il
prigioniero e scappa.
Riflessione sui furbi:
Ci consente di comprendere che ci siano
degli insegnamenti morali che sono anche
attuali. Manzoni ridicolizza il notaio
confrontandolo con tutti gli altri che sono
stati piu furbi. Fa riflettere sulla modalita e
sull'immoralita e non su principi astratti ma
su principi che si devono mettere sempre in
atto. Non si riferisce solo al notaio, ma a tutti
che me condividono i metodi colore che
sono a favore e che si compiacciono di chi fa
azioni immorali e sbagliate. Manzoni mette in
atto una battaglia la furbizia del notaio e
l'intelligenza di Renzo. II furbo ha anni di
tranelli che usa in modo ripetitivo,l'intelligenza consente di adattarsi alla
situazione imprevista che porta a
stratagemmi che lo portano a salvarsi.
Quando le risorse del notaio diminuiscono, le
risorse di Renzo aumentano.