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Promessisposi 201211 140421

promessi sposi

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Capitolo 13 ll vicario é descritto con l'aggettivo sventurato, Manzoni ci da un preannuncio, cioé gli capitera qualcosa di non piacevole. II vicario é il notaio Ludovico melzi, un personaggio storico ma coerisponde poco alla realta storica. Ferrer é una caricatura del personaggio storico, simbolo grottesco di un potere inefficiente. Dato che i corrieri dovevano portare il pane a casa dei nobili, il vicario non aveva ricevuto il pane di giornata e attendeva la fine della burrasca. Antitesi lontana e addosso a lui, mette in evidenza il carattere inaspettato degli avvenimenti che stanno per accadere. Stato di agitazione del vicario, si interrompe la descrizione dei gesti e impressioni del volto per la paura non colma con l'invenzione la mancanza di dati storici. Simbolo del potere che non é all'altezza delle problematiche politiche e sociali, incidono sulla storia ma non sono attribuiti a loro la profondita psicologica. Renzo aveva avuto la possibilita di scegliere se dirigersi al convento per poi proseguire nel suo cammino oppure seguire la folla. La sua decisione é seguire la folla, si é cacciato deliberatamente in mezzo al tumulto. Lui va li in mezzo al pericolo solo per curiosita per la sua ingenuita. Nel monento in cui sente la folla che minaccia la vita del vicario Renzo si impaurisce, é ingenuo ma anche buono. Nel momenro in cui li sente parlare di voler uccidere il vicario e alcuni lo volevano salvare, Renzo voleva salvarlo e con questa intenzione era arrivato fino alla porta. Pid un pensiero é condiviso piu é persuasivo, quindi anche Renzo pensava fosse colpa del vicario ma voleva salvarlo. Renzo richiama al concetto di giustizia, sebbene sia un ragazzo ingenuo e curioso, appene vede che la situazione sta degenerando in un crimine, come quando volevano uccidere il vicario, qui un signore voleva uccidere il vicario e appenderlo fuori dalla sua porta, Renzo si inorridisce, perché la giustizia é piu forte di ogni timore di ripercussioni su di lui da parte della folla, fa un richiamo alla giustizia. Il vociferare porta delle informazioni non vere. Renzo si rende conto che la situazione é critica, degli uomini stanno portando una scala davanti alla casa del vicario, Renzo ne approfitta e fugge per andare da padre Bonaventura. Ogni volta che la situazione sembra normalizzarsi, interviene un fatto nuovo per creare instabilita. Levento che crea instabilita é l'arrivo di ferrer, nella folla c'é chi vuole ucciderlo, chi urla, chi bestemmia, parallelismo sintattico che mette in luce le diverse reazioni della folla al suo arrivo. Ferrer ci viene descritto come un uomo che non aveva sollevato l'economia, ma aveva creato disordini, grazie a queste sue colpe é diventato estremamente noto. II cancelliere sta affrontando da solo la folla per salvare il cancelliere attenua il giudizio negativo della sua persona. Parentesi riflessiva Manzoni sta analizzando i mezzanino che si scatenano durante le rivolte. Si possono identificare tre gruppi di persone: quelli che fanno di tutto per spingere le cose al peggio, amano la violenza; gli umani, cioé che provano orrore del sangue e dei fatti atroci; la massa, é priva di una volonta proprio, é materiale del tumulto. La dinamica interna alla sommossa cosine nella lotta tra le prime due fazioni per assicurarsi il favore e il controllo della massa e volgere la massa a proprio favore. Lautore propende per la seconda fazione. Il suo biasimo va verso la massa, 6 come una bandiera che si volge a seconda del vento. Lautore recrimina la violenza, condanna la massa che si lascia manovrare. Sottolinea che grazie all'arrivo di ferrer chi vuole la giustizia e odia la violenza ha la meglio, riesce ad avere un vantaggio su coloro che voleva il sangue e la violenza. La folla é a favore di ferrer quindi fanno passare ferrer per raggiungere il vicario, pensando che lo portasse in prigione. Ferrer sta impiegando l'opinione pubblica per salvare il vicario e non portarlo in prigione. Doppiezza del personaggio di ferrer. Renzo non si é allontanato quando ha visto arrivare ferrer, ma chiede se é dawvero lui e gli viene confermato che é un galantuomo. Renzo decide di tornare indietro per raggiungere ferrer e arriva alla sua carrozza. Aspetto di ferrer bonario per accattivarsi la simpatia della folla che di solito usava con il re. Mostra un viso affabile alla folla, promette pane, abbondanza e giustizia. Poi parla in spagnolo per non far capire alla folla cosa sta dicendo, con lo spagnolo dice quello che veramente pensa, cioé impreca contro la folla e il suo volere di salvare il vicario ma non ci riesce, rivela le sue vere intenzioni di spagnolo doppiezza del personaggio di ferrer. Manzoni ci descrive ferrer attraverso gli occhi di Renzo, ferrer ha una decorosa vecchiezza, abbellita dal desiderio di togliere la gente dalla rovina, vecchio mal vissuto che istigava al malvissuto, autorita. Ingenuita di renzo, i sorrisi di facciata a Renzo li coglie come ringraziamenti del suo aiuto. Ferrer inserisce degli elementi in spagnolo che non vengono compresi dalla folla, alla folla si propone come colui che vuole aiutare i bisognosi e salvare il vicario, ma in realta vuole calmare la situazione e non vuole che il vicario subisca ulteriori ripercussioni. Ferrer non vuole che succedano degli incidenti che vanno a rompere il prestigio che ha nella folla. Similitudine per descrivere il movimento della toga, la serpe fa riferimento ad un animale infido, fa riferimento alla doppiezza del personaggio. Utilizzo di diverse esclamazioni conferendo al dialogo una particolarita vocale. Ridicolizza il vicario che sta attaccato a ferrer e ridicolizza anche ferrer che viene paragonato a una madre. Discorso di ferrer privo di una coerenza interna, sconnesso, raggiunge pero il suo scopo, cioé rabbonire la folla. Le parole in spagnolo smentiscono tutto cid che dice in italiano. Ogni parola é rivolta al vicario per rassicurarlo che cid detto in italiano non accadra. "Le armi cedano alla toga’ in latino, citazuone di cicerone, le armi cioé I'autorita militare cede il posto alla diplomazia. Ferrer é riuscito nel suo intento, il vicario si vuole ritirare alla vita privata. II capitolo si chiude con l'affermazione del narratore | vicario non subi il processo, Manzoni non lo sapeva lerché non aveva accesso a aueste informazioni. Oltre all'attaggemaneto di Renzo, c’é la figura di antonio ferrer, mette in scena il personaggio del demagogo sottile linea tra l'essere e l'apparire. La folla é attenta di piu all'apparire che all'essere. In ferrer quindi vede un eroe delle giustizia e un amico del popolo, cioé il suo opposto. II goudizio di Manzoni é chiaro dall'inizio. Quando lo presenta dice: spende una popolarita mal acquistata, utilizza la sua popolarita per riuscire a tenere il controllo della situazione. Similitudine con ferrer, coda di una serpe figura ambigua, doppiezza, ingannevole. Falsita del cancelliere e doppiezza, uso di due lingue. Capitolo 14 Renzo aveva provato a portare aiuto dove c'era bisogno, la situazione si era accuietata. Non sapeva dove andara, era troppo tardi per andare in convento. Con il troppo tardi Manzoni vuole spttolineare che era troppo tardi per tornare in dietro non solo dsl punto di vista temporale ma anche sul fatto che non poteva tornare indietro per rimedoare ai suoi errori. Va a mangiare in un osteria e capita in un gruppo di persone che parlano di cid che é accaduto. Renzo si inserisce nei discorsi, ingenuo, e inneggia alla democrazia e alla giustizia. Sottoliea l'importanza di dover protestare nel momento in cui i tiranni compiono degli abusi di potere, cercs di dire la sua attuando un discorso che si basa degli ideali della vita cristiana, cioé giustizia e democrazia. Renzo inneggia alla giustizia che vengono definite in tutte le grida. Quella dell'azzeccagarbugli era una grida firmata da ferrer, quindi Renzo continua a sottolineare la necessita di comuncicare a ferrer che le grida non si dovevano effettuare. Ingenuita di Renzo anche qui. Renzo chiede di applicare le regole e le leggi presenti, ma le sue parole hanno un peso. Questo sconosciuto che aveva ascoltato il discorso di Renzo si rivelera un poliziotto in borghese che si era confuso nella folla per vedere chi fossero i piu ostili per incarcerati. Quest'uomo é abile nel celare la sua identita e in questo si trovera una giustificazione all'indennita di Renzo. Nemmeno Manzoni lo comunica al lettore subito. Renzo decide di non seguire le indicazioni dello sbirro in borghese e va nell'osteria. Dice che lascia la decisione alla provvidenza e la scelta dell'osteria si rivela provvidenziale perché lo sbirro non riesce a portare Renzo in prigione e quindi arrestarlo. Loste conosce perfettamente il personaggio che lo sta accompagnando e sa perfettamente che potra portargli dei guardi. Guardando Renzo, essendo accompagnato da un cacciatore di uomini, Renzo potrebbe essere 0 un complice o una preda. Il poliziotto sa bene che uno stato alterato causato dall'ubriachezza puo far confessare qualunque cosa. In questo momento sembra una cosa amichevole, perche gli versa il vino "per bagnarsi le labbra". Renzo é ancora euforico per gli eventi ai cui ha partecipato e si sente un protagonista e gli piace attirarre su di sé gli sguardi. Non riesce ben a focalizzare chi sono le persona attorno a lui. Nell'osteria c'é un gruppo di gentaglia, di balordi. Renzo da loro non riceve complimenti, ma viene preso in giro e scherzato. "Con la grazia e l'amore di dio" I'ha trovato casualmente, senza pagare nulla. Renzo giustifica il suo gesto che non viene compreso dagli altri, pensano stia scherzando. Renzo si vanta di non aver riportato danno a se stesso nella calca, mentre il pane é stato schiacciato. Sta ammettendo la sua partecipazione alla sommossa, cioé quello che voleva sapere lo sbirro. II poliziotto non ha intenzione di arrestare Renzo in mezzo alla gentaglia, ma cerca di bloccare Renzo nell'osteria per agire il giorno dopo. Loste vuole registrare il pernottamento di Renzo. Renzo sta facendo resistenza e non vuole dire perché non vuole registrare il suo cognome. Non vuole che il suo nome e cognome attiri l'attenzione dei bravi di don rodrigo. Vedere la grida dell'oste, fa riaffiorare la rabbia per il sopruso subito, quindi comincia a rivelare delle informazioni sulla sua identita, il nome di don rodrigo non viene ancora nominato. Renzo si sta ubriacato e Manzoni si rivolge direttamente al lettore, prova dispiacere nel raccontare questo episodio della vita di Renzo, Manzoni é un cronista fedele, che non tralascia nessun dettaglio, preludio di cid che attende renzo= Renzo sta bevendo cosi tanto e non gli portera nulla di buono. Il narratore interviene volendo spiegare al lettore il significato di poeta. Nel dialogo fanno una battuta sul perché vengano scritte le grida, secondo loro é un passatempo. Renzo definisce costui poeta. Nel linguaggio popolare poeti sono persone con cervelli malsani, discorsi senza un senso logico, definiti come strambi. Renzo ribadisce cid che era stato gia esplicitato prima, cioé | galantuomini abusano della loro conoscenza per potersi imporre sugli umili e i meno dotti, fa riferimento a don Abbondio e all'azzeccagarbugli. Cultura é strumento per la giustizia corrotta. Quel giorno si sono fatte grandi cose senza l'uso del latino e della cultura. Renzo fa un errore: lo sbirro, fingendo di rivelare la sua identita e la sua condizione familiare, induce Renzo a comunicare le sue generalita e ubriaco non si accorge dell'imbroglio. II narratore interviene per sottolineare per riportare cosa @ successo a Renzo per causa sua perché é ubriaco, il protagonista in teoria dovrebbe essere senza macchia, va contro le caratteristiche solite del protagonista. Attenzione alla realta dei fatti, caratteristica della narrazione manzoniana. Manzoni, facendo riferimento all'altro narratore cioé l'anonimo, tanto piu le abitudine ordinate e oneste vengono radicate, appena ci si allontana ci si pente, di solito é un errore che non si compie mai. Alla fine del romanzo Renzo tra le cose che riferisce di aver imparato é di non alzare troppo il gomito. Il narratore sta facendo ironia sulla situazione che sta vivendo Renzo, non fa riferimento a tutte le parole che dice Renzo perché non hanno senso. Renzo non riconosce la differenza tra lo spagnolo di ferrer e il latino di don Abbondio, con questo sottolinea l'ambiguita e il doppio gioco di queste persone. Riferimento allo scampanio nelle campane della notte degli imbrogli che lo aveva fatto scampare il matrimonio a sorpresa. Renzo é diventato lo zimbello deriso da tutti, pero l'unica cosa che riesce a trattenere Renzo sono i nomi di Lucia, don rodrigo ecc. Rigore molare e senso di religiosita in Lucia rendono impossibile e impensabile la pronuncia del suo nome in un contesto come quello dell'osteria, non viene nominata da Renzo e nemmeno dal narratore. Renzo abbandona l'osteria e con l'oste arriva alla camera che glie é stata preparata. Capitolo 15: Quando l'oste lo accompagna cerca di fargli dire le sue generalita ma Renzo non cede, quindi lo lascia dormire nel suo letto. Loste ha intenzione di andare al palazzo di giustizia per denunciare Renzo e affida la cura dell'osteria alla moglie. Loste va a Milano in centro e arriva al palazzo di giustizia e denuncia la presenza di un criminale alliinterno della sua osteria. Ma il poliziotto conosceva il suo nome quindi aveva gia il rapporto. Vengono mandati due sbirri per arrestarlo. Renzo si trova in tranquillita, contrasto tra gli aventi che stanno per accadere. Renzo nella sua mente comincia a delinearsi una tattica che sara vincente, cerca l'appoggio della folla. Accomulazione, vedeva pensava e rideva(?) Renzo aveva passato la sbornia, questo lo spinge a pensare lucidamente. Vengono descritte le manette del tempo, dolorose, strumento di tortura, corda cosparsa di chiodi stretta a piacimento, utilizzate per il prigioniero colpevole o non. II notaio impiega le sue parole per manipolare Renzo, le buone parole sono le menzogne per mascherare i tristi fatti. Uso menzogne del linguaggio. II notaio si rivolge ai due poliziotti nello stesso modo. Renzo non si lamenta troppo e non fa troppe storie. Renzo comincia acrescere, si dimostra non piu ingenuo. Comportamente piu maturo. Del discorso del funzionario non crede a una sola parola. Manzoni inizia una digressione dei furbi come se fosse una categoria professionale, fanno dell'inganno e della falsita la loro seconda natura, suscitano la riprovazione del narratore. emeva nuove rivolte all'interno della popolazione, non era attento abbastanza per pronunciare un discorso. Manzoni va a sottolineare che c'é molta gente che non ordine ai tranelli e non compie azioni sleali é in grado di ammirare chi li fa, non li fanno perché non sono abbastanza in grado. Applauso universale. Quando sono sotto pressione nemmeno i furbi riescono a mettere in atto le loro intenzioni. Chi 6 meno furbo di loro riesce a capire l'inganno e ingannare i furbi. Comandano chiedono e pregano: climax che definisce un comportamente sempre meno autoritario degli sbirri che si trovano circondati dalla folla che voglio appoggiare Renzo. Renzo riesce a chiedere aiuto alla folla e per riuscire a proteggersi dalla folla abbandonano il prigioniero e scappa. Riflessione sui furbi: Ci consente di comprendere che ci siano degli insegnamenti morali che sono anche attuali. Manzoni ridicolizza il notaio confrontandolo con tutti gli altri che sono stati piu furbi. Fa riflettere sulla modalita e sull'immoralita e non su principi astratti ma su principi che si devono mettere sempre in atto. Non si riferisce solo al notaio, ma a tutti che me condividono i metodi colore che sono a favore e che si compiacciono di chi fa azioni immorali e sbagliate. Manzoni mette in atto una battaglia la furbizia del notaio e l'intelligenza di Renzo. II furbo ha anni di tranelli che usa in modo ripetitivo, l'intelligenza consente di adattarsi alla situazione imprevista che porta a stratagemmi che lo portano a salvarsi. Quando le risorse del notaio diminuiscono, le risorse di Renzo aumentano.

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