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DITTONGHI
1. Monottongazione → da dittongo a singola vocale
Sin dall’epoca arcaica → EI > I (deico > dico)
2. Dittongo AE
Già, in età repubblicana abbiamo testimonianze della riduzione del dittongo AE.
➔ Ipercorrettismi AE per E (Pompei LAESAERIT per LAESERIT)
➔ AE > È (aperta) o É (chiusa), poi prevale È (aperta)
- CAELUM > CÈLUM > it. cielo, fr. ciel, sp. cielo
- SAETAM > SÉTAM > it. seta, fr. soie, sp. séda
E CHIUSA HA SVILUPPATO IL DITTONGO OI > in francese la E chiusa sviluppa i
dittonghi.
vocali aperte > formano dittonghi ascendenti
vocali chiuse > formano dittonghi discendenti
E chiusa > vocale palatale, mentre, OI appartiene alle vocali velari
3. OE
OE > é (chiusa)
- POENAM > PéNAM > it. pena, fr. peine, sp. pena
4. AU
- Monottongazione di AU arriva in epoca tarda e, inizialmente, non coinvolge
tutta la romania
- VI - VII secolo: prime attestazioni di una fase intermedia AU > AO in
territorio gallo-romanzo.
- VII secolo: primi esempi dell’esito AU > AO > Ò (aperta)
L’esito prevalente è quella di una O aperta (Ò) [in italiano, francese, catalano,
spagnolo]
- AURUM > it. oro, fr. or, cat. or, sp. oro
Dato che la monottongazione di AU arriva in epoca tarda si hanno alcune lingue che
mantengono AU, invece, della O aperta come: il provenzale, ladino, dalmatico e romeno.
- AURUM > prov. àur, ladino aur, dalm. yaur, rom. àur.
Si hanno altre lingue romanze che sviluppano la monottongazione di AU in maniera
differente, come:
● Sardo → AU > a
- PAUCUM > sardo pagu
● Portoghese → AU > ou, oi
- AURUM > port. ouro
● Francese AU > ò (aperta), ó (chiusa), u
- AURUM > or (ò), CAUSAM > chose (ó), LAUDAT > loue*
*LAUDAT → fr. LOUE > T finale cade, si ha la sincope, quindi, la caduta della consonante D.
OU, in francese, è un digramma (per la pronuncia).
AU atono > per tutte le lingue, tranne per l’italiano, AU atono è uguale ad AU
tonico.
In italiano, invece, quando AU non è accentato passa in U (monottongazione di AU
in posizione atona) > lat. AUDIRE > it. udire.
In altri casi potrebbe esserci una riduzione per dissimilazione:
- AUGUSTINUS > it. Agostino → l’accento sta sulla i (AUGUSTINUS), il dittongo
AU, invece, di monottongarsi in O, diventa A, per evitare una sequenza di
vocali velari (dissimilazione)
- AUSCULTARE > it. ascoltare
ALLOTROPIA LINGUISTICA > dalla stessa base latina si sviluppano due o più
esiti, di cui uno popolare e uno dotto
↪ MAKINAM (latino) = Macchina (dotto) e Macina (popolare → quando si hanno dalla
base dei passaggi fonetici).
- VITIUM (latino) = Vizio (dotto), Vezzo* (popolare)
*Vezzo = M finale cade, la I (breve) diventa E (chiusa), la T è una consonante occlusiva
dentale, VITIUM > VEZZO → T + IOD > passa alla fricativa dentale
- RADIUM (latino) = Radio (dotto), Raggio (popolare), Razzo (popolare)
Si ha la sequenza D + IOD che ha un doppio esito.
VOCALISMO TONICO
➢ Sillaba libera > sillaba che termina per vocale (es. lat. PE-DEM > it. piede; PAU-CUM
> it. po-co)
- Ma la sequenza muta + liquida vale come consonante singola, dunque la
sillaba precedente è libera (es. lat. PA-TREM → muta si riferisce alla T
(occlusiva), mentre liquida si riferisce a R).
➢ Sillaba implicata o in posizione > sillaba che termina per consonante (es. lat.
FER-RUM > it. fer-ro; lat. POR-TAM > it. por-ta)
*POR-TAM > R (liquida) e T (muta)
La sillaba implicata blocca la dittongazione, difatti, FERRUM non dittonga e in
italiano si ha FERRO e NON fierro.
Dittongo > articolazione intensa e prolungata (situazione)
Dittongamento > sdoppiamento di una vocale in vocale e semiconsonante/semivocale
(fenomeno evolutivo)
1. Dittongamento spontaneo = dittongamento avviene in modo spontaneo, vocale che si
evolve in un dittongo senza
2. Dittongamento metafonetico = NON è spontaneo, ma avviene per condizionamento
dalla vocale finale.
EGUA > YEGUA (spagnolo) → dittongamento spontaneo
EGUA > IAPA (rumeno) → dittongamento metafonetico > I (dittongamento metafonetico di
E).
Dittongamento spontaneo di Ĕ > è e Ŏ > ò in italiano, francese, spagnolo
N.B. L’attuale francese nouveau, dal latino NOVELLUM, diminutivo di NOVUM