Organizzazione Aziendale
Organizzazione Aziendale
raggiungere un ne comune.
Le organizzazioni sono entità in cui gli individui coordinano le proprie azioni e si dividono il lavoro
per raggiungere obiettivi speci ci.
Ci sono una miriade di organizzazioni
⁃ grandi/piccole
⁃ Private/pubbliche
⁃ Formali/informali
⁃ Non pro t/pro t
⁃ Temporanee/stabili
Le organizzazioni sono una componente essenziale della vita sociale ed economica degli individui
e nella maggior parte dei casi ne abbiamo solo una conoscenza molto parziale.
Esempio Ferrari
Il ruolo è fondamentale nell’organizzazione, e la posizione che ciascuno di noi occupa
nell’organizzazione è il comportamento atteso da quella posizione.
C’è una divisione del lavoro è molto coordinamento.
Da un ruolo si passa ad una posizione più importante, è un percorso tipico nelle aziende.
(Manager-gestionale)
Il rischio di far crescere qualcuno da un ruolo basso e che è molto preparato sul campo ma non è
adatto per la gestione e per il coordinamento dei ruoli. Servirebbe una via di mezzo.
Le organizzazione vengono rappresentate come piramidi per una questione di persone che
occupano i livelli, nelle zone basse ci sono più persone, a capo ci sono poche persone. Più si sale
e più si stringono le occupazioni disponibili.
Torneo di tennis, è una gara per il primo posto. Questo esempio rende l’idea di una sorta di
competizione come nella consulenza, dove chi non riesce a passare non fa più parte
dell’organizzazione.
Il processo è l’insieme della attività che portano alla preparazione della vettura per l’evento.
La struttura e composta da dei responsabili che coordinano l’uf cio tecnico e l’uf cio ricerca e
sviluppo.
La Ferrari ha cambiato l’organizzazione da un impostazione verticale ad una orizzontale (sempre
piramidale). Per dare più autonomia ai gruppi per risolvere i problemi, si dà voce agli esecutori.
(Tendenza per tutte le organizzazioni)
Boss less company - nuove organizzazioni senza capi
TEORIA ORGANIZZATIVA
È un assortimento di teorie e modelli che cercano di spiegare come le organizzazioni funzionano e
si relazionano nell’ambiente.
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È utile per progettare organizzazioni che operino in modo ef ciente, ef cace, equo.
L’ef cacia è il grado di raggiungimento degli obiettivi, ossia la capacità di ottenere i risultati
previsti. Questioni connesse:
⁃ molteplicità e diversità degli obiettivi
⁃ Numerosità degli stakeholder
⁃ Livelli diversi
Un organizzazione ha diversi obiettivi: risultato economici- nanziari, gli obiettivi devono essere
allineati tra loro.
PROSPETTIVA SIMBOLICA
La conoscenza è data anche da ciò che si può scoprire con l’esperienze e l’intuizione, con la
necessità di distinguere le proprie esperienze da quelle degli altri. Coloro che adottano una
prospettiva simbolica tendono ad immedesimarsi nel soggetto che si vuol studiare, capirlo e
interagire con esso. Le organizzazione nella prospettiva simbolica sono realtà costruite
socialmente dai membri che interagiscono, negoziano e attribuiscono un senso alle proprie
esperienze. Gli individui cercano di dare un senso a quello che avviene nel contesto organizzativo
(sensemaking) e agiscono sulla base di quella attribuzione di senso (enactment)
PROSPETTIVA POST-MODERNISTA
La conoscenza è potere, si dà credito ad una sola forma di conoscenza mentre le altre vengono
ignorate, mette in discussione tutte le forme di potere. Le organizzazioni sono luoghi dove
vengono a crearsi rapporti di potere, si manifestano fenomeni di oppressione, irrazionalità e
cattiva comunicazione.
AMBIENTE ORGANIZZATIVO
È costituito da quelle forze ed elementi che esistono al di fuori delle organizzazioni, ma che le
possono in uenzare direttamente o indirettamente.
Bisogna analizzare: le relazioni che si formano tra i vari soggetti (interni ed esterni)
dell’organizzazione formano il network interorganizzativo; l’ambiente generale dell’organizzazione
cioè il paese in cui essa opere e in ne l’ambiente internazionale cioè i vari paesi in cui ha dei
collegamenti per acquisti/vendite.
I network organizzativi sono forme di cooperazione tra due o più aziende autonome, sono legate
tra loro da interdipendenza, le cui relazioni sono governate da meccanismi di coordinamento
multipli. Ci sono 3 livelli di analisi: relazioni diadiche (tra due nodi), ego network (rete di rapporti
diretti) ed overall network (rete di rapporti diretti ed indiretti)
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Ci sono delle variabili sociali che in uenzano il network:
- Embeddedness cioè qualsiasi relazione economica che è inclusa nei rapporti sociali
- Forza delle relazioni
- Fiducia cioè quanto sono prevedibili le reazioni a certe situazioni per l’altro soggetto
Le reti possono essere:
1. Verticali (supply chain)—> questo concetto focalizza l’attenzione sul usso delle materie
prima derivanti dai fornitori, attraversa una serie di organizzazioni intermediarie per
raggiungere i consumatori nali.
2. Orizzontali—> sono delle reti condivise con le imprese concorrenti, possono condividere
obiettivi, essere dei consorzi oppure possono avere dei rapporti interpersonali condividendo
informazioni e clienti
Ci sono vari settori dell’ambiente che in uenzano l’organizzazione nel suo complesso:
1. Sociale—> si associa alla struttura delle classi, alla situazione demogra ca e alle istituzioni
sociali tradizionali (pratiche religiose, sistemi educativi...). Ad esempio i lavoratori vecchi si
troveranno in di coltà con le nuove tecnologie
2. Culturale—> questo settore fa riferimento alla storia, alla tradizione e sui valori del paese
3. Legale—> de nito dalle costituzioni, dalle leggi e dalle prassi giuridiche di ogni paese in cui si
opera
4. Politico—> de nito in base alla distribuzione e alla concentrazione del potere e alla natura del
sistema in vigore nel paese.
5. Economico—>include i mercati del lavoro/ nanziari/dei beni. Questo settore è in uenzato dal
grado di privatizzazione dell’economia, dalle politiche scali e dal sistema bancario.
6. Tecnologico—> fornisce conoscenze e informazioni sotto forma di sviluppi scienti ci che
l’ambiente o re alle organizzazioni
7. Fisico—> include le risorse naturali e gli e etti causati dai fenomeni naturali
STRUTTURA SOCIALE
Struttura sociale e sica sono collegate, struttura è l’aspetto statico dove si svolgono molti
processi cioè le attività. La struttura è la relazione tra le parti di un sistema organizzativo
Struttura sociale relazione tra le persone che assumono ruoli nell’organizzazione e gruppi
organizzativi a cui appartengono. Per analizzarla si possono usare tre dimensioni:
- Specializzazione verticale/gerarchia autoritaria: distribuzione del potere all’interno
dell’organizzazione. Di erenziazione verticale (molti o pochi livelli gerarchici) grado di
centralizzazione del potere (se distribuito o detenuto solo da pochi soggetti; più livelli gerarchici
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potere a pochi) funzione di linea o di sta cioè chi si occupa di attività ausiliarie (marketing,
risorse umane) o attività principali (u cio acquisti senza il quale l’azienda non potrebbe vivere).
- Specializzazione orizzontale/ divisione del lavoro: come decido di raggruppare le unità
organizzative Grandezza (quanto grandi sono i gruppi) Di erenziazione orizzontale Integrazione
e coordinamento (poche unità più facile il coordinamento tra loro)
- Formalizzazione delle regole e procedure (singole posizioni lavorative) Specializzazione
(livello di d taglio per le mansioni) Livello di formalizzazione (in quanto le attività siano descritte)
Varietà delle mansioni
Vedi esempio su e-learning delle due province
Secondo Burns e Stalker l’ambiente esterno é correlato alla struttura di controllo e di formalità del
management interno.
Ambiente stabile—> sistema meccanico: compiti suddivisi in parti specialistiche separate,
rigidamente de niti. Rigida gerarchia con molte regole, comunicazione verticale
Ambiente dinamico—> sistema organico: compiti comuni/ di gruppo; meno gerarchia e regole,
comunicazione orizzontale
Questa struttura è
molto semplice e va
bene con quelle
organizzazioni
caratterizzate da una
bassa complessità
Questa struttura o re
varie linee di business
1. Nella fase imprenditoriale l’azienda pensa a vendere il suo prodotto e a sopravvivere sul
marcato, infatti sarà di dimensioni piccole, perciò ci sarà solo l’imprenditore a gestire il tutto.
Ma con il passare del tempo l’azienda si sviluppa e l’organizzazione diventa più complessa,
questo vuol dire che il singolo imprenditore ( che di cilmente ha le giuste competenze di
gestione) non riuscirà più a controllare tutto ciò che accade. Per questo ci sarà una crisi di
leadership, il cui superamento porterà alla:
2. Fase della collettività dove vengono introdotti nuovi manager più competenti che
ride niscono gli obbiettivi aziendali e apportano un sistema decisionale più centralizzato. In
questa fase la complessità organizzativa cresce attraverso la di erenziazione dei lavori nché,
ancora una volta, la struttura sarà cosi complessa che ci sarà un sovraccarico del processo
decisionale, frutto di una centralizzazione del potere eccessiva. Tutto questo porta ad una crisi
di autonomia che verrà risolta con le decentralizzazione del potere, cioè non saranno più solo i
manager a prendere le decisioni
3. Si entra così nella fase di delega che porterà ad una crisi di controllo poiché il potere non è
più in mano a pochi
4. Quindi si entrerà nella fase di formalizzazione dove vengono ssate delle regole per seguire
un’unica linea organizzativa. Questo, con il passare del tempo, comporterà una crisi della
burocrazia in quanto i manager esagerano nel ssare regole impersonali e universali creando
un ambiente organizzativo ine cace e sgradevole per i lavoratori.
5. Per risolvere la crisi della burocrazia si passa alla fase della collaborazione; si ricorre al team
work per recuperare la motivazione dei lavoratori. Si formano vari gruppi ai cui viene conferito
potere decisionale centralizzato per il lavoro che svolgono. Dopo l’entusiasmo iniziale si avrà
di nuovo un calo della motivazione, il quale comporta una crisi di rinnovamento dove o
l’organizzazione si rinnova o è destinata al declino.
Greiner fa notare che ogni fase dello sviluppo dell’organizzazione porta ad una crisi. Questo
perché le soluzioni organizzative e le strategie manageriali sono adatte solo no a quando
l’organizzazione diventa più complessa e di erenziata. Perciò i “vecchi” assetti dovranno essere
sostituiti costantemente; se l’organizzazione non continua ad innovarsi sarà destinata al declino.
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IL MODELLO DEI SISTEMI APERTI DI KATZ E KHAN
Alla nascita dell’azienda questa si occupa strettamente degli acquisti, della produzione e delle
vendite. Man mano che questa cresce avrà bisogno di una struttura più complessa, per questo
entrano in gioco le attività di sostegno cioè dei dottori speci ci si occupano esclusivamente degli
acquisti/vendite per evitare un fermo di produzione. Per questo ci sarà la richiesta di attività di
mantenimento (contabilità, risorse umane, infrastrutture). Queste attività non sono strettamente
legate al nucleo operativo, perciò, a quest’ultimo, si potrà lasciare una certa autonomia d’azione.
L’azienda cresce e richiede l’intervento delle attività adattive. Si occupano di a rontare i cambi
enti che intervengono nell’ambiente e di interpretarli per il resto dell’organizzazione. Sono attività
di piani cazione strategica, ricerca e sviluppo e pubbliche relazioni.
STRUTTURA FISICA
La struttura sica riguarda le relazioni spaziali tura gli elementi sici che la compongono.
-la visione modernista crede che bisogni posizionare gli oggetti in modo da migliorare l’e cacia e
l’e cienza dell’organizzazione
-la visione simbolista punta maggiormente sul signi cato che gli elementi trasmettono
-la visione post-modernista analizza la struttura sica in quanto, le diverse disposizioni di questa,
manifestano i rapporti di potere all’interno dell’organizzazione
Gli elementi della struttura sica sono:
1. GEOGRAFIA ORGANIZZATIVA cioè la cartina geogra ca dell’organizzazione, come questa è
presente direttamente e indirettamente nel mondo. In questo modo l’organizzazione da
un’idea di solidità e di a dabilità. Più questa è sparsa nel mondo, maggiore sarà il bisogno di
coordinamento, comunicazione e disponibilità di infrastrutture. Ovviamente le caratteristiche
geogra che delle sue sedi dovranno essere favorevoli: si pensi alla di erenza tra una sede in
montagna e una in città
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2. DISPOSIZIONE DEGLI SPAZI/LAYOUT riguarda la sistemazione spaziale degli oggetti sici e
delle attività umane. Gli aspetti rilevanti sono:
• Vicinanza tra gli u ci
• Grado di apertura degli u ci: gli u ci open space permettono un veloce coordinamento ma
con molta confusione e poco privacy
• Accessibilità degli u ci
• Privacy
3. ARCHITETTURA STILE E DESIGN impattano sull’immagine dell’organizzazione, la cultura di
questa viene proiettata verso l’esterno e anche sui risultati.
LA TECNOLOGIA
(De nizione modernista) Con tecnologia si intendono i processi, le tecniche, i macchinari e le
azioni utilizzati per trasformare gli input organizzativi (materiali informazioni) in output ( prodotti).
È il processo produttivo che comprende sia le procedure di lavoro sia i macchinari. La
competitività dell’organizzazione e il suo successo dipendono da:
-utilizzo di tecnologie aggiornate che migliorino l’e cacia e l’e cienza la produttività e la qualità
-il grado di allineamento tra tecnologie, disegno è strategica organizzative
i processi di lavoro core riguardano le attività principali (lavorazione, assemblaggio).
BASSA
Produzione unitaria, a piccoli Gerarchia piatta, bassa
lotti, attività su commesse. Per centralizzazione. Struttura
artigiani organica
ALTA
Produzione e processo Basso grado di controllo,
continuo, automatizzata (per bassa centralizzazione, ma
industrie chimiche). Lavoro più molti livelli gerarchici.
preciso perché svolto da Struttura organica
macchine controllate dalle
persone
In orienta nascono nuovi modelli organizzativi —> la produzione snella. Modello giapponese/
toyotismo
A questo modello si arriva con l’innovazione organizzativa e non con l’innovazione tecnologica.
Caratterizzata da spazi sici ristretti e tecnologie arretrate, per tornare a essere competitivi entra il
modello JUST IN TIME: un sistema produttivo che garantisce la continua simmetria tra l’o erta
dei beni prodotti e la richiesta del mercato; non produco niente in eccesso.
CARATTERISTICHE:
1. Tutto ciò che non è essenziale deve essere eliminato, concentrarsi su ciò che è essenziale
tramite il metodo Kaizen ciò migliorarsi continuamente
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2. Coinvolgimento dei dipendenti, domina il principio di autonomazione, data autonomia ai
dipendenti che risolvono problemi autonomamente
3. Ricerca della qualità totale: ogni pezzo che arriva a ne processo produttivo sono sicuro che il
prodotto è perfetto intervenendo nel processo. Se trovo un problema a meta della produzione
fermo tutto per evitare scarti nali.
4. Partecipazione dei fornitori: creare rapporti lunghi, duraturi e di qualità con i fornitori, senza
badare troppo al prezzo. Se io ho bisogno in un determinato momento devo darmi del mio
fornitore perché so che al bisogno mi porterà il materiale di qualità.
-THOMPSON: la sua teoria si basava sulla distinzione tra tecnologie a collegamento lineare, di
mediazione e intensive
1. Collegamento lineare: gli input entrano all’inizio di una lunga serie di fasi che termina con
l’uscita dei prodotti (fabbrica di automobili)
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2. Collegamento di mediazione: servono i clienti coinvolgendoli in un'altra transazione. Ad
esempio le banche mettono in contatto i loro clienti che vogliono investire soldi con clienti che ne
chiedono, o rendo loro un punto di incontro.
FOOTBALL AMERICANO interdipendenza sequenziale perché ogni azione viene piani cata a
priori, il meccanismo principale di coordinamento è lo schema che viene deciso prima.
BASKET interdipendenza reciproca perché c’è un adattamento costante, i ruoli vengono
cambiati a seconda di come reagiscono gli avversari e i compagni
BASEBALL interdipendenza generica perché i ruoli sono molto de niti e ogni individuo conta in
quanto tale, questo fa le sue valutazioni e decide per se
CALCIO interdipendenza reciproca perché ci sono pochi schemi, continui aggiustamenti dei
comportamenti, poca piani cazione, ma l’adattamento è l’aspetto rilevante
ESEMPIO DEL RISTORANTE interdipendenza intensiva, input/output non standardizzati,
processo di trasformazione non standardizzato.
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-TIPOLOGIA DI PERROW considera quanta variabilità (richieste diverse, imprevisti) c’è nel
processo di produzione e quanto i compiti siano scomponibili in singole attività
Variabilità dei compiti si identi ca in base al numero di eccezioni alle procedure standard che si
incontranonell’applicazione di una tecnologia.
L’analizzabilità dei compiti invece fa riferimento alla possibilità di spiegare analiticamente
l’eccezione nel momento in cui si presenta.
Inserendo queste due variabili in una matrice a doppia entrata vengono a formarsi 4 tipi di
tecnologie:
1. Di routine: caratterizzate da una bassa variabilità e da un’alta analizzabilità; ad esempio la
linea di montaggio delle automobili.
2. Artigianali:condizioni di bassa analizzabilità e di bassa variabilità; ad esempio il lavoro edile in
quanto incontra poche eccezioni, ma quando sopraggiungono bisogna inventarsi una
soluzione. L’intuito e l’esperienza assumono un’importanza decisiva.
3. Ingegneristiche:alta variabilità e alta analizzabilità, usate dai tecnici di laboratorio dove si
incontrano molte eccezioni alle pratiche standard ma i lavoratori, grazie alle loro conoscenze,
sono in grado di risolvere questi problemi.
4. Non di routine: elevata variabilità e bassa analizzabilità; si veri ca nei dipartimenti di risorse
umane. Elevato numero di problemi che i dipendenti spesso non sono in grado di risolvere,
perciò c’è un elevato grado di incertezza.
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Oggi ci troviamo nella QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: intelligenza arti ciale, abbiamo a
disposizione un numero maggiore di informazioni, per questo le informazioni vengono passate nei
computer che le analizzano e sviluppano velocemente. Rispetto alle tre vecchie rivoluzioni la
quarta è molto veloce, ci sono continue crescite e sviluppi; è legata a tutti i settori, qualunque
mansione prevede un uso del digitale e interagisce con la vita di tutti i giorni. I robot velocizzano i
processi già in atto e li ampli cano, le tecnologie rendono meno utile e importante l’organigramma
dell’organizzazione; si da sempre più importanza al singolo individuo andando in contro alle sue
esigenze (lavorare da casa); ambienti collaborativi, si da importanza ai lavori di gruppo in quanto
la creatività esce maggiormente in queste situazioni, il gruppo deve essere unito e gli individui
simili tra loro.
CULTURA ORGANIZZATIVA
E’ l’insieme dei valori e delle norme di comportamento condivise dai membri di un’organizzazione
e insegnate ai nuovi membri perché ritenute giuste da seguire. Migliora le performance
dell’organizzazione perché i membri, condividendo un comportamento comune, riducono i
controlli dei manager in quanto i dipendenti sanno cosa ci si aspetta da loro. Gli analisti usano
l’etnogra a per studiare al meglio la cultura organizzativa, una combinazione tra osservazione e
partecipazione alla viga dell’[Link] aziende tendono ad assumerne persone con una
cultura coerente con quella dell’azienda, uno dei contro è che avendo tutti gli stessi punti di vista
di cilmente ci sarà innovazione.
PRINCIPI AMAZON
-Passione per il cliente
-Responsabilità
-Inventare e sempli care
-Avere spesso ragione
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-Imparare a essere curiosi
-SUBCULTURE ORGANIZZATIVE
A seconda di come è distribuito il potere nell’organizzazione, solitamente il manager crea la
subcultura dominante cioè i valori più importanti dell’azienda. A supporto della subcultura
dominante c’è la subcultura valorizzante che, con entusiasmo, supporta i valori, le credenze e le
sue norme. La subcultura ortogonale rimane distaccata dalla cultura aziendale senza però
creare con itti come invece fa la controcultura che contesta attivamente la cultura aziendale
(sindacati). Quest’ultima non è per forza negativa, ma con un dialogo tra questa e la cultura
aziendale ci può essere un confronto e una soluzione degli eventuali problemi.
PROCESSI DECISIONALI
La decisione organizzativa è il processo di identi cazione e risoluzione che riguardano
l’organizzazione. Le decisioni possono essere:
-Programmate (di routine) e programmabili, già state testate e analizzate, gestite in modo
abbastanza standardizzato, si sa esattamente cosa fare
-Non programmate: si presentano all’improvviso, non c’è esperienza passata, non si sa che
informazioni utilizzare.
L’ambiente, essendo molto mutevole, fa aumentare le decisioni non programmate. Due approcci
per prendere decisioni in condizioni di incertezza:
1. Approccio razionalità assoluta: sarebbe quello da seguire ma molto di cile da seguire per
limiti di tempo e risorse
2. Razionalità limitata
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Un manager deve essere capace di intuire la miglior scelta
EURISMI sono delle scorciatoie mentali dettate da regole, esperienze passate dall’istinto e dal
presentimento che permettono di raggiungere un risultato soddisfacente. Il rischio è che nel
processo entrino in gioco le percezioni cognitive cioè modi sbagliati di valutare la situazione.
Distorsioni cognitive nelle fase della razionalità assoluta:
1. Il framing: cioè l’incapacità della mente e vedere diverse prospettive infatti se ne vede solo
una vuol dire che c’è un frame dominante. Questo, all’interno di un’organizzazione, ci rende
incapaci di risolvere dei problemi per la poca apertura mentale.
3. Auto conferma
-Errore di attribuzione: tipico di situazioni di insuccesso (nostre) in cui scarichiamo la
responsabilità sugli altri.
RIMEDI:
-Framing: comunicazione, moltiplicazione dei frame (dei punti di vista) e con i gruppi per mettermi
in contatto con altri punti di vista
-Disponibilità, rappresentatività e ancoraggio: dare maggiori informazioni, gruppi,
comunicazione, check list per raggiungimento obiettivo
-Errori di apprendimento: sviluppo di una cultura organizzativa in cui vengono tollerati degli
errori, con l’approccio della sperimentazione le persone possono imparare dai loro errori.
MOTIVAZIONE
Riguarda l’insieme delle forze che contribuiscono a determinare l’inizio del comportamento
lavorativo della persona, la sua direzione verso gli obiettivi, il suo livello di impegno, e la
persistenza dalla prestazione lavorativa. PERFORMANCE=ABILITÀxMOTIVAZIONE
La performance è l’insieme di abilità delle risorse umane e di motivazione. La prestazione è molto
legata dalla motivazione.
LA SCALA DEI BISOGNI DI MASLOW individua come gli individui possano essere motivati
maggiormente secondo la scala dei bisogni
IL MODELLO DI MCCLELLAND
Alcune persone hanno bisogno di achievemnt (raggiungimento risultati), altri hanno bisogno di
a liazione cioè di essere parte di un gruppo/comunità sociale e altre persone hanno bisogno di
guadagnar maggior potere decisionale.
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MODELLO ASPETTATIVA-VALENZA
La motivazione di un individuo dipende da un processo decisionale in cui è presa in
considerazione l’utilità attesa di un comportamento. UTILITÀ ATTESA=ASPETTATIVA x VALENZA
Aspettativa come prodotto di performance e ricompensa= se io sono in grado di raggiugnere un
obbiettivo ma penso che la ricompensa non arrivi non faccio la prestazione
Valenza cioè quanto la ricompensa mi interessa veramente
IL GOAL-SETTING ( LOCKE)
Gli obbiettivi da assegnare devono essere
Precisi cioè quanti cabili e misurabili, non generali
S danti: non troppo facili ma non troppo di cile per non scoraggiare
Orientati al risultato: l’obiettivo dato deve essere di risultato (es. aumentare il fatturato e non dire
come comportarsi per aumentarlo)
Partecipati: i dipendenti devono partecipare alla scelta dell’obiettivo
Feed-back da parte del manager in maniera costante (2/3 mesi) per sapere come si sta lavorando
PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA
Lezione 16 LA MISCROSTRUTTURA
LA PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA
ovvero prendere una scelta riguardo all’assetto organizzativo che l’organizzazione deve avere,
scelte sulla divisione del lavoro e coordinamento.
Divisione del lavoro in mansioni, in unità e inter-impresa ovvero compro un’attività già fatta da altri
(outsourcing, esternalizzazione, make or buy). In questo ultimo caso l’azienda valuta se conviene
produrre il prodotto in azienda o acquistarlo all’ esterno, ad 0esempio i cedolini paga nelle aziende
sono servizi che vengono acquistati dall’ esterno.
Più la divisione del lavoro è forte, maggiore sarà l’esigenza del coordinamento, il quale può essere:
• Coordinamento di allineamento delle attività
• Integrazione: le funzioni devono essere integrate tra loro e non autonome
• Motivazione: l’organizzazione deve controllare ciò che accade all’interno attraverso la
monitorazione, il controllo che però possono essere percepiti in modo negativo dai membri
dell’organizzazione
L’organizzazione deve quindi investire nei costi di gestione delle relazioni.
La microstruttura ha a che fare con la costruzione delle singole mansioni (job design). La
mansione è composta da compiti che insieme formano il ‘sistema primario del lavoro’, il quale è
composto appunto da un gruppo di mansioni che danno luogo ad un output comune (es
assemblaggio). Oltre agli addetti al montaggio ci sono coloro che controllano la qualità del
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prodotto, manutentori ecc… tutte le mansioni fanno parte del sistema primario del lavoro ed è per
questo che c’è bisogno di coordinazione.
CONFINI Una volta decisi i criteri per raggruppare le attività deve decidere che posizioni metterci
attraverso un analisi con 8 fasi
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Da tenere sotto controllo le DIMENSIONI per la capacità di gestione del capo (solitamente una
persona riesce a controllare mediamente 8 persone), che impatta con e cacia e e cienza della
soluzione e organizzativa.
Accentrando si hanno minori costi di struttura perché decentrando si deve dare responsabilità ad
altre persone che ne chiedono il pagamento di questa responsabilità
Da decidere il numero dei livelli, oggi le organizzazione tendono ad essere più piatte
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Passato:supervisione diretta, tanti problemi oggi: molto decentramento, alto grado di
Di analisi gestiti bene e salti di carriera, autonomia, maggior comunicazione tra le
lente e rigide persone,
COORDINAMENTO è lo svolgimento delle attività giuste de parte delle persone giuste nel modo,
nei tempi e nei luoghi giusti, evitando duplicazioni inutili cioè evitare che più persone si occupino
delle stesse cose. Allineamento delle attività+unità di sforzi
Meccanismi di coordinamento
1. Adattamento reciproco—> comunicazione informale tra persone
2. Supervisione diretta—> una persona che assume la responsabilità di dire agli altri ciò che
devono fare e controllando le loro azioni
3. Standardizzazione—> -dei processi: gli analisti studiano i processi dei lavori e programmano i
contenuti dei lavori. -degli output: si da alle persone l’obiettivo nale da raggiungere
-degli input: le persone devono soddisfare certe capacità e
competenze.
4. Collegamenti laterali—> meccanismi che regolano le interdipendenze rimaste insoddisfatte
dagli altri meccanismi già adottati. Formalizzazioni dell’adattamento reciproco. Possono essere
riunioni, team, task force.
TASK FORCE come meccanismo di collegamento. Sono temporanee, una volta raggiunto
l’obiettivo si sciolgono, sono focalizzate su un problema speci co e importante, formate da
persone di settori diversi (calo vendite costruisco task force con persone di vendite, produzione,
approvvigionamenti...), diverse unità organizzative coinvolte.
Sono gruppi molto utili ma hanno alcuni problemi tra cui: isolamento, conformismo, groupthink,
free-riding (coloro che bene ciano del lavoro del gruppo senza far nulla)
SINTESI
Organizzazione analizzato con le teorie classiche, concetti e prospettive teoriche, come gli
individui si comportano all’interno dell’organizzazione.
Le organizzazioni sono entità formate da individui che coordinano e suddividono le loro attività
per raggiungere un obbiettivo comune. Smith fabbrica degli spilli, Taylor e Ford, Weber concetto
di idealtipo (modello attraverso cui interpretare la realtà) burocrazie e le tre forme di potere, Mayo
scuola relazioni umane nel lavoro contano fattori sociali e umani, Fayol con i principi di direzione.
Ambiente—> struttura sica, sociale cultura e tecnologia.
Metafore dell’organizzazione.
Pluralità delle prospettive. Oggettivismo e positivismo-> prospettiva modernista. Soggettivismo
e interpretativismo-> prospettiva simbolica
E cacia e cienza ed equità
Teoria dei sistemi che racchiude sotto sistemi, tanto più l’ambiente è complesso più
l’organizzazione si divide e si specializza in sottosistemi
Di erenziazione e specializzazione
Le teorie delle contingenze (tecnologia e progettazione collegamenti lineari-mediazioni-intensive)
Teoria del sensemaking
Progettazione si occupa dell’assetto organizzativo: divisione del lavoro e del coordinamento
Livelli intraorganizzativo (micro, messo,macro)
Livelli interorganizzativo
Per gli individui: teorie motivazionali->progettazione microstruttura-> preferenze dell’individuo,
teorie decisionali
Macrostruttura la varie mansioni compongono le unita organizzative che formano il vertice
strategico.
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MODELLI DI COORDINAMENTO
E’ la regolazione e cace dell’interdipendenze tra gli attori/attività. Tipologie:
-Mercato
-Autorità
-Gruppo e negoziazione
-istituzionalizzazione
-Agenzia
ESEMPI DI COORDINAMENTO
-Venditore e potenziale acquirenti in un’asta: coordinamento assicurato del prezzo, quindi si opera
nel mercato
-Impiegati amministrativi: coordinamento assicurato dalla gerarchia-> autorità
GRUPPO: un gruppo di persone che condividono uno scopo, hanno un obiettivo in comune,
collaborano moltiplicando le loro risorse. E’ un modello di coordinamento non gerarchico, in cui il
coordinamento fra gli attori interdipendenti viene realizzato direttamente dagli attori stessi
attraverso l’aggiustamento con la comunicazione multilaterale e la decisione congiunta. Tutto ciò
avviene attraverso il confronto per la risoluzione dei con itti e con una rete di comunicazione
totale.
1. Il metodo del confronto-vantaggi e svantaggi
- consente soluzioni creative a problemi complessi
- Utilizzo sinergico di risorse e conoscenza
- Coinvolgimento e motivazione
- Di coltà di utilizzo
- Tempi elevati
2. Le reti di comunicazione
Schema a stella per le autorità in quanto le informazioni partono e arrivano al capo N-1
Schema totale nei gruppi-> N(N-1)/2 N= numero degli attori
ESEMPI:
Muratore in quanto lavoro sporco di tipo sico perché si viene a contatto con la sporcizia.
Poliziotto lavoro sporco di tipo sociale/ sico perché si viene a contatto con determinati soggetti
“problematici”/ lavoro in condizioni pericolose.
Call center lavoro sporco di tipologia sociale in quanto i dipendenti devono essere servili/ morale
perché possono usare tecniche intrusive.
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Becchino lavoro sporco a livello sico->contatto con la morte sociale-> a contatto con
persone in momenti critici morale-> perché bisogna ngere delle emozioni e si merci ca una
persona morta
“McJob” un lavoro scarsamente quali cato che si svolge in condizioni gravose o penalizzante
come instabilità contrattuale, lunghi turni di lavoro, orari sfavorevoli. Questo concetto fa
riferimento alle condizioni di lavoro, mentre il lavoro sporco fa riferimento al contenuto del lavoro.
Esempi banca
METAFORE
Non esiste alcun singolo oggetto che possiamo percepire direttamente con i sensi che
corrisponde a quello che siamo abituati a chiamare organizzazione
Comprendere l’organizzazione attraverso le metafore: approccio analitico. Bisogna considerare
l’insieme e non le singole parti.
Le metafore sono gure retoriche di signi cato in cui un termine e sostituto con un altro che ne
estende la semantica. L’operazione mentale per cui una singolo espressione riceve signi cato
dall’interazione tra due pensieri che riguardano cose di erenti e che vengono mantenuti attivi
contemporaneamente
Alcune metafore sulle organizzazioni: come una squadra sportiva, un teatro sopratutto per quelle
maggiormente a contatto con i clienti devono riuscire a richiamare la loro attenzione, orchestra in
quanto ci deve essere coordinazione d’armonia nell’organizzazione che deve seguire il dirigente,
organizzazione come una famiglia.
8 METAFORE DI MORGAN
- Organizzazione come una macchina. Sistema razionale costituito da parti, funziona in base alla
gerarchia ed è un sistema chiuso. I suoi aspetti principali sono la regolarità, razionalità,
precisione... le teorie di riferimento i sono l’organizzazione scienti ca del lavoro, principi di
direzione, scuola classica, burocrazia e scuola delle relazioni umane
- L’organismo: sistema aperto in interazione con l’ambiente; fa riferimento alle teorie dei sistemi
socio-tecnici, teorie dei bisogni e motivazioni, teorie evolutive. Gli aspetti più importanti sono
l’interazione con l’ambiente, scambio, adattamento e sopravvivenza, evoluzione, ciclo di vita
dell’organizzazione...
- Cervello: in quanto bisogna raccogliere il numero massimo di informazioni per prendere le
decisioni migliori in condizioni di razionalità limitata. I punti più importanti sono quelli di
acquisizione, mantenimento, elaborazione delle informazioni e apprendimento continuo. Si
passa da un’intelligenza statica (organizzazione come macchina) a dinamica (diverse parti
vengono coinvolte a seconda del compito da svolgere, intelligenza creativa
- Cultura: organizzazione come prodotto di processi e in uenze culturali molteplici; la materia
che studia le diverse cultura è l’antropologia. Vennero fatti studi sulla cultura organizzativa,
cultura dominante, subculture, contro cultura... gli elementi di analisi sono gli slogan, loghi, usi
e costumi, norme, rituali organizzativi (l’organizzazione si ferma per un momento e si ra orzano
le appartenenze al gruppo).
- Flusso e cambiamento: organizzazione caratterizzata da continui cambiamenti e
trasformazioni; teorie di sviluppo e del cambiamento organizzativo. Organizzazioni come
sistema autopoietico che ride nisce continuamente se stesso, si sostiene e riproduce dal
proprio interno; processi che auto rinforzano e possono sfuggire di mano, e etti domino e
scienze della complessità (bolle speculative).
- Sistema politico: sistema di governo che variano a seconda dei principi politici in essi in
vigore; teorie di derivazione delle scienze politiche. Le organizzazioni possono essere:
autocratica (potere in mano a uno), tecnocratica (potere in mano ai tecnici), co-gestite ( organi
rappresentativi che de niscono le varie strategie da adottare), democrazie (rappresentative o
dirette) e oligarchie (legge ferrea dove qualsiasi gruppo, con l’aumento del gruppo e il suo
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strutturamento, tenderà verso l’oligarchia). Gli elementi di analisi sono gruppi e coalizioni,
interessi, potere e con itti.
- Gabbia mentale: organizzazioni come convinzioni, procedure e routine che costringono i modi
di pensare e agire delle persone; le teorie di derivazione psicologica e psicoanalitica. Temi
trattati sono: organizzazioni e inconscio, organizzazioni e sessualità (prevalenza del sesso
maschile), organizzazioni come manifestazione del patriarcato, organizzazioni come risposta
alla paura della morte (in quanto l’organizzazioni ci proteggono dalle pericolosità dell’ambiente
e per lasciare un segno nel tempo) feticci della vita organizzativa (attaccamento delle
componenti siche del lavoro) ombre e traumi della vita organizzativa.
- Strumento di dominio: come strumenti di dominio che rinforzano gli interessi egoistici di
alcune élite a spese delle maggioranza delle persone; teorie critiche, neo-marxiste, ecologisti
radicali... alcuni aspetti del dominio sono: sfruttamento dei dipendenti, rischi per salute siche e
mentale, strapotere delle multinazionali, sfruttamento intensivo dell’ambiente e delle risorse.