COLORI A TEMPERA
Il termine colore a tempera indica colori coprenti all'acqua formati da pigmenti con sostanze leganti quali
uovo, caseina, colle animali o gomme vegetali. I colori a tempera veri e propri sono raramente reperibili in
commercio perché si seccano facilmente e si possono conservare solo con aggiunta di conservanti. Per
questo motivo i pittori usano di norma prepararsi da soli i colori a tempera mescolando i pigmenti con
un'emulsione.
I COLORI A TEMPERA
La denominazione di colore a tempera deriva dal verbo stemperare, cioè mescolare o diluire. La tempera
più utilizzata in passato era quella all'uovo. I colori a guazzo, che trovarono vasto impiego fino al XX secolo,
possono essere considerati delle tempere ma se ne distinguono per la loro composizione (pigmenti con un
bianco e gomma arabica o colla) che li rende più spessi e coprenti. I colori a tempera in tubo in commercio
sono in realtà colori a guazzo.
In Europa i colori più utilizzati che ritroviamo su diverse superfici (sculture lignee, tavola, tela o muro a
secco) sono tempere.
COLORI A TEMPERA
Colori caratterizzati da:
• buon rapporto pigmento/legante
• molto coprenti
• opachi o vellutati
Presentano il vantaggio di essiccare molto rapidamente rispetto a quelli a olio
COLORI A TEMPERA TEMPERA A GUAZZO
Il legante è costituito da una soluzione di gomma arabica in acqua. Questo legante da solo potrebbe
provocare screpolature dello strato pittorico
COLORI A TEMPERA
La gomma arabica o gomma acacia è la resina essudata dagli alberi Acacia Senegal. Come quasi tutte le
gomme e le resine di origine vegetale, è prodotta dalla pianta in seguito a un processo naturale di
“gommosi” che si attiva spontaneamente per rimarginare una ferita superficiale
La gomma arabica (disponibile in grani o in polvere) è costituita da polisaccaridi . L’effetto legante della
Gomma Arabica viene sfruttato da tempo per la preparazione di pitture a guazzo, all’acquerello, nei colori a
pastello e per il carboncino quadrato e la sanguigna.
COLORI A TEMPERA
Si aggiunge glicerina o sciroppo di glucosio i quali: o funzionano da plastificanti o rallentano l’asciugatura.
La soluzione di gomma arabica e glucosio è sottoposta all’azione di muffe e batteri necessario aggiungere
battericida
COLORI A TEMPERA
I colori si ottengono nello stesso modo di quelli a olio ma i colori a tempera cambiano molto di tono da
bagnati ad asciutti: le particelle di pigmento in superficie non sono ricoperte dal legante, ma una volta
asciugata la pellicola, vengono a trovarsi a diretto contatto con l’aria.
COLORI A TEMPERA
Si consiglia di utilizzare il silicato di alluminio: potere opacizzante e poco trasparente
COLORI A TEMPERA
La tempera a guazzo può essere ricoperta da uno strato di vernice (mastice) in modo da riprodurre l’effetto
della pittura a olio e può essere utilizzata per il restauro di lacche e dipinti
COLORI A TEMPERA TEMPERA ALL’UOVO
Si sono espressi i più grandi pittori sin dal Medioevo. Il legante è costituto o Metà da una soluzione al 10%
di colla (colla di pelle o di pesce, legante delle tempera a guazzo) o tuorlo d’uovo.
Il tuorlo d’uovo contiene 50% di sostanza secca:
32% lipidi miscele di: LECITINE FOSFATIDI, PROTEINE FOSFORILATE, GLICERIDI
17% protidi : LIPOPROTEINE
COLORI A TEMPERA
Gli acidi grassi più importanti sono:
• Acido linoleico
• Acido linolenico
• Acido oleico
• Acido palmitico
COLORI A TEMPERA
La presenza di lecitine e lipoproteine fa sì che il tuorlo d’uovo formi facilmente emulsioni acqua-olio
stabili. Nella tempera all’uovo è possibile incorporare olio di lino o vernice mastice per rendere: più
agevole la stesura e l’aspetto della pittura più “setoso”.
EVITARE PER LA TEMPERA AD UOVO tutti i composti contenenti piombo si avrebbe un annerimento
precoce.
COLORI A TEMPERA TEMPERA GRASSA
Il legante è costituito da un’emulsione composta da tuorlo d’uovo, vernice mastice e standolio di lino in
parti uguali. Formerà una pellicola che essicca attraverso due processi:
1. Evaporazione dei solventi (acqua ed essenza di trementina)
2. Polimerizzazione all’aria dello standolio
La tempera grassa è una via di mezzo tra la tempera a guazzo e i colori a olio
COLORI A TEMPERA
La pittura a tempera può essere eseguita su: • tela
•su carta
•su tavola di legno ( si presta meglio per stabilità dimensionale e rigidità).
Nella tempera a guazzo e all’uovo lo strato pittorico è privo di elasticità.
COLORI A TEMPERA PREPARAZIONE DEL SUPPORTO
1. Soluzione di colla di coniglio
2. Due strati almeno di una pittura di fondo formata da gesso a oro e soluzione di colla
COLORI AD ACQUERELLO
Sono colori che nella composizione non differiscono molto dalla tempera a guazzo e non contengono,in
piccola parte, un potere opacizzante.
COLORI AD ACQUERELLO Il loro legante è costituito da una soluzione di gomma arabica in acqua come
nella tempera a guazzo. I colori vanno impastati e dispersi utilizzando il pigmento puro o con un 10-15% di
silicato di alluminio.
COLORI AD ACQUERELLO
I colori si possono conservare in pasta dentro: • contenitori ermeticamente chiusi; • piccole scodelle di
plastica o di porcellana (godet) in forma secca. Il colore si scioglie strofinando il godet con il pennello
bagnato di acqua.
COLORI AD ACQUERELLO Può essere eseguito su:
• carta
• tela
• tavoletta di legno
• avorio da miniature
COLORI A PASTELLI
I pastelli (crete) sono dei cilindretti o parallelepipedi costituiti da polveri in cui sono dispersi i pigmenti. Il
tutto è tenuto insieme dall’incastro delle particelle e da piccole quantità di materiale mucillaginoso.
COLORI A PASTELLI
La loro preparazione consiste:
1. Disperdere il pigmento in una soluzione al 5% di gomma in acqua col 10% di glicerina
2. Unire questo impasto a creta o argilla impastata con acqua
3. Si amalgama perfettamente la massa e la si pressa dentro stampini (per favorire il successivo distacco è
opportuno spalmare della cera)
4. La tavoletta viene messa in forno a bassa temperatura finchè la pasta è completamente asciutta.
PASTELLI CEROSI
Per ottenere pastelli cerosi i quadrelli di creta dovranno essere tenuti per molte ore in un bagno di cera
d’api
PASTELLI CEROSI
Per confezionare pastelli oleosi si deve: disperdere il pigmento vero e proprio e il silicato di alluminio in una
soluzione di cera d’api al 20% in olio di lino
PASTELLI CEROSI
Una volta ottenuto un impasto si può:
• mettere con una spatola negli appositi stampi
• oppure spalmare si può e con una tasca da pasticcere con la punta a imbuto liscio
COLORI ACRILICI
Sono i più moderni e tra i più utilizzati per: •praticità
• resistenza
• brillantezza
COLORI ACRILICI
Sono costituiti da un’emulsione acquosa di un polimero acrilico in cui è stato disperso il pigmento.
L’emulsione viene ottenuta tramite polimerizzazione, e come catalizzatore della reazione viene aggiunta
acqua ossigenata.
COLORI ACRILICI
I poliacrilati vengono attenuti facendo reagire l’acido acrilico con un alcol e, nella fattispecie, mettendolo in
presenza di un acido. La polimerizzazione può avvenire in massa o in soluzione
COLORI ACRILICI
Si ottengono in questo modo delle emulsioni le cui goccioline, una volta evaporata l’acqua, aderiscono e
formano una pellicola elastica e flessibile.
COLORI ACRILICI
Sono adatte a produrre i colori acrilici le emulsioni con particelle di diametro non superiore a 10 um.
Particelle più grandi non potrebbero penetrare nei pori del supporto (muro,tela o tavola preparata) e si
verrebbe a formare un film non sufficientemente ancorato e che quindi tenderebbe a distaccarsi
sfogliandosi. Il pigmento non può essere direttamente disperso nell’emulsione ma bisogna unirlo dopo
averlo disperso in una soluzione di metilcellulosa in acqua (ad es. colla da carta da parati).
COLORI ACRILICI
Dopo aver mescolato e disperso il pigmento, si mescolano accuratamente quantità uguali di emulsione
acrilica e pigmento disperso. Si ottiene un impasto scorrevole, che può essere utilizzato sia a pennello in
strato sottile, sia a spatola in forte spessore. COLORI ACRILICI
L’aspetto dei colori così ottenuti è lucido o satinato; se si diluiscono questi colori con acqua e
contemporaneamente si caricano con carbonato di calcio fino alla giusta consistenza, si ottengono le
tempere acriliche, molto pratiche per la pittura murale, su carta e cartone.
COLORI PER AFFRESCO
Il termine greco da cui deriva la parola affresco significa letteralmente “sull’umido”, in effetti questa tecnica
pittorica prevede che i colori vengano applicati direttamente sopra un’intonacatura di calce fresca. I colori,
semplicemente macinati e diluiti con acqua, si fissano gradualmente, diventano insolubili . I primi affreschi
rinvenuti sono quelli di Knosso e sono stati realizzati con terre. Nell’età moderna Masaccio fece rivivere la
gloriosa tradizione di questa tecnica operando magistralmente presso la Cappella del Carmine a Firenze.
COLORI AFFRESCO
La tecnica dell’affresco prevede la coloritura con pigmento disperso in acqua o latte di calce (idrossido di
calcio) in un intonaco fresco formato da sabbia finissima e calce. Col tempo l’intonaco asciuga e fa presa
per trasformazione dell’idrossido di calcio(latte di calce) in carbonato di calcio ad opera dell’anidride
carbonica dell’aria.
COLORI PER AFFRESCO
La fase iniziale dell’esecuzione di un affresco consiste nella preparazione del bozzetto, che viene disegnato
su un foglio di carta. Il muro di pietre o di mattoni su cui si effettuerà il lavoro deve essere senza macchie di
grasso, senza stuccature o tracce di cemento e privo di umidità. Se si vuole eseguire l’affresco su una parete
già finita, occorre riportare a vista la muratura. COLORI PER AFFRESCO
Per poter affrescare una parete, un soffitto, una volta, ecc., occorre stratificare tre strati di intonaco
composto da :calce spenta, sabbia e acqua. Nella composizione dell’intonaco bisogna usare calce
completamente spenta, nella quale tutto l’ossido di calcio deve essere “spento” dall’acqua e
completamente trasformato in idrossido di calcio. Bisogna inoltre impiegare sabbia pulita e lavata.
COLORI AFFRESCO
L’intonaco deve essere composto da 3 strati:
• primo è uno strato di malta costituito da 1 parte di calce e tre di sabbia grossa pulita e mescolata ad
acqua detto rinzaffo ed ha uno spessore di un centimetro e mezzo
• il secondo strato è detto arriccio costituito da 1 parte di calce e due di sabbia grossa ed ha uno spessore
di circa sei millimetri
• lo strato finale è detto velo, intonaco vero e proprio formato da metà sabbia fine e metà calce ed ha uno
spessore di circa tre millimetri
Gli strati finali (arriccio e velo) vengono stratificati solamente in quella parte di parete che può essere
completata in una giornata.
COLORI PER AFFRESCO
Dopo l’ideazione e preparazione del bozzetto, si esegue il disegno sull’ arriccio in modo approssimativo
servendosi di un pennello intriso di terra rossa o gialla. Questo lavoro prende il nome di sinopia, visto che
veniva generalmente realizzato con una terra rossa proveniente da Sinopia in Turchia. Direttamente dalla
sinopia o dal bozzetto si ricavano i cartoni, disegni eseguiti su carta, che servono da studio
particolareggiato. La sinopia è destinata a scomparire sotto il velo.
C PER AFFRESCO
Per trasferire la composizione dal cartone all’intonaco si usa una tecnica detta spolvero, cioè si forano i
contorni del disegno e si passa sui buchi un colore chiaro in polvere che rimane fissato sulla parete. I colori
vengono applicati con pennelli di setola e di pelo lunghi e flessibili, dapprima con toni piuttosto carichi
perché l’umidità dell’intonaco li indebolisce rapidamente. Le sovrapposizioni vanno eseguite a brevi
intervalli, altrimenti il colore appare macchiato. Alla fine della giornata, quando il muro comincia ad
asciugare, non si può più dipingere: si può solo passare qualche velatura con acqua di calce, la quale, però,
se non è limpidissima, abbassa i toni rendendoli opachi.
COLORI PER AFFRESCO
Nella fase di presa e asciugatura della calce dell’intonaco si realizzano delle reazioni che causano
l’assorbimento delle sostanze colorante. Si ha così l’incorporazione del pigmento nell’intonaco e la
formazione di uno strato pittorico sottile ed durevole perché strettamente legato all’intonaco. COLORI PER
AFFRESCO
Per rifinire l’affresco si può utilizzare la tempera a gomma arabica, varietà della tempera a colla,
caratterizzata dal fatto che i colori in polvere vengono amalgamati con della gomma arabica e con impiego
di molto bianco, invece che con colle animali.
COLORI AFFRESCO
Alcuni colori per affresco sono costituiti dai pigmenti che non potranno essere impiegati per questa tecnica.
Pigmenti come i gialli e aranci di cromo, il blu di Prussia, quelli a base di rame e piombo, ecc. La calce,
infatti, è chimicamente aggressiva potrebbe reagire trasformandola e modificandone il colore. COLORI PER
AFFRESCO
La tecnica dell’affresco presenta diverse difficoltà:
• nel disperdere omogeneamente i pigmenti nel latte di calce;
• nell’impossibilità di correzioni dopo l’esecuzione:
• i colori cambiano molto di tonalità tra quando sono freschi e quando asciugano. Per questi motivi molti
artisti eseguono questa pittura con tecniche miste, per esempio mischiando calce con colori a tempera di
caseina o colori a tempera acrilici.
CICLO DELLA CALCE: La calce aerea si ricava per calcinazione della pietra calcarea, attraverso alcuni
passaggi:
1) Selezione del calcare Le caratteristiche mineralogiche dei calcari usati sono molto importanti. I
calcari più idonei alla fabbricazione della calce aerea devono avere una struttura microcristallina, e
contenere percentuali di impurità, in particolare argillose, non superiori al 5%.
2) La cottura Il calcare viene immesso nei forni e portato a una temperatura prossima a 900°C. La
reazione assorbe una notevole quantità di calore. Ciò significa che per farla avvenire bisogna portare la
temperatura del forno vicino a 1000°C.
3) Lo spegnimento La calce viva, messa a contatto con acqua reagisce e si trasforma in una polvere
bianca chiamata calce spenta (o in una pasta detta grassello), chimicamente idrossido di calcio.
Lo spegnimento della calce viva prima della sua commercializzazione è di fondamentale importanza
perché l’ossido di (calce viva) a contatto con la pelle può provocare gravi ustioni.
CICLO DELLA CALCE il ricavato ottenuto dallo spegnimento della calce viva con acqua in eccedenza, sino
ad ottenere una pasta plastica e fine è il Grassello di calce . Nella produzione dei grasselli è molto
importante il tipo di calcare usato e il tempo di invecchiamento. Il tempo di stagionatura dei grasselli di
calce ne migliora la qualità e consente:
•la decantazione delle impurità;
• lo spegnimento omogeneo anche di granuli di calce non spenti.
I tempi minimi vanno dai 3 mesi, 1 anno per alcune tecniche pittoriche, a 3 anni per pitture e affreschi.
CICLO DELLA CALCE La calce spenta viene unita agli inerti aggiungendo poco alla volta l’acqua, sotto
mescolamento, fino ad ottenere un impasto plastico detto malta aerea. Una volta stratificata la malta
aerea, dopo poco tempo, iniziano le fasi della presa e indurimento.
4) La carbonatazione L’indurimento in opera, in forma di malte, stucchi, pitture ecc., avviene tramite la
carbonatazione. Tale processo, può avvenire solo in presenza di anidride carbonica (e acqua libera)
trasforma la calce spenta in calcite, chiudendo così il ciclo.
La reazione è la seguente:
•La calce è un legante aereo perché ha bisogno dell’anidride carbonica dell’aria per indurire.
• In assenza di CO, la calce non indurisce affatto > In ambiente saturo di CO, si ottengono in tempi brevi
resistenze molto superiori a quella normalmente ottenibili in aria.
• prodotto indurito è chimicamente identico alla pietra naturale usata per il legante.
LE TEMPERE
Con il termine tempera o temperare è indicata in genere l’azione di modificare i pigmenti in polvere con
sostanze liquide che li trasformano in impasti facilmente stendibili sui diversi supporti. A questa
definizione corrispondono tutti i leganti, di qualsiasi natura, ma con l’avvento dell’uso degli oli siccativi
il termine tempera è passato ad indicare solo i leganti che vengono utilizzati in dispersione acquosa. A
seconda della natura chimica si possono distinguere 2 tipi principali di tempere: a base proteica, di
origine prevalentemente animale=
• colle animali
•uovo (bianco e rosso)
• caseina
a base polisaccaridica, di origine prevalentemente vegetale=
• gomme vegetali
• amidi destrine
TEMPERE A BASE PROTEICA
Le proteine sono macromolecole costituite da amminoacidi. Gli amminoacidi a loro volta sono
composti che presentano più funzioni: amminica: avente comportamento chimico basico, che una
funzione carbossilica, di comportamento acido. La funzione amminica può essere salificata dalla
funzione acida, presente nella stessa molecola, per cui gli amminoacidi esistono in due forme in
equilibrio fra .
In particolari condizioni il gruppo acido di una molecola può reagire con il gruppo amminico di un’altra
molecola, attraverso polimerizzazione per condensazione, cioè per eliminazione di acqua, creando un
legame noto come legame peptidico che è alla base della formazione delle proteine.
Gli amminoacidi essenziali impiegati dagli organismi viventi sono 20. Dalla loro polimerizzazione
combinata vengono sintetizzate le innumerevoli e complesse sostanze proteiche presenti in natura,
aventi funzioni fondamentali per il benessere del nostro organismo.
Dal punto di vista chimico, le proteine sono molecole molto resistenti poiché sia i legami peptidici che
gli amminici e quelli carbossilici hanno scarsa reattività. Risultano più reattivi i gruppi solfidrici
presenti negli amminoacidi solforati .
Sono però facilmente degradabili per azione di microorganismi, infatti se non preservate le soluzioni
proteiche possono essere attaccate da muffe e batteri. Inoltre la struttura delle proteine può essere
facilmente alterata sotto l’azione di agenti chimici (acidi, alcool, acetone formaldeide, radiazioni UV,
raggi X, calore, ecc.). Questo processo di alterazione prende il nome di denaturazione. Una proteina
perde le sue caratteristiche .
Sotto l’aspetto chimico-fisico la denaturazione si manifesta con un’alterazione della solubilità,
normalmente una diminuzione. Ciò è positivo quando la proteina funge da legante pittorico, negativo
quando la sua funzione deve essere reversibile (adesivo, consolidante, ecc.).
LA FORMAZIONE DEL FILM PITTORICO
I leganti proteici sono caratterizzati da una fase polimerica già presente al momento della stesura, a
differenza degli oli siccativi. Dopo la stesura della pittura, il processo di essiccamento e di formazione
dello strato pittorico è avviato dalla perdita di acqua per evaporazione. Si ha la perdita delle condizioni
di organizzazione spaziale delle proteine stesse, con conseguente insolubilizzazione della proteina.
L’esposizione all’esterno dei gruppi reattivi delle proteine, provoca delle interazioni fra le catene
proteiche e gli ioni metallici dei pigmenti .
La denaturazione causa la reazione pigmento + legante, trasformato in film pittorico, possiede una
reattività elevata che in funzione delle condizioni ambientali (luce, umidità, agenti biologici, interazione
con altre specie chimiche) può subire nel tempo profonde alterazioni.
TIPI DI LIGANTI PROTEICI
Le tempere a base proteica sono essenzialmente di 3 tipi, tutti di origine animale:
•le colle, usate come adesivi e come leganti
• le tempere a uovo, che impiegano sia il tuorlo che l’albume
• le tempere con caseina e altre proteine del latte
TEMPERE A UOVO
La tempera a uovo è la più importante. L’uovo è utilizzato mescolato all’acqua, sia intero (tuorio +
albume) che usando separatamente bianco o rosso.
• rosso d’uovo o tuorlo è un’emulsione tra una soluzione acquosa colloidale di fosfoproteine e un
insieme di grassi e oli animali
• bianco d’uovo o albume è essenzialmente una soluzione acquosa colloidale di proteine con PICCOLE
quantità di grassi e di Sali minerali
Dal confronto delle composizioni, che nel tuorlo sono presenti sia proteine che grassi, mentre
nell’albume prevalgono nettamente le proteine.
Per azione del calore o per perdita d’acqua ed essiccamento, l’uovo si trasforma in un gel irreversibile,
cioè una volta secco non è più solubile in acqua. Quando è usato come legante pittorico, l’uovo
seccando forma un film con notevoli proprietà di coesione .
L’albume da solo è meno adatto come legante, in quanto forma un film fragile e sensibile all’acqua
per assenza di oli e di grassi. Il tuorlo, invece, grazie all’elevata percentuale di grassi crea un film di
eccellenti proprietà meccaniche, e di flessibilità, che migliorano ulteriormente l’invecchiamento,
mantenendosi nel tempo senza tendere all’ingiallimento. Nella pratica della pittura a tempera, veniva
usato il rosso separato dal bianco, mescolato con poca acqua, in modo da ottenere una pasta
stendibile. Veniva aggiunto a scopo antifermentativo, ma anche per ritardarne il essiccamento, qualche
goccia di aceto o di lattice di fico. Il bianco d’uovo sembra fosse usato principalmente per le miniature
dei manoscritti insieme miele, zucchero, ecc.; era utilizzato anche come legante per gli inchiostri.
L’uovo infine viene citato anche come legante per dorature .
I processi degenerativi che interessano l’uovo (come quelli delle colle) sono riconducibili all’azione
dell’umidità. L’uovo risulta però un materiale molto meno aggredibile, sia per l’insolubilità delle sue
proteine, sia la protezione che esercitano grassi e sostanze proteiche. La pittura a tempera d’uovo, se
difesa dall’umidità, si è dimostrata una delle tecniche più resistenti, tanto da pervenire sino ai nostri
giorni molto ben conservata. L’uovo inoltre ha una tendenza assai minore all’ingiallimento, se
paragonato agli oli siccativi.
Molte antiche pitture a uovo possono apparire ingiallite a causa delle ridipinture e di restauri (puliture,
fissativi), ma soprattutto ingiallite a causa delle vernici. Una volta liberate da questi materiali estranei in
fase di restauro, esse tornano in molti casi alla primitiva brillantezza.