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COMMITTENTE: CONDOMINIO VIA LINO LIVIABELLA, 97-105

97

00124 ROMA

LAVORI di CONSOLIDAMENTO E INTEGRAZIONE


STRUTTURALE MURO DI SOSTEGNO VIALE DI
ACCESSO AI BOX CONDOMINIALI

CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO

ING. LUCA MORETTA


Via Carmelo Maestrini, 102 - 00128 ROMA
Tel. 340-1417519
e-mail:
mail: ing.moretta@gmail.com
Ord. Ingg. Roma A26650
P.IVA n 10591691000
C.F. MRTLCU74T30H501O

Data: 27/01/2014
27

Consegnato il _________________Firma per ricevuta______________


ricevuta_____________________
_____________________________

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Lavori di consolidamento e integrazione strutturale muro di sostegno viale di accesso box
CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO

IDICE
ORME TECICO-AMMIISTRATIVE
Art. 1

Oggetto e ammontare dellappalto

p. 3

Art. 2

Presentazione delle offerte

p. 4

Art. 3

Modalit di aggiudicazione dellappalto e di selezione delle


offerte

p. 4

Art. 4

Conoscenza delle condizioni dellappalto e delle condizioni locali

p. 5

Art. 5

Descrizione delle opere e principali prescrizioni tecniche

p. 5

Art. 6

Qualit dei materiali e dei componenti

p. 14

Art. 7

Osservanza del Capitolato Speciale e delle ormative vigenti

p. 26

Art. 8

Documenti che fanno parte del Contratto

p. 27

Art. 9

Piano Operativo di Sicurezza e documentazione di cantiere

Art. 10

Subappalti

Art. 11

Direzione dei Lavori, Direzione del cantiere e Coordinatore per la

p. 28

Sicurezza per lesecuzione dei lavori

p. 28

Art. 12

Oneri a carico dellAppaltatore

p. 29

Art. 13

Oneri a carico del Committente

p. 30

Art. 14

Disciplina nel cantiere

p. 31

Art. 15

Orario di lavoro e lavoro straordinario

p. 32

Art. 16

Varianti in corso dopera lavori extra-Capitolato

p. 32

Art. 17

Consegna dei lavori Sospensioni e riprese

p. 33

Art. 18

Durata dei lavori Penali per ritardo

p. 33

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Art. 19

Fine lavori Collaudo

p. 33

Art. 20

Accertamento e misurazione dei lavori

p. 35

Art. 21

Conto finale

p. 35

Art. 22

Pagamenti

p. 35

Art. 23

Difetti di costruzione Inadempienze Garanzie

p. 36

Art. 24

Controversie

p. 37

ALLEGATO 1 COMPUTO METRICO


ALLEGATO 2a ELABORATO GRAFICO : PIATE E PROSPETTI
ALLEGATO 2b ELABORATO GRAFICO : SEZIOI ATE-OPERAM
ALLEGATO 2c ELABORATO GRAFICO : SEZIOI POST-OPERAM

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CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO

Art. 1
Oggetto e ammontare dellappalto
Lappalto ha per oggetto lesecuzione di tutte le opere strutturali, edili e idrauliche esterne, comprese le opere
provvisionali e di sicurezza, nonch tutte le forniture e provviste occorrenti per la realizzazione dei lavori di
consolidamento e integrazione strutturale del muro di sostegno lungo il viale di accesso ai box condominiali
appartenenti al Condominio sito in Roma, localit Infernetto, Via Lino Liviabella, 97-105
105.
Gli interventi sono stati progettati per rispondere allesigenza di mettere in sicurezza in via definitiva e adeguare
strutturalmente lopera esistente e sono atti al conseguimento di capacit di prestazione rispondenti ai livelli di
sicurezza ed efficienza previsti dalle attuali Norme tecniche delle Costruzioni (NTC , D.M. 14/01/2008 e s.m.i.). Gli
interventi si sono resi indispensabili a seguito dei fenomeni di dissesto riscontrati nellambito della perizia giurata
redatta dal sottoscritto in data 10-10-12,
12, di una diffida dei VV.FF. allindomani del nubifragio del 20/10/2011.
20/10/2011

Le principali categorie di lavori sono le seguenti:

o OPERE PRELIMI ARI E PROVVISIO ALI


PROVVISIO ALI;
o OPERE DI SCAVO, DEMOLIZIO E, RI TERRO E RIPRISTI O VIALE;
VIALE
o OPERE MURARIE E DI CARPE TERIA
CARPE TERIA, STRUTTURE I C.A.;
o OPERE IDRAULICHE;
o OPERE DA PITTORE E FI ITURE
FI ITURE.

Lesecuzione dei lavori avverr nel rispetto delle prescrizioni e con le modalit descritte dal presente Capitolato
Speciale dAppalto. Resta inteso che tutti i materiali necessari allesecuzione dei lavori, anche se non descritti, devono
essere di ottima qualit e conformi allo spirito del presente Capitolato ed alle norm
normative
ative vigenti;
vigenti le componenti installate
e le attrezzature utilizzate dovranno essere marchiate

, ove previsto dalla normativa vigente.


vigente

Limpresa
impresa esecutrice dovr fare capo al Direttore dei Lavori per ogni chiarimento ed approvazione di eventuali
proposte di modificaa rispetto a quanto previsto dal seguente Capitolato
Capitolato. Per maggiori dettagli sulle lavorazioni
lavorazio cfr. art. 5
e il Computo Metrico (Allegato1).
Lammontare dellappalto sar quello risultante dallofferta compilata dalla Impresa direttamente sul Computo
metrico
co predisposto in Allegato 1, con i prezzi unitari (a corpo o a misura secondo quanto richiesto) ed il TOTALE. I
prezzi indicati nei preventivi non sono comprensivi dellIVA di legge.

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Art. 2
Presentazione delle offerte

Le offerte dovranno essere poste in busta chiusa e fatte pervenire direttamente allAmministrazione o
tramite condmini entro linizio dellAssemblea condominiale del 6 febbraio 2014, ore 18.00.
Gli importi parziali dovranno essere espressi a corpo o a misura secondo quanto indicato dal Computo
metrico (allegato 1).
Lofferta dovr comunque essere corredata da quanto segue:

dati e organigramma dellImpresa con indicazione del numero e della qualifica dei dipendenti;

Certificato di iscrizione alla Camera di Commercio;

Documento Unico di Regolarit Contributiva in corso di validit (DURC);

copie di eventuali certificazioni in possesso (UNI EN ISO 9001, SOA, ecc);

elenco di referenze riguardanti lavori recentemente effettuati dallImpresa stessa;

dichiarazione relativa ad eventuali categorie di lavoro da subappaltare, con indicazione delle


relative Imprese subappaltatrici;

copia di polizza assicurativa per la copertura di danni di esecuzione e responsabilit civile verso
terzi, con indicazione dei relativi massimali.

Art. 3
Modalit di aggiudicazione dellappalto e di selezione delle offerte

La gara sar ritenuta valida solo nel caso di presentazione di almeno tre offerte. Le offerte saranno
ritenute valide se presentate secondo le modalit previste allart. 2 e comunque complete di tutta la
documentazione richiesta al suddetto articolo.
Le buste sigillate con le offerte saranno aperte pubblicamente nel corso dellAssemblea e lette e le
offerte economiche saranno verbalizzate; esse saranno successivamente esaminate e selezionate, come deciso
dallAssemblea Condominiale, da una commissione nominata dallAssemblea stessa che, con il supporto
tecnico del Direttore dei Lavori, si riunir e valuter con la dovuta attenzione tutti gli aspetti rilevanti.
Lofferta sar scelta a votazione dalla Commissione esaminatrice in base allimporto dei lavori pi
vantaggioso, alla tempistica di esecuzione proposta, nonch in base allaffidabilit dellImpresa stessa e alla
sua comprovata capacit tecnico-organizzativa.

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Art. 4
Conoscenza delle condizioni dappalto e delle condizioni locali

Lassunzione dellappalto oggetto del seguente Capitolato implica da parte dellImpresa affidataria la
conoscenza perfetta non solo di tutte le norme generali e particolari che lo regolano, ma anche di tutte le
condizioni locali che si riferiscono alle opere, quali la natura del luogo, la viabilit e gli accessi, i vincoli e la
configurazione generale dellarea di cantiere, le esigenze specifiche della Committenza.
Al momento della presentazione dellOfferta lImpresa, nellaccettare i lavori designati in Capitolato,
dichiara:

Di aver preso conoscenza del presente Capitolato in tutte le sue parti e di far proprie le
condizioni tecnico-economiche in esso contenute;

Di aver preso conoscenza delle opere da eseguire e di averne constatato lentit, di aver effettuato
un sopralluogo nel sito interessato dai lavori e di averne accertato lo stato;

Di aver valutato, nellofferta, tutte le circostanze ed elementi che influiscono tanto sul costo dei
materiali, quanto sul costo della manodopera, dei noli e dei trasporti.

Limpresa non potr quindi eccepire durante lesecuzione dei lavori la mancata conoscenza di condizioni
o la sopravvenienza di elementi non valutati, tranne che tali nuovi elementi si configurino come cause di forza
maggiore contemplate dalla Legge 415/98 e dal Codice Civile e, comunque, imprevedibili.

Art. 5
Descrizione delle opere e principali prescrizioni tecniche

I lavori prevedono tutte le forniture di materiali e opere accessorie necessarie allesecuzione delle
lavorazioni previste dal presente Capitolato a perfetta regola darte; il dettaglio delle quantit e la
localizzazione degli interventi e le modalit specifiche di esecuzione sono riportati nella sezione Computo
metrico (cfr. Allegato 1) e nellElaborato grafico (cfr. Allegati 2a, 2b, 2c).
I lavori, in base alla tipologia di interventi previsti dal progetto, si divideranno in due grandi lotti,
corrispondenti a due porzioni ben precise di muro, che denomineremo dora in poi, ZOA A e ZOA B. La
parte di muro che va dallangolo della rampa lato chiesa alla risega (allestrema sinistra guardando il muro dal
viale dei box), lunga m 19,64, non sar interessata da alcun tipo di intervento poich sia la perizia di parte
sullo stato del muro sia la recente CTU non hanno evidenziato problemi di dissesto significativi.

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o La ZOA A costituisce la parte centrale del muro, quella che ha subito il maggiore dissesto a
seguito dellalluvione. E lunga m 28,27, alta circa 4,80 m ed costituita da una parte
basamentale alta circa 1,60 m in cemento armato (C.A.), una fascia superiore costituita da sette
file di blocchi di cemento pieno ed unultima in blocchi forati in cemento, dello spessore di 20 cm.
Il terreno a monte del muro pi alto di circa 60 cm rispetto alla quota media del piano di
campagna dei lotti adiacenti.
Questa parte centrale presenta uno stato di degrado superficiale importante soprattutto dovuto alle
infiltrazioni di acqua (infatti si leggono distintamente le efflorescenze corrispondenti ai successivi
livelli dacqua alle spalle del muro); riguardo al dissesto strutturale, si evidenziano un fuori
piombo di tutta la parte superiore in muratura e un quadro fessurativo consistente costituito da
lesioni sub-verticali e soprattutto da una profonda lesione orizzontale dello spessore medio di 4 cm
c.a che determina un completo distacco tra il setto in C.A. e la parte superiore in muratura.
In questa zona, come gi definito nellipotesi 1 illustrata nello Studio di fattibilit e approvata
dallAssemblea condominiale, prevista la demolizione della parte superiore del muro (quella in
blocchi e blocchetti) attualmente distaccata e fuori piombo, previo sbancamento parziale del
terreno a tergo del muro stesso per una profondit di circa m 1,70 dal piano attuale del terreno a
monte e fino ad una distanza di circa m 1,50 dal muro lato esterno (verso confinante). Resta inteso
che queste lavorazioni preliminari, che interesseranno anche la propriet del confinante, potranno
avvenire con il consenso dello stesso o comunque con uneventuale autorizzazione di autorit
superiori. Una volta demolita la parte di muro pericolante, e ricostruito un muro di blocchetti
forati di cemento dello spessore di 20 cm fino alla quota del muro della ZONA B adiacente, m
4,25 circa dal piano del viale (la risega in altezza esistente in precedenza viene eliminata,
garantendo comunque la sussistenza di almeno 1 m di parapetto di sicurezza dal lato del terreno
confinante), verr realizzato un nuovo setto in C.A., addossato al lato interno di quello esistente e
ad esso strutturalmente connesso, dotato di una soletta continua di fondazione realizzata ad una
profondit di circa 0,90 m dal piano del viale dei box. Il nuovo setto interno arriver circa alla
quota del terreno retrostante, m 3,30 dal piano del viale, e sar spesso 15 cm (20 cm nella parte
sommitale al di sopra del muro esistente). Il muro di sostegno sar poi dotato di opportuni fori di
scolo per le acque ed il riempimento della zona sbancata a tergo sar effettuato con materiale
drenante. Resta inteso che i fori di drenaggio fanno parte delle prescrizioni indispensabili relative
alla regola dellarte per la costruzione di muri di sostegno; questo per pone oggettivamente la
problematica dello smaltimento delleventuale acqua proveniente dal terreno a monte. In assenza
di un impianto di raccolta delle acque bianche, prevedere ulteriori pozzi a dispersione, in caso di
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forti precipitazioni e di risalita della falda, risulta una soluzione poco efficace. Lunica alternativa
sarebbe la messa in opera di una pompa ad immersione da collocare in uno dei pozzi esistenti, la
quale per pone il problema di individuare uno sbocco a norma della relativa tubazione di scarico;
per queste motivazioni si lascia ad una eventuale successiva iniziativa condominiale la
problematica dello smaltimento dellacqua piovana, limitandosi in questa sede a prevedere il
ripristino della canalina di raccolta longitudinale alla base del nuovo muro, collegata ai pozzi a
dispersione gi esistenti.

Nella fig. seguente riportata una Sezione trasversale che esemplifica al livello qualitativo lintervento sulla
ZOA A.

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o La ZOA B costituisce la parte rimanente di muro (lato destro guardando il muro dal viale dei
box), quella prevalente in lunghezza (m 73,12) che alta circa 4,25 m, pi bassa quindi di circa 55
cm rispetto alla quota attuale del muro nella zona B 8alla fine dei lavori il muro sar tutto alla
stessa quota nelle Zone A e B). In essa il muro costituito dalla stessa stratificazione della parte
centrale, con lievi differenze di quota; esso presenta un degrado superficiale esteso (analogo alla
zona A centrale) ma un quadro fessurativo molto pi modesto; la struttura si presenta attualmente
sostanzialmente a piombo. Sulla scorta dei rilievi e delle verifiche strutturali effettuate sul muro
attuale, si reso necessario comunque effettuare degli interventi di consolidamento e di rinforzo
per garantire la messa in sicurezza definitiva e la rispondenza alle attuali Norme Tecniche delle
Costruzioni anche di questa porzione. A differenza, per, di quanto ipotizzato nello studio di
fattibilit (setto continuo in C.A. addossato allinterno del muro, seppur con spessore, altezza e
fondazioni di entit minori rispetto a quello della ZONA A), dopo aver effettuato le indagini
geologiche e dopo svariate ipotesi progettuali e numerosi tentativi di calcolo, si giunti ad una
soluzione pi snella e probabilmente meno onerosa che prevede un sottile intonaco armato su
tutta la superficie del muro esistente (con funzione di consolidamento superficiale e
regolarizzazione della stessa) e la realizzazione di un telaio di sostegno in C.A. (trave superiore e
pilastri) addossato ad essa (ma strutturalmente autonomo) con una propria fondazione costituita da
una trave longitudinale di collegamento e da solettoni in corrispondenza dei pilastri. I pilastri
avranno una sezione 30X30 cm, alti m 3,03 (la testa del pilastro sotto alla trave superiore alla
quota di 2,68 m rispetto al piano del viale carrabile dei box) la trave superiore 25X30, la trave
inferiore di fondazione 45X55(h) cm, i solettoni di fondazione dei pilastri 100X55(h)X250(l). Di
fatto la nuova struttura di rinforzo arriver a sostenere il muro esistente fino ad una quota
superiore di circa 30 cm rispetto a quella attuale del terreno a monte del muro. Anche in questo
caso saranno realizzati i fori passanti di drenaggio ed il ripristino della canalina di raccolta delle
acque collocata alla base del muro. In questo tratto non prevista alcuna demolizione e alcuno
sbancamento a monte del muro (non sar quindi necessario coinvolgere in alcun modo i
confinanti). Si render per necessario lo smontaggio provvisorio ed il rimontaggio, con gli
opportuni adattamenti alla nuova configurazione, della tubazione della rete di idranti antincendio
(comprensiva di manichette e relative cassette), che attualmente corre proprio sulla parete del
muro che sar interessata dai lavori (ZONA A + ZONA B).

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Nella fig. seguente riportato uno stralcio del modello tridimensionale (utilizzato per il calcolo strutturale)
che esplica il tipo di intervento che interesser la ZONA B.

Le opere previste per la realizzazione degli interventi sommariamente sopra descritti sono appresso
elencate, ferme restando le speciali disposizioni e le particolari indicazioni che, in corso dopera, potranno
essere impartite dalla Direzione Lavori, in accordo con la Committenza.

OPERE PRELIMI ARI e PROVVISIO ALI:

Rientrano in questa categoria tutte le opere necessarie

allinstallazione ed allorganizzazione del cantiere, con particolare riguardo alla predisposizione di tutte quelle OPERE
PROVVISIOALI necessarie a garantire lo svolgimento delle fasi lavorative in condizioni di massima sicurezza sia per
le maestranze che per i condomini e in generale gli utenti degli spazi limitrofi a quelli interessati dai lavori.
Nel merito dei lavori in oggetto, si dovr provvedere in particolare alla recinzione delle aree di scavo per la
realizzazione delle fondazioni, pur garantendo, per quanto possibile, laccessibilit alle aree di lavoro da parte dei mezzi
dopera. Durante le lavorazioni non sar garantito il passaggio degli autoveicoli lungo il viale; del resto in atto, fino a

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completa e definitiva messa in sicurezza del muro (cio fino a fine lavori) linterdizione al transito stabilita dai VV.FF.
allindomani dellalluvione.
La rimozione dei puntelli, attualmente in opera per la messa in sicurezza provvisoria del muro, dovr avvenire con
particolare accortezza e per fasi successive corrispondenti alla demolizione parziale del muro pericolante, seguendo le
indicazioni che il D.L. prescriver in corso dopera.
Stante laltezza massima di lavoro (m 4,81 dal piano del viale) non previsto luso di ponteggi, ma di trabattello su
ruote che arrivi almeno a 5 m compreso il parapetto. Particolare attenzione dovr essere prestata alla messa in sicurezza
dellarea di sbancamento alle spalle del muro nella zona A, con opportuna recinzione ad una distanza di almeno m 1,5
dal ciglio dello scavo (m 3,00 dal muro). Questa fase delicata, sar lunica inevitabile fase in tutti i lavori che necessiter
di lavorare avendo accesso ad aree di propriet non condominiali.
Tra gli apprestamenti di cantiere sono da considerare il nolo di un bagno chimico, vista la mancata disponibilit nelle
vicinanze di servizi igienici fruibili dalle maestranze, nonch una baracca di cantiere con funzione di deposito
attrezzature e spogliatoio, stante lassenza di idonei locali condominiali. Per lapprovvigionamento dellacqua si
utilizzer il rubinetto presente in basso nella zona centrale della parete del muro.

OPERE DI SCAVO, DEMOLIZIO E, RI TERRO e RIPRISTI O VIALE: Le opere di


scavo riguarderanno innanzitutto, come gi accennato, lo sbancamento della zona a tergo del muro nella zona
A. Lo sbancamento dovr avvenire prima della demolizione della parte superiore di muro che sostiene
attualmente la terra, seppur pericolante. Il terreno di risulta dello scavo sar in minima parte accantonato per
poi ricostituire lo strato superficiale di sedime a fine lavori mentre il resto sar caricato e portato a discarica
autorizzata secondo le procedure di legge. A seconda delle condizioni che si presenteranno e dei mezzi
dopera messi in campo dallImpresa esecutrice la D.L. decider come realizzare fattivamente suddetto
intervento. Lo sbancamento sar profondo circa 1,70 m dallattuale piano di campagna del giardino retrostante
il muro e arriver ad una distanza di circa 1,5 m dalla parete esterna del muro stesso. Gli scavi dovranno
essere segnalati da idonea cartellonistica di pericolo e opportunamente recintati, come gi accennato nel
precedente paragrafo.
Dopo lo sbancamento a tergo del muro potr essere effettuata la demolizione completa della parte in muratura
(blocchi pieni + blocchi forati in cemento) del muro si sostegno ricadente nella ZONA A. Prima della
demolizione dovr anche essere sezionato e rimosso limpianto idrico degli idranti antincendio ancorato
proprio alla zona di muro da demolire.
Una volta eliminate le parti a rischio crollo nella zona A, si potr procedere in sicurezza alle altre lavorazioni
sottostanti, sempre per tratti e rimuovendo i puntelli progressivamente. Dovendo, infatti, procedere con gli
scavi, si va ad interferire con la stabilit alla base del muro, la quale risulterebbe compromessa qualora si
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effettuasse uno scavo generalizzato in ununica soluzione. La D.L. valuter, tenendo conto delle esigenze
operative dellImpresa, lestensione in lunghezza e la collocazione dei vari tratti in cui suddividere lo scavo
progressivo ed il conseguente getto della fondazione. In linea di massima si dovr prevedere una suddivisione
della ZONA A (m 28,72) almeno 7 sub-tratti (di circa 4 m) provvedendo poi allarmatura e al getto delle
fondazioni, in alternanza pieni/vuoti in due tranches. I puntelli saranno rimossi solo previo consenso esplicito
della D.L.; alla fine del getto e del riempimento, prima di passare al tratto successivo, saranno eventualmente
rimessi in opera (se non di ostacolo alle lavorazioni) a scopo precauzionale in attesa che venga a maturazione
il cls e che quindi sia garantita la capacit portante delle nuove strutture. Per quanto riguarda la zona B (m
73,12) gli scavi e i getti dei solettoni e della trave di fondazione avverranno verosimilmente per lotti alternati
di circa 8 m (9 lotti totali, ognuno dei quali comprensivo di 2 solettoni): si scaveranno e si getteranno cio
contemporaneamente gruppi di 3 lotti (6 solettoni + trave longitudinale), garantendo una congrua alternanza
di pieni e di vuoti. La D.L. avr facolt di stabilire in corso dopera delle variazioni a questa previsione di
massima.
Gli scavi a sezione obbligata per le fondazioni avranno tutti profondit di m 1,00 dal piano del viale e
potranno essere effettuati previa demolizione con martello demolitore o analoga idonea attrezzatura del
massetto armato che attualmente costituisce la superficie carrabile del viale stesso. Sar anche rimossa lungo
tutto il muro (zona A + zona B) la canalina di scolo in cemento situata alla base del muro. Negli scavi
bisogner prestare particolare attenzione tanto alla presenza delle eventuali canalizzazioni interrate, quanto
alla presenza dei pozzi di raccolta a dispersione delle acque bianche, situati al centro del viale.
Per il dettaglio delle dimensioni degli scavi cfr. gli allegati 1 e 2 (a, b, c).
I materiali di risulta provenienti dallo scavo e dalle demolizioni saranno caricati e trasportati a discarica
autorizzata secondo le procedure di legge; solo i calcinacci provenienti dalla demolizione della soletta
preesistente del viale potranno essere reimpiegati per il riempimento dello scavo stesso lungo il viale
carrabile.
Una volta effettuati i getti, secondo le indicazione del paragrafo successivo e in osservanza di quanto previsto
dal progetto esecutivo approvato dal Genio Civile, si proceder alla collocazione in opera, con le opportune
pendenze allettamento e rinfianchi, della canalina in cemento (larghezza 30 cm, con griglia in ghisa) per la
raccolta dellacqua piovana a circa 30 cm dal muro attuale (cio subito esterna ai pilastri della zona B) e al
riempimento dello scavo rimanente con misto stabilizzato o inerti provenienti dal riciclo, utilizzando anche i
calcinacci provenienti dalla demolizione della soletta armata del viale precedentemente demolita. Verr poi
gettato un massetto di calcestruzzo dello spessore di cm 10 armato con rete elettrosaldata filo 8, maglia
20X20, che andr a ricostituire la pavimentazione carrabile del viale.

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Il riempimento alla spalle del muro nella zona sbancata, dopo naturalmente la ricostruzione del muro in
blocchi di cemento, avverr con la creazione di un drenaggio in scheggioni di cava, realizzato a mano o con
mezzi meccanici, fino ad una quota di circa 20 cm al di sotto del piano di campagna. Lo strato superficiale in
terreno vegetale (h= 20 cm circa) sar ripristinato utilizzando parte del terreno sbancato, previa interposizione
tra drenaggio e terreno di uno strato filtrante antiradice.

OPERE MURARIE E DI CARPE TERIA, STRUTTURE I C.A.: Prima della realizzazione


delle opere in C.A. in elevazione, setto della zona A e telaio della zona B, indispensabile realizzare
rispettivamente il muro in blocchi forati di cemento (s= 20 cm), che avr funzione di sponda esterna per il
getto del setto, e lintonaco armato di consolidamento nella parte di muro esistente (zona B) dello spessore di
cm 3 realizzato con malta di sabbia e cemento e rete elettrosaldata zincata almeno filo 1,5 mm e maglia 2X2,
previa rimozione del vecchio intonaco ammalorato. Questo intonaco oltre alla funzione di garantire una
maggiore resistenza superficiale e a conferire maggiore continuit tra i vari strati del muro, avr anche una
funzione di regolarizzazione della superficie nella parte bassa del muro, il setto in C.A. gettato contro terra,
che risulta attualmente molto irregolare: in questa zona lo spessore dellintonaco potr anche in alcuni punti
arrivare a qualche cm.
In generale di fa notare che il progetto dellintervento strutturale nella zona A implica una stretta
compartecipazione tra vecchio setto in C.A. esistente ed il nuovo che si andr a realizzare, mentre nella zona
B il nuovo telaio di pilastri e travi sar solo addossato al muro esistente e costituir un sostegno
strutturalmente autonomo. La compartecipazione suddetta, che significa trasmissione degli sforzi allinterno
della struttura, sar realizzata mediante collegamenti strutturali sia al livello delle armature della soletta di
fondazione sia al livello del setto in elevazione. I collegamenti verranno realizzati creando dei fori inclinati nel
setto esistente in C.A. (per una profondit di circa 18-20 cm) di opportuno diametro in relazione al diametro
del ferro di ripresa che verr alloggiato (cfr. Computo metrico). In questi fori verr iniettata della boiacca di
cemento ad alta resistenza e poi alloggiati i ferri di ripresa, opportunamente piegati e della lunghezza
sufficiente per garantire un ancoraggio efficace (circa 40 diametri); il diametro dei ferri di ripresa sar uguale
a quello dei rispettivi ferri di armatura della nuova struttura ai quali si andranno a collegare. Per i collegamenti
strutturali del setto si considera una densit di 4 ferri di ripresa ogni mq di superficie, per le fondazioni ogni
ferro principale avr il corrispettivo ferro di ripresa (2 ferri ogni 20 cm).
Per quanto riguarda i getti, le strutture interrate saranno dotate di magrone sottostante di circa 10 cm e di
casseri normali mentre le strutture in elevazione saranno armate per quanto possibile con casserature
metalliche per il C.A. a faccia vista, dotate di opportuni angolari per lo smusso degli spigoli vivi. Allinterno

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delle cassaforme del setto della ZONA A saranno predisposti i tubi orizzontali in PVC del diametro 100
mm per i successivi fori di drenaggio da realizzare.
Il calcestruzzo utilizzato sar C 25/30 (ex Rck 300) per le strutture interrate e C 28/35 (ex Rck 350) per le
strutture in elevazione. Per quanto riguarda lacciaio di armatura, sar del tipo B450C.
Per le dimensioni dettagliate degli elementi strutturali cfr. gli allegati 2, 2b, 2c. Per tutti i dettagli
dimensionali delle armature e la loro collocazione si rimanda alle tavole esecutive che verranno fornite in fase
operativa, una volta presentate e approvate dal Genio Civile. Per la qualit dei materiali e le prescrizioni
operative cfr. il paragrafo 6.
Le misure dei fili fissi riportate sul progetto esecutivo delle strutture di C.A., per quanto accurate, dovranno
essere comunque tutte riverificate in cantiere alla presenza del D.L. il quale sotto la sua responsabilit
apporter gli eventuali piccoli aggiustamenti necessari.
A opere concluse dovranno essere realizzati i fori di drenaggio, con carotatrice del diametro di 100 mm,
leggermente inclinati verso il viale e collocati su due ordini, sfalsati e a distanza di 3 m luno dallaltro; le due
file orizzontali di fori saranno ad unaltezza di circa 20 cm e 120 cm dal piano finito del viale. I fori dovranno
essere passanti, cio attraversare vecchie e nuove strutture fino al raggiungimento del terreno alla spalle.

OPERE IDRAULICHE: In questa voce compreso lo smontaggio ad inizio lavori della tubazione in
ferro zincato (circa m 76,00) dellimpianto idrico dei 3

idranti antincendio a servizio dei box che

attualmente collocato proprio sulla parete del muro prospiciente il viale, quasi per tutta la sua lunghezza ed il
relativo rimontaggio a fine lavori, con le opportune modifiche dettate dalla nuova configurazione del muro. In
particolare, nel tratto B, la realizzazione dei nuovi pilastri in C.A. addossati al muro render pi comodo il
passaggio di suddetta tubazione al di sopra della trave superiore di collegamento del telaio, con le calate in
corrispondenza degli idranti, che saranno collocati ad altezza opportuna, allinterno delle cassette di
protezione precedentemente rimosse. Il tutto sar realizzato in conformit alle Normative antincendio vigenti
e limpianto sar collaudato a fine lavori.
Tra i lavori idraulici si dovr prevedere anche il ripristino della funzionalit (con opportune modifiche) del
rubinetto dellacqua situato attualmente sulla parete del muro ed utilizzato dalle donne delle pulizie.
Al termine dei lavori lImpresa esecutrice tenuta per legge ad effettuare un Collaudo dellimpianto, secondo
le procedure previste dalle norme tecniche UNI, ed al conseguente rilascio di una Dichiarazione di Conformit
in ottemperanza a quanto previsto dal D.M. n37 del 22-01-2008 come modificato dal D.M. 19-05-2010
riguardo il nuovo impianto idrico di adduzione realizzato. A corredo di tale Dichiarazione di Conformit,
come previsto dalla legge, lImpresa installatrice dovr produrre uno schema di impianto corrispondente a

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quanto realizzato effettivamente (as built), una relazione tecnica con le caratteristiche dellimpianto e dei
materiali utilizzati e le schede tecniche e le certificazioni dei materiali stessi.
Nelle opere idrauliche compreso anche il collegamento delle nuove canaline di scolo in cemento
vibrocompresso posizionate longitudinalmente alla base del muro ai pozzi di raccolta a dispersione esistenti e
collocati al centro del viale. Non sono compresi in questo Capitolato, per le motivazioni gi espresse in
precedenza, le eventuali opere idrauliche per lo smaltimento del surplus di acqua piovana proveniente dai
drenaggi ricavati inevitabilmente nel muro. Dette opere, tutte da definire nella loro consistenza, fattibilit ed
efficacia, qualora discusse ed approvate in futuro dallAssemblea, verranno quantificate e realizzate in corso
dopera come interventi extra-Capitolato.

OPERE DA PITTORE E FI ITURE: In questa voce sono compresi la posa in opera delle tegole di
coronamento sul nuovo tratto di muro (zona A), inclinate come in precedenza verso il viale, lintonacatura, la
rasatura e la tinteggiatura del lato interno (verso il condominio) della parte di muro di recinzione in blocchi
forati di cemento costruita fuori terra sporgente al di sopra del nuovo setto (h= 1,00 m), trattamento protettivo
a rullo con una resina acrilica allacqua, monocomponente, ad elevato contenuto di solidi in volume, pronta
alluso ( tipo MASTERSEAL 325 della BASF CC ITALIA Spa) delle nuove strutture in C.A. a faccia vista e
rasatura e tinteggiatura del nuovo intonaco armato realizzato sulla porzione di muro denominata ZONA B.
E prevista inoltre la sigillatura impermeabile dei due giunti strutturali (uno in corrispondenza del passaggio
da ZONA A a ZONA B e laltro in corrispondenza circa della mezzeria della ZONA B) con apposita bandella
elastica in SEBS termoplastico (tipo IDROJOINT 220 flex della KERAKOLL) incollata con saldante in
gomma sintetica impermeabile monocomponente (tipo Idrojoint Eco Gum della KERAKOLL). A protezione
dalle intemperie della parte sommitale delle nuove opere in C.A. prevista la fornitura e posa in opera di una
scossalina in lamiera zincata verniciata (color bianco) opportunamente sagomata con gocciolatoio sporgentedi
almeno 3 cm dal filo della parete del setto (zona A) o della trave superiore (zona B); la scossalina sar
incollata con idoneo sigillante.

Art. 6
Qualit dei materiali e dei componenti

MATERIALI I GEERE

Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati con materie
prime e tecnologie tradizionali e/o artigianali , per la costruzione delle opere, proverranno da quelle localit

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che l'Appaltatore riterr di sua convenienza, purch, ad insindacabile giudizio della Direzione dei lavori,
rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate.
Nel caso di prodotti industriali e/o innovativi, la rispondenza a questo Capitolato deve risultare dai certificati
di origine e di controllo di qualit previsti dal cap. 11 delle Norme Tecniche di cui al D.M
14.01.2008.

ACQUA, CALCI, CEMETI ED AGGLOMERATI CEMETIZI, POZZOLAE, GESSO,


SABBIA

L'acqua dovr essere dolce, limpida, priva di materie terrose, priva di sali (particolarmente solfati e cloruri) in
percentuali dannose e non essere aggressiva. Per la definizione dei requisiti cui lacqua deve conformarsi pu
essere fatto utile riferimento a quanto contenuto nella norma UNI EN 1008:2003, come prescitto al 11.2.9.5
delle NTC 2008. Riferirsi anche alle UNI EN 459-1/2/3:2002 per le specifiche delle calci per costruzioni. Le
calci aeree dovranno rispondere ai requisiti di accettazione vigenti al momento dell'esecuzione dei lavori.
Le calci aeree si dividono in: calce grassa in zolle, di colore pressoch bianco, il prodotto della cottura di
calcari di adatta composizione morfologica e chimica; calce magra in zolle il prodotto della cottura di calcari
a morfologia e composizione chimica tali da non dare calci che raggiungano i requisiti richiesti per le calci di
cui alla lettera a). calce idrata in polvere il prodotto dello spegnimento completo delle calci predette, fatto
dallo stabilimento produttore in modo da ottenerla in polvere fina e secca. Si dicono calci aeree magnesiache
quelle contenenti pi del 20% di MgO.
Le calci idrauliche si dividono in: calce idraulica in zolle, prodotto della cottura di calcari argillosi di natura
tale che il prodotto cotto risulti di facile spegnimento; calce idraulica e calce eminentemente idraulica naturale
o artificiale in polvere: prodotti ottenuti con la cottura di marne naturali oppure di mescolanze intime ed
omogenee di calcare e di materie argillose, e successivi spegnimento, macinazione e stagionatura; calce
idraulica artificiale pozzolanica: miscela omogenea ottenuta dalla macinazione di pozzolana e calce aerea
idratata; calce idraulica siderurgica: miscela omogenea ottenuta dalla macinazione di loppa basica di alto
forno granulata e di calce aerea idratata.
Luso della calce idrata dovr essere preventivamente autorizzato dalla Direzione dei Lavori.
ammesso un contenuto di MgO superiore ai limiti purch rispondano alla prova di espansione in autoclave.
Tutte le calci idrauliche in polvere devono: lasciare sul setaccio da 900 maglie/cmq un residuo percentuale in
peso inferiore al 2% e sul setaccio da 4900 maglie/cmq un residuo inferiore al 20%; iniziare la presa fra le 2 e
le 6 ore dal principi o dellimpasto e averla gi compiuta dalle 8 alle 4 8 ore del medesimo; essere di
composizione omogenea, costante, e di buona stagionatura.
Dallinizio dellimpasto i tempi di presa devono essere i seguenti: inizio presa: non prima di unora; termine
presa: non dopo 48 ore.
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I cementi, da impiegare in qualsiasi lavoro dovranno rispondere, per composizione, finezza di
macinazione, qualit, presa, resistenza ed altro, alle norme di accettazione di cui alla normativa vigente. Come
prescritto al 11.2.9.1 delle NTC 2008, per le opere strutturali devono impiegarsi esclusivamente i leganti
idraulici dotati di certificato di conformit - rilasciato da un organismo europeo notificato - ad una norma
armonizzata della serie UNI EN 197 ovvero ad uno specifico Benestare Tecnico Europeo (ETA), purch
idonei allimpiego previsto nonch, per quanto non in contrasto, conformi alle prescrizioni di cui alla Legge
26/05/1965 n.595.
Qualora il calcestruzzo risulti esposto a condizioni ambientali chimicamente aggressive si devono utilizzare
cementi per i quali siano prescritte, da norme armonizzate europee e fino alla disponibilit di esse, da norme
nazionali, adeguate propriet di resistenza ai solfati e/o al dilavamento o ad eventuali altre specifiche azioni
aggressive.
La norma UNI EN 197-1 definisce e specifica 27 distinti prodotti di cemento comune e i loro costituenti. La
definizione di ogni cemento comprende le proporzioni di combinazione dei costituenti per ottenere questi
distinti prodotti, in una gamma di sei classi di resistenza. La definizione comprende anche i requisiti che i
costituenti devono rispettare e i requisiti meccanici, fisici e chimici, inclusi, quando necessario, i requisiti
relativi al calore didratazione dei 27 prodotti, e le classi di resistenza. La EN 197-1 definisce, inoltre, i criteri
di conformit e le rispettive regole. Sono indicati, infine, i requisiti di durabilit necessari.
Il cemento conforme alla EN 197-1, definito cemento CEM, opportunamente dosato e miscelato con
aggregato e acqua, deve essere in grado di produrre una malta o un calcestruzzo capace di conservare la
lavorabilit per un periodo di tempo sufficiente e di raggiungere, dopo determinati periodi, livelli di resistenza
meccanica prestabiliti nonch di possedere una stabilit di volume a lungo termine. Lindurimento idraulico
del cemento CEM dovuto principalmente allidratazione dei silicati di calcio, ma anche di altri composti
chimici, per esempio gli alluminati, possono partecipare al processo di indurimento. La somma dei contenuti
di ossido di calcio (CaO) reattivo e ossido di silicio (SiO2) reattivo nel cemento CEM deve essere almeno il
50% in massa quando i contenuti percentuali sono determinati in accordo alla EN 196-2. I cementi CEM sono
costituiti da materiali differenti e di composizione statisticamente omogenea derivanti dalla qualit assicurata
durante processi di produzione e manipolazione dei materiali. I requisiti per i costituenti sono riportati nella
norma UNI EN 197-1.
I 27 prodotti della famiglia dei cementi comuni conformi alla EN 197-1, e la loro denominazione, sono
indicati nel prospetto 1 della norma. Essi sono raggruppati in cinque tipi principali di cemento come segue:
- CEM I cemento Portland
- CEM II cemento Portland composito
- CEM III cemento daltoforno
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- CEM IV cemento pozzolanico
- CEM V cemento composito
La composizione di ciascuno dei 27 prodotti della famiglia dei cementi comuni deve essere conforme a quanto
riportato nel prospetto.
La resistenza normalizzata di un cemento la resistenza a compressione a 28 giorni, determinata in accordo
alla EN 196-1, che deve essere conforme ai requisiti riportati nella tabella seguente. Sono contemplate tre
classi di resistenza normalizzata: classe 32,5, classe 42,5 e classe 52,5.
La resistenza iniziale di un cemento la resistenza meccanica a compressione determinata a 2 o a 7 giorni in
accordo alla EN 196-1; tale resistenza deve essere conforme ai requisiti riportati in tabella.
Per ogni classe di resistenza normalizzata si definiscono due classi di resistenza iniziale, una con resistenza
iniziale ordinaria, contrassegnata dalla lettera N, e laltra con resistenza iniziale elevata, contrassegnata dalla
lettera R.
Il tempo di inizio presa e lespansione, determinati in accordo alla EN 196-3, devono soddisfare i requisiti
riportati in tabella.
Il calore didratazione dei cementi comuni a basso calore non deve superare il valore caratteristico d
i 270 J/g, determinato in accordo alla EN 196-8 a 7 giorni oppure in accordo alla EN 196-9 a 41 h.
I cementi comuni a basso calore sono indicati con LH.
In molte applicazioni, in particolare in condizioni ambientali severe, la scelta del cemento ha una influenza
sulla durabilit del calcestruzzo, della malta, e della malta per iniezione per esempio in termini di resistenza al
gelo, resistenza chimica e protezione dellarmatura. La scelta del cemento, nellambito della EN 197-1, con
particolare riguardo al tipo e alla classe di resistenza per diverse applicazioni e classi di esposizione, deve
rispettare le norme e/o i regolamenti adeguati relativi al calcestruzzo e alla malta, validi nel luogo di utilizzo.
La conformit dei 27 prodotti alla EN 197-1 deve essere verificata in maniera continua in base al controllo di
campioni puntuali.
Il costruttore ha lobbligo della buona conservazione del cemento che non debba impiegarsi immediatamente
nei lavori, curando tra laltro che i locali, nei quali esso viene depositato, siano asciutti e ben ventilati.
Limpiego di cemento giacente da lungo tempo in cantiere deve essere autorizzato dal Direttore dei Lavori
sotto la sua responsabilit.
I cementi, gli agglomeranti cementizi e le calci idrauliche in polvere debbono essere forniti o in sacchi
sigillati; in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola che non possono essere aperti senza
lacerazione; alla rinfusa.

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Se i leganti idraulici sono forniti in sacchi sigillati essi dovranno essere del peso di 50 chilogrammi chiusi con
legame munito di sigillo. Il sigillo deve portare impresso in modo indelebile il nome della ditta fabbricante e
del relativo stabilimento nonch la specie del legante.
Deve essere inoltre fissato al sacco, a mezzo del sigillo, un cartellino resistente sul quale saranno indicati con
caratteri a stampa chiari e indelebili:
la qualit del legante;
lo stabilimento produttore;
la quantit dacqua per la malta normale;
le resistenze minime a trazione e a compressione dopo 28 giorni di stagionatura dei provini.
Se i leganti sono forniti in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola che non possono essere aperti
senza lacerazione, le indicazioni di cui sopra debbono essere stampate a grandi caratteri sugli imballaggi
stessi.
I sacchi debbono essere in perfetto stato di conservazione; se limballaggio fosse comunque manomesso o il
prodotto avariato, la merce pu essere rifiutata.
Se i leganti sono forniti alla rinfusa, la provenienza e la qualit degli stessi dovranno essere dichiarate con
documenti di accompagnamento della merce.
Le calci idrauliche naturali, in zolle, quando non possono essere caricate per la spedizione subito do
po lestrazione dai forni, debbono essere conservate in locali chiusi o in sili al riparo degli agenti atmosferici.
Il trasporto in cantiere deve eseguirsi al riparo dalla pioggia o dallumidit.
Le pozzolane saranno ricavate da strati depurati da cappellaccio ed esenti da sostanze eterogenee o di
parti inerti: qualunque sia la provenienza dovranno rispondere a tutti i requisiti prescritti dalla normativa
vigente.
Agli effetti delle suddette prescrizioni si intendono per pozzolane tutti quei materiali di origine vulcanica che
impastati intimamente con calce danno malte capaci di far presa e di indurire anche sottacqua e che
presentano un residuo non superiore al 40% ad un attacco acido basico. Si considerano materiali a
comportamento pozzolanico tutti quelli che, pur non essendo di origine vulcanica, rispondono alle condizioni
della precedente definizione.
Agli effetti delle presenti norme si dividono in pozzolane energiche e pozzolane di debole energia.
La pozzolana ed i materiali a comportamento pozzolanico devono essere scevri da sostanze eterogenee. La
dimensione dei grani della pozzolana e dei materiali a comportamento pozzolanico non deve superare 5 mm.
Il gesso dovr essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione in modo da non
lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro da materie eterogenee e senza parti

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alterate per estinzione spontanea. Il gesso dovr essere conservato in locali coperti e ben riparati dallumidit.
Luso di esso dovr essere preventivamente autorizzato dalla Direzione dei Lavori.
Gli inerti, naturali o di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili,
privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di gesso, ecc., in proporzioni nocive allindurimento del
conglomerato od alla conservazione delle armature.
Gli inerti, quando non espressamente stabilito, possono provenire da cava in acqua o da fiume, a seconda della
localit dove si eseguono i lavori ed in rapporto alle preferenze di approvvigionamento: in ogni caso dovranno
essere privi di sostanze organiche, impurit ed elementi eterogenei. Gli aggregati devono essere disposti lungo
una corretta curva granulometrica, per assicurare il massimo riempimento dei vuoti interstiziali.
Tra le caratteristiche chimico-fisiche degli aggregati occorre considerare anche il contenuto percentuale di
acqua, per una corretta definizione del rapporto a/c, ed i valori di peso specifico assoluto per il calcolo della
miscela dimpasto. La granulometria inoltre dovr essere studiata scegliendo il diametro massimo in funzione
della sezione minima del getto, della distanza minima tra i ferri darmatura e dello spessore del copriferro.
La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche geometriche della
carpenteria del getto ed allingombro delle armature.
Gli inerti normali sono, solitamente, forniti sciolti; quelli speciali possono essere forniti sciolti, in sacchi o in
autocisterne. Entrambi vengono misurati a metro cubo di materiale assestato su automezzi per forniture di un
certo rilievo, oppure a secchie, di capacit convenzionale pari ad 1/100 di metro cubo nel caso di minimi
quantitativi.
La sabbia naturale o artificiale dovr risultare bene assortita in grossezza, sar pulitissima, non avr tracce di
sali, di sostanze terrose, limacciose, fibre organiche, sostanze friabili in genere e sar costituita di grani
resistenti, non provenienti da roccia decomposta o gessosa.
Essa deve essere scricchiolante alla mano, non lasciare traccia di sporco, non contenere materie organiche,
melmose o comunque dannose; deve essere lavata ad una o pi riprese con acqua dolce, qualora ci sia
necessario, per eliminare materie nocive e sostanze eterogenee.
La ghiaia deve essere ad elementi puliti di materiale calcareo o siliceo, bene assortita, formata da elementi
resistenti e non gelivi, scevra da sostanze estranee, da parti friabili, terrose, organiche o comunque dannose.
La ghiaia deve essere lavata con acqua dolce, qualora ci sia necessario per eliminare le materie nocive.
Qualora invece della ghiaia si adoperi pietrisco questo deve provenire dalla frantumazione di roccia compatta,
durissima, silicea o calcarea pura e di alta resistenza alle sollecitazioni meccaniche, esente da materie terrose,
sabbiose e, comunque, eterogenee, non gessosa n geliva, non deve contenere impurit n materie
pulverulenti, deve essere costituito da elementi, le cui dimensioni soddisfino alle condizioni indicate per la
ghiaia. Il pietrisco deve essere lavato con acqua dolce qualora ci sia necessario per eliminare materie nocive.
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CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO
Sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla lavorazione di
materiali naturali, artificiali, ovvero provenienti da processi di riciclo conformi alla norma europea
armonizzata UNI EN 12620 e, per gli aggregati leggeri, alla norma europea armonizzata UNI EN 13055-1. Il
sistema di attestazione della conformit di tali aggregati, deve rispettare le disposizioni del D.P.R. n.246/93.
consentito luso di aggregati grossi provenienti da riciclo, entro certi limiti, a condizione che la miscela di
calcestruzzo confezionata con aggregati riciclati, venga preliminarmente qualificata e documentata attraverso
idonee prove di laboratorio. Per tali aggregati, le prove di controllo di produzione in fabbrica di cui ai
prospetti H1, H2 ed H3 dellannesso ZA della norma europea armonizzata UNI EN 12620, per le parti
rilevanti, devono essere effettuate ogni 100 tonnellate di aggregato prodotto e, comunque, negli impianti di
riciclo, per ogni giorno di produzione.
Per quanto concerne i requisiti chimico-fisici, aggiuntivi rispetto a quelli fissati per gli aggregati naturali, che
gli aggregati riciclati devono rispettare, in funzione della destinazione finale del calcestruzzo e delle sue
propriet prestazionali (meccaniche, di durabilit e pericolosit ambientale, ecc.), nonch quantit percentuali
massime di impiego per gli aggregati di riciclo, o classi di resistenza del calcestruzzo, ridotte rispetto a quanto
previsto nella tabella sopra esposta si faccia riferimento a quanto prescritto nelle norme UNI 8520-1:2005 e
UNI 8520-2:2005.

FERRO TODO PER ARMATURE C.A.

Ferro per armature


Gli acciai impiegati, tondi, nervati, in cavo o fili, in rete elettrosaldata dovranno essere conformi al D.M. 14
gennaio 2008 Nuove norme tecniche per le costruzioni cap. 11.3.2 e relativa circolare 617 del 2 febbraio
2009.
Posa in opera delle armature
Dovranno essere conformi, come materiale ed assemblaggio, a quanto indicato nei disegni.
Tutte le armature dovranno essere classificate in base al tipo, alla qualit ed al lotto di provenienza
dellacciaio e dovranno essere corredate dai certificati prescritti dalle leggi e norme vigenti.
La sagomatura delle barre deve essere effettuata meccanicamente a mezzo di mandrini o con ogni altro
procedimento che permetta di ottenere i raggi di curvatura stabiliti dal progetto esecutivo, evitando
accentuazioni locali della curvatura stessa. E' vietata la piegatura a caldo.
E' obbligatorio il posizionamento di distanziatori in plastica per assicurare il prescritto copriferro che
obbligatorio nei confronti di tutte le superfici di getto sia verticali che orizzontali (per i solai a resistenza al
fuoco i distanziatori dovranno essere in calcestruzzo).

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E' obbligatoria la pulizia delle armature da grassi, oli, terra, polvere, scaglie di ruggine, incrostazioni di
calcestruzzo provenienti da getti precedenti. E' vietato effettuare giunzioni nelle armature delle travi salvo
quando indicato dai disegni o autorizzato dalla Direzione Lavori, sentito il parere del progettista.
Le saldature di barre d'armatura dovranno essere autorizzate dalla Direzione Lavori e dovranno essere oggetto
di una nota scritta di prescrizione delle modalit di esecuzione. Le giunzioni potranno essere effettuate
mediante manicotti. Questi potranno essere sia del tipo a pressare che del tipo filettato, purch certificati da
opportuna documentazione e verificati mediante lesecuzione di tre provini di giunzione per ogni diametro da
giuntare. Per le giunzioni pressate i provini dovranno essere eseguiti in cantiere, con la attrezzatura prevista
per le normali operazioni e possibilmente dallo stesso addetto che operer le giunzioni effettive.
La distanza fra ferro e ferro e' regolata dalle norme ed indicata nelle tavole esecutive.
Le legature, i supporti ed i distanziatori devono sopportare tutte le azioni che si generano durante le operazioni
di getto e costipamento, garantendo che le armature restino nelle posizioni volute.
Accettazione armature
I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori e devono essere effettuati entro 30 giorni dalla data di
consegna del materiale e devono essere campionati, per ciascun lotto di spedizione, in ragione di 3 spezzoni,
marchiati, di uno stesso diametro, scelto entro ciascun lotto, sempre che il marchio e la documentazione di
accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso stabilimento. In caso contrario i
controlli devono essere estesi ai lotti provenienti da altri stabilimenti. Il prelievo dei campioni va effettuato a
cura del Direttore dei Lavori o di tecnico di sua fiducia che deve assicurare mediante sigle, etichettature
indelebili, che i campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui
prelevati.
Qualora la fornitura di elementi sagomati o assemblati, provenga da un Centro di trasformazione, il Direttore
dei Lavori, dopo aver verificato che sia in possesso dei requisiti di cui al D.M. 14/01/2008, pu recarsi presso
il medesimo Centro di trasformazione ed effettuare in stabilimento i controlli di cui sopra.
La domanda di prove di laboratorio deve essere in ogni caso sottoscritta dal Direttore dei Lavori e deve
contenere precise indicazioni sulla posizione delle strutture interessate da ciascun prelievo.
I certificati devono riportare anche lindicazione del marchio identificativo rilevato a cura del laboratorio
incaricato dei controlli, sui campioni da sottoporre a prove.
Si ricorda inoltre che ogni fornitura in cantiere di elementi presaldati, presagomati o preassemblati deve essere
accompagnata da:
dichiarazione, su documento di trasporto, degli estremi dellattestato di avvenuta dichiarazione di attivit,
rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale, recante il logo o il marchio del centro di trasformazione; attestazione

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inerente lesecuzione di prove di controllo interno fatte eseguire dal Direttore Tecnico del centro di
trasformazione, con lindicazione dei giorni nei quali la fornitura stata lavorata.
Forniture non conformi a quanto sopra riportato devono essere rifiutate dal Direttore dei Lavori.

CASSERI PER GETTI I OPERA

Casserature normali
I casseri dovranno essere eseguiti con legname secondo quanto previsto dalla norma UNI EN 313-1/97 o con
pannelli metallici o di legno o di plastica.
La casserature dovranno essere a buona tenuta per evitare perdite di acqua e cemento ed entro i limiti di
tolleranza dimensionale indicati alla voce tolleranze. Comunque, fatto salvo ogni eventuale e pi restrittiva
tolleranza, i casseri dovranno garantire una variazione massima del 4% dello spessore dei getti.
L'armatura di sostegno dei casseri dovr essere costruita in modo da non agire in modo staticamente scorretto
sulle strutture sottostanti, in modo da permettere il ritiro del calcestruzzo ed un facile disarmo.
La responsabilit statica della corretta costruzione dei casseri e' totalmente a carico dell'Appaltato
re. Le casserature dovranno essere dimensionate altres per sopportare correttamente le sollecitazioni dovute
ad eventuale vibrazione dei cls. L'uso di prodotti per facilitare il disarmo dovr essere autorizzato dal
Direttore dei Lavori, su proposta dellAppaltatore.
I casseri dovranno prevedere tutte le forature previste nei disegni delle strutture e degli impianti tecnologici
senza alcun onere aggiuntivo per la Committente, a meno che esplicito diverso richiamo venga fatto
nell'elenco voci del progetto. Particolare riguardo dovr essere posto al corretto fissaggio degli inserti
metallici ed al rispetto delle tolleranze di posizionamento degli stessi, sia in fase di preparazione che in fase di
getto.
Anche se non indicato a disegno, il prezzo dei casseri deve comprendere l'onere per lo smusso degli angoli di
tutte le strutture che fossero richiesti dalla Direzione Lavori, cos come tutti quelli accorgimenti (sfiati e
simili) necessari per una esecuzione a regola darte dei getti stessi.
I casseri delle travature dovranno presentare monta opportuna in funzione della luce di [1/500] x L.
I casseri verranno disarmati secondo le norme di legge ed in ogni caso sotto l'intera responsabilit
dell'impresa. Particolare cura dovr essere posta al distacco dei casseri dalle superfici dei getti, per
minimizzare fenomeni di distacco di parti di calcestruzzo ancora in fase di indurimento.
Casseri per calcestruzzo a vista
I casseri per calcestruzzo a vista dovranno essere eseguiti secondo le prescrizioni tecniche seguenti:
non sar ammesso, sulla superficie a vista del calcestruzzo, l'affioramento ne' dei ferri di armatura, ne' dei ferri
o fili di ferro usati per il sostegno o la sbadacchiatura dei casseri.
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CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO
Sar ammesso in superficie l'affioramento di terminali in plastica usati per le casserature purch di piccole
dimensioni, disposti con simmetria, comunque approvati preventivamente dalla Direzione Lavori. In ogni caso
i casseri in legno dovranno essere piallati e maschiati.
L'uso dei disarmanti dovr essere autorizzato per iscritto dal Direttore dei Lavori, su proposta
dellAppaltatore. A disarmo avvenuto dovranno essere eliminati risalti e sbavature, e riempite le cavit senza
alterazione dei colori di facciata a vista.
I requisiti principali del getto saranno legati alla compattezza, allomogeneit di superficie e al colore
uniforme del getto stesso; saranno pertanto motivi di contestazione le macchie, gli scoloramenti, gli alveoli, i
nidi d'ape, le fessure, ecc.

CALCESTRUZZO STRUTTURALE

L'Appaltatore deve rispettare tutte le leggi, decreti, norme, circolari, ecc. esistenti. In particolare si ricorda il
sotto indicato elenco senza pertanto esimere l'Appaltatore dalla completa conoscenza ed applicazione di tutta
la normativa esistente:
Nuove Norme Tecniche - D.M. 14 Gennaio 2008 (NTC 2008) capitolo 11.2 ;
Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009 Istruzioni per lApplicazione Nuove Norme Tecniche Costruzioni di
cui al Decreto Ministeriale 14 gennaio 2008.

APPROVVIGIONAMENTO ED ACCETTAZIONE DEI MATERIALI


Cementi
I requisiti meccanici dovranno rispettare la legge n. 595 del 26 maggio 1965 ed alle norme armonizzate della
serie UNI EN 197 ed in particolare per le resistenze a flessione e le modalit di prova, per i requisiti chimici
ed altre caratteristiche vedasi la legge n. 595 del 26 maggio 1965.
Ghiaia e pietrisco costituenti gli aggregati
Dovranno essere costituiti da elementi lapidei puliti non alterabili dal freddo e dall'acqua. Dovranno essere
esenti da polveri, gessi, cloruri, terra, limi, ecc. e dovranno avere forme tondeggianti o a spigoli vivi,
comunque non affusolate o piatte. Gli aggregati impiegabili per il confezionamento dei calcestruzzi possono
essere di origine naturale, artificiale o di recupero come da normativa UNI EN 12620 e UNI EN 13055-1.
La massima dimensione degli aggregati sar funzione dellimpiego previsto per il calcestruzzo, del diametro
delle armature e della loro spaziatura.
Orientativamente si possono ritenere validi i seguenti valori:
fondazioni e muri di grosso spessore: 30 mm
travi, pilastri e solette: 20 mm
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solette di spessore < di 10 cm, nervature di solai e membrature sottili: 12/13 mm
Sabbie (per calcestruzzo)
Dovranno essere costituite da elementi silicei procurati da cave o fiumi, dovranno essere di forma angolosa,
dimensioni assortite ed esenti da materiali estranei o aggressivi come per le ghiaie; in particolare dovranno
essere esenti da limi, polveri, elementi vegetali od organici.
Le sabbie prodotte in mulino potranno essere usate previa accettazione della granulometria da parte del
Direttore Lavori.
In ogni caso l'Appaltatore dovr provvedere a suo onere alla formulazione delle granulometrie delle sabbie
usate ogni qualvolta la Direzione Lavori ne faccia richiesta; le granulometrie dovranno essere determinate con
tele e stacci UNI 2331-2/80 ed UNI 2332-1/79.

DOSATURA DEI GETTI


Il cemento e gli aggregati sono di massima misurati a peso, mentre lacqua normalmente misurata a volume.
LAppaltatore dovr adottare, in accordo con la vigente normativa, un dosaggio di componenti (ghiaia, sabbia,
acqua, cemento) tale da garantire le resistenze indicate sui disegni di progetto. Dovr inoltre garantire che il
calcestruzzo possa facilmente essere lavorato e posto in opera, in modo da passare attraverso le armature,
circondarle completamente e raggiungere tutti gli angoli delle casseforme.
Dovranno comunque sempre essere raggiunte le caratteristiche e la classe di resistenza previste a progetto.
Il rapporto acqua/cemento dovr essere indicato e conforme alle prescrizioni di durabilit dettate dalla
normativa.
Qualora venga utilizzato un additivo superfluidificante il rapporto acqua/cemento potr essere usato a
compensazione della quantit dacqua; il dosaggio dovr essere definito in accordo con le prescrizioni del
produttore, con le specifiche condizioni di lavoro e con il grado di lavorabilit richiesto.
Come gi indicato luso di additivi dovr essere autorizzato dalla Direzione dei Lavori.

CONFEZIONE DEI CALCESTRUZZI


Dovr essere eseguita in ottemperanza al D.M. 14 Gennaio 2008 (NTC2008) capitolo 11.2.2 e 11.2.3 e la
relativa Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009 Istruzioni per lApplicazione Nuove Norme Tecniche
Costruzioni di cui al Decreto Ministeriale 14 gennaio 2008.
E' prescritto l'uso di calcestruzzo preconfezionato. Tutte le cautele e le prescrizioni esposte precedentemente
dovranno essere applicate anche dal produttore del calcestruzzo preconfezionato. La Direzione dei Lavori si
riserva comunque il diritto, dopo accordi e con il supporto dellAppaltatore, di accedere agli impianti di
preconfezionamento, eseguendo tutti i controlli e gli accertamenti che saranno ritenuti opportuni.
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CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO
La Direzione dei Lavori richieder comunque documenti comprovanti il dosaggio e la natura dei componenti
del calcestruzzo fornito.
L'appaltatore , comunque, responsabile unico delle dosature dei calcestruzzi e della loro rispondenza per
l'ottenimento delle resistenze richieste nei disegni e documenti contrattuali.
Gli impianti a mano sono ammessi per piccoli getti non importanti staticamente e previa autorizzazione del
Direttore dei Lavori.

GETTO DEL CALCESTRUZZO


Il getto verr eseguito secondo le normative contenute nella Linee guida per la messa in opera del calcestruzzo
strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo indurito mediante prove non
distruttive del febbraio 2008 a cura del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il getto dovr essere eseguito
con cura, opportunamente costipato ed eventualmente vibrato secondo le prescrizioni del Direttore dei Lavori.
Le interruzioni di getto dovranno essere evitate e comunque autorizzate dal Direttore dei Lavori. Le riprese
dovranno essere eseguite in modo da trovarsi in zone di momento flettente nullo nelle strutture inflesse ed in
modo da essere perpendicolari allo sforzo di compressione nelle strutture verticali. Quando la ripresa avviene
contro un getto ancora plastico, si dovr procedere a previa boiaccatura del getto esistente. Se il getto esistente
e' in fase di presa, occorre scalpellarlo e mettere a vivo la ghiaia quindi bagnare, applicare uno strato di malta
di cemento di 1 - 2 cm. e procedere al nuovo getto. Qualora richiesto dalla Direzione dei Lavori, l'appaltatore
dovr provvedere all'uso di additivi per la ripresa senza onere per il Committente.
Le strutture in fase di maturazione dovranno essere protette dal gelo, dal caldo eccessivo e dalle piogge
violente; cos pure sulle strutture suddette dovr essere vietato il transito di persone, mezzi o comunque
qualsiasi forma di sollecitazione.
La maturazione con riscaldamento locale diffuso e' ammessa solo previo accordo scritto con la Direzione dei
Lavori.
Prescrizioni esecutive
I getti delle solette a sbalzo dovranno essere sempre eseguiti contemporaneamente al getto del solaio. Per
sbalzi emergenti da setti o pareti verticali interessanti 1 o pi piani ammesso il getto della soletta in tempo
successivo a quello delle pareti se previsto dalle prescrizioni di progetto e con gli accorgimenti ivi contenuti.
Nei getti dovranno essere inserite tutte le casserature, cassette, tubi, ecc. atti a creare i fori, le cavit, i passaggi
indicati nei disegni delle strutture e degli impianti tecnologici, come pure dovranno essere messi in opera
ferramenta varia (inserti metallici, tirafondi, ecc.) per i collegamenti di pareti e di altri elementi strutturali e/o
di finitura.
Sono vietati, salvo approvazione della Direzione dei Lavori, i getti contro terra.
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Indipendentemente dalle dosature, i getti di calcestruzzo eseguiti dovranno risultare compatti, privi di
alveolature, senza affioramento di ferri; i ferri, nonch tutti gli accessori di ripresa (giunti di neoprene,
lamierini, ecc.) e tutti gli inserti dovranno risultare correttamente posizionati; tutte le dimensioni dei disegni
dovranno essere rispettate ed a tal fine il costruttore dovr provvedere a tenere anticipatamente in
considerazione eventuali assestamenti o movimenti di casseri ed armature.
Tutti gli oneri relativi saranno compresi nel costo del calcestruzzo, a meno che esplicito diverso richiamo
venga fatto nell'elenco voci del progetto.
I getti delle strutture destinate a ricevere una finitura di sola verniciatura dovranno essere realizzati con casseri
atti a garantire una superficie del getto la pi liscia possibile. Eventuali irregolarit dovranno essere rettificate
senza oneri aggiuntivi.
Provini
Durante la confezione dei calcestruzzi l'appaltatore dovr prevedere il prelievo e la conservazione dei provini
di calcestruzzo in numero sufficiente secondo quanto prescritto dalle Nuove Norme Tecniche di cui al D.M.
14/01/2008 capitolo 11.2.4 e 11.2.5 .
Vibrazione
Le norme ed i tipi di vibrazione dovranno essere approvati dal Direttore dei Lavori sempre restando
l'Appaltatore responsabile della vibrazione e di tutte le operazioni relative al getto, L'onere delle eventuali
vibrazioni e' sempre considerato incluso nel prezzo del getto.
Condizioni climatiche
Sono vietati i getti con temperatura sotto zero e con prevedibile discesa sotto lo zero.
Fino a temperatura -5 C il Direttore dei lavori, d'accordo con l'Impresa, sar arbitro di autorizzare i getti
previa sua approvazione degli additivi e delle precauzioni da adottare, sempre restando l'appaltatore
responsabile dell'opera eseguita; conseguentemente il Direttore dei Lavori e' autorizzato ad ordinare
all'appaltatore di eseguire a proprio onere (dell'Appaltatore) la demolizione dei getti soggetti a breve termine a
temperatura eccessivamente bassa e non prevista.
I getti con temperatura superiore a 32 C dovranno essere autorizzati dalla Direzione Lavori.
L'appaltatore e' obbligato all'innaffiamento costante dei getti in fase di maturazione per un minimo di 8 giorni
e/o nei casi di getti massicci secondo indicazioni della Direzione Lavori.
Tolleranze
La tolleranza ammessa nella planarit dei getti, misurata con una staggia piana di 3 m, di +/-4 mm per tutti
gli orizzontamenti.
La tolleranza ammessa per la verticalit dei getti misurata sull'altezza di un interpiano (intervallo tra due
orizzontamenti parziali o totali) di +/- 1 cm. non accumulabile per piano.
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La tolleranza globale ammessa per la verticalit dei getti, misurata sullaltezza totale degli elementi, pari a
1/1000 della altezza stessa.
La tolleranza ammessa per le misure in piano, riferita ad ogni piano e non cumulabile, pari 1 +/-1 cm. per la
massima dimensione in pianta.
Art. 7
Osservanza del Capitolato Speciale e delle ormative vigenti

Lappalto soggetto allesatta osservanza di tutte le condizioni stabilite dal presente Capitolato Speciale,
nonch di tutte le leggi vigenti sul territorio nazionale e al livello locale, con particolare riguardo a quelle
riguardanti la Sicurezza e lIgiene dei luoghi di lavoro (Testo Unico della Sicurezza D. Lgs. 81/08 e s.m.i.), le
N.T.C. 2008 e le Normative tecniche UNI. LAppaltatore dovr altres rispettare tutte le leggi, disposizioni e
regolamenti che dovessero entrare in vigore durante lesecuzione dei lavori.

Art. 8
Documenti che fanno parte del Contratto

Fanno parte integrante del contratto dappalto, oltre al presente Capitolato Speciale, il Computo metrico
e lElaborato grafico progettuale in allegato, nonch tutte le leggi, norme e regolamenti vigenti alla data del
contratto stesso, anche se non allegate.

Art. 9
Piano Operativo di Sicurezza e documentazione di cantiere

Limpresa affidataria e le eventuali imprese esecutrici in subappalto dovranno redigere il Piano


Operativo di Sicurezza (ai sensi del Titolo IV art. 89 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e nel rispetto dei contenuti
minimi All. XV). I P.O.S. dovranno pervenire al Coordinatore della Sicurezza per lEsecuzione dellopera
(qualora nominato) entro una settimana dallinizio dei lavori. Il C.S.E. verificher la completezza dei vari
P.O.S. , la loro congruenza con leventuale P.S.C. e li approva, prima dellinizio dei lavori. Comunque, anche
in caso di mancata nomina del C.S.E., o di assenza del P.S.C. (cio in presenza di ununica impresa,
affidataria ed esecutrice) essa dovr consegnare il P.O.S. al Direttore dei Lavori una settimana prima
dellinizio dei lavori.

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Limpresa affidataria e le eventuali altre imprese esecutrici in subappalto sono tenute a produrre prima
dellinizio dei lavori il D.U.R.C. in corso di validit e tutta la documentazione tecnico-amministrativa di
cantiere obbligatoria per legge che il D.L. ed il C.S.E. richiederanno.

Art. 10
Subappalti

Limpresa aggiudicataria ha facolt di subappaltare parte dei lavori, nei modi e nelle forme previste dalla
Normativa vigente. Limpresa tenuta a dichiarare in fase di offerta le categorie di lavori per le quali intende
avvalersi del subappalto e i riferimenti delle Ditte a cui intende affidare i subappalti in modo da consentire
prima dellinizio dei lavori la procedura di nomina del C.S.E. e la conseguente Notifica Preliminare alle
autorit competenti.
In caso di subappalto parziale dei lavori ( escluso espressamente il subappalto totale), resta in ogni caso
sempre integra la responsabilit dellImpresa affidataria che deve continuare a rispondere, pienamente e
direttamente, nei confronti della Committenza, della regolare esecuzione dei lavori, del loro coordinamento e
del preciso adempimento di tutti gli impegni presi. Ove limpresa faccia ricorso ad altre Ditte per la
manodopera o la fornitura di materiali, essa tenuta a prescegliere Ditte che si impegnino formalmente ad
osservare nei confronti delle proprie maestranze, per i lavori di cui al presente Contratto, i contratti collettivi
di lavoro.
Limpresa aggiudicataria deve inoltre effettuare la valutazione tecnico-organizzativa di tutte le imprese
subappaltatrici e degli eventuali lavoratori autonomi chiamati a collaborare allesecuzione dei lavori.

Art. 11
Direzione dei Lavori, Direzione del cantiere e Coordinatore della Sicurezza per lesecuzione dei lavori

Il Committente ha lonere di nominare un Direttore dei Lavori, il quale ha il compito di controllare e


verificare lesecuzione a regola darte dei lavori in conformit alla documentazione dappalto fornita
allimpresa esecutrice, con lobiettivo ultimo della ottimale realizzazione delle opere, nei tempi previsti e con
la massima soddisfazione del Committente stesso.
Allo stesso modo lappaltatore deve affidare la Direzione di cantiere a persona fornita di adeguati
requisiti di idoneit tecnica e morale, alla quale conferisce i poteri necessari per lesecuzione dei lavori in
oggetto e nominare un Preposto, anchegli tecnicamente competente, che sia costantemente presente in
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cantiere; inoltre tenuto a comunicarne i nominativi ed i recapiti alla Direzione Lavori prima della data di
inizio dei lavori stessi.
Il Coordinatore in materia di sicurezza e salute durante la realizzazione dellopera (Coordinatore della
Sicurezza per lesecuzione o CSE) nominato a cura del Committente. Detta figura, in possesso dei requisiti
previsti dallart. 98 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i., esamina e approva il Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.)
prodotto dallImpresa (o dalle Imprese), ne verifica lapplicazione e collabora con il Direttore dei Lavori con
opportune azioni di coordinamento e controllo, secondo quanto disposto dallart. 92 del D. Lgs. gi
richiamato, al fine di garantire la corretta esecuzione delle procedure di lavoro nel rispetto della salute e
sicurezza dei lavoratori. Il Coordinatore ha facolt di sospendere, in caso di pericolo grave ed imminente
direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati
dallImpresa esecutrice.
Il Coordinatore della Sicurezza per lEsecuzione provvede altres alla redazione del Piano di Sicurezza e
Coordinamento (P.S.C.) nel caso in cui, pur non essendo stato nominato in fase preliminare il Coordinatore
della Sicurezza per la Progettazione, sopraggiungano in fase di aggiudicazione dellappalto le condizioni
previste dal suddetto D. Lgs. 81/08 che obblighino a tale procedura (presenza di pi imprese esecutrici anche
non simultanee).

Art. 12
Oneri a carico dellAppaltatore

Fanno carico allAppaltatore:


- lorganizzazione e lallestimento del cantiere, la recinzione dellintera area di lavoro e stoccaggio dei
materiali in modo da renderla inaccessibile ai non addetti, limpiego dei mezzi dopera, le opere provvisionali
e tutte le misure e i dispositivi previsti da normative e regolamenti vigenti in materia di sicurezza atti a
garantire la salute dei lavoratori e ligiene del cantiere in ogni fase esecutiva, nonch a evitare sinistri e/o
danni a cose o persone estranee allattivit di lavoro;
- la sorveglianza sulla disciplina delle maestranze di cantiere;
- lesecuzione di tutti i lavori a regola darte, in conformit al progetto e a quanto contenuto nella
documentazione dappalto; lAppaltatore o il Direttore di cantiere sono tenuti a chiedere alla Direzione Lavori
eventuali chiarimenti e tempestive disposizioni circa particolarit che non risultino chiare dalla descrizione
delle opere e comunque dai documenti contrattuali;
- la predisposizione delle attrezzature e dei mezzi dopera occorrenti per lesecuzione dei lavori
affidatigli, nonch degli strumenti necessari per tracciamenti, rilievi, misurazioni e controllo dei lavori stessi;
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le attrezzature ed i mezzi dopera dovranno essere in buono stato di manutenzione e utilizzati da personale
addestrato a quel compito, in ottemperanza a quanto previsto dalle normative vigenti;
- la fornitura di materiali, manodopera e mezzi eventualmente occorrenti per le prove di collaudo;
- il costo delle prove di carico dei provini di materiali (calcestruzzo, acciaio) e dellemissione di
certificati da parte dei laboratori di prova;
- lo scarico, il trasporto, e lo stoccaggio nellambito del cantiere di tutti i materiali approvvigionati
necessari allesecuzione delle opere;
- la rimozione, il carico ed il trasporto a discarica autorizzata di tutti i materiali di rifiuto prodotti
durante le fasi di lavorazione;
- la sorveglianza del cantiere, la sua pulizia, la smobilitazione dello stesso, con lo sgombero- a lavori
ultimati- delle attrezzature, dei materiali residui e di tutto ci che stato utilizzato per lesecuzione delle
opere.
- il rispetto del Regolamento condominiale in particolare in merito alla produzione di rumore durante i
lavori (rispetto degli orari di riposo) e alle interferenze con la fruizione degli spazi condominiali.
Lesecutore dei lavori inoltre tenuto a stipulare una polizza assicurativa per la copertura di danni di
esecuzione e responsabilit civile verso terzi nelle forme e nei modi previsti dalla legge, qualora non ne abbia
gi una idonea.
LAppaltatore ha lobbligo di sgomberare il cantiere dai materiali, dai mezzi dopera e da impianti di sua
propriet entro 7 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, nonch di provvedere alla pulizia finale dei luoghi
in modo da restituire le aree occupate dal cantiere nello stato di efficienza e di decoro presenti prima
dellinizio dei lavori stessi.

Art. 13
Oneri a carico del Committente

Fanno carico al Committente:


- la stesura del Contratto dAppalto, le spese e le eventuali tasse relative;
- le competenze professionali relative alla Direzione Lavori ed eventualmente ai Coordinatori della
Sicurezza, come richiesto dal D.Lgs. n81/08 (Testo unico sulla sicurezza) e s.m.i.
- la disponibilit di un locale spogliatoio per le maestranze e di un luogo riparato e sicuro per lo
stoccaggio dei materiali deperibili e delle attrezzature da lasciare in cantiere, compatibilmente con la presenza
di adeguati spazi condominiali;

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- la disponibilit a facilitare le operazioni di lavoro ed alla collaborazione per assicurare lesecuzione
delle lavorazioni nella massima rapidit, efficacia e sicurezza possibili; nello specifico, data la natura dei
lavori previsti, i Condomini saranno pregati di attenersi ai percorsi messi in sicurezza e opportunamente
delimitati e segnalati ad opera dellImpresa su indicazione e sotto la supervisione della Direzione Lavori.
- lo sgombero preventivo delle aree di lavoro da suppellettili, veicoli

e quantaltro ostacoli le

lavorazioni, e la loro successiva ricollocazione e/o rimontaggio nei luoghi e nelle condizioni di origine a fine
lavori;
- la fornitura di acqua ed energia elettrica necessari allesecuzione delle opere;
- Il pagamento dellI.V.A. sullimporto totale dei lavori.

Art. 14
Disciplina del cantiere

LAppaltatore e responsabile della disciplina e del buon ordine nel cantiere e ha lobbligo di osservare e far
osservare al proprio personale le norme di legge e di regolamento.
LAppaltatore, tramite il direttore di cantiere assicura lorganizzazione, la gestione tecnica e la conduzione del
cantiere.
La direzione del cantiere e assunta dal direttore tecnico dellImpresa o da altro tecnico formalmente
incaricato dallAppaltatore ed eventualmente coincidente con il rappresentante delegato.
In caso di appalto affidato ad associazione temporanea di imprese od a consorzio, lincarico della direzione di
cantiere e attribuito mediante delega conferita da tutte le imprese operanti nel cantiere; la delega deve
indicare specificatamente le attribuzioni da esercitare dal direttore anche in rapporto a quelle degli altri
soggetti operanti nel cantiere.
Il Direttore dei Lavori ha il diritto, previa motivata comunicazione allappaltatore, di esigere il cambiamento
del direttore di cantiere e del personale per indisciplina, incapacit o grave negligenza.
Limpresa affidataria comunque in tutti i casi responsabile dei danni causati dallimperizia o dalla
negligenza dei suoi agenti ed operai, anche se di imprese subappaltatrici, nonch della malafede o della frode
nella somministrazione o nellimpiego dei materiali.

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Art. 15
Orario di lavoro e lavoro straordinario

Lorario giornaliero dei lavori sar quello stabilito dal contratto collettivo valevole nella zona o da quello
risultante dagli accordi locali, compatibilmente con il rispetto della quiete e del silenzio negli orari previsti dal
Regolamento condominiale.
LAppaltatore pu ordinare ai propri dipendenti di lavorare oltre il normale orario giornaliero, dandone
preventiva comunicazione al Direttore dei Lavori.
Questi pu vietare lesercizio di tale facolt qualora ricorrano motivati impedimenti di ordine tecnico o
organizzativo. In ogni caso LAppaltatore non ha diritto ad alcun compenso oltre i prezzi contrattuali.
Salva losservanza delle norme relative alla disciplina del lavoro, se il Direttore dei Lavori ravvisa la necessit
che i lavori siano continuati ininterrottamente o siano eseguiti in condizioni eccezionali, su autorizzazione del
Committente ne d ordine scritto allAppaltatore, il quale e obbligato ad uniformarvisi, salvo il diritto al
ristoro del maggior onere.
Allinfuori dellorario normale e nei giorni festivi lImpresa non potr eseguire lavori che richiedano la
presenza del Direttore dei Lavori.

Art. 16
Varianti in corso dopera lavori extra-Capitolato

Al Committente riconosciuta la facolt insindacabile di introdurre nelle opere, allatto esecutivo, le


varianti che dovesse ritenere opportune per mutate esigenze o per il miglioramento della riuscita dellopera.
LAppaltatore, in tal caso, non potr pretendere alcun compenso speciale e/o indennit di nessun genere e
specie (a meno che tali varianti non comportino notevoli modificazioni nelle singole quantit delle varie voci
dopera del Computo metrico) oltre il pagamento dei lavori eventualmente eseguiti in pi rispetto a quelli
inizialmente previsti nel Computo metrico in allegato; le quantit eventualmente eccedenti saranno pagate
secondo i relativi prezzi aggiudicati allimpresa in fase di gara dappalto.
LAppaltatore non potr introdurre alcuna variante alle opere appaltate senza la previa autorizzazione
del Committente e del D.L. . In caso contrario sar tenuto, dietro richiesta della Direzione Lavori, al ripristino
della conformit a quanto stabilito in sede di contratto.
Il D.L. ha facolt, in accordo con la Committenza, di richiedere allImpresa appaltatrice lavori extraCapitolato. LImpresa appaltatrice produrr un preventivo di spesa che sar valutato dal D.L. il quale, se lo

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riterr congruo, previa approvazione della Committenza, ordiner formalmente lesecuzione dei lavori extra
mediante apposito Ordine di Servizio controfirmato per accettazione da un rappresentante dellImpresa.

Art. 17
Consegna dei lavori Sospensioni e riprese

La consegna dei lavori e dellarea di cantiere avverr con apposito Verbale di Inizio Lavori redatto dal
Direttore dei Lavori e sottoscritto da un rappresentante dellImpresa affidataria. Dalla data di detto verbale
verr computato il tempo utile, previsto dal contratto di appalto, per dare il lavoro finito.
Data la natura in esterno dei lavori, in caso di prolungate ed eccezionali avversit meteorologiche, il
D.L. pu, a sua discrezione, sospendere i lavori o comunque valutare di operare uno slittamento del termine di
consegna dei lavori stessi pari ai giorni di inattivit.
Qualora si procedesse alla sospensione e successivamente alla ripresa dei lavori, lo stesso Direttore dei
Lavori rediger degli appositi verbali; la sospensione comporter pari slittamento del tempo di esecuzione
inizialmente previsto.

Art. 18
Durata dei lavori Penali per ritardo

La durata massima dei lavori fissata in giorni lavorativi centoventi a decorrere dalla data di consegna
dei lavori stessi alla Impresa affidataria. Tale durata massima stata valutata tenendo conto di eventuali
imprevisti, variazioni in corso dopera e complessit organizzative, nonch ad eventuali occasionali avversit
atmosferiche (trattandosi di lavori allaperto) che potrebbero rallentare il regolare svolgimento delle fasi
lavorative.
La penale pecuniaria rimane stabilit in misura di euro 250,00 per ogni giorno di ritardo rispetto alla
data prevista per lultimazione dei lavori.

Art. 19
Fine Lavori Collaudo

Al termine dei lavori il Direttore dei Lavori rediger il Verbale di Ultimazione Lavori.
In generale, il Collaudo finale di lavori di opere edili non strutturali viene effettuato dallo stesso
Direttore dei Lavori entro 30 gg. dalla data del Verbale di Ultimazione Lavori. Il D.L. redige il Certificato di
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regolare esecuzione con il quale attesta il corretto e completo adempimento da parte dellImpresa degli
obblighi contrattuali e lesecuzione a regola darte e con i materiali prescritti di tutte le opere previste dal
presente Capitolato. Contestualmente al Collaudo verr verificata la regolarit e la completezza di tutte le
eventuali Certificazioni di legge a corredo dei lavori (Dichiarazione di conformit ai sensi del D.M. 37/08 e
s.m.i., ecc.).
Trattandosi, nel caso specifico, per la maggior parte di opere strutturali, sar necessario procedere al
Collaudo statico delle strutture. Secondo quanto disposto dalle Norme Tecniche delle Costruzioni di cui al
D.M 14.01.2008 e dallart. 65 del D.P.R. 380/01 e s.m.i., infatti, tutte le opere di ingegneria civile che
assolvono ad una funzione portante sono soggette a collaudo statico, da eseguirsi con le modalit previste dal
Cap. 9 delle Norme stesse.
Il Collaudatore un tecnico estraneo al processo edilizio, nominato dalla Committenza prima
dellinizio dei lavori, e non deve essere coinvolto nella fase di progettazione ed esecuzione dellopera. Per
svolgere questattivit necessaria liscrizione allOrdine Professionale di appartenenza (Architetti o
Ingegneri) da almeno dieci anni. La Normativa vigente pone in capo al Collaudatore responsabilit civile e
penale in coesistenza con lAppaltatore, il Direttore dei Lavori, il Progettista ed il Committente.
Il collaudo statico osserver la seguente successione di operazioni :
-

trascorsi almeno 28 giorni dalla data dellultimo getto di calcestruzzo strutturale, il Direttore dei
Lavori rediger la Relazione a strutture ultimate corredata dai certificati di prova dei materiali
(calcestruzzo e acciaio) dandone comunicazione al Collaudatore statico;

il Collaudatore eseguir le prove e le verifiche previste dal paragrafo 9.1 e 9.2 delle NTC 2008
applicabili al caso, secondo la sua responsabile discrezionalit (ad es. prove di carico sondaggi,
monitoraggi della struttura, ecc.), e rilascer dichiarazione scritta attestante lesito del collaudo stesso.
Tali verifiche dovranno eventualmente essere eseguite anche in corso dopera per gli elementi non pi
ispezionabili al proseguire della costruzione (ad. es. fondazioni, prima dellinterramento). Il certificato
definitivo di collaudo sar emesso entro 60 gg dal fine lavori.
Nel corso dellesecuzione delle opere lImpresa esecutrice delle opere strutturali tenuta a sue spese

allesecuzione dei prelievi di campioni di calcestruzzo e acciaio, e allesecuzione delle necessarie prove di
laboratorio, nonch a fornire i certificati di origine e di controllo di qualit come previsto dai cap. 11.2 e 11.3
delle Norme Tecniche di cui al D.M 14.01.2008 gi citato.
In sostanza, lattivit di controllo del Collaudatore si basa essenzialmente sui seguenti criteri di analisi:
conformit tra quanto autorizzato dal Genio Civile (documenti di progetto) rispetto a quanto realizzato
dall'impresa esecutrice (stato di consistenza delle opere), esame dei certificati dei materiali costruttivi e dei

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verbali di prove eseguite sulle strutture, analisi delle procedure di calcolo strutturale adoperate dal Progettista
dellopera e dei documenti redatti dal Direttore dei Lavori, come la Relazione a Strutture ultimate.
Le strutture prive di Collaudo statico non possono essere messe in esercizio.

Art. 20
Accertamento e misurazione dei lavori

La Direzione Lavori potr procedere in qualunque momento durante lesecuzione dei lavori allaccertamento
ed alla misurazione delle opere compiute; ove lImpresa non si prestasse ad eseguire in contraddittorio tali
operazioni le sar assegnato un termine perentorio, scaduto il quale le misurazioni effettuate dufficio dalla
D.L. saranno considerate accettate. In tale caso, inoltre, lImpresa non potr avanzare alcuna richiesta per
eventuali ritardi nella contabilizzazione o nellemissione dei certificati di pagamento.

Art. 21
Conto finale

Si stabilisce che il Conto finale dei lavori verr compilato dal D.L. entro 60 giorni dalla data del Verbale
di ultimazione lavori e comunque dopo il Collaudo statico e la redazione del Certificato di regolare esecuzione
(cfr. articolo precedente).

Art. 22
Pagamenti

I pagamenti saranno effettuati secondo la seguente modalit e tempistica:

10% dellimporto totale come ACCONTO alla consegna dei lavori;

20% primo S.A.L. a 30 gg dallinizio lavori;

20% secondo S.A.L. a 60 gg. dallinizio lavori;

40% dellimporto totale al termine dei lavori;

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10% a SALDO entro 60 giorni dalla data di ultimazione dei lavori ad avvenuto COLLAUDO,
rilascio del Certificato di regolare Esecuzione e del Conto Finale dei lavori da parte del
Direttore dei Lavori e consegna di tutte le eventuali Certificazioni necessarie da parte
dellImpresa affidataria.

La Direzione Lavori provveder a constatare lo stato di avanzamento dei lavori, a quantificarne


limporto in base ai prezzi aggiudicati, a valutare ed approvare gli importi di eventuali lavori realizzati extraCapitolato, a predisporre i successivi S.A.L. e a dare mandato allAmministrazione Condominiale di
procedere ai pagamenti corrispondenti, a seguito dellemissione del rispettivo Certificato di pagamento. Si
stabilisce che i pagamenti saranno effettuati dallAmministrazione tramite bonifico bancario su c/c indicato
dallImpresa affidataria, previa emissione di fattura da parte della stessa.
Le condizioni di pagamento potranno essere eventualmente modificate in fase di stesura del Contratto di
appalto vero e proprio, in accordo con lImpresa aggiudicataria, per adattarle a specifiche esigenze della
Committenza.

Art. 23
Difetti di costruzione Inadempienze - Garanzia

LImpresa tenuta a rieseguire a sue spese le lavorazioni che il Direttore dei lavori accerta eseguite non
a regola darte o con materiali diversi da quelli previsti e concordati o che, dopo la loro accettazione e messa
in opera, abbiano rivelato difetti o inadeguatezze; qualora lAppaltatore non ottemperi allordine ricevuto, si
procede dufficio a quanto necessario per il rispetto del contratto.
In caso di inadempienze da parte dellImpresa degli obblighi derivanti dal presente Capitolato, la
Committenza si riserva la facolt di rescindere il contratto mediante semplice denuncia scritta. Tale facolt
inoltre valida in caso di reiterate segnalazioni di gravi inadempienze in merito al rispetto delle norme di
sicurezza che il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione far pervenire al Committente.
Lappaltatore tenuto alla garanzia per le difformit e i vizi dellopera, come prescritto dagli artt. 16671668-1669 del Codice Civile.

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Art. 24
Controversie

Nel caso sorgessero contestazioni o controversie tra la Committenza e lImpresa esecutrice dei lavori, la
competenza del giudice ordinario ed il Foro competente quello di Roma.

Roma, l 27/01/2014
Il tecnico incaricato

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