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Grilli Valentina V A l.c.

IL DELITTO MATTEOTTI
10 giugno 1924:
storia di un “delitto totalitario”
La nascita di una dittatura
Mussolini era al governo ed essendo il suo partito rappresentato con 46 deputati alla Camera
propose una nuova legge elettorale, la cosiddetta “legge Acerbo” del 1924 con l’introduzione del
premio di maggioranza.

A tali elezioni i fascisti si presentarono con il


“Listone” ed ottennero la maggioranza
assoluta (4300000 voti).

Le opposizioni denunciano le violenze subite


durante le elezioni e Giacomo Matteotti
raccoglie un’ampia documentazione sulle
illegalità commesse dal fascismo.
La denuncia delle illegalità del fascismo
Giovan Battista Migliori: "In Milano io stesso ho potuto assistere [...] si stava
svolgendo un comizio di poche persone in un’aula scolastica su porta
Venezia, io arrivo a cose incominciate e poco dopo di me prima che io
prendessi la parola viene un gruppetto di fascisti che aggrediscono
immediatamente a botte quelli che erano presenti senza nemmeno
giustificare la ragione di questa loro furia".
Giovan Battista Migliori,
dirigente del partito popolare

Eugenio Artom: "per la campagna elettorale vi era uno stato di paura


talmente grande per cui era impossibile fare qualsiasi manifestazione
propagandistiche qualsiasi manifestazioni propagandistiche è bastato che
qualcuno entrasse la tipografia che stampa per mio conto e incendiasse i
miei stampati perché il terrore si manifestasse in tutta la mia città".

Eugenio Artom
candidato per il gruppo liberale giolittiano
La denuncia delle illegalità del fascismo
Pietro Nenni, leader del partito socialista italiano: “Questo clima di alimentò nel corso delle
lezioni di aprile del 1924 e subito dopo e toccò una delle sue punte più alte quando Giacomo
Matteotti dalla tribuna parlamentare denunciò la truffa delle elezioni dell'aprile ed elencò gli
episodi più caratteristici di quella truffa e di quella violenza ammantata di legali”

Matteotti con il suo discorso ha denunciato:


- l’assassinio dell’onorevole Piccini
- la mancata garanzia della segretezza del voto
- i casi di elettori accompagnati in cabina dai fascisti
- le intimidazioni a molti candidati
- l’impossibilità per gli oppositori di presentare le liste e di
svolgere la propaganda

Egli concluse il discorso dicendo: “Noi deploriamo che si voglia


dimostrare che solo il nostro paese nel mondo non sa reggersi
da sè e che deve essere governato con la forza”

Giacomo Matteotti,
segretario partito socialista unitario
L’assassinio di Matteotti

Avanti!, 15 giugno 1924

Il 10 giugno 1924, 10 giorni dopo il discorso alla Camera Matteotti viene aggredito sul lungotevere
Arnaldo da Brescia mentre si reca a Montecitorio e trascinato in macchina: gli aggressori sono Amerigo
Dumini, Albino Volpi, Augusto Malacria, Amleto Poveromo e Giuseppe Viola.
Si verrà a conoscenza dell’avvenimento solo il giorno seguente e il governo cercherà di nascondere la
verità con un atteggiamento elusivo tant’è che Mussolini stesso affermerà: “l’onorevole Matteotti è
scomparso in circostanze non ancora ben precisate”.
Mussolini ordinò esplicitamente di uccidere Matteotti?
Questo costituisce uno degli enigmi irrisolti della storia fascista:

Antonio Scurati, scrittore Mauro Canali, storico

Antonio Scurati sostiene che Marinelli Mauro Canali ritiene invece che non vi
avendo assistito ad una sfuriata di siano dubbi sul fatto che fosse un delitto
Mussolini diede ordine a Dumini di volontario sulla base della testimonianza
organizzare il sequestro di Matteotti e presente in una lettera di Dumini nella
che probabilmente nel piano originario quale viene indicato come mandante
non dovessero neanche ucciderlo. Mussolini.
La reazione all’omicidio Matteotti
Nelle settimane che seguirono la scomparsa di Matteotti cresce l’indignazione del paese e alcune
persone coinvolte nel delitto vengono arrestate fra cui Cesare Rossi e Filippo Filippelli.

Ci fu un imprevisto nel piano di Mussolini in


quanto venne annotata e segnalata la targa
dell’auto in cui morì l’onorevole Matteotti.

Mussolini agisce per disperdere le


responsabilità e lascia che cadano i sospetti
su diverse persone che verranno poi
arrestate.
Coinvolge Rossi, Marinelli, Dumini così
da liberarsi di coloro che l’opinione
pubblica riteneva i “secondi mandanti”.

Il popolo, 14 giugno 1924


L’ipotesi di Canali: il discorso come concausa
Secondo lo storico Canali il discorso tenuto da Matteotti in parlamento fu una concausa del suo
omicidio, affermandosi come capo determinato dell’opposizione anche per via della redazione dell’opera
“Un anno di dominazione fascista” dove elenca le illegalità commesse dal partito fascista lo indica a
Mussolini.

Canali ritiene infatti ci sia un elemento di fondo


affaristico legato agli affari petroliferi.
La Sinclair era una società petrolifera
americana che grazie alla corruzione aveva
firmato con Mussolini la “Convenzione
Sinclair” che gli assicurò l’esclusiva nella
ricerca del petrolio in Italia e nelle colonie.
Quando Matteotti cominciò a preparare il
discorso dell’11 giugno circolò la voce cui
stesse preparando un discorso dettagliato,
grazie anche a dei documenti ottenuti dal
governo inglese, proprio sulla corruzione
fascista riguardante la questione Sinclair Oil. Avanti! 17 giugno 1924
Il ritrovamento del corpo
Il cadavere di Matteotti venne ritrovato 2 mesi dopo la sua
scomparsa in pessime condizioni in una buca poco
profonda, piegato in due e ricoperto da uno strato di foglie
e terriccio: in molti ritengono che il ritrovamento fu
abilmente pilotato.

L’indagine della magistratura e il


Il cadavere di Mussolini venne
suo verdetto finale rinvenuto il 16 agosto 1924

I magistrati straordinari Mauro del Giudice e Umberto Tancredi ebbero per i primi sei mesi
ampia libertà di indagine e riesce ad identificare gli esecutori materiali arrestandoli: indagano
per delitto volontario giungono pertanto a colpire i responsabili ma non Mussolini.
In seguito questi verranno sostituiti con altri due vicini al partito fascista che saranno orientati
per il delitto involontario preterintenzionale.
Vengono dunque liberati Rossi e Marinelli e Mussolini stesso concede “l’amnistia Dumini” per
liberarlo: questo passerà alla storia con il nome di “processo farsa” di Chieti del 1926.
Le conseguenze politiche del delitto Matteotti
Il 27 giugno i deputati dei partiti di opposizione dichiararono
formalmente che ogni colloquio con i fascisti era divenuto
impossibile e abbandonarono pertanto l’aula di Montecitorio.
Turati in tal occasione affermò: “Noi parliamo mentre non c’è più un
parlamento. I suoi eletti stanno sull’Aventino delle loro coscienze
sinchè il sole della libertà non albeggi e l’imperio della legge non
sia restituito”.
Filippo Turati, leader partito socialista
italiano

Alla secessione aventiniana parteciparono 135 deputati mentre


rimasero in aula soli i fascisti, alcuni deputati vicini a Giolitti e altri
ancora incerti.
Ispiratore del gesto fu Giovanni Amendola che considerava
l’Aventino una risposta morale al fascismo e propone al paese i
termini di una democrazia liberale ma in assenza di oppositori
Mussolini aggiornò i lavori a tempo indeterminato.

Giovanni Amendola, partito


democratico italiano
Le conseguenze politiche del delitto Matteotti
Pietro Gobetti propose che a seguito dell’Aventino di costituire un parlamento straordinario e di
dichiarare illegittimo il governo guidato da Mussolini.
L’Aventino resta fuori dal Parlamento e invita il re Vittorio Emanuele III a destituire Mussolini ma
questo rispose: “sono cieco e sordo, i miei occhi e le mie orecchie sono solo la Camera e il
Senato”, dunque le invocazioni degli aventiniani rimasero senza risposta.
Il re avrebbe dovuto dimettere Mussolini per poi affidarsi alle forze istituzionali ma non lo fece
poichè in questo modo avrebbe dato fiato all’opposizione provocando anche i moti di piazza che
lui temeva.
In seguito però i deputati comunisti che avevano aderito all’Aventino se ne staccarono e alla
riapertura del parlamento rientrarono alla Camera ma anche Giolitti e Don Luigi Sturzo incitarono
gli aventiniani ad asternersi da questa protesta in quanto ormai sterile.

Umberto Terracini affermò: “L'uscita dei deputati


comunisti dall'Aventino o meglio il loro rientro nell'aula
seguì al rifiuto da parte dell'Aventino di proposta
formale che era stata ad esso presentata da Gramsci,
quella precisamente che l'Aventino si trasformasse e
dichiarasse Parlamento e incominciasse ad agire
come il vero parlamento nei confronti della
accozzaglia fascista che continuava a raccogliersi a
Pietro Gobetti, giornalista Umberto Terracini, Montecitorio".
partito comunista
Il discorso di Mussolini, 3 gennaio 1925
Il 3 gennaio 1925 Mussolini entrò in parlamento e fece un discorso in cui si assumeva la
responsabilità politica, morale e storica.

“Dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e davanti al


popolo italiano che io assumo, io solo, la responsabilità politica,
morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno
storpiate bastano ad impiccare un uomo fuori la corda! Se il
fascismo non è stato che olio di ricino e manganello e non
invece una passione superba della migliore gioventù italiana a
me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere
io sono il capo di questa associazione a delinquere. Se tutte le
violenze sono state il risultato di un determinato clima storico,
politico e morale, ebbene, a me la responsabilità".

Benito Mussolini

Il discorso è ritenuto da Renzo de Felice, storico del fascismo, l’atto costitutivo del fascismo
come regime autoritario.
“Uccidete pure me, ma l’idea che è in me
non l’ucciderete mai”
Sitografia:
- https://www.raiplay.it/video/2019/04/Quante-storie-b75bb4b3-3e38-4823-a3ad-9f5abf23
45b8.html
- https://www.youtube.com/watch?v=9UJKPsI90r8
- https://www.youtube.com/watch?v=vd10pufnCYw
- https://www.raiplay.it/video/2014/06/Il-tempo-e-la-Storia-Delitto-Matteotti-linizio-del-re
gime-del-10062014-9fcd93e3-5ffa-4a0e-928f-494678d1e3bd.html
- https://www.youtube.com/watch?v=JnOdlU_4hBg&t=621s
- https://www.youtube.com/watch?v=XjvyEn72ABQhttps://www.youtube.com/watch?v=
XjvyEn72ABQ
- https://www.youtube.com/watch?v=XjvyEn72ABQ&t=1s