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3 - Lo Stato Fascista

Il documento analizza le fasi del fascismo in Italia dal 1922 al 1936, evidenziando la transizione da un governo legalitario a un regime totalitario sotto Mussolini. Viene descritta la creazione di leggi repressive, l'adozione di politiche economiche corporativiste e l'alleanza con la Germania, culminando con la proclamazione dell'Impero. Inoltre, si discute l'importanza della propaganda e delle riforme istituzionali che hanno trasformato il sistema politico italiano in un regime plebiscitario.

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3 - Lo Stato Fascista

Il documento analizza le fasi del fascismo in Italia dal 1922 al 1936, evidenziando la transizione da un governo legalitario a un regime totalitario sotto Mussolini. Viene descritta la creazione di leggi repressive, l'adozione di politiche economiche corporativiste e l'alleanza con la Germania, culminando con la proclamazione dell'Impero. Inoltre, si discute l'importanza della propaganda e delle riforme istituzionali che hanno trasformato il sistema politico italiano in un regime plebiscitario.

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Il Fascismo in Italia

(1922-1936)
Le fasi del fascismo
1. Fase legalitaria (1922-1924)
I Fascisti fanno parte di un governo di
coalizione (fascisti, popolari e liberali).
Termina con le elezioni del 1924 e l’uccisione
di Matteotti.
2. Fase del regime (1925-1936)
Il governo diviene totalitario. Culmina con la
proclamazione dell’Impero.
3. Fase dell’alleanza con la Germania
(1936-1943).
Mussolini segue Hitler fino alla guerra.
Il fascismo “legalitario”
• Interno: “normalizzazione” del fascismo:
- creazione del Gran Consiglio del Fascismo (1923);
- creazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza
Nazionale (1923);
• Economia: orientamento liberista e riduzione
delle imposte.
• Esteri: buoni rapporti con GB, Francia, Usa
- riconoscimento dell’URSS;
- annessione di Fiume nel 1923 viene mandato un
esercito e nel 1924 con il Trattato di Roma viene
annessa all’Italia.
Primo discorso di Mussolini alla Camera (16/11/1922) dove
ottiene la fiducia (il "discorso del bivacco")

« Signori! Quello che io compio oggi, in quest'aula, è un atto di formale


deferenza verso di voi e per il quale non vi chiedo nessun attestato di
speciale riconoscenza. Da molti anni, anzi, da troppi anni, le crisi di
governo erano poste e risolte dalla Camera attraverso più o meno
tortuose manovre ed agguati […] io sono qui per difendere e potenziare
al massimo grado la rivoluzione delle "camicie nere", inserendola
intimamente come forza di sviluppo, di progresso e di equilibrio nella
storia della nazione. Mi sono rifiutato di stravincere e potevo stravincere.
Mi sono imposto dei limiti. Mi sono detto che la migliore saggezza è
quella che non ti abbandona dopo la vittoria. Con trecentomila giovani
armati di tutto punto, decisi a tutto e quasi misticamente pronti ad un mio
ordine, io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di
infangare il Fascismo. Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un
bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un
Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in
questo primo tempo, voluto. »
Il rafforzamento politico
• Usando il trasformismo, Mussolini cerca di
legare a sé gli uomini dei partiti alleati per
sfuggire al loro controllo (particolari attenzioni
sono rivolte ai cattolici).
• Nel 1923 la legge elettorale Acerbo introduce
il “premio di maggioranza” di 2/3 dei seggi per
la lista che ottiene il 25% dei voti.
• Mussolini presenta alle elezioni di aprile 1924
un “listone” “contro e fuori dai partiti” per
assicurare ai fascisti alleati e consensi.
Il delitto Matteotti
• Il listone vince le elezioni ma il deputato
socialriformista Matteotti denuncia, in un
discorso alla Camera, le violenze fasciste
che hanno accompagnato la votazione.
• Dopo pochi giorni viene rapito e ucciso.
(10 giugno 1924).
• L’episodio produce indignazione e suona
come un allarme per quanti hanno
sottovalutato il fascismo.
Il fallimento dell’ “Aventino”
• L’opposizione diserta il parlamento
(“secessione aventiniana”) per ottenere le
dimissioni di Mussolini. Anche gli alleati
sono perplessi.
• Ma Vittorio Emanuele III non interviene.
• Mussolini comprende che nessuno ha la
forza per rovesciarlo e, nel gennaio del
1925, sfida gli oppositori.
Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e
al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io
solo, la responsabilità politica, morale, storica di
tutto quanto è avvenuto. (Vivissimi e reiterati
applausi. Molte voci: “Tutti con voi! Tutti con voi!”).
Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare
un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non
è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una
passione superba della migliore gioventù italiana, a me
la colpa! (Applausi). Se il fascismo è stato
un’associazione a delinquere, io sono il capo di
questa associazione a delinquere! (Vivissimi
applausi. Molte voci: “Tutti con voi!”).
Se tutte le violenze sono state il risultato di un
determinato clima storico, politico e morale, ebbene a
me la responsabilità di questo, perché questo clima
storico, politico e morale io l’ho creato con una
propaganda che va dall’intervento ad oggi.
FASE DUE: il regime
Le leggi “fascistissime”
Approfittando di alcuni attentati
4/11/25 Tito Zaniboni avrebbe dovuto sparare a M. ma fu
arrestato in anticipo
7/4/26 Violet Gibson un’irlandese con problemi nervosi sparò a M.
mancandolo per poco
11/09/26 Gino Lucetti lanciò un bomba sull’auto di M. ma rimbalzò
e ferì 8 persone
31/10/’26 Anteo Zamboni un quindicenne linciato sul posto per
aver sparato a Bologna a Mussolini (mancandolo), forse dai
veri attentatori fascisti radicali legati a Roberto Farinacci

inizia la costruzione del regime:


FASE DUE: il regime
Le leggi “fascistissime”
 Limitazione libertà di stampa e associazione.
Persecuzione degli oppositori: confino o
carcere.
 Tribunale Speciale per la Sicurezza dello
Stato (un generale e 5 consoli della Milizia)
 Creazione dell’OVRA la polizia politica.
 Reintrodotta la pena di morte.
 Soppressi tutti i partiti.
 Vietato lo sciopero.
FASE DUE: il regime
Le leggi “fascistissime”
 Liquidazione della separazione dei poteri.
Legge sulle prerogative del Capo del governo:
il presidente del Consiglio diventava Capo del Governo
Primo Ministro Segretario di Stato elevando la sua
posizione rispetto alla collegialità del governo: rispondeva
solo al re.
 Non si poteva discutere nelle Camere nessuna legge senza
l’approvazione dell’esecutivo.
 I deputati aventiniani furono dichiarati decaduti.
 La "costituzionalizzazione" del Gran Consiglio e
l’esautorazione del parlamento

FASE DUE: il regime
Le leggi “fascistissime”
 Limitazione e delle autonomie locali: più
poteri ai prefetti (nelle province) e creazione
della figura del podestà di nomina regia (che
sostituisce i sindaci e le giunte comunali)

 «Lo stato fascista rivendica in pieno il suo


carattere di eticità: è cattolico, ma è fascista,
anzi soprattutto, esclusivamente,
essenzialmente fascista.» Mussolini, 1929
CORPORATIVISMO
• La conflittualità sociale viene progressivamente eliminata
facendo dello stato l’arbitro dei rapporti tra capitale e lavoro.
• Nell’ottobre 1925 venne firmato l’accordo di Palazzo Vidoni
(sede amministrativa del PNF) tra rappresentanti del patronato e dei
lavoratori: primi riconoscono solo sindacati fascisti, questi non
scioperano.
• Creata la Confederazione dei sindacati fascisti che
confluivano nelle corporazioni di tutte le attività produttive
• È la soluzione corporativa, che appare come una “terza via”
tra capitalismo e collettivismo.
• I suoi principi sono contenuti nella “Carta del Lavoro”
approvata nel 1927.
• Nel 1939 la Camera dei Deputati sarà sostituita dalla Camera dei
Fasci e delle Corporazioni
Consolidamento del regime
POLITICA ECONOMICA
• All’iniziale liberismo (attuato dal ministro De Stefani) dal 1926 si
passa a una politica improntata a un maggior intervento statale
ad opera del ministro Giuseppe Volpi, che si concretizza in
“grandi battaglie” propagandistiche:
 Battaglia della Lira (1926): contro la svalutazione per
raggiungere “quota 90” con la Sterlina attraverso una rigida
politica deflazionistica, (riduzione dei salari ai lavoratori, vantaggi classe
media e per le importazioni materie prime per industria)
 Battaglia del grano (1926): per ridurre le importazioni di
cereali, accrescendo produzione con la meccanizzazione
delle campagne [1913 50 milioni di quintali, 1930 60, 1939 80, ma meno pascolo e
culture pregiate: olivo, vite, frutta] [prezzo del pane comunque restò elevato rispetto Usa]

 Grandi bonifiche (1928) (es. Agro Pontino) e campagna di


opere pubbliche

Il lavoro, sotto tutte le sue forme
organizzativi ed esecutive, intellettuali,
tecniche, manuali è un dovere sociale. A
questo titolo, e solo a questo titolo, è tutelato
dallo Stato.
Il complesso della produzione è unitario
dal punto di vista nazionale; i suoi obiettivi
sono unitari e si riassumono nel benessere
dei singoli e nello sviluppo della potenza
nazionale.
[…]
Nel contratto collettivo di lavoro trova la sua
espressione concreta la solidarietà tra i vari
fattori della produzione, mediante la
conciliazione degli opposti interessi dei
POLITICA ESTERA
• L’obiettivo di fare dell’Italia una grande potenza portò
dal 1922 al 1931 a riconquistare la Libia guidata da
Omar al Mukhtar (durante la guerra il dominio italiano si era
indebolito). Fu annesso anche l’arcipelago di Corfù.

• Mussolini godette della stima di Francia,


Inghilterra e USA per aver salvato l’Italia dal
bolscevismo.

• Di prestigio fu anche la conclusione della


questione romana con la firma dei Patti
Lateranensi (11 febbraio 1929).
Il genio romano, impersonato in Mussolini, il
più grande legislatore vivente, ha mostrato a
molte nazioni come si può resistere all’incalzare
del socialismo e ha indicato la strada che un
Paese può seguire quando sia coraggiosamente
condotto. Col Regime Fascista, Mussolini ha
stabilito un centro d’orientamento, dal quale i
paesi che sono impegnati nella lotta corpo a
corpo con il socialismo, non devono esitare ad
essere guidati...
W. Churchill
PATTI LATERANENSI
firmati a Roma l’11 febbraio 1929 con il
cardinal Gasparri segretario di stato vaticano.
Tre documenti distinti:
Trattato che garantiva indipendenza della Santa Sede riconosciuta
come soggetto di diritto internazionale (Città del Vaticano) e questa
riconosceva lo stato italiano con capitale Roma, nel quale la
religione cattolica era la religione di stato
Convenzione finanziaria che prevedeva un’indennità da pagare
alla Santa Sede come risarcimento dei beni espropriati
Concordato che imponeva ai vescovi di giurare fedeltà allo stato
italiano e assicurava alla Chiesa importanti privilegi: preti esclusi dal
servizio militare, effetti civili del matrimonio religioso, insegnamento
della religione in tutte le scuole del Regno
I PLEBISCITI

Riforma elettorale del 1928 pensata dal giurista


Alfredo Rocco trasformò le elezioni in plebisciti
(elezioni plebiscitarie), in cui si poteva solo
sottoscrivere o rifiutare la lista di deputati scelti dal
Gran Consiglio del Fascismo, completa la
trasformazione dello Stato in regime.
A Rocco si deve anche la creazione del sistema
corporativistico e il nuovo codice penale del
1930 che allargava i casi in cui era prevista la
pena di morte
(che era stata abolita nel 1889 dal codice Zanardelli)
• Il filosofo neoidealista
Giovanni Gentile
(1875-1944) fu
Ministro della
Pubblica Istruzione
nel governo
Mussolini e autore
della riforma del
sistema scolastico
(1923).
LA PROPAGANDA
• Venne creata una rete capillare di organizzazioni giovanili subordinate al PNF per
radicare l’ideologia fascista con la creazione dell’Opera nazionale Balilla, della
Gioventù italiana del littorio e dei Gruppi universitari fascisti.

Corpi maschili:
• Figli della Lupa: 6-8 anni;
• Balilla: 9-10 anni;
• Balilla moschettiere: 11-13 anni;
• Avanguardisti: 14-18 anni.

• Corpi femminili:
• Figlie della Lupa: 6-8 anni;
• Piccole italiane: 9-13 anni;
• Giovani Italiane: 14-17 anni.

La scuola fu coinvolta e si chiese agli insegnanti di giurare fedeltà al regime (dal 1931) e
si impose l’adozione del Testo unico di Stato (1928)

Fu istituita l’EIAR (1927) e statalizzato nel 1925 l’Istituto Luce (creato nel ’24)
Lo stato totalitario
• Nel regime fascista esiste un unico
“[… ] per il fascista, tutto è nello
partito che si identifica con lo stato.
Stato, e nulla di umano o
• La vita dell’individuo,
spirituale esiste, subordinata
e tanto meno
all’interesse
ha valore,della nazione,
fuori dello viene
Stato. In
organizzata
tal senso ildal regime inè ogni aspetto.
fascismo
totalitario, e lo Stato fascista,
sintesi e unità di ogni valore,
interpreta, sviluppa e potenzia
tutta la vita del popolo.”
La Nazione italiana è un organismo
avente fini, vita, mezzi di azione
superiori per potenza e durata a
quegli degli individui divisi o
raggruppati che la compongono. È
una unità morale, politica ed
economica, che si realizza
integralmente nello Stato
fascista.

Carta del Lavoro


Dopo la crisi del 1929
• Si intensifica l’intervento dello Stato:
 I grandi lavori pubblici consentono di
assorbire la disoccupazione.
 Si attua il contenimento di prezzi e salari.
 Lo stato difende le aziende in difficoltà
attraverso l’ Istituto Mobiliare Italiano (IMI,
1931) e l’Istituto per la ricostruzione
industriale (IRI,1933).
La proprietà statale dell’industria in Italia è la più ampia
nel mondo dopo l’URSS
• Nessuno strumento
propagandistico fu
trascurato per
conquistare il
consenso, a
cominciare dalle più
giovani generazioni
La guerra d’Etiopia
• Forte di questo consenso, Mussolini tenta
l’impresa coloniale attaccando l’Etiopia.
• Il paese aggredito (1935) si appella alla
Società delle Nazioni che decreta (senza
convizione) le sanzioni economiche
contro l’Italia.
• L’Italia ha i mezzi per vincere: il 9 maggio
1936 si celebra “il ritorno dell’Impero sui
fatali colli di Roma”.
Conseguenze
• All’interno, la guerra consolida il
consenso attorno al regime: le sanzioni
rafforzano il nazionalismo italiano.
• L’embargo spinge la politica economica
sulla via dell’autarchia.
• L’Italia, isolata sul piano internazionale, è
attratta nell’orbita della Germania (anche
per l’affinità ideologica).
ASSE ROMA-BERLINO ottobre 1936

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