Sei sulla pagina 1di 89

08 luglio 2015

ore 16.00

Moderatore
Ovidio Italiano

STRUTTURE IN ACCIAIO
Analisi e Modellazione con le NTC2008

IL SEMINARIO AVRA’
INIZIO ALLE ORE
16.00 1
08 luglio 2015
ore 16.00

Moderatore
Ovidio Italiano

STRUTTURE IN ACCIAIO
Analisi e Modellazione con le NTC2008

IL SEMINARIO AVRA’
INIZIO TRA POCHI MINUTI 2
08 luglio 2015
ore 16.00

Moderatore
Ovidio Italiano

STRUTTURE IN ACCIAIO
Analisi e Modellazione con le NTC2008

INIZIO DELLA PRESENTAZIONE


3
- PRIMA PARTE -
CARATTERISTICHE MECCANICHE ACCIAIO
Gli acciai da carpenteria devono essere conformi ai requisiti di cui al § 11,3,4 delle
NTC.

In sede di progettazione si assumono i seguenti valori nominali delle proprietà


meccaniche del materiale :
E=210.000 Mpa ; G=80.870 Mpa ; PS=7.850 Kg/mc ; a=12E-6 1/°C
4
LA RESISTENZA DI PROGETTO

 La resistenza del materiale acciaio è determinata da:


fyk : resistenza a snervamento CARATTERISTICA
ftK : resistenza a rottura a trazione CARATTERISTICA

 Le resistenza di progetto delle membrature si ottiene


Rd = Rk / gM

gM : coefficienti di sicurezza regolati dal § 4.2.4.1.1 delle NTC

5
I COEFFICIENTI DI SICUREZZA gm
 Resistenza gm0 = 1.00
EC3  Stabilità gm1 = 1.00
 Collegamenti gm2 = 1.25

 Resistenza gm0 = 1.05


DM08  Stabilità gm1 = 1.05
 Collegamenti gm2 = 1.25
6
CLASSIFICAZIONE SEZIONI

Sezioni in grado di sviluppare una cerniera plastica con


ELEVATA capacità rotazionale senza subire riduzioni
Classe 1 della resistenza. (SEZIONE DUTTILE)

Sezioni in grado di sviluppare una cerniera plastica con


capacità rotazionale LIMITATA senza subire riduzioni
Classe 2 della resistenza. (SEZIONE COMPATTA)

Sezioni in grado di raggiungere LOCALMENTE la


tensione di snervamento. (SEZIONE SEMI COMPATTA)
Classe 3

Sezioni NON IN GRADO di raggiungere, in nessun punto,


Classe 4 la tensione di snervamento per problemi di stabilità
locale. (SEZIONE SNELLA) 7
FENOMENI TIPICI DELLA CLASSIFICAZIONE

PRIMA PLASTICIZZAZIONE
PIENA PLASTICIZZAZIONE

INSTABILITA’ LOCALE

8
COMPORTAMENTO IDEALE DELLA SEZIONE

CLASSE 1 CJ > 3

CJ

CLASSE 2 CJ >
1.5 9
CLASSE 3

CLASSE 4 10
INSTABILITA’ LOCALE

1. Una parte dei piatti che


compongono la sezione
può subire fenomeni di
imbozzamento;
2. Tali parti ‘sbandate’ non
possono più sostenere
tensioni crescenti (di
compressione);
3. L’instabilità locale (Local
Buckling) non va confusa
con l’instabilità globale.

11
RIASSUMENDO :

1. Prima Plasticizzazione
Classe 1, 2 2. Piena Plasticizzazione
3. Instabilità locale
1. Prima Plasticizzazione
Classe 3 2. Instabilità locale
3. Piena Plasticizzazione

1. Instabilità locale
Classe 4 2. Prima Plasticizzazione
3. Piena Plasticizzazione
12
CHI INFLUENZA LA CLASSIFICAZIONE ??

1. LA GEOMETRIA

2. IL MATERIALE

3. LO STATO SOLLECITAZIONALE

13
ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE

14
Le sollecitazioni da utilizzare nella classificazione devono corrispondere ad
una CONDIZIONE LIMITE!

15
PRIMA PLASTICIZZAZIONE CLASSE 1 / 2

CLASSE 3

CLASSE 4
PIENA PLASTICIZZAZIONE
LA CLASSIFICAZIONE DIPENDE DALLA DIREZIONE CON CUI CI SI MUOVE
NELLO SPAZIO PARTENDO DALLE SOLLECITAZIONI APPLICATE.

CLASSE = CLASSE(a)
16
trazione

compressione

Classe = Classe(x,q)

17
18
APPROCCIO
EMPIRICO

APPROCCIO
ANALITICO

19
?
LA CLASSIFICAZIONE DELLE
SEZIONI COME INFLUENZA
L’ANALISI E LA MODELLAZIONE
STRUTTURALE

20
21
22
23
Verifiche di Resistenza
TIPI DI VERIFICA
POST - CALCOLO
Verifiche di Stabilità
SU ELEMENTI
IN ACCIAIO
Verifiche di Deformabilità

Verifiche di Stabilità Locale

Verifiche dei Collegamenti

24
INFLUENZA DELLA CLASSIFICAZIONE NELLA VALUTAZIONE
DELLE CAPACITA’ RESISTENTI DELLE SEZIONI
(CASO DELLA PRESSO-TENSO FLESSIONE BIASSIALE)

N + M2 + M3 = N + M2 + M3 = 1
Classe 1,2 :
Npl M2pl M3pl A fy W2pl fy W3pl fy

Classe 3 : N + M2 + M3 = N + M2 + M3 = 1
Nel M2el M3el A fy W2 fy W3 fy

Classe 4 : N + M2 + M3 = N + M2 + M3 = 1
Nr M2r M3r Aeff fy W2eff fy W3eff fy

25
26
PRESSOPIEGATI E SEZIONI EFFICACI

27
PRESSOPIEGATI E SEZIONI EFFICACI

28
29
30
TRAZIONE

Resistenza Plastica della Sezione Lorda

Resistenza a Rottura della Sezione Netta

PER LA GERARCHIA DELLE RESISTENZE È OPPORTUNO CHE:

31
COMPRESSIONE

32
I MODULI DI RESISTENZA
Plastico ‘Wpl’

Elastico ‘Wel’

33
TAGLIO

34
FLESSIONE + TAGLIO

35
PRESSO O TENSO FLESSIONE BIASSALE

?
1. Soluzione in funzione del caso

2. Caso in funzione della tipologia e del tipo di carico

3. Casi e tipologie molto ristretti

….. e negli altri casi ???

….
DM2008 “Per sezioni generiche di classe 1 e 2 la verifica si
conduce controllando che il momento di progetto sia
minore del momento plastico di progetto ridotto per effetto
dello sforzo normale di progetto” 36
37
38
39
40
t min = 4 mm t min = 3 mm t min = …

41
08 luglio 2015
ore 16.00

Moderatore
Ovidio Italiano

STRUTTURE IN ACCIAIO
Analisi e Modellazione con le NTC2008

SECONDA PARTE

42
PROPRIETA’ STRUTTURALI

43
PROPRIETA’ STRUTTURALI

44
45
46
1. RESISTENZA
“INGREDIENTI”
PER IL PROGETTO
2. DUTTILITA’

47
TELAI A NODI RIGIDI (MRF)

MECCANISMI RESISTENTI E MODALITA’ DEFORMATIVE

48
49
MRF CBF

50
51
52
INDICAZIONI NORMATIVE

DUTTILITA’ DEI COLLEGAMENTI ?

53
INDICAZIONI NORMATIVE

54
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

ECONOMIA PRESTAZIONI STATICHE


55
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

56
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

57
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

58
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

59
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

60
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

61
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

62
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

63
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

64
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

65
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

66
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

67
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

68
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

69
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

70
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

71
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

72
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

73
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

74
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

75
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

76
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

77
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

78
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

79
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

80
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

81
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

82
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

83
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

84
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

85
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

86
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

MODELLO CERNIERA
(INTELAIATURE SEMPLICI
CBF)

MODELLI MODELLO INCASTRO


STRUTTURALI (INTELAIATURE CONTINUE
MRF)

MODELLO SEMI RIGIDO


(INTELAIATURE SEMI CONTINUE) 87
COLLEGAMENTI – CONNESSIONI – UNIONI DI FORZA

MODELLO SEMI RIGIDO


(INTELAIATURE SEMI CONTINUE)

LE IPOTESI FORMULATE NELL’ANALISI GLOBALE DEVONO ESSERE


CONGRUENTI CON IL TIPO DI COMPORTAMENTO PREVISTO PER I
COLLEGAMENTI.

L’INSERIMENTO DELLA RIGIDEZZA DEL COLLEGAMENTO NEL MODELLO DI CALCOLO


CONSENTE UNA VALUTAZIONE PIU’ ACCURATA :
1. DEL COMPORTAMENTO GLOBALE DELLA STRUTTURA
2. DELLA CAPACITA’ RESISTENTE DELLA STRUTTURA.

AZIONI INTERNE ALLE MEMBRATURE

LE DEFORMAZIONI DEI STABILITA’ DELLE MEMBRATURE


COLLEGAMENTI INFLUENZANO
SPOSTAMENTI DELLA STRUTTURA
88
CLASSIFICAZIONE DEI COLLEGAMENTI

RIGIDO

RIGIDEZZA SEMI RIGIDO

INCERNIERATO

COLLEGAMENTI

COMPLETO RIPRISTINO

RESISTENZA PARZIALE RIPRISTINO

INCERNIERATO

89