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o b sm c m :

Marzo/March 2020 Italy only. Periodico mensile d. usc. 03/03/20

N. 1044
Marzo / March 2020
Rimadesio Velaria pannelli scorrevoli,
Eos mensole.
Design Giuseppe Bavuso
Oodi Helsinki ALA Architects Libreria CF
Central Library Dante Bonuccelli

unifor.it #BuildingArchitecture moltenigroup.com


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we DESIGN
the invisible
Photo Justice Mukheli. © Counterspace

DIARIO
03/20
II-III-IV Primo piano/Hot topic V Bambini/Kids VI-VII Libri/Books VIII Mostre/Exhibitions
IX Arte/Art X-XI Ospitalità/Hospitality XII Spazi ibridi/Hybrid spaces XIII Viaggi/Travel XIV-XV Negozi/Shops
XVI-XVII Nuovi designer/Upcoming designers XVIII Storie di aziende/Company stories
XIX-XX--XXI Oggetti/Objects XXII Pausa caffè/Coffee break XXIII Una foto alla volta/One photo at a time
Diario / Primo piano / Hot topic 03/20

Donne in architettura: a che punto siamo?


Women in architecture: where are we at?
Testo/Text Stefano Andreani
Photo © Tom Harris, Courtesy of Studio Gang

In apertura:Amina Kaskar, Sumayya Vally e Sarah de Villiers di Counterspace, studio tutto femminile che disegnerà il prossimo Serpentine pavilion.
Sopra: lo studio di architettura di Jeanne Gang, tra i primi a tagliare il divario retributivo tra uomini e donne
Opening page: Amina Kaskar, Sumayya Vally and Sarah de Villiers of Counterspace, the all-female team, who will design the Serpentine Pavilion.
Above: Jeanne Gang’s architecture studio was among the first to close the gap between salaries for men and women

Cento anni. È il tempo che occorrerà per ottenere che le donne occupano solo il 10 per cento delle po- ste barriere culturali, le donne in architettura da
la parità tra donne e uomini. A comunicare il dato sizioni di rilievo nei maggiori studi di architettura tutto il mondo hanno alzato la voce, con coraggio,
allarmante è il World Economic Forum, il cui studio del mondo. Le agenzie di design soffrono ancora di personalità e spesso con quel pizzico d’ironia che la
ha analizzato le attuali disuguaglianze di genere in più: solo lo 0,1 per cento dei titolari di studi sono controparte maschile ha sempre invidiato.
aree critiche come partecipazione e opportunità donne. “Zero. Virgola. Uno”, come enfatizzato dalla Eventi e incontri diffondono consapevolezza e
economiche, educazione, salute e sopravvivenza, e nota designer Jessica Walsh. Di uguale importanza mantengono il dibattito sempre acceso, una serie
potere politico. Se 100 anni è la stima globale media è il fatto che le donne siano sottorappresentate in di riconoscimenti premiano il lavoro di donne ecce-
per chiudere questo gap, l’Europa Occidentale non architettura non solo nelle posizioni di leadership, zionali, e svariati movimenti e associazioni (da Wo-
può certo essere soddisfatta dei sui 54 anni. ma in tutti i livelli della professione. men in Design a Rebel Architette e Ladies, Wine &
Il Nordamerica si comporta ancora peggio (151), Com’è possibile? Non solo eticamente e social- Design) si battono per promuovere la parità di ge-
in fondo a questa preoccupante classifica con l’Asia mente, ma anche quando persino la ricerca rende nere in – e attraverso – l’architettura.
Orientale (163) . Nonostante nel campo dell’educa- evidente che le aziende con una forza lavoro diver- Quali sono gli effetti di tutte queste iniziative?
zione e della salute si sia finalmente vicini alla pa- sificata funzionano meglio. Aumentano infatti del Nel mondo accademico i progressi sono incoraggian-
rità, quella dei salari è l’unica dimensione dove il 15 per cento le loro possibilità di superare i propri ti. Se il rapporto uomo/donna per gli studenti era di
trend di crescita è invece in regresso. Focalizzando- concorrenti e raddoppiano il loro potenziale d’in- 5 a 2 fino a pochi anni fa, oggi abbiamo finalmente
ci sul settore dell’architettura, in Europa il divario novazione e creatività. C’era da aspettarselo. Fatto- raggiunto una distribuzione ben bilanciata – con
retributivo è in media del 25 per cento – il che signi- ri come un’industria delle costruzioni storicamen- svariati casi in cui le ragazze superano di gran lun-
fica che le donne vengono pagate 75 centesimi per te dominata dall’universo maschile e orari di lavoro ga i ragazzi. Le posizioni di leadership si stanno inol-
ogni euro guadagnato dagli uomini. Nello specifico che poco si conciliano con la vita familiare non sono tre orientando verso un numero sempre maggiore
degli studi privati questo gap è minore (17 per cento), certamente la sola spiegazione. di rappresentanti femminili.
e in Italia scende all’11 per cento. L’analisi delle dif- Ci sono aspetti sottili e complessi che, seppur Nel 2014 solo il 24 per cento dei presidi, direttori
ferenze nelle posizioni di leadership rende questo difficili da quantificare, sono molto più incisivi di e responsabili di corsi di studio statunitensi erano
quadro ancora più allarmante. I dati ci mostrano quanto emerga dalle statistiche. Per abbattere que- donne. Oggi prestigiose facoltà di Architettura come

II
03/20 Diario / Primo piano / Hot topic

Yale,Columbia,HarvardePrincetonnegliStatiUni- ci focalizzassimo nelle similarità tra uomini e don- One hundred years. This is the time that it will
ti, nonché la Architectural Association di Londra, ne (“gender blindness”) invece di mettere in risalto take to attain gender equality between women and
sonoguidatedadonnedigrandecarisma.Nellapra- le qualità distintive delle donne (“gender awareness”), men. The disturbing finding comes from the World
tica professionale, sono poi diversi gli studi di ar- potremmo promuovere più efficacemente il cosid- Economic Forum, whose report studied current
chitetturadirilievoche,sulleormediJeanneGang, detto empowerment e ridurre i pregiudizi di genere. gender disparity in critical areas such as econom-
si dirigono verso il taglio del divario retributivo. A prescindere dall’approccio, il mondo dell’archi- ic participation and opportunity, educational at-
Se alcuni di questi trend, numeri e attività sem- tettura al femminile non chiede esaltazione né tan- tainment, health and survival, and political em-
branopromettenti,nonpossiamoperòancorarite- tomeno compassione, ma il semplice rispetto. powerment. If 100 years is the global average esti-
nerci soddisfatti. C’è bisogno di un cambiamento Cerchiamo di parlare di progetto e basta. La buo- mate to close this gap, Western Europe can certain-
culturale sia nella professione architettonica sia na architettura non ha bisogno di prefissi, conno- ly not be happy with its 54 years. North America is
nel mondo accademico, con un set di valori e para- tazioni o appellativi di genere per essere universal- performing much worse (151) and joins East Asia
metri di merito condiviso, forse persino evitando mente apprezzata. E forse, dopotutto, non ci toccherà (163) at the bottom of this alarming list.
troppaenfasineldibattostesso,comesuggeritoda aspettare altri 100 anni. Although in the field of education and health we
alcune esponenti del panorama architettonico. are finally getting closer to equality, wages is the
MentreinItalial’utilizzoomenodeltermine‘ar- Stefano Andreani è docente di Architettura alla only dimension where the positive trend has instead
chitetta’ è ancora acceso, negli Stati Uniti si inizia Harvard University Graduate School of Design e regressed. Focusing on the architecture sector, in
invece a parlare di neutralità di genere negli am- svolge attività progettuali e di consulenza presso lo Europe the average pay gap is 25 percent – meaning
bienti di lavoro. Nuove ricerche dimostrano che se studio Invivia a Boston. women get paid 75 cents for every Euro men earn.
In the case of private practices this variation is
smaller (17 percent), with a gap of 11 per cent in
Italy. Looking at the differences in leadership po-
sitions helps us further this worrying situation.
Data shows that women occupy just 10 percent of
the highest-ranking jobs at the world’s leading ar-
chitecture firms. Creative design agencies suffer
even more: just 0.1 percent of offices are owned by
women. Point. One. Percent, as emphasized by re-
nowned designer Jessica Walsh. Of equal importance
is also the fact that women are underrepresented
in architecture not just at the top positions but at
all levels of practice.
How is this possibile? Not only ethically and so-
cially, but also when even research makes it clear
that companies with more diverse workforces per-
form better. In fact they are 15 percent more likely
to outperform their competitors financially, and
double their potential for creativity and innova-
tion—as we might have guessed.
Factors such as an historically male-dominated
industry of construction and long working hours
that foster an imbalanced work/home life are cer-
tainly not the sole explanation for such differenc-
es. Although hard to quantify and make visible,
there are subtle and yet complex aspects that are
way more powerful than what is typically found in
statistics. To tear down these cultural barriers the
women in architecture all around the world have
been raising their voices, with courage, personal-
ity, and often with that touch of irony that the male
counterpart has always envied.
Events and meetings spread awareness and keep
the discussion always alive, a number of awards
© Estate of T. Lux Feininger / Bauhaus Archiv, Berlin / Taschen Verlag

recognize the work of outstanding female architects,

A sinistra: le studentesse del corso di Tessitura


del Bauhaus di Dessau, 1927 (da: Patrick Rössler,
Bauhausmädels, Taschen) Left: weaving class
students, Bauhaus, Dessau, 1927 (from: Patrick
Rössler, Bauhausmädels, Taschen)

III
© Counterspace
Diario / Attualità 03/20

Sopra e sotto: rendering dell’interno e dell’esterno del Serpentine Summer pavilion 2020. Tra i materiali impiegati, sughero e mattoni su misura K-Briq
Above and below: Serpentine Summer pavilion 2020 interior/exterior rendering. Materials used include cork and K-Briq customised bricks

and countless movements and associations (from


Women in Design to Rebel Architette and Ladies,
Wine & Design) are committed to advancing gender
Serpentine Pavilion 2020
equity in – and through – design.
What are the effects of all these initiatives? In Sarà un team di sole donne a progettare
the academic world the progress is surely encour- il Serpentine Pavilion (nate nel 1990,
sono le più giovani in 20 anni di storia
aging. If the male/female student ratio was 5 to 2
© Counterspace

del padiglione). Amina Kaskar, Sarah de


up until a fewyears ago,nowwe have finallyreached
Villiers e Sumayya Vally, fondatrici dello
an overall balanced distribution – with many cases
studio Counterspace di Johannesburg,
where women well outnumbermen.The leadership
hanno anticipato che mescoleranno
positions are also leaning towards a growing num- tecniche di costruzione innovative e
ber of female representatives. female term for architect (architetta) is still a hot tradizionali con un processo di addizione,
In 2014, only 24 percent of the deans, directors, topic, in the Unites States people are starting to sovrapposizione, sottrazione e giunzione.
heads, and chairs of American architecture pro- talk about gender neutrality in the workplace. New Per essere realizzata, parte della
grams were women. Today prestigious schools of research shows in fact that if we focus on men’s and struttura si sposterà in città, dove le
architecture including Yale, Columbia, Harvard women’s similarities (“gender blindness”) instead comunità di quartiere saranno coinvolte
and Princeton in the United States, as well as Lon- of praising women’s distinctive qualities (“gender nella costruzione di piccoli elementi
don’s Architectural Association are led by charis- awareness”), we can better promote empowerment mobili. An all-female team will design the
matic female deans. In the professional practice and reduce gender biases. Regardless of the ap- Serpentine Pavilion (the youngest ones
several prominent architectural offices have em- proach we should advocate for, the world of female in 20 years of history were born in 1990).
barked in the pay-gap closing journey, following architecture is not asking for celebration nor sym- Amina Kaskar, Sarah de Villiers and
Sumayya Vally, founders of Counterspace
the example ofJeanne Gang.If some of these trends, pathy – but simply respect. From now on, let’s try
in Johannesburg, have announced they
numbers and activities look promising, they are to talk about architecture. Just that. Good archi-
will combine innovative/traditional
certainly not enough. We do need a cultural shift tecture doesn’t need any gender pre-fixed conno-
building techniques with processes that
in the architectural profession as well as in aca- tations to be appreciated. And maybe we won’t have involve adding, overlapping, subtracting,
demia, with a globally shared set of values and to wait for one hundred more years after all. connecting. To be built, part of the
merit parameters. structure will move into the city, where
Maybe even without putting too much emphasis Stefano Andreani is a lecturer in Architecture at the neighbourhood communities will engage
on the debate itself, as suggested by a few influen- Harvard University Graduate School of Design and a in creating small mobile parts.
tial female architects. While in Italy the use of the designer and consultant at the Invivia studio in Boston. www.counterspace-studio.com

IV
Diario / Bambini / Kids 03/20

Un tablet per parlare con chi non può parlare


A tablet to speak with those who can’t
Testi/Texts Elena Sommariva

Photo Pars Pro Toto

Photo Debbie De Brauwer


Photo Debbie De Brauwer

Photo Pars Pro Toto

Se è vero che i giovani 3.0 faticano a anche (ma non solo) perbambini e ra- If it is true that youth 3.0 have a hard a tablet also (but not only) conceived
staccarsidasmartphoneealtridisposi- gazzi affetti da afasia, che funziona time putting down smartphones and forkidsandteenswithaphasia,which
tivi,èancheverochenonèlatecnologia grazie a un doppio schermo: un touch other devices, it is also true that it is works thanks to a dual screen: a front
diperséadeterminarnel’isolamento. screenanterioreserveainviareimes- nottechnologypersethatdetermines touchscreen for sending messages
LodimostraVibe,ultimoprogettodello saggi (con il software Mind Express) their isolation. Take Vibe, the latest (with Mind Express software), a rear
studioParsProTotoconJabbla,società e un display posteriore li vocalizza in design by Pars Pro Toto with Jabbla, display vocalises them in real time.
belgachesviluppasistemiperassistere tempo reale. Particolare cura è stata a Belgian company that develops sys- Special care forthe design of the com-
chi ha difficoltà comunicative.Porta- posta nel disegno dei componenti, in temstohelpthosewithcommunication ponents,inpartreplaceableifbroken.
tile e leggero,Vibe è un tablet pensato parte sostituibili in caso di rottura. disabilities.Portableandlight,Vibeis www.parsprototo.be
© O’DonnellBrown

Photo © Ross Campbell

Tutti in giardino, La didattica all’aria aperta è una smantellato e spostato ma anche per- for a classroom for collective learn-

comincia la lezione tendenza in crescita, ma di certo non


nuova,visto che Maria Montessori ne
sonalizzatoperospitarepostiasedere,
scaffalature,pianidilavoroosuperfici
ing that goes well beyond all initial
ambitions. The slender lamellar and
Everyone in the aveva intuito i benefici già nel secolo di presentazione.Un manuale spiega plywood frame offers an adaptable

garden, class is scorso. LostudiodiGlasgowO’Donnell


Brown ha realizzato un prototipo per
come eseguire il montaggio. Learn-
ing outdoors in nature is a trend in
learning environment, which can be
disassembled and moved around, but
starting un’aula per lezioni collettive che va constant growth, but certainly not a also customised to host seating units,
oltreleambizioniiniziali.Lastruttura newone,seeingthatMariaMontessori shelves, countertops and even pres-
sottileinlegnolamellareecompensato had realised the benefits as early as entation surfaces. A manual explains
offre infatti un ambiente adattabile this past century.The Glasgowstudio how to carry out the assembly process.
per l’apprendimento, che può essere O’Donnell Brown created a prototype www.odonnellbrown.com

V
Scarabeo.
So i t a l l b eg in s .
Dall’idea alla forma.
Dalla ceramica alle sue infinite possibilità.
Da un design a un’atmosfera.

FIERA MILANO - RHO


21-26 Aprile, 2020
Hall 22 - Stand D26

MOAI
MASSIMILIANO BRACONI

scarabeosrl.com
Diario / Libri / Books 03/20

Pierluigi Serraino, Alexandra Midal,


Ezra Stoller, Design by Accident,
Phaidon Sternberg Press
Testi/Texts Elena Sommariva

L’epopea del modernismo americano o Controstoria e nuova storiografia (Pioneers of the Modern Movement) and
raccontata attraverso la lente di un n del design s’intrecciano nel libro di reconsiders the role of accidental be-
fotografo leggendario come Ezra Stol-- Alexandra Midal, Design by Accident. ginnings to design history. Midal ex-
ler. “Il mio impegno è tutto rivolto all DocentediStoriadeldesignaGinevra, amines the theory/approach of the
progetto. Certo, gli architetti faticano o Midal parte dagli scritti di Giedion Modern Movement, through Joe Co-
a controllare il proprio ego. Quando o Ezra Stoller: “My
My commitm
commitment is re- (Mechanization Takes Command) e lombo’s anti-design, Radical coun-
l’ego sfugge al controllo, quello che ally to the job. Of course, architects Pevsner(PioneersoftheModernMove- ter-design, the streamline of Raymond
fotografo è l’ego”, scriveva. Le oltre 400 can’t keep their own egos under control. ment) e ne riconsidera il ruolo d’invo- Loewy and Norman Bel Geddes. Above
pagine del volume offrono l’occasione When the architect’s ego is not under lontario inizio della storia del design: all, she overturns the relationship
di gettare uno sguardo in un archivio control, I photograph his ego.” The over due libri che,se letti insieme,offrono between design and architecture: de-
immenso e in gran parte inedito. The 400 pages offer a glimpse into an im- però anche una possibile chiave per sign, at length presented through art
epic of American modernism through mense and mostly unexplored archive. reinterpretare il design moderno. or architecture, affirms its position
the lens of the legendary photographer www.phaidon.com Midal prende in esame teoria e prassi as a discipline that can embrace other
del Moderno, passa attraverso l’anti- ones. As Paola Antonelli writes in the
designdiJoeColombo,ilcontrodesign intro, “Spoon to city, lipstick to loco-
deiRadicali,lostreamlinediRaymond motive, atom to complex system, Al-
Loewye Norman Bel Geddes,e ribalta exandra Midal’s theory encompasses
la relazione tra design e architettura: all scales”.www.sternberg-press.com
ildesign,alungopresentatoattraver-
soilprismadell’arteodell’architettu-
ra, afferma la sua posizione di disci-
Igor Polevitzky, Heller House (1949), Miami , 1950. Photo Ezra Stoller

plina in grado di accogliere le altre.


Come scrive PaolaAntonelli nella sua
introduzione,“Dalcucchiaioallacittà,
dal rossetto alla locomotiva, dall’ato-
mo a sistemi complessi, Alexandra
Midal affronta tutte le scale”. Design
counter-history and new historiog-
raphy intertwineinAlexandraMidal’s
book,DesignbyAccident.Professorof
DesignHistoryinGeneva,Midalstarts
with the works of Giedion (Mechani-
zation Takes Command) and Pevsner

Quale panorama vede chi si affaccia L’essenza del design? “È l’educazione


Takashi Homma, dalle finestre a nastro della Villa Sa-
Kenya Hara, del desiderio”, sostiene Kenya Hara nel
Looking through voye o dai brise-soleil della Cité de Re- Designing Japan, suo ultimo libro Designing Japan. Dopo
fuge? Lo svelano, nel volume Looking Designing Design e White, lo storico art
Le Corbusier through Le Corbusier windows, le foto-
Lars Müller director di Muji sceglie un tono perso-
Windows, CCA grafie di Takashi Homma: una ricerca nale per guardare al futuro del design
lunga due decenni, che mette a fuoco “made in Japan”, soprattutto dopo il
l’interno e l’esterno dei capolavori terremoto e maremoto che nel 2011
modernisti di Le Corbusier. Il volume ha sconvolto la regione del Tohoku.
è frutto di uno sforzo congiunto tra il I temi toccati – turismo, senso este-
CCA di Montréal, il Window Research tico, abitare, confronto con le altre
Institute di Tokyo e Koenig Books. nazioni – offrono spunti di riflessione
What is the view from the ribbon win- fondamentali. The essence of design?
dows at the Villa Savoye or the brise- “Educating desire,” states Kenya Hara
soleil of the Cité de refuge? In Looking in Designing Japan. After Designing
through Le Corbusier Windows, Design and White, the Muji art direc-
Takashi Homma’s photos (over two tor chooses a personal tone to explore
decades) shed light on the interiors/ the future of “made in Japan” design,
exteriors of Le Corbusier masterpiec- especially after the 2011 earthquake/
es. The book is a collaboration between tsunami that devastated Tohoku. The
CCA of Montreal, Window Research topics – tourism, aesthetics, living,
Institute of Tokyo and Koenig Books. comparisons – offer food for thought.
www.cca.qc.ca www.lars-mueller-publishers.com

VI
Monica Guerra, Lola Ottolini,
In strada/In the street,
Corraini

The book In the street by Monica Guer-


ra and Lola Ottolini, a pedagogist and
architect, respectively, faces a perti-
nent topic, that is, actively reclaiming
public spaces. And it does so from a
unique perspective – that of being a
practical manual. In almost 100 pages
and 30 examples, illustrations in duo-
tone by Alberto Wolfgango Amedeo
D’Asaro (palazzi.club), the authors
review the great variety of interven-
tions, which are all small and possi-
ble: ephemeral experiences that last a
few hours, initiatives that engage and
revitalise a small section of the city,
street festivals, public encounters and
Il libro In strada di Monica Guerra e ambitious “actions” that engage many
Lola Ottolini, rispettivamente peda- people and aspire for lasting results.
gogista e architetto, affronta un te- This publication, the product of vaster
ma attuale, come la riappropriazione research that began back in 2017, is
partecipata dello spazio pubblico. Per “an invitation to design,” according
farlo, sceglie un taglio insolito, quello to the authors, “to create new actions
del manuale pratico. In quasi 100 pagi- and invent new models”. An invitation
ne e 30 esempi, illustrati in bicromia “to take the street back”.
da Alberto Wolfgango Amedeo D’Asaro www.corraini.it
(palazzi.club), le due autrici passano
in rassegna la grande varietà degli in-
terventi, accomunati dall’essere tutti
piccoli e possibili: esperienze effimere
che durano poche ore, iniziative che
coinvolgono e rivitalizzano una pic-
cola parte di città, festival di strada,
incontri pubblici e, infine, ‘azioni’ am-
biziose che coinvolgono molte persone e
aspirano a risultati duraturi. Il volume,
frutto di una ricerca più ampia avvia-
ta nel 2017, è “un invito a progettare”,
scrivono le autrici, “a costruire nuove
azioni e a inventare nuovi modelli”. Un
invito, in definitiva, “a riprendersi la
strada”.
Diario / Mostre / Exhibitions 03/20

L’origine della bellezza contemporanea


The origin of contemporary beauty
Testo/Text Marco Petroni

Il R
Rijksmuseum
k d
di A
Amsterdam
d rende
d The Rijksmuseum in Amsterdam pays
omaggioalBaroccoromanoconopere tribute to Roman Baroque art with
diGianLorenzoBerninieCaravaggio/ masterpieces by Gian Lorenzo Bernini
MichelangeloMerisiallaricercadiun and Caravaggio (Michelangelo Merisi),
senso estetico capace d’irradiarsi sul in search of an aesthetic that can influ-
nostrotempograzie,anche,alraffinato ence our own age thanks, also, to the
allestimentodiStudioFormafantasma. sophisticated installation designed by
Lamostra“Caravaggio,Bernini.Early Studio Formafantasma. The exhibition
Baroque in Rome” (fino al 7.6.2020) “Caravaggio, Bernini. Early Baroque
indagalarivoluzioneesteticad’inizio in Rome” (until 7.6.2020) explores the
SeicentodoveRomaèstatal’epicentro early 17th-century aesthetic revolu-
diunosconvolgimentoartisticopoidif- tion where Rome was the epicentre
fusosi in tutta Europa.Le opere d’arte of an artistic earthquake that spread
prendono forma su una superficie di across Europe. The works cover a sur-
1.000 m2, dove dipinti e sculture dia- face area of 1,000 m2, where paintings
logano generando un’ambientazione and sculptures dialogue and generate
emozionale scandita da una serie an emotional landscape, marked by a
di grandi pannellature rivestite di series of large fabric-clad panels. The
tessuto. La scansione cromatica se- colour palette chosen by Simone Far-
lezionatadaSimoneFarresineAndrea resin and Andrea Trimarchi aims to
Trimarchivuoleenfatizzarelequalità accentuate the contemporary and rad- 1

contemporanee e radicali delle opere ical qualities of the works on display.


1. Bernini, Medusa;a Caravaggio,
esposte.Il Narciso di Caravaggio è im- Caravaggio’s Narcissus is immersed in Narciso. 2. Bernini, Duca di
mersoinunrosacheesaltal’incarnato pink that heightens the figure’s flesh Richelieu;u Francesco Mochi,
della figura attivando un dialogo con and triggers an exchange with the base Giovane. 3. Giovanni Antonio Galli,
il basamento dellaMedusa di Bernini. of Bernini’s Medusa. Earthy and noc- Cristo mostra le ferite.
4. Francesco Mochi,
Colori terrosi e notturni sottolineano turnal tones underline the emotional
Cavallo al trotto
l’evocazioneemozionalecheicuratori evocation the curators have stressed 1. Bernini, Medusa;a Caravaggio,
hanno evidenziato attraverso 70 ca- through 70 masterpieces by Caravaggio Narcissus. 2. Bernini, Duc de
polavori di Caravaggio, Bernini ma and Bernini but also by their peers, Richelieu;u Francesco Mochi, Youth.
anche dei loro contemporanei,tra cui like Ludovico and Annibale Carracci,
3. Giovanni Antonio Galli, Christ
Displaying his Wounds.
Ludovico e Annibale Carracci, Guido Guido Reni and Artemisia Gentileschi. 4. Francesco Mochi, Horse at an
Reni ed Artemisia Gentileschi. www.rijksmuseum.nl Extended Trot

Photos Eddo Hartmann

3 4

VIII
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D ES IGN BY LUDOVICA+R OBERTO PALOMBA www. ta l en ti s rl . co m
Diario / Arte / Art 03/20

Non per il divano/2


Not for the couch/2 Scegliere l’arte
Testo/Text Simona Bordone
Choosing art
Testo/Text Valentina Petrucci
Un piccolo edificio industriale, nel
cortile di una casa borghese degli an- Dal centro storico di Firenze, nel 1984,
ni Trenta – di quelli che sono poi di- a quello di Milano, da poco più di due an-
ventati sul mercato immobiliare i loft ni, la Galleria Poggiali racconta chi sono
della trasformazione della città da i suoi clienti e come scelgono le opere. “Il
industriale a terziaria – ricorda che collezionista è un romantico”, racconta
“casa e bottega” stavano insieme nell’o- Marco Poggiali, “compra per emozione,
perosa Milano. Roberta Colombo, ar- senza influenze, anche quando guidato.
tista ceramista, ne ha fatto prima il Il nostro compito è proporre qualcosa
suo studio e poi ci è andata a vivere con che sul mercato sia accessibile e, perché
i suoi tre figli. Lo spazio conserva il no, con speranze di crescita. Proponiamo
sapore industriale, ma è anche molto lavori inediti o artisti storicizzati, girando
‘caldo’ ed è pieno dei suoi lavori e di tutto il mondo. L’eco delle mostre allarga
piccole e grandi opere di altri artisti. la fama e fa crescere le quotazioni dell’ar-
Così, tra le tante piante, fa capolino tista”, continua con passione. “Il collezio-
uno struzzo di ceramica e vere piume: nista oggi è colto, ma ama lasciarsi ac-
e dove altro potrebbe stare? Due ampie compagnare all’acquisto. Osserva, cerca,
sedute, di ceramica tinta col caffè, gira fiere, tenendosi costantemente ag-
realizzate per il Salone del Mobile del giornato. Poi c’è il neofita che si affida,
2017, fanno da tavolini, e un grande all’inizio titubante, ma il nostro compito
uovo dal titolo Cova, che ha realizzato è quello di avvicinarci a lui illustrando il
quando era incinta dei suoi gemelli, vasto panorama di artisti italiani e inter-
accoglie chi entra in casa. Davanti al nazionali che con noi collaborano, aiu-
bagno, ricavato da una grande cassa tandolo nella scelta tra estetica e costi”.
da imballaggio, c’è una scultura di ce- From the centre of Florence, in 1984, to
ramica raku a grandezza naturale the one in Milan, for a little over two years
della figlia: è messa di spalle, perché now, the Galleria Poggiali narrates its
l’artista non è del tutto soddisfatta del clients, its collectors and how they choose

Photo Lopopolo Vezzosi


risultato. Si racconta che più d’uno art. “The collector is a romantic,” says
dei suoi ospiti, complice la penombra Marco Poggiali, “he buys out of emotion,
della sera, abbia atteso il suo turno without influences, even when advised.
dietro la scultura. 1 Our job is to propose something that is
accessible on the market and will hope-
1. Sara, Galleria Blanchaert, Milano 2009. A small industrial building, in the fully grow. We suggest unique works or
2. Struzzo, Entratalibera, Milano 2012. 3. Chickenrun, tavolo della courtyard of a 1930s’ middle-class historicised artists, travelling around the
collezione Asfalto per Edizioni Entratalibera, 2006
house, reminds us that “home and world. The echo of exhibitions broadens
1. Sara, Galleria Blanchaert, Milan, 2009.
2. Struzzo, Entratalibera, Milan, 2012. 3. Chickenrun, table from the series shop”coexistedinhard-workingMilan. their fame and allows their prices to grow,”
Asfalto for Edizioni Entratalibera, 2006 RobertaColombo,anartistceramicist, he continues. “Today, the collector is ed-
openedherstudioinone,andlaterher ucated, but he loves to be accompanied
home with her three kids. The space in a purchase. He observes, researches,
still has an industrial flair,but is also visits fairs, is constantly updated. Then
“warm”andfullofherworksplusones you have the novice who entrusts and is
byotherartists.So,amongtheplants, trusting, at first hesitant, but we approach
anostrichpeepsforth,inceramicand them by illustrating the vast panorama
real feathers: where else could it be? of Italian and international artists who
Two large chairs, in coffee-dyed ce- work with us, helping them choose amidst
ramic, made for the 2017 Salone del aesthetics and costs”.
Mobile, are end tables, plus a big egg
titled Cova, which she made while ex-
pectinghertwins,welcomesguestsat
theentrance.Infrontofthebathroom,
encasedinalargeshippingcrate,there
is the life-size sculpture in raku ce-
ramicofherdaughter:sheisseenfrom
behind,becausetheartistisnottotal-
Photos Lopopolo Vezzosi

Photo Valentina Petrucci

ly satisfied with the result. They say


thatvariousguests,inthedimevening
light, have waited in line behind the
2 3 sculpture.

IX
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doppia pelle_
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design Lorenzo Querci 2019


finitura prodotto

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Diario / Ospitalità / Hospitality 03/20

Esercizio di semplicità a Detroit


Exercise in simplicity in Detroit
Testi/Texts Elena Sommariva

“Un esercizio di semplicità”: così i suoi


progettisti, lo studio Undecorated, defi-
niscono Magnet trasformato da vecchio
negozio di radiatori in ristorante a De-
troit. Gli elementi di base del progetto
sono stati il bar al centro, la cucina a
vista e l’affaccio delle finestre sul vicino
CoreCityPark,sistematoinsiemecon

© Undecorated
gliarchitettipaesaggistidiD.I.R.T.Stu-
dio.Anchelasceltadeimaterialièstata
dettatadallasemplicità:piastrellein
ceramica blu rivestono le pareti della
saladapranzo,mentreunlungoneon
a soffitto dalla tonalità calda rosso-a-
rancione segnala la circolazione. “An
exercise in simplicity”.Thisisexactly
howthearchitects,theAmericanstu-
dio Undecorated, describe Magnet,
which transformed a formerradiator
shopinDetroitintoanewandinnova-
tive restaurant and bar.The starting
elementsofthedesignwerethebarat
thecentreofthespace,anopenkitchen
andastunningviewfromthewindows
ofthenearbyCoreCityPark,revamped
with the help of landscape architects
fromD.I.R.T.Studio.Thechoiceofma-
terialswasalsodictatedbysimplicity:
blueceramictilescladthediningroom
Photos Chris Miele

walls while long, warm, red-orange


neonlightingontheceilingmarksthe
perimeter. undecorated.us

Omaggio alla cultura underground


Tribute to underground culture
Ha avuto vita breve, ma intensa. It was short, but intense. Only three
Tre soli anni (1968-1971) sono infat- years (1968-1971) were enough for
ti bastati alla Fillmore East, la sala Fillmore East, the concert hall on Sec-
da concerti sulla Seconda avenue di ond Avenue in New York, to become a
New York per entrare nella leggenda, legend, thanks to events by the great-
compliciiconcertideimaggioriartisti est artists of the age, like the Doors
dell’epoca,comeiDoorseJimiHendrix. and Jimi Hendrix. Fifty years later,
Cinquant’annidopo,TresoldiStudiola Tresoldi Studio revives it with Fillmore,
riportainvitaconFillmore,scenografi- a spectacular work hanging from the
casculturasospesasullasalacentrale ceiling of the Cathédrale restaurant,
del ristorante Cathédrale,all’interno inside the hotel Moxy East Village, both
dell’hotel Moxy East Village, entram- designed by Rockwell Group. “Precious
bi progettati da Rockwell Group. “Un architectural wreckage, a tribute to
prezioso relitto architettonico, un the cultural underground that influ-
tributo all’underground culturale che enced not only the New York scene,
ha influenzato non solo lo scenario but many generations in the world,”
newyorkese, ma diverse generazioni states Edoardo Tresoldi. Tall 6 m,
Photo Roberto Conte

intuttoilmondo”,ladefinisceEdoardo Fillmore measures 15.3 x 5.4 m and is


Tresoldi.Alta6m,Fillmoremisura15,3 entirely made in handcrafted metal
x 5,4 m ed è interamente realizzata in netting.
rete metallica modellata a mano. www.edoardotresoldi.com

X
hand made:
—— Ceramic
Design
ph: Davide Lovatti
graphic: Tommaso Cavallini

Elle Tonda design Andrea Parisio, Giuseppe Pezzano. Hand made in Italy / ceramicacielo.it
Diario / Ospitalità / Hospitality 03/20

Nuotare sopra i tetti di Salisburgo


Swimming on the rooftops of Salzburg
Testo/Text Elena Sommariva

1. Il controsoffitto ondulato in ceramica della piscina coperta. 2. La facciata dell’edificio è schermata da feritoie di ceramica
1. The indoor pool’s undulated ceramic suspended ceiling. 2. The building’s facade is shielded by ceramic slits

Una spettacolare piscina all’ultimo piano che offre A spectacular penthouse pool that offers guests
la sensazione di fare il bagno sopra i tetti della città, the feeling of swimming on the rooftops of the city,
spa, saune e strutture gastronomiche: sono alcuni dei plus a spa, saunas and eateries. These are some of the
punti forti di Paracelsus Bad & Kurhaus, progetto di strong points of Paracelsus Bad & Kurhaus, designed
Berger + Parkkinen Associated Architects (Tiina Par- by Berger + Parkkinen Associated Architects (Tiina
kkinen e Alfred Berger) a Salisburgo, un’architettura Parkkinen and Alfred Berger) in Salzburg, visionary
visionaria nel centro storico che incornicia i vicini architecture in the historic centre near the Baroque
giardini barocchi di Mirabellgarten e le montagne Mirabellgarten gardens and the mountains. As Alfred
circostanti. Come spiega Alfred Berger, “attraverso Berger explains, “by visually integrating the city’s
l’integrazione visiva dei tesori della città, il progetto treasures, the design offers a unique combination
offre una combinazione unica di rilassamento fisico of physical relaxation and cultural inspiration”.
e ispirazione culturale”. www.berger-parkkinen.com
Photos Christian Richters / Berger+Parkkinen Associated Architects

© Berger+Parkkinen Associated Architects

2 0m 10 m Sezione AA/Section AA

XI
03/20 Diario / Spazi ibridi / Hybrid spaces

Sei fossili marini nel deserto di Sharjah


Six marine fossils in the Sharjah desert
Testo/Text Elena Sommariva
tacular mountain chains and ancient
burial sites from the Stone, Bronze and
Iron Ages, adopting a “light” approach
seemed like the only choice possible.
“Our delicate approach to safeguarding
these fossils,” explains Simon Fraser,
an architect from the studio, “turned
into a series of capsules resting on the
ground and trying to become one with
the landscape”. In addition to hosting
exhibition areas, five interconnected
capsules provide a theatre, a café with
spectacular views and other service
structures for visitors. In order to
reduce the footprint as much as pos-
sible, the pods, which are shaped like
fossilised urchins, were designed using
pre-fab cement clad in coloured steel
panels, resting on in-situ foundation

Photo © Mark Goodwin


discs made from concrete. A sixth sep-
arate pod is used as a service building.
www.hopkins.co.uk
1

1, 3. Le capsule interconnesse del Buhais Geology Park.


Per progettare l’InterpretiveCenter 2. Schizzo di progetto. 4. Esploso assonometrico della struttura
Hopkins Architects ha trovata l’ispi- 1, 3. The Buhais Geology Park interconnected capsules.
razioneinloco,nelpaesaggiodesertico 2. Design sketch. 4. Axonometric projection of the structure
diJebelBuhais,affioramentoroccioso
esitoarcheologico,50kmasud-estdi
Sharjah.Tra fossili marini di oltre 65
milionidiannifa,spettacolaricatene
montuose e antichi siti di sepoltura
dell’età della pietra, del bronzo e del
ferro,adottare un approccio‘leggero’
èsembratal’unicasceltapossibile.“Il
nostro approccio delicato a tutela dei

© Hopkins Architects
fossili”,spiegaSimonFraser,architetto
dellostudio,“siètradottoinunaseriedi
baccelliaformadiricciochepoggiano
sulterreno,cercandodientrareafare 2

parte del paesaggio”. Cinque capsule


interconnesse, oltre alle aree esposi-
tive, ospitano un teatro, un caffè con
Rivestimento
vistepanoramiche,ealtrestrutturedi di metallo/
Metal cladding
servizioperivisitatori.Perridurreal
minimol’impatto,ibaccelli,lacuifor-
maèispirataairiccifossili,sonostati
Involucro di
progettati in cemento prefabbricato cemento/
rivestitidipannellidiacciaiocolorati, Concrete shell

chepoggianosudischidifondazionein
cemento armato in situ. Un sesto pod
non collegato viene utilizzato come Gabbia di
cemento armato/
edificio di servizio. Reinforced
concrete rib
For the Interpretive Center, Hopkins
Architects found its inspiration for
a design in loco, right in the desert of Fondazioni
Photo © Mark Goodwin

di cemento/
© Hopkins Architects

Jebel Buhais, a rocky landscape and Concrete


foundation
archaeological site, 50 km southeast
ofSharjah.Amidstmarinefossilsdat-
ing to over65 million years ago,spec- 3 4

XII
by

PORCELAIN SURFACES
FOR CREATIVE DESIGN

Milan New York Moscow Singapore Frankfurt florim.com


Diario / Viaggi / Travel 03/20

1 Iglesia de San Juan Chamula


San Juan Chamula, 1
2 Parque Central
2 3 Juzgado de paz y
modernismo 3 4 Conciliacion
zapatista 5
4 Mercado de artesanías
5 Homemade pox vendors
San Juan Chamula, 6 San Sebastian cemetery
7 New houses
Zapatista 6

modernism
Testo/Text Marianna Guernieri

San Juan
Chamula
© Google Maps

San Juan Chamula, 3.300 abitanti For decades, San Juan Chamula –
sulle alture di Los Altos de Chiapas, a 3,300 inhabitants on the hills of Los
2.260msopraillivellodelmareeasoli AltosdeChiapas at 2,260 m above sea
10 km a nord dalla più nota ‘Sancris’ level and only 10 km north of Sancris
(San Cristobal de las Casas), è stata (SanCristobalde las Casas) – was a hot
perdecennimetadituristismaniosidi spot for eager tourists wishing to see
osservare il“vero cuore”del Chiapas: the“realheart”of the Chiapas: anarchic
anarchicoemagico,conlasuafamosa and magical and where Catholic-Ma-
chiesa dove si celebra un sincretismo 5 7 yanreligioussyncretism is celebrated
religioso cattolico-maya tra profumo amidstthescentof copal and sacrificed
di copale e galline sgozzate.Il magne- chickens.Themagnetism of ancestral
tismo delle tradizioni ancestrali e dei traditions and revolutionary move-
moti rivoluzionari, unito a sorsate di ments, united by gulps of homemade
Poxfattoincasa,undistillatodimaisla Pox (“poch”), a spirit made from corn
cuisbronza–dicono–èmistica,haperò offering,as they say, a mystical hang-
una nuova facciata urbana.Parlando over,hasanewurban face. As regards
d’insediamentispontaneieautocostru- pop-up settlements and self-building
zione in Messico, Chamula è un caso 7 7 in Mexico, Chamula is one of a kind.
unico. Qui l’informale prende fogge Here the informal takes on singular
singolari grazie alla convivenza di tre forms,thanks to three coexisting fac-
fattori: la comunità maya tzotzil che tors:theMayantzotzil community who
Photo Marianna Guernieri

laabitaecheparlaildialettoantico;il liveshereandstill speaks the ancient


neozapatismodeglianniNovantadicui dialect;1990s’neo-Zapatism of which
è la culla; e il sistema di autogestione itisthecradle;and the self-managing
municipale che ancora vige, tutelato municipal system that is still in full
dalsecondoarticolodellaCostituzione 1 force,safeguarded by article two of the
messicana. Anche Chamula, però, si Mexican constitution. But Chamula
vuole evolvere e lo fa in un momento wantstoevolve,and it does so at a time
di crisi identitaria dove la comunità è ofidentitycrisiswhere the community
scissa in due, con molti chamulas che issplitintwo,as many Chamulas who
sentonostretteleproprie‘tradizioni’e feel restricted by their “traditions”
seneliberanoandandoalavorarenegli choosetobreakfree by working in the
StatiUnitieimportandoinMessicoun 7 1 US and importing some of that world
po’di quel mondo.E così le case tradi- to Mexico. So the typical adobe and
zionalidiadobeeceramicaspariscono ceramic houses disappear in favour
per fare spazio a costruzioni ad arco, ofconstructions with arches, cement
colonnatidicemento,enormifinestre columns,hugedark mirrored windows
scure specchiate e a un vasto inven- –cornerorcurved – and a vast neo-co-
tario neocoloniale, il tutto nella più lonial inventory, all in the most crea-
creativa e incontrastata autogestio- tiveandundisputed self-management:
ne,con buona pace di Habitat III e dei free–butnotforlong – from architects,
suoi Indici di Prosperità Urbana che, engineers and city planners, with all
Photos Alfredo Abraham Kuri

proprio due anni fa,hanno assegnato due respect to Habitat III and its City
alla città un punteggio medio-basso. ProsperityIndexes that, two years ago,
Per chi è in zona, questo è il momento gaveitaredflag. If you are in the area,
giusto di farci un giro e osservare il thisistherighttime to observe the dy-
dinamismo del cambiamento. 6 namism of change.

XIII
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Creare uno spazio confortevole


dedicato alla privacy, al comfort
acustico ed alla concentrazione.
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ambienti più diversi.
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Diario / Negozi / Shops 03/20

Cemento e luci industriali per Freitag a Kyoto


Cement and industrial lights for Freitag in Kyoto
Testi/Texts Elena Sommariva
Un TIR a dimensioni naturali dipinto
sul muro esterno e, all’interno, un open
space punteggiato da pilastri di cemen-
to a vista connotano il nuovo negozio
Freitag di Kyoto, il quarto in Giappone
e l’ultimo progettato da Torafu Archi-
tects come un prolungamento dello
spazio urbano. Le superfici lasciate
grezze, l’illuminazione e gli arredi dal
sapore industriale riecheggiano la
filosofia del brand tedesco che produ-
ce borse ricavate dai teloni dei camion
usati. A life-size TIR painted on the
outside wall and, on the inside, an open
space punctuated by exposed cement
pillars connote the new Freitag shop
in Kyoto, the fourth to date in Japan
and the latest designed by Torafu Ar-
chitects as an extension of the city
space itself. The uncrafted surfaces,
lighting and furniture in industrial
Photo Daici Ano

style echo the philosophy of the Ger-


man brand that makes bags from used
lorry tarp. www.torafu.com

Un salotto veneziano a Dubai


A Venetian parlour in Dubai
S’ispira alla crinolina, la sottogonna
rigida che sosteneva e rendeva gonfi
gli abiti femminili nel XVIII secolo, il
progetto di m2atelier per la boutique
di René Caovilla a Dubai. Una cupola
dorata è l’elemento centrale del negozio
del brand, fondato nel 1934 da Edoardo
Caovilla a Venezia, punto di riferimento
nel settore delle calzature-gioiello. Lo
spazio (87 m2 di superficie e 66 m2 di
facciata esterna) è arredato con colori
caldi e materiali preziosi – come marmo
calacatta, tappeti setosi e superfici do-
rate in galvanica – rielaborati in chiave
moderna. The design by m2atelier for
1 the René Caovilla boutique in Dubai is
inspired by crinoline, the stiff under- 2
1, 3. Il fulcro dello spazio è una
cupola che ricorda le crinoline skirt supporting and amplifying wom-
settecentesche. 2. Arredato con en’s garments during the 18th century.
tappeti e cristalli, A gilded dome is the central element
il negozio richiama un salotto of the shop by this brand, founded in
veneziano
1934 by Edoardo Caovilla in Venice, an
1, 3. Focus of the space is the dome
inspired by crinoline. 2. Furnished exclusive name in spectacular shoes.
with rugs and crystal, the shop The space (87 m2 of surface area and
evokes a Venetian parlour 66 m2 of exterior facade) is furnished
with warm colours and precious ma-
terials – like Calacatta marble, silky
rugs and galvanic-plated surfaces –
© m2atelier

re-elaborated in a modern way.


www.m2atelier.com 3

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Diario / Negozi / Shops 03/20

Un paesaggio di cemento rosa a Los Angeles


A pink concrete landscape in Los Angeles
Testo/Text Giulia Ricci

Con ill progetto d


C dell flagship
fl h store di
d ThThe Webster,
W b
nello storico centro commerciale Beverly Center
di Los Angeles, David Adjaye torna alle sperimen-
tazioni con il cemento pigmentato. Risale al 2001,
infatti, il suo progetto Concrete Garden, giardino
caratterizzato da un muro di 2,2 m,il cui colore era
ottenuto addizionando ruggine al calcestruzzo.
Nella sua prima architettura californiana Adjaye
porta quell’approccio alle estreme conseguenze:
utilizzacalcestruzzoprefabbricato,cementoarmato
con fibra di vetro e gettato in opera, tutti declinati
attraverso una grandevarietà di finiture,perdare
vita a un paesaggio scultoreo in rosa.Sedute,espo-
sitori e arredi sono anch’essi di cemento,corredati
da elementi metallici peraccessori come specchi e
appendiabiti. E davvero non vi è necessità di altri
mobiliinquestaesperienzadisegnatadaAdjaye,che
dice di averpensato a Luis Barragán e Isamu Nogu-
chi.Il risultato è un lavoro raffinato ed espressivo.
The latest flagship store of The Webster, inside
LA’s historical shopping mall Beverly Center,took
David Adjaye back to the early days of his career,
when he used to experiment with pigmented con-
crete. In fact, in 2001, he designed the Concrete
Garden,whichwascharacterizedbyarustcoloured
2.2-metre-high wall made of concrete.Forhis first
Californianproject,Adjayehastakenthatverysame
approachtotheextreme,byusingprecastconcrete,
glass fiber reinforced concrete, and cast-in-place
concretewithavarietyoffinishes.Allthebenches,
display plinths and pieces of furniture are made of
concrete, except for some metallic elements such
as display racks and mirrors. There is no need for
morefurnitureinthestoredesignedbyAdjaye,who
foundgreatinspirationintheworksofLuisBarragán
and Isamu Noguchi. The result is a sophisticated
and expressive work.
www.adjaye.com

1, 3. Gli interni del flagship store, dove l’arredo


è realizzato in cemento.
2. Esploso assonometrico dell’intervento
1, 3. Inside the flagship store, where
the furniture is made in cement.
2. Axonometric projection of the intervention
Photos Dror Baldingger / Adjaye Associates
© Adjaye Associates

XV
Diario / Nuovi designer / Upcoming designers 03/20

Matteo Di Ciommo È un allievo di Michele De Lucchi, ma le sue scelte He is a student of Michele De Lucchi, but his design

Roma, 1987 progettuali fanno pensare anche alla poetica di


Aldo Rossi: prendere l’architettura come modello
choices call to mind the poetics of Aldo Rossi: taking
architecture as a model and source of inspiration
Testi e selezione/Texts and selection e come fonte d’ispirazione per realizzare oggetti. to create objects. In his project Piani, ripiani e ter-
Silvana Annicchiarico
Nel progetto Piani, ripiani e terrazze Matteo Di razze Matteo Di Ciommo builds trays and stands,
Ciommo costruisce vassoi e alzatine ispirandosi – inspired by the lighthouses of Sardinia or certain
per sua diretta ammissione – ai fari della Sardegna castles perched on mountainsides in Italy. The roofs
o a certi castelli arroccati del paesaggio italiano. of houses or natural terraces thus become flat sur-
I tetti delle case o le terrazze naturali diventano faces while trays turn into domestic landscapes.
così ripiani portanti e il vassoio si fa paesaggio do- The collection offers eight pieces, all unique, in
mestico. La collezione consta di otto esemplari, walnut, cherry and mahogany wood: the object be-
tutti pezzi unici, di legno prevalentemente noce, comes a sculpture and the design based on self-pro-
ciliegio e mogano: l’oggetto d’uso diventa così scul- duction combines with the ancient knowledge of
tura e il design basato sull’autoproduzione si me- high artisanry.
scola con gli antichi saperi dell’alto artigianato. www.matteodiciommo.com
Photo Kuba Dabrowski

1. Matteo Di Ciommo. 2. Disegno/collage.


3, 4. Due vassoi-alzatine della ricerca-progetto
Piani, ripiani e terrazze
(30 x 25 cm, altezza 30 cm)
1. Matteo Di Ciommo. 2. Drawing/collage.
3, 4. Two trays-stands for the research-project
Piani, ripiani e terrazze
(30 x 25 cm, height 30 cm)

© Matteo Di Ciommo
2

Photos Manuele Blardone

XVI
03/20 Diario / Nuovi designer / Upcoming designers

Ilaria Bianchi Ante Up


Pisa, 1989 Vienna, Karlsruhe, 1991
Testi e selezione/Texts and selection
Silvana Annicchiarico

Il suo punto di partenza èlasperimen- Semplicità, rigore, eleganza sono le


tazionematerica.IlariaBianchisceglie qualitàdiMarker,sediarealizzatacon
materiali antitetici e li manipola in ununicomateriale,l’acciaioverniciato
modo da generare un coinvolgimento di diametro uniforme. Quattro tubi
plurisensoriale nell’utente. Nel caso curvati formano seduta e schienale,
di Bicaudata,genera una sorta di pic- saldandosisiaallegambeanteriorisia
colovaso,esile e delicato,partendo da a quelle posteriori. Qualcuno ha det-
un profilo industriale di ottone, reso to che sembra uno schizzo realizzato
flessibile da una serie di fresate. La con un pennarello: proprio il disegno
pressioneeilcalorescindonoilprofilo essenziale, senza alcun orpello, è un
in due parti,come la coda biforcuta di esempiodiquellararefattasemplicità
una sirena. Le due parti si aprono e si che è una delle qualità più difficili da
curvano,accogliendoallorocentroun ottenere nella progettazione e realiz-
fiore.Utilizzandomaterialietecniche zazione di un oggetto. Ante Up è uno
contemporanee,Bianchi si riallaccia studio fondato a Vienna nel 2019 da

Photo Jenny Niklasch


a una tradizione antichissima: quel- Benedikt Stonawski e Hauke Unter-
la che conferiva agli oggetti funzioni burg, designer usciti dalla scuola di
apotropaiche e li rendeva simboli di Eindhoven, con il proposito di coniu
coniu-
fertilità e vitalità. gare tradizione e modernità.
Her starting point is experimenting
withmaterials.IlariaBianchichooses
antitheticalones,manipulatingthem
so as to create multisensory engage-
ment in the user. With Bicaudata, Bi-
anchi makes a sort of small, slender
and delicate vase, beginning with an
industrial brass profile made flexible
bymilling.Thepressureandheatbreak
the profile into two, like the two-
pronged tail of a mermaid.Both parts
open and are curved,hosting a flower
in the middle.Byusing contemporary
materials and techniques, Bianchi
embracesaveryancienttradition:that
which gives objects apotropaic func-
tions and makes them symbols of fer-
tility and vitality.
Photo Silvia Tenenti

www.ilabianchi.com
Photo Michelle Mantel

Simplicity, rigour and elegance are


th
he most evident qualities of Marker,
a chair
c made from a single material
– varnished
v steel of a uniform diame-
tre. Four curved tubes form both the
backrest and seat,joining to the front
and rearlegs.Some sayit resembles a
marker sketch: the essential design,
withoutanyfrills,isanexampleofthe
rarefied simplicity that is one of the
hardestqualitiestoachieveindesign-
ing and manufacturing an object.An-
te Up is a studio founded in Vienna in
2019byBenediktStonawskiandHauke
Unterburg,whostudiedinEindhoven,
© Anteup

with the goal of joining tradition to


modernity. www.unteup.at

XVII
Diario / Storie di aziende / Company stories 03/20

Il materiale diventa forma, stile e funzione


Material becomes form, style and function
Testo/Text Antonio Armano

La vasca di resina trasparente di An- The transparent tub in resin by Anto-


toniolupi, come per fare il bagno dentro niolupi – just like taking a bath inside
una coppa di vetro colorata, azzurra, a glass goblet coloured sky blue, green,
verde, gialla, rossa. I lavabi di marmo di yellow and red. Paolo Ulian’s marble
Paolo Ulian che si sviluppano da terra sinks extend from the floor into in-
in una struttura di cerchi concentrici tertwining, spiral, or linear circles,
a intreccio o spirale o in sequenza line- evoking drawings and sculptures. The
are, evocando il disegno e la scultura. quarries of Massa Carrara are near. A
Le cave di Massa Carrara sono vicine. toilet brush (Rapido) with its silicone
Lo scopino (Rapido) con una lingua di lip instead of the classic bristles (clas-
silicone al posto della classica spazzola sically impossible to clean) is part of a
(classicamente impossibile da pulire), perfect minimalist small steel cylin-
e inserita in un piccolo cilindro perfetto der. The material dominates the scene,
di acciaio minimalista. È il materiale more so than the form. The material
a dominare la scena, ancora più della 1 becomes form, style and function, like
forma. Il materiale diventa forma, stile in certain historicized futurist works.
e funzione come in certe opere futuriste The backdrop to this dialogue between
già storicizzate. Lo sfondo di questo the elements is the bathroom, chosen
dialogo tra elementi è il bagno, eletto to be lived in and not just used, disen-
a luogo da vivere e non solo da usare, tangled from a utilitarian context,
sottratto a una visione utilitaristica, no longer marginalised or flaunted.
non marginalizzato né esibito, spazio It is an inner sanctum, but now am-
sempre interiore, ma amplificato. Lo plified: the large rugs, as if they were
dimostrano i tappeti, vasti come se intended for living rooms instead of ba-
fossero per grandi saloni invece che throoms, with geometric motifs, or the
per un bagno, con motivi geometrici, fireplaces fuelled by alcohol or wood.
e i camini, ad alcol o legna. Nei sifoni a In the completely concealed siphons of
scomparsa totale della serie Ghost la the Ghost series, the showerhead falls
doccia cade direttamente dal soffitto. directly from the ceiling. Here the main
Qui gli elementi protagonisti sono l’ac- elements are simply water and light.
qua e la luce. L’idraulica imita la natura Plumbing imitates nature to create
per darsi un’anima. Asa Nisi Masa, cioè soul. Asa Nisi Masa, that is, “soul” in
‘anima’ nell’alfabeto serpentino felli- 2 Fellini’s serpentine alphabet (from the
niano (dal film 8 e 1/2), è il nome della film 8 e 1/2), is the name of the flower
serie dei vasi da fiori tutti in resina vase series in coloured see-through
trasparente colorata. Antonio Lupi era resin. Antonio Lupi began with crystal
partito dalla produzione di cristalli e and glass production for furnishings.
vetri per l’arredo. Le resine trasparenti Transparent resin is like a leap back
sembrano un ritorno all’antico reso in time, made possible by innovative
possibile dai nuovi materiali. L’azienda materials. The company Antoniolu-
Antoniolupi, a Stabbia, nel fiorentino, pi, in Stabbia, outside Florence, not
non lontano da una villa-fattoria me- far from a Medici villa-farm, is both
dicea, tiene insieme dimensione indu- industrial and artisan, classic rigour
striale e artigianale, rigore classico e and research. It bears the founder’s
ricerca. Porta il nome del fondatore, name, born in a place with an impor-
nato in un luogo troppo impegnativo tant past (Vinci), so themes like hy-
(Vinci), perché si evochino certi temi draulics can be evoked. It is now run
come l’idraulica, ed è ora condotta dai by his four children: Patrizia, Nello,
quattro figli: Patrizia, Nello, Andrea Andrea and Sergio.
e Sergio. www.antoniolupi.it

1. La sede di Antoniolupi a Stabbia, 1. The Antoniolupi main offices in


in provincia di Firenze. 2. Lavabi Stabbia, outside Florence. 2. Basins
della serie Gessati in marmo di from the Gessati series in Carrara
Carrara (progetto Gumdesign). marble (by Gumdesign).
3. Il lavabo Vitreo di Carlo Colombo e 3. The Vitreo basin by Carlo Colombo
Andrea Lupi è un un unico blocco and Andrea Lupi is a single decago-
decagonale in Cristalmood 3 nal block in Cristalmood

XVIII
Dal 7 al 26 aprile 2020 | Via Formentini, 2 - Milano | Temporary Showroom
Diario / Oggetti / Objects 03/20

Prendi un cuscino e accomodati


Take a pillow and have a seat
Testo/Text Elena Sommariva

Approccio ludico,modularitàesensodiprecarietà,
A l d d l ià di i à
in parti quasi uguali,sono i tre elementi che defini-
scono il progetto PillowdiAndreaAnastasio.Spie-
gaildesigner:“Ilcuscinositrasformadaaccessorio
della seduta in seduta stessa”.Perché è soltanto su
di esso, in effetti, che poggia l’intero sistema. Nata
con un pouff e una sedia due anni fa,quando l’azien-
da Et al si chiamava ancora Metalmobil, la serie si
èoraarricchitadiunaltroelemento–un maxi-pouf,
volendo con schienale – che affina la complessità
della soluzione tecnica adottata: un tubolare di
metallo disposto a croce, sul quale è ancorato un
disco di multistrato di legno.Come a dire,precario,
ma solido.I cuscini,poi,si possono smontare perla
manutenzione, ma anche per giocare con diversi
accostamenti cromatici. “Ho vissuto molti anni in
India”, prosegue Anastasio, “dove il cuscino diret-
© Andrea Anastasio

tamente appoggiato sul suolo ha incarnato per se-


coli la seduta, condizionando le posture,la gestua-
lità e la ritualità del quotidiano,ma anche l’altezza
dei mobili e delle suppellettili, e definendo l’oriz-
zonte prospettico”. A playful approach, modular-
ity and sense of precariousness, in almost equal
parts, are the three elements that define Pillow by
Andrea Anastasio. The designer explains: “From
chairaccessory,a pillow becomes an actual chair”.
Because the entire system rests on it. Born with a
pouf and a chair two years ago, when Et al was still
called Metalmobil, the series is now enriched with
anotherelement – a maxi pouf,with backrestavail-
able – that fine-tune the complexity of the system
adopted: a metal cross-shaped tubularframe,with
fastened plywood disk.In otherwords: precarious,
butsolid.Thepillowscanbedisassembledforclean-
ing, but also for playing with different colour pair-
ings. “I lived in India for many years,” continues
Anastasio, “where for centuries pillows directly
© Andrea Anastasio
© Andrea Anastasio

placed on the ground represented chairs, condi-


tioning postures, gestures and everyday rituals,
but also the height of furniture and accessories,
thus defining a person’s perspective”.www.et-al.it

XIX
Omantel, Muscat
The iconic exterior of the new Omantel headquarter in the Irfan Business
Park of Madinat, designed with the Omani tourism agency OMRAN, is
inspired by the “Omani Massar”, the typical Omani headdress, wave like
patterns, just like the lighting of the building façade.
Lighting design: Visual Energy Studio | Product: Rubber 3D bend
Diario / Oggetti / Objects 03/20

Variazioni sul tema per un’icona anonima e contemporanea


Variations on a theme for an ordinary and contemporary icon
Testo/Text Elena Sommariva

Partendo dalla sedia più popolare e archetipica,


la Romanella, Francesco Faccin ha provato a consi-
derarla un modello formale da cui partire per rein-
ventarla in chiave contemporanea. È possibile ri-
visitare la stessa idea infinite volte senza ripetersi?
O migliorare un oggetto che resiste immutato da
secoli? Il suo progetto Anonimo Contemporaneo
(con la galleria Giustini/Stagetti) risponde con una
collezione sperimentale e sofisticata, dove ogni
variante incarna le potenzialità un materiale di-
verso – due tipi di legno, fibra di carbonio, alluminio,
paglia, gomma e pelle – e ne esalta le qualità speci-
fiche. Si torna così all’essenza della sedia, iconica
e anonima allo stesso tempo. La sua non è una ri-
flessione nostalgica, ma piuttosto l’elogio di “un
oggetto solido apparentemente immutabile perché
è già perfetto”. Starting with the most popular and
archetypical chair, Romanella, Francesco Faccin
considers it a formal model to reinvent in a modern
way. Can the same idea be reviewed countless times
without repetition? Can an object that has never
changed be improved? His design, Anonimo Con-
2 temporaneo (with the Giustini/Stagetti gallery),
responds with an experimental and sophisticated
1. Dettaglio dell’aggancio dello schienale nei tre
materiali: legno, alluminio e fibra di carbonio. collection, where each variation incarnates the
2. Dettaglio della versione in legno. 3. Le tre sedie: potential of a material – two kinds of wood, carbon
da sinistra in alluminio, legno e fibra di carbonio fibre, aluminium, straw, rubber, leather – and ac-
1. Detail of backrest hook in three materials: centuatesspecificqualities.Thecomebackofachair’s
wood, aluminium and carbon fibre.
© Francesco Faccin

1 essence,, iconic and ordinary at the same time. His


2 Detail of the wood version
2. version. 3
3.The
The three chairs
chairs,
from left in aluminium, wood and carbon fibre is not nostalgia, but the praise of “a seemingly un-
changeablesolidobjectt,becauseitisalreadyperfect”.
www.francescofacciin.it

Photos Omar Golli

XX
Il tuo business è il nostro business

260 prodotti pensati in modo specifico per rispondere ai criteri


ed ai bisogni dei clienti professionisti. Tutto per essere all’altezza
delle vostre aspettative, ma con stile!

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Diario / Oggetti / Objects 03/20

Dura come l’acciaio, morbida come una fune


As hard as steel, as soft as rope
Testo/Text Elena Sommariva

1. Sedia Rope nella versione in acciaio grigio


chiaro con cima color corda. 2.Versione in acciaio
nero, smontata. 3. Dettaglio della scotta nautica
in acrilico di schienale e braccioli
1. Rope chair in the light grey steel version with
rope-coloured top. 2.Version in black steel,
disassembled. 3. Detail of the nautical rope in
acrylic on the back and armrests

Le sedie disegnate dai fratelli Ronan ed Erwan The chairs designed by the brothers RonanandEr-
Bouroullecnasconospessodaunpensieroibrido.La wanBouroullecareoftenbornfromhybridthinking.
sediaVegetal (Vitra,2008),peresempio,s’ispira a The Vegetal chair (Vitra, 2008), for example, is in-
unalberochecresce,maèrealizzatainpoliammide spiredbyagrowingtree,butismadeinfibreglass-re-
rinforzato con fibra di vetro stampato a iniezione. inforcedpolyamideandinjectionmoulding.Thechair
La sedia Osso (Mattiazzi, 2012) unisce tecniche a Osso (Mattiazzi, 2012) joins numeric-controlled
controllonumericoeknow-howmanuale.Piùsimile techniques with manual know-how.Instead,more
al profilo di un oggetto che all’oggetto reale,la Rope like a profile than an actual object, the Rope chair
chairdisegnataperArteksembrainveceundisegno for Artek seems like an India ink drawing shifted
a china traslato nello spazio.Un estro artistico che into space. Artistic talent resting upon the solid
poggia però su solide basi di alta ingegneria,neces- foundations of high engineering,required to join a
sarie perconiugare una struttura solida – tubolari solidstructure–steelframesandplywood–withthe
diacciaioelegnomultistrato–conlamorbidezzaela flexibility and softness of rope – polyesternautical
Bouroullec

flessibilità di una corda,una cima nautica in polie- rope–formooringandanchoring.Backandarmrests


ll

stere,da ormeggi e ancoraggi.Schienale e braccioli invite users to look for the most comfy position, as
di B
Studio

invitano prima a cercare la posizione più comoda, it adapts to all body shapes and leaves a trace of the
Photos S

adattandosialcorpodichiusalaseduta,finendopoi person who sat it in.


p
permostrare le tracce del corpo
p di chi ci si è seduto. www.artek.fi
Ph

XXI
ph. marco ghilarducci a.d. emiliana martinelli, massimo farinatti

MARTINELLILUCE.IT
MARTINELLI
EMILIANA
DESIGN
COLIBRI Q

LIFE
FO
LIGHTT
OR
Diario / Pausa caffè / Coffee break 03/20

Sono differenti. Sono le nostre periferie. Sono i


margini di una società. Il nostro centro è il centro
del potere, della politica, delle nostre aziende. Nel-
le periferie ci sono tutte le persone che lavorano in
quelle aziende. La maggior parte del centro è abi-
tato da maschi o dal maschile, la maggior parte
delle periferie da femmine o dal femminile. I mostri
che custodiscono le porte sono stereotipi, ovvero
qualcosa che replica la stessa cosa, che va e costrin-
ge il nostro pensiero, facendoci pensare sempre le
stesse cose come se fossero normali, intuitive. Il
vero punto dello stereotipo è che non è un pensiero
libero, ma una profezia malata che, purtroppo, si
autorealizza. Il primo stereotipo è la mamma che
rinuncia al lavoro, che si dedica a tutti, prevalen-
temente ai figli; diversamente, sei giudicata dalla
società. Il secondo stereotipo è quello del mondo
della scuola, delle opportunità, del mondo del lavo-
ro. Lavorano sulla stima delle ragazze. Viene detto,
alle ragazze, che sono meno portate per una cosa,
che sono meno brave in un certo ambito, che non
devono studiare le STEM, le materie scientifiche.
Le donne devono accontentarsi di ruoli prefissati.
Se in Italia le ragazze non studiano la matematica
e sono meno brave in questa materia è perché cre-
scono con quest’idea. Questo è il risultato finale
della nostra città, ovvero della nostra società. Le
bambine cinesi non sono così, non hanno un cer-
Illustrazioni di/Illustrations by Alessandra Scandella

vello e un cuore diversi, ma semplicemente non


viene detto loro che non sono brave in matematica.
Proprio come i videogiochi, fatti da maschi per ma-
schi. Terza e ultima porta della nostra città potreb-
be essere King Kong: la donna è curata, non puoi
fare il capo, ci serve una persona non vulnerabile.
Non voglio entrare in un tema di genere, ma sul
bisogno di leader vulnerabili, che chiedano, che
elaborino e che restituiscano. Abbiamo una fortu-
na: le porte della città sono abbastanza vecchie e i
mostri che le custodiscono anche: sono affaticati,
grossi, temono il calore che sta crescendo sulla
Terra. E che li ucciderà”.

Periferie, plurale femminile


Suburbs, plural feminine
Testo/Text Walter Mariotti Claudia Parzani
“Non sono un architetto né un ingegnere. Non so- 10 Global Champions of Women in Business” pub- Claudia Parzani (1971), avvocatessa, è
no competente per pensare una riqualificazione blicata dal Financial Times e da HERoes. Secondo la presidente di Allianz, vicepresidente di Borsa
delle periferie o il futuro della città. Però faccio serie The Innovative Lawyer del giornale economi- Italiana e componente esterno del consiglio
tante altre cose. E cerco di farne tante. In quello co-finanziario britannico, è tra i 10 avvocati più di amministrazione del Politecnico di Milano,
che faccio c’è sempre un fil rouge. Credo di essere innovativi del 2013. oltre che managing partner per l’area
un po’ una sognatrice e che il sogno oggi sia fonda- “Una collina verde, con erba sterminata, confina Western Europe del colosso legale britannico
mentale per pensare il futuro delle città. La mia con la città. Fa caldo, sempre più caldo. C’è un sole Linklaters. Nel 2019 è stata l’unica italiana
a essere stata inclusa da HERoes e Yahoo
città oggi rappresenta la società. Una città invisi- bellissimo, tutti stanno godendo di questo bel tem-
Finance fra le “100 Women Role Models”.
bile, immaginaria, forse anche un po’ ignota. Ma po. Si vede una città storica, una delle nostre tan-
Claudia Parzani (1971), a lawyer, is the
anche una città complessa, da un punto di vista tissime città, tipica nella costruzione: un centro
president of Allianz, vice-president of Borsa
architettonico, e assieme anche facile dal punto di ampio e curato, con mura solide, alte, protettive,
Italiana. and external member of the Board
vista delle barriere e dei passaggi”. intervallate dalle porte. Tre porte. Imponenti, gran- of Directors for the Polytechnic of Milan, plus
Claudia Parzani è partner di Linklaters dal 2007 di, ma chiuse e custodite da tre mostri. Fuori da managing partner for Western Europe of the
nel dipartimento di capital markets e, da novembre queste mura, che racchiudono un ‘centro’ – singo- British colossal law firm Linklaters. In 2019
2016, ricopre, sempre all’interno di Linklaters, il lare maschile – ci sono le ‘periferie’, plurale femmi- she was the only Italian to be included by
ruolo di managing partner per l’area Western Eu- nile. Sono meno curate del centro, più sparpaglia- HERoes and Yahoo Finance among the “100
rope. Nel 2017, è stata inclusa nella classifica “Top te, meno eleganti e compassate, meno razionali. Women Role Models”.

XXII
03/20 Diario / Pausa caffè / Coffee break

“I am neither an architect nor an engineer.I’mnot that of the world of school, opportunities and jobs.
qualifiedtoformulatearegenerationofthesuburbs They work on girls’ esteem. They tell the girls that
orthe future of the city.But I do many otherthings. they aren’t very good at something, that they are
I try hard to do many.There is always a fil-rouge in less able to do something and that they mustn’t
what I do.I think I’m a bit of a dreamerand I believe study STEM, the science subjects. Women must
that today dreaming is key to conceiving the future settle for their given roles. If Italian girls don’t study
of the city. My city today symbolises society. An maths and are not great at this subject, it’s because
invisible,imaginarycitythatisperhapsalsoslight- they grow up with this idea. This is the end result

Linklaters headquarters, Milan. Illustrazione di/Illustration by Alessandra Scandella


ly unknown. However it is also a complex city, ar- of our city, of our society. Little girls in China are
chitecturally speaking, although easy at the same not like that. They don’t have a different brain and
time in terms of barriers and passages.” a different heart but simply they are not told that
Claudia Parzani has been a partnerat Linklaters they aren’t good at maths. The same goes for vide-
since 2007, in the Capital Markets department. ogames, created by males for males. Our city’s third
and last gate might be King Kong: the woman is well

“Most of the city centre groomed; you can’t be the boss as we need someone
who isn’t vulnerable. I don’t want to go into this
is inhabited by males topic but in terms of the need for vulnerable leaders
– let them ask, let them process and let them tell us.
or things defined We are fortunate in one sense. The gates to the city
in the Italian mascu- are quite old as are the monsters guarding them.
They are weary, heavy and fear global warming -
line and most of the which will kill them.”

suburbs by females
or things defined in the Una foto alla volta/One photo at a time
Italian feminine” Testo/Text Raffaele Vertaldi

Since November 2016 she has been their managing lità. Trentacinque immagini della serie saranno
partner Western Europe. In 2017, she was named visibili fino al 21 marzo a Parma (capitale della cul-
as one of the Top 10 Global Champions of Women in tura 2020) presso Blank/Design nella prima di
Business by the Financial Times and HERoes. Ac- quattro mostre curate da Ettore Moni e Michele
cording to the British business and economic news- Morelli. If there is no doubt that the principle for
paper’s Innovative Lawyers series, she was one of which“formfollowsfunction”isattheheartofmod-
the 10 most innovative lawyers in 2013. ernist architecture, then, though with horror, we
“A green hill boundlessly covered with grass ad- must admit that Nazi concentration camps were a
Photo Tomasz Lewandowski

joins the city. It is hot and it’s getting hotter. The place where this very principle was applied with
sun is shining and everyone is enjoying the fine the most success. This gave rise to Auschwitz, Ulti-
weather. You see a historic city, one of our many, ma Ratio of the Modern Age, the exemplary photo
with a typical construction: a large and well-kept investigation by the Polish photographer Tomasz
city centre; the walls are sturdy, high and protective, Lewandowski who, while pairing Louis Sullivan
punctuated by gates. Three gates. Big and imposing with the visual rigour of Bernd and Hilla Becher
Tomasz Lewandowski
but closed and guarded by three monsters. These dalla serie/from the series and the theories of Susan Sontag and Zygmut Bau-
walls enclose a ‘centre’ – a word in the male singular Auschwitz, Ultima Ratio of the Modern Age man,explores that aesthetic of efficiencyinherent
in Italian – and outside them are the ‘suburbs’ – fe- to the functionalism of these Nazi death camps. A
male plural in Italian. These are less well kept than Se è indubbio cheilprincipiopercui“laformasegue sort of“Holocaust design”,analysed,like a manual,
the city centre, more spread out, not so elegant and la funzione”è alla base dell’architettura moderna, initsconstituentelements,whereblackandwhite,
staid, less rational. They are different. These are allora, seppur con raccapriccio, bisognerà anche on the one hand, makes the terrible reality more
our suburbs. They are the edges of society. Our city ammettere che i campi di concentramento nazisti abstractand,ontheother,extolsthelinesanddetails
centre is the centre of power, politics and our busi- sono stati uno dei luoghi in cui questo stesso prin- of technology that cannot be upended and exerts a
nesses. All the people who work in those businesses cipio è stato applicato con maggior successo. Da dangerous allure even today. 35 images from the
are in the suburbs. Most of the city centre is inhab- questa premessa nasce Auschwitz, Ultima Ratio of serieswillbeonviewuntil21MarchinParma(2020
ited by males or things defined in the Italian mas- theModernAge,l’esemplare ricerca fotografica del culture capital) at Blank/Design in the first of four
culine and most of the suburbs by females or things polacco Tomasz Lewandowski che, accostando a shows curated byEttore Moni and Michele Morelli.
defined in the Italian feminine. The monsters guard- LouisSullivanilrigorevisivodiBerndeHillaBecher www.tomaszlewandowski.de
ing the gates are stereotypes, namely something e le indicazioni teoriche di Susan Sontag e Zygmut
that replicates the same thing, that forces our minds, Bauman, indaga quell’estetica dell’efficienza rac-
Diario 03/20 – Domus 1044
making us always think the same things as if it were chiusa nel funzionalismo dei mezzi di sterminio.
direttore editoriale/editorial director hanno collaborato/contributors
normal and intuitive. The real point of the stereotype Una sorta di “design dell’Olocausto”, analizzato, Walter Mariotti Silvana Annicchiarico
is that it is not a free thought but an ailing prophe- come in un manuale,nei suoi elementi costituenti, art director Antonio Armano
Giuseppe Basile Simona Bordone
sy that unfortunately comes true. The first stereo- dove il bianco e nero da un lato rende più astratta
a cura di/presented by Marianna Guernieri
type is the mother who gives up her job and devotes unarealtàdifattoterribileedall’altroesaltalelinee Elena Sommariva Valentina Petrucci
Marco Petroni
herself to everyone, primarily the children. Other- e i dettagli di una tecnologia insovvertibile, il cui staff grafico/graphics
Franco Miragliotta Giulia Ricci
wise society judges her. The second stereotype is fascino esercita una seduzione di pericolosa attua- Raffaele Vertaldi (visual consultant)

XXIII
discovering cities

photo Maurizio Montagna

Torre Velasca

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Il rapporto tra architettura e in- The relationship between archi-


dustrial design si regge spesso su tecture and industrial design is
elementi sottili e di dettaglio, che often based on subtle elements and
però riescono a definire il carattere details that manage however to de-
dello spazio che li accoglie. fine the character of the space that
In tale scia si inserisce il forno houses them. This is very much the
Smeg SFPR9604NR, appartenente case with the Smeg SFPR9604NR
alla collezione Dolce Stil Novo, ca- oven, part of the Dolce Stil Novo se-
ratterizzata da un design prezioso, ries, characterised by its exquisite
arricchito da una ricercata finitura design enhanced by a sophisticated
inox o rame, enfatizzato dai volumi stainless steel and copper finish,
generosi . Collocato in classe ener- emphasised by generous volumes.
getica A+, il forno permette una Placed in energy class A+, the oven
cottura calibrata e veloce degli ali- enables quick and calibrated cook-
menti, grazie al sistema termoven- ing of dishes thanks to the ther-
tilato a tre ventole Smeg, che dif- mo-ventilated system with three
fonde il calore in modo uniforme ed Smeg fans that diffuse heat in a
efficace, garantendo un'efficente uniform and effective way, ensuring
distribuzione dell'aria, per risulta- efficient distribution of air for
ti di cottura ottimali. achieving excellent cooking results.
Tra le altre dotazioni più innova- Among the other highly-innova-
tive si evidenzia il sistema Smart tive features, one to highlight is the
Cooking con display TFT Touch Smart Cooking system with TFT
Control a colori che prevede 50 pro- Touch Control display that has 50
grammi di cottura automatici e automatic cooking programmes and
dieci ricette personalizzabili, che ten recipes that can be customised,
permettono di raggiungere ottimi enabling excellent results to be
risultati anche a chi ha meno dime- achieved even by less experienced
stichezza in cucina. cooks. The interior capacity is 85
La capacità interna di ben 85 litri, litres (with inside dimensions of 90
offre una grande flessibilità di uti- x 48 cm), offering great flexibility
lizzo, consentendo di inserire con- of use, allowing a number of baking
temporaneamente più pirofile di dishes of different sizes to be insert-
differenti dimensioni. ed at the same time.
La funzione Pirolisi di pulizia au- The special Pirolisi automat-
tomatica permette al forno di rag- ic-cleaning function enables the
giungere temperature molto eleva- oven to reach very high tempera-
te (fino a 500°C) e di bruciare così tures (up to 500°C) so as to burn off
lo sporco e il grasso sulle pareti dirt and grease from the sides of the
della cavità. Durante tutto il pro- oven. During the entire pyrolytic
cesso di pulizia pirolitica la porta cleaning process, the door and re-
rimane fredda e bloccata per garan- mains cool as well as blocked to
tire una totale sicurezza. guarantee complete safety.

Il forno Smeg SFPR9604NR The Smeg SFPR9604NR


(90 x 48 cm) appartiene oven (90 x 48 cm) is part
all'ampia collezione Dolce of the extensive Dolce
Stil Novo, comprendente Stil Novo range, that
forni multifunzione da includes 60 cm multi-
60 cm, compatti da 45 cm, function ovens,
cantine vino da 45 cm e 45 cm compact ovens,
sottotop, abbattitore di 45 cm wine cellars and
temperatura, macchine undertops, blast chiller,
da caffè, cappe e piani coffee machines, hoods
cottura: induzione, and hobs: induction,
gas e con pianale misto gas and mixed
gas-induzione gas-induction hob

Informazione aziendale / manufacturer′s information


/ Sistema di aspirazione integrato FONDA

• Altezza di installazione di SOLI 8 CM


• 4 livelli di filtraggio (grassi, condensa, odori, particolato)
• Disponibile a ricircolo o ad estrazione
• Possibilità di montaggio a filo o con cornice in acciaio

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Sommario / Contents
Contents

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David Chipperfield

Guest Deputy Editors


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Direttore Editoriale/Editorial Director


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Sommario / Contents

1044 Marzo 2020 / March 2020 David Chipperfield 03/10

Protezione e identità / Protection and identity

Traduttori/Translators 4 Editoriale / Editorial


Paolo Cecchetto
Emily Ligniti
Annabel Little L’ecologia della conservazione, David Chipperfield
Dario Moretti della memoria, del riutilizzo /
The ecology of protection, memory, reuse
Si ringrazia/With thanks to
Antony Bowden
Barbara Fisher
Richard Sadleir

Copertina/Cover
6 Agenda
Thomas Demand
per/for Domus 7 Il vero e l’autentico nell’era digitale / Robert Bevan
Truth and authenticity in the digital age
Costa/Spine
Humphrey Ocean, David, 2019 12 Il patrimonio come risorsa / Thomas Will
(dettaglio/detail). Gouache Heritage as a resource
su carta/Gouache on paper,
77 x 56 cm. 17 Un progetto della conservazione / Vittorio Magnago Lampugnani
Photo Mike Bruce A project of preservation

19 Pratica / Practice
20 La buona pratica / Good practice Diébédo Francis Kéré David Chipperfield

26 Affinità / Affinities Oltre il Regionalismo critico / Mariam Kamara


Beyond critical regionalism

29 Iturbide Studio, Coyoacán,


Città del Messico, Messico / Mexico City, Mexico
Taller | Mauricio Rocha + Gabriela Carrillo |
36 Scuola degli archi danzanti / School of Dancing Arches
Bhadran, India
Samira Rathod Design Associates
44 Grande Progetto / Grand project Biblioteca LocHal / LocHal library Christian Kieckens
Tilburg, Paesi Bassi / the Netherlands
Civic Architects, Braaksma & Roos Architectenbureau,
Inside Outside – Petra Blaisse, Mecanoo, Donker Groen

59 Design e Arte / Design and Art


60 Cosa è il design? / What is design? Invisibile / Invisible John Morgan
62 Appunti di design / Notes on design A proposito di / On Jasper Morrison
Axel Einar Hjorth con/with Francesca Picchi

70 Progetto di design / Design project City of 1,000 Tanks, Chennai, India Jane Withers
Ooze Architects
76 Arte / Art Do Ho Suh Philip Christou

83 Riflessioni / Reflections
84 Messa a fuoco / Drawn closer Alberto Ponis Alberto Ponis
Percorso per lo Yacht Club / a cura di / presented by
Yacht Club Path Drawing Matter,
Palau, Sardegna / Sardinia Sarah Handelman

86 Fare architettura / Strutture di calcestruzzo / Concrete structures Mariana Popescu,


Making architecture Tom Van Mele, Philippe Block

92 I limiti della città / City limits Vivere con il vermone / Living with the big worm Alex Hochuli
96 L’importanza dei luoghi / La forma di una stanza / The shape of a room Hisham Matar
Place matters

100 Dall’archivio / From the archive Ignazio Gardella Fulvio Irace


Memoria senza peso /
Weightless memory
103 Rassegna Illuminazione / Lighting Giulia Guzzini

114 A proposito della copertina: facciate / Il muro di frontiera / Border wall Jonathan Griffin
About the cover: facades
Editoriale / Editorial
L’ecologia della conservazione, della memoria, del riutilizzo /
The ecology of protection, memory, reuse
Testo/Text David Chipperfield

Provare affetto per oggetti, edifici e luoghi è nella nostra natura. secolo è stato dominato da idee radicali sul futuro, il progresso e
Li apprezziamo per i ricordi e le idee a cui li associamo. La pro- l’innovazione. L’architettura e la pianificazione di questo periodo
tezione e la cura del patrimonio storico fa parte integrante della hanno tradotto molte di queste visioni in una realtà deludente. L’e-
nostra immagine della condizione umana. È il modo in cui cele- voluzione spesso traumatica del nostro ambiente costruito, attri-
briamo la continuità dello sforzo dell’uomo e il costante desiderio buita a principi di progresso, ha trasformato le città da luoghi che
di migliorare il nostro grado di civiltà. Storia e contesto sono in ci ponevano al centro a luoghi che ci hanno emarginato in nome
qualche modo strettamente legati all’apprezzamento diretto di dei sistemi di trasporto, dell’efficienza nella pianificazione e, più
ciò che è realizzato attraverso lo sforzo e il talento umano. Que- recentemente, del potere degl’investimenti. Ciò ha comportato non
sto impulso a proteggere, sanare e ripristinare non fa solo parte solo la svalutazione del passato recente, ma ha anche alimentato
del nostro rispetto per le civiltà precedenti, ma anche del modo una perdita di fiducia nel futuro come prospettiva.
in cui ci definiamo nel nostro tempo. Oggi il nostro scetticismo sulle ipotesi future è aggravato dalla
Anche il modo in cui onoriamo il passato e ne interpretiamo l’e- realtà dei cambiamenti climatici e dalla crescente consapevolez-
redità cambia nel tempo. Gli artisti del Rinascimento, pur tenendo za di quanto siano limitate le nostre risorse ed energie. L’urgenza
in grande stima le conquiste del mondo classico, consideravano della situazione c’impone di affrontare molte domande sul nostro
quei modelli storici non solo come una testimonianza delle con- passato e sul nostro futuro, poiché è oggi che determiniamo l’ere-
quiste di un’altra civiltà, ma anche come qualcosa da emulare o dità – o meglio, l’esistenza stessa – della nostra civiltà. All’interno
addirittura superare. Mentre noi oggi proteggiamo tali manufatti del dibattito sulla nostra ecologia e sul nostro ambiente naturale,
e rispettiamo la loro integrità storica e la loro autenticità, gli ar- la protezione è ben compresa. È chiaro che dobbiamo ridefinire i
tisti del Rinascimento non erano estranei all’idea di un recupero nostri rapporti con il mondo naturale e tra di noi attraverso il mo-
e un restauro in chiave di miglioramento e perfezionamento. Nel do in cui costruiamo. Ciò che proteggiamo, come ci sviluppiamo e
XVII secolo, i francesi descrissero il fenomeno come la Querelle ci miglioriamo, come viviamo insieme e come utilizziamo le nostre
des Anciens et des Modernes: i grandi artisti del periodo erano risorse sono tutte scelte determinate dalla nostra comprensione
convinti di essere migliori dei loro predecessori, traevano fiducia di questo ordine e della nostra posizione.
dall’imitazione e dalla rivalità nel tempo, mostravano un atteggia- Ora dobbiamo anche rivedere i maldestri principi di pianifica-
mento che univa rispetto, spirito competitivo e senso di superiorità. zione e riqualificazione, nonché gl’interessi commerciali e gl’istinti
Quando Eugène Viollet-le-Duc tentò di migliorare l’architet- egoistici che li sostengono. Le idee di protezione e conservazione
tura gotica attraverso i suoi interventi, il suo lavoro suscitò sia dovrebbero essere estese oltre il mondo naturale e i più evidenti
ammirazione sia polemiche. Il dibattito che ne seguì stimolò una esempi di buona architettura. Ciò che abbiamo ereditato dev’es-
riconsiderazione dell’attività di restauro e protezione dei monu- sere compreso e curato non solo come testimonianza storica,
menti. John Ruskin, William Morris e altri hanno fatto appello a un ma anche come una fragile ecologia del nostro mondo costruito
approccio più rispettoso, che salvaguardasse il tessuto originale e naturale. Dobbiamo trovare strumenti e strutture di governan-
e vietasse l’interpretazione o l’intervento artistico. Il tono morale ce per garantire che l’ambiente costruito del nostro futuro possa
lievemente irritante di Ruskin divenne la base di tutti i futuri codi- essere pianificato considerando le pressioni apparentemente
ci di restauro e riparazione, in particolare della Carta di Venezia contrastanti di sviluppo e protezione, innovazione e continuità.
del 1964, che definisce il quadro per la protezione e il ripristino Poiché mettiamo sempre più in discussione gli effetti della cresci-
degli edifici. Ed è inconcepibile che i restauratori o gli artisti con- ta indiscriminata in relazione alla crisi ambientale, le conseguen-
temporanei possano cogliere l’occasione per creare qualcosa ze dannose dell’edilizia e le crescenti considerazioni sul riutilizzo
di nuovo dal vecchio, approfittandone per dimostrare il proprio e la modifica degli edifici esistenti, dobbiamo riconoscere l’alli-
talento individuale. Per quanto la posizione sia moralmente e in- neamento con le preoccupazioni, culturali ed emotive, riguardo
tellettualmente corretta, il grande rispetto per l’originale, protet- alla protezione del patrimonio e all’importanza della continuità
to dai concetti di autenticità e storia, mette in evidenza la difficile come componente critica del nostro senso del luogo. La nostra
situazione relativa allo status non solo di ciò che è antico, ma an- identità è formata dall’articolata complessità del modo in cui sce-
che di ciò che è nuovo. Avvicinarsi al “manufatto come documento gliamo d’interagire con ciò che abbiamo ereditato e il mondo che
storico”, secondo la definizione adottata anche dall’UNESCO, isola ci sforziamo di creare in futuro. Attraverso una comprensione
la storia e il tessuto storico come qualcosa di esotico e intoccabi- più attenta del nostro capitale naturale e del nostro patrimonio
le e, di conseguenza, distoglie tale rispettosa considerazione dal culturale, possiamo garantire la qualità della vita e il senso di co-
contemporaneo, meno definito e meno unico. Nel contempo, il XX munità per le generazioni future.

4
Pagine 2-3: Thomas Struth, Pages 2-3: Thomas Struth,
Dallas Parking Lot, Dallas Parking Lot,
Dallas 2001. Dallas 2001.
Stampa cromogenica, Chromogenic print,
138,6 x 211 cm. 138.6 x 211 cm.
© Thomas Struth © Thomas Struth

It is in our nature to cherish objects buildings and places. We val- ideas about the future, progress and innovation. Architecture
ue them for the memories, associations and ideas that they carry and planning of this period brought many of these visions into a
and that we invest in them. The protection and caring of physical disappointing reality. The often-traumatic evolution of our built
heritage is intrinsic to our understanding of the human condition. environment attributed to ideas of progress has transformed
It is the way by which we celebrate the continuity of mankind’s en- our towns and cities from places that put us in the centre to ones
deavour and the constant desire to civilise ourselves. Context and that have marginalised us in the name of transportation systems,
history are somehow compressed by the direct appreciation of planning efficiencies and most recently the forces of investment.
something made through human effort and intimate talent. This This has not only resulted in the devaluing of the recent past but
impulse to protect, to repair and even to restore is not only part also stimulated a loss of confidence in futurism as an outlook.
of our respect for previous civilisations, but also part of how we Today our scepticism about future speculation is compounded
define ourselves in our own time. by the realities of climate change and the growing understanding
How to honour the accumulated past and interpret its legacy of how limited our resources and energy are. The urgent situation
evolves, too. The artists of the Renaissance valued the achieve- demands that we confront many questions about our past and our
ments of the classical world highly, yet they held these historic future, as we determine the legacy – or rather, existence – of our
exponents not only as a record of the achievements of another own civilisation now. Within the discussion about our natural en-
civilisation but also as something to be emulated, or even sur- vironment and ecology, protection is well understood. It is clear
passed. While today we protect such objects, and revere their his- that we must redefine our relationship with the natural world and
torical integrity, their authenticity, the artists of the Renaissance with each other through the way we build. What we protect, how
were not above the idea of investing their repair and restoration we develop and improve, how we live together and how we use our
with improvement and progress. In the 17th century, the French resources are all determined by our understanding of this order
described this as the Querelle des Anciens et des Modernes. The and our place.
great living artists of the period believed they were better than We must now also reconsider the clumsy principles of planning
their predecessors, deriving confidence from imitation and rival- and redevelopment, as well as the commercial interests and self-
ry across time, displaying an attitude riven with respect but also ish instincts that underpin them. Ideas of protection and conser-
with superiority and rivalry. vation should be extended beyond the natural world and obvious
When Eugène Viollet-le-Duc attempted to improve Gothic archi- high moments of architecture. What we have inherited needs to
tecture through his interventions, his work provoked both admi- be understood and cared for not only as a record of history, but
ration and controversy. The ensuing debate stimulated a recon- as a fragile ecology of our built and natural world. We must find
sideration of the act of restoration and protection of monuments. tools and governance structures to ensure that the built environ-
John Ruskin, William Morris and others appealed for a more re- ment of our future can be planned considering the apparently
spectful approach, one that safeguarded the original fabric and conflicting pressures of development and protection, innovation
forbade interpretation or artistic intervention. Ruskin’s somewhat and continuity.
irritating moral tone became the basis of all future codes of res- As we increasingly question the effects of indiscriminate growth
toration and repair, most importantly the 1964 Venice Charter in relation to the environmental crisis, the detrimental effects of
which forms the framework for the protection and repair of build- construction, and the growing considerations for reuse and mod-
ings to this day. It is inconceivable that contemporary restorers ification of existing buildings, we must recognise the alignment
or artists would take the opportunity to create a new work from with the culturally and emotionally motivated concerns around
the old, seizing the chance to demonstrate their individual talent. the protection of heritage and the importance of continuity as a
While a morally and intellectually precise position, the elevat- critical part of our sense of place. Our identity is formed by the
ed respect for the original, protected by ideas of authenticity and intricate complexities of how we choose to interact with what
history, brings to the fore the difficult predicament regarding the we have inherited and the world we strive to create in the future.
status not only of what is old but also of the new. Approaching the Through a more considerate understanding of our natural capi-
“artefact as historic document”, as also defined by UNESCO, isolates tal and our cultural heritage, we might secure a quality of life and
history and historic fabric as something exotic and untouchable, sense of community for future generations.
and consequently diverts such respectful consideration from the
contemporary, the intangible and the less unique.
Simultaneously, the 20th century was dominated by radical

5
Agenda
Questo mese prendiamo in considerazione diversi atteggiamenti nei confronti
della tutela del patrimonio storico con le relative implicazioni della nostra identità
e del senso del luogo, alla luce dell’attuale dissonanza sociale, culturale e ambientale.
Robert Bevan si concentra sul concetto di autenticità nell’epoca antropocentrica
della post-verità, sostenendo che il suo uso coinvolge una gamma sempre più ampia
di approcci al prezioso tessuto storico, tra loro contrastanti. Riflettendo sugli
atteggiamenti verso le parti più ordinarie del nostro ambiente costruito, Thomas Will
esamina alcuni recenti progetti in Germania che considerano i modi in cui potremmo
usare il patrimonio come risorsa ambientale e sociale sostenibile e resiliente.
Anche Vittorio Magnago Lampugnani attinge alla nostra coscienza ambientale,
chiedendo ai conservatori e agli architetti di sviluppare nuove strategie per la
manutenzione e il rinnovamento del patrimonio esistente. Mentre il dibattito è aperto,
emergono opportunità per creare un allineamento tra i valori, tangibili e intangibili,
del patrimonio storico e le nostre preoccupazioni per l’ambiente.
This month we consider attitudes towards the protection of heritage and the
implications for our identity and sense of place in light of current social, cultural and
environmental dissonance. Robert Bevan focuses on the concept of authenticity in our
anthropocentric post-truth epoch, arguing that its use covers an ever-widening range
of conflicting approaches to valuable historic fabric. Reflecting on attitudes to the
more ordinary parts of our built environment, Thomas Will considers how we might use
heritage as a sustainable and resilient environmental and social resource, looking at
recent projects in Germany that address this complex question. Vittorio Magnago
Lampugnani also draws on our environmental conscience, asking conservators and
architects to develop maintenance and renewal strategies for heritage. As the debate
opens up, there are opportunities to create an alignment between the tangible and
intangible values of heritage, and our environmental concerns.
Agenda

Il vero e l’autentico nell’era digitale


Truth and authenticity in the digital age
Testo/Text Robert Bevan

Sul mondo, oggi, abbiamo più dati, più misure, più immagini che in morativo, in particolare, si sono dimostrati terreno fertile per la
qualsiasi altro momento della storia. Eppure, viviamo in un’epo- manipolazione della storia attraverso il progetto: la reificazione
ca in cui fatti verificabili vengono scartati come falsità: vengono di narrazioni profondamente parziali e preconcette. A differenza
giudicati inaffidabili, così come la competenza che li individua. della Germania di oggi, dove vige un’utile distinzione tra Denkmal
In tale contesto, l’architettura dovrebbe essere immune da si- (“monumento celebrativo”) e Mahnmal (“monumento a monito e te-
mili pressioni della postverità, dato che non dovrebbero esistere stimonianza di una vergogna”), la tendenza internazionale è per lo
prove della forma, della presenza e dell’aspetto del passato che più quella di commemorare chi si vuole pubblicamente onorare,
appaiano più indiscutibili di un massiccio e antico edificio. La lon- anche a costo d’ignorarne l’indigeribilità.
gevità è un elemento che fa dell’architettura una testimonianza Oggi è in atto un conflitto tra chi mette in dubbio il valore della
storica materiale, esattamente alla pari di un consultatissimo do- testimonianza costruita nella rappresentazione della storia e si
cumento d’archivio. Inoltre, la qualità di un documento costruito – in domanda se l’ambiente costruito non racconti apertamente il falso
contrasto con la sua immagine transeunte e magari cinicamente a proposito del passato (o quanto meno non pecchi per omissione), e
modificata – sta nella sua palese permanenza. È un contributo alla una destra politica e culturale che insiste a proclamare che ciò che
certezza del posto che occupiamo sul pianeta. Come scrive Han- ci circonda è un riflesso preciso del presente quanto del passato.
nah Arendt, “la realtà e l’affidabilità del mondo umano si fondano E le menzogne sono numerose. Negli Stati del Sud americano, per
principalmente sul fatto che siamo circondati da oggetti più per- esempio, le statue dei Confederati fingono di essere monumenti
manenti del gesto con cui sono stati realizzati”. funebri ai caduti della Guerra di secessione. In realtà, sono state
La casupola e il palazzo, l’ospedale pubblico e la galleria privata, erette un secolo dopo, o poco più, al culmine delle “Leggi Jim Crow”
sono tutti parte di un’archeologia architettonica che rivela come sulla segregazione, e sono in realtà segni sul territorio per tenere
viviamo, com’è organizzata la società e quali sono le più vaste forze i neri al loro posto. Poi c’è il patrimonio celebrativo del micidiale
all’opera nel mondo. Lev Trotsky può apparire una fonte impro- costruttore d’imperi Cecil Rhodes, che congegnò attentamente la
babile per il mondo del progetto, ma era un osservatore attento e sua fama postuma in due continenti in modo consono a ripulirsi
comprendeva il ruolo dell’architettura come documento materia- la reputazione. O ancora le moschee ottomane distrutte due volte
le. Del Rinascimento scrive che “ha inizio solo quando una nuova nella guerra di Bosnia degli anni Novanta: la prima per alimenta-
classe sociale, già culturalmente soddisfatta, si sente abbastanza re il genocidio condotto dai serbo-croati; poi come conseguenza
forte da liberarsi dal giogo dell’arco gotico, da considerare l’arte della ricostruzione finanziata dai sauditi, che ha letteralmente
gotica e tutto quanto l’ha preceduta come un materiale a sua di- spazzato via la specificità della decorazione delle moschee bal-
sposizione”. È più di un’elegante metafora: Trotsky credeva che caniche in nome di una radicale purezza. Le proposte poi di proi-
l’architettura, più di ogni altra arte, svelasse i processi dialettici, bire la costruzione di minareti avanzate in Austria e in Svizzera
l’arco della storia. All’estremo opposto della scala, la precisione per garantire l’integrità del profilo urbano ne negano la realtà
del dettaglio architettonico può farne un formidabile difensore multiculturale. Nel frattempo, in Spagna la legge sul patrimonio
della verità: la testimonianza dello storico Robert Jan van Pelt sulla storico fatica a fare i conti con l’eredità monumentale franchista.
costruzione di Auschwitz – la “realtà tattile” delle camere a gas e L’architettura non è sempre neutrale come appare a prima vista,
dei crematori – ha aiutato a smascherare in tribunale il negazio- ed è il suo tessuto fisico che contribuisce a dare certezza alle cir-
nismo di David Irving sull’Olocausto. Il gruppo di ricerca multidi- costanze connesse.
sciplinare Forensic Architecture, intanto, ha introdotto i metodi Fin dall’Ottocento, uno degli argomenti centrali a sostegno del-
disciplinari per saggiare e riequilibrare il campo delle partite in la precisione delle testimonianze architettoniche è stata la loro
cui uno Stato è implicato in un reato, ma controlla la scena del de- ‘autenticità’. Questa parola – che per 100 anni ha fatto da guida
litto. L’architettura può essere un testimone. all’operato del miglior partito della conservazione nella prassi
Tutto questo è di vitale importanza, ma la persuasiva faccia- dell’architettura – rischia oggi di perdere significato per l’uso che
ta di fissità dell’ambiente costruito, la facile convinzione che sia ne viene fatto dal brand marketing, ma è troppo importante per
inerte e disinteressato, fanno della sua manipolazione un’efficace arrendersi a una simile minaccia. In un momento in cui l’emer-
arma contro la verità. Il monumentalismo e il carattere comme- genza climatica e la questione della “energia grigia” implicano

7
Agenda

Una delle illusioni più Buddha di Bamyan, in Afghanistan, l’UNESCO ha in seguito aval-
lato la tesi della ricostruzione. Il Ponte di Mostar, per esempio, è
potenti a minacciare la stato ricostruito con pietra nuova e questo facsimile è stato ben
presto dichiarato dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’umanità:
posizione dell’autenticità è un simbolo di unità, nonostante quartieri e scuole restino preoc-
cupantemente divisi da confini etnici. La decisione politica viene
l’affermarsi di tecnologie sempre prima del rigore accademico.
Una delle illusioni più potenti a minacciare la posizione dell’au-
come la scansione laser che tenticità è l’affermarsi di tecnologie come la scansione laser che

permette la registrazione e – a quanto si dice – permette la registrazione e la riproduzione


perfetta del passato perduto, trasformando completamente i

la riproduzione perfetta del parametri della prassi. Non credete allo slogan: non è ancora
tecnicamente possibile ottenere la copia perfetta di una grande
passato struttura (a differenza di quella di un oggetto da museo) completa
di patina e trama superficiale. La tecnologia è indubbiamente de-
stinata a migliorare, ma – ed è la cosa più importante – dovremmo
proprio perseguire questo obiettivo? La testimonianza è distorta
dall’atto stesso della ricostruzione: un falso storico al posto della
conservazione. Stuart Hall, storico della cultura, ha detto che il pa-
trimonio storico “rispecchia inevitabilmente i principi di governo
del proprio tempo e contesto. È sempre influenzato dal potere e
dall’autorità di chi ha colonizzato il passato e ha fornito le versioni
che contano della storia”.
che la vita professionale della maggior parte dei progettisti sarà La vittoria del Postmodernismo sul Modernismo è stata fon-
impegnata più nell’adattamento e nel riuso che nella costruzione damentale nel favorire questi mutamenti e questi rischi. Le sue
ex novo, è essenziale che ogni architetto sia in grado di riflette- teorie hanno arricchito le analisi, hanno permesso alla storia di
re per prevedere le implicazioni delle scelte di progetto in nome reimpostare l’architettura e hanno spazzato via il puritanesimo di
dell’autenticità. I cambiamenti metteranno in luce o nasconde- Morris in fatto di conservazione che, per fare un esempio, esigeva
ranno ciò che una struttura racconta sulla verità del passato? E sempre una sequenza di piastrelle al posto dei mattoni perduti. Il
in quali circostanze ciò avrà un peso? risultato è una generazione di architetti che comprende la storia
Il concetto ha le sue origini nella Society for the Protection of e la usa in modi competenti, che talvolta giocano creativamente
Ancient Buildings di John Ruskin e di William Morris, fondata nel con la linea di demarcazione tra vecchio e nuovo.
1877 per rimediare all’enorme danno causato al patrimonio stori- E tuttavia, nel rifiuto da parte del Postmodernismo delle gran-
co – spesso costituito da chiese – da maldestri metodi di restauro di teorie e dell’obiettività, nella sua convinzione che la verità sia
che cercavano di ricreare un immaginario impianto originale. relativa e non fondata sull’attento esame delle prove, nella sua
Morris sosteneva che il tessuto degli edifici è la fonte principale prossimità al mondo della politica, dove alle sensazioni indivi-
da cui trarre conoscenza e senso. I nuovi interventi su strutture duali si dà lo stesso valore delle prove empiriche, l’autenticità è
antiche devono essere chiaramente leggibili come tali. stata scartata come cosa del passato. Questo ha aperto la strada
Questi argomenti sono ampiamente presenti nella Carta di Ate- a un irrimediabile populismo, in cui la verità è qualunque cosa si
ne del 1931 e nella Carta di Venezia del 1964, e la centralità dell’au- definisca tale, in cui le persone non possono fare affidamento sul
tenticità nella costruzione e nella ricostruzione è divenuta di con- tessuto tangibile della loro vita: la prova di affidabilità di Arendt
seguenza un’ortodossia dell’architettura a livello internazionale. è stata minata alla radice.
Riguardo ai ruderi storici, per esempio, la Carta di Venezia stabi- Per opporsi all’ambiente costruito della post-verità è essenziale
lisce che nella ricostruzione è consentito solo il “ripristino di parti che si riaffermi l’autentico, che i fatti reali siano la cosa più impor-
esistenti ma smembrate (l’anastilosi)”, condizione senza la quale tante. Ciò richiede professionisti dell’architettura che comprendano
un progetto sarebbe altrimenti considerato una contraffazione. le implicazioni delle proprie azioni, che riconoscano l’importan-
Questa prassi di conservazione è entrata in un contesto mo- za dell’autenticità nel promuovere la verità nella ricostruzione e
dernista che invitava all’autenticità, e i cui dettami si sono evoluti nell’adattamento – anche se, in certi casi, non si può fare altro che
parallelamente a un primo Modernismo, che dedicava evidente metterla, consapevolmente, da parte.
attenzione alla sincerità costruttiva, alla verità dei materiali e
della tecnologia contemporanea.
Tuttavia proprio oggi, quando se ne sente maggiormente la Robert Bevan è critico di architettura dell’Evening Standard ed ex
necessità, quando la certezza della prova è vitale di fronte a chi redattore di Building Design. La sua società di consulenza storica,
nega ideologicamente una verità talvolta sgradevole, questo ra- Authentic Futures, lavora con architetti su progetti di rigenerazione.
dicato consenso in materia di autenticità viene silenziosamen- È autore del volume The Destruction of Memory: Architecture at War
te, ma continuamente, eroso. Una delle cause è il comprensibile (Reaktion Books, 2005), diventato un documentario nel 2016,
desiderio di ostacolare chi vuole usare la cultura come arma di e co-autore di Common Ground. A Critical Reader, catalogo
guerra: dopo avere giudicato inaccettabile l’idea di ricostruire i della 13. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, 2012.

8
Agenda
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma. Collezione MAXXI Architettura, Archivio Aldo Rossi

Sopra: Aldo Rossi, Perseo di Benvenuto Above: Aldo Rossi, Perseo di Benvenuto
Fantasia architettonica Cellini e cavallo, s.d. Fantasia architettonica Cellini e cavallo,
con il teatro Carlo Felice Penna blu e nera, con il teatro Carlo Felice undated. Blue and black
di Genova, l’Hotel Il acquerelli, pastello di Genova, l’Hotel Il pen, water colours and
Palazzo a Fukuoka, rosso, collage su carta, Palazzo a Fukuoka, red pastel, collage on
monumenti antichi, il 83 x 72 cm monumenti antichi, il paper, 83 x 72 cm

9
Agenda

We have more data about the world more measurements, more ed, feels itself strong enough to come out from under the yoke of
images of it, than ever before in history. Yet we live in a time when the Gothic arch, to look at Gothic art and on all that preceded it as
verifiable facts are trashed as fake; unreliable along with the ex- material for its own disposal”. This is more than an elegant met-
pertise that identifies them. aphor; he believed that architecture above all the arts revealed
On the face of it, architecture should be immune from such post- dialectical processes; the arc of history.
truth forces because there would appear to be no more indisput- At the other end of the scale, the precision of architectural detail
able evidence of the form of the presence and shape of the past can make it a formidable advocate for the truth – historian Robert
than a weighty and long-standing building. Architecture’s longev- Jan van Pelt’s expert testimony on Auschwitz’s construction (the
ity means that it is a material historical record just as much as a “tactile reality” of gas chamber and crematoria) helped Deborah
poured-over original document in an archive. And the virtue of a Lipstadt nail David Irving’s Holocaust denial in court.
built record, as opposed to a fleeting, and possibly cynically edited, Forensic Architecture, meanwhile, is using the discipline’s meth-
image of it, lies in this apparent permanence. It contributes to our ods to try and even up the playing field where the state is impli-
certainty about our place on the planet. As Hannah Arendt put it: cated in the crime but controls the crime scene. Architecture can
“The reality and reliability of the human world rests primarily on stand as a witness.
the fact that we are surrounded by things more permanent than All this is vital. But the built environment’s convincing facade of
the activity by which they were produced.” fixity, the easy belief that it is inert and disinterested, is also what
The slum and the palace, the public health clinic or private art makes its manipulation an effective weapon against the truth. The
gallery; all are architectural archaeology revealing how we live, monumental and commemorative in particular have proved fer-
how society is organised, and the larger forces at work in the world. tile territory for the manipulation of history through design – the
Leon Trotsky might seem an unlikely source of design wisdom, reifying of very partial and prejudicial narratives. Unlike in con-
but he was a subtle cultural observer and understood the role of temporary Germany, where there is a useful distinction between
architecture as material record. He wrote that the Renaissance Denkmal (“monuments that honour”) and Mahnmal (“monuments
“only begins when the new social class, already culturally satiat- that warn and record shame”), the international approach is large-
age,
Dig / , Firenze
g , © 2020. The Museum of Modern Art,, New York/Scala,

Sopra: veduta del Above: front view of


Monumento alla Ludwig Mies van der
Rivoluzione di novembre Rohe’s Monument to the
di Ludwig Mies van der November Revolution,
Rohe, Berlino- Berlin-Lichtenberg, 1926
Lichtenberg, 1926

10
Agenda

ly one that commemorates those it wishes to honour in the public However, just when we need it most, when the certainty of evi-
realm while ignoring the unpalatable. dence is vital in the face of irrational and ideological deniers of
Today, a struggle is underway between those challenging the sometimes unpleasant truths, this long-standing consensus about
validity of the built record in representing history, who are ask- authenticity is being quietly, steadily eroded.
ing whether the built environment is telling outright falsehoods One cause of this has been an understandable desire to frustrate
about the past (or at the very least committing sins of omission), those who destroy culture as a weapon of war; whereas once the
and a political and cultural right that is resisting demands for our notion of rebuilding the Bamiyan Buddhas was deemed unaccept-
surroundings to reflect more accurately both present and past. able by UNESCO, the organisation has since embraced rebuilding.
And the lies are legion. Confederate statues across the Amer- Mostar Bridge, for instance, was rebuilt in new stone and UNESCO
ican South, for instance, purport to be grief-stricken memorials rapidly declared the facsimile a World Heritage Site; a symbol of
to the Civil War dead, but were actually erected half a century or unity despite the city’s neighbourhoods and schools remaining
more later at the height of the segregationist Jim Crow laws and worryingly divided along ethnic lines. Political decision-making
are, in reality, territorial markers to keep blacks in their place. rather than academic rigour is increasingly to the fore.
Then there’s the honorific legacy of murderous empire builder One of the most powerful illusions to threaten the place of au-
Cecil Rhodes, who carefully constructed his posthumous reputa- thenticity is the rise in digital technologies such as laser scanning
tion across two continents in a manner designed to launder his that, we are told, allow the perfect recording and reproduction of
reputation. Or the Ottoman mosques destroyed twice over in the the lost past, changing the parameters for action utterly. Don’t be-
Bosnian War of the 1990s – first to fuel the Serbo-Croat-led geno- lieve the hype; it is not yet technically possible to achieve a perfect
cide, then as a consequence of Saudi-funded rebuilding that liter- copy of a large structure (as opposed to a museum object) with all
ally whitewashed the specificity of decorative Balkan mosques in its patina and texture. The technology will undoubtedly improve
the name of extreme purity. Proposed bans on building minarets but, more importantly, should we be attempting this at all? The
attempted since in Austria and Switzerland were endeavours historical record can be distorted by the very act of rebuilding; a
to ensure their city skylines deny their multicultural reality. In falsification of history rather than its preservation.
Spain, meanwhile, the Law of Historical Memory is struggling to Cultural theorist Stuart Hall once said of heritage that it “inevi-
deal with the monumental legacy of Franco. Architecture is not tably reflects the governing assumptions of its time and context. It
always as neutral as it first appears and it is the physical fabric is always inflected by the power and authority of those who have
of architecture that helps us establish underlying facts. colonised the past, whose versions of history matter.”
Since the 19th century, a central concept to upholding the accu- Postmodernism’s victory over modernism was crucial in facil-
racy of the architectural record has been “authenticity”, a word itating these changes and challenges. Its theories have enriched
in danger of becoming rendered meaningless by brand market- analysis, allowed history to re-enter architecture, and shrugged
ers but which is too important to lose to such slipperiness. For 100 away Morrisian puritanism in conservation that, for example, al-
years it has governed the work of the best of the conservation wing ways demanded tile creasing in place of a lost brick. The result is
of the architectural profession. Now, with the climate emergency a generation of architects who understand history and use it in
and the question of embodied energy meaning most designers’ skilled ways that sometimes play creatively with the line between
working lives will be taken up more with adaptive reuse rather new and old work.
than new builds, it is essential that all architects are able to think However, in postmodernism’s rejection of grand theories and
through the implications of their design decisions for authenticity: objectivity, its belief that the truth is relative rather than based
will changes reveal or conceal what a structure tells us about the on careful examination of the evidence, its fostering of a political
truth of the past – and in what circumstances does this matter? environment where individual feelings are given equal value to
The concept has its origins in Ruskin and in William Morris’s the empirical, authenticity has been discarded as passé. This has
Society for the Protection of Ancient Buildings founded in 1877 paved the way for a dangerous Humpty Dumpty populism where
to address the enormous damage being done to heritage – often truth is whatever you say it is, where people cannot trust the tangi-
churches – by ill-advised restoration schemes that attempted to ble fabric of their lives; Arendt’s test of reliability is being undercut.
recreate an imagined original scheme. Morris argued that the In resisting a post-truth built environment, it is essential that
buildings’ fabric is the primary source from which knowledge the authentic is re-asserted, for the facts of the world to be pri-
and meaning can be drawn. New interventions in old structures mary. This needs an architectural profession that understands
should clearly read separately as such. the implications of its actions, that recognises the importance of
Such arguments suffused the 1931 Athens Charter and the 1964 authenticity in guiding truth in reconstruction and adaptation –
Venice Charter, and the centrality of authenticity to building and even if in some instances it is only to consciously set it aside.
rebuilding has become architectural orthodoxy internationally.
In relation to historic ruins, for example, the Venice Charter states
that only the “reassembling of existing but dismembered parts” Robert Bevan is the architecture critic for London’s Evening Standard
(anastylosis) is allowable with reconstruction otherwise essen- and a former editor of Building Design. His heritage consultancy
tially seen as fakery. Authentic Futures works with architects on regeneration projects. He
Such conservation practice has been part of a modernist whole is the author of the book The Destruction of Memory: Architecture at
that preached authenticity, and its tenets evolved in parallel to an War (Reaktion Books, 2005), which was also a 2016 documentary, and
early modernism that had its own (ostensible) focus on honesty in contributor to the critical reader Common Ground for the 2012 Venice
construction and truth to materials and contemporary technology. Architecture Biennale.

11
Agenda

Il patrimonio come risorsa


Heritage as a resource
Testo/Text Thomas Will

Come previsto quasi 50 anni anni fa in The Limits to Growth (Donel- avviata verso un nuovo mondo dove, secondo la celebre frase di
la H. Meadows et al., 1972), gli effetti dei nostri interventi sull’am- Ludwig Mies van der Rohe, il meno doveva essere più. Ciò ha por-
biente hanno ormai un impatto sulla vita di tutti i giorni. Al pari dei tato a una radicale rinuncia alle forme ricche e pompose dei tar-
membri di molte altre professioni interessate, gli architetti si sono di stili eclettici, dove ‘meno’ significa meno decori, meno elementi
dichiarati consapevoli del problema e disponibili ad assumersi superficiali, retorici, una riduzione volta a un uso libero di mezzi
la responsabilità di mitigare una catastrofe globale che – come nell’interesse della precisione formale e tettonica. Nelle opere
sottolineano gli scienziati – si può ancora scongiurare, anche se migliori tutto ciò ha prodotto una nuova espressione poetica e
solo teoricamente. Secondo l’impegno sottoscritto da oltre 800 una nuova eleganza. Spesso, tuttavia, ha preso l’aspetto sterile e
studi di architettura nel Regno Unito, per rendere il settore edilizio impoverito dei prodotti del Bauwirtschaftsfunktionalismus, cri-
parte di un “sistema autosufficiente in costante rigenerazione”, è ticato poi negli anni Sessanta (“Less is a bore”, “Meno è una noia”
necessario un cambio di paradigma. di Robert Venturi).
I passaggi indicati per effettuare questa trasformazione sono “Il meno è più” non si riferiva alla mera attività di costruzione.
numerosi. Come nella maggior parte di questi scenari, la speran- Al contrario, la produzione edilizia non aveva mai visto un incre-
za è riposta in materiali e metodi di costruzione rigenerativi e ri- mento come nel secolo in cui “il meno è più” è emerso come princi-
spettosi del clima, forniti dalla ricerca, dalle nuove tecnologie e da pale paradigma dell’architettura. Da quando i “limiti alla crescita”
standard progressivi. Questo si traduce in un’architettura sempre sono diventati evidenti, essi raramente sono stati direttamente
più regolata e, purtroppo, meno direttamente legata a capacità correlati con l’industria delle costruzioni o con le visioni architet-
artigianali e immaginazione spaziale. Gli obiettivi mirati a ridur- toniche. Ora ci viene ricordato che la sola produzione di cemento
re l’impatto negativo di un’attività edilizia in costante aumento provoca l’otto per cento di tutte le emissioni di CO2. E sappiamo che
sono fissati da decenni, ma, anche dove sono stati parzialmente in Germania, per esempio, lo spazio abitabile medio per persona
rispettati, ciò non ha comportato alcuna riduzione complessiva è più che raddoppiato dal 1965.
delle emissioni di anidride carbonica o di un sempre crescente “Il meno è più” non era un ideale puramente estetico. Mentre
uso del suolo. I vantaggi acquisiti sono stati inoltre più che contro- cercava l’astrazione, il Movimento moderno rifletteva anche l’e-
bilanciati dalla domanda dei consumatori e dall’effetto rimbalzo. conomia dei mezzi necessari per far fronte alle esigenze spaziali
È dubbio che in tempi recenti ci sia stata una significativa attivi- delle società industriali avanzate. Ciò che qui interessa è questa
tà di costruzione che possa essere definita sostenibile nel senso ricodifica positiva della rinuncia ai dettagli decorativi in un prin-
stretto del termine. cipio di progetto progressivo. Possiamo imparare da questo, ora
Nella dichiarazione d’intenti degli architetti dobbiamo quindi che è tempo d’interpretare “il meno è più” in un senso più ampio.
considerare una componente di ordine diverso: la semplice ne- Riduzione di elementi formali e strutturali, raffinate versioni del
cessità di costruire meno. Questa opzione assolutamente ovvia minimalismo: queste non sono più le preoccupazioni principa-
è stata giustamente posta in primo piano dal contributo tedesco li. Il tema fondamentale è la riduzione della produzione lorda di
“Reduce, Reuse, Recycle. Architecture as Resource” (“Ridurre, ri- edifici, ma solo se le nostre dichiarazioni d’intenti vanno oltre le
utilizzare, riciclare. Architettura come risorsa”) alla Biennale di vaghe intenzioni. Non più richiesto dalle condizioni di una cultura
Architettura di Venezia del 2012. Tuttavia, nei nostri sforzi prati- di massa industriale, ma da quelle di una società postindustriale
ci verso una cultura edilizia sostenibile, viene spesso lasciata da che affronta emergenze ambientali, il nostro ruolo di architetti è
parte. Sappiamo perché: è probabilmente l’opzione più difficile trasformare questa limitazione in un’agenda progettuale sensata.
da seguire, sia attraverso una riduzione delle esigenze spaziali, Qui, la conservazione architettonica e urbana entra in gioco come
sia attraverso il rigoroso riutilizzo e la rivitalizzazione del patri- un’autorità con una lunga tradizione di competenza, di strumenti
monio edilizio esistente. Ciò nonostante, diventa sempre più ovvio legali e di accettazione da parte del pubblico.
come, oltre alla ricerca e alle nuove tecnologie, solo una radicale La conservazione moderna del patrimonio ha avuto origine
presa di distanza dalla narrativa di una crescita continua possa dall’osservazione che lo sviluppo industriale e i relativi cambia-
portare a un correttivo pertinente. Solo allora, il meno (costruzio- menti sociali hanno decimato ambienti e paesaggi che ci erano
ne) sarà di più (riduzione). Come l’esperienza dimostra, la volontà familiari, caratterizzati in gran parte dal loro patrimonio ar-
collettiva necessaria per fare questo sarà abbastanza forte solo chitettonico. È successo a tale velocità e scala che, nel 1815, Karl
se la minaccia sarà chiara e tangibile. La moderazione richiesta, Friedrich Schinkel ammoniva: “Se ora non si prendono misure
tuttavia, non sarà causata dalla retorica apocalittica. Dev’essere molto generali e rigide, [...] presto ci ritroveremo spaesati, nudi e
intesa come uno sforzo produttivo, ed è necessario evidenziare sterili come una nuova colonia in una terra disabitata”. L’interes-
i benefici derivanti, nonché il valore sociale e il prestigio a essa se per l’evidenza storica e la continuità, simboleggiata da grandi
collegati. Per attuare questo cambio di prospettiva, può rivelar- opere d’arte e architettura, ha contribuito a creare la conserva-
si utile uno sguardo al passato. Un secolo fa, l’architettura si è zione come progetto critico della modernità. Il suo obiettivo non

12
Agenda

era prevenire il progresso, ma mitigarne gli effetti collaterali di-


struttivi. Seppur concepita da un’élite, la conservazione del patri-
monio storico-artistico ha raggiunto un’accettazione popolare e
duratura. Ha ottenuto il riconoscimento quale interesse univer-
sale dell’uomo e quale pubblico dovere, secondo la formulazione
di organizzazioni come l’UNESCO (alla pari della comparsa degli
alloggi popolari e altre disposizioni dello stato sociale).
Mentre il ritmo della modernizzazione ha raggiunto dimensio-
ni globali, non sono più solo i monumenti significativi ad avere
bisogno di protezione per stabilizzare il senso d’identità e ap-
partenenza delle nostre società. Dobbiamo rivolgerci allo stock
di edifici ordinari e al loro ruolo di risorse ambientali, sociali e
simboliche. Questa è una sfida per architetti e ambientalisti. I va-
lori tradizionalmente attribuiti agli edifici e ai siti di riconosciuto
interesse storico, artistico, scientifico, etnografico o tecnologico,
non devono essere messi in discussione: devono essere tuttavia
integrati con valori che appartengono meno alla sfera di chi in-
tende l’architettura come arte o la storia come scienza, ma si ri-
feriscono piuttosto all’ambito di quella che un tempo era la lingua
vernacolare: edifici ordinari che modellano il nostro ambiente
quotidiano. È stato dimostrato che la crescente rilevanza del sen-
tirsi a casa in un luogo, locale o sociale, è una conseguenza diretta
della maggiore esperienza di mobilità e migrazione.
La comunità di quanti difendono il patrimonio storico-artistico
lo sa da tempo. Pur continuando la loro missione di salvare i pochi
eletti, vale a dire gli edifici e i quartieri più preziosi in tutta la loro
ricchezza e particolarità, quanti si occupano di conservazione
hanno assunto il ruolo di sostenitori della valorizzazione dei ‘molti’,
Photo Ajepbah via Wikimedia Commons

ovvero dei siti e delle strutture generiche delle nostre città. Spesso
risalenti al Dopoguerra, questi costituiscono una parte molto più
grande dell’ambiente costruito rispetto a quelli il cui significato
storico o artistico è ufficialmente attestato. Riconoscendo la loro
importanza per le comunità locali e simultaneamente ricordan-
do a noi stessi che non poche, ma molte strutture devono essere
risparmiate nel progetto globale di protezione del clima, i temi si
fondono: dobbiamo dare maggiore considerazione a questi banali è mantenere democrazie funzionanti, sistemi legali funzionanti,
scenari come soggetti intrinseci d’immaginazione architettonica e comunità funzionanti. [...] ogni sistema [...] dovrà essere il più forte
urbana. In un’epoca ora chiamata Antropocene, la conservazione e sano possibile”. Per l’ambiente costruito possiamo aggiungere:
è diventata una preoccupazione esistenziale onnicomprensiva, mantenere città funzionanti. Il compito attuale implica la manu-
non più limitata agli specialisti. Il compito sia dei produttori sia dei tenzione, il miglioramento e il riutilizzo creativo del patrimonio
consumatori, sia della professione di architetto nel suo insieme edilizio di cui disponiamo, rafforzando la resilienza urbana piut-
è quello di moderare le minacciose dinamiche della crescita in- tosto che perseguire scenari apocalittici o di evasione in mondi
dirizzandole verso il proclamato stato d’equilibrio di un sistema nuovi e migliori.
costantemente rigenerante e autosufficiente.
Potrebbe non essere abbastanza, ma ne vale la pena. E come
ha recentemente suggerito Jonathan Franzen su The New Yor- Thomas Will è architetto, consulente per la conservazione e
ker (8 settembre 2019), il tema non si limita alla questione delle professore alla Technische Universität di Dresda. Il suo libro Kunst
emissioni di carbonio. Nel suo appello E se smettessimo di fin- des Bewahrens (“L’arte della conservazione”) è stato pubblicato nel
gere, Franzen conclude che non dovremmo più negare la realtà, 2019 da Reimer Dietrich.
ma accettare la verità: i cambiamenti climatici catastrofici non
possono più essere evitati. Pertanto, potrebbe non essere saggio In alto: il complesso Top: the City-Hof
investire tutte le energie “in una scommessa sul lungo periodo edilizio del City-Hof, complex in typically
ormai persa, riducendo le emissioni di carbonio nella speranza tipico progetto del post-war International
Modernismo Style was among the
che ciò ci salverà”. Altri tipi di azione assumono un significato internazionale first high-rise buildings
maggiore rispetto ai grandi cambiamenti industriali. “In tempi postbellico e uno dei built in Hamburg in that
di crescente caos, le persone cercano protezione nell’apparte- primi edifici alti di period; photographed in
Amburgo, fotografato 2013 before being
nenza tribale e nella forza delle armi piuttosto che nello stato di nel 2013, prima della demolished
diritto, e la nostra migliore difesa contro questo tipo di distopia demolizione

13
Agenda

As predicted almost 50 years ago in The Limits to Growth (Donella be more (reduction). As experience tells us, the collective resolve
H. Meadows et al., 1972) the effects of our environmental interven- necessary for this will only be strong enough if the threat is ob-
tions have now reached everyday life. Like many concerned profes- vious and tangible. The required abstinence will, however, not be
sions, architects have declared their awareness and willingness to brought about by apocalyptic rhetoric. It needs to be understood
take responsibility for mitigating a global catastrophe that is – as as a positive endeavour, with an emphasis on what is gained, and
scientists point out – still avertable, if only theoretically. According with social value and prestige attached to it.
to a pledge signed by over 800 architectural practices in the UK, For this shift of perspective, a look back can be useful. A century
a paradigm shift is called for to make the construction industry ago, architecture embarked for a new world in which, according to
part of a “constantly regenerating and self-sustaining system”. Mies van der Rohe’s great phrase, less was supposed to be more.
The steps outlined for this transformation are manifold. As in most It was a radical renunciation of the rich and flamboyant forms of
such scenarios, hope is placed in regenerative, climate-friendly the late eclectic styles. “Less” meant less decor, fewer superficial,
building materials and methods, provided by research, new tech- rhetorical elements, a reduction aimed at a spare use of means
nologies and progressive standards. That means an architecture in the interest of formal and tectonic precision. In better works, a
that is increasingly regulated and, regrettably, less a direct out- new poetic expression and elegance was achieved; often, though,
come of craftsmanship and spatial imagination. However, such the result was the sterile, impoverished look and feel of the prod-
goals to reduce the negative impact of our ever-increasing con- ucts of Bauwirtschaftsfunktionalismus, consequently criticised
struction activities have been set for decades. Even where they since the 1960s (Robert Venturi’s “Less is a bore”). “Less is more” did
have been partly met, this hasn’t resulted in any overall reduction not refer to the sheer amount of building activity. On the contrary,
in CO2 emissions or land-use expansion. Savings have been more never before has building production undergone such increases
than offset by consumer demand and rebound effects. It is doubt- as in the century in which “less is more” emerged as a prominent
ful whether there has been any significant building activity late- paradigm of architecture. Ever since the “limits to growth” be-
ly that may be called sustainable in the strict sense of the word. came evident, they have seldom been directly correlated with the
We then must consider one component in the architects’ dec- construction industry or with architectural visions. Now we are
laration that is of a different order: the demand to simply build reminded that cement production alone causes eight per cent of
less. This most obvious option was, for instance, rightly given all CO2 emissions. And we know that, for example, in Germany the
first place in the German contribution “Reduce, Reuse, Recycle. average living space per person has more than doubled since 1965.
Architecture as Resource” at the 2012 Venice Architecture Bien- “Less is more” was not a purely aesthetic ideal. While striving for
nale. Yet in our practical efforts towards a sustainable building abstraction, the Modern Movement also reflected the economy of
culture, it is often left aside. We know why. It is likely the option means necessary to cope with the spatial demands of advanced
that is hardest to follow, whether through a reduction in spatial industrial societies. What is of interest here is this positive recod-
demands or through the rigorous reuse and revitalisation of the ing of the abstinence of decorative detailing into a progressive
existing building stock. Nonetheless, it becomes more and more design principle. We may learn from this, now that it is time to in-
obvious that, in addition to research and new technologies, only terpret “‘less is more” in a broader sense. Reduction of formal and
a radical turning away from the story of perpetual growth will structural elements, refined versions of minimalism – these are
bring about a relevant corrective. Only less (construction) will no longer the prime concern. Reduction of gross building produc-
tion is the prime concern, but only if our manifestos move beyond
vague intentions. No longer necessitated by the conditions of an
industrial mass culture, but by those of a post-industrial society
facing environmental emergencies, our role as architects is to
turn this restraint into a meaningful design agenda. Here, archi-
tectural and urban conservation comes into play as an authority
with a long tradition comprising expertise, legal instruments and
“Less is more” was not a public acceptance.

purely aesthetic ideal. While


Modern heritage conservation originated from the observa-
tion that industrial development and the accompanying societal

striving for abstraction, the changes decimated familiar surroundings and sights, largely
characterised by their architectural heritage. It happened at such

Modern Movement also speed and magnitude that Karl Friedrich Schinkel warned in 1815:
“If very general and rigorous measures are not taken now [...] we
reflected the economy of will soon stand there uneasy, naked and barren like a new colo-
ny in an uninhabited land.” The concern for historic evidence and
means necessary to cope continuity, as symbolised by great works of art and architecture,
helped establish conservation as a critical project of modernity.
with the spatial demands Its goal was not preventing progress but mitigating its destructive
side effects. While conceived by the elite, heritage conservation
of advanced industrial attained popular and lasting acceptance. It gained recognition

societies as a universal human concern and a public task, as formulated


by organisations like UNESCO (comparable to the emergence of

14
Agenda

A sinistra: dopo il
trasferimento degli uffici
comunali di Hamburg-
Mitte nel maggio 2017, il
complesso del City-Hof
di Amburgo è rimasto
vuoto in vista della
riqualificazione
dell’area. Nel marzo 2018
è stata concessa
l’autorizzazione alla
demolizione
dell’insediamento
edilizio, avviata
nell’aprile 2019
Left: when the district
offices of Hamburg-
Mitte were transferred in
May 2017, the City-Hof
was left empty, awaiting
local regeneration.
Permission to demolish
the complex was granted
in March 2018 and the
work commenced in April
2019
Photo www.sylent-press.de
y p

social housing and other provisions of the welfare state). termed Anthropocene, conservation has become an all-inclusive,
With the pace of modernisation having reached global dimen- existential concern. No longer restricted to specialists, the task of
sions, it is no longer just significant monuments that need protection producers and consumers alike, and of the architectural profes-
in order to stabilise our societies’ sense of identity and belonging. sion as a whole, is to temper the threatening dynamics of growth
We have to turn to the stock of mundane buildings and their role towards the proclaimed balanced state of a constantly regener-
as environmental as well as societal and symbolic resources. This ating and self-sustaining system.
is a challenge to architects and conservationists alike. The values It might not be enough. But it is worth the effort and it is not limit-
traditionally attributed to listed heritage buildings and sites with ed to the issue of carbon emissions as Jonathan Franzen recently
historic, artistic, scientific, ethnographic or technological signif- suggested in The New Yorker (8 September 2019). In his appeal What
icance are not to be questioned. But they must be complemented If We Stopped Pretending? he concludes that we should no longer
with values that belong less in the connoisseur’s sphere of archi- deny reality and accept the truth: catastrophic climate change is
tecture as art, or history as science, and more in the sphere of by now no longer to be averted. Therefore, it may be unwise to in-
what was once vernacular architecture: ordinary buildings that vest all energies into a hopeless “longest-shot gamble, reducing
shape our everyday environment. It has been demonstrated that carbon emissions in the hope that it will save us”.
the growing relevance of feeling at home in a place, local or social, Other kinds of action take on greater meaning than massive in-
is a direct consequence of the increased experience of mobility dustrial changes. “In times of increasing chaos, people seek pro-
and migration. tection in tribalism and armed force, rather than in the rule of law,
The heritage community has long been aware of this. While and our best defence against this kind of dystopia is to maintain
continuing their mission of rescuing the chosen few, i.e. the most functioning democracies, functioning legal systems, function-
valuable buildings and districts in all their richness and detail, ing communities. […] every system [...] will need to be as strong and
conservationists have taken on the role of advocates for the ap- healthy as we can make it.” For the built environment, we can add:
preciation of the many, i.e. the generic sites and structures of our to maintain functioning cities. The task at hand implies repairing,
cities. Often dating from the post-war era, these make up a much upgrading and creatively reusing the building stock we have,
larger part of the built environment than those listed for histor- strengthening urban resilience rather than pursuing apocalyp-
ic or artistic significance. By acknowledging their importance tic or escapist scenarios of new and better worlds.
for local communities and simultaneously reminding ourselves
that not a few but many structures need to be spared in the glob-
al project of climate protection, the arguments merge: we need to Thomas Will is an architect, preservation consultant and professor
give more consideration to these mundane settings as intrinsic at the Technische Universität Dresden. His book Kunst des Bewahrens
subjects of architectural and urban imagination. In an age now (“Art of Conservation”) published in 2019 by Reimer Dietrich.

15
Photo The Asahi Shinbum / Gettyy Images
g
Agenda

Il grande santuario di ricostruito identico, con Japan’s Ise Grand huge expense every 20
Ise, Giappone, è un spese esorbitanti. Shrine is a complex of years. Today’s buildings
complesso di un Gli edifici attuali sono la 100 or more separate (erected in 2013) are the
centinaio di santuari 62ma ricostruzione (del shrines. It is dismantled 62nd reconstruction
autonomi. Ogni 20 anni 2013). La prossima sarà and reconstructed and the next will take
viene smantellato e nel 2033 exactly the same and at place in 2033

16
Agenda

Un progetto della conservazione


A project of preservation
Testo/Text Vittorio Magnago Lampugnani

Quando Victor Hugo fu proposto come candidato per l’Académie vita urbana. L’importanza della storia nell’architettura e nell’ur-
Française, nel 1841, nemmeno lui poté sottrarsi al rituale giro di banistica non può essere sopravvalutata. La storia ha il potere
visite ai membri della prestigiosa istituzione. Tra coloro ai quali di guidarci verso un futuro in cui non agiamo acriticamente né
dovette chiedere sostegno c’era il filosofo Pierre-Paul Royer-Col- accettiamo ciecamente le cose così come sono.
lard. Seduto davanti a lui, Hugo iniziò a elencare e commentare In The Life of Reason, George Santayana ha avvertito che “chi
le proprie opere, ma alla menzione de Il Gobbo di Notre-Dame non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”. Ma proprio per
(1831) o Ruy Blas (1838), romanzi all’epoca già famosi, l’anziano questo l’ideologia della conservazione globale è così pericolosa.
filosofo non dava il minimo cenno di riconoscimento. Dopo altri Se manteniamo tutto indiscriminatamente, corriamo il rischio di
inutili tentativi di citare qualcosa di cui il vegliardo avesse sen- ingombrare il nostro mondo con testimonianze del passato che
tito parlare, Hugo esasperato esclamò: “Ma Monsieur, lei sicura- minacciano di confondersi e neutralizzarsi a vicenda.
mente legge, non è vero?”. Al che Royer-Collard rispose serafi- Certo, dobbiamo conservare per ricordare. Ma cercare di ri-
camente: “Mio caro ragazzo, alla mia età non si legge, si rilegge”. cordare tutto significa rischiare di dimenticare tutto. Coloro che
A volte sembra di vivere in un’epoca dei Royer-Collard. L’eufo- trasformano il loro universo in un grande deposito di ricordi li
ria della novità, iniziata negli anni Cinquanta per raggiungere cancellano. È necessario rinunciare ad alcune cose per preser-
il suo apice negli anni Sessanta, è ormai alle nostre spalle. Le varne meglio altre. Più precisamente, dobbiamo decidere cosa
speranze che le ideologie rivoluzionarie avrebbero cambiato il deve essere salvato dall’oblio e trasmesso a chi viene dopo di
mondo sono andate in fumo. Oggi, in mancanza di un futuro cui noi. Dobbiamo sviluppare una strategia della manutenzione. Un
guardare con ottimismo, ci troviamo a rileggere il passato. Tutto progetto della conservazione.
è già stato detto e fatto. Resta solo da recuperare, preservare, Il compito ricade sui conservatori del patrimonio artistico. Ma
mantenere e ripristinare il passato. è anche esattamente ciò che gli architetti devono fare quando
In effetti, la nuova coscienza ambientale ci costringe a consi- disegnano un nuovo edificio. Devono chiedersi: cosa dobbiamo
derare la sovrapposizione tra architettura e conservazione del veramente costruire per il presente e il prossimo futuro? Cosa
patrimonio costruito. Non possiamo più permetterci di essere può rimanere sulla carta? Devono sviluppare una strategia del
incuranti. La conservazione deve ampliare il suo raggio d’azio- rinnovamento. Un progetto della trasformazione.
ne e assumere una dimensione eminentemente contemporanea: Il progetto della conservazione e quello della trasformazione
quella della protezione del nostro ambiente e delle nostre risor- sono complementari. In realtà, dipendono l’uno dall’altro. En-
se. Un edificio restaurato, rinnovato e rivitalizzato sostituisce trambi iniziano con un giudizio di valore: cosa merita di essere
la costruzione di un edificio nuovo – niente consumo di terreno, preservato e cosa va ricostruito? Cosa può essere rimosso per
materiali ed energia. Restaurare e rinnovare un edificio signifi- fare spazio al nuovo? Cosa deve o può essere aggiunto perché
ca essere parsimoniosi. Alcuni committenti potrebbero dissen- è meglio di ciò che sostituisce? L’architettura storica e l’archi-
tire, poiché il costo di una ristrutturazione spesso si avvicina o tettura contemporanea non sono la stessa cosa, ma devono mi-
addirittura supera quello di un edificio nuovo. Ma se ai costi di surarsi, rispettosamente, l’una con l’altra.
costruzione sostenuti dall’individuo aggiungiamo quelli soste- Formulare un giudizio di valore è sempre stato un compito cen-
nuti dalla società nel suo insieme, risulta palese che un edificio trale della conservazione dei monumenti e della progettazione
nuovo è sempre più oneroso di una ristrutturazione. architettonica, eppure nessuna delle due discipline ha ricette o
Le nuove tecnologie, soprattutto quelle digitali, sono alleate dei regole fisse su cui basare tale giudizio. I confini tra ciò che deve
sostenitori della manutenzione e della durata. Duttili e compat- essere preservato e ciò che potrebbe essere ragionevolmente
te, possono essere collocate all’interno di vecchie pareti senza e utilmente sostituito devono essere ridefiniti di continuo. Questi
comprometterne le capacità strutturali e l’estetica. L’architettura confini si spostano, a seconda del rispettivo luogo, della situazio-
può tornare a una forma quasi arcaica e primordiale. ne e del momento storico. La loro ricerca è un’avventura con un
Ciò vale per i nuovi edifici, ma anche e soprattutto per le strut- traguardo incerto, un’avventura che richiede sapere, curiosità,
ture architettoniche e urbane esistenti. Anche se funzionalmente sperimentazione e creatività.
obsolete, possono essere adattate a nuovi scopi. Questo tipo di È proprio questa avventura ciò che rende la nostra disciplina
rinnovamento, che sinora richiedeva un livello di dedizione al li- così rischiosa e così straordinaria.
mite dell’altruismo, diventerà sempre più routine e auspicabile
opportunità. Fabbriche dismesse, centrali elettriche abbando-
nate, magazzini inutilizzati, mercati, mattatoi e ospedali sono e Vittorio Magnago Lampugnani (Roma, 1951) ha insegnato Storia
saranno trasformati in luoghi attraenti e adatti a usi contempo- della progettazione della città presso il Politecnico di Zurigo dal
ranei. Le stesse nuove tecnologie consentono di rivitalizzare i 1994 al 2017. Ha studi di progettazione a Milano e Zurigo. Tra le sue
vecchi centri urbani: non come imitazioni turistiche di se stessi, pubblicazioni più recenti, Bedeutsame Belanglosigkeiten, Verlag
ma come complessi residenziali ben serviti e appetibili nuclei di Klaus Wagenbach, Berlin 2019.

17
Agenda

When Victor Hugo was put forward as a candidate for the Académie
Française in 1841, not even he was spared the ritual round of vis- Of course, we must preserve
its that had to be paid to members of that prestigious institution.
Among those whose support he had to request was the philoso-
in order to remember. But trying
pher Pierre-Paul Royer-Collard. Sitting before the old man, Hugo
began to list and comment on his own works. The aged philoso-
to remember everything means
pher, however, did not give the slightest hint of recognition upon
hearing mention of The Hunchback of Notre-Dame (1831) or Ruy
to risk forgetting everything
Blas (1838), already famous novels at the time. After a number
of fruitless attempts to hit on something the old man might have
heard of, Hugo exclaimed: “But Monsieur, surely you read, do you ture and urbanism cannot be overstated. History has the power
not?” To which Royer-Collard seraphically replied: “My dear boy, to guide us towards a future in which we neither act uncritically
at my age one does not read, one rereads.” nor blindly accept things the way they are. George Santayana
At times it seems we live in an era of Royer-Collards. The euphor- warned in The Life of Reason that “those who cannot remember
ic celebration of novelty that emerged in the 1950s and reached the past are condemned to repeat it”. At the same time, this is
its zenith in the 1960s has passed us by. The illusory hopes that precisely why the ideology of global preservation is so danger-
revolutionary ideologies would change the world have gone up ous. If we maintain everything indiscriminately, we run the risk
in smoke. In their wake, we find ourselves, for want of a future of cluttering our world with relics of the past that menace to ob-
to anticipate with optimism, re-reading the past. Everything we fuscate and neutralise each other.
can say has already been said; everything we can do has already Of course, we must preserve in order to remember. But trying
been done. It only remains to retrieve, preserve, maintain and to remember everything means to risk forgetting everything.
restore the past. Those who turn their universe into a great chamber of memo-
Indeed, the new environmental consciousness forces us to ries will wipe out those very memories. It is necessary to let go
recognise the overlap between architecture and built heritage of certain things to better preserve others. Specifically, we must
preservation. We can no longer afford to be careless. Preserva- decide what should be saved from oblivion and passed on to those
tion must expand the scope of its domain, centred around history who come after us. We must develop a strategy of maintenance.
and culture, and adopt an eminently contemporary dimension: A project of preservation.
it must dedicate itself to the protection of our environment and The task of this project falls upon monument conservators. But
resources. A restored, renovated and revitalised building pre- it is also precisely what architects must do when they set out to
vents the construction of a new one – prevents the consumption create a new building. They must ask themselves: what should
of land, materials and energy. To restore, renovate and revitalise be built for the present and for those who come after us? What
a building means to be frugal. Some clients might disagree, since can remain on paper? They must develop a strategy of renewal.
the cost of preserving a building often approaches or even ex- A project of transformation.
ceeds that of building a new one. But if to the immediate building The project of preservation and the project of transformation
costs borne by the individual we add the costs borne by society complement each other. In fact, they depend on each other. Both
as a whole, it becomes clear that a new building always leads to projects begin with a value judgment: what deserves to be pre-
a higher bill than a renovated one. served, and what should be rebuilt? What can be removed to make
New technologies, and especially digital ones, can serve as room for something new? What must be added – can be added
an ally for advocates of maintenance and durability. They are – because it will be better than what it replaces? Historic archi-
smooth and compact and can easily be placed within old walls tecture and contemporary architecture are not the same, but
without compromising their structural capacities and their aes- they must respectfully measure themselves against one another.
thetics. Architecture can thereby return to an almost archaic, Making a value judgement has always been a central part of
primordial form. monument conservation and architecture, but neither discipline
Such a form is possible for new buildings, but also, and above has any recipes or fixed rules on how to make this judgment. The
all, for existing architectural and urban structures. Even if they boundaries between what must be preserved and what might
have become functionally obsolete, they can be electronically reasonably and usefully be replaced must be redefined time and
retrofitted to serve new purposes. This kind of renovation, which again. These boundaries shift, depending on the respective place,
previously demanded a level of dedication verging on altruism, situation and historical moment. The search for these boundaries
will increasingly become routine and, indeed, be seen as a de- is an adventure with an uncertain point of arrival, an adventure
sirable opportunity. More and more decommissioned factories, that requires knowledge as well as curiosity, experimentation
abandoned power plants, disused warehouses, market halls, ab- and creativity. It is this adventure that makes our discipline so
attoirs and hospitals are and will be transformed into charming dangerous and wonderful.
and attractive buildings for modern uses. The very same new
technologies make it possible to revitalise – in the best sense
of the world – the old city centres: not as touristic imitations of Vittorio Magnago Lampugnani (Rome, 1951) taught History of Urban
themselves, but as well-equipped living spaces and attractive Design at ETH in Zurich. His design practice is based between Milan
hubs of urban life. and Zurich from 1994 to 2017. His most recent publications include
But also, besides this, the importance of history in architec- Bedeutsame Belanglosigkeiten, Verlag Klaus Wagenbach, Berlin 2019.

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Pratica

La ricognizione mensile tra le buone pratiche di architettura continua con Francis Kéré
che racconta il suo straordinario viaggio nella disciplina: dal Burkina Faso al suo studio
di Berlino. La sua irremovibile convinzione che l’architettura abbia un ruolo
fondamentale nell’accogliere e formare una comunità si può applicare a tutti i contesti.
Nata in Niger, Mariam Kamara esplora le affinità tra due progetti esemplari di architetti
che lavorano nel Sud del mondo: lo studio di una fotografa in Messico e una scuola in
India, progettati rispettivamente da Taller Mauricio Rocha + Gabriela Carrillo e Samira
Rathod Design Associates. Entrambi si distinguono per l’uso contemporaneo dei
materiali tradizionali e per la risposta diretta a condizioni climatiche specifiche. A
Tilburg, Christian Kieckens passa in rassegna il progetto LocHal, una ex fabbrica che
ora ospita diverse funzioni pubbliche per la città, tra cui una biblioteca e spazi di
coworking. Guidato da Civic Architecture, il progetto altamente collaborativo vede la
città attingere alla sua identità industriale per stabilire un nuovo futuro economico.
Continuing the monthly exploration of good architectural practice, Francis Kéré
explains his remarkable journey into architecture, starting in Burkina Faso and leading
to his studio in Berlin today. His unshakeable conviction that architecture has an
important role in hosting and forming a community can be applied to all contexts.
Niger-born Mariam Kamara explores the affinities between two exemplary projects by
architects working in the Global South: a photographer’s studio in Mexico and a school
in India, designed by Taller Mauricio Rocha + Gabriela Carrillo and Samira Rathod
Design Associates respectively. Both stand out for their contemporary use of
traditional materials and direct response to specific climatic conditions. In Tilburg,
Christian Kieckens reviews the LocHal project – a former industrial building that now
houses several public functions for the city, including a library and co-working space.
Led by Civic Architecture, the highly collaborative project sees the city drawing on its
industrial identity to establish a new economic future.
La buona pratica / Good practice
Diébédo Francis Kéré
Testo/Text David Chipperfield Foto/Photos Lars Borges

Francis Kéré è seduto nello studio spazioso e ben ticolare la prima parte del percorso, che l’ha portato fascinato dagli edifici e voleva capire il lavoro del
organizzato che occupa con il suo team di 15 architetti da Gando a Berlino per diventare architetto, non è muratore e tutto ciò che riguardava l’edilizia. Per
nel quartiere di Kreuzberg, a Berlino. È uno spazio solo un’impressionante testimonianza di determi- proseguire gli studi aveva bisogno di un diploma,
creativo tipicamente berlinese, in una zona che un nazione, ma soprattutto continua a informare la sua così ha frequentato una scuola serale lavorando nei
tempo è stata il cuore della vita notturna della città idea di pratica e del ruolo odierno dell’architetto. cantieri di giorno e, dopo quattro anni, ha superato
“povera, ma sexy”, diventata poi di moda dopo la ca- Spiegando il suo laborioso itinerario, iniziato con una gli esami che gli hanno permesso di candidarsi alla
duta del Muro. Oggi l’area è più elegante, omologata borsa di studio per un corso di falegnameria, Francis Technische Universität per studiare architettura.
alla nuova Berlino degli affitti in aumento con le Kéré mi dice “volevo imparare il più possibile e poi La sua descrizione degli anni in cui ha studiato a
relative ansie riguardo al processo di gentrificazione. tornare a casa”. È un’affermazione molto chiara, che Berlino è tipica dello studente maturo, impaziente
Kéré, circondato da uno staff giovane, m’informa rivela l’incrollabile senso pratico nel suo approccio d’imparare e con un obiettivo chiaro. In quel periodo,
con orgoglio che i suoi collaboratori provengono da alla costruzione e all’architettura. Kéré continua Kéré torna regolarmente in Burkina Faso e inizia a
ogni parte del mondo, e dai nostri dialoghi risulta spiegando che, a differenza dei suoi compagni di progettare la scuola di Gando. Il progetto gli è valso
evidente come lo studio sia impegnato a portare studio a Berlino, “non ero interessato a laurearmi, il riconoscimento della comunità architettonica in
avanti progetti a finalità sociale. La fedeltà a que- ma a imparare”, a raccogliere diligentemente cono- tutto il mondo e, in modo altrettanto importante,
sti temi è esemplificata chiaramente dalla qualità scenze e capacità da riportare nel proprio Paese. È l’ha convinto del potere dell’architettura non solo
del suo primo progetto, una scuola elementare nel impossibile non rimanere colpiti da questo senso come composizione finita o formale, da giudicare in
villaggio natale di Gando, in Burkina Faso, che ha della missione e dal coraggio che all’età di 17 anni base all’aspetto, ma per l’energia e l’ispirazione di cui
completato nel 2001 mentre era ancora studente l’ha portato così lontano dal Burkina Faso. essa è capace quando è il risultato di un’esperienza
alla Technische Universität di Berlino. Il progetto Dopo avere appreso le basi del mestiere di fale- condivisa. Kéré non è ammantato dell’aura evange-
della scuola ha avviato la sua carriera e attirato gname nella sua scuola in Burkina Faso e avere poi lica dell’altruismo: mostra piuttosto un silenzioso
l’attenzione non solo per l’immediatezza della co- continuato la formazione artigianale, Kéré è sta- impegno riguardo al potenziale dell’architettura
struzione e l’uso dei materiali della tradizione locale, to incoraggiato a fare domanda al ministero della all’interno di una comunità. Sviluppare forme per
ma in modo rilevante per l’impegno sociale preso Pubblica Istruzione per una borsa di studio per un comunicare il design in maniera chiara e accessibile
con la comunità – Kéré ha contestualmente creato programma di scambio sponsorizzato dal Servizio è stato cruciale per il successo del progetto.
una fondazione per sostenere lo sviluppo di altre di Scambio Accademico Tedesco (DAAD). Essendo il Nell’intimo, Kéré è un costruttore e si può per-
iniziative in collaborazione con le ONG. Il fatto che maggiore di 11 figli, i suoi genitori l’hanno sostenuto cepire il ruolo attivo che le tecniche costruttive,
tutto ciò sia stato realizzato coinvolgendo l’intera nella sua volontà di perseguire la carriera. Questo il materiale e l’artigianato svolgono nelle sue idee
comunità del villaggio ha sottolineato l’eccellenza l’ha portato prima a Saarbrücken e poi a Monaco, sul ruolo dell’architettura come processo e luogo.
del progetto e attirato l’attenzione non solo del pub- dove è rimasto sei mesi per imparare il tedesco. Dopotutto, il suo interesse per la falegnameria era
blico, ma anche della giuria del Premio Aga Khan per Da lì si è spostato a Berlino, dove ha continuato la legato all’edilizia e non alla produzione di mobili.
l’Architettura, che ha selezionato il progetto per il formazione e ha lavorato come carpentiere. È in Questa attenzione per il modo in cui gli edifici sono
triennio 2002-2004. quel momento che ha sviluppato un interesse per realizzati, radicato nella sua esperienza pratica come
La storia della carriera di Kéré fino a oggi, in par- la costruzione: passeggiando per Berlino, era af- artigiano, così come nella sua preoccupazione per

20
22
Practice / Good practice

Pagina 21: Francis Kéré sfondo, modelli Page 21: Francis Kéré In the background,
(1965) nel suo studio. della Gando Primary (1965) in his Berlin office. models of the Gando
Pagina a fronte. In alto: School, 2001 (in alto) Opposite page. Top: Primary School, 2001
quaderni di schizzi di e dell’installazione Francis Kéré’s sketch (top) and the Sarbalé Ke
Francis Kéré. Sarbalé Ke a Coachella, books. installation at Coachella,
In basso: Francis Kéré e 2019 (in basso). Bottom: Francis Kéré and 2019 (bottom).
David Chipperfield. In questa pagina: David Chipperfield. On This page: Francis Kéré
Sul tavolo, un campione Francis Kéré e l’architetto the table, a sample of and architect Kinan
di cemento di canapa per Kinan Deeb controllano i hemp concrete for the Deeb looking over the
il Museo Internazionale disegni dello SLAK permanent exhibition of designs of the SLAK
della Croce Rossa e della campus, in costruzione the International Red campus under
Mezzaluna Rossa a a Turkana, Kenya Cross and Red Crescent construction in Turkana,
Ginevra, 2012. Sullo Museum in Geneva, 2012. Kenya

l’accumulo di conoscenze e capacità, gli offre una


prospettiva del tutto particolare sulla pratica. Il suo Francis Kéré mostra un silenzioso
approccio serve solo a evidenziare il disimpegno dal
processo, sia fisico sia sociale, che rappresenta oggi impegno riguardo al potenziale
la normale prassi nella formazione e nella pratica
architettonica convenzionale. dell’architettura all’interno di una comunità
È interessante capire come mantiene questo
approccio quando dirige il suo studio e si occupa Francis Kéré wears a quiet commitment
degli aspetti pratici della professione. Kéré è per-
fettamente consapevole della trappola rappresen- about the potential of architecture
tata dal dovere accettare progetti cui non è neces-
sariamente interessato per finanziarne altri che within a community
invece lo attirano: “Non lo farò mai”, rimarca. Nel
suo studio vedo che si sta lavorando a una serie di
progetti in Africa e in Germania, tutti conformi al che sono così importanti per lui e per il suo lavoro Sebbeneall’iniziopossasembrareperversotracciare
suo interesse per iniziative caratterizzate da un in Burkina Faso sono apprezzati come modalità di paragoni,va sottolineato che non abbiamo trovato
programma e un contesto stimolante. Tra questi, sviluppo di progetti all’interno sia dell’ambiente modi convincenti perallineare le nostre responsa-
la sede per l’Assemblea Nazionale del Benin e un intellettuale della scuola sia della comunità stessa bilità professionali a questi problemi nemmeno in
quartier generale per il Goethe-Institut di Dakar. digenitori.Ilprogettoproponeinoltredicombinare condizioni più favorevoli.
Esaminiamo anche due progetti in Germania: una materiali tradizionali e tecniche innovative. Lo studio di Francis Kéré è nato con uno scopo
torre nel campus della Technische Universität di Ètemaricorrentechegliarchitettinelmondo“in preciso, radicato in un profondo affetto per l’arti-
Monaco (dove ha assunto la cattedra di Progetta- viadisviluppo”abbianoguardatoall’architetturadel gianato e la comunità.Kéré è riuscito a usare le sue
zione architettonica e partecipazione nel 2017) e mondo‘avanzato’,incercad’ispirazioneechiarezza vaste conoscenze e il suostatus in modo produttivo,
il complesso multifase che sta progettando per la professionale.Mentrecomprendiamol’importanza proiettando il suo senso della missione sulla sua
Waldorfschule Weilheim. Nel descrivere il progetto dellerisorseelanecessitàdirisponderepiùattenta- pratica e sui suoi progetti.
della scuola, Kéré mostra l’applicazione del suo ap- mentealcontestoelavorareperl’ambiente,l’enfasi Andando avanti, la sua sfida è conservare la sua
proccio in una situazione distintamente europea. Si si è spostata sempre di più: la funzione degli archi- motivazione e il suo approccio impegnato, men-
è aggiudicato la commissione attraverso un concorso tetti è diventata sempre più transazionale e isolata tre il resto del mondo cerca di recuperare il tempo
e spiega con orgoglio che il suo metodo, fondato fin dalla società, e ora guardiamo con una particolare perduto. Con il suo acuto senso della prospettiva
dall’inizio sulla collaborazione e la partecipazione invidia al ruolo difficile, ma carico di significato, sia sui risultati immediati sia sul valore a lungo
– a seguito della sua convinzione che l’architettura degli architetti in situazioni in cui le sfide legate a termine dei progetti, spero che questo architetto,
si basi sull’idea di comunità – rappresenta il motivo conflitti,infrastrutture,finanziamentietecnologia che perprimo è venuto in Europa perimparare,ora
principale per cui è stato selezionato. I principi sonopiùestremeedesplicitechenelNorddelmondo. insegni a tutti noi.

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Photo © Andrea Maretto

in its realisation, only emphasised the exemplary


Spiegando il suo laborioso itinerario, qualities of the project and bought it to public notice.
It notably attracted the jury of the Aga Khan Award
Kéré mi dice: “Volevo imparare for Architecture who selected his project for the
2002-2004 cycle.
il più possibile e poi tornare a casa” The story of Kéré’s career so far, particularly the
first part of the journey that took him from Gando
Explaining his complex expedition, to Berlin to become a qualified architect, is not only
impressive evidence of determination, but more
Kéré tells me that he “wanted to learn importantly continues to inform his idea of practice
and the role of the architect today.
as much as possible and go home” Explaining his complex expedition that began
with a scholarship to be a carpenter, Francis Kéré
tells me that he “wanted to learn as much as possible
and go home”. It is a simple statement that reveals
the unwavering sense of purpose in his approach to
building and to architecture. He goes on to explain
that unlike his fellow students in Berlin, he “wasn’t
interested in graduating but in learning”, diligently
Francis Kéré sits in a well-organised and spacious concerns and qualities exemplified so clearly in collecting knowledge and skills to take back to his
studio in the Kreuzberg district of Berlin with his his first project for a primary school in his home home. It is impossible not to be impressed by this
team of 15 architects. It is a creative space so typ- villageofGandoinBurkinaFaso, completed in 2001 mission, and the courage that took him so far from
ical of Berlin, located in the area once the heart of while he was still a student at the Technische Uni- Burkina Faso for it, at the age of 17.
the nightlife scene of the “poor but sexy” city that versität Berlin. The school project launched his Having learned carpentry at his school in Burkina
became so attractive after the fall of the Berlin Wall. career and attracted attention not only because of Faso, and then continued to train in the craft, he
Today the area has become more genteel and typi- thedirectnessofitsconstruction and the use of local was encouraged to apply for a scholarship from the
fies the new Berlin of rising rents and the consequent materials and traditions, but just as importantly Ministry of Education for an exchange programme
anxieties about gentrification. Kéré is surrounded because of its social purpose and engagement with sponsored by the German Academic Exchange Ser-
by a young staff that he proudly informs me are from the community (he simultaneously established a vice (DAAD).
every part of the globe. Talking to them, it is clear that foundation to support development initiatives in As the eldest of 11 children, his parents were
they are dedicated to the idea of an office committed partnership with NGOs). supportive of him pursuing a career. This took him
to projects of social purpose and engagement. Kéré The fact that this was all achieved in his own vil- first to Saarbrücken, and then to Munich where he
and his office are determined to stay loyal to these lage,andthatthewholecommunity became involved stayed for six months to learn German. From there

24
Practice
r c /G
Good practice
pr c

Pagina a fronte: Lycée Sopra: modelli Opposite page: Lycée Above: models of the
Schorge a Koudougou, dell’installazione Schorge in Koudougou, Sarbalé Ke installation
Burkina Faso, progetto di Sarbalé Ke, creata per Burkina Faso, a 2016 created for the 2019
Kéré Architecture, del l’edizione 2019 del Kéré Architecture Coachella Valley Music
2016. La scuola “Coachella Music and project. The secondary and Arts Festival and
secondaria è composta Arts Festival” e ispirata school comprises nine inspired by the form of
da nove moduli (con le alla forma del baobab, modules (classrooms, the baobab tree, an
aule, gli uffici e una albero simbolo del offices and a dental emblem of Burkina Faso.
clinica dentistica) avvolti Burkina Faso. clinic) encased within a Right: material samples
da un sistema di schermi A destra: campioni system of Eucalyptus and study models
di legno di eucalipto, che di materiali e modelli screens that keep out
proteggono dal sole, di studio the sunlight, dust and
dalla polvere e dal vento. wind.

he travelled to Berlin where he trained and worked rooted in his practical experience as a craftsman, within the thoughtful environment of the school and
as a carpenter. It was at this time he developed an as well as his concern for collecting knowledge and its community of parents. The project also proposes
interest in building. Walking around Berlin, he was skills, give him a perspective on practice that is quite combining traditional materials and innovative
fascinated by the buildings and wanted to understand distinct. His approach only serves to highlight the techniques. It has always been a common trope that
bricklaying and everything to do with construction. disengagement from process, both physical and architects in the “developing” world looked at the
In order to take on further studies he needed to pass social, that has now been normalised in conventional architecture of the “developed” world for inspiration
exams, so he went to night school and worked during architectural education and practice. and professional understanding. Increasingly, as we
the days on building sites. After four years he passed I am interested to understand how he maintains understand the importance of resources, the need
his exams which allowed him to apply to Technische this approach when directing his studio and dealing to respond more carefully to context and working
Universität Berlin to study architecture. with the practicalities of the profession. He is acutely with the environment, the emphasis has shifted.
His description of his years as an architecture aware of the trap of doing projects he doesn’t neces- The role of architects has become increasingly
student is typical of that of a mature student – im- sarily want to do to finance projects that he does. “I transactional and societally isolated, and we now
patient to learn and with a clear focus. will never do it,” he insists. Instead, in his studio I see look with some peculiar envy at the difficult but
Kéré travelled regularly back to Burkina Faso work on a range of projects in Africa and Germany, purposeful role of architects in situations where the
and began to design the Gando school that was built all of which conform to his concern for projects that challenges of conflict, infrastructure, funding and
before he graduated. Just as important as receiving have an engaging programme and context. Among technology are more extreme and explicit than our
the recognition of the architectural community them, a National Assembly building in Benin and own. While at first it might seem perverse to draw
worldwide, the project convinced him of the power a headquarters for the Goethe-Institut in Dakar. comparisons, it must be pointed out that we have
of architecture itself not just as a finished or formal We also look at two projects in Germany: a tower not found convincing ways to align our professional
composition or something to be judged by appear- in the campus of Technische Universität of Munich responsibilities to these issues even in more benign
ance, but by its invigorating and inspirational power (where he took on a professorship for Architectural conditions.
as a shared achievement and experience. Kéré wears Design and Participation in 2017) and the multiphase The studio of Francis Kéré was born out of purpose,
none of the evangelical aura of doing good but rather complex he is designing for the Waldorfschule Weil- grounded in a deep affection for craft and community.
a quiet commitment about the potential of archi- heim. In describing the design of the school, Kéré He has managed to use his wide-ranging knowledge
tecture within a community. Developing ways of demonstrates the application of his approach in a and well-earned status with great effect, projecting
communicating design in a clear and approachable distinctly European situation. He won the project his sense of mission onto his practice and projects.
way was crucial to the success of the project. through a competition and proudly explains that his In moving forward, his challenge is to maintain this
Kéré is a builder at heart, and one can sense the approach grounded in collaboration and participa- sense of purpose and engaged approach while the
active role that construction, material and craft tion from the outset – following his conviction that rest of the world tries to catch up.
plays in his ideas of the role of architecture as a architecture is based on the idea of community – was With his sharp sense of perspective on both the
process and a place. His interest in carpentry was, the primary reason he was selected. The principles immediate efficiencies and longer-term value of
after all, connected to construction not furniture. that are so important to him and his work in Burkina projects, I hope that this architect who first came
This direct interest in how buildings are made, Faso are appreciated as a mode of developing projects to Europe to learn will now teach us all.

25
Affinità / Affinities
Selezionate da / Selected by
Mariam Kamara
Kamara. Photo Lew Abramson
Courtesy of Mariam Kamara

Mariam Kamara è un’architetta Un esempio è il complesso religioso- Mariam Kamara is a Nigerien architect, complex of Dandaji, winner of the
nigerina laureata all’Università di secolare di Dandaji, vincitore del a graduate of the University of 2017 Gold LafargeHolcim Award for
Washington. In precedenza aveva Gold LafargeHolcim Award 2017 per Washington. Previously she studied Africa and the Middle East and the
studiato scienze informatiche alla l’Africa e il Medio Oriente e del Silver computer science at New York 2018 Silver Global LafargeHolcim
New York University e alla Purdue Global LafargeHolcim Award 2018 per University and Purdue University and Award for sustainable architecture.
University e si era dedicata allo l’architettura sostenibile. worked in software development Kamara’s work is guided by the
sviluppo di software per diversi Il lavoro di Kamara è guidato dalla for several years. In 2013 she was belief that architects can conceive
anni. Nel 2013 è stata tra i membri convinzione che gli architetti possano one of the founding members spaces capable of providing a better
fondatori di united4design, un concepire spazi in grado di fornire of united4design, a collective of quality of life. Through her practice
collettivo di architetti che lavora fra una migliore qualità della vita alle architects working on projects in she aims to discover innovative
Stati Uniti, Afghanistan e Niger: la loro persone. Attraverso il suo studio the United States, Afghanistan and ways of doing so. Since 2018 Kamara
collaborazione ha portato a progetti mira a scoprire modi innovativi per Niger. They collaborated to produce has been David Adjaye’s protégé in
come quello di Niamey 2000, nel raggiungere questo obiettivo. Dal 2018 projects such as Niamey 2000 in the Rolex Mentor and Protégé Arts
Paese africano. Nel 2014 Kamara ha Kamara è protégé di David Adjaye Niger. In 2014 Kamara founded atelier Initiative programme. In 2019 she
fondato atelier masōmī, studio nel programma Rolex Mentor and masōmī, an architecture and research won the Prince Claus Award. She
di architettura e ricerca attraverso Protégé Arts Initiative. Nel 2019 ha firm through which she tackles a wide is an adjunct associate professor
il quale affronta una grande varietà vinto il Prince Claus Award. È adjunct range of public, cultural, residential, at Brown University in Providence,
di progetti pubblici, culturali, associate professor alla Brown commercial and urban projects. An Rhode Island.
residenziali, commerciali e urbani. University di Providence, Rhode Island. example is the religious and secular www.ateliermasomi.com

26
Practice / Affinities

Oltre il Regionalismo critico /


Beyond critical regionalism

Fornire “una risposta al luogo in cui viviamo, ai nostri luoghi, alle nostre situa- un materiale principale con grande efficacia, creando corti su entrambi i lati
zioni economiche e sociali” e “tradurre in modo contemporaneo le tradizioni del volume centrale che si apre per produrre ventilazione naturale e offrire
e i materiali dei siti in cui operiamo, non attraverso forme alla moda o effetti privacy dall’ambiente della strada.
speciali, ma con il silenzio, lo spazio, l’esperienza del vuoto”. Mauricio Rocha e Nel progetto, il senso di una presenza della “mano dell’uomo”, di un’esperien-
Gabriela Carrillo esprimono un sentire che anche molti altri architetti hanno za umana, è palpabile. Esso manifesta una tattilità, una relazione con la luce,
manifestato recentemente, in particolare nelle economie emergenti. Quasi un le ombre, una ricchezza di texture che non si può fare a meno di ammirare. È
secolo dopo l’avvento del Modernismo e dello Stile internazionale, la rapida chiaro che la scelta non è tra materiali tradizionali e progressi tecnologici. I
urbanizzazione, la globalizzazione e le sfide ambientali stanno costringendo due possono essere combinati con grande efficacia, consentendo ai materiali
molti di noi a fare il punto e a interrogarsi ancora una volta riguardo al posto semplici e ampiamente disponibili di estendere la loro capacità naturale
dell’architettura nel mondo e nella società, e alla sua responsabilità nei con- permettendo nuove forme di utilizzo.
fronti dell’ambiente. Un progetto di natura completamente diversa, che tuttavia impiega una
Si può sostenere che il XX secolo abbia portato con sé straordinari migliora- tavolozza di materiali del tutto simile, è la Scuola degli archi danzanti di Sami-
menti grazie alla standardizzazione, alle tecniche di costruzione meno intensive ra Rathod nel Gujarat, in India. Qui, l’architetta utilizza tecniche strutturali
e alla libera espressione di materiali come il cemento e l’acciaio, che hanno tradizionali per creare forme giocose e spazi stravaganti. Con le sue volte ir-
consentito di produrre nuove forme e organizzazioni spaziali. Ne è derivata regolari e i suoi tetti sbilenchi, il progetto dimostra che si può effettivamente
una libertà inebriante, che ha permesso agli architetti di sperimentare senza giocare con la forma usando il vecchio, semplice mattone.
impedimenti con forme e materiali. Questi segni del progresso non destavano Il progetto fa di tutto per mostrare consapevolezza sul piano economico e
ammirazione solo nei luoghi da cui provenivano, ma erano anche facili da ambientale, riutilizzando acciaio e mattoni di scarto già impiegati per casse-
esportare. E oggi, mentre le città di tutto il mondo si somigliano sempre di più, forme in una fornace nelle vicinanze. Per Rathod, “è l’amore per il lavoro che
rappresentano i segni più visibili della globalizzazione. la manodopera locale porta con sé a conferire all’edificio la sua immacolata
Ciò che inquieta, tuttavia, è come la filosofia modernista alla quale furono semantica e precisione”. In un momento in cui il 40 per cento dell’inquinamento
associati abbia prodotto un’estetica vista come l’unica immagine della moder- globale è prodotto da attività legate all’edilizia, l’approccio a basso impatto
nità e dello sviluppo economico. Di conseguenza, quei materiali che avrebbero di Rathod, basato sul non fare affidamento su materiali importati, produce
dovuto essere accessibili e democratici, se usati in alcune parti del pianeta un’architettura contemporanea, ma radicata nel contesto locale, dove la mas-
non erano così disponibili o facili da produrre. Il che per molti si è tradotto in sa termica è usata per mantenere confortevole l’interno. Come per lo studio
un significativo carico finanziario rispetto all’uso di materiali locali. Inoltre, Iturbide, è difficile immaginare il progetto in un diverso ambiente climatico,
il cemento e il calcestruzzo, con i loro compagni vetro e acciaio, funzionano e questo è uno dei suoi punti di forza.
male in climi estremi e costringono a un maggiore consumo di energia per Sarebbe facile archiviare tali lavori sotto il segno del Regionalismo critico
raggiungere il comfort termico. e tirare dritto; credo invece che essi facciano molto di più che produrre una
La nuova estetica del progresso ha anche richiesto una netta rottura col risposta architettonica contestuale e una bella espressione formale. È opi-
passato, determinando in molti casi un completo distacco dal contesto locale, nione comune che l’utilizzo di materiali di provenienza locale e di tecniche di
dalla sua cultura e dalla sua identità. Forse è per questo che gli architetti nel costruzione tradizionali, e la sensibilità verso il clima contribuiscano a ridurre
Sud del mondo esprimono sempre più spesso il desiderio di un’architettura l’impronta di carbonio del nostro settore.
più contestuale e rispettosa dell’ambiente. Innanzitutto, il cambiamento L’uso della ventilazione naturale per il comfort termico limita il consumo di
climatico e i suoi effetti negativi colpiscono maggiormente le nazioni in via energia nei periodi più caldi per l’intera vita degli edifici. Se il tempo ha reso
di sviluppo in un clima più caldo, rendendolo una questione da affrontare evidente qualcosa, è che i ponti tra passato, presente e futuro nell’architettura
urgentemente. In secondo luogo, il Sud globale è generalmente composto da possono fornirci una gamma di risposte più ampia e più adeguata alle sfide
Paesi che in precedenza erano colonie europee e come tali hanno lottato per locali e globali.
il proprio senso d’identità utilizzando, tra gli altri indicatori culturali, anche Mentre le città del Nord globale sono così fortemente legate a materiali e
la loro architettura. tecniche del XX secolo da rendere difficile una svolta radicale, il Sud del mondo
Lo studio Iturbide di Rocha e Carrillo a Città del Messico parla di questo ha oggi un’opportunità unica di fare un balzo in avanti e forse addirittura di
desiderio di un’architettura che abbia un rapporto più intimo con i materiali dare l’esempio: la mancanza di capitali, condizioni climatiche più aspre e la
locali, le tecniche passive e la necessità di controllare la luce piuttosto che necessità di preservare il senso di comunità sono fattori stimolanti che stanno
massimizzarla come invece è consuetudine nei climi del Nord. Il risultato producendo nuove proposte per un futuro più sostenibile.
è un’architettura che non si basa su inutili gadget tecnologici, ma utilizza È un dato di cui dobbiamo rallegrarci e a cui guardare con speranza. Così, se
mezzi limitati e una tavolozza controllata per concentrarsi su spazio e luce. l’inizio del XX secolo riguardava i progressi tecnologici, la rottura rispetto al
Qui la forma non sembra essere l’obiettivo finale, ma il risultato di condizioni passato architettonico e le promesse dello Stile internazionale, il XXI secolo
locali e un’esperienza spaziale accuratamente realizzata che perderebbe potrebbe prepararsi a ricondurci all’umanità dell’architettura, invece che
gran parte del suo potere in un diverso contesto geografico. Lo studio utilizza alla sua abilità tecnica.

27
Pratica / Affinità

Se l’inizio del XX secolo


riguardava i progressi
tecnologici, il XXI secolo
potrebbe prepararsi a
ricondurci all’umanità
dell’architettura, invece
che alla sua abilità tecnica
Providing “a response to the place in which we live, our places, our economic
If the early 20th century was
and social situations”, and to “translate the traditions and materials of the
places in which we operate in a contemporary way, not through fashionable
about technological advances,
forms or fireworks, but with silence, space, the experience of emptiness”.
Mauricio Rocha and Gabriela Carrillo express a sentiment many architects
the 21st century might be
have been expressing recently, particularly those in emerging economies.
Almost a century after the advent of modernism and the International Style,
shaping up to take us back to
rapid urbanisation, globalisation and environmental challenges are forcing
many of us to take stock and wonder again about the place of architecture in
the humanity of architecture,
the world, in society, and its responsibility to the environment.
It can be argued that the 20th century brought with it marvellous advances
not its technical prowess
with standardisation, less intensive construction techniques, and freeing
materials like concrete and steel that allowed for new forms and spatial ar-
rangements. The freedom that ensued was exhilarating, allowing architects to great effect, allowing simple, widely available materials to stretch their
to experiment with abandon with form and materials. These signs of progress natural capacity and providing us with new ways of using them.
were not only exciting for the place they originated from; they were also easy A project of a completely different nature but similar material palette is
to export. They are the most visible signs of globalisation today, with cities SamiraRathod’sSchoolofDancingArchesinGujarat,India.Here,thearchitect
looking more and more alike around the world. uses traditional structural techniques to create playful forms and whimsical
Disturbingly, however, the modernist philosophy they were paired with spaces. With its lopsided vaults and roofs, the project proves that one can
produced an aesthetic that came to be viewed as the sole image of modernity actually play with form using plain old brick.
and economic development. As a result, materials that were supposed to be The project goes to great lengths to be economically and environmentally
affordable and democratising, when used in other parts of the globe, were responsible, reusing shuttering material from waste steel and bricks from a
not as easily produced or accessible. The result for many was a significant nearby kiln.ForRathod,“it is a love of labourfrom the town and the craft they
financial burden compared to the use of local materials. Furthermore, cement bring with themselves that lends the building its immaculate semantic and
and concrete, with their glass and steel companions, performed poorly in ex- precision”. At a time when 40 per cent of the world’s pollution is produced by
treme climates and force a reliance on higher energy consumption to achieve construction-related activities,Rathod’s low-impact approach of not relying
thermal comfort. The new aesthetic of progress also demanded a clean break on imported materials produces an architecture that is contemporary yet
from the past, resulting in a complete disconnection from the local context, rooted in the local context using thermal mass to keep the indoorcomfortable.
culture and identity in many instances. Perhaps this is why the yearning fora Like Rocha and Carillo’s Iturbide Studio, it is hard to imagine the project in a
more contextual and environmentally sensitive architecture is coming more different climatic setting, which is one of its strengths.
and more from architects in the Global South. For one, climate change and its Itiseasytofilesuchworkunderthebannerofcriticalregionalismandmove
ills affect developing nations in warmer climates more, making it urgent to on, but I believe they do much more than produce a contextual architectural
address. Secondly, said Global South is typically comprised of countries that response and beautiful architectural expression. It is common wisdom that
were previous European colonies, and as such have been struggling for a sense using locallysourced materials,drawing fromtraditional buildingtechniques
of identity through their architecture among other cultural markers. and climate responsiveness helps lower the carbon footprint of our industry.
Rocha and Carrillo’s Iturbide Studio in Mexico City speaks to this yearning The use of natural ventilation for thermal comfort lowers energy consump-
for an architecture that has a more intimate relationship with local materials, tion in warmer climates over the lifetime of buildings. And if time has made
passive techniques and the need to control light, rather than maximising it as anything evident,it is that palpable bridges between past,present and future
would be customary in a Northern climate. The result doesn’t rely on techno- in architecture can provide us with a larger and more appropriate palette of
logical bells and whistles, but uses limited means and a restrained palette to responses to local and global challenges alike.
focus on space and light. Here the form doesn’t seem to be the end goal, but the While cities in the Global North are so heavily invested in 20th-century
result of local conditions and a carefully crafted spatial experience that would materials and techniques that a volte-face is difficult, the Global South has a
lose much of its power in a different geographic context. The studio uses one unique opportunity to leap ahead and maybe even lead by example. The lack
material to great effect, creating courtyards on either side of the core form of capital, harsher climates and need to preserve a sense of community are
that opens up to produce natural ventilation and offer privacy from the street. stimulating factors that are producing new proposals for a more sustainable
The sense of a “human hand” with the human experience is palpable in the future.This is something to celebrate and look forward to.So,if the early20th
project. It exhibits a tactility, a relationship to light, shadows, a richness of tex- centurywasabouttechnologicaladvances,breakingfromthearchitecturalpast,
ture that one can’t help but delight in. Clearly one doesn’t have to pick between and the promises of the International Style,the 21st centurymight be shaping
traditional materials and technological advances. The two can be combined up to take us back to the humanity of architecture, not its technical prowess.

28
Practice / Affinities

1. Iturbide Studio, Coyoacán, Mexico City


Taller | Mauricio Rocha + Gabriela Carrillo |

Foto/Photos
Rafael Gamo
© Taller | Mauricio Rocha + Gabriela Carrillo |

Lo studio della fotografa Graciela Iturbide sorge su The studio of the photographer Graciela Iturbide Sopra: lo schizzo della Above: the sketch of the
un lotto di 7 x 14 m nel quartiere del Niño Jesús, a is located on a 7 x 14 metre site in the Niño Jesús sezione rivela il concept section reveals the
progettuale, un’alta design concept, a tall
pochi passi dalla sua abitazione. L’edificio di tre neighbourhood, just a few steps from the artist's
quinta di mattoni che brick screen
piani, tessellato a mattoni, emerge con decisione home. The small three-storey tessellated brickwork cinge gli spazi dello surrounding the studio’s
dai confini del sito e ha l’aspetto di un singolo bloc- tower extrudes up directly from the site boundaries studio. Questi sono spaces. These are
co di argilla, traforato e decostruito. Dal punto di and appears as a single piece of clay that has been circoscritti nella fascia confined to the central
vista strutturale, è sostenuto da barre di tensione perforated and deconstructed. It is supported struc- centrale della pianta e, band of the plan and,
affiancati da due corti, flanked by two
di acciaio quasi impercettibili. turally by almost imperceptible steel tension rods. hanno un doppio courtyards, have
Le alte pareti esterne racchiudono tre solette The tall exterior walls enclose the three stacked affaccio a double front
sovrapposte rivestite di legno e marmo, e una pro- wood- and marble-clad floorplates in the centre,
fonda corte a giardino a ciascuna estremità. Su and a deep courtyard garden at either end. Large
questi spazi si aprono grandi finestre. Le facciate windows open onto these spaces.
interne rispecchiano negli spazi ombrosi la situa- The interior facades reflect the conditions of the
zione del contesto. Gli elementi verticali destinati surrounding context into the shaded spaces. The
ai servizi e alla circolazione, oltre che un lungo scaf- vertical elements of services, circulation and a long
fale per i libri, sono integrati nella parete orientale bookshelf are integrated into the eastern wall, and
e scompaiono nel volume d’argilla. disappear into the clay volume.
Il progetto cerca di creare un luogo di silenzio, di The design seeks to create a place of silence,
sintesi e di continuità in un contesto urbano com- synthesis and continuity within a compact urban
patto. Trae vantaggio strategico dalla forma e dalle context. It takes strategic advantage of its shape and
proporzioni per far scomparire dalla struttura il proportions to ensure that concrete could disap-
calcestruzzo e divenire autoportante grazie all’uso pear from the structure and become self-supporting
ripetitivo e quasi ossessivo di un unico materiale: within the repetitive and almost obsessive use of a
il mattone a vista. single material: exposed brick.
Nell’aspirazione ad apparire tanto un blocco mo- Aspiring to appear as both a monolithic mass and
nolitico quanto un volume etereo, il gioco di luci e an ethereal volume, the play of light and shadow
ombre sulla scansione dei muri di mattoni crea across the punctuated brick walls creates a dis-
un’atmosfera di apertura originale e gradevole per tinctive and empowering open atmosphere for the
gli abitanti. (dalla relazione di progetto) inhabitant. (from the architects’ project description)

29
Pratica / Affinità

A sinistra: le facciate
dell’edificio mostrano
una variazione nella
trama dei mattoni che
permette di regolare il
grado di permeabilità
visiva.
Pagina a fronte: vista dal
piano terra della corte
sul retro. Qui, la
composizione dei
mattoni riporta
all’esterno la diversa
natura degli ambienti
interni

Localizzazione nel tessuto urbano/


Location in the urban fabric
N

0m 500m

Above: the facades of from the ground floor of


the building display a the rear courtyard. Here
variation in the texture of the composition of the
the bricks, enabling the bricks on the exterior
degree of visual expresses the different
permeability to be character of the
adjusted. interiors
Opposite page: view

0m 5m Sezione longiudinale/Long section

30
Practice / Affinities

31
Pratica / Affinità

Iturbide Studio,
Coyoacán,
Città del Messico/
Mexico City
Progetto/Project
Taller | Mauricio Rocha +
Gabriela Carrillo |
Responsabili di progetto/
Project architects
Mauricio Rocha,
Gabriela Carrillo
Gruppo di progettazione/
Design team
Rafael Carrillo, Gerson
Huerta, Pavel Escobedo,
Esterlina Campuzano,
Elizabeth Waites, Enrique
Ibarra
Strutture/Structural
engineering
Grupo SAI Gerson Huerta –
Ingeniería Estructural
Sismoresistente
Impresa edile/Contractor
Rafael Carrillo – Taller 499
Impianti elettrici e idraulici/
Electrical and hydraulic
systems
Tomás Rodríguez
Committente/Client
Graciela Iturbide
Superficie del sito/
Site area
100 m2
Superficie totale costruita/
Total floor area
162 m2
Progetto e costruzione/
Design and construction
2012-2016
www.tallerdearquitectura.
com.mx

Tutti i materiali di progetto/


All project materials
© Taller | Mauricio Rocha +
Gabriela Carrillo |

Sopra: vista interna Above: internal view of


della corte verso la the courtyard towards
facciata principale. the main facade. Below:
Sotto: schizzo della sketch of the trapezoidal
pianta trapezoidale. plan. Distribution and
Distribuzione e servizi services are grouped
sono raggruppati verso towards the longer blind
il lato cieco più lungo side of the building.
dell'edificio. Opposite page: the
Pagina a fronte: interior on the
l’ambiente al piano intermediate floor
intermedio è is characterised by
caratterizzato dalla full-height sliding
presenza di serramenti windows and two
scorrevoli a tutt'altezza Paulistano chairs
e dalla presenza di due designed by Paulo
© Taller | Mauricio Rocha + Gabriela Carrillo |

Paulistano, sedute Mendes da Rocha (1957)


progettate da Paulo
Mendes da Rocha (1957)

32
Practice / Affinities

L’edificio emerge con decisione dal sito e ha l’aspetto


di un singolo blocco di argilla, traforato e decostruito
The tessellated brickwork tower extrudes up from
the site as a single piece of perforated clay

33
Pratica / Affinità

34
Practice / Affinities

These pages, clockwise of the central body of the


from top left: the third floor with its double
building’s roof with the exposure; an interior on
habitable terrace; detail the ground floor
of the perforated overlooking the
brickwork; internal view courtyard

In queste pagine, del corpo centrale del


dall’alto in senso orario: terzo piano con doppia
il tetto dell’edificio con la esposizione; un interno
terrazza abitabile; un al piano terra, con
dettaglio della muratura affaccio sulla corte
‘traforata’; vista interna

35
Pratica / Affinità

2. School of Dancing Arches, Bhadran, India


Samira Rathod Design Associates

Foto/Photos
Niveditaa Gupta

I ricordi più cari della nostra infanzia non sono le- The memories of our childhood weholddeararenot
gati a eventi importanti ma, ironicamente, a cose thesignificanteventsbutironicallytheinsignificant
insignificanti. Questa è la premessa su cui abbiamo ones.Thisisthepremiseonwhichwebegantodesign
iniziato a progettare la scuola di Bhadran, Gujarat, the school at Bhadran.It evolved as a patchwork of
India. Il progetto si è sviluppato in una serie di pic- small spaces forhiding,colliding, climbing,rolling
coli spazi in cui nascondersi, scontrarsi, arrampi- and running in and out of.
carsi, rotolare, entrare e uscire di corsa. Theschoolisanexperimentofmaterialsandforms
La scuola è un esperimento con materiali e forme with an irregularplan. The asymmetry of the arch-
su una pianta irregolare. L’asimmetria degli archi es reiterates that it is not always mandatory to be
ribadisce che non è sempre obbligatorio essere con- conventional and the immediatelyapparent irreg-
venzionali e, al primo contatto, l’irregolarità sti- ularitystimulateschildren’scuriousandenquiring
mola la mente curiosa e indagatrice dei bambini. minds. The design of the school grew organically,
Il progetto della scuola è cresciuto in modo orga- creating a composition of experiences that would
nico, dando vita a una composizione di esperienze weave into the fabric, much like the maze-like town
che si intrecciano nel fabbricato, proprio come l’or- of Bhadran itself.
ganizzazione labirintica della città stessa. The entire school is designed as a sequence of
L’intera scuola è progettata come una sequenza modules; each module has a pairof classrooms and
© Samira Rathod

di moduli, ognuno dei quali presenta una coppia di a corridor, with sinuously strung tilted vaults. All
aule e un corridoio con un’infilata sinuosa di volte the modules are designed for the repeated use of
inclinate. Tutti i moduli sono progettati per favori- shuttering material made out of waste steel. The
re l’uso ripetuto di casseforme di acciaio di scarto. roof forms are a sandwich structurewith concrete
Le forme del tetto sono composte da una struttura in between layers of brick. The classrooms have
Sopra: lo schizzo mostra occidentale dell’India.
a sandwich, con cemento tra strati di mattoni. Le come gli scarabocchi dei In basso: alcuni skewed beams with irregularjack arches,with the
aule hanno travi inclinate con archi piatti irrego- bambini abbiano bambini giocano nel protruding ones becoming skylights. The roof is
lari, tra i quali quelli sporgenti diventano lucerna- costituito il punto di cortile della scuola, waterproofed with brick bat coba in the profile of
ri. Il tetto è impermeabilizzato con BBC (Brick Bat partenza per il progetto di fronte alle unità che the arches forming a broken brick landscape. We
della scuola. contengono le aule
Coba), inserito nel profilo degli archi che formano often use light as a needle to embroider moments
Pagina a fronte. In alto: e i laboratori.
un paesaggio irregolare di mattoni. vista aerea dell’edificio L’impianto planimetrico andexperiencesinourarchitecture.Thesharpdark
Spesso nella nostra architettura tendiamo a usa- fra i campi di tabacco è informale, ma shadows of the irregular arches in the corridor,
re la luce come un ago per ricamare momenti ed di Bhadran, cittadina riconducibile a una C the soft glow of tamoments and experiences into
dell’estremità
esperienze. Le nitide ombre scure degli archi irre- our architecture. The sharp dark shadows of the
golari nel corridoio, il lieve bagliore arancio attra- irregular arches in the corridor, the soft glow of
verso le volte asimmetriche, i raggi di luce attraver- orange through the lopsided vaults and the beams
so le fessure e i lucernari in classe enfatizzano of light passing through the slits and skylights in
questa esperienza, generando mistero. (dalla rela- theclassroomalladdtothisexperience,generating
zione di progetto) intrigue. (from the architects’ project description)

36
Practice / Affinities

Opposite page: the Bottom: children playing


sketch shows how the in the school yard, in
children’s scribbles front of the units housing
formed the starting point classrooms and
for the school project. laboratories. The plan is
This page. Right: aerial informal but roughly
view of the building amid C-shaped.
tobacco fields in
Bhadran, a small town in
the far west of India.

Prospetti delle unità contenenti le aule/Elevations of the units containing the classrooms
0m 10m
Pratica / Affinità
© Samira Rathod

0m 6m

Sezione sulle aule e sul corridoio/


Section through
g classrooms and corridor

In alto: studio in Top: study in elevation


prospetto e in pianta and plan of the school
della scuola dal lato from the interior,
interno, verso il corridoio towards the vaulted
voltato e il cortile. Sopra, corridor and courtyard.
a destra: la vista Above, right: the view
inquadra la porzione frames the part of the
dell’edificio che contiene building containing
le scale e gli uffici (a staircases and offices
sinistra) e la struttura di (left) and the connecting
collegamento con le aree structure with the
didattiche teaching areas

38
Practice / Affinities

II progetto si è sviluppato in una serie di piccoli spazi


in cui nascondersi, scontrarsi, arrampicarsi, rotolare,
entrare e uscire di corsa
The school evolved as a patchwork of small spaces for hiding,
colliding, climbing, rolling and running in and out of

39
Pratica / Affinità

A destra: una delle unità Right: one of the units


in fase di costruzione. under construction.
Sotto: vista di una delle Below: view of one of the
aule. classrooms.
Pagina a fronte, dall’alto Opposite page. From top
a sinistra in senso orario: left reading clockwise:
gli interni della scuola in the school interiors
una fase di cantiere; un during construction; a
dettaglio della detail of the flooring in
pavimentazione durante progress; the office
i lavori; vista del corpo building and side of the
degli uffici assieme al stair block, constructed
profilo del volume delle with bricks from an
scale, realizzato con abandoned kiln nearby
mattoni ricavati dalla
dismissione di un vicino
kiln,un tipo di forno
tradizionale

Scuola degli archi


danzanti/School
of dancing arches,
Anand, Gujarat,
India
Progetto/Project
Samira Rathod Design
Associates
Gruppo di progettazione/
Design team
Samira Rathod (direttrice/
principal architect), Akshara
Verma. Varun Goyal, Jay Shah
Consulenza strutturale/
Structural engineering
consultants
Rajiv Shah and Associates
Coordinatori e consulenti di
cantiere/Site supervisors
and consultants
Jitendra Ray e Radhesh Ray
Committente/Client
Tanuj Patel, New English
Medium School, Bhadran
Superficie costruita totale/
Total floor area
18,000 m2
Progetto e costruzione/
Design and construction
2014-2019
www.srda.co

Tutti i materiali di progetto/


All project materials
© Samira Rathod Design
Associates

40
Practice / Affinities

Non è obbligatorio essere


convenzionali: l’irregolarità
stimola la mente curiosa e
indagatrice dei bambini
It is not mandatory to be
conventional; irregularity
stimulates children’s
curious and enquiring minds

41
Practice / Affinities

Opposite page: a vaulted


corridor.
This page, some details.
Left: a door lock. Below,
left: an arch frames the
staircase between units
housing the classrooms.
Below, right: a detail of
the handrail and railings
of the staircase,
repeating the irregular
arch motif

Pagina a fronte: un
corridoio con copertura
a volta.
In questa pagina, alcune
vedute di dettaglio.
Sopra: la serratura di una
porta. Sotto, a sinistra: un
arco inquadra la scala fra
le unità che ospitano le
aule. A destra: un
dettaglio del corrimano
e della ringhiera della
scala, anch’essa con un
motivo ad arcate
irregolari

43
Grande progetto / Grand project
Biblioteca LocHal / LocHal library, Tilburg
Testo/Text Christian Kieckens Foto/Photos Iwan Baan
Pratica / Grande progetto

Tilburg, nel sud dei Paesi Bassi, da 40 anni si sta


emancipando da quell’industria tessile che ha
caratterizzato la storia della città. Tuttavia, lo fa
riconoscendo il passato e le origini della sua pro-
sperità, sviluppando a beneficio della popolazione
un programma tematico collegato a essa.
Per comprendere l’architettura moderna nei Paesi
Bassi è necessario cogliere la dualità della posizione
geografica del Paese, situato allo stesso tempo sotto
e sopra il livello del mare, e della sua componente
religiosa, in parte cattolica in parte protestante.
In modo apparentemente contraddittorio, l’ere-
dità architettonica del frugale Nord protestante è
insieme audace e appariscente rispetto a quella del
Sud cattolico, con il suo carattere più funzionale,
sobrio e persino archetipico. Ciò è testimoniato
dall’espressione e dalla presenza di diversi edifici
della Bossche School, tra cui la prima sede dell’Uni-
versità di Tilburg – già facoltà di Economia – è uno
degli esempi più rigorosi realizzato da Jan van der
Laan e Jos Bedaux tra il 1957 e il 1962.
Questa peculiare sobrietà si è recentemente
espressa anche in una serie di trasformazioni edilizie,
nell’ambito delle quali il patrimonio industriale è
diventato la cornice ideale per istituzioni culturali
come la De Pont Foundation, di Benthem Crouwel
Architects, 1989-1992, e il Textile Museum, dello
studio Cepezed, 1999-2008.
A questo elenco si è da poco aggiunta la biblioteca
LocHal. La struttura originale, un grande capan-
none industriale costruito nel 1932, è stata sede
di un’intensa attività di costruzione e riparazione
di carrozze ferroviarie e locomotive fino al 2009,
quando è stata dismessa dopo l’introduzione di una
nuova rete elettrica. Da allora, l’edificio era rimasto
intatto, ma inutilizzato. A differenza di molti altri
manufatti industriali nei Paesi Bassi, che sono stati
spogliati della loro storia, l’ambiente si presentava
integro: per questo, nel 2014 il Comune di Tilburg
ha deciso di trasformarlo in uno spazio urbano con
cui celebrare la memoria collettiva di un luogo di rappresentare lo spirito della città nel suo insieme. Pagine 44-45: l’interno
lavoro noto a molti dei suoi abitanti. In questo risiede anchelaconsapevolezzadelfuturo della biblioteca
conserva e valorizza la
La struttura è situata nella Spoorzone (“area sviluppo economico. E se in passato la locomotiva
struttura dell’originario
ferroviaria”) lungo la linea che collega Breda a Ein- rappresentava il principale contributo alla mobi- edificio industriale.
dhoven, nei pressi della stazione di Tilburg e di altri lità e alla trasformazione della regione, la città di In questa pagina,
edifici industriali rinnovati, come la Cupola Hall, la Tilburg sta ora incentivandounnuovopercorsoper dall’alto: la Spoorzone di
Hall of Fame, la Cultural Factory, un teatro e un polo la promozione della conoscenza. Tilburg in una foto
storica. L’hangar
scolastico. È costituita da una doppia navata – due Dal punto di vista architettonico,ogniintervento
realizzato nel 1932 e oggi
lunghi volumi paralleli di enormi proporzioni – che e ogni aggiunta, a prescinderedallascala,èindipen- convertito si trova in
forma un ampio spazio altamente funzionale in cui le dente dalla struttura esistente.Da questo punto di prossimità della rete
locomotive potevano essere sollevate su carroponti vista, il progetto di costruzioneapparequasibanale, ferroviaria; il fronte su
e spostate da una sala all’altra. poiché il paesaggio interno travalica l’espressione strada della struttura.
Pagina a fronte: la
Il contesto esistente crea le condizioni per far sì formale richiesta: non si tratta tanto di come un facciata della biblioteca
che tutte le necessarie aggiunte strutturali e tecniche elemento è risolto, quanto di come svolge la funzio- rivolta verso i binari
dettate dalla sua nuova funzione pubblica rimangano ne prevista. La richiesta di trasparenza da parte ferroviari
asservite alla solida struttura originale. Tutto ciò della città, che consente unavisione senza ostacoli
che è stato introdotto in questa nuova fase può essere della struttura, è soddisfatta grazie all’assenza di
facilmente rimosso e permetterà alle generazioni dettagli ostentati, sebbene ogni singolo elemento
future di comprendere l’edificio originale. sia ben risolto. Ciò fa sì che, nel suo complesso, la
Numerosi elementi del progetto LocHal sono composizione irradi unapresenzaimmediata,come
esemplari, a partire dalla disponibilità e apertura se avesse sempre occupato quello spazio;, come se
dell’amministrazione locale, che ha richiesto un i progettisti originali avessero avuto la medesima
edificio capace di diventare un’unica grande piazza visione nel 1932. L’imperfezione consente innume-
urbana coperta, uno spazio interno che potesse revoli possibilità e la manipolazione strutturale

46
Practice / Grand project
B

Pages 44-45: the interior


of the library preserves 1

and enhances the 12

structure of the original


industrial building.
7 7 7
Opposite page. Top: the
Tilburg Spoorzone in a 7 7 7

period photo. The


factory hall built in 1932 6

and now converted is


located near the railway 11

5 4

lines. Centre: the street


front of the building.
This page: facade of the 7 7

library facing the railway


lines
7 7

7 7
10 9

7 1 2

8
6

A A

4 3 2 1

Piante del piano terra e del primo piano/Ground-floor and first-floor plans
N

0m 10m

47
Pratica / Grande progetto

rafforza la sua autenticità. L’attuale struttura di nel muro, che rimangono discrete, ma fanno parte Sotto: una fotografia Below: photograph of the
acciaio rivettato e i nuovi inserti materiali – più di un nuovo ritmo, dando l’impressione di avere dell’interno dell’hangar interior of the factory
in uso verso la fine degli hall in use in the late
invisibili che visibili – danno vita a una nuova storia, sempre fatto parte dello spazio.
anni Trenta. 1930s.
mentre il suo carattere urbano opera su tutte le scale. Esiste un’interazione deliberata, forse persino Pagina a fronte: il Opposite page: the
Numerosi elementi supportano l’apprendimento una tensione, tra vecchio e nuovo, tra presenza e progetto di renovation project
e la condivisione delle conoscenze che l’intervento si assenza, tra interno ed esterno, tra l’essere isolati ristrutturazione ha created an urban
è prefissato di favorire. Per cominciare, si tratta di o parte di un incontro più ampio, eppure la quieta creato nell’ampio spazio landscape in the large
disponibilie un space available. LocHal
una distribuzione dimensionale da grandi a piccole atmosfera complessiva facilita la concentrazione e offers different
paesaggio urbano.
stanze con un totale di 300 posti di lavoro che vanno lo studio. Le piante e gli alberi sono introdotti dallo LocHal offre situazioni situations thanks to
dall’anfiteatro collettivo a celle singole. Un ufficio studio paesaggistico Donker Groen che inizialmente diverse, grazie a spatial devices such as
Seats2meet, un tavolo per l’arte con spazio esposi- ha proposto d’integrare le aree verdi nei carroponti dispositivi spaziali come the landscaped steps
la gradonata e le and textile partitions by
tivo, un ristorante, aree di lettura, una sala eventi, esistenti (un’idea che non poteva essere realizzata
partizioni tessili di Inside Outside.
la biblioteca del Midden-Brabant, un KennisMakerij poiché il peso avrebbe superato la loro portata). Alla Inside/Outside. Pages 50-51: view of the
(“un laboratorio per la creazione di conoscenza”) fine hanno scelto di riempire il settore centrale di Pagine 50-51: vista interior from the top
fanno parte del programma che ricopre la superficie entrambe le sale. Il contributo di questo grande pae- interna dal piano più alto floor towards the work
di circa 11.200 m2 dell’edificio. saggio a gradoni, che comprende i vuoti e le pareti verso la work square square

Mentre lo studio di architettura Braaksma & mobili, crea un senso di unità visiva, nella quale il
Roos è responsabile del restauro della struttura muro di verde non agisce da barriera.
esistente, Civic Architects ha ricevuto l’incarico di C’è un forte dialogo tra i contributi individuali
assemblare tutti i frammenti parziali in un insie- di tutti i diversi team coinvolti, secondo una logica
me architettonico. I nuovi componenti principali intrinseca. È sorprendente come le singole compe-
più specifici sono stati sviluppati da Mecanoo in tenze si mostrino più forti là dove il loro intersecarsi
collaborazione con Inside Outside – Petra Blaisse. è maggiormente evidente. Il risultato spaziale è una
La biblioteca, progettata da Mecanoo, lontana da storia di rafforzamento della conoscenza in un’unica
tutte le soluzioni classiche, è organizzata come uno entità, in cui quasi nessuna differenza può essere
spazio aperto, trasparente e disteso, libero dalla rintracciata tra i singoli interventi o contributi.
sensazione di vigilanza o controllo. Si sviluppa su La sostanza prevale sulla diplomazia, secondo la
più piani, mentre tavoli di lettura, aree di studio tradizione dei Paesi Bassi.
comuni e spazi singoli s’intrecciano e si accavallano È il risultato della collaborazione e del rispetto
al complesso. Il geniale paesaggio interno di pareti reciproci di buoni studi di progettazione e investitori
tessili di Petra Blaisse è diventato il riflesso di una intelligenti, alla comune ricerca di un metodo per far
città in cui piazze e strade, vicoli e case, oggetti- sì che un edificio faccia una città. In questo senso,
vamente chiusi, ma aperti in senso figurato, sono il progetto è un’improvvisazione completamente
isolati su diversi livelli. orchestrata, paragonabile al jazz fusion: tutti i mu-
Questa matrice organizzativa crea una suddi- sicisti eseguono le loro improvvisazioni, creando un
visione funzionale e una strutturale, ma richiede nuovo tipo di armonia in cui ogni singolo contributo
anche che altri dispositivi fungano da distributori rimane perfettamente distinguibile. Proprio come
spaziali. Alcune aree, come gli uffici, rimangono tra con Miles Davis, che suonava sia la melodia sia la
pareti chiuse, mentre altre, come quelle pensate contromelodia, così la struttura e la controstruttura,
per eventi o attività temporanee, possono essere il paesaggio e il contropaesaggio rendono omaggio
organizzate per mezzo di sei grandi pannelli tessili all’esistente e viceversa. E ora i cittadini di Tilburg
mobili che consentono di delimitare lo spazio o di hanno fatto loro l’edificio, vivendolo come un salotto
lasciarlo completamente aperto. Gli interni, l’ar- della città – così come richiesto dal brief originale del
chitettura e il paesaggio contribuiscono a creare Consiglio comunale. Niente di più, niente di meno.
infinite possibilità. Le pareti tessili, realizzate in
collaborazione con il Tilburg Textile Museum, non
sono semplici tende. La loro materialità varia da Christian Kieckens è architetto, docente e critico
opaca a trasparente, in un modo apparentemente di architettura. Attraverso lo studio che porta il suo
contraddittorio, che tuttavia riflette la necessità di nome, con sede a Bruxelles, lavoro su progetti di
essere a proprio agio in un’area chiusa: si possono varia scala, dell’oggetto all’intervento urbano. Ha
sentire i suoni delle attività circostanti, senza pro- insegnato in Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito
vare senso d’invadenza o d’isolamento. L’adozione e Francia.
di queste pareti mobili introduce anche una morbi- 0m 10m Sezione AA/Section AA
dezza all’interno di una struttura rigida. In questo
ambiente fortemente urbano è notevole il modo in
cui si diffondono calma e tranquillità, invitando al
rispetto senza imporre restrizioni.
Il dialogo tra interno ed esterno ma anche con lo
spazio intermedio è un tema interessante in tutto
l’edificio: l’esterno è attirato all’interno, mentre
l’interno funziona come una piazza aperta. Questa
intenzione di sfocare i confini è accentuata dall’in-
troduzione di pareti o tessuti mobili. I componenti
tecnici richiesti sono nascosti in colonne inglobate

48
ojje t

Tutti i materiali di progetto/


All project materials
© Civic Architects, Braaksma & Roos
Architectenbureau, Inside Outside –
Petra Blaisse

L’esterno è attirato all’interno, mentre l’interno


funziona come una piazza aperta
The outside is drawn inside while the interior
functions as if were an outdoor plaza

0m 10m Sezione BB/Section BB

49
Pratica / Grande progetto

LocHal è il risultato della collaborazione di progettisti e


investitori, alla comune ricerca di un metodo per far sì
che un edificio faccia una città
LocHal is the result of a collaboration between design
offices and developers seeking a methodology for how
a building can make a city

52
Practice / Grand project

The hall is situated in the Spoorzone (“Rail-


way Zone”) alongside the railway line from Breda
to Eindhoven, adjoining the Tilburg station, and
other renovated industrial buildings such as the
Cupola Hall, the Hall of Fame, the Cultural Factory,
a theatre and an educational centre. It consists of
a double nave – two long parallel spaces of massive
proportions that together form a large adaptable
and highly functional space so that the locomotives
could be moved onto transport bridges and driven
from one hall to the next.
This existing context creates an opportunity for
all the necessary additional structural and technical
introductions for its new community purpose to
remain subservient to the robust original structure.
What has been introduced in this new phase can
easily be undone and will not hinder reinterpreta-
tion of the original building by future generations.
Various elements of the LocHal project are exem-
plary, starting with the broad-mindedness of the
municipality that requested the building to serve
as a single large sheltered urban square, an interi-
or space that could carry the spirit of the city as a
whole. In this decision, there is also an awareness
of where the economic future of the city might be
Over the last 40 years, Tilburg, a city in the south sourced. While once the locomotives were the main
of the Netherlands, has been moving on from its raison d’être contributing to the region’s mobility
historical textile industry.However,it has done so and transformation, the city of Tilburg is promoting
whilerecognisingthepastandtheoriginsofitsgood a new path for the development of knowledge.
fortune,developing a related thematic programme Architecturally, each intervention and addition
to benefit its population. – regardless of scale – sits independently along-
To trace modern design in the Netherlands, one side the existing structure. From this perspective,
hastograspthedualityofthecountry’sgeographical the building project appears almost trivial as the
positionasbeingeitherbeloworabovesealevel,and landscaped interior surpasses the required for-
thereligiousstanceofbeingcatholicorprotestant.In mal expression: it is less about how something is
anapparentcontradiction,thearchitecturalheritage resolved, and more about its destined performance.
ofthefrugalprotestantnorthisbothflamboyantand The city’s request for openness, allowing the long
glamorouscomparedtothelow-lyingcatholicsouth view through the structure, stems from a present
withitsmorefunctional,soberandevenarchetypical absence of ostentatious detail, though all details are
character.This can be witnessed in the presence of well resolved. This makes the whole composition
severalbuildingsoftheBosscheSchool,ofwhichthe radiate a self-evidence, as if it has always been, as
first building of Tilburg University (formerly the if the original designers had the same vision back
Faculty of Economics) is one of the most stringent in 1932. Imperfection allows for many possibilities,
examples (Jan van der Laan and Jos Bedaux, 1957- and the structural manipulation gives strength to
1962).Thisdistinctivesobrietyhasalsorecentlybeen its authenticity. The existing riveted steel frame
expressedinanumberofbuildingtransformations, and the new material inserts – more absent than
for which the industrial heritage became the ideal present – are forged into a new story while its urban
setting for cultural programmes such as De Pont character operates on all scales.
Foundation(BenthemCrouwel,1989-1992) and the In this hall a number of interventions support
Textile Museum (Cepezed, 1999-2008). the learning and knowledge sharing it has set out to
Sopra: la vista del piano Above: the view of the
terra dalla navata est ground floor from the Recently, LocHal has been added to the list. The foster. Initially, it is about a dimensional distribution
inquadra la gradonata, east nave frames the original structure was built in 1932 and used as from large to small rooms with a total of 300 work-
sotto cui è ricavato landscaped steps, under a bustling large factory hall where carriages and places, ranging from the collective amphitheatre
l’ingresso del digilab. which is located the locomotives were produced and repaired until its to individual cells. A Seats2meet office, an art desk
Al centro si nota la entrance to the digilab.
struttura portante The building’s original
decommissioning in 2009 following the introduc- with exhibition space, restaurant, reading areas,
originale dell’edificio. In load-bearing structure tion of an electricallypowerednetwork.Sincethen, an events hall, the Midden-Brabant Library and the
alto a destra: vista della is visible at the centre. the hall had been left unchanged but without pur- KennisMakerij (“Knowledge Making Lab”) are also
gradonata centrale che Top right: view of the pose. Unlike many other industrial buildings in part of the programme that fills the building over a
connette il primo e il central flight of steps
the Netherlands that are stripped of history, this surface of about 11,200 square metres.
secondo livello e that connects the first
funziona come luogo and second levels and hall remained untouched so that the Municipality While the architectural firm Braaksma & Roos
informale di lavoro functions as an informal of Tilburg was able to take the initiative in 2014 to was responsible for the restoration of the existing
workplace transform it into an urban space, celebrating the structure, Civic Architects was in charge of assem-
city’s collective memory of a workplace known to bling all the partial fragments into an architec-
many of its citizens. tural whole. The major new internal components

53
Practice / Grand project

Pagina a fronte: were developed by Mecanoo in collaboration with the quietness of it all contributes to focused study.
il trattamento dello Inside Outside – Petra Blaisse. The library, far re- Plants and trees have been introduced by the Donker
spazio interno a moved from all classical solutions, is organised as Groen landscape agency, who initially proposed
tutt’altezza e
la composizione aperta
an open, transparent and carefree space, without incorporating green areas into the existing trans-
a navate rende possibile the feeling of security or control. It is spread over port bridges (an idea that could not be carried out
l’interconnessione visiva several floors while reading tables,common study as the weight would have exceeded their tolerance).
tra i diversi livelli. areas and singular spaces are intertwined and In the end, they opted to fill the middle structure of
In questa pagina: alcune
woven through the whole. The ingenious interior both halls to create a green wall, albeit not a barrier.
postazioni di lavoro
sopraelevate fra il landscape by Petra Blaisse became the reflection There is a strong dialogue between the separate
sistema di pareti tessili of a city in which squares and streets, alleys and contributions of all the different teams involved,
progettato dallo studio homes, literally closed and figuratively open, are following an inherent logic. It is striking that all
Inside Outside e la
secluded on different levels. This organisational their autonomous expertise is strongest where
struttura originale.
Il progetto paesaggistico matrix provides structural subdivision, but also one meets the other. The spatial result is a story
interno è stato curato requires other devices to act as spatial partitions. of strengthening knowledge into a single entity,
dallo studio Donker Somespacesremainenclosedbywallssuchasoffice where almost no difference can be traced between
Groen rooms, while other areas for events or temporary the individual interventions or contributions. Sub-
activities can be appropriated bymeans of sixlarge stance over brinkmanship, following the tradition
movable textile panels.These textile“walls”,made of the Low Countries.
in collaboration with the Tilburg Textile Museum, This is a game of good design offices and clever
are not just curtains.Theirmateriality shifts from developers entering into a collaboration of mutual
opaque to transparent, seemingly contradictory respect, seeking out a methodology for how a build-
but reflecting the need to feel comfortable in an ing can make a city. In this sense, the project is a
enclosed area: one can hear sounds and activity completely orchestrated improvisation comparable
around,without feeling intrusion orisolation.The to jazz fusion: all musicians present their improv-
incorporationofthesemovablewallsalsointroduces isations, creating a new type of harmony, though
asoftnesswithinthehardstructure.Itisremarkable each individual contribution remains completely
howthis highlyurban environment oozes calm and intact. Just as with Miles Davis who played both
quiet,invitingrespectwithoutimposingrestrictions. melody and counter melody, so structure and counter
Thedialogueofinsideversusoutside,aswellasthe structure, landscape and counter landscape pay
thresholds between components,is an interesting tribute to the existing and vice versa. And now the
themethroughoutthebuilding:theoutsideisdrawn citizens of Tilburg have appropriated the building
inside while the interior functions as if it were an as their own, like a living room of the city, fulfilling
outdoorplaza.This intention to blurboundaries is the original brief from the city council. Nothing
carriedbeyondtheintroductionofmovablewallsor less, nothing more.
textiles.Requiredtechnicalcomponentsarehidden
in the deepened columns that remain unobtrusive
but form part of a new rhythm, again seeming as if Christian Kieckens is an architect, lecturer and
they have always been part of the space. architecture critic. With his eponymous studio
There is a deliberate interplay, perhaps even a based in Brussels, he works on projects of various
tension, between old and new, between present scales, from objects to urban interventions. He has
and absent, between inside and outside, between taught in Belgium, the Netherlands, the United
being solitary or part of a largergathering,and yet Kingdom and France.

Opposite page: a visual


interconnection between
the different levels is
created by the treatment
of the full-height interior
space and its open
composition with naves.
This page: some
elevated workstations
between the system of
textile walls designed by
Inside Outside and the
original structure. The
interior landscape
design was overseen by
Donker Groen

55
Pratica / Grande progetto

I cittadini di Tilburg hanno fatto loro l’edificio,


vivendolo come un salotto della città
The citizens of Tilburg have a ppropriated
the building as their own, like a living room of the city

56
Practice / Grand project

Biblioteca LocHal/LocHal library


Tilburg, Paesi Bassi/the Netherlands
Progetto/Project Structural, electrical and
Civic Architects (capogruppo/ mechanical engineering
lead architect), Braaksma & Arup
Roos Architectenbureau, Gestione commerciale/
Inside Outside – Petra Blaisse Commercial management
Gruppo di progettazione/ SOM
Design team Civic Architects Direzione lavori/Site
(capogruppo/lead architect), supervision
Braaksma & Roos Stevens van Dijck
Architectenbureau (restauro/ Bouwmanagers & Adviseurs
restoration), Inside Outside – Consulenti/Consultants
Petra Blaisse (design interni, F. Wiggers Ingenieursbureau,
pareti tessili/interior design, ABT Wassenaar, SOM, Linneman,
textile walls), VDNDP Zaanen Spanjers Architecten,
(architettura tecnica/ Binx Smartility, Tilburg Textile
technical architect), Museum
Mecanoo (design di biblioteca Committente/Client
e uffici/interior design of Città di/City of Tilburg
library and offices), Fontys Superfici/Areas
Academy for Architecture 5,400 m2 (sito/site); 11,200 m2
(design centro conferenze/ (totale costruita/total floor area)
interior design of conference Costo/Cost
centre), Donker Groen € 22,500,000 euros
(progetto paesaggistico/ Date/Dates
landscape design) 2014-2017 (design);
Strutture, ingegneria 2017-2018 (costruzione/
elettrica e meccanica/ construction)

Sopra a sinistra e pagina Above left and page 58:


58: l’ampio urban cafè the large urban cafe
situato vicino located near the main
all’ingresso principale. entrance.
In alto: vista delle Top: view of the
postazioni di lavoro che workstations
circondano la work surrounding the work
square al secondo square on the second
livello. Sopra: la level. Above: the
postazione ‘podio’ al “podium” position on the
piano terra e spazi per ground floor and reading
la lettura areas

57
58
Design e Arte

Come dev’essere un progetto tipografico? Invisibile, risponde John Morgan:


così come un calice di cristallo trasparente è il mezzo migliore per gustare un buon
vino, la buona tipografia non deve interferire con il contenuto.
L’approccio al progetto di Axel Einar Hjorth (1888-1959) – inaspettato, fresco e capace
di produrre arredi senza tempo – ha affascinato Jasper Morrison e Francesca Picchi.
Insieme con Christian Björk, riscoprono la parabola professionale del designer
svedese, ingiustamente dimenticato al di fuori del suo Paese. Con un salto di scala,
Jane Withers traccia invece i confini di quella che si delinea come la più grave crisi
sociale del XXI secolo – le città senz’acqua – e racconta l’idea di Ooze Architects di una
“città spugna”, che introduce superfici porose nell’ambiente urbano di Chennai.
L’architetto Philip Christou, infine, ha incontrato l’artista Do Ho Suh nel suo studio di
Londra e si è fatto raccontare la sua infanzia in Corea, gl’insegnamenti del padre,
anch’egli artista, e la sua idea di abbigliamento come spazio architettonico.
What is design? According to the British graphic designer John Morgan it is invisible,
just as a clear crystal glass is the best vessel from which to drink a fine wine. Good
typography should not interfere with the contents. Meanwhile, the unexpected and
fresh approach to design adopted by Axel Einar Hjorth (1888-1959) has fascinated
Jasper Morrison and Francesca Picchi. Together with Christian Björk, they rediscover
the career path of this Swedish designer who, despite conceiving timeless furniture,
was unjustly forgotten outside his home country. With a jump in scale, Jane Withers
outlines what is emerging as the most serious social crisis of the 21st century – cities
without water – and explains Ooze Architects’ idea for Chennai: a “sponge city” that
introduces porous surfaces into the urban environment. Lastly, the architect Philippe
Christou went to meet the artist Do Ho Suh in his London studio to find out about his
upbringing in South Korea, the teachings of his father, who was also an artist, and his
view of clothing as architectural space.
Cosa è il design? / What is design?
Invisibile / Invisible
Testo/Text John Morgan

“Dopo tutto sono solo una serie di rumori, davvero gono fratturate, rimesse insieme da trattini e ciò pagina raccoglie il segno del pollice del lettore, sen-
niente di più: uno schema, una colonna d’aria che che è lineare viene suddiviso in colonne. Potremmo za oscurare il testo.
va su e giù”. Babs, in William H. Gass, Willie tornare indietro nel tempo, riparare le righe spez- Insomma, questo cambio di prospettiva può far-
Masters’ Lonesome Wife, 1968. zate, ricucirle insieme in un’unica, lunga riga e ci sentire a disagio, o “fuori fase”. Questa condizio-
arrotolarla in una spirale. Questo rotolo che fa da ne emotiva, in cui la vita è fuori squadra o sempli-
I lettori tendono a trascurare la pagina stampata supporto al testo, cioè il volumen, è l’origine della cemente squilibrata, ha radici nella composizione
che hanno di fronte. “In generale il panorama è quel- nostra parola ‘volume’: la misura della quantità di tipografica, dove la ‘quadratura’ sta nei componen-
lo che vedi attraverso me”, dice Babs, la solitaria spazio che un oggetto occupa. Quando si compone ti tipografici metallici che danno corpo a un certo
consorte del romanzo Willie Masters’ Lonesome Wife un testo con dei caratteri di metallo si compra lo tipo di carattere. Se un compositore o uno stampa-
di William H. Gass. Gass mette sullo stesso piano il spazio a peso. Ancora oggi misuriamo un carattere tore sbagliano la ‘quadratura’, tutto va a catafascio,
corpo di Babs Masters e il testo. È tipico che un autore da quel che non si può vedere: il valore in punti che non si può far più nulla. Che cosa vedo nella cucitu-
voglia che la pagina si comporti come una finestra si sceglie in un documento composto con un pro- ra del dorso? Il reparto marketing? Non, lì non c’è.
trasparente sul mondo della narrazione. Non si deve gramma di trattamento testi non si riferisce a qual- Chi si occupa di marketing non va oltre questa soglia.
guardare troppo da vicino l’aspetto di un testo, da- cosa che si possa vedere, è la misura del corpo fan- Che è pura, sacra e priva di valore materiale. Non la
to che ciò potrebbe disturbare la lettura. Ma Babs è tasma di un carattere di metallo. vedono, non ha un prezzo. È invisibile. E benché
contrariata dalla disattenzione del lettore. Forse Vista da vicino, ciascuna parola racconta la sua questa qualità implichi il vantaggio di un territorio
ci vergogniamo di guardare il testo troppo da vicino? storia. In ogni gruppo di lettere c’è un dialogo tra incontestato, porta anche l’oblio. Il progetto, anzi
Dovremmo far finta di non badarci? misure e ottica. Ci sono coppie che amano la crena- il progettare – preferisco il verbo –, è per lo più invi-
Beatrice Warde, santa patrona dei tipografi, scri- tura, ma poche sono storicamente tanto vicine come sibile: non si vede dove avviene.
vendo con lo pseudonimo di Paul Beaujon descrisse la ‘f’ e la ‘I’. Se si guarda ancora più da vicino, si può Sono problemi minimi. Quanti angeli possono
nel 1932 questo mezzo di comunicazione traspa- osservare un vincolo più fedele e più forte tra le fibre danzare sulla punta di uno spillo? Nella nostra an-
rente nel suo saggio The Crystal Goblet. Chiede al della carta che corrono parallele al dorso. Se si va siosa epoca non ci sono forse problemi più gravi?
lettore di scegliere se bere del vino da un calice di in senso contrario alla grana (il che può procurare La fragilità della condizione del pianeta e la felicità
limpido cristallo, sottile e trasparente come una grandi dispiaceri ai cartai), le fibre si spezzano e le umana richiedono un nuovo orientamento. “Picco-
bolla di sapone, oppure da uno ricavato dall’oro mas- pagine non restano piane. Il lettore attento, quando lo è bello”, come ci ricorda Ernst Friedrich Schuma-
siccio, lavorato in raffinate decorazioni. Se quel che la pagina si piega dal taglio esterno alla cucitura del cher. Troppi hanno guardato nella direzione sba-
interessa è il vino e se si vuol godere del suo “pro- dorso, sente le fibre che si spezzano. Il sottile stelo gliata e hanno preso decisioni guidate da preoccu-
fondo, scintillante rubino”, si sceglie di berlo da un di vetro di Beatrice Warde raccoglie le impronte pazioni di scala, di sviluppo e di profitto. A chi si
calice di cristallo trasparente. Anche la metafora è digitali allo stesso modo in cui il margine di una sente fuori squadra e si chiede “Che cosa posso fare?”,
cristallina: se ciò che importa è il contenuto, non Schumacher dà una semplice e spiazzante risposta:
lasciate che il design o il designer interferiscano. prima di tutto occorre un cambiamento di valori.
La buona tipografia è invisibile.
Osservate gli spazi che separano le parole di que-
“Se ciò che importa “Ciascuno di noi può agire in modo da mettere in
ordine la propria casa interiore.
sto paragrafo. “Gli spazi tra le parole dovrebbero
essere uniformi”, lamenta il buon progettista. Nei è il contenuto, non Le indicazioni necessarie a questa azione non si
trovano nella scienza e nella tecnologia il cui valore
testi ‘a bandiera’ allineati a sinistra, con gli a capo
indefiniti e autonomi, le connotazioni politiche lasciate che il design dipende sostanzialmente dagli scopi cui servono,
ma le si può ancora trovare nella tradizione di sag-
sono evidenti. E tuttavia un testo ordinato, forma-
le, “a pacchetto”, si ottiene ridistribuendo gli spazi o il designer se ne gezza dell’umanità.

e torturando il testo proprio come il ribaldo fabbro


Procuste stiracchiava o troncava le membra del impiccino. La buona John Morgan è il fondatore di John Morgan studio
viaggiatore per adattarle al suo ferreo ‘letto’. In en-
trambi i tipi di composizione le righe di testo ven- tipografia è invisibile” e insegna Progettazione, tipografia e arte del libro
alla Kunstakademie di Düsseldorf.

60
Design and Art / What is design?

“If you want to enjoy the deep shimmering crimson


colour of wine, you should drink it from a clear crystal
goblet. If you care about content don’t let the design(er)
get in the way. Good typography is invisible”

“I’m only a string of noises after all – nothing William Blake, Il fantasma
more really – an arrangement, a column of air di una pulce, circa
1819-1820. Tempera e oro
moving up and down.” Babs in William H. Gass,
su supporto in mogano,
Willie Masters’ Lonesome Wife, 1968. 214 x 162 mm
William Blake, The Ghost
The tendency is for readers toignoretheprintedpage of a Flea, circa 1819-1820.
© 2020 Tate, London / Foto Scala, Firenze

Tempera and gold


beforethem.“Theusualviewisthatyouseethrough
on mahogany support,
me,”says Babs,the lonesomewife ofWilliam Gass’s 214 x 162 mm
title. Gass equates the body of Babs Masters to the
bodyofthetext.Moretypically,anauthorwantsthe
page to act as a clearwindow to the fictional world.
We shouldn’t attend too closely to the appearance
of the text as it might disturb our reading. Babs,
however,isdisappointedbytheinattentivereader.
Do we feel ashamed to look too closely at the body? “volume” is the origin of our use of “volume” – the marketing team does not cross this threshold. It is
Must we pretend we’re not looking at it? measure of the amount of space an object takes up. pure,sacredandnotvalued.Theydon’tseeit;there
BeatriceWarde,apatronesssaintoftypographers, When setting text with metal type you purchase is no price on it. It is invisible. While this oversight
writingunderthepseudonymPaulBeaujon,described space by weight. We still measure type by what you canbringtheadvantagesofuncontestedterritory,
this lucid medium in her essay The Crystal Goblet can’tsee–thepointsizeyouchooseinyourword-pro- it also brings neglect.
in 1932. She asked the reader to choose between cessingdocumentdoesnotrefertoanythingyoucan “Design” as I prefer to use it, as a verb, is mostly
drinking their wine from a crystal clear goblet, as see,it’sameasureoftheghostlybodyofmetaltype. invisible – we don’t see it happening.
thinandtransparentasabubble,orfromonecrafted Lookingcloser,eachwordtellsitsownstory.There These are such small concerns. How many angels
from solid gold, wrought with exquisite patterns. isdialogueinmetricsandopticsbetweeneachgroup candanceontheheadofapin?Aretherenotbigger
If you care about wine and want to enjoy the “deep ofletters.Therearekerningpairs,butfewhavestayed issues in our age of anxiety?
shimmering crimson colour”, you should choose to in touch like the“f”and the“I”.Look closerstill and The fragile state of the planet and human happi-
drinkwinefromaclearcrystalgoblet.Themetaphor see a more faithful and stronger bond between the ness demands a new orientation. “Small is Beauti-
is crystal clear too – if you care about content don’t paper fibres running parallel to the spine. ful”, as Ernst Friedrich Schumacher reminded us.
let the design(er) get in the way. Good typography If you go against the grain – which could result Too many people have been looking the wrong way
is invisible. in a papermaker’s tears – the fibres will crack and andmakingdecisionsdrivenbythepursuitofscale,
Lookatthespacesbetweenthewordsinthispar- the pages won’t lay flat. The attentive reader can growthandprofit.Ifyouarefeelingoutofsortsand
agraph.“Wordspacesshouldbeequal”isthecryofa hear the fibres crackling as the page bends from askyourself“WhatcanIactuallydo?”Schumacher
fair-mindeddesigner.Inunjustifiedtexts,setranged the margins into the gutter. Beatrice Warde’s thin gave a simple and disconcerting answer – a shift in
left,open-endedandself-determining,thepolitical glass stem takes the fingerprints in the same way valuesneedstocomefirst:“Wecan,eachofus,work
connotationsareclear.Aneat,formal,justifiedcol- themarginofapagetakesthethumbsofthereader, to put our own inner house in order. The guidance
umn,however,isachievedbyredistributingthespace leaving the text unobscured. we need for this work cannot be found in science or
and torturing the text just as Procrustes the rogue Bynowthisshiftinfocusmaymakeyoufeelunwell technology, the value of which utterly depends on
smith would stretch or chop off travellers’ limbs to or “out of sorts”. This emotional state, where your the ends they serve; but it can still be found in the
make theirbodies fit in his iron “Procrustean bed”. lifeisoutoforderorjustoffbalance,hasitsrootsin traditional wisdom of mankind.”
In both settings the lines of text are fractured, typesetting – “sorts” being the pieces of metal type
held together by hyphens and the linear interrupted that make up a font. Ifatypesetterorprinterranout
into columns. We could go back in time, repair those of “sorts” all was not well;nomoreworkcouldbedone. John Morgan is founder of John Morgan studio and
broken lines, stitch them together into one long line Whom do I see there in the gutter? The marketing professor of design, typography and book art at the
and roll it up into a coil. This scroll carrying text or department? No, they are not there. The sales or Kunstakademie Düsseldorf.

61
Appunti di design / Notes on design
Jasper Morrison con/with Francesca Picchi
A proposito di/On Axel Einar Hjorth

Molti potrebbero essere portati t ti a pensare che


h il Il progetto
tt riguardava
i d il di
disegno di arredidi dei
d i tempo. Sappiamo che Hjorth ammirava Brancusi
design sia un processo perfettamente razionale capanni per il fine settimana che si andavano co- perché uno dei tavoli della serie Üto (il pezzo che
di analisi di un problema, di una funzione o di un struendo nell’arcipelago, diventati subito popolari per primo ha attirato la mia attenzione sul lavoro
bisogno, e di risposta secondo una logica creativa presso la nuova élite benestante, che ambiva a evadere di Hjorth) prende il nome dallo scultore. Quando
che, per prove ed errori, si fa strada passo dopo passo dalla vita cittadina in cerca di aria pulita e nuotate cinque anni fa mi sono imbattuto in quest’oggetto
verso la soluzione. tonificanti tra le insenature profonde e i laghi che in una galleria di mobili danesi di Parigi, non avevo
Indiscutibilmente, questo vale per progetti dove gli proliferano attorno a Stoccolma. mai sentito parlare di Hjorth.
aspetti funzionali sono determinanti, come nel caso, La natura ricreativa di queste nuove abitazioni Il pezzo è tutt’altro che tipico nella forma, costitu-
per esempio, dei dispositivi medicali. Tuttavia, anche presupponeva un approccio progettuale completa- ito da una colonna ovale, dritta sui lati, che funziona
all’interno di questi progetti così seri intervengono mente nuovo per migliorare l’esperienza con un’at- da base per un vassoio, anch’esso di legno, di un ovale
a contribuire spesso fattori collaterali, tra i quali mosfera senza pretese, ma ricca d’ispirazione. Questo leggermente più grande, quasi fosse seduto sopra
ce n’è un tipo che definirei ‘opportunistico’. Questo briefing dev’essere stato esattamente quello di cui di essa. L’effetto di queste due forme combinate è
elemento utile che collabora al processo progettuale Hjorth aveva bisogno per liberarsi dalla commistione potente e convincente allo stesso tempo. Artigia-
si presenta quando circostanze di tempo, luogo e borghese di gusto classico e Art déco, che all’epoca nato rurale reso moderno senza sentimentalismo,
interazione umana trovano un allineamento tale dominava il mercato svedese. né ornamento.
da fornire al designer l’ispirazione necessaria, o più Come materiale principale scelse il pino grezzo, Discreto, ha tuttavia una presenza poderosa.
semplicemente quando vedere qualcosa provoca un che non doveva essere molto diffuso nelle case della Un Super Normal del 1930. Come dice Enzo Mari,
approccio al progetto del tutto inaspettato, fresco, società più erudita, e si predispose a progettare gli “non sembra, ma è”. I designer di mobili di solito
solitamente innescando associazioni casuali di elementi-base dell’arredo domestico: sedie, tavoli, non pensano di combinare volumi in questo modo
forma, materiale, funzione ed espressione. letti e armadi, con una deliberata violazione del e questo mi ha intrigato.
La serie di arredi dei capanni per lo sport (Spor- gusto dominante in fatto di eleganza. Senza dubbio, Mi ha portato a conoscere gli altri pezzi della stessa
tstugemöbler) disegnati da Axel Einar Hjorth negli doveva avere calcolato che i clienti della Nordiska serie disegnati da Hjorth, e il loro fascino del tutto
anni Trenta offre un buon esempio di quest’approccio Kompaniet avrebbero, tutto sommato, apprezzato simile; in un secondo tempo ho appreso la storia del
imprevedibile al progetto. Hjorth era all’epoca capo un cambiamento di atmosfera. grande magazzino e dell’idea di progettare queste
progettista alla Nordiska Kompaniet (NK), il grande Questo non significa che i progetti siano inele- collezioni per i capanni per lo sport del weekend e
magazzino svedese che era già un importante pro- ganti, quanto piuttosto che esprimono un’idea di ho compreso quanto le circostanze eccezionali del
duttore di mobili contemporanei su scala nazionale. eleganza diversa, del tipo capace di resistere al progetto devono aver contribuito al risultato.

Jasper Morrison Francesca Picchi


Fondatore dello studio Jasper Founder of Jasper Morrison Ltd, Architetta, giornalista e curatrice Architect, journalist and curator,
Morrison Ltd (Londra, Parigi e Tokyo), (London, Paris and Tokyo), Morrison indipendente, vive a Milano. Tra le lives in Milan. Exhibitions she has
è autore di una gamma di oggetti designs an ever-expanding range mostre da lei curate, “Enzo Mari. curated include “Enzo Mari. Il lavoro
sempre più ampia per aziende of things for Vitra, Cappellini, Flos, Il lavoro al centro” (Centre Arts Santa al centro” (Centre Arts Santa Mònica,
come Vitra, Cappellini, Flos, Magis, Magis, Marsotto, Emeco, Punkt, Mònica di Barcellona, 1999), “Riccardo Barcelona, 1999) and “Riccardo
Marsotto, Emeco, Punkt, Camper Camper and Muji, among others. Dalisi: la funzione del pressappoco Dalisi: la funzione del pressappoco
e Muji. Ha pubblicato diversi libri e He has published many books and nell’universo della precisione” nell’universo della precisione”
progettato numerose mostre. curated several exhibitions. (Triennale Design Museum, 2017). (Triennale Design Museum, 2017).

62
Design and Art / Notes on design

A sinistra: in qualità di in legno di pino nella Left: as the chief pinewood furnishings on
capo-architetto della sede del grande architect of Nordiska the premises of the
Nordiska Kompaniet, magazzino Kompaniet, Hjorth also Nordiska Kompaniet
Hjorth curava gli Nordiska Kompaniet designed the visual department store in
allestimenti per di Stoccolma, nel 1932 merchandising to Stockholm, circa 1932
presentare al pubblico circa (courtesy of present the furnishings (courtesy of Nordiska
gli arredi. Nella foto, Nordiska museets Arkiv) to the public. In the museets Archiv)
l’esposizione dei mobili photo, a display of

Pagina a fronte e sopra: pensata per arredare i Opposite page and conceived to furnish
viste laterale e zenitale capanni per lo sport above: side and sports cabins on the
del tavolino della serie nell’arcipelago di overhead views of the Stockholm archipelago
Utö disegnato da Axel Stoccolma prende il coffee table from the Utö was named after the
Einar Hjorth per nome dalle isole series designed by Axel islands of Sandhamn,
Nordiska Kompaniet nel Sandhamn, Utö e Lovö Einar Hjorth for Nordiska Utö and Lovö
1932. (courtesy of Uppsala Kompaniet in 1932. (courtesy of Uppsala
La serie di mobili Auktionskammare) The furniture series Auktionskammare)

63
Design e Arte / Appunti di design

It might be assumed that design is a completely involved designing furniture forthe newly popular elegant that resists time. We know that Hjorth ad-
rational process of analysing a problem,a function weekendcabins,beingbuiltaroundthearchipelago mired Brancusi because one of the tables from the
or a need and responding with creative logic, trial of islands which proliferate the inland creeks and Utö series (the piece which first drewmyattention
anderror,andincrementalstepstowardsasolution. lakes around Stockholm, to which a wealthy elite toHjorth)isnamedafterthesculptor.Icameacross
Certainlythat’sthecasewithdesignprojectswhere would retreat to escape the confines of city life for it about fiveyears ago in a Danish furniture gallery
functional aspects are at theirmost critical,in the fresh air and cold swims. in Paris but had not heard of Hjorth before.
design of medical equipment for example. The invigorating nature of these new dwellings Thepieceisanythingbuttypicalinform,consist-
But even within such serious projects there are called for a completely new design approach to en- ing of a straight-sided oval column as a base with
oftenothercontributingfactors,oneofwhichIwould hance the experience with an unpretentious and a larger oval wooden tray sitting on top of it. The
describe as opportunistic. This helpful element of inspiring atmosphere. That briefing would have effect of these two forms combined is powerful and
the design process occurs when circumstances of been all that Hjorth needed to set himself free from satisfyingatthesametime.Modernised,ruralcraft
time,place and human interaction align to provide thebourgeoismixofclassicalandartdecoofferings without sentimentality orornament.It is unobtru-
thedesignerwiththenecessaryinspiration,ormore that formed the Swedish market at the time. sive and yet has a powerful presence. 1930s Super
simply when seeing something provokes an unex- Hechoserawpineastheprincipalmaterial,which Normal. As Enzo Mari says, “Being not seeming.”
pected and fresh approach to a project, usually by would not have been much seen in polite society Furniture designers don’t usually think of com-
prompting random associations of form, material, homes,and set about designing the basic elements bining volumes like this and I was intrigued.
function and expression. of everydayfurniture,chairs,tables,beds and cup- It led me to the other pieces he had designed in
Hjorth’s 1930s Sports Cabin series provides a boards with a wilful abuse of the prevailing taste the same series, which have similar appeal, and
goodexampleofthisunpredictabledesignapproach. forelegance.No doubt he calculated that Nordiska then I learnt the story of the department store and
He was at the time the chief architect of Nordiska Kompaniet’s customers would also appreciate a the idea of designing these collections forweekend
Kompaniet (NK), the Swedish department store change of atmosphere. sports cabins and understood that the exceptional
whichwasalreadyamajormanufacturerofcontem- This is not to say that the designs are inelegant, circumstancesofthe project must have contributed
porary furniture nationally. The project in question but they are a different kind of elegant, the kind of to the results.

64
Design and Art / Notes on design

Pagina a fronte. In alto: In questa pagina: Opposite page. Top: a This page: the coffee
disegno dal catalogo l’influenza delle drawing from the table from the Utö series
della serie Utö (courtesy avanguardie artistiche si catalogue of the Utö clearly reveals the
of Nordiska museets rivela nell’omaggio a series (courtesy of influence of the
arkiv). In basso, da Brancusi del tavolino da Nordiska museets Arkiv). avant-gardes in its
sinistra: tavolini della caffè della serie Utö. Bottom, from left: small homage to Brancusi.
serie Lovö e sgabello Il nome dell’artista è tables from the Lovö Hjorth jotted the artist’s
della serie Utö, 1932 stato annotato da Hjorth series and a stool from name down on a drawing
(courtesy of Bukowskis, su un disegno, the Utö series, 1932 conserved in the
Stockholms conservato nell’archivio (courtesy of Bukowskis, Nordiska Kompaniet
Auktionsverk; Wright). di Nordiska Kompaniet Stockholms archives
Auktionsverk; Wright).

65
Design e Arte / Appunti di design

Le alterne vicende della fortuna svedesi negli anniTrenta.Quando Hjorth presentò in Svezia proiettò nell’architettura modernista
critica di Axel Einar Hjorth la sua prima collezione di arredi di pino nel 1929,il l’ambizione di formare una società comunitaria
designerainnovativoetradizionaleinsieme.Difatto, fondata sui valori di uguaglianza e solidarietà. La
Testo Christian Björk
inquestostessoperiodosideterminòunnettocam- Swedish Society of Crafts and Design, epicentro
biamentoestetico:l’ideadiunclassicismolussuoso, del Movimento moderno, si dedicò a promuovere
l’influenza dell’Art déco e il movimento conosciuto la qualità degli oggetti d’uso quotidiano, con con-
La storia dell’architetto svedese progettista d’in- conilnomediSwedishGrace,cedetteroilpassoaun seguenti implicazioni etico-sociali e politiche. Sul
terni e arrediAxel EinarHjorth (1888-1959) e della rigoroso Modernismo,e Hjorth si trovò coinvolto in fronte personale, tragicamente, durante tutta la
sua reputazione nella storia del design è piuttosto questasvoltainternazionaletantocheisuoiprogetti sua carriera, Hjorth fu trattato come un ‘orfano’
avvincente, in qualche modo speciale. Durante la furono esposti nelle mostre più importanti,tra cui nella comunità del design. La sua storia personale
sua carriera, Hjorth ha ricevuto scarso interesse l’Esposizione Universale di Barcellona del 1929 e fornisce alcune risposte: nato alla fine del XIX se-
da parte della stampa. Ciò è in parte legato al fatto l’Esposizione di Stoccolma del 1930. colo, fu allevato da una madre single che lavorava
cheilsuopensieroprogettualenonerastatoabbrac- Negli stessi anni,Hjorth fu occupato a disegnare come domestica, vivendo in umili condizioni nella
ciato dal Movimento moderno del design svedese. interni esclusivi sia modernisti,sia austeramente campagna svedese. Giovane adolescente, fu adot-
Tuttavia,ilsuolavorooggièstatorivalutatoeormai classici per l’élite economica e culturale che costi- tato da una famiglia benestante e avviato agli studi
da un decennio Hjorth è considerato tra i nomi più tuiva la clientela della Nordiska Kompaniet. artisticicheabbandonòperproblemieconomici.Fu
significativi del design scandinavo. Malgrado il successo però, Hjorth rimase una impiegandosi presso un’importante industria del
Negli anniTrenta,il connubio tra Nordiska Kom- figura eccentrica: era conosciuto, ma non è mai mobile che potè imparare i primi rudimenti della
paniet (all’epoca il più grande produttore di mobili stato oggetto di biografie o recensioni entusiasti- professione.Lasuaabilitàartigianaleeprogettuale
in Svezia) e Hjorth (che rivestì il prestigioso ruolo che. Per comprenderne il motivo, può essere utile gli permise di fare carriera,tanto che in meno di un
di capo-architetto dal 1927 al 1938) produsse una considerare i movimenti culturali dominanti nella decennio riuscì a ottenere il prestigioso incarico di
significativacollezionediarredimodernipercapanni Svezia degli anni Trenta. L’avvento della socialde- capo-architetto presso la Nordiska Kompaniet, il
per losport,fenomenoemergentenelcostumedegli mocratizia e l’istituzione del primo stato sociale più grande ufficio di architettura d’interni di tut-

In alto, da sinistra: A sinistra: mostra Top, from left: sofa from designed in 1932.
divanetto della serie Utö, allestita da Hjorth per la the Utö series (courtesy Left: an interior designed
(courtesy of Wright) e presentazione della of Wright) and a chair by Hjorth to present the
poltrona della serie Lovö serie Utö nella sede del from the Lovö series Utö series in the
(courtesy of Uppsala grande magazzino (courtesy of Uppsala Nordiska Kompaniet
Auktionskammare), Nordiska Kompaniet, Auktionskammare), both department store, circa
entrambe disegnate nel 1932 circa (courtesy of 1932 (courtesy of
1932. Nordiska museets arkiv) Nordiska museets Arkiv)

66
Design and Art / Notes on design

to il P
Paese. Il fatto di parlare con un forte accento The highs and lows in the critical forsportscabins.Akindofholidayhome,thesecabins
dialettale,di cui Hjorth si vergognava,contribuì al acclaim of Axel Einar Hjorth were an emergent phenomenon in the Stockholm
suo sttile di vita introverso.Perquanto se ne sappia, archipelago of those years, with leisure, exercise
Text Christian Björk
non è mai stato intervistato,né ha scritto articoli o andhealthyhabitsbecomingamodernidealsought
recen nsioni,nésièpreoccupatodelsuolascito, tanto by the inner-city middle class of Sweden’s capital.
che non esiste un archivio privato. When Hjorth presented his first collection of
ÈstatosoloneiprimianniZerochehacominciato The story about the Swedish interiorandfurniture pinefurniturein1929,thedesignwasbothprogres-
a riceevere la meritata attenzione,sull’onda dell’in- architect Axel Einar Hjorth (1888-1959) and his sive and traditional, robust but with a sculptural
dagin ne storico-critica impegnata ad analizzare la position in design history is engaging, impressive idiom. Elements were inspired by traditional and
complessitàdelpassato:unaprospettivaimportante and somewhat peculiar. During his professional provincial furniture culture, mixed with radical
per coomprendere la rilettura di Hjorth. Oggi, i suoi career,Hjorth attracted scarce the attention from modernism.Rods,wedges,nailsandforgingdetails
mobillidipinosuscitanointeresseesonovendutidalle journalists.Thisispartlyrelatedtothefactthathis related to traditional crafts were combined with
cased d’asteinternazionali.Pochiarchitettidimobili design thinking was not embraced by the modern geometrical shapes, resulting in a distinctive, if
hanno conosciuto un simile tragitto dopo la morte: Swedish design movement. not peculiar design.
dall’essereignoratiaiconadeldesigninternazionale. Today,however,hiswork has been re-evaluated, This period was de facto characterised by a dis-
Quind di,caricolleghi,nonèdatosaperedovesitroviil and for the past decade Hjorth has been regarded tinct aesthetic change – luxurious classicism, art
pross simomaestrodeldesigndimenticato: potrebbe as one of Scandinavia’s most remarkable furniture deco and “Swedish Grace” transitioned into strict
esser re in un archivio accanto a voi. architects. modernism,and Hjorth was verymuch involved in
During the 1930s, Nordiska Kompaniet (at that the international breakthrough of Swedish design.
Christtian Björk, storico del design, ricercatore e timethelargestfurnituremanufacturerinSweden) His designswere displayed at international exhibi-
critico
o. È l’autore con Eric Ericson e Thomas Ekström di andHjorth(whowasthefirm’schiefarchitect,apres- tions, for example at the Metropolitan Museum of
Axel Einar
E Hjorth: möbelarkitekt (Bokförlaget Atlantis, tigious position he held from 1927 to 1938) became Art in New York in 1927, Barcelona in 1929 and the
2009)), unica monografia su Hjorth, in svedese. one of the largest purveyorsofmodernistfurniture Stockholm Exhibition in 1930. Over the following

In alto
o: sedie e libreria Top: chairs and
della serie Lovö, 1932. bookcase from the Lovö
Il dise
egno combina le series, 1932.
citazioni della tradizione The design mixes
ruralee, riconoscibili per citations from local
esempio negli elementi tradition, seen for
in ferrro forgiato, con la example in the forged
chiare ezza formale metal components, with
d’ispirrazione moderna. a formal clarity of
A destra: tavolini della modern inspiration.
serie Lovö Right: tables from the
courtesy of
(tutti c Lovö series (all courtesy
Stock kholms of Stockholms
Auktio onsverk) Auktionsverk)

67
Design e Arte / Appunti di design

decade,Hjorth conceived furnishings forthe exclu- by a single mother who worked as a maid, and they narrative of a divergent and excluded designer to
sive,modernisticyetsoberandclassicsports-cabin lived in simple conditions in the Swedish country- reflect a more diverse and complex past. It is im-
interiors of Nordiska Kompaniet’s customers – an side.In his earlyteenage years he was adopted by a portant to emphasise this critical historiographic
economic and cultural elite. prominent familyand began his art education.But perspective to understand Hjorth’s comeback today,
Despite his success participating in important due to economic problems in his new family,hewas which sees his pine furniture being highlighted and
exhibits,Hjorthwas an odd figure,both as a person forced to quit his studies without a degree. sold at international auction houses.
and as a designer. Sure, he was mentioned, but he His first job was on the factory floor of a major Fifty years after his death, Hjorth is a highly in-
was not the subject of biographies or compelling furnituremanufacturer,wherehegraduallylearnt fluential trendsetter for high-end interiors. Few
reviews.To understand more,we have to look back many aspects of the craft and design profession furniture architects make such a posthumous jour-
at the cultural movements that dominated Sweden and worked his way up the hierarchy. From titling ney – from being ignored to becoming an iconic in-
in the 1930s. himself as a furniture architect in the early 1920s, ternational designer. So, dear colleagues, you never
The early social democratic welfare state and withinadecadehebecamechiefarchitectatNordis- know when and where you’re going to find the next
modernistic architecture had ambitions to form a kaKompaniet,whichwasalsothecountry’s largest neglected and mobbed master designer. She or he
society characterised by community, equality and furniture architect’s office. might be in an archive near you.
solidarity.TheSwedishSocietyofCraftsandDesign Hjorth spoke in a strong country dialect which
was an epicentre for the Modern Movement and he was ashamed of, and this contributed to his in-
focused on everydayobjects,with moral,social and troverted lifestyle and lack of social skills.As faras Christian Björk, design historian, researcher and
politicaldimensions.Homeinteriorsandfurniture we know today, he was never interviewed and did writer. With Eric Ericson and Thomas Ekström, he is the
wereimportantcomponentsofsocialhousingpolicy. not write articles orreviews.Nordid he care about author of Axel Einar Hjorth: möbelarkitekt (Bokförlaget
Tragically, throughout his career Hjorth was his legacy or leave a private archive. Atlantis, 2009), the first Swedish-only monograph on
treated as an “orphan” in the design world. His bi- Thus, it was not until the early 2000s that he Axel Einar Hjorth.
ography might offer some explanations. Hjorth, received his well-deserved attention, sparked by
who was born in the late 19th century, was raised critical historical writing that sought to shift the

In questa pagina. In alto: Pagina a fronte. In alto, This page. Top: table and Opposite page. Top:
sedia e tavolo della serie da sinistra: sedie della chair from the chairs from the Lovö
Sandhamn, 1929 serie Lovö (courtesy of Sandhamn series, 1929 series (courtesy of Bodil
(courtesy of Mikael Bodil Beckman / (courtesy of Mikael Beckman /
Lammgård / The Röhsska Nationalmuseum); sedia Lammgård / The Röhsska Nationalmuseum);
Museum; Bukowskis). a dondolo della serie Museum, Bukowskis). rocking chair from the
A sinistra: mostra Lovö (courtesy of Left: an interior designed Lovö series
allestita da Hjorth per la Pamono e Studio by Hjorth to present the (courtesy of Pamono and
presentazione della Designboard). Lovö series in the Studio Designboard).
serie Lovö nella sede di In basso: tavolo della Nordiska Kompaniet Centre: a table from the
Nordiska Kompaniet, serie Lovö, 1932 store, circa 1932 Lovö series, 1932
1932 circa (courtesy of (courtesy of Uppsala (courtesy of Nordiska (courtesy of Uppsala
Nordiska museets Arkiv). Auktionskammare) museets Arkiv). Auktionskammare)

68
Design and Art / Notes on design

69
Progetto di design / Design project
City of 1,000 Tanks, Chennai, India
Ooze Architects
Testo/Text Jane Withers

La città di Chennai (ex Madras), nell’India meridiona- sarebbero stati considerati non ortodossi vengono con interventi che vanno dai parchi tascabili e dai
le, per dimensioni la terza metropoli del subcontinen- esplorati come possibili soluzioni. marciapiedi permeabili fino alla scala urbana. Un
te, l’estate scorsa ha fatto notizia e destato allarme La prima iniziativa-pilota a Chennai è City of 1,000 esempio notevole è il Chulalongkorn University Park
a livello mondiale perché costretta ad affrontare la Tanks, la città dai 1.000 serbatoi, un progetto gui- di Bangkok, progettato da Landprocess, che cattura
catastrofica prospettiva di rimanere senz’acqua. dato da Eva Pfannes e Sylvain Hartenberg di Ooze e trattiene le acque alluvionali in prati, zone umide
La rapida urbanizzazione e un’infrastruttura Architects, studio con sede a Rotterdam. L’iniziativa e stagni fino a quando non possono essere utilizzate.
idrica insufficiente, insieme con modelli meteoro- propone di fare risorgere lo storico sistema di serba- City of 1,000 Tanks è stato esposto come parte del
logici imprevedibili, esacerbati dai cambiamenti toi d’acqua della città come parte di una soluzione programma di ricerca Water Futures che ho recen-
climatici, sono stati citati come fattori critici che olistica ai problemi causati da piogge torrenziali, temente curato presso la galleria A/D/O a New York.
contribuivano alla crescente crisi. Uno scenario scarsità d’acqua e inquinamento. Invece di seguire Concepito in risposta all’aumento delle situazioni
evitato solo per poco – o meglio schivato – quando a l’attuale paradigma di progettazione di sistemi per critiche legate all’acqua nell’ambiente urbano, il
luglio sono arrivate le piogge. difendere la città dalle forti piogge monsoniche, Ooze programma era inteso come una piattaforma per
Chennai segue le orme di Città del Capo che, nel propone di collegare serbatoi storici, canali e fiumi ispirare e informare fantasiose soluzioni di pro-
2018, è stata la prima grande città a iniziare un in una nuova rete verde di condutture biologiche, gettazione alla crisi idrica.
conto alla rovescia per il Day Zero, il giorno in cui i zone umide artificiali e stagni di ritenzione idrica. Come ha sottolineato Upmanu Lall, direttore del
rubinetti sarebbero stati chiusi. Ora che più della Questo flessibile paesaggio urbano ha lo scopo di “far Water Center della Columbia University, le visioni in-
metà della popolazione mondiale vive in un contesto sentire l’acqua benvenuta” e lavorare in sinergia gegneristiche dell’era vittoriana diventate la norma
urbano, è probabile che una città a secco diventi un con il clima locale e le risorse idriche disponibili, per le infrastrutture idriche urbane non hanno più
problema ricorrente in tutto il mondo. in particolare con le piogge monsoniche. senso a livello pratico, economico o ambientale. Lo
“Una persona può sopravvivere solo per tre-cin- Nonostante la nostra associazione tra scarsità sviluppo da parte di Ooze di soluzioni non allacciate
que giorni senza acqua”, scrive l’attivista di Città d’acqua e clima secco, Chennai riceve all’incirca la alla rete e basate sulla natura fa parte della crescente
del Capo Ashley Dawson su The Washington Post. stessa quantità di pioggia del Regno Unito. Tuttavia, tendenza a reinventare drasticamente i sistemi
“E una città? Questa non è una domanda ipotetica: due terzi della superficie della moderna Chennai idrici urbani convenzionali che spesso attingono
quella delle città senz’acqua promette di essere la sono impermeabilizzati dal cemento, problema che, a pratiche vernacolari, rispettose dell’ambiente.
più grave crisi sociale del XXI secolo”. esacerbato dallo sviluppo non regolamentato delle Accanto a Chennai, Ooze ha esposto anche le pro-
La crescente crisi idrica di Chennai ha reso la zone umide circostanti, implica che le precipitazioni poste per altre due città di dimensioni equivalenti.
metropoli indiana una scelta ovvia – insieme a Khul- defluiscano direttamente in mare anziché filtrare Il loro progetto-pilota per una strategia su scala
na in Bangladesh e Semarang in Indonesia – come nel terreno e ricaricare la falda acquifera. Invece di urbana è Água Carioca, testato a Rio de Janeiro co-
Photo © Cynthia van Elk / Water as Leverage

centro-pilota per il programma Water as Leverage, un sfruttare questa risorsa liberamente disponibile per me mezzo per fornire sistemi locali di depurazione
incubatore per approcci radicalmente diversi alla integrare la diminuzione delle sue acque sotterra- delle acque a basso costo per le comunità informali
gestione delle risorse idriche, avviato dal Governo nee, la città attualmente fa affidamento su costosi che non hanno mai avuto infrastrutture idriche
olandese. Mentre affrontiamo un futuro caratte- impianti di desalinizzazione o autotrasporti d’acqua centralizzate.
rizzato da crisi di mancanza d’acqua, è chiaro che da lontano, per quanti possono permetterselo. Allo stesso modo, New York: Every Other Street,
molti dei modi in cui è stata gestita nel XX secolo non Questo approccio da “città spugna” che introduce proposta che affronta il problema del deflusso delle
hanno più senso, e nuovi approcci ispirati a metodi superfici porose nell’ambiente urbano, è un principio acque piovane che inquinano i corsi d’acqua naturali,
casalinghi o preindustriali che, fino a pochi anni fa, sempre più centrale dell’urbanistica sostenibile, reintroduce la natura come mezzo per trattenere

70
Design e Arte / Progetto di design

Pagina 71 e in queste
pagine: molti dei
serbatoi storici di
Chennai sono trascurati
Stagione dei monsoni: la
e inquinati. Creato per
pioggia è raccolta nei serbatoi aiutare la ricarica della
vuoti/Monsoon season: rain is falda acquifera naturale,
collected in empty tanks il serbatoio di Mylapore
(pagina 71), può
contenere 130 milioni di
litri di acqua. Svolgendo
funzioni diverse in caso
Rifornimento: i serbatoi pieni
di pioggia e sole, il
ricaricano la falda acquifera/ serbatoio fa parte di un
Recharge: full tanks recharge paesaggio urbano
aquifer flessibile che si adatta
1,400 MLD 1,065 MLD alle stagioni
SUPPLY DEMAND
Rainfall on city Water use Page 71 and these pages:
1,200 mm/year 150 L/D/person many of the historic
X 426 km2 X 7.1 million
/ 365 days population
tanks in Chennai are
Estrazione: le acque neglected and polluted.
sotterranee sono estratte dai Created to aid the
pozzi privati/Extraction: recharging of the natural
private wells extract
groundwater
aquifer, the Mylapore
Tank (page 71), central to
Ooze’s flagship heritage
programme, can hold 130
million litres of water.
Fulfilling different
Pulitura: il limo è rimosso dal functions in rain and
fondo del serbatoio vuoto shine, the tank is part of
prima del monsone
successivo/Cleaning: silt is
a flexible urban
removed from the bottom of Sopra a sinistra: la quantità di acqua piovana annuale a landscape that adapts to
empty tanks before the next Chennai 1.400 MLD (milioni di l al giorno, 1.200 mm x 462 km2). the changing seasons
monsoon Sopra a destra: fabbisogno idrico giornaliero (1.065 MLD) per
la popolazione di Chennai (7,1 milioni)/Above, left: annual
amount of rainwater in Chennai 1,400 MLD (million litres per Tutti i materiali di progetto/
Sistema tradizionale di serbatoi per templi/ day, 1,200 mm x 462 km2). Above, right: daily water demand All project materials
Traditional temple tank system (1,065 MLD) for Chennai’s population (7.1 million) © Ooze Architects

l’acqua, allo scopo di evitare di sovraccaricare il


sistema fognario combinato, creando allo stesso “Una persona può sopravvivere solo
tempo un’attraente rete verde. Secondo il partner
di Ooze Sylvain Hartenberg, “portando New York e i per tre-cinque giorni senza acqua.
newyorkesi un po’ più vicini alla natura attraverso la
riprogettazione delle loro strade, abbiamo il potere E una città?”
di prevenire l’inquinamento e allo stesso tempo di
proporre uno stile di vita migliore. Si tratta solo di
ascoltare ciò che la natura vuole”.
Le infrastrutture moderne su larga scala sono libro Steps to Water: The Ancient Stepwells of India quattroprogettiadattatiaidiversiambientiurbani
spesso invisibili, incomprensibili e vulnerabili ai (2002), Morna Livingstonillustralemutevolifunzio- di Chennai, inclusi alloggi resistenti alle calamità
guasti sotto la crescente pressione. Ooze crede che ni comunitarie, spirituali edi approvvigionamento naturali nell’area di Chitra Nagare un programma
nascondere i sistemi indispensabili su cui facciamo idrico dei pozzi a gradininell’Indiaoccidentale,lecui di corsi d’acqua intelligenti per Mambalam.
affidamento – per risorse come l’acqua, il clima o forme prototipiche furono costruite intorno al 200 Questo progetto è la prova di un nuovo approccio
l’energia – c’impedisca di comprendere l’impatto d.C. Spesso dismessiduranteildominiobritannico, per risolvere problemi idrici che fino a poco tempo
che abbiamo sul mondo che ci circonda. Sebbene il vi è ora un’iniziativa perripristinare l’uso di questi fasarebberostaticonsideratimarginali.Orac’èuna
loro schema per Chennai abbia lo scopo di allentare serbatoi in Gujarat e Rajasthan. crescente consapevolezza che dovremmo lavorare
la pressione sulle infrastrutture esistenti piuttosto City of 1,000 Tanks è stato sviluppato come pro- conlanatura,piuttostochecontrodiessa.Affrontare
che sostituirle, il lavoro si sforza di reintrodurre i getto iterativo che può espandersi in tutta la città e questi problemi in modo olistico e su scala umana e
processi ciclici della natura e le variazioni stagionali replicarsi altrove.È in corso una sperimentazione localehal’ulteriorevantaggiodirenderel’ambiente
dell’acqua nella vita di tutti i giorni, rendendoli sia sul campo presso la PS Senior School di Mylapore, urbanopiùpiacevoleevivibile.Quandodisseche“la
visibili sia tangibili. un’area storica di Chennai, che oltre a dimostrare verità sta in fondo a un pozzo”, Democrito vedeva
Oltre alla loro funzione vitale di contenere l’acqua l’efficacia dei sistemi naturali è concepita peredu- probabilmente molto lontano.
piovana e offrire a essa l’opportunità di penetrare care studenti e residenti locali. Il prossimo passo
nella falda acquifera, i magnifici serbatoi di Chennai è uno schema che ripristinerà due dei 53 serbatoi
sono stati progettati per celebrare l’acqua nella dei templi storici di Mylapore e tesserà una rete di Jane Withers è un’affermata curatrice, consulente
vita urbana, proprio come gli acquedotti nell’antica canali di filtrazione e drenaggio con vegetazione e critica di design. Ha diretto il programma di ricerca
Roma o l’elaborato sistema di cisterne e tubi che ha attraverso lo spaziopubblicodicollegamento,dando annuale Water Futures presso la galleria A/D/O di
permesso alla città nabatea di Petra di diventare una origine al primo stadiodiunsistemadigestionedelle New York ed è impegnata da lungo tempo sui modi
città-giardino nel deserto. C’è un rinnovato interesse acque in tutta la città,macreandoancheunanuova creativi di affrontare le problematiche relative alla
per i sistemi idrici antichi e vernacolari. Nel suo attrazione turistica.Questoèintesocomeilprimodi sostenibilità idrica.

72
Design and Art / Design project

Visione d’insieme del progetto City of 1,000 Tanks/General vision for City of 1,000 Tanks

Nuovi serbatoi/ Riciclaggio dei rifiuti solidi/ Canale di Buckingham Canali di filtrazione
New tanks Solid waste recycling rinaturalizzato/ e drenaggio con
Renaturalised vegetazione/
Buckingham Canal Bio-swales

Edifici adattivi (parcheggio


multilivello sopra il nuovo
serbatoio)/Adaptive buildings
(multilevel parking structure
above new tank)

Nuovi serbatoi (bacino


idrograficoo)/New tanks
(rainwater catchment)

Zone umide artificiali Serbatoi storici (rifornimento


(fitodepurazione)/Constructed acque sotterranee)/Historic tanks
wetlands (pollution remediation) (groundwater recharge)

Proposta per accogliere l’acqua all’interno della città di Chennai/Proposal to make water welcome within the city of Chennai

73
Design e Arte / Progetto di design

Last summer the Southern Indian city of Chennai Sopra e pagina a fronte: umide artificiali e i canali Above and opposite bio-swales and
(formerly Madras) made alarming global headlines rendering del progetto di di filtrazione e drenaggio page: Ooze’s renderings constructed wetlands
Ooze per Mylapore con il con vegetazione proposal for Mylapore in that, alongside the
as the subcontinent’s third largest metropolis faced
bel tempo e le piogge rendono la città più wet and dry weather. restored tank, will green
the catastrophic prospect of running out of water. monsoniche. Le zone verde From left, green the city
Rapid urbanisation and a creaking water infra-
structure, along with erratic weather patterns
exacerbated by climate change, were cited as crit-
ical factors contributing to the escalating crisis. A
“A person can survive only about three to
scenario only narrowly avoided – or rather averted
– when rain came in July.
five days without water. What about a city?”
Chennai follows in the footsteps of Cape Town
which, in 2018, was the first major city to begin a
countdown to Day Zero, the day when city taps would years ago would have been considered unorthodox of the surface of modern Chennai has been sealed
be shut off. Now that more than half the global pop- are being explored as possible solutions. byconcretewhich,exacerbatedbytheunregulated
ulation lives in cities, the dry city looks likely to be a The first pilot in Chennai is called City of 1,000 development of the surrounding wetlands, means
recurrent problem around the world. “A person can Tanks, a project led by Eva Pfannes and Sylvain thatrainfallflowsstraightintothesearatherthan
survive only about three to five days without water,” Hartenberg of Rotterdam-based Ooze Architects. soakingintothegroundandrechargingtheaquifer.
writes Cape Town-born activist Ashley Dawson in Theirproposalsetsouttoresurrectthecity’shistoric Insteadofharnessingthisfreelyavailableresource
The Washington Post. “What about a city? This is not system of water tanks as part of a holistic solution tosupplementitsdwindlinggroundwatersupply,the
a hypothetical question: the thirsty city promises to the problems of flooding,waterscarcityand pol- city currently relies on costly desalination plants
to be the most dire social crisis of the 21st century.” lution.Insteadoffollowingthecurrentparadigmof or trucking in water from afar, for those who can
Chennai’s mounting water crisis made the city an designingsystemstopurgethecityofheavymonsoon afford it.This“Sponge City”approach introducing
obvious choice – along with Khulna in Bangladesh rains, Ooze aim to link historic tanks, canals and porous surfaces into the urban environment is an
and Semarang in Indonesia – as a pilot for the Water rivers into a new green network of bio-swales, con- increasinglycentraltenetofsustainableurbanism,
as Leverage programme, an incubator for radically structedwetlandsandwaterdetentionponds.This with interventions ranging from pocket parks and
different approaches to water management initi- flexibleurbanlandscapeisintendedto“makewater permeablepavementstoacity-widescale.Apromi-
ated by the Dutch government. As we face up to a feelwelcome”andworkinsynergywiththelocalcli- nentexampleistheChulalongkornUniversityPark
water-stressed future, it is clear that many of the ways mateandavailablewaterresources,particularlythe inBangkok,designedbyLandprocess,thatcaptures
in which water was managed in the 20th century no monsoonrains.Despiteourassociationsofdrought andholdsfloodwaterinlawns,wetlandsandponds
longer make sense, and new approaches inspired by with a dry climate, Chennai receives roughly the until it can be used.
vernacular or preindustrial methods that even a few sameamountofrainastheUK.However,twothirds The City of 1,000 Tanks project was exhibited as

74
Design and Art / Design project

part of the Water Futures research programme that I have the power to prevent pollution, and impart ative project that can expand across the city and be
recently curated at A/D/O in New York. Conceived in an improved lifestyle all at once. It’s just about lis- replicated elsewhere. A field trial is underway at PS
response to mounting tensions around water in the tening to what nature wants.” Large-scale modern Senior School in Mylapore, a historic centre of Chen-
urban environment, the programme was intended infrastructure is often invisible, incomprehensible nai, that as well as demonstrating the effectiveness
as a platform for inspiring and informing imagi- and vulnerable to failure under increasing pressure. of natural systems is conceived to educate students
native design-led solutions to the water crisis. As Ooze believe that hiding the indispensable systems and local residents. The next step is an initiative
Dr Upmanu Lall, director of Columbia University’s that we rely on – such as water, climate or energy – that will restore 2 of Mylapore’s 53 historic temple
Water Center, has pointed out, the Victorian-era prevents us from understanding the impact we have tanks and weave a network of bio-swales through the
engineering visions that became the norm for urban on the world around us. Although their scheme for connecting public space, establishing the beginnings
water infrastructures are no longer viable on either Chennai is intended to ease the pressure on existing of a city-wide water management scheme as well as
practical, economic or environmental levels. Ooze’s infrastructure rather than replace it, the work strives creating a new tourist attraction. This is intended as
development of nature-based, off-grid solutions is to reintroduce the cyclical processes of nature and the first of four projects adapted to different urban
part of a growing trend to drastically reimagine changing water seasons into everyday life, making environments in Chennai, including disaster-resil-
conventional urban water systems that often draw them both visible and tangible. ient housing in the Chitra Nagar area and a smart
on environmentally responsive vernacular practices. In addition to their vital function of containing waterways programme for Mambalam.
Alongside Chennai, Ooze also exhibited proposals floodwaters and providing an opportunity for them This project is evidence of a new approach to solv-
for two other cities of equivalent size. to soak through to the aquifer, Chennai’s magnificent ing water issues that would until recently have been
Their first pilot for a strategy on an urban scale tanks were designed to celebrate water in urban considered fringe. Now there is a growing realisation
is Água Carioca, trialled in Rio de Janeiro as a means life, much like the aqueducts in ancient Rome or the that we should work with nature, rather than against
of providing low-cost, local water cleansing systems elaborate system of cisterns and pipes that enabled it. Addressing these issues holistically and at a human
for informal communities that have never had cen- the Nabataean city of Petra to become a garden city and local scale has the added advantage of making
tralised water infrastructure. in the desert. There is renewed interest in ancient the urban environment more pleasant and liveable.
The New York: Every Other Street proposal – which and vernacular water systems. In her book Steps to Democritus may have been prescient when he said
aimed to address the problem of storm-water run-off Water: The Ancient Stepwells of India (2002), Professor that “truth lies at the bottom of a well”.
polluting natural waterways – similarly reintro- Morna Livingston charts the changing community,
duces nature as a means of holding water to avoid spiritual and water provision functions of stepwells
overburdening the combined sewage system, at the in Western India since the earliest prototypical forms Jane Withers is a prominent design curator,
same time creating an attractive green network. were built around 200 CE. Often decommissioned consultant and writer. She led the year-long Water
According to Ooze partner Sylvain Hartenberg, “By under British rule, there is now a move to restore Futures research programme at A/D/O New York, and
bringing New York and New Yorkers a little closer these tanks to use in Gujarat and Rajasthan. has extensive experience engaging creatively with
to nature through the redesign of their streets, we City of 1,000 Tanks has been developed as an iter- issues surrounding water sustainability.

75
Arte
Do Ho Suh
Testo/Text Philip Christou

In queste pagine:
fotogrammi dal video
Robin Hood Gardens,
Woolmore Street, London
E14 0HG, 2018.
Il video è stato
commissionato
dal V&A Museum
per la 16. Mostra
Internazionale di
Architettura di Venezia
© Do Ho Suh. Courtesy of the artist, Lehmann Maupin, Victoria Miro

La prima volta che ho incontrato una delle opere la casa, in particolare l’alloggio e la sala studio/bi- tista: “Quando ho iniziato a realizzare opere archi-
tessili di Do Ho Suh, cucite splendidamente, deli- blioteca padronale.Amava moltissimo le foreste di tettoniche, molti pensavano che lasciare la Corea
cate e simili aveli,è stato probabilmente 12 anni fa. pini rossi coreani e scelse un sito coperto da un e trasferirsi negli Stati Uniti fosse una cosa impor-
Sono modelli in scala naturale o disegni tridimen- fitto bosco sul versante opposto della montagna, a tante per me”. Tuttavia, dice che già da bambino
sionali trasparenti di parti di edifici reali dove l’ar- circa cinque minuti di auto a nord-est del Palazzo viveva due diversi mondi culturali: lui e suo fratel-
tista havissuto.Ho sempre sentito di sapere molto Reale.Aqueltempoeraunazona periferica, con una lo, infatti, lasciavano l’universo della loro casa e
di Do Ho Suh perché i suoi lavori parlano in modo manciata di case sparse qua e là”. uscivano in città per andare a scuola.
esplicito,ma quando mi è stata offerta la possibili- Do Ho Suh ricorda che andò con suo padre e sua “Fuori dalla nostra stanza c’era un cancelletto
tà di visitare il suo studio volevo che Do Ho mi spie- madre nei depositi per selezionare il legname, che per accedere al giardino e c’era un grande cancello
gasse meglio come e perché ha preso la strada che “era lì ad asciugare da centinaia di anni. Proveniva per uscire – pochi passi per uscire nel mondo ester-
ha scelto. È chiaro che il suo lavoro si basa su espe- da palazzi smantellati e altri vecchi edifici”. Il fale- no – e dovevamo farlo ogni giorno per andare a scuo-
rienze profondamente personali, e forse è proprio gnamechelavoròallacostruzione della casa appar- la. Il cancelletto era piccolissimo e la prima cosa che
questa intimità che lo fa considerare familiare e teneva all’ultima generazione di artigiani capaci di chiesi fu perché dovesse essere così piccolo. Ti fer-
comprensibile. costruireunsimileedificioe“non usò alcun disegno mi al cancello, poi ti prepari: stai abbandonando il
Nato a Seoule figlio di un noto artista,studioso e esecutivo”.Il carpentiere misurava solo alcuni ele- tuo spazio per entrare in uno spazio diverso. Per
professore alla Seoul National University, Do Ho menti,come la colonna e il complesso dettaglio an- uscire devi inchinarti, un gesto che è una forma di
Suh ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza in Corea golare delle travi radianti in legno stondato delle umiltà. Fuori dal cancello, la Corea stava rapida-
del Sud. All’inizio degli anni Settanta, all’età di 10 gronde curvate del tetto. Lo disegnò su un pezzo di mente cambiando, si stava modernizzando, si co-
anni, osservò suo padre (che ora ne ha 92) e un compensatochefecetagliareai suoi assistenti. Ogni struivano molti grattacieli. Vivevo ogni giorno
maestro d’ascia costruire un hanok,una casa tradi- dettaglio era già risolto nella sua testa. Ci sono vo- quella transizione, tra dentro e fuori era davvero
zionale coreana in cui avrebbe vissuto con la fami- luti circa sei anni per la costruzione”, dice Do Ho. un mondo diverso. Ancora oggi, non appena entro
glia.L’abitazioneeraunacopiadelloYeongyeongdang, Dopo che la casa fu completata, il falegname fu in- nella casa dei miei genitori sento come se stessi
una casa in stile prdinario, perciò non dipinta o signito del titolo di Living Human Treasure dal Go- facendo una specie di viaggio nel tempo. Mio padre
decorata, che il figlio del re costruì per suo padre verno. La realtà all’interno del giardino di questa si è preso cura del giardino, e al suo interno puoi
nell’Huwon(ilgiardinosegreto)delPalazzodiChan- casa tradizionale ha avuto un ruolo di formazione sentire una forza e un’energia molto diversa”.
gdeokgung, il palazzo reale principale di Seoul, nella prima parte della vita di Do Ho Suh e nella All’inizio degli anni Novanta, dopo aver studiato
all’inizio delXIXsecolo.“Mio padre ha copiato quel- comprensione del suo posto nel mondo. Spiega l’ar- pittura in stile coreano alla Seoul National Univer-

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Design and Art / Art

These pages: still


images from Robin Hood
Gardens, Woolmore
Street, London E14 0HG,
2018. Commissioned by
the V&A Museum for the
16. Venice Architecture
Biennale
© Do Ho Suh. Courtesy of the artist, Lehmann Maupin, Victoria Miro

sity e aver prestato servizio militare per 18 mesi, de campanello d’allarme, ho cominciato a pensare complesso di case popolari di Robin Hood Gardens,
Do Ho Suh andò a studiare arte alla Rhode Island ai coreani in un contesto molto più ampio. Ho ini- progettato da Alison e Peter Smithson, costruito
School of Design,negli Stati Uniti.Adifferenza del- ziato a vedere la differenza tra le due culture e a tra il 1966 e il 1972 e ora parzialmente demolito. È
la sua esperienza di studio in Corea, lì gli studenti pensare all’idea di abbigliamento come spazio ar- un ritratto piuttosto inquietante ma fedele della
erano incoraggiati a seguire corsi diversi nei vari chitettonico – qualcosa che avvolge la tua carne, condizione abitativa in questi edifici, una specie di
dipartimenti della scuola. coprendoti: lo spazio personale più intimo che una vista in sezione trasversale di una casa delle bam-
“Mi è sempre piaciuto creare oggetti.Ho seguito persona può occupare e che può muoversi con te. bole, in cui appaiono gli interni reali e talvolta gli
un corso di scultura tenuto daJay Coogan,era inti- Ho cominciato a vedere l’abbigliamento come ar- stessi residenti. Do Ho Suh ha passato la vita cer-
tolato Figure in Contemporary Sculpture e c’erano chitettura e l’architettura come abbigliamento […] cando di rendere tangibili i ricordi.
solo altri cinque studenti. Molte idee su cui ancora Questeideesull’abbigliamento, l’identità e il vivere “Il ruolo dell’artista”, dice, “è renderli visibili. C’è
lavoro provengono da quel corso. Coogan chiedeva nell’ambito di una cultura non tua, e la nozione di qualcosa di speciale nella scala 1:1, immagino. Crea
agli studenti di realizzare opere d’arte usando le spazio personale si sono manifestate durante il un’esperienza corporea, che è davvero importante,
forme dell’abbigliamento come surrogato del corpo corso di scultura e le sommosse di Los Angeles”. qualcosa che non puoi spiegare, ma che provi. E per
umano perrappresentare varie condizioni affron- Tutto ciò è cresciuto dal seme che era già stato farlo devi essere lì.”
tate dall’uomo”.PerDo Ho Suh,questo comportava piantato anni prima in Corea,dalla sua esperienza
“capire la propria identità”. “Ho iniziato a riflette- sul “passaggio quotidiano da uno spazio molto tra-
re sulla mia vita e la mia identità di uomo coreano dizionale alla normalità del [resto della città]”. Do Ho Suh (Seoul, 1962) è scultore e artista, autore
in un contesto globale”. Di recente, oltre alle riproduzioni su larga scala di grandi installazioni. Le sue opere fanno parte delle
In quei giorni, Do Ho seguiva le notizie in TV sui in tessuto cucito di stanze ed edifici, Do Ho ha ini- collezioni dei più importanti musei di tutto il mondo.
disordini nel sud di LosAngeles,scoppiati a seguito ziato a lavorare con varie tecniche per registrare Ha rappresentato la Corea alla 49. Biennale d’Arte di
della brutalità della polizia contro gli afroamerica- glispazidellasuamemoria.Starealizzando disegni Venezia (2001). Vive e lavora a Londra.
ni, ma la sua attenzione si spostò sui negozianti a matita colorata su carta che diventano impronte
coreani che difendevano le loro proprietà dai sac- tridimensionali su larga scala d’interni domestici Philip Christou è direttore presso lo studio Florian
cheggi, cosa che aveva suscitato una pessima rea- e usa tecniche di rilevamento con modellazione Beigel Architects a, Londra e professore emerito
zione dei media. digitale 3D e droni per realizzare documentari su presso la Cass School of Architecture, London
Do Ho Suh capì la situazione dei coreani e cercò edifici esistenti. Per la Biennale di Architettura di Metropolitan University. Dal 1985 lavora con
dispiegarlaaisuoiamicistudenti:“Èstatoungran- Venezia 2018 ha realizzato un documentario sul l’Architecture Research Unit, diretta da Florian Beigel.

77
Design e Arte / Arte

In queste pagine: viste


dell’installazione per la
mostra “Do Ho Suh”
18.5–29.9.2019 al
Voorlinden Museum,
Wassenaar, Paesi Bassi
These pages: views of
the installation at the
exhibition “Do Ho Suh”
18.5–29.9.2019,
Voorlinden Museum,
Wassenaar, the
Netherlands
Photo Antoine van Kaam. © Do Ho Suh. Courtesy of the artist, Lehmann Maupin, Victoria Miro, Voorlinden Museum

78
Design and Art / Art
Photo Antoine van Kaam. © Do Ho Suh. Courtesy of the artist, Lehmann Maupin, Victoria Miro, Voorlinden Museum

Pagina 80: Apt. A, Pagina 81: Rubbing/ Pagina 82: Rubbing/ Page 80: Apt. A, Page 81: Rubbing/Loving Page 82: Rubbing/Loving
Corridors and Loving Project: 348 West Loving Project: 348 Corridors and Project: 348 West 22nd Project: 348 West 22nd
Staircases, 348 West 22nd Street, New York, West 22nd Street, New Staircases, 348 West Street, New York, NY Street, New York, NY
22nd Street, New York, NY 10011 (Apt. A), York, NY 10011 (Unit 2), 22nd Street, New York, 10011 (Apt. A), 2014-2017. 10011 (Unit 2), 2014-2017.
NY 10011, USA, 2011-2012, 2014-2017. Matita 2014-2017. Matita NY 10011, USA, 2011-2012, Coloured pencil. Coloured pencil.
2015. Tessuto di colorata. Dimensioni colorata. Dimensioni 2015. Polyester fabric Dimensions variable. Dimensions variable
poliestere e tubi di variabili. variabili and stainless steel tubes
acciao inox (974 x 168 x 1,163 cm).
(974 x 168 x 1,163 cm).

“Il ruolo dell’artista è rendere visibili i ricordi. C’è


qualcosa di speciale nella scala 1:1. Crea un’esperienza
corporea davvero importante, qualcosa che non puoi
spiegare, ma che provi. E per farlo devi essere lì”
“The visual artist’s role is to make memories tangible.
There is something about the 1:1 scale. It is a bodily
experience, that is really important, something that you
cannot explain but you sense it. You have to be there”

79
© Do Ho Suh. Courtesy of the artist, Lehmann Maupin. Photo Jeon Taegsu
Design e Arte / Arte

The first time I experienced oneofDoHoSuh’sbeau- library.”DoHo’sfatherwasobsessed with Korean red people thought that leaving Korea and moving to
tifully sewn, delicate, veil-like fabric artworks was pine forests and selected a densely wooded site on the US was an important thing for me.” However, he
probably12yearsago.Theyarefull-scalemodels,or theothersideofthemountain, about a five-minute says that he was already experiencing two different
transparent three-dimensional drawings of parts drive to the northeast of the Royal Palace. At that cultural worlds even as a child; he and his brother
of existing buildings where the artist once lived. time, it was on the outskirts of the city with only a would leave the world of their home and venture out
I have always felt that I knew quite a lot about Do fewsmallhousesscatteredaround. Do Ho Suh went into the city to attend school.
HoSuhashisworksspeaksoveryclearly,butwhen withhisfatherandmothertolumber yards to select “Outside of our room there was a small gate to go
offered the chance to visit his studio, I wanted Do wood and recalls that “the lumbers that were used into the garden, and there was a big gate to go out
Hotoexplainmoreabouthowandwhyhehastaken werealreadydriedforhundreds of years. They were – a few steps to go out to the outside world, and we
the path that he has. It is clear that his work draws from dismantled palaces, etc.” had to do that every day to go to school. It was very
on deeply personal experiences, and perhaps it is The carpenter who worked on the house was the small, and the first thing I asked was ‘Why does it
that very intimacy that makes it feel familiar and lastgenerationofcraftsmenwho could build such a have to be this small?’ You stop there [at the gate],
understandable. building,and“hedidn’tuseany construction draw- and then you prepare – you are actually leaving your
BorninSeoul,DoHoSuhspenthischildhoodand ingsatall”.Thecarpenteronlymeasured a few things, space and entering a different space. You become
adolescence there in South Korea. His father was a like the column, and the complex corner detail of humble, and that is a gesture of bowing, and you go
well-known artist, scholar and professor at Seoul theradiatinground-woodrafters of the curved roof out. Outside the gate, Korea was rapidly changing
National University. As a 10-year-old child in the overhang.Thishedrewonapiece of plywood for his and being modernised. They were building a lot of
early1970s,hewatchedhisfather(now92yearsold) assistantstocut.“Everythingwas worked out in his high-rise buildings. I was experiencing that tran-
andamastercarpenterbuilda hanok(atraditional head. It took about six years to build,” Do Ho says. sition every day, and it was really a different world
Koreanhouse)forthefamilytolivein.Itisacopyofthe The carpenter was recognised as a Living National inside and outside. Still I feel as soon as I enter my
Yeongyeongdang,acivilian-stylehouse(notpainted Treasure bythegovernmentafter the construction parents’ house it is a kind of time travel. My father
ordecorated)thattheking’ssonbuiltforhisfather of the house was completed. looked after the garden, and you can feel the force
intheHuwon(royalbackgarden)atChangdeokgung The world within the garden of this traditional and a very different energy there.”
Palace, the main royal palace in Seoul, in the early house was a formative part of Do Ho Suh’s early life In the early 1990s, after studying Korean-style
19thcentury.“Myfathercopiedthathouse,especially and understanding of his place in the world. He ex- painting at Seoul National University, and serving
themaster’squarters,themaster’sstudyroomand plains,“WhenIstartedmakingarchitectural works, 18 months of obligatory military service, Do Ho Suh

80
Design and Art / Art
© Do Ho Suh. Courtesy of the artist, Lehmann Maupin. Photo Chris Payne

went to study fine art at the Rhode Island School space – something that envelopes your flesh and of these buildings, like a cross-sectional view look-
of Design in the US. Unlike his experience study- bone,covering you up – the most intimate personal ing into a doll’s house with the actual interiors and
ing in Korea, students were encouraged to take a spacethatonepersoncanoccupy, and that can move occasionally people themselves.
variety of different courses in the school’s various with you. I started to see clothing as architecture Do Ho Suh has spent his life trying to make mem-
departments. “I always liked to make things. I took andarchitectureasclothing[…] These ideas about ories tangible. “The visual artist’s role is to make
asculpturecoursetaughtbyJayCoogancalledFig- clothing,identityanddisplacement, and the notion it seen,” he says. “There is something about the 1:1
ureinContemporarySculpturewithonlyfiveother ofapersonalspaceallstartedatthe sculpture course scale, I guess. It is a bodily experience, that is really
students. A lot of the ideas that I’m still doing now at the school and the LA riots.” But this grew from important, something that you cannot explain but
come from that class.” theseedthathadalreadybeenplanted years before you sense it. You have to be there.”
Cooganaskedthestudents“tomakeartworksusing in Korea and Do Ho Suh’s experience of the “daily
theformofclothingasasurrogatetothehumanbody displacementfromtheverytraditional space to the
to address various human conditions”. rest of [the city]”. Do Ho Suh (Seoul, 1962) is a sculptor and installation
ForDoHoSuh,thiswasaboutexploringexistential Recently,inadditiontothefull-scale sewn fabric artist. Numerous museum collections worldwide
questions.“Istartedtoreflectaboutmylifeandmy worksofroomsandbuildings,Do Ho has started work- hold his work, and he represented Korea at the 49th
identity as a Korean man in a global context.” ingwithvarioustechniquestorecord the spaces of his Venice Art Biennale (2001). Do Ho Suh lives and works
Atthattime,DoHowaswatchingthenewsonthe memory.Hehasbeenmakingcolour pencil rubbings in London.
TV about the riots in South Los Angeles, sparked onpaperasfull-scalethree-dimensional imprints of
by police brutality againstAfricanAmericans.But domesticinteriors,andheisusing three-dimensional Philip Christou is a director at Florian Beigel Architects,
the focus shifted to Korean shopkeepers who were digital modelling survey techniques and drones to London, and professor emeritus at the Cass School
defendingtheirpropertiesandweregettingverybad make documentary films of existing buildings. of Architecture, London Metropolitan University. Since
press.DoHoSuhcouldunderstandthesituationof For the 2018 Venice Architecture Biennale, he 1985 he has worked with the Architecture Research
the Koreans and tried to explain this to his student made a documentary video about the Robin Hood Unit directed by Florian Beigel.
friends.“Thatwasabigwake-upcall,tothinkabout Gardensresidentialestate,designed by Alison and
Koreanswithinamuchbiggercontext,”herecalls.“I Peter Smithson (built between 1966 and 1972) and
startedtoseethedifferencebetweenthetwocultures, now partially demolished. It is a rather unsettling
andthinkabouttheideaofclothingasarchitectonic yetrespectfulportraitofthedomestic inhabitation

81
© Do Ho Suh. Courtesy of the artist, Lehmann Maupin. Photo Chris Payne
Design e Arte / Arte

82
Riflessioni

“Portavo il disegno avanti e indietro con me in cantiere, motivo per cui il foglio è tutto
sgualcito”, dice Alberto Ponis sul disegno dello Yacht Club Path di Palau (1965), che
racconta la sua intima familiarità con la topografia del sito. Per Making architecture,
Mariana Popescu, Tom Van Mele e Philippe Block scrivono del calcestruzzo partendo
dai maestri per arrivare alla fabbricazione digitale e alle casseforme di nuova
generazione. Tali sperimentazioni sono pensate anche in rapporto alla necessità di un
approccio sensibile ai temi ambientali nella costruzione. Fra le Riflessioni di questo
mese c’è un’imponente arteria stradale a San Paolo: il Minhocão, oggi diviso fra
infrastruttura e rivendicazione dello spazio pubblico. Quasi in contrapposizione è la
Siena raccontata da Hisham Matar, la cui forma urbana incoraggia il reciproco
riconoscimento fra estranei, ben oltre la dimensione utilitaria dell’architettura.
Infine, dagli scaffali dell’archivio, Fulvio Irace estrae Domus 268 (marzo 1952), sulle cui
pagine Gio Ponti sceglieva di pubblicare le Terme Regina Isabella di Ignazio Gardella a
Ischia, dove l’antico è integrato come “memoria vivente del passato”.
“I carried the drawing back and forth with me to the site – which is why the sheets are all
creased,” says Alberto Ponis about the drawings for the Palau Yacht Club Path (1965)
project, which reveal his intimate familiarity with the topography of the site. On the
subject of Making architecture, Mariana Popescu, Tom Van Mele and Philippe Block
explore new-generation concrete formworks, inspired both by the daring works of old
masters and the need for a sensible environmental approach to building. Looking to
the issue of reclaiming public space in our cities, Alex Hochuli observes the
pedestrianisation of the raised Minhocão highway that snakes through the city of São
Paulo. Hisham Matar writes of his affection for the complexities of Siena and the
ligering power of places in memory. Exploring the archives, Fulvio Irace revisits a
project where the ancient was incorporated as a “living memory of the past” – the
Terme Regina Isabella on the island of Ischia by Ignazio Gardella, published by Gio
Ponti in Domus 268 (March 1952). Lastly, Jonathan Griffin tells the story of Thomas
Demand’s cover image of a prototype for the US-Mexico border wall and its
architectural identity.
Messa a fuoco / Drawn closer
Alberto Ponis, Yacht Club Path, Palau, Sardinia
Testo/Text Alberto Ponis

Quelle che Italo Calvino chiama il cristallo e la fiamma – la linea retta e quella
libera – sono frequenti nel paesaggio sardo. Rocce e vegetazione sono strava-
ganti, fantasiose; poi ci sono le linee rette dell’orizzonte sul mare e le linee degli
edifici. La combinazione di questi elementi offre la possibilità di un disegno dalle
forme molto libere, ma all’interno di una struttura che tiene tutto insieme. È una
scoperta che ho fatto quando ho iniziato a lavorare qui. Ho visitato la Sardegna
nel 1963 da Londra e, un anno dopo, mi sono trasferito a Palau, sulla costa Nord. Il
percorso di accesso per uno Yacht Club è stato uno dei miei primi progetti sull’i-
sola. Ho progettato più di 300 case in Sardegna, ma all’epoca l’area era comple-
tamente deserta, lo era persino il mare. Il sito dello Yacht Club era originariamente
un bunker di epoca napoleonica; il costruttore che ci lavorava mi presentò un gio-
vane scalpellino. Insieme, abbiamo iniziato a tracciare questo percorso con legno
e corde, lavorando ogni mattina dalle sei alle 11, fino a quando non faceva troppo
caldo. Io decidevo dove far passare il percorso e lui intagliava un sasso. Mentre
camminavamo, segnavo ogni punto e prendevo delle note, disegnando i momen-
ti in cui dovevamo colmare un passaggio o tagliare una roccia. La sera, tornato in
studio riportavo la posizione di ogni dettaglio su una pianta più generale. Portavo
il disegno avanti e indietro con me sul sito, motivo per cui il foglio è tutto sgualcito.
È l’equivalente dei disegni di lavoro eseguiti sul posto, con pioggia e sudore.

What Italo Calvino calls the crystal and the flame – the straight line and the
free one – is frequent in the Sardinian landscape. Rocks and vegetation are ex-
travagant, imaginative; then there are the straight lines of the horizon over the
sea, and the building lines. The combination gives a possibility of a drawing with
© the architect / Drawing Matter

a lot of free form and with a structure that nevertheless holds it together. This
was a discovery I made when I started working here. I came to visit Sardinia in
1963 from London, and one year later moved to Palau, on the north side. This
path for a yacht club was one of my very first projects on the island. Today I have
designed more than 300 houses in Sardinia, but back then it was absolutely
deserted, even the sea. The yacht club site was originally a bunker from Napo-
leonic times, and the builder working on it introduced me to a young mason. To-
Sopra: Alberto Ponis, Above: Alberto Ponis,
gether we started tracing this path with wood and strings, working from six to percorso per lo Yacht Yacht Club Path, Palau,
eleven every morning, until it became too hot. I would decide where to pass and Club, Palau, 1965. 1965. Coloured ink over
he would cut a little stone. As we walked I would sketch each point and make Inchiostro colorato su print base on pink paper,
notes, drawing the moments where we had to bridge a gap or cut a rock. At the una stampa su carta 363 x 1,015 mm
rosa, 363 x 1.015 mm
office in the evening I reported where everything was on a more general plan. I
would bring the drawing back and forth with me to the site – which is why the
sheets are all creased. They are the equivalent of working drawings, done on the
spot, with rain and sweat.

Selezione di / Selected by Drawing Matter

“Messa a fuoco” è affidata a architetto presenterà un disegno “Drawn Closer” is guest-edited by a drawing that they recognise as
Sarah Handelman di Drawing Matter, della collezione che considera un Sarah Handelman of Drawing Matter, a transformative moment in their
una collezione privata di disegni momento di svolta nel suo lavoro. a private collection of architectural work. For the extended transcript,
d’architettura che ha sede Per un approfondimento si veda il sito drawings, based in Somerset, UK. and additional illustrations, visit:
in Gran Bretagna, nel Somerset. www.drawingmatter.org/drawings/ Each issue of the magazine will www.drawingmatter.org/drawings/
In ogni numero della rivista un sketchbooks/yacht-club-path feature one architect discussing sketchbooks/yacht-club-path

84
Reflections / Drawn closer

A sinistra: il percorso Left: two period


verso lo Yacht Club photographs showing
progettato da Alberto the path designed by
Ponis nei pressi di Palau Alberto Ponis leading
in due fotografie d’epoca towards the Yacht Club
near Palau
© the architect / Drawing Matter

85
Fare architettura / Making architecture
Strutture di calcestruzzo / Concrete structures
Testo/Text Mariana Popescu, Tom Van Mele, Philippe Block

L’industria edile usa un’enorme quantità di risorse e continua ad accrescere


il suo impatto ambientale a mano a mano che l’attività costruttiva aumenta in Ridurre le emissioni spinge a un
rapporto alla popolazione mondiale. Il calcestruzzo continua a essere il mate-
riale da costruzione più largamente usato, perché lo si può modellare quasi in rinnovamento in cui è centrale la
leggerezza costruttiva
qualunque forma. La sua produzione si basa essenzialmente sull’uso di conglo-
merati e di acqua e totalizza, su base giornaliera, più del cinque per cento delle

Reducing emissions urges


emissioni mondiali di CO₂. La sfida rappresentata dall’impoverimento di una risor-
sa naturale e dalla necessità di ridurre l’emissione di gas serra è un’occasione

innovative changes where


di rinnovamento, in cui la leggerezza costruttiva diventa sempre più importante.
Le geometrie strutturali, come gl’involucri a doppia curvatura, riducono in misura

lightweight construction
significativa la quantità di materiale richiesta e, di conseguenza, anche il peso e
i carichi di una struttura. Questo contenimento, unito a quello degli scarti relati-
vi al processo di costruzione, è un obiettivo centrale, poiché si prevede che nel
2050 il carbonio impiegato in un edificio sarà la principale fonte di emissione di becomes central
carbonio nel settore edile.
In passato, generazioni di progettisti come Robert Maillart, Félix Candela e Pier timizzata per usare meno calcestruzzo possibile. La copertura a conchiglia è un
Luigi Nervi hanno dimostrato l’interconnessione di efficienza, eleganza ed eco- esempio di sistema a casseforme leggere e riutilizzabili costituite da una rete di
nomia progettando strutture che integrano intelligentemente prestazioni strut- cavi metallici e tessuto. La sua realizzazione è stata sperimentata come proto-
turali e geometria architettonica. Grazie alla forza di un progetto strutturale ben tipo concettuale nella sede universitaria dell’ETH di Zurigo, ed è attualmente in
concepito, queste strutture raggiungono la “potenza attraverso la geometria”. corso di completamento al NEST. Il sistema a cassoni adattabile, in questo caso,
Forme strutturali efficienti, come involucri e volte, sono in grado di ridurre in mi- è stato concepito come un assortimento di componenti riutilizzabili, nel quale una
sura significativa il volume fisico collocandolo solo dove serve, secondo il flusso rete di cavi viene tenuta in tensione da travi perimetrali sostenute, al contrario dei
naturale delle forze interne in ciascuna situazione di carico. Grazie alla loro ca- cassoni tipici, da un numero ridotto d’impalcature. La rete di cavi precompressi
pacità di distribuire il carico attraverso la sezione, gl’involucri a doppia curvatura sostiene una membrana di tessuto ed è stata progettata per deformarsi in forme
irrigiditi da cordonature e le forme che lavorano esclusivamente a compressione predefinite sotto il peso del calcestruzzo umido. Un processo di ottimizzazione ha
offrono la possibilità di accrescere le qualità di portata del carico di una struttura garantito la specifica distribuzione di forze non uniforme necessaria a ottenere
con una forma fisica efficiente ed economica. Queste strutture possiedono geo- questa forma ed è stata applicata alla rete di cavi in fasi successive, con un siste-
metrie espressive, intricate e non ripetitive. Come tali, possono essere ardue da ma di controllo in cantiere. Grazie alla computazione, intelligenza e controllo hanno
realizzare, in termini di lavoro, costo e spreco. Tipicamente, le casseforme sono sostituito la tradizionale tecnologia di massa con relativa produzione di scarti.
costruzioni su misura, di legno o di espanso, che spesso non possono essere KnitCandela è un sottile involucro di calcestruzzo a nido d’ape realizzato al
riusate e che, finita la costruzione, vengono distrutte. Sono inoltre costose e as- Museo Universitario Arte Contemporáneo di Città del Messico in collabora-
sorbono da metà a due terzi del costo della struttura, secondo la complessità zio-ne con il Computational Design Group (ZHCODE) di Zaha Hadid Architects e
del progetto. Per sfruttare pienamente la potenzialità di queste strutture, occorre con Architecture Extrapolated (R-Ex). Il progetto è un omaggio al costruttore di
ripensare i sistemi usati per le costruzioni di calcestruzzo non standardizzate. La coperture a conchiglia Félix Candela, che usava superfici a paraboloide iperbo-
fabbricazione digitale ha creato nuove occasioni di sperimentare nuovi sistemi lico (dette hypar) per riuscire a riutilizzare gli elementi rettilinei delle casseforme.
fisici e di realizzare forme complesse od originali attraverso processi precisi. Nello stesso intento di ridurre gli sprechi nella costruzione, il sistema a rete di cavi
I sistemi a casseforme di tessuto leggero offrono un’alternativa ai sistemi di e tessuto intrecciato amplia la gamma delle geometrie anticlastiche realizzabili
costruzione tradizionali. In questi ultimi, stampi rigidi e spesso pesanti vengono con efficienza ed economia. Il sistema qui adottato rappresenta un’evoluzione
tenuti in posizione da impalcature che richiedono fondazioni e altri elementi di del sistema di casseforme a rete di cavi pretensionati e tessuto adoperato per la
armatura provvisori. Usare una membrana flessibile o un tessuto al posto di uno copertura di HiLo: il significativo miglioramento, in questo caso, consiste nel fatto
stampo rigido costituisce un sistema alternativo che richiede pochissime impal- che il diaframma leggero permanente consiste in un tessuto tecnico speciale a
cature, talvolta nessuna. Inoltre, grazie alla loro compattezza e alla loro leggerez- trama tridimensionale rivestito di un particolare adesivo cementizio. La geome-
za, possono essere trasportati senza sforzo fino al cantiere. tria non tradizionale del padiglione – un involucro a doppia curvatura spesso 3
La copertura a conchiglia NEST HiLo e l’involucro KnitCandela sono due esempi cm con costolature rigide dello spessore di 4 cm che corrono in entrambe le di-
di progetti che ambiscono a realizzare geometrie su misura, in modo da ridurre rezioni – è stata realizzata usando una cassaforma fissa di tessuto intrecciato,
lo spreco di materiale dei sistemi ordinari. dimostrando che geometrie architettoniche e strutturali complesse si possono
HiLo è un’unità di ricerca e innovazione in fase di sviluppo all’interno della sede realizzare minimizzando costi, peso, tempo e impronta ecologica.
del NEST (Next Evolution in Sustainable Building Technologies) di Dübendorf, in Grazie all’uso del tessuto intrecciato al posto del più comune tessuto a strato
Svizzera. HiLo si concentra sull’innovazione dell’impiego di strutture leggere, di singolo, è stato possibile realizzarne la geometria non sviluppabile di 50 m2 con
tecniche costruttive adeguate, di fonti d’energia rinnovabile e di sistemi energetici soli quattro componenti di tessuto leggero. La membrana tessile, rivestita di un
in grado di alleviare l’impatto dell’ambiente costruito sul cambiamento climatico. sottile strato di adesivo cementizio, ha fornito la resistenza e la rigidità richieste
Uno dei principali componenti innovativi dell’unità HiLo è la copertura leggera, ot- per la formatura del calcestruzzo con il minimo di casseforme esterne. Il tessuto

86
Reflections / Making architecture
Photo Philippe Block

Sopra: KnitCandela è un Above: KnitCandela is a


guscio di cemento concrete shell built in
realizzato nel 2018 dal 2018 by the Block
Block Research Group Research Group (BRG) at
(BRG) al Museo the Museo Universitario
Universitario Arte Arte Contemporáneo
Contemporáneo (MUAC) (MUAC) in Mexico City.
di Città del Messico. A Right: the structure
destra: la struttura in under construction
costruzione
Photo Maria Verhulst

87
Photo Cubiertas ala S.A / Archivio Domus
Riflessioni / Fare architettura

88
Reflections / Making architecture

The building industry uses a dramatic amount of resources and has an ev-
er-greater environmental impact as construction activity increases with the
growth of the world’s population. Concrete continues to be the most widely
used building material as it can be moulded into almost any shape desired. Its
production relies heavily on the use of aggregates and freshwater, while the
world’s yearly cement production accounts for more than five per cent of glob-
al CO2 emissions. The challenge presented by the depletion of natural resourc-
es and the necessity to reduce greenhouse gas emissions is an opportunity
for innovation, where lightweight construction is increasingly important. Struc-
tural geometry – for example doubly curved shell forms – can significantly re-
duce the amount of material required, thus also reducing a structure’s weight
and stresses. Moreover, reducing the amount of material and waste associat-
ed with construction is another key target, as the embodied carbon of a build-
ing is predicted to be the construction sector’s main source of carbon emissions
by 2050.
Previous generations of designers and structural engineers, such as Robert
Maillart, Félix Candela or Pier Luigi Nervi, demonstrated the interconnected-
ness of efficiency, elegance and economy by designing structures that intelli-
gently combine structural performance and architectural geometry. Harness-
ing the power of well-thought-out structural design, these structures gain their
“strength through geometry”. Efficient structural forms, such as shells or vaults,
can significantly reduce material volume by placing it only where needed, ac-
cording to the natural flow of internal forces for all loading cases. Thanks to
Photo Archivio Domus

their ability to uniformly distribute the load across their section, doubly curved
rib-stiffened shells and compression-only forms in particular offer the possi-
bility of increasing a structure’s load-bearing capabilities in a materially efficient
and economical way. These structures have expressive, intricate and non-re-
intrecciato è stato realizzato in 36 ore. Pesava complessivamente 25 kg ed è sta- petitive geometries. As a result, they can be challenging to build, moving the
to trasportato in Messico in due colli sottoposti al normale check-in. Ciò non solo problem of labour, cost and waste from the structure to the mould needed to
riduce drasticamente il tempo di produzione, ma abbatte significativamente le build it.
emissioni di carbonio dovute al trasporto. In futuro, grazie alla grande diffusione Typically, formworks – structures in themselves – are bespoke constructions
delle macchine da intreccio, si sposteranno solo i dati. Oltre ai vantaggi di velocità, of cut timber or milled foam that often cannot be reused and are disposed of
fabbricazione e facilità costruttiva, il costo materiale di rete di cavi, tessuto intrec- after construction. Formworks are also costly, accounting for approximately
ciato e cemento d’irrigidimento per questo progetto è stato inferiore ai 2.500 euro. one half or as much as two thirds of a structure’s cost, depending on the intri-
Le casseforme di tessuto flessibile non favoriscono solo la riduzione dell’uso dei cacy of the design. To harness the full potential of these structures, the form-
materiali. Benché la loro funzione principale sia quella di contenere il calcestruz- work systems used for non-standard and non-repetitive concrete construction
zo durante la colata e l’indurimento, incidono profondamente sulla qualità della need to be reconsidered. Digital fabrication has created fresh opportunities
finitura superficiale della struttura. Questa caratteristica, che lascia un’impronta to explore new material systems and to realise complex or unique forms using
indelebile sul calcestruzzo, è sempre stata inclusa nel progetto di architettura precise processes.
(per esempio, con l’uso di tavole di legno grezzo oppure, all’opposto, di superfici Lightweight fabric formwork systems offer an alternative to traditional con-
lisce prive di giunzioni visibili). Colando il calcestruzzo in un tessuto dotato di una struction formwork tecniques. In traditional formwork systems, rigid and often
particolare trama, si trasferisce alla struttura una particolare finitura superficiale. heavy moulds are held in place by scaffolding, which requires foundations and
Per esempio, togliendo la cassaforma tessile dall’involucro di HiLo, è venuta alla other temporary elements that make up a falsework. Using a flexible membrane
luce una finitura superficiale del calcestruzzo di grande qualità. or fabric instead of a rigid mould can offer an alternative forming system need-
Il tessuto offre possibilità estetiche anche nel caso dell’uso di casseforme ing very little or no scaffolding. Moreover, because of their compactness and
fisse. Rimanendo a vista, come nel caso di KnitCandela, la struttura assume un legerity, they can be effortlessly transported to the construction site.
aspetto morbido e colorato. Inoltre, i tessuti intrecciati offrono grandi vantaggi NEST HiLo’s shell roof and KnitCandela are two examples of projects with
riguardo all’integrazione di funzionalità come canali, aperture, proprietà direzionali the ambition to construct bespoke geometries in a manner that wastes less
dei materiali, formazioni multistrato e mutazioni della trama superficiale e della material and is cheaper than standard systems.
porosità. Queste caratteristiche si possono usare a scopo funzionale ed estetico, HiLo is a research and innovation unit under construction on the NEST (Next
ed è facile integrare nella struttura ulteriori requisiti prestazionali. Evolution in Sustainable Building Technologies) building in Dübendorf, Switzer-
Questi progressi della tecnologia offrono una vasta gamma di possibilità land. The innovations in HiLo are focused on the use of lightweight structures,
d’integrazione dei processi di fabbricazione nelle scelte progettuali. La scelta appropriate construction techniques, renewable energy sources and modern
della cassaforma flessibile è adatta a tutte le situazioni in cui tempi e costi del building energy systems to mitigate the built environment’s impact on climate
progetto diventano incontrollabili: trasporto e logistica di cantiere, manodopera, change. One of the main innovative components of the HiLo unit is its lightweight
costi d’installazione. Punto cruciale: mette a portata di mano un modo di costru- roof, which is optimised to use as little concrete as possible. The shell roof is
ire con sprechi decisamente minori in termini di materiali. Come per ogni buona an example of a lightweight, reusable cable-net and fabric formwork system.
tecnologia, è anche interessante prendere in considerazione la nuova estetica Its construction was tested as a proof-of-concept construction prototype on
cui queste possibilità strutturali sono in grado di dare vita. the campus of ETH Zurich in 2017, and is currently being completed on-site at
NEST. The flexible formwork system, in this case, was developed as a reusable
kit of parts, where a cable net is tensioned between boundary beams that are
Mariana Popescu, Tom Van Mele e Philippe Block sono parte del supported by a small amount of scaffolding in contrast to typical formwork.
Block Research Group (BRG) dell’Istituto di Tecnologia dell’Architettura The prestressed cable net supports a textile shuttering and was designed
all’ETH di Zurigo. to deform into a predetermined shape under the weight of the wet concrete. An

89
Riflessioni / Fare architettura
Photo Michael Lyrenmann

Pagina 88: dettaglio Vaticano di Pier Luigi Page 88: detail of the HiLo shell roof, built at
della Iglesia de la Nervi, 1971. Church of Milagrosa by ETH Zurich in 2017. It
Medalla Milagrosa In queste pagine: Félix Candela in Mexico was constructed using
progettata da Félix prototipo in scala 1:1 City, 1955, published in a flexible formwork
Candela a Città del della copertura a Domus 308, July 1955. system
Messico, 1955, conchiglia NEST HiLo, Page 89: view of the
pubblicata su Domus realizzato all’ETH di Vatican Audience Hall by
308, luglio 1955. Zurigo nel 2017. È Pier Luigi Nervi, 1971.
Pagina 89: scorcio costruito con un sistema These pages: 1:1 scale
dell’Aula delle udienze in di casseforme flessibili prototype of the NEST

90
Reflections / Making architecture

optimisation process identified the specific non-uniform distribution of forces


needed to achieve this shape and was applied in stages to the cable net with
an on-site control system. Through computation, intelligence and control re-
placed the more traditional mass- and waste-producing technology.
KnitCandela is a thin concrete waffle shell built at the Museo Universitario
Arte Contemporáneo in Mexico City, in collaboration with the Computational
Design Group (ZHCODE) of Zaha Hadid Architects and Architecture Extrapo-
lated (R-Ex). The project is a homage to the shell builder Félix Candela (1910-1997),
who used hyperbolic paraboloid surfaces (or “hypars”) to be able to reuse straight
formwork elements. With the same ambition to reduce construction waste, the
cable-net and knitted formwork system expands the range of anticlastic ge-
ometries that can be built efficiently and economically. The employed system
is an evolution of the tensioned cable-net and fabric formwork system used for
the HiLo roof, the significant advance in this case being that the lightweight,
stay-in-place shuttering is a custom 3D-knitted technical textile coated with a
special cement paste.
The pavilion’s non-standard geometry (a doubly curved, three-centimetre-thick
shell with stiffening ribs of a depth of four centimetres running in both direc-
tions) was built using a stay-in-place knitted formwork, demonstrating that com-
plex architectural and structural geometries can be built minimising cost, weight,
time and environmental footprint.
Using a knitted textile instead of the generally used single-layered woven
fabrics, its non-developable 50-square-metre geometry could be built out of
only four lightweight pieces of textile. The textile shuttering, coated with a thin
cement paste, provided the required strength and stiffness for the casting of
the concrete using only minimal external formwork. The knitted textile was pro-
duced in 36 hours, weighed 25 kilograms in total and was transported to Mex-
ico in two regular checked-in pieces of luggage. This not only drastically reduc-
es manufacturing time, but significantly lowers carbon emissions from
transport. Given the prevalence of knitting machines, in the future only data will
travel. In addition to benefits gained in speed, fabrication and ease of construc-
tion, the material cost for this project’s cable net, knit and stiffening cement
was less than 2,500 euros.
Flexible fabric formworks don’t only facilitate a reduction in material use.
Although the main function of formwork is to support the concrete during cast-
ing and curing, it has a profound influence on the quality and surface finish of
the structure. This characteristic of the formwork leaving an imprint on the
concrete has always been taken into account in architectural design (for ex-
ample with the use of rough wooden planks, or conversely smooth surfaces
devoid of visible seams). By casting concrete in a textile with a specific texture,
a particular surface finish is transferred to the structure. For example, a
high-quality surface finish of the concrete is revealed when the fabric formwork
of the HiLo shell is removed.
Textiles also offer aesthetic opportunities when used as stay-in-place form-
work. By remaining exposed, as is the case of KnitCandela, the structure may
be perceived as soft and colourful. Furthermore, knitted textiles offer extensive
advantages with respect to integrating features such as channels, openings,
directional material properties, multilayered formations and changes in sur-
face texture and porosity. These characteristics can be used for functional and
aesthetic purposes, while additional performance requirements can be easily
incorporated into the structure.
Such advances in construction technology present a widening range of op-
portunities to integrate the processes of making earlier into design decisions.
As an economical and efficient system, the flexible formwork approach can
address all those areas where project timelines and budgets often spiral out
of control: transport and on-site logistics, manual labour and installation costs.
Crucially, it immediately offers a far less wasteful way of building in material
terms. And as with all good technology, it is also exciting to consider the new
aesthetics that these innovative structural possibilities might generate.

Mariana Popescu, Tom Van Mele and Philippe Block are part of the Block Re-
search Group (BRG) at ETH Zurich’s Institute of Technology in Architecture,
Switzerland.

91
I limiti della città / City limits
Vivere con il vermone / Living with the big worm
Testo/Text Alex Hochuli
Photo Christopher Pillitz / In Pictures Ltd./ Corbis via Getty Images

Quella che serpeggia per il centro di San Paolo del Brasile è una mostruosità cartolina. È il regno dell’automobile e dello sprawl urbano: la sua migliore rap-
infrastrutturale: un’arteria sopraelevata che supera l’altezza delle finestre del presentazione visiva è probabilmente quella di un mare di grattacieli. Per chi
terzo piano degli edifici circostanti. ama la città, questo aspetto può essere parte del suo fascino: è una città da
Il Minhocão (il ‘vermone’) o Via Elevada Presidente João Goulart, secondo la vivere, non da ammirare. Quello che certamente manca è uno spazio pubblico
denominazione ufficiale, è un sovrappasso di 2,8 km che parte dall’estremità sufficiente. Benché ogni giorno vi transitino 78.000 veicoli, di sera e nei fine
della zona occidentale e attraversa il distretto del centro penetrando nel cuo- settimana il Minhocão si trasforma di fatto in un parco. Chiuso al traffico, è uno
re della città, strangolandolo e opprimendone il panorama. Benché esemplare spazio adeguato che accoglie chi fa jogging, chi porta il cane a passeggio, chi
della tendenza antisociale nello sviluppo urbano dell’ultimo mezzo secolo, è si fuma una canna sullo skateboard, chi prende il sole e chi va in bici. Ognuno
divenuto contemporaneamente l’immagine dei recenti tentativi di rivendica- di loro ne occupa temporaneamente l’intera lunghezza. Il parco sopraelevato
zione dello spazio pubblico. All’inizio del 2018 è stato approvato un progetto di s’innalza da 6 a 8 m rispetto al livello stradale, in una convivenza tutta speciale
legge che prevede la sua conversione a parco. Mentre parecchie città di tutto con la densità degli edifici adiacenti.
il mondo stanno promuovendo progetti che rappresentano ciascuno la propria Tra il parco sopraelevato e l’architettura circostante c’è un dialogo magico. Una
risposta all’High Line newyorkese, quello di San Paolo è uno dei meno probabili finestra diventa il palcoscenico di un teatro per bambini, e lo fa ogni domenica
e, al contempo, dei più necessari. dal 2013; la carreggiata pedonalizzata accoglie il pubblico. In alto, le facciate
San Paolo non è mai stata una città monumentale come Rio de Janeiro, co- degli edifici sono le tele degli street artist. Una delle opere più durature raffigura
struita per governatori e preti. Può essere un luogo che disorienta, privo com’è una mummia ‘urbana’ le cui bende sono strade di scorrimento veloce. Se que-
di punti di riferimento geografici e umani. A parte, forse, il MASP, il museo d’arte sta è la risposta della più grande città del Brasile alla celebre spiaggia di Rio,
moderna di Lina Bo Bardi, a San Paolo non esistono le classiche immagini da non potrebbe essere più in sintonia con lo spirito di San Paolo: intensamente

92
Reflections / City limits

Pagina a fronte: veduta Opposite page: the


del Minhocão di Minhocão on a Sunday,
domenica, quando il when the overpass
viadotto che attraversa running through the
il centro di San Paolo non centre of São Paulo is
è accessibile alle auto e closed to traffic and
si trasforma in campo di turns into a football pitch
calcio per bambini e for youngsters and a
ragazzi, pista da jogging jogging track/cycle path
e ciclabile per gli abitanti for the city’s inhabitants
della città

urbana, pulsante e, se occorre una parola più calzante, magica. “È come se San Minhocão insista sull’esperienza e non sulla pianificazione, viene tuttora accu-
Paolo, negli ultimi 5-10 anni, avesse iniziato a usare meglio lo spazio pubblico”, sata di favorire la gentrificazione. Con lo spostamento a sud-ovest del ‘centro’,
commenta Fernando, organizzatore di eventi che ha da poco passato i 40 anni nel corso degli anni Novanta, il quartiere ha perduto il 25 per cento dei residenti.
e, in un soleggiato pomeriggio domenicale, pedala per il Minhocão liberato dal Da parte sua, Rodrigues rifiuta ogni coinvolgimento di questo genere: “La gen-
traffico. “È iniziato con le feste popolari, come il carnevale. Ciò ha creato una trificazione è una gestione pubblica che non tiene conto della diversità sociale.
domanda cui l’amministrazione cittadina sta iniziando a rispondere”. Ma l’istituzionalizzazione giuridica del parco, e la successiva realizzazione di
La mancanza di parchi e spazi pubblici in città spinse un gruppo di residenti servizi come toilette e punti di erogazione dell’acqua, un’altra cosa”.
a costituire nel 2013 l’Associação Parque Minhocão per battersi per la trasfor- Fin dall’inizio della restaurazione della democrazia verso la fine degli anni
mazione del viadotto – già all’epoca chiuso la domenica e di notte – in un parco Ottanta, i movimenti sociali hanno instaurato a San Paolo una tradizione di
permanente. “È lo spazio più democratico di San Paolo, molto più di Ibirapuera pianificazione redistributiva. Questo ha creato attriti con il potere istituzionale
[il maggior parco urbano]. È questo che conta, non se ci siano già dentro al- della borghesia, che privilegiava l’automobile e i condomini sempre più forti-
beri o panchine”. Attualmente il progetto consiste nella valorizzazione di un ficati. Poi c’è l’ancor più inveterata tendenza che il saggista Benjamin Moser
paesaggio cinto da alberi che dovrebbe coprire i primi 900 m del viadotto, da definisce ‘autoimperialismo’. In altre parole, il Brasile è una società coloniale
praça Roosevelt a largo do Arouche. Poi un investimento previsto in 8,2 milioni più che colonizzata, benché il luogo da conquistare coincida con se stessa.
di euro dovrebbe creare un parco lineare che colleghi il ristrutturato Parque Questo ha prodotto, nel corso della storia, un processo caotico di sviluppo,
Augusta del centro al Parque da Água Branca dell’area occidentale. Una pro- speculazione e costruzione, seguito dall’abbandono, una volta che ciò che si era
posta avanzata dall’urbanista (nonché ex sindaco di Curitiba) Jaime Lerner costruito smetteva di servire allo scopo. È facile constatare come il Minhocão
prevede rampe d’accesso, panchine, alberi, e altra vegetazione. Lungo la linea faccia parte di questo modello casuale e antisociale.
centrale del viadotto saranno create aperture di ventilazione per consentire Forse, però, il parco del Minhocão potrebbe essere uno dei rari successi: ir-
all’aria e alla luce di penetrare in basso, fino alle umide e scure fasce dei i viali rimediabilmente modernista e urbano nell’aspetto, ma anche spontaneo e po-
che il Minhocão copre da quasi 50 anni. polare nel suo utilizzo. Nonostante il fastidio dei suoi sostenitori per l’analogia
Un’altra proposta è quella di fare completamente a meno del Minhocão. Ga- con la High Line, potrebbe perfino diventare un punto di riferimento cittadino,
briel Rostey, membro della commissione municipale per le politiche urbane, un’icona da cartolina ben riconoscibile. Se così fosse, lo farebbe nel miglior
sostiene che la sua eliminazione svelerebbe la bellezza dei viali e delle piazze spirito modernista dell’inclusione sociale di massa e, quindi, servirebbe an-
moderniste sottostanti. Inoltre, il desiderio di trasformare il Minhocão in una che da monito alla San Paolo dei condomini recintati e dei centri commerciali.
High Line o in una versione brasiliana del Viaduc des Arts parigino ne “trascu-
rerebbe le differenze strutturali: quei progetti riguardano linee ferroviarie, non
un viadotto su una strada pubblica”. Secondo Rostey, il parco del Minhocão è Alex Hochuli saggista freelance, ricercatore e consulente, vive a San Paolo.
una moda hipster che nasce dalla “immarcescibile identificazione degli abitanti È produttore e co-conduttore del podcast di politica globale Aufhebunga
di San Paolo con New York”. Felipe Rodrigues, membro dell’Associação Parque Bunga. Collabora con una serie di testate scrivendo di politica brasiliana e
Minhocão, non è di questo parere: “L’High Line non c’entra niente!”, afferma. “Alla internazionale, film e città.
biennale del 2013 c’era una mostra che suggeriva questa idea e i media l’hanno
diffusa. La gente accusava noi dell’associazione di essere dei buffoni. Ma guar-
date la varietà di persone che oggi usa il Minhocão. Alcune di loro a New York non
ci sono mai nemmeno state”. I critici conservatori possono essere scoraggiati
Il Minhocão è lo spazio più
dal fatto che forse il Minhocão non è un luogo sicuro. Qui i furti non sono rari,
messi a segno soprattutto da adolescenti in bici che scippano i cellulari. Benché
democratico di San Paolo.
l’anno scorso la sicurezza sia migliorata, c’è chi ha sostenuto che il CONSEG, un
“comitato per la sicurezza della comunità” notoriamente conservatore collega-
È questo che conta,
to con l’amministrazione statale, abbia permesso la diffusione delle rapine per
dissuadere la popolazione dal riappropriarsi del Minhocão. L’ambivalenza nei
non se ci siano già dentro
confronti della rivendicazione dello spazio pubblico di San Paolo, così spesso
identificato con il crimine, la sporcizia, la precarietà e il vagabondaggio, viene
alberi o panchine
perfettamente espressa da Anita e Zé, una coppia di pensionati residenti della
zona, che prendono il fresco sul viadotto. “San Paolo è uno schifo”, dicono. “Ci
Minhocão is the most
sono tante cose da sistemare, ma il Minhocão non lo demolirei, no. Certamente
ci libererebbe dai barboni che ci stanno sotto, ma finirebbero semplicemente
democratic space
con l’andare da un’altra parte”.
Marcos, venditore ambulante di noci di cocco, sul Minhocão espone la sua in São Paulo. That’s what’s
merce nei fine settimana, ma lo usa anche come luogo per il tempo libero. Dice
che la delinquenza è preoccupante, “anche se gli ambulanti come me non li important, not whether there
toccano”. Secondo lui, un parco permanente non sarebbe solo un bene per gli
affari, ma migliorerebbe anche la sicurezza. Nonostante l’Associação Parque are trees and benches on it yet

93
Riflessioni / I limiti della città

Il Minhocão potrebbe diventare un punto


di riferimento cittadino identificabile come icona da cartolina
The Minhocão could even become an identifiable
postcard-picture city landmark
Photo Felipe SS Rodrigues

Snaking through the centre of São Paulo is an infrastructural monstruosity, Though 78,000 vehicles pass on the Minhocão daily, it turns into a de facto park
an elevated roadway that winds past third-story windows. The Minhocão (“Big in the evenings and all weekend long. While closed to traffic, it is an appropriated
worm”) or the Via Elevada Presidente João Goulart as it is officially known, is a space, welcoming joggers, dog-walkers, spliff-smoking skaters, sun-bathers and
2.8 km overpass that runs from the start of the West Zone through to the Centre cyclists, who temporarily occupy its entire length. This suspended park hovers
going around and into the city centre, strangling it and deadening its streetscape. some six to eight metres above street level, in a peculiar coexistence with the
Though it exemplifies the anti-social thrust of the city’s development over the dense buildings adjacent. There is a magical interplay between the elevated park
past half century, it has, at the same time, come to represent recent attempts and the surrounding architecture. One window becomes a stage for children’s
to reclaim urban space. In early 2018, a bill mandating the conversion of the Min- theatre, and has done every Sunday since 2013; the pedestrianised roadway
hocão into a park was signed into law. Whilst many cities around the world are hosts the audience. The facades of buildings above are canvases for street
touting projects that are their answer to New York City’s High Line, São Paulo’s artists. One long-standing work, is of an urban mummy, the bandages made
is one of the least probable, as well as the most necessary. of roadways. If this is Brazil’s biggest city’s response to Rio’s famed beach, it
São Paulo was never a monumental city like Rio de Janeiro, which was built for could not be more quintessentially São Paulo: intensely urban, pulsating and for
governors and priests. It can be a disorienting place, lacking both geographical the want of a better word, weird. “It feels like São Paulo has begun using public
and human landmarks. Perhaps other than the modern art museum, MASP, by space better in the past five-to-ten years,” says Fernando, an events profes-
Lina Bo Bardi there is no classic postcard image of São Paulo. It is car-dominat- sional in his early 40s who cycles along the traffic-free Minhocão on a sunny
ed and sprawling; a sea of skyscrapers is probably its best visual representa- Saturday afternoon, tells me. “It started with popular parties, like carnival. That
tion. For those who love the city, this may be part of the charm – it is a city to be created a demand, which the city government started responding to.” The city’s
lived, not admired. What it indubitably lacks, though, is sufficient public space. lack of parks and public spaces motivated a group of residents to form the “As-

94
Reflections / City limits

Pagina a fronte: la Via Opposite page: Via


Elevada Presidente João Elevada Presidente João
Goulart durante i giorni Goulart at Carnival time.
di Carnevale. This page: seventy-eight
In questa pagina: ogni thousand vehicles
giorno sul Minhocão transit across the
transitano 78.000 veicoli, Minhocão every day but
ma di sera e nei fine it becomes a city park in
settimana si trasforma the evenings and at
in un parco urbano weekends

sociação Parque Minhocão” in 2013, to advocate in favour of transforming the


viaduct – back then, already closed on Sundays and at night – into a permanent
park. Felipe Rodrigues, an architect and one of the group’s spokespeople, em-
phasises a message that resonates with fans of the Minhocão Park. “It’s the
most democratic space in São Paulo, much more so than Ibirapuera [the city’s
largest urban park]. That’s what’s important, not whether there are trees and
benches on it yet.” Currently, the plan is for an upgraded, tree-lined landscape to
cover the first 900 m of the viaduct, from Praça Roosevelt to Largo do Arouche.
Eventually, a planned R$ 38 m (8.2 m euros) investment would create a long park,
linking a regenerated Parque Augusta in the centre to Parque da Água Branca,
in the West Zone. One proposal by urbanist (and ex-mayor of Curitiba) Jaime
Lerner features new access ramps, benches and trees, as well as other veg-
etation. Ventilation holes would be created along the centre of the viaduct to
allow for air and light to penetrate down to the damp and dark stretches along
the avenues the Minhocão has covered for nearly 50 years.
Another proposal is to rid the city of the Minhocão entirely. Gabriel Rostey, a
member of the municipal council on urban policy, argues that its removal would
reveal the beautiful modernist avenues and squares hidden beneath. Moreover,
the desire to turn the Minhocão into a High Line or a version of Paris’ Viaduc des
Arts would ignore structural differences: those projects made use of railway
tracks, not a viaduct above a public road. For Rostey, the Minhocão Park is a
hipsterish affection, driven by “the eternal identification that Paulistanos feel
with New York.” Rodrigues disagrees.“It has nothing to do with the High Line!”
he says “The 2013 Biennal had an exposition suggesting that idea, and the me-
dia ran with it. People then accused us in the Association of being luvvies. But
look at the variety of people who actually use the Minhocão.
Most have never even been to New York.” Conservative critics may be put off
by the fact the Minhocão is perhaps an unruly space. Robberies are not uncom-
Photo Felipe SS Rodrigues

mon on the Minhocão – mainly teens on bikes snatching cell phones. Although
policing has improved in the past year, it has been suggested that CONSEG, a
notoriously conservative “community council on security” attached to the state
government, has allowed robberies to happen in order to dissuade popular
appropriation of the Minhocão. The ambivalence over the reclaiming of public
space in São Paulo, so often identified with crime, dirtiness, precariousness
and homelessness is best expressed by Anita and Zé, a retired couple who, as
local residents take air on the viaduct. “São Paulo is trash,” they say. “There are author Benjamin Moser calls “self-imperialism”. That is, Brazil is not so much
so many things that need fixing. But I wouldn’t demolish the Minhocão, no. Sure it a colonised society as a coloniser; even if the place to be conquered is itself.
would rid us of the homeless underneath, but they’d only end up somewhere else.” This has resulted, throughout its history, in a chaotic process of development,
Marcos, an ambulant coconut vendor plies his wares on the Minhocão at of speculation and construction, followed by abandonment once that which
weekends, but also makes use of it as a space for leisure. He says that crime has been built no longer serves its purpose. It’s easy to see the Minhocão fit-
is a concern, “even though they don’t target hawkers like me.” For him, a per- ting into this haphazard and anti-social model.
manent park would not just be good for business, but would improve security, But perhaps the Minhocão ark could be a rare success. Irretrievably modern
too. In spite of the Associação Parque Minhocão’s emphasis on experience, not and urban in its appearance, but also used in a spontaneous, bottom-up fash-
planning, it still stands accused of aiding gentrification. The district lost nearly ion. And despite its advocates’ discomfort with the High Line analogy, it could
25% of its inhabitants over ’90s, as the “centre” shifted southwest, but real es- even become an identifiable postcard-picture city landmark. Should it do so,
tate speculation has shot up in the last decade. Felipe Rodrigues, for his part, it would be in the best modernist spirit of mass social inclusion, and thus also
rebuts any such implication: “Gentrification is public action that doesn’t take serve as a rebuke to the São Paulo of gated condominiums and shopping malls.
into account social mix. But the legal institutionalisation of the park, and the
eventual construction of services like toilets and water do not do that.” Since
re-democratisation in the late ’80s, social movements have installed a redis- Alex Hochuli is a freelance writer, researcher and consultant based in
tributive planning tradition. But this has stood in tension with the institutional São Paulo. He is the producer and co-host of the global politics podcast,
power of the middle class, which privileged the car and increasingly fortified Aufhebunga Bunga, and contributes regularly to a range of publications
residential condominia. And then there is the longer-standing tendency of what on Brazilian and global politics, films and cities.

95
L’importanza del luogo / Place matters
La forma di una stanza / The shape of a room
Testo/Text Hisham Matar
Photo Stefano Vigni
g

96
Reflections / Place matters

Pagina a fronte: scale di Opposite page: steps on


via di Valdimontone e Via di Valdimontone and
vista posteriore della rear view of the Basilica
Basilica di San Clemente of San Clemente in Santa
in Santa Maria dei Servi. Maria dei Servi. This
La fotografia (qui, in photograph (detail) by
dettaglio) di Stefano Stefano Vigni is taken
Vigni fa parte della from the publication
pubblicazione Forma/ae Forma/ae (two volumes,
(due volumi, Seipersei, Seipersei, Siena 2020), a
Siena 2020) che sentimental exploration
racconta la città dentro inside and outside the
e fuori le mura city walls

Nei primi anni Sessanta, Siena fu la prima città italiana a limitare l’accesso
dei veicoli a motore. L’autobus ci ha depositati ai margini della città. Ci siamo Le curve improvvise dei
trascinati dietro i bagagli nel reticolo di stradine fiocamente illuminate. La piog-
gia si era ridotta a piovischio e il nero acciottolato riluceva. Nelle strade angu- vicoli e la prossimità degli
edifici accrescevano la mia
ste le case sembravano incombere su di noi. I mattoni di terracotta ingrigita
si percepivano a stento nella notte. Le curve improvvise dei vicoli e la prossi-

sensazione di entrare in un
mità degli edifici accrescevano la mia sensazione di entrare in un organismo
vivente. A ogni passo mi ci insinuavo un po’ di più ed esso, quasi in risposta, mi

organismo vivente
faceva spazio. Ero entrato in un posto insieme familiare e del tutto sconosciuto.
L’appartamento che avevo preso in affitto era in realtà una porzione di un

The sharp turns of the


antico palazzo, con soffitti affrescati e stanze di proporzioni perfette. La mo-
desta facciata dell’edificio accentuava la bellezza di quegli spazi privati. Nei
giorni successivi, ogni volta che uscivo di casa ero cosciente, anche senza vol-
tarmi indietro, della sobria facciata. Era come un alleato al quale desideravo passageways and the
confessare ogni sorta di segreti. Quel posto mi rammentava che gli edifici in
cui c’imbattiamo, come le persone nuove che magari incontriamo, possono sti- closeness of the buildings
molare passioni fino ad allora latenti. Il più delle volte non ci rendiamo neppure
conto di simili mutamenti. Avvengono, semplicemente. E sono spesso recipro-
ci, perché allo stesso modo in cui influenziamo gli altri e ne siamo influenzati,
gave me the sense that I was
anche l’atmosfera di una stanza è segnata da ciò che in essa facciamo. Gran
parte di quanto facciamo svanisce, ma un vago e indistinto residuo rimane.
entering a living organism
Come spiegare altrimenti che si possa percepire l’atrocità in luoghi dove sono
avvenute cose atroci, o essere serenamente ispirati da una stanza dove per
lungo tempo ci si è presi cura di ciò che è bello e gentile? Ogni volta che torna- come se Diana e io fossimo entrati in uno spazio che ci apparteneva, uno spazio
vo a casa, sentivo crescere in me l’aspettativa. E nei giorni seguenti, dovunque dov’eravamo attesi e dove, probabilmente, da quel momento in poi, avremmo
andassi a Siena, portavo effettivamente con me, come una musica privata, il ripreso a essere attesi. Non è questa una delle possibili definizioni di felicità,
piacere di quelle stanze. pensavo, essere attesi? Ma naturalmente non apparteneva soltanto a noi. Lì
Il gioco di rimandi fra esterni discreti e interni sontuosi, fra quieta serenità eravamo tenuti a comportarci bene e forse perfino a tenere a freno la lingua.
fuori e cura studiata e pensosa dentro, una faccia modesta e mite che na- In qualunque punto della piazza ci trovassimo la vedevamo nella sua interezza.
sconde un cuore ardente, è un vezzo senese, un trucco da illusionista che la Nessuno rimaneva nascosto. Quello strano effetto era dovuto all’insolita forma
città ama giocare. Non lo fa solo per il desiderio di stupire ma anche, pensavo a ventaglio di piazza del Campo e al modo in cui il terreno degrada teatralmente
in quei primi giorni, per dimostrare la potenzialità trasformatrice del varcare verso il lato lungo dove svetta la torre del cuore civile e laico della città, il Palazzo
una soglia. Non ci pensiamo quasi mai, a quanto il nostro senso dell’esistenza Pubblico, compensando il dislivello e raggiungendo il suo scopo ultimo, quello
venga impercettibilmente mutato dall’entrare anche nel più insignificante degli di essere l’edificio più alto della città, più alto di tutte le chiese. Era come se, per
edifici, o dal passare da una stanza all’altra. Nella nostra epoca si è arrivati a il solo fatto di camminare nella piazza, fossi diventato un occhio onniveggente.
sottovalutare l’architettura esagerandone l’utilità. Spesso pensiamo agli edifici Ma, poiché potevo vedere ogni singolo individuo presente, ognuno di loro pote-
non come spazi dove la vita umana prende forma, bensì come luoghi destina- va vedere me. Era una sorta di reciproca esposizione. Qualunque cosa sia ciò
ti a certe funzioni e attività. Siena a questo resiste. Si ha l’impressione che le che crea l’elusivo legame fra estranei che si accorgono l’uno dell’altro in uno
mura che le si snodano intorno come un nastro siano nello stesso tempo un spazio pubblico, lí c’era, ma in un tale incrociarsi di correnti che l’intera piazza
confine fisico e un velo spirituale. Sono lì per tenere lontani gli eserciti invasori, sembrava elettrizzata. Così, sebbene fossimo entrati in una conca, in una sor-
ma anche per preservare e rafforzare il senso di sé della città. L’autonomia qui ta di gigantesco bacile, piazza del Campo appariva anche sospesa, come un
non è solo una preoccupazione politica, ma anche spirituale e filosofica, va di palcoscenico illuminato. Attraversarla è come prender parte a una coreografia
pari passo con la sovranità dello spirito, con il diritto di esistere in armonia tan- vecchia di secoli, fatta per ricordare a tutti gli esseri solitari che non è bene né
to con la propria natura quanto con il bisogno di non perdere di vista se stessi. possibile esistere interamente da soli.
Diana e io abbiamo trascorso quella prima mattina camminando senza meta.
Le viuzze sinuose serpeggiavano coi loro scopi segreti, stabiliti più dalla loro
spontanea natura che da un piano regolatore. O così Siena t’induceva a cre- Hisham Matar, nato nel 1970 a New York da genitori libici, è cresciuto a
dere, finché all’improvviso non ne raggiungevi il crescendo, che giaceva nel Tripoli e poi a Il Cairo prima di trasferirsi a Londra. Per Einaudi ha pubblicato
gheriglio stesso della città, in una piazza che non ha eguali: piazza del Campo, Nessuno al mondo (2006), tradotto in 29 lingue e finalista al Man Booker
che i senesi chiamano semplicemente “Il Campo”. Lì Siena raggiunge il proprio Prize, Anatomia di una scomparsa (2011) e Il ritorno (2017), vincitore del
centro, da lì scorre nella sua pienezza. Ma lì si trova anche la sua sorgente. È Premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia e del Rathbones Folio Prize 2017.
l’inizio e la fine, il fulcro delle correnti gemelle, apertamente dichiarato. Ed era Un punto di approdo uscirà in Italia a marzo 2020.

97
Riflessioni / L’importanza del luogo

Back in the early 1960s Siena became the first Italian metropolis to restrict a public space was present here but in such a criss-crossing of currents that
access to motor vehicles. The bus deposited us at the edge of the city. We pulled the whole place seemed electrified. And so, although we had entered a recess,
out suitcases into the dimly lit web of alleyways. The rain was now a drizzle and a sort of giant pit, Il Campo also appeared, like a lit-up stage, to be suspended.
the black cobblestones shone darkly. The narrow streets made the houses To cross it is to take part in a centuries-old choreography, one meant to remind
loom over us. Their greying terracotta bricks were only vaguely perceptible in all solitary beings that it was neither good nor possible to exist entirely alone.
the night. The sharp turns of the passageways and the closeness of the build-
ings gave me the sense that I was entering a living organism. With every step I
pressed deeper into it and, as though in response, it made room. I was inside a Hisham Matar was born in New York to Libyan parents in 1970. He grew up
place both known and deeply unfamiliar. in Tripoli and then Cairo before moving to London. His novels include In the
The flat I had rented turned out to be part of an old palazzo. It had frescoed Country of Men (2006), translated into 29 languages and a finalist for the
ceilings and perfectly proportioned rooms. The modest exterior of the building Man Booker Prize; Anatomy of a Disappearance (2011); The Return (2017),
made the beauty of these private spaces even more acute. Over the coming winner of the 2017 Pulitzer Prize for autobiographies and the 2017 Rathbones
days, and whenever I left the house, I was often conscious, even without looking Folio Prize; and A Month in Siena (2019), all published by Penguin.
back, of the sober facade. It was like an ally to whom I wanted to unburden all
sorts of secrets. The place reminded me how the buildings we encounter, like
new people we may meet, can excite passions that had up to then lain dormant.
Most of the time we are not even aware of such adjustments. They happen mid-
stride, and are often mutual, for, just as we influence and are influenced by oth-
ers, the atmosphere of a room too is marked by what we do in it. And most of
what we do vanishes, but a slight and shadowy remnant remains. How else then
to account for why we can perceive awfulness where awful things have oc-
curred, or be quietly inspired by a room where for a long time attention had been
given to what is beautiful and kind. Every time I returned to the flat I felt my an-
ticipation grow. And over the coming days, everywhere I went in Siena, I did, in
effect, carry with me like a private song, the pleasure of those rooms.
The play of understated exteriors and magnificent interiors, of calm seren-
ity on the outside and deliberate care and thoughtfulness on the inside, of a
modest or moderate face concealing a fervent heart, is a Sienese habit, a mag-
ic trick the city likes to perform. It does this not only out of the desire to surprise
but also, I felt during those early days, to demonstrate the transformative pos-
sibility of crossing a threshold. We often never think of this, of how our sense
of being is subtly changed by walking into even the most inconsequential of
buildings or transitioning from one room to the next. In our age we have come
to underestimate architecture by exaggerating its utility. We often think of build-
ings not as spaces where human life takes shape, but rather as sites for certain
functions and activities. Siena resists this. It is as though the wall that encircles
the city like a ribbon is as much a physical boundary as it is a spiritual veil. It is
there to keep out invading armies but also to keep in and intensify Siena’s
sense of itself. Independence here is not merely a political concern, but a
spiritual and philosophical one, aligned with the sovereignty of spirit, with the
right to exist in accordance with one’s own nature as well as the need not to
lose sight of the self.
Diana and I spent that first morning walking aimlessly. The twisting lanes
meandered with their own secret purpose, governed less by a town planner’s
master plan than a spontaneous temperament. Or so Siena led you to believe,
until you suddenly reach its crescendo, which lay at the kernel of itself, a square
like no other: Piazza del Campo, simply referred to by the Sienese as “Il Campo”.
This is where Siena reaches the middle of itself, where it pours out completely.
But here also is its source. This is the end and the beginning, the location of the
twin tides, declared in the open. And it was as though Diana and I had entered
a space that was ours, one in which we had all along been anticipated and where,
we suspected, once we left we would continue to be expected. Isn’t this at least
one definition of happiness, I thought, to be anticipated? But, of course, it was
not ours alone. Here we had to keep our manners and perhaps even our wits
about us. No matter where we were in the square, we were able to see the entire
place. Not one person was hidden. This strange effect was made possible by Il
Campo’s unusual fanning shape and by the way the ground dips dramatically
Photo Massimo Siragusa / Contrasto

towards the long side where the civic and secular heart of the city, the Palazzo
Pubblico, raises its tower high to compensate for the hill and achieve its ultimate
goal, which is to be the tallest building in the city, taller than any church. It was
as if I had become, by simply walking into the square, an all-seeing eye. But, be-
cause I could see every person in the square, this meant that each of them could
potentially see me too. It was a space of mutual exposure. Whatever it is that
creates that elusive bond between strangers taking account of one another in

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Reflections / Place matters

Sotto: Palazzo Below: Palazzo La forma di una stanza è un The Shape of a Room is a
Sansedoni (al centro Sansedoni (centre), capitolo del libro di Hisham chapter in Hisham Matar’s
della foto), oggi sede which today houses the Matar Un punto di approdo book A Month in Siena,
della Fondazione Monte Fondazione Monte dei (titolo originale A Month in published by Fig Tree.
dei Paschi di Siena, in Paschi di Siena, in Piazza Siena), Supercoralli Einaudi, © Hisham Matar, 2019
piazza del Campo a del Campo in Siena in libreria dal marzo 2020
Siena nella traduzione di Anna
Nadotti.
© 2019 Hisham Matar
© 2020 Giulio Einaudi editore
S.p.A. Torino

99
Dall’archivio / From the archive
Memoria senza peso / Weightless memory
Testo/Text Fulvio Irace

Col titolo Primizie sui nuovi bagni di Ischia, nel marzo 1952 Gio Ponti presen- Cesate, nella periferia milanese. Appena arrivato, scatta numerose foto che
tava ai lettori di Domus una piccola opera di Ignazio Gardella: le Terme Regina catturano l’essenza del paesaggio naturale e antropizzato. In esso legge i se-
Isabella a Lacco Ameno, nell’isola di fronte Napoli. La costruzione era ancora in gni della storia vivente dell’uomo che si adatta all’ambiente.
corso di realizzazione, ma la fretta di pubblicare era giustificata da almeno due Ne esce rafforzata la convinzione che il problema non sia tanto d’inventare
buone ragioni. La prima era il territorio a Ponti molto caro, perché gli ricordava forme nuove, ma di lavorare dentro quelle esistenti: rifiuta schemi precostituiti,
la stagione delle incursioni mediterranee con Bernard Rudofsky. Il secondo tipologie consolidate in favore di disposizioni e di allineamenti che inglobino la
motivo era l’architetto, Ignazio Gardella, il giovane maestro del Razionalismo topografia, i resti dell’antico e la permanenza delle tracce.
non settario di cui nel 1941 su Stile aveva elogiato la “innata eleganza che con- Decide di conservare i resti dell’antico come il muro greco (che implica la
ferisce una spiritualità alle sue realizzazioni di castigata semplicità” e di cui, soluzione di piegare la parete di una camera di cura) e il porticato ionico dell’o-
solo pochi mesi prima (Domus 263), aveva inoltre commentato entusiastica- riginario edificio che, pur rimanendo uno dei segni più caratteristici delle nuove
mente la Casa al Parco, che segnava l’inizio della ripresa architettonica nella terme, Gardella si rifiutò di considerare un “landmark archeologico”, attribuen-
Milano del Dopoguerra, divenendo emblema di una modernità matura perché dogli invece il ruolo di “memoria vivente del passato”.
indipendente dai dogmi del rigido Razionalismo. Come scrisse Aldo Rossi, per lui “l’esperienza si confonde con la memoria”
Ponti amava di Gardella le “forme semplici schiette e pure”, la ‘longilineità’ (ca- e “il nuovo e l’antico si mescolano alle sue adesioni allo spirito del tempo”. Il co-
ratteristica della nuova scuola milanese) e l’indipendenza di giudizio manifestata lonnato ionico viene preservato e sospeso alla facciata moderna retrostante
nel campo dell’architettura d’interni, dove più importante di ogni funzione, era il con lo stesso spirito di alcuni interni di case milanesi, dove i ritratti degli ante-
peso della memoria, anzi, paradossalmente, l’affiorare di una memoria senza nati e i mobili in stile vengono reimpaginati in spartiti asciutti di pareti sottili.
peso, che coincideva poi con la sua idea di tradizione. Sono questi i temi che Sono i “ritmi purificati” di cui parla Ponti: il bianco gessoso del portico si staglia
attraggono Ponti e che egli intravvede con certezza nelle nuove Terme di Ischia, sullo sfondo rosa della facciata, divenendo un paesaggio autonomo. Le sottili
dove Gardella arriva nell’aprile 1950, con l’incarico di progettare il potenziamen- aperture a T riprendono il filo della trabeazione: con un vertiginoso salto di se-
to dell’industria del wellness, su commessa di un gruppo di medici milanesi. colo, l’eclettico diventa contemporaneo. I corpi si sfasano seguendo allinea-
Il progetto l’impegna a lungo, per tentativi, come un rabdomante alla ricer- menti che coincidono con l’apertura al paesaggio: la corte laterale alla maniera
ca della vena d’acqua. Studia continue varianti perché non ha in mente una pontiana è il vuoto asimmetrico che tira le fila di tutti gli ambienti; le aperture al-
tipologia da fissare al suolo: un processo millimetrico e costante di variazioni lungate sono finestre che catturano il caleidoscopio del paesaggio circostante
testimonia il desiderio di far sorgere una forma dal contesto, in modo che, alla e trasformano i tanti frammenti nell’unità di un luogo inedito e sorprendente.
fine, l’edificio sembri un uovo nel suo nido.
Scartata una prima ipotesi di costruire il nuovo edificio alle spalle del pre-
esistente complesso della fine dell’Ottocento, intuisce che muoversi nel cen- Fulvio Irace è professore ordinario di Storia dell’architettura al Politecnico di
tro di Ischia implica passi lenti e motivati. Passi attenti a calibrare ogni nuovo Milano. Opinionista d’architettura per Il Sole 24 Ore, è autore di monografie
volume col delicato equilibrio ambientale di un’architettura povera e rustica, sui protagonisti dell’architettura italiana del XX secolo e ha curato diverse
assai vicina all’ideale del sofisticato pauperismo delle coeve case a schiera a mostre, tra cui “Gio Ponti. Amare l’Architettura” in corso al MAXXI di Roma.

100
Reflections / From the archive
Photo Archivio Domus

Pagina a fronte: le coglie l’accostamento Opposite page: the chromatic juxtaposition


pagine di Domus 268 cromatico del fianco pages of Domus 268 between the pink plaster
(marzo 1952) su cui è dell’edificio in intonaco (March 1952) that on the side of the
stato pubblicato rosa e delle colonne featured Ignazio building and the chalky
l’edificio progettato da bianco calce. Coperture Gardella’s project, which white of the columns. The
Ignazio Gardella, tuttora di gronda, davanzali is still in operation today. eaves coverings,
in funzione. delle finestre e zoccoli This page: the black-and- windowsills and exterior
In questa pagina: nelle esterni sono invece in white photos of the wall footings, meanwhile,
foto in bianco e nero del maiolica verde original article omit the are in green majolica
servizio originale non si

101
Photos Archivio Domus

Sopra: le fessure di rosa e ringhiera color Above left: the and plum-coloured
aerazione del prugna. Nel pavimento in ventilation slits of the railings. The red
magazzino. Sopra a cotto rosso è inserito un storehouse. Above: the terracotta flooring
destra: l’atrio con disegno a nastro di entrance hall with its features a ribbon design
soffitto bianco, pareti maiolica colorata white ceiling, pink walls in coloured majolica

In an article titled The latest on the new spa of Ischia, published in March arrived, he took numerous photos portraying the essence of the natural and
1952, Gio Ponti presented the readers of Domus with a small work by Ignazio anthropic landscape, capturing the signs of living human history adapting to its
Gardella: the Terme Regina Isabella at Lacco Ameno, on the island off Naples. environment. This reinforced his belief that the problem was not about inventing
Building work was still going on, but the haste to publish was justified by at least new forms, but working within existing ones. He rejected preordained schemes
two good reasons. and consolidated typologies in favour of arrangements and alignments embod-
Firstly, the area was dear to Ponti because it reminded him of the period of ying the landforms, the remains of antiquity and its enduring traces.
his Mediterranean wanderings with Bernard Rudofsky. The second was that He decided to keep the remnants of antiquity, such as the Greek wall (which
the architect was Ignazio Gardella, the young master of non-sectarian rational- entailed curving the wall of a treatment room) and the Ionic portico of the orig-
ism, whom he had praised in Stile in 1941 for the “innate elegance that confers inal complex. While this latter element remains one of the new spa’s most dis-
a spirituality to his achievements of chaste simplicity”. tinctive features, Gardella refused to see it as an “archaeological landmark”.
Only a few months earlier (Domus 263), he had enthusiastically commented Instead, he cast it in the role of a “living memory of the past”.
on his Casa al Parco, which marked the start of Milan’s post-war architectural As Aldo Rossi wrote, in Gardella “experience blends with memory”, and “the
recovery, becoming an emblem of a mature modernity due to its independence new and the old mingle with his acceptance of the spirit of the time”. The Ionic
from the dogmas of rigid rationalism. Ponti loved Gardella’s “straightforward and colonnade was preserved and suspended from the modern facade behind. This
candidly simple forms”, their “slenderness” (characteristic of the new Milanese echoes the spirit of some Milanese interiors, where the portraits of ancestors
school), and the autonomous judgment he displayed in interior design, where and period furniture are rearranged as meagre compositions on thin walls.
more important than any function was the weight of memory, or rather, para- These are the “purified rhythms” that Ponti spoke of. The chalky white of the
doxically, the surfacing of a weightless memory, which coincided with his idea portico stands out against the pink background of the facade, creating an in-
of tradition. These are the themes that attracted Ponti. He saw them clearly in dependent landscape. The thin T-shaped apertures repeat the line of the en-
the new spa on Ischia, where Gardella had landed in April 1950, with the task of tablature. Dizzyingly vaulting over a century, the eclectic becomes contempo-
designing an expansion of the wellness industry, following a commission from a rary. The bodies are set out of phase, following alignments that coincide with
group of Milanese physicians. The project took him a long time, working by trial sightlines to the landscape. The courtyard at the side – in Pontian style – is an
and error, like a dowser searching for a seam of water. He studied continuous asymmetric void that unifies all the interiors. The elongated apertures are win-
variations because he rejected the idea of a typology being fixed to the ground. dows that capture the kaleidoscopic surrounding landscape and transform its
Rather, his constant, millimetric variations reveal his wish to raise a form from many fragments into the unity of an original and surprising place.
the setting, so that in the end the building resembled an egg in its nest.
Having discarded the initial idea to erect the new building behind the earlier
late-19th-century complex, he sensed that building in the centre of Ischia meant Fulvio Irace is full professor of history of architecture at Milan Polytechnic.
proceeding with slow, motivated steps, taking care to calibrate each new vol- An architecture columnist for Il Sole 24 Ore, he has written several
ume with the delicate environmental balance of a simple, rustic architecture. monographs on Italy’s leading architectural figures of the 20th century.
This approach closely recalled the ideal of sophisticated pauperism in his He has also curated various exhibitions, including “Gio Ponti. Loving
coeval town houses at Cesate, on the outskirts of Milan. As soon as Gardella Architecture” at the MAXXI in Rome.

102
Rassegna
Illuminazione/Lighting
Sostenibili, interattive, intelligenti, interconnesse, ma soprattutto inedite negli sviluppi
formali. Le lampade di ultima generazione, che passiamo in rassegna nelle prossime
pagine, hanno tutte come comune denominatore la ricerca di efficienza energetica,
sostenibilità e riduzione dei costi – sfida imprescindibile per un oggetto luminoso.
Lo sguardo è rivolto allo sviluppo di sistemi interattivi per la gestione dell’illuminazione
da remoto o intelligenti per l’integrazione della luce artificiale con quella naturale.
Mentre sul piano formale, per anni dominato dalla tendenza alla miniaturizzazione
della sorgente luminosa, si legge un’ampia libertà. Da un lato, questa si esprime nella
sperimentazione di materiali innovativi o inusuali – tessili fonoassorbenti, licheni,
cementi, marmi – e, dall’altro, in un ritorno a una forte componente decorativa della
lampada che è spesso interpretata come un oggetto scultoreo.
Sustainable, interactive, intelligent, interconnected but above all original in terms of
the way form is developed. Latest generation light fittings, that we review over the next
few pages, all have as their lowest common denominator the search for energy
efficiency, sustainability and cost reduction – an essential challenge for a light fitting –
and look towards developing interactive systems for managing lighting remotely or
intelligent systems for integrating artificial light with natural light. Meanwhile in terms
of form, for years dominated by a trend for miniaturising the light source, a great sense
of freedom can be seen that is expressed on the one hand in experimentation with
innovative or unusual materials for the field of lighting – sound-absorbent textiles,
lichen, cement, marble – and on the other a return to the centrality of the decorative
element of the light that is often interpreted as a sculptural object.
Rassegna / Illuminazione

Moschea Çamlıca L&L Luce&Light


www.lucelight.it
Çamlıca Mosque

A destra e sotto: le aree esterne


della moschea Çamlıca completata
lo scorso maggio nel quartiere
asiatico di Üsküdar a Istanbul
Right and below: the external areas
of the Grand Mosque Çamlıca
completed last May in the Asian
quarter of Üsküdar in Istanbul

AJ Royal Louis Poulsen


www.louispoulsen.com

Arne Jacobsen ha sviluppato la so- Arne Jacobsen developed the AJ Roy-


spensione AJ Royal – che inizialmente al hanging light – that was initially
si chiamava soltanto AJ Pendant – nel just called the AJ Pendant – in 1957 for
1957 per il SAS Royal Hotel di Copenha- the SAS Royal Hotel in Copenhagen,
gen, inaugurato nel 1960. Qui si trova- opened in 1960. Here it featured in a
va in una versione in rame sopra i ta- copper version above the tables of the
voli dello snack bar dietro l’atrio. Ori- snack bar behind the entrance area.
ginariamente prodotta in tre colori Originally produced in three colours
– grigio chiaro, marrone scuro e nero – light grey, dark brown and black –
–, oggi l’AJ Royal è disponibile in bian- today the AJ Royal is available in white
co e proposta nelle sue due dimensio- and presented in the two original siz-
ni originali (con diametro di 37 e 50 es (with a diameter of 37 and 50 cm).
cm). Una variante più piccola (con A smaller version (with a diameter of
diametro di 25 cm) è stata introdotta 25 cm) was introduced in 2020 to cel-
La spianata della moschea Çamlıca The esplanade of the Grand nel 2020 per celebrare il 60° anniver- ebrate the 60th anniversary of the
di Istanbul è vitalizzata dalla luce Mosque Çamlıca in Istanbul is sario dell’apertura dell’albergo. Inoltre hotel’s opening. In addition, the series
emessa da profili luminosi che brought to life by the light emitted per celebrare l’anniversario è stato is reintroduced in black to celebrate
disegnano sulla pavimentazione by luminous profiles that draw a reintrodotto il colore nero per la serie. the anniversary.
esterna un rigoroso motivo precise geometric pattern on the
geometrico. external paving.
Abacus Terzani
www.terzani.com
Completata lo scorso maggio nel Completed last May in the Asian
quartiere asiatico di Üsküdar a quarter of Üsküdar in Istanbul, six L’abaco èunostrumentoutilizzatoda
Istanbul, dopo sei anni dall’avvio dei years after work began, the Grand secoli per insegnare la matematica.
lavori, la grande moschea Çamlıca, Mosque Çamlıca has been designed Terzani ha trasformato questa ispi-
è un progetto di Hayriye Gül Totu e by Hayriye Gül Totu and Bahar Mızra. razione in una serie di lampade a so-
Bahar Mızra. La tradizione permane Tradition is reflected in the archi- spensione la cui flessibilità consente
nell’architettura della struttura e si tecture of the structure and can be configurazioni complesse: ogni mo-
legge nella pianta a croce greca dell’e- read in the Greek cross plan of the dulo contiene un insieme divetri opa-
dificio principale con il quadripor- main building with the four-sided li rotondi soffiati a mano che emetto-
tico antistante. Inedito è invece il portico that precedes it. An original no una luce morbida e uniforme.
sistema d’illuminazione esterna system of external lighting was de- The abacus isaninstrumentusedfor
progettato da Utku Baksir che ha sised by Utku Baksir who specified centuries to teach mathematics.Ter-
scelto i profili lineari a luce diffusa Rio 2 recessed linear profiles produc- zani have taken this inspiration and
e a incasso Rio 2 forniti da L&L. Po- ing a diffused light supplied by L&L. transformed it into a collection of
sizionati nel vasto cortile frontale, Positioned in the front courtyard, hanginglightswhoseflexibilityenables
nella spianata e sul lato destro della the esplanade and on the right hand thecreationofcomplexarrangements:
moschea, i profili luminosi scandi- side of the mosque, these luminous each module contains a customised
scono l’ampia superficie esterna. profiles articulate the paved area. group of opal, handblown glass balls
that give
g off a soft and even light.
g

104
Rassegna / Lighting

Tubular Ingo Maurer


www.ingo-maurer.com
Naboo Exenia
www.exenia.eu

Presentata a Colonia
P C l iingennaio,Tubu-
i T b Naboo coniuga un sistema ottico ad Nabooo combines a high-performance
lar è una lampada multifunzione di alte prestazioni a un segno grafico optical system, with a light and circu-
vetrodisegnatadaSebastianHepting circolare e leggero. Il sistema è capace lar graphic sign. The system is able to
in collaborazione con Ingo Maurer di rispondere all’esigenza progettua- respond stylistically to the design re-
Team.L’originalità del progetto risie- le di una distribuzione della luce mor- quirement for soft, intense and diffused
de nella possibilità di far ruotare il bida, intensa e diffusa grazie alle dif- light distribution thanks to the differ-
tubo di vetro su se stesso di 360° per ferenti dimensioni di diametro – com- ent dimensions of diameter available
essere usato come illuminazione di- presi tra 110 e 300 cm – che permetto- – ranging from 110 to 300 cm – that
retta, diffusa e a parete. no di lavorare su differenti scale, e makes it possible to work on different
Presented at Cologne in January, affrontare il tema della luce in modo scales and address the issue of lighting
Tubular is a multifunctional lamp elegante e libero. La gamma si comple- in a free and elegant way. The range is
madefromglassdesignedbySebastian ta con la versione spot che consente di completed with a spot version that
Hepting in collaboration with the In- ottenere una luce d’accento con sor- enables accent lighting to be achieved
goMaurerTeam.Theoriginalityofthe gente multiottica miniaturizzata with an adjustable, miniaturised, mul-
design lies in the way the glass tube orientabile, e trasforma una sospen- ti-optic source and transforms a min-
can turn 360° on itself in orderto pro- sione minimale in un sistema con sor- imal suspension light into a system
vide direct,diffusedandwalllighting. genti multiple. with multiple sources.

Tube micro Karboxx


www.karboxx.com

Il fascio di luce di Tube micro si con-


centra all’estremità di un sottile e
lungocilindroasospensionerealizza-
to in metallo, proposto in tre dimen-
sioni con lunghezza di 30, 45 e 60 cm.
Leggero e ripetibile, il modulo illumi-
nante lascia spazio all’interpretazio-
ne peressere assemblato in composi-
zioni liberamente configurabili.
The light beam producedbyTubemi-
croisconcentratedattheendofalong,
thin, suspended cylinder made from
metal, available in three sizes with
lengthsof30,45and60cm.Lightweight
and repeatable, the lighting module
allowsroomforinterpretationoffering
thepossibilityofassemblyinassorted
compositions as desired.

Tibea Ledvance
www.ledvance.it
Manto Axolight
www.axolight.it

Nata dalla divisione di Osram dedi- Davide Besozzi ha disegnato una col-
cata all’illuminazione generale, Led- lezione di lampade a sospensione che
vance offre una vasta gamma di pro- si declina in tre dimensioni. La sfera
dotti che include apparecchi LED, di vetro soffiato bianco opalino, che
prodottid’illuminazioneintelligente contiene una fonte luminosa a LED, è
esoluzioniSmartHomeandBuilding. sostenuta da un braccio telescopico,
Traquesti,lagammaTibeaincludedue che, una volta azionato, consente di
applique(da22e50cm)eunapparec- disporre la sfera ad altezze diverse:
chio a sospensione (da 35 cm). sospesa a distanza o immersa nel tes-
Born out of the Osram division dedi- suto elastico. Davide Besozzi has de-
cated to general lighting, Ledvance signed this collection of hanging lights
offers an extensive range of products that is articulated in three sizes. The
that include LED fittings,intelligent white, opal, blown-glass sphere that
lighting products and Smart Home contains an LED light source, is sup-
and Building solutions.Among these ported by a telescopic arm that when
is the Tibea range that includes two moved enables the sphere to be set at
ceiling lights (22 and 50 cm) and a different heights: suspended at a dis-
hanging
g g light
g (35 cm). tance or immersed in the stretch fabric.

105
Rassegna / Illuminazione

Luce tecnica / Technical lighting


Shiftline Matrix Delta Light
Sistemi e soluzioni / Systems and Solutions www.deltalight.com

Dicotomia propria del mondo dell’illuminazione, Il sistema Sh


Shiftline
fl M
Matrix migliora
i li
la flessibilità dei profili magnetici
lo spartiacque tra luce tecnica e luce decorativa DeltaLight,oraingradodicrearequal-
definisce due ambiti l’uno più incline alla forma, siasi tipo di forma organica. Uno spe-
l’altro alla funzione. Nel mondo dell’illuminazione ciale connettore assicura il collega-
tecnica prende vita un’idea di luce sempre mento elettrico tra due profili e per-
più integrata al progetto e orientata verso la mette di creare schemi d’illuminazio-
produzione di sistemi flessibili e trasversali. ne rettilinei o configurazioni a
Quali caratteristiche deve possedere un sistema serpentina. The Shiftline Matrix
luminoso per riuscire a far risaltare la lucentezza system improves the flexibility of the
DeltaLightmagneticprofiles,nowable
di oggetti preziosi in una vetrina, illuminare in to create any kind of organic shape.A
maniera diffusa le pareti di una galleria d’arte special connector provides the elec-
o in maniera puntuale una grande scultura in trical connection between the two
un atrio, senza dovere accettare compromessi profiles and enables the creation of
in termini di risultati? La risposta è per forza rectilinearorcurvedlightinglayouts,
also serving as a decorative element.
nella personalizzazione: i grandi progetti hanno
bisogno di soluzioni luminose individuali, risolte
nel disegno e nell’illuminotecnica. Eclipse Erco
www.erco.com
A dichotomy that is intrinsic to the world of
lighting, the divide between technical lighting Elemento distintivo di questa nuova
and decorative lighting defines two areas, one gamma di faretti è la capacità di ri-
more inclined towards form, the other to function. spondere alle esigenze illuminotecni-
che espresse dal progetto: elevato è
In the world of technical lighting an idea has
infatti il numero delle soluzioni offer-
emerged of light that is increasingly integrated te in termini di misure, ottiche, tona-
into the design and orientated towards the lità di luce e soluzioni connectivity,
production of flexible and transversal systems. oltre a un’ampia scelta di accessori,
What characteristics does a lighting system tali da moltiplicare le possibilità.
have to possess in order to be able to highlight A distinctive element of this new range
the sparkle of precious objects in a glass case, to of spotlights is the ability to respond
effectively to the lighting requirements
wash the walls of an art gallery or accent a large
expressed in design projects: a large
sculpture in a foyer, without having to accept number of solutions are offered in
compromises in terms of results? The answer is terms of sizing, optics, light tonalities
necessarily customised and large projects need and connectivity solutions, as well as
individual lighting solutions resolved in terms of a wide choice of accessories, so as to
design and lighting technology. multiply the possibilities.

Turn Around Artemide


www.artemide.com
Mask+ Performance iN Lighting
www.performanceinlighting.com

Il sistema d’illuminazione Turn Roberto Fiorato ha disegnato per Per-


Around si compone a partire da un formance iN Lighting questo apparec-
binario di appena 12,5 mm. Le dimen- chio da parete per interni ed esterni
sioni ridotte e il materiale usato con- costituito da un corpo in alluminio
sentono alla struttura, componibile a pressofuso verniciato e un diffusore
piacere, di curvarsi liberamente e di di vetro che, verniciato internamente,
creare insolite forme geometriche, cui è in grado di creare una luce omogenea
possono essere aggiunte sospensioni e diffusa. Sono disponibili su richiesta
realizzate con resine e fibre naturali. versioni dimmerabili Dali.
The Turn Around lighting system is Roberto Fiorato has come up with a
built onto a track of just 12.5 mm. The wall fitting for Performance iN Light-
compact dimensions and material used ing that can be used inside and outside,
enable the structure, that can be as- consisting of a body in painted diecast
sembled as desired, to be freely curved aluminium and a glass shade that is
and used to create unusual geometric painted inside and able to create an
forms, to which can be added hanging even, diffused light. They are available
elements made with natural fibres on request in versions with DALI dim-
and resins. mers.

106
Rassegna / Lighting

Pencil Zafferano
www.zafferanoitalia.com

La lampada a LED Pencil può essere The LED Pencil lamp can be used as
assemblata grazie agli accessori de- proposed or assembled, thanks to the
dicati, creando versioni a parete, a dedicated accessories, to create wall,
sospensione, da terra o da tavolo. L’o- hanging, floor and table versions. The
riginalità del progetto risiede nel originality of the design lies in the fact
fatto che Pencil può essere usata nel that Pencil can be used in its fixed
suo alloggiamento fisso ma anche ri- housing but also removed and taken
mossa e portata con sé da un ambien- from one room to another: the body of
te all’altro: il corpo della lampada – in the lamp - in extruded aluminium and
estrusione d’alluminio e completato completed by a shade in opal satin
da un diffusore di policarbonato opa- polycarbonate – can in fact also be used
le satinato – può infatti essere utiliz- without the base – functioning until
zato anche senza base, funzionando the accumulated charge runs out,
fino all’esaurimento dell’energia ac- supplied thanks to a dual integrated
cumulata, fornita grazie a un doppio charging system, via a cable and in
sistema di ricarica integrato, tramite contact with the base.
cavo e a contatto sulla base.

OZ Targetti
www.targetti.com

Completo e flessibile, il sistema ma- Complete and flexible, the OZ mag-


gnetico OZ di Targetti arricchisce netic system from Targetti extends
con nuovi moduli luminosi l’ampia the wide range of elements that make
gamma di elementi che compone la up the series with new lighting mod-
serie, riaffermando il concetto di ules, reaffirming the concept of mod-
modularità su cui basa l’intero pro- ularity on which the entire programme
gramma. A partire dai due moduli is based. Starting with the two fixed
fissi – di dimensioni 25 x 25 x 50 mm modules - measuring 25 x 25 x 50 mm
e 50 x 50 x 50 mm –, è stata sviluppa- and 50 x 50 x50 mm - a collection of
ta una collezione di punti-luce che light fittings has been developed that
comprende anche moduli orientabi- also includes adjustable modules, to
li, cui si aggiunge un nuovo giunto which has been added a new electrical
elettrico che permette di collegare connection that enables two tracks
tra loro due binari installati su piani installed on orthogonal planes to be
ortogonali. Il nuovo giunto permette joined together. The new joint allows
al sistema di svilupparsi liberamen- the system to develop freely on differ-
te su superfici diverse in installazio- ent surfaces in a continuous installa-
ne continua dalla parete al soffitto. tion from the wall to the ceiling.

Incline Reggiani
www.reggiani.net

Gamma di apparecchi d’illuminazio- A range of linear light fittings that


ne lineare che combina miniaturizza- combines miniaturisation with high
zione e prestazioni elevate, Incline performance, Incline offers different
offre diverse opzioni per dare luce agli options for illuminating spaces artic-
ambienti declinandosi attraverso dif- ulated through diffusers, micro reflec-
fusori, micro riflettori e ottica wal- tors and wallwasher optics for gener-
lwasher per illuminazione generale, al, controlled or vertical lighting. The
controllata o verticale. I micro riflet- anti-glare micro reflectors can be in-
tori anti-abbaglio possono essere in- tegrated with a wide range of technical
tegrati con una vasta gamma di acces- and decorative accessories to respond
sori per rispondere alle diverse esi- to different design briefs, while the
genze di progettazione, mentre le high-power versions offer fluxes with
versioni ad alta potenza presentano lumen outputs of 400, 800 and 1,600
flussi con output di 400, 800 e 1.600 lm. Thanks to being completely housed
lumen. Grazie al completo alloggia- inside the standard three-phase tracks,
mento all’interno dei binari, questa this solution is characterised by the
soluzione si caratterizza per essere lightness of its aesthetic impact.
leggera nell’impatto estetico.

107
Rassegna / Illuminazione

Alchemie T Catellani & Smith


www.catellanismith.com

Con la lampada da tavolo Alchemie T With the Alchemie T table lamp, Ital-
Giulia Archimede ha indagato l’anti- ian designer Giulia Archimede has
tesi tra luce e buio, tra Sole e Luna. explored the antithesis between light
Alchemie T è una scultura luminosa and dark, between Sun and Moon. Al-
composta da due dischi di ottone e chemie T is a lighting sculpture made
alabastro che poggiano su una base up of two discs in brass and alabaster
realizzata in pietra Medea. Con un that sit on a base made from Medea
leggero gesto della mano, il disco di stone. With a slight move of the hand,
ottone scorre sul binario inserito nel- the brass disc runs along the track set
la base, mentre il disco di alabastro, into the base while the alabaster disc,
che nasconde nella sua cornice la sor- that has an LED light source concealed
gente luminosa a LED, rimane fisso. in its frame, remains fixed.

Muffins Brokis
www.brokis.cz

Continuano a convincere per il dise- The Muffins lamps designed by Lucie


gno originale e la leggerezza visiva le Koldova and Dan Yeffet continue to
lampade Muffins disegnate da Lucie find success on account of their origi-
Koldova e Dan Yeffet, tanto che festeg- nal design and visual lightness, so much
giano i dieci anni dal lancio con un’e- so that the tenth anniversary of their
dizione speciale caratterizzata da un launch is now being celebrated with a
basamento di marmo. Disponibili in special edition featuring a base in mar-
tre varianti – da terra, a sospensione ble. Available in three versions – floor,
e da tavolo –, le lampade possono esse- suspended and table – the lamps can
re composte a piacere combinando il be made up as desired by combining
vetro soffiato scuro nelle cromie del the dark blown glass in the colours of
grigio, del marrone e del giallo, e il ba- grey, brown and yellow with the marble
samento di marmo o di legno di quercia. base and oak wood.

Marquis Vondom
www.vondom.com

Lo studio valenciano Estudi{H}ac ha Valencia-based studio Estudi{H}ac


disegnato la lampada da tavolo Mar- have come with the Marquis table lamp
quis, che si caratterizza sul piano for- for Vondom, that is characterised in
male per la superficie testurizzata del terms of form by the textured surface
paralume cilindrico di policarbonato, of the cylindrical shade in gloss poly-
riproducendo una serie ripetuta di carbonate that features a repeated
piccoli triangoli: è realizzata grazie a series of small triangles, created thanks
un sistema di piega, ispirato agli stam- to a folding technique, inspired by the
pi di carta piegata per lo sviluppo di folded paper moulds used for making
tessuti plissettati. L’effetto luminoso pleated fabrics. The luminous effect
che si genera dal paralume è un parti- that is generated through the shade is
colare movimento di luci e ombre. a particular effect of light and shade.

Kushi Kundalini
www.kundalini.it

Progettata da Valerio Sommella con Designed by Valerio Sommella with


Alberto Saggia, Kushi è una famiglia Alberto Saggia, Kushi is a family of
di lampade lanciata nel 2015 e continua lamps that was launched on the market
convincere per l’estetica originale che in 2015 and continues to find success
abbina un paralume di vetro soffiato with its original aesthetics that com-
dalla forma organica e apparentemen- bines a lampshade in blown glass which
te morbida, a una sottile bacchetta di has a soft-looking, organic form with
metallo che la trapassa da parte a par- a slender metal rod that goes from side
te, evocando un marshmallow o una to side, evoking a marshmallow or a
mela candita. Lo scorso anno, tre nuo- candied apple. Last year three new XL
ve versioni XL da terra, tavolo e sospen- versions – a floor-standing, table and
sione, si sono aggiunte all’ampia gam- hanging model – were added to the ex-
ma di versioni disponibili per comple- tensive range of versions already avail-
tare la collezione. able.

108
Rassegna / Lighting

Meridiano FontanaArte
www.fontanaarte.com

La lampada Meridiano di Gabriele e The Meridiano lamp by Gabriele and


Oscar Buratti aggiunge un nuovo epi- Oscar Buratti adds a new chapter to
sodio alla storia iniziata nel 2017 con the story that began in 2017 with the
la famiglia Equatore. Il filo rosso che Equatore family. The common thread
unisce gli oggetti luminosi della serie that runs through all the lights in the
è il tentativo di dare una forma alla range is the attempt to give light a form
luce attraverso la curvatura dei vetri through the curvature of the blown
soffiati. In Meridiano, proposta nelle glass. In Meridiano, available in hang-
versioni a sospensione e da tavolo, il ing and table versions, the vertical
tubo cilindrico verticale contiene e cylindrical tube contains and diffuses
diffonde la luce attraverso la capsula light through the oval capsule in trans-
ovoidale di vetro trasparente. parent glass.

Dresscode Linea Light


www.linealight.com

Mirco Crosatto ha progettato con il Mirco Crosatto developed the Dress-


dipartimento di ricerca e sviluppo di coade table lamp in collaboration with
Linea Light la lampada da tavolo Dres- the Research and Development de-
scode. Orientabile e innovativa, questa partment at Linea Light. Adjustable
si caratterizza per rendere possibile and innovative, Dresscode is charac-
il cambiamento cromatico della su- terised by the fact it offers the option
perficie grazie alle cover elettrificate to change the colour of its surface
rimovibili, realizzate in varie colora- through the use of removable electri-
zioni. Il corpo portante di alluminio fied covers available in different col-
della lampada può infatti facilmente ours. The supporting body in alumin-
cambiare colore a seconda delle esi- ium of the lamp can thus be easily
genze stilistiche dell’ambiente in cui altered to suit the colour scheme of
viene inserita. its surroundings.

Origine Davide Groppi


www.davidegroppi.com

Disegnata da Davide Groppi, Origine Designed by Davide Groppi, Origine


è stata presentata il mese scorso a St. was presented last month in St Moritz.
Moritz. Poetica è la derivazione con- Based on a poetic concept, its name
cettuale di questo progetto che deriva comes from the Latin word for “be born”.
il suo nome dal latino nascere. Come Like a green shoot that grows out of
un germoglio che viene dalla terra per the earth to generate indirect light in
generare la luce indiretta in modo as- an absolute and graphic way, Origine
soluto e grafico, così Origine è un alto is a tall stem designed to illuminate
stelo pensato per illuminare le faccia- the facades of private buildings (out-
te degli edifici privati (versione out- door version) or interior spaces in the
door) o gli spazi interni delle case home (indoor version) with great sim-
(versione indoor) con semplicità. plicity.

Firefly in the sky Panzeri


www.panzeri.it

Con la sua silhouette riconoscibile, With its distinctive silhouette, this


questa lampada disegnata da Matteo lamp designed by Matteo Thun estab-
Thun stabilisce una connessione sen- lishes a timeless connection with the
za tempo con l’archetipo della classica archetype of the classic table lamp, of
lampada da tavolo, di cui è una rivisi- which it is a reinterpretation. Firefly
tazione. Firefly in the sky è un appa- in the sky is a battery-operated ta-
recchio a batteria da tavolo e a picchet- ble-top or stake-mounted fixture also
to, adatto anche ad ambienti esterni. suitable for outdoor use. An ingenious
Un ingegnoso doppio meccanismo dual anti-shoplifting mechanism, one
antitaccheggio, uno per il fissaggio al for fixing it to a surface and the other
piano e l’altro per vincolare la testa to hold the head onto the base, maxim-
alla base, massimizza l’efficienza e la ises efficiency and safety when using
sicurezza nell’utilizzo per l’illumina- it for illuminating tables in public
zione dei tavoli in ambito pubblico. spaces.

109
Rassegna / Illuminazione

Font Platek
www.platek.eu Qatar Integrated iGuzzini
www.iguzzini.com
Railway Project
Presentata in occasione di Light +
Building 2020, questa famiglia di lam-
pade di Marco Acerbis arricchisce la Progettate da UNStudio, 29 stazioni Designed by UNStudio, 29 stations
gamma Platek di pali outdoor. Origi- della metropolitana di Doha, in Qatar, of the Doha metropolitan railway in
nale nella linearità del suo sviluppo sono state illuminate da iGuzzini che Qatar have been fitted with lights by
formale, Font si compone di un diffu- ha trasformato l’elemento più iGuzzini that has transformed the
sore definito da un volume geometri- sfidante – la luce artificiale – in una artificial lighting into an innovative
co dalle proporzioni contenute e di uno soluzione tecnologica innovativa. technological solution.
stelo di dimensioni generose. Present-
ed at Light + Building 2020, this col- La Qatar Railways Company ha lan- In 2012 the Qatar Railways Compa-
lection of lamps designed by Marco ciato nel 2012 un concorso per un ny launched a competition for an
Acerbis has been added to the Platek piano integrato – attualmente in integrated plan - currently being
range of outdoor post lights. Original fase di sviluppo e che interessa quat- developed and involving four metro-
in the linear nature of its form, Font tro linee di metropolitana e circa 100 politan railway lines and around 100
consists of a diffuser defined by a ge- stazioni – volto a posizionare il tra- stations - aimed at presenting public
ometric volume with compact propor- sporto pubblico come alternativa agli transport as an alternative to trav-
tions and a generously-sized stem. spostamenti con mezzi privati. elling by private means.
UNStudio ha vinto il concorso colla- UNStudio won the competition col-
borando con lo studio AG Licht per laborating with the studio AG Licht
Otto Oluce
www.oluce.com risolvere gli aspetti illuminotecnici. to address the lighting design. The
Il progetto rivista le caratteristiche design reworks the traditional ar-
Progettata da Federica Farina, Otto architettoniche tradizionali del Qa- chitectural characteristics of Qatar:
è una lampada segna-percorso dalle tar: gli spazi a volta creano un ponte vaulted spaces create a bridge of
forme avvolgenti. Dalla base sottile si di riferimento tra l’architettura sto- reference between the historic ar-
eleva uno stelo cilindrico su cui poggia rica della regione e il suo futuro come chitecture of the region and its future
una semisfera regolabile con all’in- faro di innovazione, così come il con- as a beacon of innovation, just like
terno la luce LED. La testa, grazie a un trasto tra gli esterni di pietra arena- the contrast between the exteriors
meccanismo che ne permette l’incli- ria massiccia e gli interni ricchi e in solid sandstone and rich, bright
nazione, è capace di orientare il fascio illuminati ne esemplifica la tradizio- interiors exemplify tradition.
luminoso in diverse direzioni. ne. Per rispondere alle esigenze pro- In response to the design brief set by
Designed by Federica Farina, Otto is gettuali di AG Licht, iGuzzini ha AG Licht, iGuzzini developed a range
a pathway indicator with soft and wel- messo a punto una linea di luce con of lights of variable length, charac-
coming shapes. A slender base supports lunghezze variabili, caratterizzata terised by their considerable capac-
a cylindrical stem on which rests an da grande capacità di flessione e tor- ity for flexing and torsion that has
adjustable hemisphere with an LED sione che è stata utilizzata per illu- been used to light 29 stations of the
light inside. The head, thanks to a mech- minare le 29 stazioni della metropo- Doha metropolitan railway with a
anism that allows it to be tilted, can be litana di Doha con una fornitura total supply that in linear extension
used to point the light beam in different totale che in estensione lineare cor- corresponds to around 23 km. The
directions. risponde a circa 23 km. La linea lu- lighting range consists of three main
minosa si compone di tre parti prin- parts; an LED strip, a supporting body
cipali: una striscia di LED, un corpo to integrate into the architecture
Cyborg Outdoor Martinelli Luce
www.martinelliluce.it portante da integrare nell’architet- and an opal screen.
tura e uno schermo opalino.
Oggetto luminoso disegnato da Karim
Rashid, Cyborg Outdoor si caratteriz-
za per l’aspetto antropomorfo. Realiz-
zata in cemento ad alta resistenza e
idrorepellente, questa lampada da
esterno è proposta nei colori grigio
cemento e giallo ocra, e può essere po-
sizionata sul pavimento del terrazzo
o di casa con picchetti o appoggiata a
terra. A light designed by Karim
Rashid, Cyborg Outdoor is character-
ised by its slightly anthromorphic
appearance. Made from high-resist-
ance, water-repellent concrete, this
Photo Nigel Downes

outdoor lamp comes in a cement grey


and yellow ochre colour and can be
positioned on the floor of a terrace or
home with stakes or sat on the ground.

110
Rassegna / Lighting

Green Silence Olev


www.olevlight.com

Le lampade della serie Silence di Marc The lights in the Silence range by Marc
Sadler sono realizzate con materiali Sadler are made from materials with
dalle proprietà fonoassorbenti per sound-absorbing qualities to improve
migliorare l’acustica degli ambienti. the acoustic quality of spaces. One of
Tra queste, Green Silence si distingue these, Green Silence is distinguished
per l’applicazione di pannelli verdi di by the application of green panels of
licheni scandinavi raccolti a mano. Scandinavian lichen selected by hand.
Pur essendo naturale, questo mate- While being natural, this material stays
riale si mantiene fresco e morbido nel fresh and soft over time, is antistatic,
tempo, è antistatico, non necessita di has no need for water and represents
acqua e rappresenta un ambiente osti- a hostile environment for insect re-
le per la riproduzione di insetti. production.

Mito linear Occhio


www.occhio.de

Mito linear rappresenta l’interpreta- Mito linear represents the linear in-
zione lineare della serie Mito. Come i terpretation of the Mito series. Like
corpi illuminanti della serie originaria, the light fittings in the original series,
anche gli elementi della nuova colle- the elements in the new collection are
zione si distinguono per il meccanismo also distinguished by the mechanism
di accensione e regolazione della sor- for switching and adjusting the light
gente luminosa: da un lato color tune, source: on the one hand is colour tune,
il dispositivo che consente di regolare the device that allows you to regulate
la temperatura della luce in base al the lighting temperature based on the
contesto, dall’altro, il sistema di sen- surroundings, on the other the system
sori che consente di attivare la luce of sensors that enables the light to be
con un gesto della mano sul corpo ri- activated by touching the reflecting
flettente e dimmerizzarla. body and dimming it.

Halo Jewel Vibia


www.vibia.com

Martín Azúa ha disegnato la gamma Martín Azúa has designed the Halo
di lampade a sospensione Halo in cui range of hanging lights in which a fun-
ha avuto un ruolo fondamentale l’in- damental role has been played by the
tegrazione della tecnologia LED, ca- integration of LED technology, able to
pace di dare alla collezione un aspetto give the collection a light and immate-
immateriale e leggero. La serie si sud- rial appearance. The series is organised
divide in quattro linee: Lineal, Circu- in four lines: Lineal, Circular, Wall and
lar, Wall e Jewel. Quest’ultimo è un Jewel. The latter is a vertical model
modello verticale che impreziosisce that enhances light by setting it inside
la luce, incastonandola in strutture very light steel structures with matt
leggerissime di acciaio con finiture in gold finish and suspended in space.
oro opaco e sospese nello spazio.

Flying Tobias Grau


www.tobiasgrau.com

Fulcro progettuale della lampada a The design fulcrum of the Flying hang-
sospensione Flying è il meccanismo ing light is the mechanism for adjust-
di regolazione dell’altezza. Completa- ing the height. Fully integrated inside
mente integrato nella struttura, il the structure, the system of regulation
sistema di regolazione consente di enables the height of the hanging ca-
modulare l’altezza dei cavi per alzare, bles to be adjusted to raise, lower or
abbassare e inclinare il corpo illumi- tilt the light. Light and minimal, the
nante. Leggera e minimale, la lampada Flying lamp is made up of a thin sheet
Flying è costituita da una sottile lastra of glass that features anti-glare tech-
di vetro dotata di tecnologia anti-ab- nology defined by an aluminium pro-
baglio definita da un profilo di allumi- file. The colour temperature of the light
nio. La temperatura di colore del flus- can be adjusted from a distance using
so luminoso può essere regolata a di- a Bluetooth system.
stanza con sistema bluetooth.

111
Rassegna / Illuminazione

ZIP Comfort Simes


www.simes.it

L’incasso a terra, tipologia di appa- The ground-recessed light, a product


recchio illuminotecnico che può esse- type that can be considered the emblem
re considerato l’emblema di Simes, of Simes, perfected over the years to
perfezionato negli anni per risponde- respond to the demands of the market,
re alle richieste del mercato, ha rag- has reached its peak with the ZIP Com-
giunto il suo apice con la gamma di fort range of recessed fittings. Thanks
interrati ZIP Comfort. Grazie al mi- to improvements made to the optics
glioramento delle ottiche e all’incre- and the increased performance in
mento delle performance di flussi ed terms of light flow and efficiency, ZIP
efficienza, ZIP Comfort è in grado di Comfort is able to respond to even the
affrontare le più difficili sfide proget- most difficult design challenges and
tuali. È proposto con diffusore tondo comes with a round or square shade,
o quadrato, in quattro varianti dimen- in four different sizes, with two finish-
sionali, con due finiture dell’anello es for the upper ring (stainless steel
superficiale (acciaio inox e alluminio and black painted aluminium) and four
verniciato nero) e quattro diverse ti- different types of light beam.
pologie di fascio.

IDstandard Ewo
www.ewo.com

Lampada segnapasso che si attiva A handrail luminaire that is activat-


con una funzione tattile, ID deriva il ed with a tactile function, ID derives
suo nome dalla carta d’identità che its name from the ID card that defines,
definisce, attraverso l’impronta del through the thumbprint of each one,
pollice di ognuno, l’unicità e l’indivi- the uniqueness and individuality of
dualità della persona. Flessibile e mo- the person. Flexible and modular, ID
dulare, ID è un apparecchio d’illumi- is a luminaire that comes in infinite
nazione che si declina in molteplici different variations: it can be used as
varianti: può essere utilizzato come a handrail for any pedestrian path,
segnapasso per qualsiasi percorso highlighting architectural highlights
pedonale, mettendo in evidenza i pun- or even with a homogeneous wallwash-
ti salienti architettonici o anche con er effect with a luminaire that illumi-
effetto wallwasher omogeneo con un nates up to four metres away. ID is
apparecchio che illumina fino a quat- available in two variants, IDplus and
tro metri di distanza. ID è proposta in IDstandard, which meet a wide range
due varianti, IDplus e IDstandard, che of design requirements.
rispondono a un’ampia gamma di esi-
genze progettuali.

Bardot Bonaldo
www.bonaldo.it
Lámina Santa & Cole
www.santacole.com

La nuova collezione di luci Bonaldo è Progetto di Antoni Arola, Lámina


un omaggio alle forme all’artigianato combina purezza formale e qualità
veneto: vetro soffiato e borosilicato funzionale in un oggetto semplice
sonolavoratiamanoreinterpretando composto da una linea di luce e da un
le tecniche tradizionali.Tra le lampa- fogliosottilecheamplificalepreroga-
de in collezione, Bardot di Laura Caz- tive della luce riflessa. Se usata da
zanigaeIlariaLimonta,incuielemen- sola,Láminafornisceunalucediffusa
tisfericidivetrosiaccostanoallelinee e precisa,se moltiplicata in composi-
squadratedellostelo.The new collec- zioni estese, una luce generale.
tion oflightsfromBonaldiisahomage Designed by Antoni Arola, Lámina
toVenetianhandcraftedforms:blown combinespurityofformwithfunction-
and borosilicate glass are worked by al quality in a simple object made up
hand in a reinterpretation of tradi- of a line of light and a thin sheet that
tional techniques. The lamps in the supports and amplifies the qualities
collection include Bardot by Laura ofreflectedlight.Ifusedalone,Lámina
CazzanigaandIlariaLimonta,inwhich createsadiffusedandpreciselight,if
spherical elements in glass combine used in extended multiple composi-
with the squared
q lines of the stem. tions, provides
p general
g lighting.
g g

112
Rassegna / Lighting

Trypta Piega DGA


www.dga.it

Concepito per migliorare il comfort Segnapasso da parete disegnato da A wall-mounted pathway light de-
acustico e illuminotecnico degli spazi, Valerio Sommella e Anonima Luci per signed by Valerio Sommella and Anon-
Trypta è un progetto di Stephen Burks il marchio italiano DGA, Piega è tra i ima Luci for Italian brand DGA, Piega
la cui struttura si compone di tre pia- vincitori del concorso internazionale is one of the winners in the interna-
ni equidistanti tra loro, disposti lungo Design Plus sostenuto da Light+Build- tional competition Design Plus pow-
l’asse del corpo cilindrico; questo crea ing. Questa elegante lampada da pa- ered by Light+Building. This elegant
una piacevole simmetria e produce rete, che si definisce per la sua rigor- wall light, defined by its rigorous ge-
un’elevata fonoassorbenza. osa geometria e per la ricercata fini- ometry and sophisticated textured
Conceived to improve acoustic and tura testurizzata che esalta la preci- finish that highlights the precision of
lighting comfort in spaces, Trypta is sione delle lavorazioni meccaniche, si the mechanical finishing, consists of
a design by Stephen Burke whose compone di una semplice lastra di a simple sheet of aluminium folded
structure consists of three planes alluminio piegata come un foglio di like a piece of paper that wraps around
equidistant from one another, placed carta che avvolge e protegge un cilin- and protects a luminous cylinder. The
along the axis of the cy-lindrical body; dro luminoso. La sorgente LED asim- asymmetric LED light source produc-
this creates an attractive symmetry metrica diffonde una luce morbida e es a soft and diffused light and is avail-
and produces high levels of sound diffusa ed è disponibile sia nella ver- able in both an indoor and outdoor
absorption. sione indoor sia in quella outdoor. version.

Press Iced Lasvit


www.lasvit.com

La collezione Press di lampade dise-


gnata da Nendo si arricchisce di una
finitura che deve il suo nome, Iced
Glass, alla tecnica produttiva usata
perottenernel’effetto:ilpezzoancora
caldo viene rigirato nella segatura
bagnata,quindi inserito nuovamente
nella fornace, raffreddato in un sec-
chio d’acqua e riscaldato un’ultima
volta. The Press collection of lamps
designedbyNendohasbeenenhanced
with a finish that owes its name, Iced
Glass,to the production method used
to achieve this effect. The piece is
turnedagaininwetdustwhilestillhot,
thenplacedoncemoreinthefurnace,
cooled in a bucket of water and then
heated one last time.

Lightcycle Dyson
www.dyson.com
Tamara Pedrali
www.pedrali.it

Luce minimale capace di replicare la Realizzata in alluminio verniciato,


luce diurna, Lightcycle è l’evoluzione questa lampada a sospensione dise-
delprogettosviluppatodaJakeDyson. gnata da Basaglia Rota Nodari illumi-
Presentata lo scorsogennaio,ilnuovo na in modo diretto la superficie sulla
modello è un’evoluzione dell’estetica quale si affaccia ma, grazie a un foro
del suo predecessore,aumentando la posto nella parte alta del diffusore e a
piacevolezza data dall’alternanza tra una bombatura laterale della base a
le linee curve dello stelo e quelle spez- lente, di policarbonato opalino, tra-
zatedelbracciosuperiore.A minimal- smette un fascio luminoso anche sul
ist light that is able to reproduce day- soffitto. Made from painted alumin-
light, Lightcycle is the evolution of a ium, this hanging light designed by
design developed byJake Dyson.Pre- Basaglia Rota Nodari provides direct
sentedinJanuary,thenewdevicehas illumination onto the surface it faces
evolved in terms of appearance from on to but thanks to a hole situated on
its predecessor, increasing the aes- the upper part of the shade and the
thetic appeal given by the contrast rounded side of the lens base in opal
between the curved lines of the stem polycarbonate, it also projects a light
and the broken linesof theupperpp arm. beam onto the ceiling.

113
A proposito della copertina / About the cover

Facciate / Facades
Il muro di frontiera / Border wall
Testo/Text Jonathan Griffin
Photo Max Rivlin–Nadler per/for NPR

Nell’ottobre 2017, a Otay Mesa, area desolata presso San Diego, Donald Trump In October 2017, on the Otay Mesa, a barren patch of land near San Diego,
presentò otto prototipi di segmenti di muro. Erano progettati per essere usati President Donald Trump unveiled eight prototype sections of free-standing wall.
lungo la frontiera tra Stati Uniti e Messico, la cui fortificazione era un pilastro These were designed to be tested along the US-Mexican border, the fortification
centrale della campagna elettorale di Trump. Benché i muri di frontiera siano of which was a pillar of Trump’s election campaign. While a border wall is widely
generalmente considerati una soluzione inefficace e simbolica per quello che seen as an ineffective, symbolic solution to what conservatives consider to be
i conservatori ritengono essere il problema dell’immigrazione negli Stati Uniti, the United States’ immigration problem, these prototypes represented Trump’s
i prototipi erano la rappresentazione della decisione di Trump di mantenere le determination to follow through on the promises that got him elected. Built at
promesse che lo fecero poi eleggere. Costati 3,3 milioni di finanziamenti federali, a cost of 3.3 million dollars in federal funds, the competing prototypes [later
i prototipi in gara [poi distrutti, vedi foto], avrebbero rappresentato per l’azienda dismantled, see photo], if commissioned, would constitute a monumental
vincitrice un contratto monumentale. Il prototipo scelto da Thomas Demand contract for the winning company. The prototype chosen for this issue’s cover
per questa copertina è stato realizzato dalla società Elta North America, azienda by Thomas Demand was produced by Elta North America, a defence
del settore della difesa che ha sede nel Maryland ed è di proprietà della Israel manufacturer based in Maryland and owned by Israel Aerospace Industries.
Aerospace Industries. Il flusso di capitali e risorse militari tra USA e Israele The flow of capital and military resources between the US and Israel lends this
aggiunge al prototipo un ulteriore livello simbolico, suggerendo un parallelo prototype a further layer of symbolism – urging a loaded comparison with the
con la difesa delle frontiere israeliane dagli Stati che ne minacciano l’esistenza. defence of Israel’s borders against states which threaten its very existence.
Trump, da immobiliarista e scalatore sociale, ha costruito una fortuna su progetto Trump – a real estate developer and a social climber – has built a fortune on the
e vendita di strutture ambiziose. Nell’ottobre 2018 ha descritto il muro come un design and sale of aspirational structures. In October 2018, he described his
insieme di “lastre d’acciaio dal progetto artistico”. Demand nota come il progetto intended wall as “artistically designed steel slats”; Demand observes that Elta’s
della Elta rispecchi la convenzione rinascimentale del “piano nobile” che sovrasta design mirrors the Renaissance convention of the piano nobile sitting above
il più umile piano terreno. Tutti i prototipi si sono rivelati tutt’altro che inespugnabili, the humbler ground floor. All the prototypes turned out to be far from impregnable,
e, come per molti dei soggetti di Demand, fantasie impossibili. so, as with many of Demand’s subjects, these models were impossible fantasies.

114
È TUTTO OK, CON MAPEI