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Principi di glottodidattica:

Creare condizioni per insegnare le lingue ma non è detto che vengano insegnate nello stesso
modovariabili

Didattica: insegna lingua secondo principi scientifici

Glottodidattica: scienza teorico-pratica che mira a risolvere i problemi (diversamente dalla linguistica che
conosce la natura della lingua)

È interdisciplinare e si collega con

 Psicologia
 Scienza del linguaggio
 Scienza della cultura
 Scienza della formazione

Si divide in

 Glottodidassi: ciò che avviene in classe


 Metodi e Tecniche

Tipologie di lingua:

1. Materna

Come si impara: attraverso la simulazione di modelli.


Gli errori commessi: strategie= unica fonte/soluzione in quel momento
Es: io mangiare il panino→ piuttosto di non dire nulla, dico qualcosa

Interlingua: stadi di apprendimento

a) Io andare a Milano
b) Io ando a Milano= stadio più approfondito rispetto ad a)

Bilinguismo: sviluppo linguistico e culturale


Lingua degli affetti: quella che si usa quando ci si arrabbia

2. Straniera= La si impara a scuola o in un ambiente dove quella determinata lingua NON viene
praticata
3. Seconda= lingua imparata nel paese della lingua
4. Etnica= lingua parlata da una comunità, diversa dalla lingua ufficiale del paese, con caratteristiche
differenti dalla lingua moderna (es. ita in argentina: italiano di 70 anni fa)
5. Classica= latino e greco antico

Approccio: filosofia di fondo (es. strutturalista, umanistico)


Metodo: traduzione in azione didattica (es: grammatical-traduttivo, comunicativo)
Tecnica: (es: giochi di ruolo)
Modello didattico: rapporto tra studente-docente-disciplina MUTA nel tempo

1. Docente 1. Disciplina
2. Disciplina metodo di una 2. Docente metodo di oggi: bisogna
3. Studente volta 3. Studente finire il programma

1. Studente
2. Docente Metodo che andrebbe applicato
3. Disciplina per avere un equilibrio tra i 3

Cervello-Persona che apprende-Lingua

 Persona

Come funziona il cervello?  Neurolinguistica


Come il cervello si mette in moto?  Psicologia
Com’è organizzata la lingua per l’acquisizione linguistica?  Biolinguistica che analizza lo stile di vita, lo
stile di apprendimento e lo stile cognitivo (ritmi e tempi diversi)

 Cervello

Bimodalità due emisferi: dx e sx


Direzionalità da dx e sx

 La lingua
i) LAD= meccanismo di acquisizione formulato da Chomsky

Osservazione, formulazione di ipotesi, fissazione, verifica

ii) LASS= meccanismo di acquisizione formulato da Bruner

Insegnante fornisce input = passaggio emisfero dx e sx

iii) KRASHEN
(1) Acquisizione= inconscia, spontanea, rapida da utilizzare  Lingua materna/seconda
(2) Apprendimento= conscio, strutturato, lento da riutilizzare  Lingua straniera

Acquisizione: generativa
Apprendimento: monitorante
Input: deve essere reso comprensibile + collocato nell’ordine naturale  i+1= intake (ciò che conosco) + 1
che imparo

Per avere un buon apprendimento: NON DEVE ESSERE INSERITO IL FILTRO AFFETTIVO (stati d’ansia,
emotività)

Memoria

 Lungo termine
 Medio termine (30/90gg)
 Breve termine (minuti/ore)
Funzionamento hardware+software (cervello+lingua)= tutto funziona bene con la motivazione
Motivazione: generata da dovere, bisogno, piacere

1) IO= motivazione propria


2) STRATEGIA= finalità per soddisfare i propri bisogni
3) Tattica= confronto con la realtà da apprendere
Fasi Unità didattica

Come organizzare l’acquisizione: unità minime all’interno di unità maggiorni


Unità minime: unità di apprendimento
Unità maggiorni: unità didattiche

L’unità di apprendimento deve essere caratterizzata su episodi unitari, limitati brevi basandosi su

 Bimodalità: emisfero sinistroanalitico


emisfero destro  globale
 Direzionalità: si procede prima dal’emisfero destro a quello sinistro  Globalità – analisi – sintesi
 Motivazione

Durante tutta l’unità didattica ci deve essere:

1. una continua varietà di tecniche didattiche


2. continuo coinvolgimento delle modalità sensoriali
3. ludicità diffusa

Fase iniziale dell’unità didattica: presentazione, brainstorming, anticipazione

Globalità: percezione globale dell’evento comunicativo del testo


Tecniche di aproccio:

 rindondanza
 far formulare ipotesi e analogie con eventi noti
 verifica globale delle ipotesi Skimming
 verifica dei singoli elementi scanning
Tecniche adatte:
Analisi:
 Cloze
 attirare attenzione dell’allievo su alcune parti
 Incastro
 fissare tramite la ripetizione determinate espressioni
 Dettato
 reimpiegare i materiali
 Giochi
Sintesi: Riflessioni  drammatizzazioni
Tecniche adatte:
 sugli atti linguistici
 aspetti grammaticali  Formulare ipotesi
 temi culturali  Sottolineare/cerchiare
 linguaggi non verbali  Griglie
 confronto

Tutte le unità di apprendimento formano l’unità didattica che devono:

 essere flessibili
 basate sull’ordine naturale di acquisizione
 completate da rinforzo/recupero
 concluse con un test

Devono essere intese come un blocco autonomo e devono includere:

 abilità linguistiche
 elementi pragrmatici
 modelli culturali
Fondamentali per la realizzazione:

1. Motivazione recuperare le conoscenze preacquisite degli allievi, creare omogeneità nel gruppo e
dare indicazioni chiavi per capire le cose
2. Controllo= fase di verifica
Testare gli obbiettivi dell’unità didattica
NB: BISOGNA USARE LE STESSE TECNICHE UTILIZZATE NELL’U.D

In base ai risultati:

 Si passa ad un’altra unità


 Si procede al rinforzo
 Si provvede ad un recupero
Tecniche Didattiche

 Procedura cloze: inserire parole mancanti in un testo (buchi ogni 7 parole)


 Accoppiata lingua-immagine
 Incastro tra battute di un dialogo (riordinare)
 Incastro tra fumetti (vignette in ordine corretto, battute in ordine casuale)
 Incastro tra paragrafi
 Incastro tra testi (indicare la sequenza)

Tecniche per guidare e verificare la comprensione

 Domanda aperta: tecnica tradizionale che non stimola riflessioni ma verifica cose che si sanno già
 Griglia: elementi da verificare (segnando una x)
 Scelta multipla
 Transcodificazione: uno ascolta e deve eseguire dei disegni in relazione a quello ascoltato

Tecniche per l’abilità di produzione orale e scritta

 Monologo: produzione orale su tema precedentemente assegnato


 Composizione scritta: tema, descrizioni, relazioni, narrazioni, lettere, testi regolativi, definizioni

Tecniche per lo sviluppo dell’abilità di interazione

 Drammatizzazione
 Dialogo a catena
 Dialogo aperto
 Role-taking, making, roleplay
 Telefonata

Tecniche per lo sviluppo delle abilità di trasformazione/manipolazione dei testi

 Dettato
 Stesura appunti
 Riassunto

Tecniche per l’acquisizione delle regole morfosintattiche meccanismi di funzionamento della lingua nei
vari aspetti

 Completamento (mancano verbi, articoli ecc)


 Manipolazione: “volgi al…”
 Tecniche di inclusione
 Tecniche di esclusione
 Seriazione
 Tecniche di natura procedurale:
i) Incastro
ii) Esplicitazione dei sinonimi
iii) Scelta multipla
iv) Combinazione

Tecniche per l’acquisizione delle regole fonetico-fonologiche e grafemiche:

 Coppie minime
 Ripetizione regressiva
 Ripetizione ritmica
Teniche per facilitare l’acquisizione lessicale

 Accoppiamento memoria verbale-visiva, verbale-cinestetica, musicale


 Creare reti semantiche (diagrammi a ragno, poster, poesia)

Problema dell’insegnamento della grammatica

Competenza linguistica: capacità di usare le regole e di formare testi


Competenza metalinguistica: capacità di descrivere le regole

Le regole vanno indotte l’allievo deve:

 Formare ipotesi e verificare la loro fondatezza


 Fissare delle regole ipotizzate
 Riutilizzare le regole ipotizzate, verificarle e fissarle
 Riflettere sulla lingua

Ipotesi individuale: LAD language acquisition device linguaggio= dato pertinente al singolo individuo
Ipotesi inter-individuo: LASS Language aquisition support system bisogno dell0ambiente sociale che
fornisca imput e che assista nell’acquisizione
Krashen: input, intake+1
Freddi: insegnante guida le varie fasi, si fanno ipotesi, verifica e generalizzazione delle regole

Introduzione delle regole:

 Osservazione guidata a priori


 Osservazione guidata in itinere

L’addestramento culturale

Pattern Drills: stimolo→risposta→ correzione

Esercizi strutturali sono utili se:

1) contribuiscono alla formulazione delle ipotesi di regole


2) Non riguardano unicamente la competenza linguistica
3) Aiutano l’allievo a raggiungere gli obbiettivi delle unità didattiche

BISOGNA RIFLETTERE SULLA LINGUA

Dalla competenza comunicativa e metacomunicativa: dalla capacità di usare le regole alla capacità di
descriverle e ragionare su di esse

Dalla competenza d’uso alla competenza sull’uso: analisi della lingua alla ricerca di modelli regolari

Insegnamento della grammatica vs riflessione sulla lingua

Insegnamento della grammatica Riflessione sulla lingua


 Condotta da: insegnante  Condotta da: allievo
 Competenza linguistica  Competenza comunicativa
 Regola come punto di partenza  Regola come punto d’arrivo
 Motivazione: utilitaristica  Motivazione: piacere di apprendere
Metodologia CLIL

Lingua veicolare: uso veicolare della lingua straniera per insegnare altre discipline NON linguistiche
CLIL: Content and Language Integrated Learning

Obbiettivi: NON RIGUARDANO L’INSEGNAMENTO DELLA LINGUA


Motivazioni glottodidattiche:

 incremento di esposizione alla lingua straniera


 maggiore autenticità della lingua
 maggiore autenticità delle attività
 le conoscenze extralinguistiche rendono comprensibile l’input
 spostamento dell’attenzione dalla forma ai contenuti

Due tipi di competenze (distinte da Cummins)

1. BICS  Basic Interpersonal Communicative Skills


competenza con interazioni non sofisticate, su argomenti comuni e quotidiani→ insegnamento
tradizionale
2. CALP Cognitive Academic Language Proficiency
Competenza elaborata e sofisticata con attività cognitive → insegnamento veicolare

Quali materie? Tutte possono essere oggetto di insegnamento in una lingua straniera. Alcune puntano sulla
comunicazione verbale  lingue affini
Altre fanno ricorso alla comunicazione non verbale, utilizzando materiali visivi o grafici lingue non affini

Gli insegnanti:

 lo stesso insegnante, con doppia abilitazione


 due insegnanti diversi
 due insegnanti in compresenza
 scambio

Selezionano:

1. i nuclei fondamentali delle proprie discipline


2. stabiliscono gli obbiettivi e prevedono i possibili cambiamenti
3. formulano il piano di lavoro in comune
4. Prevedono le difficoltà

L’insegnante della LS insegna e lo studente impara ad usare la lingua. La lingua viene promossa e lo
studente la usa per apprendere

Materiali: non esistono testi pensati si usano altri materiali

Valutazione: sia i contenuti sia la lingua. La verifica deve essere formulata in modo tale che non ci siano
dubbi se le carenze riguardano la lingua o i contenuti

Elaborazione di un percorso CLIL:

 Livello
 N° allievi
 Insegnanti coinvolti
 Modulo
 Lezione
 Durata
 Area curricolare
 Obbiettivi
 Lessico chiave
 Abilità linguistiche attivate
 Abilità di studio coinvolte
 Processi cognitivi
 Metodologia
 Materiali usati, attività ed esercizi svolti
 Valutazione

Come prima lezione si dovrebbe procurare una scaletta agli studenti, leggerla insieme e illustrare gli
elementi astratti con esempi concreti, evidenziando i marcatori di ordine.
Eventualmente enfatizzare le sezioni importanti e far lavorare gli studenti in coppie o gruppi.
Dopo ogni lezione, chiedere una sintesi

NB: intervenire sugli errori solo quando sono tali da impedire la comprensione
Formazione delle figure per insegnare ITALIANO agli stranieri

Quali figure professionali:

 Docente di italiano a stranieri:


 conoscere la cultura dell’Italia contemporanea
 saper scegliere ed adattare i vari materiali didattici
 Saper creare materiali didattici partendo da diversi tipi di testi e essere consapevoli delle
proprie operazioni
 Saper progettare piani educativi e attività didattiche funzione di manager, leader, tutor,
guida
 Gestire l’inserimento degli allievi nei vari contesti
 Competenze didattiche e glottodidattiche dell’italiano L2
 Conoscere i principi dell’educazione e della comunicazione interculturale
 Saper adattare percorsi e materiali
 Avere nozioni di base della legislazione

 Facilitatore linguistico
 Supporta gli insegnanti nell’individuazione dei metodi per la fase della prima accoglienza
 Affianca gli insegnanti nella stesura del piano personalizzato
 Supporta gli insegnanti nella rilevazione di competenze linguistiche in ingresso, informazioni
sulla competenza comunicativa e linguistica dello studente
 Implementa e conduce laboratori linguistici specifici
 Orienta e supporta il consiglio di classe nella valutazione formativa dello studente e nella
rilevazione di progressi
 Promuove lo sviluppo di competenze metacognitive nello studenti per favorire
l’apprendimento della lingua e delle discipline
 Deve conoscere i principi dell’educazione e della comunicazione interculturale
 Deve sapere applicare le tecniche di gestione della classe
 Saper progettare ed adattare percorsi/materiali
 Saper gestire l’inserimento di un nuovo studente
 Avere nozioni di base della legislazione scolastica e del lavoro

 Mediatore linguistico culturale


 Portatori della lingua d’origine degli immigranti
 Ponte affettivo con la terra d’origine
 Non ha competenze didattiche/glottodidattiche
 Formazione in tecniche della mediazione culturale
 Facilitare l’inserimento a scuola e l’apprendimento base della lingua
 Supportare i docenti in accoglienza e lettura degli atteggiamenti
 Tradurre i curricola scolastici
 Gestire i rapporti con la famiglia

Come diventare professionisti

 Corsi specifici
 Autoformazione
 Imprenditore di sé stessi
Online learning: nuovo approccio in cui viene condivisa l’esperienza di apprendimento. L’acquisizione è
maggiore, rispetto a quella individuale. Viene rafforzata anche la motivazione, grazie al senso di
appartenenza al gruppo e sono sviluppate le abilità metacognitive.
Programma: deve essere incentrato sull’alunno, avere un buon supporto tecnologico
Cosa viene richiesto allo studente:

 molto impegno
 gestire molte info
 avere un ruolo attivo
Didattica ad adulti

Adolescenti vs adulti

Adolescenti Adulti
 Motivazione: indotti allo studio  Motivazione: scelgono di studiare
 Scopo: buona valutazione  Scopo: raggiungere scopi prefissati, migliorarsi
 Imparano ma non decidono l’insegnamento  Prendono decisioni sul proprio percorso,
 Fiducia nell’insegnante difficilmente flessibili
 Filtri affettivi: superati se il clima riflette  Insegnante: un loro pari
disponibilità e accoglienza  Filtri affettivi: attivi e sensibili
 Attività: gruppo e gioco  Attività: dove non ci si espone troppo agli altri
 Strutture metacognitive: in via di  Strutture metacognitive: acquisite
apprendimento

Modello andragogico di Knowles


Il soggetto adulto in apprendimento presenta specifiche prospettive individuali che lo distinguono da un
bambino o un adolescente
Questo approccio si basa su un contratto psicologico tra due adulti: L’allievo è autonomo, esperto e
motivato. L’insegnante è facilitatore

Bisogna tenere presente:

 Le caratteristiche degli adulti come soggetti


 Comportamento da attivare per promuovere lo sviluppo dell’apprendimento in età adulta

Le caratteristiche riguardano:

a) Il bisogno di conoscere
b) Concetto di sé
c) Esperienza precedente e il suo ruolo
d) Disponibilità e orientamento verso l’apprendimento
e) Motivazione

Modello per un buon ambiente e una buon insegnamento:

 Clima favorevole
 meccanismi di progettazione comune
 diagnostica dei bisogni di apprendimento
 gestire e valutare il programma

Docente: Facilitatore, organizzatore, consulente, sperimentatore

Tipologia di studenti adulti di ITA L2

 Studenti universitari motivazione: esigenze di studio


 Professori o ricercatori universitari
 Professionisti  motivazione: esigenze di lavoro
 Innamorati dell’italia motivazione: interesse culturale/piacere personale
 Persone sposate in italia
 Immigrati  motivazione: necessità di interazione/inserimento nella società
Offerta di corsi: diversificata e flessibile

 Per universitari: Erasmus, corsi ad Hoc, Corsi Microlinguistici


 Per professori/ricercatori: colleghi, erasmus
 Professionista: corsi L2, corsi di microlingua aziendali
 Innamorati dell’italia: Corsi di italiano L2, corsi di lingua e cultura
 Sposati: tutti i corsi
 Immigrati: corsi Caritas, Comuni, CTP

Approccio adragogico nei corsi presso i CTP

 Accoglienza: bisogna vincere la diffidenza iniziale


 Patto formativo: difficoltà nel trovare gli obbiettivi

Progettazione PDP:

 Basato su bisogni del soggetto


 Gruppo classe: eterogeneo
 Tempi e modalità di apprendimento
 Dinamiche di gruppo

Scelta materiali/metodo/tecniche didattiche:

 Spiegare i motivi
 Proporre tematiche adeguate
 Utilizzare tecniche che pongono l’allievo di fronte alla sua competenza

Valutazione: correzione dell’errore, continuo feed-back e autovalutazione

“Adultità”:

 fuori dal percorso formativo di base


 rapporto studente-docente cambia
 adulto “paga” e ha fretta
 i concetti metodologici vanno esplicitati
 adulto ha ritmi lenti
 l’adulto richiede regole

Elementi da considerare:

a) Tipo di utenza: in base alle tematiche, elementi linguistici e attività


b) Livello linguistico: A1,A2 ecc
c) Unità didattica: motivazione, analisi, sintesi, riflessione e verifica
d) Abilità: di base o integrate

Elementi che favoriscono l’apprendimento linguistico: prerequisiti, sommario alla fine, sezioni, consegne,
immagini

Elementi che favoriscono la competenza interculturale: NO STEREOTIPI


Valutazione dell’alunno straniero

Cercare criteri che possano dare maggiore credibilità alla valutazione, rispetto a quella delle pratiche
tradizionali

La valutazione in una LS/L2:

 Fa da feedback sulle difficoltà d’acquisizione


 Verifica l’adeguatezza/efficacia dell’insegnamento
 Aiuta ad indagare sulla capacità degli studenti di relazione con la scuola
 Monitora sulla possibilità e capacità di costruire e sviluppare le proprie conoscenze
 Fornisce feedback agli insegnati e ai genitori
 Aiuta a creare curriculi mirati

Nel processo di valutazione: gli studenti ricevono una serie di informazioni riguardo alle loro abilità
acquisite e l’insegnante riceve un feedback per quanto riguarda l’andamento dello studente

Verifica: confronto di dati raccolti con gli obbiettivi formulati nel percorso didattico

Valutazione: confronto dell’evidenza raccolta con un progetto, eventi osservati con quelli aspettati,
possibilità alla partenza con i risultati finali
Obbiettivo: osservare se l’allievo progredisce verso gli obbiettivi formulati nel progetto educativo
Oggetto di valutazione: intero processo educativo

Certificazione: documento ufficiale che attesta il livello di competenza linguistica verificato durante una
prova d’esame.
Nessuna presnza di feedback o percorso formativo

Monitorare il processo d’apprendimento: progressidifficoltàefficacia/inefficacia del


metodocambiamenti in itinere

Tempi e funzioni della valutazione:

1. Iniziale: analisi prerequisiti riorientamento


2. Formativa: in itinere diagnostica
3. Finale: sommativa orientamento

Autovalutazione: aumenta la motivazione e indirizza verso l’autonomia, oltre che instaurare una relazione
di fiducia con l’insegnante

Le prove: progettazione e costruzione

 Stabilire obbiettivi e determinare i tempi


 Specificare la prova (forma dei quesiti)
 Formulare i quesiti e le istruzioni
 Pesare la correzione
 predeterminare le risposte esatte
 la prova deve garantire la sua funzione di misura
 Deve essere affidabile, dando costanza nei risultati attraverso altre somministrazioni

Prove ogggettive: Scelta binaria/multipla, completamento, abbinamento, riordino, sostituzione,


trasformazione, editing, dettato, cloze

Prove soggettive: composizione, riassunto, conversazione, griglie, scale di livello


Fattore culturale nell’insegnamento nella lingua

Rapporto lingua-cultura: conoscere una lingua significa anche conoscere la cultura di quella data lingua
Processo di acquisizione di una cultura ACCULTURAZIONE.
L’acculturazione è maggiormente influenzata dalla distanza sociale fra le culture.
Impatto della seconda lingua (e la sua cultura)  SHOCK CULTURALE

Fase dell’acculturazione:

1. Eccitazione ed Euforia
2. Shock culturale rabbia, panico, crisi
3. Graduale accettazione
4. Adattamento/assimilazione

L’insegnante deve analizzare il concetto di cultura, facendo emergere le differenze tra le due culture e
esaminare gli aspetti verbali e non verbali
Allievo deve conoscere gli altri, tollerare e rispettare le differenze e accettare i vari modelli
Acquisizione dell’abilità di comunicazione interculturale consapevolezza della differenza culturale

Conoscenza delle altre culture capacità di interagire con un’altra cultura

Problema interculturale: le varietà e i complessi sistemi concettuali vengono appiattiti dagli stereotipi.
 BISOGNA INDIVIDUARE I SOCIOTIPI

Bisogna dotare l’allievo di schemi di interpretazione e di strutture concettuali, in modo tale da affrontare
“l’altro” in maniera critica e costruttiva

Modelli di analisi culturale:

 Per bisogni di natura nutrirsi, ripararsi da freddo/caldo, affrontare momenti chiave dell’esistenza,
procreare e allevare la prole
 Per domini sociali relazioni sociali, organizzazione sociale, casa, famiglia, città, scuola, mass-
media

Tecniche didattiche

 Comparazione
 Creare situazioni
 Sfruttamento dei media
 Interviste

Modello di Curriculum:

 Livello
 Tempo di realizzazione
 Mete educative

Strumenti per l’analisi interculturale:

a) Teatro
b) Favole
c) Gioco
d) Musica
e) Internet

Esempi di modelli culturali

In senso classico: modelli culturali ce per loro qualità, possono essere indicati come ESEMPLARI

In senso antropologico: reticolo di valori di una cultura

Avvicinarsi ad una cultura: deve comprendere la conoscenza e la consapevolezza che esistono varie
dimensioni in cui una cultura si esprime, ad esempio:

 Attitudini modo in cui le persone percepiscono ciò che le circonda


 Pratiche quello che un popolo fa
 prodotti quello che un popolo crea, sia tangibile o no (arte, letteratura, musica, macchine,
strumenti, cibo, leggi…)

Confronto interculturale con gli italiani:

 puntualità, flessibilità, gestione del tempo, gestione dello spazio


 dialetti e flessioni dialettali
 taboo
 strutture del testo
 interruzioni
 silenzio
 statusi
 espressività
 ruolo della famiglia
 cibo e alcool

Cultura: insieme di modelli culturali messi in atto da un popolo per rispondere a bisogni di natura.
Propri modelli: inconsapevoli ma notati dagli “altri”

Modelli: variano con rapidità e più che insegnare una cultura, bisogna educare alla differenza e insegnare
ad osservare una cultura

Modello culturale di Lado


Frequenza: quanto spesso un evento x accade
Distribuzione: come l’evento è distribuito nel tempo
Significato: il valore che assume il dato evento per l’individuo e la comunità (es: colazione, momento del tè)

Domini sociali:

 Relazioni sociali: rapporto con lo straniero, rapporto giovani-adulti, rapporto con i superiori,
relazione amorosa, relazioni omosessuali, uso di sigarette, bevande ecc, modo di scusarsi
 Organizzazione sociale: sistema istituzionale/giudiziario ed elettorale, sistema bancario e
finanziario, industria, le telecomunicazioni, i trasporti, criminalità, religione
 Casa e famiglia: dimensione della famiglia, ruoli e rapporti dei vari membri, autonomia dei figli,
tipologia della casa, tradizione e innovazione nelle case, proprietà e affitto delle abitazioni, pulizia,
casa di città/campagna
 Città: rapporto vari quartieri, traffico privato e pubblico, strutture produttive, città e
cultura/divertimento/sport, governo della città, città e sostegno
 Scuola: privata e pubblica, livelli scolastici, prestigio, rapporto scuola-mondo del lavoro, tradizione e
innovazione, ruolo delle famiglie, lingue straniere, scuola come formazione personale
 Mass media: mass media pubblici e privati, stampa, periodici di settori, radio e tv, cinema d’autore,
mass media stranieri

Valori culturali di fndo che interagiscono con la comunicazione: tempo, gerarchia e il potere, rispetto
sociale, attribuzione e mantenimento dello status

Uso del corpo per fini comunicativi: sorriso, occhi, espressioni, braccia e mani, gambe e piedi, sudore,
rumori corporei, toccarsi i genitali, distanza frontale tra i corpi, contatto laterale, bacio, spazio personale
nel luogo di lavoro

Uso di oggetti per fini comunicativi: vestiario, oggetti offerti, regali, danaro, biglietti da visita

La lingua: tono di voce, velocità, sovrapposizione di voci, superlativi e comparativi, forme di interrogativa e
negativa, titoli e appellativi, registro formale e informale, struttura del testo

Mosse comunicative: abbandonare, attaccare, cambiare argomento, concordare, costruire, difendersi,


dissentire, domandare, esporsi, incoraggiare, interrompere, ironizzare, lamentarsi, ordinare, proporre,
riassumere, rimproverare, scusarsi, tacere

Situazioni comunicative: dialogo, telefonata, conferenza, presentazioni varie, partecipazione ad eventi,


riunioni di lavoro

I bisogni di natura

1. Dominio 1: Nutrirsi  numero e ore dei pasti, pasto principale, mode alimentari, modo di
consumare, organizzazione dei pasti e valore sociale
2. Dominio 2: Riparare il corpo da freddo/caldo importanza vestiario, valore sociale abbinato
all’abito, valore della moda, rapporto abito-occasione, valore ed uso dell’uniforme, valore morale
dell’abito, moda per i vari sessi ed età
3. Dominio 3: affrontare i momenti chiave dell’esistenza nascita, morte, matrimonio, compleanno,
fidanzamento, diploma/laurea, superstizione, morte
4. Dominio 4: procreare/allevare prole numero medio figli, ruolo uomo/donna nell’educazione,
supporto alle famiglie, figli fuori/dentro al matrimonio, età media dei genitori, spazi e tempi
dedicati, modelli educativi