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Corso D'italiano - Textbook PDF

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) Gee \ en Ute 2) ee y Zz BA oe SS IR eee B Nicotcs ta baa eet PREFAZIONE Un metodo ideale per l’insegnamento di una lingua straniera dovrebbe soddisfare ad alcune condizioni essenziali, cioé: 1. Essere adatto tanto agh autodidatti quanto a coloro che possono giovarsi dell’aiuto di un insegnante, in corsi privati o collettivi, ed essere conforme alle migliori teorie moderne per l'insegnamento delle lingue straniere. 2. Impartire allo studente una conoscenza pratica della con- versazione giornaliera insegnandogli, nel contempo, in maniera chiara e concisa, le regole fondamentali della grammatica e della sintassi. 3. Mettere Jo studente in grado di pensare nella lingua straniera, senza ticorrere alla traduzione mentale, avvezzandolo, fin dall’inizio, ad associare il suono e la grafia delle parole straniere che apprende, agli oggetti, o alle azioni, da esse indicati. Solo in tal modo egli diverra capace di parlare la lingua in maniera naturale e spontanea—cosi come, da fanciullo, ha appreso Ja lingua materna. 4, Infine, codesto metodo ideale dovrebbe insegnare a parlare la lingua straniera con buon accento e intonazione corretta. Tl metodo Linguaphone per Vinsegnamento delle lingue per mezzo di dischi. e di testi specialmente preparati, riunisce in sé, ottimamente, tutte le condizioni richieste. Esso @ oggi pubblicato in pil di trenta lingue e i Corsi Lingua- phone sono conosciuti ed apprezzati in tutti i paesi del mondo. Le grandi Universita. le Scuole Superiori, i Collegi pid noti li hanno introdotti nei loro programmi e metodi di insegnamento. IL CORSO DI LINGUA ITALIANA Il Corso Linguaphone di Lingua Italiana & adatto tanto ai bambini quanto agli adulti, ai principianti come a coloro che gid posseggono la teoria della lingua e desiderano acquistarne la padro- nanza pratica, indispensabile per Ja conversazione. Tl corso @ composto di brani descrittivi e di conversazioni, incisi su quindici dischi doppi, pit un disco speciale di fonetica 3 per i suoni, inciso dal Professor Marcello Pagnini, Dottore in lingue, Lettore d'inglese, Facolté di Lingue, Universiti di Pisa, Il testo dei dischi @ in lingua idiomatica, scorrevole ¢ assolu- tamente naturale, quale verrebbe usata in realt’ in circostanze analoghe da persone educate. 1] testo di ciascuna lezione contiene im certo numero di esemplificazioni delle principali regole della grammatica che, in tal modo, lo studente assimila cammin facendo, senza sforzo alcuno. | manualetti che accompagnano il corso forniscono spiegazioni particolareggiate sulle principali questioni grammaticali, le forme idiomatiche e via dicendo. Le illustrazioni, appositamente disegnate dai noti artisti Herbert Gwynn e Ronald Atkinson, formano parte integrante—ed importante—del corso, Si troveranno indicazioni particolareggiate sul modo di adoperare utilmente i manuali, unitamente ai dischi, nelle Istruzioni che yengono fornite insieme con il corso. COLLABORATORI Allo scopo di permettere allo studente di seguire con facilita il disco, le prime lezioni sono pronunciate molto Ientamente e con grande chiarezza, il ritmo si accelera man mano che il corso pro- cede, fino a raggiungere, nelle lezioni avanzate, la normale velocita di dizione, Le persone che hanno collaborato per I'incisione del Corso dj Lingua Italiana, sono: Prof. ROLANDO ANZILOTTI. Dottore in lettere, Lettore d’inglese, Facolta di Magistero, Uni- versita di Firenze; Signora ANNA ARAGNO; Prof. CESARE CECIONI, Dottore in lettere: Prof. MARCELLO PAGNINI, Dottore in linguc, Lettore d'inglese, Facolti di Lingue, Universita di Pisa; Prof. EDGARDO MERCANTI, Istituto Italiano di Cultura, Londra; Dott. FRANCESCA PRIULI-BON; Conte RICCARDO PRIULI-BON, Le primissime lezioni sono parlate da due sole voci, sempre le stesse, onde permettere allo studente di fissare bene la propria attenzione sui suoni della lingua, nuovi per lui, senza essere scon- certato dall’audizione di troppe voci differenti. Quando i nuovi suoni saranno divenuti familiari al suo orecchio, l'udire nuove voci gli tiuscird, invece, gradito e stimolante. Poiché due persone che parlano la medesima lingua non la pronunciano mai esattamente allo stesso modo, si noter& che la pronuncia di ciascuno dei collaboratori differisce da quella degli altri, sia pure Jievemente, Tuttavia essi possono tutti, senza la minima esitazione, essere presi a modello dagli studenti. Per coloro, poi, che desiderano dedicarsi a speciali studi di fonetica, 4 le lievi diyersita di vario genere che incontreranno in questi dischi, saranno un incentivo per l'approfondimento dei loro studi in tale campo. ESERCIZI DI LETTURA SUPPLEMENTARI Al termine del manuale illustrato si trovano degli Esercizi di Lettura Supplementari. Questi brani sono compilati in modo da mostrare praticamente allo studente come, senza oltrepassare i limiti di quanto il corso si prefigge di insegnare, sia possibile formare frasi, del tutto differenti da quelle del testo, per descrivere cose e circostanze varie, usando unicamente cid che & stato inse- gnato. Tali brani rappresentano, inoltre, ottimi esercizi di revisione poiché, se lo studente ha veramente bene assimilato le lezioni, egli deve essere in grado di leggerli e di comprenderli senza diffi- colta. alcuna, e senza ricorrere al dizionario. Chi avri bene appreso questo corso sara padrone di una buona conoscenza pratica della lingua italiana, sia scritta che parlata. Non solo ayra acquistato sicurezza dal punto di vista della grammatica, ma sapra servirsi con prontezza di un grande numero di parole di uso corrente*, di locuzioni familiari e di forme idiomatiche che gli permetteranno di godere pienatnente dei con- tatti che potra avere con italiani, mentre potra apprezzare il pensiero e l’opera degli scrittori italiani attraverso le pagine della letteratura del paese. La traduzione di questa prefazione si trova nelle pagine del vocabolario. * Base del yocabolario & la media delle parole pil frequentemente usate nella conversazione usuale, 3 INDICE Introduzione: Parliamo italiano, Parte Prima Lezione Pagina Introduzione: Parliamo italiano, Parte Seconda ... La mia famiglia Conversazione ... La nostra casa ... Conversazione ... Il nostro salotto - Conversazione tra il maestro e T'allievo Il salotto dei nostri amici—Confronti Un’altra conversazione ai Una visita z, Prendendo il ta La sala da pranzo dei Signori Verdi Quattro chiacchiere a tavola La mia camera da letto Mattina e sera ... Allalbergo Per fissare una camera Al ristorante ... ee Pranzo al ristorante ... Numeri, ore, date... I giorni e¢ i mesi—Che ora a? La moneta italiana Alla banca Tl servizio postale Allufficio postale Viaggi Alla stazione Viaggi in aereo e per mare ... Una breve traversata ... oe au fwV Ne on 10 i 12 43 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 OT 28 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30 32 34 36 38 40 42 44 46 48 50 52 34 56 58 60 62. 64 66 68 INDICE (con.) Una via di Milano Per domandare la via ... Roma a volo d’uccello Addio a Roma I grandi empori Compere Tl sarto e la sarta 2 Il signore si ordina un vestito | La privativa ae Acquisto di sigarette ... Il barbiere e il parrucchiere ... Dal parrucchiere Le stagioni Sport e giochi ... Vacanze in campagna I lavori dei campi La villeggiatura Progetti per le vacanze L’automobile Guasto al motore Il commercio e industria Parlando d’affari Il medico, il dentista, il farmacista ... Una visita medica fe La radio e la televisione Le radiotrasmissioni ... Teatri, cinema, apetucan di varieta . A teatro 7 Brevissimo cenno sulla letteratura italiana ... I suoni italiani ... Esercizi di lettura supplementari 7 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 () 43 (2) 44 (1) 44 (2) 45 (1) 45 (2) 46 (1) 46 (2) 47) 47 (2) 48 (1) 48 (2) 49 (1) 49 (2) 50 Lezione Pagina a. 29 70 72 74 16 B 80 82 84 86 88 90 92 94 96 98 100 102 104 106 108 110 112 114 116 118 120 122 124 126 129 134 TESTO DELLE LEZIONI Oy INTRODUZIONE Parliamo italiano PARTE PRIMA Buongiorno, signor Barsani, ben arrivato. Mi ascolti, ora. Io sono linsegnante. Lei @ Vallievo. Io sono Italiano. Lei non é Italiano. Io parlo italiano. ’ Questa é una tavola’. Il disco é sul grammofono. Il grammofono é sulla tavola. 10 UNTRODUZIONE, PARTE PRIMA) La tavola é nel salotto. Lei & seduto su una sedia davanti alla tavola. Ha un libro in mano’. Guarda il libro. Ascolta il disco. Impara a capire, parlare, leggere e scrivere italiano. Io parlo lentamente. Quando parlo lentamente lei mi capisce. Quando parlo rapidamente, lei non mi capisce. Quando parlo rapidamenie lei non mi capisce 11 UNTRODUZIONE) PARTE SECONDA Buongiorno, signor Barsani, come sta? Benissimo, grazie. Risponda ora, per favore, alle mie oe domande... Chi é l’'insegnante: \ We sono io o é lei? 7 E lei. NS 4 E chi é Vallievo? | 3 Sono io. ?, VY | \ \ Sono Italiano, io? Sissignore, lei é Italiano. E lei, é Italiano? Nossignore, non sono Italiano. Lei sa parlare Vitaliano? Si, un poco, pochissimo. Che cosa é quello? Quello @ un grammofono. Dove? E sulla tavola. Dov’é la tavola? La tavola é nel salotto. 12 [INTRODUZIONE, PARTE SECONDA] Che cosa ha in mano? Ho un libro. E questo, & anch’esso un libro? No, codesto non @ un libro, é un disco. Che cosa ascolta? Ascolto il disco. Che cosa guarda? Guardo il libro. Che cosa sta imparando? Sto imparando Vitaliano. Mi capisce quando parlo lentamente? Si, la capisco. Parlo pochissimo Vitaliano 33 Prima (12) Lezione 14 La mia famiglia Ecco la mia famiglia: mia moglie’, mio figlio®, mia figlia* ed io*. Io sono il signor Bianchi. Mia moglie & la signora Bianchi. Io sono il marito della signora { Bianchi. Sono un ; uomo*. Mia moglie df c d é una donna”. 1. Mia moglie, la signora 4. Io—il signor Bianchi 8. Il pavimento Bianchi 5. Una_ poltrona 9. I trenino 2. Mio figlio, Piero 6, La finestra 10, Il gatto 3. Mia figlia, Maria T. Tl cane a Un uomo c,d Bartbini—un maschio ¢ una femmina 6 Una donna 4 [PRIMA LEZIONE) Abbiamo due bambini, un maschio’ e una femmina*. Si chia- mano Piero e Maria. Piero ha dodici anni. i Maria ha otto anni. { = e Piero & mio figlio. Io sono suo padre. Mia moglie é sua madre. Piero e Maria sono i miei figli. Io sono il loro padre. Mia moglie é la loro madre. ‘ Essi sono i nostri figli. Noi siamo i loro genitori. my To sono seduto in poltrona® e fumo una siga- retta*, Anche mia moglie é seduta; essa sta Jeggendo un libro’. Maria é& in piedi accanto alla finestra’; accarezza il cane’ e guarda il gatto?’. Piero, in ginocchioni? sul pavimento', gioca con il suo trenino’. e Fumo una sigaretia f Sta leggendo un libro g In ginocchioni 15 Seconda (24) Lezione a Domande e risposte Chi sono io? Lei @ il signor Bianchi’. Come si chiama mio figlio? Suo figlio si chiama Piero®. Come si chiama mia figlia? Sua figlia si chiama Maria‘. E lei, come si chiama? Io? Io mi chiamo Antonio Rossetti. Quanti figli ho? Ne ha due*. 1. Ul signor Bianchi 4. Un libro 7. Una poltrona 2, La signora Bianchi 5. Piero 8. Ii gatto 3, Maria 6. 0 pavimento 9, La finestra a Ho due figlt 16 [SECONDA LEZIONE] Quanti figli ha lei? Io non ne ho. OTs Py Quanti anni ha mio figlio? aX Egli ha dodici anni, b E lei, quanti anni ha? Jo ho trent’anni. Piero ha fratelli? Non ha fratelli, ha una sorella. =) Che cosa fa mia moglie? Y Legge un libro‘. E seduta® o sta in piedi*? E seduta. E Piero, é seduto? No, sta in ginocchioni sul pavimento‘. Chi fuma fa sigaretta? Lei, signor Bianchi. c b Seduta c In piedi 17 Le2 Terza (34) Lezione 3 La nostra casa Quasi tutti, nelle grandi citts, abitano in appartamenti’, ma pianterreno': *, e il primo noi, qui a Milano, abitiamo alla periferia q Pr b dakar ul ofan 8 piano*", Al e abbiamo una villetta. E una casetta a Pianterreno, oltre |’anticamera un piano; il e la cucina, ci sono due grandi stanze: la stanza da pranzo e il c 1, IL pianterreno 4, Le rose 7. Alberi da frutto 2. Tl primo piano 5, I garofani 8, 1 mure 3, Il giardino 6 1 gighi 9. Il cancello a Il planterreno B I prime piano ¢ HI salotto 1B [TERZA LEZIONE) salotto’. Le camere da letto*, il bagno e il gabinetto sono al primo piano. Entrando vedia- i. mo lattaccapan- ni per i cappelli e i soprabiti, e il portombrelli per e gli ombrelli’. Sul davanti della casa abbiamo un piccolo giardino® dove coltiviamo dei fiori: rose‘ ’, tulipani’, garofani’, gigli®, ecc. FON 3800. Dietro la casa c’é un altro giardino, pit. grande, con un’aiola e alcuni alberi da frutto’. Abbiamo anche un piccolo orto, dove piantiamo ogni sorta di ortaggi": patate, cipolle, pomodori, cavoli, cavolfiori, ed altro ancora. d Una camera da letto g Untulipano h Ortag i: patate, cavolo, e Un ombrelio cavolfiore, cipolle, pomodori f Una rosa i (Case con) appartamenti 19 Quarta (4*) Lezione Ag Conversazione Sa dirmi dove abitiamo? Si, lei abita a Milano, alla periferia. Benissimo, mi dica ora: la nostra casa & grande* o piccola’? Direi che non é né molto grande, né molto piccola. Quanti locali vi sono nella casa? Vediamo: uno, due, tre, quattro, cinque, sei. Si, sei locali in tutto, com- c presa la cucina’. Le camere da letto sono al piano superiore o al pianter- reno? Sono al piano superiore, al primo piano. E al pianterreno, che stanze ci sono? Ci sono l’anticamera, la stanza da pranzo’, il salotto e Ja cucina. a Una casa grande e La cucina b Una casa piccola d La stanza da pranzo 20 {QUARTA LEZIONE| Abbiamo un giardino? Sicuro, ne avete tre addirittura: il giardino sul davanti, con tanti fiori; un giardino con alberi da frutto* dietro la casa e, accanto a quello, un piccolo orto. Abbiamo molti alberi da frutto? No, non molti, soltanto due o tre. A proposito, le piace la frutta? Naturalmente, mi piace molto. Soprat- tutto le mele, le pere, le susine, l’uva’ e i fichi. e Un albero da frutto f Luva ar Quinta (58) Lezione / Il nostro salotto Entrando nel salotto, vediamo per prima cosa, di fronte a noi, tra la finestra' e€ il caminetto*, un pianoforte’. Davanti al | piano c’é uno sgabello“*: a destra dello strumento uno scaf- fale per la musica’, a sinistra una lampada elettrica*. thks Sul piano del caminetto, che é di marmo, c’é b 1. La finestra 5. Uno scaffale per la musica 10, 1 divano 2. Il caminetto 6, Una lampada cletirica 11, Un tayolino 3. It pianoforte T. Lo specchio 12. Una poltrona 4. Lo sgabello 8. Uno scaffale 13. IL tappeto 9. Una cassapanca a Uno sgabello b Un candelabro LQUINTA LEZIONE) un orologio a pendolo e due candelabri’, uno per parte. Dietro a questi sta un grande specchio’ che tocca il sof- fitto. A destra del cami- netto c’é uno scaffale** a vetri, pieno di libri. Dalla parte opposta, a sinistra, proprio sotto la finestra, c’é una vecchia cassapanca di quercia*, che fa anche da sedile. e f Di fronte al camino, c’é un divano con dei cuscini’. In mezzo alla stanza c’t un tavolino"’, e vicino, una comoda poltrona’*,’, Un soflice tappeto’® # copre il pavimento. ¢ Uno scaffale e Un cuscino f Una poltrona d Una cassapanca di quercia g Un tappeto 33, Sesta (62) Lezione Conyersazione tra il maestro e Vallievo C’é uno scaffale nel nostro salotto? Si, ce n’é uno. Ci sono dei libri dentro? Si, ce ne sono molti’. Quanti ce ne sono precisa- mente? Non lo so davvero, non li ho contati. Dov’é la finestra? A sinistra del pianoforte*. Che cosa c’é sotto la finestra? Una vecchia cassapanca di quercia. b Che cosa c’é sul pianoforte? Non c’é nulla. E sul tavolino? Non c’é nulla neanche li. Che cosa vede a destra del piano?? Uno scaffaletto per la musica. a A sinistra del pianoforte b A destra del piano c Qualcuno seduto sul divano a [SESTA LEZIONE} C’é qualcosa sul divano? Si, ci sono dei cuscini. cé qualcuno§ seduto sul divano*? a No, non c’é nessuno’. A Quante finestre ci sono in guesta stanza? Ce n’é una sola. d Nessuno seduio sul divano ¢ Moiti libri 25 Settima (7#) Lezione Tl salotto dei nostri amici—Confronti I signori Brambilla sono amici nostri ¢ abitano proprio accanto a noi, in una villetta molto simile alla nostra. I] nostro salotto & pid grande del loro, e ci sono pitt mobilit, Come si vede dalla figura, in questo salotto non ci sono scaffali per i libri. 1, Il pianoforte a coda 4. 1 quadro 6. Lo sgabello 2. Cartelle 5. Una poltrona 7. Il divano 3. Le cortine 8. Il tappeto a Mobili & Uno studio (SETTIMA LEZIONE] Io, infatti, li tengo nel salotto, mentre il signor Brambilla tiene i suoi nello studio’. Lei vede anche che i Brambilla hanno un pianoforte a coda’, assai pit bello del nostro che & verticale. La si- gnora Brambilla e mia moglie sono appas- sionate per la musica e tutt’e due suonano molto bene il piano- forte. Mia moglie ha molti pezzi di musica® riuniti in uno scaffale apposito, mentre la signora Brambilla li raccoglie in grandi cartelle’. 1 Brambilla, come noi, hanno il termosifone con calori- feri* in ogni stanza, ma nel salotto io ho voluto anche un caminetto all’antica, a legna, non a carbone’. Alla finestra ci sono delle lunghe cortine*® di seta. A parer mio, la cosa pitt bella nel salotto dei nostri vicini é il quadro* ¢ che sta sulla parete dirimpetto all’uscio. ¢ Pezzi di musica e Un caminetto a carbone d Un calorifero f Un quadro Ottava (89) Lezione Un’altra conversazione Dove abitano i signori Brambilla? Essi abitano in una casa accanto alla sua. La loro casa & quindi uguale alla nostra? Quasi uguale, ma non del tutto. Che cosa c’é nel nostro salotto che i Brambilla non hanno? Lo scaffale dei libri. I Brambilla non hanno libri? Si che ce ’hanno, ma il signor Brambilla li tiene nel suo studio. Che cosa c’é sul tavolino nel salotto dei Brambilla? C’%é una lampada portatilet qualche cartella di musica. Chi suona il pianoforte in casa nostra? Sua moglie, che ha molta pas- sione per la musica. ¢c Il nostro pianoforte é grande quanto quello della signora Brambilla? a Una lampada portatile b Un piano verticale ¢ Un pianoforte a coda [OTTAVA LEZIONE\ No signore, il suo & un comune piano verticale’, mentre quello dei Brambilla é un bel pianoforte a coda’. Lei sa suonare il piano? Un poco, ma non ho tempo di fare esercizio. Le piace la musica? Si, mi piace molto. Nona (99) Lezione Una visita E un sabato, di pomeriggio. Una scampanellata: & il nostro amico, il signor Di Lorenzo* che ; viene a farci visita. La cameriera® apre la porta’, lo fa entrare, ri- chiude e lo fa accomodare in salotto. Noi lo riceviamo con i conyenevoli . Ti padrone di casa 3. II signor Di Lorenzo 6. La parete 2. La padrona di casa. 4, La cameriera 7. Un quadro 5. La porta a Dandogii la mano 6 Abbraccia la zia 30 INONA LEZIONE] d’uso, dandogli la mano’ e invitandolo a sedersi. Pochi minuti dopo, si ode nuova- . mente sonare il campanello. E la oy G giovane Luisella Ceschini, nipote di mia moglie. Luisella @ arrivata or ora dalla campagna e viene a trascorrere con noi la sua vacanza domenicale. Abbraccia la zia®, da un bacio a me, e mia moglie . ‘ = la presenta al signor Di Lorenzo. = as Poi le signore cominciano a par- } e lare tra loro delle solite cose: la f moda, il cinema, la scuola. Noi uomini parliamo invece d’affari, di politica, del governo, della situazione internazionale. La cameriera entra spingendo il carrello del té, con tutto Voccorrente: la teiera’, le tazze¢ con i piattini e i tovagliolini; il bricco dell’acqua calda, la lattiera‘ per il latte, le fettine di limone, lo zucchero’, un piatto di salatini, delle paste’, una torta. c La teiera e Una lattiera f Lo zucchero d Una tazza & Delle paste 3r Decima (102) Lezione Prendendo il té Buongiorno, signor Di Lorenzo*, come sta? Benissimo, e lei, cara signora? Io sto benone, grazie, Si accomodi*, prego... Scusi ... Dev’essere mia nipote... Infatti, Cara Luisella, come stai? Sono proprio contenta a di vederti! Come stai bene! 1. I padrone di casa 5, i carrello del t 9. Piattini 2. La padrona di casa_ 6, Una poltrona 10. Un tovagliolino 3, 01 signor Di Lorenzo 7. La teiera 11. Il bricco dell’acqua calda 4. La signorina Ceschini 8. Una tazza 12. La lattiera per il latte a Si accomodi [DECIMA LEZIONE} Vieni che ti presento’ .. . Mia nipote, signorina Ceschini*— il signor Di Lorenzo. Piacere . . . Un po’ di t& signor Di Lorenzo? Lo preferisce leg- gero o forte, col latte o col limone? Non troppo forte, prego, col limone’ e senza zucchero. Caro Di Lorenzo, che c’é di nuovo? Come vanno gli affari? Abbastanza bene, devo dire, dati i tempi. E la sua ditta? Mah .. . cosi cosi, si tira avanti. E stagione morta, questa, per noi. Gia, ci sono sempre alti e bassi. Oggigiorno, la cosa importante é di mantenersi a galla. b Vieni che ti presento ell limone 1.c3 Undicesima (119) Lezione La sala da pranzo dei Signori Verdi E nella sala da pranzo che la famiglia si riunisce per i pasti. In Italia la prima colazione si limita, generalmente, a una tazza di caffe e latte o di tt con qualche biscotto o poche fettine di pane imburrato*, CD) magari con un po’ di marmellata, 0 di miele. BQ Poi c’é la colazione a mezzo- giorno, o al tocco®, la merenda nel pomeriggio, e il pranzo la sera. Oppure si pranza a mezzogiorno, é allora il modesto pasto serale si chiama cena. 1, 1 signor Palazzi 5. La saliera ¢ la pepaiola 2. T signori Verdi 6. La formaggera 3, La cameriera 7. La bottiglia con il vino rosso 4, L'ohera 3. La caraffa per lacqua a Fettine di pane imburrato b I tocco “4 [UNDICESIMA LEZIONE| Il signor Palazzi' di Torino, in visita a Roma, é stato invitato a pranzo dai signori Werdi?. La cameriera’ ha apparecchiato con cura; ciascun commensale ha un piatto, e la posata (cucchiaio*, coltello’ ¢ forchetta) grande e piccola; un bicchiere grande’ per l’acqua cde € uno pili piccolo? per il vino; il tovagliolo e un panino*. Sulla tavola sono anche disposti: un’oliera‘, la saliera’, la pepaiola* e la formaggera‘, la bottiglia con il vino rosso’ e la caraffa per Vacqua*, I ravioli in brodo sono gia serviti nelle CA scodelle. Seguira un piatto di pesce, un arrosto con contorno, formaggio, h dolce, e frutta’, Il caffé e i liquori verranno serviti poi, nel salotto. c Un coltello e Un cucchiaio hh Un panino d Una forchetta f Un biechiere grande i Frutta g Un bicchiere piccolo 35 Dodicesima (122) Lezione Quattro chiacchiere a tayola Si accomodi, signor Palazzi, sono molto lieta di vederla, & arrivato proprio in tempo. Tl pranzo & pronto e possiamo metterci subito a tavola .. . Quanti giorni pensa di potersi fermare a Roma* ¢? Purtroppo soltanto due o tre. Ma é gid venuto qui altre volte, nevvero? Si, spesso, 1. Il sgaor Palazzi 5. La tayola 9, La formaygera 2.0 signor Verdi 6. [ bicchieri 10. La saliera ela pepaiola 3. La signora Verdi 1. I fiort 11. La bottiglia del vino 4, La sedia 8. L'oliera 12. La caraffa a Roma: Monument a Vittorio Emanuele 36 (DODICESIMA LEZIONE) E che impressione le fa la capitale? E meravigliosa, come citta. Quando l’ho vista per Ja prima volta mi & parsa anche pit bella di quanto non avessi mai immaginato; & veramente la Citta eterna. Peccato che non possa fermarsi pita lungo, Ci sono tante cose belle da vedere a Roma... Ancora un po’ di pollo’? Grazie, volentieri, signora. & squisito. Capita cosi di rado di mangiare un pollo arro- stito° con tanta perfezione, e cosi saporito! Troppo gentile, signor Palazzi. Enrico, mio caro, guarda, il bicchiere del tuo amico é yuoto... Vino? ... Grazie, un gocciolo volentieri. 6 Roma: Ponte Sant'Angelo e Basilica di San Pietro c Il pollo arrostito 37 Tredicesima (134) Lezione La mia camera da letto La sera, quando sono stanco*, mi ritiro in camera mia. Mi tolgo la giacca, Ie scatpe, i calzini®, infilo le pantofole*, vado a lavarmi i denti ea darmi una spazzolata ai capelli. Finisco di spogliar- mi, infilo il pigia- mat e: a letto®® a Spengo la luce e pochi minuti dopo mi addormento. pigiama 6. La vasca 11. Una boccetta di profumo Lu 2. II letto 7. La doccia 12. Una scatola 6 un piumino 3. La vestaglia 8. La toletta per la cipria 4. Le pantofole 9. La spazzola e il pettine 13. Cassetti 5. Ul tubinetto 10, Lo specchio a mano 14. L'armadio a Stanco b 1 calzint 38 (TREDICESIMA LEZIONE) La mattina, alle sette in punto, suona la sveglia*. Mi butto git dal letto’, infilo la vestaglia’ e vado nel bagno. Apro i rubinetti® del- Tacqua calda e fredda ¢, mentre Yacqua scorre nella vasca®, mi rado e mi lavo il viso. Poi entro nel bagno per una buona lavata che, nei d mesi estivi, termino con una doccia’ fredda. Mi asciugo rapidamente con J’asciugatoio di spugna e mi vesto. Sulla toletta® trovo gli oggetti neces- sari per completare il mio abbiglia- mento: la spazzola e il pettine®, la brillantina, lo spruzzatore per Pacqua di colo- nia. Mia moglie ci tiene anche una boccetta di profumo'', uno specchio a mano’, una scatola e un piumino per la cipria’’, ed altre cose ancora. Nei cassetti’* dell’armadio™ é riposta la mia biancheria personale: camice’, colletti?, calzini, maglie, fazzoletti* ¢ cravatte’. Gli abiti sono appesi alle grucce. f & — ine i —— i £ A letio e Mi butto git dal letto h Fazzoleiti d La seglia { Una camicia i Cravatte g Colletti 39. Quattordicesima (14%) Lezione Mattina e sera A che ora si alza lei di solito al mattino? Alle sette*, purtroppo. E perché mai cosi presto? Perché mi ci vuole pitt di un’ora per andare da casa mia in ufficio. A che ora deve essere sul lavoro? Alle otto e mezzo?. Caspita! E deve stare in ufficio tutto il giorno? Lorario intero termina alle cinque e mezzo del pomeriggio con un’ora circa di intervallo per la colazione. b E la sera, che cosa fa di solito? Stiamo spesso in casa coi ragazzi. Qualche volta si va a teatro® o al cinema%, altre volte vengono degli amici per una partita a carte*, A proposito, questa sera é libero? Io mi trovo con alcuni amici che vorrei presentarle. Abbiamo appuntamento al caffé. a Le sette ¢ A teatro b Le otto € mezzo d Al cinema 40 IQUATTORDICESIMA LEZIONE] Grazie, verrei con gran piacere, ma proprio oggi é l’anniversario del mio matrimonio e mia moglie ed io facciamo vacanza: pranzo in due al ristorante, Tanti auguri, allora, e i miei ossequi alla signora! Grazie, presenterd. Arrivederla. Arrivederla. e Le carte 4a Quindicesima (159) Lezione AlPalbergo In ogni citth d'Italia abbiamo ottimi alberghi ma, soprattutto durante la stagione estiva, non si pud esser sicuri di trovar posto. Per non correr rischi é pertanto prudente fissare le camere in anticipo. I buoni alberghi sono pressoché uguali ovunque. Varcata la porta girevole, ci si trova nell’atrio, o hall, dove vari impiegati* a attendono i clienti’. I facchini?\* s’incaricheranno dei vostri bagagli*» mentre vi rivolgete alla segreteria 1. Un cliente 3. 1 bagagli 4. Un ragazzo 2, Un facchino 5, Un impiegato a Un facchino 6b I bagagil 42 [QUINDICESIMA LEZIONE] per fissare la camera e dare le vostre generalita. accompagnera all’ascensore® e alla camera che vi sara stata assegnata. Se avete bisogno di consigli, o indicazioni di ogni genere, rivolgetevi al portiere. E lui che ha in consegna le chiavi? e la corrispondenza, che, se lo desiderate, prenotera i posti per voi a teatro, noleggera un’automobile o acquistera il biglietto per la ferrovia. Un ragazzo* vi d Se siete in compagnia di una signora, tutte le citta italiane le offriranno il modo di passare il tempo come pit piace alle signore: vi sono bei negozi®, e bravi artigiani capaci di soddisfare ogni suo desiderio di cleganza personale o per la casa. c¢ L’ascensore d La chiave e Un negozio 43 Sedicesima (168) Lezione Per fissare una camera Buongiomo. Avete una camera matrimoniale* con bagno’, oppure due camere a un letto col bagno in comune? Abbiamo pochissime camere libere in questi giorni. Vediamo un po’... Quanti giorni ayrebbe intenzione di fermarsi? Penso che ci fermeremo qui per una settimana o poco pit, dieci giorni al massimo. Allora, ecco: due camere a un letto, intercomunicanti, con bagno, al primo piano, numeri 36 e 38. @ Una camera matrimoniale 44 ISEDICESIMA LEZIONE] La prima colazione non é inclusa nel prezzo, mi pate? Nossignore, dalle tariffe sono sempre esclusi i pasti. Se desidera la colazione in camera al mattino non ha che da dare ordini al cameriere, altrimenti dalle sette alle dieci pud far colazione nella sala da pranzo qui di fianco. La mattina, qui al bar, ¢’é b anche servizio di caffé e cappuccino. Va bene, datemi allora quelle due camere. Benissimo signore. Vuol favorirmi un documento suo e della signora per le generalita? Grazie. Li trovera dal portiere uscendo. b Il bagno; la stanza da bagno 45 Diciassettesima (174) Lezione Al ristorante Non vi @ citta di qualche importanza che non abbia ristoranti, trattoric, birrerie, caffé, bar, sale da t& ¢ pasticcerie in grande numero. In Italia, si usa molto pranzare in trattoria, all'aperto nella buona stagione. I tavo- lini‘ sono disposti in piccoli giardini, dove tendoni o per- golati li riparano dal sole nelle ore pit calde, o, addirit- a tura, sui marciapiedi. b 1. Un tavolino 3. 1 clienti 4. Un secchiello pieno di 2. I camerieri ghiaccio. a Una bottiglia di spumante b Un secchiello pieno di con due coppe f ghiacclo 46 [DICIASSETTESIMA LEZIONE] Nella illustrazione vediamo la sala da pranzo di un albergo di lusso. I camerieri? si destreggiano con garbo fra i tavolini: l’uno, a destra di chi guarda, sta scegliendo degli antipasti, un altro, al centro, reca, bilanciata su un vassoio, una bottiglia di spumante con due coppe*. Sulla tavola dei clienti @ gia pronto il secchiello pieno di ghiaccio+* che accogliera la preziosa bottiglia. Si pud ordinare un pranzo o una colazione alla carta 0 a prezzo fisso. A prezzo fisso @ molto pit econo- mico. Per una somma modesta si pud avere un antipasto, una mine- stra’, asciutta o in brodo, un piatto di carne o pesce’ con contorno, frutta e pane, Tl vino, ’'acqua minerale, i] caffé non sono compresi nel prezzo fisso. La percentuale per il servizio ¢ aggiunta al conto ma si usa lasciare ugualmente qualche lira di mancia al cameriere. ¢ Una minesira d Un piatto di pesce 47 Diciottesima (18) Lezione Pranzo al ristorante Cameriere, & libero questo tavolo? Mi dispiace, Signore, questi due tavoli sono prenotati. E libero quel tavolino laggid . . . x = Pazienza! La lista per favore. Sy ee Ecco signore. Ss Tu che vuoi, Maria? iS) G Qualcosa di leggero, non ho a molta fame, Una minestrina, un po’ di pesce... a Allora ecco: tortellini? in brodo, filetto di sogliola, insalata: ti va? La lista b Torteilint 48 [DICIOTTESIMA LEZIONE\ Molto bene, caro, ¢ una cassata per finire, se c’é. Benissimo, e per il signore? Antipasto, costata ai ferrie con patatine, piselli alla paesana e gelato anche per me. Subito. Vino? Bianco o rosso? Chianti bianco per la signora, rosso per me, Bardolino. Bene signore, grazie. = d Frutta?? = Cafft? Niente frutta, grazie. Due cafft’ ... Un fies liquore, cara? Si, volentieri: maraschino o strega. Allora: un maraschino e un cognac. e il contof, e Una costata ai ferri e Un caffe d Frutta f I conto ” ic4 Diciannoyesima (192) Lezione Numeri, ore, date Quando voglio sapere che ora é, guardo J'orologio. I] mio orologio da polso® & molto preciso, ma pud accadere che vada avanti: devo 1. Ltuna; il-tocco 2. Le due 3. Le tre allora portarlo dall’orologiaio’ perché lo registri, Qualche volta il guaio é pit grosso: non basta pulirlo o regolarlo, occorre una vera ¢ propria riparazione. Non é difficile esprimere le ore in italiano. Diciamo: @ I’una (é il toceo)', sono le due’, le tre* e cosi via, Le dodici @ mezzogiorno e le ventiquattro & mezzanotte. 4. Le ollo e un quarto 5. Le otto e mezzo 6. Le otto © tre quarti; le nove meno un quarto a Un orologio da palso 50 [DICIANNOVESIMA LEZIONE] Si dice anche: sono le otto e cinque®, Je otto ¢ dieci®, le otto e un quarto‘, le otto e mezzo’, le otto ¢ tre quarti®, oppure le nove meno un quarto®, le nove meno dieci?, meno cinque* e cos} via. I servizi pubblici, gli uffici e, non di rado, anche i privati nel parlare b corrente, dividono la giornata in c ventiquattro ore, di modo che si dice le tredici per Puna del pome- riggio, le quattordici per le due pomeridiane e via dicendo. In quanto alle date diciamo: io e sono nato il primo maggio mille- novecento undici’; mi sono sposato il diciassette aprile millenove- centotrentacinque’. 1 maggio, 1911 | 17 aprile, 1935 b Le otto e cinque d Le nove meno dieci e Le nove meno cinque c Le otto e dieci h Dallorologiato 5r Ventesima (202) Lezione I giorni e i mesi—Che ora é Sa dire i giorni della settimana in italiano? Ma certo! Lunedi, martedi, mercoledi, giovedi, venerdi, sabato e domenica, GENNAIO Lunedi 7 1421 28 Martedi 1 8 15 22 29 Mercoledi 2 [9 ]16 23 30 Giovedi 3 10 17 4 Sl Venerdi 4 11 18 25 Sabato 5 12 19 26 Domenica 6 13 20 27 Benone. Dunque: oggi & mercoledi. Domani sara... ? Giovedi. E dopo domani? Venerdi. Che giorno era ieri? Teri era martedi. E ier l’altro? Era lunedi. Che data era lunedi scorso? Il sette. Lunedi venturo sara il 14 ¢ lunedi a quindici sara il ventuno. 52 (VENTESIMA LEZIONE) Vediamo ora i nomi dei mesi. Eccoli: Gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e¢ dicembre. Benissimo. Sa dirmi che ora 8? a Tl mio orologio fa le due meno venti*, ma non ci si pud fidare troppo, a volte va avanti, a volte va indietro. Beh, chiederd l’ora esatta per telefono’. a Le due meno venti b Il telefono Ventunesima (214) La moneta italiana Quando sapr’ parlare l’italiano, un giorno lei cerlamente decidera di fare un viaggetto in Ttalia. Prima di partire sara bene che conosca il denaro italiano. La nostra unit monetaria @ a lita, che si divide in cento centesimi. Oggigiorno l’unita pid bassa in circolazione € la lira, di a carta o di metallo. Ci sono poi buoni da due, da cinque e da dieci lire e, per questi piccoli tagli. anche monete® "* di metallo, L’oro ¢ l’argento sono ormai da molti anni fuori circolazione. a, b Monete di metallo da due e da cinque lire 54 (VENTUNESIMA LEZIONE) Si hanno banconote da cinquanta* e da cento lire, e, meno fre- quentemente, monete dello stesso valore coniate in metallo bianco. Si tratta di una speciale lega di acciaio. Si passa poi ai biglietti da cinquecento lire, da mille lire, da cinquemila lire e da diecimila lire. € Quando il denaro aveva un maggior potere d’acquisto, c’erano anche monete per valori jnferiori ad una lira: centesimi, soldi e soldoni. Tali monete non si usano pii, ma accade ancora di sentirle nominare. c Una moneta di metallo da diect lire d Una banconota da cinquanta lire 55 Ventiduesima (224) Lezione Alla banca Vorrei cambiare queste divise estere in valuta italiana, per favore. Facilissimo, signore. Ho ricevuto or ora Je quotazioni dei cambi alla Borsa d’oggi, Vediamo un po’: sterline . . . franchi: posso darle esattamente 22.045 (yentiduemila e quarantacinque) lire nette, dedotte le spese € la provvi- gione. Si accomodi alla cassat . . . Ecco, signore: un biglietto da dieci- mila, due da cinquemila, due da mille gli spezzati. Va bene cosi? Benissimo, grazic. Worrei anche aprire un conto corrente presso la vostra banca. a La cassa 56 [VENTIDUESIMA LEZIONE] Per questo bisogna che lei parli col Direttore o col capo ufficio, allo sportello laggii. Buongiorno, vorrei aprire un conto corrente. Benissimo, signore, quale somma conta di versare a suo credito presso di noi? Ho qui, in assegni e contanti, un totale di circa trecentomila lire. Pud darci qualche referenza sulla piazza? ‘Certamente, é il titolare della Societa Anonima Bazzini che mi ha consigliato di rivolgermi a voi. Perfettamente, allora. Provvedo subito a farle rilasciare un libretto di assegni’; intanto, per cortesia, prepari questa di- stinta di versamento e completi questi tre moduli. 6 Un libretto di assegni 57 Ventitreesima (234) Lezione Il servizio postale Le lettere* e le cartoline postali® si affrancano e s‘imbucano in una cassetta postale®, Le cassette con la scritta STAMPE servono per i giornali e i vari stampati. quelle che recano. Vindicazione CITTA vanno usaie per la corri- spondenza indirizzata entro @ la cerchia cittadina e, infine, quelle portanti la scritta LETTERE, sono per le lettere e le cartoline dirette in ogni altra localita, del- Vinterno o dell’estero. 1, Uno. sportello 3, Un cliente 5, Una cliente 2) Un impicgato 4. Un pacco 6. Una cassctta postale a Una lettera b Una cartolina postale 58 [VENTITREESIMA LEZIONE] Le lettere urgenti si possono affrancare con un francobollo ESPRESSO o per POSTA AEREA‘. Sia in un caso che nell’altro si acquista il francobollo adatto in una qualsiasi privativa, e si mette la lettera in una comune buca per le lettere. Alla distribuzione della posta provvedono dei portalettere’ © postini*. d Nellinterno di un ufficio postale gli sportelli’ dividono il locale in due parti: I’una riservata agli impiegati®, l’altra al pubblico. Allo sportello WAGLIA E RISPARMI si fanno soltanto spedizioni o depositi di EX danaro; a quello RACCOMANDATE si Gy) accettano le lettere o i plichi raccomandati?, per i quali viene rilasciata una ricevuta, E e cosi via: TELEGRAMMI, PACCHI": ¢, ecc. Si trovano telefoni pubblici a gettone in quasi tutti i locali pubblici. ¢ Un portalettere; un postino e Un pacco d Una lettera raccomandata ¢ La posta aerea 59 Ventiquattresima (244) Lezione AlVufficio postale Scusi, potrebbe indicarmi I’ufficio postale’ pid vicino? Mi dispiace molto, non sono di queste parti, provi a chiedere a quel signore. Scusi tanto, signore, sa dirmi dov’é la posta? Qui a pochi passi c’é un ufficio. Vada dritto fino all’angolo laggii, volti a destra, in fondo alla piazza lo vedra. a Grazie mille, Di nulla, ... 1. Un ufficio postale 3. I marciapiede 4. Un autobus 2. Un'automobile 5. Un fanale a Un modulo per telegramma 60. IVENTIQUATTRESIMA LEZIONE] Un modulo per telegramma’, per favore. Ecco, scriva in stampatello, per NOME ia Peeks favore, e qui in basso metta il MPIRIEED Tey Prada a nome ¢ l’indirizzo? del mittente Wale ... Va bene cosi, grazie. 6 Vorrei anche comprare dei franco- -bolli. Allo sportello qui accanto. Cinque (5) francobolli da sessanta (60) lire*, e dieci (10) da trenta- cinque (35)4. Trecento (300) pit trecento- cinquanta (350) fa seicento- cinquanta (650). Ecco mille (1000) lire. Seicentocinquanta (650) .. . c e cinquanta (50) fanno sette- d cento (700), e trecento (300): mille (1000). Grazie—Buongiorno, Buongiorno, signore. b Il nome «¢ Vindirizzo d Un francobollo da ¢ Un francobollo da sessania trentacinque lire Hire 61 Venticinquesima (253) Lezione Viaggi Si viaggia molto, oggigiorno, sia per divertimento, sia per affari. I] mezzi di trasporto sono cosi numerosi & vari! 1 giovani non temono di percorrere lunghe distanze in bicicletta*, in motoci- cleita’ o con le pili recenti motorette’, ma le persone di elt matura preferiscono a Yautomobile”. Sul mare i piroscafi‘, sempre piit veloci © sicuri, portano in pochi giorni da un 1. Un treno 3. Finestris 5. Bagagli 1 Viagygiatori 4, La banchina 6. Un facchino a Una bicioletea b Wna motocicletta 62 [VENTICINQUESIMA LEZIONE) continente all’altro. I grandi e lussuosi apparecchi delle linee di trasporto aereo percorrono le medesime distanze in poche ore ¢ attraversano, ormai, i cieli di tutto il mondo. La vecchia ferrovia rimane pur sempre quella di cui ci serviamo pii di frequente. Nella figura vediamo un treno’ in stazione, pronto per la partenza. I viaggiatori che hanno gid trovato posto, sono affacciati ai finestrini* per gli ultimi saluti. I ritardatari si affrettano correndo sulla banchina*. Que- st’altro treno, invece. da cui vedele scen- deref i passeggeri, & entrato in stazione da poco, ma gia altri viaggiatori si affollano agli sportelli nella speranza di trovare un posto libero, Quelli che non hanno comprato il biglietto prima, fanno ancora la coda alla biglietteria. C’é chi deposita i propri bagagli al DEPOSITO BA- GAGLI A MANO,, chi li ritira; altri ingannano [attesa nelle sale d’aspetto o al bar, ry ¢ Una motoretta; uno scooter f I passeggeri scendono dal d Un'automobile treno eé Un piroscafo 8 Al deposito bagagli a mano 63 Ventiseesima (262) Lezione Alla stazione Facchino, facchino! Eecomi, signore! li baulettot & da spedire come bagaglio! appresso, La valigia’ viene con me. Sissignore. Per dove? Lielettrotreno delle 14 ¢ 30 (quattordici e (renta) per Romi, Ci ritroviamo al treno, io devo comprare il biglietto, alt ; Fast b Benissimo, signore. Binario nove. Che classe’? 1. Tl bagsglio 3, Un viaggiatore 2. Uno sportello 4. Una viaggiatrice a Un bauletto b Una valigta 64 {VENTISEESIMA LEZIONE) Seconda. Cerchi di occupare un posto accanto al finestrino’, per favore. E prenda anche questa borsa, pud stare benissimo sulla reticella*. Una seconda per Roma’. L’elettrotreno delle 14 e 30. Andata e ritorno? No, solo andata. Si cambia treno a Firenze’? Nossignore, il treno @ diretto e si ferma soltanto per pochi minuti a Bologna’ e a Firenze. Ecco il suo posto, signore. Molto bene, ma non vedo Ja carrozza_ risto- rante. Su questo treno i pasti sono _ serviti direttamente nella carrozza. Ah, benissimo, grazie, questo & per lei. Grazie, signore, e buon viaggio. A che ora si arriva a Roma? Se tutto va bene, siamo 1a per le nove circa. & ¢ Un posto accanto al finestrino f Firenze; Palazzo del d La reticella Bargello e@ Roma; Chiesa della Trinita 8 Bologna; Fontana del dei Monti Nettuno 65 L.C.5 Ventisettesima (278) Lezione Viaggi in aereo e per mare La settimana scorsa ho accompagnato in macchina a Genova il mio socio che si ¢ recato a Nuova York per affari. Siamo arrivati al porto um paio d’ore prima della partenza del piroscafo', cosi ho colto Voccasione per andare a bordo anch’io, a godermi lo spettacolo dall’alto del ponte. A bordo ferveva un’at- 3 tivita intensa, [1 capi- Estat tano*, dall’alto della 4 b passerella di comando’, 1, Un piroscafo 3. Un rimorchiatore 2, Una gro aI capitano b La passerélla di comando 66 [VENTISETTESIMA LEZIONE] sorvegliava ogni cosa. Vidi le gru?.° che rapidamente deponevano nelle stive i bagagli e l’altro carico. Poi la sirena* fischid: quelli che non partivano scesero a terra. [ rimorchiatori* si misero in moto, e ben presto vedem- mo la bella motonave stac- carsi lentamente dalla banchina. d I partenti, affacciati ai parapetti*, rispondevano con gesti ai saluti di chi era rimasto a terra. Pochi giorni dopo ho dovuto io stesso fare una breve scappata a Londra. Si trattava di cosa molto e urgente e scelsi l’aero- plano’. Alle otto della mattina ero all’aeroporto, dove un grosso quadrimotore ci atten- deva. Mezz’ora dopo decollammo, prendendo quota rapidamente, All’una e mezzo facevo colazione, in compagnia del mio corti- spondente inglese, in un grazioso ristorante dei sobborghi di Londra. c Una gru eI parapetti d La sirena f Un aeroplano Ventottesima (282) Lezione Una breve trayersata A bordo per Lugano"! Prima classe a destra, a sinistra le seconde! Uff! Quanta gente! Quesite gite domenicali sui lJaghi’ attirano sempre un grande numero di gitanti. Qui, poi, c’é anche l'attrattiva di andare all’estero, sia pure soltanto per a poche ore. 1. I lago 3. Tl monte 2. Un battello 4, Un ombrellone a Lugano col Monte San Salvatore 68 [VENTOTTESIMA LEZIONE] Capisco. Confesso che io stesso trovo divertente questa breve spedizione oltre confine. Vedra: il lago & pittoresco e questi battelli?}* sono abba- stanza veloci, L’organizzazione svizzeta @ cosi accurata che un b modesto turista italiano o sviz- zero pud provare tutte le emozioni dei grandi viaggiatori, salvo quella di trovarsi in un paese di cui non capisce la lingua: si parla infatti Pitaliano ai due lati della frontiera. E salvo quella del mal di mare; guardi com’é tranquillo questo specchio d’acqua! Si, oggi é liscio come un olio, ma anche il lago non scherza quando c’é burrasca. Passaporti* alla mano, per favore! Prepararsi per la dogana"! 6 Un battello c Un passaporto d La dogana 69 Ventinovesima (292) Lezione Una via di Milano Eccoci a Milano, in Piazza del Duomo’: la via rumorosa, piena di traflico, che abbiamo percorso per giungervi 8 il vecchio Corso Vittorio Emanuele. Abbiamo fiancheggiato i] Duomo? e siamo ora sul Sagrato. Alle nostre spalle si drizza la mole superba della cattedrale, ai due lati della piazza sono i Portici e, a destra, la Galleria Vittorio Emanuele’ " che conduce in Piazza della Scala, dove sorge il famoso teatro’. 1. Piazza del Duomo 4. Il Palazzo Reale 2. IL Duomo 5, Il Monumento a Vittorio 3. La Galleria Vittorio Emanuele IT Emanuele 6. Un fanale a La Galleria Vittorio Emanuele 70 (VENTINOVESIMA LEZIONE) Siamo nel cuore stesso di Milano, dove la vita degli affari e del commercio pulsa pili intensa. Sotto i Portici (Meridionali e Settentrionali), ¢ nella Galleria, vi sono bei negozi di ogni genere, nonché ristoranti di lusso ed eleganti caffé che, con le lunghe file dei loro tavolini, occupano quasi tutto lo spazio disponibile. Sotto la Galleria non passano veicoli, ma si ode il brusio incessante del traffico nelle vie adiacenti : automobili e tassi, autobus, motoci- clette, motorette, ciclisti, impavidi in mezzo a quella confusione. Per c fortuna = abbon- dano i passaggi pedonali’, i semafori e i vigili*, ritti sui loro piccoli podi. b Ill teatro della Scala c Un passaggio pedonale d Un vigile 7 Trentesima (304) Lezione Per domandare Ja via Scusi, signore, qual’é la via pil breve per la Piazza della Scala’? Semplicissimo. Costeggi i Giardini Pubblici* qui di fronte, a destra, fino alla Piazza Cavour, laggit—si vede il monumento di qui, Attraversi la Piazza verso sinistra, passando |"antico arco che vedra, ¢ prosegua dritto per la Via Manzoni che sbocca proprio in Piazza della Scala, Grazie mille, Quanto tempo ci vorra Oh, a piedi un quarto d’ora, venti minuti al massimo. Se ha fretta 1. Piazza della Scala 4. IL marciapiede 7. Veicoli 2. Tl teatro della Seala 5, Un tram 8. Un posteggio 3. Monumenta a Leonardo 6. Una fermata 9. Un fanale da Vinci a Un tram 72 [TRENTESIMA LEZIONE] pud prendere il tram? alla prima fermata**: il numero 4. Grazie tante, signore. Ma le pare? Non c’é di che. Scusi .. . per andare al Museo di Brera? Brera? In Via Brera, in fondo a Via Verdi, a destra. Grazie. E come ci si arriva? Tram, autobus*? Tram: 11, 38, 27; c autobus 0. E qui vicino? Prenda Vundici, la fermata @ all’angolo, e dica al bigliettaio di farla scendere in Via Brera. Grazie tante. Un biglietto, prego. Devo andare in Via Brera. Mi fa la cortesia di avvertirmi quando devo scendere? Va bene, signore. Si accomodi avanti... Avanti, signori, accomodarsi avanti, avanti c’é posto ... Per Via Brera si scende qui. La prima a destra. “6 Un autobus 1 Giardini Pubblici 6 La fermata 73 Trentunesima (314) Lezione Roma a yolo d’uccello Chi pud fermarsi soltanto pochi giorni a Roma non riuscird a vedere gran che, ma quel poco non lo dimentichers mai pit, Al turista conviene fare un primo giro della citta con uno dei numerosi servizi di torpedoni’ organizzati allo scopo. Egli pas- sera in tal modo, in brevissimo tempo, da un secolo all’altro della storia d*Europa, dai tempi remotissimi, di cui sono testimoni i ruderi di antichissime b 1. Via_dei Fori Imperiali 4, Il marciapiede 7. Un torpedone 2. I Colosseo 5. Un fanale 8, Giardino 3, Il Foro Romano 6, Un’automobile; una 9. Edifici macching a Fore Ramune bh Colossea 7A (TRENTUNESIMA LEZIONE) tombe sui pendit del Palatino, ai resti della Roma imperiale, 5 rappresentata dai Fori**, dail Colos- seo? >, dagli Archi di Trionfo*, dalle imponenti Terme di Caracalla‘, Poj c’é la Roma barocca: chiese, palazzi, fontane del cinque e del seicento, bellissime statue, stupende pro- spettive di vie’, di piazze, di parchi e giardini®, la cui nota dominante é costi- tuita dai caratteristici ombrelli dei pini marittimi. Infine la Roma moderna, monumentale nella Via della Concilia- zione, nel Foro Italico, nei grandi palazzi della Universita e della Esposizione, funzionale nella bella stazione di Termini‘, mondana © movimentata nella elegante Via Veneto cui fanno da sfondo i giardini del Pincio e di Villa Borghese’. E che dire delle memorie sacre per i Cristiani di tutto il mondo: le Catacombe, le tombe dei primi martini, le Basiliche*? Mesi interi non basta- no per ve~ der Roma. c ‘Arco di Tita e Basilica di San Giovanni 8 Villa Borghese: il d Terme di Caracalla in Laterano lagheito { Stasione dt Termini , 3 Trentaduesima (322) Lezione Addio a Roma Ecco la mia ultima giornata romana, come potrd goderla meglio? Beco, se fossi in lei, tornerei alla Citta del Vaticano™’, Sono certo che la visita aflrettata che vi ha fatto non & bastata a permetterle di ricordare anche solo una parte delle cose che ha vedute. Ha ragione, Sono entrato a San Pietro’ ma non ho ayuto tempo di soffermarmi a osservate i mille particolari di cose belle che quel tempio gigantesco contiene. 1, San Pietro 3, La piagai §. Pietro 5, Una fontana 2. La cupola 4. L'ob 0, 6. T colonnatt a Biblioteca del Vaticano: ia sala Sistine 976 [TRENTADUESIMA LEZIONE] E i Musei Vaticani? Quanti minuti ha potuto dedicare alla Cappella Sistina, per esempio, con gli affreschi di Michelangelo®, 0 alle sale e ai cartoni di Raffaello, ecc.? Ben pochi davvero, ma pit che suffi- cienti, devo dirlo, per le mie povere gambe .., Capisco. E allora, a due passi dall’al- bergo, trovera autobus, tassi e forse anche qualche vecchia carrozzella. Si faccia con- durre a vedere il Giardino Zoologico che, per la sua modernissima attrezza- tura, passa per essere uno dei pit interessanti d’Europa, oppure faccia un ultimo giro al Pincio. E mi raccomando, nel passare davanti alla Fontana di Trevi’, non dimentichi di buttarvi dentro una moneta; acquistera cosi, dice la tradizione, la certezza di tornare a Roma. b Michelangelo ¢ La Fontana di Trevi d Citta del Vaticano: Palazzo del Governatore Trentatreesima (332) Lezione I grandi empori Oggi sono andata a fare un giretto in uno dei nostri grandi negozi e vi ho trascorso alcune ore soffermandomi tra un reparto e I'altro, meravigliandomi della varieta ¢ molteplicita degli articoli esposti sui banchi di vendita’. Ho anche ammirato la cortesia e la pazienza dei commessi? e delle commesse*. Grazie a loro gli innumerevoli reparti—profumeria®, b 1. Un banco. di yendita 4, Clienti; compratori 2. Un commesso 5. La stoffa 3, Una commessa a Profumeria b Cancelleria 7B (TRENTATREESIMA LEZIONE] cancelleria®, chincaglieria, articoli per viaggio, mobili, generi ali- mentari, giocattoli° e via dicendo—sono @ accoglienti come le vecchie botteghe d’un ad ; z tempo. ° M’indugiavo, dunque, nel negozio e quando ebbi la sorpresa di incontrare nella libreria? una mia vecchia amica che non vedevo da anni. Sposatasi, @ andata ad abitare in Sicilia e sono quasi vent’anni che non ha avuto occasione di tornare in Alta Italia. Felici. di ritrovarci, siamo salite alPultimo piano, in cerca di un can- tuccio tranquillo della sala da te: avevamo tante cose da dirci dopo tanti anni! Dopo una lunga chiacchierata siamo ridiscese ed io ho aiutato la mia amica a scegliere dei regali per i suoi. ¢ Giocattolt d Nella libreria e Nella sala da té 7 Trentaquattresima (342) Lezione Compere Prego, signorina, il reparto guanti*? Tn fondo a sinistra, signora, subito dopo le mercerie. Vorrei dei guanti—un tipo robusto, in capretto marrone, un po’ sportivo— ?h¥ per la mattina, Mi- { sura sei e mezzo. Ecco signora, questo @ un tipo ottimo, cucito a mano. O, se preferisce, abbiamo quest’altro con due bottoni, ¢ a Guanti; un paie di guanti b Nei reparto calzature Bo. ITRENTAQUATTRESIMA LEZIONE] molto fine. Prezzo e qualita di pelle, uguali. Prendo questi, ma vorrei provarli, per favore. Benissimo, signora . . . va bene cosi? Si, grazie... Ecco lo scontrino. Paga e ritira la merce alla cassa numero uno, in fondo a sinistra. Grazie. Le calzature’ dove sono, per favore? Al seminterrato, signora. La scala mobile® & qui dietro. Desidera, signora? Vorrei delle scarpe—una cosa comoda, in nero, col tacco basso’, non troppo pesante, pero. Devo camminare molto ed i tacchi alti# non vanno: mi stanco subito. Questo tipo a mocassino le piace? Lei calza il 37 (trentasette) mi pare, vuol provarle? Si, il modello mi piace. Proviamo. Sembrano fatte su misura, guardi come le stanno bene! Stringono un tantino, ma penso che cederanno con I’uso. Wa bene, prendo queste. ¢ La scala mobile d Il taceo basso e Il taeco alto 8r 16 Trentacinquesima (354) Lezione Il sarto ¢ la sarta Sono andato jeri dal sarto? e ho ordinato un abito* nuovo, Avevo proprio bisogno di un completo* con la giacca a doppiopetto*, senza panciotto’, e calzoni* dritti senza risvolto. Mi sarebbe pia- ciuto ordinare anche un cappotto* nuoyo, ma é un lusso che non posso pagarmi, proprio in questo momento, Pazienza. 1. IL sarto 3, Un cappolto 6. U banco | 2. Una giacca a dappiopetio 4. La stoffa 7. Lo speechio 5. I cliente a Un ubito; wn campleto b Un pancietta ba [TRENTACINQUESIMA LEZIONE] Tl sarto ha preso le mie misure? e fra otto giorni ripasserd da lui per la prima prova. Immagino che ci saranno dei titocchi da fare e che egli mi fara tormare, per una seconda prova, qualche giorno dopo, ma sono certo del buon risultato finale. E quando il vestito sara é pronto, quando me lo a- vranno consegnato e lo avro d pagato, dard un bel sospiro di sollievo, e per un po’ di tempo non ci penserd pit! Anche mia moglie si & vestita a nuovo in questi giorni, Ha fatto rimodernare la sua pellic- cia’ e si é fatto fare un abito a giacca, un tailleur’, come si dice. Credo che abbia avuto qualche difficolt’ a trovare una e camicetta’ di suo gusto ma, in 7 3 tf compenso, l’ho vista tornare trionfante dalla visita alla modista con un cappellino che, secondo lei, & un sogno. ¢ Calzoni e Una pelliccia f Un tailleur d Prendendo le misure g Una camicetta 83 Trentaseesima (362) Lezione Il signore si ordina un yestito Buongiorno signor Bianchi, che desidera? Vorrei farmi un doppiopetto* di mezzo peso. Che cosa mi consiglierebbe? Dipende, veda lei: questa grisaglia? No, & troppo chiaro e la stoffa troppo leggera. Vorrei un panno pitt sostenuto e una tinta pil scura. Allora veda questo. La qualita @ ottima, pura lana ritorta, e il disegno @ di ultima moda. Si, questo pud andare. . . se il prezzo é conveniente. Signor Bianchi, lei sa che noi c’intendiamo sempre! Permetta che 1, Un modello 2, La sarta 3. Lo specchio a Un doppiopetio 84 ITRENTASEESIMA LEZIONE) riprenda le misure, mi sembra un po’ ingrassato dall’ultima volta. Vediamo: spalle ... vita... fianchi... maniche . . . cavallo, Ecco fatto. La prima prova oggi a otto, va bene? D’accordo, martedi venturo sard qui. La signora compra un vestito confezionato Vorrei provare quell’abitino che avete in vetrina’. S’accomodi qui, signora. E un modello graziosissimo, ¢ dev’essere proprio la sua taglia. No, ora che me lo vedo indosso non mi piace. Queste guarnizioni sui fianchi ingrossano. Ecco, allora, signora. Questo dovrebbe piacerle. Lo abbiamo anche in altre tinte: nero, blu scuro, verde pisello. E molto distinto. Si, questo va bene. Me lo faccia mandare a casa. Benissimo, signora. LEccole lo scontrino. Dia Vindirizzo alla cassa. b L'abitino in vetrina 85 ‘Trentasettesima (373) Lezione La privativa Se volete comprare tabacco* o sigarette’ cercate un negozio che abbia un’insegna come quella che vedete nella figura, e la scritta: PRIVATIVA N. 58 per esempio, oppure SALE E TABACCHI. Infatti i tabacchi, come pure il sale, i fiammiferi® ¢ il chinino sono, in Italia, monopolio dello Stato e il nome dei mnegozi autorizzati alla vendita =F di tali “generi di monopolio” & “ Privativa.”” Noi li chiamiamo b comunemente tabaccherie o tabaccai, ma poiché 1. La vetrina 3. Scatole di sigari 2. Pipe 4. Pacchetti di sigarette a Il tabaceo trinciate b Una sigaretia 86 ITRENTASETTESIMA LEZIONE) i gerenti di tali negozi integrano la loro attivita con la vendita di altre cose, molto spesso con un ser- vizio di bar, l’aspetto gE delle nostre tabac- e = cherie & assai diver- c so da quello di negozi affini in altri d paesi. Comunque, nella parte che & pit propriamente tabaccheria, vediamo allineati in bell’ordine, negli scaffali dietro il banco, scatole e pacchetti di sigarette*, di sigari*, e di trinciato. Scatole e scatolette di fiammiferi dei pil vari tipi, dagli italianissimi “cerini” ai fiammiferi decorativi con le capocchie multicolori, dai sottili “ minerva” agli zolfanelli per uso di cucina. Sul banco c’é anche la cartella dei francobolli e la bilancia per il sale. Quasi sempre una vetrinetta con pochi articoli per fumatori. Chi voglia una bella pipa¢ di radica o di schiuma, un bocchino d’ambra di fattura pregiata, un portasigarette* di marca, una borsa da tabacco’ elegante non sempre li trovera dal tabaccaio ¢ dovra rivolgersi a negozi specializzati. ¢ Una scatola di fiamumiferi e Un portasigarette d Pipe f Borse da tabacco 87 ferret = sete 2% Bereieiial [ Trentottesima (384) Lezione Acquisto di sigarette Buonasera, vorrei delle sigarette. Quali, signore? Nazionali o estere? Non conosco ancora le sigarette italiane, vorrei provarle: mi dia un pacchetto di queste. Bene, signore, le occorre altro? Si, mi dia due pacchetti di quelle laggit, & la marca che fumo di solito, e so che non mi fanno venire il mal di e gola?, 1. Il gerente de} negozia 2. UI cliente 3. Il banco all mal di gola b Un sigaro 88 (TRENTOTTESIMA LEZIONE) Ho anche il trinciato per pipa della stessa marca, ¢ degli ottimi sigari. Grazie, non fumo, né la pipa, né il sigaro’. Piuttosto: ha pietrine per accendisigari°? Certo, signore: ecco, vuole anche la benzina? Si, come la vende? In tubetti di vetro, come questi, oppure in lattine © bottiglie, sono pitt convenienti, Lo credo, ma anche pid ingombranti. Mi dia due tubetti di benzina, una bustina di pietrine e dei fiammiferi minerva. Vorrei anche: tre cartoline postalie cinque franco- bolli da sessanta*, Pago anche un caffé espresso: quanto fa? Vediamo . . . millecinquecento (1500) d lire in tutto. Ecco duemila (2000) lire. Eccole cinquecento (500) di resto. Grazie signore. c Un accendisigaro d Un francobollo da sessanta lire 89 Trentanoyesima (398) Lezione TI barbiere e il parrucchiere Si chiama barbiere’, 0 parrucchiere per uomo, chi, per professione, taglia capelli e rade barbe*, Per radere la barba a un cliente’, il barbiere, per prima cosa, servendosi di un pennello, gli copre il mento e le guance con una schiuma di sapone’, poi procede alla rasatura, adoperando un rasoio* bene affi- lato. Per tagliare i capelli adopera un paio di forbici’. Tl barbiere propriamente detto, ormai, ha poco da fare, quasi tutti si radono da sé, con rasoi di sicurezza® a lamette 0, pid modernamente, con i rasoi elettrici’. i. i barbiere 3. I giovane di bottega 5. Un. giornale 2. Un cliente 4 Il divano 6. il bacile a La barba b La schiuma di sapone 90 [TRENTANOVESIMA LEZIONE) Diamo un’occhiata alla figura. Vediamo un signore che si fa i tagliare i capelli, un altro che si fa radere. Un cliente sta per andar via dopo essere stato servito e il gio- vane di bottega® gli spazzola il soprabito. Altri signori, seduti sul divano‘, aspettano il loro turno, leggendo il giornale®: 9, d I locali dei parrucchieri per signora sono sempre affollati. Tutte le donne, di ogni condizione sociale, ricorrono a parruc- chieri e¢ pettinatrici per farsi tagliare i capelli, fare e la messa in piega, l’ondula- zione permanente, le pit syariate tinture, I] parrucchiere conosce i loro piccoli segreti, sa consigliare i pro- dotti di bellezza, i profumi*, le creme, le ciprie, i rossetti. ¢ Un rasoio f Un rasoio elettrico d Un paio di forbict g Un giornale ¢ Un rasoio di sicurezza A Una bottiglia di profumo gr Quarantesima (40) Lezione Dal parrucchiere Buonasera, signore, desidera? Barba o capelli? Tutt’e due. La manicure® anche, se c’é. Certamente, signore. Ma é@ occupata in questo momento. Si accomodi qui intanto, per il taglio. Li preferisce tagliati corti o soltanto spuntati? Tagli pure un poco, ma non troppo*, che si possa far bene la scriminatura’, Benissimo, signore ... Ecco fatto. Va bene cosi? Si, va bene. Vorrei soltanto le basette’ un po’ pil corte... Ecco... cosi, Grazie. Facciamo lo shampoo, signore? I suoi capelli sono molto aridi, ci vorrebbe anche una frizione alla vitamina. Crede? E allora proviamo pure questa b frizione miracolosa . . . a « = =, 9 4 Giulio! Shampoo, frizione e barba al signore! =, Stia attento, ho la pelle molto delicata. Non abbia timore, signore, ho la mano legge- rissima,.. Il signore & servito ... Cassa! Quanto devo? Ah, dimenticavo. Pud c indicarmi un buon parrucchiere per signora nelle vicinanze? a Troppo corti 6 La scriminatura c Le basette 92 IQUARANTESIMA LEZIONE) Abbiamo un reparto per signora noi stessi, qui al primo piano. Posso fissare, allora, un appuntamento per mia moglice, per una messa in piega, domani? Chiedo subito, signore ... Domani alle tre, va bene? Si, si, intesi. Ragazzo, spazzola! . . . d Lo shampoo e La manicure 93 Quarantunesima (414) Lezione Le stagioni L’anno si divide in quattro stagioni: primavera, estate, autunno, inverno. In primavera la natura si ridesta dal lungo sonno inver- nale, gli alberit si coprono di foglic’ novelle, gli uccelli® tommanoe a fare il nido cinguettando lictamente, Nei campi, nei giardini, il lavoro riprende con alacrita. Wanghe* © zappe = tivoltano la terra dove occorre, si trapiantano arbusti e pianti- cine, si seminano i legumi, le b fresche insalate, 1. 0 vendemmiatore 3. La cesta; I gerla 5. La carretta 2. La vendemmiatrice 4. Tl bue 6, L'uva a Un albero 6 Una foglia 04 (QUARANTUNESIMA LEZIONE) Poi viene l’estate con essa il caldo sempre pi! vivo. Ma I’agri- coltore* non ha tempo per riposare all’ombra. Deve lavorare da mattina a sera. Il tempo stringe, bisogna falciare e mietere finché SY il sole splende, e riempire granai / e pagliai. mt Es Ma ecco che le giornate si fanno ii corte, le notti pit fresche. e E Ylautunno: si fa il raccolto della frutta, si vendemmia. Sulle a brulle distese dei campi passa Paratrof, @ il mo- mento della semina. Nei viali delle citta, nei viottoli delle campagne, si stende un morbido tappeto di foglie ingiallite, che il vento solleva facendole turbinare, bigio. Presto sara inverno e la neve coprira i campi, gli orti, i giardini, i tetti delle case. La brina, il gelo, le nebbie, il freddo inten- so ci faranno desiderare il calore delle pareti domestiche, dove si é al riparo dalle intemperie e circondati di cose e persone care. c Uccelli e L'agricoltore t L’aratro d Una yanga & Piove 95 Quarantaduesima (428) Lezione Sport e giochi Vuol venire con me domanj allo stadio per la partita di calcio? C’é un incontro importante fra due squadre di serie A per il campionato ¢, se non erro, c’é anche una piccola gara di atletica leggera, prima i della partita. Corsa%, salto, lancio del peso, ¢ cosi via. Perché no? Personal- ie mente preferisco il rugby, che era il mio sport preferito quand’ero giovane, Ma oggi devo accontentarmi di stare a vedere gli altri. Mi piacerebbe provare il golf*, ma non ho tempo. a La corsa b Il salio 96 [QUARANTADUESIMA LEZIONE) Io gioco soltanto a tennis* che, a mio parere, é il pil bel gioco che ci sia e ho provato anche un poco la pallacanestro, ma non son certo un asso. Allora possiamo darci la mano! Perd mi piaccio- no molto gli sport inver- ¢ nali e appena posso, in inverno, scappo sui monti. Non sono un grande sciatore’ ma mi piace molto la slitta’ e, soprattutto, il soggiorno in mon- tagna in pieno in- verno. e Beato lei! In quanto a sport imvernali [unico che riesco a praticare io sono le corse’, magarti di cani, se i cavalli non corrono .. . c Il golf e Uno sciatore f La slitta d Il tennis g Una corsa di cavalli % 1c.7 ione Prima Parte Quarantatreesima (432) L Vacanze in campagna Quand’ero ragazzo andavo tutti gli anni a trascortere le vacanze ms i 1. Un cavallo 2. La scuderia 3. Un bue 4. La stalla estive da un mio zio che ha una fattoria. Passavo le giornate a correre per i campi e, fatto pit grandicello, nei momenti in cui il lavoro urgeva, aiutavo anch’io i braccianti. ¥ 5 Cosi ho imparato a rivoltare rap il fieno, a mietere, a condurre hy ae Varatro. re b 5. Una vacca 9. Il porcile 6. Un vitello 10. I maiali 7, Una pecora 11. Una trattrice 8. Un agnella 12. Un camioncina a Un vitello b Un agnello 98 [QUARANTATREESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE) Mio zio allevava ogni sorta di animali domestici. Aveva cavalli! nella scuderia? e buoi® nella stalla* per i lavori pesanti; mucche per il latte, vacche® con i loro vitelli®: ¢. Nell’ovile stavano le pecore’ coi loro agnelli®*, le capre° coi capretti. Nel cortile era un continuo schiamazzare di galli’, galline*, polli, oche’, anitre’, tacchini", Nel porcile® grugnivano i maiali'*. 4 da ingrassare. Ora quando torno laggit, trovo molti cambiamenti. Tutto & pit pulito e meno pittoresco, Ci sono trattrici's3 e camion- cini™ invece di buoi e cavalli. Il pollaio & diventato “ razionale ”, come la stalla, dove persino la mungitura si fa a macchina. Nella latteria ronzano motori elettrici: la vita dell’agricoltore non & certo pil quella di un tempo. ¢ Una capra f Un'oca h Tacchini d Un gallo g Anitre i Un maiale e Una gallina i Una trattrice 9 [Quarantatreesima (43) Lezione] Seconda Parte I lavori dei campi A che ora si alzava quando stava con suo zio? Alle sei ¢, qualche volta, anche prima. 2 Un po” prestino, mi pare! HE che NG = faceva a quelle ore? SE aR Quando arriva- a vo io in cam- 351 pagna, il primo fieno? era gia riposto ma la mietitura incominciava, Mi piaceva accompagnare i buoi’ che traina- vano la mietitrice*, aiutare a fare i covoni? e drizzare i pagliai. 1. Un bue 3. L’agricoltore 2. Ul fieno 4, Tl campo a La mietitrice b Un eovone [QUARANTATREESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE] E se pioveva? Allora c’era la legna da segare o da spaccare’, cavalli da strigliare’, attrezzi da accomodare: non si correva il rischio di stare con le mani in mano. E in quanto a divertimenti? Beh, io non dovevo lavorare tutto il giorno, Spesso andavo a pescare’, altre volte accompagnavo mia zia al mercato a yendere le uova e il burro. E pensare che io credevo che ci si annoiasse a stare in campagna! Ma nient’affatto! Il tempo scorre veloce come in citia e, in generale, si acquista salute. Scommetto che suo zio aveya anche un frutteto ... Naturalmente. Ricordo ancora il sapore dei fichi, delle albi- cocche, delle pesche, delle ne- spole che andavo a cogliere sulla pianta io stesso! E che dire delle ceste di uva e di arance che mandava a casa nostra ogni e anno e che facevano la gioia di noi bambini? ¢ Spaccando Ja legna d Strigiiando i cavalli e Il pescare; la pesca 101 \* z ae ! i, se ae e Quarantaquattresima (442) Lezione Prima Parte La villeggiatura In luglio e in agosto il caldo & spesso torrido e quelli che possono fuggono dalle citt per andare in cerca di aor y un po’ di refrigerio in riva al mare o sui monti. Tutia la costa del Tirreno ¢ del- l'Adriatico si trasforma, nei mesi estivi, in una = grande spiaggia' popolata di villeggianti. Ce n’é per tutti i gusti e per tutte le borse. HW a 1, La spiaggia — 4.1 mare 2. Tl bagnante; il nuotatore 5. I molo 3, La bagnante; la nuolatrice 6. La tenda a Il sole brilla b Un castello di sabia 102 IQUARANTAQUATTRESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE) Le comodita, i lussi, variano, ma il mare* @ azzurro e tiepido ovunque, dap- pertutto brilla lo stesso sole? ¢ spira la medesima benefica brezza. 1 bambini si divertono di pit sulle spiagge dove possono costruire castelli di sabbia’ ¢ sguazzare sulla riva*, senza timore di non toccare il fondo. Gli adulti che siano esperti nuotatori* *, preferiscono invece le scogliere, dall’alto delle quali godono tuffarsi nelle lim- pide acque profonde. Ovunque ci sono barche, a vela’ o a remi, e veloci moto- scafi, passeggia- te sul molo’, cabine® e stabi- limentidi bagni. Gliamanti della montagna preferiscono la quiete dei paesaggi alpestri, il profumo dei pini, la gioia delle lunghe camminate per raggiungere le alte vette delle Alpi’ o delle Dolomiti9, e sentirsi in pit intima comu- nione con la natura e con Dio. ¢ Sulla riva e Una cabina 7 d Una barca a vela & 103 [Quarantaquattresima (442) Lezione] Seconda Parte Progetti per le vacanze Dove andate quest’estate? Non abbiamo ancora de- ciso. Io sono invitato a una Canmara WA battuta di = caccia al cin- ghiale* in Maremma e i miei genitori vorreb- bero che andassi a trovarli nella b 1, 0 mare 4, Un secchiello 7. Un veliero 2. La spiaggia 5. Una canna da pesca 8. Un castello di sabbia 3. Un badile 6. Una rete per pescare 9. Una bandierina a Un cinghiale b Liisola d’Elba To4 IQUARANTAQUATTRESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE] vecchia casa sul Po—ma mia moglie non ne ha punta voglia. Non ha torto, in pianura fa caldo come in citta. Per la caccia fino a settembre c’t tempo. In agosto che cosa farete? Esito molto fra mare’ ¢ mon- tagna. I bambini vorrebbero andare al mare, Allora perché non venite con noi? Andiamo all’Elba’ quest’anno. Una < cugina di mia moglie ci affitta la casa. E una casa grande, ci stareste anche voi. Conduciamo con noi la signorina ed essa potrebbe occuparsi anche dei vostri piccoli. Non sono mai stato all’Isola d’Elba’: V’idea mi sorride molto: ma bisogna che ne parli a mia moglie. Naturalmente. Mi spiace di non aver pensato prima a parlarvene. Di’ e a tua moglie di non preoccuparsi per i vestiti. Va bene, ma costumi da bagno’, accappatoi, prendisole, secchielli* 4 e badili®:* per i piccini, reti per pescare’ ¢ che so io, bisognera pure portarli! Si capisce, ma non é il caso di preoccuparsi, siamo vicinissimi al paese dove si trova di tutto: ormai sono attrezzati anche 1a, e, in fondo, certe cose comprate sul posto costano lo stesso e si evita la noia di caricarsi di bagaglio in partenza. c e Un costume da bagno e Un badile f Una rete per pescare d Un secchiello g Elba 105 Quarantacinguesima (458) Lezione Prima Parte L’automobile Le automobili* non sono ancora a prezzo cosi basso da consentire ad ogni famiglia di avere la propria. Ci sono, naturalmente, gli appassionati che prendono in con- siderazione soltanto macchine a sei o ad otto cilindri, tuttavia le auto- mobili che si vedono pitt spesso sulle nostre strade sono le macchine utili- a tarie di media e piccola cilindrata, 1. 1 tetto 3. La ruota 2. Ltautomobile 4. Il radiatore a Jl parabrezza e i due tergicristalla 106 [QUARANTACINQUESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE] L’auto che vediamo nella figura qui di contro, accanto alla pompa della benzina per il rifornimento del serbatoio, sembra essere una potente macchina, di almeno quindici cavalli. Basta osservare il grande radiatore* e il lungo cofano. La comoda carrozzeria a sei posti poggia sul telaio al quale sono pure fissati il motore, la scatola del cambio, il ponte posteriore. Le b quattro ruote* sono munite di robusti pneu- matici. Il parabrezza ha due tergicristal- lot. Il conducente, seduto dietro al volante’, ha davanti a sé, sul cruscotto’, quadranti e manopole: il tachimetro, l’amperometro, il livello dell’olio e della benzina, Paccensione, il comando accen- sione dei fari, nonché l’orologio. Sul pavimento ci sono il pedale per la frizione*, il freno’ e Vacceleratore’. A fianco del guidatore il freno a mano e qualche volta anche la leva del cambio, ma questa pud trovarsi sul volante, dove é anche il comando del clacson. b Il volante d Il pedale per la fridone € Il freno ¢ Il cruscotto 4 L'acceleratore 107 [Quarantacinquesima (453) Lezione] Seconda Parte Guasto al motore Vorrei che deste un’occhiata al motore. Non so che cosa ci sia, é irregolare, non gira bene, scoppietta. Ho avuto un bel pulire le candele, controllare V’accensione e il carburatore*, tutto inutile: non va’. Sono soltanto riuscito a esaurire la batteria’, forse c’@ un guasto nell’im- pianto elettrico. Non credo che possa trattarsi di quello, E meglio che lasci qui la macchina, ci guardiamo noi. Beh, e questo guasto, avete trovato la causa? Si che Pabbiamo trovata, ma ci ha dato un bel da fare. Era un giunto del tubo di immissione che la- sciava passare l’aria. To’, questa non mi sarebbe mai venuta in mente! Gia che ci siamo, sara bene ricari- care Ja batteria, cambiare l’olio del carter e lubrificare per bene tutto il telaio. Potreste anche dare un’occhiata ai freni per regolar- li; c’é mancato poco che andassi a sbattere contro un fanale, stamattina; per fortuna a I! carburatore & Non va c La batteria 108 [QUARANTACINQUESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE] me la son cavata con un’ammaccatura al parafango e al paraurti. Dimenticavo: il pneumatico della ruota di scorta? @ sgonfio, temo che sia forato, Come vuole, signore, ma tutto questo richiedera un bel po’ di tempo: la macchina non potra esser pronta prima d di sera, d@ La ruota di scorta 109 ‘Quarantaseesima (46%) Lezione Prima Parte fi commercio e Vindustria Vi sono degli articoli di produzione italiana nel campo della moda, degli alimentari, dei tessili e della meccanica che si trovano sui mercati di tutto il mondo. Lartigianato italiano gode di meritata fama mondiale per il mobilio, la layorazione della paglia* e del cuoio®, Ja soffiatura del vetro*, i tessuti di seta stampati a mano e cosi via. @ La laverazione della paglia 110 (QUARANTASEESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE) Anche nel campo della industria pesante, meccanica, elettrica ¢ chimica T'Italia non é all’ultimo posto. Le sue fabbriche di automobili, i suoi _cantieri navali, le sue c grandi industrie chimiche e farmaceutiche esportano i loro prodotti ovunque. Essa é perd povera di materie prime e deve importare carbone, acciaio, petrolio, lana, cotone? e via di- cendo, mentre e- sporta semilavorati e prodotti finiti. L'Italia era, ed & rimasta in gran parte, un paese agricolo, Se i cereali di produzione locale non sono sufficienti al fabbisogno della popolazione, in compenso gli agrumi, le frutta, i formaggi, i vini® sono ben noti sui mercati stranieri. b Articoli di cuoio d Il cotone ce Anticoli di vetro e Vini 111 [Quarantaseesima (46°) Lezione] Seconda Parte Parlando d’affari Potrei parlare con i] dottor Panzeri? ha In questo momento il dot- tore & occupato*, Lei ha forse un appuntamento? No, ma questo é il mio bigliet- to’, se mi fa la cortesia di portargliclo sono sicuro che mi Ticevera, Vado a vedere... Il dot- a tore viene subito, Si ac- comodi qui, prego. LA direttore 3. Il telefono 2. I cliente 4 La serivania a Oceupato 4112 [QUARANTASEESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE] L’ingegner Banfi? A che cosa devo il piacere della sua visita? Si accomodi, la prego. Ecco, io faccio parte della Societa Anonima Banfi, Rocco e Co. di Buenos Ayres. Siamo importatori e esportatori nell’America del Sud, Argentina e Brasile* in particolare, e desidereremmo accordarci con voi per Vesportazione del vostro articolo lag- git. Lavoriamo generalmente su com- missione. Questo potrebbe andare. Le nostre condizioni solite sono franco banchina porto d’imbarco, ogni altra spesa a carico del cliente, pagamento contro tratta a 90 (novanta) giorni. Le va? Benissimo. Vorrei discutere la cosa col mio socio. Permetta che gli telefoni. Signorina, per favore, chiami al telefono l’ing. c Cuzzelli: dev’essere in officina . . . Ce Pronto!@ Sei tu, Cuzzelli? Potresti venire 2 + : é sl un momento qui, in ufficio? C’é una proposta oS interessante che vorrei discutere in tua NEA | presenza ... Subito... Va bene, ti aspettiamo. d b Questo @ il mio biglietto c America del Sud d Pronto! 1 Argentina 2 Brasile 113 LC8 Quarantasettesima (472) Lezione Prima Parte I medica, i) dentista, il farmacista Lei ha mal di denti?? Corra dal dentista. Se il dente non é troppo cariato lo otturer’, se ¢ proprio troppo guasto glielo togliera. Lei ha spesso il mal di capo”? Forse ha bisogno di occhiali*, Vada_ dall’oculista, o anche soltanto da un buon ottico. Non si sente bene? Si rivolga dunque a un medico. Vada da lui o lo faccia venire a casa sua, Gli dica quel che si sente, egli le chiedera ail mal di denti 6 Hi mal di capo 114 [@UARANTASETTESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE) di mostrargli la lingua’, le tastera il polso*, le misurera la pressione, la ascoltera ben bene. Dopo di che, se occorre, le con- t \ sigliera una cura e le dara \ una ricetta’, ¢ Lei portera la ricetta dal farmacista che la spedira. In farmacia vedra un numero infinito di specialita che guariscono tutti i mali: sciroppi per la tosse, compresse di aspirina, pillole, un- guenti, cerotti e cosi via. d Gli occhiali e Tasta il polso d La lingua f Una ricetta 115 [Quarantasettesima (472) Lezione] Seconda Parte Una visita medica Eun pezzo che non la vedo, signor Bianchi, i soliti disturbi? Magari _fossero quelli soliti, dot- tore?! Tl fatto é che mi pare di ( avere addosso a a i ate \ tutti i mali?; in- ( ) sonnia, mal di \ \ capo, mal di reni, acidita di stomaco B 1. 0 cliente 3. Lo stetoscopio 2, Tl dottore 4, Una ricetta a Ho addosso tutti i mali b La spalla destra 116, [QUARANTASETTESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE) e, per di pit, da stamattina il torcicollo, il mal di gola, la raucedine. Ma non basta, un’ora fa ho starnutito cosi violentemente che mi pare di essermi rotto qualcosa dentro, mi duole la spalla destra’ e mi sembra di avere il ginocchio* slogato . Povero amico, va proprio male, allora. Vediamo un d po’... Respiri profonda- mente... Ancora .. . Dica trentatré .. . Bronchi ¢ polmoni a posto. Cuore? ottimo... La gola un po’ arrossata. Vediamo la pressione . .. Bassa. Se tocco qui fa male? No? Beh, niente rotture, né slogature. Allora? Allora, niente di grave. Un po’ di esauri- mento. Per la gola prenda questo . . . Poi cerchi di riposare, non stia in pensiero. Stia un po’ a regime per disintossicare l’or- ganismo: poca carne, bianca. Verdure e passate, frutta cotta, poco vino, niente liquori, diminuire i] fumo. Faccia una dozzina di queste iniezioni E fra un paio di settimane sara fresco e arzillo* pit di prima. Eccole le ricette*. Grazie, dottore, ¢ arrivederla. e Il ginoechio d Il cuore e Fresco e arzillo 117 Quarantoticsima (482) Lezione Prima Parte La radio e Ia televisione Quanta strada dal primo esperimento di Guglielmo Marconi? ad oggi! A noi sembra naturalissimo di sederci comodamente in poltrona, girare una mano- pola” per metterci in sintonia e sentire musica, canzoni, discorsi che giungono chiari al nostro orecchio, qualche volta fin dall’altro capo del mondo*! - Jo avevo i un radiogram- 2 mofono* a sei valvole’ con quattro gamme ee d'onda, lunghe, medie, corte e cortissime, che @ Guglielmo Marconi 4 Giranda una manopola 118 [QUARANTOTTESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE) funzionava benissimo, ma I’ho venduto recentemente. Ho comprato invece un televisore e un grammofono ultimo modello, con cambio automatico dei dischi. Questo mi permette di soddisfare pienamente la mia passione per la bella musica. La radio mi serve anche per perfezionarmi nelle lingue straniere. Trovo che la tra- smissioni delle stazioni estere sono un ottimo complemento dei corsi Linguaphone. Quello che gia vedo sullo schermo della televisione mi fa pre- gustare il giorno in cui non vi saranno pil barriere fra i popoli. Potremo non solo udire le nostre voci attraverso lo spazio, ma potremo anche e d vederci da un paese all’altro, ¢ Hi mondo d Un radiogrammofono e Una valvola 119 [Quarantottesima (484) Lezione] Seconda Parte Le radiotrasmissioni E allora, questo tuo nuovo radio-televisore funziona bene? Ottimamente, Per potenza, musicalita ¢ selettivita € proprio stupendo, Ma i giorni scorsi ho stentato un poco a ticevere le stazioni estere. To’, anch'io. Deve essere questa atmo- a sfera temporalesca’, A proposito, hai sentito il Flauto” Magico Valtra sera? Sicuro, dalla prima nota all’ultima, Mia moglie va b a L’atmosfera temporalesca b Un flauto 120 ({Q@UARANTOTTESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE) pazza per l’opera* e ha un debole per Mozart. Peccato che lo davano in tedesco: non ho capito una sola parola! Ma gia, le lingue straniere non sono mai state il mio forte. Quali sono i programmi che preferisci? Ma... mi piace la commedia, specie se é allegra, ci sono anche delle conversazioni che trovo molto interessanti. Mi piace anche 8. chs 4 che & quasi pit difficile della pronuncia. Beato te, che hai il dono delle lingue! Ma non éun dono! Con un po’ di buona volonta ci riesce chiunque. Credi a me: volere é potere. la musica sinfonicat ¢ mi diverto mezzo mondo ai _ resoconti sportivi*. Tu ascolti spesso la B.B.C. se non sbaglio: come va il tuo inglese? Ormai capisco quasi tutto quello che dicono. Ho final- mente afferrato l'intonazione, (2 5 ¢ Va pazza per "opera d La musica sinfonica _ ¢ Un resoconto sportivo 121 Quarantanovesima (492) Lezione Teatri, cinema, spettacoli di yarieth I] teatro ha, in Italia, una lunga ¢ gloriosa tradizione. citta, grande o piccola, che non abbia almeno una ae} sala da spettacolo in ate funzione da due o Vtre — secoli. Fra = queste primeggiano i teatri d’opera, i pid noti dei quali assai di rado alle- stiscono spettacoli che non siano Operistici. Altri, invece, hanno a 7, La scconda galleria 1. Il paleoseenico 4. palchi di terza fila 2.1 palchi di prima fila 5. I palchi di quarta fila 3. I palehi di seconda fila 6. La prima galleria a Il direttore d'orchesira 132 [QUARANTANOVESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE] subito le vicende della moda, sono stati adattati ai gusti del tempo nostro e danno spettacoli di rivista, anziché opere liriche. Altri sono divenuti addirittura cinematografi e il palcoscenico! viene sfruttato solo per brevi spettacoli di varieta in avanspettacolo, cioé prima della proiezione della pellicola. La prosa dispone ancora di numerose sale, per quanto non pochi dei vecchi teatri siano diventati cinemato- grafi. Un’opera, con un buon direttore d’or- chestra* e cantanti di grido, al Teatro dell’Opera di Roma, f o alla Scala di Milano, é fra le cose che bisogna vedere: scenari’, costumi’, luci, musica, corpo di ballo*, tutto e tutti, compreso lo sfarzo degli abiti da sera* del pubblico, si uniscono per creare qualcosa che ha del fantastico. Vi sono postif per tutte le borse; palchi, polirone‘, poltroncine®, posti numerati di galleria*:’ e, infine, il loggione che costa meno di tutti. © Costumi e Abiti da sera 1 Posti d Il corpo di ballo 123 [Quarantanovesima (49%) Lezione] Seconda Parte A teatro Vorrei due poltrone per lo spettacolo di domani sera; non ¢’é mattinata, vero? Nossignore, Solo la domenica si danno due spettacoli, Ha detto due poltrone, o due poltroncine? Due poltrone, non mi piace stare troppo Jontano dalla scena, Ecco, allora, queste due, in terza fila quasi nel centro, a Benissimo. a La guardaroba 124 [QUARANTANOVESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE] Poltrone? Pari o dispari? ... Pari a destra. La guardaroba* &é in fondo, Allin- gresso della sala tro- vera la maschera; gli dia i biglietti, e lui Taccompagnera al posto. Che cosa ne dici di questo primo atto? Mi piace, trovo soprattutto bravi gli attori. Recitano con tanta naturalezza. Proprio quello che volevo dire io! L’inter- vallo @ abbastanza lungo. Andiamo a fare due passi nel ridotto. Mi sono proprio divertito’. Mi piace tanto la caratterista, quella che fa la parte della vecchietta* buffa. E bravissima davvero. Mi pare del resto che sia una compagnia molto affiatata. Spengono le luci, spicciamoci prima che si alzi il sipario sul secondo atto. b Mi sono proprio divertito ¢ Una vecchietta 125 Cinquantesima (504) Lezione Breyissimo cenno sulla letteratura italiana E difficile riassumere in breve Ja storia di una letteratura che ha pit di sei secoli di vita, Ci limiteremo pertanto ad un breve elenco dei nomi e delle opere pil significative. Chi non ha sentito parlare di Dante Alighierit ¢ del suo grandioso poema La Divina Commedia, che nelle sue tre cantiche, Inferno, Purgatorio, Paradiso, conduce il lettore nei tre regni dell’oltretomba? Per la potenza dell'immaginazione, la profondité del pensiero, b a Dante Alighieri b Boccaccio 126 [CINQUANTESIMA LEZIONE| Paltezza del sentimento poetico e religioso, questo poema & ancora oggi considerato fra le opere maggiori di ogni tempo. Contemporanei, o quasi, di Dante sono il Boccaccio’, con le novelle del suo Decamerone. il Petrarca’, con i Sonetti e le Canzoni. Facciamo un salto di un paio di secoli ed ecco Lodovico Ariosto, col suo festoso e Orlando Furiosa, e il senti- mentale Tasso, con la Geru- salemme Liberata. Ma lasciamo i poemi; passiamo al teatro, ed ecco yenirci incontro, bonario e geniale innovatore, d Carlo Goldoni con le sue commedie. Pit tardi, il romanticismo introduce anche in Italia il romanzo storico per opera di Alessandro Manzoni@ che sctive J Promessi Sposi, considerato insuperato capolavoro del genere, e tra- dotto in tutte le lingue. A cavallo fra classicismo e romanticismo & lo sconsolato poeta Giacomo Leopardi, di cui vi leggeremo fra poco una stupenda lirica, Fra i moderni tre bei nomi: Carducci’, Pascoli, D’Annunzio/. Ancor pid’ recente, e celebre anche fuori dei confini della patria, il commediografo ¢ romanziere Luigi Pirandellov. © Petrarca e Carducci } D'Annunzio d@ Manzoni g Pirandello 127 (CINQUANTESIMA LEZIONE) L'INFINITO Sempre caro mi fu quest’ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude, Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di 1a da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete To nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Cosi tra questa Immensit’ s’annega il pensier mio: B il naufragar m’é dolce in questo mare. Giacomo Leopardi. 128 L SUONI ITALIANI 129 Log SE ON EO Re 10. lL. I SUONI ITALIANI—I A Le yocali italiane primo, disco, benissimo queste, quelle, leggere ecco, specchio, fratello camera, patata, appartamento, attaccapanni donna, oggi, mobili moglie, giorno, molto es oo PF &@ @ una, sulla, musica B Esempi di gruppi vocalici mai, aiola, maestro, Paolo, paura, rauco Teo, rei, rea, ree, neutro mio zio, mia zia, i miei zii, le mie zie suo, suoi, sua, sue c Le consonanti primo, piano, tulipano, tappeto bagno, brodo, albergo, abbiamo tempo, treno, contento, tutto dove, padre, giardino, soddisfare 130 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19, 20. 21. 22. 23. 24. 25: 26. PAE 28. 29, 30. 31, gioca, poco, cura, pacco, quando, quercia, fichi gatto, gola, gusto, aghi, negligente, aggradire madre, sempre, grammofono mano, treno, buona, donna campagna, insegnante, signore, magnifico banca. anche, angolo, lungo, dunque lezione, libro, ala, alla figlio, egli, moglie, gigli per favore, parlare, parte, pianterreno I SUONI ITALIANI— II D Continuano le consonanti famiglia, fanciullo, garofano, caffe vi, verdi, tavola, pavimento, davvero sabato, salotto, aspetto, lusso stanza, grazie, zucchero, pezzo, spazzola rosa, musica, slitta, sgrida pranzo, zero, azzurro, magazzino scena, conoscere, fascino, uscire cipolla, cinque, piace, cid, accento gentile, giovane, gia, leggere, pomeriggio uomo, nuovo, quale, guarda, guerra piano, chiama, piede, ieri, fiore 132 E Esempi di consonanti per paragone fato—fatto, avremo—avremmo, coro—corro capello—cappello, giorno—aggiorno, cento—accento ce, che; ci, chi carpa, clarpa, scarpa, sclarpa cena, scena, schema chiudo, svhiudo, sciupo gusto, giusto; ghetto, getto; ghiro, giro pezzo, mezzo; zitto, zero L’ALFABETO AB eGe Di BoP .Gr- Ho ok @) = Kp No On Re One R= S27 [Link] COW) OR) 132 ESERCIZI COMPLEMENTARI DI LETTURA 133 1.C.9a ESERCIZI. COMPLEMENTARI DI LETTURA Lezioni 1—2 Buongiorno signor Bianchi, come sta? Molto bene, grazie, e lei, signor Barsani? Bene, grazie. Dove sono gli allievi? Sono nel salotto con sua moglie. Maria gioca col cane. E Piero? Piero parla con la signora e guarda un libro che é sulla tavola. Ha figli, lei, signor Barsani? Si, ho una bambina di due anni. Sua madre ¢ italiana. La bambina parla un poco italiano e io imparo con lei e con i dischi. Se lei parla lentamente la capisco benissimo. Lezioni 3—4 Tl nostro appartamento a Milano non é grande ma a noi piace molto, E al quarto piano di una grande casa, Dalla stanza da pranzo vediamo una bella aiola, e alcuni grandi alberi. A mia tiglia piacciono molto i fiori, € in casa nostra ci sono rose e garo- fani nel salotto e anche nell’anticamera e nelle camere da letto. Quanti locali ci sono? Vediumo: stanza da pranzo, salotto, due camere da letto, cucina, bagno .. . sei in tutto. Avete un giardino dietro la casa? Oh no, generalmente le case di citta non hanno giardini. Mio padre e mia madre hanno una villetta in periferia con orto © giardino ¢ mio padre ha piantato ogni sorta di ortaggi e tanti alberi da frutto. 134 Lezioni 5—6 Il salotto in casa nostra non @ né grande, né piccolo, ma c’é il pianoforte, un comodo divano ¢ uno scaffale pieno di libri. Cé anche una grande poltrona accanto alla finestra, per mio padre. Egli é seduto ora nella poltrona e fuma una sigaretta, Parla poco, guarda dalla finestra i fori del giardino. Guarda anche i bambini che giocano con il cane. Sul piano del caminetto ha uno o due libri, ma mio padre non legge molto. Non ha il grammofono? Si, con molti dischi, ma non sono nel salotto, sono nella stanza da pranzo. Lezioni 7—8 I miei amici Brambilla sono appassionati per la musica, in casa loro ci sono grammofono, pianoforte, dischi e musiche da ogni parte. La signora suona il pianoforte e lo suona molto bene. Suo marito non sa suonare ma ha molti dischi; in casa loro c’é musica a tutte le ore. Anche a mia moglie ed a me la musica piace, abbiamo un buon piano verticale ¢ tanti pezzi di musica. Maria impara tutti questi pezzi e suona benissimo. To suono pochissimo; non ho tempo di fare esercizio. Mi piace leggere e ho molti libri nello scaffale in salotto e nel mio studio. A parer mio non c’é nulla di uguale a un bel libro da leggere, una bella musica da ascoltare, un bel quadro da guardare. Lezioni 9—10 Buongiorno, Antonio, come sta? Siamo proprio contenti di vederla! Le presento la signora Ceschini e suo marito e questa & Luisella, mia nipote, Molto piacere, signorina. Lei abita in campagna? Si, ma sono venuta dagli zii per due o tre giorni. Ecco Maria con il te. Grazie, Maria. Té col limone o con il latte, signora Ceschini? Senza latte né limone, ma con molto zucchero, per favore. Luisella, prego, la torta alla signora.... Preferisce i salatini? E lei, signor Ceschini? Un po’ di latte, prego, ¢ poco zucchero. E lei, Antonio, so bene che preferisce il té con latte e molto zucchero. Proprio cosi, cara signora, tante grazie. 135 Lezioni 11—12 Questa sera il signore ¢ la signora Palazzi pranzano in casa dei signori Verdi. I Verdi abitano a Roma in una bella villetta, i Palazzi sono in visita a Roma, La signora Palazzi ci viene per la prima volta, suo marito, invece, ci viene spesso per affari. Nella stanza da pranzo dei signori Verdi tutto @ pronto: la cameriera ha apparecchiato con cura, posate, piatti, bicchieri sono disposti sulla tavola, Quando i Palazzi arrivano, dopo i convenevoli d’uso, tutti si mettono a tavola: il brodo é gia servito nelle scodelle, il vino nei bicchieri. C’ un pollo arrosto che piace molto al signor Palazzi. C% anche un buon dolce. Dopo, nel salotio, si servira il caffe, si fumera una sigaretta, e gli amici parleranno tra loro di Roma, di affari, di politica e di molte altre cose. Lezioni 13—14 Suona la sveglia Maria: Antonio, alzati, & ora. Antonio; Che cosa? Ora? Ora di che? Maria: Ora di alzarti, ¢ oggi che devi andare dal signor Di Lorenzo per quell’affare, nevvero? Antonio: Si, si... . Ora mi alzo. Dov’é la vestaglia? Maria: Eccola, sulla sedia. Antonio: Grazie, cara... Ora, il bagno!... Brr... L’acqua @ fredda: non si pud mai fare il bagno la mattina presto in questa casa! Brr.,. E radersi cosi a freddo... L’asciu- gatoio dov’é? Ah, eccolo qui. Maria, Maria! La mia crayatta? Ei calzini? Maria: Che ¢’é, caro? Hai chiamato? Antonio: Tu sei ancora a letto! Devo essere dal Di Lorenzo alle nove in punto, e io sono ancora qui, a casa, senza cravatta, senza calzini, senza giacca .. . Maria: La cravatta e i calzini sono sulla toletta, la giacca & nel- Tarmadio. E ecco un fazzoletto. Dammi le tue pantofole: eccoti le scarpe. Prendi anche l’ombrello, caro. Antonio: Grazie, cara .. . Arrivederci. 136 Lezioni 15—16 Antonio: Siamo arrivati! Attendimi qui, fisso la camera e poi, per prima cosa. facciamo un bel bagno: che cosa ne dict? Maria; Va bene. Antonio: Buongiorno: vorrei una camera matrimoniale o due camere intercomunicanti con bagno, Segretario:; Vediamo subito, signore. Quanti giorni ha intenzione di fermarsi? Antonio: Dieci o quindici giorni. Weramente, non so. Segretario: Ecco: due camere comunicanti, con bagno, al secondo piano. Il ragazzo Paceompagnera, Antonio: Maria: ho fissato due camere al secondo piano, il tagazzo ti accompagnera. Io vengo subito, Vado a prendere l'altro bagaglio nell'automobile. Segretario: Vuol favorirmi un documento suo e¢ della signora? Grazie. Antonio: Un’altra cosa: & la mia prima visita alla citta, Questa sera vorrei uscire. Dove si potrebbe andare? Segretario: Se yuol vedere la citta ci sono bei negozi e caffe vicino. Se invece vuol andare a teatro, si rivolga al portiere qui di fronte, egli potra prenotarle i posti. Antonio: Grazie. Lezioni 17—18 Tutte le citta italiane hanno buone trattorie dove sono serviti ottimi pasti spesso a prezzi modesti. Si pud ordinare alla carta o a prezzo fisso. Nei mesi estivi piace agli Italiani mangiare all’aperto. I tavolini sono disposti sotto tendoni o pergolati. In ogni ristorante di Iusso d'Italia ci sono piatti squisiti da scegliere sulla lista: minestre asciutte o in brodo, antipasti, piatti di carne o di pesce con cipolle, pomodori, piselli, patatine, insalata; e per finire si possono avere formaggi diversi, oppure uva, pere, susine. fichio mele. [I caffé e i liquori, che seguiranno, sono sempre esclusi dal prezzo fisso. Se le piace i] formaggio Gorgonzola, sappia che c’é vicino a Milano una piccola citta che si chiama Gorgonzola. 1 vini d'Italia sono veramente buonissimi e nessuno deve tra- scorrere le vacanze in Italia senza prendere un bicchiere di Chianti bianco 0 rosso. 137 Nelle ore pit calde si pio sedere al caffé e ordinare un gelato. Nei bar c’é sempre servizio di caffé e cappuccino, e se si de- siderano paste, torte o biscotti, ci sono belle pasticcerie in grande numero. Lezioni 19—20 «Il mio orologio fa le otto in punto ma non vedo ancora nessuno. Se devo essere in casa Brambilla per i] pranzo alle otto € un quarto non potrd attendere pili a lungo. Basta che Maria venga davvero. Se non venisse sarebbe un bel guaio, Il tempo passa, che cosa devo fare? Pud essere che il mio orologio vada avanti? Teri era avanti di quasi mezz’ora ma lho regolato e dovrebbe andare bene, ora. Vediamo un po’ che ora fa Vorologio qui accanto, Le diciannove e trenta! Speriamo che non occorra una riparazione importante al mio orologio, Devo portarlo dal- Yorologiaio domani, Domani non si pud: @ domenica. E dopo- domani. lunedi, devo andare a Verona per affari e star via tutta la settimana. Tl guaio &@ grosso davvero .. . «Sono passati dieci minuti: l’orologio grande fa le otto meno venti, e i] mio le otto e dieci. Se Maria viene all’ora precisa ci vogliono ancora venti minuti! Dai Brambilla ci sara un buon pranzo. Deve essere l’anniversario del loro matrimonio. Vediamo: quando si sono sposati? Giorgio si & sposato il cinque novembre e i Brambilla quattro settimane dopo, si, il tre dicembre allora . . . «Le diciannove e tre quarti! Ancora un quarto d’ora prima che Maria si trovi qui! Che freddo! Aspettare al freddo nel mese di dicembre non mi piace. Ah, ecco Maria! » Lezioni 21—22 Non capisco che cosa vuol dire quello che leggo in questo libro: «un soldo di pane», sun soldo di mele». Sono in Italia da mesi ma non mi pare di aver mai sentito parlare cosi. Tl libro che lei sta leggendo & stato scritto quando il denaro aveva ben altro valore di oggi. L’unité di moneta era la lira. ma il soldo, 0 centesimo, aveva un potere di acquisto tale che una piccola famiglia poteva mantenersi, modestamente, con pochi soldi al giorno. Capisco. ma, oggi, ci sono ancora delle persone che parlano cosi? Nelle campagne, i vecchi, lo fanno ancora. Dicono soldi ¢ vogliono dire /ire. Basta che lei sappia che una lira si divide in cento centesimi, che erano, un tempo, coniati in pezzi da uno e da due centesimi. Ogni cinque centesimi erano un soldo. 1 soldo era una moneta di metallo pitt grossa, e c’era 138 poi il soldone, o moneta da dieci centesimi ¢ una moneta in metallo bianco da venti centesimi. Le lire erano d’argento; dopo il millenovecentoquattordici (1914) si ebbero buoni di carta anche per i piccoli tagli. Come vadano le cose oggi lo sa anche lei: non soltanto in Jtalia il denaro non ha pib valore. Si parla di centomila lire pid frequentemente di quanto non si parlasse di mille lire un tempo, Lezioni 23—24 Nulla @ piu facile oggi che affrancare e imbucare una lettera, portare un pacco alla posta, fare una spedizione di denaro per vaglia e cosi via. Basta andare al primo ufficio postale che vediamo. Per i telegrammi, s¢ non possiamo andare noi stessi all'ufficio, 1a posta fa anche il servizio per telefono. In poche ore il nostro telegramma sara portato da un portalettere alla casa dei nostri amici. Tutto questo per noi é naturale, ma non é necessario andare molto indietro nel tempo per vedere quanto fosse difficile fare spedizioni di lettere 0 di denaro. Non c’erano francobolli, né cassette postali: né tanto meno i telegrammi o il telefono. Le banche, con gli assegni, sono state le prime, forse. ad offrire agli uomini un modo facile e sicuro per fare i loro affari in ogni localits, all’interno e all’estero. Oggigiorno alcuni servizi degli uffici postalitcome il servizio dei conti correnti postali—sono simili a quelli che fanno le banche Lezioni 25—26 In treno Fa molto caldo, qui. Posso aprire il finestrino? Prego, per me si, Scendo alla prima stazione. Ah, si ferma a Bologna? To vado a Bari. Quando lei sara a letto, io saro ancora seduto qui in treno, in quest’angolo. Eh, si, @ un viaggio ben lungo il suo, da Torino a Bari... Ma é sempre pitt sicuro farlo in treno che in automobile. Sul treno, poi, non ci si ferma per i pasti perché mentre noi mangiamo il treno viaggia veloce. A proposito: come ha trovato il pranzo che ci hanno servito a mezzogiorno? Veramente, io I"ho trovato abbastanza buono, ma caro. Oh, i] conto non era pit alto di quanto sarebbe stato in un buon ristorante. Ma si pud mangiare bene anche viaggiando in aereo. LA si che vi servono dei pranzi leggeri ¢ come si deve! 139 Viaggia spesso in aereo lei? Ho l'impressione che su uno di quegli apparecchi, che non ho ancora capito come facciano a stare in mezzo al cielo, mi pusserebbe subito il desiderio di mangiare. Capisco, alla sua eta... Noi giovani siamo per i mezzi veloci: pii presto, sempre pid presto. Arrivate due ore prima, e fate poi tre ore di coda per trovare un‘automobile che vi porti in citta, grazie tante! Lezioni 27—28 Un porto ha una grande attrattiva per me, io starei delle ore a guardare le gru che prendono il carico in attesa sulla banchina dove Yattiviti & intensa, le macchine cosi precise, i facchini, i viaggiatori in moto, le sirene che fischiano, tutto é come un bello spettacolo per me, Poi si vedono i battelli da carico—non belli come i piroscafi per viaggiatori, ma non senza quel garbo pittoresco che é lattrattiva di tutte le cose che vanno sull’acqua o attraversano il cielo—partire lentamente. staccandosi dalla banchina. I rimorchiatori. piccoli accanto alle grandi motonavi bianche che essi accompagnano fuori del porto, mi fanno pensare a grossi cani che vanno avanti ¢ indiciro stando a galla sull’acqua. C’t anche un profumo particolare, per me, nel porto, che mi fa nascere il desiderio di viaggiare, di andare in paesi di cui non so nulla, di cui non conosco la lingua. Poi penso che ci vogliono molti soldi per farlo e vado al mio lavoro, contento di quelle piccole emozioni pur sempre nuove per me. Lezioni 29—30 Si dice sempre che I'Italia & bella, che essa & il vgiardino d’Europa», che é piena di fiori profumati e di frutta saporite, ma non si pensa sempre che accanto all’Italia dei turisti, dei begli alberghi, dei negozi di lusso, dei musei, dei famosi teatri, dei caffé e dei ristoranti all’aperto c’é anche I’'Ttalia degli affari, del lavoro, del commercio. L'Ttalia non é tutta Venezia. né i laghi settentrionali o Je terre ¢ il mare meridionali. Ci sono anche, ¢ numerose, le citta come Milano, dove Ja vita degli affari & intensa. Dove non c’é mare, né lago. non si coltivano limoni, né rose, dove il cielo non & sempre azzurro, né il sole sempre caldo. Dove le vie sono piene di traffico rumoroso, le automobili, gli autobus, i fassi non si contano ej vigili hanno assai da fare per regolare il traffico che, per cosi dire, & incessante. Anche in queste citté vi sono cose belle: monumenti. antiche chiese, musei, ma non sono queste le cose pit importanti. I turisti vi si fermano poco ma gli uomini d’affari Je conoscono e vi vengono spesso da ogni parte del mondo. 140 Lezioni 31—32 Io dico che, per oggi, basta! Voglio un paio di pantofole, un buon bagno, una camera, un letto e niente altro: basta con i monumenti, i musei, le chiese. Vacci tu, se vuoi, io mi fermo qui, Ma, Piero, domani si parte ¢ non abbiamo visto quasi nulla. Leggi qui: le Terme di Caracalla, Via Appia Antica, le Catacombe di San Calisto, i Musei.. . Si, lo so: i musei ... ma fa ne ho abbastanza, Sono tre giorni che, come pacchi postali spediti nel tempo, passiamo da non so pit che secolo avanti Cristo al ventesimo. qualcosa che non dimenticherd mai pili ma che non pud andare avanti ancora. Chiese mai viste, statue meravigliose, affreschi, quadri, archi di trionfo, Fori, ruderi, non ne posso pit. Ma allora: che cosa vorresti fare in quest'ultima giornata romana? Stare qui in albergo. Ma, caro, Je Catacombe vorrei vederle. Ascolta: invece di andare con gli altri, prendiamo una carrozzella noi due soli, andiamo a vedere le Catacombe e poi facciamo un giro nei giardini di Villa Borghese. A cena andremo in trattoria, noi due, senza tutta quell’altra gente, Hem, questo si potrebbe fare. Oh, caro. Andiamo subito! Lezioni 33—34 Un giretto in un grande negozio é, secondo me, un modo per conoscere gli usi del paese dove ci troviamo. Che vi siano o no grandi negozi. ci dice gia se la citta nella quale siamo @ grande oppure no. Nei piccoli centri poche botteghe bastano: chi vuole puo fare acquisti anche per corrispondenza, indirizzando gli ordini ai grandi negozi della cittt pil vicina. Dicevamo, dunque, che il soffermarsi tra i banchi di vendita di un grande emporio, soprattutto all’estero, @ un’occasione per imparare molte cose: i nomi degli oggetti esposti, per prima cosa, che sono quasi sempre indicati, con il loro prezzo. Poi la qualita delle cose esposte: il tipo, i colori—persino viaggiando in un medesimo paese si pud in tal modo osservare la varieta delle usanze. In Italia, per esempio, lo stesso grande negozio, con il medesimo nome, in Sicilia non & come a Milano o a Torino: nel primo caso vedremo oggetti. tipi. qualith e prezzi adatti al paese meridionale, nel secondo vedremo riunite cose adatte a soddisfare i desideri dei settentrionali. Lo stesso pud dirsi all’estero; i grandi negozi sono pressoché uguali, nelle loro grandi linee, in tutto il mondo, ma essi sono poi diversissimi nei particolari. 14 Lezioni 35—36 Antonio, sai che i Rossi ci hanno invitati al pranzo per il venti- cinquesimo anniversario del loro matrimonio? Ah, si, lo so. Ma c’é tempo: @ fra dieci o dodici giorni, mi pare. Come: «c’é tempo!» To non ho un vestito da mettermi e anche tu potresti farti fare un doppiopetto nuovo. Che cosa dici? Non hai vestiti, tu! In quanto a me mi pare che il mio abito di grisaglia vada benissimo . . . No, no. Quello é troppo chiaro, Per sera, se non l’abito «da sera», ci vuole un doppiopetto scuro: blu, per esempio, che si pud mettere anche di giorno, Non attendi Ja visita di quel tuo corrispondente inglese? Dovrai accompagnarlo a pranzo al ristorante e cosi via... Beh, dopo tutto, hai ragione—passerd dal sarto domani, Benissimo, caro, e io fard venire la sarta ¢ forse potra rimodernare il mio vestito nero con poca spesa. Bisogna perd pensare al regalo. Regalo! Ma si, non hai capito che & il venticinquesimo anniversario del loro matrimonio? Ci vuol proprio un regalo: vedrai che troverd qualcosa che fara loro piacere ¢ che non sara troppo caro. Lezioni 37—3 Vedo che sta per uscire, mi fa un favore? Come no? che cosa le occorre? Non ho pitt sigarette, quel trinciato da pipa che mia sorella mi ha dato mi piace poco, ¢ non c’é un sigaro in tutta la casa... CAspita, non dev’essere molto felice .. . Ma io ho qualche sigaretta e fumo pochissimo. Ecco... Grazie! Mi fa un vero regalo, ma son poche . Per favore, passi dal tabaccaio e mi compri tre pacchetti di «Nazionali», una scatola di trinciato. del mio solito tipo, una lattina di benzina per Vaccendisigari e due bustine di minerva. Un momento! Attenda che scrivo git tutto questo, Lei fuma molto, mi pare. No, ma devo terminare quel lavoro che sa, e quando lavoro in- tensamente fumo pitt del solito. Gid che va dal tabaccaio, prenda anche un francobollo da sessanta e quattro da venticinque. Eccole mille lire. Grazie. 142 Lezioni 39—40 Al telefono Pronto: chi parla? Parla la Signora Bianchi, é in casa la Signora? Vado a vedere, attenda, per favore, Pronto, sono Luisella, é la Signora Bianchi? Si, sono io, La’mamma non c’é? No, é uscita poco fa con Maria. Desidera qualcosa? Forse posso rispondere io. Volevo domandare alla mamma l’indirizzo di quel parruc- chiere nuovo di cui mi ha parlato cosi bene. Non sono pit contenta del mio, I'ultima volta che mi ha fatto la tintura ha lavorato malissimo. Glielo posso dire io: si chiama Mario e sta in Via Brera, Non so il numero della casa ma il numero del telefono & qui, ecco: 12-24-33. Sono andata anch’io la settimana scorsa e mi ha fatto un taglio proprio all’ultima moda e una messa in piega leggerissima. Vedra. E molto accurato. Sa se bravo anche per la tintura? Io devo proprio farla di nuovo, cosi non posso restare. Si, la mamma ha fatto la tintura e ne & molto contenta, anche io trovo che le sta bene davvero, e la permanente sembra naturale. E profumerie e prodotti di bellezza ne ha? Yo compro tutto dal mio parrucchiere. Credo di si. Allora, grazie, cara. Telefonerd direttamente al 12-24-33 e proverd, Lezioni 41—42 Mi sono spesso domandato perché tanta gente dice che la prima- vera é Ja pit bella stagione dell’anno, Forse perché lo &. A lei non pare che sia cosi? Preferisce Testate, il caldo sempre pid vivo, il sole dal quale non si sa come ripararsi, le notti dove non si riesce a prender sonno? O forse l’inverno con le sue nebbie, la neve, il gelo, il freddo in casa e fuori? Non ho detto che preferisco questa o quella stagione, ho soltanto osservato che non capisco perché molti dicano che la primavera & pit bella di tutte. Con la vecchia storia della natura che si ridesta dal lungo sonno invernale, degli uccelli che cinguettano, degli 143 alberi che si coprono di foglie novelle, si dimentica che in prima. vera fa spesso freddo come d’inverno, che il vento & quasi pili forte che in ogni alira stagione dell’anno, che piove quasi ogni giorno e che le donne cominciano a parlare di gite, viaggi e, soprattutto di abiti nuovi. Ho capito, sua moglie le ha parlato della sarta .. - Perché dice cosi? anche la sua? ¢ ha figlie, lei? Ci vorrebbero milioni per accontentare mia moglie ¢ le mie tre ragazze. E gia parlano di andare in campagna . . . Lezione 43 Andare in campagna é il desiderio di tutti quelli che abitano in cittd, cosi come Mandare in citta & il sogno di molti giovani agricoltori. La vita dei campi é bella, soprattutto per chi non ha da stare in campagna tutto anno. Guardate gli animali: mucche, buoi, cavalli, agnelli, vitelli; stanno bene nei quadri, ma lavorare per loro, lavarli, tenere pulite stalle e ovili, dat loro da mangiare non & cosi piacevole. Per la gente di citté la campagna sembra soltanto divertente e piacevole perché la vedono solo quando sono in vacanza, la domenica, o nei centri dove si pratica qualche sport. Ora sono di moda gli sport invernali ¢ tutti vanno in montagna in pieno inverno, godendo addirittura del freddo intenso & della neve; non sanno nulla del lavoro di quelli che vi trascorrono tutto l’anno, non per divertimento ma per lavorare. Quando gli sciatori riem- piono gli alberghi sui monti portano con sé un‘atmosfera di lusso e di divertimento, le automobili che la domenica passano per le vie di campagna piene di gente eleganle fanno. a loro volta, immaginare agli agricoltori che la vita di citta sia tutta piacevole, piena di lusso ¢ di divertimenti. FE gli uni vorrebbero essere in cittd, gli altri ir campagna: pochi sono contenti della loro vita, Lezione 44 Che caldo! Se va avanti cosi domani parto col primo treno. Bravo! Ottima idea. Parto anch’io—se quel signore nel- Luflicio del quale lavoro & d’accordo. Ha ragione: @ un particolare al quale non avevo pensato. Perd: un bel mese al mare sarebbe una gran bella cosa . .. Al mare? Ma neanche per sogno. Che cosa si fa al mare? Si ha caldo ¢ si passa quasi tutta la giornata sulla spiaggia, sotto un sole splendente e caldissimo, E poi tutta la gente 144 che affolla le spiaggie e gli stabilimenti di bagni! Non si sa dove andare se si vuole stare tranquillo a godere della bellezza della natura, Ho sempre avuto l'impressione che lei preferisca la montagna. A me non piace affatto. Con tutto quel verde, e la quiete, e quella gente vestita male, con le scarpe grosse e la voglia di camminare conlinuamente. Mi sembra che divento una mucca anch’io: in- capes di pensare, di parlare, di far altro che camminare in mezzo al verde... Ha mai fatto una vera, lunga camminata per raggiungere un’alta vetta delle Alpi? Si @ mai trovato solo nella quiete completa di una sera d’estate, mentre la notte scende sugli alberi e i pini mandano profumo, e una brezza leggera soffia dall’alto delle montagne coperte di neve? Non saprei esprimere quello che si proya., , Nulla di simile, di sicuro, a quello che si prova tuffandosi, sotto il sole, dall’alto di una scogliera in un bello specchio d’acqua azzurra ¢ tiepida, Si sente la gioia di vivere, di essere forti e attivi, di dire ‘grazie’ alla vita stessa. Sari, ma io dico ‘grazie’ a Dio pit facilmente, quando sono solo davanti a uno spettacolo della natura, Potremmo parlare di queste cose per ore e ore ¢ lei non farebbe cambiare idea a me, né io farei cambiare idea a lei. Lezione 45 Sono poco meno di cinquant’anni che la gente ha imparato ad usare veicoli a motore—ma quanti cambiamenti in cosi breve tempo! Ho visto giorni fa una esposizione di mezzi di trasporto. Crerano le veechie carrozze dei secoli scorsi, cosi pittoresche, e le prime automobili che cercavano di essere simili alle carrozze. C’era la prima macchina che aveva fatto il giro del mondo senza cavalli—e davvero non si capiva come avesse fatto—e c’era una macchina da corsa di ultimo modello. Dei ragazzi la guardavano e bisognava sentirli parlare: conoscevano tutti i nomi delle varie parti e si leggeva sui loro visi la voglia che ciascuno di essi aveva di poter essere, almeno una volta, seduto al volante di una potente automobile come quella e sentire, nella corsa veloce, il vento che fischia, e vedere gli alberi, Ie case, le persone turbinare simili a punti di cui non si riesce a vedere le forme... Io, invece, avrei voluto poter provare il gusto di un viaggio in carrozza; due giorni per fare quello che si fa in poco pid di un’ora: che bellezza! Si doveva aver tempo di vedere proprio tutto, di osservare gente. 145 Paesi € cose, di pensare, di capire, di riposare. Lussi, tutti questi, che noi con le nostre macchine sempre pit potenti e veloci, non possiamo piil pagarci, Lezione 46 Se vuoi essere sicuro di trovare una camera a Milano, dal 12 al 27 aprile, meglio che tu scriva all’albergo almeno uno o due mesi prima per fissare la camera. Uno o due mesi prima! Non ti pare un po” troppo? No, a quella data la citta @ piena di viaggiatori da ogni parte d'Italia e del mondo che yanno a Milano per il grande mercato internazionale, Infatti, fra quelli sarei anch'io; é proprio perché desidero vedere certe macchine che mi occorrono per la nuova fabbrica che voglio andar la. Desidero anche vedere personalmente gli ultimi risultati nel nostro campo delle industrie italiane e straniere € sono certo che molte esporranno i loro prodotti. Ho anche sentito parlare di un nuovo tipo di articoli di vetro che potrebbero essere molto interessanti per il nostro reparto chimico. Forse riuscird anche a fare qualche buon affare per Tesportazione dei nostri prodotti, o a trovare un articolo che si possa importare qui. E allora serivi subito, chiamo la signorina... Signorina Maria, venga per favore, c’é una lettera da scrivere. Maria: L’indirizzo? Albergo Diana, Milano, Italia. Credo che basti: scriva: «Il signor Rossetti mi ha parlato assai bene del vostro albergo e desiderando essere a Milano per tre giorni almeno dal 12 al 27 aprile, vi prego di volermi dire se potete riservarmi una camera con bagno, per tre notti dopo i] 20 aprile. Vi prego di rispondere al piu presto possibile dandomi lindicazione dei prezzi, incluse le percentuali, eccetera. Attendo la vostra risposta per fissare la data del mio soggiorno,» Poi i con- venevoli d’uso e grazie a lei, signorina. Se la pud scrivere subito mi fa un piacere, Lezione 47 Pronto! Posso parlare col signor Dottore? ... E lei, dottore? Sono la signora Valazzi . . Tosi, sto bene grazie, ma sono tanto in pensiero per mio marito.. .. No, non i soliti disturbi. Ha avuto stamattina un piccolo incidente d’auto; per evitare un ciclista 146 @ andato a sbattere contro un fanale. Ma é tornato a casa molto, come dire, «stanco». Non ha voluto mangiare ed & andato a letto. Dice che non ha nulla, ma si vede che non si sente affatto bene— che cosa devo fare? ... Se sié rotto qualcosa? Oh, mio Dio, spero di no, dice che ha battuto un poco il ginocchio contro la leva e lo stomaco contro il volante, ma ha avuto incidenti molto pid gravi senza star male cosi, Vuol venire a yedere? Grazie, credo anch’io che sia meglio. Ma non dica che I'ho chiamato io, non vorrei che si mettesse in mente che @ grave—sa come @ lui, Grazie, allora I’aspetto questa sera . . . I! Dottore: Come, a letto? E io che ero venuto su a vedere se veniva con me dai Bianchi—come si sente? Ma lo so gia: mal di capo, mal di reni, ¢ mal di gola. ,. Ha male da qualche parte? Mi lasci vedere, gia che sono qui.., Se ha battuto lo stomaco, potrebbe essere quello. Mi dia il polso, Se tocco qui fa male? E qui? No?—Apra la bocca, Ha la gola arrossata e il polso non @ regolare ma non ci sono rotture, né slogature, non @ grave, Pud prendere una delle solite pillole per dormire ¢ domani stara probabilmente be- none. pee per la partita a carte che speravo di fare stasera Lezione 48 Vuole venire questa sera da noi? Abbiamo wn televisore nuovo, assai migliore di quello vecchio. Questa sera c’é um programma molto interessante trasmesso dall’estero e sono certo che, questa volta, lo riceveremo benissimo. Se non sbaglio anche a sua moglié dovrebbe piacere. . Non posso dir nulla di sicuro senza aver prima parlato con lei, ma credo che siamo liberi ¢, se & cosi, sono certo che Verra anche lei con grande piacere. Vorrebbe che comprassimo un televisore anche noi, ma io non 80 decidermi. Mi pare che sia come mettersi in casa un altro modo—con tanti che ce ne sono gia—per perder tempo, Vorrei aspettare, almeno, che i ragazzi avessero qualche anno di pit. Si, per i ragazzi ha forse ragione. Noi siamo soli e non abbiamo pensieri del genere. Jo trove che & un grande divertimento e una bella comodita. Senza uscire di casa, la sera, dopo una giornata di lavoro, mi metto in pantofole, mi siedo nella pollrona pid comoda che abbiamo, con un bicchiere di qualcosa di buono accanto a me, e sullo schermo dell’apparecchio posso vedere spetta- coli interessanti accompagnati da musica e canzoni. Anche la sola radio & sempre stata, per me, um piacere, ma ora che c’é la tele- yisione, se non vedo nulla mi pare che manchi qualcosa. 147 Lezione 49 Scusi, perché poco fa, nell’entrare a teatro, mi ha detto «Dia il biglietto alla maschera»? Credevo che le maschere fossero quei visi di carta o di stolfa che ai bambini piacciono tanto, E non ho visto nessuno che ne portasse. Il biglietto l'ho dato all’uomo che ci ha accompagnati al posto. Ha ragione: maschere sono proprio quei visi, a volte. pit grandi del vero, che i bambini si mettono per divertirsi. Ma si chiamavano cosi anche gli antichi altori che rappresentavano un tipo, sempre quello. Ciascuna maschera era vestita con abiti caratteristici e portava anche una piccola maschera nera sul viso. A quel tempo non si scriveva tutta la commedia, si davano solo brevi indicazioni e¢ ogni attore, O maschera, sapeva gil come doveva recitare secondo Ja parte che faceva. Non so dirle per certo se l'uso di chiamare maschere quelli che, nei teatri, accompagnano il pubblico al posto, venga dal fatto che cosi facevano gli attori-maschere di un tempo, o se, pil semplicemente, viene dall’abito che portano, Nei teatri pit. moderni, che non hanno tradiziont antiche, anche le maschere sono vestite (o si dovrebbe dire vestiti perché, diversamente da quello che si fa. generalmente all’estero e nei cinematografi, non si tratta quasi mai di donne) di scuro. Ma spengono le luci, stia altenta: lo spettacolo sta per cominciare. Lezione 50 Bisogna leggere la Jetteratura italiana in italiano per goderla al massimo. In nessuna lingua le opere tradotte raggiungono la perfezione della lingua in cui i grandi capolavori sono stati scritti. Non c’é tempo per leggere V’intera letteratura di un solo paese, tanto meno di parecchi. Occorre dunque—di ogni letteratura— conoscere i nomi pili celebri e le opere considerate fra le pid significative. Dante Alighieri & certamente conosciuto in tutti i paesi. J Promessi Sposi, di Alessandro Manzoni, é un romanzo storico che gode fama mondiale. Le belle commedie di Carlo Goldoni sono meno conosciute fuori d'Italia, ma & peccalo perché sono piene di vita, d'immaginazione e di eleganza, Fra le sue commedie migliori si possono nominare La Boittega del Caffé « La Donna di Garbo, Il lettore, che preferisca la poesia al teatro, trovera per soddisfare i suoi desideri molte opere di peeti italiani geniali. 148

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