0 valutazioniIl 0% ha trovato utile questo documento (0 voti) 530 visualizzazioni148 pagineCorso D'italiano - Textbook PDF
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BA oe SS IR eee B Nicotcs ta baa eetPREFAZIONE
Un metodo ideale per l’insegnamento di una lingua straniera
dovrebbe soddisfare ad alcune condizioni essenziali, cioé:
1. Essere adatto tanto agh autodidatti quanto a coloro che
possono giovarsi dell’aiuto di un insegnante, in corsi privati o
collettivi, ed essere conforme alle migliori teorie moderne per
l'insegnamento delle lingue straniere.
2. Impartire allo studente una conoscenza pratica della con-
versazione giornaliera insegnandogli, nel contempo, in maniera
chiara e concisa, le regole fondamentali della grammatica e della
sintassi.
3. Mettere Jo studente in grado di pensare nella lingua
straniera, senza ticorrere alla traduzione mentale, avvezzandolo,
fin dall’inizio, ad associare il suono e la grafia delle parole straniere
che apprende, agli oggetti, o alle azioni, da esse indicati. Solo in
tal modo egli diverra capace di parlare la lingua in maniera
naturale e spontanea—cosi come, da fanciullo, ha appreso Ja lingua
materna.
4, Infine, codesto metodo ideale dovrebbe insegnare a parlare
la lingua straniera con buon accento e intonazione corretta.
Tl metodo Linguaphone per Vinsegnamento delle lingue per
mezzo di dischi. e di testi specialmente preparati, riunisce in sé,
ottimamente, tutte le condizioni richieste.
Esso @ oggi pubblicato in pil di trenta lingue e i Corsi Lingua-
phone sono conosciuti ed apprezzati in tutti i paesi del mondo. Le
grandi Universita. le Scuole Superiori, i Collegi pid noti li hanno
introdotti nei loro programmi e metodi di insegnamento.
IL CORSO DI LINGUA ITALIANA
Il Corso Linguaphone di Lingua Italiana & adatto tanto ai
bambini quanto agli adulti, ai principianti come a coloro che gid
posseggono la teoria della lingua e desiderano acquistarne la padro-
nanza pratica, indispensabile per Ja conversazione.
Tl corso @ composto di brani descrittivi e di conversazioni,
incisi su quindici dischi doppi, pit un disco speciale di fonetica
3per i suoni, inciso dal Professor Marcello Pagnini, Dottore in
lingue, Lettore d'inglese, Facolté di Lingue, Universiti di Pisa,
Il testo dei dischi @ in lingua idiomatica, scorrevole ¢ assolu-
tamente naturale, quale verrebbe usata in realt’ in circostanze
analoghe da persone educate. 1] testo di ciascuna lezione contiene
im certo numero di esemplificazioni delle principali regole della
grammatica che, in tal modo, lo studente assimila cammin facendo,
senza sforzo alcuno. | manualetti che accompagnano il corso
forniscono spiegazioni particolareggiate sulle principali questioni
grammaticali, le forme idiomatiche e via dicendo. Le illustrazioni,
appositamente disegnate dai noti artisti Herbert Gwynn e Ronald
Atkinson, formano parte integrante—ed importante—del corso,
Si troveranno indicazioni particolareggiate sul modo di
adoperare utilmente i manuali, unitamente ai dischi, nelle
Istruzioni che yengono fornite insieme con il corso.
COLLABORATORI
Allo scopo di permettere allo studente di seguire con facilita
il disco, le prime lezioni sono pronunciate molto Ientamente e con
grande chiarezza, il ritmo si accelera man mano che il corso pro-
cede, fino a raggiungere, nelle lezioni avanzate, la normale velocita
di dizione,
Le persone che hanno collaborato per I'incisione del Corso
dj Lingua Italiana, sono: Prof. ROLANDO ANZILOTTI.
Dottore in lettere, Lettore d’inglese, Facolta di Magistero, Uni-
versita di Firenze; Signora ANNA ARAGNO; Prof. CESARE
CECIONI, Dottore in lettere: Prof. MARCELLO PAGNINI,
Dottore in linguc, Lettore d'inglese, Facolti di Lingue, Universita
di Pisa; Prof. EDGARDO MERCANTI, Istituto Italiano di
Cultura, Londra; Dott. FRANCESCA PRIULI-BON; Conte
RICCARDO PRIULI-BON,
Le primissime lezioni sono parlate da due sole voci, sempre
le stesse, onde permettere allo studente di fissare bene la propria
attenzione sui suoni della lingua, nuovi per lui, senza essere scon-
certato dall’audizione di troppe voci differenti. Quando i nuovi
suoni saranno divenuti familiari al suo orecchio, l'udire nuove voci
gli tiuscird, invece, gradito e stimolante.
Poiché due persone che parlano la medesima lingua non la
pronunciano mai esattamente allo stesso modo, si noter& che la
pronuncia di ciascuno dei collaboratori differisce da quella degli
altri, sia pure Jievemente, Tuttavia essi possono tutti, senza la
minima esitazione, essere presi a modello dagli studenti. Per
coloro, poi, che desiderano dedicarsi a speciali studi di fonetica,
4le lievi diyersita di vario genere che incontreranno in questi dischi,
saranno un incentivo per l'approfondimento dei loro studi in tale
campo.
ESERCIZI DI LETTURA SUPPLEMENTARI
Al termine del manuale illustrato si trovano degli Esercizi di
Lettura Supplementari. Questi brani sono compilati in modo da
mostrare praticamente allo studente come, senza oltrepassare i
limiti di quanto il corso si prefigge di insegnare, sia possibile
formare frasi, del tutto differenti da quelle del testo, per descrivere
cose e circostanze varie, usando unicamente cid che & stato inse-
gnato. Tali brani rappresentano, inoltre, ottimi esercizi di revisione
poiché, se lo studente ha veramente bene assimilato le lezioni,
egli deve essere in grado di leggerli e di comprenderli senza diffi-
colta. alcuna, e senza ricorrere al dizionario.
Chi avri bene appreso questo corso sara padrone di una
buona conoscenza pratica della lingua italiana, sia scritta che
parlata. Non solo ayra acquistato sicurezza dal punto di vista
della grammatica, ma sapra servirsi con prontezza di un grande
numero di parole di uso corrente*, di locuzioni familiari e di forme
idiomatiche che gli permetteranno di godere pienatnente dei con-
tatti che potra avere con italiani, mentre potra apprezzare il
pensiero e l’opera degli scrittori italiani attraverso le pagine della
letteratura del paese.
La traduzione di questa prefazione si trova nelle pagine del
vocabolario.
* Base del yocabolario & la media delle parole pil frequentemente
usate nella conversazione usuale,
3INDICE
Introduzione: Parliamo italiano, Parte Prima
Lezione Pagina
Introduzione: Parliamo italiano, Parte Seconda ...
La mia famiglia
Conversazione ...
La nostra casa ...
Conversazione ...
Il nostro salotto -
Conversazione tra il maestro e T'allievo
Il salotto dei nostri amici—Confronti
Un’altra conversazione ai
Una visita z,
Prendendo il ta
La sala da pranzo dei Signori Verdi
Quattro chiacchiere a tavola
La mia camera da letto
Mattina e sera ...
Allalbergo
Per fissare una camera
Al ristorante ... ee
Pranzo al ristorante ...
Numeri, ore, date...
I giorni e¢ i mesi—Che ora a?
La moneta italiana
Alla banca
Tl servizio postale
Allufficio postale
Viaggi
Alla stazione
Viaggi in aereo e per mare ...
Una breve traversata ... oe
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62.
64
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68INDICE (con.)
Una via di Milano
Per domandare la via ...
Roma a volo d’uccello
Addio a Roma
I grandi empori
Compere
Tl sarto e la sarta 2
Il signore si ordina un vestito |
La privativa ae
Acquisto di sigarette ...
Il barbiere e il parrucchiere ...
Dal parrucchiere
Le stagioni
Sport e giochi ...
Vacanze in campagna
I lavori dei campi
La villeggiatura
Progetti per le vacanze
L’automobile
Guasto al motore
Il commercio e industria
Parlando d’affari
Il medico, il dentista, il farmacista ...
Una visita medica fe
La radio e la televisione
Le radiotrasmissioni ...
Teatri, cinema, apetucan di varieta .
A teatro 7
Brevissimo cenno sulla letteratura italiana ...
I suoni italiani ...
Esercizi di lettura supplementari
7
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47 (2)
48 (1)
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49 (1)
49 (2)
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Lezione Pagina
a. 29 70
72
74
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B
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82
84
86
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134TESTO DELLE LEZIONIOy
INTRODUZIONE
Parliamo italiano
PARTE PRIMA
Buongiorno, signor Barsani, ben arrivato.
Mi ascolti, ora.
Io sono linsegnante.
Lei @ Vallievo.
Io sono Italiano.
Lei non é Italiano.
Io parlo italiano.
’ Questa é una tavola’.
Il disco é sul grammofono.
Il grammofono é sulla tavola.
10UNTRODUZIONE, PARTE PRIMA)
La tavola é nel salotto.
Lei & seduto su una sedia davanti alla
tavola.
Ha un libro in mano’.
Guarda il libro.
Ascolta il disco.
Impara a capire, parlare, leggere e scrivere italiano.
Io parlo lentamente.
Quando parlo lentamente lei mi capisce.
Quando parlo rapidamente, lei non mi capisce.
Quando parlo rapidamenie lei non mi capisce
11UNTRODUZIONE)
PARTE SECONDA
Buongiorno, signor Barsani, come sta?
Benissimo, grazie.
Risponda ora, per favore, alle mie oe
domande... Chi é l’'insegnante: \ We
sono io o é lei? 7
E lei. NS 4
E chi é Vallievo? | 3
Sono io. ?, VY | \ \
Sono Italiano, io?
Sissignore, lei é Italiano.
E lei, é Italiano?
Nossignore, non sono Italiano.
Lei sa parlare Vitaliano?
Si, un poco, pochissimo.
Che cosa é quello?
Quello @ un grammofono.
Dove?
E sulla tavola.
Dov’é la tavola?
La tavola é nel salotto.
12[INTRODUZIONE, PARTE SECONDA]
Che cosa ha in mano?
Ho un libro.
E questo, & anch’esso un libro?
No, codesto non @ un libro, é un disco.
Che cosa ascolta?
Ascolto il disco.
Che cosa guarda?
Guardo il libro.
Che cosa sta imparando?
Sto imparando Vitaliano.
Mi capisce quando parlo lentamente?
Si, la capisco.
Parlo pochissimo Vitaliano
33Prima (12) Lezione 14
La mia famiglia
Ecco la mia famiglia: mia moglie’, mio figlio®, mia figlia* ed
io*. Io sono il signor Bianchi. Mia
moglie & la signora
Bianchi. Io sono il
marito della signora {
Bianchi. Sono un ;
uomo*. Mia moglie df
c d
é una donna”.
1. Mia moglie, la signora 4. Io—il signor Bianchi 8. Il pavimento
Bianchi 5. Una_ poltrona 9. I trenino
2. Mio figlio, Piero 6, La finestra 10, Il gatto
3. Mia figlia, Maria T. Tl cane
a Un uomo c,d Bartbini—un maschio ¢ una femmina
6 Una donna
4[PRIMA LEZIONE)
Abbiamo due bambini, un maschio’ e una femmina*. Si chia-
mano Piero e Maria.
Piero ha dodici anni.
i Maria ha otto anni.
{
=
e
Piero & mio figlio. Io
sono suo padre. Mia
moglie é sua madre.
Piero e Maria sono i miei figli. Io sono
il loro padre. Mia moglie é la loro madre.
‘ Essi sono i nostri figli. Noi siamo i loro
genitori.
my To sono seduto in poltrona® e fumo una siga-
retta*, Anche mia moglie é seduta; essa sta
Jeggendo un libro’.
Maria é& in piedi accanto alla finestra’; accarezza il cane’ e
guarda il gatto?’.
Piero, in ginocchioni? sul pavimento', gioca con il suo trenino’.
e Fumo una sigaretia f Sta leggendo un libro g In ginocchioni
15Seconda (24) Lezione a
Domande e risposte
Chi sono io?
Lei @ il signor Bianchi’.
Come si chiama mio figlio?
Suo figlio si chiama Piero®.
Come si chiama mia figlia?
Sua figlia si chiama Maria‘.
E lei, come si chiama?
Io? Io mi chiamo Antonio Rossetti.
Quanti figli ho?
Ne ha due*.
1. Ul signor Bianchi 4. Un libro 7. Una poltrona
2, La signora Bianchi 5. Piero 8. Ii gatto
3, Maria 6. 0 pavimento 9, La finestra
a Ho due figlt
16[SECONDA LEZIONE]
Quanti figli ha lei?
Io non ne ho.
OTs Py Quanti anni ha mio figlio?
aX Egli ha dodici anni,
b E lei, quanti anni ha?
Jo ho trent’anni.
Piero ha fratelli?
Non ha fratelli, ha una sorella.
=) Che cosa fa mia moglie?
Y Legge un libro‘.
E seduta® o sta in piedi*?
E seduta.
E Piero, é seduto?
No, sta in ginocchioni sul pavimento‘.
Chi fuma fa sigaretta?
Lei, signor Bianchi.
c
b Seduta c In piedi
17
Le2Terza (34) Lezione 3
La nostra casa
Quasi tutti, nelle grandi citts, abitano in appartamenti’, ma
pianterreno': *,
e il primo
noi, qui a Milano, abitiamo alla periferia
q Pr
b dakar
ul
ofan 8
piano*", Al
e abbiamo una villetta. E una casetta a
Pianterreno, oltre |’anticamera
un piano; il
e la cucina, ci sono due grandi
stanze: la stanza da pranzo e il c
1, IL pianterreno 4, Le rose 7. Alberi da frutto
2. Tl primo piano 5, I garofani 8, 1 mure
3, Il giardino 6 1 gighi 9. Il cancello
a Il planterreno B I prime piano ¢ HI salotto
1B[TERZA LEZIONE)
salotto’. Le camere da letto*, il bagno e il gabinetto sono al
primo piano.
Entrando vedia- i.
mo lattaccapan-
ni per i cappelli e
i soprabiti, e il
portombrelli per e
gli ombrelli’.
Sul davanti della casa abbiamo un piccolo giardino® dove
coltiviamo dei fiori: rose‘ ’, tulipani’, garofani’, gigli®, ecc.
FON 3800.
Dietro la casa c’é un altro giardino, pit. grande, con un’aiola
e alcuni alberi da frutto’.
Abbiamo anche un piccolo orto, dove piantiamo ogni sorta di
ortaggi": patate, cipolle, pomodori, cavoli, cavolfiori, ed altro
ancora.
d Una camera da letto g Untulipano h Ortag i: patate, cavolo,
e Un ombrelio cavolfiore, cipolle, pomodori
f Una rosa i (Case con) appartamenti
19Quarta (4*) Lezione Ag
Conversazione
Sa dirmi dove abitiamo?
Si, lei abita a Milano, alla periferia.
Benissimo, mi dica ora: la nostra casa & grande* o piccola’?
Direi che non é né molto grande, né molto piccola.
Quanti locali vi sono nella
casa?
Vediamo: uno, due, tre,
quattro, cinque, sei. Si,
sei locali in tutto, com-
c presa la cucina’.
Le camere da letto sono al
piano superiore o al pianter-
reno?
Sono al piano superiore,
al primo piano.
E al pianterreno, che stanze
ci sono?
Ci sono l’anticamera, la
stanza da pranzo’, il salotto e Ja cucina.
a Una casa grande e La cucina
b Una casa piccola d La stanza da pranzo
20{QUARTA LEZIONE|
Abbiamo un giardino?
Sicuro, ne avete tre addirittura: il
giardino sul davanti, con tanti fiori; un
giardino con alberi da frutto* dietro la
casa e, accanto a quello, un piccolo
orto.
Abbiamo molti alberi da frutto?
No, non molti, soltanto due o tre.
A proposito, le piace la frutta?
Naturalmente, mi piace molto. Soprat-
tutto le mele, le pere, le susine, l’uva’
e i fichi.
e Un albero da frutto f Luva
arQuinta (58) Lezione /
Il nostro salotto
Entrando nel salotto, vediamo per prima cosa, di fronte a noi,
tra la finestra' e€ il caminetto*,
un pianoforte’. Davanti al |
piano c’é uno sgabello“*: a
destra dello strumento uno scaf-
fale per la musica’, a sinistra
una lampada elettrica*.
thks
Sul piano del caminetto, che é di marmo, c’é b
1. La finestra 5. Uno scaffale per la musica 10, 1 divano
2. Il caminetto 6, Una lampada cletirica 11, Un tayolino
3. It pianoforte T. Lo specchio 12. Una poltrona
4. Lo sgabello 8. Uno scaffale 13. IL tappeto
9. Una cassapanca
a Uno sgabello b Un candelabroLQUINTA LEZIONE)
un orologio a pendolo e due candelabri’, uno per parte. Dietro
a questi sta un grande
specchio’ che tocca il sof-
fitto. A destra del cami-
netto c’é uno scaffale** a
vetri, pieno di libri. Dalla
parte opposta, a sinistra,
proprio sotto la finestra,
c’é una vecchia cassapanca
di quercia*, che fa anche
da sedile.
e f
Di fronte al camino, c’é un
divano con dei cuscini’. In mezzo alla stanza c’t un tavolino"’,
e vicino, una comoda poltrona’*,’, Un soflice tappeto’® #
copre il pavimento.
¢ Uno scaffale e Un cuscino f Una poltrona
d Una cassapanca di quercia g Un tappeto
33,Sesta (62) Lezione
Conyersazione tra il maestro e Vallievo
C’é uno scaffale nel nostro salotto?
Si, ce n’é uno.
Ci sono dei libri dentro?
Si, ce ne sono molti’.
Quanti ce ne sono precisa-
mente?
Non lo so davvero, non li
ho contati.
Dov’é la finestra?
A sinistra del pianoforte*.
Che cosa c’é sotto la finestra?
Una vecchia cassapanca di
quercia. b
Che cosa c’é sul pianoforte?
Non c’é nulla.
E sul tavolino?
Non c’é nulla neanche li.
Che cosa vede a destra del
piano??
Uno scaffaletto per la
musica.
a A sinistra del pianoforte b A destra del piano c Qualcuno seduto sul divano
a[SESTA LEZIONE}
C’é qualcosa sul divano?
Si, ci sono dei cuscini.
cé qualcuno§ seduto sul
divano*? a
No, non c’é nessuno’. A
Quante finestre ci sono in
guesta stanza?
Ce n’é una sola.
d Nessuno seduio sul divano ¢ Moiti libri
25Settima (7#) Lezione
Tl salotto dei nostri amici—Confronti
I signori Brambilla sono amici nostri ¢ abitano proprio accanto
a noi, in una villetta molto simile alla nostra. I] nostro salotto
& pid grande del loro, e ci sono pitt mobilit, Come si vede
dalla figura, in questo salotto non ci sono scaffali per i libri.
1, Il pianoforte a coda 4. 1 quadro 6. Lo sgabello
2. Cartelle 5. Una poltrona 7. Il divano
3. Le cortine 8. Il tappeto
a Mobili & Uno studio(SETTIMA LEZIONE]
Io, infatti, li tengo nel salotto, mentre il signor Brambilla tiene
i suoi nello studio’.
Lei vede anche che i Brambilla hanno un
pianoforte a coda’,
assai pit bello del nostro
che & verticale. La si-
gnora Brambilla e mia moglie sono appas-
sionate per la musica e tutt’e due suonano
molto bene il piano-
forte. Mia moglie ha
molti pezzi di musica®
riuniti in uno scaffale apposito, mentre la
signora Brambilla li raccoglie in grandi
cartelle’.
1 Brambilla, come
noi, hanno il termosifone con calori-
feri* in ogni stanza, ma nel salotto
io ho voluto anche un caminetto
all’antica, a legna, non a carbone’.
Alla finestra ci sono delle lunghe
cortine*® di seta.
A parer mio, la cosa pitt bella nel salotto dei nostri vicini é il
quadro* ¢ che sta sulla parete dirimpetto all’uscio.
¢ Pezzi di musica e Un caminetto a carbone
d Un calorifero f Un quadroOttava (89) Lezione
Un’altra conversazione
Dove abitano i signori Brambilla?
Essi abitano in una casa accanto alla sua.
La loro casa & quindi uguale alla
nostra?
Quasi uguale, ma non del tutto.
Che cosa c’é nel nostro salotto che
i Brambilla non hanno?
Lo scaffale dei libri.
I Brambilla non hanno libri?
Si che ce ’hanno, ma il signor
Brambilla li tiene nel suo
studio.
Che cosa c’é sul tavolino nel salotto
dei Brambilla?
C’%é una lampada portatilet
qualche cartella di musica.
Chi suona il pianoforte in casa
nostra?
Sua moglie, che ha molta pas-
sione per la musica.
¢c Il nostro pianoforte é grande quanto
quello della signora Brambilla?
a Una lampada portatile b Un piano verticale ¢ Un pianoforte a coda[OTTAVA LEZIONE\
No signore, il suo & un comune piano verticale’, mentre
quello dei Brambilla é un bel pianoforte a coda’.
Lei sa suonare il piano?
Un poco, ma non ho tempo di fare esercizio.
Le piace la musica?
Si, mi piace molto.Nona (99) Lezione
Una visita
E un sabato, di pomeriggio. Una scampanellata: & il nostro
amico, il signor Di Lorenzo* che ;
viene a farci
visita. La
cameriera®
apre la
porta’, lo fa
entrare, ri-
chiude e lo fa accomodare in salotto.
Noi lo riceviamo con i conyenevoli
. Ti padrone di casa 3. II signor Di Lorenzo 6. La parete
2. La padrona di casa. 4, La cameriera 7. Un quadro
5. La porta
a Dandogii la mano 6 Abbraccia la zia
30INONA LEZIONE]
d’uso, dandogli la mano’ e invitandolo a sedersi.
Pochi minuti dopo, si ode nuova-
. mente sonare il campanello. E la
oy G giovane Luisella Ceschini, nipote
di mia moglie. Luisella @ arrivata
or ora dalla campagna e viene a
trascorrere con noi la sua vacanza
domenicale. Abbraccia la zia®,
da un bacio a me, e mia moglie
. ‘ =
la presenta al signor Di Lorenzo. = as
Poi le signore cominciano a par- }
e
lare tra loro delle solite cose: la f
moda, il cinema, la scuola. Noi
uomini parliamo invece d’affari, di politica, del governo, della
situazione internazionale.
La cameriera entra spingendo il carrello del té, con tutto
Voccorrente: la teiera’, le tazze¢ con i piattini e i tovagliolini;
il bricco dell’acqua calda, la lattiera‘ per il latte, le fettine di
limone, lo zucchero’, un piatto di salatini, delle paste’, una
torta.
c La teiera e Una lattiera f Lo zucchero
d Una tazza & Delle paste
3rDecima (102) Lezione
Prendendo il té
Buongiorno, signor Di Lorenzo*, come sta?
Benissimo, e lei, cara
signora?
Io sto benone, grazie, Si
accomodi*, prego... Scusi
... Dev’essere mia nipote...
Infatti, Cara Luisella, come
stai? Sono proprio contenta
a di vederti! Come stai bene!
1. I padrone di casa 5, i carrello del t 9. Piattini
2. La padrona di casa_ 6, Una poltrona 10. Un tovagliolino
3, 01 signor Di Lorenzo 7. La teiera 11. Il bricco dell’acqua calda
4. La signorina Ceschini 8. Una tazza 12. La lattiera per il latte
a Si accomodi[DECIMA LEZIONE}
Vieni che ti presento’ .. . Mia nipote, signorina Ceschini*—
il signor Di Lorenzo.
Piacere . . .
Un po’ di t& signor Di
Lorenzo? Lo preferisce leg-
gero o forte, col latte o col
limone?
Non troppo forte, prego,
col limone’ e senza
zucchero.
Caro Di Lorenzo, che c’é di nuovo?
Come vanno gli affari?
Abbastanza bene, devo dire, dati i
tempi. E la sua ditta?
Mah .. . cosi cosi, si tira avanti. E
stagione morta, questa, per noi.
Gia, ci sono sempre alti e bassi.
Oggigiorno, la cosa importante é di
mantenersi a galla.
b Vieni che ti presento ell limone
1.c3Undicesima (119) Lezione
La sala da pranzo dei Signori Verdi
E nella sala da pranzo che la famiglia si riunisce per i pasti. In
Italia la prima colazione si limita, generalmente,
a una tazza di caffe e latte o di tt con qualche
biscotto o poche fettine di pane imburrato*,
CD) magari con un po’ di marmellata, 0 di miele.
BQ
Poi c’é la colazione a mezzo-
giorno, o al tocco®, la merenda nel
pomeriggio, e il pranzo la sera.
Oppure si pranza a mezzogiorno, é allora il modesto
pasto serale si chiama cena.
1, 1 signor Palazzi 5. La saliera ¢ la pepaiola
2. T signori Verdi 6. La formaggera
3, La cameriera 7. La bottiglia con il vino rosso
4, L'ohera 3. La caraffa per lacqua
a Fettine di pane imburrato b I tocco
“4[UNDICESIMA LEZIONE|
Il signor Palazzi' di Torino, in visita a Roma, é stato invitato a
pranzo dai signori Werdi?. La cameriera’ ha
apparecchiato con cura; ciascun commensale ha un
piatto, e la posata (cucchiaio*, coltello’ ¢ forchetta)
grande e piccola; un bicchiere grande’ per l’acqua
cde € uno pili piccolo? per il vino; il tovagliolo e un
panino*.
Sulla tavola sono anche disposti: un’oliera‘,
la saliera’, la pepaiola* e la formaggera‘, la
bottiglia con il vino rosso’ e la caraffa per
Vacqua*,
I ravioli in brodo sono gia serviti nelle
CA scodelle. Seguira un piatto di pesce,
un arrosto con contorno, formaggio,
h dolce, e frutta’, Il caffé e i liquori
verranno serviti poi, nel salotto.
c Un coltello e Un cucchiaio hh Un panino
d Una forchetta f Un biechiere grande i Frutta
g Un bicchiere piccolo
35Dodicesima (122) Lezione
Quattro chiacchiere a tayola
Si accomodi, signor Palazzi, sono molto lieta di vederla, & arrivato
proprio in tempo. Tl pranzo & pronto e possiamo metterci subito
a tavola .. . Quanti giorni
pensa di potersi fermare a
Roma* ¢?
Purtroppo soltanto due o
tre.
Ma é gid venuto qui altre volte,
nevvero?
Si, spesso,
1. Il sgaor Palazzi 5. La tayola 9, La formaygera
2.0 signor Verdi 6. [ bicchieri 10. La saliera ela pepaiola
3. La signora Verdi 1. I fiort 11. La bottiglia del vino
4, La sedia 8. L'oliera 12. La caraffa
a Roma: Monument a Vittorio Emanuele
36(DODICESIMA LEZIONE)
E che impressione le fa la capitale?
E meravigliosa, come citta. Quando l’ho vista per Ja prima
volta mi & parsa anche pit bella di quanto non avessi mai
immaginato; & veramente
la Citta eterna.
Peccato che non possa fermarsi
pita lungo, Ci sono tante cose
belle da vedere a Roma...
Ancora un po’ di pollo’?
Grazie, volentieri, signora.
& squisito. Capita cosi di
rado di mangiare un pollo arro-
stito° con tanta perfezione, e cosi
saporito!
Troppo gentile, signor Palazzi. Enrico,
mio caro, guarda, il bicchiere del tuo
amico é yuoto...
Vino? ...
Grazie, un gocciolo volentieri.
6 Roma: Ponte Sant'Angelo e Basilica di San Pietro c Il pollo arrostito
37Tredicesima (134) Lezione
La mia camera da letto
La sera, quando sono stanco*, mi ritiro in camera mia. Mi tolgo
la giacca, Ie scatpe, i calzini®, infilo
le pantofole*, vado a lavarmi i denti
ea darmi una spazzolata ai capelli.
Finisco di spogliar-
mi, infilo il pigia-
mat e: a letto®®
a Spengo la luce e
pochi minuti dopo
mi addormento.
pigiama 6. La vasca 11. Una boccetta di profumo
Lu
2. II letto 7. La doccia 12. Una scatola 6 un piumino
3. La vestaglia 8. La toletta per la cipria
4. Le pantofole 9. La spazzola e il pettine 13. Cassetti
5. Ul tubinetto 10, Lo specchio a mano 14. L'armadio
a Stanco b 1 calzint
38(TREDICESIMA LEZIONE)
La mattina, alle sette in punto, suona la sveglia*. Mi butto git
dal letto’, infilo la vestaglia’ e vado
nel bagno. Apro i rubinetti® del-
Tacqua calda e fredda ¢, mentre
Yacqua scorre nella
vasca®, mi rado e mi
lavo il viso. Poi entro
nel bagno per una
buona lavata che, nei d
mesi estivi, termino
con una doccia’ fredda. Mi asciugo rapidamente con J’asciugatoio
di spugna e mi vesto.
Sulla toletta® trovo gli oggetti neces-
sari per completare il mio abbiglia-
mento: la spazzola e il pettine®, la
brillantina, lo
spruzzatore per
Pacqua di colo-
nia. Mia moglie
ci tiene anche
una boccetta di
profumo'', uno
specchio a mano’, una scatola e un piumino per la cipria’’, ed
altre cose ancora.
Nei cassetti’* dell’armadio™ é riposta la mia biancheria personale:
camice’, colletti?, calzini, maglie, fazzoletti* ¢ cravatte’. Gli abiti
sono appesi alle grucce.
f
& — ine i —— i
£ A letio e Mi butto git dal letto h Fazzoleiti
d La seglia { Una camicia i Cravatte
g Colletti
39.Quattordicesima (14%) Lezione
Mattina e sera
A che ora si alza lei di solito al mattino?
Alle sette*, purtroppo.
E perché mai cosi presto?
Perché mi ci vuole pitt di un’ora per andare
da casa mia in ufficio.
A che ora deve essere sul lavoro?
Alle otto e mezzo?.
Caspita! E deve stare in ufficio tutto il giorno?
Lorario intero termina alle cinque e mezzo
del pomeriggio con un’ora circa di intervallo
per la colazione. b
E la sera, che cosa fa di solito?
Stiamo spesso in casa coi ragazzi.
Qualche volta si va a teatro® o al
cinema%, altre volte vengono degli
amici per una partita a carte*,
A proposito, questa sera é libero? Io
mi trovo con alcuni amici che vorrei
presentarle. Abbiamo appuntamento
al caffé.
a Le sette ¢ A teatro
b Le otto € mezzo d Al cinema
40IQUATTORDICESIMA LEZIONE]
Grazie, verrei con gran piacere, ma
proprio oggi é l’anniversario del
mio matrimonio e mia moglie ed
io facciamo vacanza: pranzo in
due al ristorante,
Tanti auguri, allora, e i miei ossequi
alla signora!
Grazie, presenterd. Arrivederla.
Arrivederla.
e Le carte
4aQuindicesima (159) Lezione
AlPalbergo
In ogni citth d'Italia abbiamo ottimi alberghi ma, soprattutto
durante la stagione estiva, non si pud esser sicuri
di trovar posto. Per non correr rischi é pertanto
prudente fissare le camere in anticipo.
I buoni alberghi sono pressoché uguali ovunque.
Varcata la porta girevole, ci si trova nell’atrio, o
hall, dove vari impiegati*
a attendono i clienti’.
I facchini?\* s’incaricheranno dei vostri
bagagli*» mentre vi rivolgete alla segreteria
1. Un cliente 3. 1 bagagli 4. Un ragazzo
2, Un facchino 5, Un impiegato
a Un facchino 6b I bagagil
42[QUINDICESIMA LEZIONE]
per fissare la camera e dare le vostre generalita.
accompagnera all’ascensore® e alla camera che
vi sara stata assegnata.
Se avete bisogno di consigli, o indicazioni di
ogni genere, rivolgetevi al portiere. E lui che
ha in consegna le chiavi? e la corrispondenza,
che, se lo desiderate, prenotera i posti per voi a
teatro, noleggera un’automobile o acquistera il
biglietto per la ferrovia.
Un ragazzo* vi
d
Se siete in compagnia di una signora, tutte le
citta italiane le offriranno il modo di passare il
tempo come pit piace alle signore: vi sono
bei negozi®, e bravi artigiani capaci di soddisfare
ogni suo desiderio di cleganza personale o per la casa.
c¢ L’ascensore d La chiave e Un negozio
43Sedicesima (168) Lezione
Per fissare una camera
Buongiomo. Avete una camera matrimoniale* con bagno’, oppure
due camere a un letto col bagno in comune?
Abbiamo pochissime camere
libere in questi giorni. Vediamo
un po’... Quanti giorni
ayrebbe intenzione di fermarsi?
Penso che ci fermeremo qui per una
settimana o poco pit, dieci giorni
al massimo.
Allora, ecco: due camere a un
letto, intercomunicanti, con
bagno, al primo piano, numeri
36 e 38.
@ Una camera matrimoniale
44ISEDICESIMA LEZIONE]
La prima colazione non é inclusa nel prezzo, mi pate?
Nossignore, dalle tariffe sono
sempre esclusi i pasti. Se
desidera la colazione in
camera al mattino non ha che
da dare ordini al cameriere,
altrimenti dalle sette alle
dieci pud far colazione nella
sala da pranzo qui di fianco.
La mattina, qui al bar, ¢’é b
anche servizio di caffé e
cappuccino.
Va bene, datemi allora quelle due camere.
Benissimo signore. Vuol favorirmi un documento suo e della
signora per le generalita? Grazie. Li trovera dal portiere
uscendo.
b Il bagno; la stanza da bagno
45Diciassettesima (174) Lezione
Al ristorante
Non vi @ citta di qualche importanza che non abbia ristoranti,
trattoric, birrerie, caffé, bar, sale da t& ¢
pasticcerie in grande numero. In Italia, si
usa molto pranzare in trattoria, all'aperto
nella buona stagione. I tavo-
lini‘ sono disposti in piccoli
giardini, dove tendoni o per-
golati li riparano dal sole
nelle ore pit calde, o, addirit-
a tura, sui marciapiedi. b
1. Un tavolino 3. 1 clienti 4. Un secchiello pieno di
2. I camerieri
ghiaccio.
a Una bottiglia di spumante
b Un secchiello pieno di
con due coppe f
ghiacclo
46[DICIASSETTESIMA LEZIONE]
Nella illustrazione vediamo la sala da pranzo di un albergo di
lusso. I camerieri? si destreggiano con garbo
fra i tavolini: l’uno, a destra di chi guarda,
sta scegliendo degli antipasti, un altro, al
centro, reca, bilanciata su un vassoio, una
bottiglia di spumante con due coppe*. Sulla
tavola dei clienti @ gia pronto il secchiello
pieno di ghiaccio+* che accogliera
la preziosa bottiglia.
Si pud ordinare un pranzo o una
colazione alla carta 0 a prezzo fisso.
A prezzo fisso @ molto pit econo-
mico. Per una somma modesta si
pud avere un antipasto, una mine-
stra’, asciutta o in brodo, un piatto di carne o pesce’ con contorno,
frutta e pane, Tl vino, ’'acqua minerale, i] caffé non sono compresi
nel prezzo fisso. La percentuale per il servizio ¢ aggiunta al conto
ma si usa lasciare ugualmente qualche lira di mancia al cameriere.
¢ Una minesira d Un piatto di pesce
47Diciottesima (18) Lezione
Pranzo al ristorante
Cameriere, & libero questo tavolo?
Mi dispiace, Signore, questi due tavoli sono
prenotati. E libero quel tavolino laggid . . .
x = Pazienza! La lista per favore.
Sy ee Ecco signore.
Ss Tu che vuoi, Maria? iS) G
Qualcosa di leggero, non ho
a molta fame, Una minestrina,
un po’ di pesce...
a
Allora ecco: tortellini? in brodo, filetto di sogliola, insalata: ti va?
La lista b Torteilint
48[DICIOTTESIMA LEZIONE\
Molto bene, caro, ¢ una cassata per finire, se c’é.
Benissimo, e per il signore?
Antipasto, costata ai ferrie con patatine,
piselli alla paesana e gelato anche per me.
Subito. Vino? Bianco o rosso?
Chianti bianco per la signora, rosso per me,
Bardolino.
Bene signore, grazie.
=
d
Frutta?? = Cafft?
Niente frutta, grazie. Due cafft’ ... Un
fies liquore, cara?
Si, volentieri: maraschino o strega.
Allora: un maraschino e un cognac. e il
contof,
e Una costata ai ferri e Un caffe
d Frutta f I conto
” ic4Diciannoyesima (192) Lezione
Numeri, ore, date
Quando voglio sapere che ora é, guardo J'orologio. I] mio orologio
da polso® & molto preciso, ma pud accadere che vada avanti: devo
1. Ltuna; il-tocco
2. Le due
3. Le tre
allora portarlo dall’orologiaio’ perché lo registri,
Qualche volta il guaio é pit grosso: non basta
pulirlo o regolarlo, occorre una vera ¢ propria
riparazione.
Non é difficile esprimere le ore in italiano.
Diciamo: @ I’una (é il toceo)', sono le due’, le
tre* e cosi via, Le dodici @ mezzogiorno e le
ventiquattro & mezzanotte.
4. Le ollo e un quarto 5. Le otto e mezzo
6. Le otto © tre quarti; le
nove meno un quarto
a Un orologio da palso
50[DICIANNOVESIMA LEZIONE]
Si dice anche: sono le otto e cinque®, Je otto ¢ dieci®, le otto e un
quarto‘, le otto e mezzo’, le otto ¢ tre quarti®, oppure le nove
meno un quarto®, le nove meno
dieci?, meno cinque* e cos} via.
I servizi pubblici, gli uffici e, non
di rado, anche i privati nel parlare
b corrente, dividono la giornata in c
ventiquattro ore, di modo che si
dice le tredici per Puna del pome-
riggio, le quattordici per le due
pomeridiane e via dicendo.
In quanto alle date diciamo: io e
sono nato il primo maggio mille-
novecento undici’; mi sono sposato il diciassette aprile millenove-
centotrentacinque’.
1 maggio, 1911 | 17 aprile, 1935
b Le otto e cinque d Le nove meno dieci e Le nove meno cinque
c Le otto e dieci h Dallorologiato
5rVentesima (202) Lezione
I giorni e i mesi—Che ora é
Sa dire i giorni della settimana in italiano?
Ma certo! Lunedi, martedi, mercoledi, giovedi, venerdi,
sabato e domenica,
GENNAIO
Lunedi 7 1421 28
Martedi 1 8 15 22 29
Mercoledi 2 [9 ]16 23 30
Giovedi 3 10 17 4 Sl
Venerdi 4 11 18 25
Sabato 5 12 19 26
Domenica 6 13 20 27
Benone. Dunque: oggi & mercoledi. Domani sara... ?
Giovedi.
E dopo domani?
Venerdi.
Che giorno era ieri?
Teri era martedi.
E ier l’altro?
Era lunedi.
Che data era lunedi scorso?
Il sette. Lunedi venturo sara il 14 ¢ lunedi a quindici sara il
ventuno.
52(VENTESIMA LEZIONE)
Vediamo ora i nomi dei mesi.
Eccoli: Gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno,
luglio, agosto, settembre,
ottobre, novembre e¢
dicembre.
Benissimo. Sa dirmi che ora
8?
a Tl mio orologio fa le due
meno venti*, ma non ci
si pud fidare troppo, a volte va avanti, a volte va indietro.
Beh, chiederd l’ora esatta per telefono’.
a Le due meno venti b Il telefonoVentunesima (214)
La moneta italiana
Quando sapr’ parlare l’italiano, un giorno lei cerlamente decidera
di fare un viaggetto in Ttalia. Prima di partire
sara bene che conosca il denaro italiano.
La nostra unit monetaria @ a lita, che si divide
in cento centesimi. Oggigiorno l’unita pid bassa
in circolazione € la lira, di
a carta o di metallo.
Ci sono poi buoni da due, da
cinque e da dieci lire e, per questi piccoli tagli.
anche monete® "* di metallo,
L’oro ¢ l’argento sono ormai da molti anni fuori
circolazione.
a, b Monete di metallo da due e da cinque lire
54(VENTUNESIMA LEZIONE)
Si hanno banconote da cinquanta* e da cento lire, e, meno fre-
quentemente, monete dello stesso valore coniate in metallo bianco.
Si tratta di una speciale lega di acciaio.
Si passa poi ai biglietti da cinquecento lire, da
mille lire, da cinquemila lire e da diecimila
lire.
€ Quando il denaro aveva un maggior potere
d’acquisto, c’erano anche monete per valori
jnferiori ad una lira: centesimi, soldi e
soldoni. Tali monete non si usano pii, ma
accade ancora di sentirle nominare.
c Una moneta di metallo da diect lire
d Una banconota da cinquanta lire
55Ventiduesima (224) Lezione
Alla banca
Vorrei cambiare queste divise estere in valuta italiana, per favore.
Facilissimo, signore. Ho ricevuto or ora Je quotazioni dei
cambi alla Borsa d’oggi, Vediamo un po’: sterline . . .
franchi: posso darle esattamente
22.045 (yentiduemila e quarantacinque)
lire nette, dedotte le spese € la provvi-
gione. Si accomodi alla cassat . . .
Ecco, signore: un biglietto da dieci-
mila, due da cinquemila, due da mille
gli spezzati. Va bene cosi?
Benissimo, grazic. Worrei anche aprire un conto corrente presso
la vostra banca.
a La cassa
56[VENTIDUESIMA LEZIONE]
Per questo bisogna che lei parli col Direttore o col capo
ufficio, allo sportello laggii.
Buongiorno, vorrei aprire un conto corrente.
Benissimo, signore, quale somma conta di versare a suo
credito presso di noi?
Ho qui, in assegni e contanti, un totale di circa trecentomila lire.
Pud darci qualche referenza sulla piazza?
‘Certamente, é il titolare della Societa Anonima Bazzini che mi ha
consigliato di rivolgermi a voi.
Perfettamente, allora. Provvedo subito a farle rilasciare un
libretto di assegni’; intanto, per cortesia, prepari questa di-
stinta di versamento e completi questi tre moduli.
6 Un libretto di assegni
57Ventitreesima (234) Lezione
Il servizio postale
Le lettere* e le cartoline postali® si affrancano e s‘imbucano in una
cassetta postale®,
Le cassette con la scritta STAMPE servono per
i giornali e i vari stampati. quelle che recano.
Vindicazione CITTA vanno usaie per la corri-
spondenza indirizzata entro
@ la cerchia cittadina e,
infine, quelle portanti la
scritta LETTERE, sono per le lettere e le
cartoline dirette in ogni altra localita, del-
Vinterno o dell’estero.
1, Uno. sportello 3, Un cliente 5, Una cliente
2) Un impicgato 4. Un pacco 6. Una cassctta postale
a Una lettera b Una cartolina postale
58[VENTITREESIMA LEZIONE]
Le lettere urgenti si possono affrancare con un francobollo
ESPRESSO o per POSTA AEREA‘. Sia in un
caso che nell’altro si acquista il francobollo adatto
in una qualsiasi privativa, e
si mette la lettera in una
comune buca per le lettere.
Alla distribuzione della posta
provvedono dei portalettere’
© postini*. d
Nellinterno di un ufficio postale gli sportelli’
dividono il locale in due parti: I’una riservata
agli impiegati®, l’altra al pubblico.
Allo sportello WAGLIA E RISPARMI
si fanno soltanto spedizioni o depositi di EX
danaro; a quello RACCOMANDATE si Gy)
accettano le lettere o i plichi raccomandati?,
per i quali viene rilasciata una ricevuta, E e
cosi via: TELEGRAMMI, PACCHI": ¢, ecc.
Si trovano telefoni pubblici a gettone in quasi tutti i locali pubblici.
¢ Un portalettere; un postino e Un pacco
d Una lettera raccomandata ¢ La posta aerea
59Ventiquattresima (244) Lezione
AlVufficio postale
Scusi, potrebbe indicarmi I’ufficio postale’ pid vicino?
Mi dispiace molto, non sono di queste parti, provi a chiedere
a quel signore.
Scusi tanto, signore, sa dirmi dov’é la
posta?
Qui a pochi passi c’é un ufficio.
Vada dritto fino all’angolo laggii,
volti a destra, in fondo alla piazza
lo vedra.
a Grazie mille,
Di nulla, ...
1. Un ufficio postale 3. I marciapiede 4. Un autobus
2. Un'automobile 5. Un fanale
a Un modulo per telegramma
60.IVENTIQUATTRESIMA LEZIONE]
Un modulo per telegramma’, per favore.
Ecco, scriva in stampatello, per
NOME ia Peeks favore, e qui in basso metta il
MPIRIEED Tey Prada a nome ¢ l’indirizzo? del mittente
Wale ... Va bene cosi, grazie.
6 Vorrei anche comprare dei franco-
-bolli.
Allo sportello qui accanto.
Cinque (5) francobolli da sessanta
(60) lire*, e dieci (10) da trenta-
cinque (35)4.
Trecento (300) pit trecento-
cinquanta (350) fa seicento-
cinquanta (650).
Ecco mille (1000) lire.
Seicentocinquanta (650) .. .
c e cinquanta (50) fanno sette- d
cento (700), e trecento (300):
mille (1000).
Grazie—Buongiorno,
Buongiorno, signore.
b Il nome «¢ Vindirizzo d Un francobollo da
¢ Un francobollo da sessania trentacinque lire
Hire
61Venticinquesima (253) Lezione
Viaggi
Si viaggia molto, oggigiorno, sia per divertimento, sia per affari.
I] mezzi di trasporto sono cosi numerosi &
vari! 1 giovani non temono di percorrere
lunghe distanze in bicicletta*, in motoci-
cleita’ o con le pili recenti motorette’, ma
le persone di elt matura preferiscono
a Yautomobile”.
Sul mare i piroscafi‘, sempre piit veloci ©
sicuri, portano in pochi giorni da un
1. Un treno 3. Finestris 5. Bagagli
1 Viagygiatori 4, La banchina 6. Un facchino
a Una bicioletea b Wna motocicletta
62[VENTICINQUESIMA LEZIONE)
continente all’altro. I grandi e lussuosi apparecchi delle linee di
trasporto aereo percorrono le medesime
distanze in poche ore ¢ attraversano, ormai,
i cieli di tutto il mondo.
La vecchia ferrovia rimane pur sempre
quella di cui ci serviamo pii di frequente.
Nella figura vediamo un treno’ in
stazione, pronto per la partenza. I
viaggiatori che hanno gid trovato
posto, sono affacciati ai finestrini*
per gli ultimi saluti. I ritardatari si
affrettano correndo sulla banchina*. Que-
st’altro treno, invece. da cui vedele scen-
deref i passeggeri, & entrato in stazione da
poco, ma gia altri viaggiatori si affollano
agli sportelli nella speranza di trovare un
posto libero,
Quelli che non hanno comprato il
biglietto prima, fanno ancora la coda
alla biglietteria. C’é chi deposita i
propri bagagli al DEPOSITO BA-
GAGLI A MANO,, chi li ritira;
altri ingannano [attesa nelle sale
d’aspetto o al bar, ry
¢ Una motoretta; uno scooter f I passeggeri scendono dal
d Un'automobile treno
eé Un piroscafo 8 Al deposito bagagli a mano
63Ventiseesima (262) Lezione
Alla stazione
Facchino, facchino!
Eecomi, signore!
li baulettot & da spedire come bagaglio!
appresso, La valigia’ viene con me.
Sissignore. Per dove?
Lielettrotreno delle 14 ¢ 30
(quattordici e (renta) per
Romi, Ci ritroviamo al treno, io devo comprare
il biglietto,
alt ; Fast b
Benissimo, signore. Binario nove. Che classe’?
1. Tl bagsglio 3, Un viaggiatore
2. Uno sportello 4. Una viaggiatrice
a Un bauletto b Una valigta
64{VENTISEESIMA LEZIONE)
Seconda. Cerchi di occupare un posto accanto al finestrino’, per
favore. E prenda anche questa borsa, pud
stare benissimo sulla reticella*.
Una seconda per Roma’.
L’elettrotreno delle 14 e 30.
Andata e ritorno?
No, solo andata. Si cambia
treno a Firenze’?
Nossignore, il treno @ diretto e si ferma soltanto per pochi
minuti a Bologna’ e a Firenze.
Ecco il suo posto,
signore.
Molto bene, ma non
vedo Ja carrozza_ risto-
rante.
Su questo treno i
pasti sono _ serviti
direttamente nella
carrozza.
Ah, benissimo, grazie,
questo & per lei.
Grazie, signore, e buon viaggio.
A che ora si arriva a Roma?
Se tutto va bene, siamo 1a per le
nove circa.
&
¢ Un posto accanto al finestrino f Firenze; Palazzo del
d La reticella Bargello
e@ Roma; Chiesa della Trinita 8 Bologna; Fontana del
dei Monti Nettuno
65
L.C.5Ventisettesima (278) Lezione
Viaggi in aereo e per mare
La settimana scorsa ho accompagnato in macchina a Genova il
mio socio che si ¢ recato a Nuova York per affari.
Siamo arrivati al porto um paio d’ore prima della
partenza del piroscafo', cosi ho colto Voccasione
per andare a bordo anch’io, a godermi lo spettacolo
dall’alto del ponte.
A bordo ferveva un’at-
3 tivita intensa, [1 capi- Estat
tano*, dall’alto della
4 b
passerella di comando’,
1, Un piroscafo 3. Un rimorchiatore
2, Una gro
aI capitano b La passerélla di comando
66[VENTISETTESIMA LEZIONE]
sorvegliava ogni cosa. Vidi le gru?.° che rapidamente deponevano
nelle stive i bagagli e l’altro
carico. Poi la sirena*
fischid: quelli che non
partivano scesero a terra. [
rimorchiatori* si misero in
moto, e ben presto vedem-
mo la bella motonave stac-
carsi lentamente dalla
banchina. d
I partenti, affacciati ai
parapetti*, rispondevano con gesti ai saluti di chi era rimasto a
terra.
Pochi giorni dopo ho
dovuto io stesso fare una
breve scappata a Londra.
Si trattava di cosa molto
e urgente e scelsi l’aero-
plano’. Alle otto della
mattina ero all’aeroporto, dove un grosso quadrimotore ci atten-
deva. Mezz’ora dopo decollammo, prendendo quota rapidamente,
All’una e mezzo facevo colazione, in compagnia del mio corti-
spondente inglese, in un grazioso ristorante dei sobborghi di Londra.
c Una gru eI parapetti
d La sirena f Un aeroplanoVentottesima (282) Lezione
Una breve trayersata
A bordo per Lugano"! Prima classe a destra, a sinistra le seconde!
Uff! Quanta gente!
Quesite gite domenicali sui
lJaghi’ attirano sempre un grande
numero di gitanti. Qui, poi,
c’é anche l'attrattiva di andare
all’estero, sia pure soltanto per
a poche ore.
1. I lago 3. Tl monte
2. Un battello 4, Un ombrellone
a Lugano col Monte San Salvatore
68[VENTOTTESIMA LEZIONE]
Capisco. Confesso che io stesso trovo divertente questa breve
spedizione oltre confine.
Vedra: il lago & pittoresco e
questi battelli?}* sono abba-
stanza veloci, L’organizzazione
svizzeta @ cosi accurata che un
b modesto turista italiano o sviz-
zero pud provare tutte le
emozioni dei grandi viaggiatori, salvo
quella di trovarsi in un paese di cui non
capisce la lingua: si parla infatti Pitaliano
ai due lati della frontiera.
E salvo quella del mal di mare; guardi com’é
tranquillo questo specchio d’acqua!
Si, oggi é liscio come un olio, ma anche
il lago non scherza quando c’é burrasca.
Passaporti* alla mano, per favore! Prepararsi per la dogana"!
6 Un battello c Un passaporto d La dogana
69Ventinovesima (292) Lezione
Una via di Milano
Eccoci a Milano, in Piazza del Duomo’: la via rumorosa, piena di
traflico, che abbiamo percorso per giungervi
8 il vecchio Corso Vittorio Emanuele.
Abbiamo fiancheggiato i] Duomo? e siamo
ora sul Sagrato. Alle nostre spalle si drizza
la mole superba della cattedrale, ai due lati
della piazza sono i Portici e, a destra, la
Galleria Vittorio Emanuele’ " che conduce
in Piazza della Scala, dove sorge il famoso
teatro’.
1. Piazza del Duomo 4. Il Palazzo Reale
2. IL Duomo 5, Il Monumento a Vittorio
3. La Galleria Vittorio Emanuele IT
Emanuele 6. Un fanale
a La Galleria Vittorio Emanuele
70(VENTINOVESIMA LEZIONE)
Siamo nel cuore stesso di Milano, dove la vita degli affari e del
commercio pulsa pili intensa. Sotto i
Portici (Meridionali e Settentrionali), ¢
nella Galleria, vi sono bei negozi di
ogni genere, nonché ristoranti di lusso
ed eleganti caffé che, con le lunghe file
dei loro tavolini, occupano quasi tutto
lo spazio disponibile.
Sotto la Galleria non passano veicoli, ma si ode il brusio incessante
del traffico nelle
vie adiacenti :
automobili e tassi,
autobus, motoci-
clette, motorette,
ciclisti, impavidi
in mezzo a quella
confusione. Per
c fortuna = abbon-
dano i passaggi
pedonali’, i semafori e i vigili*, ritti sui loro piccoli podi.
b Ill teatro della Scala c Un passaggio pedonale d Un vigile
7Trentesima (304) Lezione
Per domandare Ja via
Scusi, signore, qual’é la via pil breve per la Piazza della Scala’?
Semplicissimo. Costeggi i Giardini Pubblici* qui di fronte, a
destra, fino alla Piazza Cavour, laggit—si vede il monumento
di qui, Attraversi la Piazza verso
sinistra, passando |"antico arco che
vedra, ¢ prosegua dritto per la Via
Manzoni che sbocca proprio in
Piazza della Scala,
Grazie mille, Quanto tempo ci vorra
Oh, a piedi un quarto d’ora, venti
minuti al massimo. Se ha fretta
1. Piazza della Scala 4. IL marciapiede 7. Veicoli
2. Tl teatro della Seala 5, Un tram 8. Un posteggio
3. Monumenta a Leonardo 6. Una fermata 9. Un fanale
da Vinci
a Un tram
72[TRENTESIMA LEZIONE]
pud prendere il tram? alla prima fermata**: il numero 4.
Grazie tante, signore.
Ma le pare? Non c’é di che.
Scusi .. . per andare al Museo di Brera?
Brera? In Via Brera,
in fondo a Via Verdi,
a destra.
Grazie. E come ci si
arriva? Tram, autobus*?
Tram: 11, 38, 27; c
autobus 0.
E qui vicino?
Prenda Vundici, la fermata @ all’angolo, e dica al bigliettaio
di farla scendere in Via Brera.
Grazie tante.
Un biglietto, prego. Devo andare in Via Brera. Mi fa la cortesia
di avvertirmi quando devo scendere?
Va bene, signore. Si accomodi avanti... Avanti, signori,
accomodarsi avanti, avanti c’é posto ... Per Via Brera si
scende qui. La prima a destra.
“6 Un autobus 1 Giardini Pubblici
6 La fermata
73Trentunesima (314) Lezione
Roma a yolo d’uccello
Chi pud fermarsi soltanto pochi giorni a Roma non riuscird a
vedere gran che, ma quel poco non lo dimentichers mai pit,
Al turista conviene fare un primo giro
della citta con uno dei numerosi servizi di
torpedoni’ organizzati allo scopo. Egli pas-
sera in tal modo, in brevissimo tempo, da
un secolo
all’altro
della storia
d*Europa,
dai tempi remotissimi, di cui sono
testimoni i ruderi di antichissime b
1. Via_dei Fori Imperiali 4, Il marciapiede 7. Un torpedone
2. I Colosseo 5. Un fanale 8, Giardino
3, Il Foro Romano 6, Un’automobile; una 9. Edifici
macching
a Fore Ramune bh Colossea
7A(TRENTUNESIMA LEZIONE)
tombe sui pendit del Palatino, ai resti della Roma imperiale,
5 rappresentata dai Fori**, dail Colos-
seo? >, dagli Archi di Trionfo*, dalle
imponenti Terme di Caracalla‘,
Poj c’é la Roma barocca: chiese, palazzi, fontane del cinque e del
seicento, bellissime statue, stupende pro-
spettive di vie’, di piazze, di parchi e
giardini®, la cui nota dominante é costi-
tuita dai caratteristici ombrelli dei pini
marittimi. Infine la Roma moderna,
monumentale nella Via della Concilia-
zione, nel Foro Italico, nei grandi palazzi della Universita e della
Esposizione, funzionale nella bella stazione di Termini‘, mondana
© movimentata nella elegante Via Veneto cui fanno da sfondo i
giardini del Pincio e di Villa Borghese’.
E che dire delle memorie sacre per i
Cristiani di tutto il mondo: le Catacombe,
le tombe
dei primi
martini, le
Basiliche*?
Mesi interi
non basta-
no per ve~
der Roma.
c ‘Arco di Tita e Basilica di San Giovanni 8 Villa Borghese: il
d Terme di Caracalla in Laterano lagheito
{ Stasione dt Termini
, 3Trentaduesima (322) Lezione
Addio a Roma
Ecco la mia ultima giornata romana, come potrd goderla meglio?
Beco, se fossi in lei, tornerei
alla Citta del Vaticano™’,
Sono certo che la visita
aflrettata che vi ha fatto non
& bastata a permetterle di
ricordare anche solo una
parte delle cose che ha vedute.
Ha ragione, Sono entrato a San
Pietro’ ma non ho ayuto tempo di soffermarmi a osservate i mille
particolari di cose belle che quel tempio gigantesco contiene.
1, San Pietro 3, La piagai §. Pietro 5, Una fontana
2. La cupola 4. L'ob 0, 6. T colonnatt
a Biblioteca del Vaticano: ia sala Sistine
976[TRENTADUESIMA LEZIONE]
E i Musei Vaticani? Quanti minuti ha potuto dedicare alla
Cappella Sistina, per esempio, con gli
affreschi di Michelangelo®, 0 alle sale e ai
cartoni di Raffaello, ecc.?
Ben pochi davvero, ma pit che suffi-
cienti, devo dirlo, per le mie povere
gambe ..,
Capisco. E allora, a due passi dall’al-
bergo, trovera autobus, tassi e forse anche
qualche vecchia carrozzella. Si faccia con-
durre a vedere il Giardino Zoologico
che, per la sua modernissima attrezza-
tura, passa per essere uno dei pit
interessanti d’Europa, oppure faccia un
ultimo giro al Pincio. E mi raccomando,
nel passare davanti alla Fontana di
Trevi’, non dimentichi di buttarvi dentro
una moneta; acquistera cosi, dice la
tradizione, la certezza di tornare a
Roma.
b Michelangelo ¢ La Fontana di Trevi
d Citta del Vaticano: Palazzo del GovernatoreTrentatreesima (332) Lezione
I grandi empori
Oggi sono andata a fare un giretto in uno dei nostri grandi negozi
e vi ho trascorso alcune ore soffermandomi
tra un reparto e I'altro, meravigliandomi
della varieta ¢ molteplicita degli articoli
esposti sui banchi di
vendita’. Ho anche
ammirato la cortesia
e la pazienza dei
commessi? e delle commesse*. Grazie a
loro gli innumerevoli reparti—profumeria®, b
1. Un banco. di yendita 4, Clienti; compratori
2. Un commesso 5. La stoffa
3, Una commessa
a Profumeria b Cancelleria
7B(TRENTATREESIMA LEZIONE]
cancelleria®, chincaglieria, articoli per viaggio, mobili, generi ali-
mentari, giocattoli° e via dicendo—sono
@ accoglienti come le vecchie botteghe d’un
ad ; z tempo.
° M’indugiavo, dunque, nel negozio
e quando ebbi la sorpresa di incontrare
nella libreria? una mia vecchia amica
che non vedevo da anni. Sposatasi,
@ andata ad abitare in Sicilia e sono
quasi vent’anni che non ha avuto
occasione di tornare in Alta Italia.
Felici. di ritrovarci, siamo salite
alPultimo piano, in cerca di un can-
tuccio tranquillo della sala da te:
avevamo tante cose da dirci dopo
tanti anni!
Dopo una lunga chiacchierata siamo
ridiscese ed io ho aiutato la mia
amica a scegliere dei regali per i
suoi.
¢ Giocattolt d Nella libreria e Nella sala da té
7Trentaquattresima (342) Lezione
Compere
Prego, signorina, il reparto guanti*?
Tn fondo a sinistra, signora, subito
dopo le mercerie.
Vorrei dei guanti—un tipo robusto, in
capretto marrone,
un po’ sportivo— ?h¥
per la mattina, Mi- {
sura sei e mezzo.
Ecco signora, questo @ un tipo ottimo,
cucito a mano. O, se preferisce,
abbiamo quest’altro con due bottoni, ¢
a Guanti; un paie di guanti b Nei reparto calzature
Bo.ITRENTAQUATTRESIMA LEZIONE]
molto fine. Prezzo e qualita di
pelle, uguali.
Prendo questi, ma vorrei provarli, per
favore.
Benissimo, signora . . . va bene
cosi?
Si, grazie...
Ecco lo scontrino. Paga e ritira
la merce alla cassa numero uno,
in fondo a sinistra.
Grazie. Le calzature’ dove sono, per favore?
Al seminterrato, signora. La scala
mobile® & qui dietro.
Desidera, signora?
Vorrei delle scarpe—una cosa comoda, in
nero, col tacco basso’, non troppo pesante,
pero. Devo camminare molto ed i tacchi
alti# non vanno: mi stanco subito.
Questo tipo a mocassino le piace? Lei
calza il 37 (trentasette) mi pare, vuol
provarle?
Si, il modello mi piace. Proviamo.
Sembrano fatte su misura, guardi come le stanno bene!
Stringono un tantino, ma penso che cederanno con I’uso. Wa bene,
prendo queste.
¢ La scala mobile d Il taceo basso e Il taeco alto
8r
16Trentacinquesima (354) Lezione
Il sarto ¢ la sarta
Sono andato jeri dal sarto? e ho ordinato un abito* nuovo, Avevo
proprio bisogno di un completo* con la giacca a
doppiopetto*, senza panciotto’, e calzoni* dritti
senza risvolto. Mi sarebbe pia-
ciuto ordinare anche un cappotto*
nuoyo, ma é un lusso che non
posso pagarmi, proprio in questo
momento, Pazienza.
1. IL sarto 3, Un cappolto 6. U banco |
2. Una giacca a dappiopetio 4. La stoffa 7. Lo speechio
5. I cliente
a Un ubito; wn campleto b Un pancietta
ba[TRENTACINQUESIMA LEZIONE]
Tl sarto ha preso le mie misure? e fra otto giorni ripasserd da lui
per la prima prova. Immagino che ci saranno dei
titocchi da fare e che egli
mi fara tormare, per una
seconda prova, qualche
giorno dopo, ma sono certo
del buon risultato finale.
E quando il vestito sara
é pronto, quando me lo a-
vranno consegnato e lo avro d
pagato, dard un bel sospiro di sollievo, e per un po’ di tempo non
ci penserd pit!
Anche mia moglie si & vestita
a nuovo in questi giorni, Ha
fatto rimodernare la sua pellic-
cia’ e si é fatto fare un abito a
giacca, un tailleur’, come si
dice. Credo che abbia avuto
qualche difficolt’ a trovare una
e camicetta’ di suo gusto ma, in
7 3 tf
compenso, l’ho vista tornare
trionfante dalla visita alla modista con un cappellino che, secondo
lei, & un sogno.
¢ Calzoni e Una pelliccia f Un tailleur
d Prendendo le misure g Una camicetta
83Trentaseesima (362) Lezione
Il signore si ordina un yestito
Buongiorno signor Bianchi, che desidera?
Vorrei farmi un doppiopetto* di mezzo peso.
Che cosa mi consiglierebbe?
Dipende, veda lei: questa grisaglia?
No, & troppo chiaro e la stoffa troppo leggera.
Vorrei un panno pitt sostenuto e una tinta
pil scura.
Allora veda questo. La qualita @ ottima, pura
lana ritorta, e il disegno @ di ultima moda.
Si, questo pud andare. . . se il prezzo é conveniente.
Signor Bianchi, lei sa che noi c’intendiamo sempre! Permetta che
1, Un modello 2, La sarta 3. Lo specchio
a Un doppiopetio
84ITRENTASEESIMA LEZIONE)
riprenda le misure, mi sembra un po’ ingrassato dall’ultima volta.
Vediamo: spalle ... vita... fianchi... maniche . . . cavallo,
Ecco fatto. La prima prova oggi a otto, va bene?
D’accordo, martedi venturo sard qui.
La signora compra un vestito confezionato
Vorrei provare quell’abitino che avete in vetrina’.
S’accomodi qui, signora. E un modello graziosissimo, ¢ dev’essere
proprio la sua taglia.
No, ora che me lo vedo indosso non mi piace. Queste
guarnizioni sui fianchi ingrossano.
Ecco, allora, signora. Questo dovrebbe piacerle.
Lo abbiamo anche in altre tinte: nero, blu scuro,
verde pisello. E molto distinto.
Si, questo va bene. Me lo faccia mandare a
casa.
Benissimo, signora. LEccole lo scontrino. Dia
Vindirizzo alla cassa.
b L'abitino in vetrina
85‘Trentasettesima (373) Lezione
La privativa
Se volete comprare tabacco* o sigarette’ cercate un negozio che
abbia un’insegna come quella che vedete
nella figura, e la scritta: PRIVATIVA
N. 58 per esempio, oppure SALE E
TABACCHI. Infatti i tabacchi, come
pure il sale, i fiammiferi® ¢ il chinino
sono, in Italia, monopolio dello Stato e
il nome dei mnegozi
autorizzati alla vendita =F
di tali “generi di
monopolio” & “ Privativa.”” Noi li chiamiamo b
comunemente tabaccherie o tabaccai, ma poiché
1. La vetrina 3. Scatole di sigari
2. Pipe 4. Pacchetti di sigarette
a Il tabaceo trinciate b Una sigaretia
86ITRENTASETTESIMA LEZIONE)
i gerenti di tali negozi integrano la loro attivita con la vendita di
altre cose, molto
spesso con un ser-
vizio di bar, l’aspetto gE
delle nostre tabac- e =
cherie & assai diver-
c so da quello di
negozi affini in altri d
paesi.
Comunque, nella parte che & pit propriamente tabaccheria,
vediamo allineati in bell’ordine, negli scaffali
dietro il banco, scatole e pacchetti di sigarette*,
di sigari*, e di trinciato. Scatole e scatolette di
fiammiferi dei pil vari tipi, dagli italianissimi
“cerini” ai fiammiferi decorativi con le
capocchie multicolori, dai sottili “ minerva”
agli zolfanelli per uso di cucina.
Sul banco c’é anche la cartella dei
francobolli e la bilancia per il sale.
Quasi sempre una vetrinetta con
pochi articoli per fumatori. Chi
voglia una bella pipa¢ di radica o di schiuma, un bocchino
d’ambra di fattura pregiata, un portasigarette* di marca, una borsa
da tabacco’ elegante non sempre li trovera dal tabaccaio ¢ dovra
rivolgersi a negozi specializzati.
¢ Una scatola di fiamumiferi e Un portasigarette
d Pipe f Borse da tabacco
87ferret
=
sete
2% Bereieiial
[
Trentottesima (384) Lezione
Acquisto di sigarette
Buonasera, vorrei delle sigarette.
Quali, signore? Nazionali o estere?
Non conosco ancora le sigarette italiane,
vorrei provarle: mi dia un pacchetto di
queste.
Bene, signore, le occorre altro?
Si, mi dia due pacchetti
di quelle laggit, & la
marca che fumo di
solito, e so che non mi
fanno venire il mal di e
gola?,
1. Il gerente de} negozia 2. UI cliente 3. Il banco
all mal di gola b Un sigaro
88(TRENTOTTESIMA LEZIONE)
Ho anche il trinciato per pipa della stessa marca, ¢ degli ottimi
sigari.
Grazie, non fumo, né la pipa, né il sigaro’.
Piuttosto: ha pietrine per accendisigari°?
Certo, signore: ecco, vuole anche la benzina?
Si, come la vende?
In tubetti di vetro, come questi, oppure in
lattine © bottiglie, sono pitt convenienti,
Lo credo, ma anche pid ingombranti. Mi
dia due tubetti di benzina, una bustina di
pietrine e dei fiammiferi minerva. Vorrei
anche: tre cartoline postalie cinque franco-
bolli da sessanta*, Pago anche un caffé
espresso: quanto fa?
Vediamo . . . millecinquecento (1500) d
lire in tutto.
Ecco duemila (2000) lire.
Eccole cinquecento (500) di resto. Grazie signore.
c Un accendisigaro d Un francobollo da
sessanta lire
89Trentanoyesima (398) Lezione
TI barbiere e il parrucchiere
Si chiama barbiere’, 0 parrucchiere per uomo, chi, per professione,
taglia capelli e rade barbe*, Per radere la barba
a un cliente’, il barbiere, per prima cosa, servendosi
di un pennello, gli copre il mento e le guance con
una schiuma di sapone’, poi procede alla rasatura,
adoperando un rasoio* bene affi-
lato. Per tagliare i capelli adopera
un paio di forbici’. Tl barbiere
propriamente detto, ormai, ha poco da fare, quasi
tutti si radono da sé, con rasoi di sicurezza® a
lamette 0, pid modernamente, con i rasoi elettrici’.
i. i barbiere 3. I giovane di bottega 5. Un. giornale
2. Un cliente 4 Il divano 6. il bacile
a La barba b La schiuma di sapone
90[TRENTANOVESIMA LEZIONE)
Diamo un’occhiata alla figura. Vediamo un signore che si fa
i tagliare i capelli, un altro che si fa radere.
Un cliente sta per andar via dopo essere
stato servito e il gio-
vane di bottega® gli
spazzola il soprabito.
Altri signori, seduti sul
divano‘, aspettano il
loro turno, leggendo il
giornale®: 9, d
I locali dei parrucchieri per signora sono sempre affollati. Tutte
le donne, di ogni condizione
sociale, ricorrono a parruc-
chieri e¢ pettinatrici per
farsi tagliare i capelli, fare
e la messa in piega, l’ondula-
zione permanente, le pit
syariate tinture, I]
parrucchiere conosce
i loro piccoli segreti,
sa consigliare i pro-
dotti di bellezza, i
profumi*, le creme,
le ciprie, i rossetti.
¢ Un rasoio f Un rasoio elettrico
d Un paio di forbict g Un giornale
¢ Un rasoio di sicurezza A Una bottiglia di profumo
grQuarantesima (40) Lezione
Dal parrucchiere
Buonasera, signore, desidera? Barba o capelli?
Tutt’e due. La manicure® anche, se c’é.
Certamente, signore. Ma é@ occupata in questo momento. Si
accomodi qui intanto, per il taglio. Li preferisce
tagliati corti o soltanto spuntati?
Tagli pure un poco, ma non troppo*, che si
possa far bene la scriminatura’,
Benissimo, signore ... Ecco fatto. Va bene
cosi?
Si, va bene. Vorrei soltanto le basette’ un
po’ pil corte... Ecco... cosi, Grazie.
Facciamo lo shampoo, signore? I suoi capelli
sono molto aridi, ci vorrebbe anche una frizione
alla vitamina.
Crede? E allora proviamo pure questa b
frizione miracolosa . . . a
« =
=, 9
4
Giulio! Shampoo, frizione e barba al signore!
=,
Stia attento, ho la pelle molto delicata.
Non abbia timore, signore, ho la mano legge-
rissima,.. Il signore & servito ... Cassa!
Quanto devo? Ah, dimenticavo. Pud
c indicarmi un buon parrucchiere per signora
nelle vicinanze?
a Troppo corti 6 La scriminatura c Le basette
92IQUARANTESIMA LEZIONE)
Abbiamo un reparto per signora noi stessi, qui al primo piano.
Posso fissare, allora, un appuntamento per
mia moglice, per una messa in piega,
domani?
Chiedo subito, signore ... Domani alle tre,
va bene?
Si, si, intesi.
Ragazzo, spazzola! . . .
d Lo shampoo e La manicure
93Quarantunesima (414) Lezione
Le stagioni
L’anno si divide in quattro stagioni: primavera, estate, autunno,
inverno. In primavera la natura si ridesta dal lungo sonno inver-
nale, gli alberit si coprono di foglic’ novelle,
gli uccelli® tommanoe a fare il nido cinguettando
lictamente, Nei campi, nei
giardini, il lavoro riprende con
alacrita. Wanghe* © zappe =
tivoltano la terra dove occorre,
si trapiantano arbusti e pianti-
cine, si seminano i legumi, le b
fresche insalate,
1. 0 vendemmiatore 3. La cesta; I gerla 5. La carretta
2. La vendemmiatrice 4. Tl bue 6, L'uva
a Un albero 6 Una foglia
04(QUARANTUNESIMA LEZIONE)
Poi viene l’estate con essa il caldo sempre pi! vivo. Ma I’agri-
coltore* non ha tempo per riposare all’ombra. Deve lavorare da
mattina a sera. Il tempo stringe,
bisogna falciare e mietere finché
SY il sole splende, e riempire granai
/ e pagliai.
mt Es Ma ecco che le giornate si fanno
ii corte, le notti pit fresche.
e E Ylautunno: si fa il raccolto
della frutta, si vendemmia. Sulle a
brulle distese dei campi passa
Paratrof, @ il mo-
mento della semina.
Nei viali delle citta,
nei viottoli delle
campagne, si stende
un morbido tappeto
di foglie ingiallite,
che il vento solleva facendole turbinare,
bigio.
Presto sara inverno e la neve coprira i
campi, gli orti, i giardini, i tetti delle case.
La brina, il gelo, le nebbie, il freddo inten-
so ci faranno desiderare il calore delle
pareti domestiche, dove si é al riparo dalle
intemperie e circondati di cose e persone
care.
c Uccelli e L'agricoltore t L’aratro
d Una yanga & Piove
95Quarantaduesima (428) Lezione
Sport e giochi
Vuol venire con me domanj allo stadio per la partita di calcio?
C’é un incontro importante fra due squadre di
serie A per il campionato ¢, se non erro, c’é
anche una piccola gara di atletica leggera, prima
i della partita. Corsa%, salto, lancio del peso, ¢
cosi via.
Perché no? Personal-
ie mente preferisco il
rugby, che era il mio
sport preferito quand’ero giovane, Ma oggi
devo accontentarmi di stare a vedere gli
altri. Mi piacerebbe provare il golf*, ma
non ho tempo.
a La corsa b Il salio
96[QUARANTADUESIMA LEZIONE)
Io gioco soltanto a tennis* che, a mio parere, é il pil bel gioco che
ci sia e ho provato anche un
poco la pallacanestro, ma non
son certo un asso.
Allora possiamo darci la
mano! Perd mi piaccio-
no molto gli sport inver-
¢ nali e appena posso, in
inverno, scappo sui
monti. Non sono un
grande sciatore’ ma
mi piace molto la
slitta’ e, soprattutto,
il soggiorno in mon-
tagna in pieno in-
verno.
e Beato lei! In quanto a
sport imvernali [unico
che riesco a praticare
io sono le corse’, magarti di cani, se i cavalli non corrono .. .
c Il golf e Uno sciatore f La slitta
d Il tennis g Una corsa di cavalli
% 1c.7ione Prima Parte
Quarantatreesima (432) L
Vacanze in campagna
Quand’ero ragazzo andavo tutti gli anni a trascortere le vacanze
ms
i
1. Un cavallo
2. La scuderia
3. Un bue
4. La stalla
estive da un mio zio che ha una fattoria. Passavo
le giornate a correre per i campi e, fatto pit
grandicello, nei momenti in cui il lavoro urgeva,
aiutavo anch’io i braccianti. ¥ 5
Cosi ho imparato a rivoltare rap
il fieno, a mietere, a condurre hy ae
Varatro. re
b
5. Una vacca 9. Il porcile
6. Un vitello 10. I maiali
7, Una pecora 11. Una trattrice
8. Un agnella 12. Un camioncina
a Un vitello b Un agnello
98[QUARANTATREESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE)
Mio zio allevava ogni sorta di animali domestici. Aveva cavalli!
nella scuderia? e buoi®
nella stalla* per i lavori
pesanti; mucche per il
latte, vacche® con i loro
vitelli®: ¢. Nell’ovile stavano
le pecore’ coi loro
agnelli®*, le capre° coi
capretti. Nel cortile era un
continuo schiamazzare di
galli’, galline*, polli, oche’,
anitre’, tacchini", Nel
porcile® grugnivano i
maiali'*. 4 da ingrassare.
Ora quando torno laggit,
trovo molti cambiamenti.
Tutto & pit pulito e
meno pittoresco, Ci sono
trattrici's3 e camion-
cini™ invece di buoi e cavalli. Il pollaio & diventato “ razionale ”,
come la stalla, dove persino la mungitura si fa a macchina. Nella
latteria ronzano motori elettrici: la vita dell’agricoltore non &
certo pil quella di un tempo.
¢ Una capra f Un'oca h Tacchini
d Un gallo g Anitre i Un maiale
e Una gallina i Una trattrice
9[Quarantatreesima (43) Lezione] Seconda Parte
I lavori dei campi
A che ora si alzava quando stava con suo zio?
Alle sei ¢, qualche volta, anche
prima.
2 Un po” prestino, mi pare! HE che
NG = faceva a quelle ore?
SE aR Quando arriva-
a vo io in cam- 351
pagna, il primo
fieno? era gia
riposto ma la mietitura incominciava, Mi
piaceva accompagnare i buoi’ che traina-
vano la mietitrice*, aiutare a fare i covoni?
e drizzare i pagliai.
1. Un bue 3. L’agricoltore
2. Ul fieno 4, Tl campo
a La mietitrice b Un eovone[QUARANTATREESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE]
E se pioveva?
Allora c’era la legna da segare o da spaccare’, cavalli da
strigliare’, attrezzi da accomodare:
non si correva il rischio di stare con
le mani in mano.
E in quanto a divertimenti?
Beh, io non dovevo lavorare tutto il
giorno, Spesso andavo a pescare’,
altre volte accompagnavo mia zia al
mercato a yendere le uova e il burro.
E pensare che io credevo che ci si
annoiasse a stare in campagna!
Ma nient’affatto! Il tempo scorre
veloce come in citia e, in generale,
si acquista salute.
Scommetto che suo zio aveya anche un
frutteto ...
Naturalmente. Ricordo ancora
il sapore dei fichi, delle albi-
cocche, delle pesche, delle ne-
spole che andavo a cogliere sulla
pianta io stesso! E che dire
delle ceste di uva e di arance
che mandava a casa nostra ogni
e anno e che facevano la gioia di
noi bambini?
¢ Spaccando Ja legna d Strigiiando i cavalli e Il pescare; la pesca
101\* z ae ! i, se ae e
Quarantaquattresima (442) Lezione Prima Parte
La villeggiatura
In luglio e in agosto il caldo & spesso torrido e quelli che possono
fuggono dalle citt per andare in cerca di
aor y un po’ di refrigerio in riva al mare o sui
monti. Tutia la costa del Tirreno ¢ del-
l'Adriatico si
trasforma, nei
mesi estivi, in
una = grande
spiaggia' popolata di villeggianti. Ce
n’é per tutti i gusti e per tutte le borse.
HW
a
1, La spiaggia — 4.1 mare
2. Tl bagnante; il nuotatore 5. I molo
3, La bagnante; la nuolatrice 6. La tenda
a Il sole brilla b Un castello di sabia
102IQUARANTAQUATTRESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE)
Le comodita, i lussi, variano, ma il mare* @ azzurro e tiepido
ovunque, dap-
pertutto brilla lo
stesso sole? ¢
spira la medesima
benefica brezza.
1 bambini si
divertono di pit
sulle spiagge dove possono costruire castelli di sabbia’ ¢ sguazzare
sulla riva*, senza timore di non toccare il fondo. Gli adulti che
siano esperti nuotatori* *, preferiscono invece le scogliere, dall’alto
delle quali godono tuffarsi nelle lim-
pide acque profonde. Ovunque ci sono
barche, a vela’
o a remi, e
veloci moto-
scafi, passeggia-
te sul molo’,
cabine® e stabi-
limentidi bagni.
Gliamanti della
montagna preferiscono la quiete dei paesaggi alpestri, il profumo
dei pini, la gioia delle lunghe camminate per raggiungere le alte
vette delle Alpi’ o delle Dolomiti9, e sentirsi in pit intima comu-
nione con la natura e con Dio.
¢ Sulla riva e Una cabina 7
d Una barca a vela &
103[Quarantaquattresima (442) Lezione] Seconda Parte
Progetti per le vacanze
Dove andate quest’estate?
Non abbiamo
ancora de-
ciso. Io sono
invitato a una
Canmara
WA
battuta di
= caccia al cin-
ghiale* in
Maremma e i miei genitori vorreb-
bero che andassi a trovarli nella b
1, 0 mare 4, Un secchiello 7. Un veliero
2. La spiaggia 5. Una canna da pesca 8. Un castello di sabbia
3. Un badile 6. Una rete per pescare 9. Una bandierina
a Un cinghiale b Liisola d’Elba
To4IQUARANTAQUATTRESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE]
vecchia casa sul Po—ma mia moglie non ne ha punta voglia.
Non ha torto, in pianura fa caldo come in citta.
Per la caccia fino a settembre c’t tempo. In agosto
che cosa farete?
Esito molto fra mare’ ¢ mon-
tagna. I bambini vorrebbero
andare al mare,
Allora perché non venite con noi?
Andiamo all’Elba’ quest’anno. Una
< cugina di mia moglie ci affitta la
casa. E una casa grande, ci stareste anche voi. Conduciamo con
noi la signorina ed essa potrebbe occuparsi anche dei vostri piccoli.
Non sono mai stato all’Isola
d’Elba’: V’idea mi sorride molto:
ma bisogna che ne parli a mia
moglie.
Naturalmente. Mi spiace di non
aver pensato prima a parlarvene. Di’
e a tua moglie di non preoccuparsi per
i vestiti.
Va bene, ma costumi da bagno’, accappatoi, prendisole,
secchielli* 4 e badili®:* per i piccini, reti per pescare’ ¢ che
so io, bisognera pure portarli!
Si capisce, ma non é il caso di preoccuparsi, siamo vicinissimi al
paese dove si trova di tutto: ormai sono attrezzati anche 1a, e, in
fondo, certe cose comprate sul posto costano lo stesso e si evita
la noia di caricarsi di bagaglio in partenza.
c
e Un costume da bagno e Un badile f Una rete per pescare
d Un secchiello g Elba
105Quarantacinguesima (458) Lezione Prima Parte
L’automobile
Le automobili* non sono ancora a prezzo cosi basso da consentire
ad ogni famiglia di avere la propria. Ci sono, naturalmente, gli
appassionati che prendono in con-
siderazione soltanto macchine a sei
o ad otto cilindri, tuttavia le auto-
mobili che si vedono pitt spesso sulle
nostre strade sono le macchine utili-
a tarie di media e piccola cilindrata,
1. 1 tetto 3. La ruota
2. Ltautomobile 4. Il radiatore
a Jl parabrezza e i due tergicristalla
106[QUARANTACINQUESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE]
L’auto che vediamo nella figura qui di contro, accanto alla pompa
della benzina per il rifornimento del serbatoio,
sembra essere una potente macchina, di
almeno quindici cavalli. Basta osservare il
grande radiatore* e il lungo cofano. La
comoda carrozzeria a sei posti poggia sul
telaio al quale sono pure fissati il motore, la
scatola del cambio, il ponte posteriore. Le
b quattro ruote* sono munite di robusti pneu-
matici.
Il parabrezza ha due tergicristal-
lot. Il conducente, seduto dietro
al volante’, ha davanti a sé, sul
cruscotto’, quadranti e manopole:
il tachimetro, l’amperometro, il
livello dell’olio e della benzina,
Paccensione, il comando accen-
sione dei fari, nonché l’orologio.
Sul pavimento ci sono il pedale per la frizione*, il freno’ e
Vacceleratore’. A fianco del guidatore il freno a mano e qualche
volta anche la leva del cambio, ma questa pud trovarsi sul volante,
dove é anche il comando del clacson.
b Il volante d Il pedale per la fridone € Il freno
¢ Il cruscotto 4 L'acceleratore
107[Quarantacinquesima (453) Lezione] Seconda Parte
Guasto al motore
Vorrei che deste un’occhiata al motore. Non so che cosa ci sia,
é irregolare, non gira bene, scoppietta. Ho avuto un bel pulire le
candele, controllare V’accensione e il
carburatore*, tutto inutile: non va’.
Sono soltanto riuscito a esaurire la
batteria’, forse c’@ un guasto nell’im-
pianto elettrico.
Non credo che possa trattarsi di
quello, E meglio che lasci qui la
macchina, ci guardiamo noi.
Beh, e questo guasto, avete trovato la
causa?
Si che Pabbiamo trovata, ma ci ha
dato un bel da fare. Era un giunto
del tubo di immissione che la-
sciava passare l’aria.
To’, questa non mi sarebbe mai venuta in
mente! Gia che ci siamo, sara bene ricari-
care Ja batteria, cambiare l’olio del carter e
lubrificare per bene tutto il telaio. Potreste
anche dare un’occhiata ai freni per regolar-
li; c’é mancato poco che andassi a sbattere
contro un fanale, stamattina; per fortuna
a I! carburatore & Non va c La batteria
108[QUARANTACINQUESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE]
me la son cavata con un’ammaccatura al parafango e al paraurti.
Dimenticavo: il pneumatico della ruota di
scorta? @ sgonfio, temo che sia forato,
Come vuole, signore, ma tutto questo
richiedera un bel po’ di tempo: la
macchina non potra esser pronta prima
d di sera,
d@ La ruota di scorta
109‘Quarantaseesima (46%) Lezione
Prima Parte
fi commercio e Vindustria
Vi sono degli articoli di produzione italiana nel campo della moda,
degli alimentari, dei tessili e della meccanica che si trovano sui
mercati di tutto il mondo.
Lartigianato italiano gode di
meritata fama mondiale per il
mobilio, la layorazione della
paglia* e del cuoio®, Ja soffiatura
del vetro*, i tessuti di seta
stampati a mano e cosi via.
@ La laverazione della paglia
110(QUARANTASEESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE)
Anche nel campo della industria pesante, meccanica, elettrica ¢
chimica T'Italia
non é all’ultimo
posto. Le sue
fabbriche di
automobili, i
suoi _cantieri
navali, le sue c
grandi industrie
chimiche e farmaceutiche esportano i loro prodotti ovunque. Essa
é perd povera di materie prime e deve importare carbone, acciaio,
petrolio, lana,
cotone? e via di-
cendo, mentre e-
sporta semilavorati
e prodotti finiti.
L'Italia era, ed &
rimasta in gran
parte, un paese agricolo, Se i cereali di produzione locale non
sono sufficienti al fabbisogno della popolazione, in compenso gli
agrumi, le frutta, i formaggi, i vini® sono ben noti sui mercati
stranieri.
b Articoli di cuoio d Il cotone
ce Anticoli di vetro e Vini
111[Quarantaseesima (46°) Lezione] Seconda Parte
Parlando d’affari
Potrei parlare con i] dottor Panzeri?
ha In questo momento il dot-
tore & occupato*, Lei ha
forse un appuntamento?
No, ma questo é il mio bigliet-
to’, se mi fa la cortesia di
portargliclo sono sicuro che mi
Ticevera,
Vado a vedere... Il dot-
a tore viene subito, Si ac-
comodi qui, prego.
LA direttore 3. Il telefono
2. I cliente 4 La serivania
a Oceupato
4112[QUARANTASEESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE]
L’ingegner Banfi? A che cosa devo il piacere della sua visita?
Si accomodi, la prego.
Ecco, io faccio parte della Societa
Anonima Banfi, Rocco e Co. di
Buenos Ayres. Siamo importatori e
esportatori nell’America del Sud,
Argentina e Brasile* in particolare, e
desidereremmo accordarci con voi per
Vesportazione del vostro articolo lag-
git. Lavoriamo generalmente su com-
missione.
Questo potrebbe andare. Le nostre
condizioni solite sono franco banchina
porto d’imbarco, ogni altra spesa a
carico del cliente, pagamento contro
tratta a 90 (novanta) giorni. Le va?
Benissimo.
Vorrei discutere la cosa col mio socio.
Permetta che gli telefoni. Signorina,
per favore, chiami al telefono l’ing. c
Cuzzelli: dev’essere in officina . . .
Ce Pronto!@ Sei tu, Cuzzelli? Potresti venire
2 + : é
sl un momento qui, in ufficio? C’é una proposta
oS interessante che vorrei discutere in tua
NEA | presenza ... Subito... Va bene, ti
aspettiamo.
d
b Questo @ il mio biglietto c America del Sud d Pronto!
1 Argentina
2 Brasile
113
LC8Quarantasettesima (472) Lezione Prima Parte
I medica, i) dentista, il farmacista
Lei ha mal di denti?? Corra dal dentista. Se il dente non é troppo
cariato lo otturer’, se ¢ proprio troppo guasto
glielo togliera.
Lei ha spesso il mal di capo”? Forse ha
bisogno di occhiali*,
Vada_ dall’oculista, o
anche soltanto da un
buon ottico.
Non si sente bene? Si rivolga dunque a un
medico. Vada da lui o lo faccia venire a casa
sua, Gli dica quel che si sente, egli le chiedera
ail mal di denti 6 Hi mal di capo
114[@UARANTASETTESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE)
di mostrargli la lingua’, le tastera il polso*, le misurera la pressione,
la ascoltera ben bene. Dopo
di che, se occorre, le con- t
\ sigliera una cura e le dara
\ una ricetta’,
¢
Lei portera la ricetta dal
farmacista che la spedira. In farmacia vedra un numero infinito di
specialita che guariscono
tutti i mali: sciroppi per
la tosse, compresse di
aspirina, pillole, un-
guenti, cerotti e cosi via.
d
Gli occhiali e Tasta il polso
d La lingua f Una ricetta
115[Quarantasettesima (472) Lezione] Seconda Parte
Una visita medica
Eun pezzo che non la vedo, signor Bianchi, i soliti disturbi?
Magari _fossero
quelli soliti, dot-
tore?! Tl fatto é
che mi pare di (
avere addosso a a
i ate \
tutti i mali?; in- ( )
sonnia, mal di \ \
capo, mal di reni,
acidita di stomaco B
1. 0 cliente 3. Lo stetoscopio
2, Tl dottore 4, Una ricetta
a Ho addosso tutti i mali b La spalla destra
116,[QUARANTASETTESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE)
e, per di pit, da stamattina il torcicollo, il mal di gola, la
raucedine. Ma non basta, un’ora fa
ho starnutito cosi violentemente che mi
pare di essermi rotto qualcosa dentro,
mi duole la spalla
destra’ e mi sembra di
avere il ginocchio*
slogato .
Povero amico, va proprio
male, allora. Vediamo un d
po’... Respiri profonda-
mente... Ancora .. . Dica trentatré .. . Bronchi ¢ polmoni
a posto. Cuore? ottimo... La gola un po’ arrossata. Vediamo
la pressione . .. Bassa. Se tocco qui fa
male? No? Beh, niente rotture, né
slogature.
Allora?
Allora, niente di grave. Un po’ di esauri-
mento. Per la gola prenda questo . . .
Poi cerchi di riposare, non stia in pensiero.
Stia un po’ a regime per disintossicare l’or-
ganismo: poca carne, bianca. Verdure e
passate, frutta cotta, poco vino, niente
liquori, diminuire i] fumo. Faccia una dozzina di queste iniezioni
E fra un paio di settimane sara fresco e arzillo* pit di prima.
Eccole le ricette*.
Grazie, dottore, ¢ arrivederla.
e Il ginoechio d Il cuore e Fresco e arzillo
117Quarantoticsima (482) Lezione Prima Parte
La radio e Ia televisione
Quanta strada dal primo esperimento di Guglielmo Marconi? ad
oggi! A noi sembra naturalissimo di sederci
comodamente in poltrona, girare una mano-
pola” per metterci in sintonia e sentire musica,
canzoni, discorsi che giungono chiari al nostro
orecchio, qualche volta
fin dall’altro capo del
mondo*!
- Jo avevo i
un radiogram- 2
mofono* a sei valvole’ con quattro gamme ee
d'onda, lunghe, medie, corte e cortissime, che
@ Guglielmo Marconi 4 Giranda una manopola
118[QUARANTOTTESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE)
funzionava benissimo, ma I’ho venduto recentemente. Ho comprato
invece un televisore e un grammofono
ultimo modello, con cambio automatico dei
dischi. Questo mi permette di soddisfare
pienamente la mia passione per la bella
musica.
La radio mi serve anche per perfezionarmi
nelle lingue straniere. Trovo che la tra-
smissioni delle stazioni estere sono un ottimo
complemento dei corsi Linguaphone. Quello
che gia vedo sullo schermo
della televisione mi fa pre-
gustare il giorno in cui non
vi saranno pil barriere fra
i popoli. Potremo non solo
udire le nostre voci attraverso
lo spazio, ma potremo anche e
d vederci da un paese all’altro,
¢ Hi mondo d Un radiogrammofono e Una valvola
119[Quarantottesima (484) Lezione] Seconda Parte
Le radiotrasmissioni
E allora, questo tuo nuovo radio-televisore funziona bene?
Ottimamente, Per potenza, musicalita
¢ selettivita € proprio stupendo, Ma i
giorni scorsi ho stentato un poco a
ticevere le stazioni estere.
To’, anch'io. Deve
essere questa atmo-
a sfera temporalesca’, A
proposito, hai sentito
il Flauto” Magico
Valtra sera?
Sicuro, dalla prima nota all’ultima, Mia moglie va b
a L’atmosfera temporalesca b Un flauto
120({Q@UARANTOTTESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE)
pazza per l’opera* e ha un debole per Mozart. Peccato che lo
davano in tedesco: non ho capito
una sola parola! Ma gia, le lingue
straniere non sono mai state il mio
forte.
Quali sono i programmi che
preferisci?
Ma... mi piace la commedia,
specie se é allegra, ci sono anche
delle conversazioni che trovo
molto interessanti. Mi piace anche
8. chs 4
che & quasi pit difficile della
pronuncia.
Beato te, che hai il dono delle
lingue!
Ma non éun dono! Con un
po’ di buona volonta ci riesce
chiunque. Credi a me: volere
é potere.
la musica sinfonicat ¢ mi diverto
mezzo mondo ai _ resoconti
sportivi*. Tu ascolti spesso la
B.B.C. se non sbaglio: come va il
tuo inglese?
Ormai capisco quasi tutto
quello che dicono. Ho final-
mente afferrato l'intonazione,
(2 5
¢ Va pazza per "opera d La musica sinfonica _ ¢ Un resoconto sportivo
121Quarantanovesima (492) Lezione
Teatri, cinema, spettacoli di yarieth
I] teatro ha, in Italia, una lunga ¢ gloriosa tradizione.
citta, grande o piccola, che non abbia almeno una
ae} sala da spettacolo in
ate funzione da due o
Vtre — secoli. Fra
= queste primeggiano
i teatri d’opera, i
pid noti dei quali
assai di rado alle-
stiscono spettacoli che non siano
Operistici. Altri, invece, hanno
a
7, La scconda galleria
1. Il paleoseenico 4. palchi di terza fila
2.1 palchi di prima fila 5. I palchi di quarta fila
3. I palehi di seconda fila 6. La prima galleria
a Il direttore d'orchesira
132[QUARANTANOVESIMA LEZIONE, PRIMA PARTE]
subito le vicende della moda, sono stati adattati ai gusti del tempo
nostro e danno spettacoli di rivista,
anziché opere liriche.
Altri sono divenuti addirittura cinematografi e il palcoscenico!
viene sfruttato solo per brevi spettacoli di varieta in avanspettacolo,
cioé prima della proiezione della pellicola.
La prosa dispone ancora di numerose sale,
per quanto non pochi dei vecchi teatri siano
diventati cinemato-
grafi.
Un’opera, con un
buon direttore d’or-
chestra* e cantanti
di grido, al Teatro
dell’Opera di Roma, f
o alla Scala di Milano, é fra le cose che bisogna vedere: scenari’,
costumi’, luci, musica, corpo di ballo*, tutto e tutti, compreso lo
sfarzo degli abiti da sera* del pubblico, si uniscono per creare
qualcosa che ha del fantastico. Vi sono postif per tutte le borse;
palchi, polirone‘, poltroncine®, posti numerati di galleria*:’
e, infine, il loggione che costa meno di tutti.
© Costumi e Abiti da sera 1 Posti
d Il corpo di ballo
123[Quarantanovesima (49%) Lezione] Seconda Parte
A teatro
Vorrei due poltrone per lo spettacolo di domani sera; non ¢’é
mattinata, vero?
Nossignore, Solo la domenica si
danno due spettacoli, Ha detto due
poltrone, o due poltroncine?
Due poltrone, non mi piace stare troppo
Jontano dalla scena,
Ecco, allora, queste due, in terza fila
quasi nel centro, a
Benissimo.
a La guardaroba
124[QUARANTANOVESIMA LEZIONE, SECONDA PARTE]
Poltrone? Pari o dispari? ... Pari a destra. La guardaroba*
&é in fondo, Allin-
gresso della sala tro-
vera la maschera; gli
dia i biglietti, e lui
Taccompagnera al
posto.
Che cosa ne dici di questo
primo atto?
Mi piace, trovo soprattutto bravi gli
attori. Recitano con tanta naturalezza.
Proprio quello che volevo dire io! L’inter-
vallo @ abbastanza lungo. Andiamo a fare
due passi nel ridotto.
Mi sono proprio divertito’. Mi piace
tanto la caratterista, quella che fa la
parte della vecchietta* buffa.
E bravissima davvero. Mi pare del resto
che sia una compagnia molto affiatata.
Spengono le luci, spicciamoci prima che si alzi il sipario sul
secondo atto.
b Mi sono proprio divertito ¢ Una vecchietta
125Cinquantesima (504) Lezione
Breyissimo cenno sulla letteratura italiana
E difficile riassumere in breve Ja storia di una letteratura che ha
pit di sei secoli di vita, Ci limiteremo pertanto
ad un breve elenco dei nomi e delle opere pil
significative.
Chi non ha sentito parlare di
Dante Alighierit ¢ del suo
grandioso poema La Divina
Commedia, che nelle sue tre
cantiche, Inferno, Purgatorio,
Paradiso, conduce il lettore
nei tre regni dell’oltretomba? Per la potenza
dell'immaginazione, la profondité del pensiero, b
a Dante Alighieri b Boccaccio
126[CINQUANTESIMA LEZIONE|
Paltezza del sentimento poetico e religioso, questo poema & ancora
oggi considerato fra le opere maggiori di ogni
tempo. Contemporanei, o quasi, di Dante sono
il Boccaccio’, con le novelle del suo Decamerone.
il Petrarca’, con i Sonetti e le Canzoni.
Facciamo un salto di un paio
di secoli ed ecco Lodovico
Ariosto, col suo festoso
e Orlando Furiosa, e il senti-
mentale Tasso, con la Geru-
salemme Liberata. Ma lasciamo i poemi;
passiamo al teatro, ed ecco yenirci incontro,
bonario e geniale innovatore, d
Carlo Goldoni con le sue
commedie. Pit tardi, il romanticismo introduce
anche in Italia il romanzo storico per opera di
Alessandro Manzoni@ che sctive J Promessi
Sposi, considerato insuperato
capolavoro del genere, e tra-
dotto in tutte le lingue. A
cavallo fra classicismo e
romanticismo & lo sconsolato poeta Giacomo
Leopardi, di cui vi leggeremo fra poco una
stupenda lirica, Fra i moderni
tre bei nomi: Carducci’,
Pascoli, D’Annunzio/. Ancor
pid’ recente, e celebre anche
fuori dei confini della patria, il commediografo
¢ romanziere Luigi Pirandellov.
© Petrarca e Carducci } D'Annunzio
d@ Manzoni g Pirandello
127(CINQUANTESIMA LEZIONE)
L'INFINITO
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude,
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di 1a da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
To nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Cosi tra questa
Immensit’ s’annega il pensier mio:
B il naufragar m’é dolce in questo mare.
Giacomo Leopardi.
128L SUONI ITALIANI
129
LogSE ON EO Re
10.
lL.
I SUONI ITALIANI—I
A
Le yocali italiane
primo, disco, benissimo
queste, quelle, leggere
ecco, specchio, fratello
camera, patata, appartamento, attaccapanni
donna, oggi, mobili
moglie, giorno, molto
es oo PF &@ @
una, sulla, musica
B
Esempi di gruppi vocalici
mai, aiola, maestro, Paolo, paura, rauco
Teo, rei, rea, ree, neutro
mio zio, mia zia, i miei zii, le mie zie
suo, suoi, sua, sue
c
Le consonanti
primo, piano, tulipano, tappeto
bagno, brodo, albergo, abbiamo
tempo, treno, contento, tutto
dove, padre, giardino, soddisfare
13012.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19,
20.
21.
22.
23.
24.
25:
26.
PAE
28.
29,
30.
31,
gioca, poco, cura, pacco, quando, quercia, fichi
gatto, gola, gusto, aghi, negligente, aggradire
madre, sempre, grammofono
mano, treno, buona, donna
campagna, insegnante, signore, magnifico
banca. anche, angolo, lungo, dunque
lezione, libro, ala, alla
figlio, egli, moglie, gigli
per favore, parlare, parte, pianterreno
I SUONI ITALIANI— II
D
Continuano le consonanti
famiglia, fanciullo, garofano, caffe
vi, verdi, tavola, pavimento, davvero
sabato, salotto, aspetto, lusso
stanza, grazie, zucchero, pezzo, spazzola
rosa, musica, slitta, sgrida
pranzo, zero, azzurro, magazzino
scena, conoscere, fascino, uscire
cipolla, cinque, piace, cid, accento
gentile, giovane, gia, leggere, pomeriggio
uomo, nuovo, quale, guarda, guerra
piano, chiama, piede, ieri, fiore
132E
Esempi di consonanti per paragone
fato—fatto, avremo—avremmo, coro—corro
capello—cappello, giorno—aggiorno, cento—accento
ce, che; ci, chi
carpa, clarpa, scarpa, sclarpa
cena, scena, schema
chiudo, svhiudo, sciupo
gusto, giusto; ghetto, getto; ghiro, giro
pezzo, mezzo; zitto, zero
L’ALFABETO
AB eGe Di BoP .Gr- Ho ok @) = Kp
No On Re One R= S27 [Link] COW) OR)
132ESERCIZI COMPLEMENTARI DI LETTURA
133
1.C.9aESERCIZI. COMPLEMENTARI DI LETTURA
Lezioni 1—2
Buongiorno signor Bianchi, come sta?
Molto bene, grazie, e lei, signor Barsani?
Bene, grazie.
Dove sono gli allievi?
Sono nel salotto con sua moglie. Maria gioca col cane.
E Piero?
Piero parla con la signora e guarda un libro che é sulla tavola.
Ha figli, lei, signor Barsani?
Si, ho una bambina di due anni. Sua madre ¢ italiana. La
bambina parla un poco italiano e io imparo con lei e con i dischi.
Se lei parla lentamente la capisco benissimo.
Lezioni 3—4
Tl nostro appartamento a Milano non é grande ma a noi piace
molto, E al quarto piano di una grande casa, Dalla stanza da
pranzo vediamo una bella aiola, e alcuni grandi alberi. A mia
tiglia piacciono molto i fiori, € in casa nostra ci sono rose e garo-
fani nel salotto e anche nell’anticamera e nelle camere da letto.
Quanti locali ci sono?
Vediumo: stanza da pranzo, salotto, due camere da letto, cucina,
bagno .. . sei in tutto.
Avete un giardino dietro la casa?
Oh no, generalmente le case di citta non hanno giardini. Mio padre
e mia madre hanno una villetta in periferia con orto © giardino ¢
mio padre ha piantato ogni sorta di ortaggi e tanti alberi da frutto.
134Lezioni 5—6
Il salotto in casa nostra non @ né grande, né piccolo, ma c’é
il pianoforte, un comodo divano ¢ uno scaffale pieno di libri. Cé
anche una grande poltrona accanto alla finestra, per mio padre.
Egli é seduto ora nella poltrona e fuma una sigaretta, Parla poco,
guarda dalla finestra i fori del giardino. Guarda anche i bambini
che giocano con il cane. Sul piano del caminetto ha uno o due
libri, ma mio padre non legge molto.
Non ha il grammofono?
Si, con molti dischi, ma non sono nel salotto, sono nella stanza da
pranzo.
Lezioni 7—8
I miei amici Brambilla sono appassionati per la musica, in
casa loro ci sono grammofono, pianoforte, dischi e musiche da
ogni parte.
La signora suona il pianoforte e lo suona molto bene. Suo
marito non sa suonare ma ha molti dischi; in casa loro c’é musica
a tutte le ore. Anche a mia moglie ed a me la musica piace,
abbiamo un buon piano verticale ¢ tanti pezzi di musica. Maria
impara tutti questi pezzi e suona benissimo.
To suono pochissimo; non ho tempo di fare esercizio. Mi
piace leggere e ho molti libri nello scaffale in salotto e nel mio
studio. A parer mio non c’é nulla di uguale a un bel libro da
leggere, una bella musica da ascoltare, un bel quadro da guardare.
Lezioni 9—10
Buongiorno, Antonio, come sta? Siamo proprio contenti di
vederla! Le presento la signora Ceschini e suo marito e questa
& Luisella, mia nipote,
Molto piacere, signorina. Lei abita in campagna?
Si, ma sono venuta dagli zii per due o tre giorni.
Ecco Maria con il te. Grazie, Maria. Té col limone o con il
latte, signora Ceschini?
Senza latte né limone, ma con molto zucchero, per favore.
Luisella, prego, la torta alla signora.... Preferisce i salatini?
E lei, signor Ceschini?
Un po’ di latte, prego, ¢ poco zucchero.
E lei, Antonio, so bene che preferisce il té con latte e molto
zucchero.
Proprio cosi, cara signora, tante grazie.
135Lezioni 11—12
Questa sera il signore ¢ la signora Palazzi pranzano in casa dei
signori Verdi. I Verdi abitano a Roma in una bella villetta, i
Palazzi sono in visita a Roma, La signora Palazzi ci viene per la
prima volta, suo marito, invece, ci viene spesso per affari.
Nella stanza da pranzo dei signori Verdi tutto @ pronto: la
cameriera ha apparecchiato con cura, posate, piatti, bicchieri sono
disposti sulla tavola,
Quando i Palazzi arrivano, dopo i convenevoli d’uso, tutti si
mettono a tavola: il brodo é gia servito nelle scodelle, il vino nei
bicchieri. C’ un pollo arrosto che piace molto al signor Palazzi.
C% anche un buon dolce.
Dopo, nel salotio, si servira il caffe, si fumera una sigaretta,
e gli amici parleranno tra loro di Roma, di affari, di politica e di
molte altre cose.
Lezioni 13—14
Suona la sveglia
Maria: Antonio, alzati, & ora.
Antonio; Che cosa? Ora? Ora di che?
Maria: Ora di alzarti, ¢ oggi che devi andare dal signor Di Lorenzo
per quell’affare, nevvero?
Antonio: Si, si... . Ora mi alzo. Dov’é la vestaglia?
Maria: Eccola, sulla sedia.
Antonio: Grazie, cara... Ora, il bagno!... Brr... L’acqua
@ fredda: non si pud mai fare il bagno la mattina presto in
questa casa! Brr.,. E radersi cosi a freddo... L’asciu-
gatoio dov’é? Ah, eccolo qui. Maria, Maria! La mia
crayatta? Ei calzini?
Maria: Che ¢’é, caro? Hai chiamato?
Antonio: Tu sei ancora a letto! Devo essere dal Di Lorenzo alle
nove in punto, e io sono ancora qui, a casa, senza cravatta,
senza calzini, senza giacca .. .
Maria: La cravatta e i calzini sono sulla toletta, la giacca & nel-
Tarmadio. E ecco un fazzoletto. Dammi le tue pantofole:
eccoti le scarpe. Prendi anche l’ombrello, caro.
Antonio: Grazie, cara .. . Arrivederci.
136Lezioni 15—16
Antonio: Siamo arrivati! Attendimi qui, fisso la camera e poi,
per prima cosa. facciamo un bel bagno: che cosa ne dict?
Maria; Va bene.
Antonio: Buongiorno: vorrei una camera matrimoniale o due
camere intercomunicanti con bagno,
Segretario:; Vediamo subito, signore. Quanti giorni ha intenzione
di fermarsi?
Antonio: Dieci o quindici giorni. Weramente, non so.
Segretario: Ecco: due camere comunicanti, con bagno, al secondo
piano. Il ragazzo Paceompagnera,
Antonio: Maria: ho fissato due camere al secondo piano, il
tagazzo ti accompagnera. Io vengo subito, Vado a prendere
l'altro bagaglio nell'automobile.
Segretario: Vuol favorirmi un documento suo e¢ della signora?
Grazie.
Antonio: Un’altra cosa: & la mia prima visita alla citta, Questa
sera vorrei uscire. Dove si potrebbe andare?
Segretario: Se yuol vedere la citta ci sono bei negozi e caffe
vicino. Se invece vuol andare a teatro, si rivolga al portiere
qui di fronte, egli potra prenotarle i posti.
Antonio: Grazie.
Lezioni 17—18
Tutte le citta italiane hanno buone trattorie dove sono serviti
ottimi pasti spesso a prezzi modesti. Si pud ordinare alla carta o
a prezzo fisso. Nei mesi estivi piace agli Italiani mangiare
all’aperto. I tavolini sono disposti sotto tendoni o pergolati.
In ogni ristorante di Iusso d'Italia ci sono piatti squisiti
da scegliere sulla lista: minestre asciutte o in brodo, antipasti,
piatti di carne o di pesce con cipolle, pomodori, piselli, patatine,
insalata; e per finire si possono avere formaggi diversi, oppure uva,
pere, susine. fichio mele. [I caffé e i liquori, che seguiranno,
sono sempre esclusi dal prezzo fisso.
Se le piace i] formaggio Gorgonzola, sappia che c’é vicino
a Milano una piccola citta che si chiama Gorgonzola.
1 vini d'Italia sono veramente buonissimi e nessuno deve tra-
scorrere le vacanze in Italia senza prendere un bicchiere di Chianti
bianco 0 rosso.
137Nelle ore pit calde si pio sedere al caffé e ordinare un gelato.
Nei bar c’é sempre servizio di caffé e cappuccino, e se si de-
siderano paste, torte o biscotti, ci sono belle pasticcerie in grande
numero.
Lezioni 19—20
«Il mio orologio fa le otto in punto ma non vedo ancora
nessuno. Se devo essere in casa Brambilla per i] pranzo alle otto
€ un quarto non potrd attendere pili a lungo. Basta che Maria
venga davvero. Se non venisse sarebbe un bel guaio, Il tempo
passa, che cosa devo fare? Pud essere che il mio orologio vada
avanti? Teri era avanti di quasi mezz’ora ma lho regolato e
dovrebbe andare bene, ora. Vediamo un po’ che ora fa Vorologio
qui accanto, Le diciannove e trenta! Speriamo che non occorra
una riparazione importante al mio orologio, Devo portarlo dal-
Yorologiaio domani, Domani non si pud: @ domenica. E dopo-
domani. lunedi, devo andare a Verona per affari e star via tutta
la settimana. Tl guaio &@ grosso davvero .. .
«Sono passati dieci minuti: l’orologio grande fa le otto meno
venti, e i] mio le otto e dieci. Se Maria viene all’ora precisa ci
vogliono ancora venti minuti! Dai Brambilla ci sara un buon
pranzo. Deve essere l’anniversario del loro matrimonio. Vediamo:
quando si sono sposati? Giorgio si & sposato il cinque novembre
e i Brambilla quattro settimane dopo, si, il tre dicembre allora . . .
«Le diciannove e tre quarti! Ancora un quarto d’ora prima
che Maria si trovi qui! Che freddo! Aspettare al freddo nel
mese di dicembre non mi piace. Ah, ecco Maria! »
Lezioni 21—22
Non capisco che cosa vuol dire quello che leggo in questo libro:
«un soldo di pane», sun soldo di mele». Sono in Italia da mesi ma
non mi pare di aver mai sentito parlare cosi.
Tl libro che lei sta leggendo & stato scritto quando il denaro
aveva ben altro valore di oggi. L’unité di moneta era la lira.
ma il soldo, 0 centesimo, aveva un potere di acquisto tale che
una piccola famiglia poteva mantenersi, modestamente, con
pochi soldi al giorno.
Capisco. ma, oggi, ci sono ancora delle persone che parlano cosi?
Nelle campagne, i vecchi, lo fanno ancora. Dicono soldi ¢
vogliono dire /ire. Basta che lei sappia che una lira si divide
in cento centesimi, che erano, un tempo, coniati in pezzi da
uno e da due centesimi. Ogni cinque centesimi erano un
soldo. 1 soldo era una moneta di metallo pitt grossa, e c’era
138poi il soldone, o moneta da dieci centesimi ¢ una moneta in
metallo bianco da venti centesimi. Le lire erano d’argento;
dopo il millenovecentoquattordici (1914) si ebbero buoni di
carta anche per i piccoli tagli. Come vadano le cose oggi lo
sa anche lei: non soltanto in Jtalia il denaro non ha pib
valore. Si parla di centomila lire pid frequentemente di quanto
non si parlasse di mille lire un tempo,
Lezioni 23—24
Nulla @ piu facile oggi che affrancare e imbucare una lettera,
portare un pacco alla posta, fare una spedizione di denaro per
vaglia e cosi via. Basta andare al primo ufficio postale che
vediamo. Per i telegrammi, s¢ non possiamo andare noi stessi
all'ufficio, 1a posta fa anche il servizio per telefono. In poche ore
il nostro telegramma sara portato da un portalettere alla casa dei
nostri amici.
Tutto questo per noi é naturale, ma non é necessario andare
molto indietro nel tempo per vedere quanto fosse difficile fare
spedizioni di lettere 0 di denaro. Non c’erano francobolli, né
cassette postali: né tanto meno i telegrammi o il telefono. Le
banche, con gli assegni, sono state le prime, forse. ad offrire agli
uomini un modo facile e sicuro per fare i loro affari in ogni
localits, all’interno e all’estero. Oggigiorno alcuni servizi degli
uffici postalitcome il servizio dei conti correnti postali—sono
simili a quelli che fanno le banche
Lezioni 25—26
In treno
Fa molto caldo, qui. Posso aprire il finestrino?
Prego, per me si, Scendo alla prima stazione.
Ah, si ferma a Bologna? To vado a Bari. Quando lei sara a letto,
io saro ancora seduto qui in treno, in quest’angolo.
Eh, si, @ un viaggio ben lungo il suo, da Torino a Bari...
Ma é sempre pitt sicuro farlo in treno che in automobile. Sul
treno, poi, non ci si ferma per i pasti perché mentre noi
mangiamo il treno viaggia veloce. A proposito: come ha
trovato il pranzo che ci hanno servito a mezzogiorno?
Veramente, io I"ho trovato abbastanza buono, ma caro.
Oh, i] conto non era pit alto di quanto sarebbe stato in un
buon ristorante. Ma si pud mangiare bene anche viaggiando
in aereo. LA si che vi servono dei pranzi leggeri ¢ come si
deve!
139Viaggia spesso in aereo lei? Ho l'impressione che su uno di quegli
apparecchi, che non ho ancora capito come facciano a stare in
mezzo al cielo, mi pusserebbe subito il desiderio di mangiare.
Capisco, alla sua eta... Noi giovani siamo per i mezzi veloci:
pii presto, sempre pid presto.
Arrivate due ore prima, e fate poi tre ore di coda per trovare
un‘automobile che vi porti in citta, grazie tante!
Lezioni 27—28
Un porto ha una grande attrattiva per me, io starei delle ore
a guardare le gru che prendono il carico in attesa sulla banchina
dove Yattiviti & intensa, le macchine cosi precise, i facchini, i
viaggiatori in moto, le sirene che fischiano, tutto é come un bello
spettacolo per me, Poi si vedono i battelli da carico—non belli
come i piroscafi per viaggiatori, ma non senza quel garbo pittoresco
che é lattrattiva di tutte le cose che vanno sull’acqua o attraversano
il cielo—partire lentamente. staccandosi dalla banchina.
I rimorchiatori. piccoli accanto alle grandi motonavi bianche
che essi accompagnano fuori del porto, mi fanno pensare a grossi
cani che vanno avanti ¢ indiciro stando a galla sull’acqua. C’t
anche un profumo particolare, per me, nel porto, che mi fa nascere
il desiderio di viaggiare, di andare in paesi di cui non so nulla, di
cui non conosco la lingua. Poi penso che ci vogliono molti soldi
per farlo e vado al mio lavoro, contento di quelle piccole emozioni
pur sempre nuove per me.
Lezioni 29—30
Si dice sempre che I'Italia & bella, che essa & il vgiardino
d’Europa», che é piena di fiori profumati e di frutta saporite, ma
non si pensa sempre che accanto all’Italia dei turisti, dei begli
alberghi, dei negozi di lusso, dei musei, dei famosi teatri, dei
caffé e dei ristoranti all’aperto c’é anche I’'Ttalia degli affari, del
lavoro, del commercio. L'Ttalia non é tutta Venezia. né i laghi
settentrionali o Je terre ¢ il mare meridionali. Ci sono anche, ¢
numerose, le citta come Milano, dove Ja vita degli affari & intensa.
Dove non c’é mare, né lago. non si coltivano limoni, né rose, dove
il cielo non & sempre azzurro, né il sole sempre caldo. Dove le
vie sono piene di traffico rumoroso, le automobili, gli autobus, i
fassi non si contano ej vigili hanno assai da fare per regolare il
traffico che, per cosi dire, & incessante.
Anche in queste citté vi sono cose belle: monumenti. antiche
chiese, musei, ma non sono queste le cose pit importanti. I turisti
vi si fermano poco ma gli uomini d’affari Je conoscono e vi vengono
spesso da ogni parte del mondo.
140Lezioni 31—32
Io dico che, per oggi, basta! Voglio un paio di pantofole, un buon
bagno, una camera, un letto e niente altro: basta con i monumenti,
i musei, le chiese. Vacci tu, se vuoi, io mi fermo qui,
Ma, Piero, domani si parte ¢ non abbiamo visto quasi nulla.
Leggi qui: le Terme di Caracalla, Via Appia Antica, le
Catacombe di San Calisto, i Musei.. .
Si, lo so: i musei ... ma fa ne ho abbastanza, Sono tre giorni
che, come pacchi postali spediti nel tempo, passiamo da non so
pit che secolo avanti Cristo al ventesimo. qualcosa che non
dimenticherd mai pili ma che non pud andare avanti ancora.
Chiese mai viste, statue meravigliose, affreschi, quadri, archi di
trionfo, Fori, ruderi, non ne posso pit.
Ma allora: che cosa vorresti fare in quest'ultima giornata
romana?
Stare qui in albergo.
Ma, caro, Je Catacombe vorrei vederle. Ascolta: invece di
andare con gli altri, prendiamo una carrozzella noi due soli,
andiamo a vedere le Catacombe e poi facciamo un giro nei
giardini di Villa Borghese. A cena andremo in trattoria, noi
due, senza tutta quell’altra gente,
Hem, questo si potrebbe fare.
Oh, caro. Andiamo subito!
Lezioni 33—34
Un giretto in un grande negozio é, secondo me, un modo per
conoscere gli usi del paese dove ci troviamo. Che vi siano o no
grandi negozi. ci dice gia se la citta nella quale siamo @ grande
oppure no. Nei piccoli centri poche botteghe bastano: chi vuole
puo fare acquisti anche per corrispondenza, indirizzando gli ordini
ai grandi negozi della cittt pil vicina.
Dicevamo, dunque, che il soffermarsi tra i banchi di vendita
di un grande emporio, soprattutto all’estero, @ un’occasione per
imparare molte cose: i nomi degli oggetti esposti, per prima cosa,
che sono quasi sempre indicati, con il loro prezzo. Poi la qualita
delle cose esposte: il tipo, i colori—persino viaggiando in un
medesimo paese si pud in tal modo osservare la varieta delle
usanze. In Italia, per esempio, lo stesso grande negozio, con il
medesimo nome, in Sicilia non & come a Milano o a Torino: nel
primo caso vedremo oggetti. tipi. qualith e prezzi adatti al paese
meridionale, nel secondo vedremo riunite cose adatte a soddisfare
i desideri dei settentrionali. Lo stesso pud dirsi all’estero; i grandi
negozi sono pressoché uguali, nelle loro grandi linee, in tutto il
mondo, ma essi sono poi diversissimi nei particolari.
14Lezioni 35—36
Antonio, sai che i Rossi ci hanno invitati al pranzo per il venti-
cinquesimo anniversario del loro matrimonio?
Ah, si, lo so. Ma c’é tempo: @ fra dieci o dodici giorni, mi
pare.
Come: «c’é tempo!» To non ho un vestito da mettermi e anche
tu potresti farti fare un doppiopetto nuovo.
Che cosa dici? Non hai vestiti, tu! In quanto a me mi pare
che il mio abito di grisaglia vada benissimo . . .
No, no. Quello é troppo chiaro, Per sera, se non l’abito «da
sera», ci vuole un doppiopetto scuro: blu, per esempio, che si
pud mettere anche di giorno, Non attendi Ja visita di quel tuo
corrispondente inglese? Dovrai accompagnarlo a pranzo al
ristorante e cosi via...
Beh, dopo tutto, hai ragione—passerd dal sarto domani,
Benissimo, caro, e io fard venire la sarta ¢ forse potra rimodernare
il mio vestito nero con poca spesa. Bisogna perd pensare al regalo.
Regalo!
Ma si, non hai capito che & il venticinquesimo anniversario del
loro matrimonio? Ci vuol proprio un regalo: vedrai che troverd
qualcosa che fara loro piacere ¢ che non sara troppo caro.
Lezioni 37—3
Vedo che sta per uscire, mi fa un favore?
Come no? che cosa le occorre?
Non ho pitt sigarette, quel trinciato da pipa che mia sorella mi ha
dato mi piace poco, ¢ non c’é un sigaro in tutta la casa...
CAspita, non dev’essere molto felice .. . Ma io ho qualche
sigaretta e fumo pochissimo. Ecco...
Grazie! Mi fa un vero regalo, ma son poche . Per favore,
passi dal tabaccaio e mi compri tre pacchetti di «Nazionali», una
scatola di trinciato. del mio solito tipo, una lattina di benzina per
Vaccendisigari e due bustine di minerva.
Un momento! Attenda che scrivo git tutto questo, Lei
fuma molto, mi pare.
No, ma devo terminare quel lavoro che sa, e quando lavoro in-
tensamente fumo pitt del solito. Gid che va dal tabaccaio, prenda
anche un francobollo da sessanta e quattro da venticinque. Eccole
mille lire. Grazie.
142Lezioni 39—40
Al telefono
Pronto: chi parla?
Parla la Signora Bianchi, é in casa la Signora?
Vado a vedere, attenda, per favore,
Pronto, sono Luisella, é la Signora Bianchi?
Si, sono io, La’mamma non c’é?
No, é uscita poco fa con Maria. Desidera qualcosa? Forse
posso rispondere io.
Volevo domandare alla mamma l’indirizzo di quel parruc-
chiere nuovo di cui mi ha parlato cosi bene. Non sono pit
contenta del mio, I'ultima volta che mi ha fatto la tintura ha
lavorato malissimo.
Glielo posso dire io: si chiama Mario e sta in Via Brera,
Non so il numero della casa ma il numero del telefono &
qui, ecco: 12-24-33. Sono andata anch’io la settimana
scorsa e mi ha fatto un taglio proprio all’ultima moda e
una messa in piega leggerissima. Vedra. E molto accurato.
Sa se bravo anche per la tintura? Io devo proprio farla di
nuovo, cosi non posso restare.
Si, la mamma ha fatto la tintura e ne & molto contenta,
anche io trovo che le sta bene davvero, e la permanente
sembra naturale.
E profumerie e prodotti di bellezza ne ha? Yo compro tutto
dal mio parrucchiere.
Credo di si.
Allora, grazie, cara. Telefonerd direttamente al 12-24-33 e
proverd,
Lezioni 41—42
Mi sono spesso domandato perché tanta gente dice che la prima-
vera é Ja pit bella stagione dell’anno,
Forse perché lo &. A lei non pare che sia cosi? Preferisce
Testate, il caldo sempre pid vivo, il sole dal quale non si sa
come ripararsi, le notti dove non si riesce a prender sonno?
O forse l’inverno con le sue nebbie, la neve, il gelo, il freddo
in casa e fuori?
Non ho detto che preferisco questa o quella stagione, ho soltanto
osservato che non capisco perché molti dicano che la primavera &
pit bella di tutte. Con la vecchia storia della natura che si ridesta
dal lungo sonno invernale, degli uccelli che cinguettano, degli
143alberi che si coprono di foglie novelle, si dimentica che in prima.
vera fa spesso freddo come d’inverno, che il vento & quasi pili forte
che in ogni alira stagione dell’anno, che piove quasi ogni giorno
e che le donne cominciano a parlare di gite, viaggi e, soprattutto
di abiti nuovi.
Ho capito, sua moglie le ha parlato della sarta .. -
Perché dice cosi? anche la sua? ¢ ha figlie, lei? Ci vorrebbero
milioni per accontentare mia moglie ¢ le mie tre ragazze. E gia
parlano di andare in campagna . . .
Lezione 43
Andare in campagna é il desiderio di tutti quelli che abitano
in cittd, cosi come Mandare in citta & il sogno di molti giovani
agricoltori. La vita dei campi é bella, soprattutto per chi non ha
da stare in campagna tutto anno. Guardate gli animali: mucche,
buoi, cavalli, agnelli, vitelli; stanno bene nei quadri, ma lavorare
per loro, lavarli, tenere pulite stalle e ovili, dat loro da mangiare
non & cosi piacevole.
Per la gente di citté la campagna sembra soltanto divertente
e piacevole perché la vedono solo quando sono in vacanza, la
domenica, o nei centri dove si pratica qualche sport. Ora sono
di moda gli sport invernali ¢ tutti vanno in montagna in pieno
inverno, godendo addirittura del freddo intenso & della neve; non
sanno nulla del lavoro di quelli che vi trascorrono tutto l’anno,
non per divertimento ma per lavorare. Quando gli sciatori riem-
piono gli alberghi sui monti portano con sé un‘atmosfera di lusso
e di divertimento, le automobili che la domenica passano per le
vie di campagna piene di gente eleganle fanno. a loro volta,
immaginare agli agricoltori che la vita di citta sia tutta piacevole,
piena di lusso ¢ di divertimenti. FE gli uni vorrebbero essere in
cittd, gli altri ir campagna: pochi sono contenti della loro vita,
Lezione 44
Che caldo! Se va avanti cosi domani parto col primo treno.
Bravo! Ottima idea. Parto anch’io—se quel signore nel-
Luflicio del quale lavoro & d’accordo.
Ha ragione: @ un particolare al quale non avevo pensato. Perd:
un bel mese al mare sarebbe una gran bella cosa . ..
Al mare? Ma neanche per sogno. Che cosa si fa al mare?
Si ha caldo ¢ si passa quasi tutta la giornata sulla spiaggia,
sotto un sole splendente e caldissimo, E poi tutta la gente
144che affolla le spiaggie e gli stabilimenti di bagni! Non si sa
dove andare se si vuole stare tranquillo a godere della bellezza
della natura,
Ho sempre avuto l'impressione che lei preferisca la montagna. A
me non piace affatto. Con tutto quel verde, e la quiete, e quella
gente vestita male, con le scarpe grosse e la voglia di camminare
conlinuamente. Mi sembra che divento una mucca anch’io: in-
capes di pensare, di parlare, di far altro che camminare in mezzo
al verde...
Ha mai fatto una vera, lunga camminata per raggiungere
un’alta vetta delle Alpi? Si @ mai trovato solo nella quiete
completa di una sera d’estate, mentre la notte scende sugli
alberi e i pini mandano profumo, e una brezza leggera soffia
dall’alto delle montagne coperte di neve? Non saprei
esprimere quello che si proya., ,
Nulla di simile, di sicuro, a quello che si prova tuffandosi, sotto
il sole, dall’alto di una scogliera in un bello specchio d’acqua
azzurra ¢ tiepida, Si sente la gioia di vivere, di essere forti e
attivi, di dire ‘grazie’ alla vita stessa.
Sari, ma io dico ‘grazie’ a Dio pit facilmente, quando sono
solo davanti a uno spettacolo della natura,
Potremmo parlare di queste cose per ore e ore ¢ lei non farebbe
cambiare idea a me, né io farei cambiare idea a lei.
Lezione 45
Sono poco meno di cinquant’anni che la gente ha imparato ad
usare veicoli a motore—ma quanti cambiamenti in cosi breve
tempo! Ho visto giorni fa una esposizione di mezzi di trasporto.
Crerano le veechie carrozze dei secoli scorsi, cosi pittoresche, e le
prime automobili che cercavano di essere simili alle carrozze.
C’era la prima macchina che aveva fatto il giro del mondo senza
cavalli—e davvero non si capiva come avesse fatto—e c’era una
macchina da corsa di ultimo modello. Dei ragazzi la guardavano e
bisognava sentirli parlare: conoscevano tutti i nomi delle varie
parti e si leggeva sui loro visi la voglia che ciascuno di essi aveva
di poter essere, almeno una volta, seduto al volante di una potente
automobile come quella e sentire, nella corsa veloce, il vento che
fischia, e vedere gli alberi, Ie case, le persone turbinare simili a
punti di cui non si riesce a vedere le forme... Io, invece, avrei
voluto poter provare il gusto di un viaggio in carrozza; due giorni
per fare quello che si fa in poco pid di un’ora: che bellezza! Si
doveva aver tempo di vedere proprio tutto, di osservare gente.
145Paesi € cose, di pensare, di capire, di riposare. Lussi, tutti questi,
che noi con le nostre macchine sempre pit potenti e veloci, non
possiamo piil pagarci,
Lezione 46
Se vuoi essere sicuro di trovare una camera a Milano, dal 12 al
27 aprile, meglio che tu scriva all’albergo almeno uno o due mesi
prima per fissare la camera.
Uno o due mesi prima! Non ti pare un po” troppo?
No, a quella data la citta @ piena di viaggiatori da ogni parte
d'Italia e del mondo che yanno a Milano per il grande mercato
internazionale,
Infatti, fra quelli sarei anch'io; é proprio perché desidero
vedere certe macchine che mi occorrono per la nuova fabbrica
che voglio andar la. Desidero anche vedere personalmente
gli ultimi risultati nel nostro campo delle industrie italiane e
straniere € sono certo che molte esporranno i loro prodotti.
Ho anche sentito parlare di un nuovo tipo di articoli di vetro
che potrebbero essere molto interessanti per il nostro reparto
chimico. Forse riuscird anche a fare qualche buon affare
per Tesportazione dei nostri prodotti, o a trovare un articolo
che si possa importare qui.
E allora serivi subito, chiamo la signorina... Signorina Maria,
venga per favore, c’é una lettera da scrivere.
Maria: L’indirizzo?
Albergo Diana, Milano, Italia. Credo che basti: scriva:
«Il signor Rossetti mi ha parlato assai bene del vostro albergo
e desiderando essere a Milano per tre giorni almeno dal 12
al 27 aprile, vi prego di volermi dire se potete riservarmi una
camera con bagno, per tre notti dopo i] 20 aprile. Vi prego
di rispondere al piu presto possibile dandomi lindicazione
dei prezzi, incluse le percentuali, eccetera. Attendo la vostra
risposta per fissare la data del mio soggiorno,» Poi i con-
venevoli d’uso e grazie a lei, signorina. Se la pud scrivere
subito mi fa un piacere,
Lezione 47
Pronto! Posso parlare col signor Dottore? ... E lei, dottore?
Sono la signora Valazzi . . Tosi, sto bene grazie, ma sono tanto
in pensiero per mio marito.. .. No, non i soliti disturbi. Ha
avuto stamattina un piccolo incidente d’auto; per evitare un ciclista
146@ andato a sbattere contro un fanale. Ma é tornato a casa molto,
come dire, «stanco». Non ha voluto mangiare ed & andato a letto.
Dice che non ha nulla, ma si vede che non si sente affatto bene—
che cosa devo fare? ... Se sié rotto qualcosa? Oh, mio Dio,
spero di no, dice che ha battuto un poco il ginocchio contro la
leva e lo stomaco contro il volante, ma ha avuto incidenti molto
pid gravi senza star male cosi, Vuol venire a yedere? Grazie,
credo anch’io che sia meglio. Ma non dica che I'ho chiamato io,
non vorrei che si mettesse in mente che @ grave—sa come @ lui,
Grazie, allora I’aspetto questa sera . . .
I! Dottore: Come, a letto? E io che ero venuto su a vedere
se veniva con me dai Bianchi—come si sente? Ma lo so
gia: mal di capo, mal di reni, ¢ mal di gola. ,. Ha male da
qualche parte? Mi lasci vedere, gia che sono qui.., Se ha
battuto lo stomaco, potrebbe essere quello. Mi dia il polso,
Se tocco qui fa male? E qui? No?—Apra la bocca, Ha
la gola arrossata e il polso non @ regolare ma non ci sono
rotture, né slogature, non @ grave, Pud prendere una delle
solite pillole per dormire ¢ domani stara probabilmente be-
none. pee per la partita a carte che speravo di fare
stasera
Lezione 48
Vuole venire questa sera da noi? Abbiamo wn televisore nuovo,
assai migliore di quello vecchio. Questa sera c’é um programma
molto interessante trasmesso dall’estero e sono certo che, questa
volta, lo riceveremo benissimo. Se non sbaglio anche a sua moglié
dovrebbe piacere. .
Non posso dir nulla di sicuro senza aver prima parlato con
lei, ma credo che siamo liberi ¢, se & cosi, sono certo che Verra
anche lei con grande piacere. Vorrebbe che comprassimo un
televisore anche noi, ma io non 80 decidermi. Mi pare che
sia come mettersi in casa un altro modo—con tanti che ce ne
sono gia—per perder tempo, Vorrei aspettare, almeno, che
i ragazzi avessero qualche anno di pit.
Si, per i ragazzi ha forse ragione. Noi siamo soli e non abbiamo
pensieri del genere. Jo trove che & un grande divertimento e una
bella comodita. Senza uscire di casa, la sera, dopo una giornata
di lavoro, mi metto in pantofole, mi siedo nella pollrona pid
comoda che abbiamo, con un bicchiere di qualcosa di buono
accanto a me, e sullo schermo dell’apparecchio posso vedere spetta-
coli interessanti accompagnati da musica e canzoni. Anche la sola
radio & sempre stata, per me, um piacere, ma ora che c’é la tele-
yisione, se non vedo nulla mi pare che manchi qualcosa.
147Lezione 49
Scusi, perché poco fa, nell’entrare a teatro, mi ha detto «Dia il
biglietto alla maschera»? Credevo che le maschere fossero quei
visi di carta o di stolfa che ai bambini piacciono tanto, E non ho
visto nessuno che ne portasse. Il biglietto l'ho dato all’uomo che
ci ha accompagnati al posto.
Ha ragione: maschere sono proprio quei visi, a volte. pit
grandi del vero, che i bambini si mettono per divertirsi. Ma
si chiamavano cosi anche gli antichi altori che rappresentavano
un tipo, sempre quello. Ciascuna maschera era vestita con
abiti caratteristici e portava anche una piccola maschera nera
sul viso. A quel tempo non si scriveva tutta la commedia, si
davano solo brevi indicazioni e¢ ogni attore, O maschera,
sapeva gil come doveva recitare secondo Ja parte che faceva.
Non so dirle per certo se l'uso di chiamare maschere quelli
che, nei teatri, accompagnano il pubblico al posto, venga dal
fatto che cosi facevano gli attori-maschere di un tempo, o se,
pil semplicemente, viene dall’abito che portano, Nei teatri
pit. moderni, che non hanno tradiziont antiche, anche le
maschere sono vestite (o si dovrebbe dire vestiti perché,
diversamente da quello che si fa. generalmente all’estero e nei
cinematografi, non si tratta quasi mai di donne) di scuro.
Ma spengono le luci, stia altenta: lo spettacolo sta per
cominciare.
Lezione 50
Bisogna leggere la Jetteratura italiana in italiano per goderla
al massimo. In nessuna lingua le opere tradotte raggiungono la
perfezione della lingua in cui i grandi capolavori sono stati scritti.
Non c’é tempo per leggere V’intera letteratura di un solo paese,
tanto meno di parecchi. Occorre dunque—di ogni letteratura—
conoscere i nomi pili celebri e le opere considerate fra le pid
significative.
Dante Alighieri & certamente conosciuto in tutti i paesi. J
Promessi Sposi, di Alessandro Manzoni, é un romanzo storico che
gode fama mondiale. Le belle commedie di Carlo Goldoni sono
meno conosciute fuori d'Italia, ma & peccalo perché sono piene di
vita, d'immaginazione e di eleganza, Fra le sue commedie migliori
si possono nominare La Boittega del Caffé « La Donna di Garbo,
Il lettore, che preferisca la poesia al teatro, trovera per soddisfare
i suoi desideri molte opere di peeti italiani geniali.
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