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SBOBINA ISTOLOGIA 12/04/18

Riepilogo della lezione precedente


Prima di andare avanti facciamo un piccolo riepilogo di alcuni tratti/proprietà del tessuto connettivo.
Che differenza c’è tra tessuto epiteliale e tessuto connettivo? Le cellule del tessuto epiteliale sono unite fra
di loro mentre quelle del tessuto connettivo sono separate da una matrice extracellulare.
Quali sono le cellule del tessuto connettivo? Fibroblasti, macrofagi, adipociti, mastociti, plasmacellule,
granulociti.
Sostanza intercellulare: la parte morfologicamente organizzata da chi è costituita? Fibre collagene,
elastiche e reticolari.
Invece la sostanza amorfa da che cosa è fatta? Glicosaminoglicani, glicoproteine (fibronectina, laminina)
importanti perché permettono l’adesione.
Il tessuto connettivo si classifica a seconda della quantità di sostanza intercellulare presente, in particolare a
seconda della quantità e dell’organizzazione delle fibre presenti in diversi tipi:
Tessuto connettivo embrionale (mesenchima)
Tessuto connettivo propriamente detto: tess. conn. lasso e tess. conn. denso
Tessuto connettivo di sostegno: tessuto cartilagineo e tessuto osseo
Sangue (liquido)

TESSUTO CONNETTIVO PROPRIAMENTE DETTO


Del tessuto connettivo propriamente detto fanno parte il tessuto connettivo lasso ed il tessuto connettivo
denso. Il tessuto connettivo lasso presenta poche fibre che formano dei fasci e quindi presenta anche
abbondante sostanza intercellulare amorfa. Nei tessuti connettivi densi abbiamo abbondanti fibre che
formano fasci, i quali possono essere orientati diversamente tra di loro. Se i fasci formano un intreccio
allora parliamo di tessuto connettivo denso di tipo irregolare (es. derma); se invece si dispongono
parallelamente gli uni rispetto agli altri allora parliamo di tessuto connettivo denso regolare (es. tendini e
legamenti).

Qui abbiamo l’immagine di un tessuto connettivo embrionale che è


anch’esso costituito da cellule e da sostanza intercellulare. La
particolarità di questo tessuto è nelle cellule che daranno luogo ad
altri tipi cellulari, come i fibroblasti che hanno una certa potenzialità
differenziativa (non totale). Nel mesenchima abbiamo cellule che
mostrano un corpo con dei prolungamenti (a forma stellata), si
vede il nucleo e sono immerse in abbondante sostanza
intercellulare e sono separate tra di
loro.

Qui vediamo che c’è anche un vaso sanguigno. Il nucleo è appiattito. Si vede
la parete del vaso e all’interno ci sono le cellule del sangue.
Il tessuto connettivo lasso lo troviamo in diverse zone, perlopiù avvolge gli organi e vi entra all’interno
andando formare un reticolo, lo stroma, cioè il tessuto di sostegno dell’organo. Il tessuto connettivo lasso
presenta fibre che mostrano abbondante sostanza intercellulare, fibre che possono formare una rete e in
cui vediamo che le cellule assumono un ordine sparso, non sono orientate.

Il tessuto connettivo denso si può distinguere in regolare e irregolare.

Regolare se le fibre sono parallele tra di loro. Se I fasci sono tanti, più della sostanza amorfa, e quindi
anche l’orientamento dei fasci preme sulle cellule orientandole. Quindi vedremo come le fibre danno anche
una direzione, un orientamento alle cellule. Abbiamo detto che lo troviamo nei tendini, nei legamenti, lo
troviamo anche in quella parte dell’occhio che è la cornea. La cornea è un tessuto connettivo che è rivestito
all’esterno e all’interno da tessuto epiteliale. La cornea è rinnovabile, quindi ci sono degli interventi in cui si
usano delle cellule staminali di cornea che poi vengono messe in coltura e
infine applicate al paziente.

Questa è un’immagine in cui vediamo un tessuto connettivo denso di tipo


regolare, che si può riconoscere dai nuclei appiattiti e allungati e disposti
secondo un certo ordine, il che ci indica che le fibre sono parallele tra di
loro.

Le cellule sono appiattite ed il citoplasma assotigliato, schiacciato.

Questo tessuto connettivo lo troviamo tra le fibre muscolari e


anche tra i fasci che sono avvolti da questo tessuto
connettivo. Il tessuto connettivo che avvolge i fasci muscolari
si assottiglia per poi andare a formare il tendine. Quindi se
noi facciamo la sezione di un tendine possiamo vedere che i
fasci sono paralleli e sono anche direzionati a formare delle curve che però sono ordinate tra di loro. Le
cellule sono schiacciate.

Invece il tessuto connettivo denso di tipo irregolare, che troviamo ad esempio nel derma e al di sotto
dell’epidermide, presenta delle fibre intrecciate tra di loro.

Si vedono in queste cellule rosse le fibre blu. In questi spazi è presente sostanza fondamentale amorfa.

Questo qui è un altro tessuto connettivo denso


irregolare in cui le fibre si intrecciano anche se
meno. Le cellule sono sempre strette tra le fibre.

E questa è l’immagine di un derma, sopra abbiamo il tessuto epiteliale, in seguito la lamina basale e lo
strato corneo. Si distinguono le fibre e le cellule.
Il tessuto connettivo può anche essere di tipo elastico, cioè un tessuto connettivo in cui sono presenti le
fibre elastiche. Le fibre elastiche si mettono in evidenza con una colorazione che si chiama orceina.

Il tessuto connettivo e in particolare quello lasso è costituito da fibre e da sostanza intercellulare amorfa, le
fibre si raggruppano in fasci e in questo tessuto circola il liquido interstiziale.

Con le nuove tecniche di endoscopia laser confocale che permette di osservare del materiale vivo al di sotto
di un certo spessore, per cui si ha un’immagine tridimensionale, si possono fare delle immagini a diverse
altezze.

Abbiamo detto nella prima lezione che per studiare un tessuto dobbiamo cercare il più possibile di
mantenere intatta la sua forma e impedire che le cellule muoiano e che gli enzimi contenuti nei lisosomi
digeriscano e quindi aprano la giuntura del tessuto , per fare ciò ricorriamo ai fissativi. Questi però
possono produrre degli artefatti, per esempio nel caso delle ghiandole esocrine miste (sia mucose che
sierose) si è visto che quella semiluna chiamata semiluna di Giannuzzi è in realtà poi un artefatto (….. parole
indecifrabili….). Nei preparati la parte sierosa si dispone come un cappuccio sopra o sotto quella mucosa ,
tale cappuccio sarebbe la semiluna.

Quindi quando fissiamo arriviamo ad un compromesso per osservare la struttura, invece utilizzando queste
tecniche di miscroscopia confocale si è visto che in questo tessuto connettivo, in particolare nel tessuto
connettivo lasso, esiste un interstizio, cioè esistono delle cavità che sono delimitate da fasci di tessuto
connettivo che si intrecciano. Sono dei fasci leggeri , non sono dei fasci grossi e delimitano le cavità in cui si
trova il liquido interstiziale. Queste cavità formano una rete comunicante tra tutti questi tessuti connettivi.
Tutti gli elementi che si trovano nel tessuto connettivo dunque non hanno bisogno di entrare nel circolo
sanguigno e poi fuoriuscire per comunicare, ma possono rapidamente circolare a livello del tessuto
connettivo.

Questo è molto importante per la migrazione delle cellule che formano un tumore poiché non hanno
bisogno di entrare e uscire dal circolo sanguigno, ma più rapidamente possono spostarsi attraverso il
tessuto connettivo per raggiungere gli altri distretti.

Ancora più importante dal punto di vista meccanico, descritto in un articolo uscito su Nature circa un anno
fa, è il fatto che questo tipo di interstizio si trova in tutti gli organi che sono soggetti a contrazione (a
peristalsi per l’intestino) e quindi questa morfologia deve essere rivista perchè è una morfologia che porta a
una fisiologia diversa.

Tutto questo lo vediamo in un tessuto non fissato in vivo, e queste cavità, questo interstizio, è delimitato da
fasci sottili che formano la rete e sulla parete di questi fasci si trovano delle cellule, i fibroblasti, che
possono anche essere visti con i marcatori delle cellule staminali.
Questo studio si è svolto studiando la parete di un dotto biliare. Hanno visto la mucosa che riveste la parte
interna, la membrana basale e il tessuto connettivo sottostante che si presenta a formare questa rete e le
cellule sono addossate alla parete ma non la rivestono. In mezzo c’è questo liquido che passa attraverso le
cavità comunicanti (non sono spazi isolati) perciò tutto quello che è all’interno di queste cavità diffonde
nelle altre cavità e queste cellule mostrano dei particolari marcatori ad esempio il marcatore CD34, ……

Questi sono due preparati che venivano da un pezzo anatomico congelato e questo è lo stesso pezzo
anatomico che è stato fissato, in quest’ ultimo non vediamo questa serie di cavità che sono presenti invece
nel corrispondente congelato

(non trovo le immagini)

TESSUTO CARTILAGINEO
La cartilagine è un tessuto di sostegno, la troviamo a livello dell’embrione follicolare per esempio, a livello
del naso, a livello della trachea e poi all’estremità delle ossa dove forma una specie di cuscinetto ed è
quindi importante perché si trova sulle superfici articolari.

La cartilagine è un tessuto connettivo e quindi è fatta da cellule e da sostanza intercellulare, ma c’è


differenza tra le cellule della cartilagine e quelle del tessuto connettivo propriamente detto perché sono
delle cellule che innanzitutto esprimono dei geni diversi, hanno dei marcatori diversi, hanno anche delle
funzioni comuni e funzioni diverse e hanno una morfologia diversa. I fibroblasti hanno forma stellata invece
le cellule cartilaginee hanno forma tondeggiante.

I fibroblasti sono libere nella sostanza intercellulare, le cellule cartilaginee rimangono all’interno di nicchie
costituite da sostanze che sono sempre glicosamminoglicani che poi diventano proteoglicani,i quali sono
prodotti da loro stessi.

Le cellule della cartilagine, quando sono proliferanti, le chiamiamo condroblasti, invece quando sono
quiescenti le chiamiamo condrociti. Queste cellule secernono la matrice o sostanza fondamentale e sono
responsabili delle sintesi delle fibre collagene.

Le fibre collagene della cartilagine sono costituite da unità di tropocollagene le cui tre catene sono le tre
catene alfa che troviamo nel collagene di tipo I, infatti nella cartilagine troviamo un tipo di collagene che è
di tipo II. Le fibre possono essere elastiche, ma mancano le
fibre reticolari.

Le proprietà della cartilagine: abbiamo detto che fa parte


dei tessuti di sostegno, ciò significa che la sostanza
fondamentale della cartilagine è più viscosa e quindi
sostiene di più.

Un’altra particolarità molto importante è che all’interno


della cartilagine non passano i vasi sanguigni e non passano
i nervi, come si nutrono dunque le clelule? Per diffusione.
Infatti ,introno alla cartilagine, vi è tessuto connettivo che
forma il pericondrio con la funzione di dar luogo alla
formazione di nuove cellule. Le sostanze diffondo dal
tessuto connettivo nella sostanza fondamentale della
cartilagine che è allo stato di gel.

Questa è un’immagine di una cartilagine tracheale.


perché tracheale? Perché partendo da destra, vedo uno spazio bianco, poi vedo una fila di cellule. I
puntini scuri sono i nuclei delle cellule,gli spazi bianchi sono dovuti al fatto che è un preparato.

Vediamo uno strato di epitelio pseudostratificato della trachea, poi sotto abbiamo del tessuto connettivo, e
infine abbiamo invece il tessuto cartilagineo separato dal connettivo da degli spazi che si sono formati a
seguito del taglio- in realtà questi spazi non dovrebbero esistere quindi sono artefatti .

Questo tessuto connettivo che avvolge questo tessuto cartilagineo lo chiamiamo pericondrio.

Queste si trovano dentro a delle nicchie e si può vedere che intorno alla nicchia la sostanza intercellulare è
più scura.

Se ci spostiamo dalla zona centrale, vedete che le cellule cominciano ad essere ovalari, rotondeggianti e
non raggruppate. La graffa vi indica l’estensione del tessuto cartilagineo (la graffa non si vede ma va dal
margine definito destro in rosa acceso al margine sinistro in rosa più chiaro poco definito poiché poi va a
frastagliarsi a causa della preparazione istologica)

Questa è una sezione dello stesso tipo di “pezzo anatomico”, parliamo sempre di una trachea, perché vedo
sempre questo tessuto che è pseudostratificato all’esterno. A
questo ingrandimento vedo le ciglia, le cellule caliciformi e al
di sotto c’è il tessuto connettivo.

Questo è il pericondrio (F= strato fibroso del pericondrio) che


poi può però dar luogo a cellule cartilaginee. Durante la nostra
crescita, anche le cartilagini si accrescono. Questo
accrescimento può avvenire o per differenziamento di nuove
cellule cartilaginee all’esterno della cartilagine ( quindi
queste cellule proliferano, si dispongono al di sopra della
cartilagine, diventano cellule cartilaginee, producono la
sostanza intercellulare della cartilagine, rimangono
intrappolate e diventano condrociti) oppure un altro metodo
di crescita della cartilagine deriva proprio dalla proliferazione
di cellule cartilaginee.

questa (C) è una cellula cartilaginea: si vede il nucleo e il


citoplasma- all’interno del citoplasma ci può essere un
deposito lipidico per cui appare più chiaro-, la zona più scura è
la nicchia in cui la cellula viene ospitata. Ricordatevi che
quando vengono fissate, le cellule possono diminuire il
volume, diminuendo il volume le cellule non occupano tutta la
nicchia, e quindi si possono creare questi spazi chiari. Questa
cellula nel caso di accrescimento cartilagineo può andare incontro a proliferazione e quindi dare luogo ad
altre cellule figlie. Queste, rimangono vicine, come vediamo in questo caso in cui ci sono 4 cellule vicine
che formano i cosiddetti gruppi isogeni (gruppo isogeno di 4 condrociti in basso a destra), cioè gruppi di
cellule che hanno la stessa origine (iso=stesso, stessa generazione) dalla cellula madre.

Tornando all’origine, la cartilagine si forma a livello del mesoderma. Le cellule mesenchimali sono cellule
del connettivo dell’embrione. Le cellule del connettivo embrionale, che hanno forma stellata, cambiano
forma e diventano ovali, perdono i prolungamenti, proliferano, e in questo tessuto embrionale si vede
un’isola formata da cellule che hanno una morfologia diversa da quella delle cellule mesenchimali. Poi
queste cellule secernono la sostanza fondamentale propria della cartilagine che è sempre costituita da una
parte amorfa e una organizzata in fibre. Le fibre collagene però sono diverse. Qui ci sono
glicosamminoglicani solforati acidi, ad esempio i condroitin solfati sono molto abbondanti e sono una
caratteristica della sostanza fondamentale della cartilagine.

Quindi, quando partiamo dal mesenchima, abbiamo queste cellule


mesenchimali che cambiano forma, proliferano, formano un’isola,
secernono la sostanza fondamentale della cartilagine, ne sono avvolte e
bloccate (se non proliferano più passano da una situazione di
condroblasti a una di condrociti).

Come si forma la cartilagine? Come avviene nell’embriogenesi, una


serie di segnali anche di posizione, oltre a gradienti di concentrazione,
inducono una cellula a prendere una via differenziativa piuttosto che
un’altra.

Le cellule della cartilagine non rigenerano, oppure rigenerano


pochissimo, tant’è che le cellule che rivestono le superfici articolari
(cartilagine articolare) formando un cuscinetto, quando questo si
consuma non si riforma. Adesso ci sono delle tecniche ( però applicabili
ancora solo sui giovani) con cui inseriscono a livello delle articolazioni
con la cartilagine consumata degli estratti dal sangue stesso
dell’individuo; questo concentrato contiene una serie di fattori che
stimolano la proliferazione e il differenziamento cellulare.

Attorno alla cartilagine abbiamo un tessuto connettivo che si chiama pericondrio, che ha anche la
funzionalità di formare nuova cartilagine. All’interno della cartilagine le cellule possono proliferare dando
luogo all’accrescimento interstiziale, mentre l’accrescimento dovuto al pericondrio è accrescimento per
apposizione.

Questo è uno schema di come avviene l’accrescimento interstiziale: la sostanza fondamentale della
cartilagine è in verde e queste 3 sono le cellule avvolte da questa sostanza intercellulare. Queste cellule
vanno incontro a mitosi, si possono vedere i cromosomi che si stanno portando all’estremità della cellula, la
cellula si divide in due e le due cellule figlie rimangono vicine e formano questo gruppo isogeno costituito
da 4 cellule.

I gruppi isogeni sono avvolti da sostanza fondamentale piuttosto densa che viene a formare la lacuna
all’interno della quale si possono trovare più cellule che poi fanno parte di questo gruppo che ha origine

dalla stessa cellula madre.

Questa è un’immagine di microscopia elettronica, potrebbe essere un condroblasto ma potrebbe essere


anche un condrocita perché qui non siamo capaci di apprezzare lo stato di attività di questa cellula. Si può
vedere il nucleo, il citoplasma e tutt’intorno c’è una sostanza fibrosa. Questa sostanza che è prodotta dalle
cellule cartilaginee è costituita anch’essa da fibre e da sostanza amorfa; differisce dalla sostanza
fondamentale del tessuto connettivo perché è rigida, è gelatinosa, ma è una gelatina molto densa che
quindi conferisce durezza al tessuto (è la sua particolarità).
Questa durezza è anche dovuta al fatto che la componente
amorfa è costituita da glicosamminoglicani che sono
capaci di legare acqua e legandola la sostanza diventa
rigida (perché è un’acqua legata, non c’è questo liquido
che scorre nelle cavità).

Questi sono dei fasci di fibre collagene che possono avere


un diverso orientamento. Sono presenti anche fibre
elastiche formate da fibrillina ed elastina. Fibre elastiche
possono allungarsi o accorciarsi, dipende dallo stato di
tensione. La sostanza fondamentale è costituita da
glicosamminoglicani che sono legati ad un asse proteico e
formano il proteoglicano che a sua volta può essere legato da una
molecola di acido ialuronico per formare grosse molecole chiamate
aggrecani che sono tutti responsabili dello stato solido della matrice
intercellulare.

I diversi tipi di cartilagine dipendono dalla sostanza fondamentale che essa presenta.

-La più diffusa è quella ialina. Le fibre sono disposte in fasci intrecciati e poco densi. La cartilagine ialina si
trova nella cartilagine costale, a livello del naso, nelle articolazioni, nella trachea, nei bronchi e le sue fibre
sono composte da collagene di tipo due e matrice basofila per la presenza di gruppi acidi. Le cartilagini che
si trovano a livello delle superficie articolari, non presentano pericondrio e si interpongono tra le superfici
delle ossa

.
-La cartilagine di tipo elastico presenta abbondanza di fibre elastiche. Si trovano in pochi distretti come
peresempio nell’orecchio ( immagine a destra) e nell’epiglottide (immagine centrale)

-La cartilagine fibrosa, presente nel tessuto connettivo denso regolare, mostra fibre orientate in fasci
paralleli tra di loro. La cartilagine fibrosa la troviamo nei dischi intervertebrali disposti tra una vertebra e
l’altra per formare un cuscinetto, nella sinfisi pubica e nella zona di intersezione tra i tendini e le ossa
permettendo l’aggancio dei primi sull’osso. Il collagene è di tipo uno con matrice acidofila. Nei dischi
intervertebrali c’è un residuo della notocorda che forma il nucleo polposo del disco.

Nell’embrione l’osso si può differenziare all’interno del tessuto connettivo embrionale oppure da un
modello creato da un tessuto cartilagineo che deve involvere, quindi le cellule cartilagine muoiono e
lasciano uno spazio libero all’invasione di cellule competenti a formare un tessuto osseo.