Sei sulla pagina 1di 15

ISTOPATOLOGIA

Sommario
1.FLOGOSI ACUTA E SUBACUTA
A.Polmonite lobare.......................................................................................................................... 2
B.Flogosi polmonare subacuta........................................................................................................ 3
2.FLOGOSI ACUTA E NECROSI TISSUTALE
A.Flogosi renale acuta post-ischemica............................................................................................ 4
B.Ascesso epatico............................................................................................................................. 5
C.Ulcera peptica............................................................................................................................... 6
3.ESITI DELL'INFIAMMAZIONE ACUTA
A.TBC polmonare ........................................................................................................................... 8
B.Aterosclerosi................................................................................................................................. 8
C.Steatosi e cirrosi epatica............................................................................................................... 9
4.TUMORI
SENO.............................................................................................................................................. 10
A.Fibroadenoma........................................................................................................................ 10
B.Adenocarcinoma..................................................................................................................... 11
COLON........................................................................................................................................... 12
A.Poliposi adenomatosa familiare (FAP).................................................................................. 12
B.Adenocarcinoma.................................................................................................................... 13
CUTE.............................................................................................................................................. 13
A.Carcinoma in situ .................................................................................................................. 14
B.Melanoma.............................................................................................................................. 14

Finalità:
1.Lo scopo è individuare il tipo di alterazione patologica che è caratterizzante per quel vetrino,
non tanto il tessuto implicato (riconoscere i fenomeni patologici a livello tissutale).
2.Saper distinguere le varie componenti del tessuto coinvolte nelle modifiche patologiche (per es:
adenocarcinoma del colon-->rilevazione cell invasive sotto membrana basale).

• I preparati sono umani e colorati con ematossilina-eosina.


• I preparati sono sezioni di frammenti di tessuti, quindi non sempre è tutto chiaramente
visbile e riconoscibile: vedi le sezioni tubulari come dotti, tubuli, vasi, bronchi. Se tagliati
trasversalmente, saranno facili da vedere e riconoscere, più "difficile" se la sezione è
saggitale.
• Ci saranno 3 ingrandimenti: 4-5 X, 10 X, 40 X
• Sarà utile iniziare dal lato del vetrino.

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 1


1.FLOGOSI ACUTA E SUBACUTA
Caratterizzata dai 5 segni di flogosi: tumor, rubor, dolor, calor, functio laesa.
Si ricorda che nel microambiente infiammatorio, a causa squilibri vascolari, si ha fuoriuscita di
liquido:
Si ha vasodilatazione-->aumento di flusso ed iperemia
Si ha aumento di permeabilità-->essudazione di fluido e proteine
Rallentamento del flusso-->stasi
Si assiste poi alla marginazione, al rotolamento dei neutrofili in particolare (rolling etc)

Nell'essudato si potrà riconoscere GR, GB, anche la loro tipologia, nonchè fibrina che è fuoriuscita
dai vasi, per aumento di permeabilità.
L'iperemia porterà a congestione dei vasi, e i GR saranno così ben visibili (anche nei vasi di
neoangiogenesi).

Si ricorda che dalla flogosi si può scatenare fibrosi, nonchè favorire sepsi e quindi formazione di
ascessi.
Per bloccare l'infiammazione bisogna eliminare lo stimolo nocivo, cosa che non avviene
nell'infiammazione cronica, mentre si avrà in caso di restitutio ad integrum ossia ritorno a tessuto
normale (omeostasi), quando cioè la flogosi si risolve.
La flogosi è funzionale all'eliminazione di patogeni che hanno invaso l'organismo, tutela e difende il
soggetto.

A.Polmonite lobare
(flogosi acuta):
dovuta da streptococcus pneumoniae.

Si differenzi la broncopolmonite: colpisce il polmone "a chiazze", la polmonite lobare tutto un lobo.
Congestione:aumento del circolo
Epatizzazione rossa: piccole emorragie
Epatizzazione grigia: prevalenza di neutrofili, fibrina
Risoluzione

Il tess.polmonare è molto aereato, non sono visibili vasi, ma pneumociti e macrofagi (con
prevalenza per la tipologia di macrofagi fissi, diversi da quelli infiammatori che producono molte
sostanze proinfiammatorie).

4 X:
si possono individuare già da qui le pareti alveolari, inspessite.
Possono vedersi dei vasi con GR dentro.
Per aiutarci ad individuare il tipo di vetrino si vedono antracosi, ossia accumuli di particelle
carboniose che restano dentro i macrofagi.

10 X:
Negli spazi alveolari si accumulano le cell dell'infiammazione acuta.
E' maggiormente evidente l'ispessimento della parete, e si vedono anche dei GR, è possibile. Si
distinguono i capillari dai setti perchè i primi sono iperemici (tipico di risp.infiamm.acuta).

I neutrofili saranno individuabili perchè sono leucociti polimorfonucleati, con nucleo cioè
polilobato, con n.lobi dir.prop. all'età della cellula: caratteristiche che permetteranno di
riconoscere i GB.

Quando i GR sono nell'essudato, potrà essere indice di emorragia, per rottura del vaso.

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 2


40 X:
sarà visibile la fibrina, come "ammasso grigiastro" (essudato fibrino-purulento). E' una
proteina scatenante la risposta: il rapporto, il contatto tra cell infiammatorie e matrice è fonte di
segnalazione all'interno di cell infiammatorie stesse: le cell infiammatorie prendono contatto con
fibrina, si appoggiano su essa, e si attivano. Ovviamente sarà bene esplorare per prima cosa il
vetrino con un 4X o 10X.
Possono essere visibili, pochi, macrofagi, che si distaccano dal pus.

Riassumendo:
Sarà visibile e utile per rilevare il processo patologico:
1.Intensa iperemia
2.Infiltrato notevole di neutrofili
3.Presenza di fibrina in essudato

B.Flogosi polmonare subacuta


(p. lobare in via di risoluzione)
La fase subacuta si risolve con restitutio ad integrum, ossia ripristino della situazione preflogistica.

10 X-40 X
E' caratterizzata da progressivo svuotamento degli alveoli: parte drenati dai linfatici, parte
nell'espettorato...Compariranno di nuovo macrofagi, che iniziano a ripulire il bronco dai neutrofili.

Fenomeni di infiammazione acuta si accavallano alla risoluzione.

I macrofagi sono notevolmente più grandi dei neutrofili, anche 4-5 volte di più (così ad occhio!).
Sono anche caratterizzati da inclusi, ossia neutrofili fagocitati dal macrofago. Ovviamente il
neutrofilo viene eliminato perchè si è scatenata l'apoptosi, che sarà visibile dalla condensazione
della cromatina dei neutrofili (concetto di flip flop:praticamente avviene il flip flop di molecole di
fosfatidil-serina, che viene esposta e riconosciuta dal macrofago. Tale molecola di norma è
nascosta, è dentro la cell neutrofila ).
La durata di vita di un neutrofilo è 1-2 giorni.
Interviene sia la popolazione residente, sia accumulo di monociti che diventano in sede macrofagi,
richiamati dal tessuto: un neutrofilo stesso richiama in sede i macrofagi, tramite i fattori
chemotattici. Questo è evidente nel passaggio da flogosi acuta a flogosi cronica (vedi preparato di
ulcera peptica, in cui si hanno sia modifiche croniche che acute nel preparato).

Riassumendo:
1.Aspetti istologici di flogosi acuta (infiltrato di neutrofili), coesistono con un quadro riconducibile
all'inizio della fase di risoluzione (svuotamento alveolare).
2.Presenza di monociti macrofagi che intervengono per fagocitare i neutrofili apoptotici e residui di
cell in necrosi.
14.05.10
Altro
O è evoluzione verso cronicizzazione, o potrebbe essere anche una evoluzione in senso positivo, una
risoluzione.
Nel preparato di polmonite franca lobare si vedono macrofagi con pigmenti scuri.
Possono esserci altri macrofagi non antracotici, ma richiamati: il loro numero sarà basso, quindi
difficili da trovare.

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 3


19.05.10
2.FLOGOSI ACUTA E NECROSI TISSUTALE
La necrosi è una perdita dei componenti normali del tessuto. E' la morte delle cellule, ma non
programmata.
Dal tessuto morente si originano mediatori infiammatori che inducono aumento della permeabilità
vasale e richiamo di leucociti neutrofili.
I fattori sono:
fattore XII di Hageman, correlato ad altre cascate di mediatori presenti nel plasma (coagulazione,
fibrinolisi, chinine, complemento). Una volta attivato inducel la cascata della coagulazione, che
porta ad attivazione di trombina, la quale agisce su dei recettori denominati PAR:

• PAR: protein coupled receptors: pare possano essere bersagli di farmaci regolanti la
risposta infiammatoria, sono presenti su granulociti, macrofagi, piastrine, cellule
endoteliali...e rendono conto di rossore, dolore...sono accoppiati a G proteins.

Trombina inoltre agisce anche su fibrinogeno. I fibrinopeptidi sono stimolanti l’endotelio,


scatenando flogosi nonchè azione chemiotattica.
La plasmina inoltre attiva il complemento: il C3a (detto anche anafilotossina, perchè attivante le
mastcellule) fa parte della cascata complementare, insieme al C5a è coinvolto nella permeabilità
vasale.

Si ricordano le cell che partecipano al microambiente infiammatorio: piastrine (liberano


serotonina), mastociti (in particolare prossimi ai vasi, ecco perchè la rapida reazione che si scatena.
Sono cell molto suscettibili, scaricano istamina in seguito a molti stimoli), cellule necrotiche,
neutrofili, macrofagi.
Il microambiente necrotico è quindi una fonte di stimoli per la risposta infiammatoria, che è di tipo
aspecifico.
I macrofagi servono per ripulire i frammenti delle cell che sono andate incrontro a necrosi.

A.Flogosi renale acuta post-ischemica


Necrosi coagulativa in seguito a ischemia, ossia blocco di apporto ematico (nutrienti e O2).
Dal PDV morfologico si ha: all'inizio, una cell con una forma normale, benchè ci sia perdita di
massa nucleare. L'architettura tissutale è mantenuta.
I processi di denaturazione prevalgono all'inizio su quelli di digestione: ecco quindi perchè all'inizio
le cell sono visibili come normali: avviene anche il blocco della proteolisi per denaturazione degli
enzimi proteolitici stessi.

4X
si nota un pallore, dovuta sia alla presenza dei corpi cellulari, ma al fatto che non ci sono più i
nuclei cellulari.
Attorno si vedono cell più piccole (infiltrato cellulare di PMN neutrofili), ossia cell infiammatorie,
che ovviamente a così grande ingrandimento non sono distinguibili. La struttura è comunque
conservata, per lo meno all'inizio.
Può esserci iperemia, tipica della flogosi.
Possono essere visibili i glomeruli, caratterizzati più o meno da un piccolo spazio (sono dei
"circoletti" pieni).

40 X
Anche in questo caso il tessuto conserva una forma. Si nota chiaramente la perdita dei nuclei.
Le cell infiammatorie più visibili sono i granulociti, visibili dal tipico nucleo.

I PMN vengono richiamati in sede per distruggere il tessuto necrotico, richiamare monociti, che,
una volta diventati macrofagi, ripuliranno il tessuto guidando il processo riparativo verso una

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 4


rigenerazione se il tessuto è labile o stabile,ma soprattutto se l’impalcatura stromatica del tessuto è
intatta, altrimenti si ci si dirigerà verso un tessuto cicatriziale.

Riassumendo:
Tessuto ischemico: stimola la risp.infiamm.acuta.
Può esserci iperemia e infiltrato di neutrofili.
Il tessuto sarà poi riparato da processi di fibrosi.

B.Ascesso epatico
Flogosi purulenta; si ricorda che l'ascesso è una raccolta di pus in cavità neoformata: il pus, inoltre,
è causato di norma dai cosidetti cocchi piogeni, e altro non è che un insieme di PMN, cell
necrotiche, detriti batterici.

Nell'ascesso saranno visibili i PMN, residui cellulari...e tutte le cell che vi partecipano.
I patogeni più comuni che causano ascessi sono enterococchi, staphylococchi, streptococchi (cocchi
piogeni, ossia capaci di generare il pus): sono le cause più comuni perchè possono produrre tossine
capaci di degradare leucociti (leucocidine), nonchè fattori chemotattici che richiamano in sede i
GB.
La formazione dell'ascesso va al di la di una normale flogosi acuta, che al massimo dura qualche
giorno-settimana. Infatti tutto dipende dalla riproduzione dei patogeni, nonchè dalle difese del SI,
e dai mezzi che vengono messi in atto: enzimi litici, ROS... che causeranno le cavità.

Il fegato normale è caratterizzato da lobuli, struttura morfofunzionale epatica.


Negli spazi epatici convergono le triadi portali: canalicoli biliari, la vena porta e l'arteria epatica. C
Si nota inoltre, al centro del lobulo la vena centrolobulare.
Nel vetrino si può notare anche una steatosi (accumulo di grasso nelle cellule-->saranno spazi
otticamente vuoti).
Canalicoli biliari: le cell hanno il nucleo posizionato alla base della cellula.
Nel fegato steatosico si possono trovare GB, o comunque un infiltrato infiammatorio, perchè uno
dei prodotti del metabolismo dell'alcol è l'acetaldeide, che è denaturante le proteine, e può mediare
la fomazione di nuovi epitopi, nuovi antigeni-->richiamo di RI specifica (questo in etilisti
importanti). La steatosi evolve poi nella cirrosi: la prima è reversibile, la seconda no.

MOLTO IMP:
Quando in un tessuto non si distinguono più le normali strutture, si è di fronte molto
probabilmente a una zona necrotica.

Nella necrosi colliquativa invece predominano da subito i fenomeni di auto ed eterolisi, a causa
degli enzimi idrolitici, di origine leucocitaria e batterica, che concorrono a digestione di cell
infiammatorie e tissutali: è un processo che si autoamplifica insomma.
Si ricorda che i ROS (OH per es, catalizzante le perossidazioni lipidiche) attaccano in particolare le
membrane.

• Dal libro: la regione centrale può presentare una massa necrotica (leucociti/cellule
tissutali), e attorno neutrofili vitali; ancora più esternamente si ha vasodilatazione,
iperemia e proliferazione delle cellule parenchimali, nonchè fibroblasti (per la riparazione
del danno).

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 5


Nel tessuto necrotico si potrà riconoscere una disposizione tipica:

In slide 15-17 si possono vedere fibre di collagene depositate dai fibroblasti (cellule allungate),
nonchè vasi neoformati per permettere la riparazione: se non c'è la nutrizione le cell che devono
riparare il tessuto non possono lavorare (sono una conditio sine qua non insomma). Anche i vasi
neoformati sono iperemici.
Slide 18: i dotti biliari sono detti ectopici, perchè in quell'ambiente c'è una elevata concentrazione
di GF, di fattori di crescita. Si formano quindi cell e strutture che non sono funzionali, non sono
utili, perchè non sono collegati alla bile.

Fucsia: normale + lipidi


rosa: granulazione con collagene
viola: pus necrosi colliquativa dovuto ai nuclei neutrofili

Riassumendo:
Accumulo di materiale necrotico-purulento al centro della lesione
Presenza di una zona periferica con neutrofili integri
Ascesso è contornato da zona di tessuto di granulazione, segno che sta avvenendo la riparazione
tissutale, che sarà comunque proporzionata al danno subito.

Il tessuto sul vetrino è compatto, "rettangolare".

C.Ulcera peptica
Un danno a epitelio gastrico scatena una flogosi acuta, e necrosi. Poichè l'agente lesivo persiste, la
risp.infiammatoria da acuta diviene cronica. Per ulcera si intende lesione o escavazione della
superficie del tessuto.

E' un danno a livello della mucosa epiteliale dello stomaco che supera la muscolaris mucosae.
Il danno è causato dallo squilibrio tra gli agenti insultanti (acidità, H.Pylori,enzimi,aspirine…) e la
capacità di difesa della mucosa (capacità di produrre muco, o di rigenerare il tessuto leso...).

Dal PDV del quadro istolpatologico si avranno zone con danno tissutale attivo e persistente
infiltrato infiammatorio di tipo acuto coesistono con zone in cui sono presenti infiammazione
cronica, tessuto di granulazione e fibrosi.

Fattori di danno
In primis Helicobacter Pylori: Presenza di tipica erosione, al di sotto si riconosceranno: debris
necrotici, cell dell'infiammazione non specifica, tessuto di granulazione e tessuto fibrotico.

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 6


Si vede una soluzione di continuità dell'epitelio.
Tra la mucosa e la sottomucosa si vedono spesso dei linfociti, si tratta del MALT (Mucose
Associated Lymphatic Tissue). NON E' UNA ZONA DI INFIAMMAZIONE.

Possono essere visibili dei coaguli di fibrina, che testimonia un'erosione continua del tessuto.
Se si vedono delle strisce colorate, altro non sono che semplici "restrizioni" del tessuto colorato, e
che di norma non è appianato ma circolare.

Saranno poi visibili anche cell della flogosi acuta (PMN), cell della flogosi cronica come monociti e
macrofagi: questo perchè la lesione è cronicizzante, i monociti sono richiamati dai neutrofili stessi.

Il cosidetto tessuto di granulazione (altro non è il tessuto al di sotto delle "croste" che si formano in
caso di ferite, ossia anche detto membrana piogenica) è costituito da macrofagi, fibroblasti, vasi
neoformati, edema, connettivo lasso, ossia le fibre sono deposte ma non ancora organizzate per
formare la cicatrice.
Il collagene viene di solito colorato con una colorazione blu, specifica per esso.
Nella cicatrice matura sarà visibile il tessuto connettivo compatto, poche cell, scarsa
vascolarizzazione.
Potranno essere visibili vasi neoformati, che non sempre presentano GR.
Nel tessuto in riparazione saranno visibili macrofagi, che dirigono la riparazione infatti producono
fattori antinfiammatori, nonchè di richiamo per fibroblasti, e infine fattori di neoangiogenesi
(VEGF).

• Dal libro: il fattore di danno (per es. Helicobacter Pylori) porta ad erosione della mucosa--
>si ha necrosi tissutale e scatenamento della difesa: intervengono i PMN
(risp.infiammatoria acuta) e poi i monociti, che a loro volta richiamano i fibroblasti
(risp.infiammatoria cronica). Si avrà quindi coesistenza di infiammazione cronica e acuta.

Riassumendo:
Distruzione dello strato mucoso
Reazione flogistica acuta negli strati supericiali della lesione
Reazione flogistica cronica e riparazione negli strati più profondi
evidenti segni della formazione del tessuto di granulazione

Il vetrino presenta un'ampia zona "mancante", un "buco", ha una andamento a V, molto allargata.

3.ESITI DELL'INFIAMMAZIONE ACUTA


Infiammazione cronica si può sviluppare in:
1.Come progressione da infiammazione acuta: per es quando è difficile eradicare un'infezione
(batteri intracellulari come micobatteri, micoplasmi, clamidie...), oppure in caso di osteomieliti,
ascessi non drenati...
Oppure in caso di infezioni virali croniche, patologie autoimmuni (Tiroidite di Hashimoto, diabete
mellito tipo I...)

Due pattern:
diffusa: polmoniti interstiziali, epatiti virali...
granulomatosa: il granuloma può essere poi distinto in g.immune, non immune (vedi parte
pat.gen.)

In un infiammazione cronica si troverà: infiammazione attiva (noxa),il danno tissutale indotto


dall’azione macrofagica e il tentativo di riparazione del tessuto.

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 7


A.TBC polmonare
Si notano zone di addensamento: sono lesioni localizzate, focali, (mentre sono diffuse in
polmoniti).
Nel granuloma si avrà al centro una necrosi (caseosa per consistenza simile a formaggio, in vivo).
Le caverne sono visibili anche ad occhio nudo, nel preparato anatomopatologico: sono grosse
masse di tessuto che vengono meno.

Al centro: zona centrale di necrosi caseosa, attorno, le cell epitelioidi, ossia uno stato di sviluppo
delle cellule macrofagiche (talmente ampi che sembrano cell epiteliali): tali cell sono molto
interdigitate, quindi si farà fatica a distinguerne i bordi. Le cell epitelioidi sono simili a fibroblasti,
mentre i linfociti sono cell più piccole, con ridotto citoplasma e abbondante nucleo. La zona in cui
si dispongono le cell interdigitate è sottile.
Tutto attorno, nel granuloma immunitario, ci sono i linfociti: sono cell piccole, molto intensamente
colorate, con abbondante nucleo.

Si possono indnviduare anche le cell giganti di Langerhans, in cui si individuano nuclei, disposti a
ferro di cavallo, di cellule macrofagiche fuse tra loro.
La genesi di tale cell non è nota, forse per concentrazione di mediatori infiammatori in quelle zone
(IL-6).

Riassumendo:
presenza di lesioni focali granulomatose (tubercoli) che tendono a fondersi tra loro.
Il tubercolo è un granuloma di tipo immunitario, con zona centrale di necrosi caseosa, zona
intermedia con cell epitelioidi eventualmente fusi a formare le cell giganti di Langerhans.
Esternamente compaiono i linfociti.

Il vetrino presenta ampie zone "aperte", "areate", con delle altre, più ridotte, ma comunque ben
visibili, "ripiene" di tessuti, viola scuro.

B.Aterosclerosi
Patologia cronica, in cui si ha l'accumulo di lipidi, colesterolo...
Il colesterolo viene portato nella placca come LDL, oppure quando c'è infiammazione intervengono
i macrofagi, che hanno lo scavenger receptor, che vede le LDL ossidate.

Complicazioni dell'ateroma (DOMANDA D'ESAME TIPICA): occlusione, aneurisma, stenosi


critica. Le placche poi possono anche fondersi, e dare lesioni evidenti in tutto il vaso.

Si ricorda che la placca è un danno alla tonaca intima: la placca cresce per la presenza della capsula
fibrosa costruita dai fibroblasti e dalle cell muscolari lisce che migrano dalla tonaca muscolare.
La tonaca intima è uno strato unico di cell, poggianti su membrana elastica.
Nella tonaca avventizia, dove ci sono i vasa vasorum, quindi nel lato opposto rispetto alla tonaca
intima. Si vedranno i GR quindi.

Nel preparato si vedranno:


capsula fibrosa, esternamente, poi il centro poltaceo, in cui si individuano cell miointimali,
macrofagi schiumosi, cristalli di colesterolo in alcuni casi... L'accumulo di colesterolo è
individuabile per il fatto che ci saranno zone otticamente neutre, come negli epatociti.

Potranno individuarsi anche i fibroblasti e le loro fibre collagene, nonchè i macrofagi, ma non ben
distinguibili.
Le cell muscolari lisce, che diventeranno secernenti, modificando il loro fenotipo, hanno il nucleo
più allungato.

Delle cell schiumose si potrà riconoscere il nucleo: sono così definite perchè fagocitano le

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 8


lipoproteine. Infine sono individuabili anche i linfociti.
I vasi, se presenti, saranno iperemici.

La placca si fessura perchè col tempo aumenta la componente fibrosa, si irrigidisce: si ricorda
infatti che le arterie di un paziente aterosclerotico sono rigide, perdono la componente elastica.

Nella placca è possibile che si formino dei nuovi vasi, come tentativo di riparazione per sostenere
l'azione dei fibroblasti, delle cell flogistiche... Infine la placca poi può ricanalizzarsi (si può formare
un vaso all'interno).

Riassumendo:
si individuerà:
capsula fibrosa, con connettivo denso, cell muscolari lisce, macrofagi.
Un centro poltaceo, con materiale lipidico, cristalli di colesterolo, cell schiumose, dendriti cellulari.
Linfociti
Iperemia dei vasa vasorum
Neoangiogenesi

• Si consiglia di abbassare la luminosità del preparato, perchè è un po' vecchio e mal colorato.
• Il vetrino si presenta come una strisciolina di tessuto, abbastanza univoca e indicativa...

C.Steatosi e cirrosi epatica


Gli epatociti incominciano a morire, dopo danno subito o da infezione, o da sostanze chimiche-->
riparazione da parte dei fibroblasti, che di solito si trovano a livello delle guaine che ricoprono le
triadi portali.
Un fegato malato, avrà una colorazione giallastra, untuoso per abbondanza di lipidi, in caso di
steatosi. In caso di cirrosi si avranno o micronoduli, o macronoduli.
Si ricorda che la steatosi è ancora reversibile, mentre la cirrosi è irreversibile.

I lipidi si accumulano all'interno delle cellule, si avranno le classiche zone vuote, appariranno come
un "anello con castone".

La rigenerazione sarà caratterizzata dalla formazione di lobuli, che ovviamente non avranno
significato funzionale, saranno cioè "soffocati" dal collagene.

Le cell scure che si possono individuare, che hanno una colorazione maggiormente eosinofila, sono
epatociti in neorigenerazione.

Gli epatociti necrotici invece hanno una rarefazione del contenuto citoplasmatico; possono vedersi
anche delle blebs, delle bolle.

Anche in questo caso, come nell'ascesso epatico, si può individuare la presenza di canalicoli biliari
ectopici, senza significato funzionale.

Tipicamente, essendo un essudato infiammatorio di tipo cronico, si possono individuare infiltrati


infiammatori, di monociti e linfociti (ciò è dovuto alla formazione di nuovi epitopi, come detto in
precedenza; i secondi sono rappresentati dai "puntini" viola).

Un fegato colpito da cirrosi ovviamente sarà più soggetto ad infezioni, perchè per es non ci sarà una
corretta produzione di complemento; inoltre la flogosi non sarà fisiologica, benefica, anche per il
fatto che i vasi sono congesti...

Riassumendo:
Steatosi: con aree otticamente vuote

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 9


Necrosi di epatociti
Fibrosi: tessuto cicatriziale
Infiltrato infiammatorio prevalentemente cronico (linfociti e monociti-macrofagi).

Il vetrino si presenta compatto, è una porzione notevole di tessuto, quasi rettangolare, si notano
chiaramente le zone otticamente vuote, e i vari tralci di tessuto connettivo che avvolge il lobo,
formando i lobuli.

4.TUMORI
SENO

Istologia normale
Ghiandola caratterizzata da acini, collegata al dotto principale, che si apre a livello del capezzolo.
Si individua collagene, tessuto adiposo, tessuto ghiandolare.
Prevalenza di tessuto collagene, che si presenta come una matrice violacea.
In viola le cell che formano, per es il dotto.
La porzione ghiandolare è ovviamente più sviluppata nella donna.
L'acino ghiandolare è costituito da 2 strati di cell epiteliali, che appoggiano su uno strato
mioepiteliale, più esterno.

Durante le fasi del ciclo mestruale varia anche il seno:


I fase: proliferazione di epitelio ghiandolare a discapito del connettivo, per effetto degli estrogeni,
nella II metà del ciclo, quando prevale progesterone, prevale la differenziazione, e i dotti sono
attivi, con la produzione di secreto. I dotti sono aperti, si distinguono i doppi strati di cell a livello
ghiandolare, il tessuto connettivo è più ridotto.
Durante l'allattamento la parte connettivale scompare o quasi, la parte ghiandolare è maggiore, e si
ha produzione di latte.
Dopo la menopausa è predominante la parte connettivale e quella adiposa, a discapito di quella
ghiandolare.

A.Fibroadenoma
Il tumore, come sappiamo, ha bordi lisci, circondato da una capsula, se benigno (non si vedrà la
capsula nei preparati istologici).
Non è monoclonale, perchè si sviluppa da una parte epiteliale (causando l'adenoma), e da una
connettivale (causando il fibroma).

4X
Si distinguono in fucsia, il collagene, che costituisce la maggior parte del tessuto. Si intravedono
delle parti in tessuto adiposo. In viola, più scuro, si vedono i dotti ghiandolari.
La maggior parte del preparato è normale; si possono intravedere poi delle altre zone con un colore
diverso, più chiaro: viola,a tralci, rosa chiaro e fucsia. All'interno della matrice rosa chiaro si
distingue una punteggiatura fine, che nella parte normale non è molto distinguibile.
Intorno alla parte patologica, si nota un aumento della parte ghiandolare, contornata da collagene
+ fibroblasti, scuri e leggermente allungati.

10X
Porzione ghiandolare (viola): i tralci, nella porzione patologica, sono costituiti da cell epiteliali
proliferate che però non riescono a formare il lume del dotto, perchè, oltre a proliferazione di
componente epiteliale (viola scuro), aumenta anche la componente di connettivo, che si potrà
distinguere tra tipo I e III (III chiaro I scuro).

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 10


La matrice chiara è collagene di tipo III di neoformazione, prodotto da fibroblasti, neoplastici, che
hanno prodotto molto tessuto connettivo, che è colorato in rosa chiaro.
Il collagene comprime la parte ghiandolare, in cui si vedono più dei 2 strati di cellule che ci sono
normalmente.

Accade quindi che c'è proliferazione sia del tessuto ghiandolare, sia di quello connettivale: si deve
pensare a dei dotti, che poi vengono compressi dal tessuto connettivo (si parla di fibroadenoma
pericanalicolare). Man mano che il connettivo matura, diventa fucsia, questo perchè il collagene da
III diventa di tipo I (visibile meglio a ridosso dei tralci).
La struttura è simile a quella normale: lesione benigna.
Attenzione che i lumi non sono delimitati dai tralici di materia più scura, non sono praticamente
visibili perchè sono collassati, schiacciati.

40X
La morfologia delle cell è simile a quella dell cell normali. C'è in ogni caso una iperplasia, una
aumento delle cell (compresi i fibroblasti, anche in questo caso la forma è simile).
Intorno alla lesione neoplastica aumenta la quota di tessuto ghiandolare, per effetto dei fattori di
crescita che stimolano l'attività tissutale.

Il vetrino appare come una massa piccola, più compatta di adenocarcinoma, comunque articolata,
irregolare.

B.Adenocarcinoma
Tumore dovuto a proliferazione di componente epiteliale.
Superficialmente, la struttura è più complessa, meno lineare. Possono esserci anche delle
emorragie. Si ricorda la natura infiltrativa di tale neoplasia.
Si individua anche qui una parte ghiandolare, connettivale e tessuto adiposo.

Partendo dal bordo si vede:


Trama reticolare, fucsia, del collagene. E poi del tessuto adiposo.
Una parte del preparato poi avrà un aspetto anomalo, andata incontro a trasformazione maligna.
La struttura del dotto è totalmente alterata. Gli spazi vuoti che si vedono sono liberi perchè il
tessuto connettivo è stato eroso, resta solo quello ghiandolare.
Gli ammassi sono cell dei dotti, che hanno occluso il lume, che di solito non si vede.

Si possono vedere dei dotti anche molto grandi, la parete, che di norma ha 2 strati cellulari, qui ne
ha molti di più.

Si può distinguere poi una zona in cui non si discerne bene il tessuto connettivo dagli altri-->è una
necrosi, e non si capisce se dovuta a ischemia, per mancato apporto di O2, o per risposta
immunitaria. Il tessuto necrotico è confusionario, alterato, ci sono detriti cellulari, non si capisce e
distingue alcunchè; è più chiaro delgli altri tessuti.

10X
Non si vedono i lumi, come anticipato.

Si individua:
Pleomorfismo: le cell possono manifestare una forma diversa, ci saranno tante cellule tutte
diverse tra loro, anche il nucleo è diverso.
Se le cell proliferano, sono di solito poco differenziate, e viceversa; (per differenziamento si intende
specializzazione della cellula).
Il tumore erode il tessuto connettivo; sono visibili molte cell ammassate tra loro, pleomorfe,
atipiche, si possono vedere anche cellule in mitosi.
Si vedono i nucleoli, segno dell'aumentata sintesi proteica delle neoplasie.
Anche il rapporto nucleo/citoplasma aumenta, cioè il nucleo è più grande, dovuto all'elevato

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 11


contenuto di cromatina, tipico delle cell in rapida proliferazione.
Si ha anche discromia nucleare, cioè una colorazione differente tra i nuclei. Ciò è dovuto anche a
cell aneuploidi, poliploidi, in diversi stadi di maturazione. L'ipercromia è dovuto all'aumento della
quantità di cromatina.
Si parla di anisocariosi quando la cromatina si dispone grossolanamente.
Sono visibili anche le mitosi, ossia delle porzioni di cell molto scure, piccole.
Alcune cell possono essere binucleate, polinucleate.
Tutte queste caratteristiche portano ad dire che la neoplasia è maligna.

Il vetrino si presenta frastagliato, con bordi irregolari.

COLON

Istologia normale
Il colon sano, normale e fisiologico è caratterizzato da mucosa, sottomucosa, tonaca muscolare e
sierosa.
La mucosa è ricca di ghiandole, la sottomucosa di vasi, tessuto connettivo, la sierosa ricca di vasi
sanguigni, connettivo lasso...
L'epitelio avrà cellule caliciformi mucipare, ci sono noduli linfatici, che si presentano come
aggregati di linfociti. Più ridotta si vede la muscolaris mucosae.

Alterazione del colon:


si può avere aumentata proliferazione cellulare, alterata differenziazione epiteliale, morfologia
cellulare atipica, disordine architetturale: alterazioni tipiche di adenoma.
Displasia: alterazione della crescita e del differenziamento. E' reversibile, ma nella pratica clinica si
usa per segnalare prime fasi di neoplasia. I CA saranno localizzati per la maggior parte nel sigma-
retto.

A.Poliposi adenomatosa familiare (FAP)


Ereditaria, caratterizzata da polipi adenomatosi (abbondante componente ghiandolare).
Si manifesta si da giovane età, è caratterizzata da comparsa di un numero crescente di polipi
(tumore benigno di cell epiteliali attaccato al substrato attraverso peduncolo. Può essere
teleangectasico, adenomatoso se ricco di vasi sanguigni o ghiandole, è una escrescenza a crescita
endoluminale), che possono evolvere anche in adenocarcinomi, per progressione neoplastica.

Nel confronto tra mucosa normale e patologica si vede che nella seconda la quantità di cellule
ghiandolari e ghiandole è maggiore nell'adenoma. La struttura della ghiandola in se è simile se non
uguale. Ciò è tipico dei tumori benigni come adenoma.

Tonaca mucosa al centro, ai margini la sottomucosa e poi la muscolare.


Si può individuare anche il MALT,come dei circoli, leggermente ovali, caratterizzati da notevoli cell
colorate, scure (i linfociti).

Nella parte patologica le ghiandole hanno una forma più allungata, la forma è simile ma non
identica; la basofilia è aumentata. C'è anche un notevole aumento delle cell epiteliali.

Più si è vicini al polipo, e più i rapporti cambiano, più le cell si modificano.

Infine nel polipo, predomina notevolmente la parte ghiandolare. E' una neoplasia benigna perchè
le cell ghiandolari sono abbastanza differenziate, il pleomorfismo è limitato, e la crescita è
espansiva, e non infiltrativa, come nel tumore maligno (cioè si espande in senso di crescita del
tessuto normale).
I polipi possono evolvere in adenocarcinoma.
Nel vetrino si vedono piuttosto chiaramente i polipi che si sviluppano dal tessuto.

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 12


B.Adenocarcinoma
La neoplasia, macroscopicamente, è rosacea, emorragica, è una escrescenza senza peduncolo.
Microscopicamente l'alterazione è notevole, l'architettura è completamente differente; non si riesce
a distinguere più la mucosa; si ha proliferazione ghiandolare accompagnata da MANCA.
C'è una zona di alterazione displastica, intermedia tra zona sana e patologica. La struttura ricorda
quella normale, ma si ha crescita eccessiva, aumenta basofilia per aumento del numero di cellule;
nella mucosa neoplastica invece non si riconoscono più le cell ghiandolari, non sono cioè più simili
a quelle normali.
Il nucleo diventa più grande all'interno della cellula, appaiono con maggior visibilità i nucleoli, ci
sono zone di eterocromatina, e si visulizzano anche le mitosi. La colorazione è irregolare.
E' possibile vedere emorragie, linfociti richiamati nel tessuto, possibile segno di risposta
immunitaria.
Nel vetrino può essere utile seguire la parte della mucosa sana e poi individuare la parte patologica,
distinta abbastanza bene da quella sana. Non è chiaramente distinguibile, è articolato, espanso,
molto grande.

Differenze tra adenocarcinoma e poliposi:


1.Modalità di crescita: il polipo è espansivo, l'adenocarcinoma è infiltrativo (le cell tumorali
possono invadere anche la sottomucosa).
2.Differenziamento: anaplasia del tumore maligno è caratteristico di tale tumore, cell pleomorfe e
atipiche nella neoplasia maligna.
3.I nuclei sono sempre più pleomorfi in quella maligna, e aumenta il rapporto nucleo citoplasma;
inoltre sono maggiormente visibili i nucleoli. La maggior quantità di cromatina presente spiega una
colorazione maggiore.

CUTE

Istologia normale
La cute normale ha distensibilità variabile, spessore differente in base alla zona considerata.
E' caratterizzata da epidermide, derma, ipoderma.
Epidermide:
diversi strati: basale, profondo, costituito da una singola fila di cellule, cubiforme o a palizzata,
caratterizzato anche da cell staminali, che vengono in parte spinte vero l'alto e si differenziano.
Superiormente lo strato spinosi, caratterizzato da 4-10 strati: sono così definite perchè ci sono delle
appendici, delle estroflessioni, che altro non sono che desmosomi, ponti tra cellule.
Strato granuloso: basofilo, costituito da cheratinociti.
Strato lucido: solo a livello palmare e plantare. Contengono eleidina, che protegge da soluzioni
acquose.
Strato corneo: composto da 20-30 strati cellulari, e rappresenta ¾ dello spessore dalla cute, la
protegge e la rende impermeabile.
Il contenuto di acqua decresce dal basso verso l'alto. Il tempo di turnover è di 28 giorni circa.
L'epidermide è separata dal derma tramite la membrana basale.

Derma:
contiene follicoli piliferi, vasi, terminazioni nervose, ghiandole e dotti sudoripari...
Si distingue lo strato papillare, a contatto con epidermide, è ricco di collagene della spina, e le fibre
sono perpendicolari a membrana basale.
Strato reticolare: costituito da stesse fibre, ma parallele a membrana basale.
Le fibre elastiche sono immerse nella sostanza fondamentale.
Colorazione Azan-Mallory: Iin azzurro viene messo in evidenza il collagene.

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 13


A.Carcinoma in situ
Dovuta a esposizione al sole, tipica di alcune professioni (pescatori, operai, contadini...), dopo anni
di esposizione: questo per denaturazione delle fibre di elastina a causa dei raggi UV. La cheratosi
solare si può complicare verso CA in situ.
L'elastina denaturata si chiama elastosi, e ha un colore più spento, più chiaro di epidermide, e si
trova immediatamente sotto l'epidermide stessa.

L'esposizione al sole fa avviare la produzione di melanina, fondamentale nei confronti delle cell
dello strato basale, per proteggere il loro nucleo ed evitare mutazioni.
A questo si aggiunge l'ipercheratosi, sempre a titolo protettivo.

Si vede bene l'epidermide, viola, rispetto al derma; non si vedono bene le papille e le creste, visibili
meglio a ingrandimento maggiore. La parte dello strato basale è normale, regolare, aumenta lo
strato di cheratina e quello malpighiano, ossia spinoso.
Si possono vedere anche i melanociti, cell tondeggianti ovali e citoplasma otticamente vuoto. Sono
di norma in prossimità dello strato basale.
La forma del tessuto è alterata, le cell dello strato spinoso sono displastiche, c'è alterazione di
crescita e differenziamento, sono pleomorfe, c'è uno strato di cell basali, ancora impilate, e
superiormente c'è lo strato spinoso, displastico.
Superiormente, l'ipercheratosi non si apprezza per distacco della cheratina.
La displasia dello strato spinoso aumenta, le cell sono sempre più pleumorfe;
L'epidermide non è più ben organizzata, non sono più distinguibili i vari strati; non si apprezza più
bene il limite tra epidermide e derma. E' pobabile che dove anaplasia è più marcata sia individuato
il CA, che può infiltrare il derma.
Come nei tessuti precedenti, si avrà pleomorfismo, i nuclei sono grandi, numerosi, di forma
variabile, si apprezza meno l'ipercromia e o i nucleoli.
Le cell sono totalmente diverse da quelle normali, sono totalmente alterate.

Nel derma si distinguono zone sotto epidermide, scolorite, ossia di elastosi: si possono poi notare
dei linfociti, richiamati per formazione di neoantigeni da parte dell'elastosi.

B.Melanoma
Riguarda i melanociti, di origine neuroectodermica.
La mortalità è seconda solo al CA polmonare; rappresenta il 75% dei casi di morte per tumore della
pelle.
I melanociti sono dispersi tra le cell dello strato basale, e sono 1 ogni 10 cell dello strato basale.
Hanno forma tondeggiante con prolungamenti che raggiungono gli strati più superficiali
dell'epidermide: non sono visualizzabili.
Il citoplasma è otticamente vuoto, e ripieno di melanosmi, granuli contenenti melanina, che
protegge le cell basali dalle radiazioni ultraviolette.

I nei o nevi sono di diverse tipologie, giunzionali, composti...


I siti di insorgenza sono diversi, possono trovarsi sulla cute, ma anche su occhio, meningi...

Dal PDV clinico è utile dire che il melanoma è asintomatico; si deve prestare attenzione quando i
nei cambiano di forma, colore, dimensione...
Solo nel 25% dei casi compare da neo preesistente.

E'importante osservare come si sviluppa un melanoma: se in senso verticale, ha una prognosi più
infausta rispetto a quella orizzontale.
Tanto più profondamente si espande, e tanto più la prognosi è grave. In caso poi di invasione
vascolare si avrà metastasi, è un segno prognostico negativo.

A piccolo ingrandimento si vedono le componenti normali; nel derma si può vedere sia il collagene
che l'elastina, nonchè i bulbi piliferi.

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 14


Già a piccolo ingrandimento si vedono dei punti otticamente vuoti, sono i melanociti atipici che
migrano in zone di epidermide in cui non dovrebbero esserci.

Il derma non contiene più solo collagene ed elastina, ma anche delle cellule.
La struttura di epidermide e derma è alterata, non si distinguono più bene e con chiarezza: è
sostituita tutta con melanociti.
Ci sono anche melanociti amelaninici, è un segno della variabilità e della progressione tra i
melanociti.

A maggior ingrandimento si individuano i melanociti anaplastici, poco differenziati, alcuni con


melanina, altri senza.
Si possono individuare anche dei macrofagi che fagocitano la melanina, non sono quindi ben
distinguibili, perchè hanno lo stesso colore. Ci sono delle zone emorragiche.
Nel vetrino a maggior ingrandimento si vedono sia delle piccole "pieghe", di colore, sia abbondanti
zone "otticamente vuote" (che rappresentano i melanociti): tali zone sono comunque più piccole
delle cell contenenti lipidi.

Nota: possono esserci degli errori di battitura oppure di ortografia, chiedo scusa.
Oltretutto potrebbero essercene di "contenuto", di concetto, quindi è bene non fidarsi troppo di
questi appunti. :)

Buono studio,
Federico Pippo

Istopatologia-Pippo Federico-A.A. 2009-2010 15