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RAFFORZAMENTO DELLE CAPACITÀ DI INTERVENTO DELLE

ORGANIZZAZIONI DI BASE PER LA PRESERVAZIONE DEGLI


ECOSISTEMI DELLE OASI IN MAROCCO

GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE IDRICHE SOTTERRANEE


NELLE AREE DI OASI: ANALISI DI TRE CASI-STUDIO, L’OASI DI
OUM LAALEG, TIGGANE E TIGSMERTE.

di María Gastón, consulente idraulico nell’ambito del progetto


Ringraziamenti a tutto lo staff del CISS à Tata
e alla popolazione delle oasi di Oum Laaleg, Tiggane e Tigsmirte per
sua collaborazione e disponibilità

Il continuo scorrimento delle acque di un fiume


infonde un senso di eternità.
(Giuseppe Acciaro)

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3
INDICE

I. OBIETTIVO DELLO STUDIO.................................................................. 6

II. STUDIO DELLA FALDA FREATICA DI TRE OASI DELLA PROVINCIA DI TATA:
OUM LAALEG, TIGGANE E TIGSMIRTE................................................... 7
A. Contesto generale della Provincia di Tata.................................................... 7
B. Contesto climatico e idrico di Akka e Tata................................................... 9
C. L’oasi di Oum Laaleg............................................................................... 13
D.L’oasi di Tiggane..................................................................................... 17
E. L’oasi di Tigsmirte................................................................................... 22

III. CONCLUSIONI DELLO STUDIO.......................................................... 26

IV. BIBLIOGRAFIA................................................................................ 29

ALLEGATO A.
INTRODUZIONE ALLA IDROGEOLOGIA GENERALE E PRATICA..................... 30
A.1 Il ciclo dell’acqua............................................................................... 30
A.2 Distribuzione verticale dell’acqua sotterranea........................................ 31
A.3 Immagazzinamento dell’acqua. Falda acquifera...................................... 35
A.4 Evoluzione e scarico delle falde acquifere.............................................. 35
A.5 Ricarica delle falde acquifere............................................................... 38

ALLEGATO B.
TECNICHE PER LA RILEVAZIONE DEI DATI, STRUMENTI UTILIZZATI E
INDICAZIONI PER LA COSTRUZIONE DI CARTE
PIEZOMETRICHE.................................................................................. 39
B.1 Prelievo di dati.................................................................................. 39
B.2 Costruzione di carte piezometriche....................................................... 42

ALLEGATO C.
CARTE PIEZOMETRICHE ORIGINALI........................................................ 46

INDICE DI FIGURE.................................................................................. 47

4
5
I. OBIETTIVO DELLO STUDIO

Questo studio intende continuare il lavoro iniziato con il precedente studio sulle risorse
idriche realizzato nell’oasi di Oum Laaleg presso Akka in Maggio 2009, nell’ambito del
progetto Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la
preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco, per poi estenderlo ad altre due
oasi nella Provincia di Tata, l’oasi di Tigsmerte e l’oasi di Tiggane.

La Provincia di Tata si trova nella Regione di Guelmim Es-Smara, a sud del Marocco,
ed è caratterizzata da un clima arido e con basse precipitazioni. Pertanto, la scarsità
dell’acqua é sempre stata un grave problema per lo sviluppo economico sostenibile ed
ha avuto delle importanti implicazioni socioeconomiche.
Perciò, si fa assolutamente necessario lo sviluppo di una gestione più accurata
dell’acqua che deve tenere in considerazione tutte le condizioni idrologiche e
idrogeologiche, e dare priorità all’utilizzo adeguato ed equilibrato delle risorse idriche
disponibili.

Allo scopo di fornire ulteriori informazioni identificative sullo stato attuale delle risorse
idriche sotterranee nelle tre oasi, e di conseguenza, migliorare la conoscenza sulle
stesse della popolazione locale, il presente studio idrico si concentra sull’analisi della
falda acquifera in queste tre comunità attraverso il prelievo di dati idrici e la
costruzione di carte piezometriche. Questi strumenti saranno fondamentali per
acquisire una conoscenza sul comportamento del ciclo idrologico della zona.

Consapevoli che per arrivare ad avere una conoscenza tale su questo ciclo idrologico e
i suoi impatti sullo sviluppo locale, c’è bisogno di una forte cooperazione
interdisciplinare (idrologia, geologia, topografia, meteorologia, botanica, agronomia,
ecc.), questo studio idrico sarà poi completato con uno studio idrogeologico delle falde
e uno studio fisico-chimico e microbiologico della qualità dell’acqua delle tre oasi
appartenenti alla Provincia di Tata.

Il lavoro ha anche l’obiettivo di fornire una base tecnica e strumenti semplici alle
associazioni ed ai tecnici locali che permetta agli stessi di monitorare periodicamente
questi livelli piezometrici, con il proposito di favorire la gestione locale sostenibile della
risorsa idrica sotterranea.

Il prelievo di dati per questo studio é stato fatto tra i mesi di maggio e novembre
2010.
Parte integrante di questo rapporto é anche una breve introduzione alla idrogeologia
pratica come parte di un percorso formativo che sarà svolto nelle tre comunità.

6
II. STUDIO DELLA FALDA FREATICA DI TRE OASI DELLA PROVINCIA DI
TATA: OUM LAALEG, TIGGANE E TIGSMIRTE

A. CONTESTO GENERALE DELLA PROVINCIA DI TATA

La Provincia di Tata è situata nella Regione di Guelmim Es-Smara, nella zona pre-
sahariana a sud del Marocco (fig.1). Confina a nord-ovest con le Provincie di
Taroudant et Tiznit, a sud con la frontiera algerina, a sud-est con le Provincie di
Guelmim e Assa-Zag e a nord-est con le Provincie di Ouarzazate e Zagora. Ha una
superficie di 25.925 km2.

Geograficamente si trova a sud-est del Anti-Atlas, tra i meridiani 28º e 30º N e i


paralleli 5º e 9º O. Il rilievo della provincia è composto per il massiccio del Anti-Atlas,
il Warkziz e il Bani, la Hamada del Oued Drâa e anche per vaste pianure calcaree
chiamate Regs. La regione presenta grande omogeneità fisica caratterizzata per
paesaggi desertici nei quali sono disseminate le oasi.
In particolare, la città di Tata ha una altitudine di 670 m. ed è circondata da
montagne di 800 à 1000 m.

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Fig. 1: Carta con la divisione amministrativa1 del sud del Marocco

Le risorse idriche della regione, a parte le scarse precipitazioni sporadiche durante


l’inverno, sono essenzialmente costituite dalle infiltrazioni delle piogge sulle montagne
circostanti. Quest’acqua infiltrata ricarica la falda freatica che poi alimenta le sorgenti
e le khettaras (canalizzazioni sotterranee antiche).

L’acqua permanente, invece, è costituita dalle sorgenti a livello di Foum o gole. Le


principali Foum che dominano le oasi sono: Foum Adis, Foum Tata, Foum Ait Ouabelli,
Foum El Hisn, Foum Icht e Foum Akka.
L’acqua stagionale è costituita dall’acqua degli Oueds delle versanti sud del Anti-Atlas,
che viene poi versata nel Oued Drâa. A prescindere dai danni causati per lo
scorrimento superficiale, quest’acqua viene utilizzata per l’irrigazione nelle oasi.

1 Etude des schémas régionaux dʼaménagement du territoire des provinces du sud, Janvier 2008
8
B. CONTESTO CLIMATICO E IDRICO DI AKKA E TATA

La Provincia di Tata è una regione arida caratterizzata da un clima sahariano


continentale. La temperatura media varia tra 49º in estate e 12º in inverno. Nella
figura 2 si rappresenta l’evoluzione delle temperature media à Tata durante il 2005,
l’ultimo anno di cui abbiamo dati completi2.

Come si evidenzia dalle figure 3 e 4, dove è stata rappresentata l’evoluzione delle


precipitazioni annuali ad Akka e a Tata lungo degli ultimi cinque anni, la distribuzione
delle precipitazioni non è uniforme, ma è totalmente irregolare e imprevedibile.

Come si riscontra dalla figura 5, le precipitazioni annuali ad Akka e à Tata, a parte il


2008, sono state inferiori ai 100 mm annuali.

2 D.P.E. de Tata Service Eau


9
Temperatura media TATA
40

30
Gradi º

20

10

0
Set Ott Nov Dic Gen Feb Mar Ap Mag Giu Lug Ag

2005
Fig. 2: Evoluzione della temperatura media a Tata durante il 2005

Pluviometria TATA Pluviometria AKKA


40 50

40
30
Altezza (mm.)

Altezza (mm.)

30
20
20
10
10

0 0
Sett Dic Mar Giugn Sett Nov Gen Marzo Mag Lugl
2004 2005 2006 2007 2008 2004 2005 2006 2007 2008

Fig. 3 e 4: Evoluzione delle precipitazioni annuali ad Akka e a Tata per gli ultimi cinque anni

10
Pluviometria annuale
400

300
Altezza (mm.)

200

100

0
1985 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008

Akka Tata
Fig. 5: Precipitazioni annuali ad Akka e à Tata dal 2004 al 2008

Le risorse idriche sotterranee della zona di studio provengono dall’acqua che


scende dall’Anti-Atlas attraverso le gole (Foums) di una serie di basse catene
montagnose quartzitiche parallele (le Bani) che sono separate da pianure quaternarie
di strati scistici (le Feijas). Coperte nella parte alta da materiale detritico e in basso da
sedimenti più fini costituiti anche da calcare lacustre coperto di limo. L’acqua scende
attraverso queste Feijas ricaricando la falda acquifera che è poi sfruttata nelle oasi che
si trovano in basso. La figura 6 evidenzia la distribuzione degli acquiferi nella regione
di Guelmim Es-Smara. Come messo in rilievo dalla carta idrologica, la Provincia di
Tata si trova nella zona di carenza di acquiferi continui importanti.

La ricarica della falda freatica avviene attraverso le Feijas e, nonostante


l’aleatorietà delle piogge, è assicurata dalle piene dei fiumi (Oueds) e dall’apporto
continuo del profondo serbatoio costituito da calcare georgiano.

Secondo il quadro del Piano Direttore Sud Atlasique, l’apporto medio d’acqua
sotterranea al bacino di Tata-Addis è circa 540 l/s, con una ritenzione media di 520 l/s
(il resto evapora dai palmeti). Invece, l’apporto medio di acqua sotterranea al bacino
di Akka è circa 640 l/s, con un ritenzione media di 200 l/s, cioè con una elevatissima
evaporazione dai vari palmeti.

Si ipotizza che dal 30 al 50% dell’acqua superficiale proveniente della piena degli
Oueds arrivi direttamente al Oued Drâa, situato a sud della Provincia di Tata. Perciò si
consiglia di regolare questi apporti d’acqua superficiale attraverso la costruzione di

11
piccole dighe di ritenzione dell’acqua per migliorare la ricarica delle falde freatiche e
per approfittare di una parte di quest’acqua per scopi agricoli lungo gli Oueds.

Fig. 6: Carta idrologica3 del sud del Marocco

Visti i dati pluviometrici, in pratica, il potenziale idrico della zona è costituito


dall’acqua sotterranea che circola dentro un acquifero libero e che viene raccolta per
infiltrazione delle precipitazioni.

Altre fonti di ricarica idrica dell’acquifero a livello locale sono l’acqua torrenziale
superficiale che scende dagli Oueds a grande velocità e che per una parte si infiltra nel
terreno, e per un’altra parte, viene deviata, a scopo agricolo, nelle khettaras di oued
che a loro volta ricaricano la falda. Ma, come evidenziato dalle grafiche precedenti,
l’acqua delle precipitazioni locali e quella che ritorna alla falda attraverso i canali di
irrigazione e le aree di coltivazione ha scarsa ripercussione sulla ricarica.

3 Etude des schémas régionaux dʼaménagement du territoire des provinces du sud, Janvier 2008
12
D’altra parte, la scarica dell’acquifero a livello locale si produce soltanto come
risultato delle attività domestiche e agricole. L’acqua viene prelevata attraverso pozzi
privati, pozzi comunitari e delle khettaras, nelle quali si riscontra un progressivo
prosciugamento dovuto al sovrasfruttamento della falda per gli eccessivi pompaggi
privati.

Secondo dati del ONEP (Ufficio Nazionale dell’acqua potabile) i fabbisogni d’acqua
potabile della Provincia di Tata sono totalmente coperti all’orizzonte del 2020.

C. L’OASI DI OUM LAALEG

Fig. 7: Particolare di carta topografica 4 del territorio di Oum Laaleg ( Mla Leg) in scala 1:100.000

a. Contesto geologico-stratigrafico

Dall’analisi della carta geologica del territorio, si evidenzia la presenza di materiale


detritico, glacis, terrazze e materiale calcareo.

4 Carte du Maroc 1:100.000 Feuille NH-29-X-2


13
Fig. 8: Particolare di carta geologica 5 nel territorio di Oum Laaleg (Oum el Aleg) in scala 1:200.000

La successione litostratigrafica rilevata si ripete nella maggior parte dei sondaggi


osservati6, e indica un basamento di roccia metamorfica (scisto nero) con deposizione
di prodotti sedimentari (scisto rosso e calcare marnoso) e sabbiosi.

Pertanto, gli strati seguono questa successione:

- Complesso sabbioso, con permeabilità per porosità elevata.


- Complesso calcareo-argilloso, con permeabilità per porosità medio-bassa. Il calcare
marnoso è una roccia composta da particelle di carbonato di dimensioni inferiore al
sedicesimo di millimetro (dimensioni argillose). È considerato semipermeabile in
base al grado di fratturazione della roccia stessa. Questo è lo strato in cui si trova il
livello freatico.
- Complesso metamorfico, con permeabilità per fessurazione scarsa.

5 Carte géologique du flanc sud de lʼAnti-Atlas occidental et des plaines du Dra (Akka-Tafagount-Tata)
6 Buone pratiche e gestione sostenibile dellʼacqua, 2009.
14
b. Contesto idrico

Nell’oasi di Oum Laaleg l’acqua viene prelevata fondamentalmente mediante l’utilizzo


di pozzi privati, pozzi collettivi e khettaras. Attualmente ci sono 117 pozzi privati in
funzionamento equipaggiati di pompe per l’agricoltura e anche per l’utilizzo domestico,
1 pozzo collettivo con scopo agricolo costruito l’anno scorso come parte delle attività
di questo progetto, e 1 pozzo d’acqua potabile. Ci sono anche varie khettaras, delle
quali soltanto una funziona correttamente. Le altre si sono prosciugate per effetto
dell’abbassamento del livello freatico.

c. Studio della falda freatica

La carta piezometrica della figura 10 (in scala 1:5000, coordinate riferite al parallelo
29 N e al meridiano 8 O) evidenzia i livelli piezometrici misurati il 3 Giugno 2010. È
stato misurato il livello di 27 pozzi campione dispersi nell’oasi centrale di Oum Laaleg
(figura 9).

Si calcola che il livello piezometrico medio della falda è di circa 10 metri, e paragonato
al livello osservato l’anno precedente, si nota un abbassamento di circa 1 metro.
Tenendo conto dei differenti periodi di misura (il primo ad aprile 2009 e il secondo a
giugno 2010) si può attribuire l’abbassamento alla fluttuazione naturale della falda
freatica.
D’altra parte, la stessa tendenza del flusso sotterraneo si osserva da ovest verso est
con una brusca caduta (evidenziata in rosso nella figura 10) del livello freatico nei
pressi del pozzo n.18, il che può essere dovuto a un errore durante la misura oppure
all’esistenza di una frattura nel terreno che fa abbassare la falda dal livello 482 al
livello 476.

Si raccomanda di controllare i livelli piezometrici almeno due volte all’anno: prima


delle piogge, per conoscere il livello di abbassamento massimo della falda freatica, e
subito dopo la stagione delle piogge per verificare l’effetto della ricarica che avviene
per infiltrazione efficace nella parte alta del Bani.

15
Fig. 9: Posizione dei pozzi campione nell’oasi di Oum Laaleg

Eventuali errori di misura

Flusso sotterraneo

Fig. 10: Carta piezometrica dell’oasi centrale di Oum Laaleg in scala 1:5000

16
D. L’OASI DI TIGGANE

L’oasi di Tiggane appartiene alla Comune di Addis, che ha un’estensione di 1.000 km2.
È situata a sud-ovest della città di Tata, tra i meridiani 29º21’ e 29º22’ N e i paralleli
8º11’ e 8º12’ O. L’oasi di Tiggane ha una popolazione di 786 abitanti.

a. Contesto geologico-stratigrafico

Fig. 11: Particolari di carta geologica 7 nel territorio di Tiggane in scala 1:200.000

7 Carte géologique du flanc sud de lʼAnti-Atlas occidental et des plaines du Dra (Akka-Tafagount-Tata)
17
Dall’analisi della carta geologica del territorio, si evidenzia la presenza di materiale
calcareo, grès, scisto argilloso e calcareo nero nelle montagne accanto all’oasi.
Dall’altro si rimarca la presenza di materiale detritico, glacis, terrazze e materiale
calcareo nella zona dell’oasi. Non ci sono colonne litostratigrafiche di questa zona.

b. Contesto idrico

Nell’oasi di Tiggane l’acqua viene prelevata fondamentalmente attraverso pozzi


privati, pozzi collettivi e khettaras. Attualmente ci sono 26 pozzi privati in
funzionamento, dei quali 22 sono equipaggiati con pompe per l’agricoltura e anche per
l’utilizzo domestico, 3 pozzi collettivi per scopi agricoli e 1 pozzo di acqua potabile con
3 motopompe. Inoltre, ci sono quattro khettaras in funzionamento.
Nella figura 12 si evidenziano le due khettaras più vicine all’oasi, delle quali la
khettara Ain Ait Oiazan è stata riabilitata nell’ambito del progetto rafforzamento delle
capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli
ecosistemi delle oasi in Marocco.
Nelle figura 13 e 14 si vedono le altre due khettaras appartenenti all’oasi di Tiggane,
lunghe circa di 1.125 m e 660 m rispettivamente.

Fig. 12: Foto satellitare di due khettaras à Douar Tiggane (Khettara Ain Ait Oiazan a sinistra)

18
Fig. 13 e 14: Foto satellitare di due khettaras a Douar Tiggane

c. Studio della falda freatica

La carta piezometrica rappresentata nella figura 16 (in scala 1:5000, coordinate


riferite al parallelo 29 N e al meridiano 8 O) evidenzia i livelli piezometrici misurati il
28 Maggio 2010, dopo 48 ore di arresto del pompaggio.
Sono stati misurati 30 pozzi campione nell’oasi di Tiggane (figura 15).
Si calcola che il livello piezometrico medio della falda è di circa 6 metri.
Inoltre, sono state effettuate le stesse misure tra il 5 e 6 Maggio 2010, senza arresto
del pompaggio, per paragonare i livelli piezometrici in diverse condizioni di misura e
così poter evidenziare eventuali pompaggi avvenuti nelle 48 ore precedenti il 28
Maggio e che possano aver alterato il disegno della carta piezometrica.

19
Fig. 15: Posizione dei pozzi campione nell’oasi di Tiggane

Eventuali errori di misura

Flusso sotterraneo

Fig 16: Carta piezometrica dell’oasi di Tiggane in scala 1:5000

20
Si osserva una tendenza di flusso sotterraneo da nord a sud, con una inattesa
distribuzione irregolare nella parte est della zona di studio, che può essere attribuita a
pompaggi avvenuti durante il periodo di arresto di 48 ore. Come si può vedere dalla
figura 17, dove sono rappresentati i livelli piezometrici durante la prima (5-6 Maggio)
e la seconda misurazione (28 Maggio), in effetti nei pozzi nei dell’area est (n.9, 10 e
11 ed evidenziati in rosso nella figura precedente) sono stati effettuati dei prelievi
durante il periodo di arresto, impossibilitando così l’elaborazione precisa della carta
piezometrica in quel area. Anche nel pozzo n. 23, per effetto di un presunto
pompaggio, si osserva una curvatura presumibilmente inesistente (evidenziata in
giallo nella figura precedente).

Controllo irrigazione durante misure piezometriche


30,0

22,5

15,0

7,5

0
1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 28 30 32 34

1º misura 2º misura
Fig. 17: Controllo degli errori di misurazione dovuti a presunti pompaggi durante il periodo di arresto

Si raccomanda di monitorare i livelli piezometrici con frequenza per conoscere lo stato


della risorsa e controllare la fluttuazione della stessa, allo scopo di capire la capacità di
ricarica a livello locale ed evitare l’abbassamento della falda freatica per l’aumento di
prelievi privati, e per evitare il progressivo prosciugamento delle khettaras come già
accaduto nelle varie oasi nei dintorni.
Dovuto alla necessità di arrestare il pompaggio durante le 48 ore precedenti alla
misurazione, si rende necessaria la partecipazione attiva della popolazione locale, la
quale dev’essere sensibilizzata ed informata sull’importanza di questo studio per
l’ottenimento di risultati corretti.
21
E. L’OASI DI TIGSMIRTE

Fig. 18: Particolare di carta topografica 8 del territorio di Tigsmerte (Tigazmirt) in scala 1:100.000

L’oasi di Tigsmerte appartiene alla Comune di Tigsmerte, che ha un’estensione di


2.175 km2 ed è situata a sud-est della città di Tata, tra i meridiani 29º42’ e 29º43’ N
e i paralleli 7º58’ e 7º59’ O. L’oasi di Tigsmerte ha una popolazione di 450 abitanti.

8 Carte du Maroc 1:100.000 Feuille NH-29-XI-3

22
a. Contesto geologico-stratigrafico

Fig. 19: Particolare della carta geologica 9 riferito al territorio di Tigsmerte (Tigsmert) in scala 1:200.000

Dall’analisi della carta geologica del territorio, si evidenzia la presenza di materiale


detritico, glacis, terrazze e materiale sabbioso nella zona dell’oasi. Non ci sono
colonne litostratigrafiche di questa zona.

9 Carte géologique du flanc sud de lʼAnti-Atlas occidental et des plaines du Dra (Akka-Tafagount-Tata)
23
b. Contesto idrico

Nell’oasi di Tigsmerte l’acqua viene prelevata fondamentalmente mediante pozzi


privati, pozzi collettivi e khettaras. Attualmente ci sono 3 pozzi privati in
funzionamento, equipaggiati di pompe per l’agricoltura, 2 pozzi collettivi a scopo
agricolo, e 1 pozzo d’acqua potabile con motopompa. Uno dei pozzi collettivi è stato
costruito nell’ambito del progetto rafforzamento delle capacità di intervento delle
organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco.
C’è anche una khettara funzionante per periodi limitati e che utilizza sia l’acqua di
falda che l’acqua di crescita del’Oued.

c. Studio della falda freatica

La carta piezometrica rappresentata nella figura 21 (in scala 1:4000, coordinate


riferite al parallelo 29 N e al meridiano 7 O) evidenzia i livelli piezometrici misurati l’8
Novembre 2010, dopo 48 ore di arresto del pompaggio.
Sono stati misurati 5 pozzi campioni nell’oasi di Tigsmerte (figura 20).
Si calcola che il livello piezometrico medio della falda è di circa 15 metri.
Si osserva una tendenza di flusso sotterraneo da nord-est verso sud-ovest, con una
distribuzione regolare delle linee isopotenziali lungo la zona di studio.

Si raccomanda di monitorare i livelli piezometrici con regolarità per controllare la


fluttuazione della falda acquifera e riuscire a capire la capacità di ricarica della falda a
livello locale. Dovuto al basso livello piezometrico di questa zona, si consiglia di non
costruire più pozzi privati e fare un uso sostenibile dei pozzi già esistenti.
Inoltre, si deve evitare l’ulteriore prosciugamento dell’unica khettara del luogo, e
tentare di recuperare il livello freatico necessario per il suo corretto funzionamento.
Come già detto precedentemente, dovuto alla necessità di arrestare il pompaggio
durante le 48 ore precedenti alla misurazione, si rende necessaria la partecipazione
attiva della popolazione locale, la quale dev’essere sensibilizzata ed informata
sull’importanza di questo studio per l’ottenimento di risultati corretti.

24
Fig.20: Posizione dei pozzi campione nell’oasi di Tigsmerte

Flusso sotterraneo

Fig. 21: Carta piezometrica dell’oasi di Tigsmerte in scala 1:4000


25
III. CONCLUSIONI DELLO STUDIO

Questo studio intende continuare lo studio precedente, realizzato nel 2009, per
migliorare le tecniche e consolidare le buone pratiche per la gestione delle risorse
idriche nell’ambiente delle oasi nell’ambito di progetti di lotta contro la
desertificazione.

L’importanza di questo studio consiste nel proporre un analisi delle falde freatiche
(stato e disponibilità di risorse idriche sotterranee così come dinamica delle
fluttuazioni e flussi sotterranei) in maniera semplice e facilmente replicabile. In
essenza, si propone lo studio delle falde freatiche attraverso la costruzione e
l’interpretazione di carte piezometriche.

La carta piezometrica ci offre la mappa delle linee isopieze o isopotenziali, le quali


determinano l’altezza piezometrica dell’acqua di tutti i punti appartenenti all’acquifero
del territorio obiettivo dello studio. Questa carta quindi sarà la base di tutto l’analisi
idrico del territorio.

Se la carta piezometrica è stata fatta correttamente, la sua interpretazione permette


di:
- Conoscere le linee di flusso sotterraneo (direzione e senso del movimento dell’acqua
sotterranea), cioè il suo comportamento idrodinamico in un momento particolare del
anno.
- Conoscere le fluttuazioni della superficie piezometrica per così calcolare il potenziale
di ricarica (portata e tempo di ricarica idrica) dell’acquifero a livello locale.
- Conoscere a che profondità si trova l’acqua.
- Conoscere la portata circolante dell’acquifero.
- Conoscere la relazione dell’acquifero con le altre sorgenti di acqua.
- Distinguere le zone di ricarica o alimentazione dell’acquifero.
- Distinguere le zone di scarica dell’acquifero.
- Distinguere le diverse zone idrogeologiche.
- E, in particolare per questi ambienti, stabilire la direzione e senso del prolungamento
delle khettaras prosciugate e conoscere dove costruire impianti di prelievo delle
acque sotterranee.

Pertanto, si deduce che è molto importante dedicare il tempo necessario per ottenere
dati di qualità, posteriormente elaborarli in maniera accurata ed interpretarli con
l’aiuto ed il confronto con altri elementi, come le carte topografiche.

La frequenza dello studio dipende del risultato al cui si vuole arrivare. Gli stessi
strumenti e tecniche ci forniscono diversi risultati secondo le diverse elaborazioni e
interpretazioni realizzate con i dati raccolti.

1. Mappa di isopieze o equipotenziali (carta piezometrica)

26
Questa è l’elaborazione dei dati utilizzata in questo studio. Ci fornisce le curve di
livello della falda freatica in un momento particolare, cioè le altezze dell’acqua
sotterranea in tutti i punti di misura. Si realizza in maniera simile allo standard
classico per il disegno di carte di curve di livello topografico.
Questo tipo di carta si deve rifare in periodi particolarmente importanti del anno,
come ad esempio il mese critico (immediatamente prima o dopo la pioggia,
immediatamente prima o dopo i cicli irrigui), la media durante i periodi di crescita
delle colture, la media annuale, ecc.
Questo tipo di mappa ci fornisce le informazioni essenziali sul flusso dell’acqua
sotterranea. Realizzate regolarmente, ci forniscono gli elementi per conoscere le
fluttuazioni della superficie piezometrica e così calcolare il potenziale di ricarica
(portata e tempo di ricarica idrica) dell’acquifero.

2. Mappa di isoprofondità

Questa mappa ci fornisce le curve di livello di profondità della falda freatica in un


momento particolare in tutti i punti di misura rispetto la superficie della terra. Quindi,
il disegno delle curve uniscono tutti i punti che hanno la falda freatica alla stessa
profondità.
Queste carte servono per situazioni specifiche come la delimitazione di aree affette da
problemi di drenaggio, per conoscere la profondità del livello freatico in certi periodi
critici della crescita delle colture, oppure per programmare le attività agricole.
Grazie a queste carte si può anche determinare la fluttuazione dei livelli freatici.

3. Mappa di fluttuazione del livello freatico

Questa mappa mostra la magnitudine e la distribuzione spaziale dei cambiamenti del


livello freatico lungo un periodo di tempo (ad esempio un anno, tra l’inverno e l’estate,
prima e dopo le piogge, prima e dopo i cicli irrigui, ecc.). Queste mappe si realizzano
attraverso le idrogramme di tutti i punti di misura. Ogni idrogramma ci mostra la
massima e la minima profondità del livello freatico durante un periodo di tempo. Sono
particolarmente utili per il disegno di sistemi di irrigazione perché attraverso la sua
interpretazione si possono identificare le aree che hanno un drenaggio naturale
(grande fluttuazioni) e quelle che ne hanno uno scarso (scarse fluttuazioni).

In particolare, per le tre oasi oggetto di studio, si consiglia di monitorare regolarmente


i livelli piezometrici attraverso l’utilizzo di carte piezometriche, per la sua semplicità
d’elaborazione e d’interpretazione.

Come già esposto precedentemente, i risultati delle misure piezometriche dipendono


in maniera importante della collaborazione e cooperazione della popolazione locale,
data la necessità di stabilizzare la falda freatica nella zona di studio prima della
misurazione.
Pertanto, affrontiamo due tipi di errori:

1. Errori di precisione degli strumenti di misura (GPS, piezometro)

27
2. Errori derivati delle condizioni di misura (effetti dei pompaggi, effetti del tempo
trascorso tra le varie misure di una stessa area: ricarica, scarica e variazione della
pressione atmosferica)

La mancanza naturale di risorse idriche della zona è un fattore limitante dello sviluppo
socioeconomico, che sommato all’avanzamento della desertificazione crea dei seri
problemi non solo di sviluppo ma di sussistenza delle oasi.
Le risorse idriche sono già abbastanza esauste, come evidenziato dalla pronunciata
discesa dei livelli freatici nei ultimi anni, perciò si fa assolutamente necessaria la
gestione accurata e sostenibile dell’acqua esistente. Questo passa per conoscere i cicli
idrologici e idrogeologici di circolazione dell’acqua onde riuscire ad aumentare la
ricarica delle falde acquifere e a diminuire la scarica delle stesse. Dunque, questo
progetto si prefigge la formazione basica degli agricoltori, per renderli consapevoli
della loro responsabilità in questo percorso, e offrirgli soluzioni semplici a livello locale
per l’uso razionale delle risorse idriche di cui dispongono.

Le azioni raccomandate a livello locale sono:

1. Miglioramento della ricarica dell’acquifero, attraverso la costruzione di piccole dighe


di contenimento dell’acqua degli Oueds che trattengano l’acqua piovana che scende
per le Foums e permettano la sua infiltrazione e quindi la ricarica della falda a
livello locale.
2. Aumento dell’utilizzo delle acque superficiali, attraverso la costruzione di canali di
derivazione dagli Oueds per uso agricolo.
3. Rafforzamento del ciclo idrologico e protezione dell’ambiente, limitando la
deforestazione che mette a rischio la biodiversità e l’equilibrio ecologico della zona.
Essa infatti, causa la degradazione dei soli per erosione che può occasionare effetti
negativi sulla sedimentazione di Oueds, il deterioramento delle strade, la
degradazione della qualità e della quantità d’acqua, accelerando il fenomeno della
desertificazione e incentivando l’emigrazione dai campi alle città, con la
conseguente perdita culturale. È inoltre necessario favorire la riforestazione.
4. Diminuzione della scarica dell’acquifero, attraverso la gestione razionale e
sostenibile delle risorse idriche disponibili. Si deve puntare verso l’efficenza e
l’ottimizzazione dei sistemi di irrigazione e la coltivazione di specie locali con basso
fabbisogno idrico, così come verso l’arricchimento dei suoli per aumentare la loro
produttività.

28
IV. BIBLIOGRAFIA

Introduction to hydrogeology. Johannes C. Nonner. A.A. Balkema Publishers.

Etude dess schémas régionaux d’aménagement du territoire des provinces du sud.


Rapport diagnostic territorial region Guelmim Es-Semara. Janvier 2008.

Buone pratiche sulla gestione dell’ acqua e gestione sostenibile della risorsa idrica
attraverso l’ uso di carte piezometriche della falda freatica: il caso dell’oasi di Oum
Laaleg, Marocco. Maggio 2009.

Etude de quatre oasis de la région de Tata - Contribution au développement rural des


zones oasiennes du Sud du Maroc: Laayoune, Tagmout, Aït Hemmane, Agadir Lehna.
CNEARC, ALCESDAM e DPA di Tata. 2003.

Monographie de la Province de Tata. 2009.

Water in the Middle East and in North Africa. Fathi Zereini

29
ALLEGATO A. INTRODUZIONE ALLA IDROGEOLOGIA GENERALE E
PRATICA

A.1 IL CICLO DELL'ACQUA

La nozione di ciclo idrologico è di fondamentale importanza in idrologia. Il ciclo


idrologico (o ciclo dell'acqua) rappresenta l’insieme di tutti i fenomeni legati all’acqua
nel suo naturale movimento.

La figura rappresenta in maniera schematica il ciclo idrologico del pianeta, in cui i


valori relativi alle diverse forme di trasporto sono proporzionali al valore di
precipitazione sulle terre emerse che è stato posto pari a 100.

Fig. 22: Il ciclo idrologico del pianeta

L'acqua evapora, sotto l'azione della radiazione solare, a partire dal terreno, dalla
vegetazione e dagli specchi d'acqua, per poi essere trasportata, sotto forma di nubi di
vapore d'acqua, verso l'atmosfera.
Le nubi, in particolari condizioni di temperatura e pressione, tendono quindi a
ricondensarsi precipitando nuovamente al suolo o sugli specchi d'acqua sotto forma di
piccole goccioline d'acqua o cristalli di neve.
Se la precipitazione è solida tenderà ad accumularsi sulla superficie fin tanto che le
condizioni di temperatura e radiazione non ne consentano la fusione o la
sublimazione. Se invece la precipitazione è liquida si innesca un fenomeno piuttosto

30
complesso che permette ai suoli di trattenere temporaneamente tutta o parte della
precipitazione e che dipende dalla natura dei suoli, dalla vegetazione presente, dalle
condizioni di umidità iniziale e dalle condizioni meteorologiche.
L'acqua infiltrata al suolo verrà in parte richiamata dalle radici delle piante e rilasciata
in atmosfera sotto forma di traspirazione, in parte drenata dal terreno verso valle ove
vi sia un adeguato gradiente topografico, ed in parte andrà a ricaricare le falde
sottostanti.
La componente della precipitazione non infiltrata, dopo aver riempito le buche e gli
avvallamenti superficiali tenderà a scorrere lungo le superfici e i piani inclinati fino a
raggiungere un reticolo di rivoli e canaletti inizialmente effimeri ed intermittenti che si
raccolgono via via in canali di dimensione sempre maggiore. L'insieme di tutti questi
canali viene chiamato rete drenante.
Ai volumi transitanti nella rete drenante vengono poi a sommarsi, in tempi più o meno
lunghi ed in funzione della permeabilità dei suoli incontrati, i volumi di drenaggio
provenienti dai suoli non saturi in forma di deflusso ipodermico e dalle zone giunte a
saturazione sotto forma di deflusso di falda.
La rete drenante convoglia quindi le acque in canali, torrenti, fiumi sempre più grandi
fino a finire nuovamente a valle verso i mari e gli oceani a chiusura del ciclo.

Le zone aride sono caratterizzate da un’evaporazione che supera la precipitazione. In


generale la quantità di precipitazione é inferiore ai 250 mm d’acqua per anno, essendo
particolarmente bassa nella Provincia di Tata (81 mm d’acqua nel anno 2009).

A.2 DISTRIBUZIONE VERTICALE DELL’ACQUA SOTTERRANEA

Anticamente si pensava che le acque sotterranee venivano dal mare e avevano perso
la loro salinità per l’infiltrazione attraverso le diverse rocce. Oggi si sa che quest’acqua
proviene della pioggia.

Una certa quantità d’acqua delle precipitazioni si infiltra nel sottosuolo tramite pori dei
granuli del terreno o tramite fessure e fratture, e per gravità scende a varie profondità
sino ad incontrare una superficie impermeabile.

I sistemi di acqua sotterranea sono costituiti da rocce che contengono acqua. Le rocce
si possono classificare come consolidate e non consolidate.
I parametri che caratterizzano una formazione geologica dal punto di vista della
mobilitazione dell’acqua sotterranea sono due:

- Porosità: La porosità nelle rocce è compresa tra lo zero teorico (roccia priva di pori)
e 0,7 (argille), e può essere distinta in porosità assoluta e porosità effettiva o
interconnessa. Quest’ultima tiene conto solo dei pori in comunicazione tra loro, cioè,
indica quella frazione di pori che possono contenere acqua libera in grado di
muoversi sotto l’effetto della gravità. Costituisce quindi il parametro di interesse per
la valutazione dei volumi di risorse naturali contenuti ed estraibili da una roccia
serbatoio. Le argille costituiscono un caso limite in quanto la porosità assoluta può

31
essere molto elevata mentre la porosità interconnessa è prossima a zero. L’efficienza
dell’interconnessione tra i pori è uno dei fenomeni che controllano la permeabilità. La
differenza tra la porosità totale e quella efficace è chiamata capacità di ritenzione.

La porosità 10 delle rocce più comuni:

Fig. 23: Valori di porosità delle rocce più comuni

- Permeabilità: La permeabilità è la proprietà che hanno le rocce di lasciarsi


attraversare dall’acqua quando questa è sottoposta ad un certo carico idraulico.
Nello studio delle acque sotterranee si fa distinzione fra rocce permeabili e rocce
impermeabili, a seconda della facilità con cui le acque penetrano, circolano e si
distribuiscono nel sottosuolo.
Nelle cosiddette rocce impermeabili, in condizioni naturali di pressione le acque non
hanno movimenti percettibili o rilevabili con mezzi normalmente utilizzati in
idrogeologia.

10
Pag 41. Introduction to hydrogeology
32
Le rocce permeabili sono quelle in cui, nelle condizioni naturali di pressione, le
acque si muovono a velocità tale da poter essere utilmente captate.
Si possono distinguere due tipi di permeabilità: per porosità e per fessurazione. La
permeabilità per porosità è tipica delle rocce porose le quali contengono numerosi
piccoli vuoti intergranulari tra loro comunicanti. La permeabilità per fessurazione è
tipica delle rocce fessurate le quali contengono generalmente pochi vuoti costituiti
da fessure grandi e piccole.

La permeabilità 11 delle rocce più comuni:

Fig. 24: Valori di permeabilità delle rocce più comuni

I diversi tipi di acque si ripartiscono in diverse zone di umidità secondo uno schema
fisso che può presentare varianti in relazione al clima, all’alimentazione ed al tipo di
acquifero.

Si possono distinguere due zone di umidità principali: la zona di saturazione dove


tutti i meati sono saturi e la zona di aerazione dove circolano aria e acqua nello
stesso tempo.

11
Pag 44. Introduction to hydrogeology
33
L’acqua che circola nella zona di saturazione è chiamata falda. La superficie che la
separa dalla zona di aerazione è detta superficie piezometrica.

Nella zona di aerazione, dove i movimenti dell’acqua hanno una prevalenza verticale,
si possono distinguere tre sub-zone: la frangia capillare, la zona di transizione e
la zona di evapotraspirazione. La frangia capillare è caratterizzata dalla presenza di

Fig. 25: Distribuzione della zona di umidità

acqua capillare continua e sospesa. La zona di transizione, caratterizzata da un


coefficiente di saturazione che oscilla intorno al 75%, è posta al di sopra della frangia
capillare e non ha alcun legame idraulico con la falda. La zona di evapotraspirazione è
quella più superficiale, dove l’acqua che vi penetra può essere riportata nell’atmosfera
per l’azione combinata dei fenomeni di evaporazione e di traspirazione.

La superficie piezometrica è soggetta a continue variazioni di livello entro una fascia di


oscillazione le cui ampiezza varia di anno. Le principali variazioni dovute a cause
naturali sono quelle legate alle precipitazioni atmosferiche, alla pressione atmosferica,
alle maree, alle variazioni del livello di fiumi e laghi, all’evapotraspirazione e ai
terremoti. Le principali variazioni dovute a cause artificiali sono quelle legate
all’utilizzazione delle falde, all’irrigazione, all’alimentazione ed alla costruzione di
gallerie drenanti.

Le precipitazioni atmosferiche sono soggette a variazioni di carattere giornaliero,


mensile, stagionale e pluriennale che si ripercuotono sui livelli piezometrici perché i
quantitativi d’acqua di infiltrazione efficace sono legati all’alimentazione meteorica. Le
oscillazioni di livello dipendono dall’equilibrio esistente tra drenaggio e alimentazione.

34
Le acque di infiltrazione efficace sono soggette ad una circolazione sotterranea molto
complessa, con percorsi che variano soprattutto in relazione alle caratteristiche
idrogeologiche dei diversi acquiferi.

A.3 IMMAGAZZINAMENTO DELL’ACQUA. FALDA ACQUIFERA

La falda acquifera o acquifero è l’acqua che circola nel sottosuolo, formando depositi
di acque sotterranee ferme o in movimento a seconda della permeabilità degli strati di
terreno che attraversano.
Si tratta di una formazione geologica satura ad alta conduttività idraulica. Si può
definire anche come un corpo idrico sotterraneo costituito dall’acqua che occupa un
certo quantitativo di rocce e/o sedimenti, saturando le fessure o i pori tra le particelle.

Sono suddivisibili in tre categorie principali in relazione al loro comportamento


idrodinamico, ognuna con delle proprie caratteristiche geometriche e idrodinamiche
definite:

- Acquifero confinato: è un acquifero delimitato sia superiormente che inferiormente


da rocce o terreni impermeabili, i quali impediscono la filtrazione dell’acqua. Di solito
l’acqua si trova sotto la superficie freatica, ad una pressione superiore alla
atmosferica, quindi quando si perfora un pozzo nell’acquifero confinato, l’acqua esce
a pressione e sale fino la posizione di saturazione. Si tratta di un pozzo artesiano.
La superficie piezometrica è la superficie freatica virtuale, risultante dall’unione di
tutti i punti che l’acqua raggiunge attraverso i pozzi di misurazione, e per ogni punto
particolare o pozzo, si parla di livello piezometrico. Invece se si perfora un acquifero
libero, il livello dell’acqua rimane lo stesso, non sale per la differenza di pressione.

- Acquifero semiconfinato: è un acquifero il cui tetto non è talmente impermeabile da


impossibilitare la filtrazione verticale dell’acqua, rendendo così possibile la ricarica
della falda.

- Acquifero libero: è un acquifero limitato solo inferiormente da uno strato


impermeabile e la falda contenuta può liberamente oscillare a seconda delle
condizioni di alimentazione. L’acqua si trova a pressione atmosferica, quindi, la
superficie freatica coincide con la piezometrica. Se lo strato impermeabile forma una
depressione, si può formare un lago sotterraneo. Se lo strato impermeabile è
inclinato si può formare un fiume sotterraneo.

A.4 EVOLUZIONE E SCARICO DELLE FALDE ACQUIFERE

Il movimento dell’acqua nel sottosuolo è dipendente dalla permeabilità della roccia o


sedimento (tempo occorso all’acqua a passare attraverso una sezione di materiale), la
quale dipende in gran parte dalla porosità (volume percentuale dei vuoti/volume totale
della roccia). L’acqua contenuta in queste rocce o sedimenti non è quasi mai

35
completamente ferma, ma si sposta ad opera della gravità e della permeabilità
(gradiente), se pur lentamente (cm per secondo fino a cm per giorno).

In molti casi i depositi d’acqua sotterranea costituiscono l’unica fonte di acqua potabile
disponibile. A volte, quando circolano sotto terra, conformano grandi sistemi di grotte
e gallerie. In altre situazioni, tornano in superficie, salendo dalla terra in forma di
fonte o sorgente. In altre ancora, si devono prelevare a diverse profondità attraverso
lo scavo di pozzi.

Pertanto, esistono varie forme di scarico dell’acquifero che si possono dividere in:
- Sorgenti: La sorgente è la via attraverso cui avviene la fase di discarica della falda
acquifera in modo del tutto naturale e di forma localizzata. Pertanto, non altera il
delicato equilibrio idrologico della falda che la alimenta. L’esistenza di una sorgente e
il suo regime di funzionamento sono determinati dalle condizioni geologiche e
morfologiche dell’acquifero e delle formazioni geologiche che lo delimitano nei dintorni
della stessa.

- Fiumi: Il livello del fiume a contatto con l’acquifero non confinato definisce il livello
freatico della falda in quel punto. I fiumi possono essere influenti ed effluenti, a
seconda della topografia (figura 26). Il fiume influente ricarica la falda freatica per
@A& BACDABA& E& FE& BAGEBHE&IA& FJ@& IAKL@DMJ@& IA& EHNE@& @NOMABBPQAE@& DQCABDJBA@>& .@& R@MA& NQ& E@KAGMJ&
infiltrazione, invece il fiume effluente si carica per effetto della gravità dell’acqua a
DSKJBMEQMA&IA&FE&GNA@MDLQT&UNA&SNV&E&SAQNIJ&@A&WE&KE@EIJ&KJB&EFMJ&KJB&EUNAFFJ@&UNA&@J@MDAQAQ&
livello freatico.
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Fig. 26: Fiumi effluenti ed influenti
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Scarico artificiale: attraverso la costruzione di opere idrauliche come le khettaras e i
SJQME[E@T& SDAQMBE@& UNA& FJ@& XEFFA@T& SNGWJ@& IA& FJ@& GNEFA@& GJQ@MDMNVAQ& FFEQNBE@& IA@RBMDGE@T& @JQ&
pozzi freatici SNV&
HAQABEFSAQMA& e artesiani.
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SJQME[E@T& IJQIA& @JQ& EFDSAQMEIE@& KJB& SEQEQMDEFA@& V& FE& CN@DLQ& IA& FE@& QDAXA@& V& @A& WEGAQT& KJB&
MEQMJT&DQCFNAQMA@&GNEQIJ&KNAIAQ&VE&IA\EB&FJ@&GE[JQA@&SJQME[J@J@&V&CFNDB&@JOBA&FE@&KAQIDAQMA@&
La khettara è un antico sistema di canalizzazione dell’acqua sotterranea. È costituita
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da una serie di pozzi scavati nelle rocce sedimentarie. I pozzi sono connessi tra di loro
&
attraverso gallerie orizzontali con una bassa pendenza costruite direttamente nella
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roccia. Le khettaras intercettano l’acqua al di sotto della superficie freatica e la
trasportano
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caratteristica fondamentale è che sono sostenibili dato che si autoregolano in funzione
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dell’altezza della falda acquifera.
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^GJQ@NSJ& AXEKJMBEQ@KDBEMDXJ_& J& ^ME@E& QAME_& `EHNE& MBEQ@KDBEIE& KJB& FE& KFEQME& V& BAMAQDIE& AQ& @N& 36
MA\DIJ& INBEQMA& @N& GBAGDSDAQMJT& SP@& FE& AXEKJBEIE& IA@IA& FE& @NKABCDGDA& IAF& MABBAQJaT& JMBE& KEBMA&
A@GNBBA&@NKABCDGDEFSAQMA&SDAQMBE@&UNA&AF&@EFIJ&BA@NFMEQMA&@A&DQCDFMBE&WEGDE&FE@&GEKE@&IAF&@NO@NAFJ&
GJQ@MDMNVAQIJ&FE&BAGEBHE&VE&BACABDIE&IA&FE@&QEKE@>&
Il tunnel o galleria può essere suddiviso in due parti: la parte superiore (BC, figura
27), situata al di sotto della superficie di falda, che ha la funzione di galleria di
drenaggio; la parte inferiore (AB, figura 27) che ha la funzione di condotta.

Fig. 27: Disegno 12 del sistema khettara

Un pozzo artesiano è un pozzo naturalmente effluente, l’acqua sale in superficie a


pressione senza alcun ausilio di pompe. Come risultato della perforazione dell’acquifero
confinato, le acque sotterranee arrivano direttamente fino alla quota piezometrica.

Un pozzo freatico è un pozzo classico, che può essere considerato la versione moderna
del vecchio pozzo di campagna. La differenza tra uno e l’altro dipende unicamente dalle
caratteristiche dell’acquifero intercettato. Un pozzo freatico intercetta l’acqua in
condizione freatiche perciò ha bisogno dell’ausilio di motopompe per la risalita
dell’acqua.

12 Introduction to hydrogeology.
37
A.5 RICARICA DELLE FALDE ACQUIFERE

La ricarica della zona di saturazione è dovuta all’apporto delle precipitazioni


atmosferiche, e si suddivide in tre tappe:

1. Infiltrazione dell’acqua nella superficie del terreno


2. Movimento discendente dell’acqua attraverso la zona di aerazione non saturata.
3. Entrata dell’acqua nella zona di saturazione, passando a conformare la cosiddetta
acqua sotterranea.

In generale, la percentuale di precipitazione che si trasforma in acqua sotterranea


aumenta con la precipitazione, ma fino un certo limite. Se le precipitazioni sono in
forma di pioggia leggera e dispersa, possono essere totalmente assorbite dal terreno e
una volta soddisfatta la capacità di assorbimento, comincia a ricaricarsi la falda
sotterranea. In zone aride, la ricarica è costituita da una percentuale piccola o nulla
della precipitazione. Spesso le precipitazioni in queste zone tendono alla produzione di
acquazzoni molto veloci e torrenziali.
Altra caratteristica evidentemente decisiva nella ricarica sotterranea è la topografia del
terreno. In zone a grandi pendenze, la velocità dell’acqua superficiale è massima e
pertanto l’infiltrazione è minima. Le grandi pianure di materiali sedimentari permeabili
costituiscono le zone di infiltrazioni più efficaci.

L’estensione del bacino ricettore ha anche un’influenza decisiva nella quantità d’acqua
infiltrata. La ricarica aumenterà se ci sono apporti d’acqua superficiale raccolta e
infiltrata sulle montagne, nelle quali l’intensità della pioggia è maggiore.

L’intensità di ricarica dovuta alle correnti superficiali influenti dipende in gran misura
dallo stato dell’alveo di questi torrenti. A prescindere dall’elevata permeabilità del letto
di un fiume, l’infiltrazione può essere ridotta per il fatto che il letto si sia
impermeabilizzato per il deposito di limo argilloso o di calcare. Quando il fiume è
soggetto di forti crescite, di solito la corrente porta questi depositi impermeabilizzanti,
aumentando così l’infiltrazione attraverso il letto del fiume.

38
ALLEGATO B. TECNICHE PER LA RILEVAZIONE DEI DATI, STRUMENTI
UTILIZZATI E INDICAZIONI PER LA COSTRUZIONE DI CARTE
PIEZOMETRICHE

B.1 PRELIEVO DEI DATI

La realizzazione del inventario di punti d’acqua è un lavoro fondamentale per lo studio


piezometrico. Consiste in percorrere il terreno raccogliendo dati di sondaggi, pozzi,
sorgenti ed altri punti d’acqua accessibili. Dobbiamo raccogliere sia dati tecnici di questi
punti d’acqua sia dati legati allo sfruttamento (portata, consumo, frequenza, ecc.),
come evidenziato nella figura 28 dove si rappresenta l’inventario dei punti d’acqua
realizzato nel Douar Tiggane.

In questo inventario si raccoglie la seguente informazione:


- La data della misurazione
- La numerazione dei pozzi di controllo
- Il nome del proprietario del pozzo nel caso che sia privato, o la definizione del tipo di
punto d’acqua (pozzo collettivo, sondaggio)
- Le coordinate geografiche (latitudine, longitudine)
- L’altitudine del terreno nel punto d’acqua
- Il livello piezometrico misurato
- La profondità del pozzo
- Lo stato del pozzo durante la misurazione
- Altre caratteristiche osservate

39
Misure fatte 05-06/05/10
No. pozzo Latitudine Longitudine Altitud.Liv. piez. Prof. Stato misura Caratteristiche
Ha 3 pompe (1 diretta per la scuola, altre 2 per il
1 Pozzo acqua potabile N 29º36,608 W 8º0,926 549 6,0 15,2 Fermo deposito d’acqua del paese)
2 Pozzo DPA N 29º36,649 W 8º0,928 554 5,7 12,5 Fermo Ancora non funziona
Irrigazione 1 volta/gg. 2 ore e finisce l’acqua. 5 ore per
3 Mohamed Quami N 29º36,646 W 8º1,007 550 6,3 7,0 Funziona riempirlo. Piccolo bacino.
Irrigazione 1-2 volta/sett. Diretta al canale. Donna
4 Ahmad Mebarek N 29º36,702 W 8º0,829 550 6,7 10,5 Fermo vedova.
5 Ahmad Salem N 29º36,628 W 8º0,800 546 2,2 2,4 Fermo Senza pompa, a cubi.
6 Ouhmad Ali N 29º36,633 W 8º0,730 547 12,9 13,3 Fermo Irrigazione ogni 2 gg
7 Ouhmad Elhassan N 29º36,660 W 8º0,764 547 - - Fermo Pozzo in opere di ampliamento.
Irrigazione 2 volte/gg (1 ore di mattina, 3-4 ore di sera).
8 Ouhmad Meloud N 29º36,691 W 8º0,759 547 8,8 10,0 Funziona Bacino.
9 Ouhmad Abderrahman N 29º36,741 W 8º0,712 547 5,6 7,0 Fermo Senza pompa, a cubi.
10 Ouhmad Elmahjoub N 29º36,740 W 8º0,766 548 8,8 10,0 Fermo Irrigazione ogni 2 gg per 30 min.
11 Ouhmad Mhned N 29º36,740 W 8º0,801 549 7,2 7,7 Fermo Irrigazione ogni 5 gg per 15 min
12 Deposito acqua potabileN 29º36,373 W 8º0,968 551 - - 36 m. altezza
13 Brahim Oufkir N 29º36,591 W 8º1,233 493 4,9 9,8 Fermo Irrigazione 2 volte/gg
14 M’Bark Oufkir N 29º36,539 W 8º1,251 505 6,8 9,4 Fermo Irrigazione 2 volte/gg
15 Sondaggio N 29º36,535 W 8º1,317 512 - 25,0 Chiuso Dicono c’è molta acqua
16 Mohmed Ouali N 29º36,556 W 8º1,355 516 3,6 9,0 Fermo Irrigazione 2 volte/gg
17 Mohmed Ait Abdellah N 29º36,497 W 8º1,381 544 9,2 10,7 Fermo Appena irrigato. Irrigazione 2 volte/gg per 45 min
18 Lhoucine Ouhmou N 29º36,477 W 8º1,307 546 3,3 4,2 Fermo Abbandonato. Emigrato ad Agadir.
19 Ali Bouzit N 29º36,485 W 8º1,254 547 2,2 5,7 Fermo Ancora non irrigato. Irrigazione 2 volte/gg
20 Ouali Himde N 29º36,381 W 8º1,522 544 6,2 11,9 Fermo Non irrigato. Non funziona la pompa. Emigrati.
21 Oumourag Elhossain N 29º36,424 W 8º1,550 544 3,3 5,6 Fermo Abbandonato. Senza pompa.
22 Oumourag Elhossain N 29º36,445 W 8º1,571 544 5,4 14,3 Fermo Abbandonato. Senza pompa.
23 Oukhoti Kamal N 29º36,444 W 8º1,609 545 3,4 5,7 Fermo Ancora non irrigato. Irrigazione 2 volte/gg
24 Aitabdelah Maouloud N 29º36,513 W 8º1,794 549 7,3 13,7 Fermo Ancora non irrigato. Irrigazione 2 volte/gg
25 Elbalghiti Abdelmalek N 29º36,766 W 8º1,768 552 4,0 11,7 Fermo Abbandonato.
26 Mohamed Hammou N 29º36,594 W 8º1,631 549 3,6 9,8 Fermo Ancora non irrigato. Uso scarso.
27 Sondaggio N 29º36,612 W 8º1,512 549 4,5 25,0 Aperto
Non c’è contadino. Grande giardino. Interessato a fare il
27 Oufqir Mahfod N 29º36,612 W 8º1,512 549 4,5 7,0 Fermo goccia a goccia.

Fig. 28: Esempio di inventario di punti d’acqua realizzato a Tiggane


28 Pozzo DPA N 29º36,683 W 8º1,111 556 - - Chiuso
29 Pozzo DPA N 29º36,545 W 8º0,731 546 8,8 22,5 Fermo
30 Vecchio pozzo potabile N 29º36,286 W 8º0,678 540 9,4 11,6 Fermo Non si utilizza più. Qualità scarsa. Pieno di spazzatura.
31 Abdelah Oabdelwahid N 29º36,262 W 8º0,880 543 11,7 16,7 Fermo Già irrigato. Pompa sommersa.
32 Hlala Lahousine N 29º36,269 W 8º0,853 541 10,0 16,6 Fermo Già irrigato. Pompa sommersa.
33 Sondaggio N 29º36,308 W 8º0,907 546 15,0 43,0 Fermo Va fino deposito in alto
34 Oukawa Mbark N 29º36,303 W 8º0,948 549 23,8 23,8 Fermo Già irrigato. Dice che sale fino 22 m. quando piena.

40
Previamente è necessario consultare gli archivi di dati già esistenti, documentarsi con
studi precedenti e munirsi delle carte utili allo studio (topografica, geologica,
idrografica). In ogni caso, la vera conoscenza dell’acquifero si acquisisce sul terreno
attraverso l’ispezione oculare dell’orografia e attraverso le misure dei livelli piezometrici.

È di gran importanza la corretta misurazione in situ del livello dell’acqua del pozzo e
l’annotazione di tutte le caratteristiche del pozzo, così come le circostanze particolari
della misurazione.
Contemporaneamente si possono ottenere campioni d’acqua per posteriori analisi
chimici e misurazione di parametri fisico-chimici (temperatura, pH, conduttibilità,
contenuto di ossigeno e alcalinità, fondamentalmente).

Nella raccolta dati dei livelli piezometrici si possono utilizzare diverse alternative, in
maniera individuale e/o complementare, a seconda delle caratteristiche del particolare
progetto. Si effettua una rete di misura di cui possono far parte:
- Pozzi esistenti
- Superficie di acqua libera (laghi, fiumi, canali, vertenti, ecc.)
- Sondaggi
- Piezometri

In generale i pozzi esistenti sono i punti più convenienti per la misurazione. Ciò non di
meno, devono essere valutati accuratamente per quanto riguarda la loro attendibilità e
rappresentatività. Perciò è importante rispettare il tempo di arresto dei pompaggi di 48
ore per stabilizzare la falda freatica. In ogni pozzo si deve valutare la possibilità di non
avere rispettato questa pratica, tenendo in conto l’effetto sulla misura nei pozzi nei
dintorni.

Fig. 29: Misurazione di pozzo privato a Tiggane

41
Fig. 30: Misurazione di pozzo d’acqua potabile a Tiggane

Le misurazioni di superficie dell’acqua a pelo libero forniscono informazioni utili sempre


che esista una connessione con l’acqua sotterranea. Se il livello dell’acqua libera si
trova al di sopra o al di sotto del livello della falda freatica, indicherà che detta
superficie si comporta come una fonte di ricarica o scarico dell’acquifero,
rispettivamente.
Le misurazioni sono state fatte con un piezometro e una cinta metrica, equipaggiamenti
di uso semplice e adatto all’ambiente.

È anche importante che le misurazioni di tutti i punti d’acqua del inventario si realizzino
in maniera “simultanea”, cioè, in un periodo di tempo tale da non poter prevedere
variazioni dovute a ricariche o pompaggi.

B.2 COSTRUZIONE DI CARTE PIEZOMETRICHE

Con il inventario di punti d’acqua della zona oggetto di studio si disegna la carta
piezometrica o carta di linee isopieze. Eventualmente si devono levare tutti dati
erronei derivati dalle condizioni di misurazione.
La carta rappresenta attraverso le curve di livello (isopieze), la morfologia della
superficie della falda idrica in un determinato periodo, analogamente alle isoipse delle
carte topografiche. Le linee di flusso sotterraneo sono perpendicolari alle isopieze.
Prima si riportano le coordinate geografiche di tutti punti d’acqua su carta
millimetrata, assieme alla quota piezometrica (altitudine meno livello piezometrico).
Terminata questa fase si può iniziare la fase di interpolazione.

42
ento PZ1 - PZ3, di 1,525 cm e quelle tra PZ3 e PZ2 di 1,13 cm.

*+, -%./01203*+,4*+53
*+, 67738
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966
966
*+5 967
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8%.$(0/0
$ *+6
!" # 979
733333333333333:733333333333336773D

Fig. 31: Schema per il tracciamento delle isopiezometriche

La Schema
Fig.6: procedura
per ilva ripetuta su
tracciamento ogni
delle segmento che unisce i diversi punti d’acqua (pozzi) e
isopiezometriche
la carta apparirà come una serie di linee spezzate che andranno opportunamente
arrotondate, primadra geol.
mano e poiFileccia
Alessio con curvilinee. Le Carte
cedura va ripetuta su ogni segmento che unisce i diversi punti d’acqua (pozzi) e la
come una serie di linee spezzate che andranno opportunamente arrotondate, prima
con curvilinee. !'.<6 Fig.7 A: i punti d’acqua van
G"#;
zione del flusso sotterraneo si determina tracciando la linea di corrente, normale ! reticolo a maglia triangolare
segmenti che si ottengono
lungo la direzione di massima pendenza; il flusso sotterraneo (+*(
si muoverà verso le procedura di costruzione del
etriche più basse. X (+
()*( isofreatiche) in blù e descri
precedente. B: terminologia
ca sono in genere sufficienti 5-10()*(
linee di corrente, si inizia dalle quote maggiori
assi di drenaggio od alimentazione in corrispondenza delle zone in cui le()isopieze
() ()
ore curvatura e si passa poi alle altre zone. @AB
4E.';'57%$*%(
(, (,*( (, '5":'6*6(C(<
(, -.*(

-.
Y
-. CA
-/*( 48.5 H."7%(:,&, 2'$
;
0 100 200 300 400 500

m. 49 H."7%(F%0;% DC

Fig. 32: I punti d’acqua vanno uniti con un reticolo a maglia triangolare e per i vari segmenti che si
versione aprileottengono
2009: geofile@libero.it
si applica la procedura di costruzione
1,(+':#'%$"
delle isopieze 8 Fig. 8: esempio
06
isofreatiche ottenu
+%5%
! di interpolazione,
/.5657#6 le direzioni di flu
1,(!"5&% alimentazione e
ruolo di ricarica –
dai corsi d’acq
1234
43
caratterizzazione
" rifiuti, Treviso, A.
nov. 2000)
La direzione del flusso sotterraneo si determina tracciando la linea di corrente,
perpendicolare alle isopieze, lungo la direzione di massima pendenza; il flusso
sotterraneo si muoverà verso le quote piezometriche più basse.

Fig. 33: Esempio di carta delle isopieze rilevata a Oum Laaleg (1:5000)

Fig. 34: Esempio di carta delle isopieze rilevata a Tiggane (1:5000)


44
Fig. 35: Esempio di carta delle isopieze rilevata a Tigsmerte (1:4000)

45
ALLEGATO C. CARTE PIEZOMETRICHE ORIGINALI

46
INDICE DI FIGURE

Figura 1: Carta con la divisione amministrativa del sud del Marocco.....................................8


Figura 2: Evoluzione della temperatura media a Tata durante il 2005.................................10
Figura 3: Evoluzione delle precipitazioni annuali ad Akka per gli ultimi cinque
anni...........................................................................................................................10
Figura 4: Evoluzione delle precipitazioni annuali a Tata per gli ultimi cinque anni.................10
Figura 5: Precipitazioni annuali ad Akka e à Tata dal 2004 al 2008.....................................11
Figura 6: Carta idrologica del sud del Marocco.................................................................12
Figura 7: Particolare di carta topografica del territorio di Oum Laaleg ( Mla Leg) in scala
1:100.000..................................................................................................................13
Figura 8: Particolare di carta geologica nel territorio di Oum Laaleg (Oum el Aleg) in scala
1:200.000..................................................................................................................14
Figura 9: Posizione dei pozzi campione nell’oasi di Oum Laaleg..........................................16
Figura 11: Particolari di carta geologica nel territorio di Tiggane in scala
1:200.000..................................................................................................................17
Figura 12: Foto satellitare di due khettaras à Douar Tiggane (Khettara Ain Ait Oiazan a
sinistra).....................................................................................................................18
Figure 13 e 14: Foto satellitare di due khettaras a Douar Tiggane......................................19
Figura 15: Posizione dei pozzi campione nell’oasi di Tiggane..............................................20
Figura 16: Carta piezometrica dell’oasi di Tiggane in scala 1:5000.....................................20
Figura 17: Controllo degli errori di misurazione dovuti a presunti pompaggi durante il periodo
di arresto...................................................................................................................21
Figura 18: Particolare di carta topografica del territorio di Tigsmerte (Tigazmirt) in scala
1:100.000..................................................................................................................22
Figura 19: Particolare della carta geologica riferito al territorio di Tigsmerte (Tigsmert) in scala
1:200.002019: Posizione dei pozzi campione nell’oasi di Tigsmerte....................................25
Figura 21: Carta piezometrica dell’oasi di Tigsmerte in scala 1:4000..................................25
Figura 22: Il ciclo idrologico del pianeta.........................................................................30
Figura 23: Valori di porosità delle rocce più comuni............................................................32
Figura 24: Valori di permeabilità delle rocce più comuni....................................................33
Figura 25: Distribuzione della zona di umidità.................................................................34
Figura 26: Fiumi effluenti ed influenti................................................................................36
Figura 27: Disegno del sistema khettara.........................................................................37
Figura 28: Esempio di inventario di punti d’acqua realizzato a Tiggane..................................40
Figura 29: Misurazione di pozzo privato a Tiggane..............................................................41
Figura 30: Misurazione di pozzo d’acqua potabile a Tiggane.................................................42
Figura 31: Schema per il tracciamento delle isopiezometriche............................................43
Figura 32: I punti d’acqua vanno uniti con un reticolo a maglia triangolare e per i vari segmenti
che si ottengono si applica la procedura di costruzione delle isopieze Esempio di carta delle
isopieze rilevata a Oum Laaleg (1:5000).........................................................................43
Figura 33: Esempio di carta delle isopieze rilevata a Oum Laaleg (1:5000)..........................44
Figura 34: Esempio di carta delle isopieze rilevata a Tiggane (1:5000)...............................44
Figura 35: Esempio di carta delle isopieze rilevata a Tigsmerte (1:4000).............................45

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Novembre 2010

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