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Oro di Baveno (VB)

Nella mattinata del 14 gennaio 2018 ho voluto fare una ricerca di prospezione alla ricerca di tracce di oro
lungo il torrente Selva Spessa che scorre dalla vetta del massiccio di occe granitiche intrusive note come
“graniti dei Laghi” che culmina alla vetta del Monte Mottarone protagonista indiscusso dello skyline del
lago Maggiore e della passione di moltissimi collezionisti di minerali. Con l’occasione ho testato anche il
funzionamento della nuova batea concentratrice nota come “Turbopan”.

Dopo le indagini cartografiche di rito nonché la ben nota (a me e ai conoscitori della storia locale) presenza
di una antica attività mineraria all’interno delle rocce incassanti del granito note come “scisti dei Laghi”,
attività conosciuta come “miniera degli Inglesi” situata in un punto non più ben identificato in prossimità
del contatto con il granito di Baveno.

Logisticamente la situazione non è delle migliori, il torrente scorre regimentato da muraglioni in grossi
blocchi di granito e numerose briglie di contenimento interessano l’alveo anche nel tratto più a monte,
ampie zone di fiume sono interamente ricoperte da calcestruzzo, ci si aggiunta la presenza di una selva
spontanea di sambuco e rovi, ecco che le difficoltà aumentano esponenzialmente. Incaponito sulla missione
alla fine trovo una via di accesso al rio e le acque che incontro sono davvero di buona qualità, scioglimento
delle nevi e nessuna presenza di scarichi civili o industriali (almeno non ne ho notati), il problema vero era
la quantità di acqua davvero abbondante.

Dopo un vagolare senza ispirazione lungo il tratto esplorato finalmente un punto attira la mia attenzione, il
classico canale di esondazione e erosione, ed ecco che alla seconda piattata appare assieme a qualche
piombino la prima pagliuzza attorno al millimetro e mezzo! Tombola, nel Selva Spessa è presente oro
alluvionale!

Alla fine non ho scavato moltissimo e la somma della mattinata è di tre pagliuzze, l’osservazione
preliminare al microscopio ha evidenziato una di esse di forma cristallina e poco appiattita e quindi molto
probabilmente autoctona.

Una breve nota tecnica circa l’utilizzo della batea “Turbopan”.

Il piatto si pone come strumento per concentrare rapidamente il sedime aurifero e qul ruolo lo svolge
egregiamente. Io di solito utilizzo, anche nei torrenti, il piatto da gara “Super champ” che mi da rapidità e
grande efficienza con una buona robustezza dell’attrezzo. Ecco la turbopan è piuttosto leggerina tuttavia
ben si comporta a seguire le perfette istruzioni d’uso dei loro inventori: rotazione antioraria eel piatto e
smuovere con il dito il materiale che si viene a concentrare nel pozzetto profondo centrale. Tutte
operazioni necessarie e facilmente eseguibili nella pratica abituale. In particolare si nota che il materiale
pesante e grosso tende a intrappolarsi nel pozzetto centrale e appunto smuovendolo si da la possibilità al
materiale pesante anche più fine di occuparne lo spazio. Importantissima la rotazione antioraria, io poi
personalmente ho preferito rifinire il materiale arricchito in davvero pochissimi istanti con la turbopan in
una batea classica a fondo ampio e largo, mi piace utilizzare tutta l’ampiezza del fondo della batea per
osservare tutto il materiale che compone la parte arricchita.

Ci ho trovato associati un discreto quantitativo di piccoli granati, alcuni piombini e frammenti metallici.

Dopo una breve pausa pranzo ho puntato alla parte alta del torrente, a monte del sedime dell’autostrada
A24, trovando grazie alle mappe di Oruxmaps che utilizzo sul mio smartphone (segnale sempre ottimo nella
zona) trovando un sentiero molto bello che risale e si addentra nella parte profonda del Selva Spessa, con
un torrente selvaggio e dalle limpide acque ma anche qui tutto briglie e pareti di massi ciclopici. Ho testato
un paio di fessure del bedrock che qui era ancora costituito da rocce degli scisti dei Laghi ma non ho avuto
fortuna.
Per concludere si è rivelato significativo il tratto di torrente alla base del pendio ovvero nella parte iniziale
della conoide di deflusso verso il lago Maggiore per la presenza appunto di abbondante sedime e materiale
da campionare. Sarebbe interessante approfondire il tratto sotto i ponti della autostrada dove il torrente ha
più profondamente inciso le rocce ma la stagione invernale con così abbondante acqua non è certamente il
momento migliore. Mi auguro che qualche altro appassionato di “campionature di oro” abbia voglia di
proseguire i sondaggi nella zona e se magari avesse voglia di condividere il suo ritrovamento 😊😊

Buona ricerca a tutti

Bogni Dott. Giorgio