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CARATTERISTICHE DESCRITTIVE, QUALITATIVE E QUANTITATIVE DEGLI AMMASSI ROCCIOSI, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE DISCONTINUIT NATURALI LUCIANO BROILI Geologo, libero professionista, Tricesimo (UD)

Lo studio del comportamento geomeccanico degli ammassi rocciosi e la progettazione di interventi nel campo dell'Ingegneria delle rocce richiedono una corretta e dettagliata conoscenza dei parametri qualitativi e quantitativi che caratterizzano, sotto l'aspetto geologico e geomeccanico, detti ammas si. In questa memoria, premessi alcuni concetti fondamentali sulle peculiarit fisico-meccaniche del le masse rocciose, si richiamano in forma essenziale i passi dello studio geologico e geostrutturale per la descrizione della "roccia" intesa come matrice rocciosa e dell'"ammasso roccioso" inteso strut turalmente e meccanicamente discontinuo e anisotropo.

Lo studio di.un problema di Ingegneria delle rocce prevede, come primo passo,la parametrizza zione geologica e geomeccanica dell'ammasso roc cioso. L'obiettivo non sempre di facile raggiungimento, in quanto richiede l'acquisizione di dati qualitativi e quantitativi attendibili e sufficienti a preconfigurare un modello schematizzato, che sia congruamente rappresentativo della situazione alla scala reale e sia tale, quindi, da consentire ogni successiva, attendibile analisi di comportamento geomeccanico. La descrizione di un ammasso roccioso compor; ta tecniche e procedimenti molto diversi e spesi so pi complessi rispetto a quelli di norma applicati in Geotecnica (Meccanica delle terre), procedimenti che trovano fondamento e giustificazione nelle seguenti considerazioni di princ^ pio: 1. L'ammasso roccioso costituito da matrici lapidee in vario grado separate per la presenza di un complesso reticolo di strutture di disgiunzione geologica, spesso sede di adunamen ti idrici (fase liquida). 2. Il comportamento di un ammasso roccioso va riferito quindi alla Meccanica di un discontinuo. Nello studio della massa rocciosa fondamentale distinguere tra la risposta meccanica della "roccia" e quella della "massa rocciosa". Con esclusione di alcuni casi-limite, nei quali le propriet meccaniche della "roccia" in tesa come materiale e quelle della "massa rocciosa" pi o meno si identificano, in tutti gli

altri casi le propriet meccaniche di una massa rocciosa si basano pi sulle propriet meccaniche delle superfici piane di discontinuit geologica, che sulle propriet della roccia intesa come materiale roccioso. La Meccanica della roccia essenzialmente Meccanica delle strutture e, rispettivamente, una Meccanica del discontinuo. Resistenza e deformazione della massa roccijosa dipendono dalle caratteristiche di "le game strutturale". La resistenza di una massa rocciosa infatti una resistenza residua di un insieme pi o meno anisotropo (Verband), formato da una molti tudine di corpi rocciosi, legati fra loro in differente grado (Verband-Festigkeit)Mtiller (63) . Le propriet di deformazione di una massa rocciosa dipendono pi dalla mobilit parziale dei singoli corpi dai quali costituita, che dalla deformabilit intrinseca di tali corpi, dovuta alle caratteristiche meccaniche del mate riale. Anche sotto questo aspetto si ripropone il concetto di anisotropia della massa rocciosa. Al pari della resistenza meccanica e delle propriet di deformabilit, anche la distribuzione delle tensioni all'interno della massa rocciosa dipende dalle condizioni e dalle carat teristiche strutturali del complesso roccioso. L'anisotropia delle propriet geomeccaniche di una massa rocciosa suddivisa pu essere deri vata, con validit di tipo statistico, dall'ani sotropia morfologica delle strutture piane che

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la intersecano. Le propriet tecnologiche di una tale massa possono essere determinate solo a condizione che le esperimentazioni si applichino a masse rocciose rappresentative della si^ tuazione geostrutturale in un contesto statisti^ co. L'acqua influisce sulle propriet geomeccani^ che di una massa rocciosa, sia sotto forma di acqua contenuta nei pori della roccia e nei materiali di riempimento, sia come acqua libera contenuta o circolante nel reticolo delle discontinuit. Il rapporto tra le dimensioni globali del "volume significativo" di un ammasso roccioso coinvolto in un problema geomeccanico e le "di^ mensioni" caratteristiche del reticolo di discontinuit geologiche (frequenza, estensione, continuit) assume un peso determinante nella risposta dell'ammasso alle sollecitazioni appM. cate agli interventi tecnici (effetto scala). La descrizione dell'ammasso roccioso, da quanto sopra esposto, si presenta quindi come una procedura relativamente complessa, nel corso della quale devono essere acquisiti informazioni e parametri singoli e globali sui seguenti principali aspetti: a) storia geologica dell'ammasso roccioso; b) genesi ed evoluzione morfologica; e) caratteristiche geolitologiche e geomecca niche delle matrici lapidee; d) descrizione qualitativa e quantitativa del reticolo strutturale e di ogni altra struttura di discontinuit geologica significativa; e) descrizione delle dell'ammasso; condizioni idrologiche

cos come si presentano nel sito oggetto di stu dio, dipendono dalla storia geologica della for mazione lapidea, storia che si estende dai processi genetici alle modificazioni successiva mente intervenute sull'assetto originario, per intervento della tettogenesi, di fenomeni diage natici di processi di alterazione endogena ed e sogena. L'inquadramento dell'ammasso roccioso nella sua storia geologica di fondamentale importar! za in ogni studio di Geomeccanica. Il geologo dovr fornire informazioni e para metri sui seguenti principali aspetti: 1.1 Riconoscimento delle facies litologiche presenti nel sito e loro distribuzione; rapporti genetici e giaciturali; 1.2 descrizione mineralogica e petrografica generale dei litotipi e loro classificazione; 1.3 storia tettonica del sito ed interpretazione strutturale locale, con particolare atten zione per i processi tettonici in atto, per le condizioni di sollecitazione naturale, per la storia sismica della regione, per la presenza e le caratteristiche di eventuali strutture sismo genetiche; 1.4 caratteristiche idrologiche epigee ed ipogee dell'ammasso roccioso (presenza e modalit di circolazione delle acque nell'ammasso); 1 . 5 riconoscimento e perimetrazione delle zo ne di omogeneit geologica.

2.

ELEMENTI TOPOGRAFICI E MORFOLOGICI.

f) determinazione delle caratteristiche fis_i che e meccaniche in -sito ed in laboratorio. Dati e parametri raccolti confluiranno infine nella classificazione dell'ammasso roccioso e nella schematizzazione di un modello di sinte si e di riferimento che, per quanto semplificato, dovr risultare sufficientemente rappresentativo delle reali caratteristiche dell'ammasso roccioso per ogni successivo calcolo e per ogni progettazione tecnica. In questa memoria verranno illustrati i passi fondamentali dello studio descrittivo dello ammasso rocciose, contenendo le osservazioni a gli aspetti essenziali necessari all'inquadramento generale della materia e rimandando per o gni dettaglio ed approfondimento alle numerose pubblicazini disponibili sull'argomento.

L'assetto topografico e, in particolare, mor fologico raggiunto da un ammasso roccioso attra verso i processi evolutivi delle forme naturali si collega direttamente alla natura geologica dei terreni ed alle loro caratteristiche fisi, co-meccaniche. Lo studio morfologico fornisce quindi elemen ti preliminari utilissimi per la caratterizzazione dell'ammasso roccioso. Esso dovr fornire elementi esaurienti almeno sui seguenti, princi pali aspetti: 2.1 natura, distribuzione e genesi dei cessi erosivi e di disfacimento; 2.2 natura, distribuzione e genesi dei cessi di trasporto e di accumulo; proprct- -

2.3 individuazione, ubicazione e caratterizzazione dei fenomeni di instabilit dinamica del suolo e del sottosuolo,-pregressi o in atto; 2.4 descrizione e quantificazione dei proces si legati all'azione delle acque di superficie ed ipogee (ruscellamento, percolazione, accumulo, drenaggio, ecc.); 2.5 riconoscimento, descrizione ed ubicazione delle forme morfologiche legate ai processi

1. ELEMENTI GEOLOGICI. Le caratteristiche di un ammasso roccioso,

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tettonici e sismotettonici.

4.

CARATTERISTICHE DELLE MATRICI LAPIDEE.

3.

ZONE DI OMOGENEIT'.

Lo studio geologico e geomorfologico di un ammasso roccioso consente una perimetrazione preliminare di porzioni dello stesso avente caratteri di omogeneit rispetto ad uno o pi eie menti descrittivi (caratteri litologici e litomeccanici, di facies strutturale, di alterazione, ecc.). L'approfondimento dell'indagine, cos come verr illustrata nel seguito, consentir succes_ sivamente di migliorare, o anche in parte di mo dificare, la perimetrazione iniziale delle zone di omogeneit. Va comunque osservato che il riconoscimento e la perimetrazione delle zone di omogeneit rappresenta un passo fondamentale nello studio descrittivo dell'ammasso, in quanto solo all'interno di dette zone hanno validit l'estrapolazione e l'elaborazione statistica dei dati strutturali e degli altri parametri geomeccanici (resistenza, deformabilit, ecc.) determinati ed attribuiti all'ammasso roccioso.

Il materiale che costituisce la matrice lapi^ dea dell'ammasso roccioso si definisce come "roccia". La "roccia" alla scala delle applicazioni tecniche si assume come macroscopicamente integra e si identifica con un campione rappresenta tivo enucleabile dell'ammasso nell'ambito della zona di omogeneit di pertinenza. Le caratteristiche meccaniche della "roccia" dipendono dalle sue caratteristiche genetiche, mineralogiche, petrografiche, microstrutturali e tessiturali dei processi di trasformazione su biti (diagenetici, alterazione, decomposizione). La descrizione geologica della "roccia" si consegue esaurientemente utilizzando i classici metodi di studio della mineralogia e della petrografia. La descrizione e la parametrizzazione geomeccanica si realizzano invece mediante prove di laboratorio. Nel primo caso i principali elementi descrit tivi sono: - composizione chimica e grado di alterazio-

FIG. 1

Perimetrazione delle zone di omogeneit (H) e principali stazioni di rilevamento dei dati qeomeccanlci (S).

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- composizione mineralogica; - caratteristiche petrografiene; struttura cristallina; - dimensioni e conformazione dei cristalli; - microstrutture; - granulometria; - peso specifico; - peso di volume naturale e secco; - permeabilit; - contenuto d'acqua naturale; - porosit; - grado di saturazione; Nel secondo caso, invece, i parametri geomec canici pi comuni da determinarsi (di resistenza, di deformabilit, di permeabilit), sono: - velocit di propagazione delle onde elast_i che longitudinali; - resistenza alla compressione monoassiale; - resistenza alla trazione monoassiale diret ta ed indiretta; - resistenza alla compressione triassiale in condizioni drenate e non drenate; - resistenza alla compressione poliassiale; - resistenza alla compressione diametrale; - resistenza al taglio. FIG. 3 I risultati ottenuti dall'insieme delle determinazioni eseguite tenendo presenti le condii zioni di isotropia od anisotropia del materiale sopraelencate (caratteri petrografie!, fisici e meccanici), consentono di definire alcuni utili indici di qualit della roccia e dell'ammasso e di stabilire correlazioni tra parametri diversi (ad es. fisici e meccanici). In generale, nello studio della matrice rocciosa, bisogna attentamente considerare: 1) Per quanto la "roccia", intesa come materiale, alla scala del problema ingegneristico venga convenzionalmente considerata come matrice dotata di omogeneit ed isotropia, il materiale roccioso in realt un aggregato di miProva di compressione triassiale (Rossi, 1986).

nerali che, alla scala del reticolo cristallino, non presenta caratteristiche di omogeneit ed isotropia di comportamento meccanico. 2) L'ordinamento cristallino e l'assetto microstrutturale (ad es.: strutture preferenzialmente orientate) possono influire sulle caratte ristiche di resistenza in relazione alla direzione di applicazione delle sollecitazioni. 3) La struttura interna del materiale pu su bire riassetti o modificazioni sotto l'azione di elevati carichi (creep-fluage), qualora applicati per lunghi periodi. 4) Nei processi genetici (ad es. durante il raffreddamento di rocce ignee) si possono orig_i nare stati tensionali e modificazioni struttura li di rilevante importanza. 5) II contenuto in acqua e le modificazioni di detto contenuto hanno decisivo significato nello studio geomeccanico delle matrici lapidee.

PROVINO DEFORMAZIONE IDEALE

FIG. 2

Prova di compressione (Barla, 1983).

monoassiale

6) Dette matrici, nel corso della loro storia geologica, hanno subito generalmente processi deformativi di natura anelastica e proce^ si di fratturazione, fasi di compressione e di decompressione associate con.la loro storia genetica, geotettonica e geomorfologica: la ricostruzione della storia geologica e tensionale della litofacies (in sito ed in laboratorio) ri. sulta sempre di determinante interesse. Lo studio geologico e geomeccanico della ma-

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manometro

martinetto pompa

gegneristico rappresenta la matrice lapidea integra dell'ammasso, pu essere definito come "sistema monocorpo" (" EinkSrpersystem" - MUller, 1963),la massa rocciosa va invece normalmente riferita ad un "sistema multicorpo" (Mehr-Vielkorpersystem) Fig. 9, "b" e "e". Qualora il grado di separazione strutturale di un ammasso raggiunga livelli molto elevati o addirittura estremi, le caratteristiche del sistema roccioso "multicorpo" si identificano con quelle di un materiale granulare "sciolto" (ved. Fig. 9,"d"). In qualche caso, in presenza di un reticolo di discontiruit geologica carattezizzato da mo desta frequenza e continuit delle strutture, porzioni di ammasso anche di discrete dimensioni possono avvicinarsi al modello del "sistema monocorpo" (ved. Fio. 9,"a"). Da queste considerazioni si pu derivare il concetto di "volume roccioso unitario" (Vu) o volume "integro" di riferimento. Il volume roccioso unitario pu essere definito come il pi piccolo volume lapideo macroscopicamente integro, geometricamente definito da superfici di discontinuit geologica. Il grado di effettiva definizione strutturale del volume roccioso unitario variabile e dipende dal qrado di continuit strutturale del. le superfici geologiche che lo definiscono. Qualora il volume roccioso unitario non risulti completamente definito,si determinano con dizioni di legame litostrutturale residuo tra

CLASSE A B C D E

DESCRIZIONE Resistenza molto alta Resistenza alta Resistenza media Resistenza bassa Resistenza molto bassa

(Kg/cm2) 80 40 80 20 * 40 10 * 20 10

FIG. 4

Prova di carico puntuale e relativa classifica del materiale roccioso (da A. Lembo-Fazio e R. Ribacchi).

trice lapidea di un ammasso roccioso viene eseguito di norma su campioni di ridotte dimensioni. Si utilizzano: - campioni geologici enucleati da affiorameli ti, o da superfici esposte in scavi superficiali o sotterranei; - campioni ricavati da sondaggi (carote) con campionatori semplici o speciali (doppi,tripli, ecc. ) . Nel prelievo del materiale roccioso deve sem pre essere individuata e riportata l'orientazio ne originale nello spazio del campione, cos co me devono essere conservate con la massima accu ratezza le caratteristiche litoloqiche e fisi, co-meccaniche proprie della facies in sito.

~Piano di rottura

FIG. 5

a) Schema della prova di trazione (brasiliana).

carico normale materiale di inglobamento

5.

CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELL ' AMMAS_ SO ROCCIOSO.

piano di taglio carico di taglio

Come si detto, l'ammasso roccioso si confjL gura come un sistema costituito da un'associazione ideale di elementi rocciosi variamente eteromorfi per dimensione e geometria, delimitata spazialmente da cuperfici di discontinuit geologica pi o meno continue ed in reciproco contatto. Se il campione roccioso, che nel problema in

FIG.

b) Prova di taalio in laboratorio.

i singoli volumi rocciosi unitari che compongono l'ammasso e si riduce il grado di separazione strutturale globale dell'ammasso. Il concetto di importanza fondamentale nel. la parametrizzazione del volume roccioso significativo in tutti i problemi di Geomeccanica e di Ingegneria delle rocce, in quanto fornisce i criteri per l'applicazione alla massa rocciosa dei parametri di resistenza ricavati sperimentalmente in sito ed in laboratorio o da ricalco lo delle situazioni naturali. Esso inoltre la guida fondamentale nella comprensione del comportamento deformativo dell'ammasso roccioso. La descrizione e la parametrizzazione del vo lume roccioso unitario si pongono pertanto alla base di qualsiasi analisi e, sopratutto, classi ficazione dell'ammasso roccioso. 5.1 Descrizione delle caratteristiche strutturali.

clinate rispetto alle direzioni dette; e) processi strato); di sedimentazione (giunti di

d) processi di metamorfismo; e) processi tettonici dislocativi (faglie, sovrascorrimenti, ecc.), da collegarsi ancora a quanto specificato ai punti a) e b), ma riporta ti ad una scala pi propriamente geologica; f) processi di "creep". Per discontinuit geologica comunque s'inten de (Stini, J; Mailer, L; Sander, B.) ogni super ficie di separazione determinatasi nella matrice lapidea, tale da generare in essa una condizione strutturale di non continuit del materia le.
fiotto
ALTA

Premesso che la "Meccanica della roccia" si applica alla risposta di un mezzo discontinuo e che questa condizione di discontinuit princi^ palmente dovuta alla presenza di un reticolo di superfici di separazione geologiche variamente orientato nello spazio, risulta evidente la necessit di pervenire ad una adeguata conoscenza qualitativa e quantitativa della geometria e delle caratteristiche delle strutture geologiche singole o raggruppate in sistemi o famiglie. Lo studio delle strutture deve portare prefe ribilmente a quantificazioni di tipo statistico, la cui validit si esplicita nell'ambito delle singole zone di omogeneit. Le discontinuit geologiche si identificano con le fratture che, per cause genetiche d_i verse, si sono manifestate nell'ammasso roccioso e lo caratterizzano. Nella successione dei "passi" che caratteri^ zano lo studio dell'ammasso roccioso (Fig. 13), l'analisi delle strutture viene attuata al punto "E". Nella Fig. 14 sono elencati i principali eie menti descrittivi della struttura geologica, che verranno richiamati, in forma necessariamen te essenziale, nel seguito. - Genesi e classificazione relativa delle strutture. Le discontinuit geologiche che si rilevano in un ammasso roccioso possono essersi sviluppa te per varie cause non sempre completamente chiare (A.E. Scheidegger, 1978): a) processi di tensione dovuti sia a processi tettonici, sia a fasi di raffreddamento sia, infine, a decompressione; b) processi di compressione dovuto^ ancora a processi tettonici plicativi, tali da originare fessurazioni normali alle direzioni di massima compressione e fessure di taglio variamente in-

100

100

200 300 SOO 1000 2000 4000 R e s i s t e n z a a compresitene v m l i s L a l * ( k g / c m * )

FIG. 7

Rapporti tra la resistenza alla compressione monoassiale ed il modulo elastico: metodi classificativi (Deere, 1968).

In questa definizione viene sottolineato e privilegiato il concetto geomeccanico di non_ continuit e di disomogeneit del mezzo a scap_i to del riferimento genetico, del resto in prati, ca spesso di difficile definizione per la sovrapposizione -di cause e modificazioni intervenute nel corso della storia^geologica dell'ammasso. Per quanto riguarda la classificazione delle discontinuit, si fa spesso riferimento alle di. mensioni lineari o areali della struttura. Va osservato che, in ogni caso, una simile classificazione va strettamente correlata alle dimensioni effettive del volume significativo di ri-

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ferimento geomeccanico, cio alle dimensioni di quella parte dell'ammasso roccioso che viene coinvolta in termini di risposta geomeccanica nel problema ingegneristico in discussione. Si distinguono: - discontinuit maggiori, il cui sviluppo areale interessa tutto il volume significativo o grandi porzioni di esso; - discontinuit medie; - discontinuit minori, il cui sviluppo area le modesto rispetto alle dimensioni del volume significativo, ma la cui diffusione e frequenza possono essere determinanti per quanto riguarda gli indici globali di separazione strutturale della massa rocciosa.

bussola geologica negli affioramenti e nelle esposizioni accessibili. Esse possono essere anche eseguite su campioni orientati,nei fori di sondaggio meccanico, tramite apposite sonde ottiche o televisive o, in zone inaccessibili, me diante procedimenti di fotogrammetria terrestre. Le misure di giacitura si riferiranno a discontinuit singole o a discontinuit appartenenti a raggruppamenti strutturali nell'ambito di zone di omogeneit preconfigurabili. I dati, rilevati con criterio statistico,ven gono di norma rappresentati utilizzando proiezioni stereografiche, tra le quali la pi usata la proiezione equiareale di Schmidt riferita all'emisfero inferiore (Fig. 15-16). I poli rappresentativi di tutti i piani di discontinuit vengono introdotti in diagrammi polari (Fig. 18), che consentono di individuare non solo la posizione nello spazio della struttura singola, ma anche le caratteristiche di di^ stribuzione e gli ambiti di giacitura preferenziali (famiglie) con i massimi di frequenza (Fig. 19), i rapporti geometrici intercorrenti tra dette famiglie, i rapporti che si stabiliscono tra le direzioni di applicazione degli sforzi ed i piani di discontinuit singoli o fra loro intersecantisi (Fig. 20). L'uso dei diagrammi polari e l'applicazione dell'elaborazione stereografica dei dati giacitu rali sono quindi di determinante significato ed importanza in ogni fase dell'analisi di un problema di Ingegneria geotecnica, in quanto forai

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FIG. 8

Correlazione tra modello elasti, co e quadrato della velocit so nica nelle arenarie (da P.P. Itos si, 1986).

Si definisce faglia una discontinuit geologica, in cui corrispondenza si siano determinati movimenti dislocativi. Rispetto alla loro orientazione nello spazio le discontinuit geologiche si raggruppano spes so in "sistemi" o "famiglie" aventi caratteristiche giaciturali analoghe. - Giacitura e rappresentazione dati giaciturali. grafica dei FIG. 9 a) sistema monocorpo b) e e) sistemi multicor'po a di verso grado di separazione "Vu" volume roccioso unita rio completamente definito d) sistema multicorpo: facies gra: nulari sciolte (secondo L.M01. ler)

La giacitura di ogni singola discontinuit geologica viene definita dall'"immersione" (azi. mut rispetto al nord geografico della linea di massima pendenza del piano) e dall'"inclinazione" (angolo che la predetta linea di massima pendenza fa con l'orizzontale). Le misure possono essere eseguite con una

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FIG. 10

Condizioni di'definizione strutturale e di effettiva separazione del volume roccioso unitario. A - completamente definito (condizioni di separazione: 100%) B - mediamente definito (condizioni di separazione: 30% ca.) C - scarsamente definito (condizioni di separazione: <10%) d1+d2+d3 superfici di discontinuit strutturale

scono un'immediata percezione dell'ordinamento strutturale del sito, delle sue variazioni e danno indicazioni direttamente utilizzabili in sede di analisi e di progetto. - Morfologia delle superfici di discontinuit. La morfologia delle superfici di discontinui t condiziona in modo determinante le caratteri, stiche di resistenza, che si mobilizzano in cor rispondenza della struttura o del gruppo di strutture preso in esame e quindi condizionano la resistenza dell'ammasso globalmente, o in de terminate direzioni preferenziali. Le superfici di discontinuit rispetto ad un'area relativamente vasta (scabrezza di primo ordine) possono essere qualitativamente descrit^ te come: regolari; ondulate; discontinue. Rispetto al dettaglio morfologico, cio entro un ambito relativamente piccolo (scabrezza di secondo ordine) le superfici, in termini di scabrezza, possono essere: liscie; ruvide; indentate. Nella determinazione della scabrezza si richiedono in particolare la descrizione e la quan tificazione delle asperit, quali continuit, o .rientazione, periodo, inclinazione, larghezza

della base, profilo medio, ecc. (Fig. 21). Le caratteristiche di scabrezza si determina^ no sia sulle superfici di discontinuit presenti in sito, sia sui piani di frattura presenti nei campioni enucleati dall'ammasso, operando secondo varie procedure illustrate nelle figure (Fig. 22,23 e 24). La classificazione dei profili di scabrezza pu essere eseguita con riferimento alla casistica proposta da Barton (Fig. 25), cui vengono associati gli indici JRC (joint roughness coefficient). In relazione ai processi deformativi naturali o indotti dell'ammasso roccioso, le caratteristiche di scabrezza non solo influiscono sulle condizioni di resistenza al taglio mobilizza bile in corrispondenza delle discontinuit (Fig. 26), ma possono incidere sui processi globali di dilatanza e determinare l'incremento complej, sivo del volume dei vuoti (Fig. 27) con conseguenze rilevanti, ad esempio, sulla ritenzione e sulla circolazione idrica dell'ammasso. - Condizioni di apertura e di delle strutture geologiche. riempimento

I labbri opposti di una discontinuit geologica in taluni casi risultano a stretto contatto fra di loro; in molti altri casi, invece, si determina-una condizione di "apertura" il cui valore pu variare da qualche decimo di millime tro a qualche millimetro o a parecchi centime_ tri ed anche a qualche metro. La misurazione dell'apertura un'ulteriore

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FIG. 11 e 12

Volumi rocciosi unitari di variabile volume, conforma zione geometrica e grado di definizione strutturale.

determinazione che si deve compiere con metodo statistico per completare la descrizione delle strutture geologiche. Il valore medio dell'apertura determinato dai valori rilevati' per ogni singola struttura per i vari sistemi di discontinuit geologica considerati nella massa rocciosa di una partico lare zona di omogeneit, fornisce indicazioni utili per la determinazione del. valore globale dei vuoti che esistono in detta massa rocciosa. Tale valore va collegato all'analisi delle caratteristiche di compressibilit della massa rocciosa e alla quantificazione della sua permeabilit e, in definitiva, sulla capacit di ritenzione e di circolazione delle acque. In pratica il valore dell'apertura si determina struttura per struttura, sistema per siste ma, di pari passo con il rilevamento delle altre caratteristiche delle strutture geologiche. Con riferimento al valore dell'apertura, le

discontinuit geologiche possono classificate :


DISCONTINUIT' Molto serrata Serrata Parzialmente serrata Aperta Apertura ampia Apertura molto ampia Apertura estremamente ampia Giunto cavernoso

essere

cos

APERTURA
^0,1 mm 0 ,25 0 ,5 2 ,5 - 10 - 10 - 100

0, 1 0, 25 0, 5 2, 5 1 10

mm rr.m mr:< min

era
cin

>1

Le discontinuit geologiche sono spesso interessate da riempimenti di materiali di varia natura, che occupano lo spazio libero tra i lab bri della discontinuit stessa. La determinazione della natura,della potenza e delle caratteristiche geotecniche di tali

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riempimenti un'ulteriore rilevazione di signi, ficativa importanza nello studio geomeccanico della massa rocciosa. E 1 chiaro, infatti, che la presenza di detti materiali, in genere soffici e dotati di caratteristiche meccaniche generalmente modeste se confrontate con le caratteristiche delle matrici lapidee, influenza la risposta geomeccanica della massa rocciosa sia nei confronti della sua compressibilit, sia nei confronti delle re sistenze di taglio che si mobilizzano nel corso dei fenomeni di deformazione o di rottura. Lo spessore del materiale di riferimento situato in corrispondenza di una discontinuit. FIG. 15
A) B) NATURA TECNICA E GEOMECCANICA DEL PROBLEMA DIMENSIONI DEL PROBLEMA O, MEGLIO, DIMENSIONI E CONFIGURAZIONE DELL'AMMASSO ROCCIO SO COINVOLTO NEL PROBLEMA TECNICO IN ESAME IVI COMPRESE LE ZONE DI INFLUENZA O INDIRETTA C) DEFINIZIONE E DELIMITAZIONE DELLE ZONE OMOGENEIT' D) RICONOSCIMENTO, DESCRIZIONE, CLASS1FICAZIO NE DEL "MATERIALE ROCCIA" (ASPETTI GEOLOGIA CI E GEOMECCANICI) E) CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE GEOLOGICHE PIANE, LORO RILIEVO, DESCRIZIONE, SINTESI INTERPRETATIVA STUDIO DEL PROBLEMA IDROGEOLOGICO DI DIRETTA

Procedure di rilevamento e di rappresentazione delle discontinuit geologiche .

F)

FIG. 13

Principali "passi" dello studio qeomeccanico .

FIG. 16

Proiezione stereografica polare ed equatoriale di Scnmidt e rag presentazione di uno o pi piani di discontinuit geologica.

1 2 3 4 5 6 7 8

GENESI E CLASSIFICAZIONE RELATIVA STRUTTURE GIACITURA MORFOLOGIA DELLE SUPERFICI PIANE APERTURA

DELLE

RIEMPIMENTO DELLA DISCONTINUIT1 DIMENSIONI DELLA STRUTTURA GEOLOGICA NEL PIANO E NELLO SPAZIO INDICI DI ESTENSIONE PLANARE (MONO-BIDIMENSIONALE) INDICI DI INCIDENZA VOLUMETRICA INDICI GRAD) DI RILASSAMENTO (AUFLOGHERUNGS

VOLUME ROCCIOSO UNITARIO CARATTERISTICHE DI MOBILITA' DELL'AMMAS SO CARATTERISTICHE DI LEGAME STRUTTURALE

FIG. 14

Elencazione degli elementi descrittivi della struttura geologica .

FIG. 17

Diagramma polare e determinazio ne delle aree di densit dei p li .

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S O N D A G G I O TV1

M - l - . 1 i

LOtU*G CIMCLE KAOIUS M

3.6[NCHES.

aasETiONS,

ratteristiche meccaniche del materiale di riempimento, va abbinata la determinazione della re sistenza a compressione delle pareti del giunto che pu essere eseguita, ad esempio, ricorrendo al martello di Schmidt (Fio. 30). E' evidente quindi la necessit di procedere ad una esatta descrizione della potenza, della natura mineralogica e geotecnica dei riempimenti relativi a tutti i sistemi di discontinuit considerati. Le conclusioni che si trarranno circa la natura, le caratteristiche medie e la distribuzio ne dei riempimenti, consentiranno valutazioni di fondamentale importanza nell'interpretazione e nella scelta dei parametri di resistenza della massa rocciosa. - Spaziatura. La "spaziatura" corrisponde alla distanza in tercorrente tra due discontinuit geologiche a partenenti al medesimo raggruppamento (o famiglia) misurata ortogonalmente al piano della di scontinuita stessa (Fig. 31). La spaziatura si esprime con il simbolo "d"; il suo valore medio rappresenta il valore reciproco della "frequenza"
d =

FIG. 18

Diagramma dei poli ottenuto con elaboratore (da G. Barla, 1983).

La spaziatura viene espressa in metri e viene riferita ai valori massimi, minimi e medi at tribibili ad ogni famiglia di discontinuit in
soNomeia m
.

se in presenza di superfici delimitanti liscie o se, in certa misura, di valore eccedente l'am piazza media delle asperit, pu influire in modo determinante sulla resistenza allo scorrimen to ed al taglio, che si mobilizza in corrispon denza di uno o pi piani di separazione geologi ca, annullando o riducendo le condizioni di con tatto reciproco tra i labbri lapidei della strut tura o annullando l'influenza della rugosit dei piani (Fig. 29). I materiali di riempimento sono di varia natura mineralogica. Si tratta spesso di materiali silicei o carboriatici o di materiali argille si, argille-limosi, limo-sabbiosi grossolani o detritici, specialmente in presenza di processi cataclastici. La loro presenza nelle discontinuit geolog^ che pu essere dovuta a soluzioni' minerali circolanti nel reticolo strutturale, o essere collegata a materiali trasportati (specie in settori superficiali), o a materiali di alterazione, o pu corrispondere a materiali di sedimentazione (interstrati o intercalazioni). In presenza di processi alterativi spinti o di fenomeni di tettonizzazlone (cataclasi-milo nisi) della discontinuit, gli stessi labbri or> posti della struttura possono essere stati inte restati in diversa misura da un decadimento del. le caratteristiche meccaniche della roccia. In questi casi, alla determinazione delle ca

FAMIGLI* 3 FROJECTICW
6IHOES.

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P L O T T I 1 C C l t C L E OAOI'JS

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2222

22222222

FIG. 19

Diagramma dei massimi di frequen za ottenuto con elaboratore (da G. Barla, 1983).

3-12

ti i sistemi di discontinuit presenti fornisce una significativa indicazione circa il grado di suddivisione dell'ammasso roccioso prodotto da ciascun raggruppamento strutturale e consente di determinare, in abbinamento con gli indici di continuit strutturale, il grado di separazione globale della massa rocciosa in esame. - Estensione delle discontinuit geologiche. Ogni singola struttura di discontinuit geologica si sviluppa in una determinata direzione all'interno del volume significativo dell'amma^ so roccioso, intersecandolo (quindi suddivider! dolo) integralmente o parzialmente in relazio ne al valore della sua propria dimensione area le. Un'associazione di strutture di discontinuit del medesimo raggruppamento della struttura summenzionata riproduce la condizione sopradescritta in corrispondenza di un numero ennesimo di ideali sezioni dell'ammasso fra loro parall le, spaziate in ragione della frequenza propria del sistema. L'intervento di pi di un raggruppamento di strutture in un quadro di mutue intersezioni pr duce l'assetto strutturale complessivo dell'ammasso e determina il suo grado globale di separazione strutturale. Se la continuit della struttura geologica non raggiunge valori tali da produrre un'intersezione completa attraverso il volume significa^ tivo dell'ammasso roccioso di riferimento, nel piano ideale di potenziale prolungamento della struttura si determinano situazioni di non continuit delle condizioni di separazione, che po^ sono essere idealmente configurate come "ponti" o "setti" integri esistenti lungo il piano di potenziale separazione considerato. Il piano di potenziale separazione struttura le tracciato attraverso il volume significativo di riferimento pu risultare dunque totalmente separato (continuit della struttura di separazione pari al 100%), oppure in parte separato e in parte ancora integro. Nelle parti separate le resistenze attivabili saranno resistenze "di struttura" (prevalentemente frizionali), negli ambiti integri saranno invece attivabili resistenze di matrice lapidea o di legame struttura le. Nei massicci rocciosi caratterizzati da ridotto grado di separazione globale (volumi rocciosi unitari-di dimensioni medio-grandi e scar samente definiti) la resistenza di legame preva le nel bilancio delle resistenze attivabili in rapporto alle sollecitazioni applicate. Negli ammassi rocciosi caratterizzati invece da elevato -grado di separazione (volumi rocciosi unitari di piccole dimensioni ed altamente definiti), le resistenze residue mobilizzabili si identificheranno sempre pi con quelle di semplice attrito in corrispondenza dei piani di disgiunzione.

30

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. TALOBRES FRICTION COMES -SAPE -UNSAPE - WEIGHT - SUPPORTINO PORCE INTRODUCED BY POST-TENSIONED ROCK TENDONS -RESULTANT BLOCK SLDING ALONG JOINT ST . BLOCK SLDING ALONG JOINT Kl

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WEDGE SLDING ALONG STAND Kl -.'UNSEATING OF BOTH PLANES

Zo

FIG. 20

Ved. testo (da Oberti et. al. 1986) .

dividuata nel sito. - Frequenza. Il valore della "frequenza" relativa alle strutture di un determinato raggruppamento di discontinuit esprime il numero di superfici che ricorre per metro lineare, determinato in una direzione ortogonale al piano delle discontinuit. La frequenza si esprime con il simbolo "S", con riferimento ai valori massimi, medi e minimi'. La determinazione statistica dei valori della spaziatura e della frequenza applicata a tut

3-13

" fcwsl
FIG. 21 e 22 Caratteristiche di scabrezza di superfici di discontinuit in sito.

S-14

Da queste considerazioni si capisce per quale motivo la determinazione delle caratteristiche singole o, in un contesto statistico, di quelle dei raggruppamenti, risulti essere uno dei parametri pi importanti per la caratterizzazione geomeccanica dell'ammasso roccioso. La quantificazione dei parametri in sito non sempre agevole, anzi spesso difficile e richiede un adeguato addestramento dell'operato re e sufficienti condizioni di esposizione del1'affioramento. Queste difficolt, che dovrebbero stimolare pi adeguati sforzi nel campo della metodica geologica di rilevamento e di indicizzazione delle caratteristiche, non giustificano in nessun caso lo scarso o nullo rilievo che a questo parametro viene riservato dalle pi correnti classificazioni dell'ammasso roccioso, classifi che che per questo motivo perdono gran parte di significato nelle interpretazioni e nelle valutazione del comportamento meccanico dell'ammasso roccioso e, in genere, nelle applicazioni nel campo dell'Ingegneria delle rocce. Nella pratica, l'estensione areale delle discontinuit geologiche determinata in sito per una struttura o, come valore medio statistico, per raggruppamenti di strutture, va messa in re lazione con le dimensioni dell'ammasso roccioso significativo di riferimento nel problema teori. co o applicativo, rispetto al quale detta estensio

ne viene espressa in termini percentuali. Si definiranno: a) Estensione [ , ) . monodimensionale o lineare

Si riferisce al valore, espresso in metri, dell'estensione dell'intersezione di una superficie di discontinuit con la superficie della sezione di esposizione (naturale o artificiale) (Fig. 32 "a"). b) Estensione bidimensionale o piana e relativo indice. Corrisponde all'area della superficie esposta della discontinuit geologica, determinata utilizzando le misure di due lati della stessa tra loro ortogonali. L'indice di estensione bidimensionale dato dal rapporto tra l'area complessiva occupata da una discontinuit o da un determinato numero di discontinuit complanari e l'area totale della sezione intersecante il volume di riferimento nella quale dette discontinuit giacciono (Fig. 32 "b","c","d"). Ak +Ak +Ak 1 , 1_ 1 , i \, 1,n Ic2 = e) Estensione tridimensionale e relativo indice (io). Esprime l'area totale delle discontinuit di uno stesso sistema, che intersecano il volume roccioso di riferimento. L'indice di estensione tridimensionale si ot tiene moltiplicando il valore dell'indice di estensione bidimensionale per la frequenza propria del raggruppamento.
le, = le,, S

FIG. 23 Profilografo (N. Rengers, 1971).

3-15

- Grado di separazione masso roccioso.

strutturale dell'am-

ne e ritenzione d'acqua, ecc. Alcune osservazioni si rendono a questo punto necessarie relativamente ad "altri indici di qualit" dell'ammasso roccioso che vengono attualmente utilizzati nelle classificazioni correnti. Il recupero di campioni rocciosi nel corso delle terebrazioni geognostiche ha suggerito a Deere (1964) la determinazione del recupero peir centuale di carotaggio determinando la lunghezza totale dei singoli spezzoni di carota aventi lunghezza superiore a 1 O cm in rapporto con la lunghezza totale perforata: indice R.Q.D. %. L'utilizzo di questo indice, sopratutto con riferimento ad estrapolazioni fondamentali ' in termini classificativi da applicare all'ammasso roccioso, deve essere fatto con molta cautela, non solo perch esso non collegabile con una realistica valutazione delle caratteristiche delle discontinuit in relazione alla loro distribuzione e continuit spaziale in sito, ma perch il grado di suddivisione ricavabile dal carotaggio , nella maggior parte dei casi, dipendente dal metodo di perforazione e di recupe ro, dalla direzione di sondaggio, dalla natura litica dei materiali, dallo stato tensionale originario, dai processi di detensione successivi all'enucleazione del materiale, dalla perdi_ta in umidit, ecc.

Conoscendo l'indice di estensione bidimensio naie ed il valore della spaziatura di ogni sistema di discontinuit presente nell'ammasso roccioso che si considera, possibile determinare l'area totale separata da discontinuit (e reciprocamente il valore della porzione strutturale integra) rapportata al volume dell'ammasso di riferimento. La procedura consente una significativa clas sificazione dell'ammasso roccioso nella quale, nella scala decrescente di qualit, da una pai: te si raggruppano litofacies a bassissima frequenza di strutture ed a modesto indice di continuit (le ), dall'altra litofacies ad altissima frequenza di strutture ed ad elevato indice di continuit (al limite inferiore corrispon denti ad ammassi granulari incoerenti). La diagrammazione delle relazioni esistenti tra spaziature (o frequenza), indice di continuit ed area totale separata per unit di volu me dell'ammasso roccioso, fornisce immediate dj5 duzioni sulla dimensione delle resistenze di le game strutturale disponibili (resistenze di matrice lapidea) sulla natura e sulle caratteristiche delle resistenze globali dell'ammasso i sponiblli, sulla deformabilit potenziale, sulla possibile entit dei vuoti, sulla circolazio

FIG. 24

Rilievo della scabrezza con il metodo della piastra e descrizione geometrica delle asperit (N. Rengers, 1971).

3-16

L'utilizzabilit di un tale indice,pertanto, deve essere attentamente valutata con riferimen to a precise analisi geologiche e ai dati strut turali rilevati in sito. Le stesse osservazioni possono essere estese all'indice di separazione (If) che prevede la determinazione del numero di discontinuit comprese in una lunghezza unitaria di carotaggio. L'indice di resistenza (Is) proposto nel 1970 da Frankin viene derivato da una prova meccanica di punzonamento (point load) eseguita su spezzoni di carota mediante coni esercitanti una compressione diametrale. L'indice pu essere correlato con il valore della resistenza a compressione monoassiale de^ la "roccia". La sua validit positiva nella determinazione delle caratteristiche meccaniche della matrice lapidea. Non significativa inve ce per valutazioni legate ali'"ammasso roccioso", se non nei termini gi sottolineati in pre cedenza trattando della distinzione tra "roc-

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L_sZ-4--.-_"..iV 1 = 0 tg ip,n.= 0.tg (ipiu.i)

FIG. 26

Condizioni di scivolamento e ta glio in corrispondenza di stru^t ture "indentate" (N. Rer.gers, 1971).

PROF1LI 01 S C A B R E Z Z A TIPICI

JRC

FIG. 27

Relazioni tra "asperit" e zioni di scivolamento nel movimento relativo dei labbri di una discontinuit (N. Rengers, 1971).

FIG. 25

Classificazione dei profili di scabrezza secondo Barton .

eia" e "ammasso roccioso". L'indice di velocit infine (Iv) definito dal quadrato del rapporto tra le velocit di propagazione delle onde elastiche longitudinali determinate, rispettivamente, in sito (Vs) ed in laboratorio (VI). Questo indice consente significative valutazioni sul grado di discontinuit litologico e

strutturale dell'ammasso da correlare con l'insieme dei parametri strutturali acquisiti in si to. - Rilevamento e strutturali^ rappresentazione dei dati

Gli elementi strutturali da rilevare in sito (affioramenti naturali; esposizioni in superficie o in sotterraneo) vanno raccolti preferenzialmente con criterio statistico nella successione indicata in Fig. 37.

3-17

I parametri attribuiti ad ogni struttura (o associazione di strutture) andranno mediati con riferimento a ciascun singolo raggruppamento strutturale, nell'ambito di ogni singola zona di omogeneit. L'ambito di distribuzione giaciturale del singolo raggruppamento di discontinuit viene determinato utilizzando i diagrammi polari. I dati strutturali vengono trasferiti utiliz^ zando opportune simbologie in planimetrie e sezioni dell'ammasso roccioso, nel cui ambito, con criteri geologici, verranno operate nella misura possibile le necessarie interpolazieni ed estrapolazioni. Con riferimento alle finalit tecniche dello studio, i dati strutturali dovranno consentire la definizione di un modello strutturale (in varia misura semplificato) della situazione rea le da intendersi ed utilizzarsi quale modello di riferimento per ogni successiva valutazione progettuale ed analisi ingegneristica (Fig. 3738-39-40).

to dell'insieme costituito dalla matrice lapidea ("roccia") e dal reticolo strutturale (Fig.41). Per questo motivo le prove in sito devono ej> sere eseguite su volumi rocciosi sufficientemen te rappresentativi delle caratteristiche litostrutturali dell'ammasso roccioso di riferimento geomeccanico nel problema tecnico in esame. Non sempre questa condizione sufficientemente raggiunta: tale circostanza, nello studio del problema geomeccanico, genera spesso difficolt ed incertezze nell'attribuzione all'animasi so dei parametri medi caratteristici di deforma zione e di resistenza. Scelta tipologica, dimen sionamento e procedure delle prove in sito sono strettamente guidati dalle indicazioni fornite dallo studio di caratterizzazione geologica e geostrutturale dell'ammasso, che quindi deve precedere 1'esperimentazione in sito.

6.1

Caratteristiche di deformabilit.

6.

CARATTERISTICHE MECCANICHE DELL'AMMASSO ROCCIOSO.

Richiamando quanto specificato all'inizio, va osservato che la parametrizzazione delle caratteristiche meccaniche dell'"ammasso roccioso" deve essere eseguita "in sito" attraverso prove tecnologiche che restituiscano, nella misura pi aderente alla realt, il comportamen-

La deformabilit dell'ammasso roccioso dipen de da vari fattori quali: - il tempo di applicazione della sollecitazione; - le caratteristiche della matrice lapidea; - le caratteristiche del reticolo struttura le; - la deformabillt dei volumi rocciosi unit ri. La determinazione delle caratteristiche di deformabilit richiede l'applicazione di un carico ad una superficie rocciosa e la misurazio-

FIG. 28

Condizioni variabili di apertura delle discontinuit geologiche in un affioramento naturale.

3-18

ne delle deformazioni. Sia l'applicazione del carico, sia la rileva zione delle deformazioni possono essere eseguite secondo schemi variabili: sull'argomento esi ste una vasta bibliografia, che affronta i problemi teorici ed applicativi della sperimentazione. Ci limiteremo a ricordare i procedimenti pi usati : - prova di carico su piastra flessibile, fat

formazioni all'estradosso di una galleria a sezione circolare soggetta ad un carico uniformemente distribuito (Fig. 44). - Pressa radiale ad anello. Le finalit della prova sono simili a quelle della camera idraulica. Lo schema consente l'applicazione del carico sull'intera circonferenza del cunicolo di prova e la contemporanea lettura della deformazione secondo direzioni radiali. La prova consente il rilevamento di condizio ni di anisotropia deformativa correlablli alle variazioni litostrutturali e fisico-meccaniche dell'ammasso (Fig. 45). - Prove con martinetto piatto in parete.

AMPIEZZA DELLE ASPERIT

SPESSORE DEL RIEMPIMENTO

v a l o r e mad'O

Oltre che la misura delle caratteristiche di deformabilit, questa prova consente di determi nare lo stato di sollecitazione superficiale esistente nell'ammasso roccioso. Il procedimento si basi sulla misurazione del rilascio delle tensioni preesistenti nell'aroma^ so, causato dall'esecuzione di un taglio in direzione normale alla parete ed alla quantificazione dello sforzo necessario per il recupero della deformazione indotta dalla decompressione. - Prove con dilatometro. Vengono eseguite all'interno di fori di sondaggio mediante sonde dilatometriche. Esse interessano un volume di roccia molto modesto spesso non rappresentativo delle caratteristiche litostrutturali significative dell'ara masso e possono fornire pertanto valori di modu lo inferiori a quelli effettivi della massa roc ciosa. Le prove elencate consentono di pervenire a

FIG. 29

Influenza-del rapporto fra lo spessore del riempimento e 1'am piezza delle asperit sulle caratteristiche di resistenza allo scorrimento (da P.P. Rossi, 1986) .

Dispersione media lMP a )

P50 di volume.,-,-.

ta in cunicolo o in superficie, con rilevazione delle deformazioni eseguita nei vari cicli di sollecitazione sia al contorno, sia all'interno dell'ammasso roccioso {Fig. 42-43). Questa prova pu anche prevedere una prolungata applicazione del carico per indagare le ca ratteristiche deformative in funzione del tempo. - Camera idraulica. Questa prova consente la determinazione delle caratteristiche di deformazione su volumi di roccia di grandi dimensioni. Il procedimento consente la misura delle deIndice di Schmidt (martello L)

FIG. 30 Ved. testo (da P.P.

Rossi, 1986).

3-19

curve tensione-deformazione dalle quali possono essere determinati i seguenti moduli: Et; Es moduli te; E modulo E<3 modulo clo di Ee modulo E modulo di elasticit tingente e secan iniziale; secante definito nel primo cicarico; di ricarico; elastico allo scarico.

ti (martinetti idraulici o piatti). Viene deter minata di norma la resistenza di picco e quella residua. - Determinazione della resistenza al taglio. La resistenza al taglio viene determinata usualmente in corrispondenza di superfici di discontinuit geologica. Si usano blocchi di roccia convenientemente isolati, contenenti la discontinuit in esame o comunque il previsto piano di taglio. Gli schemi piO usuali della prova sono illustrati nelle Fig. 49 e 50. Anche in questo caso si punta alla determina zione delle resistenze di picco e residue ricor rendo preferibilmente a pi prove eseguite su blocchi simili, o ad una prova nella quale Viene incrementata la sollecitazione normale.

- Metodi dinamici. L'utilizzo dei metodi sonici e sismici basati sull'utilizzo delle caratteristiche di propa gazione delle onde elastiche, consentono ulteriormente di rilevare le caratteristiche di deformabilit dell'ammasso roccioso. Ci si limita a ricordare: - metodo sismico a rifrazione (Fig. 46); - misure sismiche su percorsi diretti (down hole; cross noie; up noie); - carotaggi sonici (Fig. 47). 6.2 Caratteristiche di resistenza.

7.

L'ACQUA E LA MASSA ROCCIOSA.

Le prove di resistenza eseguibili sui campio

Il concetto di "permeabilit" o di impermeabilit di una massa rocciosa in generale alquanto differente dal concetto di permeabilit che si applica ai suoli. Riferendoci all'ammasso roccioso, si applica il concetto di "transitabilit d'acqua", ("Wasserwegigkeit"). In altre parole, ci si riferir alle possibi lit, imposte all'acqua dalle condizioni strutturali della massa rocciosa, di circolare o di stabilirsi, in base a determinate modalit e se condo un particolare assetto, e quindi esercita re la sua influenza sul comportamento meccanico globale della massa rocciosa stessa (Fig. 51). La "transitabilit dell'acqua", cio la possibilit offerta all'acqua di penetrare nella

a)

b)
FIG. 31 Determinazione del valore della spaziatura.

e)

ni rocciosi possono essere in certa misura applicate alle condizioni in sito,naturalmente ad una scala superiore rappresentativa, nei limiti discussi, dell'ammasso. - Determinazione della resistenza a compressione. La prova si esegue su prismi rocciosi appositamente isolati in sito (Fig. 48), ai quali il ricarico viene applicato mediante martinetdiscontinuit geologica "K..
b) I c = l
e) O

FIG. 32

Ved. testo .

3-20

massa rocciosa, di stabilirvisi e di muoversi nel suo interno, si collega alle oramai pi voi. te ricordate ed illustrate condizioni di separa zione e di discontinuit, che caratterizzano la "massa rocciosa". Poich ogni sistema di separazione si distribuisce con differenti caratteristiche, quin . di con una netta anisotropia morfologica, all'interno di una massa rocciosa si determinano in essa condizioni di permeabilit orientata tri dimensionalmente. Nel massiccio roccioso l'acqua pu trovarsi: 1} sotto forma di acqua interstiziale, che in differente grado percentuale satura i pori del materiale roccioso; 2) sotto forma di acqua di riempimento del reticolo di discontinuit, entro il quale essa ristagna o si muove nella misura consentita daJL le caratteristiche di quest'ultimo;

3) sotto forma di acqua interstiziale che, in differente grado percentuale, satura i pori dei materiali di riempimento o di interstrato presenti spesso nelle discontinuit, o fra i giunti di stratificazione della massa rocciosa. Tra i parametri idrologici pi importanti si possono ricordare: a) le quantit, o meglio, i volumi che entra no nel problema; b) le caratteristiche delle "vie di percolazione" (vale a dire il loro assetto geometrico tridimensionale, la continuit, l'apertura media, il riempimento, le propriet morfologiche dei piani, ecc.); e) la.velocit di movimento; d) la pressione; e) il chimismo.

FIG. 33

Strutture di separazione subverticali e suborizzontali ad elevato indice di continuit (IC2=1/0).

3-21

Lo studio dell'influenza dell'acqua stagnante o in movimento sulla risposta geomeccanica globale o locale dell'ammasso si collega quindi ad una accurata descrizione litostrutturale nei termini fino ad ora descritti e deve impostarsi sulla base di precisi fondamenti teorici rigua danti le condizioni di flusso nelle discontinui^ t.

La determinazione della permeabilit in sito richiede perci una scelta delle procedure,che tenga accuratamente conto delle condizioni loca li. La "prova di permeabilit", che risulta spes^ so di esecuzione ed interpretazione complessa, pu essere eseguita utilizzando gli schemi illu strati in Fig. 52 all'interno di idonei fori di sondaggio.

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FIG. 34 Strutture di separazione geologica dispontinue, prevalentemen te a modesto indice di continu^ t .

FIG. 35 Ved. Fig. 34.

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3-23

FIG. 38

V&d. testo.

FIG. 40

Ved. testo.

FIG. 39

Ved. testo.

FIG. 41

Confronto tra le curve sforzodeformazione ottenute in laboratorio sulla roccia intatta ed in sltu sull'ammasso roccio so (da G. Barla, 1983).

3-24

FIG. 42

Prova su piastra (ISMES, 1973).

FIG. 43

Prove su piastra (Oberti et al. 1986).

BOREHOLE EXTENSOMETER

-\ HUBBER INFLATABLE RING


A-A

ROLLER

B-B

FIG. 44

Camera idraulica (Oberti

et al.,1986)

3-25

FIG. 45

Pressa radiale ad anello (Interfels).

FIG. 46

Misure sismiche in galleria. (ISMES, 1973)

FIG. 47

Misure di carotaggio sonico (ISMES, 1973).

3-26

FIG. 48

Schema della prova di compressione monoassiale (da P.P. Ros si).

FIG. 51

Influenza della pressione idrica sulle condizioni di equilibrio di un aTiunasso roccioso intersecato da discontinuit di ordine maggiore (L. Mailer , 1 963).

a)

\
FIG. 49 Schema della prova di taglio (da P.P. Rossi).

JACK POR SHEAR LOAD FIAT JACK POR NORMAL LOAD

62

\
\ TENDONS FOR NOHMAL LOAO

ds
PEAK STRENGTH RESIDUAL STRENGTH

T
MPa

V-

FIG. 52

1
FIG. 50

6 MPa

Prova di permeabilit in foro di sondaggio: a) prova a fondo foro; b) prova con doppio packer .

Prova di taglio in sito.

3-27

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SUMMARY. The geomechanical study of rock masses and th elaboration of projects in rock engineering requi^ re an accurate and detailed knowledge of qualitative and quantitative parameters which characterize their geological and mechanical properties. This paper, deals initially with th generai principles which govern rock masses behaviour, and with th most significant steps of th geological, structural and geomechanical qualitative and quan titative description, considering both th rock defined as "rock material", and th "rock mass" to be assumed like a discontinuous and anysitropic medium.