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Dr.

Roberto Gava
L’importanza della vitamina D per il nostro organismo

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7 novembre 2019/in Articoli /by Dr. Roberto Gava

Oggi, un esame del sangue molto importante è il dosaggio plasmatico della vitamina D. È stata
chiamata fin dall’inizio “vitamina”, ma in realtà oggi viene definita un “ormone” a causa delle sue
innumerevoli azioni su molti tessuti dell’organismo.

Perché è così importante?

La vitamina D si assimila poco con i cibi. È presente ad esempio nel latte, ma un bicchiere contiene
solo circa 100 unità.
L’esposizione al sole di braccia e gambe per 15 minuti ne fornisce circa 10.000 unità, quando il
cielo è sereno e ci troviamo in una zona non molto inquinata. In caso contrario, l’inquinamento
atmosferico è in grado di filtrare i raggi solari riducendo quell’attivazione che invece il sole
dovrebbe promuovere a livello cutaneo trasformando la pro-vitamina D in vitamina D utilizzabile
dall’organismo (non dimentichiamo che oggi viviamo in un ambiente altamente inquinato,
specialmente nel Nord-Italia).

A cosa serve la vitamina D?

Sappiamo tutti che la vitamina D aiuta la calcificazione ossea e contrasta l’osteoporosi. Oltre a
questo, però, la vitamina D è oggi di grande importanza per la sua azione immunostimolante,
essendo in grado di stimolare il nostro sistema immunitario e di offrirci una certa protezione verso
molte patologie, compreso il tumore.
Infatti, ci sono molti medici che la utilizzano in dosaggi elevati come terapia di associazione nelle
patologie oncologiche, ma anche (sempre in dosi medio-alte) in varie patologie immunitarie, come
per esempio nelle patologie autoimmuni e nelle patologie infettive recidivanti.
L’uso di dosi elevate non deve spaventare se c’è la contemporanea precauzione di bere almeno
1,5-2 litri di acqua al giorno (così da evitare i calcoli renali) e, nel caso la vitamina D venga assunta
per periodi prolungati, se viene associata alla vitamina K2 (quest’ultima ostacola il deposito del
calcio nelle arterie e nei tessuti), specie quando la vitamina D è somministrata insieme a sali di
calcio. Infatti, in alcuni pazienti con patologie particolari sono state usate anche 100.000 unità al
giorno per vari mesi senza alcun disturbo e senza alcun riscontro di ipercalcemia.
La vitamina D, oltre ad avere un effetto immunostimolante, ha un’azione protettiva sul cuore, sul
cervello, sulla circolazione del sangue, sul pancreas impedendo il diabete, etc.

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Come assumerla

La vitamina D, come tutte le sostanze nutrizionali, dovrebbe essere assunta quotidianamente però,
essendo una vitamina liposolubile che si accumula nell’organismo, può essere assunta anche
settimanalmente o più di rado. Quello che conta è prenderla dopo il pasto, nel quale è preferibile
includere cibi con l’aggiunta di olio extravergine di oliva a crudo (per esempio quando si mangia
verdura condita). In merito al tipo di vitamina D da assumere, sarebbe consigliabile evitare le
vitamine chimiche e optare per quelle naturali in gocce o capsule molli, che però vanno sempre
assunte quotidianamente perché sono commercializzate in basso dosaggio.
Dato che la vitamina D va assunta per lunghi periodi o anche per tutta la vita (almeno finché la
persona vive in un clima inquinato come il nostro), ci sono persone che non accettano i trattamenti
quotidiani prolungati, perché dopo un po’ li dimenticano e li sospendono. In questi casi, data
l’importanza dell’assunzione di vitamina D, consiglio allora di ricorrere all’assunzione delle
formulazioni ad alto dosaggio (fiale da 100.000 UI) da assumere 1-2 volte al mese.

Perché dosarla nel sangue

Coloro che non assumono la vitamina D si trovano quasi sicuramente in uno stato di carenza più o
meno grave, anche perché l’esposizione al sole, purtroppo, non è di solito sufficiente (se non ci si
trova in un clima pulito come quello in riva al mare o in montagna sopra i 1.000 metri).
Il consiglio è pertanto di dosare la vitamina D del sangue e, nel caso risulti bassa, di assumerla
in modo che il suo valore salga almeno di un 40% sopra il minimo del range di normalità: andrebbe
bene un valore di 40-45 ng/ml (in un range che va da 30 a 100).
Alcuni medici prescrivono vitamina D a dosi molto basse per paura dell’ipercalcemia alla quale
possono conseguire calcoli renali e/o calcificazioni tessutali. Altri però, nonostante diano ai loro
pazienti la vitamina D e ne controllino poi gli effetti clinici e laboratoristici, non hanno mai
riscontrato né danni né effetti tossici nei soggetti normali. È invece importante fare attenzione in
caso di pazienti affetti da iperparatiroidismo, alcune patologie neoplastiche, l’assunzione di alcuni
farmaci, ecc.

Conclusione

Oggi la vitamina D è troppo importante per essere trascurata e questo vale per tutti,
indipendentemente dall’età. Per questo il consiglio è quello di fare un dosaggio della vitamina D del
sangue. Chiedilo al tuo medico oppure fallo a pagamento, perché è di estrema importanza per
ognuno di noi essere sicuri di non trovarsi in una condizione di carenza di vitamina D.