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e Covid

Lattoferrina Antivirale Antibatterico immunomodulante Anti-infiammatorio

fondamentale è la vitamina D il cui deficit porta il soggetto a maggiori rischi di infezione oltre che a fragilità
ossea. Infatti una carenza di vitamina D comporta di avere un sistema immunitario non del tutto efficiente,
d’altronde questa come la vitamina C contribuiscono a rafforzare le difese immunitarie se assunte con
continuità. Puntare sulla prevenzione e raccomandare di tenere ad un buon livello questo valore può solo
sostenere il nostro sistema immunitario e portare cosi ad avere effetti positivi senza dimentica che l’obiettivo
primario della vitamina D è quello di regolare il metabolismo minerale, in prevenzione sia primaria che
secondaria dell’osteoporosi.

DIFESE IMMUNITARIE: SCOPRI GLI ALLEATI PIU' POTENTI

Mai come in questo periodo la ricerca scientifica è incentrata nel trovare rimedi che possano aiutare il nostro
corpo a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso.

Sono stati compiuti diversi studi, soprattutto sui bambini, i quali hanno portato a dei dati consolidati. I bambini
e i giovani al di sotto dei 20 anni, oltre ad essere spesso asintomatici, si stima abbiamo una suscettibilità
all’infezione pari a circa la metà rispetto a chi ne ha più di 20 (ricerca pubblicata su Nature Medicine). Stesso
quadro clinico, con andamento favorevole lo si evidenzia nel tasso di mortalità (0,06% nella fascia 0-15 anni) e
quindi si è indagato sul perchè c’è una bassa incidenza di infezioni da Covid-19 nell’età pediatrica.

LATTOFERRINA Gli studiosi hanno posto la loro attenzione nella glicoproteina ad azione antimicrobica e
ferrotrasportatrice contenuta nel latte materno: la Lattoferrina. Le sue proprietà antimicrobiche sono dovute
alla capacitá di legare il ferro sottraendolo al metabolismo di specie batteriche che sfruttano proprio questo
ione per la loro moltiplicazione. Il suo effetto antivirale è dovuto invece alla capacità di legarsi ai
glicosamminoglicani della membrana plasmatica impedendo così l’ingresso del virus. La sua azione
immunomodulante permette, durante le terapie antibiotiche, di aumentare la suscettibilità dei batteri alle
terapie farmacologiche e promuove la crescita dei ceppi dei batteri intestinali se assimilata insieme ai probiotici
(enterolactis, biolactine, codex).

_Tra gli integratori contenenti lattoferrina suggeriamo Mosiac, Cowin con zinco e vitamina c, Lattoferrina
Promopharma** **_e Blf100.

QUERCETINA Altra molecola dai riscontri interessati secondo altri studi è il bioflavonoide Quercetina,**
**molecola naturale presente in diversi alimenti come capperi, cipolla rossa e radicchio. Nota già da tempo per
le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatori e antiallergiche la molecola secondi alcune simulazioni ricreate
in laboratorio sembra essere in grado di legarsi ad un enzima specifico (3CL pro, comune a tutti i coronavirus) e
lo inibisca bloccandone la replicazione.

Tra gli integratori contenenti quercetina suggeriamo Quercetina promopharma.

La quercetina rallenta l'invecchiamento e riduce il rischio di cancro

Questa azione antiossidante svolge in particolare un ruolo positivo contro l'invecchiamento e le malattie.
Possiamo quindi dire che questo flavonolo esercita una vera azione antietà.

La quercetina aiuterebbe anche a proteggere il cervello e il sistema nervoso. (22) (23) Alcuni test effettuati su
alcuni topi nel 2018 hanno evidenziato questo effetto neuroprotettivo. (24)
Alcuni ricercatori hanno anche scoperto alcune sue proprietà anticancro (in modo particolare contro il cancro
al pancreas). Queste ultime sarebbero dovute, tra l'altro, alla sua azione sullo stress ossidativo, ma anche alla sua
capacità di inibire l'aggregazione piastrinica. (25) (26) (27) Assicurati tuttavia di consultare il medico se stai già
seguendo una chemioterapia.

Ideale per ridurre il colesterolo e promuovere una buona salute cardiovascolare

L'assunzione di quercetina provoca anche una riduzione del livello di colesterolo cattivo (LDL), così come una
diminuzione della pressione arteriosa. Questo flavonoide agisce infatti su vari parametri come l'elasticità
vascolare e la resistenza vascolare periferica. (28)

La quercetina porterebbe quindi a una riduzione dei disturbi cardiovascolari. (29)

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https://www.innovet.it/innovet-news/2003/quercetina-e-riassorbimento-osseo/

Quercetina e riassorbimento osseo

-Importanti le ricadute pratiche di questi nuovi dati sperimentali, che avvalorano la bontà di utilizzo della
quercetina in quelle situazioni cliniche accompagnate da un eccessivo riassorbimento delle strutture ossee.
L’osteoporosi, ad esempio, ma indubbiamente anche l’artrosi che, soprattutto nelle fasi avanzate, ai tratti
degenerativi ed infiammatori accoppia imponenti fenomeni erosivi (es. cisti, geodi) a carico dell’osso
subcondrale.

Alimenti particolarmente ricchi di quercetina sono:


il cappero (è la pianta che ne contiene la maggior quantità rispetto al peso), il levistico l'uva rossa e il vino
rosso, la cipolla rossa, il tè verde, il mirtillo, la mela,
……………………………………………………

nota la quercetina al grande pubblico, in modo particolare il suo potere antinfiammatorio ed antiossidante,
proprio come l'alga spirulina.

…..una pubblicazione del Cnr di cui riporto le testuali parole: “Uno studio internazionale cui partecipa l’Istituto
di nanotecnologia del Cnr ha scoperto che la quercetina funge da inibitore specifico per il virus responsabile
del Covid-19, mostrando un effetto destabilizzante sulla 3CLpro, una delle proteine fondamentali per la
replicazione del virus. Lo studio è pubblicato sull’International journal of biological macromolecules.

VITAMINA D Altra vitamina fondamentale è la vitamina D il cui deficit porta il soggetto a maggiori rischi di
infezione oltre che a fragilità ossea. Infatti una carenza di vitamina D comporta di avere un sistema immunitario
non del tutto efficiente, d’altronde questa come la vitamina C contribuiscono a rafforzare le difese immunitarie
se assunte con continuità. Puntare sulla prevenzione e raccomandare di tenere ad un buon livello questo valore
può solo sostenere il nostro sistema immunitario e portare cosi ad avere effetti positivi senza dimentica che
l’obiettivo primario della vitamina D è quello di regolare il metabolismo minerale, in prevenzione sia primaria
che secondaria dell’osteoporosi.

Questa vitamina è un regolatore del metabolismo del calcio e per questo è utile nell'azione di calcificazione
delle ossa.

Tra gli integratori contenenti Vitamina D suggeriamo XD3**, **D3 BASE Junior**, **D3 Fort.
VITAMINA C Altro micronutriente indispensabile per la nostra salute che l’uomo non riesce ne a sintetizzare ne
ad accumulare ma lo può assumere solo attraverso la dieta é la vitamina C. E’ un cofattore importante in
numerosi processi fisiologici per la regolarizzazione del sistema immunitario, la sintesi di collagene, per il
metabolismo del ferro e l’assorbimento dello zinco. Si può assumere nutrendosi di frutta (arance, kiwi), verdure
(peperoni, rucola, cavoli) o integratori specifici.

Tra gli integratori contenenti Vitamina C suggeriamo Cebion, Altrient**, **C-Retard**, **Immuforte Vit.C
1000 Winter.

PAPAYA Tra i benefici che possiamo menzionare dalla fermentazione del frutto, la Papaya offre un valido aiuto
per il rinforzo del nostro sistema immunitario; la sua virtù nasce dal fatto che aiuta a ristabilire l’equilibrio acido
base dell’organismo grazie all’effetto alcalinizzante. Solitamente i batteri patogeni, che proliferano nel nostro
intestino, vivono in un ambiente acido e invertendo il nostro Ph permettiamo al sistema immunitario di
rinforzarsi a partire dalla flora batterica.

Tra gli integratori contenenti Papaya suggeriamo Immun’age**, **Papaya Pura.

ZINCO Ultimo ma non per questo meno importante è lo Zinco il cui deficit porta ad una alterazione del sistema
immunitario. La sua azione sinergica associata con sostanze naturali come echinacea e acerola è il perfetto mix
naturale per stimolare il sistema immunitario a sintetizzare linfociti e macrofagi; infatti la loro biodisponibilità è
superiore rispetto ai singoli componenti in quanto ne viene aumentato l’assorbimento. L’echinacea presenta
un’azione batteriostatica battericida grazie all’echinacoside che inibisce la replicazione dei batteri e inattiva
l’enzima che ialuronidasi utilizzato dai batteri per diffondersi nei tessuti.

Questi studi che la ricerca sta portando avanti non vanno assolutamente intesi come sostitutivi di vaccini o cure
miracolose. L’idea di interferire con l’attività di replicazione di un enzima o quella di sottrarre l’elemento ferro
sono studi che esistono da diversi anni e non gli vanno attributi al momento attività terapeutiche. Non per
questo non sono da considerarsi inefficaci ma anzi favoriscono le funzioni fisiologiche dell’organismo
soprattutto in questo periodo.

Consiglio e raccomandazione importante da dare è comunque l’assunzione degli integratori che consentono il
rafforzamento delle difese immunitarie di adulti e bambini in modo costante giornaliero e continuo per tutto il
periodo invernale e pandemico.

Vitamina D e lattoferrina contro il Covid-19: facciamo chiarezza


PUBBLICATO IL 14 DICEMBRE 2020
L’immunologo della Casa di Cura La Madonnina spiega cosa sono e a cosa servono la vitamina D e la
lattoferrina, anche in relazione al nuovo Coronavirus.
La vitamina D e la lattoferrina sono proteine naturali ben note da molto tempo, ma che ultimamente sono
balzate alla ribalta in relazione al Covid-19.
Negli ultimi mesi si è discusso molto, infatti, di una loro possibile efficacia contro il nuovo Coronavirus, con
opinioni al riguardo contrastanti. Il Dott. Giorgio Serino, Immunologo e Allergologo della Casa di Cura La
Madonnina ci aiuta a fare un po’ di chiarezza sul tema.
 
Cos’è e a cosa serve la Vitamina D 
La vitamina D è una delle tante vitamine presenti all’interno del corpo umano.  La sua funzione principale è
regolare nell’organismo l’assorbimento e la distribuzione del calcio, recuperarlo (ne espelliamo, infatti, una
parte con le urine) e aiutare altri ormoni e proteine a fissarlo nelle ossa.
Oltre a questo, la vitamina D:
 ha una funzione anti-infiammatoria, in quanto potenzia i sistemi che a livello immunitario controllano i
processi infiammatori, “spegnendo” l’infiammazione tramite l’attivazione di alcuni mediatori (proteine
che organizzano e regolano le risposte del sistema immunitario) come l’interferone e altre linfochine;
 sembrerebbe avere anche un’azione anti-virale in grado di inibire l’ingresso di alcuni virus all’interno
delle cellule, impedendo, così, che questi si replichino e proliferino nell’organismo.
 
Cos’è e a cosa serve la lattoferrina 
La lattoferrina è una proteina molto piccola, ma fondamentale nel nostro organismo, in quanto nata
probabilmente per la protezione del neonato. La sua funzione principale è quella di trasportare e regolare la
concentrazione del ferro all’interno dell’organismo (omeostasi del ferro). La lattoferrina, infatti, si lega a
questo e lo tiene agganciato o lo trasporta dall’interstizio intercellulare (lo spazio dove avviene lo scambio fra
una cellula e l’altra) al sangue e viceversa. Oltre a ciò, la lattoferrina ha: 
 funzione anti-virale e anti-batterica in quanto, legandosi al ferro e sottraendolo dall’ambiente
impedisce a molti virus (soprattutto quelli respiratori) e ad alcuni batteri, di utilizzarlo come ponte per
entrare nelle cellule e infettarle;
 un’azione di regolazione e controllo di alcune sostanze che le nostre cellule di difesa (granulociti e,
soprattutto, linfociti) rilasciano a volte in maniera eccessiva, provocando i sintomi della malattia quali il
dolore, la febbre persistente e danni ai tessuti stessi. La lattoferrina essendo una molecola di
protezione ancestrale, che agisce precocemente in aiuto del nostro sistema immunitario, agisce
regolando questi mediatori che potrebbero creare un’infiammazione esagerata. 
 
Il legame tra Covid-19 e vitamina D
Il Dott. Serino spiega come la tematica di relazione tra vitamina D e Sars-Cov-2 sia nata da alcune osservazioni
cliniche e scientifiche che hanno fatto notare come un certo numero di pazienti che avevano riscontrato
un’evoluzione più grave della malattia avessero livelli di vitamina D molto bassi rispetto a soggetti con una
prognosi migliore che ne presentavano un livello più elevato. 
 “Si tratta di osservazioni cliniche molto interessanti – chiarisce il Dottor Serino -, ma è anche vero che i soggetti
più a rischio per fascia d’età e con patologie croniche sono anche quelli che hanno livelli di vitamina D bassi in
assoluto. È difficile dire che somministrando questo tipo di vitamina ai pazienti questi guariscano prima o che
fornendola come supplemento si riduca il rischio infettivo. Vi sono diversi studi controllati in corso
sull’argomento, per cui occorre attenderne i risultati. 
Un giusto apporto di vitamina D in tutti i soggetti dovrebbe essere una buona norma a monte, per cui, il
consiglio è quello di mantenere sempre una corretta alimentazione, muoversi ed esporsi alla luce solare tutte
le volte in cui è possibile, così da conservare livelli adeguati di questa importante vitamina”.
 
Relazione tra Covid-19 e lattoferrina
Anche in questo caso, spiega il medico, si è partiti dall’osservazione che i neonati fossero meno interessati dal
Covid-19 e che presentassero livelli di lattofererrina più alti. 
“Sono anche questi studi osservazionali – continua il Dott. Serino -. Notare che chi era esposto maggiormente al
virus, forse con conseguenze più gravi, presentasse livelli di lattoferrina bassi è un altro discorso dal dire che
somministrando la lattoferrina il quadro clinico migliora. 
Oltretutto, è anche vero che i neonati presentano minori recettori ACE2 (le proteine a cui si lega il Covid-19), in
quanto sono in fase di sviluppo. Esistono degli studi d’intervento anche su quest’argomento che sembrano
incoraggianti e si stanno facendo le opportune valutazioni sul tema, quindi è necessaria cautela. 
Forse, la lattoferrina potrebbe regolare la risposta infiammatoria del sistema immunitaria e, trasportando il
ferro potrebbe, usiamo sempre il condizionale, aiutare a inibire in qualche modo l’ingresso del virus nelle
cellule umane, ma è ancora presto per dirlo”.  
Lo specialista precisa, inoltre, che sideremia e ferro basso non significano assolutamente maggior protezione
dal Covid-19.
 
Vitamina D: come prenderla
La vitamina D viene assunta:
 in parte sintetizzandola dalla pelle tramite esposizione al sole (20-30 minuti al giorno potrebbero
essere già sufficienti al fabbisogno quotidiano, senza bisogno d’altro)
 in parte dagli alimenti, che possono venire in aiuto soprattutto quando vi è poco sole. In particolare,
quelli che ne contengono di più sono:
 pesce (salmone, branzino, pesce azzurro, triglie)
 alcuni tipi di funghi (anche secchi)
 uova. 
Nei mesi invernali quando il sole è meno presente, la sintesi di vitamina D si riduce e nell’anziano o nel malato
cronico che potrebbe uscire con minor frequenza di casa o soffrire anche di una cattiva alimentazione e/o
problemi di malassorbimento, si può verificare un impoverimento di calcio a livello osseo (osteopenia,
osteoporosi etc.).  Un supplemento di vitamina D prescritto dal medico aiuta a correggerne velocemente la
concentrazione nell’organismo, ma per risolvere le problematiche di fragilità ossea sono necessari diversi mesi.
Anche l’attività fisica, inoltre, aiuta il calcio a fissarsi all’interno dell’apparato scheletrico.
 
Lattoferrina: dove si trova
Tutte le nostre ghiandole sierose sintetizzano in differente quantità la lattoferrina che può anche essere
assunta con il latte (in particolare da quello materno) e trasportata nelle ghiandole come quelle lacrimali, del
pancreas, salivari, ecc. 
 
Attenzione agli integratori
Il Dott. Serino fa notare come sostanze che si reputano comunemente dei semplici integratori vengono, invece,
coinvolte in meccanismi molto complessi. Il concetto, continua lo specialista, non deve essere che più ne
assumiamo e meglio è o che facendovi ricorso si possa sostituire un’alimentazione sana ed equilibrata: anche
per l’utilizzo degli integratori va consultato il medico e vanno consumati con raziocinio.
La vitamina D, infatti, se assunta in eccesso, può risultare tossica a livello renale ed epatico: vi è proprio
un’epatite da Vitamina D.  
La lattoferrina, invece, non si accumula, ma occorre sempre fare attenzione in quanto la sua assunzione
potrebbe risultare inutile. Anche se, infatti, fosse provata una sua efficacia contro il Covid-19, la
somministrazione come supplemento orale non è paragonabile al suo assorbimento con il latte o con le nostre
secrezioni a livello gastrointestinale, per cui non è detto questa vada a collocarsi nell’area d’interesse. Per il
resto, la lattoferrina, specifica il medico, essendo una proteina piccolissima può essere assunta tranquillamente
anche da chi è allergico alle proteine del latte o intollerante al lattosio
Antivirale Antibatterico immunomodulante Anti-infiammatorio

ZINCO
Zinco
Che cos’è: lo zinco, un minerale presente nelle cellule di tutto il corpo, si trova naturalmente in alcune carni,
fagioli e ostriche.
Perché potrebbe aiutare in COVID 19: svolge diversi ruoli di supporto nel sistema immunitario, motivo per cui
le pastiglie di zinco sono sempre più vendute nella stagione fredda e influenzale. Lo zinco aiuta anche con la
divisione e la crescita cellulare.
Come funziona per altre infezioni: studi sull’uso dello zinco per il raffreddore, spesso causato da coronavirus,
suggeriscono che l’uso di un integratore a base di zinco subito dopo l’inizio dei sintomi potrebbe farli
scomparire più rapidamente. Detto questo, una sperimentazione clinica di ricercatori in Finlandia e Regno
Unito, pubblicata a gennaio su BMJ Open, non ha trovato alcun valore degli integrtori di zinco per il
trattamento del raffreddore. Alcuni ricercatori hanno teorizzato che le incongruenze nei dati sul raffreddore
possono essere spiegate da quantità variabili di zinco rilasciate in diversi integratori.
Cosa sappiamo dello zinco e COVID-19: il minerale è abbastanza promettente da essere stato aggiunto ad
alcuni primi studi sull’idrossiclorochina, un farmaco testato all’inizio della pandemia. (Da allora gli studi hanno
dimostrato che l’idrossiclorochina non può prevenire o trattare COVID-19).
A luglio, i ricercatori dell’Università di Aquisgrana in Germania hanno scritto su Frontiers of Immunology che le
prove attuali “suggeriscono fortemente grandi benefici della supplementazione di zinco” sulla base degli studi
su infezioni simili tra cui la SARS, un’altra malattia causata da un coronavirus. Ad esempio, gli studi
suggeriscono che la somministrazione di zinco riduce il rischio di morte per infezione da polmonite. I ricercatori
citano prove che lo zinco potrebbe aiutare a impedire al virus SARS-CoV-2 di entrare nel corpo e aiutare a
rallentare la replicazione del virus.
Un’altra recensione, anch’essa basata su prove indirette, pubblicata il 1 agosto su Advances in Integrative
Medicine, ha concluso che lo zinco potrebbe essere utile nelle persone che ne sono carenti.
A settembre, i ricercatori dell’Ospedale Del Marin di Barcellona hanno riferito che tra i 249 pazienti studiati, i
sopravvissuti a COVID avevano livelli di zinco nel plasma più alti (una media di 63,1 mcg / dl) rispetto ai pazienti
morti (43 mcg / dl). Secondo ciò che è già noto, lo zinco potrebbe ridurre la durata dell’infezione, ma non la
gravità dei sintomi, in particolare tra le persone che sono carenti. Circa una dozzina di studi stanno ora
esaminando lo zinco per il trattamento COVID, spesso con altri farmaci o integratori.
Thomas e i suoi colleghi stanno confrontando la gravità dei sintomi e il futuro ricovero in pazienti COVID-19 che
assumono zinco con e senza alte dosi di vitamina C, con quelli che ricevono cure ordinarie senza il
supplemento. “I risultati dovrebbero arrivare presto!”, dice il ricercatore.
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Migliora la vista, rinforza la memoria, rallenta l’invecchiamento cellulare grazie alla sua forte azione
antiossidante, stimola la rigenerazione dell’epidermide e favorisce la guarigione delle ferite, serve alla sintesi
degli ormoni, tra cui l’insulina. Ma lo zinco ha anche un ruolo importante nel sostenere il nostro sistema
immunitario, soprattutto contro i virus influenzali e le infezioni batteriche.
Zinco, un alleato contro l’influenza
Diverse ricerche negli ultimi anni hanno dimostrato che una carenza di zinco aumenta la propensione a
sviluppare sindromi influenzali e malattie respiratorie (soprattutto di natura infettiva).
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http://www.firmomagazine.it/lo-zinco-un-elemento-essenziale-per-le-ossa/#:~:text=Lo%20zinco
%20%C3%A8%20un%20elemento,nel%20controllo%20del%20metabolismo%20osseo.
FOCUS “Lo zinco, un elemento essenziale per le ossa”
Lo zinco è un elemento importante per la salute dello scheletro perché è parte integrante di una delle
componenti mineralizzate che costituiscono le ossa (cristallo di idrossiapatite) e gioca anche un ruolo nel
controllo del metabolismo osseo. Questo elemento, inoltre, è essenziale per il corretto funzionamento
dell’enzima fosfatasi alcalina ossea, indispensabile nel processo di mineralizzazione attraverso il quale i cristalli
di idrossiapatite si formano e aderiscono alla parte organica dell’osso.
Lo zinco è particolarmente abbondante nella carne rossa magra, nel pollame, nei cereali non raffinati,
nei legumi e nella frutta secca. La dose giornaliera ottimale è solitamente indicata tra i 2 e i 10 milligrammi, a
seconda dell’età e delle condizioni di salute dell’individuo.
…….
 i fitati vegetali – dall'acido fitico – ostacolano l'assorbimento dello zinco; questo significa
che le persone che seguono una dieta vegetariana, o peggio vegana, potrebbero dover
integrare l'assunzione di zinco.
https://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/alimenti-zinco.html#80070

La vitamina C
L’acido ascorbico nel nostro organismo svolge tutta una serie di funzioni che ci proteggono a livello cellulare dal
danno da ossidazione a carico di proteine, mentre nel plasma annulla l’azione dei radicali perossidi. Svolge in
altre parole un’azione di protezione anti-ossidante. Ancora, funge da cofattore per alcuni enzimi coinvolti nella
formazione e stabilizzazione del collagene, indispensabile per la produzione del tessuto connettivo
(pelle,vasi,ossa) e quindi fondamentale per l’integrità delle mucose del tratto gastrointestinale e respiratorio.
La dose giornaliera consigliata è di 500 mg.
Per leggere l’articolo completo clicca qui 
La vitamina D
Nota per i suoi effetti sull’ omeostasi del Calcio e quindi i suoi effetti benefici sull’osso, già da qualche tempo è
stato studiato ed illustrato l’effetto della vIt D sulle cellule immunitarie grazie alla presenza Din un recettore
specifico - VDR vitamina D receptor- attraverso il quale è in grado di modulare l’attività delle cellule
denditriche. 
Livelli ematici di vitamina D adeguati sostengono  il corretto funzionamento del sistema immunitario, sia in
termini di potenziamento delle difese immunitarie innate contro microrganismi patogeni, sia per regolare
l’attività della risposta immunitaria acquisita. 
Una  metanalisi di 25 studi clinici ha evidenziato come l’incidenza di infezioni acute del tratto respiratorio sia
più bassa nei pazienti che facevano supplementazione con vitamina D (Chang SW&Lee HC, 2019; Martineau AL
et al., 2017).
La dose giornaliera consigliata è di 2000UI e la somministrazione giornaliera è da preferire a quella settimanale
o mensile.
Zinco 
Lo zinco è un metallo di transizione ed un elemento fondamentale per il mantenimento dell’omeostasi
immunitaria; tuttavia il nostro organismo ha una scarsa capacita di immagazzinarlo per cui l’assunzione
dovrebbe essere giornaliera. Anche per lo zinco riportiamo uno studio (Wu D. et al., 2019) che evidenzia come
mortalità per malattie infettive venga ridotta con una correzione della deficienza di zinco. 
“Nuovo Coronavirus : facciamo il punto della situazione.”- Dott.ssa Brigida Garofalo