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Anno IX ♦ Numero 29 ♦ 1° trimestre 2019

Sophia Arcanorm n.29 pag. 1° trim. 2019


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a tutti coloro che vorranno contribuire con
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zione Universale. Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm
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Editoriale: “Consuntivo 2018”
di Giuseppe Rampulla

l 2018 è stato un anno di re compiutamente argomenti sto-


particolare operosità per il rici e scientifici coinvolgendo un
Rito Antico e Primitivo di Mem- folto pubblico (vd. Sophia Arcano-
phis-Misraïm e per la Gran Log- rum n.26). Tre dei cinque Relatori
gia Simbolica Italiana. Diversi e- fanno parte del Comitato scienti-
venti hanno segnato questo arco fico della nostra rivista.
di tempo e l’impegno profuso ha Sempre a marzo del 2018 il So-
dato i risultati attesi. vrano Santuario Italiano e la
Sulla scia del Seminario di Studi Gran Loggia Simbolica Italiana
“La Tradizione unica e perenne del R.A.P.M.M. hanno dato una
tra Oriente e Occidente”, organiz- svolta vitale alla nostra Tradizio-
zato a novembre dello scorso an- ne ripristinando in Italia l’au-
no dalla Gran Loggia Italiana dei tentica “Filiazione Robert Ambe-
Riti Egizi con il patrocinio della lain”. Le nostre Logge e le nostre
nostra rivista (vd. Sophia Arcano- Camere rituali, finalmente depu-
rum n.25), si è proseguito con al- rate da polemiche e soprusi, sono
cune iniziative di ricerca e appro- cresciute ed hanno incrementato
fondimento caratterizzate i loro Lavori in un clima di sere-
dall’apertura delle porte del Tem- nità, concordia e vero amore fra-
pio per rendere fruibili i nostri te- terno.
mi a tutti gli interessati. A giugno ha preso vita un nuovo
Il 17 marzo, presso la storica se- sito per dare voce al libero pen-
de di Napoli dell’Istituto Italiano siero e alla ricerca sull’antico E-
per gli Studi Filosofici (Palazzo gitto, il “Laboratorio Casa della
Serra di Cassano), si è tenuto il Vita”, che tratta temi come ar-
Convegno “La Scienza dei Farao- cheologia, medicina, religione,
ni”, organizzato magistralmente scienza, simbologia, storia e mi-
dal “Centro Studi Jacon Partheno- tologia, alla Redazione del quale
pe”, che ha visto Relatori di gran- è stato chiamato anche il sotto-
de competenza e spessore tratta- scritto.

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO:


 Editoriale: Consuntivo 2018 (Giuseppe Rampulla) pag. 3
 Le leggende degli Scoti provenienti dall’Egitto (Silvano Danesi) pag. 5
 Consapevolezza e affidamento (Carlo Quattrocchi) pag. 15
 Una visione dell’operatività iniziatica (Paolo Tocco) pag. 21
 La Gnosi è Conoscenza (Renè Chambellant, trad. Giuseppe Rampulla) pag. 26
 La posta della Redazione: L’ermetismo in massoneria (G.L. Padovani) pag. 36
 Indice generale dei numeri dell’anno 2018 pag. 37

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Editoriale: CONSUNTIVO 2018

Il solstizio d’estate è stato cele- gratuitamente ai partecipanti e a


brato ritualmente con un Con- chi ne farà esplicita richiesta.
vento Nazionale che ha raccolto Durante il 2018 si sono riconfer-
in un clima di giubilo Fratelli e mati i Trattati di Amicizia con la
Sorelle in rappresentanza di tutti Serenissima Gran Loggia Nazio-
gli orienti. Nella stessa ricorrenza nale Italiana degli A.L.A.M., con
il Sovrano Santuario Italiano ha la Grande Loge Traditionelle Ini-
deliberato l’attivazione nel suo tiatique – Souverain Sanctuaire
seno dei primi tre gradi della de France e con il Rito Orientale
Massoneria simbolica egizia ac- di Memphis. Inoltre sono stati si-
cogliendo le Logge della glati nuovi Trattati di Amicizia
G.L.I.R.E. e nominando il Gran con il Souverain Sanctuaire Eu-
Maestro e il Gran Maestro Ag- ropéen des Rites Egyptiens, con
giunto ai sensi dell’art.80 delle la Grande Loges des Rites E-
“Grandi Costituzioni e Regolamen- gyptiens et Rites de Traditions,
ti Generali” di R. Ambelain. con il Grande Oriente Federale
Il 25 novembre si è tenuta a Pa- Internazionale – Massoneria Por-
lermo la terza ed ultima confe- toghese, con la Grande Alleanza
renza itinerante commemorativa Massonica Tracia e con l’Oriental
del 170° anniversario della dedi- Masonic Order of the Primitive
cazione della storica Loggia Ma- Rectified Rite of Memphis-
dre del Rito Orientale di Mem- Misraïm. Il Sovrano Santuario I-
phis “I Rigeneratori del 12 genna- taliano e il Supremo Consiglio del
io 1848” con la partecipazione SS.GG.II.GG. hanno operato co-
qualificata del Prof. Giorgio Sci- stantemente, sia sul piano inizia-
chilone dell’Università degli Studi tico che per il Governo del Rito,
di Palermo, del Prof. Marcello mentre i Delegati Magistrali re-
Saija delle Università degli Studi gionali hanno coordinato le Ca-
di Messina, Palermo e Catania, mere rituali delle rispettive regio-
nonché del Dott. Claudio Pater- ni. Infine, in questo anno la rivi-
na, Dirigente della Regione Sici- sta ha avviato una sezione dedi-
liana e Presidente dell’Istituto per cata agli scritti classici dei Mae-
il Risorgimento. Al tavolo dei Re- stri dell’ermetismo e dell’esote-
latori era presente anche il Gran- rismo: su questo numero trovate
de Oratore del Sovrano Santuario un importante lavoro del Fr. Re-
Italiano. né Chambellant sulla conoscenza
Per l’occasione sono stati presen- gnostica che consiglio vivamente
tati documenti inediti provenienti di leggere chi non ha ancora di-
dall’archivio storico del Rito O- mestichezza dell’argomento.
rientale di Memphis ed è stato “Festina lente” scrivevo nell’edi-
pubblicato il sunto storico della toriale del numero precedente:
Loggia Madre “I Rigeneratori del questo per sommi capi è il nostro
12 gennaio 1848”, distribuito consuntivo del 2018!

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LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI
DALL’EGITTO
di Silvano Danesi

li archetipi si rincorrono da di Mozart”. [1]


una parte all’altra del globo, “Io – scrive
così come le leggende e i miti e Karl Popper –
strutturano quel “mondo 3” al immagino la
quale si riferisce il filosofo della cosa così: che
scienza Karl Popper come al la scoperta
mondo dei prodotti delle menti u- del linguag-
mane, che ha una sua autonomia gio specifica-
e nel quale si verifica il sorgere mente uma-
autonomo di problemi non pen- no dipenda
sati: un universo intelligente e dalla possibi-
problematico. lità di fare re-
Scrive Popper: “Chiamo «mondo soconti, di
3» nel significato più ampio del raccontare
termine il mondo dei prodotti del- cosa avvenne. Questo poi condu-
lo spirito umano; nel senso più ce al fatto che a volte i resoconti
stretto, in particolare, il mondo si colorino di desideri. Ciò avvie-
delle teorie, comprese le teorie ne nel raccontare storie, e poiché,
false; e il mondo dei problemi a volte, queste si contraddicono,
scientifici, compresi i problemi ri- sorge il problema della verità, il
guardanti la verità o la falsità problema della verità o della fal-
delle diverse teorie. In senso lato, sità di un racconto di un reso-
appartengono al “mondo 3” an- conto […]. Allo stesso tempo sor-
che le poesie, le opere, i concerti ge la possibilità di raccontare fa-

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LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

vole o di raccontare storie. Que- noscenza sarebbe impossibile”. [5]


ste favole o storie o miti sono an- E’ con questo spirito che affron-
che le originarie spiegazioni teori- tiamo lo studio di miti, di archeti-
che. Gli inizi della scienza presso pi, di leggende, di simboli, perché
i Greci risalgono a Omero e a E- la verità non consente scorciatoie
siodo; gli inizi dell’arte, i dipinti o illusioni, ma nemmeno un’arida
in grotte preistoriche di caccia di logica scientista antitradizionale.
animali sono storie magiche; Ed è con questo spirito che ci ac-
l’arte egiziana è quella assira so- costiamo alle leggende riguardan-
no in gran parte illustrazione di ti il rapporto tra Celti ed Egizi.
storie o illustrazione della storia
di quell’epoca. È così che si arri- La storia di Gaythelos e Scota,
va allo sviluppo di un mondo principi d’Egitto.
3” [2] , del quale “le storie, i miti e
le teorie esplicative sono i primi
abitanti”. [3]
“Sotto l’aspetto quantitativo –
prosegue Popper -, come pure
sotto quello qualitativo, la fonte
di gran lunga più importante del-
la nostra conoscenza, a parte la
conoscenza innata, è la tradizio-
ne. La maggior parte delle cose
che conosciamo le abbiamo im-
parate da esempi, o perché ci so-
no state dette, o perché le abbia-
mo lette nei libri, o imparando
come criticare, come accogliere e
accettare le critiche, come rispet-
tare la verità”.[4] Conseguente-
mente, “il fatto che la maggior
parte delle fonti della nostra co-
noscenza proviene da una tradi- Una tradizione celtica narra di u-
zione, condanna come futile na terra lontana, l’Egitto, dove un
l’antitradizionalismo. Questo fat- principe ed una principessa, sali-
to tuttavia non deve essere ad- ti al trono, furono indotti, da vi-
dotto per sostenere un atteggia- cende politiche di quel lontano
mento tradizionalistico: ogni trat- paese a fuggire, fermandosi pri-
to della conoscenza tradizionale e ma in Spagna e trasferendosi poi
anche della nostra conoscenza in Scozia. I nomi dei principi, Ga-
innata è aperto all’esame critico, ythelos e Scota, e la loro storia
e può essere rovesciato. Nondi- avventurosa sono tratti da testi
meno, senza la tradizione la co- del XII secolo, come i Lebor Ga-

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LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

bála, redatti probabilmente sulla come gli storici del tempo antico
scorta di scritti molto più antichi. possono testimoniare, essi la re-
La narrazione contenuta nei Le- sero da allora libera da ogni ser-
bor Gabála vorrebbe essere la vitù”.
storia della fondazione di Scozia e Se accettiamo una data per
di Irlanda e un sunto del suo l’Esodo tra il 1290 e il 1260 a.C.
contenuto si trova anche nella l’arrivo degli Scozzesi dalla Spa-
Dichiarazione di Arbroath, docu- gna in Scozia è databile attorno
mento scozzese del 6 aprile del al 90 o 60 a.C, ossia 1.200 anni
1320, dovuto, probabilmente, dopo l’Esodo. Il testo dice che pri-
all’abate Bernard de Linton. ma dimorarono per lungo tempo
[6] Una versione successiva di in Spagna e, pertanto, il loro arri-
questa tradizione si trova nella vo dalla Grande Scozia è databile
Scotichcronicon (XIV o XV sec.) molti secoli prima del 90 o 60
di John of Fordun e Walter Bro- a.C. Il testo ci dice anche che ve-
wer. nivano da oltre le Colonne
Nella Dichiarazione di Arbroath, d’Ercole, quindi dal Mediterrane-
redatta dopo la vittoria di Robert o. Attraversato lo stretto di Gibil-
Bruce sul Plantageneto Edoardo terra, con tutta probabilità, sem-
II (battaglia di Bannockburn del pre stando al testo di Arbroath,
1312), in una lettera inviata a pa- gli Scozzesi originari sarebbero
pa Giovanni XII, a proposito degli approdati sulle coste atlantiche
Scozzesi si legge: “Essi giunsero della penisola iberica. Nel Libro
dalla grande Scozia viaggiando delle invasioni (Lebor Gabála),
per il mare Tirreno e oltrepassan- versione Rµ (I:5) si legge: “Gli
do le Colonne d’Ercole, dimoran- Scoti hanno preso il nome da
do poi per lungo tempo in Spagna Scota, figlia di Faraone re
tra tribù selvagge, ma mai pote- d’Egitto, che fu moglie di Nél. E
rono essere soggiogati da gente sono detti Feni da Féinius Far-
alcuna , per quanto barbara. said. Gli Scoti non sono altro che
Quindi essi vennero, mille e due- i Pitti, così chiamati per i loro
cento anni dopo che il popolo corpi dipinti – quasi tagliati –
d’Israele ebbe attraversato il Mar giacché si marchiano con aghi di
Rosso, alla terra d’occidente che ferro e si tracciano addosso varie
tuttora occupano, dopo aver al- figure con inchiostro nero”. “Scoti
lontanato prima i Britanni, quin- autem a Scota, figlia regis Egipti
di i Pitti che furono completa- Pharaonis, sunt dicti que fuit Nelii
mente distrutti, e nonostante i uxor. Phœni autem a Fœnio Fari-
frequenti assalti dei Norvegesi, seo dicuntur. Scoti autem idem et
dei Danesi e degli Anglo-Sassoni, Picti, a picto corpore – quasi scissi
essi mantennero il possesso in- –, eo quod aculeis ferreis cum a-
vitto di questa patria con indici- tramento variarum figurarum stig-
bili sacrifici e numerose vittorie; mate adnotentur”. [7]

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LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

Sia l’un testo che l’altro, ovvia- tramite di due matrimoni regali
mente, appartengono ad una ri- fra il popolo scita e quello egizio –
costruzione leggendaria delle ori- scrive ancora Gardner – che la ci-
gini dei popoli scozzesi e irlandesi viltà scoto-gaelica avrebbe avuto
(l’Irlanda veniva chiamata Scozia inizio. Il primo avvenne nel 1360
prima del III secolo d.C. ed uno a. C., quando Niul, principe di
dei suoi nomi era anche Hiberia), Scitia e governatore supremo del
ma testimoniano di un rapporto Capacironto presso il Mar Rosso,
tra le popolazioni egiziana e celti- aveva impalmato la figlia del fara-
ca. one Smenkhkare, che nella lista
L’egittologa Lorrain Evans, nel dei re compilata da Manetone
suo “Kingdom of the Ark”, sostie- compare come Achencheres. Gra-
ne, sulla base di ritrovamenti ar- zie a questa unione la figlia del
cheologici (nello Yorkshire la col- faraone era diventata principessa
lana di Tara, possibile dono degli di Scizia, assumendo il nome di
Egizi) che esiste un legame tra le Scota, vale a dire «conduttrice di
due lontane terre. genti»”.[10]
La Evans addirittura, sulla base
del Scotichcronicon, che cita il
nome del padre di Scota, indican-
dolo come Achencres, sulla base
dei riferimenti di Manetone
(sacerdote egizio) ipotizza che sia
la traduzione di Akhenaton. In
questo caso, secondo la Evans,
Scota potrebbe essere Merytaton,
la figlia maggiore di Akhenaton e
Nefertiti.[8]
Nel Medioevo l’Irlanda venne for-
temente influenzata dall’Egitto. Va notato che la Scizia è una va-
“Le antichissime leggende gaeli- sta regione che si affaccia sul
che – scrive Laurence Gardner – Mar Nero e che gli Sciti sono pa-
tramandano che i sommi sovrani renti stretti dei Celti. “Ad essere
d’Irlanda sorsero in due riprese precisi – aggiunge Garner – il ve-
fra la XVIII e la XXVI dinastia dei ro nome del faraone era Smenkh-
Faraoni d’Egitto, unitamente allo ka-ra (“vigorosa è l’anima di Ra”).
sviluppo delle tecniche di agricol- Alternativamente, poiché Ra era
tura ad opera dei sacerdoti sino il dio del sole della Casa della lu-
almeno al 570 a.C.”. [9] ce di Heliopolis, chiamato anche
La XVIII dinastia è quella di A- On, Smenkh- ka-ra poteva anche
khenaton, il riformatore religioso essere chiamato Smenkh-ka-on,
che diede avvio al monoteismo e presentando la stessa chiusura
la XXVI è quella saitica. “Fu per il fonetica di Aaron. Nelle antiche

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LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

cronache irlandesi si legge che Grange sia scolpita una figura in-
per virtù di questo matrimonio solita in Irlanda: una barca a vele
«Niul e Aronne strinsero spiegate, con uomini a bordo, so-
un’alleanza e divennero amici». I vrastata dal disco solare. Una na-
testi proseguono affermando che ve del sole è visibile a Locmaria-
Gaedheal (Gael), il figlio della re- ker, in Bretagna. Analoghe im-
gale coppia, nacque in Egitto «nel barcazioni sono riprodotte a Hol-
tempo in cui Mosè cominciò ad a- lande e a Scania, in Svezia. Si
gire come un capo popolo nei tratta, probabilmente, di barche
confronti dei figli di Israele». Poi- che portano i defunti nell’Aldilà.
ché il Mosè rinomato (Moses ere- In Bretagna ci sono tumuli a for-
de reale) era il fratello di Aronne – ma di nave, con la prua rivolta a
come documentato nell’Antico Occidente. Il Popolo dei Megaliti,
Testamento in Esodo 4:14 – a probabilmente, pensava ad una
partire dagli anni Trenta, grazie nave che conduceva i morti
ai lavori di Freud e Breasted, nell’Aldilà. Rolleston accomuna
molti ricercatori hanno comincia- queste barche a quella solare egi-
to a ritenere che Mosè possa es- zia, che conduce il sole nel cielo
sere identificato con il faraone A- nelle sue varie fasi di sole na-
khenaton, diretto discendente di scente, di sole regnante e di sole
Thutmosi III”. [11] al tramonto, in forma di Osiride,
Un riferimento storico si ha ri- che scende nel Duat, ossia nel
guardo ai copti, sicuramente ulti- regno dei morti per rinascere al
mi eredi della sapienza egizia an- mattino. Osiride è divinità
tica. “Un libro irlandese dell’Occidente, ossia del mondo
dell’ottavo secolo sulle vite dei dei morti viventi ed è a Occidente
martiri ricorda «i sette santi mo- che guardano anche le popolazio-
naci egiziani che riposano a Di- ni megalitiche e, successivamen-
sert Ulaidh». Monaci copti, come te, quelle celtiche.
questi che si stabilirono in Irlan- Simbolo diffuso è anche quello
da, possono aver giocato un ruolo dei piedi. In Egitto ci sono i Piedi
formativo nella prima Chiesa ir- di Osiride, simbolo di visitazione:
landese, che con i copti condivi- “Sono venuto sulla terra e con i
deva l’importanza attribuita al piedi ne ho preso possesso. Io so-
monachesimo e all’austerità”. [12] no Tmu”. (Libro dei morti – cap.
XVIII). In India c’è il piede di
Simboli e miti accomunano po- Buddha. I piedi li troviamo sui
poli e culture Dolmen in Bretagna e nelle inci-
Ci sono simboli che accomunano sioni rupestri in Scandinavia o di
molte culture e che suffragano San Colombano. Nel duello tra
un’antica condivisione di creden- Cuchulain e Connla, questi si
ze tra popoli diversi. Rolleston pianta con i piedi nello scoglio
[13] fa notare come a ovest di New così saldamente che lascia le sue

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LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

impronte nella roccia e da queste Il riferimento mitico evidenzia il


prende il nome la “Spiaggia delle tentativo dei Celti, ossia dei Mile-
Impronte”. A Fuerteventura si, di sovrapporre la loro conqui-
(Canarie), sulla montagna sacra sta dell’Irlanda a quella ben più
ai Guanchi, sono impressi i piedi antica di Partholan, a dimostra-
del dio visitatore. zione dell’importanza del mito o-
Anche l’egizio simbolo della vita, riginario.
l’Ankh, si trova nelle incisioni “Il primo maggio – scrive Rolle-
megalitiche. La leggenda della Fe- stone – era il giorno sacro a Bel-
nice, presente nell’antico Egitto tené, uno dei nomi del dio della
(Erodoto, Storie, II, 73) è narrata morte, il dio che dona la vita agli
anche nell’Edda poetica, il poema uomini e se la riprende”. [16]
epico nordico.[14] Difficile, a questo punto, non
Hadingham[15] cita la teoria di pensare a Partholan come ad un
Norman Lokyer, secondo la quale essere mitico simile a Osiride,
esisteva nel 2002 a.C. un “Culto che era detto anche dio degli Oc-
di Maggio”, legato al primo mag- cidentali, ossia del regno dei mor-
gio, quindi ad Aldebaran, sop- ti viventi.
presso intorno al 1600 a.C. da a- Non possiamo seguire oltre la pi-
doratori del solstizio, quindi del sta delle coincidenze. Quello che
Sole, provenienti dall’Egitto o dal- ci interessa rilevare è che in testi
la Grecia. tardi, ossia del XII secolo o, addi-
Il primo conquistatore mitico rittura, del XV secolo dopo Cri-
d’Irlanda, Partholan, il cui padre sto, ossia in ricostruzioni che
era Sera, giunse in Irlanda il pri- tendono ad inserire la storia delle
mo giorno di Maggio da Occiden- nazioni celtiche in quella del cri-
te, dove al di là dell’inesplorato o- stianesimo, si fa riferimento
ceano Atlantico era situata la all’Egitto e, comunque, a origini
Terra dei Vivi, ovvero la Terra dei dei popoli scozzese e irlandese
Morti Felice. I Milesi, ossia i Gae- collocate nel Mediterraneo, in
li, giunsero anch’essi in Irlanda il un’epoca di molti secoli prece-
primo di maggio, un giovedì di- dente all’Era Volgare.
ciassettesimo giorno della luna.
Lo scambio culturale e archeti-
pico tra Celti ed Egizi
Non è improbabile che queste
narrazioni leggendarie nasconda-
no una verità meno appassionan-
te e romantica e si riferiscano, in-
vece, ad uno scambio intenso,
proseguito per molti secoli, tra le
popolazioni celtiche e quelle egi-
zie. Scambio che seguiva rotte

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LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

che dal Mediterraneo costeggia- ferma che i Celti erano un popolo


vano la Spagna e si dirigevano giusto e retto. Eforo (350 a.C.) di-
poi verso l’Irlanda e la Scozia. ce che i Celti hanno le stesse u-
Se così fosse, possiamo pensare sanze dei Greci.[17]
ad un apporto archetipico che in- Intorno al 500 a.C. i Celti conqui-
teressa il vasto pantheon egizio e starono la Spagna che era dei
la raffinata teologia di quel paese. Cartaginesi, assicurando definiti-
Un apporto, probabilmente, stra- vamente il collegamento via terra
tificato, che nelle forme più anti- con la Britannia attraverso la
che, quelle che interessano il le- Francia, dove i Focesi, nel 600
game baschi-guanchi-berberi- a.C., avevano fondato la colonia
delta nilotici-libui, coinvolge, ad di Marsiglia. Un secolo più tardi
esempio, la Dea delta nilotica troviamo i Celti impegnati contro
Neith e che, nelle forme più re- gli Etruschi per la conquista
centi, coinvolge Iside, divinità che dell’Italia settentrionale e verso la
ha riassunto progressivamente fine del quarto secolo li vediamo
tutti i nomi della Dea Madre e il impegnati per la conquista della
cui culto è rimasto vivo per seco- Pannonia, dove sottomisero gli Il-
li, anche in epoca di dominazione liri.
cristiana. “In tutte queste guerre i Celti fu-
Come è noto, la civiltà celtica ve- rono alleati dei Greci, con i quali
de l’inizio della sua maggiore in quel periodo erano in ottimi
strutturazione nell’VIII secolo rapporti”. [18]
a.C. (Halstatt 750-400 a.C, segui- Non mancano, del resto, le testi-
to da la Tène, II secolo a.C.). Del monianze sui rapporti tra i Drui-
primo periodo è anche la Cultura di e i sapienti del bacino del Me-
di Golasecca (Nord Italia). diterraneo.
Furono i Greci, che con i Celti eb- Al seguito dei mercenari galati di
bero scambi intensi, a chiamarli Alessandro Magno, i Druidi han-
con questo nome, termine che no potuto dialogare con i sapienti
compare, assieme a quello di I- del tempo. Secondo Ippolito (ca.
perborei, per la prima volta negli 170-236 d.C.), un importante au-
scritti del geografo Ecateo, intor- tore cristiano che scriveva in gre-
no al 500 a.C.. co e del quale ci rimangono solo
Un secolo più tardi Erodoto de- pochi frammenti, i Druidi aveva-
scrisse i Celti come coloro i quali no adottato gli insegnamenti di
vivono al di là delle Colonne Pitagora grazie alla mediazione di
d’Ercole e il Danubio come il fiu- Zalmoxis di Tracia, che di questi
me che ha le sorgenti nel loro pa- era stato schiavo. Secondo Ero-
ese. doto di Alicarnasso, Zalmoxis era
Aristotele sapeva che vivevano ol- stato schiavo di Pitagora nel peri-
tre la Spagna. Ellanico di Mitile- odo in cui il filosofo era a Samo.
ne (storico del V secolo a.C.) af- Scrive Ippolito: “I Druidi, tra i

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LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

Celti, analizzarono profondamen- molti popoli e con i Greci ebbero


te la filosofia pitagorica; Zalmo- scambi intensi. Siamo in un peri-
xis, lo schiavo di Pitgora, che era odo nel quale i Greci, a loro volta,
tracio di stirpe, divenne per loro avevano costruito intensi rapporti
il fondatore di questa disciplina; con l’intero bacino del Mediterra-
egli, essendosi fatto strada dopo neo e nel quale la grande civiltà
la morte di Pitagora, divenne per egizia era ormai ellenizzata. I
loro il fondatore di questa filosofi- Greci, dunque, sono un veicolo
a. I Celti onorano i Druidi come privilegiato per la conoscenza del-
profeti e veggenti, perché predico- le antiche divinità egizie, soprat-
no le vicende basandosi su lettere tutto di quelle tarde e maggior-
e numeri secondo la dottrina pi- mente sincretiche.
tagorica … I Druidi comunque Del resto, sostiene Rolleston, i
praticano anche le arti magiche”. Celti “dimostravano un’attitudine
Zalmoxis o Zalmosside, va preci- straordinaria nell’acquisire idee
sato, più che uno schiavo di Pita- delle diverse popolazioni con cui
gora, si presenta, in realtà, come venivano a contatto per motivi
una divinità tracia della cono- bellicosi o commerciali. E una
scenza, che ha un rapporto diret- volta presa un’idea dai vicini, i
to con un’altra divinità della co- Celti riuscivano a darle un tocco
noscenza, ossia Pitagora-Apollo. celtico talmente marcato da ren-
Tra gli dei civilizzatori nelle varie derle presto quasi irriconoscibili
tradizioni troviamo, per fare solo da ciò che esse erano in origine”.
alcuni esempi, accanto agli Oan- [19]

nes sumeri e a Quezalcoatl, Iside La divinità sincretica più impor-


ed Osiride e Thot. Divinità che tante del pantheon egizio, che è
hanno insegnato agli uomini a stata a lungo adorata anche in
coltivare, a costruire, a scrivere. Europa, è Iside-Sirio-Sothis, dea
Il celtico Gwyddyon è tra questi e, dell’amore e della vita.
per le sue caratteristiche, si pre- Iside “La Regina”, la dea dai molti
senta come una divinità della sa- nomi è, come Ishtar o Ashtoret o
pienza, come Thot. Afrodite dea dell’amore celeste e
Il Dagda, come Osiride-Orione, dell’amore terreno.
ha in mano una mazza. Iside (‘st in egiziano antico) è as-
Molte, dunque, le similitudini tra sociata a Sirio (Spdt) e alla sim-
le divinità egizie e quelle della bologia della stella a cinque pun-
tradizione druidica che, lo ricor- te: simbolo condiviso dai Druidi e
diamo, riassume in sé quelle cel- dai pitagorici.
tiche e quelle di una civiltà prece- Significativo il rapporto tra Dana
dente all’invasione indoeuropea: e Niit (Neith). Va qui ricordato
la civiltà megalitica della Dea Ma- che Niit era divinità del Delta del
dre. Nilo, ed era detta dagli antichi E-
I Celti intrattennero rapporti con gizi Tehenut, ossia “La Libica”,

Sophia Arcanorm n.29 pag. 12 1° trim. 2019


LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

un aggettivo che la associa l’Ape Regina, colei che


all’antica stirpe dei Libui che ri- nell’alveare celeste dà vita alle a-
propone una catena genetico lin- nime. Dana-Aieule ha sostanzial-
guistica che comprende Berberi, mente le stesse funzioni: è asso-
Guanchi, Baschi, popolazioni ciata a Cassiopea, il cui asteri-
norrene dai rossi capelli. sma è una M (elemento, questo,
Il fatto che la celtica Dana possa ricco di importanti implicazioni):
avere delle similitudini con costellazione che viene considera-
l’egizia Niit, dunque, non deve ta la Virgo Paritura delle anime.
stupire. Dana o Ana è La Virgo Paritura dei Druidi.
un’antichissima Dea Madre, Dana e Niit, dunque, si caratte-
chiamata anche Aieule e cristia- rizzano come l’origine della vita,
nizzata in Sant’Anna. Aieule è la la Dea Madre nella sua funzione
detentrice del sapere ed è verso di Virgo Paritura, di Grande Ma-
di lei che deve volgersi chiunque dre sempre incinta, di creatrice
desideri la conoscenza; lei ha la universale.
memoria del mondo; è la Gran Horus è associato alla costellazio-
Madre del popolo, Mamm Gozh, ne del Toro e il suo occhio, Alde-
la cui corona è costituita dalle baran, è la stella più luminosa
pietre di granito rosa della baia delle Iadi, le lacrime del Toro. Al-
dei doganieri di Peros Guirec. Il debaran era una stella di riferi-
ruolo di questa antichissima divi- mento essenziale per i Druidi, es-
nità, preceltica, le cui caratteri- sendo associata al Fanciullo Divi-
stiche riconducono no, Mabon, al dio Bel, a Lug, di-
all’Egizia Neith è anche quello di vinità che rappresentavano, come
Madre dei Morti e di intermedia- Horus, il Figlio della Luce. La le-
ria tra i due mondi, quello della vata eliaca di Aldebaran segnava
Luce e quello della Notte, quello l’inizio dell’Estate (Beltane,
della Terra e quello delle acque all’incirca il primo di maggio), os-
profonde, quello del passato, del- sia del tempo luminoso del calen-
la memoria, delle immagini ar- dario.
chetipiche e quello del presente, Horus-Apollo è Mabon-Lug, il lu-
della vita. minoso, figlio di Dana, che con il
Vi sono altri elementi che ci con- suo popolo, i Tuatha De Danann,
sentono di associare le due divi- venne dalla Terra dei Tumuli, al
nità. di là della regione delle brume e
Niit ha come simbolo l’ape e il si stabilì in Iranda cinquemila
luogo sacro a lei dedicato era det- anni fa. Osiride è assimilabile al
to Hut Bit, la casa dell’ape, ossia Dagda, il dio che con la sua maz-
l’alveare. L’ape, oltre ad essere za dona e toglie la vita e che proi-
simbolo di saggezza, è anche sim- prio per la sua mazza è assimila-
bolo dell’anima, come la farfalla. bile ad Orione, come lo è l’egizio
Niit, dunque, si presenta come Osiride.

Sophia Arcanorm n.29 pag. 13 1° trim. 2019


LE LEGGENDE DEGLI SCOTI PROVENIENTI DALL’EGITTO

La trinità Iside, Osiride, Horus è che il significato di Terra del Lo-


simile a quella di Dana-Dagda- to. (Gli egiziani antichi usavano
Mabon (Lug) e non è un caso che spesso il linguaggio analogico, o-
la Virgo Paritura dei Druidi sia u- mofonico, enigmatico, ermetico,
na donna assisa in trono con un da Ermes, ossia Thot). Il loto blu
bimbo in braccio, così come Iside è il fiore sul quale è sorto il Fan-
è assisa in trono, (il suo simbolo ciullo divino egizio.
è il trono) con Horus in braccio.
Vediamo ora le Pleiadi, che costi-
tuiscono punti di riferimento es-
senziali per la cultura Druidica:
la loro levata eliaca coincide con NOTE BIBLIOGRAFICHE:
Cet Samain, l’inizio dell’estate,
dove il Figlio della Luce (Mabon, [1] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere pro-
blemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la
Belenus, Lug) risorto sposa la politica, Rusconi
Fanciulla dei Fiori, ossia la Dea [2] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere proble-
Madre nella sua versione di giovi- mi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la po-
litica, Rusconi
netta (la primavera, il primo vera- [3] Karl Popper, La conoscenza e il problema
no, ossia la prima parte corpo mente, il Mulino
[4] Karl Popper, Le fonti della conoscenza e
dell’estate); il loro tramonto elia- dell’ignoranza, il Mulino
co, in coincidenza con la levata e- [5] Karl Popper, Le fonti della conoscenza e
liaca di Antares, è Samain, dell’ignoranza, il Mulino
[6] Vedi in proposito l’articolo di Ralph Ellis su
l’inizio della parte oscura Hera, numero 88 del maggio 2007
dell’anno. Gruppo di stelle legate [7] La frase «Scoti autem a Scota, figlia regis E-
gipti Pharaonis, sunt dicti que fuit Nelii uxor.
al Toro, le Pleiadi dagli antichi e- Phœni autem a Fœnio Fariseo dicuntur» è
gizi erano dette Terra delle Mi- un’interpolazione suggerita dal riferimento al-
gliaia. Se consideriamo che mille le Scotorum gentes nella citazione da Isidorus.
— L’identificazioni tra gli Scoti e i Pitti tatuati
si scrive in egiziano antico con il in questo passaggio è contrario a quanto affer-
simbolo del fiore di loto, Terra ma il Lebor Gabála Érenn in altri passaggi.
[8] Vedi in proposito l’articolo di Ralph Ellis su
delle Migliaia potrebbe avere an- Hera, numero 88 del maggio 2007
[9] Laurence Gardner, I segreti dell’arca perdu-
ta, Newton Compton
[10] Laurence Gardner, I segreti dell’arca per-
duta, Newton Compton
[11] Laurence Gardner, I segreti dell’arca per-
duta, Newton Compton
[12] Gerard Russel, Regni dimenticati, Adelphi
[13] T.W. Rolleston, I miti celtici, Longanesi
[14] Vedi in proposito, Joscelyn Godwin, Il mi-
to polare, Edizioni Mediterranee
[15] Hadingham, I misteri dell’antica Britannia,
Newton, a pagina 98
[16] T.W. Rolleston, I miti celtici, Longanesi
[17] Citazioni tratte da T.W. Rolleston, I miti
celtici, Longanesi
[18] T.W. Rolleston, I miti celtici, Longanesi
[19] T.W. Rolleston, I miti celtici, Longanesi

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CONSAPEVOLEZZA E AFFIDAMENTO
Gerarchia della parola e valore del Silenzio
di Carlo Quattrochi
Gran Maestro della Gran Loggia Simbolica Italiana del R.A.P.M.M.

l cammino iniziatico ed il si offrono reciprocamente le ri-


percorso di crescita esote- spettive riflessioni sull’argo-
rica che abbiamo intrapreso, mento dato.
ben consci dell’asperità di parec- Ciò nonostante, occorre a volte
chi fra gli argomenti che inten- spendere qualche parola in più
diamo approfondire, ma lieti del su alcuni punti fondanti del ca-
feedback ampiamente positivo techismo stesso, soprattutto
che possiamo rilevare in tutte le quelli che non si trovano suffi-
nostre occasioni di confronto, ri- cientemente sviluppati nei testi
chiede – proprio in considerazio- tradizionali cui viene solitamen-
ne della sua delicatezza e diffi- te affidata l’istruzione basica del
coltà – che venga previamente e Massone, ed ai quali comunque
contemporaneamente posto in rimandiamo per la necessaria
essere da tutti i Fratelli e le So- acquisizione della nozionistica
relle un parallelo percorso minima, affinché – come dianzi
“personale” di ricerca, lettura ed espresso – si possa riservare la
acquisizione dei fondamentali maggior parte delle nostre torna-
del catechismo massonico, sì da te al lavoro, più forte e pregnan-
consentirci di ricercare, nel lavo- te, sul piano sottile.
ro nel Tempio, soprattutto quella In base a ciò, i suggerimenti che
parte emozionale, quel quid plu- le dinamiche dei rapporti inter-
ris che nessun libro di testo può personali costantemente ci invia-
dare, ma che può esserci regala- no, e la cui individuazione, lettu-
to solo dall’interazione eggregori- ra e decifrazione attiene alle pre-
ca dei Fratelli e delle Sorelle che rogative ed alla responsabilità
Sophia Arcanorm n.29 pag. 15 1° trim. 2019
CONSAPEVOLEZZA E AFFIDAMENTO

del Maestro Venerabile, induco- meccanismo del genere “peccato


no a dedicare una Tornata – pentimento – assoluzione”: i
all’esame di alcuni concetti che – nostri errori – che pur possiamo
per consentire di lavorare sere- sempre commettere – sono tutti
namente, senza malintesi e inescusabili, ancorché possano
fraintendimenti – devono essere non avere conseguenze sulla
previamente assimilati e condivi- prosecuzione del proprio percor-
si da tutti i Fratelli. so, proprio perché il chiedere ed
Iniziamo quindi la nostra disami- il concedere scuse non fanno
na dal concetto di consapevolez- parte del modus operandi mas-
za massonica. Si tratta di un ele- sonico.
mento che offre più livelli di Logico corollario di ciò dev’es-
comprensione; partiamo, dun- sere, da parte di tutti, la consa-
que, dal livello basico per poi in- pevolezza del proprio ruolo in
nalzare il ragionamento agli stati Loggia: ogni Massone è parte
più elevati. integrante e sostanziale dell’or-
La prima consapevolezza che ganismo Loggia, che è a sua vol-
deve essere acquisita da un ta cellula dell’organismo Masso-
Massone è proprio quella di neria universale. Non esiste un
“essere Massone”: in una paro- ruolo più o meno importante: e-
la, è necessario che tutti ab- siste solamente il contributo che
biano la piena coscienza di pos- ognuno può e deve dare al lavoro
sedere quelle determinate qualità comune, a partire dall’assun-
etiche, morali, caratteriali, quella zione delle responsabilità con-
disponibilità a ragionare in ter-
mini esoterici, quella pienezza
dell’intento, quella purezza di i-
deali, che a suo tempo ebbero a
determinare nei rispettivi Mae-
stri presentatori il convincimento
dell’idoneità di ognuno dei bus-
santi ad essere avviato al legame
massonico.
Senza tale consapevolezza, non
si può riuscire ad addentrarsi
nel nostro iter: è proprio la natu-
ra stessa del nostro legame che
ci impedisce di usare, nel nostro
mondo, la concezione - tipica
della religione – dell’inevitabilità
dell’imperfezione e della “co-
scienza di essere peccatore”. Per
il Massone non è previsto alcun

Sophia Arcanorm n.29 pag. 16 1° trim. 2019


CONSAPEVOLEZZA E AFFIDAMENTO

seguenti all’incarico ricoperto gliante quella del Meridione, il


fino alla presenza attiva ed ope- che vuol dire che gli Apprendisti
rante dell’Apprendista, cui è fat- hanno come loro riferimento il
to omaggio del dono del Silenzio, Secondo Sorvegliante, mentre i
nella certezza che ne sappia far Compagni ed i Maestri fanno
tesoro per coltivare in cuor suo riferimento al Primo Sorveglian-
l’espressione di ciò cui sarà chia- te) sono onerate delle responsa-
mato, nei tempi che sono tanto bilità inerenti sia la gestione or-
rituali quanto affidati alla sensi- dinaria della Loggia e dei suoi la-
bilità ed alla saggezza di chi, pri- vori, sia soprattutto l’assai più
mus inter pares, ha la responsa- grande e pesante responsabilità
bilità della conduzione della Log- psicologica inerente la cura che
gia: in Massoneria, infatti, acca- essi devono porre nel consentire
de che un minuto vale un secolo la crescita armonica e serena di
ed un secolo vale un minuto. tutti i Fratelli, sia in senso indi-
E dalla consapevolezza del pro- viduale che collettivo.
prio ruolo deve scaturire la con-
sapevolezza della gerarchia mas-
sonica: non perché un Compa-
gno d’Arte valga più di un Ap-
prendista o un Maestro valga più
di un Compagno, ma perché la
costruzione dell’Opus abbisogna
della chiarezza dei ruoli, che può
essere garantita solamente dalla
consapevolezza della necessità
del rispetto della scala gerarchi-
ca, che non è gerarchia di valori,
ma gerarchia di funzione.
E questo ragionamento deve a
maggior ragione valere quando
andiamo ad esaminare, nella Questa responsabilità, il cui pe-
struttura operativa della Loggia, so è grandissimo, porta con sé il
le funzioni e le prerogative colle- fatto che ogni decisione da essi
gate agli incarichi di Loggia, e presa, anche la più piccola, è
soprattutto al Maestro Venerabi- preceduta, motivata e sostenuta
le, al Primo Sorvegliante ed al da un processo mentale, psicolo-
Secondo Sorvegliante. gico, affettivo, razionale, che ha
Le tre Luci di Loggia, sia singo- un unico e solo obiettivo supre-
larmente, ognuno per quanto di mo: compiere ogni volta le scelte
sua competenza (al 2° Sorve- che siano le più idonee a conse-
gliante è affidata la Colonna del guire il bene di ogni Fratello,
Settentrione, mentre al 1° Sorve- della Loggia, della Massoneria e

Sophia Arcanorm n.29 pag. 17 1° trim. 2019


CONSAPEVOLEZZA E AFFIDAMENTO

dell’umanità. fortemente deprivata del suo ve-


Tale cappa di responsabilità im- ro significato dal distorto utilizzo
plica che ogni singolo Fratello, politico che se ne fa abitualmen-
nell’intera catena gerarchica, te), bensì agisce secondo il con-
può e deve avere la certezza che cetto “aristocratico”, ossia, se-
le scelte che vengono fatte siano condo l’etimologia della parola
realmente e pienamente le mi- (anch’essa rovinata dal corrente
gliori possibile: non perché si utilizzo improprio), “governo dei
debba imporre una ferrea disci- migliori”.
plina di tipo militaresco, ma so- Una volta chiariti questi concetti
lamente – e non è certo poco – essenziali, e nella certezza che
perché il giuramento fatto a suo ciascuno abbia saputo coglierne
tempo impone irrefutabilmente il profondo significato di puro
al Fratello decisore di scegliere servizio che rivestono, evitando
sempre e comunque al meglio, di cadere in distorte interpreta-
anche per non dover portare su zioni mediate da tutt’altri con-
di sé la responsabilità di testi, sarà opportuno spendere
un’eventuale scelta sbagliata. qualche osservazione sul rappor-
Non si tratta di un dogma, ma to tra Parola e Silenzio.
della naturale conseguenza di Cominciamo dal valore della Pa-

un impegno solenne preso in- rola: regola generale, più volte


nanzitutto con sé stessi, e poi invocata nei nostri appunti, è
con la Fratellanza tutta. quella di parlare solamente se si
La Massoneria, infatti, non agi- ha la ragionevole certezza che il
sce secondo i comuni criteri valore di ciò che si sta per dire
“democratici” (parola, questa, sia superiore a quello del silenzio

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CONSAPEVOLEZZA E AFFIDAMENTO

che si sta per infrangere. assimilare e digerire, cosicché,


In un mondo in cui tutto avviene al momento in cui verrà conces-
sopra le righe, dove vince sempre sa la parola, ciò non sarà uno
il concetto più urlato, la previa choc, ma la naturale e conse-
riflessione sul valore dei concetti quenziale svolta di un percorso
da esprimere, specialmente in correttamente avviato e ben con-
relazione alla possibilità di man- dotto.
tenere il silenzio, assume un va- Lo si apprezza assai profonda-
lore particolare e fondamentale, m e nt e , in g e n e r e , do p o
che ci garantisce la possibilità l’aumento di Salario, quando or-
di ascoltare sempre dai Fratelli mai lo si è perduto ed occorre
le cose migliori e più utili che trovare, volta per volta, le parole
possano dire. più adatte per esprimere i propri
I Fratelli Apprendisti, invece, concetti.
fruiscono del dono del Silenzio: Occorre ora spendere qualche
non sarebbe giusto, infatti, im- parola anche sulle modalità di
porre la parola a chi non è anco- comunicazione fra Massoni che
ra massonicamente in grado di vanno rispettate nei quotidiani
elaborare determinati concetti, e contesti profani.
sarebbe viepiù inutile e dannoso Nel comune svolgimento della vi-
costringerli a dire qualcosa per ta profana, e premettendo che
forza, inutilmente stressandoli e occorre imparare a coltivare una
spingendoli ma- modalità cripti-
gari ad esprime- ca di comuni-
re concetti che cazione che con-
potrebbero ab- senta di parlare
bisognare di u- di cose masso-
na qualche retti- niche anche in
fica o correzio- presenza di o-
ne. recchie che non
Il dono del Si- possono ascol-
lenzio, per chi tare cose a noi
sa veramente riservate, i rap-
apprezzarlo, è porti interperso-
quanto di più nali sono affida-
bello possa es- ti alla saggezza
sere offerto: è di ognuno, nella
scuola, è rispet- consapevolezza
to, è delicatezza, (ancora!) che
è modo di con- ciascuno porti
sentire di ascol- con sé, nella vi-
tare, acquisire, ta quotidiana,
metabolizzare, quei valori e

Sophia Arcanorm n.29 pag. 19 1° trim. 2019


CONSAPEVOLEZZA E AFFIDAMENTO

quei modi fondamentali che ci zione tutti i possibili elementi


contraddistinguono: non si può che interagiscono a tal fine.
essere Massone solamente nel E di seguito, il Primo Sorveglian-
Tempio, allo stesso modo che te attenderà la parola del Mae-
non si può essere cristiano sola- stro Venerabile, come il Secondo
mente la domenica a Messa. Sorvegliante attenderà quella del
Ma quando gli argomenti toccati Primo Sorvegliante.
attengono alla sfera più propria- Segno tangibile di tutto ciò nella
mente m a s s o n i ca , a l l o r a vita fraterna in seno al mondo
dev’essere assolutamente rispet- profano dev’essere anche il for-
tata sia la gerarchia della parola, male rispetto della gerarchia nel
sia quel fondamentale criterio saluto: incontrando, ad esempio,
secondo il quale non deve esiste- il Primo Sorvegliante in compa-
re un contraddittorio, ma sola- gnia di altri Fratelli, un Massone
mente il contributo che ciascu- dovrà porgere il fraterno saluto
no, secondo il proprio incarico, il per primo a lui, a dimostrazione
proprio grado e la propria cono- del rispetto della carica rivestita,
scenza e capacità, può e deve da- e solo dopo salutare gli altri, se-
re. condo il grado di appartenenza.
Se il Maestro Venerabile Non si tratta, ancora una volta,
(ovviamente quando parla in tale di culto della personalità, o di
veste) esprime un concetto o in- militaresca gerarchia: è solamen-
dica una direttiva, a nessuno te questione di rispetto della fun-
può essere concesso di contrad- zione svolta, e di acquisizione di
dirlo; oppure se egli ritiene di e- quel minimo di “galateo masso-
sprimerne un altro in maniera nico” che ci consentirà di acco-
solamente parziale, nessuno po- starci correttamente ad altre si-
trà integrarne l’esposizione ag- tuazioni senza il rischio di mo-
giungendo gli elementi da egli e- strare una scarsa conoscenza (e
ventualmente omessi, in quanto quindi una scarsa consapevolez-
essi potrebbero essere stati ta- za …) dei fondamentali che rego-
ciuti per una sua precisa scel- lano i rapporti ed i contatti fra
ta, che non è tenuto (a volte Massoni.
sarebbe anche materialmente Nella certezza che la crescita
impossibile farlo) a previamente personale di ogni Fratello e col-
comunicare a tutti, ma che è lettiva di tutta la Loggia consen-
stata sicuramente adottata – ta di percepire quale sia il signi-
proprio in base al principio ficato profondo dei concetti qui
dell’affidamento consapevole che delineati, invito tutti ad una per-
abbiamo dianzi esaminato – per sonale, ulteriore riflessione
il bene di ogni singolo Fratello e sull’argomento.
di tutta la Loggia, diligentemente
tenendo nella dovuta considera-

Sophia Arcanorm n.29 pag. 20 1° trim. 2019


UNA VISIONE DELL’OPERATIVITÀ INIZIATICA
di Paolo Tocco

crivere qualcosa riguardan- “spiritualità” ma da un vero lavo-


te l’operatività iniziatica, ro di trasmutazione alchemica
senza necessariamente voler af- che va a compiersi attraverso
frontare una ricerca prettamente l’utilizzo di rituali che compiuta-
scolastica è un compito assoluta- mente officiati portano al compi-
mente complesso. mento di un’azione magica.
Ovviamente al fine di comprende- Vi sono state in Massoneria tante
re che tale scritto può essere let- discussioni riguardo l’impo-
to anche da profani eviterò di stazione che va data alla Rituali-
menzionare particolari atti che tà e spesso molti pseudo iniziati
caratterizzerebbero troppo la Ri- si accostano agli argomenti ca-
tualità a cui io appartengo. ratterizzanti le varie camere con-
Trovo utile richiamare i concetti fondendole con il grado numerico
base che sottintendono un più a loro attribuito.
raffinato modus operandi che Ogni Camera svolge un preciso
può essere inteso solo da chi co- compito argomentato dallo svolgi-
nosce e soprattutto vive interior- mento di uno “psicodramma” che
mente quei fenomeni che solo at- non sortirà alcun effetto qualora
traverso differenti fasi di esalta- chi vi lavora non abbia realmente
zione si arriva ad intravedere. assimilato la parte dell’arcano
La Massoneria Egizia, per quanto nascosto fra le righe in frasi che
io abbia appreso in linea teorica parrebbero ripetute senza un pa-
fin dal 1995, anno della mia pri- lese senso.
ma accettazione al Rito, e in linea Per poter essere in grado di inte-
pratica in seno al più recente- riorizzare l’alta Massoneria si
mente percorso, è caratterizzata rende necessaria una “dige-
non solo da una semplice stione” della base imposta nei

Sophia Arcanorm n.29 pag. 21 1° trim. 2019


UNA VISIONE DELL’OPERATIVITÀ INIZIATICA

primi tre gradi simbolici ove, seb- menti salienti “l’operatività ritua-
bene in forma molto ristretta, ci le”, essi concepiscono il contesto
si forma a “DOVERE” al fine di in cui operano esclusivamente e
conoscere il senso dell’obbe- squisitamente seguendo una via
dienza per iniziare il vero percor- da noi indicata come “oriz-
so che avverrà nel tempo dopo a- zontale”, sostanzialmente l’ap-
ver imparato a non portare più il proccio “morale” fa vedere un in-
grembiule in quanto le impurità quadramento degli aspetti esote-
ed i calcinacci si è imparato a rici come un mero “copione” da
schivarli. seguire pedissequamente ed in
modo pseudo militare.
La Massoneria che vivo è diffe-
rente, non solo formalmente , es-
sa si distingue per la capacità di
spingersi verso una linea retta
verticale, come può essere
l’ordinata in un piano cartesiano,
e con determinate caratteristiche
operative, dettate anche dalla ca-
pacità di reintegrarsi nell’Uno, si
tende a svelare ciò che appartie-
ne in modo esclusivo ai piani sot-
tili.
Una Massoneria che è “operativa”
e che ha presente l’atto magico
con cui si richiede l’assistenza
Il Venerabile Rito di cui oggi fac- dei “Maestri passati” non è adatta
cio parte mi ha introdotto a vede- a chiunque ed anzi nasconde
re la realtà in una maniera diffe- molte insidie, in particolar modo
rente rispetto a colui che può a- dovrebbe essere totalmente pre-
vere un altro approccio operativo clusa a coloro i quali non siano
e l’aspetto più saliente è quello capaci di “sigillare” lo spazio sa-
della costante ricerca di entrare cro da ciò che si definiscono
in contatto con il Divino, sia “energie negative”.
quello che è parte di ciascuno di L’operatività svolta in un conte-
noi, sebbene talvolta latente ed i- sto iniziatico, ove non vi sia con-
nespresso, sia il Divino quale en- sapevolezza di come governare e
te supremo con cui si può entra- gestire le energie, nasconde pa-
re in contatto anche senza la par- recchie insidie che un vero Mae-
tecipazione del “demiurgo”. stro iniziato all’Alta Massoneria
Molti “massoni” non percepisco- ha il dovere/potere di evitare a se
no esattamente la potenza evoca- stesso e agli altri, pericoli che se
tiva che si va a creare nei mo- totalmente sottaciuti non posso-

Sophia Arcanorm n.29 pag. 22 1° trim. 2019


UNA VISIONE DELL’OPERATIVITÀ INIZIATICA

no nemmeno essere evitati. nell’oscillazione fra il periodo in


L’arma più grande che ha il cui sarà cresciuto in un tempo
“divisore” è quella di far pensare infinitesimale più il numeratore o
agli uomini che non esista, ma è viceversa il denominatore.
pacifico senza voler entrare nel Se vogliamo accostare il numera-
campo religioso che se esiste Dio tore al concetto di bene (parte su-
esiste anche l’aspetto più delete- periore) ed il denominatore (parte
rio che è il male. inferiore) al concetto di male e se
Chi ha dimestichezza matemati- vogliamo valutare che esistono in
ca, non ha problemi ha concepire quanto esistono delle “vibrazioni”
che nella reintegrazione nell’Uno che sono emesse dall’incremento
dobbiamo necessariamente com- dell’uno rispetto all’altro, possia-
prendere che esiste un lim per n mo anche riuscire a percepire
tendente ad infinito ove n sia po- che “l’atto magico” è tanto più
sta sia al numeratore che al de- “pericoloso” quando esso è fatto
nominatore di una semplicissima nella frazione infinitesimale di
frazione in cui crescendo infinita- tempo spazio in cui sia il denomi-
mente il “piano di so- natore della famosa frazione a
pra” (numeratore) ed il “piano di subire l’incremento relativo mag-
sotto” (denominatore) il risultato giore.
tenderà sempre e comunque Poiché tutto è vibrazione, anche
all’Uno. il numeratore ed il denominatore
della frazione sopra descritta po-
trei pensare che nelle loro irre-
quiete mutazioni vibrino ed in tal
modo generino “energie”.
Il “Magus” nel nostro Venerabile
Rito è rappresentato dal Maestro
delle Cerimonie, il quale è colui
che crea lo “spazio sacro” ed at-
Ma andiamo un attimo ad analiz- traverso la “bacchetta magica” si
zare la possibile crescita eviden- muove liberamente nel Tempio.
ziata da questo lim negli infinite- Nell’accogliere o accompagnare i
simi di tempo in cui si fraziona il Fratelli e le Sorelle dentro e fuori
periodo di aumento del numera- dallo spazio sacro egli è come se
tore rispetto all’apparente identi- detenesse la chiave per aprire il
co e costante aumento del deno- “portale” che sigilla i nostri magi-
minatore: non è detto che per ci lavori.
tendere ad uno, l’incremento che “Nulla è immobile, tutto si muove,
subiscono numeratore e denomi- tutto vibra, Tale principio ermetico
natore sia “esattamente coinci- fu enunciato migliaia di anni fa
dente e contestuale”. dai Maestri dell’Antico Egitto, ma-
La discriminante sta proprio teria, forza e mente sono soggetti

Sophia Arcanorm n.29 pag. 23 1° trim. 2019


UNA VISIONE DELL’OPERATIVITÀ INIZIATICA

a tale principio. La preparazione alla Tornata ri-


La vibrazione dello spirito è di tuale, per i motivi testé esposti, è
un’intensità infinita e talmente per me essenziale: essa inizia dal
ampia da sembrare in situazione giorno precedente, attraverso la
di riposo, proprio come una ruota “mentalizzazione” dei passaggi
che gira rapidissima sembra sia salienti e del lavoro da svolgere
senza movimento” (Il Kybalion di Er- proprio e degli altri. La mattina
mete Trismegisto “Trattato sovra le Leggi che presto in perfetta solitudine con
governano l’Universo” a cura di Angelo Rullo
una musica adatta (frequenza
pag 16 edizione del 2015).
432 HZ) cerco di avere una buo-
“Il diavolo lo condusse in alto, e
na concentrazione nella lettura
mostrandogli in un istante tutti i
del Rituale del grado che andrò a
regni della terra, gli disse: “Ti da-
praticare.
rò tutta questa potenza e la gloria
Giungo in anticipo presso il Tem-
di questi regni, perché è stata
pio e cerco di alleggerirmi dalle
messa nelle mie mani ed io la do
a chi voglio. Se ti prostri davanti a tensioni quotidiane attraverso un
serafico approccio con i Fratelli e
me, tutto sarà tuo” (Luca 4, 5-7).
le Sorelle.
Vi è da concepire che esistono
Prima di entrare nel Tempio, ho
delle energie che contrastano
piacere che il Maestro delle Ceri-
l’essere umano nella sua volontà
monie richiami tutti all’osser-
di ricerca del risveglio spirituale;
vanza del più stretto silenzio, ed
il nostro pianeta nasce con innu-
una volta predisposto il PRO NA-
merevoli frammenti dell’UNO, ciò
OS (luogo antistante l’entrata nel
che io chiamo la scintilla Divina
che è in ciascuno di noi.
Ma è anche vero che per il princi-
pio della dualità concepiamo tut-
to attraverso poli opposti e sepa-
rati. Il bene ed il male, il bianco
ed il nero, ciò che è giusto e ciò
che è errato, sono tutti concetti
che perdono il loro intrinseco si-
gnificato se constatiamo che
l’UNO resta comunque UNO.
I diavoli sono le entità che cerca-
no di tenere in piedi il concetto di
dualità, (dal Greco diabolos - co-
lui che divide), e quando noi umi-
li operatori tendiamo a trovare la
strada per la RE-INTEGRAZIONE
nell’UNO appare verosimile che
essi cerchino di frenare la nostra
“intuizione”.
Sophia Arcanorm n.29 pag. 24 1° trim. 2019
UNA VISIONE DELL’OPERATIVITÀ INIZIATICA

Tempio), ho beneficio nell’effet- da tutti i componenti il corpo ri-


tuare degli esercizi di respirazio- tuale.
ne. Un lavoro serio presuppone di es-

Detta preparazione, fatta con il sere portati all’introspezione, di


dovuto rispetto nei riguardi della rivalutare il proprio operato in
sacralità del luogo che va ad ac- chiave critica e di saper affronta-
cogliermi, costituisce un requisito re le conseguenze del cambia-
minimo per poter governare le e- mento di vita che all’esoterista è
nergie che andranno a formarsi riservato.
nel corso dei lavori rituali. Gli esoteristi veri leggono i libri
Questa mia modestissima visio- ma riescono a far proprie con
ne, volutamente limitata, è fina- l’intuizione ciò che non è visibile
lizzata alla comprensione di un a chi non ha occhi per vedere e
differente quanto antichissimo non è udibile a chi non ha orec-
approccio alla Ritualità praticata chie per intendere.
seguendo una Tradizione da noi Non pretendo di essere stato e-
ricevuta in modo lineare e diret- saustivo o di aver colmato la sete
to. di conoscenza che costituisce il
Le insidie nascoste in approssi- pane quotidiano per ciascuno che
mazioni e scostamenti da ciò che si accosta a questo tipo di argo-
è contenuto negli scritti ad altis- mento. Spero di aver suscitato
simo valore sapienziale presenti dubbi, critiche e riflessioni che
nei nostri Rituali, sono tanto pe- opportunamente esposti costitui-
ricolose quando non si è coperti scono anch’essi il carburante per
dall’ombrello eggregorico formato una vera crescita spirituale.

Sophia Arcanorm n.29 pag. 25 1° trim. 2019


Scritti classici dei Maestri dell'ermetismo e dell'esoterismo

LA GNOSI È CONOSCENZA
di René Chambellant (Tau Renatus)
(traduzione di Giuseppe Rampulla)

NOTA BIOGRAFICHE
René Chambellant (Tau Renatus) fu Patriarca della Chie-
sa Gnostica fin dal 1945, dopo l'assassinio di Constant
Chevillon (Tau Harmonius). Operò a fianco di Robert Am-
belain, Robert Amadou e Georges Lagrèze. Fu un chirurgo
orale molto apprezzato e fu incaricato dal governo france-
se per insegnare agli studenti di odontoiatria e chirurgia
orale in Congo. Fu anche responsabile della massoneria
francese in Congo. Tornò in Francia nei primi anni '80,
mantenne il titolo di Patriarca nella Chiesa Gnostica Apo-
stolica di Costant Chevillon e di Robert Ambelain. Cham-
bellant è morto il 1 settembre 1993.

a gnosi è conoscenza, ma chità, includevano nei loro inse-


che conoscenza ??? gnamenti la morale e l'igiene di-
Quella della Tradizione Universa- spensate ai popoli, capitoli della
le e Primordiale. Tradizione Universale, sotto for-
Questa definizione non illumina ma di dogmi.
molto la nostra attenzione e chia- Ma quale può essere l'origine del-
ma un'altra domanda: la Gnosi?
- Qual è la Tradizione Primordiale Non è facile rispondere a questa
e Universale? domanda. I preti non si imbarca-
È un insegnamento molto antico no per così poco; le religioni, tut-
trasmesso dalle scuole iniziatiche te antropomorfe, insegnano ai lo-
ai loro studenti. I preti, nell'anti- ro fedeli che Dio ha rivelato a uno
Sophia Arcanorm n.29 pag. 26 1° trim. 2019
LA GNOSI E’ CONOSCENZA

o più profeti i suoi insegnamenti le religioni serie ammettono que-


mediante rivelazione. Ma se con- sto "schémah".
sideriamo Dio come il Principio Le interpretazioni variano secon-
primo, ineffabile, inconoscibile, do le condizioni spaziali e tempo-
intangibile, dobbiamo trovare rali, e secondo le capacità e i ta-
qualcos'altro e considerare la lenti di ogni individuo interessato
questione dall'insegnamento di a questa questione, ma non spe-
questa stessa gnosi. cificano come questa tradizione
Essa ci insegna, e questo nel pro- universale sia arrivata.
logo del Vangelo di San Giovanni, Abbiamo visto che le religioni
che il Verbo era presso Dio, e il hanno semplificato questo pro-
Verbo era Dio, e che Dio aveva e- blema dicendo, come i giudeo-
manato delle Entità Spirituali, cristiano-musulmani, che Dio ha
quindi adimensionali, fuori dal parlato a Mosè per dargli sue i-
tempo e dallo spazio e che queste struzioni. Spingendo un po’ oltre
entità erano a sua Immagine e l’antropomorfismo, Dio creò l'uo-
Somiglianza, dunque dotate di mo a sua immagine e somiglian-
volontà propria, libertà e capacità za, e l'uomo l’ha ben resa. Non è
di scelta, libertà che ha permesso possibile accettare questa spiega-
il primo catabolismo, il tentativo zione semplicistica che anche un
di Lucifero, il Portatore di Luce, bambino che non crede più a
di emanare a sua volta una parte Babbo Natale rifiuterebbe.
dell'Universo. Quindi, gli uomini hanno cercato
Questo tentativo fu represso e Di- qualcos'altro!
o emanò poi il primo Adam, A- Hanno osservato ciò che era alla
dam Kadmon, che Martinez de loro portata, prima la Natura, il
Pasqually chiamerà il "Minatore", Sole che appariva ogni mattina
per mantenere Lucifero nei limiti scomparendo di sera, poi la Lu-
più bassi. Adam Kadmon emana- na, riflettente la Luce Solare di
to a immagine e somiglianza del notte dalla nuova Luna fino alla
suo Emanatore, maschio e fem- Luna piena, le stagioni, le stelle
mina, si è lasciato convincere da fisse, i corpi celesti del sistema
colui che era stato incaricato di solare, e per comunicare meglio i
sorvegliare, e ha deciso di ema- risultati delle loro meditazioni,
nare a sua volta, il che ha causa- hanno inventato i numeri, allo
to il secondo catabolismo e la ca- stesso tempo che la scrittura.
duta dell'umanità nel mondo del- Hanno concluso che i fatti dipen-
la materia sensibile. devano da Leggi, che queste Leggi
Seguendo una serie di prove, gli dipendevano da principi e che il
esseri caduti saranno reintegrati primo dei principi era Dio, e che
nel loro stato primitivo di emana- da questo primo principio, inco-
zioni divine. noscibile nella sua essenza, è ve-
Tutte le scuole iniziatiche, tutte nuto tutto il visibile, come l'invi-

Sophia Arcanorm n.29 pag. 27 1° trim. 2019


LA GNOSI E’ CONOSCENZA

sibile, e quindi tutto potrebbe es- = la Saggezza;


sere riportato all'unità, da qui la Binario DUE, corrisponde alla
parola Universo che significa Madre = la Bellezza;
"rivolto all'uno". Ternario TRE, corrisponde al Fi-
Continuando le loro osservazioni, glio = la Forza.
hanno scoperto la Legge delle Queste sono le tre ipostasi della
corrispondenze e delle analogie divinità in tutte le iniziazioni e le
incise nella Tavola di Smeraldo: religioni tri-unitarie, tranne, na-
"E’ Vero, vero e senza menzogna turalmente, le religioni giudaico-
che ciò che è in basso è come ciò cristiano-musulmane che elimi-
che è in alto ... ecc.". nano l’archetipo della Madre e
Da questa legge è stato dedotto della donna che considerano si-
che l'invisibile era paragonabile curamente troppo inquietante.
al visibile. Tuttavia, il numero 1 moltiplicato
Sulla base della costituzione per se stesso dà sempre UNO, e
dell'uomo in tre parti: diviso per sé, il risultato è ancora
- il corpo = corpus = soma, UNO, se si opera una sottrazione,
- l’anima = anima = psiche, il risultato è zero, ma se aggiungi
- lo spirito = spiritus = pneuma, l'Unità a se stessa, otteniamo du-
sono stati in grado di dedurre e, il movimento appare, del resto,
che la natura sensibile è stata lo Zohar, un commentario della
"doppiata" da un doppio invisibi- Bibbia, mostra che è dal numero
le, il piano astrale, vivendo in DUE che tutto proviene, il due è
simbiosi, come l’intera psicoso- la Madre, la Donna che perpetua
matica dell'uomo, e che al di là di la razza sul piano umano.
questo c'era un piano spirituale La Bibbia racconta che nel sim-
corrispondente al pneuma uma- bolico Giardino dell'Eden c’è la
no spaziale e temporale. parte femminile di Adamo-Eva,
Partendo da questa Legge delle l'umanità, che Eva, la costola di
analogie, delle somiglianze e delle Adamo, fu sedotta dal serpente e
corrispondenze, possiamo specu- portò l'umanità nel secondo cata-
lare in tutti i campi e trovare del- bolismo e nella creazione dell'U-
le applicazioni pratiche, come gli niverso sensibile e del piano in-
astronomi trovano attraverso il termedio. Senza questo cataboli-
calcolo dei corpi celesti ancora smo che la donna ha innescato,
sconosciuti. saremmo sfuggiti ai cicli inferiori
A proposito di calcoli, alcune e alle loro sofferenze, ma quale
scuole iniziatiche hanno lavorato merito potremmo reclamare se
usando il simbolismo dei numeri fossimo rimasti emanazioni divi-
come fece Pitagora, o i cabalisti, ne?
ottenendo le stesse idee che u- In attesa del momento, che non è
sando altri simboli. per domani, della reintegrazione
Unità UNO, corrisponde al Padre degli esseri nel loro stato primiti-

Sophia Arcanorm n.29 pag. 28 1° trim. 2019


LA GNOSI E’ CONOSCENZA

vo, siamo bene immersi nelle sibile. Questa unione corpo-


condizioni spaziali e temporali, in anima scompare ed è assorbita
stretta simbiosi psicosomatica nei cicli di nascita-morte. Solo lo
che racchiude il nostro pneuma! spirito, la scintilla emanata dalla
Ma gli uomini curiosi volevano Luce eterna, è immortale, come
sapere da dove venivano e dove la sua fonte divina.
stavano andando e nessuno dopo Il corpo fisico è la parte dell'uomo
la morte psicosomatica tornò a meglio studiata dalla scienza spe-
dire nulla, perché attraversando rimentale perché l'intelligenza
tutti gli stati di coscienza, dalla dell'uomo ha progettato e realiz-
lucidità al coma, si può uscire da zato strumenti per questo studio,
un grado di coma profondo, ma e noi non possiamo ammirare
non si può resuscitare. che l'ingegnosità della sua co-
Per quanto riguarda la ricerca struzione, del suo funzionamen-
parapsicologica sul ricordo delle to, della sua organizzazione e del
vite precedenti, a mia conoscen- suo utilizzo.
za, nessuna indicazione ci è per- Il sistema nervoso centrale è una
venuta sullo spazio tra una morte meraviglia, con tutti gli elementi
e una nuova nascita di un pneu- chimici che sono portati dal flus-
ma. Siamo quindi ridotti ad ap- so sanguigno, produce l'elettricità
plicare la Legge della Tavola di di cui ha bisogno per il suo fun-
Smeraldo per formulare ipotesi zionamento, è in grado di separa-
sulla costituzione del Piano Divi- re gli elementi delle guaine iso-
no. Per svolgere questo lavoro, lanti proteggendo i suoi condut-
abbiamo bisogno di conoscere il tori elettrici per spegnere i suoi
piano spazio-temporale, poi, per elementi usurati nei posti giusti,
analogie successive, iniziamo a al fine di ripristinare il corretto
conoscere il livello intermedio, in funzionamento nel suo insieme o
altre parole, il piano astrale, se di una funzione in particolare,
vogliamo un giorno raggiungere il come miniaturizzazione, … è fan-
piano spirituale. tastico, centinaia di migliaia di
Esaminiamo quindi un ternario, cellule, ognuna con diverse fun-
un ternario alla nostra portata, zioni, sono concentrate nel volu-
che è l'uomo, come ci ha consi- me di un cece!
gliato la scuola socratica con il Ma questa meraviglia che costi-
suo famoso: “Conosci te stesso, e tuisce il corpo dell'uomo sarebbe
conoscerai l’Universo e gli Dei”. inerte e rapidamente decomposta
L'uomo, quindi, è formato da tre se non fosse animata dall'anima,
parti: il corpo, l'anima e lo spiri- come tutto ciò che esiste, animali
to, il Soma, la Psiche e il Pneu- e piante.
ma, esiste una simbiosi totale tra L’anima è meno studiata rispetto
il corpo e l'anima durante il peri- al corpo, perché immateriale, ci
odo di passaggio nel mondo sen- mancano controlli sperimentali, e

Sophia Arcanorm n.29 pag. 29 1° trim. 2019


LA GNOSI E’ CONOSCENZA

quando alcuni esistono, come ad dei cinque sensi, e d'altra parte, è


esempio le foto Kirlian, magneto- legata alla natura naturante dalla
metro Fortin, mettono in eviden- sua stessa costituzione. Questa
za solo le conseguenze dell'esi- costituzione funge da intermedia-
stenza dell'anima. rio tra natura naturante e natura
L'anima è quindi la parte che ani- naturata, il piano astrale con
ma, che trasmette la coesione l'uomo.
della vita. Come il corpo, l'anima Poiché questo piano astrale, che
è complessa, le sue diverse parti è immateriale, non è programma-
hanno determinate funzioni e o- to nel nostro computer, possiamo
biettivi. L'inconscio può essere solo prenderne cognizione nei
definito come l'organo che si oc- gradi di coscienza tra il pre-
cupa specificamente del funzio- sonno e il coma profondo, ecco
namento degli organi e dell'appa- perché, nel pre-sonno "vediamo"
rato del corpo fisico in ogni mo- delle figure, dei personaggi e nei
mento, così come nei diversi gra- nostri sogni assistiamo a scene
di di coscienza - veglia - pre- più o meno logiche.
sonno - sonno - sonno profondo - Come sul piano fisico, ci sono i
coma - coma profondo – morte. In quattro elementi e anche minera-
quest'ultimo stadio - morte - l'a- li, piante, animali, fenomeni elet-
nima intera si separa dal corpo e tromagnetici, luminosi, ecc., sul
scompare essa stessa quando il piano astrale ci sono ugualmente
corpo è completamente decompo- diversi fenomeni. Dal momento
sto, liberando così lo spirito. A che il nostro computer non è pro-
questa prima serie di funzioni se grammato per trattarli diretta-
ne aggiungono altre che agiscono mente, dobbiamo essere messi in
sul corpo o sul comportamento e uno speciale stato di coscienza
che possiamo identificare con la per essere consapevoli di ciò che
nozione di subconscio, alcune di sta accadendo in questo piano a-
queste funzioni controllano i ri- strale e, inoltre, dobbiamo ricor-
flessi del corpo, altre il suo com- rere a un'immaginazione simboli-
portamento: dolori affettivi, amo- ca. Questa interpretazione ci vie-
re, repulsione, rabbia e diversi ne data dalla parte del piano a-
stati di coscienza. strale conosciuta con il nome
Se consideriamo il soma - il corpo d'inconscio collettivo, per esem-
- come un robot il cui motore e- pio, gli Angeli, o più precisamen-
lettronico e le memorie sono nel te le entità il cui agglomerato for-
sistema nervoso centrale, la Psi- mano una classe di angeli, sono
che sarebbe l'operatore. La Psi- immaginate come figure umane
che è quindi in relazione, da un di aspetto androgino munite di
lato con la natura naturata, il due ali, o i quattro elementi ci
mondo fisico per mezzo del siste- vengono presentati da gnomi, da
ma nervoso centrale nella sezione ondine, da silfidi o da salaman-

Sophia Arcanorm n.29 pag. 30 1° trim. 2019


LA GNOSI E’ CONOSCENZA

dre. non sono stati in condizioni ap-


Questo stato di coscienza può es- propriate durante l'esperimento.
sere ottenuto in diversi metodi, o Siamo in contatto diretto con
è ereditario o spontaneo, o volon- questa dimensione astrale duran-
tario attraverso l’allenamento, o te i nostri sogni e dobbiamo stare
causato da uno squilibrio fisico attenti a non entrare in contatto
(privazione di cibo o di sonno) o con essa al di fuori di questi pe-
da agenti fisici come allucinogeni riodi che sono programmati "ad
o sostanze intossicanti, o per ma- hoc", perché se il piano fisico è
gnetismo, suggestione o anche un'illusione, il piano astrale lo è
malessere. ancora di più.
In questo piano astrale sono con- Il terzo componente dell'uomo è
tenute anche innumerevoli im- quindi il suo spirito immortale,
magini che vengono memorizzate, l'emanazione della divinità, l'im-
come in un video K7, tutti i pen- magine e la somiglianza di Dio.
sieri e le azioni emesse e fatte in La mente è il supporto dell'intelli-
passato e nel presente, fin dall'i- genza e della ragione, della com-
nizio dei tempi, e inoltre l’astrale prensione e dell'immaginazione
è occupato da entità che possia- creatrice, della volontà e della co-
mo chiamare elementali, che non scienza spirituale, dell'Amore Su-
sono né buone né cattive, e che periore le cui tre forme sono Al-
l'uomo, consapevolmente o meno, truismo, Fraternità e Carità.
può influenzare, e non dobbiamo Sul piano spirituale, l'uomo, l'u-
sottovalutare il fatto che alcune manità, è proprio come le classi
di queste entità, più potenti di al- di angeli - arcangeli - troni - prin-
tre, più complesse, cerchino di cipati - dominazioni - virtù - po-
materializzarsi nel piano fisico a teri - cherubini - serafini, l'uomo
gomitate. è formato da cellule androgine
Questo piano astrale, per sua na- che, proprio come i corpi spiri-
tura, è fuori dal tempo e dallo tuali che lo formano, sono
spazio, quindi è impossibile sape- nell'immagine della triplice divina
re se il video K7 è recente o vec- unità: Unità = Padre, Dualità =
chio. I "veggenti", qualunque sia Madre, Ternario = Figlio. Questi
il loro mezzo - astrologia - taroc- tre stati divini sono simboleggiati
chi - cristallo - numeri - geoman- nei nostri templi rispettivamente
zia - fondi di caffè - ecc., non dalle colonne Saggezza, Bellezza e
possono assicurare che le loro Forza. Se fosse permesso di rima-
previsioni saranno realizzate, nere stupiti nella massoneria, sa-
perché alcune sono relative al rebbe possibile farlo osservando
passato. che la maggior parte delle logge
I medium a effetti fisici a un certo rifiuta il loro ingresso alle donne.
punto sono stati tutti scoperti dai Nelle condizioni speciali e tempo-
verificatori a imbrogliare quando rali in cui sono immerse le cellule

Sophia Arcanorm n.29 pag. 31 1° trim. 2019


LA GNOSI E’ CONOSCENZA

spirituali umane che sono rivesti-


te con pelli animali, queste ulti-
me sono sessuate. L'uomo e la
donna sono anatomicamente e
fisiologicamente complementari, mente, e affinché una questione
come lo sono anche psicologica- riceva completamente la sua riso-
luzione, deve essere studiata allo
stesso tempo dall'uomo e dalla
donna. Questo è quello che è
successo nelle antiche scuole di
iniziazione celtiche, scandinave,
egiziane, greche, orientali, ecc.
Inoltre massoni illuminati come
Cagliostro, con i suoi alti gradi
egiziani, come Martinez de Pa-
squally e il suo successore e se-
guace Willermoz, uomini come
Constant Chevillon o il rito dei
Chevaliers Maçons Elus Cohens
de l'Univers, tutti hanno ricevuto
le sorelle nei loro rispettivi Ordi-
ni, ed è probabile che un rituale
scritto appositamente per le don-
ne nei primi tre gradi è stato pra-

Sophia Arcanorm n.29 pag. 32 1° trim. 2019


LA GNOSI E’ CONOSCENZA

ticato nel XVIII secolo sotto la attraverso le porte della morte del
Gran Maestranza della Principes- corpo e della morte dell'anima,
sa di Lamballe. quindi immergendo lo spirito in
cicli successivi.
Ugualmente al rito maschile con
la leggenda di Hiram, come per il
rito femminile con la leggenda di
Persefone, le cellule umane an-
drogine seguono la conseguenza
dell'Iniziazione.
Se tutti i massoni di volta in volta
nel gabinetto di riflessione com-
prendessero bene che devono la-
sciarvi la loro individualità per
riprendere la loro personalità, di
lasciare in questa tomba i pregiu-
dizi della cultura profana, della
cultura giudaico-christo-
musulmana basata sull'idea che
il diritto è basato sulla forza per
essere meglio difeso, non avreb-
bero sentito più questo comples-
A quel tempo, le nostre sorelle del so di inferiorità che provano di
Rito di Memphis-Misraïm prati- fronte alla donna. Dovrebbe esse-
cavano il proprio rituale scritto re chiaro che se la donna ha delle
da Chevillon stesso nel 1935, soluzioni a un problema, non è
perché la massoneria, conforme- perché la donna è più intelligente
mente alle antiche scuole iniziati- dell'uomo, è perché è una donna,
che, faceva passare i suoi adepti e ciò che lui ha trovato, è perché
è un uomo, ed è facile dedurre
che entrambi possono trovare la
soluzione completa. Alcuni mas-
soni affermano che la presenza
nella Loggia delle donne fa perde-
re loro concentrazione e attenzio-
ne sul lavoro svolto, questo per-
ché soffrono di una condizione
nell'ambito del feticismo. C'è il fe-
ticismo delle parti del corpo,
quello dei capi di abbigliamento,
c’è anche il feticismo dei luoghi, e
un massone con un comporta-
mento normale nella vita quoti-

Sophia Arcanorm n.29 pag. 33 1° trim. 2019


LA GNOSI E’ CONOSCENZA

diana, se si sente un aumento seni, si sono raggruppati in diver-


della libido in Loggia, deve sapere se parrocchie cristiane per appor-
che è guaribile e che si guarisce tare materia più tradizionale.
molto facilmente. Ad esempio, quando San Paolo
La Loggia è un luogo sacro in cui ha strutturato la setta cristiana,
tutti i presenti devono ricordare avrebbe potuto includere la tri-
questo pensiero di nostro fratello unità della tradizione universale,
St. Exupéry: il Padre, la Madre, il Figlio, e fu
"Fratello mio, arricchiamoci con costretto a ridurlo a una dualità
le nostre differenze". Padre - Figlio, sapendo che altri-
Abbiamo visto che la Tradizione menti non sarebbe stato ascolta-
Primordiale e Universale era la to e avrebbe rischiato di essere
base comune delle scuole iniziati- linciato, cosa comune in quella
che e delle religioni, e che queste zona e in quel tempo.
religioni erano solo l'espressione Solo a circa 50 anni dalla sua
exoterica, abbiamo anche visto morte fu aggiunto lo Spirito San-
che nei tempi antichi tutti i sa- to per completare la Trinità, ma
cerdoti sono stati iniziati, questo ancora senza menzionare la Ma-
non è più così ora in particolare dre, e ciò per la stessa ragione:
per i sacerdoti della Chiesa di Ro- questo complesso di inferiorità
ma, dal momento che un mem- dell'uomo in generale rispetto alla
bro di questa chiesa entrando in donna e alla sua capacità di crea-
massoneria sarebbe oggetto di u- re la vita, mentre l'esoterismo e-
na scomunica maggiore, tuttavia braico, secondo la tradizione,
alcuni sacerdoti sono ancora ini- specifica che è la dualità, quindi
ziati in massoneria, ma sono po- la donna, la madre, che viene
chi. scelta per procedere alla creazio-
Questo esiguo numero, ciò nono- ne, cosa che è chiaramente enun-
stante, è sufficiente per mantene- ciata nello Zohar, per esempio,
re lo Spirito della Tradizione nel raccontando la conversazione
corpus di tutte queste religioni di simbolica del Padre con i numeri,
massa, tutte dotate di gnostici al o ancora più semplicemente
loro interno. Attualmente vi è u- quando sappiamo che la prima
na Chiesa Gnostica Apostolica parola della Bibbia è "Bereshit"
Cristiana che è una recrudescen- che inizia con la lettera "Beth", la
za di gruppi cristiani gnostici del B, che è il numero DUE, il due, la
II e III secolo, in cui tutti i mem- dualità che è attribuita alla co-
bri del clero sono obbligatoria- lonna Bellezza del nostro Tempio.
mente almeno maestri massoni Sono anche due triangoli che for-
attivi. mano il sigillo di Salomone, è il
Nel II e III secolo, i cristiani ini- colore verde, simbolicamente at-
ziati alla Tradizione Universale e tribuito a Venere, pianeta femmi-
Primordiale, come lo erano gli Es- nile, e una mezzaluna, ugual-

Sophia Arcanorm n.29 pag. 34 1° trim. 2019


LA GNOSI E’ CONOSCENZA

mente simbolo femminile, che carna nell'uomo Gesù, ma che


spesso compare tra musulmani, rimane indipendente da Lui e
e infine, quando l'infallibilità del che lo lascia prima del dram-
Papa è stato imposto in Concilio,
la prima azione del Papa è stata ma del Calvario.
quella di annunciare l'Ascensione 7. Una reintegrazione dell'uomo e
della Madre di Gesù, articolo di della donna e di tutti gli altri
fede, indicando che l'inconscio esseri caduti nel seno del Ple-
collettivo considera la femminilità roma.
tanto quanto la mascolinità, no-
nostante le particolari alterazioni Il primo gnostico cristiano fu Ni-
culturali. colas, uno dei sette diaconi della
La Chiesa Gnostica Apostolica at- chiesa di Gerusalemme scelta da-
tuale, come altre chiese gnostiche gli apostoli.
fondate da Doinel e Fabre des Es- Altri seguirono, e nel II e III seco-
sarts, suo successore, ricorda i lo le sette Gnostiche erano nume-
quattro problemi che da sempre rose lungo tutta la costa mediter-
hanno posto gli gnostici: ranea.
1. il problema della creazione Successivamente, ci furono rina-
scite in diversi stati europei. Ci
2. il problema della incarnazio-
sono stati singoli gnostici nella
ne divina chiesa romana come il Cardinale
3. la questione sociale Nicolò Cusano, poi abbiamo i Bo-
4. la questione della donna gomili in Bulgaria e in Macedo-
nia, i Catari, Albigesi, Valdesi,
... e vi è un settenario che rispon- Patarini, Cotereaux, San Bernar-
de a questo quaternario: do, più druido che prete cristia-
1. Esclusione del dogma della no, i suoi figli Templari, ecc. ecc..
creazione, così come è formu- È chiaro che elementi della Tradi-
zione Universale e Primordiale
lato dall'ortodossia cattolica
fluttuano sempre nell'inconscio
romana. collettivo e si manifestano nell'e-
2. Esistenza di una potenza infe- soterismo delle religioni.
riore produttrice del mondo ili-
Abbiamo l’opportunità che in
co. Massoneria ci è rivelato gran par-
3. Dottrina dell'Emanazione. te del suo esoterismo.
4. Raggruppamento di Eoni at- Approfittiamo di questa grazia,
traverso sizigie, cioè di genere meditiamo e proviamo a sgrossa-
re le nostre pietre grezze per co-
maschile e femminile.
struire il Tempio della Gerusa-
5. Analogia dei tre mondi: Plero- lemme Celeste che si sta evolven-
ma, Ogdoade, Hebdomade. do a poco a poco in innumerevoli
6. Un Cristo Salvatore che si in- cicli.

Sophia Arcanorm n.29 pag. 35 1° trim. 2019


LA POSTA DELLA REDAZIONE
Opera della Pietra Filosofale ed ancora
Magistero dei Saggi.
Stando ai postulati della fisica ermeti-
ca tutti gli esseri sono basati di sale,
zolfo e mercurio.
Su queste considerazioni tutti i filosofi
ermetici sono di comune accordo ma,
tuttavia, uno contraddice i principi
dell'altro. Però quelli che sono i concet-
ti fondamentali son ben chiariti nel
“Turba Philosophorum” nel quale tra
l'altro si può leggere “Qualunque sia il
redazione@sophia-arcanorum.it modo con cui i filosofi ermetici hanno
L'ermetismo in massoneria discorso, non si è mai notata una con-
Per ermetismo s'intende una dottrina traddizione tra loro stessi”.
derivante da Ermete Trismegisto, ovve- Infatti a loro detta solo gli ignoranti
ro il “tre volte grande”, che ebbe a re- rendono alle parole dei filosofi ermetici
gnare nell'antichità sulla popolazione dei significati prettamente letterari,
egiziana venendo consacrato quale di- dando così la lapalissiana dimostrazio-
vinità in quanto scoprì le Arti essenzia- ne di non avere capito nulla. Di fatti,
li oltre alle lettere e i numeri. Secondo innanzi a parole naturali ne esistono
alcuni studiosi egli avrebbe tramanda- altre ancora che devono essere inter-
to una miriade di opere tradotte in un pretate a patto che si riesca a risalire
secondo tempo in lingua comune. ai propositi a cui sottendono.
Si stima che la quantità di scritti sa- Secondo la logica degli ermetici, ogni
rebbe di oltre ventimila unità. individuo deve rischiarare quello che
Col passare del tempo i libri sono an- un altro cela. In altre parole chi cerca
dati tutti persi tranne alcuni raccolti in può realmente trovare.
un'antologia dal nome “Poimandres” Questo tutto insieme di concetti lo pos-
nella quale sono stati inseriti dei prin- siamo trovare nel “Corpus Hermeticum”
cipi filosofici di Platone con l'aggiunta nel quale è messo in evidenza il con-
di pensieri orfici, eleusini ed anche pi- cetto “Innalzati oltre ogni altezza di-
tagorici. scendi ogni profondità e raccogli in te
I trattati filosofici ermetici hanno come tutte le sensazioni delle cose create,
precipuo fine quello di svelare i misteri dell'acqua, del fuoco del secco e dell'u-
del cosmo, oltre alla ricerca delle verità mido. Pensa di essere simultaneamente
celate così da costituire la Grande Ope- dappertutto, in terra, mare e cielo”.
ra nota anche come Arte Regia o Reale, Fr. Gian Luca Padovani

Sophia Arcanorm n.29 pag. 36 1° trim. 2019


Sophia Arcanorum / Numeri arretrati

INDICE DEI NUMERI DELL’ANNO 2018


N° 24 - 1° trimestre 2018:
- Allocuzione del Grande Oratore, Convento 2018. (Nelchael) pag.3
- Seminario di studi: La Tradizione … tra Oriente e Occidente. pag.5
- Luci e ombre. (Anton-Jus) pag.7
- I gradi apocalittici - 2a parte. (Aragorn) pag.9
- Santa Maria la Blanca. (Axel) pag.15

N° 25 - Numero speciale 2018:


- Atti del Seminario di studi della Gran Loggia Italiana dei Riti Egizi:
“La Tradizione unica e perenne tra Oriente e Occidente”
- Presentazione e introduzione (Arch. Giuseppe Rampulla) pag.3
- La parola perduta e l’errore primordiale (Prof. Fabio Truc) pag.7
- Pathos iniziatico e soggettività demiurgica (Prof. Davide Susanetti) pag.17
- Introduzione alla relazione del Dr. S. Danesi (Dr. Clemente Ferullo) pag.25
- Druidismo Tao dell’Occidente (Dr. Silvano Danesi) pag.28
- Conclusioni del Seminario (Arch. Giuseppe Rampulla) pag.51

N° 26 - 2° trimestre 2018:
- Editoriale: E’ tempo di Rinascita pag.3
- Equinozio di primavera 2018 (Silvano Danesi) pag.4
- La scienza dei Faraoni:
Introduzione al Convegno (Giuseppe Rampulla) pag.8
- Energia universale, vibrazione e stati di coscienza (Carlo Quattrocchi) pag.13
- Sub specie interioritatis (Arturo Reghini) pag.19

N° 27 - 3° trimestre 2018:
- Editoriale: Solstizio d’estate (Giuseppe Rampulla) pag.3
- Il simbolismo e la parola (Silvano Danesi) pag.5
- I numeri nella tradizione iniziatica (Carlo Quattrocchi) pag.9
- Il mistero dei misteri eleusini (Eleazar) pag.18
- La Crisopea o Pietra Filosofale (Robert Ambelain, trad. G. Rampulla) pag.24

N° 28 - 4° trimestre 2018:
- Editoriale: Festina lente (Giuseppe Rampulla) pag.3
- Riflessioni per una scienza dell’anima (Silvano Danesi) pag.5
- I centri energetici del corpo umano (Carlo Quattrocchi) pag.14
- La metafora del dono (Seshen) pag.18
- Apertura e chiusura dei Lavori come fatto magico (F.sco Brunelli) pag.20

Sophia Arcanorm n.29 pag. 37 1° trim. 2019


Sophia Arcanorm n.29 pag. 38 1° trim. 2019