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HIRAM

Rivista del Grande Oriente d’Italia


n. 1/2003

• EDITORIALE
3 La fierezza “trasgressiva” di essere Massoni
Gustavo Raffi - Antonio Panaino
• RIFLESSIONI
13 La filosofia, la conoscenza dell’umano, il dialogo col pensiero religioso
Sergio Moravia
• STORIA DELLA MASSONERIA
19 Le prime logge massoniche in Italia
Alessandro Africa
27 300° anniversario della nascita di Tommaso Crudeli
Renzo Rabboni

• ESOTERISMO
41 L’alfabeto latomistico
R∴ L∴ XX Settembre 1870 n° 843

FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

51 Piccola guida per orientarsi nella storia della Massoneria settecentesca


Davide Monda
61 Il conte Henry de Boulainvilliers tra spinozismo e astrologia
Aurelia Delfino
73 Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo
Pierre Dalla Vigna
93 Ricerca massonica fra Illuminismo e Idealismo. Da Lessing a Fichte
Walter Moncada

• RECENSIONI 103
• SEGNALAZIONI EDITORIALI 107
HIRAM, 1/2003
Direttore: Gustavo Raffi
Direttore Scientifico: Antonio Panaino
Condirettori: Antonio Panaino, Vinicio Serino
Vicedirettore: Francesco Licchiello
Direttore Responsabile: Giovanni Lani
Comitato Direttivo: Gustavo Raffi, Antonio Panaino, Morris Ghezzi, Giuseppe Schiavone, Vinicio Serino, Claudio Bonvecchio,
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E DITORIALE

La fierezza “trasgressiva” di essere Massoni


Appunti sull’identità massonica e sulle pretese
relazioni tra Massoneria e New Age.
di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia
e
Antonio Panaino, Università di Bologna

In the present contribution the Authors deal with the problem of the impact played
by the Craft on the cultural and ethic development of the society. The public presen-
ce and role of the G.O.I. is making Freemasonry as a “normal” member and part-
ner of the society and is not reducing its image as that of an obscure sect. Such a
trend does not mean a refusal of the reservedness oabout the esotheric level of the
masonic experience, but only wants to emphasize the fact that in a modern and
democratic society also the masonic institution has the duty to explain and clarify
its ethical values and ideas. In this framework the pride to be Mason assumes also
a public significance and strengthens the transparence of the Craft.

Carissimi Fratelli, gentili lettrici e lettori, Cosa significa essere Massoni? Come
n prossimità della prossima Gran si coniuga tale identità con la società con-

I Loggia di Rimini (3, 4, 5 aprile


2003) ci sembra opportuno condi-
videre alcuni elementi di riflessione sul
temporanea? Come si relaziona la
Massoneria con la cultura, le religioni, il
mondo della politica? Tutti argomenti dif-
senso attuale della nostra identità. Non ficili, talora scabrosi, ma ineludibili.
crediamo certamente di poter esaurire Purtroppo, invece, per non essere troppo
l’argomento, ma nutriamo la convinzione espliciti e chiari su tutti questi temi, vuoi
che una esposizione un po’ più circostan- per eccesso di riservatezza vuoi per un
ziata di quanto stia accadendo nel modo malinteso senso di neutralità assoluta, si è
di pensarsi del mondo massonico, in par- lasciato modo ad altri, spesso con intenti
ticolare nel nostro Paese, meriti l’apertu- palesemente ostili, di dare delle risposte,
ra di una discussione serena e allargata. le quali, ovviamente, non potevano che
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EDITORIALE

essere alquanto fuorvianti, anche se in fini, le grandi conquiste e le sofferenze,


qualche caso non del tutto infondate. ma anche le cadute, le incertezze o gli
Ogni istituzione che errori, inevitabili in ogni istituzio-
raccolga un corpo sociale ne umana, sono sotto gli occhi
significativo per numero di tutti; quindi non solo i
di associati e per presti- nostri ma anche quelli degli
gio degli stessi, quindi altri. Credere che la segre-
anche e soprattutto la tezza sia esclusivamente il
Massoneria, ha il dove- “non far sapere nulla” di
re, in una società demo- quanto tecnicamente
cratica moderna, di far avvenga nei templi, come se
comprendere, non di certo il si potesse vivere in una
segreto iniziatico, argomento dimensione semi-carbonara, non
su cui ritorneremo, ma il senso e lo solo sarebbe un errore, ma il frutto di
scopo della sua esistenza. una palese banalità, dalle conseguenze
E’ infatti per questa stessa ragione che autodistruttive. Qualsiasi storico accorto,
il nostro rituale, nel corso dell’iniziazione capace di consultare con sistematicità le
prevede che il recipiendario, alla domanda fonti d’archivio e la bibliografia massoni-
relativa a che cosa egli sappia mai della ca, sarebbe in grado di ricostruire con un
Massoneria, non risponda più banalmente altissimo grado di precisione sia i rituali
“nulla!”, bensì prescriva di dichiarare la sia le parole di passo di diverse tradizio-
conoscenza della sua storia e delle sue ni muratorie. Quindi il “segreto” non può
finalità. Inevitabilmente ciò significa che certo essere proprio e solo questo; e ciò
si è ritenuto che un uomo, libero e di che non costituisce un vero “segreto” non
buoni costumi, considerato sufficiente- merita di essere custodito in quanto tale,
mente maturo per intraprendere il cammi- altrimenti si perderebbe di vista la più
no iniziatico, non potesse, nel contesto alta e profonda dimensione inconoscibile
della moderna società, essere preso ipo- al profano, quella che solo l’esperienza
critamente per un pesce in barile che nulla diretta, la partecipazione e la condivisio-
saprebbe di quanto stia per aprirsi dinanzi ne attiva di valori e di simboli può pro-
ai suoi occhi, alla sua mente ed al suo durre e che deve restare non pubblica.
cuore. Il segreto iniziatico, quel “grande Leggere un rituale massonico, oggetto
nulla” secondo la celebre definizione di riservato, ma come si è visto da qualche
Federico di Prussia, non viene certo tra- secolo per nulla top secret, non è affatto
smesso o violato rivelando le ragioni della la stessa cosa che praticarlo; né conosce-
storia e del cammino spirituale che hanno re la dimensione massonica e la sua fina-
dato vita nel corso dei secoli a quella lità vuol dire partecipare a tale esperien-
dimensione di sociabilità che ricade sotto za e quindi conoscere propriamente il
la designazione di Libera Muratoria. I “segreto” massonico, che è solo di ordine
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La fierezza “trasgressiva” di essere Massoni, G. Raffi - A. Panaino

iniziatico e non profano (ovvero partiti- to con la Massoneria abbiano certamente


co, economico o peggio). D’altra parte, tratto stimoli ed ispirazioni così come a loro
chi non ha ancora avuto tale opportunità volta ne hanno portato in essa.
o non fosse intenzionato a partecipare a La colpa non è solo della congiura anti-
tale percorso, credo che invece abbia il massonica interessata a celare la vastità
pieno diritto di ottenere della presenza cul-
da parte dell’istituzio- turale della
ne massonica il mas- Massoneria o
simo dell’informazio- l’importanza del
ne possibile sugli scopi suo influsso sulla
della sua esistenza e sui nascita delle moderne
suoi valori, sul suo ordina- democrazie, nel dibattito
mento e funzionamento. costituzionalista come nella
Una Massoneria che non sapesse infatti definizione dei diritti dell’uomo e
interloquire con la realtà circostante, che nella realizzazione di istituzioni umanita-
non lasciasse comprendere il senso della rie di carattere internazionale. Notevole
sua esistenza sarebbe condannata, come è responsabilità ricade anche su molte delle
già avvenuto in passato, a ritrovarsi ogget- stesse Massonerie che credono, o hanno
to delle più disparate accuse e delle più biz- creduto, di esaurire esclusivamente al loro
zarre attribuzioni, ridotta nel novero inac- interno qualsiasi funzione storica ed eso-
cettabile delle società segrete. Se peraltro terica, lasciando al singolo ogni eventuale
commissionassimo ad una società specia- intervento individuale ed al contempo
lizzata un sondaggio campione su che cosa reputando ogni forma di outing come una
l’italiano medio conosce della Massoneria, sottile violazione dei landmarks o come
ci troveremmo di fronte ad una massa di una sorta di interferenza politica o più
assurdità che però non possiamo ignorare. semplicemente come espressione di pro-
Esperienze curiose avvengono anche quan- fanità. Peccato che tale atteggiamento
do dialoghiamo con persone di spessore iper-riservato abbia avuto costi socio-cul-
culturale certamente più elevato della turali pesanti per la stessa Comunione e
media o sfogliamo opere di studiosi degni che esso sia praticabile solo a patto che gli
di stima e ritroviamo che ben pochi ricorda- stessi Massoni non si azzardino a testimo-
no (ma molti non lo sanno proprio) che filo- niare la loro adesione a questo cammino
sofi come Lessing e Fichte, letterati come iniziatico, ma che piuttosto si guardino
Goethe, ma in Italia ad esempio anche bene dal farne parola e che la custodisca-
Monti, Foscolo, Alfieri, Beccaria, no gelosamente come una realtà accessi-
Quasimodo, Carducci, Pascoli, scienziati bile a pochi, purché “eccelsi”. Peccato
come Einstein e Fermi, personaggi come ancora che tale levatura eccelsa non sem-
Gandhi o Allende, e molti altri ancora, non pre corrisponda ad un livello di conoscen-
solo sono stati Massoni, ma che dal rappor- za né esoterica né profana decorosa e che
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EDITORIALE

molti dei pochissimi prescelti a stento quello di promuovere la conoscenza della


supererebbero una tegolatura completa, Massoneria, della sua storia, del suo
regolamenti alla mano. Peccato ancora ruolo, dei suoi personaggi e del loro con-
che in anni passati l’idea che la tributo, e quindi anche delle sue incertez-
Massoneria fosse un club di gentiluo- ze e difficoltà, e soprattutto della sua, per
mini benestanti ed appagati, pron- noi, straordinaria funzione di sociabi-
ti a scimmiottare i nobili ingle- lità e di crescita interiore. Non
si ed a giocare un esclusi- sono pochi coloro che
vo cricket esoterico, ignorano completa-
abbia acuito la mente la dimensione
pessima immagine etica e spirituale che
di un’istituzione unisce liberamente i
sostanzialmente rea- Massoni, e che invece reputa-
zionaria, quasi una escrescen- no la Massoneria come una con-
za residuale della storia passata, sorteria che avrebbe abbandonato
tenebrosa se non pericolosa; il la sua ritualità per dedicarsi a più remu-
tutto per giunta in un contesto politico- nerative attività. Gli unici che possono
culturale come quello italiano, ove né le nei fatti smentire tale fuorviante vulgata
tradizionali difficoltà con la Chiesa né le siamo, in prima battuta, solo noi, e nessun
forti prevenzioni di area “progressista” (a altro. Sulla scorta di tale azione di promo-
differenza peraltro di quanto storicamente zione, se si vuole usare un termine certa-
avvenuto in altri Paesi europei) potevano mente inadeguato, molte componenti
favorire un’atmosfera più serena. Come della società civile si troveranno costrette
pubblicità certo non male, soprattutto in a riconsiderare giudizi affrettati e/o fon-
un’epoca che sulla comunicazione fonda dati su conoscenze fallaci; fatto che si sta
una parte sostanziale della sua vita. già lentamente realizzando. Eventuali
Se invece crediamo che la Massoneria avversari dovranno altresì fronteggiare un
abbia ancora un ruolo storico, non solo sul discorso a viso aperto, accettare il terreno
piano soggettivo, ovvero positivo per i del confronto e non quello dell’invettiva,
suoi membri che hanno grazie ad essa una a cui non dobbiamo certo prestarci. Anzi,
straordinaria occasione di maturazione laddove emergano infondate accuse o
spirituale e di confronto intorno alla cen- semplici maldicenze non ha senso fare
tralità di Dio e dell’uomo senza preclusio- polemica ma si dovrà intervenire con
ni ideologiche e religiose, ma anche per rigore e chiarezza senza accrescere la
l’umanità (e quindi anche la società più polemica, ma piuttosto superandola.
vicina in cui viviamo quotidianamente), Per esempio, la recente Riflessione
dobbiamo assumerci delle responsabilità proposta dal Pontificio Consiglio della
etiche e quindi contestualmente anche Cultura e dal Pontificio Consiglio per il
educative. Nostro compito è infatti anche Dialogo Interreligioso sul New Age, inti-
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La fierezza “trasgressiva” di essere Massoni, G. Raffi - A. Panaino

tolata Gesù Cristo portatore dell’acqua tratta peraltro di un contesto talmente


viva, individua (p. 10) l’origine del New buio in cui quasi tutte la vacche sembrano
Age nel contesto rosacrociano e massoni- nere e dove le corna dell’una si incrocia-
co, al tempo della rivoluzione francese e no con quelle dell’altra. Quindi ci sembra
americana; inoltre (p. 27), la matri- difficile scaglia-
ce essenziale del pensiero New Age re pietre senza
va ricercata - secondo tale docu- fare dei distin-
mento - nella tradizione esoterico- guo precisi e
teosofica, ampiamente accettata dai senza rilevare la
circoli intellettuali europei nei natura e l’origi-
secoli diciottesimo e diciannovesi- ne degli esoteri-
mo. E’ stata particolarmente pre- smi in questione.
sente nella massoneria, nello spiri- Ad esempio il
tismo, nell’occultismo e nella teoso- filone regolare
fia, che hanno in comune un certo delle Massonerie
tipo di cultura esoterica. non si è mai lasciato travolgere da un
Sul piano storico tale giudizio non può impianto irrazionalista tale da sostenere il
essere completamente smentito, poiché New Age; anzi, il fatto che la Massoneria
l’ambiente massonico dei secoli XVIII e in più occasioni abbia precisato di non
XIX ha visto incrociarsi filoni culturali essere una religione, né di adorare un dio
diversi, tra Aufklärung e Schwärmerei, massonico, né di proporre una verità
ma esso risulta se non altro storicamente segreta ultima, quanto piuttosto abbia
semplicistico. Innanzitutto perché l’esote- svolto una funzione di dialogo diretto tra
rismo massonico è stato radicalmente uomini di religioni differenti (cattolici e
legato, sin dalle sue origini, con la tradi- protestanti innazitutto, poi ebrei, hindu,
zione cristiana, anche cattolica, e non solo musulmani, etc.) mostra come la cultura
perché l’estensore dei Landmarks, massonica rifugga, sul piano istituzionale,
l’Anderson, fosse un pastore protestante, dalla paccottiglia di certezze vendute dal
ma per il fatto che l’impianto culturale del New Age. La Massoneria propone un
lavoro massonico si ispirava ad una tradi- metodo di indagine attraverso simboli e
zione di fede saldamente strutturata nel riti che non hanno alcun valore sacramen-
mondo occidentale, pur con apporti, già tale, ma solo formativo-educativo della
passati attraverso l’Europa cristiana nel coscienza e dell’educazione etico-spiri-
corso del Rinascimento e del Medioevo. tuale. D’altra parte lo stesso documento
Che alcuni filoni dell’esoterismo cristia- pontificio rileva con preoccupazione la
no, fortemente presenti anche in fascinazione che gli stessi ambienti catto-
Massoneria, possano aver contribuito alla lici hanno avuto per tale area spiritualista;
formazione del terreno culturale del New sarebbe inutile quindi notare che vi
Age è un fatto pertanto indiscutibile; si potrebbero essere anche dei Massoni, le
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EDITORIALE

Massonerie sono tante, che abbiano inte- sto, la Chiesa colpisce proprio un pezzo di
resse per tale tradizione, ma l’eventuale cultura religiosa nata in casa propria, e su
adesione di un singolo non può pregiudi- cui sarebbe importante fare chiarezza.
care il giudizio su un’intera Comunione e Non è infatti un caso che la partecipazione
sulla sua storia. Il fatto poi che le di J. de Maistre al Rito Scozzese
Massonerie regolari vietino di tratta- Rettificato, come l’azione svolta dal
re di questioni di politica e religione, cavaliere A.M. Ramsay (padre del
troppo spesso ignorato o dimenti- Rito Scozzese Antico e Accettato),
cato, dovrebbe ricordare che la ma anche cattolico fervente e
nostra istituzione non propone segretario di Fénelon, siano solo
una propria via di salvezza, la punta di un iceberg maturato
lasciando alle religioni il compi- nel mondo cristiano (tanto catto-
to di farlo (quindi anche alla lico quanto protestante) e che ha
Chiesa cattolica) e che tali diverse trovato anche in Massoneria un
verità non vengono smentite dal- suo sfogo di estremo interesse.
l’istituzione massonica, né sono Resta comunque il dato storico
soggette ad una sorta di centrifuga che tali tendenze spiritualiste non
anti-religiosa; anzi costituiscono la hanno mai dettato legge in modo
ricchezza portata dai singoli nella normativo sull’impianto libero e di
comunione. Le certezze proposte dal ricerca critica della Massoneria, alme-
New Age sono lontane dall’impian- no sul piano istituzionale.
to massonico che non propone Per tornare al tema generale, è
magie, né riti di potenziamento ego- bene che, dinanzi a continui adde-
tico, di sbattezzamento o peggio ancora. biti di responsabilità, la Massoneria si
Peraltro, l’attenzione critica all’esoteri- mostri senza ambiguità, che traspaia in
smo New Age, che ci sembrava pericolo- tutta la sua limpidezza per le notevoli
samente dilagare verso una sottocultura azioni di solidarietà, per l’impegno nella
del sacro e dello spiritualismo, fomentan- costruzione di una società civile tolleran-
do atteggiamenti ottusamente egoistici ed te e sempre meno ingiusta, che si propon-
edonistici in un contesto da supermarket ga come ambito di riflessione critica, libe-
dell’eclettismo religioso, era già stato sot- ra da partiti e da interferenze istituzionali
tolineato dal Gran Maestro nel corso della esterne, che provochi e stimoli interroga-
Gran Loggia di Rimini del 2001. In que- tivi e che al contempo rispetti e affratelli
sto caso, non possiamo che prendere atto le diversità. Ciò ovviamente può essere
di molti giudizi concordi espressi anche qualcosa di temibile per chiunque voglia
dalla Santa Sede sull’argomento, pur sot- normalizzare la diversità ed uccidere lo
tolineando il fatto che, nell’attacco indi- spirito critico e libero, ma non sarà mai
scriminato ad una componente spirituali- oggetto di curiosità torbide o persecutrici,
sta dell’esoterismo massonico settecente- almeno sinché l’Italia e l’Europa saranno
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La fierezza “trasgressiva” di essere Massoni, G. Raffi - A. Panaino

luoghi democratici di libera espressione e bensì con testimonianze capaci di orienta-


associazione. La Massoneria fonda la sua re verso il “bene” la nostra società. Il
esistenza su motivazioni coraggiose; Massone non è pertanto un soggetto appa-
innanzitutto quella che la verità, e quindi gato, che sguazza nel quotidiano come un
anche la dimensione divina, non sia pro- pesce nel mare, che si associa per fare
prietà esclusiva di qualche istituzione affari nell’ombra, protetto dal grembiu-
o di qualche persona, le, ma un uomo carico di
ma rappresenti un fine ansietà, di dubbi, di interro-
a cui tendere condivi- gativi e di ipotesi da condi-
dendo le diversità, videre ed eventualmente,
unendo uomini che se ne è capace, da supera-
mai si sarebbero tro- re in una continua sfida
vati insieme. Crede con se stesso. La
nella libertà e nella dignità della persona Massoneria non è quindi
e non impone ai suoi membri alcuna veri- un’associazione acritica-
tà assoluta, ma propone soltanto un meto- mente avulsa dal mondo e trincerata nel
do di ricerca, talora drammaticamente suo esoterismo, come se le vere società
esperito attraverso la ritualità che tutti esoteriche del passato non partecipassero
unisce e armonizza nel tempio; non cono- allo sviluppo del mondo loro circostante.
sce diversità di razza, religione o cultura. Il vero problema è che, se si ha qualcosa
Nella sua storia si è dovuta scontrare con da dire, da donare, bisogna farlo anche al
tutte le forme di totalitarismo e di intolle- di fuori, ovviamente nei limiti e nei modi
ranza politica, a partire dal ‘700, in cui di volta in volta più opportuni.
Stati meno illuminati ne sospettarono la Si aggiunga inoltre il fatto che se si
pericolosa libertà, giacché essa permette- vuole essere ben compresi bisogna pur
va a cristiani, indifferentemente cattolici e comunicare e quindi scendere in campo,
protestanti, ma anche agli ebrei, di riunir- non per combattere o per prendere posi-
si senza distinzione di censo. zioni politiche, ma per spiegare caratteri-
Vivere la Massoneria significa, dopo stiche e senso della nostra identità (non si
anni di silenzio e di apprendistato, riap- negherà che abbiamo un’identità?). A
prendere nuovamente a parlare, tra squa- questo proposito le riflessioni pubbliche
dra e compasso, ovvero toccando gli sulla libertà della ricerca scientifica o
argomenti più difficili, ma senza ferire gli nella difesa della scuola pubblica, il tema
altri fratelli; significa lavorare per il pro- della ricerca della felicità per tutti, anche
gresso dell’umanità, innanzitutto attraver- per coloro che verrebbero esclusi da un
so un lavoro interiore, la cosiddetta certo modello di globalizzazione disegua-
costruzione del tempio individuale, ma le, non sono state né sono azioni “politi-
anche in modo collettivo, non con interfe- che”, nel senso di un’interferenza in un
renze politiche, che non ci competono, campo che è quello proprio dei partiti, ma
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EDITORIALE

l’espressione, storicamente giustificata, scenze iniziatiche, ma nella comprensione


della cultura massonica italiana volta a che l’esperienza meta-temporale del lavo-
garantire spazi di libertà e di equità al di ro massonico ci permette di operare in
sopra delle forze politiche, e una dimensione diversa, la quale ogni
quindi a difendere valori volta si apre su nuove frontiere dello
essenziali della tradizione Spirito, che nella nostra quotidia-
massonica del nostro nità non potremmo realizzare, e
Paese. Tale azione corri- comunque non allo stesso modo.
sponde ad una preoccupa- Non possiamo dimenticare il
zione ben fondata, ossia sul- fatto che pochi anni or sono l’ap-
l’idea che la complessità partenenza alla Massoneria era
sociale esplosa con la globa- considerata quasi una marca
lizzazione richieda senno e saggezza, e d’infamia in molti ambiti, non
soprattutto un equilibrio che noi solo confessionali, e che ben
Massoni cerchiamo giornalmente di pochi si azzardavano a manifestare
costruire nei templi al fine di contri- la propria appartenenza. Tale perio-
buire alla crescita di una società acco- do è finito, non per eccesso di profa-
gliente, aperta, giusta, felice e sicura nità, ma grazie ad una azione di
per tutti. Non prendiamo ordini, su que- impatto sistematico sulla società, attra-
sti temi, da vecchie o nuove Chiese. verso manifestazioni, iniziative e pubbli-
In una società che presenta notevoli cazioni che hanno costretto la società civi-
difficoltà, soprattutto tra i giovani; priva le a misurarsi con l’esistenza reale della
di forti punti di riferimento sul piano Massoneria e dei Massoni. Le Gran Logge
etico-morale ed educativo, dove moderni degli ultimi anni ne sono una prova ogget-
miti distruggono la capacità e la libertà di tiva. A questo punto anziché trovare degli
“pensare”, in senso alto intendiamo, ed in invisibili e tenebrosi Magistri, magari un
cui emergono sempre più segnali di pro- po’ vagheggiati come nobili antenati dei
fonda mercificazione del soggetto, ridotto maghetti di Herry Potter, ci si è imbattuti
a mero ente consumatore, la Massoneria, in una comunità di uomini fortementi
come istituzione tradizionale ed esoterica, impegnati nel mondo del lavoro, della
che, come già si è ricordato, pone al cen- scuola, della cultura, della società civile,
tro del suo lavoro il G.A.D.U. e l’uomo, carichi di idee e soprattutto determinati ad
non può non trovare l’orgoglio e la fierez- essere pienamente parte attiva del mondo
za di testimoniare valori altri, trasgressi- post-moderno. Il fatto che il Gran
vamente critici, perché lontani dall’ovvie- Maestro, come altri rappresentanti della
tà giornaliera, in altre parole dal profano. nostra istituzione, possano portare il loro
Proprio la differenza tra dimensione contributo in discussioni su temi centrali
esoterica e profana non si misura solo nel nella realtà odierna significa che nessuno
fatto che disponiamo di una serie di cono- deve più vergognarsi di essere quel che è.
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La fierezza “trasgressiva” di essere Massoni, G. Raffi - A. Panaino

Non potremo mai dimenticare, per Di fronte alla completa assimiliazione


esempio, la tristezza umiliante di episodi, in un grigiore indistinto, i colori dei vostri
non rari, nei quali i fratelli non sapevano grembiuli splenderanno anche nei sorrisi,
se potessero ritrovarsi per rendere omag- così che si possa dire che il Massone non
gio alla salma di un membro della propria ha nulla in comune con il faccendiere, con
officina, perché la sua identità massonica l’intrigante o con lo stregone.
era stata addirittura celata ai familiari di Vi chiederanno allora i segreti ....
colui che era passato all’Oriente eterno. Come fare allora a spiegare
Come si fa ad agire sull’immagine quanto ciascuno di noi
della Massoneria nella nostra prova prima di entrare
società, se addirittura si pote- nel tempio, quando
va ritenere tutto sommato in silenzio, nella
più opportuno che i nostri sala dei passi
parenti, mogli, figli o perduti, cinge il
amici carissimi, non grembiule, calza i
sapessero nulla della nostra “diversità”. guanti, e ai colpi del
E’ vero che per molti essere in pubblico Maestro delle Cerimonie si incammina
quel che sono nel tempio potrebbe costi- nel tempio alla musica di Mozart, libero
tuire un grave problema (a tal proposito di essere se stesso, affratellato ad altre
sarebbe utile un libro bianco sulle discri- libertà, tutte unite sotto la volta stellata.
minazioni anti-massoniche e sulle even- Come raccontare l’emozione, la paura
tuali forme di mobbing attuale), d’altra dell’iniziazione, le voci nel buio, il viag-
parte, senza dire dei grandi successi in gio tra i quattro elementi, e poi il cammi-
ambito legale presso la Corte Europea di no verso la camera di mezzo, la fine ... ...
Strasburgo, numerosi fratelli hanno già e poi la rinascità. Quali emozioni, quali
incominciato a mostrasi a viso aperto e drammi interiori, quali interrogativi ci
saranno sempre più coloro che vorranno sono stati posti, quante risposte abbiamo
considerare questa dimensione “trasgres- cercato, in solitudine, di darci e senza mai
siva” come una parte normale del proprio riuscirci completamente. Il segreto è in
essere e non come il lato oscuro della ciascuno di noi e non lo potremmo comu-
luna. Tale scelta implica non solo il nicare nemmeno se lo volessimo.
coraggio delle proprie scelte, ma anche Non vogliamo tornare a nasconderci.
grande chiarezza nelle idee ed enorme Noi, come moltissimi altri non hanno mai
senso di responsabilità; capacità e pazien- inteso né intendono farlo, anche perché
za nello spiegare con semplicità la pura abbiamo avuto il privilegio di conoscere
verità ai tanti che ci chiederanno le cose una Massoneria che non si nascondeva più
più strane o che già sospetteranno che né aveva alcunché da celare. Nella segre-
stiamo mentendo, perché “sarebbe vietato tezza del Tempio infatti non ci nascondia-
dichiararsi Massoni”. mo, svolgiamo solo il nostro lavoro mura-
HIRAM
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EDITORIALE

torio ed il fatto che tutti sappiano che ri imprigionati in una grotta e che vedono
siamo Massoni non cambia il nostro modo ombre, al punto che chi fosse uscito dal-
di operare in loggia. Se poi c’è chi si stu- l’antro troverebbe difficile rappresentare
pisce che persone serie possano la verità a coloro che non hanno mai visto
trascorrere il loro tempo al la luce, noi Massoni siamo consci di
ritmo di rituali vecchi di seco- non possedere la verità nella sua
li, addobbati in modo curioso, completezza, altrimenti la volta del
risponderemo che siamo dei tempio sarebbe stata già da tempo
trasgressivi impenitenti e che completata e quindi ci dovremmo
dei simboli del nostro lavoro sciogliere avendo ultimata la
siamo fieri, perché ne conosciamo il grande opera. Invece, ciascuno,
significato e lo facciamo conoscere. con il suo pezzetto di luce,
Resta però il fatto che un’azione cor- intravisto nel corso della
retta e informativa nella società non sua vita, prova a metterlo
interferisce affatto nel campo esoterico, insieme a quello degli altri;
anzi lo garantisce molto meglio, anche cerchiamo di illuminarci nella grotta, cia-
perché favorisce l’avvicinarsi di persone scuno con la luce dell’altro; non sempre
che ne hanno compreso la complessità e l’incastro è perfetto, ma spesso si riesce a
le sue vere ragioni. Chi vuole giocare ad vedere meglio; almeno un po’ più di
una “Massonopoli” politico-avventuristi- prima. E di ciò non ci vergognamo; anzi
ca sceglierà altri tavoli; noi abbiamo altro possiamo esserne orgogliosi.
da fare. Che lo sappia anche la società La Massoneria siamo noi, non le chiac-
civile sarà quindi solo un bene per tutti. chiere degli altri! Fratelli, questa prima-
Se, parafrasando il mito platonico della vera deve ancora diventare estate!
caverna, gli uomini sono come degli esse-
HIRAM
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R IFLESSIONI

La filosofia, la conoscenza dell’umano,


il dialogo col pensiero religioso*
di Sergio Moravia
Università di Bologna

In this article the Author suggests that in the measure in which the human being
expresses some intellectual needs and rises some questions (in both cases in a theo-
retically demonstrable form), these very needs and these very questions necessarily
belong to the phenomenology of the human experience and dimension. This means
also that any research about man without aprioristic borders will rise questions con-
cerning the human and divine dimension although it is not compulsory an answer in
which an Ens different from a human being should be ontologized. This is the case
of the idea of the Supreme Good which can be imagined in the form of an “absen-
ce” (in the sense of what he misses), an idea to be paradoxically compared to that
of the presence of God in the traditional though of the believers.

ttraverso il titolo insolitamente relatori, ho avuto l’impressione che il

A lungo del nostro Convegno,


credo che i suoi organizzatori
abbiano inteso sollevare un importante
ruolo affidatomi sia stato (e sia) di illu-
strare, entro questo contesto, il punto di
vista della filosofia. Credo che si tratti del
problema reale. Il problema è quello dei ruolo più difficile di tutti. In effetti nessu-
compiti e dei traguardi della conoscenza, no ignora che tradizionalmente la filoso-
intesa nell’accezione più vasta e plurale fia è - o dovrebbe essere - la disciplina
possibile. Esaminando poi la lista dei che si occupa non di questa o di quella

* Intervento presentato in occasione della Tavola Rotonda Alla Ricerca della


“Conoscenza”. Filosofia, Scienza, Religione, Esoterismo, dialogo per la Riscoperta del Sé e
della Dimensione Divina. Ravenna, 23 gennaio 2003.
HIRAM
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RIFLESSIONI

branca del conoscere ma di santi nel campo del nostro incontro nasca-
tutta la conoscenza in quanto no soprattutto in relazione a interrogativi
tale. E’ anche vero, però, che ben più intricati e complessi. Certo il
nella tarda modernità, o in quello tempo a nostra disposizione per esaminar-
che oggi chia- li è molto ristretto. Ho pen-
miamo sato, allora, di accennare a
tali questioni procedendo
i l secondo una serie di suc-
cinti punti teorici. Il discorso che ne
emergerà sarà assai sobrio, ma spero
almeno che ne guadagnerà in chiarezza.
post- Il primo punto, che si riferisce anche
moderno, (ma non soltanto) alla prima osservazio-
la filosofia ne dalla quale sono partito, potrebbe
ha voluto essere denominato La storicità della filo-
spesso deli- sofia. Molto in breve, nel suo cammino
mitare forte- plurisecolare la filosofia ha compiuto le
mente il pro- scelte più diverse: è stata universalistica e
prio campo particolaristica, teoretica e pratica, imma-
d’indagine. nente e trascendente. Ne consegue - ed è
Allora, filosofia un principio molto importante - che
come sapere uni- quando si pongono quesiti generali su di
versale, o filoso- essa, si dovrebbe sempre precisare a
fia come sapere quale epoca ci si riferisce.
“regionale”? Punto secondo. Per certi aspetti l’op-
La mia posi- zione vincente della filosofia moderna è
zione a questo stata un’opzione laica e fondazionale. Si
proposito sono cioè cercati, in un orizzonte autono-
non è uni- mo dal divino, i possibili principi inva-
voca. rianti che potevano sostenere e giustifica-
Ma, a re l’impresa riflessiva e operativa dell’uo-
parte ciò, mo considerato come ente intramondano.
ritengo Punto terzo. Nel corso di questa ricerca
che le un prezioso termine di riferimento è stato
que- costituito dal sapere scientifico. Le grandi
stioni scoperte fisico-matematiche dell’età di
p i ù Cartesio e Galileo hanno convinto molti
inte- filosofi che l’intera attività del pensiero
res- poteva/doveva essere modellata secondo i
HIRAM
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La filosofia, la conoscenza dell’umano, il dialogo col pensiero religioso, S. Moravia

paradigmi universalistico-formali rivela- di-senso”, nella dialettica e nel conflitto


tisi così efficaci nel campo appunto della tra soggetti e tra classi sociali, nell’eman-
fisica e della matematica. cipazione politica, nel progresso storico.
Punto quarto. Il prezzo pagato per la Punto settimo. Correlativamente, non
realizzazione di questo progetto è stato la scienza nel senso cartesiano-kan-
però molto alto. Soprattutto tiano del termine, ma l’arte
alcuni particolari - e cruciali storico-interpretativa -
- ambiti dell’umano sono l’ermeneutica - è dive-
risultati assai sacrificati nuta uno degli stru-
in sede cognitiva. menti assolutamente
Alludo agli ambiti di privilegiati della
certe relazioni empi- conoscenza filoso-
riche io-mondo, fica dell’umano.
alludo alla vita degli Essa valorizza le
affetti e delle emo- dimensioni dell’in-
zioni, alludo all’impe- dividuale, dell’esi-
gno etico-politico- stenziale, del persona-
assiologico dell’uomo. le, del simbolico, e
Punto quinto. In relazione insieme quelle dimensioni
a questa situazione alcuni indi- immediatamente riferibili ad
rizzi del pensiero moderno hanno preferito alcuni dei principi evocati nel punto pre-
de-assolutizzare il paradigma scientifico cedente: il culturale, il sociale, il politico,
di cui sopra e perseguire determinati fini in lo storico. Sotto un diverso profilo, ciò
modo assai diverso. Ho in mente una parte che si ricerca è non tanto la legge genera-
dell’idealismo, e poi lo storicismo, la feno- lizzante quanto il significato specifico
menologia, la cosiddetta “filosofia della degli eventi che si riferiscono all’uomo.
vita”. Queste scuole, pur assai eterogenee Punto ottavo. Un pur breve cenno a
tra loro, hanno rivisitato originalmente parte merita il concetto di scoperta del sè,
l’oggetto-uomo mostrandone certi aspetti menzionato nel titolo della nostra serata
peculiari, irriducibili, non facilmente com- di studio. Per un importante filone del
prensibili mediante le sole categorie delle pensiero moderno - poi ripreso da una
scienze fisico-matematiche. parte del pensiero contemporaneo - que-
Punto sesto. I nuovi principi in tal sto sè o non esiste, o è solo una parte
modo evidenziati come in grado di carat- emergente della corporeità. Per un diver-
terizzare l’essere e l’agire dell’uomo sono so filone - i cui padri fondatori ( per tanti
stati colti nella sensibilità, nella consape- versi assai differenti tra loro) sono
volezza, nell’identità, nella crescita spiri- Montaigne, Pascal, Locke, Hume,
tuale, nella trasformazione culturale, nel- Rousseau - il sè ha invece una precisa
l’intenzionalità, nel progetto “donatore- identità: un’identità spirituale, culturale,
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RIFLESSIONI

psico-fisica, la cui vocazione è di volta in tetture teologico-religiose non possono


volta riflessiva, introspettiva, rivolta appartenere ad una prospettiva laicista
verso l’operare nel mondo, o protesa degna di questo nome. Ma forse non tutto
verso un “oltre” metafisico. Anche quan- il pensare, o il sentire, l’“oltre” fa parte di
do risulterà attratta da altri orientamenti tali architetture, e pertanto non rientra
umanologici - in particolare da quelli di giustificatamente nelle più o meno som-
ispirazione integralmente materiali- marie condanne pronunciate dall’atei-
stica - la cultura contemporanea smo moderno nei confronti di
non dimenticherà mai esse. Forse non ogni Dio è
completamente questo tout court il frutto di
“altro” sè, che tiene quell’“alienazione” di
desti problemi e que- cui negli anni ‘40 del
stioni non facilmente secolo XIX ebbe a
accantonabili. parlare Ludwig
Punto nono. Un Feuerbach, in pagi-
cenno altrettanto ne celebri della sua
essenziale va opera L’essenza del
riservato, infine, cristianesimo. E ciò,
al rapporto dell’uo- si badi, non nel senso
mo col divino, pur che io intenda in tal
esso evocato già nel titolo modo far rientrare dalla fine-
del nostro Convegno. Un stra quanto l’emancipazione laicista
costume fortemente radicato nel pensiero aveva già fatto uscire dalla porta.
odierno tende a separare nettamente la Il nucleo di queste mie sommarie con-
prospettiva laico-umanologica da quella siderazioni vorrebbe essere un altro.
che privilegia la trascendenza di Dio - o Vorrei semplicemente avanzare l’ipotesi -
Dio come trascendenza. Su un certo piano già accennata sopra - che nella misura in
tale separazione è fondata: il laicismo cui l’uomo manifesta dimostrabilmente
intramondano ha da sempre proclamato la certe esigenze e si pone altrettanto dimo-
sua auttosufficienza e la sua indipendenza strabilmente certe domande, quelle esi-
da riferimenti trascendenti. genze e quelle domande rientrano di dirit-
Purtuttavia, su un altro piano le cose to in una fenomenologia dell’umano.
possono e devono essere viste in un modo Nutrirei probabilmente qualche esita-
diverso. Molto schematicamente: se un zione a dire sic et simpliciter che l’uomo
afflato, una protensione verso referenti ha bisogno di Dio. Mi sentirei invece di
metafisici appartiene empiricamente all’u- suggerire che uno studio dell’uomo a tutto
mano, allora un’adeguata umanologia campo, senza riserve o veti aprioristici,
dovrà tenerne in qualche maniera conto. giungerà prima o poi a porsi interrogativi
Indubbiamente, certe complesse archi- che coinvolgono non solo lo spazio del qui
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La filosofia, la conoscenza dell’umano, il dialogo col pensiero religioso, S. Moravia

e ora umano materialmente considerato, Ecco, io credo che al di là dei possibili


ma anche lo spazio di un’ulteriorità diver- approdi di queste tesi in enunciazioni dot-
sa (simbolica, assiologica, escatologica) trinalmente ortodosse, esse possono assu-
dalle cose che ci circondano nel mondo. mere una valenza di cruciale portata pure
Prima di respingere questa considera- per un pensiero laico all’altezza dei suoi
zione, sarà bene rammentare che l’espe- compiti. Dal punto di vista di tale pensie-
rienza umana - l’esperienza empirica del- ro quelle enunciazioni possono infatti
l’uomo - è fatta di invisibilità non meno significare che nell’universo dell’uomo si
che di visibilità; che l’uomo pensa al dà uno spazio assai rilevante anche per
prima, al dopo e all’oltre la propria vita al l’esperienza del “nascondimento” al
di là di qualsiasi veto ateistico. nostro miope sguardo di ciò che potrebbe
Non basta. La filosofia che ho in mente essere il bene più prezioso - nonchè per
- si tenga conto anche di questo - non l’esperienza della “differenza” radicale
implica necessariamente l’ontologizzazio- tra tale bene e la nostra identità corrotta.
ne di un Ente diverso dall’uomo. Chi l’ha Ciò che voglio dire è che anche il laici-
detto che il pensiero dell’“Oltre” debba sta più convinto sente/pensa qualcosa
sboccare ineludibilmente nella costituzio- come il Bene supremo, e lo può
ne “positiva” di un essere? La stessa storia sentire/pensare nella forma dell’assenza
del pensiero religioso ha più volte collega- (di ciò che gli manca) tanto quanto il cre-
to il frutto di determinate istanze metafisi- dente tradizionale lo pensa
co-spirituali dell’ente-uomo alla nella forma della
figura del Nulla piuttosto che presenza.
alla figura dell’Essere:
basti pensare alla cosid-
detta “teologia nega-
tiva” della stagione
medioevale.
Ancora più
significativa nel
presente contesto
è la teorizzazione
moderna, dappri-
ma di Pascal e poi
di Barth, di Dio
come, rispettivamente,
“colui che si nasconde”, Nella
come colui che è primariamen- dimensione
te “differenza”, come colui che è etico-spirituale umana l’assenza
“l’infinitamente altro” rispetto all’umano. potrebbe essere altrettanto valida e stimo-
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RIFLESSIONI

lante della presenza. In effetti il meno che come quelle di Pascal e di Barth, possono
si possa dire è che l’assenza rammemora fare per molti versi parte organica di un
all’uomo le proprie inadempienze, le pro- adeguato spirito laico. E scopriamo, di
prie colpe, il lungo cammino che deve conseguenza, che il dialogo tra il creden-
essere ancora compiuto per approssimarsi te e il non credente è qualcosa che, al di là
al Bene “mancante” che davvero conta. delle dottrine e delle ortodossie, può esse-
Se tutto ciò è almeno in parte vero, re realizzato con grande frutto, attraverso
allora scopriamo che certe tesi teologiche, un linguaggio in parte comune.
HIRAM
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S TORIA DELLA M ASSONERIA

Le prime logge massoniche in Italia


di Alessandro Africa
Saggista

The Author deals with the beginning of Italian Freemasonry from the twenties till
the end of the XVIIIth century discussing the different political and constitutional
conditions in which the firs lodges were opened in the pre-unitary Italian situation.

a Massoneria in Italia si diffuse giorno e l’ora in cui i fratelli si riunivano.

L all’inizio del Settecento, anche


se della data storica in cui com-
parve la prima loggia non si ha certezza.
Tre anni dopo nasceva a Lucca un’altra
officina, per volere di Francesco Saverio
Geminiani (nato nel 1687 e morto a
Un documento composto da cinque Dublino nel 1762), uomo di notevole
pagine scritte a mano su carta sottile, ingegno anche dal punto di vista musicale.
scampato all’incendio causato da un corto Il primo febbraio 1725 fu accolto nella
circuito nel 1921 in casa Tolone a prestigiosa loggia “Queen’s Head” di
Girifalco, attesta testualmente che Annuali Londra; l’anno dopo, tornato a Lucca,
della Massoneria di Girifalco, anno 1845 fondò un’officina e ne divenne Maestro
di numero centoventiduesimo dalla fonda- Venerabile. Quasi contemporaneamente
zione di essa a Girifalco, ovvero l’anno altre due logge sorsero a Parma e a
1723 sotto degnissima direzione di S.A. il Modena. Si ritiene che una loggia masso-
duca di Girifalco del nobilcasato de’ nica sia nata nella seconda metà del
Caracciolo di Napoli. Vi erano riportati i Settecento a Squillace ed il suo primo
nomi dei facenti parte la loggia, ventiquat- Maestro sia stato Gregorio Pepe, padre
tro in tutto, il nome del Gran Maestro e del più conosciuto Guglielmo, che ospitò
della loggia “Fidelitas”, a quanto ammon- l’officina in un’ala del suo palazzo come
tava la quota annuale (otto ducati) che attesta un simbolo libero-muratorio posto
ogni iscritto doveva pagare, nonché il su un gradino della scala che doveva por-
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STORIA DELLA MASSONERIA

tare al Tempio, ora coperto da una lastra Società dei Frammassoni; nel 1811 fondò
di marmo. La loggia era all’obbedienza poi una nuova loggia di Rito scozzese
del Grande Oriente di Francia ed asservi- che, in onore dell’antica denominazione
ta a Napoleone tramite il re di Napoli di Maida (Melania) venne intitolata “I
Giuseppe Bonaparte. Filadelfi Melanici”. Ci informa di questo
Un’altra loggia massonica fu fondata a una medaglia in ottone a forma di stella a
Maida verso la fine del 1798 da Gennaro e sette punte sormontata da un cuore in cui
Giuseppe Partitario, amici e seguaci del- due braccia incrociate tendono le mani al
l’abate Antonio Jerocades. Nella seconda calore di una fiamma. La medaglia rap-
metà del Settecento l’Arte Reale aveva presenta il simbolo della loggia, come
attecchito e proliferato in Calabria; qui, voleva l’articolo 145 dello Statuto genera-
più che in altre regioni, talune rivalità si le della Libera Muratoria del Rito scozze-
riversarono nelle logge, che si divisero in se antico ed accettato.
due schieramenti non perdendo occasioni In Calabria, poi, le logge si trasformaro-
per punzecchiarsi. Il primo schieramento no in Vendite Carbonare, e molti furono i
faceva capo alla Gran Loggia Nazionale patrioti che ne fecero parte; fra i tanti
“Lo Zelo” del Gran Maestro Diego Naselli ricordiamo Guglielmo Pepe, per la sua
e l’altro alla Gran Loggia Provinciale del partecipazione armata al Risorgimento ita-
Duca di San Demetrio. Il più importante liano e l’abate Giovanni Cervadoro, che
massone dell’epoca fu senza dubbio il trasformò le logge di Maida in Vendite
poeta ed educatore Antonio Jerocades di Carbonare. Pur svolgendosi tutto nella
Parghelia. Iniziato a Marsiglia, nella pre- massima segretezza, il vescovo di
stigiosa Loggia “Saint-Jean d’Ecosse”, Nicastro, della cui diocesi il Cervadoro
questi fondò numerose logge in Calabria, faceva parte, ne venne a conoscenza e il 21
tra cui “L’amor della Patria” di Tropea, la marzo 1821, giorno in cui a Torino scop-
“Buona Speranza” di Parghelia, “La piava il secondo moto carbonaro d’Italia,
Fratellanza Italiana” di Maida ed altre lo fece arrestare. Era passato appena un
ancora a Filadelfia, Catanzaro e forse anno dalla fondazione della Vendita deno-
anche a Reggio, tutte all’obbedienza della minata “I Conservatori della Libertà”.
Gran Loggia di Marsiglia. All’arresto seguirono accorate proteste
Amico intimo dei fratelli Pagano, di da parte di tutti i cittadini maidesi, popolo
Cirillo, Tommaso e Filangeri, l’illumini- e gente illustre. Le dimostrazioni non sor-
sta e illuminato Jerocades fondò a Napoli, tirono le aspettative, in quanto il vescovo
nel 1792, la prima loggia giacobita, sem- rimase irremovibile: doveva dare un forte
pre affiliata a quella di Marsiglia. Nei esempio e l’abate rappresentava il giusto
primi anni dell’Ottocento tra i membri capro espiatorio. Il sindaco e i decurioni
della loggia di Maida troviamo il giovane allora si dimisero. E’ importante ribadire
canonico Giovanni Cervadoro che, anco- che il canonico Cervadoro nel 1829 istituì
ra minorenne, aveva fondato a Maida la a Maida una scuola media sull’esempio di
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Le prime logge massoniche in Italia, A. Africa

quella realizzata da Antonio Jerocades. La peraltro, Tommaso Crudeli, per le


novità stava nel fatto che per la prima sadiche angherie subìte in car-
volta si parlava di abolizione delle cere, sarebbe morto di lì a
pene corporali e di diritti non poco di tisi.
solo per gli insegnanti Nel 1738-39 l’isti-
ma anche per gli alunni. tuzione penetrò in
Il sacerdote, massone e Savoia, Piemonte e
carbonaro, fu uomo Sardegna (Grande
nuovo per i tempi e sicu- mère Loge nationa-
ramente avrebbe fatto di le de Saint-Feandes
più se la morte non l’a- – Mortiers a
vesse prematuramente Chambéry). Nel
colto all’età di cinquan- 1735-37 si formò
tatré anni. Maida lo la loggia giacobi-
annovera fra i cittadini ta di Roma e, nel
più illustri. giro di pochi
Ampia documenta- decenni, la
zione in relazione alle Massoneria ita-
notizie che risalgono liana si allargò
al 1731, anno in cui a a macchia d’o-
Firenze - in via lio e si apriro-
Maggio nell’albergo no obbedienze
di Monsù Pasciò di a Milano, Torino
Pascione, su iniziati- e nel Regno di
va della locale colonia inglese, e precisa- Napoli. Molti diven-
mente per volere di Lord Charles nero liberi muratori perché attratti dall’a-
Sackeville e Sir Harry Fox - vide la luce lone di mistero che circondava l’associa-
un’importante officina: fra gli iniziati c’e- zione ed anche per i riti simbolici che in
rano Antonio Cocchi, medico della comu- essa si praticavano.
nità inglese in Italia, e il poeta Tommaso In quegli anni, alcuni maestri venerabi-
Crudeli, che - anche per il suo atteggia- li riuscirono a reintrodurre nei rituali sva-
mento anticlericale - fu arrestato e tortura- riate componenti simboliche, come le
to fino a quando intervenne Francesco “prove della Terra e dell’Aria, dell’Acqua
Stefano di Lorena, Granduca di Toscana. e del Fuoco”: simboli che, anche se non
Il Granduca, massone convinto, non pote- dimenticati, passarono in disuso in quanto
va fare a meno di aiutare un fratello in poco graditi ai nobili iniziati. Il 28 aprile
gravissima difficoltà, come stabilisce uno 1738 gli animi degli italiani e di tutti i cat-
dei doveri della Libera Muratoria. tolici del tempo, furono toccati dalla lette-
Nonostante l’intervento del Granduca, ra apostolica In eminenti apostolatus spe-
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STORIA DELLA MASSONERIA

cula di Papa Clemente XII, al secolo li e politiche delle classi dirigenti, ma


Lorenzo Corsini di Firenze. Questo soprattutto l’insieme delle notizie utili a
fu il primo documento pontificio ricostruire il percorso storico della socie-
di condanna delle associazioni tà italiana. I massoni, a loro volta, in
massoniche. Con tale documen- onore del loro primo martire, Tommaso
to, molto tempestivo e all’inizio Crudeli, bruciarono “idealmente” i pen-
più politico che morale, il Papa titi con fumo di zolfo e di mercurio,
volle dare manforte a sovrani e come stabilisce la liturgia della giustizia
governi allarmati dalle idee di massonica. Qualunque siano stati i motivi
libertà, fraternità e uguaglianza, per cui fu emanata la Bolla da Papa
che consentivano l’accesso al Clemente XII con la costituzione aposto-
Tempio a borghesi, aristocratici, lica Quo graviora, certo è che si deve a
intellettuali, mercanti, poeti, Papa Corsini se si aprì l’era delle lotte fra
militari, ebrei e cristiani. Chiesa e Libera Muratoria. Dal 1738
Il pontefice, con tale atto al 1902, infatti, la Massoneria fu
d’autorità, cercava di porre severamente condannata per dieci
riparo a quella vera e propria volte dalle autorità papali, senza conta-
mina vagante che, in poco re le molte scaramucce intercorse fra
tempo, aveva messo radici pro- un’enciclica e l’altra.
fonde in tutta Europa. Ciò, evi- Nonostante i dileggi e le persecuzioni,
dentemente, era in contrasto nella seconda metà del Settecento, la
con quel potere assoluto che Libera Muratoria si diffuse ugualmente
allora governava l’Europa e le in Italia, dal Piemonte alla Sicilia, anche
colonie. L’atteggiamento della se con orientamenti alquanto diversi. Nel
Santa Sede dette luogo in Italia Regno di Sardegna e in quello di Napoli,
a vere e proprie persecuzioni, prevalse la corrente spiritualistica tede-
come il processo a Tommaso sca e quindi l’Ordine della Stretta
Crudeli (1739-40) dianzi citato Osservanza, della quale faceva parte il
e le repressioni antimassoniche di Napoli. fratello Mozart, che in quel periodo com-
Rebus sic stantibus, i massoni stessi, dato poneva Il flauto magico, complessa alle-
il clima persecutorio, dispersero e distrus- goria massonica, e tante altre composizio-
sero gli archivi e bruciarono le “balaustre” ni squisitamente massoniche, fra cui la
sull’attività delle logge, le circolari dei famosa Musica funebre massonica.
Gran Maestri e i “piedilista” con i nomi e Col passare del tempo, all’ascendente
il ruolo degli affiliati. tedesco si sostituì quello di Rito scozzese
Nei roghi accesi nei sotterranei dei rettificato: un rito cristiano fondato sui
Templi settecenteschi si dissolse così un principi più puri della cavalleria, che
patrimonio d’informazioni sulla cultura, rivendicava la sua discendenza dai tem-
l’economia, la morale e le tendenze socia- plari. Comprende sei gradi, di cui tre
HIRAM
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Le prime logge massoniche in Italia, A. Africa

gradi “azzurri” (Apprendista, Compagno, all’inizio bene accolta nel Regno di


Maestro) e tre gradi superiori (Maestro Napoli, sotto Carlo VII subì le prime per-
scozzese di Sant’Andrea, Scudiero-novi- secuzioni, che continuarono con
zio e Cavaliere Beneficente della Città Ferdinando IV, il quale per accattivarsi la
Santa), che costituiscono l’ordine inter- simpatia dei napoletani, nel 1776 fece
no, diretto dal Gran imprigionare o andare in esi-
Pretorio, con le sue lio molti massoni accu-
“classi segrete” sati di praticare riti
nei gradi di di magia nera
Professo volti ad impe-
e Gran dire la liquefa-
Professo. Il zione del sangue di
Rito scozzese ret- San Gennaro.
tificato è il rito più A Venezia, tra il 1782 e
antico presente in Italia: i il 1796, nacque il sistema degli
suoi fondatori furono, tra gli altri, il alti gradi massonici: il Regime o Rito di
conte de Maistre ed il principe Raimondo Misraim, che comprende novanta gradi ed
di Sangro, che erano Gran Professi. Si è retto da un Imperatore Gran Jerofante
tratta, de facto, di un sistema aristocrati- Generale. Il Rito Primitivo era stato intro-
co animato da ideali cavallereschi e cri- dotto in Francia dagli ufficiali napoleonici
stiani. Lo scozzesismo rettificato rappre- reduci dalla campagna d’Egitto nel 1798-
senta oggi, in Europa, la più importante 99. Il Rito di Misraim e quello di
corrente che si adopera per un rinnova- Memphis, poi ripresi insieme nel 1826,
mento spirituale della Massoneria: tutti i portarono i gradi al numero di novantasei.
suoi membri sono esoteristi convinti, ani- Alcune logge ritennero questi alti gradi
mati da un’ardente religiosità. qualcosa di abnorme, e decisero pertanto
Dal 1985 il Rito scozzese rettificato ha di ritornare ai soli tre gradi originali
ripreso in Italia forza e vigore con la fon- (Apprendista, Compagno e Maestro),
dazione a Cortona, Siena e Perugia di tre integrandoli con quelli di Cavaliere di
logge di Maestro Scozzese di Rosa-Croce e di Cavaliere Kadosch o
Sant’Andrea. Il Rito Scozzese Rettificato dell’Aquila Nera, rispettivamente diciot-
è uno dei riti con cui il Grande Oriente tesimo grado e trentesimo grado del Rito
d’Italia di Palazzo Giustiniani ha ratifica- Scozzese Antico e Accettato. Questo rito,
to il 6 febbraio 1988 il protocollo di rico- contrariamente a quanto indica il suo
noscimento e di legittimità territoriale*. nome, non è figlio di Scozia, bensì di
La Massoneria conobbe fasi alterne: Francia. Il Rito scozzese, come dice la

* N.d.r.: tale protocollo è attualmente sospeso.


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STORIA DELLA MASSONERIA

parola stessa, non è un’obbedienza, ma un rono minimamente: continuò a reclutare


rito simbolico e universale, che ha attinto nuovi massoni fra i ceti elevati, e il suo
alimento dai massoni di Scozia; lavoro fu coronato da un successo
mentre la Massoneria inglese, nel straordinario, tanto che la
momento del passaggio da ope- Massoneria francese divenne
rativa a speculativa, ricono- ben presto cattolica e cavalle-
sceva solo i primi tre gradi resca ad un tempo.
“azzurri”, il Rito Nel 1762, con la pro-
Scozzese Antico e mulgazione delle
Accettato aveva Costituzioni di
attinto gli altri Losanna e di
tre gradi da Federico II di
una tradizione Prussia, la fisio-
lontana, non artigianale, ma cavalleresca nomia del rito era in gran parte completa.
e aristocratica. Ufficialmente, però, il primo Supremo
La prima loggia di maestri scozzesi si Consiglio del rito fu eletto a Charleston
riunì a Londra nel 1733, tre anni dopo che nella Carolina del Sud (USA) nel 1801; il
il cavaliere André Michel Ramsay, deista secondo a Parigi, nel 1804. In Italia, il
cattolico, veniva iniziato Libero primo Supremo Consiglio fu costituito a
Muratore. Studiosi e ricercatori afferma- Milano nel 1805. I massoni, e in partico-
no che fu proprio Ramsay il precorritore lare quelli del Rito Scozzese Antico ed
dei riti scozzesi. Ramsay nacque in Accettato, dovevano lasciarsi guidare
Scozia nel 1686, trascorse la sua giovi- sempre da sani principi morali e dalla
nezza viaggiando e intrattenendo ottimi legge del dovere: non soltanto nella vita
rapporti di amicizia con famiglie nobili, massonica, ma anche e soprattutto nelle
fu di provata fede cattolica e nemico dei attività che svolgevano da profani.
protestanti, accorto uomo politico e mas- A Milano, nel 1805, nasceva anche il
sone indiscusso: nel suo discorso ai mas- Grande Oriente d’Italia sotto il patrocinio
soni francesi, si erse poi a predicatore napoleonico. Come già sappiamo, dalla
della tolleranza universale; per lui, la seconda metà del Settecento la
Libera Muratoria è di origine cavallere- Massoneria si diffuse ampiamente in
sca ed il Libero Muratore è un cittadino tutto il mondo, divenendo così valido
del mondo, un nuovo cavaliere del strumento per la divulgazione delle idee
Settecento. Ramsay riuscì a coinvolgere illuministiche e del dispotismo illumina-
buona parte della nobiltà francese e a to. In Italia questi orientamenti attecchi-
farla entrare nelle logge, nonostante rono specialmente fra coloro che lottava-
intellettuali come Montesquieu e Voltaire no contro i privilegi e il potere temporale
(entrambi Liberi Muratori) lo disprezzas- della Chiesa. Ma la tempesta rivoluziona-
sero. Ma i giudizi negativi non lo scalfi- ria stroncò la Libera Muratoria, tanto che,
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Le prime logge massoniche in Italia, A. Africa

quando Napoleone entrò vittorioso in dell’Imperatore, si congratulò con lui


Italia ed il fratello Foscolo lo acclamava quando questi arrestò, nel 1812, Papa Pio
liberatore, le officine massoniche erano VII, che aveva avuto l’ardire di scomuni-
talmente divise che fu facile all’impera- carlo. Quando Napoleone, nel 1814, fu
tore farne un’organizzazione parastatale costretto all’esilio nell’Isola d’Elba, la
addomesticata ai suoi voleri. Alla stessa Massoneria languiva, ed in Savoia inaridì
stregua di ciò che aveva fatto in Francia, completamente. Nel 1815, la battaglia di
anche in Italia Napoleone travasò nelle Waterloo segnò la fine della Massoneria
logge membri del suo stato maggiore, militare e la chiusura di molte logge. In
sull’esempio di quanto era avvenuto in Italia vennero soppressi i due Grandi
America con George Orienti di Milano e
Washington, il quale, iniziato Napoli: la Massoneria
nel 1752, aprì nel suo esercito italiana così si
vere e proprie logge castrensi disperse. I superstiti
e, nei momenti più ardui e si rifugiarono sotto
solenni della sua vita di generale l’egida del Grande
e statista, rivestiva il grembiule di Oriente di Francia,
pelle bianca; altrettanto fecero e cercarono di conti-
Hamilton, Jefferson, Roosevelt, nuare la loro azione
il giudice Marshall, George attraverso la Carboneria,
Bush senior e tanti altri uomini che aveva adottato i riti
illustri che hanno segnato la e i simboli dell’Arte
storia d’America. Reale ed aveva affiliato
La Massoneria fu tenuta in la maggior parte dei par-
grande considerazione, nel suo titi che volevano liberar
periodo imperiale, da la patria dall’oppressio-
Napoleone, il quale aveva ne dello straniero e dalla
capito che i fraterni legami dei tirannia dei Borboni.
massoni annunciatori di pace e Le officine massoni-
unione fra i popoli potevano che non esistevano
essere utili ai suoi progetti di quasi più, e le poche
conquistatore. Fu l’imperatore che ancora vivevano
in persona ad introdurre operavano nel più
nell’Oriente i primi sentimenti assoluto segreto.
anticlericali, mediante alti Perseguitata dal
dignitari massoni che egli clero ed oppressa
stesso aveva introdotto nelle dalle autorità civili,
logge. La Libera Muratoria, la Libera Muratoria
sempre ossequiosa nei riguardi si affievolì, fatta ecce-
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STORIA DELLA MASSONERIA

zione per la loggia “Rigeneratori” di quali dipendeva il regime finanziario del


Palermo, che cercava di ricostruire un Regno sabaudo. E’ appunto in questo
Grande Oriente. Sotto il Regno di Vittorio quadro che a Torino, nel nome del fratel-
Emanuele II di Savoia, l’Arte Reale riac- lo Vittorio Emanuele, alcuni fratelli tra
cese la sua luce. A Genova e a Livorno si cui Zambeccari, Delfino e Govean aveva-
formarono logge sotto l’autorità del no, per conto di Cavour, trovato un luogo
Grande Oriente di Francia (la Massoneria coperto agli sguardi dei profani, alla
più laica e compatta d’Europa). Queste mezzanotte dell’otto corrente ottobre
teorizzavano la caduta del potere tempo- 1859 [aprirono] la loggia nel grado di
rale del Papa e sostenevano un progetto di Maestro, e [passarono] alla nomina del
riunificazione della penisola. Venerabile. Con queste parole Livio
Cavour stesso vedeva nella Massoneria Zambeccari, primo Gran Maestro, fonda-
la “pietra angolare” della propria strategia va nella valle di Torino la Loggia
diplomatica, e non a caso il suo ambascia- “Ausonia”, denominazione derivante dal
tore a Parigi fu Costantino Nigra, un nome primitivo dell’Italia. La loggia
Maestro elevato alla dignità del trenta- passò immediatamente all’obbedienza dei
treesimo grado del Rito adottato dai Gran Maestri di Francia, ne adottò il rito
Francesi. Inoltre, la Massoneria francese, e scambiò garanzie di amicizia. Il garante
molto più di quella inglese, era in comu- per il Piemonte era il trentatreesimo grado
nione con la politica, l’esercito e la finan- Costantino Nigra. Nel 1860 i liberi mura-
za: i Templi massonici, in effetti, brulica- tori di Torino unirono le forze massoniche
vano di banchieri in grembiule di pelle, in modo da costituire un Grande Oriente
fascia e maglietto. Il sistema bancario d’Italia. Il lavoro fu arduo, ma non tale da
francese - dominato dalla casa scoraggiare i ben corazzati Livio
Rothschild, considerata la culla dei vene- Zambeccari, il giornalista Felice Govean
rabili “33” - aveva l’assoluta egemonia e Costantino Nigra, che da Parigi forniva
del mercato europeo e del capitale, dai informazioni importanti.
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300° anniversario della nascita di Tommaso Crudeli


Nuove ricerche correggono le distorsioni nella ricostruzione
dell’affaire Crudeli e mettono in luce il ruolo della
Massoneria fiorentina nella chiusura del Sant’Uffizio.
di Renzo Rabboni
Università di Udine

Tommaso Crudeli, the first Italian martyr, dead after the sufferings received in the
Sacred Office’s prison because of his adhesion to the first Italian Lodge, is widely
well known even if the interpretation of the facts is not ever corresponding to their
philological exactitude. Many scholars, in the last fifteen years, dealt with the mat-
ter and produced long researches in this field. They got to results that are very diffe-
rent from those transmitted by Sbigoli, a Tuscan mason of the 19th century, or from
those coming from the opposite side, as in the case of Beccatini

rudeli venne arrestato il 9 mag- negli anni della formazione all’Università

C gio 1739, nel clima seguito


alla promulgazione della bolla
papale In Eminenti dell’aprile 1738, che
di Pisa, e rinvigorito dalle frequentazioni
degli ambienti culturalmente più avanzati
di Venezia e Firenze, caratterizzati dalla
lanciava la scomunica sugli aderenti mas- manifesta opposizione al sistema di edu-
sonici. Dopo quasi 16 mesi di carcere cazione della Chiesa. La ricostruzione del
durissimo, un processo-farsa, basato su periodo degli studi, del soggiorno a
verbali estorti e distorti, e una condanna Venezia e della sua permanenza a
commutata in grazia, il presunto reo Firenze, drammaticamente conclusasi, è
venne relegato agli arresti domiciliari in stato oggetto di numerose indagini, sulle
Poppi, dove morì il 27 marzo 1745. quali si rinvia fin d’ora, per i necessari
Iniziato alla Massoneria nel maggio approfondimenti. Ma sulle “tappe” prin-
1735 presso la loggia inglese di Firenze, cipali della nostra conoscenza della
Tommaso si era attirato l’attenzione del- vicenda processuale vale la pena di avan-
l’inquisitore per il suo atteggiamento zare alcune considerazioni.
intellettuale libertario e libertino, assunto
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STORIA DELLA MASSONERIA

La Relazione sull’arresto ed il processo rinnovamento dell’apparato amministrati-


contro Tommaso Crudeli vo e giuridico. Nel campo della politica
ecclesiastica, il moto riformatore,
Nel 1782, l’abate Francesco oltre alla ricordata soppressione
Becattini (1743-1813)1, perso- dell’Inquisizione, comportò, con
naggio controverso e autore la riformulazione della legisla-
poliedrico, dedito in particolare a zione criminale (il cosiddetto
compilazioni di storia moderna e codice leopoldino, pubblicato il
contemporanea, pubblicò a 30 novembre 1786), che i
Firenze, sotto la copertura delitti canonici - eresia,
dell’anonimato, i Fatti sacrilegio, sortilegio,
attenenti all’Inquisizione bestemmia - fossero
e sua Istoria generale e depenalizzati e confi-
particolare di Toscana (per gurati come delitti con-
i tipi di Anton Giuseppe tro la pace dello stato.
Pagani). Fu la prima edizione di L’opera del governo continuò
un libretto molto fortunato; di cui si ebbe- con il bando della Compagnia di Gesù,
ro diverse ristampe ravvicinate, con che s’inseriva nella tendenza dello stato a
aggiunte via via più cospicue, fino a quel- monopolizzare l’istruzione superiore e
la milanese del 1797, che in pratica rad- l’acculturazione dei ceti dirigenti, a sca-
doppiò il corpo originario2. pito della chiesa romana, che tale funzio-
L’opera usciva pochi mesi dopo la pro- ne aveva tradizionalmente svolto negli
mulgazione dell’editto (5 luglio 1782) stati cattolici. E vide, inoltre, l’appoggio
con cui il Granduca di Toscana Pietro dato alla corrente di riforma ecclesiasti-
Leopoldo aveva soppresso il tribunale ca, su basi giansenistiche, capeggiata dal
dell’Inquisizione nei suoi stati, e dato il vescovo di Pistoia Scipione de’ Ricci. Il
via, con un atto eclatante, ad un energico momento culminante del nuovo indirizzo

1 Su di lui rimando all’ampia voce di G.F. Torcellan (1965: 394-400) e M.A. Morelli
Timpanaro (1991: 280-374); inoltre M.A. Morelli Timpanaro (1989: 236-323), in particolare pp. 281-
291 e 316-322.
2 Ristampa anastatica: Bologna, Forni, 1981 (con attribuzione errata a Modesto Rastrelli).
Queste le ristampe a mia conoscenza: 1) MDCCLXXXII / In Venezia / Appresso Vincenzio Formaleoni:
pp. 273 (la Relazione alle pp. 198-273; 2) Firenze MDCCLXXXIII, Per Anton-Giuseppe Pagani, e
Comp.; 3) Napoli, Donato Campo; 4) Venezia, Appresso Vincenzio Formaleoni, 1786; 5) Istoria /
dell’Inquisizione / ossia / S. Uffizio / corredata / di opportuni e rari documenti. / Data per la terza volta
alla luce / con aggiunte / da Francesco Becattini / Accademico Apatista: Milano, 1797, Presso Giuseppe
Galeazzi. Oltre al titolo modificato, questa ristampa ha notevoli aggiunte, per un totale di pp. 391 (la
Relazione rimane però immutata, alle pp. 303-356). L’edizione fu messa all’indice nel 1817.
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300° anniversario della nascita di Tommaso Crudeli, R. Rabboni

si ebbe col Sinodo di Pistoia (1786), che Firenze l’anno 1739. Vale a dire, lo
generò un immediato conflitto col “scandaloso” arresto avvenuto il 9 mag-
Pontefice e sollevazioni popolari in senso gio 1739 del poeta di Poppi, la sua lunga
tradizionalista, che fecero abortire il pro- detenzione nelle carceri di S. Croce
posito di dare seguito, nel diritto statale, (salvo trasferimento, poco prima della
ai pronunciamenti. liberazione, nel carcere civile della
Dopo il testo dell’editto del 1782, il Fortezza di S. Giovanni da Basso), la
Becattini pensò di inserire, nella parte sentenza di condanna e la penosa vicenda
finale del volume (pp. degli ultimi anni della
173-239), una testi- sua vita, compromessa
monianza relativa al Bella coppia felice, in cui natura dalle sevizie psicolo-
fatto che egli riteneva grazia, senno, onestà di pari accolse, giche, morali e corpo-
più importante al suo e l’alma dea che degli amanti ha cura rali subite in conse-
soggetto. Tale avveni- tutti i tesori suoi versar vi volse: guenza della prigionia.
mento, assieme ad un Le Novelle lettera-
io giurerei che dall’idea più pura
altro contiguo per cro- rie, il periodico fonda-
le vostre anime belle ambo disciolse,
nologia e per signifi- e che con giusta e con egual misura to da Giovanni Lami,
cato, che aveva coin- da un medesimo esempio ambo le tolse; la cui direzione era a
volto, nell’agosto del quel tempo passata a
1738, il cancelliere che poscia errando in questa spera e in quella Marco Lastri, nel
dell’Inquisizione di Giove le vide, e di quel doppio ardore numero del 18 ott.
Siena (fra’ Giovanni in cielo ei decretò farne una stella. 1782 (n. 42, coll. 657-
Battista Cimino), pro- 58) recensirono favo-
dusse l’effetto, che il Il faretrato dio per farsi onore revolmente la pubbli-
tolse l’impegno, e disse. - Opra sì bella
Conte Emanuelle di cazione dei Fatti, e a
solo compir si dee per man d’Amore.
Richecourt saggio e proposito della rela-
spregiudicato Sonetto zione sul caso Crudeli
Ministro Capo della osservarono che essa
Reggenza di Toscana, isti- fin qui aveva girato mano-
tuita dal nuovo Granduca, poi scritta per le mani de’ curiosi. Un altro,
Imperatore Augusto Francesco Stefano meno favorevole recensore, Giovan
di Lorena, portossi nel 1744 in persona Battista Ristori, intervenne sulle bolo-
ad aprir le carceri dell’Inquisizione, e ne gnesi Memorie enciclopediche (febbraio
sospese l’esercizio dell’autorità per tutto 1783, n. 6, pp. 45-47), ma per difendere
lo Stato (p. 163). Il fatto in questione era l’Inquisizione, e giunse a mettere in dub-
l’oggetto della Relazione della carcera- bio il valore documentario della
zione del Dottore Tommaso Crudeli di Relazione. Nel confermare la qualità non
Poppi, e della processura formata contro originale dei Fatti, che erano una copia
di lui nel Tribunale del S. Ufizio di esatta della Storia dell’Inquisizione,
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STORIA DELLA MASSONERIA

stampata in Olanda3, egli sottolineava memoria, e quella relazione che veniva


che il solo contributo nuovo nel volume ora a riproporne l’attualità, con dettagli
era la Relazione della carcerazione. E, così netti e di prima mano, assumeva con-
tuttavia, vi notava delle particolarità così torni quasi inverosimili. Ma il Becattini
precise, che non si sa in quale maniera non inventava, egli non aveva fatto che
siano state rivelate dopo tanti anni a riesumare, peraltro con notevole imperi-
quello scrittore. L’origine zia filologica, un resoconto alle-
“sospetta” lo induceva a met- stito in contemporanea agli
In sul mattin sereno
tere in dubbio il valore stori- vidi la mia Licori avvenimenti narrati; quasi
co del documento: che s’adornava il seno un instant-book, concepito,
di rugiadosi fiori. ed anche steso materialmen-
La buona critica trovereb- te, da quanti furono protago-
be da esercitarsi sopra l’inve-
rosimiglianza di molti rac- Le rugiade io mirai nisti e diretti testimoni della
conti, se noi dovessimo amare che nei fior si struggeano, vicenda. Anzitutto, il carce-
la verità. Basterà l’accennare e dolce discendeano rato ed accusato, Tommaso
soltanto che le segrete parti- nel petto palpitante. Crudeli, e quindi l’amico
colarità delle procedure del
più stretto, quasi Attico a
Tribunale non potevano esse- E quando, e quando mai
re note all’autore dopo 44 io sì fedele amante Cicerone, Luca Antonio
anni: che dunque esse sono avrò tal libertade, Corsi5 e il vero protettore
fondate sopra voci popolari; fortunate rugiade? politico, Giulio Rucellai6.
sopra una tradizione che Il resoconto della clamo-
avendo tutti i caratteri di fal-
sità in origine ha acquistato
Canzonetta rosa vicenda giudiziaria fu
mille forme passando di bocca in concepito probabilmente a più
bocca. Qual conto potrà farsi di una sto- ampio raggio, già nei tempi precoci della
ria fondata sopra una fama di volgar tra- prigionia, ma sempre a stretto contatto
dizione, sopra voci popolari?4. con (altri) amici e protettori. Quegli stes-
si che si attivarono concretamente in
Il Ristori, pur con le deformazioni
favore del presunto reo appena giunta la
indotte dalla mira apologetica, denuncia-
notizia dell’arresto: gli esponenti della
va un dato di fatto: del caso Crudeli, che
colonia inglese, a cominciare da lady
tanto scalpore aveva sollevato negli anni
Margaret Walpole, contessa di Oxford,
1739-1740, si era ormai persa la precisa

3 Probabilmente il Piombanti faceva riferimento all’opera di Limborch (1692).


4 Cfr. in proposito Morelli Timpanaro (1989: 236-323).
5 1703-1775; laureato in utroque a Pisa, ed anche curatore principale - noto per inciso - della
princeps delle sue rime, uscita nel 1746.
6 1702-1778; dopo aver studiato e insegnato a Pisa, dove nel 1727 era stato professore di Diritto
civile, dal 1733 era succeduto nel delicato incarico di segretario della Giurisdizione a Filippo Buonarroti.
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300° anniversario della nascita di Tommaso Crudeli, R. Rabboni

divenuta una sorta di eroina dei massoni scelte del Richecourt. Del resto, il Neri,
fiorentini, e dal residente Horace Mann sarà anche il revisore, nel 1745, dopo la
(Maestro Venerabile della Loggia morte di Crudeli, del testo delle rime in
Inglese); e, soprattutto, i fratelli di loggia, funzione della stampa già ricordata.
coscienti di essere il vero La parte attiva e
bersaglio dell’offensiva Tirsi diceva un giorno ad Amaranta:
diretta nella stesura
clericale: da Antonio - Ah se tu conoscessi un certo male, - a quanto è dato
Niccolini, studioso di che ci piace e c’incanta, vedere dalle carte
fama internazionale, ad non è ben sotto il cielo che si conservano
Antonio Cocchi, grande che ti paresse, o bella, a quello eguale: nella Biblioteca
erudito e scienziato, allo io che già ne son pieno, Estense di Modena
stampatore “eretico” ten voglio adesso inebriare il seno; (mss. Sorbelli 714 e
Andrea Bonducci. Tra ricevil dunque, e non aver timore 715) - spetta, ad
questi ultimi, un ruolo ch’io ti vogli ingannar: e come mai ogni modo, al Corsi,
Amaranta ingannar Tirsi il pastore? -
particolare va ricono- Li risponde la ninfa: - or dimmi, come col quale il poeta
sciuto al capo stesso questo tuo male ha nome? - manteneva attiva-
della Reggenza, Déodat mente i rapporti
Emmanuel conte di Nay Tirsi anche dall’interno
e Richecourt, e a Noi lo chiamiamo amore -. del carcere. Ne sono
Pompeo Neri. Il primo testimonianza i
teneva le varie fila della Amaranta biglietti, più volte
controversia con - Il nome è bello, citati negli interro-
ma dammi un contrassegno, acciò ch’io possa
l’Inquisizione, ma aven- gatori dell’imputa-
tra gl’altri mali riconoscer quello.
do attorno a sé un vero to, che venivano tra-
Dimmi che si sent’egli? -
pool di magistrati e di smessi all’esterno di
competenti, che fin dal- da Tirsi ed Amaranta nascosto, e in parte
l’avvio della vicenda si ci sono anche giunti,
assunse l’onere effettivo proprio nella trascrizio-
della difesa del carcerato, trascrivendo ne effettuata dal Corsi (Archivio di Stato
verbali e deposizioni, coadiuvando l’avvo- di Firenze, Reggenza, f. 339, fasc. 4).
cato nominato da Crudeli (meglio, fornito Mentre il ruolo di ispiratore va ricono-
d’ufficio), l’ottantaquattrenne Bartolomeo sciuto al Rucellai, che forniva un conto
Archi. Il Neri7 assisteva invece attivamen- quasi giornaliero sugli sviluppi della
te, con la sua competenza giuridica, le vicenda al capo della Reggenza, e nelle

7 Dall’agosto 1735, dopo esser stato docente di diritto civile a Pisa, era entrato nell’appara-
to governativo, e con l’istituzione del Consiglio di Reggenza era stato nominato segretario nel
Consiglio per gli affari di finanza.
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STORIA DELLA MASSONERIA

sue memorie e trattazioni prodotte “in sionista, nel ms. Palagi 282 della
tempo reale”, fin dal giorno successivo Biblioteca Moreniana di Firenze. Ma far-
all’arresto di Crudeli, dimostra di coglier- cendola di errori, sviste, imprecisioni
ne subito la vera ragione (l’offensiva sca- involontarie, oltreché di lacune invece
tenata dal cardinale Neri Corsini contro la volontarie: aperte in corrispondenza dei
Massoneria fiorentina), rileva ed elenca in nomi di quanti avevano deposto contro
dettaglio tutte le numerose infrazioni pro- Crudeli, e aventi lo scopo di non compro-
cedurali man mano commesse nel proces- mettere famiglie e casate, quando, a
so dall’inquisitore, e assume la battaglia distanza di più di quarant’anni dai fatti, si
per la liberazione di Crudeli ad emblema poteva anche pensare che quei nomi (al
del tentativo di riaffermare il diritto del tempo conosciuti da tutti) fossero stati
principe contro gli abusi secolari della dimenticati. Da quelli dei maggiori
giurisdizione ecclesiastica. responsabili, Andrea d’Orazio
Minerbetti, Bernardino Pupiliani, il prete
Un pamphlet di denuncia Grossi, a quelli di personaggi coinvolti
più indirettamente, ma a maggior ragione
La tempestiva reazione, oltreché nei da tacere perché esponenti della nobiltà:
passi fatti nelle opportune sedi diplomati- in primis, Bindo Simone Peruzzi (il teste
che, si concretizzò dunque nell’idea di un R degli atti del processo), fratello di log-
pamphlet di denuncia delle irregolarità gia di Tommaso, personaggio di notevo-
connesse alla detenzione e alla “proces- le levatura intellettuale, ed artefice primo
sura”, oltreché di celebrazione del ruolo della notevole raccolta antiquaria allesti-
del Granduca, difensore e liberatore dei ta nella sua villa all’Antella.
sudditi oppressi ingiustamente. Esso fu Questa (terza) redazione del racconto
pensato, in primo luogo, in soccorso con- appartiene però a un tempo successivo a
creto del carcerato e, insieme, come stru- quello dell’origine, sicuramente posterio-
mento di pressione sul principe perché re alla morte di Crudeli (27 gennaio
intervenisse in suo soccorso; in secondo 1745), e probabilmente prossimo al
luogo, e più a lungo termine, fu concepi- momento della conclusione del braccio di
to in sostegno della lotta contro l’influen- ferro con la Corte romana, avutasi col
za e le prerogative dell’Inquisizione in Concordato del 16 marzo 1754. Nel docu-
Toscana e, insieme, quale strumento per mento vennero fissate le condizioni per la
tacitare gli avversari della dinastia stra- riapertura negli stati di Toscana del tribu-
niera e le loro nostalgie per le libertà nale dell’Inquisizione, a cominciare dal-
della Repubblica fiorentina. l’introduzione di tre assessori laici con
Becattini attinse, per la sua stampa, ad diritto di veto, col compito di vegliare
una stesura della Relazione simile (se non l’interesse del principe e dei sudditi, sul
la stessa) a quella che si conserva oggi, in modello del S. Uffizio veneziano.
copia calligrafica di mano di un profes- Sulla genesi della narrazione gettano
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300° anniversario della nascita di Tommaso Crudeli, R. Rabboni

invece luce i documenti ritrovati che vi ebbero parte. Per un risulta-


nella Biblioteca Estense di to che, a prima vista, appare
Modena, che ci conservano le lontano dalla qualità della
prime due redazioni manoscritte prosa di Crudeli, o perlomeno
della narrazione, col titolo, a par- dalle inflessioni e dall’ironia
tire dalla seconda, di Istoria così tipiche della sua scrittura,
della carcerazione del Dottor come le conosciamo dalle let-
Tommaso Crudeli di Poppi e della tere, dalla Cicalata accademica8
processura formata contro di e dal Raggualio sulla sentenza (pro-
lui nel tribunale del S. nunciata la sera del 20 agosto
Offizio di Firenze. 1740 nella chiesa di S.
Mentre la prima Piero Scheraggio). Si
stesura (ms. Sorbelli tratta di un resoconto
714, cc. 58r-75r) è autografo, che ci è
tutta di mano del conservato ancora
Corsi, e presenta fre- nelle carte del ms.
quenti riscritture e Sorbelli 714, e che
cancellazioni, che denunciano dall’imputato fu alle-
chiaramente il processo elaborativo, la stito dietro precisa
seconda (ms. Sorbelli 715) costituisce una richiesta di un primo
redazione più avanzata. In essa, accanto ministro del suo sovrano, vale a dire il
alla mano del Corsi (che ha copiato la ste- Richecourt. In seguito fu anche (da altri)
sura di base, ed è poi ritornato, ma a incorporato nell’Istoria, al livello della
distanza di anni, a variare ed emendare il citata terza redazione.
testo), si notano alcune chiose marginali di La situazione lascia, peraltro, intrave-
mano di Tommaso Crudeli. Il quale dun- dere qualche affinità - di nuovo - con
que, oltre a suggerire colla sua diretta testi- quella delle rime di Crudeli, che vennero
monianza gli aspetti sostanziali della nar- dall’autore affidate al gruppo degli amici
razione, ha letto l’Istoria in questa forma, più stretti, accompagnandole con indica-
e in questa forma l’ha “autorizzata”. zioni esplicite sulla piena libertà rielabo-
Il tutto - è bene ribadire - avveniva però rativa loro accordata9.
nello spirito di una collaborazione a più Ad ogni modo, la prosa dell’Istoria in
mani, dove il contributo del protagonista questa seconda redazione non è solo di
si sommava, senza preclusioni e nella gran lunga più corretta, ma anche assai
massima disponibilità, a quello degli altri più vicina allo spirito polemico da cui fu

8 Edita nel 1757, e letta dall’autore in una seduta dell’Accademia degli Apatisti.
9 Rimando di necessità al mio lavoro del 2000, specialmente cap. III, La tradizione delle rime.
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STORIA DELLA MASSONERIA

mossa, rispetto alla versione che grazie al nella concessione del braccio contro i
Becattini prese a circolare. L’operetta, massoni da parte di Francesco Stefano un
intanto, mostra una sua valenza anche let- segno nuovo di debolezza e acquiescenza
teraria, e può essere a pieno titolo ascritta, verso l’Inquisizione.
come esempio precocissimo, alla parca La narrazione fu redatta come un atto
serie della nostra letteratura carceraria di contestazione puntuale degli abusi pro-
(che allinea titoli quali la cedurali commessi dall’inquisi-
Vita di Pietro Giannone, tore e dai suoi collaboratori.
La prudenza ell’è un sapere
le Osservazioni sulla Secondo le due linee “stra-
ben pigliar la sua misura
tortura di Pietro Verri, ne’ vantaggi del piacere, tegiche” che si ritenne di
la Storia della colonna che tra noi pose natura: aver individuato: da un lato,
infame del Manzoni). senza lei la vita è amara, i maneggi, l’infrazione dei
Senza mai dimentica- ma con lei la vita è cara. diritti e delle procedure,
re che la sua natura è l’alterazione sistematica
innanzitutto storico- Se il tuo corto antivedere delle carte, visti come diret-
d o c u m e n t a r i a . fra la notte del futuro ta conseguenza dell’ingan-
L’Istoria, infatti, rap- si smarrisce e resta oscuro, no “fondamentale” ai danni
addio anco il tuo piacere:
presenta la versione della buona fede del princi-
ove immagini il contento,
ufficiale dell’avveni- duro inganno!, ivi è tormento. pe, che solo all’oscuro del
mento assunta dagli vero delitto imputato a
uomini di governo e Madrigale Crudeli aveva potuto con-
dagli intellettuali più sentirne l’arresto. Dall’altro,
avveduti. La relazione sul processo l’oppressione consapevole della volontà e
Crudeli fu approntata, infatti, nel momen- del fisico del prigioniero, peraltro già
to della maggior frizione con la Corte di debilitato da una grave forma d’asma
Roma e della più dura prova del nuovo bronchiale, al cui soccorso si leva l’ener-
governo, quando si trattava di mostrare - gica reazione dei ministri, giustificata
documenti alla mano - che i Medici, e dalla necessità di salvare un cittadino per-
Cosimo III in particolare, avevano per- seguitato ingiustamente.
messo la rinascita dell’Inquisizione ed Il racconto inquadra tutta la vicenda da
erano responsabili del disordine della questa duplice prospettiva, passando in
legislazione ecclesiastica in Toscana; di rassegna, nell’ordine: l’arresto, giudicato
contro alla tesi che voleva illuminato il illegale, perché, in primo luogo, compiu-
governo di Cosimo III e tollerante l’ulti- to quando le prove ancora non erano state
mo di Gian Gastone, mentre indicava acquisite10, e, in secondo luogo, perché

10 Ist. 17: in un tribunale che lodevolmente ha per metodo di non arrestare il preteso reo, se non
doppo compilato il processo e provati concludentemente i di lui reati.
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300° anniversario della nascita di Tommaso Crudeli, R. Rabboni

non riguardante materia di fede (essendo cato priva delle deposizioni favorevoli al
la vera ragione - la lotta antimassonica - carcerato. Nella conclusione, si trattava di
materia non istituzionale del Tribunale); un processo fabbricato a mano ed a
la contestazione delle accuse solo dopo capriccio, in presenza di un attuario che
quattro mesi; la concessione delle difese resta convinto di sì fatte palpabili irrego-
solo dopo un anno; l’isolamento forzato e larità enormissime (Ist. 77). Soprattutto
i disagi materiali inflit- nel caso delle deposi-
ti al prigioniero, e All’apparir del tramontar del sole zioni del Pupiliani e
mai alleviati di fronte viddi, e m’avevi, o Amor, gl’occhi bendati, del Minerbetti, i due
alle ripetute istanze ire a diporto in arsi umidi prati testimoni chiave del-
dei parenti e del colei che l’alma mia vole e disvole. l’accusa, in relazione
governo, anzi aggra- alle quali erano state
Stette il core, e si mosse come suole
vati, in assenza di moversi in su pei monti aspri e gelati praticate irregolari-
ogni prova, nel preci- l’onda, allor che le tien i piè legati tà, suggestioni, falsi-
so intento di condur- l’Austro che agghiaccia l’etïopia mole. tà e maneggi sì fatti
re a morte l’accusato; da far orrore a chiun-
la sistematica propa- Quendo ad un tratto ella alzò gl’occhi e mi vide, que ha nell’animo
gazione di ciòcché ahi dolce vista, ahi vista acerba e fera, alcuna idea d’onestà
poteva figurarsi in vital vista che ogn’ora il cor m’ancide. e di giustizia (Ist. 92).
suo (del prigioniero)
aggravio, e, al con- E poscia in me soavemente altera Il resoconto, come
girò le luci sue dolci omicide,
trario, l’impegno a ma non potè veder se quivi io m’era. si coglie agevolmente
occultare tutto quello anche dal breve
che poteva ridondare Sonetto “senza senso” sunto, denuncia un
in vantaggio di esso preciso “taglio” nar-
(Ist. 49); le dilazioni e rativo, ben riconoscibi-
le menzogne usate dall’inquisitore e dal le nel confronto con le carte d’archivio.
suo vicario, non solo verso il principe, ma Ma che appare evidente nel disegno a
anche verso la Congregazione di Roma e forti tinte, privo di sfumature, e nell’ag-
il nunzio in Firenze, indicati come i soli giunta o diminuzione dello spessore dei
referenti positivi nello schieramento vari attori. Per esempio, facendo del padre
ecclesiastico, che dietro varie sollecita- vicario dell’inquisitore uno Jago, che
zioni si erano attivati perché la causa serve unicamente a blandire e illudere il
fosse spedita al più presto; le deposizioni carcerato per meglio raggirarlo; o carican-
dei testimoni estorte e distorte, e l’utilizzo do l’inquisitore di tinte malefiche e pesan-
di testimonianze di persone notoriamente temente negative, per ridurre tutta la
nemiche o avverse a Crudeli per ragioni vicenda ad una macchinazione da parte
pregresse; i deposti dell’inquisito alterati; del S. Uffizio toscano ai danni del sovra-
la copia del processo consegnata all’avvo- no e salvare, di contro, la Congregazione
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STORIA DELLA MASSONERIA

di Roma; volgendo, ancora, il progetto stire un canovaccio assai simile all’Istoria


della fuga dal carcere, vagliata (come si lo farebbe supporre anche l’incompiutez-
vede dai documenti) dal Richecourt e za del racconto, che s’interrompe (nelle
avallata da Francesco Stefano, a maggior prime due redazioni) - senza cenno alla
gloria del prigioniero, che si sarebbe rifiu- condanna e alla sua attuazione - quando
tato di uscire in tal modo; e così via. Non Crudeli è stato trasferito da pochi giorni
era questione, infatti, di stendere una nella Fortezza di San Giovanni Battista; e,
memoria privata, né tantomeno una cro- inoltre, l’atteggiamento sempre assai
naca, una mera registrazione cronologica benevolo e “accattivante” verso la
degli avvenimenti. Si trattava, è bene insi- Congregazione, cui spettava la decisione
stere, di redigere una versione ufficiale finale sulla sorte dell’imputato.
del caso, per giunta fortemente polemica: Altri spunti furono attinti dalle infor-
un’“istoria”, per l’appunto, e in quanto mative filtrate dall’avvocato, dalle fedi
tale, ispirata all’idea di una diligente e autentiche di alcuni testimoni (il
ragionata, criticamente selezionata, espo- Minerbetti e il Pupiliani, che avanti
sizione del “vero”. notaio ritrattarono le deposizioni fatte
L’aspetto documentale appare pertanto nel S. Uffizio fiorentino); e, ancora,
imprescindibile dalla ricostruzione, che dalle ricordate note inviate dal Rucellai
allo scopo trasse materia, innanzitutto, al Richecourt, e da trasmettere a Vienna.
dalle carte processuali11, e, ancor prima, Le quali fin dall’avvio mettevano l’ac-
dalla testimonianza del protagonista; cento sulle irregolarità della procedura e
dalle notizie e dai biglietti fatti uscire dal l’inganno con cui la corte romana, trami-
Crudeli da S. Croce; e dalle relazioni che te l’inquisitore, aveva ottenuto la con-
furono allestite a vari scopi. Tra queste, cessione del braccio secolare.
una speciale menzione meritano le due Soprattutto, mostravano di concepire il
memorie difensive preparate per la Sacra resoconto del processo, fin da subito,
Congregazione, redatte ufficialmente come degna conclusione di una lunga ed
dall’Archi, ma sicuramente assemblate da esatta istoria di questo tribunale, che -
quanti, all’esterno, assistevano Crudeli, e come si evince anche da una minuta pre-
inoltrate a Roma tramite l’inquisitore, parata dal Rucellai, per una lettera (data-
dopo che - almeno nel primo caso, come ta Lintz 29 giugno 1743) che il sovrano
suggerisce l’Istoria - le ebbe fatte ricopia- inviò a Benedetto XIV - il Lorena aveva
re e alterare da un suo uomo. Che queste richiesto, assai precocemente, per una
memorie siano state l’occasione per alle- precisa ragione:

11 Al punto che la prima stesura, di ms. Sorbelli 714, conserva i rimandi marginali alla nume-
razione delle carte del processo nella copia di mano del Corsi: ASF, Reggenza, f. 340, cc. 125-176.s
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300° anniversario della nascita di Tommaso Crudeli, R. Rabboni

Massoneria oppose una tattica morbida


conoscere la sua (del S. Uffizio fioren- all’offensiva inquisitoriale:
tino) natura mettendomi al fatto della sua
origine, de’ suoi veri diritti, e delle sue preferisce mimetizzarsi [...] rimane
pretenzioni. Mi piacque che vi s’unissero nell’ombra, ma si crea il suo martire che
i documenti autentici per non mancherà di vantare.
assicurarmi d’essere
messo in stato di farne Legar con una rete i piedi a un fiume,
In realtà, volendo
un giusto carattere, rubar a casa d’altri al buio o a caso,
che potesse servirmi elegger i poponi senza naso, prendere per un atti-
di una sicura scorta cercar di notte un quattrin senza lume. mo sul serio quelle
nelle mie risoluzioni. pagine, le più recenti
Cavar altrui la sete col salume, ricerche dimostrano
La narrazione del decimar dagli apostoli Tommaso, che la rete latomistica
processo fu dunque aver di congetture pieno il vaso, si attivò invece con-
chiamata a conclude- divider in triangoli il costume. cretamente, su un
re il dossier poi in doppio piano: per il
effetti preparato, Voler unir i venti in matrimonio, sostegno e la libera-
ridurre in minuette le comete,
ancora dal Rucellai12; zione di Tommaso, da
ingrassar quella mula all’Alcïonio;
e che consisterà in un lato, e per la ridu-
una mirata ricogni- cambiar le profezie colle monete, zione del potere giuri-
zione delle istorie, battezzar le medaglie senza conio: sdizionale della
oltreché dei decreti, questa è quella bell’arte che vo’ avete. Chiesa, dall’altro. I
delle sentenze ed fratelli di loggia si
editti conservati Sonetto a un medico ignorante
mossero con coesio-
nell’Archivio della ne, quasi fossero coordi-
Giurisdizione, su cui fondava la tradizio- nati dal Richecourt, che era - ricordo -
ne delle libertà fiorentine. massone e fungeva da trait-d’union con il
Granduca, altro iniziato.
L’operatività della rete massonica In proposito, anche alcune pubblicazio-
ni di liriche di Crudeli, negli anni 1739-
Attilio d’Anzeo, in un suo intervento su 1740, recentemente individuate da M.A.
Tommaso Crudeli13, ha affermato che la Morelli Timpanaro (2000: 24-34), ebbero

12 Cfr. Informazione a S.A.R. concernente l’introduzione dell’Inquisizione in Toscana, e l’uso


delle carceri da essa in diversi tempi avuto con undici citati ed annessi recapiti. Fatta nel mese di set-
tembre del 1738 (ASF, Reggenza, f. 340, cc. 254-287: cit. da c. 260r-v). La minuta autografa del
Rucellai si conserva in Reggenza, f. 339, fasc. 23: Minuta di una Relazione del Senator Rucellai cor-
redata da un sommario, sopra l’origine, vicende, e stato del tribunale della Inquisizione in ASF,
Reggenza (in due redazioni: 28 + 6 cc. n .num., con aggiunta di un Sommario: cc. 16 n. num.).
13 Cfr. A. D’Anzeo (1995: 11).
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STORIA DELLA MASSONERIA

probabilmente il signi- Un certo beveron senza cervello, zio della Raccolta, e fu


ficato di un omaggio, e uno sciroppo così in generale, disegnata da Marcus
di un sostegno insieme, un brodo da digiuno agile e snello, Tuscher, che era allora
da parte dei soci di log- che non sa né di bene, né di male. legatissimo allo Stosch.
gia al confratello perse- Non va nemmeno
guitato. Si tratta, più Fighe secche bruciate nel baccello, escluso che in entrambe
esattamente: dell’edi- stemprate in acqua calda senza sale: le iniziative fossero uti-
una risciacquatura, un acquerello
zione, attuata dal lizzati fondi della
di pentole avanzate allo spedale.
libraio-editore e masso- Massoneria inglese: che
ne Giuseppe Rigacci, di Una bevanda fatta alla carlona, sappiamo furono rac-
una Raccolta di varie di cui non può distinguersi il sapore, colti e inviati per soli-
canzoni, indirizzata a e né saper se sia cattiva o buona, darietà a Firenze, col
Lady Walpole, che con- fine di un concreto
teneva alcune delle più che a definirla n’andrebbe il cuore aiuto a Tommaso, già
note odi crudeliane, La a qual si sia sofistica persona, durante il primo perio-
ricamatrice, La notatri- ci diede per caffè ‘l Vicerettore do della carcerazione14.
ce e tre traduzioni dai Sonetto sopra un reo caffè dato
Si può dunque dire
lirici inglesi. E, inoltre, in un festino pubblico a Pisa che la Massoneria non
la nuova stampa, nel sfuggì affatto alla possi-
1740, dell’ode al Farinello (già edita nel bilità di chiarire il suo pensiero e i suoi
1734), densa peraltro di riferimenti “pita- programmi, come insiste ancora D’Anzeo
gorici”, che comparve - tra l’ottobre e il (ibidem), ma operò attivamente, dando un
novembre - quasi in concomitanza con contributo essenziale per giungere alla
l’arrivo di Tommaso nella capitale del chiusura del Sant’Uffizio, dapprima prov-
granducato, per perorare davanti all’in- visoria nel 1743, e poi definitiva nell’‘82;
quisitore la richiesta di un soggiorno in un a quello che - è bene sottolineare - risulta,
luogo dal clima più mite rispetto a Poppi, nei fatti, uno dei primi esempi in Italia di
dov’era stato confinato agli arresti domi- affermazione del potere del principe sul
ciliari. L’ode fu inserita (col 22) in una potere spirituale.
Raccolta di varie canzoni sopra diversi
leggiadri soggetti, ancora voluta dal Conclusioni
Rigacci, e dedicata alla giovane Lady
Sophia Fermor, figlia di Thomas Fermor, Resta da dire che l’Istoria, nella forma
conte di Pomfret, allora in visita in Italia. edita dal Becattini, è stata in seguito sem-
L’effigie della nobildonna fu posta all’ini- pre utilizzata, accanto ai documenti d’ar-

14 Sappiamo che il 12 settembre 1739 la Gran Loggia londinese promesse una colletta per il pri-
gioniero del S. Uffizio fiorentino: cfr. Herper 1945: 38.
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300° anniversario della nascita di Tommaso Crudeli, R. Rabboni

chivio, nella narrazione Mirra savia e gentil non ama alcuno, voll., Madrid,
del processo. Ma il testo se non per l’oro, ma per l’oro amabile Fundacion
gravemente compromesso, Mirra savia e gentile abbraccia ognuno. Universitaria
come abbiamo detto, ha Española,
contribuito per la sua parte Livia ama i vecchi, e te gli fa pagare; 1976) ha con-
alla mancanza, a tutt’oggi, ai vecchi il troppo amor giunge importuno sentito un deci-
di una ricostruzione inte- giusto per quello che non posson fare. so avanzamen-
grale e corretta della to delle ricer-
Corinna, oh questa sì ch’ella è ammirabile:
vicenda Crudeli. C’è stata ha pudico lo sguardo, il cor lascivo; che. Il Ferrer
sì la fatica di Ferdinando fervente in chiesa, in camera insaziabile. Benimeli ha
Sbigoli (Tommaso Crudeli collocato la
e i primi Framassoni in Dafne, al desio d’ogn’amator corrivo, vicenda fioren-
Firenze. Narrazione stori- del futuro gioir, che mai non viene, tina entro un
ca corredata di documenti vende accorta il prospetto fuggitivo. quadro impo-
inediti. Milano, Battezzati, nente di fatti,
N. 4 Caratteri estemporanei
1884), che è altamente fatti a 4 Signore Fiorentine
che ci restitui-
meritoria, perché basata sce nel dettaglio
sulle filze dell’Archivio fio- la storia del contra-
rentino, ma è ormai invecchiata, oltreché stato rapporto fra Chiesa e Massoneria
limitata da un intento fortemente apologe- europea, ed ha potuto mettere a frutto il
tico e, soprattutto, da un utilizzo ridotto materiale conservato nell’Archivio
delle carte. Oggi sono, infatti, disponibili Segreto Vaticano. Tuttavia, in primo
altri documenti, la cui piena conoscenza luogo, queste ampie indagini possono già
attende di essere messa a disposizione essere integrate con le carte visibili
degli studiosi e di quanti hanno a cuore la nell’Archivio della Curia Arcivescovile di
verità. Dopo le approfondite ricerche Firenze, in particolare le lettere scambiate
archivistiche di N. Rodolico, F. Venturi, tra l’inquisitore fiorentino e gli assessori
F. Diaz, G. Giarrizzo, M.A. Morelli del S. Uffizio romano; ed altre se ne
Timpanaro, senza dimenticare il racconto potranno sicuramente affiancare, che
romanzato, ma documentato, di Ernesto andranno cercate a Roma, nell’archivio
Baldi (L’alba. La prima loggia massonica del Tribunale dell’Inquisizione, e a
a Firenze, l’Inquisizione, il processo Vienna, nell’Haus, Hof und Staatsarchiv.
Crudeli. Firenze, Tip. B. Coppini & C., In secondo luogo, ciò che più importa, la
1955), e un notevole intervento di Paolo molteplice documentazione messa a
Casini (The Crudeli Affair: Inquisition disposizione dal Ferrer Benimeli risulta
and reason of State, 1972), un più recente purtroppo quasi inservibile, perché pre-
lavoro di José Antonio Ferrer Benimeli giudicata dai travisamenti, lacune e impre-
(Masoneria, Iglesia e Ilustracion. Un cisioni pressoché continui della trascrizio-
conflicto ideologico-politico-religioso. 2 ne. E non solo nella trascrizione; si pensi -
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STORIA DELLA MASSONERIA

per fare un esempio solo - che Crudeli Maria Augusta Morelli Timpanaro ha
vien fatto morire (II, p. 101) nell’autunno annunciato15, e da cui è lecito attendersi
del 1741. Ma c’è una concreta speranza una ricostruzione alfine ottimale della
che vuoti e guasti siano definitivamente drammatica vicenda giudiziaria.
sanati dalla rivisitazione del processo che

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

D’Anzeo, A. (1995) Tommaso Crudeli e la disinformazione: da nemico a vittima. Nel 250° Anniversario della
morte. Comune di Poppi, Edito a cura delle Famiglie Candidi Tommasi Crudeli.
Herper, J.H. (1945) The Earl of Middlesex and the English Lodge in Florence. Transactions of the
Quattuor Coronati Lodge, LVIII, pp. 4-77.
Limborch, (1692) Historia Inquisitionis cui subjungitur liber sententiarum Inquisitioni Tholosanae.
Amstelodami.
Morelli Timpanaro, M.A. (1991) Su Francesco Becattini (1743-1813), di professione poligrafo.
Archivio storico italiano, CXLIX, pp. 280-374.
Morelli Timpanaro, M.A. (2000) Per Tommaso Crudeli nel 255° anniversario della morte, 1745-
2000. Firenze, Olschki.
Morelli Timpanaro, M.A. (1989) Su alcuni “semi-letterati” fiorentini del secolo XVIII. Critica storica,
XXVI, pp. 236-323 [ora in Morelli Timpanaro Autori, stampatori, librai. Per una storia dell’edito-
ria in Firenze nel secolo XVIII. Firenze, Olschki, 1999, pp. 355-511].
Rabboni, R. (2000) Monsignor / il Dottor Mordi Graffiante. Le rime inquisite di Tommaso Crudeli.
Udine, Istituto Studi Storici Tommaso Crudeli, Del Bianco.
Torcellan, G.F. (1965) Francesco Becattini. In Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto
dell’Enciclopedia Italiana, 7, pp. 394-400.

15 Cfr. Morelli Timpanaro (2000: V).


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E SOTERISMO

L’alfabeto latomistico
a cura della R∴ L∴ XX Settembre 1870 n° 843
All’Oriente di Milano

The present article enters the complex background of the so-called masonic alpha-
bet already attested in the ritual “tiercel board”. Such a particular kind of cabali-
stic criptography was already well known before the time of Agrippa von Nettesheim
and was based on the Hebrew alphabet. That model was later used and modified in
early Freemasonry in order to produce some different sets of masonic alphabets.

ei tre gioielli immobili di log- minazione tiercel board1. La struttura di

D gia, pietra grezza, pietra cubica


e tavola da tracciare, il terzo e
giustamente più complesso, perché analo-
tale tavola è a sua volta intrinsecamente
legata all’origine ed interpretazione di
ogni alfabeto massonico.
gico alla figura del maestro massone, reca L’alfabeto massonico è infatti il frutto,
sia figure o disegni, sia, in diversi casi, relativamente moderno, di un alfabeto
alcune lettere tratte da alfabeti massonici. cabalistico più antico; si ispira infatti ad
Come è noto, la tavola tripartita viene una crittatura di quello ebraico quadrato,
ottenuta tracciando una coppia di rette come vedremo, tripartito su di una tavola
parallele tra loro e tagliandole con un’al- da tre colonne e tre righe. Di fatto, in que-
tra coppia di rette parallele e perpendico- sto sistema di crittatura cabalistica, che
lari alla prima coppia, di modo che la troviamo già menzionato da Agrippa di
tavola venga suddivisa in nove parti Nettesheim nel 1533, venivano utilizzati
disposte in tre linee ed in tre colonne. Per ben 27 segni dell’alfabeto ebraico (ovve-
questa ragione, manifestamente, è chia- ro i 22 segni standard più i 5 delle lettere
mata tavola tripartita, o, con antica deno- che modificano la forma finale), così cor-

1 Cfr. Reghini (1988: 114).


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ESOTERISMO

rispondenti alle 24 lettere di quello greco


più i tre segni aggiuntivi (stigma [$í = 6], slg rkb qya ¢lg rkb qy’
koppa [í = 90], sampi [Ùí = 900]) di esclu- Mßw Knh tmd m s w k n h t md
sivo uso matematico. fi S T Ppx Nc z s≥ s≥ t p p h≥ n ‘ z
Ma citiamo in proposito il passo di
Agrippa nel capitolo XXX, libro III, della Scomponendo tale figura nei suoi ele-
sua De occulta philosophia2: menti, ne risultano nove figure, cioè:

c b a f e d i
Un’altra specie di scrittura,
assai reputatata un tempo dai
Tali figure non sono che il grafico
Cabalisti, è divenuta oggi di
delle nove caselle e per indicare una
uso tanto comune da esser
data lettera delle tre comprese in
quasi caduta in potere dei
ogni casella, ciascuna figura viene
profani. Si dividono le ven-
contraddistinta da uno da due o da tre
tisette lettere dell’alfabeto
punti. Un punto indica la prima lette-
ebraico in tre gruppi, cia-
ra della rispettiva casella, due punti
scuno composto di nove
la seconda, tre punti la terza.
lettere. Nel primo gruppo
Volendo così formare il carattere
si collocano le lettere3
della parola Michael, che in ebraico ha
Txzwhdgba, che rappresentano i numeri cinque lettere, si comincia col tracciare le
semplici e le cose intellettuali distribuite
cinque figure seguenti:
ai nove ordini angelici; nel secondo le
lettere4 Spcßnmlky, che contrassegnano
le decine e le cose celesti nelle nove orbi-
te dei cieli; nel terzo le quattro lettere che si riducono a tre sole figure in questo
residue con le cinque finali5 modo:
fiPNMKtsrq, che esprimono le centinaia
e le cose inferiori, vale a dire i quattro
elementi semplici e le cinque specie per- infine a una sola figura. Tuttavia i
fette di composti. Questi tre gruppi sono punti che contrassegnano le varie lettere
distribuiti in nove caselle, ciascuna di tre delle caselle si omettono d’ordinario e
lettere, di cui la prima comprende le tre
per conseguenza il carattere della parola
unità vale a dire l’intellettuale la celeste
e l’elementare; la seconda le dualità; la Michael assume il grafico seguente:
terza le triadi e così via. Le caselle sono
formate dall’intersecazione di quattro
linee parallele che si tagliano ad angoli
retti, come è indicato dalla figura
seguente:

2 Cfr. Agrippa (1991: 250-251).


3 ’alef, beth, g≥imel, daleth, he, waw, zain, h≥eth, t≥eth.
4 yod, kaf, lamed, mem, nun, samekh, ‘ayin, pe, s≥ade.
5 qof, resh, ¢in, taw, kaf finale, mem finale, nun finale, pe finale, s≥ade finale.
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L’alfabeto latomistico, RE LE XX Settembre

Come ha fatto notare Reghini6, la scrit- ne distingue per il fatto che il numero delle
tura cabalistica7 descritta da Agrippa, e già lettere utilizzate per le moderne lingue
da tempo in uso al punto di essere quasi europee, a differenza del sistema impiega-
divenuta nota ai profani, fu rielaborata ed to con l’alfabeto ebraico, non costituisce
adattata in modo arbitrario da altri autori un multiplo di nove; infatti le prime 21 let-
cinquecenteschi, come Giovanni Battista tere si ottengono a partire dalla seguente
Della Porta nel De furtivis litterarum notis chiave8, di modo che, partendo da sinistra
vulgo de ziferis, Libri III, Neapoli 1563, verso destra, dall’alto verso il basso e
pp. 92-94 o il cabalista Blaise de Vigenère aggiungendo alla seconda lettera di ognuna
nel Traité de chiffres ou secrètes manières delle 9 coppie un punto nel mezzo, ogni
d’escrire, Paris 1567, p. 275. Se in testi più segno corrisponde ad una delimitazione
antici, come L’Ordre des Franc-Maçons della casella; e.g.: A = a; C = c; E = e;
trahi (Paris 1742), la tavola da tracciare è e ovviamente, con l’aggiunta di un punto,
priva di segni appartenenti ad un qualche troviamo: B = b; D = d, F = f.
cripto-alfabeto, già a partire dai primi anni
dell’Ottocento, in opere come il Thuileur
de l’Escossisme (Nouvelle Édition, Paris AB CD EF
1821) e nel Manuel Maçonnique par un GH IL MN
veterain de la Maçonnerie (1820) del
Vuilliaume, troviamo la versione di base OP QR ST
dell’alfabeto latomistico:
Le ultime 4 lettere sono invece ottenu-
te secondo la seguente chiave:
a b c d e f
A B C D E F X
g h i l m n U Y
G H I L M N Z
o p q r s t
Spesso la parola “Loggia” viene indi-
O P Q R S T
cata mediante la lettera L, l (ovvero con
u x y z
U X Y Z un rettagolo con il punto in mezzo, A),
mentre con due rettangoli si ha il corri-
Tale alfabeto è ottenuto secondo il
medesimo principio esposto da Agrippa; se spondente plurale (“Logge” B)9.

6 Cfr. Reghini (senza data: 53). Si veda inoltre il capitolo La Tavola tripartita nell’opera di
Reghini 1988: 114-123.
7 Sulla simbologia dell’alfabeto ebraico cfr. Agrippa 1991: 133-135 e passim.
8 Cfr. Boucher (1997: 65-66).
9 Cfr. Boucher (1997: 66).
HIRAM
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ESOTERISMO

Si noterà ovviamente che questo alfabe- t u v w x y z


to manca di alcune lettere, come la V T U V W X Y Z
(giacché in latino V e U non necessitano di
due differenti grafemi), e di molte altre Nel secondo (corrispondente ai fonts
necessarie per le lingue germaniche (J, K, HIRAM2), più tradizionale, si alternano
W). E’ questo infatti il modello dell’alfa- segni con e senza punto:
beto latomistico che viene indicato nel set
di fonts con il nome di HIRAM3. Per a b c d e f
quanto riguarda i segni alfabetici mancan-
A B C D E F
ti, si può procedere con l’utilizzo sostituti-
g h i j k l m
vo di C (c) per K, di I (i) per J, di U G H I J K L M
(u) per V/W. Abbiamo però ritenuto n o p q r s
opportuno proporre anche due serie diffe-
N O P Q R S
renti, così come presentate nel Duncan’s
Ritual10, che sostanzialmente propone il t u v w x y z
T U V W X Y Z
cifrario del “Royal Arch”11. In questi due
sistemi, troviamo 26 segni, anziché i 22 Le chiavi sono evidentemente:
già presentati, proprio perché vengono
rese indipendentemente anche le lettere K,
J, V, W. I due differenti cifrari si distin-
guono per il differente uso del punto
distintivo; nel primo caso (corrispondente Appare però opportuno ritornare alla
al set di fonts HIRAM1) la sequenza è questione dell’origine della scrittura
senza punto da A sino a M, mentre da N a cabalistica di Agrippa, per notare, sulla
Z tutti i segni recano un punto nel mezzo: scorta di Reghini12, che, sebbene il nume-
ro di 27 segni era “inspirato quasi certa-
a b c d e f mente da considerazioni di carattere pita-
A B C D E F gorico, ... il sistema greco di numerazione
g h i j k l m scritta più antico ed in uso al tempo di
G H I J K L M Pitagora faceva uso delle lettere iniziali
n o p q r s della parola, e faceva uso ad esempio
della lettera p per scrivere il numero cin-
N O P Q R S
que e della lettera D, iniziale di decade per

10 Cfr. Duncan’s Masonic Ritual and Monitor (1923: 248).


11 Esistono ovviamente diversi altri alfabeti latomistici nell’ambito delle numerose tradizioni
rituali massoniche, ma in genere essi non sono usati.
12 Cfr. Reghini (senza data: 53-54).
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L’alfabeto latomistico, RE LE XX Settembre

scrivere il numero dieci. Così il neo-pita- tica alla tabella tripartita pitagorica di
gorico Teone da Smirne, nella sua “espo- Teone da Smirne; ed i numeri sacri dei
sizione delle cose matematiche utili alla liberi muratori non sono altro che i nove
lettura di Platone” che è del primo secolo numeri della decade pitagorica. Essa indi-
dell’era volgare, occupandosi dei primi ca al massone che i lavori architettonici,
nove numeri interi che soli lo interessava- di edificazione materiale e spirituale,
no riporta la tabella: vanno tracciati ed eseguiti sulla scorta
a d z 1 4 7 delle proprietà dell’aritmetica ordinaria e
b e h ossia 2 5 8 simbolica. Anche in questo simbolo com-
g $ q 3 6 9 paiono di fatto soltanto delle linee, che
servono a indicare i numeri, quindi anche
dove i primi nove nume- esso non si riferisce ad una lingua parti-
ri sono tripartiti in tre righe colare ed ha carattere universale
e tre colonne”. sebbene ci faccia risalire al neo-
Reghini in proposito notava13: pitagorico Teone. Possiamo dire
Questa breve analisi porta ad identifi- che è un simbolo pitagorico e masso-
care la tavola da traccia- nico che ha un carattere universale,
re con la tavola tripartita perché ha forma geometrica ed indi-
che si ottiene dalla tabel- ca solo dei numeri e le loro pro-
la di Teone quando se ne tolga- prietà aritmetiche e simboliche”.
no le nove lettere greche, le Sempre in merito alla simbolo-
quali rappresentano i numeri e soltanto i gia della tavola tripartita15, noteremo che i
primi nove numeri. Erano i numeri con- numeri della seconda riga sono le medie
tenuti entro la decade pitagorica, ed aritmetiche dei numeri delle altre due della
erano i soli che interessavano i pitagori- stessa colonna: 4 rispetto a 1 + 7; 5 rispet-
ci perché a questi si riducevano tutti gli to a 2 + 8; 6 rispetto a 3 + 9. Così i nume-
altri numeri sostituendo ad essi il loro ri della seconda colonna sono le medie
fondo o pitmene, ossia il resto della divi- aritmetiche di quelli delle altre due colon-
sione di un multiplo di nove. ne appartenenti alla stessa riga: 2 rispetto
La tavola da tracciare o tavola triparti- a 1 + 3; 5 rispetto a 4 + 6; 8 rispetto a 7 +
ta o tiercel board14 è assolutamente iden- 9. Inoltre, come nota Reghini, il 5, che si

13 Cfr. Reghini (senza data: 54-55).


14 Come ricorda Reghini (1988: 120), già il testo antimassonico di S. Prichard, Masonry dissec-
ted, Londra 1730, pare menzionare l’esistenza di una tavola tripartita, denominata appunto come tiercel
board. Lo studioso concludeva quindi: Sembra adunque molto probabile che la tavola tripartita della
Massoneria fosse in antico tracciata sulla tavola da tracciare come indica il suo vecchio nome inglese
e consistesse delle sole due coppie di rette tra loro perpendicolari.
15 Cfr. Reghini (1988: 116-117).
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ESOTERISMO

trova nella casella centrale, ha inoltre la esoterico con lo stesso entusiasmo e suc-
proprietà di essere media aritmetica dei cesso delle origini.
numeri estremi di ogni riga, colonna o dia-
gonale che attraversa la colonna centrale. Invitiamo inoltre i Fr... ad una
Come appare da queste brevi annotazio- buona lettura con l’alfabeto massonico
ni, l’alfabeto massonico offre, al di là degli della nostra officina.
aspetti propriamente culturali sulle sue ori-
gini, una vasta serie di stimolanti riflessio- con un triplice
ni relative alla simbologia massonica e
frE abbraccio
all’importanza della tavola tripartita.
Concludiamo quindi questa breve tavo- alla gloria del
la con l’augurio che la Loggia XX gEaEdEuE
Settembre 1870, n. 843 all’Oriente di
Milano, possa continuare il suo lavoro

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Agrippa, E.C. (1991) La Filosofia Occulta o la Magia. Prima edizione italiana di A. Fidi pre-
ceduta da un ampio studio introduttivo sopra l’autore e la sua opera a cura di A. Reghini. 2
voll., Roma, Edizioni Mediterranee.
Boucher, J. (1997) La Simbologia Massonica. Tr. it. di C.M. Aceti, riveduta da F. Indraccolo.
Roma, Atanòr (Ed. fr., Paris 1948).
Duncan’s Masonic Ritual and Monitor or the Guide to the three Symbolic Degrees of the Ancient
York Rite and to the Degrees of Mark Master, Past Master, Most Excellent Master, and the
Royal Arch (1923) By Malcom C. Duncan, Ezra A. Cook. Chicago, Publisher Incorporated.
Reghini, A. (senza data) Considerazioni sul rituale dell’Apprendista Libero Muratore e
Noterelle iniziatiche sull’Origine del simbolismo muratorio. Con una nota sulla vita e l’atti-
vità massonica dell’Autore di G. Parise. Napoli, Edizioni di Studi Iniziatici.
Reghini, A. (1988) La tradizione pitagorica massonica. Genova, Fratelli Melita Editori.
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⋅ 47 ⋅
L’alfabeto latomistico, RE LE XX Settembre

TASTIERE FONTS

HIRAM 1

a b c d e f g h i cj k
a b c d e f g h i j k
l m n o p q r s t u
l m n o p q r s t u
v w x y z A B C D E
v w x y z A B C D E

HIRAM 2

a b c d e f g h i j k
a b c d e f g h i j k
l m n o p q r s t u
l m n o p q r s t u
v w x y z A B C D E
v w x y z A B C D E

HIRAM 3

a b c d e f g h i l m
a b c d e f g h i l m
n o p q r s t u x y z
n o p q r s t u x y z
A B C D E
A B C D E

N.d.r.: i fonts latomistici saranno presto scaricabili sul sito del G.O.I. www.grandeoriente.it.
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Piccola guida per orientarsi


nella storia della Massoneria settecentesca

di Davide Monda
Università di Bologna

This brief bibliografical review intends to propose, in primis, some of the main stu-
dies in Italian dedicated to the role carried out by Freemasonry in the 18th cen-
tury’s civil, political and philosophical culture. Many eminent scholars have writ-
ten works of great value about this subject: Carlo Francovich, Margaret C. Jacob,
Vincenzo Ferrone, Gian Mario Cazzaniga, Antonio Trampus etc. All these books
formulate, inter alia, new interpretations and hypotheses about the complicated
and fascinating relations between Freemasonry and Enlightenment.

ine primario di questo contributo re rapide presentazioni di taluni studi

F è offrire al lettore attento, o


comunque interessato alla storia
della Massoneria nel ’700, una presenta-
generali sulla storia della Libera
Muratoria nei quali sono presenti pagine
di qualche rilievo consacrate al Settecento.
zione sintetica di alcune delle opere più
importanti e recenti sull’argomento che • C. FRANCOVICH, Storia della
sono disponibili in lingua italiana. Invero, Massoneria in Italia. Dalle origini alla
dal Francovich al Giarrizzo, dalla Jacob al Rivoluzione francese. Firenze, la Nuova
Ferrone, dal Cazzaniga al Trampus, nume- Italia, 1974.
rosi sono gli storiografi europei che hanno Carlo Francovich - già illustre docente
indagato in maniera esemplare, originale e di Storia del Risorgimento presso
persuasiva un latomismo del XVIII° seco- l’Università di Firenze - mostra, in questo
lo che, per mille ragioni, si presenta testo fondamentale per la conoscenza del
campo di studi oltremodo complesso e fenomeno massonico in Italia dall’alba
sfuggente, ma al tempo stesso di rilevanza del “Secolo dei Lumi” alla Rivoluzione
e fascino indubbiamente notevolissimi. francese, come nel Settecento in esso
All’interno di questa piccola rassegna, che coesistessero due anime diverse e appa-
segue il tradizionale ordine cronologico, rentemente antitetiche: quella del razio-
abbiamo inoltre ritenuto opportuno inseri- nalismo di stampo illuministico e quella
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

preromantica derivante dalla tradizione Guerlac, Margaret Candee Jacob s’inter-


spiritualista (ed occultista) medievale. A roga, anche giovandosi di preziose fonti
quell’epoca, in Italia - sostiene l’e- trascurate od obliate, sulla comples-
minente storico - la sità ideologica in cui affonda
Massoneria rappresentò un le proprie radici la nascita
fenomeno d’importazio- dell’Illuminismo in
ne che assunse un Europa, nonché sulle
aspetto o l’altro, a componenti sociali e
seconda che cadesse sugli effetti delle sco-
sotto l’influenza ingle- perte scientifiche.
se, francese o austria- Dall’accuratissima
ca, dato che le logge indagine emerge un
servivano – ove più ove risultato che ogni inter-
meno – ad un certo tipo prete della cultura sette-
di penetrazione politica centesca europea non può
operante dall’esterno, sugli non tenere nel debito conto:
esponenti massonici, che nella accanto all’Illuminismo “tradizio-
società civile erano anche esponenti della nale”, di matrice newtoniana, monarchico,
classe dirigente. L’autore ricostruisce, con sostanzialmente conservatore e moderata-
puntualità e dovizia di fonti documentarie, mente tollerante in ambito religioso, ne
l’azione delle diverse “obbedienze” ope- sussiste un altro di orientamento repubbli-
ranti negli stati italiani nel corso del Siècle cano ed ispirato sia ad un materialismo di
des Lumières, senza peraltro mai perdere derivazione cartesiana, sia al panteismo
di vista la fitta rete di relazioni intercor- tardo rinascimentale di Giordano Bruno.
renti con gli altri stati europei sino alla Margaret Jacob approfondisce proprio
Rivoluzione del 1789, allorquando nume- questa “altra faccia” - meno nota, ma non
rose logge si trasformarono in club giaco- per questo meno influente -
bini. Ma l’’89 è anche l’anno del processo dell’Illuminismo, in cui assumono ruolo di
a Cagliostro, che rappresenta certamente protagonisti numerosi radicali e massoni,
un fatto emblematico del momento di crisi inglesi e fuorusciti francesi, molti dei
generale attraversato dalla Libera quali si rifugiarono in Olanda.
Muratoria in Italia al tramonto di quella Gli inglesi erano, verosimilmente gli
che, per più motivi, deve considerarsi una eredi intellettuali della rivoluzione inglese
delle sue stagioni più intense e gloriose. della metà del secolo, soltanto che, a dif-
ferenza dei moderati, essi stavano dalla
• M.C. JACOB, L’Illuminismo radicale. parte delle sette radicali, cioè con gli
Panteisti, massoni e repubblicani (1981). sconfitti, anziché con i vincitori di quella
Bologna, Il Mulino, 1983. prima grande rivoluzione europea.
Brillante allieva del compianto Henry Diversamente dai newtoniani ortodossi,
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Piccola guida per orientarsi nella storia della Massoneria settecentesca, D. Monda

che consideravano la divinità come una scorge nel lasso di tempo che intercorre
sorta di controllore della natura dall’ester- fra la seconda rivoluzione inglese ed i
no mediante leggi ed agenti spirituali, i primi decenni del Settecento una pluralità
radicali illuministi, già dopo la rivoluzione di matrici ed una dialettica il cui studio è
del 1688-89, si orientarono piuttosto verso fondamentale per meglio com-
una concezione panteistica dell’universo prendere molti dei fenomeni cul-
e, sulla scorta delle teorie bruniane, turali successivi. Prima del gran-
videro nella natura l’unico possibile de Illuminismo europeo, prima di
oggetto di culto e di studio. Essi furono quel clima violentemente anti-cristia-
rappresentati in modo preminente da no seguito al 1750, che dominò
John Toland (1670-1722) [...] che i grandi salotti di Parigi, e
coniò il termine inglese pan- che è rappresentato nel
theist (1705) che fu poi imme- migliore dei modi negli scritti
diatamente assunto dai suoi del barone d’Holbach e dei suoi
congregati nelle Province amici atei, ci fu un illuminismo radi-
Unite. Oltre al ruolo rive- cale. Se ebbe una capitale, questa fu
stito da Toland nella fon- l’Aia e qui, ovviamente, fu strettamente in
dazione della Massoneria contatto con il centro vitale della propa-
europea, attraverso i ganda dell’Illuminismo, le case editrici
manoscritti di Prosper Marchand (1678- olandesi. E non è un caso che oggi si rico-
1756), giovane rifugiato francese all’Aia, nosca la discendenza del panteismo del
sono attestate le affinità massoniche o Système de la Nature del barone
l’appartenenza alla Massoneria di nume- d’Holbach proprio da quello di Toland e
rosi giornalisti ed editori inglesi e france- del milieu olandese; ancora, l’autrice
si, figure quanto mai eterogenee e talora mostra persuasivamente come la storia
bizzarre, ma comunque “fratelli” e fedeli dell’associazione massonica si leghi,
ai propri gran maestri. Questi ed altri ele- almeno per qualche aspetto ideologico e
menti inducono la studiosa a sostenere che per i collegamenti con la rete editoriale
la massoneria del diciottesimo secolo, per olandese, al progetto dell’Encyclopédie di
quanto newtoniana nelle sue sembianze Diderot e d’Alembert.
ufficiali, ospitò molti pensatori radicali.
[...] In politica, i radicali furono repubbli- • CH. JACQ, La Massoneria. Storia e
cani e «politicanti», per usare il loro ter- Iniziazione (1982). Milano, Mursia, 1998.
mine; in filosofia, essi attinsero al mate- L’egittologo e romanziere Christian
rialismo, oppure panteismo, se così si pre- Jacq - autore fra l’altro del fortunatissimo
ferisce chiamarlo; in religione essi arriva- ciclo di romanzi storici dedicato a Ramses
rono pericolosamente vicino, attraverso - racconta in questo testo la storia della
l’influenza della Massoneria, a sfidare le Libera Muratoria dalle più remote origini
chiese istituzionali. La Jacob, in sostanza, sino al Novecento secondo un’ottica ori-
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

ginale, che tende in primis ad interpretare affidabile e coinvolgente, si può leggere


e descrivere diversi simboli massonici un bel saggio (La Massoneria ieri e
fondamentali. Egli presenta comunque la oggi) dell’illustre curatore del volume,
Massoneria seguendo l’ordine cronologi- Alberto Cesare Ambesi, che da anni stu-
co, e suddivide la lunga storia del latomi- dia approfonditamente temi e problemi
smo in tre epoche principali: dalle origini esoterici. Si tratta di un breve ma denso
mitiche alla fine del mondo antico; profilo storico della Massoneria italiana
dall’Alto Medioevo al Settecento; dal che, nella parte sul Settecento, presenta
1717 ai nostri giorni. con particolare efficacia le vicende spes-
Nella sezione dedicata alla Massoneria so avventurose della vita di famosi intel-
moderna, l’autore evidenzia il complesso lettuali ed artisti: da Francesco Saverio
reticolo di rapporti che, nel corso del Geminiani a Tommaso Crudeli e, soprat-
XVIII secolo, viene ad instaurarsi – non tutto, al misterioso ed inquietante princi-
senza contrasti ideologici – tra Inghilterra pe Raimondo di Sangro, l’aristocratico
e Francia. Tratteggia altresì la controver- partenopeo di sterminata ed eclettica cul-
sa figura di Andrew Michael Ramsay, tura che non cessa d’incuriosire ed
scozzese ma discepolo del francese attrarre studiosi ed amateurs.
Fénelon, un uomo che di certo ebbe un
ruolo di primissimo piano nella diffusione • G. VANNONI, Le società segrete dal
della Massoneria in Francia, specialmente Seicento al Novecento. Firenze, Sansoni,
fra i ceti più elevati. Verso la metà del 1985.
Settecento, tra momenti di maggiore e L’autore s’interroga sul significato che
minore tolleranza del fenomeno da parte ancora può avere ogni forma d’iniziazione
dell’autorità, la Massoneria continua ad nella nostra epoca, caratterizzata da una
espandersi a Parigi e in provincia, conte- concezione strettamente quantitativa della
stualmente al diffondersi delle idee illu- natura; Vannoni teme specialmente che le
ministe. Non a caso Montesquieu, di pro- attuali società segrete, abbandonando il
vata fede massonica, auspica che la nobile fine esoterico delle antiche, corrano
Libera Muratoria possa contribuire al rin- il rischio di trasformarsi in meri strumenti
novamento della morale pubblica. di sfruttamento e di violenza. Strutturato
Christian Jacq approfondisce poi - sempre come una serie di brevi saggi e steso in
in uno stile vivace, vario ed avvincente - uno stile piano, accessibilissimo e talora
aspetti inediti della militanza massonica seducente, questo inconsueto excursus,
di numerosi altri personaggi illustri e che va dai Rosacroce a Cagliostro, dalle
d’intellettuali del secolo, sino al lealismo Costituzioni di Anderson al Ku Klux Klan
bonapartista (sembra peraltro che nordamericano, appare tuttavia viziato da
Napoleone non fosse massone) delle non pochi pregiudizi, sovente tendenzioso
logge militari. e - quel che è peggio - assai discutibile
In appendice a quest’opera insieme quanto a rigore scientifico.
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Piccola guida per orientarsi nella storia della Massoneria settecentesca, D. Monda

• V. FERRONE, I profeti dell’Illuminismo. za di questi ed altri (per esempio, il cala-


Le metamorfosi della ragione nel tardo brese Antonio Jerocades) “protagonisti”,
Settecento italiano. Roma-Bari, Laterza, il modernista dedica parecchio spazio
1989. nella seconda
Ineccepibile dal punto di vista parte dell’opera
metodologico, scritto in una prosa (capp. IV-IX), deli-
accuratissima e di rara intensità stilistica neando scenari storici,
che, oggi più che mai, è rara avis fra gli orientamenti di pen-
“specialisti”, e - soprattutto - denso di siero e ritratti di finez-
risultati e stimoli assolutamente origina- za non comune, for-
li, questo volume di Vincenzo Ferrone – mulando acute ipotesi
apprezzato docente e stimato studioso, e pervenendo a risul-
ben noto a livello internazionale per i tati sempre degni della
suoi lavori – rappresenta davvero una massima attenzione.
pietra miliare non solo nella storiografia Ancora, presentan-
sul latomismo del nostro paese ma, più in do Raimondo di
generale, in quella sulla cultura del Sangro nel contesto di
Settecento tout court. una Napoli settecente-
I limiti della ragione dell’Illuminismo sca quanto mai vitale ed irrequieta non
“tradizionale”, la iettatura, la fisiognomi- solo a livello culturale, il Ferrone espone
ca, il mesmerismo, la rabdomanzia e la alcune eloquenti considerazioni di meto-
riflessione politico-sociale che precede la do, che dovrebbero fare riflettere, tra l’al-
tragica rivoluzione napoletana del ’99 tro, su quel valore insieme sommo e fra-
sono soltanto alcuni dei molti temi e pro- gile che è l’onestà intellettuale; ci sia con-
blemi affrontati in maniera tanto brillante sentito, comunque, trascrivere il seguente
quanto meticolosa dal Ferrone, che utiliz- passaggio: Per troppo tempo si è eluso
za costantemente, peraltro, la sua prodi- l’arduo problema storico di valutare sino
giosa cultura europea per interpretare quel in fondo i caratteri e la dimensione del
grande Settecento partenopeo che costi- fenomeno massonico, cercando di com-
tuisce indubbiamente il cuore pulsante del prendere quanto abbia inciso la
libro. Fra l’altro, tale straordinario milieu Fratellanza nell’esperienza intellettuale
fu - con ogni probabilità - il più attivo e dei grandi protagonisti dell’illuminismo
vivace nell’Italia del ’700 dal punto di partenopeo. Si è preferito in generale sot-
vista latomistico: basti soltanto rammen- tolineare l’esiguità del numero degli ade-
tare grandi iniziati napoletani quali renti alle varie logge (poche centinaia), la
Raimondo di Sangro principe di San dimensione estrinsecamente e banalmen-
Severo, Francescantonio Grimaldi, te rituale di quella comunità, l’adesione
Francesco Mario Pagano e Gaetano superficiale da parte di molti protagonisti
Filangieri. Alla riflessione e alla militan- alle mode del tempo. [...] Solo recente-
HIRAM
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⋅ 56 ⋅
FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

mente si è presa coscienza della zione socio-politica che portò alla


grande importanza di questo formazione degli Stati
tema ai fini di una corret- Uniti d’America, i quali
ta comprensione della incarnarono, secondo
cultura del XVIII l’originale (e con-
secolo. In partico- troversa) tesi degli
lare, è risultato autori, una sorta
evidente il rilievo di vera e propria
di queste ricer- “Repubblica
che nello studio massonica”.
delle vicende del
Mezzogiorno. La • M.C. JACOB,
pressoché totale Massoneria illu-
identificazione – a minata. Politica e
parte poche eccezioni cultura nell’Europa
– tra il mondo dei lumi del Settecento (1991).
e la Fratellanza ha infatti Torino, Einaudi, 1995.
posto la ricerca di fronte a scel- In quest’altra autentica
te ineludibili per analizzare efficacemen- “colonna portante” nella storia del lato-
te la cultura napoletana nell’età di mismo settecentesco, Margaret Jacob,
Filangieri. avvalendosi spesso - ancora una volta - di
fonti tanto decisive quanto trascurate,
• M. BAIGENT - R. LEIGH, Il Tempio e la analizza le funzioni via via svolte in
Loggia. Origini e storia della Massoneria ambito europeo dalle logge massoniche
(1989). Roma, Newton & Compton, 1998. settecentesche. Sulla base dei principî
Si tratta di un appassionante studio stori- costituzionali allora vigenti in Inghilterra
co che fa risalire le origini della Massoneria (elezione, rappresentanza, maggioranza,
alla fuga dei Templari, dopo il 1309, opposizione etc.), anche nelle logge euro-
dall’Europa in Scozia, dove essi cercarono pee vengono a costituirsi delle vere e pro-
la protezione di Robert Bruce e legarono la prie “scuole” di governo costituzionale,
propria causa a quella degli Stuart. per quella sfera pubblica borghese deri-
Gli autori analizzano altresì gli sviluppi vata, per dirla con Jürgen Habermas,
successivi della Massoneria, con partico- dalla famiglia borghese e dalla pratica
lare attenzione alle vicende del XVIII del commercio, la cui comparsa viene
secolo, quando l’organizzazione libero- fatta risalire dalla valentissima massono-
muratoria contribuì efficacemente, in loga agli ultimi anni del XVII secolo,
Gran Bretagna e non solo, alla diffusione ossia all’epoca immediatamente succes-
di valori quali tolleranza e progresso. Tale siva alla seconda rivoluzione inglese.
influsso è ancor più evidente nell’evolu- Le prescrizioni etiche che ne discesero
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Piccola guida per orientarsi nella storia della Massoneria settecentesca, D. Monda

divennero pure uno stile di vita. Grande modernista, che da


Tali aspetti progressisti sono decenni indaga magistralmen-
riscontrabili, a suo parere, te la storia culturale del
non solo in Inghilterra, ma Settecento europeo,
altesì in Francia e, sia pure Giuseppe Giarrizzo è autore,
in misura diversa, nel resto inter alia, di questo ampio,
dell’Europa: si tratta di quel imprescindibile saggio
filone dell’Illuminismo sulla cultura massonica
che mostra in maniera più europea del “Secolo dei
spiccata la propria connota- Lumi”, che ne illustra
zione sociale e politica. soprattutto la varietà e (tal-
Organizzando sagacemente - volta) la frammentarietà di
come s’accennava - un cospi- sistemi e di riti.
cuo patrimonio di dati e docu- La sua puntuale indagine
menti sino ad ora pressoché su un’epoca quanto mai
ignorati, l’autrice giunge così a complessa, proteiforme ed
concludere che la Massoneria inquieta tende inoltre a
contribuì alla trasmissione e alla concre- mostrare come “Lumi” e Massoneria
ta strutturazione dell’illuminismo, e tra- siano il prodotto della stessa società e
dusse i lessici culturali dei suoi apparte- della stessa cultura, e come tali abbiano
nenti in un’esperienza comune e condivi- subìto un analogo destino nel corso del
sa che fu civile e, pertanto, politica. [...] secolo. Alla società settecentesca, - osser-
Nelle logge confluirono e si mescolarono va il Giarrizzo - agli stessi Lumi la masso-
il discorso civico e illuminato; antiche neria ha dato un modello elaborato di
parole come uguaglianza e fratellanza sociabilità: la loggia, che è uno spazio
acquisirono nuovo significato, col quale, fisico e ideale di fraternità e di agape, in
nel 1789, l’intero Occidente si familiariz- cui si è ammessi ai misteri e ad un rito
zò in breve tempo. capace di comunicarne i significati; un
In questo studio esemplare, che svilup- modo certo singolare di accedere a valo-
pa e approfondisce anche talune tesi già ri e a idee sentiti come di appartenenza
sostenute dall’autrice in ricerche prece- privilegiata, e che hanno consentito un’a-
denti, viene dunque ribadita la centralità desione anche emotiva a concetti fonda-
del ruolo avuto dalle associazioni masso- mentali dei Lumi, ed in genere della
niche europee nel corso del serrato dibat- moderna società tendenzialmente demo-
tito ideologico del XVIII secolo. cratica, attraverso l’egalitarismo e la
meritocrazia. D’altra parte, Illuminismo
• G. GIARRIZZO, Massoneria e illumini- ed anti-Illuminismo convivono nelle
smo nell’Europa del Settecento. Venezia, logge settecentesche con una dialettica
Marsilio, 1994. non dissimile da quella che si attiva nel
HIRAM
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

resto della società e delle sue aggregazio- l’opera, stesa secondo un dichiarato
ni, e le conflittualità interne alla Libera intento divulgativo, sono forse da ricer-
Muratoria diverranno poi cause decisive carsi nei felici “ritratti” di alcuni illustri
della terribile crisi globale di fine secolo. “fratelli” settecenteschi (pensiamo in
L’opera si chiude con un convincente, uti- special modo a quelli di Tommaso
lissimo capitolo di riflessioni metodologi- Crudeli, di Giacomo Casanova e di
che e storiografiche tout court. Cagliostro), nonché nell’analisi dei rap-
porti della Massoneria con la Chiesa e le
• E. NASSI, La Massoneria italiana. monarchie assolute del XVIII secolo.
Storia e segreti (1994). Roma, Newton &
Compton, 2002. • N.M. DI LUCA, La Massoneria. Storia,
L’autore - giornalista e brillante com- miti e riti. Roma, ATANOR, 2000.
mentatore politico che collabora con L’autore manifesta sin dall’introduzio-
diversi quotidiani - racconta in maniera ne un intento squisitamente storico e filo-
gustosamente divulgativa gli aspetti più logico, e descrive con precisione ed abili-
fascinosi ed intriganti del fenomeno mas- tà narrativa notevoli il percorso evolutivo
sonico, concentrandosi in special modo su della Massoneria speculativa moderna,
quello ch’egli stesso definisce il “mosaico ovverosia della Massoneria ortodossa non
italiano”. Si tratta di un profilo lieve e esoterica e “umanista-liberale”: in verità,
vivido, non privo di serie basi documenta- le pagine che delineano la storia della
rie e corredato da utili apparati (diziona- Libera Muratoria dal 1717 (anno indicati-
rietto, bibliografia ragionata, etc.), che ci vo della sua nascita) al 1812 (data in cui
sembra adatto in special modo al neofita fu costituita la Gran Loggia Unita
che desideri farsi rapidamente un’idea dei d’Inghilterra) sono, a nostro avviso, le più
primi duecentocinquant’anni della vita felici dell’opera. Stesa in una prosa scor-
della Massoneria nel nostro paese. revole, accattivante e di chiarezza cristal-
lina, essa costituisce inoltre una piacevole
• R. GERVASO, I fratelli maledetti. Storia lettura. Anche se non est hic locus, desi-
della massoneria. Milano, Bompiani, deriamo comunque segnalare pure le parti
1996. relative all’epoca contemporanea, giacché
La storia della Massoneria che Roberto rivelano un’ottima capacità di sintesi,
Gervaso presenta in questo volume ha il accuratezza e moderazione.
pregio, pur non mancando di una solida e
meditata documentazione, di farsi leggere • G.M. CAZZANIGA, La religione dei
come un romanzo. Il celeberrimo scrittore moderni (1999). Pisa, ETS, 2001.
utilizza una grande varietà di fatti e fatte- Gian Mario Cazzaniga - il massimo
relli inserendoli in un ritmo narrativo studioso italiano della Massoneria nel
incalzante e talora davvero avvincente. Settecento e nel primo Ottocento, che per
Ma le peculiarità più interessanti del- lunghi anni ha sondato in maniera instan-
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Piccola guida per orientarsi nella storia della Massoneria settecentesca, D. Monda

cabile e innovativa la storia moderna del- deriva infatti da religare, ossia “unire”.
l’universo latomistico - mostra perspica- Quanto alle religioni confessionali, la
cemente, in questo grande libro, come le Massoneria nasce come “metareligione
logge del Settecento e del primo che non nega l’esistenza delle confessioni
Ottocento abbiano rappresentato in cui la maggior parte dei Massoni stes-
un inesauribile “laboratorio” di si si riconoscono, ma vuole essere una
nuove forme del vivere asso- sede in cui gli uomini di buona volontà
ciato e di tutti gli elementi possano parlare, possano dia-
ideologici costitutivi della logare. Aggiunge
modernità occidentale; sotto- quindi che, a
linea inoltre con energia il suo parere, le
cospicuo contributo fornito radici filosofiche
dalle logge europee ai pro- della Massoneria settecentesca, conside-
cessi di costruzione delle rata come una sorta di “laboratorio” o di
identità collettive e della “officina”, sono da considerarsi neoclas-
forma politica dello siche e neostoiche, all’interno di una cri-
Stato-Nazione. stianità non confessionale; invece, circa la
La “religione dei vexata quaestio dei rapporti fra
moderni”, ossia la politi- Massoneria ed Illuminismo, lo studioso si
ca, è fondata su forme asso- dichiara convinto che i due grandi feno-
ciative originali, i partiti politici di massa meni in parte abbiano interagito ed in
e le unioni sindacali, costruite mediante parte si siano identificati, in quanto
rituali di fratellanza artificiale, simbolo- entrambi sono stati dei veri e propri labo-
gie e liturgie identitarie, la cui ripetizione ratori fondanti della politica dei moderni.
produce appartenenza, sviluppando un Nel prosieguo del dialogo, il Cazzaniga
comune sentire e comuni pratiche di vita. viene invitato ad esprimersi su problemi
E se le crepe nella sovranità degli stati forti ed inquietanti, quali, per esempio,
nazionali mettono in crisi i partiti politici quello che può e potrà essere il ruolo, o
e i sindacati, la transizione in atto, lungi l’impatto, degli ideali massonici nel
dall’essere una negazione dei princìpi mondo globalizzato e nelle nuove realtà
costitutivi della modernità, è in realtà multiculturali. Lo studioso, a questo pro-
un’affermazione radicale di essa. posito, rileva una contraddizione vistosa:
In un’eloquente intervista apparsa su se è vero che la Massoneria ha avuto, nel-
Hiram nel 2000, l’autore de La religione l’epoca contemporanea, un ruolo cultura-
dei moderni precisa immediatamente il le sostanzialmente modesto, è altrettanto
significato e le ragioni del titolo della sua vero – ed è sotto gli occhi di tutti - che
opera: la “religione dei moderni” è la molto di quello che succede oggi nelle
politica dei moderni, che si concretizza organizzazioni internazionali sembra
nella democrazia rappresentativa fondata essere in qualche modo un realizzarsi del
sui partiti di massa. Il termine “religione” programma massonico settecentesco.
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

e delle sue profonde trasformazioni, dal


• A. TRAMPUS, La Massoneria nell’età Seicento sino alla fine del XVIII secolo.
moderna. Roma-Bari, [...] Le logge si presen-
Laterza, 2001. tavano come uno spa-
In questo volumet- zio tendenzialmente
to agile ed elegante, libero e privo di conte-
Antonio Trampus – docente di Storia nuti prestabiliti, nel quale interagiva-
dell’Europa e di Storia dell’Età no, si confrontavano e si avvicendava-
dell’Illuminismo presso l’Università no nel tempo interessi e proposte cultu-
Ca’ Foscari di Venezia, nonché autore rali spesso molto diversi tra loro.
d’importanti lavori sulla cultura del Di valore e utilità davvero non
Settecento italiano ed europeo - offre comuni ci paiono poi le pagine della
al lettore un ottimo “panorama” di tutti “Conclusione”, che forniscono un
i principali snodi della storia della bilancio tanto breve quanto ponderato
Libera Muratoria in età moderna, e dei principali approdi della storiografia
ben ricostruisce la vita delle logge e contemporanea consacrata all’universo
dei “fratelli” in quel Settecento che li liberomuratorio, alle sue complesse
vide costantemente coinvolti – in origini ed alle sue innumerevoli ed ete-
maniera, ça va sans dire, ora più ora rogenee - ma quasi sempre rilevanti -
meno vistosa ed incisiva - nel dibattito manifestazioni nel divenire della storia
politico, sociale e culturale europeo. La e delle idee: vi sono posti, naturalmente,
massoneria in età moderna – afferma fra in primo piano gli studi e le considerazio-
l’altro lo storiografo, sintetizzando effica- ni di F.A. Yates e di M.C. Jacob, di R.
cemente talune sue idee fondamentali Koselleck e di J. Habermas, senza dimen-
circa la “protagonista” del libro - è stata ticare le magistrali ricerche di storiografi
anzitutto un fenomeno culturale, che italiani “di razza” quali C. Francovich, G.
ancora oggi permette di fornire un qua- Giarrizzo, A.A. Mola ed altri ancora.
dro rappresentativo della società europea
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Il conte Henry de Boulainvilliers


tra spinozismo e astrologia

di Aurelia Delfino
Scuola di Alti Studi di Modena

Henry de Boulainvilliers is rightly considered the most important French interpreter


of Spinoza’s thought in the XVIIIth century. A lot of documents demonstrate that a
number of great scholars, such as Voltaire or Diderot, did not directly read Spinoza’s
Opera Posthuma; what they knew simply was the Essai de métaphysique by
Boulainvilliers, a text entirely based on Spinoza’s philosophy. During a long century,
and till the so called German Spinoza Renaissance (in the 19th century), image and
thought of the Dutch philosopher commonly created scandal. The only allowed way
of publicly speaking or writing about Spinoza seemed to be the refutation. But, trying
to escape French censorship, the so called clandestine literature grew up. The great
part of Boulainvilliers’ works about Spinoza followed this destiny. In the early
Eighteen century Boulainvilliers was the leader of an intellectual group called
Coterie Boulainvilliers. The little society meetings were animated by great argu-
ments dealing with chronology, history and new philosophy. A great number of
Boulainvilliers’ friends wrote about Spinoza. But the most important thing, accor-
ding to me, is that the Count, like any good interpreter, did not give a neutral ver-
sion of Spinoza’s thought. Moving from the great influence of Boulainvilliers’ works,
a good task is to make the particular character of his interpretation clear. The pre-
sent essay is not able to deal with the entire question in its complexity; but it gives a
main idea. Far from the most diffused model of new rationalism, Boulainvilliers had
a deep passion for astrology. He considered it as a science, simply needing a new
rigour. So my task is to show the importance of astrology in Boulainvilliers’ interpre-
tation of Spinoza. On the one side Spinoza’s philosophy represented a possibility to
set a system free from superstition (what Boulainvilliers meant to do in order to
rehabilitate astrology), on the other Spinoza’s though offered a conception of the uni-
verse so closed to astrological idea of a living cosmos.

a ricca monografia di Diego solo ora di valutare a pieno. L’autore per-

L Venturino su Henry de
Boulainvilliers ha tra gli altri,
innumerevoli, un pregio che mi capita
donerà la delusione, ma ho in mente la
riproduzione del ritratto del giovane
Boulainvilliers che viene offerta prima
HIRAM
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

dell’introduzione1. E’ un conte di se del tempo. Scrivendo l’elogio fune-


Saint-Saire diciottenne, acco- bre di Fréret, longevo segretario
modato nella posa del dell’Académie, Jean-Pierre de
modello Luigi XIV, Bougainville dà una prezio-
cui i lunghi boccoli sa indicazione su questi
neri sottolineano lo appuntamenti chez
sguardo orgoglioso Boulainvilliers:
e allo stesso tempo
vago. Al centro di En 1707, quelques mem-
un piccolo universo bres de l’Académie des
familiare, il ragazzo Inscriptions et Belles-
Lettres, ne se trouvant pas
porta la fiera eredità di
assez libres au sein de la
una stirpe, la indossa compagnie pour se communi-
nell’abito militare che parla quer leurs idées, prirent l’habitu-
di una gloria che non conoscerà, de de se réunir chez un haut personna-
almeno non attraverso le armi. ge et d’y discuter les points les plus diffi-
Diversi anni più tardi il conte di ciles de l’histoire ecclésiatique et civile,
Saint-Saire è al centro di un’altra, de la chronologie et de la géographie.
diversa corte di letterati che negli studi (Fréret 1825: IX)
contemporanei è invalso designare come
“Coterie Boulainvilliers”2. Chi, nel pano- Affresco più appassionato, ma ben
rama della letteratura clandestina di lingua poco legato alla verità del piccolo fatto
francese prodotta tra la fine del Seicento e storico di quei convegni è poi quello che
l’inizio del Settecento, volesse soffermar- emerge dai dialoghi di Voltaire ne La
si sulla fortuna della figura e del pensiero cena del conte di Boulainvilliers3.
di Baruch Spinoza troverebbe come autori Avvolte in qualche mistero, o forse solo
di alcuni testi da tenere in considerazione rese oscure dalla mancanza di documenti,
diversi personaggi che convengono alle queste riunioni, tra seme di società mas-
riunioni del conte. Si tratta ad esempio di sonica e circolo filosofico-letterario,
Jean-Baptiste de Miradaud, César richiamano diverse cariche della vita cul-
Chesneau du Marsais e di Nicolas Fréret, turale francese, attratte da quella libertà
autori dei quali, questo breve studio è che altrove non era di casa.
costretto a trascurare le opere, ma non il Con una brillante definizione Paul
ruolo nella Coterie e nella società france- Vernière ha dato la misura dell’influenza

1 Si veda Venturino 1993: VIII.


2 E’ lo studioso inglese I.O. Wade, nel 1938, a coniare la definizione. Cfr. Wade 1938: 101.
3 Cfr. tr. it. a cura di R. Vitiello, Roma, Editori Riuniti, 1984.
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Il conte Henry de Boulainvilliers tra spinozismo e astrologia, A. Delfino

esercitata dalla lettura che Boulainvilliers accede a un universo già costituito e allo
ha offerto del pensiero di Spinoza. stesso tempo si trova al suo centro con
L’Essai del conte sera le bréviaire du spi- l’onere di ri-narrarlo e reinterpretarlo, ben
nozisme au XVIIIe siècle; il dispensera rappresenta l’uomo che coltiverà l’astro-
bien souvent Voltaire et Diderot de recou- logia e che riceverà quasi istintivamente il
rir au texte latin4. Ma senza trapassare gli senso dello spinoziano deus sive natura.
anni, i primi lettori e commentatori del Alla fine del Seicento l’astrologia
prezioso breviario si possono senza dub- occupa un posto ormai secondario nella
bio identificare nei membri della Coterie. cultura francese; a sottolinearlo dando
L’interpretazione cui il conte sottopone il affondo alla critica razionalistica ci aveva
sistema spinoziano ha dei luoghi peculia- badato, nel 1683, il brillante Pierre Bayle
ri. Se perdonerà la lunga introduzione, è delle Pensées diverses à l’occasion de la
proprio all’esposizione di alcuni di questi Comète. In alcuni luoghi, anche il nostro
luoghi che il lettore mi concederà di Boulainvilliers non si sottrae alla simpati-
accompagnarlo. Ma prima di giungere ca minimizzazione di questa sapienza,
alla breve analisi, il percorso tornerà fuga- descrivendola come qualcosa che trouve
cemente al ritratto di quel diciottenne. des approbateurs et elle donne des
Nel pensare i luoghi della “distanza” entrées favorables chez les dames (de
tra Spinoza e il suo interprete Boulainviller 1975: 268). Tuttavia la con-
Boulainvilliers mi sono sino ad oggi tro- sistente produzione del conte su questo
vata a usare, quasi automaticamente, ter- tema parla di un atteggiamento ben diffe-
mini come “fraintendimento” se non “rot- rente. Essa è sì animata dall’intento di
tura”. In un istante particolare, la cui riformare profondamente il suo oggetto,
rievocazione mi trovo, mio malgrado, a soprattutto per metterlo al riparo proprio
imporre a chi legge, proprio il ritratto dalle critiche del razionalismo, ma con
offerto da Venturino ha suggerito come ciò indica esplicitamente un compito che
nuovo compito l’idea di misurare il senso conferisce all’astrologia una centralità a
di questa “distanza” attraverso la passione tratti sorprendente.
di Boulainvilliers per l’astrologia. Il Per lo storico delle idee, la dedizione di
ragazzo che attraverso la nobile nascita Boulainvilliers nei confronti dell’astrolo-

4 Vernière 1982: 322. La definizione si riferisce all’opera citata di Boulainvilliers del 1731,
cioè l’Essai de Métaphysique dans les principes de B... de Sp..., (d’ora in poi semplicemente Essai).
Vernière fornisce inoltre un elenco dei passi dell’opera di Voltaire che citano l’Essai (cfr. op. cit., p.
515n). Il resoconto è accompagnato da un’aperta dichiarazione: Évidemment, comme la plupart des
contemporains, Voltaire ne lit pas l’Éthique dans le texte: les Opera Posthuma lui sont inconnus et
jamais il ne citera la corrispondance ou le traité De emendatione intellectus. Tout ce dont il dispose,
c’est de la paraphrase banale et incomplète du comte de Boulainviller éditée à Bruxelles en 1731 par
l’abbé Lenglet-Dufresnoy: il y voit une traducion loyale et même les propres paroles de Spinoza.
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

gia (come quella che sta dietro testi quali sati. In un apparentemente curioso acco-
l’Harmonices mundi di Keplero) potrebbe stamento di storia e astrologia il nostro
di per sé costituire una ragione di interes- autore riscopre l’interesse per lo studio di
se, poiché rappresenta e dimostra la persi- quegli strumenti simples et naturels, choi-
stenza del paradigma astrolo- sis par la Providence éter-
gico in un periodo che si nelle, pour l’accomplis-
estende ben al di là di sement de ses desseins,
quello rinascimentale. et pour triompher des
Posta questa consta- vains projets de la
tazione il motivo del politique humaine
nostro interesse risie- (de Boulainvilliers
de anche nel fatto 1947: 4). Da parte
che, nel pensiero del sua, per trionfare
conte di Saint-Saire, invece dei tentativi
l’astrologia non con cui il razionali-
appare legata a una smo discredita que-
filosofia della natura sta sapienza, il nostro
di derivazione neopla- autore propone prima
tonica ed ermetica5, bensì di tutto l’abbandono
a uno sfondo teorico che, delle idee superstiziose
come proviamo a mostrare, alle quali l’astrologia si
cerca nel sistema spinoziano un trova, suo malgrado, legata pro-
nuovo punto di riferimento fondamentale. prio nel suo avere a che fare con la spe-
L’importanza dell’astrologia per ranza e il timore degli uomini che guarda-
Boulainvilliers sta nel fatto che essa rap- no all’avvenire6. Si tratta di una constata-
presenta un paradigma atto a ricostruire zione che già mette in comunicazione il
l’ordine necessario degli avvenimenti del testo di Boulainvilliers con la spiegazione
mondo naturale e umano. Si tratta di una spinoziana sull’origine della superstizio-
concezione originale e che sorprende ne7, ma con l’intento di passare ad analiz-
soprattutto nel momento in cui pone il ter- zare da vicino l’interpretazione che il
reno proprio di questo sapere non nella conte fornisce dell’Ethica di Spinoza
previsione del futuro, ma nella compren- offriamo ancora l’esposizione del terzo
sione delle cause degli avvenimenti pas- punto della riforma dell’astrologia che

5 Per uno studio di questo legame riguardato, in altra produzione, come tradizionale si posso-
no ad esempio vedere i lavori di Garin (1955: 7-19 e 1957).
6 Così le parole di Boulainvilliers (1974: 101): éloigner toutes les idées superstitieuses, mal
convenantes à la nature, ou qui sont le fruit manifeste de l’inquiétude des hommes avides de l’avenir.
7 Cfr. Spinoza 1980: 1-2.
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Il conte Henry de Boulainvilliers tra spinozismo e astrologia, A. Delfino

proprio a quella sem- all’uscita degli Opera


bra indirettamente Posthuma che conten-
pensare. Dopo aver gono l’Ethica (1677) e
nominato un illustre per un lungo secolo a
predecessore nello seguire, l’unica formula
studio dell’astrolo- che la cultura ufficiale
gia, Tolomeo, concede a chi voglia
Boulainvilliers pare trattare di Spinoza è
voler chiudere la par- quello della confutazio-
tita con il passato, ne. Tra le altre, vere
dichiarando la neces- confutazioni, anche
sità di profiter de l’Essai del conte cono-
toutes les découvertes modernes, qui peu- sce la profonda falsificazione del suo tito-
vent utilement servir à dissiper les incer- lo e della sua natura, nell’unica apparenza
titutes dont les anciens ne se pouvaient che permetta al tempo la pubblicazione,
dégager qu’à force de supposition (de nel modello cioè di una Réfutation des
Boulainvilliers 1947: 101)8. Che tra le erreurs de Benoît de Spinosa (Bruxelles,
diverse proposte delle découvertes 1731)9. Quello del confronto puntuale con
modernes la scelta di Boulainvilliers sia Spinoza è un lavoro che il nostro autore
ricaduta prepotentemente sulla particolare secglie di compiere, che al di là del risul-
novità del sistema spinoziano, così leggi- tato letterario crea attorno a sé l’interesse
bile in relazione alla sapientia veterum e l’impegno della Coterie e al secolo con-
del naturalismo antico, è in qualche modo segna il bréviaire felicemente battezzato
detto dall’interesse stesso che il conte da Vernière. In questo testo la traccia del
dimostra per la serie dei “difficili” testi paradigma dell’astronomia si rivela per
del filosofo di Amsterdam. Le opere spi- noi più in ciò che Boulainvilliers non dice,
noziane sono “difficili” per diverse ragio- piuttosto che nella trama delle osservazio-
ni, alcune di carattere oggettivo (la com- ni esplicite. Parliamo di un non detto che
plessa architettura geometrica dà il suo segno nella ricezione della dottri-
dell’Ethica), altre legate alla fama d’em- na della sostanza unica, dei suoi attributi e
pietà e allo scandalo che il pensiero di nella grande espulsione dall’Essai di uno
Spinoza suscita. Dall’apparizione anoni- dei più chiari obiettivi polemici di
ma del Trattato teologico-politico (1670) Spinoza: il dualismo cartesiano.

8 Cfr. Ibidem per la menzione di Tolomeo.


9 Il fatto che l’Essai non si possa in alcun modo intendere come una confutazione del pensie-
ro spinoziano si fa evidente sin dal primo approccio con il contenuto dell’opera. Per una riconferma di
questa certezza, supportata dall’analisi dei toni d’esordio dell’Essai si può vedere ancora lo studio di
Vernière (1982: 322-323).
HIRAM
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

In primo luogo l’Essai si discosta Mais comme je ne pourrais pas raisonner


dall’Ethica nel procedi- sur cette propriété, la concevant attachée
mento per giungere à certains sujets et dépendante d’eux,
all’idea di sostanza sans les connaître eux-mêmes
auparavant [...], je change la
unica. Nel testo di
forme de mon idée, et au lieu de
Boulainvilliers la m’arrêter à l’existence comme
deduzione di questo con- simple propriété, je fais effort pour con-
cetto ha un incipit di deriva- cevoir une idée universelle qui embrasse
zione cartesiana. Il nostro autore prende le tout ce qui existe, et je forme ainsi celle
mosse da quella che definisce la prima de l’Etre pris abstraitement, sans atten-
delle conoscenze umane: la convinzione tion à aucune chose particulière, non pas
che abbiamo della nostra esistenza, même à ma propre existence, qui viendra
accompagnata dal sentimento espresso dans son rang avec celle des autres.
(de Boulainvilliers 1973: 88)
dall’assioma je pense, donc je suis o je
suis pensant10. Questo sentimento costi- A questo punto, a partire dalla sola idea
tuisce già per l’uomo uno strumento di di essere preso astrattamente, si passa
conoscenza del mondo che lo circonda. immediatamente ad identificare un ente
Egli è infatti in grado di percepire la pre- che la rappresenti12. L’operazione si com-
senza di questa facoltà negli altri pensanti pie in forza dell’argomento secondo cui
e di distinguere così i viventi dai non l’idea dell’essere assoluto implica neces-
viventi11. Attraverso questa sorta d’inven- sariamente la sua esistenza. Così:
tario del reale, l’autore si ritiene in grado
di fissare la proprietà più semplice e gene- La première [la prima proprietà] que j’y
rale di tutto ciò che sussiste: l’esistenza. découvre est la nécessité de son existen-
Le esigenze della ragione impongono poi ce: car l’Etre ne serait point l’Etre s’il
il passaggio all’idea universale di essere. n’existait pas.
(de Boulainvilliers 1973: 88)

10 Contre lequel je ne crois pas que l’on puisse raisonnablement fomer d’incident, sous le pré-
texte de la forme de l’argumentation qui y est contenue, parce que son sujet est une notion indubita-
ble, de Boulainvilliers (1973: 87).
11 Or mon sentiment, qui me prouve ma propre existence, me fait connaître avec la même certi-
tude celle de plusieurs autres choses. Je ne suis pas le seul homme qui pense; j’en vois plusieurs autres
qui pensent [...]. Je trouve la même propriété [il sentimento] en plusieurs sujets, outre les hommes. Peut-
être même que leur sentiment est accompagné de pensée; du moins paraît-il qu’ils ont une voix pour
l’exprimer. Mais leur expression ne m’est pas entièrement intelligible. [...] Enfin, je ne suis pas le seul
être qui ait de l’extension; je vois des corps étendus comme je le suis moi-même, mais ces corps ne para-
issent avoir aucun sentiment, ce qui me fait conclure qu’ils n’ont point aussi de pensée. Ibidem.
12 In questo modo di procedere, alcuni studiosi hanno individuato una traccia dell’influenza di
Malebranche. J. Deprun (1990: 30) sottolinea così le affinità lessicali tra i due: Être en général [...] Être
abstrait et général, Être absolument général, Être absolu et général [...] Quant aux expressions précé-
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Il conte Henry de Boulainvilliers tra spinozismo e astrologia, A. Delfino

L’essere particolare si riduce ad ente molteplicità particolare raggiunge la cer-


che non esiste necessariamente, cioè che tezza dell’esistenza dell’essere assoluto.
non ha in sé la causa della propria esisten- A questo punto si fa necessaria una
za. Nel riferire questa differenza qualitati- precisazione che chiarisca la portata del
va, il nostro autore propone una distinzio- modello di conoscenza del reale che
ne dell’approccio gnoseologico alle due Boulainvilleirs, pur guardando al sistema
forme dell’essere che merita attenzione. spinoziano, tiene a riferimento. L’Ethica
Con la ragione, si sostiene, l’uomo stabilisce l’esistenza di un’infinità di attri-
apprende che esiste un essere buti divini che l’uomo non può
assoluto e necessario, ma è apprendere, poiché la sua
attraverso il sentimento che conoscenza accede unica-
egli si convince dell’esistenza mente ai due caratteri dell’e-
dei particolari13. Nel rapporto con il stensione e del pensiero. D’altra
mondo sensibile, l’uomo sembra dun- parte, secondo Spinoza, ogni idea ade-
que intimamente legato alla guida guata implica la conoscenza adeguata
privilegiata del sentimento. di Dio. Quest’ultima, come il filoso-
L’essere assoluto viene poi fo olandese chiarisce, è perfetta-
identificato con la sostanza mente alla portata della ragione
come ciò che esiste in sé e per umana; dal che si deve conclude-
sé. Il passo successivo consi- re che il concetto della conoscen-
ste nell’esposizione degli za adeguata non si esprime attra-
attributi della sostanza. Solo dopo aver verso l’idea dell’esaustività, ma attraver-
dimostrato la verità degli attributi, so quella della correttezza (o appunto ade-
Boulainvilliers procede a identificare guatezza). Boulainvilliers sembra invece
l’essere assoluto con Dio. Lungi dal muo- rifarsi ad un ideale della completezza, in
vere, come Spinoza, dall’idea adeguata rapporto alla quale anche la chiara cono-
della divinità, il percorso dell’Essai ha scenza di due attributi si mostra insuffi-
dunque un carattere induttivo, che dalla ciente. Sperando di non essere spinti da

demment citées, elles ne sont pas spinozistes, mais malebranchistes. Stefano Brogi (1993: 162-163) si
esprime in questi termini: Tutta questa argomentazione iniziale dell’Essay risente fortemente dell’in-
fluenza di Malebranche, di cui è nota la tendenza ad identificare l’idea di Dio con l’idea dell’Essere in
generale (l’Essere senza restrizioni), a cui appartiene necessariamente di esistere. Da parte nostra, come
questo intero articolo intende pacatamente proporre, riteniamo che, soprattutto attravreso le considera-
zioni sugli attributi di questo essere, sia di estremo interesse guardare al carattere di totalità, al modello
del grand tout che esso rappresenta. Un modello che, vista la consuetudine di Boulainvilliers con l’a-
strologia, potrebbe aver inciso direttamente forse più del confronto con i citati grandi autori coevi.
13 Je suis donc convaincu par raison qu’il y a un Etre absolu et nécessaire, et par sentiment qu’il
y en a plusieurs particuliers qui ne sont ni absolus, ni nécessaires [...], de Boulainvilliers (1973: 88-89).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

una mera sugge- quali si rende chiara l’esisten-


stione vivificata za di una sola sostanza.
dalla riscoperta Inizialmente vengono
dell’interesse riconosciuti come attributi o
astrologico del proprietà l’estensione e il
conte, propo- pensiero16. Boulainvilliers
niamo di con- sottolinea la difficoltà del-
siderare il fatto l’uomo nel formarsi un’i-
che un autore impegnato dea giusta dell’essere assoluto, ma il
nella ricerca delle qualità monito introduce nuovamente l’esigenza
occulte, delle simpatie che di allontanarsi dalla dimensione del parti-
intrecciano gli elementi della natura, colare per cogliere le proprietà generali
avrebbe difficilmente accettato la pene- della sostanza:
trante sintesi spinoziana del reale conosci-
bile all’uomo nei due soli aspetti dell’e- Je commence ainsi a reconnaître que la
stensione e del pensiero14. difficulté de former une idée juste de cet
L’esposizione degli attributi della Etre ne vient pas de quelque inévidence,
mais de la disproportion de sa nature et
sostanza compiuta da Boulainvilliers
de la mienne. Je ne le saurais prendre que
pone un problema interpretativo per la par parties et toutefois je conçois parfai-
cui soluzione si deve ricorrere al testo tement qu’il n’en a pas. Il faut donc que
intitolato Abrégé des opinions de j’évite, en le considérant, tout ce qui peut
Spinoza touchant la divinité, l’esprit avoir rapport à une idée particulière, et
humain et les fondements de la morale, que je m’attache simplement aux proprié-
contenuto negli Extraits de lectures data- tés générales par lesquelles il m’est
bili intorno al 169515. connu, lesquelles pour éviter l’équivoque
Nell’Essai, il conte definisce indiffe- je nommerai attributs, par où j’entends ce
que l’esprit connaît de la substance, ou ce
rentemente come attributi o proprietà l’e-
sans quoi il n’en aurait pas l’idée.
stensione, il pensiero, l’unità, la necessi-
(de Boulainvilliers 1973: 91)
tà e l’infinità. La sua dimostrazione si
concentra sugli ultimi tre attraverso i

14 Il testo di Boulainvilliers che più si concentra su qualità occulte e simpatie è l’Astrologie


mondiale. Histoire du mouvement de l’Apogée du Soleil ou Pratique des Règles d’Astrologie pour juger
des evenements generaux.
15 L’ Abrégé des opinions de Spinoza [...] è pubblicato in de Boulainvillier 1973: 1-9. L’ipotesi
di datazione è sostenuta da S. Brogi (cfr. Brogi 1993: 143).
16 Il faut donc que je conclue que l’Etre absolu n’est ni pensée, ni étendue, exclusivement l’un
de l’autre, mais que l’étendue et la pensée sont des attributs ou des propriétés de l’Etre absolu, de
Boulainvilliers (1973: 88-89).
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Il conte Henry de Boulainvilliers tra spinozismo e astrologia, A. Delfino

Quest’ultima definizione è ricalcata su mare il carattere dell’estensione come


quella spinoziana dell’Ethica; la differen- attributo divino, nella piena accezione
za sostanziale è data dal fatto che spinoziana. Rimane in ogni caso innega-
Boulainvilliers indica come attributi l’e- bile il fatto che nella descrizione della
sistenza necessaria, l’unità e l’infinità17. sostanza egli ponga l’accento sul suo
La precisazione che li mero primato ontologico.
definisce tali (pour évi- Nel confronto con l’impo-
ter l’équivoque) sembra stazione di Spinoza non
relegare estensione e possiamo quindi che rile-
pensiero al rango di sem- vare un’iniziale inversione
plici proprietà, negando dei termini. Dalla lettura della
implicitamente la loro com- prima parte dell’Ethica risulta
pleta identità con la sostanza. Tale infatti chiaro che i soli attributi per
distinzione è espressa in forma esplicita l’autore (i soli conoscibili dall’uomo)
in un passo dell’Abrégé des opinions, nel sono l’estensione e il pensiero. Questi
quale si denuncia: sono poi le determinazioni reali, le quali-
tà ontologiche fondamentali della sostan-
Le seul attribut qui convienne par la défi- za, di cui costituiscono l’essenza. Di con-
nition est l’existence de soi-même; l’éten- seguenza sono l’infinità, l’eternità e l’in-
due ou la pensée sont des attributs adjec- divisibilità, per Spinoza, quelle che pos-
tifs et non essentiels pour la définition de
siamo definire proprietà (e non attributi)
la substance.
(de Boulainvilliers 1973: 4)
della sostanza unica18.
La differenza tra Spinoza e
Rispetto a questa chiara posizione pre- Boulainvilliers nell’identificazione di ciò
cedente, l’Essai presenta qualche ambi- che può essere chiamato attributo è stata
guità. Nel negare l’idea cristiana della finora considerata in merito al suo esito:
creazione il conte sembra infatti riaffer- l’interpretazione del conte tende a relega-

17 Le premier de ces attributs est l’existence necessaire; [...]. Le second de ces attributs est l’u-
nité; [...]. La substance étant une et nécessaire, je conclus qu’elle est infinie [...], de Boulainvilliers
(1973: 91-92, e passim).
18 Il chiarimento offerto in proposito da Emilia Giancotti Boscherini è di fondamentale impor-
tanza. La studiosa si sofferma nel paragone tra l’accezione scolastico-cartesiana del termine attributo
e quella spinoziana. La scolastica distingueva tra attributi essenziali o necessari e attributi accidentali.
I primi stanno con una sostanza in un rapporto di reale identità; i secondi ineriscono alla sostanza in
modo esterno, contingente e sono dunque determinazioni formali. In conformità alla definizione IV
della Prima parte dell’Ethica deduciamo che Spinoza adotta il termine attributo nella prima accezione:
Per Spinoza sono dunque attributi della sostanza o Dio la cogitatio e l’extensio, mentre sono sue pro-
prietà l’infinità, l’eternità, l’indivisibilità (Spinoza 1993: 323n).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

re estensione e pensiero al ruolo di “attri- evidente nella dimostrazione circolare di


buti secondari”19. Ma questa divergenza uno degli attributi:
non può che essere
guardata come la sem- Le second de ces attributs est
plice conseguenza l’unité; car outre que l’idée de
della radicale dif- l’être est unique, il ne peut
avoir plusieurs substances de
ferenza tra i due
même ou différent attribut. Non
nel modo di giun- le premier, parce que si elles
gere a dichiarare sont les même, elles sont une ;
l’esistenza di una non le second, parce que l’attri-
sola sostanza. but est ce que l’esprit conçoit de
Come si è visto la substance comme lui étant
il punto di parten- propre. Mais il est propre à
za dell’Essai è il la substance d’exister néces-
concetto generale sairement et par soi-même,
suivant sa définition, puisque
di esistenza. Data l’univer-
c’est l’attribut sans lequel je n’en aurais
salità dell’idea di essere, l’identificazione
aucune idée.
con la sostanza unica avviene, per così (de Boulainvilliers 1973: 91)
dire, in un sol colpo. Quest’ultima espres-
sione che tende a indicare una forse fal- L’argomentazione si fonda in realtà sul
sante velocità, può essere ben corretta se presupposto dell’esistenza necessaria
si tiene presente proprio il paradigma della sostanza. Questa proprietà è data
astrologico. Segnando la visione dell’in- inevitabilmente dal fatto che essa rappre-
terprete di Spinoza, esso dovette far appa- senta nella dimensione ontologica il con-
rire la sostanza unica, il “grande tutto” cetto di essere assoluto, che per definizio-
come modello di cui non urge la dimo- ne non può ammettere la sussistenza di
strazione di validità; in altre parole un enti a lui simili. La deduzione spinoziana
punto di partenza più che un obiettivo del della sostanza unica o Dio è di tutt’altro
cammino argomentativo. Rafforza questa tenore. La definizione prima della prima
idea il fatto che al procedimento del conte parte dell’Ethica pone sì il concetto della
è in fondo estranea l’ipotesi da confutare priorità ontologica, la dimensione assolu-
di una pluralità di sostanze. Ciò risulta ta dell’essere20, ma tale proprietà viene

19 Con questa espressione ci rifacciamo sia alla dichiarazione esplicita dell’Abrégé des opi-
nions, che all’impostazione che nell’Essai sembra introdurre una differenza qualitativa tra estensione,
pensiero ed esistenza necessaria, unicità, infinità.
20 Per causa di sé intendo ciò la cui essenza implica l’esistenza, ossia ciò la cui natura non può
essere concepita se non come esistente, Spinoza (1993: 87).
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Il conte Henry de Boulainvilliers tra spinozismo e astrologia, A. Delfino

riferita alla sostanza in forza di un rigoro- giungere alla dimostrazione della sua uni-
so procedimento che muove dagli attribu- cità. Boulainvilliers, invece, attraverso il
ti conoscibili: estensione e pensiero. modello dell’astrologia, semplicemente
Spinoza stabilisce progressivamente l’esi- ritrova l’unicità della sostanza, anche nel
stenza di una sola passaggio attraverso il lessico spinoziano.
sostanza cui inerisca In altre parole per il conte
un determinato attri- la sostanza è prima di
buto (prop. 5, I). Da tutto unica, infinita ed
ciò segue la proprietà eterna, mentre solo
della sostanza di essere secondariamente viene defi-
causa sui (prop. 3, I e propp. nita come costituita da esten-
6, 7, I). Si dimostra poi che la sione e pensiero.
sostanza è infinita e che il suo Questa priorità nel-
grado di realtà dipende dalla quantità di l’ordine della defini-
attributi che le competono (per la defini- zione sembra relegare gli
zione 4, I e per la prop. 9, I). La conse- attributi al ruolo di predicazioni seconda-
guenza è quindi l’eliminazione della con- rie. Con lo stesso schema l’Essai tratterà
traddizione nell’assegnare a una sostanza quella particolare modificazione della
una pluralità di attributi (scolio alla prop. sostanza che si dice individuo. Anche in
10, I). Solo in seguito alla conquista di tali questo caso l’uomo verrà prima definito
certezze la sostanza è posta nella sua vera come unità, per poi riferire ad esso gli
identità con Dio quale infinita, indivisibi- attributi di estensione e pensiero nella
le e unica (propp. 11, 12, 13 e 14, I). forma finita: corpo e mente.
Mentre dunque Spinoza muove dall’i- L’assunzione a priori dell’unicità della
potesi della pluralità per giungere alla sostanza è un elemento di estrema rile-
sostanza unica come principio ontologico vanza per compiere una riflessione sul
ed esplicativo del reale, Boulainvilliers modo in cui Boulainvilliers penetra nel
sembra accedere nuovamente a questo contenuto dell’Ethica. L’Essai ha un rap-
concetto in base alla ripetizione istintiva porto diretto e profondo con l’opera spi-
del paradigma astrologico. Esso rifugge la noziana; tuttavia il suo particolare proce-
fatica apodittica per avere da sempre dimento rende superflua la confutazione
davanti a sé il risultato dell’identificazione dell’ipotesi di una pluralità di sostanze.
del concetto di essere universale con l’uni- Non è allora possibile trascurare una valu-
tà della realtà naturale. La differenza tra le tazione su ciò che l’assenza di questa ipo-
due impostazioni per quanto riguarda lo tesi ci rivela: il pensatore francese, al con-
statuto degli attributi, estensione e pensie- trario di Spinoza, sembra non tenere come
ro, è allora chiara. Nell’argomentazione obiettivo di critica la filosofia cartesiana.
dell’Ethica i due attributi definiscono l’es- Proprio attraverso questa grande assenza,
senza della sostanza, essi servono per da parte nostra, proviamo a rileggere la
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

terza indicazione di Boulainvilliers per la incontro con un modello antico e rinnova-


riforma dell’astrologia. Si può infatti pen- to, le cui chances consistono nell’estra-
sare che la découverte moderne del siste- neità al meccanicismo e nella libertà dalle
ma spinoziano sia letta dal conte come idées superstitieuses.
una riscoperta: si tratta di un secondo

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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Metamorfosi e stili del moderno


Dal neo-cinismo al neo-stoicismo.
di Pierre Dalla Vigna
Editore, Studioso di Estetica

This essay wants to show how some classical age styles of thought have been inhe-
rited by the contemporary world. Even if they changed their meaning after the
Enlightenment, they influence still today opinions of philosophers, men of letters
and scholars. Gnosticism, Hermetism, Stoicism and Cynism are not phenomena
limited to the time of their origin, but are ways of thinking and living the present,
that don’t stop to spread and develop among the contemporaries.

Premessa turale iniziata almeno a partire dalla


Rinascenza. C’è un filo rosso che collega
l Settecento, secolo che è l’incuba- il panteismo di Giordano Bruno1, che è al

I trice della Ragione,


dell’Illuminismo e del laicismo,
ha visto emergere passioni ed energie che
contempo l’ultimo filosofo dell’età clas-
sica e primo esponente della modernità
all’immanentismo di Baruch Spinoza2.
avevano covato nell’Europa occidentale Quest’ultimo ha coniugato una filosofia
per alcuni secoli, e che, come è noto, si sostanziale avulsa da ogni metafisica e la
legano strettamente alla rivoluzione cul- necessità di una politica democratica così

1 Su Giordano Bruno, oltre al rinvio ovvio alle opere della Yates (19985; 20012 etc.) va ricorda-
to quantomeno l’ approccio del tutto differente per non dire opposto di Mancini (1999). Mentre la Yates
privilegia il Giordano Bruno erede della tradizione classica, della filosofia greca e dell’esoterismo anti-
co, Mancini rivitalizza in Bruno soprattutto il suo carattere anticipatorio del razionalismo moderno.
2 Spinoza è attualmente oggetto di una rivalutazione che ha dato luogo a significative produ-
zioni critiche, vedi ad es. i titoli della collana “Spinoziana” diretta da Diodato e V. Morfino, e che appa-
re per i tipi delle edizioni Ghibli di Milano. Dello stesso Morfino va ricordato, per chi volesse tema-
tizzare e approfondire alcune delle affermazioni su Spinoza contenute nella presente prefazione, il
volume Spinoza e Machiavelli (2000).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

radicale che ancor oggi, nell’apparente serie di strategie che, riplasmate nel
trionfo dei sistemi democratici e liberali, Settecento dall’Illuminismo, sono giunte
stenta ad affermarsi appieno. Ma Spinoza a caratterizzare stili di pensiero che danno
è a sua volta in dialogo strettissimo con le un’impronta significativa alla cultura dei
dottrine di quello stesso Cartesio che del moderni. Scopo delle note che seguono
Secolo dei lumi è a sua volta il padre, ben vuol essere un’indagine su
più riconosciuto dai moderni commenta- alcuni di questi stili cul-
tori. Ma se è universal- turali, attraverso alcune
mente accolto il immagini che danno
ruolo dello necessariamente, a
stringente parere di chi scrive,
ragionamento una visione più
del Discorso significativa
sul metodo nella delle tradi-
nascita di un zionali divi-
modo di ragio- sioni cultu-
nare stretta- rali tra pro-
mente razionale, gresso e
per lo più si reazione, innova-
tende a dimenticare come la stessa filoso- zione e tradizione, passato e futuro4. Per
fia cartesiana, a detta dello stesso interes- chi scrive, l’Illuminismo è dunque un
sato, traesse origine da un sogno3, che si archetipo “illuminante”. Ma alle sue spal-
presenta a sua volta come rivelazione di le, posto cronologicamente prima e anche
un sapere antico piuttosto che una propo- dopo di esso, si aggira il fantasma di una
sizione del tutto nuova e originale. transizione permanente, che plasma abiti
L’età classica, che precede cronologi- mentali più che essenze. E’ lo spettro di
camente la rivoluzione scientifica di una liberazione possibile, dalla sofferenza
Copernico, Galileo e Newton, non ha ces- e dal male, dall’ottusità e dal destino, che
sato di fornire chiavi di lettura del mondo ha caratterizzato, secondo il titolo di
per tutto il Secolo dei Lumi, e si presenta un’opera felice, la religione dei moderni5
come la camera delle meraviglie di una e che non cessa di animarci.

3 La notizia e il contenuto del sogno, anzi dei tre sogni di Cartesio è contenuta nel testo del suo
biografo settecentesco Adrien Baillet (Vita di monsieur Descartes, 1996), che contiene anche la trascri-
zione dei sogni stessi dello stesso Cartesio, il quale da quegli scritti non si separava mai, come se fos-
sero stati un testo apotropaico.
4 Cfr. Perniola 19892.
5 Cfr. Cazzaniga 20012.
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Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo, P. Dalla Vigna

1. La montagna incantata z’altro la coscienza illuminata di una bor-


ghesia democratica, massone e progressi-
La montagna sta. Al contrario, l’ebreo rinnega-
incantata (Der to Naphta, cattolico converso e
Zauberberg) di gesuita, racchiude in sé tutte
Thomas Mann le caratteristiche della reazio-
non è soltanto ne più vieta, pronta a giustifi-
un capolavoro lettera- care ogni sorta di azioni contro la
rio. Nella eletta schiera di dignità umana, nel nome dei valo-
personaggi e comparse che ri del suo cattolicesimo integrista.
popolano il Sanatorio Tale antinomia di facciata ha
Internazionale Berghof, la loca- potuto certo accontentare un critico
lità montana dove è ambienta- come György Lukács, che partiva dalla
to l’intero romanzo, ve ne necessità ideologica di divulgare il mito
sono almeno due, Naphta e non contraddittorio di un Thomas Mann,
Settembrini, che posseggono visto come grande esempio, “ghoetiano”,
una dignità più che letteraria, di una forma letteraria borghese pro-
uno spessore filosofico. gressista7. Nel clima culturale che
Non è questa la sede per ricordare la aveva appena assicurato la vittoria alleata
copiosa produzione critica che ha avuto contro il nazismo, un marxista ortodosso
modo di cimentarsi proprio a partire da come il Lukács del secondo dopoguerra si
queste figure, così complesse da suscita- sforzava di trovare interlocutori privile-
re maggiore interesse, per alcuni com- giati per il suo fronte culturale per la
mentatori, rispetto al principale protago- democrazia progressiva. Ma i caratteri che
nista, Giovanni Castorp6. Mann attribuisce ai suoi personaggi, e il
Ciò che qui interessa sottolineare, è inve- loro ruolo nel corso dei frequenti diverbi
ce la natura contraddittoria e fluida delle in cui i due sono a confronto, mal si con-
teorie e delle riflessioni dei due, che nel ciliano con l’ipotesi semplificativa di un
testo sono avversari filosofici, tesi alla con- conflitto, di per sé piuttosto banale, tra
quista al loro partito dello stesso Castorp. progresso e reazione, con la vittoria mora-
In apparenza, Ludovico Settembrini, le del primo, in un positivistico “Valzer
italiano, allievo del Carducci, nonché ulti- del progresso” letterario. Tale interpreta-
mo rampollo di una famiglia di carbonari zione lukácsiana del romanzo di Mann
e rivoltosi risorgimentali, rappresenta sen- impedisce allo stesso Lukács di riconosce-

6 Sull’opera complessiva di Thomas Mann, e per un più completo repertorio bibliografico,


vedi: Fest (1987) e la tr. it. di M. Bistolfi (1989); Hamilton (1978) e la tr. it. (1983); Ferretti (1980);
Mayer (1954) e la tr. it. di C. Bovero (1955).
7 Cfr. Lukács (1957) e la tr. it. a cura di G. Dolfini (1970).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

re in Naphta qualcosa di più di un sempli- anche il difensore non solo della cultura
ce “pensatore reazionario”, che utilizza occidentale, ma anche della “razza” euro-
argomenti in apparenza seducenti ma pea, che suole contrapporre, con teorie di
manifestamente sofistici. stampo prettamente lombrosiano,
L’illuminista Settembrini, alle stirpi slave, asiatiche, e più
dal canto suo, non potreb- genericamente a tutti i popoli
be prevalere, non essen- esterni all’Europa occiden-
do in grado, per la sua tale. Il razzismo genetista,
collocazione di classe, destinato poi (il romanzo è
da intellettuale piccolo- ambientato alla vigilia della
borghese, di formulare prima guerra mondiale, ma
una critica complessiva in realtà è stato scritto agli
dello sfuttamento capita- albori della seconda) a trova-
listico, che anzi sostiene re la sua compiuta espressione
come valore positivo. In ultima con il nazionalsocialismo, trovereb-
analisi, dunque, per Lukács Naphta sareb- be così un precursore proprio nel democra-
be una sorta di protonazista, mentre tico Settembrini! Al contrario, il reaziona-
Settembrini riassumerebbe in sé vizi e rio Naphta, difensore delle gerarchie feu-
virtù degli intellettuali borghesi del primo dali e persino dell’astrologia, mostra in
Novecento, incapaci per lo più di “elevar- altri momenti dei tratti stranamente populi-
si” alla democrazia reale, consistente nella stici, o addirittura comunisti, e un interna-
lotta per l’edificazione del socialismo. zionalismo politico quantomeno sospetto.
Una lettura non aprioristica del testo di La stessa origine ebraica di Naphta non è
Mann, anche senza le precisazioni che, presentata soltanto come un fatto anagrafi-
d’altronde, lo stesso autore ha comunque co occasionale, o di colore, ma viene
fornito altrove8, mostra una realtà ben più lasciata trasparire nel suo stesso slancio
complessa delle posizioni dei due peda- messianico, che si apparenta ad una menta-
goghi intenti a contendersi “l’anima” del lità per nulla incline al compromesso e alle
povero Castorp. mediazioni politico-culturali. Oltretutto, in
Infatti, Settembrini non è soltanto il sin- ogni caso, diventa difficile pensare che
cero democratico che aborre il feudalesi- Mann avrebbe potuto esser così cinico da
mo, il fanatismo religioso, nonché i valori rappresentare come portatore di ideologie
retrivi della tradizione e la politica della nazionalsocialiste, sia pure in nuce, un
chiesa cattolica, salvando soltanto il cri- membro del popolo che, in quel mentre,
stianesimo delle origini, per il suo portato stava per divenire la vittima principale del-
“progressista”. Settembrini, al contempo, è l’olocausto. Inoltre, lo stesso Naphta, che

8 Cfr. ad es. gli interventi di Mann (1986).


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Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo, P. Dalla Vigna

non teme affatto l’uso della violenza per poté conoscere personalmente e che gli
l’instaurazione del regno spirituale che lui destò la più viva impressione. Yves
stesso auspica, ha a sua volta buon gioco Bourdet, tra gli altri, ha dedicato un inte-
nel mostrare la natura bellicista delle teorie ro studio a questa tesi10.
di Settembrini, che vuol Ma l’autore delle Riflessioni di un
fondare il proprio impolitico11 che, senza dubbio, prima di
mondo democratico essere un saggista è un grandissimo inter-
anche con l’uso della prete della complessità dell’animo
violenza, del tiranni- umano, ha tracciato, a nostro pare-
cidio e della stessa re, qualcosa di più di un semplice
guerra. Dal punto di ritratto di costume tra due tipolo-
vista di Castorp, dubbioso e gie filosofiche in antagonismo dia-
perplesso oggetto delle contese, lettico, e non si è limitato
in realtà spesso provocatore e neppure a riprodurre qualche
giudice occulto di queste, troppe figura intellettuale del suo
volte il confronto tra i due rivali si tempo. Le posizioni di
esaurisce in una “grande confusio- Naphta e Settembrini sono
ne”. Lo scontro dava luogo a uno irriducibili a una dialettica rigi-
spazio linguistico mobile e da di opposti standardizzati,
disordinato, in cui, tra gli spetta- perché rappresentano la capa-
tori e forse tra gli stessi protago- cità transizionale delle idee e
nisti, nessuno più sapeva quale dei due dei soggetti, sono la riproduzio-
personaggi fosse il religioso e quale il ne di pensieri in trasformazione
libero pensatore9. che possono di volta in volta articolarsi in
Negli scontri tra Naphta e Settembrini, sistemi e dimensioni imprevedibili.
è generalmente quest’ultimo a trovarsi in In verità, le posizioni “anomale” di un
maggiore difficoltà, dal momento che personaggio come Naphta, reazionario e
sorge il fondato sospetto che i suoi stessi rivoluzionario al contempo, o di
principi siano un sottile velo ideologico, Settembrini, progressista illuminato e
atto a coprire l’eterna peccaminosa essen- contemporaneamente razzista, possono
za degli esseri umani. stupire solo chi ritenga ancora, ingenua-
Tra l’altro, sembra assodato che il per- mente, che progresso e reazione, sociali-
sonaggio di Naphta sia una versione tra- smo e barbarie, libertà e oppressione
sfigurata dello stesso Lukács, che Mann siano antinomie che si presentano sempre

9 Cfr. Mann (1924), soprattutto il cap. Operationes spirituales.


10 Bourdet (1972). Tale circostanza fu poi riconosciuta dallo stesso Lukács (cfr. Lukács 1983).
11 Cfr. Mann (1918).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

in modo netto e puro, e che siano tra loro sferire l’accento di un paradigma ideolo-
irriducibili. Ma l’opacità, più volte sotto- gico in una direzione che lo rende irrico-
lineata, del sociale12, non consente di noscibile, o addirittura antinomico a se
individuare terreni ideologici stesso. E ciò dipende in primo luogo
così distinti: non è casuale, dall’ambiguità permanente
come ogni sociolo- che caratterizza i rapporti
go ben sa, che basti umani, ambiguità che è
riformulare una essenziale anche e soprat-
catena di doman- tutto nel linguaggio,
de in modo diffe- che è campo di battaglia
rente per ottenere privilegiato, tra gli altri,
risposte diverse per gli esseri umani.
dal medesimo Peculiarmente l’ambi-
campione di per- guità sembra inoltre esse-
sone. La famosa re una caratteristica di
inchiesta della Scuola questo tempo, dell’epoca della
di Francoforte sull’autori- serialità e della riproducibilità
tarismo della società tedesca degli anni tecnica, l’epoca delle rivoluzioni indu-
Venti potè scoprire le tendenze sciovini- striali e delle guerre mondiali, della reifi-
ste e razziste che di lì a poco si sarebbero cazione planetaria e del “feticismo della
manifestate, travolgendo la Repubblica di merce”. Proprio l”ambiguità, il sincreti-
Weimar, anche perché l’indagine non smo, il camaleontismo dell’occasione,
tenne conto delle ideologie di facciata dei hanno consentito a quest’età moderna di
singoli o dei gruppi campionati13. Se si superare con successo le contrapposizio-
ammette che le ideologie, a prescindere ni – dapprima dichiarate epocali e insolu-
dai caratteri con cui si rappresentano, bili – tra ideologie che si volevano in
sono sempre il portato di condizioni mate- lotta per l’egemonia mondiale e per l’edi-
riali e dei rapporti sociali del loro tempo, ficazione dell’“uomo nuovo”.
le stesse filiazioni ideologiche, da una Stili di vita e di pensiero identificati
generazione all’altra, e in relazione alle con culture e mondi considerati tra loro
trasformazioni epocali, possono cambiare inconciliabili, come cristianesimo e libe-
di segno. I principali modelli di pensiero, ralismo, socialismo e capitalismo, demo-
nella loro complessità, e grazie a questa, crazia e fascismo, e così via, si sono con-
contengono una fluidità sufficiente a tra- tinuamente intrecciati nella politica con-

12 Sul sociale come fondo oscuro, vedi: Baudrillard (1978). Per una valutazione in positivo
dello stesso problema, vedi Foucault (19992).
13 Cfr. Aa. Vv. (1936). Sulle ricerche della Scuola di Francoforte, vedi anche: Jay (1973);
Wiggersaus (1990).
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Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo, P. Dalla Vigna

creta degli ultimi due secoli, costruendo sistema, all’interno di un preciso e irripeti-
la più varia e opportunistica trama delle bile contesto storico. L’uniformazione di
coappartenenze di fatto. Adorno e nazionalsocialismo e stalinismo, ad esem-
Horkheimer, ad esempio, con pio, per quanto l’orrore per ciò che da
Dialettica dell’illuminismo, hanno questi regimi è derivato possa avvici-
potuto svelare i sottili legami di narli, finisce col precludere la compren-
continuità teorica e pratica tra lo sione di entrambi i fenomeni. Inoltre, la
stato liberale e la dittatura fasci- risultante di simili equiparazioni, nel caso
sta, mentre, d’altro canto, lo della Arendt, diviene la difesa di una
stesso fascismo, per troppi democrazia senza attributi precisi, che si
versi omologo, “gemello rivela piuttosto astratta e di maniera. E
mostruoso” del socialismo, con tuttavia, le analisi della Arendt, ricercan-
la sua emulazione di molte parole do in alcuni eventi temporali e in certe
d’ordine e delle strutture orga- organizzazioni sociali una matrice tota-
nizzate del movimento operaio litaria, contribuiscono alla definizione,
per la disciplinazione dell’in- tuttora in corso, di una forma delle isti-
tero corpo sociale, getta tuzioni totali, che si specifica anche
più di un’ombra sulla pre- nelle realtà statuali.
sunta innocenza delle Ancor più specifiche ed effet-
stesse concezioni socia- tuali, nel loro volersi mantenere
liste, rispetto all’origine al livello più segmentato della
del totalitarismo14. realtà, si rivelano, a questo pro-
Il rischio di un’analisi posito, le opere di Michel
del totalitarismo condot- Foucault16: nelle sue ricerche
ta a partire dalla verifica sui micropoteri diffusi, sulle isti-
delle affinità, oltre la parvenza tuzioni totali nelle loro procedure quoti-
delle proclamazioni ideologiche, è certo diane, quest’ultimo scopre l’autentica
concreto: anche Hannah Arendt, che al coercizione non solo nelle pratiche ogget-
totalitarismo ha dedicato una delle sue to di contenzioso sociale o di conflitto,
opere principali15, finisce col dare al con- ma anche e soprattutto nelle pratiche di
cetto una dimensione per così dire “totali- potere accettate quasi universalmente
taria”, che concede poco alle differenze tra come legittime e razionali. La messa in
sistemi sociali e alla specificità di ciascun luce di un dispositivo di potere di tale

14 Adorno - Horkheimer (1947).


15 Cfr. Arendt (1951).
16 Cfr. Foucault (1977); inoltre, sempre di Foucault, cfr. Foucault (1994); sul concetto di etero-
topia, vedi l’introduzione di Foucault al suo Le mots et les choses. Une archéologie des sciences humai-
nes (1966); infine il fondamentale saggio di Foucault, Eterotopia, in «Millepiani», n. 2, maggio 1994.
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

natura, può esercitarsi in particolare in sua rapidità, a contribuire alla fluidità delle
quegli ambiti di attività sociale condensa- idee stesse. Una stessa componente sociale
ta e concentrata che sono le cosiddette può sviluppare, in tempi diversi, indirizzi di
istituzioni totali, manicomi, carceri, clini- pensiero di natura addirittura opposta, per-
che, collegi etc., dove la tempo- ché continuamente cambiano gli
ralità e la spazialità sono scenari e i processi di svilup-
disciplinate in modo più po, la collocazione di
rigido che altrove e dove ognuno nel sistema pro-
le procedure di discipli- duttivo e così via.
nazione dei corpi sono Questa difficoltà pro-
particolarmente visibili pria del ricondurre, senza
ed efficaci. Le istituzioni peccare di schematismo e
totali, o i luoghi eteroto- di dogmatismo, un sistema
pici, come li ha definiti in di pensiero alla sua colloca-
più occasioni lo stesso zione sociale determinata è
Foucault, costituiscono un appa- stata evidenziata in più luoghi e da più
rato molto più esplicativo della reale natu- autori, da Walter Benjamin, ad esempio, o
ra di un regime, che non tutte le formali anche, da Jean-Paul Sartre17. E la questio-
dichiarazioni sui diritti dell’uomo e del ne assume in Mann una dimensione parti-
cittadino, o sulla società senza classi. colarmente interessante, in quanto il suo
Nella sua apparente esteriorità al mondo, approccio estetico, del tutto privo di mito-
potendo guardare alle vicende umane dal- logie esistenziali, affronta anche le posi-
l’alto del suo orizzonte montano, immerso zioni filosofiche a cui fa riferimento con un
nella narcisistica riproduzione delle sue approccio del tutto originale: un punto di
pratiche curative, il sanatorio narrato da vista che ha fatto suggerire a Marguerite
Mann nel suo più pedagogico romanzo, è Yourcenar la definizione di “umanista
proprio una di queste istituzioni estreme. ermetico”. La definizione di ermetico usata
All’interno di questo orizzonte, asfittico da quest’ultima inerisce l’interesse man-
eppure così completo, pieno, Mann illustra niano per la magica saggezza i cui segreti,
le operazioni di continuo intersecarsi di sussurrati o sottintesi fluttuano tra le
ideologie, il cui originario legame sociale è righe, destinati, sembra, a restare voluta-
venuto meno, non per estinzione o libertà mente inosservati il più possibile, per la
assoluta conquistata dalle idee sulle proprie presenza delle grandi entità che dominano
condizioni d’origine, ma perché è il cam- la tradizione germanica: lo Spirito della
biamento stesso di quelle condizioni, con la Terra, le madri, il Diavolo e la Morte, una

17 Sullo spaesamento in Walter Benjamin, vedi soprattutto Benjamin (1982). Per le posizioni di
Jean-Paul Sartre, vedi tra l’altro Sartre (1960).
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Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo, P. Dalla Vigna

morte più attiva, più virulenta che altrove, Il senso che il riferimento a Mann ha in
misteriosamente commista con la vita stes- questa sede è proprio questo: iniziare a
sa e talvolta dotata degli attributi delineare, proprio con riferi-
stessi dell’amore18. mento alla produzione di un
La definizione di Thomas autore “ermetico” contem-
Mann come autore “ermeti- poraneo, capace di ricer-
co” vale non solo e non care l’essenza nel molte-
tanto per gli elementi magici plice e nell’eterogeneo,
dell’esistenza che tanta la condizione propria di
parte hanno nella sua opera, una corrente “ermetica”
né per i riferimenti esplicita- che è anch’essa riscontrabile,
mente o sotterraneamente legati ad un anche se con esiti non sempre altret-
esoterismo letterario di tipo “faustia- tanto felici, nella cultura contempo-
no”. Ermetica, e nel senso più prossi- ranea. Ma è tempo di specificare
mo a quello dell’ermetismo storico, è cosa si intenda qui per ermetismo.
la modalità con cui Mann mostra la
natura complessa dell’esperienza vita- 2. Neo-ermetismo
le: una mescolanza indistricabile e
imprescindibile di elementi affettivi e L’ermetismo classico si costruisce
idealità, che si stratifica in una sorta di come corrente letteraria teologico-filoso-
profondità geologica. fica, e fors’anche come culto religioso
Le tematiche filosofiche, tutte compre- organico, a partire dal III-II Secolo a. C.,
se nello spazio apertosi tra Schopenhauer e la stesura definitiva dei suoi principali
e Nietzsche, o quelle teologiche che i pro- trattati sembra databile, secondo padre
tagonisti dei suoi romanzi affrontano, non Festugiére20, intorno al II Secolo d. C.
sono omogenee né per argomentazione, Certi suoi aspetti, ad esempio le conce-
né per il tipo di scelta di campo cultura- zioni astrologiche, sono ancora più anti-
le19. Lo stile unificante, che convoglia in chi, e dipendono direttamente dall’incon-
un’unica narrazione la galleria dei ritratti tro tra culture eterogenee, come la tradi-
che Mann propone, va ricercato nella sua zione caldea e quella egizia, consentito
aspirazione a comprendere la natura dalla fondazione degli imperi ellenistici,
umana sì attraverso le sue aspirazioni e dopo l’impresa di Alessandro. La caratte-
dottrine, ma come un’essenza che va al di ristica comune della plurale congerie
là di queste stesse dottrine e aspirazioni. degli scritti ermetici, sempre per

18 Cfr. Yourcenar (1962), e la tr. it. di F. Ascari (1993), cit. p. 228.


19 Sul rapporto di Thomas Mann con la filosofia, vedi le parti dedicate a Mann dell’opera di
Enzo Paci (1965) (soprattutto p. 262 e sg.).
20 Sull’ermetismo antico, cfr. soprattutto il classico Festugière (1944-54).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

Festugiére e i principali interpreti moder- la considerazione del rapporto armonico


ni del fenomeno, è una sorta di pietas, un di macrocosmo e microcosmo nel mondo
atteggiamento sacralizzante e di ricerca classico, con la terra perennemente
interiore, che ricopre argomentazioni e immobile al centro, e tutto l’universo
concetti spesso anche alta- danzante intorno.
mente contraddittori al Nel caos del moder-
loro interno. Trattati di no, i neo-ermetici si
argomemento sacro o possono riconoscere
profano, di carattere per un certo uso spre-
mistico o composti per giudicato delle catego-
fini meramente pratici, rie del pensiero: le loro
come la cura delle argomentazioni utiliz-
malattie o la predizio- zano l’intero portato
ne del futuro, sono del sapere come un
accumunati dall’essere gigantesco deposito di
sempre presentati come materiali a cui attingere
una rivelazione divina a liberamente per costruire i
pochi iniziati, attraverso loro discorsi. Tale era, oltret-
uno o più intermediari semi-divini. tutto, anche il procedere dell’ermetismo
Come l’ermetismo classico per il classico. Inoltre, l’ermetismo tradizionale
mondo greco-romano, anche nell’età utilizzava in modo smaccato l’esoterismo
contemporanea c’è la presenza di una del proprio linguaggio, destinato dichiara-
componente eclettica, trasversale alle tamente ai soli iniziati, passati, presenti e
varie appartenenze culturali, che assem- futuri, per giustificare, come si è detto
bla in uno stesso luogo le esperienze più argomentazioni fin troppo allusive, e
antinomiche e i saperi più distanti. Sul spesso non logicamente inoppugnabili, se
piano letterario, e su quello più generale non addirittura del tutto contraddittorie.
dell’estetica, come si è detto per ciò che L’ermetismo moderno, a sua volta, sem-
concerne Thomas Mann, questo modo di bra mantenere una sorta di esoterismo non
concepire ha potuto dar luogo a produ- teorizzato ma di fatto, attraverso l’uso
zioni di altissimo livello. smodato dei linguaggi tecnici e accademi-
L’ermetismo contemporaneo, depriva- ci, i cui rituali sono ovviamente preclusi-
to del suo originario orizzonte teologico e vi per i profani che non abbiano una pre-
metafisico, ora che le dottrine legate alla parazione specifica. Il fatto che il conte-
predestinazione e all’astrologia non pos- nuto di certe argomentazioni, una volta
sono più fondarsi su salde basi di fede e chiarito, sia molto spesso assai poco
diffuse radici sociali, ricerca comunque significativo, viene ritenuto, da questi
una dimensione iniziatica, esclusiva. Ma neo-ermetici, del tutto secondario: coloro
esso manca di riferimenti forti come era che Jean-Paul Sartre apostrofava come
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Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo, P. Dalla Vigna

“guardiani di cimiteri”21, non hanno biso- tempo si affievolisce nell’indifferenziato


gno di legittimarsi attraverso la trasparen- percorso del citazionismo fine a se stesso.
za dei concetti e il valore intrinseco dei C’è una soglia, difficilmente individuabi-
discorsi. I neo-ermetici si autolegittimano le, ma concreta, che separa questa sorta di
in un rimando continuo agli stessi eclettismo ermetico dal cinismo
autori-feticcio, di volta in volta puro. La quota di cinismo è
divinizzati e obliati, ma proporzionale alla volontà
soprattutto a un’enorme di potenza, che si coniuga
mole di letteratura critica di il più delle volte con le
riferimento. Si tratta di opere necessità della carriera.
compilate, solitamente da altri
adepti di questo culto ermetico Neo-cinismo
inconsapevole, su un certo argo-
mento, che consente più che un E’ a Peter Sloterdijk che si
approfondimento, il reciproco rico- deve, in Critica della ragion cini-
noscimento degli stessi critici come ca, la più compiuta definizione del
membri di una stessa corporazione cinismo moderno, che a sua volta
intellettuale. Tale mutuo riconoscimen- viene contrapposto alla funzione del
to può venire inteso anche in negativo, tutto contraria, disvelatrice e liberato-
come metodo per stabilire la distanza con ria, propria del cinismo antico, quello
i non specialisti, per vergare una distin- di Diogene e dei suoi seguaci22.
zione tra “pneumatici” e “ilici”, “spiritua- Il disincanto di Diogene si presentava,
li” e “materiali”, di tipo nuovo. Questo nel IV Secolo a C., come una critica radi-
esoterismo non ha più, come avveniva per cale delle convenzioni e dei valori del suo
l’ermetismo tradizionale, lo scopo dichia- tempo. Al contrario, il cinismo contempo-
rato di ottenere un’elevazione spirituale raneo, o neo-cinismo, fa dell’adesione al
dei propri adepti, in vista della vita eterna. presente la propria bandiera, perché l’anti-
Più prosaicamente, i neo-ermetici odierni ideologismo radicale del cinismo classico
puntano al successo professionale o, se viene a tramutarsi in nichilismo e in relati-
non altro, alla propria legittimazione vizzazione di ogni valore. Dal rovescia-
sociale come “esperti” o aspiranti tali. La mento dialettico di questa “transvalutazio-
passione, che solitamente è alla base di ne di tutti i valori”, ecco emergere l’acco-
ogni scelta di campo intellettuale, non glimento di ogni cosa nell’indifferenziato.
viene sempre meno, ma è imbrigliata in Tale adesione all’indifferenziato, che è
pratiche produttive di discorsi sterili, e col poi l’essenza del camaleontismo, è una

21 Sartre (1947).
22 Cfr. Sloterdijk (1983).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

prassi tipica della cultura politica e del trasposta in una sorta di superficie senza
pensiero moderno, per lo meno dai tempi dimensione, dove la parvenza divora il
di Machiavelli e di Hobbes. Ma se per i tutto. La reificazione del mondo, divenu-
primi fautori di tale disincanto valeva to “cosa” in modo integrale e completo,
ancora una dimensione di tragico pessimi- conduce a una sorta di pietrificazione dei
smo sulla natura umana, e la bru- sentimenti, che, ad esempio, è stata
talalità di certe scelte si giustifi- resa magnificamente nel film Un
cava ancora con un supe- cuore d’inverno, di Claude
riore progetto, di tipo Sautet. Il protagonista di tale
sostanzialmente pacifista, i opera, incapace di accogliere
moderni eredi di in sé sentimenti come l’amo-
Talleyrand hanno rinun- re o l’amicizia, gioca cinica-
ciato a qualunque pro- mente con i sentimenti
getto sovraindividuale e altrui, al puro scopo di veri-
a lungo termine, a favore ficare in modo distaccato le pro-
di una prassi del vantaggio prie capacità di seduzione o
immediato e contingente. di reazione in circostanze
Il cinismo viene elevato difficoltose. Per un verso,
né più né meno che al tale freddezza distaccata è
freudiano “principio di efficace: il protagonista supera
realtà”. Dietro il velo delle indenne le tempeste di passione
ideologie e delle utopie, il cinismo con- che ha voluto suscitare quasi per scherzo,
temporaneo individua solo una dimensio- e riesce addirittura a praticare senza
ne dell’esistenza, quella dell’operatività risentirne psicologicamente l’eutanasia a
quotidiana per l’affermazione di sé, in un un suo antico maestro spirituale, mori-
sistema vissuto come l’unico possibile, da bondo per un male incurabile. Ma, nel-
accogliere pienamente e senza remore. l’insieme, la continuazione della vita
La realtà, così reificata, diviene così il quotidiana del protagonista, che prosegue
metro su cui si misura quella che Adorno il suo lavoro di artigiano con grande
e Horkheimer hanno voluto chiamare dedizione e con successo, nonostante
“de-ideologizzazione ideologica”23: l’assoluto non-senso della sua esistenza,
cadute tutte le ideologie tradizionali, solo rappresenta in modo impeccabile l’im-
ciò che esiste qui ed ora avrebbe diritto plosione di senso della contemporaneità,
di cittadinanza in un mondo delle idee dove il soggetto è ridotto a spettatore,
impoverito di ogni speranza di trasforma- persino quando lo spettacolo comprende
zione. La vita culturale e sociale, rinne- la vita dello spettatore stesso.
gata ogni profondità del pensiero, viene

23 Cfr. Adorno - Horkheimer (1956), vedi soprattutto la voce Ideologia, pp. 205 e sg.
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Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo, P. Dalla Vigna

Neo-gnosticismo nel II e III Secolo d.C.24.


Mescolanza di dottrine neo-pla-
Il cinismo, nel suo opportunismo, toniche e di un dualismo radicale,
ma anche nella sua radicalità anti-ideo- che interpreta l’universo
logica, si basa comunque su una visio- come un unico grande
ne non solo disincantata, ma anche campo di battaglia tra il
estremamente pessimistica della realtà bene e il male, lo gnosticismo
e dell’essenza umana in generale. Ma antico rifiutava il mondo di quag-
questo stesso disincanto, che maschera, giù, materiale e caduco, a favore di
con l’ironia o la superficialità, tutta la un cielo iperuranio, da cui le anime
tragicità disperata dell’esistenza reifica- dei pneumatici sarebbero decadute,
ta, può esser affrontato e reso anche in un per l’azione di un “funesto demiur-
altro modo, che non è né quello cumula- go”25, che avrebbe forgiato il
tivo ed eclettico del neo-ermetismo, né mondo per invidia verso il vero
quello organicamente nichilista del neo- dio. In odio alla materia, alla
cinismo. Dalla transvalutazione di tutti i società, al mondo intero,
valori può nascere anche un rifiuto gene- persino dei legami corporei,
ralizzato, una rivolta generalizzata, che vissuti come prigione delle
nasce dall’odio programmatico per una anime, i primi gnostici cercavano
realtà che si vuole indifferenziatamente una via per il ritorno alla primitiva purez-
negativa. E’ questa l’essenza del neo- za, e agli spazi siderali di provenienza.
gnosticismo, uno stile di pensiero assai Ultimi eredi di una tradizione di gruppi
diffuso nel tempo presente, che a sua ereticali, dai Valentiniani, Marcioniti e
volta risale molto lontano. Manichei degli ultimi secoli della classi-
Lo gnosticismo, sfortunato rivale del cità, fino ai Catari e ai Bogomili del
cristianesimo in ascesa, fu un insieme di Medioevo, e poi con le varie sette esote-
sette e correnti religiose presenti riche dei Rosa-croce e consimili, sareb-
nell’Impero romano e in Oriente già qual- bero non tanto e non solo i membri delle
che secolo prima dell’era cristiana, che assai marginali chiese dualistiche sorte o
raggiunsero la loro massima diffusione risorte in età contemporanea. La tenden-

24 Uno studioso di Gnosi a sua volta artefice di una filosofia neo-gnostica è Hans Jonas, il cui
testo più noto in italia è Jonas (19632). Per una verifica del suo neo-gnosticismo contemporaneo, basti
qui citare il suo Il concetto di Dio dopo Auschwitz (1990). Un influsso del pensiero di Jonas è riscon-
trabile anche, tanto per fare qualche esempio, nel bel testo di Carlo Formenti, Piccole apocalissi, trac-
ce della divinità nell’ateismo contemporaneo (1991), che è una sorta di attualizzazione dello gnostici-
smo.
25 Il riferimento è al titolo di un libro di Emil Cioran, Le mauvais dèmiurge (1969). Cioran stes-
so è uno dei più coerenti tra i neo-gnostici contemporanei.
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

za al dualismo, la costruzione dell’identi- che la realizzazione dell’utopia si rivela


tà esclusivamente in negativo, a partire sempre alquanto problematica, e il regno
dalla critica radicale dell’altro, inteso di dio non è mai di questa terra. Il con-
come eretico, o come nemico di classe, temporaneo, luogo dei rapporti mercifi-
ha travalicato, nell’età cati e del predominio
moderna, i suoi confini capitalistico viene
teologici, per divenire definito, ad esempio,
soprattutto disputa politi- da Lukács, nel suo
ca, economica, sociale. periodo più rivoluzio-
L’intera storia del movi- nario e messianico,
mento operaio dal XIX come “il regno della
Secolo, e soprattutto compiuta peccaminosi-
delle sue componenti più tà”26, mentre lo stesso
oltranziste, sarebbe sotto Sartre, come ricorda la
l’egida di questo neo- de Beauvoir, passò da
gnosticismo, che proprio un iniziale apoliticismo
dal rifiuto dell’esistente a un esistenzialismo
traeva l’ispirazione per le radicalmente marxista,
proprie utopie. Se ai proprio per l’orrore e il
“pneumatici” o spirituali disprezzo ispiratogli
della sacra gnosi si toglie dalle meschine bassez-
l’involucro teologico, non è difficile sco- ze e dai compromessi della società bor-
prire il moderno militante rivoluzionario ghese27. Lukács rispetto al mondo non
di professione, che a sua volta si conside- muterà mai posizione, anche se si pieghe-
ra l’avanguardia di un conflitto all’ultimo rà ad esso, nella misura in cui, credendo
sangue con il male, con “le forze oscure fermamente che la sua chiesa, il partito
della reazione”, nella lotta per l’edifica- comunista, fosse l’unica speranza per
zione del comunismo, o comunque del- uscire dalle antinomie del reale, accetterà
l’instaurazione della società utopica dei di subire le peggiori umiliazioni persona-
liberi e degli eguali. Il neo-gnosticismo li e di rinnegare gran parte del proprio
della cultura radicalizza a sua volta ogni stesso pensiero. Sartre, viceversa, a parti-
espressione della società contemporanea re da assunti analoghi, cercherà per lungo
e rispetto al mondo finisce col mantenere tempo di rovesciare in positivo una con-
un atteggiamento del tutto negativo, dato dizione umana in cui l’esser-gettato nel

26 Cfr. la Prefazione del 1967 di Lukács alla nuova edizione di Geschichte und
Classenbewussstsein, Berlin 1923, tr. it. di G. Piana, Storia e coscienza di classe, Milano, Sugarco, 1974.
27 Cfr. De Beauvoir (1966).
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Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo, P. Dalla Vigna

mondo non è condizione di libera scelta, ci ha insegnato Martin Bernal29, il model-


ma tirannia del destino. A partire da quel lo antico del sapere è più foriero di infor-
momento, però, l’uomo sartriano è in mazioni sul presente di molte delle ideo-
condizione di scegliere il proprio percor- logie della contemporaneità.
so terreno, e può, ribellandosi, dire di sì A partire dalla costruzione di flussi
alla vita, e trovare da sé la propria dimen- mentali che qui si è data, è possibile,
sione esistenziale. Nel mar- comunque, riassumere alcune peculiarità
xismo “ortodosso”, di importanti dei tre modelli
Lukács e di tanti altri, la prescelti. Il neo-ermetico
strada per uscire dalla tratta la realtà come una
negatività del mondo gigantesca scatola degli
è invece l’impegno attrezzi, tutti utili a costrui-
per la costruzione re la propria raffigurazione
del socialismo, di sé nel mondo, che
che però finisce comunque è considerato
con l’assumere un bene in se stesso; il
le caratteristiche neo-cinico, che ha un
di un determini- approccio alla conoscenza
smo economicista altrettanto eclettico, in verità non
dogmatico oppure, crede più a nulla e accoglie ogni
come nel teologico aspetto del reale così come lo
Principio-speranza di Ernst Bloch28, trova, per adeguarsi ad esso e avere ric-
diventa un complesso atto di fede, ancora chezza e successo il più rapidamente pos-
una volta messianico. sibile; il neo-gnostico, infine, rifiuta il
mondo malvagio in cui si sente gettato a
Neo-stoicismo partire da un altrove – che può esser uto-
pisticamente un non-ancora – in cui il
Gli abiti mentali sin qui descritti trova- bene era assoluto. Costruire armonia a
no luogo nella cultura contemporanea, partire da un simile quadro, ammesso che
non certo come verità assiomatiche, l’armonia sia pienamente desiderabile, è
bensì come flussi di sensibilità tra loro assai arduo, se non impossibile. Ma andar
intrecciate, come modalità di pensiero oltre, verso una comprensione del mondo
comuni. Il loro stesso legame con un e del sé, implica invece una sperimenta-
archetipo antico è di tipo analogico, e la zione di possibilità che non sono proprie
loro utilità meramente pratica. Ma, come né dell’adesione incondizionata all’esi-

28 Cfr. Bloch (1959).


29 Cfr. Bernal (1987).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

stente, né della costruzione di identità dere, da parte della filosofia, la contingen-


perimetrate in antagonismo al mondo. E za stessa del presente, e di ricomprender-
la specificità dei saperi limita si alla luce della sua stessa immanenza nel
alquanto l’uso, per così dire presente, che si riconoscerebbe per la
disinvolto, della cultura, che prima volta un’origine temporalmente
riduce la tradizione filosofica a condizionata. In secondo luogo, nel sag-
un deposito di idee, accatastate gio di Kant di cui sopra, il proble-
alla rinfusa, in attesa di essere ma non sarebbe quello di scopri-
utilizzate nei modi re la realtà della rivoluzione o
più eterogenei. dell’Aufklärung, ma il motivo
L’attraversamento dell’entusiasmo per la rivoluzio-
positivo della ne da parte di coloro che vi partecipano,
modernità, del ovvero sia, lo scoprire l’intima connessio-
presente qui ed ora, del che ne della società con se stessa. Questa con-
fare, costituisce ancora nessione, può esser studiata
una volta, anche certo, in modo conservatore,
per la cultura con- come un abitare la terra, intesa
temporanea, un come sangue e suolo, attraverso
problema fonda- la sottolineatura, spesso anche
mentale. Tale pro- poetizzata, del legame arcaico di
blema è stato assai popoli ed etnie con le loro suppo-
ben articolato a partire dalla nozione di ste origini. E’ questa, tra l’altro, un’opera-
“prendersi cura”, propria dell’ultimo zione che ha assunto le sue forme più
Michel Foucault; la cura di sé, per seducenti in Martin Heidegger, e nella
Foucault, passa attraverso un rapporto di particolare impronta neo-romantica che lo
piena immanenza al presente, come unico heideggerismo ha saputo dare a una parte
luogo dove il sé manifesta esistenza cospicua, forse per qualche tempo preva-
piena. Ed è, questo, un assioma che, in lente, del pensiero filosofico contempora-
certo qual modo, avrebbe costituito il neo31. Ma nel procedere della riflessione
primo cominciamento della filosofia con- contemporanea, non era più possibile
temporanea. Ad esempio, il problema individuare i luoghi di verità solo nelle
kantiano di determinare il senso radici, storiche o liguistiche del pensiero.
dell’Illuminismo viene riletto da Anzi, la tecnica industriale, che un tale
Foucault30 come il tentativo di compren- approccio tendeva a vedere, – in questo

30 Cfr. Foucault (1984), e la tr. it. di F. Polidori (1985). Entrambi i testi sono ora in Foucault
(1994: 115 e sg.).
31 Sull’argomento, cfr. il cap. 5 di Perniola (1986).
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caso, ad esempio, in sintonia con l’ap- del come si va, nietzcheanamente dallo
proccio lukácsiano –, come “peccamino- stesso allo stesso, fino alla nozione del
sa”, consentiva una piena transi- “farsi sentire”, Perniola ha volu-
zione dei saperi e dei corpi to costruire un percorso
nello spazio planetario filosofico che vuole evi-
che si pone come con- tare di lasciarsi inca-
quista e non certo strare da dicotomie
come regressione o proprie dei luoghi
oblìo dell’essere. ideologici come di
Un atteggia- quelli utopici, ma
mento positivo che pone a sua
rispetto al reale volta potentemen-
non significa te in gioco la que-
affatto sottovaluta- stione del rapporto
re i rischi, talvolta con il reale33. Nel
catastrofici, di una transito, il movimento
implosione di spazio, che pone in comunica-
causata dalla diffusione zione l’eterogeneo e avvici-
planetaria delle trasformazioni e na ciò che è distante, trova il suo
delle comunicazioni, o dagli effetti cumu- luogo l’elemento più libero della creativi-
lativi sugli ecosistemi delle potenzialità tà umana. Il movimento, di abbandono e
tecnologiche applicate alla guerra, alla di conquista, di deterritorializzazione e
produzione industriale allargata, al consu- riterritorializzazione, che può prodursi e
mo delle risorse non rinnovabili etc. Il incessantemente viene prodotto nell’azio-
rischio della catastrofe, che comunque è ne concreta degli uomini, rappresenta
un dato ineliminabile di ogni esistenza quanto di più liberatorio e potente che
singolare, non può esser usato come spau- l’essere, la carne del mondo, abbia saputo
racchio che nega la cura di sé32, intesa darsi, per contrastare la sua finitudine e
come pienezza di essere al mondo, nel insensatezza. E’ questo un movimento
rapporto continuo con la transizione, col transitorio, nomade, che attraversa il terri-
presente che ci viene incontro, e che può torio senza perimetrarlo in confini delimi-
esser accolto da un movimento di ascolto. tati e asfittici34. Con tale movimento
In questo senso, la produzione di un auto- nomadico si apre la possibilità, già inda-
re come Mario Perniola risulta altamente gata da Foucault, di costruire nuove sog-
significativa. Dalla nozione di transito, gettività a partire da un impersonale, che

32 Su questo tema vedi Aa. Vv. (1992).


33 Cfr. Perniola (19892).
34 Cfr. Deleuze - Guattari (1980). Sul nomadismo vedi anche Villani (1994).
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

è stratificazione di esperienza vissuta, di un mero fattore di nichilistico ottundi-


corporeità, di istanze e pulsioni che sfug- mento, se non vi fosse sempre in potenza
gono ai tentativi di compartimentazione, la grande libertà del moto arbitrario, sfug-
di organizzazione e controllo da parte gente, dei singoli. Singoli che trovano,
delle strategie di potere. Tali strategie creativamente la propria via di trasgres-
sono sempre, come direbbe Foucault, sione nell’esistente, al bordo delle rela-
“coestensive al sociale”35; la pretesa del zioni con i loro sistemi di appartenenza,
controllo sociale diffuso, generalmente per ampliare sempre più gli spazi di liber-
accolta come dato necessario, e oggi resa tà e di godimento.
sempre più efficace dalla tecnica, sarebbe

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35 Cfr. Foucault (1994).


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Ricerca massonica fra Illuminismo e Idealismo


Da Lessing a Fichte.
di Walter Moncada
Saggista

In the framework of the illuministic culture of the second half of the IXX° century,
the Author enters the role played by Lessing in the diffusion of the Spinozian
Immanentism and discusses the following impact of the ideas of Fichte with strict
regard to the educational function of the masonic Institution.

Immanentismo è legato ai gnare il Panteismo spinoziano. Con suo

L’ massimi esponenti del pen-


siero massonico nell’età
moderna: da Lessing a Herder, da Goethe
grande disappunto era però costretto a
rilevare - si era intorno al 1780 -, che
Efraim Lessing, il massone Lessing di cui
aveva cercato l’autorevole appoggio, si
a Fichte. Quando infatti il filosofo tede-
era ormai convertito all’Immanentismo
sco Federico Jacobi credette di potere
spinoziano, giudicando impossibile che
attaccare il Panteismo in quello che è il
l’infinità divina, di cui era convinto asser-
suo massimo esponente, Benedetto
tore, potesse conciliarsi con la personali-
Spinoza, sostenendo che un mondo tutto
tà di Dio stesso. Poco dopo un altro gran-
assorbito in Dio equivale ad un mondo
dissimo fratello, Wolfango Goethe, prese
senza Dio, si determinò nel pensiero tede-
le difese dello spinozismo, affermando
sco un risultato del tutto opposto a quello che il concetto spinoziano, e quindi il
che lo Jacobi si era prefisso di raggiunge- panteismo della divinità, gli sembrava
re; da allora l’influenza di Spinoza si essere il solo accettabile. In quegli stessi
accrebbe enormemente e l’Idealismo anni un altro grande fratello, Giovanni
romantico vi attinse linfa vitale. Herder, affermava che Dio è tutto e tutto
In effetti, allo Jacobi, legato ancora alla è in Lui. Il mondo intero non è che il
concezione tradizionale di un Dio perso- fenomeno di una forza eternamente
nale e trascendente, non poteva non ripu- vivente e operante.
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

Più tardi, Amedeo Fichte, fratello del illumina lo Spirito. Sta scritto: in princi-
Fichte fondatore dell’Idealismo moderno, pio era il pensiero, medita bene codesto
identificherà significativamente Dio con primo verso; che la tua penna non abbia
l’ordine morale del mondo. L’uomo si troppa fretta. E’ proprio il pensiero che
adegua a Dio in quanto, impegnato in tutto opera e crea? Starebbe meglio: in
principio era l’energia. Ma nel momento
un’eterna lotta cerca di assicurare la vitto-
stesso che metto giù la parola, qualcosa
ria dell’Io (ragione) sul non- mi avverte che non mi ci fermerò.
Io (istinto). L’essere Ecco, lo Spirito m’aiuta; pren-
tende al “dover esse- do d’un tratto consiglio e
re”, un “dover scrivo sicuro: in principio
essere” sempre era l’Azion.
raggiunto e
sempre supera- In principio, dunque,
to. Quanto al cioè ab aeterno,
“dover essere” l’Azione. L’Azione
in senso assolu- volta a significare l’at-
to - un “dover tuosa, inesauribile
essere” che si potenza creatrice di Dio
ponga al di là di come pensiero in atto
questo contrasto nella costruzione di quel
dialettico -, esso non è grande Tempio che è
oggetto di ragione ma di l’Universo. Sempre facendo rife-
fede, né potrebbe, d’altra parte, rimento ai fratelli massoni è interessante
essere diversamente, in quanto si tratte- analizzare la costruzione dell’uomo e la
rebbe, ancora una volta, di una imperso- filosofia massonica in chiave simbolica.
nale e astratta perfezione non traducibile
in termini razionali. Nella realtà della Massoneria e in quel
A questo punto, ad esprimere compiu- suo nucleo essenziale che è costituito dal
tamente il concetto adeguato della divi- lavoro di Loggia svolto ritualmente, con-
nità e della sua attività creatrice, mi corrono molti e diversi elementi che si
piace citare un famoso passo del capola- richiamano a una tematica molto estesa; e
voro di Goethe. Il vecchio Faust, intento tali elementi vi concorrono spesso in rap-
a tradurre il prologo del Vangelo, nella porto dialettico, come simbolismo e chia-
penombra della sua laboriosa officina, rezza razionale, richiamo alla perennità
così si esprime: della tradizione e proiezione verso il futu-
ro, intima concentrazione e irraggiamento
In principio era il Verbo, e qui già mi verso l’esterno, insistenza su chiare e
arresto. Davvero non posso stimare il semplici verità e scandaglio di profondità
Verbo tant’alto. Chi mi aiuta al seguito? inesplorate. Fra tali coppie di elementi
Debbo tradurre altrimenti se bene mi
assai importante è anche quella costituita
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Ricerca massonica fra Illuminismo e Idealismo. Da Lessing a Fichte, W. Moncada

dal legame intimo ed organico che nella dell’Istituzione, tanto che l’evento dell’i-
Loggia viene istituito fra una pluralità di niziazione si proietta su tutto l’iter suc-
persone e la valorizzazione del singolo cessivo del massone - e deve proiettarvisi,
individuo che sin dall’inizio viene avviato altrimenti bisogna dire che esso non si è
ad adeguarsi ad un modello di uomo, perfettamente realizzato - così
senza per questo cessare di con- sul piano psicologico, della
cretarsi e identificarsi con memoria, della coscienza di
una specifica ed inconfon- sé, come sul piano che
dibile personalità. potremmo chiamare trascendentale in
Quest’ultimo ele- quanto condizione oggettiva di tutto
mento è molto impor- quanto ad essa consegue.
tante perché per suo La concatenazione di concetti
tramite si attua, come vedre- che si affianca a quella di eventi è
mo in conclusione, l’aspetto antro- ad essa strettamente collegata,
pologico dell’esperienza massonica e la fornisce i termini per identifi-
possibilità per essa di tentare la concreta carla simbolicamente, configu-
realizzazione del suddetto modello di ra il senso di un certo tipo di
uomo, prefigurando in tal modo un origi- sviluppo, al punto che pro-
nale e inconfondibile apporto alla società gressivamente l’iniziato è
del presente e del futuro. indotto, o comunque
E, infatti, entro la Massoneria vi è sia dovrebbe trovarsi indot-
una concatenazione di eventi, sia una to, a interpreta-
concatenazione di concetti di dimen- re gli eventi
sione individuale. La prima ha il suo che attraversa
preludio nel manifestarsi dell’affinità nell’ambito istitu-
elettiva che porta il profano ad avvici- zionale attraverso tali
narsi all’Istituzione secondo modalità concetti. La simbologia
che, di regola, seguono la via inversa e che vi compare è duplice, e attiene anzi-
convergente della scelta e dell’avvicina- tutto alla lavorazione della pietra, com-
mento da parte di adepti che lo conoscono piuta dal lavoratore-scalpellino che trova
e ne valutano l’idoneità; e nell’oscuro e la pietra grezza e dopo averla levigata le
meditativo soggiorno, nel Gabinetto di dà forma cubica: è chiaro che in tal modo
Riflessione. L’evento con cui propria- il massone opera su se stesso, mentre
mente assume esistenza la suddetta con- tende alla maestria, ma il suo lavoro ha
catenazione è l’iniziazione, assai forte- pure una finalità collettiva, perché la pie-
mente contrassegnata dalla dimensione tra levigata è adatta a inserirsi nella
individuale. In essa, infatti, l’attenzione costruzione. Ed è alla costruzione che si
dei partecipanti e le vicende prescritte dal riferisce la simbologia parallela dell’edi-
rituale si accentrano fortemente su colui ficazione del Tempio, che è certamente
che, per essa, entra a far parte opera collettiva, ma per la pluralità inter-
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

pretativa con cui è lecito considerare i scritto da lui dedicato alla filosofia della
simboli può essere riferita alla stessa indi- Massoneria, i Dialoghi per Massoni
vidualità massonica del singolo, volta ad (Gespräche für Freimaurer, 1778-1780).
elevarsi al modello ideale proposto dalla
Istituzione, e tale da impegnare assidua- Quello che è l’educazione per il singolo,
mente l’attività dell’iniziato. lo è la Rivelazione per l’intero genere
umano.
In queste ed altre espressioni di pensie-
ro si può vedere lo sviluppo di una filoso-
Così suona il primo dei cento brevi
fia massonica, ma in realtà esso si è veri-
paragrafi preceduti da una pagina di intro-
ficato in stretta connessione con gli studi,
duzione, in cui consiste l’Erziehung. E il
le capacità e le esigenze di singoli indivi-
secondo paragrafo subito chiarisce:
dui formati filosoficamente, che hanno
sentito l’impulso di organizzare in espo-
L’educazione è come una rivelazione per
sizioni complessive, dotate di un signifi- il singolo uomo; e la rivelazione è un’e-
cato valido nel contesto degli indirizzi ducazione che è stata e ancora continua
speculativi prevalenti all’epoca, le loro ad essere impartita al genere umano.
interpretazioni.
Nel Settecento illuminista, il nome più Su queste premesse il filosofo disegna
noto di filosofo massone che abbia una storia religiosa dell’umanità che, par-
espresso in un’apposita opera una conce- tendo dall’Antico Testamento e passando
zione complessiva dell’Istituzione è quel- per il Nuovo, è destinata a culminare nel
lo di Gotthold Ephraim Lessing (1729- nuovo Evangelo eterno, nella rivelazione
1781). Ingegno multiforme, si fece nota- dello Spirito: l’illuminazione
re con la sua fecondissima attività di (Erleuchtung) caratterizza il consegui-
autore di teatro, di erudito, di critico di mento delle mete del progresso.
polemista. Se come autore di teatro con- In questo e in genere nei suoi scritti
quistò un posto preminente nella lettera- filosofici Lessing esprime, più volte,
tura drammatica di ogni paese; se con punti di vista caratteristici di chi ha inten-
l’insieme della sua opera letteraria si può samente meditato la propria appartenenza
dire l’iniziazione della moderna letteratu- ad un’istituzione iniziatica. Tale, per
ra tedesca, non meno cospicua, e sempre esempio, il suo attaccamento a dottrine
rilevante col maturare del suo ingegno, fu pitagoriche, sostenute in pieno clima illu-
la sua produzione filosofica, che fa di lui ministico; tale il costante presupposto di
la più geniale figura dell’Illuminismo un senso esoterico e di un senso exoteri-
tedesco (De Ruggiero). co delle dottrine religiose; tale la tenden-
Nell’ultimo decennio della sua esistenza, za a svelare solo uno strato superficiale
Lessing si dedica alla stesura del suo trat- del suo pensiero talora in apparente con-
tato sulla Educazione del genere umano traddizione con le sue convinzioni più
(Erziehung des Menschensgeschlechts, intime; alle quali peraltro riesce a intro-
1710-1789) che bene si integra con lo durre per la via indiretta nella sua conver-
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Ricerca massonica fra Illuminismo e Idealismo. Da Lessing a Fichte, W. Moncada

sazione scintillante di ironia gli satore. Il quale infatti, in


interlocutori più degni. pari tempo, pone in paral-
lelo nell’Erziehung l’e-
Non è vero che la linea più ducazione per il singolo
breve sia sempre la retta. con la Rivelazione per
l’intero genere umano,
Scrive avvicinandosi postulando così che
alla conclusione del trat- l’Erleuchtung, da lui
tato sull’educazione del indicata come meta del-
genere umano. Il significato l’umanità, non possa
della Libera Muratoria si attuarsi laddove non venga
inserisce nella visione della sto- perseguito di pari
ria come progresso; mentre passo il fine
l’analisi della situa- della costruzio-
zione religiosa del- ne dell’uomo.
l’umanità divisa
fra opposti dog- Con Johann
matismi, la quale Gottlieb Fichte
dimostra la (1762-1814) la
necessità di que- filosofia euro-
sta “chiesa invisibile”, spiega quali risul- pea entra ormai in pieno nella sua fase
tati deve dare l’Erleuchtung, cui tende romantica; anzi egli stesso rappresenta il
l’Educazione del Genere umano. punto di passaggio dall’ultimo Kant a
A questo punto ci interessa sottolinea- questa fase. La sua Filosofia della
re in questi Dialoghi a cui Lessing ha Massoneria (Philosophie der Maurerei)
consegnato la propria filosofia della raccoglie il testo di “lezioni” tenute,
Massoneria, il fatto che la forma scelta durante la primavera dell’anno 1800 nella
per l’esposizione indica di per se stessa Loggia Royal York dell’Amicizia di
come l’istanza che abbiamo segnalato Berlino, e pubblicate nel 1802-3 in una
alle origini delle ricerche filosofiche rivista massonica; è rimasta a lungo pres-
dedicate all’Istituzione, cioè lo sforzo di soché ignorata fino al 1923, allorché ne è
integrazione della realtà individuale in stata curata a Lipsia una ristampa ad
un principio oggettivo, tenda a conserva- opera di W. Flitner. Le lezioni di Fichte,
re una sua specifica presenza: sotto la destinate ai componenti della Loggia
guida di Falck, Ernst passa dall’ignoran- Royal York dell’Amicizia, vennero, come
za alla conoscenza, dalla profondità alla già accennato, pubblicate fra il 1802 e il
iniziazione, e ciò non avviene in un con- 1803 a cura del confratello J.C. Chr.
testo puramente pragmatico o particola- Fischer nella rivista Eleusinien des XIX
re, ma in una visione generale che si Jahrhunderts sotto forma di lettere dirette
salda con l’indirizzo filosofico del pen- a un profano, quindi con la corrisponden-
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

te modifica della forma letteraria; la Da questo precedente deriva una conse-


coerenza e la sottigliezza del discorso che guenza importante nella Filosofia della
vi viene svolto tuttavia garantiscono che il Massoneria di Fichte: cioè che, a differen-
testo esprime il pensiero autentico del- za di quanto accade in Lessing, la specifi-
l’autore. Per quanto riguarda la specifici- cità dell’Istituzione è vista in gran parte
tà e la finalità della Massoneria, Fichte nella sua trattazione attraverso la lente
riprende, nell’insieme, il concetto di costituita dal problema della costruzione
Lessing: in una società dominata dalla dell’uomo. Come è possibile sottolineare
divisione del lavoro, essa svolge il compi- in un’esposizione complessiva del suo
to di operare nella direzione di saggio, il quale esordisce facendo
una cultura umana universale. constatare, all’interlocutore profa-
Questa concezione no, anzitutto che L’Ordine
pare gli fosse stata Massonico esiste, malgrado
instillata da un i contrasti e le repressioni che
erudito e influente ha dovuto subire da
massone, che si era quando si è manifesta-
adoperato a intro- to, all’inizio del
durlo e a confe- Settecento a Londra,
rirgli autorità diffondendosi ovun-
nella Loggia que rapidamente, e
Royal York. continuando a dif-
Ma, d’altra fondersi malgrado
parte, esigenze gli ostacoli.
affini erano Dovunque si specula
state sviluppate su quale sia il suo
dallo stesso Fichte segreto al punto che si
nel suo celebre può dire a buon diritto: Il
corso di lezioni del segreto più divulgato e tutta-
1794 sulla Missione del
via più nascosto dei frammassoni
Dotto, la quale
è che essi sono e continuano ad esistere. E
ci si domanda allora: che cosa lega insie-
è come l’anticipazione essoterica delle
idee espresse a Berlino sei anni più tardi: me tutti questi uomini di pensiero, vita e
c’è la medesima dottrina sul fine univer- cultura quanto mai diversi, e li tiene vici-
sale dell’uomo, la medesima delineazione ni fra mille difficoltà?. E il punto è che fra
della società e delle sue classi nel loro questi uomini sono numerosi quelli saggi
ufficio positivo e negativo, c’è un identico e onesti, che da tempo perseverano nel
superamento morale, nella personalità dare opera alla Massoneria. Un fatto quin-
del saggio nei vincoli empirici e dei con- di risulta evidente: quanto è vero che
trasti contingenti. anche soltanto un uomo indiscutibilmente
(S. Caramella)
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Ricerca massonica fra Illuminismo e Idealismo. Da Lessing a Fichte, W. Moncada

saggio e virtuoso si gnato il suo campo


occupa dell’Ordine speciale di collabora-
frammassonico, di zione: gli uomini si
tanto è vero che esso dividono, secondo i
non è un giuoco, di loro compiti, in con-
tanto è certo che esso tadini, operai, ammi-
ha uno scopo, anzi uno nistratori, guerrieri,
scopo serio e sublime. studiosi. E’ bene che
Da ciò risulta che la sia così perché venga-
via per intendere l’es- no fronteggiate le
senza dell’Ordine condizioni materiali
passa attraverso l’in- dell’esistenza della
dagine rivolta verso società. Senonché
l’uomo che ne fa ciascun individuo si
parte, per capire che forma in grado emi-
cosa possa proporsi nente soltanto per la
come scopo l’uomo condizione che ha
saggio e buono in tal scelto. E da ciò sorge
colleganza. in tutti una certa
Ecco trovato il ban- incompiutezza e uni-
dolo per arrivare alla lateralità che abitual-
deduzione dello scopo di una società par- mente si trasforma in pedanteria; e in tale
ticolare, dallo scopo finale dell’uomo, che situazione s’impedisce con la più alta
è il tema della prima lezione. Scopo del- possibile educazione di classe la più alta
l’uomo saggio e buono è lo scopo finale possibile evoluzione dell’umanità.
dell’umanità, che quaggiù portiamo in noi Ed ecco tornare nel discorso la
e la sua massima possibile perfezione. Massoneria. Essa non può usurpare le
L’individuo cosciente lo pensa chiara- finalità di una qualche classe esistente, e
mente, e tale scopo egli si pone come neppure quelle dello Stato. Ma se deve
meta cosciente di tutto il suo agire. scegliersi un fine non riducibile ad altri,
Come viene perseguito dalla grande questo può essere soltanto quello di risol-
società umana (detta “grande” in contrap- levare a cultura umana universale l’unila-
posizione alla “società particolare” su cui teralità delle classi sociali: uno scopo
verte l’indagine)? Essa deve lottare per la grande, razionale, possibile; uno scopo
sopravvivenza contro la natura e il tempo quasi impossibile a conseguirsi nella
che la condizionano; perciò ha diviso in “grande società”, che tende a imporre la
parti l’insieme dell’evoluzione umana, se logica della specializzazione, uno scopo
ne è distribuite le varie branche e attività, che esige dunque una separazione certo
e a ciascuna condizione sociale ha asse- non perpetua della grande società stessa.
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FILOSOFIA E MASSONERIA NEL SECOLO DEI LUMI

A sua volta la cultura massonica diventa


ora parte costitutiva del nuovo uomo, non
lo disinserisce certo dal suo posto nel
mondo - dalla famiglia, dall’ambiente
umano, da quello di lavoro - e ciò com-
porta quindi per lui e per i confratelli la
capacità di operare per il mutuo influsso
dei diversi settori della società e di pro-
muoverne così il progresso.
Svolto così il tema della prima lezione
(che, ricordiamolo, è la deduzione dello
scopo di una società particolare dallo
scopo finale dell’uomo), Fichte passa alla
seconda, divisa in due parti ben distinte,
quindi alle due lezioni successive e con-
clusive; il loro tema è costituito rispettiva-
mente dalla deduzione e contenuto del-
l’insegnamento massonico e dalla dedu-
zione della storia e della forma dell’istru-
zione massonica.
In questi ambiti il filosofo procede ad
Il massone nato uomo e passato attraver- una sottile analisi, in primo luogo dei
so l’educazione della sua classe deve caratteri che acquista il problema religio-
essere su questo terreno nuovamente edu- so, quello politico e quello del lavoro alla
cato da capo, a fondo, per essere uomo. luce delle precedenti acquisizioni. Per
quanto riguarda la religione, l’istruzione
Attenzione: non si tratta, secondo massonica determina il formarsi nell’a-
Fichte, di un’educazione alla libertà depto di una concezione universalmente
etica, che non può essere oggetto di umana di essa, nella quale rimangono
comunicazione senza diventare ipocrisia; accantonati gli elementi accidentali ed
bensì alla sensibilità morale, che si realiz- unilaterali, per cui il massone tende a
za attraverso lo scambio continuo delle diventare assolutamente un uomo che
qualità individuali. E in generale che cosa pure ha la sua religione. Per quanto riguar-
opera l’Ordine nel massone? da la politica, la stessa ispirazione “uni-
Contribuisce potentemente ad avvicinar- versalmente umana” dell’istruzione mas-
lo alla maturità, cioè alla pienezza di cul- sonica fa sì che nell’animo dell’adepto
tura universalmente umana, al modello
dell’uomo perfetto ideale del massone (e Amor di patria e sentimento cosmopolita
dei caratteri di tale uomo il filosofo fa sono intimamente congiunti, anzi stanno
una specifica ed eloquente descrizione). entrambi in questo preciso rapporto: l’a-
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Ricerca massonica fra Illuminismo e Idealismo. Da Lessing a Fichte, W. Moncada

mor di patria è in lui l’azione; il sentimen- queste istituzioni deve essere metaforica,
to cosmopolita è il pensiero; il primo è il e quindi segreta; pertanto non può usare
fenomeno, il secondo è l’intero spirito di altro che la comunicazione orale.
questo fenomeno: l’invisibile nel visibile. Risulta chiaro, in tal modo, che il testo
stesso in cui queste cose vengono esposte
Infine, quanto al lavoro, cioè a quella non va confuso con la concretezza del
parte del fine complessivo dell’umanità sapere che è proprio ed essenziale della
inteso a far sì che la natura priva di ragio- Massoneria.
ne venga interamente sottoposta al volere
razionale, e l’essere razionale domini sul Nulla impedisce che si divulghino in que-
morto meccanismo, l’istruzione massoni- sta forma i misteri; si divulga soltanto il
ca comporta che esso non sia valutato discorso o lo scritto.
secondo estrinseche categorie economi-
che e sociali, bensì “secondo la fedeltà” Ricordiamo: chi non ha già in sé i miste-
con cui è compiuto, così da apprezzare di ri non può afferrarli. Tali misteri poi vanno
più un contadino che lavora bene la terra riscoperti col mutare dei tempi, poiché la
che un filosofo inetto. Vogliamo dire, con cultura segreta deve procedere di pari
espressione oggi in voga, secondo un cri- passo con quella pubblica nel perseguire il
terio di “qualità totale”? fine di attuarsi come cultura universalmen-
La seconda parte della seconda lezione - te umana: il sapere - è questa la conclusio-
originariamente, forse, una terza lezione -, ne -, che torna a rivolgersi all’uomo non
conclude in un certo modo relativizzando può dunque non tradursi nel fare.
l’intera “filosofia della Massoneria” di
per sé presa. Infatti, dopo aver dimostrato Rallegrati che non tutto sia come dovreb-
che le istituzioni segrete di cultura sono be essere, sì che tu abbia da lavorare.
altrettanto antiche quanto la divisione
delle classi, e costituiscono sicuramente Il residuo oggettivo dell’intera medita-
una tradizione continua attraverso tutta la zione è costituito da quel lavoro con cui il
storia, si sostiene che la forma didattica di massone costruisce se stesso. HIRAM
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Recensioni

LUIGI GRASSIA, Un italiano fra Napoleone e i Sioux


Ed. Il Minotauro, Roma 2002. 28,00 - pp. 232.

Una distesa di terra verde e piatta. Una collina, la sola collina che io abbia incontra-
to in quest’ultima parte del viaggio. Un laghetto che sgorga dal nulla sulla sua cima,
un’opera che solo il Creatore può spiegare. A osservare questo solenne spettacolo, nel
silenzio del Minnesota sotto il sole di mezzogiorno del 31 agosto 1823, è un italiano
giunto per primo e da solo alle sorgenti più settentrionali del Mississippi, il “Padre dei
Fiumi” che nasce proprio da quel limpido specchio d’acqua.
Come si è formato questo lago? Da dove vengono le sue acque? Bisogna chiederlo
al Grande Architetto dell’Universo [...]. E’ questa la sola risposta che abbia significa-
to, per l’esploratore vestito di pelle d’alce alla maniera pellerossa, mentre scocca il
momento più magico della sua vita. L’italiano sulla vetta del mondo è un massone fiero
di esserlo. Si chiama Giacomo Costantino Beltrami. Un nome che per quasi duecento
anni l’oblio ha avvolto nel suo involucro. Vediamo di squarciare quest’involucro, per-
ché i massoni possano a loro volta scoprirsi fieri di questo loro fratello misconosciuto.
Misconosciuto, diciamo, ma non del tutto ignoto. Chi è nato a Bergamo saprà probabil-
mente che anche Beltrami è nato lì (nel 1779). Chi è marchigiano saprà forse che Beltrami
vi ha passato la maggior parte delle sua vita italiana. Ma un personaggio della sua statu-
ra meriterebbe ben altra considerazione che quella di gloria locale, visto che in America
gli viene attribuita la scoperta delle Sorgenti Giulie (fra le più importanti del Mississippi)
e che la zona del Minnesota in cui si trovano queste fonti si chiama Beltrami County.
Sotto la scorza rude dell’esploratore solitario, Giacomo Costantino Beltrami nascon-
de una personalità raffinata. E’ un gentiluomo, già soldato di Napoleone, patriota, giu-
dice, scrittore e infine viaggiatore (così si definisce modestamente) un pò per gusto e
un pò per forza. Dall’Italia caduta preda della Restaurazione ha dovuto fuggire in
quanto libero pensatore, massone e simpatizzante carbonaro.
Per le sue idee ha anche dovuto subire un procedimento giudiziario, dopo un’abortita
rivolta carbonara a Macerata il 24-25 giugno 1817. Non si è trovato modo di collegarlo
direttamente allo specifico episodio dell’insurrezione, ma Beltrami è finito nelle spire
della giustizia pontificia in quanto conosciuto per Masone Carbonaro. La vicenda si è

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RECENSIONI

conclusa un anno dopo senza una condanna ma anche senza un’assoluzione, e questo lo
ha costretto all’esilio, prima in Europa e poi in America.
Massone Beltrami è sicuramente. La sua prima affiliazione, di cui non abbiamo trac-
cia scritta, dovrebbe risalire al 19 marzo 1797, tre giorni dopo che a Bergamo era entra-
to Napoleone con le sue truppe. Di certo sappiamo, grazie a un diploma conservato
presso la loggia di Treviso, che il 29 giugno 1808 a Giacomo Costantino è stato rico-
nosciuto il grado di Maestro. L’autore di questo articolo (e della più recente biografia
di Beltrami, pubblicata nel 2002) ha anche avuto la fortuna di scoprire due lettere mas-
soniche, finora inedite, spedite a Beltrami nel 1807 e 1880. C’è anche una prova scrit-
ta che il 17 febbraio 1824 egli è stato ricevuto in visita come rispettabile e perfetto
cavaliere dall’Oriente di New Orleans (Louisiana). Ma la testimonianza migliore è
quella dello stesso Beltrami, che proprio nel momento che rappresenta lo zenit della sua
avventura, per la prima e unica volta nei suoi scritti si rivela pubblicamente come mas-
sone sciogliendo un inno al Grande Architetto dell’Universo.
La storia del Beltrami massone esalta quella dell’avventuriero e dell’esploratore, che
secondo alcuni critici potrebbe aver ispirato a James Fenimore Cooper la figura del pro-
tagonista bianco dell’Ultimo dei Mohicani. Per lanciarsi da solo nel Minnesota di allo-
ra, Beltrami si vestì come un indiano e si munì di un cavallo e una canoa. Si fece cono-
scere e apprezzare dai Sioux e dai Chippewa come grande cacciatore, grande guerriero
e persino stregone. Fu coinvolto in guerre fra tribù, subì attacchi e fece da paciere fra i
nuovi amici pellerossa, guadagnandosi una fama straordinaria.
Una fama che non si è mai spenta. Il suo Dizionario della lingua Sioux, primo a esse-
re compilato, è tuttora stampato dalla casa editrice dei Lakota (quelli di Nuvola Rossa
e Cavallo Pazzo, per capirci) e nel 1987 una delegazione di stregoni Sioux è arrivata
fino a Bergamo per vedere i tamburi sacri e le pipe che Beltrami riportò in Italia dal suo
viaggio favoloso. Questa storia è uno scrigno appena aperto e pieno di sorprese.

RAIMONDO DE SANGRO, Lettera apologetica


Ed. Alos, Napoli 2002. 28,00 - pp. 303.
di Leen Spruit
Pubblicata nel 1750, la Lettera Apologetica di Raimondo de Sangro, VII principe di
Sansevero, (1710-1771), è un’opera con una struttura particolarissima e un destino sor-
prendente. Infatti è stata stampata dal de Sangro con un procedimento tipografico di sua
invenzione capace di effettuare la stampa simultanea di più colori con una sola passa-
ta di torchio. Scritta In un linguaggio aderente ai dettami dell’Accademia della Crusca
di cui il principe era membro, con il nome di “Esercitato”, la Lettera, pur se conosciu-
ta e diffusa in tutta Europa, nei secoli successivi è entrata in un progressivo oblio, anche
per il sospetto di eresia da cui è stata accompagnata fin dalla messa all’Indice ad opera
della Chiesa. Essa dunque nel suo significato complessivo è uscita dall’attenzione

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RECENSIONI

generale rimanendo quale fonte privilegiata di notizie autobiografiche sulla vita e le


opere dello stesso Raimondo de Sangro.
L’odierna edizione della Lettera Apologetica indaga il significato centrale dell’opera
emarginando l’interpretazione di testo a chiave, volutamente misterioso ed enigmatico,
sostenuto ancora oggi per alcune parti dell’opera.
Leen Spruit, curatore di questa edizione annotata della Lettera Apologetica ricostrui-
sce, con rigore, rintracciando le fonti citate ed usate, la cultura di Raimondo de Sangro
nel contesto della cultura filosofica e scientifica dell’epoca, analizza le tematiche cen-
trali, discute la struttura letteraria e la fortuna critica dell’opera, offrendone poi una
nuova chiave di lettura.
Sfruttando al massimo lo schermo e la varietà stilistica del genere epistolare il Principe
infatti lancia una sfida alla cultura ecclesiastica contemporanea di vaste proporzioni. Con
lo scopo apparente di convincere una misteriosa interlocutrice del potenziale semantico e
letterario dell’antico sistema di comunicazione degli Inca basato sui Quipu (stringhe di
nodi colorati) già immaginato da Madame de Grafigny nel suo Lettres d’une Péruvienne,
Raimondo de Sangro, alternando confessioni e sfoghi, note storiche e autobiografiche, dis-
quisizioni di esegesi biblica e circa l’origine dell’universo, coglie ogni spunto per disser-
tare sulla tesi che l’uso di caratteri geroglifici, segni, scrittura o anche dei Quipu, sia anti-
co quanto l’Uomo, esponendo dunque opinioni difficilmente conciliabili con la Storia
Sacra e con la Dottrina della Chiesa Cattolica circa l’origine dell’universo e dell’uomo.
La Lettera Apologetica per le disinvolte e provocatorie citazioni di autori proibiti o
fortemente sospettati dalla Chiesa (Toland, Collins, Bayle, Voltaire, Marquis
d’Argens) se da un lato ha consentito al de Sangro di diffondere idee innovative, dal-
l’altro ha suscitato veementi reazioni degli ambienti ecclesiastici del tempo, tanto da
essere messa all’Indice come opera scandalosa temeraria, offensiva alle pie orecchie,
che favorisce l’eresia e il materialismo.
In appendice a quest’opera enigmatica e bizzarra; diffusa e conosciuta nel panorama cul-
turale del settecento europeo, ma, fino ad ora, mai studiata nel suo complesso, il curatore
pubblica una serie di documenti, per la maggior parte inediti, che offrono la possibilità di
ricostruire l’intricata vicenda della messa all’indice dell’opera e dei tentativi di riabilitarla.
Al di là di un interesse antiquario a conoscere un opera di difficile reperibilità, nella
Lettera Apologetica si definisce con chiarezza la dimensione di intellettuale europeo del
principe di Sansevero. pienamente inserito nel filone della cultura innovativa e antitra-
dizionale (di cui la Massoneria era una delle componenti) che aveva le sue radici nel
libertinismo erudito e nell’illuminismo radicale, nonché nella peculiare ricezione della
cultura scientifica contemporanea di Italia.
La proposta di lettura della casa editrice Alos di Napoli consente dunque di fare ulte-
riore luce sulla poliedrica personalità di Raimondo de Sangro, già universalmente noto
come alchimista, inventore, massone, editore, etc., rilanciando un dibattito approfondi-
to sulla cultura napoletana del Settecento attraverso uno dei suoi protagonisti.

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RECENSIONI

CESARE G. DE MICHELIS, La giudeofobia in Russia: dal libro del kahal ai


Protocolli dei Savi di Sion
Ed. Bollati Boringhieri, Torino 2001. 15,49 - pp. 223.
di Gennaro Scalamandrè
In meno di 40 pagine l’autore tratteggia in maniera incisiva la “sub cultura” anti semi-
ta ed anti esoterica presente nella Russia zarista del primo decennio del ‘900. Sono anni
in cui vengono “costruite” le assurde prove contro il complotto degli ebrei creando quel
clima di discriminazione che sarà fatto proprio in seguito dal nazismo. Segue una bellis-
sima antologia di testi dell’epoca: Prefazione al libro del kahal (1869) di Jakov
Brafman, Il segreto degli ebrei (1895) Anonimo, Complotti contro l’umanità (1902) di
M. Menshikov, Programma della conquista del mondo da parte degli ebrei (1903) di P.
Krushevan, Protocolli dei Savi di Sion (1903) Anonimo e altri ancora. La lettura di que-
sti testi fa scoprire il modo irreale in cui gnostici, illuminati, rosacrociani, martinisti e
massoni sarebbero stati tutti asserviti ai progetti di potere dei Savi di Sion. La
Massoneria, guidata dalla confraternita ebraica, diventa la causa delle peggiori nefan-
dezze dell’epoca: il liberalismo, il cosmopolitismo, l’anarchia, il terrorismo (assassinio
di Umberto I) con l’obiettivo di distruggere l’umanità.
Si tratta dunque di un’attenta ricostruzione storica di strumenti di repressione che agli
occhi di molti assumono una nefanda attualità.

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Segnalazioni editoriali

GRANDE ORIENTE D’ITALIA - PALAZZO GIUSTINIANI


Una Loggia. Perchè? ... Decennale (1991-2001) R∴
L∴ “Rhegion” n° 1101. OR∴ di Reggio Calabria
Ed. Gangemi, Roma 2002. pp. 192

Questa selezione di “lavori”, che testimoniano il


percorso della R∴ L∴ “RHEGION” n° 1101 all’Or.
di Reggio Calabria nel corso degli anni, viene pub-
blicata in occasione del decennale della sua fonda-
zione (1991-2001).
Il libro è indirizzato, evidentemente, non solo agli
“addetti ai lavori”, affinché il patrimonio intellettuale
e di ricerca, insieme alle conoscenze etiche, filosofiche
e sociali, non rimanga nel chiuso delle Officine, ma sia
divulgato e compreso anche dalla società profana.
E tanti più lettori avrà tra i non “liberi muratori”,
tanto più l’opinione pubblica muterà, crediamo, atteg-
giamento nei confronti della Massoneria e dei masso-
ni, perchè solo attraverso la conoscenza si può giungere al rispetto.
La loggia Rhegion nasce per il bisogno di attribuire nuova dimensione al proprio modo di
essere, per contribuire “all’elevazione morale, materiale e spirituale dell’uomo e dell’umana
famiglia”, per l’avvertita esigenza di poter “fare” e “dare” altro al mondo profano, per raf-
forzare lo spirito di servizio ed attribuire nuovo spessore alla solidarietà ed alla pietà socia-
le, ma anche al sentimento della responsabilità.
La Loggia, in questi anni, si è ripetutamente aperta al profano (esponendosi alle sue valuta-
zioni), persuasa del fatto che il sospetto ed il pregiudizio vadano sconfitti sul terreno della
cultura e dell’impegno sociale.
Con tali premesse, la Loggia Rhegion ha perseguito e promosso la visibilità del Progetto mas-
sonico per l’Uomo e la Società, progetto che, come è evidente, si avvale di un programma tutto
“giuocato” all’esterno, realizzato attraverso iniziative orientate ad avvicinare la Massoneria
alle più diverse realtà, nella consapevolezza che l’unità e la volitività degli intenti valgano
bene ad affrontare ostacoli e bisogni, ancorché questi ultimi siano “sommersi” ed indefiniti.

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SEGNALAZIONI EDITORIALI

LUCA GUAZZATI
L’Oriente di Ancona. Storia della Massoneria dorica
(1815-1914)
Ed. Affinità Elettive, Ancona 2002. 14,90 - pp. 327

La storia di Ancona dal 1815 alla prima guerra mon-


diale è fortemente intrisa di episodi legati al patriotti-
smo dei primi Carbonari, esaltati dall’influenza repub-
blicana francese e dalla locale Massoneria che si svi-
luppa soprattutto dopo l’Unità grazie alla fondazione
della Loggia Garibaldi nel 1862. Con il ritrovamento
del regolamento interno di questa Loggia e con il
materiale documentario per la prima volta messo a
disposizione dai massoni di Ancona, è stato possibile
ricostruire un’ampia parte delle ingerenze massoniche
sociali, economiche e in particolare politiche di alcuni
celebri personaggi anconitani aderenti alla Libera
Muratoria. Ripercorrere le gesta di Angelo Pichi ed
Augusto Elia, del nucleo storico della democrazia
repubblicana che fece nascere il Lucifero e di Oddo Marinelli, fra ideali di Fratellanza e azio-
ne anticlericale, negli scontri intestini di ogni movimento politico dell’epoca, fino al confronto
con Mussolini, significa celebrare nel migliore dei modi il 140° della gloriosa Loggia Garibaldi.

CLAUDIO MASINI
(con la collaborazione di Paolo Bezzi e Fabrizio
Milani Ravaglia)
La R∴ L∴ Dante Alighieri n° 108 all’Oriente di
ravenna. Nel 140° anniversario della fondazione
(1863 - 2003)

Ogni Loggia ha un labaro. Sopra (n.d.r.: foto di retro-


copertina), quello della R∴ L∴ Dante Alighieri n°
108, con riportato l’anno di fondazione (5862 V∴
L∴) corrispondente al 1863, fino all’inizio del mese
di marzo, secondo il calendario profano.

A∴G∴D∴G∴A∴D∴U∴

Alla Gloria Del Grande Architetto Dell’Universo,


L∴U∴F∴ Libertà - Uguaglianza - Fratellanza,
le divise della Massoneria universale.

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SEGNALAZIONI EDITORIALI

NEA AGORA’
Rassegna di Studi Tradizionali
Numero doppio: Dicembre 2002/Gennaio 2003
Anno VIII Nuova Serie • nn. 4/02 - 1/03

Nell’attesa ... della pace che verrà!


Tao e immortalità in Giappone nelle epoche di Nara e Heian
Che cos’è l’Esoterologia?
L’antisemitismo illustrato e ricordato da un non ebreo
Il ruolo sociale della medicina naturale
La morte: incubo o inizio di una nuova vita?
Il profondo significato spirituale delle icone
Oligoterapia: le terapia attraverso gli elementi chimici
Leonardo Fibonacci: dalla corte di Federico II alla Borsa
Incas: miti, simboli, leggende
Fisica o Misticismo? Nuove frontiere della fisica quantistica
La magia sacrale degli alfabeti

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