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Poich Scribd "taglia" le descrizioni troppo lunghe, ho pensato di risolvere questo problema trascrivendo integralmente il commento a Chymica Vannus

di V. Verginelli cos come lo riporta nella sua Biblioteca Hermetica. XVII sec. CHYMICA VANNUS RECONDITORIUM AC RECLUSORIUM Opulentiae Sapientiaeque NUMINIS MUNDI MAGNI, Cui deditur in titulum CHYMICA VANNUS, Obtenta quidem et erecta Auspice Mortale Coepto; Sed Inventa Proauthoribus Immortalibus Adeptis, Quibus Conclusum est, sancitum & decretum, Ut Anno hoc per Mysteriarcham Mercurium, Velut Viocurium, sed Medicurium, StatVta oraCVla sVa eXorDIne InoLesCerent, & aVrea VerItas perspICaCIorIbVs IngenIIs nVDe breVIterqVE InnotesCeret. Orbe post Christum natum Millesimo, sexcentesimo, sexagesimo sexto, Idibus Majis. Amstelodami Apud Joannem Janssonium Waesberge, & Elizeum Weyerstraet, Anno 1666. Indice delle illustrazioni 1. CHARACTER ADEPTORUM 2. Chorus PHILOSOPHORUM 3. CIRCUS MAGICUS 4. Strata & Prata ELYSII 5. Cavea SIBYLLARUM 6. Orbis SOLIS 7. Orbis LUNAE 8. Orbis MARTIS 9. Orbis MERCURII 10. Orbis JOVIS 11. Orbis VENERIS 12. Orbis SATURNI Indice degli argomenti EPIGRAMMA in ZOILIUM IDONEUM ad LECTOREM INTERVERBIUM P. 1 P. 5 P. 30 P. 192 P. 249 P. 272 P. 273 P. 274 P. 275 P. 276 P. 277 P. 278 P. P. 4 6

SOLILOQUIUM PARAPHRASTAE MATUTINUM

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Segue con altra impaginazione la: COMMENTATIO DE PHARMACO CATHOLICO; Quomodo nimirum istud in tribus illis naturae Regnis,Mineralium, Animalium ac Vegetalium, reperiendum: atque La Commentatio de Pharmaco Catholico anzitutto in prima pagina riproduce il Character Adeptorum, come gi era avvenuto nellopera precedente, prima del frontespizio del Reconditorium ac Reclusorium. Di poi segue una paginetta e poco pi intitolata: Comentor industrio, ingenuoque Lectori, segue la Praefatio in commentatione de Pharmaco Catholico, che occupa tre paginette; ancora una pagina e mezza dedicata al Verbum Necessarium, quod interpres loquiabit, priusquam pergat. Indi ha inizio la Commentatio vera e propria in XVIII capitoli. Segue una Brevis Appendix o anche, come lautore dice, una Plana recapitulatio commentationis de Pharmaco Catholico. Infine un breve Memoriale ad Lectorem e lopera si chiude con due cronogrammi: angLos DVM bataVI praestarent aeqVore beLLo. DVM bataVos angLI praestarent aeqVor beLLo &c.. Lesemplare, che noi conserviamo, fu edito ad Amsterdam nel 1666 ed la prima edizione di questopera celebre e strana, che da secoli va sotto il nome di Chymica Vannus. Epper chi cercasse nel Duveen alla voce Chymica Vannus non ne troverebbe menzione. La troverebbe, ma fuggevolmente nominata, nel Ferguson, che ne rimanda la trattazione alla voce Reconditorium ac Reclusorium Opulentiae Sapientiae Numinis Mundi Magni, cui deditur in titulum Chymica Vannus etc.: il quale Reconditorium etc. corrisponde al volume datato Amstelodami, Apud Janssonios etc. Anno 1666, che noi stiamo esaminando. Il Ferguson aggiunge che tale libro fu ristampato a Leyden nel 1696 sotto il titolo Chemiae Aurifodinae Incomparabilis e si sofferma ad annotare omissioni e variazione intercorrenti fra le due edizioni. In quanto allautore il Ferguson afferma che nulla si conosce, anzi dice testualmente cos: Of the Author nothing is known except what he says incidentally, as in the little of the Commentatio, that he translated it from the German, when he happened to be in London, or in the Epigramma in Zoilium when he says: Gelria mi patria est, sed Venloa propria terra, me mihi scito data non sine lege loqui . La parte finale della Chymica Vannus, la Commentatio de Pharmaco Catholico, ritenuta dal Ferguson una versione latina del Von der Universal Medicin di Johannes de Monte-Snyder. Infatti verso la fine del lungo titolo del De Pharmaco Chatholico, c questa frase: Londini in Anglia, ab uno eodemque Paraphraste,, qui usqueadhuc Chymicam Vannum insituit e Germanismo in Latinismum traiecta . Il che potrebbe significare secondo il Cataloghista della Collezione Mellon che la Commentatio fu tradotta dal tedesco in latino e dalla medesima persona che compose (undertook) la Chymica Vannus. Infatti laccurato Cataloghista cos scrive: The exact sense of the Latin instituit is not clear. Did he write Chymica Vannus or translate it or simply edit it? No other known version of it exists. Il Duveen dichiara senza ambagi che Monte-Snyder lautore di tutta lopera e scrive: I believe Monte-Snyder to be the author of the whole work, a supposition which agrees with the Dutch origin of the author as it appears from the verses quoted by Ferguson. Di Monte-Snyder pi notizie d il Ferguson, che a questi attribuisce la paternit della sola Commentatio. E ci informa che Joseph de Monte-Snyder, sebbene apparentemente olandese, era con pi probabilit un tedesco di nome Mondschneider, nativo del Palatinato. Altri dicono che Monte-Snyder fosse, da parte di madre, nipote di Levinus Lemnius, famoso e conosciuto alchimista, di cui possediamo pregevoli opere. Anzi persino si disse che da Levino Lemnio got the tincture with which he performed several transmutations. Scrittori ne narrarono. Una

di queste trasmutazioni avrebbe avuto luogo a Aix-la-Chapelle. In questoccasione produsse oro e argento in qualit extraordinary fine da piombo e rame. Si narr pure che fosse morto a Mainz in povert. Come non raramente misteriosa la fine di tanti alchimisti! Concludendo: da parte degli studiosi al Monte-Snyder si attribuisce la Commentatio de Pharmaco Catholico, la cui prima edizione in tedesco risalirebbe, secondo il Duveen; a quella stampata a Francoforte sul Meno nel 1662. Loriginale in latino non fu mai stampato e circol manoscritto fino ai primi decenni del Settecento. Il Caillet alquanto arbitrariamente attribuisce tutta lopera a Thomas Vaughan (Philalethes) e riporta di Stanislao De Guaita, che fu tra i pi fini cultori di Scienze Ermetiche nella seconda met del secolo scorso, questo giudizio: Trs mistrieux ouvrage dAlchimie et de Philosophie Mystique publi en mai 1666 par le Frres de la Rose+Croix: il est singulier de texte et de figures et se trouve difficilement en librairie. Le supplment Commentatio parat plus rare que louvrage mme. Encore que son sous titre mentionne la Chymica Vannus comme crite par le mme Paraphraste (sic), ce supplement semble avoir t publi o mois auparavant (Oct. 1665). Il faut dfaut dans un certain nombre de exemplaire qui ont pass sous mes yeux. Le Catalogue de la Bibliothque de labb Sepher attribue formellement la Chymica Vannus Philalethes, Grand Matre de la R+C. Giustamente il De Guaita qualifica molto misteriosa la Chymica Vannus, anzi forse lopera pi misteriosa e pi famosa fra quante ne annoveri la secolare storia dellAlchimia, chiunque ne sia stato lautore. Opere tali non hanno pari. Forse, per voluta oscurit e per voluta chiarezza, per ametodicit e per fantasia, per sbrigliatezza e per spregiudicatezza, possono competere con la Chymica Vannus soltanto le opere di Giuliano Kremmerz, che ai nostri giorni stato il massimo Maestro di Ermetismo ed fra i pi grandi di ogni tempo. Il Kremmerz ammirava molto la Chymica Vannus. Lo affascinavano loriginalit del testo autenticamente alchimico e la singolarit della iconografia, lestro e la foga del discorso talvolta ieratico talvolta cordiale, malgrado le gonfiezze e le tronfiezze secentiste. Spesso ne citava alcuni frammenti, spesso ne riprendeva le arbitrarie ma intelligenti etimologie, filologicamente eterodosse, spesso riprodusse simboli e disegni e le belle figurazioni finemente incise e molto significanti. Inser il Character Adeptorum e la Cavea Sibyllarum nella sua Porta Ermetica (Roma, Luce e Ombra, 1910), unaltra volta riport il Chorus Philosophorum nel Commentarium, rivista fondata da Kremmerz nel 1910 a Bari e da lui proseguita nel 1911. E fu Kremmerz nel 1921 ad affidare la versione della Chymica Vannus, a Gerolamo Moggia, come a suo discepolo molto progredito negli studi ermetici e ottimo conoscitore di latino e a me che qui scrivo, la versione, chio serbo presso di me e che non stata mai sinora pubblicata. Qui mi consenta il benevolo Lettore che io inserisca, con umilt e con commozione, una nota personale autobiografica. Fu proprio Gerolamo Moggia che io incontrai casualmente1 nel trenino Bari-Barletta nel lontano febbraio 1921 e aveva tra le mani la Chymica Vannus affidatagli dal Kremmerz. Io sedevo vicino a lui, figura mite e serena. Lui leggeva, io sbirciavo fra le scritture inintelligibili e le bizzarre immagini di quella stampa antica. E morivo dalla voglia di sapere che libro fosse mai quello. Infine glielo chiesi. E lui me lo porse. Gentilissimo e con semplicit. Nessun libro, sino ad allora, mi aveva incuriosito di pi. Lo presi, lo rigirai tra le mani, ne leggevo qualche riga, guardavo una tavola, e ne capivo ancor meno. Moggia sorrideva. Che strano io dissi mai visto un libro cos. Lo credo disse Moggia e sorrideva, compiaciuto che io avessi voluto vedere quel suo volume e fossi rimasto curioso di saperne di pi. Seguirono le presentazioni. Io andavo da Corato mio paese a Bitonto, dove frequentavo lultima classe di liceo, lui andava anche da Corato ma a Bari. Seppi anni dopo da lui che quel
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Anatole France diceva che il caso lo pseudonimo che Dio adopera quando non vuole segnare con la sua firma.

giorno si recava, come periodicamente tutti i mercoled, allAccademia Pitagora ivi fondata dal Kremmerz e guidata degnamente da Giacomo Borracci: LAccademia Pitagora era una delle due accademie fondate dal Kremmerz nel 1910: laltra Accademia era a Roma e il Kremmerz la chiam e tuttora si chiama Circolo Virgiliano. A dirla breve divenni discepolo di Gerolamo Moggia e questi nel settembre del medesimo anno parl di me al Kremmerz, che fu molto lieto che io mi fossi offerto con entusiasmo a collaborare con Moggia nellardua traduzione della Chymica Vannus. Pi tardi Moggia da Corato si trasfer a Bari (era Pastore Valdese) ed io da Corato mi trasfer a Firenze per frequentare quella Facolt di Lettere. Seguitavamo intanto nella traduzione della Chymica Vannus, ognuno per suo conto e ognuno con un testo originale, dico quello di Amstelodami 1666: uno del Maestro, laltro del Borracci. E io li posseggo tuttora tutti e due. Uno, anzi, sto per regalarlo alla Biblioteca dei Lincei insieme con tutta la Raccolta Verginelli-Rota di Antichi Testi Ermetici, di cui in corso la pratica di donazione da parte mia. E, dopo la breve digressione, ripigliamo il discorso intorno alla traduzione duale della Chymica Vannus. Ogni quattro mesi o Moggia veniva a Firenze o io andavo da lui a Bari e confrontavamo le nostre traduzioni, discutendo, trascegliendo e convenendo sulla migliore. Di tempo ne impiegammo dal 1921 al 1925. Con pazienza e con tenacia. Nel 1926 (ormai insegnavo a Napoli) il Moggia port la versione scritta a penna in Francia a Beausoleil, al Kremmerz, che l risiedeva. Ne fu contentissimo. Anzi mi scrisse (e conservo ancora quello scritto) compiacendosi della versione e ringraziando. Mi promise che, appena fosse lora, mi avrebbe chiamato per andare da lui a Beausoleil. Infatti mi chiam nel 1929 e stetti con lui gli ultimi giorni di dicembre e i primi di gennaio del 1930. Poi tornai brevemente da lui nel febbraio dello stesso anno. Giorni mitici, i quali da soli giustificano lessere nati. Due mesi dopo, il 7 maggio del 1930, dimprovviso il Kremmerz ci lasci. La traduzione rimase l presso il Maestro. I familiari di Kremmerz, poi che la trovarono, me la resero. Gli amici che lo sanno da anni mi chiedono che io la pubblichi. Da anni ho detto sempre di no. Qualche editore con insistenza me ne prega. Chi sa: alla mia tenera et rivedere tutto quanto. E poi, la Chymica Vannus. Provatevi a tradurla. Inoltre, dopo sessantanni, rivedere vuol dire ritradurre. E questa volta solo, senza Moggia. Malgrado tutto forse sar di s. Anche per rendere ancora onore al mio Kremmerz e al caro Gerolamo Moggia. I Maestri miei! Chi non ha provato lamore verso i propri maestri non sa che sia il vestibolo del Paradiso. Anzi dannato a quello dellInferno: dove trovano sanzione i peccati pi neri, lingratitudine verso i maestri e la profanazione, ispirati sempre dallorgoglio e dallignoranza. Intelligentibus satis. In quanto alla bibliografia, sono gi bastevoli gli autori succitati. Da aggiungere la versione pubblicata postuma di Ercole Quadrelli, pubblicata recentemente da Arch, Milano. Questa traduzione encomiabile per la volenterosa fatica compiuta, pregevole pur con qualche imprecisione e non poche arbitrariet nellinterpretazione dellarduo testo.