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NRIF AA020648
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UNI EN 1991-1-1:2004 - 01-08-2004 - Eurocodice 1 - Azioni sulle strutture - Parte 1-1: Azioni in generale - Pesi per unità di volume, pesi propri e sovraccarichi per gli edifici
IDcompl

ITEM3 INGEGNERIA STRUTTURALE

NORMA TECNICA UNI EN 1991-1-1:2004


DATA 01/08/2004
AUTORI INGEGNERIA STRUTTURALE

TITOLO Eurocodice 1 - Azioni sulle strutture - Parte 1-1: Azioni in generale - Pesi per unità di
volume, pesi propri e sovraccarichi per gli edifici
Eurocode 1 - Actions on structures - Part 1-1: General actions - Densities, self-weight,
imposed loads for buildings

SOMMARIO La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN
1991-1-1 (edizione aprile 2002). La norma fornisce i criteri di progettazione e le azioni
per la progettazione strutturale degli edifici e delle opere di ingegneria civile, inclusi
alcuni aspetti geotecnici, relativamente ai seguenti argomenti: pesi per unità di volume
di materiali da costruzione, peso proprio degli elementi costruttivi, sovraccarichi sugli
edifici.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 91.010.30


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO AA10B0201

PARZIALMENTE SOSTITUITA

GRADO DI COGENZA

STATO DI VALIDITA' In vigore

RIFERIMENTI NAZIONALI

LINGUA Italiano
PAGINE 29
PREZZO EURO Non Soci 51,50 Euro - Soci 25,75 Euro
Eurocodice 1
NORMA ITALIANA Azioni sulle strutture UNI EN 1991-1-1
Parte 1-1: Azioni in generale - Pesi per unità di volume, pesi
propri e sovraccarichi per gli edifici

AGOSTO 2004

Eurocode 1
Actions on structures
Part 1-1: General actions - Densities, self-weight, imposed loads for buildings

CLASSIFICAZIONE ICS 91.010.30

NORMA EUROPEA
SOMMARIO La norma fornisce i criteri di progettazione e le azioni per la progettazione
strutturale degli edifici e delle opere di ingegneria civile, inclusi alcuni
aspetti geotecnici, relativamente ai seguenti argomenti: pesi per unità di
volume di materiali da costruzione, peso proprio degli elementi costruttivi,
sovraccarichi sugli edifici.

RELAZIONI NAZIONALI La presente norma sostituisce la UNI ENV 1991-2-1:1996.

RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN 1991-1-1:2002


La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 1991-1-1 (edizione aprile 2002).

ORGANO COMPETENTE Commissione "Ingegneria strutturale"

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera dell’8 giugno 2004

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 9 UNI EN 1991-1-1:2004 Pagina I


PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del-
la norma europea EN 1991-1-1 (edizione aprile 2002), che assume
così lo status di norma nazionale italiana.
La traduzione è stata curata dall’UNI.
La Commissione "Ingegneria strutturale" dell’UNI segue i lavori euro-
pei sull’argomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina II


INDICE

Cronistoria del programma degli Eurocodici ............................................................................. 1


Status e campo di applicazione degli Eurocodici ................................................................... 1
Norme nazionali che implementano gli Eurocodici................................................................ 2
Collegamenti tra gli Eurocodici e le specifiche tecniche armonizzate (EN e ETA)
relative ai prodotti .................................................................................................................................... 2
Informazioni aggiuntive specifiche alla EN 1991-1-1 ........................................................... 3
Appendice nazionale della EN 1991-1-1..................................................................................... 3

1 GENERALITÀ 3

1.1 Scopo e campo di applicazione ........................................................................................................ 3


1.2 Riferimenti normativi ............................................................................................................................... 4
1.3 Distinzione tra Principi e Regole Applicative ............................................................................. 4
1.4 Termini e definizioni................................................................................................................................. 5
1.5 Simboli ............................................................................................................................................................ 5

2 CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI 6


2.1 Peso proprio ................................................................................................................................................ 6
2.2 Sovraccarichi ............................................................................................................................................... 6

3 SITUAZIONI DI PROGETTO 7
3.1 Generalità...................................................................................................................................................... 7
3.2 Carichi permanenti ................................................................................................................................... 7
3.3 Sovraccarichi ............................................................................................................................................... 7
3.3.1 Generalità ........................................................................................................................................................ 7
3.3.2 Prescrizioni aggiuntive per edifici ............................................................................................................ 7

4 PESI PER UNITÀ DI VOLUME DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE E DEI


MATERIALI IMMAGAZZINATI 8
4.1 Generalità...................................................................................................................................................... 8

5 PESO PROPRIO DEGLI ELEMENTI COSTRUTTIVI 8


5.1 Rappresentazione delle azioni .......................................................................................................... 8
5.2 Valori caratteristici del peso proprio ............................................................................................... 9
5.2.1 Generalità ........................................................................................................................................................ 9
5.2.2 Prescrizioni aggiuntive per edifici ............................................................................................................ 9
5.2.3 Prescrizioni aggiuntive specifiche per ponti......................................................................................... 9

6 SOVRACCARICHI SUGLI EDIFICI 10


6.1 Rappresentazione delle azioni ....................................................................................................... 10
6.2 Disposizioni dei carichi........................................................................................................................ 10
6.2.1 Solai, travi e coperture ............................................................................................................................. 10
6.2.2 Pilastri e pareti ............................................................................................................................................ 10
6.3 Valori caratteristici dei sovraccarichi ........................................................................................... 10
6.3.1 Aree residenziali, sociali, commerciali e amministrative .............................................................. 10
6.3.1.1 Categorie ...................................................................................................................................................... 10
prospetto 6.1 Categorie di destinazione d’uso ........................................................................................................... 11
6.3.1.2 Valori delle azioni....................................................................................................................................... 11
prospetto 6.2 Sovraccarichi su solai, balconi e scale negli edifici........................................................................ 11
6.3.2 Aree per attività di immagazzinamento ed industriali .................................................................... 13
6.3.2.1 Categorie ...................................................................................................................................................... 13
prospetto 6.3 Categorie di immagazzinamento e impiego industriale ................................................................ 13

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina III


6.3.2.2 Valori delle azioni ...................................................................................................................................... 13
prospetto 6.4 Sovraccarichi sui solai dovuti ad immagazzinamento .................................................................. 13
6.3.2.3 Azioni indotte da carrelli elevatori ........................................................................................................ 14
prospetto 6.5 Dimensioni del carrello elevatore secondo le classi FL ............................................................... 14
prospetto 6.6 Carichi assiali dei carrelli elevatori ...................................................................................................... 14
figura 6.1 Dimensioni dei carrelli elevatori............................................................................................................ 15
6.3.2.4 Azioni indotte da veicoli per trasporto ................................................................................................ 15
6.3.2.5 Azioni indotte da apparecchiature speciali per la manutenzione .............................................. 16
6.3.3 Garage e aree per il traffico veicolare (esclusi i ponti) ................................................................. 16
6.3.3.1 Categorie ...................................................................................................................................................... 16
prospetto 6.7 Aree per il traffico veicolare e per il parcheggio negli edifici ...................................................... 16
6.3.3.2 Valori delle azioni ...................................................................................................................................... 16
figura 6.2 Dimensioni del carico per asse............................................................................................................. 16
prospetto 6.8 Sovraccarichi nei garage e nelle aree per il traffico veicolare ................................................... 17
6.3.4 Coperture ..................................................................................................................................................... 17
6.3.4.1 Categorie ...................................................................................................................................................... 17
prospetto 6.9 Definizione delle categorie di coperture ............................................................................................ 17
6.3.4.2 Valori delle azioni ...................................................................................................................................... 17
prospetto 6.10 Sovraccarichi sulle coperture di categoria H ................................................................................... 17
prospetto 6.11 Sovraccarichi sulle coperture di categoria K per elicotteri .......................................................... 18
6.4 Carichi orizzontali sui parapetti e sulle partizioni con funzione di barriere ............ 18
prospetto 6.12 Carichi orizzontali sulle partizioni e sui parapetti............................................................................ 18

APPENDICE A PROSPETTI DEI VALORI NOMINALI DEI PESI PER UNITÀ DI VOLUME
(informativa) DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE, E DEI VALORI NOMINALI DEI PESI
PER UNITÀ DI VOLUME E DEGLI ANGOLI DI INCLINAZIONE A RIPOSO
DEI MATERIALI IMMAGAZZINATI 20
prospetto A.1 Materiali da costruzione - calcestruzzo e malta .............................................................................. 20
prospetto A.2 Materiali da costruzione - muratura .................................................................................................... 20
prospetto A.3 Materiali da costruzione - legno ........................................................................................................... 21
prospetto A.4 Materiali da costruzione - metalli ......................................................................................................... 22
prospetto A.5 Materiali da costruzione - altri materiali ............................................................................................. 22
prospetto A.6 Materiali per ponti ...................................................................................................................................... 22
prospetto A.7 Materiali immagazzinati - edifici e costruzioni ................................................................................. 23
prospetto A.8 Materiali immagazzinati - prodotti agricoli ......................................................................................... 24
prospetto A.9 Materiali immagazzinati - alimenti ....................................................................................................... 25
prospetto A.10 Materiali immagazzinati - liquidi ........................................................................................................... 26
prospetto A.11 Materiali immagazzinati - carburanti solidi ........................................................................................ 27
prospetto A.12 Materiali immagazzinati - industriali e generici................................................................................ 27

APPENDICE B BARRIERE PER VEICOLI E PARAPETTI PER PARCHEGGI 28


(informativa)

BIBLIOGRAFIA 29

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina IV


Eurocodice 1
NORMA EUROPEA Azioni sulle strutture EN 1991-1-1
Parte 1-1: Azioni in generale - Pesi per unità di volume, pesi
propri e sovraccarichi per gli edifici

APRILE 2002

Eurocode 1 Sostituisce
ENV 1991-2-1:1995
EUROPEAN STANDARD Actions on structures
Part 1-1: General actions - Densities, self-weight, imposed loads for buildings
Eurocode 1
NORME EUROPÉENNE Actions sur les structures
Partie 1-1: Actions générales - Poids volumiques, poids propres, charges
d’exploitation bâtiments
Eurocode 1
EUROPÄISCHE NORM Einwirkungen auf Tragwerke
Teil 1-1: Wichten, Eigengewicht und Nutzlasten im Hochbau

DESCRITTORI

ICS 91.010.30

La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 30 novembre 2001.


I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi
aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden-
ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai
membri del CEN.
La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e
tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria respon-
sabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il me-
desimo status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

© 2002 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina V


PREMESSA
Il presente documento (EN 1991-1-1:2002) è stato elaborato dal Comitato Tecnico CEN/TC 250
"Eurocodici Strutturali", la cui segreteria è affidata al BSI.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o median-
te pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro ottobre 2002, e
le norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro marzo 2010.
Il CEN/TC 250 è responsabile per tutti gli Eurocodici Strutturali.
Il presente documento sostituisce la ENV 1991-2-1:1995.
Le appendici A e B sono informative.
In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei se-
guenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimar-
ca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta,
Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e
Svizzera.

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina VI


Cronistoria del programma degli Eurocodici
Nel 1975, la Commissione delle Comunità Europee decise di attuare un programma di
azioni nel settore delle costruzioni, sulla base dell’articolo 95 del Trattato. L’obiettivo del
programma era l’eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio e l’armonizzazione delle
specifiche tecniche.
Nell’ambito di tale programma di azioni, la Commissione prese l’iniziativa di stabilire un
insieme di regole tecniche armonizzate per la progettazione delle opere di costruzione
che, in una prima fase, sarebbe servito come alternativa rispetto ai regolamenti nazionali
in vigore negli Stati Membri e, alla fine, li avrebbe sostituiti.
Per quindici anni, la Commissione, con l’aiuto di un Comitato Direttivo composto da
rappresentanti degli Stati Membri, ha provveduto allo sviluppo del programma degli
Eurocodici, che ha portato alla stesura della prima generazione di codici europei negli
anni ‘80.
Nel 1989, la Commissione e gli Stati Membri dell’UE e dell’EFTA decisero, in base ad un
accordo1) tra la Commissione ed il CEN, di trasferire il compito della preparazione e della
pubblicazione degli Eurocodici al CEN attraverso una serie di mandati, con l’obiettivo di
attribuire ad essi nel futuro lo status di norme europee (EN). Questa decisione lega de
facto gli Eurocodici alle prescrizioni di tutte le Direttive del Consiglio e/o le Decisioni della
Commissione relative alle norme europee (per esempio, la Direttiva del Consiglio
89/106/CEE sui prodotti da costruzione - CPD - e le Direttive del Consiglio 93/37/CEE,
92/50/CEE e 89/440/CEE sui lavori e sui servizi pubblici e le analoghe Direttive EFTA
predisposte con l’obiettivo di stabilire il mercato interno).
Il programma degli Eurocodici strutturali comprende le seguenti norme, generalmente
composte da un certo numero di parti:
EN 1990 Eurocodice: Basis of Structural Design
EN 1991 Eurocodice 1: Actions on structures
EN 1992 Eurocodice 2: Design of concrete structures
EN 1993 Eurocodice 3: Design of steel structures
EN 1994 Eurocodice 4: Design of composite steel and concrete structures
EN 1995 Eurocodice 5: Design of timber structures
EN 1996 Eurocodice 6: Design of masonry structures
EN 1997 Eurocodice 7: Geotechnical design
EN 1998 Eurocodice 8: Design of structures for earthquake resistance
EN 1999 Eurocodice 9: Design of aluminium structures
Gli Eurocodici riconoscono la responsabilità delle autorità regolamentari in ogni Stato
Membro ed hanno salvaguardato il loro diritto a determinare a livello nazionale valori
correlati ad aspetti di sicurezza regolamentari, potendo essi variare da Stato a Stato.

Status e campo di applicazione degli Eurocodici


Gli Stati Membri dell’UE e dell’EFTA riconoscono che gli Eurocodici servono come
documenti di riferimento per i seguenti scopi:
- come un mezzo per verificare la rispondenza degli edifici e delle opere di ingegneria
civile ai requisiti essenziali della Direttiva del Consiglio 89/106/CEE, in particolare il
requisito essenziale N° 1 - Resistenza meccanica e stabilità - ed il requisito essen-
ziale N° 2 - Sicurezza in caso di incendio;
- come una base per la redazione dei contratti relativi ai lavori di costruzione ed ai
servizi di ingegneria correlati;
- come un quadro di riferimento per definire specifiche tecniche armonizzate per i
prodotti da costruzione (EN e ETA).

1) Accordo tra la Commissione delle Comunità Europee ed il Comitato Europeo di Normazione (CEN) concernente il lavoro
sugli EUROCODICI relativi alla progettazione di edifici e di opere di ingegneria civile (BC/CEN/03/89).

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina 1


Gli Eurocodici, poiché riguardano le opere di costruzione stesse, sono in relazione diretta
con i documenti interpretativi2) a cui si fa riferimento nell’articolo 12 della CPD, sebbene
siano di natura differente rispetto alle norme armonizzate di prodotto3). Pertanto, gli
aspetti tecnici che scaturiscono dal lavoro degli Eurocodici devono essere presi in
adeguata considerazione dai Comitati Tecnici CEN e/o dai Gruppi di Lavoro EOTA che
lavorano sulle norme di prodotto, nell’intento di ottenere una piena compatibilità di queste
specifiche tecniche con gli Eurocodici.
Gli Eurocodici forniscono regole comuni per la progettazione strutturale, di uso corrente,
nella progettazione di strutture, nel loro complesso, e di componenti strutturali, di tipologia
tradizionale o innovativa. Forme di costruzione o condizioni di progetto inusuali non sono
trattate in modo specifico; per tali casi è richiesto dal progettista il contributo aggiuntivo da
parte di esperti.

Norme nazionali che implementano gli Eurocodici


Le norme nazionali che implementano gli Eurocodici contengono il testo completo
dell’Eurocodice (comprese tutte le appendici), così come pubblicato dal CEN, il quale può
essere preceduto da una copertina nazionale e da una premessa nazionale, e può essere
seguito da una appendice nazionale.
L’appendice nazionale può contenere solo informazioni su quei parametri, noti come
parametri determinati a livello nazionale, che in ogni Eurocodice sono lasciati aperti ad
una scelta a livello nazionale, da impiegarsi nella progettazione degli edifici e delle opere
di ingegneria civile da realizzarsi nella singola nazione, cioè:
- valori e/o classi per i quali nell’Eurocodice sono fornite alternative;
- valori da impiegare, per i quali nell’Eurocodice è fornito solo un simbolo;
- dati specifici della singola nazione (geografici, climatici, ecc.), per esempio, la
mappa della neve;
- la procedura da impiegare quando nell’Eurocodice ne sono proposte diverse in alter-
nativa.
Essa può anche contenere:
- decisioni riguardanti l’applicazione delle appendici informative;
- riferimenti ad informazioni complementari non contraddittorie che aiutino l’utente ad
applicare l’Eurocodice.

Collegamenti tra gli Eurocodici e le specifiche tecniche armonizzate (EN e ETA)


relative ai prodotti
Sussiste la necessità di coerenza tra le specifiche tecniche armonizzate per i prodotti da
costruzione e le regole tecniche per le opere4). Inoltre tutte le informazioni che accompa-
gnano la marcatura CE dei prodotti da costruzione che fanno riferimento agli Eurocodici
devono menzionare chiaramente quali Parametri Determinati a livello Nazionale sono
stati presi in conto.

2) Secondo l’art. 3.3 della CPD, i requisiti essenziali (ER) sono precisati in documenti interpretativi destinati a stabilire i
collegamenti necessari tra i requisiti essenziali ed i mandati per le norme armonizzate EN e ETAG/ETA.
3) Secondo l’art. 12 della CPD, i documenti interpretativi devono:
a) precisare i requisiti essenziali armonizzando la terminologia e i concetti tecnici di base, ed indicando classi o livelli
per ciascun requisito ove necessario;
b) indicare metodi per correlare queste classi o livelli di requisiti alle specifiche tecniche, per esempio metodi di calcolo
e di verifica, regole tecniche per la progettazione, ecc.;
c) servire come riferimento per stabilire norme armonizzate e orientamenti per i benestari tecnici europei.
Gli Eurocodici, de facto, giocano un ruolo simile nel campo dell’ER 1 e di una parte dell’ER 2.
4) Vedere art. 3.3 e art. 12 del CPD, così come punti 4.2, 4.3.1, 4.3.2 e 5.2 dell’ID 1.

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina 2


Informazioni aggiuntive specifiche alla EN 1991-1-1
La EN 1991-1-1 fornisce i criteri di progettazione e le azioni per la progettazione strut-
turale degli edifici e delle opere di ingegneria civile, inclusi i seguenti aspetti:
- pesi per unità di volume dei materiali da costruzione e dei materiali immagazzinati,
- peso proprio degli elementi costruttivi, e
- sovraccarichi sugli edifici.
La EN 1991-1-1 è destinata a committenti, progettisti, imprese di costruzione ed autorità
pubbliche.
È previsto che la EN 1991-1-1 sia impiegata unitamente alla EN 1990, alle altre parti della
EN 1991 ed alle EN dalla EN 1992 alla EN 1999 relative alla progettazione delle strutture.

Appendice nazionale della EN 1991-1-1


La presente norma fornisce procedure alternative, valori e raccomandazioni per classi,
con note che indicano dove possono essere applicate scelte a livello nazionale. Di conse-
guenza la norma nazionale che implementa la EN 1991-1-1 dovrebbe avere una
appendice nazionale contenente tutti i Parametri Determinati a livello Nazionale da
impiegare nel progetto degli edifici e delle opere di ingegneria civile da realizzarsi nella
nazione interessata.
Una scelta a livello nazionale è permessa nella EN 1991-1-1 attraverso:
- 2.2(3),
- da 5.2.3(1) a 5.2.3(5),
- 6.3.1.1 (prospetto 6.1),
- 6.3.1.2(1)P (prospetto 6.2),
- 6.3.1.2(10) e (11),
- 6.3.2.2(1)P (prospetto 6.4),
- 6.3.2.2(3),
- 6.3.3.2(1) (prospetto 6.8),
- 6.3.4.2 (prospetto 6.10), e
- 6.4(1)P (prospetto 6.12).

1 GENERALITÀ

1.1 Scopo e campo di applicazione


(1) La EN 1991-1-1 fornisce i criteri di progettazione e le azioni per la progettazione
strutturale degli edifici e delle opere di ingegneria civile, inclusi alcuni aspetti
geotecnici, relativamente ai seguenti argomenti:
- pesi per unità di volume di materiali da costruzione e materiali immagazzinati;
- peso proprio degli elementi costruttivi;
- sovraccarichi sugli edifici.
(2) La Sezione 4 e l’appendice A forniscono i valori nominali dei pesi per unità di volume
di materiali specifici per edifici, di ulteriori materiali per ponti e di materiali immagaz-
zinati. Inoltre, viene fornito il valore dell’angolo di inclinazione a riposo per materiali
specifici.
(3) La Sezione 5 fornisce metodi per la valutazione dei valori caratteristici del peso
proprio degli elementi costruttivi.
(4) La Sezione 6 fornisce i valori caratteristici dei sovraccarichi sui solai e sulle
coperture secondo la categoria di impiego nelle seguenti zone degli edifici:
- zone residenziali, sociali, commerciali e amministrative;
- garage ed aree soggette a traffico veicolare;

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina 3


- aree per l’immagazzinamento e attività industriali;
- coperture;
- aree per l’atterraggio di elicotteri.
(5) I carichi nelle zone soggette a traffico riportati nella Sezione 6 fanno riferimento a
veicoli di peso lordo pari al massimo a 160 kN. La progettazione delle zone soggette
a traffico di veicoli di peso lordo maggiore di 160 kN deve essere concordata con
l’autorità competente. Ulteriori informazioni possono essere ottenute dalla
EN 1991-2.
(6) Per barriere o pareti aventi la funzione di barriere, forze orizzontali sono indicate
nella Sezione 6. L’appendice B fornisce criteri aggiuntivi per le barriere per veicoli nei
parcheggi.
Nota Le forze dovute all’urto di veicoli sono specificate nella EN 1991-1-7 e nella EN 1991-2.
(7) Per le situazioni di progetto e per gli effetti delle azioni nei silos e nei serbatoi causati
dall’acqua o altri materiali vedere EN 1991-3.

1.2 Riferimenti normativi


La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati
del testo e sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte
nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non
datati vale l’ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli
aggiornamenti).
Nota 1 Gli Eurocodici furono pubblicati come norme europee sperimentali. Le seguenti norme europee, che sono già
pubblicate o in preparazione, sono citate nei punti normativi:
EN 1990 Eurocode: Basis of Structural Design
EN 1991-1-7 Eurocode 1: Actions on structures: Part 1-7: Accidental actions from impact and explosions
EN 1991-2 Eurocode 1: Actions on structures: Part 2: Traffic loads on bridges
EN 1991-3 Eurocode 1: Actions on structures: Part 3: Actions induced by cranes and machinery
EN 1991-4 Eurocode 1: Actions on structures: Part 4: Actions in silos and tanks
Nota 2 Gli Eurocodici furono pubblicati come norme europee sperimentali. Le seguenti norme europee, che sono già
pubblicate o in preparazione, sono citate nelle NOTE ai punti normativi:
EN 1991-1-3 Eurocode 1: Actions on structures: Part 1-3: Snow loads
EN 1991-1-4 Eurocode 1: Actions on structures: Part 1-4: Wind actions
EN 1991-1-6 Eurocode 1: Actions on structures: Part 1-6: Actions during execution

1.3 Distinzione tra Principi e Regole Applicative


(1) In relazione al carattere dei singoli punti, nella presente parte si fa distinzione tra
Principi e Regole Applicative.
(2) I Principi comprendono:
- affermazioni di carattere generale e definizioni per le quali non è prevista alter-
nativa, così come;
- requisiti e modelli analitici per i quali non è permessa alcuna alternativa, salvo
ove espressamente specificato.
(3) I Principi sono identificati dalla lettera P che segue il numero del paragrafo.
(4) Le Regole Applicative sono regole generalmente riconosciute che sono conformi ai
Principi e ne soddisfano i requisiti.
(5) È ammesso l’impiego di regole alternative di progetto diverse dalle Regole Appli-
cative fornite nella EN 1991-1-1 per i lavori di costruzione, a condizione che si
dimostri che le regole alternative siano in accordo con i Principi ad esse correlati e
siano almeno equivalenti in relazione alla sicurezza strutturale, all’esercizio ed alla
durabilità che sarebbero attesi impiegando gli Eurocodici.

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Nota Se si sostituisce una regola alternativa di progettazione ad una Regola Applicativa, non si può affermare che
il progetto risultante sia totalmente in accordo con la EN 1991-1-1, sebbene rimanga in accordo con i Principi
della EN 1991-1-1. Quando si impiega la EN 1991-1-1 rispetto ad una proprietà elencata nell’appendice Z di
una norma di prodotto o in una ETAG, l’impiego di una regola alternativa di progettazione può non essere
accettabile per la marcatura CE.
(6) Nella presente parte, le Regole Applicative sono identificate da un numero in
parentesi, come per esempio il presente punto.

1.4 Termini e definizioni


Ai fini della presente norma europea, si applicano i termini e le definizioni forniti nella
ISO 2394, ISO 3898, ISO 8930, e quelli seguenti. In aggiunta, ai fini della presente norma
viene fornita nella EN 1990, punto 1.5, una lista base di termini e definizioni.

1.4.1 peso totale per unità di volume: Il peso totale per unità di volume è il peso complessivo per
unità di volume di un materiale, che include una distribuzione normale di microcavità, vuoti
e pori.
Nota Nell’uso corrente, questo termine è spesso abbreviato in "densità" (che in senso stretto è la massa per unità
di volume).

1.4.2 angolo di inclinazione a riposo (angolo di riposo, angolo di attrito interno): L’angolo di incli-
nazione a riposo è l’angolo che la naturale inclinazione delle sponde di un’ammasso di
materiale sciolto forma con l’orizzontale.

1.4.3 peso lordo di un veicolo: Il peso lordo di un veicolo include il peso proprio del veicolo e il
peso massimo delle merci che è permesso trasportare con esso.

1.4.4 elementi strutturali: Gli elementi strutturali comprendono la struttura a telaio principale e
le strutture di sostegno. Per i ponti, gli elementi strutturali comprendono travi, soletta
d’impalcato e gli elementi di sostegno quali gli ancoraggi dei cavi.

1.4.5 elementi non strutturali: Gli elementi non strutturali sono quelli che includono gli elementi
di completamento e finitura collegati alla struttura, inclusa la pavimentazione stradale ed
i parapetti privi di funzione strutturale. Includono inoltre gli impianti e i macchinari fissati in
modo permanente alla struttura o all’interno di essa.

1.4.6 partizioni: Pareti non portanti.

1.4.7 partizioni mobili: Le partizioni mobili sono quelle che possono essere spostate sui solai,
aggiunte o rimosse o ricostruite in un’altra posizione.

1.5 Simboli
(1) Ai fini della presente norma europea, si applicano i seguenti simboli.
Nota La notazione impiegata è basata sulla ISO 3898:1997.
(2) Una lista base di simboli è fornita nel punto 1.6 della EN 1990 e le notazioni
aggiuntive riportate nel seguito sono specifiche della presente parte della EN 1991.
Lettere maiuscole dell’alfabeto latino
A area caricata
A0 area d’impronta
Qk valore caratteristico di un carico variabile concentrato
Lettere minuscole dell’alfabeto latino
gk peso per unità di area, o peso per unità di lunghezza
n numero di piani
qk valore caratteristico di un carico uniformemente distribuito, o di un carico ripartito
su una linea

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Lettere maiuscole dell’alfabeto greco
αA coefficiente di riduzione
αn coefficiente di riduzione
γ peso totale per unità di volume
ϕ coefficiente di amplificazione dinamica
ψ0 coefficiente per la definizione del valore di combinazione di una azione variabile
(vedere prospetto A.1.1 della EN 1990)
φ angolo di inclinazione a riposo (angolo di attrito interno) (in gradi)

2 CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI

2.1 Peso proprio


(1) Il peso proprio degli elementi costruttivi dovrebbe essere classificato come una
azione fissa permanente, vedere EN 1990, punti 1.5.3 e 4.1.1.
(2) Quando il peso proprio può variare nel tempo, si dovrebbe tenere conto di ciò
assumendo valori caratteristici superiore e inferiore (vedere EN 1990, punto 4.1.2).
Tuttavia, in alcuni casi nei quali questa azione è libera [per esempio, per le partizioni
mobili, vedere punto 6.3.1.2(8)] essa dovrebbe essere trattata come un sovraccarico
aggiuntivo.
Nota Questo si applica in particolare quando le azioni "permanenti" possono essere favorevoli.
(3)P I carichi dovuti alla massicciata devono essere considerati come azioni permanenti e
si deve tenere conto della progettazione delle possibili ridistribuzioni della massic-
ciata, vedere punto 5.2.2(1) e (2).
(4)P I carichi dovuti al terreno sulle coperture e sui terrazzi devono essere considerati
come azioni permanenti.
(5) Con riferimento ai punti 2.1(3)P e 2.1(4)P, il progetto dovrebbe considerare le varia-
zioni nel contenuto in umidità e la variazione di spessore, che possono essere
causate da un accumulo non controllato che si verifica durante la vita di progetto
della struttura.
Nota Per informazioni dettagliate sulle spinte delle terre vedere EN 1997.

2.2 Sovraccarichi
(1)P I sovraccarichi devono essere classificati come azioni libere variabili, se non diversa-
mente specificato nella presente norma, vedere EN 1990, punti 1.5.3 e 4.1.1.
Nota Per i sovraccarichi sui ponti vedere EN 1991-2.
(2) Quando si considera la situazione di progetto eccezionale nella quale può essere
significativo l’urto da veicoli o i carichi eccezionali trasmessi da macchinari, questi
carichi dovrebbero essere derivati dalla EN 1991-1-7.
(3) I sovraccarichi dovrebbero essere presi in conto come azioni quasi statiche (vedere
EN 1990, punto 1.5.3.13). I modelli di carico possono includere gli effetti dinamici se
non c’è rischio di risonanza o di un’altra risposta dinamica significativa della
struttura, vedere EN dalla EN 1992 alla EN 1999. Se invece possono essere attesi
effetti di risonanza dovuti al movimento ritmico sincronizzato di persone o alla danza
o ai salti, il modello di carico dovrebbe essere determinato per una analisi dinamica
speciale.
Nota La procedura da utilizzare può essere indicata nell’appendice nazionale.
(4) Quando si considerano carrelli elevatori ed elicotteri, dovrebbero essere considerati
i carichi aggiuntivi dovuti alle masse ed alle forze d’inerzia causate dagli effetti delle
fluttuazioni. Questi effetti sono presi in conto attraverso un coefficiente di amplifica-
zione dinamica ϕ che viene applicato ai valori del carico statico, come indicato nella
espressione (6.3).

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(5)P Le azioni che causano una accelerazione significativa della struttura o degli elementi
strutturali devono essere classificate come azioni dinamiche e devono essere prese
in considerazione impiegando una analisi dinamica.

3 SITUAZIONI DI PROGETTO

3.1 Generalità
(1)P I carichi permanenti ed i sovraccarichi significativi devono essere determinati per
ogni situazione di progetto identificata in accordo con la EN 1990, punto 3.2.

3.2 Carichi permanenti


(1) Il peso proprio totale degli elementi strutturali e non strutturali dovrebbe essere
preso in conto nelle combinazioni di azioni come una azione singola.
Nota Vedere EN 1990, prospetto A1.2(B), nota 3.
(2) Per le aree nelle quali si prevede di rimuovere o aggiungere elementi strutturali o non
strutturali, i casi di carico critici dovrebbero essere tenuti in conto nel progetto.
(3) Il peso proprio di nuovi rivestimenti e/o di condotti di distribuzione che si prevede di
aggiungere dopo l’esecuzione dovrebbe essere tenuto in conto nelle situazioni di
progetto (vedere punto 5.2).
(4)P Nelle situazioni di progetto pertinenti si deve tenere conto del livello dell’acqua.
Nota Vedere EN 1997.
(5) Nelle situazioni di progetto degli edifici adibiti a magazzini, dovrebbero essere consi-
derati la sorgente ed il contenuto d’umidità totale dei materiali.
Nota I valori dei pesi per unità di volume forniti nella appendice A sono relativi a materiali allo stato secco.

3.3 Sovraccarichi

3.3.1 Generalità
(1)P Per le aree che si prevede siano soggette a differenti categorie di carichi, il progetto
deve considerare il caso di carico più critico.
(2)P Nelle situazioni di progetto in cui i sovraccarichi agiscono simultaneamente con altre
azioni variabili (per esempio, le azioni indotte dal vento, dalla neve, dalle gru o dai
macchinari), i sovraccarichi totali considerati nel caso di carico devono essere consi-
derati una azione singola.
(3) Nei casi in cui il numero di variazioni di carico o gli effetti delle vibrazioni possono
causare fatica, dovrebbe essere stabilito un modello di carico per fatica.
(4) Per le strutture sensibili alle vibrazioni, dovrebbero essere considerati modelli
dinamici dei sovraccarichi ove significativi. La procedura di progetto è indicata nella
EN 1990, punto 5.1.3.

3.3.2 Prescrizioni aggiuntive per edifici


(1) Sulle coperture, i sovraccarichi ed i carichi da neve o le azioni del vento non
dovrebbero essere applicati tutti simultaneamente.
(2)P Quando il sovracccarico è considerato una azione non dominante, in accordo con la
EN 1990, deve essere applicato solo uno dei due coefficienti ψ (EN 1990, prospetto
A1.1) e αn [punto 6.3.1.2(11)].
(3) Per i carichi dinamici causati dai macchinari, vedere EN 1991-3.
(4) I sovraccarichi che devono essere considerati per le verifiche agli stati limite di
esercizio dovrebbero essere specificati in accordo con le condizioni di esercizio e i
requisiti relativi alla funzionalità della struttura.

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4 PESI PER UNITÀ DI VOLUME DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE E DEI MATERIALI
IMMAGAZZINATI

4.1 Generalità
(1) Dovrebbero essere specificati i valori caratteristici dei pesi per unità di volume dei
materiali da costruzione e dei materiali immagazzinati. I valori medi dovrebbero
essere impiegati come valori caratteristici. Vedere tuttavia i punti 4.1(2) e 4.1(3).
Nota L’appendice A fornisce i valori medi dei pesi per unità di volume e degli angoli di inclinazione a riposo per i
materiali immagazzinati. Quando è definito un intervallo, si ipotizza che il valore medio sia fortemente dipen-
dente dalla sorgente del materiale e può essere scelto considerando ogni progetto specifico.
(2) Per materiali (per esempio, materiali nuovi e innovativi) che non sono trattati nei
prospetti in appendice A, il valore caratteristico del peso per unità di volume
dovrebbe essere determinato in accordo con la EN 1990, punto 4.1.2, e concordato
per ogni progetto specifico.
(3) Quando vengono impiegati materiali con una significativa dispersione del peso per
unità di volume, dovuta per esempio alla loro sorgente, al contenuto d’acqua, ecc., il
valore caratteristico di questi pesi per unità di volume dovrebbe essere valutato in
accordo con la EN 1990, punto 4.1.2.
(4) Se viene condotta una valutazione diretta affidabile dei pesi per unità di volume,
allora questi valori possono essere utilizzati.
Nota Può essere usata la EN 1990, appendice D.

5 PESO PROPRIO DEGLI ELEMENTI COSTRUTTIVI

5.1 Rappresentazione delle azioni


(1) Il peso proprio degli elementi costruttivi dovrebbe, nella maggior parte dei casi,
essere rappresentato da un singolo valore caratteristico ed essere calcolato sulla
base delle dimensioni nominali e dei valori caratteristici dei pesi per unità di volume.
(2) Il peso proprio degli elementi costruttivi include gli elementi strutturali e non strut-
turali compresi gli impianti fissi così come il peso del terreno e della massicciata.
(3) Gli elementi non strutturali includono:
- copertura;
- pavimenti e rivestimenti;
- partizioni e incamiciature;
- corrimano, barriere di sicurezza, parapetti e cordoli di marciapiede;
- rivestimenti di parete con elementi discontinui;
- controsoffitti;
- isolamento termico;
- finiture dei ponti;
- impianti fissi [vedere punto 5.1.(4)].
Nota Per informazioni su macchinari fissi, vedere EN 1991-3. Per altre apparecchiature industriali (per esempio,
armadi chiusi), dovrebbe essere consultato il produttore.
(4) Gli impianti fissi includono:
- apparecchiature per ascensori e scale mobili;
- apparecchiature degli impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento
d’aria;
- attrezzature dell’impianto elettrico;
- tubazioni, senza i loro contenuti;
- canali e condotti per cavi.

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(5)P I carichi dovuti a partizioni mobili devono essere trattati come sovraccarichi [vedere
punti 5.2.2(2)P e 6.3.1.2(8)].

5.2 Valori caratteristici del peso proprio

5.2.1 Generalità
(1)P La determinazione dei valori caratteristici del peso proprio, e delle dimensioni e dei
pesi per unità di volume deve essere condotta in accordo con la EN 1990, punto
4.1.2.
(2) Le dimensioni nominali dovrebbero essere quelle riportate nei disegni di progetto.

5.2.2 Prescrizioni aggiuntive per edifici


(1) Per gli elementi prodotti in fabbrica, quali i sistemi di pavimentazione, i pannelli di
facciata ed i controsoffitti, gli ascensori e le attrezzature per gli edifici, i dati possono
essere forniti dal produttore.
(2)P Per determinare l’effetto del peso proprio delle partizioni mobili, un carico equiva-
lente uniformemente distribuito deve essere impiegato e aggiunto ai sovraccarichi
[vedere punto 6.3.1.2(8)].

5.2.3 Prescrizioni aggiuntive specifiche per ponti


(1) I valori caratteristici superiore ed inferiore dei pesi per unità di volume delle parti non
strutturali, quali la massicciata sui ponti ferroviari, o il riempimento sulle strutture
interrate quali i tombini, dovrebbero essere presi in conto se si prevede che il
materiale si consolidi, diventi saturo o cambi altrimenti le sue proprietà, durante
l’utilizzo.
Nota Valori idonei possono essere forniti nella appendice nazionale.
(2) Lo spessore nominale della massicciata sui ponti ferroviari dovrebbe essere speci-
ficato. Per determinare i valori caratteristici superiore ed inferiore dello spessore
della massicciata sui ponti ferroviari, dovrebbe essere preso in conto uno scosta-
mento dallo spessore nominale di ±30%.
Nota Un valore idoneo può essere fornito nella appendice nazionale.
(3) Per determinare i valori caratteristici superiore ed inferiore del peso proprio della
impermeabilizzazione, della pavimentazione e di altri rivestimenti nei ponti, ove la
variabilità del loro spessore può essere elevata, dovrebbe essere preso in conto uno
scostamento dello spessore totale dal valore nominale o da un altro valore speci-
ficato. Se non diversamente specificato, questo scostamento dovrebbe essere preso
uguale a ±20% se nel valore nominale è incluso un rivestimento eseguito dopo la
costruzione, e compreso tra +40% e -20% se questo rivestimento non è incluso.
Nota Idonee specifiche possono essere fornite nell’appendice nazionale.
(4) Per il peso proprio dei cavi, delle tubazioni e dei condotti degli impianti, dovrebbero
essere presi in conto i valori caratteristici superiore ed inferiore. Se non diversa-
mente specificato, dovrebbe essere preso in conto uno scostamento dal valore
medio del peso proprio di ±20%.
Nota Idonee specifiche possono essere fornite nell’appendice nazionale. Vedere anche EN 1990, punto 4.1.2(4).
(5) Per il peso proprio di altri elementi non strutturali, quali:
- corrimano, barriere di sicurezza, parapetti, cordoli di marciapiede ed altre finiture
di ponti;
- giunti/collegamenti;
- elementi di alleggerimento.
I valori caratteristici dovrebbero essere presi uguali ai valori nominali se non diversa-
mente specificato.
Nota Idonee specifiche possono essere fornite nell’appendice nazionale. In relazione al progetto può essere
permesso di realizzare il riempimento dei vuoti con acqua.

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6 SOVRACCARICHI SUGLI EDIFICI

6.1 Rappresentazione delle azioni


(1) I sovraccarichi sugli edifici sono quelli generati dalla occupazione. I valori indicati
nella presente sezione includono:
- l’uso normale da parte delle persone;
- i mobili e gli oggetti mobili (per esempio, le partizioni mobili, gli armadi, i
contenuti dei containers);
- i veicoli;
- eventi rari prevedibili, quali le concentrazioni di persone o di mobili, o la
movimentazione o l’accantonamento di oggetti che si possono verificare durante
la risistemazione o la ristrutturazione degli ambienti.
(2) I sovraccarichi specificati nella presente parte sono modellati come carichi uniforme-
mente distribuiti, carichi distribuiti su una linea o carichi concentrati o combinazioni di
questi tipi di carichi.
(3) Per la determinazione dei sovraccarichi, i solai e le coperture negli edifici dovrebbero
essere suddivisi in categorie in relazione al loro uso.
(4) Le apparecchiature pesanti (per esempio, presenti nelle cucine comuni, nelle sale
radiografiche, nei locali che ospitano le caldaie, ecc.) non sono incluse tra i carichi
definiti nella presente sezione. I carichi derivanti da apparecchiature pesanti
dovrebbero essere concordati tra il committente e/o l’Autorità competente.

6.2 Disposizioni dei carichi

6.2.1 Solai, travi e coperture


(1)P Per la progettazione di un solaio di piano o una copertura, il sovraccarico deve
essere tenuto in conto come una azione libera applicata nella parte più sfavorevole
dell’area di influenza degli effetti considerati delle azioni.
(2) Quando sono significativi i carichi su altri piani, questi possono essere ipotizzati
distribuiti uniformemente (azioni fisse).
(3)P Per assicurare una resistenza minima locale della struttura del solaio, deve essere
eseguita una verifica separata con un carico concentrato che, se non diversamente
stabilito, non deve essere combinato con i carichi uniformemente distribuiti o altre
azioni variabili.
(4) I sovraccarichi di una singola categoria possono essere ridotti in relazione alle aree
sostenute dagli elementi pertinenti, attraverso un coefficiente di riduzione αA
secondo il punto 6.3.1.2(10).

6.2.2 Pilastri e pareti


(1) Per la progettazione di pilastri o pareti, caricati da numerosi piani, il carico imposto
totale sul solaio di ogni piano dovrebbe essere ipotizzato essere uniformemente
distribuito.
(2) Quando i sovraccarichi generati da numerosi piani agiscono su pilastri e pareti, i
sovraccarichi totali possono essere ridotti attraverso un coefficiente αn secondo i
punti 6.3.1.2(11) e 3.3.1(2)P.

6.3 Valori caratteristici dei sovraccarichi

6.3.1 Aree residenziali, sociali, commerciali e amministrative

6.3.1.1 Categorie
(1)P Le aree negli edifici residenziali, sociali, commerciali e amministrativi devono essere
divise in categorie in relazione alle destinazioni d’uso specifiche indicate nel
prospetto 6.1.

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(2)P Indipendentemente da questa classificazione delle aree, gli effetti dinamici devono
essere considerati quando si prevede che l’occupazione possa causare effetti
dinamici significativi [vedere punti 2.2(3) e (5)P].

prospetto 6.1 Categorie di destinazione d’uso

Categoria Destinazione d’uso specifica Esempio


A Aree per attività domestiche e residenziali Camere in edifici residenziali e abitazioni unifamiliari;
camere e corsie negli ospedali;
camere negli alberghi e cucine e bagni negli ostelli.
B Aree per uffici
C Aree nelle quali le persone possono adunarsi (ad C1: aree con tavoli, ecc, per esempio, aree in scuole, caffè, ristoranti,
eccezione delle aree definite nelle categorie A, B sale per banchetti, sale di lettura, sale di ricevimento.
e D1))
C2: aree con posti a sedere fissi, per esempio, aree nelle chiese, teatri o
cinema, sale per conferenze, aule universitarie, aule magne, sale
d’attesa, sale d’attesa ferroviarie.

C3: Aree prive di ostacoli al movimento delle persone, per esempio, aree
nei musei, sale d’esposizione, ecc., e aree di accesso negli edifici
pubblici ed amministrativi, alberghi, ospedali, atri di stazioni ferroviarie.

C4: Aree con possibile svolgimento di attività fisiche, per esempio, sale
da ballo, palestre, palcoscenici.

C5: Aree suscettibili di grande affollamento, per esempio in edifici che


ospitano eventi pubblici, come sale da concerto, palazzi degli sport,
incluse le tribune, le gradinate e le aree d’accesso e le piattaforme ferro-
viarie.
D Aree per attività commerciali D1: Aree per acquisti generici al dettaglio

D2 : Aree in grandi magazzini


1) L’attenzione è posta sul punto 6.3.1.1(2), in particolare per le categorie C4 e C5. Quando occorre considerare gli effetti dinamici, vedere EN 1990.
Per la Categoria E, vedere prospetto 6.3.
Nota 1 In relazione alle destinazioni d’uso previste, le aree suscettibili di essere inserite nelle categorie C2, C3, C4 possono essere inserite nella categoria
C5 su decisione del committente e/o dell’appendice nazionale.
Nota 2 L’appendice nazionale può provvedere alla definizione di sotto-categorie rispetto alle Categorie A, B, da C1 a C5, D1 e D2.
Nota 3 Vedere punto 6.3.2 per attività di immagazzinamento o industriale.

6.3.1.2 Valori delle azioni


(1)P Le categorie di aree caricate, come specificate nel prospetto 6.1, devono essere
progettate impiegando i valori caratteristici qk (carico uniformemente distribuito) e Qk
(carico concentrato).
Nota I valori di qk e Qk sono indicati nel prospetto 6.2 riportato nel seguito. Quando nel prospetto è indicato un inter-
vallo, il valore può essere stabilito dall’appendice nazionale. I valori raccomandati, previsti per applicazioni
specifiche, sono sottolineati. qk è previsto per la determinazione degli effetti globali e Qk per gli effetti locali.
L’appendice nazionale può stabilire condizioni differenti di impiego di questo prospetto.

prospetto 6.2 Sovraccarichi su solai, balconi e scale negli edifici

Categorie di aree caricate qk Qk


[kN/m2] [kN]
Categoria A
- Solai da 1,5 a 2,0 da 2,0 a 3,0
- Scale da 2,0 a 4,0 da 2,0 a 4,0
- Balconi da 2,5 a 4,0 da 2,0 a 3,0
Categoria B da 2,0 a 3,0 da 1,5 a 4,5

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prospetto 6.2 Sovraccarichi su solai, balconi e scale negli edifici (Continua)

Categorie di aree caricate qk Qk


[kN/m2] [kN]
Categoria C
- C1 da 2,0 a 3,0 da 3,0 a 4,0
- C2 da 3,0 a 4,0 da 2,5 a 7,0 (4,0)
- C3 da 3,0 a 5,0 da 4,0 a 7,0
- C4 da 4,5 a 5,0 da 3,5 a 7,0
- C5 da 5,0 a 7,5 da 3,5 a 4,5
Categoria D
- D1 da 4,0 a 5,0 da 3,5 a 7,0 (4,0)
- D2 da 4,0 a 5,0 da 3,5 a 7,0

(2) Ove necessario, qk e Qk dovrebbero essere aumentati a livello di progetto (per


esempio, per le scale ed i balconi in funzione del tipo di occupazione e delle dimen-
sioni).
(3) Per le verifiche locali, dovrebbe essere preso in conto un carico concentrato Qk
applicato da solo.
(4) Per quel che riguarda i carichi concentrati derivanti da scaffali di magazzino o da
apparecchiature di sollevamento, Qk dovrebbe essere determinato caso per caso,
vedere punto 6.3.2.
(5)P I carichi concentrati devono essere considerati applicati in un punto qualsiasi del
solaio, del balcone o della scala, su di un’area di forma appropriata in relazione
all’utilizzo ed alla forma del solaio.
Nota La forma può essere assunta in generale quadrata, con lato di 50 mm. Vedere anche punto 6.3.4.2(4).
(6)P I carichi verticali sui solai dovuti al traffico o ai carrelli elevatori devono essere presi
in conto secondo quanto indicato nel punto 6.3.2.3.
(7)P I solai destinati ad usi diversi devono essere progettati per la categoria di carico più
sfavorevole che produce gli effetti delle azioni (per esempio forze o deformazioni) più
elevati nell’elemento in esame.
(8) Se un solaio permette una distribuzione trasversale dei carichi, il peso proprio delle
partizioni mobili può essere preso in conto sotto forma di un carico qk uniformemente
distribuito, che dovrebbe essere sommato ai sovraccarichi sui solai ricavati dal
prospetto 6.2. Questo carico uniformemente distribuito così definito dipende dal
peso proprio delle partizioni nel modo seguente:
- per le partizioni mobili con un peso proprio ≤1,0 kN per ogni metro di lunghezza
della parete: qk = 0,5 kN/m2;
- per le partizioni mobili con un peso proprio ≤2,0 kN per ogni metro di lunghezza
della parete: qk = 0,8 kN/m2;
- per le partizioni mobili con un peso proprio ≤3,0 kN per ogni metro di lunghezza
della parete: qk = 1,2 kN/m2.
(9) Partizioni più pesanti dovrebbero essere considerate nel progetto tenendo conto di:
- disposizioni e orientazioni delle partizioni;
- forma strutturale dei solai.
(10) In accordo con il punto 6.2.1(4), può essere applicato un coefficiente di riduzione αA
ai valori qk dei sovraccarichi nei prospetti 6.2, e 6.10 per i solai, e le coperture acces-
sibili, in Categoria I (vedere prospetto 6.9).
Nota 1 Il valore raccomandato del coefficiente di riduzione αA per le categorie da A ad E è determinato nel modo
seguente:
5 A
α A = --- ψ 0 + -----0- ≤ 1,0 (6.1)
7 A

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con la restrizione per le categorie C e D: αA ≥ 0,6
dove:
ψ0 è il coefficiente definito nella EN 1990, appendice A1, prospetto A1.1;
A0 = 10,0 m2;
A è l’area caricata.
Nota 2 L’appendice nazionale può fornire un metodo alternativo.
(11) In accordo con il punto 6.2.2(2) e a condizione che l’area sia classificata secondo il
prospetto 6.1 nelle categorie da A a D, il sovraccarico totale trasmesso nei pilastri e
nelle pareti da numerosi piani può essere moltiplicato per il coefficiente di riduzione
αn.
Nota 1 I valori raccomandati di αn sono indicati nel seguito.
2 + ( n – 2 )ψ0
α n = ---------------------------- (6.2)
n
dove:
n è il numero di piani (>2) sopra gli elementi strutturali caricati della stessa categoria;
ψ0 è definito nella EN 1990, appendice A1, prospetto A1.1.
Nota 2 L’appendice nazionale può fornire un metodo alternativo.

6.3.2 Aree per attività di immagazzinamento ed industriali

6.3.2.1 Categorie
(1)P Le aree per attività di immagazzinamento ed industriali devono essere suddivise
nelle due categorie secondo il prospetto 6.3.

prospetto 6.3 Categorie di immagazzinamento e impiego industriale

Categoria Destinazione d’uso specifica Esempio


E1 Aree suscettibili all’accumulo di merci, incluse le Aree per immagazzinamento inclusi immagazzi-
aree d’accesso namento di libri e altri documenti.
E2 Uso industriale

6.3.2.2 Valori delle azioni


(1)P Le aree caricate, classificate in categorie come specificato nel prospetto 6.3, devono
essere progettate impiegando i valori caratteristici qk (carico uniformemente distri-
buito) e Qk (carico concentrato).
Nota I valori raccomandati di qk e Qk sono indicati nel prospetto 6.4 riportato nel seguito. I valori possono essere
cambiati se necessario in accordo alla destinazione d’uso (vedere prospetto 6.3 e l’appendice A) per il
progetto specifico o dall’appendice nazionale. qk è previsto per la determinazione degli effetti globali e Qk per
gli effetti locali. L’appendice nazionale può definire condizioni differenti di impiego del prospetto 6.4.

prospetto 6.4 Sovraccarichi sui solai dovuti ad immagazzinamento

Categorie di aree caricate qk Qk


[kN/m2] [kN]
Categoria E1 7,5 7,0

(2)P Il valore caratteristico del sovraccarico deve essere il valore massimo, tenendo conto
degli effetti dinamici, se rilevanti. La disposizione del carico deve essere definita in
modo che produca le condizioni più sfavorevoli permesse nell’uso.
Nota Per le situazioni di progetto transitorie dovute alla installazione ed alla reinstallazione di macchinari, unità di
produzione ecc., una indicazione è fornita nella EN 1991-1-6.

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(3) I valori caratteristici dei carichi verticali nelle aree di immagazzinamento dovrebbero
essere definiti tenendo conto del peso per unità di volume e dei valori di progetto
superiori delle altezze delle scaffalature. Quando i materiali immagazzinati
esercitano forze orizzontali sulle pareti, ecc., la forza orizzontale dovrebbe essere
determinata in accordo alla EN 1991-4.
Nota Vedere appendice A per i pesi per unità di volume.
(4) Tutti gli effetti di riempimento e svuotamento dovrebbero essere presi in conto.
(5) I carichi delle aree di immagazzinamento di libri ed altri documenti dovrebbero
essere determinati in base all’area caricata ed all’altezza delle librerie impiegando i
valori appropriati del peso per unità di volume.
(6) I carichi nelle aree industriali dovrebbero essere valutati considerando la destina-
zione d’uso prevista e l’apparecchiatura che deve essere installata. Ove devono
essere installate apparecchiature quali gru, macchinari mobili, ecc., gli effetti sulla
struttura dovrebbero essere determinati in accordo alla EN 1991-3.
(7) Le azioni dovute ai carrelli elevatori ed ai veicoli adibiti a trasporto dovrebbero
essere considerate come carichi concentrati agenti in contemporanea con i sovrac-
carichi distribuiti corrispondenti indicati nei prospetti 6.2, 6.4 e 6.8.

6.3.2.3 Azioni indotte da carrelli elevatori


(1) I carrelli elevatori dovrebbero essere classificati in 6 classi da FL 1 a FL 6 in funzione
del peso a vuoto, delle dimensioni e dei carichi portati, vedere prospetto 6.5.

prospetto 6.5 Dimensioni del carrello elevatore secondo le classi FL

Classe del carrello Peso a vuoto Carico portato Larghezza di un asse a Larghezza totale b [m] Lunghezza totale l [m]
elevatore [kN] [kN] [m]
FL 1 21 10 0,85 1,00 2,60
FL 2 31 15 0,95 1,10 3,00
FL 3 44 25 1,00 1,20 3,30
FL 4 60 40 1,20 1,40 4,00
FL 5 90 60 1,50 1,90 4,60
FL 6 110 80 1,80 2,30 5,10

(2) Il carico assiale statico verticale Qk di un carrello elevatore dipende dalle classi da
FL 1 a FL 6 dei carrelli elevatori e dovrebbe essere ottenuto dal prospetto 6.6.

prospetto 6.6 Carichi assiali dei carrelli elevatori

Classe dei carrelli elevatori Carico per asse Qk


[kN]
FL 1 26
FL 2 40
FL 3 63
FL 4 90
FL 5 140
FL 6 170

(3) Il carico assiale statico verticale Qk dovrebbe essere incrementato attraverso il


coefficiente dinamico ϕ attraverso l’espressione (6.3).
Qk,dyn = ϕ Qk (6.3)
dove:
Qk,dyn è il valore caratteristico dinamico dell’azione;

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina 14


ϕ è il coefficiente di amplificazione dinamica;
Qk è il valore caratteristico statico dell’azione.
(4) Il coefficiente dinamico ϕ per i carrelli elevatori tiene conto degli effetti inerziali
causati dall’accelerazione e dalla decelerazione del carico portato e dovrebbe
essere posto pari a:
ϕ = 1,40 per carrelli su pneumatici,
ϕ = 2,00 per carrelli su ruote rigide.
(5) Per carrelli elevatori che hanno un peso a vuoto maggiore di 110 kN, i carichi
dovrebbero essere definiti attraverso una analisi più accurata.
(6) Il carico assiale verticale Qk e Qk,dyn di un carrello elevatore dovrebbe essere
disposto secondo quanto indicato in figura 6.1.
figura 6.1 Dimensioni dei carrelli elevatori

(7) I carichi orizzontali dovuti all’accelerazione o alla decelerazione dei carrelli elevatori
possono essere presi pari al 30% dei carichi assiali verticali Qk.
Nota I coefficienti dinamici non devono essere applicati.

6.3.2.4 Azioni indotte da veicoli per trasporto


(1) Le azioni generate dai veicoli per trasporto che si muovono sugli impalcati libera-
mente o su rotaie dovrebbero essere determinate disponendo un treno di carichi
mobili.
(2) I valori statici dei carichi verticali per asse dovrebbero essere definiti in termini di
pesi permanenti e carichi utili. I loro spettri dovrebbero essere impiegati per definire
i coefficienti di combinazione ed i carichi di fatica.
(3) I carichi per asse verticali ed orizzontali dovrebbero essere determinati in relazione
al caso specifico.
(4) La disposizione del carico, incluse le dimensioni significative per il progetto,
dovrebbe essere determinata in relazione al caso specifico.
Nota Modelli di carico appropriati derivati dalla EN 1991-2 possono essere impiegati ove pertinente.

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina 15


6.3.2.5 Azioni indotte da apparecchiature speciali per la manutenzione
(1) Apparecchiature speciali per la manutenzione dovrebbero essere modellate come
carichi da veicoli per trasporto, vedere punto 6.3.2.4.
(2) Le disposizioni dei carichi, incluse le dimensioni significative per il progetto,
dovrebbero essere determinate in relazione al caso specifico.

6.3.3 Garage e aree per il traffico veicolare (esclusi i ponti)

6.3.3.1 Categorie
(1)P Le aree per il traffico veicolare e per il parcheggio negli edifici devono essere divise
in due categorie in relazione alla loro accessibilità ai veicoli, come illustrato nel
prospetto 6.7.

prospetto 6.7 Aree per il traffico veicolare e per il parcheggio negli edifici

Categorie di aree per il traffico Destinazione d’uso specifica Esempi


F Aree per il traffico veicolare ed il parcheggio per garage;
veicoli leggeri (peso lordo del veicolo ≤30 kN e aree di parcheggio, aree di sosta
posti a sedere, escluso il guidatore, ≤8)
G Aree per il traffico veicolare ed il parcheggio per rampe d’accesso; zone carico-scarico merci;
veicoli medi (peso lordo del veicolo >30 kN e zone accessibili a autoveicoli dei vigili del fuoco
≤160 kN su 2 assi) (peso lordo del veicolo ≤160 kN)
Nota 1 L’accesso alle aree progettate in categoria F dovrebbe essere delimitato da elementi fisici costruiti nella struttura.
Nota 2 Le aree progettate nelle categorie F e G dovrebbero essere segnalate con gli appositi cartelli indicatori.

6.3.3.2 Valori delle azioni


(1) Il modello di carico che dovrebbe essere impiegato è un singolo asse con un carico
Qk le cui dimensioni sono indicate nella figura 6.2 e un carico uniformemente distri-
buito qk. I valori caratteristici di qk e Qk sono indicati nel prospetto 6.8.
Nota qk è impiegato per la determinazione degli effetti globali e Qk per gli effetti locali. L’appendice nazionale può
definire condizioni differenti di impiego di questo prospetto.
figura 6.2 Dimensioni del carico per asse
Dimensioni in metri

Nota Per la categoria F (vedere prospetto 6.8), la larghezza della superficie d’impronta quadrata
è di 100 mm; per la categoria G (vedere prospetto 6.8), la larghezza della superficie
d’impronta quadrata è di 200 mm.

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prospetto 6.8 Sovraccarichi nei garage e nelle aree per il traffico veicolare

Categorie di aree per il traffico qk Qk


[kN/m2] [kN]
Categoria F
Peso lordo dei veicoli: ≤30 kN qk Qk

Categoria G
30 kN < peso lordo dei veicoli ≤160 kN 5,0 Qk
2 2
Nota 1 Per la categoria F, il valore di qk può essere scelto nell’intervallo tra 1,5 kN/m e 2,5 kN/m e Qk può essere scelto nell’intervallo tra 10 kN e 20 kN.
Nota 2 Per la categoria G, il valore di Qk può essere scelto nell’intervallo tra 40 kN e 90 kN.
Nota 3 Ove viene indicato un campo di valori nelle note 1 e 2, il valore può essere stabilito dall’appendice nazionale.
I valori raccomandati sono sottolineati.

(2) Il carico per asse dovrebbe essere applicato su due superfici quadrate con lato di
100 mm per la categoria F e di 200 mm per la categoria G nelle posizioni possibili
che producono gli effetti più sfavorevoli dell’azione.

6.3.4 Coperture

6.3.4.1 Categorie
(1)P Le coperture possono essere classificate in tre categorie in relazione alla loro acces-
sibilità così come indicato nel prospetto 6.9.

prospetto 6.9 Definizione delle categorie di coperture

Categorie di area caricata Destinazione d’uso specifica


H Coperture non accessibili se non per manutenzione ordinaria e ripara-
zione
I Coperture accessibili con occupazione secondo le categorie da A a D
K Coperture accessibili per usi speciali, quali aree di atterraggio di elicotteri

(2) I sovraccarichi sulle coperture di categoria H dovrebbero essere quelli dati nel
prospetto 6.10. I sovraccarichi per le coperture di categoria I sono forniti nei prospetti
6.2, 6.4 e 6.8 in relazione alla destinazione d’uso specifica.
(3) I carichi sulle coperture di categoria K che forniscono le aree per l’atterraggio di
elicotteri dovrebbero essere per le classi di elicotteri HC, vedere prospetto 6.11.

6.3.4.2 Valori delle azioni


(1) Per le coperture di categoria H, i valori minimi caratteristici Qk e qk che dovrebbero
essere impiegati sono forniti nel prospetto 6.10. Essi sono correlati alla proiezione
dell’area della copertura in esame.

prospetto 6.10 Sovraccarichi sulle coperture di categoria H

Copertura qk Qk
[kN/m2] [kN]
Categoria H qk Qk
2 2
Nota 1 Per la categoria H, il valore di qk può essere scelto nell’intervallo tra 0,00 kN/m e 1,0 kN/m ed il valore di Qk può essere scelto nell’intervallo tra
0,9 kN e 1,5 kN.
Ove viene indicato un intervallo, i valori possono essere stabiliti dall’appendice nazionale. I valori raccomandati sono:
qk = 0,4 kN/m2; Qk = 1,0 kN.
Nota 2 qk può essere variato nell’appendice nazionale in relazione all’inclinazione della copertura.
Nota 3 qk può essere assunto agire su un’area A che può essere stabilita dall’appendice nazionale. Il valore raccomandato di A è 10 m2, all’interno
dell’intervallo compreso tra zero e l’intera area della copertura.
Nota 4 Vedere anche 3.3.2(1).

UNI EN 1991-1-1:2004 © UNI Pagina 17


(2) I valori minimi forniti nel prospetto 6.10 non prendono in conto un accumulo incon-
trollato dei materiali da costruzione che si può verificare durante la manutenzione.
Nota Vedere anche EN 1991-1-6: Azioni durante la costruzione.
(3)P Per le coperture, devono essere eseguite verifiche separate per il carico concentrato
Qk e per il carico uniformemente distribuito qk, agenti indipendentemente.
(4) Le coperture, ad eccezione di quelle con rivestimenti in tegole, dovrebbero essere
progettate per resistere ad una forza di 1,5 kN su di un’area di forma quadrata con
lato di 50 mm. Gli elementi di copertura con una superficie profilata o sagomata in
modo discontinuo dovrebbero essere progettati in modo che i carichi concentrati Qk
agiscano sull’area effettiva risultante dalla ripartizione del carico.
(5) Per le coperture di categoria K, le azioni indotte dagli elicotteri nelle aree di atter-
raggio dovrebbero essere determinate in accordo con il prospetto 6.11, ed impie-
gando i coefficienti dinamici forniti in 6.3.4.2(6) e dalla espressione 6.3.

prospetto 6.11 Sovraccarichi sulle coperture di categoria K per elicotteri

Classe di elicottero Carico di decollo Q dell’elicottero Carico di decollo Qk Dimensione dell’area caricata
(m × m)
HC1 Q ≤ 20 kN Qk = 20 kN 0,2 × 0,2
HC2 20 kN < Q ≤ 60 kN Qk = 60 kN 0,3 × 0,3

(6) Il coefficiente dinamico ϕ da applicare al carico di decollo Qk per tenere conto degli
effetti di impatto può essere assunto pari a ϕ = 1,40.
(7) Le scale e le passerelle di accesso dovrebbero essere ipotizzate caricate in accordo
al prospetto 6.10 per una inclinazione della copertura <20°. Per le passerelle che
sono parti di una via di fuga designata, qk dovrebbe essere in accordo con il
prospetto 6.2. Per le passerelle di servizio, dovrebbe essere preso un valore minimo
caratteristico Qk di 1,5 kN.
(8) I carichi indicati nel seguito dovrebbero essere impiegati per la progettazione dei
telai e dei rivestimenti dei portelli di accesso (ad eccezione delle coperture vetrate),
i sostegni dei controsoffitti e strutture simili:
a) senza accesso: nessun sovraccarico;
b) con accesso: 0,25 kN/m2 distribuiti sull’intera superficie o sull’area sostenuta, ed
il carico concentrato di 0,9 kN disposto in modo da produrre le tensioni massime
nell’elemento interessato.

6.4 Carichi orizzontali sui parapetti e sulle partizioni con funzione di barriere
(1) I valori caratteristici del carico qk distribuito su una linea che agisce all’altezza della
partizione o dei parapetti ma non più in alto di 1,20 m dovrebbero essere presi dal
prospetto 6.12.

prospetto 6.12 Carichi orizzontali sulle partizioni e sui parapetti

Aree caricate qk
[kN/m]
Categoria A qk
Categorie B e C1 qk
Categorie da C2 a C4 e D qk
Categoria C5 qk
Categoria E qk
Categoria F Vedere appendice B
Categoria G Vedere appendice B
Nota 1 Per le categorie A, B e C1, qk può essere scelto nell’intervallo tra 0,2 e 1,0 (0,5).
Nota 2 Per le categorie da C2 a C4 e D, qk può essere scelto nell’intervallo tra 0,8 kN/m e 1,0 kN/m.
Nota 3 Per la categoria C5, qk può essere scelto nell’intervallo tra 3,0 kN/m e 5,0 kN/m.
Nota 4 Per la categoria E, qk può essere scelto nell’intervallo tra 0,8 kN/m e 2,0 kN/m. Per le aree di categoria E, i carichi orizzontali dipendono dal tipo di
occupazione. Pertanto il valore di qk è definito come un valore minimo e dovrebbe essere verificato in relazione alla specifica occupazione.
Nota 5 Quando viene indicato un intervallo di valori nelle note 1, 2, 3 e 4, il valore può essere stabilito dall’appendice nazionale. Il valore raccomandato è sottolineato.
Nota 6 L’appendice nazionale può prescrivere carichi concentrati Qk aggiuntivi, e/o specifiche per l’urto di corpi molli o duri per una verifica analitica o sperimentale.

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(2) Per aree suscettibili di un significativo sovraffollamento in occasione di eventi
pubblici, per esempio gli stadi sportivi, le gradinate, i palcoscenici, le sale assem-
bleari o le sale per conferenze, il carico distribuito su una linea dovrebbe essere
preso secondo quanto indicato per la categoria C5.

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APPENDICE A PROSPETTI DEI VALORI NOMINALI DEI PESI PER UNITÀ DI VOLUME DEI MATERIALI
(informativa) DA COSTRUZIONE, E DEI VALORI NOMINALI DEI PESI PER UNITÀ DI VOLUME E
DEGLI ANGOLI DI INCLINAZIONE A RIPOSO DEI MATERIALI IMMAGAZZINATI

prospetto A.1 Materiali da costruzione - calcestruzzo e malta

Materiali Peso per unità di volume


γ
[kN/m3]
calcestruzzo (vedere EN 206)
leggero
classe di massa volumica LC 1,0 da 9,0 a 10,0 1) 2)
classe di massa volumica LC 1,2 da 10,0 a 12,0 1) 2)
classe di massa volumica LC 1,4 da 12,0 a 14,0 1) 2)
classe di massa volumica LC 1,6 da 14,0 a 16,0 1) 2)
classe di massa volumica LC 1,8 da 16,0 a 18,0 1) 2)
classe di massa volumica LC 2,0 da 18,0 a 20,0 1) 2)
normale 24,0 1) 2)
pesante > 1) 2)

malta
malta di cemento da 19,0 a 23,0
malta di gesso da 12,0 a 18,0
malta di calce e cemento da 18,0 a 20,0
malta di calce da 12,0 a 18,0
1) Aumentare di 1 kN/m3 in caso di percentuali normali di armatura ordinaria e da precompressione.
2) Aumentare di 1 kN/m3 per calcestruzzo allo stato fresco.
Nota Vedere Sezione 4.

prospetto A.2 Materiali da costruzione - muratura

Materiali Peso per unità di volume


γ
[kN/m3]
elementi di muratura
elementi di muratura di laterizio vedere prEN 771-1
elementi di muratura di silicato di calcio vedere prEN 771-2
elementi di muratura di calcestruzzo vibrocompresso vedere prEN 771-3
elementi di muratura di calcestruzzo aerato autoclavato vedere prEN 771-4
elementi di muratura di pietra agglomerata vedere prEN 771-5
blocchi di muratura di vetro, cavi vedere prEN 1051
terracotta 21,0
pietra naturale (vedere prEN 771-6)
granito, sienite, porfido da 27,0 a 30,0
basalto, diorite, gabbro da 27,0 a 31,0
basalto nero vetroso 26,0
lava basaltica 24,0
psammite, arenaria da 21,0 a 27,0
calcare compatto da 20,0 a 29,0
altro calcare 20,0
tufo vulcanico 20,0
gneiss 30,0
ardesia 28,0
Nota Vedere Sezione 4.

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prospetto A.3 Materiali da costruzione - legno

Materiali Peso per unità di volume


γ
[kN/m3]
legno (per le classi di resistenza del legno vedere EN 338)
classe di resistenza del legno C14 3,5
classe di resistenza del legno C16 3,7
classe di resistenza del legno C18 3,8
classe di resistenza del legno C22 4,1
classe di resistenza del legno C24 4,2
classe di resistenza del legno C27 4,5
classe di resistenza del legno C30 4,6
classe di resistenza del legno C35 4,8
classe di resistenza del legno C40 5,0
classe di resistenza del legno D30 6,4
classe di resistenza del legno D35 6,7
classe di resistenza del legno D40 7,0
classe di resistenza del legno D50 7,8
classe di resistenza del legno D60 8,4
classe di resistenza del legno D70 10,8

legno lamellare incollato (per le classi di resistenza del legno vedere


EN 1194)
legno lamellare incollato omogeneo GL24h 3,7
legno lamellare incollato omogeneo GL28h 4,0
legno lamellare incollato omogeneo GL32h 4,2
legno lamellare incollato omogeneo GL36h 4,4
legno lamellare incollato combinato GL24c 3,5
legno lamellare incollato combinato GL28c 3,7
legno lamellare incollato combinato GL32c 4,0
legno lamellare incollato combinato GL36c 4,2

legno compensato 5,0


compensato di legno tenero 7,0
compensato di betulla 4,5
paniforti lamellari e in listelli

pannelli di particelle di legno da 7,0 a 8,0


pannelli di particelle (chipboard) 12,0
pannelli con legante di cemento
pannelli di scaglie (flake board), a particelle orientate (OSB oriented 7,0
strand board), di trucioli (wafer board)

pannelli di fibre
pannelli di fibra duri, normalizzati e temperati 10,0
pannelli di fibra di media densità 8,0
pannelli di fibra teneri 4,0
Nota Vedere Sezione 4.

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prospetto A.4 Materiali da costruzione - metalli

Materiali Peso per unità di volume


γ
[kN/m3]
metalli
alluminio 27,0
ottone da 83,0 a 85,0
bronzo da 83,0 a 85,0
rame da 87,0 a 89,0
ghisa (iron, cast) da 71,0 a 72,5
ferro fucinabile (iron, wrought) 76,0
piombo da 112,0 a 114,0
acciaio da 77,0 a 78,5
zinco da 71,0 a 72,0

prospetto A.5 Materiali da costruzione - altri materiali

Materiali Peso per unità di volume


γ
[kN/m3]
altri materiali
vetro, frantumato 22,0
vetro, in pannelli 25,0

plastiche
lastre acriliche 12,0
polistirene, espanso, granuli 0,3
schiuma di vetro 1,4
pannelli 28,0

prospetto A.6 Materiali per ponti

Materiali Peso per unità di volume


γ
[kN/m3]
pavimentazione di ponti stradali
conglomerato bituminoso da 24,0 a 25,0
mastice d’asfalto da 18,0 a 22,0
asfalto spianato a caldo 23,0

riempimenti per ponti


sabbia (secca) da 15,0 a 16,0 1)
massicciata (ballast), ghiaia (sciolta) da 15,0 a 16,0 1)
scorie frantumate da 18,5 a 19,5
scoria in ghiaia da 13,5 a 14,5 1)
pietrame addensato da 20,5 a 21,5
malta di argilla da 18,5 a 19,5

pavimentazione di ponti ferroviari


strato di calcestruzzo di protezione 25,0
massicciata (ballast) normale (per esempio, granito, gneiss, ecc.) 20,0
massicciata (ballast) di basalto 26

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prospetto A.6 Materiali per ponti (Continua)

Materiali Peso per unità di volume


γ
[kN/m3]
Peso per unità di lunghezza del letto 2) 3)
gk
[kN/m]
strutture con massicciata in ballast
2 rotaie UIC 60 1,2
traverse di calcestruzzo precompresso con fissaggi ai binari 4,8
traverse di calcestruzzo con controventi in angolari metallici -
traverse di legno con fissaggi ai binari 1,9
strutture senza massicciata in ballast
2 rotaie UIC 60 con fissaggi ai binari 1,7
2 rotaie UIC 60 con fissaggi ai binari, trave da ponte e parapetti di sicurezza 4,9
1) Riportati in altri prospetti come materiali immagazzinati.
2) Non si tiene conto della massicciata (ballast).
3) Ipotizza un interasse di 600 mm.
Nota 1 I valori per i binari sono applicabili anche al di là dei ponti ferroviari.
Nota 2 Vedere Sezione 4.

prospetto A.7 Materiali immagazzinati - edifici e costruzioni

Materiali Peso per unità di volume Angolo di inclinazione a


γ riposo
[kN/m3] φ [°]
aggregati (vedere prEN 206)
leggeri da 9,0 a 20,0 1) 30
normali da 20,0 a 30,0 30
pesanti >30,0 30
ghiaia e sabbia, in mucchio da 15,0 a 20,0 35
sabbia da 14,0 a 19,0 30
scorie d’altoforno
in blocchi 17,0 40
in granuli 12,0 30
espansa in polvere 9,0 35
sabbia per laterizi, laterizi in polvere, laterizi frantumati 15,0 35
vermiculite
esfoliata, aggregato per calcestruzzo 1,0 -
grezza da 6,0 a 9,0 -
bentonite
sciolta 8,0 40
scossa 11,0 -
cemento
in mucchio 16,0 28
in sacchi 15,0 -
ceneri volanti da 10,0 a 14,0 25
vetro, in lastre 25,0 -
gesso, macinato 15,0 25
ceneri filtrate di lignite 15,0 20
calce 13,0 25
pietra calcarea, in polvere 13,0 da 25 a 27
magnesite, macinata 12,0 -
materiali plastici,
polietilene, polistirolo in granuli 6,4 30
polivinilcloride, in polvere 5,9 40
resina poliestere 11,8 -
resine collanti 13,0 -
acqua, dolce 10,0
1) Vedere prospetto A.1 per le classi di peso per unità di volume del calcestruzzo leggero.
Nota Vedere Sezione 4.

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prospetto A.8 Materiali immagazzinati - prodotti agricoli

Prodotti Peso per unità di volume Angolo di inclinazione a


γ riposo
[kN/m3] φ [°]
concime
letame (al minimo il 60% di parte solida) 7,8 -
letame (con paglia secca) 9,3 45
letame di gallina secco 6,9 45
melma (al massimo il 20% di parte solida) 10,8 -

fertilizzanti, artificiali da 8,0 a 12,0 25


NPK, in granuli 13,7 35
scoria base, in scaglie da 10,0 a 16,0 30
fosfati, in granuli da 12,0 a 16,0 28
solfato di potassio da 7,0 a 8,0 24
urea da 3,5 a 4,5 -
foraggio, verde, sciolto e a mucchi
grano
tenero (contenuto in umidità ≤14%, se non diversamente specificato) 7,8 30
in genere
orzo 7,0 30
grano da birra (umido) 8,8 -
sementi per erba 3,4 30
mais in mucchi 7,4 30
mais in sacchi 5,0 -
avena 5,0 30
semi di ravizzone 6,4 25
segale 7,0 30
frumento in mucchi 7,8 30
frumento in sacchi 7,5 -
erba in balle 7,8 40
fieno
(balle) da 1,0 a 3,0 -
(balle arrotolate) da 6,0 a 7,0 -
cuoi e pelli da 8,0 a 9,0 -
luppolo da 1,0 a 2,0 25
malto da 4,0 a 6,0 20
farina
macinata
in cubi 7,0 45
torba 7,0 40
secca, sciolta, smossa
secca, compressa in balle 1,0 35
umida 5,0 -
foraggio insilato 9,5 -
paglia da 5,0 a 10,0 -
in mucchi (secca)
in balle 0,7 -
tabacco, in balle 1,5 -
lana da 3,5 a 5,0 -
in mucchi
in balle 3,0 -
da 7,0 a 13,0 -
Nota Vedere Sezione 4.

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prospetto A.9 Materiali immagazzinati - alimenti

Prodotti Peso per unità di volume Angolo di inclinazione a


γ riposo
[kN/m3] φ [°]
uova, su supporto da 4,0 a 5,0 -
farina
in mucchi 6,0 25
in pacchi 5,0 -
frutta
mele 8,3 30
- sciolte 6,5 -
- in cassette 7,8 -
ciliegie 5,9 -
pere 2,0 -
mirtilli, in cestini 1,2 -
fragole, in cestini 6,8 -
pomodori
zucchero da 7,5 a 10,0 35
sciolto, in cumuli 16,0
addensato e in sacchi
verdure, ortaggi 4,0 -
cavoli 5,0 -
lattuga
verdure, legumi
fagioli 8,1 35
- in genere 7,4 30
- semi di soia 7,8 -
piselli
verdure, radici
in genere 8,8 -
barbabietole 7,4 40
carote 7,8 35
cipolle 7 35
rape 7 35
patate
in mucchi 7,6 35
in cassette 4,4 -
barbabietole da zucchero
seccate e tagliate 2,9 35
grezze 7,6 -
sminuzzate ed umide 10,0 -
Nota Vedere Sezione 4.

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prospetto A.10 Materiali immagazzinati - liquidi

Prodotti Peso per unità di volume


γ
[kN/m3]
beveraggi
birra 10,0
latte 10,0
acqua dolce 10,0
vino 10,0

oli naturali
olio di ricino 9,3
glicerolo (glicerina) 12,3
olio di semi di lino 9,2
olio di oliva 8,8

liquidi organici e acidi


alcool 7,8
etere 7,4
acido cloridrico (40% in peso) 11,8
alcool metilico 7,8
acido nitrico (91% in peso) 14,7
acido solforico (30% in peso) 13,7
acido solforico (87% in peso) 17,7
trementina, in essenza 8,3

idrocarburi
anilina 9,8
benzene (benzolo) 8,8
catrame di carbone da 10,8 a 12,8
creosoto 10,8
nafta 7,8
paraffina (cherosene) 8,3
benzina (benzolina) 6,9
olio grezzo (petrolio) da 9,8 a 12,8
diesel 8,3
carburante da 7,8 a 9,8
pesante 12,3
lubrificante 8,8
benzina (petrolio purificato, benzina per auto) 7,4
gas liquido
butano 5,7
propano 5,0

altri liquidi
mercurio 133
vernice di minio rosso 59
minio bianco, in olio 38
fango, con percentuale di acqua maggiore del 50% in volume 10,8
Nota Vedere Sezione 4.

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prospetto A.11 Materiali immagazzinati - carburanti solidi

Prodotti Peso per unità di volume Angolo di inclinazione a


γ riposo
[kN/m3] φ [°]
carbone di legna
poroso 4 -
compatto 15 -

carbone
formelle, alla rinfusa 8 35
formelle, ordinate 13 -
formelle a uovo 8,3 30
carbone grezzo da fossa 10 35
carbone in pozza di lavaggio 12 -
polvere di carbone 7 25
coke da 4,0 a 6,5 da 35 a 45
misto di cava 12,3 35
residui di pozze di lavaggio in miniera 13,7 35
tutte le altre specie di carbone 8,3 da 30 a 35

legna da ardere 5,4 45

lignite/carbone chiaro
formelle alla rinfusa 7,8 30
formelle ordinate 12,8 -
umido 9,8 da 30 a 40
secco 7,8 35
polvere 4,9 da 25 a 40
coke a bassa temperatura 9,8 40

torba
nera, seccata, imballata fermamente da 6 a 9 -
nera, seccata, scaricata sciolta da 3 a 6 45
Nota Vedere Sezione 4.

prospetto A.12 Materiali immagazzinati - industriali e generici

Prodotti Peso per unità di volume Angolo di inclinazione a


γ riposo
[kN/m3] φ [°]
libri e documenti
libri e documenti, 6,0 -
densamente stivati 8,5 -

schedari da archivio e armadietti 6,0 -


indumenti e stracci, ammassati 11,0 -
ghiaccio, in blocchi 8,5 -
pelle, impilata 10,0 -
carta
in rotoli 15,0 -
impilata 11,0 -

gomma da 10,0 a 17,0 -


salgemma 22,0 45
sale 12,0 40
segatura
asciutta, in sacchi 3,0 -
asciutta, sciolta 2,5 45
umida, sciolta 5,0 45
catrame, bitume 14,0 -
Nota Vedere Sezione 4.

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APPENDICE B BARRIERE PER VEICOLI E PARAPETTI PER PARCHEGGI
(informativa)
B(1) Le barriere ed i parapetti nelle aree di parcheggio dovrebbero essere progettati per
resistere ai carichi orizzontali indicati al punto B(2).
B(2) La forza orizzontale caratteristica F (in kilonewton), perpendicolare a ed uniforme-
mente distribuita su ogni tratto di 1,5 m di lunghezza di una barriera per un
parcheggio, progettata per resistere all’urto di un veicolo, è data da:
F = 0,5 mv 2 / (δc + δb)
dove:
m è la massa totale del veicolo (in kilogrammi);
v è la velocità del veicolo (in metri al secondo) perpendicolare alla barriera;
δc è la deformazione del veicolo (in millimetri);
δ b è la deformazione della barriera (in millimetri).
B(3) Quando il parcheggio è stato progettato sulla base del fatto che la massa totale dei
veicoli parcheggiati non eccede 2 500 kg, per determinare la forza F sono impiegati
i valori seguenti:
m = 1 500 kg;
v = 4,5 m/s;
δc = 100 mm, a meno che non sia disponibile una informazione migliore.
Per una barriera rigida, per cui δ b può essere posto pari a zero, la forza caratteristica
F appropriata a veicoli di massa totale fino a 2 500 kg, è presa pari a 150 kN.
B(4) Quando il parcheggio è stato progettato per veicoli la cui massa totale eccede
2 500 kg, per determinare la forza caratteristica F sono impiegati i valori seguenti:
m è la massa effettiva del veicolo per cui il parcheggio è progettato (in kilogrammi);
v = 4,5 m/s;
δc = 100 mm, a meno che non sia disponibile una informazione migliore.
B(5) La forza determinata come nei punti B(3) o B(4) può essere considerata applicata
all’altezza del paraurti. Nel caso di parcheggi progettati per veicoli la cui massa
totale non eccede 2 500 kg, questa altezza può essere presa pari a 375 mm sopra il
livello della pavimentazione.
B(6) Le barriere delle rampe d’accesso dei parcheggi devono resistere a metà della forza
determinata nei punti B(3) o B(4), applicata a un’altezza di 610 mm sopra la rampa.
B(7) Le barriere disposte di fronte ai tratti terminali delle rampe rettilinee progettate per
discendere la cui lunghezza eccede 20 m devono resistere al doppio della forza
determinata al punto B(3) applicata a un’altezza di 610 mm sopra la rampa.

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BIBLIOGRAFIA
ISO 2394 General principles on reliability for structures
ISO 3898 Basis of design of structures - Notations. General symbols
ISO 8930 General principles on reliability for structures - List of equivalent
terms

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