Uni en 1991-1-1
Uni en 1991-1-1
AGOSTO 2004
Eurocode 1
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Actions on structures
Part 1-1: General actions - Densities, self-weight, imposed loads for buildings
NORMA EUROPEA
SOMMARIO La norma fornisce i criteri di progettazione e le azioni per la progettazione
strutturale degli edifici e delle opere di ingegneria civile, inclusi alcuni
aspetti geotecnici, relativamente ai seguenti argomenti: pesi per unità di
volume di materiali da costruzione, peso proprio degli elementi costruttivi,
sovraccarichi sugli edifici.
Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
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1 GENERALITÀ 3
3 SITUAZIONI DI PROGETTO 7
3.1 Generalità...................................................................................................................................................... 7
3.2 Carichi permanenti ................................................................................................................................... 7
3.3 Sovraccarichi ............................................................................................................................................... 7
3.3.1 Generalità ........................................................................................................................................................ 7
3.3.2 Prescrizioni aggiuntive per edifici ............................................................................................................ 7
APPENDICE A PROSPETTI DEI VALORI NOMINALI DEI PESI PER UNITÀ DI VOLUME
(informativa) DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE, E DEI VALORI NOMINALI DEI PESI
PER UNITÀ DI VOLUME E DEGLI ANGOLI DI INCLINAZIONE A RIPOSO
DEI MATERIALI IMMAGAZZINATI 20
prospetto A.1 Materiali da costruzione - calcestruzzo e malta .............................................................................. 20
prospetto A.2 Materiali da costruzione - muratura .................................................................................................... 20
prospetto A.3 Materiali da costruzione - legno ........................................................................................................... 21
prospetto A.4 Materiali da costruzione - metalli ......................................................................................................... 22
prospetto A.5 Materiali da costruzione - altri materiali ............................................................................................. 22
prospetto A.6 Materiali per ponti ...................................................................................................................................... 22
prospetto A.7 Materiali immagazzinati - edifici e costruzioni ................................................................................. 23
prospetto A.8 Materiali immagazzinati - prodotti agricoli ......................................................................................... 24
prospetto A.9 Materiali immagazzinati - alimenti ....................................................................................................... 25
prospetto A.10 Materiali immagazzinati - liquidi ........................................................................................................... 26
prospetto A.11 Materiali immagazzinati - carburanti solidi ........................................................................................ 27
prospetto A.12 Materiali immagazzinati - industriali e generici................................................................................ 27
BIBLIOGRAFIA 29
APRILE 2002
Eurocode 1 Sostituisce
ENV 1991-2-1:1995
EUROPEAN STANDARD Actions on structures
Part 1-1: General actions - Densities, self-weight, imposed loads for buildings
Eurocode 1
NORME EUROPÉENNE Actions sur les structures
Partie 1-1: Actions générales - Poids volumiques, poids propres, charges
d’exploitation bâtiments
Eurocode 1
EUROPÄISCHE NORM Einwirkungen auf Tragwerke
Teil 1-1: Wichten, Eigengewicht und Nutzlasten im Hochbau
DESCRITTORI
ICS 91.010.30
CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles
© 2002 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.
1) Accordo tra la Commissione delle Comunità Europee ed il Comitato Europeo di Normazione (CEN) concernente il lavoro
sugli EUROCODICI relativi alla progettazione di edifici e di opere di ingegneria civile (BC/CEN/03/89).
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2) Secondo l’art. 3.3 della CPD, i requisiti essenziali (ER) sono precisati in documenti interpretativi destinati a stabilire i
collegamenti necessari tra i requisiti essenziali ed i mandati per le norme armonizzate EN e ETAG/ETA.
3) Secondo l’art. 12 della CPD, i documenti interpretativi devono:
a) precisare i requisiti essenziali armonizzando la terminologia e i concetti tecnici di base, ed indicando classi o livelli
per ciascun requisito ove necessario;
b) indicare metodi per correlare queste classi o livelli di requisiti alle specifiche tecniche, per esempio metodi di calcolo
e di verifica, regole tecniche per la progettazione, ecc.;
c) servire come riferimento per stabilire norme armonizzate e orientamenti per i benestari tecnici europei.
Gli Eurocodici, de facto, giocano un ruolo simile nel campo dell’ER 1 e di una parte dell’ER 2.
4) Vedere art. 3.3 e art. 12 del CPD, così come punti 4.2, 4.3.1, 4.3.2 e 5.2 dell’ID 1.
1 GENERALITÀ
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1.4.1 peso totale per unità di volume: Il peso totale per unità di volume è il peso complessivo per
unità di volume di un materiale, che include una distribuzione normale di microcavità, vuoti
e pori.
Nota Nell’uso corrente, questo termine è spesso abbreviato in "densità" (che in senso stretto è la massa per unità
di volume).
1.4.2 angolo di inclinazione a riposo (angolo di riposo, angolo di attrito interno): L’angolo di incli-
nazione a riposo è l’angolo che la naturale inclinazione delle sponde di un’ammasso di
materiale sciolto forma con l’orizzontale.
1.4.3 peso lordo di un veicolo: Il peso lordo di un veicolo include il peso proprio del veicolo e il
peso massimo delle merci che è permesso trasportare con esso.
1.4.4 elementi strutturali: Gli elementi strutturali comprendono la struttura a telaio principale e
le strutture di sostegno. Per i ponti, gli elementi strutturali comprendono travi, soletta
d’impalcato e gli elementi di sostegno quali gli ancoraggi dei cavi.
1.4.5 elementi non strutturali: Gli elementi non strutturali sono quelli che includono gli elementi
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di completamento e finitura collegati alla struttura, inclusa la pavimentazione stradale ed
i parapetti privi di funzione strutturale. Includono inoltre gli impianti e i macchinari fissati in
modo permanente alla struttura o all’interno di essa.
1.4.7 partizioni mobili: Le partizioni mobili sono quelle che possono essere spostate sui solai,
aggiunte o rimosse o ricostruite in un’altra posizione.
1.5 Simboli
(1) Ai fini della presente norma europea, si applicano i seguenti simboli.
Nota La notazione impiegata è basata sulla ISO 3898:1997.
(2) Una lista base di simboli è fornita nel punto 1.6 della EN 1990 e le notazioni
aggiuntive riportate nel seguito sono specifiche della presente parte della EN 1991.
Lettere maiuscole dell’alfabeto latino
A area caricata
A0 area d’impronta
Qk valore caratteristico di un carico variabile concentrato
Lettere minuscole dell’alfabeto latino
gk peso per unità di area, o peso per unità di lunghezza
n numero di piani
qk valore caratteristico di un carico uniformemente distribuito, o di un carico ripartito
su una linea
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(2) Quando il peso proprio può variare nel tempo, si dovrebbe tenere conto di ciò
assumendo valori caratteristici superiore e inferiore (vedere EN 1990, punto 4.1.2).
Tuttavia, in alcuni casi nei quali questa azione è libera [per esempio, per le partizioni
mobili, vedere punto [Link](8)] essa dovrebbe essere trattata come un sovraccarico
aggiuntivo.
Nota Questo si applica in particolare quando le azioni "permanenti" possono essere favorevoli.
(3)P I carichi dovuti alla massicciata devono essere considerati come azioni permanenti e
si deve tenere conto della progettazione delle possibili ridistribuzioni della massic-
ciata, vedere punto 5.2.2(1) e (2).
(4)P I carichi dovuti al terreno sulle coperture e sui terrazzi devono essere considerati
come azioni permanenti.
(5) Con riferimento ai punti 2.1(3)P e 2.1(4)P, il progetto dovrebbe considerare le varia-
zioni nel contenuto in umidità e la variazione di spessore, che possono essere
causate da un accumulo non controllato che si verifica durante la vita di progetto
della struttura.
Nota Per informazioni dettagliate sulle spinte delle terre vedere EN 1997.
2.2 Sovraccarichi
(1)P I sovraccarichi devono essere classificati come azioni libere variabili, se non diversa-
mente specificato nella presente norma, vedere EN 1990, punti 1.5.3 e 4.1.1.
Nota Per i sovraccarichi sui ponti vedere EN 1991-2.
(2) Quando si considera la situazione di progetto eccezionale nella quale può essere
significativo l’urto da veicoli o i carichi eccezionali trasmessi da macchinari, questi
carichi dovrebbero essere derivati dalla EN 1991-1-7.
(3) I sovraccarichi dovrebbero essere presi in conto come azioni quasi statiche (vedere
EN 1990, punto [Link]). I modelli di carico possono includere gli effetti dinamici se
non c’è rischio di risonanza o di un’altra risposta dinamica significativa della
struttura, vedere EN dalla EN 1992 alla EN 1999. Se invece possono essere attesi
effetti di risonanza dovuti al movimento ritmico sincronizzato di persone o alla danza
o ai salti, il modello di carico dovrebbe essere determinato per una analisi dinamica
speciale.
Nota La procedura da utilizzare può essere indicata nell’appendice nazionale.
(4) Quando si considerano carrelli elevatori ed elicotteri, dovrebbero essere considerati
i carichi aggiuntivi dovuti alle masse ed alle forze d’inerzia causate dagli effetti delle
fluttuazioni. Questi effetti sono presi in conto attraverso un coefficiente di amplifica-
zione dinamica ϕ che viene applicato ai valori del carico statico, come indicato nella
espressione (6.3).
3 SITUAZIONI DI PROGETTO
3.1 Generalità
(1)P I carichi permanenti ed i sovraccarichi significativi devono essere determinati per
ogni situazione di progetto identificata in accordo con la EN 1990, punto 3.2.
3.3 Sovraccarichi
3.3.1 Generalità
(1)P Per le aree che si prevede siano soggette a differenti categorie di carichi, il progetto
deve considerare il caso di carico più critico.
(2)P Nelle situazioni di progetto in cui i sovraccarichi agiscono simultaneamente con altre
azioni variabili (per esempio, le azioni indotte dal vento, dalla neve, dalle gru o dai
macchinari), i sovraccarichi totali considerati nel caso di carico devono essere consi-
derati una azione singola.
(3) Nei casi in cui il numero di variazioni di carico o gli effetti delle vibrazioni possono
causare fatica, dovrebbe essere stabilito un modello di carico per fatica.
(4) Per le strutture sensibili alle vibrazioni, dovrebbero essere considerati modelli
dinamici dei sovraccarichi ove significativi. La procedura di progetto è indicata nella
EN 1990, punto 5.1.3.
4.1 Generalità
(1) Dovrebbero essere specificati i valori caratteristici dei pesi per unità di volume dei
materiali da costruzione e dei materiali immagazzinati. I valori medi dovrebbero
essere impiegati come valori caratteristici. Vedere tuttavia i punti 4.1(2) e 4.1(3).
Nota L’appendice A fornisce i valori medi dei pesi per unità di volume e degli angoli di inclinazione a riposo per i
materiali immagazzinati. Quando è definito un intervallo, si ipotizza che il valore medio sia fortemente dipen-
dente dalla sorgente del materiale e può essere scelto considerando ogni progetto specifico.
(2) Per materiali (per esempio, materiali nuovi e innovativi) che non sono trattati nei
prospetti in appendice A, il valore caratteristico del peso per unità di volume
dovrebbe essere determinato in accordo con la EN 1990, punto 4.1.2, e concordato
per ogni progetto specifico.
(3) Quando vengono impiegati materiali con una significativa dispersione del peso per
unità di volume, dovuta per esempio alla loro sorgente, al contenuto d’acqua, ecc., il
valore caratteristico di questi pesi per unità di volume dovrebbe essere valutato in
accordo con la EN 1990, punto 4.1.2.
(4) Se viene condotta una valutazione diretta affidabile dei pesi per unità di volume,
allora questi valori possono essere utilizzati.
Nota Può essere usata la EN 1990, appendice D.
d’aria;
- attrezzature dell’impianto elettrico;
- tubazioni, senza i loro contenuti;
- canali e condotti per cavi.
5.2.1 Generalità
(1)P La determinazione dei valori caratteristici del peso proprio, e delle dimensioni e dei
pesi per unità di volume deve essere condotta in accordo con la EN 1990, punto
4.1.2.
(2) Le dimensioni nominali dovrebbero essere quelle riportate nei disegni di progetto.
mente specificato, dovrebbe essere preso in conto uno scostamento dal valore
medio del peso proprio di ±20%.
Nota Idonee specifiche possono essere fornite nell’appendice nazionale. Vedere anche EN 1990, punto 4.1.2(4).
(5) Per il peso proprio di altri elementi non strutturali, quali:
- corrimano, barriere di sicurezza, parapetti, cordoli di marciapiede ed altre finiture
di ponti;
- giunti/collegamenti;
- elementi di alleggerimento.
I valori caratteristici dovrebbero essere presi uguali ai valori nominali se non diversa-
mente specificato.
Nota Idonee specifiche possono essere fornite nell’appendice nazionale. In relazione al progetto può essere
permesso di realizzare il riempimento dei vuoti con acqua.
[Link] Categorie
(1)P Le aree negli edifici residenziali, sociali, commerciali e amministrativi devono essere
divise in categorie in relazione alle destinazioni d’uso specifiche indicate nel
prospetto 6.1.
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C3: Aree prive di ostacoli al movimento delle persone, per esempio, aree
nei musei, sale d’esposizione, ecc., e aree di accesso negli edifici
pubblici ed amministrativi, alberghi, ospedali, atri di stazioni ferroviarie.
C4: Aree con possibile svolgimento di attività fisiche, per esempio, sale
da ballo, palestre, palcoscenici.
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Per la Categoria E, vedere prospetto 6.3.
Nota 1 In relazione alle destinazioni d’uso previste, le aree suscettibili di essere inserite nelle categorie C2, C3, C4 possono essere inserite nella categoria
C5 su decisione del committente e/o dell’appendice nazionale.
Nota 2 L’appendice nazionale può provvedere alla definizione di sotto-categorie rispetto alle Categorie A, B, da C1 a C5, D1 e D2.
Nota 3 Vedere punto 6.3.2 per attività di immagazzinamento o industriale.
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applicato da solo.
(4) Per quel che riguarda i carichi concentrati derivanti da scaffali di magazzino o da
apparecchiature di sollevamento, Qk dovrebbe essere determinato caso per caso,
vedere punto 6.3.2.
(5)P I carichi concentrati devono essere considerati applicati in un punto qualsiasi del
solaio, del balcone o della scala, su di un’area di forma appropriata in relazione
all’utilizzo ed alla forma del solaio.
Nota La forma può essere assunta in generale quadrata, con lato di 50 mm. Vedere anche punto [Link](4).
(6)P I carichi verticali sui solai dovuti al traffico o ai carrelli elevatori devono essere presi
in conto secondo quanto indicato nel punto [Link].
(7)P I solai destinati ad usi diversi devono essere progettati per la categoria di carico più
sfavorevole che produce gli effetti delle azioni (per esempio forze o deformazioni) più
elevati nell’elemento in esame.
(8) Se un solaio permette una distribuzione trasversale dei carichi, il peso proprio delle
partizioni mobili può essere preso in conto sotto forma di un carico qk uniformemente
distribuito, che dovrebbe essere sommato ai sovraccarichi sui solai ricavati dal
prospetto 6.2. Questo carico uniformemente distribuito così definito dipende dal
peso proprio delle partizioni nel modo seguente:
- per le partizioni mobili con un peso proprio ≤1,0 kN per ogni metro di lunghezza
della parete: qk = 0,5 kN/m2;
- per le partizioni mobili con un peso proprio ≤2,0 kN per ogni metro di lunghezza
della parete: qk = 0,8 kN/m2;
- per le partizioni mobili con un peso proprio ≤3,0 kN per ogni metro di lunghezza
della parete: qk = 1,2 kN/m2.
(9) Partizioni più pesanti dovrebbero essere considerate nel progetto tenendo conto di:
- disposizioni e orientazioni delle partizioni;
- forma strutturale dei solai.
(10) In accordo con il punto 6.2.1(4), può essere applicato un coefficiente di riduzione αA
ai valori qk dei sovraccarichi nei prospetti 6.2, e 6.10 per i solai, e le coperture acces-
sibili, in Categoria I (vedere prospetto 6.9).
Nota 1 Il valore raccomandato del coefficiente di riduzione αA per le categorie da A ad E è determinato nel modo
seguente:
5 A
α A = --- ψ 0 + -----0- ≤ 1,0 (6.1)
7 A
[Link] Categorie
(1)P Le aree per attività di immagazzinamento ed industriali devono essere suddivise
nelle due categorie secondo il prospetto 6.3.
(2)P Il valore caratteristico del sovraccarico deve essere il valore massimo, tenendo conto
degli effetti dinamici, se rilevanti. La disposizione del carico deve essere definita in
modo che produca le condizioni più sfavorevoli permesse nell’uso.
Nota Per le situazioni di progetto transitorie dovute alla installazione ed alla reinstallazione di macchinari, unità di
produzione ecc., una indicazione è fornita nella EN 1991-1-6.
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Classe del carrello Peso a vuoto Carico portato Larghezza di un asse a Larghezza totale b [m] Lunghezza totale l [m]
elevatore [kN] [kN] [m]
FL 1 21 10 0,85 1,00 2,60
FL 2 31 15 0,95 1,10 3,00
FL 3 44 25 1,00 1,20 3,30
FL 4 60 40 1,20 1,40 4,00
FL 5 90 60 1,50 1,90 4,60
FL 6 110 80 1,80 2,30 5,10
(2) Il carico assiale statico verticale Qk di un carrello elevatore dipende dalle classi da
FL 1 a FL 6 dei carrelli elevatori e dovrebbe essere ottenuto dal prospetto 6.6.
FL 4 90
FL 5 140
FL 6 170
(7) I carichi orizzontali dovuti all’accelerazione o alla decelerazione dei carrelli elevatori
possono essere presi pari al 30% dei carichi assiali verticali Qk.
Nota I coefficienti dinamici non devono essere applicati.
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[Link] Categorie
(1)P Le aree per il traffico veicolare e per il parcheggio negli edifici devono essere divise
in due categorie in relazione alla loro accessibilità ai veicoli, come illustrato nel
prospetto 6.7.
prospetto 6.7 Aree per il traffico veicolare e per il parcheggio negli edifici
Nota Per la categoria F (vedere prospetto 6.8), la larghezza della superficie d’impronta quadrata
è di 100 mm; per la categoria G (vedere prospetto 6.8), la larghezza della superficie
d’impronta quadrata è di 200 mm.
Categoria G
30 kN < peso lordo dei veicoli ≤160 kN 5,0 Qk
2 2
Nota 1 Per la categoria F, il valore di qk può essere scelto nell’intervallo tra 1,5 kN/m e 2,5 kN/m e Qk può essere scelto nell’intervallo tra 10 kN e 20 kN.
Nota 2 Per la categoria G, il valore di Qk può essere scelto nell’intervallo tra 40 kN e 90 kN.
Nota 3 Ove viene indicato un campo di valori nelle note 1 e 2, il valore può essere stabilito dall’appendice nazionale.
I valori raccomandati sono sottolineati.
(2) Il carico per asse dovrebbe essere applicato su due superfici quadrate con lato di
100 mm per la categoria F e di 200 mm per la categoria G nelle posizioni possibili
che producono gli effetti più sfavorevoli dell’azione.
6.3.4 Coperture
[Link] Categorie
(1)P Le coperture possono essere classificate in tre categorie in relazione alla loro acces-
sibilità così come indicato nel prospetto 6.9.
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Categorie di area caricata Destinazione d’uso specifica
H Coperture non accessibili se non per manutenzione ordinaria e ripara-
zione
I Coperture accessibili con occupazione secondo le categorie da A a D
K Coperture accessibili per usi speciali, quali aree di atterraggio di elicotteri
(2) I sovraccarichi sulle coperture di categoria H dovrebbero essere quelli dati nel
prospetto 6.10. I sovraccarichi per le coperture di categoria I sono forniti nei prospetti
6.2, 6.4 e 6.8 in relazione alla destinazione d’uso specifica.
(3) I carichi sulle coperture di categoria K che forniscono le aree per l’atterraggio di
elicotteri dovrebbero essere per le classi di elicotteri HC, vedere prospetto 6.11.
Copertura qk Qk
[kN/m2] [kN]
Categoria H qk Qk
2 2
Nota 1 Per la categoria H, il valore di qk può essere scelto nell’intervallo tra 0,00 kN/m e 1,0 kN/m ed il valore di Qk può essere scelto nell’intervallo tra
0,9 kN e 1,5 kN.
Ove viene indicato un intervallo, i valori possono essere stabiliti dall’appendice nazionale. I valori raccomandati sono:
qk = 0,4 kN/m2; Qk = 1,0 kN.
Nota 2 qk può essere variato nell’appendice nazionale in relazione all’inclinazione della copertura.
Nota 3 qk può essere assunto agire su un’area A che può essere stabilita dall’appendice nazionale. Il valore raccomandato di A è 10 m2, all’interno
dell’intervallo compreso tra zero e l’intera area della copertura.
Nota 4 Vedere anche 3.3.2(1).
Classe di elicottero Carico di decollo Q dell’elicottero Carico di decollo Qk Dimensione dell’area caricata
(m × m)
HC1 Q ≤ 20 kN Qk = 20 kN 0,2 × 0,2
HC2 20 kN < Q ≤ 60 kN Qk = 60 kN 0,3 × 0,3
(6) Il coefficiente dinamico ϕ da applicare al carico di decollo Qk per tenere conto degli
effetti di impatto può essere assunto pari a ϕ = 1,40.
(7) Le scale e le passerelle di accesso dovrebbero essere ipotizzate caricate in accordo
al prospetto 6.10 per una inclinazione della copertura <20°. Per le passerelle che
sono parti di una via di fuga designata, qk dovrebbe essere in accordo con il
prospetto 6.2. Per le passerelle di servizio, dovrebbe essere preso un valore minimo
caratteristico Qk di 1,5 kN.
(8) I carichi indicati nel seguito dovrebbero essere impiegati per la progettazione dei
telai e dei rivestimenti dei portelli di accesso (ad eccezione delle coperture vetrate),
i sostegni dei controsoffitti e strutture simili:
a) senza accesso: nessun sovraccarico;
b) con accesso: 0,25 kN/m2 distribuiti sull’intera superficie o sull’area sostenuta, ed
il carico concentrato di 0,9 kN disposto in modo da produrre le tensioni massime
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nell’elemento interessato.
6.4 Carichi orizzontali sui parapetti e sulle partizioni con funzione di barriere
(1) I valori caratteristici del carico qk distribuito su una linea che agisce all’altezza della
partizione o dei parapetti ma non più in alto di 1,20 m dovrebbero essere presi dal
prospetto 6.12.
Aree caricate qk
[kN/m]
Categoria A qk
Categorie B e C1 qk
Categorie da C2 a C4 e D qk
Categoria C5 qk
Categoria E qk
Categoria F Vedere appendice B
Categoria G Vedere appendice B
Nota 1 Per le categorie A, B e C1, qk può essere scelto nell’intervallo tra 0,2 e 1,0 (0,5).
Nota 2 Per le categorie da C2 a C4 e D, qk può essere scelto nell’intervallo tra 0,8 kN/m e 1,0 kN/m.
Nota 3 Per la categoria C5, qk può essere scelto nell’intervallo tra 3,0 kN/m e 5,0 kN/m.
Nota 4 Per la categoria E, qk può essere scelto nell’intervallo tra 0,8 kN/m e 2,0 kN/m. Per le aree di categoria E, i carichi orizzontali dipendono dal tipo di
occupazione. Pertanto il valore di qk è definito come un valore minimo e dovrebbe essere verificato in relazione alla specifica occupazione.
Nota 5 Quando viene indicato un intervallo di valori nelle note 1, 2, 3 e 4, il valore può essere stabilito dall’appendice nazionale. Il valore raccomandato è sottolineato.
Nota 6 L’appendice nazionale può prescrivere carichi concentrati Qk aggiuntivi, e/o specifiche per l’urto di corpi molli o duri per una verifica analitica o sperimentale.
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malta
malta di cemento da 19,0 a 23,0
malta di gesso da 12,0 a 18,0
malta di calce e cemento da 18,0 a 20,0
malta di calce da 12,0 a 18,0
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pannelli di fibre
pannelli di fibra duri, normalizzati e temperati 10,0
pannelli di fibra di media densità 8,0
pannelli di fibra teneri 4,0
Nota Vedere Sezione 4.
plastiche
lastre acriliche 12,0
polistirene, espanso, granuli 0,3
schiuma di vetro 1,4
pannelli 28,0
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segale 7,0 30
frumento in mucchi 7,8 30
frumento in sacchi 7,5 -
erba in balle 7,8 40
fieno
(balle) da 1,0 a 3,0 -
(balle arrotolate) da 6,0 a 7,0 -
cuoi e pelli da 8,0 a 9,0 -
luppolo da 1,0 a 2,0 25
malto da 4,0 a 6,0 20
farina
macinata
in cubi 7,0 45
torba 7,0 40
secca, sciolta, smossa
secca, compressa in balle 1,0 35
umida 5,0 -
foraggio insilato 9,5 -
paglia da 5,0 a 10,0 -
in mucchi (secca)
in balle 0,7 -
tabacco, in balle 1,5 -
lana da 3,5 a 5,0 -
in mucchi
in balle 3,0 -
da 7,0 a 13,0 -
Nota Vedere Sezione 4.
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latte 10,0
acqua dolce 10,0
vino 10,0
oli naturali
olio di ricino 9,3
glicerolo (glicerina) 12,3
olio di semi di lino 9,2
olio di oliva 8,8
idrocarburi
anilina 9,8
benzene (benzolo) 8,8
catrame di carbone da 10,8 a 12,8
creosoto 10,8
nafta 7,8
paraffina (cherosene) 8,3
benzina (benzolina) 6,9
olio grezzo (petrolio) da 9,8 a 12,8
diesel 8,3
carburante da 7,8 a 9,8
pesante 12,3
lubrificante 8,8
benzina (petrolio purificato, benzina per auto) 7,4
gas liquido
butano 5,7
propano 5,0
altri liquidi
mercurio 133
vernice di minio rosso 59
minio bianco, in olio 38
fango, con percentuale di acqua maggiore del 50% in volume 10,8
Nota Vedere Sezione 4.
carbone
formelle, alla rinfusa 8 35
formelle, ordinate 13 -
formelle a uovo 8,3 30
carbone grezzo da fossa 10 35
carbone in pozza di lavaggio 12 -
polvere di carbone 7 25
coke da 4,0 a 6,5 da 35 a 45
misto di cava 12,3 35
residui di pozze di lavaggio in miniera 13,7 35
tutte le altre specie di carbone 8,3 da 30 a 35
lignite/carbone chiaro
formelle alla rinfusa 7,8 30
formelle ordinate 12,8 -
umido 9,8 da 30 a 40
secco 7,8 35
polvere 4,9 da 25 a 40
coke a bassa temperatura 9,8 40
torba
nera, seccata, imballata fermamente da 6 a 9 -
nera, seccata, scaricata sciolta da 3 a 6 45
Nota Vedere Sezione 4.
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